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Gioved 3 maggio 2012

Il sindaco di Grumento spiega il no allEni: E una zona sismica e troppo vicina alla falda acquifera

Petrolio, nessuna opportunit


Ma c anche un problema di monitoraggi. I dati vengono sempre celati
GRUMENTO NOVA - Mi meraviglio che ci si meravigli di questa posizione. Per il sindaco di Grumento Nova, Vincenzo Vertunni , la decisione di dire no al pozzo di reiniezione, stata dettata da un principio di precauzione, per un rischio legato all'attivit sismica dellarea. Il no al pozzo di reiniezione da che cosa dipeso? Abbiamo detto no all'allestimento definitivo del pozzo perch, il pozzo gi esiste come tale. E' una struttura gi realizzata, perforata, con una piattaforma. Abbiamo detto no, perch l'Eni ci ha chiesto di allestire definitivamente la piattaforma per poter avviare la reiniezione delle acque residue della lavorazione del petrolio all'interno del pozzo . Abbiamo detto no, perch ricade in una zona agricola e la cosa ovviamente presupporrebbe una variazione del Piano Urbanistico. Non solo un fatto urbanistico? Innanzitutto, devo dire la verit, mi meraviglio che ci si meravigli di questa posizione. Il no tecnico competenza dell'Ufficio Tecnico, quindi, noi abbiamo rimandato all'ufficio, tutte le procedure per poter rigettare l'istanza e poi abbiamo chiesto che l'istanza venga rigettata. Al di l del fatto urbanistico che presuppone lavvio di questa attivit, abbiamo detto no, pi che altro per una serie di timori che sono legati all'eventuale incremento dell'attivit sismica che da questa attivit potrebbe derivarne. Poich siamo in una zona ad altissimo rischio sismico, non perch lo dico io o qualche altro sindaco, ma semplicemente perch lo dice l'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia e tutte le persone esperte di sismologia, e chiaramente, quindi il rischio che possa determinare un incremento di quest'attivit sismica ci mette nel condizione quanto meno di poter dire no, almeno per un principio di precauzione. Il problema di un pozzo di reiniezione va visto nella globalit delle attivit estrattiva, questo l'ultimo elemento di un attivit di estrazione petrolifera che lo smaltimento dei rifiuti che deriva dall'attivit di estrazione. Gi in passato c' stato qualche problema derivante dal rischio di inquinamento che questi pozzi potessero determinare. Un po' per l'inquinamento delle falde acquifere anche se Eni , dice che la cosa non possibile perch praticamente sono incamiciati una serie di tubi d'acciaio che non permettono contatto assolutamente con le falde acquifere. Il problema non dell'inquinamento in se perch prendendo per buono il ragionamento che all'interno di questi pozzi vengono riemessi solamente acque di separazione dal petrolio, il problema sempre legato alla posizione di questi pozzi. In che senso, la posizione? Nelle vicinanze di una faTEMPA LA PETROSA

Il commento della Ola

Bene la posizione di SantArcangelo


LA Ola, Organizzazione lucana ambientalista, plaude alla decisione della Giunta municipale di SantArcangelo e alla sua delibera con la quale ha dato parere contrario al permesso di ricerca Total Tempa la Petrosa. Un permesso di ricerca petrolifera che riguarda 10 Comuni del Materano, 5 del Cosentino, pi Senise e SantArcangelo, che cinge il Parco nazionale del Pollino e le riserve naturali di Bosco Pantano di Policoro e del Geosito dei calanchi di Montalbano Jonico. Ma che soprattutto - evidenzia la Ola - cinge lunico bacino idrico lucano finora risparmiato dalle perforazioni e dai rischi di inquinamento da idrocarburi, metalli pesanti, cromo, polimeri e loro derivati, come sempre pi evidente che accade allinvaso del Pertusillo e ai fiumi Agri e Basento, quest'ultimo, tra i pi inquinati dItalia. Un permesso di ricerca che metter in campo centinaia di postazioni sismiche per scandagliare il sottosuolo con cariche esplosive di profondit e con la tecnica del vibroseis, responsabili secondo la comunit scientifica di alterazioni letali alla fauna entro un raggio di 5 km. per ogni postazione in unrea che classificata al massimo livello di dissesto idro-geologico e con storia di alta sismicit.
In alto il sindaco di Grumento, Vertunni

