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Legno & Edilizia - Fiera di Verona Progettare con il legno 21 giugno 2002

Resistenza al fuoco delle strutture in legno e legno lamellare


Perch scegliere il legno / legno lamellare per una struttura in cui si richiede "resistenza al fuoco" ?

prof. ing. Maurizio Piazza


Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Strutturale - Universit degli Studi di Trento

COMPORTAMENTO AL FUOCO DEL LEGNO


Il legno, materiale combustibile, brucia Le strutture lignee possono bruciare...

ma avere una buona resistenza al fuoco Materiale organico (per pi del 50% C) Temperatura di accensione 200 250 C Grande sviluppo di energia ( 4400 kcal/kg)

prof. ing. Maurizio Piazza


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Combustione reazione di ossidazione tra un combustibile ed un comburente, con sviluppo di calore, normalmente caratterizzata da fiamma e fumo Incendio combustione sufficientemente rapida, che si sviluppa senza controllo nel tempo e nello spazio Elementi necessari (Triangolo del fuoco) : combustibile comburente fonte di innesco Dinamica di combustione innesco propagazione esaurimento Tipi di combustione lenta, viva, esplosiva completa, incompleta
prof. ing. Maurizio Piazza
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La combustibilit del legno costituisce davvero il limite pi grave al suo impiego come materiale da costruzione? Probabilmente i degradi collegati agli attacchi da agenti biologici hanno complessivamente provocato, nel corso del tempo, danni economici pi gravi di quelli causati dal fuoco,

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ma questi hanno causato conseguenze pi pesanti in termini di vite umane, e, soprattutto, si sono manifestati in maniera drammatica.

Per questo, quindi, luso del legno nei componenti edilizi, nel nostro paese, in gran parte confinato alle chiusure interne ed esterne, per la cui realizzazione costituisce, peraltro il materiale principe, e solo in alcune aree non stato del tutto soppiantato come elemento strutturale nelle partizioni orizzontali e sub-orizzontali.
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Lintroduzione di nuove tecniche costruttive basate anche sulla disponibilit di materiali ancillari (in particolare resine sintetiche) ha per ricondotto il legno allattenzione di progettisti e costruttori.

Questo rinnovato interesse ha determinato indagini approfondite su: 1. i meccanismi secondo i quali avviene la combustione del legno; 2. le tecniche per ostacolare questi meccanismi, cio per migliorare il comportamento al fuoco del legno. I risultati di queste indagini hanno influenzato la redazione di sistemi di regole su come utilizzare il legno nei vari aspetti della vita civile, in particolare nelledilizia.
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Per quanto riguarda il primo punto occorre considerare tre aspetti: 1a) il meccanismo della combustione; 1b) il meccanismo della trasmissione del calore; 1c) levoluzione delle caratteristiche meccaniche del legno con T.

Meccanismo della combustione


Assenza daria Pirolisi + residuo carbonioso

Bilancio energetico Negativo

Sorgente di calore

Presenza daria

Combustione viva + ceneri

Fortemente positivo
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Meccanismo della combustione Perdita dacqua Inizio degrado (plastificazione della lignina) Inizio della pirolisi Innesco

100C 120C 170C 200C

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Il comportamento dei materiali e dei componenti utilizzati in edilizia valutato sulla base di parametri convenzionali la cui conoscenza consente di formulare ipotesi sulla sicurezza dei manufatti in cui tali materiali o componenti sono impiegati la reazione al fuoco riguarda il comportamento dei materiali la resistenza al fuoco riguarda il comportamento dei manufatti

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Reazione al fuoco il grado di partecipazione di un materiale combustibile al fuoco al quale esposto. Essa dipende da intensit e durata dellazione della sorgente di calore alla quale il materiale esposto.

Giuridicamente la materia regolata dal DM del 26/06/84, che stabilisce le prove ed i criteri di valutazione dei risultati, in base ai quali i materiali si suddividono in 6 classi: classe 0 per i materiali incombustibili, classe da 1 a 5 per i materiali combustibili come il legno. Usualmente il legno rientra nella classe 3, ma alcune particolari specie legnose possono rientrare in classe 1.

