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i diAgrAmmi tAntrici: gli yAntrA

bbiamo visto che loperazione tantrica fondamentale quella di rovesciare il consueto modo di porsi rispetto alla percezione del tempo. Il tantrika attua un volgersi indietro che lo pone di fronte alla sorgente generatrice della realt Questo guardare indietro, dentro la bocca del mostro che vomita il tempo e lo spazio, esattamente quello che riproducono i grandi diagrammi tantrici gli yantra e in particolare lo Sri Yantra, il simbolo pi antico e rappresentativo della visione tantrica. La pratica di concentrazione su uno yantra quindi volto a guidare la mente a realizzare la visione allindietro, per capovolgere la comune esperienza temporale e fissare direttamente latto continuo della creazione. Si pu dire che tutte le pratiche e le arti tantriche cos come la stessa consapevolezza ri35

Tantra

chiesta in ogni azione quotidiana sono rivolte proprio a questo processo di fissare direttamente latto creativo di produzione della realt. Il mostro vomita il mondo, che si rivela davanti allosservatore, il quale ne viene investito e coinvolto. In questo modo, latto creativo produce una forma di realt che, a partire da un triangolo centrale, si dispiega in innumerevoli altre forme, tutte in relazione tra loro.

questo lo Sri Yantra, il diagramma che rappresenta e definisce la visione tantrica nel suo
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I diagrammi tantrici: gli yantra

preciso riconoscimento dellatto concreto della generazione del continuo presente. Ci produce un disegno, una mappa, una geometria che poi diventa lo yantra qualunque tipo di yantra. Lo Sri Yantra il principale e il pi antico, e rappresenta esattamente la verit dellesistente. a partire dal punto centrale della proiezione, si manifesta lintera realt. nel Tantra, infatti, lesistenza del mondo intesa come un ripetuto procreare da parte della yoni (la vulva) del principio femminile, come conseguenza della continua infusione del seme maschile nel piacere sessuale: la yoni esattamente la bocca del mostro, che vomita il mondo. Tuttavia, non ci sarebbe n mondo n yoni senza il seme, che fornisce a tutto il sistema la possibilit di esistere, il suo Essere, sempre implicito ma mai oggetto di percezione. II Tantra ritiene che sia il seme stesso a generare la yoni. II seme viene simbolizzato nello Sri Yantra da un punto centrale maschile , sede originaria dellenergia e di solito dipinto in bianco; un punto che individuabile, ma non ha dimensioni. Esso inizia il suo movimento fondamentalmente creativo nellimmagine simbolica che rappresenta il principio femminile, un triangolo rosso con la punta rivolta verso il basso.
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Da questa coppia originaria il bianco e il rosso, il punto e il triangolo rivolto in basso si sviluppa una serie di triangoli intrecciati tra loro, quattro collegati al principio maschile (con la punta verso lalto) e quattro collegati a quello femminile (con la punta verso il basso). La loro compenetrazione reciproca produce serie complesse di triangoli pi piccoli, che stanno a rappresentare la suddivisione delle energie creative originarie in forze pi precise.

