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GRUPPO DEI 10
Palazzo Baldassini - Roma

PER UNA UNIONE EUROPEA PIU DINAMICA E FORTE


Documento n. 27 settembre 2010

LUnione Europea si riprende e reagisce alla crisi globale


Introduzione A. Il recente passato - La BCE e la stabilit dellEuro - Priorit UE: rigore di bilancio - Posizione UE nel G20 di Toronto - Disinnescata la crisi dellEuro B.Levoluzione in corso - Governo (Governance) europeo delleconomia - Lavoro e occupazione nella Governance economica - Procedure di coordinamento economico - Governance finanziaria: supervisione UE - Approfondimento del Mercato unico Elenco Documenti del Gruppo dei 10

Istituto Luigi Sturzo Palazzo Baldassini via delle Coppelle, 35 -00186Roma e-mail: gruppodeidieci@sturzo.it

3 GRUPPO DEI 10
Palazzo Baldassini - Roma

PER UNA UNIONE EUROPEA PIU DINAMICA E FORTE


Documento n. 27 settembre 2010

LUnione Europea si riprende e reagisce alla crisi globale


Introduzione A. Il recente passato - La BCE e la stabilit dellEuro - Priorit UE: rigore di bilancio - Posizione UE nel G20 di Toronto - Disinnescata la crisi dellEuro B. Levoluzione in corso - Governo (Governance) europeo delleconomia - Lavoro e occupazione nella Governance economica - Procedure di coordinamento economico - Governance finanziaria: supervisione UE - Approfondimento del Mercato unico Elenco Documenti del Gruppo dei 10

Istituto Luigi Sturzo Palazzo Baldassini via delle Coppelle, 35 -00186Roma e-mail: gruppodeidieci@sturzo.it

INDICE PRESENTAZIONE DEL GRUPPO DEI 10 COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DEI 10 PRINCIPI, VALORI ED OBIETTIVI DELLUNIONE EUROPEA LUNIONE EUROPEA SI RIPRENDE E REAGISCE ALLA CRISI GLOBALE - Introduzione A. Il recente passato - La BCE e la stabilit dellEuro - Priorit UE: rigore di bilancio - Posizione UE nel G20 di Toronto - Disinnescata la crisi dellEuro B. Levoluzione in corso Governo (Governance) europeo delleconomia Lavoro e occupazione nella Governance economica Procedure di coordinamento economico Governance finanziaria: supervisione UE Approfondimento del Mercato unico 11 17 17 18 21 26 27 27 34 38 40 46 53 5 7 9

Elenco Documenti del Gruppo dei 10

PRESENTAZIONE DEL GRUPPO DEI 10 Il Gruppo dei 10, avviato con la presidenza dell Amb. Cesidio Guazzaroni, composto da personalit ed esperti di politica internazionale, che in gran parte e per lungo tempo sono stati attori, con ruoli diversi, del processo di integrazione europeo. Il Gruppo si ispira a 4 forti convinzioni: a) Necessit di una rapida e profonda evoluzione del sistema comunitario, verso una Unione reale tra popoli europei animati da uno stesso ideale. Lobiettivo deve essere quello di consolidare la cittadinanza europea, assicurare un duraturo progresso economico e sociale, rafforzare lidentit e lindipendenza dellEuropa, promuovere la pace e la sicurezza in Europa e nel mondo. E ci in coerenza con gli ideali, i principi ed i valori che hanno ispirato i Padri fondatori. b) Difficolt di gestire, con le regole attuali, una Unione che ha accolto progressivamente Paesi molto differenti tra loro; conseguente necessit di estendere il voto a maggioranza e di razionalizzare il funzionamento delle Istituzioni, in particolare del Parlamento, della Commissione e del Consiglio, senza alterare quel loro equilibrio che rappresenta loriginalit della Comunit. c) Impegno nel non compiere passi indietro, ma anche nel non legare il processo integrativo al ritmo di chi, per varie motivazioni oggettive, pi lento; consentire quindi ai Paesi pi motivati e disponibili di fungere da traino per raggiungere prima quegli obiettivi gi peraltro accettati unanimemente. Il metodo delle cooperazioni intergovernative pi avanzate tra alcuni Stati membri, gi previsto dal Trattato, deve essere reso pi agevole e capace di estendersi a tutti i settori

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dellintegrazione. E inoltre necessario mantenerlo nellambito istituzionale dellUnione Europea. In questo modo sar possibile trasformare gradatamente i diversi interessi nazionali in interessi comunitari. d) Rilevanza della Carta dei fondamentali valori individuali, sociali e collettivi, modernamente interpretati, che costituiscono lattuale base comune di libert dellUnione. Questa esigenza ancor pi evidente con lingresso di altri Paesi europei, alcuni dei quali provengono da diverse esperienze costituzionali.

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COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DEI 10 Membri - Dott. Achille Albonetti. Direttore responsabile della Rivista Affari Esteri, Rappresentante della Fondazione Alcide De Gasperi, gi Direttore di Gabinetto della Commissione CEE. - Amb. Piero Calamia. Gi Rappresentante Permanente dellItalia presso le Comunit Europee. - Prof. Carlo DellAringa. Professore Ordinario di Economia politica allUniversit Cattolica di Milano, Membro della European Employment Task Force presso la Commissione dellUE, Rappresentante della Fondazione Giulio Pastore. - Prof. Luigi Paganetto. Preside della Facolt di Economia dellUniversit di Tor Vergata. - Prof. Luigi Vittorio Ferraris. Gi Ambasciatore dItalia in Germania e Sottosegretario di Stato agli Esteri. - Dott. Gerardo Mombelli. Gi Direttore di Gabinetto della Commissione CEE e Rappresentante della Commissione Europea in Italia. - Dott. Ing. Flavio Mondello. Docente e membro CdA del Collegio Europeo di Parma, gi Rappresentante Permanente della Confindustria presso le Comunit Europee e Presidente del Gruppo Piccole e Medie Imprese della Confindustria Europea. - Dott. Filippo Maria Pandolfi. Gi Parlamentare, Ministro: Finanze, Tesoro, Industria, Agricoltura, Membro del Consiglio della Comunit Europea e V. Presidente della Commissione Europea. - Avv. Prof. Virginio Rognoni. Gi V. Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Parlamentare, Ministro: Interno, Grazia e

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Giustizia, Difesa, Membro del Consiglio della Comunit Europea e della NATO. - Dott. Enrico Vinci. Gi Segretario Generale del Parlamento Europeo. Invitati Permanenti: - Amb. Rocco Cangelosi. Consigliere Diplomatico del Presidente della Repubblica, Docente al Collegio Europeo di Parma - Amb. Enrico Pietromarchi. Gi Rappresentante Permanente Aggiunto dellItalia presso Comunit Europee e Nato. Membro di diritto: Dott.ssa Flavia Nardelli. Segretario Generale dellIstituto Luigi Sturzo Roma Coordinatore: Dott. Ing. Flavio Mondello

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PRINCIPI. VALORI, OBIETTIVI DELLUNIONE EUROPEA Nel formulare proposte valide a proiettare nel futuro una Unione Europea pi dinamica e forte noi riteniamo sia essenziale partire, anzitutto, da certe premesse fondamentali che hanno ispirato, finora, per oltre cinquantanni tutto il processo unitario europeo. LUnione Europea si realizzata attraverso lUnione libera e volontaria, senza alcun impiego di forza; attualmente ha il consenso liberamente espresso dai rispettivi popoli dei 27 Stati europei, sovrani e democratici, di uguale dignit e di diversa tradizione politica e culturale. Gli obiettivi fondamentali e permanenti del processo evolutivo comunitario ed i princpi, gli ideali ed i valori cui esso dovr sempre ispirarsi sono ripresi nel Trattato costituzionale dellUnione e sono validissimi nel mondo globalizzato di oggi. Si possono elencare: sostituire alle rivalit secolari una fusione dei loro interessi essenziali; porre i fondamenti di Istituzioni capaci di indirizzare un destino ormai condiviso; rafforzare le difese della pace e della libert, facendo appello agli altri popoli dEuropa, animati dallo stesso ideale, perch si associno al loro sforzo; dimostrare attaccamento ai principi della libert, della democrazia e delluguaglianza ed al rispetto dei diritti delluomo, delle libert fondamentali e dello Stato di diritto; intensificare le solidariet tra i popoli ispirandosi alle eredit culturali, religiose e umanistiche, consapevoli del patrimonio spirituale e morale dellUnione; promuovere il progresso economico e sociale dei loro popoli;

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garantire che i progressi compiuti sulla via dellintegrazione economica si accompagnino a paralleli progressi dellintegrazione politica; rafforzare la cittadinanza comune dei cittadini dei loro Paesi; mantenere integralmente lacquis comunitario e svilupparlo.

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LUnione Europea si riprende e reagisce alla crisi globale


INTRODUZIONE La grave crisi finanziaria del mondo occidentale, con le ricadute sulleconomia reale e loccupazione, stata loccasione per portare alla luce e per rimediare ad una pericolosa lacuna del processo integrativo europeo, pi volte denunciata dal Gruppo dei 10: il mancato equilibrio tra Unione Monetaria sopranazionale, centrata sullintroduzione dellEuro e su una politica monetaria unica, e politiche economiche nazionali insufficientemente coordinate. Queste ultime sono rimaste essenzialmente subordinate alle esigenze elettorali dei rispettivi Paesi membri ed hanno scarsamente rispettato i pur deboli indirizzi economici di massima comunitari che erano diretti ai singoli Governi; anche la sorveglianza da parte dellUE della loro applicazione stata carente e non sono stati sanzionati gli inadempienti. In un frangente critico come lattuale, il persistere di una tale situazione comporta un inadeguato sostegno alla stabilit delleuro e minaccia la stessa Unione Economica e Monetaria. Ora, di fronte alla grave crisi economica e finanziaria nellUnione Europea, invece giunto il momento di dare un contenuto istituzionale ad un diverso modo di governare leconomia europea (Governance economica europea). Si deve dar vita ad un Governo economico europeo che imponga uno stretto, efficace e vincolante coordinamento delle politiche economiche nazionali cos da pervenire ad una strategia concertata in materia di politica economica, industriale e sociale.

