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Lecce, 23 ottobre 2010

zoom

LOra del Salento 11

LECCE/La cappella di SantAntonio da Padova nella parrocchia M. Ss. Assunta in Cattedrale

1710-2010
GIUSEPPE ZIMBALO
Laltare di SantAntonio da Padova nella Cattedrale di Lecce sarebbe stato realizzato da Giuseppe Cino e Giuseppe Zimbalo. Questo quello che traspare dalle forme scolpite. Fino ad ora la storiografia ha assegnato questopera solo al secondo e cio allo Zimbalo sulla base di un documento (Notaio A. M. Gervasi di Lecce, 46/28, 14 aprile 1661) dove il testatore Giov. Giacomo Lecciso, committente dellopera afferma: [] che detto mio herede (Gaspare Lecciso) fatta che sar detta chiesa Cattedrale habbia da ornare tutta la cappella lavorata di pietre come che gi io lho incominciata ad ornare et lavorare de pietre stanziata con mastro Gioseppe Zingano per ducati sei cento et li sono gi pagati per me ducati cento cinquanta in due partite []. Tale documento di fatto andrebbe per contestualizzato, messo cio in relazione con quanto allepoca stava accadendo in Cattedrale. Lo Zimbalo era larchitetto della fabbrica ovvero progettista e direttore dei lavori motivo per il quale sarebbe stato naturale concordare con il responsabile del cantiere un qualunque lavoro si intendesse realizzare allinterno della chiesa stessa che come detto proprio allora era in costruzione. Da ci scaturisce il dubbio che latto notarile potrebbe avere avuto un significato diverso da quello del semplice commissionare tale altare allo Zimbalo. Va ricordato inoltre che lesistenza di un atto notarile non d la certezza assoluta che quanto disposto in esso sia stato effettivamente eseguito tanto pi in virt del fatto che non ci pervenuta la totalit degli atti notarili o documenti vari stilati nel corso degli anni fra i quali avremmo potuto trovare anche lannullamento di un atto precedente. Risulta necessario fare quindi una analisi formale che consenta di com-

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Giuseppe Cino, Giuseppe Zimbalo due artisti per la stessa opera


prendere cosa, quanto e soprattutto se Zimbalo abbia qui lavorato realmente. Osservando le varie parti dellaltare e pi in generale della cappella tutta - eccetto quanto relativo al restauro condotto nel 1938 - si pu constatare il modo esecutivo tanto dello Zimbalo quanto del Cino. Al primo dei due artisti apparterrebbero le quattro colonne e forse (perch di fatto poco leggibili formalmente) pure la parete di fondo con le scene della vita di SantAntonio. Del Cino sarebbero: la nicchia centrale, gli angeli seduti sui due cornicioni curvilinei posti al di sopra delle colonne binate, la parte che chiude in alto la composizione facendo da cornice al dipinto centrale ed infine le due epigrafi poste sulle pareti a destra e sinistra dellaltare. Ad onor del vero, gi anni or sono, Michele Paone aveva riconosciuto quali opere del Cino le dette epigrafi ma solo queste. Proprio tali iscrizioni commemorative rendono il caso attributivo dellaltare ancor pi metodologicamente interessante. Quella del Paone di fatto una ipotesi attributiva non verificabile perch lo studioso non ha fornito gli elementi comparativi che gli hanno consentito lattribuzione al Cino di quelle parti scolpite. La stessa storiografia daltro canto scrive a proposito delle due epigrafi e dellattribuzione del Paone: [] due tabelle commemorative laterali che, stranamente attribuite a Giuseppe Cino, riusciranno, invece, riassuntive della poetica zimbalesca []. Lipotesi del Paone va considerata alla stessa stregua di quei casi in cui, nellanalisi matematica per esempio, si enuncia un teorema rinviandone ad altri ed ad altro momento la dimostrazione. Se consideriamo, in particolare, nellepigrafe destra, il volto dangelo centrale che al di sotto deldi Alberto Marangio la parte incisa come pure quello che nella parte superiore sotto lo stemma del committente, Gio. Giacomo Lecciso, e li si confronta con i motivi analoghi presenti sullautografo altare che proprio il Cino scolp nella chiesa matrice di Martignano (1705), lattribuzione al Cino di tale epigrafe, appunto, appare plausibile. Daltro canto questi stessi volti sono esecutivamente lontani da quanto lo Zimbalo realizzava in quel periodo. Basta a tale proposito considerare, infatti, quelli scolpiti nelle colonne dello stesso altare. Lanalisi comparata dellaltare e dellepigrafe destra consente in pi di portare avanti lattribuzione ed affermare che, seppure lievemente diversa sotto certi aspetti, anche lepigrafe sinistra come pure gli angeli che sono seduti sui frontoni curvilinei dellaltare, appartengono alla stessa mano e cio al Cino. Lattenzione vorremmo si soffermasse sulle anatomie di questi angeli e cio sul modo di trattare le gambe, le braccia, la forma della testa. Tutti questi elementi anatomici trovano riscontro nelle opere del Cino in generale e pi in particolare in quelle cronologicamente pi vicine al 1674 (la data incisa sullepigrafe destra) cio laltare del Crocifisso -cui appartengono pure due statue, una Maddalena ed una Madonna, oggi nella Cripta del Duomo- il quale era un tempo nella stessa Cattedrale ed ora nella chiesa di Santa Irene; oppure, infine, la porta maggiore ed i capitelli con teste dangelo che sono nella Chiesa di SantAnna sempre a Lecce. Proviamo ora a ricostruire la vicenda incrociando i dati epigrafici con quelli del citato atto notarile. Zimbalo realizz solo alcune parti della cappella di SantAntonio che nel 1661 risultava, sulla base dellatto notarile, in costruzione. Se consideriamo quanto nella conclusione capitolare del 6 ottobre 1671 (c. 61) e cio -[] aven-

