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RIASSUNTO CAP.N.1 DEL LIBRO: LINEAMENTI DEL DIRITTO AMMINISTRATIVO di CERULLI IRELLI VINCENZO CAP.

1 L'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA E IL DIRITTO AMMINISTRATIVO dalla pag.2 alla pag.22 1. IL PROBLEMA DEL DIRITTO AMMINISTRATIVO 1.1.1 PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E DIRITTO AMMINISTRATIVO Quando si parla di amministrazione si intende la cura concreta di interessi o meglio risolvere problemi quotidiani , se intendiamo parlare di amministrazione domestica,condominiale,di citt ecc...Comunque sia tali organizzazioni consistono in attivit pi o meno complesse articolate tra di loro di azioni giuridiche o materiali volte ad affrontare particolari situazioni determinate al fine di raggiungere degli obiettivi o risultati anche politici. Si sa che in ogni organizzazione sociale,quale che sia,(anche lo Stato Italiano un organizzazione) la funzione di amministrazione fondamentale e ineliminabile perch senza di essa non si potrebbero curare gli interessi del gruppo, della comunit delle persone,risolvere i conflitti,far applicare le regole...L'insieme delle attivit che compongono la funzione amministrativa non pu mai mancare nell'ambito di una qualsivoglia organizzazione sociale altrimenti l'organizzazione sociale non potrebbe esistere. Data la sua utilit la funzione amministrativa, storicamente, venne considerata come esercizio dell'autorit per cui pare quasi naturale che tale funzione sia stata applicata mediante strumenti giuridici e materiali diversi, a seconda dei diversi contesti storici e che in ogni epoca storica tale funzione sia stata produttiva di effetti non regolatori rispetto al diritto comune. Il problema del diritto amministrativo cosa antica e la vicenda formativa del diritto amministrativo moderno si snoda attraverso itinerari diversi. All'origine il diritto amministrativo era disciplina giuridica delle manifestazioni autoritative della funzione amministrativa dotata di propri caratteri sia sul piano sostanziale sia sul piano giurisdizionale. 1.1.2 DIRITTO AMMINISTRATIVO E DIRITTO PUBBLICO Il diritto amministrativo branca del diritto pubblico ma ci sono anche attivit di amministrazione disciplinate dal diritto comune,per le quali si applica la normazione del diritto privato. Tuttavia esistono delle attivit di amministrazione tipiche del diritto privato quali l'affitto,la compravendita,l'appalto che in virt di specifiche disposizioni normative sono esercitate dal diritto pubblico. Per cui non corretto dire che il diritto amministrativo diritto dell'amministrazione pubblica. Il diritto amministrativo disciplina giuridica che concerne l'organizzazione,i mezzi e le forme delle attivit della P.A, nonch i rapporti tra la P.A e gli altri soggetti dell'ordinamento,sia quando agisce con poteri autoritativi sia quando usa strumenti e forme del diritto privato. Per Pubblica Amministrazione (P.A) si intendono i soggetti deputati all'esercizio dell'amministrazione. Sono organizzazioni in genere dotate di personalit giuridica disciplinate dal diritto pubblico. La P.A si intende in senso oggettivo quando si parla di funzione amministrativa quale cura concreta di interessi pubblici o in senso soggettivo quando si fa riferimento alla sede dell'attivit amministrativa,ovvero il soggetto che quell'attivit svolge. 1.2.LE FONTI DEL DIRITTO AMMINISTRATIVO 1.2.1 DIRITTO EUROPEO E DIRITTO NAZIONALE (presenti integrazioni col diritto costituzionale) Quando si parla di fonti del diritto amministrativo si parla di fonti di due separati ordinamenti:quello nazionale/generale e quello europeo. In caso di conflitto assicurata la prevalenza della normazione europea.(ART.308 Tratt.CE). L'ordinamento europeo si fonda prima di tutto sui trattati i quali sono conclusi per una durata illimitata e costituiscono le cd. fonti originarie o primarie del diritto comunitario; e poi sul complesso di norme adottate sulla base dei trattati,seguendo il procedimento di produzione fissato nel TCE. Sono queste norme le cd. fonti derivate le quali,ovviamente,devono essere compatibili coi trattati sia sotto il

