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Editoriale

N 60 Luglio 2012

Trifir & Partners Avvocati

Innanzi tutto vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato allincontro di approfondimento sulla Legge di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita del 24 luglio scorso; stato un utile momento di approfondimento e di confronto su una normativa che destinata ad incidere profondamente sul futuro diritto del lavoro. Il giorno stesso dellentrata in vigore della nuova disciplina (il 18 luglio 2012), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito con la Circolare n. 18/2012 i primi chiarimenti sulla L. n. 92/2012 con riferimento alle modiche intervenute su alcune tipologie contrattuali di cui vi diamo conto nellattualit.

Diritto del Lavoro Attualit 3 Le Nostre Sentenze 6 Cassazione 9 Diritto Civile, Commerciale, Assicurativo Attualit 10 Le Nostre Sentenze 12 Assicurazioni 13 Il Punto su 15 Eventi 17 Rassegna Stampa 18 Contatti 19

Per seguire in qualche modo gli argomenti clou della riforma, nella Sezione sulla giurisprudenza del lavoro e nellOsservatorio sulla Cassazione abbiamo focalizzato lattenzione su una serie di decisioni in materia di licenziamento per giusta causa e su tre conformi decisioni del Tribunale di Milano in materia di decadenza dei termini per limpugnazione di contratti di collaborazione. LADR del mese riguarda il tema della legittimit delle eventuali indagini preliminari che il datore di lavoro svolge al ne di vericare la congurabilit o meno di un illecito disciplinare. Sono legittime? La Sezione di Diritto Civile e Assicurativo si apre dando conto delle importanti modiche apportate dal decreto legge 22 giugno 2012 n. 83, rubricato Misure urgenti per la crescita del Paese alla Legge Fallimentare, volte a migliorare lefcienza delle soluzioni concordate della crisi ed a favorire la continuit aziendale delle imprese ad essa soggette. LADR del mese risponde alla domanda se landamento dellattivit aziendale pu integrare un grave motivo per recedere dal contratto di locazione di un immobile ad uso commerciale? E sempre in tema di contratto di locazione, segnaliamo una nostra recente sentenza in materia di cessione del contratto e liberazione del cedente. Il Punto su . questo mese tratta delle novit introdotte dal Ministero del Lavoro sulle procedure di autorizzazione per gli impianti audiovisivi. Buona lettura e . buone vacanze!
Marina Tona e il Comitato di Redazione composto da: Francesco Autelitano, Stefano Beretta, Antonio Cazzella, Teresa Cofano, Luca DArco, Diego Meucci, Claudio Ponari, Vittorio Provera, Tommaso Targa, Stefano Trir e Giovanna Vaglio Bianco

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Guida alla Riforma del Lavoro - In edicola con il Corriere della Sera dal 23 Luglio 2012

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A cura di Luca DArco

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Prime indicazioni sulla legge 28 Giugno 2012 n. 92


