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Poste Italiane s.p.a.sped.in A.P.-D.L.353/03(conv.in legge 27/02/04 n.46)art.

1comma 1-DCB Roma -- Austria -- Belgio -- Francia -- Germania -- Grecia -- Lussemburgo -- Olanda -- Portogallo -- Principato di Monaco -- Slovenia -- Spagna 5,10 -- C.T. Sfr. 6,20 -- Svizzera Sfr. 6,50 -- Inghilterra 3,80 Poste Italiane s.p.a.sped.in A.P.-D.L.353/03(conv.in legge 27/02/04 n.46)art.1comma 1-DCB Roma Austria Belgio Francia Germania Grecia Lussemburgo Olanda Portogallo Principato di Monaco Slovenia Spagna 5,10 C.T. Sfr. 6,20 Svizzera Sfr. 6,50 Inghilterra 3,80

euro 3,00

settimanale di politica cultura economia - www.espressonline.it

N. 29 anno LVIII 19 luglio 2012

Venti donne assassinate dalla ndrangheta in nome di un codice barbaro che sembraVa cancellato per sempre. in esclusiVa, la Verit su un Fenomeno drammatico e oscuro

delitto donore 2013

ahfshfhf hope ahfshfhf hope auto crac europa IN VeNdIta Tur secTaquaTus, voloraTas Turper cinesi e arabi secTaquaTus, voloraTas la crisi del mercaTo ium dolorum volupTaT p. 116 ium dolorum volupTaT 32 00 e le sue conseguenze p. 00 Tempo di saldi p. p.

ahfshfhf hope hoLLaNde dyNasty Tur secTaquaTus, voloraTas le donne e i guai ium premier francese p. 70 del dolorum volupTaT p. 00

Altan

il sommario di questo numero a pagina 28


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Roberto Saviano Lantitaliano

Roghi tossici, peggio di Fukushima

Nelle campagne tra Caserta e Napoli ogni giorno vengono bruciati materiali nocivi che fanno aumentare tumori e malattie respiratorie. Ma nessuno dice nulla. Per paura che lallarme faccia crollare i valori di terreni e fabbricati

aro Roberto, sono Luigi Costanzo un medico di famiglia di Frattamaggiore. Come ben saprai, da circa ventanni viviamo un dramma che negli ultimi mesi sta assumendo proporzioni catastroche: parlo dei roghi tossici. Qualche giorno fa il dottor Costanzo mi ha scritto una lettera, che prover a sintetizzare. Nei paesi e nelle campagne tra Caserta e Napoli, ogni giorno, vengono incendiati materiali tossici, prodotti di scarto di industrie tessili, di pellame, di cuoio, di amianto e pneumatici. Centinaia di pneumatici. Questi incendi non rendono solo irrespirabile laria, ma la rendono soprattutto nociva. A confronto, dice il dottor Costanzo, Fukushima con la sua radioattivit un luogo di villeggiatura... e Seveso nel disastro del 1976 fu evacuata per molto meno. Tra i suoi assistiti ha riscontrato un aumento dei tumori. Non solo. Aumenti anche di malattie dermatologiche e respiratorie, di allergie in anziani mai stati allergici, di malattie della tiroide, di broncopatie e malattie intestinali. Una terra che da decenni viene costantemente violentata nellindifferenza di istituzioni, forze dellordine, magistratura, televisione e stampa, come se i roghi tossici sia impossibile fermarli. ormai chiaro a tutti che i riuti che arrivano in Campania, che vengono intombati o incendiati in Campania e che avvelenano gli abitanti della Campania, non sono prodotti solo in Campania. Ci sono inchieste e sentenze che individuano responsabilit e colpe, quindi resta un mistero come mai, questo nostro Paese, continui a ritenere i sacrici umani di centinaia di migliaia di campani un prezzo accettabile da pagare. Per cosa, ci si domanda? Per quale tornaconto o interesse? Le denunce presentate non si contano pi e sono centinaia le segnalazioni che associazioni, comitati e semplici cittadini fanno nel tentativo di dar voce al dramma che si sta vivendo. Usando larma dei giusti, la nonviolenza, chi abita nella Terra dei fuochi da anni lotta, da solo, per difendere la salute dei propri gli. Ricordo ancora quando

anni fa avevo deciso di attraversare a piedi la terra dei fuochi. Mi ero coperto naso e bocca con un fazzoletto, lavevo legato sul viso. Camminavo tra le terre divorate dalla diossina, riempite dai camion e svuotate dal fuoco. Ogni qual volta ci sono servizi televisivi e denunce sui territori dei roghi, arrivano alle redazioni e ai singoli giornalisti segnalazioni e lettere infuocate da sindaci e amministratori comunali che non gradiscono che i loro paesi niscano nella mappa dei comuni inquinati, nella mappa della terra dei fuochi. Le amministrazioni locali, spesso, non affrontano il problema, lo negano contro le proteste degli stessi abitanti. E lo negano per una ragione semplice: dichiarare che il proprio territorio necessita di boniche, che preda di organizzazioni che bruciano riuti di ogni tipo per diminuirne la massa, abbasserebbe il prezzo dellunica risorsa di questi territori: il cemento. Il prezzo delle case crollerebbe e la parte maggiore degli amministratori di queste zone viene eletta dai voti dei cantieri, dei riuti, della sanit. ringrazio il dottor luigi Costanzo, medico di Frattamaggiore. Lo ringrazio per i suoi toni pacati necessari assai pi di una generale rabbia, a mostrare come la diffusione di malattie sia un dato inconfutabile dello stato terminale di quella che un tempo era tra le terre pi fertili dItalia. E un dato inconfutabile dellirresponsabilit e la profonda ignoranza di mandanti ed esecutori che dopo aver consentito lo scempio non volano via nei Caraibi per respirare aria pulita e mangiare cibi sicuri, ma condividono, invece, il tragico destino dei loro conterranei diventando carneci e vittime nello stesso tempo. Mi unisco al suo appello, perch questo governo, nelle tante, troppe priorit metta ai primi posti la salute dei suoi cittadini. E con il dottor Costanzo vorrei condividere un desiderio. Recentemente in tv molte persone ci avevano scritto che una parola non avrebbero pi voluto sentir pronunciare era la parola intombato aggiungo ora che non vorrei pi sentire nemmeno la parola rogo, seguito dallaggettivo tossico.
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Foto: P Bossi / AGF .

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Michele Serra Satira preventiva

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Eating review per evitare che gli italiani mangino troppo. Riduzione degli stipendi del 15 per cento e una sforbiciata alle banconote. Ecco le misure del governo per risanare i conti. Tutte in inglese. Compresa una tassa sul sesso

E ora arriva la Fucking Tax


mila euro, comunque gi inclusa preventivamente nella cartella di Equitalia. Sembrerebbe complicato, ma non lo affatto. Baster consultare il nostro Eating Review Little Book (libretto della revisione dei consumi alimentari), con tutte le istruzioni. A volte basta aggiungere un barattolo di cetrioli sotto aceto, o regalare alla cassiera una fetta di prosciutto, o restituire al pescivendolo uno sgombro da mezzo chilo e farsene dare uno da sette etti, e lobiettivo raggiunto. fucking tax Quanto costa alla collettivit ogni atto sessuale? Se si calcolano il consumo dacqua per le abluzioni pre e post, lusura delle molle del materasso, la perdita di redditivit per un periodo che in media, compresi i preliminari, sora i dieci minuti, si arriva a un costo intorno ai trenta centesimi. Moltiplicandoli per lintera popolazione italiana e per il numero dei rapporti, una cifra impressionante. Ecco dunque lidea della Fucking Tax (imposta sulle attivit sessuali effettivamente portate a compimento). Solo trenta centesimi per ogni rapporto, uninezia per il contribuente, una miniera doro per lo Stato. In discussione le forme di riscossione: vale lautocerticazione oppure meglio applicare gli studi di settore? E sar possibile forfettizzare, come chiede lassociazione dei bagnini romagnoli? Dure polemiche per lennesima esenzione totale concessa alla Chiesa. money patchwork Se ogni italiano tagliasse a ogni banconota in suo possesso una strisciolina di due o tre millimetri, mettesse in una busta tutte le striscioline cos ottenute e le spedisse al ministero del Tesoro, avete idea di quante nuove banconote lo Stato potrebbe ottenere incollando tutte le striscioline? il money patchwork, lultima moda in fatto di micro-economia. Il suo inventore leconomista bengalese Bangwa Bic, teorico della no-economy e sostenitore del digiuno come via maestra per il ripianamento dei conti pubblici e privati.
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opo la Spending Review (revisione delle spese) quali altre ingegnose misure nanziarie (Smart Tricks) adotter il governo Monti per risanare i conti dello Stato (Public Hole)? gaining review Rivedere le spese non basta se non si rivedono anche i guadagni. La Gaining Review consiste nel tagliare tutti gli stipendi di almeno un dieci-quindici per cento. Grazie a questo provvedimento gli italiani saranno pi poveri, e potranno cos accettare con maggiore naturalezza i drastici tagli della spesa pubblica. Gli studi economici pi aggiornati spiegano infatti che limpoverimento ha come ricaduta virtuosa (happy re-falling) una diffusa rassegnazione. Trovare il proprio ospedale di zona chiuso sembra inconcepibile a un benestante, abituato a una vita funzionale e agiata; ma del tutto naturale per un morto di fame, che trova gi sorprendente avere un letto a casa sua, gurarsi trovarne uno in ospedale. Governare un paese povero, spiega Mark Poretti, docente di Economia della Depressione a Harvard, il sogno di ogni ministro delle Finanze. Meno pretese, meno illusioni, pi rassegnazione. La gente deve smetterla di rovinarsi la vita con questa assurda mania del benessere. eating review Mangiare troppo fa male alla salute. Ma mangiare troppo poco nuoce alleconomia, perch deprime i consumi alimentari. Come conciliare queste opposte esigenze? Grazie alla nuova Eating Review del governo, oggi possibile. Ogni famiglia, a seconda del numero dei componenti, ricever a casa una cartella di Equitalia dove potr facilmente trovare, al rigo 24 del riquadro G-B (riquadro U-F se si residenti in un Comune diverso da quello indicato nel quadro 54, rigo H), la lista della spesa settimanale. Dovr poi dimostrare, inviando gli scontrini a Equitalia, di avere effettivamente speso ogni settimana esattamente quella cifra, con un errore tollerato di due centesimi al massimo. Pena unammenda di trenta-

Foto: P Bossi / AGF .

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Massimo Cacciari Parole nel vuoto

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Il governo ferma lo smantellamento dello Stato burocraticoministeriale. E ri-centralizza per controllare la spesa. Ma autonomia e responsabilit degli enti locali non vanno abbandonati. Se non si vuole tornare indietro

Che statalisti questi tecnici


hi ritiene che il governo Monti costituisca lultima spiaggia per avviare in Italia una stagione costituente, dovrebbe, invece di ripetere rancio ottimo e abbondante, chiedersi: emergenza e logica di sistema debbono necessariamente contraddirsi? Bisogna solo abbrancare risorse dove si pu? Esperienza storica e logica avrebbero voluto che si decidessero labolizione della Provincia e il passaggio delle sue competenze a citt metropolitane e a Regioni. Non ha alcun senso decretarne la ne in base a criteri essenzialmente quantitativi perch motivi ambientali, territoriali, storici possono rendere una Provincia di 100 mila abitanti meno inutile di una di un milione. E immaginiamoci i mercati che si scateneranno in sede di conversione del decreto! E la sanit? Ma non si trattava di materia di esclusiva competenza delle Regioni? O, almeno, non sarebbe loro sacrosanta responsabilit la denizione delle priorit e larticolazione della spesa? E prima di giungere a ulteriori e indiscriminati tagli non sarebbe stato logico riferire al pubblico a che punto stava lapplicazione degli standard per le diverse prestazioni, unica cosa sensata dei provvedimenti sul federalismo scale? Ma facile profezia: Regioni ed enti locali pagheranno il conto (e pi virtuosi sono, pi proporzionalmente salato sar) mentre poteri pi forti o comunque pi autonomi rispetto a quelli politici centrali troveranno certo il modo di correggere la spending review. E con qualche buona ragione. Alcune delle sedi di tribunale da rottamare sono state costruite laltro ieri! E se risultano oggi inutili occorrer che qualche Corte dei conti indaghi su simili sprechi (o sulla propria stessa incapacit di indagare). E quelle che restano presentano strutture adeguate per assorbire personale e funzioni delle soppresse? Esiste un simile calcolo? Logica vorrebbe che una tale verica fosse il presupposto del decreto. Perch presentare come una decimazione la riduzione del personale nella Pubblica amministrazione? Solo difetto di comunicazione? Se cos, tanto macroscopico da superare quello di Brunetta nei suoi giorni migliori. Si ha una pallida idea dei conitti, dei sospetti, degli arbitrii, delle frustrazioni, della carica demotivante che la sua applicazione pu generare in un ufcio? Si pensa cos di aumentarne la produttivit? Pu immaginarlo soltanto chi non ha mai varcato la soglia del pi piccolo dei Comuni. e perch non si proceduto alla trasformazione di tutte le partecipate comunali in societ a amministratore unico, eliminando consigli di amministrazione e migliaia di nomine tutte politiche? Risparmio e pulizia etico-politica, invece della grida manzoniana sulla loro abolizione tout court. Con quali procedure? Quali tempi? Pure a costo di svendere? Perch anche qui, come per le Provincie, mezze misure, che per natura assommano i vizi delle estreme? Forse a causa di veti politici che i nostri tecnici sembrano propensi ad avvertire quanto hanno avvertito quelli di lobby e corporazioni in materia di liberalizzazioni? E a proposito di vendite di asset pubblici, logica (e forse anche un po di giustizia) vorrebbe che prima di decretare dallalto dei colli romani sul destino delle propriet degli enti locali, il governo procedesse alla dismissione del suo patrimonio: Eni, ad esempio, perch per mamma Rai solo lidea sembra troppo audace. Si potrebbe continuare. Ma la morale semplice e drammatica. Il senso di questi provvedimenti, al di l degli effetti nanziari immediati, va in una direzione che contraddice in toto quel discorso di autonomia, responsabilit, progressivo smantellamento della costruzione burocratico-ministeriale-centralistica del nostro Stato che sembrava aver iniziato a permeare la cultura politica del nostro Paese. Le dinamiche della crisi ri-centralizzano ogni decisione in modo esasperato. Riportano a un modello organizzativo e amministrativo obsoleto trentanni fa. Almeno prendiamone coscienza, se vogliamo sopravvivervi.
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a cura di Gianluca Di Feo / Primo Di Nicola

Riservato
WikiLeaks / Usa e Italia

madia double face | formigoni tiene famiglia | i cannoli di schifani | i finiani e il tesoro di an | scilipoti nucleare

PRoteSta PeR UNa CaNzoNe

Chi spiava i no global


Le condanne denitive contro i vertici della polizia per i fatti del G8 di Genova hanno riacceso lattenzione sul movimento no global. Ma dai le della diplomazia Usa rivelati da WikiLeaks si scopre che la rete di Vittorio Agnoletto era oggetto di attenzioni molto partico- ViTToRio AGNoLETTo, LEADER DEL MoViMENTo No GLoBAL iTALiANo lari. Un rapporto trasmesso nel febbraio 2003 a Washing- tro di monitoraggio della crisi e lavora a ton dallambasciata americana di Roma una serie di tattiche con i rappresentanti analizza la forza del movimento e i suoi delle Ferrovie. stato attivato un sistema leader. C il timore che le proteste pos- di contromisure, che include una pesante sano fermare la partenza di truppe e sorveglianza delle comunicazioni dei materiali statunitensi dalle basi italiane manifestanti. Dunque e-mail e telefonaverso limminente guerra contro lIraq. te dei pacisti erano spiate. Da chi? Dalla Il dipartimento di Pubblica sicurezza del polizia italiana, dal Sismi o dalla Cia? ministero dellInterno ha creato un cenS. Mau.

ReNzI RottaMato DaI RIGheIRa


Ha parafrasato una canzone dei Righeira, Lestate sta nendo, hit degli anni Ottanta, per dare lo sfratto alla classe dirigente del Pd: Lestate sta nendo, il loro mandato no. Marini, DAlema, Veltroni, Rosy Bindi: avete fatto molto per lItalia e per il partito, ma ora basta, ha tuonato il sindaco Matteo Renzi dal palco della convention Big Bang di Firenze. Lo stesso Renzi per dai microfoni dellemittente orentina Lady Radio ha rivelato: Ma lo sapete chi si offeso? Non Bindi, non DAlema, non Marini. A protestare arrabbiati per laccostamento, sono stati loro, i Righeira: Che paragone fa?!, mi hanno scritto su Facebook. Johnson Righeira, al secolo Stefano Johnz Righi, ha anche mandato un sms a Renzi per chiedergli un incontro. Lartista ci tiene a far presente che la band di Vamos a la playa e no tengo dinero sempre stata dalla parte dellinnovazione: i primi rottamatori del pop italiano. M. La.

Sel cerca alleati nel Pd

Inchiesta della Corte dei conti

Mi manda Vendola
Scusa, hai un minuto di tempo?. la frase ricorrente che in questi giorni numerosi esponenti del Pd si sentono ripetere al telefono o di persona dagli uomini (e le donne) di Nichi Vendola. Da quando Pier Ferdinando Casini ha aperto allalleanza con Pier Luigi Bersani, il leader di Sel, sempre molto presente a Montecitorio, ha sguinzagliato infatti alcuni dei suoi pi stretti collaboratori per cercare sponda allinterno del Pd e sabotare il piano, che lo vedrebbe marginalizzato e ridimensionato. Fra i pi attivi, lex segretario di Rifondazione Franco Giordano, Alfonso Gianni (sottosegretario ai tempi del governo Prodi) e lex deputata Elettra Deiana, che pure era desaparecida da tempo. Tutti in cerca di uno scambio di idee, un incontro o un colloquio volante in Transatlantico con qualche parlamentare per spiegare che un accordo elettorale con lUdc sarebbe un suicidio per la sinistra. P. Fa.

Dirigenti facili al Coni


Le assunzioni facili di Coni Servizi, partecipata al 100 per cento dal ministero dellEconomia, niscono nel mirino della Corte dei conti. La Procura regionale del Lazio ha aperto uninchiesta per danno erariale su 50 assunzioni, tutte per ruoli dirigenziali, effettuate lo scorso anno dalla societ operativa del Comitato olimpico nazionale italiano. I magistrati sospettano che la spa presieduta da Giovanni Petrucci sia stata utilizzata per aggirare le procedure e i tetti massimi delle assunzioni consentite per legge al Coni. Le cinquanta persone in questione sarebbero infatti state arruolate da Coni Servizi salvo essere poi destinate a ricoprire incarichi dirigenziali, tutti retribuiti con lauti compensi, nelle federazioni sportive che dipendono dal Coni. La Corte dei conti stima che no ad oggi per gli stipendi e i rimborsi dei dirigenti oggetto di accertamento siano gi stati spesi 30 milioni di euro. D. L.
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Foto: A. Dadi - S. Carofei / Agf

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Riservato
Madia e la riforma del lavoro

tribunali: riSorSa pi, riSorSa meno


Nella sua spending review, il governo guarda anche alla Giustizia. Prevedendo la riduzione e laccorpamento di 37 tribunali e 38 procure e la sopressione delle 220 sezioni distaccate di tribunale. Solo che il Parlamento dallinizio della legislatura aveva auspicato pi risorse ai tribunali, tema oggetto di numerosi interventi I PARLAMENTARI CHE SE NE OCCUPANO DI PI DEPUTATI SENATORI 1 Rita BERNARDINI (Pd) Gianpiero DALIA (Udc) 2 Nicola MOLTENI (Lega) Luigi LI GOTTI (Idv) 3 Manlio CONTENTO (Pdl) Elio LANNUTTI (Idv) 4 Antonio DI PIETRO (Idv) Silvia DELLA MONICA (Pd) 5 Federico PALOMBA (Idv) Maria Elisabetta CASELLATI (Pdl) 6 Maria Antonietta COSCIONI (Pd) Franco CARDIELLO (Pdl) 7 Donatella FERRANTI (Pd) Filippo BERSELLI (Pdl) 8 Marco REGUZZONI (Lega) Adriana POLI BORTONE (Cn) 9 Alessandro MONTAGNOLI (Lega) Salvatore FLERES (Cn) 10 Roberto RAO (Udc) Felice BELISARIO (Idv) ATTIVIT PARLAMENTARE ATTI PRESENTATI Ddl 49 Ordini del Giorno 84 Interrogazioni 373 Mozioni 5 Risoluzioni 10 Risoluzioni 3

MaRianna uno e due


Quando si dice la coerenza. E non su una questione qualsiasi: si parla di riforma del lavoro e del decreto governativo passato a colpi di ducia. Due opinioni a confronto, ma entrambe di Marianna Madia, deputata veltroniana. Madia prima versione: commissione Lavoro, 14 giugno, giudica il provvedimento in esame fortemente deludente e ritiene che lo stesso sia privo di interventi coraggiosi e contenga misure inefcaci, permeate da uno spirito ideologico quasi arrogante, in presenza del quale appare impossibile pregurare sviluppi positivi per le sorti del Paese. Madia seconda versione, dichiarazione di voto nale in Aula, 27 giugno: Posso assicurare a tutte le generazioni di precari che i passi avanti ci sono e sono molti... Credo che, con coraggio, questa la via sulla quale bisogna continuare per aiutare quella generazione che non pi di giovanissimi. Qual la vera Madia? E. M.

la scala? Meglio il papa


Roberto Formigoni ha tuonato contro il sovrintendente della Scala Stephne Lissner: Tagliare lo stipendio o riduciamo i fondi. Il motivo del contendere tutto economico: troppo un milione lanno per la guida del pi prestigioso teatro del mondo. Cos il governatore passato ai fatti usando come una clava il contributo di 2,7 milioni di euro che la Regione spende per la lirica milanese. Ma c un particolare: a maggio il Pirellone aveva gi sforbiciato di 500 mila euro i fondi per La Scala, il Piccolo teatro e i pomeriggi musicali. pi o meno la stessa somma (570 mila euro) dirottata per la mostra La vita condivisa. I gesti della famiglia nelle immagini dellarte. Uniniziativa voluta dal governatore per celebrare larrivo del papa e proposta dallassessore Giulio Boscagli, cognato di Formigoni. Pi in famiglia di cos... M. S.

ITER 9 diventati legge 46 accolti 28 risposte dal Governo 0 approvate 1 approvata 0 approvate

parlamento in cifre

9.500.000.000

sono le cause, civili e penali, pendenti in Italia. Provocando unincertezza che, oltre ad accrescere il senso di ingiustizia, frena anche leconomia. Infatti, Conndustria ha stimato che azzerare questo arretrato farebbe guadagnare il 4,8 per cento del Pil, pari a poco meno di 96 miliardi di euro.

case salva-italia
Messa in sicurezza degli immobili, interventi antisismici e rifacimento delle facciate che abbelliscono le nostre citt. A questi obiettivi dovrebbero rispondere gli incentivi alledilizia per risparmiare energia e per dare ossigeno alleconomia, creando un processo virtuoso che stimoli aziende, tecnologie e turismo. La proposta lanciata da Innocenzo Cipolletta su lEspresso del 15 marzo (Il New Deal parte dal condominio) piaciuta anche al governatore di Bankitalia Ignazio Visco che sul Corriere della Sera ha ipotizzato un un ampio progetto di manutenzione immobiliare... Si diano gli incentivi giusti, soprattutto a chi ha cura della messa in sicurezza dellambiente e della sua estetica. T. M.

guido Quaranta Banana Republic


E cos, alle elezioni della prossima primavera, si candider anche Vittorio Sgarbi (ferrarese, 60 anni, critico darte famoso). Lo far, ha detto, con un partito tutto suo: il partito della Rivoluzione. Cera da aspettarselo: Sgarbi un habitu delle competizioni elettorali. La prima volta che si presentato risale al 1990 quando, con lappoggio dei comunisti, voleva diventare sindaco di Pesaro. Non ce la fece e, due anni dopo, si ripresentato al Comune di San Severino Marche: qui c riuscito. Poi si candidato 4 volte per la Camera e ha fatto il deputato. In seguito ha mancato il

Sgarbi candidato multicasacca


seggio allEuroparlamento ma si consolato conquistando il Municipio di Salemi. Inne, non riuscito a mettersi la sciarpa tricolore a Cefal ma non ne ha fatto una malattia. Sgarbi sempre disposto a far comizi e a raccogliere voti. Solo che, per diventare due volte sindaco e 4 volte deputato, ha esagerato: si candidato, di volta in volta, in liste psi, pli, dc, berlusconiane, missine, repubblicane, radicali, civiche e, persino, di consumatori. Cio ha usato i partiti come taxi, alla maniera di Enrico Mattei, il fondatore dellEni, che diceva Mi portano dove voglio, scendo quando mi pare.

VITToRIo SGaRBI. IN aLTo: La dEPUTaTa Pd MaRIaNNa MadIa 16 |

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Foto: a. dadi - agf, M. Chianura - agf

Riservato

Schifani e i suoi cannoli


I cannoli sembrano essere diventati un must nel rapporto fra politici siciliani e giornalisti. Nel 2008 fece scalpore il governatore Tot Cuffaro, che li offr per festeggiare la riduzione della condanna a semplice favoreggiamento. Nei IL PReSIdenTe deL SenATo RenATo SchIFAnI giorni scorsi nemmeno Renato Schifani riuscito a resistere alla tentazione: per portarlo in visita istituzionale al contingente italiano in Afghanistan, da Roma giunto a Palermo - dove il presidente del Senato abita - un aereo con una trentina di persone fra giornalisti, cineoperatori e membri dello staff di Palazzo Madama. Partenza ssata a mezzanotte per motivi di sicurezza: peccato che il velivolo dalla capitale fosse atterrato alle dieci e mezza. Novanta interminabili minuti di attesa al caldo per quanti erano a bordo che il presidente Schifani, salito solo pochi minuti prima del decollo, ha cercato di far dimenticare con sei vassoi di dolci a base di ricotta e canditi. A.A.

Marco Damilano

Top e FLop

toP MARIo DRAGhI Tra un volo e laltro di paesaggio ne vedo assai poco..., conda il presidente della Bce a Eugenio Scalfari. Ammissione sincera, e anche un po amara. Vita da super-banchieri. Padroni delluniverso ma con i poteri inceppati. Prigionieri, come nel lm The Terminal, di un aeroporto. Costretti a guardare il mondo dalle altissime quote. Dello spread. floP GIANRICo CARofIGLIo Magistrato, scrittore, senatore Pd, infaticabile promotore di s e dei suoi romanzi, attivit conciliabile con il ruolo di parlamentare che richiede la presenza a Roma dal marted al gioved. La scontta allo Strega solo un inciampo. Per accrescere la Fama c tempo: dal venerd in poi. Quando si dice la cura del collegio. E il rapporto con gli (e)lettori. toP ALfREDo VITo Che nostalgia, riecco le preferenze! Mancano dal 1992, quando a Napoli il deputato della Dc ne prese 100 mila. Come faccio? Telefono. Cammino (e altro, per i pm). Le rivogliono nella legge elettorale, per la gioia di ristoratori, tipografi e scambisti di voti. Torner anche lui? (Nel 2001, passati i processi, rientr pure con luninominale. Un artista). floP fRANCESCo PRofUMo Sul sito del Miur compare una dotta nota sul cane di Pavlov, la forte salivazione da acquolina in bocca quando suona il campanello della pappa, anche senza cibo. Per lautore, il portavoce Fabio Nicolucci, fa cos chi contesta i tagli alla ricerca senza aspettare il decreto. Finch la spending arriva: una mazzata. E abbaiano tutti: anche il ministro.
Foto: P Tre - A3, P Scavuzzo - Agf, M. Frassineti - Agf, A. . . casasoli - A3, M. chianura - Agf, S. carofei - Agf

Fini rivuole il tesoro di An


La battaglia in carta bollata per leredit di An si arricchisce di un nuovo capitolo. Il vicepresidente di Futuro e Libert, Italo Bocchino, ha chiesto al Tar del Lazio di annullare il provvedimento con cui la Prefettura di Roma, lo scorso aprile, ha riconosciuto la Fondazione An. Si tratta della fondazione alla quale il congresso che nel 2009 sciolse il partito afd la la gestione del patrimonio di An: circa 76 milioni in depositi bancari e immobili per un valore stimato tra i 300 e i 400 milioni. La mossa di Fli ha un obiettivo preciso: togliere i beni conferiti alla Fondazione, di fatto gestita dagli ex colonnelli di An oggi nel Pdl Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, Altero Matteoli e Gianni Alemanno, per farli tornare allassociazione Alleanza nazionale. A quel punto anche la formazione di Gianfranco Fini potrebbe tornare a dire la sua sul patrimonio ex An. D. L.

Prove di sopravvivenza Rai


I maligni raccontano che il capo dellufcio legale della Rai, Salvatore Lo Giudice, ha ormai imparato come ci si deve muovere per sopravvivere nella tv pubblica: la regola diventare amico dei nuovi potenti e abbandonare presto i perdenti al loro destino. Entrato nellazienda pubblica anche grazie ai buoni ufci del cliente pi famoso del suo studio legale, Luigi Bisignani, lavvocato fu imposto dallex dg Mauro Masi, nonostante non tutti i consiglieri (Angelo Petroni in primis) fossero convinti della scelta. Le relazioni amichevoli con lallora direttore generale, si sono per interrotte appena Lorenza Lei ha preso il suo posto. Il rapporto tra i due ha funzionato bene per un po, ma la manager s recentemente lamentata con gli amici di Lo Giudice, che non lavrebbe aiutata a trovare qualche appiglio giuridico per bloccare il suo defenestramento. Se fosse cos, Salvatore ha fatto bene, spiegano i suoi fan. Lavvocato ora punta tutto sul nuovo dg Luigi Gubitosi: sar infatti lui a decidere se confermarlo o meno nellincarico. T. M.

buon SwaP PeR veltRoni


Buone notizie per le dissestate casse del campidoglio. I contratti sui derivati stipulati tra il 2003 e il 2007 dalla giunta Veltroni non hanno prodotto danni. Anzi, hanno addirittura portato dei beneci, sebbene limitati: qualche centinaio di migliaia di euro. la conclusione a cui arrivata la Procura di Roma che, per questa ragione, entro lestate, chieder larchiviazione dellindagine per truffa aperta tre anni fa. nel mirino del pm Paolo Ielo erano niti gli swap stipulati tra il 2003 e il 2007. D. L.

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riservato
follie nucleari

sciLiPOTi TuTTO

denise pardo pantheon

dun PiEZO

Domenico Scilipoti si scopre ambientalista. E scienziato, anche. Fresco di ritorno dal vertice di Rio (dov andato, recita lagiograa ufciale, a propugnare un cambio di rotta nel settore alimentare, sintende in una visione olistica dellesistenza), e alla vigilia del suo quarto passaggio di gruppo (deluso da Popolo e territorio per il s alla riforma Fornero), ha piazzato nei saloni della Camera un megaconvegno dedicato alla rivoluzione energetica non inquinante. Il nuovo faro del nostro, tramontato quello di Arcore, il piezonucleare. Ultima versione della chimera del nucleare pulito, energia pura liberata dalla frantumazione delle rocce. In sostanza, prendere a martellate il granito, dice il direttore di Fisica della Sapienza Giancarlo Ruocco, infuriato per il dilagare della pseudoscienza. Di recente, 1000 scienziati hanno rmato una lettera-appello al ministro Profumo perch stronchi le velleit (costose) della corsa al piezonucleare assai di moda nellInrim (Istituto di meteorologia diretto dal contestato Alberto Carpinteri, nomina gelminiana). Ma di quei mille Scilipoti se ne inschia, e invita proprio Carpinteri come guru del piezonucleare al suo convegno. Carpinteri non li ha delusi, e ha annunciato a breve le previsioni scientiche dei terremoti. Per le previsioni sui prossimi cambi di gruppo di Scilipoti, invece, si dovr attendere. R. C.

casino royale a Montecitorio


dei giovani Dc, assistente di Ortensio CARtE PARlAMEntARI. Dopo laffollato Zecchino, un passaggio con Sergio partito delle tre carte, nel senso del noto DAntoni, poi auto-candidato a sindaco di gioco, in Parlamento arrivato il partito Roma e anche a segretario alle primarie del poker. Leader acclamato della vague del Pd nelle cui la, alle politiche 2008, politica, e al momento unico tesserato, il primo dei non eletti nella circoscrizione la new entry della Camera: il deputato Lazio 1, Adinol, 41 anni, una specie di Mario Adinol. Un tipo strepitoso, il pi Giuliano Ferrara di nuova generazione. Lui avanzato esemplare a cavallo delle tre preferirebbe un paragone pi alla Repubbliche: anima democristianaBonaparte (Sono nato il 15 agosto come popolare, blogger di grido, giocatore Napoleone, dice modesto) visto il gusto pokerista quasi professionista. per lo showdown spettacolare e lazzardo lAS vEgAS ovvIo. Subentrato a un della scommessa su tutto, anche quanti recalcitrante Pietro Tiddei, costretto voti prender il Pd. al forfait in quanto neo sindaco di nEl MAzzo dI ElSA. stato giornalista Civitavecchia, ci ha messo un po ad arrivare in Italia: per forza, partecipava alla per Rai e per la stampa di area, ha litigato con Dino Boffo ai tempi di Avvenire, World series of poker, a Las Vegas ovvio saggista, autore, agitatore, cassandra mica a Cerignola. Finalmente ci siamo: nellanno dellantipolitica e dei politici-bluff politica (Grillo ci far neri) ma anche il primo italiano ad arrivare alla nale del ci voleva proprio un campione del ramo. World poker tour nel 2009 al Casino di Al tAvolo Con PAolIno. La nomina ha Venezia. Una goduria! Sosterr la Fornero suscitato lentusiasmo dei colleghi. e chieder la legalizzazione del poker live, Mario arriva o no? chiedeva, orecchiata ha detto Adinol prendendosi la Ola dai la notizia, Paolino Bonaiuti ansioso di aprire un tavolo di pokerino a Montecitorio siti del poker e dai comuni che aspirano ad aprire dei casin. Dalla Fornero ancora a Giorgio Stracquadanio intento, da non si sa. membro della giunta per le elezioni, tERzo Pollo. Un democristiano a compulsare il regolamento per poi del terzo tipo per non dire del Terzo polo agitarsi: Mio Dio, c solo lindicazione o terzo pollo perch la vulgata che a per la giacca. giocare a poker si sempre in tre - il fInI non dIoR. In effetti, i padri della quarto il pollo - e in ogni caso la patria non avevano previsto larrivo di un parabola lineare, cera De Mita che onorevole in bermuda e ip op, divisa giocava a tresette ora Adinol, mille cara a Adinol che invece, povero caro, si presentato come si deve. Peccato, per, generazioni dopo, un campionissimo del poker. Quindi un tecnico anche lui quel togliersi sempre le scarpe - una (e si chiama pure Mario). disperazione per i commessi. E quelle mutande in vista dopo limprovviso LONOREVOLE MARIO ADINOLFI. A SINISTRA: DOMENICO SCILIPOTI calo dei pantaloni: Boato in Transatlantico ha scritto lui stesso da vero Falstaff, in un tweet. Lo striptease ha spinto il presidente Fini a un consiglio da Christian Dior: Bretelle, onorevole, un bel paio di bretelle. fERRARA bIS. Ultimo presidente

e il pdl scopr la terza et web


A tre anni dalla sua costituzione, la Consulta dei Seniores del Pdl inne sbarcata sulla Rete. Internet non ha et: come i Seniores possono usare il Web per la comunicazione politica il titolo della prima lezione rivolta ai piddiellini non pi giovanissimi - capeggiati dal deputato Enrico Pianetta - tenuta dal guru berlusconiano Marco Montemagno. I Seniores sembrano entusiasti e ora twittano gioiosi: Invecchiare una forma darte. C. CU.
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Foto: S. Carofei - Agf, A. Cristofari - A3

Marco Travaglio Carta canta

Gori rottama tutto tranne la tv berlusconiana

Lex uomo Fininvest dice cose poco coerenti col preteso rinnovamento. Ora Renzi potrebbe vincere le primarie Pd, ma poi trovarsi contro un centrodestra armato di tre reti Mediaset e due Rai benedette da colui che ha scelto come guru

on bastando quel che dice Matteo Renzi, a dare unidea di come sarebbe il Pd se cadesse in mano al rottamatore orentino ha provveduto il suo suggeritore-consigliere Giorgio Gori in una memorabile intervista a SetteCorriere della sera. Lintervista contiene anche risposte intelligenti, tipo quella sulla totale incompetenza in materia televisiva dei due candidati della societ civile spediti dal Pd nel Cda Rai e dei due nominati da Monti alla presidenza e alla direzione generale. E poche altre. Il resto un misto di banalit e bugie che fanno dubitare del rinnovamento sbandierato tanto da Renzi quanto da Gori, che rischiano di somigliare paurosamente ai vecchi leader. E fanno sospettare di volerli rottamare solo per prenderne il posto e poi fare esattamente le stesse cose. Bergamasco, craxiano, gi a 18 anni, Gori ha diretto una o pi reti Mediaset no al 2001, quando fond Magnolia producendo programmi rivoluzionari come Il Grande Fratello, sempre per Mediaset. Ma questo il meno: il peggio quel che dice e pensa oggi. Vittorio Zincone domanda: si cita il suo passato a Mediaset per attaccare Renzi. Gori risponde: Fu DAlema a denire quellazienda un patrimonio del Paese. Appunto: Mediaset era ed un patrimonio dei suoi azionisti, soprattutto uno; il Paese non centra, a parte quel che ci sono costati ventanni di favori a Mediaset con decine di leggi ad aziendam. sareBBe interessante sapere che ne pensa Gori di quella sciocchezza dalemiana, anche perch DAlema in cima alla lista dei rottamandi. Invece lefebico spin doctor se la cava dicendo ho lasciato Mediaset nel 2001, ben 11 anni fa, ma sono ero di averci lavorato. E, dopo aver auspicato un profondo rinnovamento a partire dal Pd, fa i nomi dei tre suoi preferiti alla guida della Rai: Maurizio Carlotti, Paolo Vasile e Marco Bassetti. Il primo era dirigente di Telecinco (Mediaset), il secondo il capo di Telecinco (sempre Mediaset), il terzo il marito

di Stefania Craxi ed stato lamministratore delegato di Endemol (ancora Mediaset no a qualche mese fa). Sicuro di aver lasciato Mediaset 11 anni fa? Sicuro che il problema della Rai sia la penuria di ex dirigenti Mediaset? In realt Gori non ha ancora fatto i conti con i sette anni trascorsi ai vertici del network berlusconiano (1994-2001) quando Berlusconi era al governo o comunque in Parlamento. Ecco come li racconta a Sette: Berlusconi nel 94, oltre a Retequattro e a Italia1, pens di schierare anche Canale5, ma incontr la resistenza mia, di Mentana, di Costanzo sostenuti da Gianni Letta e Fedele Confalonieri. Non ne fu contento. Trascorso quel periodo, e no al 2001, ho lavorato senza problemi. Lui, il Dottore, non s pi fatto sentire. evidentemente perch era contentissimo: con Montanelli, di cui era molto scontento a causa della sua indipendenza, si fece sentire eccome, e primancora di scendere in campo, nel gennaio 94, mettendolo alla porta del Giornale che aveva fondato. Gori intanto mandava in onda le dichiarazioni di voto di Mike Bongiorno, Vianello, Elia, Zanicchi, i telemanganelli Sgarbi, Liguori e Fede. Nel 1995, alla vigilia dei referendum televisivi per ridurre la pubblicit e il numero delle reti Fininvest, in ossequio alla norma antitrust sancita dalla Corte costituzionale nel novembre 94, fu ancora il Biscione made in Gori a lanciare la campagna a reti Fininvest unicate per il No, con tutte le star mobilitate. Ci pare ancora di vederli, i tupamaros Costanzo, Letta, Confalonieri e Gori che si battono come un sol uomo in clandestinit nella strenua resistenza contro il vergognoso schierarsi delle reti dirette da Gori, ovviamente a sua insaputa. Ora Renzi dice basta con lantiberlusconismo. Forse non sa che, anche se vincesse le primarie del Pd e diventasse il candidato premier del centrosinistra, si ritroverebbe di fronte un centrodestra armato, per la sesta volta in 19 anni, di tre reti Mediaset e due Rai. Gi che c, Gori potrebbe spiegargli leffetto che fa.

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Alessandro De Nicola Provocazioni

Q
Ci sono voluti pi di dieci anni per privatizzare i traghetti della Tirrenia. E ancora non si vede la ne. Nel frattempo nascono come funghi compagnie regionali che fanno concorrenza ai privati

Vide o mare quant bello


uesta settimana si chiude lannosa vicenda della privatizzazione di Tirrenia, la compagnia di navigazione pubblica che collega lItalia alla Sardegna e non solo. La sua pazza storia lesempio tipico del perch sia bene che lo Stato non faccia limprenditore. La compagnia nasce nel lontano 1936 e per lunghi anni viene gestita in perdita nch nel 2001 lallora amministratore delegato, Franco Pecorini, ne preannuncia limminente privatizzazione. Gi la permanenza di questultimo per 25 anni al comando di una societ che inghiottiva in continuazione soldi la dice lunga sui criteri di selezione del management. Comunque, chapeau a Pecorini che sopravvissuto a Craxi, Andreotti, Prodi e Berlusconi! Imminente era una parola grossa. E no al 2009 non si fatto nemmeno un tentativo. Nel frattempo, nel solo periodo 2005-2009 Tirrenia ha ricevuto sussidi pubblici per 1.052 milioni di euro che attualizzati sono quasi 1.300. Mica male. Dopo varie prove (di cui una esperita da un consorzio addirittura capitanato dalla regione Sicilia), nonch il fallimento di Tirrenia, si arrivati nel 2011 alla rma per cederla alla societ Cin, posseduta in parte da fondi di private equity, in parte da operatori del settore. Il prezzo stato ssato in 380 milioni a patto che lo Stato continui a versare per otto anni un consistente pacchetto di sussidi. In cambio lAntitrust ha imposto a Cin di cedere alcune rotte per evitare che si instauri una posizione dominante. TuTTavia, il diavolo sta nei particolari. Infatti, precedentemente erano state spacchettate le societ regionali di navigazione che assicurano le tratte con le isole minori: Caremar (Campania), Saremar (Sardegna) e Toremar (Toscana) mentre la Siremar (Sicilia) rimasta alla capogruppo. Toremar stata privatizzata, mentre Siremar chi lha comprata? Un consorzio di cui detiene la maggioranza ancora una volta lineffabile regione Sicilia! Peccato che, il caso di dirlo, tutto sia ancora in alto mare, perch a ne giugno, su ricorso della cordata concorrente, il Tar ha annullato la procedura di gara attraverso la quale la Trinacria si era appropriata della compagnia. Sapete perch? Perch le banche garanti delloperazione sono state a loro volta pirandellianamente controgarantite dalla Regione Sicilia, congurando cos un illecito aiuto di Stato. Passiamo a Saremar. La regione Sardegna, invece che privatizzare, si messa a fare concorrenza a Tirrenia a prezzi calmierati e anzi si pure rivolta allAntitrust per contestare un presunto cartello tra le imprese private del settore che avrebbero tenuto articialmente alti i prezzi. Peccato che chi di concorrenza ferisce, di concorrenza perisce. Infatti lAntitrust ha a sua volta aperto a maggio una procedura per sospetti sussidi incrociati. Saremar con la stessa societ gestisce sia le rotte sovvenzionate per le isole minori sia quelle con il continente dove in competizione coi privati. Staremo a vedere. Quanto alla Caremar per ora niente vendita, ma possiamo salutare con soddisfazione lentrata di un nuovo concorrente nel mercato. Evviva, di chi si tratta? Ma della Regione Lazio, naturalmente, che sentendosi un po esclusa, ha formato la compagnia Laziomar e ha rilevato le tratte per le belle isole di Ponza e Ventotene. insomma, le compagnie di navigazione pubblica proliferano e, per ricordarci alcuni fastidiosi obblighi europei, nel mese di giugno la Commissione europea ha aperto ben due procedure. Nella prima richiede allItalia di conformarsi alle norme sugli appalti pubblici in quanto ha omesso di indire gare per lassegnazione di servizi di cabotaggio marittimo gestiti, guarda caso, dalle compagnie regionali di Campania, Sardegna e Lazio: i relativi contratti erano scaduti gi nel 2008. Inne, dulcis in fundo, ha chiesto la restituzione di aiuti di Stato erogati a Tirrenia per un ammontare che si stima sui 500 milioni. Cin si giustamente irritata e ha detto che non li pagher lei, mentre a noi cittadini non resta che infuriarci con la classe politica, passata e attuale, che ha permesso tutto ci.
adenicola@adamsmith.it

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Laltra copertina
AllA crisi del mercAto dellAuto dedicAtA lAltrA copertinA. A soffrirne in europA sono soprAttutto itAliA e frAnciA. mentre dAllAmericA AllAsiA le vendite sono in Aumento e si registrAno utili e profitti (servizio A pAg. 116). di ben diverso tenore il temA di copertinA. sembrAvA un rituAle cAncellAto dAllA societ. invece in itAliA si muore AncorA di delitto donore: ben venti donne uccise dAllA ndrAnghetA. in uninchiestA A pAg. 40 tuttA lA verit su unA prAticA bArbArA, oscurA e drAmmAticA

Settimanale di politica cultura economia - www.espressonline.it

N. 29 anno LVIII 19 luglio 2012

IN ItaLIa, e NoN SoLo, La crISI coLpISce durameNte IL mercato. daLLaSIa aLLamerIca INVece SI regIStraNo utILI e profIttI

Lauto ha fatto crac

deLIt to doNore

Nella NdraNgheta aNcora uNa realt p. 40

per ciNesi e arabi tempo di saldi p. 32

europa IN VeNdIta

HoLL aNde dyNaSt y

le doNNe e i guai del premier fraNcese p. 70


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Sommario
116 88 70 44 40 00 100 52

n. 29 - 19 luglio 2012

Questa settimana su www.espressonline.it


comincio luned, il radio blog dedicato alla politica Ogni venerd sul nostro sito, la trasmissione di Luca Sappino e Matteo Marchetti. Trenta minuti di talk con i protagonisti dellattualit politica alle prese con i temi pi caldi della settimana Les halles, trentanni nel cuore di parigi Ha una storia ormai pluridecennale, il centro commerciale parigino che, nel 1979, ha preso il posto degli antichi mercati generali. Il fotografo Ezio DAgostino ne racconta i particolari in Alphabet. In mostra alla Galerie LWS della capitale francese no al 15 settembre. La fotogalleria nella sezione Multimedia baccal, cera una volta un piatto poveroi Al pil pil, Revuelto de ajos frescos, alla Riojana: il baccal vive un revival importante, dalle trattorie ai bistrot no allalta ristorazione. Ecco come sceglierlo al mercato e valorizzarlo al meglio in cucina per creare grandi piatti. Nella sezione Food&Wine terme, massaggi e co. il benessere al maschile Dal Trentino alla Sardegna, dalla Toscana a Capri, la nostra guida alle Spa pi lussuose che dedicano trattamenti mirati per la bellezza e la remise en forme pensati per gli uomini e che includono spesso la dieta e la possibilit di fare sport. Ecco alcune proposte only for men da concedersi regalandosi una settimana di coccole o anche solo unora in pausa pranzo. La fotogalleria con i nostri consigli nella sezione Style&Design

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Questa settimana
31 / monti s, monti no, monti forse di Bruno manfellotto

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Tecnologia
110 / com buona questa app Mappare la deforestazione. Sminare un terreno. Ecco Internet socialmente utile di carola Frediani 140 / baciati daL soLe Stili, colori, forme. Tutti gli occhiali che accompagnano le vacanze di antonia matarrese

Attualit
44 / proBLemi tecnici in casa pd Nel partito cresce la voglia di Monti dopo il 2013. Ma Bersani alza le barricate, su tagli e legge elettorale di marco damilano 48 / iL quirinaLe e Le reGoLe vioLate Perch intercettare il presidente Napolitano contro i dettami della Costituzione di michele ainis 49 / BYe BYe montecitorio Un plotone di parlamentari rischia di saltare alle prossime elezioni. E cerca di salvarsi di susanna turco 52 / io arrivo e taGLio Instancabile. Riservatissimo. Cos Bondi ha messo a punto il piano risparmi di stefano Livadiotti 56 / che enerGia, deLLutri Entrature nei ministeri di Monti, manovre in Parlamento, tangenti sullenergia. In una nuova indagine il potere del senatore di Lirio abbate e paolo Biondani 60 / GaLeotta fu La canna Record dei consumatori di cannabis e marijuana. Ma discutere di legalizzazione uneresia. E le cosche ci guadagnano di tommaso cerno 64 / coLLeZionista di crac Il business della moda. Le ville. I quadri. La parabola di Perna. Che non si d per vinto di Luca piana

Primo Piano
32 / a.a.a. europa vendesi Banche, grandi marchi della moda, porti, aziende energetiche e tecnologiche: il Vecchio Continente passa di mano di federica Bianchi 36 / LisoLa dei quattro sceicchi Lo sbarco del sultano omanita, lemiro in Costa Smeralda, i sauditi a Porto Cervo. La Sardegna sogna una rinascita principesca di enrico arosio

74 / cera una voLta La citY Lo scandalo Barclays, lultimo di una serie, ha minato la ducia degli inglesi nella capitale della nanza mondiale di Leonardo clausi

Reportage
78 / anarchici a miLano Mille giovani con un futuro precario. Che creano comunit nelle case abbandonate. Ecco volti e parole dei nuovi rivoluzionari di Gianluca di feo

Economia
116 / non un paese per auto Troppi stabilimenti e un mercato che si prosciuga. Cos Fiat e francesi soffrono. Mentre i tedeschi volano di maurizio maggi 120 / cara, grande e tartassata Lauto non attrae i giovani. Non pi statyus symbol. E nessuno la vuole di emiliano Fittipaldi 124 / chiamatemi mister cinema Valter Mainetti si lancia in un nuovo business: compra le sale ex Cecchi Gori e punta su Medusa di paola pilati 126 / La banca suL Web Il nanziamento tra i privati di stefano Vergine

Passioni
146 / cinema 147 / spettacoli 148 / musica 149 / arte 150 / Libri 152 / moda 155 / beauty 156 / La tavola 157 / Viaggi 158 / motori 162 / per posta, per email copertina: foto di Justin Paget / Corbis

Cultura
88 / viaGGiare un po vivere Paul Theroux, lerede ideale di Chatwin, spiega perch ci piace girare per il mondo. E d qualche utile consiglio di Wlodek Goldkorn 92 / iL siGnore deLLa saGa Peter Jackson ha terminato le riprese de Lo Hobbit. I segreti di un kolossal di Lorenzo soria 96 / striscia Lo straniero Un famoso fumettista ha trasformato il capolavoro di Camus in un cartoon colloquio con Jos muoz di silvia santirosi

Inchiesta
40/ morire donore Donne uccise dai loro parenti. Per punire il tradimento. Nella ndrangheta ancora la regola. Si indaga su venti casi di Lirio abbate

Rubriche
7 / per esempio di Altan 9 / Lantitaliano di Roberto Saviano 11 / satira preventiva di Michele Serra 13 / parole nel vuoto di Massimo Cacciari 15 / riservato di G. Di Feo e P Di Nicola . 18 / top e op di Marco Damilano 20 / pantheon di Denise Pardo 22 / carta canta di Marco Travaglio 24 / provocazioni di Alessandro De Nicola 77 / senza frontiere di Tahar Ben Jelloun
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Abbonati e abbonamenti
LEspresso inaugura un nuovo servizio destinato a fornire ogni informazione agli abbonati vecchi e nuovi e a raccogliere suggerimenti e lamentele. per abbonarsi, o per saperne di pi sul proprio abbonamento, per segnalare disservizi o ritardi basta visitare il sito www.ilmioabbonamento.it o scrivere allindirizzo mail abbonamenti@ somedia.it o telefonare al numero 199.78.72.78* (0864.25.62.66 per chi chiama da telefoni pubblici, cellulari o non abilitati), dal luned al venerd ore 9,00 - 18,00. per chi gi abbonato e vuole consultare on line lo stato del proprio abbonamento, basta registrarsi sul sito ilmioabbonamento.espresso.repubblica.it/ customer/account/create per acquistare gli arretrati dei prodotti editoriali abbinati aLEspresso, si suggerisce di visitare il sito www.servizioclientiespresso.repubblica.it di scrivere allindirizzo mail arretrati@somedia.it; di rivolgersi direttamente al proprio edicolante di ducia o di telefonare allo stesso numero 199.78.72.78*
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Societ
130 / LoVe story di moda Lei il direttore creativo di Gucci. Lui il presidente della maison. Frida Giannini e Patrizio di Marco si raccontano di Valeria palermi 136 / omaggio a yayoi Una grande mostra celebra lartista al centro di ogni avanguardia di alessandra mamm 139 / borghi Vincenti La success story di Sextantio di Luisa taliento

Mondo
70 / hoLLande donne e Guai La compagna Valrie contro la ex Sgolne. Lostilit di Martine Aubry. Il presidente ha un problema: troppe regine attorno. di denise pardo

Scienze
100 / mio cuGino iL GoriLLa Il genoma conferma la parentela con noi umani. E ora si studiano le poche differenze di Giovanni sabato 105 / saLute

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Bruno Manfellotto Questa settimana

Monti s, Monti no, Monti forse...

