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la voce e limmagine degli italiani nel mondo

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numero 15 -dicembre 09

Fr. 2.80 Euro 1.80

POLITICA

Fare politica: ne vale la pena?


CULTURA ASTROLOGIA

I sentieri degli angeli

Oroscopo 2010

www.laltraitalia.eu

ITALIANI NEL MONDO


Parlamentari in erba 3

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SOMMARIO

EVENTI
20 Il calendario Lavazza

SOCIET
Scuola, formazione, corsi di Lingua e Cultura italiana 4 Immigrazione e popolo sovrano 26

CHIARAMENTE NO
23 Spirito natalizio

RECENSIONI
Quaderno di un tempo felice 7

POLITICA
24 Fare politica: ne vale la pena?

CINEMA
Fenomenologia del cinepanettone Cineturismo 8 9

ENOGASTRONOMIA
28 Mettiamoci a tavola 36 Volterratoscana

CULTURA
I sentieri degli angeli 1a puntata 10

MOTORI
30 Nuova Alfa Romeo Giuliettta

MUSICA
Mina: Facile Fotografie di Giusy 13

TURISMO
32 Porto Azzurro

PSICOLOGIA
Dopo lincidente 14

BENESSERE & SALUTE FRECCIATINE


Orologi precisi a cuc 16 34 Lanice verde

RACCONTI
Ventre rigonfio 18

ASTROLOGIA
38 Oroscopo 2010 40 Il segno del mese

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Editore l'altraitalia Postfach CH 8636 Wald (ZH) info@laltraitalia.eu www.laltraitalia.eu di Maria C. Bernasconi Direttore Responsabile Maria Bernasconi Co-Direttore Gianni Lorenzo Lercari Direttore di Redazione Rossana Paola Seghezzi
Mentre in redazione si stava lavorando per dar vita alla rivista di questo mese, tra articoli da correggere e fotografie da adattare, fuori dalle finestre, in silenzio e segretamente, arrivato l'inverno. L'inverno che addormenta gli animali, spoglia gli alberi, strappa le foglie, copre il sole con le sue nuvole grigie, apre la sua scatola di colori scuri, ma che porta con s quella magica, dolce atmosfera natalizia. Le strade del centro si sono accese di mille lucine, piante speciali, palline, ghirlande e decorazioni per tutti i gusti, ovunque mercatini e bancarelle che vendono oggetti natalizi e dolciumi a tema. C' chi addobba l'albero e chi preferisce le decorazioni alle finestre: a ognuno il suo stile. Le antiche tradizioni ci hanno tramandato leggende e storie in grado di affascinare genitori e bambini. L'avvincente Babbo Natale, la misteriosa Befana, la nascita di Ges, sono tutte tematiche oggetto di abitudini, leggende e racconti popolari di Natale, spesso legati alla natura e al ciclo della vita. E inevitabilmente ci vien da pensare al presepe. Il primo fu creato nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Roma. Questa usanza divenne cos popolare che presto tante altre chiese vi aderirono. E poi le leggende dell'albero di Natale. Molte descrivono l'abete come uno degli alberi dal giardino dell'Eden. Una narra che l'abete l'albero della Vita le cui foglie si avvizzirono ad aghi quando Eva colse il frutto proibito e non fior pi fino alla notte in cui nacque Ges Bambino. Questo ramoscello pi tardi divenne l'abete che fu usato per l'albero di Natale e per la Santa Croce. Bello anche il racconto dell'agrifoglio: un piccolo orfanello viveva presso alcuni pastori quando gli angeli araldi apparvero annunciando la lieta novella della nascita di Cristo. Sulla via di Bethlemme, il bimbo intrecci una corona di rami d'alloro per il neonato re. Ma quando la pose davanti a Ges, la corona gli sembr cos indegna che il pastorello si vergogn del suo dono e cominci a piangere. Allora Ges Bambino tocc la corona, fece in modo che le sue foglie brillassero di un verde intenso e cambi le lacrime dell'orfanello in bacche rosse. Ma proprio su quest'ultima leggenda i nostri visi si incupiscono: il Natale non uguale per tutti. Non dimentichiamoci che ci sono milioni di persone meno fortunate di noi, non solo barboni, ma anche famiglie disagiate, Paesi in guerra, persone ammalate.. ognuno di noi potrebbe purtroppo diventare potenzialmente un nuovo povero o semplicemente qualcuno che non in grado di godersi il Natale come festa dell'armonia e della famiglia! Per questo motivo in questo periodo si moltiplicano iniziative di volontariato, regali solidali, donazioni ma il mio augurio pi sincero va a coloro che, come recita una poesia "non aspettano il Natale per essere pi buoni" ma lo vivono giorno dopo giorno!

Collaboratori Giovanni il Battista Paola Carcano Sabrina Dionisio Simona Guidicelli Marco Minoletti Chiara Morassut Chiara Panzera Armando Rotondi Christian Testori

Foto rsp futura sagl

Redazione grafica e stampa VisualFB - Magliaso

Webmaster Alfredo Panzera

Contatti redazione@laltraitalia.eu

Pubblicit info@laltraitalia.eu

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ITALIANI NEL MONDO

di Sabrina Dionisio

Parlamentari in erba
Gli alunni della SEIS partecipano alla sessione basilese del Parlamento die bambini
Venerd 20 novembre numerosi alunni delle scuole elementari di Basilea-Citt, in rappresentanza dei loro compagni di classe, impegnati come ogni giorno a scuola con le loro attivit, si sono dati appuntamento al municipio di Basilea, comunente noto come la casa rossa, per la sua facciata di color rosso, che si mostra ai suoi cittadini e non, che ogni giorno attraversano la famosa piazza del mercato, e che non risparmiano mai uno sguardo di ammirazione ad uno degli edifici pi belli e rappresentativi della nostra citt di adozione. Marcia, anche lei della classe 3, ci dice con grande entusiasmo: il nostro lavoro stato s faticoso ma anche molto interessante e soprattutto importante, dal momento che rappresentiamo tutta la nostra scuola.

I commenti degli altri bambini sono pi o meno simili a quelli di Marcia e Clay sia nel contenuto che nella forma, tra sentimenti di entusiasmo, senso di responsabilit e quella sensazione di sentirsi per un giorno un po' pi adulti e meno bambini. Ma l'impressione che io, come insegnante ho raccolto, che essere adulti per un giorno pi che sufficiente, e che poter tornare bambini ancora pi bello. La giornata di lavoro termina alle ore 16.00 e i nostri parlamentari si danno appuntamento alla prossima sessione parlamentare. Intanto, a scuola, oltre a riferire dell'esperienza vissuta sui ranghi parlamentari, potranno approfondire con i compagni la tematica, conoscere altre istituzioni e autorit italiane e svizzere nell'ambito del progetto didattico Kinderparlament inserito nel POF della scuola.

Alle 8 in punto si sono incontrati e aggiunti agli altri bambini anche gli 11 rappresentanti della nostra piccola scuola bilingue SEIS Sandro Pertini. Raccontano di essere stati accolti da alcuni signori e accompagnati nella parte interna della casa rossa e l essere stati salutati dal signor Eymann, ministro della pubblica istruzione del Cantone Basilea-Citt. Il signor Eymann ha augurato a tutti i piccoli parlamentari un buon lavoro, sottolineando il grande valore di questo e l'impegno con cui esso deve essere svolto. E cos stato!!! Poche pause e tanto tanto tanto lavoro: i progetti presentati, discussi e poi scelti nella prima fase dei lavori in settembre vengono elaborati e arricchiti da ulteriori idee e proposte degli alunni. I nostri piccoli rappresentanti sono impegnati nel progetto Un giornale dei bambini per i bambini della citt. Fatto degno di nota, e che merita essere evidenziato, questo progetto stato proposto dagli alunni della SEIS ed stato uno dei quattro progetti ad essere accettato dalla maggioranza. Clay, alunno della 3 classe, racconta il giorno dopo a scuola con un'aria solenne: stata un'esperienza molto bella.... ma , maestra, abbiamo dovuto lavorare tantissimo... abbiamo prima dovuto ascoltare tanto... e poi scrivere molto pi che a scuola.

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SOCIET

di Marco Minoletti

Scuola, formazione, corsi di Lingua e Cultura italiana: una risorsa o un problema?

In Italia, il problema della scuola non recente. Per farsene un'idea basta introdursi in un edificio scolastico qualunque! Lo scrittore francese Andr Gide sosteneva che per cogliere lo spirito di una citt si devono visitare il cimitero, i giardini pubblici, il palazzo di giustizia e la biblioteca cittadina. Da noi, per testare il grado di avanzamento del senso civile, etico e culturale della nazione - per poi poterlo comparare con quello degli altri paesi del mondo civilizzato - sono sufficienti la caserma, l'ospedale e la scuola. Senza scomodare Foucault, chiunque abbia avuto a che fare con una di queste strutture sa di cosa stiamo parlando. Di luoghi non soltanto repressivi, ma soprattutto di luoghi atti ad ingenerare nei loro fruitori sensi di colpa. Il senso di colpa per la propria condizione di ammalato; la malattia come vergogna e dipendenza. Il senso di colpa per non essere in grado di pervenire al grado di animalit desiderato dai superiori; la bestialit e l'annullamento di s come valori. Il senso di colpa per non essere all'altezza di memorizzare la montagna di nozioni che ci vengono imposte; il nozionismo come veicolo del vero sapere Al di l dell'approccio di tipo psicologizzante per sua natura invisibile all'occhio, per rendersi conto de visu della seriet del problema sufficiente inquadrarlo dal punto di vista architettonico. Le tre istituzioni in oggetto presentano, infatti, delle sorprendenti analogie anche dal punto di vista formale. Per una strana complicit degli organi preposti alla trasmissione dei dati genetici, pare che da almeno due secoli in nessun altro paese europeo il Dna dei funzionari e degli architetti coinvolti nella costruzione di questi edifici abbia subito un cos brusco arresto evolutivo come in Italia.

Misteri della genetica! In effetti "nel paese della fantasia" scuole, caserme ed ospedali paiono spesso progettati dalla stessa mano infelice. Una mano priva di sensibilit, gusto estetico, senso dell'intimit, calore umano, empatia. Avete mai visitato una scuola o un ospedale in Germania, Svizzera o Svezia? ... Fermiamoci qui! Non certo questa l'occasione per disquisire dal punto di vista sociologico e architettonico sulla necessit o meno di dar corso ad un ripensamento critico di queste tre strutture, anche perch vogliamo limitarci alla scuola. Pur tuttavia, questo brevissimo excursus ci parso doveroso per rendere l'idea della complessit delle problematiche ad esso connesse. Che l'attuale crisi economico-finanziaria richiedesse delle contromisure fuori di dubbio, ma da l al fatto che a farne le spese fosse uno dei settori strategici dai quali dipende il futuro di una nazione ce ne corre. Il destino di una nazione non lo si gioca soprattutto sul terreno della formazione? Non sono forse la scuola, l'universit e la ricerca i settori "improduttivi" nei quali una nazione lungimirante e orientata al bene futuro della cosa pubblica dovrebbe investire? mai possibile che il senso di responsabilit e la capacit di proiettare delle visioni da parte di governanti, politici ed elettori si siano affievoliti al punto da non poter pi essere in grado di andare oltre il proprio limitato orizzonte spazio-temporale? I tagli operati dall'attuale governo italiano nel settore della pubblica istruzione ammontano, euro pi euro meno, a 7 miliardi e 800 milioni spalmati nell'arco di tre anni a partire dal 2009. Per il comparto scolastico estero, la cui gestione attualmente affidata al Ministero degli Affari Esteri, il taglio complessivo di circa 12 milioni. Tradotto in costi umani ci significa

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una riduzione della forza-lavoro pari a 87mila docenti e 42mila dipendenti Ata per l'Italia e al settanta percento degli insegnanti assunti con contratto locale per l'estero. Risultato: la trasformazione della scuola da risorsa in problema! Il regista di questa strategia il Ministro dell'economia Giulio Tremonti, le cui idee in merito alla cosa pubblica in generale e all'economia in particolare sono contenute nel saggio La paura e la speranza. Il saggio merita un po' di attenzione critica per la semplice ragione che il redattore del testo oltre ad essere Ministro dell'economia anche l'estensore del programma del Popolo delle Libert. In esso sono contenute, a livello embrionale, le idee guida della politica economica italiana dei prossimi anni. Il libro, che a tratti parrebbe essere stato scritto a quattro mani con un esponente dei no-global, diviso in due parti. La prima, in cui vengono presi criticamente in esame i costi sociali della globalizzazione, in parte una rimasticatura di tesi gi sostenute in altri scritti del professore-ministro. In essa l'A. riflette sulle debolezze del libero mercato e sulle conseguenze dei processi innescati dalla trasformazione dell'economia planetaria tout court. In un calderone non privo di effetti pirotecnici, ma certamente non supportato da un'adeguata capacit di analisi, vengono cucinati a temperatura troppo elevata i mali della globalizzazione. Si passa dagli effetti negativi per l'ambiente naturale, per i prezzi che lievitano, per l'uomo troppo consumista, per le inadeguate e disumane condizioni dei lavoratori dei paesi emergenti per poi approdare all'elogio della civilt contadina prima dell'avvento del libero mercato. Nella seconda parte del saggio il novello Rousseau sostiene la necessit di un consenso e di un sostegno convinto pi ampio da parte del popolo, e ci per ridare linfa vitale ad alcuni valori cardine della societ occidentale quali: ordine, famiglia, federalismo, Dio, identit. Tremonti, dopo aver dipinto nella prima parte del libro un quadro a tinte fosche, dopo aver ventilato lo spauracchio della imminente catastrofe, dopo aver evocato le forme della paura, si trasforma nella seconda nel demiurgo presuntuoso, dispensatore di speranze e creatore del nuovo ordine europeo. L'autore individua gli elementi della rifondazione della politica europea non tanto sul piano dell'economia, bens su quello - per lui ben pi insidioso della filosofia politica, quando afferma la necessit di ritornare alle "radici giudaico-cristiane dell'Europa". La risposta del filosofo non si fatta attendere: "Se la salvezza dell'Europa una questione di potenza, allora la salvezza pu farsi avanti solo se ci si allontana dalla tradizione europea, dunque solo se si recidono le radici giudaico-cristiane dell'Europa."[...] La morale autentica oggi l'adeguazione alla maggiore potenza, che non pu,

essere quella di Dio, ma quella della tecnica." (Emanuele Severino, Platone, la Tecnica e il Mondo Globale, "Corriere della sera", 22.03.2008). (1) Ed inoltre: cosa vuole esprimere Tremonti quando scrive: "occorre montare la fortezza Europa contro l'attacco dell'Asia e contro la tempesta sempre pi violenta che sta arrivando dalla globalizzazione e dal mercatismo" ? Vuole forse "far emergere" il bisogno di protezionismo tanto caro ai suoi amici della Lega, per fronteggiare l'avanzata delle economie cinese ed indiana che stanno progressivamente mettendo in crisi il primato economico dell'America e l'immobilismo dell'Europa? Suvvia! Non saranno sicuramente n la sospetta critica del ministro Tremonti alla globalizzazione e al liberismo, n la sua ricetta per una ripresa dei "valori tradizionali" che potranno contrastare l'avanzata dei mercati asiatici ed il progressivo declino di quelli occidentali. Le speculazioni filosofico-politiche del ministroscrittore, voltate nella prassi e tradotte in legge, hanno avuto, tra le varie conseguenze, non tanto quella di impedire l'avanzata dei mercati asiatici, quanto quella di contrastare la diffusione della lingua e cultura italiana in Svizzera come nel resto del pianeta. Come si potuti giungere a tale scempio? Per capirlo necessario fare alcuni passi indietro nel tempo! I corsi di lingua e cultura, regolati dalla Legge 153/71, sono stati pensati sia per tutelare e garantire il diritto costituzionale al compimento del ciclo di studi dell'obbligo (licenza media) ai connazionali residenti all'estero, sia per promuovere la diffusione della lingua e della cultura italiana. Le finalit didattico-pedagogiche sono evidenti: a m p l i a m e n t o d e l l e c o m p e t e n z e l i n g u i s t i ch e, apprendimento della propria cultura d'origine, potenziamento del livello di integrazione sia nel Paese di accoglienza che nel Paese d'origine in caso di rientro. Si tenga infine presente l'importanza dei corsi per lo sviluppo personale degli scolari, soprattutto per quanto attiene la sfera delle emozioni e, non da ultimo come veicolo atto a promuovere una formazione pi aperta e tollerante. L'utilit e la validit dei corsi riconosciuta, non a caso, anche dalle autorit elvetiche preposte al settore. Nell'introduzione ai Programmi didattici di orientamento del Cantone di Zurigo, nel novembre 2003, lo stesso Consigliere di Stato Prof. Dr. Ernst Buschor a far notare che "negli ultimi anni si riconosciuto ai corsi di lingua e cultura un valore sempre crescente ai fini dell'integrazione e del successo scolastico degli alunni di lingua straniera o plurilingui. Nonostante i gratificanti riconoscimenti da parte svizzera, tra gli addetti ai lavori serpeggia da tempo un certo malessere nei confronti della Legge 153, ormai ritenuta obsoleta e superata dai fatti. Se si prende in esame il contesto socio-culturale di riferimento si scopre che gli

