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ALMA MATER STUDIORUM Universit degli Studi di Bologna Facolt di Chimica

Tesina sullintervento del prof. Vincenzo Balzani Il ruolo della scienza in un mondo fragile

corso interdisciplinare Riflessioni su Scienza e Societ{

CHIAR.MA

ESAMINANDA
LAURA PALTRINIERI

PROF.SSA MARGHERITA VENTURI

Anno Accademico 2009-2010

INDICE

Premessa 1. Lenergia
1.1 Lenergia e la sua storia

2. Combustibili fossili e Energia dellatomo


2.1 Carbone 2.2 Gas naturale 2.3 Petrolio 2.4 Crisi Energetica ed Energia nucleare

3. Luomo e lAmbiente
3.1 Cambiamenti climatici 3.2 Intelligenza Ecologica

4. Nuove Prospettive
4.0 Premessa

4.1 Energie rinnovabili 4.2 Energia dal sole

Fonti

PREMESSA

Il contenuto di questa tesina prende spunto da un seminario tenuto dal Professor Vincenzo Balzani articolato in una serie di incontri dal contenuto interdisciplinare intitolato Riflessioni su Scienze e Societ{1 La mia attenzione si concentrata in particolare sul tema dellEnergia, sviluppando un breve iter che, partendo dalle tipologie di fonti energetiche, passa attraverso le problematiche etiche ed ecologiche riguardanti il loro utilizzo fino a toccare nuove prospettive scientifiche e tecnologiche nellambito delle energie rinnovabili. Ho scelto questo tema in quanto ritengo che, come studentessa di chimica, sia necessario portare la questione energetica dal un piano puramente scientifico e didattico ad un livello pi vicino alla nostra realt quotidiana; Linteresse per largomento ancora pi giustificato dalla evidente crisi energetica ed ambientale che la nostra astronave terra2 sta affrontando.

V. Balzani,Il ruolo della scienza in un mondo fragile dal seminario Riflessioni su scienze e societ, Universit{ di Bologna Dipartimento di Chimica
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Cfr. Vincenzo Balzani e Nicola Armaroli Energia per lAstronave Terra, Bologna Zanichelli 2008.

ENERGIA
1.1 Lenergia e la sua storia

Tutto ci che noi facciamo e tutto ci che ci circonda appartiene al concetto di Energia. Per definire in modo pi appropriato lEnergia, necessario partire dalla nozione di lavoro. Il lavoro viene definito come quella forza necessaria per spostare in una determinata direzione una massa. La capacit di compiere un lavoro (ad esempio quello di alzare un oggetto da un tavolo) lEnergia, mentre la rapidit in cui viene impiegata questa energia si definisce potenza. Esistono varie forme di energia utilizzate nella nostra esperienza quotidiana: energia termica, chimica, elettrica, elettromagnetica, cinetica, gravitazionale e nucleare. Spesso le varie forme di energia possono convertirsi luna nellaltra, allora diventa necessario descrivere lenergia non attraverso sue svariate forme, ma dalle sue fonti. La fonti possono essere primarie cio reperibili direttamente in natura (combustibili fossili, energia solare, uranio..) oppure secondarie, fonti prime ritrasformate in altre forme di energia (ad esempio dal petrolio ricaviamo la benzina).

Definire lenergia solamente da un punto di vista descrittivo e categorico non esauriente. Da sempre luomo si interroga sul perch delle cose, guardando al di l di ci che semplicemente osserva e cercando in questo modo di costruire un ponte tra il fenomeno sperimentale e le leggi teoriche che lo governano; da questa base che nascono i tre Principi Fondamentali della Termodinamica. Credo sia utile, prima di inoltrarci nella questione energetica, dare una idea dellaffascinante aspetto scientifico che la riguarda, presentando quindi una breve descrizione di almeno i primi due principi che governano lEnergia.

Il Primo Principio afferma che lenergia delluniverso costante, cio che la sua quantit non cambia. Come descrive il Prof. Balzani nel suo libro3, questo principio oggettivamente una buona notizia, tranne per chi vuole stare a dieta: lenergia del cibo o la si spende con lesercizio fisico e mentale, o la si accumula sotto forma di grasso.

