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Raffaele Battaglia

Capitolo 1

Marte
Molto di quanto oggi conosciamo circa labbondanza e la circolazione del vapore acqueo nellatmosfera marziana si basa su osservazioni fatte dalla Terra, dallorbita circumterrestre e da missioni spaziali dedicate. Le immagini della supercie, inoltre, riportano evidenze di un passato in cui la probabile presenza di acqua liquida, gli impatti meteorici e il vulcanismo sono stati le cause che hanno modellato la supercie come oggi noi la osserviamo. Le condizioni climatiche odierne sono ben diverse dallo scenario passato. Latmosfera, infatti, composta quasi esclusivamente da CO2 , ` estremamente secca e raggiunge nelle regioni pi` depresse una e u pressione massima di soli 12 13 mbar. Una costante sospensione di polvere, inoltre, il cui ammontare varia stagionalmente, agisce da termoregolatore inuendo levoluzione dinamica e termodinamica dellatmosfera ed esercita una modellazione della supercie, in combinazione con lazione dei venti. Nonostante il vapore acqueo sia presente, dunque, nellatmosfera come costituente minore (0.03% del volume totale), la sua distribuzione spaziale e temporale svolge un ruolo fondamentale non soltanto come tracciatore delle condizioni climatiche, ma anche come indicatore dei possibili depositi di acqua ancora presenti al di fuori delle regioni polari. In questo capitolo si descrive brevemente lambiente marziano, concentrando la discussione sulle propriet` di interesse per lo svolgimento di a questo lavoro di tesi.

1.1
1.1.1

Propriet` generali di Marte a


Caratteristiche orbitali

Marte ` il quarto pianeta del Sistema Solare. Le principali caratteristiche orbitali sono e riportate nella Tabella 1.1. Giorno siderale Giorno solare medio Periodo di Rivoluzione siderale Semiasse maggiore Velocit` orbitale media a Eccentricit` a Longitudine del nodo ascendente Longitudine del perielio Inclinazione dellorbita rispetto alleclittica Ls del perielio Costante Solare alla distanza media dal Sole 88642.6630.002 s 88775.2 s 668.60 giorni solari marziani 1.52366 U.A. 24.13 km s1 0.0934 49 .59 335 .94 1 .8504 250 .87 588.98 W m2

Tabella 1.1: Caratteristiche orbitali di Marte (Kieer et al., 1992). Ls ` la longitudine e aerocentrica del Sole. Il periodo orbitale di Marte ` circa 687 giorni terrestri e la lunghezza di un giorno e marziano dura 24 ore e 39.6 minuti. Lasse di rotazione ` inclinato di 25 rispetto alla e normale al piano orbitale, cosicch`, come la Terra, anche Marte ` caratterizzato da quattro e e stagioni (vedi Tabella 1.2). Stagioni riferite allemisfero N Primavera Estate Autunno Inverno Longitudine aerocentrica solare Ls = 0 90 Ls = 90 180 Ls = 180 270 Ls = 270 360 Durata 199 giorni 183 giorni 147 giorni 158 giorni

Tabella 1.2: Stagioni marziane e loro durata (Carr, 1996). La durata ` espressa in giorni e terrestri. Data lelevata eccentricit` dellorbita marziana (e = 0.0934), inoltre, la durata delle a varie stagioni varia in modo signicativo. Il pianeta passa dal perielio alla ne della primavera nellemisfero sud (Tabella 1.2), quando il usso solare ricevuto ` 1.45 volte che allafelio. e 4

I fenomeni stagionali caratteristici dellambiente marziano (es.:

tempeste di

polvere planetarie, variazioni stagionali dellestensione delle calotte polari, variazione dellabbondanza di vapor acqueo, etc.) sono indotti in primo luogo dal moto del pianeta lungo la sua orbita particolarmente eccentrica (Figura 1.1). Marte, inoltre, ` caratterizzato da variazioni secolari del suo moto orbitale e di e rotazione, che possono aver inuenzato signicativamente la stabilit` e la distribuzione a dellacqua in supercie. Lestate nellemisfero sud ` oggi pi` corta e calda rispetto a quella nord, ma il moto e u precessionale induce unalternanza fra i due emisferi ogni 51000 anni (Carr, 1996).