Non si sa con quale legge si voter, chi si candider, con quale coalizione. E se il premier dice che nel 2013 lascer, tutti tacciono e ngono di ignorare che la crisi non nita. E ci chiediamo perch in Europa ancora non si dano?

omanda: quant durata lillusione che la parentesi dei tecnici - lincarico afdato a Mario Monti di guidare un governo dei professori sostenuto da una mini-grande coalizione e capace di affrontare la crisi economica fosse loccasione per i partiti politici di rinnovarsi e ritrovare cos il consenso e la ducia dei cittadini? Poco, pochissimo. NoN c voluto molto, infatti, perch riemergessero vecchi vizi, e ne spuntassero perno di nuovi e inediti. Proprio ora che da mezzo mondo ci guardano in casa sperando che lItalia abbandoni per sempre le vecchie abitudini e prosegua lungo la strada imboccata, in atto un sottile tentativo di normalizzare il governo Monti, di condizionarlo, di annetterlo. Magari di levarselo di torno, senza per dirci con cosa e con chi lo si intenda sostituire. Ma andiamo per ordine. Le prime avvisaglie di insofferenza per lo strano gabinetto tecnico, marziani a Roma, gi si manifestarono, ricordate?, appena tre-quattro mesi dopo lesordio, mentre il premier era impegnato in delicate missioni allestero, Libia e Asia: del resto non si ricorda governo della Prima Repubblica che non abbia subto lo stesso trattamento a distanza. Assaggi. Qualcosa si ruppe poi qualche settimana dopo sulla riforma del lavoro, diventata presto solo sda di principio sullarticolo 18, emergenza che costrinse Monti ai primi vertici con Alfano, Bersani e Casini, prima frettolosi, riservati abboccamenti nel tunnel sotterraneo che corre tra il Senato e Palazzo Giustiniani; poi summit ufciali raccontati alle agenzie di stampa e immortalati su Twitter dalle foto scattate da Pierferdi. Fu in quelloccasione, secondo ricostruzioni attendibili, che per la prima volta si baratt qualche ritocco allarticolo 18, antico tab della sinistra, con il rinvio dellasta per le frequenze tv, affaire di conittuale competenza berlusconiana. Poi tutto andato precipitando. Basta pensare alla fatica immane che ha dovuto sopportare il commissario Enrico Bondi

nellespletare il suo compito di spending review (pag. 52) per gli ostacoli dogni tipo che gli hanno posto direttori generali, ragionieri, sottosegretari e grand commis. Intanto la discussione intorno ai costi della politica, agli sprechi del Palazzo e ai privilegi delle categorie doro diventava un penoso, inconcludente balletto. Se questo il quadro, non potevano mancare la corporativa difesa della Rai cos com - per la quale si scomodato perno uno spompato Berlusconi (Rieccolo, lEspresso n. 27) che quando si tratta degli affari suoi ritrova vigore e senso della scena - e il ritorno a suon di fanfara della discussione sulle riforme istituzionali. Aiuto. Ora, le cose stanno cos: da quando il trio ABC ci ha detto che entro venti giorni avremmo avuto una nuova legge elettorale sono passati quasi due mesi durante i quali ognuno stato ben attento a proporre solo il correttivo che farebbe pi comodo alla propria formazione. Insomma, alla vigilia delle pi calde e drammatiche vacanze del dopoguerra, il cittadino italiano non sa con quale legge si andr a votare, chi si candider, chi avr una qualche lontana chance di vittoria e quindi quale sar il governo che potr nascere da questo caos greco. INtaNto Il premIer che c lascia intendere che, se necessario, disposto a continuare il suo lavoro, e gli alleati capiscono che si sta ricandidando, tanto che lui costretto a precisare non solo che non cos, ma che nel 2013 lascer Palazzo Chigi. Seguono elucubrazioni sulla sua voglia di Quirinale. Per non c nessuno che gli dica n non ti muovere n mettiti da parte che arrivo io. Anche perch la crisi non affatto nita e chiunque vinca dovr necessariamente continuare a fare la spola con Bruxelles, tagliare spese, arginare la protesta che monta, fare i conti con la recessione economica. Forse per questo tutti tacciono. E forse per questo, come non ci stanchiamo di scrivere da settimane, in Europa dellItalia ancora non si dano.
Twitter@bmanfellotto
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Primo Piano crisi / chi vince, chi perde

a.a.a. EuroPa vEndEsi a


Tra fondi sovrani e famiglie reali
Principali acquisizioni di societ europee da parte di compagnie extra europee &,1$ La cinese Xuzhou Construction Machinery Group ha annunciato di volere acquistare la partecipazione di maggioranza della Schwing L'Hebei Lingyun Industrial Group Corporation, una sussidiaria della China North Industries, ha comprato la societ di componenti automobilistici Kiekert La cinese Sany Heavy Industry ha acquisito Putzmeister, una societ di ingegneria meccanica Norvegia Svezia *,$3321( La Royal Bank of Scotland ha venduto la sua unit di leasing aereo al Sumitomo Mitsui Financial Group (0,5$7,$5$%,81,7, Abu Dhabi United Group ha comprato il Manchester City 4$7$5 Dexia ha venduto le operazioni turche e lussemburghesi al fondo d'investimento del Qatar Qatar Investment Authority (Qia) ha comprato mezzo miliardo di euro di asset immobiliari dalla societ assicuratrice Groupama La famiglia al Thani del Qatar acquista il Paris Saint Germain Emirati Arabi Uniti Cina Giappone Hong Kong Oman Qatar &,1$ Consorzio di investitori Russia cinesi e giapponesi Taiwan riuniti nella Nevs ha comprato la Saab Volvo venduta dall'americana Ford alla cinese Geely Automobile &,1$ La China National Blue Star acquista la Elken Metals dalla Orkla 4$7$5 La Royal Dutch Shell sta vendendo una quota del 3-5% alla Qatar Investment Authority (Qia) Olanda Gran Bretagna 4 4$7$5 Qatar Investment Authority, che possiede il 10% del Credit Suisse, ha acquistato la sede londinese del Credit Suisse Germania 4$7$5 La famiglia reale del Qatar in trattative per acquistare Valentino Il fondo sovrano Aabar del Qatar investe nel 6,5% di Unicredit &,1$ La cinese Shandong Heavy ha comprato la quota di maggioranza della Ferretti yacht +21*.21*7$,:$1 Hutchison Whampoa (Hong Kong) e i taiwanesi di Evergreen acquistano la concessione del porto di Taranto 5866,$ Il fondo russo Pamplona investe nel 5% di Unicredit

Banche, energia, auto, moda, porti, calcio, Borsa... Cinesi, russi e arabi si danno al grande shopping. Spesso a prezzi di saldo. E non si fermano. Anzi
Di feDerica bianchi
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i narra che liniziativa labbia presa la sceicca Mozha, elegante sovrana del Qatar. Sarebbe stata questa splendida cinquantenne, nota alle cronache soprattutto per le sue mises costosissime e i turbanti colorati, a volere lacquisto di Valentino, lazienda italiana sinonimo di alta moda, dal 2007 di propriet del fondo dinvestimento Permira. Se Mozha questestate riuscisse nellintento (dopotutto la cifra di 600-700 milioni non considerata molto alta), Valentino non sarebbe la prima casa di moda europea a passare in mani orientali. Era gi successo alla Cerruti, acquistata nel 2012 dalla Trinity di Hong Kong, alla Miss Sixty venduta alla cinese Trendy e alla Gianfranco Ferr acquisita

dal Paris Group di Dubai lanno scorso. Ma sarebbe un vero colpo di classe per lo sceicco del Qatar che da tempo si dedica a vario titolo - sotto forma di investimenti della famiglia reale o dello Stato con i fondi sovrani - a un ampio e variegato shopping europeo. Non il solo. Da quando scoppiata la crisi economica nel 2008 sono molti i nouveaux riches che hanno preso di mira lEuropa: dagli Emirati Arabi a Dubai, dalla Cina alla Russia. Tutti Stati in forte espansione economica, per lo pi guidati da regimi autocratici e dittatoriali, attirati dai prezzi da saldo che la crisi innita ha imposto alle nostre aziende-gioiello. Nel caso dei regni del Golfo e della cugina Russia, sono le sterminate ricchezze provenienti da sottosuoli ricchi di petrolio a invogliare allo shopping.

&,1$ Il fondo di investimento sovrano cinese acquista il 30% della divisione esplorazione di Gaz de France La cinese Fosun acquista il 7% di Club Med 4$7$5 Qatar Holdings detiene il 2% di Energias do Portugal &,1$ China Three Gorges detiene il 21% di Energias do Portugal La cinese State Grid International ha acquisito il 25% di Redes Energetica Nacionais 20$1 Oman Oil ha acquisito il 15% di Redes Energetica Nacionais

Francia Svizzera

4$7$5 Qatar Holdings acquista il 6,2% Iberdrola Portogallo (0,5$7,$5$%,81,7, Royal Emirates di Dubai compra il Getafe Club de Futbol Spagna La compagnia petrolifera de degli Emirati Arabi compra il 33% de della societ petrolifera Cesp

Italia

Grecia &,1$ La cinese Cosco detiene i diritti sulla parte principale del porto del Pireo

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Primo Piano
Nel caso della Cina, lesigenza di trovare investimenti redditizi per le riserve di valuta estera accumulate in decenni di tumultuose esportazioni. Nel mirino degli affaristi ci sono marchi che evocano il sogno e gli investimenti con rendimenti a doppia cifra. Il Qatar un buon esempio. Risalgono al 2009 i suoi investimenti in Porsche e Wolkswagen. Nello stesso anno aveva tentato invano di aggiudicarsi la squadra di calcio del Manchester City, nita poi tra le propriet del fondo sovrano di Abu Dhabi, per ripiegare lanno successivo sul Paris Saint Germain. E se in Inghilterra Hamad bin Kalifa al-Thani ha messo le mani su una quota della London Stock Exchange, dei supermercati Sainsbury e della banca Barclays, oltre che sul 100 per cento degli storici grandi magazzini Harrods, in Francia ha comprato le attivit turche e le operazioni lussemburghesi di Dexia, la banca francobelga vittima della crisi del debito sovrano, e pochi mesi fa entrato con l1 per cento nel titano mondiale del lusso Lvmh. Il mondo ormai cambiato, sottolinea Simone Alvaro, responsabile dellufcio studi giuridici della Consob: I Paesi produttori di petrolio e di materie prime hanno conquistato dal 2007 un grande vantaggio economico. Non a caso i loro fondi sovrani, un tempo propensi a investire solo in obbligazioni Usa, ora sono pronti a una diversicazione pi spinta degli ingenti patrimoni. Cos diventano protagonisti delleconomia mondiale: a piazza Affari detengono quote in un terzo delle societ del listino, a Londra partecipazioni in un quarto.Bisogna cominciare a prendere atto dei cambiamenti, prosegue Alvaro: E non si pu pensare che siano temporanei, soltanto dovuti alla crisi. Con il potere economico che si sposta ad Oriente inevitabile che anche i simboli del successo economico passino di mano verso regioni dove abbondano denari e opportunit di crescita. Certo per che la crisi dellEurozona ha offerto il anco agli acquisti stranieri. Sempre pi importanti, talvolta anche strategici. Non fosse stato costretto dal piano di salvataggio europeo, il Portogallo non avrebbe mai privatizzato la sua societ elettrica, Energias do Portugal, spalancando le porte al Qatar (con il 2 per cento) e alla Cina, che tramite il braccio dinvestimento China
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Il Potere economIco sI sPosta a orIente. e InsIeme mIgrano anche I sImbolI del successo

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Foto: M. Lombezzi - Contrasto, E. Cremaschi - Luzphoto, M. Regan - Gettyimages, A. Penso - OnOff, Pag 32-33: H. Gruyaert - Magnum Photos / Contrasto

Three Gorges International ne ha acquistato oltre il 20 per cento. Per non parlare dellinvestimento qatarino (6,19 per cento) nella spagnola Iberdrola, la maggiore societ di energia eolica al mondo. Dal canto loro gli Emirati Arabi, tramite il fondo sovrano International Petroleum Investment (Ipic), hanno approttato della crisi per comprare dalla francese Total il 49 per cento di Cepsa, la seconda societ petrolifera spagnola, che si va ad aggiungere al 47 per cento gi detenuto, consolidando cos il proprio portafoglio globale di investimenti nel settore energetico. In Italia il fondo sovrano di Abu Dhabi si aggiudicato nel 2010 una quota del 6,5 per

cento di una Unicredit in difcolt, seguito questanno dal fondo russo Pamplona con il 5 per cento.Risultato: tra libici (al 7), arabi e russi, sono gli stranieri a detenere la partecipazione di maggioranza del colosso bancario nazionale. A fare man bassa di aziende europee non sono solo gli arabi, seppure dominanti, anche per naturale sbocco geograco. Il miliardario messicano Carlos Slim ha annunciato che un buon momento per investire in Europa e ha offerto 3,5 miliardi di dollari per far lievitare al 28 per cento la sua partecipazione nel monopolio delle telecomunicazioni olandesi Kpn. I miliardari russi, oltre ai nostri club di calcio, dal Chelsea al Monaco, puntano alle rafnerie petrolifere. Lo scorso marzo un tycoon amico del presidente Vladimir Putin ha acquistato quella di Anversa in Belgio, una delle cinque pi grandi dEuropa, dopo che la recessione laveva costretta a portare i libri in tribunale. Sono per i cinesi, storicamente pi attratti dagli investimenti negli Usa ma da questi pi volte e su pi fronti respinti, a essere diventati i serial buyer dEuropa. Mentre declinano gentilmente le richieste di acquisto del debito sovrano da parte dei governi dellEurozona, non perdono occasione per entrare nelle aziende in cerca di un cavaliere bianco. Secondo la A Capital, una societ di private equity con quartier generale a Pechino e a Parigi, lEuropa diventata nel 2011 la principale destinazione degli investimenti cinesi allestero, che dal 2009 sono triplicati

dopo avere passato gli ultimi venti anni ad accumulare ricchezze, stanno ora scoprendo il piacere dellozio e degli hobby. Barca inclusa. LItalia dovrebbe sfruttare a suo vantaggio questa situazione di grande interesse da parte di arabi e cinesi verso lEuropa, spiega Bernardo Bortolotti, docente di economia a Torino e direttore del Laboratorio di investimento sovrano del Centro Paolo Baf delluniversit Bocconi: Potrebbe utilizzare il fondo sovrano della Cassa depositi e prestiti come un fondo di private equity per investire nelle aziende italiane insieme a partner stranieri, garantendo loro la bont dellinvestimento. Se infatti linteresse straniero nelle aziende italiane era cresciuto molto nel 2011 con un aumento dell80 per cento delle M&A rispetto al 2010, nel primo semestre del 2012 si sono concluse operazioni per soli 5 miliardi di euro. Il rallentamento degli iL PORtO dEL PiREO. A sinistRA: unO stAnd FERREtti yACHt; vALEntinO GARAvAni; unA PARtitA dEL MAnCHEstER City investimenti stranieri riflette leffetto dirischio Paeselegato di numero e aumentati di valore, con il nu- le merci prodotte in patria. La societ statale allarea euro ha sottolineato Maximilian mero di transazioni sopra il milione di euro Cosco ha conquistato il porto greco del Pireo Fiani, partner di Kpmg. Senza contare che la che ha sorato quota 200 nellultimo bienno. mentre la Hutchison Whampoa di Li Ka- piccola taglia delle nostre aziende non semUn esempio calzante il recente acquisto da shing, ha ottenuto i diritti di sfruttamento del pre appetibile per i grandi investitori. E infatti mentre con un occhio guarda a parte del fondo sovrano cinese (Cic) di una porto di Taranto a met con i taiwanesi di Valentino, con laltro lo sceicco del Qatar ha partecipazione del 30 per cento nella divisio- Evergreen. La natura degli acquisti dei cinesi sta cam- gi messo a fuoco Fincantieri ed Eni. Non ne esplorazione e produzione della societ biando. Se prima cercavano soprattutto mi meraviglierei se qualcuno avesse mire francese Gaz de France Suez. Complessivamente gli investimenti di Pe- occasioni in regioni ricche di materie prime, anche su Snam rete gas, aggiunge Bortolotchino allestero hanno raggiunto i 68 miliar- adesso guardano allinvestimento estero co- ti. Ma con aziende di questo calibro si podi di dollari, secondo le stime dellOnu: una me a uno strumento per salire di grado lungo trebbe entrare in unarea delicata, dove le cifra ancora piccola rispetto a quella degli la catena del valore, spiega Andr Loe- ragioni politiche si sovrappongono facilUsa, ma quintuplicata rispetto a cinque anni sekrug-Pietri, fondatore di Capital A: Cer- mente a quelle economiche. E proprio fa. Soprattutto, si tratta di numeri destinati a cano opportunit di acquisto che possano questo il problema pi delicato: quanto si moltiplicarsi in futuro, grazie allappoggio dare loro un vantaggio competitivo in pa- pu aprire il capitale di societ strategiche del governo a ogni forma di investimento tria. Un esempio perfetto quello del Club che operano nella difesa, nellenergia, nelle estero, no a potere raggiungere nel 2016 Med, di cui il gruppo privato Fosun ha acqui- tlc a fondi di paesi come la Cina, la Russia, lincredibile soglia degli 800 miliardi di dol- stato il 10 per cento, sapendo bene che il gli Stati arabi? Ci vorrebbe una concertalari. A fare gola in Europa sono le societ di mercato turistico cinese in espansione ver- zione europea, non tanto per limitare gli energia elettrica o rinnovabile, di componen- tiginosa. Un altro quello dellitaliana Ferret- acquisti da parte degli stranieri di cui non tistica, come la norvegese Elkem pagata ti. Dopo avere ottenuto nel 2009 il controllo possiamo fare a meno visto che non riusciadalla China National Blustar ben 2 miliardi della francese Moteurs Baudouin, leader nei mo a generare da soli investimenti di lungo di dollari in una delle maggiori acquisizioni motori marini di qualit, questanno la socie- periodo, ma magari per introdurre alcune cinesi in Europa, ma anche i produttori tede- t statale Weichai ha acquistato il produttore clausole agli acquisti. E non rischiare di schi di macchine di precisione e gli snodi lo- di yacht con lobiettivo di offrire un prodotto svendere insieme alle aziende anche i valori gistici come i porti, sbocchi fondamentali per di eccellenza ai multimiliardari asiatici che, della vecchia Europa. n
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Primo Piano europa vendesi / il business turismo

Lisola dei quattro sceicchi


Di enrico arosio

atmosfere e lussi da mille e una notte. tra jet privati, yacht grandi come traghetti, flottiglie di auto
Churchill, come re Hussein di Giordania, islamista moderato, liberale in economia, cavallerizzo, promotore di musica classica, fondatore di unorchestra sinfonica da 120 elementi, fautore del dialogo diplomatico tra Usa e Iraq e di cauti passi verso lIran. Se uno cos, possessore di ben cinque superyacht (anche un attempato 103 metri sfornato nel 1982 dai cantieri Picchiotti) disposto a iniettare petrodollari, ovunque voglia, molti sardi sono pronti a dire grazie. Tanto pi che dopo una missione riservata a Roma, in maggio, un altro liquidissimo orientale, il magnate dellacciaio indiano Pramod Agarwa, ha rivelato allEspresso la sua volont di acquisire i villaggi turistici Valtur, che nellisola sono presenti a Golfo Aranci, Santo Stefano e Baia di Conte, e nei suoi progetti potrebbero allargarsi alla costa sud o verso Stintino a nord-ovest. Ma prima dellOman e degli indiani, sera mosso un altro capo di Stato, quello del Qatar. Con lemiro Al Thani, che impegnato su vari fronti. Per esempio la Meridiana Fly, la compagnia aerea fondata dallAga Khan che ha base a Olbia e vola in cieli turbolenti, a maggio dichiarava un rosso di 130 milioni di euro nel bilancio consolidato, e un elevato indebitamento. Oppure la costa verso Chia e Teulada e il gi citato Forte Village del gruppo Marcegaglia (che per i mantovani un resort redditizio, diversamente dalla sfortunato ex Arsenale alla Maddalena, il Maddalena Hotel e lo Yacht Club, orfano del G8 annullato e della mala gestione della cricca Balducci & Bertolaso, che questestate rester chiuso). Ma soprattutto la Qatar Investment Holding gi in piena azione nella Costa Smeralda acquisita dallamericano Tom Barrack con i suoi celebrati alberghi a 5 stelle. In queste settimane un manager della Qatar Investment, Mohamed Al-Sayed, sta esaminando nei dettagli le singole propriet tra Porto Cervo e Cala di Volpe. Allhotel Cervo la delegazione qatariota si riunita con i dirigenti americani. E il 29 giugno lemiro Al Thani ha incontrato a Roma, con discrezione, il governatore sardo Ugo Cappellacci e Valenti-

Lo sbarco del sultano omanita. Lemiro in Costa Smeralda. I sauditi a Porto Cervo. E la Sardegna sogna una rinascita principesca
ome mai il bianco maxiyacht Al Said, 155 metri (poco meno di un traghetto Moby Lines), se ne sta ormeggiato nel porto di Cagliari, assistito da una nave-appoggio? Limmenso bestione prodotto dai cantieri Lrssen reca il nome del proprietario, il sultano dellOman, Qaboos bin Said Al Said, il baldo settantenne che prese il potere nel 1970 rovesciando a forza il padre e oggi governa lo Stato arabo con piglio dequilibrista tra buone relazioni con lIran e una storica vicinanza a Regno Unito e Usa. Il sultano sbarcato dal suo jet il 10 luglio, in anticipo sulle attese: ufficialmente per turismo. E i suoi arrivi sono sempre seguiti da gesti e manovre da Mille e una notte. Quattro anni fa, a Palermo, si port appresso due elicotteri, una otta di Mercedes blindate, un codazzo il sultano delloman Qaboos bin said al said. di 600 persone, requis lin- a destra: una festa in costa smeralda tero albergo Villa Igiea, fece dispensare mance pazzesche e don i fasti anni Sessanta del principe ismaiRolex doro al sindaco e al presidente lita Karim Aga Khan, sembrano pundella Regione, sbalordendo tutti con tare occhi e denari sullisola dei nurauna festa daddio memorabile. ghe. Tanto che quasi si potrebbe ridiMa forse c qualcosaltro, in questa segnare la bandiera sarda: al posto dei estate dove i magnati arabi, e altri quattro mori, quattro sceicchi. Forse investitori orientali, quasi a rinverdire il Creso dellOman arriva anche per
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affari. La vox populi lo d tra gli interessati a insediamenti turistici nel sud Sardegna: il Forte Village di Pula, a ovest, o la costa verso Villasimius a est. E non si esclude che lo Stato dellOman possa essere interessato proprio al porto di Cagliari, una bella addormentata che non si sveglia mai. Questo almeno negli auspici del presidente dellAutorit portuale, lex senatore Pdl Piergiorgio Massidda, che conferma allEspresso di essere andato a trovare il sultano in Oman, e di essersi studiato il porto di Salalah, citt natale del capo di Stato, per capire se Cagliari possa in futuro intecettare un po di traffico mediterraneo, perch gli omaniti sono buoni smistatori di prodotti cinesi e indiani verso lEuropa. Cagliari uno scalo sottoutilizzato: un traffico di 600 mila teu (lunit di misura dei container) rispetto a un potenziale di un milione e mezzo. Lidea dellamministrazione di potenziare sia il porto canale, per il traffico commerciale, sia il porto storico per diportismo e crociere. E qui un erroraccio clamoroso gi stato fatto: il

molo Ichnusa, vicino al quale ormeggiato il gigantesco Al Said, inaugur un terminal crociere nel 2008, ma non lo si pot usare perch il fondale era troppo basso e non dragabile pi di tanto; cos ora si costretti a realizzare un nuovo terminal sul vicino molo Rinascita, con ulteriore spesa. Quali che siano le vere mire del sultano, il personaggio fa sognare una parte dei sardi, preoccupati dalleconomia recessiva, dalle pessime stime su un calo significativo delle presenze turistiche, dai posti di lavoro persi nelle ultime attivit industriali rimaste, lalluminio, le miniere, il petrolchimico, dalla crisi della pastorizia. E allarma unaltra parte, quelli che non vogliono una Sardegna in svendita e diffidano delle apparizioni sacre, come le chiama, pungente, lo scrittore ambientalista Giorgio Todde. Con queste brutte lune, gioco facile per il miliardario col turbante incarnare il proverbiale cavaliere bianco. A Qaboos bin Said al Said non manca nulla per affascinare: allievo dellAccademia militare britannica di Sandhurst, come

Foto: P Macdiardid - Rex Features / Olycom, T. M. Puglia - Gettyimages .

Principe a quattro ruote


Tra i personaggi pi pittoreschi che compaiono e ricompaiono a Porto Cervo c lesagerato cronico Mohammad bin Fahd, principe saudita, 61 enne glio assai viziato di re Fahd dArabia Saudita, morto nel 2005. Padre di sei gli, il governatore delle Province orientali e fondatore della PM University di Al Khobar, un ateneo privato. Controverso in patria per lo stile di vita non troppo rigoroso, nelle sue puntate mediterranee, tra Portono e Montecarlo, fa volentieri un salto a Porto Cervo col suo yacht Montkaj: sono solo 78 metri, ahilui, ma in banchina lo attendono i bolidi della sua collezione, la vera mania del principe. Quando sbarc nel 2008 esib pezzi roboanti come una Lamborghini Gallardo spider, una Porsche Carrera 4S, una rara Bmw Alpina B6, una Ferrari 575 Superamerica. Lanno scorso svel agli occhi dei curiosi una Bentley Continental, una Aston Martin, un paio di Mercedes e una Ferrari 458 gialla. E questanno, con la crisi, poveruomo?
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Primo Piano
Quando gli Hariri, i gli dellex premier libanese, padroni di mezza Beirut, atterrano in jet privato allo scalo dellAviazione generale di Olbia, non rilasciano comunicati stampa; e cos i familiari dellemiro di Abu Dhabi, o il sultano del Brunei, che pure utilizza per s e la sua corte un megalomane Boeing 767 (lo stesso modello del magnate russo Roman Abramovich), lungo 56 metri e costato 250 milioni di dollari. Ma questestate, segnalano dallAviazione generale, in agosto si prevedono 3.500 aerei, contro i 4.500 di un anno precrisi come il 2007. E in generale, si coglie da indiscrezioni nel mondo chiuso dei paperoni arabi, se non migliora la qualit del servizio, in una stagione gi troppo breve (ad aprile, ospiti del Golf club del Pevero erano scandalizzati perch cera un solo ristorante aperto) potrebbero scegliere altri lidi, come Ibiza. Gli sceicchi, infatti, verrebbero anche pi spesso fuori stagione, ma gli operatori sardi non rispondono. Sar certamente una coincidenza, ma un membro della famiglia reale del Qatar si appena comprato lisola greca di Oxia, 500 ettari, vicino a Itaca... E cos si spera che non tradiscano tipi generosi e veterani della bella vita smeraldina come Nasser Al-Rashid, curatore daffari della famiglia reale saudita, armatore del clamoroso Lady Moura, un panfilo Blohm + Voss di 106 metri sospinto da due motori da 6.800 cavalli. Anche lui organizzatore di memorabili party, ogni volta definiti esclusivi e ogni volta ambiti da cortigiane, imbucati e servi sciocchi. Mentre i tanti sardi a terra sognano, e calcolano, e risognano: dopo la bandana del Cavaliere, la Sardegna col turbante. n

lEMirO dEl qaTar E sua MOgliE MOzHa. a dEsTra: la spiaggia di pula nEl CagliariTanO. sOTTO: lO yaCHT al said dEl sulTanO dEllOMan, lungO 155 METri

no Valentini, storico collaboratore di Silvio Berlusconi, tanto che si pensa che, oltre che di turismo di lusso e di Meridiana, si sia parlato anche di petrolio. In parallelo, la Camera di Commercio di Cagliari ha segnalato agli operatori sardi lopportunit di investire in Al Markhya, un grande mall commerciale a Doha. Una cosa, al momento, certa: leffetto Qatar, sul rilancio della Costa Smeralda, in calo di presenze e di prestigio, dar frutti non prima dellestate 2013. Anche se in parecchi, tra i membri di lunga data del Consorzio Costa Smeralda che riunisce i proprietari di case, terreni e boutique, diciamo il partito dellAga Khan, si rallegrano della chiusura cos simbolica del locale Billionaire di Flavio Briatore, testimone di unepoca volgarotta e nouveau riche che si vorrebbe archiviare. Non solo, infatti, il principe Aga Khan, da cosmopolita loinglese, ha sempre intrattenuto uno stile assai diverso. Gli stessi ricchi mediorientali proprietari di ville o maxiyacht, in buona parte si muovono con modi discreti, molto differenti dai russi, come certifica un conoscitore, larchitetto
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Enzo Satta, che fu lautore del primo progetto di sviluppo della Costa. Una ventina di arabi, non tutti lo sanno, possiede immobili in loco: si va dal notissimo ex ministro del petrolio saudita Zaki Yamani nella sua villa bunker a Romazzino, no al businessman, sempre saudita, e legato alla famiglia reale, che abita dal 1999 la villa Arcu de Chelu ma detesta la pubblicit.

il ricchissimo sovrano omanita Potrebbe investire nel forte village e in altri resort del cagliaritano. mentre un magnate indiano vuole i villaggi valtur

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Foto: H. Tyagi - Epa / Corbis, M. Casiraghi - Cuboimages, Olycom

Inchiesta

codice mafia

morIre donore
Di lirio abbate

Il boss si fa lharem
Il boss Francesco Pesce, detto Cicciu testuni, cugino di Giuseppina, aveva unamante diversa per ogni sera trascorsa nel bunker di Rosarno, durante la latitanza. E per lharem, formato da ragazze che arrivavano da ogni angolo della piana di Gioia Tauro, gli investigatori lo hanno ribattezzato Ciccio il califfo. Il boss sposato con la giovane Maria Stanganelli, che sotto processo a Palmi. Ma il matrimonio non gli ha impedito di avere rapporti con altre donne. Il codice donore imposto dalla ndrangheta, che punisce con la morte le donne che tradiscono, per gli uomini non vale. Pesce stato arrestato dai carabinieri nellagosto 2011. Nel covo in cui si rifugiava sono arrivati seguendo una rumena. La bella donna era stata sistemata da Pesce a lavorare nel bar di un distributore: una propriet del boss, che le pagava anche laftto. Era la sua preferita. E dalle intercettazioni emerge che le altre ragazze, che a turno entravano nel covo, facevano a gara per diventare la preferita e ottenere beneci economici. In un caso gli inquirenti hanno anche registrato la telefonata fra una giovane e suo padre, in cui questultimo spingeva la glia ad andare a trovare il boss: se lo avesse conquistato, lei ci avrebbe guadagnato e la sua famiglia avrebbe ottenuto il rispetto del paese. Nel covo sarebbe arrivata anche la ex protagonista di un reality show. L.A.
FRaNCESCo PESCE. a SINISTRa: IL doLoRE dELLE doNNE dI FRoNTE a uNa MoRTE vIoLENTa

Donne uccise. Dai loro parenti. Per punire il tradimento. Nella ndrangheta ancora la regola. Si indaga su 20 casi
ste rivelazioni il procuratore aggiunto antimaa di Reggio Calabria, Michele Prestipino, sta riaprendo le indagini su una ventina di casi, archiviati come suicidio o rimasti senza colpevoli. Tutti delitti donore, tutti con lo stesso movente. La donna che tradisce o disonora la famiglia deve essere punita con la morte, ha detto ai giudici di Palmi poche settimane fa Giuseppina Pesce. Ha trentatre anni, un cognome importante nella Piana di Gioia Tauro e una memoria che sta mettendo in crisi il gotha del potere criminale. I Pesce sono uno dei clan storici di questa valle ai piedi dellAspromonte, terra fertile di agrumeti e ulivi secolari dove negli anni Settanta fu costruito un colossale polo siderurgico, inutile cattedrale dacciaio, con un porto che ha fatto da terminale a qualunque trafco: un sistema che ha arricchito la dinastia maosa pi potente di Calabria. Lei nata e cresciuta in quel mondo: il padre e lo zio sono i boss della zona, autorit indiscusse. Il percorso di collaborazione complicato, tortuoso, sofferto, cos com stata la sua vita. Conosce il marito ad appena 14 anni, lui ne ha 22. Rimane incinta a 15 anni, il primo di tre gli, e per riparare agli occhi del paese deve ricorrere alla fuitina. Appena maggiorenne si sposa ed entra a pieno titolo nella casata che domina Rosarno, 15 mila anime, tanti, tantissimi omicidi e uneconomia interamente nelle mani delle cosche. La quotidia-

una strage, coperta dallomert e dallindifferenza: 20 donne assassinate, nella sola Piana di Gioia Tauro. Vittime di una brutalit antica, che ha cambiato volto ma resta identica nella sua ferocia atavica: il delitto donore. S, nel Ventunesimo secolo esiste ancora. Come nel remoto Afghanistan dei talebani, anche in Calabria resiste il codice pi feroce, che punisce con la morte il tradimento femminile. La ndrangheta ignora la modernit, anzi la trasforma in una colpa. Adesso non ammazza soltanto chi ha una vera relazione,ma persino le ragazze che fanno amicizia sul Web: chattare, intrecciare legami virtuali basta a scatenare la sentenza denitiva. E il matrimonio indissolubile oltre la morte: la vedova di un afliato non pu rifarsi una vita, riscoprire lamore. Il clan non lo tollera: pretende che lonta venga lavata dagli stessi familiari. Figli, padri, fratelli si trasformano in esecutori. Spesso nascondono la verit simulando il suicidio,ma il messaggio di vendetta chiaro: condiviso da molti nei paesi dove comandano le cosche. I parenti assassini sfoggiano erezza e orgoglio: lavano con il sangue del loro sangue la vergogna da cui si sentivano macchiati e riconquistano il rispetto della comunit. Adesso alcune giovani coraggiose hanno sdato questa gabbia di orrore. Sanno di non avere scampo, sanno che per amore sarebbero andate incontro alla morte.Altre donne, magistrati dello Stato, come Alessandra Cerreti, le hanno convinte a collaborare garantendo protezione. Cos a que40 |

nit di Giuseppina a contatto con killer, esattori del racket, narcotrafcanti. Suo marito un giovane con aspirazioni criminali e si sente in diritto di trattarla come una bestia. Mi picchiava perch mi ribellavo, perch dicevo le cose che pensavo, e lui per farmi stare zitta mi aggrediva. Dopo esitazioni e ripensamenti, decide di darsi del pm antimaa Cerreti: le racconta sedici anni di botte e segregazioni. Riferisce retroscena maosi e storie di altre donne, massacrate perch ritenute traditrici. Quello che doveva essere il suo destino. Dopo tanta brutalit, Giuseppina conosce un uomo gentile, che le dedica attenzioni. Riscopre la gioia, si sente ancora ragazza, pronta a tutto pur di vivere con lui. Ma sa che il clan non la perdoner. A salvarla larresto, con laccusa di aver partecipato agli affari della cosca. Mi avreb-

bero ucciso, perch le donne che tradiscono vengono uccise. una legge. Ed successo tante volte in passato, perch qui, in Calabria, ragionano cos. Hanno questa mentalit. Davanti ai magistrati ricostruisce fatti concreti: donne fatte sparire, i loro amanti assassinati. Riapre un caso degli anni Ottanta che molti a Rosarno vogliono dimenticare: il dramma di sua cugina Annunziata Pesce, glia dellaltro boss del paese. In questo caso, addirittura un doppio oltraggio: vuole lasciare il marito per fuggire con un carabiniere di cui si innamorata. Unonta inaccettabile, che viola tutti i codici della ndrangheta. Annunziata viene prelevata a forza da due persone mentre cammina nel viale principale, in pieno giorno. La caricano su unauto, che sfreccia via: nessuno ne sapr pi nulla. Il carabiniere trasferito, la scomparsa della

donna totalmente dimenticata. Ma la cugina ricorda quello che dicevano in casa e lo mette a verbale: Annunziata stata ammazzata dai suoi fratelli e il cadavere fatto sparire. Oggi i pm stanno indagando su parecchie vicende simili, molte delle quali coperte dal segreto investigativo. Le nuove istruttorie fanno luce sulla versione aggiornata del delitto donore, lontano dalle commedie anni Sessanta, come Divorzio allitaliana interpretato da Marcello Mastroianni e Stefania Sandrelli. Fino al 1981 la legge riconosceva il valore sociale dellonore e concedeva le attenuanti a chi ammazzava per difendere la reputazione. Poi la norma stata abolita. Salvo che nei feudi delle mae. L si scopre che la fedelt per sempre. La formula nch morte non vi separi non vale per la ndrangheta. Nel
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Foto: Franco Zecchin, ansa

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inchiesta
2007, sempre a Rosarno, Domenica Legato viene trovata agonizzante sotto la sua abitazione e smette di respirare poco dopo il ricovero. Era vedova da alcuni anni, il glio ha sostenuto che si era gettata dal balcone: un suicidio. Ora alcuni pentiti offrono unaltra verit: stata uccisa perch frequentava un uomo. E il clan non tollerava loffesa al ricordo del marito. Una perizia dei carabinieri del Ris ha accertato, come aveva scritto il medico legale, che sulle mani di Domenica cerano numerosi tagli: come se prima di buttarsi o di venire spinta gi, avesse tentato di parare i colpi sferrati con un coltello. Anche luomo che lei amava stato poi trovato morto. Ma non lunico caso di vedova uccisa per onore postumo. Nel 1994 i sicari calabresi si sono spostati da Rosarno no a Genova. E qui hanno eliminato Maria Teresa Gallucci, una bella quarantenne, vedova di un muratore deceduto mentre ristrutturava la casa dei boss Pesce. Molti anni dopo la morte del marito, con i due gli gi grandi, inizia una relazione con un commerciante del suo paese. Il clan non approva. Prima prendono di mira luomo. Gli sparano una rafca sui genitali, morir dopo lunga sofferenza. Maria Teresa capisce di essere in pericolo. Va a Genova, ospite della sorella, e si barrica in casa, terrorizzata. Una fuga inutile. I sicari irrompono nellappartamento, uccidono lei, lanziana madre e una sua nipote di ventidue anni. Una carnecina. Gli investigatori pensano a unazione della ndrangheta, a una vendetta trasversale. Ora si scoperto che anche quello stato un delitto donore: i killer non hanno lasciato testimoni. Bisogna essere fedeli anche ai morti. E lo si deve essere persino su Facebook. L11 maggio 2011 Maria Concetta Cacciola si presenta ai carabinieri di Rosarno. Ha 31
C ancora chi crede alle leggende sui codici donore. Alle dicerie popolari secondo cui la maa rispetta le donne e i bambini. No. La realt molto diversa. E se anche oggi sempre pi spesso ci sono gure femminili al vertice dei clan, si tratta sempre di supplenti degli uomini detenuti. Perch le cosche sono maschie e disprezzano le donne, rivendicando regole ataviche che non ammettono lemancipazione. E non risparmiano laltro sesso. Lo dimostra
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non importa che ladulterio sia reale. anche solo chattare sul web da punire. e lomicidio spesso mascherato da suicidio

da sinistra: maria stanganelli; anziane donne in calabria; giuseppina pesce

Quelle 157 donne uccise dai padrini

anni, tre gli e un marito in cella da parecchio tempo con una condanna pesante per maa. Dice che vogliono ucciderla e racconta una storia che ha dellincredibile. Dice di avere una relazione su Internet con un altro uomo, un legame virtuale. Platonico. Ma qualcuno informa la sua famiglia con una lettera anonima e scoppia il dramma. Il padre la picchia violentemente e lavverte: Questo il tuo matrimonio e te lo tieni per tutta la vita. A questo punto i carabinieri la trasferiscono in una localit protetta, una testimone preziosa sulle attivit della cosca. Solo l, pu nalmente conoscere e incontrare luomo dei suoi sogni telematici, ma solo in presenza della scorta. Da Rosarno arrivano pressioni per farla tornare a casa e ritrattare. In paese, tra laltro, sono rimail dossier realizzato dallassociazione daSud che censisce ben 157 storie di donne ammazzate da Cosa nostra, ndrangheta, camorra e Sacra corona unita. un elenco raccapricciante, che si apre con una ragazzina palermitana: Emanuela Sansone, 17 anni. Fu uccisa il 27 dicembre 1896, perch si sospettava che la madre avesse denunciato i picciotti che falsicavano bancanote. Graziella Campagna, stessa et, venne eliminata nel 1985: lavorava in una

sti i suoi gli. La convincono con linganno. Lei spera di recuperare i bambini e poi scappare, chiedendo ancora laiuto delle istituzioni. Invece il 20 agosto 2011 Maria Concetta viene trovata agonizzante dai genitori: ha ingoiato acido muriatico, muore poche ore dopo. La famiglia sostiene che si suicidata. I pm accusano padre, madre, fratello per le pressioni e i maltrattamenti con cui lhanno spinta a ritrattare. E seguono la pista dellomicidio. In procura fascicoli come questo vengono riaperti. Decine di storie che arrivano da tutto il Reggino. Anche Simona Napoli sei mesi fa si salvata correndo dai carabilavanderia e in una camicia da pulire aveva scoperto lagendina di un latitante. Molte sono cadute sotto i colpi delle vendette trasversali, per trasmettere un messaggio di morte ai loro mariti: persino Carmela Minniti, consorte di Nitto Santapaola, morta cos. Altre sono state abbattute assieme ai loro compagni, per rendere ancora pi plateale la ferocia delle esecuzioni: come Emanuela Setti Carraro, morta al anco del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa

nieri. In caserma ha detto che il padre aveva appena ucciso il suo amante: La prossima vittima sar io. Lei ha solo 25 anni, una glia e un matrimonio in pezzi. Invece con Fabrizio Pioli si sente rinascere: una ragazza innamorata, se ne frega delle regole del paese. Mio padre mi ha picchiato pi volte. Mi ha minacciato: se avessi conosciuto un altro, avrebbe preferito una glia morta che disonorata.
nel 1982. Spesso i killer sbagliano bersaglio: nel napoletano la vita di tre minorenni stata stroncata nelle mattanze di camorra. Si chiamavano Rosa Visone, 16 anni, Filomena Morlando, 17, e Annalisa Durante di soli 14 anni. Molte sono nite sotto le rafche tirate nel mucchio, come le tre signore e la bambina rimaste sul prato di Portella della Ginestra. Drammatica la sorte di Rossella Casini, una bella studentessa orentina che nel 1981

Anche loro si erano conosciuti su Facebook. Fabrizio, 31 anni, ha intenzioni serie. Non vuole nascondersi. Ma quando si presenta a casa di Simona, il padre si infuria: lo insegue, lo uccide e fa sparire il corpo assieme al fratello della ragazza. Anche la madre stata arrestata per complicit. Troppo disonorevole e inaccettabile stata infatti la visita fatta dalla vittima a Simona Napoli, coniugata e madre di un
si innamora di un ragazzo di Palmi coinvolto in una faida: lui si salvato, lei no. Altre sono state trovate morte, con il sospetto che siano state indotte al suicidio: ad esempio, Santa Boccafusca, moglie di un boss calabrese. Ma la maa riesce a uccidere con la disperazione: Rita Atria, cresciuta in una famiglia di boss, a 17 anni testimonia davanti a Paolo Borsellino e viene ripudiata dalla madre. Si uccider pochi giorni dopo la strage di via DAmelio, prima di

bambino piccolo, no allinterno addirittura dellabitazione, troppo disonorevole ed inaccettabile la diffusione di quella notizia nel piccolo e arretrato paese di Melicucco, che avrebbe gettato unonta sullintera famiglia Napoli, stimata e di rispetto, cos descrive la vicenda il pm di Palmi , Giulia Pantano: Laccettazione di quella mancanza di rispetto sarebbe stata percepita dai cittadini di Melicucco come manifestazione di debolezza da parte di una famiglia rispettabile e lavrebbe esposta a ludibrio pubblico. Ora Simona sotto protezione. Ma sa che per lei non ci sar tregua: Sono una morta che cammina. Le donne in Calabria cercano coraggio. n
diventare maggiorenne. Lultima storia che ha commosso lItalia quella di Lea Garofalo. Vedova, sorella e compagna di trafcanti, nel 2002 decide di testimoniare contro di loro. Vive sotto protezione ma nel 2009 la rapiscono e luccidono a 34 anni. Nel processo sono determinanti le testimonianze della glia, che accusa suo padre e lo fa condannare per omicidio. Il segno che il coraggio delle donne di tutte le et non si fa piegare.
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Foto: Ansa (2), Magnum - Contrasto

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Attualit verso il voto / democratici alla prova

onti? Dopo il 2013, come dice lui stesso, non rester a Palazzo Chigi. Rester il garante dellItalia in Europa in un altro ruolo. Noi, ora, dobbiamo costruire il perimetro dellalleanza che dovr governare il Paese, in una situazione difcilissima.... Pier Luigi Bersani ripete da giorni lo stesso ragionamento, ai potenziali alleati: non solo Pier Ferdinando Casini ma anche Nichi Vendola, che in una riedizione della Grande Coalizione che sostiene lattuale governo tecnico mai e poi mai dichiara di poter rientrare. Stai tranquillo, Nichi, il premier punta ad altro, ha provato a sedare le preoccupazioni del governatore pugliese il segretario del Pd nellultimo colloquio. E non si sa se volesse rassicurare il leader di Sel o se stesso. Perch il pi agguerrito partito pro-Monti allinterno del Pd. Ed con quello, pi che con gli alleati imbizzarriti o con le ambizioni di Matteo Renzi, che il numero uno di largo del Nazareno deve fare i conti. Perch Bersani il pi forte candidato premier di un governo di centrosinistra dopo il 2013, come riconosce lo stesso Casini: In politica i numeri contano. E il partito di maggioranza relativa ha il diritto di candidarsi a guidare la coalizione vincente. E sarebbe Bersani, perci, la
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Nel partito cresce la voglia di Monti dopo il 2013. Ma Bersani alza le barricate. Su tagli e legge elettorale
Di marco Damilano
principale vittima nel caso in cui un risultato elettorale senza vincitori e vinti dovesse rendere inevitabile il ritorno della strana maggioranza Pd-Terzo Polo-Pdl. Il partito Monti nel cuore del Pd uscito allo scoperto alla vigilia dellassemblea nazionale del 14 luglio con una lettera al Corriere,in cui si invoca il superamento di ogni residua ambiguit sul governo dei Professori: I percorsi virtuosi avviati daranno i loro frutti solo attraverso unazione pluriennale. Lagenda Monti deve travalicare i limiti temporali di questa legislatura e permeare di s anche la prossima. Firmato dai veltroniani Giorgio Tonini, Stefano Ceccanti, Alessandro Maran, dal senatore Enrico

problemi tecnici in cAsA pd


Morando che scrisse il programma elettorale del Pd di Veltroni nel 2008, un secolo fa, ed considerato il pi lo-governativo del partito. E poi il battitore libero Pietro Ichino, il post-democristiano Marco Follini, che nel 2009 partecip allelezione di Bersani a segretario, Umberto Ranieri, il democratico pi vicino a Giorgio Napolitano, che attacca la debolezza del sistema politico: Bando alle ipocrisie. Quando c stata una difcolt negli ultimi anni ne siamo usciti con un governo tecnico di nomina quirinalizia. I partiti non sono stati in grado di trovare una soluzione al loro interno. Pd compreso. Monti altri cinque anni, la durata della prossima legislatura? Bersani pensa il contrario: Mai pi larghe intese. E sullagenda dei tecnici da proseguire replica sprezzante: Metasica. Il segretario da mesi impegnato a tenere unite le anime del Pd, dietro lo schermo dello stato di necessit e della mancanza di alternative ai professori. Negli ultimi giorni per, causa i tagli della spending rewiew, con le regioni in subbuglio, i governatori di Emilia e Toscana a capeggiare la protesta e con il leader impegnato in prima persona a chiedere una marcia indietro del governo su sanit e pubblico impiego e schierato totalmente con la linea dura della Cgil di Susanna Camusso, la tregua tra le correnti saltata. Montiani contro gauchisti: la coppia Stefano Fassina-Matteo Orni,
il segretario del pd pier luigi bersani

membri della segreteria, nemici dichiarati dei tecnici, impegnati in un tour di presentazioni in tutta Italia dei rispettivi volumi. La presidente del Pd Rosy Bindi in guerra su due fronti: contro i giovani nostalgici del Pci e contro i Monti-entusiasti, in polemica sui tagli dei posti letto perno con il ministro Renato Balduzzi, suo braccio destro quando al ministero della Sanit cera lei. I rottamatori di Renzi contro tutti: un sondaggio interno, rimbalzato tra i vertici del Pd emiliano, d il sindaco di Firenze a unincollatura da Bersani in eventuali primarie. Ecco perch, sospettano i renziani, dallordine del giorno

dellassemblea del 14 luglio sono sparite le consultazioni nei gazebo e il dibattito dai due giorni iniziali stato ridotto a poche ore. Tagli ai dipendenti pubblici e alle regioni, il core business dellelettorato Pd, legge elettorale, alleanze: la leadership futura di Bersani si gioca in poche settimane, perch dopo lestate non si potr pi tergiversare. per questo motivo che il segretario, allimprovviso, ha cambiato rotta. E ha cominciato a sottolineare ci che lo differenzia dal governo Monti: Sulla sanit inaccettabile che comandi il mercato. Linea interpretata fedelmente dal quotidiano del PdlUnitche bombarda il governo sulla spending e che nei titoli sembra essere tornato allopposizio19 luglio 2012 |

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Foto: E. Cremaschi - Luzphoto

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Attualit
stretto trA il premier e lA Cgil. Follini: BersAni deve sCegliere. vuole essere il genero di monti o lo zio di FAssinA?
ne: Questa manovra deve cambiare. Quelli che la democrazia non conviene (in difesa del presidente di Conndustria Giorgio Squinzi, contro Luca di Montezemolo e Marco Tronchetti Provera). E limmaginico Taci, lo spread ti ascolta, con il manifesto di epoca fascista in prima pagina. La vera preoccupazione dei bersaniani il dopo-2013. Ed il fantasma di una nuova grande coalizione, con il Pd in posizione subalterna, che spiega la svolta sulla legge elettorale. Per mesi Bersani e i suoi sherpa hanno ripetuto: basta con le coalizioni caravanserraglio, basta con i premi di maggioranza e con i candidati premier con il nome sulla scheda elettorale, i governi si fanno in Parlamento. Gli italiani devono votare per un partito. Poi, dopo il voto, ogni singola forza politica decider le alleanze con cui governare. In ogni caso decideranno i gruppi parlamentari, diceva ad esempio Luciano Violante, il regista delle riforme per conto del Pd. Macch, scrive ora il direttore dellUnit Claudio Sardo, serve una legge elettorale europea in cui la sera del voto sono chiari il nome del premier e la maggioranza che lo sosterr per lintera legislatura. Perch, altrimenti, si espone lItalia al drammatico rischio greco: partiti anti-euro, albe dorate, demagoghi di ogni risma. E soprattutto lapprodo tecnocratico diventerebbe inevitabile. Leffetto sarebbe catastroco. Quella che ieri sembrava la medicina, il proporzionale, oggi diventa la malattia, qualcosa che porta a met strada tra la Grecia e Tangentopoli, attacca Bersani. Anche perch, con il movimento di Grillo al 15-20 per cento, le larghe intese sarebbero inevitabili. Con grande soddisfazione di Silvio Berlusconi, che resterebbe in gioco nonostante la batosta del Pdl. Mentre per Bersani Palazzo Chigi diventerebbe un miraggio. Sulla legge elettorale si perso il bandolo, Napolitano lha capito e ha sentito il bisogno di intervenire, spiega il senatore Ceccanti, veltroniano e oggi ancor pi montiano. Le

DA SInISTRA: ROSy BInDI; wALTER VELTROnI; SUSAnnA CAMUSSO; STEFAnO FASSInA. SOTTO: GIORGIO SqUInzI

Se Forrest Gump abita allEur


Sono sicuro che Conndustria sapr considerare adeguatamente il buon lavoro che questo governo sta realizzando Cos, domenica 8 luglio, Paolo Scaroni ha voluto marcare le distanze dal presidente della Conndustria, Giorgio Squinzi, che il giorno prima, cinguettando a Serravalle Pistoiese con il leader della Cgil Susanna Camusso, aveva bocciato il governo di Mario Monti, parlando di macelleria sociale. Solo tre mesi prima proprio lamministratore Eni si era intestato il merito dellelezione di Squinzi, sostenendo che era stato il pacchetto di voti del cane a sei zampe a consentire allindustriale chimico di battere il rivale, Alberto Bombassei, nella corsa per il vertice di viale dellAstronomia. Ma a prendere le distanze dal neo-leader dellaquilotto, costretto dopo quarantottore a rimediare alla sua incauta sortita con una dolorosa piroetta, non stato il solo Scaroni. Oltre a Luca di Montezemolo e Franco Bernab, si sono slati altri due big della Lombardia come Marco Tronchetti Provera e Gianfelice Rocca. A quel punto, stato costretto a esprimere il proprio dissenso anche il capo della potente Assolombarda, Alberto Meomartini, che allindustriale chimico aveva dato pi di una mano. Ora, il problema che il neo-presidente stato eletto proprio grazie allasse tra le associazioni degli imprenditori di Roma e Milano, ai cui voti se ne erano sommati altri provenienti dal Sud. E, se Milano sembra proprio essersi gi pentita, anche gli altri consensi racimolati allepoca da Squinzi appaiono a rischio. Il capo di Unindustria Roma, Aurelio Regina, diventato vice presidente per lo Sviluppo, non ha infatti nascosto, in privato, una certa stizza per essere stato informato solo a cose fatte, nei giorni scorsi, della scelta di Marcella Panucci come nuovo direttore generale. E i siciliani Antonello Montante e Ivan Lo Bello non hanno davvero digerito lidea di Squinzi di ingaggiare di fatto come proprio assistente Francesco Fiori, un ex eurodeputato trombato di Forza Italia, vicinissimo a Marcello DellUtri. Insomma, in sole sei settimane Forrest Gump, come ormai tutti chiamano il presidente di Conndustria nel quartier generale romano dellEur, riuscito a dilapidare un patrimonio di consensi. Allassemblea del 23 maggio il patron della Mapei aveva totalizzato 1.218 voti. Milano (107), Unindustria Roma (52) e la Sicilia (26) da soli ne valgono 185 (in realt, molti di pi, grazie allinuenza sulle categorie). Come dire che, nella migliore delle ipotesi, il 15 per cento della dote del neo-presidente ha gi preso il volo. E ormai molti, anche tra i suoi ex supporter, stanno lavorando per far si che mister Vinavil non riesca pi a incollare i cocci. Stefano Livadiotti

riforme si faranno solo quando si sar capito qual il quadro politico in cui si collocano. Spetta a Bersani decidere: rester appiattito sulla Camusso? Oppure guider il nuovo progetto, unalleanza del Pd con il Terzo Polo per continuare lopera di Monti?.

No alle elezioni anticipate


La fiducia degli italiani in Mario Monti
Dal 15 novembre 2011 ad oggi, valori in % 70,0

A suo avviso, sarebbe preferibile:

66
62,5

61 59

55,0

54

56 47 45

47,5

40,0 15 nov
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30 nov

6 dic

15 dic

28 feb

30 mag

Oggi

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Foto: M. Chianura - Agf (2), P Tre - Foto A3, Tania- Foto A3 .

Lindagine stata condotta dallIstituto Proseguire con il Governo Monti nazionale di ricerche sino alla ne del mandato Demopolis per (primavera 2013) lEspresso dal 6 al 9 luglio 2012, con metodologia integrata caticawi, su un campione di 1.000 intervistati, rappresentativo delluniverso della popolazione italiana maggiorenne, straticato per genere, et, titolo di studi e area geograca di Tornare alle urne residenza. anticipatamente Approfondimenti e (in autunno) Non sa) metodologia completa su www.demopolis.it

Bersani deve scegliere: vuole essere il genero di Monti o lo zio di Fassina? Fin qui stato tutte e due le cose, riassume Marco Follini. E pazienza se in entrambi i casi il ruolo non quello del capo-famiglia. Fassina, il responsabile economico del Pd, si fatto notare per le sue scudisciate contro il governo e ha dato negli ultimi mesi pi di un dispiacere allo zio Bersani, nonostante il rapporto di lealt assoluta. E qualcuno ipotizza addirittura che Fassina potrebbe candidarsi alle primarie, per rappresentare lala sinistra del Pd ( il nuovo Ingrao, concordano sostenitori e detrattori, i primi con entusiasmo, i secondi con ironia), contro Renzi che sarebbe

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Attualit

verso il voto / onorevoli in bilico

Attualit

per le elezioni il leAder studiA liste ArAncioni dA AffiAncAre Al pd, sul modello di pisApiA e doriA
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Foto: M. Marco - Olycom, D. Scudieri - Imagoeconomica

lala destra, con Bersani al centro. E i montiani? Per disinnescarli il segretario del Pd, in gran segreto, sta lavorando a favorire nel centrosinistra la nascita di una lista civica arancione, su modello dei sindaci di Milano e Genova Giuliano Pisapia e Marco Doria, che potrebbe raccogliere altre adesioni, da Nord (il presidente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai) a Sud. A Bari per la prima volta una settimana fa si riunito il forum delle liste civiche, guidate dal sindaco Michele Emiliano e dai suoi colleghi di Brindisi, Taranto e Foggia, rappresentiamo il 43 per cento dellelettorato di destra e di sinistra, hanno vantato gli organizzatori. Una rete di sindaci, met di movimento e met di governo, con lo scopo di bloccare i consensi per Grillo e di intercettare un elettorato vicino alla sensibilit del tecnico Monti, n di destra n di sinistra. E chiss che da questo mondo non possa spuntare anche un candidato alle primarie in grado di infastidire Renzi e di aiutare la corsa di Bersani. Rischiamo di sottovalutare la gravit della situazione, ricorda un saggio come Pierluigi Castagnetti. In Parlamento stiamo votando riforme attese da decenni, eppure sui mercati internazionali leffetto nullo. A essere sotto esame lintero Paese. E sar ancora Monti a proporsi nel 2013 come il punto di riferimento. Magari trasferendosi al Quirinale, la sola istituzione che regge nella crisi. E da l potr guidare una fase convulsa, che richieder forse unassemblea costituente e nuove elezioni in breve tempo. Successe anche in Francia con il passaggio alla Quinta Repubblica: prima De Gaulle prese il potere, poi studi un sistema per mettere in ordine la nuova situazione, conclude Ceccanti. A settembre si vedr se Bersani in grado di raccogliere leredit di Monti. In caso contrario, toccher a Monti dichiarare la sua disponibilit a restare. S, ma in quel caso, che rester del Pd? n

michele Ainis

la procura, il Quirinale e le regole violate


Domenica 8 luglio Eugenio Scalfari, sulle colonne di Repubblica, ha puntato lindice contro gli abusi della procura di Palermo, in relazione allinchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Anzi: contro il Grande Abuso, lintercettazione telefonica nei riguardi del presidente Napolitano. E ha accompagnato la denuncia con un moto sbalordito, per il silenzio dei costituzionalisti, degli addetti ai lavori. Non a torto, anche se c qualche eccezione. Daltronde pure la politica ha mostrato una reazione blanda, se non proprio reticente. Dichiarazioni di Cicchitto e Alfano, uninterrogazione congiunta di Enrico Letta e Andrea Orlando, la difesa dufficio di Casini. Ma lo sdegno durato quanto la fiamma dun cerino. E intanto il nastro registrato sempre l, una pistola carica chiusa a chiave nel cassetto. Nessuno lha distrutto. Sicch mi iscrivo anchio fra le eccezioni, e pazienza se comunque resteremo in pochi. S, in questa vicenda c uno strappo alla Costituzione, maiuscolo come una montagna. Per una doppia ragione: formale e sostanziale. La prima riposa sulla regola dellart. 90, secondo cui il presidente giuridicamente irresponsabile per gli atti compiuti nellesercizio delle proprie funzioni. Significa che non pu venire indagato, perquisito, intercettato, arrestato, processato. A meno che il Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri, non lo ponga in stato daccusa davanti alla Consulta per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. Anche in questo caso, tuttavia, serve una delibera parlamentare per sottoporre a intercettazioni il capo dello Stato (art. 7, comma 2, della legge 5 giugno 1989, n. 219). Di pi: la delibera pu venire adottata soltanto dopo che la Corte costituzionale abbia sospeso il presidente dalla carica (comma 3). Insomma la regola, per una volta, non si presta a equivoci. Semmai una zona dombra copre la responsabilit del presidente per i delitti comuni, che i costituenti non disciplinarono per una questione di riguardo verso il capo dello Stato, per non immaginarlo mentre ruba polli o truffa le vecchiette. Tanto che Orlando e Crisafulli - tra i massimi costituzionalisti del Novecento italiano - ironizzavano su un presidente costretto a ricevere gli ambasciatori stranieri in cella, anzich al Quirinale. Nessun dubbio, per, sullimmunit presidenziale in tutti gli altri casi. E limmunit investe anche i ministri. Come ha ricordato Valerio Onida sul Corriere della sera (4 luglio), Mancino e Conso allepoca dei fatti erano ministri, eppure la procura di Palermo li ha messi sotto accusa ignorando le procedure dettate dallart. 96 della Costituzione e dalla legge costituzionale n. 1 del 1989. Ecco, le procedure. Servono a garantire lequilibrio fra i poteri dello Stato, ed qui che la forma si tramuta in sostanza. Perch in caso contrario il potere giudiziario diventerebbe il tiranno delle istituzioni e dei governi. E perch dunque ogni abuso verso il capo dello Stato non colpisce la persona, bens il nostro stesso Stato di diritto.
michele.ainis@uniroma3.it

gabrIella gIaMMancO. SOttO: catIa pOlIDOrI

Bye bye Montecitorio


Un plotone di parlamentari rischia di saltare alle prossime elezioni. Cos, tra paure e manovre tentano di salvarsi
DI SuSANNA turCO

orcellum o Provincellum, il problema stare in listum. Lurlo, nel mezzo di rafnati dibattiti sulla legge elettorale, proviene da un anonimo deputato leghista. Ma il terrore, quello di non riavere la poltroncina rossa, trasversale. Ferisce in pratica mezzo Parlamento. Girano previsioni da paura, salmodiate tra i banchi dAula come versetti dellApocalisse. Alla Camera 130 pidiellini su 210 non torneranno pi, e cos pure se ci riprovano accadr a 35 leghisti su 60 (ma ci sono sondaggi che li danno sotto la soglia fatidica del 4 per cento). Spazzati via i Respon-

sabili e gruppuscoli satellite del centrodestra (altre venti-trenta persone), letteralmente dimezzati i futuristi. A casa - stando alle regole del Pd - unottantina di parlamentari democratici, candidati alla rottamazione per legge interna. Mentre il gruppo dellItalia dei Valori attende dessere

raso al suolo in nome del rinnovamento. Insomma una carnecina. Molto pi ampia di un siologico turnover. Conclusione degna di una legislatura lunga, sgangherata e ormai estenuante, cominciata allinsegna dellordine costituito e nita in una inarrestabile slavina dellesistente. In mezzo alle rovine si aggira, dunque, il gregge di coloro che non torneranno. Una marea dolente, il cui lamento non ancora esploso ma serpeggia eccome. Centinaia di persone, centrodestra per lo pi, che ballano lultima estate, lultimo tango da parlamentari: odore della ne che accomuna sconosciuti baciati dal colpo di fortuna, elefanti marini arrivati a ne corsa, ragazze non pi ragazzine, vecchi non anziani, stu, entusiasti e non rassegnati. Fra qualche mese, dopo la mareggiata delle elezioni, la gran parte di loro non ci sar pi. Non l dentro, almeno, ma fuori, nel vasto mondo e ignoto. Molti gi lhanno capito - come il peone di rango Mario Pepe che teorizza un ritorno al policlinico Umberto I, dove in aspettativa da endocrinologo. Altri, come supernovae che brillano pur essendo stelle morte, non se laspettano. INCONSAPEVOLI. Io sto lavorando come e pi di prima, incertezza non ne vedo, ho
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Foto: M. Lanni

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Attualit
un sacco da fare e sono molto sereno, si bea Maurizio Paniz. Balzato di botto, un annetto fa, nellolimpo berlusconiano in quanto alere della strepitosa teoria per cui il Cavaliere credeva seriamente di tutelare, in Ruby la nipote di Mubarak, lavvocato di Belluno continua a lavorare cos, con tutto limpegno possibile, come ai tempi in cui pareva la quadratura del cerchio (un nuovo Ghedini, non dipendente del Cav), ma con gli occhi chiusi sul futuro: La prossima legislatura? Un problema che non mi sono posto. Sono sereno, molto sereno, molto, spiega bordeggiando la rimozione. Forse, latteggiamento di chi, privo di una cordata che lo agganci a una rielezione, si puntella da s. Come fa Catia Polidori, pidiellina di ritorno (fu ricompensata con un posto da viceministro) che, nella speranza di recuperare (forse) posizioni, intanto socializza dando feste. Sempre sorridenti, e per lo pi sostanzialmente inconsapevoli, le cosiddette ragazze, le quindici-venti giovani e belle del Pdl come Gabriella Giammanco e Barbara Mannucci: a rischio, in realt, non tanto perch Berlusconi non intenda garantire la categoria in s (Forza gnocca tra le poche sue certezze), quanto perch - spiegano spietati - esiste gi il ricambio, le nuove leve: stessa categoria, pi giovani. EX PICCONATORI. Nel si salvi chi pu di un Pdl dove ormai si ragiona nelle proporzioni del ne sopravviver uno su tre, stile formicaio impazzito, particolarmente abili nel consolarsi da soli (perch gi sicuri di essere falciati via) sono quelli che hanno picconato la coda del berlusconismo di governo. Io francamente mi sarei anche stufato di stare in un posto dove si fa sempre il contrario di quel che sostengo, dice Giorgio Stracquadanio, da un anno in cerca di una strada diversa, da ultimo insieme con Isabella Bertolini, Gaetano Pecorella e altri (vedasi la neo associazione Unaltra Italia): Non dovesse funzionare, avrei il mio piano B: comunicazione dimpresa, relazioni istituzionali. Qualche proposta di consulenza lho gi avuta, prova a rassicurarsi. Il partito di chi, in mancanza di un futuro da parlamentare, si ricorda di avere unalternativa, del resto folto - e va forte soprattutto tra chi sa di aver tirato molto la corda. Torner a fare lavvocato, pazienza. Peccato per, ripete da mesi (a giorni alterni) il futurista Nino Lo Presti, che qui si prende ad esempio per quella trentina di parlamentari che ha seguito no in fondo
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DA sinisTrA: sAnTo VersACe; GiorGio sTrAquADAnio; sAnDro bonDi

Gianfranco Fini nel divorzio da Berlusconi, e che oggi sa che, tra grandi coalizioni e societ civile, ben che vada ci sar spazio per una met del gruppo attuale. La paura della rielezione, lha chiamata il presidente della Camera nellultima riunione, beccandosi applausi caldi e spauriti (del resto il leader centrista Pier Ferdinando Casini, potesse decidere da solo, ne salverebbe giusto due: Benedetto Della Vedova e Giulia Bongiorno). AUTO-ROTTAMATI. Il cosa fare nessuno lo sa, bisogna aspettare che passi agosto. Per certo, lidea di mollare c: un altro giro, mi chiedo, per fare cosa?. Paolo Guzzanti, agitatore daltra stagione (si pensi alla Mitrokhin), oggi parte di una componente liberale del gruppo misto (Siamo in tre), d voce a una ipotesi che - a carature e forze durto diverse - percorre nomi noti del Parlamento. Prossimo al passo indietro,dicono nel Pdl, per esempio Sandro Bondi, per il quale gi apparecchiato un posto in Mondadori: lapparente mite triumviro del Pdl, che ormai siede mansueto nella sua poltroncina da senato-

re con laria di chi alla politica non saprebbe pi che chiedere, potrebbe cos lasciare spazio per la rielezione della compagna Manuela Repetti (peraltro anche in questo caso tuttaltro che scontata). Si vocifera, poi, che Claudio Scajola stia cercando s di piazzare i suoi (forse con Casini) ma restando lui fermo un giro: non a sua insaputa, stavolta, ma in rottamazione forzata, causa una legislatura nella quale, a furia dessere evocato, si soprattutto consumato. Nel Pd, invece, laver ventilato Massimo DAlema di essere forse disposto al passo indietro ha diffuso il panico tra i big: Anna Finocchiaro, Rosy Bindi, Franco Marini, Livia Turco, Walter Veltroni, Beppe Fioroni, Giovanna Melandri e la restante ottantina di parlamentari che ha raggiunto il limite dei tre mandati previsto dallo statuto del partito. Perch vero che sono prevedibili (non poche) eccezioni alla regola, ma se il lder Maximo volesse sua sponte non ricandidarsi, sarebbe assai pi difcile per gli altri tenersi lo scranno. Di qui lagitazione. VIETATO MOLLARE. Sono entrato in Parlamento per cambiare la politica, da

chi pensa di tornare al vecchio lavoro. chi cerca nuove sponde. versace: io non mollo. non so chi mi candider, si vedr poi
dentro 100 mila volte peggio che da fuori, ma voglio continuare. Santo Versace, ex Pdl, ora deputato Api, resiste attaccato allo scoglio e non lo nega. Non che facciano a gara per contenderselo: Ma io non mollo. Chi mi candider? Si vedr, non lo so. Vorrei un movimento nuovo, leader nuovi. A Parma avrei votato per Pizzarotti, ma di diventare grillino non me la sento. Vedremo. Pi rafnato, il centrista Rocco Buttiglione gioca largomento del cosa farebbero senza di me: bello il segnale per cui rinnovamento signica che qualcuno va a casa, e a me non dispiacerebbe tornare allUniversit, dice il professore che siede in Parlamento da diciotto anni. Poi aggiunge: Per sto contribuendo a generare un nuovo partito, non mi sembrerebbe leale lasciare proprio ora. Ci rietter, assicura. PRIMA FILA ADDIO. Domenico Scilipoti, reuccio dellepoca dei Responsabili, da qualche tempo ancora pi agitato del solito. Ha capito che si abbattuto su di lui lo stesso virus che colp Clemente Mastella ai tempi della caduta del secondo governo Prodi: preziosissimo no a un momento prima, inacquistabile un momento dopo (proprio cos lo den il Professore). Additato oggi come sovrana causa della rovina del governo Berlusconi (altro che tappeti rossi) Scilipoti ha annunciato labbandono del gruppo Popolo e territorio per dedicarsi anima e corpo alla sua creatura dallimpronunciabile sigla Mrn: dove nir, non sa. Su tuttaltro livello, ma accomunati dalla cesura netta tra un prima e un poi, ce ne sono tanti. Ex golden boy come il leader dellApi Francesco Rutelli che, in attesa di riprendersi dal colpo mortale dellinchiesta sui rimborsi della Margherita che ha portato in galera il suo ex tesoriere, si sarebbe

fatto garantire una postazione nel polo casiniano: a patto per - par di capire - che tenga almeno per qualche tempo un conveniente basso prolo. O Giulio Tremonti: gi leader in pectore del centrodestra berlusconiano, gi protagonista di qualsiasi scenario politico-istituzionale, squagliatisi tra le mani Pdl e Lega (per non parlare delle proprie aspettative dopo il caso Milanese) starebbe lavorando con lottantacinquenne Rino Formica per rifare una sorta di partito socialista. Un futuro scintillante. SPETTRO GRILLINI. Non solo lo stare allopposizione del governo Monti che accomuna i parlamentari di Lega e Idv. anche lincertezza verso il proprio futuro, diversamente minato dal Movimento 5 Stelle, che incarna in modo pi efcace lattacco ai tecnici e allordine esistente. Nel Carroccio, lannuncio del via da Roma del neosegretario Roberto Maroni soprattutto oggetto di rimozione collettiva: tra gli 80 parlamentari leghisti in teoria prossimi a fare le valigie, c chi dice di aver comunque gi aperto una segreteria elettorale in Valcamonica, non si sa mai; chi teorizza la soluzione schizofrenica di un piede a Roma e un altro in Padania; chi, come Jonny Crosio, immagina disperato lespatrio elettorale: Mi potrei candidare in Svizzera. Nel partito di Antonio Di Pietro, invece, la faccenda ha preso una piega strana: il leader ha infatti annunciato lintenzione di radere al suolo lattuale dirigenza, non tanto perch scottato dalle esperienze scilipotesche, ma soprattutto perch si attrezza contro la concorrenza dei grillini. Conseguenza: terrorizzati dal nire sotto la mannaia, i parlamentari dellIdv non aprono pi bocca. Non si azzardano a criticare il leader in pubblico (vedasi il pi recente attacco a Napolitano, ad esempio), e nemmeno a discuterci in privato: nelle ultime due riunioni del partito, a differenza del solito, ha parlato solo Di Pietro e tutti rasenti il muro. Risultato: il paragrillino Franco Barbato, sempre pi rafnato (Avete rotto i coglioni), dilaga. Lui, par di capire, torner. n
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Foto: A. Dadi / V. La Verde / Agf, Tania - FotoA3, M. Chianura - AGF

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Attualit mister spending review

Io arrivo e

Balzo allindietro di trentanni


di orazio carabini
Quasi trentanni bruciati. il prezzo che lItalia pagher alla ne della doppia recessione vissuta tra il 2009 e il 2012. Tra uneconomia che non cresce e un diluvio di tasse per arrestare la corsa del debito pubblico. Mentre tutte le retribuzioni sono ferme da anni, se non negative in termini reali. Lindicatore cui guardare per rendersi conto dellarretramento il reddito disponibile reale pro capite ovvero quanto resta in tasca (in media, naturalmente) a ciascun italiano dopo aver pagato tasse e contributi sociali, al netto dellinazione. Ebbene, secondo i calcoli di Prometeia, la societ di ricerche economiche bolognese diretta da Paolo Onofri, il reddito pro capite nel 2015 torner ai livelli del 1986 (vedere graco qui sotto a sinistra). Il grande balzo allindietro ha molte cause. Lo sviluppo si fermato, di fatto, allinizio del secolo e negli ultimi anni il Pil (Prodotto interno lordo) addirittura diminuito per effetto della doppia recessione. Si produce di meno, si consuma di meno, si investe di meno. E il reddito cala. Allo stesso tempo la pressione scale e contributiva, che normalmente in queste condizioni congiunturali i governi riducono per stimolare leconomia, aumentata. Bisognava infatti far fronte alla crescente spesa pubblica ed evitare incrementi del debito pubblico. Colpa dei mercati internazionali che hanno scommesso sullinsolvenza dellItalia vendendo i titoli del Tesoro che prima avevano accumulato in abbondanza. Gli economisti di Prometeia hanno calcolato che la quota dei titoli di Stato detenuta da stranieri scesa dal 49 per cento del 2007 al 43,2 del febbraio scorso. In Spagna nello stesso periodo la percentuale scesa anche di pi, dal 47,6 al 37,2. Dunque meno reddito, pi tasse e inne pi popolazione, ovvero pi bocche che si dividono una torta sempre pi striminzita. Non di molto ma gli italiani sono aumentati, soprattutto grazie allimmigrazione. Tutti questi fattori (reddito, tasse, popolazione) hanno spinto verso una sola direzione: la riduzione del benessere individuale, misurata appunto dal reddito disponibile pro capite. Meno pesante larretramento dellaltro indicatore: i consumi reali pro capite, cio quanto ciascun italiano spende ogni anno, sempre al netto dellinazione, per mangiare, vestirsi, mantenere una casa, far studiare i gli. In questo caso si torna ai livelli del 1998 (vedere graco). Ma come possibile che le famiglie diminuiscano i consumi meno del reddito, cio di quanto entra in casa? Semplice: hanno ridotto, e parecchio, il risparmio. Lo si vede dal graco a destra. Nel 2013 la quota di reddito disponibile destinata al risparmio nanziario precipita all1 per cento dopo essere stata anche al 7 per cento allinizio degli anni 2000. E impressiona anche il dato in valore assoluto: meno di 10 miliardi di euro. Un livello, osserva Stefania Tomasini, economista di Prometeia, che deve far riettere anche per il futuro dellindustria italiana del risparmio gestito. Per i signori dei fondi dinvestimento e delle gestioni patrimoniali si annunciano tempi bui.

tAglIo
Instancabile. Riservatissimo. Difdente. Cos Bondi ha messo a punto il piano risparmi. Arrivando ai ferri corti con dirigenti e ministri
Di stefano livaDiotti

o bisogno di una relazione completa entro ventiquattrore. Ma, mi raccomando, non ne parli con nessuno. E niente e-mail: laspetto domattina alle otto qui nel mio ufcio. la richiesta perentoria che si sono sentiti rivolgere tutti coloro che sono slati nelle scorse settimane davanti al commissario alla spending review, Enrico Bondi- Mani di forbice, luomo che ha indicato al premier, Mario Monti, dove tagliare nei prossimi tre anni 26 miliardi di sprechi pubblici. Lartista delle ristrutturazioni, come lha ribattezzato anni fa LEconomist, da sempre non si da di niente e di nessuno: prende i suoi appunti su minuscoli foglietti di carta che non lascia mai incustoditi sulla scrivania, anche se si alza solo per andare a fare la pip. E se difdente lo di natura, ha raddoppiato le precauzioni da quando Il Portaborse-il blog del gruppo assistenti parlamentari ha pubblicato una serie di indiscrezioni sul suo lavoro, facendolo schiumare rabbia. Cos, sempre pi si rinchiuso nell ufcio al primo piano di via XX
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Settembre, che raggiunge la mattina prestissimo (il primo briefing alle 7,30) a bordo di unutilitaria e al quale hanno accesso due sole persone: un funzionario del Senato e un ufciale della Guardia di nanza incaricato di tenere i rapporti con i servizi ispettivi della Ragioneria generale dello Stato e delle Fiamme gialle, che ha trasforma-

to nel suo braccio armato. Un bunker da cui Bondi uscito poche volte, quasi sempre per andare a riferire a quattrocchi (o, tuttal pi, alla presenza del viceministro Vittorio Grilli) al presidente del Consiglio. O per presiedere qualche riunione operativa nella sede della Consip, la societ che dovrebbe provvedere agli acquisti di beni per conto dello Stato, ma che nora era stata spesso e volentieri bypassata dalle amministrazioni pubbliche. Bondi un po fatto cos. E un po ci gioca. Finge disinteresse assoluto per ci che si dice di lui. Ma in realt ci tiene, forse, pi che a ogni altra cosa. E allora alimenta il proprio mito. Quello di un uomo che non dorme, semmai ricarica le batterie. Che non mangia, ma si alimenta. E che, soprattutto, non sorride mai. Ma qua pi che di un atteggiamento si tratta di una sorta di dovere professionale ereditato dal padre Giuseppe, che di mestiere faceva limprenditore delle pompe funebri. Lui, che ha conservato in famiglia le quote della premiata ditta (la Ofar di Arezzo), non cambia mai espressione: si limita a stringere gli occhi a fessura nel momento in cui perde davvero le staffe. Quando proprio al settimo cielo, il che non capita poi troppo spesso, si presenta parafrasando lagente

ENrICO BONDI. A SINISTrA: MArIO MONTI

007 di Ian Fleming: Mi chiamo Bondi. Enrico Bondi. In tutti gli altri casi usa una formula standard che deve aver studiato a tavolino: Sono un chimico, non un esperto di scienze economiche. Andare daccordo con uno cos non facile. E infatti Il Dottore, come lo chiamano con deferenza i suoi pochi collaboratori, si fatto tanti nemici. Quando sbarcato in Telecom, alla ne dellera di Roberto Colaninno, arrivato rapidamente ai ferri corti con il nuovo azionista, Marco Tronchetti Provera. Subito dopo, appena traslocato in Preman, sono state scintille con Salvatore Ligresti. Non poteva andare diversamente al ministero dellEconomia. Quelli della Ragioneria, abituati a essere unenclave, non hanno gradito lintrusione. Il capo, Mario Canzio, gi piuttosto seccato per essere incappato nella tagliola agli stipendi dei grand commis (ma qua Bondi centra solo di striscio), ha cercato di fargli terra bruciata intorno. dovuto intervenire Monti in persona. Con risultati piuttosto modesti, se vero quanto risulta a lEspresso: nella cassaforte della Ragioneria sarebbe ben custodito un pro-memoria riservatissimo, dove si spiega come i

I conti in tasca
Reddito disponibile e consumi delle famiglie 18 pro capite (migliaia di euro) 17 16 15 14 13 12 11 10 9 Consumi 90 95 00 05 10 15 Redditi 2015 =1998 2015 =1986

Calano i tesoretti
Risparmio delle famiglie Risparmio nanziario/Reddito disponibile in % Risparmio nanziario in miliardi di euro 8 7 6 5 40 4 30 3 2 1 0 2000 2005 2010 20 10 0 2015 70 60 50

Foto: S. Cremaschi - Olycom, P Tre - FOTO A3 .

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attualit
solo due persone hanno accesso al suo ufficio: un funzionario del senato e un finanziere
risparmi ipotizzati nella manovra del manager aretino siano di fatto irrealizzabili. Quasi da subito Bondi entrato in rotta di collisione con il ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda. S visto nella riunione ministeriale convocata dal premier per le 19,30 di luned 2 luglio, alla vigilia dellincontro con le parti sociali. Doveva durare una manciata di minuti. E invece andata avanti per quasi tre ore. Chi cera racconta che a ogni intervento del commissario seguiva una replica piccata del ministro. Che ha tenuto duro, disertando la conferenza stampa notturna di gioved 5, quella dove lasciutto Bondi ha stabilito il suo nuovo record personale, parlando per sette minuti e cinquantasette secondi, nel vano tentativo di spiegare ai giornalisti presenti il concetto di interpolante statistica alla base dei suoi calcoli. Si fermarsi nel ruolo del Mister Wolf di Pulp Fiction, quello che risolve i problemi. Il manager aretino appassionato di Sun Tzu (lautore de Larte della guerra), che a Roma ospite (pagante, sintende) in una caserma dei carabinieri e ha convocato riunioni anche di sabato e domenica, disertando perno ladorata tenuta in Toscana (Il matto, dalle parti di Olmo, dove assicurano produca un olio sublime), ha preteso che nel suo mandato fosse inserito il potere di ordinare ispezioni agli uomini della Finanza e della Ragioneria generale. E ha fatto le pulci ai conti che gli erano stati sottoposti personalmente dai capi delle aziende pubbliche, vericandoli cifra per cifra con i collegi sindacali. Molti di loro se la sono presa a male. E hanno forse ricordato il giudizio che Guido Rossi scolp perdamente di Bondi e del suo scopritore, Cesare Romiti: la brutta copia di un cattivo esempio. Dove il cattivo esempio sarebbe, appunto, lex amministratore delegato della Fiat. Se mai avessero avuto il coraggio di dirglielo in faccia, dice chi lo conosce bene, lui avrebbe certamente fatto spallucce. E replicato con una delle sue frasi preferite: I ragli degli asini non arrivano in paradiso. Bondi solo allinizio. E come sempre continuer tirando dritto per la sua strada. Ma gi riuscito a mettersi contro mezza Italia. Addirittura, la strana coppia Cgil-Confindustria, con Susanna Camusso e Giorgio Squinzi a denunciare allunisono il rischio di una macelleria sociale. Lui non si turbato pi di tanto. Un po perch in certe polemiche ci sguazza molto pi di quanto lasci intendere. Ma soprattutto perch laveva ampiamente previsto. Io sono un chimico, ha detto una volta, convinto di non avere giornalisti tra i piedi (o forse proprio perch invece aveva notato la loro presenza): Se butto per terra la nitroglicerina, devo sapere che esploder tutto. Ecco. n

Questioni di vita Ignazio Marino

Sanit a rischio e sprechi dimenticati


Un colpo basso che disorienta. La spending review in sanit rappresenta lennesima scossa di un terremoto che rischia di incrinare le fondamenta del servizio pubblico cos come stato ben disegnato nel 1978. Un anno fa il governo Berlusconi disponeva la riduzione di 17 miliardi al bilancio della sanit, ora il commissario Bondi chiede altri 5 miliardi. E fanno 22, quasi un quarto del totale dei fondi. Misure di tale portata si spiegano solo con la necessit impellente di reagire a unemergenza che stritola, con il rischio di bancarotta dietro langolo e la paura che, senza interventi drastici, non sia la sanit a crollare ma tutta lItalia. Si pu comprendere lesigenza di ridurre le spese ma inspiegabile perch i tecnici non siano entrati nel dettaglio degli sprechi, preferendo invece la scorciatoia dei tagli uguagli per tutti. Un governo tecnico incompetente ha sentenziato il governatore della Toscana, Enrico Rossi, che i suoi conti li ha sistemati da anni, da quando era assessore. In effetti, essendo la gestione della sanit afdata alle regioni dal 2001, le situazioni sono molto diversicate e a fronte di amministrazioni virtuose ce ne sono altre sepolte dai debiti. Basti pensare che Lazio e Campania insieme raggiungono il 60 per cento del disavanzo dei conti sanitari di tutto il Paese. Eppure, stando al decreto del governo, proprio in Campania si potrebbero aumentare i posti letto anzich ridurli, bench la regione abbia dimostrato da pi di dieci anni di non essere neanche lontanamente in grado di gestirli in maniera efciente. Ma essendoci di mezzo la salute delle persone, gli interventi devono essere analitici ed equi, non ci si pu fermare alla contabilit. Se giusta la chiusura degli ospedali minori, inefcienti economicamente, privi di tecnologie e spesso pericolosi per i pazienti, che dire dei 35 reparti di emodinamica del Lazio, delle 20 cardiochirurgie della Lombardia, di una concentrazione di Tac e risonanze magnetiche nella provincia di Varese superiore a tutta la Svizzera? Ridurre va bene, ma con metodo chirurgico: eliminare i doppioni, chiudere i reparti che servono solo per assegnare un posto di primario allamico di partito, intervenire sullabnorme numero di indagini diagnostiche inutili e ripetitive. Servirebbe un Enrico Bondi in ogni regione, o ancora meglio in ogni ospedale. Serve, infatti, molto lavoro e un po di tempo, per mettere in sicurezza la sanit pubblica sul lungo periodo e puntare su ci che conta di pi: qualit delle cure ed efcienza. I tagli non si giusticano dando la colpa a una spesa complessiva troppo elevata dal momento che, rispetto a Paesi come Francia o Germania, in Italia i fondi sono inferiori del 20 per cento, a parit di condizioni di salute dei cittadini. Il problema non sta nel saldo totale degli investimenti ma nello sperpero, spesso associato a incompetenza, a livello locale. Ormai in quasi mezza Italia il servizio pubblico di fatto non esiste, bench sia pagato con le tasse dei cittadini, e le cure non sono garantite. Laltra met del Paese sta meglio e non ne vuole sapere di pagare per tutti. Ma se i tagli colpiranno allo stesso modo le regioni virtuose e quelle negligenti si arriver in fretta allo smantellamento del principio dellassistenza come diritto costituzionale. Chi governa ha loccasione per fare uno sforzo in pi: individuare capillarmente gli sprechi ovunque esistano ed eliminarli, avviare unazione incisiva di controllo e monitoraggio non solo sugli acquisti di beni e servizi ma anche sulla qualit delle cure, sulle prescrizioni, sui ricoveri inutili, sui costi della corruzione. E soprattutto il governo deve imporre le decisioni, una volta condivise. Per fare un esempio, la chiusura dei punti nascita dove si eseguono meno di 500 parti lanno, prevista oggi dal decreto del governo Monti, giustissima, peccato che la stessa disposizione fosse stata introdotta da un altro governo nel 2000 e, a dodici anni di distanza, siamo ancora al punto di partenza. Ecco, questa volta evitiamo di fare tanto rumore nulla.

piero giarda. a sinistra: vittorio grilli e, sopra, vincenzo fortunato

tratta di tagli lineari alla Tremonti, disegnati da uomini di Tremonti, ha commentato acido Giarda con i suoi interlocutori. Il ministro si riferiva a Vincenzo Fortunato, potentissimo capo di gabinetto del Tesoro, esponente di spicco della casta dei mandarini governativi, quelli che i ministri passano e loro restano. E al suo uomo pi dato, il direttore di gabinetto Marco Pinto. Sarebbero stati loro due a mettere a punto in gran segreto la relazione nale di Bondi, che a poche ore dal Consi-

glio dei ministri convocato per la sua approvazione neanche il premier aveva avuto il privilegio di poter sbirciare. A quasi 78 anni, dopo aver risanato Montedison (imponendo luso di carta ricliclata, mettendo allasta pure i quadri dei Ferruzzi e facendo schizzare il titolo da 10 a 5.500 lire) e Parmalat (15,5 miliardi di euro di debiti accumulati con venti anni di bilanci fasulli, decine di fabbriche in fallimento e 90 mila risparmiatori inferociti solo in Italia), mancato di un sofo il timone della Fiat ed essere stato tirato in ballo per casi disperati come lAlitalia e la Rai, Bondi non ha nessuna intenzione di perdere lultima occasione per con-

Bondi legge lEspresso


Foto: D. Scudieri - Imagoeconomica, A. Dadi - Agf, M. Chianura - Agf

Un impegno davvero a tutto campo, quello di Enrico Bondi, commissario anti-sprechi addetto ai tagli di sedie e poltrone. Negli stessi giorni in cui dalla nestra del suo ufcio scopriva alcuni dipendenti del ministero dellEconomia che perdevano tempo fumando in cortile, e scendeva a balzi le scale per fare loro un rapporto disciplinare, passava subito dopo alla scrivania a leggere avidamente il numero 23 dellEspresso del 7 giugno scorso, che annunciava in copertina uninchiesta sugli enti inutili che costano milioni di euro ma nessuno li taglia.

Nessuno li taglia? Ora ci penso io. Bondi leggeva il pezzo sullEnte per il Microcredito, nato per organizzare il soccorso agli imprenditori pi poveri e marginali (quelli a cui le banche non scuciono un centesimo) ma ancora a corto di risultati concreti, a dispetto della sontuosa sede di Palazzo Blumensthil e dei circa 2 milioni di euro che ogni anno costa allo Stato, e zac, detto fatto lo inseriva nella spending review. Soppresso: un mese per sparire dal mondo. Con buona pace del deputato pidiellino Mario Baccini, a cui quellente era stato cucito addosso. Da presidente si prendeva 120 mila euro

lordi lanno (oltre allo stipendio da parlamentare, sintende) per condurre a termine la grande missione di battere sul tempo la povert. Rinunciando alle sue prebende, magari avrebbe dato meno nellocchio e lEnte sarebbe ancora in piedi. Peccato. C.G.

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Attualit soldi & politica / linchiesta di FiRenZe

IL MINISTro LorENzo orNAGHI. IN BASSo: IL SoTToSEGrETArIo ANToNIo CATrICAL. A SINISTrA: MArCELLo DELLUTrI DUrANTE UNA MANIFESTAzIoNE DEL PDL

na lobby in grado di condizionare parlamentari, imprenditori e burocrati di altissimo livello, interferendo perno sul governo Monti. Presunto burattinaio, il senatore Marcello DellUtri. Braccio operativo, Massimo De Caro, ex consulente speciale di due ministri dei Beni culturali, arrestato il 24 maggio con laccusa di aver rubato centinaia di libri antichi dalla Biblioteca dei Girolamini a Napoli, di cui era diventato direttore tra molte polemiche. Mentre i magistrati partenopei continuano a indagare sui maxi-furti addebitati a De Caro (che dopo il ritrovamento a Verona dei primi 257 preziosi volumi, ora sospettato di averne trafugati pi di 2.200), la Procura di Firenze ha scoperto le carte di unaltra inchiesta. La nuova accusa che accomuna De Caro e DellUtri una presunta corruzione: tangenti per favorire lespansione in Italia del gruppo Avelar-Renova, un colosso dellenergia controllato da un miliardario russo con base in Svizzera. Seguendo la pista degli affari i carabinieri del Ros hanno inter| 19 luglio 2012

Manovre in parlamento, entrature nel governo, tangenti su un affaire di gas. Si indaga sul potere del senatore. Che dura
DI LIRIO ABBATE E pAOLO BIONDANI
cettato De Caro per mesi, no allarresto per i libri rubati. Le telefonate considerate rilevanti svelano la sua rete di relazioni nei ministeri e nello staff di Palazzo Chigi. Un ruolo conquistato grazie al legame con DellUtri e i parlamentari pi fedeli al senatore, che nel 93-94 fu il creatore del partito-azienda di Berlusconi. DALLA RUSSIA CON DE CARO. Tra aprile e maggio 2009 DellUtri incassa 409 mila euro sul suo conto al Credito Cooperativo Fiorentino, la banca allora guidata dal coordinatore del Pdl Denis Verdini, poi commissariata dopo lindagine sulla cricca degli appalti. A versargli quei soldi il bibliolo De Caro. Sulla carta il prezzo di una epistola di Cristoforo Colombo del 1493. Per i giudici di Firenze, per, la giustificazione del tutto fittizia: DellUtri non aveva quellincunabolo, mentre De Caro gli ha girato soldi che
Foto: M. Chianura - Agf (2), G. Quilici - Imagoeconomica

Dellutri

Che energia,

aveva a sua volta ricevuto dai russi di Renova, di cui no al 2009 fu manager (come rivel lEspresso del 22 dicembre 2010). Dunque quei bonici, secondo i pm, servivano in realt a comprare linuenza del senatore DellUtri sulle amministrazione pubbliche, per assicurare al gigante straniero, che in Italia fattura gi un miliardo, nuove concessioni di rilievo strategico, come i giacimenti di gas lucani a Grottole Ferrandina e Pisticci. Con le prime perquisizioni nora emerso solo questa accusa, ma linchiesta pi ampia. Le intercettazioni documentano altri interventi di De Caro sul crinale tra affari e politica. E il suo cellulare registra le manovre di DellUtri e dei suoi parlamentari per inuire su leggi e fondi pubblici. Per loro, Mario Monti un problema. Ma tra i papaveri della burocrazia c chi appoggia luomo di DellUtri perno mentre il senatore in attesa del verdetto per maa della Cassazione. MI MANDA ROMANO. Nel marzo-aprile 2012, mentre consulente ministeriale, De Caro si fa in quattro per favorire un progetto privato: un impianto fotovoltaico a Gela da 110 milioni di euro, per un terzo coperti da contributi pubblici. Limprenditore interessato Paolo Campinoti della Pramac di Firenze, che in cordata con il solito gruppo Renova del miliardario Viktor Vekselberg. Da Cipro, il colosso russo ha gi versato 1,2 milioni a De Caro, che ne ha girati un terzo al senatore. Nel febbraio 2012 De Caro sta gestendo un nuovo progetto con Saverio Romano, lex ministro delle politiche agricole imputato per maa. Quindi annuncia a DellUtri che luned 13 Campinoti mi fa visitare la sua fabbrica a Lugano, al ritorno mi fermo da lei. Il senatore commenta: Ottimamente. In Svizzera De Caro non va in fabbrica, ma nellufcio di un avvocato del colosso russo. Il 23 marzo, al secondo incontro riservato a Lugano, partecipa anche un siciliano, Domenico Di Carlo: il capo della segreteria di Romano e per i magistrati rappresenta gli interessi dellex ministro. Prima e dopo ogni visita in Svizzera, De Caro va a rapporto da

DellUtri. E per i giudici molto sospetto che Campinoti voglia cedere ai russi i costi non industriali e di contorno. Oneri di compensazione ai comuni? No, ai privati...., ci scherza sopra un faccendiere lucano, che segnala a De Caro le pretese di un politico soprannominato Ciaffaraff. PRESSIONI SU ORNAGHI. Nato a Bari nel 1973, De Caro ha nel curriculum solo unimpresa (liquidata) di libri antichi e il lavoro di lobby per i russi, quando viene nominato, il 13 aprile 2011, consulente speciale del ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan. In giugno diventa anche direttore della biblioteca dei Girolamini. E il 15 dicembre viene riconfermato dal nuovo ministro, Lorenzo Ornaghi, ex rettore della Cattolica, che per gli taglia lo stipendio a 40 mila euro lanno. Dal ministero, De Caro tratta con politici e

alti funzionari. Nel gennaio 2012 il senatore Elio Palmizio di Coesione nazionalegli annuncia un incontro con Ornaghi: Mi ha chiamato il ministro, quindi ci vediamo prima noi per mettere gi tutte le cose da fare. Alluscita il parlamentare telefona a De Caro che andata bene: Abbiamo parlato di un sacco di cose. Con ordine: le deleghe lui non le fa scritte, per ci organizza lincontro con il direttore generale delle biblioteche... Su Arcus mi ha detto che non c problema. Entro

Cos faccio lobby a Palazzo Chigi


Massimo De Caro ha rapporti condenziali con Sergio De Felice, gi al Consiglio di Stato, ora nello staff di Palazzo Chigi con il sottosegretario Antonio Catrical. I carabinieri li intercettano il 4 febbraio 2012. De Felice chiama per sapere se un giovane advisor di Edison sia davvero amico del dottore, alludendo a DellUtri. De Caro pensa di s e vericher. Poi parlano di nomine e lobby. De Felice: Ma bravo questo ministro?. De Caro: Diciamo che Galan era cattivo.... De Felice: Figurati. E Nastasi sempre l?. De Caro: S per, sai, il ministro cha quellattenzione molto cattolica, per cui non vuole che si muova niente, cos almeno sicuro che non si facciano errori. Quindi anche noi.... De Felice: Tu stai sempre l?. De Caro: S, mi ha riconfermato. De Felice: Bene (). Io invece sono molto contento: sono consigliere giuridico alla presidenza del Consiglio. Catrical mi ha afdato la moglie, capo del dipartimento amministrativo... Ci sono state pure un po di polemiche.... De Caro: Marito e moglie.... De Felice: L passa tutto, per esempio lExpo di Milano... Io sto avendo contatti con lei e Peluffo che laltro sottosegretario dopo che s dimesso Malinconico... Lavoro due-tre giorni pieni. Magari ci vediamo. Questo ti piace?. De Caro: Molto. De Felice: Catrical prima mi propose cose importanti, poi da luglio ho capito che non s potuto muovere pi di tanto... Ma dopo che in sei anni ho fatto il capo legislativo di quattro ministeri, il tempo breve, volevo giocare in modo diverso. De Caro: Hai fatto una buona scelta. De Felice: La moglie molto garbata, brava, per va supportata giuridicamente... Ti dico la verit, Massimo, ora tutto molto pi importante, perch le nomine, gli enti, i commissariamenti passano di l... Tutta lattivit amministrativa passa di l. Allora, praticamente, io riesco a fare lobby in senso positivo... molto pi che allinterno di un ministero. De Caro: Buona come cosa. De Felice: Senti, caro, fatti vedere.
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Attualit
il suo brAccio destro erA consulente di ornAghi. Al telefono evocAvA interventi di pAsserA e dossier contro dAlemA

la biblioteCa NaPoletaNa dei gerolamiNi. a destra: massimo de Caro

met febbraio operativo e da l si parte per chiedere i soldi per le varie cose che ci interessano... Finch non si sblocca Arcus non posso fare un cacchio. Arcus una societ-cassaforte dei Beni culturali: secondo i carabinieri, il senatore pensava ai suoi interessi. IMU ALLA CHIESA. Il 25 febbraio DellUtri allestero in attesa del verdetto per maa. Alle dieci di sera De Caro gli chiede la sua approvazione a un sub-emendamento sullImu della Chiesa presentato dal senatore Salvatore Piscitelli: Dove c un vincolo dei Beni culturali, non si deve pagare lImu... Ovviamente la Chiesa daccordo. Palmizio ha sentito il ministro Ornaghi che contentissimo. DellUtri daccordissimo: una cosa di giustizia, sottoscrivo. De Caro aggiunge: Monti ha tagliato anche le agevolazioni per le dimore storiche, mentre noi con lemendamento diciamo che deve continuare lesenzione. DellUtri approva, perch ci interessano le cose della Chiesa. Lunico problema interno al Pdl: De Caro vorrebbe pubblicizzare una delle prime cose che ha fatto la nostra corrente del Buongoverno, ma Letta voleva andare dallassociazione delle dimore storiche a dire: vi ho difeso io. Al che DellUtri sinfuria: un pezzo di m.... FALLO PER LAMBIENTE. Il 15 marzo un funzionario delle Politiche agricole, Giamberto De Vito, segnala a De Caro limprenditore italiano C. che vuole
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investire centinaia di milioni per le serre in Russia: Mi sono permesso di fargli avere la tua lettera dintenti, che il ministro Catania non ha pi portato avanti. Gli ho detto che hai un sacco di entrature. De Caro chiama subito limprenditore: Vediamoci a Roma, ho lufcio al ministero dei Beni culturali.... De Caro era stato designato da Galan anche per il direttivo del parco del Gran Sasso, ma la nomina ora spetta ai nuovi ministri. Bisogna sapere se hanno gi scelto un altro. Dopo una telefonata a DellUtri e un incontro con Romano, che vanta ottimi rapporti con Catania, De Caro riesce a sapere che non c ancora nulla di rmato: glielo comunica il capo di gabinetto dellAmbiente, che non suo amico. Infatti De Caro gli telefona sotto falso nome: Sono il dottor Tuzzi. PASSERA E LA REGIONE. Il 27 gennaio De Caro fa il punto su un progetto di Renova in Basilicata: Oltre al politico nazionale, l intervenuto, sul presidente della Regione, il ministro Passera, perch ha ricevuto una telefonata molto minacciosa dallambasciatore russo, dicendo che se non avessero dato questa concessione, avrebbe creato problemi tra Italia e Russia. De Caro racconta spesso balle che gli fanno comodo. Certo che loligarca Vekselberg davvero protetto da Putin. DALEMA E LA LIBIA. In gennaio De Caro tenta di ispirare un dossier contro Massimo DAlema. Come presunta fonte cita

lamico pugliese Roberto De Sanctis, che lavor con lui per i russi. Roberto ha organizzato viaggi in Libia su mandato dellaltro quando era ministro, con aerei privati, per fare contratti con la societ del gas libica. Ci sono anche scambi di lettere. Poi lhanno presa nel sedere perch era calato il gas. Anche queste parole vanno prese con le pinze: lamico di DellUtri pu avere interesse a screditare DAlema. Ma in altri casi De Caro parla direttamente con i politici. LAMICO POMICINO. Quando il governo Monti annuncia il taglio degli incentivi al fotovoltaico, limprenditore Campinoti cerca una via politica per tenere Gela fuori dal quinto conto energia. In aprile incontra a Palermo lex ministro Paolo Cirino Pomicino, che promette aiuto: Bisogna salvare il progetto. Limprenditore si indebitato per la crisi e il politico di Tangentopoli gli garantisce appoggi anche con le banche. Sono a Roma, oggi rivedo il gran capo, lo rassicura, senza fare nomi al telefono. MARCELLO IN CASSAZIONE. Il 9 marzo, mentre la Suprema Corte decide, DellUtri allestero. Quando esce la sentenza, De Caro a passargli la moglie Miranda, che gli elenca gli amici in festa, da Verdini al senatore Riccardo Villari. Proprio De Caro lunico a sapere dov DellUtri: Madrid? No, c un oceano di mezzo. Brasile? No: parlano spagnolo. n

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Foto: N. Pino - Controluce

Attualit dopo la proposta saviano


questi oltre il 50 per cento per la sola cannabis. Ecco che con norme scali simili ai tabacchi lerario guadagnerebbe quasi 4 miliardi lanno. Non senza regole. Perch, questo i pro-canne lo ammettono, ci sono pure i casi limite. Come Federico, 38 anni, milanese, di mestiere fa linformatore farmaceutico. Con la valigetta di pelle in la dal medico della mutua non s accorto che quello spinello tutto solo in auto o in veranda, che lo rimetteva al mondo, dice lui, era diventato un cappio: Ogni santo giorno, rollavo in media otto o nove spinelli, racconta. Troppi. Cos s presentato al consultorio di Milano e ha chiesto aiuto: Noi trattiamo soprattutto cocaina, ma il 2 per cento dei casi riguarda la cannabis. Una cifra irrisoria, ma che mette a nudo un aspetto della questione che va tenuto in considerazione. In Italia pochissimi consumatori di droghe leggere ritengono pericoloso il loro comportamento, ma succede che a qualcuno sfugga di mano. Non per ragioni di dipendenza alla sostanza, come nel caso delle droghe pesanti, ma per problemi legati a depressione o disturbi della personalit che il soggetto aveva sottovalutato. Il bello che, sul piano pratico, la colpa proprio dellipocrisia italiana: Di quei famosi 4 milioni di italiani che hanno fatto uso di canapa o marijuana, le statistiche dicono che meno dell1 per cento lo ammette, spiega Saletti. Ecco perch anche chi, come lui, si schiera per lo spinello libero invoca regole e controlli capillari del mercato. Anche perch nel sistema-marijuana c un baco silenzioso che nora stato sottovalutato: gli Ogm. Da qualche anno molta della marijuana e cannabis che circola non ha pi nulla a che vedere con le piantine che conoscevamo. Oggi gli esperti hanno individuato 115 specie Ogm. Senza un controllo serrato della coltivazione, non sappiamo cosa stiamo assumendo, aggiunge. Con qualche rischio, visto che in alcuni casi le versioni mostruose hanno effetti diversi dai progenitori naturali. La liberalizzazione porta dunque un vantaggio economico e contrasta la criminalit, ma deve avere dei paletti proprio come stato per lalcol, quando s vietata la produzione di liquori con gradazioni troppo alte. Ma lItalia ben lontana da questo traguardo. Addirittura il monito della Commissione globale per le politiche sulla droga, di cui fanno parte Ko Annan e numerosi ex capi di Stato, che ha esortato - come Saviano - i governi a perseguire la via della legalizzazione delle droghe leggere perch si indebolisca almeno la criminalit organizzata, in Italia rimane inascoltato. Mentre la maa si arricchisce, ogni anno le segnalazioni ai prefetti sono circa

la rubrica di roberto saviano, lo scorso numero dellespresso, con la proposta di legalizzare le droghe leggere

Galeotta fu la canna

LItalia ha il record di consumatori di marijuana: quattro milioni. Eppure discutere di liberalizzazione ancora un tab. E lo Stato lascia alle cosche un business miliardario
Di tommaso cerno
poneva di legalizzare le droghe leggere per sottrarre miliardi, armi e potere alle mafie. Un grido salito dritto da Gomorra che ha incassato subito lappoggio di luminari della medicina come Umberto Veronesi, ma che ha anche risvegliato - come tutte le volte - i fantasmi dentro milioni di italiani. Gi. Perch in Italia lo spinello segreto. Si fa ma non si dice. Guai. Sempre pi gente lo fuma. Mamme e pap. Figli e nipoti. Poi mamma sgrida il glio. E il glio ruba il fumo a mamma. Ma nessuno lo dice. E cos per litaliano medio vale ancora la regola: canna uguale droga. Pochi sanno che non pi cos. E che nel nostro Paese lo spinello un rito che coinvolge ormai 4 milioni di italiani. Avvocati, medici, notai. Idraulici, camerieri, disoccupati. Studenti e sfaccendati di ogni et e foggia. Sono il popolo radiografato dallultimo rapporto Onu, che ha spiegato come lItalia dello spread alle stelle, in Europa un record ce lha: siamo noi quelli che hanno consumato pi cannabis nel 2011, ben il 14,5 per cento degli italiani. Di tutte le et. Dai 15 ai 65 anni.

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edici anni. Napoli. nito in manette con 10 euro in tasca: aveva venduto uno spinello a un amichetto. Diciannove anni. Roma. Due tizi si sono fatti un giro in galera: coltivavano, nel diroccato bagno di casa, tre piantine di marijuana a testa. Sono gli ultimi casi di piccolo spaccio da pochi euro. Con tanto di sirene, polizia, giudice, prigione e soldi spesi. Tre anonimi pizzicati proprio nelle ore in cui Roberto Saviano violava su lEspresso uno dei pi cristallizzati tab made in Italy. E pro| 19 luglio 2012

gente che non guadagna certo con la droga, come fa invece la camorra, ma anche un esercito invisibile che non vuole dare troppo nellocchio. Che non si dichiara. Che fa di nascosto, compra di nascosto e fuma di nascosto. Capita un po quello che succedeva con i gay negli anni Ottanta, in Italia chi usa cannabis o marijuana ha ancora paura di dirlo. E cos nel dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere prevale il fronte del no, spiega lex sottosegretario alla Giustizia, Franco Corleone, il primo a depositare alla Camera, gi nel 1995, una proposta di legge per la canna libera, con 150 rme di deputati. Una norma che giace ancora l. Pochissimi lo ammettono, per cui sensibilizzare lopinione pubblica diventa difcile. In realt c di tutto nel carnet del fumatore medio. C il ragazzino che fuma con i grandi in famiglia, quello che fa la doppia vita, quello che non lo dice nemmeno agli amici. Li accomuna un fatto. Rischiano per comprare la marijuana e niscono cos per alimentare la criminalit. Tutto per un pregiudizio. Eppure a fare due conti, fra consumo diretto (e quindi tasse che andrebbero allo Stato anzich alle cosche), e risparmio di tempo e denaro fra forze di polizia e Legalizzare la marijuana? carceri stracolme, la legalizzazio- Lopinione dei cittadini italiani, valori in % ne dello spinello sarebbe una bocContrari cata dossigeno anche per i nostri conti in rosso. A spanne, spiega Achille Saletti, presidente di Saman, la rete di comunit fondate da Mauro Rostagno, porterebbe un introito di almeno un miliardo e mezzo lanno. Una cifra da capogiro in tempi di spending review e tagli draconiani. Stando a uno studio della Sapienza rmaSenza to da Marco Rossi, poi, si potreb- opinione be far pure meglio: In Italia il Favorevoli costo del proibizionismo in media di circa 10 miliardi di euro lanno, quantica il docente. Di

Divisi dallo spinello


*HQHUD]LRQL DFRQIURQWR
Valori per classi di et, in % Favorevoli

Favorevoli

Foto: Getty Images

Under 35 anni

Over 64 anni

i dati sono tratti, in esclusiva per lespresso, dal monitor continuativo sullopinione pubblica del paese realizzato dallistituto nazionale di ricerche demopolis su un campione di mille intervistati, rappresentativo delluniverso della popolazione italiana maggiorenne. approfondimenti su www.demopolis.it

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Attualit
A processo il fondAtore del rototom: troppo fUmo Al festivAl reggAe. e lUi trAslocA in spAgnA
50 mila, il 68 per cento per gli spinelli. Vuol dire, dal 1990 a oggi, oltre un milione di italiani pizzicati, denuncia il Forumdroghe nel Libro bianco 2012. Per non parlare delle carceri che esplodono: Il 38 per cento dei detenuti dietro le sbarre per possesso di stupefacenti e, di questi, il 70 per cento per luso di cannabis e marijuana. Se si aggiungono i tossicodipendenti dentro per altri reati superiamo il 50 per cento della popolazione carceraria. E cos nisce come a Osoppo, una cittadina abbarbicata sulle montagne della Carnia, in Friuli, dove sta andando in scena un processo che ha dellincredibile. Limputato il Rototom, il festival di musica reggae pi famoso dEuropa. Il capo della locale Procura ha mandato alla sbarra Filippo Giunta, patron della manifestazione, che portava su quelle montagne 150 mila persone da tutta Europa. Laccusa? Il parco del Rivellino dove cant Bob Marley e ballarono i miti del culto rasta va considerato, secondo i pm, un locale pubblico. E quel popolo reggae salito lass per ascoltare i ritmi del tamburi, un branco di spacciatori protetto, appunto, dagli organizzatori del Rototom. Per ora lunico effetto stato che il festival s trasferito in Spagna, dove ha trovato sponsor e appoggio da governi locali e polizia. Decine di migliaia di giovani partono dallItalia. Molti sono gli stessi che hanno partecipato alla Milion Marijuana March di Roma, che lo scorso anno ha coinvolto oltre 50 mila persone. In Italia la mente della marcia di protesta contro il neoproibizionismo Alessandro Buccolieri. Gli amici lo chiamano Mesto e lui sta gi lavorando alledizione 2013. Con una novit: basta parate, ci sar un grande evento-concerto sullo stile del primo maggio e una passerella di vip e artisti di fama mondiale, che stanno gi aderendo. Lobiettivo: Aprire davvero il dibattito sulla legalizzazione della cannabis in Italia: stop

umbERTO vERONESI

Mamme in coda al test del capello

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Foto: Tania - FOTOA3

genitori in ansia. boom di test del capello a Roma. In coda mamme e pap che portano lo scalpo del ragazzino e attendono di sapere che combina con alcol e droga. Nel solo 2011 sono stati oltre 5 mila i genitori che si sono rivolti al nostri centri, spiega Stella Giorlandino, responsabile ambulatori di Confsalute e ad del gruppo Artemisia. E nel 2012 le proiezioni indicano un ulteriore aumento del 10 per cento. Dal test, con un centinaio di euro, si pu avere la radiograa delle sostanze che il giovane assume: dalla nicotina alla cannabis, dallalcol alla cocaina. I genitori vengono quando scorgono un segnale: distrazione, sonnolenza o eccessi di aggressivit. ForUM sUl web E cos basta navigare un po sul Web per scoprire una silenziosa battaglia a distanza fra genitori e gli. Da una parte si moltiplicano i forum specializzati per donne che discutono dei gli con problemi di droga o alcol. Consigli, esperienze messe in comune, sfoghi di mamme spaventate che cercano ricette. Dallaltra, invece, i giovani si scambiano consigli su come sfuggire al controllo. E cos sulla Rete discutono di come nascondere le canne, coltivare le piantine mimetizzandole, evitare che al test del capello mamma e pap possano scoprire gli altarini.

alla persecuzione dei consumatori, s al diritto alla coltivazione di una specie, che un patrimonio dellumanit e uso terapeutico in tutto il Paese. Proprio come in Toscana, che non sembra nemmeno Italia. stata la prima regione, un paio di mesi fa, ad autorizzare la cannabis contro il dolore. E la polemica esplosa. E se vero che fu lex ministro Livia Turco, gi nel 2007, ad aprire quella strada, anche vero che i pazienti che hanno chiesto di farne uso in altre regioni sono finiti stritolati dalla burocrazia. Liste di attesa interminabili, ordinazioni di farmaci allestero con tempi biblici, iter stremanti. Tanto che mentre il professor Felicino Debernardi, primario dellistituto antitumori di Candiolo, allavanguardia nelle terapie antidolore, ha auspicato come Veronesi che lItalia apra alla cannabis, le statistiche raccontano un Paese lontano anni luce da quel modello. Dove lassociazione Pic Pazienti Impazienti Canapa denuncia le sofferenze dei malati che, in altri Paesi della Ue, sono gi trattati con la cannabis e qui non trovano ascolto. E pensare che perno un super-proibizionista bacchettone come Carlo Giovanardi, quello che da sottosegretario voleva rendere obbligatori i test antidroga per i conduttori Rai, nito in contraddizione. Mentre inveiva contro canne e spinelli, il suo dipartimento per le Politiche antidroga pubblicava una Bibbia proibizionista che, dopo una ventina di capitoli a senso unico, doveva prendere atto che la marijuana era utile per la sclerosi multipla e le terapie chemio. Tutte cure che, se affrontate con farmaci chimichi, costerebbero circa 3.600 euro al mese per ogni paziente, mentre nei Paesi dove la coltivazione consentita non superano i 250 euro ciascuno. E lelenco potrebbe continuare. Con le contraddizioni tipiche del nostro sistema. Come la storia di Fabrizio, un malato di Chieti che aveva ottenuto il permesso di importare cannabis per fini terapeutici, ma non aveva i soldi per potersi pagare il Bedrocam, un farmaco a base di cannaboidi. E cos ha deciso di coltivarseli. Ma nito in carcere e ora rischia ventanni. n

Attualit rampanti in crisi


un aumento di stipendio di un milione che Perna si regala poco prima del fallimento. Ma i fatti emersi sono presumibilmente solo una parte, accusano i magistrati. La reazione di zio Tonino, come lo chiamavano i suoi dipendenti per prenderlo un po in giro, visto che lui non era tipo da pacche sulle spalle, una furia. Il suo legale, Marco Franco, ottiene dal Tribunale del Riesame di Campobasso non solo la scarcerazione, ma anche qualcosa in pi. Lavvocato esibisce una perizia che convalida il prezzo di vendita della Isernian Consulting e che gli investigatori in azienda non hanno rintracciato; lo stesso perito a fornigliela. Non vero, dunque, che quellesborso (55 miliardi di lire nel 1997) era privo di pezze dappoggio. E i giudici di Campobasso bacchettano i pm: Quella perizia avrebbero potuto cercarsela. A leggere il testo, nemmeno lordinanza che riporta Perna in libert sembra priva di punti deboli. I giudici esaminano solo due dei numerosi fatti contestati dallaccusa. E neppure confutano lidea dei pm che lintera operazione Isernian sia stata organizzata proprio per trasferire la plusvalenza in Lussemburgo. La Cassazione, per, convalida la scarcerazione. Per Perna una vittoria di tappa che lo fa agire come se avesse in mano lassoluzione. Lindustriale fallito, ma fortunato proprietario di Villa Bismarck e 191 opere darte, si scatena: impugna il pagamento dellonorario di Mottura da parte della Procura; osserva con interesse la denuncia fatta da alcuni ex dipendenti contro le consulenze pagate dai commissari di governo; annuncia una richiesta di risarcimento danni. E, dice lavvocato Franco a lEspresso, chiede larchiviazione, contro lorientamento della procura, che sembra invece convinta di avere gli elementi per il rinvio a giudizio. Come nir, si vedr. Comunque vada, c un aspetto che fa sperare per il futuro dello stabilimento di Isernia. Il nuovo proprietario, Antonio Bianchi della Albisetti di Como, vi sta portando lavorazioni che prima faceva altrove. Si era impegnato a rioccupare 570 persone, arrivato a 730, dice Lino Zambianchi della Cgil. Per ora gli addetti usufruiscono di una speciale cassa integrazione: in parte lavorano e in parte fanno formazione sul posto. Ma un lo di speranza c. n
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Collezionista di crac

ittierre holding a isernia. sotto: una veduta di capri. a sinistra: tonino perna

Il business della moda. Le ville. Il tesoro in quadri. Poi il fallimento e il carcere. La parabola di Tonino Perna. Che non si d per vinto
Di LUCA PiANA

ianni Versace invitava i suoi ospiti a Miami, Dolce e Gabbana a Portofino, Roberto Cavalli ha una mega villa in Toscana, pensa davvero che io avrei potuto dire ai miei soci: dai, venite nel weekend a Isernia, che ci confrontiamo sul piano strategico.... Isernia in verit, a vederla in queste giornate di sole, arroccata su unaltura in mezzo alle montagne verdissime del Molise, davvero un bel posto. A Tonino Perna, lindustriale della moda che no al crac del 2008 valeva una fetta enorme del Pil della regione, oggi al centro di uninchiesta giudiziaria che tra mille colpi di scena sta arrivando al termine, la sua citt dorigine andava per stretta. Per questo, come ha raccontato ai magistrati, aveva messo gli occhi su Capri. Nellisola madre di tutte le mondanit non si era limitato a una dpendance. Aveva acquistato un albergo - il Weber - e una delle dimore pi ambite, Villa Bismarck, celebre per il parco che si affaccia direttamente sulla Marina Grande. Da Isernia a Capri al buco di oltre 600 milioni patito da banche, sottoscrittori di bond e fornitori, la parabola di Perna una storia che i materiali dellindagine permettono ora di ricostruire. In citt raccontano di un imprenditore partito dal nulla, lui e il fratello erano sarti, dicono. La prima avventura, i jeans Pop 84, nisce in fallimento. Tonino allora si mette da solo. E decolla. A partire dagli anni Novanta produce linee di abbigliamento come D&G, Just Cavalli, Galliano. Si quota in Borsa. Compra le carte di credito Diners e leditore Franco Maria Ricci. A Isernia d lavoro a mille dipendenti, il doppio nellindotto. Sviluppa griffe sue. Ne compra altre, come la maglieria orentina Malo e una delle rme pi prestigiose del prt--porter, Gianfranco Ferr. Essere partito dalla gavetta,
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spiega ai magistrati, la carta giusta per convincere il sosticato stilista milanese (scomparso nel 2007) a vendergli lazienda: Diceva che i miei concorrenti offrivano di pi ma di aver scelto me perch venivo dal pascolare le pecore. A quei tempi Perna sembra andare alla grande. A Villa Bismarck si fanno feste zeppe di volti noti, da Lamberto Dini a Christian De Sica, da Santo Versace a Fabio Cannavaro. Nella scalata alla celebrit, per, non tutto la liscio. Lalbergo Weber lo rivende con gravi perdite a causa, spiega Perna ai magistrati che sinterrogano sulla fuoriuscita di denari, di minacce ricevute dalla malavita locale: Andavamo l, mettevamo i lucchetti, e quando tornavamo erano rotti, dice. La moglie Giovanna, poi, si candida a

sindaco di Colli al Volturno, dove vivono molti lavoratori, ma non viene eletta, suscitando rancori. Soprattutto, per il gruppo a faticare e cos, nel 2008, Perna nisce gambe allaria. LIttierre ha raggiunto i 700 milioni di ricavi ma i debiti sono cresciuti di pari passo. Non riesce a restituire un prestito e chiede lamministrazione straordinaria. Arrivano tre commissari che, oltre alle 13 aziende operative italiane, estendono il fallimento a una holding lussemburghese dove c il pacchetto di controllo del gruppo, la PA Investments. Perna non si oppone. O pensa di non avere nulla da temere o, magari, fa i suoi calcoli: anche la PA ha parecchi debiti ai quali non in grado di far fronte (concessi da Ebanca, di cui Perna era stato amministratore).

Qui, per, succede il patatrac. Grazie ai quattrini afuiti nel Granducato, la famiglia ha intrapreso una serie di affari che suscitano lattenzione dei commissari. Non c solo Villa Bismarck, le cui spese di ristrutturazione e gli arredi vengono pagati dallazienda (Motivi di rappresentanza, si difende lui), che la prende in aftto da una fondazione dietro la quale ci sono i gli. C anche una vasta collezione di opere darte che ha messo insieme per dare linfa a una galleria aperta a Roma e che tiene in gran parte in casa, a Isernia: sono 191 pezzi tra mobili antichi, sculture e dipinti rmati da artisti come Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Giacomo Balla, Emilio Vedova e Mimmo Paladino. Partono gli esposti e si attiva la Procura, guidata da Paolo Albano.

I magistrati studiano il dossier. Chiamano un noto commercialista di Roma, Giovanni Mottura, per radiografare le operazioni del gruppo. Lo scorso 9 gennaio il primo colpo di scena: Perna viene arrestato, con laccusa di bancarotta per aver distratto in 15 anni almeno 61 milioni dalle societ poi fallite. C una controllata, la Isernian Consulting, venduta dalla holding lussemburghese allazienda italiana a valori di gran lunga superiori al patrimonio. C un prestito di 6,7 milioni che Perna al momento del crac non aveva restituito. C laccusa di aver giocato sui prezzi delle merci che il gruppo acquistava. C un nanziamento da 7 milioni a una partecipata poi ceduta a prezzo simbolico a una societ riconducibile allindustriale stesso. E non manca

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Foto: A. Cesareo - Fotogramma, Visum -LuzPhoto, P Bartolomeo .

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n. 29 - 19 luglio 2012

Mondo
Libia

Politica | analisi | oPinioni | africa | asia | america | euroPa

Pakistan

Scontro atomico

A Tripoli Primavera

foto: Eyevine - Contrasto, A. Gyori - AGP / Corbis

Uno schiaffo a chi si opposto allintervento Nato in Libia giudicandolo inutile o controproducente. Se verranno confermati i risultati parziali dello spoglio, la vittoria della coalizione liberale sugli islamisti nelle prime elezioni libere in Libia la conferma che dopo Ghedda si aprono interessanti prospettive democratiche per il Paese. A differenza che in Tunisia e in Egitto, dove i regimi avevano comunque permesso alle formazioni religiose di consolidarsi e fare proselitismo se non in politica almeno nel sociale, in Libia islamisti e liberali partivano ad armi praticamente pari: Ghedda aveva bandito qualsiasi forma di associazionismo che non prevedesse la venerazione della sua persona. I libici, tranne una manciata di uomini tra cui il leader della grande coalizione liberale Mahmoud Gibril, ex primo ministro del governo di transizione ed ex collaboratore di Ghedda passato dalla prima ora dalla parte della rivoluzione, sono politicamente analfabeti. Le istituzioni sono da costruire da zero. Proprio per questo lentusiasmo stato

altissimo, nella diffusa certezza che le risorse petrolifere potranno garantire il benessere ad una popolazione di soli 6 milioni e mezzo di abitanti. E non c mai stato un vero problema religioso: la gente per la stragrande maggioranza molto conservatrice. Non solo non vede negli islamisti lunica possibilit di riscatto, ma dopo oltre quarantanni di isolamento dal mondo, impaziente di spalancare le porte a turisti e investitori. E poi difda di uninuenza indebita - religiosa ed economica - sia di Stati come il Qatar sia di gruppi jihadisti. La strada che la Libia ha davanti sar lunga e complicata: le milizie di Misurata e Zintane non sono state ancora ricondotte allinterno di un esercito e un corpo di polizia nazionali, le tendenze separatiste della Cirenaica sono lontane dallessere sopite, e, soprattutto, non ancora chiaro come verranno spartiti i proventi del petrolio. Ma la Libia la dimostrazione pi evidente che la Primavera araba non morta. solo agli albori.
Federica Bianchi

ormai guerra aperta tra magistratura e politica in Pakistan. E la questione potrebbe essere rubricata come bega interna se non fosse che linstabilit del Paese con latomica e chiave per tutte le questioni regionali (in primo luogo, lAfghanistan, ma anche il rapporto con laltra potenza nucleare, lIndia) preoccupa il mondo intero. La Corte Suprema ha sduciato lormai ex premier Yousuf Raza Gilani incriminandolo per il suo riuto a sottostare alla richiesta della stessa Corte di riaprire i casi di corruzione ancora pendenti nei confronti del presidente Asif Ali Zardari. E ha emanato un ordine di arresto nei confronti di Makhdoom Shahabuddin, scelto in un primo momento dallo stesso Zardari e dal partito di maggioranza del Pakistan Peoples Party (Ppp) per sostituirlo. La poltrona di premier stata assegnata a Raja Parvez Ashraf, che rischia per di fare la ne dei suoi predecessori. Anche sulla testa di Ashraf pende la spada di Damocle dellavviso di garanzia, per reati commessi al tempo in cui era ministro dellEnergia elettrica e delle Acque. Il tempo di permanenza di Ashraf al governo dipende dalla sua disponibilit a eseguire gli ordini della Corte e incriminare ancora una volta Zardari. Al vedovo di Benazir Bhutto, inquisito per diversi reati in patria e allestero, era stato concesso di rientrare in Pakistan beneciando del cosiddetto decreto di Riconciliazione nazionale emanato dallallora presidente Musharraf. Il decreto, studiato per permettere alla Bhutto di rientrare in patria, stato in seguito dichiarato nullo dalla Corte Suprema. Francesca Marino

In ALto: MAhMouD jIBRIL vInCItoRE DELLE ELEZIonI In LIBIA. A DEStRA: ASIf ALI ZARDARI
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Mondo francia

hollande

La compagna Valrie contro lex Sgolne. E viceversa. Lostilit nel partito di Martine Aubry. Il nuovo presidente ha un problema: troppe regine attorno
Di Denise parDo

donne e guai

ossero solo spread, disoccupazione, debito pubblico, pareggio di bilancio, la grande industria in crisi, le Front de la gauche e la gauche molle i problemi di Franois Hollande e della sua giovane presidenza, lo standard sarebbe pi o meno simile a quello di tutti i leader europei. Ma luomo che ha saputo riportare la sinistra allEliseo, il secondo presidente socialista della Quinta Repubblica, il testimone della transition tranquille, la vera sorpresa degli ultimi vertici di Bruxelles, al centro di un ginepraio politico-affettivo, un gineceo molto poco tranquille e altrettanto poco republicano, emblema di un giacobinismo sentimentale pi parigino che francese, sicuramente fuori da qualsiasi norma mai accettata prima. A casa, e fosse almeno lEliseo, non lappartamento del XVI arrondissement, borghesia pura sempre per volere di lei, c Valrie Trierweiler - messa in quarantena aspettando la festa del 14 luglio - e tutto il mondo ha saputo cosa vuol dire dopo il suo famigerato tweet. A capo del partito c Martine Aubry con cui non mai stato un idillio e guriamoci ora che non stata scelta come sperava per lHtel Matignon, residenza del primo ministro. Allinterno

del partito c Sgolne Royal, lex compagna di vita, la madre dei suoi quattro gli (che ora, maledetto tweet, hanno ripudiato Valrie pubblicamente) da ricollocare, se non risarcire dopo troppe scontte in una posizione politicamente apprezzabile: ma si tratterebbe di sdare Valrie, unerinni al solo pensiero, e anche met dello stesso Ps. Royal, la nuova Marianna di Francia, ha appena risposto alle voci su una possibile presidenza delle associazioni delle regioni, dellInternazionale socialista, della Banque dInvestissement. Verr il momento in cui sar utile per una funzione, ha dichiarato patriottica. Che Dio salvi le prsident. Un vaudeville, lha denito la destra. Un mel-mel, una mescolanza, un guazzabuglio, una confusione, ha decretato quel che resta dellalta burocrazia della presidenza Mitterrand di cui Hollande stato portavoce e molto soggiogato, lontano anni luce dallo stile della premire dame Danielle e

vAlRIe tRIeRweIleR, lA nuOvA COmpAGnA DI hOllAnDe. A sInIstRA: sGOlne ROyAl

del presidente che pur ebbe il suo daffare e anche una glia segreta, la bella e adorata Mazarine, fuori dal letto coniugale. La Francia profonda, rurale, provinciale, balzacchiana a cui appartiene con erezza il neo presidente, depressa dal milione di disoccupati, dal risanamento impellente dei conti pubblici e da un futuro mai come ora incerto credeva per con luscita di scena di Nicolas Sarkozy di aver chiuso un periodo di turbolenze caratteriali e sentimentali molto televisivo poco adatto allumore del paese. Votando per trasformare la vita ordinaria di un uomo normale in una favola straordinaria non si sarebbe mai aspettata di assistere al dipanarsi di una trama che incrina, peggio, pu ridicolizzare la sacralit dellEliseo e della nazione che sembrava nalmente riconquistata. E invece: ecco qua in fumo gi sette punti

di popolarit per Hollande, secondo il sondaggio Viavoice dei primi di luglio, e tra le varie ragioni del malumore, crisi economica e quel che ne consegue, les citoyens hanno indicato anche il famigerato tweet di Valrie. Quello in appoggio a Olivier Falorni, il dissidente candidato al seggio di La Rochelle contrapposto allodiata Sgolne e paraninfo, quindi pi che degno di riconoscenza, delliniziale clandestinit nel 2005 con il futuro presidente. Un tweet che ha mandato un patrimonio di consenso in tilt. Prima di tutto lammirazione per una premire dame, un second rle laveva denito Valrie, al secolo Massonneau, origine modeste, gusti altolocati, quinta di sei gli, decisa a continuare a lavorare (a Paris Match, il suo giornale, dove oggi recensisce giudiziosamente romanzi e pamphlet) per mantenere la sua famiglia, tre gli avuti dal germanista di cui porta ancora il cognome. Per carit tout casse, tout
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Foto: D.Rouvre - Corbis Outline, Afp - Getty Images

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Mondo
passe si dice in Francia ma certo Valrie ha perso almeno per ora loccasione di diventare licona contemporanea di una cinquantenne francese bella, divorziata, lavoratrice e indipendente. Ma il tweet ha lasciato conseguenze anche pi gravi. Ha congelato il rapporto diventato affettuoso con Thomas, il figlio avvocato che molto ha contribuito al successo dellelezione del padre, sempre a anco anche della madre nelle presidenziali del 2007, e quello con gli altri tre ragazzi, Julien che lavora nel cinema, Clmence, studente di medicina e Flora, lunica con ambizioni politiche. Ha raffreddato anche le relazioni con i media, gestite in modo sublime nei giorni di fuoco del tour elettorale (fu sua lidea di una stretta di mano pubblica e a sorpresa con Sgolne che comment dopo: Mi domandavo perch stesse avanzando un plotone di flash), ora critici nei suoi confronti (La premire peste de France, hanno titolato) e freschi di un dibattito eccitato e sociologico sui diritti e sulle pene delle donne.A che gioco giochi?, ha chiesto minacciosa a una collega di Paris Match che aveva osato omettere lex alla parola coppia parlando di Hollande e Royal. A Parigi si diceva, prima del tweet, a onor del vero, ora il giudizio sospeso: non Valrie a scegliere chi far carriera nellamministrazione Hollande. Ma certo chi vicino a lei ha buone probabilit di avvicinarsi a Hollande. stato il caso di

Manuel Valls nominato ministro dellInterno, ex gran maestro dOriente di Francia, con il quale si era creata una grande complicit in campagna elettorale, ha raccontato Valrie. Nel cono dombra , invece, nito Julian Dray cacciato da lei dal quartier generale del candidato per due mac- THoMAS HoLLANDE CoL DEPuTATo RAzzy HAMMADi. chie indelebili: essere A DESTRA: FRANoiS, stato intimo ai tempi di SgoLNE CoN TRE DEi Seg e aver invitato al FigLi PiCCoLi E uN RiTRATTo suo compleanno Domi- Di HoLLANDE oggi nique Strauss-Kahn. Non manca di pesare anche la difdenza da parte dei dirigenti socialisti: prima di diventare lamante del segretario, da giornalista al seguito del Ps, Treirweiler raccoglieva segreti e giudizi incrociati, gli uni sugli altri, degli lephants del partito che oggi sanno bene che lei sa. Ora Valrie ha un bureau allEliseo e come capo di gabinetto lesperto Patrice Biancone, un ex luglio Treirweiler si dedicata a una carigiornalista di R. Ma su lei calato un tatevole visita in sordina a un centro di pietoso silenzio e non si mai pi vista in bambini handicappati di Calais. Ma ha un viaggio presidenziale. Mentre i polito- lasciato tutti di stucco arrivando, secondo logi si interrogano sul destino del sociali- le scandalizzate voci della Cte dOpale, smo promesso da Hollande, lopinione con cibi propri. Una premire dame con pubblica si chiede: si sposeranno? Si la- cibi propri? Per non disturbare, ha spiesceranno? Pu un capo di Stato permet- gato. Se il presidente non riesce a controltersi una compagna priva di una sensibi- lare Valrie, la domanda, potr controllit istituzionale e rappresentativa? Il 5 lare la Francia?
di gigi Riva

valrie ha pesato nella scelta della squadra. Ma dopo il tweet contro la rivale ora relegata ai Margini
ta su quella che diventata una faccenda di Stato. Il senso di colpa per le scontte di Sgolne, una dopo laltra, certo: lEliseo, la segreteria del partito, la ne della loro storia. Peccato che questo non abbia fatto saltare i nervi solo a Valrie. Ma abbia dato anche molto fastidio a tutti i socialisti che non erano stati degnati di un endorsement del presidente, stu di favoritismi e di equilibrismi sentimentali. Parigi brucia di voci e di su pposizioni sul futuro dei protagonisti. Laffaire causa problemi continui anche al cerimoniale dellEliseo, tra laltro impreparato a una premire dame single. Posizione ancora pi delicata quella di Madame Royal. Allinsediamento presidenziale, per esempio, nonostante sia una personalit di spicco, Sgolne ha preferito non andare. Ha spiegato: Ci siamo messi daccordo con Franois, era una questione di tatto e solennit. Potete immaginare il diluvio di commenti che si sarebbe scatenato?. Nel partito c Aubry che scalpita, forte dei risultati della sua segreteria - il colpo dellEliseo, la vittoria alle legislative - sul piede di guerra in vista del congresso socialista di ottobre. Non vede solo Jean Marc Ayrault, il primo ministro che lha surclassata come il fumo negli occhi, ma anche Hollande che ha osato proporle un ministero non allaltezza, si dice la Cultura. Tanto che aveva minacciato: Plutt laver les chiottes. Traduzione: meglio pulire le toilette, per dirla in modo soft. Ma dove diavolo si cacciato Molire? n
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Tra dialogo e rottura


RuptuRe fu la parola di Nicolas Sarkozy, peraltro poi disattesa. Era il 2007, doveva ancora arrivare la crisi e la Francia blingbling era un sogno da vendere sul mercato politico, una promessa di felicit per tutti i cittadini della Rpublique. dialogue la parola di Franois Hollande, cinque anni e due crisi dopo. Meno reboante e pi noiosa ma necessaria per un Paese che, seppur in ritardo, ha scoperto di avere (parte) degli stessi problemi dei vicini latini. Ma se si va oltre gli slogan si scoprir che, a dispetto del vocabolario, rupture e dialogue nel lessico parigino sono termini simili. Perch alla ne si misurano con la realt e la politica notoriamente larte del possibile. Sarkozy cominci da rodomonte e n col concertare, spingendosi addirittura

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Foto: Corbis, D. Allard / Rea - Contrasto, Afp - Getty

a reclamare pi Stato e meno mercato, bestemmia per un liberista e soprattutto per uno come lui che sullinvadenza del pubblico ci aveva costruito una campagna. Allopposto Hollande qualche rupture con un passato di generoso welfare dovr pur provocarla se vorr rispettare un programma che ai primi tre punti recita: risanare i conti dello Stato, recuperare la competitivit, creare occupazione. Con un equilibrismo degno della sua fama di mediatore, nei suoi primi sessanta giorni riuscito nellimpresa di non scontentare nessuno (tranne le sue donne). Ma la luna di miele non si nega a un presidente. A breve sar costretto a scelte dolorose che, come tali, eroderanno il consenso. Deve trovare i 33 miliardi necessari per riportare al 3 per cento il disavanzo entro la ne

dellanno prossimo (ora viaggia attorno al 5 per cento). E non saranno sufcienti laumento della patrimoniale al livello preSark (che laveva abbassata), limposta al 75 per cento per i redditi superiori a un milione di euro, proposta caratterizzante del suo mandato, e la riduzione di alcune agevolazioni scali. Limperativo quello di contenere la spesa pubblica che ammonta al 56 per cento del Pil, record assoluto per i Paesi delleurozona. E cercare di abbattere un debito ormai arrivato al 90 per cento. Tutto questo in un Paese dove Wil settore manifatturiero sceso al 13 per cento della ricchezza prodotta. Per il socialista Franois Hollande far quadrare i disastrati conti mantenendo la pace sociale unimpresa ancora maggiore della soluzione del suo rompicapo familiare.

In Europa Hollande se la cava alla grande. Con Angela Merkel si sono molto intesi, entrambi sono ponderati, secchioni, pragmatici. Al vertice del 29 giugno, il presidente francese stato molto leale con Monti appoggiando no alla ne lo scudo anti-spread e non cedendo alle lusinghe tedesche sulle concessioni per la crescita, leit motiv della sua elezione. E - quanto contano i dettagli - ha fatto un grande effetto il suo arrivo a Bruxelles in treno. salito alla Gare du Nord a Parigi, sceso a la Gare Midi in Belgio. Il pensiero subito andato agli arrembaggi di Sarkozy: prima ancora che si materializzasse si sentiva il rumore delle sirene, il rombo degli aerei, il tuono degli elicotteri. Ma il presidente del compromesso positivo lanciato alla Confrence sociale del 9 luglio e della concertazione preventiva non ha ancora trovato il passo, landante, la velocit nel gestire il dossier al femminile. C stato limpulsivo e disastroso tweet di Valrie, Eva contro Eva ancora una volta. Ma c stato anche il pubblico sostegno di Hollande a Sgolne per La

Rochelle, detonatore di tutto. E dire che luomo un mediatore, un tipo prudente, sopravvissuto a un padre di estrema destra e a una madre di sinistra: quando era meno in auge lo chiamavano Flamby con il nome di un famoso budino francese. Una volta qualcuno disse che sembrava il protagonista di un lm di Claude Chabrol, il francese medio, bon vivant, sposato ma che fa il piedino allamante sotto al tavolo e viene scoperto. E, in effetti, per lui andata cos. Lappoggio allex compagna stato il frutto del senso di colpa, ha decretato tutta la psicologia francese interroga-

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Mondo inghilterra
Barclays o Lloyds ad altri minori istituti di credito. Dal voto di protesta al conto di protesta insomma. Sono segnali dellumore nazionale che la classe politica stenta a cogliere. Salta infatti allocchio il contrasto tra lindolenza del governo nel rispondere a ripetuti crimini che costano miliardi alla collettivit e le punizioni fulminee ed esemplari ai ladri di galline delle sommosse della scorsa estate: due pesi e due misure in un Paese che tollera con nonchalance la maggiore povert infantile dEuropa come le paghe da favola dei city boy. E che taglia il welfare alla prima con pi slancio dei bonus ai secondi. Governo e opposizione ne escono altrettanto male. Tories e Labour hanno istituito una commissione parlamentare dinchiesta bipartisan nella speranza di risolvere il tutto rapidamente, nonostante il laburista Ed Miliband avesse chiesto la convocazione di uninchiesta pubblica e indipendente. Mentre limbarazzo per David Cameron, glio di un banchiere e leader di un partito sovvenzionato municamente dalla City in cambio di politiche che la proteggano, cresce. Che il Re fosse nudo si sapeva. La consapevolezza di queste pratiche era diffusa nelle trading room e fuori. Ma ora che Barclays uscita allo scoperto, la crapula dei derivati e degli altri prodotti generati grazie a operazioni di stupefacente complessit probabilmente giunta al capolinea. Perch Barclays, uno dei big ve (le altre sono LloydsTsb e Royal Bank of Scotland, entrambe nazionalizzate, lamericana Hsbc e la spagnola Santander) che dominano il mercato nazionale, non che la punta di un iceberg che potrebbe estendersi ad altri giganti dellEurozona, tra cui la Deutsche Bank, e in Usa, con JpMorgan Chase e Citigroup, no a organizzazioni per definizione irreprensibili, come la Bank of England, la Financial Services Authority (Fsa) o la British Bankers Association. Secondo Tom Kirchmaier, docente di business alla London School of Economics, questultima la vera responsabile: un organismo incompetente e cieco rispetto a quanto accadeva, che dovrebbe autoregolamentarsi e non stato capace. Le dimissioni di Bob Diamond, lamministratore delegato americano della Barclays, non hanno calmato le acque. Ha dichiarato di essersi sentito male nel leggere le e-mail in cui i suoi sottoposti si

Cera una volta la City


Lo scandalo della Barclays, lultimo di una lunga serie, ha minato la ducia degli inglesi nella capitale della nanza mondiale. E i risparmiatori minacciano di spostare i loro conti nelle banche pi piccole

Di leonarDo clausi Da lonDra


completo: sta spingendo sullorlo dellesasperazione lopinione pubblica britannica che, per quanto emmatica e restia a indignarsi, sta dando segni di forte insofferenza. In tanti vorrebbero vedere le banche completamente nazionalizzate, anche se pi probabile che venga reintrodotto qualcosa di simile al GlassSteagall Act, la legge americana che dopo la grande depressione separava le attivit di investimento da quelle commerciali, o il ridimensionamento dei maggiori istituti di credito per favorire la competizione. I tabloid, almeno quelli di centrosinistra come il WDaily Mirror, chiedono a gran voce la galera per gli squali, e c chi invoca vere e proprie purghe nel consiglio di amministrazione della banca incriminata. Barclays aveva gi subito una rivolta dei propri azionisti lo scorso aprile, infuriati dai bonus che la banca aveva deciso di pagarsi per il 2011. Ora una sempre maggiore quota di correntisti sta scegliendo di votare col proprio portafoglio: di esercitare cio la propria volont democratica non cambiando i vertici politici organici a un sistema malato, bens spostando i propri risparmi dalle grandi banche come
ImpIegatI della cIty. nellaltra pagIna da sInIstra: bob dIamond, protagonIsta dellultImo scandalo, Il premIer davId cameron e tony blaIr

na Gtterdammerung nanziaria, la caduta degli Dei del Valhalla azionario traditi dalla propria arroganza e avidit, cui si cercher di rimediare con un paio di decapitazioni eccellenti e una rafca di riforme, sempre che la pazienza di chi solito farne le spese, i cittadini, non si esaurisca. Laffaire Libor ha mandato in frantumi non solo la reputazione del colosso Barclays e della City di Londra, cuore della nanza mondiale e ore allocchiello delleconomia nazionale, oltre a quella della classe politica al

In cifre
Foto: I. Berry - Magnum / Contrato Rex - Olycom (2), C. Bibby - Financial Times - Rea / Contrasto

la city of lonDon il pi grande centro nanziario del mondo con ricavi di 1.400 miliardi di dollari al giorno pari al 46 per cento del totale generato a livello globale. si estende su unarea di tre km quadrati. ospita oltre 500 banche, di cui circa la met (241) straniere, e centinaia di societ nanziarie, che danno lavoro in totale a quasi 320 mila persone. il valore totale Degli asset delle banche della city pari a cinque volte il prodotto interno lordo inglese. nella city si proDuce il 10 per cento del prodotto interno lordo britannico. gli scambi sulle valute, derivati compresi, sono pari a 1.9 trilioni di dollari al giorno, il 37 per cento del totale globale. vi si effettua il 70 per cento degli scambi di bond globali denominati in euro. alla sua borsa sono quotate 604 societ straniere.
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accordavano afbbiandosi nomignoli goliardici e pregustando brindisi a base di Bollinger: ma probabile che abbia esagerato la sua sensibilit, soprattutto a sentire le dichiarazioni di un anonimo banchiere a The Independent, secondo cui i vertici della banca, lui compreso, sapevano tutto. Il boss della Barclays, fuori tempo massimo e a scandalo consumato, ha fatto il gesto di rinunciare ai bonus. Che peraltro gli sarebbero stati forse negati, come a Sir Fred Goodwin che, dopo aver mandato la Royal Bank of Scotland a fracassarsi sugli scogli, non voleva rinunciare a una pensione non proprio da esodato (900 mila euro lanno). Diamond non che lultimo Ceo nella bufera per il contrasto a dir poco surreale fra i livelli del proprio stipendio (mostruosi), le perdite di cui responsabile (ingenti) e i benefici resi ai clienti e agli investitori della sua banca (trascurabili). La dbcle Barclays arriva poco dopo il caos della Natwest, controllata da Royal Bank of Scotland, quando un errore informatico aveva bloccato i prelievi scatenando unondata di panico: in molti avevano temuto una crisi di liquidit come quella che port al collasso di Northern Rock nel 2008. La tragica ironia che il cartello bancario britannico (tutto in mano a pochi colossi, contrariamente al resto dEuropa, dove abbondano banche locali di media e piccola taglia), n dalla famigerata deregulation del 1986 con cui la Thatcher lanci a briglia sciolta il focoso destriero della City, si sviluppato principalmente sul trading che d protti a brevissima scadenza, trascurando lassai meno remunerativa attivit commerciale: cos nellattuale crisi le banche non prestano denaro a sufcienza alle piccole imprese per stimolare la ripresa. Stipulato dai Tories per fronteggiare la crisi della deindustrializzazione e recuperare terreno rispetto a Wall Street, il patto scellerato

stato rinnovato da Blair e Brown, in una continuit che concorre a rendere i due partiti sempre meno distinguibili. La City sembrava il luogo giusto per ospitare queste attivit, continua Kirchmaier: Ora che risulta evidente linsostenibilit dello status quo si vorrebbe spostare il baricentro delle transazioni in Europa. Ma il vero problema come regolare le banche, stabilire quanti rischi siamo disposti a lasciar loro assumere. Resta impressionante la recidivit di molti banchieri dagli occhi iniettati di soldi. Dopo la crisi del 2008, i boss delle maggiori banche hanno continuato a fare come se nulla fosse, protetti da una connivenza collettiva nel nome del disegno neoliberista. Ma la lista degli scandali comincia a essere lunga: si va delle spese personali dei politici alle intercettazioni telefoniche sospette, dai bonus a banchieri rapaci pagati con denaro pubblico alla corruzione preoccupante nella polizia (con 8.500 accuse mosse agli agenti in tre anni) fino a questultima resa dei conti nei vertici Barclays. Abbastanza da erodere un consenso che ha radici secolari. n
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Mondo

Tahar Ben Jelloun Senza frontiere

Dietro gli islamici ci sono i militari

mmaginate che Tot, accusato di attentato alla religione cattolica dalla Democrazia cristiana dellepoca,fosse stato condannato al carcere: avrebbe fatto ridere tutta lItalia. quanto appena accaduto al Cairo dove Adel Imam (71 anni, un comico molto popolare) perseguito dalla giustizia per diffamazione contro lIslam. Il tribunale del Cairo lha condannato a tre mesi di carcere. Adel Imam ha fatto appello. La notizia ha fatto ridere alcuni e compiaciuto altri, quelli che pensano che lIslam debba essere il riferimento principale e il Corano la costituzione del paese. LEgitto un grandE paEsE. lo Stato arabo pi popoloso (80 milioni di abitanti) e ha da sempre rivestito un ruolo esemplare per il nazionalismo arabo. anche il Paese dov nato lestremismo islamico, quello dei Fratelli musulmani che dal 1928 si sono opposti al colonialismo e alla modernit. Quando Nasser salito al potere, nel 1952, non pensava che quella tendenza sarebbe andata sviluppandosi no a costituirsi in unopposizione seria. Nel 1966 fece arrestare Sayyid Qutb, il leader dei Fratelli, lo fece giudicare, condannare a morte e giustiziare. Un grave errore che avrebbe attribuito legittimit alla lotta del fondamentalismo islamico, allora ancora agli esordi e privo di risonanza. Intanto il movimento andava organizzandosi e radicandosi sempre di pi negli strati popolari. Furono poi alcuni di quegli estremisti ad assassinare Sadat alla presenza di Mubarak, che gli sarebbe succeduto. Mubarak non se ne andr solo per la pressione dei manifestanti di piazza Tahrir: lascer il potere grazie a un col-

In Egitto i Fratelli musulmani imperversano. Ma lesercito continua a comandare. E il futuro del paese nelle mani dei generali
po di Stato militare condotto con discrezione. Non difcile capire che sono i militari a governare il paese. Sono stati loro a insediare il governo di transizione, a organizzare le elezioni e poi a sciogliere il parlamento. Sono stati loro a decidere di attribuire la vittoria a Mohamed Morsi, il rappresentante dei Fratelli, e a togliere al presidente quasi tutti i suoi poteri. Vittoria del fondamentalismo islamico, ma sotto lalta sorveglianza dei militari. Il popolo egiziano diviso. La rivolta del 2011, bench poi recuperata dallesercito, per milioni di persone rimane una conquista. Degli egiziani sono morti per valori come la dignit, la libert e la giustizia. Decine di migliaia di cittadini sono stati arrestati, giudicati sbrigativamente dai militari e incarcerati. Ma gli egiziani non si sono lasciati abbindolare. Continuano a battersi per una societ che vedr nascere la democrazia. Puntano sullincompetenza dei fondamentalisti nella direzione concreta del Paese. questo a nutrire lottimismo di certi analisti: come in Tunisia, come in Marocco, il fonda-

mentalismo islamico sar battuto dalla realt, dallassenza di credibilit delle sue azioni. La stampa osserva, critica, denuncia. Quelli che hanno votato per i Fratelli si aspettano che le loro condizioni di vita migliorino, pensano di trovare lavoro e di avere un alloggio decente. Invece la prima conseguenza di queste elezioni sul piano economico di scoraggiare i turisti occidentali, che sceglieranno mete pi sicure. In Egitto il settore turistico fondamentale e ora malridotto a causa della paura suscitata dal successo sempre crescente del fondamentalismo, incompatibile con la modernit, vale a dire con il riconoscimento dellindividuo e di conseguenza con il riconoscimento dei diritti delle donne. Il fondamentalismo islamico percepito come una cultura autentica, non importata dallestero, e ai dirigenti saliti al potere in nome della religione questo d una soddisfazione diretta. La preoccupazione principale di quellideologia gira intorno alla donna e ai suoi diritti: tutte le religioni difdano delle donne e lislamismo non fa eccezione. iL futuro dELLEgitto ovviamente in mano agli egiziani. Ma per il momento quelli che muovono i li sono i militari che, dopo diversi giorni di negoziati, hanno appena riconosciuto la vittoria di Morsi sul suo concorrente, lultimo primo ministro di Mubarak. Nulla verr fatto senza lavallo degli alti ufciali, che innanzitutto sono uomini daffari e controllano il 25 per cento delleconomia del paese. Si pu affermare che il futuro egiziano , purtroppo, soprattutto militare.
traduzione di Elda Volterrani
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Se ne parla su www.espressonline.it

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Reportage

Gert Dal Pozzo, del Boccaccio di Monza che occupa una struttura sportiva dismessa

Mille giovani con un futuro precario. Che creano comunit nelle case abbandonate. Tra sogni e scontri, ecco volti e parole dei nuovi rivoluzionari
Di gianluca Di feo / foto Di anDrea kunkl

ANARCHICI A MILANO

Reportage

La loro rete assiste mille case occupate, tra collettivi e alloggi dati a famiglie. Ogni sgombero della polizia ne fa nascere altre due

Jack Nucleare, uNa delle figure pi Note Nel movimeNto iNsurrezioNalista milaNese. Nelle altre foto: ragazzi dei ceNtri sociali lambretta e bottiglieria occupata

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Reportage

Le diverse attivit che si svoLgono negLi immobiLi occupati: gLi spazi per La musica, Le paLestre con corsi gratuiti di danza e boxe, Le bacheche per informare suLLe iniziative in itaLia e aLLestero. Le mostre, come queLLa a sinistra organizzata neLLa stamperia in sciopero

Nelle nuove comuni convivono ragazzi anarchici e comunisti. Si decide tutto in assemblea, senza votare. Ci confrontiamo nch si tutti daccordo o non si fa

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Reportage

ome una crepa, che si aperta nel cuore grigio di tante citt italiane e continua a ramicarsi. Edici occupati in centro e in periferia, per animare comunit che vivono valori diversi e sognano la rivoluzione. Le crepe sono fratture che nascono dalla violenza, dalla decisione di violare il codice penale per entrare in immobili abbandonati, da campagne militanti e scontri. Ma sono anche i varchi da cui entra una luce diversa; fanno crescere momenti creativi che sfornano arte, musica, cultura e i frutti di orti biologici, embrione di uneconomia che ignora le regole del mercato. Li chiamano anarco-insurrezionalisti, una denizione che in questi mesi domina le informative di polizie e servizi segreti: il pericolo pubblico numero uno, che con il ferimento del dirigente Ansaldo di Genova ha riportato lallarme terroristico nel Paese. Ma quelli che vedete in queste foto sono i volti di una realt molto differente: trentenni e ragazzi che cercano lalternativa a unesistenza da bamboccioni e alla prospettiva di una societ chiusa. La maggior parte sono laureati e studenti: hanno davanti un futuro da disoccupati o precari e non vogliono restare con le mani in mano. Sono tanti: nel solo capoluogo lombardo oltre mille giovani fanno parte dei collettivi di questarea, difficile da schematizzare perch ispirata da un fermento di idee e proteste che trovano sintesi temporanea solo in alcune mobilitazioni condivise. Per gli anarchici siamo comunisti, per i comunisti siamo anarchici, commenta uno di loro. Andrea Kunkl, fotografo e sociologo, li ha seguiti per due anni, costruendo un diario per immagini di alcune delle comunit anarchiche milanesi. E gli esponenti di questi collettivi hanno accettato di confrontarsi con lEspresso. I loro spazi - sottolineano - sono aperti e non somigliano a nessuna delle realt del passato: lo specchio
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fede nella camera dove vive nel lambretta. a destra: diso sul suo divano nella bottiglieria, uno dei centri che hanno ridato vita al movimento anarchico milanese

di unaltra generazione, che non ha conosciuto lAutonomia degli anni Settanta, non ha respirato gli anni di piombo e spesso troppo giovane per avere preso parte al movimento no global che si spento dopo lo choc del G8 di Genova. Il pi vecchio del Lambretta, lultimo spazio aperto nel quartiere Lambrate, ha 24 anni, un contratto a tempo come tecnico informatico da 800 euro al mese e si sente comunista a modo mio: adesso abita con altri 11 coetanei in due villette, dove si ritrovano studenti liceali che hanno riscoperto la politica e le assemblee. Questi edici costruiti un secolo fa con eleganza liberty appartengono allente comunale delle case popolari: sono rimasti chiusi per oltre un decennio, mentre il giardino era diventato il rifugio dei tossicomani richiamati dal connante Sert. Quando siamo entrati abbiamo passato giorni a raccogliere siringhe, erano dovunque: sulla porta cera una bestemmia scritta con il sangue; sembrava Scampia. La mattina dopo siamo stati svegliati dalle famiglie dei condomini vicini che ci hanno portato la colazione per ringraziarci. Abbiamo ripulito tutto e adesso il Lambretta diventato lunico spazio di ritrovo di questa parte della citt. Ora

c una palestra, con lezioni gratuite di danza e boxe. E sale a disposizione di corsi e associazioni: una corale prova accompagnata da un quartetto darchi mentre in unaltra stanza si discute di come fronteggiare il possibile sgombero. Ma per ogni edicio da cui ci buttano fuori ormai nascono due nuove occupazioni, racconta Jack Nucleare, capelli rasta, studente di scienze naturali e veterano delle lotte per la casa a Milano che come tutti si presenta con il soprannome. Descrive il risveglio di un movimento, che si era sgretolato dopo il G8 di Genova, e sostiene che oggi nella provincia c una rete con mille immobili occupati, tra centri sociali e singoli appartamenti in cui vivono famiglie povere. La loro riscossa partita dalla Bottiglieria, il gruppo che per primo tre anni fa ha inventato la resistenza sui tetti: i ragazzi salivano in alto e ci rimanevano nch la polizia non andava via o si trovava un accordo. Tutta Italia li ha poi imitati, con operai che si sono piazzati su torri, gru e ciminiere. Dal punto di vista ideologico sono molto divisi. A unirli sono alcune campagne: quella contro i centri detenzione per immigrati, contro il precariato, le lotte studentesche e per lemergenza abitativa. Ma i collettivi si cementano soprattutto nellesperienza della comune: la vita in un altro spazio e in altro tempo. Nelle parole di Jack e di Casper, ferroviere e anarchico come Giuseppe Pinelli, conta molto il re-

cupero di una dimensione diversa del tempo. Loccupazione, o meglio la liberazione, di uno spazio solo il pretesto. Il vero obiettivo la liberazione del tempo che quotidianamente ci viene sottratto. La cosa buffa o no, che nellanarchia non c caos: abbiamo scoperto che per prendere una decisione tutti assieme meglio non votarla. Si discute per ore nch o si tutti daccordo o non si fa: questa la vera democrazia ma questa lanarchia, nessuna maggioranza, nessuna minoranza, nessuno scontento o indeciso. Tra i poli milanesi pi famosi ci sono la Stamperia occupata, lo storico Torchiera e il nuovo Villa Schettino. Il Tortuga si distingue per la vocazione artistica: hanno aperto un cinema, una biblioteca, inventano stage su botanica, acqua pubblica e energie alternative. Lattenzione al territorio dominante al Boccaccio di Monza, che in dieci anni ha cambiato altrettante sedi: una sorta di carovana, che adesso ha messo le tende in una struttura sportiva chiusa da tempo. Come gli altri, fanno skipping: chiedono ai supermarket, ai mercati rionali e ai panettieri i cibi che stanno per scadere, con

Non mi sento violento a occupare un posto abbandonato da anni o ad attaccare i simboli del potere delluomo sulluomo
cui si sfamano o preparano cene per nanziare lavori, proteste o sostenere le spese legali per i compagni sotto inchiesta. Le denunce non mancano: per le occupazioni o per gli scontri durante i cortei. Di violenza si parla spesso. Quasi tutti hanno la felpa nera. Sono stati in Val di Susa dove hanno respirato la fratellanza con i valligiani e preso parte alle azioni contro i cantieri della Tav. Ma sostengono di non credere alla lotta armata: Nessuno di noi ha mai nemmeno ipotizzato di prendere una pistola e uccidere, spiega un trentenne del Boccaccio, che gestiva una libreria

per bambini e da pochi mesi ha chiuso perch la concorrenza delle grandi catene lo ha messo ko. Casper mette laccento sulla rabbia, altro sentimento condiviso. Sono stato a Barcellona per incontrare gli Indignados, volevo rendermi conto del loro movimento. Ma non mi hanno convinto: gli ho detto che smetteranno presto di fare gli indignati e si renderanno conto di essere arrabbiati. Io ho le mie idee, le confronto, cerco sempre di crescere, studio, leggo, mi informo, ma la rabbia non cala, anzi cresce. Cosa ci posso fare? Non riesco a stare zitto e fermo. Credo e voglio partecipare davvero. La violenza? Scusatemi, ma non mi sento un violento ad occupare un posto abbandonato da anni e ridargli vita, non mi sento violento ad attaccare i simboli del potere delluomo sulluomo. Sono certi che il sistema croller da solo, senza bisogno della loro spinta, divorato dalla sua stessa crisi economica e sociale. E quello sar il momento dellinsurrezione. Forse unidea remota, ma a cui non rinunciano, perch vogliono sentirsi rivoluzionari. Eppur la nostra idea non muore, per parafrasare i loro bisnonni di Addio Lugano bella. n
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n. 29 - 19 luglio 2012

Cultura
Arte

in viaggio con theroux | MuoZ disegna caMus | peter jackson presenta lo hobbit

dieci ragazze per klimt


Che laustriaco Gustav Klimt sia una superstar indiscussa del rmamento globale, capace di splendere in Europa come in Giappone, in Australia come negli Stati Uniti, lo si sa da tempo, grazie alle vendite milionarie di suoi quadri alle aste. Ci che si sa poco invece chi fu luomo dietro ai dipinti su fondo oro, arricchiti da accattivanti decori geometrici o oreali, che appiattiscono le gure ritratte rendendole icone senza tempo, e parlano allosservatore un linguaggio semplice, immediato. Il 14 luglio Vienna celebra in pompa magna il centocinquantesimo anniversario della nascita di Klimt con cinque mostre in contemporanea (Belvedere, Knstlerhaus, Wien Museum, Theatermuseum, Leopold Museum). Ma dallinizio dellanno che studiosi ed esperti scavano nella sua opera e nella sua vita. Fra questi, lo psicoterapeuta Diethard Leopold. Dopo aver analizzato lenigmatica relazione di una vita fra Klimt e la stilista di moda Emilie Flge, mai sfociata in matrimonio o in convivenza - lui abit sempre dalla mamma, Emilie con le sorelle - avanza unipotesi suggestiva: che lei, di famiglia agiata dellalta borghesia, fosse lesbica e lui un depresso. Il loro rapporto sui generis avrebbe garantito allartista di umili origini un posto al sole nella societ bene dove trovare potenziali committenti, lasciandogli al contempo mani libere col nugolo di modelle che affollavano i suoi atelier. Allapertura del testamento del pittore, le madri di dodici gli illegittimi si fecero avanti: Diciamo che Klimt si rese la vita facile, tenendosi una donna per ogni ruolo, commenta unaltra studiosa dellartista, Ursula Storch.
Flavia Foradini

Premi / Fregene

Montalbano dAtene
Michele Santoro per lesperimento multipiattaforma di Servizio pubblico; Roberto Napoletano, direttore de Il Sole 24 Ore, testata che dallormai celebre titolo Fate presto del 2011 ha svolto un ruolo strategico per la messa in sicurezza dei conti pubblici; e lo scrittore Petros Markaris, inventore del commissario Kostas Charitos, il Montalbano di Atene, e grande collaboratore al cinema di Theo Angelopoulos, sono i vincitori del 34 Premio Fregene. Fondato nel 79 da Gino Pallotta, uno dei volti pi familiari dei notiziari Rai e tra i primi negli anni Sessanta a intervistare Krusciov e Castro, il premio ogni anno festeggia personalit che con il loro impegno artistico e professionale hanno contribuito alla crescita della nostra societ. Questanno, in una serata di interviste dautore, il riconoscimento andato anche, per la saggistica, a Francesca Caferri e Il Paradiso ai piedi delle donne. Le donne e il futuro del mondo musulmano (Mondadori); e per la narrativa a Siamo noi, siamo in tanti. Racconti dal carcere curato da Antonella Bolelli Ferrera (Rai-Eri). Premio alla carriera al sociologo Franco Ferrarotti. Daniela Giammusso
EMILIE FLGE In un RITRATTo dI GuSTAv kLIMT

Premi / Ischia

Architettura da raccontare

Foto: E. Lessing - Contrasto

andato a Enrico Arosio, inviato de lEspresso e autore del volume Piccoli incontri con grandi Architetti (Skira), il Premio internazionale Ischia di Architettura dedicato al giornalismo. Arrivato alla quinta edizione, il Pida viene assegnato per selezione diretta, senza un concorso ma seguendo una scelta da parte dei giurati (un gruppo di addetti ai lavori formato da Luigi Prestinenza Puglisi, Luca Gibello, Francesco Pagliari, Gennaro

Polichetti). E ai premiati spetta a loro volta entrare a far parte di una giuria: quella che valuter i progetti a concorso per gli Alberghi e le Spa pi belle del mondo che il premio organizza da cinque anni. Questanno, il Pida alla carriera, per larchitetto che si distinto nella realizzazione di strutture per il turismo, andato a Piergiorgio Semerano, che in occasione della premiazione, il 19 luglio, terr una conferenza presso la Torre del Molino di Ischia, mentre miglior fotografo darchitettura risultato Giovanni Chiaramonte, che il 20 luglio nei giardini Ravino di Forio presenter la mostra E.I.A.E. - Et In Arcadia Ego su Potsdam.
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Cultura

La natura umana ci spinge a esplorare il mondo. Per curiosit e per sda a noi stessi. On the road con Paul Theroux, erede di Chatwin. Che pi di ogni Paese ama...

VIVERE
Di WloDek GolDkorn
hanno trasformato landare per il mondo in letteratura,Theroux, dalla casa di Boston condivide con lEspresso le sue idee sul senso stesso del vagabondaggio. Loccasione luscita imminente in Italia di un testo Il tao del viaggio (Dalai editore) in cui, come in una specie di Zibaldone, raccoglie riessioni sue, citazioni altrui, men culinari, elenchi di luoghi e nomi, consigli su cosa portarsi nel bagaglio: frutto dei 50 anni dellesperienza on the road nellintero globo terrestre. appena tornato dallAngola

VIAGGIARE un po

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a sorprender. Il Paese che non delude mai il viaggiatore, che risponde sempre alle aspettative e perno ai sogni del visitatore lItalia. Certo, mi rendo conto che siete in crisi profonda, vedete il futuro nero e avete avuto a che fare con Berlusconi, ma se penso ad altri luoghi che ho visitato devo dire: la Francia nisce per deludere, se ami davvero lInghiliterra non ci devi andare mai, la Germania non granch. La differenza? Gli italiani hanno linfanzia felice, i tedeschi, i francesi, gli inglesi no. E poi, c il modo di vivere, il cibo. LItalia quel luogo in cui ci si sente a contatto con leternit. Ecco perch gli italiani accolgono lo straniero meglio degli altri: senza risentimento n odio. Gli danno invece il benevenuto.... Questo inusuale, lirico canto damore per il nostro Paese (ma anche per la terra di sua madre) lo recita, usando qualche parola ditaliano, Paul Theroux, 71enne scrittore americano, autore di romanzi, ma soprattutto di libri di viaggio (vedi box). Considerato lerede ideale di Bruce Chatwin e di tutta una schiera di scrittori che n dal Settecento
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Fiction e realt
Paul Theroux (nella foto a destra) nato nel 1941, negli Stati Uniti, da padre canadese e madre di origini italiane. Nel nostro Paese ha studiato, allUniversit di Urbino. stato corrispondente di guerra, ed autore di romanzi (Un genere in cui do libero sfogo alla mia immaginazione) e di libri di viaggio. Dal suo Mosquito coast stato tratto un celebre lm. Anche nella ction racconta la realt dei Paesi in cui ambientata la trama, e basti pensare allOmicidio a Calcutta, un giallo con sullo sfondo la vita degli occidentali e degli abitanti del luogo in India.

