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Un bagliore di tromba barocca ed il giuoco riesplose improvviso di suprema finzione e vanit truccata mentre amore disilluso meditava suicidi

psicanalitici dove corso Cavour si ammazza tra le palme e io piombo sul mare in silenzio . e bagliore di margherite anche il giuoco barocco di ritrovarci nuovi per suprema finzione pu portare il vento anche il grido di tromba e rivolta nato al perdersi vago duna citt adolescente e custodito sul mare presso barche di pescatori come odore di gelsomini. (1976)

Non si pu lottare con le armi della poesia se brutta offende se bella concordi gli animi rende dipende da te la gloria o il niente ma ugualmente non paga rende pochissimo anche praticamente.

Il poeta laureato dorme tra due guanciali ma sono spesso banali o insipide le salse modesti gli intingoli ammanniti i vini serviti sanno di tappo ambiti ma noiosi i suoi regolari inviti.

Tra le specchiere e i detriti della cultura ufficiale perle di vetro brillano pirite occhieggia scarseggia la verit circa effettuale

il morso del male si dirada. Ma allora che scrivi a fare? se nello scavare in esso (digging) il suo senso?

Luna degli occhi (blu) di Anna La Rocca luna dellassenza di Ida


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luna de tu partida luna del monumento alle tette di Antonella ansia male spavento bimba in braccio squarcio di tramontana tormento di non averti luna di libeccio luna amara alone tra le nubi doriente fendente di gelosia de las mujeres queridas luna detu partida

Sono pi belle, o sera queste ancelle che] Ti seguono tra le nubi del cielo O le pagliuzze d'oro che le ascelle DElvira ricoprono come un velo? Spesso brillano quando esce dall'acqua E -"vengo a omaggiarti" dice senza Guardare. Il bagno cos amato sciacqua dal] Viso la crema alle erbe la cui assenza Farebbe troppo secca la tua pelle. Guardami senza paura verde ondina Scrosciami le tue stille dai capelli La tenerezza al mare la mattina Guizza nel cuore tra cancro e gemelli.

Questa che pare quieta e dentro stilla D'inquietudine e sogni - erta naturaLa trama stretta e tenue come anguilla Illumina la tua dolce figura. Che gi dai pori dentro me s'instilla della tua mano fragile e sicura e la ragione di me e te sigilla dentro la tersa e vindice testura Delle tue vene che la linfa immilla e stringe ancora un po' la mia paura alla fossetta che ora ad or fibrilla

Nel tuo sorriso ardente di premura con d'ironia festevole una stilla per la mia morte prossima ventura.

Lironica saetta dei tuoi occhi con sovra dessi uno screziato cielo di cirri arcuati e di stellanti fiocchi mi ha riportato il fermo acuto velo Delle lacrime, solidi rintocchi duna felicit che larduo stelo del tuo corpo dischiudeva agli occhi gi troppo grande pure per il cielo I tuoi sussurri sono i puri sbocchi di un tremore che ferisce il cielo della trepidazione con cui scocchi Gli sguardi acuti con cui sfidi il gelo del tuo dolore. O che la mano tocchi la mia che sta intrecciata nel tuo stelo.

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Splendido amore che mi sei disceso come angoscia nel peso delle mie ossa, per ozio per sonno nel cuore

Ora che guardo e sento amaro il dono negli occhi tuoi riflesso dei miei versi le tue lacrime sanno cosa sono le mie che agli aspri vertici diversi dei seni acuti chiedono ristoro come una coppa in cui a fatica bersi la vita intera tra i sui fregi doro. Gli anni operosi stanno scuri o tersi nella memoria al suo debole fuoco ma come carte sono ora dispersi dalla tua mano alla fine del gioco nel quale stanno come sogni immersi ma pure sotto il sole trovan luogo e li guardano i nostri occhi detersi.

Non cera amore che con pi carezze non cera amore che con pi parole splendesse candido comera il sole dove ora sono le tue dolci asprezze. Sar cos che sfogliansi carezze? Sar cos che cadono parole ? Rimane il pallido desio che suole tradurre in caldi baci crude agrezze. Nel tuo dolore sono ardue certezze che il sole sbianca come gi parole ma strette al cuore come son carezze non lasceranno mai le mani sole di te nelle cui tremule dolcezze sono i deliri che l'amore vuole.

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Non per alzarsi poi Che cade il mio sguardo Sul gesto con cui prendi Il giornale con due mani dalla signora Delledicola dietro la sagrestia Di S. Francesco Contrastando il sorriso Con il girocollo della maglietta Illuminata ti metti il giornale sottobraccio E sorridi. La nostra giovinezza passa Vedendo me separato da te Nella luce del sole E tu salendo a casa da Via Setaioli parli con la Tua amica, io con Michele A telefono, o allIstituto Di Via Malpighi. 10/X/ 1985

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Andremo a vedere uno stazzo nelle previsioni ridenti la minorit si diffonde da questo programma non amato si d nel suo isolamento la cosa infantile col primo sintomo di sgomento. e saremo sulla balza ridotti a natura? queste o quali travature di cellule nella stretta futura?