La Riforma del mercato del Lavoro (c.d. Riforma Fornero) entrata in vigore con effetto dal 18 luglio 2012. Il medesimo giorno il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la Circolare n. 18/2012 ha fornito i primi chiarimenti sulla L. 28 giugno 2012, n. 92 con riferimento alle modifiche intervenute su alcune tipologie contrattuali. Lambito delimitato dalla Circolare che di seguito si commenter, lascia supporre che il Ministero a breve con altra Circolare fornir le proprie indicazioni ed interpretazioni sugli argomenti non trattati e dunque per quanto attiene alla nuova disciplina in materia di licenziamenti. Tra le novit pi significative affrontate dal Ministero vi sono le modifiche intervenute con riferimento alla disciplina dei contratti a termine. In particolare, in relazione alla neointrodotta possibilit di stipulare un rapporto a tempo determinato senza la specificazione delle ragioni (tecnico, organizzative, produttive o sostitutive), solamente in occasione del primo rapporto a termine e per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, il Ministero ha precisato che il fine di tale novit quello di consentire una migliore verifica delle attitudini e capacit professionali del lavoratore. Pertanto non sarebbe possibile assumere a tempo determinato senza lindicazione della causale prevista dallart. 1 del D.lgs. n. 368/2001, un lavoratore che in passato abbia gi operato a favore del medesimo datore di lavoro in virt di un contratto a tempo indeterminato poi cessato. Il Ministero ha poi evidenziato come la durata massima di 12 mesi prevista dalla legge non pu costituire un periodo frazionabile, n che il rapporto a termine instaurato sulla base della nuova normativa, possa essere prorogato nemmeno ove la durata iniziale del medesimo fosse inferiore a 12 mesi (cio, ove la proroga fosse appunto volta a posticipare il termine finale a 12 mesi complessivi). Con la suddetta Circolare stato poi chiarito che anche il contratto a termine acausale soggetto alla previsione di cui allart. 5 comma 2 del D.lgs. n. 368/2001 (peraltro modificato sempre dalla Riforma Fornero) secondo cui al superamento di 30 o 50 giorni (a seconda se il contratto di durata inferiore o superiore a 6 mesi) il rapporto si trasforma automaticamente a tempo indeterminato. Il Ministero interviene inoltre sulla neo introdotta possibilit per la contrattazione collettiva di introdurre discipline derogatorie (alla necessit di specificare la causale), evidenziando come tale possibilit sia concessa alla contrattazione aziendale solamente ove vi sia una espressa delega in tal senso da parte di accordi interconfederali o da parte della contrattazione collettiva di categoria nazionale. Infine il Ministero, con riferimento al limite dei 36 mesi ha segnalato come nel computo dei rapporti a tempo determinato tra i medesimi soggetti, per lo svolgimento di mansioni equivalenti, vadano inclusi anche i periodi relativi ai rapporti di somministrazione eventualmente intercorsi tra il medesimo lavoratore e datore di lavoro.
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stato per chiarito che ai ni del calcolo di detto limite dovranno essere considerati i soli periodi di lavoro svolti in virt dei contratti di somministrazione stipulati successivamente al 18/7/2012 e soprattutto che il limite dei 36 mesi vale come unicamente per la stipulazione di contratti a tempo determinato, con la conseguenza che sarebbe astrattamente possibile ricorrere alla somministrazione con lo stesso lavoratore anche successivamente al raggiungimento dei 36 mesi. Per quanto attiene allapprendistato, la suddetta Circolare si focalizza esclusivamente sugli obblighi di stabilizzazione ai ni della possibilit di effettuare nuove assunzioni in apprendistato. Il Ministero ribadisce che la nuova normativa legale - che stabilisce un obbligo di stabilizzazione del 50% (30% sino al 15/7/2015) degli apprendisti nei 36 recedenti alla nuova assunzione con tale tipologia contrattuale si applica solamente ai datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze almeno 10 lavoratori mentre per quelli con un numero inferiore di dipendenti dovr applicarsi il limite eventualmente previsto dalla contrattazione collettiva. Ricordiamo che il mancato rispetto delle percentuali di stabilizzazione comporta la trasformazione a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto qualicato come apprendistato. Il Ministero del Lavoro ha poi fornito indicazioni operative con riferimento ai contratti di lavoro intermittente. In particolare, viene ricordato come dal 18/7/2012 in virt delle intervenute abrogazioni non pi possibile sottoscrivere nuovi contratti di lavoro intermittente secondo la previgente disciplina e dunque con riferimento a prestazioni da rendersi nel ne settimana, ovvero nei periodi di ferie estive o delle vacanze pasquali o natalizie o nei diversi periodi individuati dalla contrattazione collettiva. Parimenti dal 18/7/2012 non pi possibile utilizzare detta tipologia contrattuale con soggetti con meno di 25 anni e con pi di 45 anni ma con soggetti di et no 24 anni ovvero superiore ai 55 anni. Trascorsi 12 mesi dalla suddetta data tutti i contratti di lavoro intermittenti stipulati precedentemente allentrata in vigore della Riforma Fornero ove incompatibili con la nuova disciplina cesseranno di produrre effetto e leventuale prestazione resa in violazione del divieto sar considerata in nero. Il Ministero poi intervenuto fornendo indicazioni operative sul nuovo obbligo di comunicazione introdotto dal legislatore precisando che ladempimento potr avvenire - in attesa dellindividuazione attraverso apposito ed emanando decreto ministeriale di diverse e semplicate modalit - attraverso posta elettronica anche non certicata e fax ai recapiti delle Direzioni Territoriali del Lavoro reperibili sul sito del ministero www.lavoro.gov.it indicando senza particolari formalit i dati identicativi del lavoratore ed il giorno o i giorni. La comunicazione potr sempre essere annullata o modicata in qualsiasi momento prima dellinizio della prestazione lavorativa. In assenza di modica o annullamento della comunicazione gi inoltrata la prestazione indicata, secondo il Ministero, si riterr effettuata nei giorni ivi indicati con ogni conseguente obbligazione di natura retributiva e contributiva. Per quanto attiene al lavoro accessorio con la Circolare n. 18/2012, il Ministero ha evidenziato come la legge di riforma abbia da un lato semplicato il quadro normativo (eliminando le causali soggettive e oggettive che ne consentivano il ricorso), ma limitato ulteriormente lambito di utilizzo di tale tipologia contrattuale.
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La nuova disciplina consente lutilizzo di tale contratto per attivit lavorative di natura meramente occasionali che non danno luogo con riferimento alla totalit dei committenti a compensi superiori a 5mila Euro annue nel corso del medesimo anno solare. Il limite complessivo annuo viene ridotto a 2mila euro ove il committente sia un imprenditore commerciale o un professionista. Importante modica segnalata dal Ministero quella relativa alla disciplina del collocamento dei disabili: difatti, la nuova normativa intervenuta eliminando dal novero dei soggetti non computati nellorganico aziendale i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato di durata non superiore a 9 mesi. Questo comporta che, ai ni dellindividuazione della base occupazionale vadano computati (pro quota) tutti lavoratori assunti a tempo determinato (ad esempio 2 lavoratori assunti contestualmente a termine per 6 mesi dovranno essere considerati come una unit). Secondo il Ministero sulla base di consolidati orientamenti giurisprudenziali, non andrebbero considerati nel computo i contratti a tempo determinato per ragioni sostitutive. A tal riguardo segnaliamo che in discussione un emendamento alla L.n. 92/2012 volto a reintrodurre lesclusione dal computo ai ni del collocamento obbligatorio i contratti a tempo determinato purch di durata inferiore a 6 mesi, ma di ci nonch delle altre novit al momento al vaglio del Legislatore in quello che viene gi denito un maxiemendamento, ve ne daremo pronta notizia non appena approvato, nelle prossime newsletter.

