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DOCUMENTAZIONE SOCIETARIA SPECIFICHE TECNICHE  

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FOGLIO 1 DI 77

CAPITOLATO COSTRUZIONI OPERE CIVILI

XXXX

SEZIONE XI

GALLERIE

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REV. FOGLIO 2 DI 77

CAPITOLATO COSTRUZIONI OPERE CIVILI

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INDICE GENERALE

DESCRIZIONE DEI LAVORI, SPECIFICHE TECNICHE E PRESCRIZIONI

Sezione

I

BONIFICA DA ORDIGNI BELLICI

Sezione

II

RILIEVI E TRACCIAMENTI

Sezione III

SONDAGGI E PROSPEZIONI

Sezione IV

DEMOLIZIONI

Sezione

V

MOVIMENTI DI TERRA

Sezione VI

OPERE DI CONGLOMERATO CEMENTIZIO

Sezione VII

PALI

Sezione VIII

DIAFRAMMI E PALANCOLATE

Sezione

IX

OPERE DI DIFESA

Sezione X

OPERE DI MIGLIORAMENTO, RINFORZO E STABILIZZAZIONE

Sezione XI

GALLERIE

Sezione XII

PONTI, VIADOTTI, SOTTOVIA

Sezione XIII

OPERE PARTICOLARI PER PONTI, VIADOTTI E SOTTOVIA

Sezione XIV

FABBRICATI

Sezione XV

RIVESTIMENTI PROTETTIVI

Sezione XVI

PAVIMENTAZIONI STRADALI

Sezione XVII

OPERE VARIE

Sezione XVIII

SISTEMAZIONI A VERDE PER LE MITIGAZIONI E COMPENSAZIONI AMBIENTALI

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INDICE

PARTE I - GALLERIE NATURALI

1 CAMPO DI APPLICAZIONE, ONERI E PRESCRIZIONI GENERALI

8

1.1 Campo di applicazione

8

1.2 Oneri generali

8

1.3 Oneri per la sicurezza

10

2 NORMATIVE DI RIFERIMENTO

11

3 DEFINIZIONI

11

4 SCAVO

12

4.1 Scavo con esplosivo

4.2 Determinazione delle “caratteristiche di abbattibilità” dell'ammasso roccioso

13

14

4.3 Scavo in presenza d’acqua

15

4.4 Scavo in presenza di gas

16

4.4.1 Scavo in probabile presenza di gas

16

4.4.2 Scavo in presenza di gas accertata

17

5 MONITORAGGIO

19

5.1 Oneri dell’Appaltatore

19

5.2 Attività minime di monitoraggio

20

5.2.1 Stazioni per il monitoraggio durante lo scavo

22

5.2.2 Stazioni per il monitoraggio dopo il getto del rivestimento di prima fase

24

5.2.3 Rilievo del fronte

25

5.2.4 Misure di convergenza (stazioni secondarie)

26

5.3

Specifiche relative agli strumenti di misura

27

5.3.1 Prescrizioni generali

27

5.3.2 Prescrizioni particolari

27

 

5.3.2.1 Misure all’interno del cavo

27

5.3.2.2 Misure dall'esterno del cavo

28

6 APLICAZIONE DEI SOSTEGNI DI I FASE

28

6.1 Generalità e oneri

28

6.2 Opere di miglioramento, rinforzo e stabilizzazione dei terreni

29

6.3 Conglomerato cementizio proiettato

29

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6.4

Centine e blindatura in acciaio

29

6.4.1 Materiali

30

6.4.2 Documentazione e controlli

30

7 RIEMPIMENTO DI VUOTI O CAVITA’

31

8 IMPERMEABILIZZAZIONE

33

8.1 Generalità e oneri

33

8.2 Caratteristiche dei componenti dell’impermeabilizzazione

35

8.2.1

Strato di protezione

35

8.2.1.1 Geotessile non tessuto

35

8.2.1.2 Geocomposito ad alto potere filtrante

36

8.2.1.3 Lastre semirigide ad alta capacità drenante

37

8.2.2 Membrana impermeabile

38

8.2.3 Tubo di drenaggio longitudinale a tergo dell’impermeabilizzazione

39

8.2.4 Waterstop idroespansivo

39

8.2.5 Giunto iniettato a tenuta idraulica per riprese di getto

40

8.3

Confezionamento, Trasporto e Stoccaggio dei materiali

41

8.3.1 Confezionamento e Trasporto

41

8.3.2 Stoccaggio

42

8.4 Documentazione e controlli di conformità

42

8.5 Modalità esecutive

43

8.5.1 Preparazione della superficie di posa

44

8.5.2 Sistema drenante al piede dei piedritti

45

8.5.3 Applicazione del geotessile

46

8.5.4 Applicazione della membrana impermeabile in PVC

46

8.5.5 Protezioni particolari del rivestimento impermeabile

48

8.6

Impermeabilizzazione dell’arco rovescio

49

9 RIVESTIMENTO DEFINITIVO

50

9.1 Casseforme

50

9.2 Armatura

50

9.3 Getto del rivestimento definitivo

51

9.3.1 Verifiche e operazioni preliminari

51

9.3.2 Getto

51

9.3.3 Getto dell’arco rovescio

53

9.4

Rivestimento definitivo in spritz beton

54

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9.5

Particolari costruttivi

54

9.5.1 Serraglie

54

9.5.2 Impermeabilizzazione dei giunti

55

9.5.3 Intasamento in chiave di calotta

55

9.6

Maturazione

56

10 RIVESTIMENTO CON MANUFATTI PREFABBRICATI

56

11 NICCHIE E NICCHIONI

56

12 OPERE DI FINITURA

56

12.1 Canalette portacavi

56

12.2 Coperture cunicoli e canalette di drenaggio

57

12.3 Segnaletica

57

12.4 Alloggiamenti per contrappesi

58

12.5 Mancorrenti

58

13 SPECIFICA DI CONTROLLO QUALITA’

59

59

13.1 Documentazione preliminare

13.2 Controllo del comportamento allo scavo e delle caratteristiche del terreno.59

13.2.1 Rilievo del fronte

59

13.2.2 Rilievo delle convergenze

60

13.2.3 Monitoraggio deformazioni dei terreno

60

13.2.4 Scavi con esplosivi

61

13.2.5 Scavo in presenza d'acqua

61

13.2.6 Scavo in presenza di gas

61

13.3

Riempimenti ed iniezioni di intasamento

61

13.3.1 Controlli sui materiali

61

13.3.2 Controlli in corso d'opera

62

 

13.3.2.1

Iniezioni di intasamento

62

13.4 Riempimenti parziali con conglomerato cementizio:

62

13.5 Impermeabilizzazioni

62

13.5.1 Controlli sui materiali

62

13.5.2 Controlli in corso d'opera

63

13.5.3 Prove per la verifica delle caratteristiche dei materiali

63

13.5.4 Prova di verifica delle termosaldature per pressione

63

13.5.5 Prova per depressione mediante campana Vacuum

63

13.5.6 Prova delle saldature manuali con sondino ricurvo

64

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13.6

Rivestimenti

64

13.6.1

Centinatura e blindatura in acciaio

64

13.6.1.1 Controlli sui materiali

64

13.6.1.2 Controlli in corso d'opera

64

13.6.2 Prerivestimenti

65

13.6.3 Rivestimento definitivo

65

13.7

Lavori di finitura

66

PARTE II - GALLERIE ARTIFICIALI

68

14 CAMPO DI APPLICAZIONE, ONERI E PRESCRIZIONI GENERALI

69

14.1 Campo di applicazione

69

14.2 Oneri e prescrizioni generali

69

15 CONGLOMERATO CEMENTIZIO

69

16 IMPERMEABILIZZAZIONE

70

16.1.1.1 Generalità ed oneri

70

16.1.1.2 Caratteristiche dei componenti dell’impermeabilizzazione

71

16.1.1.3 Confezionamento, trasporto e immagazzinamento dei materiali

72

16.1.1.4 Documentazione e controlli di conformità

72

16.1.1.5 Modalità esecutive

72

16.1.1.6 Prove e controlli

76

17 GALLERIE ARTIFICIALI REALIZZATE TRA PARATIE

76

18 RINTERRI

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1

CAMPO DI APPLICAZIONE, ONERI E PRESCRIZIONI GENERALI

1.1

Campo di applicazione

La presente sezione di Capitolato è relativa alle gallerie naturali di nuova costruzione realizzate con metodi tradizionali e a tutte le opere ad esse connesse (nicchie, nicchioni, cameroni, cunicoli, etc).

Le

gallerie naturali sono quelle realizzate a “foro cieco” in sotterraneo.

In

relazione alla costante interazione terreno – struttura, le modalità esecutive vengono

definite nel progetto e sono parte integrante di esso.

E’ una attività tipicamente progettuale la definizione delle sezioni di scavo, delle

caratteristiche del prerivestimento e dei sostegni del cavo nonché delle fasi e dei tempi

di realizzazione dei vari componenti del rivestimento (calotta, piedritti, murette, arco

rovescio).

Nel seguito saranno pertanto riportate solo le prescrizioni relative ai materiali, alle caratteristiche delle opere, nonché alle modalità esecutive che, indipendentemente dal metodo di scavo e di rivestimento adottato, servono a garantire la qualità nel tempo dell’opera finita.

Per tutto ciò che non è indicato nel presente Capitolato occorre fare riferimento al progetto e, se allegato al contratto, al Capitolato Speciale.

Nel corso della realizzazione dell’opera, si dovrà, inoltre, tenere conto che l’adeguamento del progetto alle reali condizioni del terreno riscontrate durante lo scavo (quando necessario) è di competenza del progettista.

1.2 Oneri generali

a) Prima di cominciare gli scavi in sotterraneo l’APPALTATORE dovrà inviare alla DIREZIONE LAVORI gli elaborati di dettaglio del progetto che dovranno includere anche:

la dettagliata descrizione dei metodi, delle fasi e delle sequenze di scavo che verranno adottate per ciascuna sezione tipo prevista nel progetto in accordo con le prescrizioni del progetto stesso;

l'organizzazione dei cantieri di lavoro, le misure di sicurezza;

b) la pianificazione delle prove da effettuare in corso d'opera in accordo alle eventuali prescrizioni di progetto. L’APPALTATORE dovrà provvedere, con il procedere dei lavori, alla redazione del progetto “as built” che dovrà riportare tutti i dettagli relativi agli interventi effettivamente posti in opera e tutte le caratteristiche della galleria nella sua configurazione finale.

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c) La realizzazione delle opere (scavi, consolidamenti, opere di sostegno, rivestimenti, ecc.) dovrà avvenire in conformità al progetto. Ove la natura dei terreni in sito risultasse difforme da quella ipotizzata in sede di progetto, l'APPALTATORE dovrà fornire al progettista, tramite la DIREZIONE LAVORI, tutti i dati necessari affinché il progetto possa essere verificato ed eventualmente modificato a cura del progettista stesso.

d) L'APPALTATORE dovrà provvedere all’esecuzione di tutte le prove ed i rilievi previsti dal progetto o dalle presenti prescrizioni ed eventualmente richiesta dalla DIREZIONE LAVORI. Avrà inoltre l'onere di provvedere alla registrazione e archiviazione di tutti i dati e alla segnalazione tempestiva, alla DIREZIONE LAVORI, di tutte le anomalie riscontrate.

e) Per gli interventi di miglioramento, rinforzo e stabilizzazione la DIREZIONE LAVORI potrà richiedere la realizzazione di adeguati campi prova per valutare la fattibilità e l'efficacia degli interventi stessi e per consentire il loro corretto dimensionamento. Le prove preliminari, ove previste, non costituiscono certificazione di qualità dei lavori, ma hanno soltanto lo scopo di provare la fattibilità e l'efficacia degli interventi previsti nel progetto. Gli oneri diretti e indiretti, connessi con la realizzazione dei campi prova sono compresi e compensati nei prezzi delle opere; solo nel caso in cui a seguito delle risultanze delle prove eseguite si ritenesse di non adottare gli interventi provati, all'APPALTATORE saranno compensati, a misura, i soli interventi eseguiti e sottoposti a prove di verifica.

f) Rientrano tra gli oneri dell’APPALTATORE i ritardi e, in generale, i condizionamenti di qualunque natura sui cicli di lavoro e sulla produzione legati alla posa in opera dell’impermeabilizzazione sull’arco rovescio sia questa prevista dal progetto o richiesta dalla DL sulla base di quanto riportato nel paragrafo 8.1.

g) L'APPALTATORE dovrà provvedere alla realizzazione e manutenzione di strade di accesso alle opere in costruzione adeguate al transito dei mezzi di lavoro e dei mezzi di locomozione per il personale operativo e direttivo.

h) L'APPALTATORE dovrà adottare tutti gli accorgimenti necessari, sia definitivi che provvisionali, atti ed evitare il prosciugamento di pozzi e sorgenti, nonché danni ai fabbricati, alle sedi stradali e alle opere interferenti con i lavori.

a) L'APPALTATORE, con almeno trenta giorni di anticipo rispetto all'utilizzo di ogni discarica, dovrà comunicare formalmente al Direttore dei Lavori l'ubicazione della stessa. Tale comunicazione dovrà essere corredata da una planimetria dell'area interessata nonché da sezioni trasversali rilevate sul terreno almeno ogni 10 m al fine di consentire la valutazione dei volumi depositabili. Il Direttore dei Lavori comunicherà l'accettazione o meno di tali discariche senza che per l'eventuale diniego l’APPALTATORE possa sollevare eccezione o riserve. Di norma non sarà ammesso che siano attive più di due discariche contemporaneamente per ciascun fronte di avanzamento.