profilo formale sia sotto il profilo sostanziale:hanno dunque,rispetto ai trattati,carattere secondario. La tipologia degli atti comunitari, che costituiscono il diritto comunitario derivato, elencata nell'art.249 del Trattato CE e sono: 1. regolamento:atto di portata generale,obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli stati membri. I giudici nazionali li applicano direttamente eventualmente anche al posto delle disposizioni interne incompatibili. 2. direttiva:atto che vincola lo stato membro per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma ed ai mezzi; 3. decisione:atto obbligatorio in tutti i suoi elementi per i destinatari da esso indicati.Non hanno portata generale ma servono a disciplinare fatti concreti e sono rivolte perci a destinatari specificatamente individuati. 4. raccomandazioni e pareri:atti non vincolanti. Hanno valenza di indirizzo ma non fanno sorgere nei destinatari diritti ed obblighi. L'ordinamento nazionale si compone delle seguenti fonti del diritto: FONTI COSTITUZIONALI 1. la Costituzione e leggi costituzionali e di revisione costituzionale FONTI PRIMARIE(sono soggette soltanto alla Costituzione) 2. le fonti comunitarie(originarie e derivate) 3. leggi ordinarie dello Stato,atti aventi forza di legge quali decreti legge e legislativi(artt.70-7677) 4. refrendum abrogativo (art.75) 5. i regolamenti parlamentari (art.64) 6. legge regionale(art.117) ordinarie(art.123) 7. fonti legislative specializzate(sono fonti atipiche:legge di esecuzione dei Patti lateranensi,leggi di amnistia e indulto,leggi che staccano una provincia o un comune da una regione per aggregarli ad un'altra,leggi che disciplinano i rapporti fra Stato e altre confessioni religiose...) 8. fonti di espressione di autonomia degli organi costituzionali(Regolamenti parlamentari,della Corte Costituzionale,della Presidenza della Repubblica) FONTI SECONDARIE 9. regolamenti dell'esecutivo(regolamenti governativi e ministeriali) 10. del diritto regionale( regolamenti) 11. del diritto degli enti locali(comune e provincia)(regolamenti e ordinanze) 12. fonti di espressione di autonomia collettiva(CCNL) 13. le fonti esterne riconosciute(diritto internazionale privato) 14. le consuetudini(nel diritto privato e costituzionali) 1.2.2 DIRITTO AMMINISTRATIVO E PRINCIPI GENERALI Il diritto amministrativo consiste in un sistema assai articolato e complesso di norme,delle quali una parte cospicua si esprime attraverso dei principi espressi nella Costituzione o in leggi ordinarie e una parte sono principi inespressi e ricavabili dall'interprete. Questi principi sono da ritenersi norme giuridiche. e statuti delle regioni speciali (art.116)e delle regioni

I principi costituzionali relativi alle P.A sono: principio dell'autonomia art.5:l'amministrazione affidata agli enti reg. e locali tendenzialmente pi vicini agli interessi da soddisfare,secondo il principio di sussidariet; principio del decentramento e tutela delle autonomie locali art.5:le funzioni amm.ve devono essere decentrate nel territorio nazionale,o a livello burocratico o a livello istituzionale(attraverso enti autonomi come le camere di commercio); riserva di legge in materia di organizzazione dei pubblici poteri art.97 Cost. riserva di legge per imposizione di prestazione coattive art.23 principio di legalit:l'attivit amm.va deve mantenersi nei binari stabiliti dalla legge o altre forme normative,statali o regionali o locali ed anche comunitarie principio del giusto procedimento:tende a garantire la retta formazione della volont dell'amministratore,che deve svolgersi in forme tipiche,osservare determinate procedure,garantire talune forme di pubblicit e trasparenza ed assicurare l'intervento di soggetti coinvolti,sia destinatari che non,del provvedimento stesso; principio del buon andamento e imparzialit art.97:l'attivit amm.va deve essere svolta nel rispetto del principio dell'efficienza,efficacia ed economicit e soddisfare gli interessi pubblici sacrificando anche se necessario taluni interessi privati.Prevede il divieto di operare discriminazioni prive di giustificazioni,l'obbligo di astenersi da parte dei dipendenti interessati al procedimento amm.vo principio di responsabilit art.28 Cost.:dei funzionari e i dipendenti delle amministrazioni sono direttamente responsabili,secondo le leggi civili e penali,degli atti compiuti in violazione dei