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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II

FACOLT DI SOCIOLOGIA

Corso di laurea in politiche sociali e del territorio

TESI DI LAUREA IN METODI STATISTICI PER LA VALUTAZIONE DEI SERVIZI

LE POLITICHE GIOVANILI A FRATTAMAGGIORE


Il Centro Servizi Giovani

Relatore Ch.mo Prof. GIANCARLO RAGOZINI

Candidata GIOVANNA MIGLIACCIO Matr.M16/48

ANNO ACCADEMICO 2010/2011

INDICE

INTRODUZIONE ............................................................................... 3 CAPITOLO PRIMO - STORIE DI GIOVANI: PASSATO, PRESENTE E FUTURO .................................................................... 6 1.1 Introduzione .................................................................................. 6 1.2 I giovani Italiani: tendenze e stili di vita....................................... 7 1.3 Cuccioli doro e nativi digitali: i figli del presente ..................... 14 1.4 Viaggio nelle differenze: I giovani da nord a sud....................... 21 1.4.1 Fotografia dei giovani napoletani ..................................... 25 CAPITOLO SECONDO - LE POLITICHE GIOVANILI: UN ITINERARIO DA SCOPRIRE........................................................ 34 2.1 Introduzione ................................................................................ 34 2.2 Lesordio delle politiche giovanili in Europa ............................. 35 2.3 LItalia work in progress ............................................................ 44 2.4 Le Regioni tra partecipazione e informazione ............................ 54 2.5 Gli strumenti delle politiche giovanili: ....................................... 71 2.5.1 Gli InformaGiovani........................................................... 72 2.5.2 I Forum della Giovent ..................................................... 80 2.5.3 Il Piano Locale Giovani .................................................... 83 CAPITOLO TERZO - LA POPOLAZIONE GIOVANILE A FRATTAMAGGIORE: LA RICERCA ......................................... 86 3.1 La Regione Campania e il Settore delle Politiche giovanili. ...... 86 3.1.1 Il Piano Territoriale Giovani............................................. 91 3.1.2 Frattamaggiore e il Centro InformaGiovani ..................... 94
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3.1.3 Forum per la Giovent e Piani Territoriali Giovani ......... 99 3.2 La ricerca................................................................................... 101 3.2.1 Lanalisi dei dati ............................................................. 102 3.2.2 Informazioni socio-anagrafiche ...................................... 103 3.2.3 Informazioni e servizi ..................................................... 111 3.2.4 Forum e aggregazioni giovani ........................................ 125 3.2.5 Le Politiche Giovanili ..................................................... 127 3.2.6 Interessi personali e prospettive future ........................... 134 CONCLUSIONI .............................................................................. 142 BIBLIOGRAFIA ............................................................................. 145 SITOGRAFIA ................................................................................. 147 APPENDICE A................................................................................ 149

INTRODUZIONE

Il sito del Ministero della Giovent esordisce con la sezione "Diritto al futuro", lidea sarebbe quella di combattere la condizione di

precariet con la quale i giovani si confrontano giornaliermente, provvedimenti da porre in essere principalmente di concerto con i vari rappresentanti di governo (www.gioventu.gov.it). La pagina web focalizza una strada specifica che la politica ha intenzione di intraprendere nelle iniziative in materia; ancor di pi se si pensa alla priorit che data rispetto a tematiche quali il lavoro, la casa e la famiglia. Quanto riportato nella sezione "Diritto al futuro" il frutto degli approfondimenti rispetto ai giovani, le rispettive esigenze e non ultime le prospettive di vita. Il termine futuro pi volte ripreso, rimanda la visione di Crespi che parla di processo

dindividualizzazione, dove secondo quanto teorizzato da Bauman legato allevidente difficolt di sostenere progetti per una vita intera. Le coordinate precise si rivolgono dunque al domani; considerando una serie di problematiche che ostacolano lautonomia e la crescita personale. Alla luce del percorso tracciato per i giovani oggi, il presente elaborato esporr una mappatura dalla nascita delle Politiche Giovanili, che considerano questi ultimi come soggetti di cui preoccuparsi e attivare interventi per far fronte a forme di disagio e devianza, fino ad arrivare al nuovo look che hanno assunto sia sul piano normativo sia nellambito dei provvedimenti in materia. Interventi che pensano i ragazzi e le ragazze come risorsa su cui investire, che coniugano la promozione di competenze e abilit
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sociali con azioni volte a raggiungere lautonomia intesa anche come assunzione di responsabilit e fiducia come potenziale per la costruzione di una cittadinanza attiva. Lo studio delle Politiche Giovanili sar affrontato a pi livelli e coinvolger attori e strumenti a essa preposti. Vista la struttura intersettoriale e trasversale delle misure volte ai giovani, la tesi si articoler puntualizzando il tipo di partecipazione e attivit dei vari ambiti territoriali e considerer nella fase finale il caso del Comune di Frattamaggiore, per cogliere pi da vicino unesperienza diretta di politica in materia di giovent, considerando lEnte in questione e la popolazione giovanile che parte integrante della comunit locale. Nel primo capitolo del lavoro di tesi sar affrontata la questione giovanile, ripercorrendo passaggi storici pi indicativi, le teorie che si sono succedute nelle fasi di cambiamento e quale definizione attribuita ai giovani. Il capitolo punter i riflettori sullaspetto territoriale, in modo particolare quanto la variabile di contesto, porta alla luce antiche e nuove differenze, non solo tra regioni del Nord e Sud, ma tra i luoghi di una stessa regione. Si parler inoltre della popolazione giovanile napoletana sulla base di aspetti valoriali, culturali e sociali come caratteristiche distintive di una vita che seppur non lontana dai coetanei nazionali, si distingue per i modi di reazione nellaffrontare la fase di crescita. Il Secondo capitolo sar tracciato litinerario delle Politiche Giovanili partendo da una visione di pi ampio respiro considerando come inizio le Politiche Sociali e i concetti di benessere, bisogno e rischio sul quale essa opera. Come in precedenza accennato le tappe riguarderanno il lancio delle politiche in materia di giovani in Europa, lintroduzione di questultime in Italia, rafforzate dallistituzione del Ministero della Giovent e il ruolo fondamentale delle Regioni cantiere sempre aperto didee e
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iniziative, che innescano azioni volte alla partecipazione e informazione. Nellultima parte del capitolo saranno esposti gli strumenti principali pensati per i giovani, volti a incoraggiare una maggiore partecipazione, suscitare pi interesse e attaccamento nei confronti delle istituzioni e fungere da monito per i bisogni emergenti: InformaGiovani, Forum della Giovent e Piano Locale Giovani. Il terzo capitolo partir dalla Regione Campania e la

relativa situazione normativa che in concertazione con i rappresentati delle istituzioni opera a pi livelli, conferendo potere dintervento ai Comuni. Lelaborato inoltre si caler nel vivo della ricerca a Frattamaggiore e ne valuter i bisogni emergenti dei ragazzi e le difficolt riscontrate nella gestione del Servizio, partendo dallanalisi quantitativa effettuata su 120 ragazzi che frequentano il Centro InformaGiovani del paese posto nellarea Nord di Napoli. Infine sindividueranno alla luce di quanto espresso dallintervista con il Direttore dellInformaGiovani e quanto emerge dallanalisi di contesto, rispetto le opportunit e i vincoli riscontrati nello svolgimento delle attivit del sistema progettuale.

CAPITOLO PRIMO - STORIE DI GIOVANI: PASSATO, PRESENTE E FUTURO

1.1 Introduzione Nel tentativo di tracciare il percorso che le politiche giovanili hanno intrapreso in Italia, opportuno calarsi nel contesto giovanile, per cogliere scelte e sfumature, inserite nellagenda della politica nel tempo. A tal proposito bisogna chiarire come lidea di giovane sia cambiata nella storia e come gli studi sociologici abbiano dato molteplici teorizzazioni rispetto a tale argomento. Le domande pi frequenti partono appunto dalla semplice, seppur non scontata curiosit, nel voler trovare una risposta chiara, quando ci si chiede: Chi sono i giovani? Che significa essere giovane? Chi considerato giovane? Il concetto di "giovane", porta la riflessione sociologica a rilevare che il significato, parte da condizionamenti concernenti laspetto storico e socioculturale. Infatti in epoca preindustriale:
[] la giovent [] era considerata uno stato di salute e di vigore del corpo, pregiato proprio per la sua brevit, mentre era sconosciuta la nozione di giovinezza "sociale": diventare biologicamente giovani significava essere considerati socialmente adulti (Savonardo, 2007, p.46).

Si parla dunque di precisi riti di passaggio, per poi volgere a una fase successiva, in cui si definisce lessere giovane come condizione, rivolta allattesa, al rischio di paralisi biografica, un percorso dagli esiti imprevedibili. Da questo momento in poi, anche il termine condizione superato, in conformit a uneterogeneit sempre pi evidente nei gruppi giovanili. In tal senso entrano in gioco diverse
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variabili da considerare, per riuscire a rendere pi concreto e credibile "lidentikit" del giovane; quali appunto il genere, lo status sociale, la famiglia, il lavoro e il contesto geografico oltre che storico. Nei paragrafi che seguono, si profiler una ricognizione storica e una percezione pi concreta di quanto affermato pocanzi, cercando di calare tale percorso nel contesto pi vicino al nostro: i giovani nel meridione. Sar poi descritta la strada intrapresa dalle politiche giovanili, ponendo i riflettori sul peso che ha la politica e i partiti a livello regionale.

1.2 I giovani Italiani: tendenze e stili di vita


"Un giovane va incontro alla vita: cio, la vita che da dietro lo spinge".

Volgendo uno sguardo sullo stile di vita, le tendenze, gli usi e i costumi che i giovani hanno tramandato, possibile scorgere un significativo passaggio a partire dagli anni 60' ai giorni nostri. Gli studi sociologici degli anni sessanta non furono in grado di leggere quel momento come linizio di un nuovo tempo, di una nuova voce:
Le indagini sociologiche parlavano [] delle giovani generazioni come sostanzialmente distaccate dalla politica e interessate soprattutto a godersi il presente e a prepararsi una buona carriera per il futuro. I giovani californiani venivano descritti come interessati principalmente alle "tre esse" (sun, sea, sex) e dei giovani italiani si diceva che in fondo accettavano il modello prevalente in quegli anni, definito delle "tre emme" (macchina, mestiere, moglie). [] Si parlava a quei tempi di "subcultura giovanile", di "universo dei giovani" e simili. Tutte espressioni rivelatrici del mondo in cui si guardava a questa fascia piuttosto ampia della popolazione: un mondo a parte, separato dalla "societ adulta", in una fase di transizione dalla preadolescenza alla maturit. Una realt da osservare
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pi con locchio delletnografo che con lintento di interpretare la societ e il suo cambiamento. Si trascuravano o si mettevano in secondo piano le divisioni e le disuguaglianze interne, e unintera fascia di et veniva trattata quasi come un tuttuno omogeneo (Savonardo, 2007, p.11).

Sono gli anni della beat generation, movimento artistico, poetico e letterario1. In italiano il termine indica beatitudine, salvezza ascetica dello spiritualismo zen, ma anche il misticismo indotto dalle droghe pi svariate, dallalcol e dallincontro carnale e frenetico. Beat rimanda anche allessere sconfitto, schiacciato dalla societ, dalle sue costruzioni e dagli schemi imposti. Il movimento un invito alla vita libera e alla consapevolezza dellistante. La ribellione e il ritmo della musica Jazz di Charlie Parker, la vita di strada e lo sviluppo di una coscienza collettiva. Da questo momento in poi tutto cambia, limmagine di "giovane" assume nuove connotazioni, giovane considerato chi rientra in unet compresa tra quindici e venti anni, utilizzando per questi ultimi laccezione adolescente. I successori della beat generation sono gli hippies, portatori di nuove concezioni, dai legami affettivi, allimpegno politico e alla vita comunitaria. Sono i figli della societ del consumo, quella del dopoguerra, che contestano il benessere sottoforma di protesta.
[] si assist, a partire dagli anni '60, a una sorta di rifiuto ideologico nei confronti di una societ accusata di sostituire allo sfruttamento economico di tipo tradizionale una forma pi subdola e raffinata di dominio (esercitata soprattutto attraverso la pubblicit e i mass media), di sottoporre gli individui ad una nuova tirannia tecnologica, di sopperire i conflitti sociali con la diffusione di un

Sviluppatosi nel 1947 e fine anni 50' negli Stati Uniti. Il termine viene coniato da Jack Kerouac. Di fatto la sua nascita pu essere ricondotta nel 1952 con la pubblicazione di Go di John Clellon Holmes, primo racconto beat. http://www.uniurb.it/Filosofia/bibliografie/Keoruac/beat_generation.htm

benessere che si giudicava illusorio (e si riteneva comunque ottenuto a spese dei popoli poveri del Terzo Mondo) (Giardina, Sabbatucci, Vidotto, 1992 p. 800).

Nel mondo si assiste a un rifiuto della societ industrializzata dagli Stati Uniti, dove la cultura alternativa si fa portatrice dideali, quali la non violenza e lesaltazione ascetica legata a religioni orientali come il buddismo e linduismo. La protesta nei confronti del consumo e il nuovo simbolismo, pi in avanti cambia espressione e assume forme pi politicizzate. Gli ambienti di manifestazione ideologica sono rappresentati dalle universit delle varie parti del mondo. Negli Stati Uniti la ribellione ha inizio con loccupazione delluniversit di Berckeley nel 1964, questazione motivata anche dalla contrariet giovanile nei confronti della guerra in Vietnam e la segregazione razziale. La fine degli anni '60 decretata come "lepoca degli studenti" (Giardina, Sabbatucci, Vidotto, 1992 p. 802), infatti la rivolta si estende in Giappone, in Germania a causa delle misure repressive del governo e la stampa controllata dalla destra, poi in Francia e in Italia sempre con la stessa modalit: movimenti insurrezionali di giovani studenti, che mobilitano le piazze contro manovre politiche e consumistiche.
La contestazione giovanile, mentre riprendeva temi e obiettivi gi presenti negli altri movimenti studenteschi dei paesi occidentali (lantimperialismo e la protesta contro la guerra del Vietnam, lantiautoritarismo e la lotta alla civilt dei consumi), assunse in Italia come caratteristica specifica una forte ideologizzazione in senso marxista e rivoluzionario (Giardina, Sabbatucci, Vidotto, 1992 p. 864).

Il dissenso dei giovani si riversa nei riguardi del capitalismo, lautoritarismo accademico e il principio di selezione scolastica, per lesaltazione della democrazia, dellegualitarismo e della spontaneit. Tali principi portano a una modifica comportamentale e valoriale condivisa dal popolo giovanile di quegli anni. Questo il momento in
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cui si avvia una nuova tendenza, che giunger fino ai giorni nostri in maniera radicata e interiorizzata nella vita dellindividuo. La famiglia cambia il suo ruolo, cos come le relazioni fra i sessi e soprattutto si fa avanti un nuovo modo di vedere la donna. Il movimento femminista che gi agli inizi del '900 solleva la questione della parit dei sessi, questa volta vede un impegno verso la conquista di un trattamento egualitario sul fronte lavorativo, che come affermato pocanzi, porter a una ristrutturazione della famiglia tradizionale. La giovinezza percepita come et sociale:
[] A seguito, infatti, del cosiddetto boom economico vengono ridefinite le tappe della vita [], let di accesso al mercato del lavoro si sposta in avanti per effetto della scolarizzazione di massa e il diffuso miglioramento della qualit della vita innalza i livelli di aspettative future delle nuove generazioni (Giardina, Sabbatucci, Vidotto, 1992 p. 802).

Le generazioni hanno lineamenti pi marcati, questo per la presenza di usi e costumi ben definiti tra le fasce generazionali, ad esempio genitori e figli. Gli anni '70 sulla scia di quanto accade nel decennio precedente sono definiti di piombo e del terrore, luniverso giovanile ancora protagonista di contestazioni e rivoluzioni. La ricerca sociologica non riesce a trovare una chiave di lettura ben definita rispetto la giovent degli anni '70, poich poco agevolata da una visione non chiara rispetto al modo di guardare il giovane:
Sta di fatto che nel corso di tutti gli anni Settanta i giovani vennero studiati con timore o con speranza, ma sempre come un oggetto molto particolare, che faticava a costruirsi come filone autonomo non solo della ricerca, ma anche della teoria sociologica (Savonardo, 2007, p.12).

Verso la fine degli anni '70 le contestazioni iniziano ad affievolirsi e la cultura in quel decennio dominante, intraprende nuove strade, diramandosi in diversi percorsi, tanto da creare linee di tendenza pi frammentate, permettendo cos la formazione di subculture, ognuna
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con caratteristiche proprie. E decretata cos, la fine di un approccio sociologico ancora poco autonomo rispetto a tale tema, rilanciando un nuovo punto di vista:
[] nasce una sociologia dei giovani in senso pieno e si cominciano a porre le basi di uno sviluppo degli studi fondato su temi e problematiche che occupano ancora oggi la riflessione teorica e la ricerca empirica. Il principale cambiamento di prospettiva, iniziato in quegli anni e sempre pi consolidato nei decenni successivi, consist nel non vedere pi le nuove generazioni come separate dal resto della societ (Savonardo, 2007, p.12).

Al modello tradizionale che vede una transizione del giovane alla vita adulta, seguendo fasi ben distinte, percorrendo cos la strada da studente, lintroduzione al mercato del lavoro, per poi giungere alla concretizzazione di una famiglia, subentra lessere giovani come condizione sociale. Linizio dei processi di globalizzazione apporta alla societ non solo italiana, la mappatura di una nuova tendenza, quella verso il cambiamento delle istituzioni principali e portanti della vita di un individuo. Il corso di vita, cede il posto al ciclo di vita, tale per cui, ci si chiede quando finisce la giovinezza e inizia let adulta. Gli anni '80 sono il momento delle diverse possibilit, dove pensabile immaginare un futuro e fare progetti. La globalizzazione non ancora sentita come determinante e il walfare bene solido, in coerenza con norme e valori di quel tempo. Dal secondo dopoguerra il quadro complessivo dellItalia vede una riorganizzazione degli equilibri nelle diverse sfere che inficiano la storia di un individuo, questo per adeguare le nuove tendenze e riferimenti valoriali che si stavano integrando nel tessuto sociale. Roland Robertson parla di glocalization localizzazione.
Tra le peculiarit di questo equilibrio insieme economico, culturale e politico definito anche come compromesso sociale di met secolo si possono
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ovvero

il

compromesso

tra

globalizzazione

indubbiamente ricordare: un mercato del lavoro capace di assicurare la piena occupazione maschile; una famiglia, tendenzialmente nucleare, contrassegnata da una forte divisione di genere dei ruoli, che attribuiva alla moglie madre il lavoro di cura e assistenza domestica; un modello di sicurezza sociale basato sulla logica assicurativa che assegnava al capofamiglia, occupato stabilmente per tutta la vita lavorativa, una serie di tutele e garanzie contro i rischi tradizionali della vita (malattia, disoccupazione e vecchiaia) (De Luigi, p. 28).

Un tal equilibrio porta dunque il lavoratore manuale a poter pensare lacquisto di una casa, anche se il piano economico del momento, non consente la concretizzazione del progetto, ma la possibilit di organizzare un futuro definisce lambito delle attivit e le potenzialit individuali (Richard Sennett, 2006). Da un clima di generalizzato benessere e di crescita diffusa le istituzioni quali stato, famiglia, scuola e chiesa negli anni novanta muovono i passi verso nuove regole, incontro il cambiamento. Il percorso mostra diversi tentativi nel creare coerenza tra libert e sicurezza (Bauman, 2001), ma i nuovi orientamenti portano verso nuove forme di socializzazione e nuovi modi di affrontare la vita. In maniera diffusa i giovani investono il ruolo di studenti e inizia a prolungarsi il periodo di permanenza in famiglia, la fine del compromesso sociale porta via con s corsi di vita tradizionali. Avviene un processo di allungamento della fase giovanile che coinvolge i venticinquenni - ventinovenni.
Lespressione adulto giovane non sembra pi contraddittoria come in apparenza. La compresenza di elementi tipici di et diverse nello stesso periodo di vita mescola le carte e propone un modello nel quale possono coesistere, in maniera socialmente legittima, la famiglia delezione e lo studio, i figli e la non convivenza con il partner, il lavoro e la permanenza nella famiglia dorigine e cos via (Carabetta, 2010, p. 128).

Nonostante che negli anni novanta la famiglia cos come i valori tradizionali sono, di fatto, in una fase di metamorfosi, perdendo consistenza, sono comunque ancora interiorizzati come aspetti fondamentali nella vita degli individui. Ci che cambia in maniera
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preponderante la condizione occupazionale, lasciando alle spalle la sicurezza di una forma contrattuale a tempo indeterminato, per cedere il posto a ci che decreta la possibilit di avere una carriera lavorativa fatta dincertezze e discontinua, di breve periodo. Il rischio di una scarsa identificazione sociale, non solo in qualit di persona che si confronta con altri lavoratori del rispettivo settore, ma socialit intesa come apporto che lindividuo pu fornire al proprio contesto di riferimento e la possibilit di accedere a risorse simboliche come: rispettabilit, stima e dignit. Si parla di famiglia lunga, inteso come periodo di permanenza presso la residenza genitoriale, la tendenza di proseguire il circuito formativo per eludere il problema della disoccupazione. Il nuovo millennio porta secondo la ricerca dellIstituto Iard un prolungamento del limite massimo di coloro che sono considerati giovani fino allet di trentaquattro anni, secondo quanto ci rimanda Enrica Amaturo, i demografi parlano di sindrome da ritardo, intesa come slittamento dellet rispetto lassunzione di responsabilit. I giovani si muovono verso orizzonti incerti, costituiti da una molteplicit dinformazioni e un carico di responsabilit individuale molto forte, tale per cui il rischio e la paura di poter sbagliare nella scelta porterebbe a una paralisi biografica.
E questo forse il risultato pi rilevante: se i pi giovani sono, per et, tradizionalmente protagonisti di sperimentazioni esistenziali, di dubbi e di instabilit, qui si rivela come queste caratteristiche si stiano diffondendo anche nelle classi det prima considerate "guarite" da quello che veniva definito come il necessario periodo di transizione allet adulta. Un modello "sognato", le scelte rimandate a un futuro non programmato, unadolescenza mai finita, la formazione come alibi, lapertura verso tutte le possibilit di vita, progetti orientati allo "star bene", un benessere che verr, magicamente. Il benessere la ricomposizione sperata, ed magica, perch avverr in un futuro indistinto, senza sapere bene come. [] genitori ormai fonte di risorse e poco di limitazioni, gli ambiti amicali e associativi, il rapporto con il proprio partner, con i colleghi di lavoro. Queste sembrano essere le agenzie di appartenenza pi forti, che assicurano, temporaneamente, gli agganci per un percorso ancora da fare, in attesa di diventare (chiss quando? E poi, perch?) adulti (Carabetta, 2010, pp. 132, 133).
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Dallindividualit alleterogeneit delle scelte, non si pu considerare come adeguata una teorizzazione che pensa alla giovent come condizione sociale, ma la sociologia ritiene necessario volgere lo sguardo verso variabili significative, che porterebbero a riflettere come queste ultime possano determinare la strada verso la vita adulta. Infatti le variabili quali, il genere, ceto sociale di riferimento, il lavoro, la famiglia, lappartenenza geografica, consentono di guardare il giovane nella sua individualit e i giovani al loro interno e le differenze.

1.3 Cuccioli doro e nativi digitali: i figli del presente Trattare largomento giovani, presuppone una chiarezza riguardo a ci che significa essere adulti, tale parola indica il cambiamento degli status fondamentali della vita, apportare cio modifiche essenziali, come luscita dalla famiglia di appartenenza. Partendo da questo parametro possibile affermare che negli ultimi decenni, con lestensione di percorsi formativi, la permanenza nella famiglia di origine e la difficolt di ottenere un lavoro stabile, non consente di utilizzare tali parametri, come campanello che segna il passaggio alla vita adulta. I fenomeni su esposti sono indice di unalterazione delle soglie, che evidenziano il confine tra ladolescente e lemancipazione da questultimo.

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Si parla, allora, di doppia alterazione dellintreccio tra le diverse soglie che segnano il confine tra adolescenza ed et adulta (De Luigi, p. 54).

Nasce una nuova forma di giovinezza slegata totalmente da processi di natura biologica, dove le carte si mescolano a tal punto da trovare situazioni di giovani immersi in differenti contesti. Secondo il modello di (Oliver Galland 1996) si parla di figure composite, quindi individui che assumono allo stesso tempo ruoli differenti:
[] giovani occupati precari o disoccupati che vivono con i genitori [] (De Luigi, p. 56).

Cambia il processo di socializzazione ai ruoli adulti, quindi si pu pensare che le trasformazioni avvenute nelle istituzioni fondamentali per gli individui, sono state solo in parte subite. Nel senso che nella formazione individuale, nellaffermazione di se stessi nella societ stato attivato un procedimento, che ha messo in moto un meccanismo fatto di prove ed errori, su un paniere di scelte variegate. Questa modalit ha portato ad un distacco, se non ad una autonomia dai valori di riferimento tradizionali.
[] oltre che una maggiore indeterminatezza dei percorsi, anche una nuova modalit di affrontare la complessit sociale da parte dei giovani (De Luigi, p. 58).

Ci che emerge con preponderanza il manifestarsi di tre possibili stadi allinterno della giovinezza: giovani precari presso i genitori, giovani attivi che vivono soli e giovani attivi in coppia. Attualmente una spiegazione in merito la permanenza di questi ultimi presso la famiglia di origine, risiede in un processo di emancipazione nella famiglia, pi che dalla famiglia. Nello specifico si passati alla valorizzazione del raggiungimento dellindipendenza dei figli da parte dei genitori anche sul piano normativo, dalla quale derivano
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situazioni di stabilit in casa, alla possibilit di un prolungamento della convivenza, raggiungendo un grado di autonomia importante, seppur lontani da una libert prettamente economica. Si parla cos di famiglia affettiva, che prende le distanze da quella normativa, pronta a creare il focolaio domestico e a guardare i figli da lontano, senza conferire norme e trasmettere autorit e regole. In un tale clima si realizza una convivenza pacifica che genera la possibilit per i giovani di preservare la sfera privata e prolungare la permanenza in famiglia. I diversi cambiamenti fin qui esposti, non rappresentano lunico punto di vista che delinea i confini della giovinezza post moderna. Quanto riportato, trova la sua spiegazione in

condizionamenti endogeni, che concernono pi propriamente le istituzioni fondamentali della vita di un individuo, che inficiano nei comportamenti e nelle scelte. Volgendo uno sguardo allaspetto motivazionale e psicologico, emerge una visione, che ci proietta limmagine di un giovane che preferisce rimandare scelte, per la miriade di situazioni possibili che gli si presentano, causa anche del relativismo culturale. La paura del fallimento e la posta in gioco, sono proporzionali al carico di responsabilit individuali, pi di quanto non si avesse in passato.
[...] il singolo stimolato "a coltivare unattitudine di apertura prudente a tutte le possibilit dazione" (De Luigi, p. 60).

Il fatto che non si riesca a decretare un confine preciso tra lessere giovane e adulto, la non pi inadeguatezza dellaccezione giovaneadulto/ adulto-giovane, dipende dallevidente mescolanza delle carte: eventi che prima erano determinati, ora non lo sono pi. Il giovane, utilizzando la metafora di Egris, in continua oscillazione nelle scelte, un andare avanti e indietro; come avviene per chi sperimenta una convivenza e la possibile concretizzazione dellidea di ritornare
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nel proprio nucleo familiare. Dalla destandardizzazione del corso di vita, bisogna tener conto della disuguaglianza sociale, delineando cos due gruppi di giovani:
Come confermano numerose indagini, infatti, laddove i processi di destandardizzazione si fanno pi intensi emergono due diversi gruppi di giovani, ciascuno dotato di peculiare modello di norme, pratiche e disposizioni. Per quanto riguarda lItalia, da una parte vi "chi ha possibilit finanziarie grazie alla famiglia dorigine [ed] entra in un precariato che pospone i passaggi di et, ma non consente di accumulare benefit e di destreggiarsi tra abilit differenziate che a tempo debito serviranno a fare il salto verso un lavoro pi sicuro e di livello pi alto". Dallaltra, invece, si trova "chi economicamente meno sostenuto dalla famiglia, chi ha raggiunto con fatica la laurea [e] corre il rischio di vivere laccesso al mercato del lavoro come una sorta di via crucis in cui le stazioni si esauriscono in s" (De Luigi, pp. 64, 65).

Prende ormai piega linconclusione della giovinezza. Pensare giorno per giorno la nuova filosofia di vita dei giovani post moderni; i quali avendo ormai sviluppato una spiccata capacit di adattamento, non sono pi proiettati verso il futuro e un progetto di vita. Boudon sostiene che il cambiamento, nella nuova linea seguita dalle generazioni attuali, non si allontana dai valori, ma si avvicina a una nuova percezione di questi ultimi. Il differente atteggiamento nei confronti della vita, deriva da un rinnovato modello educativo, dal patto creatosi tra le agenzie di socializzazione; prime fra tutti la famiglia e la scuola. La tendenza sarebbe quella di vedere i genitori pi schierati dalla parte dei figli e di conseguenza una meno solida alleanza con i docenti (Bazzanella 2009a).

E ci affermando ulteriormente il primato e la priorit dei cuccioli/figli/studenti e della loro volont di fronte a qualunque scelta e imposizione educativa di limiti. Tutto questo si traduce inevitabilmente in unesplosione di possibilit per le nuove generazioni che gi allinterno della famiglia sperimentano margini di scelta, discrezionalit e potere molto ampi. Questo non pu se non favorire il consolidarsi di sistemi di riferimento valoriali che premiano laffermazione del singolo e della sua volont (Bazzanella, 2010, p. 37).

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Attraverso questa visione di maggiore autonomia e libert, che prende piega nella famiglia, emerge uninaspettata o forse contraddittoria predisposizione verso la permanenza in famiglia. Tale istituzione, differentemente da altri contesti e alle possibili alternative di cui si fanno portatori, corrisponde un ambito rassicurante e protettivo, rispetto i rischi che propongono gli altri spazi di socialit. Sorge cos spontaneo chiedersi dove ha inizio la responsabilit dei giovani rispetto a un cronicizzato presentismo e quella di un quadro sociale che non consente di affacciarsi alla finestra del futuro.

Se la pianificazione del futuro assunta come prerequisito e necessit per diventare grandi, allora la palla passa alle istituzioni e agli adulti che, tramite coraggiose e difficili politiche, devono costruire e permettere condizioni di stabilit maggiori in cui il futuro non rimanga una minaccia, ma torni ad essere una promessa carica di entusiasmi e opportunit e, quindi, leducazione al futuro torni ad essere uneducazione a desiderare il mondo e non a temerlo (Bazzanella, 2010, p. 45).

In una visione pi ampia di possibilit, relativa al consumo del loro presente, vi una marcata tendenza a vivere intensamente "loggi", infatti ci che risulta automatico, porsi uno specifico interrogativo:

Se il mio futuro incerto, incontrollabile e nemmeno tento promettente, perch investire in rinunce e limitazioni? (Bazzanella, 2010, p. 46).

Il rischio prevedibile a tal punto sarebbe quello di condurre una vita ai limiti della devianza, con la curiosit sempre crescente di provare sostanze psicotrope. Il senso non rientra nellidea di condivisione, di tendenza sulla scia di quelli che erano gli usi e i costumi delle generazioni passate, uno sballo solitario, figlio di un malessere pi profondo.

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[] di contro spuntano al loro orizzonte nuove minacce per la salute e il benessere: la depressione, lobesit, gli incidenti stradali (Bazzanella, 2010, p. 46).