Figura 1.1: Orbite marziana e terrestre a confronto (Michaux, 1972). Ls ` la longitudine e solare aerocentrica.

1.1.2

Topograa e propriet` geosiche a

La mappatura della supercie di Marte, ottenuta recentemente per mezzo del Mars Orbiter Laser Altimeter (MOLA), a bordo della sonda spaziale Mars Global Surveyor (MGS), ha 5

fornito dettagli topograci con una precisione assoluta verticale senza precedenti (Smith et al., 2001). Le misure hanno mostrato rimarchevoli variazioni dei rilievi della supercie. Possono essere, infatti, distinte due principali regioni: aree fortemente craterizzate, quasi esclusivamente presenti nellemisfero sud e preservate dai tempi durante i quali il ritmo di impatti meteorici era molto intenso (3.5 miliardi di anni fa) e regioni scarsamente craterizzate, osservabili nellemisfero nord, che sono state rimodellate in tempi pi` recenti. u La grande dierenza di elevazione esistente fra i due emisferi (Figura 1.2) evidenzia unaccentuata dicotomia planetaria fra i due emisferi. Lemisfero sud, infatti si eleva mediamente al di sopra dellemisfero nord di circa 6 km.

Figura 1.2: Prolo topograco di Marte lungo la linea di longitudine 0 . Il polo nord ` a e sinistra della gura (Smith et al., 2001). Allo scopo di dare uninterpretazione alla dicotomia emisferica, sono state formulate molte ipotesi. I seguenti scenari sono considerati fra i pi` plausibili: u assottigliamento della crosta nellemisfero nord dovuto a fenomeni di convezione del mantello (Wise et al, 1979a;b); un periodo primordiale dellevoluzione geologica marziana nel quale erano presenti fenomeni di tettonica a placche (Sleep, 1994); un enorme numero di impatti meteorici avvenuti esclusivamente nellemisfero nord (Wilhelms and Squyres, 1984). I materiali eiettati durante limpatto che ha generato il bacino di Hellas1 , hanno contribuito, inoltre, ad accentuare tale dicotomia.
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Grande bacino da impatto situato nellemisfero sud di Marte (vedi Figura 1.3).

Nonostante la bassa elevazione dellemisfero nord, ` interessante notare che i rilievi e topograci pi` importanti risiedono proprio alle latitudini positive (Figura 1.3): u il complesso dei Tharsis Montes e il pi` alto edicio vulcanico noto nel sistema solare, u lOlympus Mons che si erge circa 26 km al di sopra delle regioni contigue. Di contro, lemisfero sud, mediamente pi` elevato, contiene le due regioni pi` depresse del pianeta, u u Hellas Planitia e Argyre Planitia i cui fondi giacciono ben al di sotto dei 5 km dal datum2 . Massa Volume Raggio Medio (per una sfera di ugual volume) Densit` media a J2 C/MR2 Gravit` superciale ai poli a Gravit` superciale allequatore a Velocit` media di fuga a 6.4185 1023 kg 1.6318 1011 km3 3389.92 0.04 km 3.9335 0.0004 g cm3 1960.454 106 0.345 0.365 3.758 ms2 3.711 ms2 5.027 ms1

Tabella 1.3: Parametri geosici di Marte (Kieer et al., 1992).

1.1.3

Regioni polari

Le regioni polari di Marte sono i maggiori serbatoi di materiale volatile sul pianeta. A causa delle condizioni ambientali, durante il periodo invernale la temperatura raggiunge valori tali da indurre la condensazione dellanidride carbonica (il maggiore costituente dellatmosfera marziana) sulla supercie delle regioni polari. Due calotte, infatti, ricoprono con estensione periodicamente variabile i poli di Marte e le variazioni di dimensione sono scandite dal ciclo stagionale, durante il quale avvengono processi di condensazionesublimazione di CO2 e in misura minore di H2 O. Durante il periodo invernale nellemisfero nord la calotta raggiunge il suo massimo di estensione no a circa 65 di latitudine nord. Linverno meridionale, invece, essendo pi` lungo a causa delleccentricit` dellorbita, ` caratterizzato da una calotta polare che u a e si estende no a latitudini pi` basse, raggiungendo i 50 di latitudine sud. Le misure di u MOLA hanno mostrato che la calotta nord ha uno spessore compreso tra 1.2 e 3 km e il volume per essa stimato ` di 1.2 106 km3 (Zuber et al., 1998). e
2 Livello considerato come zero della scala delle altezze e corrispondente allelevazione dove la pressione atmosferica ` pari a quella di punto triplo dellacqua (6.1 mbar). e

Figura 1.3: Topograa della supercie ottenuta mediante lesperimento MOLA a bordo di MGS (Smith et al., 2001).