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b) L'APPALTATORE dovrà garantire la presenza continua del personale necessario alla conduzione, manutenzione e guardiana degli impianti di servizio necessari per la sicurezza e operabilità dei cantieri in sotterraneo.

c) edc Gli oneri relativi alla realizzazione di discenderie, finestre o pozzi per eventuali attacchi intermedi non previsti dal progetto che si rendessero necessari per il rispetto dei tempi di costruzione, sono a carico dell’appaltatore.

d) E’ a carico dell’APPALTATORE l’installazione e la gestione dei Cantieri necessari

a realizzare l’opera per la parte di sua competenza. L’APPALTATORE è, inoltre,

tenuto al controllo delle aree di cantiere ed alla regolamentazione degli accessi.

e) E’ a carico dell’APPALTATORE, quando necessario, il trattamento delle acque provenienti dalla galleria prima del loro scarico all’esterno.

f) E’ onere dell’APPALTATORE il mettere a disposizione della DL tutte le attrezzature ed il personale da questa richiesti per l’esecuzione di prove o controlli in opera inclusa l’adeguata illuminazione e ventilazione dei luoghi.

1.3 Oneri per la sicurezza

a) Per la effettuazione dei lavori in sotterraneo l'APPALTATORE dovrà adottare tutti gli accorgimenti e le cautele atte a garantire la sicurezza con particolare riferimento all'incolumità del personale addetto ai lavori. A tal fine dovrà osservare e far osservare scrupolosamente le prescrizioni delle leggi vigenti e, in particolare, le prescrizioni del piano di sicurezza. A titolo esemplificativo e non esaustivo, si sintetizzano i seguenti aspetti:

- I cantieri in sotterraneo dovranno essere adeguatamente illuminati al fine di consentire la sicurezza e il regolare svolgimento dei lavori. L'impianto di illuminazione dovrà essere conforme alla normativa vigente; dovranno comunque essere previsti adeguati sistemi d'emergenza (apparecchiature fisse e portatili, gruppi elettrogeni ausiliari, etc.).

- L'APPALTATORE dovrà provvedere alla installazione e all’esercizio di idonei

sistemi atti a garantire la ventilazione e il ricambio d'aria all’interno delle aree di lavoro in sotterraneo. Tali sistemi dovranno essere opportunamente dimensionati

e dotati di adeguati automatismi che consentano l'entrata in servizio delle riserve in caso di avaria o di inefficienza del sistema.

- Il piano di transito dei mezzi dovrà essere mantenuto regolare provvedendo alle necessarie ricariche e sistemazioni con materiale arido, in modo da rendere sicura la circolazione.

- Le squadre di personale operanti in sotterraneo dovranno essere dotate di idonei sistemi di comunicazione coordinati da una postazione fissa all'esterno della galleria.

- Dovrà essere predisposto un servizio di salvataggio e pronto soccorso provvisto dei necessari mezzi di emergenza e formato da personale adeguatamente addestrato.

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b)

L’APPALTATORE, prima dell’inizio dei lavori, dovrà dare evidenza di aver ottemperato a quanto prescritto dalle leggi vigenti. La constatazione di quanto attuato e l’autorizzazione all’inizio lavori non esonera l’Appaltatore dalla propria responsabilità sull’andamento dei lavori.

c)

All'APPALTATORE faranno carico i maggiori costi eventualmente derivanti dal fermo dei mezzi e del personale conseguenti a motivi di sicurezza o derivanti dalla necessità di modificare le metodologie di lavoro.

d)

L’APPALTATORE, nell’eseguire i lavori conformemente al progetto, è tenuto ad utilizzare le sue capacità e la sua esperienza al fine di individuare in tempo utile situazioni potenzialmente pericolose.

e)

Si precisa a tal proposito che, quando al fine di garantire il sostegno degli scavi, il regolare svolgimento dei lavori e l'incolumità del personale, siano necessarie opere provvisionali aggiuntive non previste esplicitamente nel progetto, queste dovranno essere tempestivamente definite e realizzate sotto la diretta responsabilità dell'APPALTATORE il quale informerà la DIREZIONE LAVORI prima di proseguire nello scavo

f)

Ogni qualvolta l'avanzamento al fronte venga sospeso, anche per un giorno, l’APPALTATORE dovrà assicurarsi che, secondo quanto previsto nel progetto, il cantiere sia stato posto in sicurezza, che la posa di tutti i sostegni di 1a fase sia stata completata fino al fronte e che quest'ultimo sia stato protetto.

2

NORMATIVE DI RIFERIMENTO

Oltre alle normative riportate nelle sezioni di capitolato alle quali nel seguito si rimanda per particolari aspetti, si deve tenere conto delle seguenti norme:

Decreto Min. LL.PP. 11/3/88 - “Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione”.

Circolare 24/6/93 n° 37406/STC – parte E “Istruzio ni complementari per elementi strutturali in conglomerato cementizio non armato”

Circolare Min. LL.PP. n° 11951 del 14/2/1974 – “No rme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso. Istruzioni per l’applicazione.”

3 DEFINIZIONI

Con il termine "scavi" si intendono, relativamente alle gallerie naturali, tutte le tecnologie esecutive finalizzate alla effettuazione di scavi a foro cieco in terreni, rocce o materiali di qualunque natura.

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Indipendentemente dalle modalità di avanzamento dello scavo, che saranno conformi a quelle indicate nel progetto, si distinguono le seguenti tipologie principali di lavoro:

scavo a foro cieco di qualunque tipo, con perforazione sia a mano che meccanica che con esplosivi, con o senza formazione di prerivestimento, anche per sezioni parzializzate;

scavo a pozzo o a campione da eseguirsi eventualmente per la costruzione di piedritti in sottomurazione delle calotte;

scavo a foro cieco di cunicoli e successivo allargo;

scavo a foro cieco con attrezzatura completamente meccanizzata a piena sezione con o senza sostegno delle pareti mediante scudo metallico e sostegno del fronte (non trattato nel presente capitolato);

scavo a foro cieco con frese ad attacco puntuale con o senza scudo meccanico.

4

SCAVO

Gli scavi potranno essere effettuati in terreni di qualsiasi natura, durezza e consistenza

costituiti anche da materiali eterogenei e comunque sciolti. Sarà in ogni caso cura dell'APPALTATORE provvedere, in accordo al progetto, ai lavori di consolidamento e sostegno delle pareti dello scavo, allo smaltimento delle acque (qualunque ne sia l'importanza, la portata e la pressione), all'adozione di tutte le cautele necessarie ad evitare danni di qualsiasi natura.

Prima di dare inizio agli scavi in sotterraneo, deve essere assicurata l’intestatura dell’imbocco della galleria.

Quando gli scavi procedono per sezioni parzializzate, salvo diverse prescrizioni

progettuali che devono comunque sempre essere seguite, l’esecuzione dello strozzo,

dei piedritti, dell’arco rovescio e del rivestimento dovrà sempre procedere di pari passo

con gli scavi di avanzamento in calotta per evitare fenomeni di instabilità o inammissibili deformazioni del cavo.

Di norma, nei terreni spingenti a comportamento plastico o nei terreni sciolti, il

rivestimento definitivo completo di arco rovescio dovrà essere realizzato ad una distanza dal fronte non superiore ai 6 diametri. Inoltre, i piedritti, quando eseguiti per sottomurazione del rivestimento della calotta, devono essere costruiti per campioni di lunghezza non superiore a 6 metri alternativamente su ciascun paramento ed alternativamente sfalsati.

Immediatamente dopo al messa in sicurezza del cavo, L’APPALTATORE è tenuto a verificare che il profilo di intradosso coincida con il profilo che il progetto ha previsto per questa fase di lavoro procedendo, in caso contrario, alle eventuali ribattiture o al riempimento dei vuoti o delle cavità come indicato nei paragrafi seguenti.

Si precisa a tal proposito che non è ammessa alcuna tolleranza in meno sullo spessore

del rivestimento definitivo.

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4.1 Scavo con esplosivo

E’ onere e responsabilità dell’Appaltatore la richiesta di tutte le autorizzazioni di legge

per l’acquisto, trasporto, custodia e l’impiego dell’esplosivo.

Negli scavi eseguiti con impiego di esplosivo dovrà essere adottato il sistema di sparo a profilatura controllata, con adeguata perforazione sul profilo ed uso di microritardi, così da ottenere sezioni di scavo regolari e ridurre al tempo stesso il disturbo ai materiali circostanti.

A questo scopo, negli elaborati di dettaglio, dovranno essere definiti, in linea con le

prescrizioni del progetto, la distribuzione e la profondità dei fori da mina, l'entità delle

cariche di esplosivo ed il frazionamento dei tempi.

L'APPALTATORE dovrà, quindi, predisporre un elaborato con gli schemi di volata previsti per ciascuna sezione tipo e per ciascuna fase di abbattimento nel quale vengano descritti:

metodo di perforazione, diametro dei fori, lunghezza e inclinazione di ciascun foro;

tipo, energia, quantità in termini di massa e numero di cartucce dell'esplosivo inserito in ciascun foro, complessivo per ciascun tempo di ritardo e complessivo nella volata;

distribuzione della carica nel foro e sequenza di caricamento tipo, sequenza e numero dei ritardi, schema dei collegamenti elettrici per gli inneschi con le caratteristiche delle linee elettriche, tipo dell'apparecchiatura di innesco;

intasamento dei fori e protezione della zona di sparo;

la qualificazione, adeguatamente dimostrata e certificata, di tutti gli addetti alle operazioni di caricamento, collegamento, innesco e sparo della volata.

Tutte le operazioni di caricamento e sparo devono essere condotte da personale in possesso delle abilitazioni prescritte dalla legge.

L’Appaltatore è responsabile di qualunque danno, a cose e persone ed all’ambiente circostante, causato direttamente e indirettamente dall’impiego dell’esplosivo.

L’accettazione degli schemi di volata e degli eventuali provvedimenti di sicurezza, non comporta una condivisione di responsabilità da parte della Direzione Lavori.

Tra gli oneri dell’appaltatore ricade anche il monitoraggio dei livelli di rumore e

vibrazione prodotti dallo sparo. Le attrezzature per il monitoraggio devono essere poste

in opera in accordo al progetto e comunque, anche se non previste, in tutti i casi in cui

nei pressi della galleria vi siano strutture esistenti.

Il responsabile delle operazioni di “sparo”, a termine di ogni volata, deve compilare una scheda di registrazione dei materiali impiegati, delle variazioni apportate allo schema di volata presentato e degli eventuali effetti anomali sullo scavo, come cavità, rilasci e fuori sagoma.

La scheda sarà registrata e conservata a cura dell’Appaltatore e ne sarà trasmessa una copia alla Direzione Lavori.

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Contemporaneamente alla rimozione del marino al fronte l’APPALTATORE dovrà procedere all'accurato disgaggio dei blocchi instabili, sia in prossimità del fronte di scavo che a distanza da esso, e alla posa dei sostegni di 1 a fase previsti nel progetto.

Qualora la sezione di scavo risultasse inferiore a quella di progetto, l'APPALTATORE dovrà riprendere lo scavo a sua cura e spese con fori e cariche di esplosivo rapportate all'ottenimento della sezione di progetto, o con qualsiasi altro mezzo ritenuto idoneo e preliminarmente approvato dalla DL.

