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La geostrategia della Spagna

di Emilio Borque Lafuente

La collocazione del paese iberico tra due mari e due continenti ha determinato le sue linee geostrategiche: a nord verso lEuropa, a est verso il Mediterraneo, a sud verso il Maghreb e a ovest come ponte verso lIberoamerica. Il ruolo delle Forze armate e la definizione di interessi nazionali e strategici.

Geografia, politica e strategia

evidente come le caratteristiche fisiche di uno Stato - la sua forma e la sua orografia, la sua posizione rispetto alle masse marittime e terrestri, rispetto alle civilt confinanti, la sua collocazione in rapporto alle principali rotte migratorie e commerciali, la sua geografia insomma - influiscano in maniera determinante sullo sviluppo della sua storia, sugli eventi che ne hanno marcato il divenire politico nel corso dei secoli. Esiste, quindi, una relazione tra la geografia e la politica, secondo alcuni una sorta di determinismo che, in concorso con altre circostanze non minori, consente di spiegare il modo di agire degli Stati. La geografia decisiva anche per quanto riguarda altri fattori: le condizioni climatiche nelle quali la popolazione di un determinato territorio si trova a svilupparsi, le possibilit di insediamento, di produzione e incremento dei mezzi di sussistenza, la scelta tra nomadismo e sedentariet, la minore o maggiore facilit negli spostamenti. E tutto questo ha anche un rapporto diretto con il carattere peculiare di ciascuno dei popoli che abitano la Terra.

Per quanto la conoscenza geografica sia nata sin dalla pi antiche culture insieme alla capacit di spostamento, il suo sviluppo come scienza applicata coincide con i progressi scientifici del Rinascimento, che rendono possibile, e ragionevolmente sicura, la navigazione distante dalle coste, aprendo la strada alla grande epoca delle scoperte. Tuttavia, si trattava in quel caso della semplice necessit di unapplicazione pratica della scienza della geografia finalizzata a spingersi oltre nelle navigazioni. Anche se, in un certo senso, tutti coloro i quali si avvalevano delle proprie conoscenze geografiche nelle decisioni politiche stavano applicando quella scienza, solo nel XIX secolo si dester linteresse per lindividuazione del rapporto tra geografia e politica. Il padre della parola geopolitica considerato lo svedese Rudol Kjellen (1846 1922), professore di scienze politiche e storico di tendenze germanofile. Nella sua opera Lo Stato come forma di vita (1916), che si colloca nella linea degli studi di Friedrich Ratzel e anticipa quelli di Karl Haushofer, propone la seguente definizione della geopolitica: La scienza dello Stato come organismo geografico, cos come si manifesta nello spazio. Se diamo ascolto a Ratzel, la geopolitica stabilisce che le caratteristiche e le condizioni geografiche svolgono un

ruolo essenziale nella vita degli Stati (e quindi nel loro modo di agire). la geografia, perci, a decidere e a fornire al politico il significato geografico della sua azione di governo. Questa teoria stata oggetto di forti critiche, in virt delle sue conseguenze nella storia europea del XX secolo, in particolare a seguito dei lavori di Haushofer e della sua concezione di spazio vitale o Lebensraum. Non si intende qui fare unapologia del suo approccio determinista, ma non c dubbio che le condizioni geografiche di uno Stato, la sua forma fisica e morfologica, le sue dimensioni e, soprattutto, la sua collocazione in un determinato luogo del mondo e il suo accesso al mare come via di comunicazione naturale incidono in misura importante sullo sviluppo storico di un paese. Se c un concetto la cui definizione indeterminata ma che, al contempo, impiegato con tanta profusione, arricchito di attributi di ogni tipo, questo il concetto di strategia. Persino tra i professionisti in ambito militare, che di certo ne hanno una profonda conoscenza, quando si richiede una definizione di strategia la risposta in alcuni casi il silenzio o, pi frequentemente, una serie di frasi ben organizzate ma prive di un particolare contenuto. Prestando attenzione alla nostra societ, vedremo che questo termine si adopera con eccessiva leggerezza: sentiamo infatti parlare di strategia imprenditoriale, strategia commerciale, strategia politica o, nel peggiore dei casi, strategia sportiva. Vale a dire, qualsiasi azione tendente a risolvere un problema, qualsiasi procedura adottata per occuparsi di una faccenda concreta, viene qualificata come una strategia; in questo modo, il termine percepito in maniera generica e, di conseguenza, si giunge alla conclusione che non occorrano competenze specifiche per essere un autentico stratega. Chiunque pu esserlo. Di fronte a questa consuetudine, per arrivare a una definizione di strategia lunica strada percorribile ci appare quella, tradizionale, di seguire ci che letimologia suggerisce, soluzione di gran lunga pi pertinente nel tentativo di comprendere un concetto che si imposto in tutte le lingue europee. Il professor Coutau - Bgarie, nel suo Trattato di Strategia, ragiona nei seguenti termini 1: lorigine della parola nel greco Stratos Agein, cio colui che conduce lesercito, che ne guida lavanzata; lassociazione di queste due parole d luogo a strategos, il generale, e al verbo stratego, essere generale, comandare. Nonch allaggettivo strategikos, il cui plurale sostantivato si trasforma in strategika, le funzioni del generale, le qualit del generale. La strategia, di conseguenza, larte del condurre un esercito e, quindi, larte del comandare, dellessere generale. Cos intenderemo allora il termine, in una prospettiva esclusivamente militare: la ricerca della soluzione dei conflitti armati, tanto nella loro impostazione quanto nella loro conduzione. Cerchiamo di fare un passo ulteriore e addentriamoci nel termine geostrategia, oggetto di questo lavoro. Occorre preventivamente ammettere che, se difficile sapere cosa esattamente sia la strategia, ancora pi complesso risulta trovare fonti che riflettano sul concetto di geostrategia con profondit e chiarezza sufficienti. Se si cerca sul dizionario della Real Academia Espaola la definizione di geostrategia, ci si trova davanti un semplice studio dellinfluenza della geografia sulla strategia. Il che, apparentemente, non apporta grandi rivelazioni per chi sia interessato ad approfondire largomento. Linteresse nei confronti del rapporto tra ambiente geografico e potere politico vanta ormai unimportante tradizione
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Coutau - Bgarie, Herv, Trait de stratgie, Paris, Economica, 1999.

storica, e nellultimo secolo e mezzo ha goduto di un notevole sviluppo. Per il rimpicciolirsi del mondo e levoluzione negli strumenti dedicati alla sicurezza e alla difesa ha portato, come conseguenza, allincremento considerevole degli spazi nei quali ciascuno Stato in grado di estendere la propria influenza e, anche, di utilizzare la forza. Per questa ragione, occorre ampliare il nostro studio in funzione di un nuovo concetto derivato dalla strategia. Il termine geostrategia appare per la prima volta nel 1846 allinterno dellopera Della nazionalit italiana, del generale Giacomo Durando2. Questo lavoro non suscit per particolare interesse e si dovr attendere fino al 1940 perch il termine torni a fare la propria comparsa. In quegli anni, la geografia militare si imposta come elemento ausiliare fondamentale della storia militare e della strategia. Dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale si assiste a una retrocessione della geografia militare, in quanto una nuova corrente di pensiero ritiene che essa non esista in quanto tale, bens che ci siano semplicemente conclusioni strategiche e tattiche che si traggono a partire dalla geografia. Occorre tuttavia segnalare che secondo alcuni autori non esiste nessuna distinzione tra geostrategia e geopolitica, in particolare perch, in mancanza di unautentica definizione dei due concetti, si preferisce considerare le due scienze come una sola e, persino, qualificare la geostrategia come un ambito particolare della strategia3. Spesso si sostiene che la politica degli Stati nella loro geografia, il che implicherebbe una qual certa permanenza nel tempo delle politiche di ciascuno di essi, lesistenza di una serie di costanti che si mantengono inalterate e si ripetono nellagire degli Stati, dato che la geografia lunico aspetto che non cambia nel corso della storia. C tuttavia da considerare che la percezione dello spazio e del tempo varia nella misura in cui si evolvono i mezzi di trasporto e di comunicazione; cos, zone un tempo inaccessibili come i due poli sono oggi spazi strategici di primordine. Per questo la geostrategia, fondata su una visione geografica, giunger ad osservare una dilatazione dello spazio strategico contemporaneo e, in ragione di esso, una contrazione di tempi di reazione. Occorre sottolineare come il carattere della geostrategia sia determinato dalla dimensione spaziale, la quale condizionata da quattro fattori: le distanze, le condizioni climatiche, la topografia e levoluzione dei mezzi di comunicazione. Alcuni di questi fattori sono invariabili, perlomeno in un arco temporale apprezzabile nel nostro limitato periplo vitale, mentre altri si evolvono a un ritmo talmente rapido da risultare difficilmente valutabili nella loro adeguata misura. Quanto affermato finora ci porta a concludere che se vogliamo capire in che modo uno Stato si posto nel passato, e si pone nel presente, la necessit di lasciare la propria impronta nel contesto circostante, di far sentire il proprio peso nel mondo, imprescindibile affrontare tale questione tanto dal punto di vista geopolitico quanto da quello geostrategico. Posizione geografica e capacit dazione, divenire storico e relazioni internazionali. In che modo questi
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La situazione o posizione geografica determina in modo inalterabile il carattere geostrategico di un paese, Durando, Giacomo, Della nazionalit italiana, citato da Motte, Martn, Une dfinition de la Gostratgie, in Strategique, n 58, www.stratisc.org. 3 Quero Rodiles, Felipe, Introduccin a la teora de la seguridad nacional, Madrid, Ediciones Ejrcito, 1989, p. 125.