Quando nei periodi pi` caldi lanidride carbonica sublima, vengono esposte u allatmosfera due calotte residue di minore estensione, a carattere permanente, la cui composizione dierisce sostanzialmente da quella invernale. Si osservano, infatti, degli spessi depositi sedimentari straticati, la cui composizione si ritiene sia consistente con la presenza di polveri e ghiaccio. Il ghiaccio dacqua ` il costituente primario della calotta e residua nord. Nonostante no a qualche anno fa si ritenesse che la calotta residua sud fosse quasi esclusivamente composta da CO2 (Kieer, 1979), recenti studi suggeriscono H2 O come costituente dominante (Nye, 2000).

1.2

Latmosfera

Nella Tabella 1.4 sono riportate le propriet` principali dellatmosfera di Marte. a Pressione media alla supercie Massa totale Densit` alla supercie a Temperatura media Intervallo di temperature diurne Velocit` del vento a 5.6 mbar 2.17 1016 kg 0.020 kg m3 210 K 184 242 K (VL1) 2 7 m s1 (estate N) 5 10 m s1 (autunno N) 17 30 m s1 (Tempesta di polvere) 43.34 g mole1 150 kg m2 0.1 10

Peso molecolare medio Massa media colonnare Profondit` ottica a

Tabella 1.4: Propriet` siche dellatmosfera di Marte (Kieer et al., 1992). a La conoscenza attuale circa la composizione dellatmosfera di Marte si basa su misure spettroscopiche da Terra e dallo spazio (es.: Maguire, 1977; Bjoraker et al., 1989) e su analisi in situ per mezzo di spettrometri di massa, avvenute durante le missioni Viking 1 e 2 (Nier e McElroy, 1977). Grazie allanalisi degli isotopi di volatili presenti nei meteoriti SNC3 , inoltre, ` stato possibile ottenere un quadro ancor pi` completo sulla composizione e u dellatmosfera marziana e sulle dierenze con quella terrestre.
Meteoriti di origine marziana generati in seguito ad impatti di un corpi di grandi dimensioni con la supercie di Marte. Questi sono generalmente individuate dalla sigla SNC, costruita con le iniziali dei primi tre esemplari ritrovati: ovvero Shergotty (cadute in India nel 1865), Nakhla (cadute in Egitto vicino ad Alessandria nel 1911) e Chassigny (cadute nella regione della Alta Marna in Francia nel 1815).
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Le immagini della supercie forniscono evidenze di un ambiente che in passato era pi` u caldo ed umido, forse grazie anche alla presenza di un intenso eetto serra. Oggi, invece, latmosfera ` estremamente rarefatta, fredda e secca. Essa ` quasi esclusivamente composta e e da anidride carbonica (Tabella 1.5) e le presenti condizioni climatiche sono dominate dal ciclo della CO2 , dal ciclo della polvere e da quello dell H2 O. Le atmosfere di Marte e Terra non dieriscono soltanto per composizione, ma anche per i rapporti isotopici delle specie costituenti (Tabella 1.6). Marte, a causa della minore forza di gravit`, presenta, infatti, una maggiore quantit` relativa di isotopi pesanti rispetto a a alla Terra. Specie CO2 N2 40 Ar O2 CO H2 O 36+38 Ar Ne Kr Xe O3 Abbondanza in volume 0.9532 0.027 0.016 0.0013 0.0007 0.0003 5.3 ppm (parti per milione) 2.5 ppm 0.3 ppm 0.08 ppm 0.04 to 0.2 ppm

Tabella 1.5: Composizione chimica della bassa atmosfera di Marte (Owen, 1992).

