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Capitolo 1 - Lenergia

CAP. 1 - Lenergia

1. Principi generali Il concetto di energia strettamente legato a quello di lavoro. Come dice James Clark Maxwell, lavoro latto di produrre un cambiamento di configurazione in un sistema Energia la capacit di compiere lavoro Lenergia totale di qualsiasi sistema materiale una quantit che non pu n essere aumentata n diminuita da qualsiasi azione tra le parti del sistema, bench possa essere trasformata in una qualsiasi delle forme di cui lenergia suscettibile. Chiamiamo energia di un sistema materiale, in un certo stato, afferma William Thompson (divenuto poi Lord Kelvin) linsieme di tutti gli effetti (misurati in unit meccaniche di lavoro) prodotti fuori del sistema quando esso passa, in un modo del tutto arbitrario, dal suo stato a uno stato di riferimento gi definito ad hoc. Lespressione in un modo del tutto arbitrario contiene la legge fisica di conservazione dellenergia. Il concetto di energia osserva Max Plank , accanto ai concetti di spazio e tempo, il solo che sia comune a tutti i campi della fisica Anche il principio della conservazione dellenergia ebbe originariamente, prima ancora di venir formulato in forma generale da Meyer, Joule e Helmholtz, un carattere antropomorfo. Esso gi radicato nella nozione che non si pu produrre lavoro utile dal nulla; e questa nozione a sua volta ha origine in sostanza dalle esperienze raccolte nei tentativi di risolvere un problema tecnico: linvenzione del moto perpetuo. Perci la ricerca del moto perpetuo ebbe per la fisica la stessa importanza che ebbero i tentativi di fabbricare loro per la chimica, per quanto non siano stati i risultati positivi, ma i risultati negativi di questi esperimenti quelli da cui la scienza trasse vantaggio. Oggi diciamo che lenergia complessiva contenuta in un sistema chiuso di corpi una grandezza che non pu essere aumentata n diminuita da processi che si svolgono entro il sistema e non pensiamo affatto a far dipendere la validit di questa legge dalla precisione dei metodi che attualmente possediamo per controllare sperimentalmente se sia possibile realizzare il moto perpetuo. Secondo la teoria speciale della relativit dice Hermann Weyl lenergia una delle componenti, e precisamente quella temporale, di unentit oggettiva invariante, il quadrivettore, la cui proiezione spaziale la quantit di moto. I teoremi di conservazione dellenergia e della quantit di moto costituiscono quindi un tutto inseparabile."

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Qualsiasi forma di energia ha le dimensioni [ML2T-2]. Nel sistema internazionale lunit di misura dellenergia e del lavoro il Joule: Joule = Newton metro Unit pratiche si adottano poi per forme particolari di energia. In campo meccanico si usa talvolta il chilogrammetro (kgm); in termodinamica molto usata la chilocaloria (kcal); nelle applicazioni elettriche diffusissimo luso del chilowattora (kWh). 1 Joule 1 kgm 1 kcal 1 BTU1 1 tep2 1 kWh Joule 1 9,81 4186 3,6 106 kgm 0,102 1 426,7 3,671 105 kcal 2,389 10-4 2,343 10-3 1 0,252 107 860 kWh 2,778 10-7 2,724 10-6 1,163 10-3 1

Le principali forme di energia sono le seguenti: a) energia chimica. E lenergia che viene sviluppata o assorbita nelle trasformazioni (reazioni) chimiche. A rigore, come energia chimica dovrebbe intendersi solo lenergia di legame, cio lenergia che viene liberata o assorbita nel corso del fenomeno chimico in conseguenza della rottura dei legami tra gli atomi delle molecole che reagiscono e della costituzione dei legami delle molecole che si formano. Lenergia chimica si svolge generalmente sotto forma di calore o di energia raggiante, talora come energia elettrica e qualche volta anche come energia meccanica. b) energia meccanica. Si considera sotto due forme: energia cinetica, che corrisponde al lavoro esterno che un corpo di massa m e di velocit v, rispetto a un dato sistema di riferimento, pu compiere fermandosi rispetto allo stesso sistema di riferimento, ed espressa da: E = 1/2 m v2 Nel caso di moto rotatorio di un corpo dotato di velocit angolare e momento dinerzia J rispetto ad un dato asse di rotazione, lenergia cinetica espressa da: E = 1/2 J 2 energia potenziale, che lenergia di un corpo relativa alla sua posizione, riferita a un dato sistema di riferimento, in un campo di forze esterne al corpo considerato. Cos un corpo sopra la superficie terrestre ha unenergia di posizione rispetto alla Terra, perch si trova nel campo della gravit o della forza-peso che ammette potenziale.
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BTU = British Thermal Unit Quantit di calore necessaria per innalzare di 1F la temperatura di una libbra di acqua. 2 tep = tonnellata equivalente di petrolio

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Se il corpo ha peso P e si trova a quota h rispetto a un piano orizzontale di riferimento. la sua energia potenziale rispetto a detto piano espressa da: E=Ph Se si considera un sistema isolato, la somma dellenergia cinetica e dellenergia potenziale costante nel tempo. c) energia elastica. Un corpo elastico si deforma sotto lazione di forze esterne. Se L il lavoro di deformazione compiuto da dette forze, al cessare di esse il corpo restituisce il lavoro L riprendendo la configurazione originaria. Il corpo elastico deformato possiede quindi energia che in grado di restituire. In pratica tale restituzione non integrale perch non esistono in natura corpi perfettamente elastici. d) energia elettrica. Si intendono, sotto questa denominazione, due forme di energia: energia del campo elettrostatico, o pi semplicemente energia di un conduttore isolato dotato di una carica q e di un potenziale V (per esempio rispetto al suolo). Tale energia espressa da E = 1/2 qV Se si tratta di un condensatore elettrico dotato di carica q e avente differenza di potenziale V tra le sue armature, lenergia si esprime anche sotto la forma E = 1/2 CV2 ove C la capacit del condensatore, pari a q/V. energia elettrocinetica, cio energia che una corrente elettrica, che percorre un circuito, pu fornire a un determinato sistema (per esempio a un motore elettrico, a una resistenza, ecc.). In base alla convenzione che le cariche elettriche positive si spostano da punti a potenziale pi elevato a punti a potenziale pi basso, ne consegue che se la carica elettrica positiva q si sposta da un punto A ad un punto B di un reoforo con VA>VB, risulta libera lenergia E = q(VA-VB) Se q e VA-VB sono entrambi negativi, lenergia ancora positiva; se invece sono discordi, il segno negativo di E significa che lenergia fornita dallesterno al sistema considerato. e) energia elettromagnetica o raggiante. E lenergia che viene emessa dai corpi spontaneamente o in particolari condizioni. Si tratta di radiazioni che si propagano con la velocit della luce e sono di natura elettromagnetica. Tali sono le radiazioni luminose (sia nel campo visibile che nellinfrarosso e nellultravioletto), le onde radio, i raggi X e i raggi . Propriet comuni a tutte le radiazioni di energia sono la velocit di propagazione c, identica per tutte (c=31010 cm/sec), e la relazione che lega la lunghezza donda al periodo (=c).

