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RISPARMIO ENERGETICO Sotto il nome di risparmio energetico si annoverano varie tecniche atte a ridurre i consumi dellenergia necessaria allo

svolgimento delle diverse attivit umane. Il risparmio pu essere ottenuto sia modificando i processi energetici in modo che ci siano meno sprechi, sia utilizzando tecnologie in grado di trasformare lenergia da una forma allaltra in modo pi efficiente, sia ricorrendo allauto-produzione. Metodi per il risparmio energetico Uno degli esempi pi comuni dato dalla sostituzione delle lampadine ad incandescenza con quelle a basso consumo che emettono una quantit di energia luminosa diverse volte superiore alle prime a parit di energia consumata. Anche nel riscaldamento degli edifici ci sono accorgimenti pi o meno semplici per risparmiare energia, come luso delle valvole termostatiche, luso di cronotermostati ed altri pi impegnativi, come la sostituzione degli infissi obsoleti, delle caldaie vecchie con caldaie a condensazione, lisolamento termico delle pareti. Un risparmio energetico si pu avere anche a livello di produzione di energia elettrica utilizzando sistemi di cogenerazione atti a migliorare i rendimenti dei vari processi, che consistono in tecnologie atte ad ottenere energia elettrica e calore; oppure si utilizzano in cascata gli stessi flussi energetici a crescenti entropie per utenze differenziate o, infine, si effettuano forme di recupero energetico a circuito chiuso. Oppure si sfrutta lenergia dissipata nel moto degli esseri umani o delle automobili, come gi stato fatto in Olanda, ad esempio con pavimenti sensibili alla pressione, posti nelle scale dei metr pi frequentati del mondo, che producono energia elettrica. Utilizzare energia elettrica per produrre calore rappresenta uno spreco perch si trasforma unenergia nobile in calore, che unenergia di seconda specie. In base ai primi due principi della termodinamica, lenergia meccanica-elettrica pu interamente essere convertita in calore, mentre il calore pu essere riconvertito solo in parte in energia. Questo spreco deriva dal fatto che molte forme di energia (termoelettrica e geotermoelettrica, nucleare, solare) sono trasformate in calore usato per produrre energia elettrica che viene utilizzata per il riscaldamento: ad ogni passaggio c aumento di entropia e perdita di rendimento termodinamico. Talora il riscaldamento elettrico conviene dal punto di

vista delleconomia individuale. In Francia, ad esempio, diffuso perch lenergia elettrica prodotta col nucleare costa meno del riscaldamento col metano. Provvedimenti utili a evitare lo spreco di energia per produrre calore:

usare stufette elettriche, condizionatori e pompe di calore con scambiatore di calore ad acqua, che mantiene un coefficiente di prestazione molto alto. Lo scambiatore ad aria, nei momenti di minore carico, ha un Coefficient of Performance pari a 5;

negli impianti di condizionamento dellaria, utilizzare gruppi di assorbimento che funzionano ad acqua calda, ottenibile altrimenti con pannelli solari o teleriscaldamento, al posto dei compressori elettrici;

lanciare la produzione di lavatrici domestiche con doppio ingresso sia di acqua calda sia di acqua fredda; quelle attuali hanno un unico ingresso, utilizzato per lacqua fredda, che viene alloccorrenza scaldata elettricamente allinterno dellelettrodomestico.

le reti di sensori wireless possono essere utilizzate per monitorare in modo efficiente luso dellenergia.

Le Energy Service Companies (E.S.Co.) In tema di risparmio energetico un riferimento obbligato alle Societ di servizi energetici (nellacronimo inglese ESCO - ossia Energy Service Companies), realt imprenditoriali (per la massima parte costituite sotto forma di societ di capitali) che si occupano dellattuazione di misure di efficienza energetica (ossia interventi tesi al raggiungimento di una riduzione dei consumi negli usi finali dellenergia da parte degli utenti). Premesso quello che il compito principale delle ESCO (ossia la realizzazione di misure di miglioramento dellefficienza energetica) da notare che il valore aggiunto di tali societ quello di poter fornire un punto di riferimento unico per la realizzazione di interventi che richiedono una grande variet di competenze, direttamente dipendenti (al di l della fase di auditing che pare, in verit, la pi tipizzata) dalloggetto degli interventi di riqualificazione energetica. Alle difficolt derivanti dalle competenze necessarie per la realizzazione di tali interventi si associa, inoltre, la ingente quantit di capitali sovente necessaria per realizzarli. Anche per tale aspetto il sistema delle ESCO rappresenta una soluzione, essendo il reperimento della provvista finanziaria necessario alla realizzazione degli interventi un altro compito delle ESCO, le quali avranno altres la responsabilit diretta di garantire i terzi finanziatori circa la capacit dellintervento di generare il ritorno degli investimenti effettuati nel periodo previsto (pay back period). Tale meccanismo di finanziamento degli interventi prende il nome di Finanziamento Tramite Terzi (FTT o anche, nellacronimo inglese, Third Part Financing - TPF) ed stato inserito ufficialmente nellordinamento italiano per la prima volta con il D. Lgs. 115/2008 il quale lo