diritti. In tali casi la responsabilit civile si estende allo Stato ed agli enti pubblici principio dell'accesso per concorso agli impieghi pubblici art.97.3 e art.51 Cost. principio del diritto alla tutela giurisdizionale nei confronti dell'azione amm.va(artt.24 e 103 Cost) principio di leale collaborazione art.120(vedi cap.2 del libro) principio di sussidiariet,adeguatezza e differenziazione art.118(vedi cap.2 del libro) principio di indipendenza dei giudici amm.vi art.100 cost. principio di programmazione economica art.41 principio dell'obbligo di concorrere tutti alle spese pubbliche art.53 1.2.3 FONTI LEGISLATIVE(con integrazione col diritto costituzionale) FONTI DEL DIRITTO:gli atti o i fatti che l'ordinamento giuridico abilita a produrre norme giuridiche. I requisiti delle norme giuridiche sono,di regola,la generalit (l'essere cio riferite ad una pluralit indistinta di soggetti) e l'astrattezza (il prevedere una regola ripetibile nel tempo a prescindere dal caso concreto) secondo lo schema se A,allora B. La teoria delle fonti del diritto,in particolare,si occupa sia delle regole che individuano quali sono le fonti del diritto,sia delle regole che stabiliscono i modi di produzione del diritto. Chiamiamo fonti di produzione del diritto,cio di norme giuridiche,quei fatti(eventi naturali o anche comportamenti umani non volontari) o quegli atti(comportamenti umani volontari e consapevoli) ai quali l'ordinamento considerato attribuisce la capacit di produrre imperativi che esso riconosce come propri. Chiamiamo fonti sulla produzione quelle norme che disciplinano i modi di produzione del diritto oggettivo,individuando i soggetti titolari di potere normativo,i procedimenti di formazione,gli atti prodotti. Le fonti di produzione individuano il diritto positivo ed affidata la funzione di individuare: i soggetti abilitati a stabilire norme giuridiche; le procedure che a tal fine questi soggetti devono seguire; i modi mediante i quali le norme prodotte devono o possono essere portate a conoscenza dei destinatari;a questo proposito si parla di fonti di cognizione (Gazzetta Ufficiale,testi unici) ossia quegli atti che non hanno valore normativo ma svolgono solamente la funzione di far conoscere il diritto soggettivo. Quando l'ordinamento riconosce direttamente al corpo sociale la capacit di produrre norme in via autonoma cio senza che siano seguite procedure particolari si parla di fonti fatto.(consuetudini del

diritto privato,consuetudini costituzionali, convenzioni costituzionali). La fonte fatto per eccellenza la consuetudine(tipica fonte non scritta) la quale consta di due elementi necessari: a) un comportamento ripetuto nel tempo(elemento materiale o longa repetitio facti) secondo i seguenti requisiti: uniformit:la generalit delle persone deve comportarsi in modo identico o simile generalit:il comportamento deve essere ripetuto dalla maggior parte delle persone che si trovano nella stessa situazione costanza:ogni volta che si presenta la medesima situazione non deve essere interrotta frequenza:la ripetizione deve aver luogo a brevi intervalli di tempo pubblicit:il diritto di ci si chiede il riconoscimento non deve essere esercitato segretamente uniformit. b) la convinzione,da parte del corpo sociale, che ripetere quel comportamento sia giuridicamente dovuto(elemento soggettivo o opinio iuris ac necessitatis).Ove questa convinzione non vi fosse saremmo di fronte ad una mera prassi e derogabile in qualsiasi momento. Le consuetudini per essere valide devono essere secundum legem (ossia conformi alle norme giuridiche poste da fonti atto).Sono vietate e perci invalide le consuetudine contram legem,ossia in contrasto con fonti atto. Quando la norma prodotta da un soggetto istituzionale e nel rispetto delle procedure previste dalle fonti di produzione si parla di fonti atto(la costituzione,la legge il regolamento ecc.) Per le sole fonti vi : la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale l'applicazione del principio ignorantia legis non excusat (la legge non ammette l'ignoranza)e iura novit curia (il giudice tenuto a conoscere la legge) il ricorso in cassazione ex art.111 Cost. Il ricorso all'art.12 delle Preleggi in materia di interpretazione e applicazione del diritto. La pluralit delle fonti e,quindi, la pluralit delle norme giuridiche prodotte richiedono che siano predeterminati i criteri mediante i quali l'ordinamento giuridico possa mantenere le caratteristiche di UNITA'(tutte le norme devono risalire alla Costituzione), COERENZA SISTEMATICA(non devono esistere contraddizioni e contrasti con normative stabilite in tempi diversi le cosiddette antinomie) E COMPLETEZZA(l'assenza di lacune e vuoti normativi). I criteri per ordinare le norme giuridiche sono stabilite dalla Costituzione ed in talune Preleggi al C.C.del 1942.I criteri sono: 1. criterio cronologico 2. criterio gerarchico 3. criterio della competenza criterio cronologico: regola la successione degli atti normativi nel tempo:in caso di contrasto tra disposizioni stabilite da fonti aventi il medesimo rango gerarchico e la medesima competenza ossi atra fonti equiparate(ad es. tra legge ordinaria e altra legge ordinaria,tra regolamento governtativo e altro reg.governativo e non tra legge e regolamento) prevale e deve essere applicata quella posta successivamente nel tempo(lex posterior derogat priori).In base a tale criterio la disposizione precedente nel tempo viene abrogata da quella successiva:l'abrogazione(art.15 Preleggi) la conseguenza dell'applicazione di tale criterio.Tutti gli atti normativi successivi entrano in vigore nell'ordinamento giuridico e cominciano a produrre efficacia e valgono di norma solo per il futuro cio non hanno effetto retroattivo.Il divieto di efficacia retroattiva(art.11 Preleggi) derogabile secondo lo stesso criterio cronologico per effetto di una legge successiva che disponga diversamente. La retroattivit della legge non mai assoluta in quanto essa riguarda non tutti i rapporti del passato ma solo quelli pendenti,ossia suscettibili di essere ancora regolati. Il divieto di retroattivit invece assoluto ed inderogabile per le leggi in materia penale, essendo previsto dall'art.25 c.2 Cost nessuno pu essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. L'abrogazione pu essere di tre tipi: espressa:disposta direttamente dal legislatore per incompatibilit:quando l'interprete o il giudice rilevano il contrasto tra le due disposizioni dal

contenuto incompatibile,sicch si tratta di scegliere tra l'una e l'altra; abrogazione per nuova disciplina dell'intera materia:gi regolata da una legge anteriore,per cui la nuova legge si sostituisce alla precedente. criterio gerarchico:quando le norme provengono da fonti diverse.Nel nostro ordinamento,infatti, le fonti si collocano a livelli diversi, per cui le norme successive poste da fonti di rango inferiore,che siano in contrasto con norme provenienti da fonti di rango superiore,sono invalide(viziate per non aver rispettato l'ordine gerarchico delle fonti).Come tale ,le norme viziate devono essere annullate ad opera dei competenti organi giurisdizionali:in caso di contrasto tra Costituzione e legge(o atto avente forza di legge),la legge invalida pu essere dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Corte Cost.ricorrendone i presupposti;in caso di contrasto tra legge e regolamento all'annullamento provvede il giudice amministrativo. L'invalidit a differenza dell'abrogazione determina l'eliminazione dall'ordinamento dell'atto e la caducazione di ogni sua efficacia non solo ex nunc ma anche ex tunc. criterio della competenza:quando le antinomie devono essere risolte dando applicazione alla norma posta dalla fonte competente a disciplinare la fattispecie concreta con esclusione di qualsiasi altro atto fonte.Il rapporto tra norme contrastanti un rapporto tra norma valida e norma invalida sicch la norma non competente,come la norma gerarchicamente sottordinata, una norma invalida,che deve essere eliminata dall'ordinamento mediante l'annullamento. Come gi anticipato le norme vigenti possono essere dislocate su tre ordini gerarchici con diverse articolazioni interne:le fonti costituzionali,le fonti primarie e le fonti secondarie. FONTI COSTITUZIONALI La Costituzione la massima fonte sulle fonti nel senso che essa legittima tutti i processi di produzione del diritto. La Costituzione detta i criteri per individuare le fonti del diritto e detta le regole per la produzione. Nel rispetto di tale principio il sistema delle fonti deve considerarsi un sistema chiuso perch: non sono configurabili atti fonte primari al di fuori di quelli espressamente previsti dalla Costituzione stessa (art.138)(vedi sopra schema del sistema delle fonti) ciascun atto normativo non pu disporre di forza normativa maggiore di quella che la Costituzione ad esso affida. Alle fonti primarie riconosciuta forza di legge cio capacit di abrogare o modificare atti fonte equiparati o subordinati,inoltre di resistere all'abrogazione o alla modifica di atti fonte che non siano dotati della medesima forza. Caratteristica principale della Costituzione la sua rigidit essendo atto supremo dell'ordinamento. Rigidit costituzionale che significa garanzia contro ogni modificazione;tale garanzia assicurata attraverso la disciplina di uno speciale procedimento di revisione costituzionale. L'art 138 Cost. prevede tra le fonti del diritto di rango costituzionale anche le leggi costituzionali e le leggi di revisione costituzionale perch per entrambe le categorie previsto il medesimo procedimento di formazione. La differenza solo materiale: a) le leggi di revisione costituzionale hanno come oggetto la modifica,mediante aggiunta,emendamento o soppressione di parti di testo della Costituzione; b) le leggi costituzionali sono quelle espressamente richiamate da disposizioni della Cost. per integrare la disciplina di alcune materie cd. casi di riserva di legge costituzionale;sia quelle che il Parlamento decide di deliberare nelle forme di cui all'art.138 Cost. La formazione delle leggi di rango costituzionale diverso rispetto al procedimento di approvazione delle leggi ordinarie e viene chiamato procedimento aggravato e prevede duplice lettura da parte di ciascuna Camera,la seconda a distanza non inferiore a tre mesi e maggioranze qualificate(richiesta solo in seconda deliberazione). FONTI PRIMARIE:LEGGE ORDINARIA DELLO STATO La legge ordinaria dello Stato fonte a competenza generale nel senso che,salvo il disposto dell'art.117 Cost., disciplina le materie che riguardano interessi e valori generali riferiti al popolo italiano nella sua totalit.E' atto- fonte abilitato a produrre norme primarie e dotato di forza di legge.

Alla legge la Cost. affida importanti materie le cd. riserve di legge:tale istituto consiste in una espressa limitazione della potest normativa all'esecutivo,operata dalla Costituzione a favore del legislatore appunto in determinate materie affinch quest'ultime siano regolate soltanto mediante legge e non con altri atti normativi(regolamenti ecc.) Esistono diversi tipi di riserve di legge: riserve implicite:quando non sono espressamente previste dalla Costituzione(es.art.72) riserve rinforzate:quando la Costituzione,nel riservare la materia alla legge,determina anche ulteriori limiti di contenuto(es.art.16) assolute:quando al legislatore imposto di disciplinare la materia in modo tendenzialmente compiuto,per cui ai regolamenti pu essere lasciata la sola disciplina di dettaglio,meramente esecutiva relative:affidano al legislatore la disciplina degli aspetti fondamentali della materia,assicurando maggior spazio al potere regolamentare e alla discrezionalit dei pubblici poteri.La distinzione si fonda spesso su dati letterali,in quanto le riserve relative sono introdotte da espressioni come in base alla legge,mentre quelle assolute da termini come nei casi previsti dalla legge riserve di legge costituzionale:quando la materia affidata a leggi costituzionali.In tal caso la riserva di legge sempre assoluta formale:quando si riferiscono solo alla legge formale approvata dal Parlamento e non agli atti equiparati alla legge o alla legge regionale es.art.77-78 FONTI PRIMARIE:DECRETI LEGGE E DECRETI LEGISLATIVI O DELEGATI La Costituzione in deroga al principio della separazione dei poteri attribuisce poteri normativi di rango primario anche al Governo che pu deliberare i decreti legge o legislativi.Entrambi sono emanati dal Presidente della Repubblica. Tali atti hanno la stessa forza formale delle leggi ordinarie. La potest primaria del Governo non autonoma n ordinaria nel senso che la Costituzione ha previsto comunque l'intervento del Parlamento in funzione di garanzia del potere governativo. Il Governo,infatti,non pu adottare i decreti legislativi