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,.

.ALMANACCO

1960

I

VALLECCHI

;

1L' ANTIPATICO

Almanacco per il 1960

a cura

di Italo

Cremona

e Mino Maccari

Il Secolo dà segni di stanchezza. Siamo su una

strada sbagliata? Ritorno alle Caverne. La Pittura Sciuscià. Fare la Scultura almeno una volta al

giorno. La Lingua batte dove il Dialetto duole. Occhio alle Processionarie. Cronache dell' annata

giorna-

lieri. Con ver

Tito

iano,

trascorsa,

previsioni

della

futura, consigli si

di

ed Ennio Fla-

di sare n a ,

inediti

Balestra

scri'tti

I

Ce

Cremo

Romano Brandi, L é o n

Goidanich,

Bilenchi,

Italo

Daudet,

F. T. !v1arinetti, Luigi Mughini,

Maria,

Giorgio

De

Athos

Gian Piero Nicolai,

Gino

Patroni,

Giorgio

Peri, Pietro Trapassi,

J. Ro-

dolfo Wilcock,

e disegni

di Griotti,

Marco,

Mac-

cari,

Manzù,

Zeglio.

Indovinelli

e

concorsi

a

premi.

Incisioni

a

colori,

vignette

anonime

da

spedirsi

alle persone

più

odiate.

Barzellette

per

serate

in

famiglia

e

Circoli

ricreativi.

La sola

pubblicazione

che

non

contenga

scritti

di

Al-

berto

Arbasino.

Un premio

Nobel

per

la poesia

e

un

sigaro

toscano

non

si

negano

a

nessuno.

19 6 o:

llJIettiamo la testa a posto

VAL LECCHI EDITORE

©

 

COPYRIGHT

'959

BY

VALLECCHI

EDITORE

i

~

I

 

PRINTED

IN

ITALY

J,

FIRENZE,

1959

-

VALLECCHI

EDITORE

OFFICIKE

GRAFICHE

L

Dans

un

temps

d'ignorance,

on

lorsqu'on fait les plus grands

lu-

mière, on tremble encore lor- squ' on fai t les plus grands biens

maux;

n'a

aucun

dans

un

doute,

temps

meme

de

MONTESQUIEU

-

L'Antipa.tico

allunga la vita l

I nostri pronostici per il '59

hanno

avuto

piena. conferma

di

momento

È

particolare

di

andare

degli

sono verificati.

avvenimenti

soddisfazione

macchina

in

il potere

che

la

preveduti

l'anno

scorso

affermare

al

maggior

il

per

parte

'59

si

 

Nulla

infatti

di straordinario

è sin qua avvenuto

tranne

il ritorno

in Italia,

non

previsto,

di

Sofia Loren,

il tour

de

force

dell'elefantessa

Jumbo

sulle

Alpi

seguendo

il

presunto itinerario

di

Annibale

e,

soprattutto,

1'« affare

Melone»

del tutto

imprevedibile

famoso per

 

poli e che il dicembre dello stesso anno

veda

il lancio

del

il

rispetto

di ogni regola

in un Paese convivenza.

di pubblica

 

primo

razzo dalla

Luna

alla

Terra.

 

In

compenso

la

precisione

raggiunta

dai

pronostici

 

Nelle

notizie

vere

e false

del

1959 che

occupano

un

negli

affari

politici

di

Sicilia

ha

del

miracoloso.

Non

ci

certo numero di pagine dell' Almanacco per

il

1960 non

voleva

molto

a

capire

che

la

«terza

gamba»

smarrita

se

ne parla,

ma

esse notizie

sono una

scelta

di casi

spe-

e ritrovata

dalla

Trinacria

simboleggiava

l'Uomo

che

ciali e non possono dir tutto: resta ragione non ultima

avrebbe

tenuto

le redini di quel Governo e che quest'Uomo

d'orgoglio per i compilatori il vedere in esse la conferma

si

sia affermato

nel '59 non può che essere motivo

di vivo

delle loro possibilità divinatorie anche in fatto di spoglia-

compiacimento.

relli. Quello previsto per il novembre del '59, dolorosis-

I pronostici

per

il '59 trascuravano

volutamente

certi

simo, è purtroppo

avvenuto

e nelle

Vere

e False

se

ne

avvenimenti

dovevano apparire

di

portata

internazionale

soluzione:

che

infatti

i

a

chiunque

loro

scopi

potranno leggere i particolari e le conseguenze. Purtroppo

in

tali circostanze

la vanità

dei veggenti

non

compensa

la

sono

falliti

tutti

senza e i risultati

d'un

viaggio

in

USA

d'un

vergogna per certe brutture anche se questa è attenuata

alto

personaggio

sovietico

con relativa

famiglia

sono tut-

dal fatto che la protagonista dell'episodio infame era una

tora

piuttosto

oscuri.

Ma

che

esattezza

in altri settori!

straniera

e

per

di più

buddista.

 

Il

cinematografo

ha effettivamente

continuato

a sottrarre

I lettori

dell'A.

avranno

notato

con

quale

cura

vi

si

alle

altre

arti

i migliori

ingegni

nazionali,

un fenicottero

tacesse di decessi, funerali, seppellimenti: troppo facile

è realmente

deceduto

nello

zoo di Torino,

sia pure

con

sarebbe stato il prevederne alcuni di quelli realmente acca-

qualche

mese

d'anticipo

sul

previsto

e

se

non

si parla

duti mentre sarebbe risultato di gusto discutibile trattare

più

di

Lionello

Venturi

è

soltanto

per

far

piacere

a

dei poco probabili

o addirittura

degli impossibili.

l'

Giulia

Massari

la

quale,

secondo

un

punto

di

vista

del

tutto femminile, ebbe a deplorare che i compilatori dell'A. reiteratamente lo citassero assieme alle case chiuse.

L'eroe

Per

altri

argomenti

un

successo

dopo

l'altro.

dato per nasci turo a Valladolid ed il navigatore che doveva

aprire

di età e stanno

guardia nei villaggi più fuori mano e ai rilanci delle scuole I artistiche più vetuste, la realtà ha superato le previsioni

gli occhi

a Basilea hanno

bene:

in quanto

compiuto

alle mostre

il primo

d'arte

anno

d'avan-

e

se il tiro al piccione

non è stato

ancora

abolito,

esso ha

le

ore

contate.

Le

difficoltà

editoriali

dell' A.

consentono

preventivi

e consuntivi

un po'

elastici:

è sempre

possibile

che entro

il '59 Giovanni

Ansaldo

diventi

sindaco

di Na-

j f I I

L'A.

