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CAPITOLO PRIMO

Considerazioni preliminari sul testo dellart.1218 cc (con lart. 1222). Mancata esecuzione, esecuzione scorretta, ritardo nellesecuzione. Dal tenore dellART 1218 completato con quello dellART 1222, si pu desumere la nozione di inadempimento dellobbligazione: Articolo 1218: Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta tenuto al risarcimento del danno,se non prova che linadempimento o il ritardo stato determinato da impossibilit della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. Dobbiamo quindi osservare che: il ritardo una forma di inadempimento; si fa riferimento anche al cattivo adempimento, in quanto si usa il termine esattamente. Per valutare se vi sia stato un cattivo adempimento ci si dovr basare sugli artt. 1175 (Articolo 1175. Il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza) e 1375 (Articolo 1375. Il contratto deve essere eseguito secondo buona fede)

Possiamo concludere dicendo che il codice adotta come nozione generale di inadempimento quella della mancata esecuzione della prestazione dovuta, che pu assumere le forme dellassenza di prestazione, dellesecuzione scorretta e del ritardo nellesecuzione che concreta la violazione del dovere di esecuzione tempestiva. Finora si sempre fatto riferimento alle obbligazioni positive, ma lart 1222 richiama anche le obbligazioni negative: Art. 1222 Inadempimento di obbligazioni negative Le disposizioni sulla mora non si applicano alle obbligazioni di non fare; ogni fatto compiuto in violazione di queste costituisce di per s inadempimento. Per quanto riguarda le obbligazioni negative, linadempimento si concreta nel fatto di realizzare il comportamento dal quale il debitore tenuto astenersi. 2. Debitore inadempiente, tenuto ad adempiere e debitore responsabile. La formulazione dellarti 1218 pone un problema delicato. Lart. 1218 sembra collegare direttamente linadempimento con lobbligazione del debitore di risarcire il danno. Quando si dice che : Il debitore inadempiente tenuto al risarcimento del danno se non prova che linadempimento stato determinato da impossibilit della prestazione derivante da causa a lui non imputabile si allude alla responsabilit del debitore inadempiente.

Sulla base di questa affermazione possiamo dire che il debitore inadempiente non responsabile se limpossibilit della prestazione derivi da una causa non a lui imputabile. Ma cosa si intende per responsabilit? Si fa riferimento allobbligazione del debitore al risarcimento del danno, danno cagionato dallinadempimento, inadempimento risultante dal fatto che la prestazione resa impossibile per una causa imputabile al debitore stesso. Ma se ci fermassimo a questo punto, il nostro discorso presenterebbe una grave lacuna: non abbiamo parlato del caso in cui il debitore non adempia a una prestazione che permane possibile! Analizziamo la questione: NB: Finch la prestazione possibile, il debitore e tenuto ad eseguirla, quindi se il debitore obbligato ad eseguire la prestazione dovuta, egli non pu essere obbligato al risarcimento del danno. Ecco che a questo punto si inserisce la tematica del ritardo. Il RITARDO, se ci basiamo su quanto stabilito dallart. 1183 (Se non determinato il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita,il creditore pu esigerla immediatamente Qualora tuttavia, in virt degli usi o per la natura della prestazione ovvero per il modo o il luogo dell'esecuzione, sia necessario un termine, questo, in mancanza di accordo delle parti, stabilito dal giudice) concreta la violazione del dovere di eseguire tempestivamente la prestazione. Questo dovere rappresenta una obbligazione complementare rispetto allobbligazione principale di eseguire la prestazione,e lobbligazione complementare pu essere inadempiuta in modo autonomo rispetto alla principale. Linadempimento del dovere di tempestivit rappresenta sempre un fatto che genera responsabilit, perch con il ritardo la prestazione consistente nella tempestivit diviene definitivamente impossibile. Un debitore in ritardo tenuto ad eseguire la prestazione e a risarcire i danni per il ritardo egli responsabile per il ritardo e obbligato alla prestazione. Lart 1218 imposta la problematica relative alle conseguenze per linadempimento. Loperazione era effettuata dai veteres, come i giuristi Romani dellepoca chiamavano i loro antecessori degli ultimi due secoli della Repubblica (met del 2 e inizio 1secolo a.C.). La loro costruzione era riferita alla stipulatio, promessa formale di dare una cosa determinata, dove si presentava un rapporto fra due soggetti tra i quali sussiste unobbligazione. Stipulatio con la quale un soggetto B si sia obbligato a dare un certa cosa ad un soggetto A. Lazione della quale, in caso di inadempimento, A disponeva contro B era la condictio --) il pretore nominava il giudice attribuendogli lofficium di giudicare nellazione che lattore A gli aveva chiesto contro il convenuto B, il magistrato avrebbe ordinato al giudice stesso di verificare se B era tenuto a dare ad A la cosa in questione e di pagarne ad A il valore..