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italiani residenti in Svizzera tendono progressivamente a radicarsi e sono pervenuti ad un grado di integrazione molto pi elevato rispetto a quello raggiunto dai primi migranti. Non parliamo poi degli adolescenti! Le nuove generazioni di scolari, che frequentano i corsi di lingua e cultura, sono nate e cresciute all'estero, parlano con sufficiente competenza le lingue nazionali nonch gli idiomi locali ed hanno pienamente acquisito usi e costumi locali. Per far fronte al mutato scenario, alcuni anni or sono, alcuni enti gestori dei corsi hanno dato coraggiosamente il via ad un processo di trasformazione in fieri sfociato nell'introduzione del progetto di Certificazione dell'italiano come seconda lingua (L2). Parallelamente alcuni parlamentari eletti nella circoscrizione estera presentavano ben sette proposte per riformare la Legge 153/71. Non a caso gi durante l'ultimo governo Prodi era emersa la necessit e l'urgenza di rimettere mano alla legge che regola l'insegnamento e la diffusione della lingua e cultura italiana al di l dei confini nazionali.

in et scolare. La scuola da trampolino di lancio e promessa di un futuro professionale facilmente convertibile in moneta sonante si trasformata in un girone infernale per insegnanti precari a vita e studenti di belle speranze senza futuro, ormai uniti dalla medesima penuria e dallo stesso obiettivo: i fondi per tenere a galla una barca che, dal dopoguerra in poi, non ha conosciuto altro che vortici e mulinelli, correnti spaventose e venti contrari. L'Arca di No che doveva traghettare la specie studentesca, il nerbo della futura nazione, verso il paradiso dei consumi in terra, si trasformata nell'incubo del Titanic che affonda. Non saranno n i grembiulini blu o rosa, n il voto in condotta, n la redistribuzione dei fondi alle universit a seconda dei gradi di meritocrazia didattico-aziendale a risparmiare gli studenti dall'assenza di futuro e dal vuoto di prospettive che li attende. E i giovani e i loro docenti queste cose le provano sulla loro pelle! Non a caso sono scesi insieme nelle piazze a prendersi le sprangate dai bravi ragazzi col tricolore. Ragazzi che, a differenza di queste teste calde che contestano, non hanno tempo che per lo studio, le sane amicizie, il tifo nelle curve la domenica, le processioni agli altari della Patria. Oggi "l'onda" lunga della contestazione non schiumeggia pi di rabbia risentita contro l'autoritarismo dei padri-edipici da uccidere a tutti i costi, non ha conti da regolare con le mentalit antiquate, non ha nulla da contrapporre alle inadeguate idee politiche dei governanti e dei loro elettori, non si scompone di fronte ai fanatismi religiosi, ma si infrange e si spegne coscientemente o meno - contro le barriere del tempo, mettendo a nudo i limiti di un'economia reale dominata dalla tecnica e quindi sempre pi impaludata nelle sabbie mobili della contraddizione epocale che oscilla tra razionalizzazione da un lato e bisogno di lavorare, dall'altro. Se dunque il postulato della piena occupazione gi da anni messo radicalmente in crisi dall'inarrestabile, ma non illimitata, crescita del livello tecnologico, com' possibile razionalizzare ulteriormente i fondi necessari alla scuola, alle universit e alla ricerca senza causarne il definitivo collasso? Cos'altro volevano dimostrare gli alunni dei corsi di lingua e cultura italiana in Svizzera, quando lo scorso anno, sotto la Casa d'Italia di Berna, gridavano a Mantica "i tagli non li vogliamo" se non l'ira dei futuri esclusi dal mondo del lavoro?

La Riforma Gelmini ha spazzato via anche questi tentativi di riformare una Legge che definire desueta ci pare, ormai, un eufemismo. Se, come ha fatto notare Walter Benjamin nella Metafisica della giovent, "la riforma della scuola non solo riforma dei modi di propagazione dei valori, revisione dei valori stessi", in Italia, la riforma Gelmini ha mortificato anche l'ultimo pseudo-valore che ancora tiene saldata la scuola alla societ dei consumi; quello utilitaristico. In un'epoca in cui all'assioma cartesiano del cogito ergo sum si andato vieppi sostituendo quello falsamente edonistico messo in onda dalle reti di Mediaset e dei grandi magnati della pace sociale: consumo, dunque sono, in un'epoca in cui la scuola si gradualmente, ma inesorabilmente trasformata in un'istituzione che riflette specularmente le istanze dell'unico valore su cui poggia la societ dello spettacolo, quello della merce, non c' da stupirsi pi di tanto che proprio la scuola, in sintonia col resto della societ, non creda pi alla potenza dello spirito, della parola, del pensiero, dell'arte, ma solo alla scienza della pubblicit come reale programmatrice degli umani destini, dei sogni, delle aspettative, dei desideri e dunque come regolatrice occulta e occultata dell'iter scolastico dei giovani

NOTE: (1) Onde evitare possibili equivoci occorre precisare che, secondo Severino, economia e tecnica non sono identificabili. La tecnica lo strumento di cui il capitalismo si serve per perseguire la sua strategia vincente, cio essa " la sponda della volont di potenza vincente". (N.d.R.)

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RECENSIONI

di Paola Carcano

Quaderno di un tempo felice


di Piero Chiara
Il libro, pubblicato nel 2008 da Nino Aragano Editore, presenta una serie di prose apparse sulla rivista ticinese Ore in famiglia tra il 1947 ed il 1961, cio prima del successo del romanzo Il piatto piange. Raccolte in volume per la prima volta, queste prose comprendono generi diversi: si va dai racconti ai reportage di viaggio, dai riassunti delle opere di grandi romanzieri agli scritti di critica letteraria, fino a quelli di carattere informativo pi vario. Tra i testi spiccano tuttavia i racconti, genuina espressione dello scrittore in fieri. Molti di essi, come Il povero Bram, Ortensio, Lettera ad un amico d'infanzia, Una vocazione sbagliata ed Il giorno della Cresima, vengono ambientati nell'alta Lombardia e pi precisamente a Luino, in via dei Mercanti, dove Chiara ha appunto trascorso l'infanzia. Un discorso a parte va fatto per il racconto Il navigante involontario, lunico a recare unaltra firma, quella di Pietro Comito. Tuttavia gli argomenti e landatura del racconto lasciano supporre, come dice lo stesso Andrea Paganini nella Prefazione al libro, che altro non si tratti di uno pseudonimo dello stesso autore. Ai racconti seguono i reportage di viaggio e molti di essi vengono incentrati sulla Spagna, meta amata dallo scrittore. In particolar modo in uno di questi diari turistici si sofferma sulla corrida e ne parla come se fosse un dramma in tre atti, descrivendo minuziosamente i protagonisti, i riti, le regole, i segreti di questarte richiesta al torero. Seguono scritti di critica letteraria, ma come afferma Paganini il giovane scrittore luinese, gi promettente narratore, non convince come critico ed ancor meno come traduttore (Prefazione , p. 19). Sono dunque i racconti in prosa, in prima persona, la parte pi interessante dello scritto, cio quelle storie incastonate nel microcosmo luinese che non solo sono vivamente sentite, ma sono ben strutturate sia dal punto di vista sintattico sia narrativo. Nessuna prolessi, nessuna analessi, ma semplicemente il lento fluire del ricordo che, attraverso l'uso del passato remoto, si staglia nell'eternit di quei luoghi cari all'autore. Dopotutto come ha detto in una intervista Roberto Gervaso: la leggibilit una dote piuttosto rara fra i nostri narratori, intenti pi a lanciar messaggi, patrocinare avanguardie, inseguir mode che render digeribile la loro prosa. Piero Chiara uneccezione. Scrive come parla, e parla come scrive. Il suo stile pu anche non piacere, ma non resta sulla stomaco. I suoi libri, una volta aperti, non si chiudono pi, cio si chiudono solo alla fine. Le sue storie, pur circoscritte al microcosmo luinese e varesino, sono piene di plasma e di umori.

E nella minuziosa descrizione di questi luoghi, lautore si avvale di verbi al presente per sottolineare l'immutata bellezza di quei paesaggi: la via dei mercanti ospita le pi antiche botteghe del borgo e l'odore delle drogherie vi stagna mescolato a quello delle cucine e delle pasticcerie a tutte le ore del giorno. Per quella specie di crepaccio aperto tra le case scende dall'alto lo stormire delle campane, e londa sonora entra dai balconi fioriti e da tutte le finestre a riempire la stanza (p. 27). I ricordi dinfanzia vengono dunque modulati attorno a questo piccolo borgo ricostruito con dovizia di particolari. Ma se il paesaggio viene descritto con i verbi al presente, tutti gli eventi raccontati si avvalgono dell'uso del passato remoto e dellimperfetto, come se lo iato temporale non potesse essere sublimato dall'elemento spaziale. E forse grazie anche a questa doppia scelta espositiva, Chiara in grado di mettere bene in evidenza vizi e virt dei suoi personaggi, sempre con un sorriso ironico, spregiudicato, ma mai irrispettoso. Traspare, dunque, dalle sue pagine un senso di nostalgia, non per improntato al desiderio di tornare indietro, perch ben consapevole che questo ritorno non realizzabile.

Piero Chiara nel 1953

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CINEMA

di Armando Rotondi

Fenomenologia del cine-panettone


I cine-panettoni, spesso volgari, ripetitivi, con battute e situazioni sempre riproposte, conservano ancora un appeal indiscutibile sul grande pubblico, che puntualmente li premia con il miglior incasso italiano dell'anno e sono gli unici che se la vedono, su questo versante, con le grandi produzioni americane. Come mai tanto successo? Prodotti da Aurelio De Laurentiis, che anche uno dei pi arguti distributori italiani con la sua Filmauro, e diretti da Neri Parenti, i film comici natalizi non mostrano segni di cedimento al botteghino e non si pu spiegare il loro successo solo affermando che in Italia, ormai da anni, c' una sorta di imbarbarimento culturale. In fin dei conti l'Italia , per tradizione cinematografica, patria della commedia e, in ogni sua manifestazione filmica, la commedia ha sempre mostrato un volto della nostra realt. Come dire, da Poveri ma belli (1957) di Dino Risi ai film di oggi, sono tutti ritratti dell'Italia, bella o brutta che sia, colta o popolare non ha importanza.

Ormai giunti alla soglia dei venti anni, i cine-panettoni possono essere definiti, al di l di ogni pregiudizio, come parte integrante della tradizione natalizia e della cultura popolare italiana. Al di l di ogni pregiudizio, infatti, perch innegabile che la critica sia stata e sia ancora il pi delle volte ostile nei confronti di questi film comici dalla cadenza annuale, tipicamente nostrani, e che abbia coniato il termine cine-panettone con una valenza negativa per tutta la serie. Panettone che indica non solo il periodo natalizio, quando la pellicola esce nelle sale, ma vuole mettere in risalto anche che si tratta di un prodotto pre-confezionato, sempre uguale a se stesso, con minime varianti, partendo dal primordiale Vacanze di Natale '90 (1990) che diede inizio al sodalizio tra Massimo Boldi e Christian De Sica fino alla pellicole dell'anno scorso Natale a Rio (2008) con il solo De Sica. La collaborazione, e forse l'amicizia, con Boldi si interruppe infatti all'indomani di Natale a Miami, campione d'incassi della stagione 2005. E proprio in tal modo che si tocca un punto importante. Lo stesso Christian De Sica afferma che i cine-panettoni sono ordinari, grossolani. Li chiama i discount del cinema, ma dichiara pure che sono onesti. Onesti perch senza pretese e per questo non si pu sottovalutarli semplicemente storcendo il naso. Un genere sempre coerente con se stesso, ma la cui pecca, forse, di avere troppo successo. Un successo in termini economici che non stato accompagnato nei decenni scorsi da quello di pellicole italiane pi impegnate, pi autoriali, come avveniva in passato, quando il cinema italiano si diversificava per generi, standard e target.

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Cineturismo:
Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi

Valle dAosta, Cervinia e Gran Becca


Con lobiettivo di dare una visibilit maggiore ai suoi splendidi paesaggi e aumentare il numero di pellicole, finora esiguo, girate nella regione, la Valle DAosta ha sponsorizzato Figli delle stelle, il fim di Lucio Pellegrin, gi regista de I liceali, una delle migliori serie televisive italiane fatte in tempi recenti. Cos, proprio nei mesi passati, un nutrito e prestigioso cast, che vede Pierfrancesco Favino, Fabio Volo, Giuseppe Battiston, Claudia Pandolfi, Paolo Sassanelli e Giorgio Tirabassi, si riunito a Cervinio, nel superbo scenario della Gran Becca, per iniziare le riprese. Figli delle stelle racconta una storia surreale e, allo stesso tempo, attuale: un portuale di Marghera, un uomo appena scarcerato, una gioranlista televisiva, un precario e un ricercatore sono pieni di incertezze riguardo la loro vita. Decidono di dare un taglio netto a tutto, rapiscono un ministro, chiedono un riscatto da dare alla famiglia di un morto sul lavoro. Ne nasce, cos, una rocambolesca fuga prima a casa della giornalista ai piedi del Cervino e poi per le montagne valdostane in cui il paesaggio e le bellezze naturali sono splendida cornice per la vicenda e la fanno davvero da padrone. Davvero unottima scelta per valorizzare il territorio. Le premesse sono ottime. Speriamo che il risultato lo sia altrettanto.
La Gran Becca (Valle dAosta)

Ma questa pecca non da imputare a De Sica, Boldi o Neri Parenti (e prima di lui Carlo Vanzina autore del precursore Vacanze di Natale del 1983), o almeno non solo a loro. Fatto sta, che anche quest'anno Natale a Beverly Hills, con De Sica, Massimo Ghini, Sabrina Ferilli, Michelle Hunziker, Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi, si preannuncia come il pi papabile campione d'incassi di produzione interna. Che un giorno il genere venga rivalutato e studiato non sta a noi dirlo. Ma bisogna ricordare che anche un mostro sacro come Tot (facendo le dovute differenze con i film con Boldi e De Sica, ovviamente) stato riconosciuto solo in seguito e che l'interesse critico e anche accademico per i film di serie B italiani (dal poliziottesco allo spaghetti-western, dall'horror di Fulci sino alle commedie sexy con Edwige Fenech, Gloria Guida, Nadia Cassini etc.) nato solo sulla lunga distanza. Chi pu dire che ci non avverr anche con i cine-panettoni? Non ci sarebbe nulla di strano.

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CULTURA

di Marco Minoletti

Henry Corbin, cenni introduttivi sul pensiero e lopera


Capitolo 1 (prima parte)

Mentre la crisi del pensiero occidentale vedeva consumarsi fino in fondo la frattura tra filosofia e religione, il pensiero eretico islamico, in particolare quello iraniano, pur prendendo le mosse da una situazione in certo qual modo paragonabile sul piano spirituale e intellettuale a quella dell'Occidente, sceglieva strade completamente divergenti. A riflettere in modo originalissimo su questi "sentieri interrotti" della filosofia occidentale fu il primo traduttore francese di Martin Heidegger, Henry Corbin. Chi era costui? Cosa cercava in oriente? Corbin era nato nel 1903, apparteneva quindi anagraficamente alla generazione dei Sartre e degli Aron. Discepolo di Etiene Gilson e Jean Baruzi all'Ecole pratique des Hautes Etudes, si laure nel 1928 con una tesi su Stoicismo e agostinismo nel pensiero di Luis de Lon. Successivamente intraprese studi di germanistica, culminati in un periodo di viaggi in Germania tra il 1930 e il 1936. Questo periodo si concluse con la traduzione di una selezione di testi heideggeriani pubblicata col titolo Quest que c'est la mtaphisique (1938). Dopo un soggiorno ad Istambul, in cui mise a fuoco il suo interesse per l'Oriente, Corbin fu incaricato di costituire il dipartimento di iranologia dell'Istituto francese di Teheran.

Nel corso di questa esperienza gli nacque l'idea di creare una Biblioteca iraniana, in cui venissero pubblicati e raccolti i testi di una grande tradizione filosofica e religiosa quasi completamente ignorata in Occidente, quelli cio della teosofia shi'ita. Corbin, affascinato dall'eresiologia islamica, dedic a questi studi la sua vita di ricercatore e pensatore. Punto di partenza della riflessione dell'autore stata la situazione di crisi in cui si dibatteva la filosofia in Occidente. Crisi che col suo svilupparsi ed evolversi aveva portato alle estreme conseguenze l'impasse tra filosofia e religione. Nelle pagine seguenti, senza alcuna pretesa di dare un quadro esaustivo di un'opera vasta, complessa, e ricca di interessi e curiosit originalissime, ci limiteremo a tratteggiare quelli che ci paiono essere i punti salienti attorno a cui si andata articolando la sua ricerca. L'universo del pensiero eretico iraniano porta alla superficie, come vedremo, sia zone affatto originali, sia l'eco di strade neglette, trascurate o marginalizzate in Occidente. Per questa ragione la riflessione dell'orientalista prende perci spesso la forma di una riflessione sui "sentieri interrotti" della filosofia in Occidente.

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Secondo Corbin, le tracce di questi percorsi dimenticati e minoritari da noi sono ripercorribili seguendo le vicende dei movimenti ereticali, dei visionari e dei mistici. (1) Non si tratta qui comunque di un facile comparatismo, n del percorso intellettuale di un "transfuga" del pensiero occidentale. Pur cos profondamente coinvolto e affascinato dal pensiero islamico, Corbin sempre rimasto fedele alle proprie matrici culturali e religiose. Lettore attento e appassionato di Lutero, non ha mai abbandonato il cristianesimo per l'Islam, convinto che, pur sensibile alle suggestioni degli altri percorsi e delle altre culture, l'Occidente debba trovare al proprio interno i motivi del suo rinnovamento. (2) Questo fine ricercatore poco amante del sapere accademico si mosso sempre sulla linea di una restituzione di vita ad antiche idee, alla luce di problematiche attuali. Non si tratta quindi di un recupero "archeologico" dei testi di volta in volta considerati, n di una loro esegesi, ma di un tentativo di partecipazione simpatetica ai valori spirituali ed ai percorsi intellettuali degli autori oggetto dell'attenzione dell'autore. L'Oriente che ha suscitato l'interesse di Corbin non stato un Oriente generico, ma l'Oriente che ha proposto alternative spirituali, l'Oriente dei teosofi e dei mistici. Troppo a lungo si creduto che nell'Islam la filosofia si fosse estinta con Averro (1198). Corbin ha riportato alla luce, con un trentennio di pazienti studi, tutta la parte sommersa di una tradizione filosofica e di scuole di pensiero di cui erano noti soltanto pochissimi pensatori. Particolarmente fertile ed originale fu l'Islam iraniano. Corbin individua la causa principale di questo differente sviluppo filosofico nella diversit che intercorre tra l'universo religioso statico del sunnismo, ortodossia dell'Islam, estremamente legata alla lettura del Corano, e quello vivace e mosso dello shi'ismo, variante ereticale del sunnismo, particolarmente diffusa (in varie forme) in Iran. Naturalmente anche la filosofia religiosa shi'ita si evolve all'interno del contesto di una religione rivelata, quella appunto dell'Islam, e rimane per questa ragione una filosofia di teologi, che non conoscer mai la progressiva laicizzazione ed autonomizzazione della filosofia caratteristiche dell'Occidente. Per il pensatore francese la peculiarit - cos affascinante - del pensiero iraniano risiede proprio in questo unicum, in questa singolare continuit di filosofia e teologia, in virt della quale i filosofi iraniani affermano la loro vocazione a trattare del divino prendendo spunto dalla rivelazione. un orizzonte di pensiero, questo, ben diverso da quello in cui si sono venuti a trovare i filosofi occidentali. La filosofia dell'Occidente finisce per contrapporre ragione e rivelazione collocandole in posizione antitetica. La filosofia dell'Iran shi'ita, invece, in una prospettiva che richiama il neoplatonismo, elabora una concezione illuministica della conoscenza, che svela la struttura gerarchica degli universi, schiudendo al contempo all'anima la possibilit di risalirli di livello in livello, di mondo in mondo. questa la dottrina della riconduzione, del ta ' wil. La rivelazione giunge di l da dove giunge l'anima. L'Angelo della conoscenza simultaneamente anche l'Angelo della rivelazione. Fede e ragione, a differenza che

nel pensiero occidentale, sono illuminate dalla medesima luce. La tradizione angelologica, mutuata dal neoplatonismo, trova qui una rinnovata fecondit.
Stella e Henry Corbin

Questa conciliazione tra fede e ragione non logicamente cos semplice. Occorre perci chiarire preliminarmente alcuni aspetti della peculiarit religiosa dello sciismo. Nell'Iran sciita infatti, la parola divina ha un duplice aspetto, essoterico ed esoterico. Se da un lato la discesa della parola compiuta per sempre, essa per contro va continuamente reinterpretata. Infatti, esistono infinite, inesauribili possibilit di riconduzione della "lettera", della rivelazione e dei significati spirituali. necessario da parte di ogni uomo di fede che voglia veramente dirsi tale uno sforzo personale di comprensione che trasfiguri in simboli il contenuto del Corano, liberando cos la riflessione filosofica. [...] Il simbolo non mai spiegato una volta per tutte, ma sempre da decifrare di nuovo, come una partitura musicale non mai decifrata una volta per tutte, ma richiede sempre un'esecuzione nuova. (3) L'avventura spirituale diventa un fatto estremamente personale, l'esperienza religiosa contiene un quid di assolutamente individuale. Il filosofo e mistico Sohrawardi (4), scrive in proposito: "Recita il Corano come se fosse stato scritto per il tuo caso particolare". La distinzione tra essoterico ed esoterico ripresa e simboleggiata nell'Iran shi'ita dalle due figure del Profeta e dell'Imam. La parola Imam vuol dire Guida, persona che si deve seguire; lo shi'ismo designa l'insieme di coloro che seguono l'Imam, i suoi adepti. (5) Per l'Islam shi'ita infatti ognuno dei sei profeti che si sono succeduti da Adamo a Maometto (il profeta finale, dopo di cui non ve ne saranno altri), stato accompagnato da un Imam, una guida appunto che aveva la funzione di iniziare i veri credenti ai significati nascosti della profezia. Questa necessit di interpretazione della parola rivelata permane quindi immutata anche dopo l'ultimo profeta (Maometto). Si succederanno infatti ben dodici Imam. Dalla potenzialit, implicita in questa figura, guida e interprete, la filosofia sciita trae la possibilit di porsi come una vera e propria gnosi islamica. (6) La rivelazione conclusa [...] Mohammad il Sigillo dei profeti, ma invece di intendere questa conclusione come il segnale di arresto e di una fissazione, che imponga una fine all'eterna ricerca degli uomini, esso accoglie, con tutta la sua risonanza patetica, l'affermazione che gli umani nella loro sventura non hanno pi da attendere alcun profeta.

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Le epoche della Rivelazione profetica sono chiuse, vero. Ma resta da portare a compimento il Ciclo dell'Iniziazione al loro senso rimasto nascosto, che trover il suo compimento solo con il Sigillo degli IniziatiIniziatori. Donde questa inquietudine contenuta nella coscienza sciita, questa mobilit segreta, coesistenza simultanea di pessimismo e d'indomabile speranza, che non credo si possa caratterizzare pi felicemente che applicando ad essa l'espressione di Lutero: desperatio fiducialis, una confidente disperazione. (7) I dodici Imam sono collocati dalla metafisica sciita assieme al Profeta ed a sua figlia Fatima in un unico "Pleroma" di luce eterna ad indicare che la profezia eterna non mai, come si visto, separabile dalla sua dimensione esoterica. Le vicende degli Imam storici (i primi undici) sono caratterizzate da violenti contrasti con il potere temporale, il dodicesimo scompare ancora bambino, ma alla sua scomparsa storica tiene dietro la sua trasfigurazione. Il dodicesmio Imam diviene l'Imam nascosto, l'Imam atteso, figura iniziatica, volutamente occulta e occultata, eppure tramite indispensabile per la comprensione dei mondi superiori e l'ascesa verso di essi. In questo modo per sempre evitata la ricaduta della spiritualit esoterica dello shi ' ismo nell'essotericit del dogma. Il dodicesimo Imam, l'Imam nascosto, cifra del disvelamento, conclusione mai conclusa del ciclo degli iniziatori. Ritorna il parallelo con Maometto, Sigillo dei profeti. Tra lui e il Profeta vi anche un rapporto di esemplarit unica: portano lo stesso nome; apprenderemo che l'uno il Sigillo della profezia, l'altro il Sigillo dell'Iniziazione. (8) L'Imam nascosto quindi l'altro versante della rivelazione, ponte di un non interrotto rapporto tra terra e cielo, perenne riattualizzazione della vert rivelata. Il Ciclo dell'Iniziazione cominciato con la chiusura del Ciclo della Profezia, e la terra non pu mai restar priva di un Imam, magari invisibile, perch sarebbe senza comunicazione con il cielo. (9) Gi si accennava come l'Imam, oltre a questo ruolo di risveglio ed iniziazione spirituale sia, proprio nella naturale prosecuzione di questo percorso mistico ed intellettuale insieme, anche psicagogo delle anime sulla strada dei mondi superiori. Infine l'Imam, la Guida occulta, la chiave di volta delle gerarchie spirituali di cui il sufismo shi ' ita conosce la ripartizione e l'azione invisibile. (10) In effetti, spiega Corbin, questa iniziazione spirituale esoterica e l'incontro personale con l'Imam rischierebbe di non essere altro che illusione soggettiva o astrazione arbitraria senza il riconoscimento di un livello ontologico che la fondi. Esiste perci un "ubi consistam", un livello intermedio tra il nostro mondo, in cui acquistano senso e realt gli insegnamenti della dottrina esoterica. In questo mondo di mezzo, che Corbin chiama mondo immaginale, l'anima incontra le forme intraviste tramite la guida dell'Imam. Ma questo non un mondo di pura astrazione, infatti, esso conserva la possibilit di essere percepito con i sensi. il mondo dei simboli e delle visioni, dotato di una sua temporalit, di un suo spazio. Questo termine chiave, mundus imaginalis, regge tutta la rete di nozioni che si ordinano sul piano preciso dell'essere e del conoscere che esso connota:percezione immaginativa, conoscenza immaginativa,

coscienza immaginativa. Mentre noi constatiamo in altre filosofie e spiritualit una diffidenza nei riguardi dell'immagine, il mundus imaginalis ne in qualche modo l'esaltazione, perch ne l'articolazione senza la quale lo schema dei mondi si disarticola. I nostri autori ripetono instancabilmente che ci sono tre mondi: 1) il mondo intelligibile puro [...] o mondo delle pure intelligenze cherubiniche, 2) il mondo immaginale, mondo dell'Anima e delle anime, 3) il mondo sensibile [...] La funzione del mundus imaginalis [...] definita dalla posizione mediana e mediatrice tra il mondo intellilgibile e il mondo sensibile. Per un verso dematerializza le forme sensibili, per l'altro "immaginalizza" le forme intelligibili a cui d forma e dimensione [...], ci significa che il mundus imaginalis il luogo, e di conseguenza il mondo in cui hanno luogo, e il "loro luogo" non solo le visioni dei profeti, le visioni dei mistici, gli accadimenti visionari, [...] ma anche le gesta delle epoche eroiche e delle epopee mistiche, gli atti simbolici di tutti i rituali di iniziazione... (11) questo dunque lo spazio di una materializzazione dell'intelligibile, specchio che rimanda i riflessi di un altro mondo su quello sensibile, luogo dove si mostra un'immagine del divino. Questo spazio anche la dimora dell'Imam, guida delle anime ed ermeneuta. Prima di addentrarci pi dettagliatamente nel pensiero di Corbin, vorremmo ritornare sull'affermazione dell'autore che individua nello sciismo e nelle sue varianti una vera e propria gnosi islamica. Abbiamo appena visto come, tramite il mundus imaginalis, teologia, filosofia e mistica finiscano per convergere e l'esperienza del visionario, del mistico sia fondata su questa realt metafisica. Lo sciismo rappresenta la gnosi in Islam. Questo sentimento iniziatico si esprime in una tesi fondamentale che, sin dalle origini, stata sufficiente, da sola, a provocare l'allarme e la riprovazione di tutti i dottori dell'Islam ortodosso, rappresentanti lo spirito legalitario della religione letterale. Tale tesi afferma che tutto ci che esteriore, ogni apparenza, ogni essoterismo, ha una realt interna, nascosta, esoterica. L'essoterico la forma apparente, il luogo epifanico, dell'esoterico. quindi necessario, reciprocamente, un essoterico, per ogni esoterico; il primo l'aspetto visibile e manifesto del secondo; l'esoterico l'Idea reale, il segreto, la gnosi, il senso e contenuto soprasensibile dell'essoterico. L'uno prende sussistenza e consistenza nel mondo visibile; l'altro nel mondo soprasensibile. (12)
... segue sul prossimo numero

NOTE: (1) CFR: Henry Corbin, En islam iranien, 4 voll., Paris, 1971-72, vol. I, p. 24. (2) Ne testimoniano i saggi raccolti nel volume postumo Hamann, Philosophe du Luthranisme, Paris, 1985. (3) H. Corbin, L'Imagination cratrice dans le soufisme de Ibn Arabi. (4) Sohrawardi, filosofo e mistico persiano, nacque nel 1155 a Sohraward e fu giustiziato come eretico ad Aleppo nel 1211. (5) H. Corbin, l'Imam nascosto, Milano, 1979, op.cit., pp. 18-19. (6) Il termine gnosi significa: la perfetta conoscenza delle supreme verit filosofiche e religiose. Tale conoscenza attingibile solo attraverso la rivelazione iniziatica. (7) H. Corbin, l'Imam nascosto, op. cit., p. 27. (8) H. Corbin, L'Imam et la rnovation de l'homme en thologe shi ' ite, in Eranos Jahrbuch XXVIII, 1959, op. cit., p. 19. (9) Ibidem, op. cit., p. 27. (10) Ibidem, op. cit., p. 20. (11) H. Corbin, Corpo spirituale e terra celeste, Milano, 1986, op.cit., pp. 15-16-17. (12) H. Corbin, L'Imam nascosto, op. cit., p. 21.

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MUSICA

di Chiara Panzera

da poco uscito il nuovo album di Mina, Facile. 12 le canzoni (pi una traccia fantasma) che ci regala la grande interprete. Chi scrive, ha avuto un colpo di fulmine uditivo con Adesso facile, il singolo attualmente on air, cantato in duetto con Manuel Agnelli degli Afterhours. Una musica accattivante, un testo non banale per una delle canzoni pi armoniose oggi in circolazione. E da qualche giorno, un'ulteriore novit, molto appetitosa: un video nuovo di zecca interpretato da Benedetta Mazzini, secondogenita di Mina alla quale assomiglia in modo impressionante, e non solo nel fisico. L'auspicio che le varie reti musicali se ne accorgano e trasmettano il clip, a dimostrazione che oltre Lady Gaga c' di pi. Il resto dell'album un susseguirsi di ballate e canzoni arrangiate in modo moderno e asciutto da Franco Serafini, Nicol Fragile, Gabriele Comeglio e Massimiliano Pani. Nell'insieme, emergono l'intensa Con o senza te nella quale Mina commuove cantando con un filo di voce, alla molleggiata Volpi nei pollai, alla rarefatta e suggestiva Non ti voglio pi scritta da Boosta dei Subsonica, fino a Ma tu mi ami ancora, esempio lampante di come la voce di Mina sia davvero eccezionale, nel senso di fuori dalla norma. Facile conferma la voglia di sperimentare di Mina, il suo coraggio professionale che l'ha portata negli ultimi anni ad abbracciare strade difficilmente collocabili sul mercato (tanto per usare le parole della sanguigna Maionchi), passando dalla musica sacra in latino, al jazz di Sinatra, alla canzone napoletana.

Fotografie un disco nato grazie al confronto e alla collaborazione con Tiziano Ferro che ha proposto a Giusy brani di grandi autori internazionali, riadattandoli in chiave italiana, con lo scopo di poter omaggiare alcuni paesi del mondo: Vilarejo (Piccolo Villaggio) della cantautrice brasiliana Marisa Monte, Como Quieres Que Te Quieras (Come Pensi Possa Amarti) di Rosario Flores, Dy-Na-Mi-Tee (Miss Dinamite) di Ms. Dynamite e I Was Made To Love Magic (La Magia La Mia Amante) di Nick Drake, quest'ultima canzone scelta direttamente da Giusy, che a sua volta ha selezionato: Con Una Rosa di Vinicio Capossela, Il Mare Verticale di Paolo Benvegn, Yesterdays di Jerome Kern (interpretato in passato da Billie Holiday), Ciao Amore Ciao di Luigi Tenco e Estate di Bruno Martino. A completare le undici tracce che compongono il disco anche Ma Il Cielo Sempre Pi Blu di Rino Gaetano, E Di Amare Te (brano scritto da Charles Aznavour ed interpretato nel 1971 da Iva Zanicchi) e Besame Mucho di Consuelo Velzquez. Il CD inoltre conterr un codice con il quale sar possibile effettuare il download della suoneria de Ma il cielo sempre pi blu, senza alcun costo aggiuntivo. L'album, presente su tutte le piattaforme digitali online e mobile, disponibile da oggi in anteprima esclusiva su iTunes in una special edition che contiene il brano Miss Dinamite. Il nuovo album di Giusy Ferreri segue il grande successo di pubblico e di critica ottenuto un anno fa con il cd-ep Non ti scordar mai di me (triplo disco di platino con oltre 290 mila copie vendute e numero uno della classifica Fimi/Nielsen per 11 settimane consecutive) e con il primo disco Gaetana (5 volte disco di platino con oltre 400 mila copie vendute). Gaetana, inoltre, stato pubblicato in Spagna (in lingua spagnola), Germania, Belgio e Francia (in italiano) ed presente nella classifica Fimi-Nielsen dei dischi pi venduti in Italia da 50 settimane consecutive. Questa la tracklist del disco: Ciao Amore Ciao, La Magia La Mia Amante, Il Mare Verticale, Ma Il Cielo Sempre Pi Blu, Estate, Come Pensi Possa Amarti, E Di Amare te, Con Una Rosa, Piccolo Villaggio, Besame Mucho, Yesterdays.
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PSICOLOGIA

di Gianni Lorenzo Lercari

Dopo lincidente

Un treno in viaggio. Lo scompartimento declassato di una vettura di prima classe. I sedili sono di velluto rosso, come gli schienali. Qua e l tracce di bruciature di sigaretta. La retina del portabagagli strappata, i poggiatesta bianchi sono lisi e sporchi. La tendina verticale parasole aperta a met. sera e fuori quasi buio. La luce dello scompartimento accesa, ma illumina solo uno dei sei sedili; gli altri sono in ombra. Nel posto illuminato siede un viaggiatore. Sa, cerchiamo una rispostaalle volte anche un significato. Quale?? Osservi come i cavi elettrici della linea si muovono verso di noi, con quale ritmo e quale grazia. In realt per sono fermi, si tratta solo di unillusione ottica che ce li fa apparire metallici elfi danzanti con la musica cadenzata del ferro sul ferro. La magia del movimento! E il suo significato! Parole? Solo parole? Ma quante sono le parole? Per ogni parola un concetto, per ogni concetto un significato, per ogni significato unemozione, per ogni emozione un tempo Sa, io credo che anche il tempo sia unillusione, una sorta di invenzione umana per contarci come fossimo numeri e definire cos il movimento del divenire. Lei pensa che non sia cos? Il treno sfreccia fra strisce gialle e buchi neri,

ondeggiando sugli scambi, quasi per sfuggire alla notte che sopravviene. Ah si, il divenire; quello reale stranamente diverso dal suo gemello della memoria: luno va in una direzione e laltro in quella inversa. Partono da un punto comune scelto a caso e iniziano i loro percorsi allontanandosi sempre di pi lun laltro, immersi in due sorte di tempo: quello che gi appartenuto al suo proprietario e quello che gli apparterr. Guardi quelle nuvole sparse nel cielo ai confini della notte; sembrano immobili ma cambiano continuamente la loro sembianza e si spostano a seconda del vento, alte e lontane, lunghe e sottili, goffe e panciute. Presto il buio impedir che le si veda, ma chi ci assicura che nel frattempo non si siano dissolte? Il movimento: ogni cosa fugace, come le parole che usiamo continuamente per sopperire al fatto che abbiamo dimenticato il linguaggio dellanima. Sa, mi sono spesso chiesto se anche lamore sia in fondo solo una parola che spesso pronunciamo per esprimere uno stato emotivo che ci affascina e imprigiona il nostro essere. Mi scusi, mi ha chiesto qualcosa? Pensa che io ponga troppe domande?

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Il treno si infila in un tunnel ed il frastuono cresce fino a rendere incomprensibile le frasi dellinterlocutore. Ora mi chiaro; lei non apprezza le mie disquisizioni, ma vorrebbe conoscere la mia storia. Non le sembra un po avventato? Siamo casuali compagni di viaggio ma non ci conosciamo affatto e la propria storia una sorta di confessione dellintimo Lei sostiene che io abbia incominciato a parlare ed investirla con concetti complicati; ne sono dispiaciuto, non avevo n intenzione di importunarla, n di strapparla alle sue riflessioni silenziose. Ma adesso mi incoraggia a parlare? Crede veramente che la mia storia la interessi a tal punto da volerla ascoltare? Sono stati i cerchi nellacqua. Erano 33. Li ho contati uno per uno, dopo che gettai la pietra nella pozzangherapoi o i cerchi erano troppo grandi o la pozza troppo piccola. Ho perso il contoma in che stazione siamo? Il treno rallenta ma non vedo passeggeri, n edifici n segnali. Ah si, i cerchi. Mi scusi, mi ero distrattoi cerchi si erano talmente dilatati e la pietra sul fondo, scura, inerte, qualcosa di terrificante. La tendina parasole viene spinta verso lalto. Fuori ormai completamente buio. gi notte. Ma per fortuna il buio non cos buio da impedire del tutto di vedere; questa oscurit lascia un po di spazio allimmaginazione, per farci vivere le sequenze che ci scorrono davanti. Guardi quei puntini gialli agglomerati sulla collinasi, a destra dopo quella grossa macchia nera. Case; finestre su giardini, su strade, su tetti, su altre finestre; dietro quei vetri si vivono storie appena considerate, cos fuse nel ritmo cadenzato del giornaliero da non essere quasi recepite come reali. Appartengono alle isole senza tempo nelle quali non ci sono aspettative, ma solo lanestesia dellabitudine. Il finestrino specchia il viso in ombra del viaggiatore, mescolato ai fantastici caleidoscopi che la velocit e lesterno mettono in scena. Poi la polarit si inverte, lo scuro diventa chiaro ed il chiaro, scuro. Ora il sedile prima illuminato in ombra ed il resto dello scompartimento viene invaso da una luce violetta. La sua intensit per cos flebile che le scene allesterno sembrano aver scambiato le prospettive e appaiono in primo piano, attraverso gli astratti riflessi del finestrino a doppio vetro. Loscuritha qualcosa di magico in s. Osservi, mio silenzioso compagno di viaggio, ci vediamo nella lastra del finestrino e, come tutto intorno a noi ci siamo sdoppiati. Che sia linizio della metamorfosi? Anche questo mi stanca, si aggiunge alla fatica di dover ricordare, di voler dimenticare, di cercare di immaginare, di valutare, di sognare Certo, per lei tutto molto pi facilelei tace e riflette. Le paroleforse lei ha ragione, in fondo sono superflue ma cos radicate in noi da averci fatto scarnificare il regno dei simboli , in nome dellinfestazione intellettuale. Anche la memoria ne stata contagiata e le sue stesse evasioni sono di breve durata e riprendono volontariamente la via della cella, troppo angusta per per poter essere divisa con gli spazi della fantasia. Il treno rientra in un tunnel ed il frastuono si fa insopportabile. Ne riesce e passa tra una miriade di punti luminosi appesi nel buio, al di l della piatta e trasparente lastra del finestrino. Stelle. Sembrano stelle. Stelle che

rimangono visibili a lungo affinch ci venga concesso pi tempo per poter esprimere i nostri desideri. Lei non ha un desiderio? Come, prego? Sa, con questo sferragliare insistente si riesce a fatica a sentirecosa?! Se io ne ho uno? Si, penso di si: sconvolgere lordine del tempo ridotto a schedario della memoria per ridargli quella sembianza che pi gli si addice. Gi, lincidente. Con lasfalto sdrucciolevole facile sbandarein pi quellubriaco idiotapaff, un palloncino che scoppia. Poi sangue, relitti di metallo e cristalli infiniti. Le macchine che si fermano, la gente che spia, lambulanza, la luce torbida e occhi inespressivi che fissano il nulla. Poi freddo. Freddo, freddo, freddo. E lodore del vomito. Questo scompartimento invece cos accogliente, col vibrare delle r uote sui binari che centellina meticolosamente il tempo. Vede, la notte magia, spinge via le cose, mescola forme e colori in unenorme macchia scura per ridartele poi quando se ne sar andata. Ha mai amato qualcuno? Prego? Comincia a piovere ed il finestrino confonde la notte con una miriade di piccole gocce brillanti che si inseguono sulla sua superficie. Vede, qui inizia la favola. Finalmente ci saremo liberati della fuga e questo piccolo scompartimento diverr unenorme sala al di fuori del tempo, un luogo dove ogni cosa sar resa possibile. Se lo immagina? Il viaggiatore si alza mentre lo scompartimento si riempie di luce. Non ci sono compagni di viaggio. Accosta il viso al finestrino e parla a qualcuno al di l del vetro. Via da te per tornare con te Vivi la Notte delle Stelle cosa hai pensato quando sei arrivata? Casa hanno visto i tuoi occhi? La neve cos bianca da sembrare nera, i visi cos lisci come se indossassero maschere, la notte cos dolceera tua amica? La porta dello scompartimento si apre dimprovviso. Entra un uomo vestito di bianco. Credo che lei sia salito sul treno sbagliato, sa? Questo non va da nessuna parte, un convoglio immaginario che ha capovolto la favola che lei tanto desiderava; ma, al di l di essa c sempre e ancora la favola. Entra un ubriaco. Non berr pimai pi. Barman! Porti qualcosa di forte e faccia presto! Entra uninfermiera Non successo nientestia calmo, non successo niente Entrano varie persone che si accalcano al finestrino. Guarda! Accidenti! Presto, fate qualcosa Andiamo via, non sopporto la vista di una cosa del genere Ah, non avrebbe dovuto toccare il pedale del freno Dio mio! Togliti di l, fammi vedere Con la pioggia lho sempre detto Questi giovani

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FRECCIATINE

di Giovanni il Battista

come quelli svizzeri


Con l'espressione Cosa Nostra si soliti indicare un'organizzazione criminale di stampo terroristicomafioso, presente in Sicilia dagli inizi del XIX secolo e trasfor matasi nella seconda met del XX in un'organizzazione internazionale (non per fabbricare orologi a cuc!). Cosa Nostra nacque dal ceto sociale dei massari, dei fattori e dei gabellotti, che gestivano i terreni della nobilt siciliana, avvalendosi dei braccianti che vi lavoravano. Cosa Nostra, come tutte le altre mafie, nacque per la scarsa presenza dello Stato sul territorio e per lo strapotere del latifondismo. Era gente che faceva da intermediario fra gli ultimi proprietari feudali e gli ultimi servi della gleba d'Europa e, per meglio esercitare il loro mestiere, si circondavano di scagnozzi prezzolati. Con lo smantellamento della struttura feudale ancora esistente nelle zone rurali e nelle campagne, la cultura e l'attivit conseguente di Cosa Nostra prosegu la sua esistenza come struttura a s stante, prima per dare protezione ai grandi latifondisti isolani, per salvaguardare le loro propriet, e poi, venendo meno questa esigenza da parte dei Padroni, diventando una societ di servizi, si direbbe ai nostri giorni, per fornire protezione e controllo del territorio (non per vendere orologi svizzeri): in questa ottica l'attivit si svolgeva, e sempre pi si svolge, in un'opera di protezione anche se non richiesta una di quelle offerte che non si possono rifiutare Se quindi da un punto di vista storico Cosa Nostra aveva ragione di essere nata e di aver avuto un suo ruolo quasi sociale e di equilibrio nel tessuto della Sicilia del novecento, Cosa Nostra conosciuta ai nostri giorni ha unicamente perpetuato l'ultima parte della sua evoluzione qui sopra evocata e cio la parte, purtroppo consolidata, non legale della sua attivit: - esisto e mi devi considerare ( r a d i c a m e n t o s u l territorio e rivendicazione dell'entit) - devo sopravvivere e quindi mi devi finanziare (connivenza) - dove non riesco con un accordo mi prendo quanto voglio (pizzo o azione violenta) - chi mi ferma ne subisce le conseguenze (soppressione fisica o distruzione averi) - chi vuole i miei servizi mi paga l'onorario (connivenza, sottomissione, pizzo) Da quei lontani tempi cosa successo per Cosa Nostra da parte dello Stato e dei Governi e/o regimi che si sono succeduti? Tutti e da sempre hanno promesso di debellare questa cosiddetta piaga. Nessuno ci finora riuscito. Come mai ? Cosa Nostra, dal periodo qui sopra descritto, si consolidata sul territorio, i vari Gruppi facenti parte la Grande Famiglia si sono spartiti, all'epoca, pi o meno amichevolmente il territorio, le sue attivit si sono espanse a livello internazionale. Con i principi che reggono la sua filosofia di attivit, Cosa Nostra ha creato, nel tempo, un intreccio di accordi e connivenze di persone prezzolate che ne hanno perpetuato la loro esistenza ed il suo agire. In epoca pi recente tutti i tentativi (quanto veri e di buona fede) del Fascismo, del post-fascismo, dell'epoca della Democrazia cristiana, dei partiti di sinistra non hanno portato (ma era veramente l'obiettivo) a risultato alcuno. L'entrata in scena dei servitori eccellenti dello Stato da Dalla Chiesa a Falcone e Borsellino, da Pio La Torre a
I giudici Paolo Borsellino (Palermo, 19 gennaio 1940 -19 luglio 1992) e Giovanni Falcone (Palermo, 18 maggio 1939 - 23 maggio 1992)

Rocco Chinnici, per citarne i pi conosciuti, valsa solo a offrire in pasto questi grandi uomini e i loro collaboratori e scorte alla fine tragica che hanno fatto. Perch cosi duro, critico e per certi versi quasi sarcastico? Perch purtroppo questa la storia vera che ha un file rouge logico, addirittura banale. Proprio per la forza penetrativa a tutti i livelli nel tessuto sociale di Cosa Nostra sempre c' stato, e sempre ci sar, l'intreccio di cui sopra parlo e niente potr spezzarlo perch il percorso di vita di ognuno di noi e dell'intero universo, puntualmente, si ripete. Cosa Nostra non verr mai sconfitta, e questo non ha nulla a che vedere con la buona volont di buona parte della Societ, ma ne limpregnatura ineluttabile della sua storia Dai vertici alla manovalanza Cosa Nostra non avr mai momenti d'inflazione o di bassa congiuntura: la sua cifra d'affari fatta di decine di miliardi di Euro lanno! Come poter dire quindi che Cosa Nostra sconfitta o sulla via della dissoluzione? L'Organizzazione talmente rodata che per ogni suo membro che esce di scena almeno altri dieci, a vari livelli, concorrono per rimpiazzarlo. Vale solo per i picciotti?

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No, assolutamente. Cosa Nostra ti lascia entrare nell'Organizzazione, ti lascia fare carriera, ti lascia arrivare ai gradini importanti della gerarchia, ti lascia diventare Boss ma poi, a sua convenienza, ti toglie dall'organigramma, ti sostituisce. E quasi sempre l'uscita di scena cruenta: non servi pi: OK.

Si sta stabilendo una specie di processo simbiotico fra la cosiddetta societ civile e il suo mondo parallelo, nei Partiti, nelle Istituzioni, nell'informazione, nella cultura, nel clero. Quanti uomini delle Istituzioni sono stati uccisi da Cosa Nostra negli ultimi anni? Posso dire brutalmente nessuno?! Quanti Boss sono stati arrestati negli ultimi anni che attivamente avevano ancora in mano il timone del potere delle nuove leve del comando? Cos' cambiato dall'arresto di Riina, di Provenzano, di Bagarella di Liggio? Quanti recenti pentiti hanno parlato non con lingua biforcuta per essere concretamente utili alla causa della vera Giustizia? Dicono la verit vera o dicono quello che i loro Capi gli dicono di dire? O dicono quello che gli inquirenti li portano a dire ? Come mai ci sono retate eccellenti a orologeria (da qui il cuc svizzero ) subito prima, durante o dopo certi avvenimenti, certi momenti particolari, certe situazioni della vita sociale e politica del Paese? Cosa Nostra moribonda? Assolutamente NO! Cosa Nostra pi forte e potente di prima! diversa, ha cambiato pelle! diventata conformista: non pi lupare ma malaugurati incidenti, non pi pizzi ma compartecipazioni societarie, non pi assoldamento di politici ma elezione diretta di loro persone di fiducia!

Allora ti fanno fuori o ti consegnano alla concorrenza o ti regalano allo Stato ed anche l tutto calcolato: tolgo questa pedina o te la faccio trovare ma tu cosa mi dai in cambio? O meglio ancora: per io voglio questa contro-partita! OK? (precisi precisi come un cuc svizzero) Se un cambiamento c' stato in Cosa Nostra sicuramente che sta finendo l'era del Boss facilmente riconoscibile dagli avversari e/o inquirenti dello Stato. solo, umilmente, una mia idea, forse solo una provocazione. La nuova generazione ha il colletto bianco, colta, preparata e sempre pi sta abbandonando l'antico stampo dell'Uomo d'Onore. Perch lo Stato pensa di aver ottenuto di recente importanti successi nella lotta a Cosa Nostra o si illude di ottenerli? Perch la nuova generazione dei contendenti sta volutamente lasciando sul terreno parte della matura (vecchia) generazione che disturba, che pi nulla conta. I colletti bianchi hanno in mano ora tutta l'organizzazione: probabilmente un'altra Cosa Nostra, un altro umus, un mondo che vive all'interno della normale societ a tutti i livelli e quindi lei che, paradossalmente, guida ora i destini dello Stato, per quanto a lei serve, e quindi non ha nemmeno pi bisogno, a parte qualche picciotto vecchia maniera per risolvere qualche fastidiosa marginale pendenza, di avere connivenze o infiltrazione in quanto, da tempo in qualche modo lo Stato, la forza economica, finanziaria, addirittura culturale e del costume.
Palermo, 29 luglio 1983 il luogo della strage dove fu ucciso il magistrato Rocco Chinnici

Corleone - Le nozze della figlia di Riina


Oltre cento gli ospiti che hanno partecipato al banchetto nuziale di Lucia Riina, figlia minore del boss mafioso Tot Riina, che si sposata nella Chiesa dell'Immacolata di Corleone (Palermo) con Vincenzo Bellomo. Il pranzo nuziale della giovane, 28 anni lei e 34 lui, si svolto al ristorante La Schiera di Corleone. Visibilmente emozionata, ma anche innervosita dalla presenza dei giornalisti, la moglie di Riina, Ninetta Bagarella, sorella del capomafia Leoluca Bagarella. Lucia Riina, secondo quanto hanno accertato gli investigatori, avrebbe scoperto la vera identit del padre Tot Riina soltanto dopo l'arresto, avvenuto il 15 gennaio del 1993. La ragazza, che allora era una bambina, era convinta di chiamarsi Lucia Bellomo. (Foto Palazzotto)

Come mai tutto questo possibile? Perch la storia italica fragile, senza uguale identit su tutto lo stivale, senza principi di collegialit per perseguire un fine comune, completamente scoperta per fini legati alle lusinghe del potere, del danaro, della lussuria, del pro domo mia. Ecco i mezzi: si pu fare non c' problema telefono io fammi un favore ci penso io di che ti mando io. Sono da scomunica, dico solo eresie, sono blasfemo? Con il massimo rispetto ed in ricordo delle vittime di questo sistema e per i loro famigliari! Vi benedico e prego per voi come ho fatto per il figlio di nostro Signore.
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RACCONTI

di Paola Carcano

Ventre rigonfio
Michela passa tantissimo tempo davanti allarmadio aperto; ogni mattina sceglie i vestiti per andare a scuola, li prova e li osservava con gli occhi dei suoi compagni che in classe spiano le sue gambe da sotto la gonna. contenta di essere guardata, si sente bella, forse addirittura la pi bella della seconda F. Con il suo pigiama di flanella ancora addosso prende una camicia azzurra e cerca un bell'abbinamento tra le gonne appese: tutti le dicono che lazzurro le dona molto. In cucina, la mamma la sta chiamando per la colazione di sempre, ma a lei non sono mai piaciuti i corn flakes e medita di non rispondere. Allinea sul letto sfatto la camicia, la gonna, un paio di mutandine pulite e le calze e raduna i fogli sparsi sulla scrivania per infilarli in cartella; prima ora geografia, seconda ora interrogazione di storia, terza ora matematica, ultima ora ginnastica, deve prepararsi anche la tuta. Michela apre la doccia mentre ripassa la lezione di storia, Annibale varca le Alpi con migliaia di soldati e centinaia di elefanti, butta il pigiama nella cesta della biancheria sporca, arriva vittorioso a Capua dove si ferma, si sfila le mutandine mentre con l'altra mano cerca di legarsi i capelli, intanto l'esercito romano attacca a sorpresa Cartagine. Michela osserva terrorizzata il suo ventre leggermente tondeggiante e cerca di chiamare sua madre, ma non lo fa, non vuole, si vergogna. Corre davanti allo specchio e si guarda i lunghi capelli bagnati e piange, si sente male da morire, il suo corpo lha tradita. La sua mano scivola sullo stomaco, lo sente rigonfio, innaturale. Gli occhi le si inzuppano nuovamente di lacrime, che scendono piano piano sulle sue guance rosee e squadrate. Osserva la gonna e capisce che troppo stretta, non pi adatta a lei e pensa a Luca un pensiero fisso, un'immagine che non vuole svanire. Pi braccia, pi labbra, pi tutto. S, questo aveva cercato da Luca, questo aveva voluto da lui. Aveva sempre la sua immagine l presente come unossessione: lui che la stringeva, lui che la baciava e lei che osservava terrorizzata i suoi slip macchiati di sangue, il suo sangue. C'erano momenti in cui il dolore che si portava dentro rappreso come un grumo, di colpo si scioglieva e la invadeva tutta. Questo era uno dei quei momenti. Era un misto di felicit e di pena per tutto quello che era stato, era rimpianto per tutto quello che avrebbe potuto essere e che la sorte non aveva voluto che fosse. Era una sorriso di scherno per quei pochi istanti in cui, da essere umano, si era trovata a pensare che la vita era bella, bella anche senza Luca. Lui laveva guardata perplesso e le aveva detto arrangiati ed era quello che lei aveva cercato di fare. Aveva tentato di urlare, senza emettere parola, si era sforzata di andare avanti, senza in effetti sapere come. Sapeva solo che non doveva permettere al senso delle cose perdute di guastare quelle che si potevano ancora recuperare. Si passa, distrattamente, una mano tra i capelli, li

tampona un po' con l'asciugamano e li lega accuratamente sotto la nuca. Mette via la gonna e la camicetta, cerca nell'armadio un paio di pantaloni ed un maglione abbondante; ha paura che tutti capiscano cosa le sta succedendo, si vergogna e non vuole essere guardata. Con il cappotto e la cartella esce di casa senza una parola con la madre che la guarda incuriosita. Dopotutto lei non pu capire. Michela sbircia quell'immagine scolorita di donna dalla finestra e si domanda se anche sua madre un tempo abbia provato quel groviglio indecifrabile di emozioni che ora la sta divorando. Il pensiero per sfugge via subito , come se si vergognasse quasi di averlo immaginato. Dopotutto sua madre non una donna qualsiasi, sua madre, punto e basta. A lei non si possono associare pensieri impudichi. Lei solamente quella dei consigli, dei rimproveri, dei regali, lei semplicemente quell'essere che la sostiene, che la giudica, che presente. Michela scruta ancora per l'ultima volta tra i bagliori della finestra, poi volta lo sguardo e cammina velocemente sul marciapiede bagnato sperando immensamente di non incontrare nessuno che la conosca, si sente troppo brutta. In lontananza vede i suoi compagni e pensa a Cartagine ed ad ancora tutte quelle battaglie che dovr affrontare.

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E LA FOTOGRAFIA
I migliori fotografi internazionali hanno raccontato con le loro immagini un aspetto ogni volta diverso del caff. Il piacere, il colore, l'energia della bevanda pi diffusa al mondo sono stati trattati con il linguaggio raffinato ed evocativo del bianco e nero nelle prime 9 edizioni del Calendario Lavazza e con stile energico e innovativo nelle successive edizioni. Diciotto anni durante i quali Lavazza ha voluto coinvolgere fotografi di fama mondiale nell'interpretazione artistica del proprio calendario. Come una musa ispiratrice, il caff ha stimolato in questi anni la creativit e l'espressivit di fotografi che hanno nel proprio DNA il desiderio e la capacit di elevare la quotidianit a momento eccellente di grazia, dolcezza e piacere. L'edizione curata da Miles Aldridge vuole proseguire un ciclo interpretativo che, partito con Helmut Newton e passato attraverso Elliott Erwitt, David LaChapelle, Ellen Von Unwerth fino ad Annie Leibovitz che ha firmato l'edizione del 2009, ha indubbiamente reso Lavazza un partner di riferimento nella fotografia d'autore. In tutto il mondo il Calendario Lavazza sta ormai diventando un appuntamento fisso per gli appassionati di fotografia che lo seguono e lo attendono da ben 18 anni.

EVENTI

dalla Redazione

Il calendario LAVAZZA
Intervista a Miles Aldrige

Miles Aldrige tra Francesca e Giuseppe Lavazza

Il Calendario Lavazza stato interpretato dai pi importanti fotografi al mondo. Cosa ha pensato quando le hanno chiesto di realizzare l'edizione 2010? Quando sono stato chiamato da Lavazza ho sentito un entusiasmo indescrivibile perch sono perfettamente a conoscenza della storia e della tradizione dei suoi calendari e delle campagne legate. Mi sono pertanto sentito lusingato di avere l'opportunit di entrare a far parte di questo progetto, una tradizione iniziata con Newton (del quale sono un grande fan), passata attraverso Ellen Von Unwerth, David LaChapelle, Annie Leibovitz. Sono felice di far parte di questa bella schiera di nomi. Il tema del nuovo Calendario Lavazza l'italianit. Qual , da inglese, la sua idea di italianit e qual la sua interpretazione di questi scatti del calendario? Tutte le idee che mi sono fatto dell'Italia le ho tratte dai film che ho visto e dalle opere nei musei e nelle gallerie d'arte, ma soprattutto si formata attraverso i film di Fellini, Pasolini, Rossellini, De Sica e persino di Scorsese, che per italoamericano. Ed stata quindi questa prospettiva che rende lo stile e il modo di vivere degli italiani amplificato, un'interpretazione della vita moderna molto espressiva, esuberante ed eccentrica, ad avermi attratto e ad aver dato forma al progetto. Canzoni, musica, italianit, una sintesi di tutto ci e, ovviamente, Cinecitt, la location scelta per lo shooting. Ed stato davvero fantastico per me sentire fin

dall'inizio che le idee erano pervase dallo spirito di Fellini, dalla sua vitalit e dalla sua straordinariet. E le mie immagini rispecchiano la realt amplificata. Ha parlato di musica, il tema del calendario di quest'anno: lei cresciuto in una famiglia di artisti. Qual il suo rapporto con la musica e in che modo la pop art e la musica rock hanno influenzato il suo stile fotografico? Mio padre stato, ed tuttora, un famoso art director e illustratore; mi ha iniziato alla musica e alla cultura pop, infatti casa nostra e lo studio di Londra erano spesso frequentati da musicisti e quindi sono sempre stato circondato da immagini molto sexy, patinate, pop, che apparivano sulle copertine degli album o sui poster ai quali stava lavorando. Sono fermamente convinto che un simile background abbia profondamente influenzato il mio modo di fare fotografia. E ovviamente mi sono ispirato moltissimo a ci che avevo intorno mentre crescevo; come la musica, solitamente grande fonte di ispirazione. Credo che la scelta di canzoni italiane per questo progetto sia stata davvero una splendida idea, poich ha infuso agli scatti quel ritmo particolare ancora prima d'iniziare. Com' stato lavorare con Lavazza e con l'agenzia Armando Testa? Qual stato il rapporto con il team del progetto?

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possibile qui. E poi ovviamente la storia che pervade questi luoghi unica: trovarsi per caso davanti ad alcune delle statue dei film di Fellini stato commovente, come anche passeggiare attorno al grande teatro 5 in cui ha lavorato. Posso affermare che lo spirito di Cinecitt ancora vivo; stata una grande lezione di professionalit e dedizione al lavoro. Ho notato che, ovviamente, ogni cosa che viene realizzata fatta con una elevata capacit estetica propria del gusto e della cultura italiana. In Italia questo senso della bellezza istintivo e io ne sono un autentico sostenitore. La sua teoria di bellezza estetica ha influenzato la scelta delle modelle? Cosa cerca in una modella? Sono sempre alla ricerca di volti interessanti, quindi che non esprimano necessariamente una bellezza perfetta, perch la bellezza ideale non mi trasmette nulla: preferisco un tipo di bellezza sorprendente ed enigmatica. Prendiamo ad esempio Giorgia Frost, la modella dello scatto Nessun Dorma. Il suo carattere e il suo spirito sono talmente splendidi che quando abbiamo finito di montare lo sfondo e lei ha cominciato a immedesimarsi nel personaggio, sono stato travolto dalla sua energia e dal modo in cui ha reinterpretato i miei suggerimenti per entrare nel personaggio di Nessun Dorma. Pu raccontarci qualcosa della storia che c' dietro ogni foto? Per Nessun dorma ho ideato l'immagine di una donna, di notte, in una citt viva, piena di luci colorate; una donna che

stata una splendida esperienza, davvero gratificante. Sono sicuro che ogni fotografo sognerebbe di realizzare un progetto come questo, in cui si ha piena libert di esprimere se stessi e le proprie idee. Lavazza e l'agenzia Testa sono stati davvero fantastici. Il team Lavazza poi mi ha sempre sostenuto con grande fiducia e si dimostrato davvero rispettoso del lavoro che abbiamo fatto. Lei ha affermato di aver preso spesso spunto per le sue opere dai lavori di Fellini e Antonioni: immagino sar stato elettrizzante per lei lavorare a Cinecitt. Molto pi che elettrizzante: mi sono innamorato di Cinecitt e di tutte le persone che vi lavorano, dal primo istante in cui ho messo piede nel teatro 15 e ho visto realizzati i disegni che avevo eseguito a Londra, con un'attenzione incredibile ai dettagli. Tutto era perfetto, tutto

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non riesce a dormire perch contagiata dalla vitalit della citt. Baciami piccina: baci, tanti baci. Mi piaceva l'idea che la protagonista di questa foto fosse innamorata del caff e delle tazzine. Siamo in pieno pomeriggio, lei chiude la porta della sua stanza da letto, prende tutte le sue tazzine da caff e le bacia in una sorta di relazione erotica. Va' pensiero non si basa semplicemente sull'idea del volo ma su quella degli elementi che trascendono la realt, fluttuano nell'immaginazione e volano in un mondo parallelo di fantasia. Mi venuta in mente l'immagine di bellissime statue che si addicono perfettamente al mio gusto estetico. Mi piaceva anche l'idea della ragazza che fluttua verso questa statua maschile. Guarda che luna rappresenta naturalmente una donna di notte: immaginavo che la protagonista fosse scesa in giardino senza farsi notare, che non riuscisse a dormire, che soffrisse d'insonnia. distesa vicino a una piccola pozza d'acqua, guarda la sua immagine e quella della luna riflesse sulla superficie dove galleggiano le tazzine. Con te partir si basa sull'idea di un mare che separa la vita dall'idea di avventura che sull'altra sponda. In quest'immagine ho utilizzato un linguaggio visivo simile a quello di Hitchcock e Fellini, impostandola su questa distinzione di carattere psicologico tra vita reale e sogno. Con 'O Sole Mio volevo creare un'immagine che fosse sfacciatamente gioiosa, vivacemente colorata come un musical hollywoodiano, ma anche sexy.

Guarda che luna rappresenta naturalmente una donna di notte: immaginavo che la protagonista fosse scesa in giardino senza farsi notare, che non riuscisse a dormire, che soffrisse d'insonnia. distesa vicino a una piccola pozza d'acqua, guarda la sua immagine e quella della luna riflesse sulla superficie dove galleggiano le tazzine. Con te partir si basa sull'idea di un mare che separa la vita dall'idea di avventura che sull'altra sponda. In quest'immagine ho utilizzato un linguaggio visivo simile a quello di Hitchcock e Fellini, impostandola su questa distinzione di carattere psicologico tra vita reale e sogno. Con 'O Sole Mio volevo creare un'immagine che fosse sfacciatamente gioiosa, vivacemente colorata come un musical hollywoodiano, ma anche sexy.

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di Chiara Morassut

Chiaramente ... no

Quest'anno lo sento lo spirito natalizio. Ma gi mentre lo scrivo so che non vero. Lo spirito natalizio io non lo sento mai, tanto meno lo sto sentendo in questo dicembre greco che sembra sempre primavera e nei pomeriggi di sole giro in maglietta. Clima a parte comunque, del mio non spirito natalizio riconosco anche a questa latitudine tutti i tratti: trovo irritanti le pubblicit, sopravvalutata l'atmosfera, pacchiane le decorazioni, ingrassanti i dolciumi, stressante la corsa ai regali del 24 pomeriggio, che ci sar anch'io (gi lo so) fra le schiere dell'acquisto all'ultimo momento, qualsiasi cosa sia. Quest'anno, per, Natale sono contenta che arrivi e questa cosa ben diversa dal sentire lo spirito natalizio. Natale quest'anno sar, fondamentalmente, un ritorno a casa e dato che rivedr il mio gatto e berr tanti aperitivi, pazienza se ci saranno anche albero e presepe. Del delirio natalizio quest'anno per mi godo un aspetto nuovo: la gente. Chi ha detto che a Natale siamo tutti pi buoni doveva avere un gran senso dell'umorismo, e di sicuro non rispondeva a un call center. La gente, moderatamente strana nel corso di tutto l'anno, a Natale peggiora. L'utente medio sotto Natale assume un tono pi arrogante del solito, fa quantomeno delle richieste assurde, si lamenta per qualsiasi cosa e pretende pi di quanto gli sia dovuto. Lo pretende, attenzione, non lo ottiene. Non so come sopportino questa situazione negozianti, ristoratori, in generale figure di contatto con il pubblico, sotto Natale. Loro non so come facciano, io personalmente litigo di pi, limito la mia disponibilit e sono gentile solo con chi veramente lo merita, per cerco di salutare tutti con un Buon Natale che suona tanto finto. Che altro che pi buoni, siamo tutti pi cattivi, cos che ci stanno facendo diventare. O forse sono solo io che inizio a odiare la gente. Le feste sono un gigantesco evidenziatore che sottolinea la nostra solitudine ha detto qualcuno, e di certo vero. Quindi la gente sola a Natale incattivita e insoddisfatta e con qualcuno si deve pure sfogare, ma non detto che quel qualcuno per questo debba essere pi buono, al contrario: una catena, un domino di persone che si indispongono a vicenda e ne vanno a indisporre delle altre, fino al pranzo di Natale, ai regali sotto l'albero, a quando si potr tirare il fiato per un paio di giorni in attesa di fingere il grande divertimento che dovrebbe essere Capodanno. Di conseguenza, personalmente, mi limiter a vedere parenti stretti e amici selezionati nel periodo di Natale, perch odio la gente e mi manca il mio gatto, e probabilmente sono gi cattiva di mio. Che comunque per me l'atmosfera natalizia comincia nel momento esatto in cui Buon Natale se non ci vediamo pi, non un secondo prima. E anche a voi quindi: Buon Natale, se non ci vediamo prima, con l'augurio di essere tutti pi buoni a inizio 2010, quando l'atmosfera natalizia, finalmente, si sar esaurita da un po'.

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POLITICA

di Maria Bernasconi

Fare politica: ne vale la pena?

Chi si avvicina alla politica mosso da ideali e con spirito partecipativo, deve purtroppo scontrarsi con logiche perverse che sovente lasciano davvero allibiti. Le cantonate da prendere sono innumerevoli: si scopre che persone ritenute intelligenti ed altruiste, disposte ad aiutare il prossimo, in fondo, pensano solo a se stesse. Ci che pi sconcerta come vengono gestite le cose all'interno dei gruppi da parte di individui che si riempiono la bocca delle parole democrazia, etica, morale, regole, correttezza, rispetto. La regola vigente, all'interno di questi quadri , invece, o con me o senza di me o se non la pensi come me sei un nemico da sconfiggere, da emarginare. In troppi ambienti politici, chiedere chiarezza, trasparenza, applicazione delle regole, condizioni che sono alla base del rispetto reciproco, sinonimo di contestatore, di non allineato, di rompiscatole, di persona da allontanare. E cos, all'indesiderato, si toglie il saluto; si cerca ogni appiglio per screditarlo, per farlo apparire ridicolo. Questi saccenti, incontestabili "detentori della verit politica (cos si atteggiano!) hanno un concetto molto particolare del fare politica che non di certo quello di

mettersi in discussione, esporsi personalmente con le proprie idee e i propri valori, dopo che queste sono state democraticamente vagliate e approvate, di interessarsi ai problemi di tutti n, tantomeno, di aprirsi, togliere il paraocchi per tentare di mutare il modo di concepire le cose e la vita. Costoro gestiscono i partiti, i congressi, le assemblee in modo chiuso, come se fosse una propriet privata, ad uso e consumo proprio, in netto contrasto con quella grande parola che, come detto sopra, molto spesso usano adoperare ma di cui non conoscono il significato: democrazia. Chi cerca un approccio con la politica deve fare i conti, molto spesso, con coloro che, alla politica si sono avvicinati unicamente per raggiungere il proprio prestigio o interessi personali e non, invece, per mettersi a servizio della comunit, difendere i diritti di ogni singolo cittadino, farsi carico dei suoi problemi e cercare di risolverli, dare voce infine a chi non ne ha. Troppo spesso, coloro che richiamano all'ordine con la frase ora di fare vera politica, non conoscono il valore della condivisione, della solidariet: sanno ma fanno finta di non sapere, non se ne curano: sto bene io, me ne frego del prossimo. E per mascherare il loro egoismo, la loro non volont di

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adoperarsi per il prossimo, spendono ffiumi di incantevoli parole per confermare il loro pieno appoggio, sostegno, solidariet a questa o a quella causa. Ma per fare politica lo schieramento indispensabile: da soli non si conta nulla! Occorre dunque fare una scelta con la certezza di essere genericamente etichettati, con la consapevolezza che si sentir parlare e sparlare di se all'interno del proprio partito e che, con ogni probabilit, notevole sar il numero di concorrenti o addirittura di nemici. Premesso ci occorre quindi comprendere quale sia la motivazione per decidere se dedicare una parte della propria vita all'attivit politica. Vale la pena di scendere in campo? Ognuno faccia un esame di coscienza: se pensa di essere in grado di cimentarsi col modo arrogante, ipocrita, interessato e gretto di fare politica di alcuni e se ritiene di riconoscersi in quei valori fondamentali, non solo indispensabili in politica, ma nella vita stessa, allora potr seriamente pensare di attivarsi politicamente mettendosi al servizio del prossimo. Fare politica non obbligatorio, non un mestiere e nemmeno una ricetta medica: avere nel cuore il senso della giustizia, della difesa dei deboli, del volere che tutti i concittadini possano vivere meglio fisicamente e moralmente e il dar loro una sicurezza sociale e garanzia di libert, significa attivarsi solamente con la forza delle proprie convinzioni, dopo averle democraticamente discusse nelle giuste sedi, deve essere preciso impegno verso il prossimo a perseguire obiettivi con vero spirito di altruismo. Senza i principi di umanit, di tolleranza, di onest, di solidariet e di giustizia sociale non pu esserci fruttuosa esistenza della vita di partito, evoluzione politica, progresso civile e sereno futuro.

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SOCIET

di Chiara Morassut

Immigrazione e popolo sovrano


Le leggi sullimmigrazione dovrebbero essere generose, dovrebbero essere giuste, dovrebbero essere flessibili. Con leggi di questo tipo potremmo guardare il mondo, e il nostro passato, con la coscienza e le mani pulite. Era il 1958 e Kennedy, non sfugga, in questo ispirato intervento usava il verbo al condizionale. Sono passati 50 anni e il 57% degli elettori svizzeri vieta, con un referendum promosso dallestrema destra nazionalconservatrice, ledificazione di ulteriori minareti (piccole torri, in genere vicino alle moschee dalle quali il muezzin chiama i fedeli a pregare), oltre ai quattro gi esistenti sul territorio elvetico. I buoni propositi di Kennedy evidentemente hanno fallito. Una proposta che secondo i pi era destinata alla bocciatura diventata legge, un nuovo capoverso nella Costituzione: Ledificazione di minareti vietata. Ma un capoverso di una certa rilevanza, e lo testimoniamo le reazioni del dopo voto, la preoccupazione generalizzata allesterno, dallONU ad Amnesty International, alla Commissione Europea. Mentre sul fronte interno si nota unaffrettarsi a specificare, quasi cercando una giustificazione, come tale risultato sia una sorpresa. Il tutto con un vago tono di accusa verso quella maggioranza dei partiti, quegli ambienti economici e quelle Chiese, che pur essendosi chiaramente espressi contro liniziativa, non si sono fatti sentire molto nel prevoto contando su quella che stata definita unimpossibile saggezza popolareche evidentemente non ha dato i risultati sperati. Governo e Parlamento, secondo i commentatori del giorno dopo, avrebbero fatto meglio ad assumersi le loro responsabilit e a ricusare una simile iniziativa. Non successo. Basti pensare a come, pochi giorni prima del referendum, in risposta alle polemiche, il Presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz si era rivolto alla nazione con un messaggio tv per sottolineare che ai musulmani dovrebbe essere garantito il diritto di praticare la propria religione anche in Svizzera, ma avvertendo anche che nelle valli elvetiche non echegger mai il canto del muezzin. Un atteggiamento quantomeno confuso che fa riflettere, se non altro, sulla veridicit di unidea di Svizzera multi culturale, schiacciata in questo caso invece dalla paura, i fantasmi, lignoranza. Un segnale dallarme e di difesa nei confronti di un mondo globalizzato nel contesto di crisi economica, sostiene il Ministro degli esteri Micheline Calmy Rey, che si proclama delusa e scioccata dallesito del referendum. Dallaltra parte ci sono i promotori che cantano vittoria affermando come per anni il malcontento della popolazione non abbia potuto esprimersi e sottolineando come solo ora il popolo elvetico abbia avuto la possibilit di dire la sua. La verit che oggi
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viviamo nel tanto in voga mondo globale, cio in un mondo privo di spazi politici determinati, che costringe tutti a essere sempre a contatto con tutto e con tutti; e questo non facilmente accettabile. Il collasso delle funzioni statali che in epoca moderna erano destinate a definire lidentit e lalterit, ha portato a un eccesso di mescolanza nel medesimo territorio fra soggetti provenienti da universi culturali diversi, che non la libert ma la necessit ha spinto fra noi e che oggi non filtrato da alcuna istituzione neutralizzante, n da alcuna precondizione culturale. Aggiungiamo a questo come il confronto fra culture stia vivendo attualmente unevoluzione importante che sta cercando di lasciarsi alle spalle, ma con fatica, una visione che interpretava le diverse culture in base a una scala evolutiva di cui lOccidente rappresentava il massimo grado. in una forzata e poco compresa convivenza fra culture, e a causa della conseguente crisi delle tradizionali categorie di appartenenza sociale, che si creano quelle incomprensioni e scontri di vedute che, se non filtrati, portano infine allintolleranza e a volont popolari, cio del popolo privilegiato che pu votare, di questo genere. Il filosofo francese Alain Finkielkraut, promotore della difesa a oltranza dei valori dellOccidente, in unintervista dice: Io credo che in Europa vi sia molto spazio per la diversit, per un pluralismo di tradizioni e di regole religiose, ma la legge deve restare una per tutti. LEuropa non pu tollerare che vengano messi in discussione i suoi principi fondamentali. LIslamismo pone oggi il problema pi grave. Le rivendicazioni degli islamisti, infatti, non si limitano alla richiesta di una legislazione separata per la loro comunit, ma chiedono che nelle scuole non vengano insegnati autori
Alain Finkielkraut

considerati blasfemi. Queste richieste sono irricevibili. Al giorno doggi di fronte a questa nuova immigrazione, che non chiede di integrarsi, ma vuole imporre le sue leggi () si tratta semplicemente di difendere i valori fondamentali europei, che poi si traducono in leggi, nei principi costitutivi della Comunit Europea. Chi accetta di vivere nella. Comunit Europea deve anche accettarne le leggi fondamentali. Le leggi dellospitalit sono sempre state intese in una prospettiva di reciprocit. Chi ospite deve accettare le regole fondamentali di chi lo sta ospitando, mai si vista unospitalit unilaterale.
Luis Maria de Puig

Sostiene Luis Maria de Puig, presidente dellAssemblea parlamentare del Consiglio dEuropa: Se da un lato questa decisione riflette le paure della popolazione svizzera e dellEuropa, nei confronti del fondamentalismo islamico, dallaltra, mentre non aiuter ad affrontare le cause di questo fondamentalismo, molto probabile che incoraggi sentimenti di esclusione e approfondisca le spaccature allinterno della nostra societ Le preoccupazioni interne alla Svizzera sono ora svariate, lesito del voto potrebbe suscitare infatti incomprensione allestero e nuocere allimmagine del Paese, rischia di danneggiare i rapporti della Svizzera con il mondo arabo e c chi teme anche eventuali misure di boicottaggio da parte dei Paesi musulmani. Secondo la maggioranza dei quotidiani allindomani del s, questo un segnale brutale di ostilit e unamara sconfitta per la pace religiosa nel Paese. Hanno vinto - scrivono - la paura dellIslam e le semplificazioni Semplificando: lintegrazione va bene come concetto, ma poi non voglio estranei a casa mia, o per lo meno non voglio che abbiamo i miei stessi diritti. In realt non esiste unevoluzione della societ che non parta dal cambiamento dei singoli, e in questo caso i singoli, il popolo, si espresso chiaramente contro unidea di uguaglianza e parit che starebbe alla base di quel multi culturalismo ispirato nel quale fingiamo di vivere. Se ogni cultura unesperienza umana, la vera sfida di oggi, del mondo globalizzato o, se vogliamo, della nostra Europa, dovrebbe essere quella di costituire uno spazio in cui luomo e la donna vedono sempre riconosciuti i propri diritti di specie, di genere, di individuo; ci che li fa uguali e ci che li fa diversi. Sono i nostri parametri, in primis quelli personali di ognuno, a dover essere ridefiniti in un senso pi ampio che inglobi e rispetti quelle alterit che sono tra noi. E che vi resteranno a lungo, perch la globalizzazione, positiva o negativa che la si consideri, un orizzonte non superabile, e c poco da semplificare.

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Flan di peperoni alla marchigiana


Ingredienti 2 peperoni rossi 2 peperoni gialli 300 gr di ricotta 4 cipollotti 250 gr di erbette 30 gr. di grana grattugiato 2 uova origano, olio d'oliva, sale e pepe quanto basta Preparazione Pulire i peperoni dopo averli arrostiti. Dividerli poi in falde piuttosto larghe. Pulire le erbette, scottarle per pochi minuti in acqua bollente salata e scolarle. Pulire i cipollotti e farli stufare in una padella antiaderente con un cucchiaio di olio ed un poco di acqua. Lavorare con un cucchiaio di legno la ricotta con le uova, il grana, un pizzico di origano, sale e pepe. Rivestire una teglia rotonda con carta da forno e disporre sul fondo parte dei peperoni e delle erbette, versare un poco di composto di ricotta, fare un altro strato con le verdure e met dei cipollotti, proseguire con la ricotta e terminare con peperoni e cipollotti. Cuocere in forno a 180 per 40 minuti. Servire tiepido.

Risotto al limone
Ingredienti gr. 400 riso un pezzetto di cipolla 2 cucchiaiate di burro il succo di un limone bicchiere di vino bianco un pezzetto di scorza di limone grattugiata 2 cucchiaiate di prezzemolo tritato 1 litro di acqua 2 dadi per brodo sale e pepe quanto basta Preparazione Tritare la cipolla finemente e soffriggerla con il burro. Versare il riso, lasciarlo insaporire ed aggiungere il vino bianco e la scorza di limone. In una pentola a parte si sar fatta bollire dell'acqua in cui saranno stati sciolti due dadi vegetali. Unire quindi il brodo bollente con un mestolo poco per volta. Attendere che il riso abbia assorbito il brodo e proseguire ripetendo l'operazione finch il risotto non sar cotto. Toglierlo la pentola dal fuoco, unire il prezzemolo, il succo di limone, aggiustare di sale, pepe e servire.

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Torta allarancia
Ingredienti gr. 100 di burro gr. 400 di farina 00 gr. 300 di zucchero 4 uova 1 bicchiere di latte succo di 2 arance scorza di 2 arance non trattate 1 pizzico di sale 1 bustina di lievito vanigliato (per mezzo kg di farina) zucchero vanigliato Preparazione: Mescolare lo zucchero con i tuorli d'uovo. Aggiungere il burro sciolto, il succo e la scorza di arance e mescolare. Aggiungere poi la farina, il latte, lavorare bene l'impasto. Montare le chiare d'uovo a neve ferma, unirle all'impasto. Aggiungere il sale ed infine il lievito. Imburrare una tortiera e versare il composto ottenuto. Cuocere per 55 minuti in forno preriscaldato a 180. Sfornare, decorare con lo zucchero vanigliato e servire.

Ravioli di zucca alla lombarda


Ingredienti per 4 persone gr. 350 farina 00 4 uova, Sale Per il ripieno Kg. 1,250 di zucca gialla gr. 150 mostarda piccante di frutta ( meglio se di sole mele ) gr. 150 di grana grattugiato 4 amaretti sbriciolati noce moscata, sale, pepe quanto basta Per condire 160 gr. di burro 80 gr. di grana grattugiato qualche fogliolina di salvia
Preparazione Preparare il ripieno con un giorno di anticipo, ne acquister in sapore. Passare al setaccio la zucca cotta lasciando cadere il passato in una terrina. Unire gli amaretti sbriciolati, la mostarda di frutta tritata insieme al suo sugo, 4 cucchiaiate di grana grattugiato, un pizzico abbondante di noce moscata, sale e pepe. Mescolare con un cucchiaio di legno, il composto dovr riuscire ben asciutto. Coprire e porre in frigo. Preparare la pasta formando una fontana in un ripiano con la farina, farvi un buco al centro, rompere le uova e tuffarle nel buco e mescolare con le mani. Aggiungere un pizzico di sale, continuare a impastare con le mani fino a quando l'impasto sar divenuto omogeneo. A questo punto si potr tirare una sfoglia sottile aiutandosi con un mattarello. Versare della farina sul ripiano in cui si andr a lavorare in modo che la sfoglia non si appiccichi. Una volta tirata la sfoglia tagliarla a quadrotti sfrinzati (aiutarsi con l'utensile adatto). Porre al centro di ognuno il ripieno aiutandosi con un cucchiaio, chiudere bene i bordi per evitare che fuoriesca. Lessare i ravioli in abbondante acqua salata, scolarli dopo qualche minuto e versarli in una padella con burro fuso e qualche foglia di salvia. Saltare i ravioli e spolverizzate con abbondante grana grattugiato. Disporli in una teglia da tavola larga e servire.

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Alfa Romeo Giulietta:


anteprima mondiale

Nuova architettura per esaltare tenuta di strada e agilit in totale comfort e sicurezza Sportivit e comfort declinati secondo lo stile italiano Motori innovativi per una guida entusiasmante e rispettosa dellambiente Sicurezza e comportamento dinamico ai vertici del segmento

Al prossimo Salone di Ginevra debutter, in anteprima mondiale, la nuova Alfa Romeo Giulietta che in primavera sar commercializzata progressivamente in tutti i principali mercati, rilanciando cos il Brand in uno dei segmenti pi importanti dEuropa. Nellanno del Centenario, il nome un tributo ad un mito dellautomobile e dellAlfa Romeo. Giulietta la vettura che, negli anni Cinquanta, ha fatto sognare generazioni di automobilisti, rendendo per la prima volta accessibile il sogno di possedere unAlfa Romeo e unendo fruibilit e comfort di alto livello alleccellenza tecnica. Oggi nasce dal Centro Stile Alfa Romeo una nuova Giulietta, una vettura sportiva capace di esprimere sia grande agilit sui percorsi pi impegnativi che doti di abitabilit e comfort sulle strade di tutti i giorni.

TURISMO

di Silvana Lenzo

Verona
... non solo la citt degli innamorati
Verona non solo la citt degli innamorati ma una delle citt italiane pi belle e ricche di storia. vero si che Shakespear ha ambientato il pi famoso dramma romantico di tutti i tempi, Romeo e Giulietta, proprio a Verona ma la citt si offre al visitatore per mille sfaccettature interessanti e suggestive. Oltre a questo Verona da sempre una citt laboriosa e vivace, dove il futuro ha sempre avuto grande peso cos come il passato. L'Arena romana di Verona, uno dei centri musicali pi importanti d'Italia, un monumento conosciuto in tutto il mondo e l'offerta culturale della citt sempre di altissimo livello e per tutte le stagioni. Visitare Verona e soggiornarvi per una vacanza o per un week end significa avere la possibilit di visitare un centro storico molto antico e, forse, uno dei pi belli d'Italia. Mentre visitate la citt non potete non recarvi a visitare l'Arena di Verona, il suo simbolo nel mondo. L'antico anfiteatro che risale all'epoca dell'Imperatore Augusto, meta immancabile del turismo a Verona, oggi famosa in tutto il mondo per gli spettacoli di musica lirica che vi si svolgono. Si trova nel centro storico di Verona, icona della citt veneta assieme alle figure di Romeo e Giulietta.

Piazza delle Erbe

Continuando la nostra visita di Verona incontriamo le sue piazze principali: Piazza delle Erbe, il cuore antico della citt che sorge dove un tempo si trovava il Foro Romano. Ospita un mercato ortofrutticolo che si svolge quotidianamente, mentre alla sera, in particolare il mercoled, affollata di persone che si incontrano per il rito dell'aperitivo, oramai tappa fissa del turismo a Verona. Adiacente a piazza delle Erbe troviamo Piazza dei Signori, chiusa come un cortile da edifici monumentali collegati tra loro con arcate, conosciuta anche come Piazza Dante, una piazza situata nel centro storico di Verona. L'ultima piazza, oggi centro della citt e luogo di incontro dei veronesi, Piazza Br. Il suo nome significa grande e infatti questa piazza la pi grande della citt, come si avr modo di constatare nel corso della visita di Verona.

LArena di Veronae

L'interno dell'Arena visitabile nei periodi in cui non ci sono rappresentazioni o concerti di qualche artista famoso: tra gli eventi pi famosi ricordiamo il Festivalbar, che trova spazio nelle dirette televisive nella sua serata conclusiva e l'apertura della stagione lirica. Nel periodo invernale invece, l'arena diventa sede della Rassegna dei Presepi del mondo, impossibile da mancare se si viene a visitare Verona.
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Visitando Verona si incontra il Duomo, dedicato a Santa Maria Matricolare V. Il Duomo di Verona nato dalle ceneri di due chiese paleocristiane a causa di un terremoto. stato completamente ricostruito in stile romanico. Il duomo si trova nella zona medievale di Verona, all'interno dell'ansa dell'Adige meta suggestiva del turismo a Verona.
Piazza dei Signori, conosciuta anche come Piazza Dante

Imboccando l'attuale Via Cappello, si trova l'androne completamente ricoperto da bigliettini d'amore, firme e frasi di innamorati che qui si trovano a passare: attraverso questo androne si accede al cortile della casa stessa dove, spostando gli occhi al cielo, si scorge il notissimo balcone di Giulietta carico di poesia per chi viene a visitare Verona. Stiamo parlando della famosissima Casa di Giulietta. Che deve essere una meta obbligata nella visita di Verona. Il bellissimo balcone della casa trecentesca (oggi restaurata) meta ogni anno di migliaia di turisti. La statua di Giulietta vi accoglier per la foto porta fortuna di rito per ricordarvi della bella vacanza a turistica a Verona.
Il Ponte di Pietra

BENESSERE & SALUTE

di Simona Guidicelli

Anice verde
(Pimpinella anisum)
Questa pianticella aromatica viene estesamente coltivata nelle regioni pi calde dell'Europa meridionale e in Italia, soprattutto nelle Marche; non va confusa con la pimpinella o salvastrella (Poteriom sanguisorba) e l'anice stellato (Illicium anisatum), una magnoliacea esotica e sempreverde, che ha in comune con il vero anice unicamente il sapore aromatico dei frutti, dovuto alla presenza di una forte percentuale di anetolo.

L'anice presenta foglie con spiccata eterofillia, cio ben diverse per forma e altre caratteristiche a seconda del punto in cui sono inserite; quelle basali, riunite in rosette, sono arrotondate e appena dentate; quelle mediane sono trisette e assai simili alle foglioline del prezzemolo, mentre quelle apicali sono strette e lineari. Si coltiva in posti caldi e in terreni permeabili, con semina a primavera in file distanti 40-50 cm. Impiego terapeutico: dispepsia, spasmi gastrointestinali, meteorismo; catarri vie aeree. Le preparazioni a base di anice, dal sapore gradevole, contribuiscono a migliorare i processi digestivi aumentando la secrezione salivare e gastrica. Le propriet antispasmodiche si evidenziano con dosaggi sufficientemente elevati; tale azione accompagnata da propriet antisettiche che contribuiscono a inibire il formarsi di processi fermentativi a livello gastrointestinale (aerofagia e flatulenza). II miglioramento delle funzioni digestive, unitamente all'azione antispasmodica, si traduce in uno stato di benessere (assenza di sonnolenza postprandiale, migliorata assimilazione dei principi nutritivi ecc.) rende l'uso di preparati a base di Anice raccomandato per combattere l'astenia accompagnata da cefalea e affaticamento cerebrale. Le propriet carminative dell'Anice sono meno potenti di quelle del Cumino e del Finocchio. La medicina popolare utilizza i semi di Anice in tisane galattagoghe che stimolano la portata lattea. Tali tisane danno al latte materno un sapore gradevole ed esercitano un'azione sedativa-antispamodica anche nel lattante.

Biscotti allanice
I biscotti sono i dolci pi semplici (ma anche quelli pi sani), possono essere gustati alla fine di un pasto come durante la giornata. Uno spuntino gustoso e genuino da non farsi mancare! Ingredienti 50 gr. di semi di anice 6 uova 500 gr. di farina 00 350 gr. di zucchero (se preferite 275 di fruttosio) Montate a neve i 6 albumi delle uova e, in una scodella sbattete le uova con lo zucchero, per questa operazione potrete anche servirvi di una frusta piccola che userete come un cucchiaio di legno. Aggiungete ai tuorli la farina ed infine incorporate gli albumi montati a neve. Unitevi i semi di anice e girate l'impasto fino a farlo divenire omogeneo. Scaldate il forno a 150 e preparate una teglia che ungerete di olio o burro, a questo punto potrete sistemare nella teglia dei mucchietti d'impasto che lascerete cuocere per 20 o 25 minuti.
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Per purificare l'alito: mescolare 50 gr di anice, 10 gr di chiodi di garofano, 10 gr di menta piperita e 5 gr di basilico. Macerare in 200 gr di alcool a 90 gradi. Filtrare con carta filtro dopo 10 giorni. Qualche goccia diluita in acqua ottima per profumare l'alito. Digestioni difficili: bollire per 5 minuti un cucchiaino di semi di anice e due cucchiaini di semi di finocchio sempre nella quantit di una tazza da t di acqua. Filtrare e bere dopo i pasti principali, al posto del caff. Gonfiori di stomaco e di addome: un cucchiaino di semi bolliti per 5 minuti in di acqua calda. Filtrare e bere una tazzina al mattino e una alla sera. Un liquore semplice: le nostre nonne maceravano 40 gr di semi in un litro di buon vino bianco secco per 24 ore, poi lo filtravano e lo bevevano a bicchierini dopo i pasti.

L'estratto di anice viene di solito usato come correttivo in molti preparati farmacologici: pi semplicemente noi vi consigliamo di aggiungere qualche seme a tutte quelle tisane o decotti che hanno un sapore piuttosto amaro, specialmente quando questi sono destinati al consumo dei bambini. COME SI IMPIEGA
I frutti e l'essenza che si ricava servono per molteplici scopi, ma soprattutto come aromatizzanti nell'industria dei liquori e anche per dare un sapore molto gradevole al pane, ai dolci o ad altre vivande. L'essenza ha inoltre propriet digestive, carminative e stimolantiti, ma in forti dosi pu risultare tossica e quindi va usato solo sotto controllo medico.

QUANDO SI RACCOGLIE
I caratteristici acheni dell'anice, fortemente aromatici, vengono comunemente detti semi anche se in senso botanico sono dei frutti; si raccolgono quando sono ben maturi recidendo le piante al piede.

COME SI PREPARA LA CONSERVAZIONE


Stendere i semi su tele all'ombra. Conservarli chiusi in vasi di vetro o in sacchi di tela o di carte, che li proteggono pur conservando una buona aerazione.

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ENOGASTRONOMIA

di Christian Testori

Volterratoscana
accortezze economiche e dietetiche della Liguria che alla pomposit dellEmilia. Quella toscana una cucina maschia, rude, "addolcita" solo da alcuni piatti poveri come la ribollita, che a fronte dellimportanza storica rivestita nel paniere degli strati pi disagiati, erroneamente ne vengono sovente elevati ad essenza. La qual cosa non significa che sia sconsigliato mangiarla. Anzi, la ribollita uno straordinario piatto di recupero, nel suo genere tra i pi interessanti del bel paese: il suo nome nasce proprio dal fatto che gli

Taglierini al tartufo
Se il settore alimentare rappresenta il vero avamposto italiano contro la crisi, capitalizzando la crescita di investimenti e di attenzione alla qualit che si registrata negli ultimi due lustri, c una cucina regionale che sembra non conoscere limiti nella ricerca delleccellenza. E con essa, ovviamente, il suo territorio. Benvenuti nel cuore pulsante della Toscana, nelle Colline Metallifere, nella regione del Chianti e nella val di Chiana, da cui il nome della celebre razza bovina. I suoi centri non abbisognano di presentazioni: Volterra, San Gimignano, Siena, Montepulciano sono solo quattro esempi di quanto luomo, in altri tempi, abbia saputo riscattare con la maestria e le arti un territorio invero monotono quanto a paesaggi e tratti morfologici. Un paesaggio oggi reso unico da questi paesi arroccati come una fortezza sui colli, popolati da botteghe di prodotti tipici che offrono tutto il ben di Dio di cui questa terra rigogliosissima capace. difficile se non impossibile sintetizzare in poche righe la cucina toscana, a base prettamente carnea, dove agli animali di allevamento si sposa abbondantemente la cacciagione, che molto spesso nei men la fa da padrone: lepre e cinghiale sono infatti menzionati non meno di bovini e suini, bench a questi ultimi siano dedicati apposite macellerie (chiamate norcinerie da norcino, colui che macella il maiale e si occupa di lavorarne le carni). Ad aprire un men toscano, immancabili, i crostoni tipici che hanno la missione di educare il palato a gusti tendenzialmente pi decisi e maturi di quelli a cui abituato lospite, che per tal via ha modo anche di degustare il pane toscano, completamente privo di sale. Sicuramente lunica cosa insipida e neutra che pu toccar di mangiare da quelle parti. I fegatini di pollo e coniglio, uniti al macinato misto di bovino e suino e quindi alla pasta di acciughe e ai capperi tritati, conferiscono infatti alla salsa che vi si spalma sopra sentori artificialmente selvatici, che predispongono il gourmet a unesperienza gastronomica antitetica sia alle La Toscana terra di tartufi. Ne esistono diverse tipologie, bianche o nere, che variano a seconda della zona e dei mesi. Tutti, per, si possono degustare e apprezzare con la seguente ricetta che vuole esaltarne linconfondibile aroma, rendendolo protagonista incontrastato del piatto. Si noti che gli ingredienti riportano genericamente il termine "pasta". Col tartufo sono consigliabili molto paste fresche (a patto che siano lunghe) e, soprattutto, gli gnocchetti di patate. Ingredienti per 4 persone gr 400 di pasta gr 100 di tartufo 2 spicchi d'aglio olio extravergine d'oliva gr 50 di burro sale, pepe Preparazione Si mettano i tartufi puliti in un tegame con 4-5 cucchiai di olio, il sale e l'aglio intero: a fuoco molto basso far insaporire prestando massima attenzione a non far bollire l'olio e a far rimanere bianco l'aglio, che alla fine dovr essere tolto. Cuocere la pasta scolandola al dente, metterla in una zuppiera e condirla con la salsa di tartufo. Girare accuratamente il tutto, regolando di sale e grattando ancora un po' di tartufo a piacere.

Abbinatelo con ... San Gimignano Rosso


Vino DOC della provincia di Siena, a base di uva Sangiovese, modestamente alcoolico (11,5%) e fermo. Di colore rosso rubino pi o meno intenso, tendente al granato con l'invecchiamento, presenta un odore vinoso e al contempo delicato. Al palato appare asciutto, armonico e giustamente tannico. consigliabile a tutto pasto, specialmente per degustare i funghi che necessitano di un vino non troppo alcoolico, di struttura media ma con un bouquet intenso.

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ingredienti principali sono le verdure cotte avanzate dai giorni precedenti che vengono, appunto, fatte ribollire tutte insieme, con l'aggiunta di pane raffermo. Essendo un piatto regionale, ed essendo le pur piccole regioni italiane ancora troppo vaste per esprimere la ricchezza degli usi e costumi in voga nel nostro paese, della ribollita non esiste un'unica ricetta. Alcuni ingredienti, tuttavia, sembrano essere essenziali per poterla definire tale: i fagioli e il cavolo nero.

Agenda
Eventi 2010
Miacce Valsesiane Specialit locali dolci e salate Scopello Valsesia (VC) dal 24 dicembre 2009 al 12 gennaio 2010 Gli alpini della sezione di Scopello sono lieti di farvi assaggiare la specialit valsesiana preparata e farcita come desiderate, dolce o salata, nella baita sita nel centro del Paese, sotto la Chiesa. Mostra del Radicchio Rosso Fiori d'inverno Zero Branco (TV) dall 8 al 17 gennaio 2010 Diciassettesima Mostra del Radicchio Rosso Tardivo di Treviso. Presso gli stand, la cucina propone ai visitatori un ampio menu caratterizzato da piatti tipici, come gnocchi e pasticcio al radicchio, radicchio ai ferri, pizza con radicchio e pancetta. Si possono inoltre degustare ed acquistare prodotti a base di radicchio, quali grappe, amari, liquori e formaggio. Tutte le sere saranno allietate da balli con orchestra. Informazioni su: www.fioridinverno.tv Prima del Torcolato Breganze (VI) il 17 gennaio 2010 La prima ed unica spremitura in piazza del grande passito di Breganze, giunta alla quindicesima edizione. La Prima del Torcolato riunisce un pubblico che va dalle famiglie e semplici curiosi agli appassionati di vino. Avvio previsto sabato 16 gennaio, con la cerimonia d'investitura e la cena di Gala per l'ambasciatore del Torcolato nel mondo per l'anno 2010, anche quest'anno un importante personaggio pubblico. Domenica pomeriggio, in piazza Mazzini, appuntamento con la sfilata della Magnifica Fraglia del Torcolato e il tradizionale mercatino dei prodotti tipici della Pedemontana Vicentina. Concluder la manifestazione la spremitura pubblica del "Primo" Torcolato D.O.C. Breganze Vendemmia 2009, accompagnata da momenti folcloristici. Ulteriori informazioni: www.stradadeltorcolato.it Cene Galeotte 22 gennaio 2010 Dove: Volterra (PI) Dal 18 settembre 2009 al 23 aprile 2010, per una sera al mese, il carcere di Volterra aprir nuovamente le porte al pubblico e i suoi detenuti vestiranno gli insoliti panni di chef, maitre e camerieri. Circa trenta i detenuti impegnati nella organizzazione delle otto cene che non hanno nulla da invidiare ai ristoranti pi blasonati. La cena sar servita nella cappella sconsacrata del carcere, per l'occasione trasformata in una perfetta sala da pranzo con tanto di candele, tavole impeccabilmente apparecchiate, camerieri/carcerati sempre attenti e disponibili, sommelier e vini importanti (a cura della Fisar di Volterra). In cucina i detenuti potranno contare sull'esperienza e la maestria di un rinomato chef individuato dall'enogastronomo Leonardo Romanelli in collaborazione con lo Studio Umami. Venerd 22 Gennaio prevista una cena in favore della Diocesi di Fiesole per la Palestina.

Di ben altra ascendenza, come si pu facilmente constatare, primi piatti come le pappardelle fresche, condite con rag di lepre o cinghiale. Le ricette possono subire alcune variazioni, ma la base dei rag piuttosto ricorrente e comprende sedano, carota, cipolla, alloro, bacche di ginepro, rosmarino, timo, aglio e ca va sans dire vino rosso. A tal proposito consigliato stappare una bottiglia di Chianti che, sebbene aperta, potr essere scaraffata e servita durante il pranzo o la cena. Vale la pena sottolineare che nel rag di cinghiale molte ricette indicano anche di non lesinare una spruzzata di peperoncino. Si diceva test dellimportanza che per la Toscana assume il maiale, una centralit che non costituisce un unicum in Italia ma che, come sovente accade nello stivale, viene declinata secondo gusti e usanze specifiche. Si vedano, a tal proposito, le costolette di maiale alla toscana, su cui al termine della rosolatura si aggiunger vino bianco e semi di finocchio. Particolare labbinamento di mele di qualit dura, con un buon indice di acidit, cotte a spicchi nel burro. E poich del maiale non si butta via nulla, tantomeno il fegato, in Toscana hanno ideato uno tra i miglior piatti di frattaglie italiani: i fegatelli di maiale con la rete. Anche in questo caso la ricetta elementare prevedendo il solo spezzettamento del fegato, da condire con sale, pepe e semi di finocchio. Ogni trancio dovr essere infilato nella rete, quindi infornato in una teglia unta con poco olio. La cottura dovr durare trenta minuti circa. Per concludere il pasto, un dolce attinto dalla ricca gamma di tipologie toscane di dessert. Varr la pena ricordare i pi celeberrimi: panforte, cantucci e ricciarelli, che pongono la regione ai vertici della pasticceria secca. Meno note le pesche al cioccolato, dolce della tradizione pasquale, che per il gusto esplosivo e la facilit di preparazione meritano maggior diffusione. Le pesche vengono tagliate a met e svuotate. Linterno deve essere frullato insieme al cacao, allo zucchero, agli amaretti e al liquore strega. Con il composto cos ottenuto si riempiono le pesche svuotate, che deposte in una teglia vengono cotte in forno per 20 minuti circa, a 180 gradi. Possono essere servite appena sfornate, oppure dopo 3/4 ore di frigo.

