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Scuola superiore Magistrale Niccol Tommaseo. Daniele Mocci a.s.

2011/2012

PROGRESSO: LA TECNOLOGIA E L'EDUCAZIONE

1910 Umberto Boccioni: La citt che sale, ora conservata a New York, al Gugghenheim.

Capolavoro futurista il cui titolo originale Il Lavoro, rappresenta un cantiere dove stanno costruendo vasche per l'acqua destinate ad una
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centrale termoelettrica di Milano. Una scena confusa e sfuocata grazie alle pennellate ancora filamentose e al contrasto di luce e colore: tuttavia possibile distinguere sullo sfondo impalcature di costruzioni e ciminiere fumanti. L'artista vuol comunicarci l'idea del movimento e della fatica umana e animale attraverso la simultaneit, che consente la presenza contemporanea del cavallo sia sullo sfondo che in primo piano, dove ostacolato dal gesto dell'operaio che cerca con tutte le sue forze di fermarlo, aggrappandosi alle briglie. Il cavallo per Boccioni ci che la macchina significa per Marinetti: il simbolo del progresso, della crescita urbana ed economica propri dello spirito moderno.

Pag. 4, INTRODUZIONE; Capitolo I : Saymour Papert

pag. 5, Paragrafo I.I : Educazione e tecnologie secondo Seymour Papert pag. 6, Paragrafo I.II : Le nuove tecnologie nell'educazione del bambino sordo

Capitolo II : Il progresso per Giacomo Leopardi e Giovanni Verga

pag. 8, Paragrafo II.I : Pessimismo storico e antiprogresso.


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pag. 9, Paragrafo II.II : La Ginestra e la rassegnazione alla propria condizione: pessimismo eroico

pag. 10, Paragrafo II.III : L'ideale dell'ostrica pag. 11, Paragrafo II.IV : Il progresso non reca felicit.

Capitolo III : Hans Jonas


pag. 12, Paragrafo III.I : Etica per la civilt tecnologica pag. 13, Paragrafo III.II : Ricerca scientifica

Capitolo IV : Le cellule staminali pag. 15, Paragrafo IV.I : Le cellule staminali e il progresso della scienza medica. Capitolo V : Lo sviluppo di nuove tecnologie nella storia pag. 17, Paragrafo V.I : Lati negativi e positivi nella la seconda rivoluzione industriale

Introduzione: La mia tesina si basa sul progresso e su come la tecnologia viene vista nelle varie discipline. Cercher di trattare argomenti inerenti alla Pedagogia, Filosofia, Italiano, Storia, Scienze, Inglese e Educazione Fisica. Spiegher i vantaggi che la tecnologia pu dare se usata con intelligenza e nella maniera giusta. In che maniera si pu educare servendosi di strumenti tecnologici e come la tecnologia possa anche assopire alcune mancanze fisiche dellindividuo, aiutandolo, facendo si che possa avere le stesse agevolazioni privilegi di chiunque nonostante non sia portato fisicamente ad averli. In questo citer anche vari autori che si sono occupati di questo problema elaborando delle loro idee.