nello Sri Yantra si rivela insomma la geometria di formazione dei piani che, dalla creazione, vanno a formare i princpi che regolano lesistenza
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di tutte le cose che noi possiamo sperimentare. nella forma pi estesa dello Yantra, i cerchi esterni e gli anelli di petali di loto rappresentano la realt manifestata del mondo sensibile. Ci che importante comprendere che questo processo avviene simultaneamente e in ogni istante, che un fotogramma dotato di realt nelleterno presente. Come in una pellicola cinematografica, il Creatore genera costanti fotogrammi che, succedendosi a grande velocit ci danno la sensazione di una storia che ha un inizio e procede verso un possibile finale. Ma attenzione! Il concetto del fotogramma ha un certamente un senso perch fa capire bene la progressione dei nostri sentimenti, la successione di quello che possiamo immaginare: partiamo da un punto, un momento, e poi possiamo ridere o essere tristi. Ma d solo unidea di che cos quello che ci aspettiamo o quello che immaginiamo. La realt che noi viviamo un fotogramma per volta, non li vediamo in movimento come al cinema: la dinamica la immaginiamo soltanto, collegando proditoriamente i diversi momenti sulla base del ricordo o dellaspettativa.
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Solo il fotogramma di questo preciso istante reale, il resto una costruzione mentale organizzata sulla base della memoria che le informazioni provenienti dal passato garantiscono e fortificano o su previsioni illusorie (speranze, sogni, aspettative) di quello che potrebbe accadere in futuro. Questa non la realt. Viviamo solo un fotogramma per volta, a cui colleghiamo il ricordo e un podi aspettative, o comunque una visione nel futuro non troppo dilatata, e questo ci d la sensazione che ci sia la pellicola che gira, e la nostra vita scorra allinterno di un fluire del tempo. Ci non significa che dobbiamo ritenere che il futuro non sia prevedibile o che unazione che compiamo adesso non produca un effetto: se lanciamo un sasso, questo cadr da qualche parte, e potrebbe fare dei danni. Contenute nei piani di manifestazione ci sono delle leggi, alle quali non possiamo sottrarci. non dobbiamo pensare che tutto accada casualmente, in un pericoloso fatalismo. Ci genererebbe uno stato di grande mancanza di riguardo verso i nostri simili e il Tantrismo forse il veicolo principe di attenzione nei confronti degli altri. Ci che accade il frutto delle nostre azioni che, volenti o nolenti, cozzano con la realt che
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si manifesta. Possiamo anche dare la colpa al mostro ma una grande responsabilit in ci che si verifica determinata dalla nostra inconsapevolezza. Quello che importante sottolineare che la percezione del tempo dovuta allorganizzazione della mente, che necessita della memoria o della previsione, secondo catene successive di cause ed effetti. La stessa impressione che le cose esistano fuori di noi, in realt, il risultato di un incontro tra campi di energia. Percepiamo un fenomeno solo quando una serie di circostanze coincidono: al cinema, assistiamo a uno spettacolo perch c un proiettore, costruito in un certo modo, con un tipo particolare di lenti, che utilizza un principio collegato alla luce. anche il sole che entra in una cattedrale attraverso un foro produce un fascio di luce perch risponde alla stessa legge. Quindi il fenomeno percepito solo quando certe condizioni confluiscono in una particolare relazione allinterno di ci che si manifesta. O meglio ancora, possiamo dire, quando queste condizioni fanno riferimento a una legge, allorch esplicano una legge contenuta nel nostro universo. Un arcobaleno, per esempio, unesperienza
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emozionante, un fenomeno atmosferico di rara eleganza, ma basta pochissimo per esempio che le gocce nebulizzate siano troppo pesanti, o che la luce non provenga secondo quellangolazione perch non lo si percepisca. Larcobaleno un effetto e la sua manifestazione come per tutti i fenomeni che sono effetto di altri campi, di altre forze richiede che si verifichino certe precise condizioni. Questi fenomeni vengono osservati e percepiti da noi solo quando corrispondono a una legge. Se non corrispondessero a nessuna delle leggi contenute nel nostro universo, noi non ce ne accorgeremmo affatto. non detto che non succeda comunque qualcosa, ma noi non ce ne potremmo accorgere. Siamo parte di un ordine universale, sottostiamo ai princpi e alle leggi contenute in questo universo, perch siamo contenuti in questo universo: non possiamo volare, n respirare sottacqua, e neppure fare a meno di inalare ossigeno per pi di qualche minuto. abbiamo la possibilit e la capacit di svelare queste leggi, di comprenderle, ma dobbiamo comunque sottostare ad esse. anche la nostra capacit di osservazione deve necessariamente essere collegata a queste leggi, altrimenti non ci accorgeremmo di ci che
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avviene. Quando manchiamo di consapevolezza, infatti, non siamo in grado di cogliere la realt di quanto accade: anche questo, naturalmente, corrisponde a una legge. Ma torniamo allo Yantra. abbiamo visto che la rappresentazione simbolica della realt, quelleterno presente di cui siamo inconsapevoli perch immersi in una dimensione temporale. Ma abbiamo anche detto che per un tantrico il tempo non esiste, perch invece di dedurre la realt attraverso losservazione del passato e la ricostruzione di catene causali, egli si volge direttamente al cospetto della fonte che manifesta il reale, facendosi attraversare totalmente da quellemanazione. Per lui, quello che esiste e accade ora tanto al di fuori che dentro se stesso perfettamente analogo a quello che accaduto alle origini. E di fatto continuer a generarsi nello stesso modo, in ogni istante di quello che noi, guardando dal finestrino, chiamiamo tempo. Il Tantra ci mette di fronte alla dissoluzione del tempo. non ha senso interrogarsi sul quando avvenuta lOrigine, perch lOrigine adesso, in questo preciso momento. Lunica cosa che possiamo fare contemplare la realt.
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Tantra

Il processo continuo che erutta dalla bocca del mostro di fatto levoluzione, lo scopo e lidentit del processo Creazione/Dissoluzione. Per noi, che viviamo nel tempo, levoluzione concepita come un processo lunghissimo, che si svolge nellarco di milioni di anni. Ma non pu essere cos: levoluzione costante, continua, altrimenti sarebbe statica! Se non ci fosse un cambiamento continuo, una trasformazione costante, non si potrebbe passare da una visione allaltra, ma si resterebbe sempre allo stesso punto, immaginando di poter verificare un mutamento solo dopo un certo tempo. Ci d unincredibile forza allazione: non decido che smetter di fumare, ma smetto ora, subito; vivo linsoddisfazione di un lavoro, di un rapporto, di una condizione di vita: non resto nellimpotenza e nella sopportazione, ma affronto immediatamente il problema. E gi questo costituisce un cambiamento, che porter inevitabilmente a nuovi scenari. Entrare nellazione immediata un aspetto di quel lasciarsi attraversare dalla realt in mutamento. Occorre naturalmente farlo in modo consapevole e non come reazione al disagio, altrimenti si torna ai percorsi della mente, aggrappata a memoria e aspettative. allillusione, insomma.
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Kali Yantra

