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Campania - Sistema Rifiuti – un prezzo da pagare caro

“La sensazione è quella di vivere in un contesto imposto da terzi e


che a questi terzi debba chiedere conto del mio e del loro
fallimento. Il conto da pagare però è a mio totale carico ma è un
conto legittimo perché ripaga ampiamente la irrefrenabile voglia di
protesta che mi è concessa e, chiaramente, la mia assoluta
estraneità ai fatti contestati.

La protesta però, in considerazione del costo, deve avere come linfa


vitale la divulgazione, deve essere sentita e condivisa, e come tale
puntare dritta all’effetto causato dalle azioni dei terzi, ma mai e poi
mai arrogarsi il diritto di interagire con essi per prevenirne le cause.

In questo caso non sarebbe più protesta ma vera e sana politica.”

In questo contesto l’apparato economico della Regione Campania si


muove e chissà per quanto tempo ancora sarà costretto a muoversi.
Obbligato a svolgere attività di seconda mano gentilmente
concesse dai grandi gruppi imprenditoriali che gestiscono l’affare
rifiuti nella nostra terra e che guarda caso arrivano dal Nord.

Dal Nord sono arrivati consulenti, ingegneri, tecnici di alto spessore


ed hanno nascosto i nostri ed i loro rifiuti sotto lo zerbino. Ci
aspettavamo delle risposte risolutive e definitive ma ci ritroviamo
nella stessa identica situazione di 15 anni fa. L’unica differenza è lo
sperpero di milioni di euro sottratti alle nostre tasche.

La gran parte dei rifiuti tuttora viene conferito in discarica, unica


soluzione efficace per nascondere la vergogna che attanaglia le
nostre strade. Una parte consistente viene inviata (quando è
possibile) agli ex impianti di CDR (Combustibile da Rifiuti) oramai
declassati a STIR (Sistemi di Trattamento ed Imballaggio Rifiuti)
perché finalmente a qualcuno è venuto in mente di dare il giusto
nome alle cose. Solo una piccolissima parte di rifiuti proveniente da
una pseudo raccolta differenziata viene effettivamente avviata al
recupero con un costo enorme per la collettività (sulla RD ci sarebbe
da aprire un capitolo a parte).

Intanto l’impresa privata, dannandosi l’anima, riesce ad organizzare


sul territorio, e con le proprie risorse economiche, attività
trasversali ed alternative ma è letteralmente ignorata e, in molti
casi, maltrattata dalle autorità. Infatti, da uno studio Commissariale,
è stato appurato che gli operatori Campani non hanno le capacità
imprenditoriali necessarie poiché dal sud non possono nascere
iniziative di valore.

Intanto non si intravedono sbocchi definitivi; tutti aspettano i


termovalorizzatori, quello di Acerra ed altri, in fase di definizione e
finalmente si potrà gridare al miracolo, i rifiuti saranno
definitivamente bruciati vivi.

Una volta avviato il sistema, le altre forme di trattamento dei rifiuti


saranno completamente ignorate. I Sindaci complici dei vari
Commissari di Governo potranno finalmente tirare un sospiro di
sollievo e, se nel caos avevano dato prova di disinteresse, nel caos
calmo, affogheranno letteralmente nella routine di sempre. Si
procederà ad una lenta e progressiva trasformazione delle gestioni
correnti concedendo ai grandi burattinai di poter finalmente gestire
i servizi con i classici sistemi clientelari di sempre.

Noi tutti però avremo la consapevolezza che tali soggetti avranno


fornito un grande servizio alla collettività poiché, guarda caso,
hanno ripulito Napoli e la Campania.

Mi piacerebbe parlarvi di appalti megagalattici, affidamenti oscuri,


bonifiche inesistenti, servizi informatici replicanti, consulenze dal
grande spessore accademico. Se lo facessi però mi ripagherei della
possibilità di dare sfogo, inutile, alla protesta pagando un prezzo
troppo elevato.

Continuerò semplicemente a fare bene il mio lavoro perché è


questo il compito che mi spetta ed è questo il mio modo per
contribuire a ripulire la nostra terra.

Giovanni Paone

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