Eccezionalmente e previo accordo con la DIREZIONE LAVORI, solo in presenza di roccia consistente e non alterabile e quando è previsto un rivestimento di prima fase, potranno essere ammesse protuberanze puntuali all'interno della sezione di scavo. Queste non dovranno superare lo spessore del calcestruzzo spruzzato e non dovranno, di conseguenza, comportare alcuna riduzione dello spessore del rivestimento definitivo.

4.2 Determinazione delle “caratteristiche di abbattibilità” dell'ammasso roccioso

Per roccia da mina si intende una formazione lapidea appartenente alle classi I, II o III della tariffa GC non efficacemente abbattibile con i mezzi meccanici a percussione.

Convenzionalmente, per definire se una formazione appartenente alle classi I, II o III è costituita da roccia dura di mina si dovrà procedere con la seguente metodologia:

a) sul fronte di avanzamento dovranno essere eseguiti, a richiesta dell'APPALTATORE o della DIREZIONE LAVORI, due fori a carotaggio continuo, aventi diametro non inferiore a 80 mm e lunghezza di 10 metri, in direzione sub- orizzontale, paralleli fra loro e a un interasse di 5 metri.

L'interasse tra i due fori dovrà essere accuratamente accertato per tenere conto del possibile sghembo.

b) Tra i due fori dovranno essere rilevate delle serie di misure sismiche in foro

secondo la tecnica del “Cross-hole”. L'energizzazione dovrà avvenire all'interno

di uno dei due fori ogni 50 cm mentre nel foro adiacente verrà rilevato il

corrispondente tempo di arrivo dell'onda di compressione. Saranno disponibili,

pertanto, almeno 20 valori di velocità di propagazione delle onde dirette e da questi verrà ricavata la velocità media di propagazione, indicata con VP ed espressa in metri al secondo.

c) Sul materiale estratto dai due sondaggi a carotaggio continuo si dovrà rilevare l'indice RQD riferito all’intera lunghezza di ciascun sondaggio in conformità a quanto previsto nelle “Prescrizioni tecniche per l’esecuzione delle indagini geognostiche” delle Ferrovie.

La media dei due valori di RQD ricavati, espressa in decimali, verrà indicata con

RD.

Un ammasso roccioso lapideo verrà considerato “da mina” quando il valore dell'indice M = VPxRD sarà maggiore o uguale a 2000.

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Le prove dovranno essere eseguite in contraddittorio con la DIREZIONE LAVORI e i risultati dovranno essere verbalizzati. Sul verbale dovranno essere anche indicati i presunti tratti da scavare con caratteristiche analoghe.

Tutti gli oneri diretti e indiretti connessi con l'esecuzione di dette prove saranno a carico dell'APPALTATORE.

I terreni appartenenti alle classi IV e V non sono classificabili come roccia da mina.

4.3 Scavo in presenza d’acqua

Tutte le acque che si raccolgono negli scavi di galleria, anche se connesse con le lavorazioni di cantiere, dovranno essere convenientemente raccolte e completamente estratte, a cura e onere dell’APPALTATORE, al fine di mantenere le zone di Lavoro perfettamente libere dall'acqua in modo che non derivi alcun intralcio allo svolgimento dei lavori e nessun danno alle opere.

In particolare, dovrà essere evitata la formazione di ristagni d'acqua, di qualunque provenienza, al piede degli scavi ed in corrispondenza delle zone di appoggio del prerivestimento o di parte dei rivestimenti definitivo per evitare rammollimenti del terreno che possono innescare instabilità degli scavi o cedimenti delle strutture.

Per i tratti in discesa o quando sia necessario allontanare acqua proveniente da tratti in discesa, L'APPALTATORE dovrà installare tutti gli impianti elettrici e le postazioni fisse e mobili necessarie per la sua eduzione all’esterno prevedendo:

stazioni di pompaggio anche se da ubicare in appositi nicchioni;

gruppi elettrogeni di adeguata potenza e tali da garantire, nel caso di interruzioni di energia elettrica dovute a qualsiasi causa anche di forza maggiore, il funzionamento immediato e contemporaneo degli impianti di pompaggio;

un adeguato numero di pompe mobili del tipo sommerso al fronte di avanzamento;

tubazioni e impianti idraulici necessari per l'eduzione dell'acqua dall'interno della galleria e/o dagli eventuali attacchi intermedi in discenderia od a pozzo e per lo smaltimento all'esterno;

la continua vigilanza diurna e notturna delle pompe e degli impianti in genere e quanto altro occorra per garantire, in ogni momento, il regolare funzionamento degli impianti stessi.

La capacità totale delle pompe per ciascun attacco in discesa dovrà garantire lo smaltimento di una volta e mezzo la quantità di acqua di infiltrazione più quella utilizzata per il funzionamento delle attrezzature di perforazione al fronte.

L’APPALTATORE dovrà mettere in opera, o avere la disponibilità, all'inizio dei tratti da eseguire in discesa, all'inizio di ciascun tratto servito da attacco intermedio in discenderia o a pozzo, uno o più apparecchi se necessario, per misurare la quantità di acqua edotta e smaltita all'esterno.

Ogni giorno lavorativo l'APPALTATORE dovrà redigere un verbale di constatazione, in contraddittorio con la DIREZIONE LAVORI, nel quale riportare:

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la quantità di acqua edotta (l/sec);

la temperatura;

la progressiva di avanzamento del fronte;

estremi dell'eventuale prelievo per la determinazione delle caratteristiche chimico- fisiche dell'acqua;

In presenza di venute d'acqua, l'APPALTATORE è tenuto a eseguire prelievi sistematici al fronte di scavo per analizzare l'eventuale aggressività delle acque stesse comunicandone tempestivamente l'esito alla DIREZIONE LAVORI.

La valutazione dei provvedimenti da adottare dovrà tenere conto sia dell'esito delle suddette analisi sia della situazione idrogeologica della zona interessata dagli scavi con particolare riguardo alla permeabilità dei terreni e alle possibili modifiche dei flussi idrici sotterranei conseguenti alla costruzione della galleria.

L'APPALTATORE dovrà installare appositi impianti di depurazione delle acque provenienti dalla galleria prima dello scarico all'esterno.

Per venute d’acque cospicue, inoltre, la DL potrà richiedere all’APPALTATORE di prendere adeguati provvedimenti per irregimentare l’acqua e scaricarla all’esterno evitando che questa venga a contatto con il piano di lavoro caricandosi di impurità.

4.4 Scavo in presenza di gas

4.4.1 Scavo in probabile presenza di gas

Qualora, in base alle preventive indagini geologiche, alle caratteristiche genetiche stratigrafiche e tettoniche, alle esperienze maturate nel corso di precedenti scavi di gallerie prossime a quella da eseguire venga prevista la possibile presenza di gas, sia diffusa che concentrata, nell'ammasso interessato dagli scavi, l'APPALTATORE dovrà adottare durante lo scavo, oltre ai provvedimenti previsti dalla legge, anche le seguenti cautele:

a)

installazione dei ventilatori di riserva, con caratteristiche analoghe a quelli in esercizio, in grado di entrare in funzione in caso di necessità;

b)

installazione di un gruppo elettrogeno di potenza adeguata in grado di intervenire in caso di interruzione dell'energia elettrica di rete;

)

dotazione in cantiere di sistemi e apparecchi di illuminazione fissi e individuali di sicurezza nonché di apparecchiature e condutture elettriche del tipo antideflagrante, quando è probabile la presenza di gas esplodenti;

a)

installazione, all’interno della galleria, di apparecchiature fisse e mobili, di rilevazione di gas nocivi o esplodenti dotati di sistemi d’allarme che segnalino il superamento della soglia di pericolosità dei gas.

a)

dotazione in cantiere dei mezzi prescritti dalla normativa per tutelare la sicurezza del personale e per il pronto intervento: estintori, autoprotettori, respiratori,

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bombole di ossigeno di riserva, apparecchi atti ad accertare con sicurezza la percentuale di gas infiammabile o esplodente oppure tossico o altrimenti nocivo esistente in sotterraneo, collegamenti con l'esterno a mezzo di telefono - citofono;

b) disponibilità di una squadra di salvataggio e di pronto soccorso provvista dei mezzi di emergenza necessari, formata da personale addestrato all'intervento in caso di emissione di gas;

c) esecuzione sistematica di fori esplorativi nel fronte di avanzamento aventi lunghezza definita dal Progettista e comunque non inferiore a 30 m. Quando è probabile la presenza di gas esplosivi le perforazioni dovranno essere eseguite con attrezzature di tipo antideflagrante e metodologie adeguate;

d) esecuzione, in corrispondenza dei fori esplorativi all'inizio di ciascun turno di lavoro, della misura di gas nell'ambiente e registrazione dei controlli su apposito registro;

e) istruzione del personale sulla natura dei gas riscontrabili e sui relativi pericoli;

Sono a carico dell’APPALTATORE anche:

f)

derivante

il

maggior

consumo

di

energia

elettrica

e

di

aria

compressa,

dall'organizzazione delle attività descritte ai punti precedenti;

a) il maggior impiego di mano d'opera, i periodi di mancata produttività di quest'ultima per l'evacuazione della galleria in caso di presenza di gas pericolosi, il maggior costo della mano d'opera impiegata in galleria;

) ogni altro onere derivante:

) dalla predisposizione del macchinario e delle attrezzature necessarie ad operare in ambienti con presenza di gas;

a) dalle disposizioni impartite dagli uffici competenti in materia di prevenzione degli infortuni e di igiene del lavoro in sotterraneo;

) dall'osservanza delle norme vigenti e di ogni altra spesa diretta o indiretta connessa con la probabile presenza di gas infiammabili o esplodenti oppure tossici o altrimenti nocivi durante la costruzione delle gallerie.

4.4.2 Scavo in presenza di gas accertata

Qualora lo scavo avvenisse in presenza di gas accertata, l'APPALTATORE dovrà operare adottando i seguenti provvedimenti:

) installazione, esercizio, manutenzione e montaggio degli occorrenti maggior impianti di ventilazione (principali, di riserva, ausiliari), per l'immissione di aria pura e l'aspirazione dell'aria viziata, per la più elevata potenza richiesta dalla necessità di:

- ridurre rapidamente la percentuale di gas infiammabile od esplodente oppure tossico od altrimenti nocivo nell'atmosfera della galleria al di sotto dei limiti tollerabili ai sensi delle norme succitate;

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- espellere rapidamente, nel caso di gas infiammabili od esplodenti, i gas prodotti dallo impiego dei prescritti esplosivi antigrisoutosi·

)

dotazione in cantiere, nel caso di gas infiammabili od esplodenti, dei sistemi e mezzi di illuminazione fissi e individuali adatti ad ambienti grisoutosi nonché macchine operatrici, apparecchiature e condutture elettriche di tipo antideflagrante, secondo la normativa vigente, compresi gli impianti esterni necessari per l'impiego e la manutenzione di tali attrezzature e mezzi;

a)

esecuzione di fori esplorativi nel fronte di avanzamento la cui lunghezza, se non definita dal progetto, deve essere proposta dall’APPALTATORE alla DL.

b)

verifica continua, da parte di personale esperto, della concentrazione di gas di qualunque tipo estesa a tutto lo sviluppo della galleria e in particolare in corrispondenza dei fori esplorativi e registrazione dei controlli su apposito registro;

c)

dotazione in cantiere dei mezzi prescritti dalla normativa per tutelare la sicurezza del personale e per il pronto intervento quali: elmetti speciali, stivali di gomma, estintori nel caso di gas infiammabili od esplodenti.

Per le maestranze scorta di: respiratori e autoprotettori; apparecchi atti ad accertare la percentuale di gas di qualunque tipo esistente nei vari punti in sotterraneo; collegamenti telefonici con l'esterno.

)

La disponibilità di una squadra di salvataggio e pronto soccorso per ciascun turno di lavoro provvista dei mezzi di emergenza necessari;

)

installazione, nel caso di gas infiammabili od esplodenti, di una rete di distribuzione di acqua in pressione e predisposizione di idonea attrezzatura per l'efficiente funzionamento dei mezzi di estinzione incendi e per la protezione del personale a essi addetto;

a)

istruzione del personale sulla natura dei gas riscontrati e sui relativi pericoli.

