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August 17th, 2012

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5 STELLE REGGIO E. NEWS


Si ripristini il sevizio treno + bici sulla Bologna-Porretta
Source: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2012/08/siripristini-il-sevizio-treno-bici-sulla-bologna-porretta.html By Giovanni Favia on August 17th, 2012 By Giovanni Favia on August 17th, 2012

La mancata conferma del servizio di trasporto biciclette sui treni che percorrono la tratta Bologna - Porretta Terme (BO) un grosso errore perch tarpa le ali al cicloturismo e complica la vita anche ai pendolari della Valle del Reno. Fino a qualche mese fa il servizio era attivo e utilizzato, nonostante la scarsissima pubblicizzazione e la complicazione di dover comprare un ticket separato per la bici (anzich averlo integrato nel biglietto normale). Comunque i ciclisti potevano caricare le biciclette sul treno per poi inforcarle una volta arrivati a destinazione. Un servizio utile, sul quale la Regione, a parole, ha detto di puntare. Eppure gi prima quasi mai i treni erano dotati dellapposito vagone per il trasporto delle biciclette. Dallo scorso dicembre, poi, con i nuovi orari, licona della bici accanto al numero del treno sparita: il servizio non pi disponibile. Trenitalia non ha dato spiegazioni, gli utenti non sono stati informati, e il danno per il turismo in Appennino e per tutti i lavoratori che usano il sistema treno + bici per recarsi al lavoro grande. Per questo abbiamo presentato una risoluzione c he impegni la Giunta a richiedere a Trenitalia limmediato ripristino del servizio bici su tutti i treni della tratta Bologna - Porretta, ma anche sugli altri nei quali dovesse non essere presente, e la obblighi ad investire in una puntuale, corretta ed efficace comunicazione allutenza della possibilit di caricare le biciclette sui treni. LEGGI LA NOSTRA RISOLUZIONE Mozione_treno_bici_porretta.DOC

Salviamo lo storico centro radio "Marconi" di Budrio dal cemento!


Source: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2012/08/ salviamo-lo-storico-centro-radio-marconi-di-budrio-dal-cemento.html

Ci pare a dir poco scandaloso che la stazione radiotrasmittente di Budrio, quella intitolata a Guglielmo Marconi e inaugurata nel 1935, venga spazzata via per fare posto ad un centro commerciale. Il terreno e limpianto sul quale sorge lex stazione EIAR, oggi RaiWay, era di propriet del Comune di Bologna che ha PRIMA firmato laccordo, nel 2010, e poi, pochi giorni fa, VENDUTO al Gruppo Maccaferri. Da notare che ledificio storico non mai stato registrato al Catasto. In seguito allaccordo, che firmarono anche Comune di Budrio, Provincia, e Regione Emilia-Romagna, la stazione sparir, e con essa la sua storia. Assurdo. Si tratta di un edificio dallindiscusso valore storico: Marconi insistette molto per ottenerne la costruzione, e scrisse un discorso per la sua inaugurazione, che non pot leggere solo per motivi di salute. Com possibile non venga tutelato? Ricordiamo che il testo unico sui beni culturali, allarticolo 2, recita Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civilt. Indubbio che ledificio EIAR, realizzato in puro stile razionalista, rientri in questi parametri. Grave invece che nel progetto si tenti di ignorare questa realt, scrivendo che gli edifici Rai Way sono successivi al 1950! La Regione deve fare da garante e verificare perch laccordo che ha sottoscritto, cui il progetto seguito, ovviamente non riportava questi dati falsi. Una situazione abbastanza surreale perch bastava verificare la pubblicazione Budrio casa nostra, il libro scritto dalla grande storica budriese dott.ssa Fedora Servetti Donati: l, nelle prime 3 righe dedicate alla frazione di "Cento", viene riportato che la Stazione Radio di Bologna, fu costruita nel 1935! Fra laltro stata recentemente ritrovata la targa marmorea che, nel 1947, ricordava il cinquantenario della prima trasmissione radio e intitolava ledificio a Marconi e che era affissa sulledificio (che quindi certo non poteva essere posteriore al 1950). Ultima prova? Questo cinegiornale Luce, guardate al minuto 1' e 20"... http://www.archivioluce.com/archivio/jsp/schede/ videoPlayer.jsp? tipologia=&id=&physDoc=1128&db=cinematograficoDOCUMENTARI&find Questo colpevole menefreghismo delle istituzioni rischia cos di provocare la demolizione di un pezzo di patrimonio, che andrebbe invece tutelato e valorizzato, per favorire la costruzione di un ennesimo centro commerciale incrementando cos la presenza dei non-luoghi a discapito peculiarit unica del territorio budriese. Uno schiaffo alla nostra storia cui la Region e avrebbe il dovere di opporsi, a tutela della nostra cultura. La verit che quel terreno e la dismissione delle antenne RaiWay sono un buon affare per tutti. Tranne che per i cittadini, naturalmente.

