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IL MONITORAGGIO IN AREA

CRITICA

IL MONITORAGGIO IN AREA CRITICA

MONITOR: (sostantivo) “persona o cosa che dà l’allarme o informa o è un sistema per osservare una condizione o funzione biologica”…(verbo) “seguire il corso di,regolare o controllare un’operazione o vigilare su,osservare o verificare,soprattutto con uno scopo particolare. (9)”

MONITORAGGIO: L’osservazione, la rilevazione e la registrazione di parametri tramite clinica e tecnologia al fine di controllare ed intervenire tempestivamente nel processo diagnostico-assistenziale.

AREA CRITICA :il monitoraggio rappresenta un supporto peculiare ed insostituibile della degenza anche se può fornire false indicazioni, per cui è necessaria una costante attenzione dei valori riportati ed una concreta conoscenza di tutto il sistema

Monitoraggio Clinico

G.C.S

Stato

emotivo

Monitoraggio Clinico G.C.S Stato emotivo colorito Dinamica respiratoria Rilevazione Parametri vitali temperatura Limiti:
Monitoraggio Clinico G.C.S Stato emotivo colorito Dinamica respiratoria Rilevazione Parametri vitali temperatura Limiti:
Monitoraggio Clinico G.C.S Stato emotivo colorito Dinamica respiratoria Rilevazione Parametri vitali temperatura Limiti:
Monitoraggio Clinico G.C.S Stato emotivo colorito Dinamica respiratoria Rilevazione Parametri vitali temperatura Limiti:

colorito

Monitoraggio Clinico G.C.S Stato emotivo colorito Dinamica respiratoria Rilevazione Parametri vitali temperatura Limiti:
Monitoraggio Clinico G.C.S Stato emotivo colorito Dinamica respiratoria Rilevazione Parametri vitali temperatura Limiti:

Dinamica respiratoria

Rilevazione

Parametri vitali

temperatura

Limiti:

soggettività, assenza di allarmi, maggiore assistenza, non continuità

MONITORAGGIO STRUMENTALE E’ la registrazione di parametri attraverso una macchina appositamente creata ed impostata. A

MONITORAGGIO STRUMENTALE

E’ la registrazione di parametri attraverso una macchina appositamente creata ed impostata. A seconda del tipo di parametri e della modalità con cui vengono monitorizzati si divide in INVASIVO e NON INVASIVO

NON INVASIVO

Fc

Fr

Ecg

Pa (bracciale)

SaO2

INVASIVO

Pa (cannula arteriosa)

PVC

PIC

PAP

Diuresi

ETcO2

Tc

PCWI

• Monitoraggio neurologico. • Monitoraggio emodinamico. • Monitoraggio respiratorio. • Monitoraggio della

Monitoraggio neurologico.

Monitoraggio emodinamico.

Monitoraggio respiratorio.

Monitoraggio

della

funzione

dellequilibrio idroelettrolitico.

Monitoraggio di laboratorio.

Monitoraggio radiologico.

Monitoraggio

di

eventuali

addominali.

renale e/o urinaria
renale
e/o
urinaria

e

• Monitoraggio radiologico. • Monitoraggio di eventuali addominali. renale e/o urinaria e lesioni toraciche e/o

lesioni

toraciche

e/o

• Glasgow coma scale. • Tracciato elettroencefalografico (EEG). • Pressione intracranica (PIC). • Monitoraggio

Glasgow coma scale.

Tracciato elettroencefalografico

Glasgow coma scale. • Tracciato elettroencefalografico (EEG). • Pressione intracranica (PIC). • Monitoraggio

(EEG).

Pressione intracranica (PIC).

Monitoraggio della SjO 2 .

E’ un sistema di punteggio semplice ed efficace che prende in considerazione tre variabili: 1.

E’ un sistema di punteggio semplice ed efficace che prende in considerazione tre variabili:

1.

apertura degli occhi;

2.

risposta verbale;

3.

risposta motoria

A ciascuna di queste tre risposte corrisponde un

valore numerico; sommando i tre valori si ottiene un punteggio globale (da un minimo di 3 a un massimo di 15) il quale definisce il livello di coma.

