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di Massimo Borghesi Gli Ofiti: il serpente come liberatore

Sono pi di due secoli che la cultura occidentale accarezza il male, lo blandisce, lo giustifica. Il negativo comunica vertigine, delirio di onnipotenza, emozioni inconfessabili; illumina di bagliori rossastri i sentieri proibiti, gli abissi della notte, le vette ghiacciate. Colora di s il peculiare titanismo moderno, la provocatoria sfida che esso lancia allEterno. Se il Faust antico, quello di Marlowe, si pente in punto di morte, quello posteriore vive delloltraggio, brama la dissoluzione. Il patto col serpente, come titola Mario Praz uno dei suoi ultimi volumi, diviene ora stabile. Il Serpente, il tentatore, appare nelle vesti del liberatore, di colui che solleva luomo al di l del bene e del male, al di l della "legge", al di l del Dio antico, nemico della libert. Gli ultimi duecento anni riscoprono "il principio liberatore del mondo [affermato] dalla setta degli Ofiti", principio intravisto, secondo Gershom Scholem, dalla concezione sabbatiana con il suo Messia consegnato ai "serpenti". [...] Nel suo Goethe e il suo diavolo custode, Mathieu osserva come nel Faust Mefistofele la "forza che fa emergere dalla tenebra il positivo delluomo"[...] Il Diavolo posto volentieri ("gern") da Dio come collaboratore delluomo. Come notava Mircea Eliade, "si potrebbe parlare di una simpatia organica tra il Creatore e Mefistofele". Goethe fa di Mefistofele, del male, la molla che muove verso lazione ("Tat"), verso ci che positivo.

Si tratta dellidea, destinata a percorrere molta strada, per cui la via verso il Cielo passa attraverso linferno. Luomo diventa uomo, vivo, intelligente, libero, solo assaporando fino in fondo lamaro della vita. Linnocenza dell"anima bella" , al contrario, inerzia, stasi, morte. Hegel, con la sua dialettica del negativo, dar una sontuosa veste teorica a questidea. Luomo deve peccare, deve uscire dallinnocenza naturale per divenire Dio. Egli deve realizzare la promessa del Serpente: deve conoscere, come Dio, il bene e il male.[...] Attraverso questa prospettiva la figura dellAngelo ribelle, di colui che, provocando luomo, lo innalzerebbe alla sua libert, rifulge di uno splendore nuovo. Mefistofele diviene, passo dopo passo, leroe, il Prometeo moderno, il liberatore. "Senza cercarne per il momento le cause profonde", scriveva Roger Caillois nel 1937, "bisogna constatare come uno dei fenomeni psicologici pi carico di conseguenze dellinizio del XIX secolo sia la nascita e la diffusione del satanismo poetico, il fatto che lo scrittore assuma volentieri la parte dellAngelo del male e con lui senta precise affinit. Sotto questa luce il romanticismo appare in parte come una trasmutazione di valore" [...] Giustamente Mario Praz, nel suo La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica, lopera a tuttoggi pi interessante sul fascino del demoniaco nella letteratura dellOttocento, indica linizio di questo processo nella peculiare caratterizzazione di Satana offerta da Milton nel suo Paradiso perduto. "Fu Milton a conferire alla figura di Satana tutto il fascino del ribelle indomito che gi apparteneva alle figure del Prometeo eschileo e del Capaneo dantesco". LAvversario "diventa stranamente bello" [...] Impavido, indomito, il principe delle tenebre appare come lo strenuo lottatore contro la tirannia divina. Satana Prometeo, prende il posto del mitico titano incatenato da Zeus alla rupe, immortalato dalla fantasia di Eschilo. Il Prometeo moderno si oppone al dio ostile, malvagio. Il luciferino Satana appare migliore del Creatore"[...] Grazie a Milton, alla sua rielaborazione mitica, Satana fa cos il suo ingresso nellimmaginario moderno. Si ha con ci quella che Praz chiama, in un capitolo del suo volume, la "metamorfosi di Satana",

il suo trapassare da figura negativa a eroe positivo: il ribelle triste, privato, come luomo, della sua felicit paradisiaca da un dio tiranno.[...]

Satana non solo in Prometeo, controfigura dellAngelo caduto di Milton. Satana anche in Dio. La teologia gnostica che sta al centro dellateismo ribelle degli ultimi due secoli distingue tra Lucifero (il liberatore) e Satana (loppressore). Essa trova la sua forma esemplare nel pensiero di Ernst Bloch. Per Bloch v "da un lato il Dio del mondo che si identifica sempre pi chiaramente con Satana, il Nemico, il ristagno; dallaltro il Dio della futura ascesa in cielo, il Dio che ci spinge in avanti con Ges e con Lucifero". Il dio del mondo, creatore, il cattivo demiurgo contro cui, nellEden, si levato il Serpente vero amico delluomo. Lucifero, con il suo desiderio di essere come Dio, che svela alluomo la sua destinazione. "Solo in Lucifero, tenuto segreto in Ges per essere manifestato pi tardi, alla fine, nei tempi in cui questo volto potr svelarsi; solo in Lucifero, divenuto inquieto da quando fu abbandonato per la seconda volta, da quando dalla croce si alz il grido che rimase senza risposta, da quando per la seconda volta fu schiacciato il capo del Serpente del paradiso appeso alla croce: solo in Lui dunque, nel Nascosto in Cristo, in quanto anti-demiurgico assoluto, compreso anche lautentico elemento teurgico di chi si ribella perch figlio delluomo".

Il Serpente, come per la setta degli Ofiti ricordata da Bloch in Ateismo nel cristianesimo quindi il liberatore. Due volte soggiogato, nellEden e nel Cristo innalzato in croce come il Serpente di bronzo di Mos, esso attende la sua rivincita, la sua vittoria sul Demiurgo che apre l"et dello Spirito". Unendo assieme Marcione e Gioacchino da Fiore, Bloch il crocevia di tutta la gnosi moderna. Ges, anticipazione del dio a venire, del dio "umano", il redentore dal dio "satanico", dal dio del cosmo, dellordine e della legge. La rivoluzione, come dissoluzione del vecchio ordine, diviene qui lopera luciferina per eccellenza. [...] Conclusioni

La moderna teosofia degli opposti, fondata sulla dottrina ermetica della coincidentia oppositorum, porta ad un connubio, inquietante, tra divino e diabolico, porta allidea del Diavolo in Dio. " ovunque operante" scriveva Romano Guardini nel 1964 "lidea fondamentale gnostica che le contraddizioni sono polarit: Goethe, Gide, C. G. Jung, Th. Mann, H. Hesse Tutti vedono il male, il negativo [] come elementi dialettici nella totalit della vita, della natura". Questo atteggiamento, per Guardini, "si manifesta gi in tutto quello che si chiama gnosi, nellalchimia, nella teosofia. Si presenta in forma programmatica con Goethe, per il quale il satanico entra persino in Dio, il male forza originaria delluniverso

necessaria quanto il bene, la morte solo un altro elemento di quel tutto, il cui polo opposto si chiama vita. Questa opinione stata proclamata in tutte le forme e concretata in campo terapeutico da C. G. Jung" Lidea di fondo che la redenzione passa attraverso la degradazione, la grazia tramite il peccato, la vita attraverso la morte, il piacere mediante il dolore, lestasi per opera della perversione, il divino mediante il diabolico. Il fascino che il negativo metafora del demoniaco esercita sulla cultura contemporanea dipende da questa singolare idea: che le vie del paradiso passino attraverso linferno, che "Discesa allAde e resurrezione" siano uno Consegnarsi al demonio, in una singolare trasposizione gnostica dellidea per cui perdersi ritrovarsi, aprirsi a Dio. In questo "sacro" connubio Satana e Dio si uniscono nelluomo. l"identit di de Sade e dei mistici" auspicata da Georges Bataille. Per essa la via allingi coincide con la via allins. Faust, ora, non pu pi pentirsi, nemmeno in punto di morte. LAvversario diventato complice, "parte" di Dio. la via per divenire dio. Il brivido del nulla, della discesa agli Inferi, accompagna la scoperta dellEssere, di Abraxas, il pleroma senza volto che permane, immobile, nel divenire del mondo. articolo completo : Il Patto con il Serpente