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Antispecismo: intervista a Leonardo Caffo

13/08/12 14.50

Animalismo, specismo, antispecismo e diritti degli animali. Intervista a Leonardo Caffo


Su GraphoMania parliamo spesso di animali: ci stanno particolarmente a cuore e non un mistero. Ma non vogliamo che sia un discorso sdolcinato: secondo noi importante guardare agli animali come esseri viventi, al pari nostro, con i loro diritti. Il fatto che noi siamo animali appartenenti alla specie umana non ci autorizza certo a trattare male gli animali non umani. un discorso ampio che va approfondito con chi ne sa pi di noi. per questo che abbiamo fatto una lunga chiacchierata con il dottor Leonardo Caffo, laureato in Filosofia della Mente e del Linguaggio presso lUniversit degli studi di Milano (con Elisa Paganini) con una specializzazione in Filosofia delle Scienze Cognitive presso la stessa Universit (con Corrado Sinigaglia e Clotilde Calabi) e attualmente Dottorando di Ricerca (PhD Student) in Filosofia Analitica presso lUniversit degli studi di Torino (Supervisione di Maurizio Ferraris). Partiamo da una spiegazione dei termini: animalismo, specismo, antispecismo e diritti degli animali. Puoi illustrarceli brevemente? Allora: la domanda contiene parte della risposta, direi proprio la parte pi importante. Ovvero, i quattro concetti che citi, sono legati: ma diversi. bene specificarlo, non per pignoleria, ma perch spesso assistiamo a unintercambiabilit ingenua tra alcuni di questi. Ora, non che esista ununica definizione di tali concetti, tuttaltro: ma possiamo lavorare su un accordo comune che, grazie a certa letteratura, pu consentirmi di rispondere nel modo pi preciso possibile. Animalismo un termine recente: prima degli anni 70, strano ma vero, il dizionario riportava la seguente definizione chi dipinge o raffigura soggetti animali. Curiosit a parte, lanimalismo oggi quellatteggiamento di riguardo nei confronti degli animali non umani ma, genericamente, non possiamo dire di pi. In che senso? Nel senso che riguardo pu voler dire almeno due cose: (1) tendere verso un atteggiamento di protezione degli animali, limitando parte delle azioni violente dellumano verso il non umano oppure, in maniera radicalmente diversa, (2) discutere della fine del sistema di sfruttamento dellanimalit in modo definitivo abolendo, le pratiche
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violente intenzionali, ma anche mettendo in discussione ci che conduce allo sviluppo di queste pratiche: giusto per atteggiarmi a filosofo, potremmo dire che (2) conduce a unanalisi critica delle condizioni di possibilit della violenza. Dunque (1) conduce a una rivendicazione dei diritti degli animali mentre (2), per continuare a collegare i vari termini della questione su cui mi hai stimolato, porta allinsediarsi, progressivo, dellantispecismo. Mentre lantispecismo, in modo tautologico, come si capir dal nome, si oppone allo specismo, nel caso dei diritti degli animali questo non necessario. Lo specismo, in senso culturale, lideologia giustificazionista che conduce lumano a produrre giustificazioni per nobilitare la violenza istituzionalizzata verso gli animali non umani e, in senso genealogico, un atteggiamento pregiudiziale che ha portato la situazione a quelle estreme conseguenze che ora si cercano di giustificare. Lo specismo naturale, invece, come spontanea propensione verso il simile (e ostilit verso il dissimile) non oggetto, se non in visioni filosoficamente confuse e inconsistenti, di analisi critica o rifiuto da parte dellantispecismo. lecito che il leone preferisca stare con il leone, come lumano con lumano: lillecito il sistema violento e immorale su cui oggi, ed sotto gli occhi di tutti, prosegue la vita della specie Homo Sapiens. La rivendicazione dei diritti degli animali, per concludere, si caratterizza come azione interna al sistema in cui, si spera, gli animali possano essere protetti attraverso una diminuzione progressiva delle violenze e degli eccessi oltre che per mezzo di una normalizzazione del loro statuto entro le nostre societ. Come si tutelano i nostri diritti, anche i loro dovrebbero avere lo stesso trattamento. Lantispecismo, sia esso concepito come questione morale e filosofica, che come questione politica e pratica (le cose vanno, solitamente, di pari passo), invece un rifiuto deciso del sistema stesso che, non pu essere semplicemente sistemato eliminando la violenza verso gli animali perch, sar chiaro, se non si toccano e ridiscutono le premesse stesse che hanno permesso questa violenza le cose, per animali umani e non umani, non cambieranno mai radicalmente.