I - Saymour Papert

I.I Educazione e tecnologie secondo Seymour Papert Parlando di nuove tecnologie non potevo non citare Papert, un matematico contemporaneo sudafricano. Papert si occupato dell'apprendimento tramite l'utilizzo di computer. La sua tesi consisteva nel fatto che l'uomo apprende pi facilmente se ha
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alla sua portata l'oggetto del suo studio, in questi termini quindi lo studio deve riguardare qualcosa di tangibile e con cui avere un rapporto pi vicino alla realt. In particolare, Papert sostiene l'uso del computer come supporto all'istruzione e ambiente d'apprendimento che aiuta a costruirsi nuove idee. Il computer viene cos usato come macchina per simulare. Questo metodo deve essere applicato secondo Papert nelle scuole dove lo studio deve essere seguito tramite l'utilizzo di un pc. A questo metodo Papert introdusse il LOGO, un programma di computer per bambini delle scuole elementari, dimostrando tra l'altro l'utilit del computer come supporto per l'apprendimento anche per i pi piccoli. LOGO , infatti, uno strumento che consente ai bambini di utilizzare il computer per fare qualsiasi cosa vogliano fare: della musica, dell'arte, dei giochi, delle ricerche storiche. un modo per dare ai bambini, e anche a chiunque altro, agli adulti come ai bambini, il controllo del computer. In quest'ambiente, il docente si trasforma in animatore della comunit, promotore di attivit in cui i bambini progettano e imparano esplicitando e discutendo teorie sul mondo con cui interagiscono. Papert ci espone i principali punti della suo pensiero in merito all'avanzamento del progresso tecnologico nelle scuole. Citer solo alcune delle sue risposte: Nello studio l'uso del computer rende la conoscenza attiva perch permette di creare subito delle applicazioni di quello che si appreso Il ruolo degli insegnanti deve cambiare radicalmente: devono insegnare ai bambini come essere autonomi nei processi di apprendimento; inoltre l'insegnante deve dimostrare come si studia e si impara e, quindi, mettersi a studiare con i suoi studenti La pigrizia riconosciuta ad alcuni insegnanti si deve piuttosto imputare all'arretratezza del sistema scolastico italiano la scuola dovrebbe dare agli insegnanti gli strumenti e la libert di agire innovando la didattica Papert sta aderendo ad iniziative di diffusione dei PC proprio nei paesi in cui ce ne sono meno.

I.II Le nuove tecnologie nell'educazione del bambino sordo Le nuove tecnologie possono contribuire notevolmente a ridurre l'handicap comunicativo e linguistico dei bambini e ragazzi sordi, perch permettono di trasformare la modalit di trasmissione del sapere. L'uso del word-processor pu aiutare i ragazzi sordi nel difficile compito della composizione scritta.
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La possibilit di poter tornare in ogni momento sul testo favorisce una maggiore concentrazione, la spinta all'autocorrezione, l'attenzione agli aspetti estetici della produzione scritta. Esistono attualmente in Italia alcuni programmi creati appositamente per i sordi e realizzati tenendo conto delle loro particolari difficolt. Il computer consente di effettuare dialoghi a distanza. I bambini sono cos motivati a utilizzare la scrittura come uno strumento vivo, cogliendo cio una funzione fondamentale dello scrivere e del leggere: scrivere per informare altri, leggere per ricevere informazioni.

II - Il progresso per Giacomo Leopardi

II.I Pessimismo storico e antiprogresso. In un primo momento Leopardi concepisce linfelicit come una condizione propria in particolare dell'uomo moderno, come un prodotto del divenire storico e del "progresso". E luomo stesso che allontanandosi dal felice stato di natura ha in gran parte causato la propria infelicit. La natura concepita invece dal Leopardi come una "madre" provvida e benevola che, se non deviata o contrastata da altre forze, condurrebbe l'uomo alla felicit. Nel pessimismo storico Leopardi partecipa allo scontro tra natura (= antichit) contro la ragione (= modernit, incivilimento) mettendosi dalla parte della natura. Lantichit vista come un mondo dove era ancora possibile una percezione pura e incontaminata delle cose e della natura, dove era ancora viva la morale eroica delle illusioni, dove tutto era spontaneit, autenticit, vitalit. Leopardi tratta questo argomento soprattutto negli Idilli e nell'opera dello Zibaldone. In quest'ultimo troviamo infatti appunti, riflessioni, pensieri, ricordi che scandiscono il graduale sviluppo della formazione letteraria di Leopardi le quali segnano le fasi del suo pensiero e con ci anche la sua visione pessimistica del progresso.

II.II La Ginestra e la rassegnazione alla propria condizione: pessimismo eroico.