fattori influiscono sulla politica che uno Stato intende condurre, con vocazione di permanenza nel tempo. Se le condizioni climatiche dellepoca e laccesso alla risorse idriche hanno favorito laddomesticamento di animali e piante e sono state il germe dello sviluppo umano nella zona denominata Mezzaluna fertile, se la situazione marittima e la vicinanza a quelle prime civilt del Medio Oriente e dellEgitto hanno dato luogo alla societ greca e al primo grande impero, quello romano, allo stesso modo la situazione specifica della Spagna ha condizionato il suo divenire storico, levolversi delle sue relazioni con lambiente circostante. Occorre perci riflettere su come i molti popoli che hanno posto il loro piede nella penisola iberica ne abbiano segnato levoluzione culturale e sociale, incidendo sulle relazioni con i pi diretti vicini. Cos come sulla situazione marittima, che ha portato gli spagnoli, come anche i portoghesi, a esplorare ci che si trovava al di l degli oceani. Il non plus ultra latino si trasform nellimpulso a spingersi oltre, fino a creare un impero sul quale, per molti anni, non tramontava mai il sole. Non si pu capire la Spagna attuale senza aver compreso in che modo la sua posizione nel mondo e il suo percorso lungo i secoli vi abbiano influito. La conoscenza delle peculiarit della sua evoluzione storica render pi evidente la definizione degli interessi nazionali, intesi come vitali e strategici, per definire a partire da quelli gli obiettivi come Nazione e stabilire quindi una strategia di sicurezza nazionale.

Evoluzione e ambiente

La collocazione geografica della penisola iberica le ha conferito, sin dal Paleolitico Superiore, quello status privilegiato di zona di transito di diverse culture. Lo studio della preistoria sempre complesso, soggetto a molteplici interpretazioni in funzione dei reperti che si vanno scoprendo e dei diversi studi proposti, tuttavia appare dimostrato che, in quanto collegamento tra i continenti, la penisola iberica fu un luogo privilegiato dei movimenti di colonizzazione di carattere paleolitico che si muovevano dallAfrica per iniziare lestensione della presenza umana nel resto del pianeta. Giunsero poi le migrazioni dei celti, in due grandi ondate durante i secoli X e VII avanti Cristo e, poco a poco, questi andarono mescolandosi con gli iberi che si erano gi stabiliti l, dando luogo a quelli che conosciamo come celtiberi. Una volta insediatesi queste civilt, tra le quali spicca quella di Tartessos (la Turdetania, secondo la denominazione romana), presumibilmente la prima dellEuropa Occidentale, furono i fenici a stabilire nella penisola le colonie pi antiche, intorno al 1.100 a.C.. Questa importante potenza commerciale si insedi fondamentalmente nel settore meridionale, fondando citt come Onuba (Huelva), Gadir (Cadice), Malaca (Malaga) e Abdera (Adra). Tuttavia, nel quadro della loro politica di creazione di punti di approvvigionamento e di commercio, i Fenici non si estesero mai troppo verso linterno. A differenza di quella fenicia, la presenza dei greci lungo le coste spagnole stata pi debole, data la loro naturale inclinazione verso il Mediterraneo orientale, verso il nord e il Mar Nero. Nonostante ci, tracce greche rimangono in citt come Rhodes (Rosas), Emporion (Ampurias) e Akra Leuka (Alicante).

Lo Stato punico, fondato a seguito dello spostamento della cultura fenicia dalla citt di Tiro a quella di Cartagine, dal momento della sua creazione si pose come obiettivo il controllo del Mediterraneo, il che port con s la scomparsa dellantica cultura di Tartessos. Limpronta di Cartagine sulla penisola iberica si materializza nella fondazione di Qart Hadasht, attuale Cartagena, importante base navale che serviva come base di controllo delle miniere dargento. Tuttavia, il contestuale sviluppo di un altro impero nel mediterraneo, quello romano, e il conseguente scontro di interessi, non poteva che portare al conflitto delle cosiddette guerre puniche, nelle quali il territorio peninsulare gioc un ruolo fondamentale. Cartagine, dopo aver posto sotto il proprio controllo le antiche basi commerciali fenicie, intraprese la lotta per lassoggettamento dei popoli iberici come avamposto nella sua lotta contro i romani. Sul finire del III secolo a.C. i due terzi meridionali della penisola erano in mano cartaginese, condizione che forn la necessaria sicurezza della retroguardia, e i mezzi sufficienti, per attaccare Roma nel suo territorio. Anni dopo, a seguito della totale sconfitta di Cartagine, Roma intraprese la conquista del territorio peninsulare, dando avvio a un ampio periodo di acculturazione e civilizzazione nellinsieme del territorio. il nome di Iberia fu sostituito da quello di Hispania, mentre si andava stabilendo una vera organizzazione amministrativa e sociale, la prima nella storia di quella che oggi conosciamo come Spagna. I romani divisero la penisola in due zone, la Hispania Citerior e la Hispania Ulterior e, successivamente, in tre province: Betica, Tarraconense e Lusitania. Limpronta lasciata dallimpero romano tuttora presente non soltanto nella lingua e nelle abbondanti vestigia architettoniche, ma anche e soprattutto nella cultura secolare spagnola. Come ogni impero nel corso della storia, anche quello romano conobbe la propria fine, e per quanto riguarda la Spagna, questa si manifest con lingresso di popoli provenienti dal nord Europa. Intorno allanno 400, vandali, svevi e alani oltrepassarono i confini dei Pirenei per invadere questa provincia dellimpero, producendo una disgregazione dellunit stabilitasi nei secoli precedenti. I visigoti, che avevano occupato Roma, penetrarono anche nella penisola, spingendo vandali e alani verso il nord dellAfrica, dove si sarebbero definitivamente insediati. Sarebbero stati dunque i visigoti a ristabilire lunit peninsulare. Curiosamente, non furono questi ultimi a influire sulla struttura sociale romana, bens furono essi stessi a esserne influenzati, adottandone la lingua e, seppure con distinte sfumature, anche la religione. Lunificazione legislativa e la creazione di insediamenti fuori dalle citt costituiscono le premesse del conformarsi della societ feudale classica del Medio Evo. In un primo tempo seguaci dellArianesimo, che sosteneva una divinit unitaria in opposizione alla difesa della Trinit allora preponderante in Europa, i Visigoti abbracciarono, per decisione del re Recaredo, il cattolicesimo alla fine del VI secolo, favorendo in tal modo la possibilit di integrazione tra la comunit visigota e quella ispano-romana. Nel 711 londata dellIslam (nato agli inizi del VII secolo nella Penisola Araba) raggiunge le terre della penisola iberica. Approfittando dei dissidi religiosi e di successione interni alla monarchia visigotica, un esercito musulmano attravers lo stretto di Gibilterra e sconfisse le truppe di Rodrigo, ultimo re visigoto. La progressiva espansione verso il nord e loccupazione quasi totale del territorio che era stato chiamato Hispania trasform la penisola in una provincia del nuovo potere. Limpero musulmano, tra lVIII e lXI secolo, godette di una supremazia e di una stabilit nette, materializzate nel Califfato di Cordova, che si sarebbe reso