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E ritenuto essenziale un rigoroso rispetto delle regole comunitarie relative al bilancio degli Stati membri, per poter garantire stabilit alleuro, ci che in definitiva tutela linteresse collettivo dellUnione Europea e promuove la fiducia che favorisce lo sviluppo economico. Si tratta finalmente di dare contenuto al Trattato che riconosce linterdipendenza tra le economie dellUnione Europea ed impone agli Stati membri di considerare le loro politiche economiche una questione di interesse comune che richiede coordinamento nellambito del Consiglio UE, nel rispetto di una economia aperta ed in libera concorrenza. In concreto le elaborazioni nazionali delle politiche di bilancio e dei programmi di riforme strutturali economiche e sociali devono essere simultaneamente e preventivamente orientate attraverso discussioni e valutazioni che inducono ad impegni formalizzati al massimo livello istituzionale dellUE (Consiglio Europeo composto dai Capi di Stato e di Governo), con un determinante apporto della Commissione e del Parlamento Europeo che sta acquisendo sempre maggiori poteri di codecisione col Consiglio. Solo successivamente alle conclusioni del governo europeo delleconomia, le leggi finanziarie e le riforme strutturali nazionali sono dettagliate ed approvate dai Parlamenti nazionali nella loro autonoma responsabilit politica. Tale autonomia non potr tuttavia prescindere dagli impegni assunti comunitariamente dalle rispettive maggioranze di Governo rappresentate nei Consigli comunitari. Spetta poi allUnione Europea intende poi giudicare severamente, attraverso un rigoroso nuovo codice di condotta del Patto di Stabilit e Sviluppo, gli Stati membri che non hanno rispettato i formali impegni di correzione sia degli eccessi di

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spesa pubblica ai livelli centrali, regionali e locali, sia degli squilibri macroeconomici e di competitivit che hanno causato allinterno dellUE. Mancate correzioni, insieme a non corrette gestioni di regimi sociali ed a perturbazioni dei mercati finanziari, compromettono infatti la ripresa economica dellUnione Europea. A seguito di una rafforzata sorveglianza collettiva del comportamento dei singoli Stati membri devono essere previste severe e dissuasive sanzioni comunitarie nei confronti di coloro che, non rispettando la disciplina comunitaria, provocano negative conseguenze sugli altri partner. Sar il Consiglio Europeo di ottobre 2010, con lobiettivo dichiarato di garantire una effettiva e solida coesione economica tra i 27 membri e soprattutto tra i 16 della zona euro, a formalizzare le seguenti 4 grandi priorit del Governo economico europeo: - 1) severa disciplina di bilancio, rendendo cogenti le linee guida comunitarie di politica economica e imponendo agli inadempienti sanzioni finanziarie e non. A queste linee guida ne sono aggiunte altrettante relative ad una nuova strategia delloccupazione, indispensabile per adeguare il lavoro alle esigenze delleconomia , ed altre ancora per meglio concretizzare in un decennio gli obiettivi della strategiaEU 2020 (crescita pi sostenibile, pi ecologica, basata sulla conoscenza e creatrice di posti di lavoro, cui ci siamo riferiti nel precedente Documento n. 26). - 2) riduzione progressiva delle divergenze di competitivit tra Stati membri per garantire un maggiore sviluppo economico in particolare nellarea euro, - 3) instaurazione di un meccanismo preventivo e correttivo in situazioni di crisi nella zona Euro,

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- 4) concezione in termini istituzionali del nuovo modo di governare leconomia (governance economica europea) per dare concretezza alla convergenza delle politiche economiche e delloccupazione nazionali: essenziale che il Governo europeo delleconomia, gestito dai Capi di Stato e di Governo dei 27 Paesi membri riuniti nel Consiglio Europeo, continui a riconoscere il potere propositivo della Commissione ed il suo ruolo al servizio, non solo dei Governi ma anche dellintera Unione, e affermi il nuovo potere colegislativo del Parlamento Europeo. In sostanza quindi applichi interamente il metodo comunitario (Commissione propone, Parlamento e Consiglio decidono) In conclusione prevalsa a Bruxelles la convinzione che: -a) nei prossimi anni la sostenibilit del riequilibrio delle finanze pubbliche e delle corrette evoluzioni macroeconomiche, generate dal Governo europeo delleconomia, dipender dalla reale volont di approfonditi aggiustamenti, -b) ancora per qualche anno le misure per la crescita potenziale delleconomia non dovranno far nascere la tentazione di considerarle durevoli anzich congiunturali, -c) i valori del mondo finanziario debbono cambiare nellarea del G20 e certamente nella Zona euro, in modo che le transazioni finanziarie si svolgano attraverso regole gradualmente riformate e collegate alla produzione di beni, allinnovazione, ai progressi tecnologici e non alla sola speculazione finanziaria, -d) sostenere e rafforzare lazione di risanamento di bilancio comporta una strategia di nuovo sviluppo e di nuova occupazione, focalizzata su riforme strutturali relative a 5 obiettivi economici quantificabili: -Ricerca, sviluppo e innovazione -Educazione -Occupazione -Clima -Inclusione sociale ():

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() Coordinamento dei Piani dAzione Nazionali per le 6 priorit UE di integrazione sociale nellattuale contesto di crisi economica e occupazionale: - investire per mercato lavoro attivo adatto alle persone con maggiore difficolt daccesso alloccupazione - applicare sistemi di protezione sociale che stimolino ricerca dimpiego - promuovere l accesso alle persone con rischio esclusione ad alloggio, assistenza sanitaria, istruzione, formazione continua - prevenire labbandono precoce scuola e agevolare passaggio scuola/lavoro - agire per eliminare povert infantile - sviluppare una politica dinamica di riduzione dellesclusione sociale di immigrati e minoranze etniche.

La strategia di sviluppo dellUnione Europea sar completata dal rilancio politico del Mercato Unico (o Mercato interno) di capitali, merci e servizi (rilievo ai servizi finanziari), tenendo conto dei Rapporti sollecitati dalla Commissione UE a Mario Monti ed a de La Rosire. Mario Monti precisa al riguardo che i cittadini possono riguadagnare fiducia nellintegrazione del mercato (mercato unico) se lUnione Europea sapr riconciliare mercato e coesione sociale con lintento di evitare aspetti distributivi perversi. In conclusione levoluzione stessa della societ ove vivono i cittadini dellUnione Europea dipender dagli orientamenti e dalle decisioni in ambito comunitario. Per di pi solo lEuropa come insieme pu farsi ascoltare e partecipare alla decisione a livello mondiale.

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*** Nel momento pi acuto della crisi e di fronte ai gravi rischi per lEuropa comunitaria, da molte parti si sostenuta la necessit di trasformare, con uno scatto istituzionale, lattuale Unione Europea in una Federazione politica europea. Il Gruppo dei 10 ritiene che ancora per qualche lustro, come sostiene Jacques Delors, lUnione Europea rimarr organizzata come una Federazione di Stati-nazione, con trasferimenti parziali, anche se progressivi, di sovranit e con regole comuni sottoposte ad un arbitro europeo. Situazione che, comunque, gi richiede un autentico spirito di cooperazione. Formalmente il Trattato di Lisbona considera che ispiratrice di una unione sempre pi stretta la volont dei popoli europei, che non , come invece era stato indicato nel progetto, non ratificato, di Costituzione europea, la volont degli Stati europei e dei loro cittadini: ci avrebbe prefigurato una forma finale federativa che non oggi allordine del giorno, pur dovendo rimanere lorizzonte di riferimento. Daltra parte il Presidente del Parlamento Europeo, il polacco Jerzy Buzek, sostiene che non si debbono perseguire nuove forme istituzionali, ma che si deve puntare soprattutto su una Commissione effettivo coordinatore dellUnione economica europea. E opportuno precisare al riguardo che il Gruppo dei saggi presieduto dallex Premier spagnolo Felipe Gonzales, incaricato dal Consiglio Europeo (Capi di Stato e di Governo e Presidente della Commissione) di proporre soluzioni di sviluppo dellintegrazione europea negli anni 20- 30, ha suggerito nel maggio 2010 che la gestione del futuro processo integrativo venga affidata ad una leadership retta dai due attori principali

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della attuale UE: le Istituzioni europee ed i Governi (centrali, regionali e locali) degli Stati membri. Il Presidente Van Rompuy del Consiglio Europeo composto dai Capi di Stato e di Governo (nominato per 2 1/2 anni rinnovabili una volta) non si ritiene rappresentante n di un Governo nazionale, n di un Governo federale, ma considera compito di questa Istituzione stabilire le linee di orientamento per tutte quelle Politiche che sono comunitarie. E daltra parte convinto che i Capi di Governo sanno anche condurre a livello UE una politica pi ampia di quella dettata dal solo interesse nazionale. A. IL RECENTE PASSATO La Banca Centrale Europea sviluppa le sue competenze per la stabilit dellEuro Il Trattato UE conferma, nelle sue successive vaersioni, che la Banca Centrale Europea deve garantire la credibilit delleuro e quindi deve assicurarsi la fiducia degli investitori allinterno ed allesterno della Zona euro, attraverso la stabilit dei prezzi. (dallemissione della moneta unica, 14 anni fa, la media annuale dellinflazione resta vicina al 2 %). Il contributo della BCE al sostegno delle politiche economiche generali in caso di scarsa crescita o di recessione solo possibile se compatibile con la stabilit dei prezzi e se garantisce mercato aperto ed in libera concorrenza. Tuttavia, anche in assenza di immediati pericoli inflazionistici, la Politica monetaria dellUE deve continuare a contrastare sostegni attraverso iniezioni di credito e di moneta qualora possano innescare squilibri. Nella situazione attuale la crisi finanziaria ed economica ad aggravare gli squilibri e quindi , oltre al consolidamento dei bilanci pubblici, sono possibili stimoli alleconomia da modularsi

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per Paese, ritenendo la BCE che la loro efficacia dipende da 5 fattori che evidenziano situazioni differenti nellUE: - la scelta dello strumento di bilancio - la persistenza dello stimolo di bilancio - il livello iniziale dellindebitamento pubblico e privato - la costanza o meno del tasso nominale di interesse - la flessibilit dei prezzi. La BCE, in questa fase fortemente critica, ha agito tempestivamente in coerenza con gli obiettivi assegnatele dal Trattato: ha correttamente calibrato ed assicurato le misure di espansione eccezionale di liquidit, abbassando i tassi di interesse alle imprese ed alle famiglie , garantendo un supporto di emergenza alla economia, al sistema finanziario ed al mercato dei titoli di Stato dei paesi Euro sotto il tiro della speculazione (la crisi si infatti allargata dalla finanza e dalleconomia ai debiti sovrani di taluni Stati a seguito della negativa valutazione dei loro bilanci pubblici), senza stampare euro, senza modificare la propria politica monetaria e rispettando i propri obiettivi. La BCE si anche impegnata a riassorbire progressivamente e con cautela tutta la liquidit iniettata con i suoi interventi evitando tuttavia di creare, con una ripresa ancora fragile e soprattutto lenta, una crisi di liquidit che possa compromettere il rilancio delleconomia. Priorit UE al risanamento della finanza pubblica E stata ormai raggiunta dallUnione Europea la consapevolezza che in Europa la crisi, non ancora completamente debellata, con le sue implicazioni di instabilit finanziaria, con le ricadute sulla stabilit delleuro, sulle imprese e sulloccupazione, stata aggravata da scorrette politiche di bilancio di Paesi membri. N.B. N.B. La crisi stata innescata dallaltro lato dellAtlantico dalleccessiva espansione monetaria, sollecitata per ragioni politiche dagli ultimi Governi, sia democratici che repubblicani, convinti di ottenere il consenso dei cittadini

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es. ampi mutui sulle case-: ha fatto esplodere il debito privato, ha consentito elevati bonus alle banche erogatrici di credito, ha aggravato gli squilibri globali ed ha scatenato il contagio anche allEuropa. La Banca Centrale Europea stata, al riguardo, particolarmente severa: nel luglio 2010 ha rilevato che nellarea Euro si deve ancora prevedere nel 2011 un elevato rapporto deficit/pil del 6,1% ed un rapporto debito/pil che non si riduce oltre l88,55% : se questa tendenza dovesse ulteriormente protrarsi, la ritiene insostenibile e tale dunque da togliere fiducia sulla possibilit di consolidare a lungo termine le finanze pubbliche dellarea Euro. Insiste pertanto sulla necessit di un coordinamento pi rigoroso delle politiche economiche dellUE. Successivamente in agosto ed ai primi di settembre del 2010 la BCE, pur constatando una moderata ma discontinua ripresa, (la Commissione Europea la giudica fragile in contesto UE di divario accentuato Nord/Sud nellEurozona e di problematico rallentamento della crescita degli USA), ha continuato a sollecitare molta prudenza nel valutarla, perch permane lincertezza sul futuro, in particolare la preoccupante prospettiva delloccupazione . Contemporaneamente il Fondo Monetario Internazionale ha affermato che la zona Euro conduce complessivamente politiche di bilancio e monetarie efficaci per rilanciare leconomia, avendo questa, in una prima fase, beneficiato del deprezzamento del cambio dellEuro a vantaggio delle esportazioni. Ha tuttavia continuatoa ritenere che misure eccessivamente austere potrebbero indebolire la crescita rallentando il consumo domestico. In realt la Repubblica Federale tedesca, che si imposta una severa contrazione di deficit e debito, ha, con la sorpresa degli economisti, accelerato la ripresa che si sta consolidando nel 2 semestre 2010 a causa soprattutto del rilancio delledilizia, del dinamismo industriale e delle tempestive riforme strutturali. Ha

