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Universit di Torino

Facolt di Lettere e Filosoa


Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione

Misunderstanding media
Uso e consapevolezza del sistema dei media nella comunicazione elettorale (Amministrative Cuneo 2012)

RELATORE

TESI DI LAUREA DI Emanuele Sigismondi

Prof.ssa Paola Pallavicini

Matr. N. 707349

Anno Accademico 2011/2012

A S.A., per avermi insegnato a scrivere

A Miri, per avermi insegnato a pensare

A Kenneth, per avermi insegnato a essere

Den som tror han er ferdig utlrt, er ikke utlrt, men ferdig

Anonym

Ma la democrazia dov'? Che democrazia questa autoritaria che si va aermando nel nostro paese? Ai suoi sostenitori basta che il governo non apra i suoi lager, che non fucili gli oppositori, che non soochi tutte le voci critiche per gridare che la democrazia salva. Ma la mutazione

autoritaria sotto gli occhi di tutti, anche dei rassegnati o indierenti: i personaggi della televisione invisi al potere cacciati o tacitati, gli autori dei libri all'indice berlusconiano esclusi dalla televisione e ignorati dai giornali, i dirigenti di qualsiasi ucio o istituzione, dalle ere campionarie agli enti lirici, scelti dal padrone, i disegnatori satirici ostili al potere emarginati, i cortigiani imposti.

Giorgio Bocca

1 Colui che crede di aver nito di imparare, non imparato, ma nito.


Proverbio norvegese, traduzione mia.

2 Tratto dalla prefazione a Partigiani della montagna. Vita delle divisioni Giustizia e Libert

del Cuneese, Milano, Feltrinelli, 2004, pag. 14.

Indice
1 Introduzione
1.1 Perch questa ricerca e perch proprio a Cuneo . . . . . . . . . .

1
1

I fondamentali
2.1 Il medium secondo McLuhan: i media come estensione e i media come sistema [1964] . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.2 La matrice dei media: il sistema dei media visto per parte del . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

10

soggetto/dei soggetti [1985] 2.3

15

Politica e media: la smitizzazione del leader secondo Meyrowitz [1985] . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17

Ricerca sul campo / case study


3.1 Presentazione della ricerca . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3.1.1 3.1.2 3.1.3 Gli obiettivi (il cosa) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tecniche di ricerca utilizzate (il come) Il contesto locale (il dove) 3.1.3.1 3.1.3.2 3.1.3.3 3.1.4 . . . . . . . . . . .

25
25 27 29 30 32 36 38 40

. . . . . . . . . . . . . . . . . .

I candidati selezionati per la ricerca . . . . . . . . La situazione socio politica prima delle elezioni I media tradizionali cuneesi .

. . . . . . . . . . .

Ipotesi di studio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3.1.4.1 I politici e la societ civile: dai media elettrici al politico non politico? . . . . . . . . . . . . . . . . 3.1.4.2 Matrici 2.0: l'ingresso del web nella comunicazione elettorale a Cuneo . . . . . . . . . . . . . . . . 3.1.4.3 Leader senza aureola: il prototipo del nuovo

40

49

politico cuneese . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

56

Conclusione A Appendice
A.1 Trascrizioni delle interviste . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . A.1.1 Intervista a Federico Borgna . . . . . . . . . . . . . . . . .

60 65
65 66

INDICE

ii

A.1.2 A.1.3

Intervista a Gigi Garelli Intervista a Beppe Lauria

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

83 98

Ringraziamenti Bibliograa

112 113

Elenco delle gure


3.1 3.2 3.3 3.4 3.5 L'et media dei governi europei secondo il rapporto OpenPolis . . Esempio dei manifesti di Borgna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Esempio dei manifesti di Garelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Esempio dei manifesti di Lauria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . La percezione sociale dei privilegi delle cariche pubbliche secondo lo studio Cittalia (2011) 3.6 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44 59 26 34 35 36

La mano di Borgna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

iii

Sommario (abstract)
Oggetto di questa ricerca il rapporto fra media, societ civile e rappresentanti politici nelle elezioni amministrative di Cuneo 2012. Lo studio si sviluppato a partire da una ricerca condotta sul campo e ha comportato l'analisi della campagna elettorale di tre degli otto candidati alla carica di sindaco. Adottando la prospettiva di analisi propria alla Storia dei Media ho provato a mostrare come del modo in cui i soggetti usano i media, indipendentemente dai contenuti informativi veicolati attraverso di essi, possa contribuire alla comprensione dei loro rapporti con il contesto sociale all'interno del quale operano. Il primo capitolo introduce alle motivazioni che mi hanno orientato a realizzare questo studio a Cuneo, a partire dalla volont di analizzare ad un microlivello locale gli eetti della pi vasta crisi di legittimit che il sistema politico italiano sta arontando a livello nazionale. Il secondo capitolo invece dedicato a una descrizione sintetica delle teorie dei media e della scienze sociali su cui ho scelto di basare il mio studio, principalmente l'opera di McLuhan (1964) sul medium come estensione dell'uomo e quella di Meyrowitz (1985) sull'inuenza degli ambienti informativi sulle forme di organizzazione di una societ. Nella prima parte del terzo capitolo, presento la ricerca condotta sul campo descrivendo la metodologia adottata, fornendo una descrizione di quadro del contesto socioeconomico cuneese e delle dinamiche che hanno segnato la situazione politica cuneese nei mesi precedenti alle elezioni, delineando i proli biograco politici dei tre candidati considerati. Nella seconda parte del terzo capitolo, dedicata all'approfondimento di tre ipotesi interpretative suggeritemi dall'osservazione condotta sul campo, analizzo il rapporto complesso denitosi nel corso della campagna elettorale fra i tre testimoni e i media. La prima delle tre ipotesi riguarda la nascita di una particolare gura di politico non politico, ovvero che non si identica come tale, per evitare di subire lo stigma sociale connesso a tale ruolo in questo particolare momento storico. La seconda ipotesi riguarda invece la perdita di centralit della televisione a vantaggio di Internet nella strutturazione di una campagna elettorale, per come il fenomeno appare nella percezione dei tre testimoni. Inne la terza ipotesi vaglia i modelli di autorit ai quali tre testimoni fanno riferimento, individuando l'emergere di una nuova forma di autorevolezza politica fondata sul personalismo e una nuova centralit dell'esperienza civica. Nelle Conclusioni propongo una sintesi del percorso di ricerca compiuto.

iv

Capitolo 1 Introduzione
In questa breve introduzione spiego come a partire da una combinazione interessi personali, percorso di studi e caso fortuito abbia scelto di analizzare l'uso dei media nella campagna elettorale di Cuneo 2012.

1.1

Perch questa ricerca e perch proprio a Cuneo

Quando ho iniziato a pensare di realizzare questa tesi dicilmente immaginavo le porte che mi si sarebbero aperte, e la fatica che avrei dovuto arontare nel portare a termine il compito che mi ero pressato. Certo, inizialmente neppure le mie idee erano molto chiare: l'intenzione era di sviluppare un'analisi sulle scelte di comunicazione di alcuni candidati sindaco alle elezioni amministrative di Cuneo. Bench questa idea, ancora generica, fosse tra i miei pensieri parecchio tempo prima dell'avvio della campagna elettorale, ho dovuto attendere diversi mesi per poter selezionare alcuni tre fra gli otto candidati sindaco alle elezioni cuneesi e porre cos le basi per lavorare. Pur avendo per un punto di partenza mi risultava dicile specicare meglio, e di conseguenza andare a chiarire, in quale modo avrei potuto analizzare le scelte che via via facevano durante la campagna elettorale i candidati che avevo selezionato per la ricerca, i miei testimoni. Dopo tre anni di studi sulla comunicazione attraverso diverse discipline, mi sembrava infatti dicile, se non impossibile, conciliare le suggestioni delle singole materie con le competenze acquisite, trovando uno sguardo unitario o quantomeno coerente per arontare il tema che avevo scelto.

1 In particolare il fatto che la situazione politica cuneese, come spiego nel terzo capitolo,
fosse particolarmente complessa e attraversata da una spaccatura, ha fatto s che i nomi di alcuni candidati fossero noti solo il giorno del termine legale per la consegna delle liste, ssato in questo caso alle 12:00 del 3 aprile 2012.

CAPITOLO 1.

INTRODUZIONE

Come possibile infatti trovare anche solo le parole per descrivere quel complesso sistema di fenomeni che portano una persona, totalmente sconosciuta ed estranea al mondo della politica, come era per due dei tre candidati da me selezionati, a costruire intorno a s un'aura di politicit, mi si conceda il termine, capace generare nei concittadini una forma di consenso cos forte da portare al voto? In altre parole, se gi grande la dicolt nel trovare una denizione

ecace di  comunicazione in quale baratro poteva sprofondare la mia ricerca accostandovi il termine  politica ? Quello che nella mia esperienza di vita ho conosciuto sotto il nome di politica infatti un fenomeno complesso ma soprattutto controverso, che travalica di molto i conni delle sue stesse denizioni. Sul Garzanti la politica viene denita come l'attivit di chi prende parte alla vita pubblica; modo di governare, di

2 gestire .
Ma da uomo nato nel 1987, i cui primi ricordi in materia risalgono al 1992, il mio avvicinamento a quello che poi stato denito il circo della politica nasce con  Mani Pulite . La stagione che spazz via la Prima Repubblica segn un

momento di svolta, almeno nel senso comune, andando a rendere forse per la prima volta manifesta l'importanza dei media in ambito politico: la magistratura operava come sempre, ma era l'approdo agli spazi di discussione pubblica dei comportamenti privati, e illegali, dei governanti a distruggerli. Se n a partire dall'opera di Habermas

la riessione scientica aveva evidenziato l'intervento

fondamentale dei media nello strutturare (o distruggere, in Habermas) un sfera pubblica e un sistema Stato, essa non poteva da sola spiegare le profonde trasformazioni dell'Italia dei primi anni 90. Come spiegare allora i cambiamenti di carattere sociale e anche legislativo che avrebbero portato all'ingresso in scena nel mondo della politica di personaggi esterni, rompendo la consuetudine per cui la credibilit di un politico scaturisce dalla sua carriera in un partito? Fra le

tante trasformazioni del periodo alcune, come la legge Mamm , o in un ambito diverso il Mattarellum , prendevano atto di un cambiamento occorso nella societ italiana, la prima legittimando una situazione di monopolio televisivo privato sul territorio nazionale, la seconda istituendo un sistema di voto maggioritario in vista di un auspicato bipolarismo e di una maggiore personalizzazione del rapporto fra elettori e propri rappresentanti. La particolare situazione dell'Italia

dopo Mani pulite e la dissoluzione della Democrazia Cristiana

orirono cos

2 Cit. Dizionario Garzanti Online, http://garzantilinguistica.sapere.it/ 3 Habermas Jrgen, Storia e critica dell'opinione pubblica, Bari, Laterza, 1969 (ed.
1961).

or.

4 Legge 223/1990. 5 Le due leggi che compongono la riforma, sono la 276/1993 e 277/1993, rispettivamente per 6 Alle elezioni politiche del 1992 la Democrazia Cristiana scende per la prima volta al di

Senato e Camera.

CAPITOLO 1.

INTRODUZIONE

l'occasione per la discesa in campo di Silvio Berlusconi, gura che, contravvenendo alle regole non scritte della politica precedente, riassumeva in s il potere mediatico e quello politico, ingenerando anni e anni di pubblico dibattito, a volte anche internazionale, sul conitto d'interessi. Se del tema della forte mediatizzazione della politica si occupata diusamente la letteratura scientica, da Ortoleva

a Mazzoleni e Sfardini

per quanto

riguarda il caso specico italiano, senza dimenticare l'apporto fondamentale di Meyrowitz

sull'eetto dei media sul concetto di autorit, pochi o nessuno si

sono occupati nora di  micro analisi  ovvero di analisi che approfondiscano specici casi locali  seguendo gli stessi principi multidisciplinari dei testi citati, ovviamente aggiornati con alcuni apporti teorici che permettano di comprendere la portata di internet nella comunicazione della politica. Sono sicuramente

molte le ragioni per le quali gli studiosi dei media hanno nora scartato l'analisi di situazioni locali come quelle della provincia e del  piccolo comune di Cuneo, e molte di queste ragioni credo che abbiano a che fare con un approccio non del tutto chiaro e trasparente nei confronti dell'analisi stessa. Fin tanto che a dominare la scena politica italiana stata la gura del leader carismatico Berlusconi, gran parte degli studiosi sembrano aver ceduto al fascino non tanto del personaggio, ma della sua costruzione e autocelebrazione. Buona parte degli interrogativi infatti sembrano essersi concentrati sui suoi contenuti comunicativi (vedi Mazzoleni e Sfardini in Politica Pop parsa di Berlusconi (v.

10

) o sulla storicizzazione della com-

Ortoleva in Mediastoria

11

).

Pur essendo quest'ultima

una strada che si distacca dall'analisi dei contenuti della comunicazione per concentrarsi sul complesso dell'azione dei media, ho ritenuto, nell'impostare questa ricerca, che le circostanze ormai storiche che stanno portando al declino di quelli che deniamo grandi leader in Italia fossero un invito manifesto quanto perentorio a rianalizzare le relazioni tra sistema politico e sistema dei media, a partire dal livello a me pi vicino, quello cuneese. La concomitanza di questa mia riessione con l'imminenza delle elezioni di Cuneo ha poi fornito il materiale su cui lavorare, in un imprevisto gioco di aiuti reciproci. In un sistema politico nazionale in progressiva crisi di consensi, sia per gli eetti della legge elettorale del 2005 sulla ducia nei rappresentanti eletti in
sotto del 30% dei consensi sia alla Camera che al Senato. scioglimento del partito. La crisi continua alle successive

elezioni amministrative, nch il 29 gennaio del 1994 il Segretario Martinazzoli annuncia lo

7 Ortoleva Peppino, Mediastoria, Parma, Net, 2002 e Un Ventennio a colori: televisione

privata e societ in Italia (1975-95), Firenze, Giunti, 1995.

10 G. Mazzoleni e A. Sfardini, Politica Pop  da  Porta a Porta a  L'isola dei famosi , Il


mulino, Bologna, 2009, pagg. 69-72

8 Mazzoleni Gianpietro e Sfardini Anna, Politica Pop, Bologna, Il Mulino, 2009. 9 Meryowitz Joshua, Oltre il senso del luogo, Bologna, Baskerville, 1995.

11 P. Ortoleva, Mediastoria, Net, Milano, 2007. pagg.123-138

CAPITOLO 1.

INTRODUZIONE

parlamento

12

, sia per i numerosi scandali che hanno caratterizzato in maniera

trasversale l'ultimo biennio della legislatura, la sducia nelle istituzioni e l'astensionismo crescevano. In questa realt di graduale disamoramento dei cittadini verso la politica, a Cuneo, citt governata da circa 15 anni da una coalizione di centrosinistra, le divergenze di fondo fra le varie anime della coalizione provocavano delle conseguenze impreviste, rendendo ancora pi interessante indagare in loco la relazione fra sistema politico e sistema dei media. A Cuneo, infatti, il Sindaco uscente, Alberto Valmaggia, sollecitava gi nella primavera del 2011 le forze politiche cittadine ad impegnarsi in un percorso di primarie del centrosinistra per trovare un nuovo candidato sindaco, data l'impossibilit per l'apprezzato Primo Cittadino a ricandidarsi, in ragione del suo doppio mandato consecutivo. La scelta di cercare il nuovo candidato del centrosinistra attraverso delle consultazioni primarie dei cittadini, svoltesi il 27 novembre scorso portando a votare l'11,9 % degli aventi al diritto nazionale di partecipazione

13

a Cuneo (ad oggi record

1415

), produceva come sviluppo inatteso una spaccaLa vittoria di

tura, facendo di Cuneo un oggetto perfetto per la mia analisi.

Gigi Garelli, candidato dell'area pi a sinistra della coalizione, convinceva infatti diverse liste che pure alle primarie avevano preso parte, Sindaco uscente compreso, a disconoscere il risultato delle consultazioni, creando invece un progetto alternativo moderato e di larghe intese. Erano nati i perfetti oggetti per il mio studio: due dierenti coalizioni, accomunate da una lunga esperienza di governo insieme, le cui diverse visioni su come guadagnare la ducia dell'elettorato aveva portato a separarsi. Da una parte c'era chi sceglieva la strada della partecipazione popolare e della consultazione democratica, e dall'altra chi, puntando sulla continuit con un governo cittadino precedente percepito positivamente, sceglieva di allargare la propria coalizione a parte della minoranza, convincendomi che si trattasse di un tentativo, neppure tanto velato, di rassicurare l'elettorato con una riedizione del centrismo moderato

12 frequente nel dibattito giornalistico come nell'opinione pubblica la convinzione che


il cosiddetto Porcellum (L.270/2005), o pi specicatamente l'abolizione del voto di preferenza, abbia contribuito a far diminuire la ducia negli eletti. Fra i sostenitori di questa teoria, che l'economia della ricerca non mi permette di approfondire ulteriormente, vi la testata giornalistica l'Espresso, che il 13 gennaio 2012 pubblicava online i risultati di un sondaggio sul tema, commissionato all'istituto Demopolis. Secondo questi dati l'83% degli italiani favorevole alla modica della legge elettorale Calderoli, e la prima motivazione, con l'86% delle preferenze tornare a scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. http://espresso.repubblica.it/dettaglio/porcellum-gli-italiani-sono-stu/2171977 sedici anni compiuti. ouisider-Garelli.htm

13 Ovvero tutti i residenti nel territorio del Comune, anche immigrati purch in regola, dai 14 http://www.liberazione.it/news-le/Cuneole-primarie-che-non-ti-aspettivince-l15 http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/11/28/news/eetto_pisapia_alle_primarie_di_
cuneo_vince_garelli_candidato_di_rifondazione-25722876/

CAPITOLO 1.

INTRODUZIONE

che aveva tanto a lungo governato la citt. Senza questa divisione importante dicilmente avrei scelto questo argomento per la mia tesi, ma come resistere alla possibilit di studiare e mettere a confronto la consapevolezza a livello pi profondo nelle scelte di utilizzo dei vari media, fra degli schieramenti che, pur avendo la medesima origine, vivevano un signicato di  politica fra loro completamente diverso? Mi apparso infatti subito evidente come la battaglia in corso riguardasse non pi la sola amministrazione della citt, quanto il confronto serrato e a volte feroce fra diversi modi di reagire all'arrivo, seppure in ritardo, della grande crisi economica mondiale. Il grande tema era, ed , come rassicurare l'elettorato e la cittadinanza cuneese di fronte alle dicolt e ai colpi dell'ultimo anno

16

Il tutto nell'immagine del ribalta-

mento, ovvero dello stravolgimento inaspettato di un sistema e di un'alleanza di governo che di per s avrebbe potuto continuare a governare come prima, come sempre, ancora per diversi decenni. L'immagine del ribaltamento mi ha riportato a rivedere ci che avevo studiato nel corso di Storia dei Mezzi di Comunicazione, trovando ancora una volta come l'opera di McLuhan e le sue riessioni potessero essere non solo attuali, ma indispensabili per porsi domande che aiutassero effettivamente a comprendere le specicit del caso delle elezioni amministrative di Cuneo e le loro relazioni con le dinamiche politiche nazionali. Se gi la natura multidisciplinare del mio corso di laurea aveva infatti contribuito a rendermi consapevole di come ogni forma di comunicazione possa e debba essere analizzata da pi punti di vista e secondo pi approcci teorici, nel caso specico della comunicazione elettorale a Cuneo l'analisi del solo contenuto informativo della comunicazione, come spiego nei capitoli successivi, non in grado di spiegare quali livelli di razionalit si celino dietro le scelte eettuate dai candidati. Infatti come e perch hanno agito i tre testimoni scelti? Quali

concezioni di medium, quali intenzionalit hanno guidato le loro scelte nel creare la comunicazione propria o della coalizione? Nel gioco poi puramente tattico che

16 Un esempio per tutti l'annuncio unilaterale del trasferimento di Alpitour, storica azienda del cuneese e leader italiano nel settore dei tour operator, rica di San Rocco Castagnaretta a Torino, voro. do pi volte nel dibattito politico dalla sede stoentranil Concon la conseguente perdita di posti di laIl 26 e il 27 settembre 2011

L'annuncio stato fatto dalla direzione Alpitour il 13 settembre 2011, cittadino.

siglio Comunale si occupa del tema (http://www.comune.cuneo.gov.it/segreteria-generalee-servizi-demograci/consiglio-comunale/sedute/anno-2011/26-2792011.html), demograci/consiglio-comunale/sedute/anno-2011/24-25102011.html). per poi ritornarvi nella seduta di ottobre (http://www.comune.cuneo.gov.it/segreteria-generale-e-serviziA sconvolgere particolarmente l'opinione pubblica, oltre al fatto che l'azienda in attivo, il mancato rispetto di un accordo eettuato col Comune nel 2005 in occasione di una crisi aziendale, tramite il quale l'amministrazione oriva delle agevolazioni in cambio dell'impegno a non trasferire dipendenti nei successivi 12 anni. Lo spostamento della sede si inseriva nel percorso di vendita dell'azienda, di propriet della nanziaria degli Agnelli EXOR (http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/435677/).

CAPITOLO 1.

INTRODUZIONE

diventata questa campagna elettorale che ho avuto la possibilit di studiare nel suo farsi, giorno per giorno, mi sono reso conto di quanto l'approccio teorico di McLuhan permettesse di meglio comprendere l'azione dei testimoni. Col progredire dell'analisi, infatti, apparso sempre pi evidente, tanto nella mia osservazione sul campo quanto nella percezione degli stessi candidati, che a motivare una scelta di voto o non voto per un candidato piuttosto che un altro meno il programma o ci che il candidato dice, rispetto ad altri fattori. La

scelta di supporto a un candidato, per come ho potuto vederla svilupparsi negli elettori che incontravo, mi infatti sembrata molto pi inuenzata dalle capacit espressive del candidato, quasi a voler citare pedissequamente Meyrowitz

17

, o

ancora frutto di complicati meccanismi di ducia transitiva che ricordano neanche troppo lontanamente il modello degli opinion leaders di Lazarsfeld e Katz

18

Di fronte alla complessit dell'argomento e alla numerosit di teorie in materia questa ricerca si ada ad alcuni testi fondamentali sullo studio dei media, utilizzandoli per tentare un'analisi delle scelte compiute dai candidati in questa campagna elettorale, in merito a quali media usare e come usarli. L'obiettivo di questo studio, spesso dicile da spiegare anche agli stessi protagonisti, ossia ai candidati che gentilmente mi hanno messo a disposizione parte del loro tempo, non quindi volto all'identicare una qualche relazione di causa eetto fra i media utilizzati dai candidati e i risultati elettorali, attesi o ottenuti. Questa ricerca non stata pensata come un manuale per vincere le elezioni, come compagni di viaggio ironicamente hanno provato a suggerire, ma al contrario un tentativo di comprendere quali criteri hanno guidato le scelte in tema di utilizzo dei media per la propria campagna elettorale di tre fra gli otto candidati di queste amministrative cuneesi, per provare a capire quale idea di media essi avessero (prima e dopo la campagna elettorale), e come la loro percezione abbia inciso nell'orientare le loro scelte in tema di comunicazione. La metodologia scelta ha volutamente previsto un approccio ai media come sistema, partendo dalla consapevolezza che proprio nelle relazioni che intercorrono fra i vari media si sostanzia l'eetto sociale della comunicazione. La tesi si compone di due parti. Nella prima ho raccolto e introdotto brevemente l'apparato teorico su cui si poggia la dissertazione, strutturando il mio percorso in tre paragra, rispettivamente dedicati alla teoria dei media come estensioni di McLuhan (1964), al concetto di matrice dei media, come denito da Meyrowitz (1985), e agli eetti dei media elettrici sui ruoli di autorit, sempre per come trattati da Meyrowitz (1985) Nella seconda ho sviluppato l'analisi delle

17 J. Meyrowitz, Oltre il senso del luogo, Bologna, Baskerville, 1995. pagg. 154-156 18 Modello della comunicazione a due fasi, Kats & Lazarsfeld (1955). "Personal
Inuence". New York: Free Press

CAPITOLO 1.

INTRODUZIONE

tre principali ipotesi interpretative emerse dalla domanda iniziale e riconguratesi alla luce degli apporti teorici raccolti nella prima parte. Nel primo paragrafo ho arontato il rapporto fra i tre testimoni e la societ civile. Nel secondo ho trattato degli eetti di Internet nella campagna elettorale cuneese. Nel terzo,

inne, ho analizzato i ruoli di autorit emersi nel contesto mediatico delle amministrative di Cuneo. Ho ritenuto utile mettere a disposizione di chi legge la trascrizione integrale delle interviste realizzate per questa ricerca, raccogliendole nell'Appendice.

Capitolo 2 I fondamentali
Cercare di comprendere come i candidati Sindaco alle elezioni amministrative di Cuneo 2012 orientino ed organizzino la comunicazione attorno a s attraverso i vari media sarebbe impossibile senza un adeguato supporto teorico. Per questo motivo la parte preliminare di questa dissertazione dedicata alla presentazione di alcuni testi, fra i molti possibili, che ho scelto per orientare il mio studio, dai quali ho tratto le principali teorie su cui ho fondato la mia analisi. Questo primo capitolo dunque una presentazione sintetica degli strumenti teorici che ho scelto di utilizzare per costruire il mio percorso di ricerca sulla comunicazione dei candidati Sindaco alle elezioni amministrative di Cuneo 2012. Rispetto ad altri ambiti accademici, gli studi sulla comunicazione sono caratterizzati, in Italia, da una particolare discontinuit, dovuta principalmente al convergere, mai problematizzato esplicitamente, in una stessa area tematica di approcci disciplinari dierenti e spesso fra loro in aperto contrasto. Per questo motivo, unitamente al frequente utilizzo nel linguaggio comune di espressioni che possiedono accezioni specialistiche della disciplina, occorre preventivamente porre un problema di metodo specico. Spesso nella trattazione dei diversi argomenti di questa dissertazione mi sono infatti servito di termini di uso comune, utilizzandoli per con accezioni specialistiche, il cui signicato si scosta a volte leggermente, altre volte totalmente, da quello del parlare comune. Ho tentato

per quanto possibile di fare particolare attenzione a queste sovrapposizioni e ambiguit, provvedendo di volta in volta a denire in maniera chiara cosa intendo con un determinato termine. Data la vastit e complessit del pensiero degli autori trattati ho scelto di privilegiare in questa introduzione gli aspetti che ho ritenuto pi pertinenti rispetto al caso specico studiato, quello dell'analisi della comunicazione dei tre candidati sindaco che ho osservato durante la campagna elettorale delle amministrative 2012 di Cuneo. Nel dettaglio la prima sezione di questo capitolo dedicata alla presentazione

CAPITOLO 2.

I FONDAMENTALI

del pensiero di McLuhan con una particolare attenzione ai passi in cui l'autore spiega la capacit dei media di trasformare la percezione umana, e con essa la realt. Ho ritenuto infatti su questa scelta di poter costruire un apparato

teorico di ampio respiro che mi permettesse di analizzare le azioni dei testimoni a prescindere dal contenuto delle loro comunicazioni. La seconda sezione tratta invece brevemente del concetto di matrice dei media  che utilizzer ampiamente nel capitolo successivo  per come esso denito nell'opera di Joshua Meyrowitz. Sempre sul lavoro di Meyrowitz aonda inne le sue radici la terza sezione, in cui approfondisco il tema delle implicazioni dei media elettronici sul rapporto che intercorre fra l'essere umano e i ruoli di autorit. Sulla base delle teorie di Meyrowitz ho ricostruito le scelte dei media che di volta in volta facevano i candidati, e a partire dal loro confronto ho provato a rispondere agli interrogativi che la realt mi suggeriva.

CAPITOLO 2.

I FONDAMENTALI

10

2.1

Il medium secondo McLuhan: i media come estensione e i media come sistema [1964]

Primo pilastro di questa ricerca l'opera di Marshall McLuhan (1911-1980) e la sua concezione di medium. L'alterno successo in ambito scientico e la sua diusione anche al di fuori dei conni accademici fanno del pensiero e del personaggio McLuhan un elemento atipico tra gli studiosi dei media . Studioso di letteratura inglese medievale, McLuhan inizia ad occuparsi di mezzi di comunicazione con La sposa meccanica Gutemberg

nel 1951, per poi sviluppare il suo pensiero in Galassia

(1962), ne Gli strumenti del comunicare

(1964) e in altre opere

successive. Questa breve panoramica del pensiero dello studioso canadese basata principalmente sull'opera del 1964, nella sua edizione in lingua originale del 1984, integrata con alcune osservazioni formulate da Joshua Meyrowitz nel suo studio Oltre il senso del luogo

(1984).

A partire dalla tanto famosa quanto fraintesa aermazione  Il medium il messaggio, possiamo dire che la prospettiva di analisi in cui si muove McLuhan ribalta la concezione di matrice sociologica che vede i media come dei semplici canali con cui veicolare informazioni, denendoli piuttosto come le estensioni dei sensi e dei processi umani, e che mutano al mutare delle tecnologie disponibili in un dato momento. Il messaggio di un medium, secondo questa lettura, non pu essere identicato, come proponevano gli studi di comunicazione del tempo, con il contenuto informativo che esso veicola, ed al contrario costituito dalla ricongurazione della percezione umana che il medium nella sua interezza innesca. Applicando il concetto chiave di media come estensione dei sensi l'autore avvia con Gli strumenti del comunicare un lone di ricerca

che ha conosciuto

alterne fortune negli studi dei media. Questa prospettiva teorica preziosa nel contesto di questo mio studio proprio in virt del suo essere focalizzata sui media in s. Nell'ipotesi di McLuhan il contenuto non ha una sua esistenza separata

1 Sulla storia della ricezione in ambito accademico e pi allargato dell'opera di McLuhan in


Italia consiglio  Gli incerti destini di un classico: Understanding Media in Italia, postfazione di Paola Pallavicini all'edizione 2008 de Gli strumenti del comunicare per i tipi de Il Saggiatore.

2 Titolo originale The Mechanical Bride:

Folklore of Industrial Man, New York, NY

Vanguard Press, 1951. La prima edizione italiana risale al 1984, edita da Sugarco.

3 Titolo originale The Gutemberg Galaxy: The Making of Typograc Man, University of 4 McLuhan Marshall, Gli strumenti del comunicare, Milano, Il Saggiatore, 2008 (Ed. orig. 5 Meyrowitz Joshua, Oltre il senso del luogo, Bologna, Baskerville, 1995 (Ed. orig. No sense

Toronto Press, 1962. La prima edizione italiana del 1976 per i tipi di Armando editore.

Understanding Media, New York, McGraw Hill, 1964). of place, New York, Oxford University Press, 1985).

6 Paradossalmente dal punto di vista strettamente accademico hanno avuto pi fortuna gli

studi di autori successivi, che pur condividendo l'impostazione teorica di McLuhan hanno scelto forme pi comuni e lineari per i propri studi. Fra essi sicuramente Ong, Havelock, e Meyrowitz per citarne alcuni. Proprio quest'ultimo, in Oltre il senso del luogo, Bologna, Baskerville, 1995 d una sua interessante lettura della prospettiva di studi aperta da McLuhan, pag. 28-33.

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dal medium, il contenuto ci che viene veicolato dal medium, senza il quale non ha senso, come spiega in un esempio riferito all'energia elettrica:
The electric light ended the regime of night and day, of indoors and out-of-doors. But it is when the light encounters already existing patterns of human organization that the hybrid energy is released. Cars can travel all night, ball players can play all night, and windows can be left out of buildings. In a word, the message of the electric light is total change. It is pure information without any content to restrict its transforming and informing power.

Secondo McLuhan il contenuto trasmesso dai media risiede nel mutamento di proporzioni nelle relazioni tra l'essere umano e la realt che l'introduzione di ogni nuovo medium provoca. L'estendere un senso attraverso un nuovo mezzo altera la percezione che l'essere umano ha di s, e a partire da questa ricongurazione si sviluppano nuove relazioni con se stesso e i propri simili, determinando nel tempo una riorganizzazione della societ. Ma se a rendere tale un medium la sua capacit di estendere un senso dell'essere umano, ecco allora che questa prospettiva di studio impone di porre una prima precisazione all'ambiguit del termine media. Gli studi sulla comunicazione dominanti nel primo e secondo novecento, dalla teoria dell'ago ipodermico in poi, hanno di volta in volta lavorato con quelli che erano i nuovi mass media dell'epoca, avvallando un'impostazione teorica che legge come medium quasi esclusivamente gli strumenti attraverso i quali si possono trasmettere informazioni a molti . Questa impostazione si diffusa nel corso degli anni anche in Italia e ha nito per permeare il nostro senso comune, inducendoci per molto tempo a considerare come media esclusivamente un gruppo molto ristretto di essi, come il cinema, la televisione, la radio e la carta stampata. Contemporaneamente la restrizione di campo d'analisi ha confuso anche il linguaggio, basti pensare al fatto che oggi il termine media viene considerato nel parlato come la forma ellittica di mass media. Bench questo

7 La luce elettrica fece nire il regime della notte e del giorno, dell'interno e dell'esterno.
Ma quando la luce incontra percorsi gi esistenti dell'organizzazione umana che viene rilascia l'energia ibrida. Le auto possono viaggiare tutta la notte, i giocatori di pallone possono giocare tutta la notte, e si posso creare edici senza nestre. In una parola, il messaggio della luce elettrica un cambio totale. informazione pura senza alcun contenuto che ne limiti il potere di trasformazione e informazione. Cit. mia. McLuhan Marshall, Understanding Media, London, Ark, 1984, pag. 51. Traduzione

8 A questo proposito Peppino Ortoleva nell'introduzione all'edizione del 2008 spiega che il

titolo italiano Gli strumenti del comunicare invece dell'originale  Understanding Media  fu scelto  perch al tempo in Italia la parola media, nel senso che attualmente ci familiare, la

conoscevano davvero in pochi. Cit. pag. 10.

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uso sinonimico dei termini sia ormai largamente accettato , la sua ambivalenza non aiuta a comprendere il pensiero di McLuhan. Per l'autore infatti non la capacit di un medium di trasmettere informazioni a molte persone a farne automaticamente un mass medium. Un medium di massa

10

, secondo McLuhan, se

il mutamento di proporzioni che scatena capace di includere l'umanit in una massa. In particolare ci sono media che separano, che frammentano l'umanit, come la stampa, e altri come il telegrafo che sono invece dei media di massa ed inclusivi. McLuhan riconosce come media tutte le tecnologie attraverso i quali nel corso dei secoli l'umanit ha adattato i propri sensi, sviluppando nuovi modi per interfacciarsi con la realt. Sono allora media la lingua parlata e quella scritta, gli orologi, il vestiario, le strade e la ruota, il denaro, la stampa e l'elettricit, e la dimostrazione del loro essere estensioni di noi in quanto esser umani risiede proprio nel fatto che meglio un medium funziona e meno siamo consapevoli della sua esistenza. A tal proposito McLuhan riprende il mito di Narciso e a partire da esso illustra come un'estensione di noi stessi determini uno stato di torpore, impedendoci di riconoscere il medium per quello che . Secondo l'autore infatti per sopportare l'autoamputazione di un senso prodotta dall'estensione attraverso un medium il sistema nervoso impedisce all'essere umano di percepire questo distacco, attraverso uno stato di narcosi

11

Una volta descritto l'apparato concettuale sul quale fonda la sua teoria, McLuhan nella seconda parte della sua opera Understanding Media, aronta l'analisi dei singoli media, individuando cos tre grandi epoche della storia dell'umanit, (ri)strutturate dai rispettivi media. Una prima fase storica dell'umanit , secondo McLuhan, quella delle societ orali, che vivono in una cultura  dell'orecchio , in una circolarit in cui la comunicazione orale assume contorni mitici e l'individualit non contemplata. L'esempio portato quello delle societ tribali, dove tutti i sensi umani convivono in armonia. In una societ orale infatti, dice McLuhan, la comunicazione coinvolge tutti i sensi in contemporanea, stimolando attraverso l'udito, la vista e il tatto una reazione immediata, una propria razionalit, uno sviluppo empatico

9 Per fare un esempio perno la Treccani nel suo dizionario online riconosce media come Forma ellittica, frequente nell'uso internazionale, dell'espressione inglese mass media. http://www.treccani.it/vocabolario/media_res-79f96d-0024-11de-9d89-0016357eee51/

10 Allo stato attuale sul termine di mass media esiste una confusione originata dall'evoluzione

del concetto di massa negli ultimi decenni. Nel parlare comune come nell'ambito accademico storicamente prevalsa per decenni la convinzione che radio, TV e cinema fossero medium di e in quanto capaci di parlare a molti contemporaneamente, intendendo dunque la massa come un insieme spersonalizzato di gente, una folla. Nell'ultimo decennio si sta per storicamente aermando l'uso del termine massa per indicare il fenomeno la diusione quasi totale o il possesso di un determinato medium, come sembra intendere Castells coniando l'espressione  mass self communication (Communication and Power, 2007). 58-59.

11 McLuhan Marshall H., Gli strumenti del comunicare, Milano, Il Saggiatore, 2008, pag.

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e atemporale delle relazioni umane.

Questo equilibrio viene invece a rompersi

con l'invenzione dell'alfabeto fonetico prima e della stampa poi, che scambiano  l'occhio per l'orecchio e meccanizzano l'esperienza umana. La nuova invenzione dell'alfabeto fonetico e la rottura fra l'esperienza auditiva e quella visiva che comporta, suddivide l'esperienza umana in una sequenzialit prima sconosciuta, calando l'umanit in un'epoca dominata dal senso della vista, a netto vantaggio di una diversa razionalit, pi introspettiva ed individualistica. Iniziamo qui a comprendere come secondo McLuhan i media e le tecnologie che li caratterizzano apportino dunque non solo delle modicazioni nei regimi comunicativi, ma alterano completamente il sistema dei media in cui vive l'essere umano. In altre parole, proprio perch estensioni i media ristrutturano la percezione umana, e con essa anche le facolt e i valori che la caratterizzano. Nel caso specico infatti McLuhan considera proprio l'alfabeto fonetico e la stampa, con la loro capacit di ridurre in sequenze uniformi la realt, come veri e propri  responsabili della nascita e sviluppo di quella che chiamiamo societ occidentale:
Oral cultures act and react at the same time. Phonetic culture endows men with the means of repressing their feelings and emotions when engaged in action. To act without reacting, without involvement, is the peculiar

advantage of Western literate man.

