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Valrie Tasso

ANTIMANUALE DEL SESSO


Traduzione di Luisa Cortese Tropea

Titolo originale: Antimanual de sexo 2008 Valrie Tasso, Ediciones Temas de Hoy 2008 Marco Tropea Editore s.r.l. Prima edizione: novembre 2008 ISBN: 978-88-558-0060-0

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Credo che al giorno doggi parlare di sesso abbia smesso di essere un tab: il vero tab diventato il sesso stesso. Valrie Tasso

A Jorge, il mio compagno di viaggio. A mio padre, che ne ha gi iniziato un altro

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NOTA DELL'AUTRICE
Ho cambiatoli nome di alcune persone per trasformarle in personaggi, e di alcuni luoghi per trasformarli in scenari in cui quelle persone non hanno mai vissuto. C' chi inerita che la propria intimit sia difesa, e c' chi vi condannato. Le situazioni, nel bene e nel male, sono tutte reali nella scenografia di questo ballo di maschere. Gli amati conservano il nome, gli amanti mantengono la pelle.

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Giusto per precisare


Qualche anno fa, quando ero una ragazza perduta (cio fra le pi ricercate...), un uomo che si fece chiamare Alberto chiese una mia prestazione. Come al solito, arrivai all'appuntamento con cinque minuti di anticipo: pube ben rasato, mutandine di pizzo griffate e un sorriso smagliante. Confesso che il suo aspetto mi deluse un po'. Doveva avere meno di cinquant'anni, ma aveva un'aria da anziano un po' trascurato - ventre prominente, barba incolta e occhi socchiusi. Dopo avermi salutato senza eccessivo calore - ebbi l'impressione di averlo svegliato da un lungo sonno -, tese una mano verso il tavolino nell'ingresso e prese un portafoglio da un cassetto sgangherato. Tir fuori alcune banconote e me le allung, chiedendomi se era quanto pattuito. Risposi con un s molto francese, e domandai il permesso di chiamare l'agenzia. Fece un gesto noncurante con le mani, come a dire Fa' pure. Data la conferma all'agenzia che era tutto a posto, gli chiesi, fissandolo negli occhi, che cosa voleva fare. In genere, la domanda provocava un effetto eccitante sui clienti; era normale che gli occhi luccicassero, come quando si regala a un bambino un lecca lecca da tempo sospirato. Alberto non fece una piega. Disse che il film era cominciato da appena dieci minuti e che forse, considerato il tempo a disposizione, avremmo potuto vederlo sino alla fine. Mi preoccupai moltissimo. Ci sedemmo su un vecchio divano Chester rosso, di fronte a un televisore di non pi di 14 pollici, e vedemmo il film per intero. Era un'opera di Alain Resnais, Hiroshima mon amour, in versione francese originale, con sottotitoli in spagnolo. molto raro che un cliente non voglia avere rapporti sessuali. Nei mesi in cui esercitai questa attivit mi capit due volte, e in entrambe le occasioni provai un certo compiacimento per aver tratto proftto senza fare granch, ma anche una certa preoccupazione: e se non fossi capace di sedurre il cliente? Ai miei commenti sul film Alberto rispose a monosillabi. L'ora stabilita termin a dieci minuti dalla fine. iMa io continuai a fissare il piccolo televisore incastonato in un immenso muro di libri. Quando apparvero i titoli di coda, Alberto si alz e mi ringrazi. Fu l'unica volta nel corso della serata che osai pailargli con franchezza. Gli chiesi senza mezzi termini perch non aveva voluto fare sesso con me. Mi guard come per chiedere perdono e disse: Ragazza mia... il sesso non esiste. D'impulso pensai che alludesse a qualche disfunzione che gli impediva di avere rapporti sessuali, che fosse deluso dal sesso o che, semplicemente, fosse una persona eccentrica. Non so se furono quei suoi occhi simili a una porta socchiusa, la valanga di libri che minacciava di cascarci addosso ogni volta che Emmanuelle Riva sussurrava il testo della Duras, o il modo ossessivo in cui si grattava il ginocchio sinistro, ma qualcosa mi diceva che quell'affermazione conteneva un che di possente, di sinistro e di selvaggiamente vero che, in quel momento, non potevo capire. Non mi ci soffermai oltre: la serata era appena cominciata e una coppia mi aspettava in una bella casa nella zona alta di Barcellona. Non vidi pi Alberto, e lui non chiam pi J'agenzia. Circa quattro anni dopo, stavo facendo l'amore con Jorge (appassionatamente, aggiungerei, e poche volte questo avverbio ha avuto un significato cos pregnante), sempre su un divano Chester questa volta color ocra. Per ore o forse giorni, o forse in altre vite, smarriti l'uno nell'altra, ci perdemmo e ci ritrovammo. Mentre Jorge scendeva le scale del suo studio, schivando pile di libri e oggetti - migliaia di oggetti -, per andare a comprare qualche dolce che ci tirasse un po' su, mi salt in mente di chiedergli se quello che avevamo fatto e avremmo continuato a fare era sesso. Si volt, e un ciuffo di capelli gli copr un occhio. Sorrise mentre un bagliore proveniente dal lucernario faceva risaltare la sua figura, e mi disse sottovoce, come se non volesse svegliarmi: Il sesso non esiste... esiste soltanto quello che ne facciamo. A differenza di Alberto, continuai a vedere Jorge. Da quei giorni che si avvolgevano su se stessi e su di noi, non l'ho pi perso di vista. Michel Foucault, che mi ha trasmesso molti piaceri - salvo quello della carne -, propose una

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teoria molto interessante. A partire da un certo momento, che lui colloc durante l'epoca vittoriana, il sesso stato occultato dal discorso sul sesso. L'assunto sembra una contraddizione (un ossimoro, per gli amanti della retorica), ma si rivela di un'efficacia straordinaria. Reprimiamo il sesso non per oscuramento, bens per sovraesposizione. Per nasconderne la portata e la vastit, e per farne qualcosa di controllabile, parliamo di continuo di ci che del sesso non ci turba. Fino a che il sesso non diventa qualcosa di limitato e semplice, fino a che parlare di sesso smette di essere tab, fino a che a essere tab il sesso in s. Quando Alberto e Jorge negavano l'esistenza del sesso, negavano la concezione prescrittiva e moraleggiante del sesso; negavano la forma che con parole - milioni di parole - abbiamo conferito al sesso. In definitiva, negavano ci che in questo libro ho chiamato discorso normativo sul sesso: il sesso che vogliono imporci, ma che in realt non altro che una sua rappresentazione moralistica. Abbiamo prodotto questo discorso normativo, questa specie di programma ideologico, per consolidare un modello di sesso, e non il sesso in s. L'autore di questo poderoso discorso stato e continua a essere uno solo: la morale. Indipendentemente da come venga paludata - di religione, medicina, scienze umane -, la morale divenuta signora e padrona del modello della nostra sessualit. Un modello che si basa su tre fondamenti: il coito, il fallo e la coppia. Il coito la pratica per eccellenza del modello. Quando ci masturbiamo, quando leggiamo brani erotici o osserviamo corpi nudi, siamo esseri improduttivi. Per questo, il modello coitocentrico ha ridotto tutte le pratiche sessuali a modalit di riscaldamento in preparazione del grande obiettivo finale: la penetrazione. All'interno di questo gioco, il fallo l'elemento che maggiormente preoccupa il modello. Il fallocentrismo consente di spiegare la sessualit umana da un punto di vista esclusivamente maschile. Chi non sa quali sono le dimensioni medie di un pene? Quante donne conoscono invece le dimensioni della propria vagina? Ancora un esempio: perch nel Duemila continuiamo a ignorare la veridicit di mere supposizioni sull'attivit sessuale della donna, come il punto G, l'eiaculazione femminile (se si pu verificare o meno e di che cosa fatta), o l'esistenza di un orgasmo esclusivamente vaginale? Di fronte a questi esempi, che la cultura fallocratica ha trasformato in una sorta di miti - come lo sono gli elfi, il Bigfoot o il mostro di Loch Ness -, bisogna porsi una domanda ben precisa: non se esistano o meno, ma per quale motivo non ne sappiamo ancora nulla. La coppia il connubio erotico per eccellenza del modello, un modello familiare, che protegge il frutto del sesso (il sesso senza frutto, come abbiamo detto, non valido), lo educa, lo umanizza, lo responsabilizza. Pratiche erotiche che non si conformano al modello della coppia sono ancora oggi considerate anomalie e depravazioni o, nel migliore dei casi, semplici stravaganze da condannare e derivate senza dubbio da una carenza affettiva. Il discorso normativo che costruisce questo sesso da manuale, omologato, omogeneo e controllabile, si basa su affermazioni normalmente false che, a forza di essere ripetute fino alla nausea, finiscono per convincerci non solo della loro veridicit, ma anche del fatto che non esista un'alternativa. una catena: nient'altro che il susseguirsi dei suoi anelli. Queste affermazioni ripetute e divulgate all'infinito, questi anelli di ferro, sono i luoghi comuni. Il loro potere tale che, come alcuni politologi hanno parlato della fine della storia e alcuni critici della morte dell'arte, oggi possiamo cominciare a parlare della morte del sesso. Quando non esiste alternativa, perch un modello si imposto come unico e indiscutibile, si distrugge l'evoluzione, lo sviluppo e la crescita. Quando qualcosa questo e nient'altro che questo, comincia a non essere niente. Il presente libro stato scritto contro il luogo comune, contro l'inganno che ne deriva e contro la rassegnazione che ne sta alla base. Si dice che un giorno Platone defin l'uomo animale bipede senza penne e che il saggio Diogene gli port davanti alla porta di casa un pollo spennato, esclamando: Eccoti l'uomo. Dopo tale lezione, l'ateniese riformul la sua definizione: Animale bipede senza penne con le unghie piatte. Nel sesso manca ancora un cinico che porti davanti alla casa del moralista... un uccello

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spennato. Ma come mettere in discussione un manuale senza sostituirlo con un altro? Ci sono alcuni individui immorali che parlano con assoluta precisione del sesso: i poeti. Quando Leopoldo Maria Paner inizia una poesia con il verso Non il tuo sesso ci che nel tuo sesso cerco, sta parlando chiaramente di sesso. Forse perch nella poesia la logica di un'opera sostituisce qualsiasi postulato morale, come diceva Baudelaire. Ma questo non un libro di poesia: un testo divulgativo, sfacciato e temerario. E semplice, molto semplice. Un libro che si oppone al manuale d'uso e consumo, perch il sesso non un manuale di autoscuola n un piano da accordare o da imparare a suonare con i dogmi della tecnica. un testo che pretende di smontare la catena di parole con le quali reprimiamo erroneamente la nostra sessualit. E non neppure un libro che aiuta a risolvere i problemi, ma semmai a evitarli, a evitare che insorgano dove non esistono. Un libro che suscita domande, pi che fornire risposte. Ed per questo che l'ho intitolato Antimanuale del sesso. In una commedia sulla Guerra civile spagnola, un disilluso sergente franchista chiede a un soldato semplice del suo reggimento: E tu che cosa ci fai qui?. Il soldato in atteggiamento marziale e perfettamente addestrato risponde: Sono qui, sergente, per evitare l'arrivo delle orde rosse. Il sergente, disgustato dalla lunga guerra, ribatte: E tu lo sai che cos' un'"orda", coglione?. Questo libro cerca di spiegare che cos' un'orda, per evitare la formazione istituzionalizzata di troppi coglioni (elementi davvero molesti a letto, sotto la doccia e nel linguaggio). E far s che, grazie alla libert offerta dalla conoscenza, ciascuno si comporti come pu, o come meglio crede, senza essere istruito da nessun manuale di combattimento. Una volta dissi di essere stata puttana. Oggi, forse, continuo a esserlo. Valrie Tasso

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Luoghi comuni da demolire


Facciamo l'amore per provare piacere, comunicare o riprodurci. Ordunque, allorch la forma originaria fu tagliata in due, ciascuna met aveva nostalgia dell'altra e la cercava; e cos, gettandosi le braccia intorno e annodandosi l'una all'altra per il desiderio di ricongiungersi nella stessa forma, morivano di fame e anche di inattivit, poich l'una non intendeva far nulla separata dall'altra. PLATONE, Simposio, 195-200 Il sesso il concetto che abbiamo di noi stessi come esseri sessuati. La definizione non mia, ma di Efigenio Ameza, e di certo ci torner su ancora. Efigenio non mai stato uno dei miei amanti (che io ricordi, almeno; le sue lezioni di solito finivano all'alba nei bar intorno all'Incisex:1 tra fumo e vino rosso, si sa, la memoria inganna), ma quello che posso dire con certezza di aver fatto molto, moltissimo sesso con lui. Fu in un letto d'albergo, tra quattro cuscini di piumino sintetico e preoccupata che un cretino non mi mandasse a sbattere contro la testiera stile Impero, che pensai: Sar perch ho la fica. Era estate e la Francia aveva vinto il mondiale contro il Brasile. Avevo lasciato il mio compagno ufficiale di allora, Sandro, nella casa in cui ci ospitavano i suoi genitori, in un paesino vicino Padova, e me l'ero fatta con quel tizio in una camera d'albergo. Non ricordo come si chiamasse, ma non importa, perch in ogni caso avrei usato uno pseudonimo. Nicolini, chiamiamolo cos (Sandro aveva dato quel nome al suo enorme gatto castrato, in onore al cantante lirico napoletano), mi aveva offerto uno dei rapporti sessuali pi noiosi, mediocri e insipidi che gli annali dell'erotologia italiana ricordino. Da quando il padre di Sandro me lo aveva presentato come suo socio in un importante affare immobiliare, Nicolini non aveva mai staccato gli occhi dal mio modesto dcollet. Durante la cena di benvenuto che i genitori di Sandro avevano organizzato per noi, tent di mostrarsi galante e mi propose di accompagnarlo il giorno dopo a vedere la sede della societ nel capoluogo. Acconsentii, ben sapendo che Sandro doveva restare a casa per sbrigare alcune faccende. Naturalmente, della societ non avrei visto nemmeno la facciata. Quando venne a prendermi con l'autista, Nicolini era sul sedile posteriore e sembrava una iena cui agitano davanti una costoletta. Con un gesto tra il deciso e lo sfrontato gli chiusi la mascella (temevo che a un certo punto cominciasse a sbavare sulle mie calze Wolford) e senza mezzi termini gli proposi di mostrarmi ci di cui era capace. Per un attimo mi sembr di avergli rovinato il giro turistico-erotico che aveva previsto e che doveva aver fatto tante volte: impressionare con la sua grandeur da imprenditore, poi cena frugale in un ristorante chic - intimo e rigorosamente costoso - e infine champagne a letto. Di fronte a questo panorama e a una simile compagnia, preferivo passare direttamente allo champagne. Mentre Nicolini cercava la posizione (certi amanti dovrebbero sapere che a volte basta muovere il dito medio con un minimo di grazia), cominciai a chiedermi perch stavo a letto con lui. C' una regola valutativa che consente di giudicare bene la qualit di un rapporto sessuale. Secondo il vecchio erotomane che me l'ha suggerita, si deve applicare nel momento preciso in cui l'atto raggiunge la massima intensit. La regola recita cos: Se ora sei in grado di fare qualsiasi altra cosa, falla.... Se durante il sesso sei capace anche soltanto di pensare di fare qualsiasi cosa oltre a quello che stai facendo, c' qualcosa che non va. Bene, con (e sotto) Nicolini avrei potuto riarredare la suite, calcolare la radice cubica di 69 o prendere a testate una pietra. Eppure me ne stavo l, con il suo profumo di Armani nelle narici,

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mentre mi canticchiava all'orecchio una canzone di Frank Sinatra, mi frugava tra le gambe e gemeva tra una nota e l'altra. Fu in quel momento che me lo chiesi: Perch faccio l'amore?. E fu in quel momento che mi risposi ingenuamente: Sar perch ho la fica. Quell'estate, a Padova, quando la Francia aveva vinto il mondiale di calcio al Pare des Princes. Efigenio lo conobbi molti anni dopo e seppe dare un nome e un cognome alle intuizioni che avevo sperimentato di letto in letto, di vita in vita, nelle trincee dove le guerre non si vincono, ma si mettono in discussione. Quando lo sentii parlare di esseri sessuati, ricordai gli episodi con i vari Nicolini della mia vita, che mi avevano permesso di domandarmi, mentre scopavo, perch facciamo l'amore. Siamo esseri sessuati, vale a dire provvisti di organi sessuali specifici, di un sistema endocrino che presiede al loro funzionamento e di un modello di valori culturali che approva o condanna l'uso che ne facciamo. Cos come siamo esseri dotati di linguaggio. Entrambe le cose - il sesso e il linguaggio - ci plasmano e non si misurano (n il pene n la laringe), sono una condizione ultima di noi stessi e sono irrinunciabili (si pu essere muti o astinenti, ma non per questo il linguaggio o il sesso cessano di essere tali). Partecipiamo dunque della condizione di esseri sessuati, ma ci, oltre a un modo di essere, anche una conclusione. Non c' modo di uscirne. La breve citazione all'inizio di questo capitolo tratta dal Simposio di Platone, noto anche come Il mito dell'androgino o Il mito di Aristofane. In essa si tenta di spiegare perch gli esseri umani sono entit sessuate. Platone mette in bocca al commediografo Aristofane (forse con una punta di malignit) la leggenda secondo la quale in origine eravamo esseri sferici (completi e perfetti) dal cuore forte e valoroso. Esistevano tre generi: uomini, donne e androgini. La nostra tracotanza ci spinse a salire nei cieli e ad affrontare Zeus in persona, il quale, senza battere ciglio, ce le suon di santa ragione (quando si tratta di punire, gli di greci non vanno tanto per il sottile). Ci divise in due, rendendoci molto pi deboli, facendo s che potessimo riprodurci (solo perch in questo modo gli di avrebbero avuto pi devoti), e ci condann a cercare per tutta la vita la met che ci aveva sezionato (il participio passato del verbo secare, in latino tagliare, sexus, da cui derivano le parole sesso e sezionare). Se il corpo sferico originario era quello di una donna, ora la donna incompleta avrebbe cercato disperatamente la sua donna complementare, un uomo avrebbe cercato un altro uomo, e un androgino avrebbe cercato il sesso opposto. Questa boutade, che lo stesso Platone racconta in tono di comica allegoria, cerca di spiegare l'antica questione del nostro essere sessuati. In tutte le culture, non soltanto nella nostra, greco-latina e giudaico-cristiana, esistono miti e cosmogonie sulla complementarit dei sessi e su quella energia che ci spinge a cercare disperatamente il congiungimento carnale. Oserei dire che la nostra condizione (di esseri sessuati) la nostra motivazione (a metterla in atto). Facciamo sesso perch siamo sesso. Quando mi venne in mente sar perch ho la fica, forse non ci ero andata poi tanto lontano. E possibile che anche Origene (uno dei padri della Chiesa cristiana che si evir) la pensasse come me, con un altro obiettivo, molto pi nobile e devoto (Dio ce ne scampi...). ovvio che nella mia fica non erano implicati soltanto i genitali, ma anche, e soprattutto, un cervello - il grande organo genitale umano - e un sistema di valori molto pi difficile da asportare (sebbene non sia del tutto impossibile... la Chiesa piena di repressi...). Va da s che, tra le motivazioni che ci inducono a fare sesso, se ne possono enumerare molte altre. Per esempio, la ricerca di comunicazione e di affetto. Dopo una stagione all'inferno, gli psichiatri della sanit pubblica diedero un nome alla mia libert (di amare e di morire). Certo, ero reduce dal secondo tentativo di suicidio e non facevo nulla per nascondere la mia promiscuit. A loro fu tutto chiaro ed emisero la diagnosi (qualcosa di molto ampolloso e che aveva a che fare con gli affetti). A me no. Quando pubblicai Diario di una ninfomane2 molti benintenzionati spiegarono la mia scherzosa ninfomania, sostenendo che era dovuta all'identificazione del sesso con l'amore e che in realt dovevo essere una specie di affettodipendente. Qualche ragione ce l'avevano, questi commentatori; la mia infanzia, pur senza assomigliare a un romanzo di Dickens, avrebbe potuto essere un po' migliore dal punto di vista affettivo. A ogni modo, non nego che possa essere vero che facciamo sesso per socializzare, per imparare e per trovare il nostro posto (il pi in alto e

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confortevole possibile) in questo contesto perverso e sputasentenze che il sistema sociale. Altre ragioni appartengono al campo del piacere: abbiamo rapporti sessuali perch di solito producono piacere. Un terzo gruppo di cause da richiamare si rifa alla riproduzione (vero e proprio feticcio per i biologi, gli evoluzionisti e i preti). Tuttavia, con Nicolini non cercavo affetto, forse solo un po' di piacere, ma per ottenerlo dal sesso non avevo bisogno di uno come lui. Senso di potere nel ridurre lui e tutta la classe sociale che rappresentava a mendicare, pu darsi; desiderio di riproduzione, nessuno. No. C'era dell'altro. Credo ci fosse un bisogno che prevaleva su tutti gli altri; c'era il bisogno di essere me stessa, un essere umano che si riconferma nella propria umanit sessuata, che vuole, tramite questa, sperimentare la sua condizione pi profonda, i punti nodali del suo sistema affettivo, i limiti della corporeit e l'odore dell'eccesso. C' un altro motivo, forse un po' pi difficile da spiegare, a sostegno della mia convinzione che ho rapporti sessuali perch sono un essere sessuato, ed che uscire da questa causa ultima significa entrare inevitabilmente in questioni morali, e ne abbiamo abbastanza che la morale si intrometta in questioni di sesso. Perch il sesso non serve a rispondere a domande come va bene quello che faccio?, giusto?. No, il sesso risponde sempre alla domanda chi sono io?. Perch il sesso metafisica allo stato puro e pratico. Ogni volta che ci assale questo dubbio esistenziale, ricorriamo alla nostra conformazione sessuata o desideriamo ricorrervi. Come forse avrebbe potuto dire e mai disse (che perdita per la sessuologia!) quell'amorale di Nietzsche, il sesso demoralizzato non serve a sapere se ci comportiamo bene o male, serve a darci risposte su chi siamo. A mio modesto parere, questo il vero motivo per cui facciamo l'amore; sapere, a partire da quello che siamo, chi siamo. Era l'estate del 1998 e Frank Sinatra non avrebbe mai pi cantato Something stupid. Anche se Nicolini, con tutta probabilit, continuer a farlo...

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Il desiderio solo l'inizio di un rapporto sessuale


A un condannato a morte fu concesso un ultimo desiderio. Desidero non essere presente all'esecuzione disse. Il boia ci pens su un attimo. Non te lo posso concedere gli rispose alla fine. Devi esprimere un altro desiderio. Il condannato riflette' un momento e alla fine disse: Allora desidero imparare il giapponese.... Baruch Spinoza (che non il nome di qualche mio vecchio cliente di cui voglio nascondere l'identit) diceva, tra tante altre cose, che il desiderio la vera essenza dell'uomo. Questo filosofo di origine sefardita, secondo alcuni il fondatore dell'ateismo moderno, sosteneva che ci che davvero sostanziale in noi l'ostinazione a essere noi stessi. Chiam conatus l'irrefrenabile e continua ostinazione a essere se stessi. Tale fine essenziale, che identifica e realizza ognuno come individuo e tutti come esseri, si conquista solo mediante il desiderio. Quella sera di settembre del 1999, quando Susana mi apr la porta, entrai per la prima volta nella casa. Cos noi ragazze chiamavamo il bordello, forse perch per alcune era quanto di pi simile a un focolare. Appena un'ora pi tardi, dopo aver fumato nervosamente una sigaretta in compagnia della portinaia e scambiato qualche parola con Cristina, la madame, stavo gi praticando una fellatio a pagamento a uno sconosciuto nella suite Bacar. Una fellatio difficile pi per la fatica di tenere fermo in bocca nella posizione corretta il preservativo arrotolato che per gli scrupoli morali. Difficile pi per la debole erezione di un cliente cocainomane che per l'obbligo di fare quella cosa in quel preciso istante. Quella sera di settembre si realizzava un mio desiderio (mi ostinavo nel continuare a essere me stessa): essere una ragazza a pagamento, prostituirmi. Per me, fare la puttana era un desiderio, non una fantasia. Le fantasie non si avverano mai. Appartengono all'immaginario erotico individuale e intrasferibile di ognuno di noi, e anche se agiscono con gli stessi elementi immaginativi e narrativi dei desideri, non giungono mai al livello della realt (almeno volontariamente). La fantasia popolata di personaggi fantasmatici che si muovono sullo sfondo delle paure che abbiamo interiorizzato. Possono essere terribilmente eccitanti in un contesto onirico, ma in nessun altro. Mentre mi immergevo nella jacuzzi, l'uomo mi accarezz l'interno delle cosce. Le bolle lo coprivano dalla vita in gi. Lo lavai. Il giorno prima avevo comprato in farmacia un sapone dermatologico con un ph molto acido e l'avevo versato in un recipiente simile a una fiaschetta che da allora portai sempre con me quando uscivo. Stava appoggiato, nudo, a un lato della vasca. Mentre mi davo discretamente da fare davanti a quello sconosciuto, lui cominci a sussurrarmi parole d'amore: Voi francesi siete sempre state delle grandi puttane.... A loro piace credere di avere il potere. Ma pura illusione. Il tempo, il ritmo e la bocca che si inclinava sul suo pene umido erano miei. Era lui che stava per essere disarmato, non io. Desiderio e desidia (inerzia) hanno una radice comune, desideo (verbo che in latino significa qualcosa come vagare, vivere con indolenza, lasciar andare le cose senza intervenire per cambiarle). Il francese dsir deriva dal verbo desiderare (guardare gli astri, contemplare corpi siderali, osservare gli oggetti che brillano). Sembra che presso gli antichi solo i perdigiorno si dedicassero a desiderare. E sembra che ben presto il desiderio si sia trasformato in qualcosa di riprovevole. Non povero chi ha meno, ma chi desidera troppo affermava Seneca, che, oltre a essere assennato e stoico, era un moralista (...anche se cos gli and male con Nerone). Mentre mi afferrava la testa con le mani, sentivo contrarsi sul collo le sue gambe. Sei bravissima mi disse. Alzai un attimo lo sguardo e lo fissai negli occhi.

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perch sono francese... risposi. Da allora avrei usato questa frase come ciliegina sulla torta con tutti quelli che davano quel giudizio sul mio fascino lascivo. Non so se, in quel momento di desiderio, le mie capacit meritassero tale elogio, ma posso assicurare che di certo non me ne stavo con le mani in mano... Credo che fosse Agostino d'Ippona (sant'Agostino per i devoti) a operare una distinzione tra le varie forme di libido (che letteralmente significa avidit). Il buon vecchio Agostino ne individu tre, forse sulla base del principio divide et impera. Riteneva inietti che esistessero la libido sciendi (desiderio di conoscenza), la libido dominandi (desiderio di potere) e la libido sentiend (desiderio di provare piacere, di godere carnalmente). Suppongo che per questo padre della Chiesa la distinzione permettesse di gestire ci che connaturato agli esseri umani: il desiderio. Una forma di libido doveva essere buona, un'altra doveva essere guidata e un'altra ancora doveva essere repressa senza mezzi termini. Personalmente, non capisco la distinzione. Le tre libido si identificano l'una con l'altra, vanno di pari passo perch sono la stessa cosa. E non solo perch desiderare potere, sesso o conoscenza sia la stessa cosa, vale a dire desiderio, ma perch lo sono anche il potere, il sesso e la conoscenza stessi. Dalle sue contrazioni, da come mi strinse pi forte la testa fra le mani mentre mi spingeva il pene in gola e dal serbatoio del condom che avevo in bocca, che si riemp, mi accorsi che l'uomo stava eiaculando, In quel momento sapevo meglio chi ero e fino a dove potevo arrivare: avevo dominato quell'individuo e quella situazione (avevo avuto il potere su quella persona e sulle circostanze dell'incontro) e avevo saziato un appetito carnale (toccare ed essere toccata). Come con il genio della lampada, avevo realizzato i tre desideri grazie a un'intervista da trecento euro (netti). Quella sera di settembre, le libido sentiendi, sciendi e dominandi mi spinsero tutte insieme a essere me stessa, a continuare a essere me stessa, a finire con l'essere me stessa. Una volta, alcuni anni prima, a Parigi, anch'io avevo desiderato imparare il giapponese. In quei mesi, a Barcellona, desiderai fare la puttana.

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Crediamo di sapere ci che desideriamo


Faceva caldo. Simona mise il piatto sopra uno sgabello; poi, proprio davanti a me, fissandomi gli occhi con insistenza, si accoccol, immergendo il suo culetto nel latte. Per un po' restai immobile: ma come tremante di un tremito soffocato dal sangue che violento mi affluiva in testa, mentre Simona guardava il mio sesso inturgidirsi e tendersi, sotto i calzoni. Poi mi coricai ai piedi di Simona, immobile sul piatto; e, per la prima volta, vidi la sua carne rosa e nera, bagnata e candida di latte. A lungo restammo come paralizzati, in eccitata tensione. GEORGES BATAII.I.E, Storia dell'occhio Leggeva lentamente, tentando di mantenere un tono deciso, ma non minaccioso. Era un'edizione del 1967, pubblicata a Parigi, con la copertina giallognola e le pagine sgualcite. Nell'agenzia Julien era noto come il Lettore. Telefonava quasi tutte le settimane per chiedere le prestazioni di una ragazza. La prima volta che ne sentii parlare fu una sera all'agenzia. Era appena arrivato un cliente e aveva chiesto di vedere le ragazze. Ci presentammo una per una di fronte a lui, mostrando come sempre le nostre qualit migliori. Ma quella volta mi and buca. La prescelta risult essere Isa. Quando qualcuno era interessato alle tette grandi, ci sentivamo tutte spacciate di fronte ai 110 centimetri di circonferenza di quella mulatta, che sperperava la maggior parte dei suoi introiti nel mantenere perfettamente erette quelle due bombe. Quando l'uomo usc con Isa, Susana entr in sala. Forse intu dalla mia espressione che ero delusa, perch, al solo vedermi, mi prese da parte e mi disse a bassa voce, cercando di non farsi sentire dalle altre: Non preoccuparti, tesoro, ha appena telefonato il Lettore, vuole che una ragazza vada a casa sua. Senza lasciarmi parlare, prosegu: Di solito chiamo Cindy, ma gli ho detto che avevamo una ragazza nuova, francese, molto colta e adesso lui vuole conoscerti. Ti ringrazio risposi, ma sapevo bene che nella casa valeva la regola del do ut des. Forza, sbrigati, gli ho detto che saresti stata l in venti minuti. Devo pensare a qualcosa di particolare? le domandai un po' in ansia. No, non preoccuparti, un cliente tranquillo, leggigli qualcosina, mettigli un dito nel culo e poco altro... Esit un attimo. Ah, s! Portati una matita e ricordati di mettertela dietro l'orecchio... La matita dietro l'orecchio, le tette enormi di Isa, la Ferrari ultimo modello parcheggiata davanti al portone o la gonna vergognosamente costosa adocchiata in una vetrina di Gucci... Desideri. Sappiamo che il desiderio opera all'interno di strutture simboliche. Quando mostriamo interesse per qualcosa - un determinato appartamento, un certo uomo, un paio di scarpe - non desideriamo quello e soltanto quello. Desideriamo ci che gli sta dietro: uno status sociale, un rapporto sessuale impareggiabile, un fascino irresistibile. Non solo. Desideriamo comodit, affetto, bellezza. E ancora pi in profondit ecco celarsi il Potere, il bisogno di Stabilit, l'Amore... e la lista potrebbe continuare. L'oggetto del desiderio rinvia sempre a qualcosa che a sua volta rinvia ad altro. La sequenza di rapporti tra elementi simbolici infinita. E alla fine di questa interrelazione di desideri codificati simbolicamente troviamo, come abbiamo gi detto, noi stessi. Il desiderio per eccellenza riuscire a essere se stessi. Con Julien avevo almeno un vantaggio. Ero francese, come lui, e il fatto di poter leggere nella sua lingua madre Bataille o Sade mi conferiva un certo fascino ai suoi occhi. Quando giunsi davanti alla porta del suo attico di Pedralbes, infilai la matita dietro l'orecchio e suonai una sola volta il campanello. Julien mi accolse con una vestaglia di seta rossa e una pipa

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accesa nella mano destra. Sei francese, vero? mi domand nella mia lingua. S risposi. Sono nata nella Champagne. Mi chiese di spogliarmi dalla vita in gi e di non togliermi la matita dall'orecchio, Cos feci. Lui si sedette su una grande poltrona di pelle e prese un libro da una pila che aveva accanto a s. Lo sfogli, pieg l'angolo superiore di una pagina e me lo allung dicendo: Leggi. In piedi, davanti a lui, iniziai la lettura. Per dare un ordine all'infinita trama di quei significanti simbolici che sono i desideri, facciamo ricorso alla nostra capacit di rappresentazione, di rappresentarci a noi stessi. Si tratta di una struttura di ordine narrativo. Un desiderio gi un film. Ordiniamo una sequenza immaginaria di episodi che vanno a costituire la storia del nostro desiderare. Gilles Deleuze, il filosofo del desiderio, elabor un concetto che spiega molto bene tutto ci. Parl di strutture esperienziali per spiegare come alcuni elementi (persone, finestre, odori...) siano in grado di evocare attorno a s un intero mondo fittizio. Per illustrare la sua tesi, utilizz un esempio in negativo: Perch i manichini ci inquietano?. La risposta perch i manichini non hanno una struttura esperienziale, non rimandano cio ad alcun luogo, e rinviano al nulla, alla morte. Desiderare vuol dire comporre, vuol dire scrivere. Forse questo il motivo per cui, a volte, amiamo l'immensa capacit creativa del desiderio. Per questo, come affermava Nietzsche, arriviamo ad amare il nostro desiderio, e non l'oggetto di questo desiderio. Non sempre la seduta si limitava alla lettura. A volte, terminava con una prestazione sessuale pi o meno ingenua, con un coito convenzionale. Ma molte, moltissime volte, quell'uomo viveva il proprio erotismo esclusivamente nell'ascoltare alcuni brani erotici. Il desiderio, come finirono per constatare William Masters e Virginia Johnson, indiscutibilmente una parte integrante della risposta sessuale umana. Visitai pi volte quell'attico di lusso. Presumo che si fosse affezionato alla mia voce dura e al mio tono piacevole. Quando smisi di fare la prostituta, Julien, il Lettore, riusc a trovarmi. Dopo l'uscita di Diario di una ninfomane, si mise in contatto con la mia casa editrice e mi chiese di tornare a casa sua qualche volta, a leggere per lui. Ci andai un paio di volte, senza volere alcun compenso, salvo la copia di Histoire de l'ceil di Georges Bataille, pubblicato nel 1967 a Parigi da J. Pauvert, e da cui ho tratto la citazione in esergo a questo capitolo.

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Il sesso non pi tab


Ebbene s. Se la domanda offerta della produzione soddisfatta non sufficiente, ne risulteranno quotazioni in discesa. Appunt Obelix, tentando di ricordare la regola d'oro dell'economia che gli avevano spiegato. R. GOSCINNY, A. UDERZO, Asterix e la Obelix Spa Michel Foucault nacque nel 1926 a Poitiers. Nel 1976 pubblic il primo volume della sua Storia della sessualit, intitolato La volont di sapere. Seguirono altri due volumi, pubblicati nel 1984. In Foucault, di solito, le idee sono migliori delle argomentazioni. Ma se le spiegazioni sono corrette, le idee sono davvero brillanti. Questo vale anche per la Storia della sessualit. Orson Welles scaten il panico a New York quando fece il suo celebre adattamento radiofonico della Guerra dei mondi di Herbert George Wells. La gente, terrorizzata, mand in tilt strade e servizi di emergenza, preoccupata di difendersi dai gas e dai raggi di calore dei marziani. I cittadini di New York, per quaranta minuti, credettero di essere vittime di un'invasione selenita, e nessuno si premur di precisare che non era vero. risaputo che, al giorno d'oggi, presso la nostra cultura, il problema non riguarda tanto la quantit dell'informazione, quanto la sua qualit. Le opinioni - che non sono conoscenza - si sono democratizzate. Chiunque pu esprimere le proprie idee, chiunque pu imitare chicchessia ed esprimersi a sua volta. Internet, autentica rivoluzione sociale dagli effetti certamente positivi, anche un'immensa biblioteca priva di bibliotecario, in cui le verit e le menzogne si diffondono solo in base al numero di visite, in cui l'esito si misura dal numero di volte che qualcosa si ripete; in questo modo il valore dell'informazione sta nella sua dimensione e non nel suo contenuto. La nostra una societ informata, perfettamente a conoscenza di tutte le sciocchezze, perfettamente edotta in materia di dischi volanti e fulmini orgasmici. Nella Storia della sessualit, Foucault afferma che con l'invenzione della sessualit moderna e del suo discorso normativo, il sesso non si occulta tramite la repressione e il silenzio, bens grazie alla sovraesposizione e alla messa in scena. La sua intuizione geniale, secondo cui, a partire dall'Ottocento, per non parlare di sesso si cominciato a parlarne in continuazione, pi attuale oggi che durante il regno della regina Vittoria. Cristina una di quelle ragazze che fanno dell'atteggiamento disinibito una corazza. Quando la conobbi in una topaia di Barcellona, mi parve che la sua disinvoltura fosse sincera. Di professione faceva la redattrice di una rivista di settore ed era sempre circondata da attori porno, donne nude e altra gentaccia (come me). I suoi discorsi sul sesso, bench insulsi nonostante le metafore colorite, erano molto disinibiti. Scopare, fottere, inculare erano espressioni ricorrenti, che usava non appena se ne presentava l'occasione. Ma non pass troppo tempo prima che sulla sua maschera comparissero alcune crepe, che ne rivelarono il pudore e le atroci insicurezze. Nel mondo della cultura, come in tutta la societ, esistono molti vanagloriosi. Sono personaggi che discorrono in modo superficiale, banalizzando qualsias riflessione interessante, senza dimenticare di ostentare pose au del, come dicono i francesi. pi forte di loro: ogni parola che pronunciano o ogni loro gesto riflette un atteggiamento di superiorit e grandezza. Questi soggetti fanno i brillanti solo per evitare che ci si accorga delle loro grandi lacune. E, di solito, ci riescono benissimo. Nel caso di Cristina, quel suo continuo e sfacciato cianciare era una strategia per eludere domande sul sesso. E Cristina tuttora considerata una ragazza molto disinibita, una vera maestra del sesso.

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Sembra che il termine tab derivi dalla lingua polinesiana e significhi letteralmente non toccare. Riferiscono le cronache che fu il capitano Cook a sentirlo per la prima volta nel 1777 sull'isola di Tonga. Tab entr a far parte del nostro vocabolario, anche se il concetto era gi presente nelle nostre coscienze. Non toccare ci che facciamo con il sesso nell'illusione di continuare a toccarlo. Ho letto da qualche parte che Hegel, in punto di morte, ricordando la moglie, pronunci queste parole: Nessuno mi ha capito, tranne Marie... e non me che ha capito. Parliamo diffusamente di sesso, ma non il sesso ci di cui parliamo. Nel corso di questo sbandierato occultamento, abbiamo cambiato i modi di esprimerci, i temi di rilevanza pubblica e l'oggetto stesso dei nostri discorsi. Ci esprimiamo in maniera radicalmente diversa rispetto al passato. Siamo diventati pi spigliati, non comunichiamo pi attraverso codici segreti o il rossore delle guance: lo facciamo ad alta voce e ridendo stupidamente. L'informazione pubblica si basa esclusivamente sulla prevenzione (che cos' un preservativo?), sulla didattica (come si infila?) e sulla spettacolarizzazione (quali sono le posizioni?). Ma, soprattutto, non facciamo altro che parlare, sia in privato sia a livello istituzionale, attraverso i media, di ci che abbiamo creato noi e che ha sostituito il sesso vero e proprio: il discorso normativo sul sesso, una specie di surrogato che possiamo digerire con facilit e che ha fatto del contnuo blaterare il suo punto di forza. Supponiamo, per esempio, che le anguille costituiscano la base della nostra cucina. Siccome le ceche, cio le anguille appena nate, sono un bene raro e difficile da controllare, creiamo un succedaneo: le guille. Un'infinit di annunci parlerebbero delle propriet di questo prodotto, un mucchio di aziende comincerebbero a commercializzarlo, dietologi e cuochi ci spiegherebbero le sue magnifiche virt, e tutti si ciberebbero di guille, fino al punto che, dopo una o due generazioni, parlando di questo prodotto fondamentale della nostra cucina - le anguille -, continueremo a usare tale termine, riferendoci per alle guille. Saremo convinti di mangiare anguille appena nate tutti i giorni, quando in realt si tratter soltanto di guille. Nel sesso abbiamo creato come succedaneo il suo discorso normativo, composto di coitocentrismo, fallocentrismo e vita di coppia (proprio come la guilla, composta di pesce bianco e nero di seppia); un discorso che accettiamo senza pudore, perch un prodotto sotto controllo (che ci evita di andare a pescare ceche nel mar dei Sargassi) e del tutto riconosciuto dalla morale e dalla scienza (sempre pronte a vantarne le qualit). Per questo credo che al giorno d'oggi parlare di sesso abbia smesso di essere un tab: il vero tab diventato il sesso stesso. In un film che ha per protagonisti alcuni avvocati, si parla a un certo punto di una bizzarra strategia difensiva. L'ufficio di uno degli imputati coinvolti nel processo chiede all'ufficio avversario un'informazione di vitale importanza per il proprio assistito. Siccome lo studio tenuto per legge a fornire i dati richiesti, ma sa che in questo modo perderebbe la causa, invia tre camion di documentazione, decine di milioni di pagine, all'interno delle quali si trova l'unica informazione decisiva. Per nascondere un ago, non c' niente di meglio che buttargli sopra un pagliaio. Per nascondere il sesso, non c' niente di meglio che occultarlo con un discorso infinito, insieme a quello che pochi hanno ritenuto essere il corretto discorso sul sesso. Per comprendere e rendere pubblica la comprensione, bisogna capire l'informazione (cosa per cui non tutti sono portati), che deve essere vera e non ingannevole (o finiremo come i newyorkesi del 1938, terrorizzati dei marziani), e bisogna evitare le maschere che nascondono le nostre vere inquietudini (come succede a Cristina). Domani ti pagher due pugni perch i prezzi della congiuntura calano con il mercato in rialzo e ti offro la domanda concluse Obelix, cui avevano fatto credere di regalargli prosperit invece di miseria.

