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CORPO INFERMIERE VOLONTARIE DELLA CROCE ROSSA ITALIANA

ETICA
A cura di Sorella Anneliese Formica Con la supervisione dellIspettrice Nazionale S.lla Mila Brachetti Peretti

Diritti riservati allautrice

PREMESSA
Da quel lontano giorno in cui Florence Nightingale ebbe la nobile ispirazione di raccogliere intorno alla sua iniziativa umanitaria un gruppo di volonterose che, animate dalla pietas si dedicassero alla cura dei bisognosi, molte cose sono cambiate nel campo infermieristico. Oggi operare in ambito sanitario significa possedere cognizioni altamente specialistiche nonch particolari attitudini psico-fisiche, requisiti indispensabili per qualificare professionalmente uninfermiera. I giovani che intraprendono gli studi di Scienze infermieristiche compiono una scelta motivata: infatti difficile credere che un simile campo di lavoro venga intrapreso semplicemente per fare un mestiere; eppure anche il contatto quotidiano con il dolore, la sofferenza, la morte, pu diventare semplicemente un mestiere, se si perde di vista la spinta verso la solidariet umana che insita nella scelta iniziale. Se tutto questo vero in generale, tanto pi deve esserlo per coloro che in et adulta e senza una necessit contingente, entrano a far parte del Corpo delle Infermiere Volontarie della CRI. Le motivazioni iniziali che spingono una donna ad intraprendere questa strada possono essere molteplici e di varia natura, spesso del tutto personali ed atipiche E compito del Corpo trasformare le istanze personali in motivazioni ideali, formare cio nellallieva lo spirito, la forza morale, il rigore, la disciplina, lo stile dellinfermiera volontaria. Sono infatti i valori morali, civili, sociali ed individuali che hanno tenuto in vita e dato un senso allesistere del Corpo per quasi un secolo e che hanno sorretto lopera di chi ci ha preceduto, talvolta fino allestremo sacrificio. A questo serve lEtica dellInfermiera Volontaria. Etica, recita il dizionario, la scienza della condotta umana, intesa come dottrina del fine cui tende il comportamento e dei mezzi atti a raggiungere quel fine. Dottrina del comportamento, ma soprattutto del fine cui il comportamento tende e con il quale si identifica in simbiosi perfetta; un comportamento etico svuotato del contenuto ideale, si ridurrebbe ad un galateo e lEtica dellInfermiera Volontaria non , e non deve ridursi, ad un compendio delle buone maniere. LInfermiera non sceglie un lavoro, sceglie unidea, non sceglie una professione, sceglie un servizio, non sceglie per avere ma per dare. Questo testo di Etica per lInfermiera Volontaria non pretende di insegnare dei valori ma molto pi semplicemente si propone di fornire un codice di comportamento che ad essi sia ispirato e da essi sia sostenuto. Il Corpo si riconosce nei Princpi umanitari della Croce Rossa comuni a tutte le Componenti dellAssociazione, ma ha una sua fisionomia, delle proprie peculiarit che lo contraddistinguono e lo caratterizzano: regole che ogni Infermiera Volontaria deve conoscere e alle quali deve attenersi.

LA CROCE ROSSA

Bisognerebbe che le potenze belligeranti, nella dichiarazione di guerra, riconoscessero reciprocamente il principio della neutralit dei combattenti feriti o gravemente malati, per tutto il tempo della cura" Da queste parole, pronunciate dal medico Ferdinando Palasciano allAccademia Pontiniana, nasce la prima idea di Croce Rossa. Sar poi Henry Dunant, cittadino svizzero presente sui campi di battaglia di Solferino e San Martino, colpito dalle atrocit di quel conflitto, a raccoglierla e metterla in pratica. Lopera di Dunant sfoci nelle conferenze internazionali del 26 ottobre 1863 e del 22 Agosto ce portarono alla Convenzione Internazionale di Ginevra che sanc il principio della neutralit dei malati e dei feriti in tempo di guerra e riconobbe la fondazione di comitati volontari. Questi, per distinguersi sui campi di battaglia, ebbero come emblema una croce rossa in campo bianco (mezza luna rossa per i Paesi musulmani, leone e sole rosso per lIran). La convenzione del 1864 fu seguita da altre tre con le quali i benefici contenuti nella prima furono estesi ai marinai, ai prigionieri di guerra, ai civili. Organo promotore delle attivit il Comitato internazionale di Croce Rossa (CICR), costituito nel 1863 con sede a Ginevra e composto esclusivamente da cittadini elvetici, che ha il compito di vigilare sul rispetto delle convenzioni internazionali. Al CICR affiancata la Lega delle Societ di Croce Rossa costituita nel 1919 con sede a Ginevra, amministrata da un Comitato esecutivo composto dai delegati delle Societ nazionali. I sette princpi della Croce Rossa: Umanit Neutralit Imparzialit Indipendenza Volontariato Unit - Universalit

LA CROCE ROSSA ITALIANA Fu costituita per iniziativa dellAssociazione medica di Milano il 15 Giugno 1864 quale Comitato milanese dellAssociazione italiana per il soccorso ai feriti e malati di guerra. Dopo lunit dItalia cedette le prerogative di organo centrale al Comitato costituitosi a Roma. Presso il Comitato Centrale risiedono i vertici delle componenti volontaristiche che sono: Corpo Militare Corpo delle Infermiere volontarie Comitato nazionale femminile Volontari del soccorso Pionieri Donatori di sangue

Florence Nightingale (Firenze 1820 Londra 1910)


Giovane inglese di buona famiglia, rinunci agli agi della sua condizione sociale per dedicarsi allassistenza dei malati. Questa vocazione sfoci successivamente in un preciso impegno di lavoro nel settore dei problemi ospedalieri grazie anche alle esperienze compiute in Germania e in Francia. Nel 1854 scoppia la guerra di Crimea e Florence offre al Ministro della guerra inglese di mettere la propria esperienza al servizio dei servizi sanitari dellesercito di cui il conflitto in atto aveva evidenziato le grandi carenze. Insieme a 38 infermiere da lei stessa istruite si reca a Scutari presso il Barrak Hospital. Florence deve combattere contro la prevenzione e lostilit dei medici militari, ma alla fine, appoggiata dallopinione pubblica inglese, riesce ad imporre la sua linea e riorganizza lassistenza agli infermi ed ai convalescenti. Anche se provata dalle fatiche, continu la sua opera in patria dove sensibilizz lopinione pubblica e lo Stato Maggiore britannico per attuare una radicale riforma dei servizi sanitari e assistenziali dei malati e dei feriti in guerra Con il fondo di 45.000 sterline raccolto durante la sua permanenza in Crimea, fond una scuola per infermiere che segn linizio dei moderni metodi infermieristici e oper la divulgazione dei principi di igiene presso la popolazione.

Da Florence Nightingale prende nome la pi alta e ambita delle onorificenze della Croce Rossa internazionale. IL CORPO DELLE INFERMIERE VOLONTARIE Nel 1908 viene istituito il primo nucleo delle Infermiere volontarie di Croce rossa che interviene nel terremoto di Messina. Nel 1915 la duchessa Elena di Savoia Aosta fonda ufficialmente il Corpo che trova il suo impiego nella prima Guerra Mondiale. Nel 1921 viene approvato il primo Regolamento del Corpo. Da quella data le infermiere volontarie sono state presenti in tutti i conflitti e le calamit che hanno interessato il nostro Paese, hanno partecipato alle missioni internazionali di pace in ogni parte del mondo e si sono distine per il coraggio e lo spirito di abnegazione. Il Corpo delle Infermiere volontarie oggi disciplinato dal R.D. 12.5.1942 n. 918 ed ausiliario delle FF.AA. in forza del D.P.R. 31.7.1980 n. 613 Lattuale gerarchia del Corpo la seguente: Ispettorato Nazionale Ispettrice Nazionale Vice Ispettrice Nazionale Segretaria Generale Ispettorati periferici Ispettrice regionale Vice Ispettrice regionale Ispettrice provinciale Vice Ispettrice provinciale Infermiera volontaria Allieva infermiera volontaria La qualifica di Infermiera volontaria si ottiene con la frequenza di due anni di corso teorico e pratico secondo programmi approvati dal Ministero della Sanit e della Difesa. Dopo il diploma si possono seguire corsi di specializzazione. Le infermiere partecipano ai corsi S.A.R. (Search And Rescue) a bordo di vettori aerei, ai corsi per Assistenti dellaria presso lA.L.E. (Aviazione Leggera dellEsercito), possono ottenere la qualifica di Ufficiale addetto al caricamento aereo U.E.O. (United Emplaining Officier). Dal 1989 lo Stato Maggiore Difesa ha disposto limpiego delle Infermiere volontarie a fianco delle unit sanitarie dellEsercito. A tal fine si svolgono regolarmente esercitazioni per il soccorso alle popolazioni colpite da calamit, unitamente alle FF.AA. ed alla Protezione civile. Le II.VV. prestano la loro opera presso gli Ospedali Militari, gli ambulatori, i posti di Pronto soccorso, i Centri trasfusionali, le ambulanze. Collaborano allassistenza degli anziani, dei tossicodipendenti , delle donne mastectomizzate ed alla riabilitazione dei portatori di handicap con lippoterapia.. Svolgono servizi socio sanitari nelle borgate e a domicilio, assistono i malati terminali e di AIDS. Le II.VV. monitrici tengono corsi di Educazione sanitaria presso scuole, caserme, fabbriche impartendo alla popolazione nozioni riguardanti il Primo soccorso, lAssistenza allanziano e al malato in famiglia, la madre e il bambino, lEducazione alla salute. Possono frequentare corsi di aggiornamento o di qualificazione o di addestramento quali: Diritto internazionale umanitario, Medicina delle catastrofi, Corsi N.B.C. ANIRE, Diritto sanitario delle emergenze ecc.

Le ragioni dellEtica Viviamo in una societ tecnologica, di stampo materialistico, che ha rapidamente dimenticato o rinnegato i valori tradizionali, per la quale vivere, operare per unidea e non per un vantaggio

