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Sguardi sul seno Poesia del corpo e della vita

di DANIELE PICCINI

Sguardi sul seno


e osservata senza limiti di tempo e di spazio, attraverso i secoli e le civilt, la poesia pu perdere molto della sua tecnica riconoscibilit, del suo specico valore linguistico ed euristico e, in qualche modo, mutarsi in una delle possibili cartine di tornasole del volgere delle idee, delle concezioni estetiche e morali, delle condizioni di vita, come un fatto eminentemente culturale. quel che accade di vericare a chi voglia accettare linvito (e la sda) di Alfonso Maria Pluchinotta a inoltrarsi in una scelta di poesie che dalle civilt primitive e antiche ai contemporanei, passando di scorcio per i classici e approfondendo le letterature moderne, si sono occupate, con diverso segno, intenzione e prospettiva, del seno. Non un caso, per quanto appena detto, che lautore di questa scelta di testi, intitolata Il seno in-cantato. Antologia di poesie sul seno (Crocetti, Milano 2005, settimo volume della ormai ricca e variegata collana Anthologia, quasi un caleidoscopio, una bussola enciclopedica del mondo sotto specie poetica), sia non un critico o uno storico della letteratura, bens un chirurgo oncologo, appassionato ricercatore di testi che possano intrecciare il discorso umanistico con quello anatomico, siologico e appunto latamente culturale. Non nuovo a queste imprese, a cavallo tra il collezionismo enumerativo, la curiosit storico-scientica e il gusto per la variazione letteraria su tema dato, Pluchinotta aveva curato due anni fa per le stesse edizioni Crocetti unanaloga antologia poetica sul particolare anatomico, forse meno parlante culturalmente, della mano (Versi alla mano, 2004). E quanto al seno, Pluchinotta approda a tanto vasta ricognizione in versi dopo esser passato, da vero cultore e specialista dellargomento, attraverso una monograa di taglio storico come Storia Illustrata della Senologia - Tra Scienza e Mito (Ciba-Geigy Edizioni, Saronno 1989) e il catalogo della mostra da lui curata Incanto e Anatomia del Seno (Charta, Milano

1997), cos che nel complesso le trouvailles dellautore sembrano voler disegnare, attraverso linguaggi e strumenti di rilevazione differenti, una sorta di storia antropologica e sociale del seno o, meglio, della sua rilevanza culturale nel corso delle civilt. Quel tanto di feticistico che giocoforza alberga nelloperazione viene bilanciato proprio dalla vastit di orizzonti per cui il motivo viene inseguito. Nel setaccio del ricercatore, a maglie ora pi larghe ora pi strette, si depositano cos reperti che parlano di verit diverse, lontane e disparate, di punti di vista e assilli affatto distanti, convincendoci alla ne che il particolare anatomico ma anche simbolico del seno ha una tale rilevanza vitale e culturale da non poter essere in alcun modo ridotto a poche essenziali categorie, ma da prestarsi piuttosto a una innita serie di sensi riposti, di incanti (per stare alla suggestione del titolo) e anche di paure. Come segnalato allinizio, insomma, e come gli interessi del curatore suggeriscono, questo volume attraversa solo tangenzialmente la letteratura, come uno dei campi del conoscere e dellesprimersi umano, per poi toccare e a volte sconnare in settori dindagine e di interesse diversi: la psicanalisi, il mito, la storia sociale (appunto), la storia del costume, ma anche la retorica e naturalmente la medicina. Dato persino ovvio se solo si pensa alla selva di signicati e rimandi cui il seno d origine, preso tra la funzione siologica ed essenziale dellallattamento (dunque la maternit), la sua valenza estetica ed erotica di oggetto del desiderio e di arma di seduzione e, daltra parte, la sua natura di particolare anatomico distintivo della donna, in qualche modo emblematico del ciclo di oritura e declino. Proprio linerenza al ciclo vitale quella che ha sempre mosso le culture e i singoli a confrontarsi in forma artistica, mitica, fantastica con la sua potenza e la sua fragilit, nesso, a quel che la lettura suggerisce, indistinguibile, come in fondo accade di tutte le cose