definisce come un accordo contrattuale che comprende un terzo, oltre al fornitore di energia e al beneficiario della misura di miglioramento dellefficienza energetica, che fornisce i capitali per tale misura e addebita al beneficiario un canone pari a una parte del risparmio energetico conseguito avvalendosi della misura stessa. Il terzo pu essere una ESCO (d. lgs. 115/2008, art. 2, comma 1, lett. m). Accanto a tale formula di reperimento della provvista finanziaria si riconoscono diverse tipologie contrattuali deputate a regolare i rapporti tra le parti di un intervento di efficienza energetica. Tra queste, tuttavia, la pi adatta risulta essere quella dellEnergy Performance Contract (EPC). Sebbene le tipologie contrattuali adatte a regolare gli interventi realizzati in tale settore siano molteplici, dal punto di vista pratico la struttura basilare di una operazione di efficientamento condotta attraverso una ESCO dovrebbe presentare generalmente le seguenti caratteristiche: - lutente dellintervento affida laudit energetico, la progettazione e la realizzazione degli interventi alla ESCO, dovendo interloquire in tal modo con un unico soggetto e si impegna a pagare alla ESCO una somma pari alla spesa storica (di norma dellultimo triennio) meno una percentuale da stabilirsi in sede di contrattazione; - la ESCO individuati gli interventi necessari costruisce un businness plan per la proiezione delle caratteristiche economico finanziarie dellintervento al fine di individuare i partner finanziari necessari a finanziare lintervento progettato, sgravando in tal modo lutente da qualsiasi spesa ( a meno che non sia lutente stesso a voler partecipare pro quota al finanziamento); - La ESCO riceve i fondi e realizza gli interventi di efficientamento energetico dai quali deriva un risparmio nei consumi finali; - La ESCO gestisce gli interventi realizzati per il periodo concordato; - Attraverso tale risparmio la ESCO, ricevendo dallutente una somma pari alla spesa storica (decurtata di quanto stabilito tra le parti) che risulta superiore alla spesa reale dovuta agli interventi, incamera la differenza quale corrispettivo per la propria attivit (dal quale tuttavia bisogner decurtare le somme di rimborso di eventuali capitali ricevuti dalla ESCO) e per il periodo contrattuale previsto (periodo che pu variare notevolmente a seconda degli interventi). Da quanto detto, risulta evidente che quello realizzato dalle ESCO un esempio tipico di Demand Side Management in quanto la ESCO ha tutto linteresse di effettuare interventi che garantiscono il massimo risparmio possibile (maggiori sono i risparmi, maggiori saranno le economie trattenute dalla ESCO); lo stesso vale per lindividuazione di eventuali inefficienze nel corso della gestione. Non bisogna dimenticare, infatti, che essendo la ESCO obbligata nei confronti dei creditori ed essendo garantito, altres, allutente dellintervento lammontare di retribuzione da corrisposndere alla ESCO questa si trover esposta qualora lintervento non generi economie sufficienti a trarre un profitto per se stessa una volta ripagati i creditori (sebbene sia un caso di scuola, in tal senso, la ESCO qualora la spesa energetica post intervento dovesse risultare maggiore sarebbe tenuta sia a pagare la differenza tra la bolletta che gli corrisponde il cliente e la spesa effettiva, sia a pagare quanto stabilito nel piano di rientro con i finanziatori).

Normativa Italiana del Risparmio Energetico Il D.Lgs. 192/2005 che ha recepito in Italia la direttiva europea 2002/91/CE, aveva stabilito una serie di misure dirette a ridurre il consumo di energia di tutti gli edifici presenti sul territorio italiano, introducendo la Certificazione energetica degli edifici. Successivamente due disposti legislativi hanno innovato il regime giuridico relativo alla riqualificazione energetica degli edifici: 1. il decreto legislativo 311/2006 (Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 192/2005) modifica la disciplina della certificazione energetica e la metodologia di calcolo per il rendimento energetico degli edifici; 2. il D.M. 19 febbraio 2007 (Disposizioni in materia di detrazioni per le spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente) prevede detrazioni dimposta per spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, considerando la detrazione del 55% per le spese documentate sostenute entro il 31 dicembre 2007 relative ad interventi di ri-qualificazione energetica degli edifici ed individua le tipologie di spese ammesse e la procedura da seguire per fruire dei benefici. La novit di maggior rilievo costituita dal fatto che il decreto legislativo 311/2006 estende lambito di applicazione della certificazione energetica a tutti gli edifici, nuovi ed esistenti. Nella modalit attuale lobbligo dellAttestato di Certificazione Energetica (art. 6 e art. 11 comma 2) si applica:

DAL 2 FEBBRAIO 2007


o o

Agli edifici di nuova costruzione; Agli edifici esistenti oggetto di ristrutturazioni integrali degli elementi edilizi costituenti linvolucro delledificio di superficie utile superiore a 1000 m;

DAL 1 LUGLIO 2007


o

Agli edifici di superficie utile superiore a 1000 m nel trasferimento a titolo oneroso dellintero immobile;

DAL 1 LUGLIO 2008


o

Agli edifici di superficie utile fino a 1000 m nel trasferimento a titolo oneroso dellintero immobile;

DAL 1 LUGLIO 2009


o

Alle unit immobiliari nel trasferimento a titolo oneroso della singola unit immobiliare.

A partire dal 1 luglio 2007 tutti i contratti, nuovi o rinnovati, relativi alla gestione degli impianti termici o di climatizzazione degli edifici pubblici o nei quali figura come committente un soggetto pubblico, devono prevedere la predisposizione dellAttestato di Certificazione

Energetica delledificio o dellunit immobiliare interessati entro i primi 6 mesi di vigenza del contratto. Nellattesa della emanazione delle linee guida nazionali (attraverso i decreti attuativi) gli Attestati di Certificazione Energetica sono sostituiti a tutti gli effetti dagli Attestati di Qualificazione Energetica (di durata 1 anno). Fino allentrata in vigore dei Decreti Attuativi, il calcolo della prestazione energetica degli edifici nella climatizzazione invernale e in particolare del fabbisogno annuo di energia primaria disciplinato dalla legge 9 gennaio 1991 n. 10 come modificata dal d. lgs. 192/05, dalle norme attuative e dalle disposizioni dellallegato I al 311/06. Il 2 aprile 2009, con quattro anni di ritardo, stato approvato dal Consiglio dei ministri il decreto del presidente della Repubblica, recante attuazione dellart. 4, c. 1, lettere a) e b) del D. Lgs. 19 agosto 2005, n. 192 e successive modificazioni, concernente attuazione della Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia.(Bozza non ancora in vigore) Tale decreto definisce le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e gli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la preparazione dellacqua calda per usi igienici sanitari facendo riferimento alle nuove UNI TS 11300. A decorrere dal 1 gennaio 2007, condizione necessaria per accedere agli incentivi, alle agevolazioni ed agli sgravi fiscali di qualsiasi natura finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche delledificio, dellunit immobiliare o degli impianti interessati il possesso dellAttestato di Certificazione Energetica delledificio o della unit immobiliare oggetto dei lavori di riqualificazione energetica.

