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COMUNE DI ISOLA DEL CANTONE

(PROVINCIA DI GENOVA)

PIANO REGOLATORE GENERALE (Approvato D.P.G.R. n 98 del 31.03.99, rettificato con D.P.G.R. n 107 del 15.04.1999 e convalidato con D.P.G.R. n. 122 del 25.07.2000)
(*1)

INTEGRATO CON LE VARIANTI APPROVATE DALLA PROVINCIA DI GENOVA: 1) Provvedimento Dirigenziale Area 05 atto n. 5870/87259 del 08.10.2002; (*2) 2) Provvedimento Dirigenziale Area 05 atto n. 5058/0102632 del 25.09.2006 ( P.P. Piano del Colore) (*3) 3)Provvedimento Dirigenziale Area 05 atto n.5587/118062 del 14.10.2008 (P.A.I.) (*4) 4)Provvedimento Dirigenziale atto n. 8097 prot.n. 0160178 del 23.12.2010 (*5)
(*1) in vigore dal 27.05.1999 (*2) in vigore dal 12.01.2003 (*3) in vigore dal 25.10.2006 (*4) in vigore dal 18.02.2009 (*5 )in vigore dal 27.12.2010

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COMUNE DI ISOLA DEL CANTONE

PIANO REGOLATORE GENERALE

NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE

INDICE

Titolo I

- GENERALITA'

Titolo II

- NORMATIVA PAESISTICA

Titolo III - AREE TERRITORIALI OMOGENEE E ZONE URBANISTICHE

Titolo IV - I SERVIZI

Titolo V

- AREE DI RISPETTO

Titolo VI - NORME FINALI E TRANSITORIE

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TITOLO I - GENERALITA'

Articolo 1 - FINALITA DEL P.R.G. Attraverso la presente edizione del Piano Regolatore Generale, di seguito denominato brevemente P.R.G., il Comune si propone: - di tutelare il territorio in quanto risorsa per il migliore assetto e qualit dell'ambiente; - di definire, ubicare e coordinare le destinazioni di uso del suolo per uno sviluppo armonico ed organico dei propri insediamenti residenziali e produttivi in rapporto alle loro infrastrutture ed attrezzature tecnologiche e collettive.

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Articolo 2 - APPLICAZIONE DEL P.R.G. Ai sensi della Legge 17 agosto 1942 n. 1150 e successive modificazioni ed integrazioni, nonch ai sensi della legislazione regionale in materia, la disciplina urbanistico-edilizia del territorio comunale viene applicata secondo le disposizioni delle presenti norme e delle planimetrie di P.R.G.

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Articolo 3 - PARAMETRI URBANISTICI 3.1. If = Indice di edificabilit fondiario L'indice di edificabilit fondiario il rapporto tra il volume complessivo delle costruzioni, esistenti e di nuova realizzazione, e la relativa superficie fondiaria. 3.2. It = Indice di fabbricabilit territoriale L'indice di fabbricabilit territoriale il rapporto tra il volume complessivo delle costruzioni (non destinate a servizi pubblici) esistenti e di nuova realizzazione, e la relativa superficie territoriale. 3.3. Iuf = Indice di utilizzazione fondiaria La massima superficie utile lorda, Sp, espressa in metri quadrati costruibile per ogni mq. di superficie fondiaria Sf. 3.4. Sa = Superficie asservita La superficie asservita alle nuove costruzioni quella necessaria a soddisfare i parametri di edificabilit dallo Strumento Urbanistico Generale. Le aree asservite ad un edificio possono restare di propriet diversa da quella dell'edificio stesso, con l'obbligo della loro assoluta inedificabilit. Per le costruzioni esistenti, non ricadenti in zone nelle quali gli interventi edilizi sono sottoposti all'obbligo di S.U.A., la superficie asservita quella stabilita dalla normativa vigente al momento dell'edificazione; nel caso di costruzioni autorizzate prima del 31.8.1967, ove non esista agli atti regolare asservimento o documentazione progettuale probante, s'intende asservita una fascia minima di m 5,00 attorno al perimetro dell'edificio e comunque non oltre il confine di propriet, da determinarsi con riferimento alla situazione catastale esistente all'atto dell'adozione del presente Strumento Urbanistico Generale. Nel caso si intervenga su di un volume preesistente mediante parziale ricostruzione dello stesso, per determinare la superficie da asservire al nuovo intervento, dovr essere computato anche il volume gi esistente, fatta salva l'ipotesi in cui le norme di attuazione dello Strumento Urbanistico Generale consentano incrementi volumetrici indipendentemente dal rispetto dell'indice della zona. E' fatta salva la facolt di determinare la superficie asservita agli edifici esistenti applicando eventuali maggiori indici di edificabilit previsti dallo Strumento Urbanistico Generale vigente al momento in cui si effettuano gli interventi edilizi. Negli Strumenti Urbanistici Attuativi obbligatori la superficie territoriale deve essere asservita sia alle nuove volumetrie sia a quelle esistenti confermate con l'osservanza dei parametri vigenti. Tutte le superfici asservite, con le eventuali modificazioni, devono risultare in apposito repertorio, composto di planimetria e di registro, tenuti dal Comune.

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3.5. Sf = Superficie fondiaria La superficie fondiaria comprende il territorio di riferimento con esclusione delle aree destinate alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, in misura non inferiore a quella stabilita dallo strumento urbanistico generale e nei termini dallo stesso previsti, nonch con esclusione della rete principale della viabilit ; nella superficie fondiaria sono comprese le aree destinate alla viabilit , al verde ed ai parcheggi di esclusivo uso privato. 3.6. Sm = Superficie minima di intervento E' la superficie minima di territorio richiesta dalle norme specifiche relative alle zone che ne prevedono l'applicazione, allo scopo di consentire interventi edificatori. 3.7. St = Superficie territoriale La superficie territoriale comprende tutto il territorio di riferimento ad eccezione delle aree interessate dalla rete principale della viabilit .

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Articolo 4 - URBANIZZAZIONE PRIMARIA E' costituita da quell'insieme di opere, servizi, aree che sono condizione necessaria per l'utilizzazione edificatoria delle aree. Essi sono ai sensi dell'art. 4 L 847/64: 1) viabilit principale, di servizio ai singoli insediamenti, di allacciamento alla viabilit principale 2) parcheggi pubblici 3) fognature per le acque luride e meteoriche, comprese le relative opere accessorie 4) rete idrica comprendente le relative opere per la captazione, il sollevamento ed accessorie, nonch i condotti di allacciamento ai singoli edifici 5) rete di distribuzione dell'energia elettrica e del gas, nonch gli elementi ad essa accessori e i condotti di adduzione alle singole abitazioni 6) pubblica illuminazione 7) spazi di verde attrezzato

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Articolo 5 - URBANIZZAZIONE SECONDARIA E' costituita da quellinsieme di servizi, aree, opere di cui all'art. 4 Legge 847/64: 1) asili nido e scuole materne 2) scuole dell'obbligo 3) mercati di quartiere 4) delegazioni comunali 5) chiese ed altri edifici religiosi 6) impianti sportivi di quartiere 7) centri sociali ed attrezzature culturali e sanitarie 8) aree verdi e di quartiere

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Articolo 6 - PARAMETRI EDILIZI 6.1. h = Altezza interna E' la distanza tra il piano di calpestio e l'intradosso al finito del solaio soprastante; nel caso in cui quest'ultimo sia inclinato l'altezza interna la media fra il valore minimo e quello massimo della distanza di cui sopra. 6.2. H = Altezza di un fabbricato E' la distanza tra la quota di riferimento o il piano di spiccato (il terreno rispetto alle quote dello stato esistente pu essere modellato di pi o meno 50 cm), ed il piano virtuale orizzontale passante per la quota media tra l'estradosso dell'ultimo solaio ed il punto pi elevato della copertura. Nel caso di copertura piana l'altezza viene misurata invece con riferimento alla quota di estradosso del solaio di copertura. In presenza di un fabbricato a gradoni addossato al terreno ammessa la misurazione per singoli corpi di fabbrica dotati di propria autonomia. 6.3. Hp = Altezza lorda di piano Ai fini del calcolo del volume di un fabbricato l'altezza lorda di piano la distanza tra gli estradossi del solaio di calpestio e del solaio soprastante. Nel caso in cui il solaio soprastante o una sua porzione non sia orizzontale, per altezza lorda ad esso relativa da intendersi la distanza tra il solaio di calpestio ed il piano virtuale orizzontale, mediano tra le quote di colmo e di gronda. 6.4. Snr = superficie non residenziale (pertinenze) Le superfici non residenziali destinate a servizi ed accessori riguardano: a) cantine, soffitte, locali motore ascensore, cabine idriche, lavatoi comuni, serbatoi e cisterne, centrali termiche ed altri locali a stretto servizio delle residenze; b) autorimesse singole o collettive al servizio di unit abitative del fabbricato; Tale destinazione deve risultare nellautorizzazione o nella concessione. 6.5. Sp = superficie lorda di piano di un fabbricato Ai fini del calcolo del volume di un fabbricato, la superficie lorda di un piano la somma di tutte le superfici lorde dei solai orizzontali e delle proiezioni orizzontali di quelli inclinati in esso compresi. Sono da escludere dal computo della superficie lorda i terrazzi scoperti, nonch i balconi e le logge. Le superfici dei solai orizzontali e delle proiezioni orizzontali di quelli inclinati, relative a scale esterne (se diverse da quelle necessarie a collegare la quota del terreno sistemato circostante l'edificio ed il piano terra dell'edificio stesso) e corridoi scoperti in aggetto per uso di disimpegno o di comunicazione, anche non circoscritti su tutti i lati da muri perimetrali, vanno computate, ai fini della

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determinazione dei volumi fabbricabili, con le stesse modalit di cui al primo capoverso della presente descrizione. La disposizione di cui al comma precedente non si applica nei confronti delle scale esterne prescritte ai sensi della normativa antincendio. 6.6. Sc = Superficie coperta La superficie coperta da una costruzione l'area delimitata dalla proiezione orizzontale del filo esterno dei muri perimetrali dell'edificio comprese le logge, i porticati, le chiostrine ed esclusi i poggioli e le cornici. 6.7. Rc = Rapporto di Copertura (Sc / Sf) Rapporto tra superficie coperta da una costruzione e la superficie contigua asservita alla stessa . 6.8. V = Volume del fabbricato Per volume di un fabbricato si intende lo spazio delimitato dalle superfici chiuse che lo contengono, ovvero la superficie lorda di piano (Sp) moltiplicata per l'altezza lorda di piano (Hp). V = Sp x Hp Nel computo delle cubature, calcolate al fine dell'indice di PRG vanno detratti: le sovrastrutture tecniche, le parti non abitative strettamente funzionali della copertura, i porticati, le logge aperte, i balconi, i locali interrati delle pertinenze della costruzione, nonch, nelle costruzioni incidenti su terreni con pendenza naturale superiore a 16 gradi, i locali seminterrati adibiti ad autorimesse e/o vani accessori, di altezza non superiore a m 2,60, semprech non superino il 35% del volume abitativo calcolato sulla base dellindice di edificabilit 6.9. Corpo di fabbrica Ai fini della misurazione dell'altezza massima di un fabbricato, il corpo di fabbrica di una costruzione una porzione della stessa, compresa tra la quota di riferimento del fabbricato e la rispettiva copertura; il corpo di fabbrica cos individuato dovr presentare, rispetto alla restante parte, una propria autonomia distributiva o funzionale.

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Articolo 7 - DISTANZE Per distanza si intende la lunghezza minima computata in orizzontale, compresa tra la proiezione a terra del fabbricato, ivi inclusi tutti gli elementi aggettanti dello stesso, con esclusione di poggioli, scale a giorno e cornicioni di profondit non superiore a m. 1,50, e la linea di riferimento costituita da edifici (De), confini (Dc), strade (Ds) o acque pubbliche (Da). Da = distanza minima dalle acque pubbliche. E' la distanza minima delle costruzioni dalle acque pubbliche come definita dalle Norme legislative vigenti. Dc = distanza minima dei fabbricati dai confini di propriet In tutte le nuove costruzioni di metri lineari 5,00, salvo quanto indicato per le singole zone omogenee. Sono ammesse distanze inferiori solo all'interno di strumenti urbanistici attuativi. E' ammessa la costruzione in aderenza al confine di propriet se preesiste parete o porzione di parete in aderenza senza finestra, o in base a presentazione di progetto unitario per i fabbricati da realizzare in aderenza. De = distanza minima tra pareti finestrate o parti di pareti finestrate. Si applica anche quando una sola delle pareti sia finestrata; non si applica nel caso che entrambe le pareti siano cieche, purch venga rispettata la distanza minima stabilita dal Codice civile. Ai fini dell'applicazione della presente norma non si considerano finestre le aperture per dare aria e luce ai vani scala, alle cantine, ai locali destinati a servizi tecnologici del fabbricato. Ds = distanza minima dei fabbricati dal confine stradale (come definito dal D. P. R. 16/12/1993 e s.m.e i.) delle strade pubbliche, sia veicolari che pedonali, esistenti o previste dal P.R.G. o dagli S.U.A. o comunque realizzate a servizio di una pluralit di fondi che non siano strade interne di servizio dei singoli insediamenti. Al di fuori delle zone A, B, C, D, e delle zone destinate ad attrezzature pubbliche e di interesse generale non consentita alcuna edificazione, tranne quelle definite dalla circolare ministeriale 5980 del 30.12.1970 e s.m.e i., ad una distanza inferiore a: a) m. 30,00 dalla S.S. n. 35 e dalle strade provinciali e comunali aventi larghezza della sede superiore o uguale a m. 10,50; b) m. 20,00 dalle strade provinciali e comunali aventi larghezza della sede inferiore a m. 10,50.

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Articolo 8 - S.O.I. Gli interventi di urbanizzazione e di nuova edificazione che incidono in maniera rilevante sullassetto della zona sono da definirisi mediante Studio Organico di Insieme (S.O.I.) costituito da elaborati di valutazione, organizzazione e riqualificazione ambientale.

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Articolo 9 - MODALITA' DI ATTUAZIONE DEL P.R.G. Il P.R.G. si attua mediante l'utilizzo e la trasformazione d'uso del territorio per mezzo di opere edilizie, opere di urbanizzazione e infrastrutture, di iniziativa pubblica e privata. Gli strumenti di attuazione si distinguono in strumenti urbanistici attuativi e interventi diretti.

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Articolo 10 - STRUMENTI URBANISTICI ATTUATIVI (S.U.A.) Gli S.U.A. rappresentano il livello attuativo di dettaglio delle previsioni dello strumento urbanistico generale. Essi devono essere corredati da quanto prescritto dall'art. 3 della L. R. 24/1987 e successive modificazioni ed integrazioni. L'obbligatoriet dello S.U.A., quando sussiste, indicata nelle norme relative alle singole zone omogenee; in tali casi il rilascio della concessione ad edificare subordinato all'approvazione dello S.U.A. come disciplinato dalla legge regionale n. 24/1987, e successive modificazioni ed integrazioni. L'edificazione, e/o gli interventi nelle zone C esp, definite tali con il presente P.R.G., soggetta a preventiva approvazione di strumento urbanistico attuativo ovvero assentibile mediante ricorso ad iniziativa del soggetto interessato, all'istituto di cui all'art. 17 della legge regionale 8 marzo 1978 n. 16 che si concreta nel rilascio della concessione edilizia accompagnata da convenzione o da atto unilaterale d'obbligo con i quali il privato operatore si impegni alla contestuale realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria inerenti all'intervento.

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Articolo 11 - INTERVENTI DIRETTI In tutte le zone ove non sia prescritto l'obbligo di S.U.A si applica l'intervento diretto. Nelle zone in cui prescritto l'obbligo di S.U.A., successivamente a questo, si applica l'intervento diretto. L'intervento diretto pu essere attuato sia da operatori pubblici, sia da operatori privati, secondo le modalit indicate dalle presenti norme. Lintervento diretto subordinato al rilascio di concessione ai sensi della legge 28.01.1977 n. 10, fatti salvi gli interventi che, ai sensi della vigente normativa, sono soggetti a semplice autorizzazione o esenti da entrambi i provvedimenti abilitativi, nonch quelli di realizzazione di opere interne di cui allart. 26 della legge 28.02.1985 n. 47.

Articolo 11 bis Disciplina edificatoria conseguente alladeguamento del P.R.G. al P.A.I. del Fiume Po. Le zone omogenee alle quali il P.R.G. attribuisce edificabilit, nella quantit per ciascuna zona indicata, che risultano in tutto o in parte comprese allinterno delle perimetrazioni delle aree in dissesto idrogeologico (art. 9 Norme di Attuazione del P.A.I.) per la presenza di Fa - frane attive e Fq frane quiescenti, indicate nella cartografia e nella disciplina di cui al successivo Art. 38 bis, pur non essendo direttamente edificabili in forza delle disposizioni di cui al ridetto Art. 38 bis, conservano la potenzialit edificatoria prevista dal P.R.G., la quale pu essere trasferita, previo asservimento dei corrispondenti terreni, a favore di interventi edificatori da realizzare in altre zone omogenee dello stesso tipo della zona omogenea cedente (ricadenti nellambito dellintero territorio comunale).

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Articolo 12 - INTERVENTI SUL TERRITORIO Gli interventi urbanistici ed edilizi sul territorio si distinguono in: A) interventi sul patrimonio edilizio esistente B) Interventi di nuova costruzione: Si configurano quali interventi sul patrimonio edilizio esistente: a0 - opere interne Interventi realizzati all'interno di immobili aventi le caratteristiche di cui all'art. 26 della Legge 47/1985. Sono esenti da concessione o autorizzazione ad edificare, fermo restando che opere complessive di natura ed ampiezza diverse, realizzate in una unit immobiliare o in una costruzione, non possono essere disarticolate ed oggetto di separato atto abilitativo, quando tra esse esista un rapporto di funzionalit. a1 - interventi di manutenzione ordinaria (legge 5.08.78 n. 457, art. 31 e s. m. e i.) Interventi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare e mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. A titolo indicativo, si configurano come interventi di ordinaria manutenzione le seguenti opere: 1) lavori di demolizione e di ricostruzione parziale o totale di rivestimenti interni e loro coloritura, costruzione, sostituzione, o riparazione di pavimenti interni; 2) lavori di rifacimento, sostituzione, o riparazione degli infissi interni; 3) riparazione, ammodernamento e sostituzione di apparecchi dei servizi igienici e degli impianti tecnologici, purch non comportino la destinazione ex novo di locali per i servizi medesimi; 4) sostituzione, o riparazione di canne fumarie interne; 5) pitturazione esterna, ripresa e restauro soltanto parziale di intonaci esterni, senza alterazione di materiali e colori esistenti e sempre che l'intervento non preveda completamente tutta la facciata; 6) rifacimento parziale di rivestimenti esterni senza alterazione dei materiali, tinte e tecnologie esistenti; 7) risanamento o sostituzione impermeabilizzazione; di elementi di isolamento e di

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8) riparazione o rifacimento parziale dei muri di contenimento di altezza inferiore a metri due, senza alterazioni di materiali, forma e dimensioni; 9) riparazione, tinteggiatura, sostituzione anche totale di infissi esterni e di grondaie, sostituzione, o riparazione parziale dei manti di copertura, delle pavimentazioni esterne, sempre che non vengano modificati i tipi di materiali, i colori esistenti e le tecnologie impiegate. a2 - interventi di manutenzione straordinaria (legge 5.08.78 n. 457, art. 31 e s. m. e i.) Opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonch per realizzare ed integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unit immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso. A titolo indicativo, si configurano come interventi di manutenzione straordinaria le seguenti opere: 1) rifacimento totale degli intonaci esterni con lo stesso materiale o con materiale diverso e/o rifacimento totale del colore di facciata; 2) demolizione e ricostruzione dei solai senza modifica al piano di imposta; 3) rifacimento totale del manto del tetto con lo stesso materiale o con materiale diverso; 4) rifacimento totale delle pavimentazioni esterne con lo stesso materiale o con materiale diverso; 5) rifacimento totale di recinzioni con lo stesso materiale o con materiale diverso 6) rifacimento totale delle strutture del tetto senza modifica del piano di imposta e delle altezze dei locali 7) inserimento di elementi di isolamento o di impermeabilizzazione sia interni che esterni; 8) inserimento di servizi igienico-sanitari e tecnologici in mancanza degli stessi; 9) rifacimento totale di intercapedini orizzontali e verticali esterni; 10) creazione di vani e aperture di finestre e sfiati per impianti tecnologici necessari per le esigenze delle abitazioni

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11) apertura di finestre in locali privi di illuminazione diretta dall'esterno, purch il locale non diventi abitabile in base alle norme del regolamento edilizio; 12) consolidamento dei muri portanti, strutture, fondazioni; a3 - interventi di restauro e risanamento conservativo (legge 5.08.78 n. 457, art. 31 e s. m. e i.) Interventi volti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalit mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino ed il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio. A titolo indicativo, rientrano nella presente categoria le seguenti opere: 1) la ricostruzione di parti dell'edificio eventualmente crollate o demolite; 2) la conservazione o il ripristino dell'impianto distributivo - organizzativo originale; 3) la conservazione o il ripristino degli spazi liberi, tra gli altri le corti, i piazzali, gli orti, i giardini, i chiostri; 4) il consolidamento, con sostituzione delle parti non recuperabili e senza modificare la posizione o la quota degli elementi strutturali, quali murature portanti sia interne che esterne, solai a volte, scale, tetto, con ripristino del manto di copertura originale; 5) il restauro ed il ripristino dei fronti esterni ed interni, su questi ultimi sono consentite parziali modifiche purch non venga alterata l'unitariet del prospetto e siano salvaguardati gli elementi di particolare valore stilistico; 6) il restauro ed il ripristino degli ambienti interni nel caso in cui vi siano elementi di documentata importanza; 7) il consolidamento, con sostituzione delle parti non recuperabili degli elementi strutturali quali murature portanti sia interne che esterne, solai a volte, scale, tetto, con ripristino del manto di copertura originale; 8) la demolizione e ricostruzione di solai esistenti anche con conseguente variazione della quota di imposta, allorch tale variazione sia determinata dalla necessit di adeguare l'immobile al rispetto delle norme igieniche vigenti, ovvero pi genericamente per soddisfare esigenze igieniche e tecnologiche;

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9) l'eliminazione di eventuali superfetazioni come parti incongrue all'impianto originario ed agli ampliamenti organici del medesimo; 10) inserimento degli impianti tecnologici ed igienico-sanitari essenziali nel rispetto delle norme di cui ai punti precedenti.

a4 - interventi di ristrutturazione edilizia (legge 5.08.78 n. 457, art. 31 e s. m. e i.) Interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto od in parte diverso dal precedente. Tali interventi escludono la demolizione con successiva ricostruzione e comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi di un edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti.

a5 - interventi di ricostruzione edilizia e/o sostituzione edilizia Interventi che prevedono la demolizione e riedificazione di edifici, o parti di essi, le cui condizioni di degrado statico e/o igienico non siano superabili con un normale intervento di restauro o di ristrutturazione. La ricostruzione deve tendere a ricostituire le caratteristiche formali dell'edificio originario con eventuali limitate variazioni volumetriche.

a6 - interventi di ristrutturazione urbanistica (legge 5.08.78 n. 457, art. 31 e s. m. e i.) Interventi rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro, diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi ed anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati o della rete stradale.

a7 - interventi di ricostruzione su sedime Interventi che prevedono la riedificazione di manufatti, non pi esistenti, ma dei quali permangono tracce tali da poter definire univocamente la posizione planimetrica e la composizione volumetrica. Tale situazione, deve essere dimostrata da una perizia redatta da un tecnico abilitato ai sensi di legge, nella quale verr espresso un giudizio relativo alle caratteristiche storico-architettoniche dell'immobile oggetto d'intervento.

a8 - interventi di demolizione Interventi rivolti a rimuovere in tutto o in parte manufatti preesistenti, qualunque sia la successiva utilizzazione dell'area risultante

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TITOLO II - NORMATIVA PAESISTICA

Articolo 13 - LIVELLO PUNTUALE DEL P.T.C.P. E MODALIT' DI ATTUAZIONE Il presente Piano Regolatore Generale costituisce sviluppo a livello puntuale delle indicazioni a Livello territoriale e locale del Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico della Regione Liguria. Si definisce una Normativa ambientale pertinente ad ogni Zona Omogenea di Piano Territoriale Paesistico, da osservarsi negli interventi ammessi dal P.R.G.. Detta Normativa persegue le finalit di un corretto inserimento nel contesto degli interventi sull'esistente e quelli di nuova edificazione mediante il rispetto dei caratteri naturali e insediativi; in particolare, tale finalit deve essere perseguita attraverso la rinuncia a sperimentazioni architettoniche e urbanistiche estranee alla stratificazione della cultura locale o mutuate da realt territoriali diverse. La rispondenza alla Normativa ambientale di seguito definita costituisce elemento imprescindibile per l'ammissibilit di ogni intervento nel Territorio Comunale. Ogni proposta di intervento in deroga alla Normativa Ambientale, deve essere specificatamente motivata e pu essere autorizzata sulla base di una esauriente ed appropriata documentazione. Il territorio comunale suddiviso in ambiti disciplinati dai seguenti regimi normativi del P.T.C.P.: - IS-MA (Insediamenti Sparsi - Regime Normativo di Mantenimento) - ID-MO-A (Insediamenti Diffusi - Regime Normativo di Modificabilit di tipo A) - IS-MO-B (Insediamenti Sparsi - Regime Normativo di Modificabilit di tipo B) - ANI-MA (Area non Insediata - Regime Normativo di Mantenimento) - TU (Aree Urbane: Tessuti Urbani) - NI-CO (Nuclei Insediati - Regime Normativo di Consolidamento) - NI-MA (Nuclei Insediati - Regime Normativo di Mantenimento) - ID-CO (Insediamenti Diffusi - Regime Normativo di Mantenimento) - ID-MA (Insediamenti Diffusi - Regime Normativo di Mantenimento) - ME (Manufatti Emergenti) Ad ognuno di essi il Piano associa prescrizioni paesistiche puntuali che definiscono i criteri e le modalit per il corretto inserimento sul territorio dei nuovi manufatti, per il recupero di quelli esistenti e per ogni intervento che modifichi la morfologia dei luoghi e il loro assetto vegetazionale.

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Articolo 14 - ZONE IS-MA Tali zone corrispondono ai bacini agricoli degli antichi nuclei rurali montani ed ai versanti agricoli dei fondovalle oggi per la maggior parte non pi coltivati; sono mantenuti come prati a sfalcio spesso alberati e conservano l'insieme delle fasce e dei manufatti rurali sparsi. 14.1 Prescrizioni relative alle nuove costruzioni La copertura sar a falde inclinate convergenti con pendenza minore o uguale al 60%. Il manto di copertura dovr essere in laterizio, preferibilmente di tipo marsigliese. La struttura del tetto potr essere in cemento, con sporti contenuti entro un massimo di cm. 50, o in legno, secondo la tradizione. In questultimo caso gli sporti di gronda potranno essere aggettanti fino ad un massimo di 80 cm., per coprire balconi eventualmente presenti in facciata. Per illuminare i sottotetti potranno essere realizzate aperture raso falda di contenute dimensioni oppure abbaini con larghezza massima di 1 mt. e colmo a quota inferiore a quello della falda interessata purch la superficie della proiezione di tali lucernai e abbini non superi il 10% di quella della copertura. Sono ammesse coperture piane solo nel caso di terrazzi praticabili situati alla stessa quota dellunit immobiliare a cui sono annessi. La realizzazione di fabbricati rurali di servizio (stalle e/o manufatti adibiti a deposito attrezzi, derrate e custodia animali da cortile) ammessa a condizione che la loro dimensioni sia proporzionata alle esigenze di conduzione del fondo e alla superficie da coltivare. Tali manufatti devono soddisfare requisiti di pubblico decoro. In particolare: la copertura deve essere a falda unica ovvero o a due falde convergenti con manto uniforme; il manufatto dovr avere struttura in muratura oppure lignea con tamponamenti di materiale e colore uniforme su tutti i quattro lati. Strutture metalliche sono ammesse solamente per manufatti di modeste dimensioni, purch tinteggiate in verde, bruno o altro colore che armonizzi con lambiente circostante. E vietato luso di vetroresina, plastica ondulata, lamiera zincata, metallo anodizzato e materiali affini e/o similari. Ledificazione deve soltanto sottostare alle seguenti condizioni: linserimento dei nuovi volumi non deve implicare labbattimento di esemplari dalto fusto esistenti; le vie di accesso del fabbricato dalla viabilit principale non devono superare i 300 mt. di lunghezza. 14.2 Prescrizioni relative agli edifici esistenti Si prescrive, nel recupero degli edifici esistenti, lutilizzo di forme e materiali tradizionali. In particolare per le murature esterne e le coperture si rimanda ai punti 17.2.1 e 17.2.8 delle Norme Generali relative agli interventi sul patrimonio edilizio

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esistente nelle zone omogenee di tipo A di cui allart. 17 della presente normativa. 14.2.1. gli incrementi volumetrici su edifici esistenti devono essere inquadrati in una organica ricomposizione delledificio. In particolare: vietato inserire corpi pensili o aggettanti rispetto al filo facciata; permesso linserimento di balconi, purch con aggetto contenuto entro 100 cm. e purch interessanti un sola bucatura; ammessa la realizzazione di scale esterne limitatamente a quelle che collegano il terreno al primo piano, realizzate preferibilmente in aderenza alla facciata con forme e materiali di cui al punto 17.2 delle Norme Generali relative agli interventi sul patrimonio edilizio esistente; sono vietati i corpi aggiunti a carattere precario; lampliamento, se possibile, va fatto ingrandendo il corpo edilizio principale ed estendendone la copertura; in alternativa i corpi aggiunti dovranno avere caratteristiche architettoniche analoghe a quelle delledificio principale (gronde, materiali di copertura, finitura dei muri esterni, infissi e rapporti pieno/vuoto...); vietata la creazione di coperture piane non praticabili in sostituzione di coperture a falde inclinate; i corpi aggiunti e le superfetazioni gi esistenti e incongrui devono essere coinvolti nel ridisegno delledificio con possibili di conteggio del loro volume nella cubatura complessiva delledificio; le facciate principali che presentano simmetrie e disegno compiuto non possono essere alterate. 14.2.2. in generale vietato alterare il rapporto pieno/vuoto delle facciate, comunque: consentita lapertura di nuove bucature su facciate secondarie cieche di dimensioni minori o uguali a quelle della facciata principale consentita lapertura di nuove bucature su facciate finestrate per completare la simmetria del prospetto; consentita la creazione di prese daria per impianti tecnologici, preferibilmente su facciate secondarie; consentita la riapertura di bucature preesistenti nonch lallargamento di aperture di dimensioni ridotte (tipo finestrini ad unanta) per adeguamenti igienici dei locali relativi; 14.2.3. negli edifici intonacati gli stipiti, gli architravi e le soglie dei portoncini di accesso, nonch i davanzali delle finestre, vanno ripristinati secondo il disegno tradizionale, usando pietra locale e marmo, ed i contorni delle finestre vanno lasciati ad intonaco, comunque: qualora siano presenti sopraluce, questi non possono essere n occultati, n modificati nelle forme e nelle dimensioni;

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i serramenti esterni devono avere disegno e colore uniforme in tutto ledificio; in particolare loscuramento andr ottenuto tramite persiane alla genovese o tramite scuretti esterni di forma tradizionale, smaltati in verde scuro o marrone scuro. Tali scuretti sono obbligatori negli edifici in pietra a faccia a vista; 14.2.4. le demolizioni delle murature perimetrali sono ammesse: - per esigenze di recupero sotto il profilo statico, igienico o di sicurezza. In tal caso le parti demolite devono essere ricostruite sulla porzione e forma delle preesistenze; -in sede di ristrutturazione edilizia, nel caso di incrementi volumetrici per adeguamenti igienici, tecnici, funzionali o di demolizione di superfetazioni e riassetto volumetrico. In tali casi, che implicano la modifica anche marginale dell'involucro esterno, deve essere obbligatoriamente analizzato e ricomposto l'assetto architettonico globale. 14.3. Sistemazioni delle aree libere da edifici Quando gli interventi di recupero e/o di nuova edificazione comprendono la sistemazione delle relative aree scoperte di pertinenza si prescrive che: - i movimenti di terra connessi con le suddette sistemazioni esterne non possono superare la misura di mt. 3 in scavo e di mt. 3 in riporto; - le opere di sostegno delle sistemazioni esterne poste a dislivello saranno di norma scarpate naturali stabili e piantumate con essenze caratteristiche dell'area aventi pendenza minore o uguale a 60%. Se ci non fosse possibile potranno essere realizzati muri di sostegno con altezza minore o uguale a mt. 3 opportunamente drenati e con le facce a vista rivestite in pietra naturale scagliata o ricoperte da rampicanti sempreverdi; - le defluenze naturali devono essere organizzate ed allontanate. - le recinzioni non devono compromettere la visuale libera del paesaggio: di norma saranno formate da muretti bassi, staccionate in legno, tondini o quadrelle metalliche verniciate e di forma semplice, specie per le aree agricole, paleria in legno e filo di ferro. Nel caso di insediamenti con particolari esigenze proprie o di decoro esterno, il Sindaco, previo parere della Commissione Edilizia Integrata, potr concedere la realizzazione di recinzioni murarie di altezza adeguata. - Le aree scoperte non destinate a percorso di accesso, piazzale di manovra o parcheggio devono essere sistemate a verde. - E ammessa la sistemazione nel sottosuolo di box e di impianti tecnologici alle condizioni di cui allart. 15.3. 14.4. Prescrizioni relative alla vegetazione La vegetazione d'alto fusto esistente deve essere conservata. Se, in caso eccezionale, per necessit dovute all'uso e agli interventi ammessi si dovessero abbattere esemplari d'alto fusto, questi andranno adeguatamente rimpiazzati con essenze scelte fra quelle caratteristiche della zona. Particolare attenzione andr posta nella scelta delle essenze in funzione del loro sesto di impianto e della distanza da edifici e manufatti in genere.

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Nelle aree di tutela paesistica, gli interventi per il consolidamento dei pendii ed il riassetto del sistema idrografico, devono essere attuati con tecniche "naturalistiche": - vietato l'uso di muri di sostegno in cemento a vista ed i paramenti di materiale lapideo di altezza superiore a mt. 1,5; - ammesso l'uso di viminate, stuoie in cocco, materassi in "tessuto non tessuto" per la creazione di scarpate naturali, da inerbire (anche con sistemi tipo idrosemina) e da piantumare con essenze idonee e tipiche della zona.

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Articolo 15 - ZONE ID-MO-A E IS-MO-B Sono le aree di fondovalle lungo i torrenti Scrivia e Vobbia; urbanizzate o facilmente urbanizzabili, caratterizzate dalla presenza di insediamenti industriali e di aree residenziali a forte eterogeneit e disorganizzazione. 15.1. Prescrizioni relative alle nuove costruzioni 15.1.1. Nelle zone di espansione le regole e gli schemi tipologici e di organizzazione ambientale delle nuove costruzioni, devono essere verificati attraverso un S.O.I.. Lo "Studio Organico di Insieme" dovr farsi carico di verificare gli indirizzi per la pianificazione per le singole zone, ed in particolare: - che la struttura urbanistica degli insediamenti da progettare sia derivata da matrici fondamentali di distribuzione e composizione tipiche (terrazzamenti, crinali, percorsi pedonali, storici, ecc.); - che siano rispettate le condizioni clivometriche del suolo evitando sensibili movimenti del terreno e conservando le specie arboree di rilievo; - che siano studiati attentamente i percorsi pedonali ed i parcheggi che dovranno avere distanze contenute dalle abitazioni; - che le tipologie, i materiali ed i metodi costruttivi utilizzati siano relazionati a quelli della tradizione locale. 15.1.2. La progettazione avr come prescrizioni che: - l'altezza degli edifici sia conforme a quella degli edifici limitrofi e che non potr comunque superare l'altezza massima ammessa; - nei lotti prospicienti la S.S. dei Giovi e la provinciale per Vobbia, gli edifici dovranno avere un lato parallelo alla sede stradale; - la copertura potr essere piana o a falde inclinate; in questo caso, dovr seguire le prescrizioni relative alle coperture delle nuove abitazioni in zona IS-MA; - le tipologie ammesse sono quelle della villetta mono/bifamiliare e della casa a schiera, con il fronte principale orientato secondo la strada. 15.2. Prescrizioni relative agli edifici esistenti 15.2.1. Il recupero degli edifici di interesse storico-ambientale del nucleo del Cantone e della zona "A" adiacente a Castello Mignacco (come riportato nella tavola della zonizzazione) soggetto alle norme generali relative agli interventi sul patrimonio edilizio esistente nelle zona omogenee di tipo "A". 15.2.2. Per gli edifici esistenti in zona "B", gli ampliamenti potranno essere attuati sopraelevando il corpo di fabbrica o intervenendo sui fronti secondari. In entrambi i casi, l'assetto globale dovr essere unitariamente ricomposto, nel rispetto delle caratteristiche architettoniche dell'edificio.

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15.2.3 In particolare: - sono vietati i corpi appesi; - sono vietati i corpi aggiunti a carattere precario; - ove possibile, l'ampliamento va fatto ingrandendo il corpo edilizio principale ed esternandone la copertura; - in alternativa, i corpi aggiunti dovranno avere caratteristiche architettoniche e finiture analoghe all'edificio principale; - i corpi aggiunti gi esistenti ed incongrui, vanno sommati alla nuova cubatura e coinvolti nel ridisegno dell'edificio. 15.2.4. le demolizioni delle murature perimetrali sono ammesse: - per esigenze di recupero sotto il profilo statico, igienico o di sicurezza. In tal caso le parti demolite devono essere ricostruite sulla porzione e forma delle preesistenze; - in sede di ristrutturazione edilizia, nel caso di incrementi volumetrici per adeguamenti igienici, tecnici, funzionali o di demolizione di superfetazioni e riassetto volumetrico. In tali casi, che implicano la modifica anche marginale dell'involucro esterno, deve essere obbligatoriamente analizzato e ricomposto l'assetto architettonico globale. 15.2.5. Nell'ambito degli interventi di recupero con cambio di destinazione d'uso dei manufatti produttivi dismessi: - potranno essere demolite le strutture murarie relative ai corpi di fabbrica inadatti ai nuovi usi ammessi nell'area; - la progettazione dei nuovi interventi edilizi e architettonici dovr essere strutturata facendo riferimento ai caratteri dell'edilizia tradizionale locale propria del centro abitato limitrofo, mediandone le caratteristiche e cercando una coerenza formale con gli aspetti ambientali e morfologici del sito e con quanto prescritto per le nuove costruzioni di cui al punto 15.1. delle presenti norme. 15.2.6. Per gli edifici ricadenti in zona "E" valgono le prescrizioni della normativa paesistica relative agli edifici esistenti in zona IS-MA, art. 14.2. delle presenti norme. 15.3. Sistemazione aree libere da costruzioni Quando gli interventi di recupero e/o nuova edificazione comprendono la sistemazione delle aree scoperte di pertinenza si prescrive che: - per la sistemazione delle aree libere da edifici, fatte salve maggiori restrizioni prescritte in aree di particolare interesse ambientale, i movimenti di terra per realizzare le sistemazioni esterne connesse con gli interventi ammessi, non possono superare la misura di tre metri in scavo e tre metri in riporto. - Per il sostegno delle sistemazioni esterne poste a dislivello saranno utilizzate di norma scarpate naturali stabili e piantumate con essenze proprie dell'area, con pendenza minore o eguale al 60%: ove ci non fosse possibile i muri di sostegno necessari non potranno emergere dal terreno pi di tre metri.

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- Le facce a vista di detti sostegni saranno rivestite da pietra naturale, o ricoperte da rampicante sempreverde; - le defluenze naturali devono essere organizzate e allontanante; - i giardini e le superfici di distacco nei comparti edificati, e comunque quelle scoperte interessate da interventi, fatte salve le eccezioni espressamente richiamate, non possono essere utilizzate per deposito di materiali di alcun genere n per alcuna costruzione in soprassuolo. Tali aree se non interessano viali di accesso, piazzali, aree per parcheggio, andranno sistemate a verde privato, con la messa a dimora di piante di alto fusto, in numero commisurato alla natura dell'intervento, alla sua esposizione e morfologia ambientale, nonch alle caratteristiche vegetazionali dell'intorno; - il sottosuolo dei distacchi e dei giardini potr essere utilizzato per le destinazioni d'uso di parcheggio privato ed attrezzature tecnologiche alle seguenti condizioni generali: - non siano abbattuti esemplari arborei di alto fusto e, ove ci eccezionalmente si rendesse indispensabile, sia sostituito l'esemplare abbattuto con altro di essenza caratteristica dell'area e delle massime dimensioni tecnicamente ammissibili per un buon attecchimento; - la costruzione di recinzioni disciplinata dalle norme seguenti. - Nell'abitato i manufatti di recinzione saranno realizzati da un muretto intonacato o rivestito, superiormente protetto, dell'altezza massima di mt. 0.80, con eventuale soprastante elemento a giorno costruito con tondini o quadrelle metalliche verniciate in colori tinta scura di forme semplici e tradizionali. E' sempre permesso l'uso di siepi e barriere verdi. 15.4. Fasce di rispetto fluviali Lungo il corso dei torrenti Vobbia e Scrivia, le fasce di rispetto, definite dalla vigente legislazione, sono inedificabili e vanno conservate a verde: - vietato l'uso improprio di tali aree e la costruzione di precari; - in tali aree va mantenuta, e nel caso ripristinata, la vegetazione riparia tipica della zona. 15.5. Disciplina delle aree industriali 15.5.1. Interventi di ristrutturazione di manufatti produttivi esistenti. Ogni intervento di ristrutturazione di manufatti produttivi esistenti deve tendere alla riqualificazione architettonica e funzionale del contenitore dell'attivit. In sede di ristrutturazione di pu giungere alla sostituzione dell'intera struttura con il ripristino del volume edilizio nella posizione, forma e dimensione della preesistente. E' ammessa la modifica delle quote della copertura in funzione della forma della nuova struttura adottata, fermo restando i limiti di altezza massima consentiti in zona dal P.R.G.. Deve essere realizzato un riassetto dell'area libera, con la ricomposizione delle sistemazioni e il relativo completamento del verde.

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15.5.2. La nuova edificazione di manufatti industriali e volumi di servizio deve disporre di una progettazione corretta anche sotto l'aspetto formale, con studio delle tipologie e utilizzo di materiali adeguati. L'inserimento del nuovo manufatto nell'ambiente, che deve avere caratteristiche di decoro, deve adeguarsi alla morfologia originaria del sito, con eventuale struttura a gradoni: la sistemazione dell'area scoperta dovr essere finalizzata anche ad una accurata ricomposizione ambientale estesa fino ai confini del lotto con fitta piantumazione delle aree libere, onde limitare la visuale da luoghi pubblici. La costruzione di locali tecnici e/o pertinenze deve soddisfare i seguenti requisiti di decoro: il manto di copertura deve essere unitario, i tamponamenti devono essere uniformi nel tipo di materiale usato, nelle finiture e nel colore. 15.5.3. Nel caso di interventi su manufatti industriali esistenti gli aumenti volumetrici dei corpi di fabbrica devono uniformarsi all'edificio principale per la tipologia, le caratteristiche architettoniche, i materiali usati e le finiture. Fanno eccezione i manufatti tecnici e gli impianti particolari che dovranno comunque presentare caratteristiche di decoro. Ogni insediamento di natura industriale nuovo o che si sostituisca ad altre attivit esistenti utilizzando le precedenti costruzioni, al momento della richiesta di concessione edilizia, dovr garantire, mediante specifici impianti tecnologici, l'innocuit degli scarichi, dei fumi e delle esalazioni secondo le disposizioni ed i parametri emessi dalle autorit competenti. Una relazione tecnica sui cicli di lavorazioni previsti, sulla consistenza degli scarichi e sui mezzi adottati per evitare qualsiasi forma di inquinamento dovr essere allegata alla richiesta di concessione. 15.5.4. E' consentito il deposito nei distacchi di materiale d'uso e di produzione purch ne sia protetta la visuale dai luoghi pubblici a mezzo di una adeguata recinzione formata da siepi sempreverdi e da muri intonacati di altezza adeguata. Negli altri casi il confine di lotto sar segnato con esemplari di essenze arboree caratteristiche della zona.

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Articolo 16 - ZONA ANI-MA Sono i versanti boscati che occupano la maggior parte del territorio comunale ed alcuni lembi di prateria mesofila in corrispondenza dei crinali. 16.1. Prescrizioni relative alla viabilit - La realizzazione di strade carraie sia pubbliche che private subordinata alla stesura di un S.O.I. per l'intero tramite, che riguardi in particolare l'andamento altimetrico e il manto vegetale della zona. - Si devono sempre disporre le necessarie opere di tombinatura per il deflusso delle acque; gli scavi ed i rilevati devono sempre essere sistemati con idonee opere di contenimento, preferibilmente costituite da scarpate inerbite. - E' vietato abbandonare materiali di risulta lungo i versanti. - Il progetto deve fornire la misura dell'incidenza sulla morfologia del terreno, la forma e la dimensione dei manufatti compresi quelli per la raccolta e lo smaltimento delle acque e le opere atte a realizzare la necessaria ricomposizione ambientale. 16.2. Prescrizioni relative agli edifici esistenti e alle nuove costruzioni - Per il recupero degli edifici esistenti e per le nuove costruzioni valgono le prescrizioni esistenti in zona IS-MA (punto 14.1. e 14.2. delle presenti norme). 16.3. Tutela delle aree boscate e delle zone agricole - Le aree boscate, siano esse con manti di esemplari di alto fusto o di specie ceduate, sono riservate alla difesa idrogeologica, alla rigenerazione del patrimonio forestale, al mantenimento delle biocenosi e dello stato microclimatico. In tali aree vietato operare senza l'autorizzazione comunale, e, dove prescritto dalla competente autorit forestale, sono vietati interventi che possono innescare o favorire un processo di degradamento, e precisamente: - movimenti di terra, alterazioni del manto di sottobosco, abbattimento di vegetazione d'alto fusto al di l del normale taglio di rotazione regolarmente autorizzato e all'eventuale taglio di arbusti per soddisfare le esigenze di conduzione dei poderi agricoli connessi; - l'abbandono di rifiuti di qualunque genere e lo scarico di acque inquinate; - la posa indiscriminata di cavi aerei, fatto salvo lo studio accurato di tracciati, che per quanto possibile evitino e contengano le alterazioni dell'ambiente. In particolare, i tracciati per il passaggio di metanodotti ed elettrodotti devono essere individuati fra quelli di minore impatto attraverso la redazione di un S.O.I. - Le zone boschive percorse dal fuoco non mutano la propria destinazione d'uso e su di esse vi assoluto divieto di compiere qualsiasi opera, al di fuori di quello di riassetto morfologico e idrico di rimboscamento e dell'eventuale recinzione totale o parziale. - Gli interventi di nuova piantumazione e di rimboschimento devono utilizzare essenze tipiche locali.

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- Per le zone agricole, valgono altres tutte le altre prescrizioni relative alla salvaguardia delle aree libere in zona IS-MA.

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Articolo 17 - ZONE TU, NI-CO, NI-MA, ID-CO, ID-MA Sono le aree totalmente urbanizzate che corrispondono ai nuclei di pi remota edificazione, sia centri del fondovalle che di frazioni rurali montane, ove l'insediamento presenta caratteri per un mantenimento sia pur a diversi livelli ed in altri casi viene invece richiesto il consolidamento per rafforzare i caratteri incerti. 17.1. Prescrizioni relative alle nuove costruzioni Le nuove costruzioni devono uniformarsi, per materiali, tipologia e finiture esterne, alla tradizione locale. In particolare: - la muratura deve essere piena, finita ad intonaco o in pietra a faccia a vista. Il paramento di pietra dovr rispettare le caratteristiche tipologiche e costruttive dellambiente storico esistente; - le facciate finite ad intonaco potranno avere uno zoccolo in lastre di pietra squadrata, di altezza fino a 1 mt.; - nei serramenti esterni sono vietati i portoncini in alluminio anodizzato e in legno perlinato; sono raccomandati i portoncini in ferro, legno e alluminio, di forma semplice e di colori verde e marrone scuro. Per le finestre, sono previsti serramenti in legno o di colore bianco a forma tradizionale; - vietato l'uso di avvolgibili; - per le coperture, valgono le prescrizioni relative alle nuove costruzioni in zona IS-MA; - sono vietate le balconate non appartenenti alle tipologie locali ed i rivestimenti esterni in legno. Nel caso di sostituzione edilizia in zona A1 si prescrive inoltre quanto segue: a) un approfondito studio conoscitivo dell'evoluzione storica esteso all'intero l'isolato, nonch dello stato interno dello stesso, ed uno studio critico del tessuto che detto immobile contribuisce a definire; b) l'intervento di sostituzione edilizia dovr, in coerenza con le risultanze di cui sopra, portare una apprezzabile bonifica igienica delle aree di intervento entro le condizioni che seguono: c) siano conservati i connotati architettonici e tipologici del complesso oltre agli allineamenti e la compattezza delle palazzate a schiera nel loro affaccio sui tramiti viari principali, con particolare propriet sui fronti; d) siano eliminati gli aggetti ed i corpi pensili estranei alla definizione planimetrica dell'organismo da demolire; e) eventuali incrementi volumetrici siano recuperati nei termini seguenti: - con adeguamento dell'altezza dei corpi di fabbrica rinnovati a quella media degli edifici circostanti; - in termini di S.L.A. con l'utilizzo dei sottotetti; f) sia effettuata la rettifica della copertura che dovr essere a falde inclinate secondo la tradizione locale e con copertura in cotto.

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17.2. Recupero edifici esistenti in zona A - Il recupero degli edifici esistenti non dovr snaturare i caratteri dei nuclei storici. In particolare per le zone omogenee di tipo "A", valgono le seguenti norme: 17.2.1. Murature Le murature degli edifici storici devono mantenere le loro caratteristiche originarie: Muratura in pietra a faccia vista Le facciate, realizzate in pietra a vista, devono essere mantenute e se necessitano di restauri, devono essere utilizzate tecniche e materiali originari. In particolare: - vietata la stuccatura dei giunti, che altera la consistenza delle murature in pietra a secco tipiche dell'architettura rurale; - il materiale lapideo necessario per il restauro deve essere simile a quello originario, ricavato dallo sfaldamento naturale della roccia locale; - negli spigoli e nei marcapiani vanno mantenute pietre di dimensioni maggiori lavorate con pi accuratezza nella faccia a vista; - anche le spalline di porte e finestre devono essere in pietra locale a vista con conci squadrati, di dimensioni maggiori rispetto a quelle dei muri, disposte a corsi orizzontali e verticali e lavorati con accuratezza sulla faccia a vista; - per quanto riguarda gli architravi, se in legno devono essere mantenuti e non possono essere occultati e, se molto degradati, vanno sostituiti con altri analoghi. Per quelli in pietra valgono le stesse norme relative alle spalline; - stipiti e davanzali, solitamente in pietra o mattoni pieni devono essere mantenuti o ripristinati nei materiali originari. Murature in pietra o mattoni finite ad intonaco Anche gli intonaci esterni devono essere fatti con materiali e tecniche tradizionali cio a base di malta di calce, escludendo altri tipi di leganti che non permettano la traspirazione del muro comprese elevate percentuali di cemento, che pregiudica la buona aderenza dell'intonaco alla muratura. In particolare, nelle case rurali, consigliato l'uso dell'intonaco strollato grigio, ocra o bianco. Devono essere tinteggiate a calce con colori a base di terre compresi nel repertorio della tradizione locale. E' quindi vietato l'impiego di qualsiasi pittura che non permetta la traspirazione del muro (pitture plastiche e quarzo, tinte sintetiche a base di anilina, ceramiche, granulati). Non sono permessi rivestimenti anche parziali in pietra o altri materiali, ad eccezione di zoccolature in materiale lapideo tradizionale alte al massimo 80 cm. e formate da lastre squadronate. Le facciate nord rivestite a lastre di ardesia, secondo la tradizione, possono essere mantenute o finite ad intonaco in modo simile alle altre facciate del corpo edilizio.

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Qualora la facciata sia dipinta, dovr essere ripreso il disegno originale. Nelle zone A di P.R.G. vietato realizzare qualsiasi disegno o elementi decorativi su facciate che non li recassero all'origine, ad eccezione di riquadrature alle finestre e alle porte in tinta chiara su facciate finite ad intonaco strollato, con armonico rapporto cromatico come nella tradizione locale.
Il piano particolareggiato relativo al Piano del Colore del centro storico del Capoluogo individua lambito di applicazione della seguente normativa puntuale. Sul patrimonio edilizio esistente ricadente entro il perimetro di cui alla tav. 1 Ambito di intervento del Piano Colore, limitatamente ai materiali ed alle tonalit delle tinte e dei decori dipinti delle facciate principali, si applicano le prescrizioni di cui ai seguenti elaborati del piano: ELABORATI DI ANALISI DELLO STATO DI FATTO TAV. 1 Ambito di intervento del P.C. Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico: assetto insediativo (1:1000). TAV 1A Individuazione grafica dei mappali compresi nelle singole schede "B" dello stato di fatto e progetto TAV. 3 TAV. 6 TAV. 7 Valutazione dell'interesse ambientale delle facciate degli edifici. Tipologia decorativa delle facciate. Stato di conservazione delle superfici e dei materiali della facciata.

TAV. 8 Valutazione del degrado delle superfici e dei materiali delle facciate degli edifici. TAV. 9 Indagine di dettaglio sullo stato attuale delle facciate, con o senza decorazioni pittoriche. SCHEDE "A" : VOL. 1, VOL. 2, SCHEDE AX SCHEDE "B-SFU" da n 1 a n 16 SCHEDE "C-SFE" da n 1 a n 81 SCHEDE D-SFE da n 1 a n 6 SCHEDE "E-SFE" da n 1 a n 6 ALLEGATO "C". ELABORATI DI PROGETTO TAV. 10 TAVOLA DEGLI INTERVENTI DI PREVISIONE

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TAV 11

PIANO DI MANUTENZIONE DELL'OPERA

SCHEDE DI PROGETTO SCHEDE "B-PU" da n 1 a n 16 SCHEDE "C-PE" da n 1 a n 93 SCHEDE "C" PARTICOLARI IN SCALA 1:10 DELLE SCHEDE C-PE 26, CPE 27, C-PE 28 e C-PE 45 SCHEDE "M" da n 1 a n 22 SCHEDE "T-P" TIPOLOGIE DI PROGETTO, PARTICOLARI DI ELEMENTI DECORATIVI DA n 1 a n 6 SCHEDA E7 SCHEDA E8 Colori storici delle facciate. Colori persiane, porte e ringhiere ALLEGATI DI PROGETTO ALLEGATO "A" RELAZIONE ILLUSTRATIVA

ALLEGATO "B" NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE ( valide unicamente per i materiali e le tonalit delle tinte e i decori dipinti)

17.2.2. Scale esterne, gradini di accesso alle abitazioni, soglie di porte E' vietato sostituire qualsiasi manufatto di questo tipo con altri realizzati in materiali non idonei. Sono invece ammessi tutti i materiali della tradizione locale. 17.2.3. Aperture - Non ammesso aprire nuove bucature sui prospetti salvo la riapertura di antiche finestrature delle quali emergono tracce. E' possibile allargare bucature di dimensioni ridotte del tipo finestrini ad un'anta solo in caso di provata necessit di adeguamento igienico, utilizzando sempre dimensioni e forme della tradizione locale in armonia con le altre bucature dell'edificio. - E' permesso realizzare prese d'aria per impianti tecnologici solo sulle facciate secondarie. - Negli edifici intonacati, i contorni e gli stipiti delle finestre devono essere lasciati ad intonaco e non possono essere rifasciati con materiali di nessun genere (marmo, ecc...), mentre le coperture dei davanzali devono essere in lastre sottili di pietra locale o marmo. Per le aperture nelle murature in pietra

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faccia a vista, si rimanda alle prescrizioni contenute nel paragrafo 17.2.1. Murature. - I contorni dei portoncini di accesso agli edifici (stipiti, architravi e soglie) vanno ripristinati secondo il disegno tradizionale, usando esclusivamente pietra locale e, dove esisteva, marmo. Nelle facciate in pietra faccia a vista, obbligatorio l'uso della pietra di antica tradizione locale. Qualora siano presenti sopraluce, questi non possono essere n occultati n modificati nelle forme e dimensioni. - I contorni e gli stipiti dei negozi e magazzini possono essere rifasciati in pietra locale e marmo bianco, con profili dello spessore adeguato. Preferibilmente sui retri degli edifici, ammessa la realizzazione di accessi carrai di dimensioni funzionalmente adatte, con aperture preferibilmente realizzate in forma di androni con arco a sesto ribassato. 17.2.4. Serramenti esterni - Le porte di ingresso agli atrii e alle scale di abitazioni se sono d'epoca non possono essere sostituite ma vanno restaurate. Se il loro stato di conservazione tale da non permettere il restauro, esse vanno ricostruite in legno sul modello di quelle esistenti ed eventualmente rivestite in lamiera con chiodi ribattuti. - La tinteggiatura dovr essere eseguita a smalto in tinte scure preferibilmente verde, marrone, antracite. - Sono vietati i portoncini in alluminio anodizzato, come pure qualsiasi gamma di materiale plastico; inoltre vietato l'impiego di portoncini in legno perlinato. - E' permessa una seconda porta a vetri in legno nel caso di abitazioni monofamiliare. 17.2.5. Porte di fondi e magazzini, vetrine, accessi ai locali commerciali, iscrizioni pubblicitarie - Per le porte dei fondi e dei magazzini valgono le prescrizioni delle porte di accesso ad atrii e vani scala tanto per i materiali che per i colori. Sono vietate le porte metalliche basculanti o a scorrimento tipo saracinesche. Sono vietati i cancelli estensibili, i cancelli e le grate elaborate falso-antico. Nel caso di accessi carrai ammesso sui prospetti principali l'uso di porte a una o pi ante con struttura in ferro e lamierino e/o rivestite in legno, purch di disegno schematico e tinteggiate a smalto con colori scuri e sono tollerate sui retri porte metalliche basculanti dal disegno schematico tinteggiate a smalto con colori scuri. - Per vetrine e porte di accesso ai locali commerciali sono ammessi infissi in vetro e legno smaltati in colori scuri, in cristallo totale tipo securit o in cristallo con struttura esigua in metallo verniciato. A protezione sono consigliati gli scuri in legno verniciati secondo la tradizione, e sono ammessi cancelli in ferro come quelli consigliati per porte di accesso a fondi e magazzini.

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- E' consentita, previa autorizzazione del Sindaco, sentita la Commissione Edilizia Integrata, l'installazione di insegne per esercizi commerciali che dovranno essere di materiale, tipologia e dimensioni appropriate alluso e comunque nel rispetto dei valori della tradizione locale. 17.2.6. Finestre Le chiusure delle finestre devono rispettare le seguenti caratteristiche: - le finestre dovranno essere in legno o altro materiale, purch di colore bianco, marrone scuro e/o tinta legno; - il telaio fisso dovr essere alloggiato circa nella mezzeria del muro o a filo interno o comunque in modo che le ante chiuse non sporgano dal filo della facciata; - i pannelli vetrati dovranno essere o a vetro unico o interrotti da una o due traverse orizzontali; - sono vietate le finestre quadrettate all'inglese; sono solo ammesse nei palazzi nobiliari quelle in legno quadrettate alla genovese e tinteggiate bianche; - l'oscuramento dovr essere ottenuto tramite persiane alla genovese in legno o alluminio con eventuale voletto rialzabile, tinteggiate in colore verde scuro o colori nella gamma della tradizione locale. Fanno eccezione gli edifici con paramento di pietra a faccia a vista per i quali dovranno essere mantenuti gli scuretti esterni in legno naturale, nelle forme tradizionali (anta con faccia esterna liscia e telaio sulla faccia interna) smaltati in colore verde scuro o marrone scuro; - sono vietate le persiane avvolgibili e le veneziane in plastica esterne; - vietato l'inserimento di persiane nei finestrini e nelle finestre ai piani terra e nei seminterrati degli edifici che non le recassero all'origine; in tali casi lecito sopperire con ante interne ed concessa la protezione con inferriate fisse in tondini di ferro, verniciate nere o verde scuro, di disegno semplicissimo, secondo la tradizione locale. E' vietata qualsiasi imitazione falso-antica estranea ai motivi locali (finto gotico ...); - anche i fermapersiane dovranno essere di tipo tradizionale. 17.2.7. Verande, tettoie, chioschi - Sono ammesse le strutture in metallo verniciato di scuro, con copertura in cotto, lastre di lamierino, rame o in vetro (sono vietati: l'ondulit, le fibre di vetro .....). 17.2.8. Coperture - E' vietato realizzare terrazze o coperture piane negli edifici storici che non li recassero all'origine. - Il manto di copertura delle falde degli edifici dei nuclei storici deve essere di cotto preferibilmente in coppi. E' obbligatorio l'uso dei coppi negli edifici vincolati. - Fanno eccezione a tale regola i soli edifici dei nuclei con paramento in pietra a vista, che devono conservare la copertura originaria in lastre irregolari di pietra della tradizione locale.

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- Le gronde ed i pluviali devono essere in lamiera zincata verniciata o in rame. - I comignoli devono essere in muratura con copertura in cotto o pietra locale. Non sono ammessi i prefabbricati. - E' ammessa l'apertura di lucernai con dimensioni proporzionate alla superficie di ogni falda. - Per aerare e illuminare locali residenziali ammessa sui tetti in cotto, l'apertura di abbaini con larghezza massima di 1,20 mt. con asse perpendicolare a quello longitudinale di falda, forma tradizionale e contenute sotto il colmo della falda in cui si inserisce. 17.2.9. Linee elettriche, cavi ed impianti - Le linee elettriche, telefoniche, i conduttori delle antenne televisive, le tubazioni di adduzione e scarico (con le eccezioni di norma in particolare alle condutture di adduzione del gas), devono essere incassate nelle murature e/o interrate. 17.2.10. Balconi - E' vietato sostituire le ringhiere d'epoca dei poggioli con altre di foggia e disegno diversi; qualora non sia possibile restaurarle vanno rifatte sul disegno e nei modi di quelle originarie. Sono comunque vietate ringhiere i cui montanti sporgano all'esterno rispetto al corrimano superiore. - Balconate a struttura lignea delle case rurali vanno mantenute e recuperate nei modi e nelle forme tradizionali; ove ci non fosse possibile ed in generale, dovendo ripristinare una ringhiera di cui non esiste pi traccia, questa dovr avere struttura esile, in ferro battuto o in tondino di ferro verniciato nero ed un disegno semplicissimo che riprenda quello della tradizione locale. 17.3. Recupero edifici esistenti in zona B - Per le zone "B" valgono le prescrizioni relative al recupero degli edifici esistenti in zona "B" nelle aree ID-MO-A e IS-MO-B. 17.4. Sistemazione delle aree libere da edifici - Nei centri storici coincidenti con zona A del P.R.G.: a) le aree scoperte private debbono essere conservate nell'assetto di orto o giardino con l'esistente patrimonio di verde eventualmente potenziato, fatte salve contenute modifiche di sistemazione, nell'ordine di un metro di scavo e un metro di riporto e che consentano la realizzazione di eventuali parcheggi e dei relativi accessi; Non possono essere utilizzate per deposito di materiali anche se connessi con attivit consentite. E' ammessa la sistemazione nel sottosuolo di box ed impianti tecnologici alle condizioni di cui all'art. 15.3. E' ammesso l'uso di recinzioni come prescritto dall'art. 14.3; b) sulle aree scoperte di uso pubblico sono autorizzate variazioni nella morfologia delle sistemazioni in atto, volte al miglior godimento delle aree stesse.

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- Tutti gli interventi devono garantire una accurata ricomposizione morfologicoambientale contenendo i movimenti di terra entro i limiti prescritti; riattando e integrando muri di sostegno e recinzioni con l'impiego di materiali presenti nel paesaggio circostante; convogliando le acque nelle sedi di deflusso naturale, eventualmente razionalizzate; conservando e ripristinando il manto arboreo o arricchendone la consistenza con essenze locali. - In tutti gli altri casi, per la sistemazione delle aree libere da edifici valgono le prescrizioni relative a tali aree in zona ID-MO-A e IS-MO-B. 17.5. Disciplina delle aree industriali Valgono le prescrizioni di cui al punto 15.5 della presente normativa.

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Articolo 18 - ZONE ME E ZONE DI INTERESSE STORICO ETNOGRAFICO 18.1. Sono stati individuati dal P.T.C.P. alcuni manufatti e siti circoscritti e distinti con la sigla ME (Manufatti Emergenti) che necessitano un ambito di rispetto. Detti siti nel territorio del Comune di Isola sono cos localizzati: F1 Castello Spinola. Fondato nel XIII secolo, ma molto rimaneggiato. F2 Castello Mignacco. A controllo dello sbocco della Valle Vobbia; abbastanza conservato in posizione isolata. F3 Borlasca. Insediamento fortificato, ora ristrutturato, con distribuzione dell'antico impianto. F4 Pietrabissara. Morfologia e resti di castello medioevale. F5 Montecanne. Morfologia e resti di borgo medioevale. F6 Castello di Montessoro. Ruderi di castello signorile medioevale. F7 Bric Castellazzo. Morfologia tipica di insediamento arroccato antico. I1 Incisa. Tagliata di passo della vecchia mulattiera. R1 Buffalora. Insediamento di altura. R2 Molino di Montessoro. S1Santuario di Tuscia. Edificio di et moderna. Sui manufatti ed edifici di cui sopra sono ammessi solo interventi di restauro e risanamento conservativo. Interventi di nuova edificazione e di modifica incisiva dell'assetto del terreno eventualmente ammessi nelle aree adiacenti entro una fascia di metri 100 attorno ai manufatti, possono essere autorizzati qualora risulti da uno Studio Organico d'Insieme ch'essi sono compatibili con la conservazione o il ripristino di buone condizioni per la identificazione del manufatto, nonch del suo rapporto con l'ambiente circostante, sia sotto il profilo percettivo, sia sotto quello storicoambientale.

18.2. Percorsi di interesse storico-etnografico e percorsi di interesse escursionistico. Sono stati individuati dal P.T.C.P. alcuni itinerari di interesse storico-etnografico ed altri di interesse escursionistico che attraversano il territorio del Comune di Isola del Cantone. Essi sono: - il percorso storico (PS) articolato che interessa il territorio del Comune di Isola del Cantone percorre buona parte della Val Vobbia, raggiungendo gli abitati di Marmassana e Griffoglieto: il suo tracciato coincide con le strade di collegamento fra i feudi Spinolini della fine del `700.

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- l'itinerario escursionistico stato cos individuato IE 33 e lambisce il confine sud del territorio comunale rimarcando il confine con il Parco del Monte Antola e lungo il crinale. - nella Val Vobbia, lungo il torrente omonimo, il P.T.C.P. individua un PA, percorso lungo il corso d'acqua: si possono recuperare aree da mantenersi sgombre e praticabili, creando un percorso escursionistico attrezzato. Per detti percorsi indicato il recupero per una corretta fruizione.

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TITOLO

III

-AREE TERRITORIALI URBANISTICHE

OMOGENEE

ZONE

Articolo 19 -DIVISIONE DEL TERRITORIO COMUNALE IN AREE TERRITORIALI OMOGENEE E ZONE URBANISTICHE Ai fini della salvaguardia degli ambienti storici e naturali, della trasformazione e dello sviluppo equilibrati, il territorio comunale suddiviso in zone territoriali omogenee corrispondenti a specifiche destinazioni d'uso e riportate nelle tavole del P.R.G. con differenti segni grafici. Alle zone territoriali omogenee si applicano in generale le presenti norme ed in particolare le norme precisate agli articoli successivi. Le zone territoriali omogenee sono cos classificate: 1) Zone per insediamenti a prevalenza residenziale - Zona A: Centro Storico: zona di interesse storico ambientale di cui la zona A1 con normativa puntuale; - Zone B cos suddivise: Bsa - zona satura Bco - zona di completamento Bri - zona di ristrutturazione - Zone C: di completamento ed espansione 2) Zone produttive - artigianali - commerciali - Zone D1: zone sature - Zone D2: zone di completamento - Zone D3: zone nuovo impianto - Zone DR: zone di ristrutturazione 3) Zone agricole e boschive - Zone BO: zona prevalentemente a bosco - Zone AP: zona agricolo - produttiva - Zone PA: con destinazione agricola di presidio ambientale 4) Zone per attivit di interesse generale - Zone di tutela paesistica - Zone VP: zona a verde privato - Zone TS: zona turistico - sportiva - Zone LS: zona ludico - sportiva - Zone SR: zona a struttura ricettiva 5) Zone per servizi - Zone I: zone per attrezzature per la pubblica istruzione

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- Zone Ic: zone per attrezzature di interesse comune civili e religiose - Zone VA: zone per attrezzature per il gioco, lo sport ed il tempo libero - Zone P: zone destinate a parcheggio

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Articolo 20 - ZONE TERRITORIALI OMOGENEE Zona A 20.1. Sono considerate Zone A le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante degli agglomerati stessi; il tutto costituente insieme unitario da tutelare e da valorizzare. 20.2. Le zone propriamente classificate A sono quelle ricadenti entro il perimetro definito negli elaborati grafici del Piano. La zona A si articola in: - Nucleo a carattere urbano di fondovalle che comprende il tessuto storico di Isola centro e del Cantone. In particolare la parte del centro storico di Isola centro denominata zona A1 soggetta a specifica normativa di - cui all'Articolo 22 - Nuclei a carattere rurale comprendenti i centri di: - Prarolo - Mereta - Pietrabissara - Pinceto - Borlasca - Piazzo - Montessoro - Il Borgo - Montecanne - Marmassana - Vobbietta - Griffoglieto - Creverina - Noceto - e gli agglomerati agricoli di: - Cascine - Case Albora - Villa - Case Serre Inferiore - Case Serre Superiore - Cafforenga - Cassissa - ed i siti storici costituiti da: - rovine della Chiesa di S. Stefano sopra il Cantone - Santuario di Tuscia

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20.3. Destinazioni d'uso In zona A sono ammesse le seguenti destinazioni d'uso: Residenza, studi professionali e uffici direzionali, attrezzature collettive, servizi di interesse della comunit ed impianti tecnologici compatibili con la residenza; attivit commerciali solo al minuto e compatibili con la residenza, esercizi commerciali al minuto con dimensione inferiore a 200 mq., laboratori di produzione ed attrezzature artigianali svolgenti attivit non inquinanti o moleste e connessi depositi, comunque non ricadenti negli elenchi delle "industrie insalubri" di cui all'art. 216 del T.U. delle leggi sanitarie approvato con R.D. 1625 del 27.7.1934, attivit ricettive turistiche e per il tempo libero ai diversi livelli compatibili con la residenza, impianti di interesse collettivo anche gestiti da privati, autorimesse. Le attivit commerciali ed artigianali non devono richiedere depositi di materiale all'aperto. 20.4. Nuove costruzioni Non ammessa alcuna nuova costruzione, fatti salvi gli interventi individuati sulle planimetrie di progetto e disciplinati dai progetti norma di cui all'art. 23 e quelli relativi alla zona A1 definiti dagli elaborati in scala 1/500 - Tav. n. 20 - e disciplinati all'art. 22 delle presenti norme. Pu essere consentito l'inserimento di piccoli manufatti di interesse pubblico se accuratamente studiati sia nel tipo sia nella collocazione. 20.5. Modalit di intervento sul patrimonio edilizio esistente in Zona A Sul patrimonio edilizio esistente sono ammessi gli interventi di cui alle lettere a0, a1, a2, a3, a4, a5, a7 di cui allart. 12. Tali interventi sono normati dalle prescrizioni ambientali di cui all'art. 17.2. 20.5.1. Sono ammessi ed assentiti a mezzo di concessione edilizia e previo parere favorevole della C.E. interventi con incremento volumetrico massimo uguale al 10% nei seguenti casi: - per comprovate esigenze igienico-sanitarie e funzionali; - nel caso di edifici i cui fronti si presentino alterati da superfetazioni che costituiscono completamento funzionale dell'unit a cui sono aggregate. Tali superfetazioni devono essere demolite e l'edificio ricomposto organicamente con possibilit di compensazione volumetrica ed incremento massimo come sopra riportato. Laltezza massima consentita non potr superare di mt. 0,80 laltezza esistente e comunque tale innalzamento dovr essere compatibile con un armonico inserimento ambientale del contesto edificato e laddove venga dimostrato che lintervento proposto non determini: - alterazioni allorditura dei prospetti; - impropri movimenti alle coperture; - alterazioni significative del rapporto con gli edifici adiacenti..

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20.5.2. Negli agglomerati agricoli e nei nuclei a carattere rurale di cui all'art. 20.2, possono essere autorizzati a mezzo di concessione edilizia, interventi con incremento di volume fino al 15%. 20.5.3. Per soddisfare l'esigenza comprovata di parcheggi privati, possono essere autorizzati interventi ai piani terra e seminterrati qualora sia possibile l'accessibilit veicolari senza interferire con zone pedonali protette salvaguardando gli affacci sulla pubblica via degli esercizi commerciali esistenti. Le fronti interessate vanno ricomposte secondo le prescrizioni di cui all'art. 17.2.3. Si pu altres consentire la realizzazione di locali, anche parzialmente interrati, destinati ad autorimesse laddove possibile laccessibilit carraia con una opportuna e decorosa sistemazione esterna. Tutti gli interventi devono garantire una accurata ricomposizione morfologicoambientale contenendo i movimenti di terra entro i limiti prescritti; riattando e integrando muri di sostegno e recinzioni con l'impiego di materiali presenti nel paesaggio circostante; convogliando le acque nelle sedi di deflusso naturale, eventualmente razionalizzate. 20.6. Modalit di intervento sul patrimonio edilizio esistente della zona A1 20.6.1. Unit di intervento, aree di recupero funzionale e/o abitativo La tav. n. 20 in scala 1:500 individua per la zona A1 le parti di Centro Storico ove per le particolari condizioni di degrado, si rende opportuno il recupero del patrimonio edilizio esistente, mediante interventi volti alla conservazione, al risanamento, alla ricostruzione ed alla migliore utilizzazione del patrimonio stesso. I criteri guida di tali interventi sono precisati per le unit di intervento dettando criteri e modalit per il recupero edilizio dei fabbricati, mentre le aree di intervento pi estese vengono disciplinate con i Progetti Norma. 20.6.2. Prescrizioni edilizie Gli interventi dovranno eseguirsi nel rispetto dei criteri e delle precisazioni delle tabelle di cui all'art. 22 ove, per ciascuna unit di intervento opportunamente localizzate, vengono evidenziate: i collegamenti verticali, le facciate ed i dettagli architettonici e decorativi eventualmente da conservare; le destinazioni d'uso ammesse; la possibilit o meno di apportare modifiche all'involucro; le categorie di intervento consentite. Le tabelle hanno carattere prescrittivo. Le destinazioni duso ammesse sono prevalentemente prescrittive, con possibilit di deroga del 33% rispetto a quelle indicate.

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20.6.4. Norme ambientali Tutti gli interventi dovranno conformarsi ai canoni ed alle prescrizioni di cui all'art. 17 delle presenti norme 20.6.5. Modalit di intervento sul patrimonio edilizio esistente Si definiscono i seguenti tipi di intervento: a) "RR", quando l'intervento si riferisce ad immobili che presentano peculiarit di interesse ambientale; b) "RE", interessa edifici senza particolari pregi tipologici ed architettonici e perci suscettibili di pi incisive trasformazioni configurando una vera e propria ristrutturazione tendente anche al risanamento ambientale ed igienico; c) "SE", quando l'intervento si riferisce ad immobili dalle caratteristiche di cui al "modo RE" o al "modo RR" ma irrecuperabili, e si spinge sino alla demolizione con ricostruzione. a) Il "modo RR" interessa unit ed edifici sui quali si propongono interventi limitati alle opere di cui alle lettere a0, a1, a2, a3 dellart. 12, comprese varianti distributive anche concernenti pi unit immobiliari, purch riguardanti esclusivamente opere interne. Gli interventi di cui sopra possono essere assentiti con autorizzazione edilizia. Sono altres ammissibili, modesti interventi sull'esterno dell'edificio, purch rispondenti alla sua definizione tipologica e volti alla ricomposizione dell'organismo edilizio in coerenza con la forma, le dimensioni, la posizione degli elementi architettonici che concorrono alla definizione dell'immagine dell'edificio stesso e nel rispetto delle prescrizioni delle schede di cui all'art. 22 e delle prescrizioni paesistiche di cui all'art. 17.2.. Qualora l'unit o edificio oggetto dell'intervento interessi corpi pensili o aggiunti, previsto in linea principale che dette sovrastrutture siano rimosse. La prescrizione di demolizione tassativa quando si tratta di corpi pensili aggettanti su aree pubbliche. b) Il "modo RE" interessa gli edifici aventi una valenza dal punto di vista ambientale ma senza particolari pregi tipologici ed architettonici. Tali interventi sono normati dall'art. 20.5., dalle prescrizioni contenute nelle schede di cui all'art. 22 e dalle prescrizioni paesistiche di cui all'art. 17.2. c) Il "modo SE" interessa gli edifici particolarmente degradati e consente, oltre a quanto ammesso dal modo RE, la sostituzione edilizia, con la ricostruzione entro i limiti precisati dalle schede di cui all'art. 22 e dalle prescrizioni paesistiche di cui all'art. 17.1. Gli interventi consentiti saranno quelli di cui alle lettere a0, a1, a2, a3, a4, a5, a7 dellart. 12..

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Articolo 21 - POSSIBILITA DI DEROGA RISPETTO AD ALCUNI REQUISITI IGIENICO SANITARI. Su parere della Commissione Edilizia gli interventi sul patrimonio edilizio nella zona A ascrivibili alle categorie a0, a1, a2, a3, a4, a5 di cui all'art. 12 delle presenti Norme, possono essere dispensati dall'obbligo di soddisfacimento degli standard minimi di altezza interna di locali abitabili e di rapporto tra superfici finestrate e superfici di pavimento, nei casi in cui l'adeguamento ai suddetti standard risulti incompatibile con il mantenimento di elementi di interesse storico o produca alterazioni ai rapporti tra elementi volumetrici e prospettici di pregio.

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Articolo 22 - TABELLE PRESCRITTIVE Le tabelle che seguono contengono elementi prescrittivi per la progettazione come: - vincoli su eventuali collegamenti verticali, sui prospetti, sui particolari architettonici; - tipi di interventi consentiti; - destinazioni duso ammesse: oltre ai servizi di interesse generale sono consentite quelle relative a: Res - residenza CA - commercio/artigianato T - terziario - modifiche allinvolucro; - eventuali note.

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N.Unit Intervento

Localizzazione

Coll. Vert. -

Vincoli Prosp. Particolari -

Intervento consentito

Dest. d'uso ammesse

Modifiche involucro

Note

A1

VIA ROMA 2

RE

RES T

NO

POSSIBILE CREAZIONE DI BOX A PIANO TERRA CON ACCESSO DA VIA ROMA POSSIBILE CREAZIONE DI BOX A PIANO TERRA CON ACCESSO DA VIA ROMA

A2

VIA ROMA 4

RE

RES T

SI'

A3 A4

VIA ROMA 6 VIA ROMA 10

RE RE

RES RES CA T RES CA

SI' SI' POSSIBILE CREAZIONE DI BOX A PIANO TERRA CON ACCESSO DA VIA ROMA POSSIBILE CREAZIONE DI BOX A PIANO TERRA CON ACCESSO DA VIA ROMA

A5

VIA ROMA 20

RE

SI'

A6 A7 A8

VIA ROMA 22 VIA ROMA 24 VIA ROMA 16

RR RR RE

RES RES RE CA RES

NO NO SI' UNITA' NON SCHEDATA IN RESTAURO UNITA' NON SCHEDATA DIROCCATA

A9

EDIFICIO RURALE SENZA NUMERO CIVICO

RE

SI'

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N.Unit Intervento

Localizzazione

Coll. Vert. -

Vincoli Prosp.

Particolari -

Intervento consentito

Dest. d'uso ammesse

Modifiche involucro

Note

B1

VIA ROMA 26

RE

RES CA RES

NO

B1bis

VIA ROMA 2 CORPO DIROCCATO VIA ROMA 32

AR3

SI'

RIFERIMENTO SCHEDA ANALITICA B1

B2

RE

RES CA T RES CA T RES

NO

B3

VIA ROMA 38

RE

NO

UNITA' NON SCHEDATA B4 EDIFICIO RURALE SENZA NUMERO CIVICO VIA ROMA 44 RE SI'

C1

RE

RES CA T RES CA T RES

SI'

C2

VIA ROMA 50 SAL. PIAZZO 2

RE

NO

C3

SAL. PIAZZO 4

RE

NO

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49

N.Unit Intervento

Localizzazione

Coll. Vert. -

Vincoli Prosp.

Particolari -

Intervento consentito

Dest. d'uso ammesse

Modifiche involucro

Note

C4

SAL. PIAZZO 6

RE

RES

NO

UNITA' NON SCHEDATA IN RESTAURO

D1

SAL. PIAZZO 1

RE

RES CA T RES RES CA T RES CA T RES

NO

D2 D3

SAL PIAZZO 3 e 5 VIA ROMA 58

RE RE

NO NO

D4

VIA ROMA 62

RE

SI'

D5

EDIFICIO RURALE SENZA NUMERO CIVICO VIA ROMA 70

RE

SI'

E1

RE

RES CA T RES CA T

NO

E2

VIA ROMA 72-74-76-7880

RE

SI'

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50

N.Unit Intervento

Localizzazione

Coll. Vert. -

Vincoli Prosp.

Particolari -

Intervento consentito

Dest. d'uso ammesse

Modifiche involucro

Note

E3

VIA ROMA 82-84

RE

RES CA T RES CA T RES CA T RES CA T

NO

E4

VIA ROMA 88-90

s edicola portone -

RE

NO

SI' E5 VIA ROMA 92 SE

E6

VIA ROMA 94

RE PN3

Relative a fontanile e terrazzo soprastante come da PN3 NO Elimin. corpo aggiunto al 1 piano NO NO

E7 E8

VICO CHIARELLA 3 VICO CHIARELLA 5

SI' -

SI' SI'

SI' scala esterna balconi SI'

RE RE

RES CA RES CA

E9 E10

VICO CHIARELLA 7-9 VICO CHIARELLA 10

SI' -

SI'

RE RE

RES RE

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N.Unit Intervento

Localizzazione

Coll. Vert. SI'

Vincoli Prosp.

Particolari SI' muro a scarpa -

Intervento consentito

Dest. d'uso ammesse

Modifiche involucro

Note

E11 F1

VICO CHIARELLA 12 VIA ROMA 100-102

RE RE

RES RES CA T RES CA T

NO NO

F2

VIA ROMA 104

SI'

RE PN2

Relative al passaggio al p. terra come da PN2 NO

F3

VIA ROMA 106

RE

RES CA T RES CA T RES CA T RES

F4

VIA ROMA 112

SI'

RE

NO

F5

VIA ROMA 114

RE PN2

Relative al passaggio al p. terra come da PN2 NO VEDI SCHEDA ANALITICA F5 VEDI SCHEDA ANALITICA F5

F5bis

VICO NEGRI 4

SI'

RE

F5tris

EDIFICIO RURALE SU VICO DE NEGRI

SI'

RR

RES

NO

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N.Unit Intervento

Localizzazione

Coll. Vert. -

Vincoli Prosp.

Particolari -

Intervento consentito

Dest. d'uso ammesse

Modifiche involucro

Note

F6

VIA ROMA 120

SE

RES CA T RES CA RES CA

SI'

F7

VICO POLLO 2

RE

NO

F8

VICO POLLO 6-8

RE PN2

Relative allintervento di realizzazione del passaggio al p. terra come da PN2 NO VEDI SCHEDA ANALITICA F8

F8bis

EDIFICIO RURALE

SI' su Vico Pollo SI' su Vico Pollo -

RE

RES

F9

VIA ROMA 128 VICO POLLO 1

RE

RES CA T RES CA T

NO

F10

VIA ROMA 132

RE

NO

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N.Unit Intervento

Localizzazione

Coll. Vert. -

Vincoli Prosp.

Particolari -

Intervento consentito

Dest. d'uso ammesse

Modifiche involucro

Note

F11

VIA ROMA 134-136

PN1

RES CA T RES CA T RES CA

SI'

F12

VICO NOCE 6

PN1

SI'

F13

VICO POLLO 3

SI' su Vico Pollo e piazza

RE

Recupero su piazza del prospetto casa torre con apertura arco esistente no NO

F14 G1

VICO POLLO 5-7 VIA DEDE' 3

RE RE

RES RES CA T RES CA T

G2

VIA ROMA 139

SI' su Via Roma

RE

NO

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N.Unit Intervento

Localizzazione

Coll. Vert. -

Vincoli Prosp.

Particolari -

Intervento consentito

Dest. d'uso ammesse

Modifiche involucro

Note

G3

VIA ROMA 133

RE

RES CA T RES CA

NO

G4

VIA ROMA 129

RE

Ridisegno prosp. princ. con eliminazione tettoia Ridisegno prospetto secondario NO

G5

VIA ROMA 127

SI' scala esterna -

SI' prosp. princ. SI' su Via Roma -

RE

RES CA

G6

VIA ROMA 121

RE

RES CA T RES CA T RES CA T

G7

VIA ROMA 119

RE

Ridisegno prosp. su Via Roma Eliminaz. corpo pensile connessa con AR1

G8

VIA ROMA 113

SI'

RE

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N.Unit Intervento

Localizzazione

Coll. Vert. -

Vincoli Prosp.

Particolari -

Intervento consentito

Dest. d'uso ammesse

Modifiche involucro

Note

G9

VIA PONTEVECCHIO 8-9-10

RE

RES CA

SI'

POSSIBILE CREAZIONE DI BOX A PIANO TERRA SU VIA PONTEVECCHIO POSSIBILE CREAZIONE DI BOX A PIANO TERRA SU VIA PONTEVECCHIO POSSIBILE CREAZIONE DI BOX A PIANO TERRA SU VIA PONTEVECCHIO

G10

VIA PONTEVECCHIO 4

RE

RES

SI'

G11

VIA PONTEVECCHIO 3

RE

RES CA T VA RES CA T

NO

H1 H2

VIA ROMA 111-105 VICO SEMINO

AR1 RE

NO

H3

VIA PONTEVECCHIO 15

RE

RES CA T

NO

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N.Unit Intervento

Localizzazione

Coll. Vert. -

Vincoli Prosp.

Particolari -

Intervento consentito

Dest. d'uso ammesse

Modifiche involucro Ridisegno prosp. su V. Semino con eliminazione corpo pensile connesso con AR1 SI' con mantenim. prospetto su Via Roma NO

Note

I1

VICO SEMINO 1 VIA ROMA 99-101

RE

RES CA T

I2

VIA ROMA 97

SI' su Via Roma -

SE

RES CA T RES CA T RES CA T RES CA T

I3

VIA ROMA 91

RE

I4

VIA ROMA 89

RE

SI'

POSSIBILITA' DI CREARE BOX A PIANO TERRA SU VIA PONTEVECCHIO

I5

VIA ROMA 77-83

SI'

SI' su Via Roma

SI' festoni

RR

NO salvo POSSIBILITA' DI CREARE creazione di BOX A PIANO TERRA SU VIA varco per PONTEVECCHIO box su Via Pontevecchio

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57

N.Unit Intervento

Localizzazione

Coll. Vert. -

Vincoli Prosp.

Particolari SI' festoni

Intervento consentito

Dest. d'uso ammesse

Modifiche involucro

Note

I6

VIA ROMA 73

SI' su Via Roma

RE

RES CA T

NO POSSIBILITA' DI CREARE salvo BOX A PIANO TERRA SU VIA creazione di PONTEVECCHIO varco per box su Via Pontevecchio SI' POSSIBILITA' DI CREARE BOX A PIANO TERRA SU VIA PONTEVECCHIO

I7

VIA PONTEVECCHIO 19

RE

RES CA

L1

VIA ROMA 63-65-69

RE

RES CA

Ridisegno facciata su POSSIBILITA' DI CREARE Via Roma e BOX A PIANO TERRA SU VIA copertura, PONTEVECCHIO creazione di varco per box su Via Pontevecchio SI' POSSIBILITA' DI CREARE con manteni- BOX A PIANO TERRA SU VIA mento PONTEVECCHIO prospetto su Via Roma

L2

VIA ROMA 57

SE

RES CA T

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58

N.Unit Intervento

Localizzazione

Coll. Vert. -

Vincoli Prosp.

Particolari -

Intervento consentito

Dest. d'uso ammesse

Modifiche involucro

Note

L3

VIA ROMA 47-51

SI' su Via Roma

SE AR2

RES CA T P2

SI' con mantenimento prospetto su Via Roma SI' POSSIBILITA' DI CREARE BOX A PIANO TERRA SU VIA PONTEVECCHIO

L4

VIA ROMA 42

RE

RES CA

L5

VIA ROMA 39 VIA PONTEVECCHIO 1

SI' scala esterna -

SI'

RR

RES CA T RES RES CA T

NO

L6 M1

VIA PONTEVECCHIO 4 VIA ROMA 9

RE RE

NO NO tranne l'apertura di varchi per box su Via Pontevecchio POSSIBILITA' DI CREARE BOX A PIANO TERRA SU VIA PONTEVECCHIO

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N.Unit Intervento

Localizzazione

Coll. Vert. -

Vincoli Prosp.

Particolari -

Intervento consentito

Dest. d'uso ammesse

Modifiche involucro

Note

M2

VIA ROMA 11-13

RE

RES CA T

NO tranne l'apertura di varchi per box su Via Pontevecchio Razionaliz. volume su Via Pontevecchio

POSSIBILITA' DI CREARE BOX A PIANO TERRA SU VIA PONTEVECCHIO

M3

VIA ROMA 27-29-31-33

RE

RES CA T

POSSIBILITA' DI CREARE BOX A PIANO TERRA SU VIA PONTEVECCHIO

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Articolo 23 - PROGETTI NORMA I "Progetti Norma" all'interno della zona A si riferiscono ad ambiti di intervento unitari definiti nella tavola n. 20 e nella tavola n. 18C. Sono distinti con le sigle: - PN: progetto norma per area di recupero funzionale - AR: progetto norma per area di recupero abitativo e con un numero di riferimento. A ciascuna area associata una scheda che definisce le caratteristiche progettuali e funzionali a cui ci si dovr attenere. La delimitazione dell'area compresa in un progetto norma pu essere lievemente modificata in sede di progettazione se opportunamente motivata. 23.1. PN1 (tav. n. 20) - Isola - Centro Storico Descrizione dell'intervento: ridefinizione funzionale di tutta l'area per creazione di nuova viabilit con allargamento da Vico Noce, realizzazione di parcheggio nell'area retrostante il tessuto edificato e ridefinizione dei volumi edilizi. Superficie dell'area di intervento: mq. 2600 circa Volume massimo consentito: incremento del 20% sulla volumetria oggi esistente Modalit di attuazione: concessione edilizia convenzionata Destinazione d'uso: parcheggio, verde pubblico, verde privato, residenza, commerciale-artigianale Criteri progettuali prevalenti: 1) demolizione del civico n. 134 di Via Roma e demolizione dei ruderi e degli edifici rurali di Vico Noce; 2) il parcheggio potr avere una capacit di circa 50 posti auto ed accesso carrabile da Vico Noce; 3) creazione collegamento pedonale con la piazzetta di PN2 e la piazza di PN3; 4) possibile creazione di un piano interrato di parcheggi o box pertinenziali al di sotto del parcheggio scoperto con accesso dalla piazza di PN3; 5) creazione di collegamento pedonale fra Vico Noce e Vico Pollo. In attesa dell'approvazione del progetto in concessione convenzionata sono consentiti sui civici interessati solo gli interventi di cui allart. 12, modo a0 e a1. 23.2. PN2 (Tav. n. 20) - Isola - Centro Storico Descrizione dell'intervento: realizzazione di un collegamento pedonale fra Vico Pollo e PN3 attraverso le unit di intervento F5, F8 ed F2, con recupero della volumetria ceduta. Sistemazione della piazzetta di Vico Pollo a verde pubblico attrezzato Superficie area di intervento: mq. 300 circa Modalit d'attuazione: concessione edilizia convenzionata Destinazione d'uso: verde pubblico attrezzato La progettazione dovr osservare i seguenti criteri:

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1) sistemazione della piazzetta con demolizione degli eventuali piccoli volumi esistenti e ricomposizione dello spazio e dei vari livelli all'interno di un progetto organico che prevede anche la realizzazione di un pavimentazione idonea, l'inserimento di alberature, la sistemazione di illuminazione e arredo per la sosta; 2) creazione di passaggi voltati ai piani terra dei civici Vico Pollo 8, Vico De Negri 4, Via Roma 104; tali vicoli risulteranno cos collegati in senso trasversale attraverso la realizzazione di un nuovo asse pedonale opportunamente pavimentato. La localizzazione del percorso pedonale potr essere lievemente traslato in sede di realizzazione; 3) al momento della cessione dell'area per il passaggio pubblico ai civici suddetti sar consentito un incremento volumetrico pari al doppio del volume ceduto da recuperare mediante sopraelevazione; 4) in attesa della concessione edilizia convenzionata gli interventi ammessi non debbono precludere gli obiettivi del progetto norma. 23.3. PN3 (Tav. n. 20) - Isola - Centro Storico Descrizione dellintervento: sistemazione di una piazza pubblica con annesso parcheggio e accesso dall'attuale cancello di Via Roma 100 Superficie area di intervento: mq. 660 circa Destinazione d'uso di progetto: verde pubblico, parcheggi a raso e/o interrati. Modalit d'attuazione: concessione edilizia convenzionata. Criteri progettuali prevalenti: 1) creazione di una piazza interna pubblica con accesso da Via Roma 100 e dal nuovo asse pedonale previsto dal PN2; 2) sistemazione della piazza con idonee pavimentazioni, piantumazioni ed elementi di arredo; 3) la parte a monte dell'area, attualmente a quota superiore, pu essere destinata a parcheggio interrato di tipo pertinenziale avendo cura di predisporne l'accesso e l'uscita in modo congruo con l'utilizzo della piazza antistante; 4) l'accesso alla piazza da Via Roma pu essere ridisegnato ed ampliato attraverso la demolizione del fontanile (da inserire eventualmente all'interno della piazza) e del terrazzo soprastante. L'accesso esistente al primo piano del civico 94 di Via Roma andr ricostruito; 5) creazione di collegamento pedonale con il parcheggio previsto da PN1; 6) possibile creazione di accesso veicolare agli eventuali parcheggi interrati previsti da PN1; 7) in attesa della concessione edilizia convenzionata gli interventi ammessi non debbono precludere gli obiettivi del progetto norma. 23.4. PN4 (Tav. n. 18C - Marmassana - Centro Storico Descrizione dellintervento: riqualificazione ambientale della fascia lungo la strada comunale nel tratto interno a Marmassana per razionalizzazione dei volumi esistenti

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Superficie area di intervento: fascia lungo strada per una profondit di mt. 15 circa e comunque, se necessario, in alcuni punti una maggiore profondit per il raggiungimento dellobiettivo di riqualificazione ambientale. Destinazione d'uso di progetto: box pertinenziali, locali deposito-magazzino, verde pubblico attrezzato, parcheggio pubblico. Modo d'attuazione: concessione edilizia convenzionata. La progettazione dovr osservare i seguenti criteri: 1) creazione di volumi pertinenziali disposti a pettine lungo la strada, intercalati da aree verdi e/o da parcheggio pubblico ed aventi le seguenti caratteristiche: - arretramento di circa mt. 2 dallattuale ciglio stradale; - altezza esterna massima = mt. 2,50 lato strada; - profondit massima = mt. 6 2) Tipologia e materiali uniformi con: - finitura muro ad intonaco tinteggiato; - serramenti con dimensioni e tipologie idonee alluso. 23.5. PN5 (Tav. n. 20) - Isola - Centro Storico Descrizione dell'intervento: creazione di nuova viabilit e di parcheggi in prosecuzione di Via Pontevecchio Superficie area di intervento: mq. 1800 circa Destinazione d'uso di progetto: viabilit pubblica, parcheggio. Modo d'attuazione: concessione edilizia La progettazione dovr osservare i seguenti criteri: 1) prosecuzione della Via Pontevecchio lungo la ferrovia sul sedime di un binario morto ed inutilizzato, fino a ricongiungersi con la Piazza della Stazione; 2) la parte di area residua sar destinata a parcheggio pubblico opportunamente piantumata.

23.6. PN6 (Tav. n. 20) - Castello/Cantone - Centro Storico Descrizione dell'intervento: valorizzazione del Castello e aree adiacenti con ridefinizione delle volumetrie e recupero funzionale di area a verde pubblico. Superficie area di intervento: mq. 2100 circa Destinazione d'uso di progetto: da definire in sede di progettazione unitaria tra quelle ammesse in Zona A di cui all'art. 20.3. Modo d'attuazione: Concessione Edilizia Convenzionata La progettazione dovr osservare i seguenti criteri: - eventuale demolizione dell'edificio in precarie condizioni statiche di Via Cantone 8 e dell'edificio rurale adiacente (da valutare in sede di progettazione unitaria); - eventuale creazione di idonee aree a verde attrezzato e parcheggi con schermature arboree di medio/alto fusto lungo il perimetro;

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- la volumetria eventualmente demolita potr essere recuperata convenientemente all'interno dell'area; - restauro e risanamento conservativo del Castello con eliminazione delle superfetazioni; riconversione in positivo degli elementi architettonici e di facciata dei volumi adiacenti oggi in contrasto con l'edificio storico. Nelle more di approvazione del progetto unitario sono consentiti gli interventi nei modi a0, a1, a2 e a3 di cui allart. 12 delle presenti Norme. Per Via Cantone 8 consentito il modo a5. 23.7. AR1 (Tav. n. 20) - Isola - Centro Storico Descrizione dell'intervento: ristrutturazione urbanistica dell'isolato delimitato da Via Roma, Vico Semino e dallo stacco con il civico 113 di Via Roma Superficie area di intervento: vedi cartografia - Isolato H Destinazione d'uso di progetto: area verde attrezzata ad uso pubblico Modo d'attuazione: concessione edilizia singola

23.8. AR2 (Tav. n. 20) - Isola - Centro Storico Descrizione dell'intervento: ristrutturazione dei volumi retrostanti l'edificio Via Roma 47/51 Superficie area di intervento: mq. 110 circa Destinazione d'uso di progetto: residenza - parcheggio Modo d'attuazione: intervento edilizio diretto. La progettazione dovr osservare i seguenti criteri: 1) recupero, ad uso residenziale, del volume esistente sui Via Pontevecchio con demolizione del corpo aggiunto in aderenza all'unit L2 (civico 57 di Via Roma) e dei volumi che ingombrano il distacco su Via Pontevecchio; 2) costruzione nell'area prospiciente Via Pontevecchio di un corpo basso ad un piano per box pertinenziali con tetto piano praticabile accessibile dal 1 piano dell'edificio ristrutturato; 3) uso di materiali, tecniche e linguaggio architettonico in linea con la tradizione locale (art. 17.2 - Normativa Paesistica).

23.9. AR3 (Tav. n. 20) - Isola - Centro Storico Descrizione dell'intervento: recupero ad uso abitativo dei volumi diroccati Superficie area di intervento: mq. 100 circa Destinazione d'uso di progetto: residenza. Modo d'attuazione: concessione edilizia La progettazione dovr osservare i seguenti criteri: 1) l'edificio dovr essere ricostruito sul sedime del corpo diroccato attuale e in adiacenza ai corpi edilizi di Via Roma 32. L'altezza del nuovo fabbricato sar minore o uguale a quello del civico n. 32 di Via Roma.

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2) la progettazione dovr uniformarsi ai caratteri dell'edificio adiacente per uso di materiali e rapporti di facciata; 3) la copertura, a falde inclinate, dovr integrarsi a quella dell'unit adiacente.

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Articolo 24 - AREA OMOGENEA E ZONE URBANISTICHE CLASSIFICATE B L'area territoriale omogenea classificata B comprende le zone del territorio comunale connotate da insediamenti gi formati, in quanto totalmente o prevalentemente edificate, con esclusione di quelli compresi nelle aree classificate A. Le zone classificate B sono suddivise in: - BSA zona residenziale satura; - BCO zona residenziale di completamento; - BRI zona di ristrutturazione residenziale; 24.1. Destinazioni d'uso ammesse Nelle zone B sono ammesse le destinazioni d'uso seguenti: residenza, attivit direzionale, studi professionali, attrezzature ricettive di tipo alberghiero, attrezzature collettive e attivit commerciali solo al minuto e compatibili con la residenza; laboratori artigiani non inquinanti n molesti; che non ricadano negli elenchi delle industrie insalubri di cui all'art. 216 del T.U. delle leggi sanitarie approvato con R.D. 1265 del 27.7.1934; impianti e attrezzature di interesse collettivo anche gestiti da privati; box e garages connessi agli edifici. Le attivit commerciali e artigianali ammesse non debbono richiedere depositi indiscriminati di materiali all'aperto, se non con carattere espositivo. Gli insediamenti produttivi presenti in zona B che non siano inquinanti n molesti, possono razionalizzare i loro impianti, anche con interventi di adeguamento tecnologico purch contenuti nell'ambito della propriet dell'azienda come risulta alla data di approvazione del presente Piano. Gli edifici ad uso produttivi industriali, esistenti in zona B alla data dell'approvazione del P.R.G., quando cessano lattivit in corso, possono essere ristrutturati e/o ricostruiti nei limiti del 70% della volumetria esistente, con le destinazioni d'uso ammesse nella zona. Pu essere consentita la realizzazione di volumi tecnologici e/o di interesse pubblico e di volumi pertinenziali ad uso parcheggio interrato ed anche parzialmente fuori terra con le seguenti limitazioni: - distanza dagli edifici esistenti: mt. 10 o aderenza; - distanza strada: allineamenti esistenti; - altezza massima: mt. 3; - rapporto di copertura: max 50% area libera. 24.2. Modalit di intervento nelle Zone B-SA Non sono consentiti interventi di nuova edificazione. Sul patrimonio edilizio esistente sono ammessi gli interventi di cui alle lettere a0, a1, a2, a3, a4, a5 di cui allart. 12.

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Normativa Paesistica: gli interventi dovranno essere attuati secondo i criteri stabiliti dalla normativa paesistica per gli edifici esistenti ricadenti nelle zone IDMO-A e IS-MO-B e di cui all'art. 15 delle presenti norme. E' consentito una tantum l'ampliamento degli edifici esistenti, residenziali e non, finalizzato a migliorie igieniche, tecnologiche o funzionali, secondo il seguente schema:
Volumetria esistente alla data di adozione del P.R.G. DESCRIZIONE Casa mono-bifamiliare Casa mono-bifamiliare Piccolo condominio Condominio MC V < o = 500 V > 500 V < o = 1000 V > 1000 Incremento ammesso percentuale e volumetrico

% 15% 10% -

MC 75 100

Tali incrementi volumetrici sono ammessi anche nel caso di interventi di ristrutturazione edilizia ove dovr essere prevista la demolizione di superfetazioni eventualmente esistenti. E consentito altres un ampliamento una tantum delle costruzioni non residenziali, costituenti corpo indipendente, fino ad un massimo del 30% dellesistente. 24.3. Zone BCO Le zone BCO sono contraddistinte da numero di riferimento per la determinazione degli specifici parametri urbanistici. 24.3.1. Sul patrimonio edilizio esistente sono ammessi gli interventi ed i modi previsti per le zone BSA 24.3.2. possono essere realizzate a mezzo di Concessione Edilizia, nuove costruzioni, con la disciplina seguente:

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Parametri edilizi urbanistici


Zona di Piano H max Dc distanza confini De distanza edifici Ds distanza confine stradale mt. 3,5 If Lotto minimo di intervento Zona Paesistica

B1

mt. 10,5

mt. 5

mt. 10

0,9

mq. 1.000

ID-MO-A IS-MO-B ID-MO-A

B2

mt. 10,5

mt. 5

B3 B4 B5 B7 B8 mt. 10,5 mt. 5 mt. 10,5 mt. 10,5 mt. 5 mt. 5

mt. 3,5 o allineamen ti esistenti VEDI SCHEDA ZONA B3 mt. 10 mt. 10 mt. 3,5 mt. 3,5

mt. 10

mq. 1.000

TU 0,7 0,7 mq. 1.000 mq. 1.000 ID-MO-A IS-MO-B TU nuova volumetria di mc. 690 IS-MO-B

VEDI SCHEDA ZONA B7 mt. 10 mt. 3,5

Scheda zona B3 Intervento: costruzione di volume residenziale con sopraelevazione del fabbricato esistente ad uso box Nuova volumetria di progetto: mc. 600 Modi di attuazione: concessione convenzionata Destinazioni d'uso di progetto: residenza La progettazione dovr osservare i seguenti criteri: - il volume in sopralevazione dovr essere previsto allinterno del perimetro dellattuale piastra di copertura; - il numero massimo di piani sar uno, la copertura sar a tetto; - deve essere previsto un adeguato dimensionamento delladiacente percorso pedonale previsto, denominato strada di Montemoro; Larea scoperta a ridosso della strada vicinale Montemoro potr essere opportunamente risistemata prevedendo una volumetria a copertura di 120 mq. circa su un piano da destinarsi a parcheggio/deposito, sulla cui copertura deve essere realizzata a carico degli attuatori dellintervento unarea a verde pubblico attrezzato le cui modalit e tempi di cessione o uso pubblico sono definite allinterno della convenzione. Per la restante area della zona B3 sono consentiti ampliamenti non superiori al 10% della volumetria esistente che saranno realizzati nel rispetto della tipologia delledificio oggetto di intervento, del disegno di facciata e dei caratteri tipici locali.

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Scheda zona B7 Intervento: costruzione di edificio residenziale su lotto adiacente Vico Noce Superficie area di intervento: mt. 1.900 circa Nuova volumetria di progetto: mc. 3.200 Distanza ciglio stradale: mt. 3 Distanza confini di propriet: mt. 5 H massima: mt. 13,5 Modi di attuazione: concessione convenzionata Destinazioni d'uso di progetto: residenziale La progettazione dovr osservare i seguenti criteri: - costruzione di edificio residenziale disposto con un lato parallelo a Vico Noce; - allargamento viabilit di Vico Noce come strada di tipo B; 24.3.3. Gli interventi di ristrutturazione urbanistica, per la ricomposizione del tessuto urbano con la demolizione e ricostruzione delle strutture edilizie che vi preesistono, sono ammessi nei comparti B2, B4 alle seguenti condizioni: a) gli interventi dovranno essere finalizzati alla razionalizzazione del rapporto fra il comparto di intervento e il tessuto esistente con particolare riferimento alla accessibilit e ai parcheggi pubblici in relazione alle destinazioni d'uso previste; b) le aree per eventuali servizi da cedere al Comune devono essere disciplinati dalla convenzione; c) la distanza fra pareti finestrate nuove ed esistenti dovr essere maggiore di quella preesistente ed in ogni caso superiore a mt. 10; d) l'altezza degli edifici sia commisurata ad un equilibrato raccordo con le altezze degli edifici circostanti. 24.4. Zone B-RI Sono parti del territorio edificate in cui sono presenti manufatti produttivi in dismissione. Per le aree distinte come B-RI-1 e B-RI-2 sono previsti interventi come da schede seguenti: 24.4.1. B-RI-1 = ex conceria Stato attuale: complesso di edifici facenti parte di una ex conceria, in parte ristrutturati come residenza ed in parte adibiti a deposito o inutilizzati, situati su un terrazzo fluviale lungo lo Scrivia. Stato di progetto: recupero del corpo di fabbrica principale, con cambio di destinazione d'uso. Superficie area di intervento: mq. 7500 circa Destinazione d'uso di progetto: residenza, attivit artigianali Volume progetto: conferma volume esistente

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Altezza massima: quella esistente degli attuali volumi con possibili limitate variazioni a seguito della nuova progettazione Modi di attuazione: concessione convenzionata Criteri progettuali: il progetto dovr tendere alla salvaguardia del volume esistente mantenendone le caratteristiche architettoniche sul prospetto lato fiume, compatibilmente con il recupero funzionale dellinterno ove pu essere prevista una maggiore superficie lorda anche ridistribuendo le altezze dei piani. Nelle aree libere possono essere realizzati edifici ad uso artigianale-deposito con: Rc = 1/4 H max = mt. 4 Dc = mt. 5 De = mt. 10 o aderenza Ds = allineamenti esistenti Normativa Paesistica: vedi art. 15, Zone IS-MO-B 24.4.2. B-RI-2 = ex fornace Stato attuale: resti di edificio industriale ottocentesco (archeologia industriale) con presenza lungo la statale di volume residenziale. Stato di progetto: recupero dell'area con incremento della destinazione d'uso residenziale, e recupero di volumetria ad uso commerciale ingrosso e minuto/artigianale/produttivo. Superficie area di intervento: 8500 mq. circa Volume massimo di progetto: 8000 mc. complessivi tra l'esistente e quello previsto, di cui 4000 mc. residenza e 4000 mc. attivit commerciali, artigianali e produttive Destinazione d'uso di progetto: residenza, attivit commerciali, artigianali, produttive. Altezze massime: da definirsi con lo S.U.A. Modi di attuazione: S.U.A. di approvazione comunale Criteri progettuali: 1) Demolizione del portico con terrazzo soprastante per migliorare laccesso alla viabilit per localit Cascine; 2) Sopraelevazione dei volumi siti lungo la strada statale, attualmente destinati a deposito, fino alla quota di gronda del corpo immobiliare oggi destinato a residenza per consentirne un'armonica integrazione. La volumetria complessiva degli edifici lungo la strada dovr essere prevalentemente ad uso residenziale per un totale di mc. 4000. 3) Riassetto globale dell'area interna con mantenimento delle ciminiere e della torre dell'ex fornace (comprese le necessarie opere di consolidamento di dette strutture) e creazione di nuovi volumi ad uso artigianale/produttivo per una volumetria pari a mc. 4000. Tali volumi andranno preferibilmente addossati al versante sotto le ciminiere.

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4) La progettazione dovr farsi carico di analizzare quello stato di volumetrie esistenti nei tempi passati e di riprodurre nella progettazione un similare, per quanto compatibile, impatto ambientale. Normativa Paesistica: vedi art. 17, zona ID-CO

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Articolo 25 - AREA OMOGENEA E ZONE URBANISTICHE C L'area territoriale omogenea classificata C comprende le parti del territorio destinate alla costruzione di nuovi insediamenti e complessi a prevalente carattere residenziale. 25.1. Destinazioni d'uso ammesse Nella zona C sono ammesse le destinazioni d'uso seguenti: residenza, studi professionali, attrezzature collettive ed attivit commerciali solo al minuto e compatibili con la residenza, attivit artigianali non inquinanti n moleste escluse dagli elenchi delle industrie insalubri di cui all'art. 216 del T.U. delle leggi sanitarie approvato con R.D. 1265 del 27.7.1934, impianti ed attrezzature di interesse collettivo anche gestiti da privati, box e garages connessi agli edifici. Per le attivit commerciali e artigianali valgono le limitazioni di cui all'art. 24.1 25.2. Le zone classificate C sono quelle ricadenti entro i perimetri definiti negli elaborati grafici di Piano; ognuna di esse contraddistinta da un proprio numero per la determinazione degli specifici parametri urbanistici. 25.3. Modalit di intervento nelle Zone C Oltre agli interventi di nuova edificazione consentiti nei modi previsti nelle zone successivamente indicate, sono sempre consentiti gli interventi di cui allart. 12. Gli interventi nelle diverse zone C sottoelencate si attuano con: SUA, concessione convenzionata, concessione singola a seconda della specifica indicazione contenuta nella disciplina della singola zona. 25.3.1. Reperimento degli standards I servizi per lurbanizzazione secondaria e/o parcheggio pubblico corrispondenti al carico insediativo che viene introdotto con ciascun S.U.A., in base alle fasce sotto indicate, possono essere reperiti in ambito diverso da quello del comparto edificatorio e/o nelle aree destinate a servizi limitrofe alla perimetrazione dello S.U.A.. I servizi da reperire allinterno della zona C dovranno rappresentare circa il 50% del totale. Dovranno essere concentrati in unit di servizio da localizzarsi di norma in fregio alla viabilit pubblica o di uso pubblico, ovvero in corrispondenza di servizi esistenti. 25.4. Gli interventi in zona C devono uniformarsi alle prescrizioni dei diversi ambiti paesistici in cui ricade ogni singola zona. 25.5. Per le diverse zone si definiscono i seguenti parametri urbanistici:

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C1 - Isola (Stralciata con variante 2010).. C3 - Case S. Stefano - If = 0,3 mc/mq - Modi di attuazione: concessione edilizia convenzionata - H.max = 10,5 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. - Distanza dalle strade: 5 mt. - Normativa Paesistica: vedi art. 14 Zone IS-MA - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea nn. 3.2 7.2 . 10.2 tipologia mono-bifamiliare limpianto dovr prevedere il mantenimento della tipologia delledificato a case sparse attraverso linserimento di edifici isolati la definizione della strada, di tipo B o C, dovr essere definita in sede progettuale C4 Cantone La zona C4 risulta divisa nelle sottozone C4.1, C4.2 e C4.3 Sottozona C4.1 - Superficie fondiaria: 4.784 mq. - If = 0,5 mc/mq - Volumetria massima ammissibile: 2.392 mc. - Carico insediativo previsto: 32 unit - Lotto minimo: 1000 mq. - Modi di attuazione: permesso di costruire convenzionato - H.max = 9,0 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. o aderenza nel caso di costruzioni in schiera - Distanza dalle strade pubbliche: 5 mt. - Normativa Paesistica: in generale vedi art. 15, zone IS-MO-B e ID-MO-A, integrate con le seguenti prescrizioni: coperture degli edifici solo a falde inclinate manti di copertura in laterizio (coppi o marsigliesi) struttura dei tetti preferibilmente lignea, secondo la tradizione sporti di gronda fino ad un massimo di 80 cm. strutture in muratura, finita con intonaco alla genovese, con inserti, modanature o dettagli in pietra o in legno parapetti in muratura o struttura metallica, tinteggiata in colore scuro che si armonizzi con lambiente circostante

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serramenti in legno o in alluminio verniciati in colore scuro secondo tradizione coloriture esterne secondo tradizione nella gamma delle terre - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea n. 10-1 tipologia mono-bifamiliare case a schiera e casa in linea monofamiliare Sottozona C4.2 - Superficie fondiaria: 3.586 mq. - If = 0,65 mc/mq - Volumetria massima ammissibile: 2.330,90 mc. - Carico insediativo previsto: 31 unit - Lotto minimo: 1000 mq. - Modi di attuazione: permesso di costruire convenzionato - H.max = 9,0 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt., fatte salve distanze diverse ammesse dal Codice Civile - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. o aderenza nel caso di costruzioni in schiera - Distanza dalle strade pubbliche: 5 mt. - Normativa Paesistica: in generale vedi art. 15, zone IS-MO-B e ID-MO-A, integrate con le seguenti prescrizioni: coperture degli edifici solo a falde inclinate manti di copertura in laterizio (coppi o marsigliesi) struttura dei tetti preferibilmente lignea, secondo la tradizione sporti di gronda fino ad un massimo di 80 cm. strutture in muratura, finita con intonaco alla genovese, con inserti, modanature o dettagli in pietra o in legno parapetti in muratura o struttura metallica, tinteggiata in colore scuro che si armonizzi con lambiente circostante serramenti in legno o in alluminio verniciati in colore scuro secondo tradizione coloriture esterne secondo tradizione nella gamma delle terre - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea n. 10-1 tipologia mono-bifamiliare case a schiera e casa in linea monofamiliare Sottozona C4.3 - Superficie fondiaria: 18.082 mq. - If = 0,65 mc/mq - Volumetria massima ammissibile: 11.753,30 mc. - Carico insediativo previsto: 156 unit - Lotto minimo: comparti edificatori come da allegato schema, che dovranno essere attuati di volta in volta integralmente. - Modi di attuazione: permesso di costruire convenzionato in attuazione del progetto norma di cui allallegato schema (gli edifici potranno essere ruotati rispetto alla giacitura di progetto, di 30 e traslati longitudinalmente e/o trasversalmente, rispetto alla posizione prevista entro il perimetro del lotto, di

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m. 3,00, purch in ottemperanza ai limiti di distanza stabiliti dalle norme del P.R.G., e passare da una tipologia ad altre, con minime variazioni funzionali; anche la viabilit potr modificarsi in relazione alladattamento al terreno) - H.max = 9,0 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt., fatte salve distanze diverse ammesse dal Codice Civile - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. o aderenza nel caso di costruzioni in schiera - Distanza dalle strade pubbliche: 5 mt. - Normativa Paesistica: in generale vedi art. 15, zone IS-MO-B e ID-MO-A, integrate con le seguenti prescrizioni: coperture degli edifici solo a falde inclinate manti di copertura in laterizio (coppi o marsigliesi) struttura dei tetti preferibilmente lignea, secondo la tradizione sporti di gronda fino ad un massimo di 80 cm. strutture in muratura, finita con intonaco alla genovese, con inserti, modanature o dettagli in pietra o in legno parapetti in muratura o struttura metallica, tinteggiata in colore scuro che si armonizzi con lambiente circostante serramenti in legno o in alluminio verniciati in colore scuro secondo tradizione coloriture esterne secondo tradizione nella gamma delle terre - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea n. 10-1 e allegato progetto norma tipologia mono-bifamiliare case a schiera e casa in linea monofamiliare Indirizzi per la pianificazione comuni a tutte le sottozone: - Modalit di Attuazione degli Interventi: Permessi di costruire convenzionati che nel caso della Sottozona C 4.3 dovranno essere rilasciati per comparti, cos come individuati nellallegata Tavola Comparti edificatori progetto norma zona C4.3. Le Convenzioni dovranno definire le opere pubbliche poste a carico dei singoli interventi e dei singoli comparti, da quantificarsi secondo i parametri dimensionali indicati dal D.M. 1444/1968; quale opera pubblica prioritaria dovr essere la realizzazione, per lotti funzionali, del verde attrezzato dellarea VA individuata lungo il percorso pedonale della vecchia Strada per Tuscia, la cui progettazione definitiva, sulla base delle schema allegato alla presente norma, sar a carico del primo comparto / intervento. Ad avvenuto completamento delle opere inerenti il Verde Attrezzato (VA) di cui al punto sopra, i servizi a carico dei comparti / interventi, sempre quantificati secondo i parametri dimensionali del D.M. 1444/1968, dovranno essere finalizzati alla realizzazione dei servizi indicati nella Tavola Individuazione servizi Zona C4

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La zona Va dovr prevedere primariamente interventi di ripristino e messa in sicurezza del percorso pedonale della vecchia Strada Tuscia con tecniche di ingegneria naturalistica, e la pulizia delle zone a verde limitrofe. Di seguito andr realizzata la creazione di percorsi secondari e zone di sosta, con pulizia delle zone a verde restanti. Ogni lotto di intervento dovr essere attrezzato con sedute e cestini portarifiuti a bassa manutenzione. Gli interventi dovranno essere realizzati secondo lallegata Tavola Schema planimetrico verde attrezzato zona VA presso C4.3. Le opere realizzate andranno integralmente cedute allamministrazione comunale. C5 - Cantone - If = 1 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione edilizia convenzionata - H.max = 10,5 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 800 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 15 zone ID-MO-A - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea n. 10-1 tipologia mono-bifamiliare i fabbricati andranno attestati lungo la Via Dritta rispettando la distanza minima prevista dalla stessa dovr essere prevista una fitta alberatura lungo tutta la fascia dellarea verso lautostrada dovr essere ceduta idonea area atta a consentire lallargamento della Via Dritta. C6 - Cantone - If = 1,3 mc/mq ( potr essere asservita anche larea di propriet prevista a viabilit frontestrada) - Modi di attuazione: Concessione Edilizia Convenzionata - H.max = non pu superare quella dei fabbricati circostanti interpolando, in presenza di fabbricati di diversa altezza, con criteri di armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. - Distanza dalle strade: 5 mt. - Normativa Paesistica: vedi art. 15 Zone ID-MO-A - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea n. 8-1 tipologia mono-bifamiliare, edifici multipiano plurifamiliari, case a schiera

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il progetto dovr tenere conto del recupero del percorso pedonale verso il fiume e del parcheggio previsto obbligo per il soggetto attuatore di cessione allEnte proprietario della Strada Provinciale n. 8 delle aree necessarie allallargamento stradale previsto dal P.R.G. C7 - Case Giretta - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: S.U.A. - H.max = 10,5 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 10 mt. o allineamento edifici esistenti - Lotto minimo: 1500 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 14 zone IS-MA - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea n. 7.1 e 4.1 tipologia mono-bifamiliare case a schiera, al fine di limitare i nuovi accessi dalla S.S. n. 35 dei Giovi ad un massimo di 2, gli edifici dovranno preferibilmente attestarsi lungo un percorso interno (strada di tipo B o C) parallelo alla S.S. stessa Alternativamente alluso dellindice fondiario pu essere consentito un ampliamento massimo del 10% per adeguamento igienico-sanitario C7-1 - Prodonno - If = 0,1 mc/mq - Modi di attuazione: concessione edilizia - H.max = 10,5 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. - Distanza dalle strade: 5 mt. o allineamento edifici esistenti - Lotto minimo: 1000 mt. - Normativa Paesistica: vedi art. 14 zone IS-MA - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea n. 3-2 tipologia mono-bifamiliare i fabbricati dovranno essere concentrati nella fascia alta dellarea stessa ad una distanza minima di mt. 40 dalla Strada Zuncri sul tratto in parallelo allautostrada si prescrive una piantumazione con essenze locali tra le nuove edificazioni e lautostrada C7-2 - Prodonno - If = 0,3 mc/mq - Modi di attuazione: concessione edilizia - H.max = 8,5 mt.

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- Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1000 mt. - Normativa Paesistica: vedi art. 15 zone IS-MO-B - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea n. 4-2 tipologia mono-bifamiliare si prescrive una piantumazione con essenze locali tra le nuove edificazioni e lautostrada C8 - Prarolo - If = 0,8 mc/mq (ammesso limitatamente ai terreni ricadenti nella zona NI-CO di PTCP mentre quelli ricadenti in zona IS-MA lindice di edificabilit fondiaria dovr essere di 0,3 mc/mq.) - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1000 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO e art. 14 zone IS-MA - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea C e n. 3-3 tipologia mono-bifamiliare case a corte e case a schiera i fabbricati dovranno attestarsi lungo la strada esistente parallela al torrente Scrivia ed in prossimit allabitato. La porzione compresa nella scheda 3-3 potr essere edificata con edifici isolati

C9 - Mereta - If = 0,3 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1200 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea D tipologia mono-bifamiliare case a corte, case a schiera si conferma limpianto con sviluppo lineare lungo lantico percorso matrice parallelo al torrente Scrivia con gli accessi, per la porzione a valle, dalla strada di previsione alternativa allattuale percorso di accesso allabitato

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qualsiasi nuovo intervento edilizio subordinato alla redazione di un S.O.I. che definisca la viabilit interna ed esterna come da indicazioni di previsione del P.R.G. C10 - Mereta - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1800 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea D tipologia mono-bifamiliare case a corte, case a schiera la nuova edificazione dovr preferibilmente sfruttare e razionalizzare la viabilit di penetrazione esistente C11 - Mereta - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1000 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea D tipologia mono-bifamiliare case a corte, case a schiera la nuova edificazione dovr preferibilmente sfruttare e razionalizzare la viabilit di penetrazione esistente C12 - Il Casello - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = 10,5 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. - Distanza dalle strade: 10 mt. - Lotto minimo: 1000 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 15 zone IS-MO-B - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea n. 4-2 tipologia mono-bifamiliare edifici senza particolari regole di impianto ma comunque isolati

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C13 - Noceto - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. - Distanza dalle strade: 10 mt. - Lotto minimo: 1000 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea H tipologia mono-bifamiliare lo sviluppo dovr seguire le direttrici dellimpianto radiale esistente. Gli edifici dovranno infatti attestarsi lungo lasse longitudinale parallelo al Torrente Vobbia e lungo il percorso ortogonale di accesso, rispettando la distanza minima prescritta dalle strade C14 - Vobbietta .(Stralciata con variante 2010) C15 - Griffoglieto - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1000 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea G impianto libero con tipologia mono-bifamiliare con evidente prevalenza dei caratteri rurali, tipologici ed edilizi presenti negli edifici circostanti ledificazione non dovr essere attestata lungo strada al fine di evitare una saldatura tra i due nuclei antichi C16 - Isola - If = 0,1 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = 8,5 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 10 mt - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1000 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 14 zone IS-MA

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- Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea G tipologia mono-bifamiliare impianto libero C17 - Creverina - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 10 mt. - Lotto minimo: 1000 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone ID-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea A tipologia mono-bifamiliare ledificazione dovr essere attestata nella zona pi a monte dellarea C18 - Cascine - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = 8,5 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1000 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 14 zone IS-MA - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea n. 3-1 impianto libero con tipologia mono-bifamiliare con evidente prevalenza dei caratteri rurali, tipologici ed edilizi presenti negli edifici circostanti i fabbricati dovranno preferibilmente rispettare la distanza minima dallesistente al fine di compattare ledificato. C19 - Pietrabissara - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni : 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1000 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea E tipologia mono-bifamiliare

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ledificazione non potr avvenire nella striscia di risulta compresa nella porzione ad ovest tra la strada e la zona A. Nella restante area si prescrive ledificazione lungo le curve di livello. C21 - Borlasca - If = mc. max consentiti 750 - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = 8,5 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt. - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1000 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea F tipologia mono-bifamiliare il volume realizzato dovr essere unitario e posto in posizione limitrofa al fabbricato esistente, onde consentire una visuale ottimale in corrispondenza del tornante C22 - Borlasca - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia Convenzionata - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 800 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea F tipologia mono-bifamiliare impianto libero; si prescrive il mantenimento di una fascia di rispetto a tutela della zona A dovr essere prevista la cessione di mq. 120 di parcheggio pubblico in adiacenza alla viabilit esistente C23 - Borlasca - If = 0,3 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1500 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO

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- Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea F e n. 5-1 tipologia mono-bifamiliare case schiera poste lungo le curve di livello rilevato un tessuto esistente eterogeneo, privo di asse prevalente; si consente limpianto libero si prescrive il mantenimento delle porzioni boscate e dei percorsi pedonali esistenti C24 - Borlasca - If = 0,3 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = 8,5 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 10 mt - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1500 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea F e n. 5-1 tipologia mono-bifamiliare case schiera poste lungo le curve di livello rilevato un tessuto esistente eterogeneo, privo di asse prevalente; si consente limpianto libero. La linea si colmo dei fabbricati dovr essere sottostante la quota della viabilit si prescrive il mantenimento delle porzioni boscate e dei percorsi pedonali esistenti C25 - Piazzo - If = 0,3 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 800 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea O tipologia mono-bifamiliare con prevalenza dei caratteri rurali presenti negli edifici circostanti gli edifici dovranno attestarsi lungo il percorso matrice longitudinale rispettando la distanza minima prescritta dalle strade possibile aggregazione di due o pi edifici C27 - Borgo - If = 0,8 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale

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- Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 800 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea Q tipologia mono-bifamiliare con prevalenza dei caratteri rurali presenti negli edifici circostanti la nuova edificazione dovr prevedere una zona di salvaguardia destinata a verde al fine di evitare la continuit con la zona A C28 - Cafforenga - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = 8,5 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1000 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone ID-MA - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea P tipologia mono-bifamiliare con prevalenza dei caratteri rurali presenti negli edifici circostanti gli edifici dovranno essere disposti lungo le curve di livello C29 - Montessoro - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1500 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea N e 2-5 tipologia mono-bifamiliare laccesso allarea dovr avvenire prevalentemente dal nucleo esistente in corrispondenza del parcheggio previsto gli edifici non dovranno attestarsi lungo la S.P. n. 46. Allinterno dellarea gli edifici previsti dovranno avere la quota della linea di colmo inferiore alla quota della soprastante strada C30 - Montecanne - If = 0,3 mc/mq

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- Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = 8,5 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1000 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 14 zone IS-MA - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea 2-3 impianto libero con tipologia mono-bifamiliare con evidente prevalenza dei caratteri rurali, tipologici ed edilizi presenti negli edifici circostanti C31 - Marmassana - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 800 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea L impianto libero con tipologia mono-bifamiliare o di casa a corte con evidente prevalenza dei caratteri rurali, tipologici ed edilizi presenti negli edifici circostanti C32 - Marmassana - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia - H.max = H. esistente e/o armonico inserimento progettuale - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt. - Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 5 mt. - Lotto minimo: 1000 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone NI-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea L impianto libero con tipologia mono-bifamiliare o di casa a corte con evidente prevalenza dei caratteri rurali, tipologici ed edilizi presenti negli edifici circostanti C34 - Vobbietta - If = 0,5 mc/mq - Modi di attuazione: Concessione Edilizia Convenzionata - H.max = 8,5 mt. - Distanza minima dalle costruzioni: 10 mt.

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- Distanza dai limiti di propriet: 5 mt - Distanza dalle strade: 10 mt. o allineamento edifici esistenti - Lotto minimo: 1000 mq. - Normativa Paesistica: vedi art. 17 zone ID-CO - Indirizzi per la pianificazione: vedi scheda analitica zona omogenea I tipologia mono-bifamiliare gli edifici dovranno essere attestati lungo la strada provinciale come prosecuzione dellimpianto lineare esistente la fascia lungo la strada provinciale per una profondit minima di mt. 2,50 dovr essere destinata a parcheggio pubblico

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Articolo 26 - AREA OMOGENEA E ZONE URBANISTICHE D 26.1. Sono le parti di territorio destinate allo sviluppo di attivit produttive miste, industriali, artigianali, commerciali. Comprendono zone sature (D1), di completamento (D2), di nuovo impianto (D3) e di ristrutturazione (Dr). 26.2. Destinazioni d'uso ammesse Sono ammesse le destinazioni compatibili con lo sviluppo delle attivit di cui al comma precedente. Non sono ammessi nuovi insediamenti e/o ampliamenti di insediamenti esistenti di industrie, impianti o attivit riguardanti deposito e/o stoccaggio anche temporaneo, trattamento, lavorazione di sostanze o rifiuti pericolosi e/o tossico- nocivi. Per gli insediamenti di industrie insalubri di prima classe ai sensi del D.M. 2/3/87 e s.m., si pone il divieto assoluto per le aree lungo il torrente Vobbia, mentre lungo le aree del torrente Scrivia, qualunque intervento edilizio, in aggiunta allottenimento di tutti i prescritti provvedimenti abilitativi, comporta la previa stipula di una convenzione con il Comune che deve avere almeno i seguenti contenuti essenziali: a) impegno a sottoporre qualsiasi variante successiva alla originaria approvazione comunale, anche solo incidente sul processo produttivo senza realizzazione di interventi edilizi, alla preventiva approvazione comunale con impegno a non apportare alcuna variante in difetto di consenso comunale; b) impegno ad adeguare costantemente limpianto alla migliore tecnologia disponibile al fine di contenere entro i pi ristretti limiti lincidenza igienicosanitaria ed ambientale del complesso produttivo; c) impegno ad adottare tutte le cautele tecniche ed operative perch dallattivit svolta non derivi danno o pericolo alla salute e alligiene n odori o rumori anche soltanto fastidiosi o molesti; d) impegno a consentire in ogni momento a incaricati del Comune, della U.S.L. e di ogni altro Ente preposto di ispezionare il complesso produttivo e di accedere alla documentazione legale riguardante lattivit produttiva; e) prestazione di adeguata fidejussione bancaria o assicurativa, di natura aggiuntiva a quelle eventualmente prescritte da altri Enti, a prima richiesta a garanzia degli impegni assunti con il Comune ed il cui importo, stabilito ed aggiornato dal Comune, deve essere automaticamente adeguato annualmente a cura del soggetto privato in relazione alle variazioni dellindice ISTAT sul costo della vita, con obbligo di immediata reintegrazione in caso di utilizzo o incameramento; f) ferma la responsabilit dellimpresa e/o societ per tutti i danni causati allambiente ed ai singoli beni pubblici e privati dallinsediamento produttivo e/o dallattivit in esso svolta o connessa, e salvo quanto previsto dallart. 18 della legge 08.07.1986 n. 349, impegno a stipulare un contratto

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di assicurazione - oltre a quelli previsti da altri Enti o da disposizioni legislative - con primaria compagnia assicurativa per un massimale, che dovr essere annualmente ed automaticamente rivalutato a cura del soggetto privato secondo le variazioni sul costo della vita degli indici ISTAT, di volta in volta stabilito dal Comune e rapportato al volume di affari dellimpresa e/o societ ed alla tipologia dei materiali trattati dalla stessa, a copertura di ogni danno che lambiente ed i singoli beni appartenenti al Comune possano subire dalla presenza dellimpianto produttivo e/o dallo svolgimento dellattivit dellinsediamento produttivo e/o ad esso connessa, anche se verificatosi per caso fortuito o per forza maggiore; g) impegno a trasmettere al Comune, entro il 30 aprile di ogni anno, tutti i dati quantitativi e qualitativi dellattivit svolta nellanno precedente ( desunti dai registri ufficiali e dalla denuncia M.U.D.A.). In caso di aumento dei quantitativi o di variazione delle consentite attivit svolte, il Comune potr adeguare il massimale assicurativo di cui in precedenza; h) impegno a trasmettere al Comune entro trenta giorni dai termini legali di approvazione, copia del bilancio, della nota integrativa, dei dettagli, della relazione del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale corredato dallelenco degli azionisti; i) impegno a preventivamente informare il Comune circa lo statuto, le cariche sociali ed amministrative, la compagine sociale, eventuali gruppi di riferimento o patti di sindacato dellAzienda insedianda nonch di ogni eventuale successiva variazione ai dati di cui sopra o di trasferimento quote di capitale. Circa i trasferimenti di capitale che comportino il passaggio del controllo della Societ, o il costituirsi o il variare di eventuali patti di sindacato o modifiche statutarie relative a poteri di straordinaria amministrazione il Comune si riserva il diritto di gradimento; m) assunzione di ogni impegno da parte del soggetto privato per se e per ogni aventi causa, nella propriet o nella gestione, siano gli atti di trasferimento, delluna e dellaltra, totali o parziali; n) impegno della societ insedianda a riconoscenza che il mancato rispetto degli obblighi della convenzione comporta previsione di automatica decadenza della stessa, degli atti di assenso comunale allesercizio nonch sospensione immediata dellattivit con lescussione delle garanzie prestate. da definirsi puntualmente a seconda delle attivit. 26.3. E' vietata l'edificazione residenziale ad esclusione di un alloggio di mq. 120 per attivit produttive di almeno mq. 2000 in caso di attivit artigianali o industriali, e di un alloggio di mq. 120 per attivit commerciali di almeno mq. 1000. Tale volume dovr rientrare nella cubatura degli indici ammessi per le zone. Ad eccezione delle zone D3.1 e D3.2 poste lungo la strada provinciale n. 8 per le quali ammissibile un alloggio di mq. 120 per ogni unit produttiva maggiore di

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mq. 300 26.3.1. Per le costruzioni esistenti con destinazione d'uso diversa da quella di zona, previsto il mantenimento della destinazione attuale, e, in caso di edifici a carattere residenziale, ammessa la ristrutturazione con incremento volumetrico del 20%. 26.4. Sugli edifici esistenti sono sempre ammessi gli interventi di cui allart. 12 con concessione edilizia. Sono ammessi altres: - l'incremento della superficie lorda di piano all'interno del volume esistente; - contenuti incrementi di superficie coperta per realizzare passaggi tra i corpi di fabbrica distaccati. 26.5. Gli interventi previsti in zona D vengono cos disciplinati: - per le zone D1: - incremento volumetrico: 10% del volume esistente ovvero, in alternativa, possibilit di tamponamento di strutture coperte autorizzate ed esistenti alla data del 12.01.2003(*) ; - altezza massima: altezza esistente con esclusione delle strutture tecniche - distanza minima dalle costruzioni: 15 mt. - distanza dai limiti di propriet: 10 mt. - distanza dalle strade: 10 mt. - Normativa Paesistica: vedi art. 15 zone IS-MO-B e ID-MO-A
(*) nota dell area tecnica: data di deposito in libera visione, presso la Segreteria Comunale, del D.D. Area 05 Provincia di Genova n.5870/87259 del 08.10.2002 di approvazione di varianti con prescrizioni, accettate integralmente dal Comune con D.C.C. n. 23 del 29.11.2002.

- per le zone D2: - incremento volumetrico: 25% del volume esistente - altezza massima: altezza esistente con esclusione delle strutture tecniche - distanza minima dalle costruzioni: 15 mt. - distanza dai limiti di propriet: 10 mt. - distanza dalle strade: 10 mt. - Normativa Paesistica: vedi art. 15 zone IS-MO-B e art. 17 zone NI-CO - per la zona D3: D3-1 - rapporto di copertura: 1/4 - indice di utilizzazione fondiaria: 0,5 - altezza massima: 7 mt. - distanza minima dalle costruzioni: 15 mt. o in aderenza - distanza dai limiti di propriet: 7 mt. o in aderenza

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- distanza dalle strade: 10 mt. - Normativa Paesistica: vedi art. 15 zone ID-MO-A N.B. per larea di fronte allabitato di Noceto, laltezza massima prevista di mt.5. D3-2 - rapporto di copertura: 1/4 - indice di utilizzazione fondiaria: 0,75 - altezza massima: 10,50 mt. - distanza minima dalle costruzioni: 15 mt. o in aderenza - distanza dai limiti di propriet: 12 mt. o in aderenza - distanza dalle strade: 10 mt. - Normativa Paesistica: vedi art. 15 zone ID-MO-A e zone IS-MO-B N.B. - per larea di fronte allabitato di Noceto, laltezza massima prevista di mt. 7; - per la zona D3.2 di Vobbietta consentito lutilizzo dellindice solo per ampliamento con altezza massima pari al fabbricato esistente. 26.5.1. Gli interventi di cui al punto 26.5 dovranno farsi carico di verificare l'assetto dell'adiacente tratto dell'alveo dei torrenti Scrivia e Vobbia e delle relative opere idrauliche, di risolvere l'accessibilit veicolare alla zona affinch la stessa non costituisca intralcio alla viabilit esistente, con reperimento delle prescritte superfici di parcheggio ed eventuali spazi per la movimentazione delle merci. 26.5.2. Ogni nuovo insediamento produttivo, industriale, commerciale, artigianale o ad esso assimilabile, deve inoltre riservare spazi pubblici destinati alle attivit collettive, a verde pubblico o a parcheggio ai sensi del D.M. 1444/68 art. 5. Nel caso di nuova attivit commerciale allingrosso dovr essere sottoscritta idonea convenzione atta a disciplinare in particolare la necessaria dotazione dei parcheggi richiesti caso per caso. - per la zona Dr di ristrutturazione: Stato attuale: area situata lungo la statale dei Giovi, all'ingresso del centro di Isola, attualmente occupata da un deposito di materiali edili all'aperto e dal relativo punto di vendita, costituito da edificio a tre piani con abitazione al piano alto. L'intervento di ristrutturazione delle due aree ai lati della statale, dovr essere progettato con i seguenti criteri di indirizzo: Criteri progettuali:

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Zona a monte della strada statale Area di intervento: mq. 1500 Volume esistente: mc. 2000 circa Incremento volumetrico: mc. 2000 Altezza massima: mt. 6 Destinazione d'uso del nuovo volume: commerciale/magazzino - Eliminazione del deposito "all'aperto" sul lato monte mediante il ripristino del muro di contenimento e la costruzione di deposito chiuso con volume pari a circa mc. 2000 e altezza mt. 6, addossato alla parete del monte. L'intervento dovr essere architettonicamente integrato all'edificio commerciale e residenziale esistente (materiali usati, tipi di serramenti e finiture) con la creazione, lungo la strada statale, di una fascia a percorso pedonale pubblico alberato;

Zona situata tra la statale e linea ferroviaria Area di intervento: mq. 2000 Destinazione d'uso: commerciale/magazzino - Riordino del lato a valle lungo la statale con schermatura della zona di deposito mediante la creazione di muro di cinta o schermatura a verde ed antistante percorso pedonale. Il progetto dovr farsi carico di: - creazione area a parcheggio pertinenziale per i clienti debitamente piantumata; - allargamento della zona di manovra in prossimit dell'immissione della strada comunale sulla statale. Modi di attuazione: Concessione Edilizia Convenzionata Normativa Paesistica: vedi art. 15 zone IS-MO-B

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Articolo 27 - AREA OMOGENEA E ZONE URBANISTICHE E L'area territoriale omogenea classificata E comprende le parti del territorio interessate ad usi agricoli ed agricolo-boschivi ed attivit connesse. Si distinguono: - zone BO, utilizzate prevalentemente a bosco; - zone AP, con destinazione agricolo-produttiva; - zone PA, con destinazione agricola di presidio ambientale

27.1. Destinazioni d'uso ammesse - Zona BO: fabbricati produttivi di servizio alla conduzione dei boschi quali legnaie, fienili, stalle, silos, depositi di attrezzi e simili. - Zona AP e zona PA: residenza, pertinenze, fabbricati produttivi quali magazzini per attrezzature e prodotti agricoli, stalle, tettoie, cantine, serre, impianti tecnologici, spazi pubblici attrezzati per attivit all'aperto. Solo per la zona AP a ridosso di Case Braghina pu essere inserita unattivit cinotecnica o similare con possibilit di realizzare idonei box; il tutto nel rispetto delle vigenti normative igieniche-sanitarie.

27.2. Sul patrimonio edilizio esistente sono consentiti tutti gli interventi di cui allart. 12. Sono consentiti incrementi una tantum fino al 20% del volume preesistente al fine di consentire adeguamenti igienici e distributivo-funzionali. . 27.2.1. Sul patrimonio edilizio esistente non residenziale gli interventi di recupero possono prevedere cambiamenti di destinazione d'uso, fra quelli ammessi nella zona. Il cambio di destinazione duso limitato ai casi di cui allart. 12 - modo a7 - ed a quei manufatti che hanno una consistenza edilizia effettiva, escludendo baracche, tettoie, prefabbricati metallici e similari. 27.2.2. Possono essere autorizzati senza asservimento darea e senza convenzione piccoli manufatti singoli ad uso deposito agricolo con dimensione massima di 30 mc., con lotto minimo di intervento di mq. 500, nel rispetto dei parametri edilizi di zona. Per le dimensioni maggiori occorre considerare i parametri urbanistici/edilizi di zona. 27.3. Sono ammessi nuovi volumi a mezzo di diretta concessione ad edificare, in conformit con le prescrizioni paesistiche di cui al punto 14.1. delle presenti norme e nel rispetto dei seguenti parametri urbanistici:

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Zona BO : If: 0,01 H max: 4,5 (**) Dc: 5 De: 15 Ds: come D.P.R. 495/92 e s.m. e i. Zona AP: If: 0,03 (*) H max: 7 (**) Dc: 5 De: 10 Ds: come D.P.R. 495/92 e s.m. e i. Zona PA: If: 0,01 H max: 7 Dc: 5 De: 15 Ds: come D.P.R. 495/92 e s.m. e i. (*) l'indice riferito alla volumetria residenziale non necessariamente connessa alla conduzione del fondo agricolo. A questi possono essere aggiunti volumi edilizi per fabbricati di servizio connessi alla conduzione dei fondi con If = mc/mq 0,02 laddove si dimostri che gli imprenditori agricoli sono a titolo principale con attestato del Servizio Agro-Ambientale della Regione Liguria. La richiesta di tali nuove costruzioni deve essere corredata da una relazione che dimostri la congruit delle destinazioni dei fabbricati e delle loro dimensioni rispetto alle dimensioni delle superfici coltivate. (**) pu essere concessa una altezza maggiore, senza che ci costituisca deroga, per realizzare attrezzature speciali (silos o simili). La concessione edilizia per le zone AP e PA dovr essere subordinata alla stipula di un atto unilaterale dobbligo volto ad assicurare il legame tra ledificio e la conduzione del fondo agricolo. 27.4. E' consentito l'asservimento di lotti non contigui purch ricadenti nello stesso tipo di zona E, con una distanza massima di mt. 500 dal perimetro di ogni appezzamento da quello in cui si prevede l'insediamento, il quale dovr essere dimensionalmente uguale o maggiore del 20% dellarea complessiva asservita. Le aree di presidio ambientale e agricolo-produttive devono intendersi, per questa norma, come stessa zona.

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27.5. Tutti gli interventi sul patrimonio edilizio esistente non devono alterare la fisionomia tipica di ogni insediamento, ma ricomporsi in essa conservando, e se il caso ripristinando, gli elementi caratteristici nei modi specificati dalla Normativa Paesistica di cui al punto 14.2. delle presenti norme. Ledificazione ai fini residenziali nelle parti ricadenti in ANI-MA ammessa solamente laddove la residenza medesima sia connessa e funzionale ad una attivit prevalentemente zootecnica, in presenza delle seguenti condizioni: a) dovr essere rilasciato parere favorevole da parte del Servizio Agroalimentare che dovr accertare la sussistenza della dimensione minima dellazienda in base alla allegata tabella; b) il richiedente dovr essere imprenditore a titolo principale; c) dovr essere prescritto il mantenimento della destinazione duso agricola e labitazione annessa allazienda agricola non potr essere alienata separatamente da questultima. Tabella per la valutazione della dimensione minima dellallevamento (calcolata in UBA: unit bovino adulto) BOVINI DA CARNE: UBA; BOVINI DA LATTE : UBA; EQUINI: capi; OVI-CAPRINI: Stalla tradizionale 20 UBA; Stalla tradizionale 10 UBA; Stalla tradizionale 20 capi; 40 capi. stalla razionale stalla razionale stalla razionale 40 20 40

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Articolo 28 - NORMATIVA PER LE SERRE E PER LE TETTOIE La costruzione di serre consentita nelle zone AP alle seguenti condizioni: 1) la superficie coperta non superi il 50% dell'area disponibile, ove questa non sia inferiore a mq. 1000; 2) l'altezza, misurata al colmo della copertura, non superi i mt. 4,5; 3) le distanze minime non siano inferiori a: - mt. 10 da fabbricati adibiti a civile abitazione; - mt. 10 dal ciglio delle strade pubbliche; 4) muri di sostegno e di contenimento, eventualmente necessari per installare le serre, non superino l'altezza di mt. 3; 5) sia prevista nel progetto la realizzazione delle opere necessarie per lo scarico e l'incanalamento delle acque meteoriche e di quelle eventuali derivanti dall'esercizio dell'impianto. Valgono inoltre tutte le disposizioni della L.R. 01/06/1976 n. 17. La costruzione di tettoie consentita su tutto il territorio comunale, con esclusione delle Zone D e Dr, nel rispetto della Disciplina Paesistica di livello puntuale, con una progettazione in grado di armonizzarsi con larchitettura delledificio principale, al fine di costituire un corpo unico con lo stesso edificio, onde evitare leffetto di superfetazione. Tali strutture con superficie coperta non superiore a 6 mq. per ciascun fabbricato, realizzate a sbalzo o con elementi di sostegno verticale, con non pi di due lati addossati al fabbricato di cui costituiscono pertinenza, sono destinate esclusivamente al riparo delle persone, dei mezzi agricoli, delle scorte di legna e di attrezzature. Articolo 29 - AREE DI TUTELA PAESISTICA Le aree territoriali omogenee classificate "aree di tutela paesistica" comprendono le parti di territorio il cui mantenimento connesso a particolari esigenze morfologiche o ambientali. Tali aree sono inedificabili. Sono ammessi interventi per il consolidamento dei pendii ed il riassetto del sistema idrografico e della vegetazione nei modi previsti dalla normativa paesistica. Articolo 30 - VERDE PRIVATO Le aree distinte in cartografia con il simbolo "VP" comprendono i giardini ed i parchi connessi ad abitazioni private. La disciplina di queste aree di tipo conservativo e/o rivolta al potenziamento degli impianti arborei esistenti e di nuova piantumazione nelle essenze locali.

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Sugli edifici esistenti sono sempre consentiti gli interventi di cui allart. 12, lettere a0, a1, a2, a3, a4. Pu essere consentito un incremento del 20% della volumetria esistente a condizione che vengano preservate e migliorate le caratteristiche architettoniche delledificio esistente.

Articolo 30bis - POSA SERBATOI AD USO G.P.L. O STRUTTURE SIMILARI I serbatoi dovranno essere possibilmente interrati o comunque opportunamente mascherati dalla vista esterna con messa in opera di piantumazioni e/o altri accorgimenti per mitigarne limpatto.

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Articolo 31 - ATTREZZATURE TURISTICO-RICETTIVE-SPORTIVE Sono le zone destinate alla localizzazione delle strutture ricettive previste dalla L. 17.05.1983 n. 217 e dalla L.R. 04.03.1982 n. 11 e s.m.. 31.1. Destinazioni d'uso ammesse Si considerano strutture ricettive gli alberghi, i motel, i villaggi albergo, le residenze turistico-alberghiere, gli alloggi agro-turistici, gli affittacamere, i villaggi turistici, le case per ferie, gli ostelli per la giovent, le case e gli appartamenti per le vacanze per l'affitto ai turisti, le aziende ricettive all'aria aperta. Nella zona sono altres ammessi: impianti e strutture per servizi collettivi destinati al turismo (impianti sportivi, sale per congressi, spettacoli, proiezioni, mostre), esercizi pubblici per bar, ristorante, esercizi commerciali nel limite del 20% di ciascun fabbricato. Si individuano le seguenti zone turistico-ricettive-sportive: - area TS a Borlasca; - area LS a Montessoro; - area SR in localit Case Braghina; - area AS in localit Passo.

1) Area "TS" a Borlasca La zona contrassegnata in cartografia di piano con simbolo grafico TS, destinata ad attivit sportive collettive, inerenti l'equitazione: viene consentita la realizzazione di un volume destinato a scuderie e servizi annessi e di altro volume destinato a club house e/o struttura ricettiva. Sulle aree libere comprese nel perimetro della zona consentita la realizzazione di impianti scoperti ed eventuali attrezzature accessorie per la pratica sportiva nel rispetto dei valori naturali ed ambientali del territorio. L'attuazione della zona in oggetto subordinata all'approvazione di uno S.U.A.. Scheda di progetto Volume per scuderia e servizi: mc. 4000 Volume per club house e/o struttura ricettiva: mc. 2000 Altezza massima edifici per maneggio: mt. 8 Altezza massima club house: mt. 7 Dc: mt. 10 De: mt. 15 Ds: mt. 10 Normativa paesistica: vedi art. 14 zone IS-MA Prima della realizzazione degli interventi dovranno essere effettuate approfondite e puntuali indagini geologiche e geotecniche volte ad accertare la fattibilit degli interventi medesimi.

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2) area LS a Montessoro La zona contrassegnata con simbolo "LS" essendo parte del territorio che assomma ai valori naturalistico-ambientali una attitudine alla funzione ricreativa, in ragione della esposizione, altitudine e dell'agevole accessibilit a destinazione di zona ludico-sportiva. Gli interventi edilizi ammessi sono: - servizi igienici; - uffici portineria; - cucina, mensa, bar; - alloggio custode; - piccoli bungalows. L'attuazione della zona subordinata all'approvazione di un S.U.A. Scheda di progetto Volume consentito: mc. 2000 Altezza massima: mt. 7,5 Dc: mt. 10 De: mt. 15 Ds: mt. 10 Normativa paesistica: vedi art. 14 zone IS-MA 3) area SR in localit Case Braghina La zona contrassegnata in cartografia con il simbolo SR destinata all'attivit ricettivo-alberghiero-commerciale ed interesse comune. In questultimo caso gli interventi, esculsi quelli di cui alle categorie a0, a1 e a2 dellart. 12 delle presenti norme, saranno ammessi solo sub-convenzione. Si predispone la riqualificazione ambientale ed il potenziamento delle strutture esistenti. Scheda di progetto Volume massimo consentito: incremento del 75% del volume esistente Altezza massima: mt. 10,5 Dc: mt. 10 De: in aderenza all'esistente Ds: mt. 10 L'intervento attuabile con concessione edilizia diretta. Normativa paesistica: vedi art. 15 zone IS-MO-B La progettazione dovr osservare i seguenti criteri: - riqualificazione dell'edificio esistente mediante il ridisegno dei prospetti e dell'assetto distributivo esterno ed interno; - riutilizzo funzionale del corpo di fabbrica esistente; - creazione di nuovo corpo di fabbrica ad un piano onde potenziare le attivit attualmente svolte. Il nuovo corpo di fabbrica sar connesso al volume esistente, ubicato a ridosso del magazzino attualmente esistente a piano terra; - sistemazione delle aree scoperte a verde privato e parcheggio.

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4) area AS in localit Passo La zona contrassegnata con simbolo AS in cartografia destinata ad agriturismo connesso ad attivit sportiva. Gli interventi edilizi ammessi sono: - nuova volumetria per attivit ricettiva e commerciale per un massimo di mc.500; - recupero integrale della volumetria esistente; -nuova volumetria per ricovero bestiame per un massimo di mc.1000. Lattuazione della zona subordinata allapprovazione di un progetto unitario con concessione edilizia convenzionata ai sensi art. 35 L.R. 36/97 e s.m. Scheda di progetto: Altezza massima: mt. 7,5 per volumetria ricettiva/commerciale Altezza massima: mt. 4 per volumetria ricovero bestiame Dc: mt.10 De: mt.30 Ds: mt.10 Normativa paesistica: vedi art.14 zone IS-MA

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TITOLO IV - I SERVIZI

Articolo 32 - NORME GENERALI (SERVIZI)

PER

LE

ZONE

PUBBLICHE

Le aree e le attrezzature di cui al presente articolo, confermate ed individuate sulle planimetrie di P.R.G., di propriet e/o gestione non pubblica sono soggette ad obbligo di mantenimento della destinazione d'uso. La propriet e la gestione di tali aree ed attrezzature possono essere non pubbliche; nel caso di cessazione d'uso di esse il Comune ha facolt di intervenire con esproprio per assicurare la continuazione del servizio di interesse pubblico. Le aree e le attrezzature di cui al presente articolo, di propriet e/o gestione pubblica, sono soggette al mantenimento della propriet pubblica o all'esproprio da parte del Comune. Le aree di nuova individuazione sono destinate all'intervento di enti pubblici, salvo quanto eventualmente specificato nelle singole zone. Nelle aree e/o edifici di cui al presente capo, comprese nella zona omogenea "A zona di interesse storico ambientale", la volumetria dei fabbricati e delle attrezzature deriva, per ogni singola destinazione d'uso, dalle esigenze proprie del servizio considerato poste in rapporto con le caratteristiche tipologiche del tessuto edilizio circostante. Per gli altri servizi non espressamente individuati in cartografia valgono le stesse norme di cui sopra.

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Articolo 32 bis - IMPIANTI ED ATTREZZATURE ENEL Ogni progetto edilizio ed urbanistico superiore a 1000 mc. di nuova edificazione o di ristrutturazione complessiva di volumetrie esistenti deve essere integrato da specifica dichiarazione ENEL relativa alla situazione della rete ed alla necessit di costruire nuove cabine. In tutti gli insediamenti, a prescindere dalle specifiche disposizioni delle presenti norme, consentita l'installazione delle cabine di trasformazione che non vengono conteggiate ai fini del calcolo del volume. Le cabine elettriche possono essere realizzate preferibilmente nelle aree di rispetto, nelle aree D produttive, nelle zone per servizi; anche nelle aree di rispetto dei nastri stradali, quando non sono possibili altre localizzazioni e compatibilmente con quanto disposto dal Nuovo Codice della Strada. L'ENEL S.p.A. esclusa dalla corresponsione di oneri dovuti per il ripristino delle aree quando i rinterri delle reti avvengono in sede di rifacimento delle pavimentazioni stradali da eseguire a regola darte. Nelle fasce di rispetto degli elettrodotti (vedi D.P.C.M. del 23.4.1992) la fabbricazione sottoposta alle prescrizioni del D.P.R. n. 1062 del 21.6.1968 e del D.P.R. n. 164 del 7.1.1956, le colture arboree ad alto fusto sono ivi precluse e le innovazioni, come pure le nuove costruzioni e gli impianti devono rispettare le distanze minime stabilite dal D.I. del 21.3.1988 e s.m.i.. Le aree attraversate da elettrodotto sono soggette alle relative servit, pertanto chi intende edificare su fondi attraversati da elettrodotti deve richiedere l'accertamento della tensione della linea, presso i competenti uffici ENEL. Le cabine realizzabili sul territorio comunale debbono essere concordate con lAmministrazione Comunale ed autorizzate previo parere della C.E..

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Articolo 33 - ZONE PER ATTREZZATURE PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE (IST) Sono destinate agli edifici per la scuola materna e quella dell'obbligo, entrambe pubbliche, ed a quelle attrezzature sportive connesse con l'attivit scolastica. In questa zona ammessa l'edificazione con diretta concessione ad edificare nel rispetto dei seguenti parametri: H = m. 12,00 Dc = m. 5,00 o aderenza Ds = m. 5,00 o allineamenti De = m. 10,00 Articolo 34 ZONE PER ATTREZZATURE CIVILI DI INTERESSE COMUNE (Ic)

Sono destinate alle attivit amministrative, partecipative, culturali, sociali, associative, sanitarie, assistenziali e ricreative, alle attrezzature per il culto ed alle funzioni connesse. Le attrezzature relative a tali funzioni hanno carattere essenzialmente pubblico Sono da intendersi servizi pubblici anche quelle attrezzature a propriet e gestione privata riconosciute idonee, purch tramite apposita convenzione stipulata tra privati e Comune, venga ufficialmente sancita una adeguata fruibilit pubblica delle medesime. In queste zone ammessa l'edificazione con intervento diretto nel rispetto dei seguenti parametri: H = m. 12,00 (ad esclusione dei campanili) Dc = m. 5,00 o in aderenza Ds = m. 5,00 De = m. 5,00 parcheggi = in numero adeguato alle esigenze che si verificheranno caso per caso, mai in quantit minore di quanto previsto per la destinazione residenziale. Detti parcheggi possono essere recuperati anche in aree limitrofe.

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Articolo 35 - ZONE PER SPAZI PUBBLICI ATTREZZATI PER IL GIOCO LO SPORT ED IL TEMPO LIBERO (VA) In tali zone le aree sono destinate ad essere pubbliche, le attrezzature realizzate su di esse possono avere temporaneamente gestione privata, ma sono comunque assoggettate al controllo pubblico e ad accordi che ne consentano, pur limitatamente, l'uso comunale. in queste zone ammessa l'edificazione per intervento diretto con i seguenti parametri: Dc = m. 5,00 Ds = m. 5,00 De = m. 5,00 H = m. 10,00 Articolo 36 - ZONE DESTINATE A PARCHEGGIO PUBBLICO (P) In tali zone sono ammessi, mediante diretta concessione ad edificare: - la sistemazione e l'attrezzatura delle aree scoperte di uso esclusivamente pubblico; - la piantumazione di piante ad alto fusto, - l'edificazione di autorimesse in strutture interrate di cui la parte scoperta potr essere di uso pubblico mentre la parte interrata potr essere destinata a parcheggio privato; il rilascio della concessione sar subordinato alla stipula di una convenzione con l'A.C. nella quale sar indicato: 1. il rapporto tra la superficie effettivamente utilizzabile a parcheggio pubblico e quella ad uso privato; 2. modalit d'intervento 3. modalit di gestione 4. propriet dei manufatti e delle aree scoperte Per la zona del parcheggio a valle dellabitato di Prarolo ammessa la sistemazione e lattrezzatura dellarea per la raccolta dei rifiuti ingombranti e centro di raccolta differenziata.

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TITOLO V - ZONE SOGGETTE A VINCOLI SPECIALI Articolo 37 - AREE DI RISPETTO 37.1. Area cimiteriale Tale zona destinata ad attrezzature cimiteriali e al rispetto delle stesse, come previsto ai sensi della vigente legislazione. Nelle fasce di rispetto cimiteriali non sono ammesse nuove costruzioni a destinazione residenziale; sono comunque ammessi sulle costruzioni esistenti gli interventi di cui alle lettere a0, a1, a2, a3, a4 dell'art. 12. L'ampliamento dei cimiteri nelle zone esplicitamente individuate dal P.R.G. consentito previa autorizzazione della competente autorit in materia. 37.2. Aree fluviali Sono aree che accolgono le sedi dei principali corsi d'acqua comunali. In esse sono ammessi solo interventi tesi alla salvaguardia dell'equilibrio idrogeologico e alla regimentazione delle acque. 37.3. Aree ferroviarie Nelle aree di rispetto ferroviario sono da applicare le norme del D.P.R. 11.7.1980 n. 753. 37.4. Aree per la viabilit Nelle fasce di rispetto sulla viabilit esistente o a progetto vige il D.P.R. 147/93 "Regolamento di esecuzione ed attuazione del nuovo Codice della Strada". 37.5. Viabilit Comprende le vie di comunicazione esistenti e le aree destinate all'ampliamento ed alla rettifica dei tracciati esistenti od alla costruzione dei tracciati futuri. I tracciati viari riportati sulle tavole di P.R.G. sono indicativi potendo essere variati, in sede esecutiva entro fasce di 10 m. dal limite esterno dei tracciati stessi. Nel caso di tracciati che segnino il confine tra diverse zone omogenee, alle loro eventuali variazioni planimetriche dovute ad aggiustamenti in sede esecutiva, seguir la conseguente variazione delle suddette zone omogenee che seguiranno l'andamento dei nuovi tracciati senza che ci costituisca variante di Piano. Nelle zone destinate alla viabilit vietata ogni costruzione, anche in sottosuolo. Per la definizione delle caratteristiche delle singole strade si deve fare riferimento ai seguenti termini: CARREGGIATA: veicolare. quella parte della sede stradale destinate al transito

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SEDE o PIATTAFORMA STRADALE: comprende la carreggiata ivi incluse le banchine, i parcheggi laterali, i marciapiedi, le fasce a verde laterali anche se non giacenti sullo stesso piano orizzontale della carreggiata, altri elementi marginali della sede medesima nonch le relative strutture di delimitazione. CONFINE STRADALE: Linea di limite della sede stradale come definita dal D.P.R. 495 del 16/12/92 Tutte le strade dovranno essere dotate di cunette per lo smaltimento delle acque fino allo scarico naturale pi vicino e se a fondo cieco dovranno terminare con apposito slargo da consentire la manovra di inversione del senso di marcia. Le caratteristiche tecniche delle nuove strade veicolari pubbliche sono cos stabilite: 1. STRADE DI TIPO A sono strade pedonali pubbliche dimportanza comunale in ambito urbano o rurale larghezza della sede stradale: ml. 1,50 - 2,50 pavimentazione: acciottolato, blocchetti in argilla espansa, terra battuta, eccezionalmente in asfalto. protezioni laterali (quando necessarie): parapetti in muratura in pietra, staccionate in legno 2. STRADE DI TIPO B sono strade pubbliche di servizio per le zone di nuova edificazione larghezza della carreggiata: ml. 3,00 - 4,00 larghezza della sede stradale: ml. 3,00 - 5,00 pendenza in rettifilo: 14% massima pendenza in curva: 10% massima raggio della curvatura dal bordo interno: ml. 6,00 minimo 3. STRADE DI TIPO C sono strade pubbliche di importanza locale, a doppio senso di circolazione veicolare larghezza della carreggiata: ml. 3,50 - 5,00 larghezza della sede stradale: ml. 5,00 - 6,00 pendenza in rettifilo: 12% massima pendenza in curva: 10% massima raggio della curvatura dal bordo interno: ml. 6,00 minimo larghezza minima della eventuale fascia a parcheggio: ml. 2,00 larghezza minima degli eventuali marciapiedi: ml. 1,20

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4. STRADE DI TIPO D sono strade pubbliche di importanza comunale o sovracomunale a doppio senso di circolazione veicolare larghezza della carreggiata: ml. 6,00 minimo larghezza della sede stradale: ml. 7,00 minimo pendenza in rettifilo: 10% massima pendenza in curva: 8% massima raggio della curvatura dal bordo interno: ml. 6,00 minimo larghezza della fascia a parcheggio e alberatura o marciapiede: da mt. 1,00 a mt. 2,00 circa 5. STRADE DI TIPO E sono i tratti di viabilit in galleria previsti per rettificare la S.S. n. 35 dei Giovi. La definizione progettuale e l'ubicazione esatta di detti tracciati sono di competenza degli Enti sovraccomunali preposti. 6. STRADE DI TIPO F costituita dal nuovo raccordo sopraelevato fra lo svincolo autostradale e la S.S. n. 35 dei Giovi. Parametri progettuali e tracciato sono gi stati definiti in sede di progetto esecutivo. 7. STRADE AGRICOLE, FORESTALI E INTERPODERALI larghezza della carreggiata: ml. 2,50 massimo larghezza della sede stradale: ml. 3,00 pavimentazione: terra battuta, acciottolato, lastricato in materiali lapidei protezioni laterali: parapetti in muratura in pietra a spacco a vista, staccionate in legno In sede di progettazione esecutiva, in conseguenza di maggiori approfondimenti sulle caratteristiche del tracciato, possono essere consentite limitate variazioni ai parametri sopra stabiliti. Viene previsto, in localit Pietrabissara, lallargamento dellimbocco tra la strada statale n. 35 dei Giovi e la strada di Borlasca con la demolizione parziale del civico n. 55 di Via Nazionale.