della vita se guardate con lente accurata. La oritura e la fertilit dei seni hanno generato catene di metafore fermentanti, allusive spesso alla natura: celebri e fondative quelle del biblico e insuperato testo amoroso-spirituale del Cantico dei cantici, per cui i seni sono come due cerbiatti, grappoli di datteri e duva, torri, mentre secondo il mito greco dai seni di Giunone che allattava il piccolo Ercole sarebbe spruzzato il latte che nel cielo and a formare la Via Lattea. Se di questo aspetto generativo e fertile dnno conto soprattutto alcune delle tredici sezioni, appendici incluse, in cui il materiale poetico diviso da Pluchinotta e sono I colori delle metafore e Le fonti del latte , altre si soffermano sullo sorire e lo spegnersi del otto vitale, sul Declino delle forme appunto, che pu dettare testi elegiaci, sarcastici o amaramente meditativi. Corollario doloroso e non pi naturale (cio inerente al ciclo vitale) ma proprio patologico di tale specola dato dalle poesie, tutte moderne e contemporanee e tutte scritte da donne, che si soffermano sullesperienza, la pi vicina professionalmente al curatore, del seno malato (Il seno ferito). Ma anche qui si pu risollevare, dun balzo, la resistenza vitale e unombra mitica, come il ricordo delle guerriere amazzoni (che si recidevano, per poter meglio usare larco, il seno destro), quanto accade nel testo di Deena Metzger, Non ho pi paura: Non ho pi paura degli specchi nei quali vedo il segno dellAmazzone, che scaglia frecce. / Vi una sottile linea rossa che attraversa il mio torace, l dove era entrato un coltello, adesso / un ramo circonda la cicatrice e si porta dal braccio al cuore. / [] / Ho il corpo di un guerriero che non uccide n ferisce. / []. Lesperienza, ora trasgurata come qui, ora invece descritta con minuzia allucinata, della malattia e dellintervento chirurgico ci porta su uno dei fuochi di questo lavoro antologico, vale a dire il dar parola alla voce femmini3

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le, alla donna in dialogo e in sussultante intimit con il proprio corpo (nella sezione Le lune del paradiso. Sguardi al femminile ma anche nella gi citata Le fonti del latte). C lesperienza ineguagliabile di farsi cibo per il piccolo, di scorrere nelle sue vene, come dice in Mio piccolo cannibale Marie Nol: [...] / Bevi, avido mio piccolo, colma la tua fragilit / Di me che mi chino e ti sono riversata. / Capta questo latte caldo, e il tuo aver tratto / La gemma della mia mammella Ah! tu mi ferisci! // Conoscevo la dolcezza di essere ferita, / Aperta e sanguinante come unarancia viva / Che si scioglie in miele, non pi sotto la gengiva, / Nientaltro lasciato alla gola oltre a una gioia? // Adamo! Adamo! la dolcezza di essere mangiata, / Chi la conosceva? Chi conosceva il supplizio caro / Desser la sorsata commovente a scivolare / E trascinarmi tutta, nel mio piccolo mutata?; e c la scoperta dei seni come ne della fanciullezza, iniziazione a una vita adulta spesso violenta e sterile, alla ricerca frustrata di amore: [...] / Piccole madri dice Tess Gallagher ai suoi seni , non trovo gli per voi. / Li ho cercati in un uomo / che si muoveva nellaria come un dio. / Mi portava nuvole / e le stelle che gli avanzavano dalle sue avventure. / Un altro mi baci su un molo, in Georgia, / ma cera sangue sulle sue mani / e whiskey puzzolente nel vento. Lultimo / ha fatto di me una bugiarda nch ho rubato / quel che non potevo vincere. Amori miei, / cos questo specchio in cui mi avete lasciata? // Ve lo avrei potuto dire subito / che i guai sarebbero venuti / da altre mani, che bocche aguzze / vi avrebbero scovate l dove dormivate. / Ma di sicuro fredde pene ve ne ho fatte / patire anchio come gli altri, / ho dovuto fare molta strada e accidentata, / per arrivare a questa morbidezza. / Miei bravi pagliacci, come potevo immaginare che per tutto questo tempo / sono state le vostre grazie pasticcione a tenermi in vita / mentre il cielo era un sogno sfortunato. Se questo lintimo dialogo al fem4 minile, certo non mancano gli sguardi maschili. La letteratura galante, erotica, amorosa sul seno descritto e cantato dagli uomini rappresenta anzi il grosso della tradizione (in prosa si arriva no al limite dellonirica metamorfosi delluomo in una ghiandola mammaria, come immaginato, per una metamorfosi kafkiana, da Philip Roth in The Breast, del 1972). In tutto il nostro Medioevo e oltre esisteva un preciso canone per la rappresentazione della bellezza femminile: per ogni parte del corpo, descritto dallalto verso il basso, cera una norma di bellezza e decenza e una serie, quasi ssa, di metafore e paragoni che nei testi pi analitici e descrittivi (altro il discorso per le vaghe e sublimi gurazioni stilnovistiche e petrarchesche) non potevano che essere variati a piacimento e montati con maggiore o minore abilit. Quella stessa serie ssa che nel Quattrocento arriva nelle mani di abili cultori e viene trasgurata in forma parodica, nel genere celebre e gustoso della poesia nenciale (il caposaldo La nencia da Barberino, attribuita a Lorenzo il Magnico), e che ancora riorisce, virtuosistica e concettosa, nellinsuperabile gioco maraviglioso di Marino (modello a tantaltra poesia barocca del genere), che ci ha lasciato qualche manierata descrizione del seno, come nellottava 40 del canto IV dellAdone: Che dir poi del candidetto seno, / morbido letto del mio cor languente? / cha bei riposi suoi, qualor vien meno, / duo guanciali di gigli offre sovente? / Di neve in vista e di pruine pieno, / ma neleffetto foco e amma ardente; / e lincendio, che n lor si nutre e cria, / le salamandre incenerir poria. Ma, anche dal punto di vista dellosservazione esterna, non tutto retorica, convenzione, topos. Si possono, anche negli sguardi al maschile, soprattutto in epoca moderna, cogliere signicativi graci psicologici dello scrivente, che rinviano a vitalismo o inibizione, ardore desiderante o senso di esclusione. Basta prendere ad esempio come reagenti i due grandi del nostro Decadentismo, che anche da questo parziale punto di vista fanno risaltare lopposizione dei loro immaginari. Giovanni Pascoli nel brano antologizzato dai Filugelli, nei Nuovi poemetti, d voce ad una fantasticheria, che conferma il quadro di esclusione e rverie proprio del fanciullino (I lugelli, Canto primo, V: Ma tu ti sganci il candido corsetto, /o bionda Rosa. Fuori chiaro il sole, / e due colombi tubano sul tetto. // Ti slacci il busto. Odore di vole / bianche nellorto. Oh! lascia come prima. / Bello come . Non altro or ci vuole. // Ci son due bocci chhanno il rosso in cima). Da parte sua, DAnnunzio, n dal giovanile Primo vere e poi con costanza, esprime un ardentissimo e panico desiderio di possesso, uno slancio ebbro e pagano, che fa orire di continuo immagini di sensualit: io voglio voglio su l tuo seno turgido / morir morire, o Lilia!; Il seno latteo nudo risveglia / i desiderii: sotto la cerula / clamide tumideggia / leterea forma e palpita (entrambi i passi da Primo vere); Bei seni da la punta erta orenti, / su cui mi cade a lalba il capo stanco / allor che ne supremi abbattimenti / del piacere io mirrigidisco e manco (da Intermezzo), ecc. Venendo pi prossimi a noi, si possono leggere i testi diversamente intonati di Giovanni Raboni e di Giovanni Giudici: il primo, in Supina da Cadenza dinganno, ferma un momento di dolcezza e di abbandono non pi sensuale ma quasi sororale nellamata; il secondo nella bellissima Alla beatrice (dal volume del 1972 O beatrice) d una prova altissima del suo gergo allincrocio tra memoria letteraria e lingua comune, tra oggettualit e onirismo della visione, trasgurando i seni oltre tutto nella beatrice della tradizione e in un Leitmotiv da lastrocca colta in luoghi antropologici e allusivi, forme innite e irriducibili della bellezza e del suo consistere nel grigiore quotidiano.
Daniele Piccini