dosi obligato fin dallanno 1666 mastro Gioseppe Zimbalo, architetto della nostra chiesa Cattedrale, di fare a sue spese una cappella in termine di tre anni come per istrumento rogato per mano di Notaro Vincenzo Maria Staybano anno preditto e non avendo curato il sudetto mastro Giuseppe fino adesso di fare detta Cappella []- unitamente alla data, 1674, riportata sulla epigrafe destra, appare plausibile pensare che Zimbalo potrebbe essere stato insolvente anche nella realizzazione dellaltare di SantAntonio la cui costruzione fu probabilmente sospesa. Successivamente ed evidentemente con lapprovazione di Gaspare Lecciso (esecutore testamentario dello zio Giov. Giacomo Lecciso) il completamento dellopera verr affidato a Giuseppe Cino che nel 1674 aveva 29 anni e sarebbe stato emancipato dal padre solo lanno successivo (cfr. ASLe, Notaio Gio: Tommaso

Tangolo, 46/47, atto del 3 settembre 1673). Quale fosse il parere dello Zimbalo sulla scelta di Gaspare Lecciso non possiamo saperlo con certezza. In ogni caso se consideriamo che fra tutte le opere del Cino la pi datata risalirebbe circa alla met degli anni Ottanta del Seicento questo altare nella Cattedrale leccese acquisterebbe al momento un primato cronologico significativo. Ma non solo. Osservando infatti lepigrafe sinistra, il volto dellangelo centrale che sostiene compositivamente la commemorazione del Sersale ha elementi espressivi vicini ai volti dangelo che sono sui capitelli addossati al muro della facciata laterale del Duomo verso la piazza segno evidente che il Cino in questi anni guarda, forse segue addirittura i disegni dello Zimbalo e con questultimo probabilmente collabora. Fabio Grasso

