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DIRITTO COMMERCIALE

Introduzione: Costituzione Italiana artt. 41 e 42. Si riconosce la PROPRIETA PRIVATA E LA LIBERA INIZIATIVA ECONOMICA. Si riconosce dunque un modello di sviluppo economico basato sulleconomia di mercato che presuppone: tendenziale libert dei privati di dedicarsi alla produzione e alla distribuzione di quanto necessario per il soddisfacimento dei bisogni materiali della collettivit libert di coesistenza di una pluralit di operatori economici e la libert di competizione economica, indirizzata, controllata e coordinata dagli interventi dei pubblici poteri nella vita economica. Il fenomeno imprenditoriale quindi lasse portante dello sviluppo economico, obiettivo perseguito dal nostro ordinamento attraverso una normativa che riguarda sia i singoli rapporti economici ( disciplina dei singoli atti di autonomia privata a contenuto patrimoniale. Celerit e sicurezza alla circolazione dei beni e tutela del credito) sia lattivit di impresa (statuto professionale Diritto commerciale: sezione del diritto privato che disciplina lattivit e gli atti dellimpresa. Caratteri fondamentali qualificanti: Specialit delle norme: diverse da quelle valevoli per la generalit dei consociati e fondate su propri ed unitari principi ispiratori Uniformit internazionale: liberalizzazione dei rapporti commerciali internazionali. Supera le barriere nazionali e tende allintegrazione: esigenze di uniformit e armonizzazione internazionale. Diritto in continua evoluzione: segue le esigenze economiche e del mercato che impongono continui cambiamenti. In Italia, fino al 1942 - anno in cui venne promulgato il Codice civile - era in vigore una "duplicazione dei codici" (il previgente Codice Civile risaliva al 1865, il Codice di Commercio al 1882). La scelta di unificare il diritto privato e di far confluire la materia commerciale nel codice civile, compiuta dal legislatore del 1942, comport la cosiddetta commercializzazione del diritto privato. Fino ad allora, le obbligazioni erano diversamente regolate a seconda dell'ambito (civile o commerciale) in cui potevano iscriversi. Con l'unificazione dei codici, quella che era la specifica disciplina delle obbligazioni commerciali venne cos applicata generalmente anche alle obbligazioni "civili", ossia a quelle non contratte nell'esercizio dell'impresa. Nonostante l'unificazione dei codici, la materia non ha perso la propria autonomia scientifica e didattica.

SEZIONE PRIMA: LIMPRENDITORE 1. Il sistema legislativo. Imprenditore e imprenditore commerciale.


Limprenditore Art. 2082 c.c.: imprenditore colui che esercita professionalmente unattivit economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi. TIPOLOGIA delle IMPRESE che distinguono gli imprenditori: divise secondo tre criteri di selezione A. oggetto dellimpresa (diff. Tra imprenditore agricolo, art. 2135, e imprenditore commerciale, art. 2195) B. dimensione dellimpresa ( piccolo imprenditore, art. 2083, imprenditore medio-grande) C. natura del soggetto che esercita limpresa ( impresa individuale, societ, impresa pubblica). Tutto ci viene regolato da: 1) statuto generale dellimprenditore (disciplina dellazienda, segni distintivi, concorrenza e consorzi, disposizioni speciali in tema di contratti) 2) statuto dellimprenditore commerciale non piccolo (integrativo del precedente, liscrizione nel registro delle imprese con effetti di pubblicit legale, la rappresentanza commerciale, le scritture contabili, il fallimento e le procedure concorsuali.)

Nel sistema del c.c. la qualifica di imprenditore agricolo e piccolo imprenditore ha rilievo solo al fine di delimitare lambito di applicazione dello statuto dellimprenditore commerciale. Infatti, imprenditore agricolo e piccolo imprenditore (anche commerciale) sono esonerati dalla tenute delle scritture contabili, dallassoggettamento alle procedure concorsuali, mentre stato esteso ad essi lobbligo delliscrizione nel registro delle imprese.

In conclusione : lo statuto dellimprenditore commerciale statuto proprio dellimprenditore privato commerciale non piccolo. D. La nozione generale di imprenditore. NOZIONE DI IMPRENDITORE. Lart.2082 del Codice Civile afferma che imprenditore chi esercita professionalmente unattivit economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Requisiti essenziali dellimprenditore:
E. Lattivit produttiva Limpresa attivit (serie di atti coordinati) finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi. attivit produttiva di nuova ricchezza. E considerata tale anche lattivit di scambio diretta a incrementare lutilit dei beni spostandoli nel tempo o nello spazio, ed irrilevante la natura dei beni o servizi prodotti o scambiati ed il tipo di bisogno che essi sono destinati a soddisfare. Non impresa, invece, lattivit di mero godimento, ma non vi incompatibilit tra attivit di godimento e impresa in quanto la stessa attivit pu costituire nel contempo godimento di beni preesistenti e produzione di nuovi beni o servizi. Cos, costituisce impresa il proprietario di un immobile che lo adibisce a pensione, ma sono considerabili attivit produttive anche quelle svolte dalle societ di investimento, da quelle finanziarie. F. Lorganizzazione Non concepibile attivit dimpresa senza limpiego coordinato da parte dellimprenditore di fattori produttivi (capitale e lavoro) propri e/o altrui, per un fine produttivo. Non ha comunque importanza il tipo di apparato strumentale di cui limprenditore si avvale(utilizzare mezzi mobili, immobili o finanziari) e che pu variamente atteggiarsi a seconda del tipo di attivit e delle scelte organizzative dellimprenditore. Impresa e lavoro autonomo Un minimo di organizzazione di lavoro altrui o di capitale pur sempre necessaria per aversi impresa sia pure piccola. In mancanza sia avr semplice lavoro autonomo non imprenditoriale. In mancanza di un coefficiente minimo di eteroorganizzazione deve negarsi lesistenza di impresa, sia pure piccola. Es. lustrascarpe, investitore del proprio risparmio G. Economicit dellattivit Limpresa attivit economica. Lattivit produttiva pu dirsi condotta con metodo economico quando tesa al procacciamento di entrate remunerative dei fattori produttivi. Deve essere esercitata con modalit che consentano almeno la copertura dei costi sostenuti con i ricavi conseguiti. H. La professionalit Ci si riferisce al requisito oggettivo dellattivit, che va accertato in base ad indici esteriori ed oggettivi, e non al soggetto. Professionalit significa esercizio abituale e non occasionale (pu essere stagionale, come nel caso degli alberghi) di una data attivit produttiva. E possibile anche il contemporaneo esercizio di pi attivit di impresa da parte dello stesso soggetto(pluralit di impresa) ,ma impresa si pu comunque avere anche quando si opera per il compimento di un unico affare, sempre che ci implichi il compimento di operazioni molteplici e complesse e lutilizzo di un apparato produttivo idoneo ad escludere il carattere occasionale e non coordinato dei singoli atti economici( imprenditore il costruttore di un singolo edificio per vendere i singoli appartamenti). Sussistono altri requisiti non direttamente menzionati ma comunque di rilevante importanza: 1. Scopo di lucro 2. La destinazione al mercato di beni e servizi prodotti 3. La liceit dellattivit svolta.

A. Attivit dimpresa e scopo di lucro Non c dubbio sul fatto che lo scopo che normalmente anima limprenditore la realizzazione del profitto e del massimo profitto consentito dal mercato. Ma ci si chiede se lo scopo di lucro sia necessario e, quindi, si debba negare la qualit di imprenditore e lapplicabilit della relativa disciplina quando ricorrano tutti i requisiti dellart. 2082 ma manchi lo scopo di lucro.

La risposta negativa quando lo scopo lucrativo si intende come movente psicologico dellimprenditore, c.d. lucro soggettivo. Lo scopo di lucro soggettivo non pu ritenersi essenziale perch lapplicazione della disciplina dellimpresa, volta a tutelare i terzi, deve basarsi su dati esteriori ed oggettivi. Essenziale solo che lattivit venga svolta secondo modalit oggettive astrattamente lucrative, (lucro oggettivo). Irrilevante sia la circostanza che un profitto venga poi realmente conseguito, sia il fatto che limprenditore devolva integralmente a fini altruistici il profitto conseguito. sufficiente che lattivit venga svolta secondo modalit oggettive tendenti al pareggio fra costi e ricavi (metodo economico) e non anche che le modalit di gestione tendano alla realizzazione di ricavi eccedenti i costi (metodo lucrativo). La nozione di imprenditore unitaria, comprensiva sia dellimpresa privata sia dellimpresa pubblica, art. 2093. Ci implica che requisito essenziale pu essere considerato solo ci che comune a tutte le imprese e a tutti gli imprenditori. Limpresa pubblica tenuta ad operare secondo criteri di economicit, ma non preordinata alla realizzazione di un profitto. Le societ, invece, sono tenute ad operare con metodo lucrativo e nel duplice senso che lattivit di impresa deve essere rivolta al conseguimento di utili, lucro oggettivo, e che lutile deve essere devoluto ai soci, lucro soggettivo. Nel caso particolare delle societ cooperative, essendo caratterizzata dallo scopo mutualistico, si deve considerare pienamente rispondente alla legge e alla Costituzione una gestione dellimpresa mutualistica fondata su criteri di pura economicit e non tesa alla realizzazione di profitti. La recente disciplina delle imprese sociali, introdotta dal d.lgs. n. 155/2006, art. 3, vieta a questo tipo di impresa di distribuire utili in qualsiasi forma ai soci, amministratori, partecipanti, lavoratori o collaboratori. Nel contempo, per, si richiede che esse svolgano unattivit economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi, art. 1. In conclusione : requisito minimo essenziale dellattivit di impresa leconomicit della gestione e non lo scopo di lucro. La qualit di imprenditore deve essere riconosciuta sia alla persona fisica sia agli enti di diritto privato (associazioni e fondazioni) con scopo ideale o altruistico.
Lo scopo di lucro essenziale per lattivit di impresa? Distinguiamo lo scopo di lucro in: 3) soggettivo (movente psicologico dellimprenditore). In questo caso no.. perch non si pu condizionare lo status di imprenditore a elementi strettamente soggettivi. 4) Oggettivo (dati esteriori ed oggettivi). Comunque no.. essenziale solo che lattivit venga svolta secondo modalit oggettive astrattamente lucrative, cio volte a massimizzare i ricavi. Ad esempio le cooperative, che hanno scopo mutualistico, devono comunque essere considerate imprese. Il REQUISITO MINIMO ESSENZIALE dellattivit di impresa leconomicit della gestione e non lo scopo di lucro.

B. Il problema dellimpresa per conto proprio Le imprese operano di regola per il mercato, cio destinano allo scambio i beni o servizi prodotti. Ma lart. 2082 non richiede la destinazione al mercato della produzione, quindi imprenditore anche limprenditore per conto proprio. Ma una parte della dottrina contraria vista la concezione economica dellimprenditore come soggetto che svolge funzione intermediaria fra proprietari dei fattori produttivi e consumatori. Ci induce a ritenere che la destinazione allo scambio della produzione implicitamente richiesta dal carattere professionale dellattivit di impresa ovvero dalla natura economica della stessa o quanto meno dalla funzione di tutela dei terzi della disciplina dellimpresa. Funzione di tutela che non avrebbe senso quando un soggetto risolve la propria attivit produttiva in se stesso senza entrare in contatto con i terzi.

In conclusione : limpresa per conto proprio non impresa, in quanto per lacquisto della qualit di imprenditore basta una destinazione parziale o potenziale della produzione al mercato. Vi sono alcune ipotesi in cui non si pu parlare di imprese per conto proprio. Non impresa per conto proprio: 1. la societ cooperativa che produce esclusivamente per i propri soci. La societ cooperativa soggetto di diritto distinto dai suoi soci ed i soci fruiscono dei beni prodotti dalla societ in base a rapporti di scambio con la cooperativa; a. lazienda costituita dallo Stato o da altri enti pubblici per la produzione di beni o servizi da fornire dietro corrispettivo. Possono, invece, considerarsi imprese per conto proprio: 1. la coltivazione del fondo finalizzata al soddisfacimento dei bisogni dellagricoltore e della sua famiglia; 2. la costruzione in economia, cio la costruzione di appartamenti non destinati alla rivendita. Il caso del coltivatore del fondo ci dimostra che non vi incompatibilit fra impresa per conto proprio ed economicit, dato che lattivit produttiva pu considerarsi svolta con metodo economico anche quando i costi sono coperti da un risparmio di spesa o da un incremento del patrimonio del produttore. Inoltre, le esigenze di tutela dei terzi possono ricorrere anche rispetto allimpresa per conto proprio. Quindi, lapplicazione della disciplina dellimpresa non si pu far dipendere dalle intenzioni di chi produce, ma deve fondarsi esclusivamente sui caratteri oggettivi fissati dallart. 2082. Caratteri che possono ricorrere tutti anche quando i beni prodotti vengono in fatto consumati o utilizzati dallo stesso produttore. Il costruttore in economia deve perci essere qualificato come imprenditore commerciale, cos come il coltivatore del fondo
Nonostante opinioni contrarie, si ritiene che un soggetto che soddisfa i requisiti essenziali, produce beni utilizzandoli per s, senza metterli sul mercato, comunque considerabile imprenditore. Ad esempio, sono tipiche imprese per conto proprio: a) la coltivazione del fondo finalizzata al soddisfacimento dei bisogni dellagricoltore e della sua famiglia, b) la costruzione di appartamenti non destinati alla rivendita (costruzioni in economia). Esse dimostrano che non vi incompatibilit tra impresa per conto proprio ed economicit, dato che lattivit produttiva pu considerarsi svolta con metodo economico anche quando i costi sono coperti da un risparmio di spesa o da un incremento del patrimonio del produttore.

C. Il problema dellimpresa illecita. Punto controverso se la qualifica di imprenditore debba essere riconosciuta anche allattivit illecita, cio contraria a norme imperative ( norme che subordinano laccesso allattivit a concessione, autorizzazione o licenza, detta impresa illegale), allordine pubblico o al buon costume. Un attivit di impresa illecita pu dar luogo al compimento di una serie di atti leciti e validi. Infatti, lilliceit del risultato globalmente perseguito dallimprenditore non comporta di per s lilliceit della causa o delloggetto, art. 1418, dei singoli atti di impresa. I terzi creditori meritevoli di tutela possono esistere anche quando lattivit di impresa illecita, quindi chi esercita attivit commerciale illecita esposto al fallimento. Nel caso di impresa illegale, lillecito non impedisce lacquisto della qualit di imprenditore con pienezza di effetti, ferme restando le conseguenti sanzioni amministrative e penali. Il titolare dellimpresa illegale esposto al fallimento. Nel caso di impresa immorale, cio di unattivit che abbia un oggetto illecito (es. traffico di droga), al fine di tutelare i terzi estranei allillecito, si nega lesistenza di impresa. Questo, per il timore che il riconoscimento della qualit di imprenditore porti allapplicazione non solo delle norme che tutelano i creditori di un imprenditore commerciale (fallimento), ma anche delle norme che tutelano limprenditore

nei confronti dei terzi ( disciplina dellazienda, dei segni distintivi, della concorrenza sleale). In questi casi deve applicarsi il principio secondo cui da un comportamento illecito non possono mai derivare effetti favorevoli per lautore dellillecito o per chi ne stato parte. In conclusione : chi esercita attivit commerciale illecita imprenditore ed in quanto tale potr fallire. Non potr per avanzare le pretese del titolare di unazienda o agire in concorrenza sleale contro altri imprenditori, in applicazione del principio della non invocabilit della qualificazione per la non invocabilit del proprio illecito. La stessa regola vale anche per limpresa illegale e per limpresa mafiosa, cio per quella impresa, che pur avendo un oggetto lecito, lo strumento per il perseguimento di un disegno criminoso.
Nei casi meno gravi in cui lilliceit dellimpresa determinata da violazione di norme imperative che ne subordinano lesercizio a concessione o autorizzazione amministrativa, come nel caso di commercio senza licenza o banca di fatto (cosiddetta impresa illegale), si applicano tutte le disposizioni riguardanti limprenditore, salvo eventuali sanzioni. Nei casi pi gravi in cui illecito loggetto stesso dellattivit, come nel caso di contrabbando o fabbricazione di droga, e anche di impresa mafiosa, limprenditore soggiace alle norme negative riguardante limprenditore (principalmente ai fini di tutelare i terzi), ma non pu godere delle norme positive. 1. Impresa e professioni intellettuali I liberi professionisti non sono mai in quanto tali imprenditori, e ci si desume dal 1 comma dellart. 2238, secondo il quale le disposizioni in tema dimpresa si applicano alle professioni intellettuali(liberi professionisti come medici, ingegneri, avvocati, commercialisti, notai) solo se lesercizio della professione costituisce elemento di una attivit organizzata in forma dimpresa. I liberi professionisti diventano imprenditori solo se ed in quanto la professione intellettuale esplicata nellambito di altra attivit di per s qualificabile come impresa (medico che gestisce clinica privata, artista titolare di teatro). Essi godono comunque di una disciplina legislativa che li privilegia, e per questo si parla di professioni protette o riservate, dallart. 2238 :non essendo sottoposti alla disciplina dellimprenditore commerciale non sono soggetti nemmeno al fallimento, esame ed iscrizione allalbo per assicurare il carattere personale nel rapporto tra professionista intellettuale e cliente.

CAPITOLO 2: LE CATEGORIE DI IMPRENDITORI PRIMA DISTINZIONE.


In base alloggetto dellattivit, possibile distinguere: 1. imprenditore commerciale: si applicano le norme relative al registro dellimpresa (con effetto di pubblicit legale), sulla redazione delle scritture contabili, sulla rappresentanza e sullassoggettamento al fallimento e alle altre procedure concorsuali. 2. imprenditore agricolo: ha valore essenzialmente negativo. Ha la funzione di restringere lambito di applicazione della disciplina dellimprenditore commerciale. Si applica la disciplina relativa allimprenditore in generale, con esonero per la redazione delle scritture contabili art 2214, per lassoggettamento alle procedure concorsuali art. 2221 e. con iscrizione nel registro con solo effetto di pubblicit notizia. Esso gode dunque di un trattamento di favore a. Imprenditore agricolo. Art. 2135: E imprenditore agricolo chi esercita unattivit diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, allallevamento del bestiame e attivit connesse.

Le attivit agricole vengono distinti in due categorie: a. attivit agricole essenziali; 1. attivit agricole connesse. Questa distinzione stata mantenuta anche dalla nuova nozione di imprenditore agricolo. Lart. 1 del d.lgs n. 228/2001 ridefinisce la nozione di imprenditore agricolo, sostituendo lart. 2135 del c.c. : "E' imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attivit: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attivit connesse. Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attivit dirette alla

cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine. Si intendono comunque connesse le attivit, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, nonch le attivit dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attivit agricola esercitata, ivi comprese le attivit di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalit come definite dalla legge". 2. Si considerano imprenditori agricoli le cooperative di imprenditori agricoli ed i loro consorzi quando utilizzano per lo svolgimento delle attivit di cui all'articolo 2135 del codice civile, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, prevalentemente prodotti dei soci, ovvero forniscono prevalentemente ai soci beni e servizi diretti alla cura ed allo sviluppo del ciclo biologico. 1. Attivit agricole essenziali. Coltivazione del fondo, silvicoltura ed allevamento del bestiame sono attivit tipicamente e tradizionalmente agricole, ma che negli ultimi decenni hanno subito profonde trasformazioni, a causa del progresso tecnologico che ha coinvolto anche lagricoltura e che lha trasformata in unagricoltura industrializzata. Oggi, lattivit agricola pu dar luogo ad investimenti ingenti di capitali e ci pu far dubitare sulla correttezza della loro disciplina. Che limprenditore agricolo sia sempre e comunque esonerato dalla disciplina dellimprenditore commerciale una scelta legislativa che d luogo a molti contrasti. necessario infatti stabilire fino a che punto levoluzione tecnologica dellagricoltura sia compatibile con la qualificazione agricola dellimpresa agli effetti del c.c. Vi era, infatti, chi riteneva che impresa agricola fosse ogni impresa che produce specie vegetali o animali, cio ogni forma di produzione fondata sullo svolgimento di un ciclo biologico naturale. Poi, vi era chi riteneva che doveva essere dato rilievo anche al modo di produzione tipico dellagricoltore e, quindi, che doveva essere qualificato imprenditore commerciale chi produce specie animali o vegetali in modo del tutto svincolato dal fondo agricolo o dallo sfruttamento della terra (coltivazioni artificiali e allevamenti in batteria). La recente riforma ha per optato per la prima impostazione, al fine di contrastare labbandono dalle campagne e di favorire lo sviluppo tecnologico dellagricoltura, ma che non giustifica la sottrazione al fallimento dellimprenditore agricolo medio - grande. Lattuale nozione di imprenditore agricolo, dopo aver elencato le attivit svolte dallimprenditore agricolo, specifica che: Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attivit dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine. In base a questa nuova nozione si deve perci ritenere che la produzione di specie vegetali o animali sempre qualificabile giuridicamente come attivit agricola essenziale, anche se realizzata con metodi che prescindono del tutto dallo sfruttamento della terra e dei suoi prodotti. Quindi si possono far rientrare nella nozione di coltivazione del fondo: lorticoltura, le coltivazioni in serra e vivai e la floricoltura. Sono coltivazioni anche le coltivazioni fuori terra di ortaggi e frutta. Quanto alla selvicoltura, lattivit di cura del bosco per ricavarne i relativi prodotti. Non costituisce perci attivit agricola lestrazione di legname disgiunta dalla coltivazione del bosco.

Nellallevamento di animali, il criterio del ciclo biologico, porta a riconoscere come attivit agricola essenziale anche la zootecnia svolta fuori dal fondo o utilizzando il fondo per allevamenti in batteria, oppure allevamenti in cui gli animali sono alimentati con mangimi naturali non ottenuti dal fondo. Rimane attivit commerciale lacquisto di animali allingrosso per rivenderli. Per allevamento di animali deve intendersi sia lallevamento diretto ad ottenere prodotti tipicamente agricoli (carne, latte, lana), sia lallevamento di cavalli da corsa o animali da pelliccia, l allevamento dei cani (attivit cineteca) e lallevamento di gatti. La sostituzione nella nuova nozione del termine bestiame col termine animali, qualifica come impresa agricola anche lallevamento di animali da cortile e lapicoltura. attivit agricola anche l acquacoltura (pesci e mitili). Allimprenditore agricolo (essenziale) equiparato limprenditore ittico, cio limprenditore che esercita lattivit professionale diretta alla cattura o alla raccolta di organismi acquatici in ambienti marini, salmastri o dolci, nonch attivit connesse.
La coltivazione del fondo, la silvicoltura e lallevamento del bestiame vengono dunque classificate attivit essenziali affinch un soggetto venga considerato imprenditore agricolo. In realt negli anni che hanno seguito il 1942 (anno di redazione del Codice Civile), il progresso tecnologico ha consentito di ottenere coltivazioni artificiali o fuori terra(funghi,ortaggi), allevamenti in batteria e simili, che poco sembrano compatibili con la qualificazione agricola dellart. 2135. Inoltre limprenditore agricolo soggiace al doppio rischio, ovvero quello normale dellimprenditore di non coprire i costi con i ricavi e lo specifico rischio ambientale, che tuttavia scompare nelle produzioni artificiali. Nel nuovo art.2135 si qualifica la produzione di specie vegetali e animali come attivit agricola essenziale fin quando costituisce forma di sfruttamento del fattore terra, sia pure con lausilio delle moderne tecnologie.

2. Attivit agricole per connessione. La seconda categoria di attivit agricole sono le attivit agricole connesse. La vecchia nozione di imprenditore agricolo le individuava: 1. in quelle dirette alla trasformazione o allalienazione di prodotti agricoli che rientravano nellesercizio normale dellagricoltura; 1. in tutte le altre attivit esercitate in connessione con la coltivazione del fondo, la silvicoltura e lallevamento del bestiame (es. agriturismo, trebbiatura, motoaratura per conto terzi). La nuova nozione intende per attivit connesse: le attivit dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente da unattivit agricola essenziale; 1. le attivit dirette alla fornitura di beni o servizi mediante lutilizzazione prevalente di attrezzature o risorse normalmente impiegate nellattivit agricola esercitata, comprese quelle di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale e le attivit agrituristiche. Entrambe sono, oggettivamente, attivit commerciali, ma sono considerate per legge attivit agricole quando sono esercitate in connessione con una delle attivit agricole essenziali. importante precisare quando unattivit intrinsecamente commerciale possa qualificarsi come agricola per connessione. Ci sono due condizioni necessarie: 1. necessario che il soggetto che la esercita sia gi qualificabile imprenditore agricolo in quanto svolge in forma di impresa una delle tre attivit agricole tipiche e sia unattivit coerente con quella connessa, connessione soggettiva.

imprenditore commerciale chi trasforma o commercializza prodotti agricoli altrui o il viticultore che produce formaggi (quindi un prodotto fuori dal proprio campo). Mentre imprenditore agricolo il viticoltore che produce vino. La qualifica di imprenditore agricolo estesa anche alle cooperative di imprenditori agricoli ed ai loro consorzi, quando utilizzano prevalentemente prodotti dei soci, ovvero forniscono prevalentemente ai soci beni o servizi diretti alla cura o allo sviluppo del ciclo biologico. 1. necessario che vi sia una connessione oggettiva fra le due attivit. Non si richiede pi che le attivit di trasformazione e alienazione dei prodotti agricoli rientrino nellesercizio normale dellagricoltura, n che le attivit connesse diverse da queste abbiano carattere accessorio. Entrambi questi criteri sono stati sostituiti dal criterio della prevalenza. Necessario e sufficiente solo che si tratti di attivit aventi ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dallesercizio dellattivit agricola essenziale, ovvero di beni o servizi forniti mediante lutilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dellazienda agricola. In breve: sufficiente che le attivit connesse non prevalgano, per rilievo economico, sullattivit agricola essenziale. del tutto irrilevante che una determinata attivit di trasformazione o di commercializzazione sia normale per gli agricoltori in relazione alle dimensioni dellimpresa, alla localit ed al tempo in cui limpresa opera e ai mezzi di cui si avvale.
Tali attivit sono attivit commerciali che, quando esercitate in connessione con le attivit essenziali, vengono considerate per legge attivit agricole, ovvero : a) quelle dirette alla trasformazione o allalienazione di prodotti agricoli, quando rientrano nellesercizio normale dellagricoltura (attivit connesse tipiche); b) tutte le altre attivit esercitate in connessione con le attivit essenziali(agriturismo) (attivit connesse atipiche). Affinch tali attivit vengano considerate connesse, devono sussistere contemporaneamente i requisiti: A. connessione soggettiva (il soggetto che la esercita sia gi qualificabile imprenditore agricolo in quanto svolge in forma di impresa una delle tre attivit agricole tipiche(coltivazione, silvicoltura allevamento) e inoltre attivit coerente con quella connessa, ad esempio non imprenditore agricolo il viticoltore che produce formaggi); - connessione oggettiva rapporto oggettivo tra attivit connessa ed essenziale. PREVALENZA: necessario e sufficiente infatti solo che si tratti di attivit aventi ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dallesercizio dellattivit agricola essenziale. Le attivit connesse non devono prevalere, per rilievo economico, su quelle dellattivit agricola essenziale. Imprenditore commerciale. Lart. 2195 afferma che imprenditore commerciale chi esercita una o pi delle seguenti categorie di attivit: A) Attivit industriale diretta alla produzione di beni o servizi;(auto,tessuti..) B) Attivit intermediaria nella circolazione dei beni;(commercio) C) Attivit di trasporto per terra, per acqua o per aria; D) Attivit bancaria e assicurativa; E) Altre attivit ausiliarie alle precedenti.(imprese di spedizione, pubblicit,deposito) Sono Commerciali tutte le imprese non agricole! Le attivit degli ultimi tre punti, costituiscono specificazione delle prime due categorie ed in queste possono essere ricomprese in quanto hanno per oggetto o la produzione di servizi o lintermediazione nella circolazione. Perci, gli elementi che individuano e distinguono limpresa commerciale rispetto allimpresa agricola sono tutti racchiusi nel carattere industriale dellattivit di produzione dei beni o servizi o nel carattere intermediario dellattivit di scambio b.

SECONDA DISTINZIONE
In base alla dimensione dellimpresa, si differenziano: 3. piccolo imprenditore: sottoposto allo statuto generale dellimprenditore ma, anche se esercita attivit commerciale, esonerato dalla tenuta delle scritture contabili e dallassoggettamento al fallimento e alle altre procedure concorsuali, mentre liscrizione nel registro delle imprese ha solo funzione di pubblicit notizia. Egli gode quindi di legislazione di favore, considerando anche altre norme speciali. 4. imprenditore non piccolo (non definito dalla legge):medio-grande. -Piccolo imprenditore. Art. 2083: Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano unattivit professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. Il piccolo imprenditore sottoposto allo statuto generale dellimprenditore, invece, esonerato, anche se esercita attivit commerciale, dalla tenuta delle scritture contabili, art. 2214, 3 comma, e, dallassoggettamento al fallimento e alle altre procedure concorsuali, art. 2221 e art. 1 legge fallimentare. Inoltre, mentre liscrizione era originariamente esclusa, art. 2202, ora ha funzione di pubblicit notizia, art. 8 legge n. 580 /1993. Anche la nozione di piccolo imprenditore ha, nel codice civile, un rilievo essenzialmente negativo, ossia serve a restringere il campo di applicazione dello statuto dell imprenditore commerciale. legislazione speciale, ispirata dalla finalit di favorirne la sopravvivenza e lo sviluppo attraverso agevolazioni finanziarie, lavoristiche e tributarie. Il carattere distintivo di tutti i piccolo imprenditore: 5) Prevalenza sul lavoro altrui e sul capitale: per aversi piccola impresa perci necessario che: o limprenditore presti il proprio lavoro nellimpresa (es. il fruttivendolo = piccolo imprenditore) o il suo lavoro e quello degli eventuali familiari che collaborano nellimpresa prevalgano sia rispetto al lavoro altrui (es. dipendenti) sia rispetto al capitale (proprio o altrui) investito nellimpresa. (es. il gioielliere potrebbe essere imprenditore rilevanza del capitale). 6) Prevalenza funzionale: La prevalenza del lavoro familiare sugli altri fattori produttivi, a sua volta, deve correttamente intendersi in senso qualitativo- funzionale ovvero lapporto personale deve incidere sui prodotti. Legge fallimentare Una legge fallimentare aveva introdotto ulteriori requisiti per il piccolo imprenditore, ma stata implicitamente abrogata,qualificava i piccoli imprenditori in base a parametri monetari,in contrasto con il codice civile.Parte di tale legge rimane comunque in vigore e assumono importanza i requisiti per non essere soggetti al fallimento: -aver avuto nei 3 esercizi antecedenti alla richiesta di fallimento chi ha avuto un attivo patrimoniale annuo non inferiore a 300'000 euro; - aver avuto nei 3 esercizi antecedenti ricavi lordi annuali non superiore a 200'000 euro; -avere debiti non superiore a 500'000 euro. A differenza del passato anche le societ commerciali possono essere esonerate dal fallimento se rispettano i 2 limiti dimensionali sopra indicati. Impresa artigiana. Fra i piccoli imprenditori rientra anche limpresa artigiana. La legge 860 del 1956 la definiva con una serie di criteri al fine di individuare i destinatari di una disciplina di favore sotto il profilo creditizio, lavoristico e tributario,il dato caratterizzante risiedeva nella natura artistica o usuale dei beni e servizi prodotti e non pi nella prevalenza del lavoro familiare. La nuova legge quadro per lartigianato n. 443 del 1985 definisce limpresa artigiana, sulla base: a) delloggetto dellimpresa, che pu essere costituito da qualsiasi attivit di produzione dei beni, anche semilavorati, o di prestazioni di servizi; b) del ruolo dellartigiano nellimpresa, richiedendosi che esso svolga in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo, ma non (attenzione!) che il suo lavoro prevalga sugli altri fattori produttivi; c) limite del numero di dipendenti che viene aumentato.

Continuano ad essere imposti limiti per quanto riguarda i dipendenti, ma il numero massimo pi elevato rispetto alla legge del 1956. Ma, riaffermato il principio che il personale dipendente deve essere personalmente diretto dallartigiano ed stabilito che limprenditore artigiano pu essere titolare di una sola impresa artigiana, art. 3, 5 comma. La legge del 1985 riafferma altres la qualifica artigiana delle imprese costituite in forma di societ cooperativa o in nome collettivo, a condizione che la maggioranza dei soci, svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo e che nellimpresa il lavoro abbia funzione preminente sul capitale, art. 3, 2 comma. Inoltre, la qualifica di impresa artigiana stata successivamente estesa, dapprima alla societ a responsabilit limitata unipersonale ed alla societ in accomandita semplice, purch il socio unico o tutti i soci accomandatari siano in possesso dei requisiti previsti per limprenditore artigiano e non siano nel contempo socio unico di unaltra s.r.l. o socio di unaltra s.a.s. (art. 3, 3 comma, legge n. 133/1997) e, recentemente, anche alla s.r.l. pluripersonale a condizione che la maggioranza dei soci svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo e detenga la maggioranza del capitale sociale e degli organi deliberanti della societ, art. 5, 3 comma, legge n. 57/2001. La categoria delle imprese artigiane risulta quindi notevolmente ampliata rispetto alla legge precedente. scomparso ogni riferimento alla natura artistica o usuale dei beni o servizi prodotti e si qualificano artigiane anche le imprese di costruzioni edili. Inoltre, lelevazione del numero dei dipendenti consente di conservare la qualifica artigiana anche raggiungendo le dimensioni di una piccola industria di qualit. Limpresa artigiana si caratterizza anche per il rilievo del lavoro personale dellimprenditore nel processo produttivo e per la funzione preminente del lavoro sul capitale investito, ma da nessuna norma della legge speciale invece consentito desumere che debba necessariamente ricorrere anche la prevalenza del lavoro proprio e dei componenti della famiglia sul lavoro altrui e sul capitale investito. Lo scopo della legge quadro era quello di fissare i principi direttivi che dovrebbero essere osservati dalle regioni nellemanazione dei provvedimenti a favore dellartigianato, art. 1, 2 comma. Il riconoscimento della qualifica artigiana in base alla legge quadro non basta per sottrarre lartigiano allo statuto dellimprenditore commerciale. necessario altres che sia rispettato il criterio della prevalenza fissato dallart. 2083, ed i limiti dimensionali fissati dallart. 1, 2 comma, legge fallimentare. In mancanza, limprenditore sar artigiano ai fini delle provvidenze regionali, ma dovr qualificarsi imprenditore commerciale non piccolo ai fini civilistici e/o del diritto fallimentare, quindi potr fallire. Non costituisce ostacolo alla dichiarazione di fallimento il riconosciuto carattere costitutivo delliscrizione nellalbo delle imprese artigiane, art. 5, dato che liscrizione non preclude allautorit giudiziaria di accertare se effettivamente sussistano i presupposti per il riconoscimento della qualifica di piccolo imprenditore. Secondo la giurisprudenza, limprenditore artigiano soggetto a fallimento quando per lorganizzazione e lespansione della sua azienda, egli abbia industrializzato la produzione, conferendo al suo guadagno, di regola modesto, i caratteri del profitto. Anche lesonero delle societ artigiane al fallimento si deve ritenere cessato. Oggi infatti, non pi possibile sostenere che la legislazione speciale in tema di artigianato configura deroga ai principi fissati dalla legge fallimentare. E ci per due motivi 1)perch la legge del 1985 opera solo ai fini della normativa di agevolazione 2)perch la nuova disciplina fallimentare univoca nello stabilire che ai fini della dichiarazione di fallimento rileva solo la definizione di piccolo imprenditore che essa stessa detta allart. 1, 2 comma. Ne consegue che una societ artigiana godr delle provvidenze di cui godono le altre imprese artigiane, ma in caso di dissesto fallir al pari di ogni altra societ che esercita attivit commerciale, se supera i limiti dimensionali della piccola impresa.

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Non sostenibile che le imprese artigiane siano imprese civili e non commerciali per difetto del requisito dellindustrialit. Oggi, come ieri, limprenditore artigiano non che un piccolo industriale e quindi, giuridicamente, rientra nella categoria degli imprenditori commerciali, infatti, alcune delle attivit esercitabili dallimpresa artigiana sono espressamente ricomprese nellelenco delle attivit commerciali di cui allart. 2195 c.c. In conclusione: Al pari di ogni altro imprenditore commerciale, limprenditore artigiano individuale e le societ artigiane saranno esonerate dal fallimento solo se in concreto ricorrono i presupposti per poter essere qualificati piccoli imprenditori in base allart. 1, 2 comma, legge fallimentare. Impresa familiare. impresa familiare limpresa nella quale collaborano (anche attraverso il lavoro nella famiglia) il coniuge, i parenti entro il terzo grado (fino ai nipoti) e gli affini entro il secondo grado (fino ai cognati) dellimprenditore: c.d. famiglia nucleare.
Limpresa familiare, che non va confusa con la piccola impresa e che ha avuto largo successo soprattutto per ragioni tributarie, regolata da ampia disciplina, poich il legislatore ha voluto predisporre una tutela minima e inderogabile al lavoro familiare nellimpresa infatti ai membri della famiglia nucleare che lavorino in modo continuato nella famiglia o nellimpresa, sono attribuiti determinati diritti patrimoniali e amministrativi. -Tra i diritti patrimoniali, sono riconosciuti: 1. diritto al mantenimento, secondo le condizioni patrimoniali della famiglia, anche se non dovuto ad altro titolo; 2. diritto di partecipazione agli utili dellimpresa in proporzione alla quantit del lavoro prestato; 3. diritto sui beni acquistati con gli utili e sugli incrementi di valore dellazienda; 4. diritto di prelazione sullazienda in caso di divisione ereditaria o di trasferimento dellazienda stessa. -Tra i diritti amministrativi, poi previsto ad esempio che le decisioni in merito alla gestione straordinaria dellimpresa e talune altre decisioni di particolare rilievo sono adottate a maggioranza dai familiari che partecipano allimpresa stessa, e che il diritto di partecipazione trasferibile solo a favore degli altri membri della famiglia nucleare e con il consenso unanime dei familiari gi partecipanti. Riguardo alla gestione ordinaria,si deduceche nessun potere spetta invece ai membri, poich essi rientrano nella competenza esclusiva dellimprenditore, il quale tuttavia responsabile in proprio degli atti verso terzi e rimane il proprietario dei beni aziendali. Per la costituzione dellimpresa familiare non richiesto alcun negozio giuridico.

TERZA DISTINZIONE In base alla natura del soggetto, si differenziano: - impresa societaria - impresa pubblica - associazioni e fondazioni - impresa sociale Impresa societaria (nn auletta) Le societ sono le forme associative tipiche previste dallordinamento per lesercizio collettivo di attivit di impresa.Le societ diverse dalle societ semplici(attivit non commerciali) si definiscono tradizionalmente societ commerciali. 7) Statuto impresa commerciale: parte della disciplina propria dellimprenditore commerciale si applica alle societ commerciali qualunque sia lattivit svolta. Obbligo di iscrizione nel registro delle imprese, tenuta delle scritture contabili. Esonero dal fallimento per societ commerciali che esercitano attivit agricola. Il fallimento della societ comporta il fallimento dei singoli soci a responsabilit illimitata, in s.n.c. e in s.a.s.

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Le societ si dividono in 6 categorie: 1. Societ semplice pu esercitare solo attivit agricola 2. S.n.c. 3. S.a.s. possono esercitare sia attivit agricola, sia commerciale. Si parla di societ 4. S.p.A. commerciali, per le quali si applicano le norme sullimprenditore commerciale, 5. S.r.l. qualunque sia lattivit svolta. Leccezione la disciplina del fallimento, - Sa.p.a. che non si applica alle societ commerciali che svolgono attivit agricola Impresa pubblica.(SI auletta) Lattivit di impresa pu essere anche svolta dallo Stato e dagli altri enti pubblici. Vi sono tre forme di intervento possibili per lo Stato: 1) imprese-organo (aziende municipalizzate per acqua gas..) vivono in organismi amministrativi a tutti gli effetti: lo Stato o altro ente pubblico territoriale (regioni, province, comuni) possono svolgere direttamente attivit di impresa avvalendosi di proprie strutture organizzative, prive di distinta soggettivit. Lattivit di impresa per definizione secondaria ed accessoria rispetto ai fini istituzionali dellente pubblico. 2) Enti pubblici economici applicazione disciplina statuto imprenditore commerciale, escluso fallimento e disciplina speciale per gestione crisi aziendale: La pubblica amministrazione pu dar vita ad enti di diritto pubblico il cui compito istituzionale esclusivo o principale lesercizio di attivit di impresa commerciale. (es. enel, fs, ) Questo settore ha trovato due fasi successive in cui si articolato il processo di privatizzazione: una formale, trasferimento in societ di diritto privato (spa) in cui lo Stato unico azionista, ed una seconda sostanziale con il collocamento delle azioni (sottoscrizione dei privati). 3) Societ a partecipazione pubblica disciplina imprese commerciali: Lo Stato svolge attivit di impresa servendosi di strutture di diritto privato attraverso la costituzione di societ generalmente per azioni. Si ritiene che le imprese accessorie di cui al punto a), nonostante diverse opinioni, non siano soggette alle norme riguardanti limprenditore commerciali, mentre le imprese che costituiscono attivit principale soggiacciono a tutte le norme riguardanti limprenditore commerciale, con lesclusione del fallimento. Gli enti pubblici economici infatti non possono fallire e sono esonerati da procedure concorsuali minori.
Attivit commerciale delle associazioni e delle fondazioni.(no AULETTA) Tutti gli enti privati con fini ideali e altruistici possono svolgere attivit commerciale, che pu anche costituire attivit esclusiva o principale, qualificabile come attivit dimpresa. Tali enti acquistano sicuramente la qualit di imprenditori commerciali con pienezza di effetti anche se lattivit commerciale ha carattere accessorio o secondario. Anche tali enti saranno quindi esposti al fallimento. Impresa sociale(no AULETTA) D.lgs. 2006 n.155:Possono acquisire la qualifica di impresa sociale tutte le organizzazioni private che esercitano in via stabile e principale unattivit economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi di utilit sociale(assistenza sociale e sanitaria,educazione,istrizone,tutela ambiente). Elemento caratterizzante l ASSENZA DELLO SCOPO DI LUCRO. SOGGETTI :Le imprese sociali devono comunque mantenere finalit di interesse generale che vengono favorite dal legislatore sul piano civilistico con la possibilit di potersi organizzare in qualsiasi forma di organizzazione privata e con qualsiasi tipo societario con la possibilit di formare anche un gruppo.

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RESPONSABILITA PATRIMONIALE: Le imprese sociali godono del privilegio di poter limitare alcuni aspetti delle responsabilit patrimoniali dei partecipanti anche quando per la forma societaria utilizzata prevarrebbe la responsabilit personale e illimitata di questi soggetti (societ in nome collettivo). - se l'impresa sociale dotata di un patrimonio netto di ventimila euro al momento dell'iscrizione nel registro delle imprese risponde delle obbligazioni assunte solo l'organizzazione con il suo patrimonio. - se il patrimonio diminuisce per delle perdite al di sotto di 1/3 dei ventimila euro, delle obbligazioni rispondono in solido tutti coloro che hanno agito per nome e per conto dell'impresa. Importante da ricordare che sul patrimonio di questo tipo di imprese grava un vincolo di indisponibilit in quanto non mai possibile, nemmeno in caso di scioglimento, distribuire fondi o riserve a vantaggio di coloro che ne fanno parte bens l'intero patrimonio deve essere devoluto in altre associazioni non lucrative indicate nello statuto. Le imprese sociali sono soggette a regole speciali iscrivendosi in apposita sezione del registro delle imprese,avere scritture contabili e si devono istituire tramite ATTO PUBBLICO comprendente l oggetto sociale,la denominazione e le modalit di ammissione e esclusione.Latto costitutivo prevedere controlli interni da parte di dottori commercialisti e le imprese sono soggette e controlli esterni da parte del Ministero del lavoro che pu disporre la perdita della qualifica con ispezioni.

CAPITOLO 3: LACQUISTO DELLA QUALITA DI IMPRENDITORE


Lacquisto della qualit di imprenditore presupposto per lapplicazione ad un dato soggetto del complesso di norme che lordinamento ricollega a tale qualifica. Si diventa imprenditori, come dice lart. 2082, con lesercizio di attivit dimpresa. Tuttavia per affermare che un dato soggetto diventato imprenditore, necessario che lattivit dimpresa sia a lui giuridicamente riferibile, ovvero sia a lui imputabile, cos come necessario stabilire, visto che la legge muta al riguardo, quando inizi e finisca limpresa.

A. LIMPUTAZIONE DELLATTIVITA DIMPRESA. - Esercizio diretto dellattivit dimpresa. Quando gli atti di impresa sono compiuti direttamente dallinteressato o da altri in suo nome, non sorgono particolari problemi. La qualit di imprenditore acquistata, con pienezza di effetti, dal soggetto e solo dal soggetto il cui nome stato speso nel compimento dei singoli atti di impresa. Solo questi obbligato nei confronti del terzo contraente, ed anche quando gli atti di impresa sono compiuti tramite il rappresentante, imprenditore diventa il rappresentato e non il rappresentante. Tutto ci possibile in base al criterio di spendita del nome: quando il mandatario agisce in nome del mandante (mandato con rappresentanza), tutti gli effetti negoziali si producono direttamente nella sfera giuridica di questultimo, mentre il mandatario che agisce in proprio nome (mandato senza rappresentanza) acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi, anche se questi hanno avuto conoscenza del mandato. I terzi non hanno alcun rapporto con il mandante. (ad esempio , il genitore che gestisce limpresa quale rappresentante legale del figlio minore, in seguito ad autorizzazione del tribunale. Gli atti di impresa sono decisi e compiuti dal genitore, ma imprenditore il minore e solo il minore esposto a fallimento). - Esercizio indiretto dellattivit dimpresa. (IMPRENDITORE OCCULTO) Spesso limpresa viene esercitata tramite interposta persona. Cio vi distinzione tra chi compie in proprio nome i singoli atti dimpresa (imprenditore palese o prestanome), e chi somministra al primo i mezzi finanziari, dirige di fatto limpresa e fa propri i guadagni, pur non palesandosi come imprenditore di fronte ai terzi (imprenditore occulto, vero dominus dellimpresa). Pericoli per i creditori Questo modo di operare non solleva particolari problemi quando gli affari prosperano e i creditori sono regolarmente pagati dallimprenditore palese. I problemi gravi sorgono quando gli affari vanno male

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ed il soggetto utilizzato dal dominus sia una persona nullatenente o una societ per azioni con capitale irrisorio (cosiddetta societ di comodo o etichetta). E fuori dubbio che i creditori potranno provocare il fallimento del prestanome;questi ha agito in nome proprio ed ha perci acquistato la qualit di imprenditore commerciale. Il dubbio sorge nel momento in cui il patrimonio dellimprenditore palese non sufficiente a ricoprire i bisogni del creditore. Quindi se si ammette che lobbligato nei confronti del creditore sia solo limprenditore palese, il risultato sar che il rischio dellimpresa non ricadr sul dominus ma bens sui creditori . Dunque , quali possono essere i rimedi? Parte della dottrina ritiene che si debba superare il principio della spendita del nome per quanto riguarda i debiti dimpresa, e che dunque il rischio si trasferisca direttamente allimprenditore occulto, altri ritengono che siano responsabili cumulativamente sia il prestanome sia limprenditore occulto, con esclusione per del fallimento per questultimo. Un passo avanti compiuto invece dalla teoria dellimprenditore occulto, che sostiene che il dominus di unimpresa formalmente altrui non solo risponder insieme a questi, ma fallir sempre e comunque qualora fallisca il prestanome. Tutto ci in base allart. 147, 2 comma, legge fall. -Tuttavia laffermazione in base alla quale risponderebbe e fallirebbe anche il reale interessato non pu essere condivisa, cos come non pu essere condiviso il pi radicale assunto in base al quale la sovranit di fatto sullimpresa rappresenta il solo criterio giuridico di imputazione dellattivit dimpresa, sicch solo il dominus acquisterebbe la qualit di imprenditore. Per tutelare i creditori dalle azioni tipiche di chi abusa in generale della posizione di dominio su una societ di capitali, la giurisprudenza accosta tali azioni ad autonoma attivit dimpresa (ovvero impresa di finanziamento o gestione della societ di capitali dominata). Pertanto i soci che hanno abusato dello schermo societario risponderanno come titolari di unautonoma impresa commerciale individuale o societaria (impresa di fatto), per le obbligazioni da loro contratte nello svolgimento dellattivit fiancheggiatrice della societ di capitali ed in quanto tali potranno anche fallire. B. INIZIO E FINE DELLIMPRESA Inizio dellimpresa. La qualit di imprenditore si acquista con leffettivo inizio dellesercizio dellattivit di impresa, sia per le persone fisiche sia per gli enti pubblici e privati, comprese le societ (principio delleffettivit) Non sono sufficienti n lintenzione di dare inizio allattivit, n liscrizione nel registro delle imprese. Nel caso che lattivit dimpresa sia preceduta da una fase organizzativa oggettivamente percepibile anche un solo atto di esercizio sufficiente per affermare che lattivit iniziata (lorganizzazione gi indice non equivoco di attivit professionale). Nel caso in cui, invece tale fase organizzativa manchi, solo la ripetizione nel tempo di atti di impresa omogenei e funzionalmente coordinati render certo che non si tratta di atti occasionali bens di attivit professionalmente esercitata. Fine dellimpresa. Anche nel caso della fine dellimpresa, domina il principio delleffettivit. La qualit di imprenditore si perde solo con leffettiva cessazione dellattivit, ovvero con la chiusura della liquidazione, che potr verificarsi chiusa solo con la definitiva disgregazione del complesso aziendale (non si devono cio pi verificare operazioni intrinsecamente uguali a quelle normali),che rende definitiva ed irrevocabile la cessazione. Non necessario che siano stati riscossi tutti i crediti e pagati tutti i debiti relativi. E importante determinare lesatto giorno di cessazione di attivit dimpresa commerciale, poich lart. 10 legge fall. prevede che limprenditore pu essere dichiarato fallito entro un anno dalla cessazione dellattivit.

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C. CAPACITA E IMPRESA incompatibilit. La capacit allesercizio di attivit dimpresa si acquista con la piena capacit dagire e quindi al compimento del diciottesimo anno di et. Si perde in seguito ad interdizione o inabilitazione. Costituiscono invece incompatibilit divieti di esercizio di impresa commerciale posti a carico di coloro che esercitano determinati uffici o professioni(notai,avvocati,impiegati dello Stato. Essi non precludono allacquisto della qualit di imprenditore, ma si espongono a gravi sanzioni amministrative e qualora fallissero aggravamento delle sanzioni penali. Conseguenze analoghe si hanno quando vengono esercitate imprese(es.bancarie e di assicurazione..) senza le dovute autorizzazioni. Infine la legge fallimentare dichiara temporaneamente inabili all esercizio del impresa coloro che sono condannati alla bancarotta o per ricorso al credito ed inoltre a tali categorie vietata l intermediazione nella distribuzione dei beni. LA CAPACIT AD ESERCITARE UNIMPRESA COMMERCIALE.-Sono dettate delle particolari norme in relazione all esercizio dell impresa per l incapace a tutela del suo patrimonio. Due sono le nozioni fondamentali: 1. Il genitore esercente o il tutore dellincapace assoluto non pu compiere atti di straordinaria amministrazione se non dopo aver avuto concessione giudiziaria e aver dimostrato che tali atti siano necessari e di evidente utilit per l incapace; 2. Gli incapaci relativi invece possono compiere atti necessari e utili di straordinaria amministrazione col consenso del curatore e sotto pronuncia giudiziaria. Ma tale disciplina appare fortemente macchinosa per la realizzazione di un impresa, cos di regola non viene consentito che si abbiano delle imprese esercitate in nome dell incapace, alla predetta regola sono state arrecate due eccezioni: -Prima eccezione: si tiene conto dell onere sull incapace che avrebbe il trasferimento di un impresa a lui pervenuta a titolo gratuito, in tal caso il rappresentante potrebbe essere autorizzato dal tribunale ad esercitare l impresa (art 320 c5, 371 c2; 424). Per l interdetto questa disciplina vale anche continuare unimpresa che egli aveva iniziato prima dellinterdizione, mentre l inabilitato potrebbe essere autorizzato dal tribunale a continuare ad esercitare l impresa con il suo curatore (art 425). La norma pu ritenersi estendibile per analogia all emancipato o alla persona che ha un amministratore di sostegno a causa d infermit temporanea. -Seconda eccezione:il minore emancipato pu essere autorizzato dal tribunale non solo a continuare un impresa ma anche ad iniziarne una del tutto nuova senza il curatore e in tal caso egli assume la piena capacit, eccetto le donazioni. Il tribunale conserva pur sempre la possibilit di revocare l autorizzazione all esercizio dell impresa (art 397). Tutti gli atti di autorizzazione e le revoche devono essere iscritti nel registro delle imprese. CAPITOLO 4: LO STATUTO DELLIMPRENDITORE COMMERCIALE Effetti dell esercizio di un impresa commerciale. A) Pubblicit mediante il registro delle imprese A. LA PUBBLICITA LEGALE La necessit di terzi di poter disporre con facilit di informazioni veritiere e non contestabili su fatti e situazioni delle imprese con cui entrano in contatto soddisfatta dal legislatore con lintroduzione di un sistema di pubblicit legale. Registro delle imprese. Lart. 8 della legge n. 580 del 1993 ed il relativo regolamento di attuazione permettono lentrata in vigore di un nuovo regime, pi ordinato del precedente. E cio previsto, attraverso lo strumento del registro delle imprese, lobbligo di rendere di pubblico dominio determinati atti o fatti della vita dellimpresa, secondo forma e modalit predeterminate per legge.Istituiti in ciascuna provincia, consultabile e tenuto presso la camera di commercio del il cui responsabile il

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segretario generale, sotto la vigilanza giudice del registro delegato dal presidente del tribunale del capoluogo della provincia. Il registro diviso in due sezioni: -ordinaria ove rientrano gli imprenditori commerciali, individuali e sociali, i consorzi e le societ consortili, i gruppi europei d interesse economico, gli enti pubblici economici, le societ estere che hanno in Italia la loro sede d amministrazione. -Nella sezione speciale rientrano:gli imprenditori agricoli e le societ semplici: ma anche artigiani seppure essi siano gi iscritti nell albo provinciale delle imprese artigiane. I dati sono fornii dalle aziende stesse: entro 30 gg dall inizio dell impresa l imprenditore individuale deve richiedere l iscrizione indicando rilasciare nome, cognome, paternit, cittadinanza, nome impresa (ditta), oggetto e sede impresa; se imprenditori commerciali nome e cognome degli institori e procuratori, per modificare tali dati o per cessazione dell impresa stessa si deve richiedere l iscrizione delle modificazioni e delle cessazioni. Le imprese sociali devono richiedere l iscrizione dell atto costitutivo e delle modificazioni. Gli atti devono essere depositati in forma autentica. Prima di procedere all iscrizione devono essere verificate le condizioni richieste dalla legge (art 2189), se non sussistono l iscrizione pu essere rifiutata e l imprenditore pu fare ricorso entro 8 gg al giudice del registro il quale pu anche ordinare l iscrizione d ufficio (art 2189, 2190) solo per le imprese individuali. Il giudice dufficio pu ordinare la cancellazione o perch limpresa non operativa o perch avvenuta in mancanza delle condizioni di legge. Contro i provvedimenti del giudice del registro si pu ricorrere entro 15 gg dalla loro comunicazione proponendo reclamo al tribunale (art. 2192 ). L iscrizione degli imprenditori commerciali nella sezione ordinaria ha una funzione di pubblicit dichiarativa ,nel senso che ha un efficacia positiva e negativa: -la prima va a vantaggio del imprenditore poich l ignoranza dei fatti, dei quali la legge prescrive l iscrizione, non pu essere opposta dai terzi quando essa avvenuta (art 2193). -Mentre la negativa opera invece a danno degli imprenditori,in quanto se non sono stata iscritti i fatti dei quali la legge prescrive liscrizione, essi non possono essere opposti ai terzi, a meno che limprenditore non prova che costoro ne avevano avuto egualmente conoscenza. Tranne che per gli imprenditori agricoli l iscrizione nella sezione speciale ha una funzione di pubblicitnotizia, ma anche una di certificazione anagrafica, ossia di documentazione e di individuazione delle imprese iscritte nel registro. La consultazione dei dati resa possibile a tutti e ciascun ufficio rilascia certificati e copie tratte dagli archivi informatici.