12

Quanto nel sentire comune considerato civile non dunque altro che il frutto di una ben precisa riorganizzazione sensoriale provocata da scrittura fonetica e stampa. Terza grande fase della storia umana quella dell'elettricit, dall'estensione ovvero dello stesso sistema nervoso attraverso i media. L'elettricit luce e informazione pura, non ha un contenuto ed esiste non conosce limitazioni di luogo e di tempo grazie alla sua istantaneit. Il medium elettrico , come i nervi di cui rappresenta l'estensione, un continuum di informazione. L'applicazione dell'elettricit ai media esistenti, ne altera profondamente le funzioni provocando una riorganizzazione dell'intero sistema mediale. Inoltre secondo lo storico canadese l'elettricit ore all'uomo un'esperienza tattile, costituisce infatti l'estensione dei nervi e come tale permette all'uomo di percepirsi ovunque e in qualunque momento. l'origine del famoso quanto incompreso concetto del villaggio globale, il ritorno ad una forma sociale che ricorda molto pi da vicino quella tribale, estesa per ad un abbraccio globale. Bench il termine sia ampiamente usato

12 Le culture orali agiscono e reagiscono nello stesso tempo. La cultura fonetica fornisce agli
uomini gli strumenti per reprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni quando impegnati nell'azione. Cit. mia. Agire senza reagire, senza coinvolgimento, il particolare vantaggio dell'uomo 85. Traduzione letterato Occidentale. McLuhan Marshall, Understanding Media, London, Ark, 1984, pag.

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e abusato nel linguaggio comune, utile precisare la potenza dell'intuizione di McLuhan in questa scelta evocativa. L'avvento dell'elettricit ristruttura i sensi dell'essere umano, estendendo per la prima volta al mondo intero l'intera coscienza, il sistema nervoso. Conseguenza di questo fenomeno che il mondo viene

percepito nella sua interezza e continuit, rompendo la secolare strutturazione gerarchica della realt creata dalla cultura fonetica. Nell'era elettronica si pu essere partecipi di ci che avviene in ogni luogo, e la frammentazione e la specializzazione della meccanizzazione vengono riassemblate in un insieme organico. La circolarit perduta delle culture orali, dopo duemila anni di dominio della meccanizzazione viene restituisce e allargata al mondo intero, grazie alla compartecipazione continua che l'estensione del sistema nervoso permette attraverso i media elettronici. Questo approccio innovativo allo studio degli eetti dei media porta con s come fondamentale conseguenza una stretta correlazione fra un medium e un altro. L'aermazione  il medium il messaggio indica che l'eetto sociale del mezzo di comunicazione dato dalla sua capacit di alterare la percezione umana

13

L'introduzione di un nuovo medium e l'estensione di un nuovo senso dell'essere umano attraverso di esso modicano gli equilibri del sensorio umano, facendo s che l'intero panorama dei media esistenti venga scosso da un vero e proprio terremoto, un assestamento basato sui nuovi rapporti che il medium ha determinato nei sensi umani. Secondo McLuhan un nuovo medium, piuttosto che sostituire quelli precedenti, tende se vogliamo ad includerli, a creare quell'energia ibrida capace di creare un nuovo equilibrio diverso dalla semplice somma degli elementi preesistenti. A riprendere e ricontestualizzare il rapporto di inuenza reciproca fra i media un collega e amico di McLuhan, Walter J. Ong (1911-2003) che nel suo Interfaces of the Word (1977)

14

, analizza il rapporto fra nuovi e vecchi me-

dia, giungendo alla conclusione che i nuovi media trasformano i media precedenti piuttosto che cancellarli. Dello stesso parere Joshua Meyrowitz, che in No sense

of place (1984) precisa:


Cos la scrittura non distrusse la comunicazione orale, ma cambi la funzione della parola e della memoria individuale. Analogamente la

televisione non ha eliminato la lettura [...] e il telefono non ha eliminato lo scrivere lettere.

15

13 A tal proposito McLuhan scrive:  This is merely to say that the personal and social
consequences of any medium-that is, of any extension of ourselves-result from the new scale that is introduced into our aairs by each extension of ourselves, or by any new technology . Ibidem pag. 6.

14 Ong W., Interfaces of the Word: Studies in the Evolution of Consciousness and Culture,
Itacha, Cornell UP, 1977. (tr. it., Interfacce della parola, Bologna, il Mulino, 1989.)

15 Meyrowitz J., Oltre il senso del luogo, Bologna, Baskerville, 1995, pag. 29.

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L'introduzione di un nuovo medium in una cultura, secondo questi autori, innesca una serie di modicazioni nelle funzioni, nei signicati e negli eetti dei media precedenti. Essi non spariscono, ma al contrario vengono ricollocati in Per fare un esempio la diusione su larga scala degli

spazi e utilizzi diversi.

smartphone non solo ha alterato in profondit il nostro senso del tempo e dello spazio, ma ha anche ridenito completamente il rapporto con tutti gli altri mezzi di comunicazione. Attraverso uno smartphone si legge il giornale, si guarda la TV, si comunica via email e, ovviamente, si telefona, ma questa concentrazione di funzioni in un unico oggetto non la semplice somma dei medium precedenti. Il nuovo prodotto mediale infatti un ibrido, di cui i media precedenti, quale giornali, televisione e scrittura diventano in un qualche modo i contenuti. Ecco allora l'alterazione sensoriale prodotta dal medium in esame prescinde dagli specici messaggi che veicola, n pu essere spiegata nei termini di una sommatoria degli eetti dei media che racchiude. Dopo lo spaesamento iniziale, dovuto al

tempo necessario perch l'essere umano si adatti alla nuova tecnologia usandola a nuovi ni comunicativi, l'equilibrio raggiunto sar la base per costruire nuove forme di relazione fra l'essere umano e la realt, nel nuovo ambiente creato dalla ristrutturazione dei sensi operata dall'introduzione del nuovo medium.

2.2

La matrice dei media: il sistema dei media visto per parte del soggetto/dei soggetti [1985]

La teoria di McLuhan che vede i media come estensione implica, come abbiamo visto, un modello di sistema dei media fortemente interconnesso, in cui come in un ecosistema alla modica di anche un solo fattore corrisponde un riassestamento generale per raggiungere un nuovo equilibrio. Bench, come ricorda Ortoleva nel suo Mediastoria (1995), la necessit di dare una visione di tipo sistemico sia un'intuizione precedente

16

, solo a partire da quest'ultimo che si mette a fuoco

negli studi sulla comunicazione lo stretto rapporto di reciprocit fra i media. A partire dall'opera di McLuhan infatti non pi possibile, a meno di riutarla in toto, analizzare un mezzo di comunicazione senza prendere contemporaneamente in considerazione la relazione che esso ha con gli altri media. I media formano una rete attraverso la quale l'essere umano sceglie di volta in volta di estendere, ma

16 A tal proposito Ortoleva riporta che gi nel 1947, ne La dialettica dell'illuminismo, Theodor
Adorno e Max Horkheimer scrivevano  lm, radio e settimanali costituiscono un sistema . Il concetto di sistema dei media dei due loso per ancora distante dalla successiva denizione di McLuhan, come spiega lo stesso Ortoleva:  [gli autori parlano di sistema per] sottolineare

l'esistenza di una coerenza interna nel quadro delle comunicazioni di massa, funzionale, secondo la loro tesi, a imporre il dominio complessivo della razionalit capitalistica .
Cit. Ortoleva Peppino, Mediastoria, Parma, Net, 2002, pag. 27.

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a questo punto occorre andare oltre il linguaggio evocativo che contraddistingue McLuhan e formalizzare una denizione di sistema dei media capace di reggere l'analisi. A soccorrermi in questo compito Peppino Ortoleva che lo denisce come  l'insieme degli strumenti per la comunicazione esistenti in un momento

dato in una societ, e la rete delle relazioni, di complementariet, di reciproca esclusione, di interdipendenza, che si stabiliscono fra i diversi media

17

. Questo

tipo di concettualizzazione di sistema dei media, bench cronologicamente successivo, non troppo dissimile da quello a cui fa riferimento Joshua Meyrowitz nella suo saggio Oltre il senso del luogo (1985)[17]. Riprendendo in quest'opera la visione di McLuhan di media come sistema, Meyrowitz introduce il concetto di  matrice dei media con il quale evidenzia la stretta interconnessione che lega tutti i media esistenti, iniziando al contempo a considerare il sistema dei media dal punto di vista del soggetto. A dierenza del pi astratto sistema

una matrice infatti prima di tutto uno strumento, direttamente applicato alla realt, . Se lo studio isolato di un medium secondo Meyrowitz un'astrazione, in virt del fatto che l'azione di un medium si sostanzia nel suo interagire prima di tutto con gli altri media, lo strumento di lavoro della matrice dei media permette di andare ad analizzare pi da vicino il realizzarsi dell'interazione attuata dai media, a partire dalla soggettivit degli individui che attraverso i media si estendono. La matrice dei media quindi un modo per denire le numerose

e diverse combinazioni di forme di comunicazione a disposizione di ogni essere umano nella vita quotidiana. L'attenzione principale di Meyrowitz dedicata nel suo saggio a come i media elettronici entrino a far parte di questo mix di scelte dell'individuo, permettendo in un qualche modo di sostituirsi ad altre forme di comunicazione, pur senza soppiantarle del tutto. La matrice dei media pu essere un potente strumento di analisi, capace di rappresentare i comportamenti di uno o pi soggetti e le loro scelte su come estendersi attraverso i vari media che il sistema dei media esistente ore nella loro societ. Proprio a partire dalla matrice dei media di Meyrowitz si pu

dire sia nato questo studio, perch dall'individuazione delle matrice dei media dei singoli soggetti che nata la possibilit di rendere confrontabili le scelte comunicative dei tre candidati che ho seguito durante la campagna elettorale cuneese 2012.

17 Ortoleva Peppino, Mediastoria, Parma, Net, 2002, pag. 28.

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17

2.3

Politica e media: la smitizzazione del leader secondo Meyrowitz [1985]

Con il suo saggio Oltre il senso del luogo (1985)[17], Joshua Meyrowitz tenta di creare l'anello di giunzione ideale fra la teoria dei media di McLuhan e la teoria sulle interazioni sociali sviluppata a partire da La vita quotidiana come

rappresentazione da Erving Goman. Al centro della sua riessione Meyrowitz


si chiede come l'introduzione dei media elettrici alteri la matrice dei media di una societ, individuando le dierenze fra media scritti e media elettronici a partire dal loro utilizzo in una data cultura. Da questa analisi l'autore sviluppa una

teoria avanzando tre principali ipotesi per spiegare le modicazioni introdotte dai nuovi media: la fusione di sfere pubbliche diverse, il rapporto fra pubblico e privato, e la separazione fra luogo sociale e sico. Dopo questa prima riessione teorica l'autore sceglie di analizzare tre casi specici di come i media elettrici abbiano creato dei nuovi ambienti informativi, capaci di ridenire quelli che lui chiama i ruoli sociali

18

. Oltre alla fusione tra maschile e femminile e alla

confusione tra infanzia e maturit, l'autore si concentra su un caso di particolare interesse ai ni di questa dissertazione: L'eroe politico come uomo comune. In diversi capitoli Meyrowitz lavora sui mutamenti prodotti dall'azione dei media

19

elettronici sul concetto di autorit, e sulla creazione di un nuovo spazio intermedio fra quello pubblico e privato di chi aspira ad essere un grande leader. Prima di poter utilizzare le teorie di Meyrowitz per questo studio occorre per fare alcune premesse metodologiche per chiarire in quali termini la riessione dell'autore possa essere applicata ai giorni nostri, a Cuneo. Ognuno degli autori e degli studiosi nora citati risentono chiaramente del periodo in cui scrivono, ove con questa aermazione intendo che le loro opere sono il frutto non solo della loro esperienza e riessione, ma anche del contesto storico e mediatico in cui essa maturata

20

. Nel caso di Meyrowitz, la mia perplessit nasceva dalla

18 L'opera di Meyrowitz si inserisce nel solco della tradizione sociologica, all'interno della
quale cerca di introdurre con la sua opera una spiegazione fondata sui media dei mutamenti della societ. Con il termine ruolo sociale Meyrowitz intende un'esibizione scelta di comportamenti che, se considerati globalmente, vengono percepiti dai membri della comunit sociale o del gruppo come adeguati a un individuo in una determinata situazione sociale, e proprio a partire dall'adeguatezza del comportamento introduce nella sua analisi l'apporto dei media. Cit. Meryowitz J., Oltre il senso del luogo, Bologna, Baskerville, 1995, pag. 552.

19 A tal proposito, per evitare di cadere nel fraintendimento che quella proposta da Meyro-

witz sia una prospettiva di determinismo tecnologico, occorre specicare cosa l'autore intenda per azione dei media. Per Meyrowitz i media sono degli ambienti sociali, che uniscono o dividono le persone in modi specici, e in virt di queste sue caratteristiche il medium ha il potere di ristrutturare le situazioni sociali. I nuovi modelli informativi prodotti dai media piuttosto che determinare la societ modicare la percezione di ci che socialmente accettabile in un dato contesto.

20 Questo generalmente vale per ogni forma scritta, ivi comprese le opere di McLuhan e

Ortoleva citate in precedenza. D'altra parte per, la strutturazione atipica de Gli strumenti

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possibilit di generalizzare al caso concreto di Cuneo 2012 uno studio basato sostanzialmente sull'analisi del mezzo televisivo in un territorio e tempo diverso come quello degli Stati Uniti della ne degli anni 70. Dopo un'attenta riessione, ho ritenuto utile includerla in questo mio lavoro perch i punti di analogia con la situazione da me studiata sono molti e permettono una lettura pi approfondita dei ruoli di autorit anche in terra cuneese. Se dunque nell'opera il riferimento continuo al ruolo di presidente degli Stati Uniti d'America, con particolare riguardo ai quasi quarant'anni compresi fra il 1944 e il 1982, buona parte delle riessioni e degli spunti teorici sul concetto di ruolo e sul ribaltamento del usso informativo sono facilmente estendibili e applicabili anche ai candidati Sindaco di Cuneo 2012. Questione diversa invece quella della predominanza nella riessione di Meyrowitz del mezzo televisivo, che l'autore sceglie come rappresentante fondamentale dei media elettronici

21

, mentre dalla campagna elettorale da me

vissuta l'impressione che ho tratto, come spiego nel terzo capitolo, che il medium televisivo sia una presenza determinante ma non centrale. L'autore scrive d'altra parte nei primi anni 80, e la diusione dei computer all'epoca non era ancora signicativa, come pure non pu essere preso in analisi Internet, all'epoca ancora strumento in fase di sviluppo embrionale

22

. Riconoscendo che, nei quasi

trent'anni trascorsi da allora, il personal computer e in particolare il web siano divenuti centrali nel sistema dei media nazionale, quanto meno in virt della loro diusione nella quotidianit degli italiani

23

, ho integrato l'analisi dell'autore

con qualche spunto proveniente dall'opera di Manuel Castells, come si vedr nel capitolo successivo. Nel suo studio Meyrowitz spiega come il potere dei nuovi media elettronici sia dato dalla loro capacit di ricongurare le interazioni sociali alterando il usso di informazioni precedente. Secondo l'autore i nuovi media, televisione in primis, hanno modicato gli equilibri preesistenti a partire dal nostro rapporto con lo
del Comunicare da un lato, che ne ha fatto ai miei occhi un testo stranamente atemporale, e il fatto che il mio problema principale, quello dell'impatto di Internet, fosse almeno in parte gi anticipato e potremmo dire profetizzato da McLuhan dall'altro, mi ha portato a ritenere che la teoria dell'autore avesse nel suo complesso una sua immediata applicazione al contesto cuneese. Nel caso dell'opera citata di Ortoleva, mi parso che la denizione di sistema dei media dell'autore fosse sucientemente ampia da non pormi lo stesso tipo di problemi che invece mi ha posto l'opera di Meyrowitz.

21 Cit. Meryowitz J., Oltre il senso del luogo, Bologna, Baskerville, 1995, pag. 114. 22 La nascita uciale del World Wide Web, con la creazione del protocollo HTTP per

la creazione e diusione di ipertesti, risale ai primi anni 90 ad opera di Tim Berners-Lee (http://www.w3.org/People/Berners-Lee/Longer.html). Il primo browser web moderno, non esclusivamente testuale, il Mosaic, distribuito a partire dal 1993 (Vetter, Ronald J. (October 1994). "Mosaic and the World-Wide Web". North Dakota State University).

23 L'ultima indagine ISTAT in materia, diusa il 20 dicembre 2011, riportava che il 58,8%

delle famiglie possiede un computer, e il 54,5% dispone di un accesso a Internet. La diusione ancora ben lontana dal 95% di diusione della TV o del 92% del cellulare, ma l'apporto di computer e internet non certamente trascurabile. http://www.istat.it/it/archivio/48388

CAPITOLO 2.

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19

spazio, innescando a cascata una serie di modicazioni nella societ. Per comprendere quale eetto abbiano i nuovi media nella ridenizione dei ruoli sociali, e in particolare di quelli di autorit, Meyrowitz approfondisce il meccanismo di costruzione di un'identit di gruppo, che considera presupposto fondamentale per l'esistenza del gruppo stesso. Come e perch un nuovo medium, in particolare quello televisivo, sono in grado di modicare il come una persona si sente parte di un gruppo sociale, o di un dato ruolo? Per capire come ci avvenga

necessario fare una piccola premessa sul concetto di gruppo sociale. Secondo Meyrowitz un gruppo esiste in virt di sue caratteristiche particolari, e la sua coesione dipende dall'unicit, ovvero nell'informazione che i membri hanno reciprocamente in comune e che non condividono con i membri di altri gruppi

24

. In

questo passaggio Meyrowitz riprende da Goman il modello di vita come rappresentazione di scena o di retroscena, e sulla possibilit di separazione fra queste due aerma si fondi l'identit del gruppo stesso. Il concetto chiave, mutuato da Goman, quello della squadra. Ma se nella visione di Goman il riferimento ancora legato al modello della rappresentazione, Meyrowitz trasforma il concetto di squadra in un gruppo ideale, costituito da tutti e solo coloro che condividono un determinato tipo di informazioni rispetto ad un ruolo

25

. Ecco allora che se

a distinguere fra loro e dunque creare i gruppi sociali in una societ la possibilit di condividere, o nascondere, delle informazioni sul gruppo stesso, diventa immediata la rilevanza di qualunque nuovo medium in questo processo. L'introduzione di ogni nuovo medium provoca una ristrutturazione dell'intero sistema dei media e modica gli equilibri esistenti, alterando il usso di quelle che Meyrowitz chiama informazioni sociali, ovvero il set di conoscenze necessarie per far parte di un determinato gruppo. Per seguire un esempio dell'autore la televisione ha la caratteristica di godere di un rapporto di maggiore analogia con la realt. La conoscenza del mondo permessa dalla TV pi immediata e richiede meno sforzo rispetto alla scrittura, non implica anni e anni di esercizio ed apprendimento per padroneggiare la codica alfabetica, perch si serve di codiche che imitano quelle dell'oralit, della conversazione faccia a faccia. Questo permette un accesso pressoch immediato e soprattutto non sequenziale e gerarchico alle informazioni che il mezzo dionde

26

24 Cit. Meryowitz J., Oltre il senso del luogo, Bologna, Baskerville, 1995, pag. 88. 25  i membri di una squadra si distinguono da quelli del pubblico per la loro visione della
situazione e per la quantit di informazioni sulla rappresentazione di cui dispongono  Citazione
di Goman, 1959, pp.77-105, in Meyrowitz. pag. 91

26 A tal proposito l'autore confronta in un esempio l'accessibilit del mezzo televisivo con

quella della carta stampa:  [...] non occorre guardare i programmi televisivi seguendo una de-

terminata progressione. Non necessario guardare prima i programmi semplici e poi quelli complessi. Gli adulti che guardano la televisione solo per pochi mesi forse capiscono il funzionamento televisivo all'incirca come gli adulti che l'anno guardata per anni. Le eventuali dierenze sono minime se paragonate a quelle tra analfabeti e lettori adulti. Ibidem pag. 123.

CAPITOLO 2.

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Nel caso specico del concetto di autorit le caratteristiche intrinseche del mezzo televisivo e le sue grammatiche hanno una profonda inuenza sulla possibilit per una persona di diventare un grande leader. Poich  l'autorit si

fonda sul controllo dell'informazione 

27

e poich ogni nuovo medium modica

il modo in cui si crea e dionde l'informazione stessa, a media dierenti corrispondono secondo Meyrowitz requisiti dierenti per esser considerati autorevoli, come spiega bene l'autore in un esempio riferito ai presidenti USA nella storia:
I primi presidenti divennero personaggi imponenti grazie all'altezza e alla forza - ma solo a distanza. Quando salivano in groppa

a grandi cavalli bianchi dovevano sembrare simili agli dei; visti un po' pi da vicino, rivelavano la loro natura mortale. Washington, oltre alla pelle del viso molto butterata, aveva dei denti falsi sistemati piuttosto male, il lentigginoso Jeerson era stato soprannominato lo studente pi brutto dell'Universit William and Mary. Lincoln era gobbo e dinoccolato ed

era brutto al punto da da sentirsi costretto a fare delle battute sul proprio aspetto. Theodore Roosevelt aveva occhi strabici e miopi e una dentatura cavallina (Bailey Thomas, Presidential Greatness , 1966 pp.69-70). A causa del loro aspetto, molti grandi presidenti del passato non avrebbero potuto emergere nella politica dell'era televisiva.

28

Secondo Meyrowitz i media elettronici inuiscono sul nostro rapporto con i personaggi autorevoli perch plasmano un contesto informativo capace di rendere pertinenti o meno alcune loro caratteristiche nella creazione di un'immagine di grandezza, di autorit. Se ai tempi di Washington contavano caratteristiche siche quali l'altezza e la forza e un'ottima alfabetizzazione per scrivere i discorsi alla nazione, al giorno d'oggi il mezzo televisivo in particolare fa s che per essere un grande leader siano necessarie altre caratteristiche. Ogni nuovo medium necessita di abilit speciche per essere utilizzato al meglio, e quelli elettronici non fanno eccezione. Per emergere come leader in un dibattito dal vivo occorre la capacit di parlare in pubblico, una voce forte, una buona capacit di drammatizzazione, tutte abilit che trasferite nello spazio intimo di casa dalla televisione contribuiscono al contrario a far sembrare l'oratore inadeguato, poco convincente, se non addirittura megalomane

29

. Ma l'osservazione da vicino dei leader

27 Ibidem pag. 263 28 Ibidem pag. 463. Grassetto mio. 29 A proposito di adeguatezza del singolo uomo politico al medium che utilizza Meyrowitz
dedica diverse pagine interessanti confrontando gli stili di Nixon, John e Edward Kennedy. A tal proposito l'autore scrive Nixon fu un oratore radiofonico molto ecace, ma alla televisione incontrava parecchie dicolt: davanti alle telecamere appariva sfuggente e impacciato. Citando a sua volta Ted Sorensen (Sorensen T., Kennedy, 1965, New York, Harper & Row, p. 195) spiega come Lo stile di Kennedy era ideale per quel medium [la televisione]. Se le sue

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permessa dalla televisione ribalta i rapporti di gerarchia esistente precedentemente. Se in una cultura scritta le autorit, le persone si status sociale superiore, lo erano in virt di un accesso prioritario alle informazioni sociali e della possibilit di celare le informazioni sul proprio conto, la situazione che si viene a creare con l'introduzione dei media elettronici rovesciata. Il grande leader ai tempi della televisione possiede certo informazioni esclusive, ma al contempo non pi del tutto in grado di celare le informazioni su di s. Questo perch al diondersi

della televisione corrisposto un cambiamento delle caratteristiche necessarie per creare un'aura di grandezza. Il mezzo televisivo cerca la vicinanza con le

autorit osservate, ne evidenzia le espressioni, ne esalta l'umanit seguendole al di fuori di quelli che sono gli spazi della vita politica, anche in contesti un tempo tipicamente privati. Il leader che evita le telecamere, in un contesto informativo centrato attorno alla televisione, diventa un leader che ha qualcosa da nascondere; allo stesso modo dare risposte diverse in contesti diversi, atto che ognuno di noi compie quotidianamente, in un montaggio televisivo diventa come minimo segnale di incoerenza se non di malafede. Il problema centrale risiede per nel fatto che l'identit di un gruppo e di un ruolo sociale si fonda sulla possibilit di controllare informazioni. Nell'ambito del leader politico questa necessit di uno spazio informativo separato, un'area di retroscena in cui creare ed esercitare la propria immagine di autorit, fondamentale, ma entra in tensione con l'esigenza della societ di sentirsi partecipe, attraverso la televisione, di ci che i suoi leader fanno. In questa contraddizione Meyrowitz trova la spiegazione di quello che vede come un declino dell'immagine presidenziale, e dell'autorit pi in generale, spiegando che forse dipende incredibilmente poco dalla semplice scar-

sit di grandi leader potenziali, e forse dipende molto da un particolare ambiente comunicativo - ambiente che compromette la capacit del politico di comportarsi come un grande leader tradizionale e di esser quindi percepito come tale 

30

Lo spazio di retroscena, che nella teoria di Goman corrispondeva ad una qualche area privata della vita dell'attore, in cui confrontarsi con gli attori suoi pari, vericare gli aspetti meglio riusciti della rappresentazione per migliorarli, inizia con l'avvento dei media elettronici e della televisione a fondersi gradualmente con lo spazio di palcoscenico, creando una realt ibrida che Meyrowitz denisce spazio intermedio. Questa fusione fra spazi pubblici e privati, data dalla facilit con cui i media elettronici riescono ad accedere a quello che un tempo
espressioni disadorne, la mancanza di drammaticit nei gesti e nelle inessioni, il suo fascino un po' timido ma non privo di seriet, potevano rappresentare un ostacolo nelle tribune elettorali, si adeguavano perfettamente ai soggiorni delle case americane. Al contrario di J.F. Kennedy, il fratello minore Edward nella campagna elettorale del 1980 adott uno stile pi adatto ai vasti raduni politici che ai primi piani televisivi: alla televisione, il suo stile drammatico lo rendeva spesso molto teso, sovreccitato, addirittura fanatico. Ibidem pagg. 464-465.

30 Ibidem pag. 445.

CAPITOLO 2.

I FONDAMENTALI

22

era lo spazio dietro le quinte, tende a compromettere il distacco, l'astrazione dello status sociale superiore. quello che l'autore denisce come il paradosso fondamentale nel rapporto con i leader:
Nel tentativo di soddisfare il nostro desiderio di essere vicini ai grandi personaggi [...] spesso distruggiamo la loro capacit di funzionare come grandi personaggi. La grandezza si manifesta nelle azioni di primo piano e, per denizione, nella sua separazione dai comportamenti tra le quinte. Eppure quando diciamo che vogliamo vedere le autorit cos come sono, in genere intendiamo dire che vogliamo vedere a cosa assomigliano di me-

no vale a dire, quale sia il comportamento meno frequente nel ruolo che
recitano per noi e, nel contempo, quale sia il grado minimo a cui possono giungere in termini sociali.

31

Nel caso del grande leader la perdita di controllo sui propri spazi, fa s che all'isolamento sico non corrisponda pi necessariamente un isolamento informativo. Un leader moderno fatica sempre pi a nascondere il proprio comportamento anche quando in un luogo privato. Il comportamento privato e quello pubblico del personaggio niscono per sovrapporsi, poich lo spazio veramente privato si ridotto, costringendo il personaggio a modicare la propria immagine pubblica, in cui entrano anche degli elementi privati. Un altro interessante eetto dei media elettronici sui sistemi sociali, descritto da Meyrowitz, riguarda l'appiattimento dello status politico. Secondo l'autore infatti, la diusione capillare dei media elettrici ha in gran parte svuotato l'ecacia del sistema di partito. Questo perch i grandi partiti di massa avevano la funzione, con le loro ramicazioni sul territorio, di organizzare la partecipazione dei cittadini alla politica, attraverso una struttura gerarchica di tipo piramidale che organizzava la discussione dei grandi temi, fungendo da tramite bidirezionale fra gli elettori e i massimi dirigenti di una nazione. La televisione rompe secondo Meyrowitz questo schema, sostituendosi al meccanismo di partito che perde cos il controllo sulla direzione e la progressione del usso informativo: i vecchi

e lineari apparati di partito stanno perdendo importanza perch le informazioni non rispettano pi i livelli di gerarchia di partito. Gli outsider hanno sempre

pi possibilit di vincere le elezioni, perch possono aggirare i canali dei partiti e raggiungere la gente direttamente attraverso il telefono, la radio e la televisione.

32
I media elettronici in genere, e la televisione in particolare, non conoscono la sequenzialit tipica dei sistemi alfabetici, e proprio per questo motivo tendono

31 Ibidem pagg. 275-276. 32 Ibidem pag. 269.

CAPITOLO 2.

I FONDAMENTALI

23

secondo l'autore a rompere le gerarchie sociali. La facilit con cui si codicano e decodicano i messaggi di questi media permette infatti un accesso trasversale e non esclusivo ai mezzi stessi da parte della quasi totalit della popolazione. Queste due caratteristiche combinate danno alla televisione la capacit di esistere innanzitutto come arena collettiva, uno spazio informativo che in virt del suo essere percepita simultaneamente da un [...] ampio numero di individui diventa

una realt sociale 

33

. Pur essendo evidente che quella presentata dalla televisio-

ne non la realt, quanto pi un'immagine che vi somiglia per analogia, quella che appare in televisione diventa una realt sociale. I media elettronici fondono fra loro mondi informativi un tempo separati dando vita a nuovi modi di essere autorevoli che non riettono pi le gerarchie sociali, la linearit e la sequenzialit di una cultura basata sull'alfabeto fonetico. Meno dicolt nel codicare un messaggio equivale infatti a modicare i requisiti necessari per ricoprire un certo ruolo sociale. Se un tempo infatti per svolgere attivit politica era indispensabile avere una grande dimestichezza con la lingua scritta (impossibile come ricorda Meyrowitz anche solo concepire prima dell'avvento dei media elettronici e della TV ad un membro del Congresso degli Stati Uniti scarsamente alfabetizzato), il grande leader all'epoca dei media elettronici deve piuttosto saper gestire le proprie espressioni, avere un'immagine divertente o rassicurante. Questi requisiti per ricoprire un ruolo sociale superiore, in questo caso quello del politico, non sono pi per doti capaci di distinguere, e molto pi spesso sono i tratti di umanit, caratteri che avvicinano il leader all'uomo comune piuttosto che distinguerlo da esso. Nel contesto informativo dominato dalla televisione in altre parole le capacit per essere un buon leader sono molto meno esclusive, motivo per cui il ruolo di autorevolezza ne esce sostanzialmente demisticato. In conclusione, secondo l'ipotesi di Meyrowitz, il nuovo sistema informativo generato dai media elettronici ha nel corso dei decenni modicato in maniera considerevole sia come si percepiscono i ruoli di autorit, sia le persone chiamate a ricoprire tali ruoli, in virt di caratteristiche pi adatte al nuovo contesto mediale. La compressione degli spazi privati dei grandi leader da una parte e la distanza ravvicinata da cui vengono seguiti sono all'origine non solo di un nuovo modo, meno mitico e distaccato, di essere autorevoli, ma anche di un dierente e pi paritario rapporto fra l'elettore e il suo rappresentante. Il nuovo leader

smitizzato, come ricorda Meyrowitz deve sposare la causa della trasparenza

34

lavorando continuamente per mantenere il dicile equilibrio fra accessibilit e riservatezza necessario a svolgere il proprio ruolo. Il personaggio che ne esce

appare molto pi umano e meno distante dei suo predecessori, e anche in virt

33 Ibidem pag. 148. 34 Ibidem pag. 273.

CAPITOLO 2.

I FONDAMENTALI

24

di questa ritrovata umanit le sue scelte sono pi facilmente in discussione che in passato.

Capitolo 3 Ricerca sul campo / case study


Come i candidati (o chi per essi) alle amministrative cuneesi 2012 creano la propria matrice mediale.

3.1

Presentazione della ricerca

Il nucleo di questa tesi costituito da una ricerca sul campo, condotta nel periodo gennaio - aprile 2012, mediante la quale ho cercato di acquisire il maggior numero possibile di dati sulle strategie di comunicazione dei tre candidati che ho selezionato per questo mio studio, e sulle convinzioni e ragioni che hanno guidato le loro scelte comunicative durante la campagna elettorale di Cuneo 2012. L'ipotesi alla base di questa ricerca che le disomogeneit riscontrabili nelle scelte di utilizzo dei vari media dei tre candidati analizzati traggano origine, in forma signicativa, nelle loro dierenti visioni della comunicazione politica, oltre che nella loro formazione e storia personale. Molte e fra loro diverse sono le

ragioni che hanno spinto ognuno dei candidati a compiere le proprie scelte in questo percorso di un poco pi di due mesi per guadagnare la ducia dell'elettorato e costruire un'immagine coerente di s. Proprio a partire dal confronto fra aspettative dei candidati e scelte conseguenti ho cercato di costruire un percorso di analisi che mi permettesse di approfondire ad un livello pi generalizzabile di comprendere lungo quali direttrici si siano mossi i miei tre testimoni. Piuttosto che tentare di giudicare dunque l'ecacia delle loro scelte in termini di risultati elettorali, ho provato a confrontarle fra loro, mettendole in relazione, ove possibile, con le storie personali e la formazione politica dei singoli candidati. Una delle principali dicolt di questa ricerca stata appunto data dalla complessit dell'individuare delle direttrici di analisi che permettessero il confronto fra i diversi percorsi dei candidati studiati, individuando le analogie e i punti di scarto, senza snaturarne la unicit. Volendo fare un esempio una prima disomogeneit riscontrata fra i candidati data da chi dichiara di aver eettuato delle scelte

25

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

26

dettate da motivazioni di ordine pratico ed economico e chi invece ha sostenuto le proprie scelte di comunicazione sulla base di una propria convinzione, formazione o percezione specica. Bench tutti e tre i candidati abbiano addotto sia motivazioni pratiche che teoriche per le proprie scelte, un primo livello d'analisi consistito nel confronto fra le diverse modalit con cui questi fattori emergono nelle interviste ai testimoni, ovvero nel loro racconto. Nello strutturare sui vari media la propria campagna elettorale per le amministrative di Cuneo emerge una grande dierenza di motivazioni fra chi propende per strategie che potremmo impropriamente denire quantitative, tese cio a raggiungere il maggior numero di persone possibile, e chi ha invece ritenuto di concentrarsi pi su quella che ritiene la qualit della comunicazione instaurata con la collettivit e con il singolo elettore. Lo studio che ho condotto prova a mettere in risalto le motivazioni di queste scelte, nel tentativo di comprendere meglio quale impatto abbiano avuto nella costruzione dei messaggi dei candidati osservati.

Figura 3.1: L'et media dei governi europei secondo il rapporto OpenPolis

La seconda dimensione d'analisi che ho giudicato interessante riguarda l'appartenenza generazionale dei tre candidati, sia relativamente al loro appartenere ad una stessa generazione, sia relativamente al rapporto rilevabile tra la loro generazione anagraca e la composizione per classi d'et dell'elettorato cuneese, questo anche in relazione ad un dato noto a livello nazionale ed internazionale, che vede l'Italia essere governata da una delle classi politiche pi anziane del continente europeo (l'attuale governo Monti , secondo il rapporto stilato

dal-

1 http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-il-governo-pi%C3%A3%C2%B9-vecchio-

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

27

l'associazione OpenPolis il 25 novembre 2011, il pi vecchio d'Europa con un'et media di 64 anni). Questo capitolo, che costituisce il nucleo centrale della ricerca, suddiviso idealmente in due grandi parti. La prima si apre con la descrizione degli obiettivi che mi ponevo all'inizio della ricerca e della metodologia che ho utilizzato, e si conclude con una sintetica descrizione del contesto cuneese, attraverso una breve introduzione alle sue specicit territoriali (storiche, economiche, sociali, politiche) e alle componenti strutturali del sistema dei media locale. Un breve resoconto delle vicende politiche degli ultimi mesi, inne, dovrebbe permettere a chi legge di avere un'idea delle dinamiche e del contesto dal quale sono emerse le tre candidature. Sempre in questa prima parte introduco i tre testimoni,

descrivendone il prolo biograco e politica, e esplicito e ragioni per le quali li ho scelti per la realizzazione di questa ricerca. La seconda parte di questo capitolo, che si apre con il paragrafo sui rapporti fra politica e societ civile e si chiude con il paragrafo sulla gura del  nuovo politico cuneese, dedicata invece allo sviluppo delle ipotesi interpretative emerse in questo mio percorso, mettendo in gioco i riferimenti teorici descritti nel capitolo precedente.

3.1.1

Gli obiettivi (il cosa)

Quando ho iniziato a ragionare del perch occuparmi di un tema cos particolare come quello delle elezioni amministrative del 2012 a Cuneo stato estremamente dicile, almeno all'inizio, riuscire a focalizzare la ricerca. Se nell'introduzione

ho gi spiegato le motivazioni di questa scelta, al tempo stesso stato spesso faticoso, se non quasi impossibile, spiegare alle persone che mi hanno aiutato in questo percorso, e ai tre candidati che mi hanno concesso l'intervista in primis, che l'obiettivo non era quello di scrivere un piccolo manuale di istruzioni per vincere le elezioni. In una situazione fortemente polarizzata di confronto politico la prima sda da arontare infatti consistita nello spiegare che la parte meno interessante ai ni di questa ricerca era poter predire i risultati elettorali sulla base delle forme comunicative adottate dagli stessi. d'altra parte plausibile

ritenere che ad inuire in maniera considerevole su questa loro aspettativa sia stato il mio particolare coinvolgimento nella campagna elettorale cuneese. Da

una parte certamente ha avuto una sua inuenza la conoscenza pregressa con i tre testimoni prima dell'avvio della macchina elettorale, dovuta al mio lavoro precedente come giornalista per una testata locale
deuropa/2167316 http://speciali.espresso.repubblica.it/pdf/mini-dossier_tecnoprofessori.pdf

e alla mia presenza nell'asso-

2 Per tutto il 2011 ho infatti collaborato con La Bisalta, un settimanale dell'area del

centrodestra cuneese, curando in particolare le pagine riguardanti le vicende politiche della

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

28

ciazionismo cittadino . Il buon rapporto personale che avevo con i testimoni mi ha infatti messo nella condizione privilegiata di non doverne conquistare la ducia nello spazio ristretto di un incontro, consentendomi dunque di arontare nelle interviste temi delicati da trattare con un totale estraneo. Secondo elemento ad entrare in gioco stato invece il mio essere considerato come parte della partita in gioco, in considerazione del fatto che io stesso ero candidato come Consigliere Comunale nello schieramento di uno dei tre testimoni. La combinazione di questi due fattori ha certamente inciso sulla qualit e disponibilit di informazioni messemi a disposizione, ma il vedermi come una sorta di interlocutore interno ha in un qualche modo viziato le aspettative dei candidati nei confronti di questo studio. Un secondo aspetto che pu aver determinato la convinzione iniziale dei testimoni che ho intervistato, secondo la quale una ricerca sulle forme comunicative adottate dai candidati alle elezioni non poteva che essere nalizzata a valutare (se non addirittura a predire) i risultati elettorali, consiste nella ampissima circolazione sociale di quel particolare (ancorch dominante) lone degli studi di comunicazione politica che, identicando la comunicazione politica con la propaganda, indagano appunto la relazione tra strategie di comunicazione e consenso. Personalmente non ero interessato a collocare il mio lavoro di ricerca in quel lone: mi interessava piuttosto provare a indagare le dimensioni che esso trascura. Ci ha evidentemente condizionato poi anche il metodo di ricerca che

ho adottato, motivato sulla base della convinzione che sia impossibile indagare i fenomeni che mi proponevo di studiare secondo una prospettiva quantitativa che, scindendoli in variabili e indici, non mi avrebbe permesso di mantenere la visione d'insieme e comprendere i soggetti che studiavo. Inoltre questo mio studio, pur servendosi qua e l di concetti propri della sociologia, politica e della comunicazione, non vi appartiene, in particolare per il tentativo di dare una collocazione storica alla relazione che intercorre fra i media e i soggetti. Come visto nel capitolo precedente proprio questa dimensione di storicit che, ponendo l'attenzione sul modo in cui viene percepito e utilizzato un medium, a caratterizzare la prospettiva della storia dei media. su questa base che la mia analisi tenta una

descrizione delle relazioni che intercorrono fra il sistema dei media cuneesi nel suo complesso e i singoli soggetti, che in un modo o nell'altro si relazionano con esso, siano essi candidati sindaci, comunicatori di professione o elettori.
citt.

