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ADOLESCENZA

Il termine adolescenza letteralmente definisce un et della vita tra la fanciullezza e let adulta, caratterizzata da una serie di mutamenti fisici e psicologici, e dalla maturazione sessuale, quindi dalla capacit di procreare e dalla comparsa dei caratteri sessuali secondari. Possono influire, ritardandone o accellerandone in vario modo il decorso, fattori ambientali, socioeconomici, razziali e individuali. In seguito a migliorate condizioni di vita, ad una pi razionale alimentazione ed ai maggiori stimoli psichici operati dal progresso culturale, in molte aree civili si avverte oggi unaccelerazione dellaccrescimento che tenderebbe, in numerosi casi, a stabilire che la crisi pubertaria risulta anticipata di circa due anni. Per pubert si intende quel periodo di sviluppo che da inizio allattivit delle ghiandole sessuali. La sessualit spesso prepotente per cui gli adolescenti appaiono esuberanti, bisognosi di movimento intimamente soli e appassionati. Inclini agli affetti ed agli ideali, non di rado rivelano, con la naturale ipereccitabilit, particolari turbe nevrotiche o psicotiche, insorgenti a seguito dello sviluppo delle funzioni endocrine da condizioni morbose latenti. Nell'ultima fase delladolescenza, alla vigilia della prima giovinezza, superata la precedente fase dei turbamenti e dellinsicurezza, si verifica frequentemente la tendenza ad accentuati contatti sociali ed al contrasto con i genitori, ad avversare tutto ci che autorit ed ordine tradizionalmente costituito. E questa let delle ribellioni verso i genitori, verso la societ e le abitudini; degli atteggiamenti eccentrici e vistosi, sprezzanti ed orgogliosi, che costituiscono il tentativo di affermare in maniera rapida se stessi di fronte allambiente. Sar quindi compito della famiglia aiutare ladolescente a superare questa fase cos critica della vita umana! Ladolescenza essenzialmente unet critica

..proprio per tale motivo, i ragazzi quando si staccano dal mondo infantile sono alla ricerca di unaltra identit e quindi corrono il rischio di dover andare incontro a devianze che, apparentemente, a loro sembrano inserirli nellet adulta. Le malattie che gli adolescenti possono riscontrare con maggior frequenza sono: il Tabagismo; lAlcoolismo; la Tossicodipendenza; la dipendenza dalleccessivo utilizzo del computer (internet); la dipendenza da dosi eccessive di cibo; infine vi una grande influenza da parte dei mass-media, in modo particolare dei modelli fisici che essi propongono ai giovani uomini e alle giovani donne. Questo provoca nelle ragazzine un senso di non accettaizone per il proprio corpo! Se prevenire veramente meglio che curare, mi sembra pi che importante analizzare molto attentamente quando unalimentazione pu essere definita corretta, ed i relativi disordini: obesit; anoressia nervosa; bulimia.

DIETA DELLADOLESCENTE E RELATIVI DISORDINI Il termine dieta, letteralmente, indica il modo di vivere e quindi labitudine alimentare. Unalimentazione corretta basata sul fatto che siamo tutti diversi uno dallaltro, ognuno con le proprie esigenze a seconda del tipo di lavoro, dello stato fisiologico (gravidanza, adolescenza, invecchiamento..) e perci abbiamo bisogno di diete personalizzate al massimo, che si adeguino al mutare dei nostri impegni, dei ritmi e delle condizioni della nostra vita, etc.. Bisogna far si che la quantit di energia introdotta con gli alimenti sia proporzionale alla quantit di energia spesa durante la giornata. Ladolescenza un periodo intenso per lorganismo che sottoposto a sconvolgimenti biologici. Le sue dimensioni aumentano sotto la spinta ormonale e compaiono i caratteri sessuali. Lorganismo necessita di alcuni elementi che sono necessari ed indispensabili per garantire un corretto sviluppo metabolico. La dieta di accrescimento deve apportare le dovute quantit di proteine e di grassi provenienti in egual misura da alimenti di origine animale e vegetale con leggera preferenza verso 2