B. LE SCRITTURE CONTABILI Obbligo di tenuta delle scritture contabili. Le scritture contabili sono i documenti che contengono la rappresentazione, in termini quantitativi e monetari, dei singoli atti dimpresa, della situazione del patrimonio dellimprenditore e del risultato economico dellattivit svolta. L imprenditore ha l obbligo di conservare le scritture contabili in modo che osservando la contabilit si possa in ogni momento fare il punto sull attivit svolta, indagare sulle cause dei risultati positivi e negativi, correggere errori d impostazione ecc.. l imprenditore ha l obbligo di tenere tale contabilit e le sanzioni lo spingono a tenere un comportamento regolare( ossia atto all osservanza delle formalit intrinseche ed estrinseche). Tali documenti possono essere divisi in: corrispondenze cio per ciascun affare concluso per corrispondenza devono essere conservati gli originali delle lettere e telegrammi e fatture ricevute e le copie di quelle inviate, in maniera che un affare possa essere ricostruito e comprovato; scritture contabili le quali si distinguono in due grandi gruppi: 1) il libro giornale ove giorno per giorno l imprenditore deve indicare le operazioni d impresa in maniera; 2) il libro degli inventari in cui all inizio dell impresa e dopo ogni anno l imprenditore deve indicare gli

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elementi passivi e attivi del suo patrimonio compresi i rapporti estranei all impresa determinandone il valore (inventario), all inventario faranno seguito lo stato patrimoniale ossia le attivit e passivit relative all impresa, ed il conto economico( esposizione analitica degli utili conseguiti e delle perdite subite art 2217): questi ultimi costituiscono il bilancio d esercizio. Per evitare false dichiarazioni riguardo le scritture contabili sono stati stabiliti determinati criteri: a) il libro giornale e il libro degli inventari prima di essere usati devono essere numerati progressivamente e se si tratta di scritture contabili devono essere bollate dal notaio o dall ufficio del registro in ogni foglio e dovr essere dichiarato nell ultima pagina il numero dei fogli (formalit estrinseche iniziali art 2215) ; b) il libro degli inventari deve essere annualmente sottoscritto dall imprenditore; c) tutte le scritture devono essere eseguite secondo le norme di un ordinata contabilit senza spazi bianchi, senza abrasioni e in caso di cancellature in modo che queste siano leggibili, senza interlinee e senza trasporti in bianco(formalit intrinseche art 2219). L osservanza delle formalit estrinseche iniziali prescritta per dare una credibilit iniziale, la mancata osservanza toglie tale fiducia in quelle scritture in cui essa mancata. La corrispondenza e le scritture contabili devono essere conservate per dieci anni( art 2220) e la registrazione pu avvenire anche su supporti di immagine. Se il commerciante tiene le scritture irregolarmente in caso di insolvenza non viene ammesso al concordato preventivo e, dichiarato fallito, viene punito per bancarotta semplice (L.fall art 160, 217 ). Particolare rilievo assume l efficacia probatoria delle scritture contabili, essa opera contro e a favore dell imprenditore. Contro l imprenditore , anche se tenute irregolarmente fanno prova piena (art 2709 presunzione semplice), difatti de risulta dalle scritture l assunzione di un debito il creditore le potr usare in giudizio con la comunicazione e l esibizione della prova( art 2711), la comunicazione integrale la si pu richiedere se si parla di controversie relative ad una societ, alla comunione dei beni e alla successione ereditaria, negli altri casi si esibiscono solo singole scritture . a suo favore invece le scritture on fanno piena prova ed inoltre sono subordinate a tali condizioni: a) che i libri siano tenuti regolarmene, b) che si tratti di rapporti tra imprenditori commerciali, c) che per entrambi gli imprenditori siano rapporti derivanti dalle loro imprese. Difatti solo se ricorrono le condizioni b e c gli imprenditori hanno l obbligo di documentare le scritture e di confrontarle con l altro imprenditore se ricorre invece la condizione a si ha una grande garanzia che la scrittura non sia compiuta in occasione di controversia. 19. C) Sottoposizione alle procedure concorsuali.-L imprenditore che si trovi in stato d insolvenza cio non riesca a far fronte a tutti i suoi debiti soggetto al fallimento (art 2221), procedura che ha lo scopo di alienare tutti i bene dell imprenditore per poi soddisfare i creditori con precedenza per i chirografari ; soggetto alla amministrazione straordinaria(d.lg. n.270/99 ) ossia a quella procedura che ha come scopo principale di consentire il recupero dell equilibrio dell impresa. A tale procedura concorsuale sono sottratti i piccoli imprenditori e gli enti pubblici commerciali. La disciplina della tutela dei consumatori. Sicurezza dei prodotti e responsabilit del produttore.- Lo statuto degli imprenditori stato negli anni integrato con numerose altre legislazioni e in particolare con una normativa posta a tutela dei consumatori e degli utenti ossia di coloro che agiscono per scopi estranei all attivit imprenditoriale e che dunque non sono correttamente informate ed essendo particolarmente vulnerabili hanno bisogno di una particolare protezione giuridica. Pertanto, in attuazione dell art 153 del Trattato della Comunit Europea stato introdotto il codice dei consumatori atto ad assicurare un elevato livello di tutela dei consumatori e a riconoscergli fondamentali diritti come quelli alla salute, alla sicurezza ecc(cod. cons. D. LG n. 206/05).sugli imprenditori verranno fatti dei controlli amministrativi che prevedranno sanzioni penali per coloro che violano l obbligo di immettere sul mercato prodotti sicuri tali che in condizioni di normale utilizzo non arrechino danni. prevista inoltre una responsabilit extracontrattuale per coloro che producono beni mobili che sono destinati al pubblico tramite l intervento

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di imprenditori commerciali che svolgono un attivit intermediaria (art 2195 sono i fornitori). Di solito infatti il consumatore non ha rapporto col produttore cos l azione di rivalsa viene fatta dall intermediario. Pertanto il produttore responsabile del danno cagionato da difetti del prodotto(art 114 cod cons) e si avr che: 1) sono prodotti tutti beni mobili anche se agricoli; 2) sono produttori oltre che i fabbricanti, i rappresentanti e in mancanza di questi anche gli importatori e tutti gli imprenditori della catena di commercializzazione nella misura in cui possano incidere sul prodotto(art 103 cod con); 3) difettoso il prodotto che non offre la sicurezza dell uso per cui ragionevolmente destinato. -Il produttore deve risarcire il danno ma pu discolparsi dimostrando una delle cause di esclusione della responsabilit ammesse per legge. Sono risarcibili i danni alle persone e alle cose e tale diritto si prescrive in 3 anni dal momento in cui il danneggiato avrebbe avuto conoscenza del danno. Se il produttore non individuato risponder il fornitore sempre che ometta di comunicare entro 3 mesi l identit del produttore. Capitolo secondo: lazienda, i segni distintivi- i beni immateriali 21. Il concetto d azienda. L avviamento .- Definizione di azienda. Lart. 2555 definisce lazienda come il complesso dei beni organizzati dallimprenditore per lesercizio dellimpresa.Per esercitare l impresa occorre avere a disposizione un complesso di beni e servizi ossia l azienda. Il codice non vede i due termini come sinonimi difatti su un piano soggettivo, si ha il concetto d impresa come attivit dell imprenditore (art 2082), mentre su un piano oggettivo, abbiamo l azienda come insieme di beni(art 2555 non menziona i servizi) per l esercizio di quella attivit. Per realizzare l attivit produttiva non vi sono solo elementi eterogenei come beni e servizi, ma vi sono differenzazioni anche tra i beni stessi che possono essere materiali immateriali, fungibili, infungibili ecc. ugualmente vari possono essere i diritti grazie ai quali l imprenditore gode degli elementi dell azienda(diritti aziendali) per esempio la propriet dei macchinari.. Non bisogna pensare che l attivit d azienda preceda quella d impresa , n che per iniziare limpresa sia essenziale prima il collocamento di beni e servizi presso i consumatori. Anche i rapporti con i consumatori incidono sulla composizione dellazienda,si pensi ai continui flussi di materie prime) Clientela e avviamento: scopi finali dell impresa sono essenzialmente due ossia assumere una certa posizione sul mercato ed ottenere un buon profitto e per avere ci occorre raggiungere determinati livelli di produzione e dunque di domanda dei consumatori. Ma all azienda oltre che la clientela bisogna l avviamento. Per comprendere tale concetto occorre tener presente che il guadagno di un impresa dato dalla differenza positiva tra costi e guadagni. L imprenditore ha di solito convenienza ad investire la maggior parte del suo patrimonio e dunque, dal guadagno lordo occorrerebbe dedurre il compenso spettante all imprenditore sul capitale investito, se fosse altrui ,per ottenere il profitto. L avviamento la capacit dellimpresa di conseguire profitto, solitamente viene compiuta una previsione del profitto futuro dalla quale dipende il valore dell azienda e se si ricava un valore superiore a quello d investimento si avr lavviamento. La clientela presuppone un azienda gi usata nell esercizio dell impresa e per meglio comprendere i rapporti tra azienda, clientela ed impresa occorre aggiungere: a) che la disciplina dettata per l azienda presuppone un complesso dotato non solo di funzionalit della produzione ma anche di clientela e avviamento; b) che clientela e avviamento si riferiscono ad una realt pi complessa, risultante dallunione dell imprenditore e dell azienda nellesercizio dell impresa. Si pu ipotizzare quanta parte di clientela sia attratta dalla qualit di taluni elementi dell impresa(sfruttamento di un brevetto,o posizione dei locali) e si ha avviamento o clientela oggettivi e quanti dalla capacit e dai rapporti personali dell imprenditore (avviamento o clientela soggettivi), la clientela potr continuare ad essere attratta dalla sola azienda qualora l imprenditore non continui l

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impresa. Se si considerano solo oggettivamente li si pu imputare alla sola azienda ed di conseguenza determinare in base allavviamento imputato allazienda il valore della stessa non solo quando questa nel patrimonio dellimprenditore , ma anche quando viene trasferita da patrimonio dellimprenditore ad altro patrimonio. 22. Il problema della conservazione dell azienda e della sua circolazione.- La disciplina dell azienda mira a favorire la conservazione dell unit economica e quindi dellavviamento, poich l interesse alla permanenza dell azienda cresciuto con la formazione di un economia a capitalismo avanzato ove la loro chiusura causerebbe la perdita di posti di lavoro e capitali. L interesse alla conservazione dell azienda pu essere difeso ostacolandone la dissoluzione da parte di coloro che per legge ne avrebbero il potere come i creditori, sia favorendo la circolazione dell azienda come complesso unitario. Per il primo caso per ostacolare l azione dei creditori stato dato un particolare valore significativo ad insolvenza solo se riferita al capitale fisso (piano giuridico), ovvero favorendo con l amministrazione straordinaria la continuazione dell esercizio (piano normativo). Sono state introdotte norme a tutela dell avviamento commerciale per a) facilitare all imprenditore la conservazione dell immobile adibito allesercizio di attivit industriali, commerciale e artigianali, con il diritto di prelazione nel caso in cui il locatore intenda vendere l immobile o lo voglia dare in locazione a terzi; b) assicurare al locatore in caso di perdita dell immobile un indennizzo a carico del locatore che non sar dovuto nel caso in cui si tratta d imprese che non hanno rapporti diretti con il pubblico (sent. Corte cost n. 36/1990). 23. La disciplina della circolazione dell azienda: forma e prova dei negozi relativi.- Per facilitare la circolazione dell azienda come sistema unitario servirebbe considerarla quale bene indivisibile quando dotata di avviamento ossia quando il suo valore in base all avviamento supera quello d investimento. Sul piano legislativo si considera che tale visione unitaria si sarebbe potuta tradurre mediante l utilizzo di contratti di trasferimento della titolarit dell azienda e di costituzione dei diritti di godimento aziendali richiedendo una forma scritta a pena di nullit. Il codice invece stabilisce solamente che essi debbano essere provati in giudizio per iscritto. Inoltre esistono diversi sistemi di circolazione a seconda che si parli di conflitti tra diversi acquirenti di una stessa azienda, tra acquirente azienda e acquirente dei singoli diritti aziendali stabilendo che il loro trasferimento allacquirente, e tra acquirente e creditori dell alienante: con l art 2556 si previsto che per le aziende commerciali vi sia liscrizione del contratto nel registro delle imprese nel quale iscritto limprenditore alienante e deve essere richiesta entro 30 giorni dal notaio che ha redatto il contratto di trasferimento dell azienda in forma autentica . 24. Altre regole relative alla circolazione dell azienda.- Si concluso col dire che per il trasferimento dei diritti reali su cosa immobile vengono trasferiti mediante l utilizzo di iscrizioni sul registro delle imprese, mentre per gli altri diritti ,il legislatore ha dettato le seguenti regole: 1) per assicurare il trasferimento dei rapporti contrattuali in corso di esecuzione l art 2558 dispone che l acquirente dell azienda,o il titolare del diritto di godimento, subentra nei contratti eseguiti nella stessa posizione dell alienante ad es. quello per la fornitura dell energia elettrica. Tale successione avviene senza il bisogno di avvertire la controparte che qualora non accetti per giusta causa, ha il diritto di recedere entro 3 mesi dalla notizia del trasferimento. Per la sublocazione e la cessione del contratto di locazione relativa all immobile in cui era esercitata l impresa alienante l art 36 L. 1978/392 ammette che entrambe possono essere realizzate anche senza il consenso del locatore, purch venga insieme ceduta o locata lazienda . Il locatore potr opporsi per gravi motivi entro 30 giorni dalla notizia, se il cessionario non adempie ai propri obblighi pu pretendere l adempimento dal concedente.

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2) Per i crediti che l alienante aveva acquistato con l esercizio dell impresa l art 2559 stabilisce che il trasferimento all acquirente degli stessi ha effetto a partire dal momento in cui avviene l iscrizione del contratto nei registri dell impresa. 3) Per i debiti anche se trasferiti all acquirente continua a rispondere l alienante a meno che i creditori non abbiano consentito il trasferimento con l azienda e ci in applicazione del principio generale per cui non ammesso il trasferimento del debito senza il consenso del creditore (art 1273).Poi,con disposizione relativa ai trasferimenti delle aziende commerciali, si stabilito che lacquirente ne diventa responsabile se essi risultano dai libri contabili obbligatori(se nn risultano ne risponde sol se vi un patto di accollo) 4) Per il trasferimento della clientela, centrale importanza hanno le norme sul divieto di concorrenza(art 2557) che si sostanzia nel divieto per l imprenditore di una durata di 5 anni dall alienazione dell azienda di avviarne una nuova che possa sviare la clientela ma se non sussistono pericoli nel contratto pu anche sciogliersi tale divieto. Nelle aziende agricole essa si applica solo quando,mediante lazienda ceduta,lalienante svolgeva attivit di trasformazione o di vendita dei prodotti agricoli, che gli aveva procurato una clientela suscettibile di sviamento. 5) Per i diritti di godimento sull azienda(usufrutto o affitto art 2561 e 2562) le norme si sostanziano nel non poter cambiare nome all azienda per mantenere e aumentare la clientela. Gli obblighi del titolare del diritto di godimento sono funzionali a quello di gestire l azienda e mantenerne lavviamento e si sostanziano: potere di trasformare le materie prime e vendere i prodotti, sostituire i macchinari, obbligo di rinnovare le normali dotazioni di scorte, e di comprendere nell azienda il cumolo di prodotti e materie prime. 6) La disciplina sulla circolazione dell azienda coinvolge in particolare il patto di famiglia con il quale l imprenditore in vita divide e trasferisce il complesso dei beni aziendali a chi pi adatto a seguire la sua attivit imprenditoriale dei propri discendenti. Alla stipulazione del contratto istitutivo del patto di famiglia devono presenziare tutti coloro ai quali la legge riserva una quota di eredit e vale anche dopo la sua morte. CAPITOLO 6: I SEGNI DISTINTIVI I segni distintivi: ditta, marchio, insegna.- I nomi a dominio aziendale.- Per il raggiungimento del profitto, l imprenditore deve mantenere e conquistare sempre pi i clienti, e per favorire ci l imprenditore ha interesse che i suoi prodotti possano essere distinti da quelli delle altre imprese, e lo fa adottando dei segni distintivi: la ditta, per l impresa, l insegna per gli stabilimenti, i marchi per i prodotti e i servizi, e da qualche tempo i nomi a dominio aziendale ossia siti internet formati da una parte comune http/ www., una parte specifica per ogni azienda, ed un altra comune a seconda della espansione . it .net . com. Tale disciplina dei segni distintivi aiuta il consumatore a riconoscere meglio i prodotti di una determinata azienda. I diritti di propriet industriale: sono le invenzioni industriali che possono essere costituiti mediante brevettazione presso enti speciali(invenzioni,modelli di utilit) registrazioni(marchi,disegni,modelli) o con diverse modalit previste per legge ed anche i segni distintivi. In generale limprenditore: - gode di ampia libert nella formazione dei propri segni distintivi; - ha diritto alluso esclusivo dei propri segni distintivi; - pu trasferire ad altri i propri segni distintivi. 26. La ditta. E il nome commerciale dell imprenditore e designa una realt economica complessa formata dall azienda e dall imprenditore . Se l imprenditore inizia l impresa formando l azienda deve costituire anche la ditta che deve essere composta in una parte dal nome dell imprenditore,consistente anche in abbreviazioni o sigle(principio della verit,art.2563) e da una parte con una parola anche inventata

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o di lingua straniera (principio della libert). Attraverso la parte libera della ditta si pu attirare meglio l attenzione della clientela. Perch la ditta sia differente rispetto alle altre essa deve essere diversa dalle altre utilizzate da altri imprenditori (principio della novit) art 2564 che si concilia con il principio della verit accettando la somiglianza tra due ditte ma in caso di ditte uguali la seconda viene annullata e vi il potere del del titolare della prima ditta di farne cessare luso.
L imprenditore acquista il diritto alla ditta mediante luso della stesa (art 2564 ditta originaria), ma la ditta viene acquistata anche per trasferimento (art 2565 ditta derivata) in questo caso la ditta sempre la stessa poich l unica cosa che cambia l imprenditore e in tal modo si favorisce anche l avviamento. Poich l acquirente utilizza la ditta del precedente imprenditore senza cambiare il nominativo si conclude che il principio di verit vale solo per la ditta originaria. Trasferimento della ditta. Secondo lart. 2565, la ditta trasferibile, ma solo insieme allazienda. Se il trasferimento avviene per atto tra vivi, necessario il consenso espresso dellalienante. Regola opposta vale se lazienda acquistata per successione a causa di morte: la ditta si trasmette al successore, salvo diversa disposizione testamentaria. Ditta e nome civile. Nome civile e ditta non vanno confusi. Il nome civile, attribuito per legge, a struttura fissa (prenome + cognome), unico e non liberamente modificabile. Principi opposti regolano la ditta. Inoltre omonimia consentita tra nomi civili, ma non tra ditte. Questa distinzione utile per comprendere lart. 2567, la cui interpretazione chiarisce che le societ devono avere una ragione sociale o una denominazione sociale (nome delle societ), che non possono essere uguali o simili ad altri nomi di societ (come per la ditta) e non possono essere trasferiti (come per il nome civile). Tuttavia le societ possono anche avere una ditta originaria, formata rispettando le norme sulla ditta (e come prima doveva includere sigla o cognome dellimprenditore, adesso deve includere ragione sociale o denominazione sociale), e pi ditte derivate, che rimangono distinte dal nome e potranno essere trasferite.

27. Il marchio funzione del segno.(fare bene) Il marchio svolge la funzione di riunire in un unica serie una molteplicit di prodotti e servizi e all unificazione formale avuta col marchio se ne aggiunge una sostanziale consistente in una coincidenza di qualit nelle unit che compongono la serie. A tal proposito possono distinguersi due differenti direttive: -una prima per cui si avr una corrispondenza tra marchio e qualit, qui il marchio svolge in primis una funzione di tutela dei consumatori e poi una concorrenziale poich distingue i prodotti.un esempio sono i marchi collettivi concessi ad enti ed associazioni per garantire lorigine , la natura o la qualit dei prodotti(vini pregiati)ed utilizzabili dagli stessi membri degli enti o delle associazioni. -In una seconda direttiva di capitalismo avanzato il marchio garantisce in primis la provenienza del prodotto da quella determinata azienda e solo indirettamente denota le qualit di quel prodotto(funzione di differenziazione)L esigenza della differenzazione nasce dalla esigenza dell instaurazione di un rapporto di clientela che si evoluto partendo dai marchi di commercio che dimostravano la prevalenza economica dei commercianti all ingrosso sia rispetto ai produttori sia rispetto ai commercianti al dettaglio; dei marchi di fabbrica con l aumento delle industrie, e dei marchi di servizio con laumento del settore terziario,che distingue servizi di trasporto,assicurazioni,spettacolo ecc... Il marchio offre alle grandi imprese la possibilit anche di poter differenziare i differenti tipi di uno stesso prodotto ad es con i profumi, adottando due differenti ipotesi una che collega i prodotti tra loro unendoli con un marchio generale e aggiungendo un marchio speciale per ogni singolo prodotto e poi un altra ipotesi per cui non s intende collegare i prodotti e si utilizza solo il marchio speciale. Si pu concludere che il marchio tende a svolgere in realt due differenti funzioni una distintiva e l altra attrattiva, ci accade con i marchi di rinomanza o marchi celebri. La funzione distintiva del marchio tutelata dall art 20 lettera a e b(d.lg. n. 30/2005 codice della propriet industriale c.p.i. Codice della propriet industriale). che attribuisce al titolare del marchio il diritto di vietare a terzi l utilizzo di segni identici. La funzione attrattiva tutelata dallo stesso art 20 c1 lett c che da

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al titolare del marchio di rinomanza se l estensione ad altri prodotti dell uso del segno gli arreca pregiudizio. Gli effetti distintivi e attrattivi possono essere accentuati della pubblicit. 28. Contenuti e requisiti del marchio.- Lart 7 c.p.i. definisce quali debbano essere i contenuti del marchio ossia qualsiasi lettera, disegno forma ecc.. che anche se esistente precedentemente serva ad individuare la provenienza di un determinato prodotto da un impresa. Pu consistere anche nella forma dei prodotti o della sua confezione(marchi di forma,o tridimensionali) L art 8 stabilisce la possibilit di utilizzare come marchio il volto di una persona famosa o anche del titolare della ditta, l importante l assenso della persona all utilizzo del volto o dopo la sua morte da parte del coniuge o dei parenti stessi. Stessa cosa accade per il nome di una persona nota. La violazione dellart 8 rende nullo il marchio. I requisiti del marchio possono essere: 1) Requisito della liceit(art 14 e 25) ossia le parole o i segni utilizzati come marchi non possono essere contrari all ordinamento o al buon costume pena la nullit; 2) Requisito della originalit(art 13) fondamentale che il marchio abbia una capacit distintiva . Il marchio deve cio essere composto in modo da consentire lindividuazione sul mercato dei prodotti contrassegnati. Secondo il legislatore, non bastano n le denominazioni generiche del prodotto o del servizio o la loro figura generica (es. calzature), n le indicazioni descrittive dei caratteri essenziali, delle prestazioni e della provenienza geografica del prodotto (es. brillo per prodotti luccicanti), n i segni divenuti di uso comune nel linguaggio corrente (es. super, extra). Si vuole cos impedire lacquisto di posizioni di monopolio su simboli che nel lessico comune individuano genericamente quel dato prodotto. Tale regole non valgono per marchi di fantasia, che non abbiano relazione con il prodotto contraddistinto(es.aeroplano per un marchio di calzature), e per parole straniere generiche non note al consumatore medio italiano (es. Cynar). E possibile usare combinazioni di parole generiche (es. Amplifon), tuttavia in questo caso il marchio detto marchio debole poich bastano poche modifiche per imitarlo(es. Udifon). Marchi forti sono invece quelli dotati di forte capacit distintiva e quindi in genere i marchi di pura fantasia. Ai fini delloriginalit, importante parlare del secondary meaning. E il caso di marchi registrati ma privi di capacit distintiva (come parole generiche, tipo Bambolina), che possono diventare marchi forti, e quindi validi, a seguito delluso che ne stato fatto e della notoriet che ha acquistato presso il pubblico, in genere grazie ad unaccorta pubblicit. 3) Requisito della novit (art 12) il marchio usato non deve essere identico ad u n altro marchio gi utilizzato da un altra ditta. Riepilogando i rapporti tra marchio e ditta sono cos regolati: a) un impresa non pu adottare come ditta un segno gi adottato da altri come marchio nello stesso settore; b) non si pu adottare come marchio un segno gi adottato come ditta da un azienda affine; c) non si pu adottare come marchio un nome notorio senza assenso;4) chi adotta come marchio un nome comune non pu vietare al possessore del nome di dare il proprio alla proprio ditta;5) se si violano tali principi marchio o ditta successivi sono nulli. 29. Le vicende del diritto al marchio: acquisto, trasferimento,estinzione. - Acquisto del marchio. Il diritto all utilizzazione del marchio pu avvenire in due modi: per uso(anche pubblicitario), o per registrazione presso l ufficio italiano dei brevetti e dei marchi. -Il primo modo si realizza qualora esso sia stato reso noto solo ad una parte del territorio dello stato, il diritto valido a livello locale; -mentre, nel secondo caso, il marchio essendo stato registrato ha una validit in tutto il territorio e per tutti i prodotti indicati nella registrazione,fatto salvi gli effetti del preuso,consentendo ai terzi d continurare ad utilizzare il marchio nei limiti in cui questo aveva acquistato una notoriet.

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I principali vantaggi derivanti dal marchio acquisito per registrazione sono principalmente: a) certezza della prova dell atto costitutivo e della data, b) impossibilit che il marchio successivo, ritenuto nullo per mancanza di novit, possa diventare valido per convalidazione, ma per un marchio successivamente registrato non pu essere fatta valere la sua nullit se stato utilizzato in buona fede pubblicamente per 5 anni, c) acquisto del diritto sul territorio dello stato, d) possibilit di poter utilizzare insieme al proprio marchio altri marchi simili(marchi di protezione) creando una vasta rete di protezione intorno al marchio utilizzato, e) solo per i marchi utilizzati previsto il reato di contraffazione,alterazione f) solo la registrazione fa acquisire il diritto di priorit ossia quel diritto per cui, in adesione dell Italia alla convenzione di Parigi , il marchio acquista una valenza internazionale con la registrazione presso l OMPI(Organizzazione Mondiale Della Propriet Intellettuale) con sede a Ginevra.ed entro sei mesi si pu richiedere la registrazione anche negli altri stati. g) con il regolamento Ce n 40/94 stata ammessa la registrazione del marchio comunitario presso l ufficio per l armonizzazione del mercato interno (UAMI). Trasferimento del marchio. L art 23 c.p.i. stabilisce che il marchio pu essere trasferito per una parte o per la totalit dei servizi al quale abbinato ,ad esempio questo pu avvenire anche solo tramite il trasferimento della conoscenza delle tecniche di produzione (know-how) . In tale stesso articolo sono regolati i contratti di licenza, gi conosciuti nella pratica contrattuale : - Nel caso della licenza esclusiva il titolare del marchio ne trasferisce temporaneamente , per non perdere l avviamento della licenza, l uso ad un terzo (licenziario), qui il licenziario deve essere messo in una condizione tale da realizzare una produzione uguale al licenziante (art 2573 cod civ). - Nel caso di licenza non esclusiva si realizza il fenomeno del couso del marchio ove il soggetto vuole solamente ampliare la sfera di incidenza del suo segno e i vari produttori devono seguire dei requisiti di qualit che riguardano il prodotto. Estinzione del marchio. Cause di decadenza del marchio possono essere: a) mancata utilizzazione del marchio per una durata oltre i 5 anni. Ci non pu essere fatto valere qualora tra la scadenza del quinquennio e la proposizione della domanda sia ripreso leffettivo uso del marchio almeno tre mesi prima della proposizione della domanda.(art 24 c.p.i.), b)se il contenuto del marchio diviene contrario allordinamento e al buon costume il pm ha il diritto di richiedere la decadenza del marchio (art 26), c) il marchio viene meno per la sua volgarizzazione ossia quando ha perduto la sua capacit distintiva anche a causa dell acquiescenza del titolare,(nylon) d) per il venir meno del requisito della novit e venga registrato come marchio simile a diversi prodotti, e) il diritto al marchio per registrazione ha poi una durata di 10 anni (art 15 cpi) ma pu anche essere richiesto il rinnovo per una stesso periodo . Il marchio di fatto
tutelato anche il marchio non registrato, sebbene meno sensibilmente. Il titolare di un marchio non registrato diventato noto su tutto il territorio nazionale potr impedire che altri usi in fatto lo stesso marchio per gli stessi prodotti, ma non per prodotti affini. Il titolare di un marchio non registrato con notoriet locale non potr impedire che altro imprenditore usi di fatto lo stesso marchio per gli stessi prodotti un'altra zona del territorio nazionale. Potr continuare ad usare il suo marchio solo nella diffusione locale. Il marchio di fatto gode di una tutela penale pi limitata.

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30. L insegna. Linsegna contraddistingue i locali dellimpresa o lintero complesso aziendale. Essa non potr essere uguale o simile a quella gi utilizzata da altro imprenditore concorrente, con conseguente obbligo di differenziazione. Nulla disposto per il trasferimento dellinsegna, ma pacifico che il diritto pu essere trasferito. Pu essere di tre diversi tipi: -nominativa( costituita solo da parole), -emblematica (costituita solo da parole o da numeri) -o mista (costituita sa da segni che da parole). Essa deve comunque avere il carattere della novit e differenziare lo stabilimento,(originalit) inoltre, le parole che costituiscono la ditta possono essere riprodotte anche nell insegna, nel marchio e nel nome a dominio aziendale e cos il contenuto dei segni distintivi viene a coesistere. 31. La tutela giudiziari dei segni distintivi.- A tutti i segni distintivi si applica una particolare tutela (art 117 cpi) l azione per difendere i propri diritti pu essere intrapresa anche se non presente dolo o colpa. Il titolare della ditta o dell insegna che l ha utilizzata per primo pu pretendere che nessun altro imprenditore ne utilizzi una uguale e chi l ha fatto dovr differenziare la propria ditta. Il titolare del marchio pu pretendere che nessun altro lo utilizzi (art 2572) e pu agire contro chiunque adotti un marchio uguale o simile per prodotti dello stesso genere ossia per quelli che tra loro si ritrovino in una posizione concorrenziale. Chi titolare di un marchio di rinomanza pu impedire che un terzo possa apporlo su ogni altro prodotto non solo se reca un pregiudizio(quando si verifica il c.d. annacquamento, in quanto il pubblico pu attribuire anche la produzione del terzo al titolare del marchio, dandone un giudizio sfavorevole se la produzione del terzo non raggiunge il livello di qualit della produzione del titolare del marcio) ma anche se arreca un indebito vantaggio a terzi. Si pu disporre inoltre la distruzione dei marchi contraffatti e la pubblicazione della sentenza su vari giornali(art 126 cpi), l ammontare del danno definito dal giudice, e tale disciplina integrata da quella penale e da quella dettata per la repressione della concorrenza sleale. 32. I beni immateriali. A) Le opere d ingegno.- Sono beni immateriali le opere di ingegno e le invenzioni industriali e mentre quest ultime appartengono alla categoria della propriet industriale, le prime appartengono alla propriet intellettuale, ma entrambe possono essere considerate opere immateriali. Le opere d ingegno sono disciplinate dalla l. sul diritto d autore n. 633/41 la quale ha per oggetto : idee scientifiche, letterarie, musicali, figurative, architettoniche, teatrali e cinematografiche, purch siano dotate di originalit espressiva e se sono dotate di creativit e non sono solo semplici riproduzioni sono considerate opere d ingegno anche le fotografie. L opera e l idea sono beni immateriali, mentre il libro qualcosa di materiale, non bisogna confondere il proprietario del libro (bene materiale), con quello dell idea (bene immateriale) ed proprio quest ultimo ad essere tutelato dal diritto d autore che ne possessore a titolo originario di tale diritto. Il diritto d autore ha un contenuto: - patrimoniale riguardo al fatto che egli proprietario dell opera che ha creato e solo lui pu concedere la concessione del godimento dell idea(art 2581). Cos gli autori realizzano con gli editori dei contratti di edizione, e se il diritto non stato trasferito, l autore pu richiedere l azione inibitoria,risarcimento e distruzione dei beni abusivamente prodotti. Il diritto di propriet sulle opere dell ingegno dura per tutta la vita dell autore e per altri 7 anni dopo la morte(art 25, 32- bis lda). Per le opere cinematografiche il termine decorre dalla morte della ultimo sopravvissuto tra il direttore artistico, gli autori della sceneggiatura e della musica.

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-Sul piano morale, con l idea, l autore acquista una certa fama e il diritto di paternit dell idea che intrasferibile (art 20 l.d.a.), ed in forza di tale diritto l autore pu decidere se pubblicare l idea o meno e pu fare valere la sua azione contro il plagio. Innovazioni normative successive modifiche hanno ricompreso all interno della l. diritto d autore anche quelle opere d ingegno come:a) software, banche dati, disegni industriali che presenti no carattere artistico. B) Le invenzioni industriali: a) le convenzioni internazionali.- Le invenzioni industriali sono costituiti dalla scoperta di materiali nuovi o di processi nuovi per riscoprire beni gi conosciuti. Il legislatore disciplina anche invenzioni di minor rilievo tra le altre ricordiamo i modelli industriali distinti in modelli di utilit (conferiscono ad invenzioni gi conosciute un efficacia particolare), disegni e modelli che ad opera dei designers consistono in modelli che danno ai prodotti con una combinazione di linee e colori un carattere individuale. Il proprietario dell invenzione per tutelarla deve brevettarla. La materia regolata dal c.p.i. che si adegua alla convenzione costitutiva dell unione di Parigi, dall accordo di cooperazione internazionale realizzato a Washington nel 70(P.C.T.), dall accordo Trip, dell aprile del 95 e da due convenzione sui brevetti europei e comunitari. Si hanno: 1) brevetti nazionali la cui adesione attribuisce al titolare la possibilit di richiedere entro lanno il brevetto all unione di parigi; 2) brevetti europei che ha effetto entro gli stati europei come se fosse un brevetto nazionale; 3) comunitario rilasciato e valido per linsieme di tutti gli stati della comunit europea: questi ultimi due sono detti regionali per differenziarsi dal: 4) brevetto internazionale che in attuazione del pct vengono concessi dopo aver depositato una domanda internazionale depositata presso l agenzia della propriet industriale un esemplare della quale viene trasmesso all OMPI. La materia in merito ai modelli e ai disegni industriali viene sottoposta ad un accordo dell Aja , per cui anche questi possono formare oggetto di un deposito internazionale con effetti giuridici anche in Italia. b) I brevetti nazionali.- Linventore deve presentare una domanda allUfficio italiano brevetti e marchi. Per avere il diritto d ottenere il brevetto occorre che l idea sia nuova ossia sconosciuta allo stato della tecnica(non ancora resa di pubblico dominio) si parla di novit estrinseca; occorre che l idea sia dotata di creativit (novit intrinseca)considerata tale se essa, per una persona esperta del ramo,non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica; che l idea sia atta ad avere un applicazione industriale (carattere dell industrialit), che l oggetto prodotto non sia contrario all ordinamento (liceit). Possono costituire oggetto di brevetto i metodi di medicamento ma non quelli di diagnosi su un corpo animale o umano (art 45 c.p.i).Sono anche brevettabili,se suscettibili di applicazione industriale,le invenzioni biotecnologiche volt alla produzione di un materiale biologico. Non sono brevettabili le biotecnologie il cui sfruttamento contrario alla dignit umana(clonazione). Il titolare del brevetto anche l unico utilizzatore economico (art 66 cpi), e se l oggetto dell invenzione un prodotto il titolare pu vietare a terzi di produrlo ma non pu bloccare la sua attuazione qualora essa sia di utilit alla nazione (art 69), e per l attuazione dell invenzione pu trasferire il diritto a terzi (contratto di licenza). In caso di mancata attuazione entro 3 anni, il ministero dello sviluppo economico pu concedere una licenza obbligatoria ad ogni interessato che faccia richiesta . La tutela giudiziaria dei segni distintivi. La disciplina delle invenzioni industriali si applica anche alle nuove variet vegetali purch presentino i caratteri della omogeneit(caratteri uniformi fra le nuove specie) , stabilit di tali caratteri, e distinzione da ogni altra specie. Sono anche brevettabili i modelli di utilit ma non i modelli e i disegni il cui diritto esclusivo deriva dalla brevettazione presso l ufficio brevetti e marchi. Anche il diritto alla riproduzione di topografie di prodotti a semiconduttori deriva dalla loro registrazione.

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Tali propriet sulle invenzioni durano 20 anni , mentre quella di modelli e semiconduttori dura 10 anni, quella dei disegni e dei modelli 5 rinnovabili ogni quinquennio per 25 anni. I diversi termini iniziano a decorrere dalla data di presentazione della domanda del brevetto o della registrazione. invece intrasferibile e non ha durata il diritto morale dell inventore alla paternit della scoperta. 35. Le informazioni segrete.- Di solito l inventore vuole ottenere il brevetto per rendere conoscibile a tutti la propria invenzione , ma il limite di tempo di protezione che lo stato li concede piuttosto ridotto , e molto spesso si preferisce mantenere segrete le informazioni in maniera da poter trattenere per s l invenzione per un periodo di tempo pi lungo da quello offerto dallo stato, ma con l inconveniente che se qualcuno lo scopre il reale inventore non la possa pi brevettare. Anche per il segreto vi una tutela da parte dello stato che sanziona coloro che, non essendone i titolari, rivelano informazioni aziendali riservate(art 99 cpi). dubbio se il diritto alla segretezza delle informazioni aziendali abbia una tutela reale (rivendicazione), o solo una obbligatoria (risarcimento), sicuro che esso sia tutelato dalla disciplina sulla concorrenza sleale. CAPITOLO TERZO:La disciplina della concorrenza 36. Il principio della concorrenza e la sua storia.- Possiamo adesso considerare una visione dell impresa a livello globale con una intersezione tra la collettivit che realizza la domanda di beni e servizi, le imprese che realizzano l offerta, il luogo dove domanda ed offerta s incontrano ossia il mercato. Sarebbe opportuno considerare il rapporto tra mercato e produzione come un rapporto dinamico e quindi parlare di mercato dinamico. Tale modello si afferma al nascere della teoria liberale che riconosce il dinamismo dell assetto sociale, difatti il processo economico frutto di una gara tra imprese e giudici della gara sono i consumatori. Il mercato dinamico quindi un mercato concorrenziale che presenta : a) libert dei fattori produttivi, (materie prime,lavoro) b) libert d iniziativa economica, c) potere di gestire l impresa di chi gestisce i capitali realizzando la successione rischio-potere-profittoreinvestimento del profitto accumulato, d) libera concorrenza ed ostracismo degli strumenti che legano la clientela all impresa, e) sovranit del consumatore come giudice della gara; f) diversificazione sociale in base alla partecipazione al progresso; g) pluralit d imprese ed assenza di imprese giganti; h) Stato che deve rimuovere gli ostacoli alla libera concorrenza come ad esempio cartelli e consorzi; i) momento finale dato dal mercato che con il giudizio dei consumatori decide la quantit e la qualit dei beni. Tuttavia le imprese sono sempre pi portate a frenare la concorrenza pi che a realizzarla, ed inoltre, nella realt un economia di mercato perfetta ha sempre esitato a realizzarsi con un passaggio da un capitalismo concorrenziale ad uno oligopolistico poich libert ed uguaglianza sono valori di difficile realizzazione, e poich la concorrenza tende a premiare sempre le imprese pi abili e realizzare una concentrazione. Il mercato oligopolistico presenta le seguenti caratteristiche: 1) difficolt ad entrare poich si devono detenere ampi capitali; 2) difficolt ad essere espulsi in quanto le imprese forti creano interessi cos alti da avere una rappresentazione come interesse generale; 3) ricorso a mezzi concorrenziali(ipertrofia di pubblicit); 4) rarefazione al ricorso alle armi concorrenziali che realizzano l interesse del consumatore(abbassamento prezzi);

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5) politica concorrenziale tale che aumenti la domanda senza la corresponsione dellaumento della soddisfazione dei consumatori(qualit scadenti o bisogni non utili al consumatore); 6) alterazione rapporto rischio- potere,poich il comando rappresentato da una frazione piccola del capitale. I compiti dellodierno legislatore sono quelli di eliminare le intese anticoncorrenziali(ossia poche imprese quasi monopolizzano il mercato), gli abusi di posizione dominante di tali imprese, e le concentrazioni industriali, tali sono gli scopi che si prefigge anche la disciplina anti- monopolistica. 37. Il principio di concorrenza nella normativa.- I dati normativi attraverso i quali viene disciplinata la libera concorrenza sono divisi in : quelli che tutelano la libera concorrenza;quelli che ostacolano il realizzarsi i intese anti-concorrenziali e quelle anti-monopolistiche. L art 2595 determina che la concorrenza deve svolgersi in modo da non ledere l interesse dell economia generale,l art 41 della cost stabilisce che la concorrenza non deve svolgersi in contrasto con l utilit sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libert e alla dignit umana. Sempre nella costituzione l art 43 stabilisce che possibile la creazione di monopoli(monopolio legale) i quali imprenditori di solito sono lo Stato o altri soggetti privati che hanno avuto una concessione esclusiva della pubblica amministrazione. In tali casi il codice all art 2597 impone l obbligo della parit di trattamento di tutti i clienti e lobbligo di contrattareEsistono poi i limiti di concorrenza posti ad esempio a carico del lavoratore subordinato rispetto al datore di lavoro(art 2105), o ad esempio, dell imprenditore alienante che per 5 anni al fine di non sviare la clientela deve evitare di svolgere di nuovo la stessa attivit. 38. La disciplina della concorrenza sleale.- Tale disciplina pu essere interpretata secondo due diverse filosofie: 1. una filosofia anticoncorrenziale solidaristica, che vede la disciplina come uno ostacolo alla libera concorrenza, garantendo la posizione radicata dagli imprenditori, si pu difatti irrigidire il mercato ravvisando nello storno dei dipendenti(assumere dipendenti altrui) un comportamento sleale ; ovvero dichiarando illegittima l imitazione poich realizza confusione tra differenti prodotti, si ritiene altres garantista la pubblicit comparativa. 2. Altro orientamento quello filo concorrenziale volta a potenziare il potere di scelta del consumatore, in modo che lo stesso si orienti in senso giusto premiando i migliori. Si ritiene illecita la pubblicit menzognera , le forme aggressive di pubblicit, e si ritiene lecita la pubblicit comparativa qualora riporti dati reali. Dinanzi ad atti di concorrenza sleale ogni imprenditore potr ricorrere ad un azione giudiziaria. All art 2598 il codice vieta: 1) atti di confusione ogni atto idoneo a creare confusione con i prodotti o con lattivit di un concorrente. Molteplici sono le tecniche che possono essere poste in atto e il legislatore ne individua 2 in particolare: 1. uso di nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi usati legittimamente da altri imprenditori concorrenti 2. imitazione servile: riproduzione delle forme esteriori dei prodotti altrui. Limitazione deve riguardare elementi formali non necessari ma allo stesso tempo caratterizzanti. 2) atti di denigrazione; 3) atti di vanteria (appropriazione dei pregi dei prodotti o dellimpresa di un concorrente); 4) qualsiasi atto contrario alla correttezza professionale,criterio elastico fissato dal giudice. Inoltre viene vietato ogni atto che comporta l acquisizione di informazioni relative all azienda di terzi. In attuazione della normativa europea in Italia sono stati introdotti i requisiti minimi da esibire sui prodotti,sono state vietate le pratiche commerciali scorrette: quelle ingannevoli e aggressive, stata ammessa la pubblicit comparativa lecita ossia veritiera e non denigratoria. Accanto all azione giudiziaria si

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attiva quella in sede amministrativa,dufficio o su richiesta di qualunque interessato, dell autorit garante della concorrenza ossia lautorit anti-trust. Le sanzioni La repressione degli atti di concorrenza si fonda su due tipi di sanzioni:
linibitoria diretta ad ottenere una sentenza che accerti lillecito concorrenziale, ne inibisca la continuazione per il futuro e disponga a carico della controparte provvedimenti reintegrativi necessari per far cessare gli effetti della concorrenza sleale. b) Risarcimento dei danni il concorrente leso potr anche chiedere il risarcimento dei danni. La colpa del danneggiante si presume una volta accertato latto di concorrenza sleale. Ci pu essere la pubblicazione della sentenza in uno o pi giornali a spese del soccombente. a)

Lazione per la repressione della concorrenza sleale pu essere promossa dallimprenditore o dagli imprenditori lesi. I singoli consumatori o le associazioni che li rappresentano NON sono legittimari a promuovere la repressione della concorrenza sleale. 39. Limiti convenzionali alla concorrenza. I cartelli.- Allinterno della nostra disciplina esistono delle zone dombra ossia quelle norme che vanno a limitare la concorrenza. Nel 1942 era conosciuto sia il contratto bilaterale per cui un imprenditore operava una restrizione unilaterale a non svolgere concorrenza dietro compenso, sia un contratto accordo plurilaterale tra pi aziende detto appunto cartello che era firmato da pi aziende che si limitavano a vicenda. Abbiamo diversi tipi di cartello quello limitativo entro una banda di prezzi (cartello dei prezzi), quello che divide il mercato in diverse zone(cartello di zona) quello che stabiliva la quantit totale da produrre (cartello di contingentamento). Talvolta accadeva che si formassero organizzazioni comuni della concorrenza che si univano e davano vita ai consorzi. L art 2596 nel cod del 42 vedeva come valido il limite alla concorrenza purch si trattasse di restrizioni unilaterali,fosse circoscritto ad una determinata zona ed abbia una durata non superiore ai 5 anni. I contratti di cartello erano atipici ma pi tardi vennero ritenuti leciti e tale visione venne estesa anche ai consorzi. Fortunatamente adesso con la normativa antimonopolistica la visione prima descritta notevolmente mutata ed i cartelli e consorzi sono stati limitati anche ad opera della nostra autorit garante della concorrenza e del mercato. 40. I consorzi.- Nel primo codice del 1942, il consorzio veniva visto pari ad un cartello ma in un contesto pi ampio dove era realizzata l organizzazione volta a realizzare il rapporto ed il consorzio era favorito al cartello per la durata pi lunga (10 anni), sia per una sicurezza della regolamentazione. Ben presto nella prassi nacquero i consorzi che ebbero una funzione nettamente differente anzi opposta: essi si configurarono sempre pi come uno strumento di cooperazione interaziendale, adeguato a ridurre determinati costi ed ad aumentare la competizione all interno del mercato. Per agevolare tali tipologie di consorzi venne varata la legge del 10 maggio 1796 n. 377 che modific il codice introducendo esenzioni finanziarie ed agevolazioni per i consorzi di cooperazione, aumentando il limite di tempo annullando ogni limite, annullava la responsabilit solidale e illimitata degli imprenditori. I consorzi anti concorrenziali non godettero di tali agevolazioni in quanto ebbero contro la legge anti-monopolistica. In relazione alle modalit di organizzazione si suole distinguere i consorzi con attivit esterna (ossia quelli in cui gli organi consortili entrano in rapporti con terzi, ed proprio qui che vengono svolte le fasi in comune per conto delle imprese consorziate) e quelli con attivit interna (gli organi controllano che in consorziati adempiano correttamente alle loro obbligazioni). Si ha cos una disciplina comune che si applica a tutti i consorzi e una particolare che si applica ai consorzi con attivit esterna. 1)Disciplina comune . art 2603 essa comporta l obbligatoriet del contratto per iscritto a pena di nullit. Contenuto del contratto deve poi esser l oggetto del consorzio e gli obblighi assunti dai consorziati, organizzazione per realizzare l oggetto, le sanzioni per gli inadempienti agli obblighi assunti, le condizioni d

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ammissione dei nuovi consorziati, i casi di esclusione e di recesso, e la durata del contratto che se non decisa determinata per legge di 10 anni (art 2604). Le decisioni vengono prese a maggioranza, e le modificazioni devono essere fatte per iscritto con il consenso di tutti. Se uno dei consorziati trasferisce l azienda succede l acquirente ,che pu essere escluso se sussiste giusta causa,entro un mese dalla notifica(art 2610). I casi di scioglimento(art 2611) sono: il decorso del termine, il conseguimento o limpossibilit di conseguire loggetto, la deliberazione dei consorziati unanime, provvedimenti autorit governativa. 2) Disciplina particolare. Questa applicabile solo ai consorzi con attivit esterna. Si articola in tali punti: a) pubblicit del contratto costitutivo, un estratto del quale deve essere pubblicato presso l ufficio del registro delle imprese. L obbligo della pubblicit grava su coloro cui attribuita la direzione del consorzio (art 2615-bis). b) la pubblicit della situazione patrimoniale deve essere realizzata seguendo il sistema di bilancio d esercizio della societ per azioni e di depositarla presso lufficio delle imprese. c) la rappresentanza in giudizio nel lato passivo pu essere attribuita a chiunque compone la direzione del consorzio (art 2613); d) il c.d. fondo consortile formato da contributi dei consorziati e con i beni acquistati con questi contributi,esso realizzato per poter soddisfare i creditori qualora ce ne fosse bisogno in quanto in base al nuovo art 2615 i creditori non possono soddisfarsi sul patrimonio privato degli organi direzionali del consorzio, ma nel caso in cui vi sia inadempimento del mandante , saranno responsabili gli altri consorziati(in deroga al principio per cui per gli atti del mandatario senza rappresentanza non risponde il mandante art 1705 ). Infine il fondo consortile viene detto autonomo poich per la durata del consorzio i consorziato non ne possono richiedere la divisione. 41. la legislazione anti-monopolistica.- Il mercato per eliminare tutti quei comportamenti che vanno a minare il suo dinamismo abbisogna di un controllo ferrato ossia della normativa anti-monopolistica o antitrust. Tale legislazione contenuta nel trattato costitutivo della Ceca e della Cee, a livello nazionale all interno della l. n. 287 del 1990. Tale legge affida il controllo ad un autorit amministrativa garante della concorrenza che collabora a livello comunitario con la commissione della comunit europea. I fenomeni pericolosi per il mercato che la legislazione punisce sono: le intese. Queste si hanno quando pi imprese si comportano alla stessa maniera ossia adottano un comportamento gi precedentemente concordato. Non tutte le intese sono vietate,ma solo quelle che hanno per oggetto la volont di limitare il gioco della concorrenza,il divieto non colpisce le piccole intese. Le intese vietate sono nulle sia che l impresa rientri nella disciplina comunitaria che in quella italiana. Entrambe le discipline per un certo periodo possono per autorizzare tali intese illecite ad operare perch contribuiscono a migliorare il progresso tecnico e il benessere della societ(autorizzazione in deroga). L Autorit pu pur sempre revocare tale concessione poich si andati oltre l autorizzazione. La legge n. 287/1990 stabilisce che per condannare un intesa, deve essere aperta a suo carico un istruttoria(potere dellAutorit di richiedere informazioni e documenti e vi lobbligo dei soggetti di fornirli,pu fare ispezioni e perizie) ma questa non pu essere avviata decorsi 120 giorni dalla comunicazione a meno che questa sia incompleta o non veritiera. Per fare conoscere all autorit le intese non comunicate l iniziativa compete alla P.A. ad ogni interessato e all associazione dei consumatori. Se l Autorit ravvede gravi possibili danni pu d ufficio prendere misure

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cautelari, e se l intesa gi stata attuata fissa un termine per l eliminazione delle infrazioni e commina una sanzione pecuniaria in percentuale al fatturato avuto con quei prodotti fino al 10%; l abuso di posizione dominante. S intende con ci qualsiasi comportamento atto a realizzare una posizione di squilibrio nel mercato ove un azienda talmente potente da indebolire la concorrenza, praticando prezzi non giustificati dai costi o sopperendo la qualit dei materiali o il progresso tecnologico, ovvero applicando nei rapporti contrattuali clausole che comportino svantaggio per l altra parte contraente. L autorit svolge un azione istruttoria simile a quella per le intese e ,per snellire il procedimento, propone alle imprese di realizzare dei provvedimenti idonei ad eliminare il profilo anti concorrenziale entro 3mesi. Valutati tali impegni l autorit pu renderli obbligatori e chiudere il procedimento; concentrazioni dimpresa. Ai sensi dell art 5 L. n. 287/1990 si hanno le concentrazioni quando: a) due o pi imprese si uniscono, b) quando un impresa o un soggetto non imprenditore, che per ha gi il controllo di un impresa, si uniscono e acquistano il controllo di una o pi imprese, c) quando due o pi imprese costituiscono un impresa sociale comune. La concentrazione diviene rilevante quando le imprese raggiungono una certa somma di capitale fatturato annuo: oltre 400 mil. Di euro , per gli istituti bancari e finanziari il fatturato in relazione ad un decimo del patrimonio attivo dello stato patrimoniale e per le imprese di assicurazione un valore pari ai premi incassati. Se si tratta di concentrazioni rilevanti prima di eseguirle le imprese dovranno informare lAutorit che se ritiene di dover indagare aprir l istruttoria che deve essere aperta 30 giorni dopo cha ha ricevuto la notifica o che ne sia venuta a conoscenza, se l autorit non ritiene di dover aprire listruttoria allora gli interessati dopo 30 giorni dalla notifica potranno realizzare la concentrazione. Aperta l istruttoria l Autorit pu obbligare le imprese bloccare i lavori per la concentrazione e listruttoria potr chiudersi a favore della concentrazione, o in senso contrario ossia quando l Autorit dovr vietare la concentrazione(art 6); se loperazione di concentrazione gi stata eseguita , l autorit prescrive le misure necessarie a ripristinare la concorrenza(art 18), e se le imprese non abbiano adempiuto all obbligo di comunicazione preventiva dovranno sciogliere la concentrazione, qualora questa sia vietata con una sanzione che v dall 1 al 9%, mentre se era lecita dovranno solo pagare una sanzione dell 1 % della fatturazione. L art 25 prevede che lAutorit del consiglio dei ministri possa autorizzare una concentrazione qualora questa apporti beneficio entro certe limitazioni. Dal punto di vista giudiziario l art 33 stabilisce che i provvedimenti dell Autorit possono essere impugnati dinanzi al Tar del Lazio, e quelli di giudizio di nullit e risarcimento saranno discussi davanti alla Corte d Appello. Servizio di pubblica utilit. Al fine di perseguire la promozione della concorrenza e dellefficienza nei settori dei c.d. servizi di pubblica utilit(energia elettrica e gas,telecomunicazioni) la legge prevede listituzione di altre Autorit pubbliche (es autorit per le garanzie delle comunicazioni)che devono vigilare nel loro settore per garantire la concorrenza e per segnalare le violazioni all autorit generale garante della concorrenza e del mercato.

CAPITOLO QUARTO: gli ausiliari dellimprenditore


42. Ausiliari subordinati ed ausiliari autonomi.- L imprenditore per svolgere la sua attivit deve avere a suo fianco dei soggetti che possano prestare una determinata collaborazione: gli ausiliari subordinati( che intrattengono con l imprenditore un rapporto di lavoro, i quali si obbligano tramite retribuzione a prestare il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze dellimprenditore art 2094 ),dirigenti,impiegati,operai e

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quelli autonomi(art 2222 coloro che si obbligano nei confronti dell imprenditore a compiere per conto suo un opera o un servizio). Esempi di quest ultimi sono: gli agenti di commercio i quali procurano gli affari all imprenditore, i mediatori che si pongono in una situazione super partes fra i due contraenti, i commissionari che concludono i contratti di compravendita in nome proprio e per conto dell imprenditore, e gli spedizionieri che concludono contratti di spedizione a nome proprio ma per conto dell imprenditore. I promotori finanziari possono lavorare autonomamente o in subordine e promuovono servii di investimento fuori sede per conto di banche.

43. I poteri di rappresentanza degli ausiliari subordinati. A) gli institori.-Tra gli ausiliari subordinati particolare importanza ce l hanno coloro che hanno potere di rappresentanza cio il potere di compiere in nome e per conto dell imprenditore. Il collaboratore ha tutti i poteri di rappresentanza necessari o utili alla organizzazione dell impresa che gli stata affidata ad esclusione di quelli che li sono stati sottratti in modo conoscibile a terzi. I rappresentanti commerciali sono distinti in: rappresentanti generali che hanno il potere di compiere tutti gli atti pertinenti allesercizio dell impresa come il caso dell institore e del procuratore, e i rappresentanti particolari che hanno il potere di compiere solo taluni atti come ad esempio accade per i commessi. L institore il rappresentante generale dell imprenditore preposto allesercizio dell impresa o ad una parte della stessa. Preposizione o procura institoria il negozio giuridico per mezzo del quale l imprenditore nomina l institore attribuendogli determinati poteri. Tale procura soggetta ad una pubblicit commerciale e all interno di questa vengono iscritti i poteri e le mansioni che non gli vengono affidate, cos per chi entrer in affari con linstitore sar opportuno prendere visione di quali sono i limiti dei suoi poteri , e se la procura non stata pubblicata la sua rappresentanza si ritiene generale. La pubblicit garantisce all imprenditore la facolt di opporre a terzi le limitazioni di potere anche se i terzi non le conoscevano, e qualora non sia registrata l imprenditore pu opporre le limitazioni solo se dimostra che i terzi le conoscevano al momento della contrattazione. Secondo l art 2204 all institore negato il potere di alienare o ipotecare i beni immobili del preponente a meno che ci non sia espresso nella procura, inoltre egli possiede la rappresentanza processuale del preponente (art 2204) ed obbligato insieme a quest ultimo a richiedere l iscrizione nel registro delle imprese e a detenere le scritture contabili dell azienda o della parte a lui affidatagli. Infine, l art 2208 stabilisce che vi responsabilit personale dell institore qualora ometta di dire al terzo che sta trattando per conto del preponente ed il terzo potr agire contro entrambi sia il preponente perch l atto rientra nell oggetto dellimpresa sia l institore perch non ha realizzato la spendita del nome. Ci non sussiste quando il terzo dalle circostanze poteva ben capire che l institore agiva per conto dell impresa. 44. b) I procuratori ed i commessi. - I procuratori sono anch essi i rappresentanti generali dell imprenditore ma si differenziano dall institore perch non preposto alla direzione dell impresa. Al procuratore si applicano tutte le norme sulla pubblicit della procura, della revoca o dei limiti inseriti all interno del registro delle imprese in maniera che questi possono essere fatti valere verso terzi (art 2209) . -I commessi hanno un potere limitato di rappresentanza e possono compiere solo atti di cui sono ordinariamente competenti. Esistono due tipi di commessi: commessi da negozio che lavorano presso l impresa e commessi viaggiatori che possono concludere rapporti anche per conto dell imprenditore ma i loro poteri sono ancora limitati dall art 2210 che ammette l impossibilit del concedere dilazioni o sconti, ne modificare le clausole dei contratti. Ai clienti che hanno compiuto i contratti con i clienti concesso

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ricevere dichiarazioni relative all esecuzione dei contratti ed in particolare alle inadempienze contrattuali(le dichiarazioni compiute davanti ai commessi hanno effetto verso gli imprenditori. Art 2212). SEZIONE SECONDA: LIMPRESA COLLETTIVA Capitolo primo: Impresa collettiva e impresa sociale 45. L impresa collettiva.- L impresa pu essere imputata o ad una singola persona fisica, o ad una pluralit di soggetti si parla di impresa collettiva. La nascita di tali imprese si avuta con lo sviluppo tecnico realizzabile solo attraverso l utilizzo di grandi imprese che per formarsi, possono essere composte da altre imprese a loro volta collettive cos da riunire un ingente capitale. Tali collettivit sono caratterizzate dalla realizzazione di uno scopo comune e secondo l art. 2247, quando due o pi soci si riuniscono per esercitare un attivit comune volta ad un determinato scopo di dividerne gli utili si ha la societ. Se la partecipazione avviene secondo un sistema mutualistico si ha la cooperativa(art 2511) o una mutua assicurazione (art. 2546). Pu avvenire anche che l impresa venga esercitata per il raggiungimento di uno scopo culturale o politico e dunque sia esercitato tramite una fondazione. Le quali poi destinano il guadagno dell impresa allo scopo principale. Per tali ipotesi si hanno due tesi: una che ammette in tali casi l utilizzo dello schema della societ che comporta quella dell impresa e l altro ove le due discipline impresa e societ devono essere distinte su due piani. Tuttavia rimane certo che la prima forma d esercizio dell impresa collettiva commerciale quella sociale. 46. Il concetto di societ.- Con il contratto di societ due o pi persone conferiscono beni o servizi per lesercizio in comune di una attivit economica con lo scopo di dividerne gli utili. (art. 2247).Contratto plurilaterale ove i soci riuniscono le loro partecipazioni per il raggiungimento dello scopo comune, difatti per essere socio, questo il vincolo essenziale poich il quantum della prestazione non messa in luce da tipo del contratto e il loro oggetto consiste nell attribuzione alla societ di in diritto reale(propriet,usufrutto) o personale(crediti). Con la partecipazione si assume lo stato di socio e il diritto di partecipare all attivit sociale detta ,partecipazione sociale, che comprende il diritto ad una parte degli utili e ad una quota del patrimonio sociale (diritti sociali patrimoniali) e pure il diritto a partecipare all amministrazione della societ (diritti sociali amministrativi). Non bisogna confondere societ e comunione quest ultima si ha quando i condomini si limitano a godere il bene comune ma non se ne servono per esercitare impresa e non si avr la disciplina della societ. Il contratto plurilaterale pu essere nullo o annullato parzialmente o pu accadere il venir meno di qualche suo socio, l importante mantenere uno scopo comune. L atto di nascita della societ pu consistere anche in un atto unilaterale come accade per le spa e le srl. Limpresa viene svolta non solo per conto ma anche nel nome della societ;non quindi prevista lipotesi dellimpresa svolta per conto della societ, ma nel nome di uno dei soci(societ interna o occulta), tal caso si applica la disciplina della societ in nome collettivo. 47. I vari tipi di societ. I tipi di societ tra i quali i soggetti possono scegliere sono otto: Societ semplice Societ in nome collettivo Societ in accomandita semplice Societ per azioni Societ in accomandita per azioni

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Societ a responsabilit limitata Societ cooperativa

Mutue assicuratrici Le tipologie di societ vengono distinte in base a tre principi fondamentali: 1) primo criterio: presenza o meno di responsabilit personale dei soci circa i debiti. I diritti che i soci conferiscono alla societ costituiscono il patrimonio sociale .In alcuni casi se il patrimonio sociale insufficiente i creditori possono rifarsi sul patrimonio personale dei soci. In tal caso si suole distinguere: a) tipi sociali in cui i soci rispondono con il proprio patrimonio,(societ semplici nel cui contratto costitutivo nulla stato stabilito sulle responsabilit;e le societ in nome collettivo) b) tipi sociali in cui nessun socio risponde con il proprio patrimonio,(S.P.A. ed S.R.L.) c) tipi sociali dove alcuni soci rispondono con il loro patrimonio (accomandatari) ed altri no (accomandanti). ( e le societ semplici dove stabilito sul contratto) 2) secondo criterio la natura dell attivit sociale se l attivit di tipo commerciale , non si pu adottare la societ semplice; se invece lattivit sociale non commerciale,la societ sar una societ semplice a meno che i soci non abbiano stabilito diversamente. Talvolta la legislazione speciale dispone ladozione del tipo della societ collettiva anche quando lattivit economica non commerciale (es;societ tra avvocati.) 3) terzo criterio: la presenza o meno di azioni. Il patrimonio sociale pu essere diviso in tante quote quanti sono i soci ovvero pu essere diviso in un numero predeterminato di quote ove ognuna rappresentata da un documento che viene denominato azione, il cui possesso viene utilizzato per esercitare i diritti sociali. RIASSUMENDO In base a tali criteri abbiamo sei tipologie di societ:a) societ semplice, una societ che non pu esercitare un impresa commerciale ed in cui i soci hanno una responsabilit personale e non vi sono azioni; b) societ in nome collettivo, carattere commerciale, qui i soci hanno responsabilit; c) societ in accomandita semplice, societ commerciale in cui i soci sono divisi in accomandatari e accomandanti,non ci sono azioni d) societ in accomandita per azioni, societ commerciale simile a quella precedente in cui le quote sono rappresentate da azioni, e) societ per azioni, qui i soci non hanno alcuna responsabilit e le quote sono rappresentate da azioni, f) societ a responsabilit limitata nessun socio ha responsabilit ma non ci sono azioni . Le societ semplici devono essere iscritte nel registro delle imprese nella sezione speciale, gli altri tipi saranno iscritti nella sezione ordinaria. Ed i loro organi in caso di irregolarit saranno colpiti da sanzioni penali. 48. Societ di persone e societ di capitali.- A secondo dell importanza che i soci danno o meno alla persona degli altri soci in relazione all importanza del capitale, si differenziano: societ di persone(societ semplice,in nome collettivo,in accomandita semplice) e societ di capitali. Le societ di capitali (spa, srl e in accomandita per azioni) godono della personalit giuridica quindi sono persone giuridiche distinte dalle persone dei soci. Perci si ha che: a) del patrimonio sociale non possono disporre i soci come singoli,ma solo gli organi della societ; b) solo chi compie atti con organi della societ competenti entra in rapporto con la societ stessa, c) i creditori particolari dei singoli soci non possono soddisfarsi sul patrimonio della societ, d) i creditori personali non possono pretendere la liquidazione della quota della societ del proprio socio. Si discute se anche le societ di persone abbiano non una personalit giuridica ma solo un autonomia patrimoniale, che certamente ricomprende le conseguenze a), b), c) ma per la conseguenza d) in base all art 2270 i creditori personali dei soci delle societ semplici qualora non possano pi soddisfarsi sul