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saputo sfruttare i massicci aiuti pubblici (ormai in esaurimento) durante il picco della crisi, considerandoli esclusivamente congiunturali. La Germania ha avviato un mini boom, testimoniato dallaumentata fiducia delle imprese, con un aumento dellattivit produttiva, il pi alto dalla riunificazione, anche se il suo ritmo pu subire qualche rallentamento. Ha continuato ad accumulare surplus della bilancia commerciale grazie alla competitivit dei suoi prodotti sul mercato internazionale, conseguenza del rinnovato sforzo di ricerca e innovazione, e certamente di un Euro debole (altro che la Germania esca dallEuro) per scorrette politiche di bilancio soprattutto nellarea meridionale dellUE. Il Paese si confermato dunque, quarta economia mondiale (nellUE pesa oltre 1/3 sul pil totale) e secondo esportatore globale orientato sempre pi verso i mercati in forte espansione e ad alta intensit di popolazione. Nel valutare gli errori UE del passato non si dovrebbero dimenticare, per superarli definitivamente, le precedenti responsabilit delle Istituzioni comunitarie che non avevano effettuato una adeguata vigilanza del mancato rispetto, da parte dei Governi, degli Orientamenti di politica economica pur stabiliti in comune, in applicazione di un trascurato Patto di Stabilit e Crescita (deciso subito dopo lintroduzione della moneta unica per garantirne la stabilit attraverso procedure di adeguamento ai parametri fissati dal Trattato di Maastricht, soprattutto per deficit e debito). Il Consiglio UE non aveva infatti preso, nonostante le sollecitazioni della Commissione, i previsti provvedimenti contro gli Stati in persistenti elevati deficit e debito. Nel 2004-2005, infatti, gli allora Governi di Francia e Germania, col consenso di quello italiano, avevano imposto, a causa di ragioni politiche interne legate alla ricerca di consenso dei cittadini, un allentamento dei freni previsti dal Patto di Stabilit e Crescita relativamente a deficit e debito. Avevano giudicato il

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Patto eccessivamente severo, facilitando il conseguente aumento degli squilibri e mettendo a rischio la stabilit finanziaria dellarea Euro. Attualmente la posizione di questi due Paesi (ed anche dellItalia) , come vedremo pi oltre, completamente rovesciata: essi concordano nel rifiutare la tesi secondo cui diffusi e contemporanei rigori di bilancio, con rilevanti tagli delle spese improduttive, hanno carattere deflattivo e quindi uccidono la crescita. Germania e Francia, insieme, sono ritornati trainanti nellUE (come si preciser pi oltre) di quella strategia del rigore che era prevalsa a Maastricht per lintroduzione della moneta unica. E stata solidalmente raggiunta nellUE la convinzione che deficit e debito pubblico eccessivi, uniti ad una scarsa competitivit ed a squilibri macroeconomici, soffocano lavvio di una ripresa economica col rischio di innescare una seconda fase critica delleconomia ( un doppio tuffo nella recessione sarebbe disastroso e preluderebbe ad una successiva normalit caratterizzata da un costante debole tasso di crescita.) Lunit di intenti ed il successo dellazione comunitaria in difesa dellEuro, a seguito anche degli attacchi speculativi ai debiti sovrani, ha anche rafforzato la posizione dellUnione Europea a livello internazionale ed in particolare nel recente G20 di Toronto, centrato sulle modalit per rimediare alla crisi in atto. Posizione UE sulla crisi al G20 di Toronto Nel G20 del giugno 2010 a Toronto i membri dellEuropa comunitaria si sono dunque presentati con le carte in regola per dimostrare la loro consapevolezza ed il loro comune impegno nellaffrontare la crisi economico-finanziaria globale.

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E auspicabile altrettanta posizione unitaria per il prossimo G20 di Seul l11 novembre 2010 sotto presidenza francese, posizione che sar predisposta dal Consiglio Europeo del 28 ottobre 2010 ove la Francia proporr 3 nuovi temi: - Riforma del sistema monetario internazionale: strumenti per evitare leccessiva volatilit delle monete, laccumulo degli squilibri, un livello sempre pi elevato di riserve di cambio da parte dei paesi emergenti che sono stati confrontati a ritiri brutali e massicci stabilit dellintero sistema monetario - Regolamentazione dei prezzi delle materie prime, (es. agricoltura, energia petrolio. Elettricit, gas-, metalli, quote di CO2), per limitare la speculazione ed introdurre trasparenza e disciplina, (attualmente per es. aumento brutale del prezzo del grano): estensione delle regole che per ora sono solamente relative ai prodotti finanziari derivati. Parigi, al riguardo, ha gi trasmesso a Bruxelles un progetto di iniziativa legislativa europea. - Riforma della Governance mondiale: es. garantire lattuazione delle decisioni. Pi volte nel comunicato finale di Toronto stato fatto esplicito riferimento alla posizione unitaria dellEuropa e sono state apprezzate non solo le sue decisioni di stabilizzazione finanziaria e di difesa dellEuro dalle pressioni sul cambio euro/dollaro, ma anche la determinazione di pubblicizzare i risultati (dimostratisi poi positivi) degli esami di resistenza (stress test) del sistema bancario dellUnione Europea (soprattutto mantenimento di un adeguato livello di fondi propri) ad eventuali pressioni estreme della crisi ed ai relativi contraccolpi macroeconomici e finanziari.
Si considerato il caso estremo di una crescita inferiore di 3 punti a quella ipotizzata dalla Commissione europea, di forti cadute dei titoli di Stato o di altre obbligazioni e di abnormi aumenti dei tassi di interesse a medio e lungo termine.

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E stato formalmente riconosciuto il merito di questa operazione trasparenza intesa a ristabilire la fiducia nelleconomia europea, anche perch i Paesi UE si sono impegnati a prendere tutte le misure utili (in termini di capitali necessari) per consolidare il loro sistema finanziario.

solo 2 nella media europea, 2 sotto la media ed una al limite della capitalizzazione). Non hanno superato i test di solidit patrimoniale solo

(Il primo controllo europeo a carattere riservato era stato effettuato dalle Autorit di vigilanza bancaria su 26 banche UE, con una iniziale e poi superata, reticenza tedesca a svelare situazioni abbastanza pesanti di talune sue banche; attualmente ha riguardato in maniera trasparente un campione di 91 banche, di cui 5 italiane tutte promosse (delle quali 6 banche pubbliche: una tedesca recentemente nazionalizzata, 5 Casse di risparmio spagnole in via di ristrutturazione ed una greca che sta gi procedendo ad un aumento di capitale.)

N.B. Il successo negli esami non toglie, tuttavia, che il credito incagliato nellUE possa essere ancora superiore a quello degli USA. Si pu affermare che lUE abbia influito sul risultato del G20, obbligando almeno un compromesso tra la posizione intransigente degli USA (in vista, anche, delle elezioni di medio termine di novembre 2010) e dei grandi Paesi emergenti che invocavano la priorit al sostegno pubblico della ripresa economica, e la posizione dellUE che sottolineava la necessit essenziale di ridurre deficit e debiti di bilancio per creare solide basi strutturali al riavvio delleconomia e delloccupazione. La Dichiarazione di Toronto sostiene infatti una formula salomonica: necessit di una riduzione dei deficit favorevole alla crescita. Anche sul critico problema dei prelievi su transazioni finanziarie e delle tasse nazionali sulle banche, per garantire una equa ripercussione del sostegno dei governi alle banche in difficolt, il G 20, nel suo comunicato finale, ha sottolineato limpegno dellEuropa per una tassa finanziaria (solo parere contrario

formalizzato nel preparatorio Consiglio Europeo dei Capi di Stato e di

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Governo stato quello della Repubblica Ceca), affermando tuttavia che un approccio differente stato adottato da altri Paesi (es. USA).

Nelle successive discussioni allinterno dellUE (il Consiglio Europeo ha affidato alla Commissione il compito di approfondire il problema), sono emerse talune preoccupazioni soprattutto della Gran Bretagna che ritiene la tassazione, se non applicata a livello mondiale, causa di perdita di competitivit del settore finanziario dellUE. Purtroppo la mancanza di una strategia unica per rimediare alla crisi a livello mondiale ha tolto rilievo alle conclusioni del G20. Invece di decisioni e di precise scelte tra le opposte tesi in presenza sono state manifestate, infatti, solo prese datto, intenzioni con generici calendari, rinvii o semplici ed ovvi principi generali. In definitiva, di fronte a situazioni ed a strategie differenti, i mezzi anticrisi da applicare sono stati lasciati alle scelte degli interessati (e quindi, per quanto riguarda lEuropa, alla autonoma decisione dellUnione Europea): non infatti ancora giunto il momento di una uniforme soluzione globale, perch le maggiori potenze non sono disponibili a farsi dettare soluzioni a loro problemi interni giudicati rilevanti (vedi per esempio la Cina in

materia di cambio della sua moneta rispetto al dollaro, tema che, anche se sollecitato nel dibattito, non stato nemmeno inserito nel comunicato finale).

Non invece mancato un impegno comune del G20 ad attuare la riforma delle regole del settore finanziario internazionale, (che non possono che riguardare tutti i Paesi), basata sulle 4 conclusioni del Consiglio Internazionale di Stabilit Finanziaria presieduto da Mario Draghi e relative a: -rafforzamento dei capitali e della liquidit delle banche (decisione
prevista nel G20 a Seoul)

-riduzione del rischio morale di primari Istituti finanziari,

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-strutturazione dei mercati per i derivati, -potenziamento degli incentivi, della trasparenza e della sorveglianza dei fondi di copertura, delle Agenzie di rating e del rispetto delle norme sulle remunerazioni bancarie, con capacit di intervento proattivo dei supervisori. E stato aggiunto limpegno ad elaborare (con la stretta collaborazione di Draghi) un programma congiunto di Banca Mondiale e di Fondo Monetario Internazionale per combattere i paradisi fiscali, il riciclaggio di denaro sporco, il finanziamento delle attivit terroristiche, oltre che per adottare pi severe norme prudenziali. Al Governatore Draghi stato dunque affidato il mandato del G20 di ridefinire larchitettura per un nuovo mondo finanziario pi sicuro. E stata definita, sia pure con notevole prudenza, la seguente progressivit di attuazione della riforma: il nuovo corso dovr completarsi entro 2 anni, alla fine del 2012 e cio entro un termine che: -consenta un adeguamento durevole, -limiti le perturbazioni dei mercati, -sia conforme ai risultati dello studio dimpatto macroeconomico in corso, -tenga conto dei punti di partenza dei Paesi, delle circostanze loro proprie e delle loro capacit di convergenza verso le nuove norme mondiali.
N.B. Gli Usa hanno gi avviato nel luglio 10 la riforma dei loro mercati finanziari per ridurre la probabilit di nuove crisi impedendo alle banche di assumere rischi eccessivi. La riforma dovr comunque essere attuata entro 2 anni attraverso una lunga serie di Regolamenti ancora da elaborare: non quindi possibile darne attualmente una corretta valutazione. Tuttavia, da una parte taluni esperti rilevano una affievolita volont del Governo statunitense di chiare riforme sotto la pressione di una persistente forte lobby finanziaria, daltra parte la Commissione UE considera la riforma in atto come la pi importante dagli anni 30 perch protegge meglio il consumatore, pone limiti

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allattivit dei trading pi rischiosi e d pi poteri al supervisore per ristrutturare unentit finanziaria in difficolt; inoltre perch sar completata da dettagliate misure settoriali.