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Le prove cui va assoggettato un materiale come il legno sono: lesposizione al pannello radiante (CSE RF3/77)

Lesposizione alla piccola fiamma (CSE RF 1(o 2)/75/A)


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Per quanto riguarda la resistenza al fuoco R essa si pu definire come:

la capacit di un manufatto di svolgere le funzioni per cui stato realizzato per un certo tempo dopo linizio dell'incendio
Essa quindi convenzionalmente espressa in minuti
Le funzioni da garantire sono diverse a seconda che si tratti di elementi : separanti:la resistenza al fuoco esprime il grado di isolamento termico I, cio la capacit di un elemento di impedire o rallentare la trasmissione del calore dal lato esposto al lato non esposto al fuoco compartimentanti: la resistenza al fuoco esprime il grado di tenuta al fuoco E, cio la capacit di un elemento sottoposto allazione del fuoco su un lato di impedire il passaggio di fiamme,vapori o gas e fumi caldi sul lato non esposto portanti: la resistenza al fuoco riguarda esclusivamente la stabilit R, cio la capacit dell'elemento di conservare la propria resistenza meccanica sotto lazione del fuoco

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Il legno un cattivo conduttore del calore


La propagazione del calore nel legno avviene per trasferimento di massa, in pratica per diffusione di gas caldi. Il fronte di avanzamento di questi gas determina linnalzamento della temperatura fino a valori che innescano la demolizione termica del legno, con linsorgere della carbonizzazione. La velocit di carbonizzazione pu essere e, di fatto, viene assunta come un indice della (minor) capacit del legno di resistere al fuoco

Valori sperimentali: 0,5 0.8 mm/minuto


La temperatura del legno rimane invariata appena al di sotto della superficie che limita la zona interessata dalla combustione !
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Quindi si possono considerare le caratteristiche meccaniche della parte del legno non interessata dalla combustione (quella al di l del fronte di carbonizzazione) praticamente costanti In realt al di l del fronte di carbonizzazione, in uno strato di profondit limitata la temperatura si porta, a valori che pur non innescando la carbonizzazione alterano le propriet del legno: tenere conto o meno di questo fatto porta a differenti provvedimenti normativi. Variazioni praticamente trascurabili Evoluzione delle caratteristiche meccaniche del legno con la temperatura
Thunell ha ricavato teoricamente landamento della resistenza a trazione dellabete rosso nel campo 20/50 C: essa non varia in modo importante. I valori sperimentali ricavati da Kollmann e Schultz sono in buon accordo con le previsioni teoriche.
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Definizioni
Incendio normalizzato situazione in cui la relazione temperatura tempo regolata dalla curva di riscaldamento teorica media (prEN 1363 - 6.1.1)

Tt= 345 log10 (8 t + 1) + 20


Linea di carbonizzazione confine tra strato carbonizzato e sezione trasversale residua Sezione trasversale residua sezione trasversale originaria ridotta dello strato carbonizzato Sezione trasversale efficace sezione trasversale originaria ridotta dello strato carbonizzato e di un successivo strato per cui si considerano resistenza e rigidezza nulli

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In definitiva il meccanismo di degrado termico del legno si pu schematizzare come segue:


Superficie iniziale dell'elemento Limite della sezione trasversale residua def d0 dchar Limite della sezione trasversale efficace

Superficie iniziale dell'elemento Limite della sezione trasversale hr d char r r br

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UNI-VV.F. 9504 Procedimento analitico per valutare la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi di legno Riguarda singoli elementi strutturali (legno massiccio o lamellare) sottoposti all'incendio normalizzato, non protetti oppure trattati con prodotti ignifughi o protetti con idonei rivestimenti continui/aderenti

prevede
- la valutazione della velocit di carbonizzazione - la determinazione di una sezione residua - il calcolo della capacit portante (per rottura o per instabilit) allo stato limite ultimo di collasso, secondo il metodo semiprobabilistico agli stati limite nella sezione efficace ridotta pi sollecitata

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Esempio di dimensionamento elemento (R=60)


Esposizione su 4 lati = 0,7 mm/min Sezione resistente al t=60' b = 220-(2x0,7x60) =136 mm h = 1000-(2x0,7x60)=916 mm Valutazione allo stato limite ultimo