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Legge 28 Giugno 2012 n. 92 (PDF) Circolare 18 Luglio 2012 n.18 (PDF)

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LE NOSTRE SENTENZE

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LEGITTIMO IL LICENZIAMENTO DISCIPLINARE DELLA DIPENDENTE ANCHE SE INTIMATO DURANTE IL PERIODO DI TUTELA EX ART. 54, COMMA I, D.LGS. N. 151/2001 (Tribunale di Milano, 21 luglio 2012) Una recente ordinanza del Tribunale di Milano ha accertato e dichiarato la legittimit del licenziamento per giusta causa di una dipendente infedele, con conseguente rigetto del ricorso durgenza proposto dalla medesima avente ad oggetto limpugnativa della risoluzione del rapporto di lavoro. Il Giudice di primo grado ha ritenuto che gli informatori sentiti avessero confermato la condotta illecita della lavoratrice, la quale - in qualit di cassiera di un noto fast food - si era resa responsabile, in diversi casi documentati, di gravi infrazioni (quali la mancata emissione di scontrino scale o lemissione di uno scontrino scale di importo diverso dal prezzo incassato). Laccertamento delle mancanze era avvenuto sia attraverso riscontri di incaricati di una societ di servizi per la tutela del patrimonio aziendale, sia dalle riprese delle videocamere di sorveglianza con le quali dopo le segnalazioni - erano stati ricostruiti in dettaglio diversi episodi. Il Tribunale ha, dunque, ritenuto provate le deduzioni della Societ convenuta e le contestazioni mosse alla ricorrente. Poich si trattava di lavoratrice madre il cui glio - allet del licenziamento - non aveva ancora compiuto un anno di et (con conseguente divieto di licenziamento della stessa ai sensi dellart. 54, comma I, D.lgs. n. 151/2001), il Giudicante ha precisato che la gravit e la ripetitivit dei comportamenti contestati fosse idonea a giusticare il licenziamento in tronco e ad escludere qualsiasi ipotesi pur dedotta dalla lavoratrice di licenziamento legato alla maternit della ricorrente, tenuto conto della legittimit della risoluzione del rapporto di lavoro della donna anche nel corso del periodo suddetto di tutela, quando il licenziamento sia assistito da colpa grave costituente giusta causa di risoluzione del rapporto ex art. 54 co. III lett. a) D.lgs. n. 151/2001. Da ultimo, lordinanza in esame ha rilevato che la decisione di rigetto del ricorso ex art. 700 c.p.c. era altres supportata dal comportamento processuale della ricorrente, la quale, dopo aver attivato il procedimento, aveva fatto sapere - a mezzo del proprio legale - di essere tornata al proprio Paese dorigine, non presentandosi in udienza per sottoporsi al libero interrogatorio del Giudice. (Causa curata da Vittorio Provera e Marta Filadoro) LEGITTIMO IL LICENZIAMENTO DISCIPLINARE DEL DIPENDENTE PER OMESSO CONTROLLO SULLOPERATO DEL SUO SOTTOPOSTO, QUALORA LESERCIZIO DELLA FUNZIONE DI CONTROLLO RIENTRI NELLE MANSIONI AFFIDATEGLI DAL DATORE DI LAVORO (Corte dAppello di Milano, 18 giugno 2012) Un lavoratore conveniva in giudizio la societ datrice di lavoro, domandando laccertamento dellillegittimit del licenziamento da questultima intimatogli per aver omesso di esercitare la funzione di controllo sulloperato di suoi sottoposti, che avevano certicato prestazioni lavorative non effettivamente rese; il ricorrente negava ogni responsabilit, sostenendo che tale funzione di controllo, di cui la societ gli aveva contestato il mancato esercizio, non rientrava tra le mansioni che gli erano state assegnate. Il Tribunale di Milano aveva ritenuto legittimo tale licenziamento, reputando il ricorrente responsabile per le violazioni commesse dai suoi sottoposti; la Corte dAppello ha confermato la sentenza di primo grado, precisando che dalle dichiarazioni testimoniali emergeva non solo la sussistenza di un rapporto gerarchico tra il ricorrente e i lavoratori in questione, ma altres leffettiva riconducibilit allattore delle mansioni relative al controllo delloperato di questi ultimi, posto che, anche a voler ammettere il carattere farraginoso e poco efcace del sistema di gestione delle presenze, di cui i suoi sottoposti erano
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incaricati, ci non poteva in ogni caso essere sufciente ad escludere la sua responsabilit, in qualit di addetto allimpianto, in ordine alla verica di quanto certicato dai propri dipendenti. Di conseguenza, la Corte dAppello ha ritenuto la reazione della societ proporzionata alla gravit dellinadempimento. (Causa curata da Giorgio Molteni e Claudio Ponari) DECADENZA DALLIMPUGNAZIONE DI CONTRATTI DI COLLABORAZIONE A PROGETTO ED EFFICACIA DEL DECRETO MILLE PROROGHE (Trib. Milano 10 luglio 2012; conf. Trib. Milano 16 aprile 2012 e Trib. Milano 16 maggio 2012) Con le sentenze in commento sono stati ritenuti inammissibili i ricorsi presentati da collaboratori a progetto per intervenuta decadenza ai sensi dellart. 32 della L. 183/10, ovvero perch il ricorso era stato proposto oltre il termine di 270 giorni decorrenti dalla data di impugnazione stragiudiziale della scadenza dellultimo contratto. La difesa dei ricorrenti aveva resistito alla predetta eccezione deducendo tra laltro che, alla luce della legge di conversione del decreto milleproroghe (L. 26.2.2011 n.10) che ha introdotto nellart. 32 del Collegato Lavoro il comma 1 bis (che cos recita: In sede di prima applicazione, le disposizioni di cui allart. 6, primo comma, della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modicato dal comma 1 del presente articolo, relative al termine di sessanta giorni per limpugnazione del licenziamento, acquistano efcacia a decorrere dal 31 dicembre 2011) la decorrenza dei termini introdotti dallart. 32 del Collegato Lavoro doveva ritenersi sospesa no al 31 dicembre 2011. Sebbene la decadenza fosse intervenuta nel periodo intercorrente tra la data di introduzione del comma 1 bis ed il 31 dicembre 2011, i Giudici di Milano, condividendo la tesi della resistente, hanno ritenuto che la proroga della decorrenza dei termini di impugnazione valesse soltanto per la fattispecie del licenziamento e non, invece, per le altre fattispecie previste ai commi 3 e 4 dellart. 32 l. 183/2010 (tra le quali gura, appunto, limpugnazione del recesso datoriale dai rapporti di collaborazione, anche a progetto) valorizzando anche il fatto che lintervenuta sospensione non poteva comunque trovare applicazione ai termini di decadenza la cui decorrenza era iniziata prima del 26 febbraio 2011, in assenza di una espressa previsione di retroattivit del comma 1 bis. (Cause curate da Valeria De Lucia e Damiana Lesce)