August 17th, 2012

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non volesse rendere pubblico il Piano Economico e Finanziario!" conclude il direttore della testata online.Come Movimento 5 Stelle dell'Emilia Romagna facciamo nostre le domande finali della testata online. "Chi ha la responsabilit di controllare la correttezza di queste tariffe? Con quali studi di mercato ha attestato la conformit dei costi? in quali tasche vanno a finire tutti questi soldi dei parmigiani?" . Ultima chicca sempre legata ad Iren Spa. Si segnalano le dimissioni di Angelo Chianale presidente di FSU (la societ del Comune di Torino e Genova che controlla il 33% delle azioni di Iren) indagato per evasione fiscale insieme alla moglie Francesca Ciluffo, parlamentare del Pd (che non si ancora dimessa). Chianale, di area Pd e nominato dal sindaco di Torino Fassino, proprio qualche giorno prima era finito nella bufera anche per la cessione della sede ex Iren a Reale Mutua. Incaricato del rogito come notaio era infatti proprio il notaio Chianale stesso presidente della holding di controllo di Iren Spa.

Il Piano Iren per il forno di Parma:20 anni di tariffe salasso


Source: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2012/08/ilpiano-iren-per-il-forno-di-parma20-anni-di-maxi-tariffe.html By Giovanni Favia on August 17th, 2012