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f) energia termica. E misurata dalla quantit di calore ceduta o assorbita da un corpo o da un insieme di pi corpi. Il corpo o linsieme di pi corpi, considerati come entit a s stanti nellambiente in cui sono posti, costituiscono un sistema termodinamico, definito in modo macroscopico da determinate grandezze fisiche (temperatura, pressione, volume) che ne individuano lo stato. Se tali grandezze si evolvono nel tempo, si dice che il sistema subisce una trasformazione termodinamica. Le trasformazioni, e quindi gli scambi di energia, sono regolati dai principi della termodinamica (lequivalenza tra il calore e il lavoro, limpossibilit di convertire in lavoro il calore sottratto ad ununica sorgente, limpossibilit di raggiungere lo zero assoluto). g) energia interna. Un sistema termodinamico (per esempio una massa dacqua chiusa in un recipiente, in presenza di vapore acqueo) ha uno stato interno individuato da certe variabili (temperatura, pressione, volume specifico). Se il sistema sottoposto ad una trasformazione, per esempio gli viene somministrato calore ed esso compie un certo lavoro verso lesterno, al termine della trasformazione la differenza tra calore fornito e lavoro effettuato (entrambi misurabili con le stesse unit) non nulla, ma funzione dello stato iniziale e di quello finale del sistema, cio delle variabili sopra menzionate. Tale funzione prende il nome di energia interna. h) energia nucleare. E lenergia liberata nelle reazioni nucleari esoenergetiche, spontanee o provocate. Nellaccezione comune si intende per energia nucleare quella che si libera dalle reazioni nucleari in condizioni tali da renderne possibile lutilizzazione. Questa pu avvenire sia sfruttando le radiazioni emesse dalla sede della reazione, sia impiegando il calore sviluppato dalla reazione, o in entrambi i modi. i) energia sonora. E lenergia trasmessa per onde elastiche, di frequenza udibile. Lenergia riferita allunit di tempo che attraversa lunit di area perpendicolare alla direzione di propagazione da considerarsi proporzionale al quadrato dellampiezza dellonda sonora; essa dipende inoltre dalla massa specifica del mezzo, dalla velocit di propagazione e dalla pulsazione. l) energia biologica. Gli organismi biologici, una singola cellula come un organismo complesso, per vivere devono compiere molte operazioni: dalla sintesi di sostanze particolari, al trasferimento di sostanze da un distretto allaltro dellorganismo, al lavoro osmotico, ai movimenti diversi che i vari tipi di organismi compiono. Poich tutte queste operazioni non avvengono spontaneamente, e poich daltra parte la vita condizionata dal realizzarsi di esse, gli organismi devono disporre di energia: il problema viene in generale risolto accoppiando a ciascun processo, che richieda energia per avvenire, una reazione chimica che, quando ha luogo, libera energia. Esiste una sostanza, ladenosin-tri-fosfato (ATP), che contiene una catena laterale comprendente tre atomi di fosforo. Per una serie di motivi legati alla struttura della molecola e alla presenza di gruppi ionizzati, il legame che tiene unito alla molecola il terzo atomo di fosforo ha un alto valore energetico. Conseguentemente la rottura di tale legame libera una certa quantit di energia. LATP presente in una cellula si esaurirebbe rapidamente se non fosse continuamente ricostruito. Per mantenere un organismo vivente nelle sue normali condizioni non c allora altra possibilit che prendere dallesterno lenergia necessaria a pareggiare il bilancio. E noto che la fonte ultima dellenergia per gli organismi viventi costituita dalla luce solare.

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2. Fonti energetiche A seconda della loro natura, ossia dei fenomeni da cui traggono origine, le fonti di energia possono essere cos classificate, seguendo anche lordine storico: fonti di energia biologica, data dalla forza muscolare di uomini e animali; fonti di energia eolica, data dalla forza del vento; fonti di energia idraulica, data dalla caduta per gravit di masse dacqua tra differenti quote geodetiche; fonti di energia termica, data dalla combustione di combustibili solidi [generalmente materie organiche vegetali attuali (legna) o fossili (carbone)], liquidi (olio combustibile) o gassosi (gas idrocarburi naturali), dalla captazione diretta della radiazione solare, dallutilizzazione di vapor dacqua ad alta pressione e temperatura prodotto da fenomeni endogeni; fonti di energia gravitazionale, data dallazione dei campi gravitazionali lunare e solare sulle masse fluide oceaniche terrestri; fonti di energia nucleare, data dalla trasmutazione dei nuclei atomici con sviluppo energetico. A seconda del loro modo di impiego le fonti di energia possono classificarsi in: primarie, quando il lavoro utile per luomo ricavato direttamente dallapparato concentratore di energia predisposto. Ci pu dirsi in senso generale anche per lenergia biologica, data dai muscoli, ma specificatamente proprio dellenergia eolica, idraulica, termica; secondarie, quando lenergia che esse erogano non prodotta direttamente, bens proviene da un apparato primario ed stata trasformata in altra forma pi adatta alla sua utilizzazione e trasporto. Un particolare tipo di energia secondaria lenergia elettrica: essa ha linconveniente di non poter essere immagazzinata, e pertanto di dover essere prodotta nello stesso istante in cui si manifesta la richiesta, ma ha il pregio grandissimo di essere facilmente trasportabile a distanza e di potersi istantaneamente distribuire nei quantitativi desiderati dallutilizzatore, il quale pu trasformarla a sua scelta con elevati rendimenti in energia meccanica o termica, o utilizzarla anche sotto forma di energia luminosa. Nel valutare lapprovvigionamento alle fonti di energia si possono usare diverse unit di misura, che possono essere differenziate sia in base al tipo di sorgente energetica sia in base al livello di trasformazione a cui lenergia viene richiesta. Occorre per, nelleffettuare dei bilanci globali, riferirsi a ununit comune, soprattutto per quanto riguarda la valutazione di energia primaria. Si usa in genere la tonnellata equivalente di petrolio (tep), ossia la quantit di energia necessaria per ottenere da una qualsiasi fonte energetica il calore prodotto dalla combustione di una tonnellata di petrolio. Il passaggio agli stadi successivi di trasformazione si effettua tenendo conto che il tep assunto uguale a 10 milioni di kcal e che 1 kWh pari a 860 kcal. Lespressione di tutti i tipi di energia in termini calorici sembra la pi corretta in quanto lenergia meccanica o elettrica possono essere trasformate in calore con rendimenti assai prossimi allunit, mentre solo una parte (circa il 40%) delle calorie contenute in un combustibile pu essere trasformata in energia meccanica o elettrica nelle centrali termoelettriche tradizionali. Per tener conto di ci, quando il bilancio energetico rivolto prevalentemente a sintetizzare le fonti di energia che concorreranno alla trasformazione in energia elettrica o meccanica, lenergia idroelettrica viene moltiplicata per un coefficiente di maggiorazione pari a circa 1/0,4.