Sono a carico dell’APPALTATORE anche:

a) il maggior consumo elettrico e di aria compressa derivante dall'organizzazione del lavoro descritta nei punti precedenti, la disponibilità di gruppi elettrogeni di idonea potenza per l'azionamento dei ventilatori in caso di mancanza di corrente elettrica di rete;

b) il maggior impiego di mano d'opera, i periodi di mancata produttività di quest'ultima per la prescritta uscita all'aperto nel caso in cui la concentrazione di gas sia superiore a quella tollerabile e l'attesa per l'accertamento che il gas non superi la percentuale tollerabile.

c) Il maggior costo della mano d'opera impiegata in galleria in dipendenza del pagamento dell'indennità di gas e di ogni altro onere connesso con il personale;

d) ogni altro onere derivante:

e) dalle disposizioni impartite dagli uffici competenti in materia di prevenzione degli infortuni e di igiene del lavoro in sotterraneo;

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f) dall'osservanza delle norme vigenti e di ogni altra spesa diretta o indiretta connessa con la presenza di gas durante la costruzione delle gallerie.

5

MONITORAGGIO

Durante lo scavo di una galleria deve essere sempre eseguito un monitoraggio con lo scopo di:

- verificare la validità delle previsioni progettuali attraverso un confronto sistematico, in corso d’opera, tra le stesse previsioni e le prestazioni/comportamento del terreno nell’intorno della galleria e delle strutture di rivestimento;

- assicurare che l’opera sia in grado di esplicare le sue funzioni nel tempo, risultando idonea all’esercizio, resistente e stabile senza riduzioni significative della sua integrità o necessità di interventi di manutenzione straordinari.

- Verificare che lo stato di sollecitazione del rivestimento rimanga entro i limiti fissati dal progetto anche nella fase di esercizio.

Queste verifiche vengono eseguite dalla DL insieme ai progettisti sulla base dei dati forniti dall’APPALTATORE. Quest’ultimo è comunque tenuto all’esame dei risultati sulla base della sua esperienza in modo da essere in grado di individuare per tempo eventuali situazioni potenzialmente pericolose e porvi rimedio come indicato nel paragrafo 1.3.

Il sistema di monitoraggio deve essere installato e gestito secondo le indicazioni dei progettisti e in accordo con le specifiche di seguito riportate, che devono intendersi integrative alle eventuali specifiche particolari riportate dal progetto.

Tuttavia, nei casi in cui si riscontrino situazioni più gravose rispetto a quelle previste, o condizioni geologiche particolari o suscettibili di evoluzioni che comportino rischi per la struttura, o zone alterate anche a seguito di movimenti o rilasci causati dallo scavo della galleria, o comunque in tutti i casi in cui lo ritenga necessario, la DL può richiedere che l’impresa integri il sistema con l’installazione di ulteriori sezioni strumentate e/o di strumentazione aggiuntiva. In questi casi la DL può anche chiedere che venga modificata la distribuzione o la composizione delle sezioni previste in progetto in modo da posizionarle nelle zone risultate di maggiore interesse senza aumentare il loro numero.

5.1 Oneri dell’Appaltatore

E’ onore dell’appaltatore, e si intende compresa nel prezzo dello scavo, l’esecuzione del monitoraggio della galleria con gli strumenti, le sezioni e le frequenze indicate nel paragrafo 5.2 e secondo le specifiche indicate nel seguito.

Questo monitoraggio deve essere considerato il “minimo” da eseguire indipendentemente dalla prescrizioni di progetto. Quando il progetto prevede l’installazione di un sistema di monitoraggio, il “sistema di monitoraggio minimo” di seguito descritto deve essere integrato in quello previsto dal progetto.

Rientrano, quindi, negli oneri dell’appaltatore:

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la predisposizione, nei tempi previsti dal contratto, degli elaborati di dettaglio del progetto di monitoraggio
la predisposizione, nei tempi previsti dal contratto, degli elaborati di dettaglio del
progetto di monitoraggio che devono riportare:
l’ubicazione delle sezioni strumentate secondo la distribuzione prevista dal
progetto e con le eventuali integrazioni necessarie a raggiungere la frequenza
prevista per il “monitoraggio minimo ” indicato al punto 5.2;
l’elenco completo e le caratteristiche di tutti gli strumenti e di tutta l’attrezzatura
prevista;
le schede tecniche relative a ciascuno strumento che attestino la conformità alle
specifiche di progetto;
i dettagli delle modalità di installazione e collegamento;
la frequenza delle letture;
la modalità di presentazione dei dati.
Questi elaborati devono essere approvati dalla direzione lavori insieme agli
strumenti ed alla attrezzatura prevista.
La fornitura della strumentazione, che deve essere preventivamente approvata dalla
DL, e la sua custodia in modo idoneo fino all’installazione;
l’installazione e il collaudo di ogni strumento e la verifica della sua funzionalità prima
e dopo l’installazione;
il mantenimento in efficienza del sistema e degli strumenti fino al collaudo o per la
durata indicata dal progetto;
la lettura e la presentazione dei dati secondo le specifiche riportate negli elaborati di
dettaglio;
l’esame tecnico dei risultati e la redazione di un nota di commento da consegnare,
assieme ai risultati, o entro breve termine dalla loro consegna, alla DL.

Prima dell’installazione degli strumenti, l’APPALTATORE deve predisporre una Istruzione Tecnica Operativa nella quale vengano descritte la modalità di installazione, lettura, gestione e manutenzione di ogni strumento. Tale Istruzione deve essere trasmessa, per conoscenza, alla DL.

Tutte le operazione devono essere eseguite da personale qualificato.

L’APPALTATORE prima dell’inizio delle attività comunicherà, alla DL, il nome del tecnico Responsabile delle attività di monitoraggio.

L’APPALTATORE deve inoltre disporre, all’interno o presso il cantiere di un laboratorio ufficiale o autorizzato presso il quale eseguire le prove geotecniche richieste dal progetto di monitoraggio.

5.2 Attività minime di monitoraggio

Il sistema di monitoraggio che si intende incluso nel prezzo dello scavo e che deve sempre essere eseguito a carico dell’appaltatore comprende l’installazione delle sezioni

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e l’esecuzione delle letture riportate nella tabella seguente. Le caratteristiche delle sezioni e degli strumenti sono riportate nel seguito.

MONITORAGGIO PER LO SCAVO E PER IL RIVESTIMENTO DI I FASE

Stazione

Sezion

Frequenza

Minima

Periodo di funzionamento minimo

e

minima

frequenza

delle

 

letture

Imbocchi

1

Per ogni

giornaliera

Tutta la durata del cantiere

imbocco

Tratti superficiali

1

250

m

giornaliera

Tutta la durata del cantiere

Fondamentali

2

1.000

m

giornaliera

Per tutta la durata del cantiere

Principali

3

500

m

giornaliera

Oltre il passaggio del fronte (5 diametri) o fino al getto del rivestimento definitivo

Secondarie

4

vedi specifiche nel paragrafo 5.2.4

fino al getto del riv. Definitivo

Rilievo del fronte di scavo

-----

vedi specifiche nel

-----

paragrafo5.2.3

MONITORAGGIO DOPO IL GETTO DEL RIVESTIMENTO DEFINITIVO

Stazione

Sezion

Frequenza

Minima

Periodo di funzionamento minimo

e

minima

frequenza

delle

 

letture

Imbocchi

1bis

Per ogni

mensile

fino all consegna dell’opera salvo diverse prescrizioni della DL

imbocco

Tratti superficiali

1bis

250

m

mensile

come sopra

Fondamentali

2bis

1.000

m

mensile

fino alla consegna dell’opera

Principali

3bis

500

m

mensile

fino alla consegna dell’opera

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Secondarie

4bis

250 m

mensile

fino alla consegna dell’opera

Tabella 5.1

5.2.1 Stazioni per il monitoraggio durante lo scavo

Le stazioni di monitoraggio sono composte dalla strumentazione di seguito indicata. Le specifiche indicate per una sezione si intendono valide per tutte quelle in cui sono applicabili e non vengono ripetute.

Stazioni per gli imbocchi e per i tratti superficiali (Sezione n. 1,)

n. 6 mire ottiche rimovibili, sul profilo della galleria;

n. 2 celle di carico idrauliche, installate al di sotto del piede delle centine. Installazione delle celle sarà preceduta dalla realizzazione di uno strato di magrone come piano di posa delle centine. La lettura di “zero” andrà effettuata quando la centina stessa sarà collegata con tutte le catene alla centina adiacente e subito dopo la posa dello spritz beton;

n. 5 celle di pressione radiali. La lettura di “zero” andrà effettuata non prima di 8 ore dalla posa in opera dello spritz beton; le successive letture andranno effettuate ad ogni sfondo completo.

n. 3 assestimetri multibase: La lettura di "zero" dovrà essere eseguita non prima di 10 giorni dalla cementazione dei tubi di misura; prima di ogni serie di misure ed al termine di esse dovrà essere effettuata una misura di calibrazione con l'apposito dispositivo di taratura;

n. 1 inclinometro: la quota assoluta della testa del tubo inclinometrico deve essere rilevata mediante livellazione di precisione con frequenza minima ad ogni sfondo e, una volta passato il fronte, che avrà raggiunto una distanza almeno pari a 5 volte il diametro della galleria, con frequenza maggiore, da definire in base al comportamento emerso;

n. 1 piezometro.

Stazioni fondamentali (Sezione n. 2)

n. 6 mire ottiche rimovibili;

n. 3 estensimetri multibase (se del tipo cementato in foro, la lettura di "zero" dovrà essere eseguita non prima di 10 giorni dalla cementazione);

n. 2 celle di carico idrauliche installate al di sotto del piede delle centine;

n. 4 celle di pressione radiali;

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n. 1 sondaggio a carotaggio continuo in avanzamento (eventuale), di lunghezza almeno pari a 60 m.

    Inclinometro   Assestimetro / Estensimetro Caposaldo topografico Piezometro Mire e prismi
   

Inclinometro

 

Assestimetro / Estensimetro Caposaldo topografico

  Assestimetro / Estensimetro Caposaldo topografico Piezometro Mire e prismi ottici Cella di pressione Cella

Piezometro

Mire e prismi ottici Cella di pressione Cella di carico

Sondaggio in avanzamento Estensimetri Mire e prismi ottici Cella di carico Cella di pressione

Sondaggio inavanzamento Estensimetri Mire e prismi ottici Cella di carico Cella di pressione

avanzamento

Estensimetri

Mire e prismi ottici

Cella di carico

Cella di pressione

Figura 5.1 - Stazione per gli imbocchi e

per gallerie superficiali (sezione n. 1).

Figura 5.2 - Stazione fondamentale.

(Sezione n. 2)

Cella di press. Cella di carico Mire e prismi Mire e prismi
Cella di press. Cella di carico Mire e prismi

Cella di press.

Cella di carico

Mire e prismi

Cella di press. Cella di carico Mire e prismi Mire e prismi
Cella di press. Cella di carico Mire e prismi Mire e prismi
Cella di press. Cella di carico Mire e prismi Mire e prismi

Mire e prismiCella di press. Cella di carico Mire e prismi

Figura 5.3 - Stazione principale.

Figura 5.4 - Stazione secondaria.

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Sezione n. 3

Stazioni principali (Sezione n. 3)

Sezione n. 4

n. 6 mire ottiche rimovibili;

n. 2 celle di carico idrauliche installate al di sotto del piede delle centine;

n. 5 celle di pressione radiali.

Stazioni secondarie (Sezione n.4)

n. 6 mire ottiche rimovibili

5.2.2 Stazioni per il monitoraggio dopo il getto del rivestimento di prima fase

Stazioni per gli imbocchi e per i tratti superficiali (Sezione n. 1 bis)

strumentazione eterna e celle di pressione radiali già installate per la sez. 1;

n. 12 estensimetri da calcestruzzo da installare in direzione perpendicolare al raggio della sezione; le misure saranno effettuate per mezzo di apposita centralina a registrazione automatica dei dati; gli estensimetri dovranno inoltre essere dotati di idonea apparecchiatura per il contemporaneo rilievo della temperatura.