20 anni di tariffe altissime (168 euro a tonnellata pi inflazione) per i cittadini di Parma. Altro che "tariffe pi basse" come per anni hanno raccontato, da novelli Pinocchio ,il PD (e prima ancora i Ds e Margherita), Pdl (prima ancora Forza Italia e An) , l'Udc e l'Unione Industriali di Parma. E' questo il costo monetario dell'inceneritore di Parma. Finalmente, dopo anni di silenzio, grazie al clima favorevole creatosi con la vittoria del Movimento 5 Stelle, i cittadini di quella provincia hanno potuto conoscere l'amara verit sul business dell'inutile, costosissimo e dannoso inceneritore di Ugozzolo. Il quotidiano online Parmadaily.it infatti con uno scoop del direttore Andrea Marsiletti ha pubblicato il Piano Economico Finanziario di Iren Spa sul progetto dell'inceneritore. "Come noto per anni Iren ha negato la divulgazione del Piano Economico e Finanziario dellinceneritore di Parma ai tanti (associazioni, giornali, cittadini) che ne hanno fatto richiesta sebbene lazienda fosse obbligata da una delibera del Consiglio Comunale di Parma del 31/03/2006 a riconoscere ai cittadini il diritto di accesso relativamente a tutti gli atti riguardanti il termovalorizzatore scrive il direttore della testata online."ParmaDaily riuscito comunque a venire in possesso del documento che oggi mette a disposizione di tutti e che approfondir nel dettaglio nei prossimi giorni(leggi la scheda riepilogativa dei ricavi/costi del forno) " continua la testata online che spiega che. "Nel Piano scritta chiaramente la durata di funzionamento dellimpianto: 20 anni". Altro che "soluzione temporanea" come cita il capogruppo Pd Nicola Dall'Olio in consiglio comunale. Ma il peggio deve ancora arrivare per le tasche dei parmigiani. "Relativamente alle tariffe, si evince che dal 2013 al 2032 i parmigiani pagheranno per lo smaltimento dei rifiuti 168 euro/ton (+ inflazione)" spiega Marsiletti citando il Piano tenuto colpevolmente nei cassetti per anni. E' comparando i dati dei costi di smaltimento di altre province che si capisce che i parmigiani pagheranno carissima questa inutile e dannosa opera che l'amministrazione Pizzarotti vuole bloccare a tutti i costi, riconvertendo l'impianto in un moderno centro di Riciclo, Trattamento Meccanico Biologico e "Fabbrica dei Materiali". Ecco alcuni dati. Nella vicina Reggio Emilia al tempo della redazione del piano, Iren faceva pagare 105 euro tonnellata, oggi salito a 121 euro/ton, Con la costruzione e attivazione del Trattamento Meccanico Biologico al posto dell'inceneritore (cancellato) si andr a pagare circa 140 euro tonnellata. Comunque meno dell'inceneritore che Iren vuole attivare a Parma! A Piacenza il costo di smaltimento di 117 euro/t,a Napoli 109 euro/t (compreso il trasporto) per smaltirli in Olanda. Parmadaily.it cita un altro dato. "Qualche mese fa 60 comuni di Bergamo hanno abbandonato la multiutility Rea di Dalmine che applicava una tariffa di 113 euro /ton per risparmiare conferendoli allinceneritore di Brescia a 92 euro/ ton. A Bergamo si sganciano dalla multiutility perch 113 euro/ ton considerata una cifra fuori mercato, a Parma unintera classe politica e le varie Istituzioni avallano o rimangono silenti se in questi anni i parmigiani hanno pagato 169 euro/ton e nel 2013 con il forno in funzione pagheranno 168 euro/ton".. "Ma che la situazione di Parma sia, per usare un eufemismo, molto generosa lo dimostra lutile netto messo nero su bianco sul Piano Economico e Finanziario. Come noto, l'utile netto si ottiene dopo aver sottratto ai ricavi i costi di produzione, lammortamento del costo iniziale dellimpianto, gli oneri finanziari per il prestito in banca per costruire l'opera, le tasse. Nel primo anno di esercizio esso sar pari a 6.541.000 euro per crescere fino a 12.925.000 euro, ovvero pari al 14,8% dei ricavi il primo anno fino al 25,6%. Un guadagno che ha dell'incredibile, tenuto conto che le aziende eccellenti riescono a raggiungere un utile netto del 5%. Qui siamo ad un margine cinque volte superiore a quello delle eccellenze" spiega la testata Parmadaily.it "Adesso si capisce bene perch Iren

Josefa Idem vs Grillo: una furbata politica del PD


Source: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2012/08/ josefa-idem-vs-grillo-una-furbata-politica-del-pd.html By Giovanni Favia on August 17th, 2012

Tutti i giornali on line di oggi riprendono la notizia ( qui ad esempio), dandogli molta enfasi, di Josefa Idem (plurimedagliata canoista italiana) che definisce Beppe Grillo una "patacca" perch ha chiamato le olimpiadi il "trionfo del nazionalismo". Gli articoli per non dicono due cose: primo che josefa un'esponente del PD dell'Emilia Romagna (Dal 2001 al 2007 assessore allo sport del comune di Ravenna. Dall'ottobre 2009 responsabile sport del PD). Secondo che l'analisi di Beppe Grillo pi approfondita: non insulta minimamente gli atleti e la loro passione, ma anzi evidenzia come la politica nazionale usi le olimpiadi ed il loro amore per lo sport per affermare la propria supremazia e potenza, auspicando ironicamente le olimpiadi senza bandiere. Ecco qui il post http://www.beppegrillo.it/2012/08/ giochi_senza_bandiere/index.html chiunque pu farsi la propia idea. Trovo invece scoretto che la Idem, esponente Pd, usi la sua vetrina ed immagine di atleta azzurra per attaccare un antagonista politico . Il sistema dell'informazione non aspetta altro che questi succulenti bocconi. Punti di vista.