DAL 22 AGOSTO 2008


o

Non pi necessario allegare agli atti di compra-vendita immobiliare lattestato di certificazione energetica (ACE) o lattestato di qualificazione energetica (AQE). Allo stesso modo per i contratti di locazione (lart. 35 comma 2 bis, del DL 112/2008 ha abrogato i commi 3 e 4 dellarticolo 6 ed i commi 8 e 9 dellarticolo 15 del DLGS 192/2005 e successive modifiche).

Non sono state soppresse le restanti norme del D.Lgs 192/2005, quindi se sussistono i presupposti previsti dai commi 1bis, 1ter, 1quater dellart. 6 del DLGS 192/2005 il venditore deve consegnare lACE o lAQE. Peraltro la normativa regionale in materia di certificazione energetica non stata abrogata dal DL 112/2008 (Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte, Liguria, Lombardia) dove si prevede lobbligo di allegare lattestato alle compra-vendite e affitto.

Le detrazioni di imposta previste dal D.M. 19 febbraio 2007 per lavori sugli edifici per il risparmio energetico Le detrazioni sono previste dai commi 344, 345, 346 e 347 della Finanziaria 2007 ovvero:

comma 344 interventi che conseguono in indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori di cui alle tabelle dellallegato C; comma 345 interventi su edifici esistenti, o parti di essi, riguardanti strutture opache verticali, finestre comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato, verso lesterno e verso vani non riscaldati che rispettano i requisiti di trasmittanza termica U di cui alla tabella dellallegato D;

comma 346 installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in strutture pubbliche (piscine, impianti sportivi, case di ricovero e cura, istituti scolastici e universit);

comma 347 interventi impiantistici di sostituzione (anche parziale) di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto della rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento dellacqua, sui dispositivi di controllo e regolazione nonch sui sistemi di emissione, nonch gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia e contestuale messa a punto ed equilibratura del sistema di distribuzione realizzati a partire dal periodo dimposta in corso al 31 dicembre 2008;

prestazioni professionali necessarie alla realizzazione degli interventi di cui ai precedenti punti comprensive della redazione dellattestato di certificazione energetica ovvero di qualificazione energetica.

Le detrazioni dimposta previste dalla finanziaria 2008 per lavori sugli edifici per il risparmio energetico ed il D.M. 7 aprile 2008 Il testo della finanziaria 2008 (Legge 24 dicembre 2007 n. 244) mantiene limpostazione prevista dalla Finanziaria 2007 completando il panorama degli interventi incentivati (ammessi anche interventi su coperture e pavimenti e installazione di caldaie anche non a condensazione) e prorogando fino al 2010 le detrazioni fiscali del 55%.

Incentivo: 55 % delle spese sostenute entro il 31/12/2010 Modalit: lincentivo previsto come detrazione fiscale sullIRPEF ripartita a scelta in un numero di 5 quote annuali di pari entit Interventi incentivati: 1. riduzione di EP (Prestazione Energetica) rispetto a limiti (non ancora emanati); 2. interventi su edificio o parti di esso, di strutture opache o finestrate, rispettando limiti sulle trasmittanze (non ancora emanati);

3. installazione di pannelli solari per lacqua calda sanitaria; 4. sostituzione intera o parziale di impianti di climatizzazione invernale con nuovi impianti anche non a condensazione (in questo caso il limite temporale per sostenere la spesa fissato al 31 dicembre 2009).

Regole: Le regole con i nuovi limiti validi fino al 2010 sono quelle riportate nel Decreto del Ministro dello sviluppo economico e delleconomia e Finanza del 7 aprile 2008 . Per fruire delle agevolazioni non sar necessario predisporre lAttestato di Qualificazione Energetica

(o di certificazione ove previsto) nei casi di sostituzione di infissi in singole unit immobiliari e per linstallazione di pannelli solari per lacqua calda sanitaria. Per tutti gli altri casi necessario lAttestato di Certificazione Energetica per accedere agli incentivi ed alle agevolazioni di qualsiasi natura fiscale correlati in qualsiasi modo allintervento sulledificio, sugli impianti o sulle modalit desercizio. Le detrazioni dimposta previste per il 2009 per lavori sugli edifici per il risparmio energetico - Legge 2/2009 La Legge 28 gennaio 2009, n. 2 pubblicata sulla G.U. n. 22 del 28/01/09 di conversione del decretolegge 29 novembre 2008 n. 185 recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale, prevede per le spese effettuate dal 1 gennaio 2009 linvio allAgenzia delle Entrate unapposita comunicazione preventiva per la detrazione dimposta. Diversamente dai precedenti anni la detrazione dimposta va ripartita in 5 rate annuali uguali per un importo del 55% delle spese con un massimo detraibile che varia a seconda della tipologia dintervento (100.000, 60.000, 30.000 euro). Gli interventi ammessi alla detrazione sono quattro: 1. Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (caldaie); 2. Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda; 3. Interventi sullinvolucro delledificio (isolamento pareti, soffitti, tetti, sostituzione finestre ecc.); 4. Interventi di riqualificazione energetica globale delledificio (con riduzione del 20% del fabbisogno annuo di energia delledificio). D.P.R. 2 aprile 2009, n. 59 Il DPR 59/2009 pubblicato sulla GU n. 132 del 10 giugno 2009 riporta il Regolamento di attuazione dellarticolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 192/2005 concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia. Questo decreto stabilisce, tra le altre cose, al comma 10 dellart. 4 che in caso di ristrutturazione dellimpianto termico o di installazione dellimpianto termico devono essere realizzati gli interventi necessari per permettere, ove tecnicamente possibile, la