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3. Bilancio energetico La possibilit di sostituire energia ricavata da una fonte con energia ricavata da unaltra fonte, la possibilit di trasformare un tipo di energia in un altro tipo, inducono ad esprimere la domanda di energia di una nazione in forma sintetica con ununica cifra. Questa sintesi stata attuata costruendo dei bilanci completi dellenergia o bilanci energetici. In essi devono apparire tutte le fonti dalle quali provengono i vari tipi di energia (meccanica, idraulica, termica, ecc.), le trasformazioni intervenute (fonti di energia trasformate da primarie in secondarie, energia trasformata da meccanica in elettrica, ecc.) e le perdite di energia o di fonti di energia verificatesi nella produzione, trasformazione ed utilizzazione. Nellimpostazione dei bilanci energetici opportuno rispettare il principio del bilancio continuo tra lenergia prelevata e quella utilizzata, la quale integrata con le perdite o i consumi di energia accertati durante la trasformazione, il trasporto, la distribuzione e lutilizzazione dellenergia. In altri termini, a tutti i livelli di trasformazione dellenergia, dalle fonti prime fino allenergia netta effettivamente utilizzata, la somma dellenergia disponibile e delle perdite deve rimanere costante. Nella tabella seguente riportato il bilancio energetico italiano del 2001 confrontato con quello del 2000. 2000
Popolazione residente a met anno3 Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato4 Consumo interno lordo di energia(*)5 Consumo finale di energia6 Energia impiegata nelle centrali elettriche(*) Migliaia di abitanti Milioni di euro 1995 Milioni di tep Milioni di tep Milioni di tep % del consumo interno lordo di energia GWh 57.762 1.010.802 185,2 168,0 66,6 35,9 320.976

2001
57.927 1.030.910 188,0 170,8 67,9 36,1 327.372

2001/2000 variaz. %

+0,3 +2,0 +1,5 +1,7 +2,0 +0,6 +2,0

Consumo interno lordo di energia elettrica7

(*) La conversione in tep dellenergia idroelettrica (al netto dei pompaggi), geotermoelettrica e del saldo degli scambi con lestero stata effettuata sulla base di un consumo specifico medio lordo convenzionale delle centrali termoelettriche tradizionali pari a 2200 kcal/kWh.

3 La popolazione residente a met di ciascun anno calcolata come media dei valori relativi al 31 dicembre dellanno considerato e di quello precedente. 4 Il prodotto interno lordo ai prezzi di mercato il valore dei beni e servizi finali prodotti dal sistema economico nellanno di riferimento, al lordo degli ammortamenti e delle imposte indirette. 5 Il consumo interno lordo di energia dato dalla somma dei quantitativi di fonti primarie prodotte, di fonti primarie e secondarie importate e della variazione delle scorte di fonti primarie e secondarie presso produttori e importatori, diminuita delle fonti primarie e secondarie esportate. 6 Il consumo finale di energia dato dal consumo interno lordo di energia diminuito del consumo del settore energetico; questultimo include le relative variazioni delle scorte. 7 Il consumo interno lordo di energia elettrica uguale alla produzione lorda di energia elettrica pi il saldo scambi con lestero.

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Numeri indice (base 1963 = 100)

Bilancio dellenergia in Italia nel 2001


(milioni di tep) Carbone e derivati 0,4 13,2 0,1 -0,3 13,8 -1,0 -8,5 4,3 4,1 0,0 0,1 0,0 0,1 0,0 Gas naturale 12,8 45,2 0,1 -0,8 58,7 -0,6 -19,1 39,0 16,3 0,3 21,4 0,1 0,9 0,0 Prodotti petroliferi 4,1 108,6 22,3 -0,5 90,9 -0,2 -17,4 67,3 6,9 40,9 7,4 2,6 6,7 2,8 Fonti rinnovabili 13,5 0,5 0,0 0,0 14,0 -0,1 -12,3 1,6 0,3 0,0 1,1 0,2 0,0 0,0 Energia elettrica 0,0 10,6 0,0 0,0 10,6 -43,9 57,3 24,0 12,0 0,7 10,9 0,4 0,0 0,0 totale 30,8 178,1 22,5 -1,6 188,0 -51,8 0,0 136,2 39,6 41,9 40,9 3,3 7,7 2,8

Produzione Importazione Esportazione Variazione scorte Disponibilit per il consumo interno Consumi e perdite del settore energetico Trasformazione in energia elettrica Impieghi finali Industria Trasporti Usi civili Agricoltura Usi non energetici Bunkeraggi

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4. Consumi di energia Lintensit energetica, ossia il rapporto tra la quantit di consumi energetici ed il valore aggiunto di un sistema economico, un parametro strettamente associato al livello di crescita economica di un paese: la sua evoluzione risente della storia di una societ, della velocit con cui essa cresciuta, delle specializzazioni produttive a cui questa societ si dedicata. Non vi esperienza di industrializzazione e sviluppo in cui i consumi di energia non siano aumentati in conseguenza della crescita economica, con un incremento dei consumi spesso assai pi elevato di quello economico. In Italia nel 1913 i consumi di energia per usi finali, cio al netto delle trasformazioni interenergetiche, erano pari a 8,4 Mtep ed erano costituiti principalmente (94%) dal carbone. Nel 1991 gli stessi consumi erano saliti a 113,6 Mtep: di questi, solo il 4,6% era relativo al carbone, mentre ben pi consistenti erano ormai divenute le quote del petrolio e derivati (50,4%), del gas naturale (28,3%) e dellenergia elettrica (16,7%). I dati attuali confermano questa tendenza, con un ulteriore incremento della fonte gas naturale ed energia elettrica. La velocit con cui i consumi finali di energia sono cresciuti nel 20 secolo stata in media pari al 3,4%. Essa risulta essere stata pi bassa nella prima met del secolo (+2,3% annuo tra il 1913 e il 1952), ma ha poi conosciuto una forte accelerazione nel secondo dopoguerra (+7,2% annuo tra il 1952 e il 1974), in concomitanza con il notevole sviluppo industriale del paese. Le crisi petrolifere degli anni Settanta e la ristrutturazione del comparto industriale nella prima met degli anni Ottanta hanno da allora conferito un andamento pi irregolare allevoluzione dei consumi di energia, con un trend di fondo sostanzialmente stagnante. Solo a partire dal 1985 i consumi energetici complessivi hanno ripreso a crescere in modo considerevole. E da quellanno che la stessa intensit energetica del prodotto interno lordo tornata ad aumentare, dopo oltre un decennio di netta diminuzione. Altrettanto interessante pu essere lanalisi dellevoluzione dei consumi energetici finali, per comparto, secondo le fonti utilizzate. Per quanto riguarda lindustria, nel 1952 il carbone e il petrolio erano le due fonti energetiche di maggiore utilizzo (35% e 30% rispettivamente). Negli anni seguenti, ad una rapida diminuzione del carbone e di altri combustibili solidi ha fatto da contrappeso la rapida crescita dei prodotti petroliferi (giunti a oltre il 55% del totale negli anni Settanta). Poi anche la quota di prodotti petroliferi ha conosciuto un arco discendente. Continuamente positiva stata invece la crescita della quota per le altre due fonti, il gas e lenergia elettrica: essa stata pi lenta fino alla fine degli anni Settanta per lenergia elettrica e fino alla fine degli anni Ottanta per il gas, per poi accentuare decisamente la tendenza allincremento di entrambe queste fonti.