Stazioni fondamentali (Sezione n. 2bis)

celle di pressione radiali già installate per la sez. 2;

n. 4 martinetti piatti, incluso un taglio longitudinale in chiave di caratteristiche identiche agli incassi realizzati per alloggiare i martinetti e sul quale misurare le deformazioni degli spigoli opposti.

n. 12 estensimetri da calcestruzzo

  Inclinometro Assestimetro / Coppia di estensimetri da Piezometro Caposaldo Cella di Cella di
 

Inclinometro

Assestimetro /

Coppia di estensimetri da

Coppia di estensimetri da

Piezometro

Caposaldo

Cella di

di estensimetri da Piezometro Caposaldo Cella di Cella di Coppia di estensimetri da Taglio in chiave
di estensimetri da Piezometro Caposaldo Cella di Cella di Coppia di estensimetri da Taglio in chiave
Cella di Coppia di estensimetri da Taglio in chiave Martinetto
Cella di Coppia di estensimetri da Taglio in chiave Martinetto

Cella di

Coppia di estensimetri da

Taglio in chiave

Martinetto

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Figura 5.6 - Stazione per gli imbocchi e per gallerie superficiali. Sezione n. 1bis

Stazioni principali (Sezione n. 3bis)

6 mire ottiche

n. 12 estensimetri da calcestruzzo.

Stazioni secondarie (Sezione n. 4bis)

6 mire ottiche

Figura 5.7 - Stazione fondamentale. Sezione n. 2bis

Coppia di estensimetri da Mire e prismi Mire e prismi
Coppia di estensimetri da
Mire e prismi
Mire e prismi

Figura 5.6 -Stazione principale

Sezione n. 3bis

5.2.3 Rilievo del fronte

Figura 5.7 -

Stazione secondaria.

Sezione n. 4bis

Le caratteristiche del terreno sul fronte di scavo dovranno essere verificate:

- all'inizio dei lavori da ciascun imbocco;

- almeno ogni 50 metri di avanzamento dello scavo, in terreni omogenei;

- ad ogni cambiamento manifesto delle caratteristiche geologiche, geotecniche o idrogeologiche.

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- per ogni ciclo di lavoro o per ogni sfondo, in terreni eterogenei;

- ogni qualvolta venga richiesta dalla DIREZIONE LAVORI;

le risultanze di tali determinazioni dovranno essere verbalizzate, se richiesto in contraddittorio con la DL e documentate eventualmente anche con l’ausilio di un adeguato supporto fotografico.

Il rilievo del fronte, dovrà almeno riportare:

la data di esecuzione;

l'ubicazione di punti di prelievo di campioni rappresentativi, di fotografie illustrative e di zone oggetto di esame di dettaglio (eventuali schemi aggiuntivi);

le caratteristiche delle discontinuità rilevate ed in particolare per ciascuna famiglia o sistema: tipo, giacitura (direzione di immersione ed angolo di inclinazione), spaziatura, continuità, planarità, scabrezza, alterazione delle pareti, copertura, riempimento.

i fuori sagoma e i volumi rocciosi allentati o caduti (definendone ubicazione, profondità, cause; fornendo anche sezioni trasversali significative);

le zone allentate e soggette a fenomeni di rilascio tensionale;

la presenza di terreno spingente e/o rigonfiante;

il tipo e numero di sostegni/interventi stabilizzanti adottati, ecc.

tipo e l’ubicazione di eventuali venute d’acqua;

la portata e temperatura dell’acqua.

In presenza di terreni a comportamento reologico, l'APPALTATORE deve prelevare, con la frequenza, indicata dal progetto o concordata con la DL, campioni di terreno dal fronte al fine di determinare, con le più appropriate indagini, la presenza di minerali a comportamento espandibile.

Tutte le determinazioni di cui sopra e la conseguente classificazione dei terreni potranno essere effettuate per via analitica (prelievo di campioni ed effettuazione di prove di laboratorio e prove in sito) o per via speditiva (esame visivo e classificazione) secondo le prescrizioni riportate nel paragrafo 13.2.

I risultati dovranno avere il dettaglio necessario allo sviluppo delle classificazioni degli ammassi secondo le modalità previste in progetto.

5.2.4 Misure di convergenza (stazioni secondarie)

Il rilievo delle convergenze deve essere eseguito attraverso misure topografiche con mire ottiche rimovibili. E’ richiesta una precisione pari ad 1 mm.

Le mire devono essere posizionate a distanza non superiore a 100 cm dal fronte di scavo e la lettura di “zero” deve essere immediata. Le mire installate sui piedritti devono essere poste ad una quota non superiore ad 1 m sopra la quota del piano dei centri.

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Per il monitoraggio prima del getto del rivestimento definitivo, la frequenza delle letture sarà funzione delle fasi lavorative e delle tecniche adottate e, se non diversamente specificato dal progetto o richiesto dalla DL, sarà di norma così definita:

una lettura ogni quattro ore nel primo giorno;

una lettura ogni 12 ore nei successivi tre giorni.

una lettura al giorno o minore nei periodi successivi.

Nelle sezioni con rivestimento definitivo già gettato, le stazioni di misura delle convergenze devono avere un interasse non maggiore di 300 m con eventuali integrazioni in zone particolari secondo le indicazioni della DL.

5.3 Specifiche relative agli strumenti di misura

Queste specifiche sono da intendersi valide salvo più dettagliate prescrizioni progettuali che, se disponibili, devono essere applicate anche agli strumenti relativi al “monitoraggio minimo”.

5.3.1 Prescrizioni generali

Tutti gli strumenti devono essere tarati prima dell’installazione.

Il corretto funzionamento di ogni strumento deve essere verificato prima dell’installazione ed a montaggio avvenuto.

Gli strumenti che nel corso del collaudo svolto dopo l’installazione risultassero non perfettamente funzionanti dovranno essere tempestivamente sostituiti a cura dell’appaltatore anche attraverso l’installazione di nuovi strumenti in posizione prossima a quelli difettosi.

Le sezioni previste per il monitoraggio in esercizio devono essere consegnate perfettamente funzionanti. Il DL potrà quindi richiedere di sostituire gli strumenti non funzionanti (o, se non accessibili, di installarne di nuovi) o potrà richiedere che l’APPALTATORE proceda all’installazione di una nuova sezione se sono difettosi più del 20% degli strumenti in essa installati.

Per tutti gli strumenti, il fondo scala deve essere adeguato alle grandezze o previste.

5.3.2 Prescrizioni particolari

5.3.2.1 Misure all’interno del cavo

Misure di convergenza tradizionali: i chiodi a testa filettata devono essere di lunghezza almeno pari a 1 m ed essere solidali con il terreno al contorno. La precisione richiesta è 0.1 mm.

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Misure di convergenza con mire ottiche: i punti di misura sono costituiti da prismi ottici o da mire ottiche reticolate traguardate mediante un teodolite o distanziometro. La misura si effettua come una normale triangolazione di precisione. La precisione richiesta per la misura è pari a 1 mm.

Misure estensimetriche con estensimetri monobase o multibase: la precisione richiesta per lo strumento di misura è 0.01mm.

Determinazione della pressione di contatto terreno-struttura (celle di pressione radiali ed idrauliche): la precisione è 0.25% del fondo scala.

Misure di deformazione (estensimetri da calcestruzzo): gli estensimetri possono essere del tipo a resistenza elettrica o a corda vibrante e vengono collegati ad una centralina di misura. L'installazione va effettuata in più punti all’interno del rivestimento. Gli estensimetri devono essere montati a coppie in direzione tangenziale alla superficie della galleria prima del getto del rivestimento definitivo. La precisione è 0.5% del fondo scala.

Determinazione della sollecitazione in parete (martinetto piatto): le misure di spostamento vengono eseguite su diverse basi mediante estensimetro meccanico rimovibile oppure trasduttori elettrici di spostamento. La precisione della lettura è 0.1% del fondo scala.

Sondaggio in avanzamento: deve essere a carotaggio continuo e di lunghezza non inferiore a 30 ml.

5.3.2.2 Misure dall'esterno del cavo

Misure assestimetriche: la precisione è 0.25% del fondo scala.

Misure topografiche: le misure sono effettuate attraverso una livellazione topografica e triangolazione di precisione. La precisione è 1 mm.

Misure inclinometriche: la precisione è 0.2 mm/m.

Misure della pressione interstiziale e del livello di falda: le misure sono effettuate mediante piezometri installati in foro: a tubo aperto, del tipo Casagrande, o muniti di celle (elettriche, a corda vibrante, pneumatiche). La precisione è 0.20.5% del fondo scala. La scelta del tipo di piezometro è strettamente vincolata alla natura del terreno e deve essere concordata con la DL.

6

APLICAZIONE DEI SOSTEGNI DI I FASE

6.1

Generalità e oneri

Prima dell'inizio dei lavori l'APPALTATORE dovrà inviare alla DIREZIONE LAVORI:

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la descrizione dei materiali e dei macchinari che verranno impiegati nella posa del sostegno di 1 a fase comprendente anche tutte le prescritte certificazioni di controllo e di qualità dei fornitori e dei prodotti;

la descrizione dei metodi di posa degli ciascun elementi componenti il sostegno di 1 a fase con le eventuali prescrizioni del fornitore;

Durante l'esecuzione l'APPALTATORE dovrà redigere e mantenere aggiornato giornalmente un registro, a disposizione anche della DIREZIONE LAVORI, nel quale indicare:

tipo, quantità e progressiva dei sostegni installati:

eventuali anomalie riscontrate durante la posa in opera;

controllo del profilo trasversale della galleria dopo la posa dei sostegni di 1 a fase0;

verifica delle deformazioni o lesioni anomale nei sostegni che dovranno essere immediatamente comunicate alla DIREZIONE LAVORI.

6.2 Opere di miglioramento, rinforzo e stabilizzazione dei terreni

Per le opere di miglioramento, rinforzo e stabilizzazione previste in progetto, o che nel corso dei lavori si rendessero necessarie per modifiche progettuali o motivi di sicurezza, vale, in aggiunta alle prescrizioni di progetto, quanto riportato nella Sez.X del Capitolato di costruzione “Opere di miglioramento, rinforzo e stabilizzazione”.

6.3 Conglomerato cementizio proiettato

Per quanto riguarda l’uso del calcestruzzo proiettato rimanda alla Sezione VI del Capitolato.

6.4 Centine e blindatura in acciaio

Le centine, sia in acciaio profilato sia reticolari, dovranno avere caratteristiche geometriche, meccaniche ed interasse di messa in opera conformi alle sezioni tipo del progetto previste per le varie tratte o a quanto ordinato dalla Direzione Lavori.

Le centine in acciaio dovranno essere sagomate e collegate nei punti di giunzione tramite piastre saldate e bullonate, essere dotate di elementi di unione, distanziatori, piastre di base, collegamenti e quanto altro occorrente per assicurare una perfetta continuità strutturale. Quando sono presenti giunzioni bullonate, dovrà essere curato il perfetto collegamento tra le piastre ed il serraggio di tutti i bulloni.

Tutte le centine dovranno essere attrezzate con attacchi per il montaggio dei distanziatori posti ad interasse non superiore ad un m.

Salvo diverse prescrizioni di progetto, le centine devono essere montate in posizione verticale e collegate con i distanziatori alle centine adiacenti con la frequenza indicata nel progetto; questa dovrà essere integrata, a cura dell’APPALTATORE o secondo le

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indicazioni della DL, per mantenere il cavo in sicurezza in tutte le condizioni in cui ciò si dovesse rendere necessario.

Inoltre, al fine di assicurare l’appoggio e la messa in carico della centina dovranno essere particolarmente curati la realizzazione ed il posizionamento della piastra di appoggio al piede, l'allettamento e le stabilità della superficie d'appoggio e la sua aderenza delle centine alla superficie di scavo.

Quando le centine metalliche sottendono l'armatura troncoconica costituita da infilaggi o trattamenti colonnari armati dovranno essere posizionate a contatto delle armature e pertanto dovranno essere calandrate a profilo variabile, anche a gruppi, per assicurare una adeguata trasmissione dei carichi. Le variazioni in altezza dovranno essere compensate posizionando i piedi delle centine a quote differenti quando lo scavo interessa la sezione di calotta e dotandole di gambe di differente lunghezza al momento del ribasso.

Prima del getto dello spritz dovrà essere verificato il corretto montaggio delle centine.

I vuoti presenti a tergo delle centine dovuti ad irregolarità del profilo di scavo, dovranno essere riempiti con conglomerato cementizio lanciato a pressione o con idonei spessori

o

cunei di calcestruzzo, di acciaio o di altro materiale idoneo e non degradabile al fine

di

garantire che le centine stesse aderiscano completamente alle pareti dello scavo.