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Del sesso sappiamo pi di prima


La sua connessione 3G utilizza un sistema Evdo che facilita la trasmissione di dati in un ambiente tecnologico Cdma. La sua telecamera da 3.2 megapixel le permette, per esempio, di pubblicare immagini sul suo blog per condividerle. Naturalmente ha tripla banda con Bluetooth disse, reggendo il dispositivo come fosse un neonato. Blutust? domandai. Naturalmente rispose. Sul cruscotto si accesero alcune spie. Fece un gesto di finta contrariet, e poi si mise a premere un tasto sul volante. impossibile concentrarsi disse, prima di rispondere alla telefonata. Non capisco molto di auto, ma quella doveva essere costata una somma pari al Pil dell'Angola. La voce di chi aveva chiamato risuon nell'abitacolo come se ce lo avessero teletrasportato. Gli feci segno di togliere la modalit vivavoce, affinch la conversazione restasse privata, ma lui, agitando con enfasi una mano, mi fece capire che non aveva importanza se ascoltavo. Il suo interlocutore si sforzava di spiegargli che aveva bisogno della mediazione di un terzo per poter inserire un nuovo programma in una rete nazionale. Si compiaceva di metterlo alle strette ricorrendo al suo punto debole. Non fu difficile dedurre che al mediatore piacevano le call-girl con le quali fare sesso in modi poco usuali. Continuarono a spararle grosse, e quando finirono ebbi la sensazione che non avevano fatto nessun passo avanti, che non si erano intesi, che non avevano concluso niente e che erano soltanto due pavoni che agitavano la loro coda piumata. Gli affari non mi lasciano mai in pace, bella mia disse, premendo di nuovo il pulsante sul volante e ostentando uno strano birignao. La radio, che da un'ora impazziva per tentare di sintonizzarsi su un'emittente che non si trovava alla frequenza che credeva lui, torn a connettersi. Avevo abbandonato da tempo il mestiere pi antico del mondo, che non precisamente quello di soffiare vetro, ma devo ammettere che con quell'impiastro che mi chiamava bella mia, ero quasi tentata di ricominciare, solo per il gusto di spennarlo. Cerc di nuovo di concentrarsi sul display del navigatore satellitare, premendo tutti i pulsanti a disposizione. Ma la sua faccia contratta indicava che non aveva la pi pallida idea di come funzionasse il Gps. E le sue dita adunche come le zampe di un piccione viaggiatore non gli erano d'aiuto. Non voglio nascondere l'identit di J.M. con un acronimo: semplicemente era uno di quelli che amavano farsi chiamare con le iniziali. Tornavo da una riunione in cui J.M. mi aveva proposto di partecipare, come conduttrice, a una nuova trasmissione televisiva che avrebbe prodotto. Pu essere l'inizio di un bel rapporto disse alla fine. In realt, l'unica cosa che gli interessava era scoparmi. Fu subito chiaro, prima ancora che si notasse il suo modo affettato di parlare, quel birignao da cafone che si da arie da grand'uomo. Lasciami qui dissi. Prender un taxi, non deve essere molto lontano. Un taxi? Non aveva proprio capito. Oggi sappiamo che cos' una e-mail e un sms, sappiamo che una banda larga non un gruppo composto da molti musicisti, e abbiamo sentito parlare di telefonini di terza generazione, ma non per questo abbiamo imparato a comunicare. La tecnologia della comunicazione non la comunicazione. Imparare a comunicare non significa saper prendere la linea. L'era digitale non sostituisce la grammatica, i colori dei telefonini non rimpiazzano la retorica, n la scoperta dei

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codici di scambio a vasto raggio pu soppiantare l'idea comunicabile. Comunicare significa dare avvio a una scrittura condivisa di intelligenze o stupidit, significa costruire il discorso degli entrambi, significa creare un codice di partecipazione. Nella nostra cultura scientifica capita di confondere lo sviluppo tecnologico con il sapere. Che ci piaccia o no, sviluppo e conoscenza non sono la stessa cosa. Conosciamo il genoma umano e sappiamo come nasce una vita, dall'impianto del blastocito nella parete dell'utero fino al parto, ma siamo ancora lontani dal conoscere la natura della condizione umana e che cosa la vita. Shakespeare o Lao Ts, ai loro tempi, forse ne sapevano pi di noi, e anche se non disponevano del Bluetooth, comunicavano molto meglio. Nel sesso un po' la stessa cosa. Conosciamo e usiamo neologismi quali vita sessuale, sessuologia, eterosessualit, complesso edipico o abuso sessuale, proprio come parliamo di elaboratore di testo, di pennarello o di carta riciclata, per citare termini riferiti alla scrittura. Usiamo parole che abbiamo inventato per conferire un contesto morale, giuridico e clinico al sesso. Parliamo con i termini della nuova tecnologia della sessualit, regalatici dall'ultima invenzione in questo campo: il discorso normativo sul sesso. Ci non implica che ne sappiamo di pi, ma soltanto che abbiamo dotato il sesso di una nuova regolamentazione, cos come abbiamo dato un nuovo contesto tecnologico al nostro modo di comunicare, Questo tutto il progresso che abbiamo compiuto nel campo della comprensione del sesso. Il vignettista Forges un giorno disegn due anziane contadine che si lamentavano afflitte: Adesso che abbiamo imparato a dire pellicola, salta fuori che lo chiamano film. Il sesso non si spostato di un millimetro nemmeno nella sua pratica, nell'interazione. Ci sono al massimo un paio (tre o quattro) di persone in Occidente, nel Duemila, che non fanno quello che gi si faceva nella Grecia di Pericle. Se qualcuno oggi pu immaginare una qualche pratica senza nome questa gi stata sperimentata. Ci che cambiato il decalogo morale con il quale si giudica la sessualit umana, l'interpretazione sociale degli effetti della nostra condizione di esseri sessuati, e non gli effetti di per s. Alcuni di questi effetti sono stati regolarizzati (come la pornografia), altri li abbiamo ovviati (come il sesso a pagamento), altri condannati (come la pederastia) e altri ancora li abbiamo semplicemente banalizzati (come l'orgia). In generale, abbiamo reso problematico l'intero fenomeno della sessualit e quindi lo abbiamo trasformato in qualcosa di necessariamente sottoposto a controllo, tramite i canali giuridici, morali e religiosi abituali; di nuovo, rispetto ai tempi antichi, c' il fatto che oggi tali canali sono sostenuti dalle moderne scienze mediche. Persino i pi famosi oggetti commercializzati dalla nostra industria del tempo libero, i dildo o i vibratori, esistono da quando esiste la capacit di rappresentazione. Anche in questo caso, lo sviluppo tecnologico serve solo a distinguere un vibratore di lattice da uno in legno di melo. Su come usarlo, o per quale motivo, non cambiato nulla. Ma posso telefonare con quello? domandai un po' seccata, allo zelante venditore di prodotti telefonici. Naturalmente rispose. Comunicare nell'intimit con le persone, o con se stessi, da quando hanno insegnato ai telefonini a vibrare, davvero uno scherzo.

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I pregiudizi sul sesso sono sempre stati gli stessi


Eros, che per gli antichi era un dio, per i moderni un problema. DENIS DE ROUGEMONT Il metr correva come una zebra impazzita nella savana. Di tutte le metropolitane che conosco, quella di Parigi probabilmente la pi funzionale, ma di certo non la pi comoda. Ero stata a casa di Claire, e stavo andando a lezione all'Istituto di Lingue orientali. Nel vagone, vicino a me - contro di me, appiccicato a me - un giovane maghrebino, grasso e trasandato, parlava animatamente con un altro. Sebbene la distanza tra i due fosse quella di una cartina di sigaretta, il tono della sua voce era alto, sicch tutti i passeggeri (e probabilmente mezza Francia) potevano ascoltare le sue opinioni: Stanimi a sentire: froci ce ne sono sempre stati. L'altro assentiva. Non solo, i froci sono sempre stati froci! Mi afferrai saldamente alla sbarra, non perch volevo picchiarlo, ma perch stavo per cadere; il metr di Parigi all'ora di punta potrebbe essere un'attrazione degna di Eurodisney. Il maghrebino us la parola pd, un termine spregiativo che ho scelto di tradurre, a malincuore, con frocio. Le parole non sono innocenti. Vogliono dire molto di pi di ci che significano. Una connotazione spregiativa come quella che accompagna questo termine implica sempre una condanna morale alla pratica che rappresenta. la doppia umiliazione del pregiudizio: nelle parole e nei fatti. Siamo soliti credere, come il mio vicino di posto sul metr, che gli stigmi e i pregiudizi in fatto di sesso siano sempre stati gli stessi nel corso della storia della nostra cultura. un inganno del discorso normativo sul sesso: propalare un modello di sessualit eterno, unico e infallibile (e magari dettato da un qualche Dio legislatore o da una biopolitica o pubblica sanit altrettanto eterne, veridiche e chiaramente uniche come Lui). Non sempre sono state emesse le stesse condanne per determinate pratiche erotiche, non sempre queste pratiche sono state definite con un epiteto sprezzante. Conobbi Claire nella chiesa di Saint-Julien-le-Pauvre. Contrariamente a quanto si possa pensare, i luoghi di culto non sono un posto inadatto a far scattare il desiderio. Avevo un appuntamento con alcuni amici per assistere in quella chiesa a un concerto di musica da camera. Il programma comprendeva un brano per flauto di Antonio Vivaldi: Il cardellino. Cinque minuti prima dell'inizio del concerto, il pubblico cominci a occupare i posti, ma i miei amici non arrivavano, cos decisi di non aspettarli pi ed entrai. Alla mia sinistra si sedette una ragazza. Con i suoi capelli neri e corti pettinati la gargon, vestita in maniera impeccabile con un abito di tulle scuro che non risparmiava le trasparenze e un foulard verde, con quel muovere le piccole mani come fossero ali, sembrava cercare nell'aria un qualche ricordo perduto. Ci guardammo furtivamente per tutto il concerto. Quando fin, si rivolse a me con aria timida e un sorriso che avrebbe stregato tutte le fate del bosco: Qui a Saint-Julien, i cardellini cantano diversamente.... Quella sera non tornai a casa. Passai la notte, l'aurora e l'alba a casa di Claire, nel quinto arrondissement. I nostri pregiudizi esistono da quando esiste la nostra sessualit moderna. possibile farne risalire l'inizio alla prima met dell'Ottocento. in questo periodo che i nuovi sistemi di produzione (la Rivoluzione industriale), l'affermazione di una potente classe media (la borghesia) e i progressi scientifici (Darwin e l'evoluzionismo) generano un contesto sociale che obbliga a tenere sotto

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controllo i cittadini e i loro costumi. la nascita della clinica, del controllo sociale, per dirla con Foucault, contrapposti alla passata reclusione, ed il periodo in cui la sessualit, sottoposta a rigorosa diagnosi clinica, diventa problematica. Come sappiamo, affinch sorgano gli stigmi, i pregiudizi, le condanne e le paure, deve esistere qualcosa che consideriamo un problema. A questo periodo risalgono neologismi come sesso, omosessualit, vita sessuale, termini che prima non esistevano e che vengono inventati in ambito clinico per designare, controllare e gestire la nostra condizione di esseri sessuati. In precedenza, le istituzioni morali parlavano, per esempio, di peccati della carne, di sodomia o di dovere coniugale.

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Importanza dei termini


Ecco una barzelletta volgare: Un ragazzo, afflitto, si avvicina al padre. Papa', devo confessarti una cosa... Dimmi risponde il padre bruscamente. Sai... sono omosessuale. Fammi capire: hai studiato? No, papa'... Allora non sei omosessuale, sei frocio! Claire era una ragazza straordinaria: complessa, divertente, perspicace e generosa dal punto di vista sessuale. Ho un bel ricordo del poco tempo passato con lei. Mentre ci amavamo (credo di averla amata davvero), credetti di aver trovato quello che andavo cercando da tempo. Ricordo quando usciva il mattino presto a comprare i croissant al panificio all'angolo di boulevard Saint-Germain, caldi, friabili, che si scioglievano in bocca (il croissant un'invenzione austriaca; ma sono convinta che un croissant francese sia tutta un'altra cosa). Ricordo le colazioni nel suo piccolo appartamento: lei tranquilla e io sempre di fretta, tanto che spesso confondevo le lenzuola con il cappotto. Ricordo la sua sorpresa davanti alla mia foga sessuale quando ci abbandonavamo alla passione e ricordo le nostre discussioni quando sosteneva che noi donne abbiamo sempre avuto un minore appetito sessuale rispetto agli uomini. Io sono del parere, oggi come un tempo, che si tratti solo di un luogo comune, un'idea errata, iniettata nel nostro immaginario per assoggettare il desiderio femminile. No, caro compagno di viaggio di quel giorno, gli omosessuali non sono sempre esistiti, n sono sempre stati omosessuali. A Roma, per esempio, esisteva la pratica della sodomia (antichissima, risalente al giorno in cui gli esseri umani hanno scoperto di avere un orifizio anale) e un atteggiamento nei suoi confronti. Nella pragmatica e casta Roma, non c'erano gli omosessuali, e non solo perch mancavano ancora circa duemila anni all'invenzione del termine; allora c'erano gli attivi e i passivi. I primi (quelli che davano) erano i virtuosi coloro che mantenevano la virtus, il vigore sessuale che doveva accompagnare tutti gli uomini che si considerassero tali (com' cambiato, nel frattempo, il concetto di virt!), mentre i secondi erano gli impudichi, un ruolo riservato a schiavi, ragazzi da istruire o cortigiane che si trovavano ai gradini pi bassi della scala sociale. Un caso analogo era quello delle prostitute, oggi chiamate, senza mezzi termini, puttane. A Roma, le lupas (le lupe) erano rispettate e considerate necessarie, anche se i lupanari erano di solito situati nelle periferie. Persino il castissimo Catone il Censore fece un'apologi delle prostitute, perch le riteneva socialmente utili a difendere il pudore delle spose. Forse la stima che si nutriva per queste donne ha qualcosa a che vedere con l'origine leggendaria della gloriosa Roma, quando una lupa allatt i due fondatori della citt. Nella Grecia antica - libertina, creativa e edonista - le ierodule avevano anche un ruolo sacro e il loro darsi generosamente al cittadino era sinonimo di amore universale e disinteressato; erano molti i templi e le festivit nelle quali donne di ogni condizione si concedevano a tutti coloro che lo desideravano. Ciascun contesto morale ha i propri pregiudizi, le proprie condanne e le proprie paure; pensare che il nostro sia l'unico, e non uno dei tanti, significa essere condannati a rispettarlo. Come diceva Georges Bataille: Una coscienza senza scandalo una coscienza alienata. Lasciai Claire quando finii il mio stage a Parigi. Tempo dopo, ebbi sue notizie, attraverso un

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conoscente comune, quando stavo lavorando presso una multinazionale di Barcellona. Seppi che Claire aveva sposato un pubblicista... ed ebbi nostalgia delle brioche.3

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La prima volta fondamentale


Qui, sotto questa quercia, feci l'amore per la prima volta. Fece un sospiro malinconico e prosegu: Sua madre, me lo ricordo bene, stava qui, proprio dove sto io. Qui?... domand l'altro spaventato, osservando la poca distanza che li separava dalla quercia. E lei cosa disse? Beeeeeeeeeee. Vecchia barzelletta raccontatami da qualcuno che sapeva cosa significa avere a che fare con le pecore A me non stato nascosto niente, ma non mi stato neppure raccontato niente. Mia madre mi guardava dalla piccola finestra dell'undicesimo piano quando attraversavo la strada per andare a scuola. Tutti i giorni. Dai tredici ai quindici anni. Negli alloggi militari in cui vivevamo, in attesa che a mio padre fosse assegnata una destinazione, c'era una biblioteca. L imparai quello che una bambina pu imparare sul sesso prima dell'arrivo delle mestruazioni, prima che mio padre iniziasse a comprarmi gli antidolorifici. Nei sotterranei degli alloggi militari si trovavano il parcheggio e i cassonetti della spazzatura. Nei sotterranei, vicino alla porta dell'ascensore, lasciavo che alcuni ragazzini mi baciassero con la lingua e mi toccassero il seno. Non portavo ancora l'apparecchio per i denti n il reggiseno. Stabilire quando stata la prima volta non facile. La prima volta sempre preceduta da molte piccole prime volte. La prima volta che amiamo, l'abbiamo gi fatto. La prima volta che ridiamo la prima volta che ne prendiamo coscienza. E la vera prima volta soltanto quella che ricordiamo come tale. O quella che ci fanno ricordare. Con il sesso succede qualcosa del genere. La nostra prima attivit sessuale, derivata dalla nostra condizione di esseri sessuati, avviene molto prima della sua messa in pratica, e la presa di coscienza ci che fissa il nostro ricordo. In noi, esseri sociali, la consapevolezza non si raggiunge sempre in solitudine. Spesso non siamo noi, in prima persona, a prendere coscienza di qualcosa; sono gli altri a farcelo notare. l'occhio sociale che spesso ci costringe a pensarci, a diventare consapevoli di una situazione o di una azione concreta. Sono gli altri - i genitori, gli amici, gli insegnanti - che, quasi sempre, ci danno la coscienza. La prima volta che ci dicono questo non si fa, questo non si tocca, questo non si dice o questo non si pensa il momento in cui vediamo noi stessi fare, toccare, dire o pensare una certa cosa. Spesso la coscienza il nostro sguardo modellato sulla coscienza degli altri. La voce severa del controllo sociale, la morale e l'ordine. Il giudizio altrui fattosi io. Andai in un consultorio familiare subito dopo le prime mestruazioni, il giorno stesso in cui compii 14 anni. Ci andai da sola, dissi il mio nome e aspettai seduta su una sedia di metallo. La donna africana che mi stava accanto sorrise. Allorch il ginecologo la chiam, mi cedette il suo posto. Ricordo che quel medico non fece nessun gesto di sorpresa quando gli spiegai che volevo la pillola perch desideravo avere rapporti sessuali con penetrazione. Non mi raccomand nulla, non fece commenti, non espresse giudizi. Mi visit sul lettino. Mentre mi esaminava sotto il piccolo grembiule bianco, mi pose alcune domande. Io rispondevo e, per distrarmi, osservavo di sottecchi uno schema dell'apparato riproduttivo maschile e femminile appeso a una parete. Mi consegn una ricetta di Diane 35, tre opuscoli informativi e due preservativi. Non ci fu alcun trauma nel processo che, dalla biblioteca al consultorio, mi permise di procurarmi la prevenzione necessaria per affrontare un rapporto. E dalla bibliotecaria e dal ginecologo imparai anche che non necessario fare appello alla paura degli adulti (o di quelli che si presentano come pi grandi di noi) per fare

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prevenzione, per quanto giovani si sia. Arrivata a casa, riposi la ricetta tra le pagine di un libro e la borsa con il resto nell'armadio, sotto le mutande e il mio diario. Un giorno, poco tempo dopo, scoprirono tutto. Della mia determinazione fecero una gabbia per grilli e della mia curiosit un problema. Dicono che nella sessualit umana ci sia un momento fondamentale in cui ognuno di noi prende coscienza di aver fatto uso della propria condizione di essere sessuato: il primo coito. E non potrebbe essere diversamente. Tutto preparato dal grande animale sociale per far s che non ci sfugga nemmeno un dettaglio di questo importante spettacolo pubblico: la perdita della verginit. Forse, con tanta esaltazione, tanti preparativi e tanta magniloquenza morale, l'unica cosa che perdiamo il coito stesso. In cambio, possiamo ricordarlo come la prima volta. Verginit/imene/coito pare essere la triade su cui si basa il racconto di questo presunto rito iniziatico. Un rito - questo ci fanno credere - nel quale si perde tutto: innocenza, verginit, imene... e non si guadagna niente. Come se con la prima parola che leggiamo perdessimo la vista, come se con il primo dubbio che insorge si perdesse il ben dell'intelletto. Abbiamo fatto della prima volta una preoccupazione e non un valore, un pericolo e non un apprendistato, un'andata e non un ritorno, l'arrivo del principe azzurro e non il bacio del ranocchio. E di quel rapporto sessuale - consumato sulla base della disinformazione e patrocinato dall'insuccesso - abbiamo fatto, e continuiamo a fare, un condizionamento esistenziale per il resto della nostra vita. Mi piacerebbe spiegare qualcosa sull'imene, su come si indebolisca, se non si gi staccato, per permettere il passaggio della prima mestruazione, su come essere vergine significhi implicitamente essere ignorante e su come il coito non sia sinonimo della nostra sessualit pi di quanto il roastbeef lo sia della nostra alimentazione. Ma lascer questi argomenti a quelli che li temono, perch quelli che non li temono li conoscono gi. Persi la verginit il 17 luglio 1984, alle 02.46.50 del mattino... lo so, a volte sono ripetitiva. Devo essermi liberata dell'imene in qualche posto tra la palestra e la cantina. Forse lasciato sul pulsante del lugubre ascensore rivestito di moquette rossa che mi portava dall'undicesimo piano ai sotterranei. Fu in un letto, in campagna, a casa del fidanzato dell'amica presso la quale abitavo. L'unica sensazione che ricordo, dopo aver ospitato per un po' il pene di Eduardo nella mia vagina, che me lo sarei ricordato. Credo che fu Shakespeare a dire: La memoria la sentinella della mente. Guardie, secondini, poliziotti... Quelli che ne hanno fatto qualcosa di trascendente sono quelli che continuano a controllare la mia anima. E quella di tutti.

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L'impulso sessuale inizia con l'adolescenza


Un bambino non ha bisogno di scrivere, innocente. HENRY MILLER Innocente colui che non colpevole. Colui che esente da colpa o, secondo l'etimologia, colui che non nuoce. Come i bambini. Se l'infanzia l'et dell'innocenza, quest'ultima, in quanto assenza di colpa, un bene caduco. Arriva un giorno in cui diventiamo colpevoli, in cui smettiamo di essere innocenti, in cui qualcuno ci colpevolizza di qualcosa. Diventare colpevole un processo graduale: s'impara a esserlo, a smettere di essere bambini; il senso di colpa forse il grande insegnamento che ci viene impartito durante l'infanzia. A un certo punto ci ritroviamo consapevoli di aver commesso un grave peccato. Quando i genitali crescono, quando compare la peluria in zone in precedenza glabre, innocenti, e quando la capacit riproduttiva spunta in qualche angolo della nostra biancheria intima: questa l'adolescenza. Ormai una donna... si sente spesso dire in giro. E che nostalgia nel tono dei genitori che pronunciano quelle parole a bassa voce, come se intonassero un salmo. Ce la rappresentano come la perdita di qualcosa, a cui dire addio sventolando un fazzoletto, non fosse per l'urgenza di dover pulire affannosamente le prime macchie, le prove del delitto, gli stigmi della colpevolezza. la partenza senza ritorno dal paradiso, dove lasciamo, perduto come se ci fosse caduto dalle tasche - insieme alle figurine e all'odore dell'orsacchiotto - qualcosa che non potremo pi riavere: la nostra condizione d'innocenti. in questo momento che possiamo cominciare ad agire come colpevoli, che cominciamo a sentirci colpevoli; e ad accettare come nostri i sensi di colpa che ci hanno inculcato. Questa la giovent. Per il resto del tempo pensiamo solo a far maturare quello che ci hanno insegnato durante l'infanzia: facciamo nostra l'adolescenza e mettiamo in pratica la giovent. Per poter poi colpevolizzare altri innocenti. La nostra esistenza la storia di una colpa interiorizzata e trasmessa come la peste. Thomas Bernard scriveva che l'infanzia un buco nero in cui siamo stati gettati dai genitori e dal quale dobbiamo uscire senza aiuto alcuno. La maggior parte delle persone, per, non riesce a uscire da questa fossa che l'infanzia, resta l per tutta la vita, non ne esce e ne amareggiata. Non usciamo dalla colpa nella quale ci hanno gettato... forse perch, per liberarcene, dovremmo recuperare l'innocenza. Le lenzuola, di solito, erano a fiori rosa. Profumavano di amido, di fine settimana e della pelle tiepida di mia cugina Isabelle. Quello della colpevolizzazione uno schema perverso. Questo s che perverso, e non ilbaciare un fiore. In tale processo, ci imbattiamo in un serpente che ci offre un frutto proibito. Il serpente il sesso e il frutto la conoscenza del sesso. Quando si innocenti, il sesso non esiste. Non c' giardino delle delizie o Eden nel quale abiti un solo rettile. Quando addentiamo il frutto della conoscenza di noi stessi in quanto esseri sessuati, siamo immediatamente espulsi dall'innocenza, dall'assenza di colpa. questo che ci hanno venduto (gli stessi, tra gli altri, che inventano paradisi, serpenti, frutti proibiti e fanno s che i bambini nascano con un peccato originale che si pu espiare soltanto con il sacramento del battesimo, con l'adesione al club dei liberatori dal peccato, quel peccato che hanno inventato loro). In realt, i bambini - quegli angioletti -, contrariamente a quanto si dice, sono esseri sessuati a tutti gli effetti, proprio come gli adulti. La differenza che non provano sensi di colpa, quel senso di colpa che inculchiamo loro durante l'infanzia e che interiorizzano nell'adolescenza, quando possono cominciare a pensare di fare uso della loro condizione di essere sessuati. Perch il sesso non

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ci che gli adulti fanno con i genitali. Per fare sesso basta aspettare che cresca un po' di peluria, o che troviamo un buco da tappare, o che qualcuno lo trovi in noi, o avere piena coscienza del problema che ci fanno credere sia il sesso; per fare sesso sufficiente nascere. Isabelle aveva compiuto dodici anni due mesi prima di me. Entrambe vivevamo la nostra adolescenza durante il fine settimana. La sua casa si trovava in campagna. Vicino all'entrata c'era un'altalena, appesa ai rami di una quercia, dove avvenivano le nostre discussioni pi importanti. Fingevamo di scaldare acqua in teiere di plastica e di servire il t, in ordine rigoroso, ai pupazzi riuniti attorno al tavolo. Io cercavo ogni volta di offrire il pezzo di torta pi grande al mio nounours4 ma non sempre ci riuscivo, perch anche Isabelle aveva un pupazzo preferito. E gi a litigare di nuovo. Lo facevamo da anni, e io trovavo che ormai fosse una cosa da bambine, ma Isabelle preferiva questo gioco a quello di andare a vedere i ragazzi che giocavano a calcio. A me piaceva Herv e anche a Isabelle. E si finiva sempre per discutere. Come quando lei si ostinava a mettere lo stesso disco di musica pop sul giradischi che le avevano appena regalato. Ci raccontavamo i nostri segreti sotto la tettoia. Strana, questa storia dei segreti... L sotto le raccontai del mio primo bacio e sempre l ci scolammo due bottiglie di vino, che ci stesero. Un giorno, tornando dal paese, trovammo un gattino. Nonostante la nostra insistenza, Isabelle non pot tenerlo con s: suo padre se lo port via. Sulla strada che andava dalla casa al paese, caddi per la prima volta da una bicicletta (credo di non essere pi salita su una bici da allora). La sera, quando non ci lasciavano uscire con gli amici, guardavamo la televisione con i nostri genitori. I grandi avevano un'abilit speciale nell'individuare i quadratini bianchi che apparivano sullo schermo. Non appena ne spuntava uno - avvertimento, in Francia, che il programma era per adulti - ci mandavano a letto. L, alla luce di una torcia elettrica, giocavamo alla mamma e al papa'. E naturalmente, le mamme e i papa' si baciano e si toccano. Stabilire chi faceva la mamma e chi il papa era semplice. Di questo non discutevamo mai. Andare a casa di Isabelle per il fine settimana rappresent per me uno dei pochi eventi stimolanti dell'adolescenza. Il sesso non neppure la sua messa in pratica. Cos come il linguaggio non la favella. L'adolescente una persona passionale che balbetta. Il bambino una persona ricettiva che sta ancora pensando a cosa dire. Ci non significa che sia necessario proteggere entrambi dal linguaggio. Bisognerebbe proteggerli dal senso di colpa invece che dal sesso. Bisogna proteggerli dalla paura degli adulti. Per come la vedono questi ultimi, basterebbe non mostrare ai figli lo spettacolo del sesso. E ci, spesso, pi per le stupidaggini di cui infarcito che per le ferite che pu arrecare alla sensibilit di bambini e adolescenti. Ma allora, se devono capire qualcosa che non sia una stupidaggine, che la capiscano. Facciamo della loro innocenza un fine e non un preambolo al senso di colpa. E smettiamo di credere, noi adulti, che l'innocenza sia la negazione della sessualit, solo perch non ricordiamo pi cosa significa essere innocenti. Come diceva Jean Giono: L'innocenza sempre impossibile da dimostrare... soprattutto quando abbiamo una cugina a disposizione.

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I preliminari servono a preparare il coito


Preriscaldare il forno a 170. Mettere Apollo in un recipiente adatto al forno, 'scaldare ad altezza media per dodici minuti. Servire caldo. Istruzioni per preparare un piatto precotto Il glicine aveva quasi vent'anni. I suoi grappoli di piccoli fiori violacei ricoprivano il balcone della nostra camera da letto. Preliminare significa prima della soglia: dunque tutto ci che precede l'entrata. L'uso del termine, di per s, implica che l'azione decisiva entrare. Prima di questa azione, possiamo vagare o smarrirci, ma, consapevoli del fatto che quello che stiamo facendo preliminare, il nostro destino determinato dal raggiungimento di quello che consideriamo il momento cruciale: entrare, oltrepassare il limen, la soglia. Nella fase preliminare i nostri passi sono gi diretti inesorabilmente verso l'entrata (e da questa condizionati). Nel discorso normativo sul sesso i preliminari sono tutte quelle azioni che precedono il coito, che preparano la sua corretta esecuzione. Se non facessimo del coito la sostanza, il fulcro dell'erotismo, non esisterebbero nemmeno i preliminari, come non esistono i preliminari dei preliminari. Questa ossessione per l'entrare, che classifica tutte le pratiche erotiche come anticipazioni o preliminari al coito, ci che chiamiamo coitocentrismo. Gli esperti definiscono la formica un insetto imenottero, perch ha una metamorfosi complessa e una bocca che serve sia a masticare sia a leccare. E, come i poeti, va a caccia di fiori, che percorre instancabilmente alla ricerca di nettare. Il termine parafilia significa etimologicamente ai margini dell'amore. Ci sar capitato di imbatterci in questa etichetta, che la versione corrente di ci che prima si chiamava psicopatia sessuale o perversione sessuale. Il discorso normativo sul sesso definisce la parafilia un'attivit che si fissa maniacalmente sui preliminari, e trae piacere da questi, disdegnando la copula. Freud, che invent un magnifico sistema per dire molte cose, sostenne che ci che caratterizza tutte le perversioni che disdegnano l'obiettivo essenziale del sesso: la riproduzione. Se preliminare una condanna nominale dell'azione, parafilia la colpa attribuita a chi la pratica. Caddi nuda sul letto con le gambe divaricate, lasciando che lui mi sorprendesse di nuovo. Jorge apr le finestre del balcone. Pensai che saremmo stati amanti esibizionisti. Ma non fu cos. Fece in modo che sulla sua mano salisse un gruppo di formiche che si stavano arrampicando coscienziosamente sui rami del glicine. Poi le lasci scendere a pi riprese sul mio ventre. Le formiche cominciarono a vagare in modo disordinato lungo il corpo. Osservavo quelle zampette che percorrevano sconcertate la strana geografia delle mie forme. Sussultai. Jorge allung di nuovo la mano verso il rampicante e da diversi grappoli colse decine di fiorellini. Alcune formiche avevano gi abbandonato il mio corpo e si erano avventurate sul terreno desolato delle lenzuola. All'improvviso mi vidi ricoperta di fiori color malva, attorno ai quali si raccolsero immediatamente le formiche. Come spinte da un imperativo marziale e incoercibile, i piccoli insetti seguirono la traccia azzurra del loro desiderio e il sentiero invisibile del mio. Si affollarono sul capezzolo sinistro, rovistando tra i fiori che Jorge aveva sparso. Raggiunsero il palmo teso di una mano, il pube e il polpastrello del mio dito che mi accarezzava. E se ne andarono. Imprevedibili. Temibili. Fu cos che Jorge mi tocc senza toccarmi. Seminando fiori. Perverso definire perverso ci che non lo . Perverso fare di qualcosa d'insondabile un'imposizione omologata, sottoposta a controlli di qualit. Perverso attribuire il nome di formicofilia a ci che non ha nome. Perverso affermare che per mangiare (non solo un pollo precotto) bisogna preriscaldare il forno a 170, cuocere per dodici minuti e servire caldo. E perverso

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chi dice che l'Amore sta ai margini dell'amore. Quando non sappiamo rappresentare perch non abbiamo capito ci che stiamo dipingendo, narrando o cercando di analizzare, dimentichiamo i particolari, non siamo capaci di cogliere la sfumatura - il luogo in cui abita l'intelligenza, come diceva Wilde. Il piano della nostra sessualit omologata si traccia con una sola linea retta: quella che va dal bacio al coito. Il resto sono manie morbose che cancelliamo dalla rappresentazione, lasciandole ad altro, ai preliminari, che non assurgono al rango di pratica erotica. Dire che i preliminari preparano al coito delineare la nostra sessualit come i bambini disegnano una casa: con un quadrato e un triangolo rosso. indubbio che non ci sia niente di pi emozionante nella vita di un uomo che la scoperta casuale della perversione cui destinato. Michel Tournier sa benissimo che per l'ordine morale non c' niente di pi eccitante che reprimere le perversioni altrui. Raggiunsi l'orgasmo tra un brulichio di formiche e lingue di fiori. Prima che facesse buio, raccogliemmo i fiori e le loro amanti fedeli e li restituimmo al loro giardino. Ora, in autunno, aspetto la primavera e che il nostro balcone si ricopra di fiori color malva. E che tornino ad abitarli quegli insetti imenotteri che mordono e succhiano.

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Il sesso senza penetrazione incompleto


Si fa gol quando la palla ha superato completamente la linea della porta tra i pali e sotto la traversa, sempre che la squadra che ha segnato il gol non abbia previamente violato le regole del gioco. Dal Regolamento ufficiale del calcio Ral era un importante imprenditore, con affari di vario tipo in diversi paesi dell'America Latina. Una delle sue fabbriche tessili si trovava ad Arequipa, in Per, al confine con il Cile. Fu l, la seconda volta che ci tornai, che lo conobbi. Nato in Cile, anche se di origine europea, figlio di uno spagnolo e di una italiana, parlava con uno strano accento che faceva ballare le lettere del mio nome ogni volta che lo pronunciava. Affascinante e cordiale, nutriva una vera e propria passione per un magnifico cappello panama, che aveva comprato in una famosa cappelleria equadoregna. Aveva una graziosa figlia di cinque anni, nata dal primo matrimonio. Le sue mani erano forti, il sorriso affabile, il suo pene eretto non raggiungeva i tre centimetri e gli occhi azzurrissimi contrastavano con la pelle abbronzata. Quando lo conobbi avevo 25 anni ed ero responsabile per l'America Latina di un'importante agenzia di stampa, con sede in Canada. Ral era prossimo alla cinquantina e, oltre che mio amante, mi fu di grandissimo aiuto nel coordinare il servizio speciale cui stavo lavorando. Furono gli scolastici a coniare l'espressione tutto ci che si fa, si fa con un qualche scopo. Quando nel Medioevo il cristianesimo tent di conciliare fede e ragione, mise mano (simbolicamente, chiaro) alle tesi aristoteliche per spiegare l'esistenza di Dio. Niente invano aveva suggerito il buon Aristotele, del quale ci sono pervenute molte curiosit, come il fatto che, oltre a essere un pensatore brillante - o forse proprio per questo - nutriva una speciale predilezione per la pratica erotica dell'homo equus. Con questa logica della finalit fu coniato il termine teleologia, il cui uso, oggi, limitato ai discorsi teologici e filosofici. Per, bench la parola, solitamente impiegata come sinonimo di finalismo, sia poco diffusa, il concetto continua a essere attuale. Portiamo avanti attivit perch intendiamo raggiungere un fine; altrimenti non avrebbe senso iniziarle: potrebbe essere questo il motto che accompagna tale pensiero dei fini. La nostra una cultura finalista. Derivando da un'idea molto cristiana e seguendo, per esempio, la scia di un Machiavelli mal interpretato, il nostro ordine morale, sociale e politico contrassegnato da precetti improntati all'economia e al militarismo. Conquistarlo a tutti i costi, morire piuttosto che fallire, se manchiamo l'obiettivo, quello che abbiamo fatto non serve a niente, se la palla non entra, faremo la figura degli stupidi (direbbe un calciatore). Sono valutazioni in cui ci imbattiamo tutti i giorni e che esemplificano la logica dell'obiettivo, puerile e un po' ingenua, ma di enorme utilit in una societ basata sulla libera concorrenza. Atterrare e decollare ad Arequipa non un gioco da ragazzi. Potei constatarlo all'arrivo, quando le Ande sembravano grattare la pancia del Boeing. Con Ral prendemmo un volo della compagnia Faucett nelle prime ore del mattino, perch nel pomeriggio, di solito, la nebbia avvolge l'aeroporto e impedisce il traffico aereo per Lima. Fino a quel momento il nostro rapporto era stato strettamente professionale, ma qualcosa al di l delle parole aveva fatto s che lui tornasse a Lima con me. Facemmo l'amore per la prima volta su una spiaggia a circa trecento chilometri dalla capitale, perch a Lima nemmeno i pochi quartieri residenziali avevano spiagge non inquinate, che permettessero di fare il bagno. Appoggiai la mia bocca sul suo petto coperto di sale del Pacifico, mentre lui mi scompigliava i capelli. Gli accarezzai i fianchi finch le mie dita non incontrarono il

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costume da bagno. Ne seguii l'orlo sfiorandolo appena fino a quando non trovai il laccio. Sentii il suo respiro diventare un sussurro. Sciolsi il nodo facilmente e, con la punta dell'indice, arrivai al glande. Niente ci preoccup, n valse a fermarci. Nemmeno la totale impossibilit di infilare un preservativo - che non poteva essere applicato a niente - n il fatto che impiegassi pi tempo a trovare il suo pene che ad accarezzarlo. Non gli chiesi mai come aveva potuto avere una figlia, e mai me lo disse, forse perch non fu mai necessario. Soltanto quelli che vogliono qualcosa pongono obiettivi al sesso. N l'orgasmo e ancor meno la penetrazione sono obiettivi degni del sesso. Un giorno, un amico mi spieg che la completezza implica che nulla resti fuori, che non vi sia un'origine o una destinazione, ma soltanto un transito. Nemmeno qualcosa di chiuso pu essere completo. Credere che l'interazione sessuale si completi con il coito come credere che la vita si completi con una Mercedes Slk. Ugualmente frustrante, snervante, traumatizzante, labile. La stragrande maggioranza delle ansie che sfociano in disfunzioni sessuali (impotenza, eiaculazione precoce, vaginismo...) derivano dal malinteso di dare senso all'interazione sessuale coronandola con il coito. E Yeureka obbligato, il fuoco d'artificio finale all'apice di un rapporto, standardizzato in ognuno dei suoi punti da persone che capiscono solo di punti, rette e due dimensioni. il sesso considerato come un viaggio organizzato da un'unica ed ecumenica agenzia, che ci indica le soste, sceglie gli alberghi, programma le attivit, ci accompagna ai negozi di souvenir, regalandoci il coito come unica destinazione. Ma, nella logica del viaggio, soltanto gli uomini d'affari hanno una destinazione: la destinazione dei viaggiatori il viaggio stesso. Ral mi chiese di sposarlo. Accadde al mio ritorno a Madrid. E io, con i miei 25 anni, esitai. Due giorni. Ci interruppe il rapporto illusoriamente fisso che avevo in Spagna. Be', quello e un'altra decina di relazioni che si erano sovrapposte (o che avevo permesso che si sovrapponessero) negli ultimi tre mesi. Respinsi la gentile offerta di Ral, anche se con lui non solo avevo imparato un po' meglio come funzionava l'economia in America Latina, ma, soprattutto, che il sesso aveva una finalit che andava oltre una impossibile penetrazione. Mi sia permesso di non essere letterale nella citazione, i ricordi sono sempre nostre creazioni pi che di altri, ma Paul Valry annot nel suo quaderno del 1940 un'osservazione che suonava pressappoco cos: Un'altra delle "aberrazioni" della sensibilit questo interesse persistente per l'idea semplicistica di finalit. Un poeta che, senza dubbio, non sapeva granch di calcio...

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Il sesso si conclude con l'orgasmo


CONTINUO, agg.: Che si estende nello spazio o dura nel tempo senza interruzioni. ESITO, s.m.: Conclusione di un'azione, risultato; anche, successo. Dal Dizionario della lingua italiana Sabatini-Coletti Felipe era proprietario e direttore di numerose calzolerie di Barcellona. Come amante era disinibito e sfacciato, ma rispettoso. Mi piaceva. I nostri incontri sessuali avvenivano nel piccolo appartamento che avevo in affitto. Quando mi comunic che stava per comprare una casa e che gli sarebbe piaciuto che ci andassimo a vivere insieme, considerai conclusa la nostra relazione. La cultura dominante fatta di inizi e di fini. Tutto comincia e tutto finisce a partire dal legame fra concetti contrapposti: nascita/morte, suono/silenzio, giorno/notte... Ma non tutte le culture la pensano allo stesso modo. Il diagramma che esprime il fluire dello ying e dello yang mostra il movimento perpetuo delle essenze; niente comincia e niente finisce, tutto scorre, e quando raggiunge un massimo, questo massimo contiene gi in s il proprio opposto. Il giorno comincia a mezzanotte recita un detto taoista; quando crediamo che qualcosa abbia raggiunto la fine, non sta facendo altro che dare vita al suo inizio. Nella pittura naturalista giapponese, per esempio, la totalit sensibile - quello che chiamano le mille cose - rappresentata da macchie di colore non ben definite ma riconoscibili: il mare, le nuvole, la montagna, gli uccelli, il contadino... Tuttavia, ognuno di questi elementi rappresentati sembra che, a un certo punto, vada a trasformarsi nell'altro. L'abilit del pittore sta nel saper esprimere la differenziazione delle cose costituite dallo stesso tutt'uno. L'individuazione di ci che costituito dallo stesso tutt'uno in moto perpetuo, in inestinguibile cambiamento. Conobbi Manuel su un set televisivo. Di professione medico, partecipavamo, con altri ospiti, a un dibattito piuttosto acceso. Al termine ci scambiammo i numeri di telefono. Fu quando, dopo cena, decisi di accettare il suo invito a continuare la chiacchierata a casa sua, quando sganci il mio reggiseno e mi appoggi una mano sul petto, che mi alzai e troncai la nostra relazione. Spesso confondiamo il sesso con l'interazione sessuale. Il primo si riferisce a tutto ci che promana dalla nostra condizione di esseri sessuati. La seconda si riferisce all'uso che facciamo di questa condizione durante l'incontro con un altro essere umano o con qualsiasi elemento ci spinga a esprimerci sessualmente. Il primo come il linguaggio, la seconda come un'opinione espressa a un conoscente. Il primo presente in noi fin dalla nascita, la seconda esiste nel periodo di tempo in cui si svolge quell'incontro. Il sesso non ha un inizio n una fine. N, come abbiamo gi detto, si definisce tramite l'orgasmo. L'interazione sessuale opera, di norma, secondo i meccanismi della cosiddetta risposta sessuale umana, cio attraverso le fasi di desiderio, eccitazione, preorgasmo, orgasmo e risoluzione. Ma non sempre cos lineare e prevedibile. A volte, l'interazione sessuale si esaurisce nel desiderio, altre nella fase di eccitazione e altre ancora nel preorgasmo. L'assenza di orgasmo non implica il fatto che il rapporto non sia esistito, o che sia incompleto o che debba essere considerato insoddisfacente. Borja era un mio vicino di casa. Aveva un pene di dimensioni insolite che trattava con cura. La sua pelle abbronzata e il suo accento del Sud rallegrarono alcune delle mie notti. Quando la sua fidanzata rimase incinta, concludemmo la nostra relazione. La soddisfazione una questione molto pi culturale di quanto crediamo, e molto pi soggettiva di quanto vogliano farci credere. Sentirsi soddisfatti dipende in gran parte dalla scala di valori da noi adottata, ma la soddisfazione, come accade con la delusione, sempre un'interpretazione soggettiva che diamo di alcune circostanze concrete.

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Se siamo convinti che il coronamento di un'interazione sessuale sia raggiungere l'orgasmo, rimarremo frustrati nel caso ci non accada. Se diamo inizio a un incontro condizionati dall'obiettivo finale dell'orgasmo, senza rendercene conto provocheremo una tensione che finir per rovinare, oltre la destinazione, anche lo stesso viaggio. La grande maggioranza delle richieste di consigli che ricevo sulle difficolt sessuali comuni come l'eiaculazione precoce, il vaginismo o l'impotenza - ha sempre la stessa origine: l'obbligo ineludibile di procurare l'orgasmo a se stessi e al partner. Questa imposizione deriva a sua volta dal fatto che abbiamo equiparato il successo all'orgasmo, cos come abbiamo equiparato il successo all'ammontare di un conto in banca. La stessa logica, la stessa necessit. Schiavi occasionali, ma sottomessi, di un successo malinteso. Con Andrs tutto fin quando si masturb davanti a me. Non che m'importasse che la nostra relazione passasse attraverso questa pratica o che l'avesse inscenata soltanto poche ore dopo esserci conosciuti. La causa fu pi una carenza estetica. Il suo modo di ansimare, i suoi capezzoli rosa, i movimenti convulsi delle sue mani... componevano un quadro che non avevo voglia di rivedere. Abbiamo parlato dei giapponesi e della loro estetica. Nella loro cultura esiste il concetto di shibui, intraducibile nella nostra lingua e incomprensibile per il nostro modo di pensare. Lo shibui consiste nell'apprezzare la bellezza dell'incompleto, dello scialbo, di ci che ci lascia l'opportunit di completare quello che manca, il godimento di ci che non si vede, ma che c'. Meglio di me lo spiega, per esempio, un assaggio di sashimi, e altrettanto bene lo spiegano le relazioni che non finiscono con un orgasmo e ci soddisfano lo stesso. Da quando ho rotto con Felipe a quando me ne sono andata da casa di Andrs, dai primi giorni di giugno del 2003 fino alla met dello stesso mese, si verificarono parecchi finali per altrettanti princpi, tutti nella stessa continuit: la mia sessualit.