Disinnescata la crisi dellEuro Lurgenza di bloccare lavvio di una crisi dellEuro, innescata dallattacco contro il debito sovrano della Grecia a seguito della messa in luce di una scorretta informazione sul rispetto dei vincoli di Maastricht da parte del precedente Governo di Atene, ha favorito una reazione unitaria dellUE (anche se un po ritardata per
la complessit delloperazione che comporta interventi di bilancio UE ed in particolare per liniziale indecisione della Germania allora in fase elettorale),

con uno scatto di solidariet effettuato insieme al Fondo Monetario Internazionale. E stata cos dimostrata la capacit dellUE di far fronte anche ad altri eventuali attacchi ai debiti sovrani di Paesi membri della zona Euro. LUE ha garantito la difesa dellEuro, qualunque ne fosse stato il prezzo, facendo cos giustizia delle fosche previsioni relative al percorso integrativo europeo, al possibile fallimento della Grecia, (che ha invece ottenuto il supporto di forti investimenti cinesi col consenso al suo programma di stabilizzazione, giudicato impressionante anche dal Presidente dellEurogruppo), al crollo dellEuro e quindi della stessa Unione Europea. Del resto larea dellEuro si allargher allEstonia il 1 gennaio 2011. Questa energica prova dellUE non ha tuttavia impedito a taluni noti economisti di immaginare per il futuro un duplice corso dellEuro: fisso per i Paesi dalla buona condotta di bilancio, e fluttuante per gli altri. LUnione Europea ha dunque creato un Fondo di stabilizzazione finanziaria (European Financial Stability Facility) in grado di

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mobilitare 750 miliardi di Euro (60 dal bilancio dellUE, 440 dagli Stati membri della zona euro a livello intergovernativo, 250 da linee di credito del FMI). La direzione del Fondo stata affidata allo Ufficio di gestione del debito della Germania (Finanzagentur), che coadiuvato dalla Banca Europea degli Investimenti. Gli interventi di questo meccanismo, per ora sollecitati dalla Grecia, sono condizionati ad effettive severe politiche di bilancio nazionali. Se non stato possibile (per lopposizione di Germania e Gran Bretagna) un accordo comunitario sul lancio di prestiti della Commissione EU (euro obbligazioni), garantiti dagli Stati membri, per favorire la ripresa delleconomia , la Banca Centrale Europea ha deciso misure senza precedenti sul mercato per ridurre nella zona Euro tensioni eccessive sulle obbligazioni pubbliche e private e sui titoli di Stato, (acquisti tuttora in corso anche se
progressivamente limitati).

Il Parlamento europeo, comunque, insiste nel sollecitare un meccanismo comunitario permanente,: Fondo Monetario Europeo, per fronteggiare eventuali ulteriori crisi dei debiti sovrani. La BCE ha anche deciso, insieme alle Banche Centrali di USA, Canada, Gran Bretagna e Svizzera, di riattivare i meccanismi di scambi di divise (swap) per permettere alle banche europee di procurarsi pi facilmente i dollari necessari allo sviluppo degli scambi internazionali. A. LEVOLUZIONE IN CORSO La governance europea delleconomia E da considerarsi un fatto straordinario ed un notevole progresso dellintegrazione europea quanto accennato pi sopra

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nellIntroduzione, laccettazione da parte dei 27 Governi dellUnione di associare al Governo europeo della moneta unica (che pu assimilarsi ad una federazione monetaria attualmente di 16 Paesi) un Governo economico europeo, (possibile assimilazione ad una federazione di bilanci a 27) che non riguarda i soli 16 Paesi Euro, ma, per sollecitazione tedesca, linsieme dei 27 Paesi membri. Ancora una volta lEuropa risente delle comuni proposte concrete ed operative avanzate da Francia e Germania il 21 luglio 2010, dopo un Consiglio di Ministri franco-tedeschi
(copresieduto dal Presidente Sarkozy e dal Cancelliere Sig,ra Merkel).

E stato sollecitato, attraverso un Governo economico europeo, un forte progresso del Patto di Stabilit e Crescita sia dal lato preventivo che dal lato correttivo. Precise traiettorie di perseguimento della stabilit finanziaria devono essere definite da un meccanismo (basato sullanalisi di esperti indipendenti e del futuro Consiglio Europeo dei Rischi Sistemici) che controlli levoluzione del debito pubblico e privato, le divergenze di competitivit e le riforme strutturali delle pensioni e della sanit. Deve anche essere creato a medio termine un Quadro comunitario credibile per la risoluzione delle crisi. Francia e Germania oltre alle loro ben specificate proposte tecniche, hanno inteso dare allo Eurogruppo (riunisce i Paesi detentori dellEuro) una autonomia che supera il campo economico-monetario ed acquisisce una portata politica globale. E da sottolineare che una contemporanea iniziativa congiunta dei 2 leader francese e tedesco riguarda la ricognizione dei due sistemi fiscali di Francia e Germania in vista di una loro (una importante novit comunitaria) convergenza, particolarmente sollecitata da Sarkozy che la considera elemento essenziale dellintegrazione economica franco-tedesca e dellapprofondimento del Mercato Interno dellUE. Parigi e Berlino intendono, tra laltro, organizzare una convergenza delle rispettive imposizioni sulle societ, delle

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tassazioni degli alti redditi patrimoniali e delle attivit elettroniche, e delle IVA. Un pre rapporto sulla convergenza atteso per fine settembre 2010. Il Consiglio Europeo dellottobre 2010, sulla base di proposte formali della Commissione e della Task force (presieduta da H.

Van Rompuy e composta dai Ministri delle finanze, dalla BCE e dalla Commissione e sui cui lavori si ispirata la proposta franco-tedesca),

definir un severo programma dazione del Governo delleconomia europea che comporter modifiche restrittive al codice di condotta per lattuazione del Patto di stabilit e Sviluppo. (Non si dunque creata una nuova Istituzione ad hoc per

realizzare il Governo europeo delleconomia,, come inizialmente sollecitato dalla Francia e respinto dalla Germania e dallo stesso Presidente Van Rompuy).

Il programma sostanzialmente discusso dallEcofin di luglio 2010 ed oggetto di approfondito dibattito nel Parlamento Europeo che concorrer, come colegislatore, in tutti gli aspetti legislativi comunitari del coordinamento, sar deciso dai Capi di Stato e di Governo, nel Consiglio Europeo di ottobre 2010. Sostanzialmente le decisioni nazionali della grandezza di finanza pubblica (politiche di bilancio, politiche macroeconomiche e riforme strutturali) saranno prese a livello comunitario, tenendo conto delle diverse situazioni dei Paesi membri. Formalmente, come hanno congiuntamente sottolineato Francia e Germania, le relative leggi nazionali continueranno a ricadere sotto la sovranit dei Parlamenti nazionali, responsabili della gestione delle risorse nazionali e della fiscalit. Daltra parte i Parlamenti, al momento delle deliberazioni, sia direttamente dallUE, sia attraverso le proposte ricevute dai Governi, saranno informati delle preventive decisioni comunitarie. (Sostanzialmente

nelle Assemblee parlamentari, per evitare crisi, si adotteranno con

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voti di fiducia le direttrici proposte dei Governi e concordate in sede comunitaria).

Le leggi in campo economico e di bilancio e la loro esecuzione allinterno degli Stati membri saranno sottoposte a stringente sorveglianza da parte delle Istituzioni UE ed in particolare della Commissione, sulla coerenza degli Stati membri con le decisioni assunte in comune, stanno evidenziando il controverso problema delle sanzioni. Francia e Germania per renderle dissuasive di comportamenti scorretti nazionali, hanno avanzato la seguente drastica proposta il cui contenuto essenzialmente politico suscita nellUE talune perplessit: Sanzioni politiche quali la sospensione del diritto di voto dovrebbero essere imposte agli Stati membri che contravvengono in maniera grave e/o ripetuta agli impegni comuni. Questo meccanismo dovrebbe essere incluso in ogni ulteriore revisione del Trattato. Nellimmediato dovrebbe prevedersi una alternativa di accordo politico, senza costrizione giuridica, che permetta agli Stati della zona Euro di escludere uno Stato membro inadempiente da alcuni voti o deliberazioni comunitarie, oppure di neutralizzare leffetto del voto di questo Stato. In sostanza Parigi e Berlino vorrebbero dare europea una forte valenza politica. alla Governance

Per quanto riguarda gli aspetti giuridici della sospensione del diritto di voto saranno tuttavia necessari notevoli approfondimenti delle basi legali insite nel Trattato. Un altro aspetto che deve essere preso in considerazione riguarda la necessit di evitare che le penalizzazioni degli Stati inadempienti ricadano sugli strati pi deboli della loro popolazione. E il caso della soppressione dei contributi comunitari (che sono sempre da aggiungere a quelli statali) nei settori agricoltura e pesca o dei contributi previsti da vari programmi UE pluriannuali. I beneficiari finali di tali aiuti comunitari non

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dovranno essere penalizzati perch ricadrebbe sui Governi nazionali inadempienti il contributo spettante allUE. Tre sono gli elementi strategici del nuovo processo di coordinamento e di convergenza UE delle politiche economiche nazionali: 1 Prevenire e correggere gli squilibri di bilancio che possono mettere in pericolo la stabilit finanziaria dellUnione e specialmente della zona Euro: essenziale labbassamento dei debiti pubblici attraverso riduzioni delle spese improduttive accompagnate da riforme strutturali. Levoluzione del debito e del deficit sar sottoposta ad una severa sorveglianza comunitaria ed i Paesi che non procedono a soddisfacenti riduzioni saranno indotti, come pi sopra accennato, a perseguire gli obiettivi di bilancio a medio termine decisi in sede UE sotto forma di precisi riferimenti numerici. La Commissione stabilir degli adempimenti minimi obbligatori che assicurino annualmente il rispetto degli obblighi del Patto di Stabilit e Sviluppo. I bilanci nazionali dovranno inoltre garantire una chiara ed effettiva equa ripartizione dei sacrifici a livello centrale, regionale e locale.
comunitario di sorveglianza macroeconomica composto da Commissione e Consiglio e guidato da un Gruppo di Saggi, basato su indicatori economici e finanziari) gli squilibri macroeconomici tra Stati membri (economie in surplus ed economie in deficit commerciale) e relative divergenze di competitivit che possono

2 Rilevare e correggere (attraverso un nuovo meccanismo

indebolire la competitivit complessiva dellUE e quindi la coesione nellUnione, particolarmente nella zona Euro. Per raggiungere pienamente lobiettivo primario del Governo Europeo delleconomia considerata rilevante la riduzione delle divergenze e degli squilibri insostenibili di competitivit tra Stati membri: saranno pertanto applicati degli

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indicatori di competitivit, decisi comunitariamente, per consentire allUE di lanciare gli opportuni allarmi nei confronti dei Paesi responsabili di squilibri.
(E stato posto, tra laltro, il problema del forte rigore di bilancio della Germania che taluni ritengono favorire lesportazione provocando un contenimento del consumo interno, con conseguenze per i Paesi membri tradizionalmente esportatori nella Repubblica Federale: la maggiore competitivit tedesca potrebbe indebolire quella dei partner. La Germania daltra parte considerata guida della ripresa globale, insieme a Cina, Corea del Sud, Brasile, India, Sud Africa; Canada, Australia, essendo la Cina laspirante leader).