Lo stato di coma corrisponde a un valore inferiore a

7.

Un punteggio da 3 a 5 ha un valore prognostico

sfavorevole, da 6 a 7 intermedio e da 8 a 15 buono.

valore inferiore a 7. Un punteggio da 3 a 5 ha un valore prognostico sfavorevole, da
quali sono i pazienti a rischio di aumento della PIC? quanto i dati della PIC

quali sono i pazienti a rischio di aumento della PIC?

quanto i dati della PIC influenzano il trattamento dei

pazienti stessi?

il monitoraggio della PIC fa migliorare l’esito finale?

dati della PIC influenzano il trattamento dei pazienti stessi? il monitoraggio della PIC fa migliorare l’esito

PRESSIONE INTRACRANICA

Definizione : E’ la rilevazione della pressione del liquor cerebro- spinale a livello intraventricolare, sub-galeale, sottodurale…. attraverso il posizionamento di un caterino e la connessione tramite kit ad un monitor.

Valori:

13 20 cmH2O oppure 10 15 mmHg

Procedura (sterile):

- Riempire il kit con sol.fis. Sterile

- Apporre gli appositi tappini di chiusura

- Disinfettare il cono di raccordo del cateterino

- Collegare il Kit

- Collegare il cavo monitor al trasduttore

- Allineamento e taratura del trasduttore (temporale)

- Regolare l’ampiezza dell’onda

- Valutare la morfologia dell’onda

- Impostare limiti ed allarmi

Deliquorazione e rilevazione PIC

dell’onda - Valutare la morfologia dell’onda - Impostare limiti ed allarmi Deliquorazione e rilevazione PIC

Il monitoraggio della P.I.C.

Il monitoraggio della P.I.C.

Tracciato elettrocardiografico (ECG
Tracciato
elettrocardiografico
(ECG

su

monitor).

Pressione arteriosa (PA) con metodica

invasiva di cannulazione arteriosa.

 

Pressione venosa centrale (PVC) tramite

catetere venoso centrale (CVC).

 

Funzione

meccanica

del

cuore

con

posizionamento

del

catetere

di

Swan-Ganz.

E.C.G. e F.C.

DEFINIZIONI

MONITORAGGIO :

Selezione e preparazione degli elettrodi Posizionamento degli elettrodi

Collegamento al cavo monitor

Selezione e derivazione ampiezza ECG Impostazione origine del tono Impostazione limiti ed allarmi

Impostazione origine del tono Impostazione limiti ed allarmi IMPOSTAZIONI PREDEFINITE DEL MONITOR CONOSCENZA DEI PIU’

IMPOSTAZIONI PREDEFINITE DEL MONITOR

CONOSCENZA DEI PIU’ COMUNI TRACCIATI PATOLOGICI

Principali monitoraggi

Principali monitoraggi

Impostazione del monitor

Impostazione del monitor

Monitoraggio centralizzato

Monitoraggio centralizzato

PRESSIONE ARTERIOSA INCRUENTA

PERMETTE LA RILEVAZIONE PRESSORIA ATTRAVERSO IL POSIZIONAMNENTO DI UN BRACCIALE A PRESSIONE IN SEDE BRACHIALE.

-IMPOSTAZIONE DEL TEMPO DI RILEVAZIONE -IMPOSTAZIONE LIMITI ED ALLARMI -CONTROLLO POSIZIONE , FUNZIONE E MANUTENZIONE

PRESSIONE ARTERIOSA CRUENTA

L’inserimento di una cannula arteriosa trova indicazione nella necessità di un monitoraggio pressorio costante e nell’esecuzione

frequente di prelievi per la rilevazione emogas-analitica.

ACCESSI: arteria: radiale, femorale, dorsale del piede, brachiale…

MATERIALE OCCORRENTE : agocannula 20-22 goug, kit con trasduttore, spremisacca, sol. Fisiol.1000ml, cerotto per fissare.