Rapporto isotopico 12 C/13 C 14 N/15 N 16 O/18 O 36 Ar/38 Ar 40 Ar/36 Ar 129 Ar/132 Ar D/H

Marte 905 17015 49025 5.51.5 3000500 2.5 (7.70.3)104

Terra 89 272 489 5.3 296 0.97 1.5104

Tabella 1.6: Confronto fra rapporti isotopici di specie marziane e terrestri (Owen, 1992).

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Il valore della pressione varia sensibilmente con il prolo topograco della supericie fra 13 mbar, sul fondo del bacino di Hellas, e 0.2 mbar, sulla cima dellOlympus Mons, ed ` suscettibile di sensibili variazioni con lalternarsi delle stagioni. Levoluzione e delle calotte polari rappresenta uno dei principali meccanismi alla base della variazione ciclica di pressione atmosferica durante un anno marziano. Il lungo inverno, caratteristico dellemisfero meridionale, induce, come gi` descritto, una maggiore estensione della calotta a polare, dovuta soprattutto ad una maggiore quantit` di CO2 condensata. In concomitanza a con il massimo della sua estensione si riscontra un abbattimento globale della pressione no al 30 % del valore massimo. Questo eetto ` chiaramente deducibile dalle misure e eettuate dai lander delle missioni Viking (Figura 1.4).

Figura 1.4: Valori medi giornalieri della pressione atmosferica in supercie registrata dai ` lander Viking 1 e 2 (VL1 e VL2). E, inoltre, rappresentata la deviazione standard per VL1 (in alto). In ascissa ` rapresentato il tempo in giorni solari marziani, riferiti al giorno e 0 (sol 0) relativo a VL1. Nel graco sono evidenti gli eetti di due tempeste planetarie di polvere (S). Con la lettera (T), inoltre, sono indicati eventi occasionali di altra natura (Zurek et al., 1992b)

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A causa della mancanza di una suciente quantit` di ozono, inoltre, il prolo di a temperatura verticale dellatmosfera ` piuttosto dierente da quello terrestre, come e illustrato in Figura 1.5. Tale molecola ` estremamente importante poich inuenza la e e termodinamica atmosferica. La temperatura nello strato pi` basso dellatmosfera terrestre, u la troposfera, diminuisce con laltezza dal suolo ed ` controllata dallo scambio termico con e la supercie e dal rilascio di calore latente di condensazione del vapore acqueo. Nella stratosfera, come conseguenza dellassorbimento della radiazione ultravioletta da parte dellozono, la temperatura presenta uninversione termica. I bassi strati dellatmosfera marziana, in assenza di un contenuto signicativo di polvere in sospensione, sono anchessi termicamente controllati principalmente dallo scambio termico con la supercie. Nellatmosfera di Marte, per`, a causa della mancanza di ozono, non avviene linversione o termica che ` caratteristica della stratosfera terrestre. Un ruolo analogo a quello sostenuto e dallozono sulla Terra, ` svolto dalla polvere in sospensione che, se presente in quantit` e a sucienti, assorbe la radiazione solare e intrappola la componente infrarossa proveniente dalla supercie, scaldando la bassa atmosfera marziana e alterando di conseguenza il gradiente termico. Questo eetto ` stato evidenziato dalle misure eseguite durante le e missioni Mariner 9 e Viking Orbiter. Durante le tempeste planetarie di polvere del 1971 e del 1977 ` stata osservata una riduzione e addirittura uninversione del gradiente di e temperatura con laltezza (Figura 1.5).