indipendente dal Califfato di Baghdad sotto il dominio di Abderramn III. Fu questa lepoca di maggiore splendore durante la dominazione musulmana della penisola, segnata da un enorme sviluppo delle scienze e delle arti e dallespansione delle principali citt, quali la stessa Cordova, Siviglia, Valencia e Saragozza. Nel corso dellundicesimo secolo le lotte tra le diverse fazioni musulmane posero termine al califfato, che fin per frazionarsi in una moltitudine di piccole entit conosciute come regni di Taifa, dando luogo allinizio della definitiva decadenza del dominio musulmano sulla penisola. Lungo tutto questarco temporale, la volont dei nobili cristiani (la cui prima manifestazione memorabile data 722, in occasione della prima sconfitta musulmana presso le montagne asturiane) and progressivamente aumentando, prima in forma di resistenza, successivamente consolidandosi e infine cominciando a riguadagnare terreno, dando luogo al periodo storico noto come Reconquista. Nel 1212, la vittoria cristiana nella battaglia di Navas de Tolosa costituisce lautentico momento di discrimine nella lotta per il controllo del territorio peninsulare. A partire da allora, i musulmani mantennero sotto il proprio controllo le sole terre che si trovavano a sud del fiume Guadalquivir, fino a quando, nel 1492, persero infine Granada, il loro ultimo regno. Lunione matrimoniale tra i sovrani dei due grandi regni del nord, Fernando dAragona e Isabella di Castiglia, conosciuti come i Re Cattolici, fu la condizione che diede nuovo impulso alla conquista e riunificazione dellintero territorio e alla rinascita dellidentit nazionale perduta a seguito dellinvasione musulmana. Celti, fenici, greci, cartaginesi, romani, visigoti e musulmani, con il loro passaggio nel territorio spagnolo, hanno contribuito alla conformazione di quella che oggi si conosce come Spagna; un mosaico di popoli che attraverso i secoli ha dato a questo paese la sua particolare idiosincrasia. A partire da quel momento, e com normale in ogni nazione appena sorta, la potenzialit accumulata si traduce in una tensione espansionistica. Nello stesso anno della conquista di Granada un avvenimento chiave nella storia mondiale segner in buona misura la storia della Spagna per i secoli successivi. Cristoforo Colombo, navigatore genovese, dopo il rifiuto del re del Portogallo ottenne lappoggio dei Re Cattolici per mettere in atto il suo progetto di raggiungere le Indie attraverso la rotta occidentale, evitando cos il lungo e complesso viaggio di circumnavigazione delle coste africane attraverso il Capo di Buona Speranza e loceano Indiano. Uno spettacolare errore di calcolo dispieg davanti alla corona spagnola un enorme ventaglio di possibilit. Lepopea della conquista dellAmerica avrebbe fornito unimmensa quantit di risorse, che avrebbero fatto della Spagna una delle nazioni pi potenti del mondo. Ebbe cos origine unepoca nella quale inizi a consolidarsi un triplice versante di reciproca influenza: verso lAmerica, nel prolungato impegno colonizzatore; verso il Mediterraneo, naturale polo di espansione del versante orientale spagnolo; verso il nord Europa, dove la presenza spagnola si estese per effetto delleredit della casa dAsburgo e delle successive guerre di religione. Queste tre direttrici sono state e continuano ad essere le linee che orientano lattivit strategica nazionale. La Spagna un paese di medie dimensioni, con un territorio di poco superiore ai cinquecentomila chilometri quadrati, distribuiti tra parte della penisola iberica, un arcipelago nel Mediterraneo (le isole Baleari), un altro nellAtlantico (le isole Canarie), due territori nel

nord dellAfrica (Ceuta e Melilla), e alcune piccole isole e isolotti. Si trova alla confluenza tra due continenti, Europa e Africa, e tra due grandi masse marittime, il Mediterraneo e lAtlantico. Bisogna perci considerare che collocata tra due diversi punti di confluenza: una naturale, tra masse dacqua dalle diverse caratteristiche, il che le conferisce una notevole variet di climi, vegetazione ed ecosistemi; una geopolitica, come luogo dincontro tra popoli e civilt di Europa e Africa, Mediterraneo e Atlantico. Inoltre, lorografia spagnola particolarmente varia, con un terreno frequentemente impervio che determina le vie di comunicazione naturali. I rilievi spagnoli sono caratterizzati dalla presenza di una grande unit geografica, la Meseta Centrale, che occupa buona parte del territorio; delimitato dalla Cordigliera Cantabrica a nord, dal Sistema Iberico a est e dalla Sierra Morena a sud, suddiviso in due sub-mesetas dal Sistema Centrale. Oltretutto, altre due catene montuose ne configurano il peculiare profilo, i Pirenei nellunione con il resto del continente e le Cordigliere Betiche a sud. Alture che raggiungono quasi i 3.500 metri e che arrivano frequentemente a superare i 2.000 fanno s che le comunicazioni tra le diverse regioni risultino in linea generale complesse, dando origine alle differenze marcate tra queste ultime, dal punto di vista tanto culturale quanto di carattere, cos come alla difficolt di unificazione del territorio. Come si gi sottolineato, la collocazione geografica, la forma e le caratteristiche fisiche di uno Stato incidono sul suo divenire storico e sul suo modo di agire nel corso dei secoli. In questo senso, la Spagna appartiene culturalmente allEuropa, ma situata nel suo punto di confluenza con lAfrica e, inoltre, passaggio obbligato per uscire dal Mediterraneo verso occidente. La sua collocazione tra due mari e tra due continenti ha determinato le sue linee geostrategiche: a nord verso lEuropa, a est verso il Mediterraneo, a sud verso il Maghreb e a ovest come ponte verso lIberoamerica.

Geostrategia: relazioni, sicurezza e difesa

Si potrebbe intendere il termine geostrategia come lo studio, la preparazione o lesecuzione di operazioni militari su scala macro-geografica, vale a dire in una dimensione spaziale tale da escludere la costituzione di un teatro unico; se nella tattica abbiamo a che fare con il coordinamento delle diverse Armi e nella strategia la manovra degli eserciti, nella geostrategia lambito specifico il coordinamento strategico e logistico dei diversi teatri 4. Osserviamo, quindi, che la geostrategia si riferisce fondamentalmente alle operazioni belliche e per tale ragione ha vissuto la sua massima auge allepoca della guerra fredda, quando solo le grandi potenze potevano parlare di finalit geostrategiche, dato che agivano simultaneamente e con obiettivi unici in differenti zone del pianeta. Nel momento attuale, e in relazione a paesi dalle dimensioni politiche, economiche e potenziali minori, com il caso della Spagna, necessario allora trovare una definizione che dia fondamento allampliarsi della strategia al tempo di pace, senza tuttavia dimenticare che essa trova la sua applicazione soprattutto nella guerra5.
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Motte, Martn, Ibidem. Coutau - Bgarie, Herv, Quest-ce que la Gostratgie?, in Strategique, n 50, www.stratisc.org .