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Circolare 91 Ministero dell'Interno - Direzione Generale dei Servizi Antincendi (14/09/1961): "Norme di sicurezza per la protezione contro il fuoco dei fabbricati a struttura in acciaio destinati ad uso civile", - con UNI - VV. F. 9504 (1989): "Procedimento analitico per valutare la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi di legno" - con UNI CNR 192 (1999): "Progettazione di costruzioni resistenti al fuoco" - con UNI 9723: "Resistenza la fuoco di porte ed altri elementi di chiusura. Prove e criteri di classificazione"

coprono al momento le esigenze del settore

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Temperatura in gradi centigradi

Dal punto di vista delle procedure di prova, la differenza pi significativa quella della curva temperatura tempo, che nella Circolare 91 non quella fissata da ISO 834, ma una relazione empirica

1200

1100

1000

b a

900

c
800

700

600

500

400

300

200

100

0 0 30 60 90 120 150 180

Tempo in minuti

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Norma Europea sperimentale UNI-ENV 1995-1-2 (a)


Prevede tre diverse metodologie di calcolazione : metodo della sezione efficace metodo della resistenza e rigidezza ridotte metodi generali di calcolo in cui
la capacit portante e la rigidezza della sezione sono calcolati tenendo conto di: profondit di carbonizzazione (appendice A della norma) profilo della temperatura nella sezione residua gradiente di umidit nella sezione residua propriet di resistenza e rigidezza in funzione di temperatura e umidit

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Metodo della sezione efficace ENV 1995-1-2 (b)

def = dchar + k 0 d 0
Materiale

dchar = profondit di carbonizzazione, dchar = 0t, k 0 = coefficiente variabile tra 0 ed 1; d0 = 7 mm (max. differenza tra sez. residua ed efficace)
0 (mm/min.)

a) Conifere 3 Legno massiccio con massa volumica caratteristica 290 kg/m ed una dimensione minima di 35 mm Legno lamellare incollato con massa volumica caratteristica 290 3 kg/m Pannelli di legno con massa volumica caratteristica di 450 ed una dimensione minima di 20 mm b) Latifoglie (legno massiccio o legno lamellare incollato) con mas3 sa volumica caratteristica 450 kg/m e quercia c) Latifoglie (legno massiccio o legno lamellare incollato) con mas3 sa volumica caratteristica 290 kg/m e quercia

0.8 0.7 0.9 0.5 0.7

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Metodo della sezione efficace ENV 1995-1-2 (c)


- per la verifica portante: della capacit f fi, d = kmod,fi kfi
Efi, d = kmod,fi kfi

M,fi
Ek,05 M,fi

fk

; ;

- per le verifiche di deformazione:


dove:

Efi,d = kmod, fi

Emean . M,fi

fk la resistenza caratteristica T normale Emean il modulo di elasticit medio T normale k fi fk = f0,2 il frattile 20% k fi=1.25 (legno massiccio) k fi= 1.15 (legno lamellare) e pannelli M,f i=1.0 k mod,fi=1.0 .
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Confronti tra normative


MR,t / M R,0
1.0 Legno lamellare di conifera 220 297 mm

UNI EC5-E EC5-N EC5-S


0.5

0.0 0 10 20 30 40 50 60

t (minuti)
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Sezioni "tozze" e "snelle"


(200230 mm e 153263 mm)

MR,t/M R,0
1.0

EC5-N
Sezione tozza

MR,t/M R,0
1.0

EC5-E

Sezione tozza 0.5 Sezione snella

0.5

Sezione snella

0.0
0 30

t (minuti)

60

0.0 0

30

t (minuti)

60

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prEN 1995-1-2 Final draft (2002-02-28)

dchar,0=0 t dchar,n=n t

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Collegamenti prEN 1995-1-2 (Final draft 2002-02-28)

(a)

Collegamenti "meccanici" sono parti essenziali per la statica strutturale Prestazione del collegamento sotto azione dell'incendio Collegamenti con elementi metallici (o le parti metalliche) sono spesso il vero punto debole La parte metallica costituisce: - elemento di trasmissione di calore anche all'interno del legno - presenta deformazioni a caldo incompatibili con il resto della struttura (i.e. controventi, elementi tesi in genere, ecc.)

