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10 Primo piano

Gioved 27 ottobre 2011

Riunione di 8 ore consecutive della Terza Commissione sullimpatto ambientale del petrolio e di Fenice

La Regione tranquillizza
Presentati ai consiglieri centinaia di dati ma c tensione e polemica tra Mazzeo e De Filippo
di SALVATORE SANTORO POTENZA - Non linferno in terra. Ma nemmeno il paradiso che qualcuno vorrebbe far credere. Magari per non creare ingiustificati allarmismi. Magari per minimizzare una situazione che di fatto gi di per s complessa con il lavoro che la magistratura sta portando avanti. Sta di fatto che ieri la riunione della Terza commissione consiliare permanente a porte aperte ha restituito un clima di forte tensione e ha fatto ermergere numerose contraddizioni dai dati forniti dai direttori Arpab e Agrobios. Laduzione era in preparazione del dibattito prossimo che si svolger in consiglio regionale il prossimo tre novembre sulla questione Ambiente. Pertusillo e Centro Oli di Viggiano allordine del giorno. Ma la discussione scivolata inevitabilente anche su Fenice. Presente dalle dieci del mattino fino a sera il consigliere Idv Enrico Mazzeo Cicchetti. Non solo ovviamente. La riunione stata affollata. La Terza commissione consiLO STUDIO DI AGROBIOS DAL 2000 AL 2010

Le colture nella zona delle estrazioni sono come quelle coltivate a MIlano
POTENZA - Lo abbiamo detto ai cittadini della zona. Loro come se vivessero in citt. In una grande citt come Roma o Milano. O Taranto. Si parla dello stato di salute dei prodotti agricoli e alimentari della zona interessata dalle estrazioni dei pozzi di Viggiano. A parlare non sono persone normali ma esperti e scienziati di caratura nazionale del Metapontum Agrobios che ieri hanno partecipato alla riunione della Terza Commissione consiliare permanente. Lostaff stato guidatodal direttore del Dipartimento di chimica dellAgrobios, Achille Palma. Hanno presentato ai consiglieri regionali un lunghissimo documento in cui sono stati dettagliati tutti i dati della ricerca sulle matrici ambientali della Basilicata rispetto allimpatto delle estrazioni liare permanente composta da 12 consiglieri ma vista leccezionalit del momento e dei temi affrontati stata seguita oltre che dalla stampa anche da una ventina di esponenti del consiglio. petrolifere in Basilicata. Da quanto emerso rispetto alla situazione macro che la situazione sotto controllo, con valori chimici nella norma per una zona che comunque passata da rurale a industriale. La ricerca di Agrobios quindi, smentisce che nel Parco della Val dAgri ci siano casipericolosi. Non abbiamo riscontrato gocce di greggio sulle colture, ha tranquillizzato Achille Palma. Una parte delle ricerche, commissionate dalla Regione, ha riguardato il fiume Agri, con valori che vanno dal buono al sufficiente. Per quanto riguarda la qualit dellaria, i ricercatori hanno utilizzato gli elementi chimici assorbiti dalle piante, da cui non emersa la presenza di contaminanti. Rimane per, che quello che si produce dal pun-

to di vista agricolo e naturale nel Parco della Val dAgri non pi incontaminato come 20 o 30 anni fa. Ora - hanno spiegato -ci sono valori nella norma ma come nelle grandi citt dove c smog e industrie. Ma in un parco naturale. sal.san. ed Eni sullesplosione di Viggiano, la palese impossibilit dei datisul Lim(il livellodi inquinamento dei fiumi), la mancanza di risposte sullemissione di diossina da parte di Fenice: Mazzeo incal-

In ogni caso, sono state le domande incalzanti di Cicchetti non solo a mettere in evidente difficolt gli esperti che avrebbero dovuto fornire spiegazioni, ma anche a far perdere la pazienza al presi-

dente della giunta regionale Vito De Filippo. I pesci morti nel Pertusillo senza un esame istologico (con la minimizzazione di Mancusi tipo: Sono sempre morti i pesci), le differenti risultanze tra Arpab

zava, il governatore si infastidiva. Fino a quando ha perso la pazienza e ha gridato. Mazzeo ha risposto con garbo istituzionale ma fermo. A parte questa lunga parentesi i lavori della Terza commissione guidata dal presidente Giannino Romaniello della Sel, sono stati intensi per buona parte della durata. E stata una riunione in cui il canovaccio stato quello dei consiglieri regionali un p nelle vesti di giornalisti che agli esperti dellArpab e dellAgrobios - che sono intervenuti per lerelazioni scientifiche - hannoi fatto tante domande per capire lo stato dellarte della condizione ambientale della Basilicata rispetto ai fenomeni di estrazione petrolifera e allo smaltimento dei rifiuti. Ovviamente ci sono stati molti momenti di tensione nonostante i dati consegnati nei corposi documenti e indagini dellArpab e dellAgrobios fossero sostanzialmente tranquillizzanti. De Filippo da parte sua ha assicurato: L'obiettivo della Regione Basilicata la trasparenza a tutti i costi. sal.san.

