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Sintesi sottrattiva

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Sintesi sottrattiva

Per 'sintesi sottrattiva' ci siriferisce ad un modello di sintesi nella quale una sorgente sonora,ricca di armoniche (parziali), viene ad essere modificata da un puntodi vista spettrale 'sottraendo' opportunamente da essa bande difrequenze o singole parziali. Gli aspetti pi interessantivengono evidenziati attraverso un processo dinamico , ovvero quandoquesta operazione di filtraggio si sviluppa durante l'evoluzionetemporale del segnale.

esempio di configurazionebase per la sintesi sottrattiva

Come sorgente per la sintesisottrattiva pu essere usato qualsiasi tipo di suono, inquanto la sintesi sottrattiva altera il bilanciamento spettrale di unsegnale: questa tecnica d i migliori risultati quando (comegi detto) viene applicata a segnali dotati di uno spettromolto ricco di armoniche come, ad esempio, quelli prodotti dageneratori di rumore o di impulsi. Un generatore di rumore produce uno spettro distribuito a largabanda: un generatore di impulsi produce invece una forma d'ondaperiodica ad una frequenza specifica che possiede una grandequantit di energia nelle sue armoniche. Una forma d'onda impulsiva (si osservi l'immagine seguente) possiede un'ampiezza significativasolo durante un breve intervallo di tempo. La durata di questointervallo viene chiamata larghezza dell'impulso. Quando unaforma d'onda impulsiva viene ripetuta periodicamente, il segnalerisultante avr uno spettro molto ricco di armoniche. Lecaratteristiche spettrali di un tale segnale sono determinate dallaforma dell'impulso e dal rapporto tra la larghezza dell'impulso e ilperiodo della forma d'onda totale. Un valore piccolo come rapporto(ad es., un impulso stretto) provoca la produzione di una grandequantit di energia alle alte frequenze.

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La forma d'onda di impulsia banda limitata contenenti N armonici.

E' possibile produrre impulsi dalleforme pi svariate - triangolari, trapezoidali, rettangolari,etc. - ma solo poche forme possiedono uno spettro a banda limitata.Per evitare l'aliasing quando si usa un generatore di impulsi nellasintesi digitale, il musicista deve selezionare forme d'onda a bandalimitata per produrre l'impulso. Un generatore d'impulsi che vienecomunemente usato nella sintesi sottrattiva produce una forma d'ondacon una forma che dipende dal rapporto tra la frequenza fondamentaledell'impulso e la frequenza di campionamento del sistema. Questo tipodi impulso viene meglio descritto in termini del suo spettro. Essocontiene tutte le possibili armoniche della fondamentale fino allafrequenza di Nyquist, e ciascuna armonica ha la stessa ampiezza. Ilnumero di armoniche nello spettro, N, determinatodalla frequenza fondamentale di oscillazione(0) del generatore d'impulsi e la frequenza di campionamentostramite la formula:

La figura sopra mostra la formad'onda risultante per 4 diversi valori di N. Si noti comel'impulso diventa pi stretto via via che N diventapi grande. Per evitare il foldover con frequenze fondamentalialte, l'impulso deve contenere meno armoniche, e quindi diventarepi largo. Ad esempio, se s= 40 KHz e 0= 440 Hz, allora N = 45; ma per0= 1046 Hz, l'impulsodovrebbe contenere solo 19 armoniche. E' possibile generare degli impulsida applicare a filtri singoli o a banchi di filtri (in serie o inparallelo) utilizzando, a frequenza audio (l'a-rate di Csound)il modulo linseg, (od anche expseg) che ci consente diapplicare degli impulsi di qualsiasi forma e durata all'ingresso delsistema di filtraggio. Inoltre, in tutti i linguaggi disintesi (e quindi anche in Csound) esistono dei moduli generatori diparziali
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correlate armonicamente molto utili per la sintesisottrattiva (in Csound di base ne esistono tre: buzz ,gbuzze poscil): i parametri d'ingresso per il modulogbuzz (che ritroveremo negli esempi) sono:l'ampiezza delsegnale, la frequenza della fondamentale,il numero di armoniche chedeve contenere lo spettro, il numero d'ordine della pi bassaparziale presente, ed il moltiplicatore nella serie dei coefficientid'ampiezza. Infine, possibile generarerumore bianco mediante i moduli rand, randh erandi: l'utilizzo dei generatori di rumore diventa molto utile(e non solo in ambito didattico) per apprezzare le caratteristiche dirisposta in frequenza di un filtro. Dopo questa doverosa introduzionerelativa alla generazione di segnali con ricco contenuto armonicotramite vari tipi di generatori , possiamo finalmente formulare unaprecisa definizione di filtro: un filtro cambia lecaratteristiche spettrali dei suoni 'eliminando' le parzialiindesiderate in un segnale, o, detto in altro modo, modellando il suospettro. Questo avviene in quanto un filtromodifica l' ampiezza e la fase di un segnale che passi attraverso diesso, senza alterare la frequenza di alcuna componente spettrale delsegnale stesso. In questa sezione verranno descrittiin dettaglio gli effetti del filtraggio sull' ampiezza delle parzialidello spettro del segnale d'ingresso e verranno illustrati l'uso dibanchi di filtri in serie (cascata) e in parallelo.Si tenga benpresente che qui tratteremo solo l' implementazione 'analogica' deisistemi di filtraggio mediante i moduli ad esso preposti esistenti inCsound, pi che sufficienti per la maggior parte delleapplicazioni musicali: non si parler quindi dei filtridigitali veri e propri, la cui trattazione andrebbe ben oltre gliscopi di questo sito, (che vuole essere solo un corso introduttivoinerente l'Informatica Musicale), avendo a che fare con l'elaborazione digitale dei segnali (ovvero il Digital SignalProcessing), il che richiederebbe l'uso di ben altra matematica eduna approfonditissima trattazione teorica. Le caratteristiche di un filtropossono essere descritte per mezzo della sua risposta in frequenza(frequency response) , che viene determinata sperimentalmenteapplicando un' onda sinusoidale all' ingresso del filtro e misurandole caratteristiche dell' onda sinusoidale in uscita. La risposta in frequenza di un filtroconsiste di due parti - la risposta in ampiezza (in inglese:amplitude response) e la risposta in fase (phaseresponse) (vedi Fig.1).

Fig.1
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La risposta in ampiezza di un filtrovaria con la frequenza ed data dal rapporto tra l' ampiezzadell' onda sinusoidale in uscita e l' ampiezza dell' onda sinusoidalein ingresso. La risposta in fase descrive l'ammontare di variazione di fase in un' onda sinusoidale mentre essapassa attraverso il filtro: si tenga presente che la quantitdi variazione di fase cambia anch' essa con la frequenza dell' ondasinusoidale. I filtri vengono generalmentedistinti per mezzo della forma caratteristica assunta dalla lororisposta in ampiezza . La Fig. 2 mostra il diagramma della rispostain ampiezza generalizzata per un filtro passabasso:

Fig.2

e la Fig.3 quello di un filtropassa-alto:

Fig.3

Un filtro passa-basso (Fig.2)consente alle frequenze che precedono il punto chiamato frequenza ditaglio fc
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(cutoff frequency) di passare attraverso di essocon una minima alterazione, mentre le parziali che vengono a trovarsidopo il punto di taglio verranno attenuate. Viceversa, un filtropassa-alto (Fig.3) attenua le frequenze che precedono il punto ditaglio fc ,mentre quelle che lo seguono passerannoattraverso il filtro con una minima modifica. C' sempre una fase ditransizione graduale tra la banda passante e la banda eliminata, equindi necessaria una regola per specificare la frequenza ditaglio: essa pi spesso definita come quellafrequenza alla quale l' energia trasmessa dal filtro diminuisce dimet (-3dB) rispetto alla massima energia trasmessa dallabanda passante. Questa la convenzione usatanel presente testo, e corrisponde ad una riduzione della risposta inampiezza di un fattore di 0.707. Un filtro che rifiuta sia frequenzebasse che alte, e sia dotato di una banda passante fra loro chiamato un filtro passa banda (band-pass filter). I parametri dibase di un tal tipo di filtro sono:

la frequenza centrale (siglatacon CF oppure f0), cio center frequency, e: la larghezza di banda (o BW,bandwidth), vista anche come due frequenze di taglio, una superiore(fu) ed una inferiore (fl).

La Fig.4 mostra la risposta inampiezza di generico un filtro passabanda. La frequenza centrale fcindica la locazione del centro del passabanda.

Fig.4

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Nei filtri digitali implementatinella maggior parte dei linguaggi per macchine virtuali, la frequenzacentrale data dalla media aritmetica della frequenza ditaglio superiore ed inferiore. La larghezza di banda unamisura della selettivit del filtro ed uguale alladifferenza tra frequenza di taglio superiore ed inferiore. Larisposta di un filtro passabanda spesso descritta per mezzodi termini come 'stretta' o 'larga', a seconda della larghezza dibanda attuale. La selettivit di un filtro passabanda spesso quantificata per mezzo di un fattore di qualit (ofattore di merito) Q. Quando le frequenze di taglio sonodefinite a - 3 dB, il fattore Q dato da:

Ne consegue che un alto Q denota unabanda stretta.

La larghezza di banda puanche essere descritta come una percentuale della frequenza centrale(o di centrobanda). La selettivit di un filtro scelta in funzione al tipo di applicazione per il quale essodovr operare. Ad esempio, un filtro passabanda con unastrettissima larghezza di banda pu essere usato per estrarreda un segnale una specifica componente in frequenza (cio, unaparziale).

Il quarto tipo di filtro ilfiltro elimina-banda (Fig.5):

Fig.5

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esso attenua una singola banda difrequenze e lascia passare tutte le altre. Come un filtro passabanda, caratterizzato da una frequenza di centrobanda ed unalarghezza di banda, ma un altro parametro importante costituito dall' ammontare dell' attenuazione al centro della bandaeliminata (stopband). La maggior parte dei linguaggi tipoCsound include un' unit modificatrice (spesso chiamatareson, ma oggi esistono molti altri moduli come quelli delgruppo butter,ad esempio butterbp) che ha la funzionedi filtro ad uso generale. Normalmente costituita da unfiltro del secondo ordine a tutti poli. La discussione in questasezione riguarda i filtri digitali di questo tipo. Un simbolo di tipo generale perquesto tipo di filtro mostrato in Fig.6.

Fig.6 Questo elemento un filtropassa-banda con due ingressi di controllo relativi alla frequenzacentrale o frequenza di centrobanda (CF) e la larghezza di banda(BW). In certe particolari condizioni esso pu essere usatocome un filtro passa-basso o passa-alto. Per esempio, un filtro passa-bassopu essere realizzato, partendo da un filtro passa-banda,regolando la sua frequenza centrale (CF) a zero. Intuitivamente, unopotrebbe pensare che la risultante frequenza di taglio dovrebbeessere corrispondente a met della larghezza di banda,poich la banda passante centrata a 0 Hz. Quindi, lafrequenza di taglio superiore del passabanda dovrebbe essere lafrequenza di taglio del filtro passa-bassso. Comunque, a causa della natura dell'approssimazione fatta nell' implementazione dei filtri digitali che possibile trovare nella maggior parte dei linguaggi virtualiper la computer music, la frequenza di taglio, fc, del risultantepassa-basso uguale a 0.707 volte la larghezza di bandaspecificata, non 0.5 volte. Ad esempio, per ottenere unpassa-basso con una frequenza di taglio di 500 Hz, specificare una CF= 0 ed una BW = 707 Hz. Questa approssimazionecondizioner anche la risposta di filtri passa-banda confrequenze centrali di valore basso. Come la frequenza centrale delfiltro passa-banda viene situata pi vicina a zero, ilpassabanda inizia ad allargarsi oltre la larghezza di bandaspecificata. La Fig. 7 illustra questo effetto.

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Fig.7

Osservare che la la risposta inampiezza simmetrica quando la frequenza centrale del filtro 10.000 Hz e che il lato sinistro inizia ad inclinarsi versol'alto con il diminuire della frequenza centrale. Sempre partendo dal moduloreson, possibile implementare un filtro passa-altorendendo uguale alla frequenza di Nyquist la sua frequenza centrale.Anche questo tipo di filtro, cos ottenuto, soffre deglistessi problemi di approssimazione che condizionano i filtripassa-basso. Per ottenere in questo modo un filtro passa -alto con unfrequenza di taglio fc necessario specificare lalarghezza di banda (BW) secondo la seguente formula:

ove: fs lafrequenza di campionamento ed fc l frequenza dicentrobanda.

Ad esempio, un filtro passa-alto conuna frequenza di taglio di 15 kHz in un sistema con una frequenza dicampionamento di 40 kHz realizzabile regolando i parametridi controllo in modo che CF = 20 kHz e BW = 7071 Hz. Nel momento incui la frequenza di centrobanda di un filtro passabanda si approssimaalla frequenza di Nyquist, il passabanda si 'deforma' nello stessomodo descritto prima e riguardante i filtri con bassi valori difrequenza di centrobanda. L' altro parametro normalmenteassociato con i filtri il guadagno di centrobanda, ovvero ilrapporto intercorrente tra l' ampiezza del segnale d'uscita e quelladel segnale d'ingresso al centro della banda passante. Il rapportonaturale senza scalatura in un filtro digitale ha una dipendenzacomplessa sia dalla
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frequenza di centrobanda che dalla larghezza dibanda: quindi l' ampiezza di un segnale alla frequenza di centrobandapu essere radicalmente cambiata, ottenendo cos chel'elemento filtro possa servire anche da attenuatore o daamplificatore. Lo scopo di un fattore di scala quello diprevenire questa circostanza moltiplicando l'ingresso del filtro perun numero tale che porti il guadagno di centrobanda ad 1. Moltiprogrammi offrono la scelta di tre tipi di fattori di scalatura: unoper segnali periodici, uno per segnali non periodici (rumore), ed unoche consente all' uscita del filtro di rimanere invariata (senzascalatura). L' uscita del filtro non viene scalata qualora ilmusicista abbia attentamente determinato una successione di elementidi filtraggio tali da poter essere usati per ottenere la desideratarisposta in frequenza.

Per semplici filtri come quelliappena descritti, l' attenuazione nella banda eliminata minima in prossimit della frequenza di taglio ed aumentaallontanandosi da essa. Una frequenza non rilevabile nella bandapassante non usualmente stata completamente rimossa dalsegnale; essa stata semplicemente attenuata pi chese fosse stata rilevata nella banda passante stessa. La velocit alla quale l'attenuazione incrementa conosciuta come la pendenza (slope)del filtro. La pendenza, o rolloff, normalmente espressa come l' attenuazione per unitd'intervallo, come ad esempio 30 dB per ottava. Nella banda eliminatadi un filtro passa-basso con una pendenza di 30dB/ottava, ogni voltache la frequenza raddoppia, l' attenuazione aumenta di 30 dB. Ad unvalore corrispondente a quattro volte la frequenza di taglio, l'attenuazione di 30 dB pi grande che a due volte lafrequenza di taglio; ad otto volte di 60 dB pigrande, e cos via. Un filtro usato per eliminare segnaliindesiderati deve avere una pendenza (rolloff) ripida. La scelta di un determinato tipo difiltro piuttosto che un altro cosa piuttosto delicata, inquanto totalmente correlata a considerazioni di caratteresquisitamente estetico (almeno nell' ambito musicale nel quale cistiamo muovendo): pertanto, necessario avere ben chiare inmente le caratteristiche del filtro che si desidera ottenere, tenendopresente che, nella maggior parte dei casi, vanno preferiti filtricon pendenze abbastanza 'dolci', tali da conservare le relazioninaturali esistenti tra le parziali dello spettro (a meno che non sidesideri proprio modificare profondamente o stravolgere il segnaleoriginale). Vedremo pi avanti come l'uso di particolaricombinazioni di filtri possa consentire sofisticate elaborazioni disorgenti audio di vario tipo. Ritornando al nostro discorso base,si tenga presente che la pendenza di attenuazione determinata dall' ordine del filtro. L'ordine una misuramatematica della complessit di una filtro. In un filtroanalogico, esso legato al numero di componenti elettroniciusati. In un filtro digitale, l'ordine invece correlato conil numero di calcoli eseguiti su ciascun campione. In un semplice filtro analogicopassa-basso o passa-alto, la massima pendenza ottenibile circa 6 dB/ottava moltiplicata per l' ordine del filtro. Un filtropassabanda ha generalmente un ordine pari e la pendenza sia sopra chesotto la banda passante ordinariamente 6 dB/ottavamoltiplicato per la met dell' ordine. Quindi la pendenza,come ripidit, sar la met di quella di unfiltro passa-basso o passa-alto dello stesso ordine implementatitramite Csound. La maggior parte dei filtri digitalisono progettati come un' approssimazione dei filtri analogici. Lapendenza di un filtro digitale sar simile ma non identica alfiltro analogico che viene imitato. A causa della natura dei filtridigitali, non possibile mantenere una pendenza costante pertutta la banda eliminata, e, quindi, non possibile fornireuna relazione precisa tra ordine e pendenza. Comunque, il caratteregenerale della relazione di base resta ancora valido - pialto l'ordine del filtro, pi ripida risulta
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lapendenza dello stesso. Le unit di filtraggionormalmente disponibili nei pi comuni linguaggi per lacomputer music (tra cui ovviamente Csound) sono filtri del primo osecondo ordine. Il filtro usato per simulare l'effetto dellaregolazione dei controlli di tono di un amplificatore unfiltro del primo ordine (spesso chiamato tone). I filtri risonantinormalmente forniti (come reson) sono filtri del secondo ordine. Essitendono verso una pendenza di 6 dB/ottava sia sopra che sotto labanda passante. La progettazione di filtri non devenecessariamente essere ristretta ai quattro tipi base di curve dirisposta in ampiezza descritte precedentemente. Si pudefinire arbitrariamente la risposta in ampiezza di un filtromodellandola allo scopo di ottenere un profilo pi articolatoe complesso, ed ovviamente tutto ci fornisce al musicista unostrumento molto versatile per la creazione di spettri interessantiper la definizione di strumenti in Csound. Vedremo qui di seguitocome ottenere filtri con risposte di tipo statico e/o dinamico(queste ultime molto utili per creare situazioni spettrali variantinel tempo di evoluzione di un segnale). Un metodo utile econcettualmente semplice per ottenere risposte in ampiezza complesse quello di usare i quattro tipi di filtri base come elementicostitutivi che possono essere combinati fra loro per formare ununico filtro la cui risposta in ampiezza finale sar datadalla particolare disposizione scelta per i vari moduli. Prendiamo il caso della Fig.8, dove imoduli di filtraggio sono connessi in parallelo : in questoparticolare tipo di configurazione, i due o pi elementi chela compongono ricevono simultaneamente il segnale d'ingresso, e leuscite dei vari moduli di filtraggio vengono quindi sommate tutteinsieme per ottenere un' unica uscita. Sostanzialmente, laconnessione in parallelo somma insieme le risposte in frequenza ditutti gli elementi da cui formata, col risultato che se unafrequenza presente nella banda passante di uno qualsiasi deifiltri, essa sar passata all' uscita. Saranno quindiattenuate solo le frequenze che non sono presenti all' interno dellabanda passante di nessuno degli elementi di filtraggio. Ad esempio,un filtro rifiuta-banda pu essere ottenuto connettendo inparallelo un filtro passa-basso e passa-alto. La banda eliminata delfiltro cos ottenuto ricadr fra le frequenze di tagliodei due elementi di filtraggio.

Fig.8

Un altro esempio dato dallaFig.9, la quale mostra la risposta in ampiezza di un filtro ottenutoda due passabanda connessi in parallelo, ciascuno dei quali ha unadiversa frequenza di centrobanda.
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Fig.9

L' evidente risultato prodotto da unsimile tipo di filtro che in uscita saranno presenti solo lefrequenze che si trovano all' interno delle due bande passanti, inmodo particolare quelle pi prossime alla frequenza dicentrobanda, mentre tutte le altre risulteranno attenuate in manieracrescente verso gli estremi della banda, secondo le regoleprecedentemente esposte. Con un simile filtro quindi sarpossibile far 'passare' in uscita solo determinate bande di frequenzerispetto ad un intero spettro (semprech lo spettro lecontenga!) col risultato di porre in evidenza solo determinateparziali dello stesso. E' inoltre teoricamente possibile, usandofiltri di ordine molto elevato, e quindi dotati di un Q altissimo,estrarre 'singole' parziali dallo spettro: ci ottenibile quindi con pendenze estremamente ripide ( e ciocon 'strettissime' larghezze di banda). L' altro metodo fondamentale dicombinazione di elementi di filtraggio il collegamento dettoin serie o cascata , dove i filtri sono connessi tra loro uno dopol'altro (vedi Fig.10): l'uscita del primo elemento della serie collegata all' ingresso del secondo e cos via, finoall' ultimo elemento, la cui uscita rappresenta l'uscita dell' interosistema di filtraggio.

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Fig.10

La risposta in ampiezza del filtrocos ottenuto viene calcolata moltiplicando tutte insieme lerisposte individuali. Se viene espressa in dB, la risposta inampiezza totale ad una data frequenza la somma dellerisposte dei singoli elementi espressa in dB a quellafrequenza. L' ordine di un filtro complessoottenuto connettendo tra loro pi elementi in serie uguale alla somma degli ordini di tutti i singoli elementi difiltraggio che lo compongono, cosicch il filtro completoavr una pendenza pi ripida. Cominciamo l' analisi diquesto sistema di connessione considerando i due filtri passa-banda acui sono stati attribuiti i medesimi parametri riguardo allafrequenza di centrobanda ed alla larghezza di banda, come mostrato inFig.11:

Fig.11

il filtro risultante sar unfiltro passabanda con la stessa frequenza centrale ed una pendenzapi ripida (vedi Fig.12).

Fig.12

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Alla frequenza alla quale un singoloelemento ha un' attenuazione di 3 dB, il collegamento in cascatafornisce un' attenuazione totale di 6 dB: quindi, la larghezza dibanda -3dB di un singolo elemento di filtraggio diventa la larghezzadi banda -6dB del filtro completo. La larghezza di banda -3dB delfiltro totale uguale alla larghezza di banda alla qualeciascun elemento di filtraggio contribuisce con 1.5 dB diattenuazione. Quindi , in questo caso, la connessione in serie nonsolo incrementa la pendenza del filtro, ma restringe anche lalarghezza di banda. Ad esempio, la larghezza di banda -1.5dB di unfiltro passabanda del secondo ordine del tipo gi vistoprecedentemente in questo capitolo circa il 65% della sualarghezza di banda -3dB. Si immagini di aver connesso in cascata duefiltri di questo tipo con una frequenza di centrobanda di 1 kHz (1000Hz) ed una larghezza di banda di 100 Hz: il filtro totale risultanteavr una frequenza di centrobanda di 1 kHz ed una larghezza dibanda di 65 Hz. Oltre che ad ottenere pendenzepi accentuate, restringimenti della larghezza di banda (equindi filtri pi selettivi), il collegamento in serie ciconsente di ottenere filtri con pendenza pi ripida ma con unabanda passante pi ampia rispetto ai singoli elementi,purch venga effettuata una scelta molto precisa dellefrequenze di centrobanda e delle larghezze di banda di ogni singoloelemento che costituisce la connessione in serie effettuata (vediFig.13):

Fig.13 questo si pu ottenerescegliendo le frequenze di centrobanda dei singoli elementi difiltraggio in modo tale che siano piuttosto vicine l'una all' altra,ottenendo quindi una sovrapposizione delle due bande passantiindividuali. La Fig.14 evidenzia che il filtro complesso cosottenuto ha una banda passante pi ampia e piatta.

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Fig.14 Il guadagno di centrobanda totale minore di quello di ogni elemento, ma questo fenomenopu essere compensato per mezzo dell' amplificazione: disolito, la scelta delle frequenze di centrobanda e delle larghezze dibanda effettivamente fatta attraverso metodi di analisimatematica ma, come dimostra questo esempio, si pu comunquerealizzare molto anche intuitivamente: ci si ricordi sempre che l'obiettivo di questo testo quello di introdurre il musicistaall' uso di Csound, non di allontanarlo da esso, ed questoil motivo per cui di formule ne vedrete poche, proprio quelleindispensabili. Pertanto, date alcune conoscenze fondamentali perl'utilizzo di determinati moduli, molto pu essere raggiuntoattraverso l'osservazione sistematica e la continua sperimentazioneche, al di l degliaspetti scientifici, comunque volta verso obiettivi estetici(la creazione di una composizione musicale). C' comunque ancora molto dadire riguardo l' argomento del filtraggio in serie : ad esempio, necessario prestare molta attenzione nel progettare filtriconnessi in cascata con differenti frequenze di centrobanda: si notiche, diversamente dal collegamento in parallelo, la specificazione diuna banda passante di un elemento di filtraggio non garantisce chel ci sar energia significativa passata in quellabanda di frequenza. Se uno qualsiasi degli elementi di unaconnessione in serie fornisce una significativa attenuazione inquella gamma di frequenza, la risposta in ampiezza sarpiuttosto bassa. Il risultato della connessione in cascata di duefiltri passa-banda con differenti frequenze di centrobanda mostrata in Fig.15:

Fig.15 Come facile vedere, le duebande passanti non si sovrappongono, e cos il filtrorisultante avr due picchi nella curva di risposta, ma l'ampiezza totale sar piccola. Comunque, un filtro di questo tipopu essere reso utile moltiplicando la sua uscita per unacostante allo scopo di rigenerare la sua ampiezza. Affinch unmusicista possa usare liberamente una connessione di elementi difiltraggio in cascata, senza dover calcolare il guadagno totale dicentrobanda del filtro, Csound (come altri linguaggi) fornisce unaunit che effettua una funzione di bilanciamento (e non a casosi chiama balance). Il musicista dovr solo specificareun punto di riferimento nel flusso del segnale, come puvedersi in Fig. 16:

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Fig.16

quando viene usato, il modulo balancemodifica l' ampiezza del segnale che si presenta al suo ingressocos che la potenza media del segnale che viene fuori da essosia uguale alla potenza media del segnale presente al punto diriferimento. Questo tipo di connessione utile quando siimplementano filtri complessi composti da numerosi elementi in quantoil punto di riferimento pu essere l'ingresso del primoelemento del filtro, e l'unit balance pu essere postaall' uscita finale del filtro (come si vede in Fig.16). Quindi,grazie a questa tecnica, l' ampiezza del segnale d'uscita dovrebbeessere uguale all' ampiezza del segnale d'ingresso; comunque questatecnica efficace solo quando un sostanziale ammontare dellapotenza del segnale ricade nella banda passante. Ovviamente, sel'ingresso del filtro consiste di una singola frequenza che all' esterno della banda passante, la funzione di bilanciamentoesalter l' ampiezza del segnale per compensare l'attenuazione introdotta dal filtro, quindi negando l'effetto delfiltro: si tenga comunque presente che se il segnale applicato alfiltro ha molte componenti spettrali distribuite su di un' ampiagamma, come avviene nel caso di sorgenti di rumore o di impulsi, lafunzione di bilanciamento pu tornare piuttosto utile inquanto permette al musicista di modificare lo spettro del segnalesenza alterarne drasticamente la potenza. Per determinare la potenza media di un segnale, il modulobalance rettifica il segnale e lo passa attraverso un filtropassabasso. Il processo di rettificazione consiste nel prendere ilvalore assoluto dei campioni, cos che tutti i valori deicampioni negativi siano cambiati in positivi, come mostrato inFig.17a e 17b.

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Fig.17a

Fig.17b Questa una forma diwaveshapingnon lineare (vedere la sezione relativa) ed ha l'effetto dienfatizzare grandemente le componenti armoniche pari del segnale,incluso il termine di frequenza zero (dc). Tanto pi elevata l'ampiezza del segnale inviato al rettificatore, tantopi grande sar l'ampiezza delle armoniche pari.L'uscita del rettificatore viene quindi passata attraverso un filtropassabasso con una bassissima frequenza di taglio cheattenuer tutte le componenti tranne il termine a frequenzazero. Quindi, l'uscita del modulo balance proporzionale all'ampiezza del segnale, e fornisce di conseguenza unamisura della potenza media del segnale. L'utilizzatore puspecificare la frequenza di taglio del filtro, ma essa normalmente sub-audio (tipicamente 10 Hz), se lo scopo quello di ottenere la potenza media del segnale. Ogni filtro caratterizzatodalla sua risposta in frequenza ma anche, equivalentemente, dalla suarisposta all' impulso (o risposta impulsiva). La risposta impulsiva una descrizione nel dominio del tempo della risposta delfiltro ad un impulso di durata molto breve. Inoltre, essa puessere usata per determinare la risposta del filtro a qualsiasi tipodi cambiamento che avviene nel segnale d'ingresso. Precedentemente abbiamo ristretto lanostra discussione sulle propriet dei filtri dipendenti dallafrequenza: si assumeva che il segnale applicato all' ingresso delfiltro fosse stato presente abbastanza da consentire all' uscita delfiltro di stabilizzarsi. Le propriet di un filtro dopo che si stabilizzato costituiscono la sua risposta allo statostazionario . Comunque, affinch un musicista possa usare unfiltro in maniera pi concreta, dovrebbe comprendere non solole sue propriet in uno stato stazionario, ma anche il suoeffetto su segnali che cambiano nel tempo (anche rapidamente). Ilmodo in cui un filtro reagisce ai transitori di attacco e diestinzione di un suono costante chiamato la sua risposta aitransienti (o risposta transitoria) .
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Sintesi sottrattiva

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attacco e diestinzione di un suono costante chiamato la sua risposta aitransienti (o risposta transitoria) . La risposta transitoria dipendedalla risposta impulsiva del filtro e dall' inviluppo del suono cheviene fornito al filtro stesso. La durata della risposta transitoria correlata in modo inverso alla larghezza di banda delfiltro. Pi stretta la banda, pi tempo vieneimpiegato dal filtro per rispondere ai transienti. Ad esempio, quando un suonosinusoidale applicato all' ingresso di un filtro con unafrequenza di centrobanda uguale alla frequenza del segnaled'ingresso, l' intero segnale non appare immediatamente all' uscitanella maggior parte dei casi. Allo stesso modo, una volta che ilsegnale in ingresso al filtro terminato, il segnale presenteall' uscita non decade immediatamente a zero: esso prende tempo percostruire una valore di stato stazionario e tempo per decadere dopoche il segnale in ingresso terminato. La Fig. 18 mostra leforme d'onda relative ai segnali d'ingresso e d'uscita di un filtrocon una stretta larghezza di banda: si noti come il filtro tenda adallungare sia il tempo d'attacco che di decadimento.

