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CAPITOLO 1

INTRODUZIONE

Il progetto esecutivo, di cui verranno di seguito illustrate le fasi di analisi e di calcolo, relativo ad un edificio sito in Ancona (zona sismica di II categoria) costituito da un piano terra e un primo piano ad uso commerciale, un piano ad uso uffici ed un ulteriore livello residenziale con copertura raggiungibile per sola manutenzione. In conformit con le tipologie di sistemi costruttivi descritte al punto 7.4.3 delle Norme Tecniche per le Costruzioni, quello in questione un edificio con struttura in cemento armato a telaio: esso, infatti, composto da un sistema di travi e pilastri in c.a. che si sviluppano attorno al loro asse in maniera concentrata (per questo vengono definiti sistemi puntiformi) ed hanno il compito di resistere alle azioni verticali ed orizzontali.

FIGURA 1.1_ Pianta piano terra delledificio

FIGURA 1.2_ Sezione longitudinale delledificio Gli elementi strutturali di superficie sono in latero cemento. La fondazione costituita da un sistema di travi rovesce collegate da cordoli di irrigidimento. E altres un edificio che pu definirsi regolare sia in pianta che in altezza, perch rispetta le condizioni elencate al punto 7.2.2 delle suddette Norme e cio: la configurazione in pianta compatta e approssimativamente simmetrica rispetto a due direzioni ortogonali, in relazione alla distribuzione di masse e rigidezze; il rapporto tra i lati di un rettangolo in cui ledificio risulta inscritto inferiore a 4; eventuali rientri o sporgenze non superano il 25% della dimensione totale delledificio nella direzione del rientro o della sporgenza; i solai possono essere considerati infinitamente rigidi nel loro piano rispetto agli elementi verticali e sufficientemente resistenti; tutti i sistemi resistenti verticali delledificio si estendono per tutta laltezza della costruzione;

massa e rigidezza rimangono costanti o si riducono gradualmente, senza bruschi cambiamenti, dalla base alla cima delledificio (le variazioni di massa da un piano allaltro non superano il 25%, la rigidezza non si riduce pi del 30% e non aumenta pi del 10% );

il rapporto tra resistenza effettiva e resistenza richiesta dal calcolo non significativamente diverso per piani diversi (il rapporto fra la resistenza effettiva e quella richiesta calcolata ad un generico piano non deve differire pi del 20% dallanalogo rapporto determinato per un altro piano);

eventuali restringimenti della sezione delledificio avvengono in modo graduale, rispettando i seguenti limiti: ad ogni piano il rientro non supera il 30% della dimensione corrispondente al primo piano, n il 20% della dimensione corrispondente al piano immediatamente sottostante.

CAPITOLO 2
NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Il progetto stato eseguito nel rispetto della normativa italiana vigente: Testo Unico: Norme tecniche per le costruzioni del 14.01.2008; Circolare 2 febbraio 2009,n617: Istruzioni per lapplicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni.

CAPITOLO 3
MATERIALI UTILIZZATI

La struttura portante delledificio costituita da travi e pilastri in c.a., pertanto i materiali che verranno di seguito illustrati sono il calcestruzzo e lacciaio. 3.1_ Calcestruzzo 3.1.1_ Calcestruzzo: caratteristiche meccaniche Il cls una miscela di aggregati quali inerti, sabbia e pietrisco (che devono essere selezionati e devono rispondere ad una serie di requisiti dimensionali e di qualit), acqua e cemento. Il legame tra pasta e aggregato conferisce resistenza al materiale, mentre la deformabilit dello stesso dipende dalla rigidezza degli inerti. Il calcestruzzo utilizzato per la realizzazione della struttura intelaiata possiede le seguenti caratteristiche meccaniche: Cls Rck 28gg = 40 N/mm Classe di resistenza a compressione = C32/40 Peso specifico (c) = 25 KN/m Classe di esposizione = XS1 Rapporto a/c max = 0,45 Contenuto minimo di cemento = 340 Kg/m Classe di consistenza allo scarico = S4 (fluida) max degli inerti= 10 mm Controllo di accettazione: tipo A R1 Rck - 3,5 R1 = minor valore di resistenza dei prelievi Rm Rck + 3,5 Rm= resistenza media dei prelievi Modulo elasticita' (Ec) = 33642,778 N/mm fck = 33,20 N/mm2 Resistenza calcolo a compressione (fcd) = 18,81 N/mm fctm = 3,10 N/mm2