Ma se la cosa da dare non esiste pi,non pu dirsi che un soggetto sia tenuto a darla. Se la morte dello schiavo Stico pu essere imputata al convenuto,egli deve essere condannato come se rifiutasse ladempimento dellobbligazione potendo adempierla. Questo problema fu risolto dai veteres con la perpetuatio obbligationis, cio una spiegazione razionale del perch in un caso come quello prospettato il giudice debba condannare il convenuto se la morte dello schiavo gli risulti imputabile. Quindi, se la cosa dovuta perita in seguito ad un fatto del debitore,la prestazione divenuta impossibile,ma se limpossibilit si ricollegasse leffetto di estinguere lobbligazione,si violerebbe il principio secondo il quale il debitore non pu liberarsi dallobbligazione con un fatto proprio che non costituisca adempimento. Il debitore, con il fato che ha cagionato limpossibilit della prestazione,ha perpetuato la sua obbligazione ad eseguirla. Se ladempimento non pi possibile, lobbligazione del debitore una nuova obbligazione,con un nuovo oggetto, il quale si identifica in un obbligazione suppletiva,quella del risarcimento del danno. Questo nuovo rapporto va sotto il nome di responsabilit, che determinata da un comportamento illecito sanzionato da unazione reipersecutoria. Lobbligazione contrattuale una volta trasformatasi in rapporto di responsabilit,viene aperta dallazione. Un debitore inadempiente pu trovarsi in una delle situazioni seguenti: 1. la prestazione ancora possibile, 2. la prestazione impossibile per causa a lui non imputabile --) il debitore liberato. 3. la prestazione impossibile per causa a lui imputabile --) il debitore responsabile e deve risarcire il danno. Per il caso 1. il debitore tenuto ad eseguire la prestazione. La sanzione quella della sua condanna al risarcimento del danno. In un processo relativo ad unobbligazione inadempiuta ma il cui adempimento ancora possibile,il debito del convenuto si estingue per trasformarsi in responsabilit al momento della precisazione delle conclusioni. Dopo,il convenuto sar soggetto alla condanna in quanto tenuto al risarcimento del danno. Un suo eventuale adempimento sar un pagamento dindebito, lattore non pi creditore,nulla potr pretendere finch la sentenza non costituisca a suo favore la nuova obbligazione della quale essa stessa fonte.

CAPITOLO 2 DANNO e RISARCIMENTO. Linadempimento un fatto giuridico. Le conseguenze vengono inquadrate nelle tre categorie: 1. DANNO 2. RESPONSABILITA 3. RISARCIMENTO. DANNO, la definizione di Mommsen del 1855, non aveva per oggetto la nozione di danno ma quella di interesse, inteso come la misura della somma alla quale in convenuto sarebbe stato condannato in unazione nella quale tale misura doveva corrispondere al valore dellinteresse dellattore. Danno in quanto entit da risarcirsi. Lespressione id quod interest fa riferimento ad interesse come la differenza fra la consistenza in un dato momento,del patrimonio di una persona e la consistenza che

questo patrimonio avrebbe nel momento considerato senza lintervento di un certo accadimento dannoso. Levento dannoso il fatto dellinadempimento stesso,e il danno da risarcirsi rappresentato dalla perdita patrimoniale che non si sarebbe avuta se linadempimento non avesse avuto luogo. ART 1223, il danno viene in considerazione come conseguenza dellinadempimento e lentit di tale danno rappresenta la misura del risarcimento.
Prima dellinadempimento,nel patrimonio del creditore esisteva unaspettativa giuridicamente protetta alla prestazione con un implicita serie di vantaggi; linadempimento ha tolto al patrimonio del creditore laspettativa e ci rappresenta il danno. E laspettativa delusa va calcolata tra due quantit riferite allo stesso momento, di queste una reale e laltra ipotetica.

Il risarcimento del danno deve essere calcolato comprendendo la perdita subita dal creditore e il mancato guadagno in quanto questi siano conseguenza immediata e diretta. Il danno da inadempimento consta: a) Perdita subita dal creditore in quanto sia conseguenza immediata e diretta dellinadempimento, = DANNO EMERGENTE, cio il valore della prestazione mancata in se stessa. b) Mancato guadagno al creditore in conseguenza immediata e diretta dellinadempimento, = LUCRO CESSANTE, e sono riflessi economicamente negativi. Il problema quello dei limiti entro i quali la legge vuole sia contenuto il risarcimento del danno da inadempimento.
In un frammento del Digesto dove Ulpiano informava che Giuliano con riguardo alla condanna nellazione intentata dal compratore contro il venditore,distingue tra colui che abbia venduto consapevolmente e colui che abbia venduto ignorando. Chi ha venduto del bestiame ammalato o una trave difettosa se lo ha fatto ignorandolo,a seguito dellazione che gli verr intentata in base alla compera risponder nei limiti di quanto meno io sarei stato disposto a pagare se avessi saputo che le cose stavano cos. Se invece sapendolo ha taciuto e ingannato il compratore, risponder di tutti i danni che sono provenuti al compratore dal fatto di aver comprato Lesempio che da questo testo elabora il Pothier, si riferisce agli animali ammalati e prevede 3 tipi di conseguenze: _ la morte di altri animali per contagio posta a carico del venditore; _ perdita dei raccolti per limpossibilit di effettuare i lavori agricoli, posta a carico del venditore solo nella misura in cui non potesse essere di fatto evitata dal compratore magari prendendo in locazione altri animali; _ il dissesto economico del compratore che,per il mancato raccolto cada in stato di insolvenza e perda i suoi beni e ci non a carico del compratore. Ci che interessa di pi il secondo punto, da dove deriva il principio che dice che il risarcimento

non dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando lordinaria diligenza. Un ulteriore distinzione va fatta tra: mancato adempimento e cattivo adempimento. CATTIVO ADEMPIMENTO, le conseguenze sono in genere poste a carico del debitore con una notevole larghezza,e si distingue tra la scientia del debitore e la sua ignoranza del difetto che ladempimento aveva.

