Sei sulla pagina 1di 11

[Direzione Didattica Lastra A Signa/Laboratorio Curricolo Scientifico] Anno 2012

GLI STATI DELLACQUA TESTO DESCRITTIVO DEL PERCORSO Il riscaldamento e lebollizione dellacqua sono fenomeni quotidiani; sono probabilmente gi stati incontrati dai bambini nel primo ciclo e/o nella scuola dellinfanzia; sono stati utilizzati, durante la classe terza, nellunit didattica sulle soluzioni, per il recupero del soluto. Ma una cosa avere esperienza di un qualsiasi fenomeno, ed unaltra concettualizzarlo. Il ricorso ad una metodologia costruttivista prevede necessariamente tempi lunghi: la proposta didattica che viene qui delineata lunga ed articolata, e prevede di lavorare per due ore settimanali impiegando circa quattro mesi.

Descrizione del riscaldamento dellacqua

1.

Collocate sopra una piastra elettrica un becker da 400 cc, contenente circa 100 cc di acqua distillata e chiedete ai bambini di osservare attentamente quello che succede durante il riscaldamento. Losservazione del fenomeno pu essere fatta anche collettivamente, ponendo il fornellino al centro dellaula e facendo disporre i bambini intorno ad esso in modo che possano osservarlo agiatamente. In questo modo si favorisce una discussione tra pari, mediata dallinsegnante, il quale assume un ruolo di regista della situazione che, con il compito di focalizzare i problemi e di sottolineare osservazioni fatte da singoli bambini ma rilevanti per tutti, pu diventare una risorsa significativa in funzione della elaborazione scritta individuale che ciascun bambino dovr fare. Il pensiero e il ragionamento individuale si costruiscono attraverso pratiche sociali del discorso: i processi interattivi che sono condotti pubblicamente nello scambio con altri individui sono la base per qualsiasi competenza che possa venire interiorizzata e riattivata in altri contesti di discorso e di ragionamento. (Pontecorvo, Ajello, Zucchermaglio, Discutendo simpara, NIS, Roma, 1991)

2.

Fate ai bambini la seguente richiesta: Descrivete quello che successo allacqua nel becker. Far disegnare sul quaderno gli strumenti utilizzati utile per insistere sulla necessit di utilizzare un linguaggio chiaro e per sottolineare la situazione formalizzata dellesperienza.

3.

Fate leggere alcune descrizioni e discutere collettivamente su eventuali aggiunte o correzioni che si potrebbero fare e quindi chiedete ai bambini: Dopo la discussione con i compagni, vuoi aggiungere o modificare qualcosa alla tua descrizione? Dopo che i bambini hanno raggiunto una descrizione adeguata del riscaldamento dellacqua possibile concettualizzare l ebollizione dellacqua. I bambini conoscono gi la parola EBOLLIZIONE? I bambini riconoscono il fenomeno dellEBOLLIZIONE? Nel caso che nessun bambino utilizzi questo termine, chiedere loro se vi qualche fase del riscaldamento dellacqua molto diversa dalle altre. Se dalla discussione non emerge nulla di significativo, ripetete lesperimento del riscaldamento dellacqua facendo in modo che essa, pur diventando calda, non arrivi mai allebollizione.
1

4.

[Direzione Didattica Lastra A Signa/Laboratorio Curricolo Scientifico] Anno 2012 Chiedete, quindi, ai bambini: Osservate e confrontate questa esperienza con quella precedente: quali differenze notate? Scrivete. E necessario che linsegnante ponga particolare attenzione alle consegne che d ai bambini: devono essere formulate in maniera chiara, semplice e precisa in modo che essi abbiano chiaro il significato della richiesta; devono essere in funzione della costruzione di significati e concetti e servono come strumento per guidare e indirizzare correttamente losservazione. Losservazione non consiste in una registrazione passiva di un fenomeno Si tratta invece di un processo attivo col quale losservatore controlla le proprie percezioni confrontandole con le proprie aspettative. Finch le osservazioni non servono a rispondere ad una domanda posta con chiarezza possibile che i ragazzi non registrino accuratamente quel che vedono. (Ausubel, Educazione e processi cognitivi, Angeli, Milano, 1987).

5.