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ADR

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Sono legittime le indagini del datore di lavoro finalizzate a verificare la configurabilit di illeciti disciplinari? Una questione che si riscontra frequentemente quella che attiene alla legittimit delle eventuali indagini preliminari che il datore di lavoro svolge al fine di acquisire elementi di giudizio necessari a verificare la configurabilit o meno di un illecito disciplinare e ad individuare leventuale responsabile. Rispetto a tali indagini viene rilevato che le stesse sarebbero illecite, integrando una forma di controllo sulloperato del lavoratore, proibito, in generale, dallart. 4 Stat. Lav. ed idoneo a ledere la libert e la dignit del lavoratore, oltre che atto a potersi riflettere, sebbene in via indiretta, in un successivo provvedimento del datore di lavoro. Secondo tale prospettazione, seguita da alcune pronunce di merito, lammissibilit delle indagini preliminari sarebbe da escludere perch le stesse contrasterebbero con la logica dellordinamento del lavoro che richiede unimmediata e specifica contestazione degli addebiti senza consentire il ricorso a forme di controllo unilaterale da parte del datore di lavoro. Secondo un diverso, pi recente, orientamento, avallato da sentenze della Suprema Corte, le predette indagini dovrebbero essere invece considerate lecite, senza che venga in rilievo lart. 4 Stat. Lav. che riguarda soltanto i controlli direttamente incidenti sullattivit lavorativa e non quelli rivolti ad accertare eventuali condotte illecite del lavoratore. Resta in ogni caso fermo che opportuno verificare la presenza di eventuali disposizioni contrattuali e/o regolamentari che disciplinino la materia, dettando regole particolari e resta, altres, fermo che qualora le indagini preliminari consentano di ravvisare un illecito disciplinare il datore di lavoro, all'esito delle stesse, dovr necessariamente procedere alla rituale contestazione dell'addebito, con possibilit per il lavoratore incolpato di difendersi anche con l'assistenza dei rappresentanti sindacali.

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A cura di Stefano Beretta e Antonio Cazzella
LICENZIAMENTO PER MODIFICHE AL PC AZIENDALE

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OSSERVATORIO SULLA CASSAZIONE