economico o comunque finalizzato al benessere personale, equivale ad essere considerati soggetti fuori della realt. Avere un ideale non significa essere idealisti, sognatori od utopisti; significa piuttosto finalizzare la propria esistenza ad uno scopo esterno a noi stessi e dedicare alla sua attuazione le nostre energie migliori, quellentusiasmo che spesso affoga nella mediocrit quotidiana; significa trovare la spinta per superare i propri limiti integrando validamente la propria individualit ad altre individualit nella comunione di intenti: lidealit non prescinde dalla realt ma da essa trae origine e ne riflette le pi alte aspirazioni. Lideale non si realizza mai. E in ciascuno di noi come unaspirazione perfetta che si estrinseca in una realt sempre perfettibile. Pur tuttavia lideale la molla che ha spinto luomo a lottare, a superare gli ostacoli, a progredire. I valori di solidariet, di umanitarismo, di fratellanza, non sono prerogativa di determinate religioni o di correnti politiche: sono valori laici universali che la persona ha in s, che pu decidere di ignorare o di fare propri, che pu assumere come preponderanti o marginali nella propria vita, dei quali pu essere soggetto attivo o spettatore passivo. E una scelta etica legata alla sensibilit, alla consapevolezza, alle convinzioni e condizioni esistenziali di ciascuno e che ciascuno vive nel modo in cui viene indirizzato dalle proprie scelte di vita. Colei che sceglie di diventare Infermiera Volontaria dovr avere ben chiaro e definito ci che il Corpo si aspetta da lei e con quale spirito dovr vivere la propria scelta. Il perch di una scelta Ma chi te lo fa fare? Una domanda ricorrente che non abbandona mai lI.V. Se la sente rivolgere dagli infermieri professionali quando sanno che lavora gratis, anzi ci rimette; se la sente fare dagli amici quando rifiuta gli inviti per esigenze di servizio; se la sente fare dal marito, dai figli, dai colleghi di lavoro, dal capo ufficio, se la pone lei stessa: ma chi me lo fa fare? E spesso non sa rispondere. Ha iniziato il corso quasi per gioco, per evadere dalla routine quotidiana o perch un vago senso filantropico la spingeva a fare qualcosa per gli altri, per rendersi utile alla societ o semplicemente per trovare un punto di riferimento valido nella propria vita, per riempirne gli spazi vuoti. Ha conseguito il diploma, una tappa faticosa, importante, ma il diploma il punto di partenza non di arrivo. Quel vago altruismo si trasformato in senso del dovere, ha scoperto in s risorse ed energie prima insospettate, non ha pi problemi di tempo libero perch il tempo non basta mai, non ha pi bisogno di evadere dalla routine perch ogni giorno diverso dallaltro ed ogni giorno troppo impegnata ad occuparsi dei problemi altrui per preoccuparsi dei propri; non si aspetta gratificazioni se non dalla consapevolezza di aver fatto del suo meglio. Spesso si sentir incompresa dai propri superiori, non vedr valorizzato il proprio lavoro e non ricever conforto alle proprie fatiche, si chieder lei stessa mille volte: ma chi me lo fa fare? Eppure continuer a lavorare come sempre malgrado le amarezze, le delusioni, le esperienze negative. Chi entra nel Corpo pensando di accedere ad unisola felice, si illude; ogni ambiente umano composto da persone che portano con s i propri pregi e i propri difetti e riproducono in piccolo il bene e il male del mondo esterno. Linfermiera volontaria che sceglie di essere tale deve far conto sulle proprie risorse e sulla propria maturit umana, deve essere profondamente convinta della sua scelta e pronta ad accettarne con pari serenit gli aspetti positivi e quelli negativi. Quando sulle frustrazioni, sui dubbi, sullo sconforto prevale la volont di fare allora linfermiera ha trovato la sua autenticit. Superare il proprio io in nome di qualcosa che lo trascende, ci che ha dato a tante crocerossine il coraggio di morire per gli altri o la forza di dedicare la propria vita agli altri. Ma in cosa consiste questo qualcosa? E esattamente quel che spinge un credente a divenire martire, un patriota un eroe, un oscuro ideologo un salvatore della patria, un modesto medico un benefattore dellumanit. Non importa quali istanze prevalgano nellindividuo, c una matrice comune che lo spinge ad agire oltre se stesso e questa matrice la fede. Fede che trascende e sopravanza lo spazio ristretto dellazione individuale per proiettarsi in obiettivo comune che spesso appare lontano e inaccessibile e che perci scoraggia i molti che abbandonano, ma rafforza nelle proprie convinzioni i pochi che non cedono. Siamo abituati a considerare la parola fede strettamente legata al concetto religioso. Chi possiede la fede religiosa trova in essa un indubbio sostegno al proprio operare. In questa sede preferiamo

riferirci ad una fede laica che individua i propri valori nella legge morale che ciascun individuo riconosce in s; quello che Emanuele Kant definiva imperativo categorico, vale a dire il riconoscimento, da parte della ragione, di regole universali ed assolute, valide per tutti ed in ogni tempo, indipendentemente dai propri interessi e desideri, che la ragione stessa pu interiorizzare e farne legge morale, etica, quindi, o pu esteriorizzare e farne legalit, cio comportamento aderente allobbligo formale. I valori umanitari, i sette principi ispiratori della Croce Rossa, che il Corpo ha fatto propri, sono eterni ed universali. Etico , dunque, il comportamento che risponde ad una legge interiore, anteponendo linteresse generale alle proprie inclinazioni e la scelta dellinfermiera volontaria etica in quanto implica non solo un comportamento formalmente adeguato ma soprattutto ed essenzialmente, una disposizione dellanimo e della ragione a credere in ci che fa, nel perch lo fa, subordinando se stessa alla convinzione che necessario farlo perch ha scelto liberamente un impegno morale nei confronti dellUmanit.

REQUISITI DELLINFERMIERA VOLONTARIA

Loleografia e la letteratura tradizionali hanno rappresentato la crocerossina nellimmaginario collettivo, come langelo della corsia, leroina in pectore, grondante romantiche idealit, di solito giovane, bella, vittima dei propri slanci umanitari, nobile danimo e di schiatta. Tutto ci letteratura da romanzo rosa o stato vero molto raramente ma ha contribuito a dare dellInfermiera volontaria unimmagine cristallizzata, romantica, che oggi ci sta stretta: unimmagine da superare, non da ripudiare.

La tradizione il nostro passato, la nostra storia; ci appartiene anche se non labbiamo direttamente vissuta parte di noi perch noi siamo parte del Corpo. La continuit del Corpo e della sua storia nella sua Etica. In essa si conservano e si tramandano i valori della tradizione nel presente e si progetta il futuro. La poesia ceda il posto alla professionalit, alle conoscenze tecniche, alla competenza, alloperativit: questo ci chiede la societ attuale e noi dobbiamo saper dare riscontro a queste esigenze. Linfermiera Volontaria deve essere professionalmente preparata e trarre dal Corso le maggiori conoscenze possibili. Deve godere di buona salute, essere resistente alle fatiche, poter affrontare turni di lavoro lunghi, avere padronanza dei propri riflessi, autocontrollo e prontezza nelleseguire gli ordini. Deve sapersi adattare ad ogni circostanza e sapersi comportare adeguatamente in ogni ambiente, deve saper socializzare e conformarsi al gruppo, deve saper comandare o obbedire come le richiesto, deve inventarsi il lavoro anche quando non c, avere il coraggio di chiedere quando non sa, di imparare da chi ne sa di pi, insegnare a chi sa di meno. Deve apparire serena anche quando non lo , fare coraggio agli altri anche quando ha paura, mantenere il controllo dei propri nervi e astenersi da eroismi inutili. Linfermiera volontaria, sia che lavori in una corsia di ospedale, in un ufficio, sotto una tenda ospedale, in patria o fuori, in pace o in guerra, deve apparire persona equilibrata e affidabile, deve infondere sicurezza, suscitare fiducia. Ognuna deve lavorare su se stessa in una sorta di educazione permanente per migliorarsi e crescere, senza false modestie ma con grande umilt. L emergenza Va sottolineato un concetto che spesso si dimentica. Il Corpo delle II.VV. nato come reparto di emergenza col terremoto di Messina (1908) e si pu ben dire che ogni evento notevole di questo secolo ha visto presenti e operanti le sorelle. In questo ruolo il Corpo ha giustificato la propria esistenza. Linfermiera volontaria, quindi, deve avere necessariamente e primariamente i requisiti di una persona che potrebbe trovarsi ad operare in situazioni di emergenza. La misura e lidoneit di questi requisiti sar valutata dalle gerarchie addette.

Spirito di Corpo E il senso di lealt e di fedelt che ogni infermiera deve allorganizzazione che lha accolta. Il Corpo delle II.V. ha illustri tradizioni di eroismo, di abnegazione, di sacrificio e di coraggio da parte delle sorelle, dalle sue origini sino ai nostri giorni. Ma non c bisogno di lavorare al fronte, di rischiare la vita, di operare in zona di guerra, per dimostrare il proprio valore; altrettanto eroico il sacrificio quotidiano, spesso oscuro, di sorelle che lavorano in ogni campo e che offrono unopera preziosa umanamente e socialmente. Il Corpo costituito dalla totalit delle sorelle che vi hanno prestato, vi prestano e vi presteranno servizio: si riconosce in ogni sorella e ogni sorella si riconosce in lui.

Per questo lo spirito di corpo parte integrante della formazione dellI.V.: esso deve essere sentito e perseguito sempre ed in ogni circostanza, nel lavoro di routine come in emergenza, in servizio e fuori servizio. Lo spirito di Corpo comporta il dovere di lealt verso il Corpo ma soprattutto verso le altre sorelle. La sorella il simbolo vivente, operante del Corpo: luniforme che indossa ne il riconoscimento esteriore, latteggiamento individuale ne lanimus: dal suo comportamento viene giudicato il Corpo nel suo insieme. E nobile lideale umanitario che la anima, ma non deve mai dimenticare che quellideale pu realizzarlo perch appartiene al Corpo, ne indossa luniforme, ne ha fatti propri i principi, si impegnata a tenerne alto il nome e lonore. Esprimere commenti negativi sul Corpo nel suo insieme, sulle gerarchie, su altre sorelle in presenza di estranei che possono da ci ricavare unidea di scollamento e di disunione allinterno dellorganismo scorretto e deleterio per limmagine del Corpo. Eventuali recriminazioni, dissapori, rivalse allinterno del gruppo, nei confronti dei superiori o di altre sorelle, vanno chiariti in camera caritatis, in separata sede, senza clamori o polemiche, senza cercare appoggi o consensi da persone estranee, senza fomentare malumori, pettegolezzi, malcontento nellambiente di lavoro. Il comportamento della sorella deve essere sempre improntato alla massima dignit. Un comportamento disdicevole nelle parole o nei gesti la squalifica personalmente e degrada anche la rispettabilit del Corpo nel suo insieme. Spirito di Corpo significa anche operare nel modo migliore affinch landamento e la funzionalit della struttura in cui si inseriti ne risulti avvantaggiata; dimostrare che lInfermiera Volontaria sa dare sempre il meglio di s anche quando altri si sottraggono al dovere, che lavora con professionalit e senza risparmiarsi, che sa obbedire prontamente, che sa organizzarsi ed organizzare gli altri, che pronta in qualunque momento, che non ha orari, che sa stare al suo posto, sempre. Spirito di Corpo significa unione fra i suoi membri, significa tenere alta la bandiera, sentirsi orgogliosi del rispetto e della considerazione degli altri perch si appartiene ad un Corpo glorioso, significa cameratismo, amicizia, collaborazione, legame profondo nella comunione di intenti, significa appartenenza e soprattutto significa operare perch tutto questo sia ancora e sempre vero anche per le sorelle che verranno dopo di noi.

Professionalit

Consiste nel saper svolgere il lavoro assegnato nel migliore dei modi possibili in conformit con la propria preparazione e col proprio senso di responsabilit. Preparazione coscienziosa durante il corso, approfondimento ed aggiornamento delle proprie conoscenze, esercizio della manualit, addestramento nelle abilit richieste. Cos si ottengono buone capacit professionali. Ma le capacit professionali, per unInfermiera Volontaria non sono sufficienti. E importante lo status mentale con cui si affronta il lavoro e professionali lo si quando le esigenze del servizio occupano il primo posto, in ordine dimportanza, nei pensieri dellinfermiera; per questo possibile che uninfermiera professionale per titolo di studio non sia talvolta, nella sostanza,

realmente professionale mentre, al contrario, unInfermiera Volontaria, seppure dotata di un diploma meno qualificante sul piano amministrativo, abbia una professionalit indiscutibile. Non quindi un diploma che qualifica realmente la capacit operativa dellinfermiera. Precisione, puntualit, ordine, organizzazione del lavoro (e per tale si intende sia del personale che dellambiente in cui si opera) competenza, prontezza, puntigliosit, se necessario, nellespletamento dei propri compiti. Meglio eccedere in pignoleria che scadere nella faciloneria: quello medico un campo in cui si sbaglia sempre sulla pelle del prossimo. Essere concentrate nel proprio lavoro, esigenti da se stesse prima che dagli altri, attente e pronte. Eseguire alla lettera le disposizioni ricevute anche quando non coincidono col proprio parere: non dare mai lidea di saperne pi dei medici con cui si collabora. Lavorare in silenzio senza distrarsi o distrarre gli altri, con gesti essenziali, sapendo sempre cosa si fa e perch lo si fa. Non intromettersi mai nel lavoro di unaltra infermiera a meno che non si abbiano responsabilit dirette (con le allieve o le principianti, ad esempio) e comunque non mettere mai le mani nel lavoro di unaltra infermiera collintento di aiutarla, se non se ne richieste. In emergenza Durante le emergenze lInfermiera Volontaria ha turni di lavoro h24, cio non cessa mai dal servizio e in qualunque ora del giorno o della notte venga richiesto il suo intervento, deve essere pronta a prestarlo. Deve quindi rendersi sempre reperibile e trovarsi in condizioni di rapida disponibilit.