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Collegamenti non protetti (prEN 1995-1-2) (b)


Tali unioni, purch a comportamento statico globalmente simmetrico, sono considerate dalla normativa europea come soddisfacenti a classi R 15 - 20

Il metodo semplificato di riduzione della resistenza si pu applicare ma fino ai valori indicati.

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Collegamenti non protetti prEN 1995-1-2 (c)


Oltre il valore tfi,d (ma max R 30) sono necessari requisiti aggiuntivi: - spessore e larghezza dell'elemento ligneo collegato - distanza dai bordi del mezzo di collegamento (chiodo o spinotto) da incrementare della quantit: afi = n kflux (treq - tfi,d) k flux = 1,5

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Collegamenti protetti prEN 1995-1-2

(d)

Si considera "scontato" 0,5 tf i,d per lastre cartongesso A H (devono rimanere fino a tch ), quindi tch treq - 0,5 tfi,d ovvero 1,2 tf i,d per lastre cartongesso F (devono rimanere fino a treq ), quindi

tch treq - 1,2 tfi,d

essendo

tf i,d = resistenza collegamento non protetto tch = tempo inizio carbonizzazione elemento

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Protezioni prEN 1995-1-2 (e)

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Perch scegliere il legno per realizzare elementi costruttivi, sia strutturali che per partizioni, quando necessario assicurare una determinata resistenza al fuoco ?
Consideriamo levoluzione dei parametri meccanici di alcuni materiali da costruzione esposti ad incendio normalizzato

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PROTEZIONE DEL LEGNO DAL FUOCO ?


I trattamenti in grado di modificare alcuni aspetti del processo di combustione del legno, definiti come trattamenti ignifughi o igniritardanti, consistono solitamente nellapplicazione nella massa o in superficie di sostanze capaci di impedire o comunque ritardare laccensione del materiale. Si utilizzano fondamentalmente: sistemi di protezione passiva trattamenti che agiscono direttamente sul processo di combustione del materiale I sistemi di protezione passiva consistono in rivestimenti incombustibili e compatti che esplicano esclusivamente unazione isolante, in modo da proteggere il legno dallazione del calore.

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Trattamenti in grado di modificare alcuni aspetti del processo di combustione del legno
L azione delle sostanze utilizzate si esplica generalmente secondo i seguenti meccanismi: svolgimento di gas incombustibili che diluendo i gas infiammabili derivanti dalla degradazione termica del legno ne impediscono laccensione. Esempio: i fosfati ammonici, riscaldati oltre determinate temperature, si decompongono e sviluppano gas, quali lammoniaca, che alterando la composizione della miscela combustibile/aria, rendendo impossibile la propagazione di fiamma inibizione delle reazioni di ossidazione in fase gassosa mediante la neutralizzazione di radicali in grado di combinarsi rapidamente con lossigeno , tipo H, OH e altri, e liberazione di radicali inerti. Esempio tipico di tali sostanze sono i derivati degli alogeni, in particolare composti del Br : H + R Br HBr + R HBr + OH H2O + Br

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Trattamenti superficiali sul legno


Prodotti non intumescenti composti da sostanze che sotto lazione del calore liberano gas non infiammabili o radicali in grado di bloccare le reazioni di ossidazione in fase gassosa estinguendo in tale modo le fiamme Prodotti intumescenti essenzialmente costituiti da: una sostanza filmogena, avente la funzione di garantire la necessaria adesione al supporto sostanze che, sotto lazione del calore, si degradano in un residuo incombustibile e acqua. sostanze che, sotto lazione del calore, si decompongono svolgendo gas inerti che diluiscono i gas infiammabili provenienti dalla degradazione del legno, impedendone laccensione e fanno espandere il residuo formando una schiuma (intumescenza o meringa) che solidificando funge da isolante composti di sostanze che sotto lazione del calore liberano gas non infiammabili o radicali in grado di bloccare le reazioni di ossidazione in fase gassosa estinguendo in tale modo le fiamme
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Prove di resistenza al fuoco su elementi lignei protetti Considerazioni sui risultati della sperimentazione fisica

Comportamento al fuoco di elementi strutturali lignei. Il contributo della ricerca alla definizione dellapproccio normativo

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Prove di resistenza al fuoco su elementi lignei protetti Considerazioni sui risultati della sperimentazione fisica

