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Introduzione - Fare la storia La sensibilit e lesperienza dello storico dovrebbero trarre elementi positivi dalle fonti.

Cos come le fonti giudiziarie ci permettono di dire che erano i primi denunciati, allo stesso modo abbiamo bisogno dei documenti della storia per ricostruire il nostro passato. Tuttavia la storia non deve diventare una raccolta di curiosit, una collezione di eventi, bens una riflessione sul passato. Carr rifiuta lempirismo tipico del pensiero anglosassone contrapponendolo a Marx, il quale sostiene che non si pu analizzare solo il singolo elemento e separare la parte dal tutto: sarebbe come separare il fatto dal suo significato, poich un avvenimento non mai a se stante, ma sempre strettamente collegato o determinato dal contesto storico circostante. Ci vero sia in termini spaziali che temporali. Criticando tutti coloro che sostengono essere obiettivo lo storico che fonda i propri giudizi unicamente su prove certe e non lascia il minimo spazio alle sue presunzioni, per Carr invece <<obiettivo lo storico che ha la capacit di sollevarsi al di sopra della visione limitata propria della sua situazione storico-sociale assieme alla capacit di proiettare la sua visione nel futuro, in modo tale da acquisire una comprensione del passato pi profonda e durevole>>. Non esiste un criterio di giudizio prestabilito ed immutabile esistente in un dato momento, ovvero nel proprio presente, ma soltanto un criterio situato nel futuro, destinato ad evolversi parallelamente allo sviluppo storico. Come faceva presente Einstein nel 1925 a Heisemberg <<la possibilit di osservare qualcosa o meno dipende dalla teoria adottata. E la teoria che stabilisce che cosa pu essere osservato>>. Carr tiene conto di questo insegnamento marcando il carattere relativo della conoscenza scientifica e sottolineando che il verificarsi di eventi imprevedibili non significhi violazione delle leggi naturali. Unipotesi scientificamente valida non comporta necessariamente la possibilit di previsioni esatte. Lo storico ha a che fare con un gran numero di cause e cerca di istituirne una gerarchia stabilendo i rapporti che le legano. Un fatto accidentale non privo di conseguenze ma non costituisce causa reale, nel senso che non costituisce una spiegazione razionale e storicamente significativa applicabile ad altre situazioni storiche. Noi tutti ricordiamo che per Tocqueville lagire degli uomini politici condizionato da forze a loro esterne, da un intreccio di avvenimenti passati e presenti. Seguendo, in un certo qual modo, il suo pensiero, Carr sosteneva proprio che gli individui hanno delle parti nella storia, anzi in un certo senso la parte pi importante dellindividuo. Pi che valutare i singoli uomini politici, importante analizzare gli interessi e gli atteggiamenti di gruppo che ne improntano il modo di pensare. Anche se si pu sostenere che nel lungo periodo le cose sarebbero andate nello stesso modo, c un breve periodo, che ha la sua importanza, che viene influenzato notevolmente dal singolo evento e fa una grande differenza per un gran numero di persone. Carr convinto che per qualsiasi storico indispensabile prendere in considerazione lapproccio orizzontale e quello verticale. Il primo analizza la societ in termini di interrelazione funzionale delle sue parti; il secondo, detto anche approccio storico, analizza la societ nellintento di capire da dove provenga e dove stia andando. Il primo approccio prende dunque in esame una condizione statica, il secondo invece si svolge nel cambiamento. In ogni caso sempre necessario un interscambio con le discipline delleconomia, del diritto, della sociologia...et cetera. Carr credeva nel progresso realizzato in passato da genere umano, e riteneva che la comprensione del passato consente uno sguardo pi penetrante nel futuro. Concordava con Hobbes nellaffermare che ci costruiamo un futuro sulla base della nostra concezione del passato, aggiungendo inoltre che altrettanto vero che la nostra visione del futuro condiziona la nostra capacit di comprendere il passato.La sensibilit e lesperienza dello storico dovrebbero trarre elementi positivi dalle fonti. Cos come le fonti giudiziarie ci permettono di dire che erano i primi denunciati, allo stesso modo abbiamo bisogno dei documenti della storia per ricostruire il nostro passato. Tuttavia la storia non deve diventare una