MANCATO ADEMPIMENTO, se dipende dal venditore,che egli non consegni la cosa,nella valutazione che il giudice faccia del valore della cosa viene in considerazione qualunque utilit del compratore,purch riguardi la cosa stessa. Il risarcimento del danno dovuto dal debitore inadempiente al creditore insoddisfatto deve stabilirsi in modo che il creditore risulti interamente indenne dal pregiudizio derivato dallinadempimento e nel contempo il creditore non deve profittare della situazione gravando il debitore di perdite o rischi che non gli toccano. ART 1223, la norma va intesa come orientamento interpretativo di tutto il sistema della responsabilit per inadempimento. Solo dal concreto carattere dellobbligazione si potr stabilire se il debitore debba o meno sopportare dei danni causati non eseguendo o eseguendo male la prestazione. Secondo lART 1225, il debitore che non sia inadempiente o in ritardo per suo dolo, tenuto a risarcire il solo danno che poteva prevedersi nel tempo in cui sorta lobbligazione.
La formula francese dice: il debitore non tenuto se non ai danni che sono stati preveduti o si sono potuti prevedere al tempo del contratto,quando linadempimento non derivi da suo dolo. Significa dunque che il debitore non dolosamente inadempiente risponde solo dei danni previsti o prevedibili dalle parti al momento del contratto che ha prodotto lobbligazione inadempiuta.

Il testo dellart 1225 ha introdotto due varianti: una innocua e laltra la soppressione della menzione del danno che si previsto--) la rilevanza accordata ai danni prevedibili implica quella dei danni concretamente previsti,ma sopprimendola il contesto poteva risultare equivoco. Ma ci che infine rilevante quanto poteva prevedere il debitore. Il POTHIER dice: una persona che mi ha venduto dei pezzi di legno,io me ne sono servito per puntellare il mio edificio che crollato per i difetti del legno. Se il venditore non un uomo di mestiere e vende in buona fede ignorando il difetto, il risarcimento del danno --) della deduzione del prezzo,senza assumersi il rischio. Se il venditore un uomo del mestiere tenuto al risarcimento dei danni --) danni che risultano dal crollo delledificio, quindi si assume il rischio del danno e se ne assume la responsabilit poich lignoranza delluomo di mestiere non scusabile. --) la prevedibilit del danno riferita dalla legge al singolo contraente, nel senso che il debitore sar responsabile dei danni che al momento del contratto era tenuto a prevedere secondo i criteri di responsabilit a lui applicabili come parte di quello stesso contratto. Esso spiega cos: a) Di solito le parti sono considerate non aver previsto se non i danni prevedibili in relazione
alloggetto dellobbligazione. b) Talvolta deve tener conto anche di danni estrinseci, e avvengono in due casi: I. Danno il cui rischio stato espressamente previsto nel contratto II. Danno il cui rischio implicato dalla natura dellaffare gestito dalle parti col contratto e il debitore deve considerarsi esserlo tacitamente assunto.

Quindi il senso degli ART 1223 e 1225 : il debitore risponde solo dellinadempimento a lui imputabile, e si deve distinguere lipotesi in cui gli sia imputabile a titolo di dolo o a titolo di colpa. E risponde per la perdita subita e il mancato guadagno del creditore e sono perdite che trovano nellinadempimento la loro causa diretta e immediata. Al di fuori dei casi dinadempimento doloso le conseguenze negative vanno risarcite nella misura in cui erano prevedibili al momento della conclusione del contratto.

CAPITOLO 3 Concorso del fatto colposo del creditore. ART.1227 tratta dei limiti della responsabilit del debitore inadempiente che possono provenire dal comportamento del creditore. Riguarda i casi nei quali linadempimento imputabile al debitore. Se un fatto del creditore rende impossibile ladempimento,il suo intervento avr lo stesso effetto dellintervento di un terzo,e il debitore ne risulter liberato. _ se il creditore al corrente di un determinato rischio, ma lo accetta comunque --) il debitore esente da responsabilit. Es: il vettore responsabile della perdita e dellavaria delle cose consegnategli per il trasporto,se non prova che sono derivate dalla natura o dai vizi delle cose stesse o del loro imballaggio. --) la gamma dei doveri dinformazione o di protezione che gravano sulle parti finiscono col porre il problema di base come problema di responsabilit o esonero dalla responsabilit di una parte. Nel caso le cose imballate richiedano unattenzione particolare,il vettore deve esserne informato.
Si parte dallidea che il creditore,una volta constato linadempimento,non deve ritenersi tenuto al compimento di attivit onerose e straordinarie. Ma negli anni 60 si fatta strada una nuova interpretazione, essa si concreta nella individuazione di singoli doveri di protezione del debitore che la legge stessa pone a carico del creditore mediante una clausola generale.

La nuova visuale interpretativa dellart 1227 comma 2 ha radici sicure nel pensiero dei giuristi romani che consideravano lapplicazione del principio della buona fede oggettiva ai rapporti obbligatori come produttiva dei doveri di protezione. Lart prevede il trasferimento dal debitore al creditore dei danni evitabili dal creditore, quando si dovr calcolare lincidenza del comportamento negligente del creditore nel contenere i danni questo deve essere calcolato al netto delle spese che la diligenza gli sarebbe costata. Se la possibilit che il creditore avrebbe avuto di contenere i danni si presentava come rischiosa di concludersi con un bilancio negativo,il fatto di non averla sfruttata non potr essergli imputato. Il creditore opera per limitare i propri danni e quindi nel proprio interesse. Il fatto che lordinamento esiga da lui che eserciti questa tutela del proprio interesse anche nellinteresse del debitore dipende dalla considerazione che in relazione a ci gli interesse delle parti coincidono e quello di evitare dei danni corrisponde anche ad un interesse economico generale. CAPITOLO 4 Responsabilit per fatto degli ausiliari. ART 1228, gli ausiliari sono i terzi dalla cui opera il debitore si vale nelladempimento dellobbligazione.
Questa norma non era presente nel codice civile del 1865 ma la dottrina faceva leva su due norme contenute sullo stesso codice.