Sguardi sul seno

Cantico dei Cantici

GIOVANNI RABONI
Supina
Se ti metti supina diventa, calmandosi, solo dolcezza il peso del tuo seno. Di colpo non c bisogno di nasconderlo, non si pu pi giocare perch tenero e spento e innocente e basta.

I tuoi seni sono come due cerbiatti, gemelli di una gazzella, che pascolano fra i gigli. 7, 8-9 La tua statura rassomiglia a una palma e i tuoi seni ai grappoli. Ho detto: Salir sulla palma, coglier i grappoli di datteri; mi siano i tuoi seni come grappoli duva e il profumo del tuo respiro come di pomi. 8, 10 Io sono un muro e i miei seni sono come torri! Cos sono ai suoi occhi come colei che ha trovato pace!

GIOVANNI GIUDICI
Alla beatrice
Beatrice sui tuoi seni io ci sto alla nestra arrampicato su una scala di corda affacciato dal fuori in posizione precaria dentro i tuoi occhi celeste vetro dentro i tuoi vizi capitali dentro i tuoi tremori e mali Beatrice sui tuoi seni io ci sto a spiare ci che fanno seduti intorno a un tavolo i tuoi pensieri su sedie di paglia ospiti appena arrivati o sul punto di partire raccolti sotto la lampada gialla uno che ride uno che ascolta e uno che parla Beatrice dai tuoi seni io guardo dentro la casa dalla notte esteriore superstite luce nella selva selvaggia che a te conduce dalla padella alla brace estrema escursione termica che mi resta pi fuoco per me tua minestra Beatrice costruttrice della mia beatitudine infelice Beatrice dai tuoi seni io vengo a esplorare com la stanza dove abitare se convenienti vi siano i servizi e sufciente lordine prima di entrare se il letto sia di giusta misura per lamore secondo natura Beatrice dunque di essi non devi andare superba pi che dellerba il prato su cui ci sdraiamo potrebbero essere stracci non ostentarli 5