Spirito di servizio Linfermiera Volontaria al servizio del Corpo e non viceversa. Cio a dire che non eticamente corretto rifiutare i servizi non graditi, imporre le proprie esigenze e i propri orari creando difficolt a chi organizza il lavoro. Per spirito di servizio si intende non solo la disponibilit temporale ed operativa che linfermiera d al Corpo ma anche la disponibilit ad offrire il meglio di s per il bene comune. Linfermiera che timbra cartellino allo scadere del proprio turno senza attendere il cambio della sorella, lasciando il reparto in disordine, il lavoro incompiuto, non ha spirito di servizio. La capogruppo o il superiore che si limita a dare ordini e non osa scendere dal proprio piedistallo per fare un lavoro pi umile, quando necessario, che non ha tempo di ascoltare le sorelle e di favorire il loro benessere anche con sacrificio personale, non ha spirito di servizio. Linfermiera deve avere come scopo primario del suo operare il perfetto funzionamento del proprio ufficio anche se ci le richieda maggior tempo, fatica e sacrificio di quanto sia tenuta a dare o di

quanto le possa essere riconosciuto e accreditato come merito personale. La mentalit del travet non ci consona e non fa parte della nostra etica. Ciascuna deve, in coscienza, sapere di aver dato ogni giorno il massimo di quanto pu e sa per il bene comune e la funzionalit del servizio.

Pulizia Argomento delicato che comunque va affrontato, in quanto la pulizia un requisito che, se proprio non possiamo ascrivere alletica, certamente qualificante per la persona e ancor di pi se la persona uninfermiera, per antonomasia addetta alligiene dei pazienti e dellambiente. Per pulizia non intenderemo esclusivamente ligiene personale ma anche il modo di proporsi agli altri nellaspetto esteriore. La pulizia innanzi tutto rispetto per se stessi, e per le persone che ci circondano. Se al vostro letto di pena si presentasse uninfermiera con il grembiule stazzonato e macchiato, con il colletto ingiallito e magari orlato da vecchi sudori o da fondotinta, con le unghie lunghe e leggermente orlate o peggio smaltate di un rosso che nasconde lignoto, con ciocche di capelli cadenti, probabilmente gridereste a gran voce che siete guarite, che vi sentite in forma come mai e che volete essere dimesse allistante. La prima impressione che gli altri hanno di noi estetica; noi siamo crocerossine, viaggiamo con la nostra elegante uniforme e chi ci guarda si aspetta la perfezione.

Curare il nostro aspetto fa parte della nostra professionalit. Luniforme, qualunque uniforme indossiamo, deve essere irreprensibile in tutte le sue componenti. La cura della persona deve essere ineccepibile anche nei dettagli. I capelli, sia che si porti il velo sia che si usi il basco, debbono essere raccolti sulla nuca, le unghie nettate con lo spazzolino ogni mattina, il colletto lavato quotidianamente, le scarpe o gli scarponi, pulite e lucidate. Chi lavora si sporca e non di rado il nostro lavoro, specie in emergenza, ci sporca parecchio. Durante il servizio pu capitare qualunque imprevisto. Munirsi di un cambio di grembiule, se si opera in corsia o in pronto soccorso. Poco male dunque se le necessit del servizio ci rendono impresentabili: siamo pienamente giustificate. Ci che conta che allinizio del servizio siamo in perfetto ordine. Linfermiera non deve offrire alcun sentore alle narici di chi laccosta: n di origine, per cos dire naturale, n di origine artificiale; vale a dire che deve curare costantemente la pulizia del proprio corpo tanto pi se soffre di sudorazione intensa, se opera in ambienti o in periodi molto caldi, se nel periodo mestruale. Pu usare in modo discreto deodoranti leggeri ma mai profumi che, specie in ambienti chiusi possono risultare fastidiosi e sgradevoli per i degenti. Linfermiera deve profumare di bucato, dare un senso di ordine, di freschezza, di sobriet. Linfermiera dovrebbe, in servizio, adottare la filosofia dellacqua e sapone, ma in omaggio alla vanit muliebre e per non traumatizzare il degente con l aspetto cadaverico che caratterizza certe giornate, permesso un leggerissimo trucco, molto discreto ed essenziale, un ritocco naturale che non deve essere notato. In emergenza Se il discorso pulizia valido sempre, lo in modo particolare in emergenza. Vivere in tenda, uscire sotto la pioggia, camminare nel fango, venire a contatto con tutto e tutti in qualunque condizione, implica ritrovarsi con luniforme impresentabile a fine lavoro e spesso mancano le condizioni un rapido rimedio alla sporcizia. Allora bene avere un cambio completo di scorta e provvedere quanto prima al lavaggio delluniforme insudiciata. Avere sempre 2 - 3 grembiuli di scorta specie se si tratta di emergenze con pronto soccorso operante. Ricavare spazi nella tenda o in altri luoghi, che possano fungere da asciugatoi e non rimandare mai il lavaggio dei capi sporchi ma effettuarlo il prima possibile. Le infermiere volontarie hanno dimostrato, nel corso delle varie emergenze, di possedere unincredibile capacit di arrangiarsi, di adattarsi e di uscire sempre linde e pinte anche nelle situazioni pi critiche. Durante la missione di pace in Libano, furono proprio i militari che, ammirati dal perenne candore delle uniformi delle infermiere, malgrado le notevoli difficolt logistiche, parafrasarono il motto del Corpo ama, lavora, conforta, salva con lava, sciacqua, asciuga e stira!

Ordine

Uninfermiera disordinata pericolosa. Lordine vitale per il buon funzionamento di un reparto. Linfermiera deve avere come motto: ogni cosa al suo posto ed un posto per ogni cosa. Non pu infatti permettersi il lusso, in caso di unemergenza improvvisa, di non sapere, di non trovare, di non ricordare. Lordine, per linfermiera, deve divenire una forma mentis connaturata, istintiva anche se di natura non le appartiene. Usato uno strumento, pulirlo immediatamente e riporlo al suo posto, sempre lo stesso; controllare ogni giorno che gli strumenti siano tutti e tutti al loro posto; non lasciare mai medicinali incustoditi; quando si vede qualcosa fuori posto, riporla anche se non ci viene espressamente richiesto; provvedere, se necessario, anche al disordine altrui. Abituare locchio allordine significa abituarlo allarmonia dellinsieme, quindi saper cogliere immediatamente dove qualcosa fuori posto ed intervenire. Dallordine di un reparto, specie quando si tratta di un reparto durgenza, dipende la tempestivit dellintervento e linfermiera ne responsabile. Non limitiamo il concetto di ordine allambiente ospedaliero; le sorelle possono, per ragioni di servizio, trovarsi a soggiornare in caserme, foresterie, tende, alloggiamenti di vario tipo. Spesso, in tali circostanze, si dovuto riscontrare un comportamento non proprio esemplare nella tenuta dei

locali e nello stato in cui sono stati lasciati a fine uso. Questo comportamento rientra pi nei canoni della buona educazione che delletica, ma va comunque segnalato (anche se ciascuno si sente incolpevole...) poich si ripete quasi costantemente specie in occasione di grandi raggruppamenti di infermiere. Non dimentichiamo, quando siamo ospiti di caserme, che il nostro sudiciume dovr essere pulito dal personale militare che non ce ne sar per nulla grato. Gli ambienti che ci ospitano vanno lasciati in perfetto ordine: le coperte piegate sul materasso in fondo al letto, cuscino sopra le coperte, le lenzuola piegate, infilate nella federa; dove sia possibile, spazzare il pavimento, asportare riviste, giornali o quantaltro. Passando ai servizi, nota dolente, anche qui sar il personale militare a dover provvedere ai bagni intasati da ogni tipo di materiale, ai lavabi ostruiti da capelli o da kleenex e a tutti i misfatti che alcune di noi si lasciano dietro: evitiamolo. In emergenza In emergenza la sistemazione logistica pu essere la pi varia. La precariet della situazione esige una maggiore attenzione in quanto gli alloggi sono spesso accessibili a tutti. Se la permanenza prolungata e si vive in un ambiente comune, bene che la capogruppo istituisca dei turni per la pulizia e controlli che siano rispettati. Le infermiere non di turno possono alternarsi in queste mansioni. La capogruppo potr inoltre, se lo ritiene opportuno, ispezionare periodicamente le stanze delle infermiere per verificarne la tenuta. La provvisoriet delle sistemazioni non deve indurre alla trascuratezza ma semmai ad una cura pi attenta. Per quanto lo permettono le circostanze, non bisogna mai rinunciare alla pulizia e allordine dellambiente in cui si vive, anche se ci dovesse costare un supplemento di fatica a fine giornata. Anche nelle situazioni pi difficili linfermiera volontaria si deve distinguere per il decoro e la dignit.

Autonomia e autosufficienza

LI.V. deve saper fare fronte a qualunque situazione che richieda il suo intervento e deve, soprattutto, essere sufficiente a se stessa, in senso sia materiale che psicologico. Cosa significa essere autosufficienti in senso psicologico? Ognuno ha i propri problemi e lI.V. non ne esente, ma deve sempre tenere presente che quelli dellassistito sono pi gravi ed impellenti dei suoi. Ascoltare e cercare di comprendere gli sfoghi del degente fa parte dei doveri dellinfermiera, ma questa si guardi bene dal contraccambiare le confidenze cogliendo loccasione per coinvolgere il paziente nei propri problemi. Linfermiera in servizio deve saper dimenticare le proprie questioni personali per farsi carico esclusivamente di quelle degli assistiti; tuttavia eviti la ricerca di una gratificazione personale nel contatto diretto e quotidiano con i degenti. Ascolti di buon animo offrendo tutta la comprensione umana, esercitando la pazienza dove occorre, ma non permetta che ci diventi abitudine. La conversazione col degente deve essere occasionale e possibilmente di breve durata per non portare disguido al servizio e non suscitare negli altri degenti la sensazione di essere trascurati. Perci sappia sottrarsi al momento opportuno con tatto e delicatezza spiegando al malato i motivi che la richiamano altrove. Abbia sempre il volto sereno anche quando serena non : lottimismo,