Theroux: Paese di cui non si parla, perch pochi sono a visitarlo e a raccontarlo. Uno di questi pochi stato, negli anni Settanta, Ryszard Kapuscinski. Si dice che il grande reporter polacco, oltre a fare il cronista, avesse combattuto a anco dei guerriglieri lo cubani dellMpla: Non credo avesse armi in mano, ma probabilmente dava loro informazioni e da loro venne aiutato. Ma il tema della conversazione il viaggio: Unattivit contro natura, sempre secondo Kapuscinski. Per il quale ci si sposta perch si costretti. Perch si fugge dalla fame, dalla guerra. Per il resto, gli umani sono esseri sedentari. Theroux non daccordo: La storia degli umani storia di viaggi e spostamenti. Il nostro genere nasce in Africa e da l migra verso lAnatolia, lAsia, le coste del Mediterraneo. un movimento che non mai cessato, dice. E parlando dei giorni nostri spiega: Chiunque di noi a un certo punto vuole lasciare la casa, ed la prima ragione per cui ci si sposta. E poi? La curiost, linquietudine, il desiderio di conoscere qualcosa di nuovo, di frequentare lignoto. Ride, sospira, e confessa: Non riesco proprio a capire persone come Immanuel Kant che non hanno mai lasciato la loro citt natia. Per Theroux, e lo si evince da tutta la sua sconnata produzione letteraria, il viaggio non fuga da se stessi, anzi una specie di esame delle nostre capacit di apprendere, resistere, farsi accettare, ma anche, forse sospendere qualche volta il giudizio. Cita Elias Canetti, lautore delle Voci di Marrakech: In viaggio lindignazione ri-

Foto: Hollandse Hoogte - Contrasto

Cultura
Spostatevi con il treno: ha il ritmo del jazz ed l che si fanno gli incontri pi interessanti. E scrivete, non usate mai il cellulare
mane a casa. Si ascolta, ci si entusiasma per le cose pi spaventose semplicemente perch sono nuove. E chiama in causa W. G. Sebald, il geniale scrittore tedesco di casa in Gran Bretagna, scomparso nel 2001: Il nativo del luogo vede raramente quel che vede lo straniero. E per resta il fatto che, Italia a parte e anche lIndia, si affretta ad aggiungere Theroux, la gente ha paura degli stranieri. Da dove viene questo timore? Forse la paura dello straniero non altro che il terrore dello sguardo che ci giudica (anche nellapparente sospensione del giudizio) e che valuta le nostre azioni con un metro diverso? Abbiamo paura di qualcuno che, osservandoci, carpisce i nostri inconfessabili segreti?Theroux, risponde dicendo che intanto spesso lo straniero sinonimo del bandito. Poi cita Bruce Chatwin che a sua volta amava ripetere che ogni straniero nemico o mercante. Spiega quanto quasi ogni popolo crede di essereil Popolo Originale, e quindi migliore degli altri. Infine distingue: una cosa sono i viaggiatori, gli stranieri che vengono ogni tanto nella tua citt, altra sono i nomadi. Pensiamo che sono pericolosi, perch un giorno sono qui accanto a noi, allindomani scompaiono e non si sa dove sono andati n cosa si portano dietro. Ecco perch ai sedentari appaiono come inafdabili. Consiglia di leggere i libri di Wilfred Thesiger ,Quando gli arabi vivevano sullacqua e Sabbie arabe (Neri Pozza). I grandi viaggiatori camminano sulle orme dei predecessori giganti. Thesiger era un inglese, uno dei pi importanti esploratori del secolo scorso. morto allet di 93 anni, nel 2003. Viaggiava coi beduini, coi tuareg in Sahara, nel Mali,
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Burkina Faso. Ha patito fame, ha provato paura, ha rischiato di morire, ma non ha mai mollato, dice Theroux e nella voce si sente un lo di commozione. Ma un viaggiatore normale? Che ha un mese di tempo al massimo e non un giramondo professionale come lo erano Thesiger, Chatwin, Kapuscinski? Vuole parlare dei turisti?, interrompe Theroux, intuendue indiani con sullo sFondo, unimmagine di nomadi. in alTo: Paul TheRoux

do dove vada a nire la domanda. Il lusso nemico dellosservazione, dice. E sottolinea che la sua non unaffermazione moralistica. Semplicemente il lusso d sensazioni tanto piacevoli che nisci per non accorgerti pi di niente. Ti fa tornare bambino, diventare infantile. Daccordo. Ma allora si viaggia per conoscere se stessi? E si ha paura di viaggiare (Theroux ne parla spesso nei suoi libri) per timore dei propri desideri e sogni? La risposta sor-

prendente: Il vaggiatore cerca di conoscersi attraverso il suo peregrinare, ma nisce per conoscere il mondo. Spiega: Una delle paure che abbiamo quella di sapere troppo delluniverso che ci circonda. Viaggiare signica indagare. Ma molti hanno paura di porre le domande. Ecco la differenza tra chi va in vacanza e chi invece viaggia. In vacanza si timidi, in viaggio sfrontati. In vacanza ci si rilassa, il viaggio unesperienza che richiede forza del corpo e curiosit dellintelletto. Theroux ha cominciato la vita da nomade poco pi che ventenne nei primi anni Sessanta. Lasci gli States, si trasfer in Africa, in Malawi, allora si chiamava Nyasaland, poi in Uganda. Ha assistito a colpi di Stato e guerre civili. Emigr a Singapore. Si spost nel Sud-est asiatico. Ha scritto per giornali importanti. Dice che le sue esperienze altrove lhanno aiutato a mettere in questione le gerachie e le norme delletica e dellestetica. Sostiene che la migliore (perch come quella italiana mai deludente) esperienza di questa tipo la si pu vivere in India. Intanto in Africa ci tornato pochi anni fa. Il risultato stato Dark star safari. Dal Cairo a Citt del Capo via terra. Safari in swahili (una lingua che conosce benissimo) signica anche essere via. Ma si pu sparire nellepoca della connessione permanente di Internet e di telefoni cellulari? O forse, al contrario, la Rete aiuta il viaggatore a scegliere i luoghi e a conoscerli prima di vederli? Internet una specie di mostro, la risposta netta, una distorsione della realt, un impedimento per capire il mondo. Fino agli anni 70 vivevo senza telefono. Scrivevo lettere, cartoline, diario. Ho vissuto in un villaggio e sapevo dove ero. Il cellulare, cos come Internet ci rende invece ubiqui. Sei in un posto lontano, a insegnare in Africa e chiami la mamma a Boston. Precisa: Oggi manca lesperienza della lontananza. Non dico di non portarsi appresso il cellulare in viaggio. Pu essere daiuto in emergenza. Ma non va usato per raccontare il matrimiono indiano in diretta al tuo amico a Firenze, o per postare il lmato in

Viaggio intorno al mondo con partenza e ritorno a Londra da Sakhalin Anchorage Alaska (Usa)

Partenza Londra Parigi Francia Milano Italia Vancouver Quetta Pakistan Lahore Pakistan Amritsar India Pechino Cina

Sakhalin Russia per Anchorage

San Francisco California (Usa) Boston Usa

Madrid Spagna

Lubiana Slovenia

Vladivostok Russia Harbin Cina Guangzhou Cina Hanoi Shanghai Vietnam Cina

Los Angeles California (Usa)

Lisbona Portogallo

Teheran Iran Karachi Istanbul Pakistan Turchia Delhi Calcutta India India

Equatore OCEANO ATLANTICO Rangoon Birmania

OCEANO PACIFICO Mezzi di trasporto

Bangkok Thailandia

Singapore

Saigon Vietnam

OCEANO INDIANO Bus Nave Aereo

Treno

Camion

Il giro del mondo in 80 giorni


Prendete uno zaino con poche cose. Scegliete un libro, uno solo sufciente: le persone che incontrerete vi daranno pi emozioni di ogni narrativa. Dotatevi di una radio a onde corte per sentire i notiziari, e partite. Vi servir un telefono cellulare, ma solo per le emergenze. E soprattutto viaggiate in treno, oppure, ma una scelta scomoda, con una corriera. Ai suoi giri, nellintero pianeta (prediligendo il treno, appunto), Paul Theroux ha dedicato molti libri (pubblicati da Dalai editore). Ha raccontato il percorso attraverso la Cina, il viaggio in Africa. In America andato dal Nord no in Patagonia, sempre via terra. Idem in Asia. LEspresso gli ha chiesto di tracciare un itinerario ideale intorno al mondo. Eccolo. Si parte da Londra. Da l si va a Parigi, poi Madrid, Lisbona, Milano, Lubiana, Soa, Istanbul. Si prosegue per Teheran. Da l in Pakistan a Quetta, Karachi, Lahore. Si varca il conne con lIndia verso Amritsar, Delhi, Calcutta. Poi la volta della Birmania, Rangoon. Da l si va a Bangkok, poi Singapore e si torna a Bangkok. Si prosegue verso Phnom Penh in Cambogia, Poi Saigon e Hanoi, in Vietnam. Ci si sposta in Cina a Guangzhou, Shanghai, Pechino e Harbin, la capitale della Manciuria. Si prosegue verso Vladivostok in Russia, da l, un salto nel nord del Giappone. Si torna a Sakhalin e occorre prendere laereo per lAlaska. A quel punto lAmerica vostra. A Boston Theroux a casa. Voi invece prendete laereo per Londra.

Rete. Piuttosto scrivi una lettera, cos capirai meglio quello che hai visto e lo comunicherai con pi profondit. Anche perch il viaggio non solo spostamento nello spazio, ma pure nel tempo. Una volta ho stabilito una specie di teorema: in Francia si sempre cinque anni fa, in Giappone nella settimana prossima, negli States nel presente, che contiene il futuro. Vorrei citare il mio scrittore preferito Joseph Conrad: Quando scrivo voglio far vedere

le cose al lettore. La scrittura fa vedere le cose meglio perno della fotograa. Uomo concreto, Theroux consiglia di viaggiare con il treno, per ragioni poetiche: Ha il ritmo del jazz, e perch l che si fanno gli incontri interessanti. E a proposito, si viaggia per il gusto dellesotico e per una specie di nostalgia preventiva di luoghi non ancora visti ? Ambedue le cose. La nostalgia pi grande quella dellignoto, di qualcosa che immaginiamo e che non

abbiamo ancora visitato. Aggiunge: Per,da giovane viaggiavo per ragioni romantiche,per trovare lamore della vita e il posto in cui vivere. Oggi vado in giro per vedere come cambiato il mondo, e non sempre sono soddisfatto. E il luogo che pi piace al mondo a Paul Theroux, ad eccezione dellItalia e dellIndia? Aggiungerei la Turchia e lEgitto. Ma la felicit pi grande tornare a casa. Mi piace dormire nel mio letto, accanto a mia moglie. n
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Foto: R. Rorandelli - Terra Project

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Cultura

al tesoro. A dieci anni dai lm sugli Anelli, con lo Hobbit Jackson riporta i fan nella Terra di Mezzo
Di lorenzo soria

il signore della El. Orchi. E una caccia

saga
Gandalf, Gollum e il prezioso anello. E chi altro avrebbe potuto prendere in mano la nuova avventura se non lo stesso Jackson, il generale che aveva saputo tenere assieme larmata del Signore degli anelli girando la trilogia in un anno e mezzo? E che per portarla a termine aveva messo in piedi a Wellington, in Nuova Zelanda, una casa di effetti speciali dove adesso vanno in pellegrinaggio Steven Spielberg e James Cameron? Eppure per un paio di anni era sembrato che il film non avrebbe mai preso il volo. Cera una questione di diritFoto: Webphoto, L. Busacca - GettyImages, M. Frassineti - Agf

Quando Tolkien era di destra


ColloQuIo Con uMBErTo CroppI DI alEssanDra MaMM
Ci rimasero male, gli allora ragazzi di sinistra, fricchettoni anni Settanta. Fu vissuto come vera ingiustizia il furto di J.R.R. Tolkien commesso dai coetanei di destra. Quella saga, Il signore degli anelli, battezzata Oltreoceano come Bibbia degli hippies, fu da noi eletta bandiera dei neo-fascisti creativi. Colpa di un manipolo di giovanotti del Fronte della giovent che nel 1977 lancia i Campi Hobbit. Raduni tutti musica e cultura alternativa, che da una parte si appropriano del guru e dallaltra rubano lo schema a Parco Lambro. Ma che destra questa? Perch canta, balla e parla di ecologia invece di vestirsi di nere uniformi e organizzare campi militari? E poi, come mai al posto di quel biondo e ariano di Aragorn si invaghisce di un omino basso e coi piedi pelosi? Lo chiediamo a Umberto Croppi che di quella operazione fu uno dei grandi ispiratori. Insomma, Croppi, cosa ci trovava la giovent missina in quel mezzo uomo di Bilbo Baggins? Ancora non vi passata! Persino Piero Meldini protest su AlterLinus. Non era giusto, scrisse, che Tolkien o era una passione clandestina o richiedeva liscrizione al Fronte della Giovent. Comunque noi non eravamo affascinati dalla saga quanto dallHobbit: lomino borghese, lantieroe, che ama lordinario e viene travolto invece da unavventura straordinaria che lo cambia per sempre. E nella sua storia ritrovavamo i riferimenti letterari e mitologici che sentivamo nostri. La lotta fra il Bene e il Male, la mitologia nordica. Ma quello che ci interessava davvero era vederli traghettati in una dimensione generazionale e globale a cui volevamo appartenere. E infatti avete copiato parecchio: i concerti, le radio libere, le fanzine, la satira, tutte roba della cultura alternativa giovanile. Perch noi cosa eravamo? Amavamo i Jethro Tull e Emerson, Lake & Palmer; vivevamo con un senso di emulazione, diciamo anche di inferiorit. La cultura di sinistra che era decisamente leader allepoca. In fondo cercavamo un contatto tanto che il primo campo Hobbit coincide con lultimo Parco Lambro. Tutta questa esplosione creativa ed ecumenica come fu vissuta dai vostri genitori politici? Maluccio. Almirante viet il terzo campo Hobbit e sopport malamente i primi due. Alemanno se ne tenne alla larga disgustato. Veneziani ci accus di alto tradimento. Fini in quanto segretario del Fronte della Giovent fece un minimo atto di presenza, poco convinto. Ma la base fu incuriosita e ci segu. Ma voi non eravate rautiani? Allinizio. Poi fummo ripudiati anche da Rauti. I campi Hobbit erano unesperienza intergenerazionale assolutamente a s, un momento di rottura nella destra italiana. Per il terzo e ultimo, quello del 1980, ripulimmo un borgo abbondonato e costruimmo una cittadella di nuova cultura. Il manifesto ci immortal con un articolo dal titolo Evoluzione della razza fascista in un paesino dAbruzzo. Quindi alla ne un contatto ci fu. II Campo Hobbit, da parte di molti giovani di destra, fu il tentativo di porre ne alla guerra per bande anni Settanta con una dichiarazione unilaterale di tregua. Purtroppo contemporaneamente nacquero i Nar e il terrorismo nero. Dunque daccordo nel dire che gli omini della Contea sono pi vicini al modello di socialismo realizzato che a una falange della destra ? Ancora? Ma non si ricorda che la saga fu pubblicata da Rusconi, allora considerato editore di destra? E cosa dovremmo dire noi sui vostri Indiani metropolitani? Non ricorda che un libro come Alce nero parla, come tutti sanno, fu un nostro cavallo di battaglia?

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annuncio arrivato il 6 luglio con un post su Facebook, accompagnato da una foto in cui lo si intravede semi-nascosto dietro il ciak numero 305.7. Ce labbiamo fatta!, comunicava al mondo Peter Jackson. Giorno 266 di riprese, ne della lavorazione de Lo Hobbit. Grazie al nostro fantastico cast e alla troupe, e grazie a tutti voi per il supporto! Prossima fermata, la sala di montaggio. Hobbit il libro di J.R.R. Tolkien che ci introduce allimmaginico universo de Il
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signore degli anelli, libro di culto del 1954 che, nelle mani appunto del registaproduttore neozelandese diventato un successo cinematograco senza precedenti e riassumibile in due numeri: incassi per 3 miliardi di dollari e un totale di 17 Oscar, incluso miglior lm e miglior regia per Il ritorno del re, lultimo, uscito nel 2003. Che ci sarebbe stato un ritorno alla Terra di Mezzo di Tolkien era dunque sicuro, cos come era ovvio che la strada per farlo sarebbe passata da Lo Hobbit, il libro col quale lo scrittore nel 1937 introdusse

IL CAST dI LO HOBBIT. SOPRA: IL REGISTA PETER JACkSON. A dESTRA: UMBERTO CROPPI

ti, una disputa tra la Mgm in perenne bancarotta e la Warner Brothers. Lo stesso Jackson voleva produrre e scrivere il lm - anzi, i due lm, visto che il libro stato diviso: alla ne di questanno esce Un viaggio inaspettato,a Natale del 2013 arriver Andata e ritorno. Jackson per non voleva dirigerli per paura di ripetersi e afdla regia a Guillermo Del Toro. Dopo due anni di attesa Del Toro per

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Cultura
con un budget di mezzo miliardo di dollari, ha dovuto giostrare un enorme cast di attori ed epiche battaglie come quella dei Cinque Eserciti, che vede contrapposti Nani, El e Uomini contro Orchi e Mannari. E in cui il regista-produttore-sceneggiatore, per fare appello ai vecchi fan, ha dovuto concedersi varie licenze. Ha inventato nuovi personaggi come lElfa Tauriel (Evangeline Lilly). E ne ha riesumati alcuni da Il Signore degli anelli, che Tolkien non aveva ancora introdotto, come larciere Legolas che una scusa per rivedere Orlando Bloom e che in fondo il glio di uno dei personaggi di The Hobbit. O come leterea Elfa Galadriel, anche lei assente dal libro originale, ma che permette di riproporre Cate Blanchett. Quasi tutto quello che c nei lm preso in qualche modo da Tolkien, da Lo Hobbit o da altri suoi libri,continua Jackson. E alla ne, tutto torna. Ad aprile Jackson ha mostrato dieci minuti del lm a una convention di esercenti a Las Vegas. Lattesa era anche per la nuova velocit della proiezione: 48 fotogrammi al secondo, il doppio del solito. La nuova velocit, ha spiegato il regista, offre lillusione della vita reale, con movimenti che appaiono pi morbidi e pi gentili per gli occhi. Le reazioni sono state diverse. C chi ha avuto limpressione che le montagne della Nuova Zelanda fossero ancora pi maestose e che i personaggi si potessero toccare. Altri hanno invece trovato le immagini iper-realiste e disturbanti. Jackson assicura che gli effetti si sistemeranno con il montaggio e che comunque i due nuovi lmverranno offerti in 2D, in 3D e in 48 fotogrammi al secondo. La tecnologia permette di far arrivare sullo schermo tutto ci che c nellimmaginazione di un regista, continua: Ma non possiamo perdere di vista il fatto che c una nuova generazione interessata a cose diverseda quelle che facciamo noi. Che gli studios sono ormai delle appendici di Wall Street e che vedono le serie e i kolossal come le sole produzioni afdabili. Le cose cambiano, ma la gente va al cinema non perch cerca delle tecnologie ma perch desidera venire intrattenuta da storie e da personaggi. Perch malgrado gli effetti speciali, l che alla ne si torna: alle storie e ai personaggi. n

martin freeman nei panni di bilbo baggins nello hobbit. a destra: mackellen gandalf

si spazientito, proprio mentre una contesa sindacale minacciava che la produzione venisse spostata in Canada o in Scozia e che addirittura saltasse tutto. Alla ne il lm rimasto in Nuova Zelanda e alla regia rimasto Jackson che arrivato al giorno del primo ciak, un anno fa, con una certa riluttanza. Un po come il nostro Hobbit, il mite Bilbo Baggins (interpretato dal comico inglese Martin Freeman)che vorrebbe passare le sue giornate nellozio e a fumare la sua pipa. La sua routine viene messa sottosopra da una visita di Gandalf, che torna ad avere la rassicurante sionomia di Ian McKellen, e dei 13 nani capeggiati da Thorn Scudodiquercia (lattore Richard Armitage). Questi gli propongono di andare a rubareil tesoro del drago Smaug. Sarai lo scassinatore, gli comunicano. E Bilbo accetta, ignaro del fatto che questo significher affrontare Orchi eUomini neri, El e Mannari, Ragni giganti e uomini che si trasformano in Orsi, per non parlare di Gollum che si fa sfuggire lanello che sar poi il germe della saga successiva. Io non sono un regista a pagamento, non ho mai fatto film di altri, mette in chiaro Jackson chiacchierando con lEspresso: Quello che amo sviluppare i miei lavori sin dallinizio, partendo dalla sceneggiatura che la parte pi divertente del processo: non c pressione, non ci sono scadenze n budget e il solo costo quello della carta. Alla ne non ho solo la sceneggiatura, ho lintero lm nella mia
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Tutto quello che c nel lm preso da Tolkien, che sia Lo Hobbit o altri suoi libri. Alla ne tutto torna
testa. E il mio lavoro diventa tradurre quel lm che lo spettatore vedr sullo schermo. Gli eventi de Lo Hobbit hanno luogo sessantanni prima di quelli de Il signore degli anelli e la posta in gioco meno ambiziosa. I personaggi de Lo Hobbit partono per una caccia al tesoro, non sono l per salvare il mondo, precisa Ian McKellen, a sua volta restio a tornare nelle vesti delgrande mago bianco per il timore di ripetersi eche alla ne ha ceduto perch Gandalf, sostiene, non appartiene solo a me ma a tanta gente. Pi che un lm, stata unimpresa militare in cui Jackson,

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Cultura

Immagine e testo sono un insieme inseparabile. E le mie illustrazioni sono solo delle macchie nere
alCune tavole di Muoz tratte da lo straniero di CaMus. nellaltra pagina: il disegnatore argentino

to non pi in vita, il processo che si mette in moto un confronto con la parola dellassente, con i tremori di quella sensibilit, con leccellenza del suo talento e con quello che in lui, parla di noi, di me.
C chi dice che lautore del fumetto deve essere uno solo.

cellare le forme non essenziali. Cos arrivammo allidea che testo e immagine fossero un insieme inseparabile. Le stesse illustrazioni, in fondo sono solo macchie di nero, e non hanno bisogno della linea per denirsi.
Perch ha scelto di fare il fumettista?

Il grande cartoonist ha trasformato il capolavoro di Camus in un fumetto. E qui racconta come ha scoperto il maestro francese e come scoccata la scintilla
colloquio con Jos Muoz di silvia santirosi

Se un individuo ha la capacit di far dialogare larte della narrazione e larte del disegno tanto meglio. Sono sorelle. Ma perch spingere un disegnatore a completare il suo lavoro con la scrittura, se non padroneggia il mezzo? Non forse meglio lavorare in due, dialogare con uno scrittore, per produrre unopera narrativa evitando troppo narcisismo? Non mi sono mai sentito sminuito come autore per il fatto di aver collaborato con altri.
Scrittura e disegno, bianco e nero. Tutto sembra in lei muoversi sul contrasto.

stata una forma di fuga dalla pretesa della societ di incasellarti in unideologia. E anche qui centra la lezione di Camus. Meursault, il protagonista de Lo straniero, non viene condannato per lomicidio, ma perch non si adegua alle attese di coloro che lo stanno giudicando.
Chi sono i suoi maestri?

Due su tutti: Hugo Pratt e Alberto Breccia, mio connazionale scomparso 19 anni fa.
Cosa le hanno insegnato?

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Foto: B. Cannarsa - Blackarchives

acconta la leggenda che Albert Camus, seduto in un caff parigino, si fosse trovato ad ascoltare la conversazione di un vicino. Luomo, dopo aver descritto la morte e la sepoltura della madre avvenuta il giorno prima, si era alzato annunciando con naturalezza di andare al cinema. Lo scrittore tir fuori il taccuino e annot. Di l a poco sarebbe nato Lo straniero. Uscito nel 1942, il testo viene ripubblicato

striscia lo straniero
oggi in Francia dalla casa editrice Futuropolis, arricchito dalle tavole in bianco e nero di uno dei pi famosi cartoonist del mondo, Jos Muoz. Il 70enne disegnatore argentino di casa a Parigi, in questo colloquio spiega il senso delloperazione, le ragioni per cui si fanno e si leggono fumetti e il rapporto tra immagine e testo. Lintervista una situazione assurda, premette Muoz, nel senso che Camus dava a questo concetto. Cosa stiamo facendo ora? Lei cerca di creare quella sintonia che permetta a me di raccontarmi senza ltri, io tento di mantenere un equilibrio tra comunicazione e riservatezza. Non voglio darmi completamente. E lo stesso faccio quando disegno. Nella ricerca di un punto dincontro con il lettore la cosa pi difcile evitare il non essenziale, parole e

segni che non comunicano niente al lettore, perch troppo egocentrici.


Quando ha incontrato le opere di Albert Camus?

Avevo ventanni. Lho sentito subito come un compagno, un fratello e ho sempre avuto la sensazione che la mia sensibilit fosse adatta al tipo di emozioni che veicolano le sue parole.
Che differenza c tra essere autori del proprio testo e lavorare su parole altrui?

Rispondo con un esempio. Quando lavoravo con Carlos Sampayo (sceneggiatore di fumetti argentino e coautore di Muoz, ndr.), cera una specie di frenesia che nasceva dal desiderio comune di sopravvivenza tanto sul piano economico, quanto su quello spirituale, artistico e artigianale. Le storie nascevano dalle nostre conversazioni. Quando invece il testo esiste gi, come nel caso de Lo straniero, e la persona che lo ha prodot-

Ci sono dei conitti connaturati alla nostra specie umana. Quello tra corpo e mente, ad esempio: tra una ragione spietata che tutto vuole controllare, annullando cos la legittimit stessa delle domande e delle risposte che ci vengono invece dal mondo delle emozioni, del piacere sensuale, dal corpo insomma. Camus si battuto contro il dogmatismo di quel dualismo. E pure in questo libro abbiamo cercato di superare i contrasti tra i due poli della creativit. Quando con leditore e il direttore artistico di Futuropolis abbiamo cominciato a discutere del tipo di carta e di luminosit della pagina per questo volume, ci siamo posti il problema di come far dialogare il testo e limmagine, le parole di Camus e le mie tavole. Lidea stata quella di far galleggiare i disegni sul mare di luce della pagina bianca, puntellandola al tempo stesso di isolotti di testo. Una luce cos abbagliante da essere in grado di can-

La meraviglia del disegno. Certo, anche la tecnica che deve essere appresa e padroneggiata. importante imparare a disegnare una sedia che regge, le proporzioni, lanatomia dei corpi e la prospettiva e a presentare allo spettatore un disegno che possa essere decodicato facilmente sia da un punto di vista gurativo che emotivo. Se si vogliono tradire le apparenze, bisogna prima conoscerle.
E cosa vorrebbe lasciare ai suoi allievi?

Usando una metafora calcistica, i miei maestri mi hanno passato la palla, io qualche gol lho segnato. Ora che sono un calciatore veterano in procinto di ritirarsi, mi guardo indietro e sono ero di rendermi conto di aver fatto la stessa cosa con altri. Penso allimpatto che il lavoro con Sampayo ha avuto su disegnatori italiani come Lorenzo Mattotti o Igort. Resto sempre di pi in panchina, sono stanco, ma in panchina si pu ancora disegnare. Il corpo affaticato s, ma certi organi, ad esempio il cuore, si illuminano di immenso, interrompendo lattesa del schio che faccia nire la partita. n
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n. 29 - 19 luglio 2012

Scienze
cosa ci distingue dalle scimmie
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prevenzione cardiologica

depressione online

Cancro

Chi paga le cure?


dI RObERtO SAtOLLI
Non abbiamo mai avuto cure tanto efcaci contro molti tumori, ma il rischio che i loro costi stellari possano causare una bancarotta dei sistemi sanitari, come gi evocato meno di un anno fa dal Rapporto Sullivan su Lancet. difcile immaginare come sia possibile - eticamente, socialmente e politicamente - razionare le cure a chi ha il cancro, anche se buona parte delle risorse viene impiegata nelle ultime settimane, quando si dovrebbe puntare a mantenere buona la qualit della vita che resta. E gli economisti ormai sono molto preoccupati a giudicare dalla radicalit delle soluzioni che avanzano. Il premio Nobel americano Joseph Stiglitz propone di abolire i brevetti sui farmaci in cambio di aiuti governativi agli scopritori, mentre con Amartya Sen si impegna a lanciare un Health Impact Fund che punta a remunerare in altro modo le industrie che distribuiscono i nuovi prodotti a prezzo di costo. Anche loncologo italiano Lucio Luzzatto propone che tutta la ricerca clinica sia gestita solo dal Servizio pubblico, e che i prezzi siano poi negoziati al massimo ribasso a livello europeo. Ottime intenzioni. Come quella dellOms, che doveva approntare uno strumento legale vincolante almeno per la questione dei brevetti dei farmaci nei paesi poveri: ancora una volta nita in un nulla di fatto.
In AltO: lA tRACCIA dellA nuOvA PARtICellA

Bosone di Higgs

Troppi padri per un Nobel


Il bosone sar pure di Higgs, ma il Nobel di chi ? Che lannuncio arrivato il 4 luglio dal Cern valga un viaggio a Stoccolma per qualcuno non ci piove, ma per chi? A Ginevra sono stati i portavoce degli esperimenti Atlas e Cms, litaliana Fabiola Gianotti e lo statunitense Joe Incandela, ad annunciare la scoperta di una nuova particella elementare. Da che mondo mondo, per un sico questo vale una stretta di mano del Re di Svezia. Ma in tanti storcono il naso allidea che siano premiati solo gli spokesperson, che degli esperimenti sono un po gli amministratori delegati: coordinano il lavoro altrui, prendono decisioni cruciali, ma la scoperta non la fanno certo da soli. Atlas e Cms sono esperimenti enormi, con migliaia di ricercatori che hanno tutti contribuito al risultato. Per venirne fuori, qualcuno spera che il comitato Nobel faccia uno strappo alla sua regola ferrea (di non dividere il premio fra pi di tre persone) e dia un premio collettivo alle due collaborazioni, o addirittura al Cern. Di sicuro andrebbe poi tenuta una sedia libera per il sico inglese Peter Higgs, da cui la particella prende il nome. Laveva prevista nel lontano 1964 per spiegare perch alcune particelle hanno una massa e altre (il fotone in particolare) non ce lhanno. Il bosone di Higgs si comporterebbe come una melassa, appiccicandosi attorno alle altre particelle e dando loro la massa. ancora presto, per, per dire se quella trovata a Ginevra sia proprio la particella a cui il sico inglese pensava. compatibile, dicono al Cern, ha alcune delle caratteristiche giuste ma le altre vanno ancora dimostrate. Potrebbe essere il bosone, ma funzionare diversamente da come pensava Higgs. Meglio allora aspettare altre conferme per premiarlo? E tanto per completare il mal di testa del comitato Nobel, Higgs non ci era mica arrivato da solo. Altri cinque fisici viventi (Robert Brout, Franois Englert, Dick Hagen, Gerry Guralnik e Tom Kibble) pubblicarono pochi mesi prima o pochi mesi dopo conclusioni simili a quelle di Higgs, poi incorporate nella sua teoria. Comunque nisca, a Stoccolma sanno gi che scontenteranno qualcuno.

Foto: F. Coffrini - AFP / Gettyimages (2), Byeong-ho Im/ Sung-Il Kim/CORBIS

Nicola Nosengo SCOPeRtA Al CeRn, A deStRA: PeteR HIGGS


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Scienze

evoluzione delluomo

Maschio di gorilla di montagna. A destra: la struttura a doppia elica del Dna

Mio cugino il gorilla

C
Foto: Hollandse Hoogte - Contrasto, Corbis

Dalla lettura del suo genoma, da poco completata, si conferma la stretta parentela con noi umani. Cos ora si potranno studiare i pochi elementi che ci hanno reso diversi
Di giovanni sabato
e il pi simile dei nostri cugini, sar una novit scaturita nella nostra evoluzione o nella loro? Per saperlo occorrono altri termini di confronto. E per questo gli scienziati dello zoo di San Diego, un team internazionale guidato da Aylwyn Scally del Wellcome Trust Sanger Institute britannico, nel 2008 andato a cercare Kamilah, una gorilla di 35 anni e 136 chili. E ha estratto il suo Dna. Quattro anni dopo, le sue sequenze compaiono su Nature. E se per certi versi ci chiariscono le idee, per altri sparigliano un po le carte. uguali, anzi no. Cominciamo col dire che, confrontando tutti e quattro i genomi, si scopre che luomo differisce dallo scimpanz per l1,37 per cento del genoma, dal gorilla per l1,75 e dallorango per il 3,4. E questo cosa vuol dire?

i mancava solo il gorilla. Dopo la mappatura del genoma umano nel 2000, dello scimpanz nel 2005 e dellorango nel 2011, era lultimo dei quattro gruppi di scimmie antropomorfe le ultime da cui ci siamo distinti nellevoluzione, simili a noi nel corpo e in molti comportamenti - di cui non conoscevamo il genoma. Fino al marzo scorso. Perch tanto entusiamo? Dalla mappatura del riso o del frumento ci attendiamo colture pi resistenti e produttive. Dal genoma del topo o del maiale speriamo di ricavare farmaci migliori e organi di ricambio. Il gorilla e lorango, in questo senso, non ci servono a molto. E allora? Perch tanto interesse? Semplicemente perch leggere il libro della vita dei nostri parenti pi stretti ci racconta cosa ci ha portato su questo mondo, e perch abbiamo avuto questo straordinario successo. Confrontarci con le specie dei primati afni, da cui la nostra specie, luomo, si separata solo pochi istanti evolutivi fa, ci serve, insomma, per capire chi siamo: qual la nostra storia naturale; che cosa ci rende unici per linguaggio, intelligenza, cultura, tecnologia. E anche no a che punto lo siamo davvero. Lo scimpanz stato un grande inizio. Ma i genomi degli altri nostri parenti riveleranno molto di pi, commentava Nature nel 2005. Il perch presto detto: se troviamo una differenza tra noi

Il pianeta senza scimmie


Quali primati esisteranno in natura fra 40 anni? Se lo chiedevano 20 dei massimi primatologi mondiali, a convegno nel 2008 a San Francisco. Met dei primati a rischio di estinzione per la caccia di frodo, il disboscamento e infezioni come Ebola, e i gorilla non fanno eccezione. Ma c chi spera che il genoma aiuter a salvarli. Il genere Gorilla include due specie, il gorilla occidentale e quello orientale, ciascuna con due sottospecie. I genomi indicano che le due specie si sono separate, molto gradualmente, intorno a un milione di anni fa, e che potrebbero esserci distinzioni pi sottili che forse faranno rivedere la classicazione. Tutte sono ridotte a piccole popolazioni isolate nelle foreste dellAfrica centrale, sulla cui consistenza le stime sono difcili e ballerine. Secondo lInternational Gorilla Conservation Programme i gorilla occidentali di pianura sono circa 10 mila e quelli orientali di pianura non oltre 7 mila. Le pi minacciate sono per le altre due sottospecie: il gorilla occidentale di Cross River, gi creduto estinto e poi rinvenuto in non oltre 200 esemplari, quello orientale di montagna, intorno ai 700 esemplari in due piccole aree protette. Per questultimo, almeno, c una buona notizia: a febbraio lIstituto congolese per la conservazione della natura segnalava una ripresa in una delle due aree, dai 380 esemplari del 2003 a 480. Il genoma mostra che il crollo demograco del gorilla orientale antico, essendo iniziato molti millenni fa, per ragioni ignote. Ci non vuol dire che oggi la minaccia non sia luomo, precisano gli studiosi. La conservazione potrebbe essere aiutata dalle analisi genomiche, che potrebbero rivelare i tratti favorevoli per ladattamento. Per ora le iniziative restano la salvaguardia dellhabitat, la prevenzione della caccia e la riproduzione in cattivit.
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Scienze
Innanzitutto, spiega Mariano Rocchi, che con Nicoletta Archidiacono e altri ricercatori del dipartimento di Biologia dellUniversit di Bari ha partecipato al sequenziamento dello scimpanz e dellorango, la sequenza completa conferma che siamo pi simili allo scimpanz che al gorilla. Ma c comunque una frazione non piccola, del 15 per cento del genoma, che ci fa assomigliare parecchio anche al gorilla. E questo perch, nella nostra evoluzione c stato un bel po di via vai genetico. Ad esempio perch la nascita di una specie non un evento netto e le specie appena separatesi continuano a incrociarsi. E poi c il fatto che luomo si separato dagli scimpanze dopo essersi separato dai gorilla. Insomma, i geni dei diversi primati si sono rimescolati un bel po prima che ciascuno prendesse le sembianze che ha ora. Il nostro genoma si dimostra quindi un complesso mosaico di sequenze di varia origine. E lo stesso vale per lespressione e il funzionamento dei geni, e quindi dellorganismo. Una parte della nostra siologia pi da gorilla che da scimpanz, commenta Scally: Nellaspetto esteriore, lorgano pi simile al gorilla lorecchio. Geni utili. Un altro dato interessante che circa 500 geni in ciascuna delle quattro specie dei grandi primati hanno avuto unevoluzione accelerata, il che fa pensare che siano particolarmente importanti. Nel gorilla, uno coinvolto nella produzione di cheratina nella pelle, e probabilmente ha permesso il forte ispessimento cutaneo che consente ai nostri possenti cugini di camminare sulle nocche. Viceversa, una serie di geni per la mobilit degli spermatozoi molto attiva nelluomo e ben poco nel gorilla. Lipotesi che in questultimo ci sia poca competizione tra gli spermatozoi perch i gruppi sociali formati da pi femmine e un solo maschio garantiscono la monogamia. Se cos, per noi umani i geni attestano abitudini ben diverse. Una differenza meno gradita riguarda le malattie. Kamilah, e altri esemplari da cui si sono ricavate sequenze parziali, sono in perfetta salute pur possedendo alcune varianti geniche che nelluomo provocano malattie. Le differenze nella siologia e nel background genetico che giusticano il differente effetto delle mu102 |

La famiglia dei primati

tazioni sono ignote e sar interessante approfondirle per capire meglio le malattie, e magari ricavare idee per affrontarle. DAtAZiOne. A una cosa di certo servita la lettura del genoma dei quattro grandi primati. Ora sappiamo e con esattezza le date cruciali della nostra evoluzione. Sullordine non cerano Milioni di anni fa dubbi: prima si sono separati gli oranghi, poi il gorilla e infine lo scimpanz, come attestato dalle somiglianze genetiche. Le date di queste divergenze, per, vedevano in disputa genetisti e paleontologi. I primi misurano i tempi dellevoluzione in base alle differenze genetiche tra due specie: quante pi se ne sono accumulate, tanto pi antica devessere stata la separazione. Con questo criterio, Milioni di anni fa la divisione tra umani e scimpanz risalirebbe a 4,5 milioni di anni fa. Ma i fosproscimmie Scimmie sili mostrano chiare diffedel nuovo mondo renze daspetto gi 6-7 mimArmOSet lioni di anni fa. Scally, ragionando anche sui dati del gorilla, conclude che le stime mie ha anche il genoma pi pigro, che genetiche vanno corrette per una serie muta con lentezza a ogni livello, nei di ragioni. Le generazioni sono diven- geni come nei cromosomi. Proprio ai tate man mano pi longeve e dunque vivaci riarrangiamenti dei cromosomi laccumulo di mutazioni nel tempo era stata attribuita levoluzione dellinrallentato; inoltre, come si detto, le telligenza dei primati superiori; ma specie appena separatesi continuano a poich anche lorango intelligente, incrociarsi per qualche tempo, riducen- lipotesi salta. do le differenze genetiche. Questo riCol gorilla va ancora peggio. Il conconcilia i dati genetici e paleontologici: fronto con lo scimpanz mostrava che la separazione dei gorilla risale a 10 nelluomo alcuni geni per ludito e per milioni di anni fa, quella degli scim- lo sviluppo cerebrale si sono evoluti panz a 6 milioni. Ed una fortuna che molto in fretta. Naturale immaginare laccordo sia inne giunto, perch il che qui fosse la chiave del linguaggio e gorilla era lultimo tassello di informa- della nostra abilit intellettiva. Ma ora zione genetica che potevamo aggiunge- si vede che anche nel gorilla questi geni re al puzzle per risolverlo. si sono evoluti altrettanto in fretta. I unici mA nOn trOppO. Chi nei geno- gorilla non parlano, o se lo fanno sono mi cercava le basi della diversit di cui bravi a nascondercelo, scherza Scally, andiamo pi eri, quella intellettiva, e lipotesi perde dunque credito. per ora rester deluso. Una disillusione Un tempo si cercavano geni speciera gi venuta dallorango. Ironicamen- ci per lo sviluppo cerebrale umano, ma te, la pi sedentaria fra le grandi scim- ormai chiaro che non ci sono, dice

Milioni di anni fa

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scimmie del vecchio mondo Macaco

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Rocchi. Quel che cambia che gli stessi geni sono usati diversamente. Per esempio, abbiamo geni per lo sviluppo cerebrale che, a differenza di gorilla e scimpanz, restano attivi a lungo dopo la nascita: cos possiamo avere un cervello pi grande nonostante il bacino femminile non molto pi largo, che non permette di partorire una testa troppo cresciuta. questo il meccanismo che ci ha permesso di evolverci tanto in pochi milioni di anni. Lavori in corso. Come sempre, la mappatura solo linizio del lavoro. La sequenza un traguardo ma anche una partenza: per capirne il senso bisogna interpretarla, dice Rocchi: E ci vorr molto tempo per capire appieno la nostra unicit. Nel tempo, probabilmente, il confronto tra i genomi ci dar molte delle risposte che cerchiamo. Per ora, altrettanto spesso, smonta le risposte sem-

I tEmPI DEllEvoluZIonE DEI PrImatI. GlI ultImI sono oranGhI, GorIlla, scImPanZ E umanI

plicistiche che avevamo azzardato con le poche informazioni disponibili. Come del resto stanno facendo le ultime scoperte sui nostri parenti pi immediati, gli australopitechi e le altre specie di Homo. Fino a una diecina di anni fa pensavamo di aver convissuto con una sola specie umana, i Neandertal, no alla loro estinzione 35 mila anni fa. Ora sappiamo che abbiamo condiviso il pianeta con almeno altre tre specie umane: oltre a Neandertal quelle di Denisova e di Flores, questultima ancora in vita almeno no a 13 mila anni fa. E con alcuni ci siamo incrociati, come emerso negli ultimi due anni grazie ai genomi ricavati da ossa preistoriche: il 4 per cento del genoma degli europei proviene dai neandertaliani, in

alcune popolazioni asiatiche circola Dna denisovano, e anche in Africa ci sono forti indizi di incroci tra i sapiens e specie arcaiche locali. La nostra storia, insomma, non un progresso lineare e puro verso la specie unica che ci piace pensarci. Il nostro cespuglio evolutivo molto pi intricato. E come ricorda Gianfranco Biondi, paleoantropologo allUniversit de LAquila, c addirittura chi sostiene che non meritiamo un genere a se stante: un osservatore esterno imparziale, guardando i nostri genomi, non troverebbe motivo di distinguere noi da scimpanz e bonobo, e forse neanche dai gorilla, e ci considererebbe tutti membri dello stesso genere Homo, insieme ovviamente agli australopitechi nostri antenati. Lidea era gi stata formulata su basi morfologiche, ma molti trovano che le nuove conoscenze genetiche la stiano rafforzando molto. n
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Elaborazione grafica di Daniele Zendroni e Giacomo De Panfilis

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Salute Scienze
Pancetta addio
Colazioni a base di uova e pancetta, vino al posto del caffelatte, tagliatelle fatte in casa condite con rag di salsiccia. Si devono essere messi le mani nei capelli, i dietologi, quando hanno raccolto i dati sulla gustosa ma ipercalorica alimentazione in uso a Brisighella, di certo responsabile dellalta incidenza delle malattie cardiovascolari. E sono corsi ai ripari, con un campagna di sensibilizzazione capillare e un Centro per linformazione sulla nutrizione dove operavano tre dietiste e un medico. Senza stravolgere le vecchie abitudini, ma suggerendo una serie di miglioramenti. a partire dagli alimenti in cui abbondare frutta, verdura, pesce - e da quelli da limitare, come carne e grassi animali, formaggi, alcol e sale. Per passare alle modalit di cottura consigliate - al cartoccio, al vapore, alla piastra - e ai men tipo. Che prevedevano, tra laltro, una colazione pi tradizionale e spuntini a base di frutta o yogurt, ma anche piatti unici come zuppa di pesce o pasta e ceci, con insalata e frutta per completare il pasto. i dati raccolti confermano che il progetto ha dato i suoi frutti.

Un piccolo centro della Romagna. Uno studio per capire le ragioni delle malattie cardiache. E oggi in paese si rischia meno

Modello Brisighella

SovrappeSo

Maledetti antibiotici

di Paola Emilia CiCEronE


no abbassato notevolmente la mortalit cardiovascolare in paese. Lo studio nato nel 1972, sulla falsariga di quanto avveniva negli Stati Uniti con lo studio Framingham, spiega Claudio Borghi, che dirige lUnit Operativa di Medicina Interna del Policlinico SantOrsola di Bologna. Cruciale la scelta di Brisighella, un piccolo borgo appenninico - allepoca parteciparono allindagine circa 2 mila persone - con pochi medici di famiglia e un solo ospedale di riferimento, caratteristiche che hanno facilitato la raccolta dei dati. In paese lincidenza di malattie cardiovascolari era superiore rispetto al resto della regione, e i primi dati dello studio indicarono che questo era dovuto al prolo lipidico, a fattori metabolici responsabili del rischio cardiovascolare. Cos a anco della ricerca epidemiologica, proseguita con rilevamenti quadriennali, stata avviata una collaborazione con i medici di famiglia, la scuola, le istituzioni per indirizzare la popolazione verso stili di vita corretti. In questo modo, osserva Borghi, la colesterolemia della popolazione calata dai 240 del 1984 ai 203 del 2008, e la pressione arteriosa media si ridotta abbastanza da riportare Brisighella nella media regionale. A indicare lefcacia di una buona politica di prevenzione: Particolarmente importante il lavoro nelle scuole, con i bambini, che hanno un effetto trascinante sui genitori, e sono riusciti a ridurre alcune cattive abitudini spiega Borghi. Lo studio prosegue e i cittadini si sono cosi affezionati che protestano quando non vengono inclusi. Prossimo obiettivo del Brisighella Heart Study, capire meglio il ruolo dellattivit sica nella prevenzione cardiovascolare.

in quella terra di conne tra Emilia e Romagna, Brisighella. A essere precisi, senn da queste parti si arrabbiano, gi Romagna, in provincia di Ravenna. Gente civilissima che conta da anni su un Servizio sanitario eccellente, due condizioni essenziali per assicurare il successo a un progetto che sembra svedese: il Brisighella Heart Study, unindagine epidemiologica unica nel suo genere, che in queste settimane compie 40 anni e che permette di verificare come interventi semplici sulla dieta e lo stile di vita abbia-

Infarto

Luce SaLvacuore
Bagni di luce possibilmente intensi e agli orari giusti: questa una maniera semplice per prevenire linfarto. Ricercatori tedeschi, canadesi e americani lo hanno dimostrato su Nature Medicine: c una connessione tra la maggiore quantit di fotoni a cui si esposti e il minor rischio di attacco al cuore. I cicli biologici basati sullalternanza luce-oscurit regolano la produzione di una proteina (chiamata Period 2) che proteg-

ge dallinfarto o, nel caso in cui si sia vericato, limita i danni che subiscono le cellule cardiache. Unesposizione programmata al sole potrebbe dunque sostenere il cuore, che riesce a sopportare pi a lungo una carenza di ossigeno nel sangue. Fermo restando che la pressione arteriosa, il colesterolo e il livello di zuccheri nel sangue devono avere valori che rientrano nella norma.
Glauco Galante

Negli ultimi mesi siete ingrassati? La colpa potrebbe essere, anche, degli antibiotici. Lo suggerisce uno studio presentato allInternational Human Microbiome Congress da Martin Blaser della New York University. Lo scienziato ha osservato che ai topi appena nati bastano quattro settimane di penicillina per ingrassare no al 15 per cento in pi rispetto ad animali non trattati. E questo sarebbe dovuto allalterazione della ora intestinale causata dallantibiotico. Questi dati sembrano dare conto dei risultati di uno studio condotto su 28 mila bambini, che correla lassunzione di antibiotici nei primi sei mesi di vita a un maggiore rischio di obesit a 7 anni. Ma se gli antibiotici stravolgono la ora intestinale, e cos contribuiscono ad aumentare il girovita, la soluzione non quella di rinunciare ai farmaci. Piuttosto, quella di ripopolare gli intestini con i microorganismi che vi abitavano prima dellavvento dei moderni stili di vita, suggerisce Blaser. Uno studio condotto su campioni di feci di 3 mila anni fa ha mostrato che la ora batterica dei nostri antenati pi simile a quella dei primati non umani e delle popolazioni africane che non alla nostra. Per chiarire se una ripopolazione batterica possa contrastare malattie e obesit serviranno ulteriori studi. Anna Lisa Bonfranceschi

Depressione SaLvati dai videogiochi


Vincere umor nero e pensieri molesti combattendoli sullo schermo di un computer: la losoa di Sparx, un programma di self help per ragazzi che soffrono di depressione lieve moderata realizzato dallUniversit di Auckland in Nuova Zelanda, un videogioco in 3 D nel quale giovani guerrieri combattono contro i mostruosi Gnat (ovvero: Gloomy Negative Automatic Thoughts, pensieri cupi e negativi fuori controllo). Secondo un articolo del British Medical Journal, il programma coordinato e realizzato da Sally Merry e Carolina Stasiak, ha dato buoni risultati in una sperimentazione che ha coinvolto 187 adolescenti in 24 centri di assistenza. I pazienti che hanno utilizzato Sparx sono risultati meno depressi e con meno pensieri ansiosi di quanti hanno seguito una psicoterapia. E il 44 per cento dei ragazzi che hanno giocato almeno no al 4 livello stato considerato guarito, rispetto al 26 di quanti hanno seguito una psicoterapia. Sono risultati che dovrebbero indurre a usare con ancora pi cautela gli psicofarmaci per curare i giovanissimi. Come ha indicato uno studio dellUniversit di Torino coordinato da Roberta Siliquini, ordinario di Epidemiologia: un adolescente su quattro avrebbe assunto psicofarmaci almeno una volta nella vita, spesso senza prescrizione medica. Un programma di self help come Sparx potrebbe essere unalternativa economica e facilmente gestibile: basato sui principi della psicologia cognitiva comportamentale, e strutturato

Foto: S. Ghizzoni - Contrasto, M. Palm - Gallerystock.com / Contrasto

in sette moduli corrispondenti a sette livelli di gioco che si possono completare in 4/7 settimane imparando a controllare le proprie emozioni: lavatar di ciascun giocatore si muove in unambientazione fantasy combattendo mostri o altri ostacoli che simboleggiano i pensieri negativi o la difcolt di gestire le emozioni o di affrontare le difcolt. Paola Emilia Cicerone

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n. 29 - 19 luglio 2012

Tecnologia
App sociAlmente utili | esibizionisti on line | pd e lA rete

Nuovi siti

Non solo cyber

LimpRudeNza soCiaL
Ci voleva un giovane programmatore in cerca di impiego, il diciottenne Callum Haywood, per aprire gli occhi a tanti malati di esibizionismo su Internet. Quelli disposti a condividere sui social network perno lultima pastiglia o lultimo spinello, convinti magari che la confessione resti allinterno del circolo di amici di Facebook. Ma il sito Weknowwhat youredoing. com, creato dal ragazzo americano, sembra fatto apposta per infrangere tali illusioni. Troppo spesso ci si dimentica di regolare le impostazioni di privacy in maniera restrittiva, ed ecco pubblicate on line dichiarazioni sprezzanti sul capoufcio, dissertazioni sui postumi di una sbronza, numeri di telefono privato. Il tutto potenzialmente visibile a chiunque. Haywood non ha fatto altro che raccogliere questo materiale, collegandosi a Facebook

Se Bersani facesse clic


dI ALeSSANdRo GILIoLI
Non abbiamo padroni ad Arcore n abbiamo quelli che vengono via Internet, ha detto laltra settimana Pier Luigi Bersani concludendo lassemblea dei segretari di circolo del suo partito, alla Fiera di Roma. La frase stata interpretata dai pi come unallusione a Beppe Grillo e alla Casaleggio, lagenzia di comunicazione a cui si appoggia il fondatore del Movimento 5 Stelle. Bersani sempre stato molto prudente - se non difdente - verso la Rete, che ha pi volte indicato come una realt virtuale e disordinata (unambaradan) contrapposta al mondo sico, quello in cui ci si guarda in faccia. Questultima esternazione tuttavia rappresenta un doppio passo allindietro nel difcile approccio del segretario al Web. Intanto perch la Rete, al contrario delle tv, non ha padroni: ha al suo interno una quantit innita di voci, e sta a chiunque crea un contenuto riuscire a raggiungere (e a convincere) il massimo numero possibile di utenti. Se il messaggio digitale del Pd stato in questi anni carente, non colpa del mezzo ma di chi non ha saputo o voluto usarlo al meglio. Ma il secondo errore peggio del primo, perch nellalludere a Grillo come padrone che viene dalla Rete si offre su un piatto dargento al fondatore del M5S proprio quel ruolo a cui lui stesso aspira, cio di guru mediatico attorno al quale pi o meno ruota tutta la Rete italiana. Nel dibattito politico che avviene ogni giorno via Web i soggetti signicativi sono tantissimi, compresi non pochi che simpatizzano per il Pd. In vista delle elezioni, insomma, Bersani ha la scelta se iniziare a frequentare la Rete e a capirla oppure continuare a credere che da l vengano misteriosi padroni ai quali niscono poi non pochi dei suoi voti.
A sInIsTrA: un CHIrurgo. In AlTo: un operATore Al CoMpuTer
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e a Foursquare, e suddividerlo in categorie sotto le intestazioni: Chi vuole essere licenziato?, Chi assume droghe?, Chi ha un nuovo numero di telefono?. Forse servir a far riettere i pi incauti; anche se, si sa, le cattive abitudini sono dure a morire. Federico Guerrini

Rivoluzione in sala operatoria

C una console in ospedale


Quando il chirurgo dellospedale Guy St. Thomas di Londra, nel bel mezzo di un intervento, ha chiesto di usare la Xbox, non aveva nessuna intenzione di distrarsi. che nella sala operatoria era stata introdotta per la prima volta la console di gioco in accoppiata con la rivoluzionaria interfaccia Kinect, che non prevede alcun dispositivo se non il proprio corpo per interagire con le immagini sullo schermo. In questo caso Kinect permette a chi sta operando di controllare col movimento di una sola mano la telecamera e gli altri strumenti di rilevazione diagnostica in tempo reale, dai raggi X alla tomograa computerizzata, utilizzati in sala operatoria. Sembra cosa da poco ma in realt evita al chirurgo di dover sospendere momentaneamente lintervento per recarsi nello stanzino del tecnico di radiologia per vericare i dati e modicare linquadratura degli strumenti di analisi e rilevamento, evento che si pu vericare anche pi volte ogni ora. Un risparmio di tempo che migliora la qualit della vita sia di chi sta sopra i ferri sia di chi ci sta sotto.
Gabriele de Palma

Foto: M. Bird - Corbis, H. Bengtsson - Corbis

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Tecnologia progetti umanitari


Mappare la deforestazione. Sminare un terreno. Aiutare i senzatetto. Ecco la parte migliore di Internet. Quella socialmente utile

C
com buona
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Di Carola FreDiani
chi usa Google Earth per vedere casa sua e chi lo utilizza invece per bonicare un campo di mine. Magari andando a zoomare sui singoli piloni elettrici che attraversano il Mozambico, molti dei quali sono stati minati durante la guerra civile degli anni Ottanta e Novanta, per individuare quelli pi a rischio. Come ha fatto Halo Trust, una Ong in prima linea nelle azioni di sminamento,che ha creato una mappa di questi tralicci utilizzando il software di Google. DallAfrica alla Cambogia, lorganizzazione non governativa sfrutta gli strumenti di Google Earth Pro, la versione avanzata del programma di mappe satellitari, per identicare e disegnare le aree minate, verificare i dati inseriti a sinistra: raccolti sul campo dal il mapparium di proprio staff attraverso le boston. sotto: unit Gps, tracciare i conuno sminatore in un campo ni di un terreno pericodel nagorno loso, decidere dove agire karabach, prima e produrre cartine nel caucaso che mostrino i risultati ottenuti. Ma solo uno degli utilizzi intelligenti delle mappe realizzate dal colosso hi-tech. Ad esempio gli indios Surui, che vivono nellAmazzonia, dotati dai tecnici di Google di training e apparecchiature, hanno usato le mappe del gigante di Mountain View per documentare la deforestazione che rischiava di mangiarsi la loro riserva. Le comunit locali vedono nelle nostre tecnologie un potenziale e spesso ci contattano.