KIT : tubature di pressione anaelastiche ,rubinetto 1 e 2, sistema di lavaggio a pressione, “trasduttore”.

INDICAZIONI  Rilevare in continuo valori di P.a., specie in quei paz. che presentano instabilit

INDICAZIONI

Rilevare in continuo valori di P.a., specie in quei paz. che presentano instabilità emodinamica;

Studiare la curva pressoria ricavandone dati emodinamici che vanno al di l à dei semplici valori pressori;

Controllare lefficacia e gli effetti collaterali di farmaci attivi principalmente, o secondariamente, sul sistema cardiovascolare;

Permettere,attraverso una via daccesso arteriosa, non dolorosa, permanente

frequenti prelievi di sangue arterioso per determinazioni emogasanalitiche

ed ematochimiche.

1. NECESSARIO INCANNULAMENTO RADIALE/FEMORALE; DELL ’ A. 2. INDISPENSABILE SPECIFICO SET MONITOR TRASDUTTORE. DI

1. NECESSARIO INCANNULAMENTO RADIALE/FEMORALE;

DELLA.

2. INDISPENSABILE

SPECIFICO

SET

MONITOR

TRASDUTTORE.

DI

COLLEGAMENTO-

DI

COMPLETO

SI BASA SUL POSIZIONAMENTO ALL ’ INTERNO DI UNA ARTERIA PERIFERICA (radiale/femorale) DI UN SEMPLICE

SI BASA SUL POSIZIONAMENTO

ALLINTERNO DI UNA ARTERIA PERIFERICA

(radiale/femorale) DI UN SEMPLICE CATETERE

CHE, CONNESSO AD UNA LINEA ARTERIOSA, CONSENTE DI TRASMETTERE I REGIMI PRESSORI INTRAVASCOLARI AD UN TRASDUTTORE LOCATO LUNGO IL SISTEMA E COLLEGATO AD UN MONITOR

DOVE LIMPULSO ELETTRICO VERRA

VISUALIZZATO IN CONTINUO COME ONDA

OSCILLOSCOPICA E DATO NUMERICO.

• OCCORRENTE PER L ’ INCANNULAMENTO DELL ’ A. RADIALE a) Catetere arterioso; b) Guanti

OCCORRENTE PER LINCANNULAMENTO DELLA. RADIALE

a) Catetere arterioso;

b) Guanti sterili;

c) Telini e garze sterili;

d) Antisettico;

e) Siringhe;

 

INOLTRE

 

SERVONO:

KIT STERILE APPOSITO COMPLETO DI:

a)

Spremisacca

 

b)

Sacca con S.F.

a)

Trasduttore;

c)

Eparina;

b)

Sistema di lavaggio a 2 vie;

d)

Monitor.

c)

Vie di connessione;

Procedura :

- controllo alimentazione monitor

- avvio del monitor

- collegamento cavo al trasduttore e monitor

- “taratura” del trasduttore (zero del sistema)

- selezione della dicitura di pressione arteriosa

- impostazione “ampiezza” dell’onda e controllo della

sua morfologia,impostazione “limiti di allarme”

Taratura

L’azzeramento serve per compensare l’effetto della

pressione idrostatica entro il circuito.Si ottiene aprendo

all’aria lo specifico rubinetto ed allineandolo con il repere

della linea ascellare media.

AMPIEZZA DELL’ONDA

La curva pressoria sarà direttamente proporzionale al valore pressorio e per essere interamente visualizzata bisogna impostare il monitor in un range (finestra o scala) ottimale

(generalmente 50 mmHg superiore al valore sistolico).