questultimi. Le richieste energetiche devono essere coperte soprattutto dai glucidi. Limportanza di nutrienti come vitamine e sali minerali in questo periodo di crescita molto alta. Le vitamine sono fondamentali per regolare lo sviluppo di cellule e di tessuti, necessario per dar vita a nuove strutture corporee. Non meno importante il ruolo dei sali minerali soprattutto del ferro il cui fabbisogno alto rispetto alle altre et e del calcio che, immagazzinato nelle ossa durante ladolescenza, previene losteoporosi. Lesigenza di apporti nutrizionali varia da giovane a giovane, in quanto si deve tener conto di numerose variabili: il sesso, lattivit fisica e sportiva, i modelli di vita familiare e le abitudini alimentari. E perci importante che sin da bambini si inizi la giornata con una ricca prima colazione, proseguendo poi con un pranzo ed una cena, salvo le merende indispensabili nei bambini per un corretto apporto di nutrimento durante let della crescita, bisogna cercare di non mangiare in meniera disordinata al di fuori dei tre pasti giornalieri, sia per leccesso calorico che ne deriva, sia per il sovraccarico dellapparato digerente. Durante la giornata bene che nella nostra alimentazione siano presenti sia cibi che ci forniscono i carboidrati (pane, riso, patate), sia quelli che ci procurano le proteine (carne, pesce, uova e legumi) e i grassi (formaggi, salumi e condimenti), sia quelli ricchi di sali minerali, vitamine e fibre (verdura e frutta). Non obbligatorio che siano presenti tutti nello stesso pasto: il tradizionale pasto composto da primo, secondo, formaggio, frutta e dolce pu risultare piuttosto pesante da digerire per un organismo gi impegnato nel lavoro o nello studio. Meglio preferire pasti composti da carne, o pesce, o formaggio, o pasta pi un contorno: essi risultano meglio digeribili e, con unattenta distribuzione della frutta in momenti lontani dal pasto principale, permettono di rifornire lorganismo di tutti i principi nutrienti necessari, senza sovraccaricare lapparato digerente. Negli ultimi decenni in Italia si mangia molto di pi ed cresciuta rapidamente la percentuale di obesi.

OBESITA Lobesit, eccesso di peso di almeno il 20% rispetto al peso ideale, generalmente ad insorgenza precoce; essa generalmente conseguenza di una iperassunzione di cibo che avviene in modo cronico. Tipica situazione quella del piluccare fuori dei pasti; pu riguardare un solo tipo di cibo oppure qualsiasi alimento, generalmente avviene in solitudine e nei momenti di inattivit o di noia. Non raramente liperalimentazione si basa su abitudini familiari croniche. Quello che caratterizza i soggetti obesi il fatto che spesso lassunzione di cibo non guidata dalla sensazione di fame, ma piuttosto da un sentimento di vuoto, o qualsiasi generica tensione che il cibo chiamato a colmare. Lobesit ad insorgenza adolescenziale spesso associata a sentimenti depressivi, con sentimenti di bassa autostima, inutilit. Non raro un ritardo nello sviluppo degli interessi sessuali con condotte di tipo regressivo ed infantile. Lobesit dovuta ad un eccesso di tessuto adiposo sottocutaneo, che aumenta il peso corporeo. Sintomi: Addome aumentato di volume; Respiro affannoso; Tendenza alla sonnolenza e alla riduzione dellattivit fisica; Appetito notevole ed eccessiva golosit; Frequenti dolori articolari ed edemi alle caviglie. Durata: Lobesit dura indefinitamente, se non viene curata. Cause: Possono essere sospettati fattori genetici, ma lereditariet difficile da dimostrare, a causa della grande influenza di fattori ambientali e psicologici; Si diventa obesi perch si introducono con la dieta pi calorie di quelle che si consumano per mantenere la temperatura corporea e per compiere le attivit fisiche quotidiane; Un eccesso di cibo aumenta il metabolismo corporeo e quindi non si traduce in accumulo di tessuto adiposo: potrebbero avere una deficiente risposta metabolica al cibo. Una scarsa attivit fisica di fronte ad un appetito immutato; Anche i problemi psicologici, le forme ansiose e quelle depressive possono portare ad una eccessiva assunzione di cibo e bevande; Luso di bevande alcoliche, molto caloriche, dolciumi, predispone allobesit; 4