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patrimonio personale del soggetto possono richiedere la liquidazione della quota del loro debitore. Anche i soci delle societ di capitali possono essere sci illimitatamente responsabili di u a societ di persone (art 2361). 49. Funzione economica dei diversi tipi sociali.- Ognuno dei cinque tipi di societ commerciale svolge una determinata funzione economica. - La societ in nome collettivo presuppone un gruppo di soci,competenti nellattivit economica scelta come oggetto sociale e decisi a destinare in modo stabile alla societ gli apporti in essa conferiti;non possibile alienare la partecipazione sociale sia perch non p facile trovare chi si assuma responsabilit personale,sia perch necessario il consenso di tutti i soci. Pertanto fondamentale la conoscenza dei soci e il grado di fiducia che vi tra di essi poich la quantit del patrimonio e le qualit personali di ognuno influiscono pesantemente sul patrimonio. Questa impresa per l incidenza della responsabilit ha un numero di soci fondamentalmente ristretto e non raggiunge grandi dimensioni. -Di maggiore patrimonio quella societ in accomandita semplice ove ai soci accomandatari personalmente responsabili si aggiungono quelli accomandanti che non hanno una grossa responsabilit, ma possono pur sempre controllare loperato degli amministratori e possono cedere ad altri le loro quote solo se vi consenso dei soci che possiedono la maggioranza del capitale sociale. -Per facilitare la circolazione delle quote degli accomandanti sono nate le societ in accomandita per azioni ossia quelle che permetteranno il trasferimento della partecipazione sociale con il solo trasferimento delle azioni. Qui il controllo sugli amministratori molto efficace in quanto questi potranno essere revocati dai soci accomandanti e accomandatari a maggioranza di coloro che hanno la pi alta percentuale di captale (art. 2466). -La societ per azioni invece molto pi libera in virt della totale mancanza di responsabilit e sono stati fissati dalla precedente legislazione degli strumenti di controllo alquanto leggeri come ad esempio il collegio dei sindaci e un minor potere era concesso anche al pm e agli stessi soci. Sono state emanate adesso nuove norme ed stata istituita la CONSOB organo che vigila sulle azioni quotate in borsa ma anche su quelle pi piccole . la disciplina originaria del codice stata modificata dal D. lgs. N. 6/2003 che stabilisce che per aversi una spa deve esserci un capitale minimo di almeno 120 mila euro. Per colmare tale vuoto sono nate le societ a responsabilit limitata che hanno solo un limite minimo di 10mila euro e molto spesso anche grosse societ per snellire le regolamentazioni utilizzano tale modello. CAPITOLO SECONDO: la societ semplice. 50. Premessa. La forma del contratto.- E la forma di societ meno complicata prevista dal legislatore e il suo contratto pu essere realizzato in qualsiasi forma anche orale, ma in quest ultimo caso la domanda discrizione deve contenere gli accordi sociali e deve essere firmata da tutti i soci (art 18 D.P.R. 581/1995);pu realizzarsi anche per fatti concludenti( 2 o pi persone senza manifestare alcuna volont esercitano impresa e ne dividono gli utili. Quando si trasferiscono diritti su beni immobili a tempo indeterminato o per un periodo superiore a 9 anni si deve osservare la forma scritta del contratto per la validit del conferimento immobiliare (art 2251)pena nullit. 51. I rapporti tra soci .- Questi, di solito sono definiti all interno del contratto ma qualora questo non avvenga esistono delle norme suppletive del codice che regola i rapporti tra soci e quelli con i terzi. Per i rapporti tra soci abbiamo: 1) Conferimenti da ciascun socio, se essi non sono specificati nel contratto si presume che i soci abbiano conferito in parti uguali tra di loro quanto necessario per il conferimento dell oggetto sociale (art 2253). La somma dei valori delle partecipazioni determina il capitale sociale ossia il valore del patrimonio al

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momento della nascita della societ. Questo naturalmente durante la vita della societ subisce delle modificazioni: se aumenta determina degli utili, se diminuisce delle perdite. Oggetto di conferimento possono essere anche una prestazione di attivit personale e si parla di socio d opera. La cassazione ha stabilito che le partecipazioni possono essere formate solo dai servizi e che nelle societ semplici non essenziale un capitale iniziale. 2) Lamministrazione. Essa deve essere specificata nel contratto stabilendo quali sono i soci amministratori, e se nel contratto non stabilito nulla tutti i soci sono amministratori e si parla di amministrazione disgiuntiva ove ogni socio pu compiere qualsiasi atto e per limitare un atto si ha il diritto al veto ossia l opposizione di un socio prima che l atto sia compiuto. Dopo l atto sar votato a maggioranza basata sul computo della quota complessiva degli utili attribuiti ad ogni socio;nelle societ di persone non vi il metodo collegiale,non esistono assemblee di soci. Nel contratto pu essere stabilito: a) che il potere amministrativo spetti solo a determinati soci (amministrazione disgiuntiva); b) che ogni atto debba essere deliberato a maggioranza o all unanimit (amministrazione congiuntiva); c)che un socio sia amministratore unico. Coloro che non sono amministratori hanno un potere di controllo con diritto di avere informazioni sugli affari compiuti. L onerosit del compito degli amministratori presunta per cui ad essi dato un compenso e i loro diritti e obblighi sono regolati in mancanza di previsioni dalle norme del mandato. Gli amministratori possono essere revocati. Se gli amministratori vengono nominati tali nello stesso contratto di societ la revoca deve avere un giustificato motivo, se deriva da un atto di nomina posteriore al contratto di societ, la revoca pu avvenire anche se manca una giustificata causa. 3) Partecipazione agli utili e alle perdite. Art 2263 prevede che le parti degli utili e delle perdite spettanti ai soci nelle societ semplici si presumono proporzionali ai conferimenti, qualora il valore di quest ultimi non sia determinato nel contratto le parti spettanti sono uguali. E vietato il patto leonino ossia quelli con cui uno o pi soci sono esclusi dagli utili o dalle perdite ad un socio (art 2265), ammesso invece che un socio possa partecipare raggiunto un certo limite lecito e raggiungibile. La nullit della clausola non rende nullo il contratto. Gli utili devono essere contati alla scadenza della societ ma possibile che alla fine di ogni esercizio annuale dopo l approvazione del rendiconto realizzato dagli amministratori si dia luogo alla divisione di utili e perdite (art 2262). 52. I rapporti con i terzi.- Per tali rapporti abbiamo: 1)Rappresentanza societ. Gli amministratori rappresentano la societ disgiuntamente e dunque ha il potere di decidere quali atti compiere e di compierli direttamente. (art 2266). Di solito per nel contratto sociale occorre una firma congiunta di almeno due amministratori, tale clausola opponibile a terzi qualora la conoscano con mezzi idonei e con tali mezzi devono essere resi noti le modificazioni e le estinzioni dei poteri di rappresentanza non solo con la pubblicit del contratto; 2) Responsabilit verso i creditori sociali. La responsabilit dei soci illimitata e solidale (art 2267) e i creditori possono pretendere il pagamento del loro credito anche da uno solo degli amministratori ma la responsabilit sussidiaria cio il creditore non pu avvalersi subito del patrimonio dell amministratore, difatti essi potr vantare un beneficium excussionis. Nella societ semplice alcuni soci potranno essere liberati dalla responsabilit personale purch: a) la mancanza di responsabilit personale risulti dal contratto; b) che tale patto sia fatto conoscere a terzi con mezzi idonei, c) che i soci senza responsabilit non siano amministratori.(art 2267). 3) Creditori particolari dei soci. Siccome la societ semplice gode di autonomia patrimoniale i creditori particolari dei soci potranno rifarsi solamente sugli utili e compiere atti di conservazione. Quando per i

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beni rimasti nel patrimonio personale del socio sono insufficienti a soddisfare i suoi creditori particolari ,costoro potranno richiedere la liquidazione della parte del debitore, che dovr essere realizzata entro 3 mesi comportando l esclusione del socio (art 2270). L art 2271 vieta al creditore particolare che sia creditore anche della societ la compensazione. 53. Le modificazioni del contratto di societ. Il trasferimento della partecipazione sociale.- Nella societ semplice il contratto sociale deve essere modificato solo all unanimit, a meno che non sia stabilito diversamente nel contratto stesso. Non vi problema de recesso del socio per l essere dissenziente ad una modificazione tranne quando per due motivi la decisione presa a maggioranza come accade ad esempio nel caso del mutamento di una societ di persone in una di capitali oppure la fusione con altra societ, qui il diritto di recesso consentito. Nella societ semplice il cui contratto concluso intuitu personae ossia che la persona di ogni socio uno degli elementi che ha determinato gli altri soci a partecipare, cos il trasferimento della quota ad un terzo non possibile se tutti gli altri soci non hanno dato il loro consenso. 54. Lo scioglimento parziale della societ: recesso, esclusione, morte del socio. Lo scioglimento della societ pu essere di due tipi:- scioglimento totale (la societ cessa di esistere) e scioglimento parziale (alcuni soci cessano di essere tali). Lo scioglimento parziale si ha per recesso, esclusione, morte di uno dei soci. 1. Recesso: si sostanzia nella volont dei soci di uscire dalla societ per: a) quando la durata della societ nel contratto indeterminata o commisurata alla vita di un socio. Qui il recesso deve essere comunicato a tutti anche non espressamente e produrr effetti solo dopo 3 mesi. b) nei casi previsti dal contratto sociale. C) per giusta causa(art 2285). 2.Esclusione: abbiamo due tipologie ossia l esclusione di diritto che un avvenimento previsto dalla legge che produce l estinzione del rapporto sociale, e l esclusione per delibera a maggioranza che comporta la nascita del diritto dei soci a realizzare lesclusione o a soprassedere. La decisione viene presa a maggioranza dei soci e il rapporto si scioglie trascorsi i trenta giorni dalla data di comunicazione della delibera ed entro tale termine l escluso pu fare opposizione presso il tribunale (art 2287). L esclusione pu aversi: a) gravi inadempienze, b) interdizione o inabilitazione del socio, c) condanna del socio ad una pena che comporti l interdizione, d) impossibilit di compiere il conferimento dellopera che il socio si era obbligato a compiere, e) perimento del bene conferito: se ci avvenuto per causa non imputabile agli amministratori l esclusione ammissibile, se il bene era dato in propriet alla societ l esclusione avviene solo se questa non ne aveva ancora avuta la propriet.(art 2286). Se la societ si compone di due soci, l esclusione di uno decisa dal giudice su domanda dell altro. (art 2287). Gli avvenimenti a cui consegue automaticamente lesclusione di diritto sono: a) il fallimento del socio, b) liquidazione parte al possibile creditore. 3.Morte del socio: ci determina lestinzione del rapporto sociale e la liquidazione della sua parte agli eredi mentre la societ continua il suo corso. Ma il codice prevede o che i soci superstiti possano deliberare lo scioglimento della societ o che la quota del defunto sia trasferita agli eredi(art 2284). Il contratto pu anche stabilire diversamente. 4.Liquidazione della quota. Si sostanzia nella liquidazione in danaro della quota di partecipazione che deve essere data all ex socio o agli eredi. Il valore della quota si determina in base alla situazione patrimoniale della societ al momento dello scioglimento, calcolando l avviamento e la prospettiva di prosecuzione dell impresa. Al momento del pagamento della quota potrebbe avvenire che questo non si possa determinare con esattezza il valore di un operazione in corso portata avanti dall ex socio e per questo viene liquidata una somma entro sei mesi e alla fine dell operazione dare un ulteriore quantum come corrispettivo del

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guadagno dall operazione(art 2289). Quando il socio ha conferito in societ soltanto il godimento o luso di un bene sar data una somma che corrisponda all utilit che la societ ricava dall essere titolare del diritto di godimento. 5. Responsabilit del socio uscente e dei suoi eredi. Se il socio aveva responsabilit personale all interno della societ egli rimane responsabile ed anche i suoi eredi anche per i debiti con un creditore della societ e ci deve essere fatto conoscere anche ai terzi. Qualora venga ad essere richiamato come debitore egli diventa a sua volta creditore della societ in quanto era stato liquidato al netto. 55. Lestinzione della societ. Cause di scioglimento totale e procedimento di liquidazione.Il codice prevede la sussistenza di determinati eventi che realizzano lo scioglimento totale, ed avuti questi si passa alla liquidazione durante la quale si devono soddisfare tutti i creditori sociali e poi si liquideranno i soci. Cause di scioglimento totale sono 5: 1) decorso del termine stabilito nel contratto, ma se i soci continuano le operazioni sociali la societ si ritiene tacitamente rinnovata, 2) conseguimento o sopravvenuta impossibilit di conseguire l oggetto sociale, 3) deliberazione unanime dei soci, 4) cessazione pluralit dei soci tranne che questa non sia ricostituita entro 6 mesi, 5) le altre cause fissate dal contratto sociale (art 2272). Verificatasi una delle cause di scioglimento si provvede alla nomina dei liquidatori che hanno il potere di compiere gli atti necessari alla liquidazione del patrimonio sociale. Fanno l inventario e se non disposto diversamente dai soci essi possono fare transazioni e compromessi e vendere in blocco i beni sociali.(art 2278), non possono fare ulteriori operazioni e se vanno oltre tale divieto rispondono personalmente degli affari realizzati (art 2279). I liquidatori devono impiegare le somme per estinguere i debiti della societ se il patrimonio sar insufficiente si chieder ai soci il completamento dei conferimenti e a coloro che rispondono personalmente il versamento di somme superiori. Soddisfatti i creditori il restante patrimonio diviso tra i soci in base ai conferimenti che se non vengono messi in luce dal contratto saranno fissati alla liquidazione. Leccedenza ripartita tra i soci in proporzione ai loro guadagni, e la deficienza secondo le perdite di ciascuno (art 2282). CAPITOLO TERZO: la societ in nome collettivo 56. Premessa.- Le norme che disciplinano le societ collettive sono quelle della societ semplice con delle integrazioni ad hoc previste dal legislatore. Innanzitutto anche se non una societ commerciale, quella in nome collettivo deve essere registrata nella sezione ordinaria commerciale del registro delle imprese. Se ci non viene realizzato si ha come conseguenza solo l irregolarit della societ e dunque questa continuer comunque ad operare e in caso di insolvenza andr lo stesso in contro al fallimento. 57. La costituzione della societ.- Ecco alcuni punti della disciplina ad hoc: 1.Capacit dei soci. Ossia il legislatore ha regolato l impossibilit per il tutore dell interdetto o del minore (incapaci assoluti) di poter realizzare la partecipazione alla costituzione di una societ in nome collettivo a meno che lincapace non acquisti il diritto gratuitamente ed allora sar il giudice a decidere. Ci vale per linabilitato ma non per l emancipato che ha sempre bisogno dell autorizzazione del tribunale (art 2294 ). 2. Forma del contratto sociale. Il contratto deve essere fatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata (art 2296): l osservanza di tale forma realizzata solo ai fini della pubblicit. Se non viene osservata la societ sar irregolare, ma esister lo stesso. 3. Contenuto del contratto. Per essere registrato il contratto deve essere completo anche nel suo contenuto e devono essere presenti tali elementi:

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a)l oggetto sociale attivit economica da esercitarsi nella societ,commerciale o non e comunqvue lecita e possibile; b) sede sociale ossia il comune in cui risiede la direzione amministrativa, c) il nome della societ che nella societ di persone definita ragione sociale che come l impresa individuale deve avere il carattere della novit e deve contenere il nome di uno dei soci che pu permanere anche dopo la sua morte, d) durata della societ che al contrario di quella semplice deve essere determinata per legge; valido sempre l art 2273 che prevede la rinnovazione tacita in caso si continui lesercizio dellattivit; e) i conferimenti di ogni socio devono e il loro valore, f) nomi degli amministratori e dei rappresentanti, se ci non avviene si ammette la rappresentanza e l amministrazione disgiunta. 4. Pubblicit. Il contratto deve essere depositato nella sezione ordinaria del registro delle imprese nella provincia in cui stabilita la sede sociale(art 2296). Gli amministratori sono obbligati a depositare il contratto entro 30 giorni dalla conclusione se non lo fanno lo pu fare qualsiasi socio (art 2296). Perch il contratto sia valido occorre che sia redatto per iscritto e che sia completo nel contenuto. Tale esame dei requisiti viene compiuto dall ufficio del registro delle imprese contro cui si pu ricorrere al giudice del registro e al tribunale. Se il contratto viene registrato nonostante manchino i requisiti se il giudice lo rileva,pu ordinare la cancellazione della registrazione, la cui esecuzione fa diventare la societ irregolare(irregolarit sopravvenuta.) 58. L esecuzione del rapporto sociale.- Obblighi dei soci sono quelli di compiere i conferimenti. Altri sono: 1) Divieto di concorrenza. Obbligo legale per cui i soci non possono aprire o partecipare ad un attivit che sia in concorrenza con quella di cui socio,senza il consenso degli altri soci, qualora ci avvenga allora si determina il risarcimento e l esclusione a norma dell art 2286. 2) Distribuzione degli utili. Valgono i principi dettati per la societ semplice per cui un socio ha diritto a percepire gli utili dopo l approvazione del rendiconto annuale. Il concetto di utile dato dalla differenza attiva tra patrimonio(che risulta alla fine di ogni esercizio annuale) e il capitale della societ(che una cifra fissa che viene fuori dalla somma dei conferimenti dei soci). Dunque gli utili non possono esser distribuiti qualora vi siano state delle perdite l anno precedente tranne che queste non siano state integrate tramite la reintegrazione attraverso nuovi conferimenti dei soci o perch sia stato ridotto il capitale in maniera corrispondente alle perdite. Le societ in nome collettivo(e in accomandita semplice),quando tutti i loro soci illimitatamente responsabili sono societ di capitali, hanno lobbligo di redigere il proprio bilancio secondo le norme prescritte per le SPA. 59. L autonomia patrimoniale della societ.- Tale autonomia pi dura che nelle societ semplici. 1.Creditori sociali. Nella collettiva tutti i soci sono responsabili personalmente e anche i patti di esclusione o limitazione di responsabilit, non possono essere fatti valere nei confronti di terzi. La responsabilit illimitata, proporzionale e anche sussidiaria ma se la collettiva registrata la sussidiariet opera in modo differente poich il creditore deve prima espropriare il patrimonio sociale e poi se insoddisfatto, quello personale non come in quella semplice ove si espropria direttamente il patrimonio personale. 2. Creditori particolari dei soci. A differenza della societ semplice e irregolare, il creditore particolare non pu chiedere la liquidazione della quota finch dura la societ. Se per alla scadenza della societ viene deliberata la proroga della stessa il creditore pu fare opposizione entro tre mesi dall iscrizione della proroga del registro delle imprese. Ci accade anche in caso di proroga tacita. 60. La modificazione del contratto sociale.- Anche le modificazioni del contratto sociale devono essere scritte all interno del registro delle imprese a cura degli amministratori. Oltre che nel contratto di proroga

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ci deve avvenire anche per la riduzione del capitale sociale perch giudicato troppo eccessivo per lo scopo sociale, la pubblicit di tale evento condizionato dal fatto che a norma dell art 2306 i creditori sociali possono fare opposizione, tuttavia il tribunale pu dare attuazione alla riduzione purch la societ dia le dovute garanzie. Anche il recesso costituisce un caso di modifica del contratto sociale ed previsto,oltre ai casi della societ semplice, anche qualora il socio voglia operarlo a causa di una proroga tacita. 61. Lo scioglimento e la liquidazione della societ.- Rispetto alla societ semplice abbiamo altri due casi di scioglimento della societ: a) provvedimento di scioglimento dall autorit governativa, b)dichiarazione di fallimento,quando vi attivit commerciale. Tranne che in quest ultima ipotesi,dopo lo scioglimento, si d il via alla liquidazione che incomincia con la nomina dei liquidatori,e in caso di societ registrata questi devono essere iscritti nel registro delle imprese (art 2309). Compiuta la liquidazione secondo le regole della societ semplice si d il via alla redazione del bilancio finale di liquidazione ed al piano di riparto che deve essere inviato ad ogni socio per raccomandata e si ritiene approvato se dopo due mesi non si avuta opposizione. Dopo di ci si compone la richiesta per la cancellazione del registro delle imprese (art. 2312). Posteriormente alla cancellazione i creditori insoddisfatti potranno rifarsi nei confronti dei soci e possono anche rivolgersi contro i liquidatori qualora il mancato pagamento sia dipeso da questi. Se la societ collettiva compie attivit commerciale ed insolvente,si pu dichiarare fallimento della societ e dei soci illimitatamente e personalmente responsabili dei debiti sociali solo entro un anno dalla cancellazione della societ. 62. Le conseguenze della mancata registrazione.- Ferma restante la responsabilit personale illimitata e solidale dei soci si hanno le seguenti regole: 1)La responsabilit dei soci sussidiaria come la societ semplice; 2) I creditori particolari dei soci come la societ semplice 3) Ogni socio ha la rappresentanza in giudizio ed i patti che determinano la rappresentanza solo per alcuni sono opponibili a terzi solo se si dimostra che essi ne erano a conoscenza. 4) Il termine di prescrizione dei diritti sociali di 10 e non di 5 anni come invece lo per quelle registrate. CAPITOLO QUARTO: la societ in accomandita semplice 63. Nozione.- si distingue da quella in nome collettivo perch ha due tipologie di soci: gli accomandatari, cio coloro che hanno una responsabilit illimitata e solidale ed i soci accomandanti, che hanno una responsabilit limitata alla quota conferita (art 2313). L atto costitutivo deve contenere i nomi di entrambe le tipologie di soci (art 2316). A questa si applicano le norme di quella in nome collettivo un po adattate. 64. La posizione dei soci accomandatari.- I soci accomandatari hanno stessi diritti e obblighi dei soci in nome collettivo art 2318. Per ci che concerne la ragione sociale deve contenere il nome di uno dei soci con l indicazione del tipo di societ (art 2314), mentre per l amministrazione conferita solo a soci accomandatari e se realizzata per contratto di societ la revoca ammissibile per giusta causa, mentre se posteriore al contratto la nomina o la revoca realizzata con il consenso di tutti i soci accomandatari o con l approvazione di tanti soci accomandatari che rappresentino la maggior parte del capitale(art 2319) . 65. La posizione degli accomandanti.- Caratteristica fondamentale che essi rispondono con la loro responsabilit relativamente alla loro quota. Ci accade anche se l accomandita irregolare, salvo che l accomodante abbia partecipato alla operazione sociale (art 2317). Essi non possono n amministrare n

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rappresentare direttamente la societ e se violano tale divieto avranno una responsabilit illimitata sui loro atti e su quelli anteriori all atto d ingerenza e sul piano interno potranno essere esclusi dalla societ e dovranno ripartire le perdite con i accomandatari. Il beneficio della responsabilit limitata perso anche quando il suo nome inserito nella ragione sociale (art 2314). Essi hanno un forte diritto d informazione e non hanno il dovere di ritornare gli utili erroneamente distribuiti qualora siano stati riscossi in buona fede e sulla base di un bilancio regolarmente attuato (art 2321). Trasferimento della quota. Essi a differenza dei soci accomandatari possono trasferire la loro quota per atto inter vivos con il consenso della maggioranza dell intero capitale sociale, e per mortis causa la quota liberamente trasferibile agli eredi.(art 2322). 66. Lo scioglimento della societ.- Una causa autonoma che si aggiunge a quelle per la societ in nome collettivo il venir meno di una delle due categorie di soci tranne che la categoria non si riformi entro 6 mesi, durante tale tempo se mancano gli accomandatari viene nominato un amministratore provvisorio che non diventa socio e dunque non ha responsabilit illimitata(art 2323). Terminata la liquidazione e cancellata dal registro delle imprese, i creditori rimasti insoddisfatti possono pretendere il pagamento dei crediti dagli accomandatari e dai liquidatori e possono pretendere la restituzione della liquidazione del patrimonio da parte degli accomodanti(art 2324). CAPITOLO QUINTO: la societ per azioni 67. Premessa. Le modifiche della disciplina originaria del codice civile: a) L operativit delle societ per azioni nel mercato unico europeo.- La disciplina delle spa ha avuto numerosissimi cambiamenti e modifiche: prima con il T.U.F. in materi di intermediazione finanziaria(t.u.f. d.lg. n. 58/1998) che vale per le societ quotate in borsa, che emettono strumenti finanziari negoziati nei mercati regolamentati, e poi con il D.lg n.6/2003 per le spa anche non quotate, srl e le societ in accomandita per azioni. Il sistema normativo sar cos costituito da una disciplina base valida per tutte le societ azionarie ed una applicabile solo alle spa che fanno ricorso al mercato del capitale del rischio art 2325-bis quotate in borsa o meno,ovvero che dispongono strumenti finanziari diffusi tra il pubblico in misura rilevante. La CONSOB ha fissato dei criteri determinati per l individuazione delle societ non quotate con strumenti finanziari diffusi tra il pubblico in maniera rilevante: a) numero di azionisti , diversi dai soci di controllo, superiori a 200 e titolari di almeno il 5% del capitale sociale, b) dimensioni patrimoniali ed economiche che non gli consentano di redigere il bilancio d esercizio in forma abbreviata. Per le societ quotate la relativa disciplina posta nel TU e non quella codicistica. Le ragioni particolari che hanno dato vita alle riforme sono dovute innanzitutto alla trasformazione del mercato da nazionale a europeo, e da qui , in mancanza di una disciplina unica europea si realizzata una legislazione seguendo apposite direttive. Inoltre la nuova disciplina a livello nazionale ha conferito una nuova flessibilit cosicch le societ possano statutariamente adottare le strutture giuridiche delle spa alle loro esigenze economiche cos da non avere conseguenze negative sulla capacit concorrenziale delle imprese nazionali rispetto a quelle internazionali. Le societ europee nella forma di spa sono associazioni di secondo grado,nel senso che ne possono essere socie soltanto altre societ, per lo pi anchesse azionarie, gi costituite . Esse devono avere la sede legale ed amministrativa nel medesimo stato membro e sono soggette alla regolamentazione transnazionale e anche a quella dello stato membro in cui si trovano, in Italia il d. lg. N 220/2005.

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68. b) Le ragioni e le distorsioni del principio maggioritario.- Nella disciplina codicistica il potere di prendere delle decisioni all interno della societ veniva dato in mano alla maggioranza, calcolata in base al numero delle azioni possedute proporzionali al capitale investito. E tutela della minoranza restava affidata,allinterno della societ ad un organo di controllo(il collegio dei sindaci) e allesterno ai giudici. Tale sistema non ha per funzionato a causa del mancato controllo da parte del collegio dei sindaci(organo difficilmente imparziale) ed, inoltre, i piccoli azionisti per disinteresse o per disorganizzazione non votano o lasciano i loro voti in mano a dei rappresentanti cos le decisioni vengono prese da una minoranza che per l abbassamento del quorum e l assenteismo diviene maggioranza. Il principio di maggioranza accolto dal codice si basa sul fatto che la maggiore responsabilit deve essere su coloro che investono e , dunque rischiano di pi. Nella nuova disciplina ai soci consentito derogare alla regola per cui ad ogni socio vengono fornite tante azioni quanto il capitale investito proponendo anche una diversa assegnazione delle azioni e vietando che a queste sia dato un diritto di voto plurimo (art 2351). Inoltre stato fissato un nuovo tipo di controllo realizzato dalla CONSOB che ha inoltre un ulteriore intento ossia quello di dare ai piccoli investitori una corretta informazione(D.lgs 58/1998). 69. La costituzione della societ. A) Formazione dell atto costitutivo e dello statuto.- La spa deve avere alla base un capitale corrispondente alla valore(quantit) dei conferimenti dei soci e che non pu essere inferiore a120mila euro. Il nome della societ per azioni detta denominazione sociale deve indicare il tipo sociale e non deve contenere il nome di uno o pi soci. Abbiamo due modi di costituzione: a) mediante un offerta di sottoscrizione pubblica (metodo meno utilizzato) delineata dagli art 2333 e ss sulla base di un programma predisposto e firmato dai promotori e in cui sono delineati gli elementi essenziali della societ. I promotori invitano il pubblico a sottoscrivere le azioni ossia a versare i conferimenti ed avvenuta la sottoscrizione con atto autentico, il versamento deve essere equivalente almeno al 25% del valore di emissione (valore nominale), i sottoscrittori poi si riuniscono nell assemblea dei sottoscrittori e stipulano l atto costitutivo che deve rispettare le condizioni del programma. I promotori possono, pur non avendo sottoscritto azioni, trattenere per se il decimo degli utili netti annui per un tempo non superiore a 5 anni. b) secondo modo la costituzione simultanea, che il procedimento per cui gli stessi soci fondatori guidano le contrattazioni per il contratto e anche qui loro possono trattenere per se gli utili. In entrambi i modi l atto costitutivo deve avere la forma del atto pubblico e deve contenere il nome dei soci, dei promotori, la sede, il valore nominale delle azioni, l ammontare del capitale sottoscritto, l attivit che costituisce l oggetto sociale, il numero di azioni assegnate ad ogni socio, regole di ripartizione degli utili le norme contrattuali sono inserite all interno dello statuto che si considera parte integrante dellatto costitutivo anche se stato redatto a parte,se vi sono norme contrastanti prevalgono quelle dellatto costitutivo. Societ uni personale. L art 2328 prevede inoltre che la costituzione della societ pu avvenire anche per atto unilaterale ad opera di un unico socio fondatore, soggetto ad una particolare disciplina. B)Iscrizione dell atto costitutivo e dello statuto delle societ nel registro delle societ.- La redazione in forma di atto pubblico dell atto di costituzione e la sua iscrizione nel registro delle imprese sono due delle circostanze particolari che sono richieste per la costituzione della societ (art 2330). A tal fine dopo aver redatto l atto, entro 20 giorni deve essere depositato dal notaio o dagli amministratori e se essi non lo fanno lo possono fare al loro posto qualsiasi azionista a spesa della societ (art 2330). Con il deposito v chiesta l iscrizione della societ e della registrazione viene accertata dallufficio solo la regolarit formale ( e non tutti gli elementi costitutivi che spettano al notaio) che si sostanzia in tali punti:

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a) atto costitutivo in forma pubblica, b) che l atto contenga la denominazione della societ, i conferimenti , il quantum di capitale, l oggetto sociale; c) che il capitale risulti sottoscritto per intero e che i soci abbiano depositato il 25 % dei loro conferimenti e nelle societ uniche che l unico socio abbia versato il loro intero ammontare; d) che la valutazione dei conferimenti in natura e dei crediti sia stata compiuta secondo legge, e) se la costituzione della societ abbisogna di una particolare autorizzazione amministrativa che questa sia stata effettivamente rilasciata (art 2329). 71. Effetti della mancata registrazione.- Se entro 90 giorni non avviene la registrazione della societ l atto diventa inefficace (art 2331 ) e la banca deve restituire ai sottoscrittori le somme corrispondenti ai conferimenti. Se prima della registrazione vengono compiute operazioni in nome della societ coloro che hanno agito sono responsabili illimitatamente e personalmente verso i terzi (art 2331) e qualora la societ viene registrata e ratifichi tali operazione si aggiungono anche le responsabilit della societ o dei soci, in tal modo la societ perde il diritto di regresso verso coloro che hanno agito. Prima della registrazione della societ vietata l emissione di azioni e non si pu determinare nemmeno unofferta pubblica di sottoscrizione. 72. La nullit della societ.- La registrazione della societ pu avvenire malgrado la nullit dell atto costitutivo per svista del notaio e dell ufficio delle imprese. Cos, in attuazione di una direttiva europea, e per evitare turbamenti sul piano giuridico, il legislatore ha elencato i casi in cui si realizza la nullit della registrazione che opera ex nunc e non pregiudica l efficacia degli atti compiuti e mantiene la responsabilit dei soci che non sono liberati dall obbligo di conferimento sino a quando costoro non hanno soddisfatto i creditori sociali. Inoltre il legislatore ha escluso l efficacia retroattiva della sentenza dichiarativa, facendola seguire dallapplicazione della disciplina dello scioglimento della societ,che quindi viene posta in liquidazione. Tali casi sono: 1) mancata redazione dell atto costitutivo in forma pubblica; 2) illiceit dell oggetto sciale; 3) mancanza nell atto di indicazioni relative all oggetto, alla denominazione o al capitale o dei conferimenti. La nullit non pu essere dichiarata nemmeno quando il vizio invalidante stato sanato con una deliberazione modificativa dell atto costitutivo iscritta nel registro delle imprese (art 2332). Il dispositivo della sentenza pu essere pubblicato su richiesta degli amministratori o dei liquidatori sul registro delle imprese(art 2332). 73. Il capitale sociale: il conferimento degli azionisti.- A pena di nullit nell atto costitutivo deve essere determinato il valore del capitale. I conferimenti possono farsi in danaro e qui la oro valutazione molto facile, ovvero possono farsi con beni in natura(immobile ,macchinario) o con la cessione di crediti purch siano suscettibili di valutazione economica, mentre non pu essere oggetto di conferimenti le prestazioni d opera (art 2342). Tali conferimenti possono essere dunque costituiti: A) o prestazioni accessorie a cui si possono obbligare gli azionisti, in cambio di un compenso determinato nellatto costitutivo; B)o con autonomi apporti non imputabili al capitale, per cui chi le realizza non socio ma solo un prestatore d opera. Il valore globale del capitale sociale non pu essere superiore a quello complessivamente attribuito ai conferimenti. Pu invece essere inferiore, ed in tale ipotesi gi al momento della costituzione della societ il patrimonio sociale superiore al capitale. La cifra nellatto costitutivo sempre stabile ed indica il valore iniziale del patrimonio sociale che pu subire aumenti con l apporto di

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utili o diminuzioni con le perdite. La cifra nellatto costitutivo indicala parte del patrimonio sociale indisponibile,perch gli amministratori possono distribuire ai soci soltanto somme corrispondenti agli utili conseguiti ,ma non possono restituire i conferimenti,rimborsando parte delle somme versate per lacquisto della titolarit delle azioni, se prima non viene modificato latto costitutivo attraverso unapposita delibera assembleare degli azionisti per ridurre il capitale sociale,alla quale per possono opporsi i creditori sociali. Occorre quindi che venga determinato il valore effettivo dei beni conferiti appunto perch il loro valore non pu essere inferiore al capitale sottoscritto. Per quanto riguarda i conferimenti in natura o di crediti vi il pericolo che ai beni conferiti venga dato un valore maggiore e cos deve essere determinata una stima secondo la procedura prevista all art. 2343 per cui : chi conferisce i beni deve presentare una relazione giurata fatta da un perito del tribunale ,va depositata insieme allatto costitutivo al registro delle imprese .Entro 180 giorni dalla registrazione della societ ,gli amministratori devono controllare le valutazioni: -se dalla revisione risulta che il valore attribuito era inferiore ad un quinto di quello per cui avvenne il conferimento il socio pu versare la differenza in danaro e mantenere intatta la sua quota o recedere dalla societ o rimanere azionista solo per il valore del suo bene. In queste due ultime ipotesi il consiglio deve deliberare la riduzione del capitale e deve annullare le azioni che risultano scoperte o, se le azioni erano state riparti non in proporzione al capitale allora quest ultimo rimarr invariato e le azioni saranno ripartite tra i soci rispettando le percentuali pattuite nellatto costitutivo. Per impedire che l obbligo della stima sia eluso il legislatore ha disposto che sino a 2 anni dalla registrazione,gli acquisti di beni debbano essere autorizzati dallassemblea ordinaria, quando il corrispettivo dellacquisto o della cessione corrisponde ad almeno un decimo del capitale sociale. La stima di tali acquisti deve essere depositata nella sede sociale a disposizione dei soci nei quindici giorni anteriori all assemblea che decide l autorizzazione all acquisto. Dopo la delibera dell assemblea questa e la relazione giurata devono essere consegnate presso il registro delle imprese,entro 30 giorni dallautorizzazione .Se non viene osservato tale procedimento rispondono in solido l alienante e gli amministratori(art 2343- bis). Gli acquisti che per loro circostanze o modalit non presentano il rischio della elusione dellobbligo di stima: ossia gli acquisti operati in borsa o sotto il controllo dell autorit giudiziaria e amministrativa non abbisognano di tale procedimento. CONFERIMENTI DI BENI IN NATURA E CREDITI SENZA RELAZIONE GIURATA DI STIMA In attuazione della direttiva comunitaria del 2006 stato introdotto nel codice larticolo 2323-ter il quale disciplina che la relazione giurata di stima non richiesta in due casi: 1. Quando i conferimenti hanno per oggetto valori mobiliari (azioni,obbligazioni) ovvero strumenti dei mercato monetario(buoni del tesoro,certificati di deposito) quotati in borsa,quando il valore di conferimento non supera il prezzo medio di quotazione nei sei mesi precedenti i conferimento; 2. quando il valore di conferimento di beni in natura o crediti corrisponde al c.d. valore equo(fair value):o appartenente a un bilancio sottoposto a revisione legale);ovvero determinato con una valutazione di un esperto imparziale. In entrambi i casi il conferente deve presentare la documentazione dalla quale risulti il valore attribuito al conferimento, e allegarla allatto costitutivo. Entro 30 giorni dalliscrizione della societ gli amministratori hanno lobbligo di controllare se il valore dei conferimenti potrebbe essere cambiato, in tal caso fare unaltra valutazione stavolta con relazione giurata. Se invece il controllo degli amministratori ha dato esito positivo,entro 30 giorni devono depositare per liscrizione nel registro delle imprese una dichiarazione confermativa del valore del conferimento,fino a questa dichiarazione le azioni sono inalienabili e devono restare presso la societ.

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74. Inadempimento dell azionista e la sua decadenza dalla societ.- Il socio al momento della realizzazione della societ non deve per forza versare tutto il conferimento ma per legge deve versare minimo i 2 decimi e mezzo in una banca,e dopo ,quando sar richiesto saranno versati i restanti soldi. Detto questo accade per che, qualora alla richiesta dell amministratore il socio non versa gli altri decimi sar diffidato a versarli in un tempo determinato non inferiore ai 15 giorni e la diffida decorre dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Il socio moroso perde il suo diritto al voto s intanto si trova in tale situazione. Se il socio non adempie al pagamento entro 15 giorni essi lo potranno citare in giudizio oppure le sue azioni saranno vendute ad un prezzo non inferiore, ai loro soci o,se non vi sono offerte di questultimi saranno vendute ad altri e potr essere richiesto anche un risarcimento. Se le sue azioni rimarranno invendute dovranno essere eliminate e ci sar anche una diminuzione reale del capitale per una cifra corrispondente al loro valore nominale (art. 2344) 75. La societ uni personale. L unico azionista.- Qualora l atto di costituzione sia realizzato da un unico socio si parla di societ uni personale (art 2328). La responsabilit dellunico azionista illimitata solo nel periodo in cui ancora la societ non registrata, dopodich sar limitata al solo patrimonio della societ. La societ uni personale pu essere anche sopravvenuta qualora poi i soci operino il recesso e le azioni appartengano ad un unico socio o viceversa si pu trasformare in Pluripersonale con laggiunta di soci. Ad ogni modo si applica la seguente disciplina: 1) per i conferimenti essi devono essere versati interamente dall unico socio ovvero devono essere versati entro 90 giorni dalla cessazione della pluralit dei soci, ci per evitare in primis che si realizzi l insolvenza del socio verso i creditori e, in secondo luogo per limitare la responsabilit del socio stesso(art 2325); 2) per la pubblicit i terzi devono conoscere se la societ formata da un unico socio, se gli altri soci si sono ritirati e ne rimasto solo uno ovvero se se ne sono aggiunti altri, tali modifiche devono poi essere depositate presso il registro delle imprese dagli amministratori o dai soci stessi(art 2362), sino a quando non si realizza tale responsabilit non viene attuata la norma sulla responsabilit (art 2325); 3) per la responsabilit se sono state realizzate le suddette disposizioni allora, si potr dare luogo ad una responsabilit limitata se no permarr la responsabilit illimitata. Si ha inoltre la responsabilit dell unico azionista quando si ha l insolvenza della societ o nel periodo in cui le azioni li siano totalmente appartenute. 4) Non sono ammesse deroghe alla organizzazione prescritta dalla legge per le societ di capitali(es procedimento assembleare),per vi una disciplina particolare per i contratti a nome dell unico socio ,che sono opponibili ai creditori solo se risultano dal libro delle deliberazioni del consiglio di amministrazione o da un atto scritto di data certa inferiore al pignoramento (art 2362); 5) per analogia si adatta la disposizione dell art 2250 per cui le srl devono indicare negli atti e nelle corrispondenze se hanno un unico socio. 76. Le azioni.- Il capitale sociale diviso in azioni che possono essere rappresentate da documenti cartacei sottoscritti(art 2354), se le azioni sono rappresentate da documenti si deve specificare la denominazione e la sede della societ, le date della costituzione e dell iscrizione nel registro delle imprese, l ammontare dei versamenti parziali, diritti ed obblighi particolari (art 2354). L azione deve avere un valore nominale pro quota, che se anche non determinato , consentita comunque l emissione di titoli azionari senza valore nominale, ma occorre indicare sia il valore del capitale, sia il numero di azioni emesse (art 2354). Naturalmente il valore nominale complessivo andr ad indicare il valore complessivo del capitale sottoscritto. Sono tutte di eguale valore nominale. Le azioni, nella vecchia disciplina del codice dovevano essere consegnate a ciascun socio in un livello pari al suo conferimento e la societ non poteva emettere nessuna sotto la pari cio al di sotto di quanto gli stato versato. Adesso invece i soci possono prevedere una diversa ripartizione delle azioni e quindi

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ammesso che una parte dei soci possa ricevere un numero di azioni di valore nominale superiore al loro conferimento. Rimane inderogabile il principio per cui in nessun caso il valore dei conferimenti pu essere complessivamente inferiore allammontare globale del capita (art 2346). Ogni azione pu essere identificata in base al numero e una serie, si parla di azioni al portatore o in base al nome del socio azioni nominative. Questa ultima modalit per ragioni fiscali in Italia obbligatoria, e inoltre il codice prevede che (art 2354) non possono essere emesse al portatore n le azioni non ancora liberate (cio quelle per cui il socio non ha ancora deliberato il conferimento) n le azioni per cui l obbligo di conferimento affiancato a quello di eseguire prestazioni accessorie. Infine, le azioni sono dei titoli di partecipazione , nel senso che indicano qual la posizione delazioni sta nella societ. In ogni societ devono essere previste azioni ordinarie che per legge devono corrispondere alla met del capitale e conferiscono sia diritti patrimoniali che amministrativi all azionista in corrispondenza al numero delle azioni da lui possedute. 77. Categorie di azioni.- Con l autonomia statutaria si garantita la possibilit che vi siano altre categorie di azioni e ad ogni categoria corrispondono diversi diritti: a)Azioni privilegiate, le quali hanno dei diritti molto particolari come ad esempio: 1) privilegio negli utili nel senso che anche quando la societ non ne realizza questi debbano essere corrisposti lo stesso; 2) partecipazione alle perdite limitata,prima sopportano le perdite i soci non privilegiati; 3) limitazione del diritto di voto perch si ammette che essi non possano interessarsi direttamente alla gestione sociale e possono conservare il loro diritto al voto solo nelle assemblee straordinarie; 4) altri limiti al diritto di voto sono stabiliti dalla possibilit che il voto sia limitato a determinati argomenti, o subordinato a determinate condizioni (art 1355), inoltre possibile che le societ che non facciano parte del mercato a rischio possano limitare il voto determinando ad esempio un voto ogni due azioni o altro. Non si possono creare azioni a voto plurimo (art 2351). b)Azioni di godimento, dopo la riduzione del capitale sociale la societ pu rimborsare parte del capitale sociale restituendo parte dei conferimenti. Ma se il valore reale delle azioni (pro quota corrispondente al valore del patrimonio sociale) superiore al valore nominale (corrispondente pro quota al capitale sociale) ai titolari delle azioni possono essere attribuite delle azioni di godimento, che possano assicurarli l esercizio dei diritti residui rispettando la parit di trattamento per tutti gli azionisti. Cos i possessori di tali azioni potranno concorrere con gli azionisti non rimborsati alla ripartizione degli utili soltanto dopo che quelli non rimborsati abbiano avuto un dividendo pari all interesse legale. E in caso di liquidazione della societ essi avranno una quota residua dopo che ai titolari delle altre azioni sia stata rimborsata una somma pari al loro valore nominale (art 2353). c) Azioni correlate, sono delle azioni strettamente dipendenti dai risultati patrimoniali strettamente conseguiti dalla societ in un determinato settore. Ai titolari di dette azioni i dividendi sono corrisposti solo in misura pari al loro agli utili annuali conseguiti col bilancio d esercizio(art 2350). d) Azioni con prestazioni accessorie, sono azioni che comprendono oltre al versamento dei conferimenti anche quello di realizzare delle particolari prestazioni che sono retribuite con una quota extra .Le mansioni, i soggetti,la durata il compenso e gli obblighi vanno inseriti nell atto costitutivo e possono essere modificate con voto unanime (art 2345). e) Azioni a favore dei prestatori di lavoro, se gli azionisti in assemblea, rinunciano agli utili questi vengono ripartiti tra i prestatori di lavoro per un ammontare corrispondente agli utili stessi ed il capitale sociale dovr aumentare in relazione ad essi (art 2349).

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78. Altri strumenti finanziari partecipativi.- Nelle societ per azioni non sono ammissibili conferimenti di lavoro o di servizi ma tali prestazioni possono essere utilizzati determinando un rapporto di tipo associativo con uno strumento non computabile nel capitale sociale, perch non un conferimento nel capitale sociale. A tali prestatori vengono assegnati strumenti partecipativi differenti dalle azioni detti atipici che possono conferire diritti patrimoniali o amministrativi con esclusione del diritto di voto. 79. Trasferimento della partecipazione sociale: modalit, limiti, ed effetti. Usufrutto, pegno, e sequestro delle azioni.- A differenza delle societ di persone nelle spa le azioni sono liberamente trasferibili. Se non sono stati ancora emessi i documenti rappresentativi delle azioni la quota sociale liberamente trasferibile se esiste un valido documento di trasferimento del diritto di propriet ,mentre il trasferimento ha effetto nei confronti della societ dal momento della registrazione nel libro dei soci. Se i titoli sono emessi,le modalit di trasferimento allacquirente(che per poter esercitare i diritti deve diventare portatore legittimo): -per le azioni al portatore sufficiente il trasferimento all acquirente con la consegna, -per quelle nominative invece ne diventa portatore legittimo, l acquirente a cui intestata con il cambio di nome ad opera dell amministratore della societ emittente sia nel libro dei soci che nel documento (doppia intestazione art 2022): se l azione nominativa avviene tramite girata con sottoscrizione autenticata dal notaio e avvenendo con la girata l intestazione del titolo, il giratario legittimato ad esercitare i diritti sociali ancor prima dell aggiornamento del libro dei soci. Anche per le societ non quotate si segue tale disciplina. Limiti alla circolazione delle azioni. Alla libert di circolazione sono stabiliti determinati limiti che sono di tipo legale, prestabiliti dalla legge o di tipo convenzionale, inserite nello statuto che pu vietare il trasferimento di azioni nominative sino a 5 anni dallinizio della societ , o tali azioni possono essere sottoposte ad ulteriori clausole come ad es. clausole di gradimento, dove le azioni possono essere trasferite solo dopo il placet dell organo amministrativo, o clausole di prelazione ove l alienante deve preferire i soci come acquirenti. Se le azioni sono al portatore i limiti sono applicabili solo se non vengono emessi i documenti cartacei perch in tal caso non possibile impedire la circolazione cartolare. Clausole di mero gradimento, nelle quali la concessione del placet affidata al giudizio discrezionale degli organi sociali o altri soci:esse per sono inefficaci se non prevedono a carico di altri soci, un obbligo di acquisto o il diritto di recesso dell alienante, ci previsto anche per le limitazioni ai trasferimenti mortis causa. Le clausole statutarie si devono evincere dal titolo (art 2355-bis),altrimenti esse non sono opponibili allacquirente. Ai soci consentito porre limiti anche con accordi separati detti patti parasociali che vedremo dopo. Responsabilit per il trasferimento di azioni non liberate: rimane anche dopo tre anni il trasferimento, la responsabilit sussidiaria dell alienante per i decimi non versati, cos se l acquirente sar inadempiente risponder l alienante(art 2356). Compropriet dell azione: (art 2347)sono comproprietari coloro che possiedono una stessa azione o un pacchetto di queste: essi rispondono in solido per la corrisponsione dei decimi, inoltre devono nominare un rappresentante comune che vota per loro e riceve le informazioni. Usufrutto, pegno e sequestro: ci che occorre stabilire che, assegnato un diritto di pegno e di usufrutto , a chi tocchi esercitare l azione di socio. Per legge il voto spetta all usufruttuario o al creditore pignoratizio, mentre gli altri diritti amministrativi sono del socio (art 2352). Per il versamento dei decimi previsti: per il pegno il socio deve fornire al creditore almeno tre giorni prima i soldi per il versamento,altrimenti il creditore pu vendere le azioni in nome del socio, per l usufruttuario lui a dover corrispondere i decimi con il diritto alla restituzione al termine dell usufrutto stesso (art 2352). Nel caso di sequestro delle azioni il voto esercitato dal custode.

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80. Gli organi della societ per azioni. A) L assemblea dei soci: deliberazioni ordinarie e straordinarie.- Organo fondamentale l assemblea generale degli azionisti che regolarmente costituita e pu prendere valide decisioni se: a) tutti i soci sanno dell assemblea conoscono i vari punti del giorno; b)che i soci presenti siano titolare di una determinata frazione del capitale sociale. Se l assemblea non si costituisce perch manca il minimo del capitale sociale previsto per legge essa pu essere riconvocata(assemblea in seconda convocazione ) entro 30 giorni e che gli argomenti siano gli stessi. Unica convocazione. Nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio,lo statuto pu escludere il ricorso a convocazione dellassemblea successive alla prima, disponendo ceh allassemblea in unica convocazione si applichino quorum ridotti rispetto a quelli prescritti per le assemblee di 1convocazione. Per la determinazione del capitale minimo necessario per la valida costituzione dellassemblea bisogna distinguere: - Se vi sono deliberazioni ordinarie come: 1) approvazione del bilancio, 2) nomina amministratori, sindaci; 3) determinazione compenso amministratori e dei sindaci, 4) autorizzazione atti amministrativi, 5) approvazione delleventuale regolamento dei lavori della stessa assemblea, in tutti tali casi si avr un assemblea ordinaria. -Sono deliberazioni straordinarie e dunque si avranno assemblee straordinarie (art 2365): 1) modificazioni dello statuto sociale, 2) nomina liquidatori e determinazione dei poteri, 3) decisione di non procedere all emissione di titoli azionari, 4) concessione di prestiti o garanzie a terzi per lacquisto di azioni proprie 5) concordato per la cessazione della procedura dell amministrazione straordinaria. -Quorum per l assemblea ordinaria in prima convocazione,almeno la met del capitale, in seconda qualunque sia il capitale. -Quorum per quella straordinaria in prima convocazione a votare pi della met del capitale, in seconda convocazione occorre lintervento di oltre un terzo del capitale sociale,e il voto favorevole di almeno due terzi del capitale presente in assemblea. Per le societ che non hanno azioni diffuse tra il pubblico occorre il voto favorevole di pi di un terzo del capitale sociale, per decidere determinate modifiche del contratto pi precisamente:-cambiamento oggetto sociale,- trasformazione tipo societ,-scioglimento anticipato,-trasferimento sede. Per le societ non presenti sui mercati del capitale del rischio occorre per le convocazioni successive alla seconda della assemblee straordinarie, la presenza solo del quinto del capitale sociale(sempre con favore dei due terzi dei voti. Ci che stabilito per le assemblee straordinarie si applicano anche a quelle speciali cio a quelle costituite solo dai soci di ciascuna categoria interessata. 81. Il procedimento assembleare. Convocazione: a norma dell art 2363 l assemblea in seduta ordinaria deve essere convocata almeno una volta all anno almeno 120 giorni prima della chiusura dell esercizio sociale con una dilatazione dei tempi fino a 180 giorni quando sono societ tenute al bilancio consolidato o quando lo richiedono determinate esigenze relative alla complessit dellattivit della societ. L assemblea deve essere convocata dall organo amministrativo nel comune dove ha sede la societ;ed obbligato quando ne stata fatta domanda da tanti soci che posseggano almeno un ventesimo del capitale sociale nelle societ che fanno ricorso al

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mercato del capitale di rischio ed un decimo le altre e nella domanda sono indicati gli argomenti da trattare; se non lo fa lo fanno gli organi di controllo altrimenti su richiesta dei soci,il tribunale in presenza di determinati motivi. La comunicazione fatta tramite avviso contenente ora, giorno e luogo dell adunanza e l ordine del giorno. L avviso deve essere pubblicato sulla gazzetta ufficiale e per le societ le cui azioni non sono diffuse tra il pubblico in misura rilevante si pu stabilire che la convocazione spedita almeno 8 giorni prima. Nellavviso pu essere fissato anche il giorno della seconda convocazione. Costituzione: se non sono osservate tali forme l assemblea irregolare, malgrado ci regolare se vi partecipano la quasi totalit dei soci(assemblea c.d. totalitaria) e la maggioranza dei componenti degli organi di controllo. Intervento all assemblea: hanno diritto ad intervenire tutti i soci a cui spetta il diritto di voto e l intervento e la votazione possono essere ammessi dallo statuto anche per via telematica. Rappresentanza nell assemblea: I soci possono avere un rappresentante in assemblea tramite procura conferita per iscritto che nelle societ che investono sul mercato del rischio la rappresentanza stabilita solo per singole assemblee salvo che si tratti di una procura generale ovvero di una procura conferita da un ente collettivo o istituzione. Svolgimento assemblea e verbalizzazione: l assemblea diretta tramite un presidente che si evince dall atto di costituzione o eletto dalla maggioranza dei presenti. Il presidente in primis deve accertare la legittimit e l identit degli intervenuti. E poi dirige l assemblea e computa i voti. Gli esiti devono evincersi da un verbale, che sottoscritto dallo stesso presidente e dal segretario. Se l assemblea straordinaria il verbale redatto da un notaio. 82. L invalidit delle deliberazioni assembleari.- La disciplina che regola i vizi delle deliberazioni deve conciliare due esigenze particolari: a) quella per cui deve realizzare una tutela agli azionisti di minoranza e che tale tutela realizzi l invalidit della delibera e il suo risarcimento, B) e la possibilit di dare certezza alle decisioni assembleari. Con la nuova disciplina abbiamo: NULLITA . le deliberazioni assembleari sono nulle, quando: 1. mancata la convocazione dell assemblea, se invece l assemblea convocata da un altro organo si ha solo irregolarit purch l avviso abbia raggiunto i soci; 2. quando mancata la redazione del verbale, ma non si ha ci quando viene sottoscritto un documento da parte del presidente da cui risultano oggetto e la data; 3. ha ad oggetto qualcosa d illecito o impossibile. La delibera nulla pu essere impugnata da chiunque vi ha interesse entro tre anni a decorrere dall iscrizione di quella stessa nel libro delle adunanze assembleari o nel registro delle imprese(art 2379). Per la nullit per vizi procedimentali viene ammessa la sanatoria:per esempio lazione di nullit per mancanza del verbale pu essere sanata con una verbalizzazione eseguita prima dellassemblea successiva. La delibera nulla per un vizio del contenuto(illecito o impossibile) non pu essere sanata.La nullit pu essere rilevata d ufficio. ANNULLABILITA. Si ha in base all art 2377: quando la costituzione dell assemblea dipesa da persone non legittimate; quando la maggioranza stata raggiunta con voti marginali( determinanti) di soci in conflitto d interessi e la delibera pu arrecare danno alla societ; maggioranza raggiunta per voti invalidi(es.per dolo,violenza errore); verbale incompleto ed inesatto tale da non poter verificare la sua irregolarit.