Quando lo spessore di eventuali vuoti a tergo delle centine supera i 20 cm e la loro estensione è tale da interessare più di una centina, la DL può richiedere che l’APPALTATORE, dopo la messa in sicurezza del cavo predisponga, all’estradosso delle centine stesse, un cassero a perdere a delimitazione delle cavità per poi procedere al successivo intasamento mediante tubi predisposti. Si rimanda, inoltre, al paragrafo 7 per la definizione delle procedure da seguire nella definizione delle modalità di intervento.

Qualora venisse adottata un'armatura centinata reticolare costituita da barre in acciaio elettrosaldate o tralicciate, queste dovranno essere opportunamente sagomate e collegate tra loro mediante distanziatori in acciaio saldati alle barre.

6.4.1 Materiali

Le centine in acciaio profilato a doppio T dovranno essere in acciaio di tipo FE 360 o

superiore;

Le centine in acciaio reticolare dovranno essere costituite, qualora non indicato diversamente nel progetto, da barre d’acciaio del tipo Fe B 32 K.

Le lamiere dovranno essere in acciaio di qualità non inferiore al tipo FE 360, UNI

7070/82;

I bulloni dovranno essere di classe non inferiore alla 8.8-UNI 3740/74.

6.4.2 Documentazione e controlli

Prima dell'inizio dei lavori l'APPALTATORE dovrà fornire:

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-

i

caratteristiche geometriche;

dettagli

completi

di fabbricazione,

le

caratteristiche

degli acciai e

le

- le modalità di installazione;

- i dettagli delle giunzioni, collegamenti saldature ecc.;

- i certificati di conformità dei materiali.

7 RIEMPIMENTO DI VUOTI O CAVITA’

E’ onere dell’APPALTATORE provvedere al riempimento di vuoti e cavità che si rinvenissero in fase di scavo all’estradosso del profilo di scavo stesso come pure di tutti quelli che si siano verificati dopo l’inizio dei lavori.

Fermo restando quanto specificato al paragrafo 6.4 relativamente al contatto centine terreno, le modalità di riempimento e le caratteristiche dei calcestruzzi o delle miscele da utilizzare devono essere proposte dall’APPALTATORE e approvate dalla DL. In questa fase l’APPALTATORE dovrà anche specificare se, compatibilmente con le prescrizioni di progetto, il riempimento sia da eseguire prima, dopo o contestualmente all’esecuzione del rivestimento definitivo.

Non è ammesso il riempimento dei vuoti o delle cavità contestualmente al getto del rivestimento definitivo quando il loro spessore massimo, misurato nel piano della sezione trasversale della galleria, supera il 50% di quello del rivestimento definitivo stesso.

Nel caso in cui i vuoti o le cavità presentassero, misurata nel piano della sezione trasversale della galleria, una superficie superiore a un quarto della sezione di scavo o, comunque, a giudizio della DL, il progetto di riempimento dovrà essere predisposto dal progettista e dovrà contenere la verifica statica del rivestimento definitivo e l’eventuale adeguamento del progetto in funzione della differente condizione di carico cui il rivestimento sarà soggetto.

I progetti di riempimento dovranno, in ogni caso, rispettare le seguenti prescrizioni:

- in primo luogo dovrà essere eseguito un riempimento parziale con miscele cementizie, pompate e additivate con fluidificanti per favorire il perfetto spandimento della miscela e il riempimento di vuoti anche di piccole dimensioni;

- successivamente sarà eseguito il riempimento di intasamento tramite perforazioni e iniezioni in pressione di miscele cementizie a ritiro compensato. Le iniezioni dovranno essere continuate, per qualsiasi assorbimento, se non altrimenti disposto dal progettista, fino a ottenere il completo rifiuto del foro.

Gli oneri del riempimento ricadranno sull’APPALTATORE salvo che nel caso di sovrascavi maggiori di quelli di progetto dovuti a differenti ed impreviste caratteristiche del terreno o cavità preesistenti di dimensioni superiori a quelle indicate come possibili dai vari documenti di progetto in quanto caratteristiche della formazione o della zona (imprevisto geologico).

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Quando la cavità si sia formata durante lo scavo a seguito di un fornello o di un rilascio rientreranno tra gli oneri dell’APPALTATORE anche il consolidamento del terreno o della roccia nelle aree adiacenti e l’eventuale ripristino superficiale.

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8

IMPERMEABILIZZAZIONE

8.1

Generalità e oneri

Deve essere garantita l’assenza di venute d’acqua incontrollate nella galleria finita.

Di norma,

impermeabilizzata la calotta.

L’impermeabilizzazione deve essere realizzata all’intradosso del rivestimento di prima fase in modo da risultare compresa, a opera finita, tra il rivestimento di prima fase e quello definitivo e deve essere estesa fino alla quota indicata dal progetto.

In terreni che presentino all’atto dello scavo venute d’acqua nella zona dei piedritti o dell’arco rovescio l’impermeabilizzazione dovrà comprendere anche l’arco rovescio stesso ed essere chiusa ad anello intorno al rivestimento.

Inoltre, quando i terreni in cui viene realizzata la galleria sono potenzialmente sede di falda acquifera, la DL potrà richiedere di eseguire tra i sondaggi in avanzamento, se previsti, un sondaggio sub-verticale che indaghi la zona al di sotto dell’arco rovescio a qualche decina di metri davanti al fronte. Su richiesta della DL, nel foro potrà essere installato un piezometro a tubo aperto costituito da un tubo in PVC fessurato. Quando

non sono previsti sondaggi in avanzamento, tale sondaggio potrà essere sostituito da

un sondaggio verticale realizzato immediatamente dietro il fronte di scavo.

In questi casi il DL dovrà coinvolgere il progettista per valutare la necessità di collegare l’impermeabilizzazione al sistema di drenaggio e definire i dettagli di tale collegamento, ovvero per valutare le conseguenze dal punto di vista statico in relazione ai possibili aumenti di carico legati alla risalita della falda.

La DL potrà richiedere di estendere l’applicazione dell’impermeabilizzazione completa della sezione anche alle tratte per le quali, sulla base dei risultati così ottenuti, siano da prevedere, durante la vita dell’opera, consistenti venute d’acqua in relazione alle caratteristiche delle falde e delle condizioni idrogeologiche rilevate.

La struttura di impermeabilizzazione dovrà essere costituita da una membrana termoplastica impermeabile dello spessore non inferiore a 2 mm in lega di poliolefine (FPO) coestrusa o in alternativa in cloruro di polivinile (PVC) e da uno strato di protezione, applicato in aderenza al conglomerato cementizio proiettato, costituito da un geotessile non tessuto agugliato in fibre lunghe di polipropilene di massa non inferiore a 400 grammi al metro quadrato.

In alternativa al geotessile potrà essere utilizzata una struttura ad alto potere filtrante che dovrà, comunque, essere approvata dalla DL.

Lo strato di protezione dovrà essere scelto per assolvere alle funzioni di:

sistematicamente

in

linea

con

le

previsioni

progettuali,

sarà

- captazione e di drenaggio delle acque di infiltrazione;

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protezione meccanica della membrana contro il punzonamento statico esercitato dal supporto durante il getto del rivestimento finale.

L’Appaltatore, 60 giorni prima dell’inizio della realizzazione dei sistemi d’impermeabilizzazione, deve consegnare alla Direzione lavori per approvazione, un’istruzione operativa che descriva dettagliatamente:

tipo dell’impermeabilizzazione

materiali impiegati e loro certificazione

macchinario impiegato e modalità d’impiego

qualifiche professionali del personale operativo

modalità di qualifica del processo operativo

Successivamente all’approvazione, da parte della DL, dell’istruzione operativa, l’Appaltatore dovrà eseguire la qualifica del processo di “posa della impermeabilizzazione” secondo quanto indicato nell’istruzione approvata.

L’appaltatore redigerà un Dossier di qualificazione con l’esito dei controlli e loro certificazione, che consegnerà alla DL per approvazione.

La posa dell’impermeabilizzazione non potrà iniziare prima dell’approvazione del Dossier di qualifica del processo.

Per la realizzazione dell’impermeabilizzazione, inoltre, sono compresi i seguenti oneri a carico dell’Appaltatore:

il montaggio e smontaggio delle attrezzature mobili (tubi di ventilazione, tubi di aria e acqua in pressione, cavi elettrici, ecc.) e dei ponteggi;

la ventilazione al fine d’assicurare anche in sommità di calotta un’atmosfera sana;

l’illuminazione del luogo di lavoro;

la fornitura di aria compressa, energia elettrica e altre attrezzature ausiliarie;

l’esecuzione di tutte le prove previste nelle presenti prescrizioni e delle eventuali prove aggiuntive previste dal progettista e/o richieste dalla Direzione Lavori in corso d’opera, per motivate esigenze;

la disponibilità continua in cantiere delle attrezzature necessarie alle prove di controllo.

La posa in opera dell’impermeabilizzazione può essere eseguita solo dopo che siano stati eseguiti, a cura dell’APPALTATORE, i seguenti controlli:

deve essere verificato che il profilo di intradosso del rivestimento di prima fase sia conforme al progetto e garantisca la possibilità di gettare il rivestimento definitivo senza sottospessori. A tal fine deve essere eseguito un rilievo con una frequenza di una sezione ogni due centine, se previste, o ogni 2 m. Per tale operazione devono essere utilizzati metodi topografici tradizionali o automatici. La precisione e le caratteristiche degli strumenti devono essere conformi a quanto riportato nel paragrafo 5.3.

-

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deve essere verificato che il gradiente di sviluppo delle convergenze sia in diminuzione e abbia raggiunto valori inferiori a 0.5 mm/g. A tale proposito si precisa che, su richiesta della DL o se previsto in progetto, il sistema di monitoraggio delle convergenze dovrà essere ripristinato, a cura dell’APPALTATORE, dopo l’installazione dell’impermeabilizzazione.

La documentazione relativa a tali controlli deve essere consegnata alla DL prima dell’inizio della posa.

Per ridurre il rischio di danneggiamento accidentale, l’installazione dell’impermeabilizzazione dovrà essere programmata in modo tale che il rivestimento definitivo venga gettato entro 20 giorni dalla posa dell'impermeabilizzazione stessa. In ogni caso, prima del getto deve essere eseguito un controllo delle sue condizioni e, a cura dell’APPALTATORE , dovranno essere eseguite tutte le eventuali riparazioni fino ad arrivare, se richiesto dalla DL alla sua completa sostituzione (di norma un numero di difetti pari o superiore a 5 ogni 200m^2 deve comportare la completa sostituzione dell’impermeabilizzazione).

8.2 Caratteristiche dei componenti dell’impermeabilizzazione

8.2.1 Strato di protezione

Lo strato di protezione potrà essere costituito da un geotessile o da una struttura ad alto potere filtrante integrati, localmente o sull’intera superficie impermeabilizzata, da lastre semirigide ad alta capacità drenante.

8.2.1.1 Geotessile non tessuto

Dovrà essere costituito da un “non tessuto” composto meccanicamente per agugliatura di fibra lunga (maggiore di 60 mm) di puro polipropilene, prodotto specificamente per le applicazioni dell'ingegneria civile, rispondente alle caratteristiche previste nella Tab. 1.

Tabella 1- Caratteristiche del geotessile non tessuto in polipropilene, composto meccanicamente per agugliatura, con massa non inferiore a 400 gr/m 2

 

CARATTERISTICHE

VALORI LIMIT.

NORME DI RIF.

Massa per unità di superficie

400 gr/m 2

CNR-BU

n°110/EN965

Spessore: a 2.0 KPa a 200 KPa

4.0 mm

CNR-BU n°111

1.9 mm

Permeabilità nel piano

a 2kPa: 0.3 cm/sec a 200 kPa: 0.03 cm/sec.

UNI 8279/13

Resistenza a trazione:

 

CNR-BU n°142/

media tra la direzione di produzione e la trasvers.

-

24 KN/m

EN ISO 10319

21 KN/m

-

media in una delle due direzioni

Deformazione a rottura:

 

CNR-BU n°142/

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- media tra la direzione di produz. e la trasversale - media in una delle due direzioni

4085 %

EN ISO 10319

3095 %

Resistenza alla lacerazione:

1.0 kN

CNR-BU n°143

Resistenza al punzonamento:

4.0 kN

UNI 8279/14 EN ISO 12236

8.2.1.2 Geocomposito ad alto potere filtrante

Termosaldati in fibre di poliestere rivestite in poliammide con interposta una struttura tridimensionale in filamenti di poliammide. I tre elementi dovranno essere saldati fra loro nei punti di contatto.