Con sentenza n. 10432 del 22 giugno 2012 la Corte di Cassazione ha ritenuto illegittimo il licenziamento di un dipendente che, durante le ore notturne, si collegava dalla sua abitazione al pc aziendale. Il datore di lavoro aveva imputato al dipendente di aver installato un programma che gli consentiva di accedere a distanza al pc aziendale. La Corte ha ritenuto che lattivit notturna riscontrata sul pc non era sufciente a fondare il licenziamento, in quanto il datore di lavoro non aveva provato luso esclusivo del computer da parte del dipendente licenziato e, peraltro, aveva effettuato sul computer medesimo un intervento di manutenzione, successivamente al licenziamento, che non ha consentito al CTU nominato dal giudice di vericare con quali modalit si era svolta lattivit notturna effettuata dal dipendente licenziato. LICENZIAMENTO PER FRASI OFFENSIVE RIVOLTE AL SUPERIORE Con sentenza n. 10426 del 22 giugno 2012 la Corte di Cassazione ha ritenuto illegittimo il licenziamento di un dipendente che aveva offeso un superiore, rilevando che si era trattato di una mera intemperanza verbale, preceduta da affermazioni di ordine scherzoso; inoltre, non era stato dimostrato che tali frasi fossero effettivamente dirette al superiore, che distava circa quindici metri dal lavoratore licenziato. La Corte ha rilevato, altres, che la contrattazione collettiva prevede il licenziamento del dipendente solo in caso di diverbio litigioso seguito dal ricorso alle vie di fatto. LICENZIAMENTO PER FALSA ATTESTAZIONE DI RIMBORSI SPESE Con sentenza n. 11663 del 11 luglio 2012 la Corte di Cassazione ha affermato la legittimit del licenziamento del lavoratore che aveva gonato i rimborsi delle trasferte. Nel caso di specie, un dirigente dellazienda - che era stato inviato presso lalbergo ove soggiornavano i trasfertisti - ha vericato che, tra il gestore dellalbergo ed i dipendenti, era intervenuto un accordo per indicare tariffe superiori a quelle applicate dallalbergo. La Corte ha, altres, precisato che il lavoratore non pu dolersi per il trattamento pi favorevole riservato ad altri soggetti coinvolti nella vicenda ovvero per la mancata ammissione di determinati testimoni; nel primo caso, infatti, gli altri dipendenti coinvolti avevano responsabilit minori e, nel secondo, si trattava di persone che potevano essere complici nel giro delle fatture falsicate.

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Civile, Commerciale, Assicurativo


LE MODIFICHE ALLA LEGGE FALLIMENTARE INSERITE NEL C.D. DECRETO PER LA CRESCITA
A cura di Mario Gatti
stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 26 giugno 2012 n. 147, il decreto legge 22 giugno 2012 n. 83, rubricato Misure urgenti per la crescita del Paese. Il decreto ha introdotto, fra gli altri, alcune importanti modifiche alla Legge Fallimentare, volte a migliorare lefficienza delle soluzioni concordate della crisi ed a favorire la continuit aziendale delle imprese ad essa soggette. In particolare, lart. 33 comma 1 lettera e) del decreto disciplina gli accordi di ristrutturazione dei debiti, modificando larticolo 182 bis della L. Fall. Limprenditore in stato di crisi pu domandare, depositando la documentazione richiesta per lammissione alla procedura del concordato preventivo, lomologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditori rappresentanti almeno il 60% dei crediti, unitamente ad una relazione redatta da un professionista (in possesso dei requisiti di legge), sulla veridicit dei dati aziendali e sullattuabilit dellaccordo stesso, con particolare riferimento alla sua idoneit ad assicurare lintegrale pagamento dei creditori estranei, nel rispetto dei seguenti termini:
entro 120 giorni dallomologazione, in caso di crediti gi scaduti a quella data entro 120 giorni dalla scadenza, in caso di crediti non ancora scaduti alla data dellomologazione.

Dalla data di pubblicazione dellaccordo di ristrutturazione dei debiti e per 60 giorni, i creditori per titolo e causa anteriori a tale data non possono acquistare titoli di prelazione se non concordati. In materia di finanziamenti e continuit aziendale, ai sensi dellart. 33 co. 1 lett. f) del decreto - che ha introdotto lart. 182 quinques della L. Fall. - il debitore che presenta una domanda di ammissione al concordato preventivo o domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, pu chiedere al tribunale di essere autorizzato, assunte se del caso sommarie informazioni, a contrarre finanziamenti, prededucibili, se un professionista designato dal debitore, verificato il complessivo fabbisogno finanziario dellimpresa sino allomologazione, attesta che tali finanziamenti sono funzionali alla migliore soddisfazione dei creditori.
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Ai sensi dellart. 33 co. 1 lett. h) del decreto - che ha introdotto lart. 186 bis della L. Fall. - il piano di concordato pu stabilire: la prosecuzione dellattivit di impresa del debitore, la cessione dellazienda in esercizio, il conferimento dellazienda in esercizio in una o pi societ, anche di nuova costituzione, la liquidazione dei beni non funzionali allesercizio dimpresa. Il piano contenente le modalit di adempimento della proposta deve contenere anche unanalitica indicazione dei costi e dei ricavi attesi dalla prosecuzione dellattivit dimpresa, delle risorse nanziarie necessarie e delle relative modalit di copertura. Il piano pu prevedere una moratoria, no ad un anno dallomologazione, per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, salvo che sia prevista la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione.

