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Progettazione e Calcolo delle strutture in C.A.

Tutorial & Manuale Operativo

Tutorial e Manuale Operativo di

EdiLus-CA

ACCA software

ACCA software S.p.A.


Via Michelangelo Cianciulli 83048 MONTELLA (AV) - Italy Tel. (+39) 0827/69504 - Fax (+39) 0827/ 601235 E-mail: info@acca.it - Internet: www.acca.it

Tutti i diritti sono riservati. RESPONSABILIT


ACCA software non si assume alcuna responsabilit circa i risultati di calcolo e la documentazione prodotta con il programma EdiLus-CA. Per quanto sia stata prestata la massima attenzione e cura alle procedure di calcolo e ai modelli per la produzione dei documenti, non possibile assicurare l'esattezza e la completezza degli stessi nonch la loro rispondenza alle normative vigenti. PER TUTTO QUANTO INNANZI ESPOSTO: ACCA non si assume alcuna responsabilit sul contenuto dei risultati di calcolo e dei documenti prodotti e sulla loro rispondenza alla legislazione vigente. L'utente, quindi, tenuto a valutare e verificare i risultati e i documenti prodotti in ogni loro parte, compresa la loro rispondenza alla legislazione vigente, essendo egli stesso l'unico responsabile della loro esattezza e completezza. In nessun caso, comunque, ACCA sar responsabile di danneggiamenti diretti, indiretti, o conseguenti ad errori e/o difetti nei dati e nel programma (inclusi, senza limitazioni, il danno per perdita o mancato guadagno, interruzione dell'attivit, perdita di informazioni o altre perdite economiche e/o d'immagine), anche nel caso che ACCA sia stata avvertita della possibilit di tali danni. In ogni caso, la responsabilit di ACCA sar limitata ad un importo corrispondente al prezzo di vendita del prodotto. Nel caso non si accettassero le suddette condizioni il prodotto pu essere restituito entro 8 giorni dall'acquisto con conseguente rimborso della somma, eventualmente, per esso pagata. Per ogni controversia sar esclusivamente competente il foro di S. Angelo dei Lombardi (AV).

AVVERTENZE PER LUSO


EdiLus-CA un programma per il calcolo delle strutture in cemento armato che utilizza il metodo degli elementi finiti. necessario che lutilizzatore del software abbia le competenze nel campo del calcolo strutturale in cemento armato e nelle metodologie di calcolo adoperate dal programma al fine di creare le opportune modellazione delle strutture. Una mancanza di competenze specifiche potrebbe portare a modellazioni delle strutture a calcoli e a risultati completamente errati, non corrispondenti a condizioni reali e, soprattutto, potenzialmente dannosi per lincolumit di cose o persone. Oltre alla necessaria competenza, quindi, richiesta lassunzione di responsabilit rispetto ai risultati che possibile ottenere tramite il software. Pertanto i risultati vanno analizzati in tutti i loro dettagli, prima di essere utilizzati a fini professionali in quanto lunico responsabile legale dei risultati di calcolo e della documentazione prodotta il Tecnico che li sottoscrive.

ACCA software S.p.A. COPYRIGHT


EdiLus-CA un prodotto di ACCA software S.p.A.. Questa pubblicazione, o parte di essa, non pu essere riprodotta in nessuna forma, in alcun modo e per nessuno scopo, senza autorizzazione scritta di ACCA software S.p.A.. ACCA, PriMus, CanTus, CEG, TerMus, Object DRAW, DocMus, CerTus, Ufficius ed EdiLus sono marchi registrati. Altri diritti: ACCAreader un prodotto di ACCA software S.p.A.. EdiLus-CA utilizza una versione personalizzata del solutore ad elementi finiti Microsap, di propriet di Tesys s.n.c.. Windows un marchio Microsoft. Acrobat(R) Reader copyright (C) 1987-2001 Adobe Systems Incorporated. - Tutti i diritti sono riservati. - Adobe e Acrobat sono marchi di Adobe Systems Incorporated. Tutti i marchi e prodotti citati sono dei rispettivi legittimi proprietari.

ACCA software

Condizioni di Licenza dUso

ATTENZIONE
Condizioni di licenza duso
I Programmi denominati PriMus, PriMus-P, PriMus-B, PriMus-i, PriMus for AUTOCAD, PriMus-EP, PriMus-DCF, CEG, CanTus, PriMus-A, PriMus-C, PriMus-N, PriMus-K, TerMus, TerMus-i, DocMus, CerTus, CerTus-N, CerTus-CAD, CosTus, ProTus, ProTus-B, ProTus-S, ParCus, ParCus-IA, ParCus-G, ParCus-P, ManTus-P, ACCAreader, FacTus, Ufficius, ConDus, ConDus-PA, Impresus e CerTus-VB sono stati ideati e progettati da GUIDO CIANCIULLI da Montella (AV) che ne lAutore (in seguito, per brevit, Guido Cianciulli sar indicato come Autore) e sono stati realizzati, prodotti e distribuiti dalla ditta ACCA software S.p.A. da Montella (in seguito, per brevit, ACCA software S.p.A. sar indicata come ACCA). I Programmi denominati EdiLus-CA, EdiLus-MU, AutoRapidus, ArchiRapidus, ReviRapidus, BlockNotus, EsiMus, PriMus Pocket, Privatus, Praticus-DIA, DeCuius, Fotus, PocketRapidus e CerTus-PN sono prodotti e distribuiti da ACCA. LAutore e ACCA concedono al Cliente, che accetta, la sola LICENZA DUSO non esclusiva del presente Programma e si riservano, anche per i loro aventi causa, lesclusiva propriet dello stesso e di tutti i suoi diritti potendone sempre disporre come meglio crederanno e nei confronti di chiunque. Si riservano, altres, la facolt di modificare il prodotto senza preavviso ed in qualsiasi momento. Gli aggiornamenti saranno incorporati nelle nuove edizioni. La Licenza dUso del Programma non comprende la facolt di ottenerlo in formato sorgente, n di disporre della relativa documentazione logica e/o di progetto. Luso del Programma consentito su una sola macchina per volta finch in possesso del Cliente cos come un disco pu essere ascoltato su uno stereo alla volta o un libro letto da una sola persona alla volta. Il Cliente che ceda i dischi, la protezione ed il manuale in oggetto ad altri obbligato a cessarne luso, a non trattenerne alcuna copia ed a comunicarlo ad ACCA software S.p.A. Il nuovo acquirente tenuto ad osservare le presenti condizioni. Le installazioni del programma, successive alla prima, intestate allo stesso utente (installazioni multiuser e seconde copie) NON possono essere cedute (n a titolo oneroso n gratuito) separatamente dalla prima in quanto tutte insieme costituiscono un UNICO pacchetto. Malfunzionamenti del Programma, ad installazione avvenuta, coinvolgono il Cliente in tutti i necessari servizi di manutenzione, riparazione, correzione ed ogni incidentale o conseguente danneggiamento. LAutore e ACCA non garantiscono che le procedure del presente Programma soddisfino le esigenze del Cliente e che queste funzionino in qualsiasi combinazione vengano da esso usate, n forniscono alcunaltra garanzia, espressa o implicita, relativa al manuale duso ed al software in esso descritto; conseguenti rischi derivanti dal loro uso sono completamente a carico del Cliente e quindi in nessun caso lAutore e ACCA saranno responsabili di danneggiamenti diretti, indiretti, o conseguenti a difetti di software. Il Cliente ha lonere e la responsabilit della scelta, della installazione, delluso e della gestione del Programma al fine del raggiungimento del risultato prefissosi. Esclusione di responsabilit per danni indiretti: in nessun caso lAutore e ACCA saranno responsabili per i danni (inclusi, senza limitazioni, il danno per perdita o mancato guadagno, interruzione dellattivit, perdita di informazioni o altre perdite economiche e/o di immagine) derivanti dalluso del programma, anche nel caso che lAutore e ACCA siano stati avvertiti della possibilit di tali danni. In ogni caso, la responsabilit dellAutore e di ACCA, ai sensi del presente contratto, sar limitata ad un importo corrispondente al prezzo di vendita del programma. ACCA non si assume alcuna responsabilit sul contenuto e/o sulla correttezza dei Dati e/o degli Archivi eventualmente forniti con il programma, sulla loro rispondenza alla legislazione vigente e sui documenti che possibile ottenere dal loro uso. LUtente, pertanto, tenuto a valutare e verificare i Dati e/o gli Archivi in ogni loro parte, compresa la loro rispondenza

Condizioni di Licenza dUso alla legislazione vigente, essendo egli stesso lunico responsabile dellesattezza degli elaborati e dei risultati che si ottengono dal loro uso. Gli Archivi del programma, se non diversamente ed espressamente dichiarato, sono di propriet di ACCA e possono essere utilizzati unicamente con il programma. Gli Archivi, o parte di essi, non dovranno, in alcun modo, essere riportati e utilizzati in altre procedure. vietato copiare e/o modificare il software e/o il materiale stampato del presente Programma senza lautorizzazione dellAutore e di ACCA. La eventuale protezione Hardware (detta chiave) in garanzia per 12 mesi per guasti derivanti dal normale uso descritto nel manuale duso. Se detta chiave dovesse riportare segni di manomissione o uso anomalo non si avr pi diritto alla sostituzione della stessa n a titolo gratuito, se ancora in garanzia, n a titolo oneroso con conseguente risoluzione della Licenza dUso. ACCA non garantisce il funzionamento della eventuale chiave a seguito di future evoluzioni dellhardware (computer, porte parallele, porte USB, stampanti, ecc.). In tal caso, se disponibile, lutente dovr acquistare una nuova chiave restituendo, comunque, la vecchia. ACCA non garantisce il funzionamento e la trasparenza della eventuale chiave hardware in serie con periferiche che utilizzano le porte parallela e/o USB in maniera esclusiva e/o scorretta (periferiche tipo stampanti GDI, schede SCSI, scanner, ecc. che non rispettano le specifiche Microsoft). In questo caso dovr essere installata una seconda porta parallela o USB. ACCA non garantisce il funzionamento del programma a seguito di future evoluzioni dellhardware e del software (computers, sistemi operativi, ecc.), nonch la sua rispondenza a future disposizioni di legge relative alla materia trattata dal programma stesso. In tal caso, se disponibile, lutente dovr acquistare una versione aggiornata del programma. Il presente Programma personalizzato. Detta personalizzazione consiste nella scrittura, allinterno del programma di un numero di serie UNICO. vietato far funzionare il programma sotto debugger: pena la possibilit di danneggiamento dei dati e la risoluzione della licenza duso. Il Cliente che non accetta in tutto o in parte quanto innanzi riportato DOVR restituire il Prodotto ad ACCA software S.p.A. entro otto giorni dalla consegna. Ogni altro comportamento la chiara manifestazione di volont di accettare, senza alcuna riserva, tutto quanto innanzi scritto e limpegno a rispettarlo. Questo contratto disciplinato dalla legge italiana. Per ogni controversia sar esclusivamente competente il foro di S. Angelo dei Lombardi (AV). LAUTORE ed ACCA software S.p.A. ACCA software S.p.A. MONTELLA (AV) - Via Michelangelo Cianciulli - Italy Tel. (+39) 0827/69504 r.a. - Fax (+39) 0827/601235 E-mail: info@acca.it - Internet: www.acca.it Copyright 1989/2006 - Tutti i diritti sono riservati. ACCA, PriMus, CanTus, CEG, TerMus, Object DRAW, DocMus, CerTus, Ufficius ed EdiLus sono marchi registrati. Altri diritti: ACCAreader un prodotto di ACCA software S.p.A.. EdiLus-CA utilizza una versione personalizzata del solutore ad elementi finiti Microsap, di propriet di Tesys s.n.c.. Windows un marchio Microsoft. Acrobat Reader copyright 1987-2001 Adobe Systems Incorporated. - Tutti i diritti sono riservati. - Adobe e Acrobat sono marchi di Adobe Systems Incorporated. Tutti i marchi e prodotti citati sono dei rispettivi legittimi proprietari.

II

1. Introduzione

Introduzione
EdiLus-CA rappresenta una nuova frontiera per i programmi di progettazione e calcolo delle strutture in C.A., un software completamente innovativo, strutturalmente rivoluzionario, dotato di caratteristiche straordinarie che solo ACCA poteva integrare in un solo prodotto. EdiLus-CA vanta una tecnologia dassoluta avanguardia, uninterfaccia modernissima e funzionalissima, un input ad oggetti che rende veloce e potente la progettazione, un Solutore ad Elementi Finiti integrato nella procedura, larchiviazione dati in un unico database doggetti (un solo file) con tutti i vantaggi che ne conseguono (copia del documento, invio via e-mail, etc.) ed, infine, una risposta specifica alla nuova normativa, cosa ben diversa dal riadattamento di un vecchio programma. EdiLus-CA, abbatte una nuova barriera, rende semplice, veloce ed intuitivo anche il calcolo strutturale: basta disegnare la struttura ed il calcolo gi tutto fatto.

1. Introduzione

1.1

Premessa
Per quanto sia stata prestata la massima attenzione e cura alle procedure di calcolo e ai modelli per la produzione dei documenti, non possibile assicurare lesattezza e la completezza degli stessi nonch la loro rispondenza alle normative vigenti. EdiLus-CA un programma per il calcolo delle strutture in cemento armato che utilizza il metodo degli elementi finiti. necessario che lutilizzatore del software abbia le competenze nel campo del calcolo strutturale in cemento armato e nelle metodologie di calcolo adoperate dal programma al fine di creare le opportune modellazione delle strutture. Una mancanza di competenze specifiche potrebbe portare a modellazioni delle strutture a calcoli e a risultati completamente errati, non corrispondenti a condizioni reali e, soprattutto, potenzialmente dannosi per lincolumit di cose o persone. Oltre alla necessaria competenza, quindi, richiesta lassunzione di responsabilit rispetto ai risultati che possibile ottenere tramite il software. Pertanto i risultati vanno analizzati in tutti i loro dettagli, prima di essere utilizzati a fini professionali in quanto lunico responsabile legale dei risultati di calcolo e della documentazione prodotta il Tecnico che li sottoscrive.

1. Introduzione

1.2

Il Rivoluzionario Input ad Oggetti


EdiLus-CA un programma assolutamente rivoluzionario in quanto cambia radicalmente il modo di concepire il progetto ed il calcolo di una struttura. Il programma nasce con lavvento della nuova normativa e, quindi, non un adattamento di vecchie procedure a nuovi modelli di calcolo, ma uno strumento progettato per rispondere al meglio alle nuove indicazioni legislative. EdiLus-CA adotta una rivoluzionaria tecnologia ad oggetti che lo rende innovativo, pi facile, veloce ed intuitivo. Il Solutore di calcolo ad Elementi Finiti integrato nella procedura permette rapide verifiche, tanto da rendere pi fluida la stessa progettazione strutturale. Grazie allintegrazione completa con il computo metrico, la progettazione strutturale e la stima divengono ununica operazione. Con EdiLus-CA si possono disegnare direttamente pilastri, travi, pareti, solai, ecc., specificando le relative propriet (materiali, sezioni, ecc.) in qualsiasi momento della progettazione. Ogni oggetto disegnato dotato di un database dinformazioni che lo individuano univocamente nelle sue caratteristiche geometriche e fisiche (materiale, resistenza, ecc.). Ogni caratteristica geometrica ed ogni propriet assegnata agli oggetti costituisce un elemento dinput per il calcolo e ogni modifica diventa immediatamente una nuova condizione di verifica. Con il nuovo straordinario input ad oggetti di EdiLus-CA, la definizione progettuale della struttura coincide con la fase dinput. Tutta lanalisi dei carichi e le interrelazioni dei vari elementi, come lorditura dei solai, sbalzi, fori, ecc., vengono, infatti, automaticamente individuati come caratteristiche degli oggetti che influenzano il calcolo. Questo permette di progettare le strutture pi efficacemente, perch possibile riscontrare una pi diretta e veloce interrelazione tra caratteristiche fisiche, dimensionali e geometriche della struttura e le verifiche statiche e dinamiche che le competono. Gli oggetti possono essere gestiti indifferentemente sia nelle piante che in qualsiasi vista 3D del progetto e ogni modifica viene riportata dinamicamente sia nelle piante che nelle viste 3D.
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1. Introduzione

In pratica, possibile inserire, modificare e cancellare gli oggetti tenendo sotto controllo la pianta o la vista 3D della struttura. Funzioni specifiche, come la duplicazione di elementi o parti di struttura e lancoraggio degli oggetti a piani, rendono linputazione estremamente veloce ed agevole.

1.3

Le Modalit di Calcolo
EdiLus-CA stato concepito per essere aderente alla Nuova Normativa Antisismica. Non quindi una rivisitazione di software esistenti, ma un prodotto estremamente innovativo. Il calcolo si fonda su un Solutore ad Elementi Finiti in analisi lineare veramente affidabile, in grado di risolvere strutture di qualsiasi geometria e dimensione. Per calcolare le sollecitazioni in maniera corretta, il concio dunione tra i vari elementi viene schematizzato come un nodo da cui si dipartono braccetti rigidi: EdiLus-CA in grado cos di ottenere risultati rigorosi, senza le approssimazioni derivanti da schematizzazioni meno appropriate. Pur prevedendo la modalit di calcolo in analisi statica, il programma segue le ultime indicazioni normative con calcolo effettuato tenendo conto dellanalisi modale quale metodo normale per la definizione delle sollecitazioni di progetto, avendo puntualizzato i nuovi spettri di risposta, funzione di caratteristiche intrinseche alla struttura e del litotipo di fondazione. A tale scopo il solutore invocato pi volte per risolvere la struttura sotto le azioni prescritte dallOrdinanza (SLD, SLU, ecc.). Risulta, quindi, evidente che lapplicazione corretta della nuova normativa richiede un supporto continuo del solutore di calcolo e che solo una completa integrazione del solutore con il programma, come nel caso di EdiLus-CA, consente la necessaria dinamicit e fluidit di progettazione. Una volta ottenute le sollecitazioni, si passa alle verifiche che stavolta sono esclusivamente agli Stati Limite, essendo stato abbandonato il metodo delle Tensioni Ammissibili.

1. Introduzione

1.4

La Visualizzazione dei Risultati e la Stampa


La tecnologia ad oggetti di EdiLus-CA consente di leggere immediatamente sul disegno i risultati di calcolo: carichi, sollecitazioni e deformazioni divengono nuove caratteristiche imposte alloggetto dalla verifica effettuata e quindi visualizzabili con diagrammi di ogni genere. Cambia, per immediatezza ed efficacia, il modo di vedere i risultati del calcolo. Anche il modo di progettare larmatura resistente nella struttura ha un nuova utilit per le eventuali modifiche delle armature proposte automaticamente dal programma. Un pennino consente di definire rapidamente eventuali personalizzazioni dellarmatura, avendo in linea, come elementi decisionali, i diagrammi delle armature di progetto ed esecutive. EdiLus-CA realmente uno strumento veloce e potente in grado di sfruttare la pi moderna tecnologia per rendere pi semplice e veloce il lavoro. Particolari funzioni consentono, infine, di ottenere stampe componibili e personalizzabili dal tecnico: elaborati professionalmente ineccepibili, curati nei minimi particolari.

1.5

Integrazione con il Computo Metrico


Grazie alla straordinaria tecnologia di EdiLus-CA e di PriMus la progettazione strutturale ed il computo metrico sono completamente integrati in ununica fase di lavoro. Tutti gli oggetti utilizzati per la progettazione vengono computati in un documento di PriMus. In pratica, il progetto ed il calcolo, con la definizione delle armature, producono automaticamente anche il computo. Le modifiche progettuali vengono immediatamente riportate nel preventivo, in modo che ogni scelta o modifica risulti coerente ed immediata5

1. Introduzione

mente integrata in documenti progettuali e di stima: progettare una struttura, calcolarla e conoscerne il costo ununica cosa. Questa integrazione dei vari aspetti del lavoro, possibile grazie ad ACCA, garantisce una maggiore velocit e professionalit.

2. Installazione

Installazione
Il programma EdiLus-CA composto dalle seguenti parti: manuale operativo con licenza duso; CD-ROM contenente il Programma, gli Archivi ed il Manuale dUso in formato PDF; chiave di protezione hardware. Per effettuare linstallazione di EdiLus-CA occorre procedere alla: Installazione del Programma (v. 2.2); Installazione della Chiave di Protezione Hardware (v. 2.3). Le modalit operative per linstallazione del programma e della chiave di protezione hardware vengono descritte dettagliatamente nei paragrafi seguenti.

2. Installazione

2.1

Requisiti di Sistema
I Requisiti di Sistema riportati di seguito sono puramente indicativi in quanto possono essere modificati a causa di eventuali evoluzioni hardware e software. Lutente, pertanto, tenuto ad accertarsi delle eventuali modifiche consultando il sito www.acca.it.

EdiLus-CA pu essere usato esclusivamente con la configurazione a disco rigido. I requisiti indispensabili al funzionamento del programma sono: Personal computer con microprocessore Pentium III o pi potente (consigliato Pentium IV). 512 Mb di Memoria RAM (consigliati 1 Gb). Microsoft Windows 2000/XP. Disco rigido, Lettore di CD-ROM e Mouse con rotellina. Lettore DVD per il Video-Manuale. Scheda video compatibile 100% OpenGL (minimo 32 Mb, consigliati 64 Mb) e driver scheda video compatibili 100% OpenGL. Internet Explorer 5.0 o successivo. Risoluzione video 1024 * 768 (consigliata 1280 * 1024). OpenGL v. 1.4 o superiore. Porta Usb.

2.2

LInstallazione del Programma


Linstallazione del programma su disco rigido viene eseguita automaticamente effettuando le seguenti operazioni: accendere il computer e attendere che Windows risulti avviato;
Prima di procedere allinstallazione accertarsi: che ogni altra applicazione in uso risulti chiusa; di aver avuto accesso al sistema con i privilegi di Amministratore.