RADIO E DINTORNI

APOLOGETICA di Roberto Cavallo*

Nuovi test per la diffusione di Radio Maria nel mondo


Il network World Family of Radio Maria, lAssociazione Radio Maria e la Fondazione Formare hanno promosso un pool tecnico di esperti coordinati delling. Claudio Re, al fine di realizzare (per la prima volta sul territorio nazionale) lo svolgimento di un test di trasmissione in Drm+. Il Drm+ costituisce unestensione del sistema Drm (Digital radio mondiale), una tecnologia innovativa che permetter di offrire una qualit migliore del segnale unitamente ad una contemporanea trasmissione di tipo sia analogico che digitale. Tali caratteristiche di diffusione si prestano cos a soddisfare le esigenze delle diverse emittenti, che potrebbero adottare le possibili soluzioni anche in relazione al rispettivo bacino dutenza. Lo svolgimento dei test, presentato ufficialmente con un ciclo di conferenze terminate lo scorso 21 ottobre, avr durata di un anno ed avverr allinterno della sola area metropolitana di Torino, in virt della licenza fino ad ora rilasciata dal Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico. Il pool incaricato annovera al suo interno esponenti di numerose strutture sia nazionali (da Rtl 102.5 alla stessa Radio Vaticana) che internazionali (un nome fra tutti, la University of Applied Sciences of Kaiserslautern), ed assicurer la disponibilit di conoscenze professionali e di risorse tecnologiche; tra le tante soluzioni adottate per valutare levolversi della sperimentazione, anche un laboratorio mobile, ossia unautovettura della stessa Radio Maria attrezzata con un particolare ricevitore, attraverso il quale effettuare rilevazioni itineranti della ricezione del segnale. Dopo le delusioni riscontrate dunque in seguito ad una prima, precedente applicazione di tale sistema (quando ai numerosi test effettuati non seguito un elevato coinvolgimento da parte del mercato), lattuale obiettivo della sperimentazione rappresentato dalla verifica dei parametri di affidabilit, di qualit e di polifunzionalit del sistema Drm+; ci ad esempio in virt, nello specifico caso di Radio Maria, delle sue possibili applicazioni allinterno delle aree internazionali dove gi opera il network World Family. Radio Maria, nata nel 1983 in una parrocchia di provincia con il proposito di diffondere il messaggio evangelico usando tutte le potenzialit del mezzo radiofonico (www.radiomaria.org), infatti presente oggi in 53 Paesi allinterno di cinque diversi continenti, e risulta in grado di raggiungere ogni giorno milioni di ascoltatori in ben 13 lingue.

Magdi Cristiano Allam Europa libera


Magdi Cristiano Allam, giornalista e scrittore di successo nonch parlamentare europeo, stato di recente a Lecce - su invito dellAssessorato alla cultura della Provincia - per presentare la sua ultima fatica letteraria: Europa cristiana libera (Mondadori, 2010, pagg. 173). Nel corso della conversazione, svoltasi presso il teatro Politeama greco in dialogo con il sottosegretario agli Interni on.le Alfredo Mantovano e con il prof. Gianni Donno, Allam si soffermato sui concetti di dialogo e di convivenza, con particolare riferimento al mondo musulmano. Quello di dialogo - ha detto - oggi un concetto abusato. Il dialogo un ponte che pu unire le parti, ma deve avere un forte radicamento su entrambe le sponde. necessario che linterlocutore condivida lobiettivo del bene comune e del rispetto dei diritti fondamentali delluomo. Non si pu legittimare attraverso il dialogo un aspirante carnefice. Convivenza: unillusione pensare che si possa gestire una comunit di persone appartenenti a culture, fedi ed etnie diverse senza la chiara consapevolezza di chi siamo e delle nostre origini, che per noi Europei sono le radici cristiane. Dialogo e convivenza, invece, vengono interpretati con un approccio ideologico buonista e relativista. il contesto in cui crescono i nostri giovani, dove il male profondo del relativismo - che nega luso della ragione per giudicare le religioni e le culture, poste tutte sullo stesso piano - ci fa riconoscere come buono e vero tutto e il contrario di tutto. Oggi in Europa simmagina che affermare la verit sulla persona e sulla famiglia naturale, sul bene inalienabile della vita dal concepimento alla morte naturale, sia un atteggiamento reazionario. In omaggio al soggettivismo giuridico. A dimostrazione di come tutto divenga opinabile, Allam ha ricordato che lassemblea del Consiglio dEuropa un anno fa ha emesso una risoluzione dove si afferma che la societ non si basa sulla distinzione naturale fra uomo e donna, ma su cinque diverse tendenze sessuali. Finiamo cos per creare una societ dove la verit negletta e di ci pagano le conseguenze soprattutto i giovani. Dovunque viene meno la certezza della verit. Altro aspetto su cui Magdi Cristiano Allam si soffermato quello dellinverno demografico. Oggi tutti parlano della disoccupazione, ma dobbiamo essere consapevoli - ha detto - che il male profondo che lItalia e lEuropa sono destinate a scomparire: nel mappamondo manca lEuropa. A fronte della constatazione che siamo una nazione votata al suicidio demografico, dovremmo sostenere la natalit, mentre siamo ossessionati dalla volont di favorire laborto e leutanasia. Europa Cristiana Libera quindi lesortazione con cui Allam chiama a raccolta gli uomini di buona volont per difendere i principi non negoziabili (Verit e Libert, Fede e Ragione, Valori e Regole) che sostanziano la nostra civilt. * www.recensioni-storia.it