1960 si attiene

alla

medesima

linea

di condotta

benevola contando di rafforzare fortuna sin quc, guadagnata.

così la

fama

di porta-

Dei numerJJi

episodi fino ad ora conosciuti

che suffra-

gano tale fama, possiamo citare quello di Brindisi nel cui cielo, sul finire dell'autunno, si incendi_ava il dirigibile

P 4;

grazie ad alcune copie dell'A. che si trovavano a bordo e

che venivano poi ritrovate

tinuare col caso accaduto a Palermo dove, in agosto, il possidente Vanni Marioleu di Terranova Piscatoria, fatto

poteva

tutto

l'equipaggio

salvarsi

a terra.

col

paracadute

con-

intatte

Possiamo

segno ad alcuni colpi d'arma da fuoco sparatigli in un agguato, doveva la salvezza ad una copia dell'A. che te-

neva sul cuore e che fermava tra le sue pagine ben due

pallottole cal. 7,65

e soprattutto

di

possiamo rendere

pubblica ragione quanto ha di recente accertato la Cen- trale balistica di Monte Verulamio per incarico del Mini- stero della Difesa: che cioè una copia dell'A. non si lascia perforare da una pallottola di fucile '91 sparata da tremila metri di distanza e così con ogni probabilità le nostre Forze armate verranno provvedute di questa efficace difesa. Ci pare che ce ne sia abbastanza per giustificare il nostro compiacimento per l'opera svolta, insieme con la spe- ranza di potere degnamente assolvere agli impegni futuri I con l'aiuto degli affezionati lettori.

10

PROFEZIE

PER

L'ANNO

NUOVO

di

~gioia nella Capitale e in tutti i capoluoghi di provincia.

JBarletta \ trasportato viene alcuni arrestato mattoni un manovale avariati a colpevole un cantiere di aver edi- lizio.

dello stipendio a favore

Stato

rinuncia

ai pubblici

servizi. Dimostrazione

n. Angelini cede un quinto

, delle Confraternite

di Pietrasanta.

ssegnazione del Premio Nobel ad Alberto Moravia. scrittore Pasolini si decide a iscriversi al Partito munista.

Co-

Pittore

Gaulle.

Amerigo Bartoli fa il ritratto

Amerigo Bartoli fa il ritratto

al generale De

al generale De

po il trionfo dei Morotei, viene inaugurato a Livorno

il monumento ai Cinque Mori.

liene scoperto un pino a Villa Borghese. Il caporeparto della Squadra Tagliaboschi del XII Dipartimento è licenziato, s'intende in tronco. on: Pacciardi dimostra ai suoi elettori di Scansano che

il pancho di Garibaldi

era in realtà una tonaca.

Deputati in massa decidono di rinunziare allo stipendio.

I Senatori ne seguono l'esempio.

li stranieri

assaltano, incend,iano e distruggono le sedi

del Turismo di Siena, Fir~hze, Ravenna,

ghera, Tortona, Vetralla, Radicondoli, Forte dei Mar- mi, Marina di Massa, San Benedetto del Tronto.

Pistoia, V0-

Soprintendenti alle Antichità e Belle Arti, riuniti a Con-

Il Professore

Lavagnino, Palma Bucarelli e Nello Ponente prepa- rano frettolosamente le barricate. Il critico Caran-

dente marca visita. Sua Eccellenza Armando Brasili,

gresso, decidono di marciare

su Roma.

11

 

I

>

creatore

dello stile Brasil, pronuncia

un'arringa

all'Ac~1

cademia

di San Luca.

I.

Uno

stagnaro

Pomodoro,

attenta

scambiandolo

a

M ilallo

pcr

:lIla vita

dello

sila fratello.

scultor~

Per

un

ritardo

ferroviario,

Ellnio

l'laiano,

diretto

a

Ve·

nere, si ferma a Marte. frono la cittadinanza onoraria.

"1.1;

popolazioni

locali

gli of·

Il Pittore

De

Chirico

in commercio

frulla

arn;st;,to

avarial:!.

per avel:' dipinto e messe

Il

critico

Franco

Russoli

svicnc

davanti

a

una

tela

di

Piet

Mondrian.

;1

Il pittore Casorati presiede contemporaneamente la Giu~

 

ria

del

Premio

Biella

e

la Giuria

del Premio Prato;1

e

viene

accusato

di tenere

il piede

in due stoffe.

Il

Ministro

Pella

in

un

memorabile

discorso

indica

al-

 

l'Europa

le vie della

salvezza.

L'orazione

viene incisa,

a

cura

dell'Associazione

Tessili,

in un

desco

a

45 giri.

Il

Poeta

Quasimodo

presenta

la

candidatura

al

Premio

 

Nobel,

dimenticandosi

di

averlo

già

avuto.

Giorgio

Bassani

tiene

una

conferenza

a Padova

convinto

 

di

trovarsi

a Ferrara.

Gli oratori

lo applaudono

con~

vinti

che l'oratore

sia Alberto

Moravia.

 

Fanfani partecipa ad Arezzo alla Giostra del Saracinino.

Renato

Angiolillo

trasforma

le

sue

scuderie

in

cantieri

navali.

Il

Monumento

a Vittorio a Roma viene smontato e tra-

sportato all'EUR. Gran ballo popolare a Piazza Ve- nezia. Problema della circolazione risolto. Dimissioni del Sindaco Cioccetti.

Costituzione

dell' Associazione Volontari

Bombardieri

Edili,

con lo scopo della distruzione· integrale

degli

edifici

che disonorano il paese. Diecine di prodi aviatori, assi di guerra, virtuosi dell'Alta Acrobazia, si arruo-

12

lano e prestano giuramento. L'architetto Barbetta fug-

ge in Svizzera.

'Giovanni

Ansaldo

a Lauro.

va

a

cena

da

Fassio

per

far

dispetto

abolita

la

Quadriennale.

Col

ricavato,

si istituisce

la

I

tLa

Mensa

dei

Pittori,

Scultori

e Decoratori,

gestita

Toti

Nouvelle

Scialoia.

Vague

entra

nelle Accademie

col grado

da

VI,

e vec-

chiaia e diritto alla pensione. L'onorevole Meda regala la villa di sua proprietà ai Vec- chiarelli della Val Brembana. Seguendo il suo esempio,

di

doppio stipendio, provvidenze

per

la invalidità

l'onorevole

Campilli

cede

all'Opera

Pia

di Pratica

Mare

alcune

centinaia

di

ettari

di aree

fabbricative.

Inopinatamente

la Torre

di Pisa

si raddrizza

ed assume

una posizione perfettamente verticale. Il Sovrinten-

dente Sampaolesi

bolla

attribuisce al passaggio nella Piazza dei Miracoli della nota attrice Marilyn Monroe, ma i geologi affermano che l'erezione è dovuta ad assestamento interno del sottosuolo. forse in seguito all'incontro di correnti do-

lo

provvede

Si grida

al

alla

verifica

Il

con

apposita

di livello.

miracolo.

popolino

rotee, morotee e fanfaniane provenienti da diverse sca-

turigini

ma

convergenti

in una stessa direzione del

Partito.

II Pianista

e

tre

Benedetti

quarti

di

Michelangioli

si presenta con un'ora

ritardo

al

concerto

nel

Teatro

dello

Zodiaco

di Roma.