La nozione di ausiliare ha un carattere generico e comprende tutti coloro che operino in funzione della realizzazione della prestazione dovuta. Una norma generale sulla responsabilit contrattuale per fatto altrui manca nel nostro codice, e non stata fatta oggetto nelle codificazioni moderne di una previsione unitaria. Nel diritto romano,quello della responsabilit per fatto altrui si pone in modo costante e compiuto solo per la responsabilit per inadempimento. RECEPTUM, le situazioni alle quali si riferiva erano quelle del trasporto di merci su una nave mercantile o per i passeggeri = contratto di locazione + obbligazione di garanzia e restituzione. Per i romani lidea della responsabilit per fatto altrui era intesa come assunzione del rischio per i fatti dellaltro . Presso i giuristi romani si trova latteggiamento che la giurisprudenza dellet moderna ha costruito come considerazione della culpa in eligendo , cio della negligenza nella scelta dellausiliare.
La traccia di un atteggiamento inteso oscillante verso la culpa in eligendo non assente nelle fonti romane: si deve fare attenzione perch bisogna distinguere: latteggiamento dei testi classici,nei quali la culpa in eligendo avviene come giustificazione dellattribuzione al debitore del rischio della colpa altrui. (=per il fatto di aver scelto imprudentemente,rispondi verso di me degli effetti della negligenza di lui). Della responsabilit per colpa altrui,da altri testi tardi,nei quali tali attitudine classica stata convertita nella costruzione di una culpa in eligendo. (= il titolare reo di colpa in quanto si valso dellopera di cattivi soggetti) Esistono pareri di giuristi classici nei quali la culpa in eligendo presa in considerazione in funzione delle circostanze del caso. O casi in cui essa considerata come specifico oggetto di prova in giudizio.

E consuetudine della dottrina porre il problema della natura della responsabilit del debitore inadempiente per il fatto degli ausiliari come responsabilit oggettiva. Si vuole negare che essa possa venire costruita come responsabilit per culpa in eligendo. Nella nostra materia della responsabilit contrattuale, la responsabilit degli ausiliari responsabilit per colpa altrui e la prova liberatoria non essendo ammessa,essa resta sempre responsabilit per colpa altrui. Parlare di responsabilit oggettiva ha senso solo se il danno subito dal soggetto attore in giudizio viene imputato al convenuto senza che sia possibile porre problemi di colpa nella responsabilit per un fatto altrui, si pongono tuttavia problemi della colpa dellautore del fatto. Spetter al convenuto lonere della prova negativa e cio sar il debitore che dovr provare che linadempimento o il ritardo dovuto ad impossibilit della prestazione derivante da causa non imputabile allausiliare. Ci che differenzia questa ipotesi da quella comune, sta nel fatto che il convenuto non potr liberarsi provando di non avere alcuna colpa nel fatto di essersi valso dellaiuto di quel terzo. La colpa degli ausiliari mette in colpa il debitore stesso,non per culpa in eligendo,ma perch della colpa di questi egli sopporta il rischio,e quindi ne risponde come di colpa propria. CAPITOLO 5 Clausole di esonero da responsabilit ART 1229.

Il primo comma stabilisce la nullit del patto che escluda o limiti la responsabilit del debitore per dolo o per colpa grave. La concezione moderna considera la colpa grave come un grado della colpa,mentre i giuristi romani lavevano costruita come un ipotesi di dolo tipizzato: la colpa grave dolo,un debitore grossolanamente negligente deve ritenersi frustrare consapevolmente unaspettativa naturale del creditore. Patto di esonero da responsabilit per il fatto di un terzo, la legge non vieta una convenzione con la quale il debitore intenda non assumersi il carico della mala fede dei suoi collaboratori. CAPITOLO 6 Il ritardo nelladempimento e la mora del debitore MORA significa ritardo, ma si indica un ritardo qualificato, e vi uno specifico atto di costituzione in mora del debitore. La costituzione in mora consiste in una constatazione del ritardo del debitore. Le disposizioni sulla mora non si applicano alle obbligazioni di non fare,il debitore,il quale non deve fare qualcosa non pu mai essere in ritardo nelladempimento.
Inoltre il ritardo non si pone nellobbligazione sottoposta ad un termine puntuale,che prevede che lobbligazione sia eseguita in un certo momento. Lobbligazione sottoposta a termine perentorio,cio ad un termine finale, permette che lobbligazione venga eseguita prima della scadenza e lo scadere del termine fa perdere senso economico alla prestazione. _ Nel code civil,la costituzione in mora prevista solo per le obbligazioni di dare. Quanto alle obbligazioni di fare,la necessit della messa in mora non menzionata nel codice francese. _ Il codice civile italiano del 1865 ha rimaneggiato la collocazione delle norme del capo III sugli effetti delle obbligazioni. Larticolo proviene dal codice civile degli Stati di Parma Piacenza e Guastalla,che fu redatto per impulso della Duchessa Maria Luigia dAsburgo-Lorena, e reca qualche influenza dellABGB Austriaco del 1811: perch nel c.d. austriaco la norma recita: la mora generalmente imputabile al debitore se non paga nel giorno dalla legge o dalla convenzione stabilito per il pagamento, ovvero se,nel caso in cui non sia prefisso il giorno del pagamento,non si accordato col creditore dopo il giorno della giudiziale interpellazione. _ Le norme sulla mora contenute nel BGB tedesco del 1900 ci interessa quella dove si stabilisce che il debitore,che non adempia un debito esigibile, costituito in mora mediante intimazione,o senza bisogno dintimazione,per la scadenza di un termine espresso con riferimento al calendario. _ La disciplina pi recente quella del WB olandese del 1992,dove il legislatore ha posto una norma generale: la mora ha luogo quando il debitore messo in difetto da unintimazione scritta con la quale gli si fissa un termine ragionevole per adempiere e ladempimento non ha luogo entro questo termine. Se il debitore si trova temporaneamente nellimpossibilit di adempiere o dal suo atteggiamento risulta evidente che unintimazione sarebbe inutile,la messa in difetto pu aver luogo mediante una comunicazione scritta dalla quale risulti che egli tenuto responsabile per il mancato adempimento.