2. Installazione

inserire il CD-ROM del programma nellapposito lettore ed attendere lavvio del programma di installazione;
Se il programma di installazione non si avvia, selezionare lopzione Esegui del menu del bottone Start (Avvio) di Windows e, nel dialog che si attiva, digitare: X:\SETUP.EXE, dove X la lettera che identifica il proprio lettore di CD-ROM. Pigiando il bottone OK del dialog si avvia il programma di installazione.

pigiare il bottone Avanti della prima finestra (Benvenuto ) del programma di installazione per passare alla finestra Scegliere il prodotto da installare; nella finestra Scegliere il prodotto da installare selezionare lopzione Installa EdiLus-CA per avviare la procedura di installazione; procedere seguendo ATTENTAMENTE le istruzioni fornite dal programma di installazione.
Nel corso dellinstallazione viene data la possibilit di: scegliere la directory di installazione del programma; per default, come directory di installazione viene proposta C:\ACCA\EdiLus-CA; scegliere la directory per linserimento dellIcona per lavvio del programma; per default viene proposta la directory Applicazioni ACCA. Si consiglia di NON MODIFICARE la directory di Installazione del programma e quella dellIcona per il suo avvio proposte per default. Per installazioni del programma successive alla prima, eventuali modifiche apportate agli Archivi (modelli di relazione e di cartigli) vengono perse. Per evitare di perdere tali modifiche, durante la reinstallazione viene proposto di effettuare una copia dei vecchi Archivi.

2.2.1

Intestazione della Licenza dUso


Il programma EdiLus-CA personalizzato. Detta personalizzazione consiste nella scrittura, allinterno del programma, di un numero di serie UNICO e dellintestazione della ditta titolare della licenza. Nel dialog Codice Installazione proposto durante la procedura di Installazione, devono essere specificati i dati della DITTA ed il CODICE DINSTALLAZIONE.
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2. Installazione

Se i dati della Ditta presenti nel dialog sono CORRETTI procedere allinstallazione pigiando il bottone Avanti. Se i dati sono NON CORRETTI o il programma non intestato (manca il codice di installazione), bisogna telefonare ad ACCA software S.p.A. e chiedere del Servizio Installazione.
Per ricevere il CODICE DI INSTALLAZIONE bisogna comunicare ad ACCA software S.p.A. i seguenti dati: Ragione sociale della Ditta; Indirizzo; CAP - Citt - Provincia; Telefono; E-mail; Partita IVA; Rivenditore del Programma.

Per proseguire nellinstallazione basta pigiare Avanti e seguire ATTENTAMENTE le indicazioni fornite dal programma di installazione.

2.3

LInstallazione della Chiave di Protezione USB


La chiave USB va considerata come una qualsiasi periferica del computer. Per far funzionare la chiave USB , quindi, necessario procedere allinstallazione del software (driver) che la gestisce.
Prima di procedere allinstallazione dei driver della chiave hardware USB necessario che risulti installato il programma. La chiave USB supportata unicamente dai seguenti sistemi operativi: Windows 2000 (Professional e Server); Windows XP (Home e Professional).

Linstallazione del driver per la gestione della chiave USB si effettua secondo le procedure standard Microsoft per linstallazione di nuove periferiche di tipo USB.
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2. Installazione

La procedura di installazione del driver della chiave USB varia a seconda del sistema operativo su cui si opera. Di seguito vengono illustrate le procedure di installazione previste per i vari sistemi operativi che supportano la chiave di protezione USB.

Windows 2000 (Professional e Server)


Per installare il driver della chiave USB su un computer con sistema operativo Windows 2000 (Professional e Server), basta effettuare le seguenti operazioni: avviare il computer con i privilegi di AMMINISTRATORE ed inserire il CD-ROM del programma nellapposito lettore; connettere la chiave ad una delle porte USB del computer; questa operazione determina laccensione del LED rosso sulla chiave e apre una prima finestra; pigiare il bottone Avanti per procedere allinstallazione; questa operazione attiva la finestra in figura;

nella finestra accertarsi che risulti selezionata lopzione Cerca un driver adatto alla periferica e pigiare il bottone Avanti; questa operazione apre una nuova finestra (v. figura seguente);

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2. Installazione

nella nuova finestra lasciare selezionata la sola opzione Unit CD-ROM e pigiare il bottone Avanti; questa operazione avvia la ricerca del driver della chiave USB nel CD-ROM inserito e apre una ulteriore finestra che segnala la presenza del driver ricercato nel CD-ROM; pigiare il bottone Avanti per avviare linstallazione; unultima finestra segnala lavvenuta installazione. Completata linstallazione del driver, avviare il programma per verificare il corretto funzionamento della chiave.

Windows XP (Home e Professional)


Per installare il driver della chiave USB su un computer con sistema operativo Windows XP (Home e Professional), basta effettuare le seguenti operazioni: avviare il computer con i privilegi di AMMINISTRATORE ed inserire il CD-ROM del programma nellapposito lettore; connettere la chiave ad una delle porte USB del computer; questa operazione determina laccensione del LED rosso sulla chiave ed attiva una prima finestra; in tale finestra accertarsi che risulti selezionata lopzione Installa il software automaticamente e pigiare il bottone Avanti; quando viene individuato il driver (sul CD-ROM) si apre unaltra finestra che segnala levento;
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2. Installazione

pigiare il bottone Continua della nuova finestra per avviare linstallazione del driver; unultima finestra segnala lavvenuta installazione. Completata linstallazione del driver, avviare il programma per verificare il corretto funzionamento della chiave.

2.4

Il Manuale dUso in Formato PDF


Il presente Manuale dUso fornito anche in formato PDF. Esso potr essere visualizzato e stampato mediante il programma Acrobat Reader. Per visualizzare e/o stampare il manuale , quindi, necessario che risulti installato il programma Acrobat Reader.

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2. Installazione

2.5

Aggiornamenti del Programma


ACCA prevede i seguenti tipi di aggiornamenti del programma: Aggiornamenti di Versione: gli aggiornamenti di versione sono a pagamento e sar cura di ACCA software informare i propri utenti della loro disponibilit e modalit di distribuzione. Service Pack: piccoli aggiornamenti della stessa versione del programma (Service Pack) che vengono messi gratuitamente a disposizione degli utenti con le seguenti modalit di distribuzione: sul sito Internet di ACCA software (www.acca.it), senza spese di allestimento e spedizione; in questo caso, per scaricare laggiornamento, basta selezionare lopzione Aggiornamenti da Internet del menu ? (Help) del programma; questa operazione effettua il collegamento alla pagina del sito da cui possibile effettuare il download dellaggiornamento; su supporto magnetico (floppy disk, CD, ecc.), con spese di allestimento e spedizione a carico dellUtente. Per procedere allaggiornamento del programma basta fare un doppio click sul file scaricato o disponibile sul supporto fornito e seguire attentamente le istruzioni fornite dal programma di installazione.
La disponibilit degli Aggiornamenti, dei Service Pack ed altre importanti comunicazioni vengono pubblicate in anteprima sul sito Internet di ACCA software (www.acca.it) che si consiglia, quindi, di visitare periodicamente.

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3. Gli Elementi del Programma

Gli Elementi del Programma


Nel presente capitolo vengono illustrati gli Elementi che costituiscono la Finestra di EdiLus-CA. Anche se in tale capitolo non vengono trattati aspetti puramente operativi, si consiglia di leggerlo attentamente per poter essere immediatamente operativi nei capitoli successivi. Di seguito, se non diversamente specificato, con i termini click e doppio click si indicher, rispettivamente, un click e un doppio click effettuati con il pulsante sinistro del mouse.

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3. Gli Elementi del Programma

3.1

La Finestra del Programma


Si avvii EdiLus-CA selezionando lopzione Programmi\Applicazioni ACCA\EdiLus-CA del menu del bottone Start (Avvio) di Windows. Questa operazione apre sul desktop la Finestra di EdiLus-CA (anche detta Finestra del Programma). La Finestra di EdiLus-CA risulta sormontata da una Barra del Titolo che riporta, da sinistra, il nome e la versione del programma. Sotto la Barra del Titolo si trovano, nellordine, la Barra dei Menu (v. 3.3) ed una Toolbar (Barra degli Strumenti) (v. 3.4) del programma. In questa fase, non essendo aperto alcun progetto, gran parte dei bottoni della Toolbar e delle opzioni dei menu non risultano abilitati. Si apra (v. 3.3.1.3), quindi, il progetto ESEMPIO presente nella directory di installazione del programma (C:\ACCA\EdiLus-CA). Proseguendo verso il basso, lungo entrambi i bordi verticali della Finestra del Programma risultano disposte altre due toolbar.

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3. Gli Elementi del Programma

Cliccando uno dei bottoni di tali toolbar si apre il relativo toolbox (v. 3.2): una finestra a scomparsa che, a seconda del tipo, rende immediatamente fruibili le funzionalit del programma e disponibili i dati del progetto. Generalmente, nella Finestra del Programma risultano sempre aperti, per default, i seguenti toolbox: Gestione Progetto, detto anche Navigatore del progetto. Tale toolbox, proposto nella parte sinistra della Finestra del Programma, contiene uno schema ad albero di tutti i dati e gli elaborati del progetto in modo da renderli immediatamente reperibili (v. 3.2.1). Propriet. Tale toolbox, proposto nella parte destra della Finestra del Programma, propone, per la visualizzazione e la modifica, tutte le propriet (dati caratteristici) delloggetto (Trave, Pilastro, Armatura, ecc.) selezionato in una delle finestre del progetto (v. 10.1.6). La parte centrale della Finestra del Programma destinata a contenere le varie finestre (tavole di disegno, viste 3D, ecc.) dei progetti di EdiLusCA aperti.

3.2

I Toolbox della Finestra del Programma


Linterfaccia di EdiLus-CA stata oggetto di uno studio ergonomico per rendere immediatamente reperibile, in maniera intuitiva, tutti gli strumenti e le utilit del programma e qualsiasi dato del progetto attivo. Gran parte delle funzionalit del programma e tutti i dati del progetto attivo risultano organizzati in apposite finestre a scomparsa, dette toolbox a cui possibile accedere senza imparare ed eseguire particolari procedure. Un toolbox di EdiLus-CA si apre semplicemente cliccando lopportuno bottone delle toolbar verticali disposte lungo i bordi sinistro e destro della Finestra del Programma.
Se, nella Finestra del Programma non risulta aperto alcun progetto, i bottoni per lattivazione dei toolbox risultano disabilitati. Per provare le funzionalit illustrate di seguito si consiglia, pertanto, di aprire il progetto ESEMPIO presente nella directory di installazione del programma (C\ACCA\EdiLus-CA).

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3. Gli Elementi del Programma

Un toolbox vincolato al bordo della Finestra del Programma che ospita la toolbar verticale con il bottone per la sua apertura e si apre sempre verso linterno della Finestra del Programma. Effettuata unoperazione nel toolbox, questo rimane aperto fino a quando non si clicca in una qualsiasi altra finestra. In questo modo possibile tenere aperto il toolbox per tutto il tempo necessario per effettuarvi tutte le operazioni necessarie. LUtente pu anche scegliere di tenere sempre aperto un toolbox oppure di renderlo completamente invisibile fino a quando non lo vuole nuovamente a disposizione. Gli strumenti che consentono di scegliere il funzionamento di un toolbox sono i seguenti bottoncini a destra sulla barra del titolo del toolbox: Il bottoncino Puntina Orizzontale che viene proposto sulla barra quando il toolbox a scomparsa. Pigiando il bottoncino Puntina Orizzontale, il toolbox rimane sempre aperto nella Finestra del Programma. Il bottoncino Puntina Verticale che viene proposto sulla barra del toolbox quando questo risulta sempre aperto. Quando il toolbox sempre aperto, il bottone per la sua apertura viene rimosso dalla relativa toolbar. Pigiando il bottoncino Puntina Verticale, il toolbox viene reso nuovamente a scomparsa.

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3. Gli Elementi del Programma

3.2.1

Il Toolbox Gestione Progetto: il Navigatore del Progetto


Il toolbox Gestione Progetto della Finestra del Programma sicuramente quello pi importante per la gestione dei dati dei progetti aperti di EdiLus-CA, al punto tale che conviene tenerlo sempre aperto (v. 3.2). Se non risulta sempre aperto (v. 3.2), al toolbox Gestione Progetto si accede cliccando sullomonimo bottone della toolbar verticale disposta lungo il bordo sinistro della Finestra del Programma. Il toolbox Gestione Progetto presenta, sotto la sua barra del titolo, un list box in cui vengono proposti i nomi di tutti i progetti aperti. La selezione di un progetto lo rende attivo nella Finestra del Programma e propone, nella restante parte del toolbox il suo Navigatore. Il Navigatore uno schema ad albero in cui risultano organizzati tutti gli elementi (dati, tavole, elaborati, ecc.) del progetto attivo. Grazie al Navigatore possibile individuare ed accedere immediatamente qualsiasi elemento del progetto senza dover conoscere ed eseguire particolari procedure. In pratica, il Navigatore un potentissimo strumento che fornisce una visione sintetica dellorganizzazione del progetto e consente di gestirne ogni aspetto in maniera ordinata, veloce ed intuitiva. Sul ramo principale dellalbero del Navigatore vengono proposti una serie di nodi principali (Dati della Struttura, Grafici, ecc.) che rappresentano i raggruppamenti degli elementi omogenei del progetto. Un nodo principale pu anche contenere nodi che rappresentano ulteriori raggruppamenti di elementi omogenei del progetto.
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3. Gli Elementi del Programma

Ad esempio, il nodo Grafici conterr il nodo Piante, destinato a contenere le tavole su cui si disegnano gli impalcati dei vari piani, il nodo Viste 3D destinato a contenere le viste 3D della struttura create, e cos via. I nodi dellalbero che contengono altri nodi NON possono essere eliminati e risultano preceduti dal simbolo: se i nodi contenuti risultano nascosti; per visualizzare i nodi nascosti sul ramo che si diparte dal nodo contenitore, basta cliccare sul simbolo a lato oppure fare un doppio click sul nodo contenitore; se i nodi contenuti risultano visualizzati sul ramo che si diparte dal nodo contenitore; per nascondere i nodi contenuti basta cliccare sul simbolo a lato oppure fare un doppio click sul nodo contenitore. Un doppio click su un nodo del Navigatore apre, nella Finestra del Programma, la finestra con i dati e le informazioni relative. I nodi dellalbero del Navigatore di un Progetto di EdiLus-CA sono: DATI della STRUTTURA. Il nodo principale DATI della STRUTTURA contiene i seguenti nodi: Dati Generali. Un doppio click su tale nodo apre la finestra in cui vanno specificati i dati di carattere generale del progetto e in cui vanno effettuate delle scelte di carattere generale per il tipo di calcolo che si intende effettuare (v. 5.1). Dati Analisi Sismica. Un doppio click su tale nodo apre la finestra in cui vanno specificati i dati per lanalisi sismica della struttura (v. 5.2). Masse e Modi di Vibrazione. Un doppio click su tale nodo apre la finestra in cui, dopo il calcolo, verranno proposti i principali risultati dellanalisi sismica effettuata (v. 5.3). Grafici. Il nodo principale Grafici contiene i nodi Piante, Sezione, Prospetto, Viste 3D, Tavole Esecutive e Armature illustrati di seguito. Piante. Il nodo Piante destinato a contenere i nodi relativi alle tavole per il disegno dei piani delledificio (v. cap. 6). Tale nodo, per default, contiene i nodi Fondazione e Pianta 1 per laccesso, rispettivamente, alla tavola per il disegno della fondazione e del primo piano delledificio. Nel nodo Piante verranno riportati tutti i nodi relativi alle tavole per il disegno di tutti i piani creati (v. 6.2). Un semplice doppio click su uno dei nodi contenuti nel nodo Piante apre (o porta in primo piano), nella Finestra del Programma, la finestra con la tavola di disegno del piano relativo.
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3. Gli Elementi del Programma

Viste 3D. Il nodo 3D destinato a contenere i nodi relativi alle viste 3D delledificio create nel progetto (v. cap. 12). Tale nodo, per default, gi contiene il nodo 3D relativo alla prima vista 3D proposta per default nel progetto, ma in esso saranno riportati tutti i nodi relativi alle viste 3D create nel progetto. Un doppio click su uno dei nodi contenuti nel nodo 3D apre (o porta in primo piano) la finestra con la vista relativa. Carpenterie. Il nodo Carpenterie destinato a contenere i nodi per accedere alle tavole delle carpenterie dei vari piani (impalcati) delledificio prodotte automaticamente dopo il Calcolo (v. cap. 15). Telai. Il nodo Telai consente di accedere alle tavole dei telai della struttura delledificio, prodotti automaticamente dopo il Calcolo del Modello Strutturale (v. cap. 15). Armature. Il nodo Armature contiene i nodi (Travi, Pilastri, Pareti, Solette, Platee e Plinti) per laccesso alle tavole delle armature dei vari elementi della struttura (v. cap. 16). Elementi: Il nodo Elementi del Navigatore contiene i seguenti nodi: Sezioni Travi e Pilastri. Un doppio click sul tale nodo apre la finestra del progetto in cui vanno definite le sezioni delle travi, dei pilastri e dei cordoli (v. cap. 7). Materiali. Un doppio click su tale nodo apre la finestra del progetto in cui vanno definite le caratteristiche dei materiali utilizzati (v. 8.1). Terreni. Un doppio click sul tale nodo apre la finestra del progetto in cui vanno definite le caratteristiche del terreno (v. 8.2). Analisi dei Carichi. Il nodo Analisi dei Carichi contiene i seguenti nodi: Analisi Carichi. Un doppio click su tale nodo consente apre la finestra del progetto in cui vanno definiti i carichi per solai, tamponature, solette, balconi, scale, ecc. (v. 9.1 e 9.2). Condizioni Carico Utente. Un doppio click su tale nodo apre la finestra del progetto in cui vengono riportate le condizioni di carico previste dalla vigente normativa ed in cui possibile definirne liberamente altre personalizzate (v. 9.3). Tipologia Carico Accidentale. Un doppio click su tale nodo apre la finestra del progetto in cui vengono riportate le tipologie di carico accidentale previste ed in cui possibile definirne liberamente altre personalizzate (v. 9.4).
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3. Gli Elementi del Programma

CONDIZIONI di CARICO. Un doppio click su tale nodo (abilitato solo dopo il calcolo) apre la finestra del progetto in cui vengono riportate le condizioni di carico adottate per il calcolo (v. 9.5). Elaborati. Il nodo Elaborati, che risulta abilitato solo dopo il calcolo, contiene i seguenti nodi: Relazione di Calcolo. Il nodo Relazione di Calcolo contiene i nodi: Relazione. Un doppio click su tale nodo apre la finestra del progetto in cui possibile richiedere la compilazione automatica della relazione (v. 17.2). Tabulati. Un doppio click su tale nodo apre la finestra del progetto in cui possibile richiedere la compilazione automatica dei tabulati con i dati di calcolo da allegare alla relazione (v. 17.3). TAVOLE ESECUTIVI. Il nodo Tavole Esecutivi destinato a contenere i nodi relativi alle tavole esecutive create nel progetto (v. cap. 18). Computo e Stima. Un doppio click sul nodo Computo e Stima apre la finestra di computo metrico in cui viene proposto il computo metrico delle strutture del progetto (v. cap. 19). RISULTATI del CALCOLO. Un doppio click su tale nodo (abilitato solo dopo il calcolo) apre la finestra del progetto in cui possibile visualizzare e stampare i risultati di calcolo desiderati (v. 14.2). DIAGNOSTICA. Un doppio click su tale nodo apre lomonima finestra in cui vengono proposti gli errori rilevati durante le varie fasi di calcolo del progetto (v. 13.8). Alcuni nodi (quelli relativi alle tavole dei piani, alle viste 3D, ecc.) possono essere gestiti (creati, cancellati, ecc.) direttamente nel Navigatore. Cliccando, con il pulsante destro del mouse, su uno dei nodi suddetti lo si seleziona e si apre il menu locale contenente le opzioni per la sua gestione. Le modalit per la gestione dei vari nodi del Navigatore vengono illustrate nei capitoli in cui vengono trattati gli argomenti correlati.

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3. Gli Elementi del Programma

3.3

I Menu
I menu presenti sulla Barra dei Menu della Finestra del Programma (v. 3.1) sono: File: (v. 3.3.1) contiene le opzioni per la gestione dei documenti e lesportazione degli elaborati; Modifica: (v. 3.3.2) contiene le opzioni per la selezione e la copia degli oggetti nelle finestre del progetto; Visualizza: (v. 3.3.3) contiene le opzioni per laccesso ai toolbox e per la visualizzazione dei gruppi di bottoni della toolbar; Disegno: (v. 3.3.4) contiene le opzioni per lattivazione delle principali utilit per il Disegno; CALCOLO: (v. 3.3.5) contiene le opzioni per richiedere il calcolo del progetto attivo; Strumenti: (v. 3.3.6) contiene le opzioni per accedere al dialog per la gestione dei piani e a quello per la personalizzazione del programma; Finestra: contiene le opzioni per la disposizione delle Finestre aperte nella Finestra del Programma e la lista dei nomi dei progetti aperti; ? (Help): contiene le opzioni per lapertura dellHelp in Linea, del manuale duso in formato elettronico (PDF), del dialog delle Informazioni e della pagina Web per gli aggiornamenti (v. 3.3.7) del programma.

3.3.1

Il Menu File
Le opzioni del menu File di EdiLus-CA sono: Nuovo [Ctrl+N]: avvia la procedura per la creazione di un nuovo progetto di EdiLus-CA (v. 3.3.1.1); Apri [Ctrl+A]: avvia la procedura per lapertura di un progetto (v. 3.3.1.3); Chiudi: chiude il progetto attivo nella Finestra del Programma (v. 3.3.1.4); Salva [Ctrl+S]:salva le modifiche apportate al progetto attivo (v. 3.3.1.2);
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3. Gli Elementi del Programma

Salva con nome [Shift+Ctrl+S]: avvia la procedura per la duplicazione del progetto attivo (v. 3.3.1.6); Cancella: avvia la procedura per la cancellazione di un progetto (v. 3.3.1.5); Stampa [Ctrl+P]: avvia la stampa del contenuto (carpenterie, viste 3D, dati di calcolo, tavole esecutive, ecc.) della finestra attiva nella Finestra del Programma; Imposta Stampante: apre il dialog per la scelta della configurazione di stampa (formato, orientamento pagina, ecc.); Esportazioni: apre un menu contenente le opzioni: Formato DXF, DWG ; esporta nel formato DXF o DWG lelaborato grafico nella finestra attiva nella Finestra del Programma (v. 3.3.1.7); TUTTO in formato DXF, DWG ; esporta nel formato DXF o DWG tutti gli elaborati grafici (Carpenterie, Telai e/o Armature) del progetto (v. 3.3.1.7); Imposta Separatori Numeri: apre il dialog per la scelta dei separatori delle migliaia e dei decimali con cui saranno proposti i valori numerici negli elaborati (v. 3.3.1.9); MANUALE: apre il manuale duso del programma in formato elettronico (PDF) mediante il programma Acrobat Reader; Esci: chiude la Finestra del Programma (v. 3.3.1.8) con tutti gli eventuali progetti in essa aperti; alla chiusura viene chiesto se si intende salvare (v. 3.3.1.2) le modifiche apportate ai progetti eventualmente aperti. Le principali funzionalit del menu File vengono dettagliatamente illustrate nei paragrafi seguenti.

3.3.1.1

Come Creare un Nuovo Progetto


Per creare un nuovo progetto (documento) di EdiLus-CA basta pigiare il bottone Nuovo della toolbar (v. 3.4) della Finestra del Programma oppure selezionare lomonima opzione del menu File. Questa operazione crea il nuovo progetto ed apre, nella Finestra del Programma, la tavola Piano 1 (v. cap. 6) per il disegno degli oggetti (elementi strutturali) del primo piano delledificio.
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3. Gli Elementi del Programma

Il programma, in questa fase, non impone di salvare il progetto creato. Alla chiusura del progetto (v. 3.3.1.4) o del programma verr richiesto, mediante un apposito messaggio, se salvare o meno il progetto creato. Essendo il progetto creato non salvato, il programma gli assegna, per default, come nome, la stringa Progetto seguita da un numero (ad es., per il primo progetto creato viene proposto il nome Progetto 1). Quando si proceder al primo salvataggio del progetto sar possibile assegnargli il nome desiderato.
Ovviamente, buona norma salvare quanto prima il progetto creato ed effettuare salvataggi (v. 3.3.1.2) ad intervalli ragionevoli di tempo, in modo da registrare i dati imputati e non perderli in caso di malfunzionamenti del computer.

Per effettuare il primo salvataggio del progetto creato basta effettuare le seguenti operazioni: pigiare il bottone Salva della toolbar (v. 3.4) oppure selezionare lopzione Salva o Salva con nome del menu File; questa operazione apre il dialog SALVA DOCUMENTO; nel dialog SALVA DOCUMENTO selezionare la directory in cui salvare il progetto, specificare il nome del documento (sostituendo quello proposto) nel campo Nome File e pigiare il bottone Salva.

3.3.1.2

Come Salvare il Progetto


Per salvare il progetto attivo nella Finestra del Programma basta pigiare il bottone Salva della Toolbar o selezionare lomonima opzione del menu File. Se un progetto viene salvato per la prima volta si apre il dialog in cui vanno specificati il nome e la directory in cui si intende salvarlo. Se, invece, il progetto stato gi salvato, pigiando il bottone Salva vengono registrate le modifiche apportate al progetto dopo lultimo salvataggio. Oltre alle modifiche a dati viene registrata anche la configurazione del progetto allatto del salvataggio (finestre aperte, ecc.). Pertanto, quando si apre
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3. Gli Elementi del Programma

(v. 3.3.1.3) un progetto, questo viene riproposto con la configurazione che aveva al momento dellultimo salvataggio prima della chiusura.
Tutte le modifiche apportate ad un progetto non vengono automaticamente salvate dal programma. Cause esterne (mancanza di tensione o malfunzionamenti del computer) possono causare la perdita delle modifiche apportate al progetto dopo lultimo salvataggio. Per cautelarsi dalla perdita di dati, SI CONSIGLIA di effettuare frequenti salvataggi del progetto. Le cause suddette, inoltre, possono perfino causare danneggiamenti, spesso irreparabili, del progetto. Per cautelarsi dalla perdita dellintero progetto, durante il lavoro, SI CONSIGLIA di effettuare delle copie di riserva (Backup) (v. 3.3.1.6) del progetto ad intervalli di tempo ragionevoli. anche possibile richiedere al programma di effettuare automaticamente una copia di Backup ad ogni salvataggio (v. 20.2).

In ogni caso, quando si chiude il progetto (v. 3.3.1.4), il programma richiede, con un messaggio, se salvarlo.

3.3.1.3

Come Aprire un Progetto


Per aprire un progetto di EdiLus-CA precedentemente creato (v. 3.3.1.1) basta effettuare le seguenti operazioni: pigiare il bottone Apri della Toolbar o selezionare lomonima opzione del menu File; questa operazione apre il dialog APRI DOCUMENTO; nel dialog APRI DOCUMENTO selezionare il file del progetto di EdiLus-CA (con icona a lato) da aprire e pigiare il bottone Apri. Nella Finestra del Programma vengono aperte tutte le finestre (tavole) del progetto scelto che erano aperte al momento dellultimo salvataggio prima della sua chiusura (v. 3.3.1.4). Per facilitare la scelta del progetto da aprire, nella parte destra del dialog APRI DOCUMENTO, possibile richiedere di visualizzare: i dati di carattere generale (v. 5.1) del progetto selezionato; per visualizzare tali dati del progetto selezionato basta pigiare il bottone Propriet della toolbar del dialog;
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3. Gli Elementi del Programma

oppure unAnteprima della tavola attiva al momento dellultimo salvataggio del progetto selezionato; per visualizzare lanteprima della tavola del progetto selezionato basta pigiare il bottone Anteprima del toolbar del dialog. Un progetto di EdiLus-CA pu anche essere aperto con un doppio click sullicona del relativo file nella cartella in cui questo risiede.

3.3.1.4

Come Chiudere un Progetto


Per chiudere il progetto di EdiLus-CA attivo nella Finestra del Programma (v. 3.1) basta selezionare lopzione Chiudi del menu File. Un progetto pu anche essere chiuso chiudendo ogni sua Finestra aperta pigiando il bottone Chiudi in alto a destra sulla relativa barra del titolo. Alla chiusura del progetto viene chiesto se si intende salvare (v. 3.3.1.2) le modifiche ad esso apportate.

3.3.1.5

Come Cancellare un Progetto


Per poter cancellare un documento di EdiLus-CA necessario che questo risulti chiuso (v. 3.3.1.4).

Per cancellare un progetto di EdiLus-CA basta: selezionare lopzione Cancella del menu File; questa operazione apre il dialog DOCUMENTO DA CANCELLARE; nel dialog DOCUMENTO DA CANCELLARE selezionare il progetto da cancellare e pigiare lapposito bottone per confermare e chiuderlo; questa operazione propone un messaggio che chiede una ulteriore conferma delloperazione;
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3. Gli Elementi del Programma

pigiare il bottone Si del messaggio per confermare ed avviare la definitiva cancellazione del documento. Un ulteriore messaggio informa sullesito delloperazione. Il file di un progetto di EdiLus-CA pu anche essere cancellato, nella cartella in cui risiede, con le consuete modalit previste da Windows.

3.3.1.6

Come Duplicare un Progetto


Per duplicare il progetto attivo di EdiLus-CA basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare lopzione Salva con nome del menu File; questa operazione attiva il dialog SALVA DOCUMENTO; nel dialog SALVA DOCUMENTO effettuare le seguenti operazioni: specificare il nome del nuovo progetto duplicato; selezionare la directory in cui si intende crearlo; pigiare il bottone Salva per confermare la duplicazione del progetto e chiudere il dialog.
Cause esterne al programma (mancanza o sbalzi di tensione, malfunzionamenti o rottura di parti del computer, ecc.) possono danneggiare il progetto di EdiLusCA su cui si lavora con la conseguente perdita dei dati. buona norma, pertanto, effettuare, ad intervalli di tempo ragionevoli, copie di riserva (Backup) del progetto (v. 3.3.1.6). anche possibile richiedere al programma di effettuare una copia di Backup ad ogni salvataggio del progetto (v. 20.2).

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3. Gli Elementi del Programma

3.3.1.7

Come Esportare gli Elaborati Grafici nei Formati DXF o DWG


EdiLus-CA consente di esportare, nei formati DXF e DWG, gli elaborati grafici (carpenterie, tavole di armature, telai e tavole esecutive) nella finestra attiva del progetto. Questa funzionalit consente di visualizzare e/o gestire, con un qualsiasi CAD, gli elaborati grafici di un progetto di EdiLus-CA anche a chi non possiede il programma. Il programma consente di esportare sia il singolo elaborato visualizzato nella finestra attiva del progetto, sia interi gruppi di elaborati (ad es tutte le carpenterie e/o tutte le tavole delle armature).

Come Esportare un Singolo Elaborato


Per esportare lelaborato grafico proposto nella finestra attiva del progetto basta effettuare le seguenti operazioni: scegliere lopzione Esportazioni del menu File e, nellulteriore menu che si apre, selezionare lopzione Formato DXF, DWG ; questa operazione apre il dialog Salva con nome; nel dialog Salva con nome scegliere la directory in cui si intende esportare lelaborato; nel campo Nome file specificare il nome che si intende assegnare al file esportato; nel list box Salva come selezionare il formato in cui si intende esportare lelaborato; pigiare il bottone Salva per chiudere il dialog ed avviare lesportazione. Ultimata la procedura, un messaggio informa sullesito dellesportazione.

Come Esportare uno o pi Gruppi di Elaborati


Per esportare uno o pi gruppi di elaborati (carpenterie, telai e/o tavole delle armature) del progetto basta effettuare le seguenti operazioni: scegliere lopzione Esportazioni del menu File e, nellulteriore menu che si apre, selezionare lopzione TUTTO in formato DXF, DWG ; questa operazione apre il dialog Opzioni Esportazione;
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3. Gli Elementi del Programma

nel dialog Opzioni Esportazione effettuare le seguenti operazioni: indicare la directory di esportazione in cui deve essere inserita la cartella (creata automaticamente dal programma e denominata con il nome del progetto) in cui verrano inseriti i files degli elaborati esportati; per effettuare questa operazione basta pigiare il bottoncino a destra del campo Directory Esportazione e, nel dialog che si apre, selezionare la directory di esportazione e pigiare il bottone OK;

Per default il programma propone, come directory di esportazione, la cartella ExportDXF_DWG, a sua volta contenuta nella directory di installazione del programma.

nel list box Formato Esportazione scegliere il formato in cui si intende esportare lelaborato; nella sezione Gruppi da esportare selezionare i check box relativi ai gruppi di elaborati (Carpenterie, Armature e/o Telai) da esportare; pigiare il bottone OK per chiudere il dialog ed avviare lesportazione.

Ultimata la procedura, un messaggio informa sullesito dellesportazione.


Richiedendo nuovamente lesportazione degli elaborati, i nuovi files esportati andranno a sovrascrivere quelli precedentemente esportati perdendo le eventuali modifiche apportate ad essi. Per NON perdere le modifiche apportate ai files precedentemente esportati necessario rinominarli oppure scegliere, per la nuova esportazione, una Directory di Esportazione diversa da quella scelta precedentemente.

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3. Gli Elementi del Programma

3.3.1.8

Come Chiudere il Programma


Per chiudere il Programma basta selezionare lopzione Esci del menu File oppure pigiare il bottone Chiudi sulla barra del titolo della Finestra del Programma (v. 3.1). Alla chiusura del programma vengono chiusi anche tutti i progetti eventualmente aperti. Inoltre, alla chiusura di ogni progetto viene chiesto se si intende salvare le modifiche ad esso apportate.

3.3.1.9

Come Impostare i Separatori dei Numeri


Per impostare i separatori delle migliaia e dei decimali con cui devono essere proposti i dati numerici (quantit ed importi) nella stampa degli elaborati del progetto attivo, basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare lopzione Imposta Separatori Numeri del menu File; questa operazione attiva il dialog Impostazione separatori numeri; nel dialog effettuare le seguenti operazioni: nel combo box Separatore delle migliaia selezionare il separatore (punto, virgola spazio o apostrofo) da adottare per le migliaia; nel combo box Separatore dei decimali selezionare il separatore (punto o virgola) da adottare per i decimali;
Nel campo bianco a destra nel dialog viene proposto, a titolo di esempio, un numero che visualizza in rosso i separatori scelti nei due combo box dello stesso dialog.

pigiare il bottone OK per confermare le scelte effettuate e chiudere il dialog.


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3. Gli Elementi del Programma

3.3.2

Il Menu Modifica
Le opzioni del menu Modifica di EdiLus-CA sono: Taglia [Ctrl+X]: taglia gli oggetti selezionati nella finestra attiva per poterli incollare (se possibile) su unaltra tavola. Copia [Ctrl+C]: copia gli oggetti selezionati nella tavola della finestra attiva per poterli incollare nella tavola della stessa finestra o (se possibile) nella tavola di unaltra finestra. Incolla [Ctrl+V]: incolla nella finestra attiva gli oggetti preventivamente copiati o tagliati. Copia planimetria su clipboard: copia su clipboard la planimetria (carpenteria, ecc.) nella finestra attiva; la planimetria copiata potr essere incollata, come metafile, in qualsiasi documento Windows che supporta tale formato (ad es., in un documento di Word); Seleziona tutto: seleziona tutti gli oggetti visualizzati nella finestra attiva;
Gli oggetti contenuti nella tavola della finestra attiva del progetto ma NON visualizzati NON vengono selezionati. Se si intende selezionare tutti gli oggetti contenuti nella finestra attiva del progetto necessario richiedere preventivamente uno Zoom Esteso (v. 11.4).

Deseleziona tutto: elimina la selezione da tutti gli oggetti selezionati nella finestra attiva; Inverte selezione: seleziona tutti gli oggetti non selezionati e deseleziona tutti gli oggetti selezionati nella finestra attiva; Elimina Entit: elimina lentit (oggetto) o il gruppo di entit selezionate; Trova: apre il dialog per la ricerca di un oggetto disegnato, di un suo nodo, di una shell o di un nodo di una mesh in base al relativo ID (codice identificativo univoco riportato nella sezione Aspetto del toolbox delle Propriet dellelemento selezionato - v. 10.1.6).

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3. Gli Elementi del Programma

3.3.3

Il Menu Visualizza
Le opzioni del menu Visualizza di EdiLus-CA sono: Toolbox: apre un ulteriore menu in cui vengono proposti i nomi di tutti i toolbox (v. 3.2) del programma. La selezione del nome di un toolbox comporta la sua visualizzazione. Se un toolbox stato precedentemente chiuso (pigiando sullapposito bottoncino della sua barra), selezionandolo nel menu Toolbox, viene nuovamente aperto inserendo il bottone per la sua visualizzazione su una delle toolbar verticali della Finestra del Programma. Barre degli Strumenti: apre un ulteriore menu in cui vengono proposti i nomi di tutti i gruppi di comandi della toolbar del progetto attivo. La selezione di unopzione del menu Barre degli Strumenti Visualizza/Nasconde il corrispondente di gruppo di comandi sulla toolbar principale (v. 3.4) della Finestra del Programma. Status Bar: visualizza/nasconde la barra di stato nella parte inferiore della Finestra del Programma su cui vengono riportate informazioni utili circa loperazione che si sta eseguendo o la finestra del progetto attiva.

3.3.4

Il Menu Disegno
Le opzioni del menu Disegno di EdiLus-CA sono: Entit: apre un menu in cui vengono proposte le tipologie di oggetti che possibile disegnare nella tavole della finestra attiva; selezionando una tipologia si apre un ulteriore menu per la scelta delloggetto (di quella tipologia) da disegnare. Snap: apre un ulteriore menu con le seguenti opzioni: Snap Angolo [Shift+A]: attiva/disattiva lo snap angolare (v. 11.1.2); quando tale snap attivo, licona a sinistra dellopzione risulta selezionata; Snap Griglia [Shift+G]: attiva/disattiva lo snap alla griglia (v. 11.1.1); quando tale snap attivo, licona a sinistra dellopzione risulta selezionata;
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3. Gli Elementi del Programma

Usa Accelerazione Hardware, la cui selezione richiede lutilizzo dellaccelerazione hardware che comporta una maggior velocit in fase di disegno, a scapito della qualit di visualizzazione. Luso dellaccelerazione hardware pu anche essere richiesto nel dialog (Opzioni PROGRAMMA) per le personalizzazioni del programma (v. 20.2).
Lutilizzo dellaccelerazione hardware NECESSARIO se il computer dotato di una scheda video NON adeguata. Generalmente lutilizzo dellaccelerazione hardware NON comporta grossi svantaggi in termini di visualizzazione. Si consiglia, pertanto, di utilizzare in ogni caso laccelerazione hardware lasciando selezionata lopzione Usa Accelerazione Hardware.

Blocca tipologia Entit: apre un menu in cui possibile scegliere le tipologie di oggetti utili come riferimento per il disegno [Linea Guida (v. 10.21), Griglie Guida (v. 10.22) e Disegno DXF/DWG (v. 10.18)] che devono risultare NON cancellabili e NON modificabili nelle tavole del progetto in cui sono stati disegnati.
Per disegnare un nuovo oggetto Linea Guida, Griglia Guida Radiale, Griglia Guida Rettangolare o Disegno DXF/DWG, NECESSARIO che la relativa tipologia risulti NON bloccata, cio NON selezionata nel menu aperto dallopzione Blocca tipologia Entit del menu DIsegno.

Griglia Disegno: visualizza/nasconde la griglia nelle tavole di disegno.

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3. Gli Elementi del Programma

3.3.5

Il Menu Calcolo
Le opzioni del menu Strumenti di EdiLus-CA sono: Calcolo COMPLETO: avvia il calcolo completo della struttura, in cui tutte le fasi del calcolo vengono eseguite in sequenza (v. 13.7); Reset COMPLETO: annulla tutte le fasi di calcolo eseguite per la struttura; Calcolo Modello Strutturale: avvia il calcolo del modello strutturale (v. 13.2); dopo aver richiesto tale calcolo lopzione Calcolo Modello Strutturale si trasforma in Reset Modello Strutturale che annulla il calcolo del modello strutturale eseguito; Calcolo Sollecitazioni: avvia il calcolo delle sollecitazioni (v. 13.3 e 13.3.1); dopo aver richiesto tale calcolo lopzione Calcolo Sollecitazioni si trasforma in Reset Sollecitazioni che annulla il calcolo delle sollecitazioni eseguito; Calcolo Verifiche: avvia il calcolo delle verifiche (v. 13.4 e 13.4.1); dopo aver richiesto tale calcolo lopzione Calcolo Verifiche si trasforma in Reset Verifiche che annulla il calcolo delle verifiche eseguito; Calcolo Armature e Carpenterie: avvia il calcolo delle Armature e delle Carpenterie (v. 13.5); dopo aver richiesto tale calcolo lopzione Calcolo Armature e Carpenterie si trasforma in Reset Armature e Carpenterie che annulla il calcolo delle Armature e delle Carpenterie eseguito. Diagnostica Generale: apre lomonima finestra in cui vengono segnalati tutti gli eventuali errori riscontrati nel calcolo eseguito (elementi NON verificati, ecc.); tale opzione risulta abilitata se stata richiesta almeno una delle fasi di calcolo (v. 13.8).

3.3.6

Il Menu Strumenti
Le opzioni del menu Strumenti di EdiLus-CA sono: Gestione Piani...: apre il dialog per la definizione delle tavole dei piani delledificio per il disegno degli oggetti (v. cap. 6); Opzioni...: apre il dialog per le personalizzazioni del programma e dei tabulati della relazione di calcolo (v. cap. 20).
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3. Gli Elementi del Programma

3.3.7

Il Menu ? (Help)
Le opzioni del menu ? (Help) di EdiLus-CA sono: Sommario: apre lHelp (guida in linea) del programma proponendone la pagina principale con il sommario; Cerca Argomento: apre lHelp (guida in linea) del programma per procedere alla ricerca di un argomento; Uso della Guida: apre la finestra di Windows che illustra le modalit per luso della guida in linea; Help rapido: apre lHelp (guida in linea) del programma proponendo la pagina che illustra le funzionalit relative alla finestra attiva; MANUALE: apre il presente manuale in formato elettronico (PDF); Video-Manuale: apre il video manuale con i filmati esplicativi delle modalit operative di base del programma; per avviare video manuale il necessario che, nellapposito lettore, risulti inserito il CD-ROM di installazione del programma;
Ovviamente, inserendo il CD-ROM di installazione del programma, potrebbe partire il programma di installazione. Il programma di installazione di EdiLus-CA pu essere ignorato o pu essere chiuso dopo che il video-manuale risulter avviato.

MANUALE Solutore Microsap: apre il manuale del solutore in formato elettronico (PDF); Aggiornamenti da Internet: attiva il collegamento on line con la pagina Web degli aggiornamenti del programma (v. 2.5); Diagnostica scheda Video: apre il dialog in cui vengono riportate tutte le caratteristiche e le impostazioni della scheda video del computer; Informazioni: attiva la finestra con le informazioni sul programma.

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3. Gli Elementi del Programma

3.4

La Toolbar
La Toolbar della Finestra del Programma (v. 3.1), posizionata sotto la Barra dei Menu, costituita da pi gruppi di comandi.

Ogni gruppo contiene gli strumenti per lattivazione di funzionalit relative ad un determinato aspetto del progetto. Un gruppo di bottoni, pertanto, pu risultare abilitato o meno a seconda della finestra attiva del progetto. I gruppi di bottoni della Toolbar possono essere visualizzati o nascosti a seconda delle esigenze. Per visualizzare (nascondere) un gruppo di bottoni basta selezionare (deselezionare) il relativo nome nel menu locale della toolbar che si attiva cliccando, con il pulsante destro del mouse, sulla toolbar stessa. Oltre ai nomi dei gruppi di bottoni, il menu locale della toolbar presenta anche lopzione Personalizza. Lopzione Personalizza attiva il consueto dialog per la personalizzazione dei gruppi di bottoni delle toolbar. Un gruppo di bottoni della toolbar pu essere posizionato in qualsiasi punto dello schermo. Per spostare un gruppo di bottoni basta effettuare le seguenti operazioni: fare click, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, sulla maniglia a sinistra del gruppo da spostare; trascinare il gruppo nel punto desiderato e rilasciare il pulsante del mouse. Un gruppo di bottoni posizionato fuori della toolbar viene proposto con una barra che ne riporta il titolo. Un doppio click sulla sua barra del titolo riporta il gruppo spostato nella sua posizione originaria sulla toolbar. Un gruppo di bottoni della toolbar pu anche essere vincolato al bordo inferiore e ai bordi destro e sinistro della Finestra del Programma dopo i toolbox visualizzati (v. 3.2).
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3. Gli Elementi del Programma

Per disporre un gruppo di bottoni lungo un bordo della Finestra del programma basta: trascinare il gruppo di bottoni in prossimit del bordo della Finestra; quando il gruppo si dispone lungo il bordo, rilasciare il pulsante del mouse. Di seguito vengono illustrati tutti i gruppi di bottoni della Toolbar.

Principale
Il gruppo Principale della Toolbar costituito dai seguenti bottoni: Nuovo: attiva il dialog per la creazione di un nuovo progetto (v. 3.3.1.1); un progetto pu anche essere creato selezionando lopzione Nuovo del menu File (v. 3.3.1). Apri: apre il dialog per la scelta del progetto da aprire; un progetto pu anche essere aperto selezionando lomonima opzione del menu File (v. 3.3.1.3). Salva: salva le modifiche apportate al progetto attivo. Stampa: avvia la stampa del contenuto (piante, viste 3D, dati, tavole esecutive) della finestra attiva nella Finestra del Programma. Anteprima di stampa: apre lanteprima di stampa del contenuto (carpenterie, tavole esecutive, ecc.) della finestra attiva. Taglia: elimina lelemento selezionato e lo copia. Copia: copia lelemento selezionato. Incolla: incolla, nella finestra attiva, lelemento precedentemente copiato. Annulla: annulla, in sequenza, le ultime modifiche precedentemente apportate al progetto. Ripristina: ripristina, in sequenza, le ultime modifiche precedentemente annullate.

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3. Gli Elementi del Programma

Disegno
Il gruppo Disegno della Toolbar costituito dai bottoni: Seleziona oggetti: attiva la modalit per la selezione degli oggetti (v. 10.1.2 e 10.1.3). Zoom: apre il menu per la scelta della funzionalit di zoom da utilizzare (v. 11.4).

Gestione Progetti
Il gruppo Gestione Progetti della Toolbar presenta il list box per la scelta del progetto (tra quelli aperti) da rendere attivo nella Finestra del Programma. A destra di tale list box sono presenti i bottoni: Gestione Piani; attiva lomonimo dialog in cui possibile gestire i Piani del progetto (v. cap. 6). Griglia Disegno: visualizza/nasconde la griglia nella tavola di disegno della finestra attiva del progetto. Seleziona Tutto: seleziona tutti gli oggetti (travi, pilastri, ecc.) visualizzati nella finestra attiva del progetto.

Gli oggetti contenuti nella tavola della finestra attiva del progetto ma NON visualizzati NON vengono selezionati. Se si intende selezionare tutti gli oggetti contenuti nella finestra attiva del progetto necessario richiedere preventivamente uno Zoom Esteso (v. 11.4).

Deseleziona Tutto: deseleziona tutti gli elementi selezionati visualizzati nella finestra attiva del progetto. Inverte selezione: seleziona tutti gli oggetti non selezionati visualizzati e deseleziona tutti gli oggetti selezionati visualizzati nella finestra attiva. Snap Angolo [Shift+A]: attiva/disattiva lo Snap Angolare (v. 11.1.2) nelle tavole delle finestre del progetto. Snap Griglia [Shift+G]: attiva/disattiva lo Snap alla Griglia (v. 11.1.1) nelle tavole delle finestre del progetto.
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3. Gli Elementi del Programma

Visualizza Armatura [presente solo quando attiva la finestra di una pianta oppure una vista 3D]: visualizza la tavola dellarmatura (v. 16.2) con lelemento (pilastro, trave, parete, ecc.); ovviamente tale bottone risulta abilitato solo se, per il progetto, stato richiesto il Calcolo delle Armature e delle Carpenterie (v. 13.5) o il Calcolo Completo (v. 13.7) e se loggetto selezionato viene armato dal programma (v. cap. 16).

Calcolo
Il gruppo Calcolo della toolbar contiene i bottoni che avviano le varie fasi del calcolo della struttura (v. 13.1). I comandi del gruppo Calcolo sono gli stessi proposti nel menu CALCOLO (v. 3.3.5). I bottoni del gruppo Calcolo della toolbar sono: Calcolo COMPLETO: avvia il calcolo completo della struttura, in cui tutte le fasi del calcolo vengono eseguite in sequenza (v. 13.7). Reset COMPLETO: annulla tutte le fasi di calcolo eseguite (13.7). Calcolo Modello Strutturale: avvia il calcolo del modello strutturale (v. 13.2). Dopo aver richiesto il calcolo del modello, il bottone Calcolo Modello Strutturale si trasforma in Reset Modello Strutturale che annulla il calcolo del modello strutturale eseguito (v. 13.2). Calcolo Sollecitazioni: avvia il calcolo delle sollecitazioni (v. 13.3). Dopo aver richiesto il Calcolo delle Sollecitazioni, il bottone Calcolo Sollecitazioni si trasforma in Reset Sollecitazioni che annulla il calcolo delle sollecitazioni eseguito (v. 13.3). Calcolo Verifiche: avvia il calcolo delle verifiche (v. 13.4). Dopo aver richiesto le verifiche, lopzione Calcolo Verifiche si trasforma in Reset Verifiche che annulla il calcolo delle verifiche eseguito (v. 13.4). Calcolo Armature e Carpenterie: avvia il calcolo delle Armature e delle Carpenterie (v. 13.5). Dopo aver richiesto il calcolo delle armature e delle carpenterie il bottone Calcolo Armature e Carpenterie si trasforma in Reset Armature e Carpenterie che annulla il calcolo eseguito (v. 13.5).

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3. Gli Elementi del Programma

Calcolo Solai: avvia il calcolo dei Solai del progetto (v. 13.6). Dopo aver richiesto il calcolo dei Solai il bottone Calcolo Solai si trasforma in Reset Solai che annulla il calcolo eseguito (v. 13.5). Diagnostica Generale: apre lomonima finestra in cui vengono segnalati tutti gli eventuali errori riscontrati nel calcolo eseguito (elementi NON verificati, ecc.). Ovviamente, tale bottone risulta abilitato se stata richiesta almeno una delle fasi di calcolo (v. 13.8).

Applicazioni
Il gruppo Applicazioni della toolbar contiene il bottone Avvia PriMus che apre il programma di computo metrico PriMus (se disponibile) (v. cap. 19).

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3. Gli Elementi del Programma

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4. Come si Lavora

Come si Lavora
Nel presente capitolo vengono elencate le principali fasi per effettuare il progetto di una struttura con EdiLus-CA. Il programma, come tutti i programmi ACCA, non prevede una procedura rigida per linput dei dati di un progetto. Le fasi del progetto riportate, pertanto non sono da eseguire in maniera tassativamente sequenziale. Lordine con cui le fasi per la progettazione vengono proposte nel presente capitolo , per, quello che certamente rende pi semplice e produttivo il lavoro del Tecnico. Nella progettazione di una struttura si consiglia, pertanto, di cercare di svolgere le operazioni necessarie nellordine in cui vengono proposte di seguito.

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4. Come si Lavora

4.1

Come Progettare una Struttura con EdiLus-CA


Nel presente paragrafo vengono elencate schematicamente le principali operazioni per effettuare il progetto di una struttura con EdiLus-CA. Per ognuna delle operazioni viene riportato il rimando allopportuno paragrafo o capitolo del presente manuale in cui vengono illustrate dettagliatamente le modalit operative per poterla effettuare. Per progettare una struttura con EdiLus-CA occorre effettuare le seguenti operazioni: Creare un nuovo documento (progetto) (v. 3.3.1.1). Specificare i Dati Generali del progetto. In questa fase oltre ai dati di carattere generale vanno anche indicati il tipo di analisi sismica che si intende effettuare e i dati opportuni per poterla eseguire (v. cap. 5). Definire i piani delledificio da progettare (v. cap. 6). La definizione dei piani delledificio comporta la creazione di tutte le tavole per il disegno delle strutture dei piani stessi. Nel progetto creato vengono gi proposti, per default, il piano per il disegno delle strutture di fondazione (travi, plinti o platee) e quello per il disegno del primo impalcato. Definire tutte le sezioni che si intende adottare per le travi, i pilastri ed eventuali cordoli (v. cap. 7).
In questa fase necessario definire le sole sezioni di progetto che si intende assegnare a travi, pilastri e cordoli. Se, nel corso della progettazione, si rendesse necessario lutilizzo di altre sezioni, queste potranno anche essere create al momento.

Definire le caratteristiche di tutti i materiali (calcestruzzi, acciai, ecc.) utilizzati per le strutture (travi, pilastri, ecc.) del progetto (v. 8.1). Nella sezione per la definizione dei materiali del progetto creato vengono proposti una serie di materiali per cui risultano gi specificate le opportune caratteristiche (resistenza, peso, ecc.). Se un materiale utilizzato non fosse disponibile, occorre definirlo creandolo ex novo oppure modificando un materiale esistente (v. 8.1.1).
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4. Come si Lavora

Definire le caratteristiche del terreno (o dei terreni) di fondazione (v. 8.2). Nella sezione per la definizione dei terreni del progetto vengono proposti una serie di terreni per cui risultano gi specificate le opportune caratteristiche. Se il terreno del proprio progetto non fosse disponibile, occorre definirlo creandolo ex novo oppure modificando un terreno esistente. Definire i carichi (peso proprio e sovraccarico permanente ed accidentale) per solai, sbalzi, solette, platee, scale e tamponature. In questa fase vanno anche specificate le informazioni opportune per definire le condizioni di carico adottate nel calcolo (v. cap. 9). Definire, per ogni tipologia di elementi strutturali (travi, pilastri, pareti, ecc.), i criteri in base ai quali il programma provveder ad armarli (v. 16.1 e segg.). Per ogni piano creato (v. 6.2) delledificio effettuare le seguenti operazioni: Aprire la relativa tavola di disegno (v. 6.5). Disegnare tutti gli oggetti necessari (pilastri, travi, pareti, solai, balconi, tamponature, ecc.) per definire il relativo impalcato (v. cap. 10). Nella fase di disegno di ogni oggetto necessario assegnargli le opportune propriet nel toolbox delle Propriet (v. 10.1.6). Per default, il programma assegna ad ogni oggetto disegnato le propriet delloggetto disegnato precedentemente. Ci consente di NON assegnare gran parte delle propriet (sezione, materiale, ecc.) a tutti gli oggetti da disegnare. Le propriet di un oggetto potranno essere modificate in qualsiasi momento antecedente al calcolo. In questa fase pu risultare molto utile controllare che il disegno effettuato risulti corretto visualizzando ledificio disegnato in una vista 3D (v. cap. 12). In una vista 3D anche possibile modificare opportunamente gli elementi disegnati (v. 12.8). Richiedere il Calcolo. Il calcolo pu essere richiesto per fasi sequenziali (nellordine, Calcolo del Modello Strutturale, Calcolo delle Sollecitazioni, Calcolo delle Verifiche, Calcolo delle Armature e Carpenterie) e Calcolo dei Solai oppure in ununica fase (Calcolo Completo) (v. cap. 13).

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4. Come si Lavora

Per poter richiedere il calcolo dei Solai (v. 13.6) necessario aver anche indicato quali sono le sezioni dei solai che devono essere oggetto di calcolo. Questa operazione si effettua disegnando opportunamente, sui solai da calcolare, loggetto Solaio (sezione di calcolo) (v. 10.7.6).

Dopo il calcolo NON pi possibile modificare alcun dato del progetto (dati generali, materiali, sezioni, oggetti disegnati e relative propriet). Dopo ogni fase di calcolo il programma propone, nella finestra Diagnostica (v. 13.8), tutti gli errori rilevati (elementi non verificati, incongruenze, ecc.) raggruppati per tipologia. In questa fase, unaltra utilissima funzionalit consente di individuare tutti gli elementi della struttura sui quali sono stati riscontrati errori evidenziandoli in una vista 3D (v. 14.3.6). Nel Calcolo delle Armature e delle Carpenterie il programma produce automaticamente tutte le carpenterie (v. cap. 15) delledificio e le tavole delle armature (v. 16.2 e segg.) per i vari elementi (travate, pilastrate, pareti, ecc.) della struttura. Prendere visione dei risultati di calcolo proposti nellapposita sezione del programma (v. 14.1). In questa fase anche possibile stampare i risultati di calcolo che si desidera valutare con pi attenzione. I risultati di calcolo possono anche essere valutati, opportunamente diagrammati o in unefficacissima mappatura a colori, in una vista 3D del progetto (v. 14.3 e segg.). Se dalla valutazione dei risultati, degli elaborati grafici prodotti o dal controllo delle verifiche (v. 14.3.6) si rilevano delle situazioni NON accettabili o, in ogni caso, migliorabili, possibile annullare il calcolo (v. cap. 13) per apportare le modifiche opportune alla struttura e/o ai dati di input in generale. Apportate le modifiche, possibile richiedere nuovamente il calcolo per valutare il loro effetto sul comportamento della struttura. Visualizzare ed eventualmente personalizzare le carpenterie prodotte (v. cap. 15). Tali elaborati grafici possono essere stampati direttamente, esportati o possono essere composti, con altri elaborati grafici nelle tavole esecutive (v. avanti). Visualizzare ed eventualmente personalizzare le tavole delle armature proposte per i vari elementi strutturali progettati (v. 16.2 e segg.).
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4. Come si Lavora

Tali elaborati grafici possono essere stampati direttamente, esportati, o possono essere composti, con altri elaborati grafici nelle tavole esecutive (v. avanti). Creare (se necessario) il numero desiderato di tavole esecutive in cui comporre opportunamente gli elaborati grafici prodotti ed eventualmente personalizzati (carpenterie, tavole delle armature, viste 3D, ecc.). In una tavola esecutiva ogni elaborato grafico pu essere inserito con la scala opportuna (v. cap. 18). Oltre ad essere stampate, le tavole esecutive possono anche essere esportate nei formati DXF e DWG in modo che possano essere visualizzate, gestite e stampate anche da chi non possiede il programma. Richiedere la composizione automatica della relazione di calcolo (v. cap. 17). La relazione di calcolo risulta costituita da una relazione tecnica e dai tabulati con i risultati di calcolo. Il Tecnico pu scegliere liberamente quali risultati di calcolo intende riportare nei tabulati prodotti. Naturalmente, sia la relazione tecnica che i tabulati ottenuti sono personalizzabili dallUtente prima di procedere alla loro stampa o alla loro esportazione nei consueti formati standard (ACCAreader, RTF, DOC, HTML). Anche larchiviazione del progetto di EdiLus-CA risulta estremamente semplice, veloce e, soprattutto, funzionale. Tutti i dati di input (dati generali, materiali, terreni, sezioni, tavole con gli oggetti disegnati, ecc.), tutti gli elaborati grafici (viste 3D, carpenterie, tavole delle armature e tavole esecutive) e tutta la documentazione (relazione e tabulati) vengono archiviati nellunico file del progetto. Per ritrovare un qualsiasi dato o elaborato baster aprire nuovamente il progetto ed accedervi immediatamente con un semplice doppio click sul relativo nodo del Navigatore (v. 3.2.1).

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4. Come si Lavora

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5. I Dati della Struttura

I Dati della Struttura


Nel presente capitolo viene descritta la sezione di EdiLus-CA in cui necessario specificare i dati di carattere generale del progetto, quali i dati del lavoro e dello studio tecnico. Nella sezione dei dati della struttura vanno anche indicati importanti dati di carattere generale necessari al calcolo (v. 5.1) e tutti i dati necessari per lAnalisi Sismica della struttura (v. 5.2). Dopo aver effettuato il Calcolo delle Sollecitazioni (v. 13.3), nella sezione dei dati della struttura potranno anche essere visualizzati tutti i dati di calcolo relativi alle Masse e ai Modi di Vibrazione (v. 5.3).

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5. I Dati della Struttura

5.1

I Dati Generali
I dati di carattere generale del progetto si specificano nella finestra DATI della STRUTTURA: Dati Generali che in seguito sar chiamata semplicemente Dati Generali. Per accedere alla finestra Dati Generali basta: fare doppio click sul nodo DATI della STRUTTURA del Navigatore (v. 3.2.1) per esploderlo e visualizzare i nodi contenuti; fare doppio click sul nodo Dati Generali; questa operazione apre la finestra Dati Generali nella Finestra del Programma (v. 3.1). La finestra Dati Generali costituita da quattro pagine attivabili alternativamente cliccando sulle apposite linguette in alto nella finestra stessa. Gran parte dei dati specificati nelle pagine della finestra Dati Generali verranno automaticamente riportati negli elaborati prodotti, quali la relazione (v. cap. 17) e le tavole esecutive (v. cap. 18). Di seguito vengono descritte le pagine della finestra Dati Generali.

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5. I Dati della Struttura

Pagina Dati del Lavoro


La pagina Dati del Lavoro (v. figura precedente) della finestra Dati Generali presenta, in alto, la sezione Dati Analisi Sismica in cui vengono proposti i seguenti list box: Analisi sismica, in cui va scelto il tipo di analisi sismica che si intende effettuare (Nessuna, Statica, Dinamica solo Orizzontale, Dinamica solo Verticale, Dinamica Orizzontale e Verticale); Calcolo sollecitazioni effettuato con la Normativa, in cui va scelta la normativa in base a cui deve essere effettuato il calcolo. Nelle restanti sezioni della pagina (Lavoro, Oggetto e Progettisti) vanno specificati gli opportuni dati generali del progetto.

Pagina Dati dello Studio


La pagina Dati dello Studio presenta, in alto, la sezione Anagrafica in cui vanno specificati i dati dello Studio Tecnico che esegue il progetto. Nella sezione Logo della pagina Dati dello Studio possibile inserire il logo dello studio che potr essere riportato negli elaborati prodotti.

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5. I Dati della Struttura

Per inserire il logo dello studio nellapposito campo della sezione Logo basta pigiare il bottone Sfoglia a destra del campo e, nel dialog che si apre selezionare limmagine del logo e pigiare il bottone Apri. Pigiando il bottone Anteprima viene proposta limmagine del logo nelle dimensioni in cui stata salvata. Pigiando, invece, il bottone Elimina il logo caricato viene eliminato. Infine, nella sezione Firma vanno specificati il Luogo e la Data che saranno riportati negli elaborati in prossimit dello spazio destinato della firma.

Pagina Descrizione dellOpera


La pagina Descrizione dellOpera presenta un unico campo in cui possibile inserire (digitandola o incollandola) la descrizione generale dellopera.

Pagina Preferenze
Nella pagina Preferenze sono presenti i campi: Delta della QuotaPiano (+/-) per considerare un nodo appartenente ad un piano, in cui va specificato il massimo valore (in cm) dello scostamento di un nodo (v. 12.9) da un piano per essere considerato appartenente al piano stesso. Spessore Magrone, in cui va specificato (in centimetri) lo spessore del magro di fondazione; tale valore comporter, nel calcolo, lopportuno incremento della base della fondazione. Sotto i campi descritti presente il check box Verifica TRAVI a Torsione. La selezione di tale check richiede che, nel calcolo, siano effettuate le verifiche a torsione per tutte le travi del progetto. La scelta effettuata in questa fase potr essere modificata per ogni singola trave nellapposita sezione delle sue propriet (v. 10.3.3).

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5. I Dati della Struttura

5.2

I Dati dellAnalisi Sismica


I dati necessari per lanalisi sismica della struttura vanno specificati nella finestra DATI della STRUTTURA: Dati Analisi Sismica che, in seguito, sar chiamata semplicemente Dati Analisi Sismica.
Ovviamente, alla finestra Dati Analisi Sismica NON possibile accedere se, nel list box Analisi sismica della finestra Dati Generali (v. 5.1) stata scelta lopzione Nessuna.

Per accedere alla finestra Dati Analisi Sismica basta: fare doppio click sul nodo DATI della STRUTTURA del Navigatore (v. 3.2.1) per esploderlo e visualizzare i nodi contenuti; fare doppio click sul nodo Dati Analisi Sismica; questa operazione apre la finestra Dati Analisi Sismica nella Finestra del Programma (v. 3.1). La finestra Dati Analisi Sismica si presenta in maniera differente a seconda della normativa di riferimento scelta per il calcolo nella finestra Dati Generali (v. 5.1). La finestra Dati Analisi Sismica viene descritta nellipotesi che la normativa di riferimento sia lOrdinanza 3274. La finestra Dati Analisi Sismica risulta costituita da quattro pagine attivabili alternativamente cliccando sulle corrispondenti linguette in alto nella finestra stessa. Di seguito vengono descritte le quattro pagine della finestra Dati Analisi Sismica.

Pagina Sisma e Struttura


La pagina Sisma e Struttura della finestra Dati Analisi Sismica risulta costituita dalle tre seguenti sezioni:

Sisma
Nella sezione Sisma della pagina Sisma e struttura vengono proposti i seguenti campi: Zona sismica, in cui va specificato il numero identificativo della zona sismica in cui si progetta ledificio;
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5. I Dati della Struttura

a destra del campo Zona Sismica presente il bottoncino che apre il dialog in cui possibile personalizzare il coefficiente Ag (accelerazione orizzontale massima al suolo) nei casi previsti dalla vigente normativa; Direzione del sisma rispetto allasse X, in cui va specificato, in gradi sessadecimali, langolo che la direzione del sisma forma con lasse X del riferimento globale (v. 21.1); Numero modi di vibrazione, in cui va specificato il numero dei modi di vibrazione da considerare nellanalisi dinamica modale.

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5. I Dati della Struttura

Struttura
Nella sezione Struttura vengono proposti i seguenti list box: Classe di duttilit, in cui va scelta la classe (Alta o Bassa) di duttilit della struttura; Tipo materiale (prevalente) delledificio, in cui risulta sempre selezionata lopzione cemento armato in quanto, al momento, il programma prevede il solo calcolo delle strutture in cemento armato; tale list box , quindi, disabilitato per la scelta, ma rimane disponibile per future implementazioni; Tipologia della struttura, in cui va specificata la tipologia della struttura; Struttura con telai multicampata, in cui va scelta lopzione che indica in quali direzioni la struttura risulta costituita da telai con pi campate; ovviamente, tale list box risulta abilitato solo se, nel list box Tipologia della Struttura risulta selezionata lopzione a telaio; Modo applicazione Eccentricit Accidentale, in cui va scelta lopzione (per strutture generiche o per strutture simmetriche) che determina la modalit per portare in conto leccentricit accidentale secondo quanto previsto dalla vigente normativa. Sotto i list box descritti sono presenti i check box: Pareti accoppiate, la cui selezione indica che la struttura a pareti accoppiate; tale check abilitato solo se nel list box Tipologia della struttura risultano selezionata lopzione a pareti o miste telaio - pareti; Irregolarit Tamponamenti in Pianta, la cui selezione indica lirregolarit dei tamponamenti in pianta.

Tipo terreno (prevalente)


Nella sezione Tipo terreno (prevalente) viene proposto il list box in cui va scelto il tipo di terreno prevalente di fondazione della struttura. A destra del list box presente il bottoncino che apre il dialog in cui possibile modificare i parametri S, Tb, Tc e Td (orizzontali e verticali) nelle espressioni degli spettri di risposta, secondo quanto previsto dalla vigente normativa.

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5. I Dati della Struttura

Pagina Regolarit Struttura


La pagina Regolarit Struttura della finestra Dati Analisi Sismica risulta costituita dalle sezioni Regolarit della Struttura in Pianta e Regolarit della Struttura in Altezza contenenti le opzioni per la definizione della regolarit della struttura.

In tale sezione vanno selezionati i soli check box le cui descrizioni corrispondono alle caratteristiche delledificio da progettare. I check box con le descrizioni in grigio non risultano abilitati per la selezione, in quanto la loro eventuale selezione risulter effettuata automaticamente dal programma dopo il calcolo (v. cap. 13).

Pagina Coefficienti e Fattori


La pagina Coefficienti e Fattori della finestra Dati Analisi Sismica risulta costituita dalle seguenti sezioni.
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5. I Dati della Struttura

Coefficienti
Nella sezione Coefficienti vengono proposti i seguenti strumenti: il campo Coefficiente viscoso equivalente, in cui va specificato il valore del coefficiente viscoso equivalente per la definizione degli spettri di risposta; il list box Fattore di Importanza, in cui va scelta la categoria di edificio opportuna per la definizione del fattore di importanza;

il campo Coefficiente di amplificazione topografica, in cui va specificato lopportuno valore di amplificazione topografica; ovviamente, tale campo risulta NON abilitato se nel precedente list box (Fattore di Importanza) risulta selezionata lopzione Edifici Ordinari, non compresi nelle categorie seguenti.

Fattori di Riduzione degli Spettri


Nella sezione Fattori di Riduzione degli Spettri sono presenti i campi in cui vengono proposti i valori dei fattori utilizzati per la determinazione degli spettri di risposta. I campi della sezione Fattori di Riduzione sono:
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5. I Dati della Struttura

SLU per sisma orizzontale in direzione X, in cui il programma riporter automaticamente, dopo il calcolo (v. cap. 13), il fattore di struttura determinato secondo le modalit previste dalla vigente normativa. SLU per sisma orizzontale in direzione Y, in cui il programma riporter automaticamente, dopo il calcolo (v. cap. 13), il fattore di struttura determinato secondo le modalit previste dalla vigente normativa. SLU per sisma verticale, in cui va specificato il fattore di fattore di struttura riduttivo [1.5] per la definizione dello spettro di progetto per lo stato limite ultimo per sisma verticale. SLD per sisma orizzontale e verticale, in cui va specificato il fattore di riduzione [2.5] per la definizione dello spettro di progetto per lo stato limite di danno per sisma orizzontale e verticale.

Pagina Grafico Spettro


Nella pagina Grafico Spettro della finestra Dati Analisi Sismica vengono rappresentati i diagrammi degli Spettri di Risposta definiti in funzione dei dati specificati nelle precedenti pagine della finestra.

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5. I Dati della Struttura

Nel campo Tipo di grafico, in alto nella pagina, viene riportata, in orizzontale, la lista dei diagrammi degli spettri visualizzati; fermando il cursore sul campo, la lista viene anche riproposta in verticale nel consueto campo giallo di commento. Cliccando sulla freccetta a destra del campo Tipo di grafico, si apre il box in cui possibile scegliere, mediante la selezione dei corrispondenti check box, gli spettri che si desidera visualizzare nella pagina Grafico Spettro. Il diagramma di ogni spettro viene proposto con un determinato colore. Nella parte inferiore della pagina una legenda indica il tipo di spettro corrispondente ad ogni colore.

5.3

I Risultati dellAnalisi Sismica: Masse e Modi di Vibrazione


Dopo aver richiesto il Calcolo delle Sollecitazioni (v. 13.3) possibile visualizzare immediatamente i principali risultati dellanalisi sismica della struttura. Tali dati vengono proposti nella finestra DATI della STRUTTURA: Modi di Vibrazione che in seguito sar chiamata semplicemente Modi di Vibrazione. Per accedere alla finestra Modi di Vibrazione basta: fare doppio click sul nodo DATI della STRUTTURA del Navigatore (v. 3.2.1) per esploderlo e visualizzare, sul ramo che da esso si diparte, i nodi contenuti; fare doppio click sul nodo Masse e Modi di Vibrazione; questa operazione apre la finestra Modi di Vibrazione nella Finestra del Programma (v. 3.1).
Ovviamente, il nodo Masse e Modi di Vibrazione risulta abilitato solo se stato precedentemente richiesto almeno il Calcolo delle Sollecitazioni (v. 13.3).

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5. I Dati della Struttura

Nella finestra Modi di Vibrazione vengono proposti, per la visualizzazione e/o la stampa, i principali dati dellanalisi sismica (Masse e Modi di Vibrazione).

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6. Le Tavole di Disegno dei Piani

Le Tavole di Disegno dei Piani


Il presente capitolo illustra le modalit operative per la gestione delle tavole per il disegno dei vari piani (impalcati) delledificio. Questa fase del progetto estremamente importante in quanto, in essa, vengono definite le altezze e le quote delle tavole degli impalcati che determineranno il posizionamento spaziale ed il dimensionamento degli oggetti (pilastri, pareti, travi, solai, ecc.) su esse disegnati.

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6. Le Tavole di Disegno dei Piani

6.1

Definizioni e Considerazioni Generali


Gli Oggetti (pilastri, travi, solai, ecc.) che costituiscono un piano delledificio devono essere disegnati su una determinata tavola di disegno del progetto di EdiLus-CA. Con EdiLus-CA disegnando semplicemente la carpenteria del piano si definiscono anche tridimensionalmente gli oggetti. Ad esempio, per un pilastro disegnato, viene automaticamente definita anche laltezza e, per una trave, viene definita la sua collocazione spaziale (quota) nelledificio. Ogni tavola di disegno posizionata ad un determinato Livello, cio caratterizzata dallavere una sua collocazione spaziale. In particolare, il piano del disegno (Pianta) coincide con lestradosso (piano di calpestio) del relativo impalcato. Ogni piano (pianta) del progetto risulta, quindi, caratterizzato da una Quota e da unAltezza. La Quota del piano la sua distanza dal piano assunto come riferimento (ad es. il piano del terreno). LAltezza di un piano , invece, la differenza tra la quota del piano superiore e quella del piano stesso.

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6. Le Tavole di Disegno dei Piani

Tutte le strutture verticali (pilastri, pareti, ecc.) assumeranno, per default, laltezza della pianta su cui vengono disegnate. Tutte le strutture orizzontali, invece, vengono disegnate, per default, a partire dalla quota della tavola su cui vengono disegnate. Per ogni nuovo progetto il programma genera automaticamente, per default, le tavole Piano Terra e Fondazione. La tavola Fondazione destinata al disegno della fondazione dellEdificio e, pertanto, su essa, non possono essere disegnate strutture verticali (pilastri, pareti, ecc.). Tale tavola deve essere sempre presente in un progetto di EdiLus-CA. Essa, infatti, pu essere rinominata (v. 6.3) ma non pu essere eliminata (v. 6.4) dal progetto. La tavola Fondazione caratterizzata dalla sua quota rispetto al piano di riferimento e, ovviamente, da unaltezza pari a zero. Non possono esistere, infatti, livelli inferiori a quello di Fondazione.
Si precisa che la pianta Fondazione NON coincide con il piano di fondazione ma con il piano da cui si dipartono i pilastri del primo piano (impalcato). Naturalmente sulla tavola della pianta Fondazione possibile disegnare unicamente strutture di Fondazione (travi alla Winkler, plinti, ecc.) e entit puramente grafiche (quote, linee guida, griglie, ecc.).

La tavola Piano Terra, invece, oltre a poter essere rinominata (v. 6.3) pu anche essere eliminata (v. 6.4) dal progetto. Tale tavola, inoltre, viene anche aperta automaticamente alla creazione di un nuovo progetto di EdiLus-CA (v. 3.3.1.1).

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6. Le Tavole di Disegno dei Piani

6.2

Come Creare la Pianta di un Piano dellEdificio


Per creare le tavole di disegno delle piante dei piani di un progetto di EdiLus-CA basta effettuare le seguenti operazioni: fare click, con il pulsante destro del mouse sul nodo Piante del Navigatore del progetto (v. 3.2.1) oppure su uno dei nodi (Piano Terra o Fondazione) presenti sul ramo che si diparte dal nodo Piante; questa operazione apre il menu locale del nodo selezionato; selezionare lopzione Gestione Piani del menu locale per accedere allomonimo dialog per la gestione dei piani delledificio; nel dialog Gestione Piani effettuare le seguenti operazioni: 1) nel campo Piano/Livello del rigo Fondazione della griglia specificare (eventualmente) il nome da assegnare al piano (livello) Fondazione (v. 6.1); 2) nel campo Quota del rigo Fondazione specificare la quota in metri del piano Fondazione (v. 6.1); la quota specificata viene automaticamente riproposta come quota del Piano Terra;
Si ricordi che la quota della pianta Fondazione coincide con il piano da cui si dipartono i pilastri del primo impalcato (Piano Terra) (v. 10.2).

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6. Le Tavole di Disegno dei Piani

3) nel campo Piano/Livello del rigo Piano Terra specificare (eventual-

mente) il nome (ad es. Pianta 1) da assegnare al piano (impalcato);


4) nel campo Altezza dello stesso rigo specificare laltezza del primo

piano (impalcato) (v. 6.1);


5) selezionare il check box Rigido se limpalcato deve essere conside-

rato infinitamente rigido;


In molti casi (per impalcati non orizzontali, non regolari, ecc.), lipotesi di rigidezza infinita dellimpalcato introduce un modello di calcolo poco realistico (v. 10.7.5). EdiLus-CA precede anche la possibilit di introdurre la rigidezza per ogni singolo solaio disegnato piuttosto che per lintero impalcato consentendo di ottenere un modello di calcolo estremamente pi efficace (v. 10.7.1). Ovviamente, se si intende assegnare la rigidezza ad ogni solaio disegnato opportuno NON definire come rigidi gli impalcati nel dialog Gestione Piani. Per approfondire la problematica accennata e per una corretta assegnazione delle rigidezze ai singoli solai e/o allintero impalcato assolutamente necessario leggere il 10.7.5 del presente manuale.

6) selezionare il check box Riduzione Tamp. se per il piano si prevede

una riduzione delle tamponature rispetto agli altri piani delledificio;


7) nel list box che si attiva posizionando il cursore nel campo Colle-

gamento Tamp. selezionare lopzione (Rigidamente o Elasticamente) che indica il tipo di collegamento tra le tamponature e la struttura al piano;
8) pigiare il bottone Inserisci della toolbar del dialog; questa operazione

inserisce, nella griglia, un nuovo rigo (piano) sopra il rigo selezionato (Pianta 1); per il nuovo rigo viene proposto il nome Pianta;
I nomi delle piante proposti nella griglia del dialog Gestione Piani, compresi quelli dei piani proposti per default (Fondazione e Pianta 1), possono essere liberamente modificati (v. 6.3).

9) ripetere le operazioni 3), 4), 5), 6) e 7) per specificare tutti i dati

necessari alla definizione del nuovo piano;


10) ripetere le operazioni 8) e 9) per creare tutti gli altri piani

delledificio;
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6. Le Tavole di Disegno dei Piani

11) pigiare il bottone OK del dialog per chiuderlo ed ottenere la crea-

zione dei piani richiesti. Sul ramo che si diparte dal nodo Piante nel Navigatore (v. 3.2.1) viene creato un nodo Pianta per ogni piano definito nel dialog Gestione Piani. Cliccando su un nodo Pianta creato si accede alla tavola su cui devono essere disegnati gli oggetti (pilastri, travi, ecc.) necessari a definirne linput del progetto (v. cap. 10). Un nuovo piano pu anche essere inserito tra due piani esistenti nella griglia del dialog Gestione Piani. Per inserire un nuovo piano tra due livelli esistenti basta: selezionare il rigo della griglia relativo al livello immediatamente inferiore al livello da creare; pigiare il bottone Inserisci della toolbar del dialog Gestione Piani; questa operazione inserisce un nuovo piano nella griglia prima del piano precedentemente selezionato; specificare i dati del piano inserito. Se il piano inserito ha una quota minore di zero (cio ad una quota inferiore a quella del piano di riferimento posto, per definizione, a quota 0.00), il nuovo piano viene inserito abbassando la quota dei piani sottostanti. In pratica, tutti i piani interrati posti sotto a quello inserito vengono ulteriormente affondati nel terreno dellaltezza del piano inserito.
Per inserire un nuovo piano a quota minore di zero, senza variare la quota dei piani sottostanti, basta modificare opportunamente la quota del livello della Fondazione dopo aver effettuato linserimento.

Se, invece, il piano inserito ha una quota maggiore di zero (cio ad una quota superiore a quella del piano di riferimento), il nuovo piano viene inserito aumentando la quota dei piani sovrastanti. In pratica, tutti i piani in elevazione superiori a quello inserito vengono ulteriormente elevati di una quantit pari allaltezza del piano inserito. Pigiando il bottone Anteprima della toolbar del dialog Gestione Piani, viene proposta unanteprima del disegno effettuato sul piano selezionato.
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6. Le Tavole di Disegno dei Piani

Ovviamente, lanteprima del piano nasconde alcuni dati della griglia che possono essere comunque visualizzati spostandosi nella griglia stessa mediante la barra di scorrimento che appare nella sua parte inferiore. Pigiando, invece, il bottone Struttura della toolbar del dialog Gestione Piani, viene proposto uno schema dei piani dellEdificio con le relative Quote ed Altezze.

Al dialog Gestione Piani possibile accedere in qualsiasi momento, con le modalit descritte, per modificare i dati di ogni piano (v. 6.3).
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6. Le Tavole di Disegno dei Piani

6.3

Come Modificare un Piano dellEdificio


Prima di richiedere il calcolo (v. cap. 13) i dati di ogni piano definito nel dialog Gestione Piani possono essere liberamente modificati. In particolare esistono specifiche funzionalit di ancoraggio (v. ad es. 10.2) degli oggetti (pilastri, pareti, ecc.) al piano su cui vengono disegnati che consentono persino, modificando laltezza del piano, di ottenere, contestualmente, anche la opportuna modifica degli oggetti. Per modificare i dati caratteristici (quota, altezza, ecc.) di un piano dellEdificio basta effettuare le seguenti operazioni: fare click, con il pulsante destro del mouse sul nodo Piante del Navigatore del progetto (v. 3.2.1) oppure su uno dei nodi (Piano o Fondazione) presenti sul ramo che si diparte dal nodo Piante; questa operazione apre il menu locale del nodo selezionato; nel menu locale selezionare lopzione Gestione Piani; questa operazione apre lomonimo dialog contenente la griglia per la gestione dei piani delledificio; nella griglia del dialog Gestione Piani selezionare il piano da modificare; apportare le modifiche opportune al piano selezionato e pigiare il bottone OK per confermare e chiudere del dialog. In particolare, modificando la descrizione di un piano, questo viene rinominato anche nel Navigatore. Un Piano pu anche essere rinominato senza accedere al dialog Gestione piani effettuando le seguenti operazioni: cliccare su nodo del piano con il pulsante destro del mouse per accedere al suo menu locale; nel menu locale selezionare lopzione Rinomina; questa operazione rende editabile il nome del nodo a destra dellicona; modificare il nome del nodo del piano e pigiare INVIO della tastiera per rendere nuovamente NON editabile il campo.

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6. Le Tavole di Disegno dei Piani

6.4

Come Eliminare un Piano dellEdificio


Per eliminare un piano (livello) delledificio di un documento di EdiLusCA basta effettuare le seguenti operazioni: esplodere il nodo Piante del Navigatore per visualizzare tutti i nodi dei piani in esso contenuti (v. 3.2.1); fare click, con il pulsante destro del mouse, sul nodo corrispondente al piano (livello) da eliminare; questa operazione seleziona il piano ed apre il menu locale del nodo (v. 3.2.1); nel menu locale selezionare lopzione Gestione Piani per accedere allomonimo dialog; nel dialog Gestione Piani selezionare il rigo relativo al piano da eliminare e pigiare il bottone Elimina della sua toolbar; pigiare il bottone OK del dialog per chiuderlo confermando le modifiche (eliminazione del piano) effettuate. Il piano selezionato viene eliminato dalledificio con tutti gli oggetti disegnati sulla relativa tavola di disegno. Se il piano (livello) eliminato aveva una quota minore di zero (cio era ad una quota inferiore a quella del piano di riferimento posto, per definizione, a quota 0.00), la quota di tutte i piani sottostanti (compreso il livello Fondazione) viene aumentata dellaltezza (v. 6.1) del piano stesso. In pratica, tutti i piani interrati sottostanti a quello eliminato vengono elevati di una quantit pari allaltezza del piano eliminato. Se, invece, il piano eliminato aveva una quota maggiore di zero (cio era ad una quota superiore a quella del piano di riferimento), la quota di tutti i piani superiori viene diminuita dellaltezza dello stesso piano eliminato. In pratica, tutti i piani in elevazione superiori a quello eliminato vengono abbassati di una quantit pari allaltezza del piano eliminato.

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6. Le Tavole di Disegno dei Piani

6.5

Come Accedere alla Pianta di un Piano


Creati i piani dellEdificio del progetto attivo, possibile procedere ad disegno, sulle relative tavole, degli opportuni oggetti (pilastri, travi, ecc.) di EdiLus-CA (v. cap. 10). Ovviamente, per poter disegnare gli oggetti su una tavola di un piano del progetto attivo, necessario che questa risulti aperta. Per aprire la tavola di disegno (pianta) di un piano del progetto attivo basta: esplodere il nodo Piante del Navigatore per visualizzare tutti i nodi dei piani (livelli) in esso contenuti (v. 3.2.1); fare doppio click sul nodo del piano di cui si intende aprire la tavola del disegno. La tavola di disegno del piano scelto viene proposta nella finestra Piante: che viene aperta nella Finestra del Programma. Sulla barra del titolo della finestra aperta, oltre alla stringa Piante: viene riportato anche il nome del piano (ad es. Piano 1) di cui risulta aperta la tavola del disegno. Nella Finestra del Programma possibile aprire tutte le tavole del piani (finestre Piante) che si desidera. Quando risultano aperte pi tavole di disegno, facendo un doppio click sul nodo di un piano nel Navigatore, la relativa finestra viene portata in primo piano rispetto alle altre tavole. Nel Navigatore il nome della tavola del piano aperta viene proposto in grassetto e campito in giallo.

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6. Le Tavole di Disegno dei Piani

6.6

Le Finestre delle Piante


Si acceda alla pianta di un piano facendo un doppio click sul relativo nodo nel Navigatore (v. 3.2.1). Questa operazione apre la finestra della pianta richiesta nella Finestra del Programma. Se, invece, la finestra risulta gi aperta, questa viene semplicemente portata in primo piano rispetto alle altre finestre del progetto aperte. La finestra della pianta aperta risulta sormontata, come di consueto, da una Barra del Titolo che riporta, da sinistra, la stringa Piante: seguita dal nome del piano (v. 6.2) a cui la pianta si riferisce.
EdiLus-CA consente di aprire pi progetti contemporaneamente. Se, nella Finestra del Programma, risulta aperto pi di un progetto opportuno prestare molta attenzione al progetto a cui appartengono le tavole.

Se la finestra della pianta di un piano del Progetto risulta estesa a tutta la Finestra del Programma, la sua barra del titolo non risulta visualizzata e il suo nome viene riportato sulla barra del titolo della Finestra del Programma (v. 3.1).

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6. Le Tavole di Disegno dei Piani

La finestra della pianta di un piano una tavola grafica per il disegno delle entit (oggetti pilastri, travi, ecc.) del piano. Facendo un click, con il pulsante destro del mouse, in un qualsiasi punto della Tavola, si apre il menu locale della tavola stessa in cui generalmente vengono proposte le seguenti opzioni: Seleziona oggetti: attiva la modalit per la selezione degli oggetti nella tavola (v. 10.1.2). Oggetto: attiva la modalit per il disegno delloggetto proposto come opzione. Generalmente loggetto proposto per la selezione lultimo disegnato. Cliccando sulla freccetta a destra dellopzione si apre un menu con la lista delle tipologie di oggetti. Selezionando una tipologia si apre un ulteriore menu per la scelta delloggetto (di quella tipologia) da disegnare nella tavola.

Zoom Esteso [F2]: visualizza, nella Finestra, tutta larea della tavola occupata dal disegno estendendola a tutta la parte visibile della Finestra della Tavola. Zoom Window [F3]: ingrandisce la porzione di tavola racchiusa nel rettangolo di selezione tracciato con il mouse. Lingrandimento viene effettuato estendendo il rettangolo di selezione tracciato alla parte visibile della Finestra della Tavola.
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6. Le Tavole di Disegno dei Piani

Zoom Precedente [SHIFT+F2]: ripropone la vista della tavola precedente lultima operazione di zoom effettuata. Ovviamente tale opzione produce un effetto solo se sono state precedentemente effettuate altre operazioni di zoom. Zoom Successivo [SHIFT+F3]: ripropone la vista della tavola successiva allultima operazione di zoom effettuata. Ovviamente tale opzione produce un effetto solo se, precedentemente, sono state effettuate operazioni di zoom precedente. visualizza Armatura: visualizza, dopo aver richiesto il Calcolo (v. cap. 13), la tavola delle armature (v. 16.2 e segg.) delloggetto (trave, pilastro, ecc.) selezionato.
Gli ingrandimenti e le riduzioni richieste selezionando le opzioni Zoom Avanti e Zoom Indietro possono anche essere ottenute, in maniera ancora pi rapida ed intuitiva, ruotando la rotellina del mouse.

Nel menu locale vengono anche proposte funzionalit specifiche per il disegno di alcuni oggetti che vengono illustrate negli opportuni paragrafi del cap. 10. Nelle Tavole dei Piani sono disponibili molteplici potentissime funzionalit ed utilit che rendono estremamente semplice, rapido ed agevole il disegno degli oggetti. Le utilit di disegno disponibili nelle Tavole dei Piani di un progetto di EdiLus-CA vengono dettagliatamente illustrate nel cap. 11.

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6. Le Tavole di Disegno dei Piani

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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

Le Sezioni di Travi e Pilastri


Le sezioni dei pilastri, delle travi, e dei cordoli vanno assegnate, al momento del loro disegno (v. 10.2.1, 10.3.1 e 10.11.1) scegliendole tra quelle preventivamente definite dallUtente nel progetto. Le sezioni delle travi e dei pilastri vanno definite, per ogni progetto, nella finestra ELEMENTI:Gestione Sezioni (v. 7.1) del progetto stesso. Di seguito, per brevit, la finestra ELEMENTI:Gestione Sezioni sar chiamata semplicemente Gestione Sezioni. I paragrafi seguenti illustrano la finestra Gestione Sezioni e le modalit per la gestione delle sezioni delle travi e dei piastri del progetto.

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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

7.1

La Finestra Gestione Sezioni


La finestra Gestione Sezioni di un progetto di EdiLus-CA leditor per la gestione delle sezioni delle travi e dei pilastri del progetto stesso. La finestra Gestione Sezioni del progetto attivo di EdiLus-CA si apre nella Finestra del Programma effettuando le seguenti operazioni: esplodere, con un doppio click, il nodo Elementi del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto per visualizzare i nodi contenuti; fare un doppio click sul nodo Sezioni Travi e Pilastri; questa operazione apre la finestra Gestione Sezioni nella Finestra del Programma.

Quando nella Finestra del Programma attiva la finestra Gestione Sezioni, sotto il Navigatore nel toolbox Gestione Progetto viene proposto il box Sezioni Travi e Pilastri.

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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

Nel box Sezioni Travi e Pilastri vengono proposti, in uno schema ad albero, i nodi relativi a tutte i tipi di sezioni che possibile creare per il progetto. Ognuno di questi nodi (Tipologia) destinato a contenere i nodi relativi alle sezioni create appartenenti alla tipologia che esso rappresenta. Ogni nodo Tipologia, inoltre, contraddistinto da unicona che raffigura il tipo della sezione che esso destinato a contenere. I nodi Tipologia NON possono essere eliminati. Per default nei nodi Tipologia del progetto vengono proposte delle sezioni gi definite. Ovviamente il Tecnico pu definire liberamente tutte le sezioni desiderate creandone altre oppure modificando opportunamente quelle proposte. In fase di disegno il Tecnico potr scegliere quale sezione adottare, tra quelle definite nella finestra Gestione Sezioni, per ogni pilastro (v. 10.2.1), trave (v. 10.3.1) o cordolo (v. 10.11.1)
Quando si inizia il disegno, il programma assegna, per default, ai pilastri ed alle travi, la Sezione Rettangolare 30x50. Successivamente, per il disegno dei pilastri e delle travi, verr proposta per default lultima sezione assegnata.

Quando un nodo Tipologia contiene almeno una Sezione (nodo) risulta preceduto dal simbolo: se i nodi Sezione contenuti risultano nascosti; per visualizzare i nodi Sezione sul ramo che si diparte dal nodo Tipologia, basta cliccare sul simbolo a lato oppure fare un doppio click sullo stesso nodo Tipologia; se i nodi Sezione contenuti risultano visualizzati sul ramo che si diparte dal nodo Tipologia; per nascondere i nodi Sezione basta cliccare sul simbolo a lato oppure fare un doppio click sul nodo Tipologia.
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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

La selezione di una sezione (ad es. 30x50), mediante un semplice click sul relativo nodo, ne visualizza il grafico nella finestra Gestione Sezioni ed i parametri geometrici caratteristici nel toolbox delle Propriet che si attiva a destra nella finestra del Programma. La finestra Gestione Sezioni risulta sormontata dalla relativa barra del titolo che, da sinistra, riporta il nome del progetto attivo ed il nome della finestra stessa (Gestione Sezioni). Sotto la barra del titolo presente una toolbar con i seguenti bottoni: Aggiungi: crea una nuova sezione appartenente alla tipologia selezionata nel box Sezioni Travi e Pilastri che appare sotto il toolbox Gestione Progetto; Elimina: elimina la sezione selezionata nel box Sezioni Travi e Pilastri; Copia da : apre il dialog in cui possibile scegliere il progetto di EdiLus-CA da cui si intende copiare tutte le sezioni create differenti da quelle gi presenti nel progetto attivo.
Le opzioni Aggiungi, Elimina e Copia da per la gestione delle sezioni del progetto sono anche disponibili nel menu locale del box Sezioni Travi e Pilastri. Per selezionare il nodo (Tipologia o Sezione) su cui effettuare unoperazione ed attivare il menu locale del box Sezioni Travi e Pilastri basta fare click, con il pulsante destro del mouse, sul nodo stesso. Se il nodo selezionato una Tipologia di Sezione, nel menu locale NON risulta abilitata lopzione Elimina in quanto una tipologia di sezione non pu essere eliminata.

Nello spazio della finestra Gestione Sezioni sottostante la sua toolbar viene proposta la tavola in cui viene visualizzato il grafico della sezione selezionata con le relative dimensioni. Cliccando nella tavola con il pulsante destro del mouse si attiva un menu locale contenente le consuete opzioni per la scelta delle funzionalit di zoom (v. 11.4). Sotto la tavola del grafico della sezione viene proposta una vista assonometrica di un elemento strutturale (pilastro o trave) con la sezione stessa. Il toolbox delle Propriet della sezione selezionata nel box Sezioni Travi e Pilastri presenta, in alto, i seguenti campi: Descrizione: in cui va specificata la breve descrizione che identificher la
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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

sezione nel list box Sezione del toolbox delle Propriet per la scelta della sezione dei pilastri (v. 10.2.1) e delle travi (v. 10.3.1). Label: in cui va specificata la breve descrizione che identificher la sezione delle travi nel disegno e delle travi e dei pilastri nei risultati di calcolo.

Geometria
Nel raggruppamento Geometria vengono proposti i campi in cui vanno specificati, in centimetri, tutti i parametri geometrici necessari alla definizione della sezione. Ovviamente, i righi contenuti in tale raggruppamento sono differenti a seconda della tipologia di sezione selezionata. Inoltre, per le sezioni che possono essere sia simmetriche che asimmetriche, nel raggruppamento Geometria viene proposto il check box Simmetrica che, per default, risulta sempre selezionato. Deselezionando il check Simmetrica (per indicare che la sezione selezionata asimmetrica), nel raggruppamento vengono aggiunti i campi per linserimento degli ulteriori parametri geometrici per la definizione della sezione. Nel raggruppamento Geometria viene anche proposto il campo Area che riporta, in cm2, la superficie calcolata della sezione. Ovviamente il valore riportato nel campo Area NON risulta modificabile.

Caratteristiche
Nel raggruppamento Caratteristiche vengono proposti tutti i parametri calcolati (e non modificabili) della sezione selezionata necessari per il calcolo.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet del raggruppamento Aspetto si rimanda al 10.1.6. I paragrafi seguenti illustrano le modalit operative per la gestione (creazione, modifica e cancellazione) delle sezioni del progetto.

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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

7.2

Come Definire una Nuova Sezione


Quando si crea un nuovo progetto, risultano gi create, per default, un gran numero di sezioni.
Se una sezione proposta per default nel progetto non viene adottata per nessuna trave o pilastro delledificio, pu anche essere modificata (v. 7.3) oppure pu essere eliminata (v. 7.4).

Per creare una ulteriore sezione da adottare per le travi e i pilastri delledificio, basta effettuare le seguenti operazioni: esplodere, con un doppio click, il nodo Elementi del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto per visualizzare i nodi contenuti; fare un doppio click sul nodo Sezioni Travi e Pilastri; questa operazione apre la finestra Gestione Sezioni, visualizza il box Sezioni Travi e Pilastri sotto il Navigatore ed il toolbox delle Propriet della sezione sul bordo destro della Finestra del Programma; nel box Sezioni Travi e Pilastri selezionare il nodo relativo alla tipologia di appartenenza della sezione che si intende creare; pigiare il bottone Aggiungi della toolbar della finestra Gestione Sezioni; questa operazione crea la nuova sezione aggiungendo un nuovo nodo al ramo che si diparte dal nodo della tipologia selezionata; la nuova sezione viene proposta gi selezionata e con un nome, una label e delle dimensioni di default che possono essere liberamente modificati dallUtente; nel toolbox delle Propriet della sezione (selezionata) specificare la descrizione, la label e le caratteristiche geometriche della nuova sezione modificando i valori proposti per default dal programma; ad ogni modifica dei parametri geometrici nel toolbox delle Propriet corrisponde limmediata modifica del grafico della sezione nella finestra Gestione Sezioni.
Ogni valore inserito in un campo del toolbox delle Propriet della sezione selezionata va confermato pigiando INVIO della tastiera dopo averlo digitato oppure spostando il cursore in un altro campo dello stesso toolbox.

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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

Le nuove sezioni da inserire nel progetto attivo possono anche essere acquisite da vecchi progetti in cui queste sono gia state inserite. Per acquisire, nel progetto attivo, tutte le sezioni presenti in un vecchio progetto di EdiLus-CA differenti da quelle gi presenti nello stesso progetto attivo, basta effettuare le seguenti operazioni: pigiare il bottone Copia da della toolbar della finestra Gestione Sezioni oppure selezionare lomonima opzione del menu locale del box Sezioni Travi e Pilastri; questa operazione apre un dialog; nel dialog selezionare il progetto di EdiLus-CA da cui devono essere copiate le sezioni da acquisire nel progetto attivo; pigiare il bottone Apri per chiudere il dialog confermando la scelta effettuata; questa operazione carica, nel progetto attivo, tutte le sezioni del progetto scelto differenti da quelle gi presenti in esso.

7.3

Come Modificare una Sezione


Le modifiche apportate ad una sezione si ripercuotono su tutti i pilastri, le travi e/o i cordoli disegnati a cui essa stata assegnata (v. 10.2.1, 10.3.1 e 10.11.1).

Per modificare una sezione gi creata (v. 7.2) nel progetto attivo basta effettuare le seguenti operazioni: esplodere, con un doppio click, il nodo Elementi del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto per visualizzare i nodi contenuti; fare un doppio click sul nodo Sezioni Travi e Pilastri; questa operazione apre la finestra Gestione Sezioni, visualizza il box Sezioni Travi e Pilastri sotto il Navigatore ed il toolbox della Propriet delle sezione (v. 7.2); nel box Sezioni Travi e Pilastri esplodere, con un doppio click, il nodo Tipologia contenente la sezione da modificare; selezionare il nodo della sezione da modificare; questa operazione visualizza il grafico della sezione nella finestra Gestione Sezioni e propone, nel toolbox delle Propriet della sezione, tutti i relativi dati e parametri geometrici;
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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

nel toolbox delle Propriet della sezione apportare le modifiche desiderate; ad ogni modifica dei parametri geometrici nel toolbox delle Propriet corrisponde limmediata modifica del grafico della sezione nella finestra Gestione Sezioni.
Ogni valore modificato in un campo del toolbox delle Propriet della sezione selezionata va confermato pigiando INVIO della tastiera dopo averlo digitato oppure spostando il cursore in un altro campo dello stesso toolbox.

7.4

Come Eliminare una Sezione


NON possibile eliminare una sezione se questa risulta assegnata ad almeno una trave o un pilastro disegnati.

Per eliminare una sezione dal progetto attivo di EdiLus-CA basta effettuare le seguenti operazioni: esplodere, con un doppio click, il nodo Elementi del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto per visualizzare i nodi contenuti; fare un doppio click sul nodo Sezioni Travi e Pilastri; questa operazione apre la finestra Gestione Sezioni, visualizza il box Sezioni Travi e Pilastri sotto il Navigatore; nel box Sezioni Travi e Pilastri esplodere, con un doppio click, il nodo Tipologia contenente la sezione da eliminare; selezionare il nodo della sezione da eliminare; pigiare il bottone Elimina della toolbar della finestra Gestione Sezioni; questa operazione elimina la sezione rimuovendo anche il suo nodo dal ramo che si diparte dalla Tipologia di appartenenza.

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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

7.5

Le Sezioni Personalizzate
Oltre alle tipologie di sezioni per travi e pilastri gi previste nel box Sezioni Travi e Pilastri (v. 7.1) lUtente pu definire, liberamente ed in maniera semplicissima, delle Sezioni Personalizzate di forma e dimensioni qualsiasi. Un potentissimo Wizard, infatti, guida il tecnico nella definizione delle caratteristiche geometriche della sezione e dei punti sensibili (v. 10.1.7) per linserimento nel disegno delle travi e dei pilastri che la adottano.

Creazione della Sezione Personalizzata


Per creare, nel progetto attivo, una nuova sezione personalizzata basta effettuare le seguenti operazioni: esplodere, con un doppio click, il nodo Elementi del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto per visualizzare i nodi contenuti; fare un doppio click sul nodo Sezioni Travi e Pilastri; questa operazione apre la finestra Gestione Sezioni, visualizza il box Sezioni Travi e Pilastri sotto il Navigatore ed il toolbox delle Propriet della sezione sul bordo destro della Finestra del Programma; nel box Sezioni Travi e Pilastri selezionare il nodo Sezioni Personalizzate; pigiare il bottone Aggiungi della toolbar della finestra Gestione Sezioni; questa operazione: crea la nuova sezione personalizzata aggiungendo un nuovo nodo al ramo che si diparte dal nodo selezionato; propone, nella finestra Gestione Sezioni, il Wizard per la definizione della sezione. La finestra Gestione Sezioni risulta sormontata da una toolbar contenente i seguenti bottoni:

Seleziona: attiva la modalit per la selezione degli elementi (lati delle polilinee, linee, ecc.) disegnati nella finestra Gestione Sezioni;
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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

Punto Guida: attiva la modalit per il disegno di un Punto Guida (v. 10.20); Linea Guida: attiva la modalit per il disegno di una Linea Guida (v. 10.21) da utilizzare come riferimento per il disegno della sezione; Disegno DXF/DWG: attiva la modalit per il caricamento di un grafico in formato Dxf o Dwg da utilizzare come riferimento per il disegno della sezione (v. 10.18); Foro [abilitato solo nellapposita pagina del Wizard] (v. avanti): attiva la modalit per il disegno di eventuali fori allinterno della sezione; Punti Sensibili [abilitato solo nellapposita pagina del Wizard] (v. avanti): apre il menu per la scelta del tipo di riferimento (faccia superiore ed inferiore, punti sensibili, ecc.) da definire per la sezione; Esci: chiude il Wizard eliminando la sezione personalizzata appena creata; se la sezione stata gi creata precedentemente (v. avanti), la chiusura del Wizard comporta lannullamento di tutte le modifiche ad essa apportate dopo lultimo salvataggio; Avanti: apre la pagina successiva del Wizard; Indietro: apre la pagina precedente del Wizard; Termina [presente solo nellultima pagina del Wizard] (v. avanti): chiude il Wizard confermando la sezione definita. Creata una sezione personalizzata, necessario passare alla definizione del suo contorno esterno.

Definizione del Contorno Esterno della Sezione Personalizzata


Il Wizard per la definizione della Sezione Personalizzata propone una prima pagina in cui deve essere definito il suo contorno esterno. Per default, come contorno della sezione personalizzata, viene proposta una polilinea (v. 10.14) chiusa di forma rettangolare. Tale polilinea deve essere opportunamente modificata dal Tecnico fino a farle assumere la forma e le dimensioni del contorno della Sezione Personalizzata da definire.
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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

La polilinea pu essere modificata, con le modalit previste per la gestione delle polilinee (v. 10.14.1) inserendo ulteriori nodi per creare nuovi lati e o eliminando un nodo esistente per eliminare un lato.
Si ricorda che: per inserire un nuovo nodo nel punto medio del lato selezionato di una polilinea basta premere INS della tastiera; per eliminare il nodo selezionato della polilinea basta premere CANC della tastiera.

I nodi della polilinea vanno, quindi, spostati opportunamente (v. 10.14.1) per assegnare, ad ogni lato, la lunghezza e linclinazione opportuna. Ogni lato della polilinea del contorno pu, inoltre, essere trasformato in un arco di cerchio (v. 10.14.1) di cui possibile definire liberamente il raggio e lestensione. Definito il contorno esterno della sezione occorre pigiare il bottone Avanti della toolbar della finestra Gestione Sezioni per passare alla pagina del Wizard in cui vanno definiti gli eventuali Fori della sezione.

Definizione di Eventuali Fori della Sezione


Per definire un foro nella sezione basta disegnare unaltra polilinea chiusa allintero della sezione stessa effettuando le seguenti operazioni nellapposita pagina del Wizard: verificare che risulti premuto il bottone Foro della toolbar della finestra Gestione Sezioni in modo che sia attiva la modalit per il disegno della polilinea chiusa che definisce il foro; cliccare nel punto in cui va posizionato il primo vertice della polilinea; trascinare il cursore nel punto in cui va posizionato il secondo vertice (definendo il primo lato del foro) e cliccare per fissarne la posizione; ripetere loperazione precedente per definire tutti gli altri i lati del foro;
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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

fissato lultimo vertice, senza spostare il cursore, cliccare il pulsante destro del mouse e, nel menu locale che si apre, selezionare lopzione Termina. Definiti gli eventuali fori della sezione occorre pigiare il bottone Avanti della toolbar della finestra Gestione Sezioni per passare alla pagina del Wizard in cui vanno definiti i Punti Caratteristici della sezione.

Definizione dei Punti Caratteristici della Sezione


Definita la sezione con gli eventuali fori, occorre procedere alla definizione dei punti caratteristici necessari per il disegno delle travi (v. 10.3.1) e dei pilastri (v. 10.2.1) che assumeranno la sezione stessa nel progetto. Per la sezione disegnata vengono automaticamente assunti, come Punti Sensibili (v. 10.1.7), il suo baricentro e i vertici e i punti medi di ogni suo lato. Tali Punti sono gi sufficienti per disegnare un pilastro a cui si assegna la sezione. Una trave, invece, viene disegnata mediante lindicazione di un punto sensibile generalmente appartenente alla sua faccia superiore (in modo che la quota del suo estradosso coincida con quella del piano del disegno e, quindi, con quella dellimpalcato). Per una sezione personalizzata , quindi necessario indicare quali sono i suoi Punti Sensibili per il disegno delle travi.

Sezione per Pilastri

Sezione per Travi

Per il corretto posizionamento dei solai (v. 10.7.1) e delle solette (v. 10.5.1), inoltre, necessario indicare la Faccia Superiore e la Faccia Inferiore della sezione. Ci consente al programma di conoscere a quali punti delle travi collegare solai e solette e di verificare che tali collegamenti risultino possibili.
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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

Naturalmente, in questa fase, non sapendo ancora se la sezione sar assegnata a travi o pilastri, il programma richiede di specificare comunque tutti gli elementi caratteristici della sezione descritti.

Nella pagina del Wizard per la definizione degli elementi caratteristici della sezione viene proposta, per default, lindicazione della sua Faccia Superiore, mediante una linea tratteggiata azzurra, e della sua Faccia Inferiore, mediante una linea tratteggiata verde. Le due estremit della Faccia Superiore della sezione individuano anche i Punti Sensibili (destro e sinistro) proposti per il disegno delle travi a cui essa viene assegnata. Sulla Faccia Superiore viene anche proposto il Centro: un terzo Punto Sensibile per il disegno della travi, generalmente in posizione intermedia tra i primi due. Infine, sui vertici del contorno esterno della sezione possono essere proposti altri due Punti Sensibili: il Punto Notevole 1 ed il Punto Notevole 2. La Faccia Superiore e la Faccia Inferiore della sezione proposte dal programma possono essere liberamente modificate dallUtente. Di conseguenza anche i primi due punti sensibili della sezione, coincidenti con le estremit della sua Faccia Superiore, possono assumere la posizione desiderata. Anche il Centro pu essere liberamente spostato nellestremit o nel punto medio di qualsiasi lato della sezione. I Punti Notevoli, invece, se presenti, possono essere spostati in un qualsiasi vertice del contorno esterno della sezione. Se per la sezione NON vengono proposti Punti Notevoli, il Tecnico pu comunque inserirli liberamente nei vertici opportuni della sezione.

Modifica della Faccia Superiore ed Inferiore della Sezione


Se le facce della sezione proposte per default NON sono quelle attese, lUtente pu modificarle liberamente. I punti alle estremit della linea proposta possono essere selezionati e spostati in altri vertici della sezione con le consuete modalit. Una linea per lindicazione di una Faccia della sezione pu anche essere eliminata e disegnata successivamente ex novo.
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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

Per eliminare una linea basta, come di consueto, basta selezionarla e pigiare CANC della tastiera. Per disegnare una nuova linea per lindicazione della faccia Superiore (Inferiore) della sezione (se questa stata preventivamente cancellata) basta effettuare le seguenti operazioni: pigiare il bottone Punti Sensibili della toolbar della finestra Gestione Sezioni e nel menu che si apre selezionare lopzione Faccia Superiore (Faccia Inferiore); cliccare sul vertice della sezione che coincide con unestremit della sua Faccia Superiore (Inferiore);
La Faccia Inferiore (Superiore) di una sezione pu comprendere anche pi lati della sezione stessa.

trascinare il cursore sul vertice della sezione che coincide con laltra estremit della sua Faccia Superiore (Inferiore); se la Faccia disegnata quella desiderata, cliccare per fissare la sua seconda estremit; se, invece, la Faccia viene disegnata nel verso opposto a quello desiderato occorre: fare click con il pulsante destro del mouse e, nel menu che si apre, selezionare lopzione Inverti Verso; cliccare, con il pulsante sinistro del mouse, sul vertice della sezione coincidente con la seconda estremit della faccia.
La Faccia Superiore/Inferiore di una sezione va definita anche quando essa degenera in un punto (v. figura a lato). In questo caso, per disegnare la Faccia, necessario creare ad hoc, sul contorno esterno della sezione, due punti a cui collegare le sue estremit. I Punti creati devono essere quanto pi vicini possibile al punto suddetto e la Faccia deve essere disegnata in modo tale da contenerlo. In ogni caso si consiglia sempre di smussare di pochi centimetri il vertice della sezione, in modo da definire la sua Faccia in maniera pi semplice ed efficace.

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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

Modifica del Centro


Per modificare la posizione del Centro della Faccia Superiore della sezione basta: cliccare sul simbolo del Centro per selezionarlo; cliccare nuovamente sul Centro per sbloccarlo dalla sua posizione e trascinarlo sullestremit o sul punto medio del lato del contorno esterno della sezione in cui si intende posizionarlo; cliccare per fissare la nuova posizione del Centro. Il Centro proposto pu anche essere cancellato per poterlo disegnare successivamente. Per eliminare il centro basta cliccare su esso per selezionarlo e pigiare CANC della tastiera; Per disegnare il Centro, dopo averlo preventivamente cancellato, basta: pigiare il bottone Punti Sensibili della toolbar della finestra Gestione Sezioni e, nel menu che si apre, selezionare lopzione Centro; cliccare nella tavola della finestra Gestione Sezioni e trascinare il simbolo del centro nellestremit o nel punto medio del lato del contorno esterno della sezione in cui si intende posizionarlo; cliccare nuovamente per fissare la posizione del Centro.

Modifica e Inserimento dei Punti Notevoli


Gli eventuali Punti Notevoli proposti per la sezione possono essere spostati in un qualsiasi vertice del contorno esterno della sezione con le stesse modalit previste per spostare il Centro.
Per posizionare un Punto Notevole in un punto qualsiasi di un lato del contorno, occorre effettuare le seguenti operazioni nella pagina del Wizard per la definizione contorno stesso: sezionare il lato e pigiare INS della tastiera per inserire un nuovo nodo nel suo punto medio (in pratica si spezza in due il lato selezionato); spostare il nodo inserito nel punto del lato in cui va posizionato il Punto Notevole.

Per disegnare un Punto Notevole della sezione (se questo stato cancellato oppure se NON ne sono stati proposti) basta: pigiare il bottone Punti Sensibili della toolbar della finestra Gestione
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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

Sezioni e, nel menu che si apre, selezionare lopzione Punto Notevole 1 (Punto Notevole 2); cliccare nella tavola della finestra Gestione Sezioni e trascinare il simbolo del Punto Notevole sul vertice del contorno esterno della sezione in cui si intende posizionarlo; cliccare nuovamente per fissare la posizione del Punto Notevole. Ultimata la definizione della sezione premere il bottone Termina della Toolbar della finestra per confermare ed uscire dal Wizard.

Definizione delle Propriet della Sezione


Nella finestra Gestione Sezioni, la sezione personalizzata definita nel Wizard viene proposta come tutte le altre sezioni delle tipologie predefinite del programma (v. 7.1).

Nel toolbox delle Propriet, inoltre, vengono proposte le propriet della sezione creata (selezionata nel box Sezioni Travi e Pilastri). In particolare, nel toolbox delle Propriet necessario specificare la Descrizione e la Label identificative della sezione. Nei restanti campi del toolbox delle Propriet vengono proposti in blu tutti i valori caratteristici della sezione (area, inerzie, ecc.) calcolati au90

7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

tomaticamente dal programma. Tali valori NON possono essere modificati dallUtente. Naturalmente, per salvare la sezione creata, occorre pigiare il bottone Salva della Toolbar della Finestra del Programma. Accedendo nuovamente al Wizard, una sezione personalizzata pu essere liberamente modificata, con le modalit illustrate, anche in un momento successivo alla sua creazione. Per accedere nuovamente al Wizard di una sezione personalizzata gi creata basta: esplodere il nodo Sezioni Personalizzate nel box Sezioni Travi e Pilastri e selezionare, sul ramo che da esso si diparte, il nodo della sezione da modificare; pigiare il bottone Edita della toolbar della finestra Gestione Sezioni.

7.6

Le Sezioni per Materiali Generici


Per assegnare un materiale generico (v. 8.1.1.1) ad una Trave o ad un Pilastro nelle relative Propriet (v. 10.3.3 e 10.2.3) necessario aver preventivamente assegnato ad essi una Sezione per Materiale Generico. Una Sezione per Materiale Generico si definisce in maniera differente da quelle previste per il Cemento Armato (v. 7.5). Per definire una Sezione per Materiale Generico, infatti, occorre effettuare le seguenti operazioni: esplodere, con un doppio click, il nodo Elementi del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto per visualizzare i nodi contenuti; fare un doppio click sul nodo Sezioni Travi e Pilastri; questa operazione apre la finestra Gestione Sezioni, visualizza il box Sezioni Travi e Pilastri sotto il Navigatore ed il toolbox delle Propriet della sezione sul bordo destro della Finestra del Programma; nel box Sezioni Travi e Pilastri selezionare il nodo Sezione per materiale generico;

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7. Le Sezioni di Travi e Pilastri

pigiare il bottone Aggiungi della toolbar della finestra Gestione Sezioni; questa operazione crea la nuova sezione aggiungendo un nuovo nodo al ramo che si diparte dal nodo Sezione per materiale generico; la sezione risulta anche selezionata per specificarne immediatamente i dati; nel toolbox delle Propriet specificare la Descrizione e la Label della sezione; nella sezione Geometria del toolbox specificare la Base e lAltezza del minimo rettangolo che contiene la sezione e la sua Area effettiva;

Nella sezione Caratteristiche specificare le seguenti caratteristiche della sezione: Le Aree per deformazione a taglio sia in direzione X che in direzione Y; LInerzia Torsionale, lInerzia rispetto a X, lInerzia rispetto a Y e lInerzia rispetto a XY; In funzione dei dati precedentemente specificati, nellultimo campo della sezione Caratteristiche, viene automaticamente calcolata la Rotazione degli Assi dInerzia.
Le Caratteristiche richieste nel toolbox delle Propriet della Sezione per materiale generico sono generalmente reperibili nelle schede tecniche dei produttori. Se tali dati non risultassero disponibili, possibile dedurli con le classiche modalit suggerite dalla letteratura tecnica. Ad esempio, le aree per deformazione a taglio (in direzione X ed Y) di una sezione (ad es. un profilato) possono essere calcolate dividendo larea della sezione per gli opportuni fattori di taglio.

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8. La Definizione dei Materiali e dei Terreni

La Definizione dei Materiali e dei Terreni


In fase di disegno (v. cap. 10), per gli oggetti appartenenti alla tipologia Strutturale (travi, pilastri, pareti, ecc.) occorre specificare le caratteristiche del materiale di cui risultano costituiti. Analogamente, per le strutture di fondazione, vanno necessariamente specificate le caratteristiche del terreno. Per ogni elemento strutturale disegnato, lindicazione delle caratteristiche dei materiali e/o del terreno si effettua selezionando, negli appositi list box nel toolbox delle sue Propriet (v. 10.1.6), una delle tipologie di materiale e di terreno preventivamente definite. Nel presente capitolo vengono illustrate le modalit operative per definire le tipologie di materiali e di terreni del progetto e delle relative caratteristiche.

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8. La Definizione dei Materiali e dei Terreni

8.1

La Gestione dei Materiali


Per gran parte degli oggetti della tipologia Strutturale (travi, pilastri, pareti, ecc.) disegnati (v. cap. 10) necessario indicare il materiale di cui risultano costituiti. Il materiale di un oggetto si specifica scegliendolo, tra quelli disponibili nel list box che si attiva cliccando nel rigo Materiale del toolbox delle sue Propriet. In tale list box vengono proposti, per la scelta, tutti i materiali preventivamente definiti dal Tecnico nella sezione Materiali del progetto. Per accedere alla sezione Materiali del progetto attivo di EdiLus-CA basta effettuare le seguenti operazioni: esplodere, con un doppio click, il nodo Elementi del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto per visualizzare, sul ramo che da esso si diparte, il nodo Materiali; fare un doppio click sul nodo Materiali; questa operazione apre: la finestra ELEMENTI: Gestione Materiali nella Finestra del Programma (v. 3.1); di seguito, per brevit. tale finestra sar chiamata semplicemente Gestione Materiali; il box Materiali sotto il toolbox (Gestione Progetto) del Navigatore del progetto. Nel box Materiali vengono proposte, in uno schema ad albero, le cartelle destinate a contenere le varie tipologie di materiale (Calcestruzzo armato, Acciaio, ecc.) che possibile creare per il progetto. Esplodendo una cartella (facendo un doppio click su essa o un click sul bottoncino alla sua sinistra) vengono visualizzati sul ramo che si diparte da essa, i nodi dei Materiali in essa contenuti. Selezionando il nodo di un materiale, nella finestra Gestione Materiali vengono proposti i campi in cui possibile gestire i suoi dati caratteristici (v. 8.1.1). Nel box Materiali NON possibile eliminare le cartelle (tipologie di materiali) ma possibile gestire (creare o eliminare) i nodi relativi ai materiali.

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8. La Definizione dei Materiali e dei Terreni

La finestra Gestione Materiali, come di consueto, risulta sormontata da una toolbar con i seguenti bottoni: Annulla Modifiche: annulla tutte le modifiche apportate ai dati del materiale selezionato nel box Materiali; Aggiungi: crea un nuovo materiale appartenente alla tipologia selezionata nel box Materiali; Elimina: elimina il materiale selezionato nel box Materiali; Copia da: apre il dialog in cui possibile scegliere il progetto di EdiLus-CA da cui si intende copiare tutti i materiali creati differenti da quelli gi presenti nel progetto attivo.
Le opzioni Aggiungi, Elimina e Copia da sono anche disponibili nel menu locale del box Materiali che si attiva cliccando, con il pulsante destro del mouse, sul nodo (Tipologia o Materiale) su cui occorre effettuare loperazione. Se il nodo selezionato una cartella (tipologia di materiale), nel menu locale lopzione Elimina NON risulta abilitata in quanto questa non pu essere eliminata.

I paragrafi seguenti illustrano le modalit operative per la gestione (creazione, modifica e cancellazione) dei materiali del progetto.

8.1.1

Come Definire un Nuovo Materiale


Quando si crea un nuovo progetto di EdiLus-CA, per alcune tipologie di materiali risultano gi definiti dei materiali. Nelle cartelle delle Tipologie di materiali risultano, infatti, gi presenti dei nodi materiale (v. 8.1).
Se un materiale (nodo) proposto nel progetto non viene adottato per nessuna struttura (trave, pilastro, ecc.) delledificio, pu anche essere modificato (v. 8.1.2) o eliminato (v. 8.1.3).

Per creare un ulteriore materiale nel progetto attivo di EdiLus-CA basta effettuare le seguenti operazioni:
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8. La Definizione dei Materiali e dei Terreni

esplodere, con un doppio click, il nodo Elementi del Navigatore (v. 3.2.1) e, sul ramo che da esso si diparte, fare un doppio click sul nodo Materiali; questa operazione apre la finestra Gestione Materiali e visualizza il box Materiali sotto il Navigatore; nel box Materiali fare click, con il pulsante destro del mouse, sulla cartella che rappresenta la Tipologia di appartenenza del materiale da creare; questa operazione seleziona la cartella (Tipologia) ed attiva un menu locale; nel menu locale selezionare lopzione Aggiungi; questa operazione: crea, sul ramo che si diparte dalla cartella selezionata, il nodo del nuovo materiale; abilita la finestra Gestione Materiali con i campi per la specificazione dei dati del materiale creato;

nella finestra Gestione Materiali specificare i dati caratteristici del nuovo materiale.
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8. La Definizione dei Materiali e dei Terreni

Per creare un nuovo materiale anche possibile: nel box Materiali selezionare la cartella che rappresenta la tipologia del materiale da creare e in cui questo deve essere inserito; pigiare il bottone Aggiungi della toolbar della finestra Gestione Materiali.

La descrizione inserita nel campo Descrizione viene assegnata, come nome, al nodo del materiale creato nel box Materiali. Inoltre, se il materiale creato appartiene alla tipologia Calcestruzzo armato, nel list box Tondini Acciaio della finestra Gestione Materiali va scelto anche il materiale Acciaio in Tondini previsto per larmatura. Pertanto, per definire un Calcestruzzo armato, occorre aver preventivamente definito, con le modalit illustrate, il materiale dei tondini metallici nella cartella (Tipologia) Acciaio in Tondini del box Materiali. I nuovi materiali da inserire nel progetto attivo possono anche essere acquisiti da vecchi progetti in cui questi sono gia stati inseriti. Per acquisire, nel progetto attivo, tutti i materiali presenti in un vecchio progetto di EdiLus-CA, differenti da quelli gi presenti nello stesso progetto attivo, basta effettuare le seguenti operazioni: pigiare il bottone Copia da della toolbar della finestra Gestione Materiali oppure selezionare lomonima opzione del menu locale del box Materiali; questa operazione apre un dialog; nel dialog selezionare il progetto di EdiLus-CA da cui devono essere copiati i materiali da acquisire nel progetto attivo; pigiare il bottone Apri per chiudere il dialog confermando la scelta effettuata; questa operazione carica, nel progetto attivo, tutte i materiali del progetto scelto, differenti da quelli gi presenti in esso. Un materiale definito nella sezione Materiali di un progetto di EdiLusCA pu essere modificato (v. 8.1.2) o eliminato (v. 8.1.3).

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8. La Definizione dei Materiali e dei Terreni

8.1.1.1

Il Materiale Generico
In EdiLus-CA i materiali diversi dal Cemento Armato vengono detti Materiali Generici. EdiLus-CA un programma per la progettazione e la verifica della strutture in Cemento Armato, ma consente di effettuare il calcolo delle sollecitazioni (v. 13.3) anche per quelle piccole parti di struttura realizzate con elementi (travi, pilastri, ecc.) di materiale diverso dal Cemento Armato (ad es. acciaio, legno, ecc.) ottenendo un modello strutturale pi aderente alla realt.
Il calcolo della struttura viene effettuato con i parametri specifici del materiale prevalente che il cemento armato. Naturalmente, EdiLus-CA NON esegue le verifiche degli elementi strutturali (travi, pilastri, ecc.) di materiale generico di cui restituir solo le sollecitazioni combinate secondo i criteri previsti dalla Normativa scelta per il Calcolo.

Per inserire nel disegno di un progetto un elemento strutturale di Materiale Generico necessario: creare il Materiale Generico e definirne le caratteristiche (v. avanti); creare la Sezione per Materiale Generico dellelemento strutturale e definirne le caratteristiche (v. 7.6); questa operazione va effettuata per gli elementi strutturali caratterizzati, nelle Propriet (v. 10.1.6), da una sezione (Travi e Pilastri) e, quindi, NON va effettuata per eventuali Pareti e Solette;
NON possibile inserire nel progetto Platee di materiale generico.

nelle Propriet dellelemento (Trave o Pilastro) disegnato effettuare, nellordine, le seguenti operazioni: assegnare allelemento la Sezione per Materiale Generico creata; assegnare allelemento il materiale Generico creato.
Ad una Trave o a un Pilastro possibile assegnare, nelle relative Propriet (v. 10.3.3 e 10.2.3), un materiale generico creato (v. avanti) solo se, ad essi, stata preventivamente assegnata una Sezione per Materiali Generici (v. 7.6).

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8. La Definizione dei Materiali e dei Terreni

Come Definire un Materiale Generico


Per definire un Materiale Generico nel progetto attivo di EdiLus-CA basta effettuare le seguenti operazioni: esplodere, con un doppio click, il nodo Elementi del Navigatore (v. 3.2.1) e, sul ramo che da esso si diparte, fare un doppio click sul nodo Materiali; questa operazione apre la finestra Gestione Materiali e visualizza il box Materiali sotto il Navigatore; nel box Materiali fare click, con il pulsante destro del mouse, sulla cartella (Tipologia) Generico; questa operazione apre un menu locale; nel menu locale selezionare lopzione Aggiungi; questa operazione: crea, sul ramo che si diparte dalla cartella selezionata, il nodo del nuovo materiale generico; abilita la finestra Gestione Materiali in cui vanno specificati i dati caratteristici del materiale;

nella finestra Gestione Materiali specificare la Descrizione, la Sigla e i dati caratteristici richiesti del nuovo materiale.

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8. La Definizione dei Materiali e dei Terreni

8.1.2

Come Modificare un Materiale


Un materiale creato in un progetto di EdiLus-CA pu essere modificato in qualsiasi momento fino a quando non si richiede il calcolo (v. cap. 13). Dopo il calcolo, infatti, nessun materiale pu essere modificando se non annullando il calcolo stesso (v. cap. 13).
Le modifiche apportate ad un materiale si ripercuotono su tutti gli elementi strutturali disegnati a cui questo stato assegnato (v. 10.2.1).

Per modificare un materiale creato (v. 8.1.1) nel progetto attivo basta effettuare le seguenti operazioni: esplodere, con un doppio click, il nodo Elementi del Navigatore (v. 3.2.1) e, sul ramo che da esso si diparte, fare un doppio click sul nodo Materiali; questa operazione apre la finestra Gestione Materiali e visualizza il box Materiali sotto il Navigatore; nel box Materiali esplodere, con un doppio click, la cartella (Tipologia) contenente il materiale da modificare; selezionare il nodo del materiale da modificare; questa operazione propone, nella finestra Gestione Materiali, i campi per la gestione dei dati caratteristici del materiale; nella finestra Gestione Materiali effettuare le modifiche ai dati del materiale.

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8. La Definizione dei Materiali e dei Terreni

8.1.3

Come Eliminare un Materiale


NON possibile eliminare un materiale se questo risulta assegnato ad almeno un elemento (oggetto) disegnato.

Per eliminare un materiale del progetto attivo di EdiLus-CA basta effettuare le seguenti operazioni: esplodere, con un doppio click, il nodo Elementi del Navigatore (v. 3.2.1) e, sul ramo che da esso si diparte, fare un doppio click sul nodo Materiali; questa operazione apre la finestra Gestione Materiali e visualizza il box Materiali sotto il Navigatore; nel box Materiali esplodere, con un doppio click, la cartella (Tipologia) contenente il materiale da modificare; fare click, con il pulsante destro del mouse, sul nodo del materiale da eliminare e, nel menu locale che si apre, selezionare lopzione Elimina. Il materiale selezionato pu anche essere eliminato pigiando il bottone Elimina della toolbar della finestra Gestione Materiali (v. 8.1.1).

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8. La Definizione dei Materiali e dei Terreni

8.2

La Gestione dei Terreni


Per le strutture di fondazione (travi, plinti, platee, ecc.) disegnati (v. cap. 10) necessario indicare le caratteristiche del terreno. Il terreno su cui poggia un determinato oggetto (struttura di fondazione ) si specifica scegliendolo, tra quelli disponibili nel list box che si attiva cliccando nel rigo Terreno del toolbox delle sue Propriet. In tale list box vengono proposti, per la scelta, tutti i terreni preventivamente definiti dal Tecnico nella sezione Terreni del progetto. Per accedere alla sezione Terreni del progetto attivo di EdiLus-CA basta effettuare le seguenti operazioni: esplodere, con un doppio click, il nodo Elementi del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto per visualizzare il nodo Terreni; fare un doppio click sul nodo Terreni; questa operazione apre: la finestra ELEMENTI: Gestione Terreni nella Finestra del Programma (v. 3.1); di seguito, per brevit. tale finestra sar chiamata semplicemente Gestione Terreni; il box Terreni sotto il toolbox (Gestione Progetto) del Navigatore. Nel box Terreni viene proposta la cartella Terreno Generico destinata a contenere i vari terreni necessari per il progetto. Esplodendo una cartella (facendo un doppio click su essa o un click sul bottoncino alla sua sinistra) vengono visualizzati sul ramo che si diparte da essa, i nodi dei terreni in essa contenuti. Selezionando il nodo di un terreno, nella finestra Gestione Terreni vengono proposti i campi in cui possibile gestire i suoi dati caratteristici. Nel box Terreni NON possibile eliminare la cartella (tipologia di terreno) ma possibile gestire liberamente (creare o eliminare) i nodi relativi ai terreni. La finestra Gestione Terreni, come di consueto, risulta sormontata da una toolbar con i seguenti bottoni: Annulla Modifiche: annulla tutte le modifiche apportate ai dati del terreno selezionato nel box Terreni;

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8. La Definizione dei Materiali e dei Terreni

Aggiungi: crea un nuovo terreno nella cartella Terreno Generico nel box Terreni; Elimina: elimina il terreno selezionato nel box Terreni; Copia da: apre il dialog in cui possibile scegliere il progetto di EdiLus-CA da cui si intende copiare tutti i terreni creati differenti da quelli gi presenti nel progetto attivo.

Le opzioni Aggiungi, Elimina e Copia da sono anche disponibili nel menu locale del box Terreni che si attiva cliccando, con il pulsante destro del mouse, sulla cartella o sul nodo del Terreno su cui occorre effettuare loperazione. Se si seleziona la cartella (tipologia di terreno), nel menu locale lopzione Elimina NON risulta abilitata in quanto questa non pu essere eliminata.

Le modalit operative per la creazione di un nuovo terreno e per la sua modifica o eliminazione sono analoghe a quelle previste per la gestione di un materiale. Per tali modalit operative si rimanda, pertanto ai 8.1.1, 8.1.2 e 8.1.3.

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8. La Definizione dei Materiali e dei Terreni

A destra del campo Sigma a compressione MASSIMA allo SLU della finestra Gestione Terreni presente il bottone Calcola che propone, nello stesso campo, un valore di default ottenuto secondo le indicazioni riportate negli Eurocodici. Ovviamente, il Tecnico, essendo lunico responsabile dei valori specificati, pu inserire manualmente, nel campo suddetto, il valore che ritiene pi opportuno.

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9. I Carichi

I Carichi
Nel presente capitolo vengono descritte le modalit operative per la definizione dei carichi del progetto. I carichi agenti sui solai, derivanti dallanalisi dei carichi, vengono ripartiti dal programma di calcolo in modo automatico sulle membrature (travi, pilastri e pareti). I carichi dovuti ai tamponamenti, sia sulle travi di fondazione che su quelle di piano, sono schematizzati come carichi lineari agenti esclusivamente sulle aste. Su travi e pilastri , inoltre, possibile applicare direttamente ulteriori azioni concentrate e/o distribuite.

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9. I Carichi

9.1

Analisi dei Carichi


La definizione dei carichi del progetto va effettuata prima di procedere al disegno degli elementi strutturali (travi, pilastri, solette, balconi, ecc.) che da essi saranno gravati. Nella fase di disegno di un solaio (v. 10.7.1), ad esempio, occorre sceglierne il Carico nel toolbox delle Propriet. La definizione dei carichi che saranno proposti, per la scelta, nel toolbox delle Propriet, si effettua nella sezione Analisi Carichi del progetto. Per accedere alla sezione Analisi Carichi del progetto attivo basta: esplodere il nodo Elementi del Navigatore del progetto (v. 3.2.1); esplodere il nodo Analisi dei Carichi sul ramo che si diparte dal nodo Elementi; fare doppio click sul nodo Analisi Carichi sul ramo che si diparte dal nodo Analisi dei Carichi. Questa operazione apre la finestra Analisi dei Carichi: Gestione Analisi Carichi nella finestra del programma e il box Analisi Carichi sotto il Navigatore.

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9. I Carichi

Di seguito, per brevit, la finestra Analisi dei Carichi: Gestione Analisi Carichi sar chiamata semplicemente Gestione Analisi Carichi. Nel box Analisi Carichi vengono proposte le cartelle contenenti le varie tipologie di carico Superficiali (v. 9.2) del progetto. La finestra Gestione Analisi Carichi risulta sormontata da una toolbar con i seguenti bottoni: Annulla Modifiche: annulla tutte le modifiche apportate ai dati del carico selezionato nel box Analisi Carichi; Aggiungi: crea un nuovo carico appartenente alla tipologia selezionata nel box Analisi Carichi (v. 9.2); Elimina: elimina il carico selezionato nel box Analisi Carichi; Copia da: apre il dialog in cui possibile scegliere il progetto di EdiLus-CA da cui si intende copiare tutti i carichi creati differenti da quelle gi presenti nel progetto attivo.
Le opzioni Aggiungi, Elimina e Copia da sono anche disponibili nel menu locale del box Analisi Carichi che si attiva cliccando, con il pulsante destro del mouse, su un nodo (tipologia di carico o carico) del box stesso. Se il nodo selezionato una cartella (tipologia di carico), nel menu locale lopzione Elimina NON risulta abilitata in quanto questa non pu essere eliminata.

I paragrafi seguenti illustrano le modalit operative per la definizione e la gestione dei carichi.

9.2

I Carichi Superficiali
La definizione dei Carichi Superficiali del progetto attivo si effettua nella sezione Analisi Carichi (v. 9.1) del progetto. Accedendo alla sezione Analisi Carichi del progetto attivo si apre la finestra Gestione Analisi Carichi e, sotto il Navigatore, viene proposto il box Analisi Carichi con le cartelle destinate a contenere i vari tipi di carichi superficiali.
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9. I Carichi

Il box Analisi Carichi contiene una cartella principale Carichi Superficiali che a sua volta contiene le seguenti cartelle:
I carichi concentrati e i carichi lineari possono essere applicati su un elemento strutturale nellapposita sezione del toolbox delle sue propriet (v. 10.3.4).

SOLAI; destinata a contenere i carichi superficiali dei solai del progetto. TAMPONATURE; destinata a contenere i carichi superficiali delle tamponature del progetto. BALCONI e SBALZI; destinata a contenere i carichi superficiali di balconi e degli sbalzi in genere del progetto. SOLETTE; destinata a contenere i carichi superficiali delle solette del progetto. PLATEE; destinata a contenere i carichi superficiali delle platee del progetto. SCALE; destinata a contenere i carichi superficiali delle scale del progetto. Le modalit operative per la definizioni dei carichi superficiali sono le stesse per tutte le tipologie di elementi strutturali (solai, tamponature, ecc.). Pertanto di seguito vengono illustrate le sole modalit operative per la definizione dei carichi superficiali relativi ai solai del progetto. Per creare un nuovo carico superficiale relativo ad un solaio del progetto basta effettuare le seguenti operazioni: fare click con il pulsante destro del mouse sulla cartella SOLAI; questa operazione apre un menu locale; nel menu locale selezionare lopzione Aggiungi; nella cartella SOLAI viene creato (e selezionato) il nodo del carico superficiale e, nella finestra Gestione Analisi Carichi (v. 9.1), vengono proposti i campi per la sua definizione; specificare i dati del carico creato nella finestra Gestione Analisi Carichi.
Per creare un nuovo carico anche possibile: selezionare la cartella che rappresenta la tipologia del carico da creare nel box Analisi Carichi; pigiare il bottone Aggiungi della toolbar della finestra Gestione Analisi Carichi.

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9. I Carichi

Nella finestra Analisi dei Carichi: vengono proposti, dallalto: la sezione Caratteristiche Generiche contenente: il campo Descrizione in cui viene proposta la stessa stringa con cui risulta nominato il nodo del carico creato; tale stringa va sostituita con leffettiva descrizione (o nome) del carico; ovviamente, la stringa specificata in tale campo viene riportata anche come nome del nodo creato nel box Analisi Carichi;

il list box Condizione di Carico Utente in cui va scelta la tipologia (Carico da Neve, ecc.) del carico tra quelle definite nella sezione Condizioni Carico Utente (v. 9.3); la scelta di una opzione in tale list box comporta la presenza, nella finestra, dei soli campi per specificare i dati necessari;
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9. I Carichi

La finestra Analisi dei Carichi: viene illustrata nella sua configurazione completa che viene proposta quando nel list box Condizione di Carico Utente risulta selezionata lopzione Carico Verticale.

le sezioni Peso Proprio, Sovraccarico Permanente e Sovraccarico Accidentale nei cui campi va specificata la rispettiva descrizione ed il relativo valore del carico (in N/m2);
Se nel campo di destra di una delle sezioni (Peso Proprio, Sovraccarico Permanente e/o Sovraccarico Accidentale) si inserisce un valore del carico diverso da zero, necessario specificare anche la relativa descrizione nel corrispondente campo di sinistra.

Nella sezione Sovraccarico Accidentale vengono anche proposti i seguenti strumenti per la definizione della combinazione dellazione sismica con le altre azioni: il list box Tipologia di Carico Accidentale, in cui va scelta la destinazione duso tra quelle definite nella sezione Tipologie Carico Accidentale (v. 9.4); la scelta di una opzione di tale list box individua automaticamente il valore dellopportuno coefficiente previsto dalla normativa; il check box Carico per Neve la cui selezione abilita il corrispondente campo per la specificazione del carico dovuto alla neve; ovviamente, se tale check risulta selezionato occorre specificare necessariamente un carico per neve nel corrispondente campo; il list box Coefficiente riduzione masse sismiche, in cui va scelto il tipo di Carico ai piani; la scelta di una opzione di tale list box individua automaticamente il valore dellopportuno coefficiente previsto dalla normativa. In fase di disegno, ogni solaio, balcone, ecc. del progetto potr essere caricato con uno dei carichi definiti nella sezione Analisi Carichi (v. 10.7.1).

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9. I Carichi

9.3

Le Condizioni di Carico Utente


Per ogni carico definito nella sezione Analisi Carichi (v. 9.2) del progetto di EdiLus-CA necessario specificare la relativa condizione di carico. Le condizioni di carico proposte per la scelta nel list box Condizione di Carico Utente di un determinato carico (v. 9.2) risultano definite nella sezione Condizioni Carico Utente del progetto di EdiLus-CA. Per accedere a tale sezione del progetto attivo basta: esplodere il nodo Elementi del Navigatore del progetto (v. 3.2.1); esplodere il nodo Analisi dei Carichi sul ramo che si diparte dal nodo Elementi; fare doppio click sul nodo Condizioni Carico Utente sul ramo che si diparte dal nodo Analisi dei Carichi; questa operazione apre la finestra Analisi dei Carichi: Gestione Carichi Utente nella finestra del programma e il box Condizioni Carico Utente sotto il Navigatore. Di seguito, per brevit, la finestra Analisi dei Carichi: Gestione Carico Utente sar chiamata semplicemente Gestione Carichi Utente. Nel box Condizioni Carico Utente vengono proposte le seguenti cartelle: Predefiniti, contenente i nodi delle condizioni di carico previste dalla Normativa; tali condizioni NON possono essere modificate o eliminate dallUtente. Personalizzati, destinata a contenere le condizioni di carico definite liberamente dallUtente con cui possibile integrare le condizioni predefinite. Ovviamente, per default, la cartella Personalizzati risulta vuota. Per inserire una nuova condizione di carico nella cartella Personalizzati basta effettuare le seguenti operazioni: fare click, con il pulsante destro del mouse, sulla cartella Personalizzati; questa operazione apre un menu locale; nel menu locale selezionare lopzione Aggiungi; nella cartella Personalizzati viene creato il nodo della condizione di carico e, nella finestra Gestione Carichi Utente, vengono proposti i campi per la sua definizione; nella finestra Gestione Carichi Utente specificare i dati della condizione di carico creata.
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9. I Carichi

La finestra Gestione Carichi Utente sormontata da una toolbar identica a quella della finestra Gestione Analisi Carichi (v. 9.1). Pertanto, per creare una nuova condizione di carico anche possibile: selezionare la cartella Personalizzati nel box Condizioni Carico Utente; pigiare il bottone Aggiungi della toolbar della finestra Analisi dei Carichi:.

Nella finestra Gestione Carichi Utente vengono proposti, dallalto: il campo Descrizione in cui va specificata una breve descrizione della condizione di carico; la stringa specificata in tale campo viene riportata anche come nome del nodo creato nel box Condizioni Carico Utente;

il check box Agente con il sisma la cui selezione indica che, per la condizione di carico creata, i relativi carichi devono essere combinati con il sisma; il check box Applicare 2 volte la condizione con segni opposti la cui selezione indica che, per la condizione di carico creata, i relativi carichi devono essere applicati sia con segno positivo che con segno negativo. I dati delle condizioni di carico create possono essere modificati fino a quando non si richiede il calcolo (v. cap. 13). Per modificare i dati di una condizione di carico creata dallutente (nella cartella Personalizzati) basta richiamare la finestra Gestione Carichi Utente cliccando sul relativo nodo nel box Condizioni Carico Utente. Una condizione di carico creata dallUtente (nella cartella Personalizzati) pu essere eliminata dal progetto effettuando le seguenti operazioni: fare click, con il pulsante destro del mouse, sul nodo della condizione di carico da eliminare per selezionarla e richiedere lapertura del menu locale; selezionare lopzione Elimina nel menu locale.
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9. I Carichi

La condizione di carico selezionata nel box Condizioni Carico Utente pu anche essere eliminata pigiando il bottone Elimina della toolbar della finestra Gestione Carichi Utente.

9.4

Le Tipologie di Carico Accidentale


Per ogni carico definito nella sezione Analisi Carichi (ad es. il carico di un solaio) del progetto di EdiLus-CA, pu essere necessario specificare, per gli eventuali carichi accidentali, la relativa Tipologia (v. 9.2). Le tipologie di carico proposte per la scelta nel list box Tipologia di Carico Accidentale di un determinato carico (v. 9.2) risultano definite nella sezione Tipologie Carico Accidentale del progetto di EdiLus-CA. Per accedere a tale sezione del progetto attivo basta: esplodere il nodo Elementi del Navigatore del progetto (v. 3.2.1); esplodere il nodo Analisi dei Carichi sul ramo che si diparte dal nodo Elementi; fare doppio click sul nodo Tipologie Carico Accidentale sul ramo che si diparte dal nodo Analisi dei Carichi; questa operazione apre la finestra Analisi dei Carichi: Gestione Carichi Accidentali nella finestra del programma e il box Tipologie Carico Accidentale sotto il Navigatore. Di seguito, per brevit, la finestra Analisi dei Carichi: Gestione Carichi Accidentali sar chiamata semplicemente Gestione Carichi Accidentali. Nel box Tipologie Carico Accidentale vengono proposte le cartelle: Predefiniti, contenente i nodi delle tipologie di carico accidentale previste dalla Normativa; tali condizioni NON possono essere eliminate dallUtente ma possibile modificare i valori dei relativi coefficienti riduttivi dei carichi (v. avanti).
Ovviamente, lUtente si assume la responsabilit di tutte le modifiche apportate ai dati delle tipologie di carico accidentale.

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9. I Carichi

Personalizzati, destinata a contenere le tipologie di carico accidentale definite liberamente dallUtente con cui possibile integrare le condizioni predefinite. Per inserire una nuova tipologia di carico accidentale nella cartella Personalizzati basta effettuare le seguenti operazioni: fare click, con il pulsante destro del mouse, sulla cartella Personalizzati; questa operazione apre un menu locale; nel menu locale selezionare lopzione Aggiungi; nella cartella Personalizzati viene creato (e selezionato) il nodo della nuova tipologia di carico accidentale e, nella finestra Gestione Carichi Accidentali, vengono proposti i campi per la sua definizione; nella finestra Gestione Carichi Accidentali specificare i dati della tipologia di carico accidentale creata.
La finestra Gestione Carichi Accidentali sormontata da una toolbar identica a quella della finestra Gestione Analisi Carichi (v. 9.1). Pertanto, per creare una nuova tipologia di carico accidentale anche possibile: selezionare la cartella Personalizzati nel box Tipologie Carico Accidentale; pigiare il bottone Aggiungi della toolbar della finestra Gestione Carichi Accidentali.

Nella finestra Gestione Carichi Accidentali vengono proposti, dallalto: il campo Descrizione in cui va specificata una breve descrizione della
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9. I Carichi

tipologia di carico accidentale; la stringa specificata in tale campo viene riportata anche come nome del nodo creato nel box Tipologie Carico Accidentale; la sezione Coefficienti riduttivi dei carichi in ASSENZA di sisma nei cui campi vanno specificati gli opportuni coefficienti riduttivi dei carichi accidentali in assenza di sisma; la sezione Coefficienti riduttivi dei carichi in PRESENZA di sisma nei cui campi vanno specificati gli opportuni coefficienti riduttivi dei carichi accidentali in presenza di sisma. I dati delle tipologie di carico accidentale create possono essere modificati fino a quando non si richiede il calcolo (v. cap. 13). Per modificare i dati di una tipologia di carico accidentale creata dallutente (nella cartella Personalizzati) basta richiamare la finestra Gestione Carichi Accidentali cliccando sul relativo nodo nel box Tipologie Carico Accidentale. Una tipologia di carico accidentale creata dallUtente (nella cartella Personalizzati) pu essere eliminata dal progetto effettuando le seguenti operazioni: fare click, con il pulsante destro del mouse, sul nodo della tipologia di carico accidentale da eliminare per selezionarla e richiedere lapertura del menu locale; selezionare lopzione Elimina nel menu locale.
La tipologia di carico accidentale selezionata nel box Tipologie Carico Accidentale pu anche essere eliminata pigiando il bottone Elimina della toolbar della finestra Gestione Carichi Accidentali.

9.5

Le Condizioni di Carico del Calcolo


Effettuato il calcolo (v. cap. 13), il programma fornisce un quadro sintetico delle varie condizioni di carico effettuate nel calcolo stesso. Per richiedere il quadro di tutte le condizioni dei carichi in base alla quali stato effettuato il calcolo basta:
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9. I Carichi

esplodere il nodo Elementi del Navigatore del progetto (v. 3.2.1); esplodere il nodo Analisi dei Carichi sul ramo che si diparte dal nodo Elementi; fare doppio click sul nodo CONDIZIONI di CARICO sul ramo che si diparte dal nodo Analisi dei Carichi. Questultima operazione apre la finestra Condizioni di Carico nella finestra del programma.

Nella finestra Condizioni di Carico viene proposta una tabella nei cui righi vengono riportate le varie condizioni di carico. Cliccando sullintestazione di una colonna della tabella si ottiene lordinamento alfanumerico delle condizioni di carico in funzione del contenuto dei campi della colonna stessa. Cliccando nuovamente sulla stessa colonna, lordinamento precedentemente proposto viene invertito. I dati della tabella con le condizioni di carico saranno ovviamente riportati anche nella relazione (v. cap. 17).

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10. Il Disegno degli Oggetti

Il Disegno degli Oggetti


Il presente capitolo illustra le modalit operative per il disegno degli Oggetti di EdiLus-CA. Gli Oggetti di EdiLus-CA risultano suddivisi per tipologie. Gli oggetti delle tipologie Generali e Disegno hanno solo una valenza grafica o di utilit per il disegno degli oggetti della tipologia Strutturale. Il disegno degli oggetti della tipologia Strutturale, oltre a definire graficamente lintero progetto, determina anche linput (Object Draw) della stragrande maggioranza dei dati necessari per consentire al programma di svolgere i calcoli (v. cap. 13) e di fornire gli opportuni elaborati (relazione e grafici) (v. cap. 17).

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.1

Indicazioni di Carattere Generale


Prima di illustrare nel dettaglio le modalit operative per il disegno e la gestione di ogni oggetto di EdiLus-CA nella tavola del disegno, opportuno illustrare alcune operazioni di carattere generale. Nei paragrafi seguenti vengono illustrate le modalit per disegnare un oggetto (v. 10.1.1) nella tavola del piano attiva. Vengono, inoltre, illustrate le modalit per la selezione (v. 10.1.2) di un oggetto disegnato per procedere alla sua modifica (v. 10.1.4) e/o alla sua cancellazione (v. 10.1.5). Infine, vengono sommariamente descritte le modalit per la gestione delle propriet di un oggetto (v. 10.1.6).

10.1.1

Come Disegnare un Oggetto


Per disegnare un oggetto sulla tavola del Piano attiva basta effettuare le seguenti operazioni: cliccare sul bottone Oggetti Disegno della toolbar verticale sinistra della Finestra del Programma (v. 3.1); questa operazione apre lomonimo toolbox che propone, suddivisi per tipologia, gli oggetti che possibile disegnare; le opzioni per la scelta delloggetto da disegnare sono anche disponibili nel menu che si apre pigiando lapposito bottone della toolbar (v. 3.4) o selezionando lequivalente opzione del menu locale della tavola (v. 6.6); nel toolbox Oggetti Disegno pigiare il bottone della tipologia (ad es. Strutturale) di appartenenza delloggetto da disegnare; questa operazione visualizza la lista degli oggetti appartenenti alla tipologia scelta; selezionare loggetto da disegnare; questa operazione attiva la modalit
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10. Il Disegno degli Oggetti

per il disegno delloggetto e propone le relative propriet nel toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) a destra nella Finestra del Programma; specificare le propriet (sezione, materiale, ecc.) delloggetto (v. 10.1.6) e procedere al suo disegno nella tavola attiva. Le propriet di un oggetto e le modalit operative per il suo disegno possono differire anche sensibilmente da quelle di un altro oggetto. Le propriet e le modalit operative per il disegno di ogni oggetto di EdiLus-CA vengono illustrate negli opportuni paragrafi del presente capitolo.

10.1.2

Come Selezionare un Oggetto


Per modificare la posizione e/o le propriet (v. 10.1.6) di un oggetto disegnato (v. 10.1.1) nella tavola di un piano, necessario che questo venga preventivamente selezionato. Per selezionare un oggetto nella tavola attiva basta: attivare la modalit per la selezione degli oggetti pigiando il bottone Seleziona oggetti della toolbar (v. 3.4); in tale modalit il cursore assume laspetto a lato; la modalit per la selezione degli oggetti pu anche essere attivata mediante lomonima opzione del menu locale della tavola (v. 6.6);
Si ricorda che al menu locale della tavola di disegno attiva si accede facendo un click, con il pulsante destro del mouse nella tavola stessa (v. 6.6).

fare un click, con il pulsante sinistro del mouse sulloggetto da selezionare nella tavola. Quando un oggetto risulta selezionato presenta le maniglie per il suo spostamento e/o la sua rotazione. Per ogni oggetto, tali maniglie assumono laspetto e le funzionalit pi opportune. Le maniglie di un oggetto vengono descritte, nel paragrafo che illustra le modalit per il suo disegno. Inoltre, quando un oggetto risulta selezionato, nel toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) vengono proposte, per eventuali modifiche, le relative propriet. EdiLus-CA consente perfino di selezionare un oggetto posizionato in secondo piano rispetto ad un altro oggetto (ad es. una parete sotto una trave).
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10. Il Disegno degli Oggetti

Per selezionare un oggetto in secondo piano basta: cliccare nel punto opportuno per selezionare loggetto desiderato; ovviamente, questa operazione non seleziona loggetto desiderato, ma loggetto che in primo piano rispetto ad esso; pigiare CTRL+SPAZIO della tastiera per spostare la selezione sulloggetto in secondo piano rispetto alloggetto precedentemente selezionato. Nella tavola attiva del progetto e/o nelle viste 3D anche possibile selezionare un gruppo di oggetti (selezione multipla) per poterli modificare (spostare, ruotare o cambiarne le propriet) con ununica operazione(v. 10.1.3).

10.1.3

Come Selezionare pi Oggetti Contