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In Primo Piano
Giovani e donne, pensione che fatica
Di Azzurra Zagl io
Chi entra nel mondo del lavoro ha poco da mettere da parte;
mentre il genti l sesso ha mediamente stipendi inferiori
e vive pi a lungo.
Qualunque forma pensionistica. secondo la
deliberazione della Covip del 16 marzo 201 2.
intende ottenere. dall'impiego delle risorse
affidate. combinazioni di rischio e rendimento
efficienti. in un arco temporale coerente con i
bisogni previdenziali degli aderenti.
Numerose riforme dai primi anni Novanta ad
oggi. destinano la pensione pubblica a
diventare sempre meno generosa. Ci impone
sin d'ora una riflessione ai futuri pensionati su
come progettare il finanziamento dei propri
consumi dopo il ritiro dall'attivit lavorativa.
Sebbene la previdenza complementare negli
ultimi anni si sia sviluppata significativamente.
soprattutto dopo la riforma del 2007 (d.l. n.
252 del 5/12/2005). il numero delle adesioni
non ancora in equilibrio con il suo poten-
ziale. La quota degli iscritti rimane su valori
ridotti. in particolare tra quelle categorie che
pi necessitano. in prospettiva. di integrare le
risorse derivanti dal pilastro pubblico. quali i
giovani e i lavoratori autonomi. Parlare di
sottoscrizione di una forma di previdenza
complementare richiede la preliminare
definizione del campo di azione. cl1e nel caso
specifico si articola in tre dimensioni: obiettivi
del risparmio previdenziale. govemance dei
fondi pensione stessi e trasparenza verso gli
aderenti. Fattori spesso in contrasto tra loro.
Magre pensioni
Indagini condotte dalla Banca d'Italia circa
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l'adeguatezza della riccheua pensionistica
delle famiglie. il loro grado di conoscenza di
temi finanziari e previdenziali. nonch il grado
di avversione al rischio. il tasso di sconto
intertemporale e la propensione a convertire in
rendita la propria ricchezza al momento del
pensionamento. indicano che la ricchezza
pensionistica risulta inadeguata per molti
settori significati vi della popolazione italiana.
Tra i lavoratori vi infatti una scarsa
conoscenza delle regole della previdenza
complementare e una bassa consapevolezza
della propria situazione pensionistica. Questi
risultati conducono all'esigenza di potenziare
l'opera di informazione al fine di promuovere e
aumentare il risparmio previdenziale.
Pochi peasano al futuro
Un'indagine di Anima Sgr e GfK Eurisko. volta
a valutare l'interesse nel sottoscrivere un
piano di previdenza integrativa e sondare le
cause che portano o meno all'aderenza a
questi strumenti. rileva le stesse considera
zioni. Pierluigi Giverso. direttore marketing di
Anima Sgr. sostiene ci sia un notevole gap,
ricco di opportunit su cui si pu e si deve
intervenire. tra c ~ i potrebbe sottoscrivere un
fondo pensione ma non ci pensa e chi gi lo
fa. Se a domanda generale si chiede ai
risparmiatori italiani di elencare i progetti di
spesa e di risparmio futuri. il tema della
previdenza complementare come opzione
spontanea raggiunge solo il 3%. In termini di
risparmio pi importante mettere soldi da
parte per emergenze e imprevisti (22%) e
accumulare un capitale come riserva di
sicureua per il futuro (13%).
Se. invece. si fa loro pensare al sistema
pensionistico attuale. in parti colare. agli
strumenti di previdenza complementare per
integrare la pensione obbligatoria di base.
come fondi pensione chiusi. aperti. piani
individuali previdenziali (Pi p) allora emergono
diversi motivi che possono indurre ad avere
una forma di pensione integrativa. Il 41% degli
italiani intervistati. in questo caso. aderirebbe.
Ma i lavoratori si domandano: in concreto cosa
avviene alla mia pensione? Come cambia la
decorrenza di quella futura? Quanto perdo dal
posticipo della pensione previsto dalla recente
ed ennesima riforma della previdenza
pubblica. varata con urgenza nel mese di
dicembre 2011?
La realt delle singole esperienze non
uniforme e il varo della nuova riforma ha
comportato diverse situazioni: alcuni hanno
subito ritardi della pensione di diversi anni.
altri hanno visto comparire nuove ti pologie di
pensione anticipata e nuove modalit di
conteggio. Per tutti si trovano a dover fare
fronte alla revisione continua dei requisiti di
pensione che si adatteranno negli anni a

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venire all'evoluzione della speranza di vita. In
un quadro normativa cos articolato e nel
contesto attuale di mercato, molti lavoratori si
trovano esposti a un forte rischio previden-
ziale. ovvero alla possibilit che. raggiunta
l'et del pensionamento. manchino delle
risorse sufficienti a mantenere un tenore di
vita adeguato. Rischi che poi si estendono
all'intera collettivit. dal momento che sar
essa dliamata a farsi carico di interventi di
natura assistenziale.