Tutta la disciplina codicistica della mora fa perno sullindividuazione di un atto di messa in mora, concepito come unintimazione espressa di adempiere. Nel sistema romano classico un atto di messa in mora non era stato individuato e la frase che nelle fonti romane pare alludervi un glossema postclassico che sottolinea che un criterio formale per stabilire se il debitore inadempiente in ritardo non pu essere reperito.

Il testo proviene da Marciano: la mora si intende non come leffetto di determinati accadimenti (ex re) ma di un comportamento del soggetto (ex persona) <cio se intimato non abbia adempiuto nel luogo opportuno>. Lespressione mora ex re si fatta tecnica,per indicare linsieme dei casi nei quali il debitore risulta in mora senza bisogno di un intimazione formale da parte del creditore insoddisfatto. Lespressione mora ex persona la situazione prevista nel glossema,cio quella della mora dipendente dallatto di messa in mora,cio dallintimazione formale del creditore. --) nel pensiero della giurisprudenza romana non esisteva alcuna differenza tra la mora del debitore e il ritardo nelladempimento. Il problema proposto da Marciano era quello di stabilire quando un debitore,che non avesse adempiuto fosse o non fosse da considerarsi in ritardo nelladempiere e ci per stabilire se gli si dovessero addossare le conseguenze della mora. Lintimazione ad adempiere o la richiesta di adempimento era presa in considerazione unicamente nel senso che esiste una serie di casi nei quali il debitore non pu essere considerato in ritardo se non sia stato sollecitato ad adempiere da parte del creditore. Si ritenne meglio sostituire alla locuzione mora ex re quella di mora in re --) mentre nella mora in re il debitore in ritardo in forza di circostanze oggettive, nella mora ex persona messo in ritardo dallatto di una persona (interpellatio). Codice civile italiano, secondo il quale--) il ritardo nelladempiere si trasforma in mora solo in seguito ad un atto formale di messa in mora,salvo che in una serie di casi espressamente enumerati dalla legge,nei quali la mora ha luogo ex re,cio col verificarsi del ritardo stesso. ART 1218 _ il debitore tenuto al risarcimento del danno se non prova che linadempimento o il ritardo stato determinato da impossibilit della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. Il debitore risponde del ritardo solo se questo gli imputabile. Il ritardo visto come un fatto colpevole,ma solo in quanto il criterio della colpa rappresenta il criterio comune di responsabilit. Ma questo articolo menziona il ritardo come tale e non la mora. CAPITOLO 7 COSTITUZIONE IN MORA ART 1219, la costituzione in mora del debitore ha luogo mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto.
Il creditore effettuando latto di costituzione in mora, assoggetta il debitore alle conseguenze della mora che sono quelle di addossargli il rischio dellimpossibilit della prestazione che sopravvenga per causa a lui non imputabile,e di gravarlo dellobbligazione di pagare gli interessi moratori se il debito sia pecuniario. Esso produce anche linterruzione della prescrizione del credito.
Se la prescrizione del credito venga interrotta dallatto stragiudiziale di messa in mora,dal momento di tale atto sinizia un nuovo periodo di prescrizione,della stessa durata e alle stesse condizioni del precedente. Mentre se linterruzione abbia avuto luogo giudizialmente,la prescrizione non corre fino al momento in cui passi in giudicato la sentenza che definisce il giudizio,solo se il giudizio si estingua,la sospensione della prescrizione sar riportata allatto giudiziale che lha determinata,con gli stessi effetti di un atto di interruzione stragiudiziale.

Latto giudiziale e latto stragiudiziale di messa in mora sono equivalenti ma i loro effetti sono differenti.

Le conseguenze speciali previste per linterpellazione giudiziale sono connesse col fatto che allatto segua un processo sul merito della causa,se questo non segua perch il giudice adito incompetente,gli effetti della messa in mora dovranno essere gli stessi che la legge assegna alla messa in mora giudiziale nel caso di successiva estinzione del processo, il che equivale a dire che linterpellazione giudiziale varr come un interpellazione stra giudiziale.

LATTO di COSTITUZIONE in MORA, (atto stragiudiziale) un atto che spetta al creditore. La norma che lo prevede esige la forma scritta e lo descrive come intimazione o richiesta. =requisiti di forma, la legge vuole che il creditore formuli per iscritto un invito ad adempiere come lo fa una persona che intende far valere un diritto. La prassi orientata nel senso di accompagnare lintimazione con le minacce duso,in particolare quella di adire le vie legali. E un atto recettizio e non pu risultare efficace senza giungere a conoscenza del debitore. Si ammette la possibilit che le parti si accordino per ammettere unintimazione orale (si escludono le comunicazioni prive di sottoscrizione). Il destinatario dellatto di messa in mora deve essere certo della sua provenienza, poich un atto del creditore stesso e da lui deve provenire. Latto deve fornire le notizie sulla provenienza,con quel minimo di certezza e verificabilit e si riassumono nellautenticit della firma dellautore dellatto stesso. Esso non un atto negoziale, ma un mero atto giuridico. Con la costituzione in mora,il creditore chiarisce al debitore che egli in ritardo nellesecuzione della prestazione dovuta,e gli rende nota la propria pretesa alladempimento,ma latto di costituzione in mora non crea il ritardo. Pu essere effettuato anche da un soggetto no munito di capacit di agire, purch munito di maturit sufficiente a comprendere il senso preciso di ci che esprime. Il debitore intimato subisce effetti svantaggiosi: latto unilaterale pu essere effettuato nei confronti di un incapace ma essendo recettizio non potr produrre i suoi effetti, per produrli deve essere portato a conoscenza dal rappresentate lega le del debitore incapace.