raccolta di curiosit, una collezione di eventi, bens una riflessione sul passato. Carr rifiuta lempirismo tipico del pensiero anglosassone contrapponendolo a Marx, il quale sostiene che non si pu analizzare solo il singolo elemento e separare la parte dal tutto: sarebbe come separare il fatto dal suo significato, poich un avvenimento non mai a se stante, ma sempre strettamente collegato o determinato dal contesto storico circostante. Ci vero sia in termini spaziali che temporali. Criticando tutti coloro che sostengono essere obiettivo lo storico che fonda i propri giudizi unicamente su prove certe e non lascia il minimo spazio alle sue presunzioni, per Carr invece <<obiettivo lo storico che ha la capacit di sollevarsi al di sopra della visione limitata propria della sua situazione storico-sociale assieme alla capacit di proiettare la sua visione nel futuro, in modo tale da acquisire una comprensione del passato pi profonda e durevole>>. Non esiste un criterio di giudizio prestabilito ed immutabile esistente in un dato momento, ovvero nel proprio presente, ma soltanto un criterio situato nel futuro, destinato ad evolversi parallelamente allo sviluppo storico. Come faceva presente Einstein nel 1925 a Heisemberg <<la possibilit di osservare qualcosa o meno dipende dalla teoria adottata. E la teoria che stabilisce che cosa pu essere osservato>>. Carr tiene conto di questo insegnamento marcando il carattere relativo della conoscenza scientifica e sottolineando che il verificarsi di eventi imprevedibili non significhi violazione delle leggi naturali. Unipotesi scientificamente valida non comporta necessariamente la possibilit di previsioni esatte. Lo storico ha a che fare con un gran numero di cause e cerca di istituirne una gerarchia stabilendo i rapporti che le legano. Un fatto accidentale non privo di conseguenze ma non costituisce causa reale, nel senso che non costituisce una spiegazione razionale e storicamente significativa applicabile ad altre situazioni storiche. Noi tutti ricordiamo che per Tocqueville lagire degli uomini politici condizionato da forze a loro esterne, da un intreccio di avvenimenti passati e presenti. Seguendo, in un certo qual modo, il suo pensiero, Carr sosteneva proprio che gli individui hanno delle parti nella storia, anzi in un certo senso la parte pi importante dellindividuo. Pi che valutare i singoli uomini politici, importante analizzare gli interessi e gli atteggiamenti di gruppo che ne improntano il modo di pensare. Anche se si pu sostenere che nel lungo periodo le cose sarebbero andate nello stesso modo, c un breve

periodo, che ha la sua importanza, che viene influenzato notevolmente dal singolo evento e fa una grande differenza per un gran numero di persone. Carr convinto che per qualsiasi storico indispensabile prendere in considerazione lapproccio orizzontale e quello verticale. Il primo analizza la societ in termini di interrelazione funzionale delle sue parti; il secondo, detto anche approccio storico, analizza la societ nellintento di capire da dove provenga e dove stia andando. Il primo approccio prende dunque in esame una condizione statica, il secondo invece si svolge nel cambiamento. In ogni caso sempre necessario un interscambio con le discipline delleconomia, del diritto, della sociologia...et cetera. Carr credeva nel progresso realizzato in passato da genere umano, e riteneva che la comprensione del passato consente uno sguardo pi penetrante nel futuro. Concordava con Hobbes nellaffermare che ci costruiamo un futuro sulla base della nostra concezione del passato, aggiungendo inoltre che altrettanto vero che la nostra visione del futuro condiziona la nostra capacit di comprendere il passato. Lezione n1 - Lo storico e i fatti storici Gli empiristi credevano di poter applicare il metodo scientifico alla storia, credevano nellassoluta separazione tra soggetto ed oggetto e contribuirono con il loro influsso al culto dei fatti. Ma i fatti del passato sono tutti fatti storici? I fatti parlano soltanto quando lo storico li fa parlare: lui a decidere quali fatti debbano essere presi in considerazione, in quale ordine ed in quale contesto. Se uno storico cita un fatto fino ad allora mai citato, questo fatto pu seguire due vie: essere dimenticato in futuro; essere preso in considerazione da altri storici, vedere aumentare la sua importanza e divenire fatto storico. Si tratta insomma di un