Scala : 50 - 100 150 200 250 300 mmHg

Morfologia : è la rappresentazione grafica della pulsazione aortica.La curva sarà tanto più ripida tanto più periferico è l’incanulamento.

della pulsazione aortica.La curva sarà tanto più ripida tanto più periferico è l’incanulamento. Valutazione curva

Valutazione curva

Materiale occorrente

Materiale occorrente

Lo spremi sacca

Lo spremi sacca

Il trasduttore

Il trasduttore
Il trasduttore

La cannula ed il circuito

La cannula ed il circuito

PRESSIONE VENOSA CENTRALE

DEFINIZIONE : E’ la rilevazione della pressione esercitata dal

sangue sulle pareti della vena cava superiore a livello dell’atrio destro. Esprime la pressione di riempimento del ventricolo destro,

generando informazioni sullo stato di volemia del soggetto.

Il monitoraggio è preceduto dal posizionamento di un catetere venoso centrale

Il monitoraggio si esegue dal lume distale del CVC , se multilume

Valori normali : 4 12 cm H2O

Pressione venosa centrale

Monitoraggio :

Preparazione del kit( kit , spremisacca , S.f.1000 ml) Collegamento al lume distale del CVC Collegamento del trasduttore al cavo del monitor Posizionamento e taratura del trasduttore Visualizzazione dell’ampiezza dell’onda Impostazione limiti ed allarmi

Catetere di swan- ganz

Il caterere di S.G. è un particolare C.V.C. che permette d’ infondere liquidi, eseguire prelievi ematici, misurare la P.V.C , cateterizzare l’arteria polmonare e registare la medesima pressione e la pressione d’incuneamento. Altamente invasivo necessita di un’accurata gestione.

e registare la medesima pressione e la pressione d’incuneamento. Altamente invasivo necessita di un’accurata gestione.
e registare la medesima pressione e la pressione d’incuneamento. Altamente invasivo necessita di un’accurata gestione.
e registare la medesima pressione e la pressione d’incuneamento. Altamente invasivo necessita di un’accurata gestione.
e registare la medesima pressione e la pressione d’incuneamento. Altamente invasivo necessita di un’accurata gestione.
Il catetere venoso centrale di Swan – Ganz introdotto in arteria polmonare, viene utilizzato per

Il catetere venoso centrale di Swan Ganz introdotto in arteria polmonare, viene utilizzato per monitorizzare la funzionalit à cardiocircolatoria;

STERILE e FLESSIBILE, è composto in PVC o PU, ed è dotato classicamente di 4 vie:

A. Prossimale.

B. Distale.

C. Connessa a palloncino.

1. Preparazione di: - ambiente; - paziente; - materiali e presidi; - farmaci. 2. Assistenza

1. Preparazione di:

- ambiente;

- paziente;

- materiali e presidi;

- farmaci.

- ambiente; - paziente; - materiali e presidi; - farmaci. 2. Assistenza al paziente nel corso

2. Assistenza

al

paziente

nel

corso

dellesecuzione

della

manovra

da

parte

dellanestesista/rianimatore.

• Viene posizionato con tecnica di Seldinger attraverso le vene giugulari interne, succlavie, basilica e

Viene posizionato con tecnica di Seldinger

attraverso le vene giugulari interne, succlavie, basilica e femorale (rara) e sfrutta

come via d’accesso un catetere introduttore.

Il corretto avanzamento e posizionamento sono comunemente guidati dalla forma

d’onda letta all’estremità distale, facendo

riferimento al fatto che ogni cavità presenta

una sua caratteristica forma d’onda pressoria.

• La pressione venosa centrale è la pressione misurata dal lume prossimale del catetere a

La pressione venosa centrale è la pressione

misurata dal lume prossimale del catetere a livello dell’atrio destro. Essa è influenzata da due componenti: il ritorno venoso e la funzionalità cardiaca. Fisiologicamente, la pressione atriale

rappresenta il pre-carico (preload) della sezione

destra cardiaca oppure il volume ematico presente

nel ventricolo destro a fine diastole. Di norma il valore espresso in millimetri di mercurio (mmHg)

è compreso tra 5 e 10. La morfologia dell’onda

pressoria consta normalmente di tre componenti, ciascuna delle quali riflette un evento meccanico atriale.