Un soggetto non pu essere in mora se non obbligato, n se pur essendo obbligato,la prestazione dovuta non ancora esigibile. Unatto di messa in mora effettuato per ladempimento di un obbligazione nata da un contratto annullabile sarebbe priva di effetto. (eccezione di annullabilit riveste carattere perentorio).

Per ILLIQUIDITA del CREDITO, sintende, un incertezza sulla consistenza della prestazione dovuta,tale da non permettere al debitore di valutare quale ne sia la sua esecuzione esatta. Se la determinazione non sia stata rimessa al terzo,essa spetta alle parti stesse. Lilliquidit sar imputabile al debitore quando la liquidazione gli considerata possibile e cio quando dipende da scelte che gli spettano e quando disponga degli strumenti necessari per effettuarla. Nel caso in cui la liquidazione gli sia oggettivamente impossibile,il debitore inadempiente non potr essere considerato in ritardo. Se limpossibilit dipende da mancanza di collaborazione del creditore,il solo dovere del debitore sar di sollecitare il creditore.

La messa in mora per un debito illiquido sar di per se stessa sempre valida,ma sar efficace solo se la mancanza di liquidit del debito sia imputabile al debitore Un intimazione ad adempiere un obbligazione sottoposta a TERMINE pu avere uno di questi significati: 1. il creditore intende intimare il debitore di adempiere non appena il termine sia scaduto --) piena efficacia dellatto;la messa mora stata fatta con anticipo ma senza pretesa di anticiparne gli effetti. 2. intende intimare al debitore di adempiere subito,prima della scadenza del termine --) il creditore pretende un pagamento anticipato,quindi pretende pi di quanto gli si debba. Se il debitore indica una prestazione non dovuta,egli pretende un indebito, e dellindebito non c pretesa. Il debitore assunta lobbligazione,ha il dovere di predisporre il necessario in vista del tempo delladempimento. CAPITOLO 8-9 MORA del DEBITORE da FATTO ILLECITO Sono previste 3 ipotesi nelle quali non necessaria la costituzione in mora, nelle quali il debitore inadempiente viene a trovarsi nella situazione di debitore moroso senza essere stato costituito in mora con lintimazione --) MORA AUTOMATICA. _ Quando il debito deriva da fatto illecito. Deve considerarsi immediatamente in mora il soggetto gravato da unobbligazione che trova la sua fonte in un fatto illecito extracontrattuale, uno dei fatti sanzionati dalla clausola generale dellart 2043. La norma che vuole lautore del fatto illecito in mora automatica al momento della commissione del fatto rappresenta una reinterpretazione di una regola che la giurisprudenza romana aveva elaborato con uno scopo diverso. --) contro il ladro,il proprietario derubato disponeva dellazione penale per far condannare il ladro
alla sanzione punitiva e dellazione reipersecutoria per il recupero della cosa rubata. Il proprietario,anche se le cose non esistono pi,pu comunque pretendere la restituzione dal ladro. Ma se le cose sono perite il convenuto potrebbe difendersi dicendo che la restituzione impossibile e quindi lobbligazione di restituirle estinta --) ma questa difesa non gioverebbe al ladro se viene considerato in mora dal momento del furto perch egli risponderebbe in forza del dogma della perpetuatio obbligationis.

Ci perch, il ladro la cosa rubata non dovrebbe mai averla avuta, quindi ogni istante dal momento nel quale lha avuta in ritardo nel restituirla. Il ladro considerato in mora dal momento della commissione di un fatto illecito, ma la mora si riferisce allobbligazione di restituire che gli proviene da una situazione sanzionata con azione reipersecutoria. Dalla Relazione del Guardasigilli si legge che la costituzione in mora non occorre quando il debito risulta da fatto illecito,in tal caso comincia dal momento stesso del fatto delittuoso,perch in quellistante nasce nellautore il dovere di riparare o restituire. _ Quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler eseguire lobbligazione. Il debitore si mette in mora da se stesso.

La forma scritta per la sua dichiarazione richiesta per conservare a questa AUTOCOSTITUZIONE in mora la stessa forma richiesta per la costituzione in mora effettuata dal creditore. E un atto non negoziale, unilaterale. E un atto del debitore che deve essere interpretabile come indizio certo del fatto che il debitore risponderebbe negativamente allintimazione del creditore,se questi gliela facesse. CAPITOLO 10 RESTI della REGOLA <DIES INTERPELLAT PRO HOMINE>
La regola,formulata nei termini dies interpellat pro homine dalla dottrina medievale,venne posta in particolare evidenza nel codice civile italiano del 1865. Dalla Relazione del Guardasigilli: il progetto del 1936 aveva abbandonato la regola dies interpellat pro homine seguendo lindirizzo francese che vi era nettamente contraria.

Quando la convenzione ha un termine (essenziale o no) il debitore conosce gi quale sia il momento preciso nel quale deve adempiere,ed superfluo esigere una richiesta specifica alla scadenza. Ma poich,se la prestazione deve essere eseguita al domicilio del debitore in re il bisogno di una richiesta di pagamento, linterpellazione non si richiesta nel solo caso in cui lobbligazione portabile. Il termine al quale si riferisce la regola dies interpellat ori homine solo il termine espresso e cio stabilito nella convenzione. Il senso esatto della norma il seguente: quando il debito sia sottoposto a termine espresso,il debitore viene a trovarsi automaticamente in mora alla scadenza se lesecuzione corretta della prestazione dipenda unicamente da attivit del debitore, mentre al creditore non spetta che laccettazione dellofferta che il debitore gli faccia.
Qualora il debitore muoia prima della scadenza del termine,gli eredi non sono costituiti in mora che mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto,e decorsi 8 giorni dallintimazione o dalla richiesta.