DEENA METZGER
Non ho pi paura
Non ho pi paura degli specchi nei quali vedo il segno dellAmazzone, che scaglia frecce. Vi una sottile linea rossa che attraversa il mio torace, l dove era entrato un coltello, adesso un ramo circonda la cicatrice e si porta dal braccio al cuore. Un ramo coperto di verdi foglie dove appesa luva e vi appare un uccello. Sento che quello che cresce in me adesso vitale e non mi nuoce. Penso che luccello stia cantando, poco mimporta di alcune mie ferite. Ho disegnato il mio seno con la cura riservata ad un mosaico miniato. Non mi vergogno di fare lamore. Lamore una battaglia che posso vincere. Ho il corpo di un guerriero che non uccide n ferisce. Sul libro del mio corpo per sempre ho inciso un albero.
Traduzione di Alfonso Pluchinotta

Sguardi sul seno


per tesori da schiudere a viste meravigliate i tuoi semplici beni di utilit strumentale mi servono da davanzale Beatrice dal verbo beare nome comune singolare

HO XUAN HUONG
La fanciulla che dorme di giorno
Nel fremito incostante della brezza destate, La fanciulla si distende e subito sassopisce. Il fermaglio di bamb scivola dai suoi lunghi capelli, I lacci del suo corsetto rosa si sciolgono sotto la cintura. Sulle due colline del Paese delle Fate, si ferma quieta la rugiada, In quel ruscello magico, la corrente sembra addormentata. A quella vista luomo si ferma indeciso, Turbato se andare, anche se pi sconveniente sarebbe restare.
Traduzione di Alfonso Pluchinotta

RAINER MARIA RILKE


[Che fortuna portare due piccoli seni]
Che fortuna portare due piccoli seni verso qualcuno, verso lignoto Due piccoli seni che dicono: forse domani e che, senza nulla di pi, sono felici. Tra loro il medaglione con la dolce immagine della madre riposa; diresti che la sua protezione li separa, questi due seni, perch la giovane non osa sentirli tutti e due insieme, questi piccoli seni giovanili che si devono portare a qualcuno, allignoto, e che vivono un po allinsaputa di chi li porta. Vogliono farla felice, questi due piccoli seni innocenti che resistono ai venti della vita? Questi piccoli seni testardi, rivestiti duna parvenza di lutto al quale oppongono, sotto impercettibili allarmi, le loro tenere esigenze di rose coperte.
[Quelle chance de porter deux petits seins]. Quelle chance de porter deux petits seins / vers quelquun, vers linconnu / Deux petits seins qui disent: peut-tre demain / et qui, sans rien de plus, / sont heureux. Entre eux le mdaillon / avec la douce image de la mre repose; / on dirait que sa protection / les spare, ces deux seins, pour que la jeune lle nose / les sentir tous les deux la fois, / ces petits seins juvnils que lon doit / porter quelquun, linconnu, / et qui vivent un peu linsu / de la porteuse. / Vont-ils la rendre heureuse, / ces deux petits seins innocents qui rsistent aux vents / de la vie? Ces petits sein ttus, / dun semblant de deuil revtus / contre lequel ils posent, / sous dimperceptibles alertes, / leurs tendres demandes de roses / couvertes. Traduzione di Chiara De Luca

GIOVANNI PONTANO
Del petto splendente di Lucilla
Quando le agili dita ammiro e lago, lesperte mani e il lavoro ammiro, con fuggevole occhio, dimprovviso, tra le bende, le poppe vedo Cosa ho visto, vedo, o credo vedere? Ma certo io vedo, ecco, lo vedete anche voi, dal bel petto di Lucilla un raggio di sole ha guizzato, dalle sue poppe come gemme lucenti. Lo sa la notte schiarita ad un tratto, e impallidito subito il lume cui essa stendeva la mano. Se sulla piccola benda e sul capezzolo non avesse portato la tenera mano, dimprovviso sarebbe sorta lAurora, e schiarite le tenebre a pieno giorno. Porta il giorno Lucilla nel suo seno risplendente, nel suo candido petto fa risplendere il sole.
De fulgentissimis Lucill papillis. Cum mollis digitos acumque miror, / Miror artices manus opusque, / Inter fasciolam papillulasque / Obliquis oculis repente vidi: / Quid vidi, video, an videre credo? / Sed certe video, en videtis ipsi / Pulcro e pectore, gemmeis papillis / Lucill radium refulse solis. / Nox est conscia, qu repente luxit, / Quque expalluit illico lucerna, / Ad quam tum digitos movebat ipsa. / Quod ni fasciol papillulisque / Admosset teneram manum repente, / Fulsisset roseus dies repente, / Fulsissent mediam diem tenebr. / Fert Lucilla diem sinu corusco et / Splendet pectore candidante solem. Traduzione di Sesto Prete