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Consumo interno lordo di energia in fonti primarie (energia totale e energia elettrica) in Italia dal 1963 al 2000
(in milioni di tep)

Penetrazione dellenergia elettrica in Italia dal 1963 al 2000

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5. Produzione di energia elettrica Le origini dellindustria elettrica nel mondo si possono far risalire al 4 settembre 1882, quando a New York inizia a funzionare la centrale di Pearl Street, realizzata da Thomas A. Edison per servire una piccola rete di distribuzione. La data di nascita dellindustria elettrica italiana si pu individuare nel giugno 1883 quando, auspice il prof. Giuseppe Colombo che aveva chiamato in un comitato promotore industriali e finanzieri lombardi, entra in servizio a Milano la centrale termoelettrica di Via Santa Radegonda (potenza installata pari a 400 kW corrente continua) per illuminare i portici di piazza del Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele. Nel 1887 vengono realizzate le prime installazioni idroelettriche. Nel 1904 il principe Ginori Conti, direttore della fabbrica di acido borico di Larderello, riesce ad accendere cinque lampadine mediante una dinamo trascinata da un motore funzionante con vapore endogeno. La mancanza di giacimenti di combustibili, propria del nostro paese, induce assai presto lindustria elettrica, con laumento dei consumi, ad orientarsi verso la produzione di energia idroelettrica. Sorge cos il problema del trasporto dellenergia, perch le centrali idroelettriche sono lontane dai centri di consumo. In Italia il primo esempio notevole di trasporto a distanza si ha nel 1898 con la centrale di Paderno sullAdda (potenza di 10 MW - corrente alternata trifase) la cui energia viene trasportata a Milano su un percorso di 32 km alla tensione di 13,5 kV. Gli impianti idroelettrici di questo periodo hanno la caratteristica di essere adeguati alle portate di magra dei corsi dacqua. Il primo ventennio del secolo caratterizzato da una crescita rapida della produzione e dal delinearsi delle sue caratteristiche fondamentali: la corrente alternata trifase si sostituisce alla continua, la produzione idroelettrica prevale di gran lunga su quella termoelettrica (che acquista sempre pi il carattere di integrazione), gli usi industriali prevalgono su quelli domestici, lo sviluppo delle reti di trasporto e di distribuzione notevole. Nel 1916 viene iniziata la produzione di energia geotermoelettrica a Larderello, utilizzando i soffioni boraciferi. Alla fine di questo primo periodo, che si pu far coincidere con il 1918, la produzione italiana di energia elettrica pu essere valutata in 4,3 miliardi di kWh, di cui 4,1 idroelettrici. Il ventennio successivo, dal 1918 al 1938, caratterizzato da una utilizzazione integrale di bacini fluviali, con impianti regolati da serbatoi, e da una produzione termoelettrica di scarsa importanza, limitata per lo pi allItalia meridionale e alle isole. Lincremento della capacit produttiva degli impianti superiore allincremento del fabbisogno, per cui si forma un margine di riserva dellordine del 20% tra capacit produttiva e produzione effettiva. In questo periodo si accresce notevolmente anche la potenzialit della rete di trasporto. La rete a 130 kV (la prima linea a questa tensione entra in esercizio in Italia nel 1923) viene integrata dalla rete a 220 kV (la prima linea italiana a 220 kV entra in servizio nel 1929). In questo ventennio i consumi si sono pressa poco quadruplicati, secondo la legge statistica del raddoppio ogni dieci anni; nel 1938 sono prodotti 15,5 miliardi di kWh, di cui 14,6 idroelettrici, 0,2 geotermoelettrici e 0,7 termoelettrici. Il decennio che va dal 1938 al 1948 risente del regime di guerra e di numerose e gravi difficolt di approvvigionamento dei materiali e della manodopera, che rallentano considerevolmente il ritmo di costruzione di nuovi impianti. Utilizzando il margine di disponibilit esistente prima del 1938, si raggiunge nel 1941 il massimo di produzione fino ad allora registrato (20,8 miliardi di kWh); ma a partire dal 1941 la disponibilit di energia diviene insufficiente al fabbisogno e si rendono

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necessarie limitazioni obbligatorie dei consumi, stabilite per legge, che raggiungono la maggior severit nellinverno 1948-49 dopo un anno di eccezionale siccit. I danni arrecati dalla guerra allattrezzatura elettrica italiana sono stati considerevoli, ma lopera di ricostruzione da parte delle aziende elettriche immediata e sollecita, cosicch le limitazioni cessano del tutto a partire dal 1950. Dopo il 1948 continua la costruzione di impianti idroelettrici, portando lo sfruttamento delle risorse idrauliche del nostro paese ad un livello molto elevato, ma contemporaneamente inizia in grande stile la costruzione di impianti termoelettrici. La fonte idroelettrica mantiene la prevalenza fino al 1960: a partire da quellanno, mentre essa continua ad aumentare solo leggermente a causa del progressivo esaurimento di risorse idriche competitive, la produzione di energia elettrica di origine termica cresce rapidissimamente, con un tasso annuo di incremento del 21% fino al 1973. Nel 1960 l82% dellenergia prodotta era di origine idraulica; nel 1973 tale quota era diminuita al 27%; nel 1991 era scesa ulteriormente al 20%. Simultaneamente la fonte termica, che nel 1960 copriva solo il 14% della produzione, acquista preponderanza raggiungendo il 69% nel 1973 e il 78% nel 1991. La produzione di energia elettrica di fonte nucleare, iniziata con la centrale di Latina nel 1963 (a cui erano seguite le centrali di Garigliano, Trino Vercellese e Caorso), dopo aver superato il 4% della quota totale italiana a met degli anni Ottanta, stata azzerata dalle scelte di politica energetica attuate in seguito allincidente di Chernobyl. Potenza efficiente lorda degli impianti elettrici di generazione in Italia dal 1963 al 2001

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Potenza efficiente lorda degli impianti elettrici di generazione in Italia al 31 dicembre 2001 Impianti idroelettrici Impianti termoelettrici
tradizionali geotermoelettrici

MW MW
MW MW

Produttori 20.385,7 52.704,5


52.131,5 573,0

Autoproduttori(*) 357,7 4.668,8


4.668,8 0,0

totale 20.743,5 57.373,3


56.800,3 573,0

Impianti eolici e fotovoltaici totale

MW MW

670,4 73.760,7

0,0 5.026,5

670,4 78.787,2

(*) Autoproduttore la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica e la utilizza in misura non inferiore al 70% annuo per uso proprio ovvero per uso delle societ controllate.