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Foto: k. kasmauski - science Faction / corbis, n. hannes - hollandse hoogte / contrasto

questa app

Anche perch alcuni dei nostri strumenti sono in grado di avere un impatto sociale, specie se ulteriormente sviluppati, spiega a lEspresso Simona Panseri, direttore public affairs di Google per lItalia. Ma le aziende hi-tech non sono le sole a essere consapevoli delle potenzialit collaterali di prodotti nati per il mercato digitale. Negli Stati Uniti il Dipartimento dei Veterani, il ministero che si occupa di dare assistenza agli ex militari, ha appena lanciato una competizione per programmatori con lobiettivo di creare delle applicazioni per i senza tetto. Il project Reach distribuisce premi da 10 mila dollari per i nalisti di questa gara, ospitata sul sito Challenge.gov, messo in piedi dallo stesso governo americano per trovare soluzioni tecnologiche a problemi sociali. Le app realizzate per gli homeless, ma pi che altro per i device messi a disposizione dai ricoveri che li ospitano, devono fornire in modo molto semplice informazioni utili su dove trovare assistenza sanitaria, ufci di collocamento, strutture di appoggio. Anche San Francisco ha lanciato un bando per realizzare una app che aiutasse gli utenti seguiti dai servizi sociali a individuare facilmente i negozi che accettano i buoni alimentari. Lo ha fatto attraverso Applicationsforgood.org, una no profit specicamente dedicata a favorire la nascita di software per il bene comune. Da due anni tiene un concorso che aiuta i rappresentanti del sociale e i singoli programmatori a mettersi insieme per creare progetti innovativi. Anche qui, per i migliori, premi da 10 mila dollari. Le associazioni e le agenzie locali che si rivolgono a noi hanno soprattutto unesigenza: come mantenersi in contatto con la propria utenza, ad esempio con chi benecia di programmi di assistenza; o con chi deve prendere delle medicine, spiega Arthur Grau, community manager di Applications For Good. Gli informatici che partecipano alle nostre
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Tecnologia
gare sono spesso giovani che vogliono testare una piattaforma su un pubblico. Insomma, una situazione apparentemente win win, vantaggiosa per entrambe le parti. E promossa anche a livello governativo. Perch, aggiunge Grau, lamministrazione Obama ha spinto molto questo genere di sde. C poi chi scommette sul ruolo formativo dellinnovazione. Sulla tecnologia come chance individuale per sfuggire alla predestinazione di una classe sociale o di un ghetto. il caso del Center for Digital Inclusion (Cdi), organizzazione che insegna come sviluppare app per smartphone a studenti svantaggiati dei quartieri londinesi di East e South London. Si tratta di adolescenti tra i 12 e i 18 anni, che frequentano scuole problematiche, con un alto tasso di immigrati di seconda generazione o di famiglie assistite dai servizi e ai quali viene insegnato come formulare unidea per unapp, condurre una ricerca di mercato, realizzare il software e presentarlo davanti a un panel di esperti. Vogliamo creare una generazione capace di risolvere problemi, spiega Iris Lapinski, Ceo di Cdi Europe: Pi del 40 per cento dei nostri studenti sono donne, una percentuale pi alta di quella del mondo hi-tech. La ragione che noi non partiamo dalla tecnologia in s, che pu risultare poco affascinante, bens dalla questione da affrontare. Gli studenti cio hanno piena libert di scegliere i temi e gli scopi della loro app. Cos, c la ragazza originaria del Bangladesh che ne ha creata una per tradurre frasi di ambientazione scolastica dallinglese al bengalese, con lo scopo di fare comunicare insegnanti e genitori di immigrati. Ci sono i tre ragazzi che ne hanno fatta una per monitorare i frequenti fermi e le perquisizioni per strada effettuate dalla polizia nei confronti di giovani maschi di quartieri difcili: Stop and Search Uk, si chiama, per telefonini Android e BlackBerry. Non tutte le app inventate dai nostri studenti sono su grandi questioni sociali, prosegue Lapinski: A volte riguardano cose come: tenere traccia delle promesse dei genitori, che spesso si dimenticano di quanto detto.
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GlI eFFettI DellA DeFOreStAzIOne In AMAzzOnIA vIStI COn lOCChIO DI GOOGle eArth

Obiettivo: interesse pubblico


AvAAz.org una Ong internazionale, nata nel 2007, con lo scopo di promuovere lattivismo su scala globale attraverso petizioni on line, campagne mail, e mobilitazioni soprattutto digitali. Ma pi che un sito di raccolta rme vuole essere una vera e propria comunit globale, localizzata in 15 lingue, tra cui litaliano. ChAllenge.gov. una piattaforma on line gestita dallamministrazione americana con lobiettivo di raccogliere le migliori idee per risolvere problemi specici, attraverso la tecnologia e linnovazione. Usa un sistema di premi. AppliCAtionsforgood.org Al motto di Cambia il mondo una app alla volta, una organizzazione americana no prot che mette insieme sviluppatori e Ong o agenzie governative per aiutarli a creare soluzioni tecnologiche di interesse pubblico. Appsforgood.org liniziativa lanciata in Gran Bretagna dal Center for Digital Inclusion (Cdi), che organizza dei corsi in decine di scuole britanniche con lobiettivo di avvicinare gli adolescenti alla programmazione e alla progettazione di app.

Ma se partire dai telefonini, quando si vuole coinvolgere i giovanissimi, quasi una scelta obbligata, su cosa meglio scommettere per fare pressione su governi e politici? Change.org unidea se l fatta, portando avanti battaglie sociali a forza di rme. Il sito, lanciato nel 2006 da due studenti della Stanford University, permet-

te di organizzare dal basso petizioni on line. Sembrerebbe uno strumento desueto, una conferma degli stereotipi dello slacktivism (da slacker: lavativo, e activism: attivismo), lidea cio che basti stare sprofondato in poltrona a cliccare sul mouse per cambiare il mondo. Eppure, Change.org dei risultati li ha ottenuti davvero. Grazie alle due milioni di rme raccolte on line, per esempio, ha fatto processare lassassino di Trayvon Martin, il diciassettenne di colore ucciso da un volontario delle ronde di quartiere, in Florida, che la polizia inizialmente non aveva arrestato. La nostra piattaforma, a differenza di altre, promuove attivamente alcune petizioni ritenute pi importanti o efcaci. In tal caso si contattano i fondatori della campagna e si d loro supporto, racconta Salvatore Barbera, incaricato di lanciare questestate ledizione italiana di Change.org. Che una societ, e si sostiene mettendo in evidenza alcune petizioni a pagamento, un po come avviene con i video sponsorizzati di YouTube, che restano comunque visibilmente differenziati dagli altri. E poi c chi reinventa la lantropia a partire dalle operazioni pi quotidiane. Come Benelab.org, un search engine che appoggiandosi al motore di Yahoo devolve tutti i propri ricavi pubblicitari per sostenere battaglie sociali. Fondato e gestito da un gruppetto di studenti delle superiori di Seattle, gi inserito in un incubatore di startup, anche se il suo trafco ancora limitato. Lo scopo di Benelab non essere il miglior motore di ricerca al mondo, o competere con Google, ma diventare il modo pi semplice per gli utenti di aiutare cause incredibili senza spendere un centesimo spiega il Ceo Jack Kim, 17 anni, di ritorno da scuola: Vogliamo dimostrare che la lantropia pu essere incorporata nelle nostre vite quotidiane, specialmente grazie alla tecnologia. Daltra parte questultima pu anche essere usata a un livello molto pi profondo, per inuire sulle decisioni individuali pi delicate. Come i lmati interattivi della societWill Interactive che,immergendo gli utenti in una simulazione con diverse strade da prendere, li educano a fare le scelte migliori in situazioni difcili. Ad esempio, a evitare lo sfratto se si perde il lavoro. n

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Foto: Planetobserver - Spl / Contrasto

n. 29 - 19 luglio 2012

Economia
CRISI DELLAUTO | ITALIA SENZA RUOTE | NUOVO CINEMA MAINETTI | PRESTITI SOCIALI

Made in Italy

Evasione scale

Lapo sceglie i Bot


In casa Agnelli a tifare davvero Italia Lapo Elkann. Mentre la Fiat per bocca dellamministratore delegato Sergio Marchionne minaccia di chiudere uno stabilimento o di spostare la sede negli Stati Uniti, il nipote dellAvvocato, il cui slogan di sempre Italian independent, fa incetta di titoli di Stato. Sfogliando il bilancio della sua piccola cassaforte, La holding Srl, si scopre infatti che Lapo nel corso del 2011 ha investito per la prima volta con la sua societ quasi 150 mila euro in buoni del Tesoro. E chiss se gli acquisti sono avvenuti proprio in occasione del Btp-day dello scorso novembre quando istituzioni, banche e privati, tra cui i calciatori della nazionale azzurra, avevano comprato a mani basse titoli di Stato per dare un calcio ai mercati e sostenere lItalia in un momento economico difcile che ormai dura da tempo. Linvestimento del rampollo ammonta per lesattezza a poco pi di 149 mila euro e risulta essere lunica attivit nanziaria in possesso della societ. Per il resto, il bilancio di La holding - che comprende le partecipazioni in I Spirits (la vodka made in Italy lanciata insieme a Cipriani), Sound Identity, La Communication e Mybluezebra - stenta ancora a decollare. Lesercizio si chiuso infatti con ricavi che sorano mezzo milione di euro e un utile piuttosto risicato: 11 mila euro. Peccato che abbia dovuto destinare il poco guadagnato alle riserve straordinarie, se no chiss, avrebbe potuto comprare altri Bot. N.C.

Seguite quella sigaretta


Con la fusione dei Monopoli nelle Dogane voluto dal governo Monti, cio con il passaggio da una struttura burocratica a una pi operativa sul territorio, la guerra al contrabbando di sigarette diventer pi severa? Nel 2011 la Guardia di Finanza ha sequestrato 240 tonnellate di sigarette, di cui 38 contraffatte. Il grosso erano sigarette originali, ma che viaggiavano con i documenti scali falsicati. Cio con le fascette del Poligraco - che testimoniano il pagamento dei tributi non originali. Questo commercio in nero sembra essere pi ampio di quanto gli stessi sequestri facciano immaginare. In Italia esso viene stimato (da un recente Rapporto di Nomisma) pari a 2,8 miliardi di sigarette, che equivale a un 3,4 per cento dei consumi legali: troppo poco visto che in Francia incide per il 14 e in Germania vale il 18 per cento del mercato alla luce del sole. Dunque, anche la cifra dei mancati guadagni dellerario circa 500 milioni di euro - finisce per apparire sottodimensionata: applicando le stesse percentuali francesi e tedesche da noi, levasione di Iva, accise e aggio salirebbero a 2 miliardi. Stroncare il fenomeno farebbe quindi la differenza nei conti

pubblici. I grandi produttori (Philip Morris, Bat e Japan Tobacco) hanno sempre detto di aborrire il contrabbando. Ma a ben vedere la quota delle sigarette imitate, di provenienza cinese, sono una piccola parte del giro illegale. Sul resto grava il sospetto che in qualche maniera nisca per ingrossare il giro daffari delle tre sorelle del tabacco. Per disinnescare il contrabbando basterebbe accompagnare il viaggio delle sigarette dalla fabbrica al consumatore con sistemi pi moderni. Per esempio: con fascette del Poligraco con dentro un piccolo cip, o qualcosa che permetta la loro tracciabilit. Sistemi adottati di recente da Turchia, Canada, Brasile e California. Ma che da noi faticano a entrare. P.P.

Assicurazioni

Passera e lo scontento bipartisan


Cresce la tensione sulle questioni economiche tra la maggioranza e il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. in particolare il capitolo sulle assicurazioni che scontenta tra laltro gli esperti del Pdl e del Pd. Nonostante lincertezza sul caso Isvap e Preman-Fonsai, il ministro non mai intervenuto sul tema che pure di sua competenza, si mormora nella Commissione Finanze della Camera, che per questo conta di sentire Passera in audizione. I dissapori riguardano anche il testo sulle cambiali nanziarie inserito nel decreto Sviluppo che ha irritato i vertici della Commissione: il testo, nonostante le rassicurazioni del ministro, non coincide con quello preparato in commissione. Da qui un pepato carteggio tra la segreteria tecnica dello Sviluppo guidata da Stefano Firpo e il presidente della Commissione, Gianfranco Conte. M.A.
Foto: A. Tosatto - Contrasto

La cifra della settimana

3.500.000
Fonte: German Marshall Fund
19 luglio 2012 |

gli americani impiegati da datori di lavoro europei. La salute della nostra economia sta a cuore agli Usa

FOTO IN ALTO: SEQUESTRO DI SIGARETTE DURANTE UNA OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA

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Economia QUATTRO RUOTE cRAc / cHE FARE

ei macchine su dieci immatricolate in Europa non generano utili per chi le produce. Anzi, vendendole, si perdono quattrini o al massimo si va in pari. Lo sostengono gli analisti del Credit Suisse. Non solo: quattro fabbriche europee di auto su dieci lavorano sotto la soglia del pareggio. Questa volta sono gli esperti di AlixPartners a dirlo. Il mal dauto esiste, ma non un problema globale: nei primi cinque mesi del 2012, infatti, gli acquisti di vetture nuove sono aumentati del 5,7 per cento nel mondo mentre nelleurozona sono calati del 10,5 per cento. Viste dalla Francia e dallItalia la condizione e le prospettive delle quattro ruote sono tragiche ma agli occhi di un osservatore cinese, americano e soprattutto coreano la situazione ottima. E anche in Europa ci sono europei che si fregano le mani. Le marche cosiddette premium, come Audi, Bmw e Mercedes, che macinano record grazie alle classi emergenti dei Paesi emergenti e il colosso Volkswagen avanzano compatti e tutti o quasi i giocatori del team portano a casa buoni risultati. Pi in generale, come capita in altri settori, tipo la moda, si consolida la tendenza del mercato a clessidra. Tirano il lusso che affascina e il low-cost coltivato nel giardino di gruppi importanti, come dimostra il

LA VoLkswAgen DI woLFsburg e mArChIonne

boom della rumena Dacia che sfrutta economie di scala e tecnologie Renault. Chi sta nel mezzo nei guai. Soffrono, e parecchio, i produttori generalisti europei: i gruppi francesi Renault e Psa (con i brand Citron e Peugeot), Fiat e Opel. I loro stabilimenti marciano a passo lento e centrano poco le scelte strategiche: nel Reparto Grandi Malati sono metaforicamente ricoverati la pi elettrica delle case al mondo, la Renault di Carlos Ghosn, e la Fiat di Sergio Marchionne, che lelettrica nora lha snobbata. Che la piccola borghesia delle quattro ruote se la passi male non una novit. Ma la crisi econonica che attanaglia lEuropa, facendo calare o crollare le immatricolazioni, sparge sale sulle piaghe. Il fresco studio sullauto della societ di consulenza strategica AlixPartners, Europa in retromarcia, prevede che questanno le fabbriche tedesche di vetture viaggino all89 per cento della capacit produttiva installata, pi o meno come nel 2007; le francesi stanno al 60 per cento (erano al 74) e le italiane al 54 per cento (erano al 78). In termini assoluti la Francia a rallentare di pi, dal momento che la sua potenzialit di 3,3 milioni di auto allanno contro 1,4 milioni di macchine che potrebbero sfornare gli stabilimenti italiani della Fiat. La sovracapacit strutturale dellEuropa occidentale stimata in 1,5-1,6 milioni di macchine: se le vendite si stabilizzano sui livelli attuali per eliminare gli eccessi bisognerebbe fare a

Sei mesi di lavoro


Come cambiato nel tempo il rapporto tra la retribuzione di un impiegato statale e il prezzo di una utilitaria Fiat.

Foto: P Langrock - Zenith / LAIF / Contrasto, A. Dadi - Agf .

Troppi stabilimenti. E un mercato che si prosciuga. Cos Fiat, Opel e francesi soffrono. Mentre i tedeschi volano
Di maurizio maggi

Non un paese per

116 |

| 19 luglio 2012

AUTO

modello e prezzo
noV. 1972 Fiat 500 r 341 lUG. 1992 panda 750 Fire 4.978

stipendio* 64 1.103
1.686

n
5,3

4,5

lUG. 2012 nuova panda 1200 10.200

6,0

(*) retribuzione lorda mensile (n) numero di stipendi necessari allacquisto I prezzi sono di fonte Quattroruote. Le retribuzioni sono fonte Istat: retribuzione contrattuale lorda dei dipendenti dei Ministeri (coadiutore parametro 120). Elaborazioni Centro Studi UNRAE
19 luglio 2012 |

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Economia
Sette volanti per dieci autisti
Gran Bretagna Corea del Sud

Densit automobilistica (numero di auto per 1.000 abitanti)


Giappone Francia Italia

Fonte: Oica

meno di 4-5 fabbriche medie o di 3 impianti grossi. In Europa ci sono 120 stabilimenti in grado di sfornare 18 milioni di vetture: questanno il mercato non ne assorbir pi di 12 milioni e lexport ben inferiore ai 6 milioni necessari a saturare le linee. Da quando Marchionne ha detto che, se il mercato non si riprende, le potenzialit produttive della Fiat in Italia sono eccessive, sincrociano le dita. E ci si chiede: dopo Termini Imerese, quale impianto potrebbe essere sacricato. Mel? In Molise, la Punto aspetta con ansia la prossima versione congelata dal capo, contrario a sparare nuove cartucce quando il mercato arranca. Pomigliano? Cassino? Miraori? Un macabro toto-chiusura destinato purtroppo a durare. La crisi del 2008-2009 ha portato

a una sana razionalizzazione del settore negli Stati Uniti, dove sono state chiuse o riconvertite ad altro utilizzo 18 fabbriche di auto. Dal 1979 a oggi, in Nord America ben 267 siti produttivi legati in qualche modo allauto sono stati abbandonati o riconvertiti a nalit industriali, logistiche e commerciali. In Europa, dal 2007 a oggi solo tre stabilimenti sono stati chiusi mentre altri otto sono stati aperti nellEuropa orientale, sostiene Andrea Alghisi di AlixPartners. In Francia tengono banco i guai del gruppo Peugeot-Citron. Per anche la Renault pilotata da Carlos Ghosn ha i suoi bei problemi: le ottime performance della low-cost Dacia non possono attenuare le preoccupazioni sulla scommessa che il boss ha fatto sullauto elettrica, che

ha richiesto miliardi di investimenti ma stenta a decollare. Sul fronte occupazionale, per, a preoccupare il neopresidente Francois Hollande soprattutto Psa, che produce pi della Renault in Francia (39 per cento contro 15 per cento) e vende molto di pi dei concorrenti dOltralpe in Europa. Gi a ne 2011 furono annunciati 4 mila tagli, ma i numeri sono poi cresciuti e rischia la chiusura persino la storica fabbrica di Aulnay-sous-Bois. Psa ha bisogno di soldi e, nonostante le smentite, la societ starebbe chiedendo lintervento nanziario dello Stato. Entro ne luglio dovrebbe essere anunciato il piano di aiuti per lauto promesso dallesecutivo. Non ci saranno incentivi alla rottamazione. E comunque a Bruxelles vigilano. Dice a lEspresso il commisFoto: C. Platiau - Reuters / Contrasto, Bloomberg - Gettyimages, Afp / Gettyimages

ThieRRy PeuGeoT. A DeSTRA: ChunG MonG-Koo (hyunDAi) e SoPRA CARloS GhoSn

sario allIndustria e vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani: Bisogna fare di tutto per evitare la chiusura delle fabbriche, la Fiat ha gli stessi problemi di sovracapacit di Psa e Renault. Un piano europeo non lo possiamo fare perch non c laccordo tra le case costruttrici, la Commissione pu accompagnare la ristrutturazione ma non imporla. Se la Francia vuol lanciare un programma di sostegno al settore deve rispettare le norme comunitarie sugli

aiuti di Stato, non possiamo dire noi cosa dovrebbe fare o meno un governo. A Marchionne, che lha invocata da presidente dellAcea, lassociazione dei costruttori europei di auto, lidea di un piano di ristrutturazione che agevolasse la chiusura degli impianti, sulla falsariga di quello adottato negli anni Novanta per la siderurgia, piaceva eccome. Non ce lha fatta a convincere i colleghi in salute, per. E da capo della Fiat di aiuti non ne chiede: ci sono 1,5 miliardi di euro a fondo perduto stanziati dallEuropa per favorire lo sviluppo dellauto del futuro ma, per ora, allibrido e allelettrico il capo della Fiat non ci vuol proprie pensare. Con lecce zione della Fiat 500 elettrica negli Usa, un impegno necessario per incrementare la quota di azioni di Chrysler come previsto dal piano di salvataggio voluto dal presidente Barack Obama. Maligno il commento di Isabelle Barthez, esponente di punta della Federazione europea dei sindacati metalmeccanici: Limpressione che, ormai, a Marchionne lEuropa non interessi pi. La domanda che ci poniamo : ha voglia di continuare lavventura della Fiat? A me sembra di no. In compenso, la Fiat e le altre marche forti nelle auto piccole hanno vinto la partita dellanidride carbonica. Non stato un trionfo come poteva sembrare nella prima

E in Corea se la ridono
Essere temuto dai concorrenti lo inorgoglisce. Ma il sogno di Mong-Koo Chung di svegliarsi un giorno e scoprire che il suo Hyundai Motor Group ha immatricolato una macchina in pi della Toyota. Non sar facile sorpassare i giapponesi, storicamente antipatici ai coreani: Chung ha 74 anni e tra lui e Toyota ballano ancora un paio di milioni di vetture, (7 contro 9 nel 2012). La scalata al quinto posto al mondo con 6,65 milioni di auto vendute nel 2011 - 4 milioni con marchio Hyundai, il resto targato Kia - stata rapida. Percepite come marche economiche, Hyundai e Kia hanno fatto passi da giganti in qualit ed estetica. Sinora hanno puntato su modelli simili, declinati con look differenti, ma in futuro ci saranno pure modelli non condivisi; Hyundai sar la marca seria, Kia quella un po pi sbarazzina. A Ulsan, in patria, hanno la fabbrica pi grande del mondo (1,5 milioni di auto lanno) ma producono ovunque, dallAmerica allIndia alla Cina, il mercato per loro principale. Met delle auto vendute in Europa sono prodotte in Slovacchia e Repubblica Ceca. Oggi nella fabbrica Kia a Zilina lavorano su tre turni e i tempi dattesa per consegnare un fuoristrada Sportage si sono ridotti: no a pochi mesi fa un cliente rischiava di aspettare un anno. Un paradosso, pensando ai concorrenti europei che producono a singhiozzo e che si sentono penalizzati dallaccordo di libero scambio entrato in vigore lanno scorso, che avrebbe fatto lievitare limport coreano. Nel 2011 sono arrivate in Europa 383 mila auto (non solo Hyundai-Kia ma anche Chevrolet, la ex Daewoo), mentre a fare il tragitto inverso sono state 75 mila. I costruttori europei rimpiangono i dazi di una volta. E si chiedono: Quando c stato lultimo sciopero dei metalmeccanici coreani?.

Germania e Gran Bretagna a tutto gas


Capacit di produzione di auto di alcuni Paesi, dati del 2012
3,3 3,0

Capacit produttiva (in milioni di auto)


6,4 1,4

Utilizzo (in %)
2,7

100 80 60 40 20 0

1,6

1,2

1,0

1,4

92% 60% 70%

89% 70% 54%

84% 68% 70%

stesura dellaccordo sulle emissioni di C02 ma non c stato neppure il contrattacco vincente delle panzerdivisionen teutoniche. Lintesa messa a punto a Bruxelles - che dovr far scendere la media europea di emissioni a 130 grammi di CO2 al chilometro nel 2015 e a 95 grammi nel 2020 - si traduce in costi pi o meno pesanti per la riduzione delle emissioni nocive, con modalit che soddisfano case come Fiat, Psa e Renault e fanno storcere il naso ai brand premium tedeschi. Ma se si fanno la guerra a Bruxelles, i costruttori sono pronti a prendere in considerazione tutti gli accordi possibili per abbassare i costi. Per risparmiare la parola dordine dei prossimi anni sar condivisione. Nel nostro studio annuale sullauto prevediamo che, in Europa, aumenteranno sensibilmente i modelli che utilizzano la stessa piattaforma. Per alcuni costruttori come Volkswagen la componentistica comune, su vetture della stessa piattaforma, gi intorno al 70 per cento, mentre altri come la Fiat potrebbero arrivarci nel 2014, sostiene Giacomo Mori di AlixPartners, aggiungendo: Sono destinate ad aumentare pure le intese tra gruppi, condividendo tecnologie o sviluppando insieme motori, cambi e altri componenti. in atto una continua ricerca delle opportunit. Gli annunci sono tanti ma non tutto la liscio. Bmw ed Opel, per esempio, hanno da poco interrotto la loro collaborazione nelle fuel cell. Mettersi insieme per risparmiare, per qualcuno, potrebbe rivelarsi lultima chance per uscire dalle secche. Cos monitorato con estrema attenzione labbraccio tra due dei grandi malati, Psa e Opel, nel quale i francesi porteranno in dote le capacit nei motori risparmiosi e i tedeschi faranno pesare le economie di scala del gruppo General Motors per spuntare prezzi migliori nellacquisto dei componenti. Nei prossimi 15 anni, dicono i guru della Roland Berger, lindustria dellauto sar sottoposta alla pi grande trasformazione mai vissuta. Sar rapido lo spostamento delle produzioni e delle vendite verso i mercati asiatici. Tra le giovani generazioni dei paesi sviluppati lauto avr sempre meno appeal. Cupo scenario per i Grandi Malati dEuropa, specie se seguiteranno a fare da comparse nel lontano Oriente, lEldorado dellauto di domani.
hanno collaborato Alberto DArgenzio e Leonardo Martinelli
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Germania

Marocco

Turchia

Brasile

Russia

815

75

50

690

600

575

550

360

260

155

595

145

20

India

USA

Cina

Gran Francia Bretagna

Spagna Germania

Italia

Polonia Repubblica Turchia Russia Ceca Fonte: Alix Partners

118 |

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| 119

Economia quattro ruote / La DISFatta

Cara, grande e
Di EMiLiANO FiTTiPALDi

TARTASSATA
S
ei visitatori in otto ore di lavoro. Nel grande concessionario Fiat di Roma Centro, colpa forse anche del caldo torrido che arroventa da giorni laria della capitale, non entra praticamente anima viva. I salonisti, gli addetti alle vendite impeccabili in giacca scura e cravatta col nodo grosso, non hanno molto da fare. Rispondono a qualche telefonata, perdono tempo compulsando lo smartphone, chiacchierano tra loro nellattesa di un possibile cliente. Su una scrivania un quotidiano titola: Auto, crollo senza ne. Fiat gi del 23 per cento. Sono gli ultimi dati, quelli sulle immatricolazioni di giugno. Alle 18 entrano in due. Restano il tempo necessario per rinfrescarsi con laria condizionata. Qualche informazione, unocchiata alle carrozzerie scintillanti, unaltra ai dpliant, un ci penser, arrivederci, poi il salone torna deserto. Trascorrere mezza giornata in un qualsiasi concessionario italiano rende bene lidea della crisi che sta devastando il settore automobilistico. In Italia le auto non le vuole pi nessuno. Fuoriserie per ricchi, city-car per la classe media, utilitarie per anziani, auto aziendali o a chilometri zero: il crollo delle vendite tocca tutti i segmenti e i target. Da tempo siamo di fronte a una rivoluzione del sistema che oggi la crisi sta solo accelerando spiega Massimo Nordio, da pochi giorni nuovo amministratore delegato di Volkswagen Group Italia. Il crollo non solo legato alla recessione economica. Ci sono altri aspetti strutturali che concorrono al calo delle vendite. In primis, laccanimento terapeutico operato sullauto da vari governi, che
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COMPRANO SOLO GLI OVER 65 Anno di 2005 immatricolazione


et acquirente 18-29

2010

var. %

249.454 728.766 385.830 268.586 169.594

178.572 525.413 340.230 256.830 194.437

-28,4% -27,9% -11,8% -4,4% +14,6%

Lauto non attrae i giovani. Non pi status symbol. Poi inquina, ingombra, costa troppo. E nessuno la vuole
hanno continuato a usarla come scorciatoia per fare cassa. Dallaltro lato, negli ultimi anni cambiato completamente il rapporto tra litaliano medio e la macchina. Per i giovani, in particolare, possederla non pi una priorit. Come regalo per i 18 anni vogliono un computer, lIPad, un cellulare, un viaggio. Non unauto. Tra il 2005 e il 2010, in effetti, tra gli acquirenti under 29 (sempre pi precari e disoccupati, come ha certicato lIstat pochi giorni fa) che si registra il calo maggiore: in media meno 28,4 per cento, con punte del 50 per cento in Sardegna e Calabria. Gli over 65, al contrario, nello stesso periodo hanno comprato pi macchine di prima. Dunque, nellanno di grazia 2012, lauto un prodotto che ha sempre meno appeal. Gli esperti di marketing lo ripetono: anche se leconomia dovesse riprendersi, le quattro ruote non sono pi un prodotto di tendenza, non sono pi uno status symbol. Fino agli anni 80 e 90 lautomobile era al centro della cultura giovanile, segnava il passaggio dalladolescenza allet adulta, era pi di ogni altro oggetto il simbolo nellindipendenza. Per la mia generazione, quella dei cinquantenni, a volte serviva persino da alcova, sorride Nordio, ed era, soprattutto, il mezzo pi economico e comodo per viaggiare: i treni erano troppo lenti, gli aerei troppo cari. Oggi c lAlta velocit, e volare da Milano a Barcellona costa quanto un taxi. Inoltre, la percezione dellauto sempre pi negativa: ingombrante, inquinante, troppo cara. Secondo uno studio dellUniversit del Michigan, anche grazie ai rapporti virtuali garantiti dai nuovi social network, i giovani che vivono nei pa-

30-45 46-55 56-65 oltre 65

Jacques Bousquet e in alto MassiMo nordio

esi pi sviluppati si spostano molto meno, preferendo comunicare tra loro via Internet. Per molti prendere la patente un optional: negli Stati Uniti i permessi di guida rilasciati ai 17enni sono scesi, in ventanni, passando dal 69 ad appena il 50 per cento; cali simili sono stati registrati anche in Germania, Corea del Sud, Giappone, Gran Bretagna, Norvegia e Svezia. LItalia non fa eccezione. Anzi. Il nostro mercato fa peggio degli altri, e sta diventano sempre pi ristretto e ininuente. Non un caso che Sergio Marchionne e la Fiat puntino tutto sullAmerica, mentre le altre grandi case stanno cominciando a disinvestire. I numeri parlano da soli: lanno scorso la Volkswagen ha venduto in Italia appena 140 mila macchine, in Cina ne ha piazzate 1,9 milioni. Secondo il presidente dellUnrae Jacques Bousquet, che un mese fa ha presentato uno studio dellassociazione delle case estere, nel 2012 si venderanno 1,4 milioni di auto contro i 2,5 del 2007. Torneremo ai livelli della grande crisi del 1982. Un dramma, per unindustria che, tra produzione, rete di vendita e indotto, contribuisce a formare, secondo lUnrae, l11,4 per cento del Pil italiano, regala un gettito scale per lo Stato da 16,6 miliardi lanno e d lavoro a 1,2 milioni di persone. Perch in casa nostra le cose vanno peggio rispetto al resto del mondo occidentale? Sulla penisola, spiegano i costruttori stranieri, insiste da mesi una tempesta perfetta. Alla crisi economica mondiale bisogna aggiungere fattori nazionali che scoraggiano pi che altrove lacquisto di veicoli. Come i prezzi dei carburanti tra i pi alti del mondo. Negli ultimi cinque mesi - al netto degli sconti lanciati dallEni nelle ultime settimane - il governo ha aumentato le accise sulla benzina cinque volte in cinque mesi. Gli italiani hanno risposto lasciando lauto parcheggiata, preferendogli i mezzi pubblici e rinviando ipotetici acquisti. In secondo luogo, in alcune regioni lRc auto ha ormai costi proibitivi, che nessun decreto o lenzuolata riuscito a calmierare. A Napoli una piccola 1.200 a benzina da 7-8 mila euro guidata da un 18enne costa alla sua famiglia, in media, 3.300 euro lanno. Quasi la met del valore del veicolo. Un paradosso che ammazza il mercato e causa illegalit diffusa: sotto il Vesuvio sono circa 800 mila le macchine senza copertura assicurativa.
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Economia
Alla tempesta (che secondo Federauto metter a rischio nei prossimi mesi gli stipendi di 200 mila persone tra operai, colletti bianchi, meccanici ed elettrauto, salonisti e piccoli industriali dellindotto) pertecipa anche lo Stato con tasse e balzelli di ogni tipo. Limpatto dellimposta provinciale di trascrizione pesa sia sul nuovo sia sullusato, ed stata devastante: a settembre quasi tutte le province lhanno aumentata del 20 o del 30 per cento. Per lUnrae, per, la mazzata nale lha data il superbollo, fortemente voluto da Mario Monti per drenare soldi ai possessori di auto di lusso, in modo da aumentare il gettito verso le casse dello Stato (168 i milioni ipotizzati). La mossa, per, per ora non sembra aver funzionato. Le vendite di supercar sono crollate del 40 per cento e le previsioni di introito si sono drasticamente abbassate. Nel primo semestre la Ferrari ha immatricolato il 56 per cento di macchine in meno rispetto al 2011, la Maserati crollata del 76, la Porsche ha retto con un meno 5 per cento. Lamborghini a giugno ha piazzato da Aosta a Caltanissetta quattro macchine. Non solo. I ricchi stanno liberando i loro garage di modelli troppo cari, come Bmw X5, Porsche Cayenne, Audi Q7 e fuoriserie, vendendoli sottoprezzo in Germania, Austria, Francia, persino Spagna. una rivo-

tassE, supErbollo, CarobEnzina E assiCurazionE hanno paralizzato il sEttorE. i margini sono al minimo
luzione: se da sempre le macchine di qualit ingrassavano le casse dello Stato - con Iva, bolli e passaggi di propriet - e quelle dellintera rete nazionale, spostandosi prima dal Nord al Centro e poi al Sud (il loro ciclo terminava nellEuropa dellEst o nel Nord Africa), ora Suv e berline viaggiano solo verso il Nord Europa. Il fenomeno dovuto a due fattori. Innanzitutto, come hanno segnalato gli esperti de lavoce.info, il superbollo del tutto svincolato dal valore reale dellautomobile. Un amante delle belle macchine e della velocit con una situazione economica media o medio bassa, spiega leconomista Paolo Naticchioni delluniversit di Cassino, avrebbe potuto acquistare nei mesi scorsi una Mercedes SL 500 usata del 2002, a una cifra di poco superiore ai 2 mila euro, il prezzo di una Grande Punto nuova. Con la nuova normativa pagherebbe, per, 2 mila euro di tasse lanno in pi. Esattamente quanto il riccone che s comprato la SL 500 a prezzo pieno (117 mila euro). Non lunico limite

CONCESSIONARIA MERCEDES BENZ DI ROMA

della tassa. Monti ha di fatto criminalizzato - questa laccusa dei produttori - ogni proprietario benestante, che deve denunciare al fisco lautomobile (sopra i 185 chilowatt di potenza) e inserirla nella dichiarazione dei redditi. E in Italia nessuno vuole avere la Finanza in casa, chiosa il capo di una importante casa tedesca, nemmeno la gente onesta, che preferisce comprarsi una macchina meno potente, appena sotto la soglia-limite. Mentre i banditi, quelli veri, hanno gi capito come aggirare la norma. Si sa, fatta la legge trovato linganno: da qualche mese fanno affari doro alcune societ straniere che acquistano la

Ritorno al 1979
Andamento storico dellimmatricolato (fonte: UNRAE) 1 incentivazione 1997 Svalutazione Prelievo forzoso sui c/c Crisi del terziario
2.402.363 2.374.703 2.331.898 2.303.404 2.302.872 2.370.315 2.254.600

Crisi economica 1982

2 incentivazione 2002

3 incentivazione 2007

78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12
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supercar, la ri-immatricolano allestero (possibilmente in Germania) e la riconsegnano con un contratto di leasing al vecchio proprietario. Che torna a scorrazzare in Italia con targa estera, senza il peso del superbollo e libero pure da multe e autovelox. Gli analisti pi attenti lo ripetevano da tempo: il periodo doro delle incentivazioni sarebbe nito male. Per anni il mercato italiano stato dopato dalle politiche dincentivazione partite nella seconda met degli anni 90. I bonus per la rottamazione e le leggi che costringevano a passare a veicoli pi ecologici (norme inizialmente imposte dai governi, poi capiti i vantaggi - proposte a Bruxelles direttamente dalle lobby dei costruttori) hanno fatto schizzare le vendite nel Belpaese da 1,8 milioni a 2,4 milioni di macchine vendute in media lanno. Troppe. Il sistema si rapidamente settato sui nuovi numeri-monstre: linee produttive, rete distributiva, concessionari. Quando gli aiuti di Stato languivano, i marchi hanno continuato a drogare il mercato con mega sconti interni. I margini di guadagno sulla singola macchina sono crollati. Un concessionario su una piccola vettura guadagna appena il 3-5 per cento, poche centinaia di euro. Stessa cifra per il produttore. Finch il bilancio era in attivo, grazie allenorme quantit di veicoli smerciati, nessuno si lamentato. Oggi che lauto non la vuole pi nessuno il sistema s inceppato. I piccoli concessionari sono alla canna del gas, tanto che unindagine di un osservatorio di settore (il Centro Studi di Quintegia) che ha intervistato 1.300 dealer segnala come tre venditori su quattro sono insoddisfatti o vorrebbero cambiare mestiere. Anche i marchi pi grossi non se la passano bene: un colosso come Mercedes Benz Italia ha messo qualche mese fa in mobilit 188 dipendenti del Lazio. Diversicare le fonti di fatturato fondamentale, chiosa Nordio: Quelli che hanno puntato anche su ofcina e ricambi affrontano meglio la crisi: l i guadagni sono maggiori. Anche in prospettiva: se tutti si tengono la vecchia auto, saranno costretti ad andare pi spesso a ripararla. n
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Economia gruppo sorgente

Valter Mainetti si lancia in un nuovo business: compra lAdriano e le sale ex Cecchi Gori. E mette nel mirino Medusa

CinEma

Chiamatemi mister

Di paola pilati
anno gi un paio di passioni in comune: quella per il doppiopetto e quella per limmobiliare. Ora se ne potrebbe aggiungere unaltra: quella per il cinema. Valter Mainetti e Silvio Berlusconi sono per il resto assai diversi. Allesuberanza dellex capo del governo, il patron del gruppo Sorgente contrappone uno stile pi sommesso, in cui la mondanit ha rigorosamente il carattere di evento artistico, essendo lui un collezionista di colonne romane (ne ha cinquantasei in giardino) e di tele importanti, dal Guercino a Guido Reni. Eppure i due sono entrati sulla stessa lunghezza donda da quando Berlusconi ha deciso di mettere in vendita gran parte delle sue propriet immobiliari, da villa Certosa alla villa caraibica di Antigua. E Mainetti, promotore di una serie di fondi immobiliari pieni zeppi di dimore importanti, potrebbe essere linterlocutore ideale. Ma c anche un altro lone di business che apre spazi a prossime intese. Quello delle sale cinematograche: dopo castelli in Francia, residenze a Londra, lacquisizione di palazzi trofeo come il Chrysler (poi rivenduto) e il Flatiron a New York, o della Galleria Alberto Sordi a Roma (comprata dai costruttori Toti), Mainetti mette nel mirino questo altro tipo di immobili, dove la fa da padrone proprio una societ di Mediaset, Medusa, produttore e distributore di lm, nonch proprietario di sale insieme alla 21 Investimenti dei Benetton con un veicolo societario chiamato The Space, 36 sale e oltre 20 milioni di biglietti staccati allanno. E Medusa ha in atto un sostanzioso piano di tagli e di ridimensionamento del suo perimetro sotto la guida dellamministra124 | gIAMPAoLo LettA. A sInIstRA: MAssIMo FeRReRo. PAgInA A FIAnCo: vALteR MAInettI

tore delegato Giampaolo Letta. E ha fatto sapere di essere in vendita. Non lunica. A varcare per primo la sontuosa lobby marmorea del palazzo primi novecento in via del Tritone dov il quartier generale del gruppo Sorgente, stato un altro personaggio del mondo del cinema. Un po meno blasonato ma non meno noto: Massimo Ferrero, detto Viperetta perch non proprio un ore di campo, nato comparsa e nito cinematografaro, che con la sua Mediaport Cinema ha rilevato nel 2009 le undici sale dei Cecchi Gori in rotta. Senonch oggi a trovarsi in acque non proprio tranquille lui, Viperetta, per via di unambizione imprenditoriale che lo ha fatto allargare no allacquisto di due linee aeree, Livingston e Lauda Air. Di tante sale, Ferrero ne ha uno particolarmente preziosa agli occhi di un immobiliarista da offrire: il cinema Adriano, multisala storica del centro di Roma, un

fatturato di biglietti di 8-10 milioni lanno, ma soprattutto mura ben piazzate e cubatura importante. su questo che nata lintesa. Sorgente pagher al gruppo di Ferrero una quarantina di milioni per lAdriano e lo conferir in un fondo nuovo di zecca dedicato alle sale cinematograche. Ferrero entrer nel fondo come investitore, apportando le altre sale di sua propriet, quelle a Roma e quelle che possiede in altre citt italiane, da Padova a Bologna. Ma lambizione che si propone il fondo quella di arrivare a 200 sale. Un numero che ne farebbe il primo proprietario in Italia. Loperazione ha come ostacolo immediato la banca Unicredit, che come creditore dei progetti di Ferrero deve dare il suo benestare. Ma ha anche non pochi rischi. Poich lobiettivo di un fondo di investimento immobiliare quello di rendere, che rendimento possono garantire agli investitori delle sale cinematogra-

che? Il modo pi diretto e ovvio quello di pagare un aftto. I fondi (una trentina) attualmente attivi nel gruppo Sorgente, hanno un rendimento medio dell8,5 per cento: pu rendere altrettanto un cinema? Probabilmente no, visto che dopo il boom del 2010, con una crescita del 10 per cento a 120 milioni di spettatori e incassi a 800 milioni di euro a livello nazionale, gli ultimi dati sullafusso del pubblico sono deludenti. Nei primi cinque mesi del 2012 gli spettatori sono stati 43 milioni e 300 mila, cio sono mancate allappello con il cinema sei milioni e 300 mila persone (il 18 per cento in meno dellanno scorso), con un crollo del fatturato del 17 per cento. A soffrire sono state le monosala - e non una novit - e i multiplex da otto schermi in su, e questa invece una novit. Chi sta a met (5-7 schermi) soffre di meno. Lo shopping di sale di tradizione, ben piazzate nei centri cittadini diven-

ta quindi strategico. Ma non basta: occorre anche entrare nel territorio della gestione cinematograca. Un territorio molto specico, di cui Mainetti non ha esperienza, Viperetta s, anche se con risultati non del tutto incoraggianti. Ma anche su questo aspetto, i progetti sono gi in maturazione. Loperazione cinema prevede infatti un montaggio societario diverso da quello tipico di un fondo immobiliare, e pi simile a quello che gestisce un albergo. Si tratta infatti di creare un fondo di private equity con investitori dedicati e quindi pi disposti al rischio rispetto a quelli che privilegiano limmobiliare e che sono banche o enti previdenziali. Questo fondo si occuperebbe di ottenere un rendimento dal business della sala che ricavare almeno il 5-6 per cento. Il numero di sale possedute, a questo punto, diventa strategico. Perch con 200 sale crescerebbe moltissimo il potere

contrattuale del gestore nei confonti dei distributori, che oggi sono il vero soggetto forte della liera cinematograca. E lo sono ancora di pi se uniscono a quel ruolo anche quello di produttore. Al distributore produttore, infatti, va circa il 50 per cento del prezzo del biglietto pagato dallo spettatore. Met del fatturato di chi gestisce una sala viene quindi trasferito a chi procura le pellicole e decide quante darne e a chi darle. Chi ha i prodotti migliori e pi di successo, e chi no. Insomma, proprio quello che ha fatto Medusa nei tempi doro, avvalendosi della propria forza rispetto alla frammentazione delle sale. Ma se nascesse un soggetto proprietario di sale di stazza nazionale il quadro sarebbe diverso, e il suo potere contrattuale gli consentirebbe di dialogare ad armi pari con i produttori e spuntare condizioni economiche pi vantaggiose. Poi, magari, fare lui stesso il salto nella produzione. In cottura, insomma, il duo MainettiFerrero - che non si potrebbero descrivere pi diversi - ha molte cose. Sulla loro strada c inevitabilmente Medusa, e c la fascinazione del cinema su cui non poche fortune sono state bruciate. Vedremo se il signore dei fondi lo diventer anche degli schermi. n
19 luglio 2012 |

| 19 luglio 2012

Foto: P Cerroni - Imagoeconomica, J. Lutz - Redux / . Contrasto, M. L. Antonelli - Agf

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Economia credito / i prestiti sociali

ADDIO BANCA, C IL WEB

Scegli il tasso
Progetti nanziati da Prestiamoci.it (dati in %) Standard Progetti di richiedenti che non hanno un indebitamento rilevante e che vantano unottima storia creditizia almeno negli ultimi 2 anni

Per chi stritolato dal credit crunch, o cerca rendimenti meno risicati, arriva il nanziamento diretto tra privati. Ecco come funziona . di stefano vergine

on ci si pu comprare una casa, ma per andare dal dentista, acquistare una macchina o ristrutturare il bagno, il social lending si sta rivelando particolarmente utile in tempi di credit crunch. Il principio semplice: invece di andare in banca, si pu chiedere un prestito a un cittadino privato. Il tutto fatto su Internet attraverso societ autorizzate dalla Banca dItalia. Risultato? Sar perch ottenere un nanziamento allo sportello sempre pi difcile, fatto sta che le aziende di prestiti sociali stanno registrando un successo crescente. A maggio abbiamo fatto il record assoluto con 1,2 milioni di euro richiesti, esordisce Mariano Carozzi, che ha fondato e amministra Prestiamoci, una delle due societ italiane del settore, e che da inizio 2010 ha erogato oltre un milione di euro di prestiti. Anche qui la selezione stringente: Accettiamo una richiesta su dieci. Insomma chiedere un nanziamento non equivale a ottenerlo. Tuttavia, rispetto alle banche, queste imprese offrono qualche possibilit in pi allesercito di precari e piccoli imprenditori che allo sportello ormai non si avvicinano neppure. Il settore sta vivendo una fase esplosiva un po dappertutto. Lamericana Lending Club, protagonista assoluta del comparto, dal 2007 ad oggi ha erogato prestiti per oltre 700 milioni di dollari. Imprese del genere sono orite in tutto il mondo, dalla Germania alla Cina. Da noi, oltre a Prestiamoci, c Smartika, erede della Zopa Italia cancellata dal registro delle societ nanziarie tre anni fa da Bankitalia per irregolarit procedurali.
126 |

Terzo Mercato Progetti di richiedenti identicati col Credit Bureau come rischio medio-basso, ovvero persone gi molto Nuovo Mercato indebitate ma in grado di sostenere la rata Progetti di richiedenti con requisiti simili a quello del nuovo nanziamento del Mercato Standard ma che si differenziano per natura del prestito Importo richiesto durata del nanziamento

7,5

12,5 10

A ciascuno il suo rating


Quattro proli per i rating di Smartika
il momento del social lending, i siti internet per i finanziamenti tra privati

A+
Molto lunga impeccabile e consolidata basso molto bassa dipendente, pensionato o libero professionista

A
Lunga e senza alcun intoppo non rilevante bassa dipendente, pensionato, libero professionista o imprenditore

Storia creditizia (carte credito, prestiti, mutui, etc) Livello di indebitamento Residenza (in zone con rischiosit) Situazione lavorativa (stabile)

Risolto il problema, a marzo lazienda tornata sul mercato e in tre mesi ha erogato prestiti per 700 mila euro. Proprio come per Prestiamoci, i soldi dei prestatori niscono sui conti correnti di una banca depositaria, cos il prestatore resta titolare del denaro. Ma come funziona concretamente il social lending? Ed davvero cos vantaggioso rispetto alle banche? Va detto innanzitutto che il servizio rivolto solo alle persone siche e a chi ha una partita Iva (le societ sono escluse). Gli importi sono limitati: con Smartika non si possono ottenere pi di 15 mila euro, con Prestiamoci lasticella si alza a 25 mila. Una volta inseriti i dati personali e reddituali nel sito Internet della societ, richiedente e prestatore specicano limporto e la durata del prestito. A questo punto lazienda classica il richiedente in base alla classe di merito creditizio, insomma, gli attribuisce un rating. Ogni sito ha il suo metodo specico, ma c un denominatore comune: i dati dichiarati vengono confrontati con quelli forniti da

imprese specializzate nelle valutazioni creditizie. Come dire: chi mente viene scoperto. Fatti i controlli, la societ emette il suo verdetto e, se positivo, incrocia le offerte con le richieste. Per classicare i richiedenti Smartika ha ideato quattro classi di merito, mentre Prestiamoci ne ha delineate tre direttamente collegate ai tassi di interesse (vedi tabelle in pagina). In entrambi i casi sono inclusi anche i lavoratori atipici, cio persone assunte con contratto a progetto o a tempo determinato. Gente che in banca farebbe fatica persino ad ottenere un prestito per comprare un motorino. Due anni fa, quando chiese il nanziamento, Aurelia non aveva stipendio n posto di lavoro. La mia attivit come presidente di una cooperativa era terminata e dovevo ripartire da zero. Per me stato magico trovare Prestiamoci: mi hanno concesso un prestito da 1.900 euro a un tasso dinteresse del 7,5 per cento. Con quei soldi Aurelia ha creato la Revel Bags, una linea di borse. Ma chi ha avuto il coraggio di concedere un

Positiva Buona ma con presenza ma con presenza di prestiti aperti di prestiti aperti da 12 mesi o pi da 6 mesi o pi sostenibile sostenibile moderata dipendente, pensionato, lavoratore autonomo, libero professionista o imprenditore media dipendente, pensionato, imprenditore o libero professionista (o con contratto a tempo determinato o atipica) Nessun immobile di propriet (abita in aftto o presso genitori/terzi)

Situazione abitativa (immobili propriet o in aftto)

1 o pi immobili di propriet

1 immobile di propriet

Pu avere 1 immobile di propriet o essere in aftto

prestito a una 29enne senza lavoro? Ha giocato a mio favore la casa di propriet e il fatto di aver sostenuto in passato un mutuo piuttosto alto senza mai registrare intoppi, spiega limprenditrice. Di casi simili ce ne sono parecchi. Enrica, 39enne romana, nonostante il contratto a progetto ha ottenuto un prestito da 2.500 euro

per ristrutturare casa: Per le nanziarie a cui mi sono rivolta, le mie garanzie erano insufcienti. Invece a Smartika bastato sapere che sono cointestataria della casa in cui vivo e ho sempre pagato le bollette. A 24 ore dallinvio della richiesta avevo gi ricevuto lok. Oltre ai tempi di risposta, un vantaggio

rispetto alle banche rappresentato dai tassi di interesse. Chi chiede un prestito tramite Smartika, assicura il direttore marketing, Carlo Vitali, lo ottiene a un tasso medio lordo dell8,6 per cento, molto meno rispetto all12,4 per cento applicato oggi dagli istituti di credito. Nel caso di Prestiamoci, invece, il tasso lordo pu arrivare no al 12,5 per cento, ma Carozzi lo spiega cos: A confronto con Smartika, direi che loro sono pi convenienti per i richiedenti, mentre noi lo siamo per i prestatori. Vero. Il taeg medio (cio il costo complessivo del nanziamento) applicato da Smartika dell8,65 per cento, contro il 9,24 per cento di Prestiamoci. Di contro, il tasso richiesto da Prestiamoci al nanziatore lo 0,8 per cento su ogni rata mensile, contro l1 per cento preso da Smartika per lintera somma. Per entrambi i siti il margine medio di guadagno tra il 2,5 e il 3 per cento. Unaltra differenza rispetto a loro, aggiunge il fondatore di Prestiamoci, che noi partecipiamo direttamente al finanziamento: mettiamo dall1 al 10 per cento della somma. un rischio che ci assumiamo, ma cerchiamo cos dinfondere ducia nel prestatore. Di certo il social lending sta diventando unopzione interessante anche per chi ha soldi da investire. Piuttosto che comprare bund tedeschi che offrono rendimenti quasi nulli o puntare tutto sui Bot italiani, molti scelgono di finanziare progetti concreti. Andrea, 42enne marchigiano, un ex bancario ora pap a tempo pieno. Ad aprile ha investito 10mila euro con Prestiamoci: Oltre a diversicare, spiega, ho evitato di mettere soldi in un fondo che magari nanzia societ produttrici di armi, dando invece credito a qualche giovane che doveva comprarsi la macchina e a un imprenditore che voleva creare la sua start up. Per molte persone che decidono di darsi del social lending, questo un punto fondamentale. La cifra messa sul piatto (25 mila euro al massimo con Prestiamoci, 50 mila con Smartika) viene ripartita in tanti piccoli prestiti, cos da diminuire il rischio di mancato rimborso, e il nanziatore sa a chi sono niti i suoi soldi. Certo, aggiunge Andrea, la possibilit di non essere ripagati esiste, ma visto quanto sta avvenendo ultimamente con i titoli di Stato non so cosa pi rischioso. n
19 luglio 2012 |

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Foto: J. Smith - Corbis

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n. 29 - 19 luglio 2012

Societ
Idee
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stIlI dI vIta

personaggI

Mode

talentI

teMpo lIbero

Design

maDe in italy

Sogni dacciaio

la fabbrica delle coppe del mondo


bastano otto dipendenti per diventare campioni del mondo. a paderno dugnano, nellhinterland milanese, c una piccola azienda che produce i pi importanti trofei sportivi. Coppa del Mondo, Champions league e Coppa Uefa sono solo alcuni di quelli realizzati dalla gde bertoni, 1,7 milioni di euro fatturati nel 2011, due impiegate allamministrazione, sei operai in ofcina, qualche artigiano esterno e valentina losa, 31 anni e tre gli piccoli, titolare di questa perla del made in Italy. la coppa Henri-delaunay, quella vinta il primo luglio a Kiev dalla spagna? stavolta la Uefa non ce lha ordinata, ma dato che negli anni passati ne avevamo fornite parecchie, pu essere che ne abbiano usata una di scorta, racconta limprenditrice. daltronde, nonostante le dimensioni, limpresa fornitrice ufciale delle maggiori federazioni sportive: dalla Fifa al Comitato Internazionale olimpico, per cui gli operai dellazienda milanese hanno appena prodotto i circa 10 mila distintivi numerati che verranno indossati ai giochi di londra. per comprendere il successo di questa minuscola fabbrica, nata come bottega artigianale agli inizi del 900, bisogna tornare indietro di mezzo secolo. nel 1960 lazienda si aggiudica la fornitura della medaglia commemorativa delle olimpiadi di roma. nel 1971 il salto denitivo: la Fifa indice una gara per realizzare la World Cup, e la bertoni vince con il progetto del suo direttore artistico, lo scultore silvio gazzaniga. nel 1995 arrivata la ristrutturazione. da allora ci siamo concentrati solo su prodotti di alta e altissima qualit, spiega valentina losa, divenuta titolare della societ da un anno e mezzo, quando il pap giorgio morto. avendo un prodotto particolare, basato sul lavoro artigianale e difcilmente replicabile, stiamo riuscendo ad ammortizzare la crisi. Stefano Vergine

C un luogo dove si materializzano i sogni. Tra le mura dellazienda Marzorati Ronchetti prendono vita da novantanni le visioni dei maggiori artisti, designer e architetti. Nata nel 1922 e rafforzata da generazioni di esperienza, lazienda italiana si fatta strada per le sue straordinarie capacit nella lavorazione del metallo e nellarredamento. Il volume Steel Tales. Marzorati Ronchetti 90 anni per il design di Matteo Vercelloni (Electa, 45 euro, 304 pp.) rende unidea della sua trasversalit. Sa spaziare dalle opere XX-Large - cos catalogate nel volume - come il Design Museum di Holon, per MarnI store, londra. In basso: asIa argento Con labIto pIUMa cui lazienda ha realizzato le della nUova CollezIone sposa alberta FerrettI Forever 2013 cinque fasce di Corten che formano il nastro continuo che lega le due ga i due piani del quartier generale Tods, gallerie, no ai lavori Small, come la coppa vicino ad Ascoli Piceno. E il magnifico che la Ferrari ha donato al suo campione lampadario-scultura Stand By in acciaio Michael Schumacher per il suo ritiro dalle e seta che omaggia il mondo sottomarino al scene. Passando per le taglie Medium: gli Museo Oceanograco di Valencia, rmato interni in ferro laccato di 10 Corso Como a Santiago Calatrava. Milano, la grande scala ondulata che colleMicol Passariello

aSia da Scoprire
Cos non lavevamo mai vista. Solo Alberta Ferretti poteva riuscire a trasformare la bad girl Asia Argento in una lady bon ton. Vestita di bianco tra chiffon, tulle di seta, mousseline e pizzo, Asia interpreta la terza collezione di abiti da sposa Alberta Ferretti Forever: 12 abiti dove il bianco fa certo da padrone, domando lallure punk-rock di questa modella deccezione, ritratta dallobiettivo di Pierpaolo Ferrari. Ogni abito rappresenta una sfumatura di bianco e un carattere di donna, dal mistero di Ghiaccio alla sensualit romantica di Gardenia, dalla spiritualit di Aria alla solidit di Avorio o alleleganza di Magnolia. M.P .