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Il sesso fatto per divertirsi


E affinch le sue ancelle non la sapessero intatta, dissimul questo disdoro con abluzioni d'acqua. Ovidio, Amori, libro III, vv. 83-84 La nave salp all'ora prevista. Non riesco a ricordare perch, in quell'occasione, presi un traghetto della compagnia Grimaldi per andare a Genova. Forse perch, data la fretta con cui organizzai le vacanze in Italia, non riuscii a trovare di meglio. Non mi piacciono molto le navi commerciali. Il mio primo viaggio in mare, nell'anima sempre umida di uno di questi mezzi, era stato quando, appena diciassettenne, ero andata da Le Havre a Southampton, dove mi avevano assunto come istruttrice in alcune colonie estive. Quello che invece ricordo bene il motivo che mi aveva portato a Genova. Dovevo incontrarmi con Jacopo, con il quale, al lavoro, era nata una di quelle amicizie che vanno al di l delle parole e delle strette di mano. Avevamo organizzato un viaggio di alcuni giorni nel Sud Italia. Feci il check-in quasi tre ore prima di salire a bordo, cos ebbi molto tempo per osservare... L'edonismo un atteggiamento nei confronti della vita. una filosofia che privilegia l'istante rispetto al futuro, che rivendica il coraggio in luogo della paura, che rispetta la materialit e mette in discussione lo spirito, che accetta ci che accade senza vergognarsi di ci che non accaduto, che apprezza la logica della vita e mette in discussione la logica della morte, che si fa bastare ci che basta, che cerca il piacere l dove si trova e non dove si cerca, che fa del proprio corpo un alleato e non una prigione, che desidera senza essere schiavo del desiderio, che impiega il tempo pi che i soldi, che fa del piacere uno strumento per capire e non per usare e che crede che la felicit degli altri, che passa attraverso la felicit del singolo, sia raggiungibile non appena la intuiamo. L'edonista esercita la difficile arte di raggiungere la pace con se stesso. I seguaci di Epicuro erano chiamati maiali, perch si diceva che, proprio come questi, non alzassero la testa verso il cielo. Epicuro era una persona di salute cagionevole, che meditava in un giardino, che beveva acqua e si cibava di verdure - anche se apprezzava quando qualcuno gli portava vino o fragole - e che era convinto che, bench il dolore fosse inevitabile, la sofferenza potesse essere messa in discussione. Dopo che le auto furono caricate nella stiva, ci fecero imbarcare con ordine. Riconobbi l'odore di salmastro, di vomito mascherato, di pervasiva umidit e di suole di plastica che avevano calpestato cloro. Il mare sembrava essersi calmato. Diciannove ore di viaggio erano molte. Gli toccai la spalla destra, rimasta libera da una chitarra che gli occupava la schiena. Ti va se ci prendiamo qualcosa da bere? Ci sar pure un bar su questa nave... S, perch no? mi rispose sorridendo, come se sorridere fosse un dovere. Attraverso l'edonismo degli antichi, la nostra societ ha giustificato l'economia di mercato. Viviamo in tempi in cui si rivendica di continuo il dovere del piacere. Di un piacere associato solo al possesso, al consumo. Ci hanno fatto credere, e ci siamo cascati come polli, che la nostra capacit di accumulare beni di consumo sia indice del nostro livello di felicit. Dimenticando il saggio motto secondo cui le cose ci appartengono come noi apparteniamo alle cose, dimenticando che il principio della perdita il possesso e che, come diceva Seneca, povero non colui che ha poco, ma colui che desidera troppo. Nel sesso, il consumo equivale alla consumazione. Bisogna consumare a tutti i costi, bisogna darci dentro, gemere e arrivare all'orgasmo. Altrimenti meglio fingere, meglio ingannare, meglio lavarsi le cosce anche se non c' niente da lavare; tutto, pur di non ammettere che si voluto

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comprare qualcosa e che non ci sono pi fondi nella carta di credito. Ma l'obbligo del piacere tanto tirannico e poco edonista quanto la proibizione del piacere stesso. E credere che il sesso sia fatto solo per divertirsi stupido e stressante, come credere che sia qualcosa di sporco. Quando Javier si stese sopra di me, notai un lampo di paura nei suoi occhi. Avevamo passato le prime ore della notte percorrendo i corridoi di quella bagnarola, tra chiacchiere e risate. Era un musicista e stava andando a Genova a trovare il padre, almeno cos disse. Gli proposi la mia cabina - la sua era interna, e la condivideva con un amico. Mi accarezz con mani esperte e io risposi con trasporto. Poi, quando fu sopra di me, il suo pene perse l'erezione, lui impallid e pronunci la prima scusa. In quest'ordine. Subito la prima scusa si trasform in una seconda, questa in ansia, l'ansia in amarezza e l'amarezza in catastrofe. Tentai di non dare importanza alla cosa, non perch mi fossi invaghita di quel musicista che stava colando a picco, ma perch, onestamente, desideravo pi le sue mani che il suo pene. Tuttavia, niente di quello che dissi dovette suonargli vero. E l si concluse il tutto. Il nostro contesto culturale, retto dalle leggi, quasi divine, dell'economia di mercato, si basa anche sulla logica della mortificazione della carne. Degli oltre trecento trattati che, come sappiamo, sono stati scritti da Epicuro, l'oscurantismo si preoccupato di lasciarci soltanto tre epistole; dei cirenaici conosciamo solo il nome; i cinici ellenisti sono stati considerati agrafi; di Lucrezio stata tramandata un'unica opera (naturalmente perch prima era stato screditato in quanto pazzo) e cos via. Della maggior parte dei templi pagani conserviamo le fondamenta sepolte sotto le chiese cristiane, e dei loro culti sappiamo soltanto ci che ne dicono i detrattori. Degli altri, invece, degli spiritualisti che hanno imposto il sacrificio e l'obbedienza al posto del piacere e della discussione, conserviamo persino i resti mortali (incorrotti, ovvio). per questo, forse, che pi si associa il piacere al consumo, la ricchezza alla propriet e il sesso all'orgasmo, pi stretti si fanno i meccanismi di controllo e sanzione sui mezzi per raggiungere la felicit. Spendere soldi, arricchirsi e divertirsi in modi, contesti e compagnie determinate: questo da la felicit, tutto il resto soltanto antico filosofare... Secondo il programma, dovevamo attraccare a Genova il giorno dopo, alle sette di sera. Lo cercai per tutta la nave, senza riuscirci. Mi imbattei nell'animatore che cercava di dare al gruppo di pensionati la dose di piacere promesso, vidi nella piccola piscina di poppa qualcuno che protestava perch la sua prenotazione non includeva un posto riservato nelle sedie a sdraio, ma della chitarra neanche l'ombra. Una chitarra le cui corde si erano allentate soltanto perch aveva dimenticato che il sesso non tutto quello che ci dicono n ha lo scopo che ci dicono, solo perch aveva creduto che il successo del concerto dipendesse dai bis.

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Non si pu vivere senza sesso


Vi sono infatti eunuchi che sono nati tali dal seno materno, vi sono eunuchi che sono stati fatti eunuchi dagli uomini e vi sono eunuchi che si sono fatti eunuchi da se stessi, per il regno dei cieli. Vangelo secondo Matteo, 19,12 difficile immaginare un atto pi sessuale dell'evirazione volontaria. Castrarsi, nel tentativo di liberarsi della condizione di essere sessuato, per cancellare, grazie all'amputazione fisica, qualsiasi parvenza del proprio sesso, un gesto di infinita esaltazione del sesso. Un gesto che soltanto un essere sessuato, consapevole fino in fondo della propria natura, pu compiere unicamente ed esclusivamente attraverso il sesso. Un gesto che aggiunge pi che cancellare, che esalta pi che occultare, e che criminalizza coloro che della nostra natura sessuale hanno fatto un delitto, molto pi che purificarla. Fare del sesso una condanna prima di tutto... fare sesso. certo, tuttavia, che soltanto un eunuco pu soddisfare i desideri della carne, la sensualit, la passione, il libertinaggio, la corruzione, la voluttuosit, l'oscenit. Poich non sono in grado di generare, sono pi vicini al crimine degli uomini perfetti, e sono pi ricercati dalle donne libertine, perch offrono loro i piaceri del matrimonio senza correre rischi. Cos raccontava Ancillon nel suo Tratado de los eunucos, una stranissima opera di inizio Settecento. L'alessandrino Origene, vissuto nel II secolo, uno dei pi importanti esegeti della dottrina cristiana, fece della castrazione un voto. Si mutil per il desiderio di smettere di desiderare... per consegnare al regno dei cieli un eunuco. Appassionatamente. Attraverso la posta elettronica mi giunto il messaggio di Paul. Insieme a poche righe, in cui magnificava il fatto di avermi conosciuta e stuzzicava la mia curiosit per l'erotismo masochista, inviava alcune immagini: Paul legato a una croce di sant'Andrea, Paul scarificato in una gabbia cilindrica e lo scroto di Paul inchiodato a un'asse. Credo che fosse una lettera d'amore. Nella scrittura della mortificazione, che si alimenta di ci che reprime, anche il sesso scrive. Sofia temeva che suo marito la prendesse per mano quando arrivava a casa. Temeva che le scompigliasse i capelli, i gesti di complicit - quando solo lui si sentiva complice - e temeva qualsiasi cosa che stesse a indicare l'approssimarsi di un rapporto sessuale. In compenso, a 63 anni, dirigeva una catena di negozi di abbigliamento, prima di recarsi al lavoro giocava a paddle o a golf, fumava due pacchetti di sigarette inglesi al giorno e il suo cellulare non era mai spento. Il mal di testa, per, compariva soltanto quando non restavano altre scuse. La conobbi alla fine del 1999. Sapeva che, a quel tempo, esercitavo la prostituzione, mi aveva infatti chiamata per dimostrare a se stessa che il suo disinteresse per la sessualit non era un problema di orientamento sessuale. Da allora, e nonostante il nostro rapporto fosse fallito sul piano erotico, abbiamo dato inizio a una strana amicizia. Epicuro, nella sua teoria edonista, classificava i desideri in naturali e necessari, naturali e non necessari e n naturali n necessari. La fame, per esempio, apparteneva ai primi, mangiare un souffl di aragosta ai secondi, e prendere un sorbetto alla fragola, dopo aver mangiato un souffl di aragosta nel ristorante pi elegante della citt, ai terzi. La felicit consisterebbe nel soddisfare i primi, non dipendere dai secondi e prescindere dai terzi. Il sesso, come condizione consustanziale alla natura umana, naturale e necessario, oltre che irrinunciabile. Il sesso non si evira, per quanto ardore ci si metta. Altra cosa l'esercizio delle attivit mosse dal desiderio sessuale, che risponde a un appetito naturale, ma non necessario. Il sesso la proposta, la nostra capacit infinita di proporre, non soltanto la messa in pratica di

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tali proposte. Come la scrittura una proposta di scrittura e non soltanto la sua realizzazione nell'oggetto libro. Noi che scriviamo siamo scrittori, noi che scopiamo siamo sesso, ma ci non significa che chi non scrive o non ha rapporti sessuali non sia letteratura o sesso. Perdere la parola non significa perdere il linguaggio; l'afonico, il muto o chi desidera restare in silenzio continuano a essere linguaggio, perch il linguaggio una condizione dell'umanit. E l'umanit non considera negoziazioni, volont o mutilazioni. Parlare qualcosa di naturale, ma non necessario. Il voto del silenzio e il voto di castit non eliminano n il linguaggio n il sesso, non eliminano la nostra umanit, si limitano a mortificarla. Sofia mi propose di andare a letto con suo marito. Si racconta che l'esteta John Ruskin abbandon ogni pratica sessuale quando scopr che il pube di sua moglie era dotato di peli. Di Schopenhauer sappiamo che rimase celibe per tutta la vita, a causa della sua misoginia; Bataille, nonostante i suoi splendidi e allusivi racconti, era terrorizzato quando doveva parlare di sesso o quando vedeva un'opera di Magritte che rappresentava un volto nel quale occhi e bocca erano stati sostituiti da seno e pube. Georges Sand lasci scritto che Chopin tastava soltanto il pianoforte... Di Ruskin, Schopenhauer, Bataille o Chopin si pu dire che erano piuttosto singolari nella messa in pratica di ci che il loro sesso prescriveva. Ma nessuno di loro mor per questo. E a ciascuno di loro il sesso continu a parlare. Poco tempo fa incontrai di nuovo Sofia e le chiesi come si sentiva. Ci sedemmo in un bar all'aperto, di fronte a due tazze di caff e mi parl con il suo tono sempre irruente e allegro. Era sposata da vent'anni e amava profondamente suo marito, ma non sapeva pi che strategie adottare per evitare il suo contatto. Mi raccont che da giovane aveva avuto le mestruazioni ininterrottamente per sei mesi, e che era convinta di essere stata lei a provocarle per poter giustificare il fatto di non avere rapporti sessuali con il suo ragazzo di allora. Il ginecologo le aveva detto di non aver mai visto una tale assenza di desiderio. Mi raccont i dolori che fingeva di provare di fronte al partner, alcuni dei quali molto divertenti, come quando disse di soffrire di una sindrome acuta da spasmo perineale. E aggiunse che, ogni tanto, quando non aveva pi niente cui attaccarsi, cedeva. Dalle sue spiegazioni particolareggiate dedussi che ci che la preoccupava di pi era la sua presunta anormalit. Le spiegai che aveva pi sesso di chiunque altro. Che, a mio avviso, nella sua testa il sesso occupava pi spazio di qualunque altra attivit. Che l'unica cosa che le succedeva era che non le piaceva scopare, forse perch aveva perso o non aveva l'abitudine, la cultura, dei rapporti sessuali. Mi guard con sorpresa e, all'improvviso, mi lasci con la tazza di caff in mano. Si conged rapidamente, adducendo un qualche pretesto. Forse la preoccup pensare che pensavo.

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Il sesso un impulso biologico


Il cortile del palazzo, pieno di folla. Padre Ubu incoronato; Madre Ubu, Capitano Bordure, valletti carichi di carne. POPOLO: Ecco il Re! Viva il Re! Urrah! PADRE UBU (gettando dell'oro): Ecco, per voi, per voi. Non mi garbava affatto darvi dei soldi, ma, sapete, Madre Ubu l'ha voluto. Almeno promettetemi di pagare le tasse come si deve. TUTTI: S, s! CAPITANO BORDURE: Vede, Madre Ubu, come si contendono l'oro. Che battaglia! MADRE UBU: davvero orribile. Puah! eccone uno col cranio spaccato. PADRE UBU: Che bello spettacolo! Portate altre casse d'oro. ALFRED JARKY, Ubu Re, atto secondo, scena settima Rovesciare un re deludente quanto aspettarsi qualcosa dal successivo, e solitamente tanto anomalo per il popolo, quanto indifferente per il concetto di potere. Almeno finch continuiamo ad aver bisogno dei re. Stabilire chi deve comandare non sempre una questione semplice. Ma, tra le tante caratteristiche del potere, ce n' una comune a coloro che aspirano a un trono: essere, o far credere di essere, in possesso della verit, La verit si trasforma in ci che giustifica la presa di potere e il legittimo esercizio dello stesso. Un discorso della verit ne sostituisce un altro e vive per il lasso di tempo che lo divide dalla comparsa di un terzo, che per imporsi impiega il tempo necessario a convincere che la propria verit pi vera rispetto a un'altra. Ci che irrefutabile smette di esserlo quando un nuovo potere si legittima come irrefutabile. Un re dura quanto dura la sua verit, per il tempo in cui non si concepisce altra verit che la sua. Nelle alcove di palazzo si discute su chi debba essere il legittimo sovrano che gestisce il discorso normativo sul sesso. Si discute su chi, sulla base della propria verit, possa esercitare l'uso della parola in nome del sesso. Intanto il sesso tace, e il modello che lo rappresenta permane immutabile, sostenuto dalle distinte verit - i distinti sovrani - che lo legittimano e lo consolidano. Non si cambia collare, si discute soltanto su chi sia il padrone che, questa volta, deve portare a spasso la bestia. E noi vediamo il cane che passeggia, perch ci fanno credere che sia un cane a passeggiare, un pastore tedesco addestrato. Un tempo, la voce del re ci diceva che l'esercizio del sesso dipendeva dal nostro raziocinio, il quale, abilmente guidato dal giusto codice morale emesso dalla Corte sotto forma di cultura, manteneva il controllo su ci che decidevamo di fare con la nostra sessualit. Qualcosa di unico presiedeva alle nostre passioni e ci permetteva di agire bene o male: la volont. Questa era la verit. Un bel giorno comparve un nuovo pretendente al trono, secondo il quale gli uomini non erano che entit biochimiche, determinate e regolate dal sistema endocrino: ben poca influenza si affidava alla coscienza e alla volont individuali. Per giustificare la sua presa di potere, il pretendente arriv carico di ormoni, di livelli di pressione sanguigna, ghiandole e statistiche. Ed espose la nuova verit delle cose. L'infedelt non era pi una questione di immoralit, bens un comportamento immorale prodotto dall'ossitocina; il desiderio non era un problema di maggiore o minore libertinaggio, ma di livelli di testosterone che potevano trasformarci o meno in libertini. In entrambi i casi, immorali e libertini lo eravamo per qualche motivo. E i peccatori si trasformarono in pazienti. E quello che prima si sanava con le penitenze, ora si

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curava con i farmaci. Perch le cose potevano stare solo cos: ci che, secondo la morale, bisogna guarire, ha il suo rimedio. Quando la volont non controlla l'endocrinologia che ci costituisce, l'unica volont che ci resta quella di salvarci. La ridicola lotta tra alcuni culturalisti (umanisti, religiosi, moralisti...), che asseriscono che ci che determina l'uso della nostra sessualit sono fattori rigidamente culturali, e certi biologisti (scienziati, medici, biologi...), che sostengono che siamo soltanto ci che ci costituisce biochimicamente e che agiamo di conseguenza, era servita. Sembra che ci sia bisogno di un re che, in materia di sesso, difenda con verit il discorso normativo di sempre. Non mi mai piaciuto il tonno poco cotto. Domandai che lo cuocessero un po' di pi o che almeno lo pescassero prima di servirmelo. Preferisco che non mi nuoti nello stomaco... Osservai il mio bicchiere mezzo vuoto e cercai disperatamente la bottiglia di vino nel secchiello del ghiaccio. Se la serata proseguiva cos, non restava altro che trovare consolazione nell'alcol. Dei quattro commensali che mi accompagnavano, tre erano stupide e il quarto, marito di una delle tre, ubriaco. Non poteva essere altrimenti. A volte tendiamo a sottolineare dicotomie inesistenti. Il nostro raziocinio pare funzioni soltanto mettendo a confronto gli opposti: se non in alto, in basso, se non chiaro, scuro, se non giorno, notte. la nostra logica del confronto binario, dove questo ci che non quello, ignorando il divenire e ci che tende a. La logica stringente continua a essere pi stringente che logica. Stabilire se la nostra natura ultima sia cultura o biologia mi sembra una di queste assurde dicotomie. Siamo cultura e biologia. La nostra biochimica condiziona l'approvazione o il rifiuto dei valori culturali che ci vengono proposti e i valori culturali acquisiti condizionano le reazioni biochimiche, nel nostro processo di umanizzazione. Quando i miei valori fanno s che interpreti una situazione come triste, i miei livelli di dopamina si abbasseranno, quando i miei livelli di dopamina si abbassano, qualsiasi situazione mi sembrer triste. Sessualmente, l'orgasmo, privo dell'interpretazione che ne fa il mio codice di valori, sarebbe simile a un crampo, mentre se l'orgasmo non fosse accompagnato da una reazione fisica, sarebbe solo un concetto. Poco tempo fa, scrissi in un articolo: come se il mio panettiere, quando gli chiedo una baguette ben cotta, si domandasse: Chi mi sta parlando? La filosofia e la grammatica di Valrie o la laringe e la lingua di questa francese cos... francese?. Chi deve presiedere al mio modo di chiedere un filone? I grammatici, i logopedisti, gli otorinolaringoiatri, Dale Camegie o la mia voglia di mangiare pane? Stabilire di che cosa fatta la nostra natura significa assegnare lo scettro a colui che riteniamo disponga dell'autorit (della verit) sul sesso e decidere chi pu determinare i codici morali validi per il sesso. Credo che ci che si sta veramente decidendo sia questo. Dato che al tavolo c'ero io, la conversazione scivol inevitabilmente sul sesso. Nelle situazioni di noia o riflessione riusciamo davvero a vedere ci che un idiota pu dare di s. Le tre tipe difendevano appassionatamente la tesi secondo la quale il bene morale sta nella natura. Le leonesse curano con amore i loro cuccioli... sostenne quella alla mia sinistra per dimostrare la sua idea. Le altre due, invece, riflettevano a fondo su quello che aveva appena detto la prima (o forse si limitavano a pregare, in attesa di un'illuminazione divina). L'altro continuava a bere. Arriv il punto centrale della sua argomentazione: l'omosessualit non presente in natura e quindi l'omosessualit non bene. In vino veritas, pensai, buttando gi un altro sorso. Probabilmente fu il vino, o il fatto che ne avevo fin sopra i capelli o che prevedevo che avrei finito per rimetterci io (con quattro ricchi a tavola, il quinto povero a pagare la cena). Cos, mi alzai con aria solenne, rovesciai addosso alla fautrice della natura il suo bicchiere d'acqua (benedetta?) e

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dissi: Senti, bella, quando una delle cucciole cresce e va in calore, suo padre se la scopa. probabile che i cuccioli maschi non se li inculi, ma solo perch se li sbranati prima, non appena la tua tenera leonessa si distrae un momento.... Farfugli qualcosa, mentre si asciugava la gonna bagnata. Pensavo che la cena sarebbe finita l, e invece no. E fui io a pagare il conto. I rischi di un'etica biologista sono evidenti: se accettiamo la verit che siamo marionette nelle mani dell'endocrinologia, l'ordine morale inizia a vacillare. Perch proprio il fondamento del libero arbitrio e della responsabilit ultima dell'agire bene o male sarebbe messo in discussione. Non saremmo pi n buoni n cattivi, agiremmo semplicemente bene o male, non per colpa nostra, ma di qualcosa che ci trascende: la nostra costituzione fisica. In Occidente, l'essere umano la causa ultima della sua responsabilit. Gli Stati Uniti sono il paese (anche se non l'unico) del sogno americano. Volere potere, solo una questione di fiducia e determinazione. Chiunque pu diventare presidente o milionario, basta volerlo. Forse, questo il motivo per cui sono il paese con la maggior quantit di frustrazione e amarezza per metro quadrato; chi non riesce a ottenere ci che vuole considerato incapace di esercitare la responsabilit su se stesso, il che lo trasforma in un fannullone o in un minorato. D'altro canto, quello stesso paese forse l'unico della nostra cultura in cui vige ancora la pena di morte come punizione per un reato. Il principio lo stesso: la responsabilit delle azioni ricade sempre su chi le compie, non sul suo pancreas. possibile che sia per questo che anche il paese con il numero maggiore di creazionisti e in cui si stigmatizza di pi Darwin (bench si dia una particolare interpretazione della sua teoria della selezione naturale applicata agli affari). Si tratta di morali deterministiche, scritte dalla scienza o dalla mano di Dio, mentre la vera morale del sesso molto semplice: Godere e far godere, senza danneggiare n te n nessun altro: la morale, credo, tutta qui, come scrisse Nicolas de Chamfort, lo stesso che afferm che chiunque distrugge un pregiudizio, un solo pregiudizio, un benefattore del genere umano. E la prima affermazione impossibile senza la seconda. Non faremo il bene se l'altro si convince che gli stiamo facendo del male. Spezziamo i pregiudizi e non perpetuiamoli basandoci sull'una o sull'altra concezione di noi stessi... che la conoscenza della nostra condizione non alimenti la concezione che di noi hanno quelli di sempre. E lasciamo Ubu Re ai buoni lettori... e i re ai monarchici.

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Gli uomini hanno sempre voglia e le donne no


Nelle donne le parti chiamate vagina e utero per i medesimi motivi contengono un essere vivente desideroso di procreare, e quando esso fuori tempo rimane a lungo sterile, mal sopporta questa situazione ed erra dappertutto nel corpo, bloccando i passaggi dell'aria e, non lasciandole respirare, getta le donne in estremi turbamenti e provoca altre malattie di ogni genere. PLATONE, Timeo, 91c-d Ancora Platone. Non un caso. Platone qualcosa di pi di un filosofo: l'ideologia dominante. Stiamo attenti, perch il padre del nostro sistema di valori, di quella morale che privilegia la moderazione o la mortificazione in attesa di un aldil (molto aldi l), che disprezza il mondo e punta al cielo. Il suo idealismo, oltremondano, superiore e assoluto, ha assicurato la vittoria dello spirito sulla carne, dello scandalo sull'accettazione e del senso di colpa sul godimento. Se nella lotta per i sistemi di valori avessero vinto, per esempio, il libertino Aristippo di Cirene o il saggio Epicuro, la nostra cultura non assomiglierebbe per nulla a quella che e, forse, il cristianesimo non avrebbe finito per essere quello che . Non dimentichiamolo. Siamo ci che ci hanno insegnato a essere. I meccanismi di accettazione e rifiuto, di analisi e comprensione, li dobbiamo ad alcuni modelli della nostra cultura. Molti santificati dalle chiese e altri dalle universit (come Platone). Allora, ti fai vedere? Guillermo era un viveur dalla vita piuttosto modesta. Sposato con una mora un po' stupida (parlare con lei era come ascoltare la tv spenta), alla quale non parl mai dei nostri passatempi sessuali, potrei definire il mio rapporto con lui come quello che ho con le sigarette: non che servano a molto, per distraggono. Aveva il merito, questo s, di non essersi lasciato intimidire dalla reputazione pubblica che cominciavo ad avere: quella di essere, per cos dire, una donna esigente. Ci pensai un attimo. Non conoscevo gli altri invitati e, sebbene non fosse troppo importante, con l'et si diventa piuttosto selettivi. Va bene, d'accordo, sar l verso le otto risposi. L'orgia era perfetta. In greco utero si diqe hystera. Da qui deriva il termine con il quale la nascente, repressiva e classificatoria clinica dell'Ottocento designava le donne che soffrivano di una sintomatologia complessa; alle origini della nostra sessualit, quelle che pativano di ardori della passione erano chiamate isteriche. Le pazienti cui veniva fatta una simile diagnosi erano di solito quelle che si presumevano dotate di elevate virt (monache, vedove, ragazzine). Oggi il generoso desiderio sessuale femminile si chiama ninfomania, letteralmente furore uterino (a quanto pare, le cose non sono cambiate di molto). I due termini, isterica e ninfomane, godono (abbiamo gi detto che le parole non sono innocenti) di una connotazione profondamente stigmatizzante e dispregiativa. Il lessico popolare le designa come porche, puttane, cagne in calore (in fin dei conti, termini anche molto affettuosi). Gli antichi dicevano che, bench le ninfe in genere fossero benefiche, bisognava guardarsi dall'avvicinarle troppo, perch il contatto prolungato provocava un altro male: la ninfolessia. Il ninfolettico sarebbe stato vittima di manie che avrebbero indebolito il suo raziocinio. Cos, si cominciava a definire il desiderio femminile come agente patogeno e corruttore. E gli uomini? Loro non possono essere isterici (perch non possiedono il demone deH'hystera), anche se Freud tent in qualche caso di dimostrarlo (ma non ebbe successo in ambito accademico). Allora, come possiamo definire quelli che soffrono di ardori genitali? Qualcuno lo sa? Qualcuno

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sa perch non lo sa? Il nostro modello fallocentrico, che spiega tutta la sessualit umana basandosi sulle reazioni sessuali maschili, non si preoccupato molto di assegnargli un nome. A livello clinico si parla di satiro e satiriasi. A livello popolare, di macho o dongiovanni. Qualcuno ha mai colto la loro diversa connotazione se paragonati agli epiteti femminili? chiara la differenza tra approvazione e condanna? La casa su due piani dove ci eravamo dati appuntamento si trovava nel quartiere della Bonanova di Barcellona. Il proprietario era un tipo smilzo, e mi guard come se avessi interrotto qualcosa. Salve, sono Valrie dissi. S, ti ho riconosciuto... ti ho visto alla tele rispose con un certo entusiasmo. Immediatamente si fece avanti Guillermo. Vieni, ti presento i miei amici... Contai pi o meno dieci persone, oltre al padrone di casa, Guillermo e io. In totale cinque donne e otto uomini. Silvia, una ragazza robusta e sicura di s, aveva cominciato a pomiciare sul divano con un bel ragazzo, il tipo del frequentatore di centri benessere e abbonato a riviste metrosexual5. Guillermo li interruppe un attimo per fare le presentazioni. Silvia, con il seno sinistro scoperto, allung la mano e mi sorrise maliziosa. Giurerei che stava sbavando. Il ragazzo si alz molto cortesemente e mi baci sulle guance. Sentii nella sua bocca il capezzolo di Silvia. Per le isteriche il trattamento era semplice: un'ostetrica o un medico eseguivano un massaggio pelvico consistente nello stimolare con le mani o con un getto d'acqua i genitali finch la paziente non raggiungeva l'eretismo. Il mio amico Juan Romeu, psichiatra, edonista e saggio, un giorno mi raccont questa barzelletta: Il medico sta auscultando la paziente. Dottore, quella non la mia schiena. E questo non il mio fonendoscopio, tesoro... Questa masturbazione terapeutica dovette risultare eticamente controversa agli occhi dei benpensanti, perch poco dopo fu inventato uno strumento di grandissima utilit: il vibratore. In origine concepito esclusivamente come mezzo terapeutico, il suo uso cominci ben presto a diventare abituale (il primo vibratore meccanico risale al 1870 circa), in ragione di un flagello generalizzato e spaventoso di isterismo collettivo. Anche lo specolo, strumento a forma di cono che si introduce nella vagina e che permette di osservarne le condizioni, un'invenzione dell'epoca, che non ha riscosso molta fortuna al di fuori dei reparti di ginecologia (salvo che tra i voyeur e i sadomasochisti). Il fatto che le donne non potessero masturbarsi da sole e avessero bisogno di essere guidate da medici maschi s'inserisce nel contesto di estremo controllo su ci che costituisce il vero e proprio terrore del nostro modello sessuale: il desiderio femminile. La casa era invasa dalla musica. Mentre stavo osservando Ingrid, la ragazza irlandese che aveva cominciato a praticare una fellatio a Guillermo, qualcuno mi afferr delicatamente da dietro. La mano sul mio ventre e il membro duro che si appoggiava alle mie natiche. Mi voltai e, senza guardarlo in faccia, slacciai il bottone dei suoi pantaloni e abbassai un po' la cerniera fino a vedere il glande che lottava per uscire dalle mutande troppo strette. Il suo respiro si stava facendo pi affannoso, inclinai la testa sistemando i capelli sul lato sinistro. Rimasi ferma per qualche secondo a cinque centimetri dal suo glande violaceo. Con un gesto impedii che mi afferrasse la testa con una mano. Mettiti il preservativo e siediti sul divano gli dissi.

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Mentre ubbidiva, presi due cubetti di ghiaccio dal bicchiere di whisky che mi aveva appena servito il padrone di casa. Li infilai sotto i suoi piedi. Strinse i denti in un grido soffocato. Prima che si siano sciolti, sarai venuto gli sussurrai in un orecchio. E tutto sar finito per te... Ancora vestita, mi misi a quattro zampe di fronte a lui e appoggiai la punta della lingua sul frenulo del prepuzio. Ingrid, da dietro e prona, lottava per sbottonarmi i pantaloni. Guillermo la penetrava ripetutamente con foga guerresca. Niente teme di pi il discorso normativo sul sesso che il desiderio femminile e niente capisce meno della sessualit femminile. Per questo inventa giudizi che, come il tormentone musicale dell'estate, ci si appiccicano addosso finch risulta impossibile smettere di canticchiarli. Uno di questi che gli uomini hanno sempre voglia e le donne no. Quella sera, che dur fino al giorno seguente, in quella casa di Barcellona, uomini e donne provarono le stesse voglie. Quella sera, porche e machi si consolarono a vicenda. In quell'incontro non ci furono differenze di desiderio, non ci furono n uomini n donne, anche se solo per un attimo, per l'attimo che dur quell'incontro.

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La maggior parte delle donne preferisce il sesso con amore


Le donne, di statura bassa, spalle strette, anche larghe e gambe corte, possono essere chiamate bel sesso soltanto da una mente maschile obnubilata dall'istinto sessuale. In altre parole, tutta la bellezza femminile sta nel suscitare questo istinto. ARTHUR SCHOPENHAUER Lue mi chiese cosa volevo bere. Un t, grazie risposi. Pierre aveva ancora un po' di birra nel bicchiere. Il bar era chiuso. Dovevano essere le quattro del mattino. La femmina della nostra specie non va in calore a periodi fissi. Al contrario di quanto succede negli altri mammiferi, il suo periodo fertile non provoca un istinto incontrollabile ad accoppiarsi. Non solo, se non si aiuta con un calendario e non compie alcune elementari operazioni aritmetiche, la donna non conosce nemmeno i giorni in cui effettivamente feconda. Non esistono sintomi fisici o segnali emotivi che inducano il maschio a cercare l'accoppiamento nel momento in cui il suo intervento particolarmente efficace. Si pu dire che noi femmine della specie umana siamo sempre pronte a esercitare la nostra condizione di esseri sessuati. Terribile. Apocalittico. Il controllo, oltre che efficace, deve essere continuo. Conobbi Pierre tramite alcuni amici comuni in un locale, di cui era comproprietario. Francese di nascita, anche se risiedeva da tempo in Spagna, aveva un che di enigmatico che mi attrasse subito. Bello, dai modi gentili e un eloquio semplice ma intelligente, intuii che era una di quelle persone di grande umanit che non si lasciano intimorire facilmente. In quel momento della mia vita, nel quale la mia immagine pubblica si prestava a una certa confusione, pensai che poteva essere il tipo di persona che, a differenza degli idioti e dei neoricchi che di solito mi si avvicinavano come squali intorno a una zattera, poteva darmi qualcosa. Fu cos che, dopo esserci frequentati per un po', dopo aver assistito insieme ad alcuni concerti e dopo varie ore di sesso di qualit, mi innamorai di lui. L'archetipo della donna sempre disponibile un elemento davvero destabilizzante in una cultura come la nostra. Una cultura che ha per modello la famiglia, e il cui erotismo si fonda sulla coppia. In questo contesto di strutturazione sociale (e di ordine morale) necessario scoraggiare gli istinti e la disponibilit della donna, e stabilire periodi e condizioni che ne limitino la passione. In definitiva, occorre inventare anche per lei un periodo di calore. Per controllare, dominare e coercitare questa perenne e generosa disponibilit, abbiamo escogitato, nel corso del tempo, numerosi espedienti. Alcuni sono assolutamente puerili (come la prima notte di nozze o la luna di miele), altri perversi, come definire la donna ammalata o spregevole allorch manifesti un forte desiderio sessuale, e altri ancora ingenui, come il tentativo di convincerci che il desiderio sessuale maschile maggiore di quello femminile. probabile che la luna di miele sia un'invenzione del Cinquecento. La sua funzione originaria era semplice. Gli sposi rimanevano soli per un intero ciclo lunare (la luna di miele durava 28 giorni). Ci garantiva il fatto che durante l'estro asintomatico della moglie, l'unico a poterla fecondare fosse il marito. Evidentemente, i 28 giorni coprivano il ciclo femminile tra una mestruazione e l'altra (termine che rinvia etimologicamente a mese) in modo da non mancare il periodo di massima fertilit. Narrano le leggende che, durante questa sorta di clausura, gli sposi bevevano una pozione che si riteneva aumentasse la fertilit: l'idromele. La notte di nozze, ancora oggi in voga, garantiva che almeno la copula di quel giorno fosse riservata al marito, mentre la luna di miele sembra essersi trasformata nel viaggio di nozze, nel quale coppie felici se ne vanno in luoghi esotici, molto probabilmente e altrettanto inconsciamente, per allontanare la donna dalle tentazioni del proprio ambiente e giustificare, in terra straniera, dove

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lei possa sentirsi in qualche modo inibita, una stretta convivenza. Gli intenti della luna di miele non sono cambiati di molto, a quanto pare, anche se diventata un affare pi redditizio, da cui sono stati esclusi soltanto i produttori di idromele. Questi espedienti sottomettono per un certo tempo la femmina sempre disponibile, ma manca qualcosa di davvero efficace. Manca la creazione di un periodo in cui il suo desiderio sia legittimato, nel quale lei stessa possa dimostrarsi accogliente e ricettiva perch qualcosa la autorizza. E se il corpo non manda segnali, facciamo in modo che li invii lo spirito. E, a tal fine, non c' niente di meglio che sfruttare l'amore. Il calore delle donne l'amore. Si badi: non pretendo affatto di screditare questo autentico e nobile sentimento umano, credo per che venga manipolato per autorizzare un'attivit umana, il sesso, che non necessariamente va di pari passi con l'amore, n a livello fisico n emotivo. Fin da piccoli ci stato insegnato ad amare amando. L'innamoramento legittima moralmente le nostre avventure. E, crescendo, a rispettare l'associazione sesso/amore. Questo il programma, credo, anche se non tutte le donne vi aderiscono immancabilmente. Certo, l'amore la risposta. Per, mentre aspettiamo la risposta, il sesso pone domande molto pertinenti affermava Woody Allen in un'intervista. E subito dopo precisava: Il sesso senza amore un'esperienza vuota, vero. Ma tra le esperienze vuote una delle migliori. Bevvi il t, cercando di non scottarmi. Pierre mi teneva la mano con tenerezza. Avvicin le sue labbra alle mie e, dopo avermi baciata, mi propose di seguirlo. Lue aveva appena finito di asciugare alcuni bicchieri. Andiamo su, vieni? Il panno umido sul bancone fu la sua risposta affermativa. Nel desiderio sessuale la donna un animale che beve t e l'uomo uno che beve acqua. Entrambe sono azioni motivate dal medesimo desiderio: la sete. Ci non significa, per, che il volume di sete non sia lo stesso per gli uni e per le altre. Allo stesso modo, il desiderio sessuale non si quantifica in base al genere. C', in ogni caso, una differenza qualitativa, che ha a che vedere con la costruzione della bevanda, con l'elaborazione del desiderio. Tornai a casa all'alba. Il mio rapporto sessuale con Lue e con Pierre era stato molto soddisfacente. Continuai a vedere Pierre per un certo periodo. Arrivai perfino a pensare che forse avrebbe ovviato all'assenza di Giovanni. Mi sbagliavo. La discussione che avemmo il giorno in cui io, in tutta innocenza, gli chiesi di Lue, pose fine alla nostra relazione. Non riusciva a comprendere che non amavo Lue. Ma gli risultava ancor pi diffcile accettare che avevo scopato con Lue senza amarlo. Capire questi esseri dalle spalle strette, il cui unico fascino consiste nella capacit di obnubilare il pensiero maschile al punto da fargli credere che siamo belle, non facile.

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Bisogna sempre preoccuparsi dell'altro durante il sesso


Lo yo-yo un marchngegno consistente in due rotelle, unite da un asse, e da uno spago, biella scanalatura tra le due rotelle, dove si trova l'asse, si arrotola lo spago che, legato a un dito, e con scosse successive, fa salire e scendere il congegno. Definizione da enciclopedia Nel 1660, Rembrandt dipinse se stesso davanti al cavalletto con il berretto bianco da pittore, un pennello e la tavolozza. Solo il suo volto restava in penombra. Mori nove anni dopo e quello sarebbe rimasto uno dei suoi ultimi autoritratti, Solo gli egoisti hanno paura dell'egoismo. La comprensione, la compassione e l'affetto sono qualcosa che si pu esprimere soltanto sulla base di una profonda conoscenza di se stessi, dopo aver sperimentato su di s l'incomprensione, la crudelt e il disprezzo. L'egoismo, la pratica dell'io, nelle varie forme dell'egotismo e del solipsismo, un tipo di ontologia, una visione del mondo, in cui quest'ultimo non altro che ci che l'io intende per mondo. Dell'io si alimenta la poesia, che si trasmette a un noi, ed l'io che i coraggiosi osano spezzare e mettere in pericolo allo scopo di conoscere la natura dell'altro. L'egoismo, inoltre, un'etica: l'etica di chi non fa il male perch sa che cos' il male. Dall'io impariamo ci che non piace all'altro io. Le persone poco solidali, gli stupidi e gli ignoranti non sono egoisti, ma narcisisti, praticano uno sterile culto di s per soddisfare la miseria del proprio io, oppure sono megalomani, convinti che al di fuori di loro non esista nient'altro. Non ci sono molti egoisti, ma narcisisti e megalomani s. La nostra cultura della competizione e del mito del cannibale vittorioso li alimenta e li protegge. All'umanesimo egoista, invece, si attribuisce il nome di egoismo e cos viene definito nel dizionario. Quando entrammo nella sala, la guida ci ordin di stare in silenzio. Non ricordo perch quel giorno avessi deciso, nelle ore buche tra una lezione e l'altra, di visitare il Louvre. Iniziai il percorso da sola, ma poco dopo mi sentii a disagio; cos, salita al secondo piano, mi aggregai a un gruppo di turisti tedeschi. Allora, non avevo difficolt a capire la lingua, per cui non ebbi problemi a comprendere le spiegazioni della guida. L'interazione sessuale una fratellanza tra egoisti. Il sesso, dal canto suo, una lezione di egoismo. Durante il rapporto sessuale, si deve ascoltare soltanto una voce, la propria, e l'unico termine di paragone siamo noi. Pu risultare un po' difficile capirlo, abituati come siamo a trattare con narcisisti di entrambi i generi, che non sono capaci di capire con chi stanno interagendo e ci che stanno mettendo in atto. I segaioli che preferiscono la vagina altrui alla propria mano, o le pie donne che preferiscono il lamento in compagnia a quello solitario, non sono naturalmente gli egoisti cui mi riferisco. Quelli della serie me lo lavoro o non mi muovo, se no mi spettino sono individui da evitare in ogni caso, soprattutto perch sono individui che non imparano. Non sono costoro, ma gli egoisti quelli che finiscono per risultare buoni amanti, quelli che si sono formati alla scuola dell'autocontemplazione; quelli che, a forza di dedicare tempo a se stessi, hanno saputo capire il desiderio e interpretare le reazioni del proprio corpo. a partire da questa formazione che si raggiunge la solidariet con l'altro, che lo si capisce e lo si ama. Ed a partire da qui che si acquisisce il pi grande apprendimento nell'uso del sesso e nella gestione della vita: la spontaneit. Il silenzio chiesto dalla guida era un omaggio a Rembrandt. La sala ospitava numerose sue opere. Tra le altre, l'Autoritratto al cavalletto, detto anche Autoritratto con tavolozza e pennelli. Era il frutto di una vita. Ogni ruga dipinta era una conclusione, ogni penombra un'emozione, e il suo

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sguardo una lezione: la lezione. La guida era un tedesco vivace, che spiegava gli aspetti tecnici e biografici del dipinto. Mi strinsi al gruppo, con l'intenzione di non farmi notare. Non ho un grande amore per le orge, perch credo che di solito siano dispersive. L'eccessiva preoccupazione per lo stato degli altri, l'attenzione ai cambi di preservativo da una vagina all'altra, i continui mutamenti di posizione impediscono l'introspezione. Durante le orge, sia in quelle a pagamento sia in quelle cui ho partecipato per amicizia, ho raggiunto qualche orgasmo soddisfacente, ma ho dovuto dare indicazioni preventive e limitare il crocchio che mi stava intorno a non pi di tre persone. Le orge sono troppo solidali. Cercano il piacere del gruppo pi che quello degli individui che lo compongono e questo, a mio avviso, gli sottrae efficacia. Sono pi interessanti da raccontare che da vivere. I percorsi del desiderio sono imperscrutabili. Di fronte a quella magistrale lezione di vita dipinta su una tela, provai l'urgente necessit di masturbarmi. In mezzo a quei tedeschi che avevano pi voglia di vedere Pigalle che di restare nella sala della pittura fiamminga, misi la mano destra in una tasca dei pantaloni, infilai un dito nella fodera sotto le mutandine e presi ad accarezzarmi. Fui persino capace di fare una domanda, senza smettere di toccarmi, quando il nostro cicerone sembrava allontanarsi da quell'opera per dirigersi verso un altro quadro. Avrei fatto qualsiasi cosa pur di trattenerlo ancora un minuto. Non ascoltai la risposta. Quando l'uomo grasso che stava alla mia destra si chin per raccogliere la borsa che aveva appoggiato sul pavimento e continuare il percorso, raggiunsi l'orgasmo. Nel negozio di souvenir comprai una cartolina con la riproduzione dell'opera. Solo per poter continuare a osservare come, tramite l'atto egoista di fare il proprio ritratto, quel vecchio pittore olandese mi avesse spiegato, meglio di chiunque altro, il significato della condizione umana. Un mestiere e un sapere che gli aveva procurato il tenero e magistrale dondolio dello yo-yo.