Resistenza calcolo a trazione (fctd) = 1,45 N/mm fctk = 2,17 N/mm2 Coefficiente di Poisson (cls non fessurato) = 0,2 Soletta di spessore = 50 mm

3.1.2_ Calcestruzzo: caratteristiche e requisiti dei componenti INERTI Il calcestruzzo si ottiene utilizzando inerti grossi, ovvero con un diametro >5mm. Quelli con diametro minore sono invece impiegati per le malte. Le funzioni dellinerte sono sostanzialmente due: oltre ad essere pi economico del cemento esso migliora le propriet del calcestruzzo allo stato indurito e lo rende pi durevole, resistendo allattacco solfatico e a quello dei cloruri. Uno dei limiti della presenza degli inerti sta nel fatto che una quantit eccessiva degli stessi pu ridurre la fluidit dellimpasto e quindi influenzarne la lavorabilit. La fluidit dipende da ulteriori fattori, quali la forma dellinerte, la spigolosit e la tessitura, ovvero la rugosit della superficie. Un inerte rugoso, infatti, scorre con pi difficolt, ma una volta che limpasto si indurito conferisce maggiore resistenza a flessione. Unanalisi granulometrica ottimale prevede inoltre un impiego dinerti con varia pezzatura, cio di diametri diversi: inerti tutti uguali, infatti, lascerebbero troppi spazi vuoti e sarebbe necessario un impiego eccessivo di pasta. CEMENTO Il cemento utilizzato il cemento Portland, costituito da un 75% di calcare e da un 25% da argilla altamente silicica (argilla illitica, non calonitica). Grazie allidratazione dovuta allaggiunta dellacqua si viene a creare un materiale che irrigidisce, assumendo la forma che si desidera. Le caratteristiche leganti del cemento sono dovute a un complesso gioco di diversi fattori fisici e chimici. Dal punto di vista chimico la presa dovuta ad una rapida idratazione del silicato bicalcico e alla formazione di idrosilicati gelatinosi, che avvolgono i granuli di cemento rendendo pi lenta lidratazione in profondit. Per quanto riguarda il rapporto acqua/cemento esistono delle prescrizioni che dipendono dallambiente in cui si costruisce. Nella citt di Ancona, che rientra nella categoria di ambiente umido moderatamente aggressivo il massimo rapporto a/c consentito 0,45 e 6

devono essere impiegati almeno 340 kg/m di cemento. In ogni caso il dosaggio del legante dovr essere scelto in relazione alla resistenza richiesta per il conglomerato. ACQUA La sua quantit ha un risvolto diretto sulla resistenza del cls; il rapporto a/c, infatti, inversamente proporzionale alla resistenza. Se tale rapporto troppo basso si possono creare dei vuoti nellimpasto dovuti alla non completa compattazione del getto. Allo stesso modo se a/c troppo alto il cls diventa troppo poroso e i vuoti che si vengono a creare sono dovuti allacqua che evapora. E indispensabile che questo rapporto sia tale da garantire la resistenza prevista e allo stesso modo da consentire una buona lavorabilit. In ogni caso fondamentale che lacqua dimpasto sia priva di sostanze nocive, la concentrazione di solfati e cloruri sia minima. ADDITIVI Vengono usati con rapporti a/c molto bassi. Le norme prevedono lutilizzo di additivi aeranti: essi infatti portano ad un calcestruzzo migliore dal punto di vista della resistenza. Viene utilizzato un additivo fluidificante costituito da sostanze tensoattive che si attaccano alla superficie dei granuli di cemento allo scopo di creare un doppio strato elettrico che tende ad allontanare le particelle di inerte; di conseguenza i granuli si disperdono, ciascuno si idrata nella giusta quantit e limpasto risulta pi lavorabile. 3.1.3_ Calcestruzzo: confezionamento, stagionatura e disarmo Limpasto deve essere confezionato con mezzi idonei e il dosaggio dei progetto. Il conglomerato deve essere trasportato in cantiere in modo da escludere pericoli di 5C, e allo stesso tempo a segregazione, questo deve essere posto in opera in condizioni climatiche favorevoli, quindi si devono evitare getti a temperature inferiori a temperature troppo elevate. Posto nei casseri, il calcestruzzo deve essere adeguatamente compattato tramite gli opportuni strumenti di vibrazione. Il getto deve essere fatto in modo da evitare fenomeni di segregazione. 7 componenti eseguito con modalit atte a garantire la costanza delle proporzioni previste in sede di