Fig.18

Si pu quindi concludere cheun filtro pu anche modificare l'inviluppo di un suono. Quandosi usa la sintesi sottrattiva, la descrizione dell' inviluppo delsuono applicato al filtro pu dover essere mitigata allo scopodi permettere la risposta ai transitori del filtro stesso. Questo importante in specialmodo quando vengono impiegati grandi banchi di filtri connessi incascata poich ciascun filtro pu condizionarel'inviluppo del suono.

Esempi di implementazionetramite Csound

La presente sezione si conclude con ilistati, commentati, di qualche esempio di implementazione in Csoundriguardante alcuni dei modelli di filtraggio precedentementetrattati: per consentire un' agevole interpretazione degli stessi,considereremo prima di tutto le sorgenti necessarie ad apprezzare l'azione dei
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interpretazione degli stessi,considereremo prima di tutto le sorgenti necessarie ad apprezzare l'azione dei filtri, e che quindi producano sorgenti spettrali 'ricche'di armoniche (e quindi spettri discreti) e sorgenti formate daspettri continui (cio rumore). Iniziamo con il modulo gbuzz,che consente di produrre spettri in cui le parziali sono correlatetra loro secondo la successione f, 2f, 3f ....nf . Esempio 1 Il primo strumento della nostra seriedi esempi produce il segnale base senza alcuna modificazione, tranneun inviluppo d'ampiezza (utilizzato soprattutto per mandare icampioni a zero), cos da consentirci di apprezzare lesuccessive elaborazioni:

schema a blocchi dell'esempio 1 ; gbuzz.orc

; by Giancarlo Sica 1996

;questi commenti saranno presenticos numerosi solo in questo primo ;esempio, mentre nei successiviverranno commentate solo le ;istruzioni di tipo diverso o di nonfacile comprensione.

;questo strumento serve a produrreuno dei due tipi di suoni


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; che sar il nostro 'segnaled'ingresso' per i ;vari tipi di filtri che andremo aprovare: esso ; prodotto mediante il modulo'gbuzz' ;inviluppato tramite il modulo'linen'.

sr = 44100 kr = 2450 ksmps = 18 nchnls = 1

instr 4 idur = p3 ; durata in secondi delsegnale iamp = ampdb(p4) ; converte decibelsin lineari ipch = p5 ; valore di pitch (inHz) iatck = p6 ; tempo d'attacco dell'inviluppo idec = p7 ; tempo di decadimentodell' inviluppo

ifunc = p8 ; per cambiarefunzione iloharm = p9 ; la pi bassaarmonica presente itotharm = p10 ; numero totale dellearmoniche

; moltiplicatore per le serie deicoefficienti d' ampiezza

imultcoeff = p11

; modulo per inviluppolineare

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k1 linen iamp, iatck, idur, idec

;modulo generatore segnaleaudio

; (si noti la var. 'k1', ovverol'inviluppo d'ampiezza totale)

a1 gbuzz k1, ipch,itotharm,iloharm,imultcoeff, ifunc

out a1

endin

segue quindi il relativo file.sco:

; gbuzz.sco

;funzione coseno per il modulo GBUZZ

f1 0 8192 9 1 1 0

; p1 p2 p3 p4 p5 p6 p7 p8 p9 p10p11

; ins strt idur iamp ipch iatck idecifunc itotharm iloharm imultcoeff

i4 0 2 78 110 1 1 1 40 1.4

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Esempio 2

Proviamo quindi ad implementare unfiltro passabanda costituito da una sola cella, e quindi con unapendenza di 3dB/ott, attribuendogli una frequenza di taglio di 500Hz, e una larghezza di banda di 100 Hz,facendo uso del moduloreson e del modulo balance applicati all' uscita delmodulo gbuzz, come nel seguente esempio:

schema a blocchi dell'esempio 2

;passabanda3dB.orc

;by Giancarlo Sica

sr = 44100
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sr = 44100 kr = 2450 ksmps = 18 nchnls = 1

instr 4

iamp = ampdb(p4) ; converte db inlineari ifreq = p5 ;frequenza di pitchespressa in in cps(cio in Hz) ifunc = p8 ;per cambiarefunzione

k1 linen iamp, p6, p3, p7 ; inviluppod'ampiezza per gbuzz

asig gbuzz k1, ifreq, p9, p10, p11,ifunc ;generatore gbuzz

; filtro con pendenza di -3 dB/ott (1cella ), statico

a1 reson asig, p12,p13

;bilanciamento del segnale filtratocon l'originale

asig2 balance a1, asig

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out asig2

endin

Anche qui, ovviamente, segue il file.sco:

;passabanda3dB.sco

;funzione coseno per moduloGBUZZ

f1 0 8192 9 1 1 0

; p1 p2 p3 p4 p5 p6 p7 p8 p9 p10 p11p12 p13

;ins strt idur amp freq atck rlseifun tothrm lowhrm ampcoef cf bw

i4 0 2 78 110 1 1 1 40 1 .4 500100

Esempio 3 Come costruire un filtro ancorapi selettivo? In base a ci che statostudiato nei precedenti paragrafi,
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Come costruire un filtro ancorapi selettivo? In base a ci che statostudiato nei precedenti paragrafi, sarebbe necessario aumentarel'ordine del filtro, unendo pi celle di filtraggio dellostesso tipo in serie (cio in cascata) e, in questo casospecifico, conservando uguale frequenza di taglio e larghezza dibanda per ogni stadio, come nel seguente esempio:

schema a blocchi dell'esempio 3

;passabanda6dB.orc

;by Giancarlo Sica

sr = 44100 kr = 2450
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ksmps = 18 nchnls = 1 gasig init 0

instr 4 ifunc = p8 ;per cambiarefunzione iamp = ampdb(p4) ; converte db inlineari ifreq = p5 ;frequenza di pitchespressa in in cps

k1 linen iamp, p6, p3, p7 ; inviluppod'ampiezza per gbuzz

asig gbuzz k1, ifreq, p9, p10, p11,ifunc ;generatore gbuzz

; filtro con pendenza di -6 dB/ott (2celle in serie), statico

a1 reson asig, p12,p13 a2 reson a1, p12,p13 ; si noti comeil secondo filtro ; (la cui variabile risultato 'a2'), prenda come inputla variabile risultato delprimo ; filtro, e cio'a1',effettivamente realizzandola'serie di filtri'.