3 A partire dalla ne del 2008 sono stato molto attivo sul territorio cittadino come volontario

per i diritti delle persone LGBT. Nel marzo del 2009 sono stato fondatore assieme ad un primo gruppo di concittadini del primo Comitato Provinciale Arcigay in terra cuneese, i Figli della Luna di cui sono stato presidente per tre anni. Proprio a questo periodo di attivismo politico risale la conoscenza e l'amicizia con tutti e tre i candidati Sindaco studiati.

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

29

La domanda fondamentale che mi ha guidato dunque, pi che come ottengo il voto? stata perch oriento il voto?, nella doppia o triplice lettura che

ne hanno dato i candidati, gli elettori e i vari consulenti di comunicazione che ho incontrato in questo viaggio. Per i testimoni pi importanti di questa mia

indagine, i tre candidati Sindaco selezionati, questa domanda si per massima semplicazione tradotta con come credo, o come spero, che la mia comunicazione possa inuenzare il voto?, generando per n dai primi istanti delle risposte che denotavano delle dierenze, come vedremo molto consistenti, nei modi di autorappresentarsi dei candidati e nella loro capacit di immaginare e denire la comunicazione.

3.1.2

Tecniche di ricerca utilizzate (il come)

Per riassumere brevemente le tecniche adottate in questi circa cento giorni di ricerca sul campo mutuer, almeno nella terminologia, alcuni fondamentali della ricerca sociale, facendo in particolare riferimento ai concetti propri del paradigma  interpretativo

delle scienze sociali. Tale visione d'insieme privilegia negli studi

tecniche di ricerca qualitative, quali l'osservazione partecipante, le interviste in profondit e l'uso dei documenti. Volendo suddividere, seppur in maniera un po' grossolana, il materiale raccolto sulla base dei metodi adottati nelle varie fasi, esso pu sostanzialmente essere suddiviso in tre grandi tipologie. Il primo e il pi importante, perch alla base della ricerca vera e propria, costituito da delle interviste in profondit ai tre candidati alla carica di Sindaco selezionati, presenti in trascrizione integrale nell'appendice. Si tratta in questo caso di tre interviste condotte nella fase iniziale della campagna elettorale, che ho ottenuto di registrare in condizioni di riservatezza negli uci dei singoli candidati, nel tentativo di evitare per quanto possibile l'inuenza di persone terze. Le informazioni e i dati che emergono da queste interviste sono utilizzati diusamente in tutta la ricerca, per descrivere la matrice dei media dei candidati stessi oltre che per iniziare a comprenderne le intenzionalit. Parte di queste informazioni tornano inoltre nel paragrafo in cui introduco uno per uno i candidati, nel quale ho cercato di illustrare i loro proli biograco-politici anche attraverso le parole con le quali hanno scelto di rappresentarsi.

4 Con questo termine mutuo la scelta terminologica di Corbetta nell'indicare la prospettiva


di ricerca che, a partire dalla sociologia comprendente di Max Weber, costituisce una visione generale delle scienze sociali di matrice costruttivista, in contrapposizione alle losoe della scienza di stampo positivista. Per approfondire la distinzione, soprattutto nei suoi risvolti operativi, fra i due paradigmi vedere Corbetta P., Metodologia e tecniche della ricerca sociale, Bologna, Il Mulino, 1999, capp. 1 e 2.

5 Caratteristica peculiare di queste interviste che la loro profondit e il loro essere non

strutturate ha permesso di farne degli strumenti atti non solo a raccogliere le informazioni sui dati che ogni candidato usava per elaborare la propria strategia di comunicazione, ma anche

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

30

Il secondo gruppo di dati costituito dai documenti, in questo caso principalmente articoli di giornale, articoli pubblicati su portali web, foto o versioni digitali di manifesti e altri generi di cartellonistica, frutto principalmente di un lungo lavoro di raccolta e classicazione condotto nei mesi di campagna elettorale. Il primo articolo di giornale della raccolta risale al 13 gennaio scorso, data che ha segnato l'avvio, per uno dei candidati intervistati, di un particolare percorso di creazione del programma di coalizione dagli interessanti risvolti pubblicitari e comunicativi. La raccolta si conclude idealmente con uno speciale dedicato a tutti gli otto candidati dall'unico quotidiano locale, La Stampa di Cuneo datato sabato 14 aprile 2012. In questo macrogruppo di documenti ho inserito anche dei salvataggi di pagine web dinamiche, a testimoniare l'impressionante numero e variet di banner elettorali presenti sul principale portale online di notizie cuneese nei giorni immediatamente precedenti alle elezioni, da confrontarsi con quelle invece in uso per il ballottaggio nelle settimane successive. Inne, ma non meno importante, moltissimi dati e informazioni provengono dalla mia osservazione partecipante al processo di costruzione e svolgimento della campagna elettorale, attraverso il duplice ltro rappresentato dal mio essere candidato e lavoratore del settore dell'informazione. Da questo tipo di raccolta di dati diretta provengono buona parte delle informazioni che uso per descrivere il contesto locale cuneese, a partire dalla breve introduzione alle vicende che hanno caratterizzato la vita politica della citt di Cuneo negli ultimi sei mesi, no alla rapida catalogazione dei principali  media cuneesi.

3.1.3

Il contesto locale (il dove)

Prima di andare a motivare la mia scelta del Comune di Cuneo per questo tipo di ricerca intendo dare una breve descrizione della realt territoriale cuneese, secondo le sue caratteristiche socio-demograche e storiche, alcune delle quali hanno una certa inuenza nello strutturare le opinioni e i pensieri studiati. Il Comune di Cuneo, capoluogo dell'omonima provincia, storicamente e socialmente suddiviso in tre macro aree determinate prima di tutto dalla geograa. I due torrenti che lo attraversano infatti, lo Stura di Demonte e il Gesso, conuiscono a V, o meglio ancora a cuneo, dando origine all'altopiano che ha poi dato il nome alla citt. Il triangolo o pizzo di territorio protetto dai due torrenti stato il nucleo forticato dei primi insediamenti. Da esso e in direzione del connante comune di Borgo San Dalmazzo si estende la zona dell'Altopiano, di cui fa parte
utili per riportare e comprendere la visione del mondo di ogni candidato, e la sua visione della comunicazione con quel mondo. In altre parole, le interviste alla base di questa ricerca hanno avuto un duplice uso, sia come fonti documentarie tradizionale, sia come fonti narrative per descrivere il contesto cuneese attraverso la voce dei suoi protagonisti.

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

31

la citt vera e propria e la frazione di San Rocco Castagnaretta. Si tratta delle zone pi densamente urbanizzate del territorio comunale, nelle quali risiedono oltre il 60% dei 56019 abitanti del Comune . Al di l del Gesso inizia la zona dell'Oltregesso, costituita dalle sei frazioni di Bombonina, Borgo San Giuseppe, Madonna delle Grazie, Roata Canale, Spinetta, Tetti Pesio in cui vive il 15 % della popolazione. Al di fuori della frazione d Borgo San Giuseppe, che funge un po' da quartiere dormitorio per la citt, si tratta di piccoli villaggi a prevalenza rurale. Dall'altro lato della citt si trova l'Oltrestura con le sue otto frazioni:

Cerialdo, Confreria, Madonna dell'Olmo, Passatore, Roata Rossi, Ronchi, San Benigno, San Pietro del Gallo. Fatta eccezione per Confreria e Madonna del-

l'Olmo, realt mediamente urbanizzate che fungono da quartieri dormitorio data la vicinanza con il centro cittadino, si tratta per lo pi di agglomerati rurali, a scarsa densit abitativa. L'Oltrestura per la zona pi estesa territorialmente, e anche per questo vi vivono circa il 24% dei cuneesi. Questa breve panoramica delle suddivisioni geograche utile in virt del permanere nella popolazione cuneese di un forte localismo, di un radicamento al proprio territorio e pi specicatamente al proprio paese, alla frazione, al campanile. Anche nel parlare comune della gente la distinzione fra cittadini

e frazionisti rilevante e denota persone nate e cresciute in contesti ancora percepiti come storicamente separati. Fino ad anni molto recenti infatti, con la diusione della mobilit personale, i momenti di contatto fra le frazioni e la citt erano molto limitati. Per fare un esempio quasi ogni frazione ha il suo mercato settimanale e la maggior parte di esse dispone ancora dei servizi fondamentali. Questa suddivisione storica e sociale ha delle ripercussioni molto interessanti sui meccanismi di coinvolgimento e partecipazione al voto e alla vita pubblica, come vedremo nel dettaglio pi avanti. A titolo esemplicativo, il primo cittadino negli ultimi vent'anni sempre stato un residente dell'Altopiano. Secondo i dati ISTAT, risalenti all'anno precedente rispetto a quelli gi citati del Comune di Cuneo, ma al contempo pi dettagliati, l'et media dei residenti di 44,8 anni . Dei 55714 residenti riportati dall'Istat il 14,92% ha un'et compresa fra gli 0 e i 20 anni, il 15,36% fra i 21 e i 35, il 42,35% fra i 36 e i 65, mentre la popolazione al di sopra dei 65 anni raggiunge il 27,37% del totale.

6 Fonte:
dicembre

Servizi 2011,

demograci

Comune

di

Cuneo,

ultimo

aggiornamento

31

http://www.comune.cuneo.gov.it/segreteria-generale-e-servizi-

demograci/statistica/popolazione-residente.html

7 Fonte: ISTAT al 1 gennaio 2011. http://dati.istat.it/

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

32

3.1.3.1

I candidati selezionati per la ricerca

Le Elezioni Amministrative 2012 a Cuneo sono state caratterizzate da un gran numero di contendenti, in continuit con una tradizione tutto sommato consolidata per il Comune capoluogo della provincia cuneese. Se infatti nel 2012 i

candidati Sindaco erano otto, nel 2007 erano cinque, nel 2002 erano in sei e nel 1998 addirittura in nove . Ma di fronte a tanta partecipazione l'economia della ricerca imponeva una selezione alla base, per l'impossibilit temporale  legata alla ristrettezza dei tempi che avevo a disposizione per la mia ricerca  di intervistare e studiare tutti i candidati. Come gi ho accennato nell'introduzione alla mia ricerca, ho voluto concentrarmi sulla comunicazione di chi, almeno in apparenza, si poneva nei confronti dei cittadini servendosi quasi di un modello precostituito, ricalcando su di s uno stereotipo o un'immagine di successo gi presente sul panorama politico nazionale . Inoltre, al di fuori di questa mia volont di rappresentare nella ricerca queste declinazioni in stile cuneese di grandi stilemi nazionali, ho cercato di valutare anche quali candidati erano a me pi vicini, e quindi facili da coinvolgere in questo progetto, per il quale era necessaria una ducia pregressa nei miei confronti, dicilmente acquisibile altrimenti nel breve periodo della campagna elettorale. Inne ultimo criterio di scelta, ma non meno importante, stato quello delle capacit espressivo-comunicative dei candidati. In altre parole ho

cercato di privilegiare coloro che, in base alla mia esperienza lavorativa, avevo visto utilizzare in maniera pi o meno consapevole forme di comunicazione capaci di distinguerli, ai miei occhi, dagli altri candidati. Sulla base di questi tre parametri i candidati individuati sono stati Gigi Garelli per il centrosinistra, principalmente perch la sua inaspettata vittoria alle partecipatissime consultazioni primarie del novembre 2011 ne aveva fatto agli occhi dei media locali Il Pisapia cuneese

10

, generando un vero terremoto nella

coalizione di centrosinistra stabilmente al governo cittadino da quindici anni. La seconda scelta ricaduta su Federico Borgna, candidato di una coalizione trasversale, scelto proprio perch oriva la possibilit di studiare un approccio di

8 Fonte: Comune di Cuneo, servizi elettorali, Andamento storico dei risultati.


http://www.comune.cuneo.gov.it/segreteria-generale-e-servizidemograci/elettorale/storico-risultati.html

9 Mi riferisco in questo caso alla tendenza quasi trasversale di molti dei candidati Sindaco di

Cuneo, anche fra coloro che non ho seguito da vicino con la ricerca, a sfruttare in forma quasi parassitaria la popolarit di stili e modi di porsi propri riconducibili a personaggi della politica nazionale. In particolare due dei candidati che si sono serviti di questo espediente, Gigi Garelli facendo riferimento all'immaginario della riappropriazione della politica, molto popolare dalla vittoria di Pisapia a Milano in poi, mentre Federico Borgna mi parso rifarsi spesso al tema della sobriet, competenza e moderazione portato in auge dall'esecutivo Monti. di_cuneo_vince_garelli_candidato_di_rifondazione-25722876/

10 http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/11/28/news/eetto_pisapia_alle_primarie_

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

33

risposta alla crisi della politica attraverso gli stilemi del governo di unit nazionale. Inne il terzo candidato scelto stato Beppe Lauria, politico di lungo corso, scelto appunto per riequilibrare la mia analisi, che si sarebbe altrimenti limitata allo studio di cosiddetti uomini nuovi. Nello stilare i proli di ognuno dei candidati studiati ho utilizzato in gran parte le presentazioni che essi stessi hanno fatto di s durante le interviste rilasciatemi, integrate con quanto ho potuto rinvenire su quotidiani e periodici locali. Nelle brevi descrizioni che ne propongo ho cercato di evidenziare il pi possibile le esperienze politiche precedenti dei candidati, per poter mettere pi facilmente in relazione la storia personale e politica di ognuno di essi con le forme di comunicazione scelte.

Federico Borgna
11

Federico Borgna, classe 1973, nato a Cuneo, vive nel

vicino comune di Bernezzo no al 2003, quando si trasferisce nell'altopiano di Cuneo . Laureato in legge presso la facolt di Giurisprudenza di Torino nel 2000,

iscritto all'albo nazionale dei Promotori Finanziari

12

. Cieco totale da diversi an-

ni, Presidente Regionale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Nel 2009 secondo eletto per numero di preferenze nel Consiglio Comunale di Bernezzo, di cui diventa assessore al patrimonio, al bilancio, ai tributi e alle politiche sociali. Dimessosi per correre liberamente alle Amministrative cuneesi, la sua altra esperienza politica risale al 2010, anno in cui si candida alle elezioni regionali, nel collegio provinciale di Cuneo, nella lista Insieme per Bresso

13

. Fino al 2011 era

regolarmente iscritto al Partito Democratico e partecipava alla vita del circolo di Cuneo, come ricordato dai colleghi di partito anche ai mezzi d'informazione

14

La coalizione per cui corre, chiamata  Cuneo libera e forte, si compone di met della maggioranza precedente in Consiglio Comunale (gruppi Centro Lista Civica e Cuneo Solidale), di parte della minoranza (i gruppi Cuneo Pi e UDC, nel frattempo apparentato con una lista civica), con l'aggiunta della nuova lista dei democratici per Cuneo, che raccoglie gran parte degli scontenti del risultato delle primarie e fuoriusciti dal PD, ivi compreso l'ex primo cittadino Valmaggia e parte della sua Giunta. Il suo primo slogan Cuneo guarda avanti.

11 http://www.puntocuneo.it/news/2012/03/08/centrosinistra-diviso-a-cuneo-si-candidafederico-borgna_90f1dc57-9028-4b56-a071-50abfc7153d2

12 Fonte: Curriculum Vitae assessore Borgna, Comune di Bernezzo.


http://www.comune.bernezzo.cn.it/upload/avvisi/Assessore%20-

%20Borgna%20Federico.pdf

13 Fonte: Ibidem. 14 http://edizioni.lastampa.it/cuneo/articolo/lstp/6995/

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

34

Figura 3.2: Esempio dei manifesti di Borgna

Gigi Garelli

Gigi Garelli, classe 1961, nato e sempre vissuto a Cuneo.

sposato dal 1987 con Elisabetta e ha tre gli, Fabiano, Nazareno e Virginia

15

Insegnante di Storia e Filosoa distaccato all'Istituto Storico della Resistenza di Cuneo. Cattolico e militante di sinistra, pur non avendo mai fatto parte di partiti politici, particolarmente attivo in citt nel campo del volontariato sociale sul fronte dell'intercultura e del dialogo fra culture. presidente e fondatore

dell'Associazione Orizzonti di Pace, struttura volontaria che si occupa di formazione in particolare indirizzata a favorire il dialogo fra le diverse confessioni religiose presenti in citt. La sua esperienza politica nasce nell'ambito degli Esuli in Patria, un gruppo cultural - politico nato nel 2010 con la volont di cambiare il modo di far politica dei partiti cuneesi

16

. Quando il centrosinistra cuneese, su

invito del sindaco uscente Valmaggia, decide di individuare il proprio candidato Sindaco attraverso lo strumento delle primarie, Garelli uno dei contendenti, sostenuto appunto da Esuli in Patria, Rifondazione Comunista e il mondo dell'associazionismo cattolico cuneese, conuiti nel frattempo in un unico soggetto politico chiamato Costituente dei Beni Comuni. La sua vittoria inaspettata alle primarie genera una spaccatura nel centrosinistra

17

e avvia un lungo processo di creazione del programma, attorno alla

15 http://www.garellipercuneo.org/gigi-garelli/

16 http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=48658&typenews=primapagina

17 http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/02/13/news/cuneo_aria_di_divorzio_nel_

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

35

condivisione del quale si va a formare una coalizione di sette soggetti, met dei quali gi variamente parte della maggioranza uscente: Costituente dei Beni Comuni, Cuneo Domani, Italia dei Valori Moderati, Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, SEL - Citt Aperta. La coalizione del centrosinistra prende il nome dalla lista del candidato Sindaco:  Costituente dei Beni Comuni Il suo primo slogan Passione civile.

Figura 3.3: Esempio dei manifesti di Garelli

Beppe Lauria

Beppe Lauria, classe 1961, nato e vissuto a Cuneo da ge-

nitori di origine meridionale. Padre di tre gli, un consulente del lavoro, dopo esser stato no al 2011 docente ai corsi di abilitazione all'esame della Camera di Commercio

18

. Gi consigliere comunale uscente nella minoranza PDL, la sua

esperienza politica nasce nella destra sociale del MSI. Nella sua militanza stato di volta in volta membro di spicco a livello cuneese di Alleanza Nazionale prima e del Partito della Libert poi. Dal 2009 assessore provinciale allo Sport e alle Politiche giovanili in quota PDL. La sua storia di candidato Sindaco peculiare, perch da consigliere comunale del PDL si autoproposto alla carica pi alta per conto del PDL. Il suo partito ha scelto di non sostenere questa sua candidatura, motivo per cui Lauria ha costruito attorno a s una compagine di liste civiche, Cuneo per Cuneo, Cuneo
centrosinistra-29811347/

18 http://www.provincia.cuneo.it/organi-istituzionali/giunta/lauria-giuseppe

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

36

in rosa (composta da sole donne) e Progetto Cuneo. La sua coalizione prende il nome dalla lista  Cuneo per Cuneo Il suo primo slogan Solo buon senso.

Figura 3.4: Esempio dei manifesti di Lauria

3.1.3.2

La situazione socio politica prima delle elezioni

Prima di cominciare questa breve esposizione delle vicende politiche cuneesi che hanno portato alla situazione studiata in questa ricerca voglio fare una piccola premessa di carattere metodologico. In questo paragrafo buona parte delle citazioni e delle documentazioni che includo nella trattazione provengono da fonti giornalistiche. Con questo non intendo per attribuire alla forma articolo di

giornale alcuna predominanza n supposta maggiore attendibilit rispetto ad altre possibili scelte. Quella giornalistica non una fonte pi oggettiva di altre, risente dunque della parzialit del contesto in cui viene prodotta, ma mi semplicemente sembrata la forma documentale pi pratica, tanto per me quanto per i lettori, per ricostruire una cronistoria il pi possibile agevole di quanto avvenuto nei mesi precedenti alla campagna elettorale. La situazione politica di Cuneo quella di una citt di tradizione moderata, guidata da oltre quindici anni da una coalizione di centrosinistra dalla forte matrice cattolica conservatrice. Al governo cittadino negli ultimi dieci anni,

a partire dalle elezioni del 2002, vi stata una coalizione guidata da Alberto Valmaggia, candidato esponente di Cuneo Solidale, lista civica di area cattolica

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

37

salesiana. Quando viene riconfermato al primo turno nel 2007 con il 51% dei voti ad accompagnarlo sono stati, in ordine di voti, L'Ulivo (rinominato poi in PD), la lista Cuneo Solidale, la lista civica Centro, quella Idee e Impegno, Rifondazione Comunista, Cuneo Domani, La citt Aperta, i Moderati, e l'Italia dei Valori. Nel 2002 Valmaggia, alla sua prima esperienza, aveva dovuto attendere il ballottaggio per venire eletto con una ripartizione dei voti che in ordine premiava Centro, DS, Margherita, Cuneo Solidale, La Citt Aperta, Di Pietro, e Verdi PDCI. Ancora, nel 1998, con il sindaco precedente Rostagno, le ripartizioni mettevano al primo posto PPI seguito ancora una volta dal Centro. Dati alla mano Cuneo pu dunque esser letta come una realt politicamente moderata, ancora non del tutto uscita da un modello di governo precedente alla stagione di Mani Pulite, con una forte presenza democristiana. Nonostante la stabilit di questa forma di governo di fatto a tre (Cuneo Solidale, Centro Lista Civica e Partito Democratico), verso la ne del mandato di Valmaggia, nella primavera del 2011, gli esponenti delle principale forze del centro sinistra iniziano a pensare di ricorrere allo strumento delle consultazioni primarie per selezionare il nuovo candidato Sindaco dell'intera coalizione. L'idea, lanciata alla coalizione dall'area PD, che ha nel suo statuto come forma prioritaria per selezionare candidati e dirigenti di partito questa metodologia

19

, raccoglie molti

consensi e un riuto, quello della lista civica Cuneo Solidale, che si tira fuori dai giochi spiegando per bocca dei suoi consiglieri come
il percorso si progressivamente incentrato sui nomi dei possibili candidati, trascurando, a nostro avviso, quello che avrebbe dovuto essere il naturale punto di partenza: la citt, prima di tutto.

20

Questo primo abbandono non sembra preoccupare, almeno inizialmente, il resto della coalizione, che procede a tappe serrate. Il Sindaco Valmaggia diventa presidente e garante del comitato delle primarie, e un mese prima dell'appuntamento elettorale, il 26 di ottobre 2011, vengono consegnate ucialmente le candidature. A correre sono due volti totalmente nuovi, Gigi Garelli e Franca Giordano (Provveditore agli studi della Provincia di Cuneo, sostenuta da SEL, La citt aperta, Centro Lista Civica e Idee e Impegno

21

).

Il PD, non essendo

riuscito ad accordarsi internamente, opta per una triplice candidatura portando alle primarie tre diverse persone, tutte con esperienze amministrative alle spalle. Si tratta di Giancarlo Boselli, vicesindaco uscente, Patrizia Manassero, assessore

19 Statuto del Partito Democratico, Capo IV, Articolo 18, 22 Maggio 2010. 20 http://www.targatocn.it/leggi-notizia/argomenti/politica/articolo/il-perche-cuneosolidale-non-partecipa-alle-primarie-del-centrosinistra.html http://www.partitodemocratico.it/doc/100454/statuto-del-partito-democratico.htm

21 http://www.francagiordano.it/HOME.html

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

38

al Bilancio uscente, ed Elio Rostagno, gi Sindaco di Cuneo nei due mandati precedenti alla giunta Valmaggia. Le Primarie si sono svolte il 27 novembre

2011, portando a votare ben 5371 persone, l'11,9% degli aventi diritto al voto

22

segnando un record tuttora imbattuto a livello nazionale. I risultati assegnano la vittoria a Garelli con 1456 preferenze, ma al tempo stesso denotano come la citt di Cuneo viva di almeno due anime contrapposte: al secondo posto infatti il moderato e rassicurante ex Sindaco Rostagno, con 1186 preferenze. Seguono Giordano (1168), Manassero (961) e Boselli (569)

23

. I primi segnali di crisi nella

coalizione emergono pochi giorni dopo, quando pubblicamente sui media online iniziano a comparire le prime accuse nei confronti di Garelli, in cui il candidato viene tacciato di essere un'estremista di sinistra

24

. Lo scontro feroce soprat-

tutto nel PD, dove diversi esponenti che fanno riferimento allo scontto Boselli annunciano pi volte che il PD lascer Garelli per conto del circolo, salvo venire poi smentiti dallo stesso segretario cittadino

25

. Finalmente, intorno alla ne di

febbraio 2012, il Partito Democratico cuneese trova una sintesi sul programma con Garelli e annuncia il proprio sostegno alla coalizione

26

Questo il punto

di non ritorno che crea la spaccatura denitiva. La coalizione che da vent'anni governava la citt si spezza in due, una parte segue Garelli e l'altra si allarga verso il centro e identica in Federico Borgna il suo candidato, ponendo di fatto le basi per questa ricerca.

3.1.3.3

I media tradizionali cuneesi

Nella citt di Cuneo sono presenti storicamente tre settimanali di informazione in formato cartaceo, a cui si aggiunge l'edizione provinciale de La Stampa, che ha in citt una propria redazione. I tre settimanali sono La Bisalta, di

propriet del POLOGRAFICO S.p.a., cui fa riferimento il centrodestra cuneese, La Guida, il settimanale della diocesi cuneese, e CuneoSette, di propriet della G.R.P. S.p.a.

27

22 Ovvero tutti i residenti nel territorio del Comune, anche immigrati purch in regola, dai
sedici anni compiuti.

23 http://www.targatocn.it/2011/11/27/leggi-notizia/argomenti/politica/articolo/tra-le24 http://www.targatocn.it/2011/11/29/leggi-notizia/articolo/ma-gigi-garelli-non-e-certo25 http://www.targatocn.it/leggi-notizia/argomenti/politica/articolo/boselli-lalleanza-pd26 http://www.granda.net/default.aspx?tabid=4038&IDNews=1083

cinque-stelle-del-centro-sinistra-alle-primarie-di-cuneo-brilla-quella-di.html pisapia-la-borghesia-ed-i-moderati-scelgano-altrove.html

garelli-morta-sepolta-il-segretario-chiapello-nulla-di-deciso-conta-ci.html

27 Buona parte delle informazioni di questo paragrafo, fatte salve quelle riguardanti le testate
online, provengono dal rapporto CORECOM, Emittenti radiofoniche - televisive e editoria

locale del Piemonte, Torino, Regione Piemonte, 2012.


http://www.consiglioregionale.piemonte.it/corecom/emittenti.htm

CAPITOLO 3.

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39

Per quanto riguarda le emittenti televisive hanno una redazione in citt Primantenna, di propriet dell'omonimo gruppo televisivo basato a Rivoli e GRP Televisione, parte della G.R.P. S.p.a. dell'imprenditore alessandrino Mauro Lazzarino, mentre Telecupole

28

e TeleGranda

29

hanno sede in comuni limitro. Alcune, come

Ricevibili sul territorio esistono inoltre quattro radio locali. Radio Cuneo Nord

30

) e Radio Stereo 5

31

hanno una redazione in citt. Altre,

come Radio Piemonte Sound

32

e Radio 103

33

, in comuni limitro.

Negli ultimi cinque anni, a segnalare una progressiva crescita degli accessi ad internet nel territorio cuneese, sono cresciuti ed hanno sempre pi lettori diversi giornali online. Due in particolare, CuneoCronaca.it e TargatoCN.it

34

, sono pi

concentrati sulle notizie della citt di Cuneo, pur trattando notizie riguardanti l'intera provincia. Spiero.com Esistono poi altri portali online quali PuntoCuneo.it

35

, Lo-

36

e Granda.net, alcuni dei quali registrati, altri semplici aggregatori

di comunicati, che sono per o meno seguiti o pi indirizzati all'intero territorio provinciale. da notare come fra questi media esistano rapporti di collaborazione spesso molto stretti, quando non si tratta di vere e proprie fusioni. Per fare alcuni esempi: Radio 103 e il PuntoCuneo sono due diverse anime dello stesso editore. La stessa cosa avviene per CuneoCronaca e RadioStereo5, che bench siano formalmente rispondenti a due diverse societ, condividono direttore e parte della redazione. Caso particolare quello de La Bisalta e TeleGranda, che appartengono allo stesso editore ma hanno due redazioni che lavorano separate pur nello stesso edicio.

28 Unico multiplex a portata regionale con sede nella provincia di Cuneo, di propriet della
famiglia del fondatore Pietro Maria Toselli, che controlla l'emittente attraverso la T.L.T. S.p.a., con sede a Cavallermaggiore.

29 Anch'essa di propriet del POLOGRAFICO S.p.a. 30 Presente dal 1987, Radio Cuneo Nord una delle emittenti storiche dell'area cuneese. Di

propriet della AL&DO Comunication srl, caratterizzata da una consistente programmazione in dialetto.

31 Radio Stereo 5, assieme a CuneoCronaca.it, propriet di due diverse societ composte 32 Radio Piemonte Sound di propriet dell'omonima societ a responsabilit limitata e ha 33 Di propriet di Radio 103 srl, trasmette dal comune di Fossano. 34 TargatoCn una testata locale che fa riferimento al gruppo editoriale di Enrico Anghilan-

da due imprenditori locali, uno dei quali Claudio Dutto che dirige entrambe. sede nel vicino Comune di Borgo San Dalmazzo.

te, specializzato in editoria online, proprietario fra gli altri di http://www.sanremonews.it/, http://www.montecarlonews.it/, http://www.atnews.it/, http://www.savonanews.it/

35 Testata online di recente creazione, di propriet della Edimax, ma a tutti gli eet-

ti incarnazione online dell'emittente locale Radio 103, della quale condivide il direttore responsabile.

36 L'unica fra le testate online citate con sede a Torino, bench raramente si occupi di av diretta da Bruno Babando, la proprietaria l'omonima Lo Spiero

venimenti cuneesi. s.r.l.

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

40

3.1.4

Ipotesi di studio

Questa seconda parte del capitolo, suddivisa a sua volta in tre sezioni, dedicata a tre spunti di riessione che ho scelto di approfondire con gli strumenti, teorici e pratici, messimi a disposizione da questa ricerca. Gli interrogativi scelti risentono senza dubbio della parzialit dei miei interessi e del tempo in cui viviamo, caratterizzato da un momento di crisi d'identit del sistema politico non dissimile da quello innescato dalle inchieste di Mani Pulite, e come tali rappresentano uno spaccato della realt vista da una prospettiva cuneese. Lungi dal voler con queste riessioni arrivare a delle risposte denitive o a delle illuminazioni sulla realt italiana piuttosto che su quella locale, ho indirizzato il mio lavoro ad un livello il pi possibile concreto, per provare a comprendere, attraverso le impressioni, le percezioni, le opinioni e di fatto le storie dei candidati di un'elezione locale come quella cuneese, quali relazioni socialmente signicative e operanti scaturiscano dalla stretta relazione fra ambito della politica e media elettronici.

3.1.4.1

I politici e la societ civile: dai media elettrici al politico non politico?

Fin dai primi istanti di questo lavoro cercato di rispondere ad un interrogativo che ritenevo fondamentale per comprendere il senso dell'impegno politico. Volontario ed attivista politico in prima persona, non potevo rimanere del tutto insensibile agli scandali mediatici

37

nazionali e locali, ovvero ad un fenomeno

prima di tutto gridato e annunciato ma ben poco denito nei suoi contorni. Esiste in Italia una crisi nei rapporti fra politici ed elettori? E, se esiste, in quali termini pu essere denito questo sentimento di sducia che i media per primi sembrano suggerire? A partire da queste tipo di domande e dalle relative risposte che mi sono dato, sono scaturite negli anni passati le molteplici motivazioni che mi hanno spinto ad agire in prima persona, a mettermi in gioco nella politica locale, ad orientare il mio impegno da una generica forma di volontariato ad un impegno politico pi esplicito. Il mio coinvolgimento personale nelle dinamiche politiche locali, come ho gi annunciato, ha rappresentato per me un problema, di carattere metodologico oltre che etico, nella conduzione di questa ricerca: la mia conoscenza diretta del contesto indagato, in qualit di persona in esso coinvolta, le mie sensazioni, erano e sono insucienti a dare vita, in una ricerca rigorosa, ad una comprensione pi profonda e meno empatica del rapporto sottile e apparentemente instabile fra la societ civile e i propri rappresentanti al

37 Mi riferisco alle tante indagini in corso a livello nazionale che hanno avuto un'ampia e
sensazionalistica trattazione nei mesi passati, oltre che a casi analoghi a livello locale.

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

41

governo. Da cittadino italiano cresciuto politicamente nella seconda repubblica ho quasi sempre vissuto in un ambiente caratterizzato da poca o scarsa ducia nelle istituzioni in genere e nelle persone che di volta in volta ne ricoprono gli uci. La mia visione, in altre parole, era ed troppo legata a quel tipo di rappresentazione di politica nemica del cittadino, per riuscire ad isolare il problema. In aggiunta a questo ostacolo, lo studiare in una tesi triennale per quale motivo si ritenga, almeno in quello che mi pare sia il dibattito dominante sui mezzi di comunicazione, che l'italiano medio veda nello Stato un nemico piuttosto che un fornitore di servizi, avrebbe implicato un lungo lavoro di indagine sul sistema di valori degli italiani in confronto a quello di altre nazioni che non posseggo. Sulla scorta di queste due criticit di fondo ho scelto di pormi un interrogativo che restringesse il campo d'analisi, indagando come nel contesto cuneese si autopercepiscono i leader o aspiranti tali nei confronti dei loro concittadini, a partire da come essi reagiscono alle crisi pi volte gridate dai giornali e dai media, che ho usato in questo caso non come rappresentazioni oggettive della realt, quanto pi come testimoni di un fatto sociale. In altre parole la domanda diventata Esiste a Cuneo e, se s, in quali termini uno scollamento fra politici e societ civile? Per capirlo ho provato ad analizzare come i tre testimoni selezionati per questa ricerca mettevano in gioco la propria appartenenza o non appartenenza politica, in quale denizione di politica si riconoscevano e quale immagine di s in qualit di sindaci della cittadina ambivano a creare. Se sul fronte della realt cuneese la contestualizzazione e lo studio realizzati sembravano orirmi gli strumenti necessari a sviluppare un percorso di comprensione, lo stesso non si poteva dire nei confronti della collocazione dell'esperienza cuneese nel panorama pi vasto dei comuni italiani. Per questo motivo, nel vagliare questa ipotesi di lavoro ho fatto adamento sull'opera di Antonello Canzano (2012)

38

, oltre a competenze

39

, per delineare i contorni del sistema elettorale dei comuni italiani quale

quello cuneese , a partire dalla riforma maggioritaria del 1993 e alle successive modicazioni del 1999. Senza voler troppo approfondire le ragioni storiche che hanno portato a mutare il sistema elettorale nella met degli anni 90, resta comunque fondamentale notare come lo sgretolamento del sistema tradizionale dei partiti di massa

40

, com-

piutosi denitivamente con l'inchiesta di Mani pulite, abbia posto le basi per un

38 Uno contributo sulla materia, per chi volesse approfondire, fornito peraltro da Loredana
Sciolla in La sda dei Valori (2004).

39 Canzano Antonello, Sindaci e giovani sindaci. Dinamiche di trasformazione nella politica 40 Sull'argomento ore spunti interessanti la ricerca di Maurizio Cotta e Pierangelo Isernia,

locale, Milano, Franco Angeli Editore, 2012

Il gigante dai piedi di argilla. Il governo di partito e la sua crisi nell'Italia degli anni novanta,
Bologna, Il Mulino, 1996.

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

42

radicale cambiamento del sistema di voto nei comuni italiani. Secondo Canzano il principale fattore che motiv questa scelta fu la graduale destrutturazione del sistema partitico e la conseguente mobilit elettorale, che l'autore attribuisce al crollo dell'identicazione partitica

41

. I referendum abrogativi del 1991 e del 1993,

promossi dall'area politica Radicale, avevano iniziato a scuotere il sistema politico nazionale, portando ad una il numero massimo di preferenze esprimibile per le elezioni della Camera dei Deputati il primo gioritario in Senato il secondo

42

, e introducendo un sistema mag-

43

. Il 28 marzo 1993, in una situazione di grande

mobilit del voto, veniva pubblicata la legge 81 che introduceva il maggioritario locale, l'elezione diretta del sindaco e del presidente della Provincia. Fu una

svolta che cambi gli equilibri precedenti e la fonte di legittimazione del sindaco, che venne a dipendere a questo punto direttamente dall'elettorato. Analizzando le conseguenze politiche del maggioritario locale Canzano (2012) spiega come questo tipo di legittimazione del capo dell'esecutivo, con le sue conseguenze in termini di personalizzazione e popolarit n per far apparire ancora pi vecchia e fuori posto la classe dirigente dell'epoca, accelerando per quanto possibile il cambiamento e il ricambio generazionale

44

. La riforma del 1993 dispose un siste-

ma di elezione dei consigli comunali maggioritario, stabil l'elezione diretta del Sindaco, cui attribu anche il potere di nomina e revoca di assessori e dirigenti. Il ruolo del Consiglio Comunale mut radicalmente, e da organo che al suo interno eleggeva il Sindaco e la giunta (e con ci, di fatto, stabiliva le alleanze), divenne l'istituzione responsabile dell'approvazione gli indirizzi generali di governo. Come ricorda Canzano, il cambio normativo ebbe conseguenze importanti sia sul tipo di persone che da quel momento in poi ricoprirono il ruolo di primo cittadino sia sui rapporti che esse stabilivano col sistema partitico locale:
L'elezione diretta del sindaco ha anche instaurato un rapporto du-

41 Canzano Antonello, Sindaci e giovani sindaci. Dinamiche di trasformazione nella politica


locale, Milano, Franco Angeli Editore, 2012, pagg.33-34.