Il Secondo Principio possibile descriverlo in vari modi, il pi affascinante e sorprendente dei quali (soprattutto per i pi disordinati) consiste nel fatto che lentropia delluniverso sia sempre in aumento. Questo significa che luniverso, e tutto ci che lo riguarda, passa spontaneamente da una situazione di ordine ad una di disordine. La forma di energia pi disordinata il calore e per questo ogni azione che compiamo o che facciamo compiere ad un oggetto comporta, anche se talvolta in piccolissime percentuali, una dissipazione termica. Un altro modo per descrivere il Secondo Principio asserisce che in un sistema isolato lenergia termica si trasferisce sempre da un corpo a temperatura pi alta ad uno a temperatura pi bassa. Quindi se vogliamo fare fluire il calore in direzione contraria dobbiamo fornire energia (questo spiega il perch un frigorifero per funzionare deve essere collegato ad una corrente elettrica).

Dopo avere fatto un breve descrizione di carattere scientifico dellEnergia, elencandone la caratteristiche e le leggi che la governano, si passa a trattare un argomento che tocca pi da vicino il nostro rapporto quotidiano con lenergia: lutilizzo di combustibili fossili.

Cfr. Vincenzo Balzani e Nicola Armaroli Energia per lAstronave Terra , Zanichelli 2008, cap.1, p.21-26

COMBUSTIBI FOSSILI ED ENERGIA DELLATOMO


Per combustibile si intende una sostanza che possiamo bruciare per ottenere energia, mentre il termine fossile indica la presenza di resti di organismi viventi vissuti milioni di miliardi di anni fa. I combustibili fossili utilizzati per produrre energia sono: Carbone, Gas Naturale e Petrolio; essi sono la principale fonte di energia in nostro possesso, sulla quale si basa lintera economia mondiale.

2.1 Carbone
Il carbone un minerale organico con una struttura molecolare molto complessa. Esso si formato da resti di piante preistoriche, circa 350 milioni di anni fa, in un ambiente paludoso e carente di ossigeno. Le principali riserve di Carbone sono localizzate nellEx-URSS, Cina e Stati Uniti.

Fig.1: Distribuzione di Carbone stimata nellanno 2008 4

Il carbone trova il suo pi vasto utilizzo per la produzione di energia nel settore industriale, mentre nei paesi meno sviluppati viene utilizzato anche come combustibile per uso domestico.
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Fig.1: mappa fornita dal sito http://www.bgr.bund.de (ultima consultazione in data 01/06/2010)

Nonostante le grandi disponibilit e i bassi costi di trasporto, il carbone non viene considerato il combustibile pi vantaggioso in quanto il pi inquinante di tutti. Questo anche a causa della sua struttura molecolare alquanto complessa che produce una combustione dalla quale derivano

numerosi sottoprodotti, molti dei quali gas serra e idrocarburi policiclici aromatici (IPA petrogenici) noti per il loro alto contenuto cancerogeno.

C + O2 CO2 + 394 kJ/mol Carbone: 1 g di C produce 3,66 g di CO2 e 32,8 kJ di calore.

2.2 Gas Naturale


Il Gas naturale una miscela di idrocarburi a basso peso molecolare , il componente principale il metano (CH4 al 70-90%), altri componenti secondari sono etano (CH3CH3), propano (CH3CH2CH3) e butano (CH3CH2CH2CH3). Il gas naturale si trova per la maggior parte disciolto nel petrolio grezzo o intrappolato nella crosta terrestre (esistono immense riserve di gas naturale non convenzionale, i gas idrati, abbandonati nei sedimenti marini e nelle aree a Nord del pianeta: Siberia e Alaska)

Fig.2: Distribuzione di Gas Naturale (476 trillion m) stimata nel 2008 5

Fig.2: mappa fornita dal sito http://www.bgr.bund.de (ultima consultazione in data 01/06/2010)

Le riserve accertate di gas naturale nel 2005 ammontano a circa 1.633 1017 litri6, ma molti suppongono che esistano altrettante riserve non ancora scoperte. Le nazioni che possiedono importanti quantitativi di gas Naturale sono Unione Sovietica (30%), Iran (16%) e Qatar (15%)6 (vedi fig.2).