Foto: p Ferrari .

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Societ Personaggi

love story d i moda


Lui il presidente, lei il direttore creativo di Gucci. E sono anche una coppia nella vita. Per un intreccio di sentimenti e lavoro da gestire con molto sense of humour
Di Valeria palermi
ono la power couple della moda italiana. Patrizio di Marco e Frida Giannini, presidente e amministratore delegato di Gucci lui, direttore creativo dello stesso brand lei. Due individui alfa, insomma. Che si sono ritrovati a lavorare gomito a gomito. Poteva essere una guerra, invece nata una cosa bella. Complicata, per: perch non facile essere coppia nella vita e nel lavoro quando si sempre sotto i riettori. Anche per questo Giannini e di Marco hanno sempre difeso la loro privacy: solo un annuncio un anno fa circa, al Financial Times, per mettere le cose in chiaro con semplicit. Poi basta. Per sapere come vive una coppia dove sentimenti e professione si intrecciano, sullo sfondo di 3 miliardi e passa di euro di fatturato e 8 mila dipendenti, incuriosisce. Quindi siamo andati a chiedergli di raccontarcelo. E loro, per l Espresso, hanno deciso di fare uneccezione.
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Patrizio di Marco
Patrizio di Marco presidente e amministratore delegato di Gucci dal 2009. Emiliano, 52 anni, era gi nel gruppo come presidente e Ceo di Bottega Veneta. Ha lavorato per alcuni dei pi importanti marchi mondiali del lusso in Asia, America ed Europa: in particolare ha trascorso cinque anni in Giappone come CFO e direttore marketing & merchandising di Prada, e parla uentemente il giapponese. Lingua che aveva cominciato a studiare per sopravvivenza da ragazzo: In realt ero innamorato dellAmerica, spiega, e a 17 anni dovevo andarci con una borsa di studio. Ma mi ammalo e il viaggio salta. Dramma. I miei per consolarmi mi mandano in Canada, dove ho un pezzo di famiglia, da l vado anche a New York, vinco unaltra borsa di studio e vado in Giappone. Linglese io lo parlavo poco, i giapponesi anche meno, per un anno mi sono impegnato al massimo per imparare il giapponese. Torna in Italia per luniversit. Sognavo lAccademia di Brera e avrei voluto disegnare fumetti, ma non ce nerano le possibilit economiche. A Modena, allora, o facevi Giurisprudenza o Medicina o Economia. Vada per questa. Cerco di farmela piacere e ci riesco, tanto che unazienda mi offre una posizione di responsabilit in Giappone. Una paura da morire, per sono partito. Ero lunico staniero in azienda. Tutti i giorni, appena sentivo una parola la trascrivevo. Avevo le tasche piene di librettini e imparavo. L ho imparato anche che devi saperti adattare sempre, e che bisogna rispettare le altre culture. Di se stesso dice: Ho un fratello maggiore che sempre stato pi saggio di me. Se lui mi dice, Hai fatto passi avanti come uomo, allora ci credo.

Frida Giannini
Frida Giannini Direttore Creativo di Gucci. Romana, del 1972, ha studiato allAccademia del Costume e della Moda, stata responsabile della pelletteria di Fendi. In Gucci entra nel 2002, prima come direttore stilistico della borsetteria, poi dellabbigliamento donna. Nel 2006 diventa lunico Direttore Creativo. anche portavoce della responsabilit sociale di Gucci, come figura chiave della collaborazione del brand con lUNICEF e come membro della Foundation for Womens Dignity and Rights del gruppo PPR. Gucci attualmente uno dei pi grandi donatori istituzionali della campagna UNICEF Schools for Africa. Grazie per esempio a edizioni speciali di nostri prodotti, come la borsa Sukey, siamo arrivati a raccogliere 13 milioni e mezzo di dollari da dedicare a progetti educativi. Sono andata in Malawi e ci torner, volevo un progetto che avesse un senso, cos abbiamo scelto un programma di educazione nelle scuole. importante creare consapevolezza su questi temi. Di se stessa dice: Preferirei lavorare dietro le quinte, lesposizione un po mi pesa. Ma ogni esperienza palestra di vita. Nel 2008, prima di un evento UNICEF con Madonna, sono stata malissimo: non dormivo, provavo i discorsi allo specchio, unagitazione tremenda. Oggi diverso: allultimo Festival di Cannes ero a tavola con DeNiro e non mi mancavano certo gli argomenti. Ho capito che anche i divi sono persone normali, che vogliono parlare della loro vita, del mondo degli affetti, di quello che succede. Ho cambiato testa.

Frida Giannini e di Marco al Festival di Venezia 2011

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19 luglio 2012 |

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Societ
foglio Gucci) mi sono seduto e ho detto, La vita cos, a un certo punto incontri la persona che ti interessa davvero. Pu succedere in un bar davanti a un caff, ma pu succedere che la incontri in azienda, e laltro il partner con cui devi lavorare. Cosa vuoi che ti dica? Sono in questo gruppo da una vita, non voglio creare problemi, se necessario sono pronto a dimettermi.

Cominciamo dallinizio? PdM Noi ci siamo conosciuti il 10 ottobre

Reazione? PdM Vuol dire che lavorerete di

2008. Quel giorno ci siamo studiati, dovevamo capire quanto fossimo afatati professionalmente: in Gucci direttore creativo e amministratore delegato lavorano in tandem. Io succedevo a un paio di altri amministratori delegati, lei era gi da dieci anni in azienda e non era felicissima di un altro cambio. Ci siamo annusati per otto ore. Frida aveva studiato tutto per mettermi in difcolt: lei dietro una scrivania enorme mentre io vengo fatto accomodare su una sediolina, cos dopo due minuti mi ritrovo tipo Fantozzi... cominciata cos. FG Sullo stile mi disse subito, adesso vola. Per per me uno nuovo era un dramma. Chi era questo di Marco? La fotina su Internet di Patrizio non mi aveva convinto... Poi lho visto. La sua solarit... c stata subito condenza. Parlavamo la stessa lingua. In pi emiliano come mio nonno, mi piaciuto anche laccento.
Lora X per arriva pi tardi. FG Durante un viaggio in Cina a

pi.
FG Franois ha commentato diver-

qUI SOttO: FRIdA GIANNINI IN MALAWI A SEGUIRE LA COLLAbORAzIONE dEL bRANd CON LUNICEF. A SINIStRA: SFILAtA dELLA COLLEzIONE dONNA AUtUNNO INVERNO 2012-13; IL MUSEO GUCCI, A FIRENzE

tito, Vi siete proprio fregati! Sa che siamo ossessionati dal lavoro. Limportante che siate sereni, disse, nessun problema, e se un domani nascessero ci penseremo.
Frida, ma com il di Marco, come lo chiama lei? FG Molto carino. Mettere sul piatto

Panico? PdM Panico, preoccupazione, ma alla

ne ti dici: In fondo che cosa mi pu succedere? Di non fare pi questo lavoro in questa azienda. Ce ne sono comunque altre. Cos, sono andato da Franois Henry Pinault (CEO di PPR, che ha in porta132 |

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Foto: Foto pagine 128-129: S- dAlessandro - Getty Images

giugno 2009. Avevamo passato tempo insieme, cerano stati momenti di divertimento.... cera qualcosa nellaria. Ma visti i ruoli che abbiamo ci sono venute tutte le paure del caso. Appena ci stato chiaro che non era un irt ci siamo chiesti come comunicarlo al management: non volevamo apparire come quelli che si fanno beccare con le mani nel vasetto della marmellata. PdM Io sono un uomo attratto prima di tutto dalla testa di una donna. E facendo un lavoro in cui ho forse tre minuti e mezzo al giorno di vita extralavorativa, se nellambito professionale incontro una persona interessante inevitabilmente... insomma, a giugno scocca lora magica. Poi facciamo le vacanze insieme. Ci rendiamo conto che ci sono in ballo sentimenti seri, e che pu essere un casino.

le eventuali dimissioni mi sempre sembrato di grande cavalleria. stato un gesto importante per me, ha dato profondit alla nostra storia. Patrizio un uomo molto attento. E io sono attenta nei suoi confronti. PdM In pi facciamo attenzione a non confondere le situazioni. fondamentale far capire a tutti che la nostra storia non ha conseguenze sul lavoro, e tener fuori i fatti nostri. Almeno no a quando non capita una giornalista che invece vuole sapere proprio di quelli. FG Io mi imbarazzo se lui mi prende la mano in occasioni pubbliche. PdM Sarebbe da analizzare. Abbiamo fatto outing, abbiamo avuto la benedizione dellazienda, risultato? Prima mi diceva: Perch non mi prendi la mano in pubblico, ora: Perch me la prendi?.
E se nisse? PdM Se c uno che deve cambiare lavoro,

lei. Io ho 50 anni, il gesto di offrire le dimissioni lho gi fatto, in pi sono arrivato

in Gucci tagliandomi alle spalle tutti i ponti, quindi... Scherzo. Se nisse, siamo persone responsabili, consapevoli di lavorare in posizioni di responsabilit e privilegio. Abbiamo sotto di noi migliaia di persone che lavorano per lazienda, non si pu permettere che casini personali inuenzino la vita di migliaia di famiglie. Ci comporteremmo in modo da non coinvolgere nessuno. Certo, avrebbe contraccolpi a livello

individuale, ma faremmo come oggi: se alle dieci di sera abbiamo una discussione e ci piantiamo il muso, il giorno dopo non siamo isterici con i collaboratori. FG Il rapporto professionale continuerebbe senza problemi. Certo, bisognerebbe trovarcisi. PdM Speriamo di no. FG E poi non lavoriamo insieme tutti i giorni, viviamo tra Firenze, Roma e

Milano.
Quindi quand che avete una specie di routine? FG Nei weekend. PdM Non tutti. FG Lavorare insieme un vantaggio da

questo punto di vista, almeno condividiamo i viaggi di lavoro.


In quel minuto e mezzo che avete libero, cosa vi piace condividere?

Formula Gucci
Un mix di glamour, artigianalit e responsabilit sociale. Questa, per Patrizio di Marco, la formula unica del brand fiorentino. Nella responsabilit sociale questazienda stata una pioniera: nel 2004 ha volontariamente cominciato la certificazione della filiera produttiva, ora completata comprendendo tutte le categorie di prodotto fino al secondo livello di fornitura. Una massa di 45mila persone in Italia, tra pelletteria e fornitori vari. La certificazione ufficiale in materia di Responsabilit Sociale dImpresa (SA 8000) riguarda valori come letica di business, il rispetto delle persone, salute e sicurezza sul luogo di lavoro, diritti e pari opportunit dei lavoratori. Le politiche di filiera devono essere non solo trasparenti ma anche etiche. Per noi made in Italy non solo la ricchezza intellettuale di unazienda ma anche lottemperanza di tutte le leggi. preservare in modo responsabile un territorio. Unazienda di successo oggi ha lobbligo di comportarsi eticamente, deve in qualche modo restituire. Io poi penso che la responsabilit sociale abbia anche un payoff, ovvero renda, perch sempre pi spesso il consumatore oggi esige un prodotto che - oltre alle qualit tangibili e al suo mito - contenga valori. E gli racconti cosa lazienda sta facendo. Vendite pari a 3,1 miliardi di euro, 8 mila dipendenti e circa 390 negozi diretti in tutto il mondo, nel 2011 lazienda ha ottenuto la certicazione ambientale 14001 e avviato un programma di iniziative verdi per la progressiva riduzione del suo impatto sullambiente: nuovi packaging per limitare limpiego di materiale, progressiva sostituzione di materiali in carta, ottimizzazione del carico trasportato per ridurre emissioni di CO2. Gucci sostiene inoltre Clean Clothes campaign, la campagna contro il processo di sabbiatura dei jeans denim, pratica che pu provocare forme acute di una malattia polmonare, la silicosi (www.cleanclothes.org), ed ha appena lanciato sul mercato unedizione speciale di scarpe ecofriendly da uomo e da donna: ballerine con suola in materiale sostenibile, Green Marola, e sneakers Green California, in bio-plastica biodegradabile. Nel frattempo si lavora anche sul versante tecnologico. Un programma pilota Mobile Point of Sale (gli addetti alle vendite sono dotati di Apple iPhone 4S con cui processano e inviano per e-mail le ricevute dacquisto in modalit wireless ai clienti) stato lanciato nel negozio di Fifth Avenue a New York e per ne anno sar attivato in 15 negozi negli Usa e circa 30 tra Asia ed Europa. A Milano invece, nel agship store di via Montenapoleone, partita la seconda fase del progetto Immersive Retail Experience, che d a chi entra nel negozio la possibilit di interagire con il marchio in modo coinvolgente. Su cinque colonne composte da schermi ad altissima risoluzione vengono proiettate per esempio immagini delle slate. Le immagini, grazie alla tecnologia Kinect, possono essere guidate da gesti del cliente oppure del personale per andare avanti o indietro o in stop e soffermarsi cos su un look. Con la funzionalit Interactive shopping il cliente pu ricercare su uno schermo da 32 pollici la disponibilit nel negozio di un prodotto e chiedere di vederlo; sul Videowall Kids invece un orsetto, simbolo delle collezioni per bambino, segue i ritmi e le sonorit create dai bambini stessi davanti Wallo specchio.
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FG I lm in dvd. Lui andrebbe sempre al FG Ficcante. PdM Ecco. Comunque io a un certo

cinema, io no, quello il compromesso. A me nel weekend piace stare a casa, sul divano, nella casa al mare di Sabaudia. PdM Il tempo insieme cos poco che ci accontentiamo di guardare insieme un lm, o il tramonto.Avessimo pi tempo potremmo fare tanto, siamo pieni di curiosit. FG Ci piace il people watching: mentre pranziamo o prendiamo un aperitivo, guardiamo le persone e immaginiamo le loro storie. PdM E spesso ci facciamo gli stessi lm. Lei del resto una creativa, io un fumettaro fallito.
In comune anche la passione per la musica? PdM Lei manda la musica piano, io al

punto mi schianto, e lei d i numeri. Somatizza, le viene il mal di schiena, il mal di stomaco. Io dormo. Per me quando la giornata nita, anche se nita male, dormo: domani un altro giorno. FG Io mi attacco alle gocce. Sto sveglia e rimugino, gli mando mail. Un sacco di corrispondenza in effetti.
Qualcuno cede ogni tanto? FG Lui pi di me. PdM Invecchiare comporta un sacco di

massimo. Comunque ci piace. Lei ascolta centinaia di pezzi per selezionare il sound track delle slate. FG Adoro i Led Zeppelin, la musica ne Settanta-Ottanta. Sul podio metto: David Bowie con Life on Mars; Depeche Mode con Enjoy the silence; Madonna con Into the groove.
E nella vita? FG Sentimentalmente sono nalmente

felice; il lavoro fondamentale; al terzo posto metto la casa di Sabaudia. Il rifugio dove c tutto: il mare, la spesa la mattina, cucinare, andare a cavallo, passeggiare con i cani. Patrizio prenderebbe un aereo ogni minuto, io mi aggrappo a quella casa. Per se ne innamorato anche lui.
Al matrimonio ci pensate? PdM Ci sono difcolt tecniche: io

la coppia al FestiVal di cannes. sotto: artiGiani al laVoro nella Fabbrica di Gucci a casellina

psicanalisi alla Sandra & Raimondo perch le assicuro che non si ripeteranno mai pi.
Avete lo stesso senso dellumorismo? PDM Frida tagliente. Nemmeno lei scherza. PdM Io sono cattivissimo, per lei ha una

sono divorziato, lei ancora no. FG Sto aspettando la scadenza del terzo anno dalla separazione. Quando ci saremo formalmente liberati delle rispettive vite precedenti ci penseremo. Ma non una priorit, stiamo bene cos. PdM Approtti di questo momento di

cultura nazional-popolare e mi tira fuori certe cose... Ho lasciato lItalia a 26 anni e ci sono tornato a quasi 40, mi sono perso momenti topici come i lm tipo Vacanze di Natale. Cos lei mi dice, Sembri Pinco Pallo del lm XY e io non mi rendo conto subito di che bomba mi abbia lanciato. violenta.

guai e cedimenti strutturali, ma anche pazienza. Noi siamo diversi di carattere ma entrambi testoni, quindi in certi momenti facciamo scintille... in passato sono stato incazzosissimo, per adesso so che perseverare nel confronto oltre un certo limite fa solo male. Fa perdere tempo e non ne vale la pena. Le cose importanti sono altre: se serve cedere, a volte cedo. FG In realt lui in certi momenti o dorme o si mette a fare le valigie. PdM Anche perch devo sempre andare da qualche parte. Comunque faccio anche le valigie a lei, Frida non capace. Io miniaturizzo tutto, faccio due settimane in giro per il mondo col bagaglio a mano, e s che ho il 45 di piede. FG Sono ipocondriaca, solo di medicine mi va via met trolley, laltra met tra una zeppa e una scarpa col tacco. PdM Io conoscevo solo laspirina, da quando sto con lei ho scoperto lesistenza delle medicine. Quando si incontra con un suo collaboratore, Alessandro, sembra il lm di Verdone, Maledetto il giorno che tho incontrato. Queste cose un tempo non le sapevo, abbiamo preso il dvd apposta per colmare le mie decienze.
E dire che sembra una donna solare. PdM solare. Ma Scorpione, ascen-

Discutiamo? Io a un certo punto comunque mi addormento. Lei d i numeri. Le viene il mal di stomaco. Mi scrive una mail
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dente Scorpione.
Non bello. PdM Io Gemelli, per ascendente Leone.

Allastrologia non ci credo, ma una volta ci hanno fatto la carta del cielo e lei stessa era impressionata. FG Era mia madre che si era impressionata. PdM Altra cosa: io ho memoria lei no. FG Diciamo che ho una memoria selettiva. PdM Diciamo che come quel lm con Bill Murray, Ricomincio da capo. Mi tocca rivivere sempre lo stesso giorno. n

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Foto: Venturelli - Wireimage / Getty

Societ Vita dartista

yayoi kusama
empre lo stesso sguardo. Fisso in macchina. Diretto, risoluto e gelido. Neanche lombra di un sorriso. Eccola YaYoi Kusama: nel bianco nero anni Sessanta che la ritrae nel suo studio a New York circondata da sculture falliche; nella foto seppia del 1939 che la vede bambina immersa in un mazzo di crisantemi giganti; nella versione Lady Gaga con parrucca rossa e tunica a pois con cui nel gennaio del 2012 ha inaugurato alla Tate Modern il tour della super mostra che lha celebrata a Parigi, Madrid e, dal 12 luglio, al Whitney Museum di New York. Trionfo di una carriera a cui solo ora resa davvero giustizia. Ora che la messa in scena dellaKusama opera omniaha visto amatori e addetti darte, critici dogni dove, collezionisti e studenti, tutti chini sulle didascalie appese nelle sale per confrontare opere e date ed esclamare in ogni lingua del globo: 1962: prima di Warhol!; 1969: un abito di metallo stazzonato! E sembra Miyake anni Ottanta! Vero: Yayoi era arrivata prima. Forse anche un lo troppo prima. Prima che Warhol producesse le sue Cow Wallpaper lei si era fatta aiutare da Donald Judd a tappezzare unintera stanza con la foto di unopera (una barca piena di falli), ripetuta in serie e trasformata in carta da parati. Anche le sue Plastic Mirror Balls non sono estranee alla nuvole dargento che poi Andy trasform in palloncini e le protuberanze imbottite che spuntano da abiti e cose, comprese scarpe argentate e piene di falli, ce ne hanno di parenti nobili! Louise Bourgeois compresa. Sempre fuori tempo, YaYoi calava come un Ufo con la sua potenza creativa in situazioni che la volevano normalizzare.A cominciare dai suoi genitori provinciali benestanti in quel di Matsumoto City che volendola avviare a una buona carriera di moglie e madre avevano inserito nella sua educazione

in principio fu

stata lei a inventare tutto quello che diventato famoso con Andy Warhol. Finalmente una grande mostra la celebra
Di alessanDra mamm

(ahi loro!) anche studi artistici. Scuola Nihonga naturalmente, la noiosissima pittura figurativa, ufficiale ed accademica che la loro piccina trasform subito in un vocabolario di forme organiche biomorfe e microscopiche essenzialmente astratte ma evocative di mondi stellari, acquatici e sotterranei (pensieri e parole di Frances Morris, curatrice della super mostra). Di matrimonio, la nostra ovviamente non ne volle sentir parlare, piuttosto si convinse presto che per unarte come la mia, che lotta ai conni della vita e della morte, chiedendosi continuamente chi siamo e che cosa significhi vivere e morire, il Giappone troppo piccolo, troppo servile, troppo feudale, troppo sprezzante nei confronti delle donne. Cos Yayoi Kusama, ventanni e poco pi, pressoch sconosciuta artista della provincia di un paese lontano, intorno al 1955 prese carta e penna, e scrisse una lettera a Georgia OKeeffe (ai tempi la pi acclamata pittrice dAmerica) afnch la aiutasse a costruirsi una carriera oltreoceano. La fortuna aiuta gli audaci. Georgia le rispose. Yayoi prese un piroscafo ed eccola a New York nel centro del centro dellavanguardia: Greenwich Village. E cos, racconta lei, arriva senza una lira nella

My Flower bed, nello studio newyorkese di kusaMa. a sinistra: lartista oggi

comunit della pi scatenata avantgarde del mondo dove subito si danza con uno dei protagonisti, il futuro maestro del minimalismo Donald Judd che allepoca per faceva il teorico, il critico militante e fondamentalista, dunque non aveva una lira neanche lui. Fortuna che lei, diretta e spudorata, come al solito non si perde danimo. Chiede soldi, lasciando in pegno opere qua e l (anche Lucio Fontana le presta 600 dollari ma purtroppo mor prima che potessi restituirglieli raccont Yayoi). I vicini di casa, poi, sono tipi come Larry Rivers e John Chamberlain che vivono al piano di sopra o On Kawara, che dallappartamento al di l del cortile, sentendo i suoi pianti e strilli, corre a consolarla dopo la separazione da Judd, ogni volta che lei veniva tormentata dalle sue periodiche crisi. Perch Yayoy era malata. Fragile di nervi, si diceva allora. In realt oscillava

fra gravi sindromi maniaco-depressive, attacchi allucinatori e raptus ossessivi. Colpa di sua madre, diceva lei. Una virago che teneva sottotacco il marito e picchiava la glia convinta che tutte quelle manie, pallini compresi, fossero capricci curabili a ceffoni e punizioni. Terapia sbagliata, il mondo puntiforme che la piccola Kusama si stava disegnando intorno era (ed tutto-

ra) la sua salvezza. Comunque, tornando agli anni newyorkesi Kusama, nonostante fosse donna ed asiatica, si conquist il suo posto al sole in un mondo di maschi narcisi ed egotici. Perch era brava, trascinante, inventiva, scatenata e autorevole. Per campare fonda un marchio di vestiti dartista, Yayoi Kusama Fashion Company, che riscuote un discreto successo, anche se

quando i buyers cercano di convincerla a normalizzare un po quei vestiti pieni di improbabili e scandalosi buchi nude-look, lei manda allaria tutto per gettarsi entusiasta in una attivit rivoluzionaria e sessualmente eversiva. Dai sit in contro la guerra in Vietnam alla liberazione sessuale, dalla contro-cultura hippy allesperienza psichedelica, Yayoi
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Foto: yayoi kusama (2)

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Societ
Limmaginario di Yayoi Kusama contagia ora il mondo Vuitton. Con i suoi incantesimi e con la sua innocenza
non si fece mancare niente. I suoi happening in cui performer nudi e pallinati bruciano la bandiera sul ponte di Brooklyn, si lanciano adamitici in Anatomiche esplosioni a Wall Street o col volto coperto da maschere di Stregatto e Cappellaio Matto si arrampicano nel nome di Alice sulle statue di Central Park (sempre vestiti di soli pois dipinti a pelle), oppure si esibiscono in lm onirici e psichedelici ai limiti dellorgia. Sono cose che riescono a turbare persino i newyorkesi, allepoca abituati a tutto. Troppo per loro. Ma anche per lei. La malattia la travolge. Allalba degli anni Settanta, Yayoi costretta a tornare in Giappone per farsi curare. E l si chiude in una casa di cura per malati di mente. Ventanni resta segregata. Venti lunghi anni in cui si dedica quasi esclusivamente alla poesia e al disegno. Scriver raccolte di poemi e canzoni dai malinconici titoli: Song of Manhattan Suicide AddictoSuch a sorrow. Disegner sempre pi ossessivamente i suoi polka dots per ricoprire luniverso. E comincer a

Rinascite Societ
Una borsa a pois
La prima impressione di essere niti in un cartone animato. O di aver ingerito per sbaglio un allucinogeno. Perch entrare in uno dei concept store di Louis Vuitton diventa oggi esperienza surreale: come tuffarsi in quel paese delle meraviglie che il mondo di Yayoi Kusama. Da New York a Tokyo, da Hong Kong a Singapore, i negozi Vuitton si lasciano contagiare dalla febbre Kusama, ricoprendosi degli enigmatici pois rossi su sfondo bianco. O delle sculture di ori Eternal Blooming Flowers in Mind. I Pumpkin, le zucche giganti colorate, crescono tra gli scaffali di Selfridges a Londra. E Le Printemps di Parigi diventa il teatro di Beginning of the Universe, che mostra lossessione per quei tortuosi tentacoli chiamati Nerves. Ad attirare come un incantesimo, dal 22 luglio si apriranno anche delle nestre su questo sogno ipnotico. Perch i 461 spazi Louis Vuitton nel mondo trasformeranno le loro vetrine in installazioni artistiche, che daranno limpressione di entrare (letteralmente) nei lavori dellartista. Astratte, oniriche, non esporranno prodotti, ma lasceranno parlare le sue creazioni visionarie. Quella di Yayoi Kusama una febbre pericolosa, in grado di suscitare visioni distorte della realt, alterando le proporzioni degli spazi con i colori e deformare pareti, mobili, ma anche oggetti, borse e vestiti. Oltre ai monomarca e allapertura di sette temporary stores dedicati alleclettico mondo dellartista, lincantesimo della signora dei pois contagia infatti anche i pezzi della griffe. Che lancia, in concomitanza con la retrospettiva al Whitney Museum di New York, la capsule Louis Vuitton - Yayoi Kusama - dai trench alle borse, dalle collane ai pigiami di seta, il ready-to-wear, accessori e gioielli - decorata con gli emblematici motivi della creativa giapponese. Un legame, quello tra letichetta e lartista, che risale al 2006, con lEllipse Bag personalizzata con i famosi pois. Il carattere ossessivo e linnocenza delle sue opere mi coinvolgono profondamente. Riesce a condividere la sua visione del mondo con noi, dice Marc Jacobs. Per lartista questa collaborazione il mezzo per diffondere i suoi pois in tutto il mondo. E trasmettere il suo speciale messaggio: Love Forever. Micol Passariello

borghi vincenti
Di Luisa TaLiEnTo

immaginare e progettare quegli ambienti avvolgenti che la riporteranno nel mondo dellarte a partire dal 1993, quando dalla Biennale di Venezia, protagonista del padiglione Giapponese, comincia una nuova vita. La terza et di Yayoi Kusama, quella della celebrazione, del riconoscimento, del risarcimento. Quella in cui sfogliando i volumi pubblicati su di lei o inchinandosi alle didascalie delle opere in giro per il mondo, il popolo dellarte esclama: Carta da parati modulare prima di Warhol!; Pallini colorati prima di Damien Hirst!; Falli imbottiti prima di Louise Bourgeois!; Film borderline prima di Larry Clark!. E lei col suo sguardo dritto, compatto e freddo sotto una sintetica parrucca rosso elettrico, ci guarda con aria di rimprovero, come a dire: Ve ne accorgete adesso?. n

Crea business e posti di lavoro il recupero dei piccoli centri: la success story di Sextantio
ma anche commissionate a istituzioni, come il Museo delle Genti dAbruzzo per il caso di Santo Stefano di Sessanio. Gli stessi criteri applicati alle Grotte della Civita, nella citt dei sassi, dove le stanze dellalbergo diffuso sono ricavate proprio allinterno delle cavit. Nei borghi ristrutturati alcune case potranno essere vendute, altre destinate allalbergo e per i servizi connessi: ristorante, cantina, botteghe dellartigianato. La societ Sextantio, che ha acquistato nove borghi in Abruzzo e una concessione nei Sassi di Matera, ha ricevuto finora oltre 500 proposte di restauro. Nel frattempo Santo Stefano di Sessanio da progetto diventato modello economico di successo: le strutture ricettive sono passate da una a 12, il tasso di occupazione aumentato di 30 volte e il valore patrimoniale degli immobili quadruplicato. n

RENDERINg DI UNO DEI CONCEPT STORE REALIzzATI DALLARTISTA CON LA MAISON VUITTON A HONg KONg

uemila abbandonati e 15 mila semispopolati. Sono i borghi storici italiani, testimoni di una storia di povert ed emigrazione, ma che potrebbero diventare i protagonisti di una nuova era di riscatto, un nuovo modello di sviluppo turistico ed economico. A crederci Daniele Elow Kihlgren, imprenditore italo-svedese che pi di dieci anni fa invest nel recupero del borgo di Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo, e poi si spostato a Matera trasformando le Grotte della Civita, una delle zone pi povere dItalia, in gioiello di ospitalit. Oggi lancia un nuovo progetto, chiamato Sextantio Restauri Italiani, e sta cercando partner nazionali e internazionali che abbiano voglia di restaurare antichi borghi, con il sostegno professionale dellarchitetto inglese David Chippereld. La difcolt pi grande di questo progetto stata dimostrare che non c alcuna necessit di costruire nulla di nuovo. Ho capito subito che Chipperfield condivideva la mia filosofia, ha sposato in toto i principi di rispetto dellidentit di territorio, ambiente, paesaggio e storia, spiega Kihlgren. Nei progetti di restauro di Sextantio nulla viene stravolto: vengono conservate le cubature e le destinazioni duso, viene impiegato materiale architettonico di recupero compatibile per origine geograca e caratteristiche stilistiche, vengono lasciate le tracce di vissuto sedimenta-

te negli intonaci e nelle straticazioni del costruito. Sono riproposti anche gli arredi autoctoni, dal letto alle madie, dalle cassapanche no alle coperte tessute a mano. Il frutto delle ricerche avvenute grazie alla memoria storica degli anziani,

E dagli Ufzi larte va in provincia


C un lo rosso che collega Firenze a Santo Stefano di Sessanio. O meglio una condivisione di affetti che risale al 1573, quando la Baronia di Carapelle - di cui faceva parte il borgo di montagna a una trentina di chilometri dallAquila - fu ceduta a Francesco de Medici. La mostra Paesi, pastori e viandanti (no al 30 settembre) nasce proprio dallidea di rinnovare questo legame antico e rilanciare linteresse verso il territorio abruzzese e il suo patrimonio storico-artistico: 29 opere pittoriche provenienti dalla Galleria degli Ufzi sono esposte nella sede del municipio e in alcuni punti di Santo Stefano di Sessanio: le Carceri e le Botteghe dellartigianato domestico, dei decotti e dei fermentati, messi a disposizione dallAlbergo Diffuso Sextantio. Unoccasione per conoscere dipinti di artisti meno noti del Seicento, per lo pi olandesi, amminghi, francesi e tedeschi, affascinati dal paesaggio italiano (tra gli altri Pieter Van Laer detto Bamboccio, Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino, Adriaen Van de Velde). Emanuele Coen
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Foto: Yayoi Kusama

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Societ Occhiali

baciati dal
Linee pulite, forme azzardate. Rosa cipria per lei, blu opachi e avana per lui. Ecco le lenti che accompagnano le vacanze
guardi colorati che rivisitano le mode del passato: un po diva anni 50 col turbante da spiaggia un po aviatore ma in versione superlight e con il dettaglio dei ponti in metallo decorati e gli inserti in bra di carbonio sulle aste. Gli occhiali da sole che ci accompagneranno in vacanza sono caratterizzati da linee pulite ma forme azzardate: il tondo diventa oversize e lo squadrato da nerd si modernizza strizzando locchio anche alle signore. Nella top ten delle sfumature, per lei vince il rosa cipria, proposto da molte griffe, intrigante nel design a gatto, per lui vanno forte i neri lucidi, i blu opachi e lavana. E, i pi attenti ai dettagli e alla praticit potranno optare anche per locchiale pieghevole, con taglio frontale a 45 gradi e tanto di gancio per essere appeso alla cintura o al laccetto del boxer.
Colori uo opachi e la assoluta protezione delle lenti Zeiss per i modelli unisex proposti da Happiness shades (www.happiness-shades.com): anallergici e biocompatibili, resistono agli urti e al calore e costano 99 euro. Design allungato a gatta e gusto vintage per gli occhiali proposti da Guess by De rigo Vision (tel. 0437 7777, www.derigovision. com): piccole borchie di metallo decorano il prolo superiore. Declinati in rosa, cipria, avana e nero, costano 120 euro. stile anni 50 per gli occhiali da diva firmati Dior (www.safilo.com): il frontale ha lavorazioni a bassorilievo mentre le aste color avana sono decorate dal logo Dior in metallo. Costano 250 euro.
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sole

Acetato multi layer e accostamenti cromatici originali e grintosi come blu/marrone, nero/bianco/corno, marrone/ verde/beige, rosso/bianco/ grigio per gli occhiali Tommy Hilger (www.salo.com). Costano 110 euro. Per lei, occhiali in acetato con dettagligioiello sulle aste, nei colori verde, beige/ rosa, avana scuro, nero (190 euro). Per lui, linea aviator e aste in bra di carbonio, abbinamento nero/oro (195 euro). Firmato Boss Black (tel. 049 6985411, salo.com). Vasta gamma di sfumature e abbinamenti di lenti sfumate per gli occhiali di Iceberg by Allison (www.allison.it) in acetato, con particolare metallico e il logo Ice inciso e messo in risalto da una cornice di cristalli luminosi. In vendita a partire da 125 euro. Forma a goccia e aste con cerniera ex per il modello maschile rmato Gucci (www.salo.com), declinato in una serie di sfumature sosticate. In vendita a 210 euro. Tom Guinnes indossa un paio di occhiali Audace in acetato con inserti di metallo della collezione Louis Vuitton (tel. 800 308980, www. louisvuitton.com). In vendita a 290 euro.

Di AntoniA MAtArrese

Eva Herzigova indossa il modello Matt Silk firmato da Dolce&Gabbana Eyewear (tel. 02 863341). Il mood dominante anni Cinquanta, con decise tonalit glamour come il rosa lipstick, il rosso ciliegia e il cielo ceruleo. In vendita a 161,30 euro. Montatura spessa stile rtro, acetato con lavorazione artigianale, aste di metallo con logo e lenti in cristallo per il modello Ralph Lauren Eyewear (tel. 02 863341). Disponibili in una palette che spazia dal nero allavana trasparente. A 181,50 euro.

Montatura super leggera, tagli morbidi e forme sinuose delle aste per gli occhiali Prada Eyewear (tel. 02 863341). Disponibili in pervinca, porpora o nero, ma anche in tartaruga e bruciato sfumati. A 211,70 euro.
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Societ
Tagliati su misura
Design ampio per il modello in acetato e metallo firmato Roberto Cavalli Eyewear (www. marcolin.com) in cui lelemento distintivo del serpente impreziosisce il frontale e le aste. Costa 232 euro. Una linea di occhiali sartoriali, costruiti come un abito: la rma leclettico Alber Elbaz per Lanvin e la produce il Gruppo De Rigo. Come ci racconta lamministratore delegato, Michele Aracri. Quale tipo di lavorazione richiedono gli occhiali sartoriali? Mettono insieme modernit, tecnologia e tradizione. In particolare gli elementi distintivi sono gli acetati effetto corno e il nishing dei dettagli in metallo anticato. Come declinata la collezione sole p/e 2012? Diciassette modelli da donna e 5 da uomo. Il tema principale il rtro chic, con preziosi strass e dettagli di vera pelle stampata abbinati a catene e viti. Ultima notazione: la rma del direttore creativo Lanvin, Alber Elbaz, incisa in trasparenza sulle lenti sfumate. A.Mat. Montatura in acetato con inserti di metallo nelle varianti con lenti azzurre o sfumate grigio/blu per il modello proposto da Trussardi 1911 Eyewear (tel. 800 372233, www.charmant. com). Costa 279 euro. Lattrice Paz Vega indossa occhiali della collezione Cocktail di Bulgari (www.bulgari.com) realizzati in acetato declinato in un raffinato color cipria, fra le tinte must di stagione. In vendita a 300 euro. Per lei, un modello stile aviatore della collezione Burberry Eyewear (tel. 02 863341): montatura leggerissima con aste sottili e ponti di metallo decorati con il logo della griffe. In vendita a 171,40 euro.

Due formati, uno squadrato e uno a goccia, con quindici varianti per gli occhiali con aste in corno super flessibili proposti dalla casa Brioni (tel. 02 76390086, www.brioni. com). Hanno lenti polarizzate e antiriflesso e sono in vendita a partire da 570 euro. Acetato rosa con inserti di metallo dorato per il modello super femminile proposto nella collezione 4US Cesare Paciotti (www.cesarepaciotti.com). In vendita a 168 euro. Andrea Casiraghi indossa un paio di occhiali provenienti dalla collezione Tods Eyewear (tel. 02 772251, www.tods. com) con montatura di metallo e il particolare della stanghetta in pelle intrecciata. In vendita nelle versioni a goccia o rettangolare a partire da 280 euro. Ispirazione anni 90 per il modello unisex Carrera 6000 (www.salo.com), realizzato in Optyl, marchio registrato di Salo. Disponibile in vari colori a 109 euro.

Oversize e minimale, montatura in acetato, lenti ad alta protezione e aste con elementi decorativi in metallo per il modello di Rodenstock (tel. 800 960961, www. rodenstock.com). In vendita a 125 euro.

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Passioni
Cinema
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n. 29 - 19 luglio 2012

spettaColi

aRte

musiCa

libRi

moDa

Design

tavola

viaggi

motoRi

Rock

Lisa gerrard e brendan perry sono i dead can dance: hanno fatto un nuovo disco

Rinascono i Dead Can Dance


ntitolare un album Resurrezione impegnativo. Usare loriginale greco Anastasis rischia di suonare un po altezzoso. Certo, quando si tratta dei Dead Can Dance, uno dei gruppi musicali pi interessanti degli ultimi venticinque anni, dire semplicemente ritorno non rende la solennit dellevento. Eppure Anastasis soprattutto questo: il grande ritorno di questo duo australinao, dopo sedici anni di silenzio discograco (a parte una tourne, nel 2005). Una rinascita molto attesa quella dei Dead Can Dance, che suoneranno dal vivo a Milano il prossimo ottobre. Lalbum, in uscita ad agosto unoperazione per nulla nostalgica: otto brani maestosi, sinfonici ma irrequieti, impregnati di musica del Mediterraneo orientale. Amo le inuenze che arrivano dal crocevia fra lEst e lOvest, il mosaico caleidoscopico di queste culture fuse, dice Brendan Perry, partner maschile

dellaltra componente del duo Lisa Gerrard. Dopo Spiritchaser, del 1998, di Perry si erano perse le tracce, a parte due dischi solisti, uno bello, laltro meno. La voce di Gerrard la conoscete perfettamente invece: la cantante australiana ha avuto il Golden Globe per la colonna sonora del Gladiatore di Ridley Scott. Un suo pezzo, Sanvean a met anni Novanta, stato usato ovunque, da spot pubblicitari a documentari sulla guerra. Ora sono di nuovo con noi, campioni di una poesia musicale globalizzata. L.C.
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Passioni Cinema
lesordiente di biagio ha uno sguardo che sarebbe piaciuto a pasolini

Spettacoli Passioni
TeleReality di Riccardo Bocca

TaTe di buon senso


Che le famiglie italiane non godano di ottima salute, e anzi spesso siano un riassunto di frustrazioni compulsive, egoismi infantili o miopie relazionali, non certo un mistero. Per questo, fa tremare i polsi il compito che ogni mercoled, in prima serata su La7,si assegnano le psicologhe protagoniste diS.o.s. tata.Tre audaci missionarie che irrompono nei nuclei domestici, e dopo aver passato i primi giorni a osser- SOS TATA. IN BASSO, A DESTRA: MIKhAIL BARyShNIKOV E ANNA vare in silenzio, curano le carie SINyANKINA pi gravi. Tante, va da s, sono le storie e le varianti del format, che spazia- re: Tra i componenti della famiglia non si no dal coma profondo di una coppia con alzano le mani, ma ci si parla. O ancora: quattro gli ingestibili in un minuscolo Strillare non serve a niente, tutti hanno le appartamento, no alla famiglia patriarca- orecchie. Senza saltare un classico: Bisole di stampo sudista dove il nonno ancora gna lasciar liberi i bambini di giocare da una divinit assoluta,in quanto tale fonte soli, per il loro bene. E avanti cos, con di feroci malumori. Resta il fatto che quan- macroscopiche quantit di pazienza. Fino do tata Lucia (la capo progetto), tata Adria- a quando i sette giorni previsti dal programna o tata May intervengono per ricucire ma niscono, le tate fanno le valigie, e le brandelli di pace, appare chiaro al pubblico famiglie regolarmente si sciolgono in lacriche la ricetta tradizionale: In casa ci vo- me. Grate, dal profondo del cuore, che gliono rispetto e gentilezza, insegna il tris qualcuno abbia ricordato loro quant di tate a madri e padri in ginocchio. Oppu- prezioso il buon senso. www.gliantennati.it

Teatro

Il pastrano di Baryshnikov
Di RitA CiRio
Racconta Iosif Brodskij in Fondamenta degli incurabili che tra gli effetti secondari del suo amore per Venezia era da mettere in conto una propensione allo shopping compulsivo. E che un impermeabile verde senape cos dissennatamente acquisito n in dono ad ornare le spalle del suo amico miglior ballerino del mondo. Pensavo a quel soprabito guardando Mikhail Baryshnikov accoccolato come un gatto a fumarsi una sigaretta in un angolo in attesa di salire sul palcoscenico per recitare In Paris a Spoleto. Glielho fatto ricordare da unamica che parla russo e lui si messo una mano sul cuore a dire tutta la tenerezza per quellantica amicizia con Brodskij. Oggi il miglior ballerino del mondo si esibisce pi di rado ma comunque, su coreograa di Alexei Ratmansky, accenna nel nale di In Paris con grande e lieve eleganza una sorta di amenco su unaria di Carmen facendo roteare la fodera rossa del pastrano. Che Baryshnikov fosse anche attore di una certa nezza si era capito gi dal cinema e da Sex and the City, ma a teatro pi sottilmente carismatico e nostalgico nellinterpretare, in francese e in russo, quellex generale della Guardia Bianca che si innamora della giovane cameriera di un ristorante parigino, solitudini incrociate castamente e brevemente, no alla morte di lui in metr. Dal racconto di Ivan Bunin, Nobel nel 33, il regista Dmitry Krymov ha saputo inventare uno spettacolo incantevole fatto di bianchi e neri, di poche parole che scorrono proiettate sulla scena e sugli attori, di gesti essenziali e reiterati, di camerieri che cantano in russo e cavano suoni ritmati dagli sgabelli, di nuvole da fumetto, di vecchi ritratti, del volo romantico e impalpabile della cameriera innamorata,leterea Anna Sinyankina.

iego (Michele Alhaique) e Cinzia (Greta Scarano) si tengono stretti nel buio della sera. Hanno lasciato parenti e amici al tavolo del ristorante, ancora in festa per il loro matrimonio. Ora sono qui, a pochi metri dal mare, su una spiaggia del litorale romano. Si baciano. Anzi, lei bacia lui, e sorride. Li attende la vita, e qualcosa che vorrebbero somigliasse alla felicit. Con questa immagine termina la bella commedia scritta e girata dallesordiente Saverio Di Biagio. E a turbare la tenerezza dellultima inquadratura sembra restare solo il cenno di malinconia suggerito dal titolo: Qualche nuvola (Italia, 2011, 90). Della felicit, appunto, racconta la storia di Diego e Cinzia. Racconta della felicit di lei, modellata sui sogni costruiti in televisione e fatta di attesa: attesa del giorno del matrimonio, attesa dellabito bianco, attesa della casa nuova, attesa del letto in cui dormir con Diego E racconta della felicit di lui, appagata e calma come pu essere quella di un amore che dura ormai da dieci anni. La loro storia sembra gi scritta. Si sposeranno, avranno dei gli, e il loro mondo avr la misura del quartiere di Roma in cui sono nati, e in cui invecchieranno. Cos, con uno sguardo intenerito che sarebbe piaciuto a Pier Pa-

Film di Roberto Escobar

felicit domestica
olo Pasolini, Di Biagio ci racconta le loro piccole vite comuni (ammesso che ne esistano, di vite piccole e comuni). E lo fa con un rispetto e una simpatia che ai nostri occhi le rendono grandi e straordinarie. Capita per che Diego conosca Viola (Aylin Prandi). Giorno dopo giorno, fa il suo lavoro di muratore nellappartamento di lei, nel centro di Roma. Per lui unaltra possibilit di vita, un altro futuro, la bella e ricca Viola. Forse anche unaltra felicit, pi piena e fresca. In ogni caso, una promessa nuova di un nuovo futuro. I due si innamorano, e per Diego Cinzia comincia a diventare una passione invecchiata, segnata dalla fatica del mantener fede al passato. Ma sar poi davvero cos? O non avr ragione Cinzia quando, scoperto il tradimento, decider di tenersi il suo Diego, e con lui la propria attesa di futuro? Certo, non sar pi lo stesso sognato davanti alla tiv, quel futuro che allimprovviso s fatto meno luminoso. E tuttavia vale il bacio dato a pochi metri dal mare. E lui? Lui la stringe, ma il suo sguardo sembra rivolto verso un tempo e un posto lontani: un tempo e un posto in cui la loro felicit eventuale dovr essere tanto saggia da resistere alle nuvole che lattraverseranno.

TeleSpot
di Davide Guadagni
Imposto da Pierre De Coubertin, che ne era appassionato, il rugby partecip ad alcune edizioni delle Olimpiadi no al 1924 quando, a Parigi, essendo stato causa di unepica e furibonda rissa, fu escluso dai Giochi per sempre. Nellultimo spot Edison, timidamente, il granitico Martin Castrogiovanni, pilone della nostra nazionale, prova a forzare il blocco con lastuzia, confondendosi tra le farfalle della ginnastica ritmica, tentando goffe evoluzioni sulle note di Ponchielli. Lesito una prova suprema di autoironia con una dissonanza cos totale che diventa memorabile in s ma, grazie alla maglietta, riesce a far ricordare anche il marchio.

AltRi Film

Cena tra amici

di Alexandre de La Patellire, Francia e Belgio, 2012, 109 Non tanto la cena il centro del lm, quanto il nome che uno dei commensali dice di voler dare al glio che gli nascer (Le prnom il titolo originale francese). Sulla questione, allapparenza risibile, cresce una lunga serie di battibecchi, litigi e ripicche fra cinque ben nati, ma non troppo. Sembrerebbe una riedizione del Carnage di Roman Polanski, ma la sua cattiveria pur sempre quella di una piacevole commedia. di Rupert Sanders, Usa, 2012, 127 Ogni tanto Hollywood mette mano a una favola classica, e sincaponisce a migliorarla. Nel caso specico, Biancaneve ha le fattezze (piuttosto inadeguate) di Kristen Stewart, e la regina quelle (alquanto adeguate) di Charlize Theron. Quanto al principe, se lo confrontate con il cacciatore fa la gura di un giuggiolone. Il resto son botte da orbi, ma ininuenti.

Biancaneve e il cacciatore

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Foto: A. Kartseva

Cliente: Edison Prodotto: Partner nazionale olimpica Agenzia: Cayenne Direttori creativi: Giandomenico Puglisi e Stefano Tumiatti Copywriter: Federico Bonriposi e Stefano Tumiatti Art director: Matteo Airoldi Casa di produzione: Soho What Regia: Leone Balduzzi PUNCTUM: E a quelli che ci vorrebbero andare

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Passioni Musica
Cd classica di Riccardo Lenzi

Arte Passioni
impiantato nel torace, dopo aver subito un infarto dirigendo la Bohme), la sua carriera proseguita ai massimi livelli, tanto che Gramophone ha promosso lorchestra di cui responsabile artistico, la Concertgebouw di Amsterdam, come la pi prestigiosa di questi anni. Nel dvd prodotto dalla C major possiamo godere, oltre che di un documentario sulla sua vita del regista Robert Neumller, di unappassionata, tragica interpretazione della Seconda sinfonia di Mahler. Box che fa il paio con i due cd (Sony) in cui protagonista dellultimo Concerto di Capodanno viennese, in una spensierata edizione dei celebri brani straussiani (e di Ciaikovskij, Zieher, Hellmesberger e Lumbye) che nella loro eleganza timbrica, nel fraseggio suadente, sembrano arrivare al nostro udito per la prima volta.

TRAGICO MAHLER

ART BOX

Arte

di Alessandra Mamm
PER CHI SUONA LA CAMPANA Martin Creed. Work n. 1197. Venerd 27 luglio 2012. U.K. Immaginate leffetto che fa. Venerd 27 luglio, alle 8.12 ora di Greenwich, tutte le campane sparse sul suolo britannico suonate allunisono il pi forte e il pi veloce possibile. Cos, tanto per festeggiare linizio dei giochi olimpici svegliando lintera nazione e benedirli con unaltra situazionistica idea di quel ragazzone di Martin Creed, che gi laveva sperimentata in circuiti pi ridotti (citt villaggi tipo il nostro San Gimignano) e registrata sul sito www.allthebells.com. Da visitare assolutamente: fa parte dellopera. GOOD VIBRATIONS Gregorio Botta. Rifugi. Fino al 2 settembre. Macro. Roma Immaginate qui invece uno spazio meditativo e poetico, tra la memoria

Corpi in vendita
DI GERMANO CELANT
Siccome il cliente dellarte, nella storia e oggi, raramente stato ed donna, si capisce perch la rappresentazione del femminile abbia sempre risposto alle pulsioni libidiche delluomo. La nozione di immaginazione erotica, dallantichit a Warhol, risultata pertanto univoca e monotona. Solo di recente, con lavvento di una cultura attenta ai generi, si aperta a una visione diversa, capace di riettere una realt sessuale molteplice e uida. Tuttavia da Ingres a Courbet, da Lautrec a Renoir, il nudo o lesercizio allegorico sulle parti femminili, come la studiata analogia tra mele e seni in Cezanne, sono segnati dai languori dellimmaginario maschile. Anche Tom Wesselmann (1931- 2004) appare ossessionato dal rapporto tra natura morta e donna, al punto da stabilire, sin dal 1959, referenze iconograche tra la sua gura, dipinta dagli impressionisti, e la vamp distesa sul divano mentre fuma una sigaretta su uno sfondo casalingo, caratterizzato dai prodotti di consumo quotidiano, dalla radio alla bibita gasata. Un intreccio di sottili rimandi (al Museum of Fine Arts, Montreal, no al 7 ottobre) in cui lidentit erotica al femminile si trasforma in oggetto e in merce. Entit che non ha alcun diritto a unesistenza, perch funzionale alluso, al pari di un asciugamano o di un tappetino nel bagno di servizio. Un feticcio sensuale che entra nel mercato della carne, sessuale, strettamente connesso al boom delleros popolare: materia di scambio in cui il riconoscimento del valore si intreccia con la negazione. Un gioco delle parti, tipico della pop art americana, dove tutto si trasforma in un desiderio del possesso e dellacquisto, no a dimenticare laspetto umano.

URbino in MUsiCa
Mariss Jansons, 69enne direttore dorchestra lettone, ha avuto modo di frequentare due dei pi grandi maestri dello scorso secolo: Evgenij Mravinskij, come assistente della leggendaria Filarmonica di Leningrado, e Herbert von Karajan, che lo volle nello stesso ruolo con i Berliner Philharmoniker. Allora, egli dovette rinunciarvi di fronte allostacolo posto dal divieto despatrio delle autorit sovietiche. Nonostante un cuore malfermo (convive dal 1996 con un debrillatore
MARISS JANSONS. SOTTO: JOHN LYDON. NELLALTRA PAGINA: IN ALTO, GREGORIO BOTTA RIFUGI (2012); AL CENTRO, LA TORRE DI GEHRY A HONG KONG; IN BASSO: WESSELMANN, GREAT AMERICAN NUDE 50 (1963)

Per chi ama gli strumenti originali niente di meglio del Festival di musica antica di Urbino, dal 21 al 29 luglio. Una settimana che convoglier musicisti e appassionati per frequentare lezioni di canto, musica medievale, rinascimentale, barocca e per ascoltare artisti del calibro di Rinaldo Alessandrini, Paul ODette, Paolo Pandolfo, Michael Form e formazioni di repertorio come lEnsemble Tetraktys e il Musica Antica Roma diretto da Riccardo Minasi.

lontana dellArte Povera e quella vicina di una pi contemporanea ricerca narrativa ed emotiva dove lo scorrere dellacqua, i versi di Emily Dickinson incisi nella cera, le piccole urne che custodiscono tracce di memoria afdate a un lmino super 8 e la luce che vibra come il riesso di unonda, sono un vero Rifugio. Perch lopera pi complessa di Gregorio Botta anche la pi riuscita.