La Ginestra l'ultimo canto leopardiano. Leopardi si considera straniero nel suo tempo, rifiutando le mode ed i miti d'attualit, tra cui quello del "progresso" del genere umano. A queste che considera teorie fuorvianti perch non tengono conto dei dati naturali della condizione umana, contrappone una filosofia "dolorosa ma vera", il cui nocciolo consiste nel riconoscimento della materialit dell'uomo, della sua infelicit. E' una concezione antropologica, poich si tratta di diffondere una cultura dell'uomo come essere cosciente della precariet in cui vive e dell'annullamento a cui destinato. L'autore si batte contro la pretesa di instaurare una felicit collettiva ignorando la situazione reale dell'individuo, perseguitato dalla natura nemica. I liberali sono detti "sciocchi e ignoranti, perch promettono vane speranze di progresso e felicit. Ed ecco quindi la proposta, il messaggio di solidariet, di eroismo, per affrontare con lucidit la realt, la coscienza del vero. Il suo ultimo appello alla fraternit rivolto a tutti gli esseri umani: l'unico mezzo per sfuggire all'unica vera nemica comune (la Natura) quello di cooperare in una lotta comune lasciando da parte inutili conflitti fratricidi. Il poeta chiude il suo canto con il ritorno all'immagine della ginestra, da cui aveva preso l'avvio, intesa come mito e simbolo dell'unico atteggiamento possibile per l'uomo come per le altre forme caduche dell'immenso e ricorrente ciclo della vita materiale: la rassegnazione al dolore, la coscienza dell'umilt della propria condizione, l'accettazione del Nulla come unica realt da cui veniamo ed a cui siamo destinati.

Il progresso per Giovanni Verga

II.III

L'ideale dell'ostrica.

Verga ci spiega l'effetto che ha avuto il progresso nella societ e come viene visto questo cambiamento nelle classi sociali del suo tempo. L'ideale dell'ostrica un concetto che Verga fa emergere nella suo componimento dei Malavoglia. Verga crede che le persone devono restare attaccate a quelle cose che hanno gi, in modo da non fare la fine di padron 'Ntoni, il quale osando sulla sua carriera, ha investito i suoi soldi in un affare che si concluse decisamente male, facendogli perdere tutto quello che aveva. In questo modo l'individuo, se prova ad andare pi in la rispetto a dove dovrebbe stare muore e perde tutto, proprio come succederebbe a un'ostrica se lasciasse il suo scoglio.

II.IV Il progresso non reca felicit. Verga nega che il progresso significhi serenit e felicit ed convinto che in questo mondo, teso verso la ricerca di beni materiali e di ambizioni sempre pi elevate, l'uomo chiuso in s affidato alle sue forze che si logorano giorno dopo giorno. Verga paragona il progresso a una fiumana, tipico fiume siciliano a regime torrentizio che per la maggior parte dell'anno in secca ma nella stagione delle piogge straripa e reca danno alle cose pi deboli, come il progresso che inattivo per la maggior parte del tempo ma quando vi i pi deboli e i pi poveri ne sono soggiogati. Uscire dallo stato sociale in cui il destino pone l'uomo non possibile, ed questo ci che avviene al giovane 'Ntoni, che vede fallire il tentativo di trovare fuori dal proprio ambiente una vita migliore.

III - Hans Jonas

III.I Etica per la civilt tecnologica La paura e la responsabilit di fronte alla realt come un "tutto" sono al centro della sua opera pi conosciuta, Il principio responsabilit. Quest'opera dedicata ai delicati problemi etici e sociali sollevati dall'applicazione incessante della tecnologia in tutti gli aspetti della vita. In questo testo, che porta all'ordine del giorno della riflessione filosofica europea l'emergenza ecologica, confluiscono tutte le ricerche precedenti dell'autore: religione, natura, tecnica. Il punto di partenza dell'autore che "il fare dell'uomo oggi in grado di distruggere l'essere del mondo".
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Dal Principio responsabilit: Jonas formula un nuovo imperativo categorico per il nostro presente: Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza della vita umana sulla terra

III.II Ricerca scientifica

Riguardo a questo tema Jonas non assume una posizione netta pro o contro, ma nelle ultime fasi della sua vita dimostra una maggiore apertura nei confronti della libert di ricerca, in quanto "il sapere non pu mai rinunciare alla sua chance. In mezzo ad ogni incertezza, esso deve sempre e comunque compiere il suo dovere". Questo pensiero esprime una grande fiducia nelle capacit conoscitive e autoregolative della ragione umana. Il principio responsabilit un libro di Hans Jonas, da cui prende il nome il principio cardine di un'etica razionalista applicata in particolare ai temi dell'ecologia e della bioetica. Ne Il principio responsabilit, Hans Jonas approda alla necessit di applicare il principio di responsabilit ad ogni gesto dell'uomo che "deve" prendere in considerazione le conseguenze future delle sue scelte e dei suoi atti. Dopo la crisi della razionalit etica provocata dalle elaborazioni di Friedrich Nietzsche si registra nel pensiero del XX secolo l'esigenza di restituire l'etica alla plurale concretezza del mondo e della vita, osservando che la ricerca di principi universali condiziona le decisioni e le scelte sull'ambiente, sull'economia, sulla comunicazione e, in sintesi, sulla vita del genere umano. Tale esigenza, che porta ad una ripresa dell'universalismo kantiano e dell'idea di "dovere" quale fondamento della morale, si rinviene nel pensiero e negli scritti di Hans Jonas, "teorico dell'etica della responsabilit", che elabora, cos come Weber, un concetto di etica orientata al futuro. Hans Jonas inserisce la propria proposta teorica nel provocatorio progetto della fondazione dell'etica nell'ontologia, in nome della salvaguardia dell'essere e dell'umanit nell'Universo minacciato dalla tecnica, con le sue conseguenze distruttive sul piano planetario. L'imperativo dell'etica della responsabilit viene cos
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formulato: "Agisci in modo tale che gli effetti della tua azione siano compatibili con la continuazione di una vita autenticamente umana".

IV - Le cellule staminali

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IV.I Le cellule staminali e il progresso della scienza medica. Le cellule staminali sono delle cellule in grado di differenziarsi in altri tipi di cellule del nostro organismo a seconda delle loro caratteristiche poich ne esistono varie tipologie. Le cellule staminali contenute nel nostro organismo non sono molte e risiedono solamente in certe aree del nostro corpo. Quelle pi importanti sono contenute nel nostro organismo e risiedono nel cervello, nel midollo osseo, nello strato di pelle pi profondo chiamato derma e in altre zone come i vasi sanguigni e la polpa dentaria. proprio lo studio pi approfondito di queste cellule e la conservazione nelle banche apposite che permetter agli scienziati, forse in futuro, di curare, soprattutto grazie al trapianto, le malattie che colpiscono tutti gli esseri umani e non solo, forse potrebbero essere utilizzate anche per curare i bambini non ancora nati. Questo progresso, tecnologia, la scelta per la mia tesi. In base alla loro potenza si possono distinguere 4 tipo di cellule staminali: TOTIPOTENTI sono le cellule in grado di generare un organismo completo, potendosi specializzare in qualsiasi cellula. (ad esempio il blastomero) PLURIPOTENTI sono le cellule che possono specializzarsi in qualsiasi tipo di cellula (comprese le pluripotenti indotte, derivate artificialmente da una cellula non-pluripotente, spesso da una cellula somatica adulta) MULTIPOTENTI sono in grado di specializzarsi unicamente in alcuni tipi di cellule UNIPOTENTI possono generare solamente un tipo di cellula specializzata
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V - Lo sviluppo di nuove tecnologie nella storia

V.I Lati negativi e positivi nella la seconda rivoluzione industriale La seconda met del XIX secolo fu caratterizzata da un prodigioso sviluppo delle attivit industriali, a cui stato dato il nome di seconda rivoluzione industriale. Esso riguard principalmente i paesi pi
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progrediti come l'Inghilterra e la Francia, nei quali l'economia pass rapidamente da una di tipo prevalentemente agricolo ad una di tipo industriale. Lo sviluppo fu favorito da una lunga serie di scoperte scientifiche: nuovi materiali chimici, la scoperta dell'energia elettrica, lo sviluppo della ferrovia, nuovi mezzi di comunicazione tra i quali il telegrafo e il telefono. La rivoluzione industriale cambi profondamente la societ e l'economia, portando molti benefici ma anche una serie di problemi inediti: spopolamento delle campagne: un gran numero di persone abbandon il lavoro nei campi per cercare lavoro nelle industrie cittadine; nascita del proletariato urbano: si form una nuova classe sociale costituita dagli operai, che affollavano le periferie delle citt spesso in condizioni di vita estremamente difficili; condizione dei lavoratori: gli operai non erano tutelati da norme sindacali e perci venivano costretti a lavorare a basso compenso con orari molto estesi. Le donne non avevano tutele in caso di maternit e i bambini venivano spesso impiegati come forza lavoro a basso costo.

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