La

Contessa

Pecci

BIunt,

proprie-

taria

del

Teatro,

gli chiede

scusa

anche

a nome

del

pubblico

per

averlo

atteso

tanto.

13

Il

Sindaco

dopo a.ver abbattuto

gli alberi

ne mangia

la foglia

IL PREZZO DEL PECCATO

La

città

peccaminosa

più

prossima

al confine italiano

è Nizza

cittadino

timiglia,

pullman

marittima,

Il

italiano

può farlo spendendo trecento franchetti, sia in

che

dove

nacque

Giuseppe

Garibaldi.

dal passo di Ven-

che voglia raggiungerla

treno:

un

po'

di

in

meno,

un

po'

di

più

di

un pacchetto

di sigarette, a seconda di quali sigarette

si

tratti:

comunque,

una

tenue

spesa.

Giunto

che

vi sia,

supponendo

e che perciò

dare a lavorare, non sono molte le prospettive di svago che

an-

che l'avvenimento

all'indomani

cada

in

un

sera

non

di sabato

debba

il nostro

uomo

k~lisi presentano,

anzi,

ce n'è

una

sola:

quella

del Taba-

-in con

numeri

di

strip-tease

pei

quali,

(occorre

dirlo?)

l

nostro cittadino

si è allontanato

temporaneamente

dal

'uolo della Patria ripromettendosi in cuor suo di ritornarvi

in casa propria,

l più presto.

l nostro

A forza

connazionale

di sentirne

ha

voluto

parlare

sincerarsi

della

nefan-

ezza d'uno

spettacolo

proibito

dalle

sue parti

e, non

ap-

ena

per

le strade

della

città

francese,

ecco che i mani-

esti

n

esposti

po'

nei

sul tardi,

caffè

verso

lo

assicurano

le ventitre,

a la sua curiosità

due

che

passi,

potrà

ssere soddisfatta.

S:upponiamo

che

egli abbia

già

cenato

ppure

che

se

la

sbrighi

in fretta

in uno

snack-bar,

per-

hé vogliamo

accompagnarlo

alla

lesta

anche

in un cine-

atografo

dove danno

un film che in Italia

non potrebbe

ai vedere

e che si intitola

« La P. sentimentale

».

Potrebbe

andarvi

anche

digiuno,

al cin.:7"uatografo, o

on andarvi

affatto

,

potrebbe

anche rinunciare

allo strip-

ease

ed

infilarsi

subito

nel

letto

di

un

alberghetto,

rria

allora perché occuparsi di lui se a noi interessa di parlare della P. sentimentale assunta a preludio del sordido spo- gliarello? Entriamo dunque in sua compagnia nel cine- metto e vediamo che cosa ci racconta questa P.

fotografie esposte nell'ingresso,

Dal

«cast»

e dalle

abbiamo già capito che si tratta d'uno spettacolo messo su da gente affamata, da quei cinematografari che non ce l'hanno fatta ad emergere, che vivono col presenti- mento dell'ospizio e del tavolo anatomico: come negargli il nostro obolo? Il film racconta quanto segue: in una città di provincia i ragazzi di un Istituto d'educazione vanno a fornicare nei vicoli con le passeggiatrici e uno degli studentelli si innamora d'una P. È figlio d'un indu- striale e il «souteneur» della P. pensa di spremerne quattrini e così dice al ragazzo «La vuoi? Te la cedo per tanto, è un buon investimento, rende abbastanza ». Il ragazzo abbocca, vuole la P. tutta per sé, ma quella, pur riluttante perché in fondo è un cuore d'oro anche se timo- rosa dell'antico amante, si presta a farsi fotografare a tradimento dal losco tipo mentre il ragazzo le estrae un seno dalla camicetta. Il «souteneur », scattata la foto- grafia compromettente, la diffonde in molti esemplari a fine ricattatorio e così l'onta cade sulla famiglia dell'indu- striale e sull'Istituto d'educazione. Onta o no, il ragazzo continua a volere, vuole tanto che si procura una pistola e finisce per ficcarne il contenuto nel torace del magnaccia mentre costui prende a pedate la sua venere vagante. Però nessuno ha visto e la P. sentimentale s'incolpa per scagionare il ragazzo e perciò viene arrestata. Il ragazzo per un po' sta zitto ma poi decide di dire la verità e così in galera ci va lui. Questo film d'una moralità ineccepi- bile è vietato, in Francia, ai minori dei sedici anni e se

ne esce immelanconiti per le sciagure che sempre colpi-

~

L

16

dI

-!

I

~ -

2.

\17I

scono la brava gente e pensando a quali, tra i propri cono- scenti, si precipiterebbero a difendere una P. colpita a calci da un valido souteneur in un vicolo deserto, anziché prendere il due di coppe Siamo così giunti in mesta riflessione a due passi dal tabarin distante cento metri dal cinematografo, pronti a spendere e spandere altra mestizia: oltre agli inevitabili aggettivi di deplorazione tra i quali particolarmente servi- zievoli «sordido» e «squallido ». Vogliamo buttarli via, mestizia ed aggettivi? Ma sì buttiamoli, e seguiamo il nostro connazionale nella sua ispezione. Egli possiede in pari misura furbizia e senso d'economia onde, prima di varcar la soglia, si accerta dei prezzi dal guardaportone:

seicento al bar e milledue al tavolo con diritto alla consu- mazione: benissimo, a milledue ci sta e finalmente, solle- vata una tenda pesante, entra nel tabarin vero e proprio. Questo è stato ricavato coprendo un cortiletto e c'è quel- l'aria simpatica, un po' truffaldina, particolare degli ampi luoghi arrangiati coprendo i cortiletti: come gallerie d'arte, aste di tappeti persiani, trattorie. Suona un'orchestra ita- liana con un nome come Giannettini, Rubellini, Calan- drini, e l'animatore del complesso è un simpaticone che ravviva l'atmosfera cantando delle strofette e mettendo in ordine i fili e le lampade per gli speciali effetti di luce. Le ragazze, guardarobiera compresa, sono una decina, cinque i camerieri compreso il barista, sei gli orchestrali

e così siamo già a ventuno persone che, col presentatore

non ancora salito alla ribalta, l'animatore elettricista e

il guardaportone in livrea al fresco sotto i portici, salgono

a ventiquattro. Gli avventori da seicento franchi, quelli del bar, sa-

ranno una decina e toccheranno i settanta quelli seduti

ai tavoli. I conti sono presto fatti: seimila quelli del bar

l

!

ed ottanta quattromila tutti gli altri per un totale com-

plessivo di novantamila franchi che con qualche aggiunta

di spumante e di cognac si possono far crescere fino a

centocinquanta. Questa somma, dunque, dovrà andare divisa, detratte le spese di luce, riscaldamento, fitto e per

numerosi balzelli, tra le ventiquattro creature già citate alle quali, però, andranno aggiunte altre sette anime che interverranno con giuochi faticosi e pericolosi nel corso dello spettacolo ripetuto due volte dalla mezzanotte alle tre. Eccoci dunque, con questi, a trentuno presta tori d'opera per ottanta spettatori attaccati con tutte le un- ghie ai loro franchettini, salvo quelle eccezioni che, con una carta da dieci, possono prolungare lo spasso fino alle dodici del giorno dopo. E le ragazze fanno schifo? Tut- t'altro. Non saranno delle aquile ma i loro corpicini ben fatti li hanno, stanno compostissime accanto a chi ne chiede