senza una previa legge di delegazione,mentre i decreti legge,adottati solo in casi di urgenza e necessit,hanno efficacia provvisoria e devono essere convertiti in legge dalle Camere.La conversione in legge delle Camere deve avvenire entro 60gg altrimenti decadono con effetto ex tunc. FONTI PRIMARIE:LEGGE REGIONALE Sono leggi emanate dalle Regioni,nell'esercizio della potest legislativa riconosciuta loro dalla Costituzione(art.117 Cost) e soggette alla Costituzione ed ai vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. L'individuazione delle materie di competenza regionale deve tener conto del nuovo testo dell'art.117 Cost, il quale,dopo aver individuato le materie di competenza esclusiva della Legge dello Stato provvede ad elencare le materie di competenza concorrente fra Stato e Regioni stabilendo infine che con riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Statoalle regioni spetta una potest legislativa esclusiva(art.117.4) 1.2.4 FONTI SECONDARIE:I REGOLAMENTI STATALI,NON STATALI E ORDINANZE (integrato con diritto costituzionale) pag.15 Per definizione le fonti secondarie sono subordinate alle fonti primarie e consistono in una categoria eterogenea di atti normativi di competenza del governo,dei ministri e degli organi centrali e periferici dell P.A,delle regioni e degli enti locali. Da non confordersi con gli altri atti normativi che hanno il medesimo nomen iuris:trattandosi di fonti subordinate alle fonti primarie,le fonti secondarie sono distinguibili dai regolamenti comunitari e dai reg.parlamentari. Le fonti secondarie si dividono in :regolamenti,ordinanze e statuti Quindi sono atti formalmente amministrativi, perch emanati dall'esecutivo ma anche da enti locali territoriali, ed aventi forma normativa perch concernenti norme idonee ad innovare l'ordinamento giuridico con caratteri di generalit ed astrattezza. La generalit e l'astrattezza sono due principi della norma giuridica dove per generalit si intende

che il precetto contenuto in una disposizione normativa deve avere efficacia erga omnes,astrattezza nel senso che la norma prende in considerazione casi astratti a cui dovranno ricondursi tutte le fattispecie concrete che presentino gli stessi caratteri contemplati a livello di previsione teorica.La dottrina ha poi aggiunto anche il carattere delll'innovativit cio l'attitudine a determinare una modificazione dell'ordinamento. I REGOLAMENTI: Il fondamento della potest regolamentare trova collocazione nelle seguenti disposizioni della Costituzione: art.87.5 prevede che il Presidente della Repubblica emana i regolamenti artt.121.4 e 123.1 che stabiliscono,rispettivamente,che il presidente della giunta reg.emana i regolamenti regionali e lo statuto regionale ne regola la pubblicazione l'art .117.6 distribuisce la potest regolamentare fra Stato,regioni ed enti locali. Anche se le fonti secondarie non costituiscono un sistema chiuso come le fonti primarie,la potest regolamentare,per essere legittimamente esercitata,deve trovare fondamento,in una norma di legge che attribuisca al titolare il relativo potere(principio di legalit). Sono quindi espressione delle P.A e del potere di Governo necessari per disciplinare la loro organizzazione e la loro azione. I regolamenti possono essere emanati da: (titolarit della potest regolamentare) 1. organi statali (Governo e singoli ministri) 2. regioni:la riforma del titolo V della parte II della Cost. affida alle regioni potest regolamentare nelle materie di legislazione concorrente,residuale di cui all'art.117 e nelle materie in cui lo Stato ha potest legislativa esclusiva e per le quali abbia delegato alle regioni la normazione secondaria. 3. provincie e comuni 4. altri enti o organi.:l'ordinamento contempla anche potere regolamentare ad altre autorit,quali le autorit portuali,i prefetti e delle amministrazioni indipendenti (VEDI CAP.3),aziende speciali del comune,camere di commercio. Per quanto riguarda il Governo i regolamenti sono disciplinati dall'art.17 della L.400/1988 ,(tale legge per la prima volta ha previsto la potest regolamentare dei ministri), che distingue tra regolamenti governativi,ministeriali e interministeriali.