Linfluenza che una nazione riceve dal contesto circostante, cos come quella che lei stessa pu esercitare su di esso (inteso non soltanto dal punto di vista geografico, ma anche storico e politico), entra in pieno nel campo dello studio geostrategico, a patto di intendere questo termine nella sua accezione pi ampia. Aggiungiamo che, dagli inizi del XXI secolo, i concetti di sicurezza e di difesa hanno subito cambiamenti radicali legati al sorgere di nuovi rischi e minacce, al rimpicciolirsi del mondo e allincremento esponenziale della complessit dei conflitti nei quali ci vediamo o rischiamo di vederci coinvolti. Di conseguenza, per lo studio della geostrategia della Spagna passeremo in rassegna le iniziative in tema di sicurezza portate a termine nel contesto del multilateralismo e i documenti ufficiali che, nel quadro temporale dellultimo decennio, sono stati implementati dai vari governi che si sono succeduti in Spagna.

Iniziative di cooperazione e sicurezza

Al di l della logica cornice di relazioni estere inquadrate nella Politica estera e di sicurezza europea, la politica internazionale spagnola si muove in direzione dei luoghi che la sua geografia e la sua storia indicano come prioritari: Il Mediterraneo e lIberoamerica. Per la Spagna, il Mediterraneo riveste unimportanza essenziale, in quanto la minore o maggiore stabilit di quellarea un indicatore della sua stessa sicurezza. Per questa ragione prende parte a tutte le iniziative finalizzate allo sviluppo e al dialogo nella regione. difficile riassumere la molteplicit di iniziative sorte negli ultimi decenni, a dimostrazione dellimportanza che il Mediterraneo assume non solo per il nostro paese, ma per la comunit europea nel suo insieme. Ci nonostante, necessario segnalare come gli enormi sforzi dedicati a questo compito non hanno raccolto risultati consoni allinvestimento messo in opera. Alla met degli anni Novanta, in seno allAlleanza Atlatica, si dato vita al Dialogo mediterraneo, iniziativa volta a rafforzare la stabilit della regione attraverso una cooperazione tra i paesi mediterranei e la Nato. Questo Dialogo ha consentito un rapporto di associazione con Egitto, Israele, Mauritania, Marocco, Tunisia, Algeria, dal quale rimane fuori la Libia. Il Dialogo mediterraneo non stato per lunico tentativo di coesione: tra gli altri, bench non abbiano in generale ottenuto risultati tangibili, liniziativa 5+5, nata nel 1990 con la partecipazione di paesi del nord e del sud del bacino mediterraneo. Il riconoscimento dellimportanza di questarea ha ricevuto la sua consacrazione durante la presidenza spagnola dellUnione Europea nel 1995, con il lancio del cosiddetto Processo di Barcellona, nel quale si propugnava la creazione di unarea di libero commercio, e il rafforzarsi degli scambi culturali, ponendosi come obiettivi lo sviluppo economico dei paesi del Mediterraneo, la lotta antiterrorista, la promozione della democrazia e dei diritti umani. Conseguenza di questo Processo stata nel 2008 la creazione dellUnione per il Mediterraneo, organismo che riunisce lUnione Europea, Stati nordafricani e mediorientali (che a loro volta fanno parte della Lega Araba) e Israele, fino a un totale di 43 paesi.

Lultimo tra gli assi fondamentali dellazione spagnola in ambito internazionale, lIberoamerica, sempre stato una priorit per la politica estera di Madrid, in virt delle forti relazioni umane, storiche, sociali, culturali, politiche ed economiche. La nostra politica estera nei confronti dellIberoamerica si adopera per potenziare i meccanismi di dialogo e dinterlocuzione esistenti, le formule di azione congiunta negli organismi internazionali e per esplorare, a beneficio reciproco, le opportunit economiche che quella regione presenta. La Spagna, in quanto membro dellUnione Europea, svolge un ruolo chiave nel disegno della politica europea per lIberoamerica, puntando a un rafforzamento delle relazioni tra le due sponde dellAtlantico. I vertici iberoamericani tra capi di Stato e di governo che si celebrano annualmente sono la cornice ideale a tal fine e, sebbene siano di solito dedicati a un singolo tema, servono come occasione per la stipula di accordi tra gli Stati.

Gli interessi nazionali di sicurezza

La Direttiva di difesa nazionale il pi importante documento di pianificazione della difesa. Viene elaborata da parte del governo ogni quattro anni e, fino ad oggi, ne sono state redatte otto (1980, 1984, 1988, 1992, 1996, 2000, 2004, 2008). In questo documento si stabiliscono le linee generali della politica di difesa e le direttrici per il loro sviluppo, che orienteranno tutto il successivo processo di pianificazione della difesa. La Direttiva di difesa nazionale dellanno 2000 ha dato mandato al ministro della Difesa per la formulazione di una Revisione strategica della difesa, allo scopo di integrare le politiche di difesa nellambito pi ampio della sicurezza condivisa con partner e alleati, come anche di determinare le capacit militari necessarie per dare risposta alle esigenze derivanti da tale contesto. Lantecedente della Revisione strategica era stato il Libro bianco della difesa, anchesso del 2000, sebbene questo primo documento non avesse il carattere vincolante necessario per dare impulso a un processo di riforme. Tuttavia, nellintroduzione del Libro bianco il presidente del governo sottolineava come proprio le conseguenze delle riflessioni contenute in quel documento sarebbero servite per procedere a una Revisione strategica della difesa. La Revisione strategica della difesa stata approvata nel 2003 6 e tratta di diversi aspetti: il quadro generale della Revisione strategica, nel quale si riflette sulle innovazioni sperimentate dal punto di vista strategico e militare, le modifiche dei valori in corso e la realt della globalizzazione; le missioni delle Forze armate, sia dal punto di vista autonomo che nel contesto della difesa alleata e collettiva; le Forze armate nel XXI secolo, dove si insiste sulla necessit di una massima modernizzazione degli eserciti, tanto nei suoi aspetti formali come in quelli strutturali e operativi; le linee guida per la Revisione, con lobiettivo di raggiungere una maggiore proiezione, mobilit e interoperativit. Ma uno degli aspetti probabilmente pi importanti di quel testo la definizione degli interessi nazionali di sicurezza. Come per ogni
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Revisin Estratgica de la Defensa, defensa/ficheros/DGL_RevisionEstrategica.pdf.

http://www.defensa.gob.es/Galerias/politica/seguridad-

nazione, leredit storica porta con s beni e valori che conformano le aspirazioni fondamentali del paese in ambito internazionale e che sono fondamento del benessere e della prosperit dei cittadini. Cos, la costituzione spagnola del 1978 indica nel suo preambolo, tra gli altri obiettivi, la volont da parte della Nazione di7: Garantire la convivenza democratica allinterno della costituzione e delle leggi, in conformit a un giusto ordine economico e sociale; Proteggere tutti gli spagnoli e i popoli di Spagna nellesercizio dei diritti umani, delle proprie culture e tradizioni, lingue e istituzioni; Collaborare al rafforzamento di relazioni pacifiche e di efficace cooperazione tra tutti i popoli della Terra.

Accanto a questi obiettivi, si pu parlare di interessi nazionali intesi come linsieme delle aspirazioni o dei desideri generali di un paese, che devono fare da guida nella determinazione della politica nazionale di quel paese o, il che lo stesso, che tracciano la strada da seguire per i governanti, dato che questi ultimi sono tenuti a tentare di soddisfarli. Tuttavia, vi sono due fattori che possono limitare la realizzazione di tali aspirazioni o desideri: in primo luogo, la capacit stessa della nazione nel raggiungerli e, in secondo luogo, la possibilit che le nostre aspirazioni entrino in conflitto con quelle di altri paesi o organizzazioni. Occorre essere sempre coscienti del livello di ambizione delle nostre aspettative, ponendosi obiettivi ragionevoli e definiti, oltre che sufficientemente estesi nel tempo per muovere verso il loro raggiungimento mantenendo sempre la necessaria capacit di adattamento alla mutevoli circostanze di ogni epoca. Allinterno degli interessi nazionali, gli interessi di sicurezza sono quelli che, per la loro particolare importanza, richiedono se necessario uno sforzo dal punto di vista della difesa. La Revisione spagnola della difesa li cataloga distinguendo tre tipologie: vitali, strategici e altri interessi. Gli interessi vitali sono quelli che la Spagna disposta a tutelare e, ove fosse necessario, difendere dinanzi a qualsiasi rischio e minaccia, in quanto toccano la sua sopravvivenza come nazione. Altrimenti detto, ci che si intende preservare sono gli elementi costitutivi dello Stato in quanto tale. Gli interessi considerati di particolare importanza, in quanto contribuiscono in modo decisivo alla garanzia degli interessi vitali, sono denominati interessi strategici. Oltre ai precedenti, ci sono interessi di altro tipo che derivano dal posto occupato dalla Spagna nella comunit internazionale, dal suo senso della solidariet, dal suo contributo alla causa della pace e della libert, e dalla sua relazione con le nazioni che fanno parte della sua stessa comunit storica e culturale. Gli interessi vitali, vale a dire quegli elementi costitutivi dello Stato che devono essere preservati di fronte a qualsiasi aggressione, sono i seguenti: La sovranit, lindipendenza e lintegrit territoriale della Spagna e lordinamento costituzionale, che sono lessenza su cui si fonda lo Stato e consentono che sia riconosciuto come tale, come anche la possibilit di

Constitucin Espaola, www.lamoncloa.gob.es.

disporre della libert dazione necessaria per poter agire come ununica entit politica, sociale ed economica; La libert, la vita e la prosperit degli spagnoli.