Bilancio dellenergia elettrica in Italia nel 2000 e 2001

2000
Produzione lorda Idrica Termica Geotermica Eolica Fotovoltaica Consumi dei servizi ausiliari Produzione netta Idrica Termica Geotermica Eolica Fotovoltaica Destinata ai pompaggi Produzione destinata al consumo Ricevuta da fornitori esteri Ceduta a clienti esteri RICHIESTA GWh 276.629,1 50.899,6 220.454,9 4.705,2 563,1 6,3 13.336,4 263.292,7 50.229,2 208.079,3 4.415,5 562,5 6,2 -9.129,5 254.163,2 44.831,0 -484,0 298.510,2

2001
GWh 278.994,5 53.925,7 219.378,9 4.506,6 1.178,6 4,8 13.029,3 265.965,2 53.252,3 207.274,6 4.256,3 1.177,3 4,8 -9.511,0 256.454,2 48.926,6 -549,3 304.831,5

2001/2000 variaz. % 0,9 5,9 -0,5 -4,2 109,3 -23,0 -2,3 1,0 6,0 -0,4 -3,6 109,3 -22,6 4,2 0,9 9,1 13,5 2,1

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Per quanto riguarda il 2002, i dati provvisori indicano una crescita dell1,8% nella richiesta di energia elettrica rispetto al 2001. E da notare una diminuzione della fonte idroelettrica (-10,9%) e un aumento conseguente della fonte termoelettrica (+4,8%) a causa di un periodo di siccit che ha contraddistinto una parte dellanno.

2002
GWh

Variaz. %
2002/2001

Produzione lorda
(di cui produzione CIP 6) - Idroelettrica - Termoelettrica - Geotermoelettrica - Eolica

283.663
54.454 48.063 229.820 4.660 1.120

1,7
2,5 -10,9 4,8 3,4 -5,3

Consumo servizi ausiliari Produzione netta Saldo estero Consumo pompaggi RICHIESTA DI ENERGIA ELETTRICA

13.323 270.340 50.598 10.569 310.369

2,3 1,6 4,6 11,1 1,8

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Il 12 dicembre 2002 alle ore 17 si registrata la punta massima di potenza richiesta dalla rete nazionale (52.590 MW). Essa risultata in crescita di +1,2% rispetto alla precedente punta massima del dicembre 2001 (51.980 MW). Tale richiesta stata soddisfatta per l83,7% con la produzione nazionale (81,0% la fonte termoelettrica, 16,9% la fonte idroelettrica, 2,1% la fonte geotermica, fotovoltaica ed eolica) e per il restante 16,3% ricorrendo allimportazione dallestero.

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I consumi di energia elettrica, ossia i kWh che vengono direttamente prelevati dagli utenti, rappresentano circa il 90% dellenergia prodotta, perch circa il 4% della produzione viene utilizzata nei servizi ausiliari e il 6% si dissipa nelle perdite di trasporto e di distribuzione. I consumi sono, a grandi linee, cos suddivisi: agricoltura: 2% circa, industria: oltre il 50%, settore terziario: oltre il 20%, usi domestici: oltre il 20%. Landamento del consumo fissato dallutente il quale, manovrando i suoi interruttori, collega e stacca dalla rete i propri macchinari e apparecchi determinando la potenza assorbita e le caratteristiche del prelievo. Poich lenergia elettrica non immagazzinabile, il prelievo dellutente provoca nello stesso istante la produzione di una corrispondente energia in centrale e perci tutti gli impianti di produzione, trasporto e distribuzione devono essere dimensionati in modo da poter far fronte, in qualsiasi momento, alla potenza massima di cui lutenza pu complessivamente disporre, oltre naturalmente le perdite. Si definisce diagramma di carico la curva della potenza attiva richiesta dallutenza in funzione del tempo. Secondo il periodo di tempo preso in considerazione si possono avere diagrammi di carico giornalieri, settimanali, annuali. I diagrammi di carico giornalieri hanno andamento analogo nei primi cinque giorni della settimana, presentando un massimo di potenza in genere nella giornata di mercoled, mentre assumono un andamento diverso per il sabato e i giorni festivi, con riduzione delle potenze. I diagrammi di carico presentano un andamento caratteristico tipico per ogni utenza singola o per un gruppo omogeneo di utenze, quali lilluminazione pubblica e quella privata, la trazione elettrica, gli usi elettrosiderurgici, ecc. In una rete che comprenda diverse categorie di utenze le differenze di prelievo si compensano parzialmente ed i diagrammi di carico sono tanto meno accidentati quanto pi grande la zona di distribuzione a cui si riferiscono. Si dice fattore di contemporaneit per un dato complesso di carichi e per un dato intervallo di tempo il rapporto fra la potenza massima richiesta dal detto complesso di carichi e la somma delle potenze massime richieste separatamente dai singoli nellintervallo di tempo considerato.
fc = PM i PMi

In un diagramma di carico si chiama carico massimo (o punta massima) la potenza istantanea pi elevata e carichi di punta quelli pi alti aventi una durata complessiva inferiore a 4 ore su 24.

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Capitolo 1 - Lenergia

Diagramma giornaliero della potenza oraria richiesta sulla rete italiana nel 3 mercoled di ciascun mese del 2001

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Capitolo 1 - Lenergia

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Capitolo 1 - Lenergia

Si definisce carico medio di un carico variabile in un certo intervallo di tempo (ad esempio 24 ore) il valore di carico costante al quale corrisponda, in quellintervallo di tempo, la stessa energia assorbita secondo leffettivo diagramma di carico.

Pm =

pdt
T

Lutilizzazione del carico massimo il rapporto, espresso in ore, fra lenergia assorbita in un determinato periodo di tempo (un giorno, un mese, un anno) e la potenza corrispondente al carico massimo.

N=

pdt
T

PM

In valore relativo pu anche essere espresso come rapporto fra il carico medio e il carico massimo in quel determinato periodo di tempo.

pdt Pm & =N =T N = T TPM PM


Esso rappresenta il tempo necessario per assorbire, con carico costante e pari al massimo, lenergia corrispondente al diagramma di carico. In valore relativo pu anche essere espresso come rapporto fra il carico medio e quello massimo in quel determinato periodo di tempo.