Luso del gas naturale incrementato negli ultimi decenni a fronte di un alta richiesta energetica nel settore domestico e industriale (specialmente nelle industrie chimiche come materia prima), ma anche per questioni economico-ambientali. A differenza del carbone e del petrolio, il gas naturale presenta una combustione pi pulita, cio produce meno CO2 e non contiene impurezze inorganiche e organiche. CH4 + 2O2 CO2 + 2H2O + 892 kJ/mol Metano: 1 g di CH4 produce 2,74 g di CO2 e 55,6 kJ di calore

La sua lavorazione relativamente semplice, i costi e i tempi di costruzione delle centrali a gas di ultima generazione sono molto competitive rispetto alle altre tecnologia termoelettriche. Tuttavia uno dei principali svantaggi di questo combustibile che il metano esso stesso un gas serra molto pi potente di CO2. Luso massiccio del metano e soprattutto il suo trasporto lungo i gas dotti provoca inevitabilmente delle perdite, specialmente a causa di cattive manutenzioni. Inoltre negli ultimi anni lutilizzo del gas naturale ha provocato gravi tensioni a livello politico ed economico, quali ad esempio quelle tra Russia e Ucraina che nel 2009 hanno portato alla chiusura del rubinetto del gas causando gravi problematiche in tutta Europa (Italia inclusa).

Dati forniti da Earthtrends.wri.org informazioni relative allanno 2005 (ultima consultazione in data 01/06/2010)
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2.3 Petrolio

Il petrolio una miscela complessa di idrocarburi alinfatici e aromatici, con piccole quantit di altri composti contenenti zolfo, azoto ed ossigeno. Le riserve principali di petrolio si trovano in Arabia Saudita, Iraq e Iran.

Fig.3: Distribuzione di Petrolio (405 Gt) stimata nel 2008 7

Il petrolio il combustibile fossile pi utilizzato ed anche il pi recente; la moderna industria del petrolio nasce nel 1859 quando Edwin L.Drake costru un pozzo per lestrazione a Oil Creek in Pennsylvania. Negli ultimi 150 anni il petrolio stato il protagonista assoluto di tutta la crescita tecnologica ed industriale mondiale, tuttavia, essendo una energia non rinnovabile, necessario domandarsi fino a quando la nostra economia possa basarsi sullutilizzo di tale fonte energetica.

Fig.3: mappa fornita dal sito http://www.bgr.bund.de (ultima consultazione in data 01/06/2010)

Molte sono le previsioni e le opinioni a riguardo: il primo che tent di dare una risposta a tale questioni fu il geologo King Hubbert della Shell Oli8 che nel 1956, analizzando leconomia petrolifera statunitense, costru una curva a campana (vedi figura a lato) localizzando il picco di produzione per gli USA (cio il momento in cui la domanda di petrolio non pu pi essere compensata da un offerta economicamente accettabile) tra gli anni 1968-1971. La previsione fu azzeccata. Dalla teoria di Hubbert , si sono sviluppate numerose correnti di pensiero che vedono contrapposti da una parte i pessimisti, geologi appartenenti alla scuola di Hubbert, i quali prevedono che il picco mondiale sia gi passato e che le stime di riserve disponibili siano gonfiate dai governi dei paesi produttori per tenere alta la propria quota OPEC e mantenere un prestigio economico. Dallaltra gli ottimisti, i quali considerano che esistano numerose riserve di petrolio non ancora sfruttate, specie nel sottosuolo marino, e che con il miglioramento della tecnologia e delle tecniche estrattive si possa ottenere uno estrazione a prezzi pi bassi. Nonostante le varie teorie a riguardo credo sia necessario focalizzarsi sul fatto che il petrolio sia un combustibile fossile causa, quindi, di inquinamento ambientale (vedi la recente esplosione di una piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico che ha causato la fuoriuscita in mare di tonnellate di greggio provocando una catastrofe nazionale) ed emissione di gas serra.