luniformit di umore, la calma, agiscono positivamente sul degente infondendogli fiducia e sicurezza nella persona cui affidato il suo benessere. Autosufficienza psicologica dunque significa saper padroneggiare i proprio stato danimo interiore sintonizzandolo alle necessit di chi ha bisogno di noi e dellambiente in cui ci si trova ad operare. In emergenza In tale frangente lI.V. deve imparare larte di arrangiarsi sia in senso materiale che psicologico. E infatti impensabile che chi si offre volontariamente di soccorrere gli altri in entrambi i sensi, abbia poi bisogno lei stessa di supporto e di sostegno risultando a sua volta di peso alla comunit o al gruppo in cui opera. La lontananza dai propri cari anche per periodi prolungati, pu risultare a volte difficilmente sostenibile, ma va messa nel conto degli inconvenienti di unemergenza che lI.V. ha scelto volontariamente di affrontare conoscendone a priori tutte le conseguenze. Malinconie, nostalgie, senso di solitudine non dovrebbero avere cittadinanza nellanimo dellinfermiera in emergenza in quanto fanno parte del suo bagaglio normale; sua virt non permettersi di farli pesare su chi le vicino o peggio, creare problemi in questo senso. In emergenza con i militari non deve far leva sul proprio sesso debole per ottenere favori o privilegi personali n fare continuo ricorso ad essi per le proprie necessit. Ogni infermiera dovrebbe essere in grado di provvedere a se stessa per le proprie necessit fornendosi alla partenza di tutte quelle cose che suppone possano esserle utili per un soggiorno prolungato in zone sfornite di negozi. Nessuna deve esitare a mettere a disposizione del gruppo ci che pu essere utile a tutte: questo fa parte dello spirito di Corpo e del cameratismo che in emergenza pi che altrove, sono necessari. Saper fare dei lavori di bricolage pu tornare utile per il bene proprio e del gruppo, al fine di non gravare continuamente sulle strutture o sulle persone e migliorare la qualit della vita. Quando lI.V. decide di offrire la propria disponibilit per lemergenza deve esaminare coscienziosamente le proprie risorse e mettere in preventivo tutti i disagi, i malesseri, le difficolt a cui andr inevitabilmente incontro. Spesso non basta lentusiasmo per superarli. Una volta data la disponibilit per deve accettare tutto senza lamentele o recriminazioni a posteriori che rischiano di deteriorare il morale del gruppo. Ci che il Corpo si aspetta serenit e abnegazione in qualunque circostanza.

Spirito di sacrificio e di rinuncia

Si parlato di spirito di adattamento in cui implicita una buona dose di capacit alla rinuncia. Tale capacit va esercitata non solo quando ce lo impongono le circostanze ma deve far parte integrante della mentalit dellI.V. Come si gi accennato nei capitoli dedicati al concetto di Etica, rinunciare a se stessi per il bene comune. Ci significa saper mettere da parte i propri diritti, i propri privilegi, il proprio orgoglio, i propri malumori per anteporvi linteresse generale, che si tratti dei pazienti, del gruppo o del Corpo. E questa, indubbiamente, la capacit pi difficile da acquisire ma anche la pi nobile in quanto essa il fondamento del nostro volontariato. Non si intende parlare tanto della rinuncia in senso materiale, ovvia e forzosa in certe circostanze, quanto di quella morale: la rinuncia a far prevalere sempre e ad ogni costo il proprio Io, allorch questo desiderio di emergere e di affermarsi pu portare a scompensi, a rivalit, a dissapori nel gruppo o nellambiente di lavoro, pu danneggiare o mortificare altre sorelle. Mettere dunque da parte gli ismi quali i personalismi, i protagonismi, gli antagonismi, gli egoismi, gli egocentrismi. Chi occupa posti gerarchicamente superiori deve rammentare che quei gradi pesano sulle spalle come un onere aggiuntivo di servizio al Corpo e alle sorelle e non come una gratificazione del proprio autoritarismo. Essere superiori implica avere superiori doveri, superiori responsabilit, superiore lavoro e dimostrare di essere allaltezza del compito assegnato sacrificandosi pi delle altre.

LI.V. deve adattarsi di buon grado anche a lavori che non le sono consoni o che, naturalmente parlando, le ripugnano; non avere troppe indulgenze con se stessa quando il dovere le impone di far valere la propria volont sulle sue inclinazioni personali.

Aggregazione nel gruppo

LI.V. chiamata ad operare in situazioni sia ordinarie che straordinarie, insieme ad altre sorelle che spesso non conosce e con le quali deve convivere e lavorare per periodi pi o meno lunghi. E essenziale quindi, per il buon funzionamento del servizio, che allinterno del gruppo esista la massima armonia. Le differenze di carattere, di cultura, di ceto sociale, non debbono condizionare la coesione del gruppo ma debbono essere motivo di conoscenza reciproca e di amalgama. E un grave errore esibire la propria superiorit sociale o culturale rispetto ad altre sorelle. In servizio si deve abbandonare lhabitus quotidiano e ricordarsi solo del proprio essere Infermiere Volontarie. Ognuna abbia rispetto per laltrui personalit come esige che se ne abbia per la propria; sopporti le manchevolezze, aiuti le sorelle in difficolt, impari umilmente ci che non sa e insegni a sua volta, ridimensioni i piccoli attriti quotidiani, cerchi di appianare i malintesi tra sorelle, si astenga dal fare critiche, osservazioni malevole, pettegolezzi o di prestarvi ascolto. Dia sempre prova di generosit e di disponibilit al dialogo, chiarisca al pi presto equivoci e incomprensioni, si attivi per il benessere comune. Solo in questo modo si potr parlare di sorellanza, di affiatamento, di armonia nel gruppo e se ne avvantagger sia lumore delle singole sia landamento del servizio. In emergenza La convivenza forzata, continuata, cui obbliga spesso lemergenza, pu far nascere dei problemi di compatibilit tra singole sorelle, ma proprio in queste circostanze sarebbe pi necessario che mai

evitare divisioni e la conflittualit che offrono unimmagine negativa del Corpo allesterno e causano complicazioni anche in quanto allefficienza del servizio. Quando si vive in situazioni pericolose, nella tensione di un lavoro intenso e di esperienze tragiche, la solidariet dovrebbe essere naturale e spontanea. LI.V. ha il dovere di aiutare chi soffre ma non deve trascurare o dimenticare chi le vicino e condivide con lei il lavoro. In emergenza non deve esistere il mio o il tuo ma il nostro. Tuttavia non deve mai venire meno il rispetto per le cose e gli ambienti in comune e la discrezione nellusufruirne. Labuso da parte di qualcuno determina spesso labolizione del beneficio per tutti. Va evitata la formazione di gruppuscoli determinati da aggregazione spontanea, da comune provenienza, da conoscenza precedente perch questo disunisce il gruppo nel suo insieme; le sorelle nuove arrivate vanno accolte con cordialit e affetto, debbono subito sentirsi come in famiglia allinterno del gruppo, ed a proprio agio nel prendere servizio. Accade, durante unemergenza, che lonerosit del servizio di certi reparti lasci poco tempo per accudire alle incombenze di ordine pratico. Le sorelle pi libere dovrebbero spontaneamente offrirsi di sopperire, quando usufruiscono di un turno di riposo, sbrigando tutte quelle piccole faccende quali: riordinare gli alloggi, pulire e riordinare gli ambienti comuni, lavare o stirare degli indumenti, preparare il caff... contributi al benessere comune che costituiscono un sollievo e unagevolazione per le sorelle oberate da servizi pi impegnativi.

Resistenza fisica

Sembrerebbe un requisito ovvio per uninfermiera, ma spesso non lo . Un paziente che si vede assistito da uninfermiera cadente, che non pu sollevarlo perch non ce la fa, che flemmatica, esangue, debole, accasciata, deperita, smorta e magari si lamenta lei stessa dei suoi malanni, pu essere tentato di cederle il suo letto. E naturale che si possano passare momenti o periodi di minor vigore fisico, essenziale tuttavia che linfermiera di norma goda buona salute e possieda le energie necessarie al corretto espletamento del proprio lavoro. Ci vale anche per la salvaguardia della sua stessa salute, esposta com, al pericolo di contagi di ogni tipo. Il lavoro infermieristico esige spesso molto movimento, ore e ore in piedi, chinarsi, sollevare pesi, perci bene che si sappiano dosare le forze e soprattutto che si sia consapevoli dei propri limiti fisici. In emergenza Nel momento in cui decide di offrire la propria disponibilit per lemergenza, linfermiera deve coscienziosamente riflettere sul proprio stato di salute, sulla misura della propria resistenza alla fatica e decidere di conseguenza. Operazioni chirurgiche recenti, malattie debilitanti o croniche, stress fisici e psichici sopportati e non ancora superati, stati di convalescenza, patologie che richiedono particolari cure e attenzioni non sono compatibili con la vita propria dellemergenza. Linfermiera rifletta dunque attentamente e realisticamente sui propri limiti fisici e non si lasci tentare dallimpulso irrazionale di partire comunque. Il rischio che le si prospetta in casi simili quello di danneggiare ulteriormente il proprio stato di salute, di risultare inutilizzabile sul lavoro, di

essere anzi un peso lei stessa, un aggravio per il gruppo che la ospita, e avere la mortificazione di essere rispedita in modo coatto alla sede di provenienza. Resistenza fisica in emergenza significa affrontare turni di lavoro h24, essere chiamate in servizio a qualunque ora del giorno e della notte, operare senza interruzione per ore ed ore saltando i pasti o mangiando quando si pu e quel che c; significa lavorare con uguale lena con qualunque tempo, in qualunque condizione. LI.V. non dice mai: basta, sono stanca, non ne posso pi. Stringe i denti e va avanti perch questo che ci si aspetta da lei.

Accettazione dei rischi

Questo un argomento peculiare del ruolo dellemergenza. Le emergenze possono essere nazionali od extra nazionali, possono svolgersi per disastri naturali o per missioni di pace in zona di guerra. Al momento della partenza lI.V. deve mettere nel proprio bagaglio gli imprevisti e i rischi che sono propri di questo ruolo. La sorella che accetti di partire deve fare prima i conti con i propri limiti di resistenza fisica, psichica e nervosa. Il coraggio non consiste nel non aver paura ma nellavere coscienza del pericolo e nel sapere come affrontarlo. Nessuno chiede alle infermiere gesti eroici ma il dovere di essere prudenti, avvedute, di astenersi da gesti inutilmente rischiosi. Linfermiera non deve mai soggiacere al panico e tanto meno farlo trapelare davanti ai pazienti. Deve avere estremo autocontrollo esteriore, essere tranquillizzante, calma, rassicurante. Una volta accettato il servizio, non sono ammesse recriminazioni in quanto la cognizione dei rischi scontata ed implicita nella natura stessa del ruolo di emergenza, di qualunque entit essi si rivelino. Il rischio non pu costituire giustificazione di rifiuto al servizio, tanto meno di abbandono del posto di lavoro, salvo ordini superiori. LI.V. in servizio con le FF.AA. tenuta ad adeguarsi alle direttive impartite dagli organi responsabili e conformarsi agli ordini come qualunque altro militare.