contabilizzazione e la termoregolazione del calore per singola unita abitativa in tutti gli edifici esistenti con pi di 4 unit abitative. Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 26 gennaio 2010 Aggiornamento del decreto 11 marzo 2008 in materia di riqualificazione energetica degli edifici G.U. del 12 febbraio 2010, n. 35 Un solo articolo (Art. 1 Aggiornamento dei requisiti tecnici di ammissibilit) che precisa i limiti per la trasmittanza termica nonch i criteri finalizzati a includere la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale utilizzando biomasse. Redazione dellattestato di Certificazione (o Qualificazione) Energetica di un edificio o di una singola unit immobiliare Per redigere lAttestato di Certificazione/Qualificazione Energetica di un edificio o di una singola unit immobiliare, necessario avviare la Diagnosi Energetica o Energy audit, cio la procedura sistematica volta ad acquisire adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico delledificio o della singola unit immobiliare. La Diagnosi Energetica lo strumento che consente di individuare quali siano le inefficienze e le criticit e di intervenire con le soluzioni a minor costo e maggior efficacia in termini di riduzione dei consumi energetici, individuando e quantificando le opportunit di risparmio energetico anche sotto il profilo dei costi/benefici. La Diagnosi Energetica integra i dati raccolti sul campo (a seguito di sopralluoghi) con strumenti di calcolo (elaborazione di un modello matematico delledificio) attraverso i quali individuare e analizzare gli interventi di riqualificazione energetica delledificio o della singola unit immobiliare. Al termine della Diagnosi Energetica viene rilasciato lAttestato di Certificazione/Qualificazione Energetica. Certificazione Energetica degli Edifici La certificazione energetica degli edifici una procedura di valutazione prevista dalle direttive europee 2002/91/CE e 2006/32/CE. Europa La 2002/91/CE (Energy Performance Building Directive) ha i seguenti obiettivi:

diminuire del 22% i consumi energetici comunitari entro il 2010 ottenere un risparmio di energia primaria pari a 55 milioni di tep ridurre le emissioni di CO2 di un valore pari a 100 milioni di tonnellate introdurre nuovi standard progettuali. Le direttive richiedono agli stati membri di provvedere affinch gli edifici di nuova costruzione e

quelli esistenti sottoposti a ristrutturazioni importanti soddisfino requisiti minimi di rendimento

energetico, monitorando la quantit di energia effettivamente consumata o che si prevede possa essere necessaria per soddisfare i vari bisogni connessi ad un uso standard delledificio, compresi, fra gli altri, il riscaldamento e il raffreddamento. LAttestato di Certificazione Energetica deve essere messo a disposizione in fase di costruzione, compravendita o locazione. In esso devono essere riportati dati di riferimento che consentano ai consumatori di valutare e raffrontare il rendimento energetico delledificio e raccomandazioni per il miglioramento del rendimento energetico in termini di costibenefici. Italia La 2006/32/CE (recepita in Italia dal D.Lgs. 115/2008, che introduce le UNI TS 11300) ha lobiettivo di migliorare lefficienza degli usi finali di energia sotto il profilo costi/benefici negli stati membri, riducendo i consumi del 9%. In Italia le normative di riferimento sono:

D.lgs. 192/05, in vigore dal 8/10/2005: attuazione della Direttiva 2002/91/CE D.lgs. 311/06, in vigore dal 2/2/2007: disposizioni correttive al D.lgs.192/05 DPR 59/09, in vigore dal 25/06/09 DM 26 giugno 2009 (linee guida nazionali) D.lgs. 3 marzo 2011, n.28 in vigore dal 27/03/11: Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione delluso dellenergia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE. (11G0067) Sul territorio italiano, a decorrere dal 2005, si deve procedere alla certificazione energetica degli

edifici, introdotta come principio in Italia dalla Legge 10/91. Attestato di Certificazione Energetica Lattestato un documento ufficiale, valido 10 anni, prodotto da un soggetto accreditato (certificatore energetico) e dai diversi organismi riconosciuti a livello locale e regionale. La sua utilit al momento ha due scopi principali:

per il rogito: LAttestato di Certificazione energetica di un immobile indispensabile per gli atti notarili di compravendita dal 1 luglio 2009 e per i contratti di locazione dal 1 luglio 2010. per laccesso alle detrazioni del 55% sul reddito IRPEF: lattestato energetico parte della documentazione necessaria per ottenere gli sgravi fiscali. Con lintroduzione dei decreti attuativi da parte di diverse regioni, si sono costituiti organismi che

supervisionano i professionisti abilitati alla redazione dellattestato energetico.

Lattestato energetico o Attestato di Certificazione Energetica il documento che stabilisce in valore assoluto il livello di consumo dellimmobile inserendolo in una apposita classe di appartenenza. Pi bassa la lettera associata allimmobile, maggiore il suo consumo energetico. Redazione dellAttestato o della Qualificazione Energetica Si definisce Attestato di Certificazione Energetica il documento redatto in conformit delle Linee Guida emanate col decreto ministeriale del 26 giugno 2009 che introduce su tutto il territorio nazionale la Certificazione Energetica degli edifici; in particolare la normativa si applica a quelle regioni che non hanno ancora una propria legislazione. Nelle regioni che invece hanno approvato apposita normativa si applicano le disposizioni regionali. Per redigere lAttestato di Certificazione di un edificio o di una unit immobiliare necessario avviare la Diagnosi Energetica o Energy audit, cio la procedura sistematica volta ad acquisire adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o di una unit immobiliare. La Diagnosi Energetica consente di individuare le inefficienze e le criticit e di intervenire con le soluzioni a minor costo e maggior efficacia per la riduzione dei consumi energetici, individuando e quantificando le opportunit di risparmio energetico anche sotto il profilo dei costi/benefici. La Diagnosi Energetica integra i dati raccolti sul campo, a seguito di sopralluoghi, con strumenti di calcolo (elaborazione di un modello matematico delledificio) attraverso i quali individuare e analizzare gli interventi di riqualificazione energetica delledificio o della unit immobiliare. A seguito della Diagnosi Energetica viene rilasciato lAttestato di Certificazione Energetica. Gli obiettivi della certificazione energetica degli edifici

Migliorare la trasparenza del mercato immobiliare fornendo agli acquirenti ed ai locatari di immobili uninformazione oggettiva e trasparente delle caratteristiche e delle spese energetiche dellimmobile. Informare e rendere coscienti i proprietari degli immobili del costo energetico relativo alla conduzione del proprio sistema edilizio in modo da incoraggiare interventi migliorativi dellefficienza energetica della propria abitazione.

La certificazione consente agli interessati di ottenere dal fornitore/venditore di un immobile informazioni affidabili sui costi di conduzione. Lacquirente deve poter valutare se gli conviene spendere di pi per un prodotto migliore dal punto di vista della gestione e manutenzione. Anche i produttori ed i progettisti possono confrontarsi in tema di qualit edilizia offerta. I proprietari che apportano miglioramenti energetici importanti ma poco visibili, come isolamenti termici di muri, tetti, ecc., possono veder riconosciuti i loro investimenti.

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Casa energetica Casa energetica un termine utilizzato per definire ununit abitativa con alte prestazioni energetiche, grazie a caratteristiche costruttive, tipologiche ed impiantistiche finalizzate al risparmio energetico e alla riduzione di emissione di CO 2. Esistono diversi esempi di case con consumi energetici minimi, o addirittura nulli: i modelli Casakyoto e Casa passiva e pi in generale i green building. Fabbisogno energetico Il fabbisogno energetico di un edificio la somma dellenergia necessaria per il riscaldamento invernale, il raffrescamento estivo, la ventilazione e lilluminazione degli ambienti interni. Una casa energetica riesce ad assicurare il comfort termico, i ricambi daria e la giusta quantit di luce diurna e notturna con un consumo ridotto di energia, nei casi migliori il consumo di energia fossile pari a zero. Caratteristiche architettoniche Le caratteristiche architettoniche di una casa energetica sono influenzate dalla latitudine, dal volume costruito e dalla destinazione duso. Lorientamento della casa energetica studiato per ottenere la giusta esposizione al sole, al fine di captarne lenergia termica e la luce. Le dispersioni verso lesterno vengono controllate anche attraverso la compattezza del volume. Gli aggetti delle falde e linclinazione dei tetti sono progettati per evitare lincidenza dei raggi solari estivi sulle parti trasparenti dellinvolucro edilizio, e il conseguente surriscaldamento. Involucro Nella casa energetica linvolucro edilizio progettato per limitare il fabbisogno energetico. Lenergia scambiata con lesterno controllata dal giusto grado di coibentazione delle parti opache e dalla scelta di parti trasparenti ad alte prestazioni. Impianti Gli impianti di una casa energetica sono progettati per consumare poca energia (alti rendimenti, recupero di calore e cos via). Gli impianti a energia fossile sono integrati o sostituiti totalmente con impianti a energia rinnovabile (energia solare, energia geotermica, energia eolica).

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Casa Passiva La casa passiva (Passivhaus secondo il termine originale di lingua tedesca, passive house in lingua inglese) unabitazione che assicura il benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento convenzionale, ossia caldaia e termosifoni o sistemi analoghi. La casa detta passiva perch la somma degli apporti passivi di calore dellirraggiamento solare trasmessi dalle finestre e il calore generato internamente alledificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi sono quasi sufficienti a compensare le perdite dellinvolucro durante la stagione fredda. Edifici passivi possono essere realizzati in ogni materiale di costruzione: legno strutturale, mattone, cemento armato. Bilancio energetico tendente al pareggio Lenergia necessaria a pareggiare il bilancio termico delledificio tipicamente fornita con sistemi non convenzionali (es. pannelli solari o pompa di calore per riscaldare laria dellimpianto di ventilazione controllata a recupero energetico). Limpianto di riscaldamento convenzionale si pu eliminare se il fabbisogno energetico della casa molto basso, convenzionalmente inferiore a 15 kWh al m anno. Queste prestazioni si ottengono con una progettazione molto attenta, specie nei riguardi del sole, con ladozione di isolamento termico ad altissime prestazioni su murature perimetrali, tetto e superfici vetrate e mediante ladozione di sistemi di ventilazione controllata a recupero energetico.