problema dinterpretazione. Il processo di interpretazione e di selezione dei fatti storici che sono giunti fino a noi, stato filtrato da una serie di uomini di epoche diverse che utilizzavano chiavi di lettura corrispondenti ai propri sistemi di valori. Se nel medioevo la religione ci appare cos importante, ci dovuto anche al fatto che essa era estremamente importante per gli storici del tempo Costoro potrebbero avere tralasciato altri aspetti (quale la condizione della donna, i rapporti con lambiente) che apparirebbero importanti ad uno studioso di oggi. Spesso un documento esprime pi che altro che il punto di vista di chi lo ha scritto, e spesso gli storici si basano non gi su questi documenti che potrebbero essere andati perduti, ma su altre rielaborazioni che a loro volta sono interpretazioni e ricostruzioni di tali documenti (a lungo andare le fonti secondarie buona parte delle volte diventano primarie). Punti di vista su altri punti di vista. Contro il culto dei fatti, Croce afferm che ogni storia <<storia contemporanea>>. La storia consiste nel guardare il passato con gli occhi del presente, alla luce dei problemi del presente. Lattivit dello storico non catalogare i fatti, bens darne un giudizio: se non si danno giudizi, come fare a sapere che cosa vale la pena di catalogare? Cambia anche il sistema di valori con il quale si interpreta. Cos per uno storico dellottocento difficile capire perch si combattesse nel medioevo per la religione, scavalcando i valori dellamore per il proprio paese. Naturalmente uninterpretazione non vale laltra. I fatti hanno grande importanza ed dovere dello storico accettarne lesattezza, inserire nel proprio quadro tutti i fatti conosciuti che abbiano un certo rilievo per il tema della ricerca o per linterpretazione proposta. La storia un continuo processo di interazione tra lo storico ed i fatti storici, un dialogo senza fine tra il presente ed il passato. Scrivendo, lo storico comincia a conoscere loggetto della sua ricerca mettendosi in grado di porre ulteriori domande al passato. Ritocca, riscrive e migliora tale conoscenza in un processo di scambio di informazioni continuo tra il presente, quello dello storico, ed il passato, quello dei fatti. Lezione n2 - La societ e l'individuo Il culto dellindividuo cominci nel Rinascimento, allorch luomo, che fino ad allora aveva consapevolezza di s unicamente in quanto membro di una razza, di un popolo, di una famiglia o di una corporazione, si riconobbe come entit spirituale individuale. Pi tardi il culto dellindividualismo di leg al sorgere del capitalismo, del protestantesimo ( i calvinisti cercavano nel successo delle imprese terrene la conferma di essere accettati nel Regno di Dio), ed alle dottrine del laissez-faire. Per Carr il fatto che la nascita del mondo moderno sia stata accompagnata da unaccentuazione dellindividualismo, deve considerarsi proprio di ogni civilt in fase di progresso. Se, da una parte, nelle prime fasi del capitalismo gli strumenti di produzione e di distribuzione erano nelle mani di singoli individui, daltra parte si tratt di un processo sociale che non pu essere spiegato come una rivolta degli individui contro la societ. Gli individui non erano isolati, ma agivano nel contesto e sotto linflusso di una societ. Anche lo storico si trova tra questi individui, anzi si pu aggiungere che la grande storiografia nasce quando la visione del passato da parte dello storico illuminata dalla comprensione dei problemi del presente. Non si pu valutare pienamente lopera di uno storico senza aver prima colto il suo punto di vista; punto di vista che si situa in un contesto storico e sociale. Il motto <<la storia la biografia dei grandi uomini>> gode ancora di buona reputazione agli inizi del 900; tuttavia, ad esempio, difficile poter attribuire la colpa delle due guerre mondiali unicamente alla malvagit individuale di Guglielmo II e di Hitler anzich alleffetto di una profonda incrinatura nel sistema dei rapporti internazionali. In una situazione normale lo storico non ha bisogno di occuparsi di un contadino o di un villaggio in preda al malcontento; ma milioni di contadini malcontenti sparsi in migliaia di villaggi, non si possono ignorare. Pochi capi hanno guidato i grandi movimenti della storia attraverso moltitudini di seguaci. Le moltitudini spesso sono indispensabili per raggiungere il successo: nella storia il numero conta! Anche se ogni singolo individuo crede di vivere ed agire per se stesso, in realt uno strumento inconsapevole dellattuazione dei fini storici. Basti pensare a tal proposito alla crisi del 29, nessun individuo lavrebbe voluta, tuttavia nasce dalle azioni di singoli individui, ognuno dei quali perseguiva