Sguardi sul seno

GIUSEPPE PARINI
Ci che, non visto, vidi
Che spettacol gentil, che vago oggetto, fu il veder la mia Nice allimprovviso, quando sorpresa in abito negletto mapparve innanzi ed arross nel viso! Come il candido velo al sen ristretto i bei membri avvolgea! Come indeciso celava e non celava i anchi e il petto che sorger si vedeva in due diviso! Quali forme apparan sotto a la veste! Paga era lalma, e vivo era il deso; e il piacer del mirarla era celeste. Deh mi concedi, Amor, che quella cruda tal mi si mostri anco un momento; ed io pi non invidio chi vedralla ignuda.

CHARLES BAUDELAIRE
La bella nave
[] Il tuo seno che preme trionfante contro la seta il tuo seno un prezioso, vasto scrigno dalle curve leggiadre, un terso scudo lampeggiante, un provocante scudo dalle punte rosate, uno scrigno dai segreti soavi, di delizie ricolmo, di profumi, di vini, di liquori che dan la febbre allanima e al cervello! Sembri, quando laria commuovi con la ruota larga della tua veste, un battello che salpa, numeroso e leggiadro di vele, e dolcemente rulla, calmo, indolente. []
Le beau navire. [] Ta gorge qui savance et qui pousse la moire, / Ta gorge triomphante est une belle armoire / Dont les panneaux bombs et clairs / Comme les boucliers accrochent des clairs; // Boucliers provoquants, arms de pointes roses! / Armoire doux secrets, pleine de bonnes choses, / De vins, de parfums, de liqueurs / Qui feraient dlirer les cerveaux et les curs! // Quand tu vas balayant lair de ta jupe large, / Tu fais leffet dun beau vaisseau qui prend le large, / Charg de toile, et va roulant / Suivant un rhythme doux, et paresseux, et lent. [] Traduzione di Giovanni Raboni

LUDOVICO ARIOSTO
Orlando Furioso (Canto XI, 67-68)
Le bellezze dOlimpia eran di quelle Che son pi rare: e non la fronte sola, Gli occhi, e le guancie, e le chiome avea belle, La bocca, il naso, gli omeri e la gola; Ma discendendo gi da le mammelle, Le parti che solea coprir la stola, Fur di tanta escellenzia, chanteporse A quante navea il mondo potean forse. Vinceano di candor le nievi intatte, Et eran pi chavorio a toccar molli; Le poppe ritondette parean latte Che fuor dei giunchi allora allora tolli: Spazio fra lor tal discendea, qual fatte Esser veggian fra piccolini colli Lombrose valli, in sua stagione amene, Che l verno abbia di nieve allora piene.

PAOLO SILENZIARIO
[Vale di pi la tua ruga]
Vale di pi la tua ruga, Filinna, di tutta la linfa di giovinezza; preferisco stringere quelle tue poma, con tutta la punta che pencola, invece del seno, ritto duna giovincella. Vince codesto autunno laltrui primavera, pi caldo linverno tuo che lestate dunaltra.
Traduzione di Filippo Maria Pontani

Sguardi sul seno

ROBERT HERRICK
Su Julia che si slaccia
Dimmi, se davvero lo sai, da dove vengono Canfora, storace, unguento, galbano, Questi muschi, queste ambre, e questi altri odori Dolci come il Vestibolo degli Oracoli. Te lo dico io: mentre la mia Julia si slacciava Il corpetto di seta per il tempo di un respiro, Laria passiva fragranze assumeva Come quelle di Giunone che da Giove si reca, E il suo puro corpo immortale trasmette Un profumo che dal cielo in terra riette.
Upon Julias unlacing her self. Tell, if thou canst, (and truly) whence doth come / This Camphire, Storax, Spikenard, Galbanum: / These Musks, these Ambers, and those other smells / (Sweet as the Vestrie of the Oracles.) / Ile tell thee; while my Julia did unlace / Her silken bodies, but a breathing space: / The passive Aire such odour then assumd, / As when to Jove great Juno goes perfumd. / Whose pure-Immortall body doth transmit / A scent, that lls both Heaven and Earth with it. Traduzione di Massimiliano Morini