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TITOLO VI - NORME TRANSITORIE E FINALI Articolo 38 - NORME FINALI 38.1. Per tutto quanto non previsto nelle presenti norme e non in contrasto con esse, al fine dell'attuazione del P.R.G., si far riferimento alle legislazioni nazionali e regionali in materia riguardanti l'oggetto, ai Regolamenti comunali vigenti, in particolare al Regolamento Edilizio. 38.2. Precedenti autorizzazioni. L'entrata in vigore del nuovo P.R.G. comporta la decadenza delle concessioni di edificare in contrasto con il P.R.G. stesso, salvo che i relativi lavori siano stati iniziati e vengano completati entro il termine di tre anni dalla data del loro inizio. 38.3. Entrata in vigore delle presenti norme di attuazione. Il presente P.R.G. entra in vigore successivamente all'emissione del decreto di approvazione del Presidente della Giunta regione Liguria. 38.4. Deroghe Per i soli edifici ed impianti pubblici ed in casi eccezionali per quelli di interesse pubblico, il Sindaco pu concedere deroghe alle Norme di Attuazione del P.R.G. relative ai seguenti parametri: - altezza massima degli edifici - distanza minima tra i fabbricati - distanza minima delle costruzioni dai confini stradali Ai fini di cui sopra il Sindaco deve richiedere il nulla osta al competente organo regionale, secondo la procedura di cui all'art. 3 della legge 21/12/1955 n 1357 e dell'art. 41 quater della L.U. n 1150/ 1942 e s.m. e i. Art. 38 bis Adeguamento del P.R.G. al P.A.I. del Fiume Po, ai sensi dellart. 18 delle Norme di Attuazione del P.A.I. In attuazione delle disposizioni di cui allart. 18, comma 2, delle Norme di Attuazione del P.A.I. del Fiume Po, introdotta la disciplina per il controllo delle situazioni in dissesto idrogeologico del territorio comunale, sostitutiva della precedente disciplina di cui alle Norme geologiche di attuazione, corredata dalla relativa Carta di Zonizzazione Geologico Tecnica (All. n. 1) che sostituisce la precedente zonizzazione geologica del P.RG ( Tav. n. 4). Resta fermo il carattere di prevalenza, in caso di contrasto con la disciplina relativa alla zonizzazione urbanistica, di quella maggiormente restrittiva.

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1.0 Carta di Zonizzazione del Territorio Comunale La carta di zonizzazione rappresenta una suddivisione del territorio in domini omogenei distinti, realizzata sulla base delle caratteristiche geologiche idrogeologiche e geomorfologiche ed alle relative problematiche. Tale partizione viene effettuata mediante la sovrapposizione degli elementi geologici, geomorfologico ed idrogeologici emersi nel corso del rilevamento e riportati nelle tavole n 1, 2 e 3. A tale prima stesura, nel corso del periodo 2004-2005, sono stati sovrapposti ulteriori elementi conoscitivi derivanti dagli studi del PAI (Piano stralcio per lassetto idrogeologico del Fiume PO), i relativi approfondimenti di compatibilit, i dissesti derivanti dalle banche dati della Regione Liguria) Il tematismo realizzato costituisce uno strumento per la valutazione della suscettivit d'uso del territorio e presenta, per ogni tipo di zona: Le limitazioni urbanistiche sulla effettiva fruibilit del territorio Le prescrizioni di carattere geologico tecnico inerenti la realizzazione di qualsiasi intervento rimanendo comunque soggette alle normative contenute nelle leggi vigenti, in particolare nel D.M. 11.03.88 e quelle sul vincolo idrogeologico.)

1.1 Prescrizioni Generali In ottemperanza alle norme contenute nel D.M.11.03.88 e nella relativa circolare LL.PP.24.10.88, qualsiasi progetto dintervento, soggetto alle norme del decreto stesso, deve contenere gli elaborati geologici e geotecnici previsti per legge (sez. A1 e A2 del D.M. citato) atti a fornire una precisa caratterizzazione geotecnica del terreno. La progettazione deve inoltre rispettare tutte le prescrizioni o gli interventi atti alla soluzione delle problematiche emerse nel corso delle indagini. Nel caso di interventi di modesto rilievo, in rapporto alla stabilit globale dell'insieme opera-terreno, che ricadano in zone gi note (sez. A2, comma 8 del D.M. 11.03.88), la caratterizzazione geotecnica del sottosuolo pu essere ottenuta mediante la raccolta di dati sui quali possa essere responsabilmente basata la progettazione. Le Norme Geologiche di Attuazione, discusse e approvate dal Consiglio Comunale, approvate dagli organi regionali preposti e adottate dal Comune di Isola del Cantone, al termine dell'iter di legge, costituiscono parte integrante della

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normativa che regoler le attivit edilizie, strutturali e le trasformazioni del suolo e dell'immediato sottosuolo del territorio Comunale per la durata dello strumento urbanistico generale. 2.0 Norme Geologiche di Attuazione 2.1 Aree di tipo A: Zone di tutela e rispetto dell'attivit dei corsi d'acqua.

Queste aree comprendono: alvei attivi; zone di esondazione Prescrizioni: aree interdette ad altri interventi che non siano finalizzati alla sistemazione idraulica e manutenzione (pulizia degli alvei, correzione di profili e arginature) o di sistemazione delle opere gi esistenti. 2.2 Aree di tipo Fa: Zone di frana attiva

Queste aree comprendono: frane attive in corpi detritici e crolli diffusi in roccia, nonch frane puntuali Prescrizioni urbanistiche: Allo stato attuale sono esclusivamente consentiti: gli interventi di demolizione senza ricostruzione; gli interventi di manutenzione ordinaria degli edifici, cos come definiti alla lettera a) dellart.31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457: gli interventi volti a mitigare la vulnerabilit degli edifici e degli impianti esistenti e a migliorare la tutela della pubblica incolumit, senza aumenti di superficie e volume, senza cambiamenti di destinazione duso che comportino aumento del carico insediativi; gli interventi necessari per la manutenzione ordinaria e straordinaria di opere pubbliche o di interesse pubblico e gli interventi di consolidamento e restauro conservativo di beni di interesse culturale, compatibili con la normativa di tutela; le opere di bonifica, di sistemazione e monitoraggio dei movimenti franosi; le opere di regimazione delle acque superficiali e sotterranee; la ristrutturazione e la realizzazione di infrastrutture lineari e a rete riferite a servizi pubblici essenziali non altrimenti localizzabili, previo studio di compatibilit dellintervento con lo stato di dissesto esistente validato dallAutorit competente. Gli interventi devono comunque garantire la sicurezza nellesercizio delle funzioni per cui sono destinati, tenuto conto dello stato di dissesto in essere. In tali aree non sono ammessi interventi di nuova edificazione.

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Prescrizioni geologico tecniche: in tali aree gli interventi permessi dalle disposizioni del Piano di bacino dovranno essere preceduti da uno studio geologico e ambientale di fattibilit, teso ad accertare la compatibilit dellintervento e prevedere la ricaduta dello stesso sugli elementi idrogeomorfologici che concorrono alla stabilit generale dellarea. Tale studio di fattibilit dovr estendersi in funzione delle effettive conseguenze dellintervento sul territorio. In particolare si dovranno valutare quantitativamente lincidenza delle opere di regimazione delle acque sui rivi e sulle acque incanalate; verificare leventuale incremento sul grado di erosione delle acque incanalate; prevedere opportuni interventi di regimazione (briglie e salti) atti a raggiungere un profilo di equilibrio anche lungo le aste minori. In caso di possibile intervento gli studi geologici esecutivi dovranno contenere adeguate verifiche di stabilit del pendio prima e dopo i lavori attestando e/o confermando (anche per interventi limitati) il miglioramento o, almeno, il mantenimento delle condizioni precedenti. Le indagini dovranno raggiungere il substrato in modo da: - determinare la tipologia, la consistenza, lo spessore delle coltri e degli accumuli detritici; - verificare la presenza di livelli di substrato alterato o particolarmente fratturato; - conoscere la profondit di reperimento del substrato sano e le sue caratteristiche giaciturali e geomeccaniche; - determinare la presenza di falda e monitorarla nel tempo mediante piezometri.

Dette indagini potranno comprendere rilievi diretti (sondaggi a rotazione, prove in sito ecc.); metodi indiretti (profili geofisici ecc.); prelievo di campioni per analisi di laboratorio su terre e su rocce.

Per quanto riguarda i fronti rocciosi instabili, a fruibilit effettivamente ridottissima, (oltre allo studio geologico di fattibilit teso ad accertare la compatibilit dellintervento e prevedere la ricaduta dello stesso sugli elementi idro-geo-morfologici che concorrono alla stabilit dellarea anche al di fuori del sito di intervento) gli studi geologici esecutivi dovranno contenere adeguate verifiche di stabilit del pendio prima e dopo i lavori, attestando e/o confermando, (anche se per interventi limitati) il miglioramento delle condizioni precedenti.

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Le indagini, oltre ai normali sondaggi e prove geofisiche, dovranno contenere mirate misure geomeccaniche, integrate da prove in sito e/o di laboratorio, riferite alle classificazioni geomeccaniche maggiormente indicate per la caratterizzazione del singolo problema. 2.3 Aree di tipo Fq : Zone di frana quiescente

Queste aree comprendono: frane e dissesti in stato di quiescenza con indizi e potenziali situazioni di riattivazione, parziale o complessiva Prescrizioni urbanistiche: oltre agli interventi previsti per le aree Fa, sono esclusivamente consentiti: - gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, cos come definiti dalle lettere b) e c) dellart.31 della L. 5 agosto 1978, n. 457, senza aumenti di superficie e volume; - la realizzazione di nuovi impianti di trattamento delle acque reflue e lampliamento di quelle esistenti, previo studio di compatibilit dellopera con lo stato di dissesto esistente validato dallAutorit competente; sono comunque escluse la realizzazione di nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, lampliamento degli stessi impianti esistenti, lesercizio delle operazioni di smaltimento e recupero dei rifiuti, cos come definiti dal D.Lgs. 5 febbraio 1997, n.22. E consentito lesercizio delle operazioni di smaltimento e recupero dei rifiuti gi autorizzate ai sensi dallo stesso D.Lgs. 22/1997 (o per le quali sia stata presentata comunicazione di inizio attivit nel rispetto delle norme tecniche e requisiti specificati allart.31 del D.Lgs. 22/1977) alla data di entrata in vigore del piano, limitatamente alla durata dellautorizzazione. Tale autorizzazione pu essere rinnovata fino allesaurimento della capacit residua derivante dallautorizzazione originaria per le discariche e fino al termine della vita tecnica per gli impianti a tecnologia complessa, previo studio di compatibilit validato dallAutorit competente. Alla scadenza devono essere effettuate le operazioni di messa in sicurezza e ripristino del sito, cos come definite allart. 6 del suddetto decreto legislativo.

Prescrizioni geologico tecniche: tutti gli interventi, comprese le nuove edificazioni, ove ammesse, dovranno essere preceduti da una Relazione Geologico tecnica esecutiva volta a conoscere le principali caratteristiche dei terreni sciolti, il loro spessore, le quote di reperimento del substrato ed il suo stato di conservazione. Sulla base delle risultanze ottenute, lo studio dovr prevedere congrui interventi al contorno per garantire la stabilit degli elementi geomorfologici e idrogeologici superficiali nonch prevedere i pi adatti riferimenti fondazionali.

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Gli studi dovranno essere corredati della verifica di stabilit a scavi aperti per fronti superiori a 8 metri dampiezza e altezze maggiori di 2.5 metri. Tutti gli interventi dovranno essere corredati di verifica di stabilit finale del pendio, con lintervento realizzato, in modo da garantire la stabilit dellintervento stesso e del versante. In caso dinterventi di prevalente riporto rispetto a normali lavori di movimentazione in loco (ad es. preparazione area con sterro e riporto), dovr essere posta maggiore attenzione alla variazione dellequilibrio generale del settore Fq, a causa dellaumento dei carichi in gioco. In caso dinterventi presso fronti in roccia, naturali e/o di scavo, dovr essere eseguita la verifica degli elementi geomeccanici relativi alla stabilit del fronte; per fenomeni di caduta massi si dovr predisporre lo studio sulla geometria di massi e blocchi, sui cinematismi e punti di arresto, onde individuare gli interventi di bonifica o protezione pi idonei. Per gli scavi superiori a 2.5 metri daltezza si dovr valutare, in via preliminare, la presenza di una falda di pendio di qualche significato in modo da non intercettare corpi idrici di versante in zone dove le condizioni di stabilit sono mantenute anche in base a sottili equilibri locali. Le indagini minime (salvo produzione maggiore) dovranno comprendere indagini geotecniche in sito correlate a rilevamenti diretti (scavi e pozzetti geognostici) o indiretti (prove geofisiche). In considerazione della natura dei luoghi si prescrive, in tutti i casi, la Direzione Lavori di carattere Geologico da parte di un tecnico abilitato in modo da redigere alla fine lavori una relazione consuntiva delleffettivo stato dei terreni riscontrato e della variazioni in corso dopera dovute a motivi geologici; la relazione dovr essere corredata da adeguato rapporto fotografico con le fasi pi significative del lavoro stesso. Qualora si volessero prevedere interventi di ampliamento, ristrutturazione o nuova edificazione in una di queste aree, nellambito della relativa variante urbanistica, dovr essere eseguita una verifica di compatibilit, in aderenza di quanto allAll.1 della DGR n. 1182 del 18.10.2002. 2.4 Aree di tipo Fs: 2.5 Aree di tipo C (comprese le DGPV): Queste aree comprendono: Zone di frana stabilizzata; zone soggette a deformazione gravitativa profonda; Zone con problematiche diffuse di tipo geomorfologico ed idrogeologico

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Prescrizioni urbanistiche: non sono poste limitazioni Prescrizioni geologico tecniche: In tali zone si dovr procedere all'esecuzione di prove geognostiche e geotecniche al fine di valutare in particolare la profondit di reperimento del substrato lapideo, la giacitura e lo stato di conservazione dell'ammasso roccioso e, per le coltri detritiche, i relativi parametri geotecnici. In tal senso si stima valido lutilizzo di sondaggi meccanici a rotazione o, in alternativa, di prove in sito standard di tipo dinamico (maglio da 63.5 kg) o Statico (CPT a cono semplice o con punta Begemann); tali indagini potranno essere spinte fino al substrato lapideo e eventualmente integrate da pozzetti esplorativi mediante scavatore meccanico. Dovr inoltre essere effettuata la verifica di equilibrio per una congrua porzione del versante, in relazione all'importanza del progetto ed alle risultanze emerse in fase geognostica. La progettazione dovr specificare le opere e le tecniche atte a garantire la stabilit dell'intervento e si dovr porre attenzione a non compromettere il naturale o lartificiale equilibrio raggiunto dal versante; in particolare i movimenti di terra superiori a 25mc dovranno prevedere lallontanamento del materiale di risulta a regolare discarica o, in alternativa, la sistemazione in loco mediante la verifica di stabilit dellinsieme riporto-terreno mediante le usuali metodologie di calcolo (Bishop, janbu, Bell ecc.). I tagli di versante eccedenti i 2.5 metri di altezza e/o i 10 metri di sviluppo dovranno prevedere adeguate valutazioni e/o calcoli di stabilit a scavi aperti. Dovranno infine essere sempre valutate e calcolate lentit delle variazioni indotte dagli interventi sul regime delle acque superficiali e sulla circolazione degli apporti sotterranei. 2.6 Aree di tipo Fd: zone a franosit diffusa

Queste aree comprendono: porzioni di territorio soggette a particolari concentrazioni di piccoli eventi franosi quali soil slip, piccoli cedimenti, squilibri idrogeologici e idraulici locali o su reticolo minore, ecc Prescrizioni urbanistiche: non sono poste limitazioni Prescrizioni geologico tecniche: Gli studi geologici e le indagini potranno attenersi a rilevamenti di superficie in grado comunque di fornire precise valutazioni geomeccaniche del substrato, precisare lo spessore delle coperture sciolte e valutarne le caratteristiche geotecniche sulla base dei dati gi conosciuti.

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In caso di maggiore approfondimento le indagini potranno comprendere prove in sito di tipo statico o dinamico, prove indirette o scavi di assaggio mediante scavatore meccanico. I progetti dovranno contenere indicazioni, oltre che sulla profondit e tipologia di fondazioni, sulle modalit degli sbancamenti e sulle opere di contenimento e di regimazione idrogeologica ritenuti idonei. Valgono le prescrizioni per le aree di tipo C . Per gli interventi che prevedono asservimento di terreno si dovr predisporre uno studio geomorfologico supplementare, esteso allarea di asservimento, con particolare attenzione alla individuazione di tutti gli elementi di dissesto locale (muretti a secco, fossi di scolo, mancate regimazioni delle acque ). Tale relazione dovr prevedere gli opportuni accorgimenti per la soluzione delle problematiche locali e gli interventi di manutenzione delle opere stesse da parte del proprietario. Questo si dovr inoltre impegnare formalmente alla manutenzione di dette opere ed alla bonifica dei dissesti. 2.7 Aree di tipo D: Zone con normali problematiche di stabilit dei versanti legate al reperimento del substrato roccioso.

Queste aree Comprendono: comparti di versante caratterizzati da substrato sub affiorante in condizioni strutturali tali da denotare una pericolosit limitata oppure zone di coperture sciolte di origine eluvio colluviale. Prescrizioni urbanistiche: non sono poste limitazioni Prescrizioni geologico tecniche: Le indagi-ni geognostiche e geotecniche dovranno fornire va-lutazioni geomeccaniche del substrato, precisare lo spessore delle coperture sciolte e valutarne le caratteristiche geotecniche. In casi di bassa incidenza del progetto sui fattori idrogeomorfologici si potranno effettuare scavi di assaggio mediante scavatore o rilevamenti geologici diretti. I progetti dovranno contenere indicazioni, oltre che sulla profondit e tipologia di fondazioni, sulle modalit degli sbancamenti e sulle opere di contenimento e di regimazione idrogeologica ritenuti idonei. 2.8 Aree di tipo E: Zone caratterizzate dal substrato roccioso affiorante o sub affiorante senza particolari problemi geologici.

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Queste aree comprendono: le aree con situazioni pi favorevoli riscontrate sul territorio; il substrato lapideo risulta affiorante o sepolto al di sotto di una sottile copertura di materiale eluvio colluviale ed in condizioni geomeccaniche e geomorfologiche tali da minimizzare l'insorgere di fenomeni geologicamente negativi. Comprendono inoltre le zone francamente pianeggianti di terrazzo fluviale con spessori di coltri sciolte anche superiori a 2 mt. Prescrizioni urbanistiche: non sono poste limitazioni Prescrizioni geologico tecniche: Le indagini potranno essere svolte mediante rilevamenti diretti o pozzetti geognostici al fine di valutare lo spessore delle eventuali coltri di copertura e le loro caratteristiche geotecniche; dovranno essere altres valutati lo stato di conservazione e i parametri geomeccanici del substrato saldo e non alterato. Nel caso di interventi, su terrazzo fluviale, di particolare entit o importanza, a ridosso del della scarpata, dovr essere effettuato un calcolo di stabilit del versante come per le zone C.

Relativamente ai dissesti idraulici, definiti dal P.A.I. come esondazioni e dissesti morfologici di carattere torrentizio lungo le aste dei corsi dacqua: Ee, aree coinvolgibili dai fenomeni con pericolosit molto elevata, Eb, aree coinvolgibili dai fenomeni con pericolosit elevata, Em, aree coinvolgibili dai fenomeni con pericolosit media o moderata, restano vigenti le perimetrazioni individuate nellAtlante dei Dissesti del P.A.I. in scala 1:25:000 e le relative norme tecniche di attuazione del P.A.I. , art. 9, commi 5, 6 e 6 bis.

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TITOLO I - GENERALITA'..........................................................................................................2 Articolo 1 - FINALITA DEL P.R.G. ........................................................................................2 Articolo 2 - APPLICAZIONE DEL P.R.G. ...............................................................................3 Articolo 3 - PARAMETRI URBANISTICI ...............................................................................4 Articolo 4 - URBANIZZAZIONE PRIMARIA.........................................................................6 Articolo 5 - URBANIZZAZIONE SECONDARIA ..................................................................7 Articolo 6 - PARAMETRI EDILIZI ..........................................................................................8 Articolo 7 - DISTANZE ..........................................................................................................10 Articolo 8 - S.O.I......................................................................................................................11 Articolo 9 - MODALITA' DI ATTUAZIONE DEL P.R.G. ....................................................12 Articolo 10 - STRUMENTI URBANISTICI ATTUATIVI (S.U.A.) ......................................13 Articolo 11 - INTERVENTI DIRETTI ....................................................................................14 Articolo 12 - INTERVENTI SUL TERRITORIO ...................................................................15 TITOLO II - NORMATIVA PAESISTICA ................................................................................19 Articolo 13 - LIVELLO PUNTUALE DEL P.T.C.P. E MODALIT' DI ATTUAZIONE ....19 Articolo 14 - ZONE IS-MA .....................................................................................................20 Articolo 15 - ZONE ID-MO-A E IS-MO-B ............................................................................24 Articolo 16 - ZONA ANI-MA .................................................................................................28 Articolo 17 - ZONE TU, NI-CO, NI-MA, ID-CO, ID-MA .....................................................30 Articolo 18 - ZONE ME E ZONE DI INTERESSE STORICO ETNOGRAFICO .................38 TITOLO III -AREE TERRITORIALI OMOGENEE E ZONE URBANISTICHE ....................40 Articolo 19 -DIVISIONE DEL TERRITORIO COMUNALE IN AREE TERRITORIALI OMOGENEE E ZONE URBANISTICHE .................................................40 Articolo 20 - ZONE TERRITORIALI OMOGENEE..............................................................42 Articolo 22 - TABELLE PRESCRITTIVE..............................................................................47 Articolo 23 - PROGETTI NORMA .........................................................................................61 Articolo 24 - AREA OMOGENEA E ZONE URBANISTICHE CLASSIFICATE B ............66 Articolo 25 - AREA OMOGENEA E ZONE URBANISTICHE C ........................................72 Articolo 26 - AREA OMOGENEA E ZONE URBANISTICHE D ........................................87 Articolo 27 - AREA OMOGENEA E ZONE URBANISTICHE E .........................................92 Articolo 28 - NORMATIVA PER LE SERRE E PER LE TETTOIE .....................................95 Articolo 29 - AREE DI TUTELA PAESISTICA ....................................................................95 Articolo 30 - VERDE PRIVATO ............................................................................................95 Articolo 30bis - POSA SERBATOI AD USO G.P.L. O STRUTTURE SIMILARI .....96 Articolo 31 - ATTREZZATURE TURISTICO-RICETTIVE-SPORTIVE .............................97 Articolo 32 - NORME GENERALI PER LE ZONE PUBBLICHE (SERVIZI) ..................100 Articolo 32 bis - IMPIANTI ED ATTREZZATURE ENEL ..............................................101 Articolo 33 - ZONE PER ATTREZZATURE PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE (IST).102 Articolo 34 - ZONE PER ATTREZZATURE CIVILI DI INTERESSE COMUNE (Ic) .....102 Articolo 35 - ZONE PER SPAZI PUBBLICI ATTREZZATI PER IL GIOCO LO SPORT ED IL TEMPO LIBERO (VA) ..............................................................................................103 Articolo 36 - ZONE DESTINATE A PARCHEGGIO PUBBLICO (P) ...............................103 TITOLO V - ZONE SOGGETTE A VINCOLI SPECIALI ......................................................104 Articolo 37 - AREE DI RISPETTO .......................................................................................104 TITOLO VI - NORME TRANSITORIE E FINALI ..................................................................107 Articolo 38 - NORME FINALI..............................................................................................107 Articolo 38 bis ADEGUAMENTO DEL P.R.G. AL P.A.I. DEL FIUME PO, AI SENSI DELLART. 18 DELLE NORME DI ATTUAZIONE DEL P.A.I......107

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