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L azione di annullamento spetta agli amministratori, al consiglio di sorveglianza e a quello sindacale;anche ai soci assenti, dissenzienti o astenuti che insieme posseggono il 5% delle azioni aventi diritto al voto. Chi non ha tali capitali pu chiedere il risarcimento alla societ. Hanno diritto al risarcimento anche i soci privi di voto e quelli che, pur avendo dimostrato al tempo dellimpugnazione della delibera di possedere il prescritto numero delle azioni, non lo hanno conservato nel corso del giudizio perch le hanno trasferite ad altri. L esercizio dell azione di annullamento e di risarcimento del danno soggetta ad un breve tempo di decadenza di 3 mesi che decorre dalla sua iscrizione nel registro delle imprese e se nn deve essere iscritta dalla data della delibera. Tutte le impugnative relative alla stessa deliberazione devono essere decise in un unico processo e sono fatti comunque salvi i diritti acquistati in buona fede da terzi. Il tribunale non pu dichiarare la nullit o lannullabilit della deliberazione impugnata, se questa stata sostituita con altra conforme alla legge o allo statuto. Se le deliberazioni dell assemblea generale pregiudicano i diritti di una categoria di azionisti, questi provvedimenti devono essere approvati dall assemblea della categoria interessata, altrimenti annullabile. 83. Il consiglio di amministrazione: nomina e attribuzione degli amministratori.- Viene disposto che la societ per azioni sia gestita da uno o pi amministratori, il consiglio di amministrazione, e che il controllo sullosservanza della legge e statuto sia affidato al collegio sindacale, mentre il controllo finanziario sia nelle mani di un revisore legale dei conti(nelle SPA che non fanno ricorso al mercato di rischio il controllo finanziario pu essere affidato allo stesso collegio sindacale). Esaminiamo innanzitutto il sistema TRADIZIONALE da applicare a tutte le societ; Nell atto costitutivo deve essere inserito il numero degli amministratori, ( se pi di si ha consiglio d amministrazione; se solo di uno :unico amministratore). 1)NOMINA. Questa deve avvenire da parte dell assemblea ordinaria fatta eccezione per i primi due nominati nellatto costituivo e gli amministratori non per forza devono essere soci (art 2383). La durata massima dell incarico di 3 anni e non sono ammessi a tale carica: gli inabilitati, gli incapaci, gli interdetti, i falliti e anche coloro che sono stati allontanati per un periodo dal lavoro. Pu essere nominato limpiegato dello Stato che ha solo incompatibilit ed andra incontro solo a sanzioni disciplinari da parte della PA. Perch si diventi amministratore oltre alla nomina vi deve essere l accettazione che deve essere realizzata entro 30 giorni con la richiesta d iscrizione nel registro delle imprese (art 2383). 2) ATTRIBUZIONI. Agli amministratori spetta il potere di gestione(potere di deliberare il compimento di tutti gli atti per la realizzazione dell oggetto sociale), e il potere di rappresentanza che pu essere dato ad uno o a tutti gli amministratori, in tal caso bisogna specificare se essi opereranno congiuntamente(art 2383). A tutela dell affidamento dei terzi predisposto che -non sono opponibili a terzi le cause d invalidit della nomina degli amministratori, salvo che non si provi che essi ne erano a conoscenza ; - in secondo luogo non sono opponibili gli atti conseguiti utilizzando un potere di rappresentanza che vada oltre i limiti della procura tranne che non si dimostri che i terzi hanno agito con cognizione di causa contro la societ. Operazioni con parti correlate. Nelle societ che fanno ricorso al capitale del rischio gli amministratori devono attuare delle norme di correttezza, fissate dalla Consob, nelle trattative con le parti correlate ossia coloro che possono avere interessi comuni alla stessa societ(societ controllanti,controllate o collegate). L osservanza di tali regole risulter dalle relazioni al bilancio che gli organi d controllo devono presentare allassemblea. Deliberazioni consiliari. Il consiglio di amministrazione convocato dal presidente che enuncia l ordine del giorno(art 2381). Sono valide le deliberazioni realizzate con il voto favorevole della maggioranza assoluta

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degli amministratori e se presente la maggioranza degli amministratori in aula. Possono avvenire per videoconferenza e non sono ammessi rappresentanti. Le deliberazioni non conformi a legge o statuto sono annullabili e possono essere impugnate entro 90 giorni(art 2388) dagli amministratori assenti ,dissenzienti o dal collegio sindacale, sono annullabili le deliberazioni che coinvolgono l interesse diretto di un soggetto(art 2391). Amministrazione delegata. Il consiglio di amministrazione pu delegare i propri poteri ad un determinato comitato esecutivo composto da alcuni amministratori o anche da uno o pi consiglieri (amministratori delegati) delegati (art 2381). Non si pu delegare il potere di fare il bilancio, aumentare o diminuire il capitale, emettere azioni, redigere progetti di fusione o scissione. Amministratore unico. Qualora sia direttamente coinvolto un proprio interesse personale in una deliberazione egli deve dare espresso annuncio al collegio sinda.cale e poi l assemblee si pronuncer sulla questione (art. 2391). 84. Responsabilit degli amministratori. 3)RESPONSABILITA. Salvo alcuni casi previsti(es. violazione dellobbligo di non fare concorrenza alla societ; di informare il consiglio della sussistenza di interessi personali in una determinata operazione) gli amministratori sono obbligati a compiere l attivit amministrativa della societ con la diligenza richiesta per la natura dell incarico e dalle loro specifiche competenze (art 2392)se per difetto di diligenza abbiano arrecato danno alla societ essi sono responsabili e l assemblea pu deliberare di esercitare l azione sociale di responsabilit(art 2373)per ottenere il risarcimento, e tale azione pu essere deliberata anche dal collegio o da una minoranza che detenga un quinto del capitale sociale. La societ pu rinunciare all azione purch si approvi la rinunzia e la transazione (art 2393),purch non vi sia il voto contrario di una minoranza che raggiunge un quinto del capitale sociale. Gli amministratori sono responsabili anche verso i terzi: -verso i creditori sociali alla duplice condizione:(a)che non abbiano adempiuto alla salvaguardia dell integrit del patrimonio,b) perch il patrimonio insufficiente alla loro soddisfazione. Se gli amministratori per il tipo di inadempienze sono responsabili anche verso i terzi , questi possono intraprendere l azione indipendentemente dalla societ -verso i terzi che sono stati direttamente danneggiati dal loro comportamento(es.:sono stati indotti ad acquistare azioni a prezzi alterati mediante la redazione di bilanci falsi..)in queste ipotesi anche se non vi stato danno verso il patrimonio sociale i terzi ed i singoli soci danneggiati possono agire direttamente contro glia amministratori colpevoli (Art 2395: azione individuale del socio e del terzo). 85. Cessazione e sostituzione degli amministratori. 4)ESTINZIONE DEL RAPPORTO DI AMMINISTRAZIONE. Pu avvenire per: a) revoca dallassemblea ordinaria che pu avvenire in qualsiasi momento e che se operata senza giusta causa l amministratore ha diritto al risarcimento; b) rinunzia dell amministratore realizzata tramite la presentazione delle dimissioni scritte al consiglio e al presidente; c) scadenza del termine; d) decadenza per inabilitazione, interdizione, fallimento, alcune condanne penali ecc..; e) morte. La cessazione deve essere iscritta entro 30 giorni nel registro delle imprese dal collegio sindacale se no non opponibile a terzi 5)SOSTITUZIONE. La sostituzione per cessazione del termine realizzata solo quando il consiglio ricostituito, mentre quella operante tramite dimissioni ha effetto solo dal momento in cui la maggioranza si

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ricostituita, mentre ha effetto immediato rimane in carica la maggioranza del consiglio. Per operare l integrazione abbiamo le seguenti regole: a) se vengono a mancare taluni amministratori questi vengono sostituiti con il sistema della cooptazione dallo stesso consiglio di amministrazione con lapprovazione del collegio sindacale purch la maggioranza del consiglio sia sempre costituita da amministratori nominati dallassemblea, e poi questi saranno effettivamente confermati dall assemblea o sostituiti; b) se viene meno la maggioranza quelli rimasti devono riunire l assemblea e realizzare lelezione e quelli cos nominati scadono insieme con quelli gi in carica; c) se non rimane nessuno il collegio dei sindaci deve riunire l assemblea per l elezione. 86. C)Il collegio dei sindaci.- (organo di controllo). Si compone di tre o cinque sindaci effettivi e di due sindaci supplenti (art 2397). NOMINA. I sindaci sono nominati dall assemblea ordinaria ad eccezione dei primi due che sono nominati nell atto costitutivo. In carica 3 anni. I sindaci possono essere soci o non esserlo,il presidente nominato dalla stessa assemblea, almeno un sindaco effettivo ed uno supplente devono essere scelti tra i revisori contabili iscritti all interno del registro istituito presso il ministero delleconomia. Non possono essere nominati sindaci coloro che sono stati nominati interdetti, inabilitati, i falliti, ecc. o addirittura coloro che sono legati alla societ da rapporti di natura patrimoniale (art 2399). Al momento della nomina devono essere resi noti alla assemblea gli incarichi dei sindaci(art 2400). COMPENSO. Per evitare delle influenze illecite dei soci il compenso dei sindaci deciso al momento della nomina e non pu mutare per altri 3 anni (durata della carica). POTERI E DOVERI. Controllo sugli atti degli altri organi sociali siano conformi alla legge e allo statuto, nonch la correttezza della gestione, vigilare sulladeguatezza dellorganizzazione, dellamministrazione e della contabilit ;e per far ci possono fare ispezioni e liberamente avvalersi di ausiliari, ma gli amministratori possono rifiutarsi di dare l accesso ad informazioni segrete a tali ausiliari. Per facilitare il lavoro dei sindaci ogni socio pu realizzare la denuncia (art 2408) e se la denuncia corrisponde ad un ventesimo del capitale(o a un cinquantesimo nelle societ che ricorrono al mercato del capitale di rischio) il collegio deve indagare senza ritardo e se sono problemi gravi dovranno riunire d urgenza l assemblea. Le deliberazioni vengono prese a maggioranza assoluta e se ne redige un verbale e il collegio deve riunirsi ogni tre mesi(art 2404). I sindaci devono esercitare i loro poteri con molta diligenza richiesta dalla natura dell incarico. Sono responsabili solidamente con gli amministratori se un esercizio stato realizzato negativamente per mancanza del controllo (art 2407). CESSAZIONE DELL UFFICIO. Il rapporto tra sindaci e societ cessa: a) per scadenza mandato; b) revoca deliberata dall assemblea solo se ricorre giusta causa e deve essere approvata con decreto dal tribunale dopo aver ascoltato linteressato; c) per morte; d) per decadenza dovuta a cause d ineleggibilit sopravvenuta, o per mancata partecipazione ingiustificata alle assemblee. e) per rinunzia(dimissioni) SOSTITUZIONE DEI SINDACI. Ai sindaci cessati subentrano i supplenti in ordine det, alla presidenza va il pi anziano e quello revisore contabile sostituito dal pi anziano che detiene la stessa qualifica. I sostituti restano in carica fino alla prima assemblea ,che procede ad una nuova nomina (art 2401) la nomina e la sostituzione devono essere iscritte all interno del registro delle imprese.

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87. Il controllo contabile. - esercitato nelle SPA da un revisore legale dei conti o da una societ di revisione iscritti nel registro istituito presso il Ministero delleconomia(ricordiamo che nelle societ che hanno adottato il sistema tradizionale di amministrazione e per le societ che investono sul mercato del capitale di rischio e non sono tenute a redigere un bilancio consolidato, lo statuto pu prevedere che la revisione legale dei conti sia affidata al collegio sindacale: n.87). L incarico dura tre esercizi e per il compenso deve essere deliberato dell assemblea ordinaria che vale per tre anni. La revoca dellincarico pu essere decisa solo per giusta causa dallassemblea; il soggetto incaricato della revisione pu dimettersi nei casi e con le modalit definiti con regolamento del Ministro delleconomia .Devono essere informati tempestivamente il Ministro delle ragioni che hanno determinato la revoca, le dimissioni o la risoluzione consensuale dellincarico. Tra sindaci e revisori vi deve essere uno scambio di informazioni per l esplemento dei rispettivi compiti (ART 2409). I revisori devono verificare nel corso dellesercizio la regolare tenuta della contabilit, ed esprimere con un apposita relazione di revisione un giudizio sul bilancio di esercizio e ove redatto sul bilancio consolidato; giudizi che possono essere positivi o negativi. Positivi quando i bilanci sono corretti, negativi quando il bilancio non corretto e pu anche essere rilasciata una dichiarazione di impossibilit di esprimere qualsiasi giudizio ( ad es., perch il progetto del bilancio di esercizio non stato redatto dagli amministratori, o non stato posto a disposizione del soggetto incaricato di revisione). RESPONSABILIT. I revisori rispondono in solido tra loro e con gli amministratori nei confronti della societ che ha conferito lincarico di revisione legale, dei soci e dei terzi per i danni derivanti dallinadempimento dei loro doveri .Lazione di risarcimento si prescrive nel termine di 5 anni dalla data della relazione di revisione. OPERAZIONI STRAORDINARIE. Ulteriori funzioni sono attribuite ai revisori legali dei conti quando si intendono attuare operazioni di fusione o di scissione, in tali casi devono redigere la relazione sulla congruit del rapporto di cambio tra le partecipazioni delle societ interessate alla fusione o alla scissione. 88. I sistemi statutari di amministrazione e di controllo.- Invece del sistema tradizionale di amministrazione e di controllo, basato sulla presenza del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale abbiamo altre due tipologie di controllo e di amministrazione ossia: il sistema dualistico incentrato sulla presenza di un consiglio di gestione e di un consiglio di sorveglianza(art 2409-octies), o il sistema monistico incentrato sulla presenza del solo consiglio di amministrazione soggetto al controllo del comitato all interno dello stesso consiglio (art 2409- sexiesdecies). 1. Sistema dualistico. La differenza con il modello tradizionale, non si ritrova sul piano amministrativo poich il consiglio di amministrazione si rispecchia con consiglio di gestione, anche se si pu prevedere che sia il consiglio di sorveglianza competente a deliberare in ordine alle operazioni strategiche e ai piani industriali e finanziari predisposti dal consiglio di gestione, che peraltro rimane responsabile per i conseguenti atti di esecuzione. Le principali differenze si ritrovano sul piano del controllo poich rispetto al sistema tradizionale al consiglio di sorveglianza spettano poteri differenti: a) nomina e revoca membri del consiglio di gestione, b) approvazione del bilancio desercizio, c) esercitare lazione di responsabilit verso il consiglio di gestione, gli altri potere non divergono dal sistema tradizionale(pu denunciare al tribunale le irregolarit del consiglio di gestione ,qndi stessi poteri di sorveglianza del collegio sindacale). Inoltre i membri possono anche non essere soci, sono nominati dall atto costitutivo e, successivamente dall assemblea ordinaria in un numero non inferiore a 3 ed uno deve essere scelto tra i revisori dei conti (2364- bis/ duodecies). Per la sostituzione dei consiglieri venuti a mancare durante l

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esercizio provvede lassemblea. Il loro compenso definito allatto di nomina e il consiglio deve riunirsi almeno ogni 90 giorni, e poi almeno una volta l anno per riferire all assemblea della sua attivit di controllo. Lassemblea deve deliberare sulla revoca e sulla responsabilit dei componenti del consiglio, e quando accade ci quest ultimi,s e soci, non possono naturalmente votare. 2. Sistema monistico. Rispetto al sistema tradizionale, assemblea e consiglio di amministrazione mantengono i rispettivi ruoli e allinterno dello stesso consiglio invece nasce un comitato per il controllo sulla gestione che ha le medesime attribuzioni del collegio sindacale (art 2409 octiesdecies). Nel consiglio di amministrazione un terzo dei suoi componenti devono avere i requisiti di indipendenza prescritti per i sindaci dall art 2399. Del comitato di controllo possono entrare a farne parte gli amministratori indipendenti, che abbiano i requisiti di onorabilit e di professionalit stabiliti all interno dello statuto. Essi non possono essere n amministratori, n membri del comitato esecutivo e non possono svolgere alcuna attivit di gestione(art 2409 octiesdecies). In tutti e 3 i sistemi la disciplina sul controllo analoga. 89. I patti parasociali.- Tali patti detti anche sindacati azionari sono degli accordi realizzati dagli azionisti con i quali si stabilisce preventivamente le modalit con cui concordare il voto da esprimere nelle assemblee della societ (sindacati di voto). Si pu trattare anche solamente di sindacati di consultazione ed i patti hanno in comune il fatto che essi sono definiti al di fuori dell assemblea, difatti talvolta tali patti sono stati visti come contrari al dettato del codice che definisce il voto come il risultato di un libero confronto di opinioni. Tali accordi permettono ai soci aderenti di realizzare il controllo sulla gestione della societ e quindi garantendo una certa stabilit societaria che altrimenti non si avrebbe, e si possono concordare anche dei limiti al trasferimento delle azioni a terzi (sindacati di blocco). Con il D.lg 3/2006 si stabilita la possibilit di realizzare tali sindacati di voto o di blocco per realizzare la stabilit della societ. Qualora un socio abbia votato in maniera diversa rispetto al patto lo stesso voto efficace verso i terzi e verso la societ, ma per quanto riguarda i rapporti interni gli altri soci aderenti al patto hanno diritto al risarcimento in caso di mandato rispetto. Tali patti possono essere stipulati anche in forma orale (art 2341 bis) hanno durata quinquennale e sono rinnovabili; nelle societ non quotate le quali fanno ricorso al mercato del capitale di rischio i patti devono essere comunicati alla societ e dichiarati in apertura di ogni assemblea e trascritta in una relazione e depositata presso il registro delle imprese se ci non avviene la delibera annullabile. 90. La denuncia delle irregolarit degli amministratori all autorit giudiziaria.- I soci di minoranza che detengono almeno un decimo del capitale sociale(o del ventesimo, nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio) possono richiedere l intervento dell autorit giudiziaria quando abbiano il fondato sospetto che siano state compiute gravi irregolarit al tribunale da parte di un determinato organo o dagli amministratori (art 2409) che creino un pericolo di danno per la societ. Ci spetta anche al collegio sindacale, al consiglio di sorveglianza o al comitato per il controllo;nonche al pubblico ministero nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio. Il tribunale dopo la denuncia ,sentiti gli amministratoti e i sindaci,pu ordinare l ispezione che pu essere fermata qualora l assemblea sostituisce gli amministratori con altri professionisti. Se le irregolarit sussistono il tribunale adotta delle misure cautelari, e nei casi pi gravi pu nominare un amministratore giudiziario che guider la societ e alla fine del suo incarico dar informazioni sul suo operato, riunir lassemblea per la nomina dei nuovi organi, o per proporre la liquidazione della societ (art 2409).

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91. L acquisto delle proprie azioni. Per tutelare il capitale sociale sono stati posti dal legislatore determinati vincoli: 1) divieto alla societ dell acquisto delle azioni proprie poich ci comporterebbe una diminuzione del capitale ed un venir meno delle garanzie per i creditori. Al di fuori dellipotesi di una riduzione del capitale, esistono per delle eccezioni: a) che l acquisto avvenga entro i limiti degli utili distribuibili e delle riserve, b) che l acquisto sia autorizzato da parte dell assemblea che ne definisce anche le modalit, c) le azioni siano interamente liberate altrimenti per i decimi residui ancora da versare la societ diventerebbe debitrice di se stessa (art 2357). Quando lacquisto deciso da societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio posto un limite quantitativo, in quanto il valore nominale delle azioni acquistate non pu eccedere la quinta parte del capitale sociale (art 2357). Se non ci sono tali presupposti la societ dovr ricorrere ,entro l anno dallacquisto, alla vendita delle azioni o, se ci non accade si dovr procedere al loro annullamento ed alla riduzione del capitale, che se non viene effettuata sar disposta su richiesta del tribunale. Ci vale anche quando la societ procede all acquisto delle azioni per mezzo di altre societ o un soggetto interposto. 2) Tali limitazioni non valgono: -se l acquisto avviene a titolo gratuito, -se l acquisto una conseguenza di un altra operazione(es: fusione), -ovvero quando si ha un esecuzione forzata su azioni di un debitore della societ e il giudice le assegna alla societ come soddisfazione del proprio credito. Vale anche qui il termine quantitativo del quinti del capitale per le societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, in caso contrario l eccedenza deve essere venduta in tre anni. 3) Gli amministratori non possono disporre delle azioni acquistate. Gli utili di tali azioni non restano alla societ ma vengono distribuiti in proporzione agli altri azionisti, salvo che la societ non sottoscriva le stesse azioni. Azioni riscattabili: Non costituiscono un particolare diritto o dovere ma possono appartenere a qualsiasi categoria. Esse sono di solito assegnate ai membri della societ con i quali c era un rapporto extrasociale di servizio(es: di lavoro, di fornitura) ormai concluso. 92. Il divieto di sottoscrizione delle proprie azioni. Altre operazioni vietate. 4) Alle societ azioni vietata la sottoscrizione delle azioni sia che avvenga in maniera diretta in nome della societ, sia in maniera indiretta operata da terzi. Qui il divieto alla sottoscrizione assoluto senza eccezioni. La violazione del divieto di sottoscrizione non comporta l obbligo di alienazione, o in alternativa del loro annullamento e conseguente riduzione del capitale: ma vi un duplice effetto a seconda che si parli di sottoscrizione diretta o indiretta. -Per il primo caso, le azioni s intenderanno sottoscritte dai promotori o dai soci fondatori: costoro diventano perci titolari della azioni sottoscritte in nome della societ; -nella seconda ipotesi, titolare sar il terzo, che se non riuscir ad effettuare i versamenti corrispondenti al valore delle azioni, i conferimenti devono essere effettuati dai promotori dai soci fondatori. In entrambi o casi non responsabile chi dimostra di essere estraneo alla vicenda (art 2357- quater). 5) Inoltre vietato alla societ accettare in pegno delle azioni proprie, neppure per tramite di persona interposta. 94. La concessione di prestiti e garanzie per lacquisto o la sottoscrizione di azioni proprie. Alla societ anche vietato accordare prestiti o fornire garanzie a terzi per lacquisto o la sottoscrizione delle proprie azioni: infatti, se non vi fosse tale divieto, potrebbe accadere che il capitale sociale appaia interamente versato, mentre in effetti il denaro necessario per la sottoscrizione o lacquisto delle azioni

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sarebbe stato fornito dalla stessa societ , o perch essa lo ha anticipato ai sottoscrittori o perch ha concesso garanzie a loro favore e quindi, se essi sono nullatenenti, risponde dalladempimento del loro debito. Tale regola viene derogata alle seguenti condizioni: la preventiva autorizzazione dallassemblea straordinaria, deliberata sulla base di una relazione degli amministratori, depositata nella sede sociale durante i 30 giorni precedenti la riunione assembleare, da cui risultano le ragioni che giustifichino tali operazioni. Limporto complessivo dei prestiti e delle garanzie non pu eccedere il limite degli utili distribuibili e delle riserve disponibili. Questi divieti non operano quando si tratta di operazioni(prestiti, concessioni..) effettuare per favorire lacquisto di azioni da parte di dipendenti della societ, posto il limite degli utili e delle riserve. 93. Il divieto di sottoscrizione reciproca delle azioni.- Il divieto della sottoscrizione reciproca opera qualora la societ A ne costituisce un altra B, sottoscrivendo un capitale di 1 milione di euro e delibera l aumento del proprio capitale per un importo di un milione di euro, facendone sottoscrivere per lo stesso importo le azioni della societ B cos, tale milione della societ A sarebbe computato 2 volte pur non essendoci alcun mutamento, e ci metterebbe in pericolo la fiducia dei creditori. Per limitare ci stata vietata la sottoscrizione reciproca di azioni anche per mezzo di persona interposta(art 2360). possibile che si abbiano partecipazioni incrociate delle societ in corrispondenza al capitale gi sottoscritto da reciproci azionisti. 94. Le partecipazioni in altre societ: societ finanziarie e societ d investimento.- Fatti salvi i divieti della sottoscrizione reciproca, quelli posti dall art 2361 che determina il divieto dellassunzione di partecipazioni in altre societ quando queste alterino l oggetto della societ, e il divieto dell art 5 d. L. n 1148/ 1941 che vieta di possedere delle azioni di altre societ che hanno un valore superiore al proprio capitale sociale; SALVI questi divieti le societ SONO LIBERE DI ACQUISTARE AZIONI o quote di altre societ. Detto questo esistono societ dette holdings(societ finanziarie) che, svolgono come attivit principale l assunzione di partecipazioni in altre societ allo scopo di dirigerne lattivit. Si parler di holdings pura, se assunzione ed amministrazione sono gli unici scopi della societ, e holding mista se svolge anche attivit di produzione o scambio. Esistono anche delle societ d investimento mobiliare il quale unico scopo appunto quello di investire i propri capitali in titoli per poi trarre il guadagno dai dividendi o con laumento del valore di mercato. 95. Societ collegate e societ controllate. Acquisto e sottoscrizione di partecipazioni delle societ controllate. L art 2359 stabilisce una differenziazione tra le societ controllate che si hanno qualora la societ A sia sottoposta al controllo della societ B poich quest ultima detiene della maggioranza(in virt delle azioni o quote possedute) richiesta per le delibere assembleari (controllo di diritto);quando le societ sono sottoposte all influenza dominante di unaltra in virt di azioni o quote possedute(che per non raggiungono il livello per il controllo di diritto) o di vincoli contrattuali con essa(es. unica cliente: Controllo di fatto); controllo effettuato da B su A per mezzo del possesso di azioni o di un altra societ(societ a catena) o per il tramite di societ fiduciarie o di persone interposte(controllo indiretto). Le societ collegate che si hanno qualora una societ sia sotto linfluenza di unaltra poich l una possiede almeno un quinto dei voti d assemblea ordinaria o un decimo, se la societ ha azioni quotate in borsa. Sono posti dei limiti ,a carico delle societ controllate, allacquisto ed alla sottoscrizioni di partecipazioni della societ controllante (art 2359-bis). 1) ACQUISTO. La disciplina ricalca quella dellacquisto delle azioni proprie. La societ controllata non pu acquistare azioni della controllante se non ricorrano le seguenti condizioni: a) che lacquisto avviene nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili,

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b) che le azioni siano interamente liberate, c) che lacquisto sia deliberato dall assemblea dei soci.(art 2359-bis). Avvenuto lacquisto, gli amministratori della controllata non possono detenere il diritto di voto nelle assemblee della societ controllante (2359-bis). Le azioni delle societ controllanti se non vengono rispettate le condizioni devono essere alienate entro un anno dal loro acquisto, secondo modalit determinate dallassemblea e se ci non accade devono essere annullate con la conseguente riduzione del capitale, rimborsando alla societ controllata il loro valore determinato secondo i criteri indicati dal codice per lipotesi di recesso dellazionista. Le condizioni poste dall art 2359-bis non operano se l acquisto delle partecipazioni della controllante avvengono per successione universale o per fusione o a titolo gratuito, o per esecuzione forzata come soddisfacimento di un credito della societ controllata. In tali casi le azioni devono essere liberate e non devono superare il decimo del capitale della controllante. Se ci non accade la societ controllata vende le eccedenze in 3 anni o la societ controllante provveder a ridurre il capitale con rimborso a quella controllata. Se il limite del decimo viene superato per circostanza sopravvenuta, la societ controllante entro 3 anni deve procedere all annullamento delle azioni ed alla riduzione del capitale. SOTTOSCRIZIONE. Ricalca quella disciplina delle azioni proprie. Per le sottoscrizioni dirette le sottoscrizioni s intendono sottoscritte dagli amministratori salvo non dimostrino l estraneit al fatto, per quelle indirette, dovranno rispondere i terzi che, se non potranno versare le partecipazioni il costo sar sostenuto dagli amministratori salvo non colpevolezza. 96. I gruppi di societ. L attivit di direzione e di coordinamento.- Quando sussiste una posizione di controllo tra due o pi societ quella controllante viene detta societ capogruppo e la legge presume che ad essa spettino anche le funzioni di direzione ed coordinamento. Lattivit di direzione e coordinamento pu essere svolta anche in base a vincoli contrattuali(c.d. contrato di dominio),oppure in virt di clausole statuarie o anche in via di fatto. Talvolta vi pu essere il rischio che la capogruppo prenda delle decisioni che vadano ad avvantaggiare la propria societ e vadano a svantaggio della controllata(es.: la controllata acquista beni prodotti dalla controllante ad un prezzo superiore) quindi a danno di soci minoritari e dei creditori. PUBBLICITA . La societ controllata deve dare pubblicit al fatto di essere soggetta allaltrui attivit di direzione e di coordinamento, indicandolo negli atti e nella corrispondenza e procendendo alliscrizione di una dichiarazione in un apposita sezione del registro delle imprese:in mancanza, gli amministratori della societ controllata sono responsabili dei danni che la mancata conoscenza del fatto abbia recato ai soci o ai terzi. MOTIVAZIONE. Le decisioni delle societ controllate , quando influenzate dalla capogruppo, devono essere motivate analiticamente fornendo chiara indicazione degli interessi che ne pu trarre la societ. RESPONSABILIT DELLA CAPOGRUPPO. I soci minoritari ed i creditori possono in qualsiasi momento far valere la responsabilit extracontrattuale, i primi per i mancati utili, i secondi per una intollerante riduzione del patrimonio. Tale azione di responsabilit pu essere esercitata solo se i soci e i creditori non sono stati soddisfatti dalla societ controllata.Se la societ controllata viene sottoposta ad una procedura concorsuale l azione dei creditori esercitata dall organo a cui la legge attribuisce l amministrazione nella fase concorsuale: il curatore del fallimento(art 2497). FINANZIAMENTI PASTERGATI. I finanziamenti realizzati dalla capogruppo in una situazione in cui si sarebbe preferito un aumento di capitale sono disciplinati, se la societ controllata fallisce, come se fossero conferimenti e vengono rimborsati alla capogruppo solo dopo aver soddisfatto gli altri soci. RECESSO. I soci delle controllate recedono nei casi descritti dall art 2497-quarter.

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97. La suddivisione in comparti con autonomia patrimoniale.- A norma dell art 2740, anche la societ risponde con tutto il patrimonio per i suoi debiti, ma qualora la societ voglia svolgere una operazione economica autonoma pu realizzare un patrimonio separato. PATRIMONI DESTINATI AD UNO SPECIFICO AFFARE, (art 2447 bis) spetta all organo amministrativo deliberare a maggioranza assoluta dei componenti la costituzione di uno o pi patrimoni separati per cui i soggetti in tale maniera possano rispondere al debito con quel patrimonio. Inoltre quello separato non pu superare il 10% del patrimonio netto. La deliberazione dovr indicare: l oggetto dell affare, il piano economico- finanziario, apporti di terzi, se vi sono strumenti finanziari di partecipazione e quali diritti determinino questi tra i quali anche quello di partecipare alle assemblee speciali con la nomina di un rappresentante comune, la societ di revisione a cui viene affidato il controllo, le regole con cui sar presentato il rendiconto dell affare (art 2447 ter). Nella delibera pu essere stabilito che i debiti di detto affare siano sanati con l intero patrimonio sociale. La deliberazione deve essere redatta da un notaio e consegnata e registrata entro 30 giorni nel registro delle imprese:entro 2 mesi dalliscrizione i creditori sociali possono fare opposizione, ma il tribunale pu consentire alla societ in attesa di decidere sullopposizione, di prestare unidonea garanzia, per poter procedere alla realizzazione dellaffare; Dopo il decorso del termine bimestrale i creditori sociali, i cui crediti non derivano dallo svolgimento dellaffare, non possono agire sui beni inclusi nel patrimonio separato, ma solo sulla parte dei frutti della stessa societ. Quando l affare si realizzato oppure impossibile, si redige il rendiconto finale e si far riscontro alle relative passivit. Se i debiti sociali non sono stati corrisposti allora i creditori possono chiedere alla societ di nominare un liquidatore che liquideranno il comparto separato e venderanno i beni. FINANZIAMENTI DESTINATI AD UNO SPECIFICO AFFARE. (art 2447 bis). Gli amministratori possono fare con un terzo un contratto di un finanziamento per realizzare un affare specifico. Tale contratto deve contenere l indicazione che per quel finanziamento si risponder con un determinato patrimonio composto esclusivamente con i proventi derivanti dallaffare specifico. Il finanziamento ha natura partecipativa, nel senso che il finanziatore partecipa al rischio delloperazione sociale , in quanto non ha diritto al rimborso del suo credito, se la societ non riesce a realizzare i proventi previsti nel contratto. Regole di pubblicit per tutelare i creditori sociali:- copia del contratto di finanziamento deve essere depositata nel registro delle imprese e- la societ dovr adottare un sistema d incasso e di contabilit tale da individuare in ogni momento i proventi ed il restante patrimonio societario. 98. Le modificazioni dell atto costitutivo. Premessa.- Sappiamo che le modificazioni dell atto costitutivo dono di competenza dall assemblea straordinaria, purch il quorum stabilito per legge, Entro 30 giorni dalla riunione dellassemblea, il notaio che ha proceduto alla verbalizzazione deve richiedere liscrizione nel registro delle imprese di tutte le deliberazioni di modifica: lufficio, come nellatto di costituzione deve solamente verificare la regolarit formale dei documenti. Il notaio non pu rifiutare la verbalizzazione anche che contraria alla legge ,per non deve richiederne liscrizione, ma deve invece comunicare, entro lo stesso termine di 30 giorni, la propria valutazione negativa agli amministratori .Costoro, entro 30 giorni, possono convocare lassemblea per gli opportuni provvedimenti oppure richiedere al tribunale di accertare la legittimit della delibera(giudizio di omologazione): se non procedono a nessuna delle due, la delibera diventa inefficacie. Se il tribunale risponder positivamente la modifica sar registrata e sar depositato un testo aggiornato dello statuto. Vi poi nel codice una disciplina particolare per le deliberazioni modificative che hanno per oggetto laumento o la riduzione del capitale sociale; sono determinati i casi di modificazioni in cui i soci assenti o dissenzienti hanno il diritto di recesso dalla societ, e quindi anche alla societ per azioni, relative alla trasformazione(cio al cambiamento del tipo sociale), alla fusione e alla scissione tra due o pi societ.

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99. Laumento del capitale sociale. A) L aumento a pagamento.- La societ pu deliberare ove occorra l aumento del suo capitale e ci non pu essere eseguita fino a quando le azioni precedentemente eseguite non siano state interamente liberate (art 2438): se le azioni sono state ugualmente sottoscritte, i sottoscrittori restano obbligati per i precedenti crediti che per devono eseguire solo dopo che avviene la liberazione delle azioni precedenti (art 2438 2comma). posta una disciplina particolare r lazione di nullit contro la delibera di aumento, esercitabile entro termini pi ridotti per favorire la stabilit: essa pu essere proposta entro 180 giorni dalliscrizione della delibera nel registro delle imprese, o nel caso di nullit per mancata convocazione, entro 90 giorni dallapprovazione del bilancio dellesercizio nel corso del quale la delibera stata anche parzialmente eseguita(art 2379-ter), nelle societ in cui le azioni non sono molto diffuse tra il pubblico il tribunale non pu pronunciare linvalidit della delibera di aumento a pagamento del capitale dopo che sia stata iscritta nel registro delle imprese lattestazione che laumento stato anche parzialmente eseguito(rimane salvo il diritto di risarcimento spettante ai soci e a terzi). Nel codice vengono disciplinate due possibilit di aumento del capitale: Aumento a pagamento (art 2439 e ss): laumento del capitale sociale corrispondente all aumento del patrimonio o perch i vecchi soci hanno fatto nuovi conferimenti o perch se ne sono aggiunti nuovi soci, che diventano azionisti qualora l invito stato annunciato dagli investitori come sollecitazione allinvestimento, con un preventivato annuncio alla Consob e si applica la disciplina prevista per le regolamentazioni delle sollecitazioni. Se si conferiscono somme in danaro bisogna versarne(agli amministratori) almeno il 25 % all atto della sottoscrizione dell aumento e se si conferiscono beni in natura o diritti di credito si procede alla loro stima giurala. Delega degli amministratori. Lo statuto pu attribuire agli amministratori il potere di operare delle delibere di aumento del capitale in una o pi trance entro un massimo importo. Tale potere pu essere esercitato entro 5 anni dalla costituzione della societ o dalla modifica dello statuto. La delibera di aumento sar redatta da un notaio e iscritta nel registro delle imprese (art 2443). Diritto di opzione. Tale diritto si sostanzia nella preferenza accordata ai vecchi soci nella sottoscrizione di nuove azioni cos da non ridurre la percentuale della misura della loro partecipazione sociale. Tali soci possono sottoscrivere diverse tipologie di azioni ed il termine per tale esercizio di 30 giorni (art 2441). Per agevolare il collocamento delle azioni, lassemblea straordinaria, nel determinare laumento di capitale, pu decidere che esse vengano sottoscritte da banche o da enti finanziari soggetti al controllo della CONSOB che assumano l obbligo di offrirle ai vecchi soci: opzione indiretta (art 2441). Almeno 3 giorni prima della scadenza del termine per lesercizio del diritto di opzione,il socio o lobbligazionista devono provvedere a versare al creditore pignoratizio o all usufruttuario le somme necessarie per l esercizio del diritto di opzione, se ci non avviene, il diritto di opzione se non richiesto da altri soci sar alienato per mezzo di una banca . Tale diritto pu essere limitato o eliminato quando: a) le azioni sono liberate con conferimenti in natura(art 2441 c4 e 5 ), b)quando lo esige l interesse della societ, c) quando l assemblea straordinaria delibera di offrire le azioni ai dipendenti delle societ. Nelle prime due ipotesi occorre una relazione degli amministratori da cui risultino le ragione per cui si propone lesclusione. La relazione deve essere corredata da un parere dall organo di vigilanza sulla gestione, che deve pronunciarsi sulla congruit del prezzo di emissione, assieme alla stima giurata del conferimento in natura, e posta a disposizione dei soci nella sede sociale durante i 15 giorni anteriori alla riunione dellassemblea ed previsto che lassemblea stabilisca il prezzo di emissione delle azioni in base al valore del patrimonio netto( e cio allammontare complessivo del capitale e delle riserve esistenti, al netto delle eventuali perdite). La differenza tra il prezzo di emissione delle azioni ed il loro valore nominale viene

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detto sovraprezzo: mentre della parte di prezzo corrispondente al valore nominale occorre versare agli amministratori, allatto della sottoscrizione, solo un minimo di 2 decimi e mezzo dei conferimenti in denaro, viceversa il sovrapprezzo deve essere versato tutto. Quanto ottenuto come sovrapprezzo potr essere distribuito tra i soci solo quando avr raggiunto il quinto del nuovo ammontare sociale (art 2431). Sottoscrizione parziale. Se l aumento non viene integralmente sottoscritto entro il termine previsto i soci restano vincolati solo per la somma sottoscritta, solo se cos stato espressamente disposto nella stessa deliberazione di aumento(presunzione di inscindibilit dellaumento). Warrants. In ipotesi di eliminazione del diritto di opzione o di opzione indiretta ai soci privilegiati pu accadere che la societ emittente rilasci agli stessi azionisti particolari buoni detti warrants, che conferiscono il diritto di sottoscrivere o di acquistare, entro un periodo di tempo e ad un prezzo predeterminato, le azioni di nuova emissione(c.d azioni di compendio) . Tali buoni sono liberamente trasferibili ed hanno un proprio valore di mercato. Indicazione negli atti e nella corrispondenza. Entro 30 giorni dalla sottoscrizione esse deve essere iscritta nel registro delle imprese con lattestazione che il capitale stato aumentato, solo allora la nuova cifra potr essere indicata negli atti sociali (art 2444). 100. B) L aumento gratuito.- Ci si ha quando l aumento avviene computando valori nel capitale che gi fanno parte del patrimonio della societ(es.: si imputano a capitale le riserve volontarie, statuarie o facoltative ;o speciali fondi iscritti nel bilancio a seguito della rivalutazione dei beni appartenenti alla societ :il che ammissibile ,solo quando la rivalutazione ammessa dalla leggi speciali, e sulla base di coefficienti), dunque non si realizza la corrispondenza tra aumento patrimonio e aumento capitale. Tale parte di patrimonio prima libera adesso viene vincolata grazie allimputazione a capitale e tale aumento gratuito pu attuarsi in due modi: o con l emissione di nuove azioni dello stesso tipo di quelle in circolazione assegnandole agli azionisti in proporzione a quelle gi sostenute, ovvero aumentando in maniera proporzionale il valore delle azioni (art 2442). 101. La riduzione del capitale sociale. -Tra le modifiche dellatto costitutivo, una disciplina puntuale dettata per due ipotesi di riduzione del capitale sociale: o con la -riduzione volontaria che si ha di solito poich il patrimonio in esubero rispetto all oggetto. Gli amministratori possono convocare lassemblea straordinaria indicando le ragioni per cui le propongono la riduzione: se la maggioranza degli azionisti daccordo, lassemblea pu deliberare la riduzione. Tale riduzione oltre che facoltativa anche effettiva poich diminuisce il patrimonio della societ in maniera reale, e tale riduzione avviene dopo tre mesi dall iscrizione della delibera nel registro delle imprese poich si concede il diritto di appello ai creditori, ovvero si concede la possibilit se si fatta opposizione di ascoltare la sentenza del tribunale, che se ammette alcun grado di pericolosit per i creditori attua la delibera. La societ realizza la riduzione in pi modi: a) libera i soci dallobbligo dei versamenti ancora dovuti, b) restituisce ai soci parte dei conferimenti; in entrambe dette ipotesi, occorrer o diminuire proporzionalmente il numero delle azioni in circolazione o ritirarle tutte emettendo altre azioni di valore nominale inferiore; c) acquista nel mercato parte delle sue azioni e le annulla, d) sorteggia un numero di azioni corrispondente allammontare della riduzione per poi rimborsare i loro portatori realizzando con costoro la fine del patrimonio societario. Il capitale non pu essere ridotto sotto i 120 mila euro (limite legale).Alla riduzione facoltativa sono posti altri limiti, se la societ ha gi proceduto alla emissione di obbligazioni. Se la delibera d riduzione volontaria invalida, si applica la disciplina dellaumento d capitale.

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-Riduzione per perdite(facoltativa). Ci d la possibilit di realizzare la distribuzione degli utili conseguiti; distribuzione altrimenti inammissibile in quanto occorrerebbe prima colmare le perdite.In questo caso la riduzione non effettiva ma solo nominale, giacch non si ha riduzione anche del patrimonio sociale, ma soltanto adeguamento delluno allaltro valore. e la riduzione nominale diviene obbligatoria qualora il patrimonio divenuto inferiore di un terzo rispetto al capitale. Gli amministratori in tal caso devono senza indugio convocare l assemblea che, se giudica la situazione irrimediabile deve realizzare una diminuzione forte del capitale, se vede possibile un miglioramento potr rimandare di un esercizio la decisione, se la riduzione delle perdite non vi stata di almeno un terzo l assemblea dovr deliberare la diminuzione in proporzione alle perdite accertate e se non vorr, gli amministratori o i sindaci possono ricorrere al tribunale. Se si al disotto del minimo legale l assemblea dovr deliberare o- laumento del capitale portandolo ad almeno 120 mila euro -lo scioglimento della societ o la sua trasformazione sociale. La giurisprudenza riconosce all assemblea il potere di realizzare la riduzione del capitale a zero disponendone la reintegrazione tramite l aumento. 102. Il diritto di recesso.- Poich nella SPA la modificazione dello statuto sociale pu avvenire per decisione della sola maggioranza per tutelare linteresse della minoranza stato riconosciuto loro il diritto di recesso ossia quel diritto di scioglimento totale o parziale, del rapporto sociale. A norma dell art 2437 le principali cause di recesso sono: i. modificazione dell oggetto; ii. trasformazione tipo di societ; iii. trasferimento all estero della sede centrale, iv. revoca della liquidazione, v. proroga della societ ovvero introduzione dei limiti alla circolazione delle azioni. Tale opzione e pu essere limitata da provvedimenti statutari. Il diritto di recesso spetta ai soci dissenzienti, astenuti o assenti i quali devono comunicarlo alla societ per raccomandata entro 15 giorni dalliscrizione nel registro della delibera. Dopo lesercizio del recesso, le azioni devono essere depositate presso la sede sociale e non possono essere cedute a terzi, il recesso diventa inefficacie se entro 90 giorni viene revocata la delibera di modifica dello statuto che ne ha consentito lesercizio, o viene deliberato lo scioglimento della societ. Nei precedenti 15 giorni all assemblea che deliberer lo scioglimento si prevedr il quantum della liquidazione del socio, il socio stesso potr vedere la sua liquidazione calcolata tenendo conto del patrimonio sociale, dell avviamento societario, e del mercato delle azioni, qualora la ritenga scorretta potr fare appello ad un esperto nominato dal tribunale che giudicher tale valore. Il recesso non valido se entro 90 giorni stata realizzata la revoca della delibera che l aveva determinato. Sulle azioni oggetto del recesso vi il diritto di opzione dei vecchi soci e se questo non viene utilizzato queste vengono piazzate sul mercato e col ricavato si avr la liquidazione, se entro 180 giorni del mancato collocamento dalla comunicazione del recesso il socio dovr essere liquidato mediante gli utili a disposizione, e se vi mancanza anche di essi si proceder alla riduzione del capitale o allo scioglimento della societ(art 2437-quater). Il recesso pu anche essere determinato da soci che fanno parte delle societ soggette ad attivit di controllo o di coordinamento, in tal caso i soggetti potranno realizzare il recesso qualora la societ capogruppo adotter provvedimento che potranno incidere negativamente sul valore della partecipazione sociale. 103. Le obbligazioni.- Talvolta le SPA abbisognano di prestiti e per questo fanno ricorsi all emissione di obbligazioni che sono titolo di credito emessi in serie, tutti uguali, fungibili tra loro(titoli di massa) che assicurano agli obbligazionisti un unico diritto ossia quello alla restituzione del credito e dunque a percepire periodicamente non gli utili ma l interesse stabilito, se l interesse fisso si parla di titoli a reddito fisso, ed

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alla scadenza viene restituita la somma mutuata alla societ. Essi possono essere nominativi o al portatore, e talvolta la societ pu emettere le obbligazioni sotto la pari, fissando un prezzo inferiore al loro valore nominale e impegnandosi a rimborsarli con un con una somma pari al valore nominale. Se la societ ha intenzione di rimborsare il prestito in 10 anni, ogni anno potr fissare un numero determinato di obbligazioni estraendo a sorte coloro che dovranno essere rimborsati. Il codice consente che il capitale e il pagamento degli interessi debba essere subordinato al soddisfacimento degli altri creditori sociali (credito obbligazionario postergato o subordinato) e che i tempi di pagamento degli interessi possano variare in corrispondenza di parametri oggettivi che vadano a modificare l andamento economico della societ (tasso variabile ed indicizzato) art 2411. Il legislatore ha posto dei limiti sull emissione di obbligazione per tutelare gli obbligazionisti: la societ pu emettere obbligazioni solo per una somma che non sia superiore al doppio del capitale sociale e delle riserve esistenti dopo l ultimo bilancio approvato (art 2412 c1). Tale limite pu essere superato qualora: A) quando le obbligazioni sono garantite da ipoteca che grava su immobili il cui valore sia superiore di almeno un terzo dell ammontare del mutuo obbligazionario. B) quando ricorrono particolari ragioni che interessano l economia nazionale. Tale limite pu essere superato anche qualora le obbligazioni emesse in eccedenza siano sottoscritte da investitori professionali, che poi potranno trasferire le azioni pro solvendo anche a terzi, andando a superare il limite normativo e cos l alienante(linvestitore professionale) diventa parte emittente e responsabile del mancato rimborso. -Per la corrispondenza tra importo obbligazioni e quello complessivo del capitale si dato vita ad una disciplina particolare della riduzione del capitale che, per quella facoltativa avverr solo in proporzione alle obbligazioni e quella per perdite deve essere deliberata, e la societ non pu distribuire utili ai soci fino a quando l ammontare di capitale e riserve non eguagli l ammontar delle obbligazioni in circolazione. L emissione delle obbligazioni deliberata dagli amministratori e tale delibera verbalizzata dal notaio e non pu essere eseguita fino a quando non pubblicata nel registro delle imprese(art 2410). L emissione di un prestito obbligazionario costituisce un operazione di sollecitazione all investimento, cos le emissioni superiori a 500 mila euro devono essere comunicate alla Banca d Italia. La legge prevede un organizzazione unitaria degli obbligazionisti di societ commerciali, tali organi che si occupano delle obbligazioni sono: a) l assemblea degli obbligazionisti che decide su tutti gli oggetti dinteresse comune e le sue delibere sono impugnabili secondo le regole dell assemblea degli azionisti, b) il rappresentante comune degli obbligazionisti nominato dalla totalit dell assemblea, ha il compito di eseguire le deliberazioni e proteggere gli interessi comuni nei rapporti con la societ e li rappresenta nelle procedure concorsuali. 104. Le obbligazioni convertibili in azioni. I WARRANTS.- A differenza delle obbligazioni comuni quelle convertibili in azioni, competenza dell assemblea straordinaria e non degli amministratori. Queste sono titoli di debito che determinano per i sottoscrittori una duplice facolt alternativa: o quella di ottenere un rimborso del valore nominale dei titoli o quella di sottoscrivere azioni della stessa societ utilizzando per la loro liberazione, come conferimento, le somme gi versate allatto della sottoscrizione delle obbligazioni. Inoltre esse garantiscono: la possibilit di non ottenere subito una partecipazione sociale per cui sarebbero coinvolti in eventuali perdite della societ; e dall altro lato si ha la possibilit di convertire il credito in quote azionarie usufruendo dell eventuale aumento di valore del patrimonio. L assemblea straordinaria per garantire la conversione delle azioni stabilir le modalit di conversione cio il rapporto di cambio tra obbligazione e azione(alle obbligazioni x corrispondono le azioni c), e un aumento di capitale corrispondente al aumento delle azioni che gli obbligazionisti otterranno con lesercizio del diritto di

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opzione. Di conseguenza si applica una regola analoga a quella che vige per ogni aumento di capitale, per cui non pu essere deliberata lemissione di obbligazioni convertibili se il capitale sociale non sia stato interamente versato ;disciplina uguale ad emissione delle azioni: pu non essere indicato il valore nominale e il valore complessivo delle obbligazioni convertite non pu essere inferiore al corrispondente valore globale del capitale sociale. Lo statuto o l assemblea possono delegare agli amministratori l emissioni di obbligazioni convertibili in pi tranches per un periodo massimo di 5 anni(art 2420-ter). Sulle obbligazioni convertibili si pu esercitare il diritto di opzione e l aumento dl capitale avviene qualora e nella misura in cui gli obbligazionisti esercitano la capacit di conversione. Cos nel primo mese di ciascun semestre gli amministratori provvedono all emissione di azioni spettanti agli obbligazionisti che ne hanno fatto richiesta nel semestre precedente art 2420 bis. Inoltre, fino a quando non scaduto il periodo di tempo per la conversione delle obbligazioni la societ pu deliberare la riduzione volontaria del capitale e la modifica delle clausola sulla ripartizione degli utili, solo se si data la possibilit agli obbligazionisti di operare la conversione delle obbligazioni, in tempo utile per partecipare in qualit di soci allassemblea straordinaria convocata per adottare una delle deliberazioni suddette: a tal fine almeno tre mesi prima delle deliberazioni dell assemblea si deve pubblicare l avviso sul registro delle imprese, concedendo agli obbligazionisti di richiedere la conversione nel termine di un mese dalla pubblicazione dellavviso; e per la fusione il termine per la conversione parte dalla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale. Nei casi di aumento gratuito del capitale o di riduzione per perdite non si avr la conversione anticipata perch baster una riduzione automatica del rapporto di cambio in proporzione alla misura della riduzione o all aumento (art 2420 bis): in modo che, se e quando gli obbligazionisti eserciteranno la conversione in azioni, le conseguenze di quegli eventi si rifletteranno egualmente sulla loro posizione, come se fossero stati azionisti fin dalla data di emissione delle obbligazioni. In caso di aumento del capitale a pagamento ai possessori di obbligazioni convertibili spetta il diritto di opzione sui titoli di nuova emissione. Warrants. Sono documenti che permettono all obbligazionista di sottoscrivere nuove azioni entro un determinato periodo di tempo e ad un prezzo determinato. Essi possono avere una valutazione economica separata rispetto al titolo obbligazionario e cos l esercizio del diritto di sottoscrizione delle azioni di nuova emissioni non fa perdere allobbligazionista la posizione di creditore della societ emittente. 105. La documentazione dell attivit della societ. I libri sociali. L informazione dei soci e dei terzi.- Oltre alle scritture contabili le SPA devono tenere anche i seguenti libri: 1) libro dei soci, ove deve essere scritta per ogni categoria il numero delle azioni nominative, i nomi dei titolari delle azioni nominative, i loro trasferimenti. 2) libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee dei soci, ove vanno inseriti anche i verbali redatti per atto pubblico, 3) libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione o di gestione, 4) libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale, ovvero del consiglio di sorveglianza o del comitato per il controllo della gestione ; 5) libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo, SE SONO STATE EMESSE OBBLIGAZIONI: 6) il libro delle obbligazioni, ammontare, il nome dei titolari e i trasferimenti; 7) il libro delle adunanze e delle deliberazione dell assemblea degli obbligazionisti, 8) libro degli strumenti finanziari di partecipazione e dei patrimoni destinati ad un unico affare (art 2421). TENUTA DEI LIBRI: i primi 3 e quello delle obbligazioni e degli strumenti finanziari tenuto dagli amministratori, il quarto dal collegio sindacale, il quinto dal comitato esecutivo, il settimo dal rappresentante comune degli obbligazionisti.

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ISPEZIONE DEI LIBRI: qualsiasi socio ha il diritto di poter visionare il libro dei soci e delle deliberazioni assembleari ed anche ad ottenere estratti qualora ne abbia bisogno. L INFORMAZIONE DEI SOCI E DEI TERZI: per le societ non quotate in borsa entro 30 giorni dall approvazione del bilancio d esercizio, gli amministratori devono depositare nel registro delle imprese tutte le informazioni relative ai soci, i trasferimenti di azioni ecc.. poich il registro delle imprese pubblico di questo possono prendere cognizione i soci ma anche i terzi. 106. Il bilancio d esercizio.- Alla chiusura di ogni esercizio sociale lorgano amministrativo deve redigere il bilancio di esercizio che formato da tre documenti (art 2423): 1) lo stato patrimoniale, che deve indicare la relativa consistenza del patrimonio sociale determinando la parte attiva (valori dei beni), passiva (valore dei debiti). All interno del lato passivo deve rientrare il patrimonio netto dato dall ammontare del capitale sociale e delle riserve, somma beni iscritti nell attivo al netto dei debiti sociali, cos la somma dei valori iscritti all attivo dovr corrispondere a quelli al passivi perch questa a sua volta costituita dalla somma del patrimonio netto e dei debiti della societ( es: se il valore complessivo dei beni dell attivo 150 ed i debiti sono 50, il valore netto del patrimonio 100.) 2) il conto economico, che deve indicare il risultato economico dell esercizio dato dalla differenza tra costi e ricavi e tra i proventi e gli oneri di natura finanziaria(es: sono proventi gli utili delle partecipazioni in altre societ, sono oneri gli interessi sui debiti verso banche): se la somma dei proventi e dei ricavi superiore alla somma dei costi d produzione e degli oneri finanziari si avr l utile se inferiore le perdite. Sia utili che perdite saranno iscritte nella parte passiva dello stato patrimoniale per indicare lincremento o il decremento del patrimonio netto. 3) la nota integrativa, serve ad illustrare ed integrare i dati dello stato patrimoniale e del conto economico. Al bilancio d esercizio deve essere allegata una relazione che riferisca sulla gestione della societ (art 2428). Per le societ che non superano determinati dimensioni consentito redigere un semplice bilancio abbreviato. 107. I principi di redazione del bilancio.- a norma dell art 2423 si ha che il bilancio per poter informare i soci deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria di una determinata impresa e il risultato economico dellesercizio. - Il principio di chiarezza si attua nel rispetto della struttura dello stato patrimoniale e del conto economico ove devono essere redatte separatamente e secondo l ordine prescritto le voci, cio le poste di bilancio indicate negli art 2424 e 2425. Le voci previste dalla legge possono essere raggruppate, aggiunte delle nuove quando questo favorisce la chiarezza del bilancio ma vietata la compensazione delle diverse partite, che vanno distintamente indicate nella voce pertinenza. - Per il principio della rappresentazione veritiera e corretta , il legislatore ha determinato alcuni fondamentali criteri di valutazione per la determinazione del valore dei beni. Come principio cardine stato assunto il postulato per cui la valutazione deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione della attivit (art 2423 bis)(non ammessa lindicazione di un valore di vendita volontaria o forzate e neppure la rivalutazione monetaria. Altri principi sono il fatto che si deve tener conto di entrate e di spese di competenza dellesercizio indipendentemente dalla data d incasso o di pagamento, gli elementi eterogenei delle singole voci devono essere interpretati in maniera differente. I criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all altro di bilancio , ci detto principio della continuit del bilancio. Deroghe a tali principi sono ammesse, tuttavia devono essere motivate dagli amministratori e , se da tali principi diversificati, venissero fuori utili nuovi esse dovranno essere iscritti in un apposita riserva.

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108. Contenuto dello stato patrimoniale e criteri di valutazione: A) LE POSTE DELL ATTIVO.- Lo stato patrimoniale deve essere redatto in conformit allo schema dell art 2424 che prevede due colonne contrapposte, lato attivo e passivo. -All ATTIVO vanno iscritte le seguenti voci: a) crediti verso i soci b)immobilizzazioni a loro volta distinte in: 1. immobilizzazioni immateriali ossia i costi d impianto o di ricerca, di brevetto ecc... Questi possono essere iscritti all attivo quando non hanno condotto all acquisizione di beni autonomi(altrimenti andrebbe iscritto il valore di tali beni). Per la loro iscrizione occorre il consenso dell organo di controllo e tale consenso vale anche per l iscrizione all avviamento, iscrizione che ammissibile solo se esso stato assunto a titolo oneroso. Per ripartire i costi tra pi esercizi occorrer realizzare il loro ammortamento cio alla diminuzione graduale dei corrispondenti valori dellattivo, sino a portarli a zero, con l apposizione di un apposita voce tra i costi della produzione iscritti nel conto economico per un certo periodo di tempo(5 anni) fino a che l ammortamento dei costi d impianto e di ricerca non tutto completato. 2. immobilizzazioni materiali. (terreni, fabbricati, impianti) 3. immobilizzazioni finanziarie.(partecipazioni in altre imprese, titoli obbligazionari) Le immobilizzazioni sono iscritte al costo d acquisto o di produzione(nel costo dacquisto si computano anche i costi accessori: spese di mediazione ;il costo di produzione comprende solo le spese per la fabbricazione). Tale costo dev essere progressivamente ammortizzato in relazione alla residua possibilit di utilizzo dei beni (art 2426), i totali degli ammortamenti devono essere inseriti allo stesso attivo dello stato patrimoniale a detrazione del costo delle immobilizzazioni(Es:valore immobilizzazioni:1000 ;meno totale ammortamento:400;uguale totale netto :600). Le immobilizzazioni finanziarie consistenti in partecipazioni d impresa possono essere valutate, anzich al costo,per un importo pari alla frazione del patrimonio netto risultante dall ultimo bilancio delle imprese e il valore calcolato dalla differenza tra patrimonio netto e il costo iscritto nel bilancio d esercizio precedente costituisce una riserva non distribuibile. c) attivo circolante distinto in: 1) rimanenze: es: materie prime, prodotti in corso di lavorazione, prodotti finiti valutati al costo di acquisto o di produzione, o solo se minore, al valore d mercato; 2) crediti distinti in : verso i clienti, verso le imprese controllate collegate ecc.. vero il fisco: i crediti devono essere iscritti secondo il valore presumibile di realizzazione e quindi tenendo conto di due elementi: a) grado di certezza del credito, b) solvibilit del debitore. I crediti possono essere valutati dellattivo dello stato patrimoniale rettificandone il valore mediante linserimento di una voce nel contro economico tra i costi di produzione. 3) attivit finanziarie non sono immobilizzazioni perch non sono destinate all uso durevole, e si diversificano in partecipazioni ad imprese collegate, controllate o controllanti; in altre imprese; azioni proprie. Tali attivit devono essere valutate secondo i criteri prescritti per le rimanenze cio al valore di costo o di mercato. 4) disponibilit liquide. d) ratei e riscontri attivi. Intendendo per i primi tutti i casi in cui un ricavo riguarda pi esercizi e devessere rateizzato tra essi. Con i secondi ci si riferisce ad ipotesi di spese avvenute nell esercizio oggetto di bilancio ma di pertinenze riguardanti l esercizio precedente. Ripartizione tra pi esercizi si ha anche quando una societ abbia emesso obbligazioni sotto la pari, e dunque alla loro scadenza dovr restituire una somma superiore: anche tale differenza in pi detta, disaggio dovr essere iscritta tra i riscontri attivi. Con riguardo alle immobilizzazioni ed al circolante prescritto che nella colonna attiva dello stato patrimoniale vengano indicati anche i totali conseguenti all addizione delle singole voci.

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109) B)Le poste del passivo; Al PASSIVO dello stato patrimoniale va poi segnalato: 1) il patrimonio netto, composto dal capitale sociale e dai fondi di riserva che vanno investiti nei conti dell attivo(denaro di cassa, depositi bancari, immobili, merci..) e corrispondono al valore complessivo, al netto delle perdite e dei debiti sociali. Le riserve vanno indicate nel seguente ordine: riserva da sovraprezzo delle azioni, riserva di rivalutazione, riserva legale, riserva per azioni proprie, o per societ controllante, in portafoglio: si tratta di riserva indisponibile che verr utilizzata quando le azioni saranno trasferite a terzi o verranno annullate (art 2357-ter). Il patrimonio netto aumentato dagli utili portati a nuovo cio conseguiti nell esercizio precedente ma non ancora distribuiti. Analogamente il patrimonio diminuito dai debiti portati a nuovo. Le passivit vere e proprie sono cos distinte: 2) fondi per rischi ed oneri ossia quei fondi che sono destinati all indennit di quiescenza dei dipendenti(previdenza) o al cambio di taluni beni, dunque destinati a coprire perdite certe o probabili art 2424.- bis . 3) Fondo per il trattamento di fine rapporto dei lavoratori subordinati. TFR 4) debiti variamente distinti, verso banche, verso fornitori; 5) ratei e risconti passivi. C) i conti d ordine. Per la chiarezza del bilancio sono inserite alcune voci dette conti d ordine che vanno inserite nello stato patrimoniale, per indicare che alla chiusura dell esercizio non si avuta alcuna modificazione della ricchezza della societ malgrado la sussistenza di rischi ed impegni futuri. Va anche segnalato se vi una responsabilit illimitata per la societ nel pagamento dei debiti relativi ad un patrimonio destinato ad uno specifico affare. 110. il contenuto del conto economico.- Va redatto nella forma espositiva detta appunto dello scalare diviso in 5 sezioni e si procede mettendo: 1. nella lettera A i ricavi, 2. nella lettera B dai ricavi vengono detratti i costi, che comprendono anche gli ammortamenti (espediente contabile capace di ripartire i costi dei beni durevoli in pi esercizi) e gli accantonamenti (sono dei fondi occorrenti per fronteggiare eventuali rischi o per TFR). Le quote di ammortamento sono indicate nel conto economico d esercizio ed il loro ammortamento deve risultare dalla nota integrativa, anche le quote di accantonamento sono indicate nel conto economico ma devono essere inserite nel lato passivo dello stato patrimoniale. 3. Alla lettera C vanno inseriti i proventi e gli oneri finanziari, 4. nella quarta sezione lettera D vanno inseriti le rettifiche di valore, 5. nella lettera E si collocano i proventi e gli oneri straordinari ossia quelli che non derivano dall attivit straordinaria. Si pu iscrivere il totale dei risultati al lordo delle imposte, vanno poi indicate le imposte al lordo del reddito d esercizio in modo che alla fine risultino gli utili. 111. Il contenuto della nota integrativa e della relazione degli amministratori. - La nota integrativa ha la funzione informativa, di illustrare e far comprendere ai soci lo stato patrimoniale ed il bilancio della societ mettendo in luce anche le modifiche dei criteri di valutazione anche rispetto al precedente esercizio di bilancio, la situazione finanziaria con l elenco delle partecipazioni ad altre imprese, l ammontare dei debiti, composizione ratei e risconti e dei conti dordine. Nella nota integrativa deve essere anche contenuto un apposito prospetto dal quale risulti il numero dei soci distinto in categorie, il compenso degli organi social, se vi sono contratti di leasing.