;bilanciamento del segnale filtratocon l'originale

asig2 balance a2, asig

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out asig2

endin

e relativa, sempre identica,partitura:

;passabanda6dB.sco

;funzione coseno per moduloGBUZZ

f1 0 8192 9 1 1 0

; p1 p2 p3 p4 p5 p6 p7 p8 p9 p10 p11p12 p13

;ins strt idur amp freq atck rlseifun tothrm lowhrm ampcoef cf bw

i4 0 2 80 110 1 1 1 40 1 .4 500100

Esempio 4 Seguendo ancora questamodalit, possibile costruire filtri estremamenteselettivi, con un elevato numero di collegamenti in serie: perapprezzare ancora meglio l' efficacia di questi filtraggi, partiamoda una sorgente di rumore, ottenuta con il modulo rand, di cui seguelo strumento, che si consiglia di realizzare ed ascoltare, per esserepoi in grado di apprezzare meglio l'azione dei filtri:

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schema a blocchi dell'esempio 4 ;randinit.orc

;by Giancarlo Sica

sr = 44100 kr = 2450 ksmps = 18 nchnls = 1

instr 4

iamp = ampdb(p4) ; converte decibelsin lineari

;generazione rumore bianco

a1 rand iamp

out a1
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endin

segue la (semplicissima...per ora!)partitura del file .sco:

;randinit.sco ; p1 p2 p3 p4

; ins strt dur amp

i4 0 2 80

Esempio 5 Nell'esempio precedente dovreste averascoltato del rumore bianco: a differenza di un segnale periodico,che contiene uno spettro con componenti ben definite, dovecio l'energia trovata solo alle specifiche frequenze(ed pertanto definito 'discreto'), nel nostro caso l'energia distribuita ovunque all' interno di una gamma di frequenze(e lo spettro risultante quindi definito'continuo'). Nel caso dello spettro 'discreto', ladensit spettrale , in genere, bassa (ed ecco quindiperch stato dato pi volte l' avvertimento dicontrollare che nel segnale ci sia la frequenza che vogliamofiltrare, onde evitare di filtrare...il nulla!) mentre, ovviamente,tale densit massima nel rumore: pertanto, glieffetti delle operazioni di filtraggio saranno molto pievidenti e spettacolari. Proviamo quindi ad applicare prima unsingolo filtro passabanda al nostro modulo rand, come nel seguenteesempio:

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schema a blocchi dell'esempio 5

; randnoise.orc

;by Giancarlo Sica

sr = 44100 kr = 2450 ksmps = 18 nchnls = 1

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instr 4 idur = p3 iamp = ampdb(p4) ; converte decibelsin lineari kcf = p5 kbw = p6 irise = p7 idec = p8 ifnenv = p9 iatss = p10 iatdec = p11

;generazione rumore bianco

a1 rand iamp

;filtro passabasso (pendenza -3 dB,una cella)

asig reson a1, kcf, kbw

;funzione balance

abal balance asig, a1

;inviluppo esponenziale

asnd envlpx abal, irise, idur, idec,ifnenv, iatss, iatdec


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;visualizzazione segnaled'uscita

display asnd, p3

out asnd

endin

segue il file .sco:

; randnoise.sco

;funzione per inviluppo

f1 0.0 513 5 0.001 513 1

; p1 p2 p3 p4 p5 p6 p7 p8 p9 p10p11

; ins strt dur amp kcf kbw irise idecifnenv iatss iatdec

i4 0 2 80 1000 200 0.01 1.99 1 1.20.01

e
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Si noti che CF=1000 e BW = 200, eche, diversamente dagli altri esempi, abbiamo applicato un inviluppo di tipo esponenziale dopol'operazione di filtraggio: proviamo ancora ad elevare di molto laselettivit del filtro con il listato seguente:

; randnoisemod.orc

;by Giancarlo Sica

sr = 44100 kr = 2450 ksmps = 18 nchnls = 1

instr 4

idur = p3 iamp = ampdb(p4) ; converte decibelsin lineari kcf = p5 irise = p6 idec = p7 ifnenv = p8 iatss = p9 iatdec = p10 ibwmin = p11 ;valore inpercentuale ibwmax = p12 ;valore inpercentuale

;valori in frequenza per la larghezzadi banda, in percentuale


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ibwini = (p5 * p11) / 100

ibwfin = (p5 * p12) / 100

;generazione rumore bianco

a1 rand iamp

; controllo dinamico larghezza dibanda del filtro

kevcntrl expseg ibwini, idur,ibwfin

;visualizza controllo esponenzialedella larghezza di banda

display kevcntrl, p3

;filtro passabasso (pendenza -9 dB,tre celle in serie)

asig reson a1, kcf,kevcntrl asig1 reson asig,kcf,kevcntrl asig2 reson asig1, kcf,kevcntrl

;funzione balance

abal balance asig2, a1


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abal balance asig2, a1

;inviluppo esponenziale

asnd envlpx abal, irise, idur, idec,ifnenv, iatss, iatdec

;visualizzazione segnaled'uscita

display asnd, p3

out asnd

endin

e il file .sco: ; randnoise.sco

;funzione per inviluppo

f1 0.0 513 5 0.001 513 1

;p1 p2 p3 p4 p5 p6 p7 p8 p9 p10 p11p12

;ins strt dur amp kcf irise idecifnenv iatss iatdec ibwini(%) ibwfin(%)