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Storia delle case passive e requisiti Nate in Svezia, le case passive sono diffuse principalmente in Germania, Austria e Olanda e altri paesi nord-europei. Anche in Italia sono ormai tante le esperienze su tutta larea nazionale. In Austria, a partire dal 2015, la casa passiva sar lo standard prescritto per tutti gli edifici. Nella regione austriaca del Vorarlberg obbligatorio gi dal 1 gennaio 2007. Listituto

di

case

passive

tedesco

PHI

(Darmstadt) considera una costruzione passiva se questa soddisfa i seguenti requisiti (quantitativi): fabbisogno energetico utile richiesto per il riscaldamento 15 kWh/(ma) fabbisogno energetico utile richiesto per il raffrescamento 15 kWh/(ma) carico termico invernale 10 W/m carico termico estivo 10 W/m tenuta allaria n50 0,6/h fabbisogno energetico primario di energia 120 kWh/(ma) Attualmente vi sono due enti di certificazione per le case passive in Italia: TCProg di Pergine Valsugana - TN (Dr. Phys. Francesco Nesi) e TBZ di Bolzano (Gnther Gantioler). Test della qualit Al fine di costruire una casa passiva occorre prestare maggiore attenzione alla qualit rispetto alla costruzione di una normale casa. Perci occorre che tutti i componenti previsti per la costruzione di una casa passiva siano appropriati, ad esempio nelle fasi di progettazione, realizzazione e gestione di un green building. Anche il fabbisogno energetico al fine di evitare i ponti termici si pu verificare gi durante la fase di progettazione calcolando il bilancio energetico. Durante la fase di costruzione si dovrebbe verificare se ci che stato previsto durante la fase di progettazione corrisponda al vero. Il Blower-Door-Test (secondo la UNI EN 13829; il valore n50 ottenuto dal test non deve superare 0.6 h-1) della costruzione grezza (a rustico) verifica che tutti i collegamenti e i componenti siano effettivamente quasi ermetici. Al termine dei lavori per circa 200 EUR il costruttore ottiene (in Germania) da un Ente Certificatore un certificato nel quale la perdita di energia e il guadagno di energia siano ripartite. In Italia esiste il certificato energetico, simile, nei valori che attribuisce, alle classi energetiche degli

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elettrodomestici, con la classe A (ed A+, in caso di rendimento superiore) ad indicare il massimo risparmio energetico, che decresce al crescere della lettera alfabetica. Edifici e costruzione La perdita di calore attraverso le pareti esterne delledificio viene minimizzata attraverso limpiego di materiali isolanti, la trasmittanza termica (valori bassi significano bassa dispersione) deve raggiungere il valore di 0,1 sino a 0,15 W/m2K. A causa delle alte temperature delle superfici interne delle pareti esterne (pareti a contatto con lambiente) si otterr anche un piacevole sensazione di comfort. In estate lefficiente coibentazione permette di avere temperature pi basse. Per evitare che la costruzione subisca deterioramenti o danni, accanto ad un efficiente isolamento indispensabile che tutte le parti della costruzione siano ermetiche a tutti i livelli. Lermeticit interna delledificio facilmente ottenibile durante la fase di costruzione attraverso lermeticit dellinvolucro edilizio. Costruzione tradizionale Nelle costruzioni tradizionali (Massivbau) sufficiente un opportuno strato di intonaco per ottenere lermeticit della parete. Per le parti pi critiche come finestre e porte esistono prodotti standard come Anputz (Apu)-Leisten e berputzbare Anschlussbnder a disposizione, che realizzano in maniera semplice lermeticit. Anche per la realizzazione dellermeticit delle prese elettriche esiste un metodo collaudato: praticare lincavo di 5 mm di diametro e incassare una normale scatola di derivazione con i cavi gi cablati, oppure impiegare apposite scatole di derivazione che sono ermetiche facilmente reperibili sul mercato. Neanche per le costruzioni leggere (Leichtbau) come ad esempio le case in legno strutturale lermeticit si rivela un problema. In queste case si impiegano pannelli in legno (Holzwerkstoffplatten), carta rinforzata con fibre (faserverstrkte Papiere oder Folien). Con limpiego di elementi prefabbricati questi vanno resi ermetici. In questo caso, esistono collaudati sistemi: - EPDM-Dichtprofile, Dichtschluche aus in PE-Folie verpackter Mineralwolle - Abklebungen mit qualifizierten Klebebndern mit ausreichendem Funktionshub. In ogni caso le giunzioni delle pareti (es. i cavi per lilluminazione esterna) devono immediatamente essere chiuse ermeticamente. Lermeticit permette anche una migliore utilizzabilit nel caso dei magazzini. Attraverso una attenta realizzazione dellinvolucro edilizio si possono completamente evitare i possibile deterioramenti o danni derivanti dalla condensa e dalla formazione di muffe.

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Gli impianti In una casa passiva in genere non viene utilizzato un impianto di riscaldamento tradizionale. Esiste almeno una fonte di calore, e la distribuzione del calore avviene nella maggior parte dei casi attraverso un sistema di ventilazione controllata con scambiatori a flusso incrociato che recuperano l80% del calore dellaria in uscita. I termosifoni e le superfici irradianti non sono necessari, anche se il loro utilizzo ammesso: in tal caso possono essere di dimensioni ridotte. Sistema di ventilazione Per realizzare lindispensabile cambio daria dovuto a ragioni igieniche e al medesimo tempo perdere il minor quantitativo possibile di energia, previsto un impianto di ventilazione con recupero di calore alimentato con motore ad alta efficienza (potenza richiesta nellordine dei 40W). Laria calda in uscita (dalla cucina, dal bagno e dal WC) viene convogliata verso uno scambiatore a flusso, dove laria fredda in ingresso ricever dall80% sino al 90% del calore. Laria di alimentazione viene cos riconvogliata verso la casa (soggiorno e camere da letto). Il flusso daria esterno prima di raggiungere lo scambiatore di calore in alcuni edifici convogliato attraverso un pompa di calore geotermica. Tipicamente le tubazioni hanno le seguenti caratteristiche: 20 cm di diametro, 40 m di lunghezza e una profondit di 1.5 m. Limpianto di ventilazione posato in modo tale che nessuna corrente daria risulta percepibile. Questo permette in maniera facile di avere un flusso daria dalimentazione ridotto ( sufficiente un po daria fresca in ingresso, limpianto di aria condizionata non necessario). Un impianto di ventilazione indispensabile in una casa passiva, poich se si utilizzasse laerazione attraverso le finestre il desiderato risparmio energetico insieme con la qualit dellaria non sarebbe mai possibile. Gli impianti di ventilazione delle case passive sono silenziosi e altamente efficienti (dal 75% al 95% del calore recuperato). Questi impianti necessitano di poca energia elettrica (circa 40-50 Watt) anche se possono causare il problema dellaria troppo secca. Questo problema si manifesta quando il ricambio dellaria non stato correttamente dimensionato. Pompa di calore Il rimanente piccolo fabbisogno energetico pu essere prodotto per esempio con una piccola pompa di calore. Esistono impianti aggregati (Packaged building services units in inglese, Kompaktaggregate in tedesco), i quali sono una combinazione di un impianto di ventilazione ed una pompa di calore. In questo modo possibile riscaldare nuovamente laria di alimentazione necessaria per il riscaldamento. La stessa pompa di calore potrebbe riscaldare anche lacqua. Come per tutti gli impianti di riscaldamento anche in una casa passiva la pompa di calore va opportunamente dimensionata. Una combinazione di riscaldamento, impianto di ventilazione, impianto per lacqua calda offerto da impianti compatti. Essi necessitano di una superficie di ingombro ridotta e consumano una modesta quantit di energia elettrica.