ADR
Landamento dellattivit aziendale pu integrare un grave motivo per recedere dal contratto di locazione di un immobile ad uso commerciale? Lart. 27 Legge n. 392/78 dettato in tema di locazione di immobili urbani adibiti ad uso diverso da quello abitativo, prevede che il conduttore, indipendentemente dalle previsioni contrattuali, possa recedere in qualsiasi momento dal contratto, con preavviso di almeno sei mesi, qualora ricorrano gravi motivi. La giurisprudenza ritiene che i gravi motivi, tali da legittimare il locatario a liberarsi dal vincolo contrattuale, debbano basarsi su ragioni oggettive ed essere determinati da avvenimenti imprevedibili e sopravvenuti alla costituzione del rapporto. In particolare, landamento dellattivit aziendale e la necessit di un piano di riqualificazione aziendale possono essere qualificati come gravi motivi solo qualora tali fatti presentino una connotazione oggettiva, non potendosi risolvere nellunilaterale valutazione effettuata dal conduttore in ordine allopportunit di continuare ad occupare limmobile locato, poich in tal caso si ipotizzerebbe la sussistenza di un recesso ad nutum, contrario alla norma. Deve, pertanto, verificarsi uno squilibrio sopravvenuto tra le prestazioni originarie tale da incidere significativamente sullandamento dellazienda globalmente considerata (Cass. 13 dicembre 2011 n. 26711). Pertanto, landamento dellattivit aziendale potr integrare un grave motivo e, quindi, giustificare un recesso legittimo, solo qualora risulti dimostrata oggettivamente la gravosit della prosecuzione del contratto di locazione con riferimento alla situazione di crisi economica a livello dellintero gruppo aziendale e non soltanto del singolo punto vendita.

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LE NOSTRE SENTENZE

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CESSIONE DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE - MANCATA LIBERAZIONE DEL CEDENTE (Tribunale di Milano, 24 maggio 2012) Una recente sentenza del Tribunale di Milano si pronunciata in ordine ad un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo per il pagamento di canoni locatizi promosso dal titolare di una ditta individuale. Nel caso concreto, limpresa individuale aveva acquistato unazienda ubicata nei locali di propriet della locatrice e, successivamente, aveva provveduto alla cessione dellesercizio e del contratto di locazione ad un altro soggetto, comunicando alla locatrice tale circostanza con raccomandata. A tale comunicazione faceva riscontro la richiesta della locatrice di invio di documentazione inerente la cessione che, peraltro, rimaneva priva di riscontro. Il Tribunale ha ritenuto che la richiesta della locatrice assumesse indubbiamente valenza di presa datto della cessione, con conseguente efcacia della stessa, ma non attestasse lavvenuta liberazione del cedente, come preteso dallopponente. Pertanto, in mancanza di consenso della locatrice, giusto il disposto dellart. 36 Legge n. 392/78, il Tribunale stabiliva la responsabilit solidale sia dellopponente - cedente che del cessionario (terzo chiamato) in relazione al versamento dei canoni di aftto maturati successivamente alla cessione. Il Tribunale ha, inoltre, ritenuto di poter applicare lart. 36 Legge n. 392/78 anche alla successiva cessione effettuata dal primo cessionario ad un soggetto terzo (terzo chiamato). Infatti, la norma citata, trova applicazione anche nelle ipotesi di c.d. cessioni intermedie, e cio qualora alla prima cessione ne segua una seconda ad opera del cessionario, con la conseguenza che l'originario conduttore e primo cedente rimane obbligato in solido con l'ultimo cessionario per le obbligazioni di costui, essendo tenuto a rispondere del meccanismo dei subentri automatici da lui posto in essere e che il locatore non pu evitare. In conclusione, in difetto di liberazione del primo cedente da parte della locatrice, il Tribunale ha respinto la domanda dellattore - opponente, condannando solidalmente i due cedenti e lultimo cessionario al pagamento dei canoni di locazione come quanticati nel decreto ingiuntivo emesso in favore della locatrice. (Causa curata da Vittorio Provera)

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Assicurazioni
A cura di Bonaventura Minutolo e Teresa Cofano

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CASSETTE DI SICUREZZA

Qualora venga sottratto il contenuto di una cassetta di sicurezza, in presenza di una circostanziata denuncia alla polizia giudiziaria della natura, della qualit e del valore dei singoli oggetti trafugati, delle deposizioni testimoniali relative al fatto che gli oggetti erano custoditi in banca, ed in mancanza di ogni prova od indizio contrario, il mancato ricorso alle presunzioni di cui agli artt. 2727 e 2729 cod. civ., al ne di ritenere raggiunta la prova del danno, da ritenere illegittimo, ove non venga adeguatamente motivato, trattandosi di danni dei quali estremamente difcile, se non impossibile, fornire la prova storica. (Corte di Cassazione, sez. I civile, 4 giugno 2012, n. 8945)