C8H8 + 15O2 8CO2 + 9H2O + 5460 kJ/mol Benzina: 1 g di C8H8 produce 3,08 g di CO2 e 47,8 kJ di calore

Inoltre, essendo le risorse concentrate in poche zone, laccesso alle riserve di petrolio causa gravi problematiche politiche ed economiche: basti pensare alla Guerra del Golfo.

Cfr: Ugo Bardi ,La fine del petrolio, Editori riuniti 2003, p.85-106

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2.4 Crisi energetica ed Energia Nucleare

Nei paragrafi precedenti stato fatto un breve riassunto sui combustibili fossili e sul loro utilizzo; questo tipo di energia, considerando lorganizzazione della nostra civilt moderna e globalizzata, basilare; tuttavia viene naturale pensare che non possa essere lunica strada percorribile. I combustibili fossili presentano chiaramente enormi problemi per quanto riguarda sia le loro limitate risorse (anche se opinabile lidentificazione di una precisa data di fine sia ha comunque la certezza che finiranno) sia linquinamento, sia infine le preoccupanti conseguenze ambientali di cui ci occuperemo nel capitolo successivo 9. Molti ritengono che lunica strada percorribile sia quella di puntare su una nuova fonte energetica, pi pulita e pi economica, lenergia dellatomo10. Lenergia nucleare nasce dallintuizione di un grande fisico italiano, Enrico Fermi, che nel 1945 riusc a dimostrare che fosse possibile ottenere enormi quantit di energia attraverso una reazione che coinvolgesse i nuclei degli atomi, reazione che venne chiamata Fissione nucleare. Nellesperimento Fermi utilizz come reagente uno degli elementi pi pesanti conosciuti a quel tempo: latomo di Uranio. Dalla brillante intuizione del fisico italiano si sono sviluppate le prime centrali nucleari basate su uranio fissile 235U (presente allo 0.7% rispetto allaltro isotopo 238U) Lenergia nucleare in effetti un energia pulita e, a differenza del petrolio e degli altri combustibili fossili, non comporta emissioni di gas serra. Tuttavia lenergia atomica presenta altrettante problematiche, di diversa natura, ma ugualmente pericolose. Una delle maggiori critiche rivolte al nucleare riguarda il fatto che sia una energia di tipo non rinnovabile, pertanto i paesi che intendono percorrere la strada del nucleare non possono mirare ad

Cfr infra. Vedi cap.4 Luomo e lambiente Cfr. European Nuclear Society vedi sito www.euronuclear.org (ultima consultazione in data 01/06/2010)

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una indipendenza energetica; le riserve di uranio sono per la maggior parte localizzate in poche aree geografiche: Australia (36%), Canada (15%), Kazakistan (14%), Nigeria (8%)11.

fig.4: Distribuzione di Uranio (18.2Mt) stimata nel 2008 12

Inoltre luranio utilizzato per la fissione (uranio fissile) lisotopo delluranio esistente.

235U

presente solo al 0.7%

Alcuni scienziati ed ingegneri per ovviare al problema delle limitate disponibilit{ dellelemento promuovono la costruzione di centrali a reattori detti autofertilizzanti, dove luranio 238 (fertile; non quello utile alla fissione) viene convertito in plutonio 239 (fissile). Su questo punto vi un inconveniente: il plutonio 239 viene utilizzato per la costruzione di bombe e, indipendentemente dalla sua radioattivit, estremamente tossico.

Dati forniti da Earthtrends.wri.org informazioni relative allanno 2005 (ultima consultazione in data 01/06/2010)
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Fig.4: mappa fornita dal sito http://www.bgr.bund.de (ultima consultazione in data 01/06/2010)

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Unaltra importante problematica riguardante la scelta dellenergia nucleare risiede nella questione dello smaltimento delle scorie. Esse contengono elementi radioattivi pericolosi per tempi variabili, ma che possono arrivare a decine di migliaia di anni. Ad esempio, l131I (elemento molto dannoso per la salute) ha un tempo di dimezzamento di soli 8 giorni, mentre il 239Pu di 24.000 anni. Esiste pertanto il problema di conservare le scorie per tempi lunghissimi in siti che devono essere messi in sicurezza sia da eventualit naturali (terremoti, inondazioni..) che da possibili furti, con conseguenti problemi etici riguardo alle generazioni a venire. Ad esempio il contestato sito di deposito dello Yucca Mountain nel Nevada per le scorie radioattive degli Stati Uniti costato miliardi di dollari e non ancora adibito allutilizzo13.