42 Secondo le intenzioni del Comitato referendario i quesiti avrebbero dovuto essere tre, oltre

a quello riguardante la Camera dei Deputati la proposta prevedeva infatti l'abrogazione del proporzionale al Senato e l'introduzione del maggioritario nei Comuni con pi di 5000 abitanti. Gli ultimi due quesiti furono per rigettati dalla Corte Costituzionale con la sentenza 47 del 1991. Per una cronistoria Radicale dei referendum del 1991 e 1993 v. Giuseppe Calderisi La

storia segreta dei referendum che cambieranno l'Italia, Radio Radicale, 1993.
http://www.radioradicale.it/exagora/la-storia-segreta-dei-referendum-che-cambierannolitalia Il referendum del 1991 entrato, fra le altre cose, nella storia italiana per l'appello del Presidente Craxi a non andare a votare Andate al mare.

43 Fra i nove quesiti referendari del 18 e 19 aprile 1993 anche quello, passato, sull'abrogazione

del nanziamento pubblico ai partiti. La partecipazione alle consultazioni sor il 77% degli aventi diritto. Fonte: Archivio storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. http://elezionistorico.interno.it

44 Canzano Antonello, Sindaci e giovani sindaci. Dinamiche di trasformazione nella politica


locale, Milano, Franco Angeli Editore, 2012, pagg.35-36.

CAPITOLO 3.

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43

ciario pi stabile tra elettore ed eletto, investito di legittimazione popolare e responsabilit politica diretta, meno reversibile rispetto al passato. La

stessa dinamica del voto, interessata da minore mobilitazione politica e maggiore mobilit elettorale, ora poggia sulle caratteristiche personali del candidato sindaco, prima che sulle caratteristiche della coalizione di riferimento. Non a caso, in uno stesso comune, il risultato delle votazioni comunali spesso apparso in netto contrasto con quello delle elezioni politiche. Partiti e elettori assumono a livello nazionale e locale comportamenti profondamente diversi, tanto da far considerare le due realt non solo speciche, ma addirittura incomparabili. L'elezione comunale diventa cos un fenomeno politico a s stante, il cui fulcro risiede nel nuovo compito per il partito di scegliere preventivamente il candidato sindaco che governer la citt, senza possibilit di cambiarlo durante la legislatura. Anche il peso del candidato sindaco un elemento tutto nuovo. La sua funzione cardine per il successo elettorale fa s che accresca il suo potere negoziale nei confronti del partito e della coalizione di riferimento .

45

La trasformazione del sistema istituzionale modicava dunque il rapporto fra sindaci e partiti, facendo del primo cittadino eletto pi un rappresentante della citt, munito di una legittimazione popolare forte abbastanza da renderlo pi autonomo politicamente da partiti e coalizioni. Proprio questa ridenizione del ruolo di Sindaco apr la strada, come illustra Canzano, ad una nuova classe politica locale che attorno alla gura del Sindaco costruiva il proprio vantaggio competitivo

46

Al tempo stesso per una volta

superati i momenti cruciali delle inchieste di Tangentopoli i partiti tornarono secondo l'autore a recuperare il controllo su tre ambiti: la selezione del candidato sindaco, la composizione delle giunte, e la distribuzione delle cariche. La conclusione di Canzano in merito agli esiti della riforma dunque critica: la

nuova legge elettorale, pur modicando in maniera considerevole gli equilibri di potere e il tipo di legittimazione, non port a compimento la creazione di una gura di  sindaco decisore, totalmente autonomo, ma forgi al contrario un ruolo di sindaco fortemente personalizzato, portatore di una notevole legittimazione popolare, ma comunque costretto alla mediazione con le varie forze politiche organizzate locali

47

45 Ibidem. Pag. 39. 46 Per un approfondimento Legnante G. (1999),  Personalizzazione della politica e comportamento elettorale. Con una ricerca sulle elezioni comunali , Quaderni di scienza politica, n. 3.

47 Canzano Antonello, Sindaci e giovani sindaci. Dinamiche di trasformazione nella politica

locale, Milano, Franco Angeli Editore, 2012, pag. 42.

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

44

Se questo il quadro di riferimento dal punto di vista politico istituzionale, per fare una valutazione del pensiero della societ civile ho invece scelto di appoggiarmi a La classe politica e i cittadini

48

, studio sulla percezione della classe

politica da parte dei cittadini realizzato da Cittalia

49

, fondazione ANCI ricer-

che. Questa ricerca di tipo quantitativo, realizzata nel settembre del 2011, mette in evidenza la buona percezione della carica del Sindaco da parte dei cittadini. Dovendo valutare le performance dei rappresentanti politici nei vari livelli delle istituzioni, gli intervistati scelgono quella del sindaco come la carica istituzionale pi utile nel paese con il 74% delle preferenze, davanti a quella del presidente del consiglio (72%) e quella del ministro (62%). Rispetto ai privilegi connessi alle cariche la ricerca evidenzia una correlazione inversa fra popolarit della carica e la percezione che goda di privilegi eccessivi. Sindaci di grandi e piccoli comuni sono rispettivamente all'ultimo e al terz'ultimo posto in questo senso.

Figura 3.5: La percezione sociale dei privilegi delle cariche pubbliche secondo lo studio Cittalia (2011)

Il quadro tracciato sui due versanti dai due studi che ho citato, seppur riferiti al macro-livello del sistema di tutti i comuni italiani, pu essere considerato con buona approssimazione lo stesso in cui si svolta la campagna elettorale di Cuneo

48 AA. VV., La classe politica e i cittadini, Cittalia, 2011. 49 Prima di considerare i risultati molto lusinghieri di questa ricerca nei confronti della carica
di Sindaco, occorre fare una precisazione critica sulla Fondazione che ha curato lo studio. Cittalia infatti diretta emanazione dell'Anci, associazione nazionale dei comuni italiani, della quale fanno parte i rappresentanti dei governi locali.

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

45

2012. Per le sue caratteristiche demograche il Comune cuneese rientra appieno nella casistica di entrambe le ricerche, come pure le dinamiche che lo interessano. La carica di sindaco a Cuneo associata ad una forte personalizzazione della persona che la ricopre, come ha dimostrato in pi occasioni il sindaco uscente Valmaggia nei suoi 10 anni di mandato. Il sindaco di Cuneo ricopre perfettamente il ruolo di rappresentante della citt delineato dagli studi di Canzano, sia in virt del suo farsi in pi occasioni tramite e portavoce delle esigenze e delle emergenze cittadine con i livelli amministrativi superiori, sia nel suo non essere strettamente un uomo di partito

50

A partire da questa constatazione l'analisi delle interviste dei tre testimoni che ho scelto denota delle immediate dierenze sia nell'autodenizione, sia nel modo in cui essi hanno scelto di comunicare il proprio esser politici. Per fare un esempio: se per Borgna il tema della propria passione politica entra in scena come un interesse personale n dai primi passi della sua presentazione

51

, per

Lauria la questione viene posta in termini di opposizione alle scelte del partito di cui fa parte

52

, mentre Garelli, inne, pone immediatamente l'attenzione nella sua

auto-presentazione sul suo essere in politica in quanto strumento di un sistema di partecipazione

53

. in altre parole evidente n dall'auto-presentazione che apre

le tre interviste che tutti e tre i candidati, seppur con modalit diverse, si considerano uomini politici e hanno un'esperienza politica alle spalle. Andando per ordine di vicinanza al sistema politico locale certamente Beppe Lauria ad essere pi addentro i meccanismi di partito del governo locale, eppure la sua visione della realt delle elezioni lo porta ad un continuo tentativo di smarcarsi in un certo senso da questa sua appartenenza. Se nell'intervista la denizione, decisamente poetica, che d di politica  l'amore pi grande [...] il donarsi completamente

agli altri 

54

, risulta palese poco dopo nella stessa intervista che egli non intende

fondare la sua comunicazione su quello che, apparentemente, potrebbe sembrare essere un vantaggio strategico, ovvero l'essere stato uomo politico e assessore provinciale in una coalizione di centrodestra

55

. Particolarmente interessante la

motivazione che Lauria d di questa scelta, perch sembra infatti ricalcare quasi totalmente il ritratto del nuovo sindaco del popolo delineato da Canzano:
e questa la mia forza credo, ho fatto l'assessore provinciale [...] in-

serendo nelle mie scelte quello che sono, quindi politicamente, la mia storia

50 Lista di riferimento del sindaco Valmaggia infatti storicamente la lista civica Cuneo
Solidale. http://www.albertovalmaggia.it/it/prolo.htm

51 Vedi A.1.1 a pagina 66 52 Vedi A.1.3 a pagina 98 53 Vedi A.1.2 a pagina 83

54 Vedi A.1.3 a pagina 100 55 Vedi A.1.3 a pagina 106

CAPITOLO 3.

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politica, ma rapportandomi con il territorio in maniera neutra. [...] Sulle battaglie sul sociale . . . eh... o sull'ospedale . . . io ho assunto posizioni

assolutamente rigide e [...] di contrapposizione con la maggioranza di centrodestra che governa la Regione. Non che mi sono trincerato sul fatto che ero di destra o di centrodestra per dire che andava bene o trovare le giusticazioni per motivare quell'atteggiamento .

56

Se il pi partitico dei tre testimoni, se cos possiamo denirlo, preferisce qualicarsi come rappresentante del popolo e del territorio piuttosto che uomo di partito, gli altri due candidati non sono da meno. Da questo punto di vista

Federico Borgna sceglie di connotare la propria appartenenza politica a partire dall'associazionismo

57

, in relazione al quale egli denisce il proprio esser politi-

co come un tentativo di analizzare la realt per proporre dei miglioramenti. Di avviso non troppo dissimile Gigi Garelli, che nella sua intervista si concentra sulla partecipazione (fra l'altro l'unico dei tre candidati che in questi casi parla usando il pronome noi), ribaltando quello che il comune concetto di politica e amministrazione cittadina:
Noi abbiamo detto n dall'inizio che saremmo stati il partito o comun-

que il soggetto politico che avrebbe portato in modo forte la partecipazione in citt alla vita politica. Perch la citt che immaginiamo di domani

non una citt in cui c' una amministrazione che eroga dei servizi e una citt che li riceve, ma una citt che tutta insieme si governa con una amministrazione che detta delle linee .

58

Appare tutto sommato evidente come ognuno dei tre i testimoni abbia interpretato a suo modo quello che ha percepito come una crescente avversione popolare verso i propri governanti, no ad interiorizzare visioni non troppo lontane da quelle messe in luce dalla ricerca Cittalia (2011). Non a caso tutti e tre i candidati hanno dunque scelto di comunicare una contrapposizione noi - loro volta a valorizzare l'esperienza politica individuale e locale, in contrasto con quella dei livelli politici nazionali, dai quali sembra ritengano occorra prendere le distanze n dalla campagna elettorale. A introdurre questa esigenza in maniera pi esplicita Borgna che in un brano dell'intervista denisce la sua come  la coalizione

meno partitocratica , motivando questa denizione con il fatto che l'unico partito presente nel suo gruppo sia partito d'opposizione in Parlamento, mentre le altre sono liste civiche

59

. In questo generale e trasversale smarcarsi, per quanto

56 Vedi A.1.3 a pagina 107 57 Vedi A.1.1 a pagina 79 58 Vedi A.1.2 a pagina 92 59 Vedi A.1.1 a pagina 81

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possibile, dalla forma partitica, si riconosce almeno in parte una visione dei tre candidati simile a quella di Castells (2002) quando scrive:  I partiti politici di

massa, quando e dove ancora esistono, sono gusci vuoti, essenzialmente messi in moto ad intervalli regolari, sono macchine elettorali

60

. Che la motivazione

sia da cercare, come suggerisce Castells, nella trasformazione sociale provocata da internet e dalla sua forma a network o meno, il dato di fatto rimane resta uguale. I protagonisti di questa campagna elettorale, i tre candidati sindaco

studiati in primis, mostrano un comportamento ambivalente nei confronti della politica: pur agendo nell'ambito locale come attori politici scelgono di denirsi con i caratteri della societ civile, marcando la propria distanza, pi o meno facilmente

61

, dal sistema partitico locale. Si pu considerare questo fatto come

suciente a denire un crollo del sistema partitico in terra cuneese? O, ancora, di un riesso locale di un sentimento di sducia che attraversa l'Italia? A rispondere, almeno parzialmente a questo interrogativo, forse il complesso sistema di scelte comunicative attuate dai tre candidati studiati, che sembrano tutte volte a limitare o ridurre per quanto possibile le distanze con i propri concittadini. Bench dell'importanza dell'apporto di Internet io parli pi avanti nel prossimo paragrafo, posso anticipare qui che non solo il mondo ipertestuale del web a fungere da elemento portante nel tentativo dei testimoni di creare una comunicazione politica che non venga percepita distante dall'elettorato. Non sembra dunque essere un caso che tutti e tre i testimoni abbiano scelto, seppur ancora una volta con diverse modalit, di limitare il pi possibile ogni forma di comunicazione ed utilizzo di media che ne faciliti l'identicazione con quello che il sistema elettorale nazionale. Ridotti al minimo i passaggi sponsorizzati dei candidati sui giornali, due soli dei tre studiati (Borgna e Lauria), propendono per l'acquisto di pubblicit su TargatoCn, la testata online pi popolare a Cuneo. Garelli sceglie di non comprare un banner

62

e chiede alla coalizione di mantenere

una comunicazione il pi possibile sobria:


E quindi [...] io ho chiesto s in questo sono intervenuto ho chiesto

di fare una campagna [...], di basso prolo, una campagna sobria.

Che

quindi non rinunciasse alla visibilit, all'incontro con la gente, ma che

60 Castells Manuel, Galassia Internet, Milano, Feltrinelli, 2010. 61 Le osservazioni forse pi curiose oltre che interessanti provengono da Beppe Lauria, che da
profondo conoscitore del sistema politico cuneese dimostra di saper gestire l'ambivalenza con molta scioltezza. Se infatti da un lato perfettamente consapevole dei vantaggi della forma partito, come si vede in A.1.3 a pagina 101, soprattutto in termini economici, utilizza questa sua conoscenza dall'interno per marcare la propria dierenza  credo che il voto vada conquistato

e non comprato, per poi tornare pi avanti sull'argomento ed inserire il comportamento dei
partiti e il loro aver ragionato in termini autoreferenziali quale causa da un lato della crisi della politica (vedi A.1.3 a pagina 109) e dall'altra della situazione particolare del territorio cuneese (come in A.1.3 a pagina 110).

62 Vedi A.1.2 a pagina 86

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privilegiasse i canali dell'informazione diretta, dell'incontro diretto, che vuol dire distribuzione di volantini, la presenza sotto i portici, gli incontri nelle frazioni e con i comitati di quartiere, incontri con le categorie e cos via piuttosto che non ... la semplice diusione della mia immagine in giro per la citt .

63

Oltre ai gi citati pochi passaggi a pagamento sui giornali, i tre testimoni usano poco le risorse economiche di cui dispongono per la pubblicit sui network locali

64

e sembrano preferir concentrare le proprie energie sull'incontro diretto

con l'elettorato. Anche questo un segno del tentativo di accorciare le distanze, di rassicurare l'elettorato sulla propria appartenenza al mondo cuneese piuttosto che al sottobosco politico? A ben vedere, se i candidati da me scelti sono tra loro molto diversi per storia politica e personale e se il loro giungere ad essere candidati sindaco delle rispettive coalizioni frutto di scelte se possibile fra loro all'antitesi per motivazioni e metodologie, tuttavia sulla percezione della politica come di un ambiente segnato dal rischio costante della corruzione si ritrova una curiosa convergenza. A partire dalle interviste e dalle ricerche sul tema dicile dare una valutazione che sia in un qualche modo univoca e conclusiva, ma non sembra del tutto assurdo ipotizzare, un po' sulla stregua di quanto scrive Meyrowitz (1985) analizzando il concetto di autorit

65

, che il contesto mediatico italiano e in particolare cuneese

abbia spinto i candidati in una situazione di paradosso: se da una parte infatti essi sono parte viva della societ, e come tali ne assorbono e condividono le valutazioni sull'inecienza della politica, dall'altra si trovano costretti, quasi per autodifesa, a scindere il ruolo che ricoprono in due parti, in modo da potersi sempre considerare coerenti in ci che fanno sia in un contesto politico che in uno che di societ civile. La risposta al quesito iniziale, ovvero se esista a Cuneo e in quali termini uno scollamento fra politici e societ civile, per quanto apparentemente banale, che nel caso cuneese i tre testimoni si riconoscono a tutti gli eetti nella societ civile, e questo senso di appartenenza li pone in costante tensione con la loro volont di agire e qualicarsi anche come politici. forse la nascita di una gura di

 politico non politico, che cerca di portare avanti il proprio compito attraverso un dicile esercizio di equilibrismo fra posizioni apparentemente inconciliabili, degno del migliore bispensiero Orwelliano.

63 Vedi A.1.2 a pagina 86 64 Lauria a tal proposito dice di aver fatto un spot in TV perch degli amici me l'hanno
proposto e mi hanno aiutato, in A.1.3 a pagina 101, dunque perch semplicemente se ne presentata l'occasione. a pagina 78. Borgna parla nel corso della sua intervista di tre spot radiofonici realizzati per comunicare quelli che lui chiama i nodi complessi della sua candidatura, in A.1.1

65 Vedi 2.3 a pagina 22

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3.1.4.2

Matrici 2.0: l'ingresso del web nella comunicazione elettorale a Cuneo

Una seconda dimensione d'analisi che ho valutato molto interessante in questa mia ricerca riguarda l'apporto della comunicazione via Internet nell'insieme della campagna elettorale per le amministrative cuneesi 2012. La percezione comune per quel che riguarda l'intero panorama nazionale infatti che, almeno nora, ancora buona parte di ci che avviene durante una generica campagna elettorale nazionale avvenga attraverso/in televisione. Questo tipo di convinzione

frequente non soltanto nel senso comune, ma anche in parte degli studi sulla comunicazione, che registrando forse la pressoch totale diusione del mezzo televisivo nelle case degli italiani hanno scelto di eleggerlo quale principale terreno di scontro elettorale, in forma ancora pi marcata, certamente per quel che riguarda l'Italia, negli ultimi vent'anni. Se dunque, in ragione di quella che secondo Meyrowitz la capacit della televisione di creare delle realt sociali sul rapporto fra politica e mezzo televisivo non si contano

66

, gli studi

67

, pi rarefatta la

presenza di studi sull'utilizzo del web in politica, in particolare a partire dalla sua evoluzione Web 2.0.

68

Bench la diusione del mezzo televisivo sia certamente notevole anche nel territorio del Comune di Cuneo, l'osservazione diretta che ho condotto durante i mesi di campagna elettorale mi ha costretto a pormi degli interrogativi sulla sua centralit del medium televisivo nella strutturazione della campagna elettorale locale. A partire infatti dalle interviste ai tre canditati scelti, nessuno di loro

dichiara di aver espressamente cercato di realizzare spot per il mezzo televisivo, tranne che per Lauria che ne ha realizzato uno, ma quasi per caso, ovvero per il fatto che gli si presentata l'occasione di realizzarlo

69

. Tutti i candidati, non solo

quelli che ho avuto modo di seguire da vicino per questo studio, hanno partecipato di volta in volta ai programmi televisivi cui venivano invitati, e concedevano volentieri interviste per la TV quando richieste. Ma nessuno di loro, nel corso di questi quasi tre mesi di campagna elettorale, mi ha detto esplicitamente o mi

66 Tratto il tema in 2.3 a pagina 23 67 Si veda a questo proposito del sociologo Edoardo Novelli Dalla TV di partito al partito della
TV. Televisione e politica in Italia: 1960-1995 edito da La Nuova Italia, o Sara Bentivegna, La televisione elettorale: un approccio empirico al "caso italiano", Roma, Nuova Eri, 1988; o
ancora il saggio di Marino Livolsi ed Ugo Volli, Il televoto. La campagna elettorale in televisione, Milano, Franco Angeli, 1997.

68 Con il termine web 2.0 si fa normalmente riferimento non tanto ad un'evoluzione delle

tecnologie alla basse del WWW, quanto pi ad una sua ricongurazione attorno all'utente attraverso delle applicazioni web dinamiche che facilitano l'utilizzo e la creazione di nuovi contenuti da parte degli utenti senza conoscenze informatiche speciche. La paternit della denizione genericamente attribuita a Tim O'Reilly, organizzatore di una conferenza omonima nel 2004. Per maggiori informazioni sul web 2.0: http://oreilly.com/web2/archive/what-is-web20.html

69 Come lui stesso dichiara in A.1.3 a pagina 101

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50

ha lasciato intendere di aver cercato delle uscite sul mezzo televisivo, indipendentemente dalla disponibilit economica che aveva. La questione importante, perch mentre al contempo ognuno di loro cercava di raorzare il pi possibile la propria presenza sui giornali, sul web e sul territorio cittadino, la presenza televisiva veniva percepita come un elemento quasi accessorio o comunque non fondamentale nello strutturare il proprio comunicare politico

70

, come suggerisce

Borgna quando parlando della scelta dei media operata dalla propria coalizione per la campagna elettorale, racconta:
[...]puntiamo a lanciare messaggi a tutta la popolazione [...] parten-

do dal presupposto che [...], anche se non votano, se magari apprezzano il messaggio che mandiamo parlano bene di noi a qualcuno che magari vota. Quindi nella nostra strategia abbiamo cercato di coprire tutto [...] stiamo cercando di utilizzare dei canali [...] che ci permettano di raggiungere i

diversi destinatari della comunicazione quindi utilizziamo il canale internet social per la la la fascia giovane . . . utilizziamo i canali tradizionali

giornali prevalentemente i giornali, radio per la fascia media [...] canali tradizionali tipo grandi passeggiate per i mercati per la fascia d'et avanzata. Ah poi vabb la comunicazione tradizionale i manifesti queste cose qua insomma tendenzialmente fatta per per cercare di attirare l'attenzione su sulla persona, far sapere che esistiamo .

71

A partire da questa convinzione, tutto sommato omogenea fra i vari candidati, che il pubblico giovane si raggiunga su internet, mi sono chiesto quale tipo di realt si celasse dietro questa convinzione, con che tipo di riscontro empirico e con quali conseguenze nello strutturare la campagna elettorale dei miei testimoni. Secondo le pi recenti statistiche

72

, la diusione di internet vede l'Italia venLa fotograa realizzata

tiduesima in classica a pari merito con la Lituania.

dall'indagine ISTAT evidenzia come la disponibilit dell'accesso ad internet si fermi al 53,7% dei cittadini piemontesi, contro una media nazionale lievemente pi alta (54,5%). La banda larga ancora privilegio di meno di un piemontese su due, con il 44,6 % delle persone connesse. Come mostra la tabella 3.1 internet non pu essere certamente considerato come uno dei media pi diusi in Italia o in Piemonte, dunque c' da porsi qualche domanda sul perch di questa sua grande rilevanza nella percezione comune

70 Per fare un esempio, in A.1.1 a pagina 78 Federico Borgna pone al centro della propria
strategia i comunicati stampa. Gigi Garelli in A.1.2 a pagina 88 sembra decisamente prediligere la comunicazione non mediata, come conferma in A.1.2 a pagina 94, quando lo costringo a classicare i media sulla base della priorit con cui li predilige per la propria comunicazione. Beppe Lauria parla a sua volta di comunicati stampa, quando sollecitato sul tema in A.1.3 a pagina 102, specicando fra l'altro che i suoi comunicati non li manda a tutti i media locali.

71 Versione completa in A.1.1 a pagina 68 72 Fonte: Rapporto Istat 2012 Cittadini

nuove

tecnologie,

reperibile

su

http://www.istat.it/it/archivio/48388

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Tecnologia TV color Parabola Decoder DT Lettore DVD Videoregistratore Cellulare PC Accesso internet Banda Larga Tabella 3.1:

Piemonte 94,7 31,8 77,0 63,0 48,5 92,9 58,3 53,7 44,6

Italia 96,3 36,4 67,1 63,2 48,7 91,6 58,8 54,5 45,8

Diusione in percentuale sulla popolazione di alcune nuove

tecnologie in Italia e in Piemonte, dati ISTAT 2012.

come pure quella dei testimoni.

A rispondere almeno parzialmente al quesito,

spiegando forse il perch dell'interesse da parte di chi fa politica, sempre il rapporto ISTAT, che indagando sulle attivit svolte attraverso il personal computer individua ai primi tre posti rispettivamente spedire mail (80,7%), cercare informazioni su merci e servizi (66,2%) e leggere o scaricare giornali, news, riviste (51,0%). Una prima ipotesi che avanzo dunque che il medium interessi tanto ai nostri politici perch essi ritengono che attraverso di esso le persone si creano le loro opinioni, forse addirittura in maniera maggiore rispetto alla televisione. Per chiarire per meglio la portata di cambiamento introdotta dal web occorre ancora una volta analizzarlo nel suo complesso, evitando approcci teorici che si limitino ad indagare sulle sue semplici potenzialit di trasmissione di contenuti. A realizzare questo tipo di studio Manuel Castells nel suo Galassia Internet

73

in cui citando la Galassia Gutemberg di McLuhan, indaga il medium internet nella sua capacit di permeare ogni attivit umana riorganizzando i conni della percezione dell'essere umano e, di conseguenza, la sua capacit di mettersi in relazione col mondo. Procedendo in analogia con la teoria di McLuhan Castells propone il concetto che il network il messaggio di Internet

74

. L'intento di

focalizzare l'attenzione sul fatto che la portata rivoluzionaria del web corrisponde, secondo l'autore, al suo ristrutturare l'umanit attorno ad una nuova forma organizzativa della societ, quella del network, dell'insieme di nodi interconnessi. Secondo Castells la forma organizzativa a rete, pur esistendo storicamente

n dagli albori della civilt umana, stata, almeno no all'avvento di Internet,

73 Castells Manuel, Galassia Internet, Milano, Feltrinelli, 2010. 74 Ibidem pag. 13.

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sopravanzata da quella della burocrazia centralizzata. La forma a network infatti pi essibile e adatta ad un rapido cambiamento

75

, ai contesti in continua

evoluzione, ma le forme centralizzate, con catene di comando verticali, sono state per secoli l'unica forma organizzativa in grado di coordinare e determinare gli obbiettivi all'allargamento del gruppo. Secondo Castells le nuove tecnolo-

gie informatiche hanno riportato in auge la forma a network proprio perch ne permettono l'estensione su vasta scala, superando i problemi di coordinamento precedenti.
Internet un mezzo che permette, per la prima volta, la comunica-

zione di molti a molti, in un tempo scelto, su scala globale. Cos come la diusione della stampa in Occidente ha creato ci che McLuhan ha denito Galassia Gutemberg, noi siamo entrati oggi in un nuovo mondo della comunicazione: la Galassia Internet .

76 77

Ci sono, secondo l'autore, alcune ragioni storiche e culturali

che fanno di inter-

net uno strumento per la libera comunicazione (intesa come libera circolazione di contenuti), ma le possibilit di sviluppo e di integrazione aperte dal mezzo vanno al di l di queste sue caratteristiche intrinseche. Internet a suo modo portatore di una propria cultura, secondo Castells, data dalla straticazione delle quattro subculture che l'hanno originato e portato allo sviluppo attuale. A

comporre Internet nel dettaglio un mix fra la cultura tecno-meritocratica del mondo accademico (prevalentemente di matrice anglo-americana), quella libertaria, e se vogliamo un po' anarcoide, degli hacker, quella delle comunit virtuali, che hanno reinventato la societ online, e quella dell'imprenditoria internet, che nel tentativo di fare del web un'occasione di guadagno ha posto le basi per la sua privatizzazione e diusione su scala globale. A partire da questa analisi delle origini e delle peculiarit del medium Internet Castells analizza l'impatto della forma network nell'ambito pubblico della politica. Secondo l'autore, Internet nella sua dimensione globale sta diventando un mezzo di comunicazione e organizzazione in ogni campo di attivit, e dunque anche nei movimenti sociali e politici

78

. Il nuovo medium per ha un ruolo che,

superata la funzione puramente strumentale del permettere la comunicazione dei

75 Tanto che Castells la caratterizza nella sua opera come la forma organizzativa della biologia.

76 Castells Manuel, Galassia Internet, Milano, Feltrinelli, 2010, pag. 14. 77 A tal proposito Castells sostiene che pi che l'origine militare a fare di Internet uno stru-

mento policentrico e basato sul network, e dunque cos propizio alla libera comunicazione, fu l'intersecarsi di tre fattori: la grande disponibilit di fondi del Dipartimento della Difesa USA, l'apporto indipendente e non orientato ad uno specico obiettivo della ricerca universitaria, e la cultura libertaria ed informale di chi partecipava a questi programmi di ricerca. Ibidem pag. 29-34.

78 Ibidem pag. 134.

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conitti e delle proteste, trasforma secondo l'autore le regole stesse del gioco socio-politico. Un primo esempio di questa trasformazione in corso parte dall'analisi dei movimenti sociali e dal loro cambiamento avvenuto per mezzo della rete: se-

condo Castells infatti Internet diventato il medium privilegiato di ogni tipo di movimento sociale in virt delle modicazioni che quella che chiama Et dell'informazione ha introdotto nel sistema mondiale. I nuovi movimenti aggregano consenso attorno a valori culturali, ed Internet e i media sono gli strumenti perfetti per aumentare l'adesione a questi valori ed estenderne la coscienza alla societ nel suo insieme. Un secondo motivo che, nell'ipotesi di Castells, lega il Web al movimentismo la sua capacit intrinseca di strutturare e organizzare delle realt, come appunto quelle movimentiste, che non hanno una gerarchia. Questo permette in altre parole il coordinamento di azioni collettive, ad esempio le partecipazioni di protesta ai summit come il G8, pur senza ricorrere a un controllo centrale e senza che venga espressa una vera e propria leadership. Terzo punto fondamentale secondo Castells che la forma stessa di Internet, e la sua organizzazione a network, fa s che nel tempo le reti sociali bypassino il potere dello stato-nazione, portando quindi il singolo gruppo e il singolo individuo a relazionarsi direttamente con il contesto globale. secondo l'autore il rove-

sciamento del  Think globally, act locally , ovvero nel mondo di Internet emerge la necessit pensare alla dimensione locale, al radicamento nel territorio delle istanze del movimento, ma al contempo l'azione deve essere realizzata su scala globale, in coordinamento con altre realt simili, al ne di riuscire a produrre davvero un cambiamento. Internet si dimostra in altre parole capace di modicare i processi di cambiamento del conitto sociale, fornendo gli strumenti per produrre una nuova societ

79

L'ingresso di Internet nel mondo dell'amministrazione pubblica, mediato inizialmente dalle reti civiche, costituisce secondo Castells uno strumento potenzialmente in grado di favorire la democrazia:
L'interattivit permette ai cittadini di richiedere informazioni, da-

re voce alle loro opinioni, chiedere risposte personalizzate ai loro rappresentanti. Invece di essere il governo a controllare il popolo, il popolo

che potrebbe controllare il governo, come in realt sarebbe un suo diritto, dal momento che in teoria il popolo che dovrebbe essere padrone della situazione .

80

A dispetto di queste aspettative per l'uso di Internet, invece di raorzare la democrazia promuovendo conoscenza e partecipazione, sostiene l'autore, tende ad

79 Ibidem pag. 139. 80 Ibidem pag. 149.

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approfondire la crisi della legittimit politica, perch espone in maniera pi rapida e meno controllabile da parte delle autorit ogni informazione, permettendo un'accentuazione di quella che chiama la politica dello scandalo. Secondo Castells questa conseguenza problematica non intrinseca al medium Internet, ma dipenderebbe dal tipo di formazione dei politici, e dall'uso del medium che essi attuano. In questo senso la posizione di Castells per alcuni aspetti ingenua, nel suo intendere un fenomeno come quello della crisi della politica come frutto di un cattivo uso di un medium. La prospettiva cui fa riferimento la mia ricerca infatti, come ricorda McLuhan

81

di tipo cumulativo, nel senso che il nuovo medium

introdotto non fa altro che aggiungersi a ci che l'essere umano , ridenendone la percezione e i rapporti col resto del mondo. Nella prospettiva che ho scelto, mi appare pi utile cercare di vedere, scostandoci almeno in parte dalle conclusioni di Castells, l'intervento di Internet nella crisi della politica come ulteriore accelerazione di un processo che, come spiega invece Meyrowitz (1985), innescato pi genericamente dall'ambiente mediatico prodotto dei medium elettronici. In altre parole l'accesso orizzontale e a buon mercato ad Internet ha accresciuto le possibilit del cittadino di informarsi su ci avviene nelle stanze tradizionalmente chiuse della politica, rendendo pi rapido il processo di ridenizione dell'autorit gi studiato da Meyrowitz. senza dubbio presto per dire che Internet si avvia a sostituire la televisione nel processo di strutturazione dell'arena pubblica e della creazione di una realt sociale oggi in atto, ma pare convincente ritenere, a partire dal tipo di percezione che emerge dagli stessi testimoni di questa ricerca, che una grande trasformazione sia comunque in atto, e che essa ruota espressamente attorno alle forme di comunicazione mediata dal computer. La stessa dierenziazione che separa, in questo caso in maniera netta, i due candidati che potremmo denire della societ civile (Garelli e Borgna) dal candidato politico (Lauria) mi sembra per qualche aspetto leggibile come un indizio di come Internet stia ridenendo in maniera totale il rapporto fra politici e cittadini. Il web integra la societ, fa

crollare le divisioni spaziali e informative, e pu essere facilmente utilizzato, come

81 In particolare McLuhan illustra la sua posizione in un divertente passaggio de Gli strumenti del comunicare: Alcuni anni fa [...] il generale David Sarno fece questa dichiarazione:

Siamo troppo propensi a fare degli strumenti tecnologici i capri espiatori dei peccati di coloro che li maneggiano. In se stessi i prodotti della scienza moderna non sono n buoni n cattivi: il modo in cui vengono usati che ne determina il valore. questa la voce dell'attuale sonnambulismo. Potremmo dire allo stesso modo: La torta di mele in se stessa non n buona n cattiva; il modo in cui viene usata che ne determina il valore [...] o anche Le armi da fuoco in se stesse non sono n buone n cattive; il modo in cui vengono usate che ne determina il valore. [...]Nulla nella frase di Sarno regge a un esame appena attento, in quanto essa non tiene conto della natura del medium, (di qualunque medium, beninteso) e sembra davvero esprimere il narcisismo di chi ipnotizzato dal suo proprio essere, amputato ed estensivamente assunto in una nuova forma tecnica. McLuhan Marshall H., Gli strumenti del comunicare,
Milano, Il Saggiatore, 2011, pag.32-33.

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ricorda Castells, per esercitare un controllo popolare a livello nazionale o globale dei processi decisionali. Questa, almeno sembra essere l'aspettativa condivisa da Borgna come pure da Garelli, che proprio su Internet hanno fondato una parte rilevante del loro lavoro di coinvolgimento dell'elettorato, non diverso da quello analizzato da Castells a proposito dei movimenti sociali. Pare sempre pi centrale nel rapporto del politico con i suoi concittadini il riconoscersi parte di un meccanismo strutturato secondo l'organizzazione del network, in cui il ruolo del leader certamente depotenziato, pur senza rinunciare al tentativo di inuenzare le altre persone, gli altri nodi della rete sociale del candidato. In questo senso facile leggere la scelta di Federico Borgna e della sua squadra di realizzare dei video da pubblicare online

82

appunto come un ten-

tativo da una parte di promuovere il coinvolgimento e dall'altra di esprimere in modi percepiti come pi accessibili e coinvolgenti il proprio programma e le proprie promesse elettorali. Nell'utilizzo fatto della comunicazione online dall'altro candidato, Gigi Garelli, prevalgono, invece, gli aspetti pi legati alle dimensioni partecipative che ne hanno segnato, in origine, la candidatura, ovvero il fatto che la persona, il candidato, sia di per s l'espressione di un movimento popolare

83

Anche per questo motivo al candidato Gigi Garelli preesiste nei fatti un mondo di partecipazione che proprio sul web, quale movimento sociale, operava gi da mesi. Questa peculiarit fa s che in molte situazioni le scelte comunicative dei due candidati che pi si sono esposti nell'utilizzo della rete internet del web si scindano, individuando i contorni di una matrice dei media del candidato che appare ben distinta da quella della sua coalizione e dei suoi sostenitori dei molti esempi possibili il fatto che Garelli

84

. Uno

85

racconti come prediliga la comu-

nicazione non mediata, e non ritiene strettamente fondamentale alla campagna elettorale, per come la vede lui, l'apporto di internet. Al tempo stesso per,

nel corso dell'intervista rivela come esistano nel suo entourage gruppi di fatto autonomi che si occupano di alcuni aspetti comunicativi, in particolare sul web. Proprio a partire da questo fenomeno, al quale la presenza forte del web nella campagna del candidato ha certamente contribuito, possiamo forse iniziare parlare di una matrice dei media 2.0, intendendo con questo termine una ridenizione

82 Come da lui stesso spiegato in A.1.1 a pagina 78. 83 Questo, almeno, mi parso intendesse il testimone in A.1.2 a pagina 83 84 Ho scelto di utilizzare il termine sostenitore per denire il particolare tipo di sostenitore
che ha aggregato la campagna di Gigi Garelli, lungo una straticazione durata molti mesi, come spiegato dal candidato in A.1.2 a pagina 84. Nella comunicazione di Garelli si possono cogliere infatti senza troppe dicolt almeno tre livelli distinti: quello della comunicazione del candidato, quella della coalizione e quella dei suoi sostenitori meno organici e al tempo stesso pi fedeli. Proprio questi ultimi, che hanno accompagnato il candidato nella campagna delle primarie prima, e quella elettorale vera e propria dopo, sono stati una ramicazione autonoma e indipendente dal candidato che attraverso il web ha coordinato le proprie attivit di sostegno.