Omofobia: un sentimento da cancellare


Source: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2012/08/ omofobia-un-sentimento-da-cancellare.html By Giovanni Favia on August 17th, 2012

L'omofobia un sentimento povero, strisciante, subdolo e pericoloso. Un recente, disgustoso, episodio di cronaca a Parma ce l'ha, puntualmente e duramente, ricordato. Per cambiare, serve un investimento culturale, non basta certo un colpo di bacchetta magica. Sicuramente non basta nemmeno una risoluzione, ma intanto crediamo possa essere un segnale da dare. Questo un nostro contributo alla lotta contro l'omofobia. Leggi la nostra nostra risoluzione contro l'omofobia

Fiumi o fogne a cielo aperto?


Source: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2012/08/ fiumi-o-fogne-a-cielo-aperto.html

August 17th, 2012


By Giovanni Favia on August 17th, 2012 By Giovanni Favia on August 17th, 2012

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DEPOSITATA UNA RISOLUZIONE M5S PER CHIEDERNE L'ABOLIZIONE Visti la L.R. 12 gennaio 1985, n. 2 "Riordino e programmazione delle funzioni di assistenza sociale" ed in particolare gli articoli 9, 36 e 37, in materia di autorizzazione al funzionamento delle strutture socio-assistenziali residenziali e semiresidenzi ali; la L.R. 12 ottobre 1998, n. 34 "Norme in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private" in attuazione del D.P.R. 14 gennaio 1997, nonch di funzionamento di strutture pubbliche e private che svolgono attivit socio-sanitaria-assistenziale ed in particolare gli articoli 1 commi 1 e 3, 2 comma 5, 3 commi 2 e 3, 15 comma 1 lett. c), d), e) e 16, in materia di strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie; lart. 23 della L.R. 19 febbraio 2008 n. 4, con il quale sono stati regolamentati gli istituti dellaccreditamento transitorio e dellaccreditamento provvisorio, al fine di consentire lavvicinamento graduale e progressivo a requisiti e condizioni propri dellaccreditamento definitivo e di assicurare il raggiungimento della responsabilit gestionale unitaria e complessiva dei servizi e di superamento della frammentazione nellerogazione dei servizi alla persona.

Nel maggio scorso alcuni cittadini avevano segnalato al Movimento 5 Stelle di Rimini, di avere assistito, a "un ingente sversamento di liquami fognari nella zona di Ospedaletto di Coriano nel torrente Marano". Era successo il 13 maggio, quando per le date del 14-15 maggio erano previste abbondanti piogge. Gli stessi cittadini segnalavano di avere assistito allo stesso fenomeno almeno altre due volte nei mesi precedenti, in entrambi i casi sempre in previsione di piogge; precipitazioni che per poi in questi casi non si erano invece verificate, e dunque gli scarichi erano avvenuti in un momento di scarsa ricettivit del fiume, che quindi non poteva diluire a sufficienza quello che le fogne scaricavano In queste due occasioni i cittadini hanno anche ritenuto di informare i tecnici dell'ARPA, nel primo caso, poi recatisi effettivamente sul luogo; e i Carabinieri di Coriano, nel secondo, senza per avere notizie in merito a quanto fosse stato eventualmente rilevato. Purtroppo il fiume Marano, al suo sbocco nel mare Adriatico, presenta spesso, come da dati pubblicati da ARPA, valori batterici (Enterococchi e di Escherichia coli) molto elevati, in qualche caso anche superiori ai limiti consentiti. Addirittura nel 2011 le analisi di Goletta Verde - Legambiente, mostrano un quadro davvero preoccupante per il fiume Marano, cos riportato: "allarme rosso: la Foce del Marano, che insiste nel comune di Riccione, oltre al deprecabile odore di urina sul luogo, i risultati degli esami dei biologi di Goletta Verde hanno riportato livelli batteriologici cos alti da essere difficilmente quantificabili, ma che superano sicuramente il milione di unit formanti colonie" Abbiamo dunque interrogato la Regione Emilia-Romagna per conoscere la situazione del fiume Marano. E la risposta dell'Assessore Sabrina Freda, arrivata pochi giorni fa, non lascia spazio a dubbi e purtroppo conferma la pessima situazione del fiume romagnolo. Da notare, per chi frequenta il fiume, che lo Stato Ecologico delle sue acque, definito sulla base di cinque categorie (cattivo, scarso, sufficiente, buono, elevato) classificato come "scarso" a monte, e "cattivo" alla foce. Il problema dunque esiste, e le prescrizioni tecniche messe in atto (ma sar davvero cos?) di cui parla l'Assessore nella risposta, non sembrano avere molto effetto. Ricordiamo che dal 2015, con l'entrata in vigore della nuova legge sulla tutela delle qualit delle acque, gli sfiori a mare definiti di qualit SCARSA, all'atto della chiusura, non potranno pi essere riaperti alla balneazione, se non dopo aver approntato le misure necessarie per eliminare le cause definitivamente. Dunque, dal 2015, le ordinanze sindacali di chiusura temporanea (almeno per il Marano ma temiamo purtroppo per gran parte degli sfiori a mare, Ausa compreso) non avranno pi efficacia ed il rischio sar quello di trovarci complessivamente almeno 3 km di spiaggia (solo nel comune di Rimini) che verranno chiusi DEFINITIVAMENTE alla balneazione. Tornando al Marano, i cittadini ci scrivono "Povero Marano, ospita picchi, aironi, caprioli, istrici... E' un luogo magico per passeggiate ed escursioni, il parco di Vecciano una delle mete preferite per i cittadini e la fondovalle una delle strade preferite dai cicloturisti. Eppure fra scarichi fognari, sbancamenti e ripascimenti abusivi, trinciatura della vegetazione delle rive (in estate, quando ancora ospita nidi e cuccioli non autonomi) cercano di ammazzarlo in tutti i modi."