consapevolmente fini del tutto diversi. Forse vero che i grandi uomini hanno plasmato la storia, ma se fossero nati e vissuti in epoche o luoghi diversi, non sarebbero certo stati grandi uomini. E stata la societ a plasmarli. Seguendo la definizione di Hegel, <<il grande uomo lunico che sia in grado di esprimere la volont del proprio tempo, di dire al proprio tempo quale sia la sua volont, e di esaudirla>>, possiamo dire che il grande uomo rappresenta forze gi esistenti o che egli stesso contribuisce a suscitare con la sua sfida allautorit esistente. I grandi uomini cavalcarono verso la grandezza in groppa a forze gi esistenti. Il dialogo tra presente e passato non avviene tra individui astrattamente isolati, bens tra la societ odierna e la societ di ieri. Il passato comprensibile per noi soltanto alla luce del presente, e possiamo comprendere pienamente il presente unicamente alla luce del passato. Far s che lindividuo possa comprendere la societ del passato e accrescere il proprio dominio sulla societ presente: questa la duplice funzione della storia. Lezione n3 - Storia, scienza e giudizi morali Alla fine del 700, in un periodo in cui la scienza aveva portato un contributo meraviglioso alla conoscenza del mondo, ci si cominci a chiedere se la scienza non fosse in grado di far progredire anche la conoscenza della societ. Si applic il metodo con cui la scienza studiava il mondo della natura alle cose umane. Qualche tempo dopo, Darwin comp unaltra rivoluzione: introduceva nella scienza la dimensione storica. La scienza non aveva pi per oggetto qualcosa di statico ed atemporale, come un fenomeno da laboratorio, bens un processo di trasformazione e di sviluppo. Lidea di evoluzione della scienza conferma quella di progresso nella storia. Allo stesso modo, oggi gli scienziati non parlano di leggi cos come le intendevano nel 700-800, sono invece le ipotesi ad aprire la strada ad ulteriori ricerche. Nel campo storico, ad esempio, suddividere la storia secondo settori geografici non si basa su un dato oggettivo, ma su unipotesi. In questo modo lecito per alcuni chiedersi se includere nel quadro europeo la storia della Russia, o fino a che punto la storia europea pu essere capita tralasciando la storia del resto del mondo. Si impara dalla storia non nel senso che si debbano ripetere i fatti, ma nel senso che nel nuovo svolgersi degli eventi si tiene conto di ci che successo nel passato: i fondatori dellimpero britannico trassero insegnamento dalla storia dellimpero romano. Non si tratta di un insegnamento unilaterale: imparare ad intendere il presente alla luce del passato significa anche imparare ad intendere il passato alla luce del presente. Come gli scienziati con la formulazione di leggi non pretendono di dire con precisione cosa avverr nei casi concreti, perch multiple ed imprevedibili sono le variabili che intercorrono, anche la storia pu fare delle generalizzazioni ed ipotizzare, alla presenza di alcune variabili, ed in base alle esperienze passate, cosa potrebbe accadere. Una particolarit che distingue come oggetto di studio lessere umano che , a differenza degli altri oggetti, esso destinato ad essere studiato da altri essere umani, e non da un soggetto neutrale. Il processo di osservazione influisce e modifica ci che viene osservato. Gli esseri umani possono essere avvisati anticipatamente da previsioni di conseguenze sfavorevoli, ed essere indotti pertanto a modificare adeguatamente il loro comportamento, cosicch la previsione, per quanto basata su unanalisi corretta, si smentisce da s. Allo storico non si chiede di esprimere giudizi morali, il comportamento di un individuo o di un gruppo interessa solo nella misura in cui ha influito sugli eventi storici. Se Heinstein, uomo esemplare, fosse stato marito infedele, padre spietato e privo di scrupoli, limportanza delle sue scoperte sarebbe stata sminuita? Gli storici assolvono le condizioni degli operai ammassati in fabbriche malsane e lo sfruttamento di fanciulli a favore dellindustrializzazione inglese; gli storici assolvono la colonizzazione dellAsia e dellAfrica compiuta nellottocento dalle nazioni occidentali a favore dello sviluppo delleconomia mondiale. Lo storico serio riconosce il carattere storicamente condizionato di ogni valore, non pretendendo di assegnare ai propri valori unoggettivit extrastorica. Le nostre credenze ed i nostri criteri di giudizio sono parte della storia e sono anche essi oggetto di indagine storica. Gli scienziati, gli studiosi di scienze sociali e gli storici studiano tutti, in branche diverse, luomo e lambiente che lo circonda, lazione delluomo sullambiente e, viceversa, lazione dellambiente sulluomo. Lezione n4 - La causalit storica Lo storico si pone continuamente la domanda: <<Perch?