85 Per la precisione in A.1.2 a pagina 95.

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del concetto di matrice dei media in chiave sociale. In altre parole l'apporto del Web, anche in una realt periferica e poco connessa come quella di Cuneo, modica radicalmente le modalit con cui si utilizzano i media nel loro complesso. La matrice dei media per come stata denita da Meyrowitz (1985) diviene uno strumento parte della rete e interconnesso, rompendo anche l'ultimo residuo di gerarchia, che vedeva una o pi gure autorevoli stabilire tempi e forme d'azione di un movimento, facendo s che esso comunichi in autonomia, prima e pi velocemente del suo rappresentante, in questo caso Gigi Garelli. In altre parole, l'eetto riscontrato nella situazione cuneese 2012 un'ulteriore evoluzione del ruolo del leader, che diventa a tutti gli eetti, pur essendo portatore di idee e contenuti propri, il rappresentante o portavoce momentaneo di una mobilitazione che ha la struttura di una rete policentrica.

3.1.4.3

Leader senza aureola: il prototipo del nuovo politico cuneese

Ultimo interrogativo, ma non meno importante, che ho posto alle fonti di questa ricerca, riguardava il tipo di autorit che, a partire dalle scelte che eettuavano durante la campagna elettorale, potevano originare i miei tre testimoni. Ri-

prendendo nel dettaglio l'opera di Meyrowitz (1985), che come ho spiegato nel capitolo 2 indaga sulla ridenizione dei ruoli di leadership ad opera dei media elettronici, mi sono chiesto quale fosse la situazione nel comune cuneese. Qual il ruolo del Sindaco a Cuneo, e che tipo di autorevolezza prevede questo ruolo nel contesto mediatico cuneese? Riassumendo brevemente le conclusioni di Meyrowitz in merito a quella che egli chiama la crisi dei grandi leader, l'introduzione dei media elettronici e della TV in particolare innesca una ridenizione dell'ambiente comunicativo, e con essa un mutamento dei requisiti e delle caratteristiche necessarie a ricoprire un ruolo di autorit. Ci avviene secondo l'autore perch l'introduzione di ogni

nuovo medium altera i sistemi informativi

86

, ovvero i modelli di accesso di una

societ alle informazioni su un gruppo sociale. La televisione, per riprendere un esempio proposto dell'autore, interrompe la tradizionale suddivisione per compartimenti stagni delle societ occidentali, mettendo i bambini nelle condizioni di accedere ad informazioni del mondo degli adulti. Ma poich l'identit di

un gruppo costruita, secondo l'autore, sulla possibilit di celare o mostrare, a seconda delle necessit, delle caratteristiche di s, ad esser compromessa da questa modicazione la possibilit stessa di costruire un'identit di gruppo forte. Questo fenomeno si ripete anche nel contesto politico, con la creazione

86 Cit. Meryowitz Joshua, Oltre il senso del luogo, Bologna, Baskerville, 1995, pag. 549

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

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di un unico grande pubblico della politica, una specie di arena collettiva creata dalla televisione, nella quale si compie gran parte dello spettacolo politico. La politica si trasforma in eetti in spettacolo, ovvero deve adattare le proprie regole di funzionamento alle grammatiche del mondo televisivo, e di conseguenza, dell'intrattenimento

87

. Al tempo stesso secondo Meyrowitz i media elettronici,

grazie alla loro immediatezza d'uso e alla loro grande sensibilit, hanno (e danno allo spettatore), la possibilit di essere virtualmente ovunque, comprimendo n quasi a cancellarlo lo spazio privato dei grandi leader. Questi due fattori in particolare combinati  la fusione di quelli che erano i pubblici del politico in un unico pubblico televisivo, e la creazione di uno spazio intermedio fra il palcoscenico e il retroscena della vita dei politici  cambiano denitivamente le caratteristiche necessarie per essere percepiti come grandi leader e allo stesso modo i criteri di autorevolezza. Come abbiamo visto nella sezione precedente, il contributo di Internet a questo fenomeno evidenziato da Meyrowitz ambivalente, nel senso che se da una parte d voce e autorevolezza alle istanze socio culturali di un movimento, anche politico, al contempo non pensato, con la sua struttura a network, per avere un vertice, un capo, un leader. A partire da queste teorie ho specicato meglio l'interrogativo che mi ero posto, cercando di indagare se il politico cuneese che si muoveva in questa campagna elettorale del 2012 era sottoposto a questo tipo di ridenizione del proprio ruolo da parte dell'ambiente comunicativo, o se al contrario la situazione cuneese preconizzasse un ritorno ad una leadership forte, con dimensioni simili a quelle quasi epiche che hanno caratterizzato i grandi leader del passato. Un primo fatto degno di nota, che emerge analizzando le fonti, che almeno alcuni dei testimoni intervistati percepisce quella compressione dei propri spazi privati a cui fa riferimento Meyrowitz. Sollecitato da una mia domanda sul-

l'esistenza, nella sua comunicazione, di un conne netto fra pubblico e privato, Federico Borgna risponde cos:
No in realt non non c'. Io l'unica cosa che vorrei fare , rispetto alla

campagna elettorale delle elezioni regionali, [evitare che venga] coinvolta la mia famiglia. [...] Non perch non voglia... ma per proteggerli . . .

[...]questo l'unico conne che pongo... poi non so se ci riuscir perch poi alla ne la mia morosa . . . cio cerco di vederla ogni tanto quando la vedo e ci vedono in giro capiscono che la mia morosa. Per non che voglio tenerla nascosta, vorrei difenderla un pochino, perch . . . ne possono succedere delle cose antipatiche . poi alla

88

87 Per comprendere ci necessario ricordare che Meyrowitz fa riferimento al sistema


televisivo statunitense, nella sua evoluzione tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta

88 Versione completa in A.1.1 a pagina 71

CAPITOLO 3.

RICERCA SUL CAMPO / CASE STUDY

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Poco pi avanti nell'intervista Borgna spiega come questo tipo di compressione non sia una situazione momentanea, dovuta alla campagna elettorale, ma una conseguenza che sembra considerare quasi necessaria del suo fare attivit politica e associativa. Dunque possiamo prendere per vera l'ipotesi di Meyrowitz,

che individua come eetto primario di questa compressione degli spazi privati una mancanza di luoghi e tempi per i politici o aspiranti tali in cui esercitarsi privatamente, dando vita ad un appiattimento dei discorsi che possono fare in giro nei loro tour elettorali. Il discorso politico, in ragione del poco esercizio,

perde di incisivit e profondit:  Poich vengono pronunciati una volta sola, [i

discorsi] tendono a essere banali e scarsamente drammatici e anche le frasi ispirate si consumano rapidamente o diventano clich inecaci

89

. Bench questo

tipo di conseguenza nelle interviste dei miei testimoni fosse dicile da cogliere, ci sono comunque dei segnali che indicano l'ipotesi almeno come plausibile. Questo infatti mi parso di leggere nel discorso di Garelli, quando, riferendosi ai contenuti della propria comunicazione

90

, dichiara di non prepararsi granch, perch

le cose che abbiamo da comunicare sono in fondo sempre le stesse. Appare su queste basi lecito ritenere che anche in virt dei media il ruolo del politico locale cuneese stia cambiando, assumendo delle caratteristiche molto meno esclusive del passato, e un isolamento informativo sempre minore dal resto della societ. N la forte personalizzazione del ruolo del Sindaco introdotta

dalla svolta maggioritaria del 1993, per come essa si data precedentemente, nell'accezione denita da Canzano che pone la gura del Sindaco e delle sue caratteristiche personali al centro della campagna elettorale, sembra capace di ristabilire le distanze tradizionali fra politico ed elettore. Al contrario, il nuovo attore della scena politica locale interpreta s un ruolo nettamente demisticato rispetto ai suoi predecessori, ma tutto ci a partire dall'espressione a tutto tondo della propria personalit, utilizzata come strumento per conquistare il consenso. La gura che si muove in questo ambiente mediatico, combinazione di mezzi tradizionali, comunicazione non mediata e internet, portatrice in altre parole di un diverso tipo di leadership, certamente senza aureola, cio senza quelle caratteristiche morali o etiche superiori, capaci di distinguerla dal resto della societ, la cui autorevolezza sembra fondarsi piuttosto sulla forza personale del protagonista e sulla sua competenza specica nel mettere in mostra le proprie caratteristiche di uomo comune che agisce fra la gente come pari. Questo il tipo di conclusione che emerge dai caratteri che mi sembrato di poter identicare come peculiari di questa campagna elettorale costruita da ognuna delle coalizioni attorno al proprio candidato Sindaco, attraverso le scel-

90 Precisamente in A.1.2 a pagina 89.

89 Cit. Meryowitz Joshua, Oltre il senso del luogo, Bologna, Baskerville, 1995, pag. 446.

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te comunicative che mettono in mostra le particolarit di ognuno.

In un tale

contesto comprensibile la scelta di un candidato, come Lauria, che sceglie di presentare la propria lista di candidati in ospedale, con una via di mezzo fra una conferenza stampa e una donazione di sangue forzata dei candidati, per dimostrare in questo modo di dare tutto, anche il sangue, per la propria citt. Sempre in questo solco, bench forse lievemente meno provocatoria, si pu inserire la scelta di Borgna di anticipare e ribaltare il luogo comune sulla propria cecit scegliendo slogan e forme di comunicazione continuamente legate alla vista (come il primo Cuneo guarda avanti) o pi generalmente ai cinque sensi, come con il yer a forma di mano (VD. 3.6). Di tipo dierente, ma non meno personali e personalizzate, le scelte del candidato Garelli. Anche in questo caso si assiste ad una forte caratterizzazione del candidato rispetto alla coalizione, esaltandone valori come la coerenza, la sobriet, e la passione civile. Il personalismo del candidato, e la sua distinzione rispetto agli altri, viene per costruita in questo caso in virt del processo democratico che lo ha portato ad essere scelto come rappresentante della coalizione del centrosinistra. In questo caso appare evidente che il tipo di autorit scaturita da questo processo gi in partenza diversa, scegliendo volontariamente di riconoscere al cittadino elettore l'autorit e la responsabilit di scelta del candidato. E forse proprio da queste basi potrebbe prendere il via una futuro ricerca, volta ad indagare l'evoluzione storica della scelta di ricorrere a delle consultazioni primarie per la scelta dei candidati, correlandola con il sistema dei media, per valutare se non vi sia, e in che termini, un nesso pi che casuale. Non sembra infatti del tutto impensabile immaginare che un sistema informativo costruito sui media elettronici, come spiegato da Meyrowitz, combinato con l'intervento degli eetti di Internet cos come essi sono teorizzati da Castells, possa trovare nella restituzione di alcuni privilegi tradizionalmente di partito all'elettorato la strada per la costruzione di nuove forme di legittimazione politica. Figura 3.6: La mano di Borgna

Conclusione
In questo capitolo nale ho cercato di tirare le la del lavoro svolto e dare una visione d'insieme del percorso fatto. Il lavoro di questi mesi, il mettere in pratica ci che avevo studiato nei quasi quattro anni passati, stato prima di tutto un lungo percorso di riscoperta. Studiare la realt cuneese delle elezioni Amministrative 2012, al di l dai suoi esiti, stata infatti un'ottima occasione per riprendere consapevolezza della estrema dinamicit del sistema dei media nella nostra societ. Anche chi, come me, ha studiato o studia i fenomeni della comunicazione, tende spesso a isolare dalla realt quanto apprende, nendo per non riconoscere nella vita quotidiana la manifestazione di quanto studiato. quello che avvenuto, almeno nel mio caso, negli anni in cui da studente non frequentante sostenevo gli esami a Torino mentre contemporaneamente cercavo di muovermi nel mondo del giornalismo di Cuneo. In questo periodo ho, forse inconsciamente, iniziato a considerare

paradossalmente come separati i due mondi, quello del settore dell'informazione e quello della sua comprensione. Quasi che per scrivere di politica locale, come ho fatto per pi di un anno, fosse necessario almeno in apparenza  scordarsi degli studi, per raccontare l'oggettivit, peraltro inesistente, della notizia. uno strano mestiere, quello del giornalista in un settimanale locale, fatto di orari massacranti, ingerenze fastidiose, e incontri interessanti. Un ritmo di lavoro e

una serie di contatti con persone che alla lunga richiedono di rivestirsi di una  aura di giornalismo, no a sentire nelle dita che stringono penna e notes il potere di stabilire ci che o non una  notizia . Che il mondo del giornalismo viva di manie di grandezza credo sia un dato di fatto, almeno per ci che ho visto nella mia esperienza cuneese, ma al tempo stesso quello che ho imparato, per certi versi in contrasto con gli studi universitari, mi ha aperto le porte per questa ricerca, fornendomi al contempo gli strumenti per realizzarla. Se da un lato infatti  il vizio del giornalismo , contro il quale chi mi ha seguito nella stesura di questa dissertazione ha dovuto strenuamente lottare, ha rappresentato una rete di supposizioni scontate se non sbagliate, dall'altra per mi ha fornito gli strumenti e forse anche la curiosit per lanciarmi su un argomento tanto particolare come quello dello studio delle scelte in tema di media

60

CONCLUSIONE

61

di alcuni fra i candidati a queste elezioni. Dall'esperienza lavorativa infatti partita la domanda iniziale, pur banale prima di essere ridenita, ovvero  quanto diversa sar la comunicazione dei candidati l'uno dall'altro, e che tipo di eetti produrr? . Come ho spiegato nel

corso dell'introduzione, attorno al termine  eetti sono nati i primi problemi, le prime incomprensioni con i testimoni, e la necessit di approfondire e dettagliare attraverso le teorie di quelli che considero grandi maestri, come McLuhan e Meyrowitz, il preciso ambito di indagine. Ma al di l delle dicolt incontrate, cosa ci si poteva aspettare da questa ricerca, e cosa eettivamente emerso? Sicuramente, all'inizio del lavoro, immaginavo che questo tipo di indagine mi avrebbe reso un quadro d'insieme della realt della comunicazione politica cuneese nel breve lasso di tempo interessato dalla campagna elettorale. In altre parole, la visione di un momento di vita della societ cuneese per come essa viene percepita da alcuni osservatori particolari, ovvero coloro che aspirano a governarla. All'atto pratico e con il procedere dell'analisi, mi sono per reso conto di quanto la portata della ricerca andasse al di l delle mie aspettative. Da questo lavoro stava emergendo ci che somigliava sempre pi a un kit di strumenti teorici (fra i quali annovero l'insieme di studi sui quali ho basato l'intero lavoro) e pratici (fra questi non solo i documenti raccolti sulla campagna elettorale, ma anche pi impropriamente la rete di contatti che si creata durante il periodo di osservazione partecipante), con i quali si potevano analizzare dei fenomeni piuttosto complessi, come quello dell'evoluzione di alcuni modelli di  ruolo sociale , o ancora per marcare l'evoluzione della societ cuneese nei suoi rapporti col suo sistema dei media, altrimenti dicilmente percepibile. La prima parte di questo lavoro riassume le scelte teoriche che ho eettuato a monte per orientare la mia analisi. La prospettiva di lavoro che ho scelto si inserisce nel solco degli studi di McLuhan (1964) sull'eetto del medium sulla percezione dell'essere umano. Per avvicinare questo tipo di impostazione teorica alla realt che mi ero pressato di analizzare ho scelto di servirmi dell'opera di Meyrowitz (1985), e della sua teoria che trova nella capacit dei media di alterare i sistemi informativi di una societ l'origine di molte trasformazione sociali, stimolate dai media elettronici. Sempre da Meyrowitz (1985) proviene il concetto di  matrice dei media , ovvero la scelta di vedere il sistema dei media esistente in un dato luogo e momento per come esso viene utilizzato per comunicare da uno o pi soggetti. Analizzare le matrici dei media dei tre candidati che ho scelto di studiare, stato il passo che mi ha permesso di confrontare fra loro le decisioni che di volta in

CONCLUSIONE

62

volta essi prendevano in tema di comunicazione, superando le grandi dierenze, per storia personale e politica, che li separavano. Da questa possibilit di mettere in tensione tra loro le visioni dei tre candidati sullo stato della comunicazione politica locale scaturita l'occasione per vagliare, nella seconda parte della tesi, tre ipotesi interpretative che la fase preparatoria mi aveva suggerito. Una prima ipotesi che questo studio mi ha permesso di esaminare riguarda l'emergere di nuove strategie di autodenizione del proprio ruolo da parte dei politici locali per riuscire a gestire il rapporto sempre pi conittuale con la societ civile. L'interrogativo, in altre parole, era incentrato sul chiedersi se il particolare contesto storico in cui viviamo, nel quale la gura del politico conosce un passaggio di status da elemento funzionale alla societ a rappresentazione di uno spreco, se non direttamente di un abuso di potere, potesse aver inuito in qualche maniera sulla capacit dei testimoni di ritenersi  politici . Il fenomeno molto attuale della crisi della legittimit della politica come cambia i candidati cuneesi? Quale tipo di strategia essi mettono in atto per giusticare il proprio agire politico? Dal confronto fra le interviste ai tre candidati alla carica di

sindaco la risposta emersa che esiste una tendenza non casuale dei testimoni a rendersi il pi possibile autonomi dalle strutture di partito, quasi che in questo modo possano evitare di subirne l'inuenza negativa in termini d'immagine. I candidati studiati a Cuneo scelgono di rimarcare in pi modi la propria estraneit alla politica, al cosiddetto mondo  di palazzo , pur tentando a tutti gli eetti di farne parte. Il ruolo del politico appare, nelle loro testimonianze e nelle scelte di comunicazione da essi compiute durante la campagna elettorale, ridenirsi nella gura di un politico non politico, ovvero un personaggio pubblico che pur assolvendo ai compiti connessi alla carica istituzionale che ricopre (o, come in questo caso, che ambisce a ricoprire), riuta di identicarsi con essa o con lo status di politico, preferendo personalizzare il proprio operato e mettere in luce non le caratteristiche che lo distinguono dal resto della popolazione ma quelle che lo accomunano ad essa, nel tentativo di evitare di subire lo stigma sociale associato al ruolo di politico nella societ italiano contemporanea. Per quello che riguarda invece l'apporto di Internet alla campagna elettorale per le elezioni amministrative cuneesi del 2012 la ricerca ha messo in luce come, bench l'accesso al web sia privilegio di un cuneese su due, quindi con percentuali di diusione ben distanti da quelle di televisione, radio e stampa, Internet sia gi considerato dai tre candidati intervistati come uno dei mezzi di comunicazione fondamentali nella comunicazione politica locale. Dall'incrocio fra le interviste emerge inoltre come nel territorio di Cuneo l'adozione e l'utilizzo di Internet, almeno a ni elettorali, siano un processo a due velocit, caratterizzato da soggetti pi entusiasti, come Borgna e Garelli, e altri meno, come Lauria. A partire

CONCLUSIONE

63

da questa scoperta ho approfondito l'analisi della strutturazione della campagna elettorale operata da alcuni candidati attraverso l'uso di Internet, cercando di valutare se essa fosse frutto di una scelta personale del candidato piuttosto che il segnale di un cambiamento in atto nelle forme dei rapporti sociali sul territorio. Sulla base dell'osservazione delle pratiche organizzative e comunicative

del movimento sociale costituito dai sostenitori di Garelli la mia conclusione che il medium Internet stia agendo in profondit nella societ cuneese e che la manifestazione di questo fenomeno nell'area a sostegno di Garelli rappresenti il preludio ad un inuenza sempre maggiore del modello di organizzazione sociale a network, come denito da Castells (2002). Sul fronte dell'evoluzione del concetto di autorit inne, la situazione messa in luce da questa ricerca non si discosta eccessivamente dalle conclusioni di Meyrowitz (1985) nella sua analisi sul mutamento dei ruoli di autorit indotto da un ambiente informativo centrato attorno alla televisione. Tale fenomeno

in atto anche a Cuneo, anche se con degli esiti almeno parzialmente diversi. Come la ricerca mette infatti in luce la situazione locale vede una ridenizione dei ruoli autorevoli, che emergono nettamente demisticati dal riadattamento al contesto mediatico attuale. Allo stesso tempo per questo fenomeno sembra accompagnarsi ad una nuova centralit del cittadino attraverso la partecipazione spontanea, suggerendo un graduale spostamento della gura del leader da quella tradizionale di  guida a quella di rappresentante o portavoce di un gruppo sociale, di un movimento culturale o politico. Che questo tipo sia da imputare alla riorganizzazione operata da Internet, come ci suggerisce Castells (2002), o che sia pi semplicemente il frutto di una riappropriazione degli spazi pubblici da parte di cittadini stanchi di quella che per anni hanno percepito come  cattiva politica , questa ricerca pone in evidenza il fenomeno. Se molte domande hanno trovato parziale risposta in questa ricerca, da essa sono per scaturiti numerosi altri interrogativi, per i quali si rendono necessari futuri studi di approfondimento. Fra essi due sono emersi nel confronto con la relatrice di questa tesi, la professoressa Pallavicini, nella fase conclusiva di valutazione degli esiti della ricerca condotta e sono in qualche modo riferibili agli sviluppi possibili della seconda ipotesi studiata formulata, quella sulla perdita di centralit della televisione nella compagna elettorale cuneese. Riscontrato

infatti lo scarso (o totale, a seconda del testimone) interesse dei tre candidati studiati verso il mezzo televisivo per la propria campagna elettorale, sorgono diverse domande volte a comprendere le dimensioni del fenomeno. Si tratta,

per cominciare, di un caratteristica peculiare di questa campagna elettorale del 2012, o questa supposta non centralit della televisione ha dei riscontri anche nelle consultazioni precedenti? E se cos fosse, quali motivazioni spiegherebbero

CONCLUSIONE

64

questa anomalia cuneese?

Sempre a proposito dell'ipotizzato avvicendamento

di Internet al ruolo nella campagna elettorale che, almeno negli ultimi 30 anni e certamente a livello nazionale, stato ricoperto dalla televisione, pone interessanti interrogativi sui termini in cui questo fenomeno in svolgimento. In

altri parole, se Internet sostituisce la televisione come medium centrale di una campagna elettorale, quali dierenze dobbiamo lecitamente aspettarci da questo avvicendamento? Sappiamo dallo studio di Meyrowitz sui media e sugli eetti che essi hanno sull'organizzazione sociale che la caratteristica della televisione stata di creare un unico grande pubblico, vasto ed uniforme, nei passati trent'anni. Se internet, un medium cos strutturalmente dierente dalla televisione, diventa il fulcro del comunicare, quale tipo di societ possiamo attenderci? Purtroppo il tempo a disposizione per la ricerca e la dicolt di reperimento di informazioni sulle elezioni passate mi hanno reso impossibile approfondire questi temi, che pure sarebbero stati utili a comprendere pi a fondo l'evolversi della societ cuneese. Anche per questo motivo non ho la pretesa di considerare questo breve lavoro di ricerca come esaustivo, n della realt cuneese, n dei rapporti fra media e societ. I fenomeni studiati, e soprattutto la relazione fra societ, politica e sistema dei media, sono realt estremamente complesse, fatte di inuenze reciproche e continue, e soprattutto in costante evoluzione. Fatta

questa precisazione ritengo per che questo studio abbia il merito di evidenziare alcune tendenze interessanti in atto nella citt di Cuneo capaci di accomunarla a fenomeni analoghi di portata pi ampia, reinserendola in una prospettiva di cambiamento in atto in ogni livello della nostra nazione.

Appendice A Appendice
A.1 Trascrizioni delle interviste

Di seguito inserisco le trascrizioni delle tre interviste eettuate ai candidati Sindaco selezionati per la ricerca. L'opera di sbobinatura stata eettuata cercando di mettere in massima evidenza il ritmo di domande e risposte con le eventuali pause e incertezze emerse durante le interviste stesse. Per questo motivo sono sottolineate di volta in volta le interruzioni, riportando fra parentesi quadre quello che accade durante l'incontro e non traspare dalla registrazione audio, e allo stesso modo ho cercato di evidenziare qualunque pausa ed incertezza tramite i puntini di sospensione. Inne, per onore di verit, non ho voluto nascondere

in alcun modo gli errori e i vari momenti di blocco miei e degli intervistati, in modo da evidenziare il pi possibile il complicato processo che stato creare un percorso comune di ragionamento su questi temi. Nelle trascrizioni ho abbreviato con la I l'intervistatore e con la C di volta in volta i vari candidati.

65

APPENDICE A.

APPENDICE

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A.1.1

Intervista a Federico Borgna

L'intervista a Federico Borgna avviene nel suo studio a Cuneo la mattina di venerd 13 aprile 2012. L'appuntamento alle 8:00 del mattino, ma il candidato arriva in ritardo per un contrattempo. Dopo la spiegazione della ricerca e del

lavoro da farsi e le rassicurazioni sulla riservatezza su quanto verr detto la registrazione inizia alle 8:40 circa, per concludersi alle 9:39. Come nel caso di Gigi Garelli conosco Federico come amico, avendo avuto modo di collaborare con lui e la sua associazione durante il mio percorso di volontariato. I toni dell'intervista sono dunque condenziali.
I: . . . sono abbastanza bastardo perch non me ne frega niente di chi vince, ma la mia tesi, quella s mi interessa, dopo anni di lavoro sarebbe anche abbastanza importante. Allora Federico, io . . . tra l'altro siamo nel tuo ucio . . . la

mattina del venerd 13 di aprile, io ti chiedo innanzitutto di presentarti. Hai . . . autonomia sul come presentarti, mettiamola cos, chi sei e che cosa fai etc

[l'avvio del PC di Federico si sovrappone momentaneamente nella registrazione]


C: il computer che si sta accendendo I: e s ma non un problema C: allora io sono Federico Borgna . . . ho [colpo di tosse su registrazione] anni, nella vita . . . I: 38? C: Trentotto, ne compio trentanove a ottobre. I: Ti ho tossito sopra, non si sentiva. C: Ah, trentotto. No no pensavo che . . . perch compiendoli ad ottobre c'

sempre il problema se tirarti se dire gli anni giusti o tirarti avanti di un pezzo. Sembra che sei vanitoso se dici 38 e che sei bugiardo se dici 39.... E... nella

vita faccio il consulente nanziario . . . e faccio . . . politica all'interno della mia associazione che l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. E poi faccio un po'

di politica sul territorio, l'ho fatto prima in un piccolo comune, sono stato poi candidato alle elezioni regionali e adesso sono candidato Sindaco della mia citt, di Cuneo. I: D'accordo, grazie. E . . . noi in questa ricerca parleremo se possibile solo ed esclusivamente delle comunicazioni, quindi innanzitutto cercher di contestualizzare la situazione a Cuneo e poi cercheremo magari di fare anche qualche piccolo riferimento al livello nazionale. E... A proposito di comunicazione io vorrei innanzitutto sapere se in questa campagna elettorale di Cuneo la comunicazione in senso stretto la stai gestendo tu da solo o con qualcuno, e chi questo qualcuno. Per intenderci un'agenzia, una persona...

APPENDICE A.

APPENDICE

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C: Ok, allora . . . . e no non la sto gestendo da solo, no non la sto gestendo da solo perch sarebbe impossibile. Perch la . . . e s, la campagna elettorale da sindaco totalizzante, cio tu passi tutto il giorno a . . . a. .. s a comunicare,

per la strategia non hai il tempo di fermarti a denire una strategia . . . cio il l l l l i miei movimenti sono molto pi istintivi no non ho tempo per pianicare, ho bisogno di avere delle persone che mi danno una mano a pianicare la strategia. I: dunque tu sei una parte pi esecutiva? C: S io sono un esecutore, poi io elaboro... sono io . . . e ... sui contenuti evidente che per la strategia

i contenuti sono io che li elaboro e . . .

di comunicazione e e i mezzi da utilizzare e l'utilizzo materiale dei mezzi di comunicazione non lo faccio io perch non ne avrei il tempo materiale di farlo. E . . . mi avvalgo . . . di di un gruppo di persone che mi aiutano, che sono di base degli amici, persone che ho conosciuto durante la durante le mie varie esperienze ... di vita e con cui si instaurato un rapporto e che mi stanno dando una

mano. Mi hanno dato una mano prima con le elezioni regionali . . . e mi stanno dando una mano adesso in questo momento qui. I: Certo, io purtroppo devo anche chiederti questa cosa: sono dei professionisti del mestiere oppure . . . C: Allora, il lavoro con me lo fanno a titolo di volontariato, per tra di loro c' anche ci sono anche delle persone che fanno di mestiere i comunicatori, cio che fanno sono ucio stampa di comunicazioni piuttosto che di enti... non cuneesi ... e ... si occupano professionalmente di comunicazione. Poi . . . per certi

piccoli aspetti, per esempio lo studio della graca, di determinate cose, oppure la gestione di di alcuni aspetti specici ci avvaliamo di professionisti, ma perch non abbiamo tra di noi le professionalit per gestire determinate cose. I: Quindi a decidere come gestire un particolare aspetto della campagna mediatica c' sempre questo gruppo in forma paritaria? C: S questo gruppo in forma paritaria di cui io faccio parte. Tutte le persone di questo gruppo hanno la mia ducia . . . cieca . . . come si dice e . . . per...

diciamo che . . . . ci muoviamo cos loro arontano il macroproblema, elaborano alcune possibili strategie e me le sottopongono, cio mi sottopongono le possibili soluzioni e io scelgo la possibile soluzione. I: Quindi diciamo che una campagna da questo punti di vista cogestita, nel senso che tu hai molta voce in capitolo e chiaramente le singole strategie nelle cose le fai elaborare anche da altri C: S s I: perch da solo non ce la faresti come tempo C: S

APPENDICE A.

APPENDICE

68

I: [si schiarisce la voce] allora, andando un pochino pi sul pezzo e . . . quali sono i mezzi di comunicazione che state utilizzando e se possibile anche perch, nel senso che mi dici  usiamo questo perch vogliamo fare questo piuttosto che... C: [annuisce] E . . . . noi . . . puntiamo a lanciare messaggi a tutt a tutta la

popolazione, tutta nessuno escluso, partendo dal presupposto che, non so, anche sulla parte giovane, anche se non votano, se magari apprezzano il messaggio che mandiamo parlano bene di noi a qualcuno che magari vota. Quindi nella e quindi

nella nostra strategia abbiamo cercato di coprir di coprire tutto . . .

abbiamo , stiamo cercando di utilizzare dei canali che siano che ci permettano di raggiungere i diversi destinatari della comunicazione quindi utilizziamo il canale internet social per la la la fascia giovane . . . utilizziamo i canali tradizionali

giornali prevalentemente i giornali, radio per la fascia . . . e . . . m media non so bene come denirla dal punto di vista dell'et e utilizziamo . . . canali tradizionali tipo grandi passeggiate per i mercati i incontri per la fascia d'et avanzata. Ah poi vabb la comunicazione tradizionale i manifesti queste cose qua insomma . . . tendenzialmente fatta per per cercare di attirare l'attenzione su sulla persona, far sapere che esistiamo. Poi i i vari... I: quindi quando create un manifesto . . . comunicare? Come costruisci se posso chiedere? C: S, allora... e... la la la mia campagna nello specico ha una serie di nodi che vanno comunicati di di nodi complessi che vanno comunicati. Il primo nodo da comunicare correttamente la mia disabilit . . . altri candidati come . . . e che viene utilizzato da a tavolino che cosa cerchi di

che mi viene opposto da altri candidati. Ci sono altri

candidati che vanno impostando la campagna dicendo  Ma cieco come fa a fare il Sindaco e su questo nodo qua io cerco di ribaltare . . . di di di far diventare

quello che apparentemente pu essere un punto di debolezza lo faccio cerco di farlo diventare un punto di forza . . . e . . . il primo claim sui manifesti  Cuneo guarda avanti cio giochiamo su questa cosa qui. E poi sui manifesti abbiamo giocato sui cinque sensi, quindi abbiamo individuato degli slogan sui cinque sensi, proprio per per dare il senso che la vista non l'unico senso che uno una persona che un aspetto. Uno slogan che noi utilizziamo e che mi piace da morire che oltretutto vera [ride] oltre ad essere

 Chi sa ascoltare governa bene . . . uno slogan . . . e quindi . . .

cio cerchiamo... ques questo nodo qua un nodo

complesso da comunicare perch cio su una fascia la la preoccupazione di non ci vede come fa a governare una preoccupazione, un retropensiero che bene o male tutti quanti hanno. Sta a noi trasformarlo in un'opportunit. I: Da questo punto di vista mi hai fatto venire una curiosit che possiamo anche esplorare ora, cio quella del della disabilit. Ovvero in questo caso l'essere cieco come pensi che stia inuenzando la tua comunicazione? In parte l'hai gi

APPENDICE A.

APPENDICE

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anche detto, per pensi che . . . cio ritieni che abbia anche delle conseguenze su come cerchi di comunicare in un canale piuttosto che in un altro? C: allora, io no, spero che non incida nel mio . . . nella mia strategia di

comunicazione . . . cio un aspetto che io voglio comunicare, non voglio tenerlo nascosto ma non voglio sovraesporlo. candidato cieco, ok? Io non voglio essere identicato come il

Poi cio voglio dire io posso essere identicato come il

candidato cieco ma non solo come cieco, non non voglio dire  votami perch ho una disabilit , perch andrebbe, sarebbe ridicolo, dal punto di visto politico e sarebbe ridicolo dal punto di vista di tutto quello che ho fatto nella vita. Ho

passato tutta la vita a dire che il disabile non va identicato per la sua disabilit, se adesso impostassi la compagna cos sarei... sarei demente. I: Certo. Per da questo punto di vista, al di l dell'aspetto proprio contenutistico che chiaramente quello che dici tu almeno ... Esiste una comunicazione da cieco, mi stavo chiedendo? C: Ah! I: Nel senso esiste proprio un modo di comunicare . . . C: No, non credo I: . . . da cieco? C: ah beh evidente che le assioni non sono una comunicazione da cieco

[ride]
I: In eetti non sono proprio il massimo. C: esatto . . . per . . . non so ho puntato sulla radio . . . su su la radio

uno strumento di comunicazione da cieco, per in realt non solo per i ciechi, uno strumento di comunicazione per tutti. con disabilit visiva e . . . Poi sul sulla fascia di elettorato

penso di avere un un facilit a comunicare, ecco, su

un certo tipo di elettorato penso di avere facilit a comunicare senza andare ad utilizzare mass media nel senso che ho un rapporto diretto con... I: Certo, c' la conoscenza diretta, chiaro. Tra l'altro io se faccio domande che ritieni stupide dimmelo anche! C: Ma gurati! I: io sono curioso C: ho fatto il libro vivente quaranta volte, non ci sono domande stupide, vai tranquillo! I: Ehhh, so so anche con chi l'hai fatto il libro vivente, dunque qualcosa me lo ricordo! C: E, infatti! I: Allora . . . dal punto di vista di nuovo della comunicazione pi in genere

a livello di campagna elettorale quali mezzi appunto state utilizzando e se posso anche appunto quali sono gli investimenti che ci state facendo. Non in termini

APPENDICE A.

APPENDICE

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chiaramente economici, per mi hai gi detto in parte che la cartellonistica avete cercato di farla in un certo modo, volevo sapere anche il resto come vi stato comportando... C: Noi abbiamo sulla . . . sul l'area web abbiamo aperto un prolo Twitter, E ... poi va beh il

un prolo Facebook e abbiamo stravolto il mio blog. . . .

prolo Twitter io io non lo gestisco non so neanche andarci sopra non ho mai usato Twitter in vita mia, non so neanche come funziona, suppongo che ci sia qualcuno che lo fa funzionare. Facebook io ho un prolo privato che . . . non sono un patito di FB per ogni tanto gli do un occhiata, cos e . . . e ... adesso c'

qualcuno che ha le password del mio prolo privato [ride] e . . . stato aperto un prolo pubblico e adesso c' una frase di interazione tra prolo privato e prolo pubblico proprio quando riusciremo ad avere il prolo pubblico sucientemente strutturato con un suciente numero di contatti credo che io torner in possesso del mio prolo privato e torner ad essere un mio strumento riservato per la mia vita e poi ci sar il prolo pubblico che viene gestito pubb pubblicamente per i temi pi strettamente politici. Poi c' il mio blog . . . che ha . . . avevo

aperto due o tre anni fa ed . . . cio un blog vero e proprio . . . forse nato per la campagna elettorale delle elezioni regionali poi per . . . ho continuato ad alimentarlo, non in modo cos assiduo, per una specie di posto dove quando ho qualcosa da dire lo dico e se qualcuno ha voglia di leggerlo se lo legge... quindi abbiamo tenuto anche tutti i contenuti vecchi, quindi se uno va sul mio blog trova tutto quello che ho postato negli ultimi due anni e mezzo, tre anni e e e vorrei che fosse uno strumento di di trasparenza su su me stesso sui miei pensieri, per far emergere il fatto che comunque non ho cambiato idea, nel senso che quello che propongo adesso . . . lineare rispetto a quello che pensavo

tre anni fa, rispetto a tutti i passaggi che ho fatto da tre anni da quando ho aperto il blog ad oggi rispetto ai miei pensieri, insomma. E il sul blog ci sono dei contenuti oltre ai post ci sono dei contenuti aggiuntivi che sono dei . . . dei video, delle interviste, contenuti aggiuntivi . . . relativi a cose che ho fatto che ho fatto in questi anni. Dunque ci sono dei video delle interviste delle partecipazioni a trasmissioni televisive che ho fatto c' tutto: chi vuole conoscermi e capire pi o meno chi sono se va l sopra si fa un'idea. E... poi vabb il blog lo utilizziamo come strumento di comunicazione l sopra si trova il programma della coalizione uno se vuole se lo scarica, c' la mia . . . un dettaglio della mia agenda non c'

tutta l'agenda ci sono le cose principali della mia agenda c' la rassegna stampa e . . . la rassegna stampa credo ci sia ancora qualche photogallery della mia vita, di me da bambino no ad oggi, . . . abbiamo lasciato volutamente i video che avevo realizzato nella campagna elettorale delle regionali, per il discorso di linearit, per far vedere che cio, non , alla ne cambiato qualcosina rispetto al panorama

APPENDICE A.

