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La Roba Di Verga

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Il Realismo di Verga

Il realismo si affermò in letteratura nel XIX secolo, a partire dal 1840 circa fino agli anni novanta del secolo. Il realismo Italiano espresse i risultati più alti nell'opera di Giovanni Verga, caposcuola del verismo. Così come la scienza va in cerca di fatti, gli scrittori realisti sono accomunati dalla volontà di descrivere in modo imparziale e oggettivo l'ambiente, le azioni e i caratteri, senza operare scelte basate su criteri morali o estetici tradizionali.

Una delle principali conseguenze del movimento realista nella storia del romanzo fu la perdita di importanza della trama, così come l'abbandono dei soggetti drammatici cari alla tradizione romantica, sacrificati in favore della descrizione della vita e delle tragedie quotidiane della piccola borghesia e del proletariato, le classi sociali più ampie e meno privilegiate nella società industriale.

La Roba
di Giovanni Verga da: Novelle Rusticane (1883)
Mazzarò era un uomo che aveva tratto la sua ricchezza dalle terre dove una volta zappava e su cui aveva faticato per quattordici ore al giorno con enormi sacrifici fatti di duro lavoro e di privazioni, con le sue forze fisiche e la sua intelligenza riesce a riscattarsi della miseria e a possedere la “roba”.

Egli diventa padrone di terre immense, uliveti, vigne, mandrie, greggi, fattorie e chi lo aveva preso a calci ora gli dava dell'eccellenza e lui poteva permettersi di pensare al barone, suo vecchio datore di lavoro, come ad un “minchione” caduto in disgrazia.

Infatti poco a poco Mazzarò aveva acquisito tutte le proprietà del barone lasciandogli solo lo stemma di famiglia di cui lui non sapeva proprio che farsene; così come non aveva mai denaro perché riteneva che i soldi non avessero importanza perché non erano “roba” e quindi quando aveva accumulato una certa somma aquistava ancora terra e proprietà.

Ma la “roba” diventa per Mazzarò un'ossessione che lo perseguita: non ha tempo per gli affetti nè per godersi la sua agiatezza ma solo per pensare a come accumulare altre ricchezze. Si lamentava solo del fatto che cominciava ad essere vecchio e, giunto al termine della sua vita, non riuscendo a rassegnarsi di dover lasciare tutto, uscì nel cortile e come un pazzo incominciò ad uccidere gli animali che gli capitavano a tiro urlando: << Roba mia vientene con me! >>.

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