Gli interessi strategici derivano dalla collocazione e dalle peculiarit geografiche della Spagna; la loro importanza e permanenza nel tempo fanno s che essi meritino particolare attenzione allinterno della politica estera. In primo luogo, il contributo alla prospettiva di stabilit attraverso la Nato e lUnione Europea. Fortunatamente, ormai superata lepoca nella quale la destabilizzazione di una regione europea avrebbe potuto dare luogo a un conflitto mondiale e anche gli anni nei quali le minacce della guerra fredda mettevano a rischio il nostro continente. Ma ancora molto rimane da costruire, specialmente in una fase nella quale una grave crisi economica mette a rischio il lento processo di costruzione europea. Nel quadro dellobiettivo di conseguire una posizione influente allinterno della comunit internazionale, la Spagna impegnata sul terreno della sicurezza condivisa e a tal fine contribuisce e deve continuare a contribuire alle operazioni internazionali e allo sviluppo di misure quali il controllo degli armamenti. Come si gi osservato, la Spagna possiede una peculiare collocazione geografica, ma anche un percorso storico, dimensioni e possibilit progettuali che facilitano la sua capacit dinfluenza sulla met occidentale del Mediterraneo, in particolare sullo Stretto di Gibilterra e i suoi accessi, ragione per cui considera essenziale il mantenimento della pace e dellequilibrio in quella zona del mondo. Tra gli interessi strategici vi anche il mantenimento della libert degli scambi e delle comunicazioni, dato che essi favoriscono lespansione delleconomia mondiale e, quindi, della pace e della libert conseguenti. Il nostro sistema economico, come tutte le economie cosiddette di mercato, dipende in grande misura dalla libert degli scambi e delle comunicazioni ed perci fondamentale realizzare lo sforzo che si renda necessario per conservare tali condizioni. Le risorse della difesa possono contribuire a tal fine proteggendo la libert degli scambi nellambito delle strutture internazionali delle quali facciamo parte e anche mediante la presenza allestero, mostrando la capacit industriale, la qualit dei prodotti della difesa e le qualit dei suoi effettivi. Il nostro paese conta su risorse limitate e si trova perci in una condizione di dipendenza dallestero, in particolare per quanto concerne le risorse energetiche, senza le quali leconomia soffrirebbe una stagnazione se non una recessione, con la conseguente minaccia per il progresso, la pace e la stabilit. , quindi, del massimo interesse assicurare la somministrazione di tali risorse dalla loro origine fino alla ricezione da parte dei terminali incaricati della loro distribuzione. Il terrorismo attenta contro la vita e le libert dei cittadini, contro la giustizia, la pace e il benessere, ma pu attentare anche alla sovranit e allintegrit territoriale di una nazione. La Spagna ha sofferto troppo a lungo per la piaga del terrorismo interno, ma anche esposta come tutta la comunit internazionale agli attacchi del terrorismo internazionale, ragion per cui le Forze armate devono essere coinvolte in maniera decisa per coadiuvare il lavoro delle Forze e dei Corpi di sicurezza dello Stato. Infine, costituisce un interesse di primaria importanza per la Spagna far valere il suo diritto storico, riconosciuto dallOrganizzazione delle Nazioni Unite, su Gibilterra, recuperando in tal modo il proprio protagonismo nellarea,

dato che lattuale situazione rischia di vedere sminuita lefficacia nellesercizio delle missioni poste in essere dalle nostre Forze Armate a titolo nazionale e come membro dellAlleanza Atlantica. La presenza imposta ha conseguenze dirette sulla nostra popolazione, sul territorio e sugli spazi marittimi, oltre a sottrarre al nostro paese il protagonismo che gli compete. Esistono altri tipi di interesse che, non essendo direttamente legati alla sicurezza nazionale, non costituiscono un obiettivo prioritario per limpegno di difesa, ma non per questo sono ad esso estranei, dato che attengono allazione internazionale dello Stato e, ove necessario, possono richiedere lazione delle Forze armate. Un esempio della ripercussione di questi interessi fornito dalla partecipazione alle missioni di pace e di aiuto umanitario. dunque interesse della Spagna il conseguimento, in maniera solidale, di un ordine internazionale stabile, di pace, sicurezza e rispetto dei diritti umani. Siamo pienamente impegnati nel compito di ottenere un ordine internazionale pi stabile e sicuro, dato che la nostra sicurezza strettamente relazionata con quella dei nostri vicini, non soltanto di quelli che condividono il nostro stesso modello di societ, ma anche di coloro che si collocano nella nostra sfera dinteresse. I nostri valori sono i valori costitutivi della societ occidentale e, quindi, sono gli stessi dellUnione Europea e dellAlleanza Atlantica. Si sostiene per tale ragione unazione solidale con la comunit internazionale, che agisca in favore dei popoli che vivono situazioni drammatiche derivanti dalla povert, dalle conseguenze di catastrofi naturali, da condizioni geografiche che li obbligano patire particolari situazioni climatiche o, semplicemente, perch non dispongono delle risorse necessarie per sopperire alle loro carenze. La Spagna inoltre impegnata nella causa della pace e della libert e sostiene a tal fine una posizione attiva, che consenta di prevenire i conflitti conoscendone le cause e adottando le misure necessarie perch tali conflitti non si determinino. La posizione della Spagna, date le sue capacit come media potenza, sar condizionata dalla misura e dalla maniera in cui lipotetica crisi coinvolge gli interessi spagnoli, dalla distanza che ci separa da quella crisi e dalle peculiarit dello scenario nel quale essa si delinea.

La successiva Direttiva di difesa nazionale, nel 2004, ha raccolto i concetti generali espressi dalla Revisione strategica della difesa. In quel momento, lUnione Europea si era gi dotata di una propria strategia di sicurezza, fondata su un sistema multilaterale di azioni e iniziative concertate nel quadro delle organizzazioni di sicurezza e difesa, che contemplavano la possibilit di mettere in atto interventi tempestivi, rapidi e, ove necessario, fermi, sempre fondati sul riconoscimento del ruolo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite come responsabile fondamentale nel mantenimento della pace e della sicurezza internazionali. Tra le linee guida in ambito nazionale, la Direttiva individuava lelaborazione di una nuova legge quadro di difesa nazionale, obiettivo realizzato lanno successivo con lapprovazione della 5/2005. Tra le innovazioni previste da questa legge, lo snellimento dellorganizzazione delle Forze armate, considerate come unentit unica nella quale si vengono a integrare le diverse forme di azione, si stabiliscono i criteri che rendono possibile lazione congiunta degli Eserciti e si differenziano la struttura organica e quella operativa. Inoltre, si stabilisce la

chiara integrazione della politica di difesa nella politica estera dello Stato, attribuendone al presidente del governo la direzione e la determinazione degli obiettivi. La nuova legge istituiva inoltre il Consiglio di difesa nazionale, organo collegiale con funzione consultiva del presidente del governo in materia di difesa. Il compito di questorgano assistere il presidente nella direzione dei conflitti armati e nella gestione delle situazioni di crisi che coinvolgano la difesa, oltre alla redazione di relazioni informative sulle linee guida della politica di difesa e allelaborazione di proposte su questioni inerenti alla difesa che, coinvolgendo diversi ministeri, esigano una risposta congiunta. Per queste ragioni conta sulla presenza, tra gli altri, dei Ministri della Difesa, degli Affari Esteri e Cooperazione, dellEconomia e Finanze, oltre che dei Capi di Stato Maggiore della Difesa e dei tre eserciti.