Tenuto conto che


laccreditamento comporta laccettazione di tariffe predeterminate attraverso lintroduzione di un sistema tariffario unico regionale di remunerazione delle prestazioni socio-sanitarie; nello specifico, ai sensi dellart. 23, L. R. 19 febbraio 2008 n. 4, spetta alla Giunta regionale, sentita la Commissione assembleare competente, disciplinare requisiti, criteri, procedure e tempi per lavvio dellaccreditamento (transitorio, provvisorio e definitivo) disservizi e strutture socio-sanitarie, provvedendo altres a definire il sistema di remunerazione delle prestazioni sulla base di tariffe predeterminate; prassi diffusa dei gestori, sia pubblici che privati, pretendere dagli anziani e disabili o dai loro famiglia ri, il deposito di caparre pari a una mensilit della retta di ricovero (mediamente 1.600 euro per i soli posti convenzionati/accreditati), come condizione preliminare per l'accesso alle strutture protette ; la medesima richiesta diffusamente rivolta agli utenti anziani e disabili occupanti posti letto autorizzati (unicamente per l'indisponibilit di risorse nel F.E.P.A.), disciplinati dalla Deliberazione n. 564, del 1 marzo 2000, Direttiva regionale per l'autorizzazione al funzionamento delle strutture residenziali e semiresidenziali per minori, portatori di handicap, anziani e malati di aids, in attuazione della L.R. 12 ottobre 1998, n. 34. Per tali posti le caparre richieste di deposito cauzionale agli utenti sono di importi che arrivano anche a 3 volte rispetto a quanto corrisposto per l'occupazione di un posto letto convenzionato/accreditato ; il deposito cauzionale, di norma infruttifero, non incide sullandamento gestionale delle strutture socio-sanitarie, visto che si tratta di so mme che le strutture accantonano e rimborsano a conclusione del ricovero o per decesso dell'utente ; le strutture pubbliche e private potrebbero ottenere medesime garanzie economiche con altri sistemi, meno gravosi per l'utente, quali ad esempio la stipula di apposite polizze assicurative, finalizzate ad evitare il versamento del deposito cauzionale agli accedenti alle strutture ; il Difensore Civico del Piemonte nella sua relazione annuale 2008, ha ricordato che: Il richia mo a norme di carattere privatistico, spesso evidenziato dalle competenti strutture regionali, non pare poter giustificare pienamente l'inserimento di clausole relative a depositi cauzionali nel contratto d'ospitalit sottoposto ai cittadini al momento del ricovero. infatti evidente che il rapporto tra ricoverato e struttura socio-sanitaria, trova la sua ragion d'essere nel principale rapporto convenzionale intercorrente tra la stessa struttura privata e AA.SS.LL., Comuni e loro Consorzi che sono soggetti pubblici che agiscono con finalit pubblica volta a garantire un servizio di alto valore sociale. Pertanto, la commistione tra profili privatistici e pubblicistici nel rapporto che intercorre tra anziano non

Caparre per disabili ed anziani, inutile vessazione!