La stagionatura deve avvenire in condizioni di umidit relativa RH pari a circa 85%, quindi necessario che la superficie dei getti sia mantenuta umida per almeno tre giorni. Il disarmo deve avvenire per gradi e non prima che la resistenza del conglomerato abbia raggiunto il valore minimo necessario in relazione al successivo impiego delle struttura. 3.2_ Acciaio E impiegato sotto forma di barre che hanno il compito di aumentare laderenza con il conglomerato cementizio e sono caratterizzate dal diametro della barra stessa. I vari tipi di acciai si distinguono a seconda della resistenza che possono esercitare. Nel progetto stato utilizzato un acciaio B450C ad alta duttilit, dove il valore 450 indica la tensione caratteristica di snervamento. 3.2.1_ Acciaio: caratteristiche meccaniche Lacciaio utilizzato per la realizzazione della struttura intelaiata possiede le seguenti caratteristiche meccaniche: Acciaio per cemento armato laminato a caldo B450C Fyd = 391,30 N/mm Fy nom = 450 N/mm Ft nom = 540 N/mm Tensione caratteristica di snervamento Fyk 450 N/mm Tensione caratteristica di rottura Ftk 540 N/mm 1,15 (ft / fy)k 1,35 (fy / fy nom)k 1,25 Allungamento (Agt)k > 7,5% Diametro del mandrino per prove di piegamento a 90 e successivo raddrizzamento senza cricche: < 12 mm 4 12 16 mm 5 3.2.2_ Aderenza acciaio/cls Laderenza tra acciaio e calcestruzzo un requisito fondamentale, infatti, oltre ad essere una delle ipotesi per la validit del calcolo del c.a., essenziale per il buon comportamento e conservazione delle opere. Il conglomerato deve poter seguire le 8

deformazioni delle barre dacciaio tese, senza n fessurarsi eccessivamente, n permettere lo sfilamento delle barre.

CAPITOLO 4
ANALISI DEI CARICHI

Lanalisi dei carichi viene eseguita secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni. Vengono di seguito riportate in allegato le schede di analisi dei carichi effettuate per il calcolo degli elementi strutturali delledificio analizzato e descritto in questa sede: T1: divisorio interno in laterizio; P1: tamponatura esterna in laterizio; S1: solaio di piano in latero-cemento con travetto a traliccio; S2: solaio copertura in latero-cemento con travetto a traliccio accessibile per sola manutenzione; calcolo dellazione equivalente della neve; calcolo dellazione equivalente del vento.

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4.1_ Calcolo dellazione equivalente della neve (3.4 Norme tecniche per le costruzioni 2008) Supponiamo di dover progettare un edificio ad uso uffici sito in Ancona ad un'altitudine di circa 100 m sul livello del mare con una copertura che si presuppone abbia inclinazione 0<<30. Il calcolo dell'azione che la neve impone sulla copertura viene valutato mediante la seguente formula:

qS= x qSK x CE x Ct (3.3.7)


dove: qS il carico della neve sulla copertura il coefficiente di forma della copertura

qSK il valore caratteristico di riferimento del carico della neve al suolo (kN/mq) CE il coefficiente di esposizione Ct il coefficiente termico
In base alla MACROZONIZZAZIONE ledificio si trova nella ZONA 1, alla quale corrispondono questi valori dei coefficienti:

1=0,8 CE= 1 Ct= 1

2=0,8

qSK= 1,50 KN/m (in quanto aS< 200m)

Il CARICO della NEVE e' quindi pari a:

qS= x qSK x CE x Ct= 0,8 x 1,5x 1 x 1 = 1,2 kN/m

4.2_ Calcolo dellazione equivalente del vento 15

4.2.1_ Caratterizzazione del sito Sito dove sorge la costruzione: ANCONA Altitudine sul livello del mare (as): 100 m Distanza dal mare: entro i 40 km 4.2.1.1_ Macrozonizzazione

VELOCIT DI RIFERIMENTO (vb) vb=vb,0=27 m/s per asa0

4.2.1.2_ Microzonizzazione

4.2.1.3_ Categoria di esposizione

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4.2.1.4_ Coefficiente di topografia ct ct il coefficiente di topografia ed posto generalmente pari a 1, sia per le zone pianeggianti, sia per quelle ondulate, collinose e montane. 4.2.1.5_ Coefficiente di esposizione ce ce il coefficiente di esposizione dipende dallaltezza z sul suolo del punto considerato, dalla topografia del terreno e dalla categoria di esposizione del sito ove sorge la costruzione. ce (z) = kr ct ln (z/z0) (7+ct ln (z/z0)) per zzmin poich si suppone z=15 m ce (z) = 2,066 4.2.2_ Parametri della struttura 4.2.2.1_ Coefficiente di forma cp cp il coefficiente di forma o aerodinamico funzione della tipologia e della geometria della costruzione e del suo orientamento rispetto alla direzione del vento. 4.2.2.2_ Coefficiente dinamico cd cd il coefficiente dinamico con cui si tiene conto degli effetti riduttivi associati alla non contemporaneit delle massime pressioni locali e degli effetti amplificativi dovuti alla risposta dinamica della struttura. Esso pu essere cautelativamente assunto pari ad 1 nelle costruzioni di tipologia regolare non eccedenti gli 80 m di altezza ed i capannoni industriali. 4.2.2.3_ qb qb la pressione cinetica di riferimento data dallespressione qb = 1/2 vb (N/m) = 455,625 N/m dove la densit dell'aria assunta convenzionalmente costante e pari a 1,25 kg/m.

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4.2.3_ Pressione del vento p = (qb ce cd) cp C.7.6.1 EDIFICI A PIANTA RETTANGOLARE CON COPERTURE PIANE, A FALDE, INCLINATE, CURVE Per la valutazione della pressione esterna si assumer:

per elementi sopravento (cio direttamente investiti dal vento), con inclinazione sullorizzontale 60: cpe=+0,8 per elementi sopravento, con inclinazione sullorizzontale 020 e per elementi sottovento (intendendo come tali quelli non direttamente investiti dal vento o quelli investiti da vento radente): cpe=-0,4

per le costruzioni completamente stagne cpi=0

PRESSIONE PER LE PARETI ESTERNE DIRETTAMENTE INVESTITE DAL VENTO p = qb ce cp cd = 455,625 x 2,066 x 0,8 x 1 = 0,75 KN/m PRESSIONE PER LE PARETI ESTERNE NON DIRETTAMENTE INVESTITE DAL VENTO p = qb ce cp cd = 455,625 x 2,066 x (-0,4) x 1 = -0,38 KN/m PRESSIONE DEL VENTO PER LE COPERTURE PIANE p = qb ce cp cd = 455,625 x 2,066 x (-0,4) x 1 = -0,38 KN/m AZIONE TANGENZIALE DEL VENTO L'azione tangente per unit di superficie parallela all'azione del vento data dall'espressione: pf = qb ce cf dove cf (4.3.2.2) il coefficiente di attrito funzione della scabrezza della superficie sulla quale il vento esercita l'azione tangente. Per superfici lisce vale 0,01. pf = 455,625 x 2,066 x 0,01 = 0,009 KN/m