APPENDICE

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politico generale ma le mie idee sono rimaste. Poi collegato al blog c' un'altra . . . un altro blog che si chiama Io Sindaco . . . e .. che . . . hmmm una specie di non so come denirlo, un gioco, una provocazione. E c' un gruppo di pazzi che sta girando per Cuneo a intervistare le persone e . . . farebbero se fossero sindaci. e gli chiede che cosa

E realizza video di un minuto, video abbastanza

brevi, in cui quest questa persona spiega che cosa farebbe se fosse sindaco, e sta nascendo delle cose molto belle, e poi provoca sulla mia disabilit. Cio escono delle cose belle, oltretutto questi video qua, almeno, quello che io gli ho chiesto

[schiarisce la voce] che non fossero . . . edulcorati o . . . . o . . . non so veicolati,


cio mi piace l'idea che siano veri, cio se qualcuno dice no non voglio avere un sindaco disabile io vorrei che fosse postato ok? . . . poi mi hanno detto che

per adesso non hanno trovato nessuno che ha detto una cosa cos davanti alla telecamera, per . . . non non non mi dispiacerebbe . . . cio se succedesse mi

dispiacerebbe, ma vorrei che fosse postato. I: Cuneesi falsi e cortesi, quindi nessun forse lo dir mai davanti alla telecamera. Allora . . . continuando invece sul discorso che facevi prima hai tirato fuori il confronto fra pubblico e privato per quel che riguarda FB, nel senso hai un prolo pubblico e uno privato, vorresti tanto riappropriarti di quello privato ma in questo momento una fase di transizione. Quello che ti chiedevo era se nella . . . nel nella comunicazione che fai e che fate c' un conne netto tra pubblico e privato a questo punto o se in realt appunto... C: No in realt non non c' . . . non c' un conne netto. Io l'unica cosa

che vo vorrei fare . . . rispetto alla campagna elettorale delle elezioni regionali che nella comunicazione delle elezioni regionali ho coinvolto direttamente . . . cio non l'ho coinvolta direttamente in modo vo voluto, ma rimasta coinvolta perch in eetti lo sono coinvolti coinvolta la mia famiglia. Quindi c' un video dove ci sono mio padre e mia madre che parlano, forse c' anche la mia ex danzata che parla, cose del genere... ecco in questa campagna elettorale qua, pur essendo tutti comunque mobilitati, vorrei tenerli fuori. Non per perch non voglia... ma per proteggerli . . . un senso di pro . . . questo qua l'unico conne che pongo... poi non so se ci riuscir perch poi alla ne la mia morosa . . . cio cerco di vederla ogni tanto quando la vedo e ci vedono in giro capiscono che la mia morosa. Per non che voglio tenerla nascosta, vorrei difenderla un pochino, perch . . . poi alla ne possono succedere delle cose antipatiche. I: Quindi il piano pubblico e il piano privato un po' si confondono? C: S, ma anche perch poi in generale nella mia vita la parte privata mia molto compressa, ma non solo durante questa campagna elettorale, anche prima... non che ho molto tempo per fare altre cose che non sono quelle che faccio... I: Ma questo perch? Per via della politica?

APPENDICE A.

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C: Eh s, l'attivit politica l'attivit associativa sono . . . cio . . . ti danno un livello di impegno tale per cui di tempo per te ne hai poco da ritagliarti e quindi alla ne il pubblico e il privato so sono... poi un altro aspetto per cui non mi preoccupa che il mio privato sia pubblico salvo la tutela di terze persone che quello che sei nel privato denisce anche quello che sei nel pubblico: andare in giro a portare avanti determinate idee e determinati principi e poi comportarti diversamente in privato e . . . lo trovo ridicolo anche se molto comune. I: Bene io approtto del fatto che tu hai alle spalle comunque un'altra campagna elettorale, quella delle regionali, e quindi ti chiedo due cose in realt. Ovvero qual nel complesso la tua percezione di questa campagna politica di oggi e quindi non so, come comunicare facile dicile insomma me lo descrivi anche un po' e chiaramente visto che hai gi un'esperienza alle spalle se diversa quella di oggi come situazione rispetto a quella di qualche anno fa. Quindi se la tua percezione della comunicazione politica sta cambiando e come. C: Allora . . . ehm . . . mi rifai la prima parte? I: Allora praticamente che cosa . . . in maniera brutale . . . che cosa pensi

della comunicazione politica in questa campagna elettorale? Come ti sembra? C: Allora questa campagna elettorale partita malissimo secondo me. No, secondo me partita malissimo, in generale. Ehm, perch c' stata... vabb ci sono stati degli eventi traumatici che hanno originato questa campagna elettorale, che sono stati comunicati male, da tutte e due le parti, che hanno, che hanno ... cogenerato . . . perch io credo che gli eventi traumatici siano stati molto

cogenerati, la colpa dal mio punto di vista non da una parte . . . a parte che non si pu parlare di colpa, ma responsabilit degli eventi traumatici non da una parte . . . non c' un buono e un cattivo, ci sono due realt che erano inconciliabili in partenza e si fatto nta che il problema non esistesse, che poi si arrivati al dunque e si capito che quel problema non si poteva gestire se non una presa d'atto e una separazione. Quella fase di presa d'atto e separazione secondo me dal punto di vista comunicativo stata spiegata male, da una parte e dall'altra. Ha ha . . . creato delle cose non dette e le cose non dette creano dei retropensieri e quindi sembra sempre che ci sia chiss che cosa dal pensare... I: In che senso stata spiegata male? C: Non stata comunicata correttamente, secondo me . . . stata spiegata I: Che cosa avresti fatto per comunicarla al meglio? C: Io avrei spiegato apertamente e . . . perch . . . ma proprio a chiare lettere io non voglio stare con quella persona perch quella persona su questi punti la pensa cos cos e cos e questa cosa per me inconciliabile. Ok? I: Quindi una conferenza stampa?

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C: Ma s, una conferenza stampa, un comunque una comunicazione semplice e aperta, ma perch poi stato serenamente riconosciuto, anche da chi stato lasciato, che su certi argomenti la pensa esattamente cos. Cio voglio dire, il tema, uno dei temi dirimenti stata la realizzazione della tangenziale. Serenamente . . . ee.... posso farli i nomi? I: Certo! C: Garelli serenamente in un incontro pubblico ha detto che lui la tangenziale non la vuole. Ma legittimo, non un reato dire che non vuoi la tangenziale. un fatto di chiarezza. Dall'altra parte chi ha lasciato Garelli, cio buona parte della vecchia amministrazione faceva e fa . . . pensa che la tangenziale sia . . . un elemento fondamentale per la gestione del traco in citt e nelle frazioni e quindi cio . . . una tangenziale o la fai o non la fai . . . non non puoi farla pi piccola, quindi... cio . . . se quei due aspetti sono aspetti fondamentali per tutti e due

semplice . . . non ci sono margini di di trattativa, e ognuno si presenta davanti agli elettori dicendo che se votate me sapete che non si far la tangenziale, l'altro si presenta davanti agli elettori e dice se votate me sapete sappiate che si far la tangenziale e sono gli elettori a decidere. Non c' c' . . . cio mi sembra una cosa profondamente democratica. I: Quindi pensi che la comunicazione di questa cosa non sia stata fatta bene? C: stata fatta malissimo, stata fatta malissimo e se... se . . . sono stati

fatti dei giri di parole incomprensibili da una parte e dall'altra, e questa cosa ha generato dei veleni. Che han fatto partire la campagna elettorale su tematiche negative. Cio pi dire non non votate eh... quella persona perch . . . . . . . . perch espressione dei poteri... una roba secondo me becera. Invece per il momento mi sembra che si sia ripresa pi la strada dei temi, anzich dire votate me perch cos non governa quello l, la la comunicazione, almeno quello che io ho cercato di fare, gi alle regionali e sto cercando di fare adesso e secondo me questa cosa sta prendendo piede in generale sui candidati sindaci almeno i candidati sindaci quelli papabili per diventare sindaco, si sta dicendo votate me perch se voti me succede questo e questo e questo. I: Certo, ognuno con i propri progetti... C: S, ognuno espone la propria visione di citt, la sua visione di governare una citt e poi sono i cittadini che decidono. I: Certo. E... dunque, la seconda parte della mia domanda era se questa

situazione la vedi simile uguale o dierente rispetto a quella di cos'era le regionali del 2008? C: Del 2010 I: Hai ragione, io perdo gli anni.

APPENDICE A.

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C: La vedo diversa...

La vedo diversa . . .

uno perch essere candidato in

consiglio regionale molto diverso da essere candidato sindaco. Quindi per intensit e . . . qui la candidatura a sindaco molto pi intensa. Perch poi io ero candidato in consiglio ma la mia campagna era incentrata su un tema, due temi: le fasce deboli della popolazione e le zone montane. Io ho portato all'interno del programma della coalizione per cui ero . . . ero candidato . . . il mio contributo

su due temi, e li ho portati direttamente nel programma e ho incentrato la campagna elettorale, che stata una campagna elettorale lunga, perch io ho avuto sei mesi per prepararla quella campagna elettorale . . . sulla costruzione di un

programma per molto specico e poi la campagna delle regionali tieni conto che il collegio tutta la Provincia. Quindi i . . . il collegio molto vasto . . . quindi hai tempi di spostamento molto ampi e . . . . pi rarefatta come campagna,

dal punto di vista del contatto sico con le persone. Mentre la campagna per la gestione di un comune . . . ... candidato come sindaco hai l'universo

mondo, perch alla ne attraverso il comune passa veramente di tutto, dai tombini alla pianicazione dei valichi internazionali, passa di tutto, quindi eh... devi ampliare in modo esasperato lo spettro delle tematiche . . . e hai il collegio

la citt, quindi molto pi piccolo, e hai molti meno tempi morti ed molto pi intensa l'attivit di comunicazione con le persone, e devi saltare da un tema all'altro in poco tempo, e quindi richiede... e .. e in pi questa campagna qui, la mia nello specico breve, perch io di fatto un mese che . . . non so...

ho saputo della mia . . . . cio mi stato chiesto se ero disponibile a candidarmi sindaco ehm... beh... ho perso anch'io il senso del tempo, ma circa tre settimane prima che venisse ucializzata la mia candidatura. I: S, quindi sono due mesi di campagna elettorale. C: S per io quando mi stato chiesto se ero disponibile a candidarmi sindaco ho detto di s perch ero convinto che non avrebbero mai candidato me. [Ride] Quindi... I: Poi successo C: Poi successo io l'ho saputo dai giornali e . . . e ... venti minuti dopo

dovevo rilasciare un'intervista. E quindi cio stata . . . stata . . .

la prima settimana

una roba impressionante. Alla ne della prima settimana ho staccato

il telefonino, sono venuto qui in ucio, e ho fatto come faccio di solito quando pianico a scrivermi tutti i pro e i contro e le cose . . . riuscivo a far fronte . . . perch . . . . non non

non avevo nessuna struttura organizzata, non avevo

niente. Era una settimana che giravo a mo' di molecola per la citt a dire delle cose che poi cio . . . c'era un'idea politica c'era un'idea di programma ma alla

ne era tutto da costruire. I: Certo. Quindi in questo senso qui il fattore tempo quanto sta incidendo?

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Il fattore tempo appunto non solo per il fatto che tu hai una campagna particolarmente breve, perch come dire stata un po' posso dire un po' improvvisata, non nel senso cattivo del termine . . . C: No, cio i nodi sono venuti al pettine tardi I: Esatto, ma breve pi che altro nel senso nel confronto rispetto alle regionali. La campagna elettorale di un comune in genere comunque pi breve rispetto alle altre per tutta una serie di motivi, poi si pu preparare prima o dopo. Quello che io mi chiedo se il fattore brevit ti ha fatto scegliere delle forme comunicative diverse perch altre non si faceva pi in tempo ad organizzarle? C: Beh, allora s. Il fattore brevit da un lato un . . . un handicap e dall'altro secondo me si sta rivelando un'opportunit. Allora... perch il fattore brevit ha inciso sulla scelta della strategia di comunicazione, perch io . . . non non ho mai fatto politica . . . cio non sono mai stato in amministrazione qui a Cuneo

e... sono un po' conosciuto in determinati ambiti, ma non in modo trasversale per tutta la citt. Quindi noi quando siamo partiti avevamo . . . come obbiettivo primario di far conoscere la mia faccia . . . quindi per forza abbiam dovuto siamo dovuti partire con una campagna massiccia di promozione della mia faccia. E.... tant' che quando abbiamo deciso . . . quando stato decisa la mia candidatura, credo il giorno dopo c'erano i manifesti, e i manifesti credo che li abbiamo fatti con le fotograe delle regionali... I vecchi manifesti, perch c'era l'urgenza assoluta di far girare il mio nome e la mia faccia per la citt. E quindi abbiamo fatto

uno sforzo tutti quanti assieme e abbiamo preso tutti gli spazi delle liste della coalizione che erano stati prenotati, abbiamo buttato gi alla bell e meglio un ... un manifesto senza stare ad impazzire sulla comunicazione, sul claim cio  C' un tizio che si chiama Federico con queste cinque

l l il messaggio che doveva passare era:

Borgna che ha questa faccia e propone questa coalizione . . .

liste punto. Questa qua stata la cosa fatta nella massima urgenza. Avevamo abbiamo tappezzato la citt . . . cio non che avessimo tantissimo spazio per abbiamo cercato di utilizzare tutti gli spazi a disposizione . . . per far vedere la dovevamo far

mia faccia. Quindi abbiamo comprato pubblicit sui giornali . . .

conoscere. . . . cio il . . . il panettone Motta devi sapere che esiste, poi lo assaggi una volta e se ti piace lo compri di nuovo . . . compri. I: Quindi in un primo momento tu mi dici che la campagna elettorale e la comunicazione di conseguenza orientata al far sapere che esisti? C: S e che esiste questa proposta alternativa. Da l in avanti abbiamo cercato di approfondire, lanciare dei messaggi ulteriori, per quella l stata la fase di di urgenza massima. I: Quindi la fase di . . . trasmissione di te stesso stata fatta principalmente per se non sai che esiste non lo

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con la foto diciamo? C: S. Foto nome, foto nome e declinato in diversi modi: manifesti, pubblicit sui giornali eh... manifesti e pubblicit sui giornali. E poi... I: Anche pratica per questioni di tempi ... poi dal punto di vista, non lo

so, proprio di trasmissione del messaggio che volevate forse l'avete ritenuta pi adatta con quel metodo l, oppure . . . Mi . . . scusa, io sono un po' contorto,

anche il mattino che mi fa questi eetti, ma mi chiedevo se avete scelto quella perch avevate le foto pronte o se avete scelta quella perch ritenevate che con le foto quella cosa l fosse il modo migliore per comunicare chi eri. C: no no, noi avevamo bisogno di far vedere la mia faccia e il mio nome eh... le foto io ho quattro foto nella campagna cio che potevano essere, che avevamo utilizzato nella campagna delle regionali. La scelta della foto stata fatta da... dal gruppo di persone che dicevo prima mentre io ero ad un appuntamento, cio io proprio non... io . . . su su su quel manifesto l proprio non ho nessun Nel senso che io ero ad un appuntamento, ad

tipo di merito o di demerito.

un certo punto mi suonato il telefono e mi han detto senti abbiamo deciso di mettere quella foto e di fare il manifesto cos. Va bene. E il giorno dopo

c'erano i manifesti. E poi il messaggio il messaggio politico arrivato, arrivato al traino al traino dei manifesti, perch usciti i manifesti hanno iniziato i giornali a richiedere delle interviste. E il messaggio politico allora uscito pian pianino attraverso i giornali. I: Il messaggio politico eh, che cosa intendi con il messaggio politico? C: allora il messaggio politico il secondo nodo complesso della nostra . . . della nostra comunicazione. Il primo nodo complesso quello della disabilit,

il secondo che noi siamo fuori dagli schemi a cui l'elettore medio abituato, perch l'elettore medio abituato negli ultimi vent'anni ha votato . . . poi per il centro destra o per il centro sinistra. Anzi, ha pi votato il centrosinistra contro il centrodestra o per il centrodestra contro il centrosinistra. E.. era pi abituato ad un voto contro, ma destra e sinistra. Noi siamo una coalizione che fa del . . . cio... noi partiamo dal presupposto che il voto dei due blocchi contrapposti il modello dei due blocchi contrapposti stato un disastro. La seconda repubblica stata un disastro. E.... e quindi un modello che va superato. Non diciamo che il governo Monti sia la soluzione ottimale, perch il governo Monti ha molti pregi ma ha molti difetti. Per un modello in cui forze ragionevoli si sono trovate per cercare di uscire dal pantano. E... e siccome noi questo modello qua un modello... vincente. E ho passato i primi quindici giorni a spiegare ai giornalisti che chiedevano ma tu sei il candidato sei il secondo candidato del centrosinistra o sei il candidato del centro o sei il candidato del centrodestra? Cio, non sono il candidato n del centrosinistra n del centrodestra n del centro, sono un un

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candidato che propone un qualcosa che superi la contrapposizione di centrodestra e centrosinistra. Cio ho cercato di fare lezioni di geograa o di geometria politica ... I: Hai dovuto [ridendo] servirti di strumenti tipo retorica? C: ma no, credo che poi quello che ho capito che di solito i giornalisti, con tutto il rispetto per la ... per la categoria eh, di solito ti fanno delle domande perch vogliono che tu dimostri la loro tesi, e quindi dicile. I: Lo sai, sono stato uno di loro no a qualche tempo fa quindi stai tranquillo, so benissimo, conosco benissimo i difetti del mestiere [ridendo] C: La la la il rapporto con i giornalisti complesso. Al di l . . . cio molto complesso cio secondo me sull'informazione bisognerebbe fare molti ragionamenti [ride] voglio dire proprio uno strumento molto potente messo in mano spesso a persone che... I: Quindi la comunicazione di quello che chiamavamo, chiamavi il tuo secondo nodo, il contenuto il messaggio politico, passa attraverso che forme di comunicazione? Mi dicevi gi i giornali per l'appunto, le interviste... C: S, le interviste. Questo nodo un nodo che va pi comunicato, quindi abbiamo deciso di . . . cosa che alle regionali non avevamo fatto . . . di prendere una persona che si occupa di . . . di comunicazione cio che faccia l'addetta

stampa e . . . adesso l'obbiettivo che abbiamo con questa persona di attraverso un messaggio quotidiano, tutti i giorni noi cerchiamo di mandare un comunicato ai media, poi c' chi lo prende e chi non lo prende, chi lo pubblica e chi non lo pubblica. Per tutti i giorni cerchiamo di mandare un messaggio ai media su un aspetto specico, cerchiamo di fare in modo che una cosa che io faccio durante il giorno possa essere un'occasione di riessione sul sul superamento dei vecchi schemi della politica o su quanto sia importante che chi governa sia ragionevole e non condizionato da forze estremiste o cose del genere. I: Quindi... e il tipo di comunicazione da questo punto di vista potremmo

dire che punta su aspetti pi razionali? C: S. I: L'obiettivo quello? C: E s, perch il tema della ragionevolezza, della del del del governo ragionevole di un territorio un tema che sulla pancia funziona poco. Sulla pancia funziona molto di pi dire non spendiamo una vergogna spendere 150 milioni di euro per comprare gli F35 facciamo gli asili. Quello un tema di pancia, perch dal comune di Cuneo non puoi fare niente, l parli alla pancia dell'elettore. Dall'altra parte dicono: padroni a casa nostra quello un tema di pancia [ride] e... e e pi dicile dire il momento duro dobbiamo remare tutti nella stessa direzione i sindacati devono capire che il il i lavoratori devono capire anche i

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bisogni anche dei datori di lavoro perch importante che l'impresa stia in piedi per conservare i posti di lavoro. E dall'altra parte il datore di lavoro deve capire che . . . ehm . . . se lui non tratta bene i suoi dipendenti e... e non li mette nelle condizioni di poter vivere bene questi qua non spendono e la sua azienda chiude. E per un tema pi articolato e non un tema di pancia. I: E.. a questo punto mi viene una curiosit . . . per questi che da quello che mi dici sono temi complessi c' una un mezzo in cui riesci a parlarne meglio? pi facile parlare di queste cose in questa maniera in radio, in TV? C: Tendenzialmente questa cosa . . . la la gestiamo con i comunicati stampa, quindi alla ne attraverso i giornali, e poi i comunicati stampa vengono smontati in pillole che vengono caricate sul blog e quindi attraverso i social network. Cio vengono ge... gestiti su media che ti lascino il tempo di pensare. Poi

la comunicazione che abbiamo fatto sui, non so la pubblicit in radio, abbiamo fatto tre spot diversi . . . che analizzano tre tema tematiche diverse, e non lo

spot classico: vota Federico Borgna . . . perch . . . perch onesto o [ride] ok? Cio abbiamo cercato di declinare tre temi che sono i tre nodi complessi: la mia disabilit, la geograa politica della coalizione e poi gli aspetti programmatici, tutto sintetizzato in trenta secondi di spot e poi stata una bella sda. Infatti i nodi programmatici siamo a 37 secondi di spot [ride] I: Capito, quindi . . . proseguendo su questo lone io ti chiedo un altra cosa

che molto simile ed : c' un mezzo di comunicazione in cui  vieni meglio ? Che ti permette di esprimerti meglio? Lo chiedo perch c'era De Gaulle che diceva io so usare la televisione perch i giornali sono brutta gente... C: eh, ma non aveva tutti i torti. I: c' un mezzo che . . . ti funziona meglio, e perch? C: allora c' un mezzo che mi funziona meglio non lo so... non . . . c' un

mezzo che pi facile per pi ristretto. Vabb sono gli spot dove dove posso parlare, mi mi mi trovo meglio, mi ci ritrovo di pi. E questa cosa qua stiamo cercando di riutilizzarla cio . . . e sono in fase di realizzazione li abbiamo gi

girati dei dei video in cui . . . dovrebbe e emergere il senso della mia candidatura, col programma e cos verranno postati su YouTube, social network, per sono cose molto di nicchia. Su quei video l eh.... abbiamo cercato di . . . sempre l

di denire con dei linguaggi semplici le possibile obiezioni. Poi adesso non li ho ancora visti, perch perch questi ragazzi che mi hanno fatto i video sono dei ragazzi con cui abbiamo fatto dei progetti gi li conosco da tanti anni, secondo me sono bravissimi, . . . e sono stati un giorno un giorno con me con la telecamera al seguito . . . e ... e da quindici sedici ore di girato tireranno fuori penso 9, i io gli ho detto

10 minuti di tre quattro video da due o tre minuti in cui . . .

i messaggi che volevo passassero e sono convinto che loro riusciranno a farli

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passare.

Sono gli stessi ragazzi che mi hanno fatto i cinque video delle delle

elezioni regionali. I: Capito, quindi anche qua dal punto di vista proprio metodologico . . . loro registrano e poi tagliano per far emergere quello che vuoi tu? C: Esatto loro, io . . . . gli gli ho spiegato il messaggio che voglio che esca, ok? Quindi loro hanno l'obbiettivo. Poi come far uscire quel messaggio, eh, come far uscire quel messaggio lo decidano loro, loro sono stati un giorno con me, hanno sedici ore di girato, evidente che quel messaggio deve uscire attraverso le mie parole eh... I: E tu per messaggio intendi per esempio uno di quei tre nodi di cui parlavi prima? C: s s, quello. I: Quindi di di tipo contenutistico come . . . C: s, poi l'impostazione di quei video l . . . un'impostazione documentaristica, non un'impostazione pubblicitaria. Cio un'impostazione documentaristica che per attraverso una narrazione della realt di fatto veicola un messaggio pubblicitaria. I: Quindi una narrazione della realt c' un collegamento con quel lone dei primi manifesti, del trasmettere il chi sei? C: S, quest questa qua gi una comunicazione ulteriore, perch racconta il chi sono ma . . . aggiunge contenuti, contenuti in termini di gestione delle

obiezioni sulla disabilit, sulle questioni politiche sulle questioni programmatiche I: Certo. Dal punto di vista sempre di . . . di di macrosistema in questo caso tu hai delle esperienze precedenti in politica anche in comunicazione e io ti devo chiedere come pensi che questa tua esperienza passata abbia orientato questa campagna che stai iniziando, perch di fatto siamo ancora all'inizio, nonostante tutto. C: No, beh, l'ha condizionata in modo totale. Nel senso che allora io ho maturato l'idea di far politica all'interno della mia associazione, che l'unione ciechi. Per me far politica vuol dire analizzare la realt, valutare assieme a quelle persone che compongono questa realt quali sono le aree di miglioramento e elaborare un modello per migliorare la qualit della vita., per migliorare questa realt e poi realizzarlo. Questa cosa qua io l'ho fatta nell'ambito della disabilit visiva, e l'ho spostata nella nella vita politica, nell'amministrazione di un territorio. E... l . . . quello che ritengo essere il mio punto di forza in questa campagna elettorale ... che non ho sgomitato per fare il candidato sindaco. Pro proprio non ho

sgomitato, non ho debiti nei confronti di nessuno, non sono mai stato nominato da nessuna parte, non faccio parte di un partito, quindi quando mi hanno chie-

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sto seriamente se volevo essere ucialmente sindaco il candidato sindaco gli ho dettato le mie condizioni... se se volete me dovete accettare queste cose qui. I: E proprio dal punto di vista del . . . di come ti muovi mediaticamente il sia

fatto di aver gi fatto una campagna elettorale come sta incidendo cio . . .

. . . sia come tu percepisci la campagna elettorale, nel senso presumo che averne gi fatta una ti faccia dire  ok questa pi faticosa, pi impegnativa ma anche proprio come cambiato il tuo modo di farla, come cambiato il tuo modo di comunicare. C: No, no no, non cambiato particolarmente il mio modo di comunicare. Cio alla ne io . . . hmm. . . . parto da un presupposto, che questo presupposto che la conferma mi arrivata mi arrivata nella scorsa campagna elettorale per questo che continuo a fare cos: e cio che i voti non li prendi nei due mesi di campagna elettorale, i i i le persone che decidono di votarti non per quello che fai in due mesi di o in sei mesi di campagna elettorale ma per quello che hai fatto nei trentotto anni precedenti, nel mio caso. O nei cinquantun anni precedenti, nel caso di altri candidati. I: in quello che sei? C: Esatto, quello che sei e quello che hai dimostrato di essere in concreto, non a parole. Tu in campagna elettorale . . . sostanzialmente . . . devi soltanto dire

alle persone guarda che io sono cos, verica che sono cos, quello che ho fatto nei trentotto anni precedenti, e se ti convince, o se abbiamo avuto a che fare per qualcosa che ti piace come mi muovo votami, sappi che mi fa piacere se mi voti. Alla ne il messaggio secondo me quello. E nella campagna delle regionali . . . andata cos. Cio io no non sono ancora andato in giro io non vado in giro a chiedere appoggi, non non sto andando in giro a contattare le associazioni, anche la tua associazione, alla campagna del delle regionali... I: non pi la mia non sono pi presidente [ride] C: Vabb, spero che tu abbia tenuto la tessera [ride] I: S, quella s. [ride] C: Ecco, durante la campagna elettorale delle regionali io ho incontrato Marco, Marco Giusta a Torino I: S, il nostro ex vicepresidente. C: E... io . . . io non gli ho chiesto l'appoggio, io gli ho chiesto cosa ragionevolmente poteva fare la regione per migliorare la qualit della vita di di chi si riferisce alla vostra associazione. E punto. E... cio in questa campagna elettorale io ho fatto degli incontri . . . ah, ecco, un aspetto della campagna elettorale che io utilizzo molto i corpi intermedi, le associazioni. Ma perch ci credo, credo che un'associazione seria faccia gi a monte un'attivit di scrematura dei bisogni che ti toglie i personalismi e ti d la tendenza dei bisogni di quell'area sociale. Io

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ho passato ore in associazioni in questa campagna elettorale dove le ore sono preziose in associazioni dove so che non prender un voto... in associazioni dove non ne prender uno, per alla ne se sar sindaco io sar sindaco anche dei loro . . . dei loro associati, e quindi non me frega niente che loro non mi votino, per ho .. mi piacerebbe fare qualcosa anche per loro, che . . . cio . . . mi . . . e secondo me quest questo qui l'approccio che io ho utilizzato alle elezioni regionali ed l'approccio che sto utilizzando ancora adesso. E... .e secondo me un approccio ecace. Io mi metto sempre dall'altra parte del tavolo: io sono stato . . . sono

dottore . . . vent'anni in un'associazione dove i politici li vedevi due mesi prima delle elezioni e ti venivano a dire quanto eri bravo quanto eri bello e quanto loro avrebbero fatto per te. E di solito era bello perch veniva un politico a dire

a noi quanto eravamo bravi e quanto lui voleva fare per i ciechi perch voleva fare questo questo e quest'altro. E magari questo questo e quest'altro erano cose di cui a noi non ce ne poteva fregar de meno. E quindi ho passati vent'anni a prendere i politici per il culo in campagna elettorale non mi metto certo io [ride] non voglio fare l'altra parte. I: Capito. Bene [bussano alla porta, la segretaria chiede un'informazione a Federico e la regi-

strazione viene interrotta per qualche minuto ]


I: adesso concludo eh, giuro. Volevo chiederti ancora una cosa, visto che c' comunque uno stretto rapporto anche a livello nazionale con quel che sta succedendo a Cuneo, nel senso mi sembra che il cercare di superare lo schieramento voglia anche dire quello, io vorrei chiederti se ci sono anche qui in gioco dei metodi, degli stili, dei regimi comunicativi, chiamali come vuoi che sono condizionati dalla situazione nazionale, ovvero una cosa di cui ci si riempe la bocca tantissimo in queste settimane il discorso sobriet, per intenderci. Una campagna elettorale di oggi a Cuneo, la provincia pi remota che ci sia, inuenzata da quello che il livello nazionale? Come? C: la sobriet qui a Cuneo da dall'estremista all'estremista di destra la sobriet ce l'abbiamo nel DNA. Quindi io penso che una campagna che non fosse sobria a Cuneo non avrebbe successo [ride] sarebbe controproducente. Quindi... questo qua... I: Ma a Cuneo cosa vuol dire una campagna sobria? C: Ma... non so io penso che quegli eventi, quelle americanate, che . . . che

ogni tanto qualcuno fa sono controproducenti. Ehh... penso non so . . . . hmmm . . . boh... far venire a parlare i leader nazionali n questo momento secondo me controproducente. Eh... l dal punto di vista della comunicazione la situazione nazionale credo che per me sia un vantaggio . . . rispetto agli altri candidati . . . perch poi alla ne la mia l'unica coalizione composta da liste civiche. L'unico

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partito che c' dentro un partito che all'opposizione in comune a Cuneo, in provincie e in regione e che stato all'opposizione del governo Prodi e del governo Berlusconi. Quindi voglio dire... c' l'UDC che... in pi si si sciolto, si fuso con un . . . un'altra lista civica e in pi il... il leader nazionale dell'UDC che venuto a Cuneo . . . . ha detto che il suo partito andava superato. Quindi siamo, voglio dire, credo la . . . la coalizione meno partitocratica... cio meno partitocratica non fosse possibile. eh . . . In questo momento secondo me

di cos credo che non...

non avere dei partiti nazionali . . . coalizione credo che s . . .

che la fanno da padrone nella nostra

sia un vantaggio. Con tutti i temi dell'antipolitica.

Per sti temi io sto cercando di non cavalcarli, cio io sti temi in sto periodo non amo i confronti, perch secondo me non servono a niente, i confronti con 8 candidati sindaco... eh. .. per nei confronti no non... non voglio farlo . . . spero che di non farlo . . . e

no ...non non ho mai agitato i temi dell'antipolitica.

Perch l'antipolitica dannosa per tutti, c' la Lega che in profonda dicolt in questo momento, ma attaccare l la il candidato della lega perch il suo segretario di Partito rubava . . . delle idee. mi sembra stupido, io la Lega la voglio battere sul piano

Idem come gli estremisti di destra come gli estremisti di sinistra.

L'agitare il tema dell'antipolitica dannoso per tutti, e cerco di non farlo. I: Capito . . . bene io a questo punto ti ringrazio, e poi se ci fossero altre cose che vengono fuori ti romper le scatole, quindi abbi pazienza. Grazie mille!

APPENDICE A.

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A.1.2

Intervista a Gigi Garelli

L'intervista al candidato del centrosinistra Gigi Garelli stata registrata gioved 12 aprile fra le 15.20 e le 16.10 circa. La registrazione realizzata in due le separati perch stata interrotta verso il 40esimo minuto da una telefonata al candidato. Ripresa dopo pochi minuti con una nuova registrazione. L'incontro avvenuto con il solo con il solo candidato presso la sede della Costituente dei Beni Comuni, la sua lista civica di riferimento. Il candidato non chiede l'anonimato.
I: Cominciamo. Io innanzitutto ti devo chiedere di presentarti, dire chi sei, presentarti un po' come candidato. C: Gigi Garelli, cinquant'anni, ... sposato con tre gli, insegnante di storia e losoa ... al liceo scientico Peano di Cuneo, distaccato o comandato che di si voglia all'istituto storico della resistenza da un anno e tre quarti, candidato sindaco per ... ... alle primarie con la costituente dei beni comuni e alle am-

ministrative del 2012 del maggio del 2012 con la coalizione del centrosinistra. Una coalizione di 7 soggetti che si costruita attorno ad un programma, e ad una coerenza ... circa alcuni valori di fondo, che mi sembrano siano i tipici propri specici valori appunto della sinistra o del centro sinistra. Vale a dire un

programma di attenzione particolare ai beni comuni, materiali come l'ambiente l'acqua l'aria il territorio, e ... le risorse e i beni comuni anche immateriali vale a dire quei beni immateriali che sono di tutti e che sono diritti di tutti che sono il lavoro la cultura, l'istruzione, i diritti di cittadinanza, ... la laicit, il rispetto di tutte le specicit e di tutte le ... cos le ricchezze personali delle singole persone che nel loro insieme vanno a costituire il bene di tutti, il bene comune. E ...

la mia candidatura nata da un percorso di riessione con la costituente dei beni comuni [d'ora in poi COST], in un primo tempo con gli Esuli in Patria, ma conuita poi nella cosiddetta COST, un percorso di circa un anno di riessione sulla citt, sulla nostra citt, in cerca di un disegno di un identit della citt. questo percorso questo itinerario di ricerca ha condotto ... progressivamente non soltanto a disegnare una fotograa dell'esistente ma anche a tracciare delle linee di un disegno futuro, di un disegno in prospettiva, a tutti sembrato che questo disegno questo quadro potesse essere valido anche in vista di una proposta amministrativa, di una proposta di governo ed amministrazione della citt, ... in questi termini andato precisandosi e delineandosi. A questo punto il

progetto aveva il programma, questo disegno aveva bisogno anche di una faccia che se ne facesse portavoce, c' stata una riessione all'interno degli Esuli e poi della Costituente e ... emerso il mio nome e io ho accettato volentieri perch mi sembrava che appunto il programma fosse credibile, le persone con cui avevo

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riettuto fossero competenti credibili e leali e meritevoli di un sostegno, e quindi nata questa candidatura. Con me porto la mia storia di cattolico, di militante di sinistra, non in partiti politici perch non ho mai fatto parte di partiti politici, ma ho sempre militato e fatto parte di associazioni o movimenti, impegnati sul fronte del sociale, in particolare sul versante dell'immigrazione. L'associazione di cui sono presidente si chiama Orizzonti di pace, ed un'associazione con cui abbiamo lavorato a Cuneo sui fronti appunto sul fronte dell'intercultura e del dialogo fra le culture e anche dell'impegno sociale, nel senso che come associazione gestiamo un doposcuola, una mensa, un ambulatorio medico e dentistico e altre iniziative appunto di questo genere tra cui mi piace ricordare in particolar modo un percorso di dialogo con la comunit mussulmana cuneese, un dialogo che va avanti da 10 anni a suon di incontri mensili ed ... davvero stato per me una palestra una scuola importante di dialogo e di confronto con la diversit. I: Grazie. Allora io come ti dicevo quella di oggi, quella che in realt sto Qui la

facendo per la tesi una ricerca che si concentra sulla comunicazione.

domanda appunto rapida e semplice : ti occupi tu della comunicazione in tutto, o ti aiuta qualcun altro, e se s chi e come? C: E, dunque, hmmm ... non me ne occupo io in tutto assolutamente nel

senso che io mi occupo della comunicazione che mi riguarda vale a dire di riuscire a comunicare al meglio possibile il programma nel momento in cui incontro le persone. Per cui se per comunicazione si intende il ... comunicare, l'interagire con le persone che abitano a Cuneo, che vivono a Cuneo, per ... illustrare presentare il programma e la sua solidit, la sua coerenza, la sua coesione, allora in quel senso me ne occupo io. Se in pi in generale si intende comunicazione ... la

pubblicit, l le i cartelloni, il web etc c' in realt un gruppo che se ne occupa ma anche in questo caso stato un po' complicata la cosa perch c' stato un primo gruppo che se ne occupato per quanto riguarda le primarie, ed era il gruppo che era pi direttamente legato alla COST, nel momento in cui attorno alla COST, insieme alla COST si costituita la coalizione di centro sinistra ovviamente sono entrati in gioco anche altri soggetti, altre persone, ... e addirittura il PD in

questo caso, uno dei partiti di questa coalizione, ha contattato un'agenzia che si occupa in modo professionale di questa di campagne elettorali, di campagne e... di pubblicit e cos via, e quindi in questo momento ci sono due o tre soggetti che curano la comunicazione. C' un graco, c' un gruppo che si occupa di

comunicazione, ci sar a giorni penso sia gi stato anche individuato un addetto stampa, e poi c' appunto un gruppo, ... quasi un team, che riette in generale quasi da esterno sulla qualit della comunicazione dando anche delle indicazioni e dei suggerimenti. I: Capito ... allora hm m come dicevi comunicazione si possono intendere tante

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cose e anche noi nella ricerca ne intendiamo tante. Una domanda interessante era capire se ... tu .. hai iniziato ad orientarti pi in una direzione piuttosto

che in un'altra nella comunicazione. Ovvero hai in parte gi detto "io mi occupo del confronto diretto con le persone" per poi ci sono tutta una serie di mezzi di comunicazione. Mi interesserebbe sapere come vi muovete, come ti muovi sui vari mezzi di comunicazione, con quali metodi e cos via. C: In realt io me ne occupo veramente poco, per cui .... non so bene hmmm come si stiano muovendo e in quali direzione. So per certo che c' un gruppo

di persone che si occupa della comunicazione sul web, dove sono presenti tre siti, o meglio tre pagine Facebook mi pare si dica si chiamino cos. Una che quella legata a me come candidato, una riguarda la COST e poi c' questa questa pagina splendida che Garelligrad dove ci sono vari forme di appunto ironia e autoironia e anche un po' di... I: che cos' Garelligrad? C: Eh Garelligrad una citt, la futura citt che si immagina che io governer, cos come se la immagino i cittadini che mi ritengono un'estremista. Per cui all'inizio s'era incominciato a dire che la citt che io avrei voluto era una citt che... sarebbe stata ferma e immobile, anzi sarebbe tornata al passato, dove ci sarebbe stato il comunismo ripristinato... allora prendendo un po' spunto da queste voci, da queste cos.... notizie che venivano diuse si costruita Garelligrad che ... portando a livelli elefantiaci le ... come dire note che venivano diuse circa la la la citt che io avrei immaginato. Con un senso di autoironia spettacolare,

bellissimo e quindi, poi alla ne in Garelligrad nito un po' tutto, che c' come in tutte le ironie e i sarcasmi ci sono anche spunti di riessioni vere, talvolta c' un po' di satira, c' anche critica nei confronti di chi ci attacca e... proprio una miscellanea, un bellissimo una bellissima citt virtuale dove si possono dire tante cose. Quindi c' la comunicazione via web, c' un sito e ... quindi tre pagine FB, poi c' un sito ehm ... che stato per un po' il sito appunto di Garelli Costituente e adesso rimodernato, ritoccato riletto ma mantenendo a quanto ho capito lo stesso indirizzo ehm diventato il sito di Garelli per la citt di Cuneo e quindi il luogo dove si fa comunicazione in vista delle elezioni amministrative di maggio ... e poi ci sono miriadi di volantini, cartelloni, manifesti, ne sta nascendo uno nuovo adesso appunto che modica in parte pur mantenendo l'impianto di fondo di quello che era stato il cartellone delle primarie ehm ... una nuova fotograa, un nuovo slogan, ma l'impianto un po' quello. Novit nella continuit. Ehm e ... anche di questo si occupa in questo momento un graco con suggerimenti di questa agenzia. C' veramente ecco una bella collaborazione e una... I: si pu fare anche il nome di questa agenzia dato che hanno gi dato il consenso per un'intervista

APPENDICE A.