CHARLES CROS
Sonetto
A Ulysse Rocq, pittore

Vento destate, fai le donne pi belle Nei corsetti chiari, che i seni ribelli Gonano. Vento destate, vento di ori, dolce sogno Accarezza una stoffa che solleva un bel seno. Nei boschi, nei campi, corolle, ombrelle Circondano la donna; in alto contese Di uccelli, romanza troppo breve, Cadono nellaria calda. Un momento di pausa. E lo spino rosa ha odori vaghi, La rosa di maggio cade dallo stelo, Tutto freme nellaria, canto di dolce vertigine. Lasciate la veste e mettete gli anelli; E mostrate i seni, eterno prodigio. Baciamoci, prima che il mio sangue raggeli.
Sonnet ( Ulysse Rocq, peintre). Vent dt, tu fais les femmes plus belles / En corsage clair, que les seins rebelles / Gonent. Vent dt, vent des eurs, doux rve / Caresse un tissu quun beau sein soulve. // Dans les bois, les champs, corolles, ombelles / Entourent la femme; en haut, les querelles / Des oiseaux, dont la romance est trop brve, / Tombent dans lair chaud. Un moment de trve. // Et lpine rose a des odeurs vagues, / La rose de mai tombe de sa tige, / Tout frmit dans lair, chant dun doux vertige. // Quittez votre robe et mettez des bagues; / Et montrez vos seins, ternel prodige. / Baisons-nous, avant que mon sang se ge. Traduzione di Laura Aga-Rossi

JOHN DONNE
Elegia XIX. Alla sua donna andando a letto
[] Getta pur quel cinto che splende simile allo Zodiaco, ma che nasconde al mio sguardo un mondo assai pi bello. Togli gli spilli dal pettorale cosparso di lustrini, cos che gli occhi dei maliziosi vi si possono fermare. Slacciati, perch quellaccordo armonioso mi dice di esser gi lora di recarsi a letto. Via quel busto felice, che invidio, perch pu starti cos stretto. E via la gonna che svela una tanto bella condizione, come quando dai campi oriti lombra dei colli si fugge. []
Elegy XIX. To His Mistris Going to Bed. [] Off with that girdle, like heavens zone glistering / But a farre fairer world encompassing. / Unpin that spangled brest-plate, which you weare / That theyes of busy fooles may be stopt there: / Unlace your selfe, for that harmonious chime / Tells me from you that now tis your bed time. / Off with that happy buske, whom I envye / That still can be, and still can stand so nigh. / Your gownes going off such beauteous state reveales / As when from owery meades thhills shadow steales. [] Traduzione di Giorgio Melchiori

YOSANO AKIKO
[Quando premo i miei seni]
Quando premo i miei seni io lentamente scosto da parte il sipario del mistero Come intenso ivi il colore rosso di quel ore.
Traduzione di Alfonso Pluchinotta

Sguardi sul seno

DAVID HERBERT LAWRENCE


Previsione
Pazienza, piccolo Amore! Una donna dal petto pesante, calda come giugno entrer un giorno e chiuder la porta, per restare. E quando lanimo tuo, oppresso, avrebbe reclamato una fresca notte solitaria, il suo petto la notte coprir pendente nella stanza tua come una coppia di gigli tigrati, che i loro petali oro-pallido schiudono con ferma intenzione e soffocano le tenebre blu con acre profumo, accando il tuo corpo con la spinta dei suoi capezzoli, nch freschezza bramerai con una forte sete. E ti ricorderai allora, con desiderio vero per la prima volta, quel che ero per te. Cos profondamente sogna un narciso selvatico e ti attende attraverso loscurit fredda ed azzurra, brillando allegramente ai tuoi piedi come piccola luce. Pazienza, piccolo Amore! Negli anni a venire io sar dolce per te, nella memoria.
Forecast. Patience, little Heart! / One day a heavy-breasted, Junehot woman / Will enter and shut the door, to stay. // And when your stiing soul would summon / Cool, lonely night, her breasts will keep the night at bay, / Leaning in your room like two tiger-lilies, curving / Their pale-gold petals back with steady will, / Killing the blue dusk with harsh scent, unnerving / Your body with their nipple-thrust, until / You thirst for coolness with a husky thirst. // And then you will remember, for the rst / Time with true longing, what I was to you. / Like a wild daffodil down-dreaming, / And waiting through the blue / Chill dusk for you, and gladly gleaming / Like a little light at your feet. // Patience, little Heart! I shall be sweet / In after years, in memory, to you. Traduzione di Paolo Petroni