Source: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2012/08/ caparre-per-disabili-ed-anziani-inutile-vessazione.html

August 17th, 2012


autosufficiente ricoverato e strutture socio-sanitarie, di fatto pu condurre a situazioni non chiare a danno del ricoverato stesso. Ancor pi se consideriamo che le prestazioni fornite dai soggetti privati convenzionati che gestiscono strutture socio-sanitarie, sono rese nell'ambito di un servizio pubblico ; in base alle analisi svolte nel II Rapporto sulle condizioni sociali degli anziani in Italia, attraverso un sistema di indicatori socio-economici, negli ultimi tempi la popolazione anziana interessata da importanti segnali di indebo limento delle condizioni sociali. In sostanza, sia a fronte dei forti processi di crisi che a partire dal 2008 hanno interessato il nostro Paese, sia alla luce delle recenti manovre effettuate dai governi nazionali nel 2010 e 2011, le fasce det anziane sembrano distinguersi - in diversi casi anche al confronto con le classi det pi giovani - per un sensibile peggioramento delle condizioni di vita e per la crescita dei fenomeni di esclusione sociale . LAssemblea Legislativa dellEmilia-Romagna impegna la Giunta regionale e lAssessore competente ad introdurre una regolamentazione regionale volta salvaguardare gli utenti delle strutture socio sanitarie autorizzate/ convenzionate/accreditate, gestite da istituzioni pubbliche o private che erogano i servizi rivolti alle persone non autosufficienti (anziani o disabili), a contrastare la vessatoria e annosa pratica dei depositi cauzionali e delle garanzie che condizionano l'accesso delle persone non autosufficienti alle strutture residenziali e semiresidenziali e che disponga limmediata cancellazione del versamento di una cauzione ai fini dellaccesso alle prestazioni erogate dalla struttura stessa e la restituzione delle cauzioni in essere. Bologna, 03 agosto 2012 I Consiglieri Defranceschi - Giovanni Favia) (Andrea

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la SIAE prevede tutta una serie di agevolazioni atte a facilitare le attivit di beneficenza, agevolazioni alle quali si pu accedere sottoscrivendo appositi accordi; si ha notizia che la SIAE ha costituito un fondo finalizzato al riconoscimento di abbuoni, per sostenere gli eventi organizzati in tutta Italia per la raccolta di fondi pro terremotati. LAssemblea Legislativa dellEmilia-Romagna impegna la Giunta regionale e lAssessore competente a chiedere ai vertici della SIAE, di prendere un provvedimento urgente che riduca nel limite massimo possibile i corrispettivi SIAE previsti per tutte le iniziative di solidariet presenti sul territorio regionale e nazionale, con lo strumento che si ritenga pi soddisfacente al caso, quale abbuono o agevolazione, contribuendo in tal modo a massimizzare lapporto che i tanti cittadini impegnati in azioni di volontariato stanno mettendo in atto ai fini della ricostruzione a seguito dell'evento sismico del maggio 2012; ad intervenire con una progetto di proposta di legge alle camere, ai sensi dellart. 121 della Costituzione, volto a inserire nella Legge dei diritti di autore un esonero dal pagamento dei diritti SIAE per le manifestazione di beneficienza/solidariet orientate a raccolta fonti per aiutare le ricostruzioni post calamit naturali. Bologna, 02 agosto 2012 I Consiglieri (Andrea Defranceschi - Giovanni Favia)

Passante Nord: poca trasparenza e molte zone grigie


Source: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2012/07/ passante-nord-poca-trasparenza-e-molte-zone-grigie.html By Giovanni Favia on August 17th, 2012