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C: si chiama CIVICOM esatto. [Si tratta di una delle agenzie che si occupata

della campagna elettorale di Pisapia a Milano 2011] E cos come il graco che si
occupa allora Marco Sasia e poi allora c' il gruppo della comunicazione e cos via. I: Certo. Rispetto invece ad un discorso pi, come dire, di quelli che vengono normalmente chiamati mezzi di comunicazione di massa radio giornali etc TV locali hai avuto appunto degli interessamenti o dei passaggi? C: S nel senso che ho partecipato a tutti gli incontri per i quali sono stato contattato: interviste a TeleGranda, GRP etc. In notiziari o hmmm trasmissioni a carattere di natura politica. Non so "Granda che vota" era una trasmissione. Poi hmmm sono stato ho accettato tutte le interviste che mi sono state chieste anche ad esempio dai giornali online [TargatoCn, CuneoCronaca] abbiamo scelto per adesso di non usufruire della possibilit di pubblicit su questi network, se si chiamano network. Nel senso che, questo certo ci avrebbe garantito delle coperture mediatiche molto pi ampie, nel senso che avere un banner signica avere la disponibilit di un giornalista che segue direttamente le mosse del candidato ovunque vada, qualunque cosa faccia, l'agenda che distribuisce cos via viene immediatamente riportato. Quella una strada che per ora ... Nel senso che... non abla nostra

biamo battuto ma anche per questioni economiche.

campagna elettorale tutta autonanziata, rigorosamente autonanziata, se non in parte per quanto proviene appunto dai partiti maggiori, i partiti istituzionali, e ... con le risorse che abbiamo a disposizione l'ipotesi banner non ci stava, come per adesso non c' stato ancora il passaggio sui giornali cartacei, cos come non c' stata ad esempio il .... hmmm .. la scelta dei cartelloni pubblicitari giganti i 3x6 cosiddetti all'ingresso della citt. E quindi abbiamo almeno io ho chiesto s in questo sono intervenuto ho chiesto di fare una campagna ... tra virgolette, intesa nel senso giusto, di basso prolo, una campagna sobria. Che quindi non rinunciasse alla visibilit, all'incontro con la gente, ma che privilegiasse i canali dell'informazione diretta, dell'incontro diretto, che vuol dire distribuzione di volantini, la presenza sotto i portici, gli incontri nelle frazioni e con i comitati di quartiere, incontri con le categorie e cos via piuttosto che non ... diusione della mia immagine in giro per la citt. I: D'accordo. Quindi nel fare delle scelte sul come comunicare, al di l del fattore economico che hai gi spiegato, che cosa, sta orientando le vostre scelte? C: Beh dunque, il fattore economico ha una duplice valenza: uno la questione della scelta di autonanziarci, secondo anche una scelta di sobriet. Nel senso che in momento in cui ... in un momento di crisi come questa, investire su... la semplice

come dire... energie e risorse sproporzionate rispetto al ne, rispetto al compito, mi sembra veramente... innn... non etico e anche controproducente dal punto

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di vista proprio dell'immagine. Abbiamo ad esempio investito sul fatto di avere una sede, come COST perch avere una sede signica avere un luogo dove le persone si incontrano, dove si coltivano le relazioni, dove puoi mandare le persone ad avere pi informazioni e cos via. E quella mi sembrata una spesa sensata, voglio dire motivata, non una cosa ostentata o... Perch ha favorito eettiva-

mente in questi mesi la possibilit di incontrarsi, serenamente tranquillamente, senza l'assillo del dire dove ci troviamo dove non ci troviamo. Ed anche stato possibile dire alle persone ecco se volete avere pi informazioni, se volete trovare materiale e cos via, lo trovate in corso Brunet numero 1. La stessa cosa ha avuto poi un eetto alone sulla coalizione perch anche la coalizione alla ne ha scelto di avere una sede hmmm ... in corso Nizza di fronte al sacro cuore e anche quella a mio avviso ho chiesto che fosse una sede il pi possibile proporzionata non mi piaceva ad esempio l'immagine delle due vetrine come era successo in altre campagne elettorali in cui un grande negozio veniva allestito .... all'insegna proprio della visibilit ecco quello mi avrebbe dato fastidio. Invece una sede... hmmm ... anche l sobria ... un locale soltanto in un posto accessibile con uno spazio davanti dove la gente potesse soermarsi ed incontrarsi e anche l una sede che in questo momento una sede viva per il fatto che tutti i giorni c' qualcuno della coalizione che tiene vivo mattino e pomeriggio ... io sono stato l ad esempio questa mattina... e oggi gioved 12 aprile ... sono stato l questa mattina e ho visto che eettivamente la gente si ferma, guarda, chiede e, vede che c' dietro un candidato un mondo che lo sostiene. E ripeto stato questo e continua ad essere questo l'unica ... l'unico corroborante, cio l'unico come dire ricostituente che mi d molta energia nell'arontare la campagna elettorale. Perch mi rendo conto che dietro di me non ci sono interessi e ... poteri o quant'altro ma ci sono persone, valori, relazioni, hmmm ... proposte costruttive per la citt e questo veramente decisamente motivante come tipo di spinta. I: Bene. Cercando invece di calarci il pi possibile nella realt di Cuneo dal punto di vista della comunicazione, pensi che ci siano delle dicolt diverse nel fare comunicazione politica a Cuneo rispetto ad una grande citt ad esempio? C: In parte s. In parte s, nel senso che c' una sproporzione tra ad esempio i diversi giornali che circolano in Cuneo, tra gli organi di informazione locale. Nel senso che c' un grande organo di informazione, grande dal punto di vista della diusione, che la Guida, e poi ci sono altri giornali che hanno penso una certa dierenza di tiratura rispetto alla Guida. La dicolt che nel momento in cui uno di questi giornali, nella fattispecie magari il pi grande ... adotta imbocca una prospettiva, trasmette le notizie in un certo modo, penso che condizioni in modo forte ecco l'opinione della gente. E quindi ecco un aspetto pu essere un aspetto problematico pu essere questo. E ... altre dicolt non ne vedo,

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nel senso che anzi per alcuni versi la comunicazione facilita, perch avendo Cuneo un altipiano che costituisce bene o male un'unit e poi tante frazioni intorno che sono unit a s, quasi piccoli paesi, intervenire in ciascuno di questi piccoli paesi vuol dire in qualche modo contattare ciascuna delle frazioni. Cio contattare una met circa della popolazione. E sull'altipiano le informazioni

circolano abbastanza. Io vedo che vero adesso ci sono stati parecchi mesi di campagna elettorale [ovviamente riferita alle primarie, svoltesi a novembre 2011] per mi capita veramente con una frequenza altissima di entrare in un qualunque negozio ed essere riconosciuto come Gigi Garelli che un valore secondo me aggiunto, nel senso che c' la possibilit di un rapporto dir... non pi tardi di stamattina ero al Corso [uno dei locali storici nel centro di Cuneo] a prendermi un ca e... una signora mi ha riconosciuto e si fermata a dirmi delle cose

che riteneva di dovermi dire e ha colto l'occasione. Stamat.. sono... ero l alla sede stamattina sono passate due signore che mi hanno detto ah l mio glio ... in coalizione con lei l'ho scoperto per caso mi dica lei che cos' il partito di cui fa parte mio glio, che ideali ha. Insomm... voglio dire, per paradosso si

arriva addirittura ad una madre che chiede a me informazioni circa la campagna elettorale di suo glio, e questo il ... l'aspetto ... tra virgolette positivo che ci pu essere in una citt come la nostra, nel fare comunicazione perch ... raggiungono con relativa facilit ... le persone. I: Quindi... nella scelta ... mettiamola cos: tu devi comunicare un messaggio che pu essere qualunque, non pensiamo ad un programma ma a qualcosa di pi specico, il giorno tal dei tali devo fare una conferenza e voglio che ci sia gente. Come ti muovi? C: Beh, primo il tam tam. Per il tam tam ha sempre comunque il rischio di raggiungere persone che gi ti conoscono e sanno. Fino ad adesso ci siamo mossi con comunicati stampa molto mirati, nel senso che abbiamo sempre fatto un comunicato stampa alla Guida, un comunicato stampa a CuneoSette, comunicato a TargatoCn, comunicato a CuneoCronaca, comunicato a Granda.net, comunicato per La Stampa, e... tra tutti questi giornali se ci si muove per tempo la si

notizia secondo me arriva. Ultimamente a quanto mi consta, non so poi ripeto su questo non sono l'osservatore migliore, ma so che i contatti a CuneoCronaca e a TargatoCn e a questi giornali online cresciuto in modo esponenziale nel senso che pare che la mattina la prima cosa che si fa andando in ucio cliccare su targatoci e CuneoCronaca, per qualcuno anche la stampa edizione di Cuneo, a vedere appunto quali sono stati gli ultimi comunicati... circa gli sviluppi della campagna elettorale, e questa una cosa positiva. I: Un segnale d'interesse? C: S un segnale d'interesse.

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I: Prima dicevi che fate comunicati mirati. Questo ... che cosa intendi per mirati nel senso... C: Ad alcuni organi di stampa che si sa che sono i pi ecaci e i pi letti e... I: Quindi mirati non nel senso che sono specici per ogni organo di stampa, no? C: ... No, in genere sono comunicati che vengono mandati, standardizzati,

non dimentichiamo le radio, perch ci sono anche delle radio che sono ben seguite, le emittenti locali, a cui in genere mandiamo anche i comunicati, ma sono qua alcune di queste sono collegate per esempio a testate giornalistiche quindi le notizie poi alla ne .... si vede che girano. I: Invece interventi diretti in radio e in TV, come ... come ... sono tutte cose che ottieni tramite invito o che cerchi? C: s assolutamente, no ad ora sempre stato cos, mai cercate, anche perch comunque c' interesse. Sapendo da parte delle televisioni e delle radio... che c' interesse circa questi temi ... ci sono state GRP, TeleGranda, RadioStereo5, le varie emittenti si sono fatte molto presenti. I: E intervieni sempre nella stessa maniera o ti prepari in modo diverso? C: Ma guarda... in genere adesso non voglio sembrare n spocchioso n altro ma non che mi prepari granch perch le cose che abbiamo da comunicare sono in fondo sempre le stesse. Cio il programma. Non troppo dettagliato, nel senso che io ho detto n dall'inizio che non mi sarei messo a fare la mappa e l'agenda e il ruolino di marcia degli uci comunali. Noi abbiamo alcuni principi ispiratori fondanti che sono quelli ... globali diciamo cos. Rispetto del territorio... scelta preferenziale per le persone in dicolt, incentivi al lavoro ... trasparenza, quindi questi sono un po' i grandi temi, che poi vengono declinati localmente. Per

cui non che si possa fare grande spaziare granch nel momento in cui c' da scegliere tra un pezzo di cemento e un pezzo di verde noi scegliamo il pezzo di verde... come dicevano gi gli antichi abbi in mente le cose che hai da dire, le parole poi vengono. Ed anche questo il principio che mi d anche un po' di tranquillit, sapere che ... primo ... quando incontro le persone vado pi per

ascoltare che non per dire, nel senso che noi abbiamo chiare in mente alcune linee di fondo che poi andranno come dicevo prima calate nel territorio. E le

esigenze del singolo territorio me le dice la gente che ci abita, perch io non che passo la mia vita a passeggiare per i le frazioni i quartieri. E... mi sembra che il nostro sia il compito dell'amministrazione sia un po' questo: proporre alla citt alcune linee ispiratrici, di fondo, dell'amministrazione e del governo della citt, diventando poi il collettore e il luogo di sintesi delle richieste dei cittadini, nel senso che laddove il cittadino della frazione esprime una come dire, un bisogno che ne so, la frazione dove non c' neanche un parco giochi allora per i bambini.

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Inutile che io dica adesso lo metteremo all'angolo di via Battaglia con viale dei Giardini. Prendo atto, cercheremo di realizzare un parco giochi per i bambini perch per noi le relazioni tra le persone sono importanti, lo faremo nel modo meno impattante possibile e... ascoltando le persone, andando sul posto e cos via. In televisione ovviamente il discorso un po' diverso perch televisione o radio nelle interviste perch l non si va tanto per ascoltare ma per parlare o per proporre e ... allora quasi ovunque ... vado ripeto a portare quelle che sono un po' le parole d'ordine del nostro programma, e quindi... in questo senso sono

sempre abbastanza ... come dire ... simili tra loro... cambiano magari di volta in volta gli argomenti, perch una volta ti viene chiesto cosa vuoi fare per i giovani, l'altra volta cosa pensi di fare per il lavoro, o ... a domande tipo quali sono le vostre priorit io da sempre appunto rispondo con le tre cose classiche che sono rispetto dell'ambiente, lavoro, giovani e trasparenza o quelle sono state un po' come dico le parole d'ordine del nostro impegno n dall'inizio. I: Questa campagna elettorale, di nuovo sempre e solo vista dal punto di vista comunicativo, qual la valutazione che ne daresti, in questo momento che siamo ancora ai primi atti? C: Ma... come me la immaginavo, nel senso che chi pi ha risorse pi appare, nel senso che in questo momento a dispetto di quelle che sono le previsioni di spesa che sono state pubblicate [proprio la mattina dell'intervista sono usciti su La

Stampa di Cuneo i bilanci preventivi delle campagne elettorali dei vari candidati]
... a mio avviso non sono realistiche, nel senso che non, proprio perch sono

previsioni di spesa non rispettano quelle che saranno poi le spese a consuntivo. E ... penso che abbia le caratteristiche di una qualunque campagna elettorale, per adesso quello che ho apprezzato il fatto che qualche tono acceso gi c' stato, ma stato un tono acceso in termini politici, cio ... a me non spaventa il fatto di scaldarsi e anche avere una dialettica forte, l'importante che sia su temi politici e non su aspetti collaterali o tanto meno su questioni personali, gossip o cos via. Allora se c' da scaldarsi sulla validit e sull'utilit della tangenziale prendiamoci a botte dico per paradosso, ma senza che questi immediatamente trasformi l'altro nell'avversario, nel nemico da azzerare o cos via. Vedo che

da qualche parte, da parte di qualcuno, non dico immediatamente da parte dei candidati sindaco, ma da chi fa parte dell'entourage c' un po' di nervosismo nel senso che da altre parti, noi lo dico anche qua con molta semplicit, dalla nostra parte c' veramente il fatto di puntare sulla coerenza di un programma, sulla sua validit, sul fatto di esser stato costruito dal basso ... sulla coerenza di una coalizione che si formata con una certa fatica, una certa pazienza, ma che alla ne ha una sua solidit intrinseca e autorevole anche. Vedo da altre parti invece appunto un po' di nervosismo, lo scalpitare, il cercare di inlare qui e l,

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di usare qui e l in modo strumentale certe aermazioni. Ecco spero che questo rimanga nei limiti di quello che ovviamente una campagna elettorale dove c' chi ha voglia di vincere, c' chi ha paura di perdere e ovviamente si fa di tutto per portare a casa il risultato. I: Mi chiedevo perch mi hai fatto venire in mente parlandone, a livello nazionale ... come dire l'esperienza nazionale che ha caratterizzato i nostri ultimi 5 10 anni di politica ha inuenzato le vostre scelte di comunicazione? Nel senso quando tu mi parli di passaparola, di evitare grandi gruppi mediatici... C: Questo s, cio pi che la vita politica nazionale proprio il sentire comune, il vedere che la gente stufa dell'apparire, di uno scialo di risorse senza senso, ... che ... voglio dire c' una richiesta di autenticit, di sobriet, di concretezza, di di di cose vere che secondo me davvero questa campagna elettorale abbia fatto emergere. Nel senso che io non ho mai fatto n campagne elettorali n ho mai partecipato alla vita politica in senso stretto della citt, chi in politica da pi tempo dice che questa stata la prima campagna elettorale nel corso della quale nel corso dei partiti si veramente parlato di politica, andando ai temi concreti.

[L'intervista viene interrotta per poco meno di un minuto da una telefonata al Candidato]
I: riprendiamo da dove eravamo rimasti stavo per farti una domanda sulla questione della coerenza. Ovvero tu hai parlato di coerenza prima e io ti vorrei chiedere semplicemente dal punto di vista di nuovo, almeno io la interpreto come la coerenza nel comunicare io mi chiedo cosa intendi. Cio se mi fai degli esempi. Penso che abbia anche un risvolto nel come gestisci la comunicazione. C: Beh coerenza vuol dire in primo luogo essere partiti con degli ideali e aver mantenuto fede a questi. Checch sia stato detto nel corso della campagna elettorale, nel corso del della dell'evoluzione della campagna elettorale che noi non abbiamo mantenuto fede a quelli che erano stati gli impegni presi nel corso delle primarie io invece continuo a ribadire che non strumentalmente e non per ostinazione che noi siamo stati veramente coerenti. Noi per entrare nelle primarie avevamo detto attenzione sui tre temi sensibili che sono tangenziale, piano regolatore e gestione dell'acqua e se vuoi anche trasparenza delle nomine, la COST intende: A, B, C, D. Possiamo partecipare alle primarie con questa interpretazione? Probabilmente con una certa leggerezza, ipotizzando che noi tanto non avremmo vinto e quindi per avere anche un po' un occhio di modernit o cos di come chiamarla, all'interno della compagine delle primarie ci stato detto s certo potete partecipare perch c' spazio per questa. Quando poi abbiamo vinto qualcuno ci ha detto no ma guardate che nelle linee guida delle primarie non si diceva questo, facendoci passare per quelli che erano stati incoerenti. Allora,

quindi, non in continuit. Io questo lo rivendico assolutamente perch sono certo

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io in prima persona di aver avuto questa sorta di consenso dal comitato delle primarie. Quindi la prima coerenza ... che ... cos che intendo come valore quella di aver mantenuto fede ai primi tra virgolette slogan, i primi principi e valori che avevamo enunciato. Di stop al consumo del territorio avevamo parlato e stop

al consumo del territorio diciamo oggi ... di trasparenza nelle nomine abbiamo detto allora e trasparenza nelle nomine diciamo oggi... partecipazione abbiamo detto e partecipazione abbiamo fatto. Questo un punto parti... che mi sta

particolarmente a cuore per quanto riguarda la coerenza. Noi abbiamo detto n dall'inizio che saremmo stati il partito o comunque il soggetto politico che avrebbe portato in modo forte la partecipazione in citt alla vita politica. Perch la citt che immaginiamo di domani non una citt in cui c' una amministrazione che eroga dei servizi e una citt che li riceve, ma una citt che tutta insieme si governa con una amministrazione che detta delle linee. Allora in questo noi siamo stati coerenti n dall'inizio. Perch il candidato, che il sottoscritto, stato individuato in virt della partecipazione della gente alle primarie, il programma stato scritto sulla base della partecipazione ai tavoli di lavoro, la coalizione si formata a partire dalla partecipazione dei partiti ad una discussione paziente e ... come dire diuturna ... abbiamo dimostrato coerenza con quello che il nostro ideale di una citt partecipata. E in questo penso che la citt possa avere una garanzia di coerenza anche per il futuro ... se noi diciamo oggi che ci saranno tavoli di lavoro, consulte tematiche, strumenti e istituzioni di partecipazione perch lo vogliamo veramente. Quindi per noi ascoltare la citt non vuol dire semplicemente entrare dalla loro per uscire dalla nostra ma prenderci, prendere a cuore il ... i desideri i bisogni le necessit della citt. Attenzione che non vuol dire poi alla ne non prendere delle decisioni, perch delle decisioni si prenderanno e probabilmente qualcuno verr scontentato ma quello che io tengo al di sopra di tutto quello che ho chiamato la tracciabilit delle decisioni. Che vuol dire perch stata presa una decisione piuttosto che un'altra, di modo che ci sar il diritto al dissenso, il diritto al mugugno, ma nessuno potr dire che una decisione stata presa per l'interesse di uno o l'interesse dell'altro. O ipotiz-

zando che ci sono stati dei retropensieri o chiss quali motivazioni dietro ad una decisione. Anche nella scelta di nomine ad esempio nelle partecipate abbiamo L'altra coerenza ... l'altro

promesso trasparenza e la manterremo e cos via.

aspetto che mi preme appunto sottolineare della coerenza ... come dire la la la la coerenza con l'identit della citt. Noi crediamo che la citt debba avere uno sviluppo coerente con la propria identit e con la propria storia: allora pensare uno sviluppo di Cuneo ad imitazione delle grandi citt dove lo sviluppo viene ipotizzato a partire da grandi strutture grandi lavori grandi opere ... questo per me non il futuro che immagino per la citt. La citt ha bisogno di sviluppo,

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la citt ha bisogno di diventare in modo forte capoluogo di provincia, ma non deve tradire la propria storia, la propria tradizione, la propria immagine, e quindi innovazione coraggiosa ma nel rispetto di quelle che sono le radici della citt. I: quindi una comunicazione coerente una comunicazione... C: Hmmm, in questo senso esatto la comunicazione diventa coerente nel momento in cui noi parliamo di sobriet e facciamo una comunicazione sobria, perch se noi avessimo parlato di sobriet e avessimo ipotizzato grandi manifesti, presenza ovunque e .... spese sproporzionate rispetto a quella che era l'ecacia ... del del del del della comunicazione in quello non sarei stato coerente. Come dicevo vero che abbiamo speso e anche parecchio per attare un locale prima e un altro locale ancora dopo, ma perch l davvero riusciamo, cio mi sembra che sia una spesa proporzionata rispetto all'eetto che si vuole ottenere, cio quello di fare incontrar le persone, di incontrare le persone. Quindi ... poi siamo tutti uomini e la perfezione non di questo mondo, per mi sembra che la coerenza che abbiamo cercato di mantenere e... in qualche modo l'abbiamo mantenuta ... anche perch all'interno della stessa coalizione, cos come all'interno della stessa COST, quella partecipazione di cui siamo portatori viene vissuta in prima persona, perch ad esempio tutte le decisioni tutte le scelte vengono decise in modo democratico... non ci sono due o tre saggi o garanti che decidono per tutti. La COST in modo particolare vive, ha due momenti particolari praticamente assembleari alla settimana e mi sembra veramente tanto per qualunque movimento politico pensando che non c' nessun professionista della politica. Ma anche la coalizione ha un momento di di di di .... come dire di segreteria settimanale cui si aggiungono poi il gruppo della comunicazione, il gruppo della propaganda, il gruppo qui, il gruppo l, che vuol dire che c' una ... condivisione forte delle

decisioni che si prendono. Io ho visto gi anche soltanto per il cartellone pubblicitario, il manifesto che sta per uscire, stato preso, visto e discusso sono stati proposti numerosi parecchi slogan da da da prendere in considerazione. Probabilmente in tanti fanno cos, so che altre volte non era stato fatto cos, c'erano dei saggi in una stanza, decidevano delle cose e poi queste venivano condivise e poi diuse e fatte proprie dalla base, dall'entourage. Noi ... mi sembra, procediamo in maniera dierente. Davvero le decisioni partono dal basso e ci lasciamo anche interrogare proprio dalle... I: Quindi cercando di fare un po' il sunto di quello che hai detto nora nella tua percezione ... l'elemento chiave della comunicazione stata questa sede, la sede di coalizione e il confronto diretto. C: S, assolutamente. Senza nulla togliere al fatto che, al fatto che si sia

parlato molto in questi mesi, anche in termini polemici, di come sono andate le primarie, in qualche modo mi ha favorito, nel senso che in 6 mesi i giornali

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hanno parlato praticamente solo di me, o direttamente o indirettamente come bersaglio polemico di qualcun altro. Per di fatto la gente ... come dicevo prima per le strade mi riconosce, mi vede, sa chi sono e quindi certamente quel, come dire quella pastura, non so se si pu usare questo termine comunque questa pastura se possibile ha contribuito. Ma se fosse stato solo pastura secondo me non sarebbe bastato, perch secondo me ad un certo punto ci deve essere poi l'intervento diretto, il vedere tanti mi hanno ah ma allora dietro quella faccia dietro la fotograa c' anche una persona e questo fondamentale. Per quanto riguarda la credibilit. I: Quindi comunicazione diretta, sede, e poi ti chiederei di darmi una scaletta, un po' impropria come parola, di darmi nella tua percezione l'elenco dei metodi comunicativi di cui vi servite di pi e anche perch volendo, rispetto al discorso che facevamo prima, anche in maniera concisa. C: Guarda, ti ripeto, se dovessi mettere in ordine ... in una sorta di classica ideale appunto primo la comunicazione diretta, secondo manifesti in cui per non ci sia solo l'immagine ma anche dei contenuti e scritti anche magari piccoli, che la gente sia incuriosita dal fatto di leggere e si fermi. Ad esempio abbiamo fatto ... nella prima ... nel periodo delle primarie l'appello per gigi sindaco, in controtendenza assoluta rispetto a tutti gli altri manifesti che erano stati fatti che erano faccione pi slogan, noi abbiamo fatto un manifesto di sole parole dove mettevamo non il programma, perch sarebbe stato massacrante, ma cinque o sei aspetti della citt che noi volevamo, con parecchio testo comunque e... ripeto in controtendenza, eppure moltissime persone hanno apprezzato il fatto che noi... e vedevo girando per la citt che l dove il cartellone c'era c'erano persone anche tra virgolette anche normali, non intellettualoidi o chiss chi, che si fermavano, prendendosi quei cinque minuti di tempo per leggere quella... scrittura. La cosa importante per era questa, che al fondo di quella scrittura c'erano novanta rme, che vuol dire che non era un cartellone anonimo, in cui non si sapeva bene che cosa si dicesse, c'era la curiosit di andare a vedere chi aveva rmato, a cercare i nomi in ordine alfabetico, e quindi la gente sapeva anche bene o male dove andare a cercare, e poi questo probabilmente induceva anche interesse e curiosit per il contenuto della lettera, di questo appello. Lo stesso valso allo stesso modo per il cartellone delle "buone idee in comune" che mi ha accompagnato un po' in tutta la campagna delle primarie, dove c'erano accanto alla mia immagine, perch era giusto che la gente mi vedesse chi ero, ci fossero comunque le indicazioni di quello che era il programma, le linee di fondo, le prospettive del nostro programma. Quindi in primo la comunicazione diretta, secondo ... appunto la comunicazione con i cartelloni che per dicano anche dei contenuti, e ... terzo e poi anche il fatto di far sapere alla gente ... dove uno presente quali sono le iniziative che

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fa, questo tipo di comunicati stampa attraverso i giornali online. I: io ho una curiosit che mi viene dal fatto che ... fra i protagonisti della comunicazione c' anche la CIVICOM, che una delle agenzie che appunto si occupata della campagna elettorale di Pisapia a Milano, dove tutti dicono che sostanzialmente che un apporto fondamentale stato internet, che stato usato come canale di informazione ma anche di contatto e anche a supplire il contatto personale. MI chiedevo se rispetto a questa situazione che riette abbastanza

la realt italiana in questo momento ci sia, insomma qual la tua opinione nel confronto con Cuneo. C: Beh, dipende dalle fasce, nel senso che ovviamente tra i giovani non penso che Cuneo si distanzi dalle altre citt per cui si viaggia molto sul web, su FB etc. In una citt come Cuneo non punterei per tutto su quello, perch secondo me Cuneo ancora una citt dove conta il passaparola, dove contano gli amici, gli amici degli amici, per cui dovessi mettere sulla bilancia contatto diretto con le persone, passaparola. .. presenza nella frazioni nei quartieri nei condomini

etc e grandi investimenti di energie su internet nelle sue varie forme privilegerei assolutamente il primo. Nel senso che per le fasce per l'appunto giovani internet fondamentale e forse conta davvero molto di pi dell'incontro diretto, perch se io dovessi dire oggi dove andare per incontrare masse di giovani veramente non saprei dove andare, tanto che no ad adesso negli incontro che abbiamo fatto nei quartieri nelle frazioni o con la gente presenza giovanile veramente minima in senso ma ma esponenziale. Mentre vedo invece che i contatti su FB etc sono veramente ... molto tti, quindi secondo me bisogna in una citt come Cuneo bisogna intervenire un po' su tutti i fronti... mettendo insieme in modo complementare le diverse cose, e si pu coprire veramente tutto, anche perch ripeto Cuneo veramente una citt a dimensione d'incontro delle persone, un paesone. I: Dai ancora un'ultima domanda poi ti lascio libero. Mi chiedo pi che altro se tu avevi una tua idea di questa cosa strana che chiamiamo comunicazione politica prima di cominciare questo percorso, ora come cambiata? la stessa? Ti sei fatto un'idea nuova? Adesso che ci sei dentro sapresti denire in un qualche modo quello che stai facendo dal punto di vista comunicativo? C: Guarda, io non che sia stato no ad adesso totalmente estraneo alla comunicazione politica, nel senso che no ad adesso io ho fatto parte di una vita politica che non era quella dei partiti, nel senso che ho fatto campagne per i diritti dei migranti, ho organizzato iniziative sai di natura dierente, dall'incontro pubblico al dibattito alla giornata del dialogo islamico cristiano, voglio dire... non ... in questi anni di comunicazione mi sono occupato nel senso che si trattava di fare quello che ... e l la comunicazione doveva essere proprio molto vera,

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autentica, bisognava comunicare in modo rapido ecace le cose che si volevano dire. E... nel senso che non abbiamo mai organizzato come associazione degli eventi fua, degli eventi apparenti, o degli eventi in cui bisognava ostentare in modo pavonesco delle cose che in realt non c'erano. Anzi, la mia idea sempre stata quella del come dire, del del della del basso prolo, del non blagare, del non banfare. Ho cercato di di trasportare quello stile l nelle ... nelle nostre cose e la gente che lavora con me, con noi in coalizione tutta gente che viene da questo stesso mondo, quindi non ha mai ostentato o puntato sull'ingrandire le le le cose e ostentarle. E quindi in questo ci siamo trovati in grande sintonia

per questo invece ad esempio con CIVICOM che abituata a lavorare su altre dimensioni, su altre proporzioni, alcune cose le abbiamo dovuto ritoccare. Non so, faccio un esempio. Hanno proposto loro che io facessi una mia presentazione di mille caratteri, di mille battute, da mandare nelle da mettere nelle buche delle lettere da mandare per posta nelle case. Non ci sto assolutamente ad una cosa del genere perch ... immaginare che nei giorni in cui la gente comincia a ricevere a decine santini, biglietti, manifestini, dpliant etc, ci trovino ancora la mia faccia con mille parole cio con mille caratteri da mettersi a leggere, ma secondo me addirittura controproducente. Io non ho voglia di nire con le orecchie che schiano perch la gente si dice guarda quanta carta si spreca e non ho tempo a leggere perch immagino di non essere l'unico cartoncino che viene inlato in una buca delle lettere allora su questo per esempio mi sono imputato e ho detto no io questo non lo faccio. Se volete faccio una mia presentazione in mille parole mille caratteri mille lettere ma lo si distribuisce diversamente, cio nel momento in cui si al mercato, si sotto i portici davanti alla sede, e qualcuno dice ma chi questo Gigi Garelli allora gli do la lettera e gli dico guarda qua in mille caratteri che non tanto eettivamente hai un po' la sintesi di chi e perch ha scelto di fare politica. Ma violentare le persone andando a come dire violare un po'

il proprio spazio imponendo la mia presenza forzatamente non ci sto. Diverso invece ad esempio il fatto di ... mandare ad esempio ... nelle buche delle

lettere un estratto del nostro programma, perch l chi vuole davvero conoscere i contenuti del nostro programma e non soltanto sapere che faccia ho deve avere il diritto, ha il diritto di poterlo fare e a quel punto per penso che sia davvero un'altra cosa, perch l'attenzione l centrata sui contenuti e sul programma e non sulla mia persona, che tutto sommato il il il l l l il vettore di quelle idee, di quei valori di quei contenuti. I: Mi hai fatto venire ancora una curiosit quando hai parlato di "violare lo spazio della persona". secondo te? C: No, c' anche un eetto ad esempio io vedo adesso all'inizio ero un po' Solo la carta stampata e il volantino ha questo eetto

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perplesso sul fatto di mettere o non mettere i banner sulle TV sulle sui giornali online. ... Vedere adesso che ci sono 12 bannerini che ti lampeggiano davanti

agli occhi quando apri una pagina di TargatoCn e vedere che il tal candidato oggi domani dopodomani sar e tarat secondo me alla ne diventa anche quello una sorta di saturazione che... voglio dire ... esser presenti va bene ma essere presenti ad ogni costo no eh! Io non voglio generare un senso di nausea o comune di di di di cos eccesso di di di saturazione nelle persone. Per cui ad esempio una scelta che ho fatto quella di non andare a dar benedizioni in giro ad iniziative, congressi, etc. Se vado in un posto mi ci fermo no alla ne a parte magari casi straeccezionali. Ma andare dieci minuti a far vedere che io ci sono e poi vado via e vado altri dieci minuti da un'altra parte veramente secondo me un insulto alla ... e piuttosto faccio una scelta. Nel senso che vado dove la mia presenza pu essere pertinente e l mi fermo, ascolto, guardo cosa si sta facendo e c'entro dentro. Ma anche in quello vorrei veramente non cadere se e spero di poterlo fare no a maggio nella sindrome da presenzialismo ... ad ogni costo.

Perch altrimenti diventa veramente quasi una ... una presenza maniacale, no? I: Gigi, ti ringrazio e in bocca al lupo!

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A.1.3

Intervista a Beppe Lauria

L'intervista a Beppe Lauria avviene nel suo studio la mattina di gioved 26 aprile, dalle 8.50 alle 9.40 circa.
I: Faccio partire la registrazione. Allora io per cominciare ti chiedo di presentarti. C: Beppe Laur... Come candidato sindaco o come . . . Beppe Lauria, 51 anni, tre gli, consulente del lavoro, un passato . . . i sensi . . . tu tu tut... dicile... in tutti

sono glio del popolo e sono orgoglioso di esserlo ehm... di origine

meridionale e sono contento di esserlo anche se poi sono nato a Cuneo e sono contento di essere nato a Cuneo. ... tanto tempo fa . . . E... la mia storia personale e politica inizia

ma inizia per reazione, perch nella realt io ho un . . .

un difetto e un pregio, sono curioso, sono un uomo molto curioso, sono attratto dalle cose che non conosco e quindi sono... ho sempre voluto capire o o conoscere le cose quindi . . . questa . . . mia . . . ehm . . . particolare attitudine mi rende

hm probabilmente anche particolare nel nel . . . contesto in cui vivo e in cui mi muovo. Oggi sono candidato sindaco di una coalizione di liste civiche eh... perch per l'ennesima volta sono entrato in . . . contrapposizione con scelte che non ho condiviso . . . eh.. la volta scorsa . . . le scelte furono determinate dal fatto di . . . di una palesata volont ad escludere, no . . . ... ... il il soggetto . . . eh... come dire

di dicile gestione, oggi mi sembra che si arrivi alla stessa determinazione si parta molto pi lontano, sia molto pi sottile, ma questo quello che si

sta determinando. A gennaio, mi sembra fosse il 31 gennaio, il . . . coordinatore cittadino riesce addirittura ad aermare sulle pagine del giornale che... si sta

lavorando a escludere gli estremisti, e tra gli estremisti individua la Lega ed individua Lauria. E rispetto a quello vi . . . quello che oggi il candidato

sindaco del PDL riesce anche ad aermare che Lauria anche . . . come dire . . . nuoce anche ad averlo in lista tant' che si determinato questo non si messo in lista Lauria, ovviamente hanno fatto un percorso ad escludere che si . . . perpetuato per tutti i mesi no ad arrivare ad oggi, eh... senza prendere anche in considerazione che nel frattempo Lauria, comunque sia, comprendendo quello che stava accadendo, si era comunque attrezzato. Certo se fossi . . . se avessi voluto realizzare questa questa determinata volont con largo anticipo probabilmente ne avrei fatte sei o sette di liste e non tre. I: Allora, io come ti dicevo . . . sto cercando di lavorare pi che altro sulla

comunicazione di questa campagna elettorale, quindi per un certo senso cercheremo di staccarci il pi possibile da quelli che sono i temi in realt di Cuneo per capire in realt come si parla in questa campagna elettorale. Allora innanzitutto io volevo chiederti se a gestire la campagna elettorale dal punto di vista

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comunicativo sei tu da solo . . . o se hai qualcuno che ti aiuta. C: S. Io da solo. I: D'accordo. C: L'ho sempre fatto da solo, ma anche perch eh... non potrei permettermi diversamente, nel senso che assolutamente evidente, basta guardare fuori, per capire che ci sono candidati che stanno investendo . . . straordinarie risorse, che non ho, e che se avessi non utilizzerei . . . rispetto a candidati tipo il sottoscritto che evidentemente di queste risorse non pu disporre. C: Quindi una scelta esclusivamente economica quella di occuparsi... I: Nooo! Io ho sempre . . . certamente la scelta economica incide, se avessi

avuto in passato altre risorse economiche probabilmente sarei da un'altra parte, cio . . . io ho sempre fatto, probabilmente son sempre arrivato no ad un certo punto anche perch per superare quel muro c'era bisogno di risorse economiche che io non avevo.