WILLIAM BUTLER YEATS


Egli ricorda la bellezza dimenticata
Quando con le mie braccia ti cingo Premo il mio cuore sulla leggiadria Che da tempo scomparsa dal mondo; le corone Incastonate di gioielli che i re hanno gettato In stagni tenebrosi, con i loro Eserciti disfatti; i racconti damore intessuti Con un lo di seta dalle dame sognanti in una stoffa Che ha reso pingue la tignola assassina; Le rose che un tempo le dame intrecciarono Nei loro capelli; i gigli freschi di rugiada che le dame portarono Per sacri corridoi dove le nuvole grigie dellincenso Si levavano al punto che soltanto gli occhi Di Dio restavano aperti; poich quel seno pallido E quella mano che indugia provengono da un luogo Pi denso di sogni, da unora Pi densa di sogni di questa; e quando tu sospiri Fra un bacio e laltro la bianca Bellezza Che odo sospirare, mentre pensa Al tempo in cui tutte le cose svaniranno Come rugiada meno il luogo in cui, amma su amma, Abisso sopra abisso e trono a trono, Quasi dormienti e con le loro spade Sulle ginocchia di ferro, se ne stanno I suoi alti misteri solitari a meditare.
He Remembers Forgotten Beauty. When my arms wrap you round I press / My heart upon the loveliness / That has long faded from the world; / The jewelled crowns that kings have hurled / In shadowy pools, when armies ed; / The love-tales wrought with silken thread / By dreaming ladies upon cloth / That has made fat the murderous moth; / The roses that of old time were / Woven by ladies in their hair, / The dew-cold lilies ladies bore / Through many a sacred corridor / Where such grey clouds of incense rose / That only Gods eyes did not close: / For that pale breast and lingering hand / Come from a more dream-heavy land, / A more dreamheavy hour than this; / And when you sigh from kiss to kiss / I hear white Beauty sighing, too, / For hours when all must fade like dew, / But ame on ame, and deep on deep, / Throne over throne where in half sleep, / Their swords upon their iron knees, / Brood her high lonely mysteries. Traduzione di Roberto Sanesi

SHAMS-AL-DIN HAFIZ
Quartina 26
Di fronte a tale bellezza nulla si pu fare. Quando le toglieremo i suoi vestiti Potrai vedere il suo cuore nel suo fragile seno, Come una dura roccia in un limpido lago.
Traduzione di Alfonso Pluchinotta

Sguardi sul seno

GEORGE BERNARD SHAW


Seno di mamma
Gorgogli di pura gioia infantile, La mamma un bacio sui piedi ti posa. Con un Bimbo ogni giorno speciale, Pi splendido di una rosa. Lenti soddisfatti sorrisi, Mamma ti d il seno. Aura, bagliore purissimo, Una mamma in stato di grazia. La ricompensa il viso del Bimbo, Di profondo contento uno specchio. Poich il seno di mamma la casa del bimbo Le sue cure sono ben dispensate. Ogni giorno il Bimbo fa un bagno damore, La Mamma si illumina di suo glio. Sento una Celeste Colomba tubare, Chi si avvicina ne viene rapito. Vedo in questo mio ritratto La forza di una materna passione. Quasi mi mancano i sensi, Ho il ritratto di un amore divino.
Mummys Breast. Baby gurgles of sheer delight, / As mummy kisses your toes. / Baby makes each day so bright, / More beautiful than a rose. / Contented smiles slowly show, / As Mummy gives you her breast. / An aura of the purest glow, / Of a Mummy at her best. / Rewards come with Babys face, / Reecting innermost content. / For Mummys breast is babys place / Her caring is well spent. / Each day Baby bathes in love, / Mummy radiant with her child. / I hear cooing of a Heavenly Dove, / As all around are beguiled. / Strength of a mothers deepest feeling / I see in this picture of mine. / My very senses are reeling, / At a love that is divine. Traduzione di Massimiliano Morini

Dei tuoi seni lievi Notte di neve notte Vaga su un ponte tremante e il sonno ha gualcita La camicia del tempo E la vita E allorlo dun abisso La trattiene la curva del tuo seno []
Moralit du sommeil. Laprs-midi fut de brindilles / De faons dtre coutumires / Une treinte de mains chtives / Dix doigts dimages vacillantes / Voils de molles bagues blanches // Ainsi mon dlire ainsi mon dsastre / Ainsi mes forces croules / Un rire roulis / Que le jeu ramne sur la table douce / De tes seins lgers / Nuit de neige nuit vague / Sur un pont tremblant le sommeil / Fripe la chemise du temps / La vie / Et la courbe de ta poitrine / La retient au bord dun abme [] Traduzione di Franco Fortini

RAFAEL ALBERTI
Amaranta
calz di vento (GONGORA)

Biondi, lucidi seni di Amaranta, limati dalla lingua dun levriero. Portici di limoni, fuorviati dal canale che monta alla tua gola. Rosso un ponte di riccioli che avanza fa ardere gli avorii tuoi ondulati. Curvo, morde e ferisce i denti esangui, librandoti nel vento che ti innalza. Dorme la solitudine nel folto, calza il piede di zefro e poi scende dallalto olmo al mar della pianura.