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Prove di resistenza al fuoco su elementi lignei protetti Considerazioni sui risultati della sperimentazione fisica

Relazione Spostamento Tempo durante la prova fisica

0 =
ft : (EJ)t=0 P: L: t : 0 :

t ( f t f t =0 ) ( EJ ) t =0 ; t = l3 P

valore freccia in mezzeria (al tempo t di esposizione al fuoco) : rigidezza flessionale misurata prima dellesposizione valore di uno dei due carichi applicati distanza fra gli appoggi parametro indipendente da rigidezza iniziale e dal valore di carico (con determinata configurazione di prova) parametro adimensionale
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Prove di resistenza al fuoco su elementi lignei protetti Considerazioni sui risultati della sperimentazione fisica

Diagrammi 0 Tempo (s) in funzione di spread rate


0 0,000 500 1000 1500 1200 1000 800 600 400 200 0 2000 2500 3000 (s)

-0,005

-0,010

-0,015

-0,020

-0,025

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Prove di resistenza al fuoco su elementi lignei protetti Considerazioni sui risultati della sperimentazione fisica

Andamento di 0 in funzione dello "spread rate a differenti tempi di esposizione


-0,025 -0,020 -0,015 -0,010 -0,005 0,000 0 200 400 600 800 1000

t = 40' t = 35' t = 30' t = 25'

1200 (g/m2)

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Prove di resistenza al fuoco su elementi lignei protetti Considerazioni sui risultati della sperimentazione fisica

Ritardo t (minuti) necessario per raggiungere la freccia che la trave non trattata presenta a t=20 e t=30

t (t=20') t (t=30')

0 0,00 0,00

200 2,8 6,8

Spread rate (g/m2 ) 400 600 800 9,0 8,3 9,3 10,3 10,5 10,5

1000 10,3 11,9

1200 12,6 13,3

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Prove di resistenza al fuoco su elementi lignei protetti Considerazioni sui risultati della sperimentazione fisica

Valori MoE prima e dopo lesposizione al fuoco Valori MoR dopo lesposizione al fuoco
Spread rate (g/m2) reference 0 200 400 600 800 1000 1200 MoE (MPa)
prima della prova

MoE (MPa)
dopo la prova

MoR (MPa) 39,0 23,8 28,4 27,1 35,1 32,0 21,6 (*) 37,0

10250 10686 10637 9865 9740 10628 10337 10960

-10421 10739 9854 9591 10478 10294 10778

(*) la carbonizzazione ha messo in evidenza una lamella interna fortemente difettata


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Prove di resistenza al fuoco su elementi lignei protetti Considerazioni sui risultati della sperimentazione fisica

Circ. Min. Interno, Direzione Generale dei Servizi Antincendi, 14/09/1961, n. 91

Norme di sicurezza per la protezione contro il fuoco dei fabbricati a struttura in acciaio destinati ad uso civile

Art. 2 - Modalit delle prove in forno per l'omologazione dei materiali protettivi . 2.4 Dimensioni degli elementi di prova. Gli elementi di prova devono essere di caratteristiche equivalenti agli elementi di effettivo impiego nella costruzione. .. 2.5 Condizioni di carico. Tutti gli elementi portanti, in prova per l'omologazione dei materiali protettivi, devono essere sottoposti a prova sotto il carico per essi ammissibile.

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Prove di resistenza al fuoco su elementi lignei protetti Considerazioni sui risultati della sperimentazione fisica

prENV 13381-7 Test methods for determining the contribution to the fire
resistance of structural members - Part 7: Applied protection to timber members 15.2 Large scale testing 15.2.2 Beams and columns Load/Stress: The results from testing a fire protection system applied to a loaded timber beam or column may be applied to beams or columns with applied load less than tested provided that the resultant level of stress is no greater than tested. It may be applied to beams or columns with load greater than tested , provided that the resultant level of stress is not greater than tested.