Lobeso non ha generalmente disturbi endocrini, il suo metabolismo normale, cos come normale lassimilazione del cibo. Complicazioni: Lobesit pericolosa per la salute e c addirittura il rischio di pregiudicare la durata della vita quando viene superato del 20% o pi il peso ideale; Lobesit un importante fattore di rischio per linfarto miocardico e per lictus cerebrovascolare, perch favorisce lipertensione arteriosa ed innalza il tasso di colesterolo; Diminuisce la capacit respiratoria e si associa spesso a ipoventilazione e sonnolenza; E spesso associata al diabete mellito; Facilita la comparsa di artrite agli arti inferiori e di ernia del disco, per il maggior carico imposto alle articolazioni. Consultare il medico: se lobesit cospicua e se c difficolt respiratoria. Che cosa pu fare il medico: Stabilire correttamente a quanto ammonta il sovrappeso, prescrivere una dieta adeguata alla diminuzione di peso voluta, con costante esercizio fisico; Offrire al paziente unassistenza tecnica e psicologica completa; Indirizzare il paziente a gruppi di persone con analoghi problemi, perch possano aiutarlo. ad uscire dalla schiavit del loro vizio; Allinizio possono essere usati farmaci che diminuiscono lappetito, detti anoressizzanti. Il loro uso deve, per, essere limitato, perch hanno pericolosi effetti collaterali; La resezione chirurgica di parte del piccolo intestino efficace nel ridurre il peso di obesi incapaci di seguire una dieta, ma non consigliabile a causa delle numerose e gravi complicazioni.

ANORESSIA NERVOSA Lanoressia mentale, abnorme riduzione dellassunzione di cibo, insorge nella fase adolescenziale o preadolescenziale (massima incidenza tra 15 e 18 anni, ma sono in aumento le forme sui 12/13 anni), diffusa nel sesso femminile (9 casi su 10, ma sono in aumento le forme maschili), si presenta con un quadro clinico notevolmente stereotipato. Spesso lesordio caratterizzato da una dieta per eliminare i chili superflui, successivamente la preoccupazione per laspetto fisico tende ad aggravarsi, parallelamente al ridursi dellalimentazione. Nel corso di pochi mesi, ma tal volta pi rapidamente, la sintomatologia si aggrava e si delinea il caratteristico quadro clinico. Frequenti, per, sono le forme incomplete in cui non tutti i sintomi sono presenti. Lintensit del quadro pu essere variabile, cos come il tipo di andamento, rapidamente evolutivo, o subdolo, oppure a scalini, con fasi di peggioramento alternate a fasi di stasi. Dal punto do vista dellorganizzazione della personalit si osservano forme con prognosi migliore, di tipo nevrotico (pi spesso fobico-ossessivo o isterico) o depressivo, e forme pi gravi di tipo psicotico, nelle quali pi evidente il disturbo nel rapporto con la realt e talora aspetti persecutori nei confronti del cibo. Molto frequentemente si riscontrano relazioni intrafamiliari gravemente perturbate (in particolare il rapporto madre-figlia). Sintomi: Riduzione dellalimentazione: pu essere di diverso grado, fino allarresto totale di assunzione di cibo e di liquidi. Il cibo, per, continuamente presente nel pensiero dellanoressica che lotta contro questo intenso interesse inventando complessi stratagemmi per mangiare, o assimilare il meno possibile. Il cibo viene limitato, allinizio, in maniera subdola, successivamente in modo drastico ed ostinato. Molte si nutrono in modo bizzarro scegliendo alimenti assolutamente inadeguati, altre buttano via il cibo o lo nascondono, altre si impinzano e poi si disfano di ci che hanno introdotto con diuretici, lassativi, clisteri. Spesso, dopo un lauto pasto, ricorrono al vomito autoindotto per contenere il rialzo del peso. Il vomito, a lungo andare, provoca alterazioni dello smalto dei denti (carie) intaccato dalla sua acidit e squilibri elettrolitici che aggravano il quadro della situazione. Alcune sono estremamente esigenti per il pochissimo che mangiano, spesso lalimentazione stereotipata, con pochi alimenti assunti e preparati ossessivamente. In molti casi, il momento dellalimentazione caratterizzato da intensi conflitti con la famiglia, che con le buone o le cattive, minacce o raggiri, cerca di convincere la ragazza ad aumentate lassunzione di cibo. Dimagrimento: grave perdita di peso, la cui evidenza riconosciuta da tutti meno che dallammalata. E la conseguenza inevitabile della riduzione dellalimentazione; generalmente 6