La riflessione a questo punto cade nellinvestimento che i giovani fanno del loro tempo e degli spazi che li circondano. Sorge dunque inevitabile aprire una parentesi sui contesti virtuali, ormai divenuti non pi un mezzo, ma un vero e proprio spazio di socializzazione, dove i giovani attivano processi relazionali a vario titolo, informativi, affettivi e il baratto materiale di oggetti. I social network sono parte integrante della loro identit, scandiscono ritmi temporali e definiscono spazi illimitati per potersi confrontare ed esprimere individualit. Lutilizzo e la dimestichezza che le nuove generazioni hanno nellapprocciarsi al personal computer e la rete, detta anche regole, definisce il rapporto con gli altri e i genitori. Questi ultimi non hanno una relazione confidenziale con i mezzi di comunicazione frutto del mercato della post modernit; il valore che attribuiscono dunque non pari a quello che conferiscono i figli; i quali consumano ore nella navigazione in rete, a perdersi oltre i suoi sconfinati

orizzonti. Lessere un passo indietro nel rapporto con le tecnologie, li pone in una situazione di svantaggio nei confronti dei ragazzi; infatti questi ultimi li considerano arretrati. Questa posizione di arretratezza conduce a non avere elementi di condivisione, tale per cui, difficile il dialogo tra genitori e figli, che molto spesso risolvono dubbi e curiosit senza coinvolgere i primi e rifugiandosi nelle spiegazioni fornite dai motori di ricerca e una conversazione consumata in chat attraverso facebook. La generazione post - moderna cerca di spendere il sentimento della fiducia, come atto fondamentale per investire verso un maggiore impegno sociale. Lingrediente che nel presente consumano in famiglia e non nelle istituzioni. E ormai
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rilevata una disaffezione nei confronti della politica, da cui deriva una lunga diatriba, rispetto a ci che rappresentano gli interessi dei giovani. Il pensiero generale rivolto verso un disinteresse nei confronti della cosa pubblica; nonch dei temi sollevati dalla politica. La domanda : Si tratta di mero disinteresse o disincanto? In realt secondo una ricerca dellIstituto IARD, questa potrebbe rappresentare solo una prima e superficiale percezione; soprattutto se sinsiste su una visione di "chiusura privatistica verso il proprio immediato intorno affettivo" (Bazzanella, 2010, p. 51) e alla paura crescente di un "atteggiamento di distacco e disconoscimento di tutto ci che oltre alla soglia di casa rischia di minare le basi della tenuta stessa della democrazia" (Bazzanella, 2010, p. 51), che si contrappone allesternazione di un interesse e nella condivisione di eventi culturali e sociali. La sfiducia, lapparente apatia e disinteresse, sono espressi nei riguardi di chi rappresenta una struttura partitica, dalla quale prendono le distanze; perch non si sentono ascoltati e ben rappresentati. La politica cos come lo stato di diritto nelle mani dindividui che mal interpretano le esigenze e le aspettative di questultimi, perch si tratta di adulti che sono lontani dalle richieste e dal modus operandi di questa generazione, che avverte un senso di trascuratezza e di non rappresentanza. Lenfasi e gli slanci che sono pronti a spendere, sono rivolti verso ideali e obiettivi di ampio respiro, con una volont nel riporre fiducia in contesti e persone trasparenti e sincere, nei riguardi di ci che realmente possibile e nellimpegno volto al miglioramento e alle nuove opportunit: ci per cui vale la pena di mettersi in gioco. Soffermandoci ancora sul presentismo, un recente studio dellIstituto IARD, mette in luce un cambiamento nella percezione del rischio e nel significato che si attribuisce a tale parola. In conformit a quanto esposto, la sensazione
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del rischio ci propone limmagine di un individuo che fatica a prendere decisioni, temporeggia. Questo blocco decretato dalla miriade di scelte che gli si propongono dinanzi e dalla paura di sbagliare, timore accentuato dal carico ingente di responsabilit. Ribadita tale interpretazione, possibile documentare una

neotendenza a percepire il rischio sotto una diversa accezione; che va in netta contraddizione con quella finora teorizzata: Non pi pericolo, paura, bens [] prova di s, crescita (Bazzanella, 2010, p. 49).

Una linea interpretativa si rif allemergere di un (nuovo) fatalismo: i giovani, cio, ritengono che la nostra salute e il nostro benessere non siano correlati in modo diretto al nostro agire e, se siamo destinati, tutto accadr a prescindere dal nostro impegno e indipendentemente dalle nostre precauzioni e premure. (Bazzanella, 2010, p. 50).

Attraverso questa visione possibile una ormai passata correlazione tra salute e azione, dove variabili quali cultura, contesto sociale e il genere, non sono pi indicatori di una possibile tendenza da parte dei precisi gruppi; ma sintomo di una ulteriore frammentazione delluniverso giovanile. La riflessione sui giovani, alla luce di quanto profilato, richiede un cambiamento di prospettiva, rispetto le possibilit che possono percepire per il loro futuro, ai fini dinvestimenti positivi e lo sviluppo di un progetto di vita.

1.4 Viaggio nelle differenze: I giovani da nord a sud Preso atto dei cambiamenti che hanno investito e tuttora pervadono la popolazione giovanile in Italia, non scontato sottolineare che si
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tratta di un fenomeno pregno di significato, dietro il quale si celano una serie di avvenimenti e lintreccio di diverse variabili che ne stabiliscono le sfumature. In Italia possibile comprendere quanto da un punto di vista territoriale e antropologico questa metamorfosi fornisca prospettive diverse di un medesimo soggetto, partendo dal presupposto che ogni contesto portatore di una storia, di una tradizione e identit, che si rende unica nel suo divenire. Molto spesso si affronta il tema dellomologazione e della frammentariet che pervade la questione giovanile, dove la prima concerne una condivisione ad ampio respiro nellallungamento dellet adulta e confini non pi chiari, e per la seconda si fa spazio una sintomatologia interna a diversa intensit, che manifesta differenze e segmentazioni, tale per cui si parla di sottogruppi e strati di giovani per marcarne lesistenza. Nonostante si possa parlare di

globalizzazione e con essa di una configurazione dellorganizzazione sociale che tende allomologazione, volgendo uno sguardo sulla specifica situazione italiana, non possibile pensare ununica configurazione.

[] "la globalizzazione incorpora un processo di una nuova regionalizzazione" che non contribuisce solo a mantenere vive le differenze tra i diversi paesi, ma anche ad accrescere le diversit tra le molteplici formazioni sociali regionali, rendendo molto visibili le specifiche societ locali e la peculiare combinazione tra elementi culturali, economici e politici (De Luigi, p. 72).

Limportanza nel considerare la variabile spaziale, sta nella consapevolezza che il territorio contenitore di pi elementi che prendono forma e si rendono visibili. Attraverso la dimensione storica, politica e sociale gi possibile cogliere una prima differenza che risiede nel riconosciuto dualismo del modello di sviluppo locale italiano: Nord e Sud. La relazione che consente una prima distinzione
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tra area territoriale e struttura occupazionale, dove si rende evidente un Nord avanzato sul piano dello sviluppo economico e industriale, un Mezzogiorno diviso tra difficolt e arretratezza. Gi negli anni '80, una ricerca dello Iard, mette in luce una realt amara per i giovani; infatti:

[] "pi della met dei giovani meridionali non ha mai svolto unattivit lavorativa (contro una media nazionale del 40%) e, soprattutto che la percentuale di quanti [] non studiano e non lavorano quasi il doppio nel Mezzogiorno rispetto alle aree nord-occidentali del paese e, comunque, di dieci punti percentuali superiore a quella riscontrata nel resto dItalia" (De Luigi, p. 95).

Una situazione non diversa da quella degli anni '80 la ripropone lISTAT nel rapporto 2010. In maniera generalizzata si parla di Neet2, che sta per Not in education, employment or training: non lavora, non studia, non si aggiorna; lo spaccato dei giovani italiani che prende forma con una pi chiara distinzione quando si guardano le percentuali, dalle quali emerge una cronicizzazione della difficolt occupazionale, motivazionale dei ragazzi, ancor di pi per il sesso femminile e un incremento del fenomeno che investe i giovani diplomati del Nord. Nonostante la premessa rispetto ad una contrariet in merito la concezione di unItalia omologata, con il presentare gli aspetti che differenziano i giovani del meridione, e del settentrione, non si vuole cadere in una contraddizione di forma, pensando ad esempio che possibile ritenere che esista un Sud

E lesercito dei "Neet": nel 2010 sono poco oltre 2,1 milioni, 134 mila in pi rispetto ad una anno prima (+6,8%), i giovani fra i 15 e 29 anni che non hanno un lavoro e non frequentano nessun corso di istruzione o formazione. Secondo la fotografia scattata dal Rapporto ISTAT 2010 rappresentano il 22,1% della popolazione nella stessa fascia di et (20,5% nel 2009). Nonostante lincidenza del fenomeno continui ad essere pi diffuso tra le donne (il 24,9%), tra i residenti del Sud (30,9%) e tra i giovani con al pi la licenza media (23,4%), si legge nel rapporto, lincremento dei Neet ha riguardato soprattutto i giovani del Nord-Est (+20,3%), gli uomini 9,3%) e i diplomati (+10,01%), ma anche gli stranieri. www.agi.it/cronaca/notizie/201105231024-cro-rt10039 istat_giovani_in_crisi_2_1_mln_non_lavorano_e_non_studiano

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omogeneo, ma innegabile un generalizzato malessere economico. Il malessere condiziona i mutamenti e la crescita positiva sulla scia di una pi concreta epoca post-moderna. Nella misura in cui il lavoro rappresenta un elemento che delinea un differente modo per i giovani di adattarsi al contesto, cos anche laspetto che concerne i comportamenti produttivi, segnalano una differenza territoriale. Sebbene ci sia un calo della natalit per il Sud e una tendenza nellorientare diversamente il rapporto di coppia, sempre pi volto alla convivenza, il Mezzogiorno conserva la cultura tradizionale della famiglia fondata sul matrimonio. Per quanto concerne laspetto cultura e istruzione relativa la popolazione giovanile, si parla di un prolungamento nella permanenza a scuola per la mancanza di vere opportunit occupazionali e per lambizione di unascesa sociale sempre pi desiderata, ai fini di un riscatto a dispetto

dellemancipazione nordista. Affiancando il genere al territorio, le donne del settentrione hanno vissuto un processo di affermazione pi rapido rispetto a quelle del meridione, ancora oggi legate alla casalinghit tramandata dalle proprie madri e ostacolata da un mercato del lavoro penalizzante che limita il processo di doppia presenza, anche se in epoca post-moderna si registra una controtendenza:

[] lemergere di lievi segnali di controtendenza, positivamente correlati con i pi alti livelli di scolarizzazione, rispetto allo storico deficit di fiducia che da sempre contraddistingue le regioni meridionali e le forme di impegno civico e politico. Pi di recente, alcune indagini hanno ribadito la presenza di persistenti svantaggi occupazionali (anche a causa degli effetti perversi delle politiche del lavoro), specialmente sul versante femminile, dove il modello della doppia presenza si conferma per tante giovani donne del Sud un obiettivo ancora incerto se non irraggiungibile (De Luigi, pp. 96, 97).

forzata anche da una esigenza pratica ed economica. Rispetto alla decisione di uscire dalla casa dei genitori, numericamente non sono
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presenti notevoli differenze; la distinzione risiede nella motivazione, che spinge i ragazzi a lasciare la famiglia dorigine. La popolazione giovanile del Nord che esce da casa, sperimenta una vita da single o di coppia, ma solitamente propensa a forme alternative al matrimonio, quali la convivenza. Nel Mezzogiorno invece la spinta a lasciare il tetto familiare il matrimonio; dunque ancora una volta preponderante la tradizione a dispetto di un pi complesso cambiamento legato a processi esterni.

1.4.1 Fotografia dei giovani napoletani Nel quadro generale italiano, dove poi si diramano le sfumature tra Nord e Sud, calando dal basso la questione giovanile, possibile fornire uno spaccato pi articolato per la regione Campania a supporto di una proclamata eterogeneit nel vivere e adattarsi alle problematiche e al contesto che cambia. Sulla base dellincrocio tra cultura, politica e storia, nel territorio campano si possono scorgere tratti distintivi per la popolazione giovanile di riferimento, che pur avendo in comune con i loro coetanei italiani tendenze e meccanismi di risposta, manifestano posizione e reazioni variegate. La Campania ha una posizione geografica favorevole, terreno fertile per leconomia e la produttivit agricola. Tale territorio stato nel corso degli anni, vittima di scempi e sfruttamento esasperato delle risorse disponibili. La regione del sud dellItalia dunque, se pur ricca di potenzialit, non stata sempre ben gestita e tutelata. La realt finora profilata, anticipa un quadro fatto di biografie individuali che subiscono i sintomi di un
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malessere generalizzato, che con il passare degli anni si acuisce sempre pi, penalizzando ed esponendo i giovani a rischi molteplici e difficolt nella crescita personale. Con il tentativo di tracciare le sfumature presenti nella popolazione giovanile che si spalma nellarea urbana, metropolitana e nella provincia di Napoli, opportuno partire da ci che costituisce lidentit del soggetto in questione; da quel mosaico di valori, riferimenti, interessi che orientano le rispettive scelte.

[] i giovani, con la loro creativit, diventano motore propulsore dellinnovazione e dello sviluppo (Amaturo, Savonardo, 2006). Essi sono i portatori di cambiamenti sociali, lemblema dellevoluzione della nostra societ e, pertanto, attraverso i loro valori possibile intravedere il futuro della societ (Savonardo, 2007, p. 61).

Per comprendere le particolarit che connotano le zone del napoletano, opportuno considerare la variabile territoriale, che fortemente influenza gli orientamenti degli attori sociali. Infatti attraverso una ricerca del Prof. Giancarlo Ragozini sui giovani napoletani che focalizza lattenzione rispetto i valori, considerando non solo il genere, let, e lambiente sociale, ma anche il contesto territoriale. Come punto di partenza emerge un primo tratto caratterizzante i ragazzi, prevalentemente in ordine dimportanza ci troviamo di fronte individui che pongono la politica o principalmente i rappresentanti della politica allultimo posto, rispetto a valori quali pace, libert, democrazia e salute, prediligendo la vita e limpegno associativo. Dalla ricerca si pu evidenziare come variano le percentuali di gradimento dalla citt alla provincia, che a sua volta divisa in due zone: area sud e nord di Napoli. Ad esempio:
[] per la sfera di afferenza dei valori inerenti alla vita individuale, e in particolare la sezione economico-lavorativa, i giovani della provincia nord
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dimostrano un attaccamento maggiore ai valori materialisti. Le percentuali di risposta dei comuni della provincia nord sono superiori per le domande sul lavoro (64,2%) e la religione (36,7%) mentre sono inferiori rispetto agli interessi culturali (49,1%), maggiori sia in citt (57,5%) sia nei comuni della provincia sud (51,5%), Allo stesso modo, la provincia nord conferisce maggior peso allambito familista e affettivo, accertando il forte attaccamento alla famiglia (85,8%) contrapposto al crescente disinteresse verso lo sport (32,9%) (Savonardo, 2007, pp. 64, 65).

I giovani di Napoli sentono propri quei valori legati alla vita collettiva perch pi ampia la possibilit di socializzare, facilitata da una collocazione geografica e culturale pi aperta rispetto alla provincia, che prevalentemente pi ancorata ad una dimensione familiare e affettiva. La molteplicit di valori, consente di raggrupparli per nuclei, considerando un possibile binomio tra personale e sociale; ovvero molto spesso, le sue sfere sono considerate insieme, ma non in maniera contraddittoria, perch possibile che una visione personale possa in qualche modo influenzare e conferire diversi significati per uno stesso valore. Partendo dal lavoro, incluso nel primo nucleo di valori, rappresenta una tematica molto importante; in quanto costituisce un tassello fondamentale, per la realizzazione di se stessi e della propria identit. Il lavoro attualmente condizione insieme allallungamento dellet il ritardo nel passaggio alla condizione di adulto. Il risultato di questa tendenza, ci mostra limmagine di giovani non responsabilizzati nel senso di privazione rispetto una autonomia economica, che si affidano ancora al supporto e alle premure della famiglia a danno di un rilevante ritardo nella costruzione di una vita in coerenza con unidentit salda. Rispetto a una tale situazione generalizzata, ne derivano casi di comportamenti anticipatori.

I comportamenti "anticipatori", cio la tendenza a fare delle scelte di vita in et relativamente veloce, sono, ad esempio, tipici dei giovani con basso livello distruzione e con risorse familiari complessivamente scarse, mentre quelli dei
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cosiddetti "ritardatari", che al contrario tendono a fare le stesse scelte con grande cautela, sono pi caratteristici dei giovani, pi istruiti e pi benestanti. Quanto alle appartenenze territoriali, non vi dubbio che i comportamenti ritardatari dei giovani vengono alimentati dalla residenza nella citt del Centro-Nord del nostro paese, in cui il mercato del lavoro appare pi ricco di occasioni di trovare un impiego, mentre, al contrario, tra i giovani del Sud del paese proprio la generalizzata difficolt di ingresso nel mercato incoraggia a ridurre i tempi di attesa, scegliendo di mettere su casa e famiglia, prescindendo da un lavoro sicuro che forse non verr mai. A questi esiti giunge anche una recente ricerca che mette al centro dellattenzione non gi giovani adulti, ma le coppie "a doppia carriera flessibile" residenti in diverse aree del nostro paese (Piccone Stella, 2007). Nei contesti pi poveri entro cui la transizione allet adulta pu anche avvenire senza mai uscire dalla famiglia dorigine, e quindi formando una nuova famiglia sotto lo stesso tetto di quella di nascita, non vi dubbio che la convivenza forzata con i propri genitori alimenti un atteggiamento di delega dei giovani nei confronti degli adulti, cui si demanda non solo il compito di produrre reddito, ma anche quello di provvedere alla cura della famiglia, ivi compresi i propri figli (Gambardella, Morlicchio, 2005).

Nonostante il lavoro abbia la sua rilevanza e il suo peso nella costruzione della vita di un individuo, assumendo un duplice significato, che inficia sia la dimensione della socialit ristretta, in quanto indispensabile per la sopravvivenza e per lappagamento delle necessit materiali, sia la sfera collettiva, perch espressione della realt di un individuo, di quella che potrebbe essere la sua biografia di vita, di tutti gli elementi di cui esso si fa portatore nella societ; considerato in ordine di importanza successivo alle tematiche quali la salute, pace e libert. Limportanza cresce se si considera la classe di et media, le donne e i giovani residenti della provincia nord. Per una maggiore facilitazione nel raggiungimento obiettivo lavoro,

listruzione rappresenta un elemento importante, dato che va in contrasto con le percentuali nazionali. La visione positiva dellistruzione come biglietto dingresso nel mercato del lavoro, comune soprattutto a coloro che non si sono ancora proiettati nellambito occupazionale e le casalinghe, perch non subentrata quella sorta di disincanto che scaturisce in coloro che fanno esperienza di una sostanziale difficolt nel reperire lavoro. La
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questione occupazione, le opportunit che offre la Campania e in particolare Napoli, genera un diffuso malcontento e un giudizio critico soprattutto tra le fasce estreme, ma chi ne risulta fortemente penalizzato sono le donne; anche se questultime costituiscono un grande potenziale per la citt. Le problematiche legate al mondo del lavoro, sono congiunturali a dei cambiamenti che il mercato stesso ha subito nella sua struttura; Pugliese indica addirittura un modello mediterraneo di disoccupazione. E diffusa la concezione della presenza di una zona definita grigia, presente soprattutto nel nostro paese, che investe maggiormente le donne.3 La zona grigia, consiste "unarea di confine appena fuori dal mercato del lavoro, nella quale non c totale estraneit al lavoro ma la partecipazione si esprime con la ricerca poco attiva o con una disponibilit semplicemente dichiarata" (Savonardo, 2007, p. 103). Nella molteplicit delle contraddizioni che si riscontrano nel territorio dunque presente unorganizzazione del lavoro, che apparentemente, ma solo di facciata, presenta si un aumento del tasso occupazionale; con la modifica per del contratto lavorativo volto a generale il cosiddetto il lavoro precario e occupazione a tempo parziale, con forme di tutela dellindividuo pressoch inadeguate nel consentire scelte di vita volte allautonomia. Linadeguatezza di una struttura lavorativa, sulla scia di un effettivo impegno politico-istituzionale, nel rendere la situazione pi aperta alle esigenze della popolazione
A distanza di oltre dieci anni dalla sua formulazione, si dimostra ancora pienamente appropriate, soprattutto al Sud, lipotesi per cui il comportamento lavorativo delle donne sembra essere vittima dello scoraggiamento provocato da una domanda di lavoro particolare e da una congiuntura particolarmente sfavorevole. Per leggere i comportamenti femminili nel mercato del lavoro occorre perci prestare attenzione come suggerisce anche il rapporto SVIMEZ (2005) al complesso gioco di variabili sociali ed economiche che caratterizza il mercato del lavoro italiano, cio alle nuove spinte esogene (scolarizzazione di massa, trasformazioni culturali, emancipazione delle donne ecc.) ed endogene (apertura, sia pure limitata, di nuove aree di occupazione femminile) alla partecipazione, ma anche alle tradizionali tendenze alla marginalit. L. Savonardo, Figli dellincertezza. I giovani a Napoli e provincia, Carocci, Roma, 2007, pp. 103, 104.
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giovanile, mostra una sostanziale e decisa posizione di questi ultimi nei confronti della classe dirigente. Incrociando il valore fiducia, che si manifesta nel senso di cittadinanza, parte fondamentale del capitale sociale, con gli attori del governo locale e le figure istituzionali, emerge che sono scarsamente considerati "gli appartenenti al mondo della politica in media (1,3%),il governo (3,3%), i sindacalisti (2,4%), gli amministratori del comune di residenza (1,4%). Tra tutti i gruppi e le istituzioni, invece, appare trasversale la fiducia accordata dagli intervistati ai volontari nel sociale (69,5%), agli scienziati (53,7%), ai medici (53,2%), allONU (65,9%) e allUnione Europea (59,3%)" (Savonardo, 2007, pp. 75, 76).
Ma se giovani sono la chiave di lettura dei mutamenti della societ, la causa della loro innegabile distanza dalla politica deve essere rintracciata nella crisi pi generale del sistema sociale e del sistema politico e nella rottura tra i due sistemi che inevitabilmente investe e condiziona fortemente le dinamiche che regolano il mondo delle nuove generazioni, una crisi rinvenibile nel contesto pi ampio e problematico del declino dello stato sociale (Savonardo, 2007, pp. 75, 76).

La percentuale di disimpegno nei confronti della politica pu essere ricondotta allesperienza di tangentopoli negli anni '90, tale per cui si assistito a un orientamento dellimpegno civico verso altre direzioni. Quanto precisato, sottolinea comunque limpegno dei ragazzi nei riguardi di altre istituzioni, discolpandoli da unimmagine che avvolta a screditare questi ultimi. Lidea diffusasi in questi anni quella di individui lontani da un impegno morale e civico, completamente demotivati. In realt si formata una soggettivit politica che lungi dallessere un crollo delle ideologie. Putnam teorizza unassenza dinfluenza tra capitale sociale e politica, "il capitale sociale al pi un presupposto di quello politico e non una conseguenza" (Savonardo, 2007, p. 110), per cui la concezione di una
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politica vicina a interessi privatistici e lontana da un impegno volto alla societ civile spinge i giovani a ripiegare lenergia verso una partecipazione di tipo sociale. Lattaccamento alla politica, molto influenzato dallo sviluppo dellidentit territoriale, che mostra per i giovani campani un senso di appartenenza molto eterogeneo, anche se non distante dal dato nazionale; con la differenza per che si d al contesto europeo una maggiore importanza rispetto alla popolazione giovanile italiana; volgendo uno sguardo attento allEuropa, ma percependola ancora troppo distante.
Emerge, in sintesi, unidentit localnazionalista, ovvero giovani legati alle dimensioni locali come la citt o la nazione o, ancora la regione di riferimento a scapito della dimensione europea; in questo quadro, non particolarmente differente da quello riscontrato in altre indagini, fa eccezione la dimensione pi cosmopolita, quella riferita al mondo, a sottolineare la necessit dei giovani di trascendere i confini nazionali per collocarsi in uno spazio dove le demarcazioni possibili sono essenzialmente dettate della condivisione di esperienze comuni e valori culturali collettivi (Savonardo, 2007, p. 119).

Lidentit territoriale sul piano locale molto legata al forte orgoglio che i giovani napoletani manifestano nei riguardi della citt, indistintamente dal genere. Il senso di appartenenza, cambia in base allaccostamento della variabile formazione e sicurezza a quella territoriale.

Per quanto riguarda la sfera delle possibilit formative (strutture scolastiche e iniziative culturali offerte dal territorio), la valutazione generale dei giovani mediocre anche se pi diretti interessati, i ragazzi tra i 15 e i 17 anni ne danno una valutazione di poco migliore (5,7 di media contro il 5,3 di media generale). [] Senza differenza di genere et o titolo di studio, il giudizio dei giovani sulla qualit dellambiente e la mobilit intesa come viabilit, traffico e possibilit di parcheggio pessima. I giovani napoletani percepiscono soprattutto il territorio come fonte di pericolo e non a caso i giudizi peggiori giungono proprio in relazione alla sfera della sicurezza e delle persone e alla lotta alla criminalit (rispettivamente 3,8 e 3,7). Si discostano da questa media i giovanissimi e i residenti nella provincia di Napoli (Savonardo, 2007, p. 122).
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Questi dati alimentano la presa coscienza di una politica che sviluppa interessi personalistici a scapito della societ civile.
Potremmo condividere, dunque, lipotesi di Beck (2003, p. 258) secondo cui si assiste oggi a <<unapertura dei confini della politica>>, una sorta di "migrazione" della politica dagli ambiti istituzionali ad altri ambiti non direttamente connessi alla politica che comporta, in pratica uno spostamento dellattenzione dei giovani dal contenuto ideologico alle pratiche quotidiane. Allora, come gi evidenziato, <<la formazione dellidentit politica procede per tanto attraverso un percorso di sviluppo di convinzioni personali piuttosto che di interiorizzazioni di appartenenze collettive ereditate mentre limpegno politico nei gruppi, nelle associazioni, nei partiti viene a fondarsi su reazioni sociali primarie come lamicizia, la famiglia>> (Savonardo, 2007, p. 131).

Di qui una mutata individualit nel voler impegnarsi e contribuire in maniera volontaria nelladesione a unassociazione, con la possibilit decisionale rispetto a precise iniziative. Il distacco dalla politica manifesta una forte autonomia e li tutela dalle influenze della politica, evidenza una mancata fiducia nei riguardi dellinformazione e nei mezzi di cui essa espressione. Indistintamente dallinformazione pubblica e privata, i giovani napoletani prendono le distanze, in modo particolare assumono tale situazione verso la televisione e giornali, in quanto mezzi che hanno un forte legame con il mondo politico, lo stesso discorso non vale per la rete; in quanto la comunicazione percepita variegata e non contaminata; dunque uno spazio dove sentirsi liberi e fuori da ogni condizionamento concettuale. La rete un modo per reperire le informazioni base per essere in contatto con il mondo e condividono pensieri e opinioni; il web che sinnesta nei vecchi e nuovi media sempre pi parte della vita dellindividuo e in maniera particolare fruisce in quella dei giovani, contribuendo ad alimentare capitale sociale e la formazione di unidentit reale e virtuale.
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La diffusione della Rete e le possibilit di interazione offerte dalle ICT contribuiscono, dunque, alla creazione di capitale sociale ma anche a rafforzare le possibilit democratiche e limpegno civico; pertanto quello tra "Internetcittadinanza-democrazia" potrebbe risultare un circolo virtuoso. I giovani, tra i principali fruitori della Rete, sono i reali protagonisti di questo cambiamento: in Italia <<il picco di utilizzo del personal computer si ha tra gli 11 e i 19 anni (oltre il 75%) e per Internet tra i 15 e i 24 anni (oltre il 67%) per poi decrescere rapidamente allaumentare dellet. Gi tra le persone di 35-44 anni luso del personal computer (53,8%) e di Internet molto pi contenuto>> (Savonardo, 2007, p. 169).

Il segnale tangibile che il web ormai entrato nella cultura giovanile, volta a segnalare una nuova forma di partecipazione dei ragazzi alla vita comunitaria il subentrare della politica e dei suoi esponenti in rete, con il tentativo di attraversare il divario e il sostanziale distacco creatosi nel tempo con questi ultimi. Questa iniziativa per non bastata a colmare un clima di sfiducia dei ragazzi napoletani nei riguardi del governo locale. "Molto pi probabilmente, invece, potrebbe rappresentare il segnale tangibile di un cambiamento epocale delle forme di partecipazione sociale e civile dei giovani che sembrano non riconoscersi pi in un sistema politico e istituzionale in crisi e incapace di cogliere i cambiamenti e le innovazioni che attraversano il mondo[]. In un mondo che cambia cos velocemente, in cui le innovazioni e le accelerazioni investono e influenzano i linguaggi della Net generation, capace di interpretare e anticipare il mutamento pi degli adulti, la politica, oltre a dare risposte concrete, dovrebbe ripensare alle modalit di

comunicazione, adottando nuove forme espressive, pi vicine ai giovani" (Savonardo, 2007, pp. 169, 170).

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CAPITOLO SECONDO - LE POLITICHE GIOVANILI: UN ITINERARIO DA SCOPRIRE

2.1 Introduzione
[] le politiche sociali sono corsi di azione volti a definire le norme, gli standard e le regole in merito alla distribuzione di alcune risorse e opportunit considerate particolarmente rilevanti per le condizioni di vita e dunque meritevoli di essere in qualche modo garantite dallautorit dello Stato (Ferrera, 2006, p. 12).

Le politiche sociali si esprimono attraverso lerogazione di risorse e opportunit, utilizzando diversi canali come gli schemi previdenziali, servizi sanitari o quelli per limpiego. I criteri che caratterizzano il percorso dazione di suddette politiche, rimandano a tre parole chiave: benessere, bisogno e rischio. Il concetto di benessere cambiato con il tempo, poich si rif ai mutamenti delle condizioni di vita degli individui. Le varie fasi storiche e sociali hanno

condizionato i piani dintervento nella distribuzione di risorse considerate rilevanti e dunque meritevoli di essere garantite. Per quanto concerne il bisogno, questo implica una necessit causata da una carenza o una mancanza. In questa condizione di deficit il soggetto maggiormente esposto a rischi. "Bisogni e rischi costituiscono sfide per le condizioni di vita degli individui" (Ferrera, 2006, p. 12). Proprio in virt di tali principi, le politiche giovanili rappresentano come vedremo, una "costola" delle politiche sociali, perch pensate e orientate in modo segmentato, rispetto altri piani dintervento, come un qualcosa daltro e non integrato. La strada che conduce a una coerenza rispetto allambito in cui queste prendono forma e agiscono in linea con i piani europei, tuttaltro che lineare: un continuo movimento fatto di progettazione, revisione e
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assestamento; pensato prima per i giovani e poi con i giovani. I paragrafi che seguono, ne propongono un itinerario, partendo dal contesto europeo, toccando lItalia, per giungere poi in Campania; approfondendo gli strumenti pensati ai tavoli di concertazione con il tentativo di coinvolgere la popolazione giovanile.

2.2 Lesordio delle politiche giovanili in Europa


[...] si possono definire le "politiche giovanili" come quel sistema di azioni ed interventi a valenza pubblica, con la finalit generale di fornire ai giovani opportunit, mezzi, possibilit e percorsi per vivere in modo positivo la fase di transizione alla vita adulta (Bazzanella, 2010, p.79).

La definizione su esposta, contiene le coordinate per unazione globale volta a mettere in moto, interventi mirati, sia nei riguardi di un soggetto specifico: "I giovani"; sia sul target della societ civile: "La popolazione giovanile". Le iniziative poste in essere, investono molteplici settori, come listruzione, investimento, occupazione, volontariato e inclusione sociale; nonch stimolare tendenze e la creativit dei giovani. Un modus operandi che considera molteplici aspetti della vita di un individuo, pensa anche al periodo in cui bisogna attivare opere di sostegno; infatti si parla di un dinamismo che si consuma nel breve e nel lungo periodo. Prima che tali principi avvenissero con una certa coerenza, rispetto lintenzione di accompagnare la popolazione giovanile verso la concretizzazione di unautonomia non solo privata, ma anche
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economica, per poter spendere la propria individualit nella societ civile, si sono susseguite una serie di azioni sporadiche, che hanno lanciato i primi segnali di una volont governativa orientata ad assolvere impegni concreti verso i giovani. Le politiche giovanili fanno il loro ingresso nel 1949 con il Consiglio dEuropa,4 uno degli esordienti organi che si preoccupa per primo di giovani, volgendo uno sguardo alle problematiche che riguardano questi ultimi. Il Consiglio pone in essere nel 1954 la convenzione Europea sulla cultura5, da qui i primi passi verso una collaborazione sul piano europeo, in materia di attivit a favore dei giovani, sviluppo della cultura e maggiore attenzione sullaspetto educativo. Nei primi anni '60 il Consiglio ha concretizzato seminari e dibattiti, con il tentativo di accendere i riflettori sulla questione giovani, che vede una effettiva mobilitazione negli interventi nel 1972, costituendo la Fondazione e il Centro Europeo della Giovent avente una funzionalit economica; finanziando le attivit sul piano europeo e nel 1976 si attiva il Programma di cooperazione nel settore dellistruzione. Laccento posto dallEuropa sul piano educativo e sullistruzione, con la finalit di promuovere percorsi di

apprendimento e lincremento di competenze volte allagevolazione

Il Consiglio dEuropa istituito il 5 maggio del 1949, ha lo scopo di favorire la creazione di uno spazio democratico e giuridico comune in Europa, organizzato nel rispetto della Convenzione europea dei diritti delluomo e di altri testi di riferimento relativi alla tutela dellindividuo. Tra le finalit: tutelare i diritti delluomo e la democrazia pluralista e garantire il primato del diritto; favorire e incoraggiare la consapevolezza dellidentit culturale europea e della sua diversit; cercare soluzioni comuni a problemi sociali, quali: discriminazione delle minoranze, xenofobia, intolleranza, bioetica e clonazione, terrorismo, tratta degli esseri umani, criminalit organizzata e corruzione, criminalit informatica, violenza nei confronti dei bambini []. http://www.coe.int/T/I/Com/A_proposito_Coe/ 5 Questa Convenzione ha quale obiettivo lo sviluppo di una reciproca comprensione tra i popoli europei e un reciproco apprezzamento delle diversit culturali, la salvaguardia della cultura europea, la promozione di contributi nazionali ad un patrimonio culturale comune dellEuropa nel rispetto degli stessi valori fondamentali, incoraggiando, in particolare, lo studio delle lingue, della storia e della civilt delle Parti della Convenzione. La Convenzione contribuisce ad unazione concertata incoraggiando attivit culturali di interesse europeo. http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/QueVoulezVous.asp?NT=018&CM=1&CL=ITA

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di un inserimento sul piano lavorativo, nel secondo millennio svilupperanno precise coordinate, come riferimento per le nazioni dellUnione Europea. "Listruzione nel suo duplice ruolo sociale ed economico un elemento determinante affinch i cittadini europei acquisiscano la capacit di adattarsi con flessibilit a siffatti cambiamenti" (Bazzanella, 2010, p.100).
Le competenze sono definite in questa sede alla stregua di una combinazione di conoscenze, abilit e attitudini appropriate al contesto. Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, linclusione sociale e loccupazione. Il quadro di riferimento delinea otto competenze chiave: 1) comunicazione nella madrelingua; 2) comunicazione nelle lingue straniere; 3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4) competenza digitale; 5) imparare a imparare; 6) competenze sociali e civiche; 7) spirito di iniziativa e imprenditorialit; 8) consapevolezza e espressione culturale. Le competenze chiave sono considerate ugualmente importanti, poich ciascuna di esse pu contribuire a una vita positiva nella societ della conoscenza. Molte delle competenze si sovrappongono e sono correlate tra loro: aspetti essenziali a un ambito favoriscono la competenza in un altro. La competenza nelle abilit fondamentali del linguaggio, della lettura, della scrittura e del calcolo e nelle tecnologie dellinformazione e della comunicazione (TIC) una pietra angolare per lapprendimento, e il fatto di imparare a imparare utile per tutte le attivit di apprendimento. Vi sono diverse tematiche che si applicano nel quadro di riferimento: pensiero critico, creativit, iniziativa, capacit di risolvere i problemi, valutazione del rischio, assunzione di decisioni e capacit di gestione costruttiva dei sentimenti svolgono un ruolo importante per tutte e otto le competenze chiave. (Bazzanella, 2010, p.13).