1.2.1

Vapor dacqua

Latmosfera di Marte contiene in media 1 2 1015 g di vapor dacqua. Anche quando il vapore ` in condizioni di saturazione, la quantit` di H2 O che latmosfera pu` contenere ` e a o e esigua (300 ppm in volume). Facendo un confronto con il nostro pianeta, dove il volume di acqua precipitabile ` dellordine di 104 km3 , su Marte tale quantit` si riduce a soli 1 2 e a km3 . In altri termini, se tutta lacqua presente in atmosfera precipitasse, ricoprirebbe lintero pianeta con uno strato uniforme dellordine di 106 m. Bench` il vapore acqueo sia un costituente minore dellatmosfera marziana, esso svolge e un ruolo fondamentale. La distribuzione, la variazione di abbondanza e la dinamica del vapore nellatmosfera sono strettamente legate allevoluzione climatica del pianeta e fungono da tracciatori della presenza di possibili sorgenti di H2 O ancora presenti in supercie e al di sotto di essa. Leventuale presenza di acqua su Marte ha unimportanza fondamentale in prospettiva di future missioni umane sul pianeta. Non meno importanti 12

Figura 1.5: Contronto dei proli di temperatura con laltezza dalla supercie di Marte e della Terra. Le linee continue si riferiscono ad una condizione di atmosfera pulita, con un carico di polvere minimo. Le linee tratteggiate e larea scura sono riferite al caso di atmosfera ricca di polveri in sospensione, ricostruito da misure basate su osservazioni infrarosse dal Mariner 9 e misure di radio occultazione dallOrbiter Viking (Zurek et al., 1992a)

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sono le implicazioni di natura esobiologica legate alla sua presenza e abbondanza sul pianeta (nel presente e soprattutto nel passato). Nonostante lH2 O atmosferica sia presente in tracce, grazie alle basse temperature caratteristiche dellambiente marziano, il vapore acqueo spesso raggiunge le condizioni di saturazione. La pressione media alla supercie, molto prossima a quella di punto triplo dellacqua (6.1 mbar), rende inoltre altamente improbabile la persistenza di acqua allo stato liquido (Figura 1.6). e sublimazione. Il ciclo dellacqua su Marte consiste, dunque, quasi esclusivamente in fenomeni di scambio fra atmosfera e supercie mediante condensazione

Figura 1.6: Schema rappresentativo del diagramma di fase dellacqua, con la nestra di possibilit` di acqua liquida sulla supercie marziana (area in rosso). a Molto di quanto conosciamo sulla circolazione del vapor dacqua in atmosfera marziana deriva da osservazioni fatte dalla Terra (es.: Clancy et al., 1992), dal Mars Atmospheric Water Detection (MAWD) a bordo delle missioni Viking (Jakosky e Farmer, 1982) e dal Thermal Emission Spectrometer (TES) a bordo del Mars Global Surveyor (Smith, 2002). Lesperimento MAWD ha fornito una copertura spaziale quasi totale per pi` di u un anno marziano (1977-1978), che ha permesso di ricostruire le variazioni stagionali dellabbondanza di vapore acqueo e la circolazione su scala planetaria (Figura 1.7). 14

Lo strumento ha misurato lassorbimento della radiazione solare,

da parte

dellatmosfera, nella banda a 1.4 m, dal quale ` stato possibile derivare labbondanza e di H2 O atmosferica. I dati confermano che il contenuto di acqua in atmosfera si aggira intorno al valore equivalente precipitabile di poche decine di m (pr-m), per una media annuale di 10 pr-m. I valori pi` alti sono osservati nellemisfero nord durante lestate u (LS = 90 120 ), quando labbondanza, in prossimit` del polo N, raggiunge valori di 90 a pr-m. Durante la primavera nellemisfero nord (Ls = 0 ) la distribuzione in latitudine del vapor dacqua ` quasi uniforme, variando da 1 pr-m, per le alte latitudini S no a 10 pr-m e da 25 N al polo Nord. Con lavanzare della primavera nellemisfero nord, lincremento della temperatura media induce la sublimazione della CO2 , generando la ritrazione della calotta N e lesposizione allatmosfera della calotta residua composta di ghiaccio dacqua. Alla longitudine aerocentrica solare Ls 120 , le temperature possono superare di giorno i
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200 K (temperatura intorno alla quale si ha il punto di frost