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Bisogna fare molto all'amore per farlo bene


Coll: Bene, adesso vi insegneremo come si riempie un bicchiere d'acqua. A partire da questo istante, il mio compagno tradurr tutte le parole in francese che, come vedrete, una lingua che padroneggia alla perfezione. TIP: Bah... com si coni sa... [...] COLL: Cominciamo TIP.: Comenson COLL.: Iniziamo TIP : Inision COLL: Principiante TIP : Prinsipion [...] COLL: Per riempire un bicchiere di acqua TIP : Pur remplir un bicer d'o... COLL: indispensabile che il bicchiere sia vuoto TIP : S indispensable qe il bicer sua vid COLL: Perch se il bicchiere pieno... TIP : Purcu se il bicer esplen... COLL: Non si potr TIP : Ne peu p. Da uno sketch televisivo di Tip e Coli,6 in cui si spiega come riempire un bicchiere d'acqua Seduta in quel vecchio taxi mi chiedevo a che cosa era servito al tassista stare tutti quegli anni al volante. Sono trent'anni che faccio questo lavoro, signorina. E le assicuro che meglio salire per la Diagonal disse tra scossoni e sterzate improvvise. L'inconveniente dell'esperienza che crea routine. Il problema quando si fa della routine dell'esperienza la propria esperienza. Tra le infinite attivit che realizzano gli esseri umani, ce n' una, in particolare, che richiede pi creativit e conoscenza che routine: l'interazione tra le persone. Ogni essere umano un individuo estremamente complicato, vario e imprevedibile e stabilire un rapporto carnale non esattamente come vendergli un'auto o chattare con lui. Tuttavia, spesso ci imbattiamo in persone che usano la stessa strategia, lo stesso metodo o la stessa sequenza di azioni, indipendentemente dall'individuo con cui hanno a che fare, dalla situazione in cui si trovano o da ci che vogliono. Sono persone che hanno creato un modo routinario di interagire, che, nel contesto in cui sorge, pu avere una certa efficacia, ma risulta ridicolo quando viene usato in circostanze diverse da quelle che lo hanno prodotto. Sono persone incapaci di creare un altro schema di rapporto, perch non possiedono capacit creative, n il sapere della spontaneit. Suonare un violino, guidare un aereo o costruire una scarpa sono attivit che richiedono una certa dose di spontaneit creativa, ma soprattutto un gran bagaglio di esperienza. Il violinista, il pilota o il calzolaio devono arrivare a una comunione totale con l'elemento con cui stanno interagendo, facendo dell'esperienza un metodo estremamente efficace. Tuttavia, gli esseri umani non sono uno strumento musicale, un aereo o una scarpa: sono una sinfonia, un cielo o una strada. Quando conobbi Monsieur Guignot alla facolt di Filosofia dell'Universit di Besancon, ne rimasi ammaliata. La sua conoscenza su vita, opere e miracoli dei filosofi francesi del Novecento era vastissima. Le sue idee mi parvero cos originali che, con i miei ventun anni, mi arresi irrimediabilmente al suo fascino. Il problema, allora, fu che lui non si arrese al mio.

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Otto anni dopo, partecip come ospite a un programma televisivo. Io mi trovavo a casa dei miei genitori, per trascorrere con loro alcuni giorni dopo che per troppo tempo ci eravamo tenuti a malapena in contatto. Mi incollai al televisore. Nel corso del dibattito, le sue risposte furono banali, la sua erudizione sempre pedante e le riflessioni stereotipate. Ebbi la sensazione che, tra tante letture, tanta esperienza di pensiero, gli era sfuggita la cosa pi importante: aveva imparato a memoria la carta geografica, ma non sapeva nulla del paese. Monsieur Guignot, otto anni dopo, era un filosofo, ma non un saggio. L'esperienza aveva fatto di lui un esperto, ma non un umanista, aveva imparato molto, ma non capiva granch. Il valore dell'esperienza sempre in funzione della capacit di apprendimento dell'individuo. Se la soglia di apprendimento bassa, l'esperienza acquisita con la pratica risulta del tutto superflua. Il genio, in una disciplina, con la pratica potenzier la propria genialit, lo stupido, con la pratica, potenzier la propria stupidit. L'esperienza il pi alto di tutti i valori quando diventa esperienza di un valore. Quando si riduce la pratica a routine, che non porta esperienza, per quante ore ci si applichi, l'esperto non ha pi meriti del principiante. Ci che conta, secondo me, la capacit di capire, l'empatia che siamo capaci di produrre tra noi e i nostri simili, e questo non deriva necessariamente dalle ore di volo, dal numero di letti o dai titoli accademici. Il sapiente pu sedersi su un formicaio, soltanto l'ignorante ci resta dice un proverbio cinese. Occorre sapere quando bisogna alzarsi dal formicaio e guardare altrove, per trasformarsi in un entomologo esperto e sapiente. Mi venne in mente Diego, il mio ultimo amante, che lasciai sulla soglia di casa mia. La prima notte, Diego fu un amante magnifico. Seppe mettere insieme una coreografia che fece s che il nostro rapporto fosse del tutto soddisfacente. La sua perizia e abilit erano evidenti. Era ovvio che il mio non era il suo primo letto, n l'unico in cui si sarebbe infilato quella settimana. La seconda notte, qualcosa fece scattare il mio segnale di allarme: la scomoda sensazione di dj-vu. La terza notte sapevo gi che cosa avrebbe detto, che posizione avrebbe assunto, per quale porta sarebbe entrato e per quale sarebbe uscito. Se Verne, insieme a Phileas Fogg, fece il giro del mondo in ottanta giorni, e Cortzar il giro del giorno in ottanta mondi, io avevo rigirato Diego ottanta volte in una notte. Giusto il tempo che ci si impiega a mangiare un piatto precotto o a leggere le istruzioni per l'uso della lavastoviglie. Per l'interazione sessuale, una buona testa vale molto di pi di gesti meccanici pi o meno efficaci. Come per la vita. Il sesso una questione di comprensione dell'essere umano, non una sequenza di gesti e passaggi ben acquisiti. La pratica migliore per il sesso il pensiero. Tuttavia, c' sempre un buon samaritano disposto a darci o a venderci la ricetta e a ricordarci che l'abito fa il monaco. In tempi nei quali non c' tempo, in questa nostra era dell'imminenza, siamo facili prede dei manuali, degli automatismi, degli articoli copiati e dei farmaci miracolosi. Preferiamo ridurre tutto a una canzonetta orecchiabile o alla ricetta della composta di mele. L'unico vantaggio di acquistare manuali del perfetto amante che, quando ti ritrovi nel letto qualcuno che li ha letti, puoi sapere quale di quei libri ha consultato, e se li hai letti anche tu, puoi almeno avere un argomento di cui parlare mentre fai quello che hai sempre fatto. Nel sesso basta conoscere tre cose fondamentali, che s'imparano, per poco che ce lo permettano, ancor prima di imparare a leggere. I manuali che raccomandano lo stereotipo della seduzione o del Yars amandi sono uguali a quei comici che impartiscono una lezione bilingue su come riempire un bicchiere d'acqua o come l'aforisma di Salvador Dali: Sono praticante, ma non credente. Con l'unica differenza che la lezione e l'aforisma sono geniali. Pensavo a queste cose, quando il taxi si ingolf. In mezzo al traffico bloccato della Diagonal.

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L'uomo che dura di pi l'amante migliore


Puccini impieg quattro anni a comporla! sussurr stupito, interrompendo ancora una volta l'ascolto. Giovanni si volt verso di lui, seccato: Credi che se avesse impiegato dieci minuti di pi, cambierebbe qualcosa? disse. Il politico rimase pensieroso. Ci metti troppo tempo a pagare i tuoi dipendenti all'ora... concluse Giovanni. In un paesino della Toscana, durante uno spettacolo che comprendeva brani della Turandot (L'assessore alla Cultura, che voleva entrare in societ con Giovanni in un affare immobiliare, fece gli onori di casa. Premuroso, compiacente, gentile, ci concesse la notte.) La pratica del coitus reservatus, come il coitus interruptus, nacque come metodo anticoncezionale. Il suo scopo, in linea di principio, era semplice: evitare, durante il coito, l'eiaculazione all'interno della vagina. Per ottenere ci, si usavano varie tecniche di controllo fisico (ritenzione della prostata attraverso il muscolo pubococcigeo e controllo della respirazione), mentale (dominio dell'eccitazione) e un sistema routinario di copulazione che contemplava penetrazioni profonde e superficiali insieme a sospensioni. Conobbi Giovanni nel bordello nell'ottobre 1999. Dal momento in cui ci vedemmo, fummo consapevoli, nostro malgrado, che avremmo vissuto qualcosa di pi di qualche momento di sesso a pagamento. Nei nostri primi incontri, era solito venire accompagnato da un amico con gli occhi molto rotondi, come quelli di una triglia, di nome Alessandro. Le ragazze assegnarono ad Alessandro il soprannome di pesce martello. Immaginiamoci un mondo perfetto, nel quale non esistano obblighi nell'interazione sessuale. Se si dovesse scrivere l'atto costitutivo dello statuto, probabilmente comincerebbe cos: Nessun maschio obbligato a far durare il coito pi di cinque minuti. Nessuna femmina costretta a sopportare il maschio che faccia durare il coito pi di cinque minuti. E siccome non c' due senza tre: Nessuno dei partecipanti obbligato a rispettare i punti uno e due e nessuno costretto nemmeno a sapere che cosa significa il termine coito. Preoccuparsi della durata del coito produce due cose: preoccupazione e coito. Nessuna delle due necessaria alla nostra natura di esseri sessuati. Normalmente, prolungare il coito, per il maschio, significa accorciare la sua capacit di godimento. Per la donna, di solito, significa prolungare la sua capacit di distrazione. Quando qualcuno teme di soffrire, sta gi soffrendo dice un proverbio cinese. Negli uomini, l'obbligo, quasi morale, di prolungare il coito genera un'ansia che, con troppa frequenza, sfocia nelle disfunzioni sessuali pi comuni, quali impotenza, eiaculazione ritardata, e soprattutto nel contrario di quello che s'intende ottenere: l'eiaculazione precoce. Davanti alla porta di casa mia, poco tempo fa, rimossero il marciapiede per installare non so quali tubature. Alle otto della mattina si metteva in moto il martello pneumatico, che si fermava alle otto di sera. Durante quei giorni di lavori, non riuscii a smettere di pensare ad Alessandro. Il tempo minimo che pagava era di due ore (pi di una volta, Giovanni e io dovevamo aspettare nella hall di un albergo che finisse, o in camera a guardare alla televisione la replica di qualche film noir). Clara, una ragazza per la quale Alessandro nutriva una particolare predilezione, tutte le volte che andava da lui, portava nella borsa una bottiglietta da 250 mi di olio extravergine di oliva. Niente di meglio dell'olio d'oliva per tentare di calmare l'irritazione che un duraturo provoca nella

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vagina, mi spieg un giorno. Alessandro, invece, era convinto di essere il miglior amante che l'Italia avesse prodotto dai tempi di Giacomo Casanova... Si convinti che quando qualcosa, per esempio un'opera d'arte, impiega tanto tempo a essere costruita, il suo valore sia maggiore. Nel tempo in cui Mozart componeva una sinfonia, Schumann scriveva un accordo mentre Antoni Tpies dipinge un quadro, Antonio Lopez svita il tappo di un tubetto di colori a olio; allorch Basho scriveva di getto un haiku, Dante impieg circa quindici anni per la Commedia. Ci non significa che il valore della Sinfonia Renana sia necessariamente superiore alla Sinfonia n. 40 di Mozart, che la Gran Via di Antonio Lopez sia meglio di Nvol i caira o che si gusti di pi La Divina Commedia che il vecchio stagno. Confondere il tempo con la qualit come confondere il valore con il prezzo. Il buon amante, come il bravo artista, non s'intende di tempi di esecuzione, ma di esecuzione. Non si intende di minuti, ma di durata. Allora, quando Alessandro ne combinava una delle sue e Giovanni cominciava a essere Giovanni per me, frequentava il bordello un tipo chiacchierone, spalle strette e di professione avvocato. La sua pratica preferita era impiegarci 59 minuti e veniva quando la sua sveglia, che regolava sempre per paura che gli fregassimo qualche minuto, indicava che era trascorsa un'ora. Le ragazze lo vedevano come fumo negli occhi e io ero particolarmente stufa di quel seccatore, delle sue pause e delle sue istruzioni, delle sue accelerate e delle sue frenate improvvise. Quella mattina, quando aspettavo che un italiano telefonasse per incontrarmi, tocc a me accoglierlo. Come ho gi detto, la vagina ha circa la stessa sensibilit del retto. Il che non significa che ne sia priva; durante il sesso tutto il nostro corpo una terminazione nervosa e qualsiasi sua parte suscettibile di provocare un orgasmo (anche la vagina). Coito lungo per gli amanti cui piace il coito lungo, come succede agli americani con il caff, coito senza tempi prestabiliti per quelli che vogliono un coito e non una sfida, e coito come ulteriore possibilit erotica per quelli che vogliono interagire sessualmente. Resistetti finch la sua eccitazione lo spinse a trattenersi per la prima volta. Non fu molto, a dire il vero. Aspetta, aspetta, aspetta... Allora lanciai un urlo come se tutti gli orgasmi del mondo mi piombassero addosso. Contrassi ripetutamente e con forza i muscoli della vagina per simulare le contrazioni dell'orgasmo. E venne. Non mi assunse come segretaria, come aveva promesso, e non si mise pi a trattare il prezzo della prestazione, perch l non mise pi piede. E io mi liberai di un avvocato con spalle strette, idiota e martellante. Non c' miglior modo di sfruttare il tempo che ignorarlo. E non c' miglior modo di essere un buon amante che smettere di preoccuparsi di esserlo.

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Il tantra serve per imparare a scopare per ore


Dostat se autem na letiste je velice snadn, protoze letite lezi vedle lnice DI BrnoOlomoucjeste na zemime sta Brna. Na 201 km od Prahy je sjezd na Slatinu a odbocka na letiste je viditeln oznacena. Od dlmcniko sjezduje letiste vzdleno 2 km. Naturalmente mi persi Siamo capaci di nominare ci che capiamo, ci che siamo in grado di concepire. Non abbiamo parole per esprimere l'inintelligibile, perch, per noi, non ha significato. Potremmo tradurre il termine sanscrito tantra con estendere o connettere, ma potrebbe anche essere continuit, e anche ordito, trama o tessuto e, per derivazione, anche trattato, insegnamento. Troppe traduzioni, troppe approssimazioni e troppe disparit tra loro per dare un nome a qualcosa che un ind, in grado di concepirlo, chiama tantra. Simn era argentino. Mi iscrissi al centro yoga che dirigeva perch si trovava vicino al bordello. Nel suo biglietto da visita, che mi porse quando si present, figurava il titolo di maestro di tantra, oltre a strani disegni e una massima elegante. Dopo la prima lezione, fatta di parole come autoaiuto e comunione fraterna pi che di yoga, mi salut mandandomi un bacio di luce. Uscendo, notai il suo sguardo inchiodato sul mio sedere. Il tantrismo uno dei grandi filoni religiosi dell'induismo, anche se gli insegnamenti del tantra sono influenzati pure dal buddhismo, nella versione Vajrayana, nota come buddhismo tibetano o lamaismo. Nell'induismo tantrico vige il culto e lo studio di sakti, l'energia genetica e creatrice che deriva dall'unione dei generi opposti. La sua pratica ascetica, improntata a una profonda disciplina fisica e corporea, nella quale gli insegnamenti ritualizzati sono esemplificati da enigmatici diagrammi della conoscenza, chiamati yantras, e che si rafforza tramite la pratica rigorosa di attivit fisiche quali lo yoga kundalini. La ricerca di una rivelazione dell'assoluto, che superi il dualismo attraverso un elevato ordine contemplativo, l'obiettivo di un sakta, di un esperto di sakti. Nel buddhismo tibetano, gli insegnamenti del tantrismo rivestono lo stesso significato, anche se insistono sugli aspetti concettuali dell'istruzione pi che sulla disciplina fisica. In entrambi gli orientamenti, buddhista e induista, si impara a controllare il desiderio, sia per canalizzarlo e utilizzarlo come mistica rivelatrice, sia per evitare di esserne dipendenti. Sia il tantrismo induista sia gli insegnamenti tantrici del buddhismo tibetano sono scuole esoteriche. Vale a dire che gli insegnamenti sono segreti e si trasmettono soltanto a iniziati mediante l'istruzione di un guru o maestro. Non come il cristianesimo o altre religioni esoteriche che fanno del proselitismo e dell'evangelizzazione la propria forza. Sono dottrine rivelate e nessuno, a eccezione dell'iniziato, pu saperne nulla. Il secondo giorno, molta musica di sitar, molto incenso, molto mantra tenendoci per mano e molta stoffa arancione. Di yoga kundalini continu a essercene ben poco. Fu durante l'esecuzione di una asana che capii chiaramente le intenzioni di Simn. Afferr con la mano destra le mie natiche, mentre mi appoggiava la sinistra sul petto... per aprire il terzo chakra disse. A casa mia lo chiamiamo palpare, pensai. Nel salutarmi mi raccont che i suoi centri di sessualit tantrica erano in una fase di grande espansione su tutto il territorio spagnolo e che una come me, attraente e sveglia, poteva essergli molto utile. Chiedere i risultati sessuali che si presumono in un iniziato al tantrismo, senza aver potuto accedere ai suoi processi formativi esoterici, come intuire la possibilit di operare una valvola

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aortica senza preoccuparsi di passare dalla facolt di Medicina. Ottenere o pretendere di ottenere l'obiettivo senza la conoscenza data dall'impegno per raggiungerlo pericoloso. come quei bambini che nascono ricchi senza sapere che cosa siano i soldi o le armi automatiche in mano a chi non sa che cos' una vita. Quando si chiese al fisico Stephen Hawking di che cosa avesse pi paura ora che i progressi scientifici potevano trasformarci in semidei, rispose: Che il nostro potere cresca molto pi rapidamente della nostra saggezza. A volte non pericoloso, ma semplicemente ridicolo. Nella nostra cultura fatta di slogan commerciali, di quella filosofia sapienziale che il tantra ci hanno spifferato soltanto le prodezze amatorie e i successi in fatto di ritenzione eiaculatoria; in definitiva, l'effetto spettacolare, come nei grandi centri commerciali quando arriva il mese della Cina. Ma esporre barattoli di cibo cinese non Cina, e mangiare un'anatra laccata non significa capirla, perch la Cina la capiscono solo i cinesi. Poche idee ma confuse un'espressione che potrebbe benissimo essere stata coniata per la maggior parte di coloro che, qui in Occidente, parlano di tantra e presumono di praticarlo. Lasciai il centro e il maestro tantrico dopo la terza lezione, per iscrivermi in un altro un po' pi lontano, che per frequento da tre anni. Dissi al guru chiaro e tondo che non era il sanscrito a essermi ostico, ma il fatto che mi sembrava che l'unica cosa che gli interessasse era fare soldi e scoparmi: per quanto riguardava il secondo punto poteva arrangiarsi da solo e quanto al primo, sarei stata io a spillargli quattrini. Forse tutti potremmo un giorno imparare il ceco e saper arrivare all'aeroporto di Brno senza perderci. Alcuni, forse con un impegno maggiore, potrebbero anche ottenere la cittadinanza ceca. Ma molto difficilmente qualcuno potr essere ceco. Qui, nell'Occidente giudaico-cristiano di fede e greco-latino di ragione, vale a dire da noi, bisogna intendere il tantra come uno spettacolo esotico studiato dai benintenzionati e sfruttato commercialmente nelle televendite. Perch per essere qualcosa occorre, oltre a capire e interpretare, una cultura e un contesto. E la cultura e il contesto in cui ha senso e intendimento il tantrismo ci sono estranei come le lezioni di falconeria per un cane. Lui mi disse sorridendo che non avevo capito l'essenza del suo messaggio. Nei tre mesi successivi sul mio conto bancario continuarono ad arrivare accrediti. Avevo capito eccome l'essenza di Simn... Si racconta che un giorno Antonin Artaud assistette a una rappresentazione del teatro balinese. Dopo lo spettacolo, ignaro del fatto che si trattava di una rappresentazione, perch era convinto che gli attori fossero posseduti da un'estasi visionaria, cre il teatro della crudelt. La sua proposta teatrale stata alla base dello sviluppo di un'avanguardia teatrale nella nostra cultura. Probabilmente, convinti di aver capito qualcosa, anche se in realt non ne abbiamo azzeccata una, in Occidente possiamo produrre qualcosa di interessante che migliori i nostri rapporti sessuali, in teoria e in pratica. Una specie di sesso tontico che, visto che ci interessa, risulti utile e operativo. Come diceva il saggio indiano nel Tantraraja Tantra: Na kadacit pivet siddho devyarghyam aniveditam Pananca tavat kurvita yavata syan manolayah Tatah karoti cet sadayah pataki bhavati dhruvam Devtagurusevanyat pivannasavam ashaya Pataki rajadandyash cavidyopasaka va ca. Naturalmente.

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Tutti possiamo avere orgasmi plurimi


Il 1 febbraio 2006 Sonya Thomas mangi 26 panini al formaggio in dieci minuti, vincendo cos il prestigioso Campionato mondiale di mangiatori di panini al formaggio. Al termine della gara, comment, delusa: Avrei potuto fare molto meglio. Notizia di cronaca Ricordo pi gli urli di mia madre che il motivo degli urli. Dovevo avere appena cinque anni e un orsacchiotto di peluche, color orsacchiotto di peluche, poco pi grande di me. Non sapevo perch mi strusciavo contro di lui, ma probabilmente mia madre doveva averne un'idea pi chiara. La sua faccia terrorizzata, quantomeno, esprimeva una grande sicurezza. Un po' di tempo dopo, continuando a ignorare che cosa provocasse gli urli di mia madre, imparai per a nascondermi ogni volta che cercavo le coccole del mio amico di pezza. Allora l'istinto si trasform in intenzione e la soddisfazione in occultamento, anche se la preoccupazione non stava dentro di me, bens negli occhi di mia madre. Con le migliori intenzioni. Quando ero gi ben pi grande dell'orsacchiotto, venni a sapere che non ero la sola a cercare la compagnia degli orsacchiotti, n l'unica che svestiva le bambole pi per vedere che per cambiarle. Si potrebbe persino dire che il mio comportamento non era per niente originale. Ma, chiss, forse quando lo seppi, e con il proposito di allontanare il senso di colpa, ormai era un po' tardi. L'orgasmo ha qualcosa della partenza, di un'esperienza ineffabile e dell'espressione muta. Bataille lo chiamava la petite mort (la piccola morte), probabilmente perch, sebbene abbia un termine, ha sempre occasione di ritornare. qualcosa di inequivocabile da provare, ma diabolicamente difficile da definire. pura azione, pura ampollosit, senza perifrasi n argomentazioni. L'esperienza che se ne fa cancella qualunque discorso sul tema. N serve ad alcunch una descrizione chiara della sintomatologia che l'accompagna, perch l'evento concreto assai pi complesso della somma dei sintomi che provoca. E neppure servono le valutazioni che se ne danno, perch, quando arriva, se le porta via tutte. Infine, non c' scienza in grado di analizzarlo, che non sia la mistica. L'orgasmo divora parole. Consente soltanto il gemito, l'ululato, l'espressione inumana, ma non la parola. Quello che resta di umano in noi, in sua presenza, solo la necessit di esprimersi, ma non il linguaggio n il pensiero. E in sua presenza non si ride neppure, lo si fa prima, probabilmente, o dopo, forse, ma durante mai. N risate, n parole: soltanto lui. Dovetti superare i vent'anni prima di provare il mio primo orgasmo. Lo raggiunsi da sola. In una di quelle notti nelle quali desideravo pensare al mio amante occasionale, pi che stringerlo a me. Il meccanismo sessuale femminile di enorme complessit; dimenticato, stigmatizzato moralmente, e intriso di mistero. Bisogna imparare a maneggiarlo da sole e imparare a non aver paura a maneggiarlo. La marea di false credenze, di superstizioni, di paure accumulate, di dotte ignoranze nasconde la verit: avere un orgasmo significa aver imparato ad averlo. E ogni conoscenza richiede coraggio per capire, talento per valutare e tempo per crescere. Nell'aula vuota di Diritto internazionale ebbi il primo orgasmo in compagnia, con la mia mano che guidava la sua. Il peluche di quei giorni si chiamava Thierry. Fu un orgasmo in costruzione. Comparve, non ci sono dubbi, e in una certa misura amplific le sensazioni piacevoli che decine di amanti prima di lui mi avevano regalato. Un'altra incombenza tentare di definire il sesso senza associarlo all'orgasmo. Eppure si dovrebbe fare cos. Credere che il sesso sia ci che tende a, o ci che procura l'orgasmo significa

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limitare notevolmente il significato del sesso e conferirgli una finalit concreta. tentare di fare un vestito da sposa per il vento. Il sesso ha limiti e finalit soltanto per coloro che se li impongono. Arrivai giusto in tempo per cambiarmi e accoglierlo. Aveva pochi capelli. Di statura media, doveva essere sulla cinquantina e, bench avesse braccia e gambe sottili, il suo ventre era prominente e rotondo. Dal suo aspetto dedussi che forse faceva l'avvocato. Io avevo gi compiuto trent'anni. La risposta sessuale umana, in termini strettamente operativi, ha inizio con il desiderio. Al desiderio fa seguito l'eccitazione, che a sua volta precede il preorgasmo, dopo il quale si raggiunge l'orgasmo; l'interazione termina con il periodo refrattario. Quest'ultimo segmento varia da uomini a donne. Nei primi, se l'orgasmo stato accompagnato da eiaculazione, il periodo refrattario diventa una fase di risoluzione che da luogo a un'incapacit fisica transitoria a continuare. Dopo un periodo di riposo, che cambia a seconda di vari fattori, niente impedisce che il processo di desiderio, eccitazione e preorgasmo si rimetta in moto fino a raggiungere un altro orgasmo. Se nei maschi si sanno riconoscere le contrazioni prostatiche che precedono l'eiaculazione, identificandole con l'orgasmo, la fase di risoluzione non subentra e possono succedersi diverse sequenze di spasmi prostatici in uno stesso rapporto, senza che l'eccitazione venga meno. Nelle donne, il periodo refrattario meno definitivo e ha una parabola discendente pi dolce, sicch relativamente semplice che l'eccitazione lo disattivi, senza che si renda necessario un periodo di riposo. La possibilit di raggiungere un orgasmo dopo l'altro in uno stesso rapporto, grazie al controllo del periodo refrattario, stata chiamata da qualcuno multiorgasmia. L'orgasmia sequenziale, un neologismo che propongo e che ritengo pi corretto, perch evita la simultaneit cui pu far pensare il prefisso multi, un concetto introdotto di recente nel discorso normativo sul sesso. Nella stanza con la jacuzzi e le tende rosse non mi risult molto diffcile farlo arrivare all'orgasmo. Tuttavia, aveva pagato per due ore e, inoltre, era uno di quei clienti compiacenti. Cos sugger che ora avrei dovuto raggiungerlo io. Accettai il suggerimento. In altri casi non mi era stato troppo difficile raggiungere l'orgasmo. Non era sempre cos, ma se lo stato di eccitazione mi coinvolgeva mentalmente, non lo disprezzavo certo. Mi sedetti sulla sua faccia e lui cominci a leccarmi. L'orgasmo venne sorprendentemente dopo pochi minuti e fu un orgasmo con i fiocchi. Il suo livello di gratificazione fu talmente elevato che l'eccitazione super ampiamente il breve periodo refrattario. Per cui dopo il primo, venne il secondo. E dopo questo, un altro ancora. Era la prima volta che provavo un orgasmo dopo l'altro in uno stesso rapporto. Perch questo accadesse, dovetti compiere trent'anni, fu necessario imbattermi in una persona che sia per fisico sia per competenza mi lasciasse del tutto indifferente, in modo da potermi preoccupare esclusivamente di me stessa e del mio piacere, e dovetti, anche questo bisogna dirlo, essermi messa a fare la puttana, qualche mese prima. In una societ che si regge sui livelli di produzione, che continua a condannare la sessualit non produttiva (quella che non concepisce n procrea: onanismo, omosessualit, voyeurismo, feticismo...), nessuno contrasta gli alti livelli di rendimento procurati dalla multiorgasmia. Forse per questo la multiorgasmia uno dei grandi temi della divulgazione del discorso normativo. Le agenzie di stampa della sessualit comme ilfaut e del godete e venite come nessun altro cercano in tutti i modi di divulgare il superorgasmo o la sequenza infinita, senza tralasciare di spiegare il come del coito, senza neppure ammettere che esista un altro come diverso da questo. E intanto la signora, con il suo modesto orgasmo un sabato su tre se il mese propizio, soffre perch non riesce a raggiungere questi eccellenti livelli di rendimento. Diceva Epicuro: Niente sufficiente per colui che ritiene che il sufficiente sia poco. Uno non sapr di niente, se possono essere due, e il terzo sar una miseria, se non si raggiunge il quarto. Questa la schiavit della produzione a catena, dell'ottenete tutto quello che volete, con cui finiscono di solito i racconti nella nostra societ postindustriale.

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assai probabile che tutti, in quanto esseri umani, siamo in grado di mangiarci due panini al formaggio in 10 minuti o 15 o anche 26, ma per chi e perch? Tanto parlare di orgasmo mi ha fatto venire appetito...

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L'orgasmo simultaneo il massimo


In una giornata molto calda, un leone e un cinghiale raggiunsero un ruscello nello stesso istante. Discussero animatamente per stabilire chi fosse a bere per primo, fino al punto di sfidarsi a morte. Mentre stava per avere inizio il feroce combattimento, si avvicin un gruppo di avvoltoi e corvi. Allora il cinghiale propose: meglio che beva tu per primo e che siamo amici, piuttosto che diventare spettacolo e cibo per altri. ESOPO, IL leone e il cinghiale Eric aveva perso l'aereo. Avevamo passato la notte provando una delle sue scoperte erotiche pi recenti, riferita alla simultaneit. Senz'altro esito, naturalmente, che quello che gli feci credere. Uno dei vantaggi del fatto che tuo padre sia il proprietario dell'azienda per cui lavori che, a volte, puoi perdere il volo senza che con questo se ne voli via anche il tuo impiego. Dall'ufficio gli riorganizzarono gli appuntamenti per il giorno dopo, ma non modificarono i quattro giorni a Parigi. Gli concessero un giorno libero, pi per umiliarlo che per premiarlo. Non lo seppi finch non suon al portone. La notte precedente, mentre mi trovavo con alcune amiche in un locale chic della Madrid postmoderna, avevo conosciuto Fernando. Era uno di quegli aspiranti trovatori, con un'aria molto studiata di poeta maledetto e con pi fascino che lavoro. Diventammo intimi, nel modo in cui si pu diventarlo nei due metri quadrati del bagno del locale. Poich la conoscenza era stata piuttosto ristretta, gli proposi di fare il bis il giorno dopo, alle undici di sera a casa mia, cio a casa di Eric, insomma a casa del papa' di Eric. Tra le molte cose che ci dicemmo fra la porta chiusa del bagno e lo sciacquone, non c'erano n il numero di telefono n se avessi un partner. La settimana successiva sarei dovuta partire per il Sudafrica per un soggiorno che si sarebbe prolungato per tre mesi. A casa, stavo facendo gli ultimi preparativi per il viaggio. Alle undici del mattino suon il citofono e un Eric abbacchiato mi chiese di aprirgli. Sorpresa che non si trovasse sull'aereo per Parigi, ma solo leggermente contrariata, gli aprii il portone. Poco dopo aver premuto il pulsante e prima di riagganciare il ricevitore, sentii qualcuno che si rivolgeva a Eric chiedendogli di non chiudere la porta, Riconobbi la voce di Fernando. Sembra che nell'etimologia del termine coito sia implicito il fatto di andare in qualche luogo e di farlo in compagnia. In latino coito si dice coitus, da cui deriva il termine odierno. Coitus formato dal prefisso co (che implica unit e congiunzione) e itus, il participio passato del verbo ire (andare, partire). Andati insieme potrebbe essere una definizione etimologica del significato di coito. Simultaneo deriva dal latino simul, che significa contemporaneamente, tutti insieme. possibile che se per i romani la simultaneit di azioni e manifestazioni, invece della compagnia, fosse stata una caratteristica definitoria del sesso, avrebbero chiamato il coito qualcosa come similitus (andati tutti insieme). Mi perdonino i filologi: si tratta ovviamente di pura fantasia etimologica. Fin da quando andai ad abitare in quell'appartamento, ebbi sempre difficolt ad azionare i comandi dei serramenti elettronici. Forse fu per questo che non mi decisi a fuggire da una finestra, quando dallo spioncino vidi Fernando ed Eric mentre salivano diretti alla mia porta. Fu in quel momento, forse, che cominciai a detestare la simultaneit e il sincronismo. Godo la mia espressione usuale. Ma ce ne sono molte altre: vengo, sto venendo, vado,.. Tutte per esprimere la stessa cosa: l'imminenza del venirmene la fine delle parole e la pervasivit dell'orgasmo.

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Gli esseri umani sono individui chiacchieroni. Ma forse - e non intendo essere cattiva - le donne anticipano verbalmente l'evento pi degli uomini, per dare inizio a uno spettacolo. Molta storia e molta vita di ognuna di noi si basata e si basa sulla messa in scena dell'opera Orgasmo simulato per soprano e basso continuo, nella quale bisogna mandare in pista i cavalli, la donna barbuta, il mangiatore di spade, il veggente bendato e persino la scimmia ammaestrata. E' anche possibile che gli esseri umani, di fronte a questa fugace incursione nel mondo dell'aldil, cerchino compagnia. Anche se, eccetto la morte, non esiste esperienza pi solitria, individuale e incondivisibile dell'orgasmo. per questo che la ricerca della simultaneit degli orgasmi mi ricorda ci che alcuni chiamano una stravaganza pi che un risultato che va ad arricchire il patrimonio sessuale di ciascuno, Inoltre, se sincronizzare l'orgasmo di una persona semplice e di due pu essere una questione complessa, organizzare la simultaneit di tre, quattro o di n+1 partecipanti deve risultare davvero miracoloso. Bisogna anche chiarire che la simultaneit di due esperienze personali non presuppone mai la loro somma. Se si accendono due luci, vediamo di pi, ma se una nave affonda, ci sono pi morti e pi feriti, ma non pi morte. per questo che tendo a vedere in affermazioni quali l'orgasmo simultaneo il massimo una deliberata volont di continuare a imporre una sessualit basata esclusivamente sulla coppia, che va benissimo, a patto di voler offrire una possibilit e non una definizione del sesso, creandogli attorno un contesto di buoni costumi. Prima che Eric si voltasse per chiedere a Fernando che cosa volesse, io avevo gi aperto la porta. Diedi un bacio a Eric e strinsi la mano a Fernando, aggiungendo che avrei consegnato personalmente la documentazione al direttore dell'agenzia, perch non era ancora pronta. Sul suo volto comparvero due punti interrogativi. Scusate, non vi ho presentato. Eric, il mio fidanzato, e Fernando, il fattorino dell'agenzia. Finsi ancora, ma Fernando finse peggio di me... Il sesso un pessimo animale da soma. Pi gli si impongono obblighi, suggerimenti, obiettivi e consigli, pi si ribella. Nel sesso, come nella meditazione, lo sguardo deve dirigersi verso ci che e non verso il come deve essere, perch questo s'impara soltanto essendo. L'orgasmo simultaneo, quando non una semplice casualit, diventa un imperativo da manuale del perfetto amante, costituisce cio uno di quei fardelli di cui il sesso non vede l'ora di liberarsi. Il mio viaggio non era rinviabile. Al contrario di Eric, io non potevo perdere nessun aereo. Dovetti stabilirmi a casa di un'amica fino alla partenza, sapendo che, al ritorno, prima ancora di disfare le valigie, avrei dovuto cercare un altro appartamento in cui vivere. Seppi che Eric e Fernando diventarono amici, anche se non li rividi pi. Non so che cosa si raccontarono, ma possibile che avessero passato ore a parlare dell'interesse dell'uno a sincronizzare gasmo e dell'altro a non sincronizzare l'orologio.

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Il punto G esiste
Talvolta la testa di leone, il corpo di capra e la coda costituita da un serpente [...]; talvolta abbiamo invece un solo corpo, di leone o di capra, e tre teste, di leone, capra e serpente; talvolta, infine, ha le tre teste degli animali attaccate in parti diverse di un unico corpo, generalmente leonino. La chimera, in MASSIMO IZZI, Dizionario illustrato dei mostri Mia madre era solita raccogliere i punti che trovava sulla confezione del detersivo per lavatrice. Due per scatola. Dopo averne raccolti trenta, bisognava spedirli in busta affrancata all'indirizzo dello stabilimento. Passato un mese, ricevevamo a casa, in porto assegnato, una grande tazza, decorata con figure animali, che mia madre ancora conserva nella credenza. Anche la vagina ha i suoi punti. Da quando si scopr che insensibile, con talmente poche terminazioni nervose che possibile fare un raschiamento del collo dell'utero quasi senza anestesia, i punti cominciarono a spuntare in ogni parte della sua geografia. Assegnarono ai punti alcune lettere dell'alfabeto (F, A, K, G), che sono sempre pi serie e scientifiche di ci che vogliono descrivere. Tranquilli: se finiscono le lettere, come succede con le targhe automobilistiche, si useranno i numeri; n vi dovete preoccupare per le limitate dimensioni della vagina: dodici elastici centimetri contengono un mucchio di cose, figuriamoci di punti! L'inconveniente dei superlativi che non si possono ulteriormente enfatizzare. Per esempio, non possiamo dire molto buonissimo o straordinariamente massimo. Ma a quanto pare questi punti promettono di accrescere un superlativo: l'orgasmo. E gi che ci sono, promettono anche, a tutte noi che insistiamo a stimolarci il clitoride, di ovviare alla nostra ignoranza e alla nostra mediocre capacit di godere. E intanto capita ancora di incontrare ragazzine che chiedono se il preservativo debba essere ingerito piegato o aperto, se possono restare incinta con una fellatio o se la pillola si debba introdurre nella vagina, e ragazzini - non cos ragazzini - che si domandano se un pene di dodici centimetri sia normale o se tre volte alla settimana sia poco. E la scienza continua a ignorare se... s, continua a ignorare. Nel frattempo, il coito, il re delle pratiche erotiche del discorso normativo sul sesso, sorride. Ci che resta indubbio, per piccole e meno piccoli, che, se glielo si mette dentro, la donna raggiunge immancabilmente quello che, fino a non molto tempo fa, chiamavano il parossismo isterico, cio l'orgasmo. E che un'isterica pu smettere di esserlo grazie a quel dentro e fuori, ma condannata alla pura isteria se si imbatte in uno di quei frugatori vaginali, quegli esploratori di grotte sempre pi frequenti. Me lo propose alla fine della cena: Miguel non riesce a trovare il mio punto G, non so... forse, posso sembrarti sfacciata, ma... insomma... se tu e io.... Conoscendola, la proposta non mi sorprese pi di tanto. Il fascino di Tatiana stava soprattutto nella sua ingenuit. Un attimo prima, al sorbetto di melone, ci aveva intrattenuto con il resoconto dettagliato di quando suo marito l'aveva posseduta furiosamente durante una crociera sul Nilo. Le sue grida e i gemiti accelerarono l'arrivo del conto. Non dissi n s n no, stavo valutando se mi interessava approfittare della situazione, quando prosegu: Non preoccuparti per Miguel, gliel'ho detto e gli sembra perfetto!. Non stava pensando a me, ma a Miguel. Il punto G serve almeno a distinguere due tipi di donne: quelle che ce l'hanno e ne magnificano

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le virt, e quelle che non ce l'hanno o fanno a meno della sua esistenza e ne mettono in dubbio le qualit, ammesso che esistano. Entrambe le posizioni (credenti versus agnostiche) si scontrano in una lotta all'ultimo sangue, nella quale le suscettibilit si esasperano e in cui sembra in gioco il livello di femminilit. In generale, gli uomini sembrano avere le idee assai pi chiare: la stragrande maggioranza delle mogli che si lascia penetrare gode come gazzelle inseguite da leoni nella savana. Comunque sia, l'argomento di quelli sensibili (probabilmente quanto il chiacchierato punto di Grafenberg). Come si pu capire, io faccio parte delle agnostiche. Non ho mai sperimentato un orgasmo derivato esclusivamente dalla stimolazione vaginale. Quando stimolo, o mi stimolano, la zona rugosa che, secondo le mappe, corrisponde al punto G, non sento n smetto di sentire, forse perch non dimentico che si sta stimolando la radice interna del clitoride e facendo pressione sull'uretra. Insomma, direi che il punto G esiste e non esiste, ma anche il contrario. Credo che le donne che sostengono di raggiungere l'orgasmo attraverso questa zona della vagina dicano la verit (provano ci che raccontano), ma ritengo che anche quelle che lo negano dicano il vero. Ogni donna un universo a s e ogni desiderio individuale opera con meccanismi d'infinita complessit che si attivano quando chi desidera lo ritiene opportuno. Ma insisto su questo, il punto G - cos come gli altri punti - serve senza dubbio a perpetuare il modello di una sessualit a vocazione riproduttiva e copulativa. E il problema, la domanda e la risposta al teorema dei punti, non sta nello stabilirne l'esistenza o meno. Che esista o no forse il problema minore. Il tema di fondo un altro. Quando, a letto, in ginocchio di fronte a lei, feci scivolare le sue mutande lungo le gambe, vidi il suo pube grazioso, coperto da uno strato sottile di pelo rosso. Tatiana mi aveva leccato a lungo, disegnando con la lingua sulla mia vulva un alfabeto intero. La sua bocca andava e veniva sul mio clitoride, sembrava dimenticare qualcosa che le tornava in mente all'improvviso. Intanto, con le dita mi accarezzava il ventre e l'interno delle cosce, il petto, mentre i suoi lunghi capelli mi stuzzicavano le anche. Gi non ero pi presente a me stessa, tentai di trattenermi ancora un secondo, ma una corrente viva nel sacro diede inizio ai miei spasmi. Leggermente sollevata e adagiata sulla sua destra, iniziai a baciarle la linea che dal ventre sale fino al mento. Con la mano sinistra le accarezzavo la testa e con la destra mi concentrai sui suoi genitali. Facendo una leggera pressione con la punta del pollice, le sollevai il cappuccio del clitoride, mentre con la parte media del dito sfregavo ci che restava scoperto. Al contempo, introdussi il dito medio nella sua vagina fino a raggiungere l'osso pelvico. Mantenni per un po' di tempo i movimenti del pollice e del medio sincronizzati. Il suo respiro si fece affannoso, i gemiti aumentarono e gridando esclam: Vengo!. Notai le convulsioni facendo pressione con il dito, e mano e braccio furono inzuppati di un liquido caldo. Rimanemmo sorprese entrambe. Si sollev di scatto e osservando la situazione e le lenzuola bagnate, mi disse con lo stesso candore con il quale mi aveva chiesto la prestazione: Mi dispiace... ho fatto pip. Era vero. I dubbi prodotti dal punto G portano a chiedersi perch, se da un lato stiamo per donare gli esseri umani, dall'altro non sappiamo ancora come funziona il meccanismo sessuale della donna. Un interrogativo che sorge quando si vuole capire a chi interessa che le cose continuino a stare cos. Che il punto G o l'eiaculazione femminile siano come il Santo Graal o come una chimera dimostra soltanto il panico atroce che continua a suscitare la sessualit della donna nel discorso normativo sul sesso. Diceva Victor Hugo che esistono due modi per ignorare le cose: la prima ignorarle, la seconda credere di saperle. Non sappiamo niente e non ci permettono di sapere niente della sessualit femminile, che per alcuni continua a essere un mostro che divora e confonde tutto ci che gli si avvicina. Se c' qualcosa che ha una parvenza di verit, lo sommergono di fantasie e leggende, di unicorni alati, di schemi cifrati per pianisti o speleologi, di punti e sequenze. Molti punti per qualcuno che, come me, preferisce il caff alle tazze.

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Le palline cinesi servono per dare piacere


Tolse con cura dalla scatola le sue palline cinesi. La presentatrice le chiese con fare malizioso: E queste a cosa servono, Susana?. Susana era una stripper diplomata in ginnastica vaginale. Servono per introdurle nella vagina rispose. Intervenni: Servono a rafforzare i muscoli della base pelvica. Proprio cos... comment Susana. La presentatrice allung una mano e le tenne un po' a distanza, osservandole come si guarda la carcassa di un piccione appena morto. Pesano molto, vero? S, ma solo perch queste sono di acciaio, e i muscoli della vagina di Susana sono molto allenati precisai. S, infatti sono le mie afferm. Faccia terrorizzata della presentatrice: Ma... le avr lavate, spero! esclam nel panico. In uno studio televisivo, un venerd notte I cinesi le chiamano Ben Wa, ma nei negozi tutto a un euro o nei sex shop meglio fare il nome di palline cinesi (per non correre il rischio che ci rifilino qualche spazzola per abiti con manico ergonomico). Pare che la loro invenzione risalga a tempi antichissimi e, naturalmente, provengono dalla Cina. Costruite in origine in giada, marmo o osso, alcune contenevano mercurio per facilitare i movimenti. La loro funzione consisteva nel rafforzare i muscoli della base pelvica, per ottenere un maggior controllo sulle pareti della vagina allo scopo di procurare un orgasmo rapido nei maschi (di solito clienti di bordelli o soldati). Che Hassan amasse infilarmi nella vagina bottigliette di Coca-Cola da 25 ci, forse qualcosa che alcuni sanno gi. Le faceva girare (a introdurle di testa c'era il rischio di formare il vuoto), le inseriva lentamente, e si divertiva cos. Per Hassan erano le bottigliette, per Piero erano le banane sbucciate (che poi si mangiava), Andrs propendeva per il cetriolo (che gli facevo pelare, non solo perch la buccia del cetriolo fastidiosamente rugosa, ma anche perch la polpa contiene sostanze astringenti e antisettiche), il pio Roberto (un vecchio cliente) preferiva candele bianche del diametro di cinque centimetri che comprava in una cereria del quartiere gotico di Barcellona, Luz era innamorata dei vibratori (dalle fogge disparate, e pi erano grandi e realisti meglio era), a Carlos (un cliente dai gusti fetish) piaceva infilarci una collana di perle della sua defunta mamma e a molti, molti altri, le dita. Non parlo di quelli che cercano direttamente di infilare il pene. E' strano quante cose si possono mettere o togliere dalla vagina, ma molto pi strano il motivo per cui vengono introdotte. La base pelvica formata da una serie di muscoli che solitamente operano in modo sincronizzato, per questo spesso se ne parla come se si trattasse di un muscolo solo, detto pubococcigeo. Dato che si estende dalla parte anteriore della pelvi al sacro (l'osso coccige), trattiene organi quali la vagina, l'utero e la vescica nella donna, e la prostata negli uomini. Un muscolo ben formato consente di controllare la minzione o l'evacuazione fecale e previene disturbi come il prolasso uterino e vaginale nelle donne, mentre negli uomini permette di controllare la prostata e quindi l'eiaculazione. Negli anni Quaranta del Novecento, l'austriaco Arnold Kegel ide una serie di esercizi che consentono di allenare questa muscolatura, esercizi nei quali risultano di grande utilit le palline cinesi. Conobbi Marisa a Madrid. Fu lei a presentarsi. Era l'alba. Io stavo uscendo da uno studio televisivo, dove ero stata intervistata. Valrie, ho letto il tuo libro e volevo dirti che mi parso affascinante! mi disse facendosi avanti, decisa. Marisa era una donna elegante, bellissima, con la figura di una quindicenne. Si notava che aveva gusto, soldi e una speciale predilezione per Versace.