18

la compagnia, non sollecitano i puri e gli indifferenti e quando sono chiamate per lo spogliarello lo effettuano con la miglior grazia possibile, un po' in fretta e con un'ombra di inquietudine: forse per la vicinanza del- l'Italia e la lontananza di Parigi. Le sette persone implicate in esibizioni dove il nudo non c'entra, sono tre giovanotti italiani (voce bolognese, fisarmonica, chitarra) ben vestiti e compunti, due acro- bati, lui e lei, che fanno cose incredibili, altri due giova- notti americani, equilibristi, che per la loro audacia meri- terrebbero almeno una cattedra universitaria. Tutto ciò per seicento o milledue pro capite. Cosa si vuole di più? La Callas, per caso? Nei nostri conti abbiamo però trascurato gli introiti

del guardaroba:

fa

cento franchi ma numerosi avventori sono entrati senza

pastrano, diciamo una ventina, così i clienti del guarda- roba sono all'incirca sessanta con un gettito lordo di sei- mila franchi da dividere tra le guardarobiere (due? una che si vede ed una che non si vede?) e l'amministrazione del locale. Andrà bene così? Dunque, i centocinquantamila

di prima sommati con questi ultimi seimila franchi, fanno

centocinquantaseimila da dividere fra trentuno o trentadue

persone perché una guardarobiera è rimasta tra le quinte;

e dopo aver detratto le spese di gestione e il costo verace delle consumazioni. Un affare più che modesto, si com-

prende a prima vista, ma piuttosto vantaggioso per il turista che, stando a casa, non sarebbe di certo riuscito

a vedere una diecina di ragazze nude al costo di centoventi

franchi cadauna. Con centoventi lire, in Italia, si prende

tre volte il tram: sarà più morale ma, a detta dei più, è assai meno interessante.

ebbene, occupiamocene.

Il guardaroba

Italo

Cremona

19

Il n uovo Orario delle Ferrovie

Vicinali pel' il 1960

l

RIME

PER

coi relativi

L'ANNO

NUOVO

numeri

per il Lotto

Chi

anguilla

La Pappa toria

mangia

a

Comacchio

A

Roma

mangia

abbacchio

 

A

Modena

zampone

A

Genova minestrone

A

Milano

la busecca

E

le dita

poi

si lecca.

ANGUILLA

5

AGNELLO

57

ZAMPONE

11

L'Oppio del Progresso

Con una radio e con un frigorifero

Hai avuto, operaio,

il tuo sonnifero.

GHIACCIAIA

13

ORGANO

51

OPERAIO

30

21

La Strage degli Innocenti

Disse alla Quercia un Pino fronzuto « Mi sento un po' abbattuto ». Ella sorrise amara e poi « Non vedi» Rispose, «che non sto più in piedi? ».

QUERCIA

ATTERRATA

44

PINI

TAGLIATI

9

 

Il Letterato

 

In attesa dell'ala della gloria Da Cesaretto intanto mi satollo

Con un' ala

di pollo

E contorno di cicoria.

 

GLORIA

87

POLLO

78

CICORIA

2

 

La Pittura

 

Pittura, dove vai Col claudicante piede? Arida Palma ormai La gloria ti concede.

 

PITTURA

41

PALMA

4

PIEDE

3

 

La Politica

 

Non dirlo al Doroteo che se n'adira

 

Quant'è

buono il Fanfani con la Pira.

DOROTEO

16

FANFANI

1

LA

PIRA

45

22

Il Giornalismo

Quando il gufo la fa da falco La Nazion va a rotolicalco.

GUFO

16

La Poesia

FALCO

72

Penna che fa la corte a ragazzetta Grandine, peste o guerra ci s'aspetta.

GRANDINE

7

PESTE

54

GUERRA

56

 

La Critica

 

Gobba aNello

Ponente

Pittura

decrescente.

 

GOBBA

55

PONENTE

52

PITTURA

41

 

Il Pensiero

 

Pasolini, il gergopiteco Ha lo sguardo profondo, un po' bieco Come una rosa sgualcita Dai ragazzi de vita.

 

ROSA

56

RAGAZZI

43

L

i

~

I

La Storia

Cercatevi un rifugio, un nascondiglio:

Chi vuoI bene all'Italia è in gran periglio.

RIFUGIO

36

PERIGLIO

56

23

Il bacio, belli o brutti,

È uguale per tutti.

Chi dice un gioco è amar non dargli ascolto:

Un bacio è bello quando dura molto.

LETTERA·

DALL'ITALIA

Griotti

Caro Agustìn,

mi chiedi notizie sugli scrittori italiani, ma non credo che possano interessarti: sono in genere molto provin- ciali e - il che è più provinciale ancora, di questi tempi - sono quasi tutti ricchi; ma non di quella ric- chezza che è un difetto tollerabile di nascita, ma dell'altra, quella dei commercianti, che concentrano la loro intelli- genza nel portafoglio. Cosicché, invece di costituire la na-

turale cristallizzazione di ciò che di meglio c'è nel loro
J.

)

popolo, la cui essenza sarebbe il loro compito di esprimere, non sono invero che altrettanti sfruttatori, semmai, degli

aspetti più pittoreschi e magari politici della povertà di questo popolo, a volte così caro.

siccome l'istruzione non

La verità è che in Italia,

è obbligatoria, solo i borghesi finiscono la scuola pri- maria per arrivare alla media, e soltanto i più agiati al- l'università. C'è una gran paura che i poveri vengano istruiti, e perciò, per strano che possa sembrare, invece di incoraggiare i giovani perché diventino un po' meno rozzi, hanno inventato delle tasse anche per quelli che vorreb- bero studiare. D'altronde a scuola ti insegnano poco o niente, dimodoché l'ignoranza o piuttosto l'innocenza ge- nerale fa davvero ridere: ho conosciuto un ragazzo avviato agli studi superiori il quale credeva che gli aerei portassero una luce rossa e un'altra verde, oltre alla bianca del mezzo, per formare la bandiera italiana. In poche parole, i figli dei poveri debbono lavorare, e non sognano nemmeno la possibilità di accostarsi alle let- tere. Così circoscritta la letteratura alla classe media e