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Informazioni ufficiali sul sito www.yuccamountain.org

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LUOMO E LAMBIENTE
3.0 Premessa

Lutilizzo di combustibili fossili (fonti non rinnovabili) e soprattutto leccessivo consumo di energia causano gravi conseguenze non soltanto alleconomia e agli assetti politici del nostro paese, ma anche a livello ambientale in quanto essi sono una pericolosissima fonte di inquinamento. E invitabile che lemissione continua di gas serra (come stato precedentemente dimostrato attraverso semplici reazioni) e di altri sottoprodotti di combustione gravi pesantemente sullintero ecosistema del nostro pianeta. Non bisogna pensare al fenomeno dellinquinamento come ad un evento marginale e circoscrivibile ai soli poli industriali del mondo, invece lecito porre il problema su un piano globale di fronte al quale non si pu essere indifferenti.

3.1 Cambiamenti Climatici

E dai tempi della rivoluzione industriale che non abbiamo mai smesso di emettere nellatmosfera gas serra (soprattutto CO2, ma anche cloro-fluoro carburi, metano e ossido nitroso) ad un ritmo superiore alle capacit di smaltimento del pianeta, specialmente durante la rapida crescita economica ad alta intensit energetica degli ultimi 60 anni (basti pensare allenorme crescita industriale e tecnologia di paesi come Cina e India, prima ritenuti paesi di serie B). Per gas serra si intendono quelle sostanze che permettono ai raggi solari di raggiungere la superficie terrestre ma, assorbendo nellinfrarosso, trattengono il calore riemesso dalla terra: questo fenomeno genera un innalzamento globale della temperatura terrestre. La conseguenza diretta del riscaldamento globale sono i cambiamenti climatici , i quali stanno avendo un impatto diretto sul nostro stile di vita.

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Alcuni scienziati ritengono che sostenendo un tale questo ritmo di crescita sia probabile che, per la fine del secolo, linnalzamento della temperatura terrestre arrivi a toccare 5C in pi rispetto al periodo pre-industriale14 , e che un simile incremento di temperatura potrebbe sconvolgere il clima e lambiente in modo tanto grave da scatenare massicci spostamenti di popolazione e conflitti su scala globale. Nonostante le numerose prove a riguardo 15, esiste ancora una stretta cerchia di negazionisti le quali sostengono che non esista una diretta connessione tra attivit umana e cambiamenti del clima, ma che lo scioglimento dei ghiacciai e linnalzamento della temperatura siano semplicemente parte di una fase geologica che il nostro pianeta sta attraversando 16.

3.2 Intelligenza ecologica

Il panorama che ci attende, viste le conseguenze di un uso improprio dellenergia, non dei pi speranzosi. E certo che continuando sulla strada scelta dai nostri predecessori non possiamo che aspettarci un peggioramento della situazione. Pertanto credo che mai come adesso sia necessario scegliere di percorrere la via, non immediata, di un progressivo rinnovamento dell utilizzo dellEnergia, pi sobrio ed intelligente. Per fare questo reputo sia fondamentale iniziare a sviluppare una intelligenza ecologica , cio un intelligenza capace di comprendere e di apprendere dallesperienza, in modo da interagire efficacemente con lintero pianeta17. Un intelligenza di questo tipo, che mostra la capacit di riconoscere la rete nascosta di relazioni interconnesse tra le attivit umane e i sistemi della natura, non pu che essere accompagnata da uno stile di vita pi sobrio, caratterizzato da un discernimento meno superficiale sul consumo e luso degli

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Cfr. Nicholas Stern Un piano per salvare il pianeta, Feltrinelli 2009, cap.1, pag.21