Disciplina e autodisciplina La prima una forma di coercizione imposta dallesterno che accettiamo nel momento in cui ci inseriamo volontariamente in un organismo retto da regole. La seconda consiste nel controllo della volont sugli impulsi personali e si esercita a prescindere da qualunque controllo esterno. LI.V. dovrebbe conoscere cos bene i propri doveri da non aver mai bisogno di essere richiamata allordine e questo grazie allacquisizione di unautodisciplina interiore che le suggerisce sempre ci che deve e non deve fare. Esistono delle regole di comportamento formale che saranno illustrate pi oltre e che fanno parte di quello che dovrebbe essere linconfondibile bon ton dellI.V.; in questa sede bene ribadire che, entrando volontariamente a far parte di una struttura, se ne accettano implicitamente anche le norme che lo regolano. Ci vale per lallieva come per linfermiera professionale che si iscrivano al corso per II.VV. E doveroso quindi, da parte di tutte, prendere conoscenza di queste regole e non invocare lalibi dellignoranza per giustificare le proprie mancanze. Sar poi lautodisciplina che ciascuna, in grado maggiore o minore riesce a coltivare in se stessa, a far s che esse divengano parte integrante del proprio modus operandi, prescindendo da controlli esterni ed assumendo dette norme come naturale completamento psicologico della propria personalit. Disciplina significa, nel nostro caso, obbedienza agli ordini e saper conformare il proprio comportamento alle circostanze, quindi porsi in una disposizione danimo atta a recepire anche ordini sgraditi o che ci appaiono ingiustificati, eseguirli rapidamente e coscienziosamente senza mostrare segni di indifferenza, o peggio, contestarli. Ogni superiore deve essere disponibile, ove se ne presenti la necessit, a dialogare con linfermiera e a spiegarle i motivi del proprio agire e ogni infermiera pu, se ve ne sia giusta causa, far presente il proprio punto di vista al superiore, ma dovr comunque accettarne le decisioni. In emergenza LI.V. pu trovarsi ad operare, in emergenza, sia con personale militare sia con personale civile.

Quando si trovi ad operare con le FF. AA., sia in territorio nazionale che extra nazionale, deve uniformarsi alla disciplina militare e quindi obbedire agli ordini degli ufficiali superiori per tutto quanto concerne i suoi rapporti con la struttura e con il personale militare. Parimenti, deve pretendere il rispetto del proprio grado, riconosciutole quale ausiliaria delle FF.AA. La Capogruppo ha il grado di Capitano, e le infermiere a lei affidate hanno il grado di sottotenente, qualunque sia la carica, che nellambito del Corpo esse ricoprono. LI.V. nelle mansioni sanitarie deve obbedire ai medici militari, e al Direttore dellunit; nellambito del gruppo e dellorganizzazione del servizio deve obbedire alla Capogruppo. Quando si trovi ad operare in ambito civile, lI.V. prende ordini dalla Capogruppo per quanto concerne lorganizzazione del servizio e dai medici per quanto riguarda lattivit sanitaria. LI.V. non ha contatto con altre autorit in quanto questo compito proprio della Capogruppo o comunque della responsabile del servizio. I provvedimenti disciplinari sono contemplati dal Regolamento del Corpo.

Disponibilit E difficile comprendere quali siano le ragioni che spingono una persona adulta, solitamente gi impegnata, ad affrontare un corso di studi di due anni per conseguire un diploma al fine di esercitare un volontariato. Ma ancor pi incomprensibile il fatto che, una volta conseguito il diploma con tanti sacrifici, quella persona si dilegui nel nulla senza neanche provare a mettere a frutto il risultato dei suoi sforzi. Nei periodi di emergenza si verifica laffollamento delle disponibilit poich eventi catastrofici o che comunque richiamano lattenzione dei mezzi di comunicazione, sollecitano limpulso partecipativo delle sorelle, la volont di fare qualcosa. Ma, diremmo per fortuna, non si vive costantemente in stato di emergenza. Ci che occorre la disponibilit nei tempi di normalit, nei servizi che il Corpo si impegna a coprire: servizi sociali, Ospedali militari, assistenza agli anziani, corsi di monitorato e quantaltro costituisce la vita di routine che il volontariato di Croce Rossa richiede. Il Corpo ha bisogno di sorelle che diano la propria disponibilit anche in servizi che non siano prettamente infermieristici ed ogni sorella dovrebbe sentirsi in dovere di offrire il proprio contributo suo funzionamento nei limiti del proprio tempo libero e secondo le proprie capacit e competenze. In emergenza Le modalit e i tempi in cui si articola la disponibilit per lemergenza verranno trattati in un apposito capitolo. Qui va tuttavia ribadito che, qualora lI.V. decida di iscriversi nelle liste di emergenza, si assume delle precise responsabilit nei confronti del Corpo. Deve essere consapevole che limpegno va rispettato anche a costo di sacrifici personali e non di rado familiari; sottrarsi alla chiamata pu mettere in difficolt chi deve far fronte alla copertura del servizio. Per questo, qualora linfermiera, per sopraggiunti motivi personali, sia impedita a tener fede allimpegno, deve avvisarne tempestivamente il proprio ispettorato. E importante inoltre, che linfermiera si renda disponibile anche per servizi alternativi inerenti lorganizzazione dellemergenza: ufficio, amministrazione, magazzinaggio. Ogni lavoro, anche il pi umile, deve essere assunto ed espletato col massimo dellimpegno.

IL SERVIZIO IN OSPEDALE

Il quotidiano contatto con il male pu, per una sorta di autodifesa psicologica, indurre nellinfermiera l abitudine al dolore. Di fronte allaltrui sofferenza, quando di essa siamo spettatori spesso impotenti, errato sia il distacco sia leccessivo coinvolgimento. La buona infermiera non deve perdere la propria sensibilit umana ma deve daltro canto aver sempre presente che la sua funzione quella di operare per il bene dellinfermo; per ottenere questo scopo deve essere sempre presente a se stessa, deve saper agire anche contro la propria sensibilit, se necessario, e mantenere il controllo, la lucidit anche nelle situazioni pi estreme. La sofferenza, per chi la prova, sempre la maggiore possibile e non bisogna spazientirsi ai lamenti del malato anche se sono esagerati o a nostro parere eccessivi; la soglia del dolore non uguale per tutti e non tutti hanno uguale capacit di subirlo in silenzio. Il malato una persona inerte e sofferente che si affida alle cure ed alla comprensione del personale che lo assiste; essere pazienti, sopportarne lirritabilit, le proteste anche ingiustificate, persino gli sgarbi, rientra nei compiti dellinfermiera. Ci non significa essere cedevoli ed assecondarlo in tutto: ove necessario bisogna dimostrare fermezza e capacit di convinzione, indurlo a collaborare con la ragionevolezza, il buon senso o la blandizie, conquistarsi infine la sua fiducia. LI.V. non deve mai dare il tu al degente a meno che non si tratti di bambini o di anziani che potrebbero sentire questa confidenza come una vicinanza affettiva e non come una mancanza di rispetto. Il paziente una persona indifesa, psicologicamente disposta a subire e non raro che in ospedale debba subire anche una mancanza di rispetto da parte del personale che lo tratta con una confidenza non sollecitata. Il maggior segno di affetto che si pu dare ad un malato laccudirlo nel migliore dei modi, con attenzione, con sollecitudine, con competenza; evitare quindi leccesso di confidenza ma anche di apparire distaccati. Comportarsi sempre come se, al posto di quellestraneo, nel letto ci fosse una persona a noi cara. Linfermiera deve eseguire scrupolosamente le prescrizioni del medico, non prendere iniziative personali e, in caso di necessit chiedere sempre al Caposala o al personale responsabile del reparto, prima di agire. Non permesso in nessun caso commentare le diagnosi o loperato del medico n con altro personale n con i parenti del degente n col degente stesso. Qualora i parenti si rivolgano a lei per chiarimenti, suo compito indirizzarli dal medico e non fornire informazioni di sua iniziativa.

Linfermiera che accompagna il medico nelle visite in corsia, prepari i malati e si muova con gesti essenziali e misurati. Non intervenga nei discorsi se non esplicitamente interpellata e non commenti mai quanto detto dal medico. In caso di medicazione di ferite, deve operare sul paziente una sola infermiera e, se richiesta, unaltra sorella come ausilio. Non cercare mai di rubare il lavoro che sta effettuando unaltra sorella mettendo le mani dove non richiesto: si rischia di danneggiare il paziente e di irritare (giustamente) la sorella che sta operando. Qualora uninfermiera pi esperta si accorga che una sorella sta commettendo un errore o sta operando male, intervenga con tatto e discrezione ma eviti di riprenderla e di allarmare inutilmente il paziente. Le spieghi poi, in separata sede, il perch del suo intervento. Quando una sorella ha coscienza di non essere in grado di effettuare il lavoro assegnatole, non abbia timore di farlo presente per essere assegnata ad altro incarico: meglio fare atto di umilt che danneggiare un paziente. Salvo impegnarsi per riempire, in seguito, la lacuna. Anche la consapevolezza dei propri limiti etica professionale. A tale proposito si rammenti che la legge non ammette ignoranza: linfermiera che sbaglia per propria incapacit, per superficialit, per imprudenza, chiamata a risponderne anche sul piano penale.

I rapporti con il personale civile Non di rado lI.V. o lallieva che presta servizio in un Ospedale civile, viene considerata dal personale sanitario alla stregua di una dama di carit che invade un territorio che non le appartiene procurando ulteriore ingombro senza alcuna valida ragione. Lallieva, in particolare, deve combattere contro questa prevenzione e lunico modo di combatterla sta nel dimostrare che sa rendersi utile ed ha voglia di imparare. Lallieva deve adattarsi a tutto e quando si dice tutto si intende anche i lavori infermieristici pi ingrati, pi sporchi, pi ripugnanti. Non deve mai accadere che unallieva rifiuti di eseguire un lavoro su un paziente perch ne prova nausea. Pu rifiutare un lavoro solo se non ancora in grado di eseguirlo senza una guida. Lallieva deve dimostrare umilt e voglia di apprendere, deve saper rubare la tecnica con gli occhi, apprendere dallesperienza di chi lavora in ospedale da anni, chiedere senza paura di annoiare, intervenire a proposito, saper ascoltare e soprattutto non risentirsi mai se sar trattata con sufficienza, sbrigativamente o talvolta scortesemente. Lallieva deve avere sempre presente che in quel luogo per apprendere il pi possibile e che i suoi maestri sono persone che esercitano da molti anni un lavoro ingrato, difficile e delicatissimo. Se qualche volta si spazientiscono o non sono soddisfatti del suo lavoro deve ringraziarli perch le danno modo di apprendere di pi e meglio. Lallieva deve guadagnarsi il diritto di mettere le mani sul paziente conquistando la fiducia degli infermieri professionali con i quali potr imparare i piccoli segreti della tecnica, gli accorgimenti, la manualit, tutto ci che diventer il suo patrimonio di conoscenza dellarte infermieristica.

Latteggiamento dellinfermiera in ospedale E importante essere sempre attive, mai dare limpressione di non aver nulla da fare: accudire i ricoverati pi anziani, intrattenersi con loro, sistemarli pi agevolmente nel letto, distrarre i bambini, attivit che, non solo riempiono i vuoti di lavoro ma procurano benessere ai degenti che sono grati anche delle minime attenzioni. Spesso un degente, per timidezza o per pudore, non ha il coraggio di chiedere: sta allinfermiera informarsi se ha bisogno di qualcosa ed attivarsi per accontentarlo. Linfermiera deve essere imparziale, superare le avversioni o le antipatie naturali qualora ve ne fossero e non far trapelare eccessiva simpatia per alcuno: mostrare per tutti uguale disponibilit ed efficienza. Linfermiera deve astenersi dal portare cibi ai malati, anche se si tratta di dolciumi per i bambini, salvo chiedere preventivamente lautorizzazione del medico.