dellacqua sulla supercie di

Marte) e labbondanza di vapore nellemisfero nord raggiunge il suo massimo. Da questo periodo in poi, grazie ai meccanismi di trasporto atmosferico, il picco di densit` del vapore a si estende verso le latitudini meridionali, no allequatore. Nella seconda met` dellanno, a invece, lo strumento MAWD ha registrato eventi meno signicativi (Figura 1.7). Recenti risultati ottenuti mediante il TES-MGS (Smith, 2002) mostrano un massimo di abbondanza del vapore nellemisfero nord (100 pr-m), confermando le osservazioni con MAWD. Anche in questo caso, per Ls > 120 , con lavanzare della longitudine aerocentrica solare, il picco di abbondanza si estende no allequatore. Labbondanza di vapore, inoltre, presenta un massimo esteso fra Ls = 180 e Ls = 210 , proprio alle latitudini equatoriali (Figura 1.7). Nel periodo coincidente con linverno e la primavera a sud si osserva un graduale incremento dellabbondanza dovuto al trasporto atmosferico da nord a sud. Unanalogia fra i dati TES-MGS e MAWD ` stata riscontrata anche nella riduzione e dellabbondanza di vapore acqueo osservata nellinverno dellemisfero nord. I dati MAWD non mostrano, per`, la presenza del massimo osservato dal TES-MGS nellemisfero o sud durante il periodo estivo (Figura 1.7). Tale discordanza pu` essere attribuita alla o presenza di due tempeste di polvere intorno a Ls = 205 Ls = 274 avvenute durante le missioni Viking. I dati MAWD, infatti, sono certamente aetti da fenomeni di scattering della radiazione solare da parte della polvere e dei cristalli di ghiaccio in sospensione
Punto di brina. La temperatura di frost dellH2 O dipende dalla pressione parziale di vapore e dunque il suo valore ` suscettibile di variazioni dipendenti dallabbondanza del vapore acqueo per unit` di volume. e a
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nellatmosfera (Farmer et al., 1977; Davies, 1979; Jakosky e Farmer, 1982). Rispetto alle lunghezze donda utilizzate nelle misure di MAWD (1.38 m), linuenza dello scattering da parte della polvere ` meno rilevante alle lunghezze donda osservative di TES ( 30m). e

Figura 1.7: Quantit` di acqua precipitabile espressa in m (pr-m) in funzione della a stagione e della latitudine per le misure TES (in alto) e per le misure MAWD (in basso) (Smith, 2002). Il massimo di 40 pr-m (Ls 290 ), misurato da TES-MGS, ` consistente con e

i dati ricavati da osservazioni dalla Terra (Barker et al., 1970), che hanno evidenziato abbondanze pari a 20 30 pr-m durante lestate sud. In altri periodi dellanno marziano, labbondanza di vapore acqueo misurata da TES-MGS ` mediamente superiore del 20 e 30 % rispetto ai valori delle misure MAWD. Un importante risultato ` stato ottenuto mediante la rimozione degli eetti topograci e dai dati del TES-MGS, riferendo labbondanza di vapore acqueo al valore di pressione della supercie pari al punto triplo dellacqua (6.1 mbar). Questa procedura ha fornito 16