Un po' di calcoli
l sondaggi mostrano che molto rimane da fare
per accrescere la cultura previdenziale. Alcune
iniziative sono state lanciate online da societ
di gestione e siti di informazione. Si tratta di
strumenti che consentono di compiere
un'analisi dei bisogni previdenziali sulla base
delle proprie caratteristiche (ad esempi o
sesso. et, carriera lavorativa ed esigenze
future). offrendo una simulazione sulla
posizione futura. Come spiega Giverso. che
con il team di Anima Sgr ha costruito il
Progettometro. con questi strumenti. il singolo
individuo pu conoscere quali sono le migliori
soluzioni per colmare il proprio gap previden-
ziale e monitorare la posizione nel tempo.
Quale rendita
Abbiamo simulato la rendita che si ottiene
aderendo a un fondo pensione aperto (in
questo caso Arti&Mestieri di Ani ma Sgr),
scegliendo come parametro di riferimento gli
standard su profili tipo imposti dalla Covi p.
ugual i per tutti i fondi pensione aperti.
Pertanto l'unica vari abile che pu davvero fare
la differenza nella rendita fi nale sono i costi di
gestione previsti dai singoli fondi. Come si
vede nel grafico. i contributi sono depurati
preliminarmente dal tasso di inflazione atteso
e il calcolo della loro somma implica
l'introduzione di un ulteriore concetto. quello
della speranza di vita. ossia il numero medio di
anni di probabile sopravvivenza. calcolato
secondo i pi comuni metodi attuariali delle
compagnie assicurative.
La stima di questo fattore prende in considera-
zione il sesso e l'et al momento della
pensione. Ecco perch graficamente vi un
dislivello tra uomini e donne. Infatti, il genere
femminile penaliuato. in termini di
rendimento. per tre fattori tra loro correlati. Le
donne vanno in pensione cinque anni prima
rispetto agli uomini (60 anni vs. i 65 anni
maschili); cosl. a parit di speranza di vita, le
donne versano meno contributi e il loro
montante finale risulta ridotto; inoltre. dai dati
lstat. le donne hanno un'aspettativa di vita pi
longeva e il loro montante deve di conse-
guenza coprire un pi lungo periodo di tempo.
Se si aggiunge poi un luogo comune che
rispecchia per la maggioranza delle situazioni
concrete. secondo cui gli stipendi delle donne
sono tendenzialmente inferiori a quelli degli
uomini. presumiamo anche che versino
annualmente cifre contributive minori.
La Covip stima anche i rendimenti reali attesi.
fi ssandoli al 3.6% annuo per i portafogli dei
profili generazionali 30 e 40 anni, ipotizzando
che in questa fascia di et, nel pieno della
carriera lavorativa. siano abbracciati profili
leggermente pi rischiosi con una componente
anche azionaria. e a 2.4% quello dei profi li dei
50 anni che invece preferiscono linee di
gestione pi prudenti con portafogli bilanciati.
A fronte di quanto detto sono determinanti
quanto si versa. quale strategia di investi-
mento si seleziona e quando si inizia a versare
in un fondo pensione.
Prima si comincia maggiori saranno i benefici.
Il grafico per riporta valori maggiori per i 40
anni e non per i 30enni che versano per ben 1 O
anni in pi: questo perch a pari t di linea di
investimento selezionata (stima Covi p). coloro
che hanno 30 anni e sono da pochi anni nel
mondo del lavoro si fronteggiano con contratti
e stipendi precari e non possono e non
vogliono versare contributi mensili molto
elevati. ma quasi sempre al limite inferiore
previsto dal fondo pensione. l gestori del fondo
pensione aperto di Anima hanno stimato, sulla
base dei versamenti degli aderenti al loro
fondo. 2.500 euro di contributi annuali per il
profilo 30 anni e 5.000 per le altre due fasce
d'et. Ci non toglie che il fattore tempo sia
una condizione fondamentale. anche perch le
linee di strategia dei fondi pensione aperti
possono essere variate nel tempo, cosicch un
trentenne che ora versa il minimo importo. a
distanza di qualche anno pu decidere di
versare di pi e di attuare una strategia di
investimento a pi alto rischio con una quota
azionaria maggiore. Ili
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