RCA - PRESCRIZIONE
DEL DIRITTO DELLASSICURATO VERSO LASSICURATORE

In tema di assicurazione della responsabilit civile, la prescrizione annuale del diritto dellassicurato verso lassicuratore inizia a decorrere non dal giorno dellevento ma, a norma del comma 3 dellart. 2952 c.c., dal giorno in cui il terzo ha richiesto il risarcimento allassicurato, ovvero ha promosso contro di lui lazione. Inoltre, dopo la comunicazione dellassicurato allassicuratore della richiesta del terzo danneggiato o della proposizione da parte dello stesso dellazione giudiziaria, il decorso della prescrizione sospeso no a quando il credito del danneggiato non sia divenuto liquido ed esigibile, oppure non si sia prescritto. (Corte dAppello di Roma, 15 marzo 2012, n. 1440) Con sentenza n. 1598/2012 il Tribunale di Brescia ha affermato la sussistenza della giusta causa di recesso della preponente dal contratto di agenzia a fronte dellillecito compiuto da un subagente che aveva concluso una serie di polizze RCA in assenza di attestato di rischio, o con attestato di rischio falso, o intestati a soggetti diversi da quelli indicati nelle polizze, ovvero con premio erroneamente calcolato. Il Tribunale ha ritenuto che tali (reiterati) illeciti rappresentano evidenti violazioni degli obblighi di lealt e buonafede imposti dallart. 1746 c.c., nonch della normativa speciale in materia di RCA.; violazioni che lagente, nella fattispecie, avrebbe dovuto e potuto rilevare, semplicemente esaminando e controllando, di volta in volta, i documenti allegati alle polizze in questione.

TRA LE NOSTRE SENTENZE

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LEGISLAZIONE:

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Larticolo 28, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivit, convertito con legge 24 marzo 2012, n. 27, prevede che nel caso in cui le banche e gli altri intermediari finanziari condizionino lerogazione di un mutuo immobiliare o di un credito al consumo alla stipulazione di un contratto di assicurazione sulla vita, devono sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi non riconducibili alle banche ed agli intermediari finanziari stessi. Il cliente in ogni caso libero di scegliere sul mercato la polizza sulla vita pi conveniente, che deve essere accettata dalla banca o dallintermediario finanziario senza variare le condizioni per lerogazione del mutuo immobiliare o del credito al consumo. Il secondo comma dellarticolo 28 demanda allISVAP la definizione dei contenuti minimi del contratto di assicurazione sulla vita richiamato dal comma 1. A tale fine il REGOLAMENTO ISVAP N. 40 DEL 3 MAGGIO 2012 individua i contenuti minimi di tale contratto di assicurazione sulla vita con lobiettivo di agevolare il consumatore nel confronto tra le offerte e nella ricerca della polizza pi conveniente. I contenuti minimi rappresentano lofferta contrattuale di base e sono strumentali al confronto tra i diversi preventivi sottoposti al cliente, che potr scegliere di stipulare una polizza con condizioni di assicurazione di maggiore favore e pi rispondenti alle proprie esigenze.

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IL PUNTO SU
A cura di Vittorio Provera

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GLI IMPIANTI AUDIOVISIVI: LE NOVIT DAL MINISTERO DEL LAVORO SULLA PROCEDURA DI AUTORIZZAZIONE
Ci siamo gi occupati nella newsletter del mese di giugno dellargomento riguardante lutilizzo di sistemi di videosorveglianza in ambito lavorativo. In quella sede, si segnalata una recente pronuncia della Cassazione (n. 22611/2012) la quale ha ritenuto che il consenso scritto prestato da tutti i lavoratori allinstallazione di un impianto di videosorveglianza potesse validamente sostituire quello richiesto dallart. 4 Stat. Lav., che subordina linstallazione al previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In merito allinstallazione di tali sistemi lart. 4 Stat. Lav. prevede che, in difetto di accordi sindacali, lAzienda possa rivolgersi allispettorato del Lavoro per ottenere la necessaria autorizzazione con la prescrizione delle modalit per luso dellimpianto, ove occorra. In questo contesto riteniamo utile richiamare lattenzione sulla nota del Ministero del Lavoro Prot. 37/0007162/MA008.A002 del 16 aprile 2012 avente per oggetto le procedure per il rilascio delle autorizzazioni previste dallart. 4 Stat. Lav. da parte delle direzioni provinciali territoriali. Negli ultimi anni sono aumentate le richieste rivolte allispettorato del lavoro per ottenere lautorizzazione ad installare impianti di videosorveglianza, soprattutto da parte di piccoli esercizi commerciali quali ricevitorie, tabaccherie, oreficerie, distributori di carburante, farmacie ed edicole che per le consistenti giacenze di denaro sono a rischio di rapina. Nel medesimo periodo, in assenza di specifiche indicazioni operative al rilascio dellautorizzazione, si consolidata una prassi che prevede un sopralluogo ad opera di un ispettore del Ministero per valutare le caratteristiche del sistema e la rispondenza di quanto dichiarato in ordine al numero di apparecchi e angoli di ripresa delle videocamere. Tale prassi, tuttavia, comporta un notevole dispendio di risorse ispettive che, se pu essere forse comprensibile nei contesti di grandi dimensioni, non giustificato in relazione a piccole attivit economiche. Pertanto, in unottica di snellimento e di efficienza, il Ministero del Lavoro con la nota 7162/2012 ha stabilito lammissibilit in via presuntiva delle domande per linstallazione di sistemi di videosorveglianza, qualora la presenza di tali impianti possa consentire di controllare lincolumit del personale lavorativo e dei terzi, nonch rappresentare un fattore deterrente ed uno strumento finalizzato ad assicurare le fonti di prova nei giudizi relativi ad eventuali condotte penalmente rilevanti.