Il materiale dovrà essere rispondente alle caratteristiche previste nella Tabella 2.

Tabella 2- Caratteristiche del geocomposito ad alto potere filtrante

CARATTERISTICHE

VALORI LIMITE

NORME DI RIF.

a- Nucleo drenante:

   

- Massa volumica del polimero di poliammide

1100 Kg/m 3

- Punto di fusione

 

200 °C

- Tipo di saldatura

Termica

b- Filtro non tessuto

   

- Massa unitaria del filamento di poliestere

ricoperto di poliammide

   

120 gr/m 2

CNR-BU n°110

- Spessore a 2.0 KPa

0.5 mm

CNR-BU n°111

- Resistenza a trazione media su striscia di 20 cm

8.0 KN/m

CNR-BU n°142

Allungamento percentuale alla rottura

 

30%

CNR-BU n°142

- Resistenza alla lacerazione

 

0.2 kN

CNR-BU n°113

- Resistenza al punzonamento

1.8 kN

UNI 8279/14

c- Geocomposito Drenante

     

- Permeabilità nel piano (a 2 KPa)

3.0 10 1

m/s

UNI 8279/13

 

(a

200 KPa)

5.0 10 2 m/s

UNI 8279/13

- Trasmissività

(a 2 KPa)

4.0 10 3 m 2 /s

UNI 8279/13

(a

200 KPa)

2.0 10 4 m 2 /s

UNI 8279/13

- Prova di infiammabilità

 

B2

DIN 4102

- Temperatura di vetrificazione

20 °C

- Resistenza chimica

Tutte le sostanze.

- Saldatura dei componenti

 

Termica su tutta

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la superficie

la superficie

la superficie

8.2.1.3 Lastre semirigide ad alta capacità drenante

a Lastre grecate in PVC semirigido autoestinguente

Le lastre grecate in PVC semirigido autoestinguente, del tipo bi-orientato, dovranno avere spessore minimo di 1.2 mm, larghezza di 1.0 m circa con profilo grecato di almeno 70 mm di larghezza e 18 mm di profondità ed essere costituite da materiale avente le caratteristiche riportate nella Tabella 3:

Tabella 3- Caratteristiche delle lastre grecate

CARATTERISTICHE

VALORI LIMITE

NORME RIFER.

Massa volumica (gr/cm 3 )

1.40 ± 0.05

ISO R 11/83

Durezza Shore – D

 

80

ISO R 868

Modulo di elasticità (N/mm 2 )

3200 ± 200

ISO R 527

Resilienza in trazione a 0 °C (KJ/m 2 )

 

1500

DIN-53488

Resistenza a trazione a rottura (N/mm 2 ) Allungamento a rottura (%)

 

80

ISO R 527

80

Classificazione reazione al fuoco

M1/cl. 1

DM 26/6/84

b Lastre alveolari di polietilene ad alta densità (HDPE)

Le lastre alveolari di polietilene a alta densità aventi spessore minimo di 1.0 mm in elementi bugnati con rilievi troncoconici d’altezza non inferiore a 18 mm, dovranno avere le caratteristiche riportate nella Tabella 4:

Tabella 4- Caratteristiche delle lastre alveolari

CARATTERISTICHE

VALORI LIMITE

NORME RIFER.

Resistenza alla pressione

150 KN/m²

 

Trasmissività

1.0 10 2 m 2 /s

UNI 8279/13

Volume d'aria occlusa dalla lastra

14 l/m²

 

Resistenza al fuoco

B2

DIN 4102

Inquinamento

Nessuno

 
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Sia le lastre grecate, che quelle alveolari, dovranno essere sormontate tra loro e fissate

al supporto con tasselli a espansione in nylon e anima in acciaio.

I fissaggi dovranno essere applicati, in corrispondenza delle sovrapposizioni, con interasse non superiore a 85 cm.

8.2.2 Membrana impermeabile

La membrana impermeabile potrà essere costituita da poliolefine elastomerizzato a base polipropilenica (FPO) o in alternativa da cloruro di polivinile (PVC) e dovrà soddisfare le caratteristiche indicate nella tabella seguente.

La membrana potrà essere:

a doppio strato o signal layer: composta da due strati di colore contrastante ma costituenti un corpo omogeneo. Lo strato sulla superficie in vista, dello spessore non inferiore a 0,5 mm, dovrà essere di colore contrastante con quello dello strato inferiore;, al fine di consentire una più agevole individuazione di eventuali strappi o danni arrecati in fase di produzione, trasporto, installazione, oppure dalle attività di cantiere successive alla posa in opera e antecedenti o concomitanti con la fase di getto del rivestimento;

traslucida: composta da una massa uniforme caratterizzata da un fattore di trasmissibilità della luce superiore al 70 % per lo spessore di 2 mm.

Le termosaldature per la giunzione dei fogli non dovranno provocare fenomeni di distacco fra gli strati componenti.

Prima dell’inizio della posa dovranno essere eseguite saldature campione al fine di verificare la regolare esecuzione delle stesse (planarità, tenuta, uniformità della saldatura, uniformità del colore, assenza di bruciature, ecc.) ed il perfetto funzionamento delle attrezzature.

Salvo casi eccezionali e sporadici, provocati dalla presenza di vistosi fuori - sagoma o di riprese dovute a esigenze costruttive quali nicchie, nicchioni, cameroni, fori passanti, ecc., la lunghezza di ogni rotolo dovrà essere almeno uguale o superiore allo sviluppo della sezione trasversale da rivestire.

Tabella 5: Caratteristiche della membrana impermeabile in FPO o PVC.

CARATTERISTICHE

VALORI LIMITE

NORME

RIFERIM.

Spessore (mm)

2.0

UNI 8202/6

Resistenza a trazione nelle due direzioni (N/mm 2 )

15

UNI 8202/8

Allungamento a rottura nelle due direzioni (%)

250(PVC) / 500(FPO)

Resistenza alla lacerazione (N)

100

UNI 8202/9/B

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Resist. Alla pressione dell'acqua a 1 MPa per 10 ore

impermeabile

UNI 8202/21

Resistenza a trazione della giunzione rispetto al valore della resistenza a trazione su striscia (8202/8)

70%

UNI 8202/30

Durezza Shore A 15 (N)

tra 75 e 90

UNI 4916

Stabilità a caldo a + 70 °C

Stabile

UNI 8202/18

Flessibilità a freddo a 30 °C

Stabile

UNI 8202/15

Resist. Alle soluzioni acide e alcaline (variaz. a 28 gg.)

20% max allung.

DIN 16726

Comportamento al fuoco

B2

DIN 4102/1

Trasmittanza luminosa totale (%) (solo se traslucida)

70

UNI 8028

Il produttore dovrà fornire dimostrazione che nessun componente della membrana in PVC migrando dalla massa nel lungo termine provochi effetti degradanti su:

* membrana in PVC stessa;

* geotessile di drenaggio ed eventuali strati protettivi;

* altri materiali plastici o in PVC quali waterstop, ecc.

Nella prova riguardante la perdita dei plastificanti della membrana, per immersione in acqua calda a 60 °C per il periodo di dieci giorni, la perdita in peso non dovrà essere maggiore dell’uno per cento.

8.2.3 Tubo di drenaggio longitudinale a tergo dell’impermeabilizzazione

I tubi dovranno essere in PVC rigido del diametro nominale non inferiore a 110 mm, uno spessore non inferiore a 3 mm e avere le pareti corrugate e forate e la suola di base liscia e stagna ed essere ispezionabili. Nel caso si sia riscontrata la presenza di acqua incrostante, la DL dovrà coinvolgere il progettista per verificare il rischio di ostruzione a lungo termine.

8.2.4 Waterstop idroespansivo

Sarà costituito da cordoli di forma quadrata di dimensioni di 25x25 mm o rettangolare. Dietro esplicita approvazione della DL, potranno essere utilizzati anche elementi composti da bentonite di sodio preidratata estrusa sotto vuoto additivata con polimeri stabilizzanti e antisale. I cordoli dovranno essere fissati con chiodatura in acciaio almeno ogni 25 cm alla struttura già gettata che dovrà presentare la superficie di ripresa del getto, preventivamente sottoposta a idropulizia, perfettamente liscia, pulita, esente da impurità, alveoli, nidi di ghiaia, parti staccate o staccabili che possano impedire la regolare espansione ed adesione a tenuta in presenza d’acqua:

Il materiale dovrà possedere le seguenti caratteristiche fisico-meccaniche:

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- espansione libera in acqua distillata pari ad almeno sei volte il volume iniziale senza perdita di coesione di massa;

- massa maggiore di 1.10 kg/m;

- pressione di rigonfiamento dopo 48 ore maggiore di 600 KPa.

- pressione di rigonfiamento dopo 6 ore minore di 100 KPa.

- stabilità alle soluzioni saline ed aggressive e resistenza all’azione inibente degli ioni calcio e magnesio

L’utilizzo dovrà essere preventivamente autorizzato dal Direttore dei Lavori a valle dell’esecuzione di prove preliminari eseguite in cantiere o presso il laboratorio di cantiere, volte a verificare la rispondenza ai requisiti qui indicati.

8.2.5 Giunto iniettato a tenuta idraulica per riprese di getto

Si tratta di una giunto a tenuta idraulica tra le superfici di ripresa di getto in calcestruzzo, realizzato tramite resine idroespandenti iniettate fino a pressione di 6.0 MPa, attraverso un tubo flessibile avente diametro esterno maggiore di 12 mm, preventivamente posizionato sulle superfici da sigillare.

Il tubo flessibile dovrà essere costituito da:

- un anima in polietilene avente diametro interno superiore a 6 mm, a doppia spirale, in modo da consentire, alla pressione di iniezione, la fuoriuscita della resina in modo uniforme e continuo sia radialmente che longitudinalmente;

- un rivestimento in foglio di gomma neoprenica, anch’esso spiralato, con funzione di valvola di non ritorno, atto a impedire il riflusso della resina, all’interno dell’anima, in caso di pressione negativa (dall’esterno verso l’interno), che può verificarsi, a esempio, durante le operazioni di lavaggio e svuotamento del tubo con la pompa da vuoto;

- una calza esterna realizzata in treccia di rayon, avente funzione protettiva e di contenimento, atta a consentire il deflusso del materiale in modo uniforme.

Il tubo flessibile sarà posato sulla superficie di calcestruzzo già indurito, contro il quale dovrà avvenire il getto di ripresa, in corrispondenza della mezzeria del giunto e per tratti di lunghezza non maggiore di 12 metri, fissato con apposite staffe semicircolari almeno ogni 20 cm, in modo da realizzare la massima aderenza alla superficie del getto.

La superficie indurita, preparate con idropulizia in pressione, dovrà essere perfettamente liscia, pulita, asciutta, esente da impurità, alveoli, nidi di ghiaia, parti staccate o staccabili.

Tratti di lunghezza maggiore a 10-12 metri dovranno essere ottenuti mediante sovrapposizione dei tubi, per almeno 20 cm. Non dovranno essere sovrapposti tratti di tubo di iniezione ma le estremità realizzate con tronchetti di tubo di alimentazione collegati al tubo principale con manicotti termorestringenti. Detti collegamenti dovranno essere posizionati a distanza maggiore di 15 cm dalle superfici del calcestruzzo.

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Per l’iniezione dovrà essere utilizzata resina acrilica bicomponente avente viscosità non maggiore di 100 Pas e Massa Volumica maggiore di 1.08 g/cm3 , idroespandente dopo il consolidamento, atossica.

La miscelazione dei componenti, in rapporto 1:1, con un agitatore di almeno 1500 giri al minuto, dovrà avvenire al momento dell’inizio dell’iniezione al fine di prevenire fenomeni

di alterazione delle caratteristiche del composto, Lo stesso composto dovrà comunque

avere un tempo di latenza, prima del consolidamento, di almeno 60 minuti a 20 °C.

L’iniezione della resina, da effettuare non prima di 20 giorni dal getto, dovrà avvenire lentamente fino alla fuoriuscita dall’altra estremità del tubo. A quel punto, chiusa ermeticamente la suddetta estremità, si dovrà portare il circuito a una pressione costante compresa tra i 3.0 e 4.0 MPa da mantenere per almeno 5 minuti.