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La relazione degli amministratori a corredo del bilancio deve contenere un analisi fedele , equilibrata ed esauriente della situazione della societ e dell andamento finanziario della stessa, in particolare sulla sua gestione e sulla sua evoluzione prevedibile, sui costi e sugli investimenti (art 2428). 112. Il procedimento per l approvazione del bilancio. Destinazione degli utili: riserve e dividendi. Pubblicazione del bilancio. Invalidit.Nel codice la disciplina relativa all approvazione del bilancio riferita al sistema di controllo amministrativo tradizionale(o anche monistico), dove l approvazione del bilancio compete all assemblea ordinaria dei soci. Dopo la redazione il bilancio deve essere comunicato, assieme alla relazione, al collegio dei sindaci almeno 30 giorni prima della riunione (art 2429). Tale collegio deve realizzare una relazione e ci deve essere fatto anche dal controllore contabile ed entrambe le relazioni insieme alla copia del bilancio devono essere depositate nella sede dell assemblea amministrativa per essere visionata dai diversi soci. L assemblea ordinaria pu approvare o meno il bilancio, ad essa spetta sempre la deliberazione sugli utili(art 2433), che non sempre devono essere distribuiti come dividendi, difatti oltre la riserva legale obbligatoria del 5% vi anche quella statutaria (decisa nello statuto) e quella facoltativa disposta dall assemblea. UTILI INESISTENTI: se a titolo di dividendi , vengono distribuiti utili inesistenti essi non devono essere restituiti se: A)sono stati riscossi in buona fede, B) sono stati approvati dal bilancio regolarmente approvato, C) che gli utili corrisposti siano utili risultanti dal bilancio. PUBBLICIT: entro 30 giorni dall approvazione, una copia del bilancio con il verbale della delibera e le relazioni degli amministratori e dei sindaci e del controllore contabile devono essere depositate nel registro delle imprese (art 2435), per le societ non quotate col bilancio deve essere depositato anche l elenco dei soci. INVALIDIT: l inosservanza delle disposizioni prescritte determina l invalidit della deliberazione; limpugnativa non pu essere proposta dopo l approvazione del bilancio dellesercizio successivo (art 2434bis). Se il revisore non ha formulato rilievi al bilancio, la legittimazione ad impugnare la delibera che lo ha approvato spetta ai soci che rappresentano almeno il 5% del capitale. Con tale dichiarazione non occorre ricorrere alla redazione di un nuovo bilancio ma sufficiente solo realizzare delle modifiche al successivo. 113. Il bilancio consolidato.- Le societ contabili che controllano altre imprese , le societ cooperative e le mutue assicuratrici che controllano societ di capitali, hanno l obbligo di redigere il bilancio consolidato, ossia quel documento che dia ai soci un chiaro quadro della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico del complesso delle imprese costituito dalle imprese controllate e dalla controllante. A tali fini le imprese controllate sono obbligate a trasferire immediatamente un quadro chiaro e fedele gli elementi del attivo e del passivo dei bilanci delle imprese. Dal bilancio consolidato vanno poi eliminati i valori corrispondenti alle partecipazione delle imprese controllate e dai debiti e dai crediti derivanti dalle operazioni effettuate tra le stesse imprese nell ambito del gruppo. Gli elementi dell attivo e del passivo devono essere analizzati con criteri uniformi e il bilancio consolidato non deve essere approvato dallassemblea, il controllo va per all organo a cui conferito il controllo sul bilancio d esercizio dell impresa controllante. La data di riferimento del bilancio consolidato coincide con la data di chiusura del bilancio dellimpresa controllante. Copia del bilancio, della relazione degli amministratori e degli organi di controllo vanno depositatate presso il registro delle imprese. Il bilancio d esercizio e quello consolidato vengono detti a rilevanza esterna perch destinati all informazione del pubblico. Essi se relativi a societ bancarie o finanziarie devono essere redatti in conformit ai criteri di valutazione posti dagli International Accounting Standards (ias) di cui il regolamento C.E. 1725/03 e dagli International Financial Reportig Standards(IFRS) di cui il regolamento C.E. 707/04.

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114. Lo scioglimento della societ.- Possono essere definite alcune cause di scioglimento nello statuto. Mentre le cause legali sono dette tali perch comuni ad altre societ (art2328) e sono: decorso termine stabilito nell atto costitutivo o poi successivamente prorogato; il conseguimento dell oggetto sociale o la sua impossibilit di esecuzione( ma lassemblea straordinaria.per evitare lo scioglimento pu modificare lo statuto;es: aumentando il capitale sociale ), il fallimento, la liquidazione coattiva. Si hanno altre cause legali discioglimento particolari alle societ di capitali, e quindi anche SPA: 1. impossibilit di funzionamento o la continuata inattivit dell assemblea ordinaria (art 2484), 2. riduzione del capitale al di sotto di 120 mila euro, 3. la deliberazione dell assemblea dei soci riuniti in sede straordinaria, lo scioglimento obbligatorio se non vi son degli utili per rimborsare la quota dei soci recedenti, e lassemblea rifiuta di ridurre il capitale. La deliberazione di scioglimento deve essere depositata e iscritte presso il registro delle societ: da tale data(iscrizione) si hanno gli effetti dello scioglimento. Analoga pubblicit vale anche se i tribunale provvede con decreto all accertamento dello scioglimento (art 2485). 115. La liquidazione della societ.- Con lo scioglimento della societ inizia la fase di liquidazione della societ. Quando la liquidazione coatta o fallimentare si applicano le speciali procedure concorsuali . Gli amministratori che accertano una delle cause di scioglimento devono convocare l assemblea straordinaria la quale deve deliberare la nomina dei liquidatori ed elencare i loro poteri, mentre se l assemblea non fa ci costoro vengono nominati con decreto del tribunale (art 2487/ 2487 bis). I liquidatori procedono alla liquidazione liquidando prima i creditori sociali, e se il patrimonio non bastasse a liquidare tutti, i liquidatori potrebbero chiedere ai soci il versamento delle partecipazioni ancora dovuti(art 2491). Compiuta la liquidazione viene redatto il bilancio finale , indicando la parte delleventuale attivo spettante a ciascuna azione(piano di riparto), questo deve essere depositato presso il registro delle societ e se entro 90 giorni i soci non fanno opposizione s intende tacitamente approvato. In seguito all approvazione del bilancio i liquidatori sono liberati di fronte ai soci e devono chiederne la cancellazione della societ dal registro delle imprese, con conseguente estinzione di essa, con la consegna dei libri che devono essere conservati per dieci anni. Se i creditori sono rimasti insoddisfatti potranno fare opposizione presso i soci fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione o i liquidatori se stata colpa loro (art 2495). REVOCA La liquidazione pu essere revocata con delibera dell assemblea straordinaria (art 2487 ter) .Essa diventa efficace quando risulta il consenso dei creditori sociali o il pagamento dei creditori non consenzienti; diventa in ogni caso efficace dopo il decorso di 60 giorni dallla pubblicazione della delibera nel registro delle imprese, salvo che i creditori anteriori alla pubblicazione abbiano fatto opposizione davanti al tribunale: questo , se ritiene infondato il pericolo di pregiudizio per i creditori o se ritiene idonea la garanzia eventualmente presentata dalla societ , dichiara efficace la revoca della liquidazione , nonostante lopposizione dei creditori sociali (art. 2487. 116. Le societ sportive.- Con la legge n. 91 del 1981 le societ sportive costituite nella forma di societ per azioni, mediante tale forma assumono la capacit di fare dei contratti con atleti professionisti, con, la possibilit di operazioni accessorie come le attivit di merchandising ossia l utilizzazione economica dei segni distintivi. La legge ha inteso inolte realizzare un collegamento tra societ sportive e federazioni nazionali come il CONI, cos senza l affiliazione alle federazioni non si pu depositare l atto costitutivo. Le federazioni poi potranno controllare l andamento finanziario di tali societ ed inoltre potranno denunciare al tribunale gravi irregolarit degli amministratori.

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LA SOCIET CON AZIONI QUOTATE NEI MERCATI REGOLAMENTATI La disciplina delle societ quotate nei mercati regolamentati Le societ quotate sono quelle che sono solite ricercare anche i capitali dei piccoli azionisti che sono interessati pi che alla gestione dellimpresa allacquisizione dei capitali. Allo scopo di determinare la loro protezione si ha che la disciplina (T.U. 1998/58) stata cos modificata: - per un primo aspetto sono state introdotte delle misure di vigilanza esterna realizzate dalla Consob che munita di poteri informativi, regolamentari, ispettivi, e inoltre si sentito il bisogno di affidare lincarico di controllo alle societ di revisione. - il secondo aspetto quello volto a realizzare degli obblighi di comunicazione alla CONSOB e lobbligo di assicurare la partecipazione dei piccoli azionisti alla gestione delle societ anche con deleghe di voto. - terzo aspetto la sollecitazione fatta dal legislatore allinvestimento dei piccoli azionisti con lammissibilit di azioni dotate di particolari diritti su utili ancora non accertati (acconti sui dividendi) - ultimo aspetto lintroduzione della tutela delle minoranze con il loro diritto di opposizione e di denuncia al tribunale delle irregolarit. Sono state introdotte delle disposizioni per regolare il mercato del controllo societario che determina la possibilit per lazionista, che detiene una partecipazione equivalente al 30% del capitale sociale, di fare ricorso a offerte per acquisire le azioni influenti o perch ordinarie o perch gli permettono di avere il diritto di voto sulla scelta o sulla responsabilit degli organi di gestione. I controlli esterni sulle societ quotate: a) i poteri della Commissione Nazionale delle societ e della borsa (CONSOB) Per garantire ai piccoli azionisti e ai soci in generale la chiarezza delle informazioni, le societ per azioni quotate sono sottoposte al controllo esterno della CONSOB e alla societ di revisione. La Consob ha sede a Roma ed una sezione secondaria si trova a Milano. Essa ha personalit giuridica di diritto pubblico ed formata da un presidente e da 4 membri che vengono nominati, sentito il parere del parlamento, su designazione del Consiglio dei Ministri, dal Presidente della Repubblica. Essi durano in carica 5 anni e possono essere confermati solo una volta. I poteri. La Consob deve esercitare i poteri di vigilanza avendo riguardo della tutela degli investitori e della chiarezza del prospetto informativo. Dopo la quotazione, la Consob pu richiedere che siano resi pubblici notizie necessarie a garantire la trasparenza, a meno che la produzione di tali notizie non realizzi alla societ un grave danno; cos la societ pu fare reclamo entro 7 giorni, e se la Consob ritiene fondato il reclamo, pu escludere parzialmente o totalmente la pubblicazione dei dati, ma se la mancata fornitura di tali dati induce in errore il pubblico, allora i dati devono essere ugualmente forniti anche con i danni dellimpresa. Lart 115-bis del T.U. 58/1998 stabilisce che le societ quotate devono stabilire un registro delle persone che hanno accesso per la loro funzione professionale alle informazioni privilegiate, ossia le informazioni riguardanti la fornitura di strumenti finanziari o altre informazioni private, purch la loro rivelazione non comporti dei danni alla societ e sempre che la non fornitura non comporti dei danni al pubblico. A sua volta, labuso delle informazioni privilegiate punito con sanzioni amministrative e vi la responsabilit amministrativa della stessa societ. La Consob pu esercitare anche dei poteri dindagine: sia sul piano informativo, richiedendo alle societ quotate la comunicazione di notizie e documenti, sia sul piano ispettivo eseguendo ispezioni presso le stesse societ quotate. La Consob pu richiedere notizie a chiunque sia informato e pu stabilire un rapporto di scambio reciproco con altre amministrazioni pubbliche e con la guardia di finanza. Trasparenza delle partecipazioni sociali. Cio la Consob pu richiedere alle societ i nominativi degli azionisti e se le azioni sono state comprate tramite le societ fiduciarie, possono essere richiesti i nominativi dei fiducianti.

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Enti soggetti a controllo. I poteri della Consob sono validi per tutte le societ quotate, su quelle controllante e su quelle non quotate che per hanno strumenti diffusi tra il pubblico in maniera rilevante. La Consob deve vigilare anche su particolari adempimenti prescritti dalle societ italiane che hanno rapporti di controllo o di collegamento con le societ estere aventi la loro sede legale in altri stati che non garantiscono la trasparenza societaria (art 165-ter). Altre funzioni della Consob. La Consob ha anche altri poteri di vigilanza sulle societ di gestione dei mercati di borsa regolamentati e deve assicurare inoltre la trasparenza, lordinato svolgimento delle contrattazioni e la tutela degli investitori. Inoltre, sfrutta dei poteri di vigilanza in collaborazione con la Banca dItalia. Regole di funzionamento. Le deliberazioni della Consob sono adottate collegialmente, salvi dei casi di urgenza. Essa indipendente anche dal governo e deve informare il Ministro delleconomia sugli atti e sui fatti aventi maggiore rilievo, questultimo poi aggiorner il governo. Per inattivit, con decreto del presidente della repubblica, avviene lo scioglimento della Consob, in tale maniera viene nominato un commissario straordinario ed entro 45 giorni dallo scioglimento si deve realizzare la ricostituzione della Consob stessa (art 1 L. 216/1974). b) I controlli dei revisori legali. Gli enti di interesse pubblico Nelle societ non quotate laccertamento della regolarit spetta ad un collegio sindacale, mentre per le societ quotate dette attribuzioni spettano a un revisore legale dei conti o a una societ di revisione legale iscritta nel registro tenuto dal Ministro delleconomia. Per essere iscritte in detto albo, le societ di revisione devono avere determinati requisiti e devono assicurare lindipendenza e la professionalit tecnica. Tali societ sono scelte dallassemblea ordinaria, previo parere dellorgano cui spetta il controllo dellamministrazione, ma se ci non avviene allora, sar la Consob a realizzare la scelta. Qualora si ravvisi mancanza di professionalit o indipendenza, sar la Consob a realizzare la revoca della societ per incompatibilit (art 159). Lincarico pu essere revocato anche dallassemblea della societ quotata per giusta causa. Per svolgere la sua attivit, la societ di revisione pu ottenere dagli amministratori tutti i documenti necessari (art 155). I giudizi sui bilanci. Con apposite relazioni, la societ di revisione deve esprimere il proprio giudizio sul bilancio desercizio e su quello consolidato (art 165). Il giudizio pu essere positivo, e in tal caso non ha rilevanza tranne quando tali rilievi non ricadono sulla complessiva correttezza del bilancio e cos i soci dovranno motivare la loro scelta. In caso di giudizio positivo, nella successiva assemblea ove avverr lapprovazione del bilancio, la delibera non potr essere impugnata dai soci di minoranza o i dissenzienti ma solo da tanti soci che costituiscano il 5% del capitale (art 2434). Se il giudizio negativo, la societ di revisione deve informare subito la Consob. Operazioni straordinarie: aumento di capitale. La societ di revisione deve dare il proprio parere anche per aumentare il capitale sociale, escludendo o limitando il diritto di opzione degli azionisti ovvero realizzando operazioni di fusione o di scissione. Per il primo caso, detto parere deve restare depositato presso la sede amministrativa per 15 giorni in maniera di rendere possibile la consultazione da parte di tutti i soci. In caso di aumento del capitale tramite dei conferimenti in natura, il controllo e la stima del conferimento vanno valutati anche dalla societ di revisione. Per i casi di fusione o scissione la societ deve redigere la relazione della congruit del rapporto di scambio tra le partecipazioni della societ interessate alla fusione o scissione (art 2501 sexties). Divieti. Alla societ di revisione non possono essere conferiti altri incarichi che possano far dubitare della loro imparzialit. Vigilanza. La vigilanza di natura ispettiva ed informativa ed realizzata dalla Consob che ogni 3 anni deve verificare lindipendenza e lidoneit tecnica sia delle societ di revisione sia del responsabile di tale societ. Per le irregolarit, la Consob pu realizzare delle sanzioni pecuniarie o intimare alla societ di avvalersi del

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responsabile della revisione cui sono ascrivibili le irregolarit, ovvero la cancellazione dallalbo per gravi casi. Responsabilit. La societ di revisione deve adempiere ai suoi obblighi con responsabilit e con una forte diligenza professionale; responsabile delle verit delle sue attestazioni e del segreto professionale. I dipendenti delle societ di revisioni sono responsabili in solido con la societ per i danni derivanti dalla loro attivit. Enti di interesse pubblico. La disciplina sulla revisione legale dei conti delle societ si applica anche agli altri enti di interesse pubblico (anche di natura privata) per assicurare lattendibilit della contabilit. Tra tali enti, sono comprese, oltre le societ quotate: le banche, imprese di assicurazione e di riassicurazione, societ emittenti di strumenti finanziari, societ di gestione dei mercati regolamentati, societ di gestione compensazione e garanzia, societ di intermediazione mobiliare, societ gestione del risparmio, societ di investimento e gli intermediari finanziari iscritti in un albo speciale tenuto dalla Banca dItalia. La revisione a questi tipi di enti e societ non pu essere esercitata dal collegio sindacale. Gli organi di gestione e di controllo Nel T.U., per le societ quotate, sono state stabilite particolari modalit per la composizione degli organi amministrativi e di controllo. La scelta degli amministratori deve avvenire con scrutinio segreto, sulla base di liste, in maniera da garantire lelezione di almeno uno dei membri della lista di minoranza (art 147 t.u.f.). Se lassemblea delibera di volere dare in concessione anche azioni o altri strumenti finanziari deve dare comunicazione alla Consob. Anche nelle societ quotate, i sindaci devono vigilare principalmente sullosservanza della legge e dellatto costitutivo ed in particolare sulla corretta organizzazione e sul sistema di controllo interno: poich il controllo spetta ad un soggetto incaricato della revisione legale, il ministro della giustizia fissa i principali requisiti di onorabilit e professionalit. Almeno un sindaco deve essere eletto dalla minoranza (voto di lista) ed il presidente nominato dallassemblea tra i sindaci eletti dalla minoranza. Per i poteri di controllo, i sindaci possono chiedere agli amministratori notizie sullandamento delle operazioni sociali e devono comunicare alla Consob se sussistono determinate irregolarit. A sua volta la Consob se ha fondato sospetto delle irregolarit commesse dai sindaci pu denunziare laccaduto al tribunale. Con regolamento della Consob, sono posti dei limiti al cumulo dei poteri dei sindaci nelle societ quotate e in quelle emittenti di strumenti finanziari diffusi. La trasparenza degli assetti proprietari. Le partecipazioni rilevanti. Le partecipazioni reciproche La legge pone delle disposizioni che sono volte soprattutto a consentire una maggiore conoscenza della propriet azionaria delle societ quotate. Le disposizioni sono: Partecipazioni rilevanti: a norma dellart 120, vanno definite due ipotesi: a) qualora taluno abbia in una societ quotata una partecipazione superiore al 2% del capitale di questa; b) qualora una societ quotata abbia in una societ non quotata una partecipazione superiore al 10% del loro capitale. Qualora vi sono tali partecipazioni rilevanti, esse devono essere comunicate immediatamente alla Consob e alla societ partecipata, se ci non accade il diritto di voto inerente alle azioni o alle quote, per le quali sono state omesse le comunicazioni, sospeso. Se, malgrado la sospensione il voto ugualmente espresso ed stabilito che con quel voto stata raggiunta la maggioranza, si ha lannullamento della deliberazione. Il giudizio di annullamento si svolge tramite la procedura prevista dallart 2377 ed legittimata ad agire anche la Consob. Spetta anche a questultima stabilire il calcolo delle partecipazioni, in quanto le percentuali superiori al 2 o al 10% vanno calcolate tenendo conto pure delle partecipazioni indirette, inoltre deve stabilire quando il voto spetti ad un soggetto diverso dal socio. Occorre anche evitare lelusione della disciplina, ad esempio con il contratto di riporto per cui lacquirente, ossia il riportatore, simpegna a

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restituire le azioni al riportato (alienante), entro un determinato termine; in tal caso le azioni sono imputate ad entrambi e si considera irrilevante se il diritto di voto spetta alluno o allaltro soggetto (art 1550). Identificazione degli azionisti: se previsto negli statuti delle societ, si pu richiedere agli intermediari abilitati i dati identificativi degli azionisti che non ne abbiano vietato la comunicazione. Partecipazioni reciproche. Si hanno quando una societ ha una partecipazione in unaltra societ che superi i limiti suddetti e che per il limite del 2% non si spinga oltre il 5%. In tali ipotesi, oltre che alla comunicazione, si richiede la cessazione della reciprocit delle partecipazioni eccedenti, obbligando allalienazione entro 12 mesi, e se ci non avviene si ricorrer alla sospensione del diritto di voto estesa anche allintera partecipazione e gli amministratori sono soggetti a sanzione penale. Linosservanza dellobbligo di sospensione del voto comporta linvalidit della delibera. Relazione sulla gestione. In tale sezione vengono richieste delle informazioni dettagliate sullassetto proprietario della societ e sul governo societario (es: adesione al codice di comportamento, composizione e modalit di funzionamento degli organi amministrativi, sulle categorie di azioni, sulle partecipazioni rilevanti). I patti parasociali - Anche per i patti sociali richiesta la pubblicit, a pena di validit, che deve essere: 1) la comunicazione alla Consob entro 5 giorni, 2) la pubblicazione sulla stampa quotidiana entro 10 giorni, 3) la depositazione presso il registro delle imprese entro 15 giorni, 4) comunicazione alla societ quotata. La non osservanza di tali disposizioni comporta la nullit dei patti e la sospensione del diritto di voto. Se i patti hanno una durata, questa non pu essere superiore a 3 anni ma sono rinnovabili alla scadenza; se sono a scadenza indeterminata, ciascun contraente pu realizzare il recesso con un preavviso di sei mesi. Le assemblee. La sollecitazione e la raccolta delle deleghe di voto. Le associazioni di azionisti. Le modalit del voto per corrispondenza Lavviso di convocazione delle assemblee delle societ quotate va pubblicato entro il trentesimo giorno precedente la data della riunione sul sito internet della societ, in esso occorre indicare: lordine del giorno, le procedure per partecipare e votare in assemblea e la data di registrazione. Nellavviso deve essere precisato che coloro che risulteranno titolari delle azioni solo successivamente a tale data non hanno diritto a partecipare e votare in assemblea; infatti, costoro risulteranno assenti e potranno impugnare le delibere annullabili ed esercitare il diritto di recesso. anche messa a disposizione del pubblico una relazione degli amministratori sulle materie allordine del giorno e in caso, i soci possono porre domande su dette materie anche prima dellassemblea. Nelle societ quotate, i soci che rappresentano pi di un quarantesimo del capitale sociale, possono richiedere lintegrazione dellordine del giorno dellassemblea gi convocata indicando ulteriori argomenti (art126 bis tuf). Inoltre, per assicurare la rappresentanza dei piccoli azionisti stata disposta una particolare disciplina in tema di rappresentanza assembleare. La sollecitazione al conferimento di deleghe di voto deve essere fatta tramite dei moduli dagli azionisti committenti ai quali appartiene l1% del capitale, che propongono determinate tipologie di voto. La sollecitazione deve essere fatta da un intermediario, che sia una banca o societ di gestione di risparmio o altro, e se il committente esso stesso un intermediario potr realizzare autonomamente la sollecitazione. La sollecitazione viene fatta tramite un prospetto informativo o tramite modulo di delega ed il voto esercitato dal committente o dallintermediario. Associazioni di azionisti. Anche i piccoli azionisti possono realizzare delle unioni per poter aumentare il loro peso sociale, con la raccolta di deleghe di voto; essi insieme non possono superare l1 % delle azioni con diritto di voto. Gli accordi associativi, al pari dei patti parasociali, devono essere portati a conoscenza della

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Consob, pubblicati sulla stampa e depositati nel registro delle imprese. Ma se ci non avviene non vi sar la sospensione del voto. Anche qui le adesioni sono raccolte con deleghe. Disciplina comune. Le informazioni date agli azionisti devono essere tali da assumere decisioni consapevoli e contro lintermediario o il committente si ha la responsabilit che pu essere eliminata tramite lonere di prova di avere agito con diligenza. Le deleghe possono essere conferite e possono essere revocate fino allultimo giorno precedente allassemblea. Nelle societ quotate il voto per corrispondenza realizzato tramite specifiche formule ideate dalla Consob stessa. La scheda deve essere realizzata in modo da garantire la segretezza del voto sino allassemblea stessa. Le azioni di risparmio Sono particolari categorie di azioni privilegiate delle quali lo statuto ad attribuire determinati diritti, dunque esistono differenti categorie di azioni di risparmio. Le azioni di risparmio sono destinate principalmente a coloro che non sono interessati alla gestione quanto pi al capitale e sul loro certificato deve essere scritto la denominazione dellazione e i poteri; inoltre, se interamente liberate esse possono essere al portatore, ma se appartengono agli amministratori, ai sindaci ovvero agli altri organi, devono essere nominative. Esse non possono superare la met del capitale, se c tale esubero deve essere eliminato entro 2 anni mediante emissione di azioni ordinarie; ed in mancanza, si ha lo scioglimento della societ. Inoltre, con tali azioni, pur non concedendo il diritto di voto, permesso che gli azionisti risparmiatori possano essere riuniti per una determinata assemblea che delibera per: a) approvazioni di delibere delle assemblee sociali in ordine alla riduzione di privilegi derivanti dalle azioni di risparmio, b) per la scelta del rappresentante comune, che ha una funzione tipica del rappresentante degli obbligazionisti e pu anche impugnare le delibere sociali (art 147). Gli acconti sui dividendi Gli utili possono essere distribuiti solo dopo che stato approvato il bilancio e dunque, dopo la fine dellesercizio sociale, e finch non si chiude lesercizio non possibile sapere se vi sono utili che possono essere distribuiti agli azionisti come dividendi; tuttavia, il legislatore ha permesso che gli utili possano essere distribuiti infra- annualmente, solo se: a) si tratta di societ quotate, ove il loro bilancio sottoposto al giudizio delle societ di revisione iscritte nellalbo della Consob, b) lo statuto prevedere la distribuzione, c) essa pu essere deliberata solo se nellesercizio precedente non ci sono state perdite visto il parere positivo della societ di revisione e da una relazione degli stessi amministratori, depositati nella sede sociale, d) gli utili acconti non superano la minor somma tra limporto degli utili e limporto delle riserve risultante nel bilancio precedente. Solo se saranno osservate tali disposizioni gli acconti distribuiti non saranno ripetibili. Le offerte pubbliche di acquisto o di scambio Nel T.U. 58/1998 posta la disciplina legislativa che regola le offerte pubbliche di scambio e di acquisto di prodotti finanziari, anche non quotati o diffusi tra il pubblico in misura rilevante, rivolte ad un numero di soggetti e di ammontare complessivo determinati da un regolamento Consob. Ossia offerte che hanno ad oggetto titoli, ossia strumenti finanziari che attribuiscono un diritto di voto limitatamente anche a determinati argomenti. La promozione dellofferta avviene con una comunicazione alla Consob entro 20 giorni, e se non avviene lofferta irricevibile cio non pu essere presentata per altri 12 mesi. Entro 15 giorni, la Consob dovrebbe rispondere ma se non lo fa si ritiene approvata secondo lo schema del silenzio assenso. In poche parole, la Consob analizza il documento dofferta, e stabilisce delle particolari regole per la trasparenza e regolarit delle operazioni sui prodotti finanziari. Se lofferta ha ad oggetto titoli aventi il diritto di voto nelle assemblee ed ammessi alla negoziazione nel mercato italiano ed europeo alla societ emittenti, si adottano le seguenti regole:

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- passivity rules, ossia regola di passivit, ossia allemittente vietato compiere degli atti che siano in contrasto con lofferta, in mancanza del divieto difatti gli amministratori potrebbero varare, ad es., un aumento del capitale per ostacolare un acquisto dellofferente di una quota dominante; pertanto, la decisione di contrastare lofferta ammessa solo se autorizzata da una delibera dellassemblea dei soci in sede ordinario o straordinaria. - Regole di neutralizzazione, sono neutralizzate ope legis tutte quelle norme statutarie che limitano la circolazione dei titoli e le restrizioni in relazione al voto non operano n in pendenza dellofferta n dopo. - Regole di reciprocit. Le regole di passivit e di neutralit non si applicano nemmeno se una societ (offerente), per es., estera non soggetta a regole equivalenti a quelle a cui soggetta la societ (emittente), per es., italiana; in tale caso spetta alla Consob giudicare lequivalenza 20 giorni dopo la presentazione dellofferta. Le partecipazioni di controllo nelle societ quotate: a) le offerte pubbliche di acquisto preventive Le partecipazioni di controllo (mercato del controllo societario), anche detenute indirettamente tramite persona interposta o societ fiduciaria, sono fondamentali perch i titoli attribuiscono diritti di voto per le deliberazioni riguardanti la scelta di amministratori o del consiglio di sorveglianza (art 106 T.U.58/1998). Il socio ha una partecipazione di controllo quando possiede una quota di tali titoli superiore al 30%. Lacquisto di tale partecipazione pu avvenire tramite la realizzazione di unofferta volontaria rivolta ai possessori dei titoli, ed in tal caso tutti i possessori avrebbero potuto concede allofferente i loro titoli con unoperazione di disinvestimento; oppure, con lofferta pubblica da parte della societ che abbia avuto ad oggetto il 60% dei titoli ma non la loro totalit: in tal caso, la Consob che ha concesso allofferente, che abbia ottenuto il 30%, la possibilit di non comprare altri titoli, qualora: non abbia acquistato, nellanno precedente, altre partecipazioni in misura superiore all1%, inoltre richiesto che lefficacia dellofferta sia stata condizionata dallofferente allapprovazione di tanti possessori di titoli che mantengano la maggioranza di tali titoli. Nonostante ci, lofferente pu cercare di ottenere la totalit dei titoli se il suo comportamento dimostra linteresse della posizione di controllo: o perch nellanno successivo allofferta ha acquistato ulteriori quote di partecipazione o perch la societ emittente ha deliberato fusione o scissione. b) Lofferta pubblica di acquisto obbligatoria Coloro che hanno una partecipazione superiore al 30%, hanno lobbligo di promuovere successivamente, entro 30 giorni dalla superazione della soglia, unofferta di acquisto totalitaria. Ci per tutelare linteresse degli altri soci ad uscire dalla societ ad un prezzo corrispondente al valore di scambio delle proprie azioni. Lofferente dovr, infatti, pagare il prezzo pi alto da lui pagato, ovvero se non ha effettuato acquisti, ad un prezzo meno inferiore a quello medio di mercato dellultimo anno. Se ricorrono determinate condizioni, lofferta, con provvedimento della Consob, si paga con un prezzo superiore o inferiore a quello pi elevato pagato in precedenza. Spetta alla Consob decidere quando lesubero della soglia del 30% non comporta ulteriori acquisti, cio: quando esso realizzato dal controllo di pi soci ovvero quando: a) lacquisto determinato da operazioni di salvataggio dellimpresa, b) trasferimenti di titoli legati a stretti rapporti di partecipazione, c) operazioni di carattere temporaneo, d) fusione o scissione, e) cause indipendenti dalla volont dellacquirente, f) acquisto a titolo gratuito. Lobbligo di acquisto previsto in 2 casi: quando la soglia supera il 30% o il 90/95%; in questultimo caso si tende a realizzare un flottante sufficiente (un adeguato ammontare di titoli per le negoziazioni nel mercato di borsa.) Acquisto di concerto. Sono considerati acquisti di concerto quelli che: a) sono realizzati da soggetti aderenti ad un atto parasociale, e lesubero delle percentuali sia avvenuto nellanno precedente al patto, b) da un soggetto o da societ da esso controllate, c) da due o pi societ sottoposte ad un controllo comune, d)

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dalla societ e dai suoi amministratori, e) da soggetti che cooperano fra loro per ottenere il controllo societario. In caso di inadempimento viene annullato il diritto al voto e se questo viene realizzato ugualmente la delibera sar annullabile e potr essere impugnata entro 6 mesi anche dalla Consob. c) Il diritto di acquisto dei titoli residui Allo stesso offerente, che detiene il 95% del capitale sociale, dato diritto di acquistare i titoli residui entro 3 mesi dalla conclusione dellofferta, purch esso sia messo in luce dal documento dofferta; ci comporta che qualora lofferente sia gi titolare del 90% delle azioni, dovr pagare un prezzo equivalente a quello dellofferta senno il prezzo sar deciso dalla Consob (art111). Altre disposizioni particolari In molte altre ipotesi, le discipline delle societ quotate sono diverse da quelle non quotate. Acquisto delle azioni proprie e della societ controllante. Questi a norma dellart 2357 bis e 2359 devono essere realizzati mediante il regolamento della Consob, in modo di assicurare la parit tra i vari azionisti offerenti ed evitando che vengano avvantaggiati determinati soci. Diritto di opzione. Nelle operazioni di aumento del capitale a pagamento, il termine del diritto di opzione dimezzato a 15 giorni. Se non viene esercitato tale diritto, le azioni inoptate devono essere offerte in borsa per conto della societ per almeno 5 riunioni. Inoltre, lo statuto prevede lesclusione del diritto di opzione per almeno il 10 % del capitale e per salvaguardare il diritto dei vecchi soci, e il prezzo di emissione deve corrispondere al valore di mercato delle azioni. Informazione dei soci. Nelle azioni non quotate, i soci hanno diritto di prendere visione della copia di bilancio ma non possono ottenere delle copie, ci non accade per le societ quotate ove gli azionisti possono ottenere copie degli atti. Bilancio desercizio. Per lapprovazione del bilancio, lo statuto non pu prevedere un termine superiore a 120 giorni. Informazione finanziaria. Per realizzarla entro 60 giorni dalla chiusura del primo semestre desercizio deve essere depositata unattestazione contenente il bilancio semestrale abbreviato con unattestazione da parte degli amministratori che dichiarano che il bilancio risponde ai principi di chiarezza e veridicit. Ci prescritto anche per il bilancio desercizio e per il consolidato. Inoltre, le societ quotate devono pubblicare entro 45 giorni dalla chiusura del primo e del terzo trimestre di esercizio, anche un resoconto intermedio della gestione. Recesso. Per le societ quotate, vi anche il recesso per coloro che non hanno partecipato allassemblea della deliberazione dellesclusione della quotazione che comporta un netto svantaggio economico per la loro facilit di trasferimento delle azioni. Se gli altri soci non acquistano le azioni del socio receduto, gli amministratori devono provvedere al collocamento mediante offerta nel mercato di quotazione. In mancanza di collocamento, le azioni da rimborsare al socio devono essere pari alla media aritmetica dei prezzi di chiusura degli ultimi 6 mesi. Obbligazioni. Non posto un limite allemissione di obbligazioni nelle societ quotate nei mercati regolamentati. LE PARTECIPAZIONI AZIONARIE DELLO STATO E DEGLI ENTI PUBBLICI Societ con partecipazione pubblica e societ dinteresse nazionale La disciplina valida per le spa si adotta anche per le societ con partecipazione pubblica (dette anche societ di diritto speciale) che pu consistere nel possesso di un certo numero di azioni, oppure anche nel potere di nomina di uno o pi amministratori o sindaci o di componenti del consiglio di sorveglianza (art 2450). Lente pubblico ha gli stessi diritti e obblighi degli altri membri nominati dallassemblea (art 2449).

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Essi avendo il potere di nomina hanno anche quello di revoca e tra i sindaci nominati dallo stato deve essere eletto il presidente dl collegio sindacale (art 2450). La cessione delle partecipazioni di controllo pubblico anche se sono trasferiti a terzi si realizza la trattazione codicistica poich hanno ad oggetto settori dinteresse pubblico. La legge n. 474/1994 pi incisiva e pu attribuire poteri speciali: a) potere di opposizione allacquisizione di partecipazioni rilevanti ai fini del controllo della societ, e ai patti di voto, cos entro 10 giorni dalla richiesta di iscrizione del cessionario o del riferimento del patto di voto alla Consob pu essere realizzata lopposizione. b) il potere di nomina di un amministratore senza diritto di voto. c) il potere di veto, in relazione a delibere di scissione, unione o scioglimento della societ. Si discute se tali poteri non siano in contrasto con il trattato CE art 56 relativi alla libera circolazione dei capitali. Per le societ dinteresse nazionali (RAI), seppure appartenenti a terzi, valgono i principi circa la gestione della societ, la trasferibilit delle azioni, il diritto di voto e la nomina degli amministratori, sindaci e dei dirigenti (art 2451). Regole particolari sullalienazione delle partecipazioni pubbliche La legge n 474/1994, stabilisce delle particolari condizioni sullalienazione delle partecipazioni, quando il loro capitale appartiene allo stato; in tal caso, si possono costituire con atto unilaterale dei trasferimenti a delle aziende o ad una serie di aziende, una parte del capitale, che se conferito in beni deve essere calcolato a valore di libro (cio di bilancio). Per lalienazione delle partecipazioni pubbliche possono essere previste forme di pagamento rateale con il rilascio di un certificato depositato presso il Monte Titoli, e tali certificati possono essere trasferiti a terzi che corrispondono le rate restanti. Il mancato pagamento anche di una sola rata determina, dopo la diffida nella Gazzetta Ufficiale, il trasferimento allente alienante. LA SOCIET IN ACCOMANDITA PER AZIONI Caratteri e disciplina In tale societ, si hanno due categorie di soci: gli accomandatari che dopo lescussione del patrimonio della societ, devono rispondere solidalmente e illimitatamente con il proprio patrimonio; e gli accomandanti, che rispondono limitatamente alla loro quota (art 2452). La disciplina delle spa, vale solo per i casi di compatibilit, al contrario si avranno altre disposizioni: nel nome della societ deve essere indicato oltre al tipo di societ anche il nome di uno degli accomandatari. Gli accomandatari devono essere elencati nellatto costitutivo e sono amministratori della societ senza limite di tempo. Alla cessazione di tale carica si provvede a nominare i nuovi amministratori che assumono la qualit di accomandatari dopo laccettazione della nomina (art 2457). Spetta allassemblea straordinaria deliberare le modifiche dellatto costitutivo ma queste devono essere approvate da tutti i soci. Se laccomandatario trasferisce le proprie azioni, lacquirente non diventa accomandatario. E se laccomandatario cessa di essere socio e cessa anche dallufficio di amministrazione, egli non risponde dei debiti sociali e se cessano dallufficio tutti gli amministratori e il consiglio non si riforma entro 6 mesi, si avr una causa di scioglimento della societ. Art 2458). In questo periodo di 6 mesi, viene nominato un amministratore provvisorio, il quale non diventa socio accomandatario e pu compiere solo atti di ordinaria amministrazione. LA SOCIET A RESPONSABILIT LIMITATA: srl Nozione - Art. 2462: sono societ a responsabilit limitata, quelle per cui i soci, o anche lunico socio, non risponde con il suo patrimonio ma solo con quello della societ. Lsrl una tipologia di societ che permette la realizzazione di imprese con modeste dimensioni economiche (il patrimonio non pu essere inferiore a 10 mila euro). Nonostante ci le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate tramite delle azioni (quindi le quote, pur essendo trasferibili anche

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a terzi, non sono destinate alla circolazione e non possono costituire oggetto di offerta pubblica), e lorganizzazione della societ simile a quella delle spa con lallargamento di unampia autonomia statutaria. Conferimenti e finanziamenti dei soci. Le quote di partecipazione Nelle srl, il versamento dei conferimenti iniziali pu avvenire anche tramite una fideiussione rilasciata da una banca o da una finanziaria. Inoltre, possono essere realizzati come conferimenti anche le prestazioni dopera o di servizi. Nellinteresse della societ, il socio deve garantire tali prestazioni con una cauzione, che non verr utilizzata se il socio ottemperer alle sue obbligazioni, invece per i conferimenti in natura predisposto la valutazione di un giurato scelto dallo stesso socio conferente. Solitamente i finanziamenti dai terzi alla societ sono calcolati in base ai conferimenti dei soci e se si realizza uno squilibrio, i finanziamenti sono regolati come i conferimenti e sono postergati rispetto alla soddisfazione dei creditori. Le quote di partecipazione sono determinate in proporzione ai conferimenti e cos anche i diritti sociali (art 2468). Mora del socio. Se il socio moroso pu essere diffidato al pagamento entro 30 giorni se no si provveder alla vendita e se non ci saranno offerte si vender allincanto, e se anche tale opzione sar disattesa, allora la societ tratter le somme gi versate e il socio dovr risarcire i danni. Trasferimento della quota. Le quote sono trasferibili per atti inter vivos e mortis causa ma per entrambi i casi possono essere previste delle limitazioni. Inoltre per ostacolare il riciclaggio di denaro sporco lart 2470, stabilisce la pubblicit dellatto, disponendo lautenticazione da un notaio e con lobbligo di depositarlo entro 30 giorni nel registro delle imprese. Liscrizione nel libro dei soci deve essere effettuata dagli amministratori su richiesta dellalienante o dellacquirente solo dopo 30 giorni dal deposito dellatto nel libro delle imprese e qualora lalienante alieni a pi soggetti la propria quota essa apparterr a colui che prima ha iscritto il trasferimento nel registro delle imprese (art 2470 c.3). Espropriazione. I creditori personali possono procedere allespropriazione della quota tranne che essa non sia liberamente trasferibile, in tal caso si avr bisogno di un accordo con la societ, se ci non avviene la quota venduta allincanto tranne che entro 10 giorni dallaggiudicazione non si presenti un altro acquirente che offra lo stesso prezzo. Recesso ed esclusione del socio. Il recesso previsto anche nel caso in cui il socio non ha consentito la fusione e scissione seppure questa non abbia apportato particolare benefici alla societ; il recesso pu essere effettuato dinanzi ad un provvedimento che determina un aumento di capitale a pagamento con unofferta delle quote a terzi e non ai soci. Lesclusione pu essere determinata anche con il socio moroso, o secondo disposizioni statutarie per giusta causa; il codice si limita a stabilire che al socio escluso si applica il recesso. Acquisto o pegno delle proprie quote. vietato alla srl lacquisto delle proprie azioni o di accordare prestiti per il loro acquisto e ci inderogabile, anche se si vuole favorire lacquisto ai dipendenti. Lorganizzazione della societ a responsabilit limitata. Lemissione di titoli di debito (le obbligazioni) Se non disposto diversamente, lorganizzazione delle srl, ricalca quello delle spa. La presenza dellorgano collegiale e del bilancio obbligatoria solo se il capitale supera i 120mila euro o non vi sono i presupposti dimensionali che consentano il bilancio abbreviato. Le decisioni dei soci. La convocazione dellassemblea realizzata mediante una lettera raccomandata spedita ai soci e non sono previste convocazioni secondarie. E non vi distinzione tra assemblea ordinaria e straordinaria. Nellatto costitutivo pu essere pur sempre stabilito di adottare decisioni di competenza senza che i soci si riuniscano, purch ci avvenga tramite consultazione o per iscritto (art 2479), mentre il ricorso allassemblea necessario per le modifiche allatto costitutivo con la verbalizzazione da parte del notaio e la pubblicazione del registro delle imprese. Le decisione dei soci sono impugnabili entro 90 giorni e

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se ci avviene il tribunale pu concedere un periodo non superiore a 6 mesi entro cui si adotter la decisione idonea ad eliminare una causa di invalidit (art 2479-ter). Lamministrazione della societ. Se i soci sono almeno due essi devono agire collegialmente, ma nellatto costitutivo si pu prevedere anche che non si costituisca neppure un collegio di amministrazione e che le decisioni siano prese secondo la disciplina delle societ di persone, e pertanto in forma disgiunta da ciascun amministratore oppure in forma congiunta col consenso di tutti gli amministratori. Gli amministratori che sono in conflitto con la societ, non possono realizzare contratti contrari alla stessa e questi sono annullabili se cagionano danno alla societ ed erano conoscibili da terzi (art2475 ter). Poteri di informazione e di ispezione. Ogni socio pu ottenere notizie sullo svolgimento della societ consultando i libri sociali ed i vari bilanci. Egli pu richiamare la responsabilit degli amministratori ed in caso di gravit anche la revoca degli stessi. Obbligazioni (titoli di debito). La societ ha anche dei limiti per lemissione delle obbligazioni di massa che possono essere vendute solo ad investitori professionali, poi tali titoli possono esseri trasferiti a chiunque, ma il primo trasferimento deve essere realizzato pro solvendo (linvestitore professionale che li aliena rimane responsabile) (art 2483). DISPOSIZIONI COMUNI A TUTTE LE SOCIET: TRASFORMAZIONE, FUSIONE, SCISSIONE - SOCIET NAZIONALI ED ESTERE - SANZIONI PENALI La trasformazione della societ Durante la vita della societ pu nascere lesigenza della trasformazione del tipo sociale o anche della cd trasformazione eterogenea dove ci che cambia lo scopo della societ. La trasformazione costituisce una modificazione dellatto costitutivo e per agevolare tale modifica, ad esempio da una societ di persone ad una di capitali, la legge predispone una deroga al consenso unanime (art 2252) e accetta anche la sola maggioranza. La norma 2500-ter stabilisce anche il diritto di recesso al socio contrario alla trasformazione. Per lacquisto della personalit giuridica deve risultare da atto pubblico depositato presso il registro delle imprese solo dopo che latto stato iscritto in tale registro, latto non pu essere pi invalidato (art 2500 bis), inoltre la societ trasformata conserva i diritti e le obbligazioni precedenti alla pubblicazione (art 2498). La trasformazione di un tipo di societ da responsabilit illimitata ad una limitata abbisogna del consenso dei creditori, che se non fanno opposizione entro 60 giorni si ritiene abbiano dato il loro concerto. Se invece si trasforma in un tipo a responsabilit illimitata occorre il consenso dei soci che vanno ad assumere la responsabilit illimitata (art 2500 sexties). Se la societ passa da una di persone ad una di capitali le azioni sono assegnate in relazione al valore delle loro partecipazioni originarie.(art 2500 quarter). La fusione della societ La fusione di una o pi societ pu realizzarsi o con lincorporazione di una o + societ in unaltra (societ incorporate) o tramite la creazione di una totalmente nuova (art 2501). La fusione non consentita alle societ in liquidazione che abbiano iniziato la distruzione dellattivo. La fusione si realizza tramite diverse fasi: a) progetto di fusione: le societ redigono un progetto di fusione che ha essenzialmente una funzione informativa nei riguardi dei soci e dei terzi, e nel quale deve essere indicato il nuovo assetto sociale. b) nel contenuto del progetto deve risultare: 1) il testo dellatto costitutivo della nuova societ, 2) il rapporto di cambio delle azioni o delle quote e leventuale conguaglio in danaro, 3) le modalit di assegnazione delle quote o delle azioni, 4) il trattamento riservato a particolari categorie di soci (es: azionisti di risparmio) e ai possessori di titoli diversi dalle azioni, 5)i vantaggi eventualmente proposti a favore degli amministratori, 6) la data dalla quale i soci partecipano alla divisione degli utili o dalla quale avviene limputazione del bilancio.

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c) pubblicit legale: il progetto di fusione deve essere depositato per liscrizione nel registro delle imprese dove si trova la sede della societ (art 2501-ter). d) documentazione: gli amministratori devono redigere anche un bilancio straordinario che metta in luce la situazione patrimoniale, e deve essere riferito in una data non anteriore ai 120 giorni rispetto al giorno della depositazione del progetto di fusione nella sede della societ; la situazione pu essere sostituita dallultimo bilancio desercizio, se lesercizio stato chiuso in un periodo non oltre sei mesi prima della depositazione del progetto di fusione. In tale relazione, devono essere messi in luce principalmente il progetto di fusione e i criteri per stabilire i rapporti di cambio. Inoltre, uno o pi esperti vengono scelti tra i revisori legali per giudicare ladeguatezza dei criteri utilizzati per stabilire il reale valore del patrimonio (art 2501-sexties). e) deposito della documentazione nelle sedi sociali: il progetto di fusione, la situazione patrimoniale e la relazione dagli amministratori e degli esperti devono essere depositati presso la sede sociale per tutti i 30 giorni che precedono la decisione della fusione, per essere visionate dai soci stessi e in caso ottenerne una copia (art 2501-septies). f) decisione sulla fusione: Avviene con lapprovazione del progetto di fusione da parte di entrambe le societ (art2502); per le societ di persone occorre la sola maggioranza, per quelle di capitali occorre lapprovazione da parte dellassemblea straordinaria. I soci possono modificare il progetto di fusione purch non incidano sui diritti dei soci e dei terzi. La decisione di approvazione deve essere registrata nel registro delle imprese (art 2502-bis.) g) Latto di fusione: per essere reso operativo e stipulato si deve attendere un periodo di 60 giorni che decorrono dal momento in cui si ha la decisione della fusione e la sua registrazione nel registro delle imprese. In tali 60 giorni, potranno fare opposizione tutti i creditori e gli obbligazionisti, i quali, se le azioni sono convertibili potranno avere la conversione in azioni anticipatamente, senno i loro diritti rimarranno inalterati tranne che non siano stati modificati con delibera della loro stessa assemblea (art 2503). Per i creditori, se il tribunale non ritiene che vi sia pericolo per le loro garanzie si dar corso alla fusione, inoltre non si attender il termine bimestrale se i creditori non consenzienti avranno avuto il loro credito risanato. h) trasformazione: se vi una trasformazione che va da una responsabilit illimitata ad una limitata, i soci non rispondono pi illimitatamente ma rispondono ugualmente verso i creditori anteriori alla fusione, tranne che essi abbiano dato il loro consenso alla fusione. i) atto notarile: latto di fusione deve essere redatto in forma pubblica, ed entro 60 giorni deve essere depositato per liscrizione nel registro delle imprese ove si trova la sede delle societ; la fusione ha effetto solo dopo tale registrazione ed inoltre, dopo di ci non pu essere pi dichiarata linvalidit ma ci non pregiudica il diritto al risarcimento per coloro che sono rimasti danneggiati dalla fusione (art 2504- quater). Poi vi sono delle regole particolari: 1) quando una societ contrae dei debiti per acquistare delle azioni dellaltra societ e si ritiene che con i beni di questultima possa coprire i debiti, allora ci deve essere messo in luce nel progetto per rendere possibile la valutazione dei soci. 2) se la societ incorporante possiede tutte le azioni di quella incorporata allora non si realizzer il cambio delle azioni e le azioni della societ incorporata vengono annullate, e si avr che gli amministratori di entrambe potranno decretare la realizzazione della fusione. 3) qualora una societ possieda delle azioni proprie, il valore delle azioni dovrebbe essere valutato ai fini del rapporto di cambio, ma se vengono annullate non possono sostituire le azioni della nuova societ. La scissione della societ Per scissione della societ si indica lassegnazione totale o parziale (scissione parziale) del patrimonio ai soci di altre societ dette beneficiarie (art 2506). Soltanto se le societ beneficiarie sono pi di una, anche possibile trasferire lintero patrimonio, con conseguente estinzione della societ conferente (scissione

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totale). Con la scissione totale viene fuori lazzeramento del patrimonio e dunque una delle cause di scioglimento della societ. Della scissione non possono beneficiare le societ in fase di liquidazione ed sempre possibile un conguaglio che non ecceda il 10% del valore nominale delle attribuzioni riferite ai soci (art 2506). La disciplina simile a quella della fusione. Per la scissione prescritta la realizzazione di un progetto di scissione, della situazione patrimoniale e delle relazioni degli amministratori e degli esperti e dopo liscrizione nel registro delle imprese non pu essere pi dichiarata linvalidit della scissione. Dato che le partecipazioni non vengono assegnate alla societ scissa, ma ai suoi soci, la scissione pu pregiudicare i creditori della societ scissa; a tutela dei creditori: A) essi possono fare opposizione al tribunale, B) ciascuna delle societ beneficiarie assume diritti e obblighi della societ scissa verso i creditori e se non riescono ad adempiere a tali obblighi essi potranno rispondere in solido con quella scissa nei limiti del patrimonio netto e di quanto rimasto (art 2506-quater). Societ nazionali ed estere Le societ che si costituiscono nel territorio italiano, anche se loggetto della loro attivit allestero, sono soggette alla legge italiana L. 218/1995. Alle stesse disposizioni sono soggette anche le societ estere che hanno la sede principale o loggetto dinteresse in Italia. Le societ che hanno le sedi secondarie in Italia devono pur sempre registrarle nel registro delle imprese con atto costitutivo e nomi delle persone che le rappresentano in Italia, e se sono societ diverse rispetto a quelle nazionali devono sottostare alla disciplina delle societ per azioni per ci che riguarda la registrazione degli atti e la responsabilit degli amministratori, in mancanza di ci, essi rispondono personalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali (art 2509 bis). Disciplina comunitaria: La L. 220/1971, che stata ratificata dalla Convenzione di Bruxelles, stabilisce il riconoscimento reciproco delle societ civili e commerciali se: sono costituiti in detti stati e l si ha la sede statuaria. Se ricorrono queste 2 condizioni, il riconoscimento opera di diritto ed ogni stato non pu rifiutare loro quei diritti e facolt. Tuttavia, ogni stato pu rifiutare tale riconoscimento della personalit se la sede effettiva si ritrovi fuori dei territori in cui si applica la convenzione; ed ogni stato pu dichiarare che applicher le proprie disposizioni imperative alle societ, la cui sede effettiva si trovi nel suo territorio. Per ancora oggi la disciplina della convenzione non in vigore perch non stato gi ultimato il procedimento di ratifica. Disposizioni penali in materia di societ Gli amministratori possono avere sanzioni penali qualora: falsano il bilancio, violano le disposizioni volte a tutelare lintegrit del capitale sociale, impediscono il controllo di gestione da parte dei soci, danno unesagerata valutazione dei beni materiali conferiti, compiono atti di infedelt patrimoniale, violano la disciplina sullacquisto delle azioni proprie, influiscono sulla formazione delle maggioranze assembleari con mezzi illeciti. Sono anche predisposte azioni penali per i liquidatori, per i direttori generali, gli organi di controllo, societ di revisione; e come pena accessoria vi pu anche essere linterdizione dal loro posto di lavoro. LIMPRESA CONIUGALE Nozione e disciplina - Con una legge di riforma del diritto di famiglia (L.151/1975), stato stabilito che fanno parte della comunione lazienda gestita da entrambi i coniugi e realizzata dopo il matrimonio, assieme ad utili e agli incrementi di detta azienda. Per la disciplina dellimpresa coniugale (che, secondo alcuni anche impresa familiare se vi partecipano i familiari: il coniuge, parte entro il 3 e affini entro il 2) si ha che: a) che gli atti di amministrazione ordinaria possano essere realizzati disgiuntamente da entrambi i coniugi e quelli di amministrazione straordinaria congiuntamente e qualora uno dei due si rifiuti di

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compiere latto si pu chiedere autorizzazione al tribunale per la realizzazione. b) in mancanza di un coniuge, lautorizzazione per un atto pu essere realizzata anche da uno solo dei coniugi. c) nonostante lamministrazione congiunta, laltro pu essere delegato per il compimento degli atti necessari per lattivit dellimpresa. controverso se tale disciplina tenda a ravvisare unimpresa sociale o un tipo diverso dimpresa collettiva; inoltre anche discusso se limpresa gode di autonomia patrimoniale. Alla comunione legale fa parte lintera azienda, e i coniugi possono concordarne lo scioglimento con atto pubblico e se lazienda non viene attribuita ad uno dei coniugi potr continuare ad essere guidata da entrambi o anche da uno solo di essi, ma i beni sociali continueranno ad essere divisi secondo la divisione dei beni. LA SOCIET TRA PROFESSIONISTI La societ tra avvocati E stato pi volte accennato il fatto che lesercizio collettivo di attivit professionali non pu avvenire tramite ladozione di modelli societari previsti per limpresa commerciale (art 2249). Si potrebbe riprendere la tipologia di attivit semplice ed essa deve essere svolta da un professionista e si parla di professioni protette in duplice forma: sia perch non sono professionisti coloro che sono iscritti allalbo e dunque sono protetti da coloro che non lo sono, sia perch i clienti hanno la certezza di essere davanti ad un professionista. Il d. lg. N. 96/2001 ha ammesso la possibilit della realizzazione dellattivit di avvocato in forma di societ collettiva, ma: 1) La societ tra avvocati deve avere come oggetto solo lattivit di rappresentanza, assistenza e difesa in giudizio. Essa pu inoltre svolgere le attivit strumentali dellesercizio dellattivit forense; 2) i soci possono essere solo avvocati e possono appartenere ad una sola societ, e la cancellazione dallalbo degli avvocati costituisce causa di esclusione del socio; 3) nella ragione sociale deve essere indicato il nome di tutti i soci ovvero il nome solo di alcuni con laggiunta della locuzione ed altri, inoltre deve essere indicato il tipo sociale stp (societ tra professionisti); se un socio cessa di essere tale, il suo nome non pu essere mantenuto o se muore pu essere mantenuto con la locuzione ex socio o socio fondatore; 4) lamministrazione spetta ai soci in forma disgiunta e non pu essere delegata a terzi; 5) lincarico professionale spetta allassociazione e il cliente pu indicare il nome dei soci a cui volere dare lincarico, senno lo studio prima di realizzare la collaborazione dar al cliente il nome del socio che si occuper del suo caso; 6) i proventi costituiscono il guadagno della societ e non dei soci; 7) per le responsabilit professionali sono responsabili personalmente ed illimitatamente i soci che hanno portato avanti quella causa personalmente, mentre per le responsabilit sociali risponde la societ in solido con i soci; 8) la societ tra avvocati deve essere segnalata presso lalbo degli avvocati e tale registrazione deve essere annotata in una sezione speciale del registro delle imprese con latto costitutivo; 9) in caso di insolvenza la societ degli avvocati non soggetta al fallimento. LE SOCIET COOPERATIVE Concetto e funzione delle societ cooperative Scopo fondamentale delle societ di conseguire un profitto e per questo vengono dette lucrative o speculative, mentre intento delle societ cooperative quello mutualistico ossia i soci vogliono realizzare un riscontro economico: o dal risparmio sul corrispettivo che essi pagano per lacquisto di beni e servizi, o dalla maggiore remunerazione che essi ottengono dalla societ quando le cedono beni e servizi. A ci si pu

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pervenire perch i soci della cooperativa sono anche gli stessi acquirenti di beni e servizi ma la cooperativa pu accontentarsi di non realizzare unutile ma riuscire a coprire i costi di produzione, vendendo i beni ad un prezzo inferiore a quello di mercato ovvero ad un prezzo uguale con il vantaggio che poi gli acquirenti soci avranno anche i ristorni dati dalla differenza di costi e ricavi. Tuttavia, vi sono societ cooperative che esercitano la loro attivit anche verso terzi, perseguendo cos anche uno scopo speculativo: cos si possono avere sia utili sia ristorni. Cooperative a mutualit prevalente: Le imprese cooperative, per la loro funzione sociale, hanno delle agevolazioni garantite addirittura dalla Costituzione allart 45. Con il decreto n.6/2003, la disciplina codicistica stata modificata in vari punti con lintroduzione allart 2512, che d la definizione di mutualit prevalente cio cooperative che svolgono la loro attivit sia con i soci sia con terzi, e in questultimo caso lattivit con i soci deve costituire pi della met del totale dellattivit. Allo scioglimento della societ i fondi saranno distribuiti ai fondi mutualistici istituiti dalle societ di categoria per la promozione e lo sviluppo della mutualit (art 2514). Le cooperative a mutualit permanente devono iscriversi presso un albo tenuto allinterno del Ministero dello sviluppo economico. Societ cooperativa europea. Nella disciplina comunitaria stata ammessa la societ cooperativa europea che pu essere costituita anche tra persone fisiche residenti in almeno 2 Stati comunitari. La disciplina delle societ cooperative Nel codice, la disciplina per le societ cooperative rimanda a quella per le spa, ma nonostante tutto emergono delle differenze: 1) costituzione della societ: per costituire una cooperativa occorrono almeno 9 soggetti (art 2522), ma se ne pu costituire anche una pi piccola formata da 3 soggetti adottando le norme delle srl; se la cooperativa ha per oggetto lesercizio di attivit agricole, possono esserne socie anche le societ semplici. 2) Variabilit dei soci e del capitale sociale: prescritto che i soci della cooperativa devono essere lavoratori e devono esercitare larte o il mestiere corrispondente alla cooperativa stessa. Si dice che la cooperativa sia a capitale variabile poich il numero dei soci pu sempre aumentare o diminuire, senza che ci comporti modifiche allatto costitutivo (art2524). Lammissione di un nuovo socio avviene per domanda dello stesso allassemblea che pu accoglierla o rigettarla, in tale ultimo caso il socio potr fare sempre opposizione al tribunale (art 2528), se invece accolta, oltre alla quota di partecipazione, deve essere versato un eventuale sovraprezzo. Il recesso deve essere comunicato con raccomandata alla societ (art 2532), e lesclusione del socio si ha quando questo moroso, per altre gravi inadempienze e per ipotesi previste nella societ in nome collettivo (art 2533): essa deve essere decisa dagli amministratori o dallassemblea e va comunicato al socio, che entro 60 giorni pu fare opposizione al tribunale. Il creditore particolare del socio non pu agire sulla sua quota finch dura la societ stessa. 3)Organizzazione: le societ cooperative sono persone giuridiche a responsabilit limitata (art 2518), le quote possono essere rappresentate da azioni e il valore nominale di ogni azione deve essere compresa tra 25 e 500 euro. Le azioni delle cooperative di maggiori dimensioni possono essere quotate in borsa, ed in tal caso la contabilit sottoposta a revisione legale. Nelle societ cooperative si distinguono i soci cooperatori e quelli finanziatori, cio quei soci che sono titolari di strumenti finanziari. Nelle assemblee, ogni socio cooperatore ha un voto (voto cavitario) e gliene possono essere attribuiti altri fino a 5 e i voti dei soci finanziatori non devono superare un terzo dellassemblea votante. Il socio pu farsi rappresentare nelle assemblee ma pu essere rappresentato solo da un altro socio e non da terzi; ciascun socio pu rappresentare pi di 10 soci. Le quote dei soci cooperatori non possono essere liberamente trasferite esse hanno bisogno del consenso dellassemblea che deve rispondergli entro 60 giorni e se d un diniego esso deve essere giustificato. Se la cooperativa ha almeno 3 mila soci, si pu stabilire che lassemblea sia formata da soci delegati da assemblee parziali, assicurando la proporzionale rappresentanza delle

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minoranze (assemblee separate art 2540). La maggioranza degli amministratori devono essere soci cooperatori (art 2542). Nellatto costitutivo, pu essere stabilito che gli amministratori rappresentano le diverse categorie di soci e che il voto per la nomina dei sindaci o altri organi sia realizzato in relazione alle partecipazioni sociali o agli scambi mutualistici (art 2543). 4) Obbligazioni: se previsto dallatto costitutivo, le societ cooperative possono emettere obbligazioni e se sono emesse diviene obbligatoria la nomina dellorgano interno di controllo. 5)Utili: gli utili non possono essere totalmente distribuiti e una parte di essi deve essere destinata a riserva indivisibile (una riserva che pu essere utilizzata per la copertura di perdite, solo dopo lutilizzazione di altre riserve: volontarie, statutaria e legali); di regola, non pu essere ripartita tra i soci neppure in caso di scioglimento, perch limporto va devoluto ai fondi mutualistici. Nellatto costitutivo deve essere stabilita la misura massima di distribuzione degli utili (art 2425- quinquies) e alla riserva legale deve essere destinato almeno il 30% degli utili netti annuali. Un particolare trattamento economico previsto per i soci lavoratori (L. 142/2001). 6) Scioglimento parziale del rapporto societario: in caso di morte del socio, agli eredi va la liquidazione della quota ma pu essere stabilito che con essi continui il rapporto societario (art 2534), se cos, deciso dalla societ. Nei casi di recesso, esclusione e morte del socio, la quota di liquidazione deve essere decisa in base al bilancio desercizio in cui avviene lo scioglimento del rapporto ed il pagamento deve avvenire entro 6 mesi dallapprovazione del bilancio. In caso di rapporto concluso ancora per un anno, il socio ed i suoi eredi, rispondono dei versamenti non effettuati e se entro lanno si determina linsolvenza della societ, il socio e gli eredi, sono tenuti a restituire la liquidazione. 7) Trasformazione della societ: alle cooperative a mutualit prevalente vietato trasformarsi in societ ordinarie (lucrative), mentre alle altre cooperative permessa tale trasformazione, purch la delibera di trasformazione sia approvata da maggioranze qualificate (art 2425 decies). A seguito della trasformazione, dedotti il capitale rivalutato e i dividendi non ancora distribuiti, il restante patrimonio va devoluto ai fondi mutualistici. 8) Controlli e scioglimento: dette societ sono sottoposte a controlli della pubblica amministrazione e se vi il sospetto di gravi irregolarit, i soci possono denunziare gli amministratori (art 2409). Inoltre, se gi intervenuta lautorit di vigilanza, il tribunale deve dichiarare nullo lintento dei soci, mentre se ad intervenire stato il tribunale, lautorit di vigilanza deve sospendere il procedimento amministrativo gi iniziato. Le cause di scioglimento sono uguali a quelle delle spa. In caso di insolvenza, sono sottoposte a liquidazione coatta amministrativa; per inattivit o per impossibilit di raggiungere il loro scopo, possono essere sciolte con atto amministrativo (art 2545 septies decies). Consorzi di cooperative Essi si distinguono in due specie fondamentali: 1) in base alla L. 127/1971, si fa riferimento alla costituzione di due o pi societ cooperative che si fondono per la realizzazione di un consorzio a cui si applica la disciplina dellart 2602; 2) inoltre, possono costituirsi in consorzio per le attivit economiche e si propongono la gestione economica comune. (si applica la stessa disciplina delle cooperative) Le societ non possono essere pi di 5 e devono avere come patrimonio comune 1 milione e ne devono versare almeno la met. Le stesse condizioni sono richieste anche per quei consorzi di cooperative che si costituiscono per accrescere le dimensioni patrimoniali dellimpresa. Dal D. lg. 6/2003 sono stati disciplinati i contratti cooperativi paritetici cio quelli costituiti da pi cooperative di diverso tipo, con cui possono essere regolate la direzione ed il coordinamento delle rispettive imprese (art 2445 septie).