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In tali casi, pertanto, il rilascio dellautorizzazione da parte delle direzioni territoriali del lavoro non sar pi subordinato ad un accertamento tecnico preventivo sullo stato dei luoghi, ma sar sufciente lesame, da parte degli Ufci competenti, delle speciche dellimpianto (caratteristiche tecniche, planimetria dei locali, numero e posizionamento delle telecamere) risultanti dalla documentazione prodotta dal datore di lavoro. Al di fuori delle esigenze di sicurezza sopra evidenziate, per la concessione dellautorizzazione dovr essere posta particolare attenzione alleffettiva sussistenza delle esigenze organizzative e produttive, anchesse previste dallart. 4 Stat. Lav. Inne, la nota del Ministero ribadisce che i provvedimenti autorizzativi rilasciati dovranno rispettare: 1) la disciplina dettata in materia di protezione dei dati personali (D.lgs. n. 196/03) e i successivi provvedimenti del Garante per la Protezione dei dati personali; 2) la normativa in materia di raccolta di immagini; 3) prima della messa in funzione dellimpianto lazienda dovr comunicare al personale dipendente, mediante unapposita informativa scritta, lattivazione dellimpianto e le modalit di funzionamento, nonch il posizionamento delle telecamere ed informare i clienti tramite appositi cartelli; 4) le telecamere dovranno essere orientate verso le aree maggiormente esposte a rischio di furti e danneggiamenti e leventuale ripresa di dipendenti avverr esclusivamente in via incidentale e con criteri di occasionalit; 5) allimpianto non potr essere apportata alcuna modica se non in conformit al disposto dellart. 4 Stat. Lav. e previa comunicazione alla direzione territoriale del lavoro; 6) in caso di accesso alle immagini il datore di lavoro dovr dare tempestiva informazione ai lavoratori; 7) i lavoratori potranno vericare periodicamente il corretto utilizzo dellimpianto. In conclusione, il Ministero del Lavoro ha stabilito che le direzioni territoriali del lavoro potranno autorizzare linstallazione degli impianti audiovisivi senza laccertamento tecnico preventivo dello stato dei luoghi, in quanto sostanzialmente ininuente ai ni del rilascio dellautorizzazione. Nonostante la semplicazione introdotta, resta fermo il divieto di utilizzare le immagini registrate per eventuali accertamenti sullobbligo di diligenza da parte dei lavoratori e per ladozione di provvedimenti disciplinari.

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2011 m. vasario 28 d.,pirmadienis

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Convegno T&P: Riforma del Lavoro

Riforma del Lavoro - Milano, 24 Luglio 2012 - Societ Umanitaria Galleria Fotografica
Milano,

12 Settembre 2012, ore 14 - 18 Roma, 25 Settembre 2012, ore 14 - 18 Seminario AIE Riforma Fornero e suoi riessi sullattivit delle case editrici Relatore: Avv. Luca Peron PROGRAMMA
Milano,27

Settembre 2012 Starhotel Ritz Convegno IIR: Riforma del lavoro Flessibilit in uscita Relatore: Avv. Giacinto Favalli PROGRAMMA (PDF)

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Rassegna Stampa

Corriere della Sera: 23/07/2012 La Riforma del Lavoro. Istruzioni per luso. A cura di Trir & Partners Avvocati Corriere della Sera: 22/07/2012 Dallarticolo 18 al precariato. La bussola delle regole | Il libro La Riforma del Lavoro Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 25/07/2012 Privacy nella comunicazione elettronica di Andrea Beretta Guida al Lavoro - Supplemento Riforma del lavoro: Luglio 2012 Flessibilit in uscita: i nuovi licenziamenti individuali e collettivi di Salvatore Trir e Giacinto Favalli Esperto Ipsoa: 24/07/2012 e 27/07/2012 Riforma Lavoro: contratto a termine senza causale stipulato per attivit stagionali Riforma Lavoro: lavoratori a chiamata assunti per periodo estivo prima del 18/7/2012 possono ancora essere utilizzati per la stagione? di Giacinto Favalli Gazzetta di Parma: 19/07/2012 - TV PARMA: 18/07/2012 Riforma Fornero: cos cambia il lavoro in Italia Corriere della Sera - Corriere Economia: 09/07/2012 Riforma del lavoro, quei vizi antichi Analisi di Salvatore Trir Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 04/07/2012 Riforma del mercato del lavoro. Contratti, essibilit e licenziamenti. di Stefano Trir e Luca Darco Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 03/07/2012 Lanalisi della riforma del mercato del lavoro di Giacinto Favalli HR On Line AIDP: N. 13 Luglio 2012 Riforma del mercato del lavoro di Stefano Trir e Luca Darco Corriere della Sera - Corriere Economia: 02/07/2012 Riforma Lavoro.Un cantiere aperto. Dai licenziamenti allapprendistato, ai contratti essibili: per i giuslavoristi molti aspetti da rivedere. Intervista a Salvatore Trir
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