Architettura di Massimiliano Fuksas


The Peak il nome di una collina verdissima e quasi inviolata che domina Hong Kong come difcilmente riesce alle alture circostanti. Su Peak, detta Happy Valley, Frank Gehry ha realizzato il suo primo progetto in Asia, la torre residenziale di 12 piani Opus. Il cliente Swire Properties tra i pi ricchi e potenti dellex colonia inglese. E costosissimi sono gli appartamenti realizzati. Ogni abitazione, disposta su unintero piano, di circa 600 metri quadrati. Giardini privati ai piani inferiori e piscine sospese con vista sulla megalopoli. La torre si insedia su un basamento, in pietra calcarea spagnola, occupata da residenze con terrazze e giardini privati. La struttura, suddivisa in petali che si aggregano in un corpo centrale, marcata da una sorta di canne dorgano che sembrano piegate dal passaggio dei venti. I materiali impiegati principalmente sono di provenienza globalizzata. La pietra spagnola riveste,oltre al basamento, anche parte della torre. Le facciate ondeggianti in vetro ricordano la Beekman Tower di New York. Le terrazze, inserite in modo discontinuo sulle facciate, cercano di

Gehry per ricchi

Cd rock

Torna lipnotico PIL


Erano ventanni che John Lydon, lex cantante dei Sex Pistols e icona punk per eccellenza, non pubblicava un disco con la sua formazione pi longeva, i P I.L. . Esattamente da That What Is Not del 1992. Nel frattempo Lydon ha avuto modo di scrivere la sua autobiograa (uscita in Italia per Arcana), partecipare alla prima edizione dellIsola dei famosi inglese, fare programmi e girare spot televisivi. Prima di rimettere insieme la band nel 2009. Assieme a lui sono della partita, il multistrumentista Lu Edmonds (gi nei Damned), il batterista Bruce Smith (Pop Group, Slits) e il bassista Scott Firth. Anticipato dallEp One Drop, fatto uscire in occasione del Record Store Day, il nuovo album della formazione britannica This Is PiL tra i dischi pi chiacchierati e apprezzati dellanno. Il nostro nuovo disco sda

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Foto: G. Benni

tutte le categorie, come dovrebbe fare la buona e vera musica. Ha una sfumatura folk, ha affermato Lydon. Lavoro dal fascino introspettivo e intimista, This is PiL spazia dal dub ipnotico della titletrack alla sinuosa e immaginica Deeper Water allo spoken word The Room I Am In passando per i sussulti ritmici del divertissement Lollipop Opera no alla lunghissima malia Out Of The Wood dove elettronica, inserti folk, luminosi frammenti rock si sciolgono allinterno dello stesso brano. I Public Image Limited presenteranno le nuove canzoni, assieme ai vecchi classici, nella loro unica data italiana: il 21 luglio al festival Rock In Idrho alla Fiera di Milano. Roberto Calabr

ricordare il Gehry dei bei tempi. Come lontana lispirazione dei bei momenti di Santa Monica e del Guggenheim di Bilbao. Le opere progettate per il pubblico sono sicuramente frustranti per i limiti che le istituzioni o fondazioni dettano allarchitetto. Ma parlare di architettura aperta alla gente, quando si tratta solo di mera speculazione per i pi ricchi... E siccome ormai la parola sociale inazionata, per la maggior parte dei progetti per i privati meglio usare il termine orribile di immobile esclusivo.

Passioni Libri

Libri Passioni
Il romanzo di Marco Belpoliti

Avevo dimenticato la grazia, lintelligenza, il sublime sense of humour di Nancy Mitford, scrittrice inglese di grande successo in vita ( scomparsa nel 1973), figlia della nobilt britannica pi stravagante, insieme a altre cinque sorelle, tutte a loro modo leggendarie, amica e sodale di Evelyn Waugh, e autrice di Lamore in un clima freddo (Adelphi, traduzione di Silvia Pareschi, pp. 280, 18). Me ne ero dimenticato avendola adorata parecchi anni fa (del resto, questo e altri titoli erano gi usciti in italiano prima da Bompiani e pi di recente da Giunti). A ogni modo, che felicit ritrovarla e poterla oggi consigliare ai tanti lettori che ancora non la conoscono. Quel che mancava alla Zia Mame dellamericano Dennis Patrick (un racconto spassoso, ma sostanzialmente un calco) lo troverete

deliziosa nipote polly

Il libro di Mario Fortunato

ombre in pagina
Doppio riesso (Rizzoli, pp. 249, 10 ) di Michele Ainis un romanzo sulla ricerca didentit, sul raddoppiamento e la scissione del proprio Io. La voce narrante, estensore di una serie di quaderni, un agente di commercio, ma anche un bibliolo, diviso tra varie donne che lattraggono e insieme lo respingono. Alter ego di uno scrittore famoso, cos crede, lautore dei diari, ovvero colui che dice Io, non ha unidentit precisa e al tempo stesso ne ha troppe, incapace di far fronte agli spiazzamenti continui del proprio riesso moltiplicato sulla supercie della pagina, e dunque del mondo. Lopera prima narrativa del giurista richiama alla mente i primi libri di Luigi Malerba,Il serpente e Salto mortale e le atmosfere impalpabili di Tabucchi. Opera iper-letteraria, con un titolo alla Schnitzler,Doppio riesso tradisce nel suo movimento interno un motivo pi profondo, di natura psicologica, che alimenta in modo palese la storia: la doppia identit come gioco di specchi in cui si rifrange la vocazione letteraria dellIo narrante, e dunque dellAutore che si occulta dietro di lui. Cosa signica essere uno scrittore? Dividersi tra due piani: la realt e la pagina scritta? Quale delle due alimenta laltra? Ainis possiede un passo elegante, leggero; il racconto si dipana tra Arturo, il doppio del narratore, Maria Sole,la vicina di casa,Gea, la bibliotecaria inafferrabile,Pietro lex direttore della biblioteca, Eleonora, la giovanissima glia del capo ufcio, il dott. Astol, Armida ultima comparsa, leditore, i trafficanti di libri: una piccola famiglia di fantasmi che abitano un mondo onirico e insieme reale, che alimentano con la loro presenza-assenza la storia. La crisi didentit del narratore il centro del racconto, che simpernia intorno a un libro inesistente e leggendario: Necronomicon, fantasia bibliograca di un altro scrittore. Diceva Calvino che la prima invenzione di uno scrittore inventare se stesso come scrittore. Ainis ci racconta come avviene questa metamorfosi: il doppio riesso del proprio S immaginario.

Come dire

Gatti e trappole
DI STEFAnO BARTEzzAGhI
Il grande scrittore Luigi Meneghello una volta spieg la sua scelta di vivere in Gran Bretagna col fatto che in Italia si dice che un automobilista guida bene quando taglia le curve, supera tutti e batte i record da casello a casello, mentre per gli inglesi guidare bene signica evitare scosse e sbalzi e fare in modo che i passeggeri allarrivo quasi non si accorgano di essere stati in auto. Ora cambiamo argomento. Riuscite a immaginare un lavoro pi divertente, frustrante, creativo, istruttivo, logorante dellinterprete simultaneo di Giovanni Trapattoni? Come essere il direttore spirituale di Fabrizio Corona o il personal shopper di Roberto Formigoni. Da quando il Trap allena la nazionale irlandese la delicata mansione di dare forma inglese al suo pensiero italiano, o anche di riportare in italiano le sue esternazioni in inglese, arriso a una giovane signora brianzola a nome Manuela Spinelli, una persona a cui tutti guardiamo con simpatia. Linterprete ha concesso unintervista durante i recenti campionati europei e non sfuggito alla desta attenzione di Antonio Dipollina il passaggio in cui ha rivelato: Ogni tanto si intestardisce, laltro giorno voleva assolutamente che traducessi ai giornalisti irlandesi lespressione capra e cavoli. E io: ma no, mister, guardi Wche non signica niente. Ma lui non ne voleva sapere. Luomo dei gatti nel sacco (e sia chiaro che il proverbio esiste, attestato da secoli nella letteratura italiana) la dimostrazione pi lampante del fatto che in italiano i buoni comunicatori sono come i buoni automobilisti italiani: quelli che pi si fanno notare. Chi sono, infatti, i grandi comunicatori italiani? Il Trap, Di Pietro, lInnominabile di Arcore, cos come in passato Funari. Persone, cio, che hanno con la grammatica gli stessi rapporti che lordinario automobilista di tutti i giorni ha con il codice della strada. Qualcosa che c e che si pu anche rispettare, quando non si ha troppa fretta o non troppo scomodo. Anagrammi: Giovanni Trapattoni: non ogni partita ti va: / poi non vantar i gatti!
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qui. Vale a dire: magioni nobiliari con maggiordomi brutti come il mostro di Frankenstein, contesse & baronesse completamente sciroccate come certi rampolli di casa reale italiana (per meno perniciosi), balli per debuttanti, cene con molta argenteria e pochissima sostanza, e dialoghi da perdere la testa. Il tutto raccontato non per sentito dire. La UN CLUB EsCLUsIvo A LoNdRA trama un concatenarsi di eventi, equivoci e avventure, in seguito al matrimonio dellaltra segue un destino pi quieto inatteso e scandaloso fra la giovane e prevedibile, ma non per questo pi Polly e suo zio Boy Dougdale. La sto- infelice, lettore nemmeno un grammo ria raccontata dallamica del cuore del delizioso piacere che questo rodi Polly, Fanny, che al contrario manzo pu regalare.

Il saggio di Giuseppe Berta

La lettura di Stefania Rossini


Non un testamento losoco il delizioso libretto, Un breve viaggio e altre storie, scritto da Paolo Rossi poco prima di morire, a 88 anni, lo scorso gennaio, e pubblicato ora da Cortina editore (pp. 190, 13). Questo regalo postumo del grande storico della losoa e della scienza molto di pi. un viaggio smaliziato attraverso il secolo scorso da lui pienamente vissuto nello studio (con importanti contributi sul pensiero scientico del Seicento), nella cultura, nelle vicende della guerra, del dopoguerra, del terrorismo e, soprattutto, nello sguardo sugli uomini e sulla loro ambivalente natura. Cos chi ha conosciuto Paolo Rossi, e ha visto la sua invincibile curiosit puntata sul mondo, apprezzer i capitoli dedicati al fascismo e al repentino antifascismo postbellico di molti intellettuali. Si divertir alle sue

povero sindaco
I sindaci rappresentano oggi la gura pi esposta sul fronte della politica. E sono anche coloro che si trovano ad agire da soli, senza le coperture che gli altri protagonisti del gioco politico ottengono dalle istituzioni. A loro tocca di misurarsi in primo luogo con le severissime restrizioni di bilancio imposte dalla crisi, che induce un confronto quotidiano con cittadini frustrati nelle loro aspettative. Cos, la stagione del protagonismo dei sindaci, chiamati a interpretare le aspirazioni di una comunit locale che li aveva designati col voto diretto, sembra un ricordo remoto in contrasto con laspra realt del governo municipale con cui devono fare i conti adesso. E proprio la condizione solitaria del primo cittadino lelemento che Roberto
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un secolo di memorie
macchina amministrativa, con i suoi cortocircuiti continui, si coniugano a un senso vigile per le forme della partecipazione politica, che discendono da unattitudine a comprendere - e a giudicare senza indulgenze e compiacimenti - il proprio comportamento. Balzani ssa sulla carta con efcacia gli stilemi e le retoriche di una politica locale colta alla vigilia di quella che potrebbe essere una trasformazione radicale. E, alla ne, ritrova e indica le ragioni di un impegno civile che, nonostante tutto, merita di essere praticato, sebbene a termine. potenti idiosincrasie verso quelli che chiama cultori dellars profetica, come Alberto Asor Rosa che enuncia proposizioni che hanno laria di leggi generali ma sono aria fritta, Danilo Zolo non perdonato nel suo pacismo debole o Giorgio Agamben, uno di quelli che non compiono esami ma fanno scenate. Ma lo stesso lettore si incanter, no a leggerle pi di una volta, sulle pagine legate alla memoria personale dello studioso, alla sua terra delezione (Citt di Castello in Umbria) a quei ricordi lunghi che al tramonto della vita si fanno pi potenti, quasi indispensabili. Forse perch, ci conda Rossi senza malinconia, riusciamo a essere pi tranquilli quando quei ricordi si collegano a un luogo, che simile a una radice, a una sorta di patria dello spirito, che stata il luogo per i nostri padri.

Balzani, sindaco di Forl e storico dellet contemporanea, giudica caratterizzante dellesperienza che sta compiendo e su cui si sofferma in un breve e denso saggio, di sicuro fra le migliori e pi sincere testimonianze dedicate alla situazione politica attuale (Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco, Il Mulino, pp. 124, 12). Nelle pagine di buona scrittura di Balzani si avverte una disillusa passione civile che non rinuncia mai n a una nota di costante autoironia n allo sguardo critico tipico di uno studioso capace di osservare anche dallesterno la realt che sta vivendo. Molti dei suoi rilievi colpiscono per lacutezza e anche per un disincanto che non diviene mai cinismo. Le analisi del funzionamento della

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Foto: B. Glinn - Magnum Photos / Contrasto

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Passioni Moda
Larte della precisione

Moda Passioni
Caleidoscopio da indossare
Sono realizzati con elementi di osso e resina gli orecchini colorati rmati Marni (tel. 02 70005479, www.marni.com). In vendita a partire da 200 euro

pionieri dello spazio


Specializzata n dalla sua fondazione, nel 1884, nella produzione di strumenti da polso dedicati al mondo della scienza e dello sport, la maison svizzera Breitling ha trasposto la passione per laviazione in orologi innovativi e festeggia i cinquantanni del primo cronografo che ha viaggiato nello spazio, Breitling Navitimer. Come ci racconta Patrizia Aste, amministratore delegato di Breitling Italia.
Orologi che celebrano grandi imprese: qual la tradizione Breitling in questo senso?

Il mondo delle scarpe


Non solo calzature per uomo, donna e bambino ma anche borse, valigie, piccola pelletteria, abbigliamento sportivo. La formula del gruppo piemontese Scarpe&Scarpe, 1.600 dipendenti e un fatturato di oltre 250 milioni di euro, punta su unattenta politica dei prezzi e allarga lofferta grazie allapertura di nuovi punti vendita. Lultimo quello di Campi Bisenzio, vicino a Firenze, che si aggiunge ai negozi inaugurati da poco a Palermo e a Milano in Corso San Gottardo. Grandi spazi e settori dedicati per ogni tipologia di prodotto che si affiancano al negozio virtuale per gli acquisti su Internet. A. Mat.

Red caRpet scintillante


Lattrice Emma Stone indossa preziosi orecchini in oro bianco con diamanti e rubini della collezione LAme du Voyage Champs Elyses rmata Louis Vuitton (tel. 800308980, www. louisvuitton.com). Prezzo su richiesta.

Da sempre Breitling fornitore ufficiale dellaviazione mondiale e partner nei momenti salienti che scandiscono la storia dellaeronautica: nei primi anni 60 gli Usa lanciarono il programma Mercury per dare il via ai voli spaziali e il Navitimer divenne lorologio cult dei pionieri del settore. Poco dopo, questo cronografo entr a far parte della collezione Breitling con il nome di Cosmonaute.
Quali sono le principali caratteristiche di questo cronografo e a quale tipo di pubblico si rivolge?

Mix fantasioso
Giacca in felpa fantasia con lurex, applicazioni di gros grain nero e bottoni gioiello (205,50 euro), maxi t-shirt in jersey di lino con perle cucite a mano e occo di seta nero (153,50 euro), leggins in jersey a righe latte/nero (60 euro), borsa di lino a balze con proli di ecopelle (250 euro).

Ore sportive
Ghiera in acciaio e cinturino in pelle effetto used con sfumature color terra per il cronografo ad alta precisione History della collezione U.S. Polo Assn. (tel. 0572 7771, www.uspoloassn. com). Prezzo su richiesta.

sportivo e rafnato, che cerca nellorologio da indossare tutti i giorni uno strumento afdabile.
Breitling e la tecnologia: in quale direzione vi state muovendo?

Il nuovo Navitimer Cosmonaute prodotto in edizione limitata di 1.962 esemplari ed dotato di un innovativo calibro perfezionato dai nostri ingegneri e maestri orologiai: lassoluta precisione attestata dal certicato di cronometro del Cosc (Controllo Ufciale Svizzero dei Cronometri). pensato per un cliente

La qualit comincia dalla progettazione: lobiettivo quello di creare movimenti intelligenti, concepire sistemi pratici per il secondo fuso orario e per lora universale, regolabili interamente attraverso la corona. Come succede per il modello Transocean Unitime, un cronografo con date e ore del mondo, presentato allultima Fiera di Basilea.
Antonia Matarrese

Glamour da spiaggia
Per lei, costume ricamato in jersey, borsa in pitone, sandali con zeppa, collana, orecchini e bracciali in argento ossidato e smalto: tutto della collezione p/e Bottega Veneta (www. bottegaveneta.com). Prezzi su richiesta.

NeGozIo SCarPe&SCarPe a CaMPI BISeNzIo. IN aLto: PatrIzIa aSte, ad BreItLING ItaLIa; NavItIMer CoSMoNaute. Sotto: Nuove dIvISe Freddy

Marinai in citt
Per lui, pull di cotone a righe bianche e rosse, come vuole la tendenza dellestate, e scollo a V della collezione Liu Jo Jeans (tel. 059 7362111, www.liujo.it). Costa 79 euro.

Passi sinuosi
realizzata in pitone multicolor con fibbia di metallo la scarpa Limelight della collezione Roger Vivier (tel. 02 76025614, www. rogervivier.com). In vendita a 1.200 euro.

Italian style olimpico


Una linea tecnica ma ad alto contenuto di moda, pensata per le esigenze dei ginnasti della Nazionale italiana che si preparano per le Olimpiadi di Londra: la propone Freddy, marchio italianissimo fondato da Carlo Freddi e fornitore ufficiale del corpo di ballo del Teatro alla Scala e del Royal Ballet di Londra, dove presente con due corner. I capi per lallenamento spaziano dai body in Lycra ai costumi da bagno, dalle tute agli accappatoi, dalle t-shirt alle giacche a vento. Tutti con il lettering Italia e i colori della nostra bandiera ripresi nelle rifiniture su polsini, giro vita e giro collo. A. Mat.
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Foto: a. zaccone, F. Panunzio

a cura di Antonia Matarrese


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Beauty Passioni

Per sostenere le societ sportive che stanno formando gli atleti di domani, Gillette ha lanciato la campagnaA Great Start Makes All the Difference: in Italia, ha donato 25 mila dollari a Imolanuoto, che porter alle Olimpiadi di Londra la giovane promessa italiana del nuoto, Fabio Scozzoli.
Come verranno utilizzati i soldi donati?

GIOVANI IN VASCA

Sport

Due gocce per il solleone


In estate i profumi evaporano pi velocemente e tendono quindi ad essere pi potenti: Nelle fragranze estive troviamo note di testa esperidate quali bergamotto, mandarino, limone. Il prototipo la classica Eau de Cologne 4711 o le Acque di Colonia di Guerlain. I profumi di stagione possono anche essere fruttati come uno smoothie al mango oppure caratterizzati da note acquatiche di melone o cetriolo, spiega il naso svizzero Vero Kern. Ecco le novit.

Investiti in uno dei pi importanti vivai dItalia, permetteranno alle squadre pilota e agli esordienti di accedere pi facilmente a piscine migliori e a competizioni internazionali. Se aumenta la competitivit, sale anche la qualit delle gare e sempre pi persone si avvicineranno al nuoto.
Cosa spinge un ragazzo in piscina?

Quando si piccoli la motivazione stare con i compagni e divertirsi. Poi entra in gioco la voglia di superarsi. Un bravo allenatore deve porre obiettivi sempre raggiungibili. A vincere ci si prende gusto: cos che nasce la passione.
Tiziana Moriconi

Acqua profumata
Ha lavorato per la prima volta larancia rossa come ingrediente star il giovane naso Mathieu Nardin per creare lEau des bienfaits di Roger&Gallet (33 euro, 100ml.): energizzante e rinfrescante.

Adrenalina formato spray


Un mix di corteccia di mandarino siciliano, cipresso del Marocco, menta e salvia sclarea compone il cocktail aromatico di Allure Homme Sport Eau Extreme di Chanel (58 euro, 50ml.) con un fondo speziato di legno di cedro e pepe nero del Madagascar.

Viaggio olfattivo
Il contrasto tra la freschezza speziata delle note di testa come il cardamomo e il ginepro e quelle legnose di fondo contraddistingue il jus di Voyage dHerms Parfum (71 euro, 35ml.), racchiuso nel acone di vetro nero con la staffa color argento.

Incenso freddo
Glaciale, cristallino, persistente: tre parole per descrivere la fragranza LEau Froide creata da Serge Lutens (73 euro, 50ml.) che, per ottenere questo bouquet fresco, ha scelto un particolare tipo di incenso, quello della Somalia.

Cedro e vetiver
Note di testa di bergamotto e pompelmo, mitigate dalla noce moscata e un fondo di cedro e radici di vetiver per LEau dIssey pour Homme Sport di Issey Miyake (54,97 euro, 50ml.), in un acone disegnato da Renato Montagner.
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Foto: A. Staccioli - Insidefoto / Olycom

Bouquet regale
Una eau de parfum che, nel cuore, svela le note della regina dei ori: la rosa. Royal Arms Diamond Edition di Floris (147 euro, 100ml.) viene riproposta per il Giubileo di Diamante di Elisabetta II. Un bouquet sontuoso fatto di gelsomino, iris, violetta, ylang ylang su un fondo vellutato di ambra e vaniglia.

a cura di Antonia Matarrese


19 luglio 2012 |

Viaggi Passioni
La Tavola di Enzo Vizzari

fantasia di crudi
Altre tavole
aLBerGo ristorante GariBaLdi cisterna dasti (at) Via italia 1 tel. 0141 979118 chiuso: mercoled In una casa di origine medievale, tre calde sale in stile liberty dove si pu gustare una cucina piemontese autentica. Il menu recitato a voce, pane e paste fresche vengono ancora dalle mani della nonna novantenne e anche i prosciutti e i salumi sono di produzione propria. Selezionata lista dei vini e conto sui 30 euro. da BarBara sinnai (ca) s.P. per Villasimius km.35, fraz. solanas tel. 070 750630 - 3388300314 chiuso: mercoled; mai in luglio e agosto Ambiente semplice e accogliente, servizio pronto e anche un po formale, cantina che spazia oltre i limiti regionali. La cucina propone la collaudata formula della semplicit e ingredienti di qualit. Ci sono salumi, formaggi e carni, ma il mare predomina con paste allo scoglio, pesci, aragoste e fritti fragranti. Tra i dolci, la classica seada al miele. Conto sui 35 euro.

gelato 24 ore su 24
Parte dalla tradizione ma ama sperimentare Alberto Marchetti (corso Vittorio Emanuele II 24 bis, Torino). Accanto ai classici - crema, nocciola, gianduia e zabaione, peraltro eccellenti - propone Farina Bona e Mandarancia. Collabora con Igor Macchia, chef de La Credenza a San Maurizio Canavese, per cui elabora gelati che diventano parte integrante di piatti in menu, come il sandwich gelato. Fare gelato dautore un po come lavorare in cucina, afferma Marchetti. Lultima trovata il gelato 24 ore su 24, a colazione, merenda e dopocena: appena svegli gelato al malto dorzo tostato con cialda di riso sofato e cioccolato, nel pomeriggio la volta del gelato al ordilatte, servito con pane di segale e marmellata darancia, mentre il gelato di latte affumicato e lime ideale per il dopocena. Fabrizia Fedele

Ci vuole charme
Grande charme a piccoli prezzi. Questa la losoa dei Logis che portano in Italia il savoir vivre francese (logishotels.com/it). Sulla Riviera ligure di Levante si pu scegliere lHotel Clelia, punto di partenza per raggiungere le Cinque Terre e Portono, e scoprire come Deiva Marina possa riservare piacevoli sorprese passeggiando per i vicoli del centro storico (84 euro in b&b). In Umbria si trova, invece, LAntico Forziere, ristorante e country house a Casalina di Deruta, ricavato da una casa rurale del Seicento

con piscina che si affaccia sulla valle del Tevere (90 euro in b&b). La Locanda del Conte Mameli, nel centro di Olbia, una dimora di charme con spazi che custodiscono antichi resti archeologici (b&b da 80 euro). Da qui si va al mare alle Cinque Spiagge o a Cala Sabina, una mezzaluna di sabbia circondata dai ginepri. Luisa Taliento

luoghi da scoprire di giovanni scipioni

albe candide in Macedonia


Nella Repubblica di Macedonia, al conne con lAlbania, c una citt che affaccia la sua terrazza su un lago che sembra quello della nostra mente. Siamo a Ocrida, uno dei pi antichi insediamenti urbani in Europa con reperti archeologici del Neolitico, dove, secondo Erodoto, vi abitarono popoli vicini agli Illiri. il lago, visto dalla fortezza, a raccontare la storia di questa citt che merita una visita attenta. Lo specchio di un luogo che non ti aspetti e che non immagini di trovare in questo angolo di Europa. Va ricordato che la fortezza del periodo di Filippo II di Macedonia (IV secolo a. C.) e il lago era lungo la via Egnatia, che collegava lantico porto sul mar Adriatico di Dyrrachion, lodierna Durazzo, con Bisanzio. un bene protetto dallUnesco. Entrato in questa citt, il viaggiatore vede numerose chiese e monasteri, di diverse grandezze, dissimili ma anche simili tra di loro, sparse su un territorio morbido, ondulato con qualche asperit. Sono tutte da vedere le chiese e i monasteri perch mai uguali, ma non bisogna mancare la chiesa di san Giovanni, Sveti Jovan, nei pressi di Ocrida e sul lago. Importante centro religioso e culturale, ospita eventi e manifestazioni soprattutto nella buona stagione, come il festival che si tiene da giugno ad agosto con musica tradizionale, classica e jazz e con interessanti rappresentazioni teatrali. Puoi vivere in questa citt atmosfere particolari e, per dirla con le parole del poeta macedone Koco Racin, puoi assistere anche ad albe candide.

pochi ristoranti possono garantire tutto lanno la qualit del pesce. a cesenatico la punta di diamante del network di stefano bartolini
nche pesci, crostacei e molluschi, come la frutta e la verdura, hanno le loro stagioni. E pochi sono migliori destate che dinverno (la sardina, lo sgombro, la triglia). Eppure, si sa, il consumo aumenta proprio in questi mesi, perch per molti il pesce fa vacanza, soprattutto per coloro che le vacanze al mare non possono permettersele. Ovvio che la qualit media del pesce servito subisca una essione e che entrino in circolazione partite di pesci di oscura origine e dubbie virt, in presenza di picchi di consumo del tutto irrazionali proprio nei periodi di fermo-pesca che toccano ora uno ora laltro settore di mare. Poche tavole possono garantire 12 mesi lanno la qualit, giostrando sulle stagionalit grazie a una fidata rete di approvvigionamento e, soprattutto, mutando i piatti in carta. Come La Buca, sul porto-canale leonardesco di Cesenatico. Colpisce, qui, oltre alla freschezza del pesce (eccezionale, ma scontata), la vivacit delle idee che sottostanno ai piatti. La Buca la punta di diamante del piccolo super-network di Stefano Bartolini, super oste e imprenditore: ottima, ciascuna nella propria categoria, la Terrazza Bartolini,

In ALTo: Lo Chef de LA buCA, ThomAS bATTISTInI; CArpACCIo dI rICCIoLA, mAndorLA e ArTemISIA. neLLALTrA pAgInA: geLATo dI ALberTo mArCheTTI 156 |

La Buca cesenatico, corso Garibaldi 45 tel. 0547.1860764, chiuso: chiuso luned. www.labucaristorante.it

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Foto: B. Scheneman - Getty Images

con la spettacolare pescheria a Milano Marittima, le due Osteria del Gran Fritto a Milano Marittima e a Cesenatico (linsegna una promessa: mantenuta) e, appunto, La Buca. Lontana dagli stereotipi delle tavole rivierasche - elegante, raccolta, quasi distaccata rispetto al passeggio del porto-canale, un magnico banco a vista fra sala e cucina, centrata cantina di grandi etichette a prezzi civili, servizio puntuale - e tanti piatti originali, non stravaganti, la tecnica al servizio dei prodotti, i sapori come obiettivo. Chi ama i crudi pu concedersene una grandiosa full immersion. Fra gli antipasti, ghiotti la patata, lumache e bourguignonne e lo sgombro, con la sua scarpetta alla plancia, quindi, tagliatelle, spaghetti, rigatoni e risotto uno pi sorprendente dellaltro, con scorfano, poverassecapesante equinto quarto di mare; niente di dj-vu, poi, nelle declinazioni dei classici (branzino, rombo, pescatrice e, naturalmente, superfritto). Divertimento garantito, insomma, con menu a 55 e 70 euro, alla carta sui 60.

Il VIno

Oltre il rOssO
Pio Cesare (piocesare.it) uno dei grandi nomi della viticoltura langarola, noto per i suoi Barolo di austera eleganza, ma anche i Barbaresco di ne piacevolezza. La cantina di Alba non si cimenta con successo solo con i rossi, per. Ricorda Pio Boffa, quarta generazione della famiglia, che nel 1980 sugger al pap di provare con lo Chardonnay, proprio mentre questi stava ripiantando un vigneto a Barbaresco: Volevo fare un bianco importante, di struttura, che andasse oltre i nostri tipici Arneis e Favorita. Ma i primi risultati furono pi degni di un bianco californiano che di uno borgognone, eppure Pio Boffa non si perso danimo. Oggi il vino un bianco di grande eleganza e profondit, capace di un lungo invecchiamento. Lultima annata (2010) fitta e profonda, addirittura nobile, di straordinaria persistenza. Uno Chardonnay che colpisce per il perfetto uso del legno e la vibrante freschezza. Alberto Agnelli

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Motori Passioni

FAMILIARE CON GRINTA

Auto di Maurizio Maggi

Stile rtro

Cinquanta candeline per Giulia


Cinquantanni che pesano, quelli che ha appena compiuto la Giulia. Soprattutto perch, col suo milione di esemplari in tre lustri di carriera, lAlfa Romeo pi diffusa di sempre. Seconda come fama, forse, solo a quel Duetto che arriv quattro anni dopo in commercio, e che divent unicona degli anni 60-70. Uno status a cui anche la Giulia si avvicin molto. Fin dalla sua presentazione, allautodromo di Monza nel giugno del 62, era infatti ben chiaro che avrebbe scritto una pagina importante nella storia del Biscione. Per la sue linee innovative innanzitutto, in parte mutuate dallo studio Tipo 103, prototipo di utilitaria messo qualche tempo prima in cantiere dallAlfa. E per le sue performance, che le valsero lutilizzo da parte delle forze dellordine (e purtroppo anche da quelle della malavita) del nostro Paese per parecchi anni: praticamente una presenza ssa nei vari lm polizieschi degli anni 70, come volante della polizia nella sua versione Super 1600. Prima in quel nostalgico color verde militare, poi nel classico azzurro con striscia bianca ereditato dalle Volanti di oggi. Ma la ricordiamo anche in pista, a cogliere successi con le varianti sportive GT e GTA. Questultima, in particolare, fu la prima vettura turismo a impiegare meno di 10 minuti per coprire i 24 chilometri della leggendaria Nordschleife del Nurburgring. Marco Scafati

l caro-yen non aiuta lexport in Europa delle macchine costruite in Giappone. Ma alla Honda, del resto, sul prezzo non hanno mai contato troppo. La casa nipponica, specie col suo alto di gamma, si rivolge a clienti che per qualche ragione vogliano sfuggire alla dittatura delle marche teutoniche, attratti pi dal contenuto tecnico della vettura che ammaliati dal risparmio (che comunque un po c, a parit di dotazioni) o dalla tenuta di valore della vettura. La rinnovata Accord, soprattutto nellabito Tourer - che in casa Honda signica familiare - si propone proprio cos, come unalternativa sobria, ma dalle rispettabilissime prestazioni, alle classiche station a gasolio made in Germany. Rivisitata nel muso, ora pi aggressivo, con i proiettori bi-xeno con le luci che si adattano alla svolta, la Accord lunga e lante. Con i suoi 4,75 metri sta a met strada, per esempio, tra le familiari Bmw delle Serie 3 e 5 e oltrepassa di cinque centimetri la A4 Avant. Insieme al moderato restyling della carrozzeria e ai ritocchi pro-comfort degli interni, il pezzo forte della Accord Tourer 2012 lallestimento Type S, disponibile solo sul 2,2 litri diesel da 180 cavalli. A renderla aggressiva non sono solo le minigonne, le rosse impunture dei sedili o i pedali in alluminio. La taratura rigida delle sospensioni e la brillantezza del motore la rendono infatti allegra da guidare sul misto, anche grazie alla collaborazione del cambio manuale a sei rapporti, svelto e preciso nel passaggio da una marcia allaltra. Nei bruschi cambi di direzione la lungagnona del Sol Levante tende a sdraiarsi leggermente, e magari quelli dietro si lamentano un po, anche se chi sta al volante fa spallucce perch si sta divertendo. Peraltro, il pacchetto di dotazioni di sicurezza a disposizione in grado di tranquillizzare il pi ansioso. Inutile citare i molti acronimi che le distinguono, meglio fare un paio di esempi: Spicca lavanzato sistema di cruise control che, quando ci si avvicina troppo a un veicolo che precede, frena morbidamente da solo, fa scattare un allarme acustico, tende le cinture, inne, se pro158 |

Moto

Satellite in velocit
Rafnato petit GT made in France, il Satelis 2 si propone come capoclasse tra i 125, fascia di mercato dedicata ai sedicenni pi seriosi ma soprattutto a chi ha la patente B. Il nuovo Peugeot stato oggetto di un sostanzioso lifting: 27 dei 33 componenti la carrozzeria sono stati ridisegnati, limpianto luci dispone pure di elementi a Led (allesordio su uno scooter della marca transalpina) e la strumentazione ingloba un nuovo computer di bordo molto pi prodigo di informazioni. E c anche il comando simultaneo delle frecce, per le soste di emergenza. Formidabile la capacit di carico: oltre al portaoggetti nello scudo c il grande vano sottosella, accessibile anche tramite telecomando opzionale, pu infatti ospitare due caschi integrali, piuttosto che un borsone da tennis. Satelis 2 monta il sosticato motore Low Friction Efciency, silenzioso e con attriti interni ridottissimi, a benecio di prestazioni e consumi, con autonomia di 300 chilometri abbondanti. Lelegante francesino ha proporzioni da maxiscooter che offrono comfort e protezione dallaria, anche viaggiando in due. E con 400 euro in pi si pu avere lAbs, opportunit non troppo frequente in questa fascia di cilindrata. Maurizio Tanca

ECO-AMMIRAGLIE

Honda Accord Tourer Type S 2.2 i-Dtec


prezzo: 38.800 euro cilindrata: 2.199 centimetri cubi Motore: 4 cilindri turbo diesel potenza massima: 180 cavalli Velocit massima: 217 km/ora accelerazione da 0 a 100 km/ora: 86 secondi cambio: manuale a 6 marce consumo medio: 17,5 km/litro emissioni di co2: 149 grammi/km lunghezza: 4,75 metri Bollo annuale: da 567,6 a 687,2 euro

Verde, ibrida e deluxe


Sorpasso Focus
Marca e Modello Ford Focus Opel Astra Volkswagen Passat Audi A4 Renault Mgane Peugeot 508 Opel Insignia Volvo V50 Peugeot 308 Bmw Serie 5 Vendite priMi 6 Mesi 2012 8.013 7.402 5.208 5.205 4.599 3.472 3.017 2.484 2.279 2.232 Basta un motore a benzina di due litri a spingere una classica tre volumi da supermanager lunga 5,15 metri? S, risponde lAudi, se il suddetto propulsore sabbina a uno elettrico e, insieme, i due amici assommano 215 cavalli di potenza. Lofferta di berlinone ibride lievita e la marca di lusso tedesca non si poteva certo tirare indietro, anche se il mercato delle auto verdi, o tendenti al verde, ancora una piccola nicchia. La A8 hybrid costa 82.600 euro: 10 mila in pi della versione diesel meno cara (un 3 litri da 204 cavalli) e 4 mila in pi della pi abbordabile delle motorizzazioni a benzina (290 cavalli). Fa quasi 16 chilometri con un litro di carburante e viaggia 3-4 chilometri in sola modalit elettrica (a patto che le batterie siano cariche al massimo), emettendo in media 147 grammi di anidride carbonica ogni mille metri. Quanti ricchi resteranno ammaliati? Pochi, probabilmente.

Peugeot Satelis 2 125


Prezzo: 3.990 euro Cilindrata: 125 centimetri cubi Motore: monocilindrico, 4 valvole Potenza massima: 15 cavalli Velocit massima: 115 km/ora Consumo medio: 28 km/litro Capacit serbatoio: 13,2 litri Peso col pieno: 170 chilogrammi Altezza sella da terra: 78,4 centimetri Bollo annuale: da 19,11 a 22 euro

prio il driver non interviene, accresce la consistenza della frenata. Utile pure il meccanismo dallarme per chi esce dalla propria carreggiata senza prima aver azionato la freccia o quando si sbanda: laiutante di campo d una raddrizzata al volante, mette in funzione un segnalatore acustico e manda un avviso ben visibile sul quadro strumenti. Il bagagliaio gigante e il portellone si abbassa e si alza anche tramite telecomando e pulsanti.

Mustang pi potente di sempre


Per gli appassionati delle cosiddette muscle car la Ford Mustang un mito. In Europa la marca americana non le importa ufcialmente ma chi la vuole a tutti i costi ce la pu fare, comprandosela usata o facendosela arrivare apposta dagli Usa. Ciclicamente girano voci sul ritorno della Mustang a pieno titolo nel Vecchio Continente e qualcuno prevede che ci avverr nel 2013. La Ford non conferma n smentisce. E agli innamorati luccicano gli occhi guardando la Shelby GT500, la pi potente Mustang di sempre con i suoi 670 cavalli. Supera i 320 orari ed la pi potente supercar yankee prodotta in serie.

In AltO: hOndA AccORd tOuReR. nellAltRA PAgInA, dAllAltO: SAtelIS; AlFA ROMeO gIulIA; AudI A8 hyBRId; FORd MuStAng t500

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DIRETTORE RESPONSABILE: BRuNO mANfELLOTTO VICEDIRETTORI: Orazio Carabini, Claudio Lindner CAPOREDATTORE CENTRALE: Alessandro De Feo uffICIO CENTRALE: Loredana Bartoletti (Attualit), Gianluca Di Feo (capo della redazione milanese), Alessandro Gilioli (lEspresso on line), Daniela Minerva (vicecaporedattore, Milano; responsabile Scienze), Franco Originario (ufcio graco) ATTuALIT: Tommaso Cerno (caposervizio), Lirio Abbate (inviato), Enrico Arosio (inviato), Paolo Biondani (inviato), Riccardo Bocca (inviato), Marco Damilano (inviato), Roberto Di Caro (inviato), Primo Di Nicola (caposervizio), Emiliano Fittipaldi, Denise Pardo (inviato), Fabio Tibollo, Gianfrancesco Turano (inviato) mONDO: Gigi Riva (caporedattore), Federica Bianchi, Fabrizio Gatti (inviato) CuLTuRA: Wlodek Goldkorn (caporedattore), Angiola Codacci-Pisanelli (caposervizio), Riccardo Lenzi, Alessandra Mamm (inviato), Maria Simonetti ECONOmIA: Paola Pilati (vicecaporedattore), Stefano Livadiotti, Maurizio Maggi, Luca Piana SOCIET E SPECIALI: Valeria Palermi (caporedattore), Sabina Minardi (vicecaposervizio) lespresso on line: Beatrice Dondi (vicecaposervizio), Lara Crin, Elena de Stabile CORRISPONDENTI: Antonio Carlucci (New York) uffICIO GRAfICO: Catia Caronti (caposervizio), Caterina Cuzzola, Giuseppe Fadda, Valeria Ghion COPERTINA: Martina Cozzi (caposervizio), Daniele Zendroni (collaboratore) PhOTOEDITOR: Tiziana Faraoni (caposervizio) RICERCA fOTOGRAfICA: Giorgia Coccia, Marella Mancini, Mauro Pelella, Elena Turrini, Roberto Vignoli PROGETTO GRAfICO: Joel Berg (creative director) A cura di Theo Nelki OPINIONI: Andr Aciman, Aravind Adiga, Michele Ainis, Alberto Alesina, Altan, Alberto Arbasino, Carla Benedetti, Tahar Ben Jelloun, Massimo Cacciari, Lucio Caracciolo, Innocenzo Cipolletta, Uri Dadush, Derrick de Kerckhove, Alessandro De Nicola, Umberto Eco, Bill Emmott, Mark Hertsgaard, Riccardo Gallo, Sergio Givone, Piero Ignazi, Naomi Klein, Sandro Magister, Ignazio Marino, Suketu Mehta, Fabio Mini, Moises Naim, Christine Ockrent, Soli Ozel, Minxin Pei, Alessandro Penati, Gianfranco Ravasi, Jeremy Rifkin, Massimo Riva, Giorgio Ruffolo, Paul Salem, Roberto Saviano, Eugenio Scalfari, Michele Serra, Andrzej Stasiuk, Marco Travaglio, Gianni Vattimo, Soa Ventura, Umberto Veronesi, Luigi Zingales RuBRIChE: Nello Ajello, Stefano Bartezzaghi, Marco Belpoliti, Giuseppe Berta, Giovanni Carli Ballola, Germano Celant, Rita Cirio, Oscar Cosulich, Alberto Dentice, Roberto Escobar, Mario Fortunato, Massimiliano Fuksas, Enzo Golino, Davide Guadagni, Piergiorgio Odifreddi, Vittoria Ottolenghi, Guido Quaranta, Stefania Rossini, Roberto Satolli, Enzo Vizzari COLLABORATORI: Eleonora Attolico, Margherita Belgiojoso, Silvia Bizio, Raimondo Bultrini, Roberto Calabr, Paola Caridi, Roberta Carlini, Paola Emilia Cicerone, Leonardo Clausi, Agnese Codignola, Emanuele Coen, Roberto DAgostino, Stefano Del Re, Pio dEmilia, Paolo Forcellini, Letizia Gabaglio, Fabio Gambaro, Giuseppe Granieri, Giacomo Leso, Alessandro Longo, Emilio Manfredi, Massimo Mantellini, Antonia Matarrese, Stefania Maurizi, Piero Messina, Claudio Pappaianni, Gianni Perrelli, Annalisa Piras, Paolo Pontoniere, Fulco Pratesi, Marisa Ranieri Panetta, Barbara Schiavulli, Lorenzo Soria, Giovanni Tizian, Rita Tripodi, Chiara Valentini, Stefano Vastano, Andrea Visconti, Vittorio Zambardino

In edicola la prossima settimana


SHorT STorIeS - WINTer DreamS

F. Scott Fitzgerald
Arriva lestate e tornano le Short Stories. Una collana di dodici racconti in lingua originale, con traduzione a fronte e note linguistiche, per riscoprire alcuni capolavori della letteratura angloamericana e rinfrescare la conoscenza dellinglese. Di ogni volume sar possibile scaricare lascolto in originale e, da questanno, si potr acquistare anche la versione e-book. Si parte con Winter Dreams - Sogni dinverno di Francis Scott Fitzgerald, considerato lantecedente del capolavoro dello scrittore americano: Il grande Gatsby. Si tratta di un racconto di formazione con protagonista il giovane Dexter Green: al centro di questa short story vi sono gli ambienti della ricca borghesia statunitense e lamore impossibile di Green per Judy Jones. Nelle settimane seguenti le altre perle di questa collana di grande successo: i racconti brevi di James Joyce (A Mother + Counterparts); Katherine Manseld (The Daughters of the Late Colonel); Joseph Conrad (Amy Foster); Henry James (Mrs. Medwin); Virginia Woolf (The Mark on the Wall + Kew Gardens + Haunted House); D. H. Lawrence (The Lovely Lady); Edith Wharton (Afterward); Rhode Montague James (A View from a Hill); Saki - H. H. Munro (The East Wing + The Schartz-Metterklume Method + The Interlopers); Sarah Orne Jewett (Lady Ferry); Edgar Allan Poe (The Tell-Tale Heart + The Premature Burial).
Roberto Calabr

Venerd 20 luglio 12 Dvd a 7,90 in pi con lEspresso + Repubblica

I giganti della montagna

pIraNDello
Sabato 14 luglio quarto Cd a 8,90 in pi con lEspresso o Repubblica

Disco music

Gruppo EditorialE lEsprEsso spa

CONSIGLIO DI AmmINISTRAZIONE PRESIDENTE: CARLO DE BENEDETTI AmmINISTRATORE DELEGATO: Monica Mondardini CONSIGLIERI: Agar Brugiavini, Rodolfo De Benedetti, Giorgio Di Giorgio, Francesco Dini, Sergio Erede, Mario Greco, Maurizio Martinetti, Elisabetta Oliveri, Tiziano Onesti, Luca Paravicini Crespi, Michael Zaoui DIRETTORI CENTRALI: Pierangelo Calegari (Produzione e Sistemi Informativi), Stefano Mignanego (Relazioni Esterne), Roberto Moro (Risorse Umane)

euroDISco
Venerd 20 luglio nono Dvd a 7 in pi con lEspresso + Repubblica

Venerd 20 luglio 1 volume a 2 in pi con lEspresso + Repubblica

divisionE stampa nazionalE

Noir - Di seta e di sangue

Songwriters - Hourglass

00147 Roma, Via Cristoforo Colombo, 98 DIRETTORE GENERALE: Corrado Corradi VICEDIRETTORE: Giorgio Martelli DIREZIONE E REDAZIONE ROmA: 00147 Roma, Via Cristoforo Colombo, 90 Tel. 06 84781 (19 linee) - Telefax 06 84787220 - 06 84787288 E-mail: espresso@espressoedit.it REDAZIONE DI mILANO: 20139 Milano, Via Nervesa, 21 Tel. 02 480981 - Telefax 02 4817000 Registrazione Tribunale di Roma n. 4822 / 55 Un numero: n 3,00; copie arretrate il doppio PuBBLICIT: A. Manzoni & C. S.p.A. 20139 Milano, Via Nervesa, 21 Tel. 02 574941 ABBONAmENTI: Tel. 199.78.72.78; 0864.256266 (per chiamate da rete ssa o cellulare). Fax: 02 26681986. E-mail: abbonamenti@somedia.it. Tariffe (scontate di circa il 20%): Italia, per posta, annuo n 108,00, semestrale n 54,00. Estero annuo n 190,00, semestrale n 97,00; via aerea secondo tariffe Abbonamenti aziendali e servizio grandi clienti: Tel. 02 7064 8277 Fax 02 7064 8237 DISTRIBuZIONE: Gruppo Editoriale LEspresso, Divisione Stampa Nazionale, 00147 Roma, Via C. Colombo, 98 ARRETRATI: LEspresso - Tel. 199.78.72.78; 0864.256266 (da rete ssa o cellulare). Fax: 02 26681986. E-mail: abbonamenti@somedia.it Prodotti multimediali: - Tel. 199.78.72.78; 0864.256266 (per chiamate da rete ssa o cellulare) STAmPATORI: Rotosud: loc. Miole Le Campore-Oricola (LAquila); Puntoweb (copertina): via Variante di Cancelliera snc Ariccia (Rm); Legatoria Europea (allestimento): Ariccia (Rm) Responsabile trattamento dati (d.lgs.30.06.2003, n.196): Bruno Manfellotto Certicato ADS n. 7194 del 14/12/2011

qIu XIaoloNg
Protagonista di questo terzo noir Shangai, in bilico tra i fasti di ieri e le veloci trasformazioni di oggi, con gli interessi dei cittadini che si scontrano con quelli del Partito e della nuova classe capitalista. Al centro dellazione c il cadavere di una donna avvolto in un qipao di seta rossa, lantico abito tradizionale cinese bandito dalla Rivoluzione culturale di Mao e tornato di moda. Lispettore capo Chen Cao studia la psicologia dellassassino. Per la polizia cinese qualcosa di nuovo e sconvolgente: un serial killer. Linchiesta si complica. R.C. 16 luglio a 7,90 con Espresso o Repubblica

JameS Taylor
Anche nella maturit James Taylor regala perle di bravura. Come Hourglass, del 1997. Il maestro di ballate sofci e armoniose apre qui una nuova pagina in cui hanno spazio considerazioni sulla vita, riessioni politiche, squarci di raro intimismo. Nella canzone iniziale Line Em Up Taylor ricorda laddio alla Casa Bianca del presidente americano Richard Nixon. Ma la maggior parte dei brani sono personali: da Little More Time With You, con Stevie Wonder allarmonica, alla delicata Jump Up Behind Me, con Sting special guest alla voce. R.C. 17 luglio a 8,90 con Espresso o Repubblica

grandi musei - parigi

louvre
Gioved 19 luglio 23 volume a 6,90 in pi con lEspresso o Repubblica

un pugno di smeraldi

zagor a colorI
19 luglio 2012 |

n. 29 - anno lviii - 19 luGlio 2012


TIRATuRA COPIE 381.100

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Lettere
Tagliatore di pelle offresi
Ho letto sullEspresso che servono tagliatori in pelle. Ma dove? Perch qui a Napoli ormai tutto fermo, i lavori piu grossi si fanno allestero, sono dieci anni che sono disoccupato, ti chiamano solo per qualche giorno (trovatemi un lavoro).
CARMINE DE MICHELE email

Per Posta | Per e-mail | le oPinioni dei nostri lettori | n. 29 - 19 luglio 2012

LEspresso Via C. Colombo, 90, 00147 Roma. E-mail: letterealdirettore@ espressoedit.it precisoche@ espressoedit.it

Risponde Stefania Rossini


Wstefania.rossini@espressoedit.it

Lavvenire nella ruota


Cara Rossini, la vicenda del neonato lasciato nella culla termica dellospedale Mangiagalli a Milano e subito preso in cura dai medici una di quelle notizie di civilt che apre il cuore alla speranza. Ho vissuto da vicino il dramma di una ragazza, una brava badante della mia anziana madre, che sarebbe stata salvata se avesse conosciuto questa possibilit. Sedotta e abbandonata, come si diceva una volta, da un suo connazionale, non se l sentita di abortire e ha portato avanti una gravidanza tra sentimenti di ostilit e amore per la creatura che cresceva in lei. rimasta con noi perch non sapeva dove andare e perch io, che pure non sono cattolica, credo allumana fratellanza. Quando il bambino nato, per un po si sforzata di essere una buona madre, ma il compito a un certo punto stato troppo grande per lei: ha cominciato a vedere il bambino come un ostacolo al suo lavoro e alla sua permanenza in Italia, ha smesso di allattarlo, lo lasciava piangere senza neanche guardarlo, piano piano lha allontanato da s. Le poche braccia amorevoli che quella creatura ha conosciuto sono state le mie e quelle di mia glia. Poi ha preso la decisione di spedirlo al suo paese, da qualche lontano parente e non se n pi occupata. Ma qualcosa era cambiato in lei: ha lasciato la nostra casa, non chiaro che lavoro faccia, sempre pi sciatta e triste. Ecco, io credo, che quella ruota avrebbe salvato la mia Oxana. Liliana Bucci Non so se la riedizione di quella che nel medioevo si chiamava Ruota degli Esposti avrebbe salvato la sua amica da questa deriva di solitudine e autodistruzione. Quello che so che probabilmente avrebbe salvato il bambino. straordinario che una pratica antica, nata quando non si sapeva che nei primi mesi di vita che si forma la mente e quindi il destino di unintera vita, possa oggi salvare un neonato, non soltanto da un cassonetto usato come bara, ma dal distruttivo abbandono emotivo. Una veloce adozione potr restituirgli infatti quellindispensabile holding materna interrotta o mai conosciuta. A patto naturalmente che si accelerino sempre di pi le pratiche di adozione, ancora in parte frenate da lungaggini burocratiche. Va in questa direzione non soltanto la ruota, ma soprattutto la legge che permette di partorire in modo anonimo in ospedale e dare subito il neonato ai nuovi genitori. C da anni ma scarsamente conosciuta. Invece dovrebbe essere pubblicizzata in tv e scritta per le strade, sugli autobus, nelle stazioni, con manifesti in tutte le lingue che circolano in questo nostro mondo globale e sempre pi difcile.

Ordini professionali solidali


La lettera della Sig.ra Furetta (lEspresso n. 27) afferma che dal mondo degli Ordini professionali non ha sentito levarsi voci di solidariet per il terremoto in Emilia. Ma basta visitare i siti degli Ordini professionali per scoprire un mare di solidariet. Gli agrotecnici per esempio si sono messi a disposizione per censire i danni alle imprese agricole e al patrimonio zootecnico, come agronomi e ingegneri, la cui opera tecnica preziosissima. Certo, non si vedranno mai squadre di volontari con le magliette Ordini professionali perch noi operiamo con Prefetture e Protezione civile (dove i nostri iscritti operano come volontari), anche perch lo spontaneismo, in queste circostanze, fa pi danni che altro.
ROBERTO ORLANDI Presidente Collegio Nazionale Agrotecnici e Agrotecnici laureati VicePresidente Comitato Unitario Professioni

Al governo quel che del governo


A proposito dellarticolo Tagliate Cammarata - da Palermo al Senato (lEspresso n. 27), preciso che per la mia attivit parlamentare - in qualit di Questore di Palazzo Madama - ho ritenuto opportuno avvalermi dellesperienza giuridica dellavvocato Cammarata per un supporto di ricerca legislativa, potendo egli, in qualit di dipendente della pubblica istruzione, essere comandato senza aggravio di spesa per le casse dello Stato. Mi sembra pertanto del tutto fuorviante denire il suo ruolo come di colui che deve pensare al risanamento dei conti e dettare le linee per riorganizzare dei servizi degli enti locali, come ripor-

tato nellarticolo. Questo ruolo, come ovvio, spetta al governo.


ANGELO MARIA CICOLANI Sen. Questore

Mai preso soldi dalla Margherita


In merito allarticoloMargherita pronta cassa (lEspresso n. 27) e allinclusione del mio nome tra i beneciari dei fondi della Margherita, preciso che in nessun caso ho ricevuto denaro dalla Margherita o dal sen. Lusi che non ho mai n conosciuto n incontrato. Tutte le spese che riguardano le mie campagne

elettorali sono state affrontate con soldi del mio bilancio familiare e senza contributi pubblici o privati. Neanche per spese telefoniche o di segreteria, n per associazioni o centri studi a me vicini.
GIOVANNI BARBAGALLO email

Il sole a Lugano
Il libro Il sole a Lugano, scritto da Roberto Colantonio e citato nellarticolo Benedetta Svizzera, (lEspresso n. 26), edito da Iemme Edizioni e non da Feltrinelli.

lEspresso: Via C. Colombo, 90 - 00147 Roma. E-mail: letterealdirettore@espressoedit.it


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| 19 luglio 2012