Sei sulla pagina 1di 3

Trento, 16 luglio 2012 Prot. n.

406780/2012/A032/LZ

Osservazioni preliminari in ordine all'articolo 15 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95 Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini in materia di tutela della salute

La Provincia autonoma di Trento titolare, in base allo Statuto di autonomia della Regione Trentino - Alto Adige /Suedtirol e alla costante e consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale, di una competenza legislativa e amministrativa "rinforzata" in materia di tutela della salute. Competenza che si caratterizza in modo del tutto specifico nell'intero panorama regionale anche grazie al totale autofinanziamento provinciale del servizio sanitario provinciale senza alcun onere a carico del bilancio dello Stato. Grazie all'autonomia normativa, da una parte, e al totale autofinanziamento del servizio sanitario provinciale, dall'altra, la Provincia autonoma di Trento ha organizzato e via via consolidato nel tempo il servizio sanitario provinciale caratterizzato da elevatissimi standard di qualit per il soddisfacimento e la tutela del diritto alla salute dei cittadini, bene di rilevanza costituzionale ai sensi dell'articolo 32 della Costituzione. Tale organizzazione e consolidamento dei servizi ha avuto sempre riguardo, oltre al citato pieno soddisfacimento dei bisogni di salute dei cittadini, all'equilibrio economicofinanziario di bilancio del settore sanitario e dell'azienda provinciale per i servizi sanitari e alla corretta gestione delle risorse. Aspetti fondamentali questi per comprendere l'attuale situazione e la promozione, grazie a un'attenta istruttoria in sede di programmazione sanitaria e una costante attenzione alla compatibilit finanziaria, degli elevati standard di servizi e prestazioni sanitarie, riconosciuti in tutte le indagini e studi comparativi fra le diverse regioni d'Italia. In definitiva crediamo sia proprio questa la questione centrale: si tratta infatti di migliorare i servizi sanitari di tutte le Regioni italiane, di "efficientarli" anche sotto il profilo specifico dell'impiego appropriato delle risorse, non di "smantellare" servizi di elevata qualit erogati sempre garantendo l'equilibrio finanziario. Diversamente invece che promuovere il costante miglioramento dei servizi sanitari, favorendone

l'allineamento verso l'alto, si introdurrebbe un livellamento verso il basso con chiaro pregiudizio del diritto costituzionalmente garantito della tutela della salute dei cittadini. Le disposizioni di cui all'articolo 15 del decreto legge n. 95 del 2012 impongono oneri a carico delle Regioni, e in qualche caso, specificamente anche alla Provincia autonoma di Trento, del tutto incompatibili con le competenze riconosciute a livello costituzionale alla medesima Provincia autonoma di Trento. In particolare, la Provincia autonoma di Trento, nell'ordinamento costituzionale, ha uno status del tutto particolare che deriva da tre importanti elementi: a) dall'articolo 9 dallo Statuto di autonomia, e dalle relative norme di attuazione, che riconoscono una competenza rinforzata in materia di tutela della salute, cos come interpretate anche in modo specifico dalla Corte costituzionale nel corso degli anni; b) dall'autofinanziamento del servizio sanitario provinciale, senza alcun onere a carico del bilancio statale, e quindi senza alcuna partecipazione alla ripartizione del fondo sanitario nazionale; c) dall'articolo 79 dello Statuto di autonomia, in base al quale la Provincia autonoma di Trento provvede alle finalit di coordinamento della finanza pubblica recate da disposizioni statali nell'ambito dell'adeguamento della propria normativa ai "principi" in esse contenute e che in ogni caso le disposizioni statali inerenti l'attuazione degli obiettivi derivanti dal patto di stabilit interno non trovano applicazione sul territorio provinciale. L'articolo 79 dello Statuto di autonomia stato peraltro modificato alla fine dell'anno 2009, sulla base di un accordo giuridicamente vincolante fra la Provincia autonoma di Trento e il Governo, a fronte di un notevole ridimensionamento delle entrate provinciali e in ragione del quale stata riconosciuta alla Provincia autonoma di Trento piena autonomia nella determinazione degli ambiti e dei livelli di spesa. Gli elementi indicati si integrano a vicenda, posto che la garanzia che la Provincia autonoma di Trento possa perseguire gli obiettivi di contenimento della spesa a prescindere da prescrizioni date a livello statale coerente con il fatto che autonome valutazioni in materia a livello provinciale non incidono in alcun modo sulla ripartizione del fondo sanitario nazionale. Quanto precede riguarda gli aspetti di garanzia formale, riconosciuti alla Provincia autonoma di Trento da norme di rango costituzionale che risultano strumentali a garantire l'autonomia decisionale nell'ambito della politiche a tutela del diritto alla salute. Autonomia che si estrinseca, in questa materia, sotto i particolari profili della programmazione sanitaria e dell'organizzazione dei relativi servizi, anche a fronte di specifiche caratteristiche orografiche e geografiche del territorio trentino. Peraltro, si crede in modo responsabile, si condivide l'obiettivo generale della qualificazione della spesa sanitaria. Tale obiettivo, per, deve essere perseguito dalla

Provincia autonoma di Trento, mediante un'azione effettuata non in base a parametri e specifiche misure elaborati a livello centrale ma, nel rispetto del quadro prima sinteticamente descritto con particolare riferimento all'articolo 79 della Statuto di autonomia, mediante proprie autonome misure, mantenendo in capo alla Provincia l'autonomia di programmazione e organizzazione che rappresenta la modalit con cui tale obiettivo viene raggiunto. La Provincia autonoma di Trento ritiene poi del tutto incompatibili con le proprie prerogative statutarie la disposizione di cui al comma 22 dell'articolo 15 del decreto legge n. 95 del 2012, il quale prevede che, a fronte dei risparmi di spesa ottenuti in relazione a quanto previsto dall'articolo 15, le somme corrispondenti debbano essere trattenute a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali ad essa spettanti. E' sufficiente ricordare in proposito che lo Statuto di autonomia individua espressamente le entrate spettanti alla Provincia e non prevede in alcun modo la possibilit di accantonare parti di tali entrate in relazione ad obiettivi determinati a livello statale in generale o, come nel caso di specie, relativi alla spesa sanitaria. Cordiali saluti - dott. Ugo Rossi -