3 Avviare le riforme strutturali concordate in applicazione della Strategia UE 2020, sulla base di raccomandazioni Paese per Paese relative ai 5 obiettivi da perseguire durante il prossimo decennio. Ogni Governo deve presentare a partire dal 2011 il suo programma annuale di riforme strutturali per raggiungere lobiettivo del 2020. Ci richiede limpegno di Governo, Parlamento e parti sociali su obiettivi e strumenti di politiche economiche e sociali da perseguire con costanza nel decennio e costruire cos il futuro della nazione e partecipare alla costruzione del futuro dellUnione. I cinque obiettivi strutturali da raggiungere nel decennio 20102020 sono: 1) Occupazione (la disoccupazione considerata uno dei gravi squilibri interni della zona Euro ed anche dellintera UE), 2) Inclusione sociale () 3) Ricerca e innovazione () 4) Educazione 5) Energia e cambiamento climatico. ()

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() Coordinamento dei Piani di Azione Nazionali per lintegrazione sociale (PAN/inclusione) in un contesto di crisi economica e occupazionale. Si tratta di 6 priorit legate allobiettivo della Strategia UE 2020: -Investire per favorire il mercato del lavoro attivo adatto alle persone con maggiori difficolt di accesso al lavoro. -Sistemi di protezione sociale che stimoli la ricerca di impiego. -Promuovere laccesso di persone con rischio esclusione ad alloggio, assistenza sanitaria, istruzione e formazione continua. -Prevenire labbandono precoce della scuola e agevolare il passaggio scuola/lavoro. -Agire per eliminare la povert infantile. -Politica dinamica di riduzione dellesclusione sociale di immigrati e minoranze etniche a condizione di loro volont di integrazione e rispetto leggi nazionali. () Il Consiglio Ricerca e Innovazione esaminer nellottobre 2010 la proposta della Commissione per una Unione per linnovazione. La nuova strategia UE per Ricerca e Innovazione sar abbordata dal Consiglio Europeo del dicembre 2010. () Il 14 ottobre 2010 lUE adotter la posizione comune su energia e clima per la Conferenza di Cancun (29 nov.-11 dic. 2010). Confermer lapproccio per tappe (finanziamento rapido, impegno a lungo termine, ecc.), e chieder lapporto concreto delle altre parti (misurabile, notificabile, verificabile), per garantire la trasparenza nellutilizzo del finanziamento, ed il miglioramento dei mercati del carbonio. Il 19 ottobre lUE presenter il suo contributo al finanziamento della lotta contro il cambiamento climatico.

Il perseguimento dei 5 obiettivi strutturali sar oggetto di verifiche da parte dellUE che richiamer energicamente allordine gli eventuali inadempienti Il ruolo dellUE nel rilancio delleconomia mondiale, oltre alla rimessa in ordine della propria situazione economica finanziaria, peraltro gi avviata, condizionato anche dalla evoluzione, ancora lenta, della ripresa negli USA che sembra suscitare

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qualche preoccupazione per lalto livello del debito pubblico e per la difficile riduzione della elevata disoccupazione. Gi si manifestano tendenze ad attenuare il carico del debito attraverso un aumento dellinflazione, rimedio che nellUE vigorosamente escluso dalla Banca Centrale Europea il cui obiettivo primario la stabilit dei prezzi. Le politiche delloccupazione ritornate centrali nel Governo delleconomia europea Le politiche delloccupazione, sino ad ora elemento secondario del coordinamento economico, devono ormai considerarsi rilevanti fattori di competitivit e di innovazione. Per questa ragione hanno trovato un posto primario nel Governo economico dellUnione e nella Strategia EU 2020 per la crescita e loccupazione (vedi Documento n. 25 del Gruppo dei 10). Le linee direttrici per loccupazione nellUE saranno adottate dal Consiglio del 21 ottobre 2010. La disoccupazione, soprattutto quella giovanile, deve essere considerata come un costo eccessivo perch priva la societ di quella parte di competitivit ed innovazione e ricerca che pu essere fornita in particolare dallenergia giovanile ed in definitiva causa una riduzione delle entrate per i bilanci nazionali. Rappresenta infatti anche un costo in termini di indennizzo del disoccupato. In definitiva la disoccupazione, unita al credito ancora difficile per le aziende, uno dei principali freni alla ripresa. Levoluzione delle politiche nazionali delloccupazione sar pertanto un elemento rilevante della sorveglianza macroeconomica nellambito della Governance economica comunitaria. Si potranno meglio rilevare e correggere, attraverso raccomandazioni specifiche per paese, crescenti squilibri interni dovuti alla disoccupazione ed anche si potr rimediare allinefficacia dell incontro tra domanda ed offerta di lavoro.

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Al riguardo la Commissione sta elaborando la proposta di un Sistema europeo di offerte di lavoro che favorisca la promozione di nuove competenze sollecitate dal mercato e sia inserito in un contesto che promuova investimenti in tecnologie pulite per lutilizzo di energie rinnovabili, che renda pi efficaci i sistemi di finanziamento, che comporti alleggerimenti fiscali in particolare per le PMI. (Lallora Ministro delle Finanze Guido Carli, durante il negoziato monetario di Maastricht, aveva ripetutamente richiesto, sostenuto dal Presidente Delors, che tra i parametri da rispettare per lintroduzione dellEuro, oltre a deficit, debito e inflazione, ve ne fosse uno relativo alloccupazione. La richiesta fu bocciata per non sottoporre questa politica alle regolamentazioni comunitarie. Ora, con la crisi economica, una larga parte del Parlamento Europeo a chiedere linserimento di un parametro ad hoc nella Governance economica.) Si incomincia dunque ad acquisire a livello UE un approccio macroeconomico delloccupazione: - I Paesi membri sono pertanto sollecitati a fare evolvere la domanda di posti di lavoro attraverso una formazione riqualificata per vincere le nuove sfide della mondializzazione che impone, per sottrarsi ai dumping sociali, importanti cambiamenti nei settori produttivi e di conseguenza obbliga le economie a riorganizzarsi, innovarsi ed a ristrutturarsi aumentando la produttivit. Il Consiglio dedicher nel dicembre 2010 una sessione alla strategia UE per la nuova occupazione e per le nuove competenze. - La formazione deve essere preceduta da un aggiornato livello di istruzione ed accompagnata da uno sviluppo della ricerca.
(Nellautunno 2010 la Commissione presenter un piano per la ricerca e linnovazione per affrontare le grandi sfide della societ).

La Commissione presenter entro fine 2010 una Agenda per nuove formazioni e nuovi lavori per migliorare lincrocio tra

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domanda e offerta ed anche per favorire la mobilit intracomunitaria del lavoro. Da una rilevazione fine luglio 2010 il 17% di europei prevede di lavorare fuori del proprio Paese, e sale al 48% la percentuale di chi perde il lavoro in patria e cerca lavoro oltre confine. Il Parlamento Europeo nel suo nuovo ruolo di colegislatore ha chiesto con vigore che: - gli Stati utilizzino i Fondi europei di adattamento alla mondializzazione per promuovere nuove competenze, ivi comprese innovative occupazioni durevoli, ecologiche e di qualit, - le Regioni utilizzino meglio i Fondi strutturali europei ed i Fondi di coesione per creare nuove occupazioni, - i Sistemi nazionali di educazione vengano adattati alla riqualifica dei lavoratori colpiti dalla transizione verso le esigenze una nuova economia durevole e innovativa che aumenti la produttivit e sia meno condizionata da dumping sociali esterni. E sollecitata una educazione permanente con obiettivo di coinvolgere entro il 2015 il 12% dei cittadini (LItalia indietro ed il Meridione addirittura intorno al 3%). - le Imprese siano incoraggiate ad investire in tecnologie pulite. Le PMI siano messe in condizione di poter utilizzare sistemi di finanziamento efficaci per il rispetto dellambiente, per garantire linnovazione e per sviluppare produzioni ecologiche. Le nuove strategie delloccupazione debbono anche favorire nellUnione Europea un processo di convergenza sociale nel contesto della politica sociale di mercato attraverso la quale un pi rapido riequilibrio di bilancio deve consentire a tutti i Paesi membri di assorbire socialmente le implicazioni sulloccupazione dei tagli di spesa e delle riduzioni dei prezzi. Lo stretto coordinamento delle politiche economiche nazionali rigorose infatti considerato essenziale per la ripresa di fiducia

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degli attori delleconomia e delloccupazione, ma a condizione che non si creino sui cittadini pressioni eccessive e penalizzanti. Il Parlamento Europeo sollecita inoltre, nella attuale debole e fragile ripresa economica, particolare prudenza nella exit strategie dagli stimoli di bilancio anticiclico a favore delloccupazione, concessi nella fase acuta della crisi del 2008-2009. Ritiene peraltro necessarie azioni che incidano positivamente sulla crescita economica perch il solo passaggio del pil europeo dall1% al 2% significherebbe la creazione di 6,5 milioni di posti di lavoro, oltre ad una riduzione del debito pubblico complessivo di 450 milioni di Euro. La Banca Centrale Europea preoccupata perch ritiene che un sostanziale aumento delloccupazione richieda ancora del tempo e non sia in parallelo con la ripresa economica: teme che il recente deterioramento dei mercati del lavoro porti ad un aumento della disoccupazione strutturale. LUnione Europea ritiene che i sistemi di protezione sociale, e tra questi le pensioni, svolgano un ruolo essenziale nel contesto della ripresa economica. Un appello a tutti coloro che sono interessati al futuro delle pensioni stato lanciato nel luglio 2010 dalla Commissione attraverso un Libro Verde, diffuso con tutti i mezzi informatici, intitolato Verso sistemi di pensione adeguati, sostenibili e sicuri in Europa: - Cittadini, imprese, sindacati, pubbliche amministrazioni, Governi, e Parlamenti sono invitati a reagire alle intenzioni della Commissione di lanciare un piano comunitario a lungo termine che faciliti progressivi adattamenti allinvecchiamento della popolazione ed una corretta affermazione del diritto alla pensione. - In base alle risposte, che saranno rese pubbliche, la Commissione progetter concrete proposte che, prima di essere

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formalizzate e sottoposte alla comune decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio, subiranno il vaglio di una approfondita valutazione del loro impatto sia economico che sociale. Il problema di fondo per la Commissione , in coerenza con la strategia della Governance economica europea, la riduzione del carico delle pensioni sul pil, ci che rende urgenti, per non penalizzare i futuri pensionati, politiche strutturali nazionali e comunitarie che favoriscano la crescita economica, purtroppo ancora fragile nellUE, e, ove non siano state ancora effettuate, riforme su modi e tempi di pensionamento. LUE ha decretato il 2012 lanno europeo dello invecchiamento attivo: laumento dellet pensionistica parte dallipotesi che nel 2060 ci saranno 2 sole persone al lavoro per garantire con i loro contributi un solo cittadino pensionato di almeno 65 anni: ci che influenzer anche il livello della pensione. Procedure del Coordinamento durante lannuale Semestre Europeo di Governance economica Il coordinamento ex ante delle politiche economiche nazionali si svolger con una stringente procedura semestrale che diventer giuridicamente vincolante a partire dal 1 gennaio 2011 che coinvolger contemporaneamente tutti i 27 Paesi membri nella preparazione della loro Legge finanziaria. Il semestre europeo sar conforme ad un nuovo codice di condotta per lattuazione del Patto di stabilit e di crescita sulla base di una revisione del Regolamento n. 1466/97 (relativo al

rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio cos come della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economichee sar inserito nel quadro della Strategie EU2020).