• L’onda a rappresenta la pressione atriale durante la contrazione ed il picco avviene approssimativamente

• L’onda a rappresenta la pressione atriale durante

la contrazione ed il picco avviene approssimativamente vicino ai 100 ms dopo il picco dell’onda elettrocardiografica P. L’onda c è associata alla chiusura della valvola tricuspide,

primariamente alla sistole ventricolare,

elettrocardiograficamente correlata alla fine del complesso QRS. L’onda v è la terza deflessione positiva e riflette l’influsso ematico dopo chiusura

valvolare. E’ correlata alle onde T o all’intervallo

T-P dell’ECG. Nell’insufficienza e nell’infarto del ventricolo destro la CVP risulta aumentata.

• La pressione sistolica del ventricolo destro è compresa tra 20 e 30 mmHg, mentre

La pressione sistolica del ventricolo destro è

compresa tra 20 e 30 mmHg, mentre i valori diastolici oscillano tra 0 e 5 mmHg. La

pressione nella camera ventricolare viene

innalzata da tutti i fattori che aumentano la pressione atriale destra

• L’onda pressoria in arteria polmonare consta di due fasi: sistole e diastole. La sistole

• L’onda pressoria in arteria polmonare

consta di due fasi: sistole e diastole. La sistole (PAS) ha inizio con l’apertura della

valvola semilunare e rappresenta la

pressione generata dal ventricolo dx per eiettare il sangue nel letto vascolare

polmonare. La PAS è quindi uguale alla

pressione sistolica ventricolare e all’ECG

corrisponde al picco dell’onda T.

• Tale pressione si ottiene mediante l’insufflazione del palloncino posto alla punta del catetere; sulla

• Tale pressione si ottiene mediante l’insufflazione del

palloncino posto alla punta del catetere; sulla spinta del flusso ematico esso s’incunea in una branca dell’arteria polmonare di dimensioni inferiori. La sola pressione che viene misurata è quindi quella del letto capillare

polmonare. Poiché tali vasi sono privi di valvole, il valore

della PAWP è un indicatore indiretto della pressione media atriale sin (PAS) che, in assenza di patologia mitralica, riflette la pressione telediastolica ventricolare sin (LVEDP)

Come nel caso della CVP, anche la PAWP è letta come una pressione media, il cui valore normale oscilla tra i 6 e 15 mmHg.

• La portata o gittata cardiaca è definita come la quantità di sangue spinta dal

La portata o gittata cardiaca è definita come la quantità di

sangue spinta dal cuore in un minuto. Ciascun ventricolo determina una CO compresa tra i 4 e i 6 lt/m'. Quattro fattori fisiologici influenzano direttamente la gittata cardiaca: precarico, postcarico (afterload), contrattilità e

frequenza cardiaca.

Il catetere di Swan-Ganz consente di calcolare la gittata cardiaca secondo il principio della termodiluizione basata sul principio di Fick. Sfrutta la tecnica del “calore

negativo” per cui variazioni di temperatura del sangue,

registrate all’estremità distale del catetere in seguito all’iniezione rapida di soluzione a volume e temperatura noti, sono proporzionali alla CO.

• Uno dei vantaggi del cateterismo in arteria polmonare è la possibilità di eseguire un

Uno dei vantaggi del cateterismo in arteria polmonare è la possibilità di eseguire un campionamento di sangue venoso misto per valutarne lo stato

di saturazione di ossigeno (SvO2).

La determinazione viene effettuata in maniera intermittente attraverso

prelievo di sangue dalla punta distale del catetere, fatto che assicura la

corretta mescolanza di sangue venoso proveniente da tutte le aree del

corpo. Il monitoraggio continuo avviene mediante fibre ottiche poste in corrispondenza della punta del catetere. La SvO2 fornisce una valutazione del bilancio tra apporto e consumo di ossigeno, espressioni queste di alcune principali funzioni dell’organismo (respiratoria, cardio-circolatoria), in quanto inversamente proporzionali all’attività metabolica di ciascun organo.

