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Pagina 14 - Mass media

Il palinsesto rovesciato
ASIS news Anno VI numero 2 - 15 febbraio 2007

Renato Calapso Lepoca nella quale viviamo induce le persone della mia et alla nostalgia, per lo meno dal punto di vista televisivo. I palinsesti offrono dei programmi che appaiono decisamente fuori dal tempo e dallo spazio in cui eravamo abituati a trovarli lasciando la sensazione che il mondo sia uscito di netto dai cardini come fino a qualche decennio fa avrebbe detto Theodor Adorno. La mia generazione quando ebbe il permesso agognato di restare davanti al video dopo il fatidico Carosello in genere si trovava ad as s is ter e ins ieme agli altr i componenti della famiglia, ad un bel film rigorosamente datato, a un d ib attito p o litico o ad u n documentario culturale dignitosamente confezionato. Nelle nostre serate tutte queste cose non ci sono pi, o sono del tutto irriconoscibili. Avevamo imparato a conoscere la politica attraverso compassate trasmissioni durante le quali gli ospiti parlavano p er u n temp o p r ef is s ato e rigorosamente senza interrompersi. I giornalisti facevano ai politici vere domande che esigevano vere ris pos te. D unque non li riconosciamo pi e guardiamo con s gomento lindes crivibile confusione di oggi. I documentari storici hanno di solito per oggetto le preferenze intime di Adolf Hitler quando ancora non ci siamo rimessi dalla assimilazione dei suoi metodi politici. I film sono stati sostituiti da originali televisivi americani o nostrani con rarissime eccezioni (La squadra soprattutto) di pregio molto minore, o con gli scarti del settore cinematografico. Il resto sono giochi a premi

Poi ci siamo accorti che si poteva puntare su una sorta di rivoluzione copernicana. Non era tanto il contenuto dei palinsesti ad essere stato modificato radicalmente (forse con leccezione della politica) ma ne erano s olo s tati s convolti radicalmente gli orari. Cos abbiamo iniziato ad andare a letto pres to la s era come il personaggio di Noodles (De Niro) in Cera una volta in America di Sergio Leone. Non era stanchezza ma una tattica. Avevamo capito che in prima serata andavano ormai quei programmi che erano un tempo destinati alle ore morte in cui mai avremmo pensato ad accendere la tele.

Non cera che da verificare la reciproca. Bastava un attimo di coraggio. E se avessimo provato a vedere cosa veniva trasmesso alle ore quattordici quando passava di r eg o la il telef ilm ch e n o n degnavamo di uno sguardo? Tentare non nuoce. Ed ecco come per magia apparire sul video del tutto insperato il bel film che aveva allietato le serate della nostra giovinezza. Non cera che da seguirlo nel suo esilio. Cos quasi commossi abbiamo rivisto il Paul Newman di Nick mano fredda, il Burt Lancaster di Io sono Valdez, Michael Caine in uno degli estrosi e sperimentali film di spie di un quarantenne Ken Russell. La scoperta era grande: nel palinsesto nulla si crea e nulla si distrugge. Tutto si sposta dorario dietro le follie dellauditel e della raccolta pubblicitaria. Restava da verificare che il meritorio Interno giorno de La7 non fosse un caso isolato. Ci vennero in aiuto le lunghe e studiose estati, le mattine assolate in cui i bimbi stanchi non ne possono pi del mare. Accendiamo. Ecco i programmi storici e i documentari che trenta o ventanni fa ci hanno formato e informato. Praticamente identici (La storia siamo noi) ma spostati lontano dalla prima serata in cui li avevamo seguiti ascoltando avidamente le chiose di nostro padre, che ci illustrava con pazienza quanto ci risultava ostico del delitto Matteotti o dellepopea della divisione Acqui. Oggi siamo noi a dover spiegare ai bambini cosa significano i versi della canzone banditi della Acqui in alto il cuore sui monti di

I documentari storici hanno di solito per oggetto le preferenze intime di Adolf Hitler quando ancora non ci siamo rimessi dalla assimilazione dei suoi metodi politici. I film sono stati sostituiti da originali televisivi americani o nostrani con rarissime eccezioni (La squadra soprattutto) di pregio molto minore, o con gli scarti del settore cinematografico. Il resto sono giochi a premi volgaris s imi che fanno non rimpiangere ma idolatrare Rischiatutto. Il dolore per questa situazione durato anni, in fondo siamo animali televisivi e il nostro paese, come dicevano con tonalit diverse Pasolini e Flaiano, stato fatto cos com dalla televisione.

dalla prima serata in cui li avevamo seguiti ascoltando avidamente le chiose di nostro padre, che ci illustrava con pazienza quanto ci risultava ostico del delitto Matteotti o dellepopea della divisione Acqui. Oggi siamo noi a dover spiegare ai bambini cosa significano i versi della canzone banditi della Acqui in alto il cuore sui monti di Cefalonia sta il tricolore. Coraggio, il mondo che abbiamo amato non scomparso, solo andato in esilio. Compare sullo schermo quasi intatto negli orari morti che la nuovissima organizzazione del mercato ha sottratto ai programmi di scarto che occupano le nostre prime e sonnolente serate.

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