LA NOTA DELLOLA
POTENZA - Baster la Reggia di Caserta per ospitare tutti i tavoli della trasparenza, cabine di regia e commissioni insediate "alla bisogna" dalla Regione, per sviare i lucani dalle vere emergenze?. Con queste parole, la Ola (Organizzazione lucana ambientalista) esprime la propria perplessit dopo il varo dell'ennesimo Tavolo della Trasparenza, questa volta sul dramma Fenice. Il tavolo - spiega la Ola - sar coordinato dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, coadiuvato dagli assessori regionali allAmbiente, Agatino Mancusi, e alla Salute, Attilio Martorano, dal presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza, e dai sindaci dei Comuni del Vulture Melfese. Ne faranno inoltre parte: i dirigenti generali dei Dipartimenti regionali Ambiente e Salute; i dirigenti degli Uffici regionali Compatibilit ambientale, Prevenzione e Controllo ambientale, Politiche della prevenzione della sicurezza nei luoghi di vita e lavoro; il dirigente dellUfficio ambiente della Provincia di Potenza; i diret-

Lacqua intorpidita della Regione


tori generali dellArpab e dellAsp. E prevista anche la partecipazione di rappresentanti dellIstituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, dellIstituto superiore di Sanit, delle associazioni di tutela ambientale, delle associazioni di categoria dei lavoratori e del mondo produttivo, di comitati di cittadini e di un rappresentante titolato della societ Fenice Ambiente srl. Ovvero - si legge nella nota dellOla - una quarantina di persone che saranno impegnate a non prendere alcuna decisione, quando invece la Regione avrebbe dovuto semplicemente esaminare le sue responsabilit e quelle della Provincia di Potenza. La Ola quindi elenca quelle che dovrebbero, invece, essere le priorit. Uno: spiegare cosa intenda fare nel caso in cui il ricorso al Tar presentato da Edf - contro la decisione della Provincia di sospendere lattivit di Fenice - venisse accolto (cosa accadrebbe in quel caso? Si consentir a Fenice di tornare a regime o si impugner qualsiasi decisione favorevole alla societ?). Due: spiegare cosa succederebbe se fra 140 giorni (termine, da oggi, di scadenza della sospensione di attivit dell'inceneritore disposta dalla Provincia) ritornasse in funzione l'impianto perch la commissione non ha prodotto alcun atto, e se successivamente la stessa commissione valutasse le omissioni e i danni prodotti tanto gravi da decidere che l'impianto cos com' non pu pi operare. Tre: spiegare perch da 6 anni Fenice lavora senza Aia (Autorizzazione integrata ambientale), e perch lassessore Mancusi ancora la evoca, quando dovrebbe invece essere bloccata definitivamente. E quindi la Ola attacca: Oltre ai rischi per la salute dei residenti e dei turisti (quelli che ancora oseranno visitare il Vulture), a rischio potrebbero essere le produzioni locali di Aglianico; unattivit economica importantissima per la Basilicata, messa a repentaglio dalle inadempienza della Regione in tema di tutela dellambiente e del territorio che ospita il settore vitivinicolo. Secondo la nostra organizzazione, siamo di fronte allennesimo tentativo di intorpidire l'acqua delle decisioni politiche da prendere attorno allinceneritore di Melfi - dopo che Fenice ha gi intorpidito l'acqua che beviamo e la terra che coltiviamo - si affianca ad una recente cabina di regia voluta da Mancusi, con altre 40 persone preposte a riunirsi per "orientare

l'Arpab sul da farsi" e alla recente istituzione di una Commissione di inchiesta, per fare luce su quanto accaduto in questi anni e chiarire se e quali responsabilit ci sono state nella trattazione dei dati del monitoraggio dellimpianto Fenice di Melfi (come se non fosse sotto gliocchi ditutti),chesi insedieril 27 ottobre con: Nicola Benedetto (Idv), Roberto Falotico (Plb), Francesco Mollica (Mpa), Alfonso Ernesto Navazio (Ial), Nicola Pagliuca (Pdl), Giannino Romaniello (Sel), Vincenzo Ruggiero (Udc), Luigi Scaglione (Pu), Alessandro Singetta (Api), Gennaro Straziuso (Pd) e Rocco Vita (Psi). La Ola sottolinea come si stia tentando cos di spostare lattenzione mediatica dallinchiesta della Procura di Potenza ai dettagli pi marginali della vicenda, distogliendo lopinione pubblica dai veri problemi connessi alla presenza dellinceneritore di propriet della multinazionalefrancese Edf,epi in generale, connessi ad una scellerata gestione dei rifiuti che ancora fa riferimento ad inceneritori e discariche.