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OROSCOPO 2010

di Simona Guidicelli

21 marzo - 20 aprile

ARIETE

22 giugno - 22 luglio

CANCRO

Buon inizio danno per voi del segno, con Marte e Mercurio in aspetto positivo e con un favorevole Saturno. Dopo un anno passato con alcuni insuccessi arrivato il momento di rimboccarvi le maniche. Come vostro solito, di energia ne avete da vendere ma, ogni tanto un po di tatticismo e di saggezza non guastano. Fate attenzione per, lo stress in agguato, meglio riservare una parte delle vostre energie. Nel mese di Febbraio, sarebbe il momento buono per concedersi un bel viaggio. Divertente e alquanto trasgressiva, la successiva fase primaverile in quanto da Aprile a Giugno ci sar un alleggerimento dagli aspetti Astrali. A Ottobre, state attenti a non commettere errori di valutazione e attenzione allalimentazione: necessario seguire un corretto equilibrio. Sar un anno piuttosto intenso, dal punto di vista dei sentimenti, per voi dell'Ariete. Ci saranno tanti cambiamenti, ai quali dovete essere in grado di reagire prontamente.

L'anno 2010 si annuncia impegnativo anche per via delle diverse dissonanze planetarie che vi obbligheranno a fronteggiare situazioni non sempre facili. Grandi decisioni bussano alla vostra porta nel 2010: il percorso non sar semplice, dovrete sfoderare un grande spirito di adattamento per fronteggiare cambiamenti e novit che, in qualche caso, vi prenderanno in contropiede. Affronterete le difficolt con grinta, decisi a risolverle; se non ci riuscirete non ve la prenderete molto perch avrete nuove idee da inseguire. Il nuovo anno vi vedr trionfare in molte situazioni grazie all'eccellente appoggio di alcuni astri che stimolano il vostro spirito di iniziativa e la fantasia. Avrete una carica formidabile di energia e di ottimismo, sarete propositivi come non mai, senza tuttavia perdere il controllo delle situazioni in cui vi troverete. Un po' in salita verso la fine. Non dovrete mettere il carro davanti ai buoi e accontentarvi di pi. Non accettate una situazione per cui non siete preparati.

21 aprile - 20 maggio

TORO

23 luglio - 22 agosto

LEONE

Se, durante l'anno passato, vi siete impegnati nel raggiungimento dei vostri obiettivi e se siete stati capaci di cogliere al volo tutte le opportunit che vi sono state date, vivrete sicuramente pi sereni il vostro cammino durante il 2010, in quanto non avrete il peso di tanti pensieri e meno ansie da sfogare. Se invece vi siete lasciati andare, credendo che tutto vi fosse comunque dovuto o che la felicit avrebbe bussato alla vostra porta, senza il minimo sforzo per cercare di raggiungerla, allora vi attende un anno molto faticoso. Gi dai primi mesi dell'anno aumenteranno la vostra ambizione e anche la vostra voglia di mettervi in gioco. Vi procureranno un notevole stress fisico ed emotivo, quindi dovrete fare attenzione a non esagerare mai, nemmeno quando credete di avere la situazione in pugno e che un paio d'ore di lavoro in pi non possano nuocere n al vostro fisico, n tanto meno alla vostra situazione sentimentale o familiare!

Nessun transito negativo per il vostro segno. Procedete con sicurezza lungo una strada che per voi sempre definita, piacevole. Questanno il super-IO del senso del dovere diventa meno inflessibile. Pu essere lanno di una nuova forma di leggerezza, uno spirito pi naturale e disinvolto nelle relazioni damicizia e damore. La vita rispetto dei ruoli e dovere ma anche premio, gioia, tenerezza, slancio. Marte nel segno far sentire i suoi benefici. Avanzate, non perdete un millimetro del terreno conquistato. Avete il permesso dei pianeti di vivere con maggior naturalezza. Sempre scrupolosi e puntuali nellaffrontare la quotidianit, vi regalate spazi di respiro, quelli che appartengono al cuore. La primavera particolarmente fortunata per coloro che sognano di stabilizzare i propri legami, creare qualcosa di concreto con la persona amata. Negli ultimi due mesi dellanno i nati del segno affronteranno un periodo pieno di soddisfazioni nel lavoro e sotto il profilo finanziario.

21 maggio - 21 giugno

GEMELLI

23 agosto - 22 settembre

VERGINE

Questo nuovo anno vi favorir in tutti gli ambiti, senza lasciarvi indulgere agli eccessi e alle sfide esagerate che tanto vi attirano. Il bottino potr essere piuttosto adiposo, soprattutto per ci che concerne i sentimenti: le love stories nate quest'anno dovrebbero godere di un'apprezzabile longevit. Anche il settore lavorativo godr di un periodo fruttuoso e propositivo. Si pu dire certamente che per voi sar un anno eccellente e che lappoggio di Saturno sar unaltra carta importante, basilare nel vincere la mano e lintera partita nelle situazioni che vi stanno a cuore! Le stelle vi suggeriscono qualche traccia di malizia in pi: in qualche campo vi renderanno pi possibilisti e spregiudicati del solito e quindi le opportunit di trarre il meglio dal messaggio celeste diventano maggiormente consistenti. Forte la carica di profondo rinnovamento che comporta Plutone, che vorrebbe vi reinventaste lintera vita dalle sua redici, in amore, in casa e anche nel settore delle amicizie.

Anno importante il 2010 per i nati del segno. Dovrete affrontare dure prove e prendere decisioni fondamentali per la vostra vita. Scrollatevi di dosso quei pesi che ormai portate dietro da troppo tempo, e che vi hanno imposto troppe rinunce e sacrifici. Un anno allinsegna del rinnovamento e della razionalit, che vi metter in condizione di assumere maggiori rischi e individuare quello che realmente vi interessa ed prioritario per voi. Sebbene Giove in opposizione dai Pesci sembrer esservi dintralcio nel vostro cammino, troverete a soccorrervi, sia Mercurio che Plutone: risolverete diversi problemi, soprattutto grazie ad una qualit che non pensavate di avere, lastuzia. Tutto dipender dal modo in cui vi approccerete alle diverse situazioni; sar utili sviluppare una scala di valori che racchiuda i vostri bisogni pi reconditi. Aprite voi stessi con chi vi sta intorno, ne avrete un arricchimento sia sotto il profilo materiale che sotto quello spirituale.

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OROSCOPO 2010

23 settembre - 23 ottobre

BILANCIA

22 dicembre - 20 gennaio

CAPRICORNO

Lanno 2010, per i nati sotto il segno della Bilancia, si accende sotto gli auspici di Saturno. Energia e vitalit saranno gli ingredienti essenziali per risolvere tutte quelle situazioni in sospeso che vi portate dietro dallanno appena trascorso. Le problematiche che minavano il vostro stato danimo ed incupivano la vostra spensieratezza, potrebbero finalmente trovare una soluzione definitiva. E' arrivato il momento di giocare, di essere protagonisti della vostra vita, non pi spettatori. Saturno vi dona razionalit e saggezza: chiudete quei rapporti che non vi porteranno niente di buono, coltivate amicizie giuste, raggiungete i vostri obbiettivi! Importante sar comunque mantenere lealt e affetto verso chi vi amico e prova per voi sentimenti sinceri. Con larrivo della stagione estiva, Giove, in transito momentaneo in Ariete, render caotica e complessa la vostra vita sentimentale. Le vacanze saranno bollenti: incontri piccanti allorizzonte che stimoleranno completamente la vostra carica erotica. Fine dellanno allinsegna di un sorprendente exploit finanziario.

Anno non facile per gli amici de Capricorno, il vostro cammino sar pieno di ostacoli e di sfide che, se affrontati nella giusta maniera, saranno superati senza gravi conseguenze. Pazienza e caparbiet saranno le armi vincenti per uscirne fuori vittoriosi. Tutto questo causato da un movimento astrale a voi poco favorevole, infatti, Saturno, che il vostro pianeta guida, ha terminato il soggiorno in Vergine al trigono del vostro Sole ed entrato in Bilancia in aspetto poco piacevole, ma non preoccupatevi troppo, poich Sar Giove nel segno dei Pesci a compensare questo squilibrio. Nella prima parte dellanno sarete portati a fare dei cambiamenti sostanziali dovuti a delle scelte drastiche che potrebbero cambiare di netto la vostra vita, prendete coscienza di ci che si vuole prima di affrontare qualsiasi passo.

24 ottobre - 21 novembre

SCORPIONE

21 gennaio - 19 febbraio

ACQUARIO

Dire che il 2010 sar un anno fantastico, per voi amici dello scorpione, poco! Da circa met Gennaio Giove, al trigono del vostro Sole nei Pesci, diventer vostro alleato per tutto lanno, tranne che per una piccola pausa, da giugno a settembre. Proprio in questo periodo dovrete affrontare qualche piccolo inconveniente sia in campo lavorativo che in quello affettivo. Urano, agli ultimi gradi del segno dei Pesci, vi sar per di aiuto. Vi dar il coraggio di chiarire malintesi con un vostro superiore, e di parlare chiaro con il vostro partner riguardo a diverse questioni che rischiano di mettere a repentaglio la stabilit del rapporto. Tutto sar quindi alla vostra portata, baster saper essere decisi e disponibili ai cambiamenti repentini di rotta. Vedrete finalmente i vostri sogni concretarsi nella stagione autunnale, quando Giove, pianeta amico, ritorner a servizio del vostro segno, e, con lappoggio di Venere, dar una svolta decisiva alla vostra vita sentimentale.

Cari Amici dell Acquario, non poteva iniziare meglio questo 2010, con Saturno, uno dei vostri Astri guida installato in Bilancia gi dallo scorso Ottobre ed in transito in eccellente aspetto di trigono al vostro segno. Questo fa si che le vostre qualit siano tutte schierate e pronte all'uso, quindi cercate di sfruttare al meglio questa occasione, magari per risanare o riequilibrare delle questioni che fino ad ora avete un po trascurato, mi raccomando per, fatelo con la consapevolezza che le situazioni non si cambiano in un solo giorno. Infatti sar necessario del tempo per affrontare responsabilit e battaglie di ogni genere, che vi attenderanno in questo primo semestre dellanno, dovute allinfluenza di Marte in lungo transito nellopposto segno del Leone fino ai primi di Giugno. Nella seconda parte dellanno ed in particolar modo nel mesi estivi, le stelle vi vogliono felici quindi potete stare tranquilli poich per voi ci saranno delle bellissime sorprese.

22 novembre - 21 dicembre

SAGITTARIO

20 febbraio - 20 marzo

PESCI

Il primo periodo dellanno sar molto interessante, soprattutto utile per rimettere a posto un po di situazioni danneggiate negli ultimi mesi dello scorso 2009. Tutto questo grazie allinflusso positivo di Giove, Marte e Venere che vi invitano a ritrovare la fiducia in voi stessi e quindi ad affrontare e risolvere situazioni che fino ad oggi sembravano irrisolvibili. I mesi invernali saranno quelli pi fortunati sotto laspetto economico-finanziario, mentre per lamore bisogner aspettare lestate per sentire il vostro cuore battere allimpazzata. State attenti soprattutto alla prima met dell'anno poich non mancheranno colpi di scena riguardanti principalmente questioni familiari che vi porteranno a scontrarvi con persone a voi care, ma se usate al meglio le vostre qualit riuscirete a superare anche questi piccoli incidenti di percorso. A differenza degli anni passati, la vostra forma fisica e mentale sembrer in leggero calo, non spaventatevi poich tutto torner come prima, in primavera lenergia che avete dentro uscir e vi sentirete rinati.

Si prevede un 2010 strepitoso per voi nati sotto il segno dei Pesci visto che gi dallinizio dellanno, nonch da Gennaio accoglierete Giove, che sar molto generoso e vi porter molte sorprese interessanti per non parlare di Mercurio e Venere che vi saranno favorevoli fino a Maggio. Questi ultimi, vi caricano di passione e vi rendono molto fantasiosi soprattutto in amore. La comunicazione diventer brillante e riuscirete ad ottenere ci che non avete avuto fino a questo momento, proprio per la vostra scarsa capacit di comunicare. Non mancher una buona dose di fortuna e grazie all'intuito spiccatissimo saprete sfruttare non solo le vostre qualit, ma anche ci che vi offre il destino. L'Estate sar bollente, farete molta fatica a trattenere il vostro istinto, fate attenzione a non suscitare eccessive gelosie soprattutto tra Giugno e Luglio, quando Marte, termina il soggiorno in Leone e si sposter in Vergine all'opposizione del vostro Sole. Verso la fine dellanno, il vento degli astri cambier direzione, ponendovi spesso di fronte a situazioni pi impegnative.

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ASTROLOGIA

di Simona Guidicelli

Pianeta: Saturno Elemento: Terra Colore: Grigio Metallo: Piombo Pietra: Perla

Caratteristiche generali: Fra i segni zodiacali il Capricorno detto segno cardinale, di terra, il cui pianeta dominante mercurio. Il segno opposto al Capricorno il Cancro, e il suo colore il nero. Segno zodiacale passivo per la classificazione binaria i Capricorno hanno un temperamento egoista e spesso introverso. Segno cardinale per il ternario, i Capricorno sono dotati di spirito pratico e di una spiccata vivacit intellettuale. Trigono di terra per la classificazione quaternaria, questo segno denotato da una forte impronta al senso del dovere. Saturno, pianeta dominante conferisce ai nati sotto questo segno un temperamento tendenzialmente prudente, vagamente diffidente, e con un forte senso del sacrificio. Il Capricorno la pi alta emanazione del trigono di terra, ci significa che in questo segno sono dominanti l'umanit e il senso del dovere. I metalli e i minerali per questo segno sono l'oro e l'onice. Le piante e i profumi che meglio si sposano ai Capricorno sono: il narciso per infondere prudenza, il giacinto che stimola le doti della saggezza, e la menta, che aumenta la tempra del carattere. Il colore astrale il verde, mentre il numero fortunato il 3: questo numero da sempre considerato il numero perfetto, conferisce ai suoi protetti una provvidenziale influenza. Simbologia e indole: Il Capricorno simbolo del sacrificio, a volte rappresentato anche come mezzo capra e mezzo pesce. Il Capro da sempre stato l'animale emblema del sacrificio e della via per l'espiazione di un peccato, non un caso oltretutto, che anche la religione Cattolica faccia nascere il Redentore nella notte in cui il sole entra nel segno del Capricorno, e si

verifica il solstizio d'inverno. I Capricorno sono considerati persone ombrose, dal carattere molto chiuso, spesso introverse, molto malinconiche, ma dal profondo spessore culturale e intellettuale e,. non da meno, ottimi amici molto affidabili. I Capricorno hanno un carattere ambizioso e determinato, e si impegnano negli obiettivi che si sono prefissi con molta costanza e assoluta seriet. Il loro forte senso del dovere, li porta a non mettersi mai in posizioni di padronanza, ma a stare al livello degli altri. Sono molto orgogliosi e raramente perdonano l'inganno. Altre caratteristiche dell'indole di un Capricorno possono essere: la timidezza, la severit, l'autorevolezza, il dinamismo, spesso sono molto sensibili, prudenti, dal carattere difficile e spesso con una tendenza ad un estremo autocontrollo. Persone e corpo: L'uomo del Capricorno tende ad essere adattabile ma molto egoista, si adatta troppo facilmente alla vita facile. Si impegna per i propri obiettivi ma tende a dimostrarsi un po' tirchio nella gestione della vita domestica. possessivo nei confronti della propria compagna e raramente incline a sperperi e ad uscite serali. Molto sedentario segue una quotidianit controllata e regolata, salvo poi dimostrare un temperamento decisamente passionale. La donna del Capricorno dotata di ottimo buon senso, affabile e sensibile, ha un ottimo senso sociale, profondamente leale ma ama la sua libert ed ha delle profonde caratteristiche di ribelle, spesso esigerebbe dominare coloro che ama. I Capricorno devono fare molta attenzione alle giunture e alle fratture, i nati sotto questo segno dovrebbero quindi tenersi in costante attivit fisica e controllarsi con una buona dieta regolata.

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caseificio artigianale

Sa Mura Bianca
Strada comunale Nulvi-Laerru Tel.079/576204 Cell.338/5483338 www.samurabianca.altervista.org samurabianca@tiscali.it

Nulvi, centro di grandi tradizioni agropastorali, nei primi decenni del novecento vede l'iniziativa nelle vie del paese di aziende toscane, laziali e locali nella produzione del Pecorino Romano. Nel dopoguerra, accanto alla produzione artigianale del "casu frittu" e del "casu ruju", si afferm l'imprenditoria locale con la costituzione di tre gruppi pastorali che negli anni '60 diedero vita alla locale lattiera sociale. La famiglia Sechi da oltre cinquant'anni alleva nei pascoli di Sa Mura Bianca pecore di razza sarda la cui produzione lattea veniva ceduta negli anni '50 a caseifici privati. La trasformazione casearia avveniva comunque anche in famiglia con la produzione di formaggi semicotti e di "casu frittu"da destinare alla provvista casalinga.

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