borghese, diventa veicolo inconsapevole della mentalità chiusa e per niente curiosa di quelle classi; il cui simbolo di successo - poveretti - sembra essere diventato l'auto- mobile, che loro chiamano «la macchina ». Questa macchina, poi, l'hanno tutti, e quando non l'hanno ancora è perché aspettano di farsene una più bella e importante che non quelle dei loro amici gli altri scrittori; come mi disse una volta il direttore di una rivista letteraria: «la mia posizione non mi permette di comprare un'utilitaria ». D'altronde, in Italia i maschi crescono in stretta dipendenza delle loro mamme, sicché né da ragazzi né da adulti essi sono in grado di vivere senza l'aiuto, o piuttosto la dominazione, di una donna; pertanto non appena possono lavorare si sposano, e su- bito dopo hanno tanti bambini. Queste mogli piccolo-

borghesi sono naturalmente molto esigenti, e per mante- nere la macchina e la famiglia, gli scrittori finiscono lavo- rando per il cinema, la radio e anche la televisione. Il10ltre c'è in Italia una brutta istituzione che si chiama la « terza pagin'l» dei giornali, cioè una pagina dedicata alla critica

e agli interessi intellettuali,

zionale, squallido e volgare, come ci si può aspettate da

un giornale. Nessuno si vergogna di pubblicare in questi equivoci guazzabugli, che a volte pagano abbastanza bene;

lo spirito volgare della «terza pagina» è giunto così,

a poco a poco, a contaminare anche le riviste lettera-

ma tutto

slavato e COnven-

rie. Queste sono scarse e mancano quasi completaro.ente

di interesse, poiché vengono scritte per soddisfare la va-

nità degli scrittori stessi, e non per accontentare un pubblico intellettuale atto a fungere da consumatore di opere e di idee. Il quale pubblico o non esiste o sta velo- cemente scomparendo giacché, tutto sommato, il pubblico non è meno dipendente dalla volontà dell'artista di qùanto non lo sia l'artista dalla volontà del pubblico. Queste cose succedono, penso, perché in Italia ha tnolto più peso la società che non l'individuo. Intelligenza e am- bizione non mancano; anzi, se questo paese non è al1cora diventato una sordida provincia della cultura, COD:1ela povera Spagna, è appunto perché è pieno d'individùi in- telligenti. Ma costoro vengono sommersi, dalla nascita, in una società che controlla tutti i loro atti e atteggiaD:1enti,

e - questo forse è più importante - non li ripudia, bensì come una grassa sirena li richiama costantemente e li costringe ad adattarsi ai suoi gusti e convenzioni; il che purtroppo sembrano fare volentieri, questi intellettuali ita- liani. Un mio amico scrittore, non appena gli fu assegnato

un premio per un suo libro di saggi, si è comprato con i

soldi del premio un grosso apparecchio televisivo, U:t:lodi

quei congegni

dissemina tori

di

putrefazione

 

mentale,

il

cui acquisto basterebbe

in molti

altri

paesi

a

coprire

di

vergogna l'acquirente. Eppure nel suo libro questo sag-

gista derideva gli oziosi che guardano

la televisione;

ma

la sua famiglia

è stata

più

forte

della

sua ragione,

e

ora

anche

lui,

sebbene

con

riluttanza,

guarda la televisione

all'ora

del pranzo.

E come

molti

altri

intellettuali,

sogna

che gli venga

mo, per

un giorno

permesso

di apparire

sullo scher-

fare

qualche

smorfia

e magari

mettersi

un

cap-

pellino

conico in testa

per rispondere

a una

domanda

con

.

premIO.

 

Non

so

se

sai

che

in

I talia

i

film

buoni

-

i pochi

che

ci sono

-

non

arrivano

quasi

mai,

e

se

arrivano

vengono

- tare uno scheletro del film originale. D'altronde i cinema dove si proiettano questi film seletti costano moltissimo, sicché i poveri non riescono a vederli; per loro c'è invece

cantato in italiano

e tagliati dalla censura fino a diven-

doppiati

-

abbiamo

visto il carnevale

brasiliano

in giro una vasta produzione scadente- costituita a quanto pare dai rifiuti cinematografici di tutti i paesi del mondo,

non

questi intellettuali è quella di andare al cinema, e perdere quel tempo che potrebbero benissimo dedicare alla let-

di

escluso il Messico.

Orbene,

una

delle

occupazioni

tura;

cosicché

sono di una

tale

vaghezza,

per

tutto

quel

che riguarda

la letteratura

e

le

arti

estere,

che

uno

stra-

niero

la loro letteratura la conoscono benissimo, persino nelle

Invece

non

sa

a

volte

di che

cosa parlare

con loro.

sue più trascura bili manifestazioni, e sono di essa piena-

mente soddisfatti.

Un

poeta

mi

domandava

un

giorno:

«Ma

come

fate

voi

critici

all'estero,

poveretti,

che

non

avete

letto

Croce? ».

 

Sicché lo straniero

si sente come se fosse arrivato

sulla

luna, fra letterati che soltanto si interessano alle opere lu-

28

nari,

e

se

da

una

parte

questo

dà voglia

di spiegare

che

anche

sulla

terra

esiste

una

considerevole

attività

lette-

raria, prodotto

più o meno diretto

di quello

che si chiama

il pensiero

contemporaneo,

dall'altra

parte

si ha l'impres-

sione che la stessa vastità

di questa

letteratura

e di questo

pensiero rendono la spiegazione quasi impossibile. La-

sciamo

se stessi.

Il tea-

come va in questo paese

pertanto

che

i seleniti

continuino

a

occuparsi

di

Mi domandi

il teatro.

tro

lo doveva

-

ranno

in Italia

è stato

paradossalmente

la sovvenzione

agli

rovinato

da

ciò che

lo Stato

ti crede-

cine-

guarire:

statale.

Infatti

non

e questo

-

se lo racconti

amici

forse

aiuta

generosamente

non soltanto

l'attività

matografica

-

e così l'ha

già rovinata

-

ma anche quella

teatrale.

Di

conseguenza

si spendono

ingenti

somme

per

fare una cosa che, priva

della

sua

ragione

principale

di

vita,

cioè la volontà

da parte

del pubblico

che

ci sia

un

teatro,

riesce

malaticcia

e senza

avvenire;

poiché baste-

rebbe

che

lo Stato

ritirasse

il suo appoggio,

perché

tutta

questa attività teatrale

partecipazione creatrice del pubblico, ma anche quella degli autori, e a volte perfino mancano gli attori. In queste circostanze è inutile protestare contro la censura, come

fanno

rebbe censurata è da un pezzo morta e seppellita.