Un tale percorso di azioni persegue obiettivi legati al raggiungimento del sapere, saper fare e saper essere. Il sistema volto allattivazione di piani integrativi scolastici ed extrascolastici per lo sviluppo di una cittadinanza attiva. Venticinque anni fa, pi precisamente nel 1985, lOnu decreta lanno mondiale della giovent. In base agli schemi nazionali, si cerca di fornire ai giovani le key competences, di cui
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sopra, che consentono una flessibilit non solo sul piano del mercato del lavoro, ma a una vita in continuo mutamento; che richiede sempre pi spirito di adattamento. In tema distruzione e sviluppo di strumenti atti non solo a una socialit di ampio respiro, ma allo sprone verso un multipluralismo culturale, che spingerebbe verso uno spirito europeista. Il progetto Erasmus del 1987 uniniziativa volta proprio a favorire "la learning mobility in Europa"(Bazzanella, 2010, p.102), seguito da Leonardo Da Vinci, progetto di tirocini formativi. Questultimo evidenzia ancor di pi come listruzione possa essere il motore propulsivo della vita giovanile e quanto i documenti europei sono attenti a investire sia nel sistema scolastico sia extrascolastico. Nel 1988 c un primo segnale riguardo al cambiamento rispetto la modalit di agire e pensare le politiche per i giovani; infatti con Giovent per lEuropa, dove sono previsti cofinanziamenti per due trienni, predisposti a favorire uno scambio culturale di 12 paesi della realt europea di quel periodo, la popolazione giovanile regista di tale programma. Si parla dunque di unazione politica con i giovani e non per i giovani, dunque non pi subita, ma partecipata.

In Europa invece il tentativo (sottolineato in particolare dalla Strategia di Lisbona) quello di mantenere uno sguardo comune tra istruzione/formazione e youth work ed un recente esito di questa strategia il quadro di riferimento rispetto allapprendimento delle "competenze chiave" indispensabili oggi al giovane cittadino europeo (Bazzanella, 2010, p. 97).

Questa parentesi sulla formazione come base per agevolare il percorso di vita delle generazioni future, solo uno dei tanti passi delle politiche giovanili. La strada non sempre concretizzata coerentemente e prima di giungere a un livello uniforme di coordinamento del sistema europeo e quello nazionale, occorrer attendere diversi anni. Considerando che il primo punto di riferimento
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in materia di giovani da ricondurre alla normativa internazionale, il riconoscimento di questi ultimi arriva con la giornata mondiale della giovent, decretata dallONU nel 1985; da qui un forte momento di attenzione e sensibilit verso un maggiore impegno nelle azioni con la Dichiarazione di Lisbona sulle politiche e i programmi per la giovent, "che impegna gli stati a intraprendere interventi in settori quali la partecipazione giovanile, lo sviluppo, la pace, listruzione, loccupazione, la sanit, la prevenzione delluso di sostanze stupefacenti" (Bazzanella, 2010, p. 97). I ragazzi considerati bene imprescindibile di tutela e fonte di accrescimento per ogni parte del mondo sono anche contenitore dideologie e nuove forme di pensiero; dunque un potenziale erede di pace e valori, tali per cui la chiesa cattolica, quello stesso anno istituisce la Giornata mondiale della giovent, nel biennio di ogni 12 agosto avviene lincontro dei giovani provenienti da ogni parte del mondo con il Papa (Bazzanella, 2010, p. 97). Il Trattato di Maastricht nel 1993 un modo per mostrare che la comunit europea prende coscienza di quanto significano i giovani, pertanto sono esplicitate le responsabilit e le competenze delle nazioni in materia di istruzione, educazione e formazione nellarticolo 149. In linea con tali principi, nel 1996 la Commissione Europea ha sostenuto il Servizio di Volontariato Europeo per i Giovani; con lo scopo di utilizzare il volontariato per due motivi principali: favorire le comunit locali; dunque mettere al servizio dei bisogni della societ civile risorse utili per il bene comune e sensibilizzare i soggetti preposti a questo, al senso civico nel rispetto delle diversit, spingere inoltre verso esperienze di acquisizione di culture altre, attraverso scambi interculturali. Nel 2001 arriva un ulteriore impulso per la giovent infatti pubblicato il Libro Bianco per la giovent, il suo
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prosieguo nel 2003 con il Seguito del Libro Bianco e nello stesso anno il Consiglio dEuropa approva la Carta europea di partecipazione dei giovani alla vita municipale e regionale. Il Libro Bianco cos come le altre iniziative del Consiglio, vedono ogni singolo ragazzo come un mattone per la costruzione dello sviluppo complessivo della societ e dellEuropa stessa, non pi come espressione di problematiche e disagio da risolvere. Il collante nella realizzazione di tale obiettivo, sono le quattro aree considerate dallUnione Europea: partecipazione, informazione, volontariato e miglioramento della conoscenza rispetto la questione giovanile; il tutto amalgamato con lo sviluppo dellistruzione, il perseguimento di unoccupazione stabile e dellinclusione sociale. Gli ingredienti esposti attivano larticolo 149 del Trattato e le azioni

programmatiche sono messe in moto seguendo il Metodo Aperto di Coordinamento. In primis data grande responsabilit alle singole regioni e gli enti locali:
[] hanno un ruolo rilevante da svolgere per stimolare la loro partecipazione, facendo in modo che i giovani esercitino fin da ora uninfluenza sulle decisioni e sulle attivit che li riguardano e non unicamente ad uno stadio ulteriore della loro vita. Ma per promuovere la partecipazione dei giovani gli Enti Locali devono accertarsi che esista un ambiente culturale rispettoso dei giovani e garantire che nei progetti vi sia anche una dimensione di svago e di piacere perch in questi contesti pi facile che si sviluppino, idee, voglie, passioni, ecc. Non solo: lart. 52 prevede che gli Enti facilitino la realizzazione di progetti che partono dai giovani affiancati da operatori professionali facilitando laccesso a dei sostegni finanziari, materiali e tecnici, per arrivare a realizzazioni locali vantaggiose per tutti e che possono aiutare i giovani a sviluppare il loro senso di responsabilit e la loro autonomia e a diventare dei protagonisti sociali (Bazzanella, 2010, p.72).

La Carta Europea segue coerentemente le norme e i criteri del Libro Bianco, le sue origini risalgono alla prima e seconda conferenza sulle politiche per la giovent, istituita dalla Conferenza permanente dei poteri locali e regionali dEuropa (CPLRE), a Losanna (giugno
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1988) e a Langollen (settembre 1991). Un momento di monitoraggio circa gli effetti e la risonanza che gli interventi previsti nella Carta Europea hanno generato sulla popolazione giovanile, si verificato in occasione della conferenza intitolata: "I giovani protagonisti nella loro citt e nella loro regione". In tale conferenza si studiano i progressi circa la partecipazione dei ragazzi alla vita comunitaria dalla nascita della Carta, nonch si riflette in merito i criteri per sviluppare interiormente forme di attivismo. Il termine partecipazione inteso come dinamismo e considerazione dei giovani nelle decisioni, escludendo forme di discriminazione per unapertura verso la costituzione di una citt democratica. La funzione di Enti locali e Regioni, in qualit di autorit pi vicini ai soggetti in questione, devono dare il giusto senso al fare e accompagnarli nella quotidianit di una esistenza improntata sul forte individualismo; sincerandosi che questi ultimi abbiano a disposizione luoghi di espressione culturale e creativa per unampia condivisione. Rispetto le quattro aree precedentemente menzionate, oltre la partecipazione nei suoi vari aspetti, di grande importanza linformazione. Tale riconoscimento avvalorato dal fatto che lUnione Europea, pone attenzione partendo proprio

dallidentificazione del diritto allinformazione, espresso nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, nella Convenzione dei Diritti dei Giovani, nella Convenzione Europea per la protezione dei diritti umani e libert fondamentali. Cos nel 2004 adottata dalla XV Assemblea Generale dellAgenzia della Giovent Europea (ERYCA), la Carta dellinformazione della Giovent Europea. Informazione intesa come mezzo per laffermazione di una propria autonomia, promozione della democrazia, orientamento e relazione. Gli istituti
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preposti a questo sono i centri giovanili, servizi dinformazione in altre strutture o attraverso i media.
I principi della Carta sono tesi a raggiungere tutti gli obiettivi delle informazioni giovanili. Essi costituiscono la base per un minimo di standard e misure di qualit, che dovrebbero essere fissati in ogni Paese, quali elementi di comprensione, coerenza, e approccio alle informazioni relative alla giovent, la quale parte delle politiche giovanili (Anci, Roma, 2007, pp. 42, 43).

La dinamicit nel formulare e riformulare iniziative per questa risorsa cos importante nel mondo, porta quindi a continui aggiornamenti attraverso riforme, che di anno in anno si susseguono, non ultime, quelle utilizzate per adeguare i principi posti in essere nella Strategia di Lisbona, che hanno dato corpo al Patto Europeo per la Giovent, approvato nel Consiglio europeo di Bruxelles. Il punto di forza del Patto Europeo la specifica richiesta di integrare, coordinare le politiche giovanili nelle politiche nazionali; in modo da potersi adeguare alle esigenze che il contesto richiede senza correre il rischio di creare false aspettative. Gli strumenti utilizzati per supportare tali principi sono i programmi di Giovent in Azione e Lifelong Learning "dove mobilit, istruzione, cittadinanza attiva sono considerati mezzi per realizzare i nuovi obiettivi della Strategia di Lisbona" (Bazzanella, 2010, p.73). Il 2009 lanno della svolta, intesa come una volont concreta dinvestimento, dove si riconosce la vulnerabilit e il rischio di povert che corrono i giovani nella societ post-moderna, un incalzante processo di invecchiamento, in un momento non facile di crisi economica. Proprio da queste difficolt, la nuova Strategie transsettoriale prevede un periodo dintervento lungo 9 anni.

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Il documento "Investire nei giovani e conferire loro maggiori responsabilit", che rappresenta il seguito dellagenda sociale rinnovata presentata dalla Commissione europea nel 2008, ha i seguenti obiettivi: ampliare i mezzi e le possibilit offerte ai giovani nei settori dellistruzione e delloccupazione; migliorare linserimento sociale e la piena partecipazione dei giovani alla vita della societ; sviluppare la solidariet tra i giovani e la societ (Bazzanella, 2010, p.73).

Tali scopi, rasentano tentativi risolutivi di problematiche ormai integrate nella societ, sono il malessere principale del nuovo millennio; dunque ci si pone in una posizione di sfida nei riguardi della disoccupazione, la dispersione scolastica e lesclusione sociale a favore di unintegrazione di ampio respiro; sviluppo di sentimenti di solidariet attiva e partecipata tutto quanto parte dellagenda delle altre politiche. La nuova strategia non rappresenta solo la presa coscienza dellimportanza di un coordinamento nei vari settori delle politiche, un investimento di maggiori risorse economiche, ma il frutto di un confronto costante tra esponenti istituzionali a vari livelli: Foro Europeo dei Giovani, autorit nazionali e diverse organizzazioni giovanili. Laspetto probabilmente pi innovativo la partecipazione al dibattito dei giovani stessi; i quali hanno espresso la personale opinione attraverso il web in merito alle iniziative e i programmi esplicitati dalla Commissione Europea. Questo rappresenta una prima forma concreta di coinvolgimento attivo e democratico della popolazione giovanile; proprio come punto di partenza per un percorso impostato diversamente a partire non solo dai documenti dellUnione Europea, ma dai rappresentanti delle politiche stesse, i quali mostrano la consapevolezza che lunico modo di attuare sistemi di interventi in termini di efficienza e efficacia, saper ascoltare gli attori principali, i destinatari della politica, i quali non devono vivere in modo passivo la cosa pubblica, ma in modo da apportare un
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significativo contributo per le generazioni che verranno; essendo per primi esempio di uno spiccato senso civico e partecipazione attiva.

2.3 LItalia work in progress In corso dopera le politiche giovanili pur puntando investimenti, programmi e azioni verso il medesimo soggetto, si diramano in direzioni differenti rispetto a forme di orientamento e priorit negli interventi.

Eurogiovani aveva delineato lesistenza di quattro modelli di politiche giovanili in Europa: il Modello universalistico (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia); il Modello comunitario (Irlanda, Regno Unito); il Modello di tutela (Austria, Belgio, Francia, Germania, Liechtenstein, Lussemburgo, Paesi Bassi); il Modello centralizzato (Italia, Grecia, Portogallo, Spagna) (Bazzanella, 2010, p. 12).

Partendo dal presupposto iniziale, ovvero considerati una serie di cambiamenti avvenuti negli Stati di riferimento; si pu affermare che ciascun modello utilizza strumenti e forme di azione pi orientati verso criteri di promozione; altri sulla prevenzione attenendosi ad interventi particolaristici piuttosto che universalistici. Il processo di cambiamento ha apportato delle novit sul piano europeo, prima fra tutti lestensione degli Stati da 15 a 25 e dunque lallargamento dellEuropa. Per quanto concerne lo Stato Centrale si ha un assetto organizzativo differente; ovvero il decentramento dei poteri, che
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consegna un mandato fatto di responsabilit ad enti locali, provincie e regioni. A partire dal 2000 ogni paese dellUnione Europea accoglie varie modifiche sul piano amministrativo:

in Italia c un federalismo su base regionale, avviato nel 2000, sospeso modificato radicalmente e ripreso ufficialmente grazie al Referendum del giugno 2006; in Danimarca si assistito ad una riduzione dei Comuni, passati da 275 a 92; nel Regno Unito si assistito alla devolution con un passaggio dei poteri ai parlamenti regionali di Scozia, Galles e Irlanda del Nord (per questultimo territorio, in parte sospeso); in Germania gi Stato federale per eccellenza oggi i Lander e le municipalit hanno un pi alto livello di autonomia e lo stesso vale per le scuole e le organizzazioni non-governative attive nel campo dei servizi allinfanzia ed ai giovani (Bazzanella, 2010, p.14).

Nellarea dei cambiamenti vi una maggiore tendenza a integrare le politiche giovanili nel contenitore delle politiche nazionali. Una siffatta programmazione vede la sua concretizzazione nellistituzione di un Ministero ad hoc; nello specifico il Ministero della Giovent, prima chiamato POGAS. Il Ministro per le politiche giovanili e le attivit sportive, garantisce una tutela rispetto lattuazione delle politiche a favore dei giovani in qualsiasi ambito. In Danimarca le azioni messe in pratica dal Ministro dellistruzione e delle politiche giovanili sono rivolte al contrasto della devianza giovanile, al disagio, al fenomeno della dispersione scolastica. Nel Regno Unito il Ministero per la giovent si occupa di giovani a vari livelli: sul profilo della criminalit, della formazione, istruzione e lavoro. Il Ministero Federale per la famiglia, gli anziani, le donne e i giovani Dipartimento per i giovani, istituito in Germania, si fa portatore e promotore rispetto gli interessi dei bambini e dei ragazzi; in coerenza con quanto stabilito dalla Commissione Europea, integrando le attivit previste in ogni tipo di politica. La Slovenia
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attraverso il Ministro dellistruzione e dello sport, con un Ufficio per la Giovent la cui competenza investe lambito della pianificazione, organizzazione, attuazione e monitoraggio di interventi riguardo il lavoro giovanile; linclusione sociale, listruzione e linformazione; partendo da forme di cooperazione internazionale. La peculiarit di ciascun ministero risiede nel concetto di trasversalit; nello specifico si ritiene necessaria una integrazione a pi livelli di programmi dazione, che investono diverse aree nodali della vita di un individuo, tale per cui non possibile prescindere da una di loro; in quanto indispensabili per la buona riuscita delle strategie, limitando il rischio di deludere le aspettative dei giovani. LItalia che rispecchia un modello centralizzato, si adoperato nel dare corpo sul piano delle competenze, al rapporto tra Stato Centrale e Enti locali e conferire una struttura nella costituzione di un organismo di rappresentanza.

"La Repubblica protegge la giovent, favorendo gli istituti necessari a tale scopo " (http://www.governo.it/governo/costituzione/1_titolo2.html).

Attraverso lart. 31 della Costituzione, oggi si pu seriamente da 50 anni dalla sua entrata in vigore, lavorare a livello Centrale, alla realizzazione di questi istituti; per conferire una svolta nello sviluppo non solo del capitale umano, quali i giovani ma attraverso loro, del Paese stesso. Appena costituitasi la Repubblica non ci sono azioni precise per la giovent sono per delegati compiti formativi a molteplici formazioni sociali; che venendo dal periodo fascista, conservano un tipo di impostazione e modello in positivo. Lo Stato dunque vuole in qualche modo delegare responsabilit e azioni educative alla famiglia prima di tutto, la Chiesa, associazioni e
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sindacati. In Italia prima di concepire la visione dei giovani come risorsa necessaria e indispensabile per lo sviluppo, lungo e tortuoso stato il percorso intrapreso dallo Stato; basti pensare che in materia, tra gli anni '60 e '70 sono susseguiti una serie di disegni legislativi; un comitato di studio governativo, una commissione parlamentare sulla condizione giovanile e con Giulio Andreotti al governo la costituzione di Ministero ai problemi della giovent. Queste iniziative tappa buchi, non hanno fatto altro che inasprire la posizione dei ragazzi nei riguardi delle Istituzioni. Un complessivo allontanamento della popolazione giovanile dalla cosa pubblica, si va accentuando negli anni '80, probabilmente le motivazioni risiedono in ambiti diversi, si parla di cambiamento ideologico, di nuovi stimoli e messaggi che arrivano dai media. Attraverso questa situazione possibile cogliere la difficolt sostanziale nel porre le basi per una partecipazione e attivismo di ampio respiro, nei confronti di tematiche che inficiano il passaggio allet adulta. Nonostante le Nazioni Unite nel 1985 dichiarano lAnno

Internazionale della Giovent; lItalia non ancora allaltezza di assumere una precisa responsabilit rispetto a quello che

simbolicamente pu rappresentare un evento di tale portata. Non si pu dunque parlare di specifiche legislazioni in ambito nazionale, ma sicuramente di uno sforzo e maggiore sensibilit da parte di alcuni Enti Locali negli interventi a favore della popolazione giovanile. Il governo centrale daltro canto ancora offuscato da una visione troppo limitata della questione giovanile. I riflettori infatti sono puntati tutti sulle forme di disagio di cui i ragazzi sono espressione, come unemergenza cui far fronte. Nello specifico "[] gli interventi slittarono su tematiche inerenti emarginazione, prevenzione, disagio, lavoro, criminalit, formazione" (Bazzanella, 2010, p.108).
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Infatti le principali leggi che finanziarono interventi di politiche giovanili furono: il Dpr 309/90 (e poi la legge 45/99) istitutivo del "Fondo Nazionale per la Lotta alla Droga"; la legge 216/91 per "Primi interventi in favore dei minori soggettivi di coinvolgimento in attivit criminose"; la legge 285/97 per la "Promozione di diritti ed opportunit per linfanzia e ladolescenza" (Bazzanella, 2010, p.108).

Loperativit dei Comuni che prendono le fila da legislazioni Regionali hanno rappresentato unesemplare mobilitazione e un passo avanti rispetto i piani nazionali; il punto di debolezza per, riguarda il disorientamento sulla base di una sostanziale solitudine di una mancata coerenza normativa, la discrezionalit degli interventi e nelle eventuali alleanze per una cooperazione che vede protagonista soprattutto il terzo settore per raggiungere obiettivi in termini di efficacia ed efficienza con il minimo delle risorse a disposizione. Con ogni probabilit le leggi quali, il Dpr 309/90, la legge 216/91 e 285/97 investendo per la promozione al benessere e allagio del capitale umano, hanno poi innescato una volont maggiore a livello locale dellattivazione dinterventi, che favoriscono larea

dellinformazione, socializzazione, cultura, formazione, lavoro, lotta allemarginazione e disagio. I Comuni acquistano presto consapevolezza di essere lEnte pi vicino ai giovani, infatti gi nel 1985, "[] si posero come obiettivo quello di generalizzare" "lesperienza degli assessorati ai Progetti giovani, con capitoli specifici per i problemi giovanili, a cui destinare almeno l1% dellintero bilancio di ogni singolo Comune (e Provincia), a partire dal 1985. Lo stesso per quanto riguarda il bilancio dello Stato". A questo punto i Comuni chiesero "un riferimento centrale governativo (Ministero o Dipartimento) e un coordinamento parlamentare per arrivare a una legge nazionale, oltre
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ad avviare un ruolo delle Regioni anche in questo campo" (Bazzanella, 2010, p.107). Da quella serie diniziative e richieste, nasce: il Centro di aggregazione giovanile, le rassegne di espressivit giovanile, la Consulta o Forum Giovanile, le Carte Giovani, leducativa di strada e gli Informagiovani. Il frutto di questo lavoro sicuramente da registrare negli ultimi anni; in quanto la promozione e attivazione di tali servizi, si distribuita in maniera disomogenea sul territorio nazionale; questo per il pi volte ribadito mancato supporto dello Stato Centrale: per azioni "fai da te" da parte di Enti Locali, senza un preciso coordinamento e con alleanze del caso. Tenendo in considerazione che ogni contesto portatore di una storia, dunque di esigenze e problematiche, si esplicita un differente sviluppo dei servizi pensati per i giovani nei vari territori locali. Qualcosa inizia a mobilitarsi a livello centrale tra il 1996 e il 2001:
una novit fu lattribuzione delle competenze in materia di politiche giovanili al nuovo Dipartimento Affari Sociali, istituito presso la Presidenza del Consiglio. Nel 1997 lallora Ministra Livia Turco avvi unampia consultazione nazionale tra giovani, istituzioni, esperti, Terzo settore, organizzazioni giovanili, che port allelaborazione di una proposta di legge governativa (la n.6.220/00, "disposizioni a favore delle giovani generazioni", complementare a quella approvata tre anni prima su infanzia, minori ed adolescenza la legge 285/97, si veda pi avanti) che avrebbe dovuto definire un Piano giovani a livello nazionale. Questo documento aveva come obiettivo anche la definizione e incentivazione di interventi a livello Regionale e Locale. Cos secondo la proposta di legge il Governo Italiano avrebbe dovuto: 1. Predisporre ogni tre anni un Piano Giovani; 2. Costituire lAgenzia Nazionale per i Giovani; 3. Istituire il Fondo Nazionale per i Giovani; 4. Costituire il Consiglio Nazionale dei Giovani, quale organo costitutivo e propositivo e di rappresentanza dei giovani negli organismi internazionali. Intuizioni che per rimasero senza seguito per altri successivi dieci anni. Con la nuova legislatura (dal 2001 al 2006), il nuovo Governo attribu la competenza in materia di politiche giovanili ad un Dipartimento del Ministero del Welfare presso cui era attiva lAgenzia Nazionale responsabile dellattuazione del programma europeo Giovent. Cos nel Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, fu la Direzione generale per la famiglia ad occuparsi di volontariato, Servizio Civile Nazionale, Programmi europei per
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i giovani, della gestione del bando Associa (305.582 euro). A fine 2004, vi fu il riconoscimento legislativo delle Forum Nazionale dei Giovani (legge 311/04), dotandolo di un fondo di 500.000 euro. Come detto, solo nel 2006, si istitu il Ministero delle politiche giovanili (Bazzanella, 2010, pp.109, 110).

Rispetto la questione della disomogeneit riguardo le iniziative rivolte alla popolazione giovanile, in coerenza con tale dato, si pu affermare, "che lItalia procede a due velocit tra Nord e Sud del paese" (Bazzanella, 2010, p. 93). Da questa corsa, il Sud ne esce maggiormente svantaggiato e frammentato nel suo divenire, non solo nei riguardi del Settentrione, ma tra le regioni in esso comprese. Gli squilibri sono riscontrabili in diversi ambiti: valoriali, occupazionali, formativi. Per quanto concerne laspetto formazione istruzione, negli ultimi anni in maniera sempre pi intensificata, c la tendenza dei giovani meridionali di migrare dopo aver raggiunto un modesto grado di preparazione teorico formativa al lavoro, Il fenomeno definito la fuga dei talenti, generando la sempre pi concreta possibilit di spopolare il Sud di preziosi elementi, indispensabili per un ricambio generazionale, in termini di risorse non solo economiche, anche culturali e sociali. Difficolt e problematiche, mai effettivamente colmate; situazioni che sono nel tempo radicate, nonostante gli sforzi attuali del Governo e dellEuropa stessa nellinvestire fondi che mettono in moto interventi inclusi nel Quadro Strategico Nazionale per la politica regionale di sviluppo 2007 2013, dove possibile la confluenza di contributi da parte del Fondo per le Aree Sottoutilizzate e i Programmi Operativi Nazionali nel settore. Infatti a oggi il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano sottolinea nel suo discorso di fine anno, la presenza di notevoli criticit per il Mezzogiorno e per i giovani che lo popolano.
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Le condizioni pi critiche si riscontrano nel Mezzogiorno e tra i giovani. Sono queste le questioni che richiedono di essere poste al centro dellattenzione politica e sociale e quindi dellazione pubblica (Bazzanella, 2010, p. 79).

Il Ministero (POGAS) importante strumento attivato dagli esponenti politici dello Stato Centrale il 17 Maggio 2006 con Prodi presidente del consiglio, stato sospeso nel 2008con la caduta del governo, per poi essere ripristinato a maggio dello stesso anno come Ministero della Giovent, il quale prendeva le mosse dalloperato di quello precedente, pertanto fatta eccezione per la perdita della delega allo sport, rispetta a pieno interventi coordinati con iniziative e normative in materia di politiche giovanili. Listituzione del Ministero, ha portato una nuova tendenza nella percezione della questione giovanile, il cambiamento risiede nella definizione stessa di giovane; riconosciuta come status, si parla ormai di un soggetto che non rasenta pi problematiche e dunque interventi riparatori da parte delle istituzioni, ma un portatore dinnovazione, creativit e potenziale risorsa per un arricchimento della societ stessa. Questa posizione assunta dalla politica, fondamentale per pensare in prospettiva a interventi per i ragazzi volti al miglioramento dello stile di vita, alla facilitazione nel critico passaggio alla piena autonomia e la costruzione di unidentit individuale e sociale. Dunque non pi un emarginato, non pi un problema, ma un protagonista in positivo. Il Ministero della Giovent cos chiamato in Italia, con il tentativo di dare continuit a partire sul piano formale alle coordinate europee e per superare una visione di politica di genere, cerca di andare oltre tale atteggiamento assistenzialistico nei riguardi dei ragazzi, per renderli protagonisti indiscussi della propria vita e lo fa volgendo uno
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sguardo al raggiungimento di quattro specifici obiettivi, che inficiano larea dellAccesso al futuro, la Rivoluzione nel merito, La meglio giovent e Protagonismo generazionale.
Accesso al futuro: Il lavoro (per mezzo di una azione atta a governare la flessibilit flex security con lintroduzione di maggiori garanzie e nuovi strumenti che garantiscono loccupabilit temporanea anche di giovani studenti, di concerto con il Ministero del Lavoro); il Piano casa (favorendo mutui e non solo affitti, con listituzione di un apposito fondo di garanzia), misure (intergovernative); il sostegno alla famiglia e alla genitorialit (di concerto con il Ministero alla famiglia e quello alle pari opportunit) con anche un azione di promozione delleducazione alla maternit responsabile; provvedimenti di sostegno al merito dei giovani, indipendentemente dalle condizioni della famiglia di origine. Rivoluzione nel merito: Potenziamento del Prestito donore per universitari (di concerto con il Ministero della pubblica Istruzione); promozione della cultura dimpresa e/o dellautoimpiego come possibile alternativa al lavoro dipendente, concentrando con i Ministeri competenti anche agevolazioni fiscali (periodo no-tax per le giovani imprese) e semplificazione amministrativa (possibilit di costituire unimpresa in un giorno); ricerca "dei mille talenti" da selezionare per poter essere da subito inseriti nelle Amministrazioni centrali e periferiche, nazionali ed internazionali ed in una task force per la soluzione delle emergenze; promozione della creativit nazionale, con una particolare attenzione al campo artistico ed alla creazione di un mercato, con proposta di riduzione al 4% della aliquota iva sui prodotti musicali (ora al 20%), al pari degli altri prodotti culturali. La meglio giovent: Azione di promozione di storie positive che assomigliano a quelle di tantissimi ragazzi, quasi mai raccontate dai media al grande pubblico; educazione alla cittadinanza e riscoperta della memoria nellintergenerazionalit; progetti comuni con Ministero alla Salute di prevenzione sui consumi di sostanze e sui disturbi alimentari. Protagonismo generazionale: Proposta di legge costituzionale per corrispondenza anagrafica tra elettorato attivo e passivo nelle elezioni di camera e Senato; promozione di spazi daggregazione, depressione, di sviluppo di attitudini artistiche, di socializzazione e formazione, oltre che nel dare attuazione (in collaborazione con il Ministero alla Pubblica Istruzione), al DPR 567/96 che stabilisce lapertura pomeridiana delle scuole per attivit autogestite dagli studenti; promozione delle Comunit Giovanili (cos come gi istituite e sperimentate dalla Regione Lazio con L. R.), intese come i luoghi in cui i ragazzi sono
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liberi di fare musica, teatro, cinema, organizzare convegni, realizzare ,mostre fotografiche, leggere libri e giornali, navigare su internet, svolgere corsi di genere, fare sport, e naturalmente divertirsi. Istituzione di un Osservatorio nazionale in grado di valutare con seriet e precisione il complesso delle attivit e provvedimento normativo sulla figura giuridica delle Comunit giovanili; avvio di un portale di accesso a una lunga serie di informazioni e servizi destinati ai giovani, con la possibilit di partecipare a un sistema di effettiva interazione tra listituzione e gli utenti; contrasto al "divario digitale"; coinvolgimento dellassociazionismo giovanile e del Forum Nazionale della Giovent nella programmazione e nella realizzazione delle iniziative del Ministero, cos come per le rappresentanze delle Consulte giovanili e Consigli comunali dei giovani e delle rappresentanze dellAnci; costituzione, nascita e riconoscimento del Consiglio Nazionale della Giovent come interlocutore ufficiale del Governo, del Parlamento e delle altre organizzazioni sociali ed economiche, per dare una voce ai giovani su tutti i temi che li riguardano da vicino; attivazione di una piattaforma comune ai 1219 Informagiovani presenti sul territorio nazionale, definendone linee guida, standard di qualit e modalit operative innovative; promozione del dialogo interculturale tra le nuove generazioni, con lo sviluppo dellAgenzia nazionale Giovani e linserimento della rete degli sportelli Eurodesk (con 111 punti locali decentrati in Italia) in un network nazionale che riguarder tutte le strutture capaci di interfacciarsi con i giovani, promuovendo a vario livello la cittadinanza attiva; Consulta interreligiosa (Bazzanella, 2010, pp.86, 87).