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Il seguente programma dimostra la seriet con cui si intende sviluppare la Governance economica europea: - a gennaio la Commissione valuta le previsioni di crescita annuale e le presenta al Parlamento Europeo come quadro di riferimento della politica economica, - allinizio di marzo inizia il nuovo ciclo semestrale: il Consiglio Europeo (Capi di Stato e di Governo) sulla base di una relazione della Commissione individua le principali sfide economiche e d consulenza strategica (Orientamenti strategici) agli Stati membri sulle politiche da seguire, - in aprile gli Stati membri, tenuto conto di questi orientamenti, presentano simultaneamente alla Commissione la revisione delle rispettive strategie di bilancio a medio termine e, nello stesso tempo elaborano dei programmi nazionali di riforma descrivendo le misure che adotteranno nei settori quali loccupazione e linclusione sociale. - la Commissione sar in condizione di valutare simultaneamente tali programmi e di verificare la loro interconnessione, - in giugno e in luglio il Consiglio Europeo ed il Consiglio (Ministri delle finanze e delleconomia) sulla base delle valutazioni della Commissione esprime raccomandazioni specifiche Paese per Paese, (consulenza politica) e comunque prima che gli Stati membri mettano a punto i loro bilanci per lesercizio seguente. E nel 2 secondo semestre dellanno che gli Stati membri,
(attraverso la sovranit dei Parlamenti), finalizzano i loro bilanci

nazionali per lanno seguente, tenendo conto degli Orientamenti e delle Raccomandazioni UE; trasmettono inoltre alla Commissione la loro valutazione della crescita per lanno successivo. La Commissione, come pi sopra precisato, verifica, (con una nuova formula di sorveglianza macroeconomica ed in collaborazione

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con linsieme dei Governi membri) la coerenza dei bilanci nazionali con gli impegni, giuridicamente vincolanti, assunti dai Governi nelle Istituzioni dellUE affinch non si metta in pericolo non solo la stabilit finanziaria dellUE, ma anche la competitivit del sistema UE La sorveglianza consentir una rapida correzione degli squilibri constatati

Per lefficacia del controllo essenziale che siano corrette e non politicamente inquinate le informazioni statistiche provenienti da ciascuno Stato membro, in particolare sulle finanze pubbliche

(evitare quanto successo con le alterate informazioni del precedente Governo Greco): al riguardo sono emesse dallUE precise raccomandazioni.

Il governo europeo degli istituti finanziari Acquisita la solidit del sistema bancario dellUnione con la pubblicazione a fine luglio 2010 della valutazione delle 91 principali banche, di cui pi sopra , lUE (nel contesto di quanto concordato nel G20 di Toronto) con lobiettivo di contribuire a ridurre lo azzardo morale (mancanza di principi etici nei processi una riforma che riguarda il settore delle banche ed il sistema europeo di supervisione finanziaria. Si prepara una nuova architettura finanziaria dellUE che avr importanti implicazioni politiche comunitarie, ben al di l di quelle strettamente settoriali. a) Accordo UE sulle esigenze di maggiore capitale e liquidit del settore bancario Il Comitato dei 27 di Basilea (raggruppa Governatori centrali e Supervisori bancari dellUE) ha concordato, il 13 settembre 2010,

economici, quale per es. il prevalere dello speculatore sullimprenditore, che tra le principali cause della crisi mondiale), ha deciso lavvio di

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nuove regole (Basilea III), che dovranno poi essere consacrate nel G20 di novembre a Seoul, relative al settore bancario. Traendo una lezione dalla crisi mondiale, le Istituzioni finanziarie dovranno migliorare la loro capitalizzazione (per assorbire sofferenze da crediti non rimborsati) ricorrendo al mercato e costituire una maggiore liquidit (per soddisfare richieste di credito solo per favorire la ripresa economica, ma anche per garantire tra di loro una corretta concorrenza internazionale. Saranno anche coinvolte dalle nuove regole le Autorit di sorveglianza del settore che dovranno esercitare con maggiore severit il loro compito. Entro il gennaio 2013 le nuove regole dovranno essere integrate nel diritto interno degli Stati membri. Entro il gennaio 2015 aumenter il capitale azionario minimo (azioni e risultato messo in riserva) ed il cuscino di sicurezza di liquidit. Entro il 2018 dovranno interrompersi le iniezioni di capitale pubblico. N.B. il mondo delle imprese teme che con queste restrizioni il maggior costo delle banche venga scaricato con laggravio dellonere dei prestiti. Gi il Parlamento Europeo si preoccupa della futura revisione (2010) da parte della Commissione delle regole relative alle esigenze in capitale bancario (la Direttiva Basilea IV) e chiede lelaborazione di uno studio sugli effetti cumulativi sulleconomia di tali norme ed una valutazione dellimpatto sulle Direttive UE della recente legge americana.

da famiglie e imprese, soprattutto PMI: nellUe 75% dei prestiti al settore privato garantito dalle Banche contro il 25% negli USA) non

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b) Nuovi meccanismi UE di supervisione dei mercati di strumenti finanziari Due nuovi meccanismi europei di supervisione dei servizi finanziari dellUE, saranno attivi il 1 gennaio 2011 con la: - creazione di tre Autorit europee indipendenti di sorveglianza con autonomo potere esecutivo, sempre coordinandosi con le politiche di regolazione della liquidit decise dalla Banca Centrale Europea, - creazione del Comitato del rischio sistemico, presieduto per i primi 5 anni dalla BCE, che richiamer lattenzione quando sar messa a rischio la stabilit finanziaria a seguito di scorrette politiche macroeconomiche e far precise raccomandazioni al riguardo. Col rispetto di regole comuni di supervisione (che richiederanno ancora lunghi dibattiti sui testi applicativi) si dovrebbero proteggere meglio i risparmiatori ed i piccoli investitori e pi in generale gli attori economici nei mercati, ricreando la loro fiducia grazie ad una effettiva trasparenza di esercizio dei servizi finanziari che sino ad ora sono stati campo di abusi numerosi ed incontrollabili. Si elimineranno inoltre i reciproci sospetti fra operatori bancari e intermediari finanziari con lelaborazione di una mappa completa dei rischi degli operatori e dei mercati, senza pi nascondere rischi eccessivi ed attivit tossiche, cos da non intralciare la circolazione di liquidit. La Commissione, sulla base di approfondite consultazioni, ha tra laltro, gi presentato al P.E. ed al Consiglio proposte per rafforzare la sorveglianza soprattutto sulla trentina di grandi gruppi finanziari dellUE (credito, assicurazione vita e non vita, gestione di attivi) che rappresentano una parte sostanziale del mercato finanziario e assicurativo comunitario.

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Attualmente la struttura legale di questi gruppi pu permettere loro di sfuggire facilmente alla supervisione, rendendo cos difficile prevenire una loro crisi e relative conseguenze nazionali e comunitarie. Le nuove regole, che dovrebbero entrare in vigore nel 2010, consentirebbero ai supervisori di essere tempestivamente informati delle eventuali difficolt cos da intervenire in tempo. Le 3 Autorit comunitarie di vigilanza , con sedi a Londra, Parigi, Francoforte, saranno incaricate di controllare le pratiche : - nel settore bancario - sui mercati finanziari (valori mobiliari) - nel settore dellassicurazione. N.B. nel luglio 2010 la Commissione ha lanciato una ampia consultazione pubblica, attraverso un Libro Bianco, sulle diverse opzioni di Direttiva UE per migliorare la protezione dei cittadini e delle imprese che ricorrono agli assicuratori. E pertanto necessario che tutte le parti interessate reagiscano entro il 30 novembre 2010 per orientare lUE verso una soluzione comunitaria che li garantisca di un livello di protezione completo ed equo. Sostituiranno lattuale vigilanza comunitaria, esercitata dal Comitato ad interim delle Autorit europee di vigilanza (presieduto dal V. Direttore Generale della Banca dItalia) che ha valutato la resistenza delle 91 principali banche europee agli stress test, vedi pi sopra a proposito del G20 di Toronto. Il reale potere costrittivo (esecutivo) delle 3 Autorit nei tre casi seguenti: infrazione alla legislazione europea, situazioni urgenti, disaccordo tra i supervisori nazionali, garantir lefficacia del nuovo compito di supervisione dellUE. Una clausola di salvaguardia per limitare i loro interventi in caso di crisi stata imposta dal Regno Unito che potrebbe contestare una loro decisione non considerata convincente, ma il P.E. ha ottenuto di impedire qualsiasi abuso di tale clausola.

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Le 3 Autorit potranno pertanto indirizzare direttamente delle raccomandazioni agli Istituti finanziari qualora i supervisori nazionali non fossero stati in grado di modificare pratiche giudicate malsane. LAutorit dei Mercati dei valori mobiliari potr proibire transitoriamente talune transazioni quali vendite allo scoperto o prodotti finanziari tossici in caso di urgenza determinata da una situazione particolarmente grave (situazione dichiarata dal Consiglio su raccomandazione del Comitato di rischio sistemico). Tuttavia dovr essere preventivamente autorizzata da una apposita legislazione (Direttiva) comunitaria, che potr essere suggerita dalla Commissione al Parlamento e al Consiglio. Altre componenti della riforma, che debbono ancora superare difficolt di consenso allinterno dellUE, riguarderanno: - Modalit di esazione di un prelievo bancario (accordo di principio - salvo parere negativo della sola repubblica Ceca - nel Consiglio Europeo del giugno 2010 preparatorio del G20 di Toronto), - Imposte sulle transazioni finanziarie internazionali, scoraggiate dalla BCE, sostenute fortemente dal P.E., contrastate dalla Gran Bretagna che le considera, se limitate allUE, causa di perdita competitiva dellEuropa. Proposte su prelievo e imposte saranno presentate il 19 ottobre 2010 dalla Commissione al Consiglio Europeo. - Proposte legislative sui prodotti derivati, il cui mercato di circa 600.000 miliardi di Euro, e sulle vendite allo scoperto di titoli finanziari: sono state superate posizioni iniziali contrastanti tra PE e Consiglio. Le nuove regole entreranno in applicazione a partire dal luglio 2012 ed avranno un impatto sul funzionamento dei prodotti derivati di materie prime (vedi priorit

della Presidenza francese del G20 di Seoul relativa alla lotta contro la volatilit dei prezzi delle materie prime). N.B. i prodotti derivati, se privati di abusi speculativi, di dimensioni allucinanti, di incomprensibilit, permettono alle imprese di coprirsi contro le variazioni dei tassi di cambio, dei prezzi dei prodotti petroliferi e di altri prodotti di base.

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- Regolamentazione dei Fondi speculativi (Hedge Funds, Private


Equity).

peggiorata valutazione del Portogallo giudicata inaccettabile).

- Regolamentazione dei Fondi di capitale investimento. Per es. esistono attualmente in Europa 39 sistemi di indennizzo degli investitori che utilizzano servizi di investimento, ma una generalit di ricorsi dimostra che i sistemi hanno difficolt a garantire gli indennizzi. - Meccanismi di garanzia dei depositi bancari. - Regole per le Agenzie internazionali di valutazione che non sempre hanno valutato correttamente laffidabilit economico finanziaria degli Stati. (ad es. il mercato non ha accettato la recente La Banca Centrale Europea ha vivamente sollecitato la creazione, anche se di non facile attuazione, di una Agenzia europea di valutazione per evitare rischi gravi di speculazioni, per es. contro i titoli di Stato, dovute a scorrete valutazioni di talune delle 3 principali Agenzie internazionali di rating.