- editori, che poi non sono che altrettanti commercianti in

tutti i paesi e se potessero si mangerebbero vivi gli scrit- tori per farsi dopo un paralume con la loro pelle - sono spesso più strambi ancora; quasi tutti si trovano, a quanto

dicono, sull'orlo del fallimento,

pubblicano libri sempre più costosi, protestando che solo i ricchi possono perdere il tempo a leggere; ma con questo

cosa

cessasse. E non

soltanto

manca

la

certuni,

quando

la

appunto

che

non

si vor-

sugli

Gli editori

,ma perché

mi fai queste

domande

e nel tentativo

di salvarsi

29

sistema distruggono dalla base l'abitudine, d'altronde quasi inesistente in Italia, della lettura. I romanzi sono

spesso rilegati, e i loro editori ne parlano come se si trat- tasse di rischiosissimi investimenti. Naturalmente, quando

il libro diventa un articolo di lusso, anche il pensiero lo

e il pubblico si rivolge a svaghi meno costosi.

diventa,

E così come i teatranti stanno rovinando il teatro, la ri-

strettissima mentalità

degli editori sta rovinando la lette-

ra tura. Quegli scrittori che riescono a emergere dalla medio-

crità generale, si trovano, per così dire, come sospesi per aria, appunto perché mancano di quella base di sostegno che in ogni paese viene costituita da quelle schiere secon- darie di letterati, i quali, pur mancando di uno speciale talento, conoscono e praticano il loro mestiere senza evi- dente disonore. Per farti un esempio: in Italia l'asse- gnazione dei premi letterari avviene generalmente a caso, perché coloro che di solito integrano le giurie mancano non soltanto dell'idoneità necessaria ma perfino di istru- zione e di un qualsiasi interesse nella letteratura contem- poranea. Pertanto i premi dipendono anzitutto dal nome

o dalla personale simpatia del premiato, e quasi mai dalla

sua opera, che la giuria né ha letto né si trova

di

in grado

apprezzare o di criticare. Il peggio è che un gruppo di questi pseudo-letterati si

è impadronito, come altrettanti monopolisti, del piacevole

compito di assegnare questi premi periodici, e così avviene

che le giurie sono sempre più o meno le stesse, composte cioè dagli stessi commissari ormai votati a questo lavoro; scrittori o critici che non scrivono praticamente niente ma

passano

all'altro della penisola, intenti a distribuire i milioni e la

gloria ai più curiosi scrivacchianti del paese; in certi

i loro giorni a trasferirsi velocemente da un punto

30

premi importanti può anche intervenire qualche funziona-

rio del governo, il quale impone la sua decisione in ma- niera di solito più autocratica che persuasiva. Se dopo questo gli scrittori di valore vengono anche loro premiati,

che non ci sono molti premi e

pochi libri. In gran parte questo disordine gerarchico e mentale fra i « lavoratori della penna» dipende dal notevole dissi-

dio fra la vita intellettuale propriamente detta, la quale è come ti ho già spiegato chiusa e provinciale, e quel gruppo

di intellettuali la cui opera si svolge su un piano, direi,

internazionale: questi ultimi sono una conseguenza del- l'innesto, in un tronco italiano indubbiamente vigoroso e antico, del pensiero europeo moderno. I primi invece co-

stituiscono la rigogliosa pianta

spesso non

muovono in un mondo rarefatto dove Mallarmé e Proust,

Kafka e Joyce non sono mai esistiti, e si capisce quindi come non possano avere molti punti in comune con gli

altri,

scrittori stranieri, si trovano isolati nel proprio paese e

devono, seppur lentamente, cercare di crearsi da soli una base 'di apprezzamento - d'altronde costantemente sca- vata e minata dai tradizionalisti - sulla quale poggiare

le

di registi

cinematografici, è la stessa cosa: devono fare i film con gli occhi rivolti all'estero poiché in Italia il loro lavoro verrà forse ripudiato e vilipeso; e se si tratta di compa- gnie di teatro, devono giustificare le loro fatiche mediante

blico, per esempio, anglosassone. E se si tratta

originale, che di europea

si

si deve soltanto al fatto

ha

che l'origine

classica comune;

questi

i quali essendo appunto una conseguenza di quegli

loro opere;

oppure

rassegnarsi a scrivere per il pub-

qualche tournée all'estero; e se si tratta di editori, spe- rare che il libro da loro pubblicato venga preso da qual- che casa editrice anglosassone o francese o tedesca, per

31

trascendere il limitatissimo pubblico locale. Ma queste

di

cronaca, perfino la descrizione del più noioso dei ,raduni

caratteristiche sono appunto quelle che culturalmente defi-

di

noiosi -,

commentati da una psicologia così rudimen-

niscono una provincia. Coloro i quali non hanno contatti con l'estero, che lavorano in Italia per l'Italia, sono invece la stragrande

tale

normali attività dei loro padroni. Un'altra alternativa

possibile è che si tratti di una reinterpretazione di qualche

da

ricordare

i commenti

che fanno

le serve sulle

maggioranza; e da

un certo

punto di vista sono i veri

brano banalissimo della storia patria - a loro inspiega-

intellettuali italiani, con tutto ciò che di peggiorativo im-

bilmente cara -, oppure di una reinterpretazione di qual-

plica questa denominazione. Come tali meritano di essere studiati e definiti. Per parlare molto genericamente, ti dirò che i migliori fra di loro hanno due passioni sol- tanto: l'amore alla cronaca e l'odio alla psicologia. D'al- -

secondo loro -

tronde la critica, quando di critica si tratta,

va fatta

solamente sulla base degli altri libri già

pubblicati in Italia, e mai del valore intrinseco dell'opera

in sé; non interessa sapere se questa è buona o cattiva,

bensì quali sono i suoi legami con questa o quell'altra corrente italiana. Capirai meglio se ti faccio un esempio, scelto a caso su un rotoca1co di categoria: «A differenza

della maggior parte degli scrittori toscani affermatisi con

lui al tempo della V Dee, ribelli alla tradizione e in parti-

colare alla letteratura settecentesca, X. risente, per forma-

zione e per gusto, da un lato di vago romanticismo a fondo cristiano, e dall'altro, tramite la lezione del bozzettismo toscano, dal Pratesi al Fucini, e poi del romanzo francese

e russo, di un naturalismo, appunto, con forti inclinazioni

al positivismo e allo scientificismo». È così che vengono

scritte le recensioni in questo paese:

che, se non

Pratesi né il Fucini né i bozzettisti toscani, dopo aver letto questo giudizio ne sai tanto sull'autore recensito quanto ne sapevi prima: cioè, nulla. Tuttavia puoi comunque scommettere di che cosa tratta il libro recensito: di fatti

il

inutile commentare

sai cosa era

la

V Dee

né i suoi ribelli

di cronaca - a quanto pare gli italiani adorano i fatti

32

otto-nove-

centesca locale; poiché, e questo è un altro fatto curioso, essi non si occupano più dei loro autori veramente impor- tanti (forse credono di averne già esaurito lo studio) bensì di

che episodio trascurabile della storia letteraria

quelli di terz'ordine, che vengono piamente riveriti e perio- dicamente riportati alla ribalta, a quanto pare per man- canza di altre occupazioni.