Se il malato chiede allinfermiera di compiere un acquisto o una commissione per suo conto allesterno dellospedale poich non ha altri a cui rivolgersi, essa dovr chiederne lautorizzazione alla caposala ed alla propria capogruppo. Linfermiera non deve, nel modo pi assoluto, accettare doni o remunerazioni dai pazienti e spiegare loro con garbo che le vietato dal Regolamento del Corpo. Se si tratta di un omaggio simbolico e di poco valore, onde non offendere la sensibilit del paziente chieder il permesso di accettarlo alla propria Capogruppo. Ospedali e strutture sanitarie militari Tutto quanto detto per lospedale civile vale anche per lospedale militare. Tuttavia vi sono degli accorgimenti su cui bene fermare la propria attenzione. LO.M. in tempo di pace accoglie in maggioranza soldati di leva, giovani quindi, alle prime esperienze in campo militare. Esperienza che non sempre viene vissuta con la coscienza di adempiere ad un dovere civico ma spesso subita come una costrizione. Bisogna quindi tener conto, oltre che dello stato patologico del giovane, anche del suo stato psicologico, reso pi fragile dalla lontananza della famiglia e degli amici. Linfermiera deve essere comprensiva e cordiale senza mai incoraggiare una maggiore confidenza; eviti di dare il tu ai pazienti anche se coetanei e non permetta mai che le si manchi di rispetto. Se ci avvenisse avverta il degente che, nel caso la cosa si ripetesse sarebbe costretta a riferire ai superiori. In ogni caso linfermiera o lallieva infermiera non dovranno mai agire autonomamente bens rivolgersi sempre alla capogruppo che interverr nelle sedi opportune. Linfermiera diplomata equiparata al rango di sottotenente dellEsercito. Cerchi di non metterlo mai in evidenza con i militari a meno che non vi sia costretta dal loro comportamento. In emergenza Le emergenze con le FF.AA. possono essere di breve o di lunga durata ed obbligare ad una convivenza continua in luoghi di pericolo e disagiati che favoriscono linstaurarsi di un cameratismo che rende poco accettabili le formalit plausibili in situazioni normali. Non raro che si crei tra le infermiere e il personale militare una dimestichezza ed una confidenza che spesso facilita la collaborazione e laffiatamento sul lavoro, ma tutto questo deve rimanere sempre nellambito della correttezza e del reciproco rispetto. Lesperienza delle ormai numerose emergenze specie in territorio extra nazionale, ci induce ad affrontare largomento dei rapporti che possono insorgere tra le infermiere e il personale militare. Molto spesso le infermiere costituiscono lunico elemento femminile in una comunit di uomini lontani anche da mesi dalle loro case e dalle proprie famiglie. E quindi umanamente comprensibile, si direbbe inevitabile, linsorgere di forti simpatie o di reciproca attrazione fra un militare e uninfermiera. In questa sede si prescinde da valutazioni morali per fornire esclusivamente indicazioni sul comportamento da tenere in questi casi. Linfermiera non deve mai perdere di vista la propria dignit e la consapevolezza che in quel luogo rappresenta il Corpo nel suo insieme. Deve astenersi da qualunque gesto o atteggiamento che riveli le sue inclinazioni verso una persona particolare: i sentimenti personali non possono essere giustificazione per mettere a repentaglio non solo il buon nome del Corpo ma anche la credibilit e lonorabilit dellintero gruppo. Se infatti vero che ciascuno responsabile delle proprie azioni, anche vero che mai come in questi casi ex uno disce omnes dal comportamento del singolo conosci tutti gli altri. Se uninfermiera irreprensibile e compie il proprio dovere, quellinfermiera irreprensibile e compie il proprio dovere. Ma se uninfermiera si comporta scorrettamente e in modo reprensibile, tutte le infermiere sono scorrette e reprensibili. Linfermiera in emergenza non ha vita privata. LI.V. in servizio con le FF.AA. sottoposta alla disciplina e alle gerarchie militari, fatte salve le competenze attribuite alla capogruppo. Dove lordine impartito da un militare di grado superiore contrasti con il Regolamento del Corpo o precedenti istruzioni ricevute dalla capogruppo e ci si trovi in condizione di non poter conferire con la stessa, linfermiera ha diritto di chiedere che lordine le sia impartito per iscritto. Qualora lordine risulti lesivo della sua dignit, esuli dalle sue competenze professionali, sia contrario ai principi della Croce rossa, lesivo dellonore del Corpo o comunque linfermiera abbia validi e fondati motivi per rifiutarsi di eseguirlo, pu farlo; ne riferir alla capogruppo per i provvedimenti del caso.

Il segreto militare

LI.V. che si trovi ad operare in zona di guerra o in una esercitazione con le FF.AA., in ospedali da campo, su navi ospedale o su mezzi aviotrasportati deve conoscere le sanzioni previste per la divulgazione del segreto militare.

DEL COMANDO Il comando servizio. E esercizio dellautorit che non deve essere confuso con lesercizio del potere o lautoritarismo. Esiste un esercizio dellautorit ed unarte del comando che si fondono nelle doti umane e tecniche, naturali ed acquisite dellindividuo, fino a farlo riconoscere spontaneamente quale guida elettiva del gruppo. Se vero che capi si nasce, anche vero che comandanti si diventa. Lautorit degli uni sempre spontaneamente e tacitamente accettata dal gruppo, lautorit degli altri spesso subta. Ma un buon capo non necessariamente anche un buon comandante. Esistono delle personalit spiccate che emergono nel gruppo per una sorta di carisma naturale che fa presa, coinvolge emotivamente, trascina allazione. Questo il capo. Tali personalit non hanno bisogno di ordinare per essere obbedite poich si impongono spontaneamente come leaders; la loro preminenza non si discute, si accetta spesso irrazionalmente ed talvolta unaccettazione acritica che pu sconfinare nel fanatismo. Esistono poi individui che, pur non dotati di carisma, si impongono per le proprie doti morali quali la sicurezza, laffidabilit, la rettitudine, la coerenza, la competenza, la forza di carattere. A costoro si tende a delegare razionalmente le responsabilit del gruppo. Lautorit ideale quella che fonde i requisiti innati del capo con le capacit acquisite del comandante. Purtroppo non sempre ci possibile, ma la capacit al comando si pu acquisire con lesperienza, la competenza, lesercizio dellautocontrollo. Nessuno pu ben comandare se prima non ha imparato ad obbedire, lo afferma Seneca, ma pi che una dotta citazione un tradizionale dettato del buon senso. Chi comanda deve riscuotere la fiducia delle proprie subordinate le quali, a loro volta debbono essere certe che lordine giusto, ponderato e commisurato alle loro possibilit. Un requisito essenziale di chi comanda la sicurezza decisionale ( cosa ben diversa dalla sicumera) che deriva dalla competenza, dalla lucidit, dalla tempestivit nel giudicare persone e situazioni. Lesempio il miglior ausilio dellautorit: essere certi che lautorit pretende da se stessa quanto e pi di ci che pretende dagli altri. La superiore che attiva e lavora pi delle altre sorelle, che le supporta, le fa sentire protette, si accolla anche il lavoro che non le spetterebbe ed sempre pronta a difenderle ed aiutarle, non sar mai messa in discussione. Chi comanda deve rendere chiaro con i fatti che agisce non per gratificazione personale ma per la funzionalit del servizio, per i bene comune e per meritare la fiducia che le stata data da chi lha preposta. Deve quindi essere persona informata e competente sui compiti che si assunta. Deve possedere doti umane quali lintuito, la sensibilit, il buon senso, ma deve anche possedere rigore, rettitudine, obbiettivit. Le subordinate vanno trattate tutte con lo stesso metro a prescindere dalle simpatie o antipatie personali, peraltro umanissime, che si possono instaurare. I rapporti interpersonali non debbono influenzare i doveri dufficio.

LA CAPOGRUPPO La capogruppo ricopre un incarico affidatole temporaneamente dai superiori e deve assolvere i compiti propri del servizio che le assegnato. La capogruppo ha un incarico delicato ed importante, non importa quale ne sia la durata e limportanza: infatti da lei dipende principalmente la buona riuscita del servizio e limmagine che ne deriva del Corpo. Questo un incarico di responsabilit che presuppone dei requisiti specifici ed quindi opportuno valutare bene le doti delle infermiere cui esso si affida. Se infatti alcune sono idonee a coordinare determinati servizi, non detto che lo siano per altri. La capogruppo deve riscuotere la fiducia dei superiori e delle infermiere che da lei dipendono, deve avere lesperienza e la competenza necessarie per affrontare le situazioni che si possono presentare, avere un pizzico di psicologia, molto buon senso e soprattutto lattitudine al comando. Deve sapersi orientare con sicurezza nellambiente in cui opera (ad esempio quantomeno inopportuno nominare capogruppo in ambiente militare uninfermiera che non sa distinguere i gradi militari), avere buona conoscenza del Regolamento, polso e fermezza nellassumere decisioni ma anche tolleranza e capacit di mediazione. La capogruppo deve talvolta imporre il proprio punto di vista ma no deve farlo dimperio bens cercando di convincere e di far comprendere le proprie ragioni e tuttavia tener ferme le proprie decisioni senza tornarci sopra. Deve saper stemperare le tensioni che possono nascere nel gruppo e conciliare le diverse personalit che lo compongono. Deve scoraggiare decisamente la delazione, i pettegolezzi, le chiacchiere malevole; guai alla capogruppo che si fa partecipe e complice di pettegolezzi ai danni di una sorella: perde, agli occhi di tutte, credibilit, stima e rispetto in quanto ognuna si sente possibile oggetto dello stesso trattamento. Il suo umore deve essere costante, non soggetto a sbalzi che danno limpressione di una personalit ciclotimica, la sua azione aggregante: deve saper amalgamare le diverse personalit, educazioni e provenienze in un gruppo affiatato ed efficiente. Deve suscitare nelle infermiere la fiducia necessaria per la quale esse possano tranquillamente esporre i propri problemi con la certezza di vedersi aiutate e spalleggiate. La capogruppo deve essere una prima inter pares, con maggiori oneri e responsabilit. La capogruppo deve avere la massima disponibilit nei confronti delle sorelle non dimenticando mai che lei al loro servizio e non viceversa. Non deve attribuirsi privilegi che non condivida con il gruppo, sorvegliare con discrezione senza mai apparire invadente, intervenire con tatto ma con fermezza ove necessario, dare garanzia di obbiettivit e autocontrollo. Compiti della capogruppo Come si gi accennato, la capogruppo deve innanzi tutto avere buona conoscenza del Regolamento del Corpo, buona professionalit (potrebbe trovarsi a sostituire temporaneamente qualunque sorella operativa) ed essere edotta sul funzionamento, la struttura, lorganizzazione dellunit civile o militare in cui si trova ad operare.