Strategia spagnola di sicurezza

Nellintroduzione dellultima Direttiva di difesa nazionale, emessa nel dicembre del 2008, si allude allesigenza di inquadrare la direttiva stessa allinterno di una Strategia spagnola di sicurezza nazionale, che comprenda i valori e gli interessi sui quali si fonda tale concetto, che analizzi i rischi, le minacce e le vulnerabilit, cos come le cause che le producono, che fissi i criteri dazione e ponga le basi per offrire una risposta integrale in grado di garantire la protezione degli interessi nazionali, assicurando il rispetto dei valori costituzionali e dei trattati internazionali sottoscritti dalla Spagna. La Strategia spagnola di sicurezza, approvata il 24 giugno del 2011, concepisce la sicurezza come una responsabilit non di esclusiva pertinenza dei poteri pubblici, ma che deve essere condivisa dalla societ nel suo insieme. In un mondo in costante trasformazione e in anni caratterizzati dalla pi grave crisi economica dopo quella degli anni 30 del XX secolo, si constata che i confini che separavano la sicurezza interna da quella internazionale sono evaporati; oggi la sicurezza non pu essere pensata per compartimenti stagni, considerato che le minacce e i rischi hanno carattere transnazionale. Per poter davvero parlare di sicurezza, occorre che la sua pratica oltrepassi le frontiere, e che sia pensata non pi soltanto in un quadro europeo e regionale, ma globale. La politica di sicurezza spagnola basata sulla difesa dei nostri valori e dei nostri interessi vitali e strategici. Come si segnalato, si considerano vitali quei valori che toccano i diritti fondamentali dei cittadini, quali la vita, la libert, la democrazia, il benessere, lo sviluppo. Discorso analogo per i valori fondativi dello Stato stesso: sovranit, indipendenza e integrit territoriale, ordinamento costituzionale e sicurezza economica. Quanto ai valori strategici, si elencano quelli che mirano al conseguimento e al mantenimento di un contesto internazionale pacifico e sicuro, come il consolidarsi e il buon funzionamento dellUnione Europea, linstaurazione di un ordine internazionale giusto e stabile, fondato sulla pace, la sicurezza e il rispetto dei diritti umani, la difesa della libert degli scambi e delle comunicazioni e il consolidamento di relazioni costruttive con i nostri vicini.

Sono individuati sei elementi fondamentali sui quali riposa la sicurezza spagnola e cui ci si prefigge di dare impulso attraverso la definizione di questa strategia. In primo luogo, lassunzione di un punto di vista integrato, approccio spagnolo al concetto di comprehensive approach dellAlleanza Atlantica, intendendo con ci lopportunit di integrare tra loro tutte le dimensioni della sicurezza in modo che convergano in direzione di obiettivi comuni. Quindi, la cooperazione e il coordinamento tra tutte le amministrazioni pubbliche al fine di ottenere che il rendimento delle risorse impiegate sia massimo; non soltanto il coordinamento tra di loro, ma anche con il settore privato, con i cittadini e con le organizzazioni della societ civile. Lefficienza nelluso dei mezzi e delle risorse ritenuta essenziale, in particolar modo in una fase nella quale imprescindibile il contenimento dei costi, da conseguire attraverso la razionalizzazione nellimpiego degli strumenti disponibili. Anticipazione e prevenzione, nella misura del possibile, di fronte alle minacce. Rispetto alla possibilit che sorgano minacce impreviste o imprevedibili, occorre poter contare su una solida capacit di resistenza e di recupero, il che rende necessaria limplementazione di sistemi resistenti e flessibili, capaci di adattarsi alle mutevoli situazioni. Infine, assumere in maniera responsabile linterdipendenza con i nostri partner internazionali, creando strumenti multilaterali che garantiscano la sicurezza. La Spagna dispone di una serie di strumenti volti a difendere tanto i nostri interessi nazionali quanto quelli condivisi, siano essi il prodotto di relazioni bilaterali come multilaterali, concretizzati attraverso la partecipazione alle organizzazioni internazionali di cui siamo membri. I principali strumenti che necessario mettere a disposizione dello sforzo congiunto sono: la diplomazia, le Forze Armate, le Forze e i Corpi di sicurezza dello stato, i servizi di intelligence, la protezione civile, la cooperazione allo sviluppo e le relazioni economiche e commerciali. La Spagna si pu considerare una potenza media europea, con alcune peculiarit frutto della sua posizione geografica, ma anche della sua storia, condizione che fornisce ampio margine di azione internazionale in zone del mondo che sono o si avviano a diventare fondamentali nella geopolitica mondiale. Ci nonostante, come nel caso della maggioranza dei paesi del mondo, le sue capacit sono limitate, ragione per cui la difesa dei suoi interessi e della sicurezza si vede potenziata dallessere inserita allinterno dellUnione Europea, in concerto con la quale occorre lavorare per un rafforzamento della sua influenza nel mondo. La Spagna ha propri interessi nazionali che deve difendere e sostenere, ma anche interessi regionali e globali cui dare impulso e salvaguardia, essendo al tempo stesso consapevole del fatto che la sua voce , e cos devessere, influente e rispettata. La situazione geografica della Spagna, che unisce le due sponde dello stretto di Gibilterra, e al contempo funge da ponte tra il mondo mediterraneo e lAtlantico, ha conformato una storia che ha dato vita a solide relazioni con i nostri vicini europei, con il mondo nordafricano, e in modo particolare con lIberoamerica, territorio al quale ci unisce non soltanto un idioma comune, idioma parlato da 450 milioni di persone e che la seconda lingua di comunicazione internazionale. Tutto ci allorigine di potenzialit enormi in termini di sicurezza, delle quali siamo obbligati a trarre profitto a beneficio dellintera comunit internazionale, poich si tratta delle migliori armi di cui disponiamo. Questa privilegiata collocazione geostrategica e il peso della storia ci rendono titolari di un