Durga Yantra

Chinnamasta Yantra

Nava Yoni Yantra

Tara Yantra

Yantra del supremo S

Per un praticante del Tantra, lo Yantra rappresenta tanto la forma sintetica dellOrigine nel con45

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tinuo presente, quanto levoluzione stessa di ci che viene costantemente generato. Un concetto complesso per la mente, pi adatto ad essere colto da unintelligenza di tipo intuitivo. Proprio a questo servono gli yantra: a dar forma e a consolidare intuizioni gi risvegliate nel corso di pratiche e rituali, attraverso elementi figurativi e simbolici. La concentrazione sullo yantra ha la funzione di fissare lattenzione del praticante sul principio da penetrare. La forma simbolica agisce pi di mille parole e il senso puro del principio, veicolato dalla forma geometrica, agisce in modo subliminale sulle facolt intuitive. nella Brhadaranyaka Upanisad viene descritta la metafora di un ragno posto al centro della propria ragnatela, mentre i fili escono e rientrano formando cerchi concentrici, che partono tutti da un unico punto. Limmagine appare in numerose Upanisad fin da quando il punto stato considerato la base della visione del mondo: lunit nelle diversit. I fili della ragnatela si espandono simmetricamente in una circonferenza visibile e, sebbene siano linee divergenti dal centro e aperti a diverse e variabili distanze, possono tutti essere
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tracciati allindietro, fino al punto centrale della ragnatela. Questa metafora condensa lessenza del pensiero indiano: tutta lesistenza governata da un unico principio, il punto dorigine della Suprema Coscienza che allo stesso tempo uninfinita riserva di energia collettiva, da cui ogni cosa nasce e in cui ogni cosa ritorna. Questo principio o centro lUno, il potenziale tutto, che non ha solo funzione di ponte fra lessere umano (microcosmo) e la divinit (macrocosmo), ma lUnit Cosmica inerente a tutte le diversit fisiche del mondo. La metafora allude anche alla visione indiana della struttura del cosmo, immaginato come un holon (un tutto perfetto) o universo chiuso, in cui tutti gli elementi esistenti espandono la loro intrinseca natura partendo dal centro, e vengono regolarmente riassorbiti alla fine di ogni manvantara. Lespansione pu essere atomica o infinita e, qualsiasi cosa accada nel loro ordine di grandezza, le espansioni e le contrazioni sono interconnesse e integrate in quella cornice universale sostenuta dal centro. allo stesso modo, nello spazio limitato di uno yantra, la posizione pi significativa detenuta dal punto centrale.
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Il punto, chiamato bindu nel Tantra, sempre al centro dello yantra, inteso come centro di espansione e contrazione; lintero modulo quindi una proiezione intorno a questo centro. Il punto rappresenta lUno, lOrigine, il principio della manifestazione ed emanazione del mondo fenomenico. Il Punto reale non ha dimensioni, o energia intrinseca, poich posto al di l dellimmaginazione pi astratta, ma dovendolo considerare nella sua dimensione concreta, gli si attribuisce la pi piccola quantit di grandezza concepibile, da cui cominciare a muovere i primi passi verso la visione del piano astratto, la dimensione senza forma. La parola sanscrita yantra deriva dalla radice yam che significa sostenere, contenere o supportare lenergia inerente a un particolare elemento, oggetto o concetto. In uno dei suoi primi significati, yantra fu riferito ad ogni genere di congegno meccanico fornito in aiuto ad unimpresa. Era definito yantra ogni tipo di strumento specialistico usato in architettura, astronomia, alchimia, chimica, guerra, ricreazione, ecc... Quando la radice yam usata nel suo significato pi mistico, poich Yama il Dio della
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morte, e trana (da cui la sillaba tra) in sanscrito il potere di dare o ricevere libert, allora yantra ci che d liberazione dalla stretta della morte o dal ciclo delle rinascite, dando cos il moksha, o liberazione finale. Questo genere di yantra diventa cos un simbolo sacro. I simboli sono precisi e cristallizzati mezzi di espressione, corrispondenti in essenza alla vita interiore, che intensiva e qualitativa, in opposizione al mondo esterno estensivo e quantitativo. nel simbolo, il particolare rappresenta luniversale come unimmagine creativa sullimperscrutabile e questo fa dello yantra un riflesso della divinit. Diventando lo yantra un simbolo, esso diventa ogni simbolo ed ogni simbolo diventa uno yantra. Come strumento di meditazione, lo yantra ha la funzione di ritirare la coscienza dalle impressioni del mondo esterno e dirigerla verso il mondo interiore, aiuta il sadhaka (praticante) ad andare al di l della normale comprensione della mente verso un altro, pi profondo stato della coscienza.

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