glia sismica attiva, per cui l'inquinamento potrebbe anche determinarsi attraverso un terremoto di non grave entit che vada ad incidere sull'integrit di questi tubi che scendono all'interno del pozzo. Nella relazione che Eni ha presentato per avere la Valutazione di Impatto ambientale, c' una relazione geologica che fa la storia del territorio dal punto di vista geologico ma non c' nessun riferimento al rischio di attivit sismica e nessun riferimento che una zona molto alta dal punto di vista tellurico. E' stato fatto presente questo problema all'Eni? Dobbiamo ancora fare la conferenza di servizio . Per dare consistenza al nostro rifiuto abbiamo fatto anche alcuni studi e ricerche abbastanza dettagliate. Non che mi sono detto voglio fare un dispetto ad Eni e nego la cosa. Le decisioni vanno prese con criterio. Eni risponde dicendo non vero la cosa, tanto vero che esiste anche un altro pozzo a Montemur-

ro. Questo non ci garantisce niente, vuol dire che gi un elemento di debolezza, andare ad aggiungerne un altro, potrebbe essere addirittura peggiore. Non ha detto niente di concreto. Si, c' un sistema che si usa in tutto il mondo. Va bene, noi lo sappiamo che la reiniezione delle acque reflue uno dei sistemi che si utilizza per smaltire queste acque. Questo anche un modo secondo me per dire all'Eni, alla Regione e quant'altro, attenzione, nel senso che andiamoci cauti ma pi che altro andiamoci piano. Non detto da nessuna parte che bisogna necessariamente incrementare l'estrazioni petrolifere. Non detto da nessuna parte che dobbiamo inchinarci a una ragione di stato che sar sicuramente valida, non lo metto in dubbio, per questa ragione di stato non deve necessariamente annullare un'area. Quanto in termini pi rapidi lo facciamo, abbiamo risolto il problema. Non credo che debba essere necessariamente cos. Poi

c' anche il fatto dei dati. A cosa si riferisce? I dati riguardanti l'inquinamento vengono continuamente celati, c' poco da fare. La delibera della regione Basilicata con la quale stata concessa l'autorizzazione al pozzo di reiniezione dice che i dati di rilevamento devono essere consegnati esclusivamente, questo scritto in neretto, al Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata. Qual il problema perch un dato deve essere consegnato esclusivamente alla Regione, se sono dati limpidi, trasparenti, senza problemi? Questa la domanda che mi pongo. Io non ho risposte sotto questo punto di vista. Credo che dietro un principio di precauzione, un principio sancito anche dalla Comunit Europea, deve guidare le scelte di Eni ma soprattutto le scelte della Regione Basilicata e di tutti i Sindaci che chiaramente sono responsabili della sanit e dell'ambiente del territorio che rappresentano.

Attualmente il pozzo chiuso? Il pozzo chiuso da anni da quando stato perforato. Questo un pozzo che di grande comodit per Eni, vicinissimo al Centro Oli, che con una condotta di appena tre chilometri arriva l'acqua di separazione dal Centro Oli al pozzo. E' un pozzo messo in una situazione declive rispetto al Centro Oli. E' stato perforato ed rimasto li, gi con l'intenzione a monte di farne un pozzo di reiniezione. Ora cosa succede? Sicuramente Eni pu fare le sue dimostranze, potrebbe fare ricorso al Tar, potrebbe impugnare la delibera , potrebbero nominare un commissario ad acta che ti espropria del diritto di decidere su quell'argomento e si va avanti cos. Ma non credo che si arrivi a tanto. Questa stata una decisione approvata all'unanimit dal consiglio comunale, sostenuta dai cittadini ed ha avuto l'appoggio anche di alcuni Sindaci dell'area.