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Caldaia a pellet Una caldaia a pellet con un collettore dacqua pu produrre la rimanente quantit denergia necessaria; una stufa pu bastare per unintera villetta. Stufe tradizionali hanno persino delle prestazioni troppo elevate in rapporto alle necessit. Lirradiazione daria non deve essere eccessiva (max 20%), in modo che il locale caldaia non venga riscaldato inutilmente. Pur essendo una fonte di energia rinnovabile, come prodotto del legno, i pellet sono per esposti alle eventuali speculazioni del mercato; a questo proposito, il prezzo dei pellet in Italia raddoppiato dal 2005 al 2006. Impianto ad energia solare Un impianto ad energia solare pu essere utilizzato sia per scaldare lacqua che come compendio al sistema di riscaldamento. Storia Il concetto di casa passiva nato nel maggio del 1988 dalla collaborazione tra Bo Adamson delluniversit svedese di Lund e il tedesco Wolfgang Feist. Il loro concetto fu sviluppato attraverso una serie di progetti di ricerca finanziati in parte dal land tedesco Hessen. La prima casa passiva in Germania stata costruita nel 1991 a Darmstadt-Kranichstein dal Dr. Wolfgang Feist. Il fabbisogno energetico delle 4 villette a schiera ammonta in media a 10 kWh/m2a e si mantiene stabile da 15 anni. La prima casa passiva tedesca pluri-familiare si trova a Friburgo (1999). Seguirono un complesso residenziale di 21 case a Wiesbaden, 32 case Hannover-Kronsberg e 52 case a Stoccarda. Tra gli anni 1999-2001 sono state costruite attraverso il CEPHEUS (Cost Efficient Passive Houses as European Standards) ulteriori 221 complessi in 14 localit nei 5 Stati dellUnione Europea: Germania, Svezia, Francia, Svizzera ed Austria). Tutte le costruzione furono controllate e le misurazioni rispettarono pienamente le aspettative. In questo momento la pi grossa costruzione passiva (tedesca) si trova ad Ulm e si chiama Energon (2002). La prima casa passiva degli Stati Uniti stata costruita nel 2006 in Bemidji, Minnesota per il programma Deutsch-als-Fremdsprache-Programm Waldsee . Il progetto in Waldsse e stato possibile grazie allaiuto della fondazione tedesca per lambiente e finanziato da diverse imprese tedesche. In Italia, il primo edificio costruito e certificato dal PHI la sede dellimpresa KLAS a Malles. Questo edificio stato monitorato per 2 anni da Gantioler Gunther del TBZ provando i pregi e i difetti di una pura progettazione di case passive copiate dal clima continentale a quello italiano. Uno dei primi edifici pubblici in target casa passiva lExpost a Bolzano progettato dal arch. Michael Tribus nel 2004. Si tratta delladeguamento dellex edificio postale in sede per gli uffici della Provincia Autonoma di Bolzano. Ledificio ha una cubatura di circa 20.000 m ed il consumo di 7 kWh/m.a che corrisponde a meno di

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un litro di olio combustibile per metro quadrato annuo. Negli ultimi anni in Italia sono stati costruiti tante case passive e il PHPP (software per la progettazione di case passive) stato tradotto da TBZ in italiano ed stato aggiunto il calcolo e i limiti estivi per le case passive. Dal 2007 il TBZ organizza ogni anno il convegno nazionale su case passive e il corso per progettisti esperti su case passive CPP. CasaClima CasaClima (in tedesco KlimaHaus) un metodo di certificazione energetica degli edifici presentato nel 2002 in ottemperanza a quanto gi licenziato dalla Comunit Europea come Direttiva CEE 2002/91/CE, che, a seguito del protocollo di Kyto, tratta la questione della certificazione energetica degli edifici. stato ideato da Norbert Lantschner, ex direttore dellUfficio Aria e Rumore, del Dipartimento allUrbanistica, Ambiente ed Energia della Provincia Autonoma di Bolzano. La Provincia di Bolzano con il DPGP 29/09/2004, nr. 34 ha stabilito che tutte le nuove costruzioni realizzate in provincia, dal 12.01.2005 devono rispettare come minimo la classe energetica C. Ad oggi molti sono i comuni che si sono autoregolamentati e che richiedono la classe B. LAgenzia CasaClima un organo certificatore pubblico indipendente, accreditato nel 2005 come ente certificatore dalla Provincia di Bolzano. In seguito altre province tra cui lAFE (Agenzia Provinciale per lEnergia di Firenze) e lAPE (Agenzia Provinciale per lEnergia del Friuli - Venezia Giulia) attraverso una delibera di Giunta, hanno deciso di attuare il progetto CasaClima per migliorare le prestazioni energetiche del proprio patrimonio immobiliare. LAPE e lAFE gestiscono lintero processo, effettuando le verifiche sui progetti, conferendo ad auditori CasaClima locali lincarico di compiere gli opportuni sopralluoghi. Dopo un esame finale lorgano certificatore pubblico, rilascia il certificato e la relativa targhetta CasaClima agli edifici che rientrano nei parametri previsti dalliter. Recentemente anche la Camera di Commercio di Trieste, attraverso lAzienda Speciale Trieste On-Line, ha attivato lo Sportello CasaClima Trieste, che collabora con lAPE per lorganizzazione di corsi e divulgazione del protocollo CasaClima. Per diffondere i principi base dello standard CasaClima vengono offerti corsi a pagamento per progettisti, artigiani e committenti. Il modello di certificazione energetica CasaClima in continua espansione, non solo sul territorio nazionale ma anche in Austria e in Germania dove sono state rilasciate le prime certificazioni energetiche. Normativa La normativa proposta dalla Provincia di Bolzano, impone da Aprile 2011 la classe B come standard minimo cui riferire la progettazione e la realizzazione degli edifici. Per classe B si intende un valore di fabbisogno energetico inferiore a 50 kWh/ma allanno (paragonabile al potere calorifico di 5