Dopo che un fenomeno stato identificato diventa necessario indicarne il nome. Chiedete, infine, ai bambini: Definite lebollizione dellacqua. Anche in questo caso diventa necessario, se non lo si fatto precedentemente, chiarire il significato della parola DEFINIZIONE o DEFINIRE in modo che sia chiaro per i bambini che si sta chiedendo loro di indicare quelle che sono le caratteristiche distintive di un fenomeno o di un oggetto, quelle che permettono cio di riconoscerlo con precisione e sicurezza anche in altri contesti. E una attivit che i bambini hanno fatto costantemente fin dal primo ciclo, quando si lavorava sulle parole propriet ma opportuno ripetere esperienze analoghe facendo ricorso ad esempi di DEFINIZIONE in altri contesti ad esempio: definisci un fiore, definisci un pesce mettendo in evidenza che le caratteristiche indicate devono permettere di stabilire con precisione se un certo oggetto pu essere o non essere classificato come fiore o come pesce. I bambini sono, adesso, nelle condizioni di produrre qualcosa di simile a questa prima definizione: lebollizione dellacqua quel fenomeno che si verifica ad un certo punto del riscaldamento dellacqua e che caratterizzato dalla contemporanea presenza dei seguenti aspetti: formazione di una grande quantit di bolle allinterno dellacqua; emissione di fumo dalla superficie dellacqua agitazione violenta della superficie dellacqua diminuzione dellacqua Questa definizione potr essere assunta come collettiva, partendo chiaramente dal confronto delle definizioni individuali prodotte dai singoli bambini. Questo primo concetto di ebollizione dellacqua ha evidentemente un carattere soltanto descrittivo; esso, tuttavia, costituisce la base percettiva ed operativa indispensabile per lo sviluppo successivo del concetto, rappresenta, cio, lancoraggio referenziale fondamentale. Per sottolineare limportanza di alcune considerazioni e/o per favorire i bambini nel percorso di rilettura delle esperienze utile che linsegnante fornisca, dopo che tutti i bambini hanno realizzato la concettualizzazione, delle schede da lei elaborate che puntualizzino e chiariscano le fasi pi importanti del lavoro. Il quaderno costituisce uno
2

1. 2. 3. 4.

[Direzione Didattica Lastra A Signa/Laboratorio Curricolo Scientifico] Anno 2012 strumento insostituibile come diario dellesperienza ma, per certi bambini, pu essere difficile ripercorrerlo tutto per individuare le fasi pi salienti: le schede riassuntive dellinsegnante, espresse con un linguaggio chiaro, realizzate con una grafica semplice e ordinata possono costituire un valido ausilio in questo senso. Che cos il fumo? Diventa ora necessario iniziare a fornire delle risposte agli interrogativi che i bambini pongono in relazione a ciascuno dei quattro aspetti caratteristici dellebollizione e che hanno bisogno di approfondimenti e chiarificazioni. E necessario chiarire la natura del fumo (il termine corretto nebbia; il fumo, che si ha infatti durante la combustione, un fenomeno completamente diverso, e contiene anche particelle solide). Con i bambini si pu, tuttavia, continuare ad utilizzare, in una prima fase, il termine di uso comune, o termini simili da loro impiegati.

6.

Predisponete il lavoro per losservazione di alcune esperienze che prevedono lutilizzo del distillatore, che viene presentato ai bambini come uno strumento utile per comprendere meglio che cosa succede durante lebollizione dellacqua.

Il distillatore uno strumento complesso che necessita di essere analizzato con attenzione prima di essere utilizzato: fate disegnare lo strumento ai bambini. E importante che tutti i bambini acquisiscano consapevolezza dei percorsi diversi delle acque che vengono messe in circolo: lacqua dellampolla che si riscalda e che alla fine si raccoglie nel becker, passando attraverso la serpentina, e lacqua che invece fredda, e che da una tanica viene fatta circolare nel tubo intorno alla serpentina e alla fine viene raccolta in un secchio. E importante accertarsi che tutti i bambini comprendano che le due acque non possono mescolarsi perch i percorsi sono separati e non ci sono tra loro vie di comunicazione. 7. E sicuramente necessario, come prima operazione, affinch tutti i bambini acquisiscano le consapevolezze precedentemente indicate, fare passare soltanto lacqua di raffreddamento. 8. Dopo aver preparato il distillatore, iniziate il riscaldamento dellacqua, per mezzo di una piastra elettrica, mettendo 30-40 cc di acqua distillata nellampolla. Chiedete ai bambini, mentre osservano: Che cosa possibile osservare e comprendere con questo esperimento se lo confrontiamo con quello iniziale, quando lacqua veniva riscaldata nel becher? Osservate cose nuove e/o diverse? Chiedete ai bambini di rispondere individualmente nel quaderno e socializzate le risposte. Se necessario, invitate i bambini a rileggere nel loro quaderno la prima descrizione del riscaldamento e dellebollizione dellacqua. 9. Probabilmente, necessario ripetere la domanda precedente, chiedendo sempre ai bambini di rispondere individualmente, dopo aver tolto il tappo nel distillatore. 10. A questo punto, fate ai bambini la seguente domanda: Che cosa successo allacqua? Quali trasformazioni sono avvenute? Lesperienza di nuovo quella dellebollizione dellacqua; essa , tuttavia, effettuata con un dispositivo diverso da quello iniziale che permette pi facilmente la comprensione di ci che avviene: i bambini possono infatti constatare che tutta lacqua dellampolla si trasforma in qualcosa che non si vede; che, a sua volta, si ritrasforma, nella serpentina di nuovo in acqua, la quale va a finire nel becker. Losservazione
3

[Direzione Didattica Lastra A Signa/Laboratorio Curricolo Scientifico] Anno 2012 dellesperimento dopo aver tolto il tappo pu essere indispensabile per far s che tutti i bambini acquisiscano la consapevolezza precedente, superando una visione di tipo magico. Quando si toglie il tappo ci si riporta al primo esperimento in cui si vede il fumo; appena si ritappa, non si vede nulla. In conclusione, la concettualizzazione che tutti i bambini devono costruire che, durante lebolllizione, lacqua si trasforma in acqua che non si vede che, a sua volta, quando viene raffreddata, si ritrasforma in acqua liquida. Soltanto a questo punto ha significato introdurre il termine vapore acqueo (o acqua vapore) per indicare "lacqua che non si vede". Compreso il concetto fondamentale introdurre il termine che permette di conservarlo, chiarendo il diverso significato che esso pu avere in un contesto non formalizzato, come quello della realt quotidiana. Le conoscenze di senso comune spesso favoriscono, infatti, il radicarsi di misconcetti e impediscono una reale e piena comprensione dei concetti scientifici. Probabilmente il termine vapore era stato proposto da alcuni bambini fin dallinizio di questa attivit per designare il fumo. Vi , tuttavia, una profonda differenza tra esso e il termine vapore acqueo: vapore , infatti, un termine generico e non specifico (tutti i liquidi per ebollizione danno vapori), che utilizzato nella vita quotidiana, come sinonimo di vapore acqueo, ed in questa accezione, quando vi mancanza di consapevolezza in chi lo usa, esso nasconde il significato del fumo. 11. Si possono a questo punto introdurre i termini condensazione ed ebollizione, fornendo una scheda del tipo:

ACQUA

VAPORE ACQUEO

Aggiungiamo la seguente precisazione: LA TRASFORMAZIONE DEL VAPORE ACQUEO IN ACQUA PER RAFFREDDAMENTO PRENDE IL NOME DI CONDENSAZIONE. 12 Fate ai bambini la seguente richiesta scritta individuale: Si compreso che il vapore acqueo non visibile. E allora, il fumo che esce dallacqua in ebollizione (quando si toglie il tappo del distillatore o si fa bollire lacqua in un becher), che cos? Quando si sia compreso che il fumo costituito da goccioline piccolissime di acqua, si pu chiedere ai bambini: Perch si forma? Quali sono le vostre ipotesi? Perch laria che si trova sopra il becker fredda ed in grado di condensare in parte il vapore acqueo che esce dallacqua. 13 Fate infine questa domanda ai bambini: Come pensate di spiegare che il vapore acqueo (presente nel distillatore durante lebollizione) non visibile? Con questa domanda si cerca di portare i bambini a comprendere la necessit di ipotizzare lesistenza del microscopico, e cio a formulare ipotesi quali la seguente: durante lebollizione lacqua liquida si trasforma in particelle di acqua (o altri termini usati dai bambini) talmente piccole da non essere visibili.

[Direzione Didattica Lastra A Signa/Laboratorio Curricolo Scientifico] Anno 2012

Lacqua distillata La distillazione dellacqua, che stata effettuata per concettualizzare il vapore acqueo, permette anche di raggiungere un secondo obiettivo, comprendere, cio, che cos lacqua distillata, sostanza che stata utilizzata pi volte nelle attivit precedenti. 14 Ripetete lesperimento dellebollizione dellacqua, versando in un becker alcuni cc di acqua di rubinetto tenendola sul fornellino fino a che non si consumata tutta. Quindi fate ai bambini la seguente richiesta: Osservate e confrontate questa esperienza con quella dellebollizione dellacqua distillata. Quali differenze notate? Socializzate le risposte e mettete in evidenza che lacqua di rubinetto ha lasciato nel becker una patina biancastra. Chiedete ai bambini spiegazioni circa la natura di quella patina; per i bambini dovrebbe essere facile cogliere la connessione con la problematica delle soluzioni.

I bambini sono ora in grado di comprendere le differenze tra i vari tipi di acqua. Sono in grado di comprendere che se lacqua distillata non contiene pi sostanze solide, lacqua usuale (di rubinetto, di fiume, ecc.) che appare come ununica sostanza, in realt una soluzione. Si pu ulteriormente indagare su tale comprensione e, facendo riferimento alle loro esperienze, chiedere: Perch nei ferri da stiro consigliato luso dellacqua distillata? Perch le pentole, a volte, appaiono sporche, di un colore biancastro? Secondo te che cos lacqua bidistillata che si usa per le fiale di medicinali? Le acque minerali 15 Il sapore dellacqua dipende dalla quantit e dal tipo di sostanze solide (sali) disciolte in essa e ci pu essere constatato mettendo a confronto alcuni tipi di acque minerali. Scegliete tre tipi di acqua minerale con contenuto salino molto diverso; il confronto viene fatto sulla base del valore del residuo fisso a 180. Si constata cos che ci sono grandi differenze nella quantit di sali disciolti: vi sono acque minerali che ne contengono pi di 1 g/l, ve ne sono altre che contengono meno di 0,05 g/l di sali. Fate assaggiare le acque ai bambini e fate registrare le differenze. Il sapore delacqua distillata non invece gradevole. Lacqua pura dal punto di vista chimico (cio lacqua distillata) non gradevole, mentre lo lacqua che contiene altre sostanze (chimicamente non pura, ma pura nel significato usuale del termine, cio che si pu bere, che non contiene sostanze nocive). Versate circa 20 cc di ciascuna delle tre acque in becker diversi, collocateli sulla piastra fino a completa evaporazione, e chiedete ai bambini: Quali differenze notate nella patina lasciata dai tre diversi tipi di acqua minerale? Fotocopiate le etichette delle bottiglie e distribuitele ai bambini per confrontarle e mettere in relazione la quantit di patina lasciata da ciascuna con il relativo valore del residuo fisso a 180. Le acque minerali vengono convenzionalmente classificate in tre gruppi: Le acque oligo - minerali che contengono meno di 0,2 g/l di sali; esse sono indicate per chi soffre di calcoli renali;
5

16

[Direzione Didattica Lastra A Signa/Laboratorio Curricolo Scientifico] Anno 2012 Le acque medio minerali che contengono tra 0,2 e 1 g/l di sali; sono quelle pi adatte in sostituzione dellacqua di rubinetto; Le acque minerali che contengono pi di 1 g/l di sali; sono quelle pi indicate per i bambini pi piccoli, proprio per il loro alto contenuto di sali. Le bolle 17 Dopo che i bambini hanno compreso che cos il vapore acqueo, opportuno indagare sulla natura delle bolle che si formano durante lebollizione. Ripetete lesperienza dellebollizione di una piccola quantit di acqua, e, mentre i bambini la osservano chiedete loro: Osservate attentamente le bolle che si formano nellacqua, che cosa sono ? Molti bambini tendono a rispondere che le bolle sono fatte di aria ( esperienza quotidiana la formazione di bolle dovute allaria). Daltra parte, stato riscontrato che anche nelle risposte di studenti universitari permangono risposte quali: le bolle sono dovute allaria o, addirittura, alla formazione di idrogeno ed ossigeno. Ci troviamo indubbiamente di fronte ad un ostacolo epistemologico dovuto sia alla difficolta del concetto che alla evidenza persistente del senso comune. Alcune insegnanti elementari, che pur hanno sperimentato in modo significativo questo percorso, sono arrivate a dubitare della possibilit di concettualizzare le bolle nella scuola elementare. Noi ipotizziamo che sia possibile alla condizione di individuare la sequenza di domande pi adeguata sul piano psicologico. Il motivo per cui in questo percorso si proposto di concettualizzare prima il vapore acqueo, e solo ora le bolle, risiede nel fatto che le bolle posono essere concettualizzate soltanto se i bambini hanno compreso quali trasformazioni subisce lacqua nel distillatore. 18 Registrare le ipotesi dei bambini e stimolare una discussione collettiva. E probabile che i bambini diano risposte molto differenziate. Occorre procedere per gradi. Innanzitutto i bambini devono diventare consapevoli che lipotesi dellaria va scartata perch di aria ce ne una quantit limitata. Le considerazioni potrebbero essere di questo tipo: inizialmente le bolle sono, in effetti, dovute alla presenza dellaria contenuta nellacqua, che quella che permette, come sanno tutti i bambini, ai pesci di respirare, ma che essa troppo poca per giustificare la presenza di una cos grande quantit di bolle; infatti lacqua per i pesci deve essere cambiata o negli acquari esistono strumenti che forniscono aria in continuazione; Le difficolt maggiori si avranno nella fase propositiva. Nel caso pi sfortunato, in cui nessun bambino avesse richiamato ci che si capito con la distillazione, linsegnante dovrebbe chiedere ai bambini: Quando abbiamo distillato lacqua, quali trasformazioni ha subito lacqua? Nellesperienza con il distillatore si visto che tutta lacqua si trasforma in vapore acqueo, cio, acqua che ha assunto una forma diversa, e che tutto il vapore si ritrasforma in acqua; quindi impossibile che lacqua si trasformi in aria. Tranne allinizio, le bolle che si formano sono vapore acqueo che sta uscendo dallacqua liquida. Lacqua bolle a 100C E, probabilmente, conoscenza di senso comune che lacqua bolle a 100, ma molti non conoscono il significato di questa affermazione. A scuola essa viene generalmente presentata in modo inadeguato psicologicamente: in alcuni casi viene semplicemente enunciata, in altri laffermazione accompagnata da un grafico
6

[Direzione Didattica Lastra A Signa/Laboratorio Curricolo Scientifico] Anno 2012 indicante la relazione esistente tra calore (o tempo di riscaldamento dellacqua) e temperatura. Ma, anche nel secondo caso loperazione illusoria, in quanto lo studente della scuola di base non ha ancora la capacit di risalire da una rappresentazione cos astratta alla realt. Il cammino che va percorso quello opposto. Se lo studente non avr , in molte occasioni, negli ambiti fenomenologici pi disparati, affrontato il passaggio dal concreto allastratto, dal fenomeno alla rappresentazione in diagrammi, si trover, anche nella scuola superiore nellimpossibilit di effettuare il percorso inverso. 19 Effettuate di nuovo il riscaldamento dellacqua, ma ora la consegna non quella dellosservazione diretta del fenomeno, bens quella della registrazione della temperatura dellacqua in relazione al riscaldamento. Occorre ripetere lesperimento; tuttavia ci non sufficiente: a volte gli esperimenti possono essere effettuati con modalit diverse, tali da renderli ora ciechi, ora intelligenti (Wertheimer, Il Pensiero produttivo, Giunti, Firenze, 1965). E cieca la modalit pi ovvia di effettuazione di questo esperimento, consistente nella diretta registrazione del tempo e della temperatura. Indubbiamente essa permetterebbe di comprendere il significato dellaffermazione lacqua bolle a 100C, ma lo farebbe in modo cieco in quanto questa caratteristica apparirebbe come un fatto ovvio. 20 Prima di effettuare lesperimento necessario verificare quale consapevolezza hanno i bambini degli effetti del calore sugli oggetti. E conoscenza di senso comune lidea che quanto pi si riscalda un corpo, tanto pi questo diventa caldo (questo principio nel senso comune relativizzato, perch vi sono corpi che ad un certo punto bruciano, vi sono corpi che conducono bene il calore ed altri no, ecc.). Chiedete ai bambini di riportare in una tabella gli effetti del calore su un cucchiaino di metallo (esperienza effettuata lanno precedente) con il passare del tempo: Cosa succede se metto su un fornellino acceso un cucchiaino di metallo?
DOPO 30 SECONDI SUCCEDE CHE.. DOPO UN MINUTO DOPO 5 MINUTI