Tali ambiti dintervento, oggi sono le rinnovate sfide che si pongono in essere per i giovani, in quanto tematiche centrali e intrecciate, che restano attuali e di forte impatto nelle traiettorie delle biografie di un individuo. Gli strumenti utilizzati per il raggiungimento di scopi sopraindicati come il Fondo Nazionale per le Politiche Giovanili, volto a finanziare azioni e progetti in materia, sono individuati e utilizzati in concertazione con Regioni, province e Comuni attraverso le rispettive rappresentanze; nello specifico: Unione Province Italiane (UPI) e Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI). "Anche se non certo solo con i band che si crea un sistema di interventi, questi hanno comunque avuto il pregio di promuovere una rapida "rimessa in moto" di progettualit, fiducia, capitale sociale, nuovo interesse ed
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in generale un rilancio del settore, grazie anche alle nuove risorse immesse di 130 milioni del Fondo nazionale che vengono incrementate a 500 grazie ai cofinanziamenti dei partner territoriali ". (Bazzanella, 2010, p. 92).

2.4 Le Regioni tra partecipazione e informazione


La prima parte dellarticolo 117 d alle regioni potere di intervento (legislativo e regolamentare), proprio nelle principali materie che possono incidere in modo determinante sulle questioni che riguardano i giovani e cio formazione, professioni, ricerca scientifica e tecnologica e sostegno allinnovazione per i settori produttivi, valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attivit culturali, governo del territorio, tutele e sicurezza del lavoro, aziende di credito a carattere regionale, oltre a tutto ci che non di competenza esclusiva dello Stato centrale in quanto interesse regionale (Bazzanella, 2010, p. 168).

La facolt di pensare e attivare meccanismi volti a innescare sostegno e investimento per i giovani, segnale di numerosi passi in avanti fatti dalle Regioni nel corso degli anni. Partendo dalla possibilit di legiferare in materia, norme e disegni di legge sono pensati in base alla categoria anagrafica. Non risulta dunque un chiaro, esplicito riferimento ai parametri considerati per un soggetto dichiarato giovane, n tanto meno una definizione sociologica. E immediato il rimando a classi det nella definizione; quella pi diffusa, ritiene giovane una persona di et compresa tra i 14 e 30 anni; talvolta con una estensione del limite massimo a 34 anni. Da una prima riflessione, percettibile che la durata della giovinezza passata oltre il periodo breve considerato in precedenza,
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parlando non solo di confini incerti, ma giungendo a rilevare una stima di permanenza ventennale. E pertanto inclusa nella legislazione regionale, una logica che comprende azioni volte a giovani coppie o sostegno alla maternit. Il potere di legiferare il primo strumento utilizzato dalle Regioni per intervenire in materia di politiche giovanili. Lidea comune che tale mezzo risulta utilizzato e diffuso in maniera eterogenea; pi propriamente definito a macchia di leopardo; dove il suo inizio da ricercare negli anni '80. Nella modulazione di regolamentazioni in ambito giovanile, la Costituzione conferisce tale facolt gi nel 1948; ma si verificato un netto ritardo nella messa in moto, per chiare difficolt da parte di queste istituzioni nel fare ingresso in un pieno riconoscimento:

[...] le prime elezioni regionali si tennero in Italia solo nel 1970 ed i primi trasferimenti reali di competenze vi furono con le leggi del 1977 (Bazzanella, 2010, p.129).

Fino al 2002 si sono susseguiti 13 provvedimenti, a favore dei giovani; tali norme, sono state pensate e attivate in maniera esclusiva dalle Regioni, senza supporto alcuno e orientamento da parte dello Stato Centrale. Latteggiamento di lasciare a se stesse le Regioni, cos come gli Enti Locali, pone tutto quanto concerne programmazioni e progettazioni alla discrezionalit, nonch possibilit economica e organizzativa di ogni singola istituzione. Attraverso una situazione gestionale che segue modello di riferimento personalistico, di facile intuizione, rimandare alla storica disuguaglianza territoriale tra Nord e Sud del paese. Dal 2002 e per i cinque anni successivi si verificato un periodo di stallo normativo, per poi riprendere intorno al 2007 con la messa appunto di specifici strumenti: Consulte, scambi, Servizio
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civile, Informagiovani, Osservatori e molto altro. Le azioni legislative delle regioni, esplicitano priorit, specifici riferimenti e coordinate per le modalit di confronto con Enti locali e Province, promuovendo ascolto e utilizzando mezzi prossimi ai giovani per conoscerne bisogni, possibilit e accorciare le distanze con la politica ad essi riferita. Ci che pi di tutto entra in collegamento con quanto stabilito dallunione Europea in materia, la trasversalit degli interventi; tali per cui sono coinvolte differenti figure istituzionali, per favorire servizi in piena coerenza e concertazione. Infatti "si trattano le questioni per target anagrafico di giovani (ed alcune anche con una attenzione alle specificit di genere), si approcciano le questioni giovanili con unottica promozionale pi che ripartitiva, anche per quel che riguarda la salute, i comportamenti e gli stili di vita sani. In queste leggi si trovano accenni anche a prassi innovative (es. peer education), al riconoscimento del volontariato giovanile e del Servizio Civile Nazionale" (Bazzanella, 2010, p. 162). Per quanto concerne il metodo della trasversalit, attualmente sono in fase di sperimentazione diverse integrazioni; come ad esempio avviene tra scuola ed extrascuola. "Non solo: anche lorganizzazione del Servizio Civile Regionale per i giovani "pari" tra i 16 ed i 18 anni coinvolta: i volontari possono essere presenti sia nelle scuole che nei centri []" (Bazzanella, 2010, p. 158). Visto che attraverso la Legge 142/90 e decreto legislativo 267/00 riforma dellOrdinamento delle Autonomie Locali, Legge 59/97 e Legge Costituzionale 3/01 sul federalismo amministrativo basato sul principio di sussidiariet, le Regioni unitamente agli Enti Locali, acquisiscono funzioni sociali nella erogazione di servizi alla persona ella comunit; alla luce della riforma apportata al Titolo V della Costituzione in senso federalista: si delinea il rapporto tra Stato e
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Regioni, attraverso listituzione del Ministero alle Politiche Giovanili. Successivamente i suddetti provvedimenti, le Regioni tentano di dare corpo allautonomia acquisita e allormai formalizzato rapporto con lo Stato Centrale, con un accordo di programma per lo sviluppo di politiche giovanile sui rispettivi territori nel biennio 2007/2009, istituendo inoltre per ciascuna Regione, almeno un Ufficio dedicato alle politiche giovanili ; supportati da siti web che informano circa iniziative e attivit poste in essere dalla Regione. Con il Ministero della Giovent sinnesta una linea dinterventi che si dirama in due direzioni o precisamente su due livelli: quello centrale che inficia il piano nazionale, quello territoriale riguardante il contesto territoriale, coinvolgendo gli Enti Locali e le rappresentanze. Attraverso la Conferenza Unificata tenutasi il 14 giugno del 2007 stabilito lutilizzo del Fondo Nazionale per le Politiche Giovanili, per attivare programmi regionali, in concertazione con gli attori della Conferenza, ovvero Stato, Regioni e Autonomie Locali. "In particolare le risorse destinate alle azioni per il territorio vengono suddivise tra Regioni (e Province Autonome), rappresentanze dei Comuni e delle Province" (Bazzanella, 2010, p. 131). La prassi riguardante la distribuzione di risorse regolata tramite Accordi di Programma Quadro (APQ) e sottoscritta da ciascuna Regione e il Ministero.

LAccordo di Programma Quadro (APQ) definisce, per un determinato settore di intervento, le opere, i finanziamenti, le procedure per il monitoraggio dellattuazione degli investimenti da ricomprendersi nelle Intese Istituzionali di Programma Stato Regione. (Bazzanella, 2010, p. 133).

LAccordo di Programma Quadro unitamente alle legislazioni succedutesi negli anni uno strumento necessario affinch la negoziazione tra le parti istituzionali e ciascun interesse di cui si
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fanno portatrici sul tavolo della concertazione, seguano obiettivi positivi a vantaggio di giovani e territorio di cui essi sono espressione.
Giuridicamente la programmazione negoziata definita dalla legge n. 662/1996, articolo 2 comma 203 lettera a), come regolamentazione concordata da soggetti pubblici o tra il soggetto pubblico competente e la parte o le parti pubbliche o private per lattuazione di interventi diversi, riferiti ad un'unica finalit di sviluppo, che richiedono una valutazione complessiva delle attivit di competenza, nellambito delle Regioni e degli altri Enti Locali. (http://www.parlamento.it/parlam/leggi/96662l09.htm)

Tali accordi poi sono esplicitati attraverso una documentazione, che a sua volta resa nota per ragioni di trasparenza sulle pagine web di ciascuna Regione. Punto di forza degli Accordi di Programma Quadro la concertazione, mezzo indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi. Non sempre questo strumento ha portato a risultati sperati, soprattutto se si faccia riferimento al dialogo tra Regione e rappresentanze delle Province e Comuni. Spesso leffetto ostativo dato dal fattore tempo, che risulta sempre molto limitato, in modo particolare per quel che concerne la fase organizzativa e di realizzazione degli interventi; il mancato coinvolgimento di attori quali i giovani, fondamentali per la prassi risolutiva di interessi e priorit. Lesclusione di questi ultimi, non solo determina un affanno nel ricercare e comprendere le strategie pi opportune da attivare sulla base di bisogni primari; ma va in contrasto con gli obiettivi dellUnione Europea in materia, che manifesta un esplicito riferimento alla presenza di rappresentanze giovanili, per ottimizzare e creare interventi in termini di efficacia ed efficienza.

Si tratta di un modo di promuovere la cooperazione e lo scambio delle pratiche migliori e di concordare obiettivi e orientamenti comuni il regolare controllo dei
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progressi compiuti per il loro conseguimento, privilegiando la definizione di tematiche prioritarie e lattuazione di meccanismi foollow-up oltre a comprendere modalit di consultazione dei giovani. Tale metodo consente di comparare le proprie iniziative e di trarre insegnamento dalle esperienze altrui (Libro Bianco e Carta europea di partecipazione)

Unaltra variabile da non sottovalutare quella concernente i finanziamenti, che se retti esclusivamente dal Fondo nazionale, senza alcun contributo del Terzo settore o privati come Fondazioni e banche, per una mancata puntualit negli investimenti, genera il rischio di procedimenti fini a se stessi. A partire da questultima affermazione, riscontrabile che la legge 285/97 Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunit per linfanzia e ladolescenza,6 rappresenta un provvedimento fortemente dipendente sul piano progettuale da finanziamenti di ordine pubblico. La conseguenza che ne deriva la mancanza di risultati ottimali soprattutto nel lungo periodo; poich i limitati contribuiti hanno decretato nella maggior parte dei casi la fine del progetto. La normativa 285/97 non solo connotata da aspetti negativi; essa oltre ad avere punti di debolezza, stata precursore del tentativo di generare risultati maggiori, rispetto al valore delle risorse impiegate nello sviluppo dei progetti pensati per i giovani. Un investimento che fa la politica, per poi trarne i benefici nel recupero non solo delle risorse investite, ma attraverso questi interventi, consapevole di innescare un effetto volano, tale per cui si registrano esiti positivi sul sistema dei servizi, "consolidando, incrementando o differenziando le varie tipologie di offerta e, in
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istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza finalizzato alla realizzazione di interventi a livello nazionale, regionale e locale per favorire la promozione dei diritti, la qualit della vita, lo sviluppo, la realizzazione individuale e la socializzazione dell'infanzia e dell'adolescenza, privilegiando l'ambiente ad esse pi confacente ovvero la famiglia naturale, adottiva o affidataria, in attuazione dei principi della Convenzione sui diritti del fanciullo resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176, e degli articoli 1 e 5 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. http://www.camera.it/parlam/leggi/97285l.htm

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ultima analisi, inducendo un aumento della domanda di servizi stessi; la produzione normativa, ispirata o coerente con le finalit della legge; le risorse economiche e finanziarie specificamente destinate alle politiche per linfanzia e ladolescenza; il piano culturale, contribuendo allaffermazione di una cultura dellinfanzia e delladolescenza". (Quaderno 47: "Riflessioni su dieci anni di attuazione della legge 285/97) Questa tendenza si ulteriormente sviluppata grazie alla virtuosit della concertazione negli Accordi di programma Quadro, in modo tale da sviluppare il passaggio da una tipologia di "effetti volano" a "effetti moltiplicatori di risorse". Levoluzione risiede

nellintroduzione del meccanismo di cofinanziamento e in precisi presupposti che devono verificarsi nella configurazione del rapporto tra gli attori istituzionali. Nello specifico:
La virtuosit del percorso di concertazione tra Regioni (e province Autonome) e Ministero, possibile grazie a tre presupposti e cio: la disponibilit iniziale dei fondi; la certezza dellinterlocutore la puntualit di erogazione delle risorse con il rispetto dei tempi (Bazzanella, 2010, p. 148).

Leffetto moltiplicatore trova terreno fertile soprattutto nelle sedi in cui il dialogo parte da una concezione imprescindibile; quella di mettere a disposizione risorse e azioni non con latteggiamento di chi crede di investire a fondo perduto, ma con la consapevolezza di produrre e incrementare le energie utilizzate in partenza. Per far si che ci avvenga, i soggetti coinvolti devono possedere un capitale che gli consenta una certa autonomia; dunque diventa necessaria la presenza di una eterogeneit di competenze. "Dalle diverse sperimentazioni emerge che i risultati pi alti in questa direzione si
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ottengono proporzionalmente sia al numero di attori coinvolti, che alla capacit di coinvolgere direttamente i giovani in questa fase" (Bazzanella, 2010, p. 150). La presenza di giovani nella concertazione necessaria per la realizzazione di risultati in termini di efficienza ed efficacia, molto spesso le criticit che riguardano laspetto comunicativo tra i diversi attori istituzionali, non hanno consentito il coinvolgimento dei destinatari della politica; una tale mancanza penalizzante, in quanto ostacola la produzione del senso di cittadinanza attiva e sviluppo del territorio. Come spesso ribadito le regioni italiane, sono in una condizione che le particolarizza, non solo sul piano territoriale, ma storico, sociale e politico. Nel complesso dunque possibile riscontrare delle eterogeneit tra un contesto e laltro, anche per quel che concerne le politiche. Tali diversit, talvolta sono interpretate come squilibrio e arretratezza, soprattutto se lo sguardo rivolto al Sud, dove le regioni che vi fanno parte sono pi povere rispetto quelle del Nord. LEuropa ha pensato a delle iniziative per colmare queste differenze, mettendo a disposizione aiuti pubblici attraverso il Quadro strategico nazionale per la politica regionale di sviluppo 2007-2013e il Ministero ha previsto "un servizio di supporto alle Regioni"(Bazzanella, 2010, p. 170), presentato come Obiettivo convergenza, lo scopo quello di equiparare la situazione della Calabria, Campania, Puglia e Sicilia "nellambito del Piano di riorganizzazione e rafforzamento della capacit per la giovent PON GAT (con risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale)ed anche per la realizzazione delle azioni di sistema a favore delle aree sottoutilizzate, relativamente allefficiente attuazione di Accordi di Programma Quadro " (Bazzanella, 2010, p. 170).
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Lobiettivo quello di usufruire delle politiche giovanili per conferire uno slancio positivo al territorio interessati; il Ministero cos individua cinque macro-ambiti, attraverso i quali pensare e programmare interventi:

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governance dei processi di programmazione; partecipazione attiva dei giovani; sviluppo urbano, inclusione sociale e legalit; imprenditoria giovanile, societ dellinformazione e creativit; internazionalizzazione dei giovani e dialogo interculturale (Bazzanella, 2010, pp. 170, 171).

La posizione assunta dalle istituzioni chiaramente conforme allidea di considerare i giovani come mezzo per un investimento di lungo periodo. Il presupposto di partire da ambiti tematici che inficiano sul miglioramento del contesto a cui esse sono destinate, prendono corpo in Campania con limpegno nella realizzazione e implementazione di centri polifunzionali volti alla popolazione giovanile di riferimento, cos come incentivare e supportare attivit culturali e aggregative. Per quanto concerne area di informazione e lavoro, lobiettivo quello di promuovere limprenditoria giovanile, agevolando rispetto la possibilit di usufruire di fondi e microincentivi e soprattutto nei confronti delle donne, stimolando interesse e competenze verso settori a maggiore valore aggiunto. La politica inoltre favorisce scambi interculturali attraverso esperienze internazionali, per incentivare sensibilit e tolleranza tra culture altre, ma in modo particolare punta sulla cittadinanza attiva, una maggiore

sensibilizzazione e coinvolgimento verso il proprio territorio, con il fine di concretizzare il senso europeista, "sentirsi cio cittadino dellUnione Europea." Un ruolo fondamentale per la realizzazione dei punti sopra citati, che funge da supporto, conferendogli valore
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ufficiale dato dal programma Giovent in Azione (2007-2013). Il documento diviso in settori e obiettivi:

Formazione e Istruzione Obiettivi Il programma dazione comunitaria "Giovent in azione", mira a sviluppare la cooperazione nel settore della giovent nellUnione europea. Gli Obiettivi generali del programma sono i seguenti: a) promuovere la cittadinanza attiva dei giovani, in generale, e la loro cittadinanza europea in particolare; b) sviluppare la solidariet e promuovere la tolleranza fra i giovani, in particolare per rafforzare la coesione sociale dellUE; c) favorire la comprensione reciproca tra i giovani di paesi diversi; d) contribuire allo sviluppo della qualit dei sistemi in sostegno alle attivit dei giovani ed allo sviluppo della capacit delle organizzazioni della societ civile nel settore della giovent; e) favorire la cooperazione europea nel settore della giovent. Gli obiettivi generali del programma sono complementari agli obiettivi perseguiti in altri settori di attivit della Comunit, in particolare nel settore della formazione lungo tutto larco della vita, compresi la formazione professionale e lapprendimento non formale ed informale, nonch in altri settori quali la cultura, lo sport e loccupazione. 3. Gli obiettivi generali del programma contribuiscono allo sviluppo delle politiche dellUE, in particolare per quanto riguarda il riconoscimento della variet culturale, multiculturale linguistica dellEuropa, la promozione della coesione sociale e la lotta contro ogni forma di discriminazione fondata sul sesso, la razza o lorigine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, let o lorientamento sessuale, e per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile. Gli obiettivi specifici sono i seguenti: 1. Nellambito dellobiettivo generale di promuovere la cittadinanza attiva dei giovani, in generale, e la loro cittadinanza europea in particolare: a) offrire ai giovani e alle organizzazioni giovanili lopportunit di partecipare allo sviluppo della societ in generale e dellUE in particolare; b) sviluppare il sentimento dappartenenza allUE da parte dei giovani; c) promuovere la partecipazione dei giovani alla vita democratica in Europa; d) sviluppare la mobilit dei giovani in Europa; e) sviluppare lapprendimento interculturale da parte dei giovani; f) promuovere i valori fondamentali dellUE presso i giovani, in particolare il rispetto della dignit umana, luguaglianza, il rispetto dei diritti umani, la tolleranza e la non discriminazione; g) incoraggiare lo spirito di iniziativa, dimpresa e di creativit; h) facilitare la partecipazione al programma da parte dei giovani con minori opportunit, compresi i giovani con disabilit; i) garantire il rispetto della parit tra uomini e donne nella partecipazione al programma e la promozione della parit di genere nel quadro delle azioni; j) fornire opportunit di apprendimento non formale e informale che abbiano una dimensione europea e offrire opportunit innovative in relazione alla cittadinanza attiva.
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2. Nellambito dellobiettivo generale di sviluppare la solidariet e promuovere la tolleranza fra i giovani, in particolare per rafforzare la coesione sociale dellUE: a) offrire ai giovani lopportunit di esprimere il loro impegno personale con attivit di volontariato a livello europeo ed internazionale; b) associare i giovani alle attivit di promozione della solidariet tra i cittadini dellUE. 3. Nellambito dellobiettivo generale di favorire la comprensione reciproca tra i giovani di paesi diversi: a) sviluppare gli scambi ed il dialogo interculturale tra i giovani europei ed i giovani dei paesi limitrofi; b) contribuire a sviluppare in questi paesi la qualit delle strutture di sostegno per i giovani e il ruolo di coloro che sono attivi nellanimazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili; c) sviluppare con altri paesi progetti di cooperazione tematica che coinvolgano i giovani e coloro che sono attivi nellanimazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili. 4. Nellambito dellobiettivo generale di contribuire allo sviluppo della qualit dei sistemi di sostegno alle attivit dei giovani ed allo sviluppo delle capacit delle organizzazioni della societ civile nel settore della giovent: a) contribuire alla messa in rete delle organizzazioni interessate; b) sviluppare la formazione e la cooperazione tra coloro che sono attivi nellanimazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili; c) stimolare linnovazione in materia di attivit a favore dei giovani; d) contribuire al miglioramento dellinformazione dei giovani, prestando nel contempo particolare attenzione allaccesso dei giovani con disabilit; e) sostenere i progetti e le iniziative a lungo termine per i giovani di organismi regionali e locali; f) facilitare il riconoscimento dellapprendimento non formale dei giovani e delle competenze acquisite grazie alla partecipazione al presente programma; g) scambiare le buone pratiche. 5. Nellambito dellobiettivo generale di favorire la cooperazione europea nel settore della giovent, tenendo debitamente conto dei livelli locale e regionale: a) incoraggiare lo scambio di buone pratiche e la cooperazione tra amministrazioni e responsabili politici a tutti i livelli; b) incoraggiare il dialogo strutturato tra i responsabili politici ed i giovani; c) migliorare la conoscenza e la comprensione del settore della giovent; d) contribuire alla cooperazione tra varie attivit di volontariato giovanile nazionali e internazionali. Interventi Tali azioni vengono realizzate tramite le misure seguenti: Azione 1 Giovent per lEuropa Questa azione punta a rafforzare la cittadinanza attiva dei giovani e la comprensione reciproca tra i giovani mediante le misure seguenti: 1.1. Scambi di giovani Gli scambi di giovani permettono ad uno o pi gruppi di giovani di essere accolti da un gruppo di un altro paese per realizzare un programma di attivit in comune. Tali scambi sono in linea di principio destinati a giovani tra i 13 e i 25 anni. Queste attivit basate su partnership transnazionali tra i vari protagonisti di un progetto implicano la partecipazione attiva dei giovani e puntano a permettere la scoperta e la sensibilizzazione verso realt sociali e culturali diverse, offrendo ai giovani lopportunit di imparare reciprocamente e di rafforzare la loro
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consapevolezza di essere cittadini europei. Il sostegno si basa soprattutto su attivit multilaterali improntate alla mobilit di gruppo ma non esclude attivit bilaterali di questo tipo. Gli scambi bilaterali di gruppo sono appropriati soprattutto qualora si tratti di una prima attivit europea o dellattivit di associazioni di piccole dimensioni o locali prive di esperienza a livello europeo. Inoltre sono particolarmente utilizzati per i giovani con minori opportunit, per rafforzare la loro partecipazione al programma. Questa misura sostiene anche attivit preparatorie e di follow-up miranti a rafforzare la partecipazione attiva di tali giovani ai progetti, in particolare a livello linguistico ed interculturale. 1.2. Sostegno alle iniziative dei giovani Questa misura sostiene progetti nei quali i giovani partecipano attivamente e direttamente ad attivit da essi stessi concepite e di cui sono i principali protagonisti, per svilupparne lo spirito diniziativa e imprenditoriale nonch la loro creativit. In linea di principio questa misura si applica ai giovani tra i 18 ed i 30 anni, ma alcune iniziative, con un controllo adeguato, possono essere realizzate gi a partire da 15 anni. Questa misura permette di sostenere progetti di iniziative di gruppo concepite a livello locale, regionale e nazionale e la messa in rete di progetti simili condotti in vari paesi, per rafforzarne il carattere europeo e moltiplicare la cooperazione e lo scambio di esperienze tra i giovani. Particolare attenzione prestata ai giovani con minori opportunit. 1.3. Progetti di democrazia partecipativa Questa misura sostiene progetti o attivit che mirano a favorire la partecipazione dei giovani alla vita democratica. Tali progetti ed attivit prevedono la partecipazione attiva dei giovani alla vita attiva della loro comunit a livello locale, regionale, nazionale o internazionale. In linea di principio questa misura si applica ai giovani tra i 13 ed i 30 anni. Questi progetti o attivit sono basati su partnership internazionali che permettono la messa in comune, a livello europeo, di idee, scambi di esperienze e buone pratiche di progetti o attivit condotte a livello locale o regionale, basate sul miglioramento della partecipazione dei giovani ai vari livelli. Queste attivit possono comprendere lorganizzazione di consultazioni di giovani riguardo alle loro necessit ed i loro desideri al fine di sviluppare nuovi approcci in materia di partecipazione attiva dei giovani in unEuropa democratica. Azione 2 Servizio volontario europeo Il servizio volontario mira a sviluppare la solidariet dei giovani, a promuoverne la cittadinanza attiva ed a favorire la comprensione reciproca tra i giovani, tramite le misure seguenti. Il giovane volontario partecipa, in un paese diverso da quello dove risiede, ad unattivit non lucrativa e non remunerata a beneficio della collettivit. Il servizio volontario europeo non deve incidere negativamente sulle occupazioni remunerate, potenziali o esistenti, n sostituirsi ad esse. Il servizio volontario europeo dura almeno due mesi, fino ad un massimo di dodici. In casi debitamente giustificati, in particolare per favorire la partecipazione dei giovani con minori opportunit, possono essere concessi periodi pi brevi e previsti progetti di volontariato cui sono ammessi gruppi di giovani. Questa misura sostiene anche progetti di volontariato che consentano a gruppi di giovani di partecipare collettivamente ad attivit di portata locale, regionale, nazionale, europea o internazionale in vari settori, tra cui, ad esempio, la cultura, lo sport, la protezione civile, lambiente e laiuto allo sviluppo. In casi eccezionali a seconda
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dei compiti da svolgere e delle situazioni nelle quali vengono impiegati i volontari, alcuni tipi di progetti possono richiedere la selezione dei candidati che dispongono di competenze specifiche. La misura si applica ai giovani tra i 18 ed i 30 anni; ma con un controllo adeguato alcune attivit possono essere realizzate gi a partire da 16 anni. Questa misura finanzia per intero o parzialmente lindennit del volontario, la sua assicurazione, le sue spese di sussistenza e di viaggio nonch, se del caso, un aiuto supplementare per i giovani con minori opportunit. Questa misura sostiene inoltre le attivit miranti a formare e a seguire da vicino i giovani volontari ed a coordinare i vari partner, nonch le iniziative intese a giovarsi dellesperienza acquisita dai giovani durante il servizio volontario europeo. Gli Stati membri e la Commissione assicurano il rispetto degli standard qualitativi: il volontariato implica una dimensione di istruzione non formale, che si concretizza attraverso attivit pedagogiche miranti a preparare i giovani sul piano personale, interculturale e tecnico, ed attraverso un costante sostegno personale. Unimportanza particolare attribuita alla partnership tra i diversi soggetti coinvolti nel progetto ed alla prevenzione dei rischi. Azione 3 Giovent nel mondo Questa azione punta a sviluppare la comprensione reciproca tra i popoli in uno spirito dapertura al mondo, contribuendo al contempo allo sviluppo di sistemi di qualit che sostengano le attivit dei giovani nei paesi interessati. Essa aperta ai paesi partner del programma. 3.1. Cooperazione con i paesi limitrofi dellUE Questa misura sostiene progetti svolti in cooperazione con i paesi partner del programma considerati paesi vicini in base alle disposizioni della politica europea di vicinato dellUE e a norma dellarticolo 5, paragrafo 2, nonch in cooperazione con la Federazione russa e i paesi dei Balcani occidentali. Questa misura sostiene scambi di giovani, di norma multilaterali ma anche bilaterali, che consentono a vari gruppi di giovani provenienti dai paesi partecipanti al programma e dai paesi limitrofi allEuropa di incontrarsi per realizzare un programma di attivit in comune. In linea di principio questa misura si applica ai giovani tra i 13 ed i 25 anni. Tali attivit basate su partnership transnazionali tra i vari soggetti di un progetto prevedono una formazione preliminare del personale di inquadramento e la partecipazione attiva dei giovani; il loro obiettivo permettere ai giovani di scoprire ed essere sensibilizzati a realt sociali e culturali diverse. Le attivit miranti a rafforzare la partecipazione attiva di questi giovani ai progetti possono beneficiare di un finanziamento, in particolare quando si tratta di una preparazione a livello linguistico ed interculturale. A condizione che nei paesi limitrofi siano create strutture nazionali di gestione adeguate, possono essere finanziate anche le iniziative di giovani o di gruppi di giovani concepite a livello locale, regionale e nazionale in questi paesi, a condizione che siano realizzate con iniziative simili nei paesi partecipanti al programma. Si tratta di attivit che i giovani stessi hanno concepito e di cui sono i soggetti principali. In linea di principio questa attivit destinata ai giovani tra i 18 ed i 30 anni, ma alcune iniziative, con un controllo adeguato, possono essere realizzate gi a partire da 16 anni. Questa misura sostiene attivit miranti a rafforzare la capacit delle organizzazioni non governative nel settore della giovent e la loro messa in rete, riconoscendo il ruolo importante che queste organizzazioni possono svolgere nello sviluppo della societ civile nei paesi limitrofi. Essa riguarda la formazione di coloro che sono attivi nellanimazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili e il loro scambio di esperienze, di competenza e di
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buone pratiche. Questa misura sostiene le attivit che potrebbero sfociare nella messa a punto di progetti e di partnership durevoli e di qualit. Questa misura sostiene inoltre progetti che stimolano linnovazione e la qualit, miranti ad introdurre, attuare e promuovere approcci innovativi nel settore della giovent. Un aiuto finanziario pu essere accordato alle azioni dinformazione rivolte ai giovani ed a coloro che sono attivi nellanimazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili. Questa misura sostiene inoltre le attivit che permettono la cooperazione nel settore della giovent con i paesi limitrofi. Queste attivit mirano in particolare a promuovere la cooperazione e lo scambio di idee e di buone pratiche nel settore della giovent, nonch altre misure di valorizzazione e di diffusione dei risultati dei progetti e delle attivit relative al settore giovanile nei paesi interessati. 3.2. Cooperazione con gli altri paesi Questa misura sostiene attivit di cooperazione nel settore della giovent, in particolare lo scambio di buone pratiche con gli altri paesi partner del programma. Essa incoraggia lo scambio tra coloro che sono attivi nellanimazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili e la loro formazione, nonch lo sviluppo di partnership e reti tra organizzazioni giovanili. Scambi multilaterali e bilaterali di giovani possono essere realizzati su una base tematica tra questi paesi ed i paesi partecipanti. I finanziamenti sono accordati alle attivit che dimostrano un potenziale moltiplicatore. Nellambito della cooperazione con paesi industrializzati, questa misura finanzia solo i beneficiari europei dei progetti. Azione 4 Sistemi di sostegno per i giovani Questa azione punta a sviluppare la qualit delle strutture di sostegno al servizio dei giovani, a sostenere il ruolo di coloro che sono attivi nellanimazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili, a sviluppare la qualit del programma ed a favorire limpegno civico dei giovani a livello europeo sostenendo le organizzazioni giovanili operanti a livello europeo nel settore della giovent. 4.1. Supporto ad organismi attivi a livello europeo nel settore della giovent Questa misura sostiene il funzionamento delle organizzazioni non governative attive a livello europeo nel settore della giovent che perseguono un obiettivo dinteresse generale europeo. Le loro attivit devono in particolare contribuire alla partecipazione attiva dei giovani cittadini alla vita pubblica ed alla societ nonch allo sviluppo ed allattuazione di azioni di cooperazione europea nel settore della giovent in senso ampio. Per potere beneficiare di una sovvenzione di funzionamento, unorganizzazione deve rispettare le disposizioni seguenti: - deve essere giuridicamente costituita almeno da un anno, - deve trattarsi di unorganizzazione senza scopi di lucro, - deve avere sede in uno dei paesi partecipanti al programma a norma dellarticolo 5, paragrafo 1, o in alcuni Stati dellEuropa orientale (cio Bielorussia, Moldova, Federazione russa, Ucraina), - deve esercitare le sue attivit a livello europeo, sola o sotto forma di diverse associazioni coordinate, e la sua struttura e le sue attivit devono coprire almeno otto paesi che partecipano al programma; pu trattarsi di una rete europea rappresentativa di organizzazioni attive a favore dei giovani, - le sue attivit devono essere conformi ai principi che stanno alla base dellazione comunitaria nel settore della giovent,
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- pu trattarsi di unorganizzazione che sviluppa le sue attivit esclusivamente a favore dei giovani o di unorganizzazione a scopo pi ampio, che sviluppa una parte delle sue attivit a favore dei giovani, - lorganizzazione deve coinvolgere i giovani nella gestione delle attivit sviluppate a loro favore. I beneficiari sono scelti sulla base di inviti a presentare proposte. Convenzioni quadro relative a partnership pluriennali possono essere concluse con le organizzazioni prescelte. Tuttavia, le convenzioni quadro non escludono il lancio di inviti a presentare proposte annuali per selezionare ulteriori beneficiari. Le attivit principali delle organizzazioni giovanili suscettibili di contribuire al rafforzamento e allefficacia dellazione comunitaria sono: - funzione di rappresentazione dei punti di vista ed interessi dei giovani nella loro variet a livello europeo, - scambi di giovani e servizi di volontariato, - apprendimento non formale ed informale e programmi dattivit per la giovent, - promozione dellapprendimento e della comprensione interculturali, - dibattiti su questioni europee, sulle politiche dellUE o sulle politiche per i giovani, - diffusione di informazioni sullazione comunitaria, - azioni volte a favorire la partecipazione e liniziativa dei giovani. A titolo della presente misura sono prese in considerazione per la determinazione della sovvenzione di funzionamento solo le spese di funzionamento necessarie al corretto svolgimento delle attivit normali dellorganismo selezionato, in particolare le spese di personale, le spese generali (affitti, oneri immobiliari, attrezzature, forniture per uffici, telecomunicazioni, spese postali, ecc.), le spese per le riunioni interne e le spese di pubblicazione, dinformazione e di diffusione. La sovvenzione accordata nel rispetto dellindipendenza dellorganismo riguardo alla selezione dei suoi membri e della sua autonomia quanto alla definizione dettagliata delle sue attivit. Almeno il 20 % del bilancio degli organismi interessati deve provenire da parte di fonti diverse da quelle comunitarie. 4.2. Sostegno al forum europeo della giovent Nel quadro di questa misura possono essere accordate sovvenzioni per il sostegno delle attivit permanenti del forum europeo della giovent, di seguito il forum, organismo che persegue un obiettivo dinteresse generale europeo, nel rispetto dei principi seguenti: - indipendenza del forum europeo della giovent riguardo alla selezione dei suoi membri, garantendo la pi ampia rappresentazione possibile dei vari tipi di organizzazioni della giovent, - autonomia del forum nel definire le proprie attivit, - associazione quanto pi ampia possibile alle attivit del forum delle organizzazioni della giovent non membri e dei giovani che non fanno parte di organizzazioni, - contributo attivo del forum alle attivit politiche che riguardano i giovani a livello europeo, rispondendo in particolare alle domande delle istituzioni europee quando consultano la societ civile e spiegando ai suoi membri le posizioni adottate da tali istituzioni. Le spese ammissibili del forum riguardano al contempo le spese di funzionamento e le spese necessarie alla realizzazione delle proprie azioni. Data la necessit di assicurare la permanenza del forum, al momento di stanziare le
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risorse del programma si tiene conto dellorientamento seguente: le risorse annuali stanziate per il forum non sono inferiori a 2 milioni di EUR. Le sovvenzioni possono essere concesse al forum previa ricezione di un piano di lavoro e di un bilancio appropriati. Le sovvenzioni possono essere concesse su base annuale o possono essere rinnovabili contestualmente ad un accordo quadro di partnership con la Commissione. Il forum beneficia di un cofinanziamento pari almeno al 20 % del suo bilancio da parte di fonti diverse da quelle comunitarie. Le attivit realizzate dal forum sono in particolare le seguenti: - funzione di rappresentanza delle organizzazioni giovanili presso lUE, - funzione di coordinamento delle posizioni degli organismi associati nei confronti dellUE, - rilancio delle informazioni sulla giovent nei confronti delle istituzioni europee, - rilancio delle informazioni dellUE nei confronti dei consigli nazionali della giovent e delle organizzazioni non governative, - promozione e preparazione della partecipazione dei giovani alla vita democratica, - contributi al nuovo quadro di cooperazione deciso a livello dellUE nel settore della giovent, - contributo allo sviluppo di politiche giovanili, progetti per la giovent ed opportunit nel campo dellistruzione nonch alla moltiplicazione delle informazioni relative ai giovani ed allo sviluppo di strutture rappresentative per i giovani in tutta lEuropa, - azioni di dibattito e di riflessione sulla giovent in Europa ed in altre parti del mondo nonch sullazione dellUE a favore dei giovani. 4.3. Formazione e messa in rete di coloro che sono attivi nellanimazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili. Questa misura sostiene le attivit miranti alla formazione di coloro che sono attivi nellanimazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili in questo campo, in particolare dei responsabili di progetti, dei consulenti per i giovani nonch degli esperti partecipanti ai progetti. Inoltre sostiene lo scambio di esperienze, di competenze e di buone pratiche tra coloro che sono attivi nellanimazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili. La misura sostiene inoltre le attivit che agevolano la creazione di progetti, partnership e reti durature e di qualit nel quadro del programma. Pu comprendere, ad esempio, la formazione tramite osservazione diretta in situazione di lavoro. necessario prestare particolare attenzione alle attivit che favoriscono la partecipazione dei giovani che incontrano particolari difficolt a partecipare ad azioni comunitarie. 4.4. Progetti volti a stimolare linnovazione e la qualit Questa misura sostiene i progetti miranti ad introdurre, attuare e promuovere approcci innovativi nel settore della giovent. Tali approcci innovativi possono riguardare i contenuti e gli obiettivi connessi allevoluzione del quadro della cooperazione europea nel settore della giovent, la partecipazione di partner di diversa provenienza o la diffusione delle informazioni. 4.5. Azioni dinformazione rivolte ai giovani e a coloro che sono attivi nellanimazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili Questa misura sostiene le informazioni e la comunicazione rivolte ai giovani migliorando il loro accesso alle informazioni pertinenti ed ai servizi di comunicazione, al fine di aumentarne la partecipazione alla vita pubblica e a facilitare lespressione delle loro potenzialit di cittadini attivi e responsabili. A tale scopo verranno sostenute le attivit di livello europeo e nazionale che
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migliorano laccesso dei giovani allinformazione ed ai servizi di comunicazione, rafforzano la diffusione di uninformazione di qualit e aumentano la partecipazione dei giovani alla preparazione e alla diffusione delle informazioni. Questa misura contribuisce per esempio allo sviluppo di portali europei, nazionali, regionali e locali miranti a diffondere informazioni specifiche per i giovani tramite qualsiasi tipo di mezzo, segnatamente tramite quelli che i giovani utilizzano pi spesso. Lazione pu inoltre sostenere misure volte a promuovere limpegno dei giovani nella preparazione e diffusione di consigli e prodotti dinformazione comprensibili, di facile uso e mirati, per migliorare la qualit dellinformazione e laccesso alla stessa da parte di tutti i giovani. Tutte le pubblicazioni devono rispettare la parit e la diversit. Questa misura permette di finanziare partnership con organi regionali o locali, allo scopo di sviluppare durevolmente progetti che potranno combinare varie misure del programma. Il finanziamento riguarda i progetti e le attivit di coordinamento. 4.7. Sostegno alle strutture del programma Questa misura permette di finanziare le strutture a livello europeo e nazionale, in particolare le agenzie nazionali. Questa misura permette inoltre di finanziare organismi assimilati, quali i coordinatori nazionali, i centri di risorse, la rete Eurodesk, la piattaforma euromediterranea della giovent e le associazioni di giovani volontari europei, che agiscono in qualit di organi dattuazione a livello nazionale 4.8. Valorizzazione La Commissione pu organizzare seminari, congressi o riunioni suscettibili di facilitare lattuazione del programma. Essa pu inoltre procedere a qualsiasi azione appropriata in materia di informazione, pubblicazione e diffusione, nonch a una valutazione e ad un controllo del programma. Tali attivit possono essere finanziate tramite sovvenzioni, ottenute mediante appalti pubblici o organizzate e finanziate direttamente dalla Commissione. Azione 5 Sostegno alla cooperazione europea nel settore della giovent Questa azione punta a favorire la cooperazione europea nel settore della giovent. 5.1. Incontri di giovani e di responsabili delle politiche per la giovent Questa misura sostiene le attivit che permettono la cooperazione politica, i seminari ed il dialogo strutturato tra i giovani, coloro che sono attivi nellanimazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili, da una parte, ed i responsabili della politica per la giovent, dallaltra. Queste attivit mirano in particolare a promuovere la cooperazione e lo scambio di idee e di buone pratiche nel settore della giovent, le conferenze organizzate dalle presidenze dellUE, nonch altre attivit di valorizzazione e di diffusione dei risultati dei progetti e delle attivit della Comunit relative al settore della giovent. Questa misura comprende la settimana europea della giovent, che potrebbe includere eventi negli Stati membri e a livello europeo sullattivit delle istituzioni europee, un dialogo tra i responsabili decisionali europei e i giovani, e la premiazione dei migliori progetti di giovani sostenuti dal programma. Questa misura pu in particolare sostenere gli obiettivi perseguiti tramite il metodo di coordinamento aperto nel settore della giovent e il patto europeo per la giovent, nonch la cooperazione tra attivit di volontariato nazionali e internazionali. 5.2. Sostegno alle attivit miranti ad una migliore comprensione e conoscenza del settore della giovent
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Questa misura sostiene progetti specifici volti a individuare conoscenze correlate a temi prioritari del settore giovanile fissati nel quadro del metodo di coordinamento aperto, nonch dei progetti che permettano di completarli, attualizzarli ed agevolarne laccessibilit. Inoltre mira a sostenere lo sviluppo di metodi che permettano di analizzare e comparare i risultati di studi e garantirne la qualit. Il programma pu inoltre sostenere attivit relative alla messa in rete dei vari soggetti del settore della giovent. 5.3. Cooperazione con organizzazioni internazionali Questa azione pu sostenere la cooperazione dellUE con organizzazioni internazionali competenti in materia di giovent, in particolare il Consiglio dEuropa e lOrganizzazione delle Nazioni Unite o le sue istituzioni specializzate. (http://db.formez.it/ProgrammiComunitari.nsf)

