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3.4.3 ANALISI DEI DATI DELLA RETE REGIONALE E.M.E.P.


La rete di monitoraggio E.M.E.P. (Enviromental Monitoring European Program) stata attivata nel 1986 dalla Regione del Veneto, aderendo alla richiesta del Parlamento Italiano di partecipazione al programma di monitoraggio sulla qualit dell'aria e sugli inquinanti soggetti a trasporto transfrontaliero (Legge 27 Aprile 1982 n. 289) (SZPYRKOWICZ et al. 2001). La rete dotata di una stazione detta di 'zero' (Monte Cherz) con caratteristiche di ubicazione che garantiscono una purezza dell'aria tale da permettere il confronto della sua qualit con quella delle altre stazioni sia nazionali che europee e da otto stazioni di 'fondo' ubicate in aree lontane da probabili ricadute locali dovute ad aree industriali e/o urbane. Di queste otto, due si trovano in provincia di Treviso: precisamente una a Valdobbiadene (Monte Cesen) e una a Castelfranco V.to (vedi Figura 3.1). Dall'inizio dell'anno 2001 il DAP-ARPAV di Treviso gestisce le stazioni provinciali di rilevamento della qualit dell'aria che saranno, come gi detto, oggetto di riqualificazione (secondo un programma gi elaborato dall'Osservatorio Aria dell'ARPAV), con l'obiettivo di creare una rete che possa integrarsi con la rete europea di monitoraggio della qualit dell'aria (Progetto 'EUROAIRNET': vedi nel seguito). Da giugno 2001, i dati provenienti dalle centraline di monitoraggio sono disponibili giornalmente sul sito internet dell'ARPAV (www.arpa.veneto.it). Le stazioni sono dotate di: un sistema per la raccolta delle precipitazioni, costituito da un campionatore termostatato e da un pluviometro con coperchio automatico con chiusura ed apertura comandate da un sensore di bagnatura; un sistema per il campionamento delle polveri, costituito da una pompa con regolazione automatica di flusso e da un misuratore di volume di aria prelevata. I campioni di polvere per le analisi dei metalli pesanti sono raccolti in modo continuativo per due settimane. I singoli campioni di pioggia sono stati analizzati presso il laboratorio dell'Universit di Venezia mentre i filtri per la determinazione dei metalli pesanti sono stati analizzati presso il laboratorio ARPAV di Bassano del Grappa (VI). Per quanto riguarda l'acidit delle precipitazioni noto che questa dovuta principalmente alla presenza nella pioggia di una serie di inquinanti, tra i quali i pi abbondantemente presenti sono SOx, NOx e CO2. Quando il cielo sereno il meccanismo predominante per la trasformazione di SO2 ad H2SO2 consiste in una reazione in fase gassosa omogenea; il meccanismo di questa trasformazione si compone di numerose tappe sequenziali. Come accade nel caso di gas presenti in tracce nell'atmosfera, il processo iniziato dal radicale ossidrile. La molecola di SO3 prodotta reagisce poi rapidamente con una molecola di acqua formando acido solforico. In fase gassosa solo l' 1 - 2 % di SO2 si trasforma in SO3 e tale ossidazione si deve anche alla presenza in atmosfera di idrocarburi, ossidi di azoto e raggi ultravioletti (componenti principali dello 'smog fotochimico'). Tuttavia l'SO2 una gas molto solubile in acqua (Costante di Henry a 25 C = 1 mol l-1 atm-1); in queste condizioni, le reazioni di ossidazione sono notevolmente facilitate e si ha la formazione di H2SO4 . Per quanto riguarda gli NOx , la maggior parte del biossido di azoto (NO2), deriva dall'ossido di azoto (NO) prodotto in motori a combustione interna