>>, e risponde sempre in connessione a problemi e a contesti nuovi. Oggi noi non parliamo di leggi, tantomeno utilizziamo la parola <<causa>>. Si preferisce utilizzare i termini <<spiegazioni>>, <<interpretazioni>>, <<logica degli avvenimenti>>, ovvero si sostituisce limpostazione causale (perch una data cosa accadde) con quella funzionale (come una data cosa accadde). Vi sempre pi di una causa nella spiegazione di un evento. Inoltre per penetrare lo svolgersi di un evento necessario porre una gerarchia tra le varie cause stabilendo i rapporti che le legano, e decretando eventualmente quale causa, o quale tipo di cause, debba essere considerata la causa decisiva, la causa delle cause. Tenendo sempre presente che la storia non si fa con i se, daltra parte non possiamo neanche affermare che le cose potevano andare solo in ununica direzione: si tratta di capire perch di fatto si opt per unalternativa anzich per unaltra. In un gruppo o in un paese che si trovi nel cavo anzich sulla cresta dellonda degli eventi storici, si vedranno prevalere le concezioni che sottolineano la funzione del caso o dellaccidentale nella storia, cos lascesa di Hitler, ad esempio, giudicata da alcuni come una parentesi casuale nella storia della Germania. D'altra parte non dobbiamo dimenticare che i grandi uomini sono coloro che sanno domare e cavalcare lo spirito del proprio tempo, ed Hitler, senza dubbio, lo era.

Per Marx la storia universale avrebbe un carattere davvero mistico se essa escludesse il caso. Anche il caso diventa parte del generale processo di sviluppo della storia ed compensato da altre forme di casualit. Il caso potrebbe accelerare o ritardare il corso degli eventi, ma non modificarlo radicalmente. Non tutti i fatti del passato naturalmente sono fatti storici. Gli eventi accidentali non rientrano in uninterpretazione razionale della storia o nella gerarchia delle cause determinanti stabilite dallo storico. Se un ubriaco travolge con la propria auto un signore che stava andando a comprare le sigarette, la colpa delluomo che aveva fatto abuso di sostanze alcoliche o della voglia di sigarette del secondo uomo? Il morso della scimmia di re Alessandro, la morte di Lenin, il naso di Cleopatra, o la voglia di sigarette del nostro uomo, hanno avuto senza dubbio degli effetti, ma non ha senso affermare che i generali perdono le battaglie perch sinnamorano delle belle regine o che le guerre scoppiano perch i re allevano delle scimmiette, o che il vizio del fumo causa incidenti nelle strade! Bisogna fare distinzione tra spiegazioni che servono e spiegazioni che non servono ad uno scopo. Ha un senso supporre che la diminuzione della propensione allalcolismo da parte dei guidatori contribuirebbe a ridurre il numero degli incidenti stradali. Ma supporre che il numero degli incidenti stradali risulterebbe minore se si impedisse alla gente di fumare, sarebbe del tutto assurdo. Lo stesso ragionamento vale per le cause storiche. Le cause razionali, dal momento che sono applicabili ad altri paesi, altri periodi e altre condizioni storiche, portano a generalizzazioni e a conclusioni che approfondiscono le nostre conoscenze e possono servire da insegnamento. Le cause accidentali non possono essere generalizzate, sono irripetibili e non forniscono alcun insegnamento. Lezione n5 - La storia come progresso Gli autori classici dellantica Grecia e dellantica Roma si preoccupavano poco sia del futuro che del passato. Lucrezio dedusse lindifferenza delluomo per il proprio futuro dallindifferenza che esso ha per il proprio passato. Furono gli ebrei, e dopo di loro i cristiani, che introdussero un elemento del tutto nuovo, postulando un fine verso cui si dirigerebbe lintero processo storico: nasceva, cos, la concezione