E suo il compito di organizzare il servizio assegnando le sorelle ai vari reparti e stabilendo i turni di servizio, secondo le esigenze presentate dal direttore dellunit o dal caporeparto. Pu tenere conto delle preferenze espresse dalle singole infermiere nella misura in cui la funzionalit del servizio lo consente. La capogruppo il solo tramite tra le infermiere e le superiori autorit. Deve tenere i rapporti con gli organismi direttivi, con le autorit sia civili che militari assecondare le loro esigenze e manifestare il migliore spirito collaborativo. Al suo arrivo deve immediatamente presentarsi al responsabile dellunit fornendo i dati dellorganico delle infermiere e le loro eventuali specializzazioni e ricevere le direttive per lorganizzazione del servizio. Ove subentri ad una precedente capogruppo, sar questa a presentarla al responsabile dellunit, a darle le consegne ragguagliandola su tutto quanto concerne la situazione. Deve introdurre la nuova infermiera nel reparto presentandola al caporeparto, ai medici, al personale ivi operante e tenere aggiornata la situazione dei reparti. Deve istruire le infermiere sui loro compiti, sul comportamento da tenere nellambiente in cui prestano servizio, controllare ogni giorno lordine perfetto delluniforme, assicurarle della propria disponibilit per qualunque problema si presenti in servizio. Al termine del servizio la capogruppo redige le Note di servizio di ciascuna infermiera ed una breve relazione scritta sullandamento del servizio stesso da consegnare ai superiori e chiede al direttore dellunit di redigere le Note di servizio che la riguardano. La capogruppo preposta a guidare un gruppo di infermiere in servizio di rappresentanza, si accerti del perfetto ordine delluniforme e istruisca le infermiere sul comportamento da tenere onde evitare inutili gaffes o commenti poco lusinghieri da parte dei presenti, tenuto conto che le crocerossine spiccano per la loro uniforme in qualunque ambiente e vengono a trovarsi nellocchio del ciclone. In emergenza Quanto detto sopra per la capogruppo vale in ogni circostanza, ma in emergenza si possono presentare situazioni particolari ed atipiche cui bene accennare. Appena arrivata a destinazione, la Capogruppo si presenta allautorit responsabile dellunit in cui deve prestare servizio, quindi d notizia del proprio arrivo alla gerarchia superiore da cui dipende (lispettrice del proprio comitato se in emergenza nazionale, la Responsabile dellemergenza o la Segretaria generale se in emergenza extranazionale). In zona di operazioni con le FF.AA. lordine impartito da un ufficiale di grado superiore va eseguito anche se contrasta con le direttive delle gerarchie superiori del Corpo (salvo i casi e con le condizioni previste nel capitolo Ospedali e strutture sanitarie militari In emergenza, ultimo paragrafo). Nellambito militare il rispetto delle gerarchie rigido, pertanto non consentito alla capogruppo di delegare i rapporti con lautorit da uninfermiera n a questa di prendervi contatti di sua iniziativa, qualunque ne sia il motivo. Il compito della capogruppo in emergenza non solo quello di organizzare e coordinare il servizio ma attivarsi lei stessa e, ove necessario, rimboccarsi le maniche senza per trascurare il suo incarico specifico che preminente. Riunisce quotidianamente le infermiere, anche solo per pochi minuti a fine giornata, per parlare insieme dei problemi incontrati in servizio; in tal modo favorisce la conoscenza comune e lei stessa approfondisce la conoscenza delle singole essendo in grado poi di redigere le note di servizio con cognizione di causa. Oltre il servizio, organizza la tenuta degli ambienti in cui le infermiere vivono, attivandosi per renderli meno disagevoli possibile, ne controlla quotidianamente lordine e la pulizia e provvede personalmente a procurare presso il reparto logistico quanto necessita. Competenze amministrative della capogruppo Prima della partenza la capogruppo si fornisce dei fogli di viaggio necessari facendovi apporre dall ispettrice del Comitato la sigla Vista partire con il timbro dellispettorato Giunta a destinazione, la Capogruppo fa apporre sul proprio foglio di viaggio e su quello delle infermiere che eventualmente la accompagnano, la sigla Visto arrivare ed il timbro dellispettorato di destinazione. In mancanza di tale riscontro pu farlo firmare ad un pubblico ufficiale (carabinieri, polizia, prefettura ecc).

Si accerta che ogni foglio di viaggio sia provvisto delle ricevute di viaggio (scontrini, biglietti ferroviari, ricevute autostradali, taxi, benzina, aereo ecc) necessarie per il rimborso spese. Si accerta che sui fogli di viaggio siano apposte le firme dellinfermiera in fondo alla seconda e terza facciata e che sia precisata lora e il giorno in cui il viaggio ha avuto inizio e termine. A documentazione completata, terminato il servizio, invia il tutto tramite raccomandata di cui conserva ricevuta, allispettorato competente per rimborso di quel servizio. Si fa presente che per il rimborso della diaria sempre necessario il foglio di viaggio anche se le infermiere sono munite di cartolina di precetto. E quindi cura della capogruppo, prima della partenza, di munirsi dei fogli di viaggio nella quantit necessaria. La capogruppo tiene nota del servizio delle infermiere sul Foglio di servizio dal quale risulta lora dellinizio e della fine del turno osservato dallinfermiera che firma la propria presenza. I fogli di servizio vanno conservati in una cartellina e alla fine del servizio vengono firmati e timbrati dal Direttore dellunit o dal Caporeparto Ogni mese (o alla fine del servizio) la capogruppo invia i fogli di servizio allispettorato competente. La capogruppo compila i moduli delle Note di servizio in tutte le loro parti, le sottopone alla visione delle interessate per accettazione e le consegna in busta chiusa allispettrice competente. Le note di servizio della capogruppo vengono compilate a cura del Direttore dellunit e consegnate in busta chiusa alla gerarchia competente.

LO STILE DELLINFERMIERA VOLONTARIA Si trattato sin qui delletica che alla base del lavoro dellinfermiera volontaria. Lo stile quel qualcosa in pi che la distingue e la qualifica. Puntualit Non solo una norma di buona educazione ma una necessit: denota seriet, professionalit nel lavoro e rispetto degli altri. Arrivare sempre cinque minuti prima, mai cinque minuti dopo, una regola aurea che non andrebbe mai dimenticata. In ospedale LInfermiera si presenta alla capogruppo, firma il foglio di presenza, si veste per il servizio senza trattenersi in chiacchiere e raggiunge il proprio reparto. Saluta il personale e inizia il servizio. Quando incontra un superiore (per le allieve di I anno tutti sono superiori) o uninfermiera pi anziana, saluta con un cenno del capo e cede il passo. Lallieva si siede solo se il superiore la invita a farlo. Cede il posto alle diplomate (anche se pi giovani) o alle pi anziane. Se trattasi di Ospedale civile, cede il posto alle professionali (non bisogna dimenticare che lI.V. ospite in queste strutture). Se in un ambiente entra una sorella di grado superiore o un ufficiale di alto grado, le sorelle si alzano e si pongono in posizione di attenti non rigida ma naturale. Uniforme Luniforme deve essere irreprensibile in ogni sua parte, il termine da usare perfetta. Per la normativa sulluso delle uniformi e dei suoi componenti si rimanda allapposito capitolo. Luniforme non deve essere troppo larga ma neppure troppo aderente per ovvi motivi non solo di libert di movimento. Quando linfermiera in uniforme eviti di portare pacchi, borse, ombrelli e quantaltro estraneo alla divisa. Sono ammesse galoches trasparenti. Evitare di rigonfiare le tasche delluniforme o del camice con oggetti non strettamente necessari. Non permesso indossare monili di alcun tipo salvo lorologio e la fede matrimoniale Le unghie debbono essere curate, attentamente pulite e non consentito luso di smalti colorati. E tollerato un leggerissimo trucco naturale e luso di leggeri deodoranti ma sconsigliato luso di profumi. Il portamento Linfermiera volontaria deve essere sempre consapevole che non indossa un qualunque camice da lavoro ma ununiforme; il suo portamento deve essere eretto e il passo quello di chi non ha tempo da perdere. Se si ha fretta si accelera il passo ma non si corre. Ovviamente in caso di urgenza o di pericolo si sacrifica lo stile alla necessit. Sono da evitare le mani in tasca, le mani conserte o ai fianchi: si mantenga una posizione naturale o una posizione di riposo con le mani dietro la schiena. Da sedute non si accavallano le gambe ma si tengono unite o leggermente inclinate. Non vietato lingresso in uniforme in locali pubblici quali bar o ristoranti, ma si cerchi di restarvi lo stretto necessario. Il tono della voce non deve mai superare i limiti della buona educazione cio n troppo alto n troppo basso: nel primo caso si infastidisce chi ascolta, nel secondo lo si costringe ad uno sforzo per udirci. Mai, comunque, chiamare a distanza le sorelle o i degenti. In pubblico ci si rivolge alle altre infermiere con lappellativo di sorella anche se in privato ci si chiama per nome. Tratto verso i superiori, gli inferiori e i pari grado La base di qualsivoglia rapporto sociale il rispetto. Il superiore non deve dare eccessiva confidenza allinferiore, pur dovendo avere piena e cortese comprensione nei confronti di tutti i suoi subordinati e dei loro problemi. Lessere scortesi dimostra mancanza di dignit e se rivolto verso gli inferiori diventa volgarit.

Linferiore, comprendendo con questo termine anche linfermiera pi giovane di fronte a quella meno giovane, deve comportarsi in modo da sapere qual il suo posto. Ella deve rispondere alla cordialit del superiore con deferenza ma senza mai scivolare nel servilismo. Trovandosi in un gruppo con sue superiori, linfermiera si tenga discretamente a distanza e non si intrometta nel discorso se non esplicitamente invitata a farlo. Tradizione vuole che le sorelle in servizio debbano usare tra di loro il lei. Oggi, quando il tu moda corrente e viene gratuitamente elargito anche a chi non lo gradisce, questa appare una regola fuori tempo, un formalismo forzato che pu sfiorare il ridicolo specie quando si tratta di sorelle molto giovani. Perci non si fa obbligo al lei fra pari grado, ma resta lobbligo tra superiore e inferiore quando siano in servizio. Presentazioni La persona pi giovane presentata alla pi anziana, linferiore al superiore, luomo alla donna salvo le seguenti eccezioni: la donna sar presentata ad alte autorit civili e a tutti gli ecclesiastici, le giovani (fino a 18 anni) vanno presentate a tutti; non si fanno presentazioni durante un funerale n durante una visita di condoglianze; linferiore o pi giovane si alza in piedi quando viene presentato ad un superiore o pi anziano. Le signore si alzano solo quando presentate ad una signora pi anziana, ad un dignitario della Chiesa o ad un alto personaggio pi anziano; la persona presentata non deve porgere la mano per prima; se laltra si limita ad un breve inchino, anche chi presente far altrettanto; evitare di formulare, nelle presentazioni parole come: piacere, lieta, molto lieta, fortunatissima ecc ma limitarsi ad un sorriso e un breve cenno del capo. Al ristorante Linferiore o il pi giovane precede il superiore o pi anziano, luomo precede la donna nellentrare; prima di ordinare per s, chiede al superiore o pi anziano cosa desidera mangiare e, durante il pasto si deve preoccupare che al commensale non manchi niente: gli verser il vino o lacqua e se il superiore o pi anziano deve chiedere qualcosa al cameriere, sar lui a fargli cenno perch si avvicini al tavolo. A tavola Assegnazione dei posti: la presidenza della mensa spetta allospitante che la cede solo ad altissime personalit. Colui o colei che presiede siede al centro di uno dei lati pi lunghi della tavola. La disposizione degli invitati regolata da criteri che tengono conto dellimportanza dellospite, della forma e dislocazione della tavola. A titolo di esempio, considerando una tavola rettangolare, isolata, con ospite donore di rango elevato, si avr: (1) lospite donore che assume la presidenza; (2) il padrone di casa che gli siede di fronte; gli altri ospiti che si dispongono prioritariamente nel seguente ordine: (a) a destra dellospite donore (b) a destra del padrone di casa (c) a sinistra dellospite donore (d) a sinistra del padrone di casa tenendo sempre presente di osservare la disposizione incrociata. Nel caso di pranzi con le signore la presidenza della tavola spetta alla moglie del padrone di casa e lordine di precedenza delle signore quello dei rispettivi mariti. Nellintercalare uomini e signore si dovr evitare di mettere vicino marito e moglie o parenti prossimi. Precedenze Linferiore o pi giovane che cammini con un superiore o pi anziano, gli deve cedere sempre la mano destra. Nelle occasioni ufficiali camminer sempre un passo indietro al superiore, in altri casi pu procedere a pari passo. Camminando lungo il muro o lungo le scale, linferiore o pi giovane ceder al superiore il lato dalla parte del muro. In compagnia di due militari, la sorella occuper il posto centrale. In automobile, se lauto guidata da un autista, il posto donore il posteriore destro mentre quello a sinistra il secondo posto. Se invece alla guida il proprietario, il posto donore quello accanto al guidatore ed esso dovr essere riservato alla persona pi importante da ospitare nella macchina.