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Molto gentile, grazie... risposi, lieta del complimento. Da allora ci vedemmo con relativa frequenza fino a diventare intime (a parole) e a condividere alcune discipline nelle aule dell'Incisex. Cresciuta in un clima di cristianesimo integralista, con me si sent disinibita, e mi raccont, con dovizia di particolari, i suoi peccati della carne, che commetteva nel rigoroso rispetto del vincolo matrimoniale. L'interpretazione che dava della dottrina del dovere coniugale che le avevano inculcato era semplicemente geniale. Assolveva a tutti i singoli precetti di obbedienza e sottomissione, ma trasformandoli non in una menomazione, bens in un continuo godimento carnale. Sono la puttana di mio marito ripeteva. Non c'era niente che lui facesse che non le procurasse uno straordinario piacere sessuale. Inoltre, come ogni buon ortodosso, lasciava aperte le opportune vie di fuga sotto forma di inadempienze alla legge divina, con cui giustificarsi di fronte al confessore e alla famiglia. Fu un altro austriaco, Sigmund Freud, a valorizzare l'orgasmo vaginale come superiore a quello clitorideo. Secondo il padre della psicanalisi (uno degli intellettuali pi originali della modernit), la donna, nel periodo di formazione, prova un orgasmo di carattere clitorideo che, nella maturit, si orienta in direzione della vagina. Dunque, una donna matura raggiunge l'orgasmo con la vagina, e non con il clitoride. Tutti, a eccezione di un piccolo gruppo un po' scriteriato (le donne), concordarono con Freud: il terzo pilastro del discorso normativo sul nostro modello di sessualit, il coitocentrismo, veniva rafforzato con il cemento armato. Se si trasformava la vagina in qualcosa di sensibile, infilarci dentro oggetti assumeva pieno significato. Erano gli anni in cui le suffragette cominciavano a rivendicare il diritto di voto (che in Francia, per esempio, fu concesso soltanto nel 1944, pi o meno quando Kegel ide i suoi esercizi); era il momento di cominciare a soddisfare le donne. Nell'aula di sessuologia dell'Universit di Alcal de Henares cal il silenzio. Marisa aveva appena dichiarato che, nonostante le osservazioni del professore, lei s che raggiungeva l'orgasmo vaginale quando suo marito la penetrava. Di fronte agli sguardi puntati su di lei di una ventina di studenti (non tanto per l'osservazione in s, quanto per la mancanza di pudore con cui aveva parlato), Marisa fece una pausa e aggiunse: Be', godo anche quando me lo mette in culo.... Devo confessarlo: a me piace che me lo mettano dentro, di tanto in tanto. Non la modalit erotica che prediligo, ma non mi fa nemmeno schifo. Per mai, nemmeno per empatia, il coito mi ha provocato di per s un orgasmo. N a me n a nessuna delle donne con le quali ne ho parlato. A eccezione di Marisa. una sensazione piacevole, non lo nego, soprattutto quando il fallo tocca la parete anteriore della vagina e stimola indirettamente la zona interna del clitoride. una sensazione psicologicamente piacevole sentirsi parte di qualcuno, quando questo qualcuno lo merita. Ma da qui all'orgasmo... Perch continuiamo a discuterne? Perch continuiamo a ignorare se la vagina ha terminazioni nervose che possano provocare l'orgasmo? A chi interessa che non lo sappiamo? Susana pu fare movimenti ritmici con le palline cinesi introdotte nella vagina. Secondo lei, pu muovere il pene del suo compagno a volont e masturbarlo (o vagiturbarlo) senza eccessivo sforzo. Bene, una grande conquista, ma sono propensa a vederci un ulteriore adattamento dell'anatomia femminile al piacere sessuale maschile, pi che un progresso nel proprio godimento. Il male dell'ignoranza che va acquisendo fiducia nella misura in cui si diffonde affermava Alexis de Tocqueville. Ignoranza credere che le palline cinesi servano per far godere le donne. Ignoranza non sapere a vantaggio di chi va questa convinzione. Due donne stanno chiacchierando tra loro. Sta arrivando mio marito con un mazzo di fiori... Sta notte mi toccher aprire le gambe. Oh, cazzo, ma non ce l'hai un vaso da fiori? Di fronte a un coitocentrismo annientante ed escludente, non mi sentirei di proporre un coitofugismo, ma un cogitocentrismo, conciliante e sensato. E se uno non trova il suo cogito, vada pure a cercarlo dentro una vagina, magari sta l; non si sa mai quante cose strane ci

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si possono mettere...

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Non provo piacere perch sono anorgasmica


Credo davvero che le decisioni che ho preso renderanno il mondo migliore. GEORGE BUSH, dichiarazione al Time in merito all'invasione dell'Iraq L'orgasmo non una casualit, ma una decisione. Un proposito cui si giunge, nel corso dell'interazione sessuale, dopo aver valutato quelle circostanze concrete che lo rendono possibile. Come in qualsiasi decisione, pur inconsapevole che sia, il nostro sistema di valori giudica ci che sta accadendo, stabilisce se il caso di prendere in considerazione questa opportunit. Si tratta di una decisione che spesso prendiamo senza sapere che stiamo prendendo una decisione. Normalmente un processo implicito, per il quale non servono carta e penna, ed esige che s'impari a prendere tale decisione in maniera implicita. Non si ha un orgasmo, s'impara ad averlo. O meglio, s'impara a concederselo. Bisogna apprendere il corretto funzionamento delle nostre reazioni sessuali di fronte a determinati stimoli anatomici (sapere com' fatto il nostro corpo e che cosa e in che modo ci procura piacere), ma, soprattutto, bisogna educarsi nella difficile arte di lasciarsi andare, di lasciare che sia la nostra reazione sessuale a prendere una decisione, e non le nostre ragioni. Quando subentra la ragione, l'orgasmo fugge come un agnello dal lupo. Quando la ragione a decidere, l'orgasmo ha gi preso la sua decisione. Pi che dire che non esistono donne frigide, ma amanti che non sanno toccare, sarebbe opportuno discolpare un po' l'amante (sebbene ci siano troppi amanti che non meritano questa definizione) e affermare che non esistono donne frigide, ma donne che non hanno imparato a farsi toccare. Il ruolo dell'amante, da questo punto di vista, assai meno importante di quanto solitamente si crede. Raggiungere l'orgasmo una decisione che spetta al singolo, nella quale l'amante solo uno degli elementi, soggetti a interpretazione, che concorrono alla decisione di raggiungere o meno l'eretismo. L'orgasmo non ci viene procurato: ce lo procuriamo da soli. Diceva Catherine Millet che il sesso non un mezzo per comunicare, bens il campo in cui ognuno vive le cose nel modo meno condiviso possibile. In questo contesto, l'orgasmo una delle azioni pi individualiste che si possano immaginare. Godi, bella? ripeteva Agapurnio. E io avrei goduto sia che Agapurnio avesse toccato il perineo sia che avesse suonato il liuto. Il fatto di non raggiungere l'orgasmo con lui non era una manifestazione di anorgasmia. Era semplicemente che con lui e con tutto ci che circondava la nostra interazione sessuale io decidevo di non raggiungere l'orgasmo. L'anorgasmia l'impossibilit di raggiungere l'orgasmo, non l'impossibilit di raggiungere un orgasmo. Asuncin era una di quelle persone che vivono con la logica del di male in peggio. Tutto le riusciva male e, in caso contrario, si preoccupava anche di pi. Qualsiasi circostanza della sua vita veniva interpretata da Asuncin come il segno inequivocabile che le cose andavano di merda. Eppure, chiunque non fosse Asuncin avrebbe giudicato la sua vita invidiabile. Libera professionista, poteva stabilire da s gli orari di lavoro, e disporre di un grande patrimonio, composto, oltre che dalla sua abitazione principale, da varie propriet in zone turistiche della Spagna meridionale. Appassionata di musica classica e di film strappalacrime, non si lasciava scappare una prima alla Fundacin Caja di Madrid. Tuttavia, fin da bambina, la sua vita fu segnata dalla sofferenza. Il padre la ripudi e la madre la maltratt quanto basta per far s che associasse l'affetto al maltrattamento (solo perch aveva creduto alle favole, nelle quali le madri sono sempre regine e mai streghe cattive). Finch fece della sofferenza il marchio della propria identit.

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Tutto andato male. Ad Asuncin tutto riesce male. Per questo sono Asuncin. Abbiamo pi paura di perdere la nostra supposta identit che la nostra sofferenza. Viveva da sola, in una grande casa nei sobborghi di Madrid, circondata da un numeroso personale di servizio che la faceva soffrire quanto basta (la trattavano con l'affetto che pretendeva). Asuncin, inoltre, godeva di una cattiva salute di ferro, che le permetteva di vivere costantemente preoccupata, anche se i suoi disturbi non si aggravavano mai. I casi di anorgasmia derivanti da un problema organico sono appena il cinque per cento rispetto al totale. Pertanto, e di norma, il terapeuta che voglia guarire l'anorgasmia deve intervenire non nell'organismo, ma nei processi sessuologici che riguardano la decisione di raggiungere un orgasmo. Frigidit un termine che, per la sua connotazione spregiativa, caduto piuttosto in disuso nei testi scientifici. Non cos nel linguaggio corrente. strano come la sessualit femminile sia sempre, a parole, stigmatizzata se, agli occhi di qualcuno, ostenta un desiderio sessuale troppo breve o troppo lungo. Frigida o ninfomane (ancora una volta termini che, nel discorso normativo sul sesso, non contemplano corrispettivi maschili), la pratica della sessualit femminile circoscritta da limiti assai stretti. Organismo e orgasmo (ma anche organizzazione e orgia) condividono la stessa radice etimologica: qualcosa vorr pur dire... Il prefisso org significa lavoro. L'orgasmo bisogna lavorarselo, organizzarselo per ottenerlo. Nei casi di anorgasmia, si distingue tra chi non raggiunge l'orgasmo perch non supera nemmeno la fase iniziale della reazione sessuale (il desiderio), e chi non lo raggiunge dopo aver superato le fasi di desiderio, eccitazione e preorgasmo. In genere, si parla anche delle condizioni di tale impossibilit: se non si mai raggiunto l'orgasmo, se si smesso di raggiungerlo o se non lo si raggiunge nel modo in cui si presume di poterlo fare. Comunque sia, il grande nemico dell'orgasmo l'obbligo di procurarsi un orgasmo, e l'ansia il peggior amico di chi vuole imparare a raggiungerlo. Il nostro meccanismo sessuale tale che, normalmente, funziona molto bene se lo lasciamo funzionare. La disinformazione, spesso, ci porta a creare un problema dove c' soltanto un caso. Facciamo dell'ignoranza un problema, quando l'unico problema la nostra ignoranza. Una mancanza di reazione orgasmica nell'esplicazione della sessualit non significa quasi mai che dobbiamo diagnosticare un'anorgasmia. Ma se ci convinciamo che cos, allora molto probabile che soffriamo di anorgasmia. Naturalmente Asuncin aveva deciso di non avere orgasmi. L'esaltazione del godimento che soggiace all'orgasmo era inconsciamente inconcepibile per lei. Le risultava molto pi gratificante, nonostante fosse contraria alla sua volont cosciente, l'insoddisfazione che l'accettazione del piacere. La poverina ce la metteva tutta (posso dirlo in prima persona perch andai a letto con lei tre volte in una delle sue case sulla costa dell'Andalusia), ma dopo un prolungato sto venendo!, Godot non arrivava mai. Infine, tornava al suo esaltato discorso d'amore. Perch Asuncin mi amava, continuo a esserne certa ancora oggi. E il modo migliore per dimostrarlo era la negazione del piacere. L'amore, come le insegnarono da bambina, non ha niente a che vedere con il piacere, cosa che lei non mai riuscita a dimenticare. Non c' peggior guerra civile di quella che si combatte contro se stessi. Diceva Gide che sono assai pochi i mostri che meritano la paura che ne abbiamo. Uno dei mostri che dobbiamo temere, questo s, la paura di smettere di essere quello che crediamo di essere; altri mostri, talvolta, governano nazioni.

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L'eiaculazione precoce un problema dell'uomo


Non bestemmiamo il suo Santo Nome invano... perch la commedia guadagna in divinit, quando il divino perde in tragedia. FERNANDO ARRABAL, Giaculatoria Una giaculatoria un'orazione breve e appassionata che normalmente si recita fissando il cielo. Le giaculatorie si lanciano, per questo il loro nome deriva dal latino iaculatorius (da iacere, lanciare). Giaculatoria ed eiaculazione hanno la stessa origine etimologica, come ben sa il drammaturgo Fernando Arrabal. Ah, mio Dio, sto venendo... vengo! era la particolare giaculatoria eiaculatoria di Gnter. Gnter non era male, come amante. Di temperamento nervoso e iperattivo, sembrava che non volesse mai stare dov'era, ma dove sperava di stare in seguito; il mondo, per lui, girava troppo piano. Aveva sempre un dito in bocca, che mordicchiava inconsapevolmente, e completava le frasi pronunciate dagli altri prima che avessero finito di parlare, anche se non sempre ci azzeccava. Di origine bavarese, Gnter era alto e magrissimo. Quando lo conobbi, era appena stato nominato presidente per la Spagna di una multinazionale del comparto tecnologico. Quando andai a letto con lui la prima volta, mi colp uno strano rituale: teneva a portata di mano un recipiente con alcuni cubetti di ghiaccio. Brillante sul lavoro, originale nelle proposte, Gnter era fermamente convinto di essere un eiaculatore precoce. Solo coloro che non conoscono il tempo credono che il tempo passi senza tener conto di noi. Credono che sia qualcosa di lineare, che non si dilati, si deformi o si riduca. Non necessario conoscere Bergson o la teoria della relativit per sapere che il tempo accade in funzione dell'interpretazione che ne diamo. Il tempo non si misura con gli orologi, ma con le emozioni, perch il tempo il sentimento del nostro tempo. Per questo mi sempre sembrato un po' ridicolo usare un tempo oggettivo per valutare una risposta o proferire una conclusione. L'amore pensa nell'istante e nell'eternit, mai nella durata diceva Nietzsche. Abbiamo dato un tempo anche alla durata che intercorre tra eccitazione e orgasmo. Per trovare, di nuovo sulla base di un'altra misurazione, la normalit, e classificarci cos come subnormali o eccezionali relativamente alla risposta sessuale. L'eiaculazione precoce o, per meglio dire, l'eretismo precoce, riguarda esclusivamente ai sentimenti di frustrazione e soddisfazione, e non lo scorrere delle lancette. Riguarda il fatto che viviamo pienamente un'interazione sessuale all'interno della quale sono le emozioni, e non gli orologi, a stabilirne il valore. E nella quale a condizionarci il piacere che diamo o riceviamo e non i tempi di esecuzione, la cui adeguatezza altri, per molti che siano, hanno stabilito. Con Gnter bisognava stare in comunicazione continua. La sua valutazione riguardo la rapidit con la quale rischiava sempre l'orgasmo faceva s che il gesto di appoggiare un cubetto di ghiaccio alla base della schiena si trasformasse in un ulteriore gesto comune nella coreografia sessuale di ogni rapporto. Quando cominciava ad agitare una mano alla ricerca del ghiaccio, sapevo che il suo orgasmo era imminente. A volte la postura o la posizione gli impedivano di recuperarlo da s, allora supplicava ghiaccio!. Io mi fermavo e lui se lo strofinava sulla colonna vertebrale, sul ventre, tra l'ombelico e il pube. Sorprendentemente, a volte accadeva che trascorresse molto tempo prima che la sua angoscia gli facesse intravedere il suo eretismo. Capitava di dover interrompere il rapporto, per far s che l'acqua continuasse a mantenere il suo stato solido. Anche cos, il risultato era lo stesso; quando eiaculava, Gnter si scusava per non aver saputo sconfiggere la sua malattia. Per Gnter la convinzione di essere malato era la sua unica malattia.

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In base alla mia esperienza con lui e con altri, non tanto importante il tempo impiegato per arrivare all'orgasmo, quanto la convinzione che quel tempo sia sempre troppo breve. Molti uomini sono convinti di essere eiaculatori precoci e forse, in tanti casi, il loro problema proprio questo. La clinica definisce questa disfunzione primaria o secondaria, a seconda della frequenza con la quale si presenta. Se si verifica sempre primaria, se si verifica sporadicamente secondaria. Viene fatta anche una distinzione temporale sul momento in cui si raggiunge l'orgasmo; se avviene prima della penetrazione si parla di ejaculatio ante portas (davanti alle porte) o di ejaculatio intra portas (tra le porte). Non necessario spiegare a cosa rimandino le porte, n quale sia la pratica che le attraversa. Nella cultura romana esisteva un'espressione di pericolo imminente che potrebbe equivalere al nostro Al lupo, al lupo!. Dopo la Seconda guerra punica, a Roma si diceva Hannibal ad portas o Hannibal ante portas. Quando si udiva questa frase, significava che qualcosa di terribile stava capitando: per esempio il generale cartaginese Annibale Barca stava per conquistare la citt. Qui, il nemico non un soldato con i suoi elefanti, ma qualcosa di gratificante come l'orgasmo. Sarebbe opportuno riflettere sugli strani meccanismi che aumentano la paura nei confronti del nostro orgasmo. Mi vidi con Hugh tre volte durante il mio soggiorno a Londra, dove ero andata per uno stage postlaurea in un'azienda. Cenammo insieme, bevemmo qualcosa e ci baciammo. Tutt'e tre gli incontri terminarono in modo brusco, due sotto il portone di casa sua e uno nella hall di un albergo nel quartiere londinese di Notting Hill. Quando tutto sembrava preludere a un rapporto sessuale, ecco che qualcosa veniva a mancare. Non riuscii a capirne molto bene la causa finch, due anni dopo, si mise in contatto con me perch doveva recarsi a Parigi e voleva che gli suggerissi qualche luogo da visitare. Nella lettera, m'informava anche che da sei mesi viveva con una ragazza di Birmingham e che con lei era riuscito a superare il problema che senz'altro dovevo aver intuito (e che invece non avevo proprio afferrato): Hugh era un eiaculatore anticipato, veniva al solo pensiero che potesse verificarsi un coito. L'eiaculazione precoce ha a che fare pi con la fame che con gli uomini. un disturbo comune che, come la maggior parte dei problemi, trova la sua soluzione nella comprensione di ci che accade. Una delle prime cose che realizza il terapeuta, e con tutte le ragioni del mondo, quella di andare al di l dell'uomo, in quanto soggetto clinico, per concentrarsi sulla coppia. Le disfunzioni eiaculatorie non sono infatti il problema di uno, bens della coppia che interagisce. Nella pratica terapeutica di questo conflitto, hanno un'importanza basilare gli esercizi chiamati di focalizzazione sensoriale, con i quali si intende stabilire una relazione carnale non esigente, cio che non abbia come scopo n l'orgasmo n, in linea di principio, la stessa eccitazione. Si fa ricorso anche ad alcune tecniche di controllo mediante pressione del glande operate dal partner, che ha il compito di infondere sicurezza ed evitare il falso convincimento dell'inevitabilit dell'orgasmo. Si tratta di rieducare la stima nei confronti del piacere (proprio e altrui) e del significato del rapporto sessuale (per esempio, assegnando al coito il ruolo che si merita, vale a dire quello di principale agente patogeno, in ragione dell'interpretazione sbagliata che se ne da), per attenuare, fondamentalmente, le ansie prodotte dalla disinformazione. Questo approccio terapeutico stato sostenuto dai sessuologi Masters e Johnson, i quali proposero anche che, nei casi in cui un cliente (termine pi adatto per evitare la connotazione patologica insita in paziente) si presentasse senza partner, gli fosse affiancato una terapeuta sessuale, in vece della sua partner inesistente. Sulla base di ci, lo scrittore Irving Wallace pubblic, nel 1987, uno strano romanzo, Langelo del piacere7 dove si riferivano gli atteggiamenti e i comportamenti di queste carnali terapeute sessuali. Un giorno ho letto, in un'opera del filologo Marius Serra, il caso di un monaco, Pompeyo Salvio, il quale, all'inizio del Seicento, riusc a ricavare dalla giaculatoria Ave Maria, grafia piena, dominus tecum cinquecento anagrammi, cinquecento frasi di senso compiuto, ottenute combinando e utilizzando le 31 lettere della giaculatoria. Non sappiamo quanto tempo impieg Salvio a ultimare

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il suo compito, ma in nessun caso dovette trattarsi di una produzione precoce. E se con una giaculatoria si pu fare questo, immaginatevi con un'eiaculazione... Se il mio compagno mi tocca meno... allora non mi ama pi L'essere umano sbatte le palpebre dieci volte al minuto gli dissi. Ah s? ni rispose. E cominci involontariamente a sbattere le palpebre come un indemoniato. Marcelo era un ipocondriaco, oltre che un cretino che mi aveva fatto aspettare. Se l'era meritato Per creare un problema basta credere che esista. I rapporti di coppia sono problematici, soprattutto perch si fondano su patti che non sempre possono essere messi per iscritto. Come fa un buon legislatore, bisogna saper leggere e saper interpretare. Per prima cosa, occorre conoscere la scrittura dell'altro, sapere come si esprime, conoscere il suo vocabolario e capirne la grafia. Per interpretare bisogna conoscere l'idioma del rapporto, aver imparato a collocare ogni parola in un discorso tra individui che scrivono a quattro mani il libro della loro vita. Michel de Montaigne scriveva nei suoi Saggi che la parola per met di chi la pronuncia e per met di chi la ascolta. In pochi casi questa affermazione assume tanto significato come all'interno della coppia. Vivevo a casa mia da circa sei mesi. Abbiamo gi detto che l'amore una questione di comprensione e di cultura amorosa. un po' come per il gusto estetico: Non mi intendo granch di arte, ma so perfettamente quello che mi piace si dice quando ci si trova davanti a un'opera e non se ne sono viste molte altre prima. Con ci si rivendica di possedere un criterio estetico, dimenticando che il gusto estetico non altro che una capacit inconscia, comune a tutti i mortali dotati di facolt visiva. Ma valutare se qualcosa ci piace o meno assai lontano dall'avere gusto. La differenza radicale tra un informato e un esperto che il secondo ha saputo educare il proprio occhio tramite una lettura efficace e ha saputo costituire una norma con le migliaia di sguardi effettuati. Mentre il primo si limita a vedere, il secondo interpreta ci che vede. Nei rapporti di coppia lo stesso: tutti crediamo di poterli gestire, nel momento in cui amiamo, senza renderci conto che potremo gestirli autenticamente solo quando saremo capaci di interpretarli. Gli dissi che avevo mal di testa. vero che da tempo non andavo a letto con lui. Non saprei dire da quanto, ma di certo era cos. Mi volt le spalle e spense la luce. Mi alzai a tentoni per cercare un'aspirina. Un sofisma un ragionamento apparente che pretende di convincerci del falso: Socrate mortale. Le mucche sono mortali. Socrate una mucca. Alcuni, come questo, partono da premesse vere per arrivare a una conclusione falsa. Altri si basano su premesse apertamente false, ma che riteniamo vere, per elaborare una conclusione ingannevole. Esempio: Il sesso passione. La passione amore. Il sesso amore. Il sesso non solo un atto passionale, n la passione sinonimo di amore, n l'assenza di sesso di disamore. Quest'ultimo punto quello che ci interessa. Mi svegliai col pensiero di quel rapporto mancato. Mi rannicchiai contro il suo corpo e appoggiai affettuosamente una mano sui suoi genitali. Dormiva ancora. Gli sussurrai qualche parola all'orecchio e lui mi rispose brusco qualcosa tipo: Lasciami dormire, cazzo!. Mi scostai

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contrariata e decisi che l'avremmo fatto di nuovo solo quando e come avessi voluto io. Al discorso normativo sul sesso piacciono le misurazioni. Non so esattamente il motivo, anche se intuisco che ha qualcosa a che vedere con certe strategie di marketing. Una delle misurazioni preferite la frequenza: Quante volte all'anno facciamo sesso?. Nessuno ci spiega, e men che meno chi fabbrica preservativi, che cosa significa fare sesso, anche se tutti sembrano averne un'idea piuttosto chiara. Ho gi scritto che le statistiche servono a sapere ci che dicono le statistiche, e poco pi. Tuttavia - e questo lo sa qualsiasi politico in campagna elettorale - possono anche influenzare in modo significativo l'idea di normalit che i cittadini hanno di se stessi. Una statistica anche il racconto dell'amica su quante scopate si fatta con il suo ragazzo in una settimana. Se, per esempio, ci convinciamo che le coppie normali scopino tre volte alla settimana, cominceremo ad avere un problema. Quando non siamo nella media stabilita, cominciamo a credere di essere meno amati. Passarono i giorni e io lo ricattai emotivamente rifiutando il rapporto sessuale. Ci fece aumentare di molto la tensione in casa. Fu una cara amica - a volte una disgrazia avere care amiche - che mi chiam, preoccupatissima, per informarmi che lo avevano visto in compagnia di un'altra grande amica. Una vera fortuna, avere grandi amiche... Mi dispiacque enormemente, ma mi sembr volgare rimproverarglielo, volevo qualcosa di pi sofisticato, e cos me la feci con il suo miglior amico. L'interazione sessuale in una coppia stabile un atto culturale. Non un sentimento, come vogliono farci credere, ma un patto sentimentale. Non una pulsione ingestibile, ma un desiderio pattuito. Come andare a teatro, mangiare insieme, cercare conforto. Domina un'idea dell'amore e della convivenza in cui si dimentica che, al di l di sentimenti incontrollabili (che motivano l'inizio di una storia, ma non la sua gestione a lungo termine) e di passioni ottocentesche, c' un patto; un patto per crescere in compagnia di qualcuno sapendo scrivere, leggere e interpretare ognuno dei paragrafi del patto. Ma se consumare facile, come sbagliarsi, costruire laborioso, come capire. Non impieg molto ad accorgersene. Fece una scenata, mise insieme le sue cose e se ne and. Non so se gli piacevo davvero o se arriv mai ad amarmi, non so se si fatto la mia amica, so solo che da un mal di testa e dal sonno di una domenica abbiamo creato un problema. Queste righe non sono un'apologi della coppia, sono un'apologi della comprensione quando si vuole vivere in coppia. E un calcio nelle palle a chi ci vuol far credere che amare, quando si vuole amare, sia facile, a chi ci imbroglia dicendo che, quando si scopa poco perch, irrimediabilmente, non esiste pi amore e a chi fa della propria irragionevolezza la ragione di altri. Come diceva perfettamente il poeta: Amiamo senza ragione e dimentichiamo senza motivo. Sarebbe bello amare con ragione e dimenticare i motivi.

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Con l'et cala il desiderio


Il suo maestro, poi, Gorgia di Lentini, comp 107 anni e non smise mai n di studiare n di lavorare. E a chi gli chiese perch volesse rimanere in vita cos a lungo, rispose: Non ho rimprovero alcuno da muovere alla vecchiaia. MARCO TULLIO CICERONE, De senectute Perch qualcosa sia vero basta credere che lo sia. Madame Claudette aveva una speciale predilezione per gli abiti di Chanel. Nonostante la sua et avanzata, aveva una figura snella e capelli bianchi e lisci che le addolcivano il volto e davano senso alle sue rughe. Aveva braccia e gambe lunghe e sottili e i suoi gesti erano sempre misurati, ma decisi. Mentre parlava, muoveva le mani come un pianista durante un concerto. Durante l'occupazione nazista della Francia, era proprietaria di un prestigioso ristorante della regione, e il suo atteggiamento, come quello di molti francesi in quel frangente, era stato di disturbare; quando arrivavano gli ufficiali tedeschi, i migliori vini della casa venivano annacquati, i prezzi aumentavano e l'udito si acuiva. Si diceva, tuttavia, che avesse svolto anche attivit di controspionaggio per la Resistenza francese e che nel suo letto avesse intrecciato relazioni pi che affettive con alcuni capi tedeschi della zona. Lei per, per quanto ne so, non conferm n sment mai queste voci. Dal primo matrimonio ebbe due figli, uno dei quali mor sulle Ardenne, mentre l'altro eredit il ristorante. Da bambina, la vedevo passare con andatura lenta e portamento sicuro davanti alla porta di casa mia, quando, d'estate, trascorrevamo alcuni giorni nel paese di mio padre, nella regione della Champagne-Ardenne. Il discorso normativo sulla nostra sessualit ha trasformato il sesso in un'attivit adultista. Il segmento di popolazione legittimato a esercitarla stato ristretto al gruppo produttivo, il gruppo in grado di procreare, che pu destreggiarsi bene con lo sperma. Nella cernita operata dal modello che, come abbiamo detto, ha fatto del sesso il coito e della sessualit un problema - ha eliminato due vasti gruppi di popolazione: i bambini e gli anziani. Il sesso nei bambini non esiste e negli anziani svilito. Poich poteva risultare politicamente scorretto affermare che una persona non un essere umano - e quindi nemmeno un'entit sessuata - in queste fasi della vita, si cominciato ad assegnare ai bambini e agli anziani alcuni attributi. I bambini sono innocenti (come se innocenza e sessualit fossero inconciliabili) e gli anziani indifferenti (come se il sesso fosse muovere il bacino come indemoniati). I bambini non conoscono l'infamia stigmatizzante legata al sesso e gli anziani non hanno pi energia per abbandonarsi alle sregolatezze della carne. Ci accontenta tutti, salvo le persone coinvolte. E se chiedono, alcuni sono ignorati, altri ingannati. Per esempio, chiunque abbia avuto a che fare, pi o meno direttamente, con i centri che ospitano i bambini e gli anziani - scuole dell'infanzia e istituti geriatrici - sa che l'attivit sessuale intensa. Ci non significa che vi vengono organizzate orge o accoppiamenti di massa tra i ricoverati sotto gli occhi attoniti dei sorveglianti, ma che si mette in atto l'esercizio della condizione di esseri sessuati di queste persone. E se i bambini scoprono, gli anziani ribadiscono. Madame Claudette, che veniva chiamata sprezzantemente Madame Traineuse (qualcosa tipo signora Bighellona), era spesso argomento di conversazione nelle interminabili riunioni che, tra un bicchiere di cassis e l'altro, si tenevano in casa di mia madre e delle sue vicine. Non vuole occuparsi dei suoi nipoti, il signor X stato visto entrare in casa sua, non ha l'et per queste cose... erano i giudizi ricorrenti. E quanto pi la loro collera andava a colpire l'anziana vestita da Chanel, tanto pi affascinante risultava ai miei occhi quella persona. Cominci a rappresentare per me una canzone insolita, un film che mi distoglieva dalle sedute di carte e ipocrisia, dalla routine

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dell'ordine familiare e dai rituali delle buone consuetudini della classe media francese. Ma ora ho capito che ci che pi indignava del comportamento di Madame Claudette non era la sua presunta promiscuit, bens la sua comprovata dignit. E non era neppure la sua libert, ma l'uso che ne faceva. Per questo, tutte le mattine, prima di andare a comprare il pane con mio padre, mi sedevo sulla soglia di casa perch Madame Claudette rispondesse come sempre al mio sguardo curioso, al mio sorriso sincero. La menopausa ha un carattere molto pi marcato rispetto all'andropausa maschile. Il processo che porta all'interruzione delle mestruazioni lungo e difficile, costellato da una serie di cambiamenti traumatici nei nostri meccanismi ormonali, che si concretizzano in alterazioni emotive e disturbi organici pi o meno evidenti. L'irregolare produzione di un ormone chiamato testosterone (che spesso crediamo sia prodotto soltanto dai maschi) produce una serie di inconvenienti a livello dei genitali: maggior secchezza vaginale, perdita di elasticit, riduzione del tratto posteriore e del collo dell'utero... e alterazioni nel processo biochimico del desiderio. Ma ci non significa che l'uso soddisfacente della sessualit da parte di una donna venga in qualche modo compromesso dopo la menopausa. Questo processo naturale condiziona - anche se sempre meno a quanto sembra- la fertilit femminile, ma soltanto per coloro che associano la fertilit al sesso pu costituire un inconveniente, o soltanto per coloro che vogliono farlo credere alle persone che sono gi passate attraverso questa fase organica. Kourocrazia un termine che non esiste, ma che, sulla base di gerontocrazia, potrebbe formarsi unendo i termini kouros (uomo giovane) e kratos (potere). Il suo significato potrebbe essere governo dei giovani. Il modello della giovinezza, che abbiamo adottato per vendere prodotti a essa associati (dagli yogurt alla chirurgia), con il suo vitalismo produttivo, la sua fresca bellezza, la sua iperattivit, ci rimasto appiccicato come un cattivo amante. Se, come dicevamo, il modello normativo della sessualit ha trasformato il sesso in qualcosa di adultista, ha convertito la sessualit in qualcosa di giovanile. necessario avere corpi perfetti da modelli, l'agilit di un trapezista, l'elasticit di un contorsionista cinese e il cervello... insomma, in sintonia con tutto questo. Gli adulti cominciano a scarseggiare e i giovani, non quelli della pubblicit, sono spariti. E ci dimentichiamo sempre che il vero organo genitale il cervello e che la sua efficienza dipende dal pensiero, e che questo si allena soltanto con l'et. Una mattina non si svegli pi. La cameriera la trov nel suo letto. Si disse - perch bisogna sempre dire qualcosa - che ultimamente era stata vista con un ragazzo che, forse, tra quelle stesse lenzuola, aveva consumato le sue ultime energie. Accompagnai mia madre a casa di Madame Claudette per fare le condoglianze alla figlia nata da un secondo matrimonio, che viveva a Parigi e che non avevo mai visto. Quando entrai in casa al braccio di mia madre, notai qualche traccia della sua vita. Alcune foto sorridenti sul pianoforte nero, stoviglie dietro i vetri della credenza, con decorazioni che sembravano ricamate, una bottiglia di cognac vicino a un bicchiere, abiti di Chanel ammucchiati su un divano di velluto azzurro, e sulla piccola console dell'ingresso un libro. Non riuscii a leggere il titolo, ma poteva essere il De senectute di Cicerone, nel quale si racconta di un vecchio sofista che visse molto a lungo, senza disprezzare ci che lo fece vivere.

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La masturbazione un surrogato del sesso


Di tanto in tanto, una donna un sostituto ragionevole della masturbazione. Ma, naturalmente, ci vuole molta immaginazione. KARL KKAUS Un giorno decisi che non sarebbero pi entrati uomini nel mio letto. Doveva essere intorno alla met di novembre del 2004. Si dice che il brutto delle corna che bisogna accollarsi anche la vacca. Mi tocc un brutto periodo di opportunisti, bambinoni, presuntuosi dall'innamoramento facile, di quelli che capisci prima ancora che si calino le mutande e che finiscono sempre da dove hanno cominciato. Avevo dovuto sopportare corteggiamenti idioti, cene di chiacchiere insulse, scopate che insudiciano pi che edificare e un filarsela all'inglese. Molta vacca per troppe poche corna. Pensai di aver trottato a sufficienza. E che non c' miglior sesso di quello che si fa da soli. La carruba un surrogato del cioccolato solo per chi crede che non esista nient'altro che il cioccolato. Per tutti gli altri il frutto del carrubo, dai baccelli allungati, marrone scuro quando sono maturi, e un cibo sano. L'origine del termine masturbarsi non molto chiara nemmeno per i filologi. Potrebbe provenire dall'espressione latina manu stupare, che significa qualcosa come violarsi, forzarsi con la mano, o da manti turbare, turbarsi con la mano. La sfumatura tra la condanna e il piacere presenta un ampio spettro di possibilit, e dipende dal gusto del consumatore quale significato conferire a questa pratica erotica. Abbiamo gi parlato del fatto che la sessualit stata mascolinizzata. Conosciamo le misure di un pene, ma ignoriamo quelle di una vagina, la risposta sessuale femminile continua a essere un terreno paludoso, il desiderio sessuale stigmatizzato nelle femmine e giustificato nei maschi (a una porca o a una ninfomane corrispondono un dongiovanni o un satiro) e abbiamo fatto del coito il fondamento teleologico delle nostre possibilit erotiche. Masturbazione, che esemplifica un'azione compiuta con la mano, non sembra essere al riparo da questa tendenza a nominare gli elementi della sessualit umana in modo maschile: per esempio, non esiste il termine digiturbare. Questa eccessiva dipendenza dalla mano non passata inosservata agli occhi dei sessuologi di inizio Novecento. Havelock Ellis, nel suo Psicologia del sesso, preferisce usare autoerotismo, per definire tutte quelle pratiche che tendono a dare piacere tramite l'interazione sessuale con se stessi. Il sessuologo italiano Rinaldo Pellegrini, negli anni Cinquanta, utilizz, credo per la prima volta, il termine ipsazione (equivalente all'autoerotismo di Ellis), anch'esso derivato dal latino e che vorrebbe dire qualcosa come azione su se stesso. Con ipsazione ci si riferisce, dunque, a tutte quelle pratiche solitrie che, con l'aiuto o meno di strumenti (vibratori, dildo eccetera), procurano piacere. Pellegrini, per eliminare le connotazioni morali dalla masturbazione e per fare esclusivo riferimento a quelle pratiche autoerotiche che usano la mano, introduce il termine, derivato dal greco, chiroerastia (amare con la mano). Una cosa sono le pratiche solitrie e un'altra quelle che si realizzano con la mano. Una cosa amare se stessi e un'altra amare con la mano. Una cosa non implica l'altra e la seconda non sinonimo della prima. La sfumatura fondamentale. Quando capiamo le cose, diamo loro le definizioni corrette. Mentre accendevo il portatile e inserivo nel lettore dvd un film porno, mi venne in mente il cinico Diogene di Sinope, che si masturbava in pubblico tutte le volte che lo desiderava. Pare che a chi lo rimprover rispose: Ah, se fosse altrettanto facile soddisfare la fame semplicemente sfregandosi il ventre!.

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Nel stato di nubilato volontario (per nulla casto) in cui mi ritrovai, disporre della mia condizione di essere sessuato senza bisogno di un(a) rompiballe fu una benedizione. Quindi slacciai il bottone dei miei pantaloni texani e mi infilai le dita sotto il tanga: come altre dita avevano fatto in altre occasioni. Due sono i grandi errori che circondano la masturbazione: aver pensato che sia un'azione esclusivamente solitria, e aver creduto che sia un surrogato di altre pratiche erotiche (come la carruba per il cioccolato). Entrambe queste convinzioni sbagliate si basano sul fatto che il discorso normativo sul sesso sanziona le pratiche sessuali non produttive, facendone, come abbiamo gi visto, dei preliminari di qualcosa, o mortificando chi vi si dedica, trasformandolo in una specie di deficiente sociale. Nella Roma antica, una persona non poteva procurarsi da s l'orgasmo, Nemmeno se era da solo. Era sempre richiesto l'aiuto di un genio, di un semidio, il quale attraverso la pratica autoerotica, procurava l'eretismo. Nel Settecento Crbillon figlio scrisse un romanzo nel quale diede il nome di Sylphe al genio che porta l'orgasmo. Come emerge dagli epigrammi di Marziale, neppure in latino esisteva il sostantivo masturbazione, anche se esisteva il verbo masturbare. Un verbo implica, o almeno non esclude, la partecipazione, Qui e a Roma l'uno pu masturbare l'altro. Credo di aver sentito proprio Arrabal ricordare che Sartre, compiuti i cinquant'anni, si dichiar esclusivamente come masturbatore di clitoride. Ma, a meno che l'esistenzialismo, nella sua infinita saggezza, non gli avesse procurato un clitoride, Sartre masturbava in compagnia. La chiroerastia, l'amare con la mano, non soltanto una faccenda privata. Avevo un amico che amava la sua spugna, una bella spugna naturale con la quale praticava il coito nella solitudine della vasca da bagno, Un'amica preferiva le melanzane, con le quali si accoppiava nel suo letto. Il coito, la copula, il congiungimento e persino la fornicazione possono anche essere una pratica solitria (se qualcuno dubita di quello che sto dicendo, consulti un buon dizionario); tuttavia, quando succede, diciamo che si tratta di masturbazione. Perch? La seconda condanna proviene dal farci credere che le pratiche autoerotiche siano un succedaneo di qualcosa che vogliamo, ma non riusciamo ad avere. Un succedaneo del rapporto sessuale in compagnia (scoparsi un bell'uomo, per essere pi espliciti). Raccontava il retorico Dione Crisostomo che il dio Pan ardeva dal desiderio di possedere la ninfa Eco. Di fronte all'impossibilit di raggiungere il suo obiettivo, Ermes, suo padre, gli rivel i segreti del piacere solitario. Segreti che subito divulg tra i pastori dell'Arcadia, probabilmente insieme a quello della zoofilia. Gi nella sua origine leggendaria si fa dell'autoerotismo il sostituto di una unione impossibile, il frutto di una carenza. Sappiamo per che vivere in coppia non elimina il fatto di mantenere il nostro amor proprio (che, come diceva Wilde, un'avventura per la vita). L'autoerotismo permane anche quando abbiamo un partner, o un gruppo di partner, che soddisfano pienamente la nostra pratica sessuale. Un giorno decisi che non sarebbero pi entrati uomini nel mio letto. Doveva essere la met di novembre del 2004. La decisione dur appena 15 giorni. La vita mi spinse ad andare a letto, nel giorno pi lungo, con Jorge. Anche se la mia nuova decisione, ve lo posso assicurare, non fu dettata da una cosa da niente...

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difficile perdonare un'infedelt


Questa la storia di Pasifae. Moglie di Minosse, regina di Creta, si innamora del toro divino che Nettuno ha regalato al re. Pasifae va in cerca di Dedalo, il tecnico. Gli chiede di fabbricare una vitella meccanica dove potersi nascondere, realizzata in modo cos ingegnoso da riuscire a ingannare il toro affinch questi introduca il fascinus nella sua vulva. Pasifae, cos, pu conoscere la sensualit animale, i desideri non consentiti. La vitella di Pasifae il cavallo di Troia del desiderio. PASCAL QUIGNAR, Le sexe et l'effroie Gli animali con le corna non sono sempre stati mal visti. A volte sono persino serviti per cornificare un re. Ci sono cose che, col senno del poi, non avrei fatto. Una di queste fu telefonare a Dieter ed Elsa. Accadde nel 1997 e io ero tornata a stabilirmi a Barcellona dopo un periodo troppo lungo trascorso a Madrid. L'annuncio recitava: Coppia liberale, di bella presenza ed elevato livello socioculturale, cerca ragazza con cui intrattenere rapporti sessuali. Non esitai molto e telefonai. Rispose Dieter. Abbiamo gi detto che uno dei tre fondamenti sui quali si basa ci che alcuni chiamano sessualit umana (cio il discorso normativo sul sesso, che abbiamo elaborato per salvaguardare un sistema sociale impostato sulla famiglia e destinato alla procreazione) l'esercizio della nostra condizione di esseri sessuati all'interno della coppia in quanto entit sociale. Famiglia e procreazione sono gli unici usi consentiti da questo discorso, che ci rifilano come fosse il sesso vero. Tutto ci pu sembrare dmod e possiamo credere che sia sorpassato perch abbiamo comprato un vibratore; per, se qualcuno pensa, per esempio, di non essere cristiano solo perch non va in chiesa, meglio che riveda il suo sistema di valori, per poi riconsiderare l'affermazione che nega la sua cristianit (ci sono assai meno infedeli di quanto non immaginiamo). Per preservare questi usi, tra le altre cose, occorre controllare in modo feroce il desiderio femminile (e tollerare o approvare quello maschile, in quanto naturale), occorre sacralizzare i genitali femminili (quelli che generano, che procreano), basandosi su un controllo morale oscurantista del loro uso e sull'ignoranza (solo ci che non conosciamo pu essere sacralizzato), occorre fare dell'unica pratica procreativa - il coito - la finalit del sesso o conferire ai contraenti del contratto di coppia titoli di propriet sui genitali dell'altro, definendo fedelt la strana pratica dell'esclusiva genitale. Dieter non mi fece una brutta impressione. Rimanemmo d'accordo di vederci il giorno dopo per prendere un caff e fare quattro chiacchiere. Mi comunic che lo avrebbe accompagnato sua moglie Elsa. L'adulterio stato depenalizzato in Spagna nel 1978, in Francia nel 1975, ma in entrambi i paesi continua a essere considerato un reato civile che consente, tramite il divorzio, di sciogliere l'accordo matrimoniale sanzionando l'adultero. Elsa fiss subito i suoi begli occhi nei miei. Dieter si mostr tranquillo e affettuoso, ed espose con chiarezza quello che si aspettava dall'incontro. Pag i caff e uscimmo. Quella stessa sera sarebbero passati a prendermi per accompagnarmi a casa loro, a Sitges. Mi diressi verso un negozio di biancheria intima; fare questo tipo di acquisti mi stimolava l'appetito.