L'Italia

è, come sai, una oligarchia costituzionale ec-

clesiastica; se un giorno· il paese diventasse una demo- crazia moderna, con uguali opportunità e uguali diritti per tutti, questa massa di pseudo-intellettuali borghesi andrebbe allo sbaraglio e forse, a poco a poco, verrebbe rimpiazzata da una élite sorta dal popolo, la cui funzione potrebbe essere finalmente quella di dare una voce al sud- detto popolo. Ma così come stanno le cose, specialmente sotto un governo la cui caratteristica più pregiata è l'im- mobilismo, per quanto questi scrittori ricconi si dicano di sinistra, per quanto vogliano comunisteggiare - pur aven- do la villa in Riviera e l'appartamento borghesemente arredato nel quartiere elegante -, per quanto facciano il possibile per avvicinarsi a quel popolo che a loro non riesce di esprimere (pur sapendo che in qualche modo è la loro ragione di esistenza), la loro voce rimane falsa e vuota, non essendo - poiché non ne hanno più il corag- gio - nemmeno gli esponenti di un'aristocrazia consa- pevole dei propri diritti. Tutto sommato, si tratta di una

33

1

malinconica borghesia provinciale, esclusa dal governo del paese, che annaspa disperatamente, a occhi chiusi e

lumi

spenti,

in mezzo a un vortice

sociale,

sul quale

non

le sarà

permesso

di influire,

al quale

non

le

è stato

per-

messo di partecipare.

J. Bodolf

Wilcock

 

L'anno

passato,

come

i

lettori

ricorderanno,

bandimmo

un

concorso

a

premi

per

una

prosa

che

resultasse

particolarmente

antipatica

e

sgrade-

vole

alla

lettura,

e

provocasse

nella

maggior

misura

possibile,

giusta

gli

intendimenti

della

presente

pubblicazione,

indignazione

e

molestia

in

parti

uguali.

Siamo

lieti

ora

di dare

il nome

del

vincitore,

che

è

il

Signor

J. Ro-

 

dolf

Wilcock,

e

di

pubblicare

il

componimento

prescelto

 

le

cui

argomenta-

zioni

condividiamo

in

pieno.

 

La Redazione

 
 

I

t

 

M.

34

1

2

3

COME COMPORTARSI

NEL 1960

Avvertimenti

per 11 I Trimestre

GENNAIO

Circonciditi

e

per

tutto

l'anno

non

avrai

gratta-

capI.

Prima

di

assumere

una

persona

al

tuo

servizio

accertati

che non

sia stato

ministro.

 

Tratta

male i tuoi operai,

perché

si decidano

una

buona

volta

a ribellarsi

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

Dagli

pure

il voto, ma

non la mano.

Ha

molto

più

da nascondere

tuo padre

a

te,

che

tu

a lui.

Accertati che in trattoria non ci sia gente di cono- scenza e ordina un piatto di pastasciutta.

È

meglio

fare

una

sosta

fra

la terza

e

la

quarta

che fra

la nona

e la decima

musa.

Se sei una vera donna, lascia che faccia tutto quello che vuole.

Se sei fanfaniano

sposa

una

dorotea

e viceversa.

Il

rasoio

elettrico

conduce

all'impotenza.

Nessuna

preoccupazione.

Fa'

oggi ciò che facesti

Mostrale

È

meglio

terruzione

il portafoglio,

un'interruzione

in camera.

un anno

fa.

anche

se è vuoto.

alla

Camera

che

un'in-

15 Se incontri Vincenzo Talarico, mettiti a ridere prima che incominci a parlare.

36

16 In amore

le svolte non sono mai

pericolose.

17 La pittura astratta conduce all'Accademia l'ar- tista e all'ospedale il compratore.

18

19

Coi

cinematografari

-

Pochi

affari.

Ma

hai mai letto Dante

Alighieri?

20 Passa mezz'ora in libreria, mezz'ora con una don-

 

na,

e

un

minuto

con un

ministro.

21

Sei sicuro

di aver

letto

i Promessi

Sposi?

22 Non commettere

porta

male.

due omicidi nella stessa giornata:

23 Sii gentile

con chi

vuoi uccidere.

24

Esci con

potrai

della

tua

una

traccia

a casa

tornare

amante.

di rossetto

con

una

di

traccia

tua

moglie

e

di rossetto

25 Niente paura: ci sono trenta ministri e cinquanta sottosegretari che pensano a te.

26'

Felice

come Taviani.

la

terra

ligure

che

ha

un

rappresentante

27 Evita che suonino il campanello mentre stai fa- cendo quella cosa.

28

Ma

i Canti

di Leopardi

li conosci davvero?

37

29

Ci penseranno i Carabinieri

un giorno o l'altro.

30 Verifica la cubatura dell' appartamento, prima di

firmare una ricevuta all'Ina

Case.

31

Se aboliscono l'esercito, che sarà di tuo figlio e

di tuo padre?

1

2

3

4

5

6

7

38

FEBBRAIO

Non accettare camere d'albergo se non c'è almeno

un buco nella porta canto.

che la divide da quella ac-

Sa benissimo, mentre si spoglia davanti alla fine-

stra, che tu la stai guardando col binocolo.

Non leggere mai, nemmeno in treno, un libro di Marotta.

Non puoi far bella figura in società se non hai letto il Pasticciaccio di Carlo Emilio Gadda.

Non andare a Viareggio: ce l'hai già nella' peri- feria della tua città.

Scrivi una lettera anonima, ma non impostarla.

Non mandare

e la sua intelligenza valgono bene una multa!

tuo figlio a scuola. La sua salute

8 Non occuparti mai di sport.

.,.

9 Meglio ladro che atleta.

lO

Pensa quanti Ministri si affaticano per te.

11 Se non hai letto De l'Amour di Stendhal, rinunzia a frequentar donne.

12 Stacca il telefono.

13 Se vuoi perdere il suo affetto, falle un regalo.

14 Se ti è cara la pelle smetti di fumare camomilla.

15 Guai a portare la farfalla « fatta»

con lo smoking.

16 Le ghette di feltro sono sconsigliate d'estate.

17 Rinnova il passaporto e tappati

in casa.

18 Marchi visita chi ha bubbone alla lingua.

19 Preparati

la bara o Giannettaccio.

20 Non andar con la fionda a caccia grossa.

21 L'anello col cianuro ti sia fedele compagno.

,

.J

22 Tieni

piccioni viaggiatori

peI caso d'emergenza.

39

23 Raccogli monete false: scacciano le buone.

24

25

26

27

Perché non vai volontario in Spagna?

Loda l'anarchico

E se cambia?

e tienti al gerarchico.

Sta' tranquillo. Non cambia più.

28 T'è piaciuto l'incontro al vertice?

29

1

2

3

4

5

6

Troverai una serpe nel letto.

MARZO

Iscriviti a tutti i sindacati.

Manda, notifica, complotta, è il momento.

L'intrallazzo sia lieve alla tua coscienza di cuoio.

Hai un piede nella fossa, lavalo!

No commento

Cash and carry.

I. 7

~

I

8

9

Vuota il sacco e ricomincia.

Triplica l'offerta, cederà.

Sii deferente col pederale e umile col frelato.

'(

)

lO

Il

Se diventi

antipatico

sei a posto!

La miglior consolazione l'avrai sempre da Bacone.