Socializzate le risposte. 21 A questo punto si pu iniziare lesperimento di riscaldamento dellacqua, dando lindicazione ai bambini di registrare, ad esempio, ogni trenta secondi la temperatura dellacqua in una tabella con due colonne, una per il tempo di riscaldamento e laltra per la temperatura.
TEMPO TEMPERATURA

Dopo 30 secondi Dopo 1 minuto Dopo 1 minuto e mezzo Dopo due minuti Dopo 2 minuti e mezzo
Dopo 3 minuti 7

[Direzione Didattica Lastra A Signa/Laboratorio Curricolo Scientifico] Anno 2012 Il dispositivo sperimentale costituito dalla piastra elettrica, da un becker da 400 cc contenente circa 100 cc di acqua distillata e da un termometro che abbia una scala che arrivi oltre i 100C. Il termometro va usato anche come agitatore, tenendolo sempre immerso nellacqua ma non appoggiato sul fondo del becker. Se i bambini non hanno mai visto un termometro uguale necessario farglielo osservare attentamente ed eventualmente effettuare un disegno dello strumento. 22 Dopo un po di tempo, quando la temperatura sui 40 - 50C, interrompete il riscaldamento e date ai bambini la seguente consegna individuale: Provo ad ipotizzare che cosa succeder alla temperatura dellacqua lasciandola sul fornellino per un tempo molto pi lungo di 4 minuti. Generalmente la maggior parte dei bambini non in grado di prevedere che la temperatura a 100C rimane costante: molti ipotizzeranno che continuer a salire fino alla rottura del termometro. Riprendete il riscaldamento dellacqua e la registrazione della temperatura. Lacqua continuer ad essere riscaldata anche allebollizione per alcuni minuti. Chiedete ai bambini: Scrivo le mie impressioni su questa esperienza. I bambini constateranno la costanza della temperatura di ebollizione dellacqua, ma lo faranno provando stupore, (alcuni penseranno che il termometro non funzioni), meraviglia per qualcosa che sembra strano e illogico. Soltanto in questo modo un fatto cieco pu diventare un problema: perch, allebollizione, la temperatura non continua a salire, perch lacqua non diventa pi calda, nonostante si continui a fornire calore? La stessa meraviglia fu provata dagli scienziati settecenteschi che osservarono, dopo linvenzione del termometro, questo strano fenomeno: risult loro cos assurdo che coniarono un termine che poi rimasto, seppure con unaccezione completamente diversa: calore latente di ebollizione. Mentre per loro significava calore che si nascondeva, perch non manifestava effetti, non faceva aumentare la temperatura; dopo che si cap che il calore allebollizione viene completamente utilizzato per rompere i legami tra le molecole nel passaggio da acqua liquida ad acqua vapore; quel termine venne impiegato (e viene ancora oggi) per indicare il calore necessario per far bollire una precisa quantit di acqua. 24 Ripetete lesperienza (non pi necessario interrompere il riscaldamento), usando, questa volta, acqua di rubinetto. Si constater che la temperatura dellacqua tende, dopo i 100C, seppur molto lentamente, a salire. Gi la temperatura iniziale dovrebbe essere leggermente superiore a 100C. Abbiamo usato il condizionale perch la temperatura dipende anche da altri fattori, quali la pressione atmosferica e la precisione del termometro. Infatti, anche con lacqua distillata la temperatura di ebollizione potrebbe non risultare 100C. Scientificamente si parla di innalzamento ebullioscopico a proposito dellaumento della temperatura di ebollizione dellacqua in funzione della quantit di sali disciolti. 25 Fate realizzare ai bambini due grafici utilizzando la carta millimetrata e i dati raccolti:

23

ACQUA DISTILLATA

ACQUA DI RUBINETTO

[Direzione Didattica Lastra A Signa/Laboratorio Curricolo Scientifico] Anno 2012

Temperatura 100 20

Temperatura

tempo

tempo

Fate aggiungere alla precedente definizione dellebollizione dellacqua, la caratteristica che essa si verifica alla temperatura costante di 100 C Levaporazione dellacqua La concettualizzazione dellevaporazione dellacqua, va collocata alla fine di questo percorso e non allinizio, come si potrebbe spontaneamente ipotizzare in relazione al fatto che essa indubbiamente pi importante e pi presente dellebollizione nella vita quotidiana dei bambini. Levaporazione dellacqua , tuttavia, un fenomeno che normalmente non si vede: sono invece osservabili nel tempo i suoi effetti, la diminuzione prima e poi la sparizione dellacqua. Comprendere che con levaporazione lacqua sparisce non difficile per il bambino; , infatti, esperienza quotidiana constatare che le cose bagnate si asciugano, quali le strade, gli indumenti lavati, ecc. Ma concettualizzare, sempre a livello elementare, levaporazione dellacqua qualcosa di molto diverso da questa conoscenza di senso comune. E iniziare a comprendere che cosa succede allacqua quando sparisce. La velocit di evaporazione dipende da molti fattori quali la temperatura, la superficie del liquido, la presenza di aerazione, ecc. In questa prima fase di acquisizione del concetto necessario restringere le variabili alla variazione di temperatura ed allutilizzo di diversi campioni di soluzioni acquose. 26 Preparate 6 becker da 400 contenenti: 2 becker 20 cc di acqua di rubinetto; 2 becker 20 cc di una soluzione di acqua distillata e sale; e 2 becker 20 cc di una soluzione di acqua distillata e solfato di rame. Collocate 3 becker (uno per ciascun tipo di soluzione) in una zona della classe lontana e 3 in una zona della classe vicina a fonti di calore (quali il termosifone dinverno o una finestra dove vi batta il sole per alcune ore in primavera). Fate osservare e registrare che cosa accade dopo alcuni minuti, dopo alcune ore e dopo alcuni giorni, fino a completa sparizione dellacqua in tutti i recipienti. Fate un elenco delle differenze notate. 27 Chiedete ai bambini delle spiegazioni in relazione a ci che successo facendo loro delle domande scritte e chiedendo di motivare le risposte: 1. Come mai lacqua non c pi? 2. In che cosa si trasformata?
9

[Direzione Didattica Lastra A Signa/Laboratorio Curricolo Scientifico] Anno 2012 3. 4. Lacqua che sparita dov andata? Come mai nei recipienti vicini ad una fonte di calore lacqua sparita prima? Socializzate le risposte. E possibile che il termine evaporazione sia stato impiegato dai bambini fin dallinizio di questi esperimenti: ora comunque il momento in cui esso va introdotto intenzionalmente, in quanto si finalmente compreso che lacqua sparisce perch si trasforma in vapore acqueo. Fornite una scheda riassuntiva mettendo in evidenza che levaporazione dellacqua un fenomeno che si verifica sempre, anche con dellacqua molto fredda, ma la velocit con cui si forma il vapore acqueo e con cui lacqua sparisce cambia a seconda della vicinanze o della lontananza da fonti di calore. 28 Riprendete le considerazioni sulla visibilit del vapore acqueo fatte quando si lavorava con il distillatore e ponete ai bambini la seguente domanda scritta individuale: Ripensate alle esperienze osservate questanno: ebollizione, distillazione ed evaporazione; scrivete in quale esperienza abbiamo visto il vapore acqueo e in quale non lo abbiamo visto pur pensando che ci fosse. Socializzare le risposte. Chiedete individualmente per scritto: Provate a spiegare perch il vapore acqueo si vede nellebollizione e non si vede nella distillazione e nellevaporazione. Socializzate le risposte. E molto probabile che i bambini ipotizzino che il vapore acqueo non visibile perch le particelle di cui costituito sono talmente piccole da non essere visibili, mentre il fumo , invece, visibile perch le goccioline di acqua che lo rendono visibile sono costituite dallunione (aggregazione) di molte particelle di acqua pi piccole e non visibili. In questo modo i bambini sono in grado di formulare le prime ipotesi atomistiche sullacqua, cos come sono stati capaci di farlo alla fine del percorso didattico sulle soluzioni. I cristalli 30 Vi sono molte sostanze che comunemente vengono dette cristalline, come il sale e lo zucchero, perch sono costituite da granelli trasparenti o luccicanti e con spigoli. Laccezione scientifica di sostanza cristallina diversa, in quanto fa riferimento alla forma caratteristica di ciascuna sostanza solida cristallina, quale ad esempio la forma dei cristalli di quarzo che si possono acquistare con poca spesa. I bambini hanno gi constatato che le sostanze solide (come il sale, il solfato di rame, ecc.) solubili in acqua sono recuperabili sia per ebollizione che per evaporazione e hanno sicuramente notato alla fine degli esperimenti di evaporazione la forma strana del sale e del solfato di rame rimasti in fondo al becker. E gi intuibile la forma cristallina di tali sostanze. Potete tuttavia ottenere dei cristalli ben formati, ripetendo gli esperimenti di evaporazione, collocando per mezzo di una bacchettina di vetro al centro del becker e non a contatto con il fondo, uno spago su cui stato collocato un cristallino di sostanza. Il ciclo dellacqua