supera il 25% del peso iniziale, ma pu andare al di l del 50%, raggiungendo magrezze impressionanti. Colpisce lapparente incapacit della ragazza di rendersi conto del suo stato fisico reale; anche di fronte a riduzioni imponenti resta inalterata la paura di ingrassare, anzi spesso la ragazza afferma che deve dimagrire ancora un po, perch la figura nel suo complesso o alcune sue parti (cosce, natiche) sono eccessive. Vomito: il mutato atteggiamento del soggetto nei confronti del cibo pu spingerlo a provocarsi il vomito; Mancanza di mestrui (amenorrea): linterruzione delle mestruazioni rappresenta un dato costante in questi quadri e non raramente precede lesordio della sintomatologia anoressica franca; inoltre lamenorrea pu durare ben dopo un recupero di un peso normale. Allamenorrea si associa unalterazione massiva degli equilibri ormonali. Assenza di libido; Iperattivit: nonostante lo scadimento delle condizioni fisiche non rara una iperattivit fisica e psichica. Lattivit fisica, soprattutto nei primi stadi della malattia, esasperata; le ragazze, negando i sintomi pi evidenti del loro stato, negano inanzi tutto la fatica, sono attive, lucide bravissime in tutto, inspiegabilmente sorrette da nervi e dalla volont. Gli esercizi di ginnastica si fanno sempre pi complicati e faticosi, ossessivamente ripetuti al fine di neutralizzare le minime quantit di cibo assunte. Alcune si sottopongono anche ad intensi sforzi scolastici. E spesso presente una modalit ossessiva di funzionamento mentale che alla base della rigidit di questi pazienti. Quando lemaciazione si fa estrema, anche liperattivit viene a meno, sostituita dallo sfinimento e dallintorpidimento. Perfezionismo; Alterazione dei rapporti interpersonali: nelle forme pi gravi i rapporti sono freddi e scostanti, dominati dal sospetto di una subdola costrizione allalimentazione. Nelle forme pi lievi o iniziali invece presente una modalit depressiva, una pi o meno esplicita richiesta di aiuto. e presente il disinteresse e spesso il ifiuto per la sssualit; uno degli assi interpretativi dellanoressia adolescenziale appunto il rifiuto di assumere una sessualit matura. Lanoressica e lo studio: lanoressia mentale colpisce tipicamente ragazze con un rendimento scolastico normale se non brillante, che spesso considerano lo studio come lattivit pi importante della propria vita. Non per altro raro che lapprendimento non venga valorizzato come strumento di crescita o come piacere di conoscenza, ma piuttosto per i suoi aspetti pi competitivi, quindi come possibile motivo dansia. Uno dei motivi di sofferenza che queste ragazze lamentano proprio linterferenza che la malattia, o i ricoveri, esercitano sul rendimnto scolastico. Latteggiamento degli insegnanti e dei genitori, sia nella fase pi acuta, 7

sia nella fase lenta di ripresa, pu essere da un lato quello di non insistere in modo diretto sullaspetto competitivo, dallaltro di motivare la ragazza ad una forma di partecipazione pi diretta ed attiva ai temi dellapprendimento stimolando in particolare il piacere della conoscenza. Durata: molto variabile: da 2/3 mesi a 3/4 anni. Cause: Le cause della malattia sono difficilmente rintracciabili, ma lanoressia nervosa presenta molte affinit con alcuni tipi di fobia e di personalit ossessivo compulsiva; Disturbi nella secrezione degli ormoni sessuali sono secondari; Non provato che, tra le cause si possa includere una insoddisfacente vita affettiva in famiglia. Complicazioni: Grave perdita di peso, anemia, sterilit e scomparsa del desiderio sessuale. Trattamento a domicilio: Non se ne conosce nessuno, almeno non prima che sia stata emessa una diagnosi sicura. Quando consultare il medico: Non appena si sospetti la malattia. Che cosa puo fare il medico: Convincere la paziente ad accettare di essere curata, impresa molto difficile per lostinato rifiuto opposto; Inviarla dallo psichiatra, se la paziente propensa a recarvisi; Concordare con la paziente un peso limite oltre al quale non scendere; Spesso necessario il ricovero ospedaliero, per togliere la paziente da un ambiente non gradito: non affatto dimostrato per che i problemi famigliari siano allorigine della malattia: molti, al contrario, pensano che siano ad essa conseguenti. Prevenzione: Non si conosce prevenzione possibile. Prognosi: In circa l80% dei casi la risposta alla psicoterapia buona; il 2-5% delle pazienti muoino in seguito alla denutrizione o per suicidio. BULIMIA 8