(regolamenti statali) a) regolamenti governativi:sono approvati dal consiglio dei ministri,sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunciarsi entro 45 gg. dalla richiesta,e sono emanati con la forma del decreto del presidente della Repubblica. Tutti i regolamenti devono essere sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati in G.U. Possono essere: regolamenti di esecuzione(per rendere pi agevole l'applicazione di leggi e decreti per cui sono tutti fonti primarie); regolamenti di attuazione e di integrazione,per integrare ed attuare leggi e decreti legislativi con esclusione di quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale regolamenti indipendenti per disciplinare materie sulle quali manchi una normativa di rango legislativo purch non si tratti di materia riservata alla legge regolamenti di organizzazione regolamenti di delegificazione che a differenza degli altri,in virt di una autorizzazione legislativa,possono determinare l'abrogazione di vigenti norme di legge naturalmente in materie non coperte da riserva di legge assoluta. La delegificazione una politica mirante ad alleggerire le funzioni del Parlamento e rendere pi agevole l'attivit di normazione che avviene secondo un procedimento tipico diviso in tre momenti essenziali:1)la deliberazione della legge di autorizzazione del potere regolamentare;2)emanazione del regolamento di delegificazione;3)abrogazione delle norme legislative vigenti, disposta dalla legge di autorizzazione,ma il cui effetto si produce con l'entrata in vigore del reg.di delegificazione.Viene cos rispettato l'ordine gerarchico delle fonti. Regolamenti di riordino con il quale si provvede al periodico riordino delle disposizioni

regolamentari vigenti,alla ricognizione di quelle che sono state oggetto di abrogazione implicita. b)regolamenti interministeriali:adottati in materia di pi ministri e subordinati ai reg.di governo c)regolamenti ministeriali:adottati nelle materie di competenza di un ministro o di autorit suttordinate al singolo ministro e subordinati ai reg.di governo. In sintesi i regolamenti non possono: a) derogare o contrastare la costituzione b) derogare o contrastare le leggi ordinarie,salvo che non vi sia una legge ad attribuire loro il potere,in un determinato settore,di innovare anche l'ordine legislativo(deleficando la materia).Perci si dice che non hanno forza n valore di legge,ma solo forza normativa cio non possono equipararsi alle leggi ma dispongono comunque di una forza giuridica che le pone come fonti di diritto c) regolamentare le materie riservate dalla Costituzione alla legge ordinaria(riserva assoluta di legge) d) derogare al principio di irretroattivit della legge e) contenere sanzioni penali f) i reg.emanati da autorit inferiori non possono mai contrastare con quelli emanati da autorit gerarchicamente superiori g) regolamentare istituti fondamentali dell'ordinamento. Pi complessa e la categoria delle fonti secondarie degli enti pubblici.In termini generali ogni ente pubblico dotato di una pur minima potest regolamentare subordinata alla legge ed ai regolamenti governativi.Molti enti pubblici hanno potere di emanare un proprio statuto,che fonte secondaria,il cui contenuto normativo vincola tuttavia i regolamenti interni dell'ente come stabilito dall'art.114 Cost.La potest regolamentare degli enti pubblici trova nella Costituzione la sua disciplina fondamentale in base all'art.117.6 : la potest regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva che pu delegare alle regioni la potest regolamentare spetta alle regioni quella che riguarda la legislazione regionale esclusiva e quella concorrente la potest regolamentare spetta a comuni e province ,quella relativa all'organizzazione e allo svolgimento delle funzioni che sono loro attribuite. ORDINANZE Le ordinanze sono tutti quei atti che creano obblighi o divieti in sostanza impongono degli ordini. Le ordinanze per essere fonti del diritto possono avere carattere normativo e cio creare delle statuizioni (regole) precettive generali ed astratte. Non possono contrastare con la Costituzione non possono contenere norme penali(ex art.25) e non possono contrastare con la legge ordinaria.