Ci potresti dare sullantispecismo?

qualche

coordinata

storico/filosofica

pi

approfondita

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Il termine specismo stato coniato nel 1970 da Richard Ryder [in foto], ma il primo tassello architettonicamente consistente, nel panorama della filosofia antispecista, si deve a Peter Singer: era il 1975, con la pubblicazione di Animal Liberation ormai un classico sul tema. Con Singer comincia lantispecismo di derivazione utilitarista: quando agiamo, dice Singer, dobbiamo tenere in considerazione tutti gli individui interessati dal raggio delle nostre azioni. Se agire significa guadagnare pi di quanto gli altri perdono, allora non siamo moralmente autorizzati ad agire. Per individui, chiaramente, Singer intende animali umani e non umani e, se tanto ci d tanto, non possiamo pi mangiare gli animali non umani: il nostro piacere, infatti, non lontanamente paragonabile alle sofferenze a cui li sottoponiamo. Negli anni 80, giusto per citare un altro classico filosofo, Tom Regan lavora a un antispecismo di matrice giuspositivista: se diamo certi diritti agli umani, infatti, non c nessun buon motivo per non attribuirli anche agli animali non umani. Ma anche un antispecismo giusnaturalista: nel senso che ogni animale, in quanto soggetto di una vita, portatore di alcuni diritti intrinseci che rendono ingiustificabile lo specismo. Molti altri filosofi hanno lavorato affinando, modificando e rielaborando, le premesse generali dellargomentazione antispecista. Tra questi, per citare i pi noti, ci sono senzaltro Tzachi Zamir, Carol Adams, Paola Cavalieri, Donald Van De Veer ma anche Ralph Acampora e Matthew Calarco. C poi unaltra data simbolica, quella della pubblicazione di Animal Rights/Human Rights: Entanglements of Oppression and Liberation di David Nibert che, nellormai lontano 2001, argomenta in modo pi consistente in favore di una visione politica dellantispecismo che leghi, a doppio filo, la questione dei diritti animali con quella dei diritti umani. Stupidamente, va detto con decisione, alcuni dividono lantispecismo legato alla filosofia analitica (Singer, Regan, ecc.) da quello legato alla filosofia continentale (Calarco, Acampora, ecc.): a mio parere, invece, proprio entro lantispecismo chiaro come ormai, in filosofia, questa distinzione sia caduta lasciando spazio, come accettato da molti, a una filosofia globalizzata meno ricettiva alle dicotomie da salotti e dei filosofi della domenica. Cosa vuol dire liberare gli animali? un discorso fisico o va al di l? Va al di l, ovviamente. Liberare gli animali significa liberare gli umani dallidea di discriminazione dellaltro da s: umano e non umano. Molti credono che lantispecismo miri ad aprire le porte dei macelli: ma in realt il compito politico e filosofico dellantispecismo quello di far s che i macelli non possano proprio pi essere concepiti. La liberazione degli animali la fine dellidea che qualcuno possa disporre di qualcun altro: unutopia? Forse, ma se si realizzata la distopia in cui
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viviamo, perch non dovrebbe realizzarsi lutopia verso cui mira lantispecismo? Recentemente stato pubblicato in italiano un libro che ha avuto un grande successo negli USA. Lautrice Melanie Joy e il titolo Perch amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche. Ti giriamo laffermazione del titolo in domanda: perch, secondo te, amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche? Conosco il libro: lautrice argomenta facendo uso della psicologia discute delle dinamiche di gruppo, delle barriere sociali e anche dei meccanismi di difesa. Non a caso, nella sua edizione italiana, la prefazione di Annamaria Manzoni che, proprio su meccanismi di difesa e specismo, ha lavorato in modo del tutto innovativo. Si pensi al suo In direzione contraria (Sonda, 2009). La domanda meriterebbe unintervista a parte, ma banalmente la risposta alle tre questioni una: perch nasciamo in una determinata cultura. In alcune parti della Cina, infatti, la domanda non avrebbe senso o, almeno, diventerebbe cos: Perch mangi cani, mucche e maiali? Ludwig Wittgenstein, in Della Certezza, ci dice qualcosa che fa al caso nostro: Il bambino impara, perch crede agli adulti. Il dubbio viene dopo la credenza. Lantispecismo il dubbio che viene dopo aver imparato che normale amare un cane e ammazzare un maiale. Per questo potremmo dire che lantispecismo proprio quella filosofia che insegna a dubitare di tutto, a decostruire la realt sociale, cercando di capire cosa resta al di l delle nostre convenzioni. In questo caso resta unovviet: mucca, maiale e cane non abitano diversi piani morali. Lumano, ancora una volta, dispone dellaltro senza nessuna giustificazione.