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Capitolo 1 - Lenergia

Valgono le seguenti definizioni relative agli impianti di produzione: potenza nominale (in kW o kVA): la massima potenza ottenibile in regime continuo, in determinate condizioni di funzionamento: essa caratterizza una categoria di macchinario considerata separatamente. potenza nominale di una centrale elettrica: la somma delle potenze nominali (in kW o kVA) delle macchine dello stesso tipo (turbine, generatori,..) installate in centrale. massima potenza elettrica o potenza efficiente di una centrale: la massima potenza elettrica realizzabile dalla centrale, in funzionamento continuo (15 ore), per la produzione esclusiva di potenza attiva, supponendo che tutte le parti dellimpianto termoelettrico siano in perfetta efficienza, oppure che si disponga delle pi favorevoli condizioni di portata e di salto per gli impianti idroelettrici. La potenza lorda o netta a seconda che sia compresa o esclusa quella dei servizi ausiliari di centrale. potenza media prodotta da una centrale o da un gruppo di centrali in un intervallo di tempo: la potenza costante a cui corrisponde, in quellintervallo di tempo, la stessa energia elettrica effettivamente prodotta dalla centrale o dal gruppo di centrali. fattore di utilizzazione della massima potenza elettrica di una centrale: il rapporto tra lenergia elettrica che tale centrale ha prodotto durante lintervallo di tempo considerato e lenergia elettrica che la centrale stessa avrebbe potuto produrre nel corso di tutto il medesimo intervallo funzionando alla massima potenza elettrica (potenza efficiente). durata di utilizzazione, in un dato periodo di tempo, della massima potenza elettrica o potenza efficiente di una centrale: il prodotto del fattore di utilizzazione, calcolato per il medesimo periodo, per il numero di ore di tale periodo. potenza disponibile di una centrale: la massima potenza elettrica realizzabile dalla centrale nelle reali condizioni in cui si trova, prescindendo dalle possibilit di collocamento dellenergia elettrica prodotta, che sono supposte illimitate. potenza indisponibile di una centrale: la differenza tra la potenza efficiente e la potenza disponibile. La potenza indisponibile la somma delle indisponibilit dovute a cause poste sotto la responsabilit dellesercente (cause interne) e delle indisponibilit dovute a cause al di fuori della sua responsabilit (cause esterne).

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Capitolo 1 - Lenergia

Curva di durata della potenza oraria richiesta sulla rete italiana nel 2001

Ogni valore della scala delle ascisse rappresenta il numero di ore dellanno in cui la potenza richiesta stata uguale o superiore al corrispondente valore riportato in ordinata.

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Capitolo 1 - Lenergia

Le diverse qualit di energia che entrano a formare il diagramma di carico si possono classificare come segue: energia di base continua: quella al di sotto del minimo carico festivo; energia di base feriale: quella al di sotto del minimo carico feriale; energia di modulazione a continuit diurna: quella corrispondente alla parte di carico compresa tra la minima feriale e la punta di recessione meridiana; energia di modulazione spinta: quella compresa nella residua parte sovrastante del diagramma. In pratica le prime due voci vengono conglobate nella denominazione di energia di base e le due successive in quella di energia modulata. Il problema tecnico-economico fondamentale dellindustria elettrica quello di adeguare il diagramma delle disponibilit a quello dei carichi. Nel caso degli impianti termoelettrici il diagramma della produzione pu essere agevolmente coperto in qualsiasi momento, qualora la potenza installata negli impianti sia superiore, con un congruo margine di riserva, alla massima potenza richiesta dalla rete. Il costo di produzione del kWh aumenta per rapidamente con il diminuire dellutilizzazione, per cui risulta la convenienza di far funzionare le centrali termiche con la pi elevata utilizzazione possibile. Le disponibilit idrauliche dei fiumi e torrenti sono invece pressoch costanti nel giorno (salvo una riduzione dovuta al gelo per i torrenti alpini nelle ore notturne del periodo invernale) ma variano, anche sensibilmente, da una stagione allaltra. Un primo adattamento delle risorse idrauliche alla richiesta del carico si pu ottenere con la interconnessione di impianti di regimi idrologici differenti o addirittura complementari. Per trasferire energia dalla notte al giorno e dai giorni festivi ai feriali occorrono serbatoi di accumulo giornalieri o settimanali. Per trasferire energia da una stagione allaltra necessario costruire grandi serbatoi stagionali. In pratica lenergia corrispondente allacqua eccedente quella utilizzata nei mesi di morbida (estivi) viene accumulata nei serbatoi stagionali per essere utilizzata nei mesi di magra (invernali). Una certa portata, variabile secondo lidraulicit dellanno, non potr venire utilizzata n invasata nei serbatoi e verr pertanto sfiorata e quindi perduta ai fini della produzione dellenergia elettrica (energia di sfioro). In uneconomia elettrica mista (idraulica e termica) quale quella italiana, per una migliore utilizzazione delle fonti energetiche disponibili, nella copertura del diagramma di carico gli impianti devono essere utilizzati partendo da quelli a costi marginali pi bassi dellenergia. Il costo marginale o incrementale lincremento di costo sostenuto per produrre un kWh in pi in un impianto gi funzionante. Esso coincide con la quota variabile del costo del kWh ed praticamente nullo per gli impianti idroelettrici e pari alla sola quota del combustibile per gli impianti termoelettrici. Lordine di preferenza nellutilizzazione degli impianti dovr perci essere il seguente: 1. centrali idroelettriche ad acqua fluente: questi impianti hanno costo marginale quasi nullo e la loro mancata utilizzazione comporterebbe sfiori dacqua e quindi una perdita di energia. 2. centrali geotermoelettriche: esse hanno costi marginali assai modesti, poich utilizzano vapore endogeno. 3. centrali nucleotermoelettriche: le centrali nucleari, pur avendo costi unitari di produzione abbastanza elevati, hanno costi marginali inferiori a quelli delle centrali termoelettriche convenzionali, data la modesta incidenza del costo del combustibile nucleare (uranio). 4. centrali termoelettriche: il costo marginale di un impianto termoelettrico dipende per la massima parte dal costo del combustibile ed funzione del rendimento dei gruppi ai diversi carichi. Se ne deduce che il criterio di scelta dei gruppi termici da tenere o immettere in

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Capitolo 1 - Lenergia

servizio quello di coprire la potenza necessaria con gruppi scelti in ordine decrescente di rendimento. 5. impianti idroelettrici di regolazione con serbatoio e impianti di pompaggio: essi sono destinati alla copertura delle punte di carico nonch alla regolazione della frequenza di rete. Il costo marginale per gli impianti di pompaggio elevato, superiore a quello delle centrali termoelettriche, mentre quello degli impianti a serbatoio potrebbe sembrare assai basso: si tratta in realt di energia pregiata, disponibile ad ogni evenienza. Una volta scelti i gruppi da tenere in servizio, occorre ripartire il carico tra di essi in modo che il costo dellenergia prodotta risulti il minimo possibile. Dovranno quindi funzionare al minimo tecnico i gruppi aventi costi marginali maggiori, mentre dovranno funzionare al massimo della potenza erogabile i gruppi aventi a quel carico un costo marginale inferiore al costo marginale comune. In definitiva, lenergia di base verr prodotta dalle centrali idroelettriche ad acqua fluente, geotermoelettriche, nucleotermoelettriche e termoelettriche di grande potenza ed elevato rendimento. La produzione dellenergia modulata verr affidata alle centrali termoelettriche di minor rendimento, alle centrali idroelettriche con serbatoio giornaliero o settimanale, mentre alle centrali idroelettriche con grandi serbatoi stagionali e a quelle di pompaggio riservata la copertura delle punte del diagramma di carico. Si definisce interconnessione il collegamento in parallelo, tramite una o pi linee, di reti elettriche comprendenti centrali di produzione e stazioni alimentanti i centri di consumo. I principali vantaggi dellinterconnessione risiedono nella compensazione delle punte dei carichi e nella reciproca integrazione degli impianti di produzione. Linterconnessione, estendendo la rete e aumentando la potenza, permette anche di ridurre percentualmente lentit del macchinario di riserva e di aumentare le potenze unitarie dei gruppi generatori con conseguenti vantaggi tecnici ed economici. La riserva intesa come maggiore potenza generatrice disponibile in rete e pu essere rappresentata da gruppi disponibili ma non in parallelo (riserva fredda) o dal margine di potenza dei gruppi in servizio (riserva rotante). Questultima pu immediatamente far fronte alla carenza di potenza provocata dalluscita di parallelo per guasto di uno o pi gruppi, mentre la riserva fredda non pu intervenire tempestivamente che in caso di arresti programmati di macchinario. Lentit della riserva determinata con procedimenti probabilistici in base alle previsioni di indisponibilit del macchinario per guasti o manutenzione. Laumentata affidabilit dei gruppi generatori ed unaccorta programmazione della manutenzione hanno notevolmente ridotto lindisponibilit di potenza, che pu essere dellordine di pochi punti percentuali rispetto alla potenza totale disponibile in rete. Linterconnessione della rete italiana realizza un completo parallelo magliato, con una struttura che assicura automaticamente una circolazione dellenergia in tutto il territorio in modo da fronteggiare qualsiasi esigenza con le minime perdite di trasporto. La rete a 380 kV integra e man mano sostituisce la preesistente rete a 220 kV, collegando le grandi centrali termoelettriche, le grandi centrali idroelettriche e di pompaggio fra di loro e con i centri di consumo. Anche la Sicilia in parallelo con la rete nazionale attraverso lelettrodotto a 220 kV che supera lo stretto di Messina. Il collegamento con la Sardegna realizzato per mezzo di un cavo sottomarino a 200 kV in corrente continua dalla Toscana attraverso la Corsica.

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Capitolo 1 - Lenergia

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Capitolo 1 - Lenergia

Italia Nord-Occidentale

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Capitolo 1 - Lenergia

Lombardia

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Capitolo 1 - Lenergia

Italia Nord-Orientale

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Capitolo 1 - Lenergia

Italia Centrale 1

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Capitolo 1 - Lenergia

Sardegna

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Capitolo 1 - Lenergia

Italia Centrale 2

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Capitolo 1 - Lenergia

Italia Meridionale

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Capitolo 1 - Lenergia

Sicilia

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Capitolo 1 - Lenergia

Linterconnessione della rete elettrica italiana con le reti estere confinanti (Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Grecia con cavo sottomarino a 400 kVcc) assicurata da un complesso di collegamenti che assicura una potenzialit di scambio notevole, estesa a tutta lEuropa. Le reti interconnesse dellEuropa assicurano una potenza elevatissima, tale da rendere oltremodo precisa la regolazione della frequenza e permettere la collaborazione reciproca in caso di disservizi e blackout. I quantitativi di energia scambiata con lestero sono stati per vari anni abbastanza limitati; solo a partire dagli anni Ottanta hanno assunto una consistenza significativa di importazione, essenzialmente dovuta a motivi di convenienza economica.
Energia elettrica importata in Italia (GWh) 2001 2002 18.269,9 19.096,3 23.625,2 24.904,3 1.861,0 1.787,3 5.163,7 5.236,5 6,8 495,7 48.926,6 51.520,1 Energia elettrica esportata dallItalia (GWh) 2001 2002 427,6 459,4 43,5 24,0 0 0 63,2 81,2 15,0 357,9 549,3 922,5 Saldo scambi (GWh) 2001 2002 17.842,3 18.636,9 23.581,7 24.880,3 1.861,0 1.787,3 5.100,5 5.155,3 -8,2 137,8 48.377,3 50.597,6

Francia Svizzera Austria Slovenia Grecia totale

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Capitolo 1 - Lenergia

Produzione, consumi, saldo scambi con lestero, potenza installata dei principali paesi europei nel 2000 e 2001
FRANCIA Produzione (TWh) Idroelettrica Nucleare Termoelettrica Consumi (TWh) Saldo scambi estero(TWh) Potenza installata (GW) Idroelettrica Nucleare Termoelettrica GERMANIA Produzione (TWh) Idroelettrica Nucleare Termoelettrica Consumi (TWh) Saldo scambi estero(TWh) Potenza installata (GW) Idroelettrica Nucleare Termoelettrica GRAN BRETAGNA Produzione (TWh) Idroelettrica Nucleare Termoelettrica Consumi (TWh) Saldo scambi estero(TWh) Potenza installata (GW) Idroelettrica Nucleare Termoelettrica SPAGNA Produzione (TWh) Idroelettrica Nucleare Termoelettrica Consumi (TWh) Saldo scambi estero(TWh) Potenza installata (GW) Idroelettrica Nucleare Termoelettrica 2001 511,8 74,9 401,3 35,6 437 +67,3 115,8 25,2 63,2 27,4 2001 501,5 23,4 161,2 316,9 495,4 +0,05 99,12 8,42 22,18 68,52 2001 383,5 4,1 90,1 279,2 333,8 -10,5 72,5 4,1 12,5 55,8 2001 206,3 43,9 60,7 101,7 205,7 -3,8 47,2 16,5 7,8 22,8 194,3 -4,4 2000 194,8 31,4 59,4 104 Variaz. % 2001/2000 +5,9 +39,8 +2,2 -2,2 +5,9 328,9 -14,2 2000 372,3 5,1 85,1 272,4 Variaz.% 2001/2000 +3,0 -19,6 +5,9 +2,5 +1,5 491,5 -2,1 2000 495,4 22,3 159,3 313,7 Variaz. % 2001/2000 +1,2 +4,9 +1,2 +1,0 +0,8 426 +69,4 2000 503,1 66,9 394,9 41,3 Variaz. % 2001/2000 +1,7 +11,9 +1,6 -13,8 +2,6

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Capitolo 1 - Lenergia

Potenza efficiente netta degli impianti di generazione nel mondo al 31 dicembre 2000 GW Europa America Nord America Latina Africa Asia Oceania Mondo Idrica e Rinnovabile 274,7 168,6 123,9 21,1 188,5 12,9 789,6 Termica 673,2 629,9 89,6 75,9 755,3 38,3 2262,1 Geotermica 0,8 3,0 1,3 0,1 4,1 0,4 9,6 Nucleare 172,7 108,4 4,2 1,8 66,3 353,5 Totale 1121,3 909,9 219,0 98,9 1014,2 51,6 3414,9 % 32,8 26,6 6,4 2,9 29,7 1,5 100

Produzione lorda di energia elettrica nel mondo nel 2000 TWh Europa America Nord America Latina Africa Asia Oceania Mondo Idrica e Rinnovabile 869,3 634,7 610,6 70,6 530,0 42,9 2758,2 Termica 2605,0 3032,0 337,0 351,5 3405,9 205,3 9936,8 Geotermica 6,3 16,4 7,7 0,4 17,5 2,0 50,2 Nucleare 1180,4 871,9 20,0 13,0 488,2 2573,6 Totale 4660,9 4555,1 975,4 435,5 4441,6 250,2 15318,8 % 30,4 29,7 6,4 2,8 29,0 1,6 100