(salvo i bandi militari e quelle per le quali sia espressamente previsto dalla legge) Vengono classificate in: ordinarie(previste dalla legge):i cd.provvedimento-prezzo del cip (comitato interministeriale dei prezzi) per casi eccezionali di particolare gravit(bandi militari,ord.del prefetto,ord.per catastrofi naturali,ord.per casi di inquinamento marittimo):hanno carattere atipico di necessit emanate per far fronte a situazioni di urgente necessit. La legge attribuisce solo il potere ma non prevede i casi concreti ne pone i limiti al loro contenuto. Presentano queste caratteristiche: a) sono atipiche:nel senso che per la loro emanazione la legge fissa solo i presupposti(necessit ed urgenza) mentre lascia all'autorita' amm.va un'ampia sfera di discrezionalita' circa la determinazione del loro contenuto. b)sono straordinarie:nel senso che il ricorso a questi atti possibile solo dove la situazione di pericolo non possa essere fronteggiata adeguatamente con atti tipici c)la loro efficacia limitata nel tempo in quanto i loro effetti durano finoa quando perdura

la necessit d)trovano fondamento esclusivamente nella legge perch solo una legge pu prevederle e attribuire il potere ad un organo amm.vo il potere di emanarle. e)non possono derogare a norme costituzionali e disciplinare materie coperte da riserva di legge assoluta; f)devono essere motivate e pubblicizzate con mezzi idonei laddove siano destinate ad avere efficacia nei confronti della generalit dei soggetti o pi soggetti. STATUTI Lo Statuto un atto normativo che ha per oggetto l'organizzazione dell'ente e le linee fondamentali della sua attivit. E' espressione di una potest organizzatoria a carattere normativo,che pu essere attribuita allo stesso ente sulla cui organizzazione si statuisce (in questo caso si parla di autonomia statutaria)oppure ad un organo o ente diverso(cd.etero-statuti): Ci sono: 1. statuti regionali(art.114 novellato dalla L.Cost.3/2001) sono approvati con legge regionale per le regioni ordinarie e adottati con legge costituzionale dello stato per le regioni ad autonomia speciale. 2. statuto comunali e provinciali. Definiscono le attribuzione degli organi,le forme di garanzia e partecipazione delle minoranze,i criteri generali in materia di organizzazione dell'ente,le forme della collaborazione fra comuni e province,della partecipazione popolare,del decentramento,dell'accesso dei cittadini alle informazioni ed ai procedimenti amm.vi.Lo statuto e le sue modifiche sono deliberate dal consiglio comunale e provinciale. 1.2.5 FONTI COMUNITARIE pag.20 La categoria delle fonti primarie si ampliata,specialmente in materia economica,per effetto della appartenenza del nostro Paese all'Unione europea. Infatti,gli organi dell'U.E adottano atti normativi siano essi regolamenti comunitari,direttive e decisioni vincolanti per gli stati membri. I regolamenti comunitari e le decisioni generali,in particolare,esplicano effetti immediati nei confronti di tutti i soggetti appartenenti agli Stati-membri e non necessitano,come le direttive, di misure di esecuzione che ciascuno stato membro pu adottare secondo la propria normativa. Tali norme hanno valore primario alla stregua delle leggi in quanto si immettono automaticamente nel nostro ordinamento. Esse,inoltre si sottraggono anche al sindacato della Corte Costituzionale.(primato del diritto comunitario) Questa esenzione trova il suo fondamento nell'art.11 Cost:l'Italia in condizioni di parit con gli altri Stati,consente alle limitazioni di sovranit necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni.Di conseguenza,il contrasto tra diritto comunitario e diritto interno viene risolto sulla base del principio di necessaria applicazione del regolamento comunitario da parte del giudice comune,anche se in contrasto con disposizioni legislative nazionali. Quindi,se un giudice si trova di fronte ad una norma di legge e un regolamento comunitario deve applicare il reg.comunitario e non applicare la norma interna difforme.Si badi per:il principio suddetto non significa che il diritto interno eventualmente contrastante debba considerarsi abrogato o invalido. Partendo dal presupposto che quello comunitario e quello italiano sono ordinamenti separati ma coordinati la Corte considera il diritto interno semplicemente non applicabile quando esiste una disciplina comunitaria. 1.3 FORMAZIONE STORICA DEL DIRITTO AMMINISTRATIVO omisiss