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L'espressione spagnola equivalente all'italiano mettere le corna, se le mie fonti non mi ingannano, in cinese si dice mettere un cappello verde. Comunque sia, che si tratti di corna o di cappelli, sembra che l'infedelt stia sulla testa di chi ne vittima. Il grande pretesto del discorso normativo sul sesso, per imporre la fedelt e colpire gli amanti di famiglia come s'incollano gli insetti alla carta moschicida, l'amore. Ebbene, l'esercizio di quello che gli stessi estensori del discorso chiamano amore un impegno per la vita, nel quale l'obbligo di fedelt si trasforma in uno dei fondamenti inequivocabili della sua esistenza. Ma amare non significa amare se stessi nell'altro. E un'azione colta (che richiede cultura, apprendimento ed esperienza) e si basa sulla stima per l'altro, tramite la comprensione. La persona amata non si ammaestra, si osserva, non la si trasforma, la si vede crescere, e non la si guida, la si accompagna. Amare qualcosa che assomiglia assai alla comprensione pi che all'impegno. Tuttavia, associamo continuamente l'amore all'impegno, tramite espressioni che si basano pi sulla logica della chiusura che dell'apertura; facciamo della persona amata una propriet e non una risorsa, un podere e non un paesaggio. Arrivarono puntuali all'ora stabilita. Durante il percorso in direzione di casa loro ci fermammo a bere un bicchiere in un locale alla moda di Barcellona, dove, tra risate e sfioramenti, sparirono i dubbi che potevano essere rimasti. A letto, ci concentrammo su Elsa. Dieter partecip giusto perch lei lo vedesse accarezzarmi e vedesse come io rispondevo. Poi se ne and discretamente, senza smettere di sorridere, togliendosi dal gioco fino a trasformarsi in un osservatore attivo che si dilettava con il piacere di Elsa. Allo spuntare del giorno e dopo una doccia, Dieter mi accompagn a casa. Ci salutammo con due baci cordiali e con la promessa di un nuovo incontro. Non ho saputo amare molto bene, lo confesso. Non sono stata una sposa modello per uno sposo modello. Tuttavia credo di aver sempre capito bene la differenza tra affinit e fedelt, tra lealt e impegno, tra empatia e obbligo. Quando mi ha accompagnato, ho tentato sempre di essere leale con lui, rispettando la sua intelligenza, trattandolo come una persona adulta che da me si aspettava di non sentirsi ingannato (non necessariamente non essere ingannato). Ho taciuto quando potevo ferire e ho raccontato quando volevo ferire. E quando l'affinit mi ha tenuto sessualmente legata a una sola persona, ho fatto in modo che non fosse per onorare un contratto, ma per onorare un desiderio. Quella di Dieter ed Elsa non era forse la storia d'infedelt che fin per incendiare Troia, n Elsa era Emma Bovary o Desdemona, n Dieter assomigliava a Mister Chatterley. Nessuno dei due scriveva come Omero, Flaubert, Shakespeare o Lawrence, ma, secondo la mia modesta opinione, utilizzarono la mia pelle come una carta intestata per scriversi una bella lettera d'amore. Utilizzando un gioco d'amore senza mettere in gioco l'amore. Ottennero il migliore dei perdoni: il non doversi perdonare. Pass una settimana e non ebbi pi notizie di loro. Coppia di 70 anni lui e 65 lei, ma con una marcia in pi, cerca ragazza che voglia condividere le loro avventure sessuali. Seriet e discrezione. Staccai il ricevitore.

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A chi frequenta prostitute manca qualcosa in casa


Un giudice chiede a una donna che ha chiesto il divorzio: Qual il motivo della sua richiesta?. Mio marito mi tratta come fossi una cagna. La maltratta? No, vuole che gli sia fedele. Barzelletta raccontatami da un avvocato matrimonialista, che tentava di approfondire i motivi per i quali facciamo certe cose Nella sala del rinfresco, il regista non smetteva di darle incoraggiamenti pateinalistici. Lei spalancava i suoi occhi luminosi, mentre con mani piccole e grassocce cercava sul vassoio un'appetitosa tartina. L'avevo vista quella stessa sera, pochi attimi prima di entrare in camerino. Quando ci incontrammo avevo notato la sua vitalit e il suo turbamento. Sembrava una bambina piccola lasciata sola in un negozio di caramelle. Mi salut con un sorriso generoso che sembrava dire: Apparir in televisione!. Lui lo conoscevo per averlo incontrato in altri programmi. Il suo passato da attaccabrighe a pagamento in queste trasmissioni scandalistiche era ben noto. Per il gran pubblico era un tipo spiritoso, dall'insulto facile e scontato, dal presente e futuro oscuri. Ormai ci sei... le sussurr, appoggiandole una mano sulla spalla. Accesi una sigaretta con calma. Lui evit il mio sguardo. Sanzionare il consumo non la strategia preferita dell'ordine economico (che si distingue sempre meno dall'ordine morale), proprio perch la logica del consumo che lo alimenta: produrre beni di consumo per poter consumare beni di consumo. Ma a volte succede che, per farla finita con un comportamento che pu danneggiare il bene comune, risulta meno costoso condannare, colpevolizzare e terrorizzare il consumatore che far fuori la possente struttura di produzione e distribuzione che rende possibile tale comportamento. Per fare un esempio, il vero successo della lunga e ostinata campagna contro il consumo di tabacco stato quello di far ricadere la responsabilit soltanto sul consumatore finale (il libero arbitrio una magnifica invenzione per generare colpe). Una volta arrivati a questo punto, si pens che sarebbe stato sufficiente documentare in maniera esaustiva gli effetti fisici della droga per mettere il terrore in corpo. Ma forse non era sufficiente; la dipendenza dal tabacco forte, come pure la volont di decidere da s che cosa fare del proprio corpo. Il vero successo arriv quando si fece del fumatore un soggetto inquinante, un appestato che trasmette la pestilenza e contagia al suo passaggio. La scoperta della figura del fumatore passivo trasform il fumatore in un irresponsabile stigmatizzato dalla pubblica opinione, sottoposto al controllo vigile del vicino, come accade nei sistemi repressivi dei regimi totalitari. Finch non solo si convinse il vicino del reato commesso dall'altro, ma anche l'altro del proprio reato. Il bene comune rimane preservato (bene comune che, al di l della preoccupazione morale, una semplice bilancia della spesa tra produzione e costo, tra la ricchezza prodotta da ogni sigaretta consumata e il danno sanitario che provoca). Quando il consumo di tabacco diventer l'anacronismo di una societ immatura, le imprese produttrici ricicleranno la loro attivit in altre pi salutari produzioni (l'industria delle armi, per esempio). Nella prostituzione il consumo si sanziona con slogan del tipo la prostituzione esiste perch TU paghi o a chi frequenta prostitute manca qualcosa in casa. Uno istituzionale, l'altro di uso comune. Uno di partito, l'altro popolare. Entrammo sul set cinque minuti prima dell'inizio della trasmissione. Mi applicarono il

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microfono sulla giacca quando mi ero gi accomodata nell'area riservata agli ospiti. Riuscii a scorgere il suo volto esultante tra il pubblico. Il nervosismo si era impossessato perfino del suo vestito nero, di una taglia troppo ottimista, che doveva aver comprato per l'occasione. Prova, uno, due, prova... sussurrai nel microfono senza badare troppo alla risposta del tecnico del suono. Era lei a catturare la mia attenzione. Abbiamo trasformato la donna in un elemento multifunzione, come i coltelli svizzeri. Ora un tagliacarte, ora una lima, ora una lente d'ingrandimento, ora uno stuzzicadenti. La sua identit definita tramite il ruolo sociale che svolge in ogni momento. Da elemento amante (la fidanzata), passa a essere elemento amministrativo (la moglie), e da elemento tutelare (la madre), passa a elemento contemplativo (la nonna). Ogni funzione sembra unica ed esclusiva del lavoro svolto dalla donna in una determinata fase della sua vita, e definisce la sua stessa identit. Si stenta a immaginare una nonna amante, o un'amante madre di famiglia. Nel teatro greco Yhypocrites, l'attore, era, a seconda della maschera che indossava, il personaggio rappresentato in quel momento, mai l'attore in carne e ossa. Tutti noi creiamo questa determinazione identitaria in funzione delle responsabilit, Per questo attribuiamo un'infedelt mercenaria alla compagna che ha smesso di svolgere il ruolo di amante nella commedia dell'arte, solo perch le hanno imposto la maschera del dottor Peste. Solo perch confondiamo la maschera con la persona. Tutto ci applicabile anche all'eterna fidanzata: la meretrice. Nella sua funzione di amante compiacente non la si pu considerare moglie, madre o nonna. La puttana, in ragione di questo sistema sociale che attribuisce marchi ed etichette, soltanto una puttana. E per tutta la vita. Il dibattito si svolse con relativa normalit, ma di certo non si poteva definire brillante. Il presentatore, seguendo forse le indicazioni ricevute nell'auricolare, annunci la presenza in studio di qualcuno che voleva fare una denuncia. E le diede la parola. Si alz di scatto. Afferr tremando il microfono che le pass una valletta e con un tono di grande convinzione raccont, come se stesse declamando una lezione imparata a memoria, che suo marito frequentava case di tolleranza, nonostante lei fosse disposta a fare per lui, sessualmente, qualsiasi cosa. I suoi chili di troppo si agitavano ogni volta che enfatizzava la protesta. La faccia rotonda aveva cominciato a sudare e il trucco si scioglieva come una macchia di vernice fresca. Per l'euforia, rischiava di cadere gi dalla gradinata. Il presentatore, o la voce nell'auricolare, volle approfondire. E che cosa sei disposta a fare? Tra le risate generali, lei spieg nei dettagli tutto quello che era in grado di fare, agitando in aria le mani sudate. E, insieme alle mani, il microfono. Qualsiasi cosa: farmelo mettere in culo, inghiottire il suo seme, stare con altre donne, farmi legare al letto... Tutto. Ma proprio tutto! Mano a mano che lasciava da parte il pudore, si faceva pi audace. Stringeva forte i pugni, descrivendo la sua trasformazione in puttana maritale per condannare il puttaniere fedifrago. Sicura di s, rinfrancata dall'entusiasmo popolare che si esprimeva in grasse risate, i suoi tacchi nuovi non riuscirono a sostenere il peso di tanta enfasi: il piede destro cedette e lei, nello scivolare, piomb in braccio a un signore calvo che occupava il posto accanto al suo, mentre la sua voce spariva per la caduta del microfono e la sua immagine veniva sepolta dalla inevitabile e omerica risata del pubblico. A quel punto intervenne lui: Con una matta come te, d'obbligo andare a puttane, e se non ti sbrighi a toglierti di mezzo, il programma dovr pagargli un giro al bordello. Vai, su, e vedi di perdere qualche chilo.... Tent di ribattere, ma non ci riusc. La sua espressione cambi, e la sicurezza conquistata and scemando. La sua immagine cedette a un'altra testimonianza.

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Non era pi la donna che si stava emancipando e che rivendicava i propri diritti: ora era solo una cicciona che aveva fatto divertire tutti con la sua stupidit. E nel passaggio dalla gloria all'angoscia prese, ingiustamente, coscienza di ci. La gloria effimera di uno scherzo che, certamente, non dovettero perdersi sua madre, i suoi amici e chi le aveva venduto il vestito di due taglie inferiori alla sua. La vedemmo di nuovo soltanto nel monitor centrale, quando la telecamera inquadr, alcuni minuti dopo e per tutti gli spettatori a casa, l'amarezza e il rimmel che le colava sul viso. Senza dubbio qualcuno si era assicurato il posto fisso in trasmissione, e non era, precisamente, quella ragazza che salutava con il sorriso. La ragazza convinta di essere lei la protagonista.

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La prostituzione contro la dignit


Cazzo, pare proprio che io non possa fare quello che voglio con i miei genitali! ! ! dissi indignata. come se la mia vulva fosse propriet dello Stato! conclusi. La fica di Valrie come un bene di uso sociale... questa s che un'orgia con i fiocchi... disse lui, insonnolito, aspirando il fumo di una sigaretta esotica. Durante una conversazione, nella casa, dopo la pubblicazione di Diario di una ninfomane Quando la conobbi lavorava in un'azienda che inscatolava pesce. Il suo contratto di trenta giorni terminava quella settimana. Ogni due ore le venivano concessi cinque minuti per fumare una sigaretta. Il berrettino di carta le stava appiccicato ai capelli come una parrucca rigida degli anni Cinquanta. Il resto dell'uniforme, della cui cura era responsabile, la trasformava in una persona qualunque, con un'identit difficile da distinguere rispetto a quella delle altre operaie. Ci non impediva al padrone di tenerle gli occhi addosso, forse con la promessa di altri trenta giorni di lavoro. La giornata di otto ore si prolungava fino a diventare di dodici (e le sigarette diventavano sei). Nessuno la costringeva, a eccezione di un marito in crisi per depressione cronica, un affitto pi alto del salario, le matite colorate promesse al figlio e l'acquisire meriti professionali evitando di passare per le mani del padrone. La cosa pi complicata di tutte era eliminare l'odore di pesce una volta tornata a casa. Me lo raccont nel 2006 alla Fiera del libro di Madrid. Aveva comprato il mio ultimo libro e voleva che le facessi una dedica: A Desir, con affetto. Mi domand, tra il timido e lo speranzoso, che cosa poteva fare per suscitare il desiderio che, ormai da molto tempo, il suo compagno non provava pi per lei. Le diedi una risposta standard, di quelle che non servono a niente, ma che suonano abbastanza bene. In quel momento, la coda di gente che aspettava di salutarmi davanti allo stand era piuttosto lunga. La dignit comincia ad associarsi al sesso quando si sacralizzano i genitali, quando i genitali di una persona diventano propriet della comunit (religiosa, sociale o politica) e il loro uso regolato dalle sue leggi. Credo che all'origine di questo processo di identificazione genitali/dignit tramite consacrazione ci sia la figura della Vergine Maria. Sulla genesi del mito della verginit di Maria istruttivo leggere autori come Arnheim, che attribuiscono il fenomeno di Maria a una cattiva e intenzionale traduzione dall'ebraico al greco (la lingua parlata da tutti gli esegeti della figura messianica). Nel Medioevo, l'amor cortese, con il suo casto significato di amour de loin (l'amore per l'idea di donna, l'amore disincarnato), e la nascita del culto mariano (la Vergine Maria prima di allora era stata una figura devozionale nell'immaginario cristiano: solo nel Basso Medioevo si cominciano a consacrarle chiese e cattedrali e la sua immagine inizia a diffondersi) sancirono l'obbligo della virt genitale. In quegli organi delle donne che chiamiamo genitali sembra che abbia sede la dignit, come una sorta di ospite inopportuno, che non si decide a togliere il disturbo. Qualche settimana dopo fui contenta di ricevere una sua mail. Un indirizzo di posta elettronica che figurava nel risvolto di copertina del mio libro facilit il contatto. Mi raccont che non le avevano rinnovato il contratto nell'azienda per cui lavorava, ma che, in soli dieci giorni, la Ett l'aveva assunta a impacchettare orsacchiotti di peluche in un magazzino. Non c'era nessuna recriminazione nelle sue parole. Non raro incontrare ignoranti che mi infastidiscono con la loro amarezza e il loro rancore, solo perch sono capaci di immaginare un avvenire migliore. Persone che incolpano altre del fatto che le favole non si realizzano, e che, con tanta acredine verso la vita e verso chi la abita, non sono in grado di concepire per s alcuna responsabilit. Persone che a volte mi pongono al centro dei

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propri desideri onirici e che, al momento di tornare con i piedi per terra, quando si sentono dire, per esempio, scusa, ma non mi va di venire a bere qualcosa con te, riaffermano la loro essenza di odio e ignoranza, accusando chiunque - il lattaio, Tipe, Valrie Tasso - di non rispondere con generosit alle loro attese. Com' possibile che mi ignori, con tutto quello che sono disposto a fare per te? Ma questo non era il caso di Desir. Per lei, io ero quasi una finzione cinematografica, chele permetteva di evadere, anche solo per il tempo di una riga, da una realt che ti stritola come un'infame garrota. Concludeva ringraziandomi per averle dato retta a Madrid. E per essere stata gentile con lei. La dignit una rettitudine individuale che consiste nel difendere il proprio codice di valori, per quanto strana, difficile o assurda sia la vita. La dignit non ha luogo, n collettivo n plurale. Non esistono genitali che preservino la dignit, non esiste una dignit femminile e non esistono dignit adattabili alle circostanze, anche se, come in tutto ci che costituisce noi esseri umani, esiste un'evoluzione nella scala di valori che ne alla base. Da ragazza lessi che, se alcune persone intelligenti hanno dignit, agli idioti non manca mai. E molte volte chi pontifica in tema di morale fa parte di questi ultimi. Indegno il politico corrotto che con la scusa del bene comune bada soltanto al proprio; indegno il moralista che, mentre mortifica la carne degli altri, si avvicina ai bambini per plagiarli; indegno colui che, sdraiato sulla sua chaise longue e badando a che il t non si raffreddi, giustifica, perch dignitoso, lo stare dodici ore al giorno piegati sulle ginocchia in una catena di montaggio a stringere viti; delinquente chi, per vantaggio personale, costringe un altro a fare un'attivit contraria al suo codice di valori e ignorante il progressista che, come un buon fascista, crede che per salvaguardare una dignit di genere sia necessario annullare la capacit individuale di decidere che cosa degno per una persona e che cosa non lo . Gli orsacchiotti di peluche durarono 23 giorni e l'azienda di lavoro interinale impieg due mesi a cercarle un nuovo impiego. La prostituzione un'attivit professionale che consiste nell'offrire un servizio di carattere sessuale in cambio di una retribuzione economica. Spesso, ci implica un contatto genitale, ma la prostituzione non si esaurisce in esso. Pu essere esercitata in maniera libera e volontaria (anche se i meccanismi morali, giuridici e fiscali della nostra comunit non lo contemplano) e, proprio per il contesto morale in cui inserita, pu essere indotta o forzata, ma neppure questo definisce tale attivit. Nella prostituzione si stabilisce un contratto nel quale una persona con determinate qualit offre, per un periodo concordato, un talento di carattere amatorio in cambio di una controprestazione economica pattuita. Rispetto alla stragrande maggioranza delle attivit professionali - agente di Borsa, muratore, guida turistica, calciatore - l'unica cosa che la distingue non sono certe specifiche relazioni di dominio o sottomissione tra cliente e persona ingaggiata, n gli orari o le retribuzioni variabili, ma esclusivamente l'occasionale uso dell'anatomia del prestatore d'opera. Tre giorni prima di scrivere queste righe, ricevetti un'ultima e-mail di Desir. Il suo compagno aveva trovato un lavoro temporaneo come sguattero in un ristorante della zona. Sperava cos di poter risanare alcuni debiti e che, cosa ancor pi importante, il suo compagno potesse recuperare la passione perduta. Inoltre, da circa due mesi, montava tergicristalli in una catena di montaggio e le avevano promesso che al terzo mese l'avrebbero assunta a tempo indeterminato. Sprizzava ottimismo, anche se temeva per il suo indice di produttivit; nel tempo che impiegava a montare due tergicristalli, alcuni compagni di lavoro riuscivano a montarne tre. Il suo secondo mese scadeva quella settimana e ancora non le avevano detto niente. Il marted successivo le avrebbero fatto sapere qualcosa. Drieu de la Rochelle fu un intellettuale francese, fascista e collaborazionista durante l'occupazione. Mor al secondo tentativo di suicidio. Nel suo romanzo L'uomo a cavallo scrisse: Ho trovato la dignit degli uomini soltanto nelle loro passioni.

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Desir una donna che lotta e che, come molte altre persone, esemplifica, ben al di l dei discorsi scritti, che cos' e che cosa implica la dignit. una donna che affronta con rettitudine e coraggio le difficolt della vita, oltre a sopportare persone uscite da Yale che, nelle loro cene di ex allievi figli di papa', dicono che la fortuna non esiste, che bisogna saperle costruire, le occasioni, e che chi non lo fa un incapace o un fannullone. E la Vergine Maria ... la Vergine Maria.

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Chi si prostituisce vende il proprio corpo


Un caff e una fetta di torta di mele, per favore disse con tono risoluto. Scusi Signor Munoz, ma questo un negozio di ottica... Cazzo, allora ha ragione mia moglie. Be', allora dammi un paio di occhiali afferm con la stessa sicurezza. Dialogo svoltosi in un piccolo negozio di ottica di una citt catalana Chi crede che qualcuno possa vendere il proprio corpo perch sarebbe disposto a comprarlo. Non vedo altra spiegazione. Sulla collina di Anfa esisteva una casetta imbiancata a calce mi disse mentre mi accarezzava delicatamente il petto con le dita. Rachid lavorava all'Hotel Le Royal Mansour, dove mi ero stabilita con Hassan. Stare con un'ospite occidentale in quella piccola stanza di casa sua avrebbe significato il licenziamento, e soffiare la compagna di Hassan sarebbe costato piuttosto caro. Ma Rachid decise di rischiare lo stesso. I marinai portoghesi la chiamavano Casa Bianca. Da qui prende il nome la mia citt, Casablanca. Una voce proveniente dal minareto interruppe l'andirivieni delle nostre mani. Senza esitare un attimo, si stacc da me, si inginocchi su un piccolo tappeto e, voltandomi le spalle, recit versetti del Corano. Il giorno seguente si offr di accompagnarmi al mercato centrale. Nel periodo in cui esercitai la prostituzione, incappai in clienti di ogni tipo. Stupidi ce ne furono molti, devo confessarlo, ma nemmeno il pi idiota di tutti credette, anche solo per un momento, che nella retribuzione per i servizi che gli avrei prestato fosse implicito l'acquisto del mio corpo. probabile che, tra quelli che celebrano la propria unione con il sacramento del matrimonio, ci sia chi, davvero stupido, reputi la cosa poco chiara. Nel contratto matrimoniale, perfettamente regolato e approvato dal nostro ordine morale, forse bisognerebbe includere una formula, civile o religiosa, nella quale figurasse esplicitamente tale clausola compromissoria. Gli arabi lo chiamano suq. Quello di Casablanca non uno dei mercati pi spettacolari del Marocco, almeno secondo me; qualsiasi mercato arabo, per, merita una passeggiata, compreso quello di Casablanca. L'offerta variopinta, dalle aragoste dell'Atlantico che si dibattono per tornare all'oceano, ai fiori dai nomi esotici che, per quanto Rachid si fosse sforzato di ripetermeli, non riuscii mai a memorizzare. Non comprai niente, ma se avessi potuto portare a casa qualcosa sarebbe stato l'odore intenso, diffuso e intriso di cultura di quel mercato. Permisi a Rachid di ascoltare le mie divagazioni. Ci sono cose nei mercati che sono il mercato, ma non si comprano mi disse nel suo francese stravagante quel ragazzo dell'albergo che interrompeva le nostre carezze ogni volta che il muezzin chiamava alla preghiera. Nella prostituzione il corpo non si vende, si usa. Nessuno dubita di questa owiet se applicata a qualsiasi altro tipo di professione, il cui strumento di lavoro sia il proprio corpo (attore, calciatore, modello...). Inoltre, far credere che nella prostituzione si vendano corpi, oltre a essere assurdo, ha una componente di indiscutibile rischio: il rischio che qualcuno possa crederci. A scuola mi insegnarono che la sineddoche quella figura retorica che consiste nel nominare la parte per indicare il tutto. Se il corpo la parte di un tutto chiamato prostituta, ci che si vende non soltanto il corpo della prostituta, ma la prostituta stessa. In realt, la prostituta non si compra, si ingaggia. Se nel discorso sociale si lascia intendere che i corpi (o le anime o le madri) sono materiale

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commerciabile, si mette a serio rischio l'oggetto della transazione (i corpi, le anime o le madri), non perch la vendita possa essere realizzata, ma perch qualcuno possa credere di aver comprato qualcosa che non si pu comprare. Diamo titoli di propriet e libera disposizione perch colui che ha la possibilit di credersi acquirente faccia ci che vuole dell'elemento comprato. Rachid vedeva passare dall'ingresso il gruppo di danzatrici che rendevano piacevoli a me e a Hassan alcune serate. Hassan era un uomo potente, che poteva permettersi di comprare le prestazioni erotiche di queste ragazze, le cui attivit risvegliavano immancabilmente la sua libido. Arrivavano, ancheggiavano con grande abilit, scoprivano le loro grazie al suono di una musica diffusa dall'hi-fi della suite, riscuotevano il dovuto e se ne andavano. Poi, Hassan e io, rimasti soli, completavamo il numero. una vecchia strategia di dominazione quella di creare un problema per presentarsi poi come gli unici in grado di risolverlo. Si crea il peccato e, nello stesso tempo, si inventa il professionista che lo espia. Lo slogan chi si prostituisce vende il proprio corpo non si sente dire soltanto dai pulpiti, ma anche nelle aule di tribunale. L'argomento racchiuso nell'enunciato parrebbe pi civile che ecclesiastico. Pi politico che religioso. Se si tiene conto della massima Date a Cesare quel che di Cesare e a Dio quel che di Dio sembra che il corpo delle prostitute sia stato assegnato alla parte di Cesare. La cosa curiosa che questa massima ricorre anche sulla bocca di chi siede, o almeno sedeva, alla sinistra dell'Assemblea costituente. O fra i banchi di quelle femministe progressiste di nobili origini che, se un tempo si battevano per avere pi diritti, ora sembrano farlo per limitarli (il diritto alla libert individuale, per dirne uno). Perch quando si dice chi si prostituisce vende il proprio corpo allo scopo di proibire o abolire la prostituzione, quello di cui si sta parlando non la prostituzione, ma la libert individuale: libert di non essere pi costretta da nessuno a esercitare la prostituzione, di esercitarla per libera scelta. Chi mi conosce lo sa: non ho mai voluto fare proselitismo. Nessuno, n in pubblico n in privato, mi ha mai sentito parlare in favore dell'esercizio della prostituzione nel contesto morale e politico di oggi. Sono persino disposta a sognare un mondo migliore, nel quale la prostituzione non esista, a patto che ognuno possa crescere come persona sessuata in condizioni di vantaggio per tutti, un mondo privo di oscurantismi, senza danni n condanne. Ma questo mondo, con grande umilt, dovrebbe prima passare attraverso il rispetto profondo delle libert individuali, perch Cesare ci restituisca ci che nostro, e che gestisce come fosse suo, e non badando a quelle persone che chiedono un caff in un negozio di ottica senza sapere che stanno facendo una battuta.

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necessario legalizzare, proibire o abolire la prostituzione


Gli di hanno fatto soltanto due cose perfette: la donna e la rosa. SOLONE Solone, uno dei leggendari sette savi della Grecia antica, nacque ad Atene nel 638 a. C. Uno dei suoi meriti fu quello di dotare Atene di una Costituzione, unica nel mondo ellenico, che limit il potere politico dell'aristocrazia. L'altro fu quello di fondare i dicteriones, case di tolleranza (allora note come postriboli) gestite dallo Stato. Solone, oltre a essere probabilmente il primo democratico, fu il primo amministratore di un bordello pubblico. Sappiamo che nella Grecia antica la donna non era molto considerata. I suoi diritti civili erano pochi e le sue responsabilit pubbliche inesistenti. Soltanto una categoria di donne aveva accesso a un patrimonio considerevole, amministrabile senza la supervisione di un maschio. Grazie alle loro doti diplomatiche, queste donne potevano acquisire una certa influenza politica e sociale. Erano le he-tairas, il livello pi alto delle cortigiane che prestavano la loro opera nelle citt-stato greche. Prostitute libere, con uno spazio privato in cui poter esercitare, erano al vertice di una scala sociale di meretrici, al di sopra delle donne libere, che lavoravano in strada, e delle donne schiave o vendute, le fornai. Con queste ultime Solone fond i lupanari pubblici. Soltanto una delle citt-stato greche si vantava di non aver alcuna prostituta all'interno dei suoi domini. Era la militarista Sparta. Fu anche l'unica a non adottare il sistema democratico (anche se, in qualche momento della sua storia, ebbe un'assemblea popolare del tutto formale), l'unica di cui non sono stati tramandati resti artistici, e in cui i bambini nati deboli venivano gettati dalle rupi, l'unica che fece della donna una madre che mette al mondo figli per lo Stato, e che fece dell'amore un impegno eugenetico. L'unica che adott come motto: Torna con lo scudo o sopra lo scudo. La Storia propone modelli che si ripresentano nel futuro. Legalizzare significa accettare con riserva. Regolarizzare legalmente un'attivit. Farne un atto comune, conferirle il carattere di ci che si pu fare, sempre che, nel suo funzionamento, rispetti il contesto giuridico che ne sancisce la legalizzazione. Quando si legalizza un'attivit fino a quel momento condannata, la condizione di legalit ne consente la depenalizzazione. Proibire impedire. Rendere impossibile l'uso e penalizzare tramite regole qualsiasi livello di esecuzione di ci che viene proibito. Abolire eliminare, scacciare dal contesto legale. Si pu abolire il precetto, l'attivit o la legge caduta in disuso, ci che ancora in attivit deve essere proibito in attesa che la repressione punitiva faccia s che cada in disuso. Si pu abolire la legge che obbligava le dame a incipriarsi il viso con polvere di madreperla prima di scendere in strada, perch ormai nessuno si incipria con polvere di madreperla, ma non si pu abolire l'urinare in luogo pubblico, perch, in questo caso ipotetico, bisognerebbe rimuovere gli orinatoi pubblici e proibire (non abolire) di urinare in luoghi pubblici, punendo i trasgressori che pisciano contro gli alberi. Il programma proseguiva senza inconvenienti. Mi avevano invitato perch esprimessi la mia opinione sulla prostituzione. Il presentatore, un bullette molto popolare sui media, mi ascoltava a occhi spalancati, il rinfresco era stato abbondante, mi avevano dato un camerino tutto mio, un trucco adeguato impediva che la mia pelle brillasse pi di me, e le domande erano sufficientemente stupide da non preoccuparmi. Legalizzazione, proibizione o abolizione, sono atti sociali, determinati dall'insieme della cittadinanza per l'insieme della cittadinanza. Nessuno legalizza, proibisce o abolisce un'attivit propria. I tre atti implicano una valutazione morale del soggetto che deve essere legalizzato,

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proibito o abolito. La legalizzazione presuppone tolleranza, la proibizione rifiuto e l'abolizione sterminio. Le tre posizioni sono messe in atto da tre soggetti differenti: legalizzare spetta ai giuristi, proibire rinvia ai poliziotti e abolire ai moralisti. Abolire senza dubbio il pi morale dei tre termini. Oltre a proibire l'uso, comporta la condanna morale della coscienza; oltre a penalizzare, l'azione persegue la pulizia di qualsiasi traccia che dell'attivit proibita resta nella coscienza. La logica dell'abolizione la strategia della terra bruciata, della pulizia etnica, per trasformare ci che si abolito in qualcosa di inimmaginabile. Un proverbio ebraico dice che quando vengono offerte due scelte si deve cercarne sempre per una terza. Io dico che, quando te ne danno tre, bisogna cercarne sempre una quarta. La vera rivoluzione nell'accettare e capire la prostituzione passa attraverso la riabilitazione etica della prostituta. Non serve a niente rendere pubblica la donna pubblica, regolandone l'attivit legalmente, se non si ricostituisce la sua immagine morale. Invece di dire: Questa una puttana, si dir: Questa una puttana che paga le tasse. Misera ricompensa per una puttana che continua a essere considerata puttana! Certi presentatori televisivi sono come certi psicanalisti. Quando concludi una frase, la ripetono sotto forma di domanda o di affermazione. Ho sognato una palude asciutta nella quale bevono centinaia di sottufficiali calvi. Centinaia di sottufficiali calvi? ripetono. S, prussiani. Certo, prussiani concludono. Lui era uno di questi. Alla fine dell'intervista elogi come pot la mia difesa della libert individuale, unico valore da perseguire da parte di chi si presenta come esercito della salvezza per i diritti della donna. Plaud al concetto di dignit in quanto difesa dei valori di ognuno e non dell'uso dei genitali, annuiva mentre cercavo di spiegare che la prostituzione una professione e non una condizione di vita, e concord con me sulla necessit di riscattare l'immagine morale della prostituta, evitando di considerarla diversa o di stigmatizzarla, additandola in strada. Certo, bisogna riscattare l'immagine morale della prostituta. Fu in quel momento che, ormai rilassata, mi vidi per la prima volta nel monitor centrale. Sotto il mio volto sorridente e non troppo lucido, lessi la scritta che mi aveva accompagnato per tutta l'intervista: Valrie Tasso: ex prostituda. Mi sembr che sintetizzasse perfettamente ci che avevo detto e contraddicesse in toto le affermazioni dell'intervistatore riguardo a ci che bisognava evitare. Feci un cenno nella sua direzione: Scusa, "ex prostituta" si scrive con la "t" e non con la "d"... Puoi cominciare a riscattarmi da qui. Subito dopo mormorai uno stronzo; ignoro se lui o il regista (stronzo pure lui) lo udirono, ma al tecnico del suono devono fischiare ancora le orecchie. Il mio commento finale fu tagliato dalla registrazione, e la scritta fu corretta. Le (sono sempre le) abolizioniste, che pretendono di abolire la prostituzione e mandare le puttane a lavare pavimenti in nome della libert e dell'uguaglianza di genere, hanno un argomento ricorrente: la schiavit. E il ritornello di una canzonetta fatta di statistiche e ancora statistiche (probabilmente tratte da L'Osservatore Romano), che riflettono alla perfezione solo ed esclusivamente se stesse. Esiste una prostituzione forzata, nella quale le donne, e in misura minore gli uomini, sono costrette a esercitare questa attivit contro la loro volont. Questo reato di disumanit pu generarsi sotto la tutela della proibizione, della condanna all'illegalit. In un contesto regolarizzato, i mafiosi scompaiono o diventano imprenditori, i lavoratori usufruiscono di contratti che regolano i loro orari, i loro obblighi e le loro retribuzioni, la domanda si canalizza verso quei prestatori d'opera che offrono garanzie di professionalit; inoltre si ha il diritto di dimettersi quando si vuole, senza

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continuare a essere per tutta la vita ex prestatori di questo servizio. Solo ci che chiuso imputridisce, solo ci che non ci interessa viene emarginato, e solo chi non ha protezione dorme sotto i ponti. L'abbandono che creano i criminali viene raccolto dagli sfruttatori. Lo sanno tutti, a eccezione forse di quelli che non si preoccupano della donna, ma della pubblica morale. Il traffico di donne e lo sfruttamento non definiscono l'attivit della prostituzione: sono le sue acque putride, nate esclusivamente da un pessimo sistema di fognature. Cos come la schiavit e lo sfruttamento dei lavoratori in fabbriche dislocate all'estero non definisce i settori in cui operano le multinazionali che commettono simili ignominie. Nessuno, neppure gli abolizionisti, propone di abolire i settori dell'arredamento, delle calzature o dell'abbigliamento. La rogna non si cura sopprimendo il cane, e quando questo che si pretende vuol dire che ci che si detesta non la rogna, ma i cani. Abolire la prostituzione non significa farla finita con un'eventuale schiavit: significa farla finita con le prostitute. Non si pu abolire la stregoneria, si possono soltanto bruciare le streghe. Anche questo risaputo da tutti, a cominciare dagli abolizionisti che, nel migliore dei casi, tra streghe e puttane, temono la concorrenza. Lo spartano Licurgo mor all'incirca quando nacque Solone. A lui si devono i princpi fondamentali del regime statalista spartano: l'eliminazione degli interessi e delle emozioni private a favore degli interessi statali, l'organizzazione militarizzata della societ, e la castit come imposizione di Stato. Mentre scrivo queste righe, al cinema si sta proiettando 300 di Zack Snyder, il film che racconta, come il fumetto da cui tratto - perch i bambini si abituino ai tormentoni -, le gesta epiche della battaglia delle Termopili. La rinascita di Sparta in nome della libert e della democrazia. Racconta una barzelletta: Che cos' la democrazia? Fare quello che desideri senza dar fastidio agli altri. E se non desideri fare niente? Allora, cazzo, ti obbligheranno! A volte si raccontano barzellette che solo la marmaglia capisce... e che alle puttane e alle persone libere piacciono assai poco.

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Le fantasie sessuali possono realizzarsi


[...] n ad Alice sembr poi molto straordinario sentire il Coniglio dire a se stesso: Oh cielo! oh cielo! Arriver troppo tardi! [...]; quando per il Coniglio tir fuori un orologio dal taschino del panciotto, lo guard, e poi si mise a correre ancora pi in fretta, Alice balz in piedi, poich le balen in mente che non aveva mai visto prima un coniglio con un taschino nel panciotto e per di pi con un orologio dentro [...]. LEWIS CARROLL, Alice nel paese delle meraviglie Quando ci chiediamo: Che cosa mi piace fare?, risponde il desiderio. Quando ci chiediamo: Che cosa sono capace di immaginare?, risponde la fantasia. La fantasia sta al desiderio come il vestito sta a come mi vesto. Facciamo un esempio. Sono le due del mattino e devo alzarmi di buon'ora per andare a lavorare. Voglio addormentarmi, ma la musica a tutto volume del mio vicino di casa me lo impedisce. Il mio desiderio che il mio vicino abbassi il volume dello stereo. Con la fantasia posso invece immaginare me stessa mentre butto gi dal balcone il mio vicino (dopo avergli infilato lo stereo nel culo, insieme ai dischi di Shakira). Pi probabilmente, mi limiterei a bussare alla sua porta, chiedendogli di tener bassa la musica. Se, nel momento in cui mi appresto a bussare alla porta un giornalista ottuso mi chiedesse: Che fantasia le piacerebbe realizzare?, dovrei rispondergli nessuna, perch ci che mi piacerebbe realizzare il desiderio che il mio vicino faccia meno rumore... e, immediatamente, fantasticherei di mettergli il microfono dove all'altro avevo infilato i dischi. In realt, ci che farei sarebbe spiegargli cortesemente che le fantasie non sono realizzabili, proprio perch sono fantasie, e non desideri. Le fantasie e i desideri sessuali sono rappresentazioni di carattere narrativo, che si generano grazie alla nostra capacit immaginativa. Entrambi fanno parte della condizione di esseri sessuati; sono la grammatica del sesso, la sua lingua, mentre l'interazione sessuale ne la messa in scena. Cos come Aspettando Godot l'opera, mentre lo spettacolo che inizia alle dieci al Teatro Nacional soltanto la messa in scena del dramma di Beckett. Il desiderio sessuale esplora l'immaginario erotico per rendere possibile la realizzazione del sesso. Esamina il nostro codice di valori e decide, per suo tramite, che possibile mettere in pratica ci che si desiderato. La fantasia sessuale, tuttavia, ci indica fin dove possiamo arrivare, quali sono i nostri limiti. il mappamondo del nostro immaginario e nel suo lavoro di redazione non dipende da alcun codice morale, per cui cerca a piene mani nella madia delle paure e, quando vuole, risveglia i fantasmi, gli attori della fantasia. La fantasia sa che pu permetterselo, perch la sua opera non sar mai rappresentata. Il desiderio erotico eccita, mentre la fantasia erotica propone che ci eccitiamo. Il desiderio sessuale realizzabile allorch le condizioni della nostra vita lo permettono. Ha la nostra approvazione morale. La fantasia sessuale non mai realizzabile, se dipende da noi, e molte volte non neppure confessabile. Per realizzare una fantasia, questa deve prima trasformarsi in desiderio e pertanto non sarebbe pi una fantasia. La fantasia la visione del paesaggio, il desiderio l'inquadratura della foto che vogliamo scattare. La spia rossa dello studio si accese. Respirai e cominciai a leggere: La nostra immaginazione galoppava se immaginavamo di adagiare Marcella con le gonne alzate, ma senza togliersi nulla di dosso, in una vasca mezza piena di uova sulle quali pisciava, schiacciandole contemporaneamente.

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Continuai a leggere il brano tratto dalla Storia dell'occhio di Georges Bataille. Quando terminai la lettura, il tango segn l'inizio del programma. Carlos mi salut e mi present agli ascoltatori, annunciando l'argomento che avrei affrontato: le fantasie erotiche e il desiderio. Per questo avevo letto quell'immensa fantasia di Bataille che Storia dell'occhio. Erano le quattro del mattino e stavamo trasmettendo in diretta dalle stazioni di Radio Nacional de Espana. La fantasia sessuale e il desiderio erotico sono strettamente personali, perch soltanto l'io desiderante a scriverli, basandosi su un tempo, una situazione e un codice etico. Ogni fantasia e ogni desiderio che si formula ha perci un tempo e una situazione propri e intrasferibili. Che la fantasticheria sia una fantasia o un desiderio dipende dal codice morale di chi fantastica. Ci che per una persona pu essere una fantasia in un determinato momento della sua esistenza, pu trasformarsi poi in desiderio. Fare la prostituta e diventare un oggetto di desiderio per il piacere di altri, anonimi e diversi, una fantasia ricorrente in molte donne, ma in genere si ferma qui, perch i sistemi di valori della maggior parte delle donne non permettono di trasformare queste fantasie in desiderio. Nel mio caso, compiuti i trent'anni, esercitare la prostituzione fu un desiderio che la situazione personale che vivevo in quel momento contribu a realizzare. Quando avevo undici anni, il sesso orale, per me, era una fantasia erotica. Quando ne compii 16, era gi un desiderio. La fantasia di immaginare i miei genitori che si accoppiavano era una fantasia da bambina... e continua a esserlo da adulta. Mai, n prima n adesso, ho desiderato vedere i rapporti sessuali dei miei genitori, anche se l'ho fantasticato. Il giorno dopo la messa in onda, si verificarono numerose reazioni alla mia lettura e alle opinioni da me espresse. Una di queste fu particolarmente violenta. Un ascoltatore abituale del programma, che telefonava un giorno s e l'altro pure, manifest la sua ripugnanza per quel mostro corruttore che ero. Si indign per il fatto che qualcuno che aveva facilit a esprimersi potesse pronunciare, con la lettura del testo di Bataille, parole come verga, ano o capezzolo (l'elenco dei sostantivi fu molto pi lungo: ne dedussi che o l'eccitazione dell'ascoltatore risentito lo aveva indotto a prendere appunti, oppure conosceva il testo a memoria). Accus anche il conduttore del programma di pederastia, perch aveva proposto a un altro ascoltatore giovane, che esprimeva dubbi sul proprio desiderio, di ascoltare la mia rubrica. E domand che ritrattassi pubblicamente la mostruosa offesa ai buoni costumi che avevo proferito. Carlos, a quanto mi dissero, sopport il rimbrotto come pot. I bravi presentatori come lui sono sufficientemente educati per non raccomandare l'uso erotico dei clisteri agli ascoltatori che telefonano, per quanto stitici possano essere costoro. La settimana dopo, quando mi fu data la possibilit di rispondere all'ascoltatore, declinai l'invito. impossibile corrompere un corrotto e non si pu togliere la paura a un pauroso. Dovevano essere molti anni che l'ascoltatore reprimeva le sue fantasie e, in fondo, credo che io facessi parte di una di queste. Si pu pensare che confondere desiderio con fantasia sia un equivoco innocente. Ma io credo di no. Se non siamo capaci di comprendere la differenza tra ci che siamo in grado di immaginare e ci che vogliamo fare, perch a qualcuno interessa che confondiamo l'una con l'altra cosa... e gli interessa molto. Se i nostri meccanismi di controllo sociale ci colpevolizzano per quello che fantastichiamo e ci fanno credere che ci che fantastichiamo ci che desideriamo, e che, potendo, metteremmo in pratica, avremo paura di noi stessi e gli altri ci potranno manovrare e controllare con molta pi facilit. Avremo bisogno di dosi massicce di ipocrisia perch il mostro delle nostre fantasie non s'impadronisca di noi, e l'ipocrisia, come la paura, non mai stata grande amante della conoscenza. Ma fantasticare di uccidere il mio vicino non fa di me un assassino. Ci che fantastichiamo non ci trasforma in ci che fantastichiamo. Se qualcuno ha ancora qualche dubbio, Carroll non desiderava vedere un coniglio parlante con panciotto e cipollone nel taschino. N era un pazzo che vedeva sorrisi che avevano perso il loro gatto. Ed pi che probabile che desiderasse soltanto che la bambina Alice Liddell ascoltasse il suo

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racconto, anche se, forse, si era fatto qualche fantasia su di lei.