La necessit di un atto espresso di costituzione in mora si spiega pensando che gli affari del de cuius possono non esser noti ai suoi eredi,ed in particolare questi possono essere del tutto alloscuro dei termini ai quali erano sottoposte le sue obbligazioni, essi possono inoltre non disporre dei mezzi per adempiere le obbligazioni del defunto,se non prelevandoli dai beni ereditari. La dilazione di 9 giorni appare in se stessa fin troppo breve. CAPITOLO 11 LA PURGAZIONE della MORA LART 1220 dice che: il debitore non pu essere considerato in mora,se tempestivamente ha fatto offerta della prestazione dovuta, a meno che il creditore non labbia rifiutata per un motivo legittimo. Per offerta sintende il comportamento del debitore che realizzi tutto quanto dipende da lui stesso ai fini delladempimento. Lofferta solenne si richiede come presupposto perch si abbia la mora del creditore,e non pu essere nel contempo considerata come mezzo per escludere la mora del debitore,perch si porrebbe a carico di questultimo un onere di forma ingiustificato.
Il debitore non pu pi essere considerato in mora se,finch non si sia verificato linadempimento definitivo,egli abbia effettuato lofferta corretta della prestazione dovuta: purch il creditore non abbia gi proposto domanda di risoluzione per inadempimento in quanto questa impedisce ladempimento e quindi toglie senso allofferta.

Questo articolo recepisce nel nostro ordinamento listituto che si indicava come purgazione

della mora. La correttezza dellofferta determinata dalla presenza in essa di tre caratteri: lofferta deve essere tempestiva,seria e completa. _ la tempestivit risulta dalla legge. _ il requisito della serit dellofferta --) lofferta sar seria se pone il creditore in condizione di soddisfarsi facendo solo quel che spetta a lui stesso di fare. _ il requisito della completezza, esclude lofferta parziale. Il creditore pu rifiutare un adempimento parziale. Per i Romani --) lipotesi della mora fu inserita dai giuristi romani nellambito dellapplicazione del dogma della perpetuatio obbligationis, il quale si riferiva in origine solo al caso dellimpossibilit cagionata da un positivo fatto colpevole del debitore, solo in un secondo momento si stabil che : limpossibilit sopravvenuta della prestazione,anche se non imputabile al debitore, veniva posta a suo rischio quando intervenisse mentre egli era in ritardo nelladempiere. La costruzione della perpetuatio obbligationis si riferiva solo ai problemi posti dallimpossibilit sopravvenuta,ed anche la regola della purgazione della mora mediante lofferta era applicabile nello stesso ambito. Essa implica che lofferta cancello del tutto la mora intervenuta e,cos concepita,in questo ambito funziona perfettamente: se il perimento della cosa interviene dopo la purgazione della mora,esso non pi a carico del debitore,ma del creditore che si trova a sua volta in mora per aver rifiutato lofferta. Listituto della purgazione della mora riguarda unicamente la mora stabilita in funzione del rischio. Per le obbligazioni in relazione alle quali non pu verificarsi limpossibilit della prestazione, lofferta del debitore non purga,cio non elimina la mora, ma unicamente segna il termine del periodo di mora del debitore. CAPITOLO 12 GLI EFFETTI della MORA sul RISCHIO Nel testo dellART 1221 sono contenute 3 disposizioni normative. Nel primo comma enunciata la regola degli effetti della mora sul rischio. 1. Il debitore che in mora non liberato per la sopravvenuta impossibilit della prestazione derivante da causa a lui non imputabile, 2. se non prova che loggetto della prestazione sarebbe ugualmente perito presso il creditore, 3. in qualunque modo sia perita o smarrita una cosa illecitamente sottratta, la perdita di essa non libera che lha sottratta dallobbligo di restituirne il valore. La formulazione del codice vigente nuova rispetto a quella del codice del 1865.
Si tratta di una norma sulla responsabilit: lattribuzione del rischio dellimpossibilit sopravvenuta al debitore in mora fa parte dello strumento escogitato dai giuristi per giustificare in modo razionale il permanere della situazione di obbligato del debitore, nei casi in cui la sua liberazione per effetto dellimpossibilit sopravvenuta inacettabile,essa fa dunque parte del dogma della perpetuatio obligationis e cio della struttura giuridica della responsabilit del debitore.

Nel nostro codice si distingue: RITARDO nelladempimento

MORA, come ritardo qualificato.

Limpossibilit della prestazione, se intervenuta durante la mora del debitore,lo rende responsabile per linadempimento anche se essa non sia imputabile al debitore stesso. Il debitore in mora, sopporta dunque il rischio dellimpossibilit fortuita della prestazione dovuta a meno che: non provi che loggetto della prestazione sarebbe ugualmente perito presso il creditore. Ma se la cosa perita per una causa non imputabile al debitore,e questa causa avrebbe agito anche presso il creditore,il beneficio che il creditore avrebbe avuto con lottenerla sarebbe stato nullo, per cui verrebbe a mancare un comportamento riprovevole ed insieme dannoso del debitore. CAPITOLO 13 I DANNI nelle OBBLIGAZIONI PECUNIARIE LART 1224 parla degli interessi moratori.
Il tasso degli interessi legali stato portato dal 5 al 10% ed stato poi ulteriormente modificato dalla legge 23Dicembre 1996 con la quale stato introdotto il sistema della determinazione annuale della misura del saggio degli interessi legali mediante decreto del Ministro del tesoro,tenendo conto del tasso dinflazione dellanno precedente. Nelle obbligazioni che hanno per oggetto una somma di denaro,sono dovuti dal giorno della mora gli interessi legali,anche se non erano dovuti precedentemente e anche se il creditore non prova di aver sostenuto alcun danno.. al creditore che dimostra di aver subito danno maggiore,spetta lulteriore risarcimento.