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Le mutue assicuratrici (societ di mutua assicurazione) (figura ormai obsoleta perch poco efficienti) Sono societ cooperative che esercitano lindustria delle assicurazioni e presso le quali, i soci possono assicurarsi per i loro rischi. Abbiamo 2 categorie di soci: i soci assicurati, i quali assumono la qualit di soci assicurandosi presso la societ, e poi i soci sovventori che impiegano le loro partecipazioni per la costituzione del fondo di garanzia per il pagamento delle indennit. Il contratto sociale pu attribuire a ciascun socio sovventore pi voti (non + di 5) nelle assemblee ed i soci possono essere nominati amministratori, ma la maggioranza di questi ultimi (gli ammin.) deve essere costituita dai soci assicurati(art 2548). Le obbligazioni contratte dalla mutua sono garantite dal patrimonio sociale e tali societ adottano le norme per le societ cooperative, e quindi sono anche soggette ai controlli e agli interventi amministrativi previsti per lesercizio dellassicurazione. LASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE Lassociazione in partecipazione. Contratti di cointeressenza Nel contratto di associazione in partecipazione si hanno due parti: lassociante, che colui che determina laffare e lo porta avanti a suo nome rispondendo delle perdite con tutto il suo patrimonio, mentre lassociato, colui che d un determinato apporto allassociante e che lo utilizza nella gestione dellaffare (art 2549). Lassociante non pu associare altri allimpresa senza il consenso dei precedenti associati. La quota degli utili spettante allassociato deve essere proporzionale al suo apporto, tenendo conto dellaffare portato a termine e del bilancio, ed inoltre lassociato deve rispondere alle perdite in relazione al suo capitale. Contratti di cointeressenza: sono quei contratti che prevedono che lassociato potr partecipare solo agli utili e non anche alle perdite e a tali contratti la disciplina di partecipazione solo parzialmente adattabile. I TITOLI DI CREDITO CAPITOLO QUARANTESIMO: I TITOLI DI CREDITO IN GENERALE 1. Premessa I titoli di credito sono documenti destinati alla circolazione che attribuiscono il diritto ad una determinata prestazione. Questa pu consistere nel pagamento della somma di denaro (cambiale), nell'assegno bancario e circolare, delle obbligazioni societ e nei titoli del debito pubblico (titoli di credito in senso stretto). Pu consistere anche nel diritto alla riconsegna di merci depositate o viaggianti (fede di deposito), nella polizza di carico e cos via (titoli di credito rappresentativi di merci) vi sono infine titoli di credito che rappresentano una situazione giuridica complessa e i relativi diritti, come le azioni di societ (titoli di partecipazione). Fra i titoli di credito ve ne sono poi alcuni che vengono di regola messi ognuno per una distinta operazione economica e si presentano perci come titoli individuali (cambiali e assegni). Altri presentano frazioni di uguale valore nominale di ununitaria operazione economica di finanziamento e attribuiscono a ciascuno uguali diritti (titoli di massa). Alcuni titoli di credito (azioni e titoli rappresentativi di merci) presuppongono un ben determinato rapporto giuridico e solo in base a tale rapporto possono essere emessi (titoli causali). Per altri (cambiale e assegni) il rapporto giuridico che d luogo alla loro emissione pu variamente atteggiarsi (titoli astratti). [figure tipiche di titoli di credito sono regolate da leggi speciali: cambiale (r.d. n.1669/33), assegno bancario e circolare (r.d. 1736/33), titoli azionari (r.d.l. 1148/41). Il c.c. ha introdotto la disciplina generale dei titoli di credito con artt. 1992-2027]

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2. Funzione e caratteri essenziali dei titoli di credito I titoli di credito hanno la funzione tipica di rendere pi semplice, rapida e sicura la circolazione dei diritti di credito, non realizzando i rischi e gli inconvenienti che al riguardo presenta la disciplina della cessione del credito (artt. 1260 ss.). Le regole di circolazione pi semplici e sicure sono certamente quelle previste per i beni mobili: la propriet dei beni mobili si trasferisce con il semplice consenso (art. 1376) e l'acquirente di un bene mobile tutelato contro il rischio della mancanza di titolarit nel trasferente dalla regola "possesso di buona fede vale titolo" (art. 1153). Quindi la soluzione per una circolazione facile e sicura dei crediti quella di renderli normativamente simili ai beni mobili, in modo da poter applicare unanaloga disciplina circolatoria. Ci si realizza tramite i titoli di credito, cio mediante particolari documenti sottoscritti dal debitore ed in cui il debitore dichiara di obbligarsi a compiere la prestazione nei confronti di chiunque si trovi alla scadenza in possesso del documento stesso; quindi si ottenuta la materializzazione del diritto di credito del documento (c.d. incorporazione) che di conseguenza, tale documento diventa suscettibile di possesso. Nel titolo di credito il diritto incorporato nel documento e si concretizza in quattro principi: 1) chi acquista la propriet del documento diventa titolare del diritto in esso menzionato. Diventa titolare del diritto cartolare anche se ha acquistato il titolo a non domino. questo il principio dellautonomia in sede di circolazione del diritto cartolare fissato dall'art. 1994 c.c. Principio che consente di neutralizzare il pi grave dei rischi della cessione del credito, il rischio cio che chi trasferisce il credito non sia titolare dello stesso. 2) chi acquista un titolo di credito acquista un diritto il cui contenuto determinato esclusivamente dal tenore letterale del documento. Sono questi i principi della letteralit e dell'autonomia in sede di esercizio (art. 1993). 3) chi ha conseguito il possesso materiale del titolo di credito, nelle forme prescritte dalla legge, senz'altro legittimato all'esercizio del diritto cartolare. Pu cio pretendere dal debitore la prestazione senza essere tenuto a provare l'acquisto della propriet del titolo o della titolarit del diritto. questa la funzione di legittimazione del titolo di credito (art. 1992). 4) i vincoli sul diritto menzionato in un titolo di credito devono essere effettuati sul titolo e non hanno effetto se non risultano dal titolo (art. 1997). Il titolo di credito uno strumento necessario e sufficiente per la circolazione del diritto e la costituzione di vincoli sullo stesso. Attribuisce perci a chi lo acquista in sede di circolazione un diritto letterale e autonomo. Un diritto cio il cui contenuto determinato esclusivamente dalla lettera del titolo. Il titolo di credito un documento necessario sufficiente per la costituzione, la circolazione e l'esercizio del diritto letterale e autonomo in esso incorporato. Il titolo di credito anzitutto un documento costitutivo del diritto cartolare, nel senso che se non si crea un documento non possibile costituire il diritto. E lincorporazione il costante collegamento che sussiste tra il titolo di credito (documento) e il diritto cartolare sia nel momento della costituzione di tale diritto, sia nel momento della sua circolazione che nel momento dellestinzione. Se il titolare di un credito cartolare subisce un furto o la distruzione del titolo, ancora titolare del credito ma non pu pretendere la prestazione perch non pu pi presentare il titolo, quindi ha perso la legittimazione; n pu trasferire ad altri il suo credito. Per riacquistare la legittimazione si pu o ridiventare il portatore legittimo del titolo, ad es. riacquistandone il possesso, oppure svolgere una procedura giudiziaria, detta procedura di ammortamento in cui viene emesso un provvedimento dellautorit giudiziaria, con cui si toglie al titolo la propriet di incorporare il diritto cartolare. Il concetto di legittimazione si traduce in una presunzione di titolarit del diritto a favore del portatore legittimo del titolo, che pu quindi pretendere il pagamento dal debitore, verso presentazione del titolo, senza essere costretto a provare di essere anche titolare del credito in esso incorporato.

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3. La creazione del titolo di credito: rapporto cartolare e rapporto fondamentale La creazione e il rilascio di un titolo di credito trovano giustificazione in un preesistente rapporto fra emittente e primo prenditore (c.d. rapporto fondamentale o causale: il rapporto giuridico che sta alla base e che ha dato luogo allemissione del titolo di credito) ed in un accordo fra gli stessi con cui si conviene di fissare nel titolo di credito la prestazione dovuta dal primo al secondo in base a tale rapporto (convenzione di rilascio o esecutiva). Il titolo di credito, emesso in attuazione della convenzione di rilascio, riproduce in forma semplificata schematizzata l'obbligazione derivante dal rapporto fondamentale. La dichiarazione risultante dal titolo di credito costituisce il rapporto cartolare e il diritto dalla stessa riconosciuto al prenditore del titolo di diritto cartolare destinato a circolare. Tale diritto cartolare un principio letterale ed autonomo che alla cui circolazione si applica il principio possesso vale titolo. Il collegamento tra diritto e titolo, e dunque l incorporazione, segue il documento sia nella fase di costituzione di tale diritto, sia nella fase della circolazione poich per fare circolare il diritto occorre far diventare l acquirente portatore legittimo del documento, infine nellestinzione in cui il debitore tenuto a pagare solo colui che possessore del titolo stesso. Il rapporto tra titolarit e legittimazione sono tali che: 1) lo stesso soggetto allo stesso tempo titolare del diritto cartolare ed legittimato all esercizio di tale diritto, 2) il debitore liberato anche se erroneamente consegna la somma costitutiva del debito ad A che ha rubato il titolo a D, cos il debitore che senza dolo o colpa grave adempie alla sua prestazione verso colui che non il portatore ma ne dimostra il titolo, ugualmente liberato dalla sua obbligazione. 4. (segue): Titoli di credito astratti e causali L'emissione di un titolo di credito presuppone sempre l'esistenza di un determinato rapporto fondamentale fra emittente e primo prenditore. La connessione che si instaura fra rapporto fondamentale e rapporto cartolare non per identica per tutti i titoli di credito. Essi possono distinguersi: a) titoli di credito astratti: possono essere emessi in base ad un qualsiasi rapporto fondamentale e non contengono alcuna menzione del rapporto che di concreto ha dato luogo alla loro emissione. Il contenuto del diritto cartolare determinato esclusivamente dalla lettera del titolo: in essi manca, infatti, ogni riferimento al rapporto fondamentale che ha dato luogo all'emissione ed anche se apparisse, per legge irrilevante. (letteralit completa) b) titoli di credito causali: possono essere emessi solo in base ad un determinato tipo di rapporto fondamentale. Sono titoli di credito causali le azioni e le obbligazioni societ, i titoli rappresentativi di merce. Il contenuto del diritto cartolare determinato non solo da lettera del titolo, ma anche dalla disciplina legale del rapporto obbligatorio tipico richiamato nel documento. Questi titoli si riferiscono a letteralit incompleta o per relationem. I titoli rappresentativi di merce (fede di deposito, polizza di carico, duplicato della lettera di vettura) attribuiscono al possessore: - il diritto alla consegna delle merci che sono emessi specificate; - il possesso delle medesime; - il potere di disporne mediante trasferimento del titolo (art. 1996). Rappresentano quindi strumenti per la circolazione documentale e di merci viaggianti o depositate nei magazzini generali e si caratterizzano per il fatto che l'obbligazione cartolare del vettore o del depositario ha per oggetto la riconsegna di cose determinate e analiticamente descritte nel documento. Vi sono poi anche: c) titoli in serie e titoli individuali. I primi, se si emettono una quantit plurima di titoli di credito, in cui la dichiarazione di debito identica in tutti i titoli: quindi tutti i titolari dei titoli della stessa serie hanno un

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diritto di identico contenuto. Questi titoli possono anche essere riuniti in un titolo multiplo, su richiesta del possessore, e a sua volta pu essere frazionato in pi titoli di taglio minore. I secondi, invece, quando pur emettendo il debitore una pluralit di titoli, questi vengono emessi ognuno per una operazione distinta e quindi possono avere contenuto diverso. d) titoli completi e incompleti: completi, quando nei titoli documentata lintera documentazione dellemittente e quindi inserite tutte le clausole. Incompleti quando dei titoli fanno riferimento ad altro documento. e) titoli atipici (non previsti manco dalle leggi speciali) posto un limite normativo: non possono essere emessi quando hanno per oggetto lobbligazione di pagare una somma di denaro, titoli di credito al portatore non previsti dalla legge. 5. La circolazione dei titoli di credito Uno dei profili caratterizzanti la disciplina dei titoli di credito la distinzione fra titolarit del diritto cartolare e legittimazione all'esercizio dello stesso: titolare del diritto cartolare il proprietario del titolo; legittimato al suo esercizio invece il possessore del titolo nelle forme prescritte dalla legge (possessore qualificato); forme che sono diverse per i titoli al portatore, allordine e normativi. Le qualit di proprietario-titolare e di possessore-legittimato di regola circolano congiuntamente e coincidono nella stessa persona. Tuttavia, nel corso della circolazione si pu verificare una dissociazione delle 2 posizioni reali sul titolo e quindi una conseguente dissociazione fra chi titolare del diritto e chi solo legittimato ad esercitarlo. Si ha circolazione regolare quando il titolo viene trasferito dall'attuale proprietario all'altro soggetto in forza di un valido negozio di trasmissione; chi trasferisce la propriet del titolo dovr poi consegnarlo ed adempiere le eventuali altre formalit necessarie per attribuire all'acquirente la legittimazione all'esercizio del relativo diritto. Il solo consenso sufficiente per il trasferimento della propriet del titolo e dellacquisto della titolarit del diritto. Si ha circolazione irregolare quando la circolazione del titolo non sorretta da un valido negozio di trasferimento. Si pensi al caso classico in cui un titolo di credito stato rubato. In tal caso il possessore del titolo (il ladro) non acquista la propriet del titolo e la titolarit del diritto, che restano al derubato; ha per la possibilit di fatto di esercitare il diritto (legittimazione) e di far circolare ulteriormente il titolo. Si ha quindi una dissociazione fra (propriet) titolarit e (possesso) legittimazione. Chi ha perso il possesso del titolo contro la sua volont non ovviamente senza tutela. Potr esercitare azione di rivendicazione nei confronti dell'attuale possessore. Inoltre, se si tratta di titoli allordine o normativi potr anche avvalersi della procedura di ammortamento che gli consente di ottenere un surrogato del titolo smarrito o distrutto. Fin quando il titolo non pervenga nelle mani di un terzo di buona fede, infatti, l'art. 1994 stabilisce che "chi ha acquistato in buona fede il possesso di un titolo di credito, in conformit delle norme che disciplinano la circolazione, non soggetta rivendicazione": diventa anche proprietario del titolo e titolare del diritto cartolare. Ormai il proprietario spogliato potr esercitare solo azione di risarcimento danni nei confronti del ladro. Per esigenze di sicurezza della circolazione, il titolare spossessato prevale sul ladro, ma non su colui che in buona fede ha acquistato il titolo dal ladro. Affinch si perfezioni l'acquisto a non domino di un titolo di credito devono ricorrere tre presupposti: 1) un negozio astrattamente idoneo a trasferire la propriet del titolo; 2) l'investitura dell'acquirente nel possesso del titolo, con l'osservanza delle formalit prescritte dalla relativa legge di circolazione (legittimazione); 3) la buona fede dell'acquirente.

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6. La legge di circolazione. I titoli al portatore (artt.2003-2007) In base alla legge di circolazione i titoli di credito si distinguono in: titoli al portatore, all'ordine e nominativi. Sono al portatore i titoli di credito che recano la clausola "al portatore", anche se contrassegnati da un nome. Essi circolano mediante la semplice consegna del titolo. Il possessore legittimato all'esercizio del diritto in essi menzionato in base alla sola presentazione del titolo al debitore; quindi sufficiente essere possessori del titolo. Possono essere al portatore: gli assegni bancari, i libretti di deposito, le azioni di risparmio, le obbligazioni di societ, le quote di partecipazione, i titoli del debito pubblico; fungono da surrogato della moneta legale e non ammesso lammortamento. 7. (segue): I titoli all'ordine (artt.2008-2020.) I titoli all'ordine sono titoli intestati ad una persona determinata. Essi circolano mediante consegna del titolo accompagnato dalla girata. Il possessore del titolo all'ordine si legittima in base ad una serie continua di girate (art. 2008). Sono titoli di credito all'ordine: la cambiale, l'assegno bancario, l'assegno circolare e i titoli rappresentativi di merci. La girata una dichiarazione scritta sul titolo (di regola sul retro) e sottoscritta, con la quale l'attuale possessore (girante) ordina al debitore cartolare di adempiere nei confronti di altro soggetto (giratario) che tra laltro sar il girante della successiva girata. La continuit delle girate ha una valenza formale e non interrotta se la firma di un girante falsa. La girata pu essere: - in pieno, quando contiene il nome del giratario (art. 2009); la forma consueta " per me pagate a....", con la sottoscrizione del girante; - in bianco, quando non contiene il nome del giratario. Di regola costituita dalla sola firma del girante. Chi riceve un titolo girate in bianco pu: a) riempire la girata col proprio nome o con quello di altra persona; b) girare di nuovo il titolo in pieno o in bianco; c) trasmettere il titolo ad un terzo senza riempire la girata e senza apporne una nuova. nulla la girata parziale (art.2010). Effetto costante della girata quello di mutare la legittimazione all'esercizio del diritto cartolare. " La girata trasferisce tutti diritti inerenti al titolo" (art. 2011), una volta accolto il principio che la propriet del titolo e titolarit del diritto si trasferiscono col semplice consenso. Quando vi sono state pi girate, quindi una serie continua di girate, necessario che il nome di ogni girante corrisponda a quello del giratario della girata precedente, fino a risalire al primo prenditore; il debitore tenuto a controllare solo la regolarit formale delle girate e non lautenticit e la validit. Di solito la girata ha solo una funzione di circolazione ma vi sono delle ipotesi in cui ha anche una funzione di garanzia: il girante diventa responsabile versi i giratari successivi per linadempimento della prestazione da parte dellemittente; in altri casi la responsabilit del girante sussiste solo quando risulta da una clausola espressa nel titolo. Il giratario acquista nei confronti dell'emittente un diritto letterale e autonomo ed di regola libero trasferire ulteriormente il titolo. Vi sono due tipi di girata con effetti limitati: - la girata per incasso o per procura (art. 2013), dove il giratario assume la veste di rappresentante per l'incasso del girante. Titolare del credito cartolare resta il girante e il giratario non acquista alcun diritto autonomo. A differenza della girata semplice e pura, il debitore pu opporre al giratario soltanto le eccezioni opponibili al girante e il giratario pu girare il titolo solo per procura. - la girata a titolo di pegno (art. 2014), detta anche girata in garanzia o valuta in garanzia, attribuisce al giratario un diritto di pegno sul titolo, a garanzia di un credito che il giratario stesso vanta nei confronti del

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girante. Il giratario acquista un diritto autonomo sia pure limitato e non sono opponibili le eccezioni personali al girante. Il giratario pu esercitare tutti i diritti inerenti al titolo per il soddisfacimento del proprio credito e non pu trasferire il titolo ad altri in quanto non ne proprietario e la girata fatta da lui vale solo come girata per procura. 8. (segue): I titoli nominativi (artt. 2021-2027.) I titoli nominativi sono titoli intestate ad una persona determinata. Essi si caratterizzano per il fatto che l'intestazione deve risultare non solo dal titolo, ma anche da un apposito registro tenuto dall'emittente (doppia intestazione: quindi il possessore di un titolo normativo legittimato allesercizio dei diritti proprio per questa caratteristica; art 2021). Possono essere titoli nominativi: le obbligazioni, le quote di partecipazione a fondi comuni di investimento, i titoli del debito pubblico. La nominativit obbligatoria per le azioni diverse da quelle di risparmio e della Sicav. E le azioni costituiscono la categoria pi diffusa di titoli nominativi per i quali dettata una disciplina parzialmente diversa da quella generale. Per le procedure del trasferimento della legittimazione dei titoli nominativi in ogni caso necessaria la cooperazione dell'emittente per operare mutamenti dellintestazione e la doppia annotazione del nome pu avvenire secondo 2 procedure diverse: Una prima procedura prevede il cambiamento contestuale delle due intestazioni, a cura e sotto la responsabilit dell'emittente (c.d. transfert). Il transfert pu essere richiesto sia dall'alienante sia dall'acquirente. L'alienante deve esibire il titolo e deve provare la propria identit e la propria capacit di agire mediante certificazione di un notaio, di un agente di cambio. L'acquirente che richiede il transfert deve invece esibire il titolo e deve inoltre dimostrare il suo diritto, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata da notaio o da agente di cambio. La seconda forma di trasferimento la pi diffusa ed prevista per i titoli normativi: il trasferimento mediante girata (art. 2023). La doppia annotazione eseguita da soggetti diversi e tempi diversi: l'annotazione sul titolo (girata) fatta dall'alienante, quella nel registro dell'emittente ad opera di quest'ultimo e si rende necessaria solo quando l'acquirente voglia esercitare i relativi diritti. La girata deve essere datata, deve contenere l'indicazione del giratario e deve essere sottoscritta anche da questo ultimo se il titolo non interamente liberato. La girata deve inoltre essere autenticata da un notaio o da un agente di cambio. *effetti+ la girata a titolo nominativo attribuisce al possessore solo la legittimazione ad ottenere la legittimazione, cio ad ottenere lannotazione del trasferimento nel registro dellemittente e solo dopo questa operazione ottiene la legittimazione, mentre prima non ha alcuna efficacia nei confronti dellemittente. 9. L'esercizio del diritto cartolare. La legittimazione Il possessore qualificato del titolo pu far valere il diritto cartolare nei confronti del debitore senza essere tenuto a provare il valido acquisto della propriet del titolo e il conseguente acquisto della titolarit del diritto. Il primo comma dell'art. 1992 stabilisce che il possessore di un titolo di credito, legittimato delle forme previste dalla legge, " ha diritto alla prestazione in esso indicata verso presentazione del titolo" (c.d. legittimazione attiva). Quindi sul debitore lonere di provare il difetto della titolarit. " Il debitore, che senza dolo o colpa grave adempie la prestazione nei confronti del possessore, liberato anche se questi non il titolare del diritto" (art. 1992, 2 comma). La liberazione del debitore non subordinata alla sua buona fede, bens all'assenza di dolo o colpa grave. Quindi il debitore liberato non solo quando in buona fede ma anche quando, pur essendo a conoscenza del difetto, non disponga dei mezzi di prova.

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10. (segue): Le eccezioni cartolari Il regime delle eccezioni che il debitore cartolare pu opporre al portatore del titolo per sottrarsi al pagamento fissato dall'art. 1993, norma che pone principi della letteralit e dell'autonomia del diritto cartolare. Le eccezioni cartolari si distinguono in: - reali, opponibili a qualunque portatore del titolo; danno luogo ad eccezioni reali: A) le eccezioni di forma, vale a dire la mancata osservanza dei requisiti formali del titolo richiesti dalla legge a pena di nullit. B) le eccezioni fondate sul contesto letterale del titolo (principio della letteralit del diritto cartolare); C) la falsit della firma; D) il difetto di capacit o di rappresentanza al momento dell'emissione del titolo; al momento cio in cui l'obbligazione cartolare diviene operativa con l'immissione del titolo in circolazione. E) la mancanza delle condizioni necessarie per l'esercizio dell'azione. - personali, opponibili solo ad un determinato portatore e non si ripercuotono sugli altri. Sono eccezioni personali tutte le eccezioni diverse da quelle reali: a) le eccezioni derivanti dal rapporto fondamentale che ha dato luogo all'emissione del titolo, opponibili solo al primo prenditore; b) le eccezioni fondate su altri rapporti personali con i precedenti possessori, opponibili solo a colui che stato parte del relativo rapporto; c) l'eccezione di difetto di titolarit del diritto cartolare, opponibile al possessore del titolo che non ne ha acquistato la propriet o lha persa (x es. vendita del titolo senza consegna allacquirente.) Le eccezioni di cui ai punti a e b si definiscono " eccezioni personali fondate sui rapporti personali"; quelle di cui al punto c, " eccezioni personali in senso stretto" perch non trovano fondamento in un rapporto tra debitore e portatore del titolo. 11. L'ammortamento E quellatto mediante il quale si fa riacquistare la legittimazione al titolare che ha smarrito o che ha subito la sottrazione del titolo di credito nominativo o allordine (artt.2016-2020 e 2027). Chi ha ottenuto lammortamento pu esigere il pagamento su prestazione e se il titolo non scaduto pu ottenere anche un duplicato del titolo perduto (art.2019). La procedura di ammortamento ammessa solo in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del titolo e si articola in due fasi: la prima essenziale o necessaria, la seconda eventuale. La procedura di ammortamento inizia con la denunzia al debitore della perdita del titolo e con il contestuale ricorso dell'ex possessore al presidente del tribunale del luogo in cui il titolo pagabile. Il presidente del tribunale pronuncia con decreto l'ammortamento; il decreto deve essere pubblicato nella gazzetta ufficiale. Solo con la notifica del decreto il debitore non liberato se paga al detentore del titolo e cio il titolo perde la sua funzione di legittimazione. (fase eventuale) Il debitore non pu per pagare neppure all'ammortante prima che siano decorsi 30 giorni dalla pubblicazione del decreto nella gazzetta ufficiale. Entro questo termine, infatti, il terzo detentore del titolo pu proporre opposizione contro il decreto di ammortamento depositando il titolo presso la cancelleria del tribunale. Se lopposizione accolta, il giudizio si chiude con la revoca del decreto; se respinta, il decreto di ammortamento diviene definitivo e il titolo consegnato al ricorrente. La procedura di ammortamento non ammessa per i titoli al portatore, salvo alcune eccezioni, come: libretti di deposito e assegni bancari al portatore. (la denuncia provoca solo linterruzione della prescrizione decennale)

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12. Documenti di legittimazione e titoli impropri I documenti che hanno solo una funzione di legittimazione non attribuiscono un diritto letterale ed autonomo. L'articolo 2002 prevede due categorie: 1)i documenti di legittimazione, "servono solo ad identificare l'avente diritto alla prestazione". Sono documenti di legittimazione, i biglietti di viaggio, di cinema o teatro. Questi documenti legittimano il possessore come titolare originario del diritto e non svolgono alcun ruolo ai fini della circolazione. 2) i titoli impropri consentono " il trasferimento del diritto senza l'osservanza delle forme proprie della cessione" ma con gli effetti di questultima. Sono: il titolo improprio, la polizza di assicurazione all'ordine o al portatore (art. 1899). Questi tipi di titoli agevolano la circolazione in quanto dispensano il cessionario dalla formalit della notifica al debitore. A tali documenti non possibile applicare la disciplina dei titoli di credito ed applicabile solo lart.1992 (legittimazione). 13. La gestione accentrata dei titoli di massa Poich vi sono rischi di smarrimento e furto specialmente per i titoli di massa, nel nostro ordinamento c' il sistema di gestione accentrata di strumenti finanziari rappresentati da titoli. In base all'attuale disciplina: a) l'attivit di gestione accentrata di strumenti finanziari di emittenti privati esercitata da apposite societ per azioni a statuto speciale che operano sotto la vigilanza della Consob e della banca d'Italia; b) sono ammessi al sistema azioni e altri strumenti finanziari di emittenti privati; c) la gestione accentrata dei titoli di stato affidata alla banca d'Italia ed disciplinata dal ministro del tesoro con proprio regolamento; d) le modalit di funzionamento del sistema di gestione accentrata sono diverse a seconda che gli strumenti finanziari immessi possano o meno essere rappresentati da titoli. La gestione accentrata degli strumenti finanziari non dematerializzati si fonda sulla custodia accentrata dei titoli presso la societ di gestione. L'adesione al sistema inoltre facoltativa; infatti i titoli vengono immessi nella gestione accentrata sulla base di un contratto di deposito titoli in amministrazione. 14. I titoli atipici I titoli di crediti non sono individuati specificatamente allora si richiama lautonomia privata con la realizzazione di titoli atipici, i quali hanno la limitazione che non possono essere emessi titoli al portatore che hanno come oggetto il versamento di una somma di danaro (art 2400). Titoli di investimento: sono quei titoli che determinano lemissione di strumenti finanziari, che di solito sono emessi in serie e sono diretti a sollecitare gli investimenti di massa dei risparmiatori. Ma se non si tratta di titoli d investimento ma di debito utilizzati per raccogliere capitali tra il pubblico sotto forma di risparmi; e ci concesso solo alle banche, agli enti e le societ non bancarie i cui titoli sono negoziati in un mercato non di borsa o sono garantiti o sono sottoposti a vigilanza amministrativa. CAPITOLO QUARANTUNESIMO: LA CAMBIALE 1. Cambiale tratta e vaglia cambiario La cambiale un titolo di credito normalmente allordine, completo, astratto, con efficacia esecutiva; la cui funzione tipica quella di differire il pagamento di una somma di danaro; uno strumento di credito. Se lemittente assume lobbligo di pagare il debito cartolare si ha la cambiale propria (o anche pagher cambiario e debito cambiario), mentre qualora il traente rivolge lordine di far pagare ad un altro soggetto, detto trattario, la cambiale allora si dice tratta. Il soggetto a cui pagata la cambiale detto primo prenditore o beneficiario. Esistono due tipi di cambiale:

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1) la cambiale tratta, in cui una persona (traente) ordinare un'altra persona (trattario) di pagare una somma di denaro al portatore del titolo. La cambiale tratta ha perci la struttura di un ordine di pagamento. In essa figurano tre persone: il traente, che da l'ordine e per legge garantisce l'accettazione e il pagamento del titolo; il trattario che destinatario dell'ordine di pagamento che diventa obbligato cambiario e obbligato principale solo in seguito all'accettazione; il prenditore che beneficiario dell'ordine di pagamento. 2) il vaglia cambiario, ha invece la struttura di una promessa di pagamento. In esso figurano solo due persone: l'emittente, che promette il pagamento assumendo la veste di obbligato cambiario principale, il prenditore che il beneficiario della promessa di pagamento. La cambiale tratta e il vaglia cambiario hanno alcuni caratteri comuni: A) la cambiale (tratta e pagher) un titolo di credito all'ordine; circola quindi mediante girata. B) la cambiale un titolo astratto. La cambiale pu essere emessa anche se manca un preesistente debito del traente o dell'emittente nei confronti del prenditore. questa la c.d. cambiale di favore, nella quale il rapporto causale costituito dal relativo accordo fra l'emittente e primo prenditore (convenzione di favore.) C) la cambiale un titolo rigorosamente formale; D) la cambiale un titolo che pu incorporare e di regola incorpora una pluralit di obbligazioni: quelle del traente, dell'accettante, dei giranti, dei loro avallanti e dell'accettante per intervento, nella cambiale tratta; quelle dell'emittente, dei giranti e dei loro avallanti, nel vaglia cambiario. Gli obbligati cambiari sono obbligati in solido verso il portatore del titolo ma nel contempo sono divisi in obbligati diretti (emittente, accettante e loro avallanti) e in obbligati di regresso (traente, giranti, loro avallanti e accettante per intervento). E) La cambiale un titolo esecutivo ed assistita da particolari agevolazioni processuali in modo da consentire al portatore un pronto soddisfacimento in caso di mancato pagamento. 2. I requisiti formali della cambiale La cambiale di consueto redatta su appositi moduli prestampati con i quali viene assolta l'imposta di bollo sulle cambiali. Requisiti formali: il modulo bollato o qualsiasi altro pezzo di carta qualificabile come cambiale solo se contiene determinate indicazioni fissate negli artt.1 (cambiale tratta) e 100 (vaglia cambiario) della legge cambiaria, che rispondono allo scopo di dare un contenuto standardizzato alla cambiale. Sono requisiti essenziali della cambiale: 1) la denominazione di cambiale inserita nel contesto del titolo ed espressa lingua in cui il titolo redatto; 2) l'ordine incondizionato della cambiale tratta (pagherete a...) o la promessa incondizionata nel vaglia cambiario (pagher a...) di pagare una somma determinata (che espressa sia in lettere sia in cifre; in caso di discordanza, prevale quella scritta in lettere.) 3) l'indicazione della cambiale tratta del nome di chi designato a pagare (trattario), nonch il luogo e la data di nascita o il codice fiscale. Trattario pu essere anche lo stesso traente. 4) il nome del primo prenditore, che nella cambiale tratta pu essere lo stesso traente. 5) la data di emissione della cambiale (quindi la data in cui messo in circolazione); 6) la sottoscrizione del traente o dell'emittente. La sottoscrizione deve essere autografa, cio apposta manualmente dal traente o dall'emittente, e deve contenere il nome e il cognome o almeno la ditta di colui che si obbliga. Sono requisiti formali naturali della cambiale: a) l'indicazione della scadenza. Vi sono 4forme di scadenza: 1) a vista, la cambiale scade in qualsiasi momento il portatore ne richieda il pagamento(ma entro lanno);

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2)a certo tempo vista, la cambiale scade dopo il decorso del tempo stabilito a cominciare dal giorno in cui la cambiale presentata al trattario o allemittente; 3) a certo tempo data, la cambiale scade dopo il decorso del tempo stabilito, a cominciare dalla data di emissione; 4) a giorno fisso, quando indicato un giorno determinato. La cambiale nulla se indicata unaltra forma di scadenza ovvero se a scadenze successive; e pu essere omessa ed in tal caso la cambiale si considera pagabile a vista. Nella scadenza a uno o pi mesi data o vista, la cambiale scade nel giorno corrispondente del mese in cui il pagamento stato effettuato, in mancanza di tale giorno la cambiale scade lultimo giorno del mese. Con lespressione otto o quindici giorni non sintendono una o due settimane ma tali giorni effettivi. b) l'indicazione del luogo dove la cambiale emessa. In mancanza, la cambiale si considera sottoscritta nel luogo indicato accanto al nome del traente, o dell'emittente. Se manca, la cambiale nulla. c) l'indicazione del luogo di pagamento. In mancanza cambiale tratta pagabile nel luogo indicato accanto al nome del trattario; il vaglia cambiario, nel luogo di emissione del titolo. possibile indicare come luogo di pagamento anche il domicilio di un terzo (x es una banca) e la cambiale si dice domiciliata. La clausole eventuali: (non allordine ovvero senza spese) tali clausole se poste dal traente o dallemittente valgono per tutti gli obbligati cambiari, se sono apposte dal girante valgono solo per questultimo. La clausola di interessi pu essere apposta a quelle cambiali a vista e a certo tempo poich negli altri casi gli interessi essendo tempi fissi possono essere gi calcolati nellammontare cambiario. Regime fiscale della cambiale: il pagamento dellimposta di bollo fa assumere alla cambiale il valore di titolo esecutivo e , se non regolarizzata, il portatore non pu esercitare i diritti cambiari neanche in un autonomo giudizio di cognizione ma la regolarizzazione comporta solo lesercizio dei diritti e non la qualifica di titolo esecutivo collegato alla regolarit originaria. 3. (segue): La cambiale in bianco La cambiale che circola sprovvista di alcuni requisiti essenziali si chiama cambiale in bianco; ma non deve mancare la denominazione di cambiale e la sottoscrizione autografata dellautore del titolo. L'emissione della cambiale in bianco accompagnata da un accordo di riempimento fra emittente e primo prenditore, con il quale si fissano le modalit del successivo riempimento del titolo. All'emissione della cambiale in bianco si ricorre infatti quando alcuni dati cambiari non sono attualmente determinabili; di solito la clausola che lasciata in bianco quella che indica la somma da pagare. Chi lascia una cambiale in bianco resta esposto al rischio che la stessa sia riempita dal prenditore in modo difforme da quanto pattuito nell'accordo di riempimento; al rischio cio di un abusivo riempimento. Tale rischio limitato se il pagamento della cambiale viene richiesto da colui con cui intercorso l'accordo di riempimento. Il rischio ben pi grave se l'immediato prenditore, dopo aver completato il titolo in difformit degli accordi, lo giri ad un terzo. Leccezione di abusivo riempimento uneccezione personale; non cedibile a terzi possessori a meno che questi non abbiano acquistato la cambiale in malafede, e il debitore dovr pagare la cambiale e potr richiedere solo il risarcimento dei danni allautore dellabusivo riempimento. Il portatore decade dal diritto di riempire la cambiale in bianco dopo 3 anni dallemissione del titolo. 4. Capacit e rappresentanza cambiaria Il rappresentante legale del minore o dell'interdetto pu assumere obbligazioni cambiarie il loro nome solo su previa autorizzazione del giudice tutelare. Per l'inabilitato e il minore emancipato non autorizzato all'esercizio di impresa commerciale, previsto che la loro firma sia accompagnata da quella del curatore con la clausola " per assistenza" o altra equivalente. In mancanza, il curatore obbligato personalmente.

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L'obbligazione cambiaria pu essere assunta anche a mezzo rappresentante. Questi deve far risultare dal titolo tale sua qualit (contemplatio domini), utilizzando la formula " per procura " o altra equivalente purch idonea ad evidenziare che sta assumendo l'obbligazione in nome altrui. Il rappresentante generale di un imprenditore commerciale pu assumere obbligazioni cambiarie, mentre se non un imprenditore commerciale non pu assumere obbligazioni cambiarie. Il rappresentante cambiario senza poteri per legge " obbligato cambiariamente come se avesse firmato in proprio" e se ha pagato ha gli stessi diritti che avrebbe avuto il preteso rappresentato. 5. Le obbligazioni cambiarie La cambiale un titolo di credito destinato ad incorporare pi obbligazioni. Nasce con l'obbligazione del traente o dell'emittente ed altre se ne possono aggiungere durante la vita del titolo: quella del trattarioaccettante, quella dei singoli giranti, degli avallanti e dell'accettante per intervento. Le obbligazioni cambiarie sono rette da alcuni principi peculiari: l'invalidit della singola obbligazione cambiaria non incide sulla validit delle altre. questo il principio della reciproca indipendenza o autonomia delle obbligazioni cambiarie (da non confondere con lautonomia del diritto cartolare). Nei confronti del portatore del titolo, gli obbligati cambiari sono distinti in due categorie: obbligati diretti ed obbligati di regresso. L'azione nei confronti dei primi (azione diretta) non subordinata a particolari formalit. L'azione nei confronti dei secondi (azione di regresso) presuppone invece il verificarsi di determinate condizioni sostanziali ed subordinata a specifici adempimenti formali.. Sono obbligati diretti: l'emittente, l'accettante ed i loro avallanti. Sono obbligati di regresso: il traente, i giranti, i loro avallanti e l'accettante per intervento. La posizione degli obbligati cambiari nei rapporti reciproci: uno solo di essi deve sopportare il peso definitivo del debito cambiario, mentre gli altri sono per legge garanti di grado successivo del pagamento. Nei rapporti interni infatti gli obbligati cambiari sono disposti per gradi, secondo un ordine tassativamente fissato per legge. Nella cambiale tratta accettata, obbligato di primo grado l'accettante, obbligato di secondo grado il traente, obbligato di III grado il primo girante e seguono poi nell'ordine i successivi giranti. Nel vaglia cambiario, obbligato di primo grado sempre l'emittente, seguono poi i giranti nell'ordine sopra indicato. Se paga lobbligato di primo grado, tutti gli altri sono liberati non solo nei confronti del portatore ma anche nei rapporti interni. Il pagamento effettuato da un obbligato di grado intermedio libera definitivamente solo quelli di grado successivo. Oltre che obbligazioni di grado diverso, la cambiale pu contenere anche l'obbligazione di pari grado. E ci si verifica quando pi persone assumono la stessa posizione cambiaria: coemittenti, coavallanti. Secondo il principio di indipendenza delle obbligazioni cambiarie, linvalidit di una delle obbligazioni non influisce su tutte le altre tranne quando linvalidit riguarda un vizio di forma o del contenuto dellemittente o del traente e non sono valide nemmeno le obbligazioni successive, ci perch la nullit riguarda l autore del titolo, naturalmente se riguarda gli altri obbligati ci non ha valore e saranno nulle solo le singole obbligazioni. L art 88 prevede l ipotesi di alterazione del testo cambiario, ad es: laggiunta di uno zero, ci comporta che chi ha firmato dopo lalterazione risponde per quella somma, chi invece ha firmato prima esonerato dal pagamento della somma alterata. In mancanza di prova contraria la legge presume che tutte le sottoscrizioni sono state poste prima dellalterazione. 5.1. I requisiti delle dichiarazioni cambiarie Tali requisiti sono fondamentali e se mancano determinano linvalidit dellobbligazione cambiaria. Sottoscrizione della dichiarazione. Ogni dichiarazione per valere come tale deve essere apposta sulla cambiale o anche su un foglio collegato alla cambiale, detto appunto allungamento. La clausola deve essere seguita da una sottoscrizione che contenga il nome, il cognome o la ditta dellaccettante. Di solito ad

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indicare la valenza del documento, come lavallo o la girata, basta apporre la sottoscrizione in un determinato luogo, ad es: per la girata sul retro, mentre per laccettazione o per lavallo sul retto (faccia anteriore). Capacit d agire. Possono sottoscrivere una cambiale tutti i soggetti capaci ed anche i minori emancipati autorizzati allesercizio del commercio. Affinch assumano obbligazioni cambiarie anche gli incapaci relativi occorre che vi sia la sottoscrizione da parte del curatore con la clausola per rappresentanza, se manca ne risponde il curatore in prima persona. Per gli incapaci assoluti, il loro rappresentante legale deve chiedere lautorizzazione al giudice e se manca tale autorizzazione e la sottoscrizione il rappresentante risponde personalmente delle proprie obbligazioni. Nellipotesi di incapacit naturale, determina lannullabilit della cambiale e questa uneccezione reale. Rappresentanza volontaria. La dichiarazione cambiaria pu essere determinata tramite rappresentante, che qualora rappresenti un soggetto non imprenditore vi deve essere una procura che specifichi la possibilit del rappresentante di sottoscrivere una cambiale; mentre se rappresentante di un imprenditore, costui pu fare cambiale tranne se nella procura ci non determinato. Se il rappresentante non ha il potere di obbligarsi a favore del rappresentato, il falsus procurator risponde per le obbligazioni, mentre se si rappresenta una spa allora la societ a norma dell art 2384 risponde in solido con il rappresentante tranne che non provi che esso ha agito intenzionalmente a suo danno. Contenuto. Le dichiarazioni cambiarie non possono essere sottoposte a delle condizioni, e si ha che se la condizione apposta al traente o allemittente si ha la nullit della cambiale; se apposta allaccettazione o allavallo si annulla solo lobbligazione dellaccettante o dellavallante; se viene apposta ad una girata, la girata valida ma la condizione si da per non scritta. 6. L'accettazione della cambiale L'accettazione la dichiarazione con la quale il trattario si obbliga a pagare la cambiale alla scadenza. Con l'accettazione il trattario diventa obbligato principale (di primo grado) e diretto. La presentazione della cambiale per l'accettazione costituisce di regola una facolt del portatore del titolo e il traente pu anche vietare che la cambiale sia presentata per l'accettazione. La presentazione per l'accettazione tuttavia obbligatoria: a) nella cambiale a certo tempo vista; b) quando la presentazione per l'accettazione prescritta dal traente o da un girante. L'accettazione deve essere scritta sulla cambiale con le parole "accetto", "visto" o altra equivalente, seguita dalla formula autografata e dallindicazione del luogo, della data di nascita o del codice fiscale. Revoca: se la sottoscrizione viene cancellata prima della consegna del titolo allora laccettazione si ha per non avvenuta; mentre se il trattario aveva dato notizia dellaccettazione prima della cancellazione a qualche portatore o firmatario allora rimane obbligato. In seguito al rifiuto il portatore pu determinare lazione di regresso per mancata accettazione, pretendendo dal traente, dai giranti e dai loro avvallanti la restituzione del credito detratto lo sconto ovvero gli interessi. Laccettazione deve essere incondizionata e deve essere corrisposta per tutta la somma, se viene fatta sotto condizione allora si hanno gli stessi effetti del rifiuto, se invece viene versata solo una parte della somma allora laccettante rimane obbligato per la parte restante, ma il portatore pu agire per regresso verso gli altri obbligati solo per la differenza. 7. L'avallo L'avallo una dichiarazione cambiaria con la quale un soggetto (avallante) garantisce il pagamento della cambiale per tutta o parte della somma. una tipica garanzia cambiaria. Esso deve risultare dal titolo o dal foglio di allungamento. espresso con le parole "per avvallo" o altri equivalenti. Vale anche la semplice sottoscrizione apposta sulla faccia anteriore del titolo, purch non si tratti della firma del traente o della trattaria o dellemittente.

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L'avallo pu essere dato per uno qualsiasi degli obbligati cambiari e l'avallante deve indicare per chi l'avallo dato. L'avallo pu essere prestato anche da pi persone congiuntamente per lo stesso obbligato cambiario; si ha in tal caso la figura del coavallo. I coavallanti restano obbligati di grado successivo rispetto all'avallato, ma sono obbligati di pari grado fra loro. L'avallo un'obbligazione di garanzia collegata con quella dell'avallato, ma pur sempre un'obbligazione autonoma rispetto a quest'ultima. Trova applicazione anche per l'avallo il principio cardine della reciproca indipendenza delle obbligazioni cambiarie, con la sola limitata eccezione che l'avallante pu opporre al portatore il vizio di forma dell'obbligazione dell'avallato. L'avallo perci una tipica garanzia cambiaria e che si differenzia nettamente della fideiussione. L'avallo una garanzia sostanzialmente autonoma; la fideiussione invece una garanzia accessoria. Ne consegue che: a) l'avallo invalido come tale non si converte automaticamente in una fideiussione; b) non sono applicabili all'avallo le norme proprie della fideiussione. 7.1. La cambiale di favore Azione analoga a quella di avallo quella eseguita mediante il ricorso a dichiarazioni cambiarie come ad esempio la cambiale di favore con la quale, un soggetto emette una cambiale a favore del reale debitore del rapporto sottostante detto favorito, e quest ultimo come primo prenditore la gira al creditore del rapporto. Cos il favorente diventa obbligato nei confronti dei portatori della cambiale estranei al rapporto di favore. Viceversa la cambiale di favore pu essere opposta come eccezione personale al favorito e la prova dellesistenza della cambiale di favore a carico di chi lha eccepita. Il favorente inoltre ha diritto alla ripetizione di tutte le somme che stato costretto a pagare e pu usufruire dellazione cambiaria se il favorito figura come obbligato cambiario nei suoi confronti. 8. La circolazione della cambiale Il trasferimento della cambiale mediante girata pu essere escluso dal traente o dall'emittente, apponendo sul titolo la clausola "non all'ordine" o altra equivalente. In tal caso la cambiale trasferibile solo nella forma e con gli effetti di una cessione ordinaria (ossia compiendo il trasferimento e notificando al debitore). La girata deve essere apposta sulla cambiale e deve essere sottoscritta dal girante nel modo fissato dall'art. 8 per tutte le sottoscrizioni cambiarie. Altrimenti la girata nulla. Anche la girata della cambiale pu essere in pieno o in bianco. Quelle in bianco, per essere valide, devono essere trascritte esclusivamente a tergo (dietro) della cambiale o sull'allungamento. La girata deve essere incondizionata ed nulla la girata parziale. I principi che regolano la circolazione della cambiale sono identici a quelli dettati per i titoli di credito (x es. la girata trasferisce la legittimazione allesercizio dei diritti cartolari). La disciplina della cambiale si distacca da quella generale per quanto riguarda la garanzia della girata: infatti, il girante risponde per legge, come obbligato di regresso, dellaccettazione e del pagamento della cambiale. La cambiale pu essere girata "per procura" o a titolo di pegno. Il credito cambiario pu essere trasferito anche senza girata e dunque con il trasferimento mortis causa o con la cessione; ed in tali casi il cessionario o lerede non accettano un credito cartolare letterale e autonomo ma subentrano direttamente nella stessa posizione del cedente o al defunto e i debitori possono a loro fare valere tutte le eccezioni che si potevano opporre al defunto. Tali effetti si possono avere con le girate anomale che si hanno: a) nellipotesi di girata per procura, b) nellipotesi di girata tardiva cio dopo il protesto per mancato pagamento o dopo trascorso il termine utile per levare il protesto,

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c) nellipotesi di exceptio doli cio quando il giratario abbia deciso di acquistare il debito con lintenzione di privare il debitore cambiario delle sue eccezioni che poteva opporre al girante. 8.1. La cambiale ipotecaria Con la girata della cambiale oltre ai diritti di credito sono trasferiti diritti accessori di pegno (tratte documentate) o di ipoteca (cambiale ipotecaria). La cambiale ipotecaria illustrata dallart 2831 e per essere costituita lipoteca deve essere iscritta nei registri immobiliari a favore dellattuale possessore della cambiale e deve essere annotata sulla cambiale a cura del conservatore (art 2839). La cambiale poi pu essere trasferita normalmente a chiunque senza che si debbano annotare i successivi trapassi nel registro immobiliare. Per la cancellazione dellipoteca occorre presentare al conservatore un atto di consenso alla cancellazione da parte del creditore iscritto nei registri immobiliari, inoltre occorrer presentare il titolo cambiario che sar restituito dopo la cancellazione(art 2887). Il consenso alla cancellazione viene presentato dopo che il cancellatore vi ha eseguito lannotazione della cancellazione. Se avviene prima del pagamento non si potr attivare lazione di regresso nei confronti dei giranti anteriori alla cancellazione. 9. Il pagamento della cambiale Legittimato a chiedere il pagamento il portatore della cambiale che giustifica il suo diritto con una serie continua di girate, anche se l'ultima in bianco. Le girate cancellate si hanno per non scritte. Il portatore non pu rifiutare il pagamento parziale. Chi paga alla scadenza tenuto a controllare solo la regolarit formale delle girate e la continuit delle stesse e se il titolo contiene girate in bianco, si presume che il sottoscrittore della girata successiva sia il beneficiario di quelle in bianco. Chi paga non invece tenuto a controllare l'autenticit della firma dei giranti e quindi la validit delle girate. Eseguiti tali controlli, il debitore cambiario liberato anche se paga al non titolare. Secondo lart. 44, la cambiale deve essere presentata per il pagamento al trattario nella cambiale tratta e allemittente nel vaglia cambiario. Lomessa presentazione nei termini comporta la perdita dellazione cambiaria; in quanto il termine di scadenza della cambiale un requisito essenziale non solo per il creditore ma anche per il debitore. Nella cambiale "a giorno fisso" e "a certo tempo data o vista", la presentazione deve essere effettuata nel giorno della scadenza o in uno dei due giorni feriali successivi, se festivo. La cambiale "a vista" deve invece essere presentata per il pagamento entro un anno dalla data di emissione: il traente pu allungare o abbreviare il periodo, i giranti possono solo abbreviarlo 10. Le azioni cambiarie In caso di rifiuto del pagamento, il portatore del titolo pu agire contro tutti gli obbligati cambiari per ottenere il pagamento. La relativa azione per regolata diversamente a seconda che si tratti di obbligati diretti o di regresso. Sono obbligati diretti: l'emittente, l'accettante e i loro avallanti; sono invece obbligati di regresso: il traente, i giranti e i loro avallanti, nonch l'accettante per intervento. Lazione diretta serve per agire contro qualsiasi degli obbligati diretti e basta provare solo il rifiuto; non soggetta a particolari formalit, non subordinata alla levata del protesto e non vi alcun termine di decadenza; il portatore solo tenuto ad osservare il termine di prescrizione di 3 anni. Mentre l'esercizio dell'azione cambiaria di regresso subordinata a particolari condizioni sostanziali. Con lazione cambiaria di regresso, il portatore pu anche preferire di agire contro gli obbligati di regresso. Per agire contro gli obbligati di regresso devono ricorrere le seguenti previsioni: A) Presentazione allaccettazione delle cambiali con scadenza a certo tempo e a vista e in quelle in cui il traente o uno dei giranti ha prescritto che il titolo sia presentato all accettazione entro un determinato termine.

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B) Presentazione al pagamento entro il termine prescritto, tranne quando sia stato gi elevato il protesto. C) Protesto L'azione contro gli obbligati di regresso pu essere innanzitutto esercitata alla scadenza, se il pagamento non ha avuto luogo. Mediante tale azione si pu pretendere: a) la somma cambiaria con gli interessi, b) gli interessi moratori, c) le spese per il protesto e le altre spese. Pu essere inoltre esercitata anche prima della scadenza: a) se l'accettazione stata rifiutata in tutto o in parte; b) in caso di fallimento del trattario; c) in caso di fallimento del traente di una cambiale non accettabile. In caso di fallimento, per esercitare il regresso basta produrre la relativa sentenza dichiarativa. Negli altri casi, lazione di regresso subordinata alla constatazione del rifiuto di accettazione o di pagamento con atto autentico denominato protesto. Lomessa levata del protesto nei termini comporta che il portatore decade dalle azioni di regresso. Tuttavia, il portatore, pu essere esonerato dal protesto ma non dalla presentazione dei termini, con apposita clausola inserita nella cambiale (clausola senza spese o senza protesto) dal traente, dal girante o dallavallante. Se pur esonerato dal protesto, il portatore comunque tenuto a dare avviso della mancata accettazione o del mancato pagamento al traente, al proprio girante ed ai loro avallanti, entro 4 giorni feriali successivi alla levata del protesto o al giorno della presentazione, se la cambiale senza spese. Lomissione dellavviso comporta per il portatore la non decadenza dal regresso ma dovr risarcire i danni eventualmente arrecati. Anche lonere di avviso derogabile con apposita clausola senza avviso inserita nella cambiale. Gli obbligati cambiari sono tutti obbligati in solido nei confronti del portatore, e questultimo pu agire a sua scelta contro uno qualsiasi e non tenuto ad osservare lordine nel quale si sono obbligati. Lobbligato cambiario che ha pagato libera definitivamente i coobbligati di grado successivo ed ha unazione cambiaria di ulteriore regresso contro gli obbligati di grado anteriore e pu chiedere a ciascuno di essi il rimborso integrale di quanto pagato, oltre interessi e spese. Invece, lobbligato cambiario che ha pagato non ha alcuna azione cambiaria nei confronti dei coobbligati di pari grado, potr agire solo in via extracambiaria. L'azione di regresso del portatore del titolo soggetta al termine breve di prescrizione di un anno, che decorre dalla data del protesto o dalla scadenza, se vi la clausola senza spese. Invece, lazione di ulteriore regresso si prescrive in 6 mesi dal giorno del pagamento o da quello in cui lazione stata promossa contro di lui. 11. (segue): Il protesto Il protesto l'atto autentico necessario per la conservazione delle azioni di regresso. Con esso si constata la mancata accettazione o mancato pagamento della cambiale da parte del designato a pagare in via principale (trattario o emittente). Il protesto deve essere elevato contro i soggetti designati nella cambiale per l'accettazione o il pagamento. Sono abilitati alla levata del protesto i notai, gli ufficiali giudiziari e i loro aiutanti, o in mancanza, i segretari comunali. Il notaio e l'ufficiale giudiziario possono avvalersi della collaborazione di "presentatori", i quali presentano il titolo, ne incassano l'importo o costatano il mancato pagamento. L'atto di protesto invece redatto successivamente da notaio o dall'ufficiale giudiziario ed sottoscritto anche dal presentatore. Il protesto pu essere annotato sulla cambiale o pu essere fatto con atto separato (contenendo la trascrizione del titolo). Esso ha valore di atto pubblico.

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I pretesti per mancato pagamento sono pubblicati in un apposito " registro informatico dei protesti" tenuto a cura delle camere di commercio. Lillegittima levata del protesto pu essere fonte di responsabilit per danni del creditore richiedente e/o del pubblico ufficiale. Il protesto pu essere sostituito da una dichiarazione scritta di rifiuto dellaccettazione o del pagamento, datata e sottoscritta dal trattario; soggetta a pubblicit legale e per avere gli effetti del protesto deve essere registrata nei termini stabiliti per la levata del protesto. 12. (segue): Il processo cambiario. Le eccezioni Il creditore per ottenere un pi rapido recupero della somma dovutagli pu ricorrere ad alcune procedure. La cambiale in regola col bollo vale come titolo esecutivo; quindi, il possessore pu iniziare la procedura esecutiva sui beni del debitore senza doversi munire di un provvedimento giudiziale di condanna. In alternativa, se la cambiale non in regola con il bollo (purch poi sia regolarizzata), pu avvalersi del procedimento ordinario e monitorio. Su domanda del creditore, il giudice deve emettere sentenza provvisoria di condanna se le eccezioni opposte del debitore sono di lunga indagine, imponendo al creditore il versamento di una cauzione ove lo ritenga opportuno. (pag.6) Anche per la cambiale opera la distinzione fra eccezioni reali (opponibili a qualsiasi portatore) ed eccezioni personali (opponibili solo ad un determinato portatore). Tipica della cambiale l'ulteriore distinzione fra eccezioni oggettive (quelle che possono essere opposte da tutti gli obbligati cambiari, ad es. linvalidit della cambiale per difetto dei requisiti formali) e eccezioni soggettive (opposte da un determinato obbligato, ad es. invalidit della singola obbligazione cambiaria). Queste distinzioni si fondano su criteri diversi: la prima individua i portatori della cambiale ai quali possibile opporre uneccezione; la seconda individua gli obbligati che possono opporla. I 2 criteri si possono combinare: le eccezioni reali e personali possono essere nel frattempo sia oggettive sia soggettive. eccezione reale e soggettiva leccezione di difetto di capacit o di rappresentanza in quanto opponibile solo da quel determinato obbligato ad ogni possessore della cambiale. eccezione reale e oggettiva l'eccezione di nullit della cambiale per mancanza dei requisiti di forma in quanto opponibile da tutti debitori a tutti portatori. eccezione personale e soggettiva ogni eccezione desunta da rapporto causale intercorso fra un determinato debitore cambiario ed il portatore del titolo. 13. Le azioni extracambiarie Il rapporto tra chi d e chi riceve il titolo non si estingue con l'emissione o con la girata della cambiale, salvo che il rilascio della cambiale ha prodotto novazione del rapporto casuale. Quindi, il possessore della cambiale, per realizzare il proprio credito, ha a disposizione, oltre le azioni cambiarie, anche lazione casuale nei confronti del debitore. L'esercizio dell'azione causale, in alternativa o cumulativamente con quelle cambiarie, subordinato ad una serie di cautele per evitare che il debitore contro cui si agisce sia esposto al rischio di un doppio pagamento. Per esercitare l'azione causale necessario che: a) siano stati accertati col protesto la mancata accettazione o mancato pagamento della cambiale; b) il portatore offra al debitore la restituzione della cambiale, depositandola presso la cancelleria del giudice competente; c) il portatore abbia inoltre adempiute tutte le formalit necessarie per conservare al debitore azioni di regresso che possono competergli (ad es. levata tempestiva del protesto, atti interruttivi della prescrizione).

