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I valdesi si sganciano dalla sinistra: laicit trascurata.

Il sinodo L' ex ds Valdo Spini: in passato c' stata un' identificazione troppo forte, ora c' diffidenza. La moderatora Bonafede: non esprime posizioni nette. Garrone: non governa i problemi L' autonomia In passato rapporti stretti con Violante, ora apprezzamento per Fini Paolo Ferrero: la nostra Chiesa si sempre espressa in autonomia. TORRE PELLICE (Torino) - Laicit sempre. Quando si parla di immigrazione (ieri). Quando si discute di bioetica (oggi). Quando si riflette sull' ora di religione (domani). A Torre Pellice, cuore del Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi, l' attualit accende il dibattito e la politica lo spegne: Destra e sinistra non riescono a essere laiche, principio imprescindibile. Se Domenico Maselli, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche, allarga la propria riflessione a entrambi gli schieramenti elogiando Napolitano e Fini soli veri laici ma auspicando un' Italia laica, impegnata nella difesa delle persone e dei loro diritti, che attui la Costituzione in materia di libert religiosa e diritti civili - c' tra i valdesi chi non esita a manifestare delusione per una sinistra che non riesce a tenere la schiena dritta davanti al Vaticano. lontano il tempo in cui Luciano Violante (Pd) veniva invitato dai valdesi. Ora la moderatora della Tavola Maria Bonafede diretta: Su certi temi, come il testamento biologico o l' ora di religione, la sinistra sembra aver paura di esprimere posizioni nette per non essere irriverente verso le gerarchie ecclesiastiche. L' ingerenza cattolica trova terreno fertile. Una riflessione l' ha chiesta proprio il pastore Daniele Garrone nel sermone del culto di apertura del Sinodo: Dovremmo rileggere criticamente la nostra storia dal 1848 ad oggi, compresi gli accenti patriottici verso casa Savoia e il "ci confessiamo cristiani e ci dichiariamo marxisti". Sceso dal pulpito il pastore Garrone spiega: Se non ci rimettiamo a studiare approfonditamente i cambiamenti dell' Italia anche noi corriamo il rischio di fare come la sinistra: dire come dovrebbe essere il mondo e non avere delle prospettive concrete per governarlo. Valdo Spini, fede valdese ed ex Ds (con Mussi vot contro la fusione del partito nel Pd), ammette che forse c' stata nel passato un' identificazione troppo forte dei valdesi con la sinistra e il risultato la diffidenza attuale. Non trovare pi una posizione laica genera sofferenza. Il Pd - spiega - ha perso le radici laiche ma non ha sfondato al centro. E a sinistra non sono riusciti a creare un' alternativa. Chiamato in causa, il valdese e leader del Prc Paolo Ferrero mette le mani avanti: Non c' mai stata un' identificazione tra la nostra Chiesa e un partito. Certo ha assunto su alcuni temi come la pace o i migranti posizioni molto connotate, ma sempre con la propria autonomia.

L' ex ministro non ha difficolt ad ammettere la fase di sconquasso seguita alla sconfitta della Sinistra Arcobaleno ma tiene anche a ricordare che solo la sinistra alternativa e i radicali si opposero all' aumento dei finanziamenti alle scuole private. Pd e Idv che siedono ora in Parlamento certo non hanno un atteggiamento lineare. Insomma, un po' di disagio c' . Il vicepresidente della Tavola valdese Eugenio Bernardini guarda avanti: Il dato che ci accomuna che siamo tutti laici, lo dobbiamo in uno Stato in cui non c' ossigeno per chi fuori dal contesto cattolico. Apprezziamo Fini. E ci siamo trovati d' accordo con i radicali. La destra italiana poco liberale, la sinistra divisa. C' un guardarsi attorno e chi parla di laicit trova il nostro ascolto. Forse non un caso che in Piemonte il candidato di Marino alla segreteria regionale del Pd sia valdese.... Fonte: Corriere.it NoeX KuzE