Sta cambiando qualcosa in Valle? Sta cambiando il protagonismo dei territori. La Val d'Agri su questa vicenda del petrolio, per un problema di conoscenza, ha accettato abbastanza passivamente alcune cose. Oggi tutti riescono a ragionare e a trovare elementi che ti facciano anche avere un'idea diversa rispetta a quella che ti viene offerta. Oggi credo che i sindaci, sia chi favorevole che chi contrario, abbiamo delle ragioni che difficilmente si riesce a scardinare per una decisione presa da altri. I territori non vanno trascurati non solo dal punto di vista dell'attenzione ma non vanno trascurati neanche dal punto di vista decisionale. Grumento Nova uno dei comuni che percepisce le royalties dirette per la presenza sul proprio territorio di tre pozzi. Oggi il petrolio visto ancora come un opportunit ? Io faccio addirittura il ragionamento contrario, nel senso che credo che le attivit petrolifere, come dice il presidente, si sono basati su una bugia iniziale. Ma al di l di questo, penso che le attivit estrattive siano addirittura delle attivit cannibalizzanti. Faccio un esempio: Eni, il Centro Oli , nella Val d'Agri stano creando un problema che sta passando sotto'ordine e non ancora visto e percepito per quello che realmente . Cio sta mettendo all'angolo delle attivit che esistono da anni e che danno occupazione a centinaia di persone. L'esempio della Vibac, gli operai di questa azienda stanno vivendo un momento abbastanza difficile. Si sono incontrati con me, con i Sindacati, perch hanno continuamente dei problemi legati al cattivo odore. Non solo un fatto olfattivo ma anche di paura per quello che respirano. Queste ditte, non allarmismo, rischiano di chiudere. E se dovesse chiudere la Vibac, mi mette sul lastrico 40 famiglie a Grumento. Questo un problema che viene sottovalutato e queste persone cominciano a sentirsi sole perch in Val d'Agri non si fa altro che parlare di Eni, sviluppo, royalties petrolifere e si trascurano le attivit che stanno da anni sul territorio, dando lavoro a tanta gente. Angela Pepe

Lanalisi del consigliere Mazzeo Cicchetti che chiede lumi sul registro regionale dei tumori

Estrazioni e territorio, qualcosa sta cambiando


CONSTATO con soddisfazione, soprattutto dalla lettura della stampa di queste settimane, che qualcosa si muove nello scenario politico-istituzionale per quanto riguarda i problemi relativi allo sfruttamento delle risorse petrolifere in Basilicata. Lo sostiene il vicepresidente del Consiglio regionale Enrico Mazzeo Cicchetti, il quale fa notare che non si possono pi ignorare o sottovalutare la sequela di incidenti, ultimi quello di Bernalda ed il pi recente di Gorgoglione. Inoltre - continua Mazzeo - le iniziative delle Associazioni ambientaliste, la protesta dei disoccupati della Val DAgri e le indagini giornalistiche, non consentono di continuare nel rassicurante ritornello tutto a posto, ovvero stiamo provvedendo. LArapab, sia purecon colpevole ritardo sottolinea il Vicepresidente - conferma quanto gi accertato autonomamente e con grande sensocivico dalleAssociazioniambientaliste. La professoressa Albina Colella, dellUniversit di Basilicata, da mesi diffondeva dati allarmanti sullinquinamento del Lago del Pertusillo, causato anche da idrocarburi. Oggi lo conferma anche lArpab, agenzia che nel novembre 2011 aveva fornito alla Commissione Consiliare competente dati rassicuranti sulle acque dellAgri e del Pertusillo, con la mia solitaria e decisa contestazione degli stessi dati. arrivata lennesima smentita a quel sistema di monitoraggio ambientale propagandato come il migliore al mondo, e invece inadeguato. Oggi, rappresentanti delle istituzioni, ai vari livelli, hanno preso atto della situazione ed esprimono preoccupazioni intervenendo su tutti gli aspetti connessi alle estrazioni petrolifere, a cominciare da quelli che riguardano le ricadute occupazionali, anche per sollecitazioni e spinte che vengono da una protesta popolare crescente. Il dibattito politico, nelle piazze dei Comuni dove si vota tra pochi giorni continua Mazzeo - spesso infiammato da questa situazione contraddittoria ed insostenibile. Nella Regione leader europea nelle estrazioni petrolifere crescono la disoccupazione, la migrazione giovanile ed i livelli di povert, addirittura lo spopolamento, mentre le dimensioni del danno ambientale diventano sempre pi evidenti. Perfino i carburanti si pagano di pi che altrove, a prescindere dal bonus (contentino) idrocarburi. Non possiamo tacere che gli effetti sulla salute sono stati minimizzati o trascurati. Su questi temi sono stato purtroppo oggetto di attacchi, spesso calunniosi, anche in riunioni pubbliche, da parte degli impenitenti rassicuratori. Per promuovere una migliore conoscenza, di questi problemi, ho interrogato, in Consiglio Regionale, lAssessore competente sulla nebulosa storia del Registro Tumori di Basilicata, in gestazione da undici anni.

Il consigliere Mazzeo Cicchetti