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Nel tuo libro Soltanto per loro. Un manifesto per lanimalit attraverso la filosofia e la politica, tu scrivi che necessario guardare laltro con gli occhi dellaltro, lasciandoci avvolgere da ci che non comprendiamo fino a trasformarci, in una vera metamorfosi, proprio nellaltro. Ritieni che le donne e gli uomini del nostro tempo abbiano questa capacit di leggere dentro oppure si lasciano troppo spesso cullare dalle abitudini? Siamo lontani dalla possibilit, teorizzata gi da Jacques Derrida, che laltro svanisca come altro: lunico modo per poter realmente ripristinare una comunit non violenta, in cui la convivenza realmente pacifica, proprio quello di rinegoziare, fino alla sua eliminazione, il falso confine tra ci che succede a me e ci che capita agli altri. Se una cosa ci insegna la crisi economica attuale, questa sicuramente la necessit di vivere per laltro: legoismo dei mercati, dei paesi e dei cittadini conduce, inesorabilmente, verso la distruzione del sistema dal suo interno. Donne e uomini hanno la capacit di comprende laltro in profondit, fa parte del nostro corredo biologico: lempatia proprio questa propensione a iscrivere laltro in se stessi, a farlo scomparire in noi. Chi non in grado il cittadino: ovvero lumano culturale che vive in un modo completamente egoista perch le nostre societ educano allindividualismo, allarrivismo, alla competizione ovvero a superare laltro con ogni mezzo, anche violento. Il cittadino un concetto parte di quella realt sociale che dobbiamo decostruire: dobbiamo ripartire dallumano, ovvero dallanimalit dellumano, in modo tale che si possa ricostruire un sentiero in cui si comprenda, definitivamente, che la mia vita dipende dalla tua esattamente come i corpi, anche i pi lontani fra loro, si influenzano reciprocamente in questo nostro universo. Un tuo articolo ha per titolo: Antispecismo della disobbedienza civile. Quanto c di disobbediente (alla cultura dominante, alla societ, alle tradizioni, alle religioni) essere antispecista? Molto: tautologico. Si pensi a Thoreau, che della disobbedienza civile fu il teorico principale. Egli si rifiutava di pagare le tasse per non partecipare al finanziamento della guerra proprio come, un antispecista, si rifiuta di comprare oggetti legati alla sofferenza animale per non fomentare la logica del mattatoio. Sia Thoreau che gli antispecisti sono coscienti, sia chiaro, che leffetto soglia (la legge della domanda economica) rende inutili questi gesti: ma adeguarsi alle proprie idee e filosofie un
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economica) rende inutili questi gesti: ma adeguarsi alle proprie idee e filosofie un gesto necessario, a meno di assoluta irrazionalit e incoerenza. Spiega tutto bene Thoreau, proprio in Disobbedienza Civile, quando afferma: Come pu un uomo accontentarsi semplicemente di prendere in considerazione unopinione, e compiacersi di ci? Di che cosa si compiace se la sua opinione che egli viene danneggiato?. Non possiamo solo filosofare sullantispecismo senza adeguare le nostre azioni: disobbedienza civile vuol dire rifiutare le imposizioni del sistema, in modo non violento, anche a scapito di propri personali vantaggi. Una perfetta definizione di antispecismo ante litteram, vorrei dire. Lo hai accennato in una precedente risposta, ma te lo chiedo lo stesso per approfondire: vn vero amico degli animali, devessere necessariamente vegetariano/vegano? Mah banalmente s, nel senso che difficile che io sia amico di Flavio, per dire, se poi me lo mangio. Vorrei per far notare che la locuzione amico