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litri di gasolio per riscaldare efficientemente per un anno la superficie di 1 m). Soluzioni migliorative certificabili comprendono la classe A (30 kWh/ma pari a 3 litri/m, detta anche casa da 3 litri) e la classe oro (10 kWh/ma pari a 1 litro/m, detta anche casa da 1 litro). possibile certificare gli edifici anche allesterno della Provincia di Bolzano. Gold <10 kWh/ma A <30 kWh/ma B <50 kWh/ma C <70 kWh/ma

Il progetto CasaClima si basa sul risparmio energetico e la sostenibilit ambientale con lobiettivo principale di promuovere lutilizzo su vasta scala delle migliori tecnologie e dei migliori materiali di costruzione. Il certificato energetico CasaClima Il certificato energetico degli edifici riporta in modo facilmente comprensibile le principali informazioni per una valutazione dellefficienza energetica e della sostenibilit ambientale di un edificio. La prima pagina riporta in modo facilmente leggibile ed immediato le pi importanti informazioni sulledificio, cio:

lefficienza dellinvolucro: esprime la qualit energetica degli aspetti progettuali che minimizzano lo spreco energetico. lefficienza complessiva: esprime la valutazione complessiva della qualit dellinvolucro e della qualit delle scelte impiantistiche. la sostenibilit ambientale: esprime in modo oggettivo lecocompatibilit delledificio, premiando le scelte di materiali e sistemi a basso impiego di energia, non dannosi alla salute ed a basso impatto ambientale. Le altre pagine del certificato contengono una serie di informazioni complementari di una certa

importanza sia per il tecnico che per lutente. Uno dei motivi principali che hanno portato allintroduzione del certificato energetico per gli edifici la sua semplicit e trasparenza nella rappresentazione dei consumi energetici.

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Certificazione CasaClima Controllo geometrico del progetto (dwg) Controllo valori di trasmittanza dei vari elementi Controllo documentazione Richiesta di integrazioni o correzioni al progetto Controllo documentazione fotografica di cantiere Controllo corrispondenza materiali dichiarati con materiali installati Sopralluoghi in cantiere, per verificare anche i sistemi di posa (minimo 2) Avvisi di non regolarit nellesecuzione Impossibilit di avere ponti termici Obbligatoria la verifica di tenuta allaria tramite il Blower Door Test (Classe B : n50,lim = 2 h(-1); Classe A : n50,lim = 1 h(-1); Classe Gold : n50,lim < 0,6 h(-1) Certificazione su: Involucro; Involucro + Impianti; Compatibilit ambientale La questione pregiudiziale fissata dal protocollo CasaClima impedisce che il soggetto certificatore sia coinvolto nellattivit di progettazione, direzione lavori, fornitura di materiali edili e costruzione. Per ottenere la certificazione CasaClima, il richiedente deve accettare di sottoporre la propria opera ad un rigido controllo del processo di edificazione, che avviene in tre momenti: analisi del progetto, sopralluoghi in cantiere, test di congruit tra leseguito e il progetto iniziale. Al termine del processo, dopo la verifica di tenuta allaria tramite il Blower Door Test, se il risultato positivo, lAgenzia rilascia il certificato energetico con validit 10 anni. CasaClima nature CasaClima nature il nuovo strumento introdotto dallAgenzia CasaClima per valutare e certificare un edificio non solo dal punto di vista dellefficienza energetica ma anche degli impatti sullambiente e sulla salute delluomo. Affinch un edificio possa avvalersi della certificazione CasaClima nature devono essere soddisfatti i seguenti criteri:

Fabbisogno per riscaldamento inferiore ai 50kW/m2a Emissione di CO2 sotto 20kg/m2a Materiali per la costruzione: punteggio di valutazione CasaClima nature dei materiali inferiore a 200 Risorse: lutilizzo intelligente delle risorse messe a disposizione dallambiente indispensabile per la sostenibilit ambientale. Perci si devono rispettare i seguenti criteri:

Legno: nessun utilizzo di legno tropicale e altri legnami provenienti da territori protetti Acqua: provvedimenti tecnici per la riduzione del fabbisogno di acqua

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Diminuzione dellimpermeabilizzazione del suolo Evitare prodotti nocivi e trattamenti delle superfici CasaClima nature ha individuato tre indicatori di impatto ambientale fondamentali: il fabbisogno di energia primaria non rinnovabile Pei n.r. [MJ] il potenziale di acidificazione AP [kg CO2 equivalente] il potenziale di effetto serra GWP [kg CO2 equivalente]

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