teleologica della storia. Questa fu la concezione della storia nel Medioevo. Tuttavia, se da una parte essa acquistava un significato ed un fine, dallaltra perdeva il suo carattere mondano. E' stato il Rinascimento a restaurare la concezione antropocentrica e il primato della ragione, non escludendo la visione ottimistica derivata dalla tradizione ebraico-cristiana. Gli illuministi, modificando questa concezione teologica, trasformarono il fine da trascendente in mondano. La storia fu concepita allora sotto forma di evoluzione progressiva avente come fine la miglior condizione possibile delluomo sulla terra. Lipotesi del progresso divent un postulato di tutta la nostra cultura. Si era davvero sicuri che non vi sarebbe stato alcun limite allincremento della capacit umana di disporre delle risorse naturali. Oggi si suole intendere che la storia progresso in quanto le capacit acquisite da una generazione vengono trasmesse ad unaltra e non si concepisce questo progresso come avente un inizio e una fine determinati. Ma il progresso ebbe inizio forse con la nascita della civilt? E la civilt fu inventata nella valle del Nilo nel quarto millennio prima di Cristo? Oggi non ci affatichiamo sul problema dellinizio del progresso o della civilt: si tratt di uno sviluppo estremamente lento non collocabile in un punto preciso della storia. Non si pu credere ad un tipo di progresso che avanzi in linea retta, senza ritorni, deviazioni, cosicch anche il ritorno pi accentuato non mina necessariamente la fede nel progresso. Spesso un gruppo, sia esso una classe, una nazione, che ha una funzione di guida nel progresso della civilt in un periodo, difficilmente avr una funzione analoga nel periodo successivo in quanto sar troppo profondamente imbevuto delle tradizioni, degli interessi, e delle ideologie del periodo precedente, per essere in grado di adattarsi alle necessit ed alle condizioni del periodo successivo. Quello che ad un gruppo sembra un periodo di decadenza pu apparire ad un altro come linizio di un nuovo progresso. Progresso non significa progresso uguale e simultaneo per tutti. Coloro che lottano per estendere a tutti i diritti civili, o per abolire le ineguaglianze razziali o economiche, si propongono di attuare delle riforme ma non hanno davanti a loro lobiettivo guida del progresso. E lo storico ad applicare alle azioni di un gruppo lipotesi di progresso. Credere nel progresso non significa credere ad un processo automatico ed inevitabile, bens allo sviluppo progressivo delle potenzialit umane. Progresso un termine astratto: i fini concreti perseguiti dallumanit nascono di volta in volta dal corso della storia. Carr certamente non crede ad un futuro paradiso sulla terra ma aderisce alla possibilit di progressi illimitati, o limitati in maniera imprevedibile, verso mete definibili solo nel momento in cui se ne comincia a percepire la realt. Lo storico obiettivo non quello che elenca i fatti con esattezza , ma piuttosto colui che sceglie i fatti giusti o, meglio ancora, si serve di un giusto criterio per valutare limportanza dei fatti stessi. Egli ha la capacit di sollevarsi al di sopra della visione limitata propria della sua situazione storico-sociale capacit che dipende in parte dalla capacit di ammettere in qual misura si coinvolti in quella situazione, ammettendo quindi che unobiettivit totale irraggiungibile. Egli deve avere la capacit di proiettare la sua visione nel futuro. La storia, per Carr, un dialogo tra gli eventi del passato e le prospettive future emergenti a poco a poco. Linterpretazione che lo storico d del passato, la scelta degli elementi importanti e significativi, evolvono con il progressivo emergere di nuove mete. Lobiettivit storica non consiste, n pu consistere, in un criterio di giudizio prestabilito ed immutabile, esistente qui e ora, ma soltanto in un criterio situato nel futuro, e destinato ad evolversi parallelamente allo sviluppo storico. Allorch cerchiamo di conoscere i fatti, le domande che poniamo, e quindi anche le risposte che otteniamo, scaturiscono dal nostro sistema di valori. Limmagine che ci facciamo dei fatti circostanti plasmata dai nostri valori, cio dalle categorie attraverso cui ci accostiamo ai fatti. E vero solo in parte che non si possono far derivare i valori dai fatti. Prendiamo ad esempio i valori delle chiese cristiane; nessuno oser negare che i valori del cristianesimo