La SIAE non lucri sul terremoto


Source: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2012/08/lasiae-non-lucri-sul-terremoto.html By Giovanni Favia on August 17th, 2012

Apprendiamo dai giornali che Regione, Provincia (nella persona di Mister cemento Venturi) e Comune di Bologna hanno firmato un accordo sulla realizzazione del Passante nord, ma su cosa abbiano messo la firma non ci dato sapere. In questo percorso a porte chiuse, la provincia di Bologna (della quale auspichiamo una rapida estinzione) non solo scavalca i cittadini, ma addirittura scavalca i sindaci facenti parte del suo stesso partito di maggioranza! Il progetto del tracciato rimane, almeno cos si dice, ben chiuso nei cassetti di societ autostrade, insomma 1,3 miliardi ( e sapendo come vanno le cose nel nostro paese saranno almeno il doppio) buttati in un progetto del quale non si sa nulla, ricordiamo che il progetto originale stato bocciato senappello dalla UE, e sempre pi inutile. Perch se gi nutrivamo dubbi prima, visto che le code sullautostrada si sono drasticamente ridotte dopo la realizzazione della terza corsia dinamica e che per risolvere i problemi della tangenziale sarebbe sufficiente, adeguare l'attuale asse esistente e realizzare le tante opere messe in cantiere da decenni e non ancora realizzate (come intermedia di pianura, lungosavena, ecc.), ad oggi, con i dati presentati sul rapporto di monitoraggio dei trasporti in Emilia-Romagna, abbiamo la conferma di quanto era facile immaginare, il traffico sulle autostrade in calo di circa il 6% (per le auto) e del 15% (per i mezzi pesanti). Infatti dopo gli ultimi anni di stasi (da tempo il tasso di motorizzazione della nostra regione oramai di unauto a testa, e pi di unauto non siamo ancora in grado di condurre) il traffico su gomma in fase di calo, e con landamento della richiesta di petrolio non certo destinato ad aumentare. Perch allora continuare a buttare soldi nel calcestruzzo e nellasfalto, aggravando linquinamento della nostra pianura, sottraendo ettari di suolo fertile allagricoltura e sfregiando il paesaggio gi provato da una cementificazione fuori controllo? a pensar male una risposta ci sarebbe. Giovanni Favia

RISOLUZIONE

Premesso che
sono numerose le iniziative benefiche intraprese da numerose Amministrazioni Pubbliche e da privati, volte a raccogliere fondi pro terremotati mediante lorganizzazione di manifestazioni musicali, teatrali, culturali, ecc..; sono numerose le segnalazioni pervenute sia da Amministratori pubblici che da privati, in merito allimpossibilit di abbattere i costi legati alla regolarizzazione dei diritti SIAE di tali iniziative con scopo benefico; il contributo SIAE rappresenta lunico costo non trascurabile che necessario sostenere; la SIAE svolge, nel suo ruolo istituzionale, unattivit di intermediazione, riconosciutagli dalla legge, per lesercizio del diritto d'autore - che un diritto privato del lavoro - per conto di autori ed editori, italiani e stranieri; il principio di base a cui asservita la SIAE che, chiunque utilizzi le opere degli autori - e quindi il loro lavoro - deve corrispondere una remunerazione.

Considerato che
la SIAE potrebbe concedere lesonero dai diritti solo a seguito di una previsione normativa, che allo stato attuale in difetto. Infatti, la Legge 22 aprile 1941, n. 633, Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio, non prevede esoneri per eventi di beneficienza o solidariet; la legge citata, prevede riduzioni nel pagamento, quando la manifestazione avvenga a soli fini di solidariet;

August 17th, 2012

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contenuto) soprattutto per mantenere il controllo sul rapporto con i pescatori sportivi e sul relativo bacino elettorale. LEGGI L'INTERROGAZIONE interrogazione_a_risposta_scritta_vallette_di_ostellato.doc

Gestione scellerata delle Vallette di Ostellato


Source: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2012/07/ gestione-scellerata-delle-vallette-di-ostellato.html By Giovanni Favia on August 17th, 2012