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E vero dissenso il profumo variato di un alito di vento per quanto pu servire la congiura geniale di quattro violinisti apolidi per giuoco mutevole distinti.
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Certo chi canta il pianto della sposa dIgor con clarini irrisolti deve aver trovato giochi che faceva ragazzo- la spada dAlexander Nievskij. Come aprirsi un varco di conoscenza fra i candori scanditi e le ombre di unantica cattedrale di logici rapporti pu servire ad aprire con giuste dita la corolla spiegata di un alito di vento. (1976)

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Per la certezza che ti penso pi Traditore sta il tuo cervello sul banco alimentare accanto a lui c il mio cuore nel vaso le rose amare nel giardino tropicale la palma di sale incassata fra i tetti a contraffortisopra lultimo alla collina illuminata sale lo sguardo, scende ai brevi incastri degli orti. Il movimento sulla vita regna il mare discende ad entrare tra i capelli virginei sulla battigia segna uno slavato indizio di mare e si riparano i torti col conforto del cielo e del sale.

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FANTASMI MARINI

Per quanto rosate dall'alba marina impallidiscono larve vivono ancora sulla schiena ondosa di te gi cos pallida, in sussurri scivolano tenere e palpitanti di dolore alla sordina tenuemente oscillante tenuto
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sulla mano come una patella appena aperta. La tua ombra ha lo stesso sapore salato e vivo amaro nelle rifrazioni del tuo pallore che resta tra denti sono i filamenti dei frutti di mare le membrane amare aperte e diafane di te del tuo riso della tua risata onda d'altezza imprevedibile che scroscia e si apre e si spezza a vortice sul mio capo nella chiarit del mare.

Con Anna non si beve A volte lei per telefono Chiede _Perch ti ubriachi, se lecito?
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Quando le dico che a volte la sera Con Corrado beviamo Un boccale di birra. Perch quando cammini la maglietta Ti ondeggia sul bacino Perch con Andrea che Sulla ghiaia di Verzeignis lo scopri e quando Si sveglia Sergio in preda Alle convulsioni della follia Chiede a Paola di riaddormentarsi Vicino a te. Quando poi veramente si calma Tu certo non ti stupisci, perch?

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Il giro del sole illumina il muro Della camera chiara Nella alta maest del tuo petto Savvitano cardini Della segregazione Dalla dura materia del tuo volto Nella luce percosso si disperde Il pulviscolo dellaria.

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Quanto male hai sofferto -se ripeto la fantasmagoria venosa che disegna larea di questo malequanto stato fatale - se ricordo la scissione dellattimo -crepa in cui siamo stati a lungoaver avuto quel padre quella madre, essersi incontrati allora s segnati a dito. Certo ci siamo scambiati sommati i genitori, i cambi di marcia, dolori (quasi i pantaloni) stelle di sera sorelle.

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La mia solitudine onerosa Ti vede ascendere al palazzo accanto Stillante accesa a Castorino sposa In mano gli orecchini dargento
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A cento metri tintinnare ti sento Dal mare sfatto vedo il tuo rossetto Che mi percuote nel sorriso scelto Ancora pi di pietra secco e netto. Non c una verit che per le scale Consoli la mente di sasso Lidea che pi a me sia appartenuta Cade mentre lascensore sale In casa per te alla finestra passo E sul tuo letto ti vedr seduta.

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Grazia che con chiarezza disperdi la rima al cui vigore nellarmonia dei seni impera dissolutezza, scherzo, che dai miei sciolti nella discordia dei sensi del mare mia voce dispera

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La tua unicit leggera adesso chiaro sorriso matrigna dun verso.

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In questa luce che per voi si tiene A me non mena angoscia Essere cristallo o raggio la selva del plazimento dolce ombra Se la vostra virtude. E non chiude chiarezza.

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Arpa
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La notte e mai non fosse lalba ai sospiri scintillanti di tenebre compatte e cristalline la notte si riprende le sue stelle

Metafora composta La notte si rendeva Maliziosa Ai corpi stanchi

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Degli ufficiali Inglesi senza trastullo Nel presidio Incessante di Lahore

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III Oh vitale inghilterra Molto ti aggrada la notte Velata di the al latte E zanzariere IV Perch premio sicuro alle stragi del giorno non ti stancare mai di uccidere i capelli neri delle vergini V oh si masturbano incuranti in su la via uccidere uccidere e la notte premio sicuro

VI Ecco forse sei nuova Alle arpe violate Delle voci nascoste Nel passato guerresco Di cascate riposte Alle barbe di unguento VII
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Stronca tranquilla Uccidi Distruggi Fai secco

VIII Bene il gusto Raffinato lo giuro Del tempo Il ragtime porter novello pentimento.

IX

Pannocchia Immatura di grano Erano i tuoi capelli Immaturo ufficiale scarlatto

Millenovecentodieci Bel tempo per suonare


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Ragtime E attendere allinquieto filosofare Vegetale dei precursori1 di Gandhi

Poich dopo mangiato il pensiero Di Anna pi gradito Anche se uno dei due morsi stringe Ancora] La mente consolata dallistinto Parla pi distesa alla ferita Dellamante respinto Lattesa della sua telefonata E risparmiata di qualche minuto
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ignorante

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Cos anche allo studio Si stende una specie Di velo Nel pomeriggio del sofferente E pure non dormendo Ci si crede staccati Per un momento da quel pensiero. Allora da una porta Appare lamata nel dormiveglia Infantile cos nuda e sperata Ma abbagliante e netta Come in una fotografia.

Sar nella pace di questo costumato brumaio Ma nel tono del verso che pure si compone Nel mio passo svelto di strada nuova che leggo la bruciante scissione tra il suo spirito e il suo sgomento in ogni facciata colore ocra o mattone nella neve a capo scoperto o perso nel cortile delle magnolie

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