Di fatto la bulimia non si trova nella realt in quanto non un tipo di patologia isolata e a s stante, ma il rovescio della medaglia del disturbo anoressico o pi generalmente lespressione di un profondo disagio psichico. Le caratteristiche che di seguito citeremo non sono sufficienti a descrivere e a capire questo disturbo alimentare. Nel caso in cui la bulimia si accompagni al proble ma pi macroscopico dellanoressia, i loro vissuti si sovrappongono. Anoressia e bulimia possono alternarsi nello stesso oggetto. Numerose sono le analogie tra bulimia nervosa d anoressia mentale; entrambe sono accomunate da unabnorme preoccupazione per la propria immagine corporea che si modifica nel periodo puberale, ma anche di fronte alla differenziazione sessuale ed al nuovo rapporto con coetanei e figure genitoriali. Dal DSM III R (Manuale Diagnostico e Statistico Dei Disturbi Mentali) traiamo quelli che sono considerati i tratti caratteristici di un comportamento alimentare bulimico: Ricorrenti episodi di consumazione rapida di un gran quantitativo di alimenti in un modesto periodo di tempo, di solito avvengono di nascosto, in assenza di una sensazione di fame; Una media minima di due abbuffate alla settimana per un periodo di almeno tre mesi; Sensazione di mancanza di controllo sul proprio comportamento alimentare nel corso delle abbuffate, che genera senso di vergogna e disgusto; Ricorso a vomito, diuretici, lassativi; Forme di rigorosa disciplina per evitare gli aumenti di peso (diete ristrette, digiuno); Vistosi salti di peso nellarco di poco tempo; Persistente eccessiva preoccupazione a riguardo della forma e del peso del proprio corpo; Frequenti e generalmente infruttuosi tentativi di perdere peso; Consapevolezza critica dellabnormit delle condotte alimentari.

Se non si ha anche il quadro di anoressia, pi probabile trovarsi di fronte a persone con una sintomatologia quanto mai varia, legata cio al problema che quasi sempre accompagna la bulimia, la depressione. Altre caratteristiche che contraddistinguono la bulimia e che, a volte, la differenziano dallanoressia possono essere: Frequente insorgenza in et adulta; Distorta percezione dello stimolo di fame; Dinamica oppositiva tra corpo vuoto o corpo pieno; Difficolt ad esprimere le proprie emozioni; Necessit di un riconoscimento da parte degli altri. 9

La bulimia un disturbo dellalimentazione, opposto allanoressia, caratterizzato da eccessiva sensazione di fame con conseguente esagerata consumazione di cibi. Essa pu essere legata a malattie gastriche (ulcera), metaboliche (diabete), parassitarie (tenia) ma pi frequentemente alle malattie mentali (grave insufficienza mentale, psicosi, demenze organiche, eccitamento maniacale). A volte pu essere presente anche in alcune forme psiconevrotiche ed insorge come modalit reattiva transitoria. In questi casi la golosit ed altri eccessi alimentari hanno un significato compensatorio di precoci frustrazioni che necessario mettere in luce. Il disturbo in se consiste in una fame improvvisa e violenta, con bisogno incontrollabile di ingerire notevoli quantit di cibo in breve tempo. Spesso seguita da agitazione, senso di colpa e vomito autoprovocato. Inoltre pu contribuire allobesit. In questi casi i tentativi di ridurre il peso danno spesso scarsi risultati. Gli unici aiuti utili possono essere la psicoterapia (terapia comportamentale) e la terapia con farmaci antidepressivi.

DIABETE MELLITO Il diabete mellito una malattia del ricambio caratterizzata da alterazione del metabolismo dei carboidrati. Il paziente diabetico, per una carenza assoluta o relativa di insulina, non riesce a utilizzare gli zuccheri; pertanto questi restano in circolo e determinano un aumento della glicemia. Il diabete mellito si riconosce per la cronica iperglicemia, spesso accompagnata da polidipsia (aumento della sete), poliuria (aumento della quantit di urine), perdita di peso, obnubilamento del sensorio, che conducono, in assenza di adeguata terapia, al coma e alla morte.