Principali indicatori socio-economici ed energetici nel mondo nel 2000 Popolazione Europa America Nord America Latina Africa Asia Oceania Mondo milioni 867,0 306,4 514,0 799,1 3536,8 29,7 6053,0 Reddito procapite 1000 $1995 13,7 32,7 6,8 1,9 3,8 19,1 6,9 Intensit energetica kep/$ PIL 1995 0,24 0,26 0,27 0,44 0,26 0,21 0,26 Consumi elettrici procapite kWh/abitante 5043 14249 1837 524 1179 7977 2397

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Capitolo 1 - Lenergia

6. Il settore elettrico italiano ed europeo LEnte nazionale per lenergia elettrica (ENEL) fu istituito con la legge n. 1643 del 6 dicembre 1962, in attuazione dellart. 43 della Costituzione. Infatti lenergia elettrica rientrava contemporaneamente in tutti gli ambiti per i quali larticolo suddetto ammette il ricorso al monopolio legale: servizi pubblici essenziali, fonti di energia, fini di utilit generale. Con tale legge si attu in Italia la nazionalizzazione dellindustria elettrica, a somiglianza di quanto gi avvenuto in Francia (nel 1946) e in Gran Bretagna (nel 1947). La legge istitutiva configur lENEL come ente pubblico economico, ossia come ente deputato a svolgere unattivit economico-produttiva secondo le regole e con gli strumenti propri dellimpresa. AllENEL fu attribuito il compito di esercitare nel territorio nazionale le attivit di produzione, trasporto, trasformazione, distribuzione e vendita dellenergia elettrica da qualsiasi fonte prodotta. Nel 1992, dopo trentanni dallistituzione, stato fatto il primo passo verso la privatizzazione dellENEL, con la creazione di una Societ per azioni e di un certificato nominativo provvisorio (unazione) intestato al Ministero del Tesoro. E stata poi approvata la legge n. 481 del 14 novembre 1995, recante le norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilit con listituzione dellAutorit indipendente per la regolazione dellenergia elettrica e del gas. Le funzioni prima esercitate da diverse amministrazioni dello Stato sono state trasferite allAutorit nellaprile 1997; in particolare, lAutorit subentra al Ministero dellIndustria, del Commercio e dellArtigianato per quanto riguarda la determinazione delle tariffe, la sorveglianza sulle imprese del settore, la garanzia della qualit del servizio. Nuove regole e forme di mercato, in un mutato contesto rispetto ai decenni precedenti, devono assicurare lutilizzazione ottimale delle risorse disponibili, la tutela ambientale e i benefici per la collettivit e i consumatori. Agli inizi del nuovo millennio si sta avviando la creazione di un mercato unico europeo dellenergia, che dovr gradualmente sostituire gli esistenti regimi di offerta monopolistica, di diritto o di fatto. Il recepimento delle direttive europee sul mercato interno dellenergia elettrica, le azioni dellAutorit e gli orientamenti politici in generale determineranno le effettive caratteristiche degli assetti organizzativi, cui si tende con lobiettivo di salvaguardare gli interessi della maggioranza dei consumatori (che dovranno servirsi di un mercato vincolato) e del mercato libero (cui avranno accesso, almeno inizialmente, solo i consumatori di energia al di sopra di soglie prestabilite). Al fine di promuovere la liberalizzazione del settore energetico il governo stato delegato a emanare un decreto legislativo (n. 79 del 16 marzo 1999) per dare attuazione alla direttiva europea 96/92/CE, recante norme comuni per il mercato interno dellenergia elettrica, e conseguentemente per ridefinire tutti gli aspetti rilevanti del sistema elettrico nazionale. In base a tale decreto le attivit di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica sono libere nel rispetto degli obblighi di servizio pubblico previsti. LAutorit per lenergia elettrica e il gas deve fissare le condizioni atte a garantire a tutti gli utenti della rete la libert di accesso a parit di condizioni, limparzialit e la neutralit del servizio di trasmissione e di dispacciamento. Lo scenario del sistema elettrico italiano subisce notevoli modifiche in quanto a decorrere dal 1 gennaio 2003 a nessun soggetto consentito di produrre pi del 50 per cento del totale dellenergia elettrica prodotta e importata in Italia; a tale scopo lENEL ha gi provveduto a cedere circa 15.000 MW della propria capacit produttiva a societ private. I flussi di energia sono gestiti da un ente statale, il Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN).

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Capitolo 1 - Lenergia

La gestione economica del mercato elettrico affidata ad una societ per azioni, costituita dal GRTN. Essa organizza il mercato secondo criteri di neutralit, trasparenza, nonch di concorrenza tra produttori; assume un ruolo di borsa dellenergia, offrendo una sede di negoziazione anche a chi stipula contratti bilaterali diretti tra produttore e cliente. LENEL assume le funzioni di indirizzo strategico ed articolata in societ separate per lo svolgimento delle seguenti attivit: la produzione di energia elettrica; la distribuzione di energia elettrica e la vendita ai clienti vincolati; la vendita ai clienti idonei; lesercizio dei diritti di propriet della rete di trasmissione, comprensiva delle linee di trasporto e delle stazioni di trasformazione dellenergia elettrica, e le connesse attivit di manutenzione e sviluppo decise dal GRTN. In novembre 2002 il Consiglio della Comunit Europea ha concordato il testo delle nuove direttive per lelettricit e il gas, che sostituiscono le disposizioni del 1996 abrogate da luglio 2004. Le novit pi significative riguardano: Liberalizzazione del settore elettrico Le societ di trasmissione devono essere almeno indipendenti in forma legale, organizzazione e potere decisionale. La separazione della propriet non richiesta, ma esistono criteri minimi relativamente stringenti per ottenere uneffettiva indipendenza e prevenire comportamenti discriminatori ( ad esempio in favore di impianti di generazione posseduti dalla medesima societ). Apertura del mercato Entro il 1 luglio 2004 gli stati membri sono obbligati a permettere che tutti i clienti non proprietari possano scegliere il proprio fornitore di energia elettrica dovunque allinterno della Comunit Europea. I clienti proprietari avranno lo stesso diritto dal 1 luglio 2007. Accesso alla rete Laccesso di terzi alla rete di trasmissione e distribuzione libero. Le tariffe di rete devono essere basate su tariffe ufficiali applicabili a tutti i clienti, obiettivamente calcolate e non discriminatorie. Inoltre le tariffe di accesso devono essere approvate in via preventiva e pubblicate dallautorit di controllo. Regolamentazione indipendente Tutti gli stati membri devono designare una (o pi) autorit di controllo, che deve essere totalmente indipendente dagli interessi del settore elettrico. A questa autorit demandata una serie di obblighi per rafforzare leffettiva competizione nel mercato elettrico. Autorizzazioni per nuovi impianti Deve essere predisposta una nuova procedura autorizzativa vincolante, sulla base di norme oggettive e non discriminanti (con motivazione dei rifiuti e con diritto di appello), per i nuovi impianti da installare. Procedure semplificative sono permesse solo in casi eccezionali, ad esempio per sopperire a potenze installate o investimenti insufficienti ad assicurare la continuit del sevizio elettrico.

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