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Gli afrodisiaci esistono


Qui, presto, vieni, o glorioso Odisseo, grande vanto degli Achei, ferma la nave, la nostra voce a sentire. Nessuno mai si allontana di qui con la sua nave nera, se prima non sente, suono di miele, dal labbro nostro la voce; poi pieno di gioia riparte, e conoscendo pi cose. OMERO, Odissea, canto XII, w. 184-188 Raccontano che Lucrezio scrisse il De rerum natura nei pochi momenti di lucidit che gli lasciava un filtro d'amore. Terminato il poema, e probabilmente in un altro momento di lucidit, si tolse la vita. Doveva essere il primo secolo della nostra era, e della sua vita non si sa molto di pi. Queste notizie su Lucrezio le dobbiamo fondamentalmente all'eremita cristiano Girolamo, padre della Chiesa, grande latinista e autore della Vulgata (la traduzione in latino della Bibbia). probabile che i particolari sulla vita del poeta latino, della quale solo il devoto Girolamo ebbe notizie, gli fossero stati rivelati tra i miraggi del deserto. Come questo trattato poetico del sapere epicureo e della fisica materialista di Democrito sopravvisse fino al Medioevo un mistero. Si racconta che anche Catullo e il poeta elegiaco Properzio morirono per aver ingerito filtri d'amore. Bevvi il t lentamente. Le turbolenze mi disturbavano. Stavo tornando da Madrid, dopo la mia ultima apparizione televisiva a un programma di una rete nazionale. Avevano interrotto la mia collaborazione perch, come mi spieg bene il regista, la rubrica, nonostante l'elevata audience, aveva bisogno di maggior spettacolarit e meno rigore. Premetti il pulsante per chiamare la hostess e le chiesi di portar via il t. L'alchimia si occupata molto dei processi di trasformazione delle materie vili in materie nobili, della conversione da stati spirituali primitivi in stati spirituali elevati, o della salute e longevit dei corpi. In tutte queste tecniche svolgeva un ruolo essenziale la polvere di una pietra rossa nota con il nome di pietra filosofale. Gli alchimisti la cercarono per secoli, ma non risulta che siano mai riusciti a trovarla. La ricerca della pietra filosofale fu l'illusione che fece s che l'alchimia continuasse a esistere. L'apporto pi significativo dell'alchimia, come accadde per la psicanalisi, fu il percorso e la letteratura cui diede vita, pi che i risultati, che non arrivarono mai. Chiusi gli occhi e cercai di tranquillizzarmi. Nella stessa fila dove sedevo, quattro posti pi in l, un uomo di mezz'et sfogliava una rivista. Feci in modo che il mio pensiero si concentrasse sul rumore delle pagine. Ignoro quale meccanismo inconscio provoc ci che segu, ma quel rumore bast a mandare alle stelle la mia libido. Non fantasticavo alcun rapporto sessuale, n mi eccitava l'immagine di quell'uomo, cui non avevo prestato la minima attenzione. Era solo quel suono cadenzato, che mi fece girare come le turbine dell'aereo. Implorai mentalmente che la rivista avesse mille pagine. Ma a un certo punto si interruppe. Aprii gli occhi e vidi il passeggero che metteva la rivista nel portaoggetti del sedile anteriore. Esit un istante, poi prese un'altra rivista e riprese a sfogliare. Chiusi di nuovo gli occhi. Il mio ardore recuper un impeto ancora maggiore di prima. Gli afrodisiaci sono i frutti offerti da Afrodite. L'unica cosa che esiste di loro la convinzione che esistano. Anticamente si credeva che certe sostanze miracolose, usate a volont, facessero cedere le donne e dessero agli uomini la forza per soddisfarle. Abbiamo sempre sognato il pulsante, il punto, la sequenza. Abbiamo sempre sognato un essere umano strutturato a nostro piacimento, duttile, docile e sottomesso.

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In questa ricerca ci si imbattuti, per esempio, nel corno di rinoceronte o nelle ostriche: l'unico aspetto stimolante che mi viene in mente dato dall'associazione visiva tra i genitali maschili e il corno e tra quelli femminili e i bivalvi (il corno di rinoceronte un impareggiabile produttore di adrenalina: ma solo quando ci insegue insieme al rinoceronte). Nell'era delle scoperte geografiche, si attribuirono qualit stimolanti a molti cibi estranei alla nostra cultura, e di cui ignoravamo perfino la commestibilit. Lo zenzero o il cardamomo, la vaniglia, il guaran, la cannella, la noce moscata, il pepe o il cacao servirono, tra le altre cose, a credere che se qualcuno non si eccitava per loro tramite era perch l'aveva gi beccato il rinoceronte. La settimana dopo mi chiam Carla. Stai guardando la tele? Le risposi di no. Accendila allora... La ragazza era senz'altro molto pi bella di me. Una figura florida, piena di curve e un vestito succinto, molto attillato, che metteva in risalto un dcollet nel quale avrebbero potuto perdersi in parecchi. Seduta di sghembo su una sedia stretta, dai cui lati debordavano le ampie natiche, si sforzava di difendere le virt degli afrodisiaci. Su un tavolino accanto a lei, c'era una grande tazza di cioccolata. E oltre al cardamomo, per esempio, c' anche la "cantaridina"... Ho sempre pensato che leggere e assimilare non la stessa cosa. E in televisione, se si tenta di memorizzare qualcosa che qualcuno ha scaricato da Internet perch un altro lo impari prima di entrare sul set, normalmente finisce cos. Nessuno, per, pens di correggerla. La spiegazione fu chiara quando quella stessa ragazzetta invit alcuni smarriti spettatori e, dopo aver fatto bere loro un po' di cioccolata, domand se si erano eccitati. E quelli, soddisfatti e con baffi di cacao, risposero all'unisono: Siiii!, molto!. La cantaride o mosca spagnola (di cui parlava gi Aristotele), insieme all'oppio, fu la stella delle case di tolleranza nel Settecento e nell'Ottocento. A causa della polvere dell'insetto (ottenuta con l'essiccazione) o della cattiva qualit dei cioccolatini in cui la mise (va' a sapere), Donatien Alphonse Francois de Sade (pi noto come marchese de Sade) sub una condanna a morte, che evit fuggendo temporaneamente in Italia. Anche la clinica di oggi - che ha smesso di credere ai miracoli, ma non per spirito di razionalit - ha le sue sostanze afrodisiache, la maggior parte delle quali costituita da vasodilatatori, alcuni per uso locale, che creano a livello dei genitali, e con pi o meno successo, una situazione di eccitamento. Una signora che intende migliorare la propria vita sessuale, su consiglio del sessuologo, mette una pastiglia di Viagra nel caff del marito. Quando sessuologo e signora si incontrano di nuovo, lei gli racconta le terribili conseguenze di quella trovata: Mi ha strappato i vestiti, ha fatto volare i piatti, mi ha steso sul tavolo e ha fatto l'amore per due ore. Il sessuologo, stupito per il disappunto della donna, le chiede quale sia il problema. che quelli del ristorante non sapevano come fare a fermarlo... Barzellette come questa sono il riflesso del convincimento popolare secondo il quale il citrato di sildenafilo, il cui nome commerciale pi noto Viagra, un magnifico afrodisiaco. Ma l'effetto di un'eccitazione non l'eccitazione. E una buona erezione, sulla quale il Viagra agisce con enorme efficacia, non altro che questo: una buona erezione. L'ultima novit ancora in fase di sperimentazione sono i cerotti che secernono ormoni (fondamentalmente estrogeni) per aumentare il desiderio femminile. Ubriachi di una cultura teleologica che guarda ai fini pi che ai percorsi per raggiungerli e alla quale piace di pi maneggiare che capire, continueremo a cercare - fino a sbatterci il naso - ci che permette di agire sul desiderio, come abbiamo fatto con l'eterna giovinezza e con la pietra filosofale. probabile che l'audience abbia avuto un'impennata.

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Non a tutti piacciono storie di pagine sfogliate su un aereo, che accendono la libido di chi ne ascolta il suono. La tv preferisce le sirene ai loro canti. Il kamasutra serve a imparare posizioni per il coito Il carro avanzava lentamente. Le ragazze tentavano di reggersi con una mano alle sbarre del rimorchio per non cadere. Con l'altra tiravano caramelle ai ragazzini che si trovavano sulla piazzetta. Io aspettavo in auto che il veicolo passasse. Contai dieci ragazze in costume da bagno, alcune portavano collant e una guanti di pelle. I loro sorrisi assomigliavano a smorfie glaciali pi che a un'espressione di allegria. Il conducente, avvolto in una sciarpa, fumava un piccolo sigaro, mentre un radioregistratore, appeso su un lato del carro, faceva da colonna sonora all'evento. Era febbraio. E a nord di Girona il freddo di febbraio non scherza. Anche se a Rio de Janeiro febbraio il mese pi caldo dell'anno. Giorno di Carnevale Il trattato dei kama sutra non il kamasutra. Kama un termine sanscrito che nell'induismo si traduce con concupiscenza, desiderio sessuale. Nel buddhismo, il suo significato si riferisce a ci che deriva dal desiderare gli elementi che soddisfano e rinvigoriscono i sensi. Nell'induismo ha una connotazione positiva, mentre nel buddhismo viene interpretato come un ostacolo alla liberazione. Sutra significa, in entrambe le culture, filo, e per derivazione aforisma, riflessione, massima. Perci, e in relazione alla sua origine ind, il titolo si dovrebbe tradurre Gli aforismi dell'amore carnale, oppure, se vogliamo mantenere la formula maschile singolare, Il libro degli aforismi dell'amore carnale. Sembra una stupidaggine, ma, come diceva Eugeni D'Ors, ci che non tradizione plagio. Allora, se in assenza di tradizione vogliamo plagiare, almeno facciamolo il pi correttamente possibile. Nel suo processo di colonizzazione ed evangelizzazione il cristianesimo ha fatto proprie tutte le celebrazioni pagane. pi semplice riciclare un costume, dandogli un'altra finalit, che tentare di sopprimerlo (prima il maschio si accoppiava sopra la femmina perch questa era un animale privo di coscienza, che era l per servirlo, ora il maschio si accoppia sopra la femmina per provocarle un grande piacere, stimolandole il punto G...). Con il Carnevale succede qualcosa di analogo. La festa pagana della sregolatezza per eccellenza si trasforma in festa cristiana che prepara la Quaresima. Non soltanto il cristianesimo a eliminare il significato per tradurre o adattare a una cultura ci che nato e ha senso in un'altra. A volte proprio la nostra cultura commerciale, consumistica e coitocentrica a farlo. Il modo in cui ci hanno venduto i kama sutra un buon esempio. Scimpanz? E cos, sono uno scimpanz? le domand Otto indignato. Wanda fece un cenno affermativo. Gli scimpanz per caso leggono Nietzsche? domand ancora Otto. S, Otto, lo leggono, ma non lo assimilano. Osservai di sottecchi Arnau, per vedere se in qualche modo si era riconosciuto nella scena del film. Ma il suo sguardo continuava a essere inchiodato al televisore e la sua faccia impassibile. Non era Nietzsche che leggeva, e neppure i kama sutra; Arnau passava la giornata a leggere L'arte della guerra. Lo citava in continuazione; mentre scopavamo, mentre mangiavamo, in compagnia di amici... se si rovesciava lo zucchero, se il piatto era troppo caldo, se pioveva e doveva prendere l'ombrello, qualsiasi scusa era buona per citare il trattato di Sun Tzu. Di solito succedeva che il suo commento non aveva niente a che vedere con la situazione in cui ci trovavamo, altre volte non ricordava la massima e la pronunciava un po' come poteva, e molte volte non era Sun Tzu che citava, pur essendone convinto: Un cavallo, il mio regno per un cavallo! Come dice L'arte della guerra disse un giorno.

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Di Vatsyayana sappiamo assai poco. Visse in India tra il primo e il quarto secolo dell'era cristiana, il che equivale a dire, pi o meno, che visse in un qualche periodo. Vatsyayana compendi opere di autori precedenti, e confer la forma definitiva ai kama sutra. Furono gli inglesi a introdurli in Europa grazie a un'edizione pubblicata a Benares nel 1883. I 36 capitoli che compongono il libro sono organizzati in sette parti. Di tutte queste, soltanto nella seconda parte, nel primo e sesto capitolo, si parla esplicitamente di coito. Lo spazio che il trattato dedica a questa pratica equivale, per esempio, a quello dedicato, sempre nella seconda parte, a come mordere l'amata in relazione al suo paese di provenienza, al modo in cui si deve usare la frusta e ai gemiti da emettere, a come si deve graffiare e ai segni che si devono lasciare sulla pelle. Delle 170 pagine del testo soltanto una quindicina dedicata al coito; si tenga conto, inoltre, che di queste 15 una decina consacrata a esaminare le complementarit affettive e fisiche degli amanti. Il resto delle parti costituisce una presentazione riguardo la scelta della sposa, sulla propria sposa, sulle spose degli altri, sulle cortigiane e sulla seduzione. Ritenere i kama sutra una spiegazione di posizioni per realizzare il coito miserevole e ridicolo come vedervi un trattato di Bdsm8 o un compendio sull'arte della prostituzione. come se in India considerassero il Don Chisciotte un trattato sul modo di abbattere i mulini a vento. Ma qui, dove ci piace prendere fischi per fiaschi e dove non siamo capaci di capire che cos' Yars amandi, abbiamo fatto del sesso una tecnica con un fine e non una sapienza senza fini, lo abbiamo trasformato in una specie di manuale per imparare a ballare il twist. Come dice L'arte della guerra: il fine giustifica i mezzi chioserebbe quello scemo di Arnau. Qui, quando vogliamo copiare una tradizione che non ci appartiene, in mancanza di un'estate, di un sambodromo e di una scuola di samba, ci accontentiamo di guanti di pelle, di una piazzetta e di un radioregistratore.

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La dimensione importante o non importante


Quando si svegli, il dinosauro era ancora l. AUGUSTO MONTERROSO, Il dinosauro Se Monterroso fosse stato convinto che le dimensioni sono importanti, non avrebbe scritto questo racconto. Ormai stanco del fatto che la sua opera fosse giudicata in base alle dimensioni, quando un giornalista gli fece notare, per l'ennesima volta, che una frase come quella non poteva essere un racconto, lui, furibondo, rispose: Ha perfettamente ragione: non un racconto, un romanzo!. Facciamo del sesso la misurazione del sesso. Misurare significa fornire una misura, e ci rappresenta una parte importante della moralit del sesso: ci che normale e ci che anormale, supernormale o subnormale, ci che va bene e ci che va male. Ogni volta che misuriamo il sesso lo sminuiamo. I dati sono ancor meno tolleranti dei giudizi di valore. Quando qualcuno dice che gli piacciono soltanto le persone belle o quelle intelligenti, non sta immancabilmente escludendo qualcuno. Bellezza e talento sono soggettivi e quindi discutibili. Tuttavia, l'affermazione che la media nazionale del pene di dodici centimetri o che le persone hanno una media di 1,8 rapporti sessuali alla settimana impossibile da discutere, perch la misura una logica binaria: o o non . I metri non si interpretano e i calendari neppure. Ma allora, quanti amanti hai avuto nella tua vita? La domanda venne a conclusione di una delle interviste pi stupide che mi siano mai state fatte. Il giornalista era un personaggio del mondo del gossip, senz' altro merito che quello di essere un ex di qualcuno parimenti privo di meriti. Meno di quanto presumi e tre di pi di quelli che credi risposi, con la speranza che quella risposta ambigua ponesse fino all'incontro. Esit un attimo e concluse: Cio, tra i mille e i millecinque-cento.... La Nona sinfonia di Beethoven dura tra i 65 e i 74 minuti, a seconda di chi la dirige. Questo dato importante per chi sta facendo pip durante il concerto, per chi vorrebbe commercializzare la sinfonia in un solo cd, o per chi non vede l'ora di ascoltare l'Inno alla gioia di Schiller, perch almeno quello lo conosce. Per gli altri, il dato del tutto insignificante per valutare l'evento. Neppure la musica, che un bellissimo modo di raccontare il tempo, si valuta in funzione della dimensione. Una sinfonia non un minutaggio, ma ci che si fa in un minutaggio. Frequenza di orgasmi, numero di orgasmi, lunghezza del pene, durata dell'interazione, frequenza del rapporto, durata dell'eretismo, numero di amanti... Il sesso non si misura. Il sesso si sperimenta, si costruisce, si compone, si disegna e si racconta. La misura non spiega niente del sesso, spiega soltanto gli interessi che eventualmente hanno coloro che intendono fare di qualcosa di incommensurabile una misura. Come se a un trombonista della filarmonica di Berlino interessasse sapere quanti tromboni ci sono nella Nona, per sapere se domani lavorer. Numero di coiti all'anno per una produzione che soddisfi la domanda di preservativi, durata dell'orgasmo per vendere libri della serie Fai vedere chi sei e aumenta il tuo orgasmo una buona volta, e numero di volte che ci masturbiamo per poter dare del segaiolo a un segaiolo. Questo tutto l'interesse rappresentato dalla misurazione del sesso. All'inizio i sessuologi sono stati grandi misuratori, per capire che cosa sia il fenomeno della sessualit umana, in tempi in cui si ignorava persino la misura dell'ombrello. Il loro impegno ad analizzare, classificare e demistificare il fatto sessuale umano era ed un impegno di comprensione.

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Perch poi i matti e le matte del sesso potessero scrivere articoli scaricati da Internet o proponessero trattamenti per allungare il pene... per distrarre assai pi che per capire. L'uccello pi grande che abbia mai visto apparteneva a un atleta africano. Fu durante una prestazione sessuale, che richiese mentre si trovava convalescente per una lesione a un ginocchio, in un centro di riabilitazione di Barcellona. Quando chiam l'agenzia, domand di una ragazza che parlasse francese, perch cos, anche se non era la sua lingua madre, potevano capirsi. L'agenzia mi trasmise l'incarico, per cui fui io a incontrarmi con quell'uomo dal fallo che sembrava finto. Dopo il rapporto, nel quale feci di tutto fuorch godere, mi mostr le foto di sua moglie e dei suoi cinque figli. Mentre simulavo interesse per le immagini, non riuscivo a non pensare a quello che doveva aver mandato gi quella povera donna. Intanto la mia vagina vibrava come se ci avessero introdotto mille batterie e un gruppo elettrogeno. E cos rimase per quasi tre giorni; per questo, quando telefon di nuovo in agenzia, passai il cliente superdotato a Lisa, famosa per apprezzare le grandi sfide. Non siamo capaci di rapportarci a ci che non si pu misurare, forse perch possiamo utilizzare il concetto di infinito (mettendolo in contrapposizione con il finito), ma non possiamo concepirlo. Senza la misura, non possiamo stabilire simmetrie, e il nostro stesso pensiero misura pi che pensare. Senza misura, tutto ci risulterebbe incomprensibile. Questo non significa che un coefficiente di intelligenza (che fornisce soltanto il dato relativo alla nostra abilit nel risolvere il test che misura il coefficiente di intelligenza) sia un punto di riferimento o spieghi qualcosa di minimamente interessante della nostra capacit di pensare o della nostra genialit, come individui o come specie. E un dato irrilevante. Miserabile sarebbe quell'amore che si lasciasse misurare dice Antonio a Cleopatra, nella tragedia di Shakespeare. Sappiamo chi era Shakespeare per quello che fece con il suo pensiero, non per quale potesse essere stato il suo coefficiente di intelligenza. Nel discorso normativo sul sesso, abbiamo fatto del sesso un coito, e del suo livello di soddisfazione la misura di un pene. Intorno a questo fatto si generata tutta una serie di contrapposizioni tra chi postula che non ci sia sesso migliore che quello praticato con uno grande e chi crede che la misura di tale organo sia ininfluente nella pratica della nostra sessualit. E' curioso ci di cui si pu discutere nella societ del superfluo. La dimensione del pene pu non importare a qualcuno e la misura del pene pu essere importante per un altro, ma quello che certo che misurare il pene irrilevante. Mi trovai in una stanza dall'alto soffitto e ampissima. Le lunghe finestre gotiche erano cos alte, sul nero pavimento di quercia, da divenir assolutamente inaccessibili. E la debole luce cremisi che traversava i vetri ingraticciati bastava appena a lasciar distinguere gli oggetti principali; gli occhi si sarebbero sforzati invano di raggiungere i lontani angoli della stanza, o i recessi della volta intagliata. Oscuri arazzi ricoprivano le pareti; c'era una profusione di mobilio, antico, ingombrante, logoro e sparsi ovunque libri e strumenti musicali che non riuscivano ad animare la scena. Mi accorgevo di respirare un'aria di pena: un'aria buia di malinconia, profonda e irredimibile che sovrastava e pervadeva tutto. (E.A. Poe, La rovina della casa degli Usher) Se Poe fosse stato convinto che la misura non importava, non si sarebbe mai profuso nel descrivere la stanza di Roderick Usher. Misurare ridicolo quando non si sa cosa, per cosa o perch...

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Il clitoride piccolo
In un quadro era dipinto un leone enorme e forte, catturato da un uomo e messo a morte. La gente si gloriava nel vedere tanto coraggio, ma un leone che era presente disse: Fantasia! Scommetto che tutta questa gloria sarebbe stata mia se il pittore fosse stato un leone. LA FONTAINE, Il leone e il pittore Se noi donne avessimo scritto il discorso normativo sulla nostra sessualit... probabile che il pene sarebbe un clitoride smisurato, grottesco, ridicolo; Adamo sarebbe uscito da una brutta notte di va o dai postumi di una sbronza di liquore alla mela; privi di coscienza, gli uomini sarebbero esseri inferiori sprovvisti di un organo esclusivo per il piacere, avrebbero orgasmi testicolari, o penici, a seconda della loro maturit; la pratica tipica di un rapporto carnale sarebbe la masturbazione del clitoride; ridicoli, sarebbero una pericolosa ed evidente bruttacopia delle donne, una riproduzione malriuscita del modello femminile, goffa e imperfetta. Sarebbero esseri improduttivi, poich sprovvisti di utero e di ovaie, e si limiterebbero a sprizzare un liquido che avremmo impiegato secoli a scoprire che cosa fosse; noi donne libidinose saremmo eleganti e vittoriose, regine, mentre gli uomini vogliosi sarebbero maiali. Invece di infilarlo, diremmo riceverlo, sapremmo le misure della nostra accogliente vagina, ma ignoreremmo le misure standard di quell'affare pendulo tra le gambe del maschio; sarebbero esseri sanguigni e fornicatori, che ruzzano eccitati pi che pensare, un male necessario per la procreazione, e la signora Schopenhauer di turno avrebbe descritto il loro aspetto scimmiesco - le spalle smisuratamente larghe, i fianchi stretti, le gambe lunghe e pelose. Anche noi, impaurite, avremmo scritto un discorso ridicolo, come quello che fanno coloro che opprimono solo per essere stati oppressi, come quello delle vittime di oggi che aspirano a essere gli aguzzini di domani e come quello di coloro che condannano perch sono stati condannati... Avremmo continuato per la stessa strada, perch l'ignoranza non una questione di genere, ma di disinformazione e perch l'ansia di dominio non nasce dai genitali, ma dal disprezzo. Quel che certo, per, che i vari discorsi normativi della nostra sessualit sono sempre stati androcentrici. Sono stati scritti da individui a cui abbiamo fornito l'inchiostro e che, nella maggior parte dei casi, erano, tra le altre e numerose cose, maschi. Costoro fecero s che tutte le scempiaggini (e molte di pi di quelle che ho citato) fossero ritenute prerogative delle donne e considerate (in nome di Dio o della Scienza) verit inconfutabili. E hanno fatto in modo che la maggioranza degli uomini e delle donne della nostra progredita e tecnologica cultura, non sappia che il clitoride misura tra gli undici e i 13 centimetri. Agapurnio aveva un debole per il clitoride. Lo accarezzava con piacere e osservava con la coda dell'occhio le mie reazioni. La prima volta che lo incontrai, pensai che fosse un feticista del clitoride. Cos non mostrai eccessivo stupore quando, dopo un breve coito, cominci ad accarezzarlo. Clitoride sembra che derivi dal termine greco kleitoris, che si potrebbe tradurre con altura o collina. Pare anche che l'uso di questo termine per designare tale organo estremamente sensibile, sia attestato gi nell'antichit. A quanto pare, fu riscoperto nel Rinascimento. Il chirurgo Renaldo Colombus, nella sua opera De re anatomica (1559), menziona la scoperta di quest'organo, che chiama amor veneris. Gabriele Falloppio, un altro celebre anatomista dell'epoca, si dichiara il primo scopritore del clitoride. Poi, giunsero i tempi dell'isteria. Alla fine del Settecento, la scienza medica lo riteneva l'unico responsabile della follia masturbatoria che devastava le donne europee. La sua funzione, dato che

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non aveva nessuna attivit procreativa n era stimolato durante il coito, non poteva essere che quella di incitare a masturbazioni compulsive, che provocavano una serie di mali fisici e spirituali. Qualsiasi sintomo di malinconia, malessere, irritabilit o mal di denti accusato da una donna, a quell'epoca, era diagnosticato come isteria, e veniva curato con le ben note pratiche di stimolazione genitale terapeutica che provocavano il parossismo isterico, l'orgasmo, che liberava temporaneamente la donna dal male. Le ninfomani dominarono in Europa nel Settecento e in buona parte dell'Ottocento. Di certo, esistevano trattamenti assai pi efficaci e risolutivi per curare gli accessi di mania clitoridea. Esisteva l'ablazione, l'estirpazione o la cauterizzazione. Ancora nel 1936 negli Stati Uniti fu pubblicato un libro dal titolo Malattie dell'infanzia e della fanciullezza, nel quale si consigliava la cauterizzazione clinica del clitoride nelle bambine per evitare malattie masturbatorie. Nel 1936, era gi avvenuta la scissione dell'atomo, Hubble aveva elaborato la teoria dell'espansione dell'universo ed erano passati dieci anni dall'invenzione della televisione, 23 da quella dell'acciaio inossidabile e pi di 120 dal primo intervento chirurgico su un tumore alle ovaie. Mancavano per ancora quarantanni perch fosse autorizzato l'uso del termine clitoride nei mezzi di comunicazione statunitensi. Ciao, mia bella francesina... diceva con la sua leggera pronuncia blesa, mentre piegava con cura sul letto la giacca verdognola. Come ti va oggi? Si spogliava completamente, lasciando per ultimi le calze a mezzo polpaccio, anche quelle ripiegate e appoggiate sopra gli slip, sempre di color rosso bordeaux. Un coitino di tre minuti e poi finiva l'ora accarezzandomi con il polpastrello di un dito la parte inferiore della vagina, mentre mi sussurrava innocenti oscenit all'orecchio. Ah, che porcellona, la mia francesina... Senz'altro per aumentare la mia libido, che in quei momenti si trovava sicuramente a Tegucigalpa a comprare banane (o stava pensando che il mestiere di puttana non sempre semplice). Il clitoride ha la forma di amo con due radici. Assomiglia a una y al contrario, nella quale la linea comune molto breve e sorge perpendicolarmente a biforcazioni molto lunghe. La parte esterna il glande e il tronco del clitoride, che non si vede, perch coperto dal cappuccio retrattile che copre completamente il glande, a meno che non si ritiri. Entrambi, il glande e il tronco, rappresentano il tratto comune della nostra immaginaria y rovesciata. Le radici scendono a circondare entrambi i lati della vagina. L'elemento autenticamente significativo del clitoride, con la sua complessa rete di terminazioni nervose, e che disegnato esclusivamente per procurare piacere. Mentre gli uomini dispongono di uno stesso organo, il pene, che assolve a tre funzioni (secrezione, riproduzione e piacere), l'anatomia femminile ha tre apparati diversi per ogni funzione. La funzione secretoria si realizza attraverso l'uretra, che termina nel meato urinario, situato sopra la vagina e sotto il clitoride; quella riproduttiva o genitale assolta dalla vagina, come porta dell'utero; il piacere destinato in esclusiva al clitoride e alla parte esterna della vulva. Il clitoride sta al piacere come il neurone al pensiero. Forse per questo, per questa funzione esclusiva, che ne abbiamo fatto una disinformazione grande e un organo piccolo. Hai il clitoride pi delicato che abbia mai visto mi disse, tentando di darsi da fare tra il culo e l'affare. Non lo corressi. E gli orgasmi pi falsi che abbiamo mai sentito... pensai mentre gemeva. Se Agapurnio sapesse dov' il clitoride, se i leoni dipingessero o il sesso parlasse...

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Gli omosessuali sono promiscui


Non la chiameranno mai cos, questa macchina. Useranno un nome greco, come autocinetica, oppure latino, come ipsomobile. Ma chiamarla automobile non ha senso. Un nome simile non pu imporsi. A quanto mi raccontarono, questo fu ci che disse un sapiente quando gli parlarono per la prima volta, alla fine dell'Ottocento, dell'invenzione del veicolo ad autopropulsione. Con il termine omosessuale accadde qualcosa di simile. Nato alla fine dell'Ottocento, a scopi giuridici e clinici, il termine composto dal greco omo e dal latino sessuale. Omo significa uguale, equivalente, somigliante. La convinzione che si riferisca al latino homo (uomo) ha aumentato la confusione. Prendendo il termine inventato da Kertbeny per condannare le pratiche sodomitiche tra maschi e divulgato da Krafft-Ebing per patologizzarle, si potrebbe aprire una discussione: se omosessualit il sesso tra simili, allora dovrebbe riferirsi a tutte quelle interazioni sessuali che gli umani stabiliscono fra loro. E si potrebbe concludere che, una volta tanto, omosessuali lo siamo tutti, in quanto tutti facciamo sesso con altri esseri umani. Allo stesso modo, termini come omofobia significano letteralmente timore o avversione per il simile. L'autore del neologismo ha preso il prefisso omo da omosessualit e lo ha unito a fobia per designare coloro che nutrono antipatia verso gli omosessuali. In realt omofobia significherebbe, semplicemente, odio verso gli esseri umani (i simili), concetto espresso anche col termine misantropia. Le parole non sono mai chiare quando il concetto non lo . La confusione delle parole sempre la confusione dei concetti. Non esiste un buon significante quando il significato permane oscuro. In un villaggio tra i monti dell'Andalusia, un giorno incontrai una bella signora che mi inform che il suo paese era molto antico e che era stato fondato dai fittizi. Probabilmente, la signora non sapeva granch dei fenici. Ma se il significante omosessuale discutibile e il significato cui rinvia altrettanto oscuro, definire omosessuali le persone che amano, convivono o formalizzano i propri sentimenti con altre persone dello stesso genere come dire che i filantropi sono quegli esseri che vanno a letto con tutti gli esseri umani. Il termine omosessuale si riferisce esclusivamente a una preferenza sessuale, ma qualcuno che ama qualcun altro del suo stesso genere fa molto di pi che interagire sessualmente con lui. Tacciare di omosessualit qualcuno che ama una persona del suo stesso genere equivale a trasformarlo in un individuo che fa della sua preferenza soltanto un atteggiamento di interazione sessuale. Come chiameremmo la persona casta che ama quelli del suo genere? Per ovvie ragioni, non ho avuto molti rapporti sessuali con maschi omosessuali, ma ne ricordo uno. Gay il termine che la comunit di San Francisco scelse per designare i propri appartenenti maschi e che si consolida a New York alla fine degli anni Sessanta. Lesbica un termine di uso pi antico, attestato gi nella letteratura ottocentesca. Gay sembra derivare dal latino gaudium (allegria), connotazione festosa che mantiene nella lingua anglosassone. Lesbica si associa all'isola greca di Lesbo, dove risiedeva la poetessa Saffo, circondata da un folto gruppo di donne, cui dedicava poesie. Nei primi tempi in cui il termine fu in uso, la lesbica non era necessariamente una donna che amasse o interagisse sessualmente con altre donne, ma una donna che condivideva vita e ansie culturali con altre donne. Entrambi i termini intesero e intendono tuttora supplire al generico omosessualit.

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L'acronimo comunemente usato per riferirsi alla comunit omosessuale Glbt, vale a dire gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Conobbi Marcos nella primavera del 2003 a Barcellona a casa di un'amica comune, durante una festa per il suo trentesimo compleanno. Di grande fascino e di modi educati, aveva un'aria malinconica che lo rendeva particolarmente desiderabile. Fui io a cominciare la chiacchierata, che divenne subito divertente e cordiale, mano a mano che la festa si svolgeva. Aveva letto Diario di una ninfomane e dimostr molto interesse per il mio percorso di vita, per cui parlammo pi di me che di lui. Entrambi scoppiammo a ridere quando la padrona di casa, pi sbronza che mai, cominci una danza del ventre alla fine della quale l'unica cosa a rimanere coperta fu proprio il ventre. Alle tre del mattino Marcos si offr di accompagnarmi a casa. Capire significa saper dire la parola. Promiscuit deriva dal latino promiscere, che significa qualcosa come propenso a mescolare. Si potrebbe dire, allora, che il lavoro di un pittore promiscuo o che un'insalata russa frutto della promiscuit di un cuoco. Tuttavia, nell'uso comune la promiscuit rimasta relegata all'interazione sessuale con un numero assai vario di partner. Il desiderio maschile penalizzato in pochissimi casi. Lo abbiamo visto, per esempio, quando abbiamo tentato di trovare un termine dispregiativo che equivalga, per i maschi, a quello di ninfomane. Il desiderio maschile debordante sinonimo di virilit, di sintonia con il genere, espressione dell'ansia di potere del conquistatore, la comprensibile bava alla bocca del predatore. Il desiderio maschile naturalmente giustificabile, ma quello femminile culturalmente depravato. Nel caso dei gay, tuttavia, la libido maschile penalizzata ed etichettata come promiscua. Il luogo comune secondo il quale le relazioni amatorie tra maschi sono condannate anticipatamente in ragione della promiscuit dei membri suscita la diffidenza tra gli stessi amanti. La promiscuit il preliminare del sospetto. Non dobbiamo dimenticare che, non troppo tempo fa, essere gay significava trasformarsi in un possibile soggetto contaminante. Nei giorni nei quali l'Aids occupava le prime pagine dei giornali, perfino dare la mano a un gay era esporsi a un irrimediabile contagio. Pi o meno quello che pu succedere oggi sedendosi vicino a un fumatore attivo. La causa di questa vergogna era e continua a essere la promiscuit. E la promiscuit diventa una vergogna. Sul portone accett il mio invito e sali in casa. Fumammo un ultimo spinello e mi inform, tra risate un po' sceme, che probabilmente il suo ragazzo stava cominciando a preoccuparsi. Devo ammettere che il commento fece improvvisamente sparire in me gli effetti della marijuana. Mi alzai e dissi che s, era probabile che il suo compagno fosse in pensiero e che era meglio che se ne andasse. Marcos not la mia rabbia e mi spieg che era perplesso a causa dell'attrazione che provava per me. Appoggiai la mano sul cavallo dei suoi pantaloni, abbassai delicatamente la cerniera e presi in mano il suo membro eretto. Mi domand di aspettare un momento... e cominci a parlarmi di Ramn. Sono ancora in contatto con Marcos. Di solito parliamo di sesso e della sua condizione emotiva. Alla fine, si spos con Ramn. Mi trovavo in Inghilterra quando si celebrarono le nozze, e, a quanto mi rifer, fu una bella cerimonia. Poco tempo fa, mi ringrazi di nuovo per aver tenuto in mano, quel giorno e per un attimo, il suo pene eretto. A quanto pare, gli insegn alcune cose, per esempio che il suo amore per Ramn non era una faccenda di genere e che la sua fedelt non era un problema di desiderio. E anche Marcos mi insegn molte cose, per esempio che c' ancora molto da capire e che nei rapporti tra i generi o nel collettivo umano Glbt i confusi giochi di parole significano poco e che, forse, gli acronimi sono limitati.

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Il sesso comporta molti pericoli Quella mattina, quando accesi il televisore nell'albergo di Buenos Aires dove alloggiavo, stavano dando la notizia del suicidio collettivo d una setta. Si avvicinava il terzo millennio e aspettavano una catastrofe ecologica che avrebbe fatto finire in maniera apocalittica l'epoca in cui vivevamo, la polizia portava via i corpi dei seguaci coperti da lenzuola, tra lo stupore dei vicini. Del leader della setta non si sapeva nulla, se non che non era tra i defunti. Niente ci rende pi docili della paura. E niente pi timorosi della disinformazione. Tutto rumore per chi ha paura disse Sofocle. Per un certo tempo vissi alle spalle di Esteban. Lo avevo conosciuto poco dopo aver pagato i grossi debiti che avevo accumulato per essermi impuntata su chi non dovevo, ma che desideravo. Esteban non aveva molte qualit, salvo quella dei soldi... e questa qualit di solito dispensa dalle altre. Esteban era quello che si dice un rompiscatole. Un attivo passivo, uno di quelli che si presentano come sottomessi e comprensivi, ma che pretendono che la tua vita giri ininterrottamente intorno a loro. Uno di quelli che dominano, o pretendono di dominare, lamentandosi, che non azzannano come squali, ma rosicchiano come topi. Uno di quelli che amano se stessi attraverso l'altro, e si mettono a tua completa disposizione soltanto perch tu faccia quello che fanno loro. Uno di quelli che offrono amore a pagamento senza sconto per pagamento immediato. E parlano d'amore perch non sanno amare. Una di quelle persone assai pi facili da trovare che da descrivere. Un rompiscatole. Educhiamo con la paura pi che con la comprensione. Sulla base del senso di colpa nevrotizzante pi che della soddisfazione. Insegniamo a un bambino che se infila le dita nella presa di corrente subir una scossa letale, ma dimentichiamo di raccontargli che la corrente elettrica quella che gli permette di vederci in faccia quando di notte gli rimbocchiamo le coperte. Educhiamo alla vita per astenerci dal vivere, non per vivere senza astenercene. Suscitiamo paura prima di insegnare che cosa bisogna temere. E questo, di solito, provoca il contrario (perch la paura genera i paurosi); da qui nascono i maleducati, che mordono per il timore di essere morsi, che eccedono per paura di essere limitati, che urlano per paura di non essere sentiti e che si comportano in modo insensato per paura di dover trovare un significato. Senza che abbiano imparato a mordere, senza che sappiano che cos' l'eccesso, senza che abbiano alcunch da dire o senza che conoscano la difficile abitudine di trovare significati. Il sesso sempre stato un problema nella nostra educazione. Perch nel discorso normativo sul sesso il sesso un pericolo. Abbiamo fatto del sesso un'attivit a rischio a fronte della quale occorre comportarsi con tutte le riserve del mondo, con tutte le apprensioni e con tutte le diagnosi, per non accendere l'interruttore della luce: non sia mai che restiamo attaccati alla presa. E' questo il motivo per cui, nell'educazione sessuale e nella comprensione del fenomeno sesso, il grande tema che si affronta la prevenzione. Ma quest'ultima, per una persona mediamente ragionevole e di qualsiasi et, si risolve in due lezioni: a) se pratichi il coito, usa il preservativo; b) se uno dei due non vuole, non avere rapporti sessuali. Fermarsi alla prevenzione o alla didattica della prevenzione, e illustrare fino alla noia la condanna che comporta la mancata prevenzione, significa fare di ci che non bisogna fare ci che . come se, per insegnarci a parlare, i nostri maestri cominciassero dalle parolacce che non dobbiamo dire, chiedendoci di elencarle in bella grafia sul nostro quaderno a righe. Senza insegnarci che il linguaggio serve, per esempio, a parlare con chi amiamo. Non ho mai preteso da Esteban pi di quanto consideravo giusto come retribuzione per sopportare la sua stupidit. Mi eccitava sapere che potevo spennarlo, pi che spennarlo. E poi sono sempre stata limitata nelle spese. Esteban aveva un'altra particolarit: era pauroso, e questo lo rendeva particolarmente malleabile. Voglio lasciare l'appartamento; la zona centrale comoda, ma ne ho visto uno magnifico nella zona sud. Lui ci pensava su un attimo. Valutava la pericolosit del quartiere. Si immaginava di transitare in

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piena notte per quelle viuzze, senza trovare un posto per la sua Mercedes. E faceva qualsiasi cosa perch traslocassi in uno della zona alta. In questo caso, contratt con l'Api9 un affitto pari a quello che stavo pagando per il mio appartamento, e in cambio avrebbe inserito l'agente in non so quale consiglio di amministrazione. ...lo sai che farei qualsiasi cosa per te. Ora poteva vedersi mentre parcheggiava la Mercedes e mentre percorreva i quartieri dove si sentiva sicuro. Cos, potei traslocare nell'appartamento che avevo visto due mesi prima e il cui affitto fino a quel momento non potevo permettermi. Ma se simulare un orgasmo semplice, niente stanca di pi che parlare d'amore con qualcuno che non sa che cosa significhi. Vaffanculo. Ma, tesoro, come puoi dirmi questo con tutto il bene che ti voglio? Ecco. Impieg tre mesi a diventare il sugar daddy di Dragana, una mia conoscente, di nazionalit serba e arrivista di professione che, per quanto ne so, non ebbe riguardi a dirgli che lo amava... In cambio, certo, di un appartamento di propriet e la Mercedes intestata a suo nome. E in cambio dello smisurato senso di paura di un narcisista, Dragana si fece anche una pelliccia di visone. Nel processo di condanna del sesso, non c' soltanto il parlare del sesso come di qualcosa da cui proteggersi. C' anche la volont di trasformarlo nell'autore del delitto, come il povero maggiordomo dei romanzi gialli. Parlando di reati sessuali, per esempio, dimentichiamo che il sesso non commette reati; che il reato lo commette il delinquente usando il sesso, ma non il sesso in quanto tale. Per un reato che si compie ai danni di un appartamento o di un'automobile non viene certo creato il reato appartamentistico o il reato automobilistico. Non parliamo neppure di reati del linguaggio quando qualcuno fa un cattivo uso della nostra condizione di esseri dotati di linguaggio per offendere un altro, Per questo usiamo termini come ingiuria, calunnia o diffamazione, parole nelle quali non il linguaggio ad aggettivare il reato. Perch non avrebbe senso. Sono i delinquenti a commettere reati, ovunque siano e qualsiasi cosa facciano. Analogamente impensabile parlare di delitti amorosi; perch l'amore non perpetra delitti e in nome dell'amore non si pu perpetrare un delitto. Non concepiamo che si possa delinquere facendo uso dell'amore. E perch non ci risulta ugualmente inimmaginabile col sesso e continuiamo a parlare di reati sessuali? Il vero pericolo per la sessualit umana credere che il sesso sia qualcosa di intrinsecamente pericoloso, non educando ai suoi piaceri (come si pu educare al civismo), e continuando a parlare di privazioni. Cos, in un modo o nell'altro, finiremo per uccidere la nostra stessa umanit, in un suicidio collettivo. Come fecero gli appartenenti a quella setta. Suicidandoci per paura della morte, per paura di un asteroide che non mai caduto.