Questa reazione accompagna tutti i processi che avvengono ad alte temperature in presenza di aria, in particolare tutte le combustioni, indipendentemente dal tipo di combustibile (motori a benzina ed a gasolio, centrali termiche, etc). La conversione di NO a NO2 abbastanza rapida ed avviene per mezzo di composti ossidanti quali O3, ROO', HOO'; l' NO2 in acqua genera, infine, l'acido nitrico. Infine l'emissione crescente di CO2 deriva da tutti i processi di combustione, compresa la respirazione degli organismi animali e vegetali. Scarsa invece l'immissione di sostanze a comportamento basico quali l'ammoniaca; le fonti di questo inquinamento sono parte di origine naturale (decomposizione di biomasse) e parte legate ad attivit antropiche (agricoltura, zootecnia, industria, etc...). L'immissione delle diverse sostanze acide e basiche avviene, in generale, in aree distinte per cui una parziale riduzione dell'acidit per neutralizzazione chimica con NH3 avviene solo a lunghe distanze. Nella Tabella 3.10 sono riportati i valori del pH minimo, massimo, il 25, 50 e 75 percentile, riscontrati nei campioni provenienti dalle due stazioni della rete E.M.E.P. situate in provincia di Treviso e raccolti nell'anno 2000. I campioni vengono classificati in base al pH nel seguente modo:

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pH < = 5.6 campioni acidi 5.6 < pH < = 6.5 campioni neutri pH > 6.5 campioni basici Tale classificazione legata al valore del pH di 5,6 corrispondente ad una pioggia incontaminata in equilibrio con CO2 atmosferico a 25C. Tabella 3.10 STATISTICA DEI VALORI DI ACIDIT DELLE PRECIPITAZIONI DELLA RETE E.M.E.P.
Monte Cesen Castelfranco V.to pH minimo 4,9 4,8 pH massimo 7,6 7,5 25 percentile 6,3 6,2 50 percentile 6,5 6,5 75 percentile 7,1 6,8

[Fonte:ARPAV-DAP TV, anno 2000]

Poich i dati rilevati risultano limitati si pu notare come gi il valore del 25 percentile dei dati a disposizione rientri nella neutralit. La Figura 3.2 seguente mostra, per le due stazioni della rete E.M.E.P., l'andamento del 25 percentile del pH delle piogge raccolte tra il 1989 e il 2000. Figura 3.2 ANDAMENTO DEL 25 PERCENTILE DEL PH DELLE PIOGGE RACCOLTE PRESSO LE STAZIONI E.M.E.P. DI MONTE CESEN E CASTELFRANCO V.TO - ANNI 1989/2000

[Fonte:ARPAV-DAP TV]

Dall'osservazione dei dati si rileva un netto aumento, nel corso degli anni, del valore del pH in entrambe le stazioni considerate e ci pu essere dovuto all'elevato 'effetto tampone' della polvere locale derivante dalla matrice calcarea del suolo: in entrambe le stazioni si riscontra infatti un'elevata presenza di ioni Ca2+ e HCO3-. Per quanto osservato si pu affermare che il fenomeno 'piogge acide' non riveste negli ultimi anni un carattere particolarmente significativo ed, in particolare, nei siti di campionamento il rischio del fenomeno 'piogge acide' ( pH < 5.6 ) risulta attualmente basso. Nella Figura 3.3 sono invece rappresentate le concentrazioni medie dell'anno 2000 dei metalli pesanti determinati sulle polveri delle stazioni del Monte Cesen e di Castelfranco V.to. Figura 3.3 CONCENTRAZIONI MEDIE DI METALLI PESANTI NELLE POLVERI PRELEVATE PRESSO LE STAZIONI E.M.E.P. DI MONTE CESEN E DI CASTELFRANCO V.TO - ANNO 2000.

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[Fonte:ARPAV-DAP TV]