Quanto più la SvO2 risulta alterata, tanto più il paziente è prossimo allo

squilibrio domanda /offerta ed al possibile danno cellulare. Essa dipende, quindi, in maniera proporzionale dalla saturazione arteriosa di ossigeno, dal contenuto di emoglobina e dalla gittata cardiaca; ed inversamente

proporzionale dal consumo di ossigeno. Il valore normale si attesta intorno

al 70%.

La temperatura dell’organismo è data dal rapporto tra termogenesi e termolisi ed è regolata a
La temperatura dell’organismo è data dal
rapporto tra termogenesi e termolisi ed è
regolata a livello ipotalamico.
.

Generalmente, in condizioni normali, si

apprezza un valore un pò più elevato a livello di organi interni (temperatura centrale), e minore negli organi e nei tessuti periferici (temperatura periferica).

livello di organi interni (temperatura centrale), e minore negli organi e nei tessuti periferici (temperatura periferica).
intensiva continuamente oppure ad
intensiva continuamente oppure ad

la T.C. deve essere rilevata in terapia

intervalli periodici regolari (ogni 4

ore al massimo) tramite sonde faringee, rettali, oppure timpaniche,

in quest’ultimo caso previa

esclusione di traumi dell’orecchio. Le sonde sono munite di un “termistore” costituito da un circuito

elettrico alimentato a batterie e

attivato da un sensore che rileva i

fenomeni termici.

costituito da un circuito elettrico alimentato a batterie e attivato da un sensore che rileva i

La temperatura corporea

materiale occorrente

La temperatura corporea materiale occorrente

Riscaldatore

Riscaldatore
• Frequenza e meccanica ventilatoria. • Volumi polmonari. • Pressioni vie aeree. • Gas respiratori

Frequenza e meccanica ventilatoria.

Volumi polmonari.

Pressioni vie aeree.

Gas respiratori

Ossimetria periferica.

Gas e Ph nel sangue arterioso (emogasanalisi).

Pressioni vie aeree. • Gas respiratori • Ossimetria periferica. • Gas e Ph nel sangue arterioso
SATURIMETRIA Introdotto in clinica nel1980 è definito da Severinghaus (1987) “come il più importante progresso

SATURIMETRIA

Introdotto in clinica nel1980 è definito da Severinghaus (1987) “come il più importante progresso tecnologico…” Nel 1990 l’A.S.A. inserisce il pulsiossimetro negli standards di base del

monitoraggio in S.O. e lo propone come routine nelle T.I.

DEFINIZIONE : Procedura non invasiva per la determinare la saturazione di ossigeno nel sangue arterioso e la frequenza del polso arterioso.

PRINCIPIO : Un sensore collegato al paziente misura l’assorbimento della luce dell’emoglobina ossigenata (arteriosa) e lo trasforma in un segnale che il monitor elabora in valori % (HbO2 e Hgb)

Saturimetria

SEDI D’APPLICAZIONE: dita della mano , alluce , orecchio, naso , labbra.

CARATTERISTICHE : è un monitoraggio semplice, d’immediata applicazione, continuo e non invasivo che identifica tempestivamente qualunque stato d’ipossia.

d’immediata applicazione, continuo e non invasivo che identifica tempestivamente qualunque stato d’ipossia.

Materiale occorrente

Materiale occorrente
Materiale occorrente
Materiale occorrente

CAPNOMETRIA etCO2

Definizione: è la misurazione della CO2 espirata da un soggetto in ventilazione spontanea o artificiale.

Utile per la valutazione del posizionamento del TET, della

ventilazione, dello svezzamento da VM, dell’efficacia della

rianimazione cardio-polmonare.

Capnometri fisici o chimici

capnometria

MONITORAGGIO :

-Accendere il monitor e collegare il cavo ad esso ed al

sensore capnografo

-Calibrare il sensore -Collegare l’adattatore al circuito ventilatorio -Connettere il sensore all’adattatore

-Calibrare entrambi

-Impostare gli allarmi

Attenzione al peso !!