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Il sesso pu indurre dipendenza


Nel castello di Bitov, in Moravia, s trova la pi importante collezione di cani imbalsamati del mondo. Ci sono 51 cani di razze differenti. Noi esseri umani ci abbandoniamo a qualsiasi cosa. E qualsiasi cosa pu canalizzare la nostra passione in maniera irrefrenabile. Persino collezionare cani con occhi di vetro. Il termine adict10 (dipendente) deriva dal latino adictus, che significherebbe privo di discorso o privo di parola. Serviva a definire quelle persone che seguivano ciecamente una guida senza mai contraddirla n obiettare alcunch, senza prestare molta attenzione alle sue parole. Oggi chi intende curare e non sanzionare la tossico-dipendenza, la definisce quel consumo o quella pratica che si impone alla propria volont di non consumare o non praticare. Un elemento indicativo del livello di dipendenza sarebbe l'impossibilit di condurre una vita normale, sempre che tale impossibilit sia accompagnata da una palese sofferenza. Questi stati di dipendenza sono noti fin dall'antichit in relazione a certe sostanze o certi credi religiosi. Ma non in rapporto al sesso. Lo psichiatra Joan Romeu, un luminare nel suo campo e un mio grande amico, solito salutarmi con questa espressione: Cara Valrie, la mia ninfomane preferita!... Poi si interrompe un attimo e, con un'aria sempre pi beffarda, conclude: ...e l'unica che conosco. Il fatto che il dottor Romeu, che esercita la professione di psichiatra da pi di 35 anni, con particolare attenzione alla cura delle tossicodipendenze, non conosca altre ninfomani e che io sia l'unica che conosce (io, che sono pi dipendente dal fumo che dal bacio, e dalle rivendicazioni che dalle scopate) piuttosto significativo. Quando una rete televisiva autonomistica andalusa mi propose di realizzare una serie di servizi giornalistici, uno dei quali avrebbe riguardato la dipendenza dal sesso, mi misi in contatto con Joan e con un buon numero di professionisti alla ricerca di una testimonianza di prima mano che spiegasse il significato di tale dipendenza. John Dos Passos scriveva che l'unico elemento che pu sostituire la nostra dipendenza dal guardare al passato la nostra dipendenza dal guardare al futuro. Memoria e speranza sono due cause di dipendenza. Come i tappi a corona, come le slot machine, come l'alcol, come l'amore, come le auto sempre pi grandi. O come nessuna di queste, perch, mentre esistono sostanze che inducono dipendenza, che ci portano ad amarle al di l di noi stessi, non esistono cause, bens solo psicologie di dipendenza. Niente, n l'eroina n l'alcol, in quanto sostanze, n il gusto del rischio, la fede o la malinconia, come attivit, sono di per s cause di dipendenza. Soltanto l'uso che ne facciamo pu trasformarle nell'oggetto di una dipendenza. Le tossicodipendenze, come le farfalle, si classificano. Ma, mentre nel caso delle seconde si seguono criteri morfologici e scientifici, le tossicodipendenze rispondono a parametri morali. E la morale, assai pi che includere ed escludere, discolpa o condanna. Nel caso della dipendenza dal sesso, si colpevolizza il sesso pi che la dipendenza. Parlare di sessodipendenza significa pronunciare una triplice condanna: la dipendenza vera e propria, l'essere considerati dipendenti e il sesso. Come abbiamo gi sottolineato, curioso che il termine sesso tenda a essere usato come aggettivo; a volte per dimostrare che il sesso si pu capire soltanto a partire da altri terreni che non sono il sesso vero e proprio (parliamo di antropologia sessuale o psicologia sessuale, raramente di ci che il sesso rappresenta e che definito dalla sessuologia), e altre per connotare un reato che stato specificamente commesso in suo nome (reato sessuale o abuso sessuale, mentre questi sono semplicemente un reato o un abuso). Quando il sesso abbandona la propria condizione

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di aggettivo, solitamente le cose non sembrano migliorare. Un dipendente dal gioco un ludopatico, dal furto, un cleptomane, dall'alcol pu essere un dipsomane o un alcolista, ma un dipendente dal sesso non un sessopatico o un sessomane, no, un sessodipendente. E chi dimostra grandi doti nell'uso dell'arte amatoria non un talento sessuale, bens un bravo amante. Essere ben dotato, in un contesto sessuale, non significa agire con intelligenza nel gestire la propria sessualit, ma soltanto avere genitali grandi. Elucubrazioni mie. Maite si mostr restia e confusa. Un noto psichiatra di Barcellona mi parl di lei con una certa riservatezza, riferendomi della disponibilit della paziente a portare la sua testimonianza purch, durante la trasmissione o al momento della registrazione, ne oscuratissimo il viso. Era sposata da qualche anno con un fanatico che pretendeva in casa sua una rigida disciplina religiosa. Aveva un figlio di circa sei mesi, e non aveva dubbi su chi fosse il padre. Tentai di farla rilassare, senza successo. Quando le domandai di spiegarmi un po' meglio in che cosa consistesse la sua dipendenza, balbett che non riusciva a resistere alla tentazione di cedere alle avance di alcuni compagni di lavoro. Quando le chiesi di quantificarmi il numero di rapporti casuali o stabili che aveva avuto, per esempio, nel corso dell'ultimo anno, mi rispose due. Le domandai se al momento aveva una relazione extraconiugale e lei rispose di no. Che si stava curando. Dopodich, sempre confusa, ma meno inibita, mi parl dei sentimenti contraddittori e della sofferenza che provava nel desiderare la ragazza che veniva il marted o il ragazzo della guardiola all'ingresso. Non posso evitarlo... Insistetti nel chiedere se avesse avuto rapporti erotici con uno dei due. Rispose di no, che doveva essere merito della cura. Domandai se, prima della cura, ne avesse avuti. Lei esit e infine neg, ma aggiunse di aver sofferto pi che altro per essere stata distratta dal suo lavoro, prova irrefutabile della sua dipendenza maniacale dal sesso. Non seppi cos'altro chiedere. La ringraziai. Mentre toglievano il microfono all'ospite, chiesi al medico il motivo per cui mi aveva proposto quella testimonianza. A lei piace pensare di essere sessodipendente. La diagnosi se l' fatta da sola, io... be', a volte meglio curarli per malattie che non hanno. Ascoltata l'intelligente risposta dello specialista, lo convinsi a tornare il giorno successivo per un'intervista. Salutai Maite con un cenno e mi allontanai rapidamente... non volevo correre il rischio che mi immaginasse nuda, proprio quel giorno che non mi ero sistemata il pube. Con le ninfomani non si sa mai... La dipendenza dal sesso riguarda determinati tempi e determinati costumi. Oh tempora, oh mores! diceva Cicerone, quando ancora non esisteva la dipendenza sessuale. Negli Stati Uniti esiste un'infinit di associazioni locali, statali e federali di solidariet e sostegno per questa autentica piaga che devasta il paese, mentre in Europa i malati vanno cercati come Diogene cercava l'uomo: con una lanterna e la pazienza di un cinico. A quanto pare, pi una societ rigida sul piano sessuale, pi sessodipendenti ci sono. Quando non si pu fare niente, qualcosa gi troppo. Forse, ci che manca a un sessodipendente non un uso normale della propria sessualit, ma un ordine etico sempre sensibile alle questioni legate al consumo, e la sofferenza indotta dalla dipendenza causata pi dal violare la castit e certi codici di comportamento che da qualsiasi altro motivo. Una sofferenza che non ha origine all'interno di se stessi, ma all'esterno, rappresentato dagli altri. Forse il sessodipendente un malato il cui sangue rivela non un livello troppo alto di sesso, ma una carenza di morale, un uso troppo limitato di puritanesimo. Forse la sessodipendenza non una dipendenza dal sesso, ma dalla colpa. Se imbalsamassero i colpevolizzati...

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La pornografia volgare e l'erotismo elegante


E ho chiesto all'amore il sonno dell'oblio; ma l'amore un giaciglio pieno d'aghi, e non serve che a dissetare perfide puttane! CHARLES BAUDELAIRE, La fontana di sangue, I fiori del male I fiori del male un libro di poesie un tempo considerato pornografico. Il 21 agosto 1857 Charles Baudelaire fu condannato a pagare trecento franchi per averlo pubblicato, e fu accusato di oltraggio alla morale pubblica. Baudelaire fu riabilitato dalla Corte di cassazione francese nel 1949, 82 anni dopo la sua morte. Il termine pornografia un'invenzione vittoriana. Prima dell'Ottocento non era in uso, non solo perch non esisteva, ma perch non c'era la necessit di evidenziare l'aspetto morale dell'assistere a scene o racconti maliziosamente erotici. Pertanto, pornografia, come termine, un giudizio che differenzia le persone colte che assaporano da quelle ordinarie che trangugiano, sorto all'interno di una nuova concezione puritana di ci che deve essere, continua a essere e mai stata la sessualit umana. Parrasio stato forse il primo pittore di puttane. Cittadino ateniese, bench fosse nativo di Efeso, visse tra il quinto e il quarto secolo a.C. Nessuno tacci di pornografia le grafias di Parrasio, cui piaceva raffigurare qualche pome (prostituta). Parrasio fu il primo pornografo, anche se non lo seppe mai. Lo sguardo che sempre incrimina, in quel momento, aveva gli occhi chiusi. La scoperta dei ginecei (le stanze delle donne) e dei bordelli tra le rovine di Pompei ed Ercolano, all'inizio dell'Ottocento, offr un discreto numero di immagini stuzzicanti. Il pericolo sorse subito; che cosa avrebbero fatto menti abbruttite e ignoranti con quel materiale sensibile? La maggior parte degli affreschi and a finire in collezioni erotiche private (solo i ricchi erotomani potevano mettere insieme collezioni), mentre quelli che si ritenne dovessero restare di propriet pubblica furono confinati dal duca di Calabria nel 1819 nel Gabinetto degli oggetti osceni, cui avevano accesso visitatori di et matura e moralit accertata. Gli inizi della fotografia, che permisero la facile diffusione di immagini di qualsiasi tipo, consolidarono l'impiego del termine pornografico, con un crescente riferimento implicito a chi osservava l'immagine pi che al contenuto della stessa. I primi film erotici furono davvero tali: erotici e non pornografici; gli unici a poterli vedere erano le classi ricche, i nobili e la monarchia. Diceva Andre Breton (o Alain Robbe-Grillet o Eric Losfeld o Woody Allen): La pornografia l'erotismo degli altri. L'una e l'altra si distinguono non in relazione a quello che si osserva, ma in relazione al modo in cui si osserva, a seconda che vi si legga la differenza tra ci che depravato e ci che virtuoso piuttosto che tra una spalla che spunta e una vulva che si espone. A quel tempo, vivevo in un appartamento al pianterreno. Dai miei vicini mi separava un piccolo cavedio, dove andavano a finire le mutandine di quella del primo piano o le cicche dello studente del terzo. La finestra della mia stanza dava sulla camera da letto dei miei vicini. Quella notte d'estate, spensi la luce e rimasi in piedi dietro le tende. La vidi passare davanti alla finestra, con il petto scoperto e quello che mi parve un tanga di pizzo, quando lui suon alla sua porta. Trascorse pochissimo tempo tra l'arrivo del visitatore e l'ingresso dei due nella camera. Non avevo mai visto quell'individuo. Nel dialogo che riuscii a sentire, lui si assicurava che il marito non sarebbe tornato per quella notte. Lei conferm e nel riquadro formato dalla finestra lo baci. Formalmente la composizione di una situazione erotica pu differire da un'altra di carattere pornografico nel modo in cui viene trattato il concetto di esplicito. La costruzione erotica non rende una situazione esplicita, ma fa presumere che in qualche momento la diventer. un divenire, una promessa. La costruzione pornografica presenta una situazione esplicita in uno scenario chiuso,

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preconcepito, dato. Tutto quello che si pu svelare si svela e tutto quello che non viene svelato diventa accessorio, superfluo, inessenziale. Nell'erotismo, la simulazione fondamentale, la simulazione diventa il paradigma della rappresentazione erotica. Nella pornografia, si cerca di eliminare la simulazione per rendere reale la rappresentazione. Nel cinema erotico, per esempio, gli attori recitano, simulano; nel porno, i protagonisti intervengono, fanno. Entrambi, erotismo e pornografia, agiscono sulla nostra pulsione scopica, quella che porta sempre il nostro sguardo a tentare di svelare ci che nascosto, di scoprire l'osceno (ci che sta fuori della scena) per riconoscerci. Tuttavia, mentre l'erotismo la stimola, la pornografia pretende di soddisfarla. La stessa pulsione scopica che, per esempio, ci spinge a seguire trasmissioni televisive (pornografiche) che si intromettono nella vita degli altri, i reality o i programmi strappalacrime (la cosiddetta televisione spazzatura). Erotismo e pornografia sono utili attivatori della libido. Poich entrambi sono una rappresentazione, anche se la pornografia tenta di evitarlo, i nostri ingranaggi del desiderio completano l'opera e si proiettano nella funzione che i due attivatori ci trasmettono. Sotto questo profilo, non credo che, contrariamente a quanto si soliti pensare, un'impostazione erotica sia pi eccitante di una pornografica. Dipende semplicemente dal voyeur, dal testimone che osserva, perch i meccanismi di stimolazione appartengono unicamente ed esclusivamente a lui. Una precisazione: i modi di rappresentare il nostro essere sessuale non predeterminano nessun giudizio morale n estetico. Un delitto un delitto, indipendentemente dalla sua buona o cattiva pianificazione, e un'opera di genio un'opera di genio, indipendentemente dal tempo impiegato per elaborarla. Erotismo e pornografia sono due forme di esibizione, due proposte di esposizione, non due giudizi di valore sulla moralit di chi li costruisce o di chi li osserva. L'ospite la abbracci da dietro e la mia vicina appoggi le mani sul cardine della finestra con un gesto di appagamento. Il suo volto si sporse verso l'esterno di qualche centimetro. Mi appiattii contro il muro per evitare di essere scoperta, mentre scostavo leggermente la tenda per poter vedere attraverso la fessura lasciata. Osservai come, da dietro, lui le toccava un seno con la mano sinistra, e con la destra le abbassava il tanga. Li udii bisbigliare e ansimare quando lui cominci a stringerla da dietro. Lo slancio port lei ad allungare le braccia e a proiettarsi in avanti, in modo tale da cambiare l'inquadratura. Non vidi pi la sua faccia, ma in compenso apparve la linea superiore del pube. Quella notte, l'erotismo degli adulteri fu la mia pornografia. Se fu Eros a dare il nome all'erotismo e una puttana qualsiasi alla pornografia, sembra che gli inventori di questi termini avessero chiaro ci che intendevano designare nei rispettivi casi, ma dietro entrambi non c' un virtuoso o un depravato, soltanto qualcuno dotato o privo di talento, e davanti non c' un esteta o un vizioso, bens qualcuno che guarda attraverso le tende o smette di guardare! I fiori del male, prima di essere male, sono fiori...

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Religione e sesso non vanno d'accordo


Quel pezzo era senz'altro l'inizio della bandierina che stava in cima all'albero. Tuttavia Raisha tentava di metterla ai piedi dell'anatra, tra il riflesso dell'acqua e la ninfea. Non vedi che non si incastra? Questo pezzo non c'entra con gli altri con cui lo stavi mettendo... deve andare nel palo. Raisha faceva orecchio da mercante Voltava il pezzo e tentava ancora di metterlo nello stesso posto. Poi, lo metteva da parte e continuava con altri, finch le sue dita si imbattevano di nuovo nel primo pezzo, come senza volere. Quando il campanello suon e mentre ci preparavamo a salire nel salone, Raisha, furiosa, butt via il pezzo. Perch invece di buttarlo via non lo metti dove ti ho detto? le domandai, mentre finivo di abbottonarmi la camicetta. Perch questo fottuto pezzo non mi piace rispose. Durante la composizione di un puzzle di cinquecento pezzi in uno dei tempi morti che passavamo al bordello A volte preferiamo restare fedeli alla nostra stupidit che risolvere un conflitto. Raisha, una ragazza capricciosa che lavorava nella casa da due anni, era cos. Di origine russa, ma di padre italiano e madre lituana, non andava d'accordo con Louise. Eppure Louise le aveva offerto lezioni di spagnolo, la possibilit di dormire a casa sua e non nella pensione malfamata dove stava, e di badare alla figlia mentre Raisha lavorava, perch non fosse costretta a lasciarla a un amico bulgaro, le cui intenzioni erano poco chiare. Ma Raisha non voleva fare amicizia con Louise. Sotto il malanimo nei suoi confronti si nascondeva la paura di Raisha, la sua insicurezza perch la considerava pi bella e pi abile di lei, e la sua amarezza perch non capiva la gentilezza senza secondi fini di Louise. Raisha, tuttavia, non faceva altro che parlare di lei tutto il giorno (anche se era per criticarla) e ogni comportamento di Louise era l'occasione per atteggiarsi nel modo opposto (se Louise sorrideva, lei si accigliava, se Louise scherzava, lei si lamentava). Di solito riteniamo incompatibile con noi ci che non capiamo, ed pi consolante provare paura per ci che non capiamo che soddisfazione per ci che comprendiamo. La religione si comporta allo stesso modo nei confronti del sesso. Forse per questo che le religioni della mortificazione e della castit sono quelle che dipendono maggiormente dalla sessualit umana. Ammirare, etimologicamente, significa mirare, guardare verso; le religioni della santa crociata contro il sesso ammirano il sesso, eccome. E molto. Tant' vero che si pu definire una religione in base a come tratta la sessualit. Quando una religione ci dice che la sessualit una cosa sporca, peccaminosa, viziosa o immorale, ci sta dicendo, in realt, che quella una religione idealista, antimaterialista, irrazionale e penitente. Non bisogna dimenticarlo. La dipendenza che manifestano nei confronti del fatto sessuale umano tale da trasformare le religioni in autentici trattati sull'uso della sessualit (anche se in quei precetti non presente una sola riflessione sulla sessualit stessa, e nel cristianesimo, per esempio, gli unici ad assomigliare a un trattato amoroso sono i racconti di peccati raccolti nei libri dei confessori). Evitano l'approccio trattatistico soltanto quelle religioni che costituiscono forme di comprensione, che si impegnano a capire il mondo e l'uomo e non a elaborare strategie per usarlo e dominarlo. Sono talmente fissate sulla sessualit che queste vere e proprie scuole di proselitismo morale rivelato credono che sesso e morale siano la stessa cosa, che qualsiasi azione realizzata in base alla nostra condizione di esseri sessuati contenga implicitamente una regola morale sanzionatoria e una valutazione colpevolizzante. E finiscono per confondere i devoti con quelli che non lo sono, e che vivono immersi nella loro cultura improntata alla colpa. Troppo frequentemente la religione serve molto pi a regolare il traffico che a mettere in

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contatto l'uomo con il proprio senso dell'assoluto. Neppure questo da dimenticare. Quando di un sentimento umano eterno e originario come quello della trascendenza si fa una professione, accadono cose come queste. Quando non lasciamo parlare il sentimento, ma un professionista, costui, in suo nome, fa cose di questo genere. Il problema della religione sono i professionisti della religione e il problema dei professionisti della religione che fanno della religione il proprio mezzo di sostentamento. Un cliente di Louise era un sacerdote cattolico. Era un tipo particolare, ossessionato da due cose: fare sesso ed evitare di pagare le prestazioni di Louise (forse perch aveva fatto voto di povert...). Provo una certa simpatia per le persone capaci di mettersi in discussione, e mettere in discussione i dogmi per operare in modo coerente con le proprie convinzioni. E provo ripugnanza, invece, per chi predica bene e razzola male. Il prete di Louise apparteneva a questi ultimi. Nel bordello sbavava su tutto quello che gli passava accanto, mentre fuori continuava a pretendere dagli altri mortali morigeratezza sessuale e verecondia morale. Mai nei suoi occhi vidi un barlume di dubbio. Quando Louise, stufa della sua meschinit e della sua taccagneria, lo risped in parrocchia, lui si butt tra le braccia di Raisha. Andarono perfettamente d'accordo. A lei bastava sapere che la preferiva a Louise e all'altro bastava infilarlo seduta stante e gratis. I due misero in giro la palla che Louise soffriva di herpes genitale, costringendola cos ad abbandonare la casa. L'interpretazione del sesso come qualcosa di contagioso non ha sempre fatto parte integrante del cristianesimo. Numerose sono state le eresie che, anche all'interno di questa religione dell'amore fraterno, hanno tentato di conciliare l'uso della sessualit con la dottrina evangelica. Sappiamo come reagisce l'ortodossia nei confronti dell'eterodossia, e se in nome del Padre, ancor di pi. I fratelli e le sorelle del Libero spirito, un'eresia che risale al XII secolo, di origini gnostiche, negano qualsiasi autorit ecclesiastica terrena. Nel loro panteismo, teorizzano l'assenza del peccato (perch Dio il Tutto e il peccato Gli estraneo) e la realt dell'immolazione del figlio per redimere gli uomini dal peccato (Cristo, con il suo sacrificio, salv dal peccato l'uomo). Rifiutano, pertanto, i sacramenti (inutili, visto che non si pu peccare), ritengono l'inferno e il cielo stati spirituali (il secondo indotto dalla conoscenza e il primo dalla colpa dell'ignoranza) e proclamano il piacere come santificazione di Dio e il sesso come offerta alla sua manifestazione. Libertini e edonisti, furono tutti sterminati, alcuni, come sostiene Michel Onfray, giustiziati, altri, come Amaury de Bne, sepolti vivi, i loro resti bruciati e sparsi nei campi. Cosa non si farebbe in nome dell'amore e della carit cristiana... Beghini, goliardi, sarabaiti, picardi, adamiti, pietisti di Knigsberg, nicolaiti, flagellanti (che da asceti passarono a condannare soltanto i rapporti sessuali all'interno del matrimonio e a incoraggiare gli altri), carpocraziani... eretici, per lo pi mistici, che in maggiore o minore misura e partendo da ipotesi molto diverse, tentarono di realizzare una vera prassi dell'amore per il prossimo, dall'interno dei precetti del cristianesimo, mediante la dedizione volontaria dei loro corpi e grazie alla loro capacit di ricevere e dare piacere. Ma fare del mondo uno stato sensibile, dove la soddisfazione possibile, e della nostra sessualit un regalo da offrire quando viene chiesto e non una condanna non richiesta, qualcosa che coloro che preferiscono greggi a persone non tollerano misericordiosamente. La logica masochista nella quale non c' altra ricompensa se non quella prodotta dall'esaltazione della sofferenza ha molti pi seguaci di quelli che troviamo ai piedi delle padrone. Questi, almeno, sanno quello che fanno, non impongono le proprie preferenze a proseliti e trasformano la mortificazione in piacere erotico (non la mortificazione in mortificazione), e forse per questo, e per il fatto di essere il ritratto ironico di quelli che non si riconoscono come tali, sono emarginati. L'orgia (la celebrazione di Dioniso) l'atto di liberalit per eccellenza, di spoliazione di ego viziati alla ricerca di qualcosa che li trascenda. Esiste solo un piacere da perseguire: il piacere comune, l'unit di intervento la comunit, non gli individui. una manifestazione religiosa paradigmatica. In essa si sintetizzano e si mettono in atto tutti i princpi concettuali che

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costituiscono il fenomeno religioso: la manifestazione dell'amore per la divinit nel prossimo, l'amore per l'altro che si costituisce come Io mediante la dedizione gratuita ed esemplare, la trascendenza per raggiungere misticamente (senza confessori n mediatori) una comunione diretta con il divino, la generazione di un comportamento che persegue il piacere.., Senza dipendere dai sistemi di controllo sociale, per dimostrare che siamo qualcosa di pi del modo in cui ci definiscono e per contravvenire al codice della strada, inutile nelle lande desolate. Essendo moralmente etici. Le espressioni di piacere sono spesso invocazioni alla divinit. Dio compare molto di pi negli orgasmi che nelle discussioni teologiche. Sono stati necessari secoli di repressione carnale, di mortificazione dei sensi e di nevrosi da colpevolizzazione per dimenticare ci. E per trasformare l'orgia in quello che oggi l'orgia. Sesso e religione sono pezzi di uno stesso puzzle, nel quale il modello l'essere umano. Un puzzle di milioni di pezzi, affinch i saggi passino la vita a completarlo, mentre i pavidi, quelli che buttano via i pezzi che non gli piacciono, non completeranno niente. Anche se sono convinti del contrario e ce lo dicono dall'alto di una cattedra. Perch per loro non esiste altro modello che quello che si sono inventati, n altro montaggio che quello che sono capaci di realizzare. Perch confondono un pezzo con il puzzle.

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La stimolazione anale cosa da omosessuali


Bruno e increspato come un garofano viola respira, umilmente rannicchiato tra il muschio, umido ancora d'amore, che segna il dolce pendio delle natiche bianche fino all'estremo dell'orlo. PAUL VERLAINE e ARTHUR RIMBAUD, Sonetto del buco del culo11 La virt, come tutte le catalogazioni morali, stata, come recita la celeberrima aria dal Rigoletto di Verdi a proposito della donna, mobile, qual piuma al vento, muta d'accento, e di pensiero. stato, e continua a esserlo, l'immutabile codice morale a presiedere alla nostra sessualit. Tra le pratiche virtuose, proprie del maschio (il vir latino), nell'integerrima Roma antica, c'era la sodomia. Ma le regole virtuose, la morale di allora, pretendevano che il virtuoso fosse un soggetto attivo: costui penetrava sempre con qualcuno di classe inferiore, uno schiavo o un homo (un uomo schiavizzato, definito dal codice humanitas del dominato, non dalla virtus del dominatore). Non si contemplava l'et del soggetto sodomizzato e ancor meno il genere, soltanto la classe sociale e la mascolinit con la quale veniva perpetrata la sodomia. L'ano era un'ulteriore porta d'ingresso per i maschi virtuosi e il retto un condotto del tutto rispettabile. Le leggi che fanno della nostra sessualit un fatto produttivo, procreativo, nel quale la vagina e il coito sono il mezzo e la pratica, non sono sempre state cos radicate, almeno in un periodo in cui l'omosessualit non era malvista, n benvista, dato che non esisteva neppure. Di questa virtus romana, che permetteva l'accesso carnale dalla retroguardia senza farne un orientamento sessuale, sembra siano rimasti solo i virtuosi maschi eterosessuali di oggi che danno e non ricevono. L'ospite tentava di dare una spiegazione della differenza tra preferenza e orientamento sessuale. La presentatrice aveva gi taciuto per troppo tempo, ben undici secondi. Allora quale sarebbe l'orientamento di Superman? chiese, anche se tutti ignoravano, forse eccetto lei, a che proposito avesse posto quella domanda. L'intervistata esit sconcertata, ma tent comunque di rispondere. Troppo tardi. La presentatrice si rispose da sola: Bene... Superman antracite. Presi nota della risposta. Scossi un po' i capelli, chiusi le labbra per togliere il rossetto in eccesso e mi preparai a entrare in scena. Dopo questa chiacchierata, iniziava la mia parte di programma. Credo che sia stata la psicanalisi la prima a stabilire il concetto di orientamento sessuale, come quello di pulsioni o di stati latenti. Quella stessa psicanalisi che ha fatto della scoperta del senso di colpa la ragione del senso di colpa. Nelle sedute psicanalitiche, il paziente crea il proprio senso di colpa, sotto la guida capace dello psicanalista narrante. Lo psicanalista si trasforma in una specie di tutore all'interno di questa scuola di scrittura che guida e orienta lo psicanalizzato nell'elaborazione del proprio senso di colpa. La terapia dura per tutto il tempo necessario a scrivere il senso di colpa. Cos, parlare di orientamento sessuale invece di preferenza un buon argomento per definire una colpa e fare dell'ano il personaggio centrale della storia, una buona risorsa. Nel sesso che vogliono imporci, bisogna essere, non preferire. E, a seconda di quello che sei e non di quello che preferisci, devi usare l'uno o l'altro. Cos molto pi semplice. Fare dell'antracite (o della criptonite) un orientamento sessuale tutt'altra storia. Due dati non mi escono dalla testa: 1. Il buco pi sporco del corpo (quanto alla concentrazione di batteri che vi sono contenuti) non l'ano, ma la bocca. 2. Il retto contiene pi terminazioni nervose della vagina. Il cinema porno eterosessuale non contempla mai che a qualcuno dei dotati datori vengano

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introdotti corpi estranei di varia natura nel retto. Nel cinema porno gay, invece, la sodomizzazione un momento chiave della messa in scena. L'osservatore eterosessuale si convince ulteriormente nella difesa del suo sacro buco anale, mentre l'omosessuale si vede spinto a sollecitare il libero transito per la parte finale del suo intestino. Di nuovo, bianco e nero. Sappiamo che il porno preferisce consolidare questo modello, che metterlo in discussione. Le scene realizzate costituiscono un'accurata scelta di ci che la normativa del discorso morale sul sesso stabilisce, rappresentandolo nel modo pi conformistico possibile. Nonostante i numerosi aspetti specifici affrontati dal porno (bestialismo, feticismo, coprofilia...), si ricorre a quanto di pi omologato e conformistico contenga ciascuna di queste specificit erotiche. Nel culo! esclam Jean-Marie quando lo speaker domand dove si doveva collocare la nuova riforma dell'istruzione che si stava per approvare. Accadde durante una delle tante mobilitazioni cui partecipavano in quegli anni in Francia gli studenti universitari come me. Jean-Marie era un anarchico omosessuale che, in una notte di sbronza (tanto frequenti quanto i giorni della mobilitazione), mi confess l'angoscia che suscitava in lui la pratica della penetrazione anale. Proprio lui, che era solito parafrasare la frase di uno dei suoi ideologi politici: Il culo, nell'uomo, la parte pi spregevole dell'anatomia; nella donna, il luogo dove ha sede la sua dignit. Una frase con la quale, forse, non sarebbero stati molto d'accordo i raffinati esegeti del terzo occhio, Verlaine e Rimbaud. La palpazione rettale, oltre che una scienza, un'arte. Esistono malattie a trasmissione sessuale Mauro mi si avvicin e mi sussurr: L. Il giorno dopo, mi svegliai raffreddata. Tra le malattie trasmesse dalle chiacchiere, oltre al catarro e alla malinconia, tendo a evitare la stupidit e l'influenza. Quando mi si avvicina uno stupido, lo prego sempre di non parlare. Le parole sono un pericolo. La definizione malattie veneree in disuso. Troppo ambigua e generica, in tempi in cui Venere poco conosciuta e ha smesso di essere oggetto di culto. stata sostituita con malattie a trasmissione sessuale (o Mts, per coloro cui non piacciono le tiritere, non si sono laureati in una scuola tecnica superiore, o temono, dicendo l'espressione estesa, di beccarsi un malanno) e, pi di recente, con infezioni a trasmissione sessuale. Per, mentre si discute se si tratti di malattie o infezioni, nessuno sembra dubitare che la modalit di trasmissione di questi acciacchi sia il sesso. L'uomo nero con il suo sacco responsabile di tutto. Pi grande il sacco, pi numerose sono le atrocit che gli si possono attribuire e maggiore la paura che pu provocare. strana l'escalation di terrore che gli adulti sono capaci di costruire per i bambini, oltre che per se stessi. Se non bevi il latte, i tuoi muscoli si indeboliranno, quando i muscoli sono deboli, l'organismo smette di crescere e ci provocher una debolezza generalizzata che finir per trasformarti in un adulto handicappato, che sar preso in giro dai suoi compagni, incapace di difendersi dai loro scherzi, di formare una famiglia e diventare un essere umano normale. Finirai come l'Innominabile di Beckett... e tutto per non bere un bicchiere di latte. Ebbi la prima candidiasi genitale a 15 anni. In primavera. Il mio diario, su cui registravo i miei primi tentativi sessuali, era appena stato scoperto da mia madre, insieme alle pillole anticoncezionali e a una lettera d'amore. Subito tutti gli occhi si fissarono su di me. Il rapporto esistente tra certe malattie e alcune pratiche associate all'interazione sessuale davvero impressionante. E vero. Tra quelle il cui agente patogeno un batterio, troviamo la gonorrea, la sifilide e la clamidia. Tra quelle di cui responsabile un virus, troviamo Hiv, Hpv (Human papilloma virus), l'herpes genitale o l'epatite. Le malattie possono essere provocate dall'azione di un fungo (candida) o di un parassita (come nel caso delle piattole). Pochissime sono trasmesse esclusivamente tramite il contatto sessuale; la maggior parte, infatti, oltre a questo modo di trasmissione, ne ha altri, come nel caso dell'Hiv (Aids).

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Rispetto a tutte queste malattie, il metodo migliore, e unico, di profilassi quello di impermeabilizzare i tessuti delle mucose con l'uso del preservativo. Naturalmente, ideologie di carattere puritano raccomanderebbero l'astinenza pi rigorosa, ma non bisogna dimenticare che le maggiori fonti di trasmissione delle malattie, per quanto limitati possano essere i nostri contatti con il mondo, sono l'aria e l'acqua. Smettere di respirare o di bere non particolarmente raccomandabile, meglio le mascherine o l'acqua in bottiglia in caso di pericolo. Dicevamo che queste malattie utilizzano il contatto sessuale per trasmettersi. I conduttori sono i genitali, non il sesso. Come l'influenza, si trasmette attraverso l'aria, e non tramite la parola. Quindi, come non parliamo di malattie a trasmissione discorsiva, non dovremmo parlare nemmeno di malattie a trasmissione sessuale, ma di malattie a trasmissione genitale (Mtg, per gli amanti della concisione). A meno che, naturalmente, non vogliamo incriminare di nuovo il sesso. Quando arrivarono le prime recriminazioni, a nulla serv che io insistessi sul fatto che non avevo avuto rapporti sessuali. Mia madre non aveva dubbi. Intanto, la candida continuava a fare la sua parte e io, pi candida della candida, decisi di comunicarlo subito alle mie amiche. E fu cos che, invece di comprensione, arrivarono altre recriminazioni. Anche le mie amiche non avevano dubbi. Tra tutte, mia madre, le mie amiche (o quello che avevano detto loro le mamme delle mie amiche), scatenarono un putiferio. stato Jean-Baptiste, chiaro... un vero maiale. Ma non sono mai stata con Jean-Baptiste! Era lo stesso. Non serviva a niente continuare a insistere che non poteva essere per quello; loro sembravano conoscere meglio di me l'uso che si era fatto dei miei genitali. E l'aumento di colpe, minacce e paure era direttamente proporzionale alla crescita del prurito alla vagina. Le malattie ereditarie sono quelle per le quali l'individuo colpito non responsabile: non si ammalato per aver preso un'iniziativa, per aver agito, ma soltanto per il fatto di essere vivo e di aver accolto involontariamente un gene malato. In queste malattie non c' un colpevole, e nemmeno i genitori possono esserlo (probabilmente per questo che non si chiamano malattie testamentarie). Tuttavia, queste malattie inevitabili, per le quali nessuno responsabile, n il paziente che le ha ereditate, n il donatore contagioso, non ci capita mai di chiamarle malattie a trasmissione sessuale, mentre, inevitabilmente, sono state contratte a causa di un rapporto sessuale, quello stesso grazie al quale siamo stati concepiti. No, la trasmissione sessuale esiste quando esiste una colpa nella profilassi e nella pratica di un determinato scambio sessuale. Il ginecologo ci aveva dato appuntamento per due giorni dopo. Quando arrivai nel suo studio, mi tremavano persino le orecchie. Non appena mi sedetti e non appena mia madre cominci a riferire i sintomi di cui soffrivo, mi alzai in piedi e, scoppiando a piangere, esclamai: Ma se non sono andata a letto con nessuno!. Il ginecologo tent di calmarmi, mentre io, tutta compunta, non riuscivo a balbettare nemmeno una parola. La diagnosi fu di infezione per una proliferazione di candida. Il medico spieg a me e a mia madre il significato della cosa e le molteplici forme in cui poteva verificarsi l'infezione, in modo naturale e in assenza di un contatto genitale. Pu capitare anche per aver avuto rapporti sessuali disse mia madre. Ma sono sicuro che non stato questo il caso ribatt il medico. Mi parve di vedere mia madre che distoglieva lo sguardo, come se non volesse ascoltare, deplorando il fatto che, in qualche modo, avevano sottratto le pallottole a quel fucile caricato a colpevolezza, che aveva tanto penato a caricare. Le madri sono sempre piene di buone intenzioni, ma a volte dimenticano quanto bruciano le pallottole di colpevolezza nel culo. Alla fine della chiacchierata, mi prescrisse un antibiotico che avrebbe sconfitto l'infezione in un paio di giorni, e fece uscire mia madre dall'ambulatorio. Rimasti soli, senza alcun barlume di allarmismo, mi spieg che dovevo essere molto responsabile riguardo ai rapporti sessuali e che dovevo sempre avere con me dei preservativi e pretendere, senza pudori, che fossero utilizzati. Mia madre volle sapere che cosa mi avesse detto il ginecologo, quando era rimasto da solo con me. Che ho dei bei capelli risposi.

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Bisogna fare attenzione alle malattie a trasmissione genitale, perch con alcune di queste non c' da scherzare. Per, il fatto di essere tassativi nell'uso del preservativo durante i rapporti sessuali che possiamo avere non significa esserne terrorizzati, incolpare chi non ha nessuna colpa, n condannare per il fatto di non aver bevuto un bicchiere di latte (comunque sia, a volte, bevo anch'io un bicchiere di latte: una buona fellatio, in qualche caso, fa star bene prima di andare a dormire). Anche la paura una malattia contagiosa difficile da curare. Parliamo, beviamo, amiamoci e respiriamo, senza per questo dimenticare quello stiamo facendo. E a ci che non vorremmo mai nominare, mettiamo il nome che meglio lo spiega. Mts, Mtg e cos via.

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La sessuologia una faccenda di medici e psicologi


Perch quel signore coi baffi mette una mano dietro a Viole? Viole era un pupazzo con la faccia da pollo e vestito da cow-boy che il ventrloquo teneva sulle ginocchia. Perch quello che da la voce al pupazzo risposi. Sylvie rimase un attimo pensierosa. E se quel signore a parlare, perch non lo fa direttamente?... Non si azzarda a dirle lui quelle sciocchezze? Qualche anno fa, mentre guardavo la televisione insieme a Sylvie, la figlia di una collega. Beata innocenza... Il sesso il pupazzo di molti ventriloqui. In nome del sesso, parlano sociologi, antropologi, etnologi, biologi, psicologi, psicanalisti, psichiatri, ginecologi, andrologi, papi e una mia zia della Champagne. Ci ragionano sopra tutti. Alcuni lo fanno parlare della sua cultura, altri gli fanno raccontare la sua natura biochimica, altri ancora gli danno voce per affrontare le affezioni spirituali degli esseri sessuati, altri la struttura organica dei genitali e molti altri, semplicemente, gli fanno dire stupidaggini. Ma, attenzione, con la scusa del sesso, quello di cui parliamo non il sesso, ma la sociologia, la biologia, la psicologia, l'anatomia o la religione. Ci che vanno a costituire tutti questi discorsi sono le loro relative discipline, non il sesso. Se, mediante una statistica, la sociologia ci mostra l'incidenza di un determinato comportamento sessuale, a essere veramente significativo il fatto che la sociologia usi la statistica perle sue analisi e valutazioni sociologiche. Perch si sta facendo sociologia e non sesso. Se una religione dell'astinenza, della castit e della mortificazione ci parla di sesso, non dobbiamo credere che questa sia la natura del sesso, perch semplicemente la natura di quella particolare religione. Nei discorsi sul disegno, si parla di nature morte, paesaggi o ritratti, mai della nostra capacit di disegnare. Sopra tutti, il Grande Ventriloquo del sesso: la morale. E intanto il sesso tace e muove le labbra. Un'anatra non sa niente di ornitologia, per un'anatra. Se intendiamo parlare di sesso dal punto di vista del sesso, la prima cosa sar restituirgli la voce, sdisciplinarlo, farne un ribelle, e poi, se si vuole, considerare le spiegazioni che ne danno altre discipline. Quindi, non parlare a nome suo nell'ottica della morale, non farne quello che ci dice ci che va bene e ci che va male, ma quello che siamo; demoralizzarlo e poi agire in lui eticamente. A tal fine, per renderlo ribelle e privarlo della morale, occorre una fase di costruzione che stata chiamata sessuologia: la voce che rende intelligibile il sesso dal punto di vista del sesso. Una signora si reca dallo psichiatra con la figlia pervasa dalla malinconia. Lo psichiatra, dopo averla visitata, dice alla signora che quello di cui avrebbe bisogno la figlia un bel coito. La signora, preoccupata, dice al medico di procurarglielo. Dopo un po' la figlia torna sorridente e la madre, entusiasta, dice al medico: Dottore, per fortuna che io e lei sappiamo che cos' un coito, altrimenti si direbbe che gliel'ha data.. Il coito una un'altra cosa che, contrariamente a quanto avviene, la sessuologia dovrebbe spiegare. Quando si manifesta nel sesso un problema psichiatrico, si ricorre allo psichiatra, quando esiste un problema organico nell'apparato riproduttivo, si va da un ginecologo o da un andrologo, quando si vuole sapere come si manifesta il sesso in una cultura, si ascolta l'opinione di un antropologo e quando un criminale delinque nell'uso della sua condizione di essere sessuato, bisogna rivolgersi al tribunale. Su questo siamo tutti d'accordo.

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Per esempio, se la propria preferenza erotica il voyeurismo, non si tratta di un problema psichiatrico; se questa pratica comporta una nevrosi, non un problema psicologico, ma di comprensione del fatto sessuale. Avere una disfunzione erettile o eiaculatoria o il vaginismo, nel 99,9 per cento dei casi, non un disturbo organico, bens una questione di capire che cos' il sesso. Tuttavia, tutte le volte che siamo colpiti da un'alterazione come le precedenti, ci rechiamo dal medico (psichiatra o dell'apparato riproduttivo), dallo psicologo o dal confessore; perch abbiamo fatto del sesso una patologia. Abbiamo medicalizzato la nostra condizione di esseri sessuati, e abbiamo lasciato che la morale, qualunque sia la sua origine, fosse l'organo giudicante. Una volta qualcuno mi sussurr all'orecchio: Trova quello che ti risolve il problema e, quasi sempre, avrai anche quello che te lo provoca (i politici sono spesso un magnifico esempio di questa massima). Sar perch, molte volte, sono quegli stessi che ci assolvono ad averci inculcato il senso di colpa. Abbiamo omologato il sesso (quante volte lo facciamo, in quali modi e in quanto tempo), lo abbiamo normalizzato (tanto misura, tanto dura) e lo abbiamo reso teleologico (il famoso coitorgasmo), con il risultato di trasformarlo in un'attivit nevrotizzante. Che genera la nevrosi della colpa e le sue conseguenze: la pena e l'angoscia. Volersi tagliare le unghie con una chiave inglese molto frustrante, ma l'origine della nevrosi semplice come sapere a che cosa serve una chiave inglese. E opportuno che chi sa che cos' una chiave inglese lo spieghi, senza raccontarci soltanto quante ossa si possono rompere se la si usa per picchiare, senza far s che ci dimentichiamo la chiave inglese in casa perch siamo ossessionati dal metterci i guanti da saldatore prima di usarla e senza pensare a curare le eventuali lesioni che pu provocare l'uso della chiave inglese, come se tali lesioni derivassero da qualcosa di diverso dal non saper usare una chiave inglese. La sessuologia pu essere il grande nemico della morale, ed forse per questo che la sua esistenza, bench abbia una storia centenaria, continua a essere nebulosa, come una macchia d'inchiostro su cui qualcuno ha sputato. un sapere senza formazione specifica propria (almeno in Spagna), privo di un ordine professionale, quindi aperto all'abuso e alla ciarlataneria, e continua a essere cos strano e carico di potenziale distruttivo che non se ne avverte neppure la necessit n il desiderio di commercializzarlo. Nel mio percorso di vita e nella mia formazione ho conosciuto sessuologi straordinari; alcuni lavorano proprio come sessuologi, altri lo fanno con la tutela delle scienze mediche e altri ancora compiono le loro riflessioni nelle catacombe di qualche aula dove si pu ancora fumare. A tutti loro vanno il mio pensiero e il mio rispetto. Era una mattina di fine marzo del 2007 e i susini cominciavano a mostrare le gemme dei loro fiori bianchi. In Giappone, i tamburi taiko risuonavano per celebrare la fine dell'inverno. In casa si diffondeva la musica dei Caputeti e Montecchi, dalla suite del balletto Romeo e Giulietta di Prokofiev. Mi infilai nel letto e presi il quaderno su cui la sera precedente avevo annotato alcune cose che mi avevano interessato della lettura di Elfriede Jelinek. Spostai dal mio grembo Monsieur Alfred, il gatto che avevamo preso un anno prima da un gattile, e con la stessa matita che avevo utilizzato cominciai a scrivere questo libro. E annotai: Antimanuale del sesso. Per raccontare cose come queste. Per parlare di Piol, delle anatre e delle chiavi inglesi.

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Ringraziamenti
A Jorge de los Santos, che mi sveglia la mattina, che mi culla di notte e poche volte mi fa dormire. Grazie, amore mio, per avermi aiutato nella costruzione di questo libro e per avermi offerto fonti inestimabili alle quali, senza di te, non avrei potuto accedere. Ad Ana Lafuente e Beln Lopez, due seduttrici che hanno fatto di Temas de Hoy il mio pianeta. A Efigenio Ameza, il sapiente, che fece del sesso il Sesso. Per averci insegnato a pensare in una societ che non ci vuole pensanti (solo benpensanti). A quelli che leggono, la mia gratitudine e che sappiano a cosa mi riferisco. Al Trankimazin e al Lormetazepam (da 2 mg ciascuno). Anche a loro. note: 1 Istituto di studi sulla sessuologia. [N.d.T.] 2 Marco Tropea Editore, Milano 2005. [N.d.R.] 3 Bollo nel testo originale, che in spagnolo significa sia brioche sia fica. [N.d.T.] 4 Orsacchiotto, in francese nel testo. [N.d.T.] 5 Nuova generazione di uomini eterosessuali, tendenzialmente metropolitani, consumatori di cosmetica avanzata, curatissimi nell'aspetto, abbronzati, spesso salutisti. [N.d.T] 6 Duo comico presente in Spagna dalla met degli anni Sessanta, ora non pi in attivit. [N.d.T.] 7 Sperling & Kupfer, Milano 1989. [N.d.R.] 8 Bondage, dominazione, sadismo, masochismo. [N.d.T.] 9 Agenzia immobiliare spagnola. [N.D.T.] 10 La parola usata nella lingua spagnola per definire chi tossicodipendente. [N.d.T.] 11 Le prime due quartine del sonetto furono scritte da Paul Verlaine, le due terzine di chiusura da Rimbaud. Lo scrissero per beffeggiare il florilegio che Albert Mrat dedic alla moglie e nel quale cantava le sue varie parti del corpo. Mrat non disse nulla del foro dei glutei. Verlaine e Rimbaud colmarono il buco. Forse, dopo (o durante) una notte d'amore.

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