una distribuzione media annuale dellabbondanza di H2 O atmosferica indipendente dalla topograa. Tali eetti non erano stati considerati nellanalisi dei dati MAWD (Jakosky e Farmer, 1982), nei quali era stata stimata una notevole dierenza fra le alte latitudini nord e quelle sud. Il valore medio annuale di contenuto di vapor acqueo, riconsiderato dai dati TES nei termini sopra descritti, ` 17 pr-m nella banda di latitudini Ls = 10 S e 40 N e 12 pr-m altrove (Smith, 2002). La dierenza stagionale di abbondanza e circolazione del vapore fra gli emisferi potrebbe essere attribuita alla dierenza di elevazione del livello di condensazione durante un anno marziano (Smith, 2002). Vicino al perielio il livello di condensazione ` e relativamente alto (> 30 km) e il vapor acqueo pu` essere trasportato da sud a nord, o senza condensare in cristalli di ghiaccio, mediante trasporto tramite cella di Hadley5 . Al contrario, in prossimit` dellafelio, il livello di condensazione ` molto pi` basso (10 15 a e u km) e il vapore acqueo rimane connato ad altezze pi` basse. Questi risultati sono stati u confermati dall Hubble Spece Telescope, mediante il quale, durante lestate nellemisfero nord, sono state osservate frequenti formazioni di nubi a basse latitudini e ad altezze comprese fra 5 e 10 km (James et al., 1994; Clancy et al., 1996). Linsieme dei dati MAWD, TES e quelli ottenuti dalla Terra (Barker et al., 1970; Clancy et al., 1992; 1996) suggerisce una sostanziale variabilit`, negli anni, a dellabbondanza di H2 O, particolarmente nellemisfero sud (Jakosky e Barker, 1984). Tale variabilit` potrebbe essere connessa alla persistenza o scomparsa della calotta polare a residua sud, composta di CO2 , che potrebbe preservare in particolari anni (come ad esempio durante le missioni Viking) il contenuto di H2 O al di sotto di essa (Kieer, 1979; Jakosky e Haberle, 1992). In particolari anni, invece, come suggeriscono osservazioni telescopiche che mostrano abbondanze di vapore acqueo simili fra estate nord e sud (Barker, 1970), la calotta residua a sud pu` dissiparsi completamente, esponendo il o ghiaccio dacqua. Nel 1969, ad esempio, labbondanza di acqua ha raggiunto valori no a sei volte maggiori rispetto a quelli riscontrati nei dati Viking (Jakosky e Barker, 1984) Lunico strumento che ha eettuato no ad oggi misure del contenuto di vapore acqueo dalla supercie di Marte ` lImager for Mars Pathnder (Titov et al., 1999). Mediante e lImager for Mars Pathnder (IMP) ` stata stimata unabbondanza di 6 4 pr-m dalla e supercie, pari a circa la met` del valore misurato da MAWD e TES-MGS per lo stesso a
La cella di Hadley ` originata dal riscaldamento dellatmosfera che provoca un moto convettivo e ascendente alle latitudini pi` calde e discendente verso le latitudini pi` fredde. u u
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periodo dellanno. La ragione di tale discrepanza ` probabilmente dovuta alla variabilit` e a spaziale e diurna del contenuto di vapore acqueo. IMP ha, infatti, eseguito le misure soltanto al sorgere e tramontare del Sole. A causa del contributo dovuto agli scambi fra il regolite6 e latmosfera, per`, il maggiore incremento dellabbondanza di vapore acqueo ` o e atteso proprio nelle ore centrali diurne. Tale discrepanza pu`, dunque, essere considerata o ragionevole. Tentativi di fornire stime sulla presenza di ulteriori sorgenti di vapore acqueo sulla supercie o al di sotto di essa, hanno avuto risultati limitati e di natura esclusivamente qualitativa. Sviluppi teorici sullo scambio di H2 O fra supercie e atmosfera (Davies, 1981; Jakosky, 1984a,b; James, 1985; Haberle e Jakosky, 1990) hanno parzialmente fallito il tentativo di riprodurre le variazioni di abbondanza stagionale di H2 O osservata. La presenza di vapore acqueo in atmosfera deve essere certamente reinterpretata sulla base non soltanto degli scambi fra le sorgenti polari e latmosfera, ma anche in termini di interscambio fra dierenti sorgenti (es.: regolite marziano). Una delle questioni pi` u importanti che emerge dalle misure ottenute ` la grande dierenza nella circolazione del e vapore acqueo nei due emisferi. Il declino stagionale dellabbondanza di vapore acqueo durante lestate sud avviene in modo diverso rispetto allestate nord, quando si osserva una netta migrazione del vapore verso le latitudini pi` meridionali. Resta, inoltre, da u chiarire linterrogativo se, durante un ciclo annuale, sussiste un equilibrio di scambio di vapore fra i due emisferi oppure se, su lunghi periodi di tempo, avviene un trasporto sbilanciato e unidirezionale di vapor dacqua, con un guadagno netto di H2 O da parte di un emisfero a discapito dellaltro (Davies, 1981; James, 1985; Jakosky e Haberle, 1990). A tuttoggi nessuna misura diretta del contenuto di vapore acqueo ` stata eettuata. e Misure dirette dalla supercie, che siano distribuite temporalmente e spazialmente sul pianeta, sembrano oggi lunico mezzo per una pi` chiara comprensione del complesso ciclo u dellH2 O marziana.

6 Strato incoerente di detriti dovuto a processamento da parte di fenomeni meteorologici, bombardamento da meteoroidi, etc.

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