Materiale occorrente

Materiale occorrente
Materiale occorrente
Materiale occorrente
Materiale occorrente

VENTILATORE MECCANICO

VENTILATORE MECCANICO

VENTILATORE MECCANICO

E’ un’apparecchiatura meccanica disegnata per trasmettere

ed

applicare (seguendo uno schema impostato), un’energia (elettrica o gas compresso) che serve a compiere un lavoro utile.

Come fisiologicamente accade, anche il V.M. dipende da :

- pressione elastica

- pressione resistiva

- insufflazione

- genera una pressione necessaria a sviluppare un flusso di

gas nelle vie aeree tale da determinare un’aumento volume intra-polmonare

Impostazione del ventilatore

Impostazione del ventilatore
le attività di nursing respiratorio devono concentrarsi su importanti aspetti/problemi quali: • collegamento ed

le attività di nursing respiratorio devono concentrarsi su importanti aspetti/problemi quali:

collegamento ed adattamento del paziente al respiratore;

in caso di disadattamento eventuale sedazione e curarizzazione su indicazione

dell’anestesista rianimatore;

interferenza delle manovre assistenziali, terapeutiche e diagnostiche con la ventilazione meccanica;

• continuo adeguamento dei parametri di ventilazione meccanica all’evoluzione clinica

della persona e alla risposta ai trattamenti;

controlli di efficacia ed efficienza delle macchine;

impostazioni e verifica allarmi;

delle macchine; • impostazioni e verifica allarmi; . • controlli della tenuta di tutte le connessioni;

.

controlli della tenuta di tutte le connessioni;

• svuotamento periodico dell’acqua di condensa dei gas espirati;

cambio periodico di filtri e connessioni;

tracheo o broncoaspirazioni per rimuovere le secrezioni;

prevenzione delle infezioni respiratorie;

• controlli sulle caratteristiche della miscela d’aria;

cambiamenti di postura;

gestione del dolore onde evitare interferenze sulla dinamica respiratoria

• Diuresi oraria tramite catetere vescicale a circuito chiuso. • Calcolo della diuresi nelle 24/H.

Diuresi oraria tramite catetere vescicale a circuito chiuso.

Calcolo della diuresi nelle 24/H.

Calcolo del bilancio

a circuito chiuso. • Calcolo della diuresi nelle 24/H. • Calcolo del bilancio idroelettrolitico giornaliero.
a circuito chiuso. • Calcolo della diuresi nelle 24/H. • Calcolo del bilancio idroelettrolitico giornaliero.

idroelettrolitico giornaliero.

• Esami emocromocitometrici di routine. • Prove coagulative. • Ricerca di sangue nelle urine. •

Esami

emocromocitometrici

di

routine.

• Esami emocromocitometrici di routine. • Prove coagulative. • Ricerca di sangue nelle urine. • Emogasanalisi

Prove coagulative.

Ricerca di sangue nelle urine.

Emogasanalisi ogni 4 ore.

• Rx cranio. • Rx torace. • Rx colonna cervicale. • Ecografie mirate. • Tac
• Rx cranio. • Rx torace. • Rx colonna cervicale. • Ecografie mirate. • Tac

Rx cranio.

Rx torace.

Rx colonna cervicale.

Ecografie mirate.

Tac

È indispensabile che l ’ infermiere conosca: • Parametri rilevati. • Materiali, presidi e attrezzature.

È indispensabile che linfermiere conosca:

Parametri rilevati.

Materiali, presidi e attrezzature.

Funzionamento apparecchiature.

Tipi di cateteri.

Funzionamento linee arteriose e sistemi di

lavaggio.

Vantaggi e svantaggi degli accessi utilizzati.

Materiali e tecniche per la incannulazione di arterie e vasi centrali.

Norme igieniche e linee guida per la prevenzione

delle infezioni.

Complicanze nellapplicazione delle procedure.

Protocolli organizzativi e operativi.