credito come affidabili mediatori tra culture e blocchi, in special modo con il mondo musulmano e con i paesi di lingua spagnola. Il nuovo ordine mondiale, con la globalizzazione che ormai un dato di fatto assodato, con una multipolarit ancora non ben definita e una crisi economica che ancora non accenna a manifestare la propria fine, porta con s rischi per la stabilit e la sicurezza. imprescindibile, date le limitazioni di ciascuno Stato preso singolarmente, ottenere la maggiore sinergia possibile attraverso un multilateralismo regionale e globale che si fondi sulla promozione della democrazia e dei diritti umani. A tal fine, la Spagna si impegnata a lavorare su vari fronti, come il sostegno alle riforme necessarie per incrementare la rappresentativit e lefficacia delle organizzazioni internazionali, rafforzare la propria influenza nazionale allinterno di vertici e iniziative multilaterali, promuovendo la presenza di rappresentanti spagnoli nelle organizzazioni internazionali pi rilevanti, nonch il rafforzamento delle relazioni bilaterali, funzionale a presentarsi come un attore internazionale pi influente. La Strategia spagnola di sicurezza identifica una serie di rischi e minacce, a cui si associano alcuni fattori di potenza che agiscono da catalizzatori, incrementando i rischi. Tra i rischi e le minacce, si annoverano conflitti armati, terrorismo, crimine organizzato, insicurezza economica e finanziaria, vulnerabilit energetica, proliferazione di armi di distruzione di massa, minacce cibernetiche, flussi migratori non controllati, emergenze e catastrofi. Per quanto si riferisce invece ai fattori di potenza dei rischi, andranno considerati tali le disfunzioni della globalizzazione, gli squilibri demografici, la povert e la diseguaglianza, come anche le ideologie radicali e non democratiche. La Spagna pu vedersi coinvolta o investita da tre tipi di conflitti armati derivanti da minacce nazionali o transazionali contro il nostro territorio, i nostri cittadini, interessi o valori: conflitti non condivisi con i nostri alleati, conflitti multilaterali che tocchino gli interessi diretti del nostro paese e conflitti che derivino dai nostri impegni internazionali nonostante non tocchino in modo diretto i nostri interessi. In tutti e tre questi casi, occorre muoversi a partire da una visione triplice: lanticipazione e la prevenzione, la gestione e la risoluzione, infine lulteriore consolidamento della pace. Si tratta cio di agire prima, per evitare che i conflitti sorgano; durante, per risolverli; dopo, per ristabilire la normalit e linstaurarsi di condizioni che impediscano un nuovo scoppio di ostilit. La dissuasione lo strumento complementare allanticipazione e alla prevenzione, in quanto rende consapevole ogni potenziale aggressore del fatto che le conseguenze che gli potranno derivare dallinizio di un conflitto sarebbero molto peggiori degli ipotetici benefici. Inoltre, necessario essere dotati di unadeguata capacit di reazione: a tal fine, come gi segnalato, la risposta migliore lassunzione di un punto di vista integrato, coordinando gli sforzi degli elementi diplomatici, militari, polizieschi, di intelligence e di cooperazione allo sviluppo. Il terrorismo implica una minaccia diretta contro la sicurezza della cittadinanza nel suo insieme, oltre a colpire le istituzioni democratiche e toccare infrastrutture critiche in momenti determinati. In Spagna si sono vissuti molti anni di sofferenza causati dal terrorismo di origine nazionalista, ma oggi necessario tenere in opportuna considerazione anche il terrorismo di carattere transnazionale, e in special modo quello di tendenza jihadista, che

sfrutta le opportunit fornitegli dalla globalizzazione della societ. La situazione geopolitica della Spagna enfatizza questo aspetto, dato che il paese fa da frontiera con il Maghreb, e ancor di pi in questi ultimi, in considerazione della fase di particolare convulsione di quellarea. La Spagna la porta daccesso allEuropa dellemigrazione subsahariana proveniente da Stati che si trovano in crisi o si sono dissolti, nonch di gruppi islamisti che propugnano il riscatto dellAl-Andalus perduto8. Ricordiamo che il 7 ottobre del 2001, dopo lattacco allAfghanistan, il portavoce di Al Qaida, Abu Gehiz, dichiarava (comparendo accanto a Osama Bin Laden e Ayman Al Zawahiri): Il mondo deve sapere che non permetteremo in Palestina una ripetizione della tragedia di Al Andalus. Lo stesso Al Zawahiri, il 25 luglio del 2006, sosteneva che: Il nostro obiettivo liberare tutti i territori che un tempo furono terra dellIslam, da Al Andalus allIraq. Non va dimenticato che quella parte della penisola iberica costituisce lunico caso nella storia di un territorio che, dopo essere stato per secoli terra dellIslam (Dar al Islam), sia stato riconquistato. Questelemento di mitizzazione si poggia su tre fatti: Al Andalus stato il territorio pi grande conquistato dallIslam in Europa, rappresenta il culmine della civilt islamica e, infine, corrisponde alla perdita pi importante mai sofferta dalla comunit dei credenti, o Umma. Anche in questo caso occorre che la risposta abbia un approccio integrato, bench ci richieda in questo caso unattenzione pi specifica, nella quale lanticipazione, la prevenzione, la prevenzione, lunione tra tutte le forze politiche, lazione concertata dei servizi di intelligence e delle Forze e i Corpi di sicurezza dello Stato, insieme alla cooperazione internazionale, sono le basi sulle quali costruire il successo. Una delle minacce alla nostra sicurezza alla quale si presta minore attenzione, e che implica invece un ingente rischio, costituita dalla criminalit organizzata. I suoi rapporti con il terrorismo, con la delinquenza locale e con gruppi violenti pi o meno strutturati fanno s che gli effetti e il potenziale della sua pericolosit risultino notevolmente incrementati. Traffico di droga, di armi e di esseri umani, delinquenza economica e riciclaggio di denaro sporco, contrabbando, falsificazione di moneta o delitti tecnologici sono i suoi campi dazione privilegiati. Nellazione contro la criminalit organizzata occorre incrementare i mezzi e le capacit di intelligence, migliorare il coordinamento tra organismi nazionali e internazionali, essere in grado di adattare costantemente gli strumenti giuridici che risultano imprescindibili per fare fronte in maniera efficace a questa specifica minaccia. La sicurezza economica parte integrante e vitale della sicurezza nazionale, poich rischi e minacce legati allattivit finanziaria possono porre in pericolo la stabilit. Il funzionamento stesso del sistema, o alcuni squilibri macroeconomici, possono essere all'origine della mancanza di sicurezza economica e del determinarsi di crisi finanziarie, situazione che a sua volta pu provocare la comparsa, in alcune zone, di fenomeni nazionalistici di tendenza protezionistica. Tendenza che pu comportare, nelleconomia globale, una difficolt nella distribuzione dei prodotti fondamentali o un aumento smisurato dei loro prezzi. Per prevenire questi effetti nocivi, occorre promuovere uno sviluppo economico sostenibile, vigilare sulle possibili disarmonie dei mercati, lottare contro le attivit illecite, potenziare la presenza
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Al Andalus il nome con il quale conosciuto il territorio della penisola iberica che rimase in mano musulmana tra gli anni 711 e 1492. Riveste una grande importanza simbolica per il mondo islamico in generale, importanza che si trasformata in unautentica ossessione da parte dellislamismo radicale.

economica internazionale della Spagna, agendo al contempo con decisione allo scopo di incrementare la capacit di governo dellUnione Europea e di consolidare la capacit dei servizi critici in ambito economico e finanziario, accanto a un efficace servizio di intelligence economica. Uno tra i rischi comuni alla maggior parte dei paesi europei radicato nella vulnerabilit energetica, derivante dalla carenza di fonti autonome di approvvigionamento energetico. Ne deriva una forte dipendenza da combustibili fossili che provengono in molti casi da paesi con un alto grado di instabilit. In questo caso le direttrici operative sono la diversificazione delle fonti di energia, la ricerca di un cambio di modello e il risparmio o miglior impiego finalizzati a ridurre la dipendenza dallestero, in coincidenza con lincremento della competitivit economica: necessario limitare le percentuali di importazione provenienti da un unico paese e sviluppare adeguate riserve strategiche, dare sostegno alla creazione di interconnessioni e infrastrutture e liberalizzare i mercati. Lesistenza di Stati falliti, la deriva bellicista di alcuni e il rifiuto della supervisione da parte di istituti di controllo da parte di altri, possono generare la proliferazione di armi di distruzione di massa e leventualit che queste giungano in mano a gruppi terroristici che abbiano la volont di utilizzarle: tutto ci costituisce una delle pi grandi minacce per la comunit internazionale nel suo insieme e, dunque, anche per la Spagna. Casi come quelli della Corea del Nord o dellIran, i cui progressi nella corsa al nucleare sono notori, sono suscettibili di produrre una destabilizzazione di determinate aree del pianeta. Il caso iraniano appare come il pi grave, insistendo su una regione gi di per s instabile quale il Medio Oriente e la costa orientale del Mediterraneo. Un pericolo ancora maggiore potrebbe derivare, tuttavia, dalla possibilit dellimpiego da parte del terrorismo di armi chimiche, data la facilit della loro fabbricazione, immagazzinamento e uso. La vertiginosa evoluzione della tecnologia ci ha reso tributari di una dipendenza dalla quale non si pu pi tornare indietro. La maggior parte delle attivit del nostro sistema sociale si sviluppano nello spazio cibernetico, che se fosse attaccato provocherebbe indiscutibilmente la completa paralisi dellattivit di un paese. Nonostante la componente principale di tali aggressioni abbia carattere commerciale, esse potrebbero essere utilizzate con altri fini da parte di organizzazioni terroristiche, della criminalit organizzata o persino di singoli paesi. In ogni caso, attacchi di questo genere possono minacciare la sicurezza dei cittadini e della societ nel suo insieme e generare gravi danni allattivit economica. Si richiede pertanto un rafforzamento della legislazione, in grado di adattarsi alla velocit con la quale progredisce la tecnologia e quindi ai rischi inerenti a un suo cattivo utilizzo. Diviene perci essenziale investire di pi e meglio in tecnologie di sicurezza e nella formazione di personale specializzato, cos come la promozione del ricorso a norme standardizzate in materia di sicurezza informatica. Le crisi in altre aree del pianeta, siano esse economiche, politiche o ambientali, provocano movimenti di popolazioni in cerca di migliori condizioni di vita. Se questi flussi migratori si sviluppano in maniera incontrollata, il loro impatto pu generare conflittualit sociale, la nascita di ghetti urbani, la comparsa di movimenti radicali di carattere ideologico o religioso