29

10

[Direzione Didattica Lastra A Signa/Laboratorio Curricolo Scientifico] Anno 2012 Il ciclo dellacqua costituisce indubbiamente uno dei fenomeni fondamentali che si verificano sulla Terra che, da una parte spiega molte trasformazioni della Terra stessa, e che dallaltra rende possibile la vita sulla Terra. Data la sua importanza, esso viene introdotto pi volte nella scuola di base ma in modo nozionistico, per mezzo di immagini, pensando che ci sia sufficiente per la sua comprensione. Invece il ciclo dellacqua pu essere compreso seppur a livello elementare, solo alla fine di questo lungo percorso sullebollizione e sullevaporazione dellacqua. 31 Fate ai bambini la seguente domanda scritta individuale: Da dove viene lacqua della pioggia? Se dalle risposte non emerge niente di significativo, stimolate ulteriormente i bambini ponendo loro anche le seguenti domande: Da dove viene lacqua dei fiumi? Evapora lacqua dei fiumi, dei laghi e dei mari? Dove va a finire lacqua che evapora dai fiumi, dai laghi e dai mari? Le nuvole che cosa sono? Come si formano? A che cosa assomigliano? Socializzate le risposte. 32 Chiedete ai bambini di produrre un disegno sul ciclo dellacqua e di spiegare la loro rappresentazione. 33 Fornite ai bambini delle semplici schede in cui, attraverso un linguaggio semplice ed adeguato e con immagini chiare si parli di fenomeni atmosferici quali la pioggia, la grandine, la nebbia.

Una piegatura ecologica Sempre pi spesso si parla di educazione ambientale e dellimportanza di inserirla fra i curricoli scolastici. In realt si dovrebbe parlare di un coinvolgimento di tutti gli insegnanti e di tutte le discipline nella dimensione ambientale ma ci necessita una riforma del pensiero. Un pensiero che deve rivolgersi principalmente alla realt vicina evidenziandone il valore e favorendo cos linterpretazione del ruolo e delle responsabilit umane. Ed in questa ottica noi ci siamo mossi, ripensando alcuni aspetti del processo di apprendimento insegnamento e cercando di prendere spunto da ci che la nostra realt ci offre ( acqua, fontanello, depuratore) per riflettere e assecondare la formazione di unetica di responsabilit e solidariet, per favorire la partecipazione democratica, il riconoscimento dellalterit e delle differenze, il pluralismo, il rispetto dei diritti delle minoranze e della diversit di tradizioni, culture ed ambienti naturali. La scuola dovrebbe essere il luogo di apprendimento del dibattito argomentato, delle regole necessarie alla discussione, della presa di coscienza delle necessit e delle procedure di comprensione dellaltrui pensiero, dellascolto e del rispetto delle voci minoritarie e devianti. Cos, lapprendimento della comprensione deve svolgere un ruolo fondamentale nellapprendimento democratico (E. Morin, I sette saperi necessari alleducazione del futuro, Milano, Cortina, 2001, pp. 80, 110, 119)

11