CAPITOLO 5
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PREDIMENSIONAMENTO DELLA STRUTTURA

5.1_ Predimensionamento delle Travi Per il predimensionamento delle travi si utilizzano i limiti geometrici imposti dalle formule empiriche di seguito riportate: Travi calate: h=1/10L ; larghezza b20 cm; rapporto b/h0,25. Si procede pertanto al predimensionamento della campata con luce massima per poi successivamente uniformare le dimensioni delle altre luci alla suddetta; nel caso in esame la campata maggiore di 5,48 m. La dimensione delle travi calate, principali e perimetrali, risulta di 40x60 cm, mentre la dimensione delle travi secondarie di 30x50cm. 5.2_ Predimensionamento delle travi di fondazione La tipologia di fondazione utilizzata quello a trave rovescia. Il predimensionamento di dette travi di fondazione si basa sulla regola empirica secondo la quale la sua altezza risulti dalla formula empirica: h=1/4L dove L la luce massima riscontrata nella struttura. Nel caso in esame la massima luce risulta essere 5,48 m, di conseguenza si stabilita unaltezza della trave pari ad 1,50 m. 5.3_ Predimensionamento dei pilastri Dallanalisi dei carichi si valutano i pesi che gravano su ogni pilastro, piano per piano, tenendo conto delle rispettive aree dinfluenza e ipotizzando di poterli predimensionare in regime di compressione semplice. Da queste considerazioni deriva che larea del pilastro Ap viene calcolata come segue: Ap = Fd/Rd Dove Rd = (cc * fcd/ c) * a a = 0,3 per pilastri con una o due aree di influenza a = 0,4 per pilastri con tre aree di influenza 19

a = 0,5 per pilastri con quattro aree di influenza c = 1,5 Fd = 1,2Gk + 1,5Qk + peso proprio della trave Gk = somma carico permanente Qk = somma carico variabile (Entrambi da moltiplicare per le aree di influenza del pilastro considerato) Bisogna partire dalla copertura in modo tale da dimensionare i pilastri superiori e via via scendere aggiungendo sui pilastri inferiori il contributo dei piani superiori pi quello del piano che si sta calcolando. In questo modo si ottiene: Fd = Fd sup + Fd del piano considerato Qui di seguito sono riportate le aree di ogni singolo pilastro per ciascun piano. I pilastri pi sollecitati avranno dimensioni 60x60 cm e 40x80 cm. Per i pilastri meno sollecitati si scelto di utilizzare la sezione 40x50 cm.

FIGURA 5.1_ Schema aree di influenza di un generico pilastro

Area Pilastro infl 1

Fd Rd Ap 92,708 0,0289 7,19 23 3197,7 92

20

2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

7,19 6,92 14,18 7,26 13,85 20,31 19,78 27,3 13,98 13,64 26,88 19,65 20,17 13,77 6,98 13,77 6,78 7,05 7,05

92,708 23 89,835 64 166,84 31 93,447 42 158,06 92 227,74 3 222,90 7 280,84 04 159,25 72 155,82 16 276,84 4 221,27 66 226,02 84 157,00 96 90,460 66 162,91 21 88,327 26 91,199 85 91,199 85

3197,7 3197,7 3197,7 3197,7 3197,7 4263,6 4263,6 5329,5 3197,7 3197,7 5329,5 4263,6 4263,6 3197,7 3197,7 3197,7 3197,7 3197,7 3197,7

0,0289 92 0,0280 94 0,0521 76 0,0292 23 0,0494 32 0,0534 16 0,0522 81 0,0526 95 0,0498 04 0,0487 29 0,0519 46 0,0518 99 0,0530 14 0,0491 01 0,0282 89 0,0509 47 0,0276 22 0,0285 2 0,0285 2

Pilastr Area o infl 1 2 3 4 5 7,19 7,19 6,92 14,18 7,26

Lungh tamp 5,37 5,37 5,27 5,18 5,39

Fd 249,82 99 249,82 99 242,49 89 416,38 01 251,67

Rd Ap 3197, 0,0781 7 28 3197, 0,0781 7 28 3197, 0,0758 7 35 3197, 0,1302 7 12 3197, 0,0787