[Lauria assessore provinciale a Cuneo, e pi volte stato

candidato senza venire eletto in consiglio regionale] Ora, nello specico sull'attivit del comune eh... io non credo che . . . fa fa anche quello, ma non credo che e non ritengo utile, perch mi sembrerebbe quasi prendere in giro le persone... che sia necessario . . . far fare alcuni passaggi ehm... poi per carit ognuno ehm...

si comporta come crede. Per per quello che riguarda ad esempio i manifesti il modo di fare alcune cose di questo sono assolutamente geloso, mi appartiene... intrinsecamente, l'utilizzo anche dei colori. Io uso molto i colori per esempio, li metto in contrapposizione tra loro, adesso quest'anno c'era la novit della lista rosa quindi evidentemente non potevo far altro che usare il rosa per quella lista, per ad esempio l'utilizzo dell'arancione, che utilizzo da vent'anni, unitamente a il grigio, una scelta . . . mia e che attiene aaa... a delle cose mie personali

e ad un voler giocare sulle cose che per me sono sempre state molto care no? ... L'arancione . . . guarda [mostra sotto la camicia un ciondolo al collo, un

mini-ciuccio di plastica arancione] proprio una cosa che mi appartiene . . . ho


visto che peraltro molto seguito come gradimento l'arancione . . . e poi ti riIn

peto i messaggi, il modo di comunicare, appartiene al mio modo di essere. questo credo che ci sia anche parecchio della mia . . .

origine no? Cio rispetto

al cuneese DOC io sono molto pi espansivo, molto pi estroverso, metto anche . . . ho messo questo mio modo di essere anche nel mio modo di fare politica no? Nel modo di protestare, cio non so raccogliere rme in mezzo al sedime stradale su come . . . per . . . manifestando contrariet alle piste ciclabili . . . credo che

nessun altro l'avrebbe fatto, andare con i cartelli in giro per dire delle cose o parcheggi... lasciar la macchina . . . con le frecce in panne per dire che il traco non va e cose di questo... o i regali che nel tempo ho regalato... ad un assessore ho regalato addirittura un topo. Quindi . . . . la comunicazione . . . questo tipo

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di comunicazione quello che mi appartiene, anche perch . . . il mio . . . ehm . . .

vivo la mia . . .

il mio modo di fare politica eh... in termini assolutamente

positivi. Considero la politica l'amore pi grande e no, questo lo diceva Chiara Lubich, anche perch . . . dovrebbe essere . . . il donarsi completamente agli altri. Pu sembrare un po' forte visti i giochi e i tempi in cui corriamo, ma di fatto considero il fare politica, l'agire politico, in questi termini. E mi procura gioia, no? Qui quindi sono . . . sono fondamentalmente tranne in alcuni momenti . . .

solitamente ...ehm ...quando c' la contrapposizione forte . . . sono profondamente contento di fare le cose che faccio. Cio le faccio intanto perch ci credo . . . fare le cose in cui credi ti d serenit e poich sono sereno io lo manifesto anche negli atteggiamenti. I: Capito. Nello strutturare invece questa campagna elettorale proprio gi

hai accennato in parte il discorso dei colori sul quale, se mi permetti, ritorner dopo. Ehm... come stai cercando di muoverti, nel senso: ho visto in giro della cartellonistica, ho visto qualche passaggio in . . . giornali, magari grazie al fatto che hai partecipato ad un dibattito con altri, ho visto . . . forse un passaggio in TV C: ho fatto uno spot. I: . . . e altro per il momento non ho visto... cio . . . questo quello che hai cercato? E come l'hai . . . ottenuto, come ti stai muovendo? C: io ho delle risorse esigue eh... intanto come presupposto mi mi ero ripromesso di non . . . di non chiedere niente ai candidati... e poi ci sono quelli che

hanno deciso di fare di loro delle cose e le stanno perseguendo ma personalmente io tra le cose che mi ero riproposto e e ripromesso la cosa di ehm... fare in modo che i candidati avessero una strumentazione base, chiamiamola cos, il santino senza che questo rappresentasse per loro un costo. In primo luogo perch . . .

il momento non mi sembra il pi il pi pi procuo per mettere a volte alcuni candidati in dicolt rispetto a questo, a meno che non lo vogliano loro, e in secondo luogo perch era un mio modo in qualche misura di rappresentare loro la mia gratitudine, no? Cio . . . oggi le persone che hanno deciso di di di di... o che conoscevo e con le

di sostenermi sono fondamentalmente le persone . . .

quali ho un rapporto di amicizia o delle persone che hanno creduto in me, e mi sembra che il minimo che potessi . . . scergli . . . ... fare per loro era eh... insomma ricono-

eh... questa gratitudine in questo modo. Con ci non vuol dire che

che altri cio alcuni di loro hanno poi fatto altre hanno anche hanno fatto

anche loro degli investimenti in questo non sono entrato. Eh... ho chiesto .. cio la la la disponibilit degli spazi assolutamente libera, ho chiesto loro solamente di . . . far s . . . che . . . . ehm... venisse mantenuto . . . la priorit rispetto

alle liste . . .

quindi la parte superiore lasciata a comunque a me, in qualsiasi

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modo, per alcuni eh...

consiglieri quelli che me lo hanno chiesto hai visto ho

fatto delle stampe molto artigianali fatte in studio che vengono asse comune e in questo modo sto cercando di essere presente sul territorio. Ho fatto un spot

[tossisce] in televisione . . . perch ehm... degli amici me l'hanno proposto e mi


hanno aiutato in questo. Far degli spot sui giornali ehm... probabilmente uno e un'uscita ehm... non perch non creda ma perch non ho risorse per potermi permettere diversamente. La la dierenza nel stare sul territorio il pi possibile e la dierenza comunque sia la... fa negli anni. Nel senso che . . . credo sia e debba essere quello che uno

ho comunque eh... una marea di di anni eh...

impegnati eh... e e dedicati alla politica che in qualche misura mi rendono . . . mi dovrebbero rendere un po' pi visibile di altri. Gioco anche su questo poi il resto non... cio io chi non salutavo ieri non saluto oggi, chi saluto da sempre eh... mi conosce da sempre, quindi non ho cambiato atteggiamenti [tossisce]. I: per farti pi pubblicit stai privilegiando qualche mezzo piuttosto che un altro oppure all'incirca? C: No [tossisce] io in campagna elettorale ho sempre privilegiato il manifesto. Ma torniamo sempre a monte, nel senso che non avendo grosse risorse mai avuto grosse risorse nanziarie non potevo fare diversamente. Eh... peraltro io ho fatto due volte il . . . questa la seconda volta che sono candidato sindaco e boh

lo faccio come lista civica, quindi non posso neanche contare sull'apporto dei partiti che... a loro modo veicolano diversamente l'immagine e hanno anche altre risorse... poi basta guardare la dichiarazione fatta da tutti i candidati sindaci per per capire che c' uno sproposito . . . fra chi ha una lista e spende 52 mila euro, o dichiara che spender, e chi ne ha tre come me e dichiara che ne spender 4 mila e 500. Questo evidente sotto gli occhi di tutti. Ehm.... io credo che il voto vada conquistato non comprato, se parto da questo presupposto credo che non abbia di non aver bisogno di fare eh... investimenti folli per accattivarmi o per comprarmi meglio accattivando la mia . . . il mio messaggio con . . . con altre

risorse. E... abbiamo fatto una presentazione per esempio della lista in maniera e... assolutamente inusuale, rispetto agli altri, noi non avremo nessun candidato . . . nessuna persona eccellente che verr a fare da sponsor a noi e... nonostante qualche amico magari lo si abbia, ma crediamo che non sia che. . . credo che sia giusto non mettere nessuno in dicolt e peraltro essendo noi una lista civica ovviamente non avremo nessun tipo di riferimento . . . in queste tre liste c'

davvero di tutto, c' chi proviene dalla mia esperienza ma c' chi con la mia esperienza non ha niente da spartire ma . . . .. ha creduto in questo percorso. Come dicevo la . . . cinque anni fa presentai la lista per strada con il megafono

. . . e mentre tutti quanti si riunivano in riunioni con . . . gli aviotrasportati o o o

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o o i [tossisce] i tradotti

noi quest'anno abbiamo presentato la lista all'ospedale,

perch ho invitato tutti quanti i colleghi, i candidati consiglieri a donare il sangue. Credo che fosse un messaggio forte ehm... passato un po' sottotono [ride] ne prendo atto, ho fatto ieri un comunicato stampa, non so che valore avr, come tu ben sai i comunicati stampa non li mando a tutti, ma questa una scelta di vita e di campo eh... credo che questo sia un modo diverso di fare, di di

mandare messaggi. Sono un donatore, lo ero comunque quindi rimango donatore, alcuni non avevano non hanno colto con favore questo tipo d'iniziativa . . . un

un candidato riuscito a dirmi  mi prendi il tempo, mi prendi i soldi e vuoi prendermi anche il sangue e.... sono sono delle situazioni . . . sono delle cose che ti rimangono e fanno parte della del bagaglio di tutti quanti noi e io... in questo sono credo ricco. Molto pi di altri. I: Per quello che riguarda invece la cartellonistica prima facevi un discorso molto interessante sui colori. Come li scegli i colori? C: Ah, io... I: una questione di gusto? C: S. C' . . . io in questo ho sempre commissionato i miei manifesti eh... certo restando anche aperto a quelli che erano

dicendo quello che volevo eh...

o potevano essere i le proposte che mi arrivano dai professionisti. Ma il 99% il manifesto sempre stato la . . . rappresentazione graca del mio desiderio. Non ... il cogliere una proposta di altri. Io intanto scelgo sempre le foto in bianco

in nero, e anche se sono a colori le voglio in bianco e nero. Le converto, le faccio convertire in bianco e nero. Il colore per me il grigio, il nero che sfuma nel eh... come si

grigio o il grigio o l'arancione. Quest'anno c' l'aggiunta del . . . chiama del rosa per ovvi motivi

e c' questa dierenza nell'arancione perch

. . . l'arancione quest'anno nel nel nell'assemblare il manifesto mi ha aiutato un amico e non mi sono rivolto ad un professionista del settore. E quindi avevo

un un l'arancione del manifesto di Cuneo per Cuneo, che era di cinque anni fa, che non si combinato con l'altro manifesto che ho costruito dopo, e quindi c' questa dierenza d'arancione altrimenti sarebbero stati assolutamente identici. I: Quindi nelle intenzioni dovevano essere anche . . . C: S, in realt non mi dispiace neanche questa questa questa variante, che d anche il senso di tre liste diverse. No no no, i messaggi li costruisco io. I: Quindi non era intenzionale usare tre colori diversi? C: E... forse non parte in maniera intenzionale, per io le bozze le ho viste prima ed rimasto cos perch poi diventato un esigenza... ma anche per dare

1 Il riferimento del candidato ai leader dei partiti di altre coalizioni, accorsi per l'appunto
in aereo o in treno per presenziare e trainare le presentazioni uciali dei propri candidati.

2 Una delle liste che sostiene il candidato composta da sole donne.

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tra virgoletto in qualche misura pari dignit alle tre liste, no? Mi sembrava e... che l'eetto rimane lo stesso per cambia leggermente il colore, che un arancione che sfuma, cos come sfuma il grigio. Tranne il rosa, perch una scelta proprio voluta. I: e perch il bianco e nero, invece? Se posso... C: Perch mi piace le foto in bianco in nero mi danno... mi son sempre

piaciute molto di pi che non le foto a colori. Anche perch poi eh... la vita un chiaroscuro, no? Fatta [tossisce] di momenti esaltati e non esaltanti [tossisce] l'inserimento del colore in questo in quello che la vita fa parte della . . . eh...

secondo me della di di di appartiene a tutti quanti noi. Il colore rappresenta per me l'interiorit, no quindi.... e se vuoi un messaggio, la mia vita. la

rappresentazione graca della mia vita. Fatta di di di di di... squarci di sole e . . . e e e e e e di e di e di e di colori scuri. Per esempio in pittura preferisco io amo il 600 e il 700, che sono comunque... l'utilizzo dei colori scuro, di solito sono quadri religiosi dove poi la luce rapp rappresenta qualcosa di molto pi intenso. In qualche misura c' c'... probabilmente e... nel subconscio c' una . . . un no conduttore che mi appartiene. I: Interessante. Ci ragioniamo su... eh... io dovevo chiederti ancora... il tipo di investimento che stai facendo sui vari mezzi di comunicazione, chiaramente non dal punto di vista economico, perch quello poco rilevante, per il tuo obiettivo farti conoscere prima di tutto attraverso il cartellone? Piuttosto che passare sul giornale? E perch ritieni pi importante una cosa piuttosto che

un'altra, questo il discorso. C: Il mio obiettivo quello di dire a quelli che non lo sanno che ci sono. Io poi ho... I: E per questo il mezzo ideale secondo te ? C: Beh il mezzo ideale per me continua... io sono [ride] io sono uomo di movimento quindi per me il mezzo ideale la presenza, ed la cartellonistica perch io arrivo da quel mo da quel modo da quel modo di far politica anche perch poi allora era il modo . . . io arrivo dall'MSI quindi era un po' pi complicato,

gli spazi non li avevi quindi... quello il mio modo di fare. E poi la la frequentazione... io ho partecipato a delle riunioni dove c'erano due tre persone e sono contento di aver partecipato a riunioni dove c'erano due tre persone. Perch una di quelle due o tre magari non la conoscevo quindi faceva eetto moltiplicatore ... e ... ho anche l'esigenza, oggi pi che mai, di dire . . . alla luce anche del

fatto che, strumentalmente, hanno individuato un altro candidato che ha il mio cognome [tossisce] di spostare il voto non sulla mia persona ma sulle liste che mi rappresentano. E quindi io ho bisogno di mandare questo messaggio, ho bisogno di dire che il voto a Lauria lo devono dare facendo la croce sul simbolo, non su

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Lauria. E... perch la volta scorsa feci un terzo del mio consenso su su . . . legato . . .

fu

a a alla croce fatta su Lauria. E... che non ha prodotto consiglieri,

non ha prodotto rappresentanza in consiglio comunale. Io... vorrei... li limare questo spazio, riducendo al minimo . . . e quindi ho bisogno di veicolare questo

messaggio, unitamente al fatto che sono un Lauria, e non sono un altro. I: il nome in eetti, perch questa un'altra variabile che . . . rendeva interessante [ride] la tua intervista, sostanzialmente. Quanto conta nella tua comunicazione il tuo cognome. E quanto pensi che conti con il fatto che c' casualmente questo altro candidato che porta il tuo stesso cognome . C: Intanto non credo che sia casuale. I: io non so... C: e lo sottolineo. I: certo strano... C: lo dissi anche a Felice, che ovviamente conosco e conosco anche da parecchio tempo, ma anche perch evidentemente . . . I: A scanso d'equivoci: neanche una parentela lontana? C: No no no. Lo lo lo l'ho detto a lui . . . lui mi disse che non era . . . cio

insomma, lui ritiene di non essere stato usato, voglio credere alla sua buona fede, registro solo che su non so quanti siano nella sua lista . . . di questi 4 sono di

Cuneo gli altri sono tutti quanti di Ceva, quindi mi sembra . . . credo che ci sia e.. e questo una... la la mia politica... il il mio co... confronto con me stesso lo specchio . . . io credo che lo specchio sia la modalit con la quale le persone dovrebbero cimentarsi un po' pi freque co con frequenza. Nello specchio vedi quello che sei... e e dovresti, se sei praticamente tutti non lo fanno . . . o non

sono cos profondi... dovresti guardarti allo specchio e riconoscerti soddisfatto o meno di quello che hai prodotto e di quello che hai fatto. ... nonostante 51 anni continuo a farlo . . . non . . . Io ad oggi... con

sempre . . .

sono rimasto

soddisfatto di quello che ho visto ma tendenzialmente credo di essere soddisfatto. Se mi chiedessero che cosa vorrei fare da grande . . . io credo che risponderei senza nessun tipo di ombra Beppe Lauria. Sono soddisfatto di quello che ho fatto . . . ee... tralasciando l'aspetto quindi . . . eh... che attiene ad altre questioni . . . io sono un po' narciso e io sono straordinariamente contento del mio cognome io adoro il mio cognome... non tanto perch beh... in passato mi ha dato anche

per la facilit col quale . . .

che che che si a quale si prestava a fare rime mi ma trovo il mio cognome assolutamente...

ha dato anche qualche problema . . .

bello perch musicale e corto e questo in qualche misura mi aiuta e... evidenzio

3 Alle elezioni di Cuneo presente un candidato chiamato Felice Lauria, non residente in
citt e proveniente da Ceva, che l'intervistato sostiene sia stato scelto dai suoi ex colleghi consiglieri comunali del PDL per infastidirlo.

APPENDICE A.

APPENDICE

105

il mio cognome perch . . .

[ride] intanto a parte la parentesi Felice . . .

e...

un cognome non cos diuso, no?

Il fatto che abbiano trovato un Felice d la a a

misura di quello che dicevo prima, della volont proprio di andarmi a... ...

a a colpire cos. Lo evidenzio perch... perch mi conoscono come Lauria...

eh... mi conoscono come Beppe e se andassi gi quando vado gi in meridione mi chiamano . . . . Peppino quindi . . . l l l Lauria il veicolo . . . per io ho . . . peraltro che eh... adesso

il cognome quello che io ho veicolato sempre . . . qualcun altro forse lo sta un po' copiando. meccanismo di . . .

E io come vedi ho proprio questo

eh... pubblicit con i manifesti e... molto utilizzato nel sud Ricordo un anno venne

e nel sud viene utilizzato il cognome grandissimo no?

Alemanno c'era ovviamente il nome Alemanno grande perch era Alemanno e poi grande quasi il suo c'era il mio e poi tutti gli altri erano piccolini anche quello del mio partito e il presidente certo... proprio una modalit di di di di . . . veicolare un messaggio. Certo che importante per me il mio cognome . . . mio cognome la mia famiglia . . . la mia storia. I: Parlando invece del fatto che tu sei comunque un uomo politico, per cui si possono fare anche dei confronti fra le varie tornate elettorali. Stai, come dire, in parte mi hai gi risposto, stai realizzando la tua campagna comunicativa come le altre volte o hai cambiato qualcosa, e come e perch? Ovvero la situazione di oggi a Cuneo ti impone di comunicare in maniera diversa rispetto al passato? C: Se voluta questa domanda molto intelligente, a parte che ti riconosco l'essere molto intelligente quindi... No, io non ho, non ho cambiato la modalit e... di veicolare un messaggio... e... perch continuo a fare le stesse cose che ho sempre fatto e... sto cercando di eh... rappresentare l l la [tossisce] soprattutto nei confronti tra sindaci sto cercando di non essere e... di di di non essere chiuso, in stereotipi, no? E... perch . . . no non . . . perch non giusto che questo e.... per di il

accada, non tanto per la mia storia, io posso anche essere chiuso . . .

non giusto nei confronti di quelle persone che sono circa 90 che hanno deciso di . . . condividere con me un un un percorso, che non necessariamente sono . . . e... possono essere rinchiusi in . . . in i i i in questi spazi. Uno. Due eh... non

voglio e sto cercando di di di . . . sopratutto nei confronti tra sindaci di veicolare questo messaggio . . . non voglio che, perch cos , non voglio che i miei messaggi siano scontati. Cio in questa in questa campagna elettorale particolare, dove ... e... dove non si capisce pi niente . . . dove la sinistra si divide in due e...

e una nisce di abdicare a a all'essere sinistra per dire che non sinistra un'altra sinistra che rivendica il ruolo di sinistra e... ecco in questo meccanismo

ma qualcos'altro . . .

accentuando forse un po' troppo alcuni aspetti . . .

qua visto che l... l'altra compagine che dovrebbe essere in una citt come quella di Cuneo la contrapposizione a chi ha gestito no a ieri il potere [tossisce] non trova

APPENDICE A.

APPENDICE

106

la capacit di rappresentarsi . . .

o meglio . . .

non vuole trovare la capacit di

rappresentarsi perch questa un fatto assolutamente evidente che il centrodestra non ha voluto vincere la partita o non ha voluto neanche provare a vincere la partita almeno . . . nel cos come ci si aspettava... ecco io in questo ragionamento qua non voglio dar niente per scontato nel senso che se, come pare probabile, anche se per me non scontato, in un ballottaggio... Borgna Garelli, tanto per

citare i sindaci, ee... io non sono disposto ad accettare il presupposto rispetto al quale per me pi facile visto la mia storia andare con uno rispetto ad un altro... cio questa la dicolt che forse ho nel rappresentare o veicolare il messaggio

[tossisce].

Io mi confronter ovviamente con . . .

se non sar io ad andare al

ballottaggio . . . con chi andr al ballottaggio . . . con massima disponibilit ma con . . . rigore... nel senso che . . .

[tossisce] scusa . . .

il presupposto scontato

non esiste e... mi interessa quanto del programma che ho . . . viene recepito . . . e quanto di quello che rappresento . . . . fatto . . . non solo condiviso ma anche gradito. Cio . . . . . . chi vuole con me fare un accordo lo dovr fare . . . intanto perch con me condivide parte del di di di di un percorso, ma anche perch mi d legittimit politica, non che sono solo l'utile idiota a cui dici  S mi va bene che ci hai messo il punto e il punto lo condivido tanto per essere molto chiaro . . . questo qualcosa che nel nel veicolare il messaggio . . . che sto . . . cercando di veicolare . . . hmmm . . . rappresenta una dicolt oggettiva. C'.... hmm..

[ride] da un lato abbiamo una Lega che mantiene un suo messaggio . . . rispetto
al quale [tossisce] tanto di cappello per essere . . . come dire . . . coerente . . . eh... un PDL che ha gi fatto e... l'accordo . . . perch assolutamente evidente che il PDL ha gi fatto l'accordo e oltretutto talmente goo che non riesce neanche a nasconderlo, no? Eh... ecco, non vorrei che dessero per scontate alcune cose. Io mi sono messo in gioco in questa campagna elettorale... ... mi metto in gioco

ma non solo perch richiedo un consenso che potr anche non arrivare, ma

anche perch obiettivamente, e ne sono consapevole, per eetto domino le cose potrebbero succedere. C'... io mi metto in discussione ma ci metto del mio, ai miei ... i santini a chi con me sostiene

non solo perch faccio i manifesti . . .

la mia candidatura... ma anche perch metto in predicato anche quella che la mia prospettiva politica e non so non solo prospettiva anche l'attualit politica. Io sono pur sempre assessore provinciale . . . e quindi questo una cosa eh... I: ecco come entra in gioco il fatto di avere la notoriet, la visibilit dell'assessore provinciale anche, in questo tipo di campagna? Inuisce? C: Non ho, non ho chiamato, e non ho avuto un solo contatto riferibile al fatto di essere assessore provinciale perch questo potesse crearmi . . . anche il

bench minimo giovamento. Cio non c' un solo rapporto che nato in virt del fatto che io sono assessore provinciale che sia stato chiamato in causa eh...

APPENDICE A.

APPENDICE

107

in questa campagna elettorale. I: Questo ha anche a che fare con . . . nel senso? C: No, no, io . . . e questa la mia forza credo, ho fatto l'assessore provinciale ... il fatto che lo schieramento diverso,

[tossisce ] ehm... inserendo nelle mie scelte quello che sono, quindi politi-

camente, la mia storia politica, ma rapportandomi con il territorio in maniera neutra, cio non ho guardato dall'altra parte chi avevo chi era se c'era anit politica o meno ho dato le risposte . . . ehm... ed quel qualcosa che mi viene

riconosciuto. Sulle battaglie sul sociale . . . eh... o sull'ospedale . . . io ho assunto posizioni assolutamente rigide e di cont di contrapposizione con la maggioranza di centrodestra che governa la Regione. Non che mi sono trincerato sul fatto che ero di destra o di centrodestra per dire che andava bene o trovare le giusticazioni per motivare quell'atteggiamento. Io ho assunto delle posizioni, nessun altro lo ha fatto prima di me. Ma nessun altro a destra come nessun altro a

sinistra, perch prima di avere un governo di centrodestra abbiamo avuto un governo di centrosinistra, il sindaco Valmaggia non ha mai... creato i presupposti, la contrapposizione con il il precedente governo della Regione, anche se le scelte che venivano operate, vedi ospedale, andavano . . . a discapito del del del terri-

torio. Io ho fatto, ed una cosa del quale sono straordinariamente orgoglioso. Ed una cosa rispetto alla quale credo domani, rispetto a scelte non attinenti a valutazioni di merito . . . probabilmente potr trovare . . . potr essere cassa

di risonanza. Cio se domani pagher per la mia scelta credo che alcuni sindaci troveranno anche il modo di dire che la scelta non la condividono, per quello che pu valere, ma credo che questo potr essere . . . . . . il mio valore aggiunto, insomma. Rispetto alla credibilit. Per non l'ho usata, questa mia credibilit. Cio non ho chiesto . . . alle associazioni sportive datemi un candidato perch io sono l'assessore provinciale, tanto per essere chiari. Perch non mi interessa. I: Capito. Per quello che riguarda invece la campagna elettorale pi in genere, qual come dire la . . . la tua percezione della campagna elettorale nel complesso. Quindi sempre... C: Triste. I: [Ride] Perch? politica, uguale? C: No. I: diversa? Che cosa la sta rendendo diversa? C: Allora, per cominciare . . . profondamente diversa la campagna che fai Pi che altro in confronto, venendo tu da un'esperienza

quando sei consigliere o quando sei candidato sindaco, quindi, decisamente diversa, quindi . . . il metro di . . . la valutazione cambia completamente. E... si

. . . una volta c'era una contrapposizione nella quale ti immedesimavi... magari

APPENDICE A.

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108

non la condividevi completamente ma... e... ti rendeva facile . . . veicolare i messaggi perch lo facevi per appartenenza... eh... cinque anni fa feci un'esperienza e... civica ma ma la feci con . . . preparandola . . . cio cinque anni fa io con

largo anticipo ho fatto una scelta [tossisce] eh... e strada facendo l'ho realizzata e mi sono inserito all'interno di quella scelta in un momento in cui comunque ancora legato alla contrapposizione. Quindi . . . allora fu dicile perch . . . eh... la polarizzazione eh... ... rendeva dicile una creatura alternativa... c'era il

gruppo di centrodestra, il centrosinistra e tu eri in mezzo e non era il terzo polo, era l'andare al di fuori di di di di... questa scelta. Oggi non . . . niente . . . siva e... non c' la contrapposizione, perch non c' . . . dell'appiattimento. non esiste pi

c' la ricerca osses-

ee...

Ci sono forse alcuni che orgogliosamente ra

rappresentano una diversit, lo fanno con caparbiet, uno certamente Garelli ... e gli altri negli altri vedo e quindi tanto di cappello, perch io sono sempre

stato per le scelte forti comunque a prescindere... nell'altro vedo la necessit di appiattire tutto perch non c'... non c' disegno... ecco anche la Lega ha una sua . . . se vogliamo una sua caratterizzazione. Gli altri sono . . . appiattiti...

appiattiti sul . . . sulla . . . i i in molti casi sull'ovvio, in molti casi sul nulla... c' c' anche il nulla, ci sono poi dei dei dei fatti episodici caratteristici, se vogliamo ... ecco in tutto questo c' . . . un messaggio forte che di contrapposizione,

perch il mio un messaggio alternativo ma perch in contrapposizione a chi ha governato per 17 anni e non lo fa chi dovrebbe farlo... io lo faccio con cognizione di causa e lo facci con . . . con un cartello elettorale che va legato ma proprio

perch va legato rappresenta la forza di questa contrapposizione . . . cio a me la citt cos come l'hanno costruita non va bene . . . nell'unico modo che ho a disposizione . . . e vorrei cambiarla e lo faccio un una . . . cos una

quindi con . . .

contrapposizione civica. Ma lo faccio con forza. Lo faccio anche sottolineando e... ai due che rappresentano il centrosinistra, ovvero Borgna e Garelli, che parte di quello che che non va una responsabilit loro. ha . . . uno di loro non ha responsabilit. Cio non che uno non

Ognuno di loro in quota parte ha A Borgna, se vogliamo e... il il la

la responsabilit di quello che accaduto.

. . . quello non Federico... Federico una persona per bene secondo me presa in mezzo... io gliel'ho detto a lui in tempi non sospetti... il fastidio che ho a volte nei confronti del della dell'assamblement di Federico che ci sono delle persone che con me han condiviso una minoranza, in alcuni casi anche con tono accesi, e con una tranquillit straordinaria si trovano dall'altra parte a dirmi quello che va fatto e non va fatto, cio, insomma. Un minimo di . . . coerenza me l'aspettavo e... ed il motivo per cui non ho condiviso la scelta del mio partito. A parte che non ho condiviso neanche la scelta del candidato, ma non una questione di personalismi, avessero proposto, quando hanno proposto Crosetto, tanto per

APPENDICE A.

APPENDICE

109

fare un nome, io sono stato tra colo i quali hanno plaudito all'iniziativa. Adesso francamente . . . credevo... anzi no credo... credo di avere dal punto di vista politico non personale decisamente dei numeri in pi di quanti non di quanti non ne abbia il candidato che oggi propone... il il PDL. Il fatto che propongano un candidato a mio avviso di basso prolo . . . da parte loro la necessit . . . politico. .. sta proprio a signicare

da un lato e... di di di di di di hanno abdicato

alla partita insomma... e dall'altro lato l'unico candidato che forse gli permette di realizzare compiutamente l'inciucio... ho condiviso... e ... cosa che aprioristicamente non

se poi si realizza dopo un altro ragionamento ma che aprio-

risticamente non ho condiviso e rispetto alla quale ho fatto una scelta diversa.

[tossisce].
I: Quindi stai dicendo che stato scelto un candidato perch pi facile fare l'accordo dopo con lui ed meno compromesso e cos via? C: Mah, mi sembra che . . . I: Un candidato che non rischi di arrivare al ballottaggio? C: No, parte che lui pensa di arrivare, dice di arrivare, prendendo in giro l'elettorato perch . . . I: Lui dice che vince. C: Un candidato con una lista che dice che vince o che va al ballottaggio prende in giro l'elettorato. Punto. Ma non perch lui, qualsiasi candidato,

anche Crosetto da solo, non avrebbe avuto questa forza, perch non esiste una lista con 32 candidati che prendano mille voti l'uno o 500 voti l'uno, non esiste. I: Va beh. C: Se questo un dato di fatto oggettivo... ed oggettivo nella misura

in quale i i in cui si valuta i candidati che ci sono alcuni dei quali si sono gi cimentati e molti di loro hanno preso 5 o 6 voti, e quindi non ha non hanno questa forza, perch poi la media diventa amplica l'eccesso se questo prendono in giro l'elettorato. Uno. Due mi sembra che sia sempre stato un candidato del PDL a dichiarare che c'era l'accordo con Federico Borgna in virt del quale avrebbero avuto un . . . un assessore . . . un vice... il vicesindaco e due assessori. E... credo che la cosa debba fare arrabbiare coloro i quali e... almeno con maggior coerenza hanno abdicato al ruolo di oppositori

per andare alla tavola imbandita... e... almeno in questo sono

di quello che si presume essere il possibile vincitore...

stati pi coerenti. Mi chiedo a forza di prendere in giro l'elettorato l'elettorato poi si stanca, adesso magari non arriver a prenderti a forconate perch come dicono loro un elettorato moderato, tant' che lo voglio proprio dire... adesso

4 Il riferimento ai gruppi consiliari della passata minoranza in corsa per Federico Borgna.

APPENDICE A.

APPENDICE

110

devo chiamarlo giornale perch non mi viene un titolo diverso

. . . e... per e...

un un quotidiano, a loro molto vicino il giorno della della della incoronazione... della dell'investitura a candidato sindaco intervistava casualmente... anche qui tre soggetti che dovrebbero essere i loro oppositori: uno era Federico Borgna, uno era Pellegrino e uno era l'UDC ed entrambi plaudivano alla scelta del candidato. Ecco quando il . . . il mio avversario plaude alla scelta del candidato me la dice lunga . . . intanto mi fa inorridire la cosa... e poi me la dice lunga su quello che il disegno che c' sotto... loro lo hanno rappresentato . . . in maniera assolutamente ... insomma non con grande acume ma in maniera assolutamente evidente, io

ne prendo atto. E questo fortica la mia scelta . . . mi mi mi rende forte rispetto alla scelta che ho assunto, credo e... che qualcosa da... come dire... qualcosa da dire al proprio elettorato l'avranno domani, soprattutto per averli presi in giro ... probabilmente una . . . sar una verica postuma, per questo un dato

di fatto oggettivo. I: Ultimi cinque minuti, dovremmo essere. Prima dicevi una cosa che era

interessante e quanto parlavi del  siamo in una fase di nulla C: Eh beh, perch tu sei convinto del contrario? I: Non tanto quello che sono le mie convinzioni ma ... C: Non lo vuoi dire? [ride] I: No che mi chiedevo pi che altro se tu eh... in questo nulla intendi... il livello nazionale che si riette su quello locale, piuttosto che . . . semplicemente autodistruzione cuneese... Mi chiedevo se ci vedi un collegamento oppure no. C: Ah . . . . s e no . . . s e no . . . perch . . . un conto la politica che

sicuramente ha dei riessi anche sull'amministrare ma un conto l'amministrare. La politica oggi sta vivendo una fase dicile . . . ma sta vive una fase dicile

perch i rappresentanti politici sono . . . eh... spesso... eh... non all'altezza e con non all'altezza utilizzo un eufemismo perch alcuni sarebbero proprio da cacciare ma a calci nel sedere . . . la la la la la loro stessa proposizione fu non errore Due, mi sembra che quello che sta accadendo classe privilegiata sia interessata

politico una vergogna politica. dia la la la misura . . . alle sorti...

di quanto loro . . .

de de del paese [ride] . . .

perch mi sembra che tranne qualche

raro caso e... che sicuramente ci sar trasversalmente . . . i pi sembrano essere interessati alla alla loro sopra alla loro sopravvivenza, o alla sopravvivenza del feudo che loro in qualche misura gestiscono, tant' che . . . accade a Cuneo glia . . . stata lasciata e... molto di quello che

glia di una... di un abbandono alla quale Cuneo intanto alcuni

scientemente, per scelta quindi, perch e...

5 Si riferisce a La Bisalta, settimanale del centrodestra cuneese, per cui ha lavorato l'intervistatore. Il giornale in questione ha pi volte attaccato con toni accesi la persona del candidato, sostenendo la sua inadeguatezza a ricoprire ruoli politici nel centrodestra.

APPENDICE A.

APPENDICE

111

partiti non avevano alcun interesse ad avere uomini forti su Cuneo... e quindi hanno fatto altre scelte... oggi se tocchi l'albese c' la sollevazione popolare e se se chiudono l'ospedale a Cuneo non gliene basta ricordare

non capisci per quale motivo...

frega niente a nessuno, tanto per essere chiari. L... questo . . .

le battaglie fatte sull'ASL... Cuneo 1 Cuneo 2 . . . cose . . . come se a qualcuno importasse se davanti all'ospedale all'ASL quando si presenta c' scritto 1 o 2. Non frega niente a nessuno per l'ASL Cn2 Alba Bra sollevazione popolare e sono riusciti a preservarlo ASL Cn potrebbe andare tutto quanto a ramengo e non gliene fregherebbe a nessuno. Ospedale di Cuneo... no all'altro giorno... ad oggi ancora per fortuna, anche se con fatica, un riferimento straordinario... se se viene smembrato o meno . . . se viene dequalicato se viene ri ri considerato se

viene ricondotto non gliene frega niente a nessuno anzi . . . siamo addirittura . . . hanno gi fatto addirittura la riunione dei candidati sindaci lo stesso candidato del del PDL, consigliere comunale da cinque anni, ha aermato che non conosceva le problematiche dell'ospedale, e questo la dice lunga sulla capacit di nel fare opposizione dell'opposizione e di essere interessati agli aari del territorio di chi comunque veste la gura di consigliere comunale... e questo assolutamente evidente che alcuni partiti hanno scientemente scelto di non avere rappresentanza qualicata sul territorio, tant' che i il... pur essendo brave persone le persone nel tempo individuate a rappresentare il centrodestra nessuno di quelli mai stato vincente, uno. Tralascio di parlare per me perch altrimenti diventerebbe una biograa . . . E... lo stesso vale anche per nel centrosinistra. Mi sembra

che nessuno dei soggetti chiamati in causa abbia mai avuto la capacit di di rappresentare e... questo tipo di necessit. E i risultati si vedono sotto gli occhi di tutti. I: Bene io praticamente ho nito, nel senso che ti ringrazio, se avessi bisogno di chiarimenti, di cose di questo genere ti disturber ancora, se hai qualcosa ancora tu da dire dal punto di vista della comunicazione puoi anche mandarmi un email e io l'accetto volentieri... [ridendo] C: No, io l'unica cosa che ti dico so che tu sei candidato e come ti ho detto evidentemente in tempi passati... ti auguro la fortuna che meriti perch la fortuna aiuta gli audaci e comunque audace sei, no?

Ringraziamenti
L'autore vorrebbe ringraziare:

Claudia Carli, Carmelo Noto, Alberto Castoldi e tutti gli amici del circolo del Partito Democratico di Cuneo, perch nei momenti topici della campagna elettorale hanno resistito alla tentazione di cacciarmi per evitare qualche domanda spinosa

Federico Borgna, Gigi Garelli e Beppe Lauria, perch con pazienza hanno ragionato con me su temi complessi, anche quando io per primo faticavo a porre le domande

Erica Giordano e Alessandro Zorgniotti, per avermi guidato nel mondo dei media cuneesi

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Bibliograa
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Indice analitico
Abitanti, residenti nel comune di Cuneo, 31 Autorit e media, 20 Cariche istituzionali, gradimento degli elettori, 44 Costituente dei Beni Comuni, coalizione, 35 Cuneo libera e forte, coalizione, 33 Cuneo per Cuneo, coalizione, 36 Demisticazione del leader, 23 Et media, dei governi europei, 27 Internet, centralit nella comunicazione elettorale, 50 Internet, diusione sul territorio italiano e piemontese, 50 Interpretativo, paradigma delle scienze sociali, 29 Matrice dei media, 16 Matrice dei media 2.0, 55 McLuhan, 10 Media elettronici, eetti, 18 Media, rapporto reciproco fra, 14 Medium, Il medium il messaggio, 10 Meyrowitz, 17 Network, organizzazione sociale a., 51 Personalizzazione, del ruolo politico locale, 58 Politico non politico, 48 Referendum abrogativi del 1991 e del 1993, 42 Riforma maggioritaria locale, 42 Sindaco decisore, 43 Sistema dei media, 16 Tecniche di ricerca adottate, 29 Televisione, centralit nella comunicazione elettorale, 49 Villaggio globale, 13 Votanti alle primarie di Cuneo, 38 Web 2.0, 49

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