Si crearono cos la nozione di danno da svalutazione monetaria e lidea della sua risarcibilit. I danni per il ritardo nelladempimento delle obbligazioni pecuniarie consistono nellobbligo di prestare gli interessi legali. In un primo tempo la prestazione dei medesimi espressione della naturale fecondit del denaro, in un secondo tempo leffetto del ritardo. Dal giorno della mora gli interessi moratori sono dovuti anche se precedentemente non fossero dovuti interessi compensativi dipende dal fatto che la mora ha fornito al loro debito il nuovo titolo consistente nel dovere risarcire il danno,che il creditore non sia tenuto,per avere titolo agli interessi moratori,a provare di aver sofferto alcun danno dipende dal fatto che il danno proveniente dallimpossibilit di lucrare della naturale fecondit del denaro non ha bisogno di prova. Poi si parla di un danno maggiore e di risarcimento ulteriore, ci perch il creditore pu avere subito un danno pi esteso. Gli interessi moratori coprivano il danno,che non necessario provare,subito dal creditore per la perdita,imputabile al debitore in forza della sua mora nelladempiere,della naturale fecondit del denaro. Danno maggiore ogni danno che ha diversa provenienza. Risarcimento ulteriore per danno maggiore non dovuto se sia stata convenuta la misura degli interessi moratori: la convenzione assume una liquidazione anticipata del danno dipendente dal ritardo e deve escludere qualsiasi ulteriore risarcimento.

OBBLIGAZIONE PECUNIARIA, non solo un debito di valuta ma anche un debito di valore. Si tratta comunque di debiti che hanno ad oggetto una somma di denaro,per i quali non concepibile limpossibilit della prestazione. La responsabilit, in questo caso, da luogo sempre ad un risarcimento del danno il cui ammontare sar composto da: una somma di denaro uguale al dovuto non prestato una somma di denaro corrispondente ai danni cagionati cin il ritardo nelladempimento. MORA --) effetti: pagare gli interessi legali a titolo di INTERESSI MORATORI, senza prova del danno (x naturale fecondit del denaro). RISARCIMENTO ULTERIORE per danno maggiore, prova ad onere del creditore. CAPITOLO 14 LA VALUTAZIONE EQUITATIVA del DANNO La norma dellART 1226, attribuisce al giudice il potere di intervenire con valutazione equitativa, si riferisce alla liquidazione del danno ed limitata nel caso nel quale il danno non pu essere provato nel suo preciso ammontare. EQUITA, la nozione tratta dalla spiegazione che Papiniano forniva del ius praetorium. Egli diceva che venne introdotto con lattivit dei magistrati per agevolare, supplire o correggere il diritto civile in funzione dellinteresse pubblico. LEQUITA INTEGRATIVA o suppletiva quella che agevola o supplisce,nel senso che integra dove occorra, il diritto civile quando da regola questo deve farsi decisione concreta. Alla fine di un processo in materia di inadempimento contrattuale il giudice deve condannare il convenuto a pagare allattore una somma di denaro, e la determinazione precisa di questa somma non sempre possibile e unapprossimazione risulta necessaria. Tale approssimazione dettata a giudice dal criterio dellequit. La valutazione equitativa spetta al giudice solo se il danno non pu essere provato nel suo preciso ammontare. La valutazione deve essere poi motivata opportunamente. Il diritto comune al risarcimento del danno rappresentato dallinsieme delle norme, dettate in materia di inadempimento,che stabiliscono che il risarcimento del danno deve comprendere: danno emergente e lucro cessante, che lentit del risarcimento risente negativamente del fatto che a cagionare il danno abbia concorso il fatto colposo del creditore e viene escluso per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando lordinaria diligenza e che se il danno non pu essere provato nel suo preciso ammontare il giudice interverr con valutazione equitativa. Tutta la materia che il giudice chiamato a dirimere pu risultare cosparsa di punti nei quali i dati di fatto risultanti da unesauriente istruzione probatoria appaiano pur sempre incerti. Si pensi: alla misura dellincidenza della colpa del creditore nella causazione del danno, o alla prevedibilit da parte del creditore dei danni che linadempimento avrebbe potuto cagionare; al giudizio sulla stessa imputabilit al debitore dellimpossibilit della

prestazione nei casi in cui il giudizio dipende da una sottile distinzione tra necessit e coincidenze, o ai casi nei quali la prestazione dovuta vengono in considerazione le conoscenze che il debitore avrebbe dovuto avere circa fenomeni naturali o sociali o comportamenti di terzi che hanno avuto di fatto uninfluenza --) tutto ci pu influire sulla determinazione dellammontare finale del risarcimento perch possono portare a comprendere o escludere un certo effetto dannoso,o ad imputare ad una parte piuttosto che allaltra la causa di certi danni. Il giudice deve lasciarsi guidare da un criterio di probabilit, che indica comunque incertezza. Sulla base delle categorie della buona fede oggettiva e dei doveri di correttezza il giudice deve adottare una valutazione secondo equit. Si tratta di pervenire ad una visione giusta del caso singolo,la quale non funziona come produttiva di regole nuove,perch il giudice,si vale di valori che la legge fa propri. Loperazione prevista da lart 1226 ha solo lo scopo di fornire elementi per valutare il danno.