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i4 0 2 85 1000 0.01 1.99 1 1.2 0.0110 100

Ci sarebbero molte pagine di commentoda aggiungere a questo esempio, ma ci limiteremo a segnalare i puntipi salienti e lasciare i dettagli all' attenta analisi dellostudioso: la prima cosa che balza all' occhio che lalarghezza di banda del nostro filtro complesso dinamica,infatti varia nel tempo tramite l'inviluppo secondo una percentualestabilita, e questa caratteristica consente di passare da un suonocon un pitch molto ben definito ad una situazione di 'rumorecolorato' verso la fine dell' inviluppo: ovvio che alrisultato finale contribuisce molto la pendenza totale del filtrostesso: si provi a realizzare lo stesso esempio, ma con un solofiltro al posto di tre... . Concludiamo questo nostro capitolosui filtri in Csound con un esempio molto complesso, ove vieneutilizzato un banco di filtri paralleli, di ordine elevato, edinamici:

; multirndmod.orc

;by Giancarlo Sica

sr=44100 kr=2450 ksmps=18 nchnls=1

instr 4 iamp=ampdb(p4) ; converte da db alineari

; parametri per il controllo delbanco di filtri

icenfreq1=p5 ; frequenza dicentrobanda iniziale filtro 1


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icenfreq1=p5 ; frequenza dicentrobanda iniziale filtro 1 icfrqsft1=p6 ; offset freq. dicentrobanda filtro 1 ibwth1=p7 ; larghezza di bandainiziale filtro 1 ibwsft1=p8 ; offset larghezza dibanda filtro 1

icenfreq2=p9 ; frequenza dicentrobanda iniziale filtro 2 icfrqsft2=p10 ; offset freq. dicentrobanda filtro 2 ibwth2=p11 ; larghezza di bandainiziale filtro 2 ibwsft2=p12 ; offset larghezza dibanda filtro 2

icenfreq3=p13 ; frequenza dicentrobanda iniziale filtro 3 icfrqsft3=p14 ; offset freq. dicentrobanda filtro 3 ibwth3=p15 ; larghezza di bandainiziale filtro 3 ibwsft3=p16 ; offset larghezza dibanda filtro 3

icenfreq4=p17 ; frequenza dicentrobanda iniziale filtro 4 icfrqsft4=p18 ; offset freq. dicentrobanda filtro 4 ibwth4=p19 ; larghezza di bandainiziale filtro 4 ibwsft4=p20 ; offset larghezza dibanda filtro 4

; funzioni di controllo frequenza dicentrobanda e larghezza di banda di ogni filtro ; le durate dei segmenti dell'inviluppo sono ottenute dal campo p3 (durata) ;ma ovvio che, con opportunemodifiche, esse siano riassegnabili dal file .sco

; filtro1
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kcf1 linseg icenfreq1, p3/2,icfrqsft1, p3/2, icenfreq1 ; funzione di controllo frequenza dicentrobanda kbw1 linseg ibwth1, p3/2, ibwsft1,p3/2, ibwth1 ; funzione di controllo larghezza di banda

; filtro2

kcf2 linseg icenfreq2, p3/2,icfrqsft2, p3/2, icenfreq2 ; funzione di controllo frequenza dicentrobanda kbw2 linseg ibwth2, p3/2, ibwsft2,p3/2, ibwth2 ; funzione di controllo larghezza di banda

; filtro3

kcf3 linseg icenfreq3, p3/2,icfrqsft3, p3/2, icenfreq3 ; funzione di controllo frequenza dicentrobanda kbw3 linseg ibwth3, p3/2, ibwsft3,p3/2, ibwth3 ; funzione di controllo larghezza di banda

; filtro4

kcf4 linseg icenfreq4, p3/2,icfrqsft4, p3/2, icenfreq4 ; funzione di controllo frequenza dicentrobanda kbw4 linseg ibwth4, p3/2, ibwsft4,p3/2, ibwth4 ; funzione di controllo larghezza di banda

; generatore di rumorebianco

agen rand iamp

; banco di 4 filtri passabanda inparallelo da -9dB (3 celle in serie per ogni filtro)
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;per un totale di 12 elementi difiltraggio).

a1 reson agen, kcf1, kbw1 a1a reson a1, kcf1, kbw1 a1b reson a1a, kcf1, kbw1

a2 reson agen, kcf2, kbw2 a2a reson a2, kcf2, kbw2 a2b reson a2a, kcf2, kbw2

a3 reson agen, kcf3, kbw3 a3a reson a3, kcf3, kbw3 a3b reson a3a, kcf3, kbw3

a4 reson agen, kcf4, kbw4 a4a reson a4, kcf4, kbw4 a4b reson a4a, kcf4, kbw4

asig1 balance a1b, agen ; modifical'ampiezza finale del filtro comparandola con agen asig2 balance a2b, agen ; modifical'ampiezza finale del filtro comparandola con agen asig3 balance a3b, agen ; modifical'ampiezza finale del filtro comparandola con agen asig4 balance a4b, agen ; modifical'ampiezza finale del filtro comparandola con agen

asig5= asig1+asig2+asig3+asig4

out asig5

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endin

ed il relativo file .sco:

; multirnd.sco

; p1 p2 p3 p4 p5 p6 p7 p8 p9 p10 p11p12 p13 p14 p15 p16 p17 p18 p19 p20

; ins start dur amp icfrq1 icfsft1bw1 ibsft1 icfrq2 icfsft2 ibw2 ibsft2 icfrq3 icfsft3 ibw3 ibsft3icfrq4 icfsft4 ibw4 ibsft4

i4 0 4 72 660 40 50 40 1320 100 10050 1760 150 200 100 2520 300 150 125

Lo studio di questo e degli altristrumenti visti va fatto con calma, consultando frequentemente ilmanuale di riferimento per una completa comprensione delle istruzioni( e prestando comunque molta attenzione, perch anche sulReference Manual di Csound, come in tutti o quasi i libri, vi sonoerrori o "significati nascosti" che risulta arduo comprendere) ma,come ho gi detto, vedrete che le soddisfazioni e i risultatinon mancheranno. Buon lavoro a tutti voi.

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