Cfr. Copenhagen Climate Change 2009, vertice sui cambiamenti climatici tenutosi tra 45 capi di stato con lobiettivo di trovare una intesa globale per la riduzione della emissione di gas serra. Informazioni sul sito www.copenhagenclimatecouncil.com Cfr. Nongovernmental International Panel on Climate Change (NIPCC), informazioni sul sito ufficiale www.nipccreport.org
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Dal libro Intelligenza ecologica di Daniel Goleman, Rizzoli 2009 cap.4 pag 54

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oggetti e dellenergia. Credo sia necessario abbandonare progressivamente la mentalit usa e getta , per fare spazio ad un atteggiamento che mostri maggiore responsabilit nei confronti di ci che consumiamo. Mi chiedo come sia possibile continuare a costruire una societ eccessivamente consumistica e al contempo pretendere una crescita umana e responsabile verso ci che ci circonda, necessario invero abbandonare o trascurare una delle due cose. Infatti, come sostiene il Prof. Vincenzo Balzani durante il seminario Riflessioni su scienze e societ{, la terra ha risorse limitate e non possiamo pretendere di crescere allinfinito: attualmente noi consumiamo pi di quanto la terra possa darci, la nostra impronta ecologica (cio la superficie di terra capace di fornire risorse per luomo) pari a 9.5 ettari per persona negli USA e a 0.8 ettari per persona in India, a fronte di una biocapacit di 1.8 ettari per persona. Esiste pertanto un evidente problema di sostenibilit ecologica, che non pu essere risolto con un aumento dei consumi e della produttivit, lecito iniziare a mettere in discussione lassioma felicit{ = sviluppo e consumo. In questo gli scienziati hanno un enorme responsabilit nel trovare nuove forme di energia volte verso una prospettiva di futuro nel rispetto delle persone e dellambiente.

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NUOVE PROSPETTIVE
4.0 Premessa

Come abbiamo visto i combustibili fossili o la scelta dellenergia nucleare non possono essere lunica fonte energetica a nostra disposizione in quanto comportano diversi problemi: primo tra tutti lesaurimento delle riserve e il loro dislocamento disomogeneo, che comporta conflitti e tensioni tra stati; non meno importante la questione dellinquinamento e lemissione di gas serra. Per questo la comunit scientifica da anni in ricerca di nuove fonti di energia, che siano il meno inquinanti possibile, ma soprattutto, non esauribili. Una via facilmente percorribile quella che punta allutilizzo delle energie rinnovabili, pi efficenti ed ecologiche: energia eolica, energia che deriva dallacqua e, la pi importante, lenergia solare.

4.1 Energia rinnovabile

Esistono varie tipologie di energia rinnovabile , cio forme di energia che provengono dalla natura e che quindi sono fonti inesauribili: tra le pi importanti vi lenergia eolica. La produzione di energia eolica costituisce infatti una delle maggiori novit del settore energetico degli ultimi trentanni: lEuropa mira ad installare altri 180 000MW eolici (oltre ai 94 000 MW attuali) entro il 2020 per soddisfare il 13% del fabbisogno elettrico continentale e dare un contributo decisivo allambizioso obiettivo di produrre energia con fonti rinnovabili per il 20% entro quella data18 . Pertanto viste le dimensioni che sta assumendo diventa scontato considerare lenergia eolica non pi alternativa, ma convenzionale. Uno dei problemi maggiori riguardante lutilizzo di tale forma di energia la non continuit: dipendendo dalle correnti e dalla potenza dei venti non sempre possibile mantenere la stessa quantit di energia nel tempo.
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Cfr. V.Balzani N.Armaroli, Energia per lastronave Terra, Zanichelli2008, cap.8, pag. 174

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Questo problema di intermittenza fa s che le centrali ad energia eolica siano localizzate in determinate zone come le grandi distese tra gli Stati Uniti e il Canada, la Germania e zone della Cina dove sono maggiori le correnti daria19. Inoltre necessario considerare che, a causa della discontinua erogazione di energia, le centrali forniscono solo un 45% di potenza effettiva rispetto a quella nominale. Tuttavia i limiti di questo tipo di tecnologia sono accompagnati da altrettanti pregi, basti pensare che un impianto eolico da 10 MW e sufficiente per fabbisogni elettrici di 4000 famiglie europee medie e limpianto di facile costruzione e manutenzione.