e, in definitiva, una destabilizzazione sociale con conseguente perdita di stabilit. quindi necessaria una legislazione internazionale adeguata alla situazione, affiancata da politiche di integrazione debitamente coordinate tra le diverse amministrazioni pubbliche ma anche tra i vari Stati europei, da un controllo e una vigilanza efficaci degli accessi alle frontiere spagnole, da una lotta decisa contro le reti di traffico di essere umani rafforzata da accordi di immigrazione controllata e di rimpatrio stipulati con i paesi di provenienza. Come ultimo, ma non meno importante, aspetto nellelenco dei rischi e delle minacce andranno considerate le cosiddette emergenze e catastrofi, siano esse provocate dalla mano delluomo o dallazione incontrollabile della natura, tra le quali si possono contare le pandemie, le carestie o i disastri naturali. difficile lavorare sulla prevenzione, in particolare nellultimo caso, tuttavia occorre porre laccento sulla garanzia della sicurezza delle infrastrutture, della somministrazione dei beni e dei servizi critici. La Spagna ha una particolare vulnerabilit agli incendi e alle inondazioni, sebbene la sua situazione geografica non consenta di scartare nemmeno il rischio di movimenti sismici ed eruzioni vulcaniche. in questambito che il sistema di protezione civile acquisisce un ruolo decisivo, risultando altres imprescindibile un coordinamento impeccabile dellintera catena delle amministrazioni. Non meno rilevante, al contempo, approfondire la presa di coscienza da parte della societ dellimportanza della cultura della prevenzione. Si anche accennato a come le minacce e i rischi si possano vedere incrementati da determinati fattori di potenza, fenomeni spesso globali che aumentano la vulnerabilit della nostra sicurezza. Sappiamo che la globalizzazione un fatto che definisce il nostro tempo e che , nella maggior parte dei suoi aspetti, un fenomeno positivo. Lo scambio abituale di persone e quello vertiginoso delle informazioni hanno facilitato la diffusione della conoscenza e una maggiore crescita economica in zone nelle quali ci era, fino a non molto tempo fa, impensabile. Ma allo stesso tempo, questa velocit pu riguardare anche la gestione e lo sviluppo delle crisi. La capacit degli Stati, presi singolarmente, molto limitata e occorre pertanto considerare come vitale la cooperazione internazionale. Gli squilibri demografici agiscono anchessi come fattori catalizzanti della crescita dellinstabilit e dellinsicurezza, in special modo quando la maggiore crescita demografica si d in zone nelle quali le prospettive economiche e sociali sono peggiori, nelle quali laccesso alle risorse di base si fa pi difficile. La crescita demografica in tali regioni si manifesta in molteplici forme, la pi evidente delle quali certo il problema della povert e della diseguaglianza come mali endemici. Non va per sottovalutata lesistenza di una maggioranza di popolazione giovane, senza aspettative ma con unenorme potenzialit, che in non poche occasioni pu essere attratta verso derive ideologiche radicali e non democratiche. La perdita dinfluenza dellOccidente, del suo peso specifico, della sua visione della democrazia, unita alla citata energia accumulata in zone depresse, produce la nascita di tendenze radicali che germogliano soprattutto allinterno di regimi totalitari, i quali provocano fattori di diseguaglianza ancora pi marcati. La Strategia spagnola di sicurezza si inquadra nellazione globale e integrata per fare fronte a tutti i rischi e le minacce esposti fin qui, come misura decisa e volta a stabilire il miglior coordinamento di tutte le forze attive sulle quali si pu contare, nella ferma missione di migliorare lazione politica concertata con i nostri partner.

Conclusione

Come abbiamo osservato nelle pagine precedenti, la geografia di uno Stato, le sue caratteristiche, la forma e lorografia, come anche la posizione occupata rispetto al contesto circostante esercitano uninfluenza importante sulla sua evoluzione storica e sul suo modo di affrontare la politica interna ed estera. Cos, le scienze geografiche, politiche e strategiche si relazionano tra loro per dare vita alla geostrategia, nella quale oltre alle condizioni stabili determinate dalla collocazione geografica di un paese si prendono in considerazione la variazione della percezione di spazio e tempo, il dilatarsi dello spazio strategico contemporaneo e la contestuale riduzione dei tempi di reazione, in quanto lo studio geostrategico viene a essere condizionato dalle distanze, le condizioni climatiche, la topografia e levoluzione delle comunicazioni. La Spagna appartiene alla geografia europea e dal punto di vista culturale evidentemente inserita in tale contesto; tuttavia, essendo situata allestremo occidentale del Mediterraneo e nella parte pi meridionale dellEuropa, condizionata da ci dal punto di vista geostrategico. Le sue linee geostrategiche mantengono il proprio orientamento: al nord verso lEuropa, a est verso il Mediterraneo, a sud verso il Maghreb e a ovest come ponte teso verso lIberoamerica. Nonostante la geostrategia sia una disciplina che nasce e si sviluppa nel quadro dellazione bellica, se la si intende come il coordinamento strategico e logistico di differenti teatri, perch la si possa applicare a un paese di dimensioni geografiche, politiche ed economiche di medie dimensioni necessario intenderla tanto nel senso della sua capacit di influire sul proprio contesto circostante quanto della capacit di esserne a sua volta influenzato. Di conseguenza, la politica estera spagnola andr osservata a partire dal comune contesto europeo, del quale fa parte e allinterno del quale sviluppa la propria azione. A partire da tale radicamento, partecipa alle molte iniziative finalizzate alla stabilit, allo sviluppo e al dialogo nellambito mediterraneo. La Spagna infatti consapevole, come lo sono tutti i nostri partner e alleati, che linvestimento nella ricerca della pace in questo bacino restituisce dividendi non soltanto su scala continentale, bens mondiale. Il Dialogo Mediterraneo, liniziativa 5+5 o il Processo di Barcellona sono la dimostrazione di tali sforzi, sebbene non sempre sufficientemente efficaci, volti a ottenere la necessaria stabilit regionale. Allo stesso modo, le relazioni storiche, i vincoli che in tutti gli ambiti ci legano allIberoamerica, ci spingono a mantenere il nostro impegno in quellarea e, in questo modo, a fungere da ponte tra le due sponde dellAtlantico. In base alla prospettiva determinata da queste relazioni, la Spagna concepisce la propria politica di sicurezza e di difesa stabilendo i propri interessi vitali e strategici; gli interessi che preparata a tutelare e, ove necessario, difendere, e gli interessi che contribuiscono in modo decisivo alla garanzia dei primi. La politica di sicurezza spagnola basata, quindi, sulla difesa dei nostri valori e dei nostri interessi vitali e strategici.

LEuropa, il Mediterraneo, lAtlantico e lAmerica. Queste quattro aree geografiche sono state presenti nellevoluzione storica della Spagna, hanno segnato linteresse geostrategico della nostra nazione e continueranno a essere fondamentali nella definizione della nostra politica estera. In un pianeta sempre pi piccolo, necessario sapere verso quale strada dirigere i propri passi perch, come affermava lispano-romano Lucio Anneo Seneca, nessun vento favorevole per chi non sa verso quale porto si dirige.

(traduzione di Francesco Fava)