In materia di Supervisione finanziaria opportuno segnalare che 6 Stati membri (Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia e Svezia, oltre a Islanda e Norvegia), hanno firmato un accordo (giuridicamente non vincolante) tra loro Supervisori, Banche Centrali, Ministeri delle Finanze, per una cooperazione transfrontaliera in materia di prevenzione e gestione di crisi finanziaria. Hanno stabilito criteri per la ripartizione del carico finanziario (costi ripartiti sono analizzati dettagliatamente) in caso di intervento pubblico per la preservazione della stabilit finanziaria riguardante attivit transfrontaliere di istituzioni finanziarie di importanza sistemica. Si tratta del primo Gruppo di stabilit transfrontaliera creato nellUnione Europea che, tra laltro, metter a punto una lista di assoluta trasparenza, contenente tutte le informazioni pertinenti di istituzioni finanziarie di importanza sistemica attive

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sui mercati dei paesi partecipanti e che evidenzier le responsabilit di supervisione. Approfondimento del mercato interno o unico La nuova Governance economica europea, indispensabile per il superamento della crisi globale, deve considerare tra i punti chiave del suo programma lapprofondimento del Mercato unico costituito da 500 milioni di consumatori e da una economia pari a quella degli Stati Uniti e due volte e mezzo quella del Giappone. Per questa ragione si sta decidendo una nuova strategia per il mercato unico Occorre tuttavia una forte determinazione politica per recuperare la validit, messa in forse da qualche anno, del Mercato interno, aperto ed in libera concorrenza. E necessario considerarlo sia elemento fondamentale dellintegrazione economica europea basata sulla economia sociale di mercato, sia, e sempre pi, condizione necessaria per garantire maggiore competitivit al sistema Europa. Il Mercato interno dellUnione Europea retto, pi che dal coordinamento di politiche nazionali, da precise regole uguali per tutti, finalizzate alleliminazione di una pletora di intralci al libero movimento di merci, servizi, capitali e persone. Purtroppo queste regole non sono sempre correttamente applicate o non coprono interamente molte esigenze di liberalizzazione. Durante lattuale crisi globale, che si ripercuote in particolare sulloccupazione, sul tenore di vita dei cittadini, e fa scomparire numerose attivit produttive, drammaticamente crollato linteresse, gi precedentemente attenuato, per una integrazione di mercato considerata imporre la liberalizzazione attraverso una cieca competizione creatrice di contrazioni produttive e di disoccupazione . Sono infatti emerse pesanti pressioni per deleteri nazionalismi economici e protezionismi, con la

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giustificazione di venire incontro a forti preoccupazioni dei cittadini. Mario Monti, incaricato dal Presidente della Commissione di proporre formule di rilancio del Mercato interno, non ha esitato a parlare di sospetti, paure ed ostilit per una liberalizzazione che provoca stanchezza da integrazione, indebolendo il desiderio di una Europa pi grande ed unita, aperta al cambiamento ed a pi elevati standard qualitativi. Ha anche dichiarato: Si passati dallantipatia, quasi furore, nei confronti del mercato, alla idea di sospenderne le regole per 2-3 anni, e favorire gli animal spirit di imprenditori, riferendosi alle pressanti sollecitazioni di libert per le imprese. Daltra parte a livello politico, durante lunghi anni, si preferito concentrarsi soprattutto sullallargamento dellUnione e sulle riforme istituzionali senza esprimere una seria volont di colmare i ritardi nella completa realizzazione del Mercato unico, lasciando cos del tutto inutilizzato un enorme potenziale di mercato. Si invece sviluppata una intensa discussione sulla deregolamentazione che dovrebbe trovare finalmente una conclusione nel Consiglio Europeo di fine 2010 a Madrid. Ormai indilazionabile una nuova strategia per il Mercato unico, tale da riconciliare mercato e coesione sociale, evitando qualsiasi rischio di determinare effetti distributivi perversi, pur nellobiettivo di ricercare la migliore gestione della scarsit di risorse. E inoltre necessario rimediare alla mancata saldatura dei mercati nazionali accelerando, con un effettivo Mercato interno o Mercato unico, la massa durto necessaria alla comune conquista di nuove attivit e nuove competenze in una economia globalizzata, in rapida trasformazione e severamente competitiva. Efficienza del mercato unico, potenziamento della produttivit globale dei fattori, rafforzamento della competitivit nelle

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economie della zona euro sono indispensabili in un momento in cui, per superare la crisi, si pu fare affidamento pi a stimoli endogeni alla crescita ed alla creazione di posti di lavoro che non ad incentivi di bilancio pubblico. La riforma del Mercato unico, secondo le proposte di Mario. Monti, deve coinvolgere oltre alla politica della concorrenza, tradizionalmente considerata un potente strumento per lintegrazione dei mercati e la loro competitivit, altre politiche: industriale, consumatori, energia, trasporti, digitale, sociale, ambientale,cambiamento climatico, commercio, fisco e cittadinanza. In tal modo un approfondito ed efficiente Mercato Unico pu diventare un fattore determinante di ottimizzazione macroeconomica. Mario Monti per stare al passo della evoluzione economica mondiale ha proposto una serie di iniziative da sviluppare nellambito della Strategia UE 2020, e nel contesto, indicato dal Trattato di Lisbona, di una economia sociale di mercato fortemente competitiva (sottolineando lespressione sociale): - creare un mercato unico digitale in una economia sempre pi interconnessa (), - attuare un mercato verde, - realizzare le infrastrutture fisiche (reti intelligenti) necessarie per lefficienza e la competitivit del mercato, - controllare lapertura degli appalti pubblici e impedire gli intrecci perversi tra politica e affari, - aprire il mercato senza disarmarlo nel contesto della globalizzazione, - conciliare libert economica di mercato con i diritti dei lavoratori , - sviluppare i servizi sociali nel mercato unico.

() La Commissione ha gi elaborato una strategia numerica per lEuropache si tradurr in proposte concrete relative al programma strategico in materia di spettro radioelettrico, ad un regolamento per una Agenzia incaricata della sicurezza delle reti e della informazione

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modernizzata. Ad es. nel settore culturale si intende sviluppare la messa in linea numerica del patrimonio culturale. Consultazioni con tutti gli interessati sono in corso sino a fine settembre 2010. La Commissione ha anche avviato una ampia consultazione pubblica sulla strategia numerica dellUE per la trasparenza, lefficacia, la non discriminazione ed il maggiore e migliore utilizzo dei dati prodotti da Organismi pubblici (informazioni meteorologiche, giuridiche, stradali, finanziarie, economiche ecc.), al fine di creare nuove attivit, nuovi posti di lavoro e pi estese scelte ai consumatori.

particolare importanza per lItalia)

Sono previste tra breve proposte della Commissione su: - Una nuova strategia industriale comune - Misure contro la pirateria industriale e la contraffazione (di - Il brevetto comunitario - Regole giuridiche sui servizi di interesse generale - Organizzazione comunitaria delle reti energetiche Si deve comunque riconoscere che per una piena realizzazione del mercato interno occorre soprattutto un coordinamento, se non una armonizzazione, delle fiscalit nazionali ancora lasciate alla sovranit degli Stati membri (diritto di veto). La crisi, come per altre problematiche in altre precedenti fasi del processo integrativo, sta smuovendo le acque a lungo stagnanti anche in questo campo: il 21 luglio 2010, come pi sopra ricordato, si avviato un primo passo bilaterale tra il Presidente Sarkozy ed il Cancelliere tedesco Sig.ra Merkel per una ricognizione dei due rispettivi sistemi fiscali e delle loro implicazioni sulla concorrenza ai fini di una possibile armonizzazione. La priorit assegnata dalla pubblica opinione ad un serio impegno per risolvere comunitariamente il problema generale delle diseguaglianze, tanto pi in un contesto di crisi di bilancio per molti Paesi, potrebbe indurre i politici ad un approccio comunitario anche delle politiche fiscali.

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Appare inoltre necessario non solo lo specifico approfondimento di ciascuna iniziativa, ma anche la messa a fuoco del modo con cui le singole Istituzioni dellUE intendono ridefinire limportanza del mercato interno nel processo decisionale comunitario. Al riguardo la Commissione ha elaborato un Single Market Act che verr discusso per approvazione dal Consiglio. Spetta certamente alla Commissione lanciare proposte e, pur accettando la decisiva influenza del Parlamento Europeo e del Consiglio, lEsecutivo dovrebbe risolutamente opporsi ad ogni tentativo di un loro snaturamento. Piuttosto, in questi casi, come ha gi fatto il Presidente Delors, dovrebbe ritirare la proposta creando cos un caso politico. ugualmente necessario che la Commissione incoraggi sempre il Consiglio, ove il Trattato lo consenta, ad utilizzare al massimo il voto a maggioranza qualificata per non togliere incisivit alla decisione nel tentativo di ricercare un accordo unanime.

Strategia industriale UE I temi sollevati dal rilancio del Mercato unico e dal Governo europeo delleconomia concorrono anche alla formulazione di una strategia industriale dellUE (il Trattato ha eliminato Questa strategia deve basarsi su reciproche consultazioni tra Stati membri, e su un coordinamento da parte loro ed in collaborazione con la Commissione, delle proprie azioni nazionali, e comunque solo quando necessario.. Unione e Stati membri, come stato ripetutamente affermato, sono tuttavia obbligati, nellambito del Governo europeo delleconomia, ad assicurare insieme le condizioni necessarie alla

lespressione di Politica industriale per evitare il rischio di dirigismo).

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competitivit industriale europea. Spetta poi alle imprese (imprenditori e lavoratori) saperle cogliere tempestivamente. LUnione europea considera indispensabile in un sistema di mercati aperti e concorrenziali: - laccelerazione delladattamento del processo produttivo alle trasformazioni strutturali, - la promozione di un ambiente favorevole in particolare alle PMI e pi in generale alla cooperazione tra imprese ed al potenziamento dellinnovazione, della ricerca, dello sviluppo tecnologico. Se necessario che la Commissione: - definisca orientamenti ed indicatori per gli Stati e per le imprese, - promuova scambi delle migliori pratiche, - controlli e valuti levoluzione della situazione industriale europea per impedire perdite di competitivit, egualmente essenziale che imprese e governi contribuiscano volontariamente al successo della visione industriale dellUE.
(Il Consiglio discuter il 25 novembre 2010 proposte della Commissione sulla strategia industriale nellera della mondializzazione).

Daltra parte opportuno sapere che la Commissione, cos come il Parlamento ed il Consiglio, non possono (per volont unanime espressa da Governi e Parlamenti attraverso il Trattato) imporre con leggi comunitarie una qualsiasi armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari nazionali in campo industriale. Il Trattato di Lisbona impedisce comunque allUE qualsiasi misura non solo che generi distorsione di concorrenza, ma che comporti, a livello comunitario, disposizioni fiscali o disposizioni che ledano i diritti e gli interessi dei lavoratori dipendenti.

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In definitiva non possibile, nel contesto del Governo europeo delleconomia, una Politica industriale centralizzata a livello europeo.