Unaltra forma di energia rinnovabile utilizzata soprattutto in Italia consiste nello sfruttamento della caduta di acqua per generare energia meccanica o elettrica: questo avviene attraverso la costruzione di dighe dotate di una tecnologia relativamente semplice e, a differenza dellenergia eolica, non presenta problemi di intermittenza energetica. Nel mondo di oggi sono in funzione 800 000 dighe mentre il 15% dei consumi elettrici italiani coperto da energia idrica20 Nonostante lenergia idroelettrica sia stata la protagonista assoluta (nellambito delle energie rinnovabili) nel secolo scorso, attualmente la costruzione di dighe andata rallentando. La causa prima di questo rallentamento lenorme impatto ambientale che la costruzione di bacini idroelettrici comporta, non solo sullecosistema, ma anche sulle persone; basti pensare ai numerosi esodi forzati di intere cittadine per la creazione di spazi necessari o ad alcuni gravissimi incidenti come quello alla diga del Vajont nel 1963, che provoc la morte di migliaia di persone. Inoltre studi recenti hanno dimostrato che nelle zone tropicali i bacini idroelettrici possono

trasformarsi in grandi produttori di gas serra a causa della decomposizione di materiale organico nelle loro acque calde e stagnati.

Cfr. Informazioni sui dati ottenute da World Wind Energy Report 2008 of World Wind Energy Association, febbraio 2009, www.wwindea.org/home/images/stories/worldwindenergyreport2008_s.pdf (ultima consultazione 01/06/2010)
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Cfr. V.Balzani N.Armaroli,Energia per lAstronave terra, Zanichelli 2008, cap.8, pag.181

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4.2 Energia dal sole

Abbiamo visto i limiti e i pregi di alcune delle energie rinnovabili pi utilizzate, tuttavia non ancora stata elencata la pi importante: lenergia del sole. Si tratta di un fonte di energia che ha molte prospettive di sviluppo e utilizzo in numerosi campi, non solo per quanto riguarda lenergia termica, ma anche quella elettrica e meccanica. Tutto il nostro ecosistema si basa sullirraggiamento di calore da parte del Sole sulla terra: le piante grazie allenergia del sole sviluppano la fotosintesi naturale, una reazione chimica che permette la trasformazione di sostanze a basso contenuto energetico (H2O e CO2) in sostanze ad alto contenuto energetico (O2 e carboidrati), il processo di fotosintesi anche alla base della formazione dei combustibili fossili (petrolio, gas metano e carbone). Tuttavia il suo processo di produzione estremamente pi lento rispetto a quello necessario per consumarli. Possiamo dire che lenergia del Sole la pi importante e la pi potente a nostra diposizione, soprattutto perch la si pu trovare ovunque. Numerose sono le forme di applicazione che luomo ha inventato:

pannelli solari: consiste nella conversione di energia solare in calore a bassa temperatura. Un pannello solare di circa 3m2 sufficiente per fornire acqua calda ad uso domestico per una famiglia media, generalmente ha la durata di 30 anni e richiede poche manutenzioni

pannelli fotovoltaici: permettono la conversione di energia luminosa in energia elettrica, il loro funzionamento dovuto un materiale semiconduttore (silicio) che assorbendo luce origina un movimento di cariche elettriche allinterno di una cella fotovoltaica. Questo tipo di tecnologia sta sempre pi prendendo spazio, i paesi leader in questo campo sono Germania e Giappone, tuttavia rimane una energia molto costosa e che necessita di ampi spazi per linstallazione.

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Uno dei maggiori pregi di questa tecnologia che consente di produrre energia l dove serve, senza una costosa rete di distribuzione a lunga distanza, ed quindi particolarmente adatta per i paesi pi poveri i quali non avrebbero delle risorse economiche per fare fronte al problema.