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Novazione: si attua attraverso un contratto in base al quale le parti sostituiscono l'obbligazione originaria, che si estingue, con una nuova obbligazione con oggetto o titolo diverso; se le parti non hanno specificato espressamente di voler realizzare la novazione del rapporto allora, non si potr esercitare lazione causale. Infine pu verificarsi che il portatore della cambiale abbia perduto, per decadenza o prescrizione, tutte le azioni cambiarie e non abbia alcuna azione casuale da esercitare; pu agire contro il traente, laccettante o il girante per la somma di cui si siano arricchiti ingiustamente a suo danno. Questazione di arricchimento sar in concreto esercitabile solo nei confronti dellobbligato cambiario beneficiario dellarricchimento; quindi, nei confronti dellaccettante della cambiale tratta e dellemittente nel pagher. Tale azione si prescrive in un anno dal giorno della perdita dellazione cambiaria. 14. Ammortamento A tale istituto ne pu ricorso il portatore legittimo della cambiale in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del titolo. La disciplina (artt.89-93) sostanzialmente coincide con quella per i titoli di credito all'ordine. C solo da notare che lart 90 l. camb. Non richiede che lopponente al decreto di ammortamento depositi il titolo. 15. Le cambiali finanziarie Le cambiali finanziarie costituiscono un nuovo strumento di finanziamento delle imprese; la loro funzione quella di offrire alle imprese uno strumento per raccogliere direttamente fra il pubblico capitale di credito a breve termine, alternativo rispetto al credito bancario spesso eccessivamente costoso. Esse sono titoli di credito all'ordine emessi in serie, con scadenza non inferiore a 3 mesi e non superiore a 12 mesi dalla data di emissione. La loro struttura quella del pagher cambiario; contengono cio una promessa incondizionata di pagamento da parte dell'emittente. Sono equiparate per ogni effetto di legge alle cambiali ordinarie ma presentano alcune caratteristiche peculiari per la loro funzione tipica di strumento di finanziamento a breve termine: devono avere un taglio minimo non inferiore a 50mila, la loro scadenza non pu essere inferiore a 3 mesi e superiore a 12 mesi dalla data di emissione. La denominazione deve essere inserita nel titolo con altri requisiti formali (la promessa incondizionata di pagare una determinata somma, la scadenza, il luogo, data e luogo in cui stata emessa, la sottoscrizione dellemittente). Lomissione comporta perci nullit. Devono essere indicati anche i proventi a favore del prenditore in qualunque forma pattuita. Esse possono essere girate esclusivamente con la clausola "senza garanzia" e quindi senza assunzione di obbligazione cambiaria di regresso da parte del girante. L'emissione di cambiali finanziarie, in quanto strumento di raccolta del risparmio fra il pubblico, , infatti, assoggettata ad una certa disciplina e pone dei limiti per lemissione. Limite quantitativo: l'ammontare della raccolta fra il pubblico effettuata mediante cambiali finanziarie e "certificati dinvestimento" non pu eccedere il limite del capitale versato e delle riserve risultanti dall'ultimo bilancio approvato. 16. La prescrizione 1) i crediti cambiari prescritti dagli obbligati diretti si prescrivono entro tre anni dalla scadenza. 2)il credito del portatore contro l obbligato di regresso, si prescrive in un anno dal giorno del protesto, o dal giorno della scadenza se vi la clausola senza spese. 3) i crediti ei giranti contro gli obbligati di regresso si prescrivono in sei mesi dal giorno in cui il girante ha pagato la cambiale, o dal giorno in cui l azione di regresso stata proposta contro di lui. 4) lazione di arricchimento si prescrive in un anno dalla perdita del credito cambiario. 5) per lazione causale la prescrizione decorre dal giorno in cui avvenuto il rifiuto dellaccettazione, ovvero dalla scadenza della cambiale.

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Particolarit della prescrizione cambiaria che gli atti interruttivi della prescrizione non la interrompono verso gli altri, mentre negli atti di diritto comune nelle obbligazioni solidali linterruzione di uno coinvolge anche gli altri. CAPITOLO QUARANTUDUESIMO: L'ASSEGNO BANCARIO 1. Nozione. Caratteri essenziali L'assegno bancario un titolo di credito che contiene l'ordine incondizionato diretto ad una banca di pagare a vista una somma determinata all'ordine di una determinata persona o al portatore. Funzione tipica dell'assegno bancario quella di consentire l'utilizzazione di somme disponibili presso una banca per effettuare pagamenti a terzi evitando l'uso materiale del denaro. Esso quindi uno strumento di pagamento e alternativo rispetto alla moneta legale. un titolo di credito. Esso redatto dal traente su appositi moduli prestampati fornitigli dalla banca (carnet di assegni) ed ha la stessa struttura della cambiale tratta. Nell'assegno bancario figurano tre persone: il traente, che dall'ordine di pagamento alla banca e risponde ex lege del mancato pagamento; la banca-trattaria, alla quale l'ordine di pagamento rivolto; il prenditore dell'assegno. La disciplina in larga parte modellata sulla base di quella della cambiale tratta ed largamente coincidente in molti paesi europei ed extraeuropei. L'assegno bancario un titolo di credito astratto, formale ed esecutivo; incorpora una pluralit di obbligazioni reciprocamente indipendenti, solidali e disposte per gradi. Ma diversa la funzione tipica dei 2titoli: lassegno bancario uno strumento di pagamento, la cambiale tratta uno strumento di credito. Le principali differenze di disciplina dell'assegno bancario rispetta la cambiale tratta possono essere: a) trattario pu essere solo una banca; b) il rapporto di provvista fra traente e banca trattaria pu essere costituito esclusivamente da fondi disponibili esistenti presso la banca e utilizzabili mediante l'emissione di assegni bancari; c) l'assegno bancario non pu essere accettato dalla banca trattaria. d) l'assegno bancario sempre pagabile a vista e deve inoltre essere presentato per il pagamento entro brevi termini; e) l'assegno bancario assistito da una particolare disciplina sanzionatoria volta a reprimere l'uso abusivo di assegni bancari. 2. I requisiti dell'assegno bancario I requisiti di regolarit dell'assegno bancario sono: a) l'esistenza presso la banca trattaria di fondi disponibili; b) l'esistenza di una convenzione, espressa o tacita (c.d. convenzione di assegno), che attribuisce al traente il diritto di disporre mediante assegni bancari dei fondi disponibili. In pratica, entrambe le condizioni sono soddisfatte quando il traente intrattiene con la banca un rapporto di conto corrente bancario e questo presenta un saldo a favore del cliente. Semplice requisito di regolarit anche losservanza delle norme del bollo; in mancanza, lassegno bancario perde la qualit di titolo esecutivo; quindi la mancanza di questi requisiti espone a sanzioni amministrative pecuniarie ma non comporta n linvalidit del titolo n linvalidit dellobbligazione del traente e degli altri firmatari. L'emissione di assegni bancari, non autorizzati o a vuoto, configurano un illecito, depenalizzato e colpito da sanzioni pecuniarie e accessorie. Sono invece requisiti di validit dell'assegno: 1) la denominazione di assegno bancario inserita nel contesto del titolo ed espressa nella lingua in cui lo stesso redatto;

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2) l'ordine incondizionato di pagare una somma determinata; 3) l'indicazione del trattario che pu essere solo una banca; 4) l'indicazione del luogo del pagamento; 5) la data e luogo di emissione dell'assegno; 6) la sottoscrizione del traente. In mancanza di essi il titolo non vale come assegno bancario. 3. La posizione della banca trattaria A differenza della cambiale tratta, l'assegno bancario non pu essere accettato. Ogni menzione di accettazione apposta sullassegno dalla banca trattaria si ha per scritta ed essa non assume in alcun caso la posizione di obbligato cartolare(diretto o di regresso) nei confronti del portatore del titolo. Il banchiere obbligato extracartolare a pagare la somma indicata nellassegno soltanto nei confronti del traente, se perci il banchiere rifiuta il pagamento al portatore, questi non ha nessuna azione contro di lui, ma pu solo agire in via di regresso contro il traente e gli eventuali giranti. Il visto, scritto sull'assegno e firmato dalla banca trattaria, non comporta un obbligo di pagamento della stessa, ma "ha soltanto l'effetto di accertare l'esistenza dei fondi e impedirne il ritiro da parte del traente prima della scadenza del termine di presentazione". Pi diffuso, soprattutto nei rapporti fra banche, il c.d. benefondi. Questo consiste nella conferma, per lo pi telefonica, dell'esistenza dei fondi da parte della banca trattaria. Ha il valore di semplice informazione sull'esistenza attuale dei fondi e non comporta alcuna obbligazione extracartolare di pagamento da parte della banca trattaria (c.d. benefondi informativi); e qualora abbia fornito informazioni inesatte, sar tenuta al risarcimento dei danni. La banca pu anche impegnarsi espressamente a bloccare i fondi corrispondenti allammontare dellassegno(c.d. benefondi con blocco). Ed obbligata extracartolarmente a pagare lassegno qualora questo risulti regolare. 4. Circolazione. Avallo Lassegno b. normalmente un titolo allordine ma pu essere emesso anche al portatore e vale lassegno rilasciato senza indicazione del prenditore. La circolazione regolata da norme che sostanzialmente coincidono con quelle per la cambiale. In particolare, anche il girante dellassegno b. risponde ex lege del pagamento come obbligato di regresso. Sola significativa differenza rispetto la cambiale che la girata al trattario vale come quietanza e estingue il titolo. cos preclusa la possibilit che la banca trattaria giri ulteriormente l'assegno assumendo obbligazione cartolare di regresso. Anche l'assegno bancario pu essere garantito mediante avallo, ma si tratta distituto non pi tanto utilizzato data la breve vita del titolo. per escluso l'avallo da parte della banca trattaria. 5. Il pagamento dell'assegno L'assegno bancario non solo pagabile a vista, ma deve essere presentato per il pagamento entro i termini fissati dall'art. 32. Termine che per gli assegni emessi e pagabili in Italia di otto giorni dalla data di emissione, se l'assegno pagabile nello stesso comune in cui fu emesso; di 15 giorni, s' pagabile in altro comune (art. 34). Lomessa presentazione dellassegno comporta la perdita dellazione di regresso contro i giranti ed i loro avallanti, non per verso il traente. La banca perci libera di pagare anche dopo la scadenza dei termini, salvo che abbia ricevuto dal traente lordine di non pagare. La facolt di pagare permane anche in caso di morta o di sopravvenuta incapacit del traente.

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La banca, inoltre, tenuta ad accertare la regolare continuit delle girate, ma non a verificare lautenticit delle firme dei giranti; tenuta ad identificare colui che incassa ed a verificare che la firma del traente corrisponde a quella dello stesso depositata al momento dellapertura del conto corrente. E si tratta di controlli che la banca deve eseguire con la diligenza professionale dellaccorto banchiere. 6. (segue): Il regresso per mancato pagamento In caso di mancato pagamento da parte della banca trattaria il portatore dell'assegno pu agire in regresso contro il traente, i giranti e i loro avallanti. La disciplina simile a quella della cambiale ma con una significativa differenza: per agire contro i giranti e i loro avallanti necessaria la presentazione del titolo alla banca trattaria e la constatazione del rifiuto del pagamento mediante protesto; contro il traente (ed i suoi avallanti) invece non sono necessarie. Nei confronti del traente, la presentazione tardiva comporta come unica conseguenza che, se dopo la scadenza del termine di presentazione la disponibilit della somma venuta meno per fatto del trattario, il portatore perde diritti verso il traente per la somma che venuta a mancare. L'azione di regresso del portatore contro il traente, i giranti e gli altri obbligati si prescrive in sei mesi dal termine di presentazione. 7. Assegno sbarrato, da accreditare, non trasferibile. Assegno turistico Esistono alcune clausole, tipiche dell'assegno bancario, volte a ridurre i rischi connessi al furto o allo smarrimento del titolo. L'assegno sbarrato un assegno cui vengono apposte due rette parallele sulla faccia anteriore. La sbarratura pu essere generale (quando fra le sbarre non vi alcuna indicazione o parola banchiere) o speciale (quando fra le sbarre scritto il nome di un determinato banchiere, che pu essere lo stesso trattario). Lo sbarramento non impedisce la circolazione dell'assegno, ma circoscrive i soggetti legittimati ad incassarlo. Lassegno con sbarratura generale pu essere pagato solo ad un banchiere o ad un cliente del trattario; lassegno sbarratura speciale, invece, pu essere pagato solo al banchiere designato o, se questi il trattario, ad un suo cliente. La banca che non osserva le disposizioni tenuta al risarcimento dei danni. In definitiva, offre una limitata tutela contro i rischi di furto di smarrimento. L'assegno da accreditare, non pu essere pagato per contanti, ma pu essere regolato dalla banca trattaria solo mediante scritturazione contabile: accreditamento in conto, giroconto. Modalit che presuppongono un preesistente rapporto del trattario col soggetto che presenta il titolo. L'assegno non trasferibile, offre maggiore sicurezza e pu essere pagato solo all'immediato prenditore o accreditato sul suo conto. La girata apposta nonostante il divieto si ha per non scritta e la cancellazione della clausola si ha per non avvenuta. Lunico mezzo a disposizione dellimmediato prenditore, che non possa o non voglia riscuotere personalmente lassegno non trasferibile, quello di girarlo per lincasso ad una banca, che a sua volta non pu rigirarlo. Gli assegni bancari di importo superiore a 12,5mila devono essere emessi con la clausola di non trasferibilit. La banca che paga un assegno non trasferibile a persona diversa dall'originario prenditore, o dal banchiere giratario per l'incasso, risponde del pagamento. L'assegno turistico (o traveller's check) un assegno bancario che viene tratto da una banca su una propria filiale o corrispondente estera. stilato in valuta estera e rilasciato al prenditore dietro contestuale versamento dell'importo corrispondente. Il pericolo di smarrimento o furto attenuato. Caratteristica peculiare dellassegno turistico , infatti, che il pagamento subordinato alla presenza sul titolo di una doppia firma conforme del prenditore. La prima firma apposta al momento del rilascio del titolo; seconda

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al momento del pagamento o della negoziazione; cos si pu controllare agevolmente lautenticit della firma. 8. L'ammortamento La disciplina dell'ammortamento dell'assegno bancario, sempre modellata su quella della cambiale: a) l'art. 69 e l.ass.. la disciplina non distingue fra assegno all'ordine e assegno al portatore e perci la procedura di ammortamento eccezionalmente ammessa anche per quest'ultimo. b) la procedura di ammortamento esclusa per l'assegno non trasferibile, dato che lo stesso non pu circolare. Il prenditore ha senzaltro diritto di ottenere un duplicato, a proprie spese, denunziandone lo smarrimento, la distruzione o la sottrazione sia al trattario sia al traente. Assegno bancario libero: pu essere pagato a vista presso qualsiasi filiale Assegno bancario piazzato: dalla stessa banca dItalia CAPITOLO QUARANTATREESIMO: LASSEGNO CIRCOLARE 1. Nozione e disciplina Lassegno circolare un titolo di credito allordine che contiene la promessa incondizionata della banca emittente di pagare a vista una somma di denaro. La sua emissione avviene dietro versamento da parte del richiedente dellimporto corrispondente. un mezzo di pagamento come lassegno bancario ma si differenzia da questultimo in quanto ha la struttura del vaglia cambiario e non della cambiale tratta: infatti, incorpora unobbligazione diretta di pagamento della banca emittente; pi sicuro dellassegno b.. Chi lo riceva in pagamento pu fare affidamento sulla solvibilit della banca emittente e dispone di un titolo che pu agevolmente negoziare o riscuotere presso tutti i recapiti della banca che lo ha emesso. Si presta quindi a sostituire efficacemente la moneta legale. Non pu mai essere emesso dal portatore. Condizioni di regolarit: a) lemissione di assegni circolari consentito solo alle banche specificatamente autorizzate dalla Banca dItalia; b) la banca pu emettere assegni circolari solo per somme che siano presso di essa disponibili al momento dellemissione; c) la banca autorizzata ad emettere assegni c. deve costituire presso la banca dItalia una cauzione in titoli a garanzia dei medesimi. I requisiti di validit sono: 1) la denominazione inserita nel titolo; 2) la promessa incondizionata di pagare a vista; 3) lindicazione del prenditore; 4) lindicazione della data e del luogo nel quale lassegno c. stato emesso; 5) la sottoscrizione della banca emittente. Ovviamente, il titolo che manca di uno di questi requisiti non vale come assegno circolare. Non richiesta lindicazione del luogo del pagamento, dato che pagabile presso tutti i recapiti (filiali, agenzie, ecc..) della banca emittente. Si applica la disciplina del vaglia cambiario a vista. Tuttavia: - la girata a favore dellemittente estingue il titolo - il possessore deve presentare lassegno per il pagamento entro 30 giorni dallemissione, pena la decadenza delle azioni di regresso.

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Con importi pari o superiore a 50mila , lassegno diventa non trasferibile. Si applica parte della disciplina dellassegno bancario: quella in tema di assegno sbarrato, da accreditare, non trasferibile e turistico, nonch la disciplina dellammortamento. Vi sono anche alcuni titoli speciali di pagamento emessi della banca dItalia e dai banchi di Napoli e Sicilia. Il pi diffuso il vaglia cambiario della banca dItalia, largamente utilizzato per i pagamenti della pubblica amministrazione ed in particolare per lestinzione dei titoli di spesa dello Stato. un titolo di credito allordine che contiene la promessa incondizionata della banca dItalia di pagare a vista una somma determinata ed rilasciato solo dietro versamento in contanti del relativo importo e pagabile in tutte le filiali della banca dItalia. La disciplina coincide con quella dellassegno circolare. Anche il vaglia cambiario pu essere emesso apponendo la clausola non trasferibile. LE PROCEDURE CONCORSUALI LA CRISI DELLIMPRESA COMMERCIALE 1. Crisi dellimpresa e procedure concorsuali Gli imprenditori molto spesso, nellesercizio della loro impresa di solito, ricorrono largamente al credito e tale credito connesso ad altre operazioni poich i creditori talvolta sono debitori di altri, cos qualora si abbia la mancata riscossione di un credito (congelamento) porta il creditore a rendersi inadempiente verso terzi creditori. Limprenditore in stato dinsolvenza, quando: non pi in grado di adempiere alle proprie obbligazioni regolarmente, cio qualora il suo patrimonio sia in condizioni tali per cui egli non pu pagare i debiti alle rispettive scadenze senza pregiudicare i debiti che scadono successivamente. La crisi economica dellimpresa e il conseguente dissesto patrimoniale coinvolgono una gran massa di creditori, che sono impossibilitati a realizzare quanto loro dovuto. I creditori di un imprenditore sono a loro volta in gran parte imprenditori e la mancata realizzazione del credito concesso pu provocare, di riflesso, la crisi economica delle loro imprese. Questi eventi coinvolgono molti interessi collettivi: primo fra tutti, linteresse alla salvaguardia delloccupazione attraverso il risanamento delle imprese. In queste situazioni di crisi economica i mezzi di tutela individuali dei creditori si rivelano inadeguati e insufficienti. La sistemazione del dissesto degli imprenditori agricoli e dei piccoli imprenditori commerciali resta affidata agli strumenti di diritto comune. Per il dissesto dellimprenditore commerciale non piccolo sono state invece previste speciali procedure, denominate procedure concorsuali. La legge regola cinque procedure concorsuali: il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, lamministrazione straordinaria e lamministrazione straordinaria accelerata. Le procedure concorsuali sono procedure generali perch coinvolgono tutto il patrimonio dellimprenditore. Sono procedure collettive perch coinvolgono tutti i creditori dellimprenditore. Volendo assicurare la par condicio creditorum, le forme di tutela personali dei creditori sono sostituite da forme di tutela collettiva che mirano a ripartire fra tutti i creditori le conseguenze patrimoniali del dissesto dellimprenditore. 2. Le singole procedure concorsuali Diverso pu essere il rilievo economico e sociale dellimpresa in crisi; diverse sono di riflesso le esigenze dei creditori coinvolti nella crisi dellimpresa. Da qui la necessit di predisporre una differenziazione delle procedure concorsuali. Al fallimento sono soggetti gli imprenditori commerciali insolventi, salvo che ricorrano i presupposti per lapplicazione delle altre procedure concorsuali. Il fallimento una procedura giudiziaria che mira a

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liquidare il patrimonio dellimprenditore insolvente e a ripartirne il ricavato fra i creditori (espropriazione forzata di tutti i beni). La procedura di fallimento curata dalla legge fallimentare r.d. 267/1942, di cui alcune disposizioni sono state abrogate, e in cui viene anche regolamentata la liquidazione coatta amministrativa; e successive modificazioni con D.l. 35/2005, d.lgs. 5/2006 e d.lgs. 169/2007; con D.lgs. 270/1999 e con la L. 39/2004 stata disciplinata una procedura alternativa al fallimento, cio lamministrazione straordinaria delle grandi imprese (commerciali) in stato dinsolvenza. La riforma della legge fallimentare ha concesso maggiore autonomia al curatore nel determinare le modalit di liquidazione del patrimonio, che devono privilegiare la cessione in blocco dellazienda alla vendita dei singoli crediti. stato inoltre rafforzato il ruolo del comitato dei creditori nel valutare gli atti del curatore. stata ridotta la funzione del giudice delegato ad organo di sorveglianza. stata inoltre agevolata la proposta di concordato fallimentare. In generale si provveduto a evitare che la crisi dimpresa sfoci in fallimento. Il concordato preventivo pu essere richiesto dallimprenditore per evitare il fallimento. Possono essere scelte due soluzioni: la liquidazione di tutto il patrimonio o il risanamento dellimpresa e la prosecuzione dellattivit. La liquidazione coatta amministrativa trova applicazione nei confronti di determinate categorie di imprese che svolgono attivit di particolare rilievo economico e sociale, e perci sono sottoposte a vigilanza governativa. Porta alleliminazione dellimpresa dal mercato e alla disgregazione del complesso produttivo, soddisfacendo gli interessi dei creditori. A differenza del fallimento una procedura amministrativa e non giudiziaria. Lamministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi consente alle imprese, che versano in una particolare esposizione debitoria, il soddisfacimento dei creditori con il salvataggio del complesso produttivo e la conservazione dei posti di lavoro. Si apre con la dichiarazione dello stato dinsolvenza da parte dellautorit giudiziaria, che solo in un secondo momento, dopo aver accertato che ricorrono concrete possibilit di riequilibrio economico dellimpresa, concede lamministrazione straordinaria, altrimenti dichiara il fallimento. Lamministrazione straordinaria speciale (accelerata) consente limmediata ammissione dellimpresa allamministrazione straordinaria da parte del Ministero dello sviluppo economico su semplice richiesta della stessa, finalizzata a realizzare un piano di risanamento. IL FALLIMENTO 1. I presupposti del fallimento I presupposti per la dichiarazione del fallimento sono: 1) il presupposto soggettivo, cio la qualit di imprenditore commerciale del debitore. Sono esonerati: i piccoli imprenditori (lattivo nei vari esercizi non superi i 300mila , i ricavi lordi dellultimo triennio non superino i 200mila e che non abbiano unesposizione debitoria superiore a 500mila ), agricoli e artigianali. Se viene disatteso uno dei principi, allora saranno soggetti al fallimento. Il tribunale dichiara il fallimento con unapposita istruttoria pre- fallimentare. La qualit dimprenditore commerciale definita iuris tantum, con liscrizione nel registro delle imprese ma se iscritto e non ha esercitato limpresa allora non considerato come tale. Cessazione dellimpresa e morte dellimprenditore: pu essere dichiarato fallito anche limprenditore che abbia cessato lesercizio dellimpresa p che sia morto, purch il fallimento sia dichiarato entro lanno dalla morte o dalla cancellazione dellimprenditore dal registro delle imprese.

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Morte del fallito: se limprenditore ancora vivo al momento della pronuncia della sentenza e muore in seguito, allora la procedura prosegue nei confronti dellerede, anche se ha accettato con beneficio dinventario. Se gli eredi sono pi, essi dovranno nominare un rappresentante tra loro stessi, e se ci non stato fatto, allora tale designazione viene fatta dal giudice. 2) presupposto oggettivo, ossia lo stato dinsolvenza dello stesso (quando non pi in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni e tale fallimento non pu essere dichiarato se non supera i 30mila ); 3) il superamento di almeno uno dei limiti dimensionali fissati dallart.1 l. fall.; 4) la presenza di inadempimenti complessivamente superiori allimporto fissato dalla legge. 2. La dichiarazione di fallimento Il fallimento pu essere dichiarato: 1) su ricorso di uno o pi creditori (ipotesi pi frequente); 2)su richiesta del debitore; 3)su istanza del pubblico ministero. Il pubblico ministero ha il potere-dovere di chiedere il fallimento quando linsolvenza risulti da fatti che configurano reati fallimentari. Il fallimento dichiarato con sentenza, che contiene alcuni provvedimenti necessari per lo svolgimento della procedura; se la domanda presentata dal debitore, deve essere corredata da: scritture contabili obbligatorie, stato particolareggiato ed estimatorio delle attivit, elenco dei creditori e dei rispettivi crediti, indicazione dei ricavi, elenco di coloro che sono titolari di diritti reali e personali sulle cose in suo possesso. Anche se la domanda presentata dal creditore, deve essere presentata con ricorso alla cancelleria del tribunale e con istanza di fallimento presentata al tribunale. COMPETENZA. La competenza della dichiarazione del tribunale della circoscrizione in cui limprenditore ha la sede principale dellazienda. Il tribunale competente anche quando limprenditore abbia spostato lazienda in unaltra circoscrizione, nellanno anteriore alla dichiarazione di fallimento. Chi ha la sede principale allestero pu essere condannato in Italia dal tribunale, ove si trovi la seconda sede fondamentale dellimpresa. ISTRUTTORIA PREFALLIMENTARE. Il procedimento per istanza di fallimento regolato dallart 15 L. fall. E si svolge in rito camerale a seguito della presentazione e del deposito in cancelleria dellistanza di fallimento. Il creditore istante deve notificare al debitore un decreto di presentazione entro 15 giorni precedenti alludienza. Nella dichiarazione devono essere precisati i presupposti della dichiarazione del fallimento e devono essere depositati in cancelleria i bilanci degli ultimi tre anni. Il tribunale procede allistruttoria prefallimentare, attuando tutti gli accertamenti, ma provvedendo anche allemissione dei mezzi istruttori richiesti dalle parti e, per garantire lintegrit del patrimonio possono essere emessi determinati provvedimenti cautelari come i sequestri conservativi. LA SENTENZA DICHIARATIVA. La sentenza dichiarativa del fallimento, pronunciata dal tribunale in camera di consiglio e depositata nella cancelleria. Dalla data del deposito ricorrono gli effetti della sentenza, e il cancelliere forma il fascicolo che sar notificato al curatore, al comitato dei creditori e al fallito, e possono prendere visione anche gli altri creditori e i terzi interessati (mediante la pubblicazione nel registro delle imprese). Contenuto della sentenza: a) vengono nominati gli organi di fallimento, b) viene ordinato al fallito di depositare i bilanci e le scritture contabili, c) viene stabilito il giorno delladunanza dei creditori, entro 120 giorni dal deposito della sentenza in cancelleria, nel quale il giudice proceder allesame del passivo,

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d) viene assegnato ai creditori il termine perentorio entro cui presentare in cancelleria le domande per la loro insinuazione. 3. Reclamo. La revoca di fallimento Reclamo della corte dappello il mezzo di gravame (sinonimo dimpugnazione) previsto dalla sentenza dichiarativa. Lappello pu essere proposto dal fallito e da qualsiasi interessato e si svolge sempre con rito camerale. Il reclamo si propone con il ricorso alla cancelleria del tribunale, e deve essere fatto entro 30 giorni dalla sentenza per il fallito e per i terzi entro 30 giorni dalliscrizione nel registro delle imprese. Il presidente della camera di consiglio fissa con decreto ludienza di comparizione delle parti entro 60 giorni dal ricorso, assegnando al ricorrente un termine non superiore a dieci giorni per la notifica del ricorso e del decreto di comparizione ai creditori, che dovranno presentare le loro memorie difensive. Il reclamo non sospende lesecuzione della sentenza ma pu solo sospendere temporaneamente la procedura esecutiva. Alludienza il collegio sente le parti in contraddittorio e raccoglie le prove e la decisione avviene con sentenza. La sentenza che revoca il fallimento notificata al curatore, al creditore e al fallito. Se la prima sentenza era stata pronunciata da un tribunale incompetente, si emana un provvedimento per cui essa trasferita al tribunale competente che ne predispone lesecuzione nominando un giudice delegato. In caso di revoca del fallimento, restano validi gli atti legalmente compiuti dagli organi del fallimento. Le spese della procedura e il compenso del curatore sono liquidati dal tribunale; spese e compensi sono a carico del creditore istante, se ha richiesto il fallimento ingiusto, o del fallito se per suo comportamento ha dato causa al fallimento. Alla sentenza della corte dappello si pu fare appello in cassazione entro trenta giorni dalla notifica. Se il tribunale rigetta il ricorso al fallimento con decreto motivato, contro tale decreto possono fare ricorso il creditore istante e il pm alla corte dappello; la quale se lo ritiene valido, ovvero crede che si in un caso di amministrazione straordinaria o altra procedura, rimanda gli atti al tribunale che dovr decidere sul fallimento. Se la corte dappello rigetta il reclamo, la giurisprudenza ritiene possibile un ricorso in cassazione. 3. Gli organi del fallimento La procedura fallimentare ha gli scopi: a) di sottrarre al fallito la custodia del patrimonio, b) di custodire e amministrare il patrimonio, c) liquidare lattivo, d) distribuire il ricavato della liquidazione tra i creditori del fallito. Gli organi del fallimento, per realizzare lamministrazione del patrimonio del fallito, devono compiere determinati atti, che possono essere raggruppati in: 1) atti che hanno per scopo la risoluzione delle liti relative al patrimonio fallimentare; 2)atti di rinunzia a garanzie del patrimonio del fallito; 3) atti che hanno per scopo lincremento del patrimonio fallimentare. Gli atti di straordinaria amministrazione vengono a essere compiuti solitamente dal curatore autorizzato dal comitato dei creditori. Se tali atti sono di un valore superiore a 50000 euro, e per ogni atto di transizione, il curatore per compierli deve informare il giudice delegato, che deve giudicare sulla regolarit. Il tribunale fallimentare che ha dichiarato il fallimento investito dellintera procedura fallimentare e sovraintende al corretto svolgimento della stessa. Nomina il giudice delegato e il curatore, e sostituisce i componenti del comitato dei creditori. Egli giudica su ogni procedimento che non di competenza del giudice delegato, e i provvedimenti sono decisi con decreto contro cui pu essere fatto ricorso in corte dappello. Il tribunale deve decidere su tutte le controversie che derivano dal fallimento in rito ordinario (contenzioso), e le sentenze possono essere impugnate in appello.

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Il giudice delegato vigila sulle operazioni del fallimento e controlla la regolarit della procedura, nomina e revoca i componenti del comitato dei creditori e gli arbitri del fallimento, decide sui reclami proposti contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori, controlla lattivit del curatore e del comitato dei creditori, autorizza particolari atti amministrativi (es: continuazione dellattivit del fallito, autorizza la presentazione del curatore). Il curatore scelto dal tribunale tra coloro che sono iscritti negli albi degli avvocati, dei dottori o dei ragionieri commerciali; lorgano preposto allamministrazione del patrimonio fallimentare e compie tutte le operazioni della procedura nellambito delle funzioni a esso attribuite. La sua funzione principale quella di conservare, gestire e realizzare il patrimonio fallimentare sotto la vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori. suo compito inoltre presentare entro 60 giorni al giudice delegato una relazione sulle cause del dissesto e sulle eventuali responsabilit del fallito; tale relazione deve essere depositata in cancelleria e ogni 6 mesi deve presentare una relazione sullandamento del proprio lavoro e una copia trasmessa al comitato dei creditori che alla trattazione pu aggiungere delle note e poi, relazione e note, saranno trasmessi al registro delle imprese. La sua funzione principale quella di conservare, gestire e realizzare il patrimonio fallimentare sotto la vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori. Il comitato dei creditori composto da tre o cinque membri scelti fra i creditori. Ha il compito di vigilare sulloperato del curatore, autorizzarne gli atti ed esprimere pareri nei casi previsti dalla legge. Amministrazione. Il curatore compie gli atti di amministrazione su propria decisione e quelli di straordinaria con lautorizzazione del comitato dei creditori, che se manca, gli atti diventano impugnabili. Anche se vi lautorizzazione, il curatore deve informare il giudice, ma se ci non accade allora, il curatore pu essere revocato. Il curatore pu farsi autorizzare dal comitato dei creditori a essere coadiuvato da altri tecnici per assistere il fallito. Contro gli atti del curatore e gli assenzi o i dinieghi del comitato dei creditori, possono agire il fallito e ogni terzo interessato per violazione di legge al giudice delegato, che decide con decreto motivato; ed entro 8 giorni dalla comunicazione del decreto si potr ricorrere al tribunale, che decide entro 30 giorni con decreto non soggetto al reclamo. Contabilit. Il curatore deve tenere un registro, preventivamente vidimato da un rappresentante del comitato dei creditori, ove saranno registrate giorno per giorno le operazioni relative allordinaria amministrazione. Le somme riscosse a qualunque titolo dal curatore devono essere depositate presso un conto corrente in nome della procedura fallimentare. Revoca. In ogni tempo, il tribunale su richiesta del giudice delegato o del comitato dei creditori, pu revocare la nomina del curatore per sostituirlo con un terzo, ci accade anche quando il curatore non versa entro 10 giorni le somme riscosse. Il collegio potr valutare la nomina di un soggetto indicato dai creditori (art 37bis). Il curatore cessa dal suo ufficio deve presentare il rendiconto della gestione. Compenso. Su istanza del curatore stesso il tribunale gli liquida il compenso sommando anche le spese e le anticipazioni fatte. Non possono essere pretesi, oltre a quelli liquidati, altri rimborsi delle spese (art 39 l fall.). Il comitato dei creditori ha il diritto di ispezionare tutti i documenti del fallimento. Esso nominato dal giudice delegato entro 30 giorni dal deposito della sentenza di fallimento, sulla base delle risultanze documentali e in maniera da determinare la rappresentanza di tutti (art 40 L fall). Dopo 10 giorni dalla nomina del comitato esso riunito dal curatore che provvede a scegliere il presidente, e dopo la chiusura possono essere designati altri creditori al comitato. Il giudice delegato ha per il potere di modificare in qualsiasi momento la composizione del comitato. Secondo la stesura originale della L fallimentare esso solamente un organo consultivo e i suoi pareri possono suddividersi in facoltativi (possono essere chiesti ma non lo devono essere per forza), obbligatori (il parere chiesto ma non deve essere rispettato per forza), vincolanti (non solo devono essere chiesti ma devono essere anche vincolanti). Dalla riforma, oltre al parere per la continuazione dellimpresa fallita, sono stati richiesti pareri in altri campi, proprio perch in tali sono coinvolti gli interessi dei creditori. Si tratta di pareri di natura vincolante ad es laffitto dellazienda

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o anche il diritto di prelazione dellaffittuario in caso di vendita dellazienda ecc.. Alloriginaria funzione consultiva, la riforma ha aggiunto unimportante funzione di vigilanza sulloperato del curatore, in quanto al comitato spetta lultima parola per la convenienza degli atti che andr a realizzare il curatore. Per lesercizio di tali funzioni il presidente convoca il comitato di sua iniziativa o su proposta di un terzo del comitato stesso e il voto potr essere esercitato anche per via telematica. Ogni componente del comitato potr ispezionare le varie scritture contabili. Ai membri del comitato spetta il rimborso delle spese e pu essere loro attribuito un compenso che non superi il 10% di quello che sar liquidato al curatore. Essi sono responsabili verso i liquidatori se hanno cagionato danni durante il loro incarico. In caso di inerzia, impossibilit o altro al posto del comitato risponde il giudice delegato. 3.1. Lapprensione dei beni del fallito: apposizione e rimozione dei sigilli. Altri adempimenti del curatore: elenchi dei creditori e bilancio Per effetto della sentenza il fallito privato di tutti i suoi beni che rientrano nella massa attiva, e dunque se egli li vende dopo la sentenza tale vendita, diviene inefficace ope legis. Dopo lemissione della sentenza i beni devono essere trasferiti dal fallito al curatore con lapposizione dei sigilli, che realizzata dal curatore con lassistenza del cancelliere del tribunale e per i beni che non si trovano nella stessa impresa o si trovano lontani possono essere apposti i sigilli con laiuto di coadiutori designati dal tribunale (art 84). Non vengono posti sotto sigillo i beni di prima necessit e dunque quelli che servono alluso personale del fallito e di coloro che abitano nella stessa casa. Devono invece essere consegnati: a) il denaro, b) le scritture contabili, c) le cambiali ed altri titoli. Rimozione dei sigilli e inventario. Anche in tale caso il curatore accompagnato dal cancelliere e determina linventario dei beni, tralasciando quelli su cui verte un diritto reale o personale chiaramente riconoscibile, e quelli mobili che i terzi hanno diritto a detenere in virt di un titolo negoziale. Prima di chiudere linventario il curatore invita il fallito ad indicare se vi sono altri beni intimandogli che in caso di falsa affermazione o di omissione commetterebbe un reato previsto dallart 220 L. fall. Per gli immobili e gli altri beni registrati, il curatore deve notificare un estratto della sentenza agli uffici competenti perch sia annotata nei pubblici registri. Per gli effetti della sentenza si hanno dallannotazione di questa sul registro delle imprese e non dal momento della richiesta di annotazione. Se il curatore, pertanto non richiede nel pi breve tempo lannotazione della sentenza dichiarativa, la conseguenza sar la responsabilit per danni verso il terzo avente causa del fallito. Elenchi dei creditori e bilancio. In seguito alle scritture contabili e delle altre notizie, il curatore definisce lelenco dei creditori e di coloro che vantano diritti reali o personali verso i beni del fallito. Se non stato fatto, il curatore deve redigere lultimo bilancio desercizio, o apportare delle modifiche allultimo bilancio del fallito. 3.2. Anticipazione delle spese e patrocinio gratuito In base al D.lgs. 113/2002, le spese per lamministrazione fallimentare sono prenotate a debito o corrisposte dallerario che poi si rifar sulla liquidazione coattiva. Se il curatore deve stare in giudizio, allora questo potr accedere al patrocinio gratuito salvo qualora le sue pretese appaiano totalmente infondate. 3.3. Lesercizio provvisorio dellimpresa del fallito Dallinterruzione improvvisa dellimpresa pu derivare un grave danno, tanto che il legislatore ha ammesso la possibilit della prosecuzione dellimpresa, previo parere vincolante del comitato dei creditori poich la continuazione potrebbe incidere fortemente sulla loro parte deducibile (creditori di massa). Lesercizio dellimpresa rimane pertanto provvisorio, ma pu essere bloccato con decreto motivato ad opera del comitato o del tribunale, dopo aver sentito il parere obbligatorio del curatore e del comitato. Solo al momento della cessazione dellimpresa operano efficacemente gli effetti del fallimento (art 104 L fall.)

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3.4. Laffitto dellazienda del fallito Obbiettivo fondamentale del fallimento la liquidazione dei beni del fallito. Lart 104 bis della L. fall. ha determinato che per non perdere lavviamento, si pu concedere la possibilit dellaffitto dellazienda o di parte della stessa. Laffitto pu essere autorizzato dal giudice delegato sotto parere del comitato, e il contratto viene stipulato per atto pubblico o per scrittura privata dal curatore e poi registrato nel registro delle imprese. Laffittuario scelto tra pi soggetti in una gara alla pari, tenendo conto anche della possibilit di non diminuire i posti di lavoro e il curatore si riserva la possibilit di realizzare delle ispezioni per fornire ogni tre mesi una relazione sulloperato dellazienda e di poter recedere in un tempo minore da quello previsto dal contratto stesso. Naturalmente il contratto offre la possibilit di eliminare il rischio per limprenditore che ricadr sullaffittuario. Il curatore se autorizzato dal giudice delegato in caso di vendita dellazienda potr attribuire un diritto di prelazione allaffittuario stesso. 4. Crediti concorsuali e concorrenti Scopo della procedura fallimentare la liquidazione di tutti i creditori del fallito. I creditori, poich hanno un diritto ad insinuarsi, sono detti creditori concorsuali, e perch acquistino il diritto di partecipare alla ripartizione degli utili, sono detti creditori concorrenti. Hanno diritto ad essere ammessi anche i creditori, che vantano dei crediti che ancora non sono scaduti, ma dopo la dichiarazione del fallimento, i creditori si ritengono tutti parimenti scaduti. Partecipano al ricorso anche i creditori condizionali, ossia coloro che per far valere i loro crediti hanno bisogno della realizzazione di un determinato obbligo principale. E dunque loro potranno soddisfarsi solo dopo che lincertezza sul loro credito sar sfatata. Coloro che diventano creditori del fallito solo dopo la dichiarazione di fallimento possono solo soddisfarsi dopo la fine della procedura fallimentare sui beni residui. A) MASSA PASSIVA 4.1. Il divieto delle azioni esecutive individuali Dal giorno della dichiarazione del fallimento, nessun creditore del fallito, pu in nessuna maniera iniziare un procedimento di esecuzione e se questo iniziato prima della denuncia di fallimento, il curatore potr richiedere al giudice di bloccare tal esecuzione in maniera da procedere con quella concorsuale, perch disposto che il curatore possa subentrare nella procedura singolare. Al principio dellinammissibilit delle azioni procedurali, sono stati esposte delle eccezioni: A) dalla stessa legge fallimentare (art 53), la quale ammette che i creditori garantiti da qualche diritto di pegno o da altri benefici possono soddisfarsi su quel bene con la singola esecuzione; B) sempre dalla L fallimentare (art 104 ter) consente al curatore, se non autorizzato dal comitato dei creditori, di non acquisire allattivo fallimentare uno o pi beni allattivo del fallito, se la liquidazione appare troppo onerosa; e quei determinati beni poi andranno ad essere oggetto di azioni singolari verso quei determinati beni. C) dalla legislazione speciale, per cui alle banche, che hanno concesso finanziamenti fondiari allimprenditore e agli esattori, permessa lesecuzione singolare. Secondo la giurisprudenza il ricavo delle somme che provengono dalla vendita forzata dallesattore e dalle banche non definitiva, per tanto essa sar soggetta alla par condicio creditorum, operando tagli o addizioni per far ottenere a tutti i creditori unequa ripartizione. 3.2. Il principio della par condicio creditorum Tale principio fondamentale ed indica il diritto di ogni creditore ad essere soddisfatto in relazione al suo credito ricevendo la stessa percentuale degli altri creditori. Tale principio opera nei confronti dei creditori chirografari, ma non limita quei diritti spettanti ai creditori privilegiati, cio quelli che hanno un pegno, unipoteca o un privilegio che garantisca il loro credito. Per la vendita del bene essi hanno diritto a essere

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soddisfatti anche con il rimborso delle spese e con gli interessi stabiliti dalla legge (art 54 L fall.), che nel caso di pegno attribuisce determinati interessi dellanno in corso alla data della sentenza di fallimento e quelli successivamente maturati, fino alla vendita del bene (art 2788); per lipoteca gli interessi dei due anni anteriori alla sentenza di fallimento, e quelli successivi (art 2855). Per i crediti assistiti da privilegio se speciale, si segue la disciplina del pegno, se generale la decorrenza degli interessi cessa con il deposito del progetto di riparto in cui il credito compreso. Se il bene soggetto al pegno, privilegio e ipoteca viene venduto e riesce a soddisfare tutti i creditori speciali, allora essi cessano di essere anche concorrenti, se invece non basta essi saranno alla pari per i loro residui agli altri creditori concorrenti, operando sulla base della par condicio creditorum, ricevendo una somma pari agli altri. Compensazione. Se il creditore a sua volta debitore dal fallito per il suo credito si d luogo alla compensazione, anche se il credito non scaduto prima della dichiarazione di fallimento, e non opera se il credito era stato ceduto per atto inter vivos ad altri creditori. 3.3. La determinazione dellimporto dei crediti ai fini del concorso Tutti i crediti concorrenti devono essere valutati in denaro; i crediti chirografari pecuniari concorrono senza tener conto degli interessi, naturalmente alla fine del procedimento, coloro che avevano diritto agli interessi potevano pretenderli dal fallito (art 55 L fall.). Per i crediti non pecuniari la valutazione fatta secondo gli indici attivi nella data di dichiarazione del fallimento. Regole particolari sono determinate per valutare il credito degli obbligazionisti di una societ e i creditori di rendite perpetue o vitalizie. I crediti non scaduti, si considerano scaduti, ma se tali crediti erano infruttiferi, essi sono ammessi al passivo detraendo dagli stessi un interesse del 5% annuo. Coobbligazioni solidali. Se il creditore deve essere soddisfatto in solido da pi coobbligati e sono tutti falliti, egli deve iscriversi a ogni fallimento (art 61). Tale coobbligazione torna a vantaggio dei creditori perch aumenta la sua probabilit a essere soddisfatto per lintero. Se taluno degli obbligati ha diritto di regresso verso gli altri per aver pagato il creditore con il suo denaro potr operare tale azione di regresso solo dopo che il creditore sia stato soddisfatto per lintero. Se dei coobbligati, ne fallito solo qualcuno, e il creditore ha ricevuto prima del fallimento da altri coobbligati una somma deve partecipare al fallimento solo per ottenere la somma residua (art 62). Se il coobbligato o fideiussore hanno diritto di regresso verso il fallito per aver anticipato la somma al creditore, possono insinuarsi nel fallimento per la somma versata ma il creditore avr sempre il diritto di insinuarsi per la somma restante ma dovr farsi assegnare oltre la propria somma anche quella del coobbligato o del fideiussore. 3.4. Il procedimento di accertamento dei crediti concorrenti. A) Linizio del procedimento Il curatore tramite notizie utili e scritture contabili realizza lelenco dei creditori, e poi comunica ai creditori concorsuali che da quel momento per diventare concorrenti avrebbero dovuto presentare domanda e depositarla in cancelleria nel tribunale. La domanda dovr essere altamente completa senno il ricorso sar dichiarato inammissibile dal giudice, e perci dovr contenere: il nome del creditore, il quantitativo del credito, il fallimento cui sintende partecipare, il titolo da cui il credito deriva (art 93 L fall). Assieme al ricorso, dovranno essere presentati i titoli da cui il credito deriva. Tali procedure occorrono per permettere al curatore di presentare il progetto per lo stato passivo che deve essere esaminato nelludienza di verifica. Se il credito risulta da crediti al portatore, il creditore pu chiedere che il cancelliere prenda nota del numero del titolo e lo restituisca in maniera da poter realizzare i diritti derivanti dal titolo stesso. 3.5. B) La formazione e la verificazione dello stato passivo Il curatore esamina le domande e procede cos alla formazione del progetto di stato passivo, che indica se i crediti sono fondati, se sussiste la prelazione o se non sono ammessi; dopo, tale documento depositato in cancelleria (art 95). Alludienza il giudice esamina i veri crediti e con decreto motivato stabilisce:

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a)i crediti ammessi, specificando se ve ne sono di speciali, b) i crediti non ammessi, c) i crediti ammessi con riserva, distinguendo i crediti condizionali, quelli che non possono farsi valere verso il fallito se non si realizza lescussione dellobbligo principale (art 96 dopo di ci si avr un decreto in cui sar stabilita lescussione definitiva), e i crediti per cui la mancata produzione del titolo non dipesa da loro stessi. Se lesame dello stato passivo non pu esaurirsi in ununica udienza allora, il giudice ne rinvia la prosecuzione a non pi di 8 giorni senza obbligo di avviso. Dopo il deposito del decreto di esecutivit dello stato passivo con cui viene accertato chi sono i concorrenti, il giudice delegato pu modificare la composizione del comitato dei creditori. Lefficacia endofallimentare prescritta sia per i decreti ammessi o meno dei creditori, che per i decreti con cui il tribunale si pronuncia contro le decisioni del giudice delegato (art 96). 3.6. C) Le opposizioni e le impugnazioni avverso lo stato passivo Il curatore subito dopo la dichiarazione di esecutivit deve dare notizia del deposito in cancelleria del decreto a tutti coloro che hanno realizzato domanda dinsinuazione (art 97). Entro 30 giorni dal ricevimento di suddetta comunicazione, possono essere presentate: a) le opposizioni da parte dei creditori esclusi, in tutto o in parte, b) le impugnazioni da parte del curatore e dei creditori che chiedono lesclusione di altri creditori ammessi. Tali domande devono essere presentate entro 30 giorni dalla comunicazione dellesito della domanda dinsinuazione, mediante ricorso al tribunale fallimentare (art 99). In calce al ricorso il presidente del tribunale appone un decreto, in cui fissa ludienza di apparizione in camera di consiglio entro 60 giorni dal deposito del ricorso; ed entro 10 giorni dalla comunicazione del decreto presidenziale, il ricorrente deve notificare decreto al curatore, al fallito e alleventuale creditore contestato (art 99 L. fall). Finita listruttoria, il tribunale decide con decreto motivato non appellabile, ma eventualmente ricorribile in cassazione. 3.7. La revocazione dei crediti ammessi In caso in cui un creditore stato escluso o omesso per dolo o colpa o per mancata conoscenza di documenti decisivi a causa non imputabile al creditore, questo stesso o il curatore possono realizzare una domanda di revoca del provvedimento, che viene deciso dal tribunale in camera di consiglio. Non occorre la revoca per piccoli errori che vengono, invece, aggiustati dallo stesso giudice delegato. 3.8. Le dichiarazioni tardive dei crediti Le domande di ammissione dei crediti si considerano tardive se sono state presentate entro il termine successivo ai 30 giorni precedenti alludienza, ma non possono superare i 12 mesi dal deposito del decreto di esecutivit dello stato passivo (ma possono essere ammesse per errore non imputabile al creditore). Il giudice delegato per lesame delle domande tardive deve fissare unudienza ogni 4 mesi. 3.9. La decisione di non procedere allaccertamento del passivo Quando risulta che non pu essere accumulato attivo a sufficienza per distribuirlo ai creditori insinuati, allora il curatore pu fare domanda al tribunale affinch non si proceda allaccertamento del passivo. Il tribunale sentito il comitato e il fallito pu emanare un decreto per disporre il non procedimento verso laccertamento del passivo. Il curatore comunica il decreto ai creditori insinuati e questi possono opporre reclamo alla corte per i 15 giorni successivi. 3.10. Crediti della massa prededucibili Questi sono coloro che sono diventati creditori perch, in seguito al fallimento hanno portato avanti lesercizio provvisorio dellimpresa. Tutti costoro sono prededucibili, e cos se i loro crediti saranno liquidi,

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esigibili e non contestati saranno pagati prima dei creditori stessi, sempre se il loro passivo potr essere tale da soddisfare loro e gli altri creditori. Anche i crediti di massa possono essere soggetti a verifica quando ne sia contestata la collocazione o la misura (art 111-bis L fall). Essi vengono liquidati dal giudice delegato e contro tale provvedimento pu essere proposto reclamo al tribunale. B) MASSA ATTIVA 3.11. I beni compresi nella massa attiva Tutti i diritti sui beni, appartenenti al fallito alla dichiarazione del fallimento fanno parte della massa attiva fallimentare (art 42 L fall). Fanno eccezione: a) i diritti di natura strettamente personale, e quindi i diritti non patrimoniali, b) i diritti ad assegni di carattere alimentare, c) i diritti sulle cose non soggette a pignoramento. Rapporti familiari. I diritti sui beni dei figli del fallito non possono essere intaccati, salvo che nel fallimento facciano insinuazione dei creditori che abbiano dei diritti precisi su quei determinati beni. Per i beni soggetti alla comunione legale, al momento del fallimento la comunione legale si scioglie (art 191 cod civ), e cos si ripartisce lattivo e il passivo fra i coniugi, tant che viene ammessa alla massa solo la parte del fallito. Altri beni. Se non conveniente far concorrere taluni beni alla massa attiva allora questi possono essere esonerati. Beni sopravvenuti. Coloro che sono divenuti creditori dopo il fallimento non possono soddisfarsi se non prima lo fanno i creditori concorrenti. Anche riguardo ai beni sopravvenuti essi possono essere esonerati se i costi della liquidazione appaiono poco convenienti. Diritti in opponibili al fallimento. Se il fallito prima del fallimento ha trasferito a terzi diritti che vadano a ricadere sulla massa attiva negativamente, tali trasferimenti verranno annullati qualora ancora non abbiano il requisito dellopponibilit ai creditori. Spossessamento. Tutti gli atti del fallito compiuti dopo il fallimento, ancorch validi fra le parti sono in opponibili al fallimento. Tra questi rientrano anche i pagamenti fatti dal fallito o quelli che ha ricevuto. In seguito allo spossessamento il fallito non pu stare in giudizio tranne che non vi sia a suo carico unimputazione di bancarotta e dovr consegnare al curatore tutta la corrispondenza che riguardi le questioni patrimoniali. Assistenza del fallito. I diritti sui beni facenti parte della massa attiva sono destinati al soddisfacimento dei creditori, ma, un sussidio alimentare pu essere concesso con decreto del giudice delegato, sentiti i creditori e il curatore (art 47 L. Fall.). La casa di abitazione del fallito se serve come abitazione per lui e la sua famiglia pu essere esonerata. 3.12. Atti pregiudizievoli per i creditori. Lazione revocatoria Secondo lattuale legislazione, il fallito dovrebbe essere dichiarato fallito, non appena cade in insolvenza. Ci molto spesso non accade, poich limprenditore cerca di risanare la situazione, o perch cerca di compiere atti favorevoli per alcuni creditori e sfavorevoli per altri: cos se il fallito ha compiuto degli atti simulati, il curatore potr chiedere laccertamento della simulazione al tribunale che, se la giudicher reale, lacquirente sar costretto a riconsegnare il bene che era uscito solo fittiziamente dal patrimonio. Azione revocatoria fallimentare. Se gli atti sono stati realmente compiuti dal fallito, essi sono inefficaci ope legis se arrecano pregiudizio ai creditori: 1)gli atti essendo inefficaci ope legis, possono essere alienati dal curatore per soddisfare i creditori concorrenti. Ma se ci viene contestato da terzi, il curatore agir in giudizio per munirsi di una sentenza dichiarativa della revoca legale. Gli atti inefficaci ope legis sono:

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a)Atti a titolo gratuito, che siano stati compiuti nei due anni anteriori al fallimento, esclusi quelli fatti per scopi di liberalit, o per regali duso. b)Pagamenti anticipati, compiuti dal fallito nei due anni precedenti al fallimento, anche se in quel momento il fallito non era insolvente. 2)Per altri atti che affinch essi divengano inefficaci nei confronti del creditore occorre che vi sia una sentenza di revoca e che siano atti revocabili. Per gli atti anormali, per ottenere la sentenza, occorre che essi siano stati compiuti dal fallito entro un certo termine e che appartengano a determinate categorie. Il fatto che egli abbia compiuto tali atti, fa presumere che esso sia in stato dinsolvenza e che laltro contraente fosse a conoscenza di tale stato. Tali presunzioni sono relative, e solo se provate dal curatore, possono essere revocate. Tali atti sono: a) Atti con prestazioni sproporzionate, cio ove la prestazione del fallito supera di un quarto il valore di quella da lui promessa, per essere revocata deve essere stata compiuta a un anno anteriore al fallimento. b) Pagamenti con mezzi anormali, ad esempio con merci anzich con liquidi, sono revocabili solo se compiuti a un anno anteriore al fallimento. c) Garanzie per debiti non scaduti, in tali ipotesi si d al creditore il vantaggio di farlo divenire creditore privilegiato pur non avendo alcuna necessit di soddisfare il suo credito. d) Garanzie per debiti gi scaduti, e cio pegni, anticresi e ipoteche sia volontarie sia giudiziarie costituite nel semestre anteriore alla dichiarazione di fallimento. 3) vi sono anche atti considerati normali anche per un imprenditore commerciale, che possono essere revocati se il curatore riesce a provare che il terzo conosceva lo stato dinsolvenza del debitore. Tali atti sono (art 67 L fall.): a) Pagamenti di debiti liquidi ed esigibili. Sono anche revocabili i crediti avvenuti tramite intermediari specializzati, in tal caso lazione viene intentata nei confronti del destinatario della prestazione e non dellintermediario. Non revocabile il pagamento di un debito cambiario quando il fallito era debitore principale, ma se il curatore prova che, lultimo obbligato di regresso conosceva lo stato dinsolvenza del fallito deve versare la stessa quota della cambiale al curatore per poterla utilizzare nella massa attiva. Non revocabile nemmeno nel factoring, salvo che il curatore non provi che il cedente era in grado di conoscere lo stato dinsolvenza del debitore ceduto. b)Atti di prelazione per debiti anche di terzi creati contestualmente; c)Atti a titolo oneroso, particolare disciplina concessa per il factoring se il curatore in grado di provare che il cessionario era a conoscenza dello stato dinsolvenza del cedente quando ha eseguito il pagamento. Non realizzabile la revoca quando avvenuta ad opera del fallito per gli atti compiuti dal fallito con listituto di emissione e con le banche. Azione revocatoria ordinaria. Tutti gli atti pregiudizievoli che non rientrano nelle categorie recedenti possono essere revocati dopo un giudizio intentato dal curatore con la pronuncia di unazione revocatoria ordinaria, senza per alcuna facilitazione probatoria (art 66 L fall). Credito del terzo. Nel caso di revoca del pagamento a titolo oneroso, il terzo che ha subito la revoca ammesso al passivo fallimentare. Decadenza. Lazione revocatoria si prescrive in 5 anni (art 2903). Ma, in caso di fallimento si hanno termini di decadenza che non possono superare i tre anni dalla dichiarazione di fallimento, e solo dopo 5 anni dal compimento dellatto pregiudizievole. Non vi prescrizione per gli atti che sono inefficaci ope legis.