degli animali problematica. Con la parola animali, faceva notare Derrida in Lanimale che dunque sono, comprimiamo linfinita variet dei viventi: non gi questa discriminazione? Direi di si: e molti altri filosofi, si pensi a Carol Adams, hanno argomentato in favore di una rivisitazione di un linguaggio che contiene, al suo interno, tutta una serie di dispositivi dello specismo. Non esistono amici degli animali, cos come non esistono amici delle donne, dei neri o dei commercialisti. Lamicizia una relazione complessa, che lega due individui che vivono in modo unico e irripetibile unesperienza di intreccio tra diverse esistenze. Che vuol dire essere amico di una determinata categoria? Niente, ovviamente. Va da s, come dicevo, che nessuno pu avere un rapporto di amicizia con il suo pranzo. Quanto pu il web con i suoi siti, blog, forum, social network e via dicendo aiutare le persone a porsi delle domande che facciano poi scaturire delle azioni concrete? Tanto. Ma il web senzaltro la filosofia in pratica: il sogno irrealizzato del catalogo di tutti i cataloghi. Anche lantispecismo, come parte della filosofia morale e politica, si giova di questo strumento. Siti, blog, e riviste online permettono di cominciare ad avvicinarsi a un mondo complesso e sommerso: incrociare lo sguardo di un maiale trucidato, magari in un video, pu essere occasione per ricercare nella vita vera quello stesso sguardo sperando che un giorno, questi incroci tra viventi di specie diverse, siano incroci di relazioni libere e autentiche. Forum e social network, se usati con intelligenza, possono essere spazi per primi incontri tra persone unite dal sogno di liberazione animale e, perch no, linizio della realizzazione proprio di questo sogno.
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Potresti darci qualche indicazione bibliografica / sitografica per approfondire lantispecismo? Oggi la letteratura immensa. I classici sono facilmente reperibili in libreria, da Singer a Regan, fino a pi recenti libri come il citato di Melanie Joy. in Italiano consiglio, per farsi unidea completa e articolata dellantispecismo, lultimo libro di Marco Maurizi, Al di l della Natura: gli animali, il capitale e la libert (Novalogos, 2012). Tra i siti e le riviste di filosofia e animalismo vale la pena visitare i portali e gli spazi web di: Antispecismo.net, Liberazioni rivista di critica antispecista, Bioviolenza, Asinus Novus filosofia e antispecismo e siti di associazioni antispeciste quali Oltre la Specie o Animal Equality. A novembre uscir il primo numero della rivista universitaria Animal Studies (edita da Novalogos) con numeri monografici dedicati allanimalit entro i suoi vari aspetti danalisi. Ha senso leggere anche qualche romanzo, come Senza Colpa di Felice Cimatti (Marcos y Marcos, 2010) o Il lupo e il filosofo di Mark Rowlands (Mondadori, 2009). Nel 2013 uscir un libro del sottoscritto per le edizioni Sonda dedicato alla mia umile interpretazione dellantispecismo nelle sue basi filosofiche e, sempre da Sonda, sono reperibili alcuni importanti libri di Tom Regan, Jim Mason e Bernard E. Rollin. Rai Educational ha recentemente dedicato uno speciale, per Rai Filosofia, allanimalit con diversi interventi e lezioni. Infine, per avere una bibliografia pi ampia, consiglio di dare un occhio al progetto diritti animali in biblioteca a cura della biblioteca di Pordenone. Insomma, il modo per approfondire il dibattito non manca: e io, pensando alla sofferenza di ogni singolo animale massacrato, non trovo nessun buon motivo per non farlo. E voi?

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