Fig.5: Produzione mondiale di pannelli fotovoltaici (in MWp)21

Biomasse e biocombustibili: Come descritto precedentemente il processo di fotosintesi produce idrocarburi, cio masse vegetali e marine in grandi quantit ogni anno. Le biomasse sono dei combustibili solari che possono essere bruciati per produrre energia in sostituzione ai combustibili fossili. Un esempio il biodisel che si produce da oli vegetali, oppure il bioetanolo che sfrutta piantagioni ricche di carboidrati come il mais o la canna da zucchero. Nonostante questa sia una energia di facile estrazione e rinnovabile comunque importante considerare il fatto che non sia pienamente pulita ed economica; la maggior parte delle piantagione risiedono in Brasile o in altre zone ben localizzate, quindi lutilizzo di tali combustibili comporta necessariamente costi di trasporto; inoltre sono necessari numerosi ettari di terreno per la coltivazione, il che comporta luso di numerose quantit{ di acqua per l irrigazione; per finire, molti trovano discutibile la scelta di costruire impianti di coltivazione per soddisfare bisogni secondari e non i bisogni di milioni di esseri umani che soffrono la fame.

Tabella fornita da Report of the basic Energy Sciences Worshop on solar Energy Utilization Washington DC, Aprile 18-21,2005 vedi: http://www.sc.doe.gov/bes/reports/files/SEU_rpt.pdf
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Fotosintesi artificiale: si tratta di un meccanismo che simula la fotosintesi naturale, ma che mira alla produzione di combustibili. Il principio di base prevede lutilizzo iniziale di acqua, la quale viene caricata di energia sotto forma di luce solare portando alla separazione di due

componenti: idrogeno (combustibile) e ossigeno (comburente). Quando i due componenti si ricombinano producono energia termica restituendo come sottoprodotto lacqua. Questa tecnologia ancora in fase di studio e di sviluppo, ma se approfondita pu portare un svolta nellambito energetico.

Dopo questo breve elenco delle fonti di energia rinnovabili sembra lampante constatare che, come ha sostenuto il prof. Vincenzo Balzani nel corso del suo seminario, la scelta dellenergia solare accompagnata da un utilizzo pi sobrio dellenergia sia lunica strada percorribile per fare fronte allenorme problema energetico che stiamo affrontando. Infatti le previsioni dei prossimi 30 anni riguardo ad un utilizzo invariato dei combustibili fossili prevedono un aumento decisivo dei consumi fino ad arrivare a quantit sicuramente non compensabili con le risorse che abbiamo a disposizione.

Fig.6: Development of Primary Energy Consumption Worldwide (cumulative) and Projections of IEA until 2030 (sources: BP and IEA, 2008)

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FONTI

Seminario:
[1] V.Balzani,il ruolo della scienza in un mondo fragile, Riflessioni su Scienze e societ, Universit Alma Mater di Bologna (06 marzo 2010)

Libri:
[2] [3] [4] [5] [6] N.Armaroli, V.Balzani, Energia per lastronave terra, Zanichelli 2008 N.Armaroli,V.Balzani, Energia oggi e domani, Bonomia University Press 2004 Nicholas Stern, Un piano per salvare il pianeta, Feltrinelli 2009 Daniel Goleman, Intelligenza Ecologica, Rizzoli 2009 Ugo Bardi, La fine del petrolio, Editori Riuniti 2003

Siti internet:
[7] [8] [9] [10] [11] [12] [13] [14] www.bgr.bund.de : mappe sulla distribuzione delle risorse dei combustibili fossili http://Earthtrends.wri.org : informazioni e dati combustibili fossili ed energia nucleare www.euronuclear.org : European Nuclear Society www.yuccamountain.org : sito ufficiale del deposito di scorie nucleari statunitensi www.copenhagenclimatecouncil.com: informazioni sui cambiamenti climatici www.nipccreport.org: informazioni sui negazionisti riguardo ai cambiamenti climatici www.wwindea.org: info. Energia eolica consultazione del World Wind Energy Report (PDF) www.sc.doe.gov/bes/reports/files/SEU_rpt.pdf : informazione e tabelle riguardanti lenergia solare nelle sue pi svariate applicazioni.

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