PAUL ELUARD
Moralit del sonno
Il pomeriggio fu quisquilie Maniere consuete Strette di mani meschine Dieci dita dimmagini incerte Velate di bianche molli anella Cos il mio delirio cos il mio disastro Cos le mie forze crollate Un riso rullo Che il giuoco riporta alla tavola dolce 10

Ecco il suo buio corpo che saccende e, gladiatrice, come brace impura, fra Amaranta e il suo amante si distende
Amaranta calz de viento Gngora. Rubios, pulidos senos de Amaranta, / por una lengua de lebrel limados. / Prticos de limones desviados / por el canal que asciende a tu garganta. // Rojo, un puente de rizos se adelanta / e incendia tus marles ondulados. / Muerde, heridor, tus dientes desangrados, / y corvo, en vilo, al viento te levanta. // La soledad, dormida en la espesura, / calza su pie de cro y desciende / del olmo alto al mar de la llanura. // Su cuerpo en sombra, oscuro, se le enciende, / y gladiadora, como un ascua impura, / entre Amaranta y su amador se tiende. Traduzione di Vittorio Bodini

Sguardi sul seno

MYRA SCHNEIDER
Amazzone
per Grevel

ADONIS
Chiesa del giorno
Le coppe e i calici sono per me guanciali sogno sul guanciale, dal tempo della nascita nella foresta dellallattamento e dello svezzamento porto le mie campane notturne alla chiesa del giorno la linfa, tra il polline e i frutti, la mia messa le foglie il mio battesimo.
Traduzione di Fawzi Al Delmi

Per quattro mesi tutte quelle donne di Matisse e Picasso panneggiate sullo sfondo di piante, balconi, Mediterraneo e cielo mi hanno tormentato con quei meravigliosi globi di seni mentre riempivo il mio vuoto di pagine di scarabocchi, di fertile maggio, di maree di verde, insopprimibile bianco di pizzo nuziale, oro di ranuncolo, ma senza coprire limmagine di me stessa come pagliaccio malforme nch non mi hai ricordato che nei miti greci le donne pi venerate erano le amazzoni con un seno solo, padrone del giavellotto e dellarco, portatrici di cavalli in battaglia, dalle regine famose per la femminilit. Riconoscendo i campi su cui avevo combattuto ho sollevato il mio scudo di parole lucenti, vedendo che echeggiava il sole.
Amazon ( for Grevel). For four months / all those Matisse and Picasso women / draped against / plants, balconies, Mediterranean Sea, skies / have taunted me / with the beautiful globes of their breasts as Ive lled // my emptiness / with pages of scrawl, with fecund May, its oods / of green, its irrepressible / wedding-lace white, buttercup gold, / but failed to cover / the image of myself as a misshapen clown // until you reminded me / that in Greek myth the most revered women / were the single-breasted / Amazons who mastered javelins, bows, rode / horses into battle, / whose erce queens were renowned for their femininity. // Then recognising the elds Id fought my way across / I raised my shield / of glistening words, saw it echoed the sun. Traduzione di Massimiliano Morini

GEORGE MEREDITH
Il piccolo Usurpatore
Sul seno del mio amore caduto un roseo vivo boccio, Chiaro come lucente Espero Dove trabocca la marea. Lo tocca, Lo culla, Lo coccola e lo guarda: E se una lacrima lo desta, Di baci e baci lo asciuga: Agogna ogni sua mossa, E non lo adora mai abbastanza. Ah, piccolo Usurpatore! Ti cedo il mio aureo trono: Schiere dangeli alle sue mani intorno In suo nome lo pretendono.
The Young Usurper. On my darlings bosom / Has dropped a living rosy bud, / Fair as brilliant Hesper / Against the brimming ood. / She handles him, / She dandles him, / She fondles him and eyes him: / And if upon a tear he wakes, / With many a kiss she dries him: / She covets every move he makes, / And never enough can prize him. / Ah, the young Usurper! / I yield my golden throne: / Such angel bands attend his hands / To claim it for his own. Traduzione di Massimiliano Morini

Il seno in-cantato. Antologia di poesie sul seno, a cura di Alfonso Maria Pluchinotta, Crocetti Editore 2005, pp. 308, E 18,00

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