Funzioni religiose Messa al campo - le sorelle saranno schierate, nella collocazione loro assegnata, in ordine di altezza crescente in profondit dalla prima riga verso lultima. La capogruppo o la pi alta in grado si colloca alla testa del gruppo. Dopo aver effettuato lo schieramento, il reparto eseguir gli ordini impartiti ai militari. I guanti restano sempre calzati salvo al momento della comunione in cui vengono tolti entrambi, qualche attimo prima di comunicarsi, tenendoli entrambi nella mano sinistra. I momenti di raccoglimento o di devozione non devono essere palesati ponendosi le palme delle mani sul viso o congiungendo le stesse ma seguendo sempre le posizioni di attenti e riposo impartite dagli ufficiali. Le sorelle non debbono rispondere alle preghiere n cantare. Alla fine della messa attenderanno lo sciogliete le righe per uscire, mantenendo linquadramento. Messa al chiuso Le prime file dei banchi debbono essere occupate dalle graduate o dalle pi anziane. Le pi alte in grado occuperanno la prima fila a partire dal corridoio centrale della chiesa. Se si tratta di una messa in ambiente militare valgono le regole per la messa al campo; se si tratta di una messa in ambiente civile si condurranno nel modo seguente: si sederanno o si alzeranno dopo che lo avr fatto la pi alta in grado o la pi anziana, possibilmente allunisono; in piedi, non appoggeranno le gambe allinginocchiatoio del banco n si sosterranno con le mani allo stesso ma si manterranno in una posizione eretta tenendo in modo naturale le braccia lungo i fianchi; adotteranno la posizione di attenti militare al momento dellelevazione; potranno sedersi ma non inginocchiarsi; le borse dordinanza non vanno tenute a spalla ma in luogo dove non ingombrino. Corrispondenza Gli inviti debbono essere fatti con almeno una settimana di anticipo. E pi corretto fare linvito con un cartoncino stampato o con una lettera anzich per telefono. Gli inviti ad autorit o a personalit di rilievo vanno personalizzati accludendo allinvito stampato un biglietto di proprio pugno o, se si in confidenza, una frase sullinvito stesso. Chi ha ricevuto linvito deve rispondere per iscritto confermando e ringraziando. Una persona corretta deve essere precisa nella propria corrispondenza e rispondere a tutte le lettere che le vengono inviate; buona norma, per evitare laccumulo di posta, rispondere entro lo stesso giorno in cui si riceve. Sempre a penna debbono essere compilati i biglietti da visita. Le lettere ad alte autorit e le lettere di condoglianze. Se si consegna ad un amico o ad un conoscente una lettera con lincarico di recapitarla ad altra persona, si dovr porgerla in busta aperta. Sar lincaricato che, in vostra presenza, chiuder la busta.

REGOLAMENTO UNIFORMI

Disposizioni generali luniforme obbligatoria in servizio e ogni volta che le infermiere, autorizzate, rappresentano il Corpo; Ogni infermiera deve sempre, anche in servizio isolato, ma autorizzata dalla Croce Rossa, vestire luniforme completa; Le infermiere possono indossare luniforme esclusivamente per servizio e solo se autorizzate dallIspettrice da cui dipendono; Luniforme deve essere completa in tutti i suoi particolari ed vietata qualunque variante o modifica; Le Infermiere Volontarie in uniforme non possono ornarsi di alcun tipo di gioiello n di altro ornamento fatta esclusione per la fede matrimoniale; Le allieve infermiere volontarie si presentano agli esami con luniforme di rappresentanza. Tipologia Uniforme bianca di rappresentanza Si usa per cerimonie, commemorazioni, visite ufficiali ecc.. Uniforme bianca di servizio Si usa esclusivamente in servizio ospedaliero o similari (ambulatorio, pronto soccorso, infermeria ecc..) E vietato circolare, fuori della struttura sanitaria, con questa uniforme. Uniforme da campagna n. 1 Si usa in tutti quei servizi non ospedalieri in cui richiesta una maggiore libert di movimento (allinterno di ospedali da campo in muratura o in tenda) come uniforme da campagna estiva e da viaggio. Uniforme da campagna n. 2 E usata come uniforme da campagna invernale. Pu essere usata in tutti quei servizi non ospedalieri che prevedono libert di movimenti e situazioni comunque disagiate. Uniforme da viaggio E prescritta nei servizi non operativi (riunioni, congressi, corsi , aggiornamenti, conferenze ecc) in sede e fuori sede. Pu essere usata in ispettorato e nelle circostanze in cui lispettrice lo ritiene opportuno per comodit di movimento. Non pu mai essere usata in servizio operativo. Uso delle uniformi E a discrezione della responsabile del servizio decidere quale uniforme vada indossata, fermo restando lobbligo per tutte le infermiere di osservare luniformit della divisa

ELENCO DEI CAPI 1. Uniforme bianca di rappresentanza Estiva

Camice millerighe bianco mezze maniche colletto di plastica rigido bottone ferma-colletto bianco croce rossa di tela lavabile spalline medaglie nastrini guanti bianchi lavabili velo di seta blu frontino mussola bianca con croce ricamata duro rigido di plastica blu calze bianche scarpe bianche con lacci

Invernale Camice millerighe bianco manica lunga mantello di lana blu colletto mussola bianca con orlo a giorno croce panno rosso 6 x 6 distintivo del grado nastrini golf blu tipo cardigan

2. Uniforme bianca di servizio camice bianco di rappresentanza pi le seguenti varianti: velo di mussola bianca con croce ricamata duro rigido bianco cuffia bianca con croce ricamata grembiule bianco golf bianco croce rossa di tela lavabile 9 x 9

Disposizioni generali Luniforme bianca di servizio va indossata nelle strutture ospedaliere permanenti. Le Infermiere Volontarie in servizio porteranno sopra il camice millerighe bianco o sul camice di cotone azzurro, il grembiule di mussola bianca. Per i pasti e durante le ore di riposo indosseranno il camice senza grembiule. Il velo bianco o quello blu e la cuffia bianca devono essere portati sulla fronte parallelamente alle sopracciglia. E a discrezione della Capogruppo valutate le circostanze, far indossare il velo bianco o la cuffia. 3. Uniforme da campagna n. 1 (reparti ospedalieri da campo o similari) Estiva Camice in cotone azzurro (tipo spazzino) stesso modello della uniforme di rappresentanza; colletto di plastica bianco bottone ferma-colletto croce rossa tela lavabile 9 x 9 nastrini velcro blu con nome spalline basco blu distintivo per basco

guanti grigi lavabili calze grigie scarpe blu golf blu tipo cardigan grembiule bianco croce rossa tela lavabile 9x 9 cuffia bianca

Invernale impermeabile azzurro con cappuccio e termo fodera applicabile guanti grigi di pelle foderati

Uniforme da campagna n. 2 (servizi non ospedalieri) Estiva pantaloni di tela impermeabile blu avion gilet blu avion camicia celeste tessuto oxford tipo aviere foulard del Corpo annodato al collo scarponcini neri dordinanza calzettoni blu spalline tubolari nastrini velcro blu con nome scudetto del Corpo applicato sul braccio sinistro 3 cm sotto la spallina della camicia stemma del Corpo da applicare sulla camicia e sul golf golf blu a V dordinanza con speroni impermeabili e tubolari Uniforme da campagna n. 3 (reparti non ospedalieri) Invernale Giacca in tessuto impermeabilizzato color avion con termofodera applicabile, cappuccio a scomparsa, cintura semirigida pantaloni elastici impermeabilizzati con staffa camicia celeste tessuto oxford tipo aviere foulard del Corpo golf blu a V con speroni impermeabilizzati e tubolari scudetto del Corpo da applicare sulla spalla sinistra, 3 cm sotto la spallina del maglione stemma del Corpo da applicare sulla camicia e sul golf scarponcini dordinanza neri calzettoni lana blu e calzamaglie basco blu distintivo per basco guanti grigi di pelle fattor comune di tutte le uniformi: borsa blu e bianca di ordinanza con stemma del Corpo applicato sacca da viaggio di ordinanza Le uniformi da campagna Sulla camicia o sul maglione, a seconda che si tratti di uniforme estiva o invernale, sulla giacca impermeabile e su quella da viaggio, debbono sempre essere evidenti: 1. velcro blu con nome

2. 3. 4. 5.

tubolari con grado e funzione ricoperta stemma e scudetto del Corpo croce rossa nastrini

Uniforme da viaggio Drop color avion con bottoni bruniti gonna pantaloni color avion camicia celeste tessuto oxford tipo aviere foulard del Corpo basco blu distintivo per basco calze grigie scarpe blu tubolari nastrini borsa dordinanza impermeabile

Corredo personale consigliato tuta blu biancheria intima asciugamani federa necessario per cucito spille di sicurezza spazzola e lucido per scarpe spazzola per abiti penne e notes torcia elettrica con pila di ricambio coltellino multiuso disinfettanti detersivo fazzoletti di carta salviette lavamani La lunghezza delluniforme bianca ,di quella da campagna n. 1 e della gonna delluniforme da viaggio, debbono essere di tre dita sotto il ginocchio. Il mantello blu e limpermeabile debbono coprire di 2 cm le uniformi sottostanti. AMMINISTRAZIONE DELLE UNIFORMI Le Infermiere Volontarie debbono essere equipaggiate dal proprio Ispettorato che, a sua volta si rifornisce presso il Centro di Mobilitazione o al Reparto uniformi dellIspettorato Nazionale Comitato Centrale - Roma, di tutti gli oggetti di vestiario e accessori onde evitare mancanza di uniformit. LIspettrice regionale ogni anno invia allUfficio Amministrativo Generale, entro il mese di ottobre, il consuntivo del materiale utilizzato dai suoi ispettorati, il magazzinaggio e il preventivo del fabbisogno del proprio Centro per lanno successivo. Tiene nota delle richieste e delle consegne di uniformi o parti di esse ai singoli ispettorati. LIspettrice di Comitato responsabile del materiale affidatole di cui deve rendere conto nelle modalit seguenti:

A) LIspettrice di Comitato deve tenere giusta nota del materiale consegnato ad ogni infermiera in un apposito registro indicando il nominativo, la data di consegna, il tipo di servizio per cui il materiale viene assegnato e la firma di ricevuta dellinfermiera. B) Per quanto riguarda le uniformi da campagna (o parti di esse) lIispettrice di Comitato deve fare riferimento allIspettrice Regionale che, in base alle infermiere iscritte nel ruolo dellemergenza, indica il fabbisogno reale di ciascun ispettorato della regione. C) LIspettrice di Comitato ogni anno fa pervenire allIspettrice regionale, entro il mese di settembre, il consuntivo del materiale effettivamente utilizzato, il magazzinaggio e il preventivo del materiale occorrente per lanno successivo. D) Lallieva infermiera che non porti a termine il corso, ha lobbligo di riconsegnare integralmente il materiale assegnatole. E) Linfermiera che per qualunque motivo non assolva lobbligo del biennio di servizio attivo postdiploma, tenuta a riconsegnare integralmente il materiale assegnatole. F) Linfermiera che venga iscritta nel ruolo di riserva dufficio o per propria volont, tenuta a riconsegnare integralmente allispettorato il materiale assegnatole. G) LIspettrice di Comitato, allatto delliscrizione ai corsi dellallieva infermiera, richiede alla stessa di sottoscrivere limpegno di cui alle lettere D - E - F