Al fine di garantire eventuali iniezioni in tempi successivi si dovrà procedere all’immediato lavaggio e aspirazione della resina rimasta all’interno del tubo.

8.3 Confezionamento, Trasporto e Stoccaggio dei materiali

8.3.1 Confezionamento e Trasporto

Ciascun carico pervenuto in cantiere dovrà essere accompagnato dal certificato di origine del produttore sul quale saranno riportate le caratteristiche tecniche e dimensionali del prodotto.

Tutti i materiali dovranno essere adeguatamente imballati nello stabilimento di produzione e protetti in modo da non venire danneggiati o deteriorati durante il trasporto.

Ciascun rotolo dovrà pertanto essere imballato con polietilene scuro o nero per evitare l'esposizione prolungata ai raggi ultravioletti e garantire una tenuta ermetica durante il trasporto.

Su ciascun imballaggio dovranno essere chiaramente leggibili i seguenti dati:

- - il nome del produttore;

- - le dimensioni caratteristiche;

- - il numero del tipo o la sigla;

- - la data di fabbricazione.

I materiali dovranno riportare stampigliata sul bordo, almeno ogni 3 (tre) metri, la sigla identificativa del prodotto come risultante dai cataloghi di produzione.

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8.3.2

Stoccaggio

Tutti i materiali dovranno essere immagazzinati in luogo asciutto e ben ventilato.

Il magazzino e le modalità di stoccaggio dovranno essere conformi alle indicazioni del produttore e approvati dalla Direzione Lavori.

Nel caso i materiali dovessero sostare temporaneamente all'esterno, dovranno essere adeguatamente coperti e protetti in modo di evitare qualsiasi deterioramento.

I materiali deteriorati non potranno essere utilizzati e dovranno essere identificati, segregati e tempestivamente rimossi dal luogo di stoccaggio a totale carico dell’Appaltatore.

8.4 Documentazione e controlli di conformità

L’Appaltatore dovrà inviare almeno 60 (sessanta) giorni prima dell’inizio dei lavori di posa dell’impermeabilizzazione i seguenti documenti ed elaborati che dovranno essere approvati dalla Direzione Lavori:

a) Elementi sulla produzione dei materiali:

- cataloghi dei prodotti, numero del modello e loro idoneità per l'impiego previsto (in lingua originale con eventuale traduzione in italiano);

- caratteristiche dei materiali e metodi di prova per la relativa verifica;

- caratteristiche di resistenza delle giunzioni a seguito di termosaldatura.

I valori dichiarati dovranno essere omologati da organismi di controllo autorizzati.

b) Dichiarazioni dell’Appaltatore sull'utilizzo del materiale proposto:

L’Appaltatore dovrà fornire una chiara relazione descrittiva riguardante:

-

le modalità produttive e le procedure di installazione del geotessile non tessuto e della membrana impermeabile che dovranno comprendere anche la metodologia utilizzata per l’esecuzione delle giunzioni, delle riparazioni e delle prove di collaudo;

-

le modalità di collegamento tra il rivestimento della galleria artificiale e quella a foro cieco con allegate le tavole illustrative del sistema;

-

i

sistemi

di

fissaggio

del geotessile e di sostegno della struttura

d’impermeabilizzazione;

-

i particolari costruttivi per il raccordo dell’impermeabilizzazione con tubazioni, pezzi speciali od altri elementi passanti del sistema di drenaggio.

c)

Campionature

 

Prima dell’inizio dei lavori l’Appaltatore dovrà fornire alla Direzione Lavori i campioni dei materiali proposti sui quali far eseguire le prove previste al precedente paragrafo 8.2 e/o

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altre prove che verranno indicate dalla Direzione Lavori medesima in base a motivate richieste.

Tali campioni consisteranno almeno in:

- n°1 campione di geotessile non tessuto di 4 m 2 ;

- n°1 campione di membrana impermeabile di 4 m 2 ;

- n°1 campione di lastra semirigida a elevata capa cità drenante (se utilizzata);

- n° 1

l’alloggiamento a scomparsa del relativo chiodo (antipunzonamento della membrana);

- n° 1 campione di saldatura fra due membrane in PV C della lunghezza di un metro;

- n°

c ostituente

risega centrale per

campione di rondella di fissaggio in PVC con

1

campione

completo

della

struttura

completa

l'impermeabilizzazione;

- n°1 campione di waterstop (se utilizzato).

I campioni dovranno essere inviati ad un laboratorio ufficiale o autorizzato.

I materiali potranno essere impiegati solo dopo che i risultati delle prove sui campioni avranno dimostrato la conformità degli stessi alle prescrizioni.

I materiali forniti che non saranno conformi, anche solo in parte, alle presenti prescrizioni non potranno essere utilizzati e dovranno essere identificati, segregati e tempestivamente rimossi dal luogo di stoccaggio a totale carico dell’Appaltatore.

8.5 Modalità esecutive

L'applicazione della membrana impermeabile dovrà avvenire solo in presenza di atmosfera non tossica, in condizioni di buona visibilità ed in assenza di fumi in calotta.

L'Appaltatore dovrà mantenere il luogo di lavoro pulito, privo d’acqua, fango, residui oleosi, ecc.

Tutte le operazioni di montaggio dei componenti dell’impermeabilizzazione dovranno essere eseguite da personale altamente specializzato sotto la guida di assistenti tecnici qualificati che opereranno anche in base alle raccomandazioni dei produttori dei materiali utilizzati e secondo le procedure preventivamente approvate dalla Direzione Lavori.

Gli operai che eseguono l'applicazione dovranno essere muniti di abilitazione all’esecuzione di termosaldatura manuale rilasciata da un organismo riconosciuto o da attestati rilasciati che dimostrino l’organizzazione sistematica di corsi di abilitazione del personale.

L’applicazione dei componenti dell’impermeabilizzazione dovrà avvenire esclusivamente mediante attrezzature specifiche progettate per questo scopo.

Al fine d’assicurare le massime condizioni di sicurezza al personale preposto all’applicazione, anche in caso d’urto da parte di mezzi in transito, i ponteggi, dovranno

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essere del tipo a portale, semoventi, dotati di dispositivo estensibile a navetta che consentirà lo svolgimento e l'applicazione controvolta della struttura impermeabile per tutto lo sviluppo della sezione trasversale.

L'attrezzatura di posa dovrà essere preventivamente accettata dalla Direzione Lavori.

La documentazione dovrà essere corredata dai certificati di controllo emessi da un organismo riconosciuto.

8.5.1 Preparazione della superficie di posa

La struttura impermeabile dovrà essere applicata su di una superficie regolare, con asperità superficiali minori di 10 mm, pulita, priva di materiali inconsistenti e di corpi estranei quali chiodi, elementi sporgenti, fibre metalliche ecc.

Bulloni, teste dei tiranti, piastre di ripartizione, tubi e altri elementi in acciaio dovranno essere regolarizzati mediante riporto di malta cementizia ad alta adesione, previo eventuale taglio.

Quando si impiega calcestruzzo proiettato rinforzato con fibre metalliche, con lo scopo di evitare che queste danneggino il telo in PVC, sarà necessario applicare tra questo e lo spritz un doppio strato di geotessile di adeguate caratteristiche.

L’impiego di questo geotessile è soggetto alla preventiva approvazione della DL a valle dell’esecuzione, a carico dell’APPALTATORE, di prove preliminari eseguite in cantiere o presso il laboratorio di cantiere volte a verificare che le caratteristiche meccaniche del geotessile siano tali da impedire l’accidentale foratura del telo impermeabilizzante da parte delle fibre stesse.

Le prove consisteranno nell’applicare su una cassetta nella quale sia stato spruzzato il cls proiettato impiegato per la galleria e sulla quale siano stati applicati, nel corretto ordine, i teli di geotessile e ed il telo impermeabilizzante, un carico paragonabile a quello che secondo il progetto agirà sul rivestimento verificando, dopo un opportuno tempo di applicazione, che il telo impermeabilizzante non risulti danneggiato.

I dettagli della prova devono essere definiti con la DL alla quale spetta l’approvazione delle modalità esecutive. Devono essere eseguite 3 prove in fase di qualifica, quindi prima della prima applicazione. Le stesse prove devono essere eseguite ogni volta che vengono modificate le caratteristiche dello spritz o del geotessile stesso.

Un’altra modalità, applicabile solo dietro esplicita approvazione della DL, consiste nel ricoprire lo spritz contenente fibre metalliche con uno strato di 1 - 2 cm di calcestruzzo proiettato senza fibre ma con i medesimi requisiti di base di quello sottostante.

Tutte le eventuali protuberanze o cavità del supporto dovranno avere un raggio di curvatura non inferiore a 0.30 m e un rapporto saetta/corda pari a 0.10 (1/10).

Qualora la Direzione Lavori riscontri il mancato rispetto di quanto sopraindicato l’Appaltatore dovrà procedere all'applicazione di uno strato di regolarizzazione di calcestruzzo proiettato al fine di garantire il rispetto delle suddette prescrizioni.

Prima dell’applicazione dell’impermeabilizzazione l’Appaltatore, avvisando il DL per la sua eventuale partecipazione, dovrà redigere un verbale in contraddittorio con il

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responsabile delegato dell’impresa specializzata Lavori nel quale riportare lo stato della superficie del supporto ed eventualmente descrivere i provvedimenti da adottare per eliminare i difetti.

Nei punti o zone in cui vi siano infiltrazioni d'acqua di particolare intensità si dovrà applicare sul conglomerato cementizio proiettato uno strato drenante, con le caratteristiche indicate al precedente punto 8.2.1.2 e 8.2.1.3.

Lo strato drenante dovrà essere collegato al sistema di drenaggio situato alla base dei

piedritti o direttamente ai condotti principali di smaltimento, con tubi in PVC non

fessurati.

La scelta del materiale da utilizzare sarà subordinata all’entità dell’infiltrazione.

L’Appaltatore dovrà comunque motivare formalmente la scelta alla Direzione Lavori.

In caso di forti infiltrazioni d’acqua lo strato drenante dovrà essere ricoperto da

conglomerato cementizio proiettato armato con rete elettrosaldata opportunamente ancorata al supporto.

8.5.2 Sistema drenante al piede dei piedritti

La captazione parziale o totale delle acque a tergo dell’impermeabilizzazione sarà realizzata in modo da garantire il loro smaltimento controllato, evitando, cioè, il versamento sulla piattaforma.

Pertanto, la circolazione d’acqua dai drenaggi alla piattaforma e da questi alla canaletta centrale è consentita solo per le percolazioni limitate e/o saltuarie e solo quando in galleria sia previsto di non utilizzare, durante la vita dell’opera, armamento senza ballast.

nella

Il

impermeabilizzazione e collegato con derivazioni ai condotti principali di smaltimento.

Tutto il sistema drenante dovrà essere ispezionabile in modo agevole dalle nicchie di ricovero.

I fori praticati nelle membrane per il passaggio delle tubazioni di raccordo dovranno

essere sigillati con appositi elementi in PVC termosaldati alla membrana stessa e ai tubi

di raccordo in conformità ai particolari costruttivi sottoposti alla approvazione della

Direzione Lavori.

Il tubo drenante microfessurato alla base dell’impermeabilizzazione dovrà essere realizzato con le seguenti caratteristiche:

tubo

drenante

posto

alla

base

dei

piedritti

dovrà

essere

contenuto

-

non presentare curve con raggio inferiore a 50 cm;

-

l’andamento longitudinale non dovrà discostarsi in alcun tratto da quello di progetto;

- il piano d’appoggio o d’applicazione dovrà essere predisposto topograficamente mediante realizzazione di livellette ben visibili, tracciate sul supporto;

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- non presentare corde molli tali che su un tratto di 2.0 m diano luogo a frecce maggiori di 3 cm.

Inoltre, dopo il getto e la maturazione di ogni concio o, a giudizio del DL, di gruppi di conci, l’Appaltatore, a suo carico ed alla presenza della Direzione Lavori che redigerà un verbale in contraddittorio, dovrà verificare la piena funzionalità del drenaggio attraverso una prova idraulica o pneumatica. L’Appaltatore potrà sottoporre alla Direzione Lavori soluzioni alternative che comunque dovranno tenere conto della necessità di dotare il sistema, di regolari ed equidistanti pozzetti di ispezione e pulizia per l'eliminazione di eventuali sedimenti o depositi di acque incrostanti.