12 Non è mai tardi per leggere Leopardi.

13 Letto· Musil compra un fucil.

14 A Palma Bucarelli regala i tuoi capelli.

15 Non leggere i giornali che parlan

di Sonali.

16 Non ci può essere Papa migliore.

17 Antonello Trombadori è insensibile agli onori.

18

Parlando

con Mikojan,

sparla di Carlo Levi.

19 Il guaio è che non si stimano a vicenda.

I

J, I

20 Se è il tuo compleanno spezzagli la dentiera.

21

Finirai

clochard.

22

Ti

farai

venire

un bel barbone.

23 Hai

sbagliato

tutto,

24

Leggi

chero.

l'oroscopo

e

non sei più in tempo.

poi

inghiottilo

con

dello

25 a quadretti

La stoffa

non

ti si addice.

26 Fatti

prestare

27 L'onorevole

il trac

da Soldati.

Leone

ti vuoI seco a colazione.

zuc-

28 La Rai

non chiederà

il tuo

parere.

29 A

Giulia

Massari,

speroni,

cravache

ed

alamari.

30 Non

leggere

31 Non imitare

libri

sconci, ti sorvegliano

Pella, mettiti

la caramella.

i Bellonci.

(

,

Il Primo Passo per far Carriera

LA LECCATUBA

DEI

PIEDI

Valevole per 111960, precedenti e seguenti

lo passai una brutta notte. Per quanto mi fossi eser- citata la lingua, non riuscivo ad aver tranquilla la co- scienza. Pensavo che, sbarcato onesto in quel paese di corruzione, ero giunto ad obbedire a degli ordini che avrei

dovuto respingere violentemente, e riflettevo che agivo così

soltanto per interesse personale!

coltà regnava l'animazione dei grandi giorni, quando vi

44

Nel cortile della Fa-

giunsi per subire la prova. Una stessa infornata compren- deva i Leccamenti di tre gradi. E c'era inoltre un gran- dissimo numero di studenti venuti per vedere all'opera i loro compagni. lo mi ero vestito secondo le regole, ossia avevo indossato un abito tutto nero che mi era costato

mezzo stipendio. Avevo neri anche i guanti, la cravatta, il cappello. Strinsi molte mani indifferenti, mentre labbra pure indifferenti mi auguravano buona fortuna. Ebbi la gioia di trovare il mio amico Trub. « Sei pronto, Felice? »

mi disse. « Se passerai, non oserò più salutarti!

sarai un leccatore di primo grado, ed io un semplice inser-

viente d'ospedale!

sante scambio d'impressioni sui giudici, sulle lingue, che

venivan messe fuori, giudicate, osservate, palpate

tesa fu lunga. Finalmente, un usciere annunciò: «Lecca-

Pensa: tu

». Udivamo intorno a noi un inces-

L'at-

mento

di piedi

di primo

grado!

Prima

serie!

». Facen-

doci passare per lunghi corridoi semioscuri, ci condus- sero in una saletta disadorna e triste. Da questa saletta si entrava in un anfiteatro nel quale ora veniva stabilito, per mezzo di estrazioni a sorte, l'ordine nel quale ci sa- remmo presentati alla giuria. La porta si aprì, ed un altro usciere chiamò: «Felice Canelon! ». Entrai nell'anfiteatro. Quantunque fosse giorno, vi era- no accese molte lampade elettriche. Sulle gradinate si accalcavano gli spettatori, avidi, relativamente a me, di vedere· come se la caverebbe uno straniero. I professori erano seduti in comode poltrone, tutti in toga rossa, col berretto rosso. I loro piedi, posti su tanti sgabelli in fila come le poltrone, erano nascosti da una lunga coperta nera sulla quale si ripeteva lo stemma dei Morticoli: un teschio bianco, fiancheggiato da due ossa bianche. Le facce di quei signori avevano espressioni d'arroganza e di seve- rità.· Distinsi vagamente quelle di Boridan, di Bradilin,

l

4S

di Tabard,

fissarono specialmente sulle estremità inferiori di questi personaggi. Un grande orologio suonò l'ora. La prova to-

tale doveva durare venti minuti; quindi si avevano quattro minuti per ciascun paio di piedi. lo mi armai di coraggio,

e cominciai. La coperta scomparve. lo mi misi in ginoc-

chio davanti a quelli di Boridan. Erano pallidi, grassi e

si

di Mouste,

e di Clapier

Ma

i miei occhi

freddi, e quando applicai

sensazione che darebbe un pezzo di ghiaccio granuloso,

e non

la lingua

la

su

di

essi provai

la

troppo

schifo,

giacché

mia

vivace

immagina-

agitò

nervosamente

sotto

la mia

lingua

e udii

delle

risa-

tine

acide.

Una

cosa mi dava

noia

Non

riuscivo

a calcolare

la

durata dell'operazione, e il tic-tac dell'orologio mi tur- bava. Agivo con troppa rapidità, o con troppa lentezza? Non lo sapevo. Mi sentivo indolenzita la colonna verte-

brale, perché non avevo saputo mettermi

in una

posizione

comoda. Ma la lingua non mi bruciava troppo. Il secondo

piede di Bradilin

Due o tre cicatrici facevano cresta

bìto qualche accidente.

differiva

dal

primo.

Doveva

aver

su-

zione mi aveva preparato alla realtà. Sentii intorpidirmisi

sul profilo

del dorso.

Un

dito mancava.

Quale?

Al posto

la

bocca,

ma

seguii,

imperturbabile,

l'ordine

che

mi

era

di

esso si vedeva

un

piccolo

cratere,

scabro

e molliccio,

stato indicato: prima il dorso del piede e le caviglie,

poi

ch'era

uno

di

quei

calli

volgarmente

chiamati

occhi

di

le

dita, dal pollice al mignolo

E notai con sorpresa

pernice.

Ebbi,

per

un

momento,

la

tentazione

di

sal-

la

forma di quest'ultimo, che pareva un moncherino piut-

tare

quell'ostacolo.

Pensavo:

«Non

fa parte

del piede;

è

tosto che un organo, e sul quale la lingua trovava e ritro-

un'escrescenza, un'aggiunta,

una mancia

della natura.

Non

vava un callo tondo e duro, simile ad una piccola cupola.

il leccar la pian-

Compiuta la prima parte dell'operazione,

è nei patti

dici. Avevo sacrificato

». Ma mi ricordai

della suscettibilità

dei giu-

al callo di Boridan;

dovevo dunque

ta

fu

cosa

facilissima.

Mentre

agivo,

il

piedone

mi

si

essere

coraggioso

anche

aver

leccato

di

quelle

fronte

al

callo

speciale

di

agitava contro la faccia, scosso dai sussulti del suo pro-

prietario.

Il

suo fratello

e vicino

venne lavorato ugual-

Bradilin ! Dopo

due paia

di

piedi,

ripresi

mente.

 

fiato per

alcuni

secondi.

Questa

sosta mi rovinò. Raddriz-

 
 

Che

differenza,

quando

passai

a Bradilin!

I

piedi

di

zata