Puntare alla partecipazione attiva, al miglioramento dellinformazione per giungere a un livello ottimale di coinvolgimento, rappresenta la sfida che le Regioni in generale e la Campania in particolare si ripropongono, per fare di tali principi il punto di forza delle azioni rivolte ai giovani. Quanto esposto finora da considerare come base, per comprendere come le politiche giovanili hanno messo radici in un territorio considerato eterogeneo nel complesso della prospettiva nazionale, ma altrettanto diversificato nelle varie Province e nei Comuni a esso appartenenti.

2.5 Gli strumenti delle politiche giovanili: Linformazione il punto di partenza per lattuazione di servizi volti alla partecipazione attiva nel contesto sociale di riferimento. Tutto quanto concerne la diffusione di interventi, programmi in materia, erogato attraverso Servizi Informativi, Osservatori, Consulte, Forum e Spazi Giovanili; supportati in alcuni casi dal Terzo Settore e
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organizzazioni

giovanili;

oltre

che

calibrati,

coordinati

da

regolamentazioni e accordi stabiliti ex ante dagli attori interessati, quali Regioni, Province e Comuni.

2.5.1 Gli InformaGiovani La nascita degli Informagiovani non differente da quella di molti servizi che fanno il loro esordio negli anni '60; partono innanzitutto da una esigenza, uno stato di bisogno. Il primo Centro Informagiovani mette radici in Belgio e in modo particolare a Bruxelles con lo scopo di offrire supporto per linserimento

lavorativo ai figli degli immigrati. La connotazione dei Servizi conferita da associazioni giovanili con un forte coinvolgimento politico e sociale. Nel 1967 il Governo Francese commissiona la stesura del libro bianco circa la condizione della popolazione giovanile ed proprio in quel momento che per la prima volta si parla di Centro dInformazione. Sempre in Francia, lo Stato Centrale

appoggia e richiede la realizzazione di un coordinamento di Centri Informazione, finanziandone il progetto. Lo stesso governo poi unitamente alla Comunit Europea nellAnno Internazionale della Giovent 1984/84, vuole listituzione di un comitato organizzativo degli InformaGiovani, i cui partecipanti sono operatori e funzionari provenienti da dieci paesi, Italia compresa. Attraverso questa serie di iniziative e con un maggiore impegno nella promozione e
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valorizzazione della rete in Europa dei Centri Informazione, nel 1986 nasce lAssociazione per linformazione e la consulenza dei giovani (ERYICA). Tale associazione non governativa e senza alcun fine di lucro, funge da collante, mettendo in comunicazione tutti i coordinamenti nazionali per ottimizzare il lavoro di informazione e orientamento dei giovani. LInformaGiovani uno strumento importante per le Politiche Giovanili, esso riesce a realizzare la fotografia della popolazione giovanile di riferimento, perch ne coglie usi, valori, bisogni, riprendendone i mutamenti nel tempo. Assolve inoltre a diverse funzioni, in primis informazione e coinvolgimento di ragazzi nei riguardi di tematiche concernenti la partecipazione attiva e limpegno sociale. Struttura agile e in continuo movimento, segue i continui cambiamenti della popolazione giovanile e si adatta ad essi; funge da ponte con altre strutture istituzionali, quali scuole, enti e organizzazioni, dunque mette in comunicazione i ragazzi con il territorio circostante. Sulla scia della Francia iniziano a diffondersi diversi Informagiovani, anche lItalia cerca di essere al passo con LUnione Europea e il primo Informagiovani nasce a Torino nel 1982, da quel momento in poi, le strutture adibite a tale servizio aumentano in maniera considerevole. Diffusi fino al comune di Forl, nel 1985 questultimo organizza un convegno sulle Politiche Giovanili e sistemi di informazione ad esse legati, dove si stabiliscono cinque aree di intervento, che inficiano listruzione, il mercato del lavoro, la salute la cultura e il tempo libero. Nel 1986 stilato il Decalogo degli Informagiovani italiani, in occasione del seminario tenutosi a Roma, sui Centri informagiovani: quale futuro? Attraverso questo incontro emerge un documento con linee guida da uniformare a tutti circa le modalit lavorative dei sistemi

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informativi, modificato successivamente nel 1993 a Modena nella Conferenza Nazionale degli Informagiovani.
1. Preminenza della funzione informativa. LAttivit principale dei C.I.G. linformazione e su questa base si differenzia da quei centri o agenzie per i quali linformazione secondaria o accessoria rispetto alle funzioni istituzionali. 2. Orientamento al pubblico giovanile. I giovani sono i destinatari primi dellazione di C. I. G. . Non rientrano tutti quei centri di informazione rivolti ad un pubblico generico o segmenti sociali specifici. 3. Globalit dellapproccio informativo. I C.I.G. assumono bisogni informativi giovanili nella loro interezza, tendendo a coprire i principali campi di interesse che riguardano la vita delle nuove generazioni (formazione, lavoro, salute, tempo libero, sport, cultura, viaggi, etc.). Sono pertanto generalisti e plurisettoriali (erogano cio informazioni a tutto campo), a differenza delle agenzie informative specializzate e settoriali operanti nella stessa area (Centri di orientamento scolastico, Centri di informazione disoccupati, etc.). 4. Funzioni di mediazione informativa. I C.I.G. sono strutture di informazione non sostitutive, bens complementari e implicative di servizi gi esistenti, con i quali si coordinano. I Centri InformaGiovani sono inoltre sensori dellevoluzione dei bisogni giovanili. 5. Accessibilit del Servizio. I C.I.G. sono un servizio sociale a disposizione di tutti i giovani indistintamente. Non devono pertanto porre discriminazioni o erigere barriere fisiche, culturali e psicologiche di alcun genere (per es. verso minoranze etniche, disabili, tossicodipendenti, omosessuali, etc.) n favorire esclusivamente un particolare tipo di pubblico (studenti, lavoratori, etc.). dal requisito discendono quali corollari: facile accesso ai locali, accoglienza dellambiente di colloquio individuale, fascia di apertura abbastanza estesa(standard europeo minimo quindici ore settimanali), possibilit di interpellazione epistolare, anonimato degli utilizzatori, riservatezza, gratuit delle prestazioni, tempestivit della risposta. 6. Qualit dellinformazione. In quanto servizio di rilevanza collettiva e pubblica i C.I.G. devono garantire prestazioni informative di buon livello: linformazione fornita deve essere la pi affidabile, aggiornata, completa pluralistica verificabile (trasparente), intellegibile, appropriata e trattata in modo sistematico cosicch sia facilmente reperibile. 7. Interattivit del processo comunicazionale. Lazione informativa dei C.I.G. deve tendere a rispondere allevoluzione dei bisogni giovanili in modo dinamico, verificando con continuit la corrispondenza tra offerta e domanda informativa, le esigenze degli utilizzatori finali, i supporti, i canali e i metodi comunicazionali adottati, lemergere di zone di silenzio informativo e tendere a un possibile superamento delle cause di tale silenzio. Da ci conseguono il vincolo di rilevare sistematicamente le istanze e il livello di soddisfazione del pubblico nonch la funzione di portavoce delle richieste giovanili. 8. Professionalit e organico degli operatori. E un corollario dei tre punti precedenti in quanto garanzia ed efficacia del servizio che gli operatori siano: in numero adeguato per il funzionamento del servizio; in possesso di
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una formazione adeguata al ruolo; nella possibilit di aggiornarsi in modo comunicativo. 9. Autonomia. In quanto i mezzi di informazione ad alta incidenza sociale i Centri InformaGiovani devono godere di una adeguata autonomia finanziaria e gestionale che ne garantisca insieme con loperativit la non subordinazione a istanze politiche, economiche, confessionali, di parte. 10. I C.I.G. aderiscono al Coordinamento Nazionale dei Centri dInformazione Giovani (CNSIG) e alla rete europea delle strutture di informazione e orientamento per la giovent, impegnandosi a conformare i propri indirizzi e i propri sistemi operativi alle indicazioni espresse da tali organismi. Il Coordinamento Nazionale dei C.I.G. fa parte del Sistema Nazionale Informativo Giovanile costituito presso il Ministero dellInterno. (Decalogo dei Centri InformaGiovani Modena 1986).

Il Coordinamento Nazionale dei Centri Informazione Giovani (CNSIG) si delinea in via definitiva in occasione della seconda Conferenza Nazionale tenutasi a Palermo nel 1990; strutturato in coordinamenti regionali, ciascuno con un proprio rappresentante nel contesto nazionale, ha lobiettivo di incentivare e diffondere gli InformaGiovani in Italia. La struttura che esso ha assunto in occasione della Conferenza Nazionale, risale a una esigenza di conformare il servizio alle realt locali, portatori di un proprio vissuto. Dunque si parla di un coordinamento a pi livelli partendo da quello nazionale fino al regionale. Lo scopo di creare regolamenti ed erogare finanziamenti per queste strutture e creare al contempo una rete di servizi a pi livelli. Nel 1993 a Modena in occasione della terza Conferenza Nazionale degli InformaGiovani, il Coordinamento nazionale accoglie i principi del Decalogo dei Centri InformaGiovani e ne conferma le coordinate. Gli Informagiovani della Ragione Campania seguono le coordinate regolative della Legge Regionale 14/4/2000 n. 14, il progressivo rafforzamento e miglioramento di questo strumento delle politiche giovanili dovuto al maggiore impegno nei riguardi di unestensione di opportunit e di supporto alle scelte dei ragazzi, soprattutto nelle difficili fasi di passaggio e situazioni di transizione alla vita adulta.
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Tra gli obiettivi principali vi quello di ottimizzare lerogazione di servizi e migliorarne le prestazioni, la Legge Regionale oltre a prevedere finanziamenti destinati a progetti InformaGiovani

presentati di anno in anno da Province e Comuni in forma singola o associata, dichiara lesigenza di creare una rete delle varie strutture presenti nel territorio (S.I.R.G.) Sistema Informativo Regionale Giovanile; il quale si snoda in tre tipologie: Agenzia Servizi Informagiovani, Centro Informagiovani e Punto InformaGiovani. Agenzia Servizi Informagiovani rappresenta il punto pi alto nella piramide organizzativa, il compito quello di promuovere, organizzare e gestire una rete di almeno tre centri o punti InformaGiovani seguendo delle precise linee operative per tutti i componenti. Nello specifico organizza attivit di formazione e stage per gli operatori della rete e gestisce un sistema di valutazione rispetto alla rilevazione dellefficacia e dellefficienza della rete informativa e il monitoraggio dellutenza giovanile, lapertura al pubblico prevista per circa 20 ore settimanali. Le parti formalizzano tale rete attraverso convenzione, protocollo o contratto. Il coordinamento della rete avviene attraverso i rapporti con la Regione e altre Agenzie Servizi InformaGiovani. In Campania lAgenzia istituita dallAmministrazione

provinciale e costituita dalla citt metropolitana di Napoli per tutto il territorio di sua competenza. Il Centro Informagiovani collocato nel territorio, gestito da comuni singoli o associati, la sede nel Comune del distretto scolastico o in quello che fornisce la struttura e provvede al personale. Lapertura al pubblico di 15 ore spalmate lungo lintera settimana in modo omogeneo. Le competenze spaziano dallosservazione, ricerca, documentazione, comunicazione nella
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zona di competenza. La principale attivit quella di informare lutenza avvalendosi del supporto delle Agenzie Servizi Informagiovani o di archivi personali. Usufruisce inoltre della collaborazione e del supporto di enti che operano in materia di giovani. Il Punto Informagiovani rappresenta lultima parte dellanello che va poi a costituire il S.I.R.G., istituito e gestito dagli Enti Locali, interessa solo aree territoriali limitate, come quartieri, biblioteche e circoli ricreativi. Lutenza pu usufruire del servizio durante le 8 ore settimanali di apertura. La prestazione concerne prettamente servizio informativo, attraverso attivit di sportello; tutto il materiale informativo proviene dai Centri Informagiovani o Agenzie Servizi Informagiovani.

LInformaGiovani pu essere strutturato sul piano gestionale in almeno tre formule: coinvolgimento solo pubblico, privato e pubblico e in maniera esclusiva al privato. La prima tipologia gestionale prevede, un servizio attraverso gli organismi propri dellEnte come le istituzioni, dove il tutto regolamentato secondo il diritto amministrativo e nessun tipo di coinvolgimento o

partecipazione previsto per il privato. Il coinvolgimento privato e pubblico invece, vede limplicazione del primo attore attraverso la stipula di convenzioni. Il reclutamento ha luogo attraverso lappalto concorso, dove si utilizza il criterio di scelta in base alla qualit del progetto presentato, al prezzo vantaggioso e al curriculum dellente privato che si proposto e le referenze degli operatori. Per quanto concerne invece un tipo di gestione prettamente privata, il soggetto attivo appunto questultimo; mentre lEnte Pubblico attraverso un

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funzionario addetto ha una mera funzione di coordinamento dei servizi e attivit. Nei primi anni '90 la corsa allo sviluppo e diffusione dei Centri Informazione Giovani subisce una fase di stallo. Questa situazione riconducibile alla costituzione del Ministero Affari Sociali che puntava alla competenza del coordinamento; da quel momento in poi in Italia attivo solo il coordinamento regionale di Piemonte e Valle dAosta posto come osservatore. Nel nuovo millennio poi si avverte lesigenza di ripristinare il Coordinamento Nazionale, i due momenti emblematici sono riconducibili alla Conferenza Nazionale di Castellammare di Stabia del 2005 e il seminario di Vicenza del 2007, dove espressamente si chiede un maggiore impegno istituzionale per attivare unorganizzazione ordinata e consapevole sul piano nazionale degli InformaGiovani. Il 25 ottobre 2006 avviene la formalizzazione dellAccordo di Programma Quadro in materia di Politiche Giovanili tra il Ministro per le Politiche Giovanili e le Attivit Sportive e LAssociazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) dove si prevede la costituzione del Coordinamento Nazionale degli InformaGiovani, ufficializzata il 2 Maggio del 2007, "ha svolto una significativa attivit di raccordo, promozione e progettazione, soprattutto rispetto allimplementazione di una banca dati nazionale degli

informagiovani oltre che riconoscere e stimolare la costituzione di coordinamenti regionali, quali elementi fondamentali nello sviluppo del sistema informativo giovanile: lattivazione avvenuta in 20regioni italiane, individuando per ciascuno sia un referente tecnico sia uno politico ".7 Levoluzione della struttura di un coordinamento per coadiuvare il funzionamento degli InformaGiovani un cantiere
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www.informagiovani.anci.it

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in continuo movimento, a dicembre del 2007 il Ministero e lAnci stipulano la convenzione per il Coordinamento Nazionale Informagiovani, questultima si fa contenitore delle azioni e degli interventi legati al progetto per il triennio 2008-2010. Nel 2009 si attiva limpegno nellorganizzazione del Terzo Convegno Nazionale, tenutosi a Roma il 4 e 5 Maggio dello stesso anno, dove sono posti a conoscenza i Nuovi Standard di Qualit e la Guida ai Servizi InformaGiovani. In quel periodo lattivit prevalente la formazione alluso della Intranet nazionale, strumento elaborato al fine di mettere in comunicazione gli operatori in un ambiente di lavoro comune, per attivare un meccanismo di collaborazione e confronto ai fini di intraprendere iniziative e decisioni attraverso tale piattaforma tecnologicamente avanzata. LInformaGiovani oggi si conferma come strumento fondamentale per le Politiche Giovanili, collante per arginare la distanza tra la popolazione giovanile e qualsivoglia realt istituzionale sul piano locale. Lo spessore di questo Servizio riscontrabile nella sua massiccia diffusione e nella partecipazione attiva di ragazzi che ne riconoscono la necessit della sua istituzione, soprattutto quando gli Enti Locali e le Province innescano meccanismi di collaborazione e miglioramento in termini di efficacia ed efficienza nellerogazione di servizi ad esso preposti.

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2.5.2 I Forum della Giovent Organismi di rappresentanza giovanile prendono forma in Italia per dare voce ai ragazzi, perch importante ai fini di una buona progettazione in materia, che siano conformi alle biografie e ai bisogni dei destinatari della politica. Sono cos istituite Consulte, Forum e Parlamento degli studenti, questultima iniziativa riguarda la Liguria e Toscana. Gli strumenti citati sono regionali e risalgono agli anni '80, la cui funzione di partecipazione e promozione alla vita comunitaria. La diffusione e lo sviluppo lungo larco di tempo che va dagli anni '90 ad oggi non mai stato lineare, la motivazione da ricercare nella difficolt di dar vita a forme di rappresentanza giovanile e una promozione giovanile non sempre ottimale da parte della Regione. Il Forum della Giovent un organismo a carattere elettivo, il cui obiettivo quello di accorciare le distanze tra i giovani e le istituzioni e viceversa. Il Forum in concertazione con Regioni, Province, Enti Locali e Comunit Montane, il percorso ha inizio con il creare un contatto con tali istituzioni territoriali per poi stabilire momenti di confronto, avanzando proposte e suggerimenti. Il percorso ufficiale dei Forum hai inizio con la pubblicazione del Consiglio dEuropa della Carta sulla partecipazione dei giovani alla vita municipale e regionale del 1990, con lauspicio di una effettiva adozione da parte degli Enti Locali. "A distanza di tredici anni questo documento stato aggiornato e il 21 Maggio del 2003 stato ripubblicato".8 Attraverso la Carta, i giovani sono posti in unaltra prospettiva, quella di un coinvolgimento diretto e

http://archivio.politichegiovanili.it/carta_di_partecipazione.htm

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partecipativo nelle decisioni relative alle istituzioni territoriali di appartenenza.


I PRINCIPI 1. La partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale deve rientrare in una politica globale di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, come enunciato nella Raccomandazione Rec (2001) 19 del Comitato dei Ministri sulla partecipazione dei cittadini alla vita pubblica a livello locale. 2. Gli enti locali e regionali sono convinti che ogni politica settoriale dovrebbe comportare una dimensione imperniata sulla giovent. Pertanto, si impegnano ad aderire ai principi della presente Carta e ad attuare le varie forme di partecipazione che vi vengono raccomandate, in concertazione e in cooperazione con i giovani e i loro rappresentanti. 3. I principi e le varie forme di partecipazione previsti dalla presente Carta riguardano a tutti i giovani, senza discriminazione. Per conseguire tale obiettivo, si dovrebbe rivolgere unattenzione particolare alla promozione della partecipazione alla vita locale e regionale da parte di giovani provenienti dai ceti pi svantaggiati della societ o appartenenti a minoranze etniche, nazionali, sociali, sessuali, culturali, religiose e linguistiche. (Carta Europea Riveduta della Partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale, 21 Maggio 2003)

Ai fini del coinvolgimento dei giovani nelle fasi decisionali, la Carta regola i modi secondo i quali possibile riconoscere una loro organizzazione in maniera ufficiale:
Struttura di concerto: Un forum con funzioni di coordinamento e collaborazione con lassessorato; Struttura di co-gestione: Un Consiglio Comunale dei Giovani dove prevista lamministrazione del bilancio annuale rivolto ai giovani.

Con laggiornamento della Carta Europea varata in Italia la legge n.311 del 30 Dicembre 2004; dove riconosciuto il Forum Nazionale dei Giovani (FNG), oltre ad essere importante perch lunica piattaforma nazionale di organizzazioni giovanili italiane, in grado di garantire rappresentanza di oltre 3,5 milioni di giovani. Gli obiettivi principali del FNG sono la creazione di uno spazio per il dibattito e la condivisione di esperienze tra le associazioni giovanili di diversa formazione e natura (giovanili di partito, giovanili di sindacati, associazioni religiose, di promozione sociale, di categoria,
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studentesche, etc.) e le istituzioni Italiane ed Europee, presso le quali svolge un ruolo consultivo e propositivo in tema di Politiche Giovanili. (http://www.forumnazionalegiovani.it/chisiamo.php).

Volgendo uno sguardo alla vita interna del Forum si pu affermare che la partecipazione volontaria e spontanea, questultimo eletto dallassemblea plenaria dei giovani. Coloro che sono eletti nel forum, rappresentano i giovani del territorio, votati e scelti da altri giovani; uno in particolare rappresenta il Forum. Nel momento in cui gli Enti riconoscono listituzione di tale Servizio, devono mettersi nella posizione di dialogo e porre in essere strutture adeguate e volte alla creazione di possibilit concrete di partecipazione attiva in materia di Politiche Giovanili. Rispetto al funzionamento del Forum e delle Consulte dei giovani, si pu dire che tali organismi hanno difficolt nellingranare a causa dellimpostazione fortemente istituzionalizzata, poco calata nello stile dei giovani e pi conforme allorganizzazione strutturata della politica locale; la difficolt di dare chiarezza circa gli obiettivi e i poteri ad essi preposti. Coinvolgere i giovani inoltre non sempre impresa facile, soprattutto quando si tratta di integrare ed educare a forme nuove di partecipazione e attivit riguardanti il territorio di cui essi sono espressione. Limportanza della complicit dei ragazzi nellutilizzo di tali strumenti decretata anche dalla Carta Europea di partecipazione dei giovani; questultima incentiva verso un percorso di apprendimento per nuove forme di partecipazione, pi innovative e meno tradizionali.

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2.5.3 Il Piano Locale Giovani La fase embrionale del Piano Locale Giovani risale al 2005, quando la rete ITER e pi di 60 Enti locali, lanciano il progetto "Diritti al futuro", che vede la collaborazione attiva dellAnci e del Forum Nazionale Giovani. Il progetto ha promosso una serie di seminari, approfondimenti e dibattiti in materia di giovani per un confronto su azioni innovative. Nel 2006 si tirano le somme delle iniziative di "Diritti al futuro" in occasione del seminario conclusivo tenutosi a Trento; proprio in quelloccasione si inizia a parlare di Piani Locali Giovani. Nellautunno dello stesso anno la proposta presentata dallAnci come idea politica al Ministro per le Politiche Giovanili. Liniziativa accolta in maniera favorevole dallo stesso Ministro che decide di co-finanziare la sperimentazione sul piano nazionale. A Febbraio 2007 si attiva la sperimentazione dei PLG, il compito di gestire e monitorare le iniziative ad essi legate con il supporto tecnico dellITER. E interessante a questo punto per evitare quella sorta di confusione, che potrebbe generarsi, quando si parla di politiche settoriali e dei relativi interventi, partire da ci che non rappresenta un Piano Locale Giovani. Lopuscolo orientativo del PLG del Ministero delle Politiche Giovanili chiarisce:

Il PLG non 1. 2. 3. 4. un progetto, tantomeno un progetto "spot" una collezione, una sommatoria di progetti una "confezione speciale" dei tradizionali interventi di una Amministrazione un finanziamento straordinario per il sistema locale dei servizi, pubblici o privati 5. una "etichetta" che nasconde una partnership che non c, una partecipazione giovanile che non c 6. una "foglia di fico", per spacciare come partnership la esternalizzazione dei servizi o la delega ai privati.

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Il titolare di tale servizio lEnte locale, in quanto pi vicino alla popolazione di riferimento, ne conosce bisogni, emergenze e aspirazioni. Listituzione territoriale ha il compito di agevolare le funzioni del Piano Locale Giovani e creare le condizioni necessarie per sensibilizzare i giovani alla cittadinanza attiva. Presupposto fondamentale la concertazione fra pi enti, istituzioni,

organizzazioni e soggetti collettivi. Lattore collettivo inteso come la comunit locale, presa nella sua individualit, portatrice di una vision specifica che aiuta nella definizione di problemi e bisogni per realizzare interventi volti allo sviluppo. Il Piano Locale Giovani nato come strumento volto al rafforzamento e supporto di tutte quelle iniziative innovative, programmate e pensate dalle Politiche Giovanili. Il PLG un documento che stabilisce risorse, organizzazione, interventi e finalit da sviluppare in determinato territorio. Il PLG un processo in quanto rappresenta una rete di soggetti collettivi in relazione e concertazione per uno stesso motivo.