Le 4 Vallette di Ostellato, oasi naturalistica dal 1975, costituiscono unarea scampata alla bonifica della Valle del Mezzano, hanno unestensione di circa 260 ettari e sono una striscia di terre e acque tra il Canale Circondariale (che serve per drenare lacqua dalla Valle del Mezzano) e il Canale Navigabile Migliarino - Porto Garibaldi. Un piccolo paradiso per gli amanti del birdwatching, ma anche semplicemente della natura, inoltre, allinterno sono disponibili varie strutture di accoglienza, dal ristorante al B&B, dalla piscina allagricampeggio, dal trekking a cavallo ai veicoli elettrici. Con la specificit che lungo il confine meridionale del Canale Circondariale situato uno dei campi di gara per la pesca sportiva pi noti dItalia, gi sede di campionati nazionali. Il Comune di Ostellato ha gestito negli anni il nucleo centrale di questo comprensorio tramite convenzioni ventennali ad una coop agricola, prima C.A.I. - Cooperativa Agricola Intercomunale Argenta Portomaggiore scarl, ora Sorgeva Cooperativa Agricola a r.l. (con scadenza 31/12/2019). Gestione che andata sempre peggiorando negli anni, fino ad arrivare allagosto del 2009 in cui Sorgeva, ormai incapace di gestire larea del comprensorio, lo cede in subconcessione (come previsto dallart. 10 della concessione) ad un privato: Villaggio Natura srl che prova a gestire in maniera diversa il bene (pubblico) ricevuto in affidamento, con una gestione pi attenta al lato ambientale (sar selezionata dalla Regione nellambito del progetto ECORUTOUR, - Turismo rurale ambientalmente compatibile in aree protette) e propositiva verso i frequentatori dellarea. Certo il comprensorio versa in condizioni pessime, tali da suggerire lopportunit di fotografare il tutto e scrivere una documentata relazione di denuncia al Comune di Ostellato (settembre 2009) chiedendo al Comune e a Sorgeva di fare ciascuno la propria parte per risollevare larea. Ma n il Comune, n Sorgeva collaborano, anzi si scaricano a vicenda le responsabilit, fino ad arrivare al settembre 2011 in cui il Comune revoca la concessione a Sorgeva e letteralmente sgombera, dalloggi al domani, il soggetto gestore Villaggio Natura srl, incurante dei molteplici danni causati a questultimo e della proposta di sostituirsi a Sorgeva nel rapporto col Comune saldando i canoni arretrati che Sorgeva doveva al Comune. Nasce cos, ovviamente, un contenzioso davanti al TAR. Il Comune non riconosce Villaggio Natura srl come interlocutore, anche se fino al giorno precedente ha avanzato richieste a Villaggio Natura srl e lha usato come unico referente per la gestione del comprensorio delle Vallette e, anzi, afferma che Sorgeva ha violato la convenzione con il Comune trasferendo in toto, a sua volta, la concessione a Villaggio Natura srl. Sulla questione sono pendenti dei ricorsi e decideranno i giudici, quello che certo che, esaminando le visure catastali del comprensorio, si scopre come sostanzialmente i 160 ettari dato in concessione dal Comune di Ostellato a CAI-Sorgeva, non sono in realt di propriet del Comune, bens della Regione ed essa s che, nella sua concessione al Comune di Ostellato, ha escluso tassativamente la possibilit di subconcedere, pena la revoca della concessione, revoca a questo punto auspicabile, per lo stato in cui versava loasi fino al 2009, per la ventina di costruzioni o manufatti abusivi di cui il Comune si accorto solo da un giorno allaltro, anche se li ha visti spuntare sotto i propri occhi, ed in ultimo ma non meno importante per lo spregio con cui si trattato un imprenditore il cui unico torto appare aver richiesto losservanza del contratto sottoscritto e della legge ed aver improntato la nuova gestione a criteri generali di rispetto per il bene, pubblico, ricevuto in affidamento. Viene anche il dubbio che il Comune si sia ripresa la gestione (riaffidandola con convenzioni provvisorie di cui non si conosce il