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3.13. Atti dispositivi esclusi dalla revocatoria Anche se compiuti, nei periodi indicati dallart 67 della L fall., non sono soggetti allazione revocatoria gli atti: a) i pagamenti effettuati dallimprenditore nei termini duso. b) le rimesse (i versamenti fatti dal fallito) sul conto corrente bancario, purch non sia stata ridotta in maniera consistente lesposizione debitoria, in tal caso la banca deve restituire una somma pari alla differenza dellammontare raggiunto dallesposizione debitoria del fallito quando provata dal curatore la conoscenza dello stato dinsolenza da parte della banca. c) gli atti di vendita, e i preliminari di vendita regolarmente iscritti e conclusi a giusto prezzo per limmobile a uso abitativo che sia destinato ad essere labitazione principale dellacquirente e dei parenti. d) gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse in esecuzione di atti aventi ad oggetto un piano per il risanamento dellazienda. e) gli atti per lesecuzione di un concordato preventivo e della ristrutturazione del debito omologata dal tribunale, tale da poter evitare il fallimento. f) i pagamenti dei corrispettivi per prestazioni di lavoro effettuati da dipendenti e da altri collaboratori. 3.14. Azione revocatoria avverso gli atti compiuti tra i coniugi Per evitare che gli stretti rapporti fra i coniugi vadano a celare degli accordi che portino a danneggiare i creditori fallimentari, il legislatore ha stabilito che tutti gli atti indicati dallart 67 L fall, sono revocati se compiuti tra i coniugi, tranne se il fallito non d la prova che allepoca non era tale. La revoca opera anche per gli atti a titolo gratuito. Nellipotesi di comunione legale la revoca opera anche sulla parte dellaltro coniuge, sui beni che appartengono ad entrambi qualora, per lacquisto sia stato provato che il fallito abbia fatto una donazione. Anche la costituzione del fondo legale soggetta a revoca qualora si provi che sia avvenuta nei precedenti due anni anteriori alla dichiarazione di fallimento. 3.15. I diritti spettanti a terzi sui beni posseduti dal fallito Il giudice delegato pu disporre la restituzione di quei beni, sui quali i terzi vantano un diritto reale o personale, e il curatore deve realizzare un elenco di tali soggetti con i relativi diritti. I terzi che possiedono tali diritti devono presentare domanda di restituzione proprio come i creditori che devono determinare la restituzione. Il procedimento di verifica delle domande si svolge nello stesso modo di quello stabilito per la verifica dei crediti correnti: pertanto il curatore comunica a tutti i proprietari di tali diritti le informazioni contenute nella domanda e poi fa lelenco che sar esaminato dal giudice delegato. Contro di esso possono essere presentate al tribunale delle impugnazioni e delle opposizioni. Sono ammissibili anche le domande tardive, se il richiedente prova che il ritardo non gli imputabile. Se il curatore ha perso il possesso del bene, allora lavente diritto alla restituzione diventa creditore di massa e non corrente (art 103 L fall.) C) GLI EFFETTI DEL FALLIMENTO: RAPPORTI GIURIDICI IN CORSO DI ESECUZIONE 4. La disciplina generale dei rapporti giuridici in corso di esecuzione Numerose disposizioni sono dettate dalla L fallimentare per i rapporti a prestazioni corrispettive derivanti da contratti opponibili al fallimento, che alla data del fallimento non sono stati eseguiti da nessuna delle parti. Difatti se il rapporto gi stato eseguito in parte dal fallito e non dallaltro contraente in bonis si in presenza di un credito del fallito che fa parte della massa attiva, e di cui il curatore provveder allesecuzione, se invece laltro contraente in bonis ha realizzato una prestazione, allora potr presentare domanda di ammissione al passivo e diventare creditore concorrente. Ma se non ha ancora realizzato la prestazione nessuno dei due, allora si ha la sospensione dellesecuzione che dura sino a quando il curatore non decider o di subentrare nel rapporto o ancora di sciogliere il medesimo, ci non si applica ai rapporti con effetti reali ove gi stata realizzata la consegna del bene e dunque il curatore deve consegnare il bene

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e prendere il prezzo gi pattuito (art 72 L fall). Se la sospensione cessa per il sub ingresso del curatore, allora il terzo ha lobbligo di eseguire il contratto, divenendo per il corrispettivo creditore della massa, se invece si ha il termine della sospensione per lo scioglimento del contratto, il terzo ha solo il diritto ad insinuare nel passivo il credito, conseguente al mancato adempimento (art 72 L fall). Sino a quando la sospensione non cessata, il contraente in bonis mette in mora il curatore, chiedendo al giudice curatore di assegnargli un termine non superiore a 60 giorni, entro cui lo stesso curatore dovr comunicargli la scelta, trascorso tale periodo il contratto si ritiene concluso. Se il contraente in bonis ha intentato lazione di risoluzione per inadempimento prima del fallimento, la risoluzione opera anche nei confronti del curatore, e se il contraente in bonis vuole ottenere la restituzione del bene, o la somma del danno, dovr proporre unapposita domanda dinsinuazione al passivo (art 72 L fall). 4.1. Vendita. Somministrazione. Contratti di borsa a termine La disciplina esposta nel precedente paragrafo si applica anche nel rapporto di compravendita. Regole particolari sono previste nella vendita con riserva di propriet: il fallimento del venditore non causa di scioglimento del contratto; mentre nel fallimento del compratore, e il curatore vuole subentrarvi nel contratto, allora il venditore pu pretendere che il curatore dia la cauzione o paghi il prezzo con lo sconto dellinteresse legale: se invece vuole sciogliere il contratto pu pretendere solo un equo compenso per luso, e deve restituire le rate gi riscosse. Se la vendita ha ad oggetto una cosa mobile, e questa ancora non in possesso del compratore, il venditore potr riprendere il possesso e mettersi nella condizione di chi non ha eseguito la sua prestazione. Per i contratti preliminari, la disciplina della sospensione opera come per i contratti principali, salvo che essi abbiano ad oggetto un bene immobile ad uso abitativo destinato allabitazione principale dellacquirente. Quando si tratta di un preliminare di vendita di un immobile trascritto prima della dichiarazione di fallimento, il contraente, qualora il curatore voglia sciogliersi, ha il diritto ad insinuare al passivo il proprio credito, in via privilegiata (art 72 L fall). Se il contratto ha per oggetto il trasferimento di un immobile ancora da costruire, dovendo tali contratti essere garantiti da una fideiussione bancaria, qualora il curatore decida di sciogliere il contratto, il contraente venditore potr riscuotere la fideiussione bancaria. Ai contratti ad esecuzione continuata o periodica e anche ai contratti di somministrazione e alle vendite a consegne ripartite, si applicano gli stessi principi della vendita e il curatore, se subentra nel rapporto, deve essere pagato integralmente il prezzo delle consegne e dei servizi gi prestati. Nei contratti di borsa a termine, invece, se il termine scade dopo il fallimento di uno dei due contraenti, il rapporto si scioglie alla data del fallimento realizzando la differenza tra il prezzo pattuito nel contratto e quello dei titoli in quella determinata data. Se il prezzo a favore del fallimento (cio se il fallito era compratore e adesso il prezzo salito, o era venditore e il prezzo disceso e lui adesso creditore), la somma versata dallaltro concorrente al curatore, se invece il debitore fallito, per la somma corrispondente laltro contraente ammesso al passivo. 4.2. Altri rapporti giuridici Lo scioglimento ha effetti ex nunc dalla data di dichiarazione del fallimento. 1) lo scioglimento ope legis si ha per i rapporti di conto corrente ordinario, conto corrente bancario e commissione, trattandosi di rapporti incompatibili con la situazione dindisponibilit in cui si venuto a trovare il patrimonio dellimprenditore. Nel mandato predisposto lo scioglimento ope legis solo se il fallito il mandatario, mentre per il fallimento del mandante si ammette che il curatore possa subentrare nel contratto. Tuttavia lo scioglimento del mandante non provocherebbe lo scioglimento del mandato in rem propriam, giacch in tale ipotesi la sentenza di fallimento non inciderebbe sul diritto del mandatario ad eseguire il mandato al quale interessato. Lo scioglimento anticipato si ha anche nel caso di associazione in partecipazione, nel caso del fallimento dellassociante, cio del titolare dellimpresa: se il conferimento

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dellassociato ha un valore uguale a quello delle perdite, non si hanno altre conseguenze, se superiore per lesubero pu diventare creditore, se inferiore, pu emettere un decreto ingiuntivo con cui gli si ordina la prosecuzione di versare la differenza. A causa del fallimento di una delle parti si ha anche lo scioglimento del rapporto dappalto, ma il curatore dietro autorizzazione del comitato dei creditori pu subentrare nel rapporto, tranne nel caso di fallimento dellappaltatore. 2) di altri rapporti, salvo patto contrario, non si richiede lo scioglimento a causa di fallimento, come nel caso di assicurazione contro i danni, ove il credito dellassicuratore per i premi non pagati deve essere soddisfatto integralmente. Nel rapporto di locazione degli immobili, nel caso di fallimento del locatore, se il contratto ha una durata residua superiore a 4 anni, il curatore entro un anno dalla sentenza pu recedere dalla locazione corrispondendo un equo indennizzo. Non si ha scioglimento nellaffitto dazienda salvo che le parti non recedano entro 60 giorni col versamento di un equo indennizzo (art 79 L fall). Per il contratto di leasing, in caso di fallimento della societ di leasing il contratto non sciolto, poich lutilizzatore ha la facolt di acquisire alla scadenza del contratto la propriet del bene, nel caso di fallimento dellutilizzatore si hanno simili effetti rispetto alla disciplina del compratore. Nel caso del rapporto di edizione, il fallimento delleditore non ne determina la risoluzione, ma il rapporto si scioglie entro lanno dalla dichiarazione di fallimento se il curatore non continua lesercizio dellimpresa o non cede il rapporto a un altro editore. Malgrado il fallimento di chi ha ceduto limpresa, il rapporto di factoring prosegue, ma il curatore pu recedere dalle cessioni relative ai crediti non ancora sorti alla data del fallimento, restituendo al cessionario il corrispettivo delle cessioni che a suo tempo aveva pagato al cedente (art 7 L 52/1991). 4.3. Effetti patrimoniali per il fallito: effetti patrimoniali Gli effetti nei confronti del fallito possono essere: patrimoniali, personali e penali. Per quanto riguarda quelli patrimoniali, con la dichiarazione di fallimento il fallito perde lamministrazione e la disponibilit (ma non la propriet) dei suoi beni, che passano al curatore, quale amministratore del patrimonio fallimentare. 4.4. Effetti personali e penali Il fallimento produce anche effetti che colpiscono la persona del fallito, distinguibili in due punti: il fallito vede limitati alcuni diritti civili garantiti dalla Costituzione (il diritto al segreto epistolare e il diritto alla libert di movimento); un secondo gruppo di limitazioni riguarda le capacit civili del fallito. La dichiarazione di fallimento espone infine il fallito a sanzioni penali. I principali reati fallimentari sono: bancarotta fraudolenta (comprende una serie di fatti caratterizzati dal dolo dellimprenditore, es. occultamento di beni; distruzione o falsificazione delle scritture contabili); la bancarotta semplice (riguarda fatti commessi dallimprenditore solo con colpa, es. spese personali eccessive rispetto alla condizione economica); il ricorso abusivo al credito ( il reato di chi ricorre o continua a ricorrere al credito dissimulando il proprio dissesto). 4.5. Effetti del fallimento per i creditori Il fallimento diretto a soddisfare, secondo il principio della parit di trattamento, tutti coloro che sono creditori del fallito al momento della dichiarazione del fallimento. Dalla data di apertura del concorso di fallimento, i creditori del fallito diventano creditori concorsuali. In seguito allaccertamento giudiziale del loro credito diventano creditori concorrenti. I creditori concorrenti non sono per tutti sullo stesso piano, dato che il fallimento non fa venir meno le cause legittime di prelazione precedentemente acquisite. Sono creditori della massa(coloro che diventano creditori dopo la dichiarazione di fallimento) coloro i cui crediti devono essere soddisfatti in prededuzione, cio prima dei creditori concorrenti e per intero.

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Si attuano dei divieti di azioni individuali per evitare la disparit di trattamento, divieto di iniziare azioni esecutive sui beni compresi nel fallimento e di effettuare azioni individuali di accertamento del credito. 4.6. Effetti del fallimento sugli atti pregiudizievoli ai creditori. Di regola intercorre un certo intervallo di tempo fra il momento in cui si manifesta lo stato dinsolvenza e quello in cui il fallimento dichiarato. In tale periodo limprenditore, nel tentativo di far fronte alla crisi o di mascherarla, pu aver compiuto una serie di atti di disposizione che alterano lintegrit del proprio patrimonio e arrecano pregiudizi ai creditori. Intervenuto il fallimento sorge perci lesigenza di tutelare la massa dei creditori contro tali atti neutralizzando il pregiudizio loro arrecato. Si applica lazione revocatoria e il curatore pu chiedere linefficacia di tutti gli atti dellimprenditore in stato di insolvenza che creano pregiudizio per i creditori, e si ha: la revocatoria di diritto (chiesta dal creditore nei confronti del debitore: il curatore non deve dimostrare niente e il terzo tenuto a restituire quanto ha ricevuto), e la revocatoria giudiziale (chiesta dal giudice: per gli atti anormali il terzo che deve provare la sua ignoranza, per gli atti normali il curatore a dover dimostrare la conoscenza dello stato di insolvenza). 4.7. Gli effetti del fallimento sui contratti in corso desecuzione Limprenditore fallito di regola al centro di una trama di rapporti contrattuali che non hanno ancora avuto esecuzione (o esecuzione integrale) al momento della dichiarazione di fallimento. Vi un gruppo di contratti che si scioglie di diritto a seguito delle dichiarazioni di fallimento, con conseguente definizione delle posizioni reciproche a tale momento: i contratti di borsa a termine su merci o titoli; lassociazione in partecipazione; i contratti di conto corrente ordinario e bancario, commissione e mandato nel caso di fallimento del mandatario; contratto dappalto. Vi un secondo gruppo di contratti che continua nonostante il fallimento di una delle parti, in quanto per legge tali contratti sono ritenuti vantaggiosi per la massa dei creditori. Il curatore subentra nel contratto e dovr adempiere per lintero e in prededuzione le relative obbligazioni. Rientrano in tale categoria: la locazione di immobili, laffitto di azienda, lassicurazione contro i danni, cessione di crediti dimpresa (factoring), leasing finanziario. Riguarda i rapporti sorti prima della dichiarazione di fallimento e non conclusi, si pu prevedere: - scioglimento ex lege: contratti di mandato, societ e rapporto di socio nelle societ di persone, conto corrente, commissione, appalto (se il curatore non interviene) - sub ingresso automatico: contratti di locazione di immobili, di assicurazione, di edizione e di factoring - sospensione: la decisione spetta al curatore e si distingue se il fallito il compratore o se il venditore o se la vendita a rate con riserva di propriet - rapporto di lavoro: sospeso salvo diversa disposizione del curatore. Se ci sono dubbi o non c analogia, si applica la sospensione. 4.8. Laccertamento del passivo Laccertamento del passivo costituisce la fase centrale e pi delicata della procedura fallimentare nella quale emergono i conflitti fra i creditori, e fra questi e il fallito. Essa , infatti, diretta ad accertare quali creditori hanno diritto a partecipare alle ripartizioni dellattivo, lammontare dei loro crediti e le eventuali cause di prelazione. Con lammissione al passivo i creditori da concorsuali diventano concorrenti. 4.9. Liquidazione e ripartizione dellattivo. Ripartizioni parziali; rendiconto del curatore; riparto finale La liquidazione dellattivo rivolta a convertire in denaro i beni del fallito per soddisfare i creditori, mediante la vendita forzata dei beni acquisiti alla massa fallimentare. La legge dedica una particolare tutela per la liquidazione per conservare la struttura, lavviamento, ma soprattutto i posti di lavoro.

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Alla liquidazione provvede il curatore il quale, entro 60 giorni dalla redazione dellinventario, predispone un programma di liquidazione, ove si pianificano le modalit e i termini previsti per la realizzazione dellattivo; nel quale saranno rappresentati anche la possibilit di una cessione unitaria dellazienda, la cessione in blocco di rapporti giuridici, di rami dellazienda; e solo se ci non sar possibile, allora il giudice delegato dovr predisporre la liquidazione dei singoli beni. La cessione dellazienda del fallito. Il prezzo della cessione pu essere pagato dallacquirente anche mediante laccollo dei debiti fallimentari, purch non venga alterata la graduazione. Inoltre, lacquirente non risponde dei debiti aziendali sorti prima del trasferimento; e se il curatore cede in blocco attivit e passivit aziendali, delle passivit non deve pi risponderne. La cessione dei crediti aziendali efficace nei confronti dei terzi dal momento delliscrizione del trasferimento nel registro delle imprese (art 2556), e il debitore ceduto liberato solo se paga in buona fede il curatore. Le garanzie sui debiti ceduti conservano la loro validit nel trasferimento e conservano pure il loro grado. Il curatore pu cedere lazienda, facendo oggetto di trasferimento una o pi societ di nuova costituzione. Modalit delle operazioni di vendita. Salvo che si tratti di beni di modesto valore, la liquidazione dellattivo fallimentare deve procedere per via concorsuale, partendo da un determinato prezzo venuto fuori dalla stima di un esperto. Il curatore pu sospendere la vendita se gli viene offerto un prezzo maggiore del 10% dal prezzo fissato. Degli esiti della competizione sono informati il giudice delegato e il comitato dei creditori, depositando in cancelleria la documentazione, e qualora lofferta sia parsa iniqua rispetto al valore delloggetto, la vendita pu essere bloccata (art 108 L Fall). Per realizzare il valore, il curatore deve cedere anche i crediti del fallito o stipulare contratti di mandato per la loro riscossione. Se alla data del fallimento sono attive procedure di esecuzione nei confronti del debitore, il curatore pu subentrarvi ovvero pu fare istanza per impedire al curatore la procedibilit. Riparto parziale. Se il giudice non ha stabilito un termine differente, ogni 4 mesi il curatore deve presentare un progetto di riparto delle somme immobiliari (venute fuori dalla vendita degli immobili, dai loro frutti e pertinenze) e mobiliari (dalle entrate del fallimento) tra tutti i creditori. Nel preparare il progetto di ripartizione il curatore dovrebbe tenere presente i seguenti principi (artt 111 e 113 L fall): a) occorre soddisfare in primis i creditori di massa che non sono stati pagati alla scadenza dei loro crediti, b) su quanto stato ricavato dalla vendita di un determinato bene, bisogna soddisfare i creditori che hanno diritto di prelazione sul bene stesso, c) il resto va distribuito fra tutti gli altri creditori ammessi al passivo sulla base dei loro crediti. In ogni ripartizione parziale non pu essere superato l80% delle somme distribuibili, anzi tale percentuale pu essere ridotta, in modo da ricevere tutti la stessa percentuale, e da dedurre le quote che spettano ai creditori incerti; d) devono essere accantonate le somme utilizzate per pagare il curatore e tutte le spese della procedura fallimentare. Il giudice ordina il deposito del progetto di riparto in cancelleria disponendo che tutti i creditori siano avvisati, ed entro il termine perentorio di 15 giorni, i creditori possono proporre reclamo al giudice delegato che dispone laccantonamento dei crediti incerti e di quelli oggetto di contestazione. Il curatore provveder al pagamento delle somme non contestate e tali pagamenti non sono soggetto di ripartizione, salvo non vi sia stato laccoglimento della domanda di revocazione. Rendiconto del curatore. Prima del riparto finale il curatore presenta al giudice il rendiconto ove deve esserci lillustrazione di tutti i criteri seguiti dal curatore per lo svolgimento dellamministrazione e la ragione delle scelte adottate (art 116 L Fall). Il giudice ordina il deposito del rendiconto in cancelleria e fissa ludienza e di ambedue gli eventi deve essere data immediata comunicazione al fallito e agli altri creditori (art 116), se nelludienza sorgono contestazioni e non vengono risolte, allora saranno rimesse le parti in giudizio camerale.

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Riparto finale. Il giudice ordina il riparto finale dopo che sia stato approvato il rendiconto del curatore e dopo che sia stato liquidato lo stesso (art 117). Le somme che in sede di ripartizioni parziali erano in sospeso allora vengono divise tra tutti i creditori concorrenti senno vengono aggiudicati al creditore se si realizzata la condizione sospensiva. Tuttavia, se rimangono ancora in sospeso ci non ostacola la chiusura del procedimento fallimentare (art 117 L Fall). 4.10. La cessazione del fallimento Salvo il caso di concordato fallimentare, il fallimento si chiude per una delle seguenti cause: mancata presentazione tempestiva di domande di ammissione allo stato passivo; pagamento di tutti i creditori e di tutti gli altri debiti e le spese; la ripartizione integrale dellattivo; esaurimento o mancanza o insufficienza dellattivo. Con la chiusura del fallimento, che pronunciata con decreto motivato del tribunale, cessano gli effetti del fallimento sul patrimonio del fallito, decadono gli organi fallimentari e i creditori acquistano il libero esercizio delle proprie azioni verso il debitore per la parte non soddisfatta dei loro crediti. Contro il decreto di chiusura ogni interessato pu fare opposizione. Il decreto di esdebitazione. Se il fallimento non stato chiuso con il pagamento integrale di tutti i crediti, allora il debitore rimane obbligato al pagamento, salvo che il tribunale, insieme alla sentenza della cessazione del fallimento non emani (anche entro un anno dalla cessazione) il decreto di esdebitazione, ossia tutti i crediti rimasti inappagati diventano ineseguibili, salvo che contro i fideiussori o i coobbligati. La concessione dellesdebitazione concessa quando: a) nel fallimento sono stati soddisfatti i creditori concorsuali, b) che il fallito abbia tenuto un comportamento corretto nel corso del procedimento concorsuale, cooperando con gli organi fallimentari. Non pu essere concessa quando: a) stata concessa unaltra esdebitazione nei primi 10 anni, b) non deve essere stato cagionato o aggravato il proprio dissesto, c) non deve essere stato condannato per bancarotta fraudolenta o altri delitti contro il patrimonio. La riapertura del fallimento. Quando la chiusura del fallimento stata determinata per insufficienza del passivo o per esaurimento dello stesso e non vi stata esdebitazione, il fallito se dimostra di poter pagare il 10% dei debiti per i crediti vecchi e nuovi, o anche il creditore, se dimostra lesistenza di attivit nel patrimonio del fallito, possono richiedere lapertura del fallimento (art 121 L Fall). Tale apertura viene realizzata con la pronuncia della sentenza richiamando il giudice delegato e il curatore e determinandone la pubblicit in maniera da poter determinare la partecipazione dei creditori vecchi, nel limite del credito non pagato, e dei nuovi creditori. Per gli atti del fallito pregiudizievoli per i creditori, sono annullati tutti quelli che siano stati compiuti nei due anni o nel semestre precedente allapertura del fallimento eccetto le donazioni. 4.11. Il concordato fallimentare un modo di chiusura del fallimento che consente allimprenditore fallito di chiudere definitivamente i rapporti passati attraverso il pagamento parziale dei creditori o altra forma di ristrutturazione dei debiti, ottenendo nel contempo la liberazione dei beni soggetti alla procedura fallimentare. Il concordato fallimentare pu perci giovare sia al fallito sia ai creditori. Il concordato consente quindi al fallito di sanare definitivamente i propri debiti attraverso una sorta di accordo con il ceto creditorio, che pu prevedere il pagamento anche parziale dei debiti, la dilazione o ristrutturazione degli stessi. Consente inoltre la liberazione dei beni sottoposti allo spossessamento fallimentare e non espone alle possibili conseguenze penali connesse al fallimento.

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Tale progetto deve essere presentato nei 6 mesi successivi al fallimento o anche sino ai 2 anni, ci proprio per indurre il debitore a evitare il fallimento stesso. I creditori possono essere suddivisi in varie classi e quelli speciali possono essere soddisfatti con un equivalente rispettivo alla vendita del bene su cui vantano un privilegio, e dunque non essendo soddisfatti integralmente per la parte restante, sono chirografari (art 127). Solo quando la proposta presentata da uno o pi creditori o da un terzo, costoro potranno richiedere la cessione anche delle azioni giudiziarie che spettano al fallimento. Inoltre allinterno del progetto possono esservi delle limitazioni, ad es. il fatto che saranno soddisfatti solo coloro che erano ammessi allattivo, e verso gli altri eventuali creditori a rimanere obbligato il fallito, salvo la concessione del beneficio dellesdebitazione. Votazione e approvazione del concordato. Per approvare il concordato, il giudice delegato deve chiedere il parere del curatore e del comitato dei creditori che ha un parere vincolante. Se la proposta prevede delle condizioni, esse devono essere votate dal tribunale, il quale deve giudicare la divisione per classi e deve giudicare le ragioni dei trattamenti differenziati tra creditori appartenenti a classi differenti (art 125). Se la pronuncia negativa, allora la proposta non trasferita al comitato, se positiva e vi il parere favorevole del curatore, la proposta comunicata con un decreto ai creditori che dovranno votare, e il loro voto, qualora non sar effettuato, sar preso come assenso (art 125). Coloro che sono ammessi al voto, se gi esecutivo lo stato passivo, sono: i creditori ammessi anche se con riserva, e in mancanza dellammissione del passivo, coloro che risultano dallelenco provvisorio. Non sono ammessi: a) i creditori a cui stato ceduto il credito dopo la dichiarazione di fallimento, salvo che i cessionari siano intermediari bancari o finanziari, b) i creditori che siano il coniuge o i parenti o affini entro il terzo grado, c) i creditori garantiti da privilegio quando previsto che essi siano pagati integralmente, salvo che non rinuncino al privilegio e il loro voto deve essere esplicito, e nel caso in cui il concordato venga meno loro riacquisteranno il loro privilegio. Il concordato approvato se votano a favore i creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti, se vi sono classi, il voto approvato se detta maggioranza si rispecchia anche nel maggior numero di classi (art 128). Lomologazione del concordato. Trascorso il termine stabilito per la votazione, il curatore ne riferisce lesito al giudice delegato, affinch ne richieda lomologazione al fallito e ai creditori dissenzienti che, possono opporsi allomologazione del decreto entro il termine fissato (da 15 a 30 giorni). Se nel giorno fissato dal giudice, non arrivano opposizioni, il tribunale, verificata la regolarit della procedura, ed omologa il concordato, con decreto motivato senza reclamo. Se invece sono state fatte opposizioni, queste saranno decise in base allart 26 L Fall; in base al quale le parti possono difendersi e comparire allapposita udienza in seduta camerale; ma se il giudice non ravvede altra possibilit, se non quella del concordato per appagare le richieste, allora procede allomologazione, e tale decreto sar reclamabile in corte dappello, ove il procedimento si svolge in forma camerale con decreto ricorribile in Corte di Cassazione (art 131). Gli effetti del concordato. Omologato il concordato e reso esecutivo, il curatore fornisce al giudice il rendiconto generale onde si proceda alla sua approvazione. Determinata la chiusura del fallimento, restano per in carica il curatore, il giudice delegato e il comitato per il controllo della gestione del concordato; difatti le somme devono essere consegnate nei modi prestabiliti dal giudice stesso. Ai creditori che non si sono insinuati prima della chiusura non si estendono le garanzie del concordato (art 135). Per la percentuale residua, tutti i creditori concorsuali, conservano la loro azione contro gli eventuali coobbligati o fideiussori del fallito e contro gli obbligati di regresso (art 135). Realizzato il concordato, il giudice ordina lo svincolo dalle cauzioni e la cancellazione delle ipoteche. Il concordato pu cessare per annullamento o risoluzione:

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Annullamento. Si pu chiedere lannullamento solo nellipotesi di dolo e precisamente quando risulta: a) che stato dolosamente esagerato il passivo, e b) che stata dissimulata una parte rilevante dellattivo (art 138). Il giudizio si svolge allinterno del tribunale fallimentare con rito camerale, nel termine di 6 mesi dalla scoperta del dolo e di 2 anni dallultimo pagamento. La sentenza del tribunale, che annulla il concordato e dispone la riapertura del fallimento, provvisoriamente esecutiva ed reclamabile presso la corte dappello. Risoluzione. Si ha per inadempimento e dunque per la mancata costituzione delle garanzie promesse e per il mancato pagamento delle somme dovute. Anche tale giudizio si svolge in camera di consiglio, con modalit analoghe a quelle previste per la dichiarazione del fallimento.. Il tribunale decide con sentenza appellabile e ricorribile in cassazione. Malgrado linadempimento, la risoluzione non pu operare se gli obblighi sono stati assunti dal proponente o da vari creditori. Riapertura del fallimento. Si hanno le stesse procedure che avvengono per la riapertura del fallimento dopo la chiusura per linefficienza dellattivo: a) rimangono ferme le garanzie reali o personali, b) i creditori concorrono per limporto del credito primitivo, c) possono essere riproposte le azioni revocatorie gi iniziate e interrotte, d) il proponente pu realizzare una nuova proposta di concordato ma questa dovr essere giustificata dal versamento di tutte le somme occorrenti per il suo adempimento con delle garanzie (art 141). D) LE SANZIONI PENALI 5. Le sanzioni penali. La bancarotta semplice Differenza fondamentale tra lesecuzione singolare e quella fallimentare il fatto per cui il debitore pu essere punito con sanzioni penali per aver compiuto atti che costituiscono reati anche in tempi posteriori al fallimento. Tali sanzioni si applicano anche nei confronti di coloro verso i quali stata emessa una sentenza dichiarativa dello stato dinsolvenza nei procedimenti di liquidazione coatta amministrativa (art 237 L Fall) e di amministrazione straordinaria. Sono fatti che possono nuocere ai creditori e che possono essere stati emessi con colpa (negligenza, imprudenza ed imperizia) o con dolo cio con la reale volont di provocare levento previsto dalla legge. Se vi colpa, si parler di bancarotta semplice; se vi anche dolo di bancarotta fraudolenta. Lazione penale iniziata dal PM che riceve copia della relazione presentata dal curatore al giudice delegato, ma pu iniziare anche prima quando vi siano casi di fuga, chiusura dellimpresa, trafugamento ecc.. La bancarotta semplice punita con la reclusione da 6 mesi a 2 anni (art 217 L fall), mentre quella fraudolenta con la reclusione da 3 a 10 anni o da 1 a 5 anni, quando il fallito ha realizzato pagamenti o simulato titoli di prelazione per favorire determinati creditori. Dette pene sono aumentate: a) nel caso in cui il danno che viene fuori dal reato sia di forte gravit, b) nel caso in cui il fallito abbia commesso pi fatti di bancarotta semplice o fraudolenta, c) nel caso in cui il fallito per divieto di legge non poteva realizzare unimpresa commerciale. Le pene sono invece diminuite se ricorre la circostanza della speciale tenuit del reato. Tale condanna comporta il divieto ad esercitare unimpresa propria o di un altrui soggetto fino a 2 anni per bancarotta semplice e 10 per quella fraudolenta. La bancarotta semplice. punito per tale reato: a) colui che abbia fatto spese personali eccessive rispetto alla condizione economica, b) abbia consumato una notevole parte del suo patrimonio in operazioni imprudenti, c) abbia realizzato delle operazioni di grave imprudenza per ritardare il fallimento, d) abbia aggravato il proprio dissesto, astenendosi dal richiedere la procedura fallimentare, e) non abbia soddisfatto le obbligazioni assunte in un concordato preventivo o fallimentare, f)non abbia tenuto i libri e le altre scritture contabili per oltre 3 anni.

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5.1. La bancarotta fraudolenta punito per bancarotta fraudolenta chi abbia realizzato uno dei reati di: a) distruzione, occultamento, dissipazione dei beni sia prima sia durante la procedura fallimentare, b) esposizione o riconoscimento, sia prima sia dopo la procedura fallimentare, di passivit inesistenti, allo scopo di arrecare dei pregiudizi ai creditori, c) sottrazione, distruzione o falsificazione di libri o altre scritture contabili ovvero tenuti dagli stessi in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio: affinch il reato sussista, la sottrazione, falsificazione dei libri, per essere punita vi deve concorrere lintento di procurare a s o ad altri un ingiusto profitto. d) esecuzione di pagamenti o simulazione di titoli di prelazione a favore di alcuni creditori. 5.2. Altri reati del fallito Oltre a quei reati di bancarotta si hanno altri reati: a) il ricorrere o il continuare a ricorrere al credito dissimulando il proprio dissesto, b) il denunciare creditori inesistenti allinterno dellelenco, c) lomettere di dichiarare lesistenza di beni che dovrebbero far parte dellinventario, d) il non presentare il bilancio entro 3 giorni dalla dichiarazione di fallimento, e) il non presentarsi se convocato, dinanzi agli organi fallimentari. Tali reati sono puniti anche se vengono commessi dai soci illimitatamente responsabili di societ in nome collettivo o in accomandita semplice, se queste sono dichiarate fallite, difatti sono falliti anche i soci illimitatamente responsabili (art 222). 5.3. Reati di persone diverse dal fallito Tali reati possono essere commessi anche dagli institori (una figura di rappresentante), dagli amministratori, dai sindaci, dai direttori generali (art223). Per gli organi delle societ fallite, sono previsti altre ipotesi per bancarotta semplice o fraudolenta (art 223 e 224 L fall.): il compimento di reati societari (es false comunicazioni), concorre con quello di bancarotta fraudolenta se ha cagionato il dissesto della societ. Sono previsti come reati del curatore o dei suoi coadiutori (art 231): a) prendere interesse privato negli atti del fallimento, b) accettare retribuzioni non dovute, c) il non ottemperare allordine del giudice di consegnare o di depositare somme o altre cose del fallimento, che essi detengono. Sono previsti come reati: a) il presentare domanda di ammissione al passivo per un credito fraudolentemente simulato (art 232 L Fall), b) il c.d. mercato di voto, cio la stipula del creditore col fallito nellinteresse di vantaggi per il fallito, per dare il proprio voto nei concordati o nelle deliberazioni del comitato, c) il sottrarre, ricettare o distrarre i beni del fallito prima o dopo il fallimento, il dissimulare i beni del fallito dopo il fallimento, d) acquistare i beni dallimprenditore conoscendone lo stato di dissesto, a prezzo inferiore allo stato corrente, se poi si verifica il fallimento (art 232 L fall). IL FALLIMENTO DELLE SOCIET 6. Il fallimento delle societ e dei soci illimitatamente responsabili Purch non sia di piccole dimensioni, pu essere dichiarata fallita qualsiasi societ commerciale anche se gi in liquidazione (art1 l fall), inoltre sono ugualmente responsabili tutti i soci illimitatamente responsabili (art 147), e dunque il fallimento dellazienda comporta anche il fallimento personale di loro stessi. Salvo che:

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a) non provino che la societ non esiste, ma in tal caso la giurisprudenza sposa lopinione per cui sia dichiarato il fallimento anche della societ apparente, cio quella societ che i soci pur non essendo legati da un vincolo societario, esercitano limpresa in maniera di ingenerare a terzi la convinzione dellesistenza di tale vincolo; b) che essi non sono soci o che lo sono ma a responsabilit limitata, o la cessazione della responsabilit illimitata che deve essere resa nota a terzi tramite liscrizione nel registro delle imprese. 6.1. Il fallimento dei soci scoperti dopo il fallimento della societ, il fallimento della societ occulta Se dopo la dichiarazione del fallimento risulta lesistenza di altri soci che siano illimitatamente responsabili, allora essi saranno convocati in camera di consiglio affinch gli sia concessa la difesa. Tale ipotesi differisce dallipotesi di fallimento della societ occulta; ci si ha quando, anche dopo il fallimento dellunico socio, si scopre che a gestire la societ ve ne sia unocculta cio non dichiarata allesterno ed in tal caso si proceder a rendere responsabili anche tali soci. Ancora diversa lipotesi in cui un socio dichiarato fallito a causa dellinsolvenza di una propria impresa distinta dallaltra che esercitava, in tal caso il fallimento non si estende e si ha solo la sua esclusione di diritto. 6.2. I rapporti tra il fallimento della societ e i fallimenti personali dei soci Il fallimento della societ e quello del singolo socio sono differenti ma allo stesso tempo collegati fra di loro, difatti unico il giudice delegato, unico il curatore ed unico il tribunale (art 148). Si possono nominare pi comitati di creditori poich per le masse passive della societ concorrono i creditori sociali, mentre per quella singola dei soci, il creditore personale. La domanda di ammissione al passivo della societ vale anche come ammissione al passivo del singolo. Se il fallimento di un socio ha pagato una quota maggiore ha diritto al regresso rispetto agli altri soci. Diverse sono anche le masse attive per i distinti patrimoni. Revoca. Se il fallimento viene revocato, si ha la revoca anche dei fallimenti personali. Chiusura. Se ci avviene per mancanza dellattivo o per avvenuta ripartizione, deve essere notificato sul registro delle imprese, mentre quando la chiusura avviene per mancanza dinsinuazione o per estinzione del passivo, si chiude anche il fallimento dei soci. Concordato. Il concordato della societ fa chiudere, salvo opposizione, anche il fallimento dei singoli soci. Inoltre, si pu avere il concordato particolare di un solo socio, che se omologato, esclude quellunico socio. 6.3. Altri effetti del fallimento delle societ Per i soci illimitatamente responsabili, il fallimento della societ comporta delle conseguenze a carico di amministratori e liquidatori, in quanto essendo i rappresentanti della societ, devono comunicare al curatore ogni cambiamento di residenza, e devono essere sentiti quando la legge predispone espressamente che il fallito sia sentito. Se si tratta del fallimento di una societ di capitali il curatore pu essere autorizzato dal giudice delegato ad esercitare lazione di responsabilit contro gli amministratori, i sindaci ecc; mentre per lsrl lesercizio dellazione di responsabilit pu essere anche autorizzato contro i soci illimitatamente responsabili perch hanno intenzionalmente deciso il compimento degli atti dannosi per la societ. I soci pur non essendo responsabili totalmente, possono essere costretti al versamento anticipato dei conferimenti dovuti. Infine, il giudice delegato pu anche concedere al curatore la possibilit di riscuotere la polizza assicurativa o la fideiussione bancaria rilasciate a favore del socio come garanzia della prestazione di opere. 6.4. La disciplina fallimentare dei patrimoni e dei finanziamenti destinati ad uno specifico affare Con il decreto esecutivo di riforma del 2005 nella L fallimentare sono state inserite, numerose clausole relative ai patrimoni destinati ad uno specifico scopo:

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a) la revocatoria fallimentare, agisce sugli atti dispositivi che riducono il patrimonio sociale, e per la loro revoca occorre che il terzo fosse a conoscenza dellinsolvenza della societ; b) gli effetti della dichiarazione di fallimento sullamministrazione del patrimonio che viene attribuita al curatore; c) gli effetti dellincapienza dello stesso patrimonio destinato per violazione delle regole di separazione con il resto del patrimonio sociale, perch il curatore deve procedere alla sua liquidazione ed esercitare lazione di responsabilit contro gli amministratori della societ. Quando a fallire una spa che ha ricevuto finanziamenti destinati ad uno specifico affare e il rapporto di finanziamento in pendenza, esso si scioglie se quellaffare non pu essere realizzato e il finanziatore potr insinuarsi al passivo, mentre se lobbiettivo pu essere raggiunto allora il curatore potr subentrare nel rapporto. LA LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA 7. Caratteri generali una procedura volta alla liquidazione, con lintervento di organi amministrativi, del patrimonio di imprese la cui attivit riveste un interesse pubblico(sia pubbliche, sia private). in particolare prevista per le imprese bancarie e per le societ facenti parte di un gruppo bancario e per le imprese di assicurazione; possono essere assoggettabili a liquidazione coatta:Le societ cooperative (se hanno per oggetto unattivit commerciale, sono assoggettabili anche a fallimento), le imprese di assicurazione contro i danni e sulla vita e quelle di capitalizzazione e gestione fiduciaria, le aziende di credito, I consorzi obbligatori tra esercenti dello stesso ramo. Comunque si pu trattare di imprese che possono essere assoggettate sia a fallimento sia a liquidazione coatta ma anche imprese che sono solo assoggettabili alla liquidazione(assicurative). Per le imprese non assoggettabili al fallimento, il tribunale pu dichiarare, su ricorso di pi creditori, lo stato dinsolvenza con una sentenza che viene comunicata allautorit amministrativa(anzich giuridica) competente. La decisione di liquidare unazienda pu dipendere da varie cause, in quanto pu essere disposta non solo quando vi uno stato dinsolvenza ma anche per gravi irregolarit di gestione o per violazione di norme di legge o regolamenti, quali: il venir meno della presenza dellimprenditore individuale, la scarsa redditivit dellazienda, linadeguatezza delle dimensioni aziendali Per quanto riguarda le cause di natura giuridica, si ha liquidazione coatta nel caso: di decorrenza del termine del contratto di societ, il conseguimento delloggetto sociale o limpossibilit di conseguirlo. Per la societ di persone causa di liquidazione la cessazione della pluralit dei soci se questa non viene ricostituita in 6 mesi; per la societ di capitali limpossibilit di funzionamento o la riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale. Obiettivo costante della liquidazione coatta l'eliminazione dal mercato dell'impresa colpita dal relativo provvedimento. La regola che le imprese soggette a liquidazione coatta sono sottratte al fallimento. In quanto il fallimento preclude la liquidazione coatta e viceversa; ma si stabilito che: alla liquidazione coatta conseguono gli stessi effetti del fallimento per quanto concerne: la tutela e la realizzazione dei diritti di prelazione dei crediti, immediata eseguibilit dei crediti concorrenti, disciplina dellazione revocatoria ordinaria e delle coobbligazioni solidali e lintervento dellautorit giudiziaria per: la pronuncia dello stato di insolvenza, per tutelare i diritti dei creditori e consentire la cessazione della procedura di liquidazione. 7.1. Il provvedimento di liquidazione. L'accertamento dello stato dinsolvenza La liquidazione coatta amministrativa disposta con decreto dell'autorit governativa che ha la vigilanza sull'impresa. La stessa autorit governativa nomina gli organi della procedura che sono: a) il commissario liquidatore, che l'organo deputato a svolgere l'attivit di liquidazione ed investito delle qualit di pubblico ufficiale;

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b) il comitato di sorveglianza, composto da tre o cinque membri scelti fra persone esperte nel ramo di attivit esercitata dall'impresa ed ha funzioni consultive e di controllo. Resta per di competenza esclusiva dell'autorit giudiziaria l'accertamento dell'eventuale stato dinsolvenza. La liquidazione coatta amministrativa di una societ non si estende in alcun caso ai soci illimitatamente responsabili della stessa. Questi potranno essere solo costretti dal commissario liquidatore a versare le somme necessarie per estinguere le passivit, secondo uno specifico piano di riparto. 7.2. Il procedimento. Chiusura La liquidazione coatta amministrativa si sviluppa, come il fallimento, attraverso le fasi dell'accertamento dello stato passivo, della liquidazione dell'attivo e del riparto del ricavato fra i creditori concorrenti. Tutte queste fasi si svolgono per in sede amministrativa. Non necessaria una domanda di ammissione dei creditori e lo stato passivo formato di ufficio dal commissario liquidatore sulla base delle scritture contabili. Manca inoltre una fase di verificazione dello stato passivo. sempre il commissario liquidatore che, entro 90 giorni dal provvedimento di liquidazione, forma lo stato passivo definitivo e lo deposita nella cancelleria del tribunale; dopo di che lo stato passivo diventa esecutivo. Anche alla liquidazione dell'attivo vi provvede il commissario, investito di tutti i poteri necessari e che pu procedere in piena libert, salve le limitazioni stabilite dallautorit di vigilanza. Per le vendite degli immobili e la vendita in blocco di mobili sono necessari lautorizzazione dellautorit di vigilanza ed il parere del comitato di sorveglianza. Per la ripartizione dellattivo valgono criteri analoghi a quelli dettati in tema di fallimento, ma le ripartizioni parziali sono facoltative. Chiusura. In mancanza di contestazioni, bilancio finale e piano di riparto sintendono approvati; il commissario provvede alla ripartizione finale fra i creditori e, se del caso, alla cancellazione della societ dal registro delle imprese. La liquidazione coatta amministrativa si pu chiudere anche mediante concordato (si differenzia da quello fallimentare, in particolare per il fatto che non richiesta lapprovazione dei creditori). La proposta di concordato, presentata dall'imprenditore previa autorizzazione dell'autorit di vigilanza, , infatti, approvata direttamente dal tribunale. I creditori possono far valere le loro ragioni solo mediante opposizione presentata al tribunale prima dellapprovazione. 7.3. la liquidazione coatta delle societ Se limpresa una societ, la liquidazione coatta non si estende ai soci illimitatamente responsabili: tuttavia, il commissario liquidatore pu esercitare la revocatoria fallimentare anche contro gli atti compiuti dai soci sui propri beni, i quali sono inoltre punibili per bancarotta e per altri reati fallimentari. Quando invece la liquidazione ha per oggetto una societ con soci con responsabilit limitata, il commissario pu richiedere al presidente del tribunale lemissione di un decreto per far procedere i soci al pagamento di quanto dovuto. Per il concordato si applicano le stesse disposizioni del concordato fallimentare. LAMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA DELLE GRANDI IMPRESI INSOLVENTI 8. Caratteri generali una procedura applicabile in alcune ipotesi di crisi dellimpresa caratterizzate da una maggiore rilevanza sociale. La procedura consente di evitare il fallimento a quelle imprese che si trovano in stato dinsolvenza o che abbiano omesso il pagamento di almeno 3 mensilit di retribuzione ai propri dipendenti (non inferiori a 300) e per la conservazione dei posti di lavoro.

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Con lamministrazione straordinaria si vuole continuare lattivit produttiva, anche con lausilio di garanzie dello Stato sulla base di un programma di risanamento della durata non superiore a due anni. La procedura disposta dal Ministero dello sviluppo economico, con proprio decreto, nel quale vengono nominati il commissario e un comitato di sorveglianza. Il programma predisposto dal commissario deve prevedere un piano di risanamento coerente con gli indirizzi della politica industriale. Il risanamento pu attuarsi anche attraverso lacquisto di aziende e impianti delle imprese poste in amministrazione straordinaria da parte di societ costituite da banche fra loro consorziate (tali trasferimenti sono agevolati fiscalmente). Lamministrazione straordinaria risponde allesigenza di disciplinare la crisi dellimpresa in unottica che non tiene conto unicamente degli interessi dei creditori ma si preoccupa anche delle ripercussioni che tale crisi pu avere sullintera collettivit. L'amministrazione straordinaria si atteggia come una procedura concorsuale nel contempo giudiziaria e amministrativa, articolata in due fasi: a) la dichiarazione dello stato dinsolvenza da parte dell'autorit giudiziaria; b) la successiva eventuale apertura della procedura di amministrazione straordinaria vera e propria. 8.1. Presupposti. Dichiarazione dinsolvenza La procedura di amministrazione straordinaria riservata alle imprese commerciali, anche individuali, soggette al fallimento, che rispondo a determinati presupposti: - presupposti soggettivi: possono essere ammesse tutte le imprese tranne quelle pubbliche; - presupposti oggettivi: per essere ammesse occorre che: 1) hanno un numero di dipendenti non inferiore a 200 da almeno un anno; 2) hanno debiti per un ammontare complessivo non inferiore ai due terzi sia del totale dellattivo dello stato patrimoniale sia dei ricavi provenienti dalle vendite e dalle prestazioni dellultimo esercizio; 3) sono in stato dinsolvenza; 4) presentano concrete prospettive di recupero dellequilibrio economico. Competente a dichiarare lo stato dinsolvenza il tribunale del luogo dove l'impresa ha la sede principale, che vi provvede d'ufficio o su iniziativa degli stessi soggetti legittimati a chiedere la dichiarazione di fallimento. Con la sentenza dichiarativa dello stato dinsolvenza il tribunale nomina il giudice delegato; inoltre d avvio al procedimento per la formazione dello stato passivo. L'imprenditore insolvente conserva l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa. Il tribunale pu tuttavia affidare la gestione dell'impresa al commissario giudiziale. Se dichiarata insolvente una societ con soci a responsabilit illimitata, gli effetti della dichiarazione dello stato dinsolvenza si estendono ai soci illimitatamente responsabili, compresi i soci receduti, esclusi o defunti (ci solo se la dichiarazione pronunciata entro lanno). Gli effetti si estendono anche ai soci occulti. 8.2. Apertura dell'amministrazione straordinaria Con il decreto che dichiara aperta la procedura di amministrazione straordinaria, il tribunale adotta provvedimenti opportuni per la prosecuzione dell'attivit dell'impresa sino alla nomina del commissario straordinario. L'amministrazione straordinaria si svolge, infatti, ad opera di uno o tre commissari straordinari nominati dal ministro dello sviluppo economico. Il commissario straordinario ha la gestione dell'impresa e l'amministrazione dei beni dell'imprenditore insolvente.

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Il Ministro dello sviluppo economico nomina anche un comitato di sorveglianza composto da tre o cinque membri che esprime pareri sugli atti del commissario nei casi previsti per legge e ogni volta il Ministro lo ritenga opportuno. Allamministrazione straordinaria si applicano le disposizioni sulla liquidazione coatta amministrativa, in quanto compatibili. Si producono perci per limprenditore, i creditori e i terzi, gli stessi effetti della dichiarazione di fallimento che conseguono alla liquidazione coatta amministrativa, se pur con qualche differenza determinata dalla finalit conservativa, e non liquidatoria, dellamministrazione straordinaria e esigenza di salvaguardare il complesso aziendale. 8.3. Lo svolgimento della procedura Nello svolgimento dell'amministrazione straordinaria, in tempi brevi il commissario straordinario deve predisporre e presentare al ministero dell'industria un programma per il recupero dell'equilibrio economico delle attivit imprenditoriali, optando per uno degli indirizzi alternativi sopraindicati: - programma di cessione dei complessi aziendali da realizzare entro un anno; - programma di ristrutturazione da attuare entro due anni. Il programma deve tendere a "salvaguardare l'unit operativa dei complessi aziendali, tenuto conto degli interessi dei creditori". L'esecuzione del programma autorizzata dal ministro dell'industria, sentito il comitato di sorveglianza, entro 30 giorni dalla presentazione. (nel corso della procedura il programma pu essere modificato o sostituito e sono adottate particolari misure per consentire la realizzazione del programma e per preservare i complessi aziendali e i livelli occupazionali). L'attuale disciplina dell'amministrazione straordinaria regola anche la ripartizione dell'attivo prevedendo due forme di distribuzione: 1) gli acconti, possano essere disposti dal commissario straordinario in qualsiasi momento della procedura, hanno carattere provvisorio e sono ripetibili. 2) i riparti, possono essere effettuati solo dopo che lo stato passivo stato reso esecutivo, con l'osservanza della disciplina al riguardo dettata da legge fallimentare; essi sono definitivi e non revocabili. E sono possibili solo quando il programma prevede la cessione dei complessi aziendali. 8.4. Cessazione della procedura L'amministrazione straordinaria termina per conversione in fallimento oppure con la chiusura della procedura. La conversione in fallimento pu essere disposta dal tribunale nel corso della procedura quando risulta che la stessa non pu esser utilmente proseguita. disposta anche alla scadenza del programma di cessione o di ristrutturazione. La chiusura dell'amministrazione straordinaria, disposta dal tribunale nei casi previsti dall'art. 74. Sono cause generali di chiusura, oltre a concordato: a) la mancata presentazione di domande di ammissione al passivo; b) il recupero da parte dell'imprenditore della capacit di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni, con leliminazione dello stato dinsolvenza. Se stato autorizzato un programma di cessione dei complessi aziendali, la procedura si chiude: 1) quando tutti i crediti ammessi sono soddisfatti o in altro modo estinti e sono pagati i compensi agli organi della procedura e le relative spese; 2) quando comunque compiuta la ripartizione finale dellattivo. La cessazione dell'amministrazione straordinaria pu aversi per concordato, proposto dall'imprenditore o da un terzo dopo che lo stato passivo stato reso esecutivo. La proposta deve essere autorizzata del ministero dello sviluppo economico ed assoggettato alla stessa disciplina per il concordato nella

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liquidazione coatta amministrativa. In una societ con soci a responsabilit illimitata, ciascun socio ammesso alla procedura pu concludere un concordato particolare con i creditori sociali e i creditori personali. Riapertura. Se lamministrazione straordinaria con programma di cessione aziendale si chiude per ripartizione integrale dellattivo e quindi sono rimasti dei creditori insoddisfatti, il tribunale pu ordinare la riapertura della procedura, su istanza dellimprenditore e di qualsiasi creditore; la riapertura non comporta la ripresa della procedura, bens la sua conversione in fallimento. 8.5. Il gruppo insolvente Ciascuna impresa insolvente risponde solo delle proprie obbligazioni e non vi responsabilit della capogruppo nei confronti dei creditori delle imprese figlie. Sono per previste specifiche norme volte ad assicurare la reintegrazione del patrimonio delle societ figlie e a consentire il ristoro dei danni dalle stesse ed eventualmente subiti per effetto della politica unitaria di gruppo. Un primo tentativo in tale direzione costituito da allungamento dei termini per l'esercizio delle azioni revocatorie fallimentari nei confronti degli atti posti in essere con altre imprese del gruppo. Infatti, per la dichiarazione dello stato dinsolvenza il termine portato a 5anni, il termine di 6mesi spostato a 3anni. Inoltre, il commissario giudiziale, il commissario straordinario e il curatore di unimpresa del gruppo dichiarata insolvente possono proporre la denuncia al tribunale per gravi irregolarit nei confronti di amministratori e sindaci di altre societ del gruppo non assoggettate alla procedura. Infine, gli amministratori delle societ che hanno abusato della direzione rispondono in solido, con gli amministratori della societ dichiarata insolvente, per i danni da questi cagionati alla societ stessa. 8.6. La ristrutturazione industriale delle imprese insolventi di maggiori dimensioni: Legge Marzano Quando lo stato di insolvenza riguarda imprese commerciali che hanno almeno 500 lavoratori subordinati e debiti per almeno 300 milioni di euro, si pu applicare una particolare procedura di amministrazione straordinaria diretta a realizzare il risanamento dellimpresa attraverso un programma di ristrutturazione economica e finanziaria. (L. 39/2004) Lammissione alla procedura immediata e si pu chiedere al Ministro dello sviluppo economico, con istanza motivata e corredata di adeguata documentazione, presentando contestuale ricorso per la dichiarazione dello stato di insolvenza al tribunale del luogo in cui l'impresa ha sede principale. Se vi ricorrono i presupposti, il Ministro decide con decreto lammissione alla procedura e nomina un commissario straordinario, al quale affidata lamministrazione dellimpresa ed entro 180 giorni deve presentare il programma di ristrutturazione del debito per il risanamento dellimpresa; se, invece, il tribunale respinge il ricorso cessano gli effetti del provvedimento. Il programma di risanamento non pu avere una durata superiore ai 2 anni ed previsto che la soddisfazione dei creditori pu avvenire anche attraverso concordato che pu essere presentato anche prima dellaccertamento del passivo e che viene definito direttamente dal giudice senza ricorrere alle udienze di verifica. Se il concordato ottiene voti di maggioranza dai creditori, viene approvato con sentenza in camera di consiglio. Se il tribunale lo respinge, il commissario pu proseguire lattivit imprenditoriale, solo se presenta un programma di cessione dei beni aziendali; in caso contrario, la procedura di amministrazione straordinaria convertita in fallimento (anche quando il ministro non autorizza il programma di ristrutturazione e non stato possibile adottare un programma di cessione dei beni).

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IL CONCORDATO PREVENTIVO 9. Il concordato preventivo (L. 80/2005) Limprenditore che si trova in stato di difficolt economica, pu evitare che la crisi sfoci in un fallimento, regolando i propri rapporti con i creditori mediante un concordato preventivo. Il concordato preventivo (artt. 160 ss.l.fall.) pu essere attuato prima che sia dichiarato il fallimento e serve a evitare lo stesso. Per stato di crisi sintende una difficolt temporanea e reversibile che non consente allimprenditore di soddisfare regolarmente i creditori. Il concordato quindi pu perseguire la ristrutturazione dei crediti attraverso una dilazione dei termini di pagamento, nel soddisfacimento parziale dei creditori e pu prevedere la suddivisione dei creditori in classi. Esso un concordato giudiziale e di massa; libera definitivamente limprenditore per la parte eccedente la percentuale concordataria. Offre all'imprenditore insolvente l'ulteriore notevole vantaggio di evitare le gravi conseguenze patrimoniali, personali e penali del fallimento e non subisce lo spossessamento e conserva l'amministrazione dei beni e la gestione dell'impresa. In pratica, un beneficio concesso allimprenditore insolvente. Pu essere ammesso alla procedura di concordato preventivo solo l'imprenditore che: a) dall'inizio dell'impresa o da almeno un biennio iscritto nel registro delle imprese ed ha ottenuto una regolare contabilit; b) nei cinque anni precedenti non stato dichiarato fallito o ammesso ad altra procedura di concordato preventivo; c) non stato condannato per bancarotta o per delitti contro il patrimonio. 9.1. Lammissione del concordato. La procedura del concordato preventivo inizia con la domanda di ammissione del debitore. Ricevuta la domanda, il tribunale si accerta che ricorrono i presupposti richiesti dalla legge per lammissione alla procedura. Alla domanda va allegato: una relazione aggiornata della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dellimpresa, uno stato analitico e finanziario dellattivit, lelenco nominativo dei creditori, lelenco dei titolari dei diritti reali o personali sui beni, il valore dei beni e lindicazione dei creditori personali dei soci illimitatamente responsabili; tale piano e documentazione deve essere accompagnato dalla relazione di un revisore contabile. Se l'accertamento ha esito negativo, il tribunale dichiara inammissibile la proposta di concordato e con sentenza dichiara di ufficio di fallimento. Se invece ritiene ammissibile la proposta, il tribunale dichiara aperta la procedura di concordato preventivo e designa gli organi della procedura: il giudice delegato, cui devoluta alla direzione della procedura; e un commissario giudiziale, che svolge essenzialmente funzioni di vigilanza e di controllo. E il decreto di ammissione pubblicato sul registro delle imprese. Il concordato da concludersi prima dellapertura del procedimento concorsuale esecutivo. Effetti per il debitore. A differenza del fallimento il debitore conserva lamministrazione dei suoi beni e continua lesercizio dellimpresa per gli atti di ordinaria amministrazione. Effetti per i creditori. Il concordato preventivo consente una soddisfazione parziale ma tempestiva dei creditori. Dal momento della deposizione della domanda vengono interrotte le azioni esecutive dei creditori, le prescrizioni e non si verificano le decadenze, inoltre scadono i debiti a termine, i debiti non pecuniari vengono trasformati in pecuniari, si ha la sospensione degli interessi e la deduzione di questi nel caso di pagamento anticipato dei crediti infruttiferi. I creditori precedenti alla stipulazione del concordato non possono intraprendere azioni esecutive sul patrimonio del debitore.

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9.2. Lo svolgimento della procedura Intervenuta l'ammissione alla procedura, il procedimento per la concessione del concordato preventivo si articola in due fasi: 1) l'approvazione della proposta da parte dei creditori; 2) omologazione del concordato da parte del tribunale. Nel concordato preventivo manca il preventivo accertamento giudiziale dello stato passivo. L'approvazione del concordato preventivo avviene in apposita adunanza dei creditori, presieduta dal giudice delegato. All'adunanza possono intervenire anche i creditori non convocati. Per l'approvazione del concordato preventivo richiesta una doppia maggioranza: in numero e in somma. Se il concordato preventivo approvato, si riporta il voto favorevole della maggioranza dei creditori votanti e si apre il giudizio di omologazione. Se la proposta di concordato respinta, il tribunale dichiara fallimento. Il concordato preventivo obbligatorio per tutti i creditori anteriori all'apertura della procedura. 9.3. La deliberazione del concordato Dopo la deliberazione della nomina del commissario, egli stesso deve compiere precisi atti, fra i quali: a) verificare lelenco dei creditori e dei debitori, apportandovi le dovute modifiche, b) comunicare ai creditori la data delladunanza, c) redigere linventario del patrimonio del debitore e preparare una relazione sulle varie cause del dissesto, sulle garanzie ecc.. presentandola in cancelleria almeno 3 giorni prima delladunanza dei creditori. Nel giorno determinato dal decreto del tribunale ha luogo ladunanza, nella quale hanno luogo tutte le operazioni che, se non sono esaurite in una sola adunanza, continuano nelludienza successiva. I creditori possono farsi rappresentare con procura scritta, il debitore invece deve intervenire personalmente salvo grave impedimento, alladunanza possono intervenire i coobbligati, i fideiussori del fallito e gli obbligati in via di regresso. Lordine delle operazioni delladunanza il seguente: 1)il commissario illustra le sue proposte, 2)ogni creditore illustra il suo punto di vista, e le sue ragioni qualora pensi sia inammissibile il concordato, 3) il giudice decide sullammissione dei crediti contestati, ma tale verifica ha solo valore provvisorio e dunque solo ai fini della votazione e del calcolo delle maggioranze, 4) si passa alle votazioni e la proposta di concordato non pu essere pi modificata dopo le operazioni di voto. I creditori privilegiati, se non rinunciano al privilegio non hanno diritto al voto. 5) sulle maggioranze richieste per lapprovazione del concordato e sui creditori esclusi dal voto valgono le disposizioni del fallimento. 6) la votazione viene documentata in un processo verbale, distinguendo i creditori in favorevoli e contrari, e indicando i nomi e lammontare del credito, ed il verbale chiuso con la sottoscrizione del giudice e del cancelliere. Vengono computate anche le sottoscrizioni giunte tramite mezzi di comunicazione a distanza entro i 20 giorni successivi, se nemmeno con queste adesioni si raggiunge la maggioranza dei crediti, il concordato respinto. 9.4. Lomologazione del concordato Se le maggioranze sono raggiunte, il concordato approvato e si procede allomologazione. Lart 180 L Fall, stabilisce lo svolgimento: il giudice delegato riferisce al tribunale il giorno delludienza camerale, il provvedimento viene pubblicato nel registro delle imprese e notificato al debitore, oltre che al commissario, ai dissenzienti, e qualunque interessato, se intendono opporsi allomologazione del concordato devono costituirsi in cancelleria almeno dieci giorni prima delludienza di comparizione depositando un atto di opposizione. Il tribunale approva il concordato se sono state raggiunte, con voti

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validi, le maggioranze prescritte. Anche lapprovazione del concordato avviene con decreto motivato (decreto di omologazione), e se non sono state proposte opposizioni dai creditori non reclamabile in appello. Il concordato efficace per tutti i creditori anteriori al decreto di apertura della procedura di concordato ma i creditori conservano impregiudicati tutti i diritti nei confronti degli obbligati, fideiussori del debitore. In caso di concordato di societ ladempimento libera anche il socio illimitatamente responsabile. 9.5. Esecuzione. Lannullamento e la risoluzione del concordato Il concordato viene eseguito sotto la sorveglianza del commissario giudiziale, le somme spettanti ai creditori contestati, condizionali o irripetibili sono depositati nei modi stabiliti dal giudice delegato (art 185 L Fall). Con la sentenza che risolve o annulla il concordato, il tribunale dichiara fallimento o lo stato dinsolvenza; per lannullamento o la risoluzione si seguono le clausole dl concordato fallimentare. Se vi il fallimento dopo la risoluzione o lannullamento del concordato preventivo, coloro che sono divenuti creditori dellimprenditore, per atti relativi allesercizio dellimpresa, nel corso della procedura concordataria, sono considerati nel fallimento creditori della massa (art 111 L Fall). 9.6. Accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti Limprenditore in stato di crisi pu anche stipulare un accordo di ristrutturazione del debito con coloro che hanno i crediti nei suoi confronti per un ammontare superiore al 60%, chiedendo lomologazione dellaccordo al tribunale, che si realizza soprattutto per evitare che i pagamenti effettuati possano poi essere soggetti alla revocatoria fallimentare. Lomologazione anche richiesta per tutelare i diritti dei creditori estranei agli accordi di ristrutturazione che devono essere soddisfatti regolarmente ed, infatti, devono essere depositati in tribunale insieme alla domanda di omologazione anche una relazione fatta da un revisore contabile che determini lidoneit a pagare i debiti. Laccordo ha efficacia dopo la pubblicazione sul registro delle imprese e dopo 30 giorni si potr realizzare lopposizione da parte dei creditori; se non vengono accolte, il tribunale procede allomologazione con decreto camerale reclamabile in corte dappello entro 15 giorni dalla pubblicazione al registro delle imprese.