Le differenti forme di diabete mellito LOrganizzazione Mondiale della Sanit ha proposto nel 1985 una classificazione del diabete mellito, che attualmente in uso in tutto il mondo. Essa comprende alcune classi cliniche e alcune condizioni considerate a rischio statistico per il diabete mellito. Tra le classi cliniche vi sono: IDDM o di tipo 1 (diabete mellito insulino-dipendente), caratterizzato da un esordio generalmente brusco e grave, spesso come conseguenza di una malattia infettiva stagionale, che compare in soggetti giovani o in bambini, e necessita di terapia insulinica; NIDDM (diabete mellito non insulino-dipendente) o di tipo 2, che si presenta invece con esordio graduale e in genere colpisce soggetti di media et, spesso obesi, i quali nella maggior parte dei casi hanno dei diabetici tra i parenti di primo grado; diabete mellito collegato alla malnutrizione, presente esclusivamente nei paesi sottosviluppati, pare per diretto danno 10

pancreatico; altre condizioni o sindromi in cui il diabete mellito si associa a malattie del pancreas, malattie di origine ormonale, condizioni indotte da farmaci o sostanze chimiche, anormalit dellinsulina o dei suoi recettori, o sindromi genetiche. Tra le condizioni cliniche in cui si osserva unalterazione del metabolismo glicidico, sono state inserite inoltre: la ridotta tolleranza glicidica, situazione caratterizzata da iperglicemia lieve, spesso presente in individui obesi, che generalmente si normalizza con il recupero del peso ideale; il diabete mellito gestazionale, con iperglicemia che compare in gravidanza e pu regredire dopo il parto, costituendo pur sempre un elemento di rischio per sviluppo successivo di diabete mellito. Tra le classi di rischio statistico vanno considerati i soggetti con normale tolleranza glicidica, ma aumentato rischio di sviluppare il diabete mellito: si tratta di soggetti che in passato abbiano avuto diagnosi di diabete mellito o ridotta tolleranza glicidica; gemelli monozigoti di pazienti diabetici; parenti di primo grado di pazienti malati di diabete mellito non insulino-dipendente; persone obese; madri di neonati di peso superiore ai 4,5 kg. Quadro clinico e terapia Il diabete mellito caratteristicamente una malattia che in tempi lunghi pu compromettere la retina, il rene, i nervi periferici e comportare un aggravamento della patologia arteriosclerotica cardiaca dei vasi, degli arti e del sistema nervoso centrale. Tra le cause, molteplici e non del tutto chiarite, concorrono fattori ereditari, genetici, ambientali, immunologici, interferenze ormonali e fenomeni acquisiti. Per quanto riguarda la diagnosi di diabete mellito, a volte evidente a volte molto difficile, generalmente considerato sufficiente eseguire due misurazioni della glicemia a digiuno, che confermeranno la diagnosi qualora evidenzino valori di glicemia superiori a 140 mg per dl in entrambi i casi. La terapia del diabete mellito, se seguita scrupolosamente, consente di ottenere un perfetto compenso glicidico e quindi di evitare la comparsa delle complicazioni che costituiscono il maggiore problema per il paziente: fondamentale la terapia dietetica, che a seconda del quadro clinico pu essere sufficiente da sola, oppure essere associata a farmaci antidiabetici (ipoglicemizzanti orali o insulina). La prescrizione dietetica deve essere seguita scrupolosamente, in particolare per quanto riguarda le restrizioni che comprendono zucchero, dolciumi in genere, gelati, bevande gasate artificiali, vini dolci e liquorosi e sciroppi. Importante , poi, un adeguamento della quantit dei cibi consumati alle reali necessit dellorganismo in modo da evitare il sovrappeso. Per questo necessario pesare per un certo tempo gli alimenti in modo da stabilire con precisione il volume delle razioni consentite. Per un miglior controllo della stabilit della glicemia, fondamentale inoltre la suddivisione degli alimenti in tre o quattro pasti evitando pasti eccessivamente ricchi e altri troppo poveri. Le bevande alcoliche sono consentite in modica misura solo sotto il diretto controllo del medico. Gravi deroghe alla prescrizione dietetica possono essere, specie se ripetute, alla base di 11

scompensi della malattia che possono portare al coma diabetico o al coma ipoglicemico. Il diabete pu scompensarsi anche in seguito a malattie infettive o terapie cortisoniche. Per il primo soccorso in caso di coma ipoglicemico o iperglicemico vedi emergenza nel soggetto diabetico .

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