primitivo differiscano da quelli del papato medievale, ed entrambi da quelli delle chiese odierne. I valori delle chiese latine differiscono oggi da quelli delle chiese anglosassoni. Qualunque sistema di valori prevalente in un dato periodo influenzato dai fatti circostanti. E attraverso i valori che siamo in grado di adattarci allambiente circostante, di adattare lambiente a noi e di imparare a dominare lambiente facolt che hanno fatto s che la storia delluomo sia un susseguirsi di progressi. Lo storico oscilla tra fatti e interpretazione, tra fatti e valori. Separare questi termini impossibile. La storia per sua natura mutamento, movimento o progresso. Il credere che siamo venuti da qualche luogo si lega strettamente al credere che andiamo verso qualche luogo. Una societ che ha perduto ogni fiducia nelle proprie capacit di progredire verso il futuro, cessa entro poco tempo di preoccuparsi dei propri progressi passati. La concezione che abbiamo della storia riflette la concezione che abbiamo della societ. Carr dichiara di avere fede nel futuro della societ e nel futuro della storia. Lezione n6 - Verso pi ampi orizzonti Oggi luomo cerca di comprendere e di agire non soltanto sullambiente circostante, ma su se stesso. Luomo lunico essere in grado di osservarsi nellatto di osservare, in modo tale da essere nello stesso tempo il soggetto e loggetto dellatto di osservare. Marx, seguendo gli insegnamenti di Hegel, pervenne al concetto di un mondo retto da leggi che si evolvono attraverso un processo razionale scatenato dalliniziativa rivoluzionaria delluomo. Marx parla continuamente di leggi a cui gli uomini sono stati soggetti finora senza averne consapevolezza. Freud estese lorizzonte della nostra conoscenza portando le radici inconsce del comportamento umano al livello della coscienza e aprendole allindagine razionale. Si tratt di unestensione del dominio della ragione , di un aumento della capacit delluomo di comprendere e controllare se stesso, e di conseguenza lambiente circostante. Freud, consolidando linsegnamento di Marx, ha indotto lo storico ad esaminare se stesso e la propria posizione storica, i motivi, pi o meno occulti, che lo hanno guidato nella scelta del tema o del periodo della sua ricerca, nella scelta e nella interpretazione dei fatti. Dopo Marx e Freud, lo storico non pu pi permettersi di pensare a se stesso come ad un individuo isolato posto al di fuori della societ e della storia. La fase di transizione verso il mondo contemporaneo estensione del potere della ragione non ancora compiuta. A partire dalla grande crisi, non si crede pi allesistenza di leggi economiche oggettive, determinanti il comportamento economico di individui e nazioni, e sottratte al controllo dei primi e delle seconde. Oggi ci si convinti che gli uomini possono controllare il proprio destino economico mediante unazione consapevole: il dominio di se stessi e dellambiente circostante definito da Carr con il termine <<progresso>>. Il controllo della popolazione divenuto un problema di legislazione sociale e razionale; medicinali sono in grado di modificare il comportamento umano; la politica scolastica parte integrante di ogni legislazione sociale: tutti questi cambiamenti sono frutto di uno sforzo consapevole delluomo. La rivoluzione sociale, quella tecnologica e quella scientifica sono parti integranti di un unico processo. Listruzione, che uno strumento potente ed indispensabile per promuovere lespansione delle capacit e delle possibilit individuali, nello stesso tempo un potente strumento nelle mani dei gruppi che hanno interesse a diffondere il conformismo. Esempi evidenti di questo rischio sono anche rappresentati dalla pubblicit commerciale e dalla propaganda politica. Esse si interessano a ci che il consumatore o lelettore, dopo unopportuna manipolazione, pu essere indotto a credere o a desiderare. Il modo pi rapido di far accettare le proprie concezioni consiste nel far appello allelemento irrazionale delle masse. Ogni invenzione, innovazione, scoperta tecnica fatta nel corso della storia ha sempre avuto, accanto ai lati positivi, dei lati negativi. A chi auspica una storia scritta in uno spirito conservatore, a chi vorr mantenere vecchi macinini introducendo qualche riparazione qua e l, Carr - volgendo gli occhi su un mondo in tumulto e gravido di elementi rinnovatori risponde con le antiche parole di un grande scienziato:<<Eppur si move>>.