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Prove di resistenza al fuoco su elementi lignei protetti Considerazioni sui risultati della sperimentazione fisica

Codice XYZ "Vernice trasparente XYZ Certificato di prova della trave protetta da Vernice trasparente XYZ" Finalit della prova La finalit della prova consiste nella verifica del tempo entro cui il campione in esame conserva la stabilit "R" definita dal D.M. 30/11/1983, paragrafo 1.11. Descrizione del campione*
* secondo le dichiarazioni del Committente e in base a controlli effettuati da personale dell'Istituto di certificazione

Il campione sottoposto a prova costituito da una trave in legno di abete massiccio, lunghezza 4500 mm, sezione 260 x 220 mm e peso 26 kg/m circa, protetta con rivestimento intumescente denominato "VERNICE TRASPARENTE XYZ (cod. xyz)", quantit , prodotto dal Committente e applicato su tutti i lati a cura del Committente stesso presso il proprio stabilimento secondo il seguente ciclo di trattamento: . Di seguito riportato il disegno schematico del campione sottoposto a prova.

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Prove di resistenza al fuoco su elementi lignei protetti Considerazioni sui risultati della sperimentazione fisica

Certificato di prova della trave protetta da Vernice trasparente XYZ Riferimenti normativi La prova stata eseguita secondo le prescrizioni della Circolare n. 91 del Ministero dell'Interno - Direzione Generale dei Servizi Antincendi del 14/09/1961 "Norme di sicurezza per la protezione contro il fuoco dei fabbricati a struttura in acciaio destinati ad uso civile". Apparecchiatura di prova Modalit della prova
..

Il campione stato sottoposto per l'intera durata della prova ad un sovraccarico capace di provocare, assieme al peso proprio e al peso dei pannelli in fibra ceramica, il momento flettente massimo M=12,1 kN m, che riproduce le stesse sollecitazioni di esercizio previste dal Committente, corrispondenti ad una sollecitazione di servizio = 4,9 N/mm2

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Prove di resistenza al fuoco su elementi lignei protetti Considerazioni sui risultati della sperimentazione fisica

Certificato di prova della trave protetta da Vernice trasparente XYZ Classificazione Dall'esame dei risultati emersi dalla prova eseguita sulla trave in legno d'abete massiccio protetta con rivestimento ntumescente "VERNICE TRASPARENTE XYZ", sopra descritta e presentata dalla ditta PPPP, si deduce che la durata di resistenza al fuoco della trave protetta stessa stata di 127 minuti nei confronti del parametro "R". Pertanto, secondo quanto riportato nella Circolare n. 91 del Ministero dell'Interno Direzione Generale dei Servizi Antincendi del 14/09/1961 e nel D.M. 30/11/1983, il campione in prova viene classificato

R 120

e quindi il campione stesso pu essere impiegato in compartimenti antincendio di Classe non superiore a R 120, purch le condizioni di carico non comportino il superamento del momento flettente massimo realizzato durante la prova, pari a M=12,1 kN m, cui corrisponde la sollecitazione unitaria massima = 4,9 N/mm2 .
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Prove di resistenza al fuoco su elementi lignei protetti Considerazioni sui risultati della sperimentazione fisica

Modalit di prova secondo la nuova proposta di normativa europea

prENV 13381-7: Test methods for determining the contribution to the fire resistance of structural members - Part 7: Applied protection to timber members
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Resistenza al fuoco delle strutture in legno e legno lamellare

Considerazioni conclusive (1)


Gli elementi lignei presentano buona resistenza al fuoco La resistenza al fuoco non una caratteristica dei materiali ma esprime una prestazione dell'elemento (strutturale o non) La resistenza al fuoco convenzionalmente correlata al comportamento della struttura durante l'esposizione ad un fuoco-modello (ambiente gassoso a T crescente) Essa quindi convenzionale, ma presenta il vantaggio di produrre risultati "omogenei" e confrontabili, anche per strutture diverse e diversamente sollecitate

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Resistenza al fuoco delle strutture in legno e legno lamellare

Considerazioni conclusive (2)


Le propriet della sezione residua non risultano ridotte, in modo significativo, dopo lesposizione al fuoco I sistemi intumescenti possono aumentare R di travi lignee, anche se di pochi minuti (10 15) Esiste la possibilit che lincendio esponga difetti inizialmente presenti (in zone di sezione a minore impegno statico), quindi occorre migliorare la classe resistente anche di lamelle "interne" La resistenza della "struttura lignea" non coincide con quella dei singoli "elementi" che la compongono

prof. ing. Maurizio Piazza


Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Strutturale - Universit degli Studi di Trento