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6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

13,85 20,31 19,78 27,3 13,98 13,64 26,88 19,65 20,17 13,77 6,98 13,77 6,78 7,05 7,05

5,28 5,29 5,29 0 5,28 5,2 0 5,19 5,19 5,2 5,29 5,18 5,21 5,31 5,31

08 398,71 54 556,47 84 545,30 23 639,15 81 401,46 02 392,96 86 629,97 34 540,85 29 551,83 23 395,71 35 244,08 32 407,35 46 238,59 32 245,92 41 245,92 41

7 3197, 7 4263, 6 4263, 6 5329, 5 3197, 7 3197, 7 5329, 5 4263, 6 4263, 6 3197, 7 3197, 7 3197, 7 3197, 7 3197, 7 3197, 7

04 0,1246 88 0,1305 18 0,1278 97 0,1199 28 0,1255 47 0,1228 91 0,1182 05 0,1268 54 0,1294 29 0,1237 49 0,0763 31 0,1273 9 0,0746 14 0,0769 07 0,0769 07

TABELLA 5.2 e 5.3_ Area dei pilastri in m del Livello 3 e 2


Area Pilastro infl 1 2 3 4 5 6 7 8 7,19 7,19 6,92 14,18 7,26 13,85 20,31 19,78 Lungh tamp 5,37 5,37 5,27 5,18 5,39 5,28 5,29 5,29 Fd 417,73 66 417,73 66 405,54 22 687,18 71 420,78 43 660,13 65 915,67 88 897,36 75 Rd Ap 0,1306 3197,7 37 0,1306 3197,7 37 0,1268 3197,7 23 3197,7 3197,7 3197,7 4263,6 4263,6 0,2149 0,1315 9 0,2064 41 0,2147 67 0,2104 72

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9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

27,3 13,98 13,64 26,88 19,65 20,17 13,77 6,98 13,77 6,78 7,05 7,05

0 5,28 5,2 0 5,19 5,19 5,2 5,29 5,18 5,21 5,31 5,31 Lungh tamp 5,37 5,37 5,27 5,18 5,39 5,28 5,29 5,29 0 5,28 5,2 0 5,19

1038,4 26 664,63 33 650,57 56 1023,4 23 889,90 42 907,89 13 655,07 24 408,17 57 672,45 21 399,02 9 411,22 34 411,22 34

5329,5 3197,7 3197,7 5329,5 4263,6 4263,6 3197,7 3197,7 3197,7 3197,7 3197,7 3197,7

0,1948 45 0,2078 47 0,2034 51 0,1920 3 0,2087 21 0,2129 4 0,2048 57 0,1276 47 0,2102 92 0,1247 86 0,1286 0,1286

Area Pilastro infl 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 7,19 7,19 6,92 14,18 7,26 13,85 20,31 19,78 27,3 13,98 13,64 26,88 19,65

Fd 596,42 83 596,42 83 578,96 56 979,26 42 600,78 77 942,33 27 1305,3 44 1279,1 03 1478,6 44 948,77 63 928,64 26 1457,1 92 1268,4

Rd 3197,7 3197,7 3197,7 3197,7 3197,7 3197,7 4263,6 4263,6 5329,5 3197,7 3197,7 5329,5 4263,6

Ap 0,1865 18 0,1865 18 0,1810 57 0,3062 4 0,1878 81 0,2946 91 0,3061 6 0,3000 05 0,2774 45 0,2967 06 0,2904 1 0,2734 2 0,2975

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14 15 16 17 18 19 20

20,17 13,77 6,98 13,77 6,78 7,05 7,05

5,19 5,2 5,29 5,18 5,21 5,31 5,31

31 1294,2 05 935,08 63 582,73 82 958,20 45 569,63 49 587,09 76 587,09 76

4263,6 3197,7 3197,7 3197,7 3197,7 3197,7 3197,7

02 0,3035 48 0,2924 25 0,1822 37 0,2996 54 0,1781 39 0,1836 0,1836

TABELLA 5.4 e 5.5_ Area dei pilastri in m del Livello 1 e 0

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