Per facilitare la comprensione del grafico esposto si ricorda che le rocce costituenti la crosta terrestre contengono notevoli percentuali di metalli quali l'Alluminio, il Ferro, il Calcio, il Sodio, il Potassio ed il Magnesio. La contaminazione da Piombo, Zinco e Rame ha invece un'origine prettamente antropica, legata alla produzione di energia, al traffico veicolare, allo smaltimento di rifiuti, ad attivit artigianali ed industriali, ecc... Progetto : 'EUROAIRNET' Al momento attuale le stazioni della rete E.M.E.P. non sono pi operative in quanto non sono pi in grado di fornire valide informazioni sull'inquinamento atmosferico. Di fatto, negli ultimi anni, nei siti monitorati si riscontrata una progressiva diminuzione delle piogge acide a seguito della diminuzione di SO2 . Per quanto riguarda il particolato totale sospeso (PTS), le stazioni E.M.E.P. non risultano esaustive ai fini della valutazione del rischio sanitario, per il quale si considerano significative le due frazioni PM10 e PM 2,5, che costituiscono rispettivamente la frazione inalabile e respirabile delle PTS. Inizialmente la rete E.M.E.P. del Veneto era costituita da un'unica stazione, definita 'stazione zero', posizionata in un luogo (Monte Cherz) la cui localizzazione poteva garantire una purezza dell'aria tale da permettere un confronto di qualit con quelle delle altre stazioni sia nazionali che europee. In seguito vennero aggiunte alla stazione 'zero' altre otto stazioni, definite di 'fondo', localizzate in aree remote, lontane: da autostrade; almeno 20 km da sorgenti industriali di inquinamento atmosferico; almeno 20 km da aree intensamente abitate (popolazione maggiore di 50.000 abitanti); almeno 5 km da centri con pi di 5.000 abitanti; almeno 100 - 200 m da singole abitazioni; almeno 4 - 5 volte l'altezza di qualsiasi ostacolo (edificio, piante, elettrodotto, ecc) vicino. Lo sviluppo della rete di monitoraggio della qualit dell'aria che copre l'intero territorio europeo e, la conseguente verifica della qualit dell'aria in Europa, fa parte di un progetto di collaborazione tra l'ETC-AQ (European Topic Centre on Air Quality) e l'EEA (European Environmental Agency). Nell'ambito del 'progetto' stato richiesto a ciascuno Stato di selezionare e proporre, per l'inclusione in EUROAIRNET, alcune stazioni di monitoraggio del proprio territorio nazionale, sulla base di alcuni criteri, considerati come 'linee guida', in quanto spetta ad ogni Stato e ad ogni regione, la localizzazione delle posizioni pi significative, sulla base della situazione effettivamente riscontrata dal punto di vista dell'inquinamento atmosferico. Poich attualmente, nel territorio europeo, vi un numero di stazioni di monitoraggio superiore a quello richiesto per EUROAIRNET, sar necessario procedere ad una scelta delle reti, e quindi delle stazioni, da includere. A tal scopo, per la provincia di Treviso, gi stato presentato dall'ARPAV il progetto per una nuova rete, come riportato in Tabella 3.11, mentre nelle Figure 3.4 e 3.5 seguenti si riporta il confronto tra la dislocazione delle stazioni attuali e quella di progetto. Per la scelta della localizzazione delle stazioni della rete di progetto sotto esposta si sono seguite le recenti indicazioni

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presenti nel Documento Tecnico n. 12 del febbraio '99 dell'Agenzia Europea dell'Ambiente: 'Criteri per EUROAIRNET' Tabella 3.11 - STAZIONI DELLA RETE DI MONITORAGGIO PROVINCIALE DELL'ARIA NELLA PROPOSTA DELL'ARPAV

Stazione Treviso (via Sauro) Vittorio Veneto Castelfranco Oderzo - Mansu Valdobbiadene - Cesen
[Fonte: DAP-ARPAV TV]

Tipologia background traffico background background background

Zona urbana urbana rurale suburbana rurale

Situazione da riposizionare (indicazioni Dir. 99/30/CE) ok ex EMEP da adeguare stazione nuova ex EMEP da adeguare

Con riferimento alla rete precedente, il progetto di riqualificazione prevede la dismissione delle stazioni di Montebelluna, Conegliano, di una di Castelfranco e di due del centro storico di Treviso e, l'aggiunta di una stazione di monitoraggio nella zona Oderzo - Mansu. Dall'analisi condotta sulla situazione delle diverse stazioni, emersa la necessit di intervenire sulle stazioni esistenti con i seguenti provvedimenti: -incremento degli analizzatori di ozono (zona Cesen, zona Castelfranco); -adeguamento della strumentazione di misura di tutti gli altri parametri previsti: CO, NO, NO2, PM10, benzene.

Figure 3.4 e 3.5 - CONFRONTO TRA LA RETE DI MONITORAGGIO DELL'ARIA ATTUALE E QUELLA DI PROGETTO PER LA PROVINCIA DI TREVISO

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