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DOCUMENTI DEL GRUPPO DEI 10 PER UNA UNIONE EUROPEA PIU DINAMICA E FORTE n. 1: Un contributo ai lavori della Conferenza Intergovernativa del 2 semestre 2000 (Giugno 2000). Modifica del Trattato di Amsterdam. Princpi, valori ed obiettivi dellUnione Europea Dimensione e composizione della Commissione Voto nel Consiglio e procedure decisionali Presidenza di turno dellUnione Europea Il Parlamento Europeo Cooperazioni rafforzate Politica estera, di sicurezza e difesa Nuovo modello europeo di governance economica Carta dei Diritti fondamentali dellUnione Europea n. 2: Proposte al Consiglio di primavera a Stoccolma del 23- 24 marzo 2001 (Febbraio 2001).Coordinamento delle Politiche economiche e delloccupazione. n. 3: Un contributo al dibattito sul futuro dellUnione Europea in vista del Consiglio di Laeken del 14-15 Dicembre 2001 (novembre 2001). Lancio della Convenzione Europea Ruolo dei singoli Parlamenti nazionali nellarchitettura europea Delimitazione delle competenze tra lUnione Europea e gli Stati membri Principio della sussidiariet Lo status della Carta dei diritti fondamentali dellUE Semplificazione dei Trattati. n. 4: Contributo particolare alla Convenzione Europea (maggio 2002) Sistema istituzionale UE

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Ruolo internazionale e competenze UE Unione Economica e Monetaria La via verso una Costituzione europea e

n. 5: Contributo particolare alla Convenzione Europea sul consolidamento dellUnione Economica Monetaria (dicembre 2002)

n. 6: Contributo particolare alla Convenzione Europea (febbraio 2003) Politica Estera e di Sicurezza Comune Rafforzamento ed organizzazione della Presidenza di turno Parlamento Europeo e cooperazione intergovernativa Ulteriori riflessioni sullarchitettura istituzionale Tradizioni religiose e cultura laica. Inserimento nel Preambolo del Trattato costituzionale n. 7: Politica di Sicurezza e di Difesa Comune dellUnione Europea (maggio 2003) Oggetto del contributo del gruppo dei 10: le proposte del Praesidium alla Convenzione Larchitettura delle disposizioni sullazione esterna dellUE: Politica Estera e di Sicurezza Comune PESC; Politica Sicurezza e Difesa Comune PSDC; Relazioni economiche-commerciali esterne ecc. La definizione progressiva di una politica di difesa comune Il punto di forza: - cooperazioni strutturate per le missioni UE tra stati membri militarmente pi avanzati La prospettiva finale: la difesa comune quale sbocco della politica comune di difesa n. 8: Trattato che istituisce una Costituzione europea (ottobre 2003) Il progetto della Convenzione europea e le prospettive del negoziato tra i governi

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Il Consiglio Europeo, il Consiglio Legislativo La Commissione Europea Il Parlamento Europeo La Politica Estera e di Sicurezza Comune La Politica di Difesa La Governance economica dellUnione Lintegrazione europea: garantire la continuazione e lo sviluppo del processo

n. 9: La strategia di Lisbona per il rinnovamento economico, sociale e ambientale dellUnione Europea (febbraio 2004) Un contributo in occasione del Consiglio Europeo di Primavera del 25-26 marzo 2004. Occupazione, crescita e competitivit. I. Obiettivo della strategia di Lisbona II. Punti critici dellapplicazione della strategia di Lisbona - Coordinamento delle politiche economiche - il mercato unico di beni, servizi, capitali e lavoro. Le condizioni per sfruttarne le potenzialit - Il mercato unico delloccupazione per creare pi e migliori occasioni di lavoro. La sfida dellinvecchiamento della popolazione - Istruzione e formazione - La dimensione ambientale dello sviluppo sostenibile n. 10: In occasione delle elezioni europee (maggio 2004) Ai cittadini, ai responsabili politici, ai candidati. Le sfide della prossima Legislatura I. Introduzione II. Approvazione del Trattato costituzionale Europeo: - Ruolo e composizione della Commissione - Attuazione della Politica Estera e di Sicurezza Comune - Politica di Sicurezza e Difesa Comune - Acquis comunitario

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Garanzia della continuazione e dello sviluppo dellintegrazione europea III. Politiche nei confronti degli Stati ed Aree prossime al territorio dellUE IV. Attuazione della strategia di Lisbona: competitivit, crescita, migliore occupazione V. Promozione del dibattito su prospettive finanziarie dellUE adeguate alle ambizioni n. 11: I. II. III. IV. V. VI. VII. VIII. IX. X. n. 12: La strategia di Lisbona. La grande sfida economica dellEuropa - Un contributo al Consiglio Europeo di primavera 2005 Introduzione Iniziativa di rilancio della Strategia di Lisbona. Coordinamento comunitario nei settori economia, occupazione, mercato Unione Economica e Monetaria: Patto di stabilit e strategia di Lisbona per la crescita Riposizionamento produttivo europeo Solida area europea di ricerca e di innovazione Circolo virtuoso per maggiori e migliori posti di lavoro modernizzare il modello sociale europeo Invecchiamento attivo della societ Istruzione e formazione Dimensione ambientale dello sviluppo sostenibile: Processo decisionale dellUE: coinvolgimento di imprese, societ civile, collettivit locali Conclusioni -

Valori e interessi dellUE nelle relazioni con il resto del mondo I. Lo status dellUnione Europea nel Consiglio di sicurezza dellOnu: - Ruolo internazionale dellUE - Rapporto del Gruppo ad alto livello sulla riforma dellONU

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II. III. n. 13: Presenza europea nel Consiglio di Sicurezza: art. 306 del Trattato Costituzionale Proposta del Gruppo dei 10 per lo Status dellUE nel Consiglio di Sicurezza Il ruolo dellUnione Europea nel Fondo Monetario Internazionale Introduzione La situazione attuale Un ruolo pi forte dellUE, una presenza pi efficace del FMI Proposta del Gruppo dei 10: una riforma pi incisiva ed un seggio unico per lUE LUnione Europea, gli Stati Uniti, lAIEA ed i programmi nucleari dellIran Introduzione I precedenti nucleari dellIran Liniziativa in Iran di Francia, Germania, Gran Bretagna Il negoziato UE-Iran per un accordo di commercio e cooperazione La posizione del Gruppo dei 10 sui rapporti UE-Iran Ricreare la fiducia dei cittadini europei nel processo di integrazione europea. Cogliere le opportunit di una Unione Europea in evoluzione Introduzione Come difendere il modello sociale europeo Come approfondire la politica comune di difesa Come accelerare la stabilizzazione dei Balcani Occidentali nel cuore dellEuropa

I. II. III. IV.

n.14: Riconquistare la fiducia dei cittadini europei nel processo di integrazione europea. Un percorso a doppio binario per superare limpasse dellUnione Europea.

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I. Introduzione II. Proposta del Gruppo dei 10. Azioni prioritarie: - Riforma della politica economica della Comunit - Impulso alla politica comune esteri, sicurezza e difesa - Una politica comune immigrazione-integrazione e lotta alla criminalit organizzata III. Proposte del Gruppo dei 10. II Seguito del Trattato costituzionale n. 15: LEuropa della politica comune, Esteri, Sicurezza e Difesa I. Introduzione II. Alle origini di una difesa europea III. Attualit della Politica Europea di Sicurezza e Difesa (PESD) IV. Operazioni UE di sicurezza e difesa V. Conclusioni n. 16: Politica energetica comune, proposte al Consiglio di primavera 8-9 marzo 2007 I. Introduzione II. Le principali proposte del Gruppo dei 10: - Lapertura del mercato comunitario dellenergia elettrica e del gas - Mix energetico dellUE, degli Stati membri e delle imprese - Risparmio energetico: consumi di energia razionali e intelligenti - Impedire la degenerazione climatica - Voce unica nella politica energetica esterna dellUE n. 17: Interventi alla Celebrazione del 50 della firma dei Trattati di Roma. 26 Febbraio 2007. Prof. Giovanni Maria Flick Amb. Luigi Vittorio Ferraris On. Filippo Maria Pandolfi

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Amb. Pietro Calamia On. Franco Frattini n. 18: Politica europea ai confini dellUnione. Proposte al Consiglio Europeo di Bruxelles del 21-22 giugno 2007. Sintesi I. Introduzione II. Paesi confinanti: liberalizzare e modernizzare III. Dimensione Nordica: baricentro Russia IV. Sinergia Mar Nero: Hub energetico V. Mediterraneo Sud: Partenariato Strategico - Unione Mediterranea. n. 19: Implicazioni del Trattato di riforma dellUnione Europea (Settembre 2007) Sintesi I. Abbandono del Trattato Costituzionale II. Convocazione della Conferenza Intergovernativa III. Obiettivi del Trattato di Riforma - Salvaguardia delle identit nazionali - Nuovi impegni comunitari: energia clima - Spazio europeo: giustizia e affari interni - La voce dellEuropa nel mondo - Coordinamento delle politiche sociali nazionali - Coordinamento delle politiche economiche nazionali - Riforme istituzionali - Nuovo pi democratico processo decisionale - Nuovo sistema di voto n. 20: Unione Europea: spazio comune sicurezza, giustizia (Febbraio 2008) Sintesi I. Considerazioni iniziali di libert,

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II. Spazio di libert, sicurezza, giustizia - Immigrazione - Libert di movimento per i cittadini - Sicurezza e giustizia III. Iniziative comunitarie nel 2008 IV. Trattato di Lisbona: progressi per libert, sicurezza e giustizia n. 21: La nuova strategia Euro-Mediterranea, (Il Processo di Barcellona: una Unione per il Mediterraneo) Sintesi I. Le decisioni sino ad ora assunte dallUE. II. Obiettivo implicito dellUnione per il Mediterraneo III. Precedenti della nuova iniziativa mediterranea a) Il Processo di Barcellona b) La politica UE di Vicinato IV I problemi da affrontare dallUE a) Le reazioni dei Paesi della riva Sud b) La governance dellUnione per il Mediterraneo Conclusioni n. 22: Il ruolo Internazionale dellUnione Europea Introduzione I. Dottrina europea delle Relazioni esterne dellUE a) Rinnovata partnerschip atlantica b) Russia c) Balcani Occidentali e Turchia d) Cina, India e) ASEAN f) Africa g) America Latina e America Centrale II. Negoziati commerciali Doha III Nuova strategia euromediterranea IV Politica comune Esteri, Sicurezza, Difesa (PESD) a) Interessi strategici dellUnione Europea

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b) Rafforzamento capacit operativa militare Allegato: 21 Operazioni PESD a partire dal 2003 Conclusioni n. 23: Le elezioni europee del 6-7 giugno 2009 I. Perch votare europeo Le ragioni legate alla vita comunitaria B) ragioni legate al ruolo mondiale dellUE - Avvio riforma finanziaria internazionale - Sospensione del conflitto Israele-Gaza - Unione per il Mediterraneo - Patto europeo per limmigrazione - Cessate il fuoco tra Russia e Georgia - Strategia del pacchetto energia-clima - Consolidamento pace dopo i conflitti II. Parlamento Europeo: autonomia strategica dellUE Politica Esteri ,Sicurezza, Difesa III. Le fondamenta dellUnione Europea IV. Il modello attuale di Unione Europea V. I Partiti nazionali e europei Elenco Documenti del Gruppo dei 10 n. 24: Dalla crisi globale e dal si irlandese una Unione Europea rinnovata (5 ottobre 2009) Introduzione generale I. Rafforzare la politica comune Esteri, Sicurezza e Difesa II. Superare lasimmetria moneta-economia III. Attuare Cooperazioni Rafforzate e sviluppare la Cooperazione Strutturata Permanente (Sicurezza e Difesa) Elenco Documenti del Gruppo dei 10 n. 25: Unione Europea rinnovata

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(gennaio 2010) Introduzione I. Exit Strategy dalla crisi globale - Il consolidamento dei conti pubblici - Le politiche del lavoro nella nuova economia europea - Quattro riforme II.Energia eco compatibile - Trattato di Lisbona - Iniziative UE in campo internazionale - Politica energetica comune eco compatibile generatrice di innovazioni tecnologiche e di sviluppo economico - Ricadute del Summit di Copenaghen Elenco dei Documenti del Gruppo dei 10 n. 26: Il Trattato di Lisbona ricreare fiducia nei cittadini Introduzione I Strategia Economica EU 2020 Riflessioni generali Coordinamento, sorveglianza: politiche economiche Formazione e lavoro Istruzione e ricerca II Giustizia, Libert, Sicurezza per i cittadini Emigrazione illegale Cooperazione Sicurezza interna Clausola Solidariet Giustizia unica penale, civile Lotta al terrorismo. Intercettazioni III Pi efficacia alla Politica Estera comune Politica Estera, Sicurezza Comune (PESC) Servizio Diplomatico Europeo Politica Sicurezza e Difesa (PESD) Elenco Documenti del Gruppo dei 10

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n. 27: LUnione Europea si riprende e reagisce alla crisi globale Introduzione A) Il recente passato - La BCE e la stabilit dellEuro - Priorit UE : rigore di bilancio - Posizione UE nel G20 di Toronto - Disinnescata la crisi dellEuro B) Levoluzione in corso - Governo (Governance) europeo delleconomia - Lavoro e occupazione nella Governance economica - Procedure di coordinamento economico - Governance finanziaria: supervisione UE - Approfondimento del Mercato unico Elenco Documenti del Gruppo dei 10