Innovazione: 4 transizioni Sviluppare una strategia di comune a medio/lungo termine aiuta a utilizzare al meglio le risorse economiche e umane a disposizione. Occorre passare: dalla politica "del fare" a quella del pensare strategico dalla stagione dei "progetti e dei bandi" a quella di veri e propri Patti Locali dai "tavoli di concertazione" al lancio di programmi pluriennali dalla logica del "finanziamento assistenzialistico" a quella che pensa il finanziamento pubblico come produttore di effetto leva per alti finanziamenti (pubblici e privati) (p. 21)

Seguire un iter concettuale e pratico ben definito ex ante importante, per evitare dispendio di risorse inutili e in maniera non efficace ed efficiente, ha consentito a molti Comuni nelle esperienza di sperimentazione, di favorire la partecipazione attiva dei giovani nelle decisioni in materia; ha sviluppato un forte senso di
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appartenenza al territorio. Le istituzioni daltro canto cercano di attivare spazi aperti per i ragazzi, in modo da garantire facilit di accesso nella programmazioni di interventi. La peculiarit del Piano Locale Giovani nelle azioni trasversali che seguono un tipo di programmazione bottom up. Coinvolgimenti e iniziative che partendo dal basso investono vari ambiti e settori, per opere in materia sempre pi complete e volte allo sviluppo del capitale umano. In concreto per la prima sperimentazione avviata nel 2008, oltre a programmare piani volti alle singole esigenze delle 80 Amministrazioni coinvolte, stata posta maggiore attenzione a temi quali: lautonomia dei giovani, laccesso al lavoro, alla casa e al credito. Attualmente i Piani Locali Giovani possono puntare allintegrazione di pi politiche oltre a quelle stabilite nella prima fase di introduzione, per cui si potrebbe pensare ad azioni pi complete che inficiano in senso positivo sulla persona e sullemersione di talenti e risorse che servono per lo sviluppo del territorio.

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CAPITOLO TERZO - LA POPOLAZIONE GIOVANILE A FRATTAMAGGIORE: LA RICERCA

3.1

La Regione Campania e il Settore delle Politiche giovanili.

Lagenda delle Politiche Giovanili in Campania ha come punto di partenza linterazione tra partecipazione e informazione.
Nel significato della parola esiste quindi una dimensione di azione, nel senso di prendere parte ed esercitare un diritto, una dimensione comunicativa di condivisione e una dimensione di propriet (Marmo, 2006, p. 3).

La partecipazione essenzialmente intesa come interesse alla vita politica, ha inoltre esteso il suo raggio dazione in seguito al suo progressivo allontanamento dei giovani nei confronti dei

rappresentanti dei partiti e dei sindacati; stimolare i ragazzi verso una partecipazione rinnovata lidea di forza delle Politiche giovanili sostenuta dalla Regione Campania. Quello che conta di pi trovare delle strutture e delle modalit adeguate alla volont di espressione della popolazione giovanile. Cosa importante non sottovalutare coloro che sono fuori da forme di organizzazione; equiparando la situazione soggettiva, agevolando e incentivando forme di

partecipazione. Presupposto fondamentale per una partecipazione sana e motivata una buona informazione. Linformazione deve avvenire in sinergia con organi nazionali ed Europei, per trasferire una comunicazione di ampio respiro, in vista dincentivi in merito a scambi culturali ed esperienze formative allestero. Informazione intesa anche come studio e approfondimento rispetto i giovani, il contesto in cui vivono e limpatto che gli interventi adottati dalla politica hanno su di essi, per poi essere diffusa e posta a conoscenza
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di questultimi. Linnovazione introdotta dalla Regione Campania risiederebbe nellidea di coinvolgere i ragazzi nellinformazione, attraverso lelaborazione e la divulgazione di notizie. "Lazione di informazione e divulgazione per i giovani deve fondarsi ancora su un contenuto dellinformazione incanalato in funzione delle aspettative dei giovani, su strumenti e canali volti a diffondere le informazioni: devono essere di agevole accesso, facili da usare e raggiungere i giovani dove si trovano veramente, questi strumenti e canali si devono intersecare (lavoro di rete)". Il riferimento ad azioni di questo tipo da ricondurre in primis alla Legge regionale n. 14 del 25 Agosto del 1989, dove il termine settore attribuito alle politiche in materia, non da considerare inadeguato, visto che si parla del principio di trasversalit, che confluisce in diversi ambiti quali lo sport, la vita associativa, pi in generale il tempo libero, loccupazione, istruzione, cultura, formazione, educazione, la mobilit, gli scambi, lambiente urbano, trasporti, abitazione ecc. . La vastit delle aree dinteresse pone appunto lesigenza di formalizzare e rendere concreto attraverso tale legge, azioni volte a perseguire i principi di partecipazione e informazione, istituendo il Servizio per le politiche giovanili e il Forum regionale della giovent. A completamento di quanto esposto finora, il 12 Agosto del 1993, la Regione dispone della Legge n. 26 sugli Informagiovani, pi precisamente: Informagiovani.
Con la Legge-quadro la Regione ha istituito, presso la Presidenza della Giunta regionale, il Servizio per le politiche giovanili che ha il compito di: promuovere studi e indagini, raccogliere dati e diffondere informazioni relative alla condizione giovanile, valutare limpatto sulla condizione giovanile della politica regionale, curare iniziative tendenti a innalzare i livelli della formazione, favorire linserimento sociale e lavorativo dei giovani,
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Promozione

ed

incentivazione

del

servizio

incentivare lo sviluppo di forme di imprenditorialit giovanile, esercitare unazione di impulso e di supporto nei confronti dei singoli Assessori volta a favorire ladozione di provvedimenti di loro competenza e conseguire una politica coordinata a favore dei giovani, promuovere ladempimento di convenzioni internazionali, direttive e regolamenti comunitari concernenti settori a forte impatto per la condizione giovanile (Dondona, 2004, p. 31).

Unitamente alla Legge 14/89 e 14/2000, la Regione Campania promuove iniziative e programmi volti a creare un ordine e un coordinamento tra i Servizi Informagiovani sparsi sul territorio, realizzando il Sistema Informativo Regionale Giovanile (SIRG) e al Forum Giovani. Attraverso le sopra citate strutture, possibile reperire informazioni e ricerca di organismi in cui i giovani trovano la rispettiva collocazione ed espressione, grazie allelaborazione di bisogni, esigenze e aspettative. La norma inoltre esprime la necessit di lavorare in sinergia con lUniversit della Campania per realizzare un Osservatorio sulla condizione giovanile in Campania, strumento necessario per lanalisi di questultima rispetto allo stile di vita, gli usi i costumi e reperire quante pi informazioni per la pianificazione dinterventi; necessario strumento dunque per il Forum Giovani e il Servizio per le politiche giovanili. Secondo tale direttiva, nel 2003 stipulato un protocollo dintesa tra lUniversit degli studi di Napoli Federico II e lIstituto Iard Franco Brambilla che ha sede presso la Facolt di Sociologia, avente come ente promotore il Comune di Napoli nella figura dellAssessorato Alle Politiche Sociali, volto proprio a fotografare la situazione dei ragazzi della Campania. Per la Campania sono istituite precise linee guida, grazie ad un accordo formale definito "Una Regione giovane per i giovani" tra il Ministero dello Sviluppo Economico, la Presidenza del Consiglio dei

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Ministri, Dipartimento della Giovent e la Regione Campania.9 Le parti simpegnano a rispettare una serie dinterventi programmati al momento della stipula del protocollo, secondo quanto previsto dallart. 2 sono i seguenti:

A. Informiamoci

promozione e incentivazione dei servizi

informagiovani e coordinamento della rete SIRG (sistema informativo regionale giovanile);


B. Partecipiamo promozione e incentivazione della cittadinanza

attiva;
C. Progettiamo sostegno ai progetti innovativi in materia di

politiche giovanili;
D. Una Regione giovane, dinamica e competitiva scambi culturali

dei giovani;
E. Osserviamoci losservatorio; F. Formiamoci interventi formativi di qualit per i giovani, G. Azioni di sistema (1. azioni innovative 2. Piano di comunicazione

e di governance).10

I principi su esposti, richiedono un impegno e una sinergia tra i vari livelli territoriali, ci significa che Regioni, Province e Comuni devono dialogare al fine di una maggiore coerenza ed efficacia negli interventi previsti. Oltre alla Regione, una marcia in pi agli orientamenti pattuiti nel 2008 a Roma, data dal supporto della Provincia in Campania con iniziative culturali, laboratori

9 10

Roma, 1 agosto 2008. Intesa istituzionale di programma tra il Governo della Repubblica Italiana e la Regione Campania, pag. 8.

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professionali e artistici, sostenuti con forza dallAssessorato alle Politiche Giovanili. Nel clima di continuo monitoraggio e miglioramento negli interventi a favore dei giovani del territorio campano, con lobiettivo di giungere alla diffusione del valore di cittadinanza attiva e per un livello sempre pi diffuso e avanzato dellinformazione, l11 dicembre 2009 con delibera n. 1805 la Giunta della Ragione Campania istituisce i Piani Territoriali di Politiche Giovanili (PTG) e i Piani di coordinamento provinciali di politiche giovanili, in collaborazione con Province e Comuni. Questa novit sul piano delle politiche mostra un vero e proprio impegno nei confronti dei giovani e una piena consapevolezza nel recepirli come risorsa fondamentale per lo sviluppo. Lidea nata dallesigenza di creare un collante e una coerenza sul piano degli interventi in materia, con limpegno partecipato dei Comuni associati in distretti scolastici, attraverso il rafforzamento e la creazione di Forum per la Giovent, ma cosa necessaria la costituzione di una rete tra i comuni stessi, scuole, associazioni e attori coinvolti in qualche modo nella costruzione di una Regione per i giovani. E riscontrabile dunque attraverso questi passaggi normativi e programmatici comprendere che la Regione Campania avendo a cuore la questione giovanile, mette in moto tutti gli strumenti possibili, attivando un meccanismo di concertazione e trasversalit, correggendo sempre il tiro nelle sue azioni, adeguandosi attraverso ricerche e analisi della realt, avvalendosi inoltre di strumenti posti in essere ad hoc per il piano dintervento; quali lOsservatorio Giovanile, lInformagiovani, i Forum Giovani, il Piano Territoriale di Politiche Giovanili e il Piano Locale Giovani, perseguendo sempre la realizzazione della democrazia.
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Con il termine democrazia non intendiamo solo il governo della maggioranza, ma lo spazio di negoziazione e decisione in cui i bisogni individuali sono tradotti in bisogni e impegni collettivi a tutti i livelli della vita sociale, dal CAG al Parlamento. La partecipazione democratica quindi, non si traduce nel voto ma definisce il processo con cui si confrontano le opinioni, si identificano i bisogni, si definiscono le priorit allinterno di gruppi, comunit e societ. La democrazia il fine e la partecipazione il metodo.11

3.1.1 Il Piano Territoriale Giovani La legge regionale n. 662/1996 prevede lazione negoziata, definita come ordinamento per lattuazione dinterventi diversi e per il raggiungimento degli stessi scopi nellambito delle regioni e gli enti locali. La programmazione negoziata agisce su due livelli: Iniziativa di Stato e Regioni, prevede la partecipazione di Enti Locali e soggetti interessati alla realizzazione dei programmi (Intese Istituzionali di Programma e Accordi di Programma Quadro). Coinvolgimento di Enti Locali e soggetti non istituzionali promotori e partecipi alle iniziative in materia: Contratti di Programma, Contratti dArea e Patti Territoriali,

(www.camera.it).

11

M. Marmo, Adolescenti tra vicenda personale e vicenda comune. La promozione della partecipazione quale compito primario dei CAG, Animazione Sociale, Febbraio 2006, p. 4.

91

I Patti Territoriali come struttura sono molto simili ai Piani Territoriali Giovani; questultimi rappresentano uno strumento innovativo di programmazione delle Politiche Giovanili. In coerenza con le coordinate della Carta Europea, concentra potere di iniziativa a due attori principali: Enti Locali e i cittadini, in modo particolare la popolazione giovanile. L11 dicembre 2009 stata approvata la D.G.R. n. 1805 di Programmazione dei Piani Territoriali Politiche Giovanili (P.T.G.). Sono rivolti allintero territorio regionale e abbracciano sessantadue distretti di cui il numero trenta suddiviso in due Comuni, perch si riferisce a due Province differenti. Sono ripartiti sulla base della Legge Regionale 14/2000, inclusi nel Sistema Informativo Regionale (SIRG), seguono dunque lo stesso criterio di ripartizione proprio degli InformaGiovani. I Comuni sono sede dei Distretti, ogni distretto ha un Comune considerato Capofila di rete. Gli Enti Locali formalizzano la collaborazione attraverso la stipula di precise convenzioni. Il fine di tali accordi di attivare una comunicazione di ampio respiro, di sviluppare progetti e interventi in maniera univoca per rilanciare strutture adibite a sportelli dinformazione. I Comuni segnalati quali Capofila di Distretto possono essere sostituiti in caso di rifiuto, dopo un periodo di confronto con la Regione. Il Compito delle Province invece sar quello di coordinare sul piano territoriale programmazioni e interventi. Nel caso in cui un Comune non ha la possibilit economica di aderire al Piano Territoriale Giovani causa difficolt finanziaria, pu beneficiare del contributo di soggetti esterni, purch figuri quale attore co-finanziatore. Ciascun Distretto deve nominare un Comitato per la gestione Distrettuale, pi propriamente definito: Comitato distrettuale di coordinamento delle Politiche, che svolge unimportante azione di supervisione e programmazione degli
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interventi previsti dal Piano. I P.T.G. fungono da supporto per il miglioramento e sviluppo di reti sociali quali: Forum, Associazioni Giovanili, Gruppi Informali, Parrocchie, Istituti Scolastici e Terzo Settore per attivit volte ai giovani e con questi ultimi pensano di programmarne gli interventi. Questo strumento prevede che i Comuni associati in Distretti scolastici si impegnano per la costruzione di piani organici, che mettono a sistema tutti gli interventi di politiche giovanili fin qui effettuati, spesso in maniera scollegata ed episodica, particolarmente quegli interventi/azioni riferiti allofferta informativa per i giovani, (www.giovani.regione.campania.it). Analizzando quanto espresso dal sito della Regione Campania, possibile approfondire alcuni punti che connotano tale definizione in modo da poter cogliere le linee guida e la metodologia dei piani dintervento. I P.T.G. prevedono misure integrate e trasversali, partendo dal basso come affermato in precedenza, sono coinvolti e sensibilizzati una molteplicit di attori, la rete espressione del confronto e della concertazione in materia, intervenendo nelle diverse sfere della politica. Inoltre mirano a una costruzione sociale condivisa nella

programmazione, dove i giovani non sono solo spettatori, ma anche attori, con lobiettivo di innescare meccanismi volti alla cittadinanza attiva e al bene comune.

Limpostazione di Piano per ambito territoriale distrettuale che ha come punto di forza quello di sviluppare sui territori interventi coordinati e sinergici in una forte visione unitaria non deve, tuttavia, rinchiudersi in una logica squisitamente amministrativa di rapporti fra i Comuni, ma trattandosi di progettualit tesa a favorire e promuovere il protagonismo consapevole dei giovani indispensabile che questi siano coinvolti direttamente nella progettazione, attuazione e svolgimento delle singole azioni. (A. De Felice p. 21)

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3.1.2 Frattamaggiore e il Centro InformaGiovani

Frattamaggiore un comune situato nellarea Nord di Napoli, secondo quanto riportato dallIstat nel censimento 1 maggio 2010 ha cinque abitanti per Km2; in totale conta 10.983 persone e le famiglie sono circa 5.694.17. Attualmente il Primo Cittadino il Dott. Francesco Russo alla sua seconda cosiltiatura, sin da giovane interessato e impegnato in politica, stato pi volte Consigliere Comunale e in varie occasioni ha mostrato unattenta sensibilit nei confronti della popolazione giovanile e delle Associazioni culturali presenti sul territorio volte a coinvolgere e motivare i ragazzi alla partecipazione attiva nella propria comunit. Questi ultimi sono il polmone della societ, anche se in molti casi si parla di persone ancora presenti nellambiente familiare, che faticano nel trovare un lavoro stabile e in passato molto demotivati e lontani da logiche istituzionali e politiche, ampiamente giudicati come generazione senza ideali e assuefatti dai media. In realt i loro valori e attivismo celato in altre iniziative, volte allimpegno sociale e al volontariato. Negli ultimi anni sintravede una nuova tendenza; che oggi pi sentita anche sulla scia di quanto accaduto in occasione delle elezioni comunali a Napoli con la vittoria di Luigi De Magistris. Si diffonde sulla rete il termine "vento di cambiamento", intesa come voglia di fare e di fare bene; dove informazione e partecipazione sono i principi fondamentali. E possibile affermare che di questo momento la popolazione di Frattamaggiore ne precursore; perch i
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giovani decidono di esporsi in prima persona e comprendono che il cambiamento lespressione di quanto loro si fanno portatori circa i bisogni e le aspirazioni; per questo negli ultimi sette anni si espongono in prima linea come candidati al Consiglio Comunale e in questo momento la giunta di Frattamaggiore costituita da giovani che rappresentano entrambi gli schieramenti. Sono persone in movimento, come in continua evoluzione sono gli interventi in materia di politiche giovanili, considerando per la contrapposizione, che molto spesso rappresenta lostacolo principale, tra idee, progetti su iniziative di piccoli gruppi o del singolo e tra interventi concreti supportati dalle istituzioni politiche. Per i Giovani frattesi il comune ha in attivo il Centro InformaGiovani in fase dimplementazione. Potenziare il Centro una delle prerogative dellAmministrazione Comunale di Francesco Russo. Nel 2008 si definiscono linee operative per i giovani e riguardo tale progetto, approvato con Delibera di Giunta n.171 del 4/12/2009, si esplicita lintenzione di potenziare la segnaletica stradale per dare pi visibilit al Servizio; di conseguenza partendo dal basso si pensa a una migliore diffusione e comunicazione delle prestazioni offerte dallI.G. Un impulso a tali obiettivi stato dato dalla Regione, che ha approvato finanziamenti per la fornitura di supporti tecnici per migliorare gli strumenti messi a disposizione dellutenza. Grazie alla concertazione e alla stipula di una convenzione tra i Comuni di Caivano, Grumo Nevano, Casandrino, SantAntimo, Frattaminore e Frattamaggiore in qualit di Ente Capofila e la conseguente approvazione di un progetto, saranno acquistati: Fax e fotocopiatrici, Videoproiettori, nuovi pc con apparati Wi-Fi,

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Postazioni per utenti diversamente abili, scrivanie, sedie, espositori, mobili archivi,

Potenziamento cartellonistica stradale. (Ufficio Stampa Comune, E. Marchese).

LInformagiovani a Frattamaggiore nasce nel 1981 presso la Biblioteca Comunale. La sua funzione di carattere prettamente informativo, strutturato sulla base di unampia consultazione di Bandi, Gazzette Ufficiali e Bollettini Regionali. Nel 1985 lAssociazione Italiana dei Comuni (ANCITER) programma azioni volte a favorire il Servizio InformaGiovani attraverso Videotel, un complesso strumento telematico che mette in comunicazione con lAnci per il reperimento di lavoro attraverso la banca dati che questultima mette a disposizione per i Comuni facenti parte del comitato. Il Sistema ANCITER stato ben presto sostituito da un servizio a pagamento erogato da Bari, ma anche in questo caso non sono mancate le difficolt di accesso. In virt di tale impedimento il Direttore della Biblioteca Comunale e Responsabile del Centro InformaGiovani decide di creare un sistema informatizzato autonomo seguire pi da vicino lutenza per la ricerca di possibilit lavorative. Con lintroduzione su iniziativa Regionale della Rete Distrettuale della Pubblica Istruzione, Frattamaggiore diviene Centro

InformaGiovani Distrettuale poich primo Punto istituito. Grazie alla possibilit di sottoscrivere una convenzione che ufficializza lesistenza di una Rete Territoriale che coinvolge pi Comuni, si creata una sinergia e una collaborazione ad ampio raggio, che prevede una serie dinterventi spalmati in maniera omogenea sulle zone dinteresse.

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Il Centro InformaGiovani del Comune nellarea a Nord di Napoli svolge le seguenti funzioni (Pagina Facebook): Informazione nei seguenti campi dinteresse: Occupazione Istruzione e formazione professionale Educazione permanente Cultura Salute Vita sociale Tempo libero, vacanze, turismo e sport Inoltre svolta un'attivit di consulenza e tutoring per la redazione e l'invio telematico del curriculum vitae.

Il Centro InformaGiovani e la Biblioteca Comunale sono aperti al pubblico dal luned al venerd ore 8.30 13.30; il marted e il gioved dalle 14.45 alle 17.15. Lutenza della struttura al momento registrata prima con una scheda cartacea e in seguito abilitata allauto-consultazione attraverso un software che permette ai giovani in visita presso la struttura di usufruire delle postazioni internet. Tali dati una volta acquisiti sono poi inseriti nella Citizen Analysis. Dallintervista con il Direttore del Centro I.G. e il Dirigente Servizi Affari Generali Socio-Scolastici emerge un rapporto di partenariato del Servizio con lAssociazione Culturale il Cantiere Giovani che ha sede nel territorio frattese. Il Cantiere Giovani offre prestazioni di supporto e completamento alle attivit promosse

dallAmministrazione Comunale e dallI.G. . Tale collaborazione ha inizio nel periodo in cui il paese sotto la guida del Commissario Prefettizio, in occasione del progetto di Sicurezza Urbana Integrata,
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rivolto soprattutto ai giovani e gli immigrati. "Quindi cera anche la possibilit di creare un potenziamento del punto di InformaGiovani presso il Cantiere Giovani, che veniva aperto una volta a settimana di pomeriggio e cercava anche di dare una risposta agli stessi extracomunitari che si rivolgevano al Cantiere Giovani e ai ragazzi che frequentavano il Cantiere" (Direttore InformaGiovani). Alla luce di una specifica integrazione che lAssociazione apporta agli interventi in materia di Politiche Giovanili, nel 2010 invocando la legge quadro 328/2000 il Comune sigla una convenzione con lassociazione culturale. Il punto di forza del Centro Servizi Giovani rappresentato dalla posizione centrale della struttura e la vicinanza a luoghi di ritrovo di ragazzi e ragazze. Assistenza e orientamento allutenza giovanile, con particolare supporto ai meno autonomi e abili nellindividuazione di fonti e banche dati sul piano della ricerca e opportunit formative e di lavoro. Puntuale pubblicazione allalbo del Centro di depliants e offerte formative e di lavoro che pervengono da strutture per lo pi private. Attivit di counseling e orientamento nei limiti consentiti dalla pur esigua consistenza del personale addetto e da una preparazione professionale da migliorare e aggiornare costantemente. Andrebbe migliorato invece: lorario di apertura pomeridiano, il personale in quanto carente, maggiore diffusione del servizio; le opportunit di aggiornamento e miglioramento professionale e rapporti con istituzioni scolastiche pubbliche in genere nonch con le associazioni di volontariato e di aggregazione giovanile e non ultimo le politiche di coinvolgimento dei giovani nelle attivit istituzionali da potenziare e sviluppare ulteriormente (Analisi di contesto sulle azioni progettuali Swot analysis del Servizio I.G.).

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Per quanto concerne il Forum della Giovent, gli attori istituzionali hanno previsto un confronto in tal senso, infatti secondo quanto affermato dal Direttore della Biblioteca, stato approvato un regolamento, ma in concreto il Forum non esiste. In realt mancano attualmente i presupposti per la realizzazione in ordine a ragioni politiche.

3.1.3 Forum per la Giovent e Piani Territoriali Giovani Negli anni sono susseguiti molteplici tentativi di rendere complete le proposte volte ai giovani attraverso gli strumenti delle Politiche Giovanili, com stato possibile costatare nei capitoli precedenti, gli InformaGiovani cos come il Forum per la Giovent hanno un ruolo importante e ancora pi decisivi risultano essere i Piani Territoriali di Politiche Giovanili, mirati a favorire e promuovere la centralit dei giovani nel contesto territoriale in cui si trovano a interagire. Il Comune di Frattamaggiore tenta di uniformarsi anche a questo strumento e in conformit con i principi e gli obiettivi della Carta Europea della Partecipazione dei Giovani alla vita comunale e regionale del Consiglio dEuropa 21 maggio 2003, Il Libro Bianco della Commissione Europea: un nuovo impulso per la giovent europea del 2001, la nuova Carta Europea dellInformazione della Giovent Europea e la Risoluzione del Consiglio dEuropa del 25 novembre 2003 delibera la partecipazione del P.T.G. come Ente Capofila. Questultimo parte del Distretto n. 27 essendo sede di Distretto Scolastico, gli altri Comuni convenzionati sono:
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1. Comune di Frattaminore 2. Comune di Caivano 3. Comune di Grumo Nevano 4. Comune di SantAntimo 5. Comune di Cardito

Frattamaggiore e i Comuni del Distretto n. 27 si attivano per predisporre e realizzare un P.T.G. volto a una visione unitaria nel favorire e promuovere il protagonismo sociale dei giovani, i cui obiettivi sono:
ARMONIZZARE E RAZIONALIZZARE gli interventi condotti nel settore giovanile, valorizzando le sinergie tra le diverse realt nel rispetto delle peculiarit di ogni area territoriale, attraverso rapporti di collaborazione coordinata ed integrata; GARANTIRE nella gestione dei servizi il rispetto degli standard strutturali, organizzativi, normativi e funzionali previsti dalla Regione Campania; ADOTTARE modelli organizzativi e di comunicazione compatibili con gli standard indicati a livello regionale, nazionale ed europeo; PROGETTARE E SOSTENERE, anche mediante compartecipazione finanziaria, iniziative rivolte ai giovani e volte a promuovere il loro inserimento sociale e lavorativo a favore i loro processi di autonomia decisionale e partecipativa; PROMUOVERE sinergie con Enti e strutture territoriali che a vario titolo si rapportano con il mondo giovanile; PRODURRE materiali informativi di supporto alle attivit di Rete, (Proposta Piano Territoriale Politiche Giovanili 2010 per il Comune capofila comune di Frattamaggiore).

Nonostante gli sforzi di organizzare il complesso di azioni che connotano il P.T.G. per i giovani frattesi, il progetto ancora in cantiere; infatti dopo aver subito una revoca e con successive integrazioni da rinegoziare.

100

3.2

La ricerca

Il Territorio a Nord di Napoli caratterizzato, nel suo complesso, da un notevole fabbisogno di attivit e infrastrutture capaci di coinvolgere i giovani e renderli protagonisti, attori informati e consapevoli del contesto socio culturale di appartenenza. In una Regione in cui il tasso di dispersione scolastica di giovani fra i 15 e i 18 anni pari al 19,9%, e costituisce un record nazionale (Sez. B Analisi di Contesto, proposta progettuale del Piano Politiche Giovanili, Distretto n. 27), in cui la richiesta di lavoro superiore allofferta, in cui i giovani hanno bisogno costante di essere informati, orientati ed accompagnati in un iter che gli permetta di divenire cittadini consapevoli e protagonisti del proprio futuro. Alla luce di quanto affermato la ricerca volta a comprendere non solo i bisogni della popolazione giovanile nel Comune di Frattamaggiore, ma quale sia la percezione di questi ultimi rispetto le prestazioni e i servizi forniti da Centro InformaGiovani sito nella Biblioteca Comuna del paese. I dati sono stati raccolti sulla base della somministrazione di un questionario strutturato,12 costituito da nove pagine e cinque sezioni, nello specifico: Informazioni socio-anagrafiche Informazioni e servizi; Forum dei giovani e delle aggregazioni giovanili; Politiche giovanili; Interessi personali e prospettive future.
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Lunica domanda aperta si trova nellultima sezione del questionario: E 5.

101

Il campione intervistato di 120 giovani, individuati attraverso un metodo di campionamento non probabilistico: i soggetti hanno unet compresa tra i 15 e i 35 anni. La somministrazione avvenuta sia allinterno della Biblioteca Comunale, dove presente anche il Centro InformaGiovani, sia nei pressi di questultimo. Il periodo in cui sono stati incontrati i giovani nei mesi di giugno, luglio, novembre e dicembre 2010. I ragazzi nonostante presi dallo studio, hanno mostrato propensione e volont nella compilazione del questionario, talvolta per nel momento in cui hanno appreso della lunghezza dello stesso, hanno manifestato qualche segnale

dimpazienza; in molti altri casi hanno colto loccasione per creare momenti di confronto con la laureanda, raccontando la propria esperienza ed esprimendo il grado di soddisfazione nellaver usufruito del servizio e rispetto la cortesia del personale.

3.2.1 Lanalisi dei dati

Calando la ricerca pi nella pratica, dopo la somministrazione del questionario allutenza giovani, la fase successiva prevede

linserimento ed elaborazione statistica dei dati, utilizzando il software Statistical Package for Social Science (SPSS). Lanalisi proceder partendo dalle sezioni del questionario, per fare poi il punto della situazione e una riflessione sulla base degli elementi a disposizione.

102

3.2.2 Informazioni socio-anagrafiche

Il campione al quale stato somministrato il questionario rappresentato da un 40% di giovani maschi e un 60% giovani donne. La percentuale leggermente pi alta per le ragazze, indica la maggiore frequentazione di questultime della struttura; considerando che le domande sono state sottoposte in periodi e ore del giorno differenti e con unaffluenza in parte scarsa nelle prime ore del mattino e il venerd, giorno che precede la chiusura della Biblioteca Comunale.

Tabella 1. Genere Frequenze Maschio Femmina Totale 48 72 120 Percentuali 40% 60% 100%

103

Figura 1. Genere

40% 60% Maschio Femmine

Tabella 2. Genere ed et in classi

Genere
Totale Maschio 5 15-17 anni 10,4% 12 18-23 anni 5,6% 34 47,2% 25 34,7% 9 12,5% 72 100,0% 7,5% 46 38,3% 46 38,3% 19 15,8% 120 100,0% Femmina 4 9

Et in classi
24-29 anni

25,0% 21 43,8% 10 30-35 anni 20,8% 48 Totale 100,0%

Chiarita la rappresentativit del campione costituito da 120 intervistai, divisi tra maschi e femmine con riferimento alla Tab. 1 e Fig. 1, vediamo che il 7,5% ricade nella classe det 15 17, il 38,3
104

% nella classe 18 23, un altro 38,3 % tra i 24 29 anni e infine un 15,8% per coloro che hanno dai 30 35 anni. Incrociando la variabile genere con la variabile et in classi, vediamo che le donne si concentrano di pi nel range det compreso tra i 18 e i 23 anni, per una percentuale pari a 47,2; mentre gli uomini con un 43,8% sono pi numerosi nella classe 24 29 anni. Let media delle donne (23,43) di poco inferiore rispetto a quella dei maschi (25), per unet media totale di 24 anni.

Tabella 3. Genere e Titolo di Studio

Genere
Totale Maschio Femmina

Licenza media inferiore

6 12,8% 26

13 18,1% 39 54,2%

19 16,0% 65 54,6%

Diploma Titolo di studio 55,3%

15 Laurea/Post laurea 31,9%

20 27,8%

35 29,4%

47 Totale 100,0%

72 100,0%

119 100,0%

105

Figura 2. Genere Titolo di Studio


29,40% 16%

Lic. Media Inf. Diploma Laurea/Post Laurea 54,60%

Precisando che il grado distruzione raggiunto dai giovani maschi e femmine non evidenzia una sostanziale disparit, possibile concentrare lattenzione sui dati complessivi. Per una maggiore visibilit e chiarezza si ritenuto opportuno aggregare le numerose modalit di risposta. Pertanto si sintetizzata la tabella considerando i tre traguardi scolastici principali: Licenza Media, Diploma, Laurea/Post Laurea. Da ci emerge che il 16% possiede la Licenza Media, il 54,6% un Diploma e la somma di coloro che hanno ultimato un percorso di Laurea Triennale e Specialistico del 29,4%. Le percentuali ci mostrano uno spaccato della popolazione giovanile che segue in maniera abbastanza regolare il percorso di studi, considerando la coerenza esistente tra fascia det e il conseguimento del titolo di studio.

106

Tabella 4. Genere e situazione professionale

Genere Totale
Maschio 26 Lavoratore 54,2% 30,6% 41 56,9% 9 12,5% 72 100,0% 40,0% 59 49,2% 13 10,8% 120 100,0% 18 Studente 37,5% Non lavoratore 4 8,3% 48 Femmina 22 48

Situazione professionale

Totale
100,0%

Figura 3. Genere e situazione professionale


10,80% 40%

Lavoratore

Studente 49,20%

Non lavoratore

107

Dopo aver considerato il livello medio distruzione dei giovani Frattesi, si deciso di coglierne la situazione professionale. I dati parlano di una percentuale considerevole sul totale di coloro che restano studenti (49,2%); nello specifico il dato ci rimanda che le donne studiano per il 56,9%, mentre gli uomini per il 37,5% (Tab. 4). Se consideriamo invece i lavoratori, si evince una controtendenza di genere nella condizione. Infatti gli uomini sono occupati per il 54,2% e le donne per 30,6%.

Tabella 5. Genere e Tipologia contrattuale

Genere Totale
Maschio Nessun contratto Contratto a tempo determinato 9 28,1% 5 15,6% 11 34,4% 4 12,5% 3 Altro 9,4% 32 18,5% 27 100,0% 13,6% 59 100,0% Femmina 10 37,0% 4 14,8% 7 25,9% 1 3,7% 5 19 32,2% 9 15,3% 18 30,5% 5 8,5% 8

Tipologia contrattuale

Contratto a tempo indeterminato Prestazione professionale con partita IVA

Totale
100,0%

108

Analizzando la tipologia contrattuale e incrociandola con la variabile di genere, si evince una chiara polarizzazione verso due estremi. Nel polo positivo inserita la percentuale di coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato (30,5%), nel polo negativo si collocano coloro che rientrano nel mercato occupazionale senza alcun tipo di tutela e garanzia: il famoso lavoro nero. Dalla tabella (Tab. 5) emerge inoltre che il 34,4% degli uomini ha una formula contrattuale regolare; le donne invece superano di qualche punto percentuale gli uomini nel situarsi in una posizione lavorativa priva di contratto (37%). Questo dato va a rinforzare le percentuali della (Tab. 4), secondo le quali la donna maggiormente discriminata nel mondo del lavoro in generale e nel sud in particolare, in quanto pi oneroso il suo impiego per le aziende. Pi dell85% dei giovani frattesi, vive in famiglia con la mamma e il padre. La maggior parte delle famiglie composta di 4 (36,8%) o 5 (31,6%) persone; per cui presente almeno un fratello o sorella per nucleo familiare (75,8%).

Tabella 6. Membri nucleo familiare Frequenze 2 3 4 5 6 Tot. 8 15 43 37 14 117 Percentuali 6,8% 12,8% 36,8% 31,6% 12,0% 100%

109

Il capitale culturale degli intervistati medioalto, infatti il 43,3% alto, laltro 43,3% medio e infine la fetta che rappresenta quello basso del 13,3%.

Tabella 7. Capitale culturale Frequenze Capitale culturale basso Capitale culturale medio Capitale culturale medio Totale 16 52 52 120 Percentuali 13,3% 43,3% 43,3% 100,0%

Tabella 8. Situazione professionale padre Frequenze Lavoratore dipendente permanente a tempo pieno Lavoratore dipendente permanente a tempo parziale Lavoratore dipendente a termine a tempo pieno Lavoratore dipendente a termine a tempo parziale Lavoratore autonomo Lavoratore saltuario Inoccupato Disoccupato Inabile a lavoro/pensionato Totale 56 2 2 1 20 1 1 6 26 115 Percentuali 48,7% 1,7% 1,7% 0,9% 17,4% 0,9% 0,9% 5,2% 22,6% 100,0%

110

Tabella 9. Situazione professionale madre Frequenze Lavoratore dipendente permanente a tempo pieno Lavoratore dipendente permanente a tempo parziale Lavoratore dipendente a termine a tempo pieno Lavoratore dipendente a termine a tempo parziale Lavoratore autonomo Inoccupato Disoccupato Casalingo Inabile a lavoro/pensionato Totale 17 2 2 2 4 1 2 75 8 113 Percentuali 15,0% 1,8% 1,8% 1,8% 3,5% 0,9% 1,8% 66,4% 7,1% 100,0%

La situazione professionale dei genitori a Frattamaggiore rende evidente un aspetto che concerne la cultura ancora viva di molti comuni del sud. che il padre lavoratore dipendente permanente a tempo pieno (48,7%), la madre una casalinga (66,4%) dedita alla gestione della casa e della famiglia.

3.2.3 Informazioni e servizi Dopo aver focalizzato attraverso lelaborazione dei dati emersi nellarea socio-anagrafica lidentikit del giovane frattese e della famiglia, si entra nel vivo della ricerca, individuando tra i vari servizi
111

che offre la Regione Campania, quali sono conosciuti e utilizzati dai ragazzi.

Tabella 10. Grado di conoscenza di informazioni e servizi Non Informazioni e Servizi: Conosce conosce Informagiovani 52 47,7% Biblioteche 2 1,8% Spazio giovani, Consultorio Consulta politiche giovanili Sala prove musicali 41 37,6% 57 52,3% 47 42,3% Forum giovani 49 44,1% Attivit socio-culturali 20 17,9% Servizio centro giovanile 34 31,5% Cinema/teatri pubblici 11 9,8% Palestre pubbliche 26 23,4% 52 47,7% 44 38,6% 63 57,8% 51 46,8% 51 45,9% 51 45,9% 47 42% 63 58,3% 31 27,7% 47 42,3%

Utilizza

Totale

5 4,6% 68 59,6% 5 4,6% 1 0,9% 13 11,7% 11 9,9% 45 40,2% 11 10,2% 70 62,5% 38 34,2%

109 100% 114 100% 109 100% 109 100% 111 100% 111 100% 112 100% 108100%

112 100% 111 100%

112

Osservando con pi attenzione il Servizio Informagiovani presente nel comune. La tabella 10 ci presenta dei giovani divisi a met tra coloro che conoscono il Servizio Informagiovani (47,7%) e coloro che non lo conoscono (47,7%); una piccola parte invece (4,6%) dichiara di utilizzarlo abitualmente. Osservando gli altri servizi, emerge in maniera rilevante che la biblioteca conosciuta dal 38,6%, pi della met (59,6%) ne usufruisce e solo l1,8% non conosce. Per i Forum giovanili come per lInformagiovani, poco meno della met (44,1%) non li conosce, il 45,9% ne a conoscenza e 9,9% li utilizza. Attraverso i dati della precedente tabella 10, considerando che il Servizio Informagiovani ha sede presso la Biblioteca Comunale di Frattamaggiore, interessante verificare se c qualche

corrispondenza nella conoscenza del servizio stesso con la frequentazione della Biblioteca e se questultima pu fungere da sprone per i ragazzi nellusufruire dellInformagiovani.

113

Tabella 11. Conosci Informagiovani attraverso biblioteca

Servizio biblioteche
Totale Non conosce Non conosce Conosce 2 100,0% 0 0,0% Utilizza 0 0,0% 2 Totale 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% Conosce 24 55,8% 19 44,2% 0 0,0% 43 Utilizza 26 40,6% 33 51,6% 5 7,8% 64 52 47,7% 52 47,7% 5 4,6% 109

Servizio informagiovani

Dei giovani intervistati 2 non conoscono la Biblioteca e lInformagiovani, ma il dato cos irrilevante da non esserci utile per trarre conclusioni circa il legame della non conoscenza del servizio IG e della Biblioteca. Il dato indicativo risiede nel 7,8% di coloro che si recano in Biblioteca e usufruiscono anche del Servizio Informagiovani: una percentuale molto bassa tenendo conto del fatto che si trovano nella stessa sede. Il 40,6% che utilizza la Biblioteca non conosce lIG, questo un campanello dallarme che richiama una mancanza nellinformazione e nello sviluppo di una comunicazione pi chiara e adeguata o probabilmente ancora legata a vecchie modalit per arrivare allutenza. Infatti il Direttore della Biblioteca Comunale e Responsabile dellI.G. parla di passa parola come strumento di diffusione delle informazioni.

114

A rinforzare quanto affermato finora, il 75,8% non si rivolto neanche una volta al servizio Informagiovani e solo 29 ragazzi su 120 (24,2%) ne hanno usufruito almeno una volta.

Tabella 12. Ti sei mai rivolto allI.G.

Frequenze
No 91

Percentuali
75,8%

Si

29

24,2%

Totale

120

100%

Figura 4. Ti sei mai rivolto allI.G.

24,20%

No 75,80% Si

115

Figura 5. Conosci I.G. attraverso:


50% 40% 30% 20% 12,10% 10% 0% 6,10% 6,10% 6,10% 3% 39,40% 33,30% 24,20% 21,20%

I giovani frattesi conoscono il Servizio InformaGiovani attraverso gli amici per il 39,4%, la famiglia (33,3%) e Internet (21,2%). Ci significa che puntano sulleffetto passaparola e sul sentito dire, basso il rimando allaspetto prettamente legato ai media e alla campagna di comunicazione (12,2%) messa in moto dallInformaGiovani rispetto alle prestazioni che offre. Anche la scuola un buon canale per la diffusione di notizie e aggiornamenti sulle iniziative proposte dal Servizio; ma il punto di forza risiede sempre nella socializzazione e un tipo di comunicazione faccia a faccia.

116

Figura 6. Per quale motivo ti sei rivolto allI.G.:


Orientamento scolastico/universitario Opportunit di lavoro nella tua regione Servizio Civile Nazionale/Volontariato Info su viaggi e vacanze Bandi di concorso Opportunit di lavoro in tutta Italia Bandi locali per limprenditoria Utilizzo internet/postazioni pc per particolari progetti attivati Attivit culturali e del tempo libero Altro Sostegno per lacquisto della casa Opportunit di lavoro allestero Info sul microcredito per progetti Sostegno affitto/accesso alla locazione Occasioni di studio all'estero Sostegno all'avviamento di un'impresa 0% 22,60% 22,60% 19,40% 19,40% 16,10% 12,90% 9,70% 9,70% 9,70% 6,50% 6,50% 6,50% 3,20% 3,20% 3,20% 3,20% 20% 40% 43,80%

I motivi che spingono i giovani a usufruire del servizio I.G. sono legati a due particolari aspetti; uno di carattere informativo e pi precisamente allorientamento scolastico e universitario (43,8%) e laltro concernente le opportunit di lavoro presso la regione (22,6%) e nel ricercare notizie circa i bandi di concorso (19,4%); questo dato in corrispondenza con quanto dichiarato dal Direttore della Biblioteca
117

(Appendice A). Sullo stesso piano del lavoro posta la richiesta dinformazioni per il Servizio Civile Nazionale e Internazionale unitamente al volontariato (22,6%). Questultimo dato rafforza la concezione che non si tratta di giovani lontani da impegno sociale, ma probabilmente pi distanti e sfiduciati dalle rappresentanze politiche, pi vicini invece a nuove tipologie dinteresse, di ampio respiro che inficiano la sfera del capitale sociale, della

sensibilizzazione di tematiche volte al volontariato.

Figura 7. Reperito informazioni attraverso:

60% 53,10% 50% 40% 30% 20% 10% 3,10% 0% 9,40% 18,80% 28,10% 37,50%

118

Pi della met dei ragazzi che frequentano il Servizio I.G. si affidano alloperatore per il reperimento delle informazioni, il 37,5% consultano internet in maniera autonoma, laltro 28,1% chiedono il supporto delloperatore nella navigazione. Dopo aver conosciuto il dato rispetto alla quantit di ragazzi che conoscono e almeno una volta si sono rivolti al servizio I.G. , comprese le motivazioni che portano a riferirsi allo stesso e loperatore preposto allerogazione e prestazione di interventi, la tabella che segue (Tab. 13) chiarisce lindice di gradimento dellutenza nei riguardi di chi si relaziona con il pubblico e del materiale che messo a disposizione per il reperimento di informazioni.

119

Tabella 13. Soddisfazione del servizio I.G. in merito a info cartacee, bacheca e personale
Quanto sei soddisfatto in relazione a: Insoddisfatto soddisfatto

18 Reperibilit del materiale 62,1% Esaustivit delle informazioni 9 32,1% 12 Chiarezza delle informazioni 41,4% 11 Visibilit delle informazioni 40,7% Organizzazione delle informazioni Bacheca Aggiornamento delle informazioni 15 53,6% 10 34,5% 9 Capacit relazionale 32,1% 7 Professionalit 25,9% 10 Competenze 37% 8 Disponibilit 30,8% Personale 7 Cortesia 25% 10 Chiarezza nelle informazioni 38,5% Tempestivit nelle informazioni 13 50% 10 37% 16 55,2%

11 37,9% 19 67,9% 17 58,6% 16 59,3% 13 44,8% 13 46,4% 19 65,5% 19 67,9% 20 74,1% 17 63% 18 69,2% 21 75% 16 61,5% 13 50% 17 63%

Informazioni cartacee

Esaustivit delle informazioni

Esaustivit nelle informazioni

120

Laspetto che concerne la comunicazione molto importante alla luce delle coordinate e le nuove sfide poste a livello nazionale per una cittadinanza attiva. Partendo dal basso, dunque dal Servizio InformaGiovani di un comune, Frattamaggiore posto nellarea Nord di Napoli, possibile comprendere quanto la partecipazione e il coinvolgimento siano condizionati dal modo di trasmettere informazioni, dunque dalla comunicazione orale e scritta. I dati parlano di una generalizzata insoddisfazione nel reperimento di materiale cartaceo (62,1%), invece circa la chiarezza, lesaustivit delle informazioni c un elevato grado di soddisfazione. Step successivo sono quelle notizie poste a conoscenza dei giovani in maniera visibile e diretta, in altre parole tutto ci che affisso in bacheca; come materiale circa bandi di concorso, Servizio Civile, corsi di formazione, possibilit di viaggi interculturali e

manifestazioni organizzate da associazioni attive nel territorio. In concreto la bacheca dellIG a Frattamaggiore non genera molta soddisfazione rispetto allorganizzazione delle informazioni (44,8%) e al rispettivo aggiornamento (46,4%), per la postazione della bacheca ben visibile per accedere alle informazioni, perch il 59,3% dichiara una soddisfazione nella visibilit del materiale. Per quanto concerne le risorse umane, o meglio gli operatori addetti alle informazioni, c una valutazione positiva dei giovani in termini di cortesia con il 75% di soddisfazione, professionalit (74,1%), disponibilit (69,2%), capacit relazionale (67,9%), competenza ed esaustivit delle informazioni (63%). Importante inoltre porre a conoscenza che le informazioni cercate sono state esaurienti e utili per i giovani, tale per cui il 90,6% dichiara di aver ottenuto le informazioni.
121

Figura 8. Ottenuto informazioni cercate


9,4%

Si

No

90,6%

Figura 9. Quali aree/servizi potenzieresti


Opportunit di lavoro nella tua Regione Occasioni di studio allestero Bandi di concorso Orientamento scolastico/universitario Bandi locali per limprenditoria giovanile Sostegno avviamento di impresa sociale Opportunit di lavoro in tutta Italia Attivit culturali e del tempo libero Opportunit di lavoro allestero Informazioni sui Viaggi e Vacanze Utilizzo di internet e delle postazioni Pc Altro Sostegno per acquisto casa Info sul Servizio Civile Volontariato Info sul microcredito per progetti 0% 12,50% 9,40% 9,40% 6,50% 6,50% 3,10% 20% 40% 60% 31,30% 31,30% 28,10% 25,00% 25,00% 53,10% 53,10% 46,90% 43,80%

I giovani a Frattamaggiore si nutrono dellInformaGiovani soprattutto per recuperare informazioni utili sul lavoro e nella consultazione di
122

bandi e concorsi, questo quanto si rilevato nella tabella esplicativa circa i motivi che portano i ragazzi ad accedere al servizio. Rispetto a questi ultimi, possibile affermare che il desiderio comune sarebbe quello di veder potenziate le aree concernenti le opportunit di lavoro nella Regione (53,1%), le occasioni di studio allestero (53,1%) e lorientamento scolastico e universitario per il 37,5%; incrociando tali dati con quanto precedentemente esposto circa il grado di soddisfazione, si pu dunque affermare che la marcia in pi richiesta, risiede probabilmente nellaggiornamento delle informazioni e nellorganizzazione di questultima. Sullidea generale rispetto al funzionamento dei servizi che offre I.G., poco meno della met, il 48,4% dichiara soddisfazione, mentre il 35,5% sostiene poca soddisfazione.

Tabella 14. Soddisfazione generale servizio I.G. Soddisfazione generale I.G. Completamente insoddisfatto Poco soddisfatto Molto soddisfatto Completamente soddisfatto

Frequenze 1 11 15 4

Percentuali 3,2% 35,5% 48,4% 12,9%

123

Figura 10. Soddisfazione generale servizio I.G.

12,90%

3,20%

Completamente insoddisfatto 35,50% Poco soddisfatto Molto soddisfatto 48,40% Completamente soddisfatto

Tabella 15. Motivazione non rivolti ad un servizio I.G. Frequenza Non ho mai avuto nessun motivo per rivolgermi ad I.G. Non un servizio in grado di soddisfare le mie esigenze Preferisco ricorrere ad altri servizi/canali 33

Percentuali 36,7%

3,3%

6 46 2 90

6,7% 51,1% 2,2% 100%

Non so che cosa fa un I.G. Altro Totale

124

Coloro che non hanno mai richiesto alcuna informazione, motivano con il non sapere di cosa effettivamente faccia un I.G. (51,1%); mentre il 36,7% ritiene di non avere alcun motivo per rivolgersi al servizio.

3.2.4 Forum e aggregazioni giovani

Tabella 16. Hai mai sentito parlare di Forum e aggregazioni giovanili Frequenze Percentuali No Si Totale

66 51 117

56,4% 43,6% 100%

Nonostante non ci sia una distanza rilevante tra coloro che hanno sentito parlare di Forum e Aggregazioni giovanili e coloro che non ne hanno mai sentito parlare, si evince che il 56,4% non ne ha mai sentito parlare. Del 43,6% delle persone intervistate, il 48,3% sa di cosa si occupa un Forum Giovani, il 51,7% ne ha solo sentito parlare.

125

Il Comune non prevede listituzione di un Forum Giovani, malgrado ci il 37,95% di giovani dichiara la presenza del Forum e solo il 6,9% sostiene il contrario. Il 55,2% dichiara di non sapere se esiste o no, questo dato, probabilmente pi degli altri, confuta la dichiarazione secondo la quale una mancata comunicazione pu generare disorientamento e non chiarezza di quello che il Comune offre in termini di erogazione di servizi.

Tabella 17. Presenza Forum Giovani e aggregazioni giovanili nel tuo comune Frequenze Percentuali No Si Non so Totale 4 22 32 58 6,9% 37,9 55,2% 100%

126

3.2.5 Le Politiche Giovanili

Tabella 18. Hai mai sentito parlare dei P.T.G. Frequenze

Percentuali

No

97

82,2%

Si

21

17,8%

Totale

118

100%

Per quanto concerne i Piani Territoriali Giovani, l82.2% dei ragazzi intervistati non ne ha mai sentito parlare. La percentuale elevata conferma che questi ultimi probabilmente sono poco informati, non provano grande interesse per le politiche pensate per loro; infatti il dato rinforzato dalla tabella che segue; dove attraverso la domanda: attraverso quale mezzo preferisci essere informato in materia di politiche giovanili, il 68,4% dichiara di prediligere il mezzo elettronico, ma ci va in contraddizione con il fatto che l82,6% non ha mai visitato il sito delle Politiche Giovanili della Regione Campania.

127

Figura 11. Attraverso quale mezzo preferisci essere informato/a, in materia di Politiche Giovanili

Servizi di informazione elettronica

68,40%

TV

31,60%

Riviste, stampa

18,40%

Radio

14,00%

Centri di I.G.

12,30%

Altro

2,60%

0%

20%

40%

60%

Tabella 19. Hai visitato il sito delle politiche giovanili della Campania Frequenze Percentuali No Si Totale 100 16 116 86,2% 13,8% 100%

128

Seguendo le percentuali della figura 11 possibile cogliere la preferenza dei giovani ad essere informati sulle iniziative delle Politiche Giovanili attraverso servizi di informazione elettronica (68,40%) e Televisione (31,60%), ma ci che si mostra in contraddizione con quanto dichiarato lo si pu rilevare nella tabella 19, dove l86,2% degli intervistati esprime di non aver visitato il sito della Politiche Giovanili.

Tabella 20. Grado di soddisfazione riguardo servizi e attivit regionali Frequenze Percentuali Completamente insoddisfatto Poco soddisfatto Molto soddisfatto Completamente soddisfatto Totale 25 79 6 2 112 22,3% 70,5% 5,4% 1,8 100%

Probabilmente il grado di soddisfazione nei riguardi di servizi e attivit messe a disposizione dalla Regione Campania, non pu essere attendibile; perch questi ultimi non hanno una visione ampia e una percezione concreta se poco informati. La tabella 20 di cui sopra, parla di poca soddisfazione per il 70,5% e il 22,3% invece non lo per niente.

129

Figura 12. Nella tua regione cosa andrebbe potenziato


Opportunit di lavoro

94,80%

Opportunit culturali e formative

60,30%

Opportunit di svago e distrazione

31,00%

Informazione

31,00%

Spazi in cui trovarsi e stare assieme

29,30%

Opportunit di partecipazione sociale

26,70%

altro

5,20%

0%

25%

50%

75%

100%

I giovani frattesi reclamano quanto rinforzato dalle statistiche Nazionali e dalla percezione dello stesso Direttore dellI.G. , che lavora a stretto contatto con i ragazzi del comune nellarea Nord di Napoli, circa lesigenza di opportunit di lavoro (94,8%) e maggiori possibilit sul piano culturale e formativo (60,3%).

130

Il lavoro torna nuovamente come protagonista nella vita dei giovani, infatti per il 91,5% un grande impedimento per andare a vivere da soli. Laspetto occupazionale inficia anche con il tenore di vita: i prezzi per laffitto di una casa rappresentano unaltra difficolt per il 49,6%, di poco inferiore la difficolt nei costi di mantenimento (49,6%)

Figura 13. I giovani campani e le difficolt per andare a vivere da soli

La mancanza di un posto di lavoro stabile

91,50%

I prezzi alti per l'affitto/acquisto casa

49,60%

I costi per il mantenimento

41,90%

Secondo me non ci sono difficolt

4,30%

Nessuna preoccupazione

1,70%

Altro

0,90%

0%

20%

40%

60%

80%

100%

131

Figura 14. Se dovessi pensare a degli strumenti/ servizi di politiche giovanili attive, quali sarebbero le tue priorit

Incentivi per l'imprenditoria giovanile Orientamento al lavoro e alle professioni Opportunit di formazione professionale Esperienze di studio all'estero Esperienze di lavoro all'estero Corsi gratuiti di lingua inglese Sostegno economico Sostegno per l'acquisto di una casa Sostegno per l'affitto di una casa Orientamento scolastico e universitario Scambi culturali con gli altri paesi dell'UE Benefit ed agevolazioni Sconti per attivit culturali e del tempo libero Partecipazione alla vita politica della Regione Corsi gratuiti di informatica Sportelli di counselling Corsi di educazione sessuale Attivit culturali e del tempo libero 0%

45,70% 41,40% 38,80% 35,30% 31,90% 30,20% 30,20% 26,70% 22,40% 16,40% 15,50% 14,70% 9,50% 8,60% 8,60% 6,90% 6,00% 5,20% 25% 50%

132

Secondo i dati emersi dalla figura 14, gli intervistati vorrebbero incentivi e supporto per limprenditoria (45,7%), questa esigenza rilevante, se consideriamo la posizione che negli ultimi anni le Politiche giovanili sul piano nazionale hanno assunto. Nello specifico prende piega lidea di un giovane che rappresenta un investimento, una risorsa per la societ e per larricchimento del territorio e non pi una preoccupazione. I protagonisti della politica vorrebbero essere competitivi nel mercato del lavoro e chiedono maggiori possibilit di formazione e orientamento (41,4%). Lesigenza di uscire dalla situazione nazionale e la volont di arricchimento attraverso esperienze di studio allestero rappresentata da un 35,3%.

133

3.2.6 Interessi personali e prospettive future

Figura 15. Quanto molto/moltissimo importante nella tua vita


Famiglia Lavoro Istruzione Salute Amicizia Autorealizzazione Libert e democrazia Divertimento Pace Benessere economico Amore Solidariet Tempo libero Interessi culturali Fare carriera Sport Impegno sociale Patria Religione Bellezza fisica Attivit politica 0% 25% 32,50% 50% 75% 100% 55,70% 55,20% 97,50% 96,60% 96,60% 96,50% 95,70% 95,70% 94,00% 93,20% 92,20% 90,50% 90,50% 88,80% 81,90% 80,70% 77,60% 69,60% 69,00% 63,50%

Passando in rassegna luniverso valoriale dei giovani intervistati, notiamo unelevata importanza per tutti gli aspetti che connotano la vita di un individuo; infatti il grado percentuale di ciascun parametro indicato nella figura, mostra dati non inferiori al 55,2% fatta eccezione per lattivit politica, indicata con il 32,5%. Nella vita dei giovani frattesi sono molto importanti la famiglia (97,5%), il lavoro (96,6%) e non meno listruzione (96,6%) che in molti casi offre opportunit di accesso nel mercato occupazionale. Per quanto concerne limpegno sociale con il 69% che ne dichiara limportanza,
134

si enfatizza il dato circa lattivit politica di cui sopra (Fig. 14), dimostrando cos non una mancanza di attivismo sociale o partecipazione alla vita comunitaria, ma un atteggiamento di distanza nei confronti degli esponenti della politica locale.

Figura 16. A quali associazioni/ gruppi /organizzazioni partecipi


41,20% 28,10% 26,30% 20,20% 13,20% 9,60% 8,80% 7,90% 1,80% 0% 10% 20% 30% 40% 50%

Nessuna Organizzazione sportiva Organizzazione d'impegno sociale, volontariato Organizzazione religiosa Organizzazione teatrale, ricreativa Organizzazione di difesa dei diritti dell'uomo Organizzazione sindacale/di categoria/politica Organizzazioni studentesche Altro

Anche se la maggioranza degli intervistati (41,2%) dichiara di non partecipare ad associazioni, gruppi e organizzazioni, confermato limpegno sociale, ivi compreso il volontariato per un 26,3%. Il 28,1% appartiene a organizzazioni sportive, dunque per i giovani la bellezza fisica importante (Fig. 15).

135

Figura 17. Preoccupazioni dei giovani in Italia e in Campania sul futuro

Nessuna preoccupazione Esistenziali e di crisi dei valori Inaffidabilit delle istituzioni Crescente immigrazione Come impegnare il prorpio tempo Socializzare con altri giovani Conciliare vita personale e lavorativa Trovare una sistemazione abitativa Guadagno economico Doversi spostare per il lavoro Precariet lavorativa Sottocupazione Disoccupazione Doversi spostare per gli studi Mancanza di un'offerta didattica locale 0%

2,80% 9,20% 21,10% 4,60% Italia 6,40% 4,60% 8,30% 23,90% 26,60% 39,40% 29,40% 27,50% 58,70% 16,50% 23,90% 10% 20% 30% 40% 50% 60% Campania

Guardando i dati nella figura 17, in maniera generalizzata, sia per la Campania che per lItalia, i giovani hanno le medesime
136

preoccupazioni. Nello specifico la disoccupazione 58,7% per la Campania e il 34,9% per lItalia; precariet lavorativa preoccupa il 29,4% di giovani campani e 27,5% sul piano nazionale. Inoltre il conflitto tra la voglia di rimanere nel proprio paese dorigine e la necessit di trovare lavoro altrove pi forte in Campania (39,4%) che in Italia (16,5%). Si rileva unequa sfiducia nelle istituzioni sia a livello regionale (21,1%), che nazionale (20,2%). La questione lavorativa rappresenta ancora una volta il tasto dolente dei giovani, anche se di qualche punto percentuale inferiore in Italia. La spiegazione probabilmente risiederebbe nella consapevolezza della difficolt maggiore di inserirsi nel mercato del lavoro sempre pi sentita nel meridione e nella sempre pi concreta possibilit di allontanarsi dalla propria patria. Come completamento alla ricerca sul Centro Servizi Giovani di Frattamaggiore, opportuno estrapolare dalla Sezione Interessi Personali e Prospettive Future del Questionario somministrato ai giovani, le componenti principali che connotano la loro vita. Tale riflessione pu essere possibile attraverso lutilizzo dellanalisi fattoriale. Questultima ha la funzionalit di ridurre la complessit, cercando di individuare statisticamente le dimensioni non

direttamente osservabili. In concreto nel fare sintesi si correrebbe il rischio di perdere le informazioni, ma lanalisi fattoriale cerca di minimizzarne la perdita. In questoccasione si approfondiscono laspetto valoriale e il grado dimportanza che assume per ciascun utente intervistato.

137

Componenti

Tabella 21. Totale di varianza spiegata Pesi dei fattori non Autovalori iniziali ruotati
Totale Totale % di varianza % cumulate % di varianza % cumulate

Pesi dei fattori ruotati

Totale

% di varianza

% cumulate

1 2 3 4 5 6 7

3,856 2,312 1,739 1,646 1,453 1,238 1,082

18,361 11,008 8,281 7,837 6,919 5,895 5,155

18,361 29,369 37,650 45,487 52,405 58,301 63,455

3,856 18,361 2,312 11,008 1,739 8,281 1,646 8,837 1,453 6,919 1,238 5,895 1,082 5,155

18,361 2,066 29,369 2,044 37,650 1,998 45,487 1,959 52,405 1,764 58,301 1,749 63,455 1,746

9,836 9,732 9,512 9,330 8,401 8,328 8,317

9,836 19,568 29,080 38,410 46,810 55,138 63,455

Il criterio utilizzato per la scelta del numero delle componenti da prendere in considerazione quello della regola di Kaiser, che prevede che siano estratte le componenti dalla matrice di correlazione, suggerendo poi di trattenere solo quelle corrispondenti ad autovalori maggiori o uguali allunit. Ogni componente con varianza inferiore lunit contiene meno informazioni di una qualsiasi delle variabili originarie (Fabris, 1997).

138

Per quanto riguarda questa prima analisi, il calcolatore ha estratto sette fattori con autovalori maggiori di uno come mostra la tabella 21. La percentuale di varianza cumulata spiegata da questi fattori pari al 63,4%. La rappresentazione grafica dello Scree plot in figura 18. ci aiuta a individuare gli autovalori maggiormente significativi.

Figura 18. Scree Plot

139

Tabella 22. Matrice dei fattori estratti ruotata


Componenti 1 Nella tua vita importante la Famiglia Nella tua vita importante il Lavoro Nella tua vita importante lAmicizia Nella tua vita importante lAttivit politica Nella tua vita importante la Religione Nella tua vita importante lImpegno sociale Nella tua vita importante lIstruzione Nella tua vita importante lInteresse culturale Nella tua vita importante il Tempo libero Nella tua vita importante lo Sport Nella tua vita importante Fare carriera Nella tua vita importante la Solidariet Nella tua vita importante lAmore Nella tua vita importante lAutorealizzazione Nella tua vita importante la Libert e democrazia Nella tua vita importante il Benessere economico Nella tua vita importante la Patria Nella tua vita importante il Divertimento Nella tua vita importante la Pace Nella tua vita importante la Salute Nella tua vita importante la Bellezza fisica ,023 2 -,097 3 -,015 4 -,149 5 ,424 6 ,626 7 ,158

,141

,039

,352

-,021

-,157

,763

-.006

-,054

,109

-,024

,133

,038

,809

,016

,760

-,073

,133

-,062

-,195

,025

,017

,709

,020

-,050

,148

,244

,048

,062

,640

,077

-,152

,451

,143

-,002

-,002

-,078

-,047

,249

,726

-,009

,090

,212

,220

,283

,106

,593

,061

-,012

-,287

,021

,435

,070

,010

,116

,114

,574

,010

,808

,134

,054

,024

,022

-,135

,018

,244

,779

,196

-,110

,098

,080

,339

,008

,062

,631

,122

-,058

,223

-,287

-,078

-,262

,166

,573

,150

-,087

-,070

-,034

,737

,258

,195

,049

,157

,094

-,032

-,032

,383

,061

,069

,707

,047

-,055

,379

-,057

-,025

-,017

,718

,414

,568

-,089

,240

,169

,053

-,063

,141

,177

,534

-,211

,413

,194

,126

,233

,315

,048

,138

,614

-,106

,171

,112

,065

,231

,018

,666

,26

,006

-,160

,746

,133

-,080

,063

,030

,299

140

La Tabella 22 configura come prima componente i valori che inficiano la condivisione di ideali, dunque ci che concerne la socialit, nello specifico: attivit politica, religione e impegno sociale. Per la seconda componente: sport, patria e bellezza fisica sono legati alla cura di se stessi e della propria patria. La terza componente, come la seconda riguarda la sfera personale, il proiettarsi in determinati contesti; infatti in questo caso interessa il fare carriera,

lautorealizzazione e il divertimento. Nella quarta componente listruzione, gli interessi culturali e la solidariet sono valori che investono la cultura e le motivazioni personali. Quinta componente esprime i valori del benessere psicofisico amore, pace e salute che unitamente alla sesta componente con famiglia, lavoro e amicizia interessano valori collettivi e di socialit. Lultima componente: Tempo libero, libert e democrazia, benessere economico sono valori legati allautorealizzazione e allimpegno personale.

141

CONCLUSIONI

La presente tesi ha sviluppato levoluzione delle Politiche Giovanili nel tempo, considerando questultimo unitamente ad altre variabili quali cultura, valori e territorio di riferimento come elementi determinanti per la costituzione di programmi e interventi in materia. I mutamenti nella concezione e nel modo di pensare i bisogni della popolazione giovanile non hanno mai abbandonato, ma sempre adeguato il concetto di partecipazione, integrazione e informazione che sono la base del modus operandi delle Politiche per la Giovent. Alla luce di quanto emerso lItalia ha sempre tentato di uniformarsi alle coordinate Europee, in modo particolare Regioni, Province e Comuni hanno pensato al rilancio del territorio con la consapevolezza che i ragazzi e le ragazze potessero essere un buon trampolino di lancio e lo sviluppo di una cittadinanza attiva sarebbe stato il frutto di un investimento a lungo termine. Giovani come "risorsa" questo il bilancio di una forte consapevolezza che rappresenta lunica soluzione per apportare innovazioni sul piano economico, culturale e sociale. Dalla presa coscienza allazione sono molteplici i passaggi da fare e altrettanto numerosi sono gli attori coinvolti. La concertazione principio sul quale si fonda listituzione degli strumenti utilizzati per attivare il meccanismo di coinvolgimento dei giovani quali InformaGiovani, Forum, Piani Locali e Piani Territoriali Giovani ancora carente, rispetto la presenza di questi ultimi ai tavoli decisionali, anche se passi in avanti, si son fatti. Molto spesso
142

opportuno guardare le piccole realt, dunque partire dal basso per comprendere la necessit di migliorare il funzionamento della macchina politica e burocratica. Frattamaggiore, comune posto nellarea Nord di Napoli un contenitore di menti, creativit positive che non sempre sono valorizzate. Il territorio presenta un Centro Servizi Giovani e richieste ancora non decollate del Forum e Piano Territoriale Giovani. Il paese rappresenta il punto nevralgico, dove convergono socialit, attivit economiche e politiche molto sentite e giovani residenti in comuni limitrofi attingono e usufruiscono delle attivit e dei luoghi di Frattamaggiore. Nonostante sono in cantiere iniziative e proposte, in conformit a quanto appreso dalle dichiarazioni dei ragazzi, mancano infrastrutture e attivit

dinformazione e comunicazione, capaci di sviluppare una forma consapevole di democrazia. Sulla base di quanto emerso, la difficolt lespressione di una confluenza di aspetti, il pi sentito fra tutti il confronto sempre aperto fra tecnici, operatori messi al servizio della comunit e politici, il risultato molto spesso larresto degli interventi o la mancanza di effettive integrazioni che concorrono per il miglioramento in termini di efficacia ed efficienza delle prestazioni e dei servizi rivolti ai cittadini. E frequente anche la poca chiarezza ai destinatari della politica quanto pensato e offerto per loro. Il Centro Servizi Giovani ha in se la disponibilit e la volont di chi comprende ed vicino alle esigenze dei ragazzi, ma non ancora potenziato per quanto concerne lambito delle risorse umane e materiale informativo. Il bilancio comunale prevede limpiego di risorse economiche per altre emergenze che investono il paese; per cui sono presenti delle difficolt sostanziali di spesa che fanno i conti anche con un momento non molto prospero sul piano economico. Ci che rasenta una grande priorit quella di poter attivare delle
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iniziative volte alla comprensione e alla giusta chiave di lettura dei fenomeni; magari con listituzione di un osservatorio locale, capace di fare sintesi dei bisogni emergenti e specificamente orientare la spesa sulle effettive priorit. Andrebbe inoltre migliorata

linformazione nelle scuole come punto di partenza per leducazione alla cittadinanza attiva e alla voglia di partecipazione intesa come possibilit e inoltre un orientamento in direzione di professionalit pi richieste nel mercato del lavoro, soprattutto sullo sviluppo di un percorso volto al turismo, potenziale investimento per lintera Regione. Lorientamento al lavoro e forme professionali la possibilit che i ragazzi acquisirebbero, per non rimanere sprovveduti dinanzi alla mancanza di posti di lavoro sicuri e la possibilit di usufruire del "Diritto al futuro".

144

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www.governo.it

www.informagiovani.anci.it
147

www.parlamento.it

www.uniurb.it

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APPENDICE A

Intervista al Direttore del Servizio Informagiovani e della Biblioteca Comunale di Frattamaggiore Domenico Palmieri e al Dirigente Servizi Affari Generali Socio-Scolastici Ivo Grillo del 04/02/2011 Domanda: Mi racconta la nascita dellInformagiovani a Frattamaggiore?

Direttore Biblioteca: Il Servizio Informagiovani nato nella Biblioteca Comunale fin dal 1981 quando io sono entrato in biblioteca, ho incominciato a capire che uno dei problemi principali dei ragazzi era quello di trovare unoccupazione e da noi c fame di posti a tutto spiano. Quindi introdussi nella Biblioteca Comunale di Frattamaggiore le Gazzette Ufficiali Concorsi, i Bollettini Regionali della Regione Campania e del Lazio; in un servizio quindi avviato con il cartaceo, poi nel 1985 lANCITER, unAssociazione Italiana dei Comuni aveva programmato un servizio per linformagiovani, proprio un Servizio Informagiovani in effetti, tramite Videotel. Era una cosa complessa, molto, molto particolare, che bisognava praticamente connettersi con lAnci, con questo sistema e cercare le possibilit di lavoro attraverso la banca dati dellAnci, che lAnci metteva a disposizione dei comuni che aderivano a questa convenzione. Di li a poco le Politiche Giovanili cominciarono a prendere sempre pi piede, per cui anche la Regione Campania pens bene di istituire gli Informagiovani. A quel punto erano passati 4 o 5 anni, anzich con il servizio ANCITER cercammo di utilizzare altri sistemi, non avevamo ancora linformatizzazione effettiva della
149

Biblioteca

Comunale

lAmministrazione pens bene di servirsi di un servizio a pagamento, erogato da Bari. Quindi cera un totem a cui i ragazzi potevano accedere per inviare curriculum vitae, per cercare notizie sul mondo del lavoro, ma chiaramente con il digital divide che imperava dalle nostre parti, era difficile per i ragazzi anche questo semplice accesso tramite modem. Dopo un anno decisi che era preferibile avere un sistema informatizzato allinterno della biblioteca, avere delle postazioni e quindi aiutare i ragazzi personalmente, senza fargli perdere del tempo attraverso questo sistema. Tra laltro consigliamo ai ragazzi dove rivolgersi, quali domande fare, perch spesso cerano delle possibilit per esempio coloro che uscivano scuola degli infermieri, tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio, di mettersi in contatto con gli ospedali e chiedere se cera in atto una selezione anche a tempo determinato, perch da l a poco ci sarebbero stati sicuramente i concorsi. Come prevedevo spesso e volentieri, i ragazzi mettendosi in contatto con questi ospedali, venivano invitati a fare la domanda, perch al Nord le domande a tempo determinato non preferivano farle, in quanto quasi nessuno partecipava, partecipavano solo ed esclusivamente ai concorsi, invece da Frattamaggiore partito un nutrito gruppo di ragazzi e stanno lavorando in vari ospedali del Nord, proprio grazie a questi consigli. La Regione Campania aveva previsto anche di mettere in rete gli InformaGiovani, facendo riferimento a quello che era la rete distrettuale della Pubblica Istruzione, per cui Frattamaggiore chiaramente essendo tra laltro il primo Punto InformaGiovani istituito, diveniva ope legis (per azione compiuta), Centro di Informagiovani Distrettuale. E chiaro che le invidie diciamo spesso tra i comuni, fanno s che questa rete non possa essere attuata in tempi brevi. Solo oggi possiamo dire che abbiamo superato tutte le
150

piccole invidie, anche se io vedo, che ragazzi di altri comuni vengono presso la Biblioteca Comunale Centro InformaGiovani; sia per il servizio bibliotecario, sia per quanto riguarda lInformaGiovani, anche perch oggi una delle mie aspirazioni principali aiutare i ragazzi. Molti ragazzi hanno fatto la tesi di laurea in biblioteca, quindi non solo il lavoro, ma anche lo studio e alcune tesi di laurea vengono poi donate alla Biblioteca Comunale e ne abbiamo copie. Questo fin dal 1981 da quando io sono entrato in biblioteca, stata una delle cose principali che mi piaceva fare! Anzich insegnare a 25 ragazzi, sto cercando di dare una mano ad una moltitudine di ragazzi. Vengono anche da fuori Frattamaggiore: da Napoli, Aversa. Non mi limito a quelli di Frattamaggiore, per me i ragazzi sono tutti quanti uguali. Sono due anni che abbiamo avuto la possibilit di avere la convenzione effettiva per la rete territoriale, quindi anche gli altri comuni hanno superato quelle che erano le difficolt insite

nellegocentrismo e hanno capito che bisognava dare una mano al nostro territorio che poi omogeneo. I ragazzi stanno a Frattamaggiore anche a scuola, perch qui che ci sono le scuole superiori, qui che loro passano la maggior parte delle loro tempo; anche se vengono magari da Caivano, Casoria, Cardito, Casandrino, Grumo Nevano, Frattaminore etc. Quindi dovremmo aver risolto questo problema; la convenzione stata fatta, la Regione sta attuando in questo periodo degli interventi abbastanza mirati per quanto riguarda le Politiche Giovanili, rivolte anche a voi laureati e specializzati, perch vengono fatti dei tirocini formativi, questanno ci sar per la seconda annualit. I tirocini formativi non servono solo a formare, servono anche a dare dei crediti ai ragazzi che passano un anno presso i Punti e i Centri
151

Informagiovani. Quindi in eventuali concorsi si ritroveranno ad avere 12 punti in pi rispetto agli altri del Nord, perch hanno fatto esperienza e questo non poco, visto che al Nord hanno la possibilit di andare anche in fabbriche, hanno altre soluzioni per il loro impiego, mentre noi nel meridione abbiamo un unico sbocco: quello del pubblico impiego e basta! Partire con il piede giusto abbastanza importante! Io due anni fa quando ho iniziato questo percorso, ho fatto presente sia alla Regione che allAnci, che cera la responsabile dellItalia Meridionale, che sarebbe stato opportuno mettere pi fondi su questi tirocini formativi, anzich su altre iniziative che la Regione fa per i Forum e per i Centri InformaGiovani, perch questa la risposta effettiva che si aspettano i ragazzi, un aiuto, una spinta per linserimento nel mondo del lavoro.

Domanda: Parliamo del Forum Giovani: A Frattamaggiore previsto?

Direttore Biblioteca: Il Forum dei Giovani a Frattamaggiore stato praticamente approvato il regolamento, ma non c ancora per un semplice motivo: perch bisogna modificare quel regolamento che stravolge il regolamento di tutti i Comuni dItalia e inserisce allinterno del Forum di Frattamaggiore esclusivamente

Frattamaggiore e inserisce in modo prepotente i politici, gli appartenenti a tutti i partiti politici! Allora se questo lo spirito con cui vogliamo avere i Forum dei Giovani, io non ci sto! Quindi non ho dato attuazione a quelle che erano le indicazioni del Consiglio Comunale di istituire il Forum. Il

152

Forum deve essere dei giovani, per i giovani senza colore politico, senza preponderanza e prevaricazione della politica. Una volta che viene fatto il regolamento cos come doveva essere, non avr problemi a portare avanti il Forum dei Giovani.

Domanda: Precedentemente ha accennato alla sinergia che nel tempo si creata tra i vari comuni: come confluiscono le competenze per far funzionare gli InformaGiovani?

Direttore Biblioteca: Abbiamo istituito anche un Comitato Direttivo degli InformaGiovani, quindi dovremmo riunirci periodicamente, per portare sia le esigenze del proprio territorio, che le esigenze di tutti quanti gli altri; quindi cercare di coordinare una delle funzioni che spetta al Centro InformaGiovani. Di qui a breve cominceremo a fare queste riunioni e vedremo quali sono le necessit! Abbiamo anche attuato un altro programma cercando di acquisire risorse per mettere in webcam le nostre risorse e ogni Comune dovr essere dotato di apparecchiature, per cui se facciamo dei convegni, degli incontri per i giovani in un Comune; dovr essere possibile collegare anche i ragazzi degli altri Comuni tramite queste postazioni e quindi dare effettivamente una risposta alla collettivit in tempo reale, perch saranno i ragazzi a dire pi o meno di cosa necessitano e noi cercheremo di andare incontro alle loro esigenze.

Domanda: Riguardo i servizi che eroga l InformaGiovani, ho notato che in questo caso si concentrano per dare supporto e orientamento lavorativo e lorganizzazione corsi di formazione: sono previste anche altre attivit per il futuro e/o sono gi attive?
153

Direttore Biblioteca: Sono gi in attivo, perch noi abbiamo dal 2001 una convenzione con la Ticket-One di Roma, che una associazione che organizza spettacoli. Questa associazione manda il cartellone pubblicitario dei vari spettacoli qui in biblioteca, con la possibilit per gruppi di 20 persone di avere anche qualche biglietto omaggio. Quindi se i ragazzi si raggruppano e vogliono andare ad uno spettacolo di un certo livello, possono attraverso la Ticket-One usufruire di sconti e/o biglietti omaggio, perch superano le 20 unit. Queste sono tutte opportunit che non lascio mai sfuggire. Aderisco sempre quando ci sono queste iniziative, non ho problemi! Addirittura Ticket-One ti d la possibilit di scegliere dove volerti posizionare, ci sono tutti i vari posti disponibili e si ha la possibilit di prenotare e condividere insieme ad amici gli spettacoli. Questo uno svago, un divertimento. Si spera di poter potenziare quello che lo svago e il divertimento rispetto alloccupazione, perch significa che quel problema stato risolto! Per purtroppo oggi pare che questo problema sia prioritario.

Domanda: Presso il centro InformaGiovani di Frattamaggiore, ci sono degli operatori che la supportano nelle varie attivit?

Direttore

Biblioteca:

Purtroppo

sia

in

Biblioteca

che

nellInformaGiovani, loperatore che mi supporta sono io!

Domanda: Prima cera unoperatrice giusto?

154

Direttore Biblioteca: Si, era una tirocinante! Quando arriva il tirocinante, sicuramente avr il supporto, ma se non c il tirocinante, sono io che mi aiuto! Questo da sempre! Dirigente Comunale: E un problema che ho fatto rilevare anche nelle nostre relazioni di bilancio, c un problema di distanza, parlando proprio in termini di pianta organica; il Direttore la funzione di vertice, poi c del personale: LSU, Istruttore Amministrativo, il mezzo che possa supportarlo e anche sostituirlo efficacemente in certe situazioni, non c, c il nulla totale! E un difetto proprio della strutturazione dellufficio, che pi volte ho fatto rilevare, ma per ragioni di spesa del personale, non si ancora provveduto a sistemare. Direttore Biblioteca: Diciamo pure che sono altre le volont! Dirigente Comunale: Nei Comuni che ho girato il settore della Pubblica Istruzione del diritto allo studio e la Biblioteca sono viste come una funzione residuale della macchina Comunale. Direttore Biblioteca: Ci sono altre realt in cui non si riscontrano le medesime difficolt, te lo dico perch mia moglie stata anche per esempio ad Afragola, il Direttore supportato da altre unit che collaborano: alcuni stanno allInformaGiovani, altri in Biblioteca, perch li hanno avuto la fortuna di avere un Assessore alla Pubblica Istruzione molto attento a questa problematica, che era un docente universitario dinformatica del CNR, quindi era un esperto collaboratore del Ministero della Pubblica Istruzione, allora ha dato subito tanto, tanto spazio a quelle che erano queste funzioni ben precise. Per cui l il personale c, le persone che possono dare effettivamente una mano ci sono, con competenza anche e da noi, ma c carenza di personale e la distribuzione delle risorse umane non equa.
155

Dirigente Comunale: che rappresenta uneccezione nel contesto (in merito al caso di Afragola)!

Domanda: In che senso?

Direttore Biblioteca: Perch potevo dare una mano l al Comune concreta! Che non serviva per i ragazzi, quindi La Biblioteca in effetti che cos? LInformaGiovani, ma che cos? Che ce ne importa a noi dellInformaGiovani e della Biblioteca!

Domanda: Qual il target di persone che usufruisce dellInformaGiovani?

Direttore Biblioteca: Sono soprattutto ragazzi che hanno terminato le scuole superiori o ragazzi che hanno terminato luniversit e che sono alla ricerca di uno sbocco effettivo. Molto spesso sono ragazzi che hanno studiato qui in Biblioteca dallultimo anno in poi fino a laurearsi. Quindi sanno di poter contare su qualcuno che gli pu dare una mano effettiva. Ci sono ragazzi laureati in varie discipline e molti di loro trovano occupazione soprattutto al Nord. Solo chi ancorato a voler rimanere dalle nostre parti, ha qualche difficolt di inserimento; gli altri bene o male stanno tutti quanti fuori!

Domanda: Per quanto concerne la comunicazione delle iniziative dellInformaGiovani con lesterno, come procedete?

Direttore Biblioteca: Con il passaparola soprattutto, perch i ragazzi vengono in Biblioteca, vedono che c un servizio ulteriore rispetto la Biblioteca, c lInformaGiovani e quindi lo comunicano anche a tutti
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gli altri. Quando cera la ragazza tirocinante abbiamo messo anche un account del Servizio su Facebook, con la prima pagina dedicata allInformaGiovani; per chiaramente pretendere di fare tutto io, non va bene, non posso! Quindi la pagina di facebook attualmente priva di vita, perch manca chi lalimenta! Finch cera la tirocinante, l mettevamo tutti i concorsi che uscivano, tutte le possibilit che dava lUnione Europea sia per viaggi di studio che per altre opportunit ora purtroppo ci siamo un po fermati, vuoi perch sono in malattia, vuoi perch la ragazza non c!

Domanda: A Frattamaggiore stato istituito lAssessore alle Politiche Sociali e lAssessore alle Politiche Giovanili: secondo lei perch questassessorato separato? Lei vede le Politiche Giovanili come una costola delle Politiche Sociali o come un qualcosa di separato?

Direttore Biblioteca: Secondo me le Politiche Giovanili dovrebbero essere accorpate sia al sociale che allistruzione, perch sarebbe ununica cosa, per purtroppo politicamente devono separarle, devono fare delle linee di demarcazione per dare ad ognuno un certo spessore. Per me la Politica Giovanile una Politica Sociale, il sociale per i giovani la cosa pi importante, quindi se si riesce a risolvere questo problema non c; probabilmente il futuro sar pi roseo, ma se il problema non si risolve c poco da fare! I giovani sono una risorsa problematica pi che altro. Ecco perch secondo me si fatta la rivoluzione per quanto riguarda i cicli universitari. Una volta cerano 4 o 5 anni a seconda della facolt che si decideva di intraprendere, poi abbiamo detto tutti 3 anni con il diploma universitario, mh?! Poi altri 2 per la specializzazione, siamo
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ritornata a quello che era uno dei fulcri che era la cultura e listruzione sovietica: tenete i ragazzi quanto pi possibile agganciati al mondo dello studio anche perch sbocco lavorativo non c, non protestano, si stanno zitti e poi dopo si vedr. Da noi che il problema delloccupazione dopo 4 anni di universit non si riusciva a dare subito lavoro, si deciso di allungare i tempi; cos facendo un po i ragazzi dovendo fare un esame al mese, impiegavano pi tempo e i tempi anzich 5 diventano 6/7, campa cavallo che lerba cresce; ecco perch il problema rimane, perch abbiamo dilatato i tempi per linserimento, per non abbiamo linserimento sicuro. Dirigente Comunale: Prima il Direttore ha detto delle cose importanti, molti trovano lavoro al Nord attraverso lInformaGiovani, trovano, ma lo trovano al Nord; il compito di ogni sistema informativo quello di informare, non di creare una struttura imprenditoriale ed economica del territorio, quello dovrebbe essere un presupposto. La cosa curiosa che noi abbiamo un investimento via, via pi sostanzioso anche sullaspetto informativo, si fanno campagne, si mettono in piedi InformaGiovani, per la verit che abbiamo una struttura imprenditoriale del lavoro fragile e inquinata da logiche che non lo ripeto nemmeno, perch ormai un ritornello e allora obiettivamente quando tu metti un ragazzo di fronte ad un informagiovani, linformazione questo dove la trova? La trova dove c un po di struttura ed anche qui il problema della delega delle Politiche Giovanili. Spesso va con le attivit produttive e con un assessorato di carattere economico perch si spera, poi in pratica si fa poco, di portare di pari passo una politica di sviluppo con quella delle Politiche Giovanili che non unidea in assoluto sbagliata, ci potrebbe anche stare, per poi di fatto i risultati ci dicono che sono piuttosto carenti.
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Direttore Biblioteca: Come i workshop organizzati dalla Regione Campania, si visto spesso che delle societ nate dalloggi al domani organizzavano tutte le procedure per far si che determinate aziende potessero accedere ai workshop, poi vai a vedere: i ragazzi probabilmente hanno avuto i soldi, ma le aziende interessate soldi non li hanno visti, e le stesse aziende che hanno creato questi meccanismi sono scomparse. Dirigente Comunale: Il caso ancora pi clamoroso della formazione professionale, questo dei workshop insieme alla formazione professionale sono usati come ammortizzatore sociale, faccio in realt perdere un altro po di tempo, un altro annetto, ho una spesa pubblica e non servono a niente. Questo un grosso problema, che ci pone un interrogativo anche etico, quando si vanno a fare investimenti in materia di InformaGiovani, di politiche, cio bisognerebbe far capire ai decisori politici che c da potenziare una struttura imprenditoriale per creare lavoro, lavoro vero, lavoro utile, non fittizio, cartaceo, perch altrimenti non serve a nulla. Chiaramente fare le cose cos un po pi difficile.

Domanda: Io so che c una partnership con lAssociazione Cantiere Giovani. In che modo strutturata tale collaborazione?

Dirigente Comunale: Per ce labbiamo come Politiche Sociali. Direttore Biblioteca: Diciamo che la collaborazione parte da molto lontano, dal tempo dei Commissari Prefettizi, per cui io fui chiamato a coordinare un progetto di Sicurezza Urbana con il Cantiere Giovani. Allinterno del progetto Sicurezza Urbana che era rivolto soprattutto ai giovani, agli immigrati, quindi cera anche la possibilit di creare un potenziamento del punto di InformaGiovani presso il Cantiere
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Giovani, che veniva aperto una volta a settimana di pomeriggio e cercava anche di dare una risposta agli stessi extracomunitari che si rivolgevano al Cantiere Giovani e ai ragazzi che frequentavano il Cantiere. Quindi per ben 3 anni sono stato Coordinatore di questo progetto e partner era Cantiere Giovani e il Tribunale dei Minori di Napoli. Quindi alcune attivit sono state implementate a

Frattamaggiore, proprio grazie a questa simbiosi che avevamo con il Cantiere Giovani. Poi la Regione Campania ha deciso che bisognava aiutare altre realt Comunali e non sempre le stesse, poi tutto svanito insieme al progetto. Dirigente Comunale: Anche perch il rapporto dopo la cessazione del contributo Regionale, era andato avanti, per in una forma tipica di contributi dati dal Comune alle Associazioni di volontariato che probabilmente creava problemi di legittimit, sicch lanno scorso invocando la legge quadro sul volontariato, abbiamo fatto come servizi sociali una convenzione con Cantiere Giovani per tutta una serie di attivit, che riguarda prevalentemente minori stranieri e sono il recupero della dispersione e dellevasione scolastica, la mediazione culturale e poi c questattivit che loro fanno di promozione e questo ha pi a che fare con le Politiche Giovanili, di messa in rete delle energie giovanili sul territorio, in pratica per esempio loro forniscono alle associazioni del territorio la loro stessa sede, le loro attrezzature per potersi esprime e per poter trovare un punto di riferimento. Attualmente la convenzione finanziata con risorse Comunali, noi sostanzialmente ricopriamo come prevede la legge quadro sul volontariato alcune spese come per esempio le spese dellaffitto e in parte dellassicurazione dei volontari e per il resto c uno scambio progettuale nel senso che noi li appoggiamo in tutte le iniziative che loro propongono, per attingere ad altri finanziamenti
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Europei e Regionali. Loro sono diventati bravi in ci, nel senso che sul piano della progettazione sociale sono una delle migliori realt nazionali, nelle graduatorie del Ministero, del Welfare, loro si collocano ai primi posti, hanno attinto ad una serie di finanziamenti dai progetti sullautismo ai progetti sullimmigrazione oppure sui minori in aria penale, riescono ad attingere a finanziamenti su pi fonti. E noi che su alcune aree non abbiamo progettazione comunale propria, ci avvaliamo del volontariato, rimborsandogli le spese di cui prima si faceva riferimento e loro ci offrono un supporto. Anche loro cercano di immettersi nella rete dellInformaGiovani ma al momento stanno fuori da questa rete. Ovviamente sono una risorsa importante del territorio, che noi teniamo dentro nelle necessit che abbiamo. Il volontariato in genere, il soggetto privato che nel caso in cui non prende i finanziamenti e scappa via, ha delle procedure sicuramente pi snelle e veloci di un soggetto pubblico, quindi talvolta sono in grado di affrontare una risposta al problema in tempi estremamente pi rapidi, di quanto noi non riusciamo con i vincoli che ci da il meccanismo della delibera, dellappalto pubblico e quindi questa una risorsa che noi mettiamo in campo nelle specifiche che richiedono una rapida risposta. Direttore Biblioteca: In definitiva la collaborazione nasceva tre anni fa da un finanziamento Europeo per esigenza di sicurezza urbana, ma era chiaro che poi il progetto non doveva rimanere qualcosa di fine a se stesso, ma doveva poi essere fatto proprio dagli Enti Locali e portarlo avanti. Il problema dellevasione scolastica e il problema del reinserimento dei ragazzi, era uno delle varie attivit che nel progetto sicurezza urbana abbiamo previsto, non a caso abbiamo aiutato ragazzi del quartiere di Via Rossini che erano evasori scolastici allinserimento; tra laltro una ragazza serviva necessariamente la
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licenza media, perch dopo si doveva iscrivere ad un corso per parrucchiere, quindi non solo, ha usufruito di questo titolo di studio per frequentare listituto per parrucchiera.

Domanda: Parliamo un po del piano di zona, lInformaGiovani rientra in questo piano?

Dirigente Comunale: No, non rientra, non per motivi normativi, ma perch lAmbito Territoriale di cui Frattamaggiore fa parte e che non coincide con il Distretto Scolastico, coincide solo in parte, sulle Politiche Giovanili non aveva una programmazione allinterno del Piano di Zona e quindi c una lacuna nella programmazione sociale del piano. Questo per non accade solo a Frattamaggiore ma anche a Napoli e Caserta. E comprensibile perch essendoci una prevalenza delle emergenze sociali a carico degli anziani, a carico dei minori nella fascia della povert, sostanzialmente i decisori politici residuano un poco o nulla su alcune aree quali le Politiche Giovanili, larea delle tossicodipendenze considerata almeno in termini di prevenzione strettamente legata a quella della Giovent e larea

dellimmigrazione. Tranne sul Litorale Domitio nel Casertano dove c unattenzione ai Piani di Zona, proprio perch c un problema di grande pressione migratoria. Se guardi i Piani di Zona di Napoli e provincia presentano delle grosse lacune nel Piano. Direttore Biblioteca: Diciamo che non si riesce a capire come gestire i Piani Sociali, i Distretti Scolastici, qualcosa di allucinante. Se andiamo a vedere lambito che la Provincia assegna come istruzione a Frattamaggiore e nei Comuni vicini, ci troviamo con dei Comuni che fanno parte dellambito dellistruzione tipo Arzano e Casoria che stanno con Frattamaggiore, quando poi nellambito dei servizi sociali
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e nellambito delle Politiche Giovanili non li troviamo, non ci sono pi, perch non facevano parte del vecchio distretto scolastico. Pensa che per quando riguarda la Regione aveva perfino inserito nel nostro ambito Giugliano! Dirigente Comunale: Quella dei Piani di Zona coincideva con una logica del socio-sanitario quindi coincideva con i Distretti Sanitari con le ASL, poi ci sono state delle evoluzioni nelle ASL ed inevitabilmente nessuno si ricordato di ricondurre allunitariet e poi accade che ambiti diversi non coincidono con i Distretti Scolastici e Distretti Sanitari. Direttore Biblioteca: Tra laltro la normativa prevede labolizione del Distretto Scolastico, solo a Frattamaggiore questo esiste ancora. Dirigente Comunale: Noi ci occupiamo di tutte quelle funzioni che vanno dalla garanzia del diritto allo studio dei disabili, la fornitura dei buoni libro, borse di studio che sono tendenzialmente tutti quegli strumenti atti a garantire leffettivit del diritto allo studio.

Domanda: Per il futuro quali sono le prospettive per lInformagiovani e per i giovani di Frattamaggiore?

Direttore Biblioteca: Labbiamo detto gi prima, c una latitanza politica, non avere il supporto del politico quindi che dovrebbe poi essere il promotore ufficiale di certe cose, significa pensare soli ed io sono 30 anni solo, sono 30 anni che lotto e non mi arrendo e quindi quello che posso fare io, posso pensare e posso attuare senzaltro va avanti. Quello che invece spetta ad altri purtroppo non a me!

Domanda: Allora cosa vorremmo inserire nellagenda politica dellInformaGiovani?


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Direttore Biblioteca: Il mio pensiero rivolto ai giovani e quindi cercare di attuare collegamenti magari con le realt imprenditoriali e vedere se possibile portare avanti un discorso effettivo per i giovani, ma che non sia solo realizzato a fare avere alle varie aziende contributi Statali, Regionali, Europei, ma che sia veramente il volano per linserimento dei ragazzi. Noi qua intorno abbiamo delle aziende a livello internazionale, per purtroppo la mentalit del titolare dellazienda forse troppo, troppo meridionale. Esempio tipico unazienda che ha sedi pure in tutta Europa, gli agganci inimmaginabili, ma cosa fa per noi, cosa fa per questo territori, eppure sta gi al ponte di Frattamaggiore; sta a pochi centimetri dal Centro, conoscendo per il tipo un po difficile! Allora bisogna anche li intervenire con i politici, che sono sempre loro la chiave di tutto! Io personalmente perch fuggo sempre dalla politica; non avr mai quellincisione che ha il politico su queste realt. Perci ti ho detto, le mie idee possono essere bellissime, per mi devo attenere a quella che la mia possibilit; io voglio aiutare i giovani, ma pi in l non riesco ad andare e in alcuni casi non voglio andare, perch entrare in politica significa corrompersi, corrompersi significa corrompere voi! Perch il cattivo esempio corrompe i ragazzi, non che corrompe solo me e allora io vado avanti per la mia strada, che piccola, ma pulita! Dirigente Comunale: Il problema di fondo, io interverrei in primis su un problema culturale, giusto il richiamo a favorire limprenditoria pi sana e che abbia un rapporto anche diverso con il lavoro, ma questa una cosa anche sulla quale la politica locale pu fare poco a mio avviso, pu fare poco perch non la congiuntura giusta, perch viviamo in un paese che vive un momento non felice, nel quale anche
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una politica ben attrezzata, pulita, perch poi una critica a tutto spiano della politica ci tira anche i giovani da questultima; quindi anche una posizione rinunciataria non nemmeno condivisibile in tutto. E un obiettivo sicuramente quello di incidere, di creare condizioni per avere lavoro e sviluppo sul territorio, ma sappiamo realisticamente che un discorso realisticamente di medio e lungo termine. C un problema allora culturale anche da parte dei giovani; un problema dellorientamento. Alcuni giovani sbagliano in primis perch dentro il contesto in cui si trovano, fanno cattive scelte; perch noi abbiamo dei settori in continuo sviluppo, come il settore turistico, alberghiero e dei servizi connessi al turismo; certo sono servizi che non sempre assorbono laureati, assorbono altre figure, ma noi ci rendiamo conto che i giovani non scelgono questi percorsi di studio pregnanti, preferiscono scegliere altri percorsi di studio pi tradizionali, per amor del cielo validi come quelli liceali che per hanno una minore richiesta sul piano del lavoro; non si decide di andare oltre. Allora secondo me una cosa sulla quale noi possiamo lavorare, cominciare a orientare anche meglio i giovani rispetto a scelte anche pi pregnanti anche sul piano del lavoro. Questo un primo obiettivo, il secondo fa eco a quello che dicevo prima, di dare la possibilit di ricorrere anche in modo esclusivo solo alla spesa pubblica; perch se noi vogliamo effettivamente potenziare le reti di InformaGiovani, questo raccordo con gli imprenditori, la possibilit di avere una scuola anche migliore e di qualit, dobbiamo cominciare anche a pensare ad alternative, che vanno anche sopra le righe, non nellillegalit, avere il coraggio di sperimentare forme che sono per esempio tipiche anche dellambito privatistico, come la

sponsorizzazione; perch noi siamo un po vincolati a una mentalit della burocrazia, per si pu fare anche buona burocrazia che ti
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consente di mantenere queste strutture. Allora io dico un investimento, due cose che si possono mettere in agenda lavorare sullorientamento scolastico dei giovani, cercando di metterli al corrente di quelle che sono le opportunit e unaltra quella di cominciare ad attrarre, anche ad interessare il privato, anche limprenditore alla formazione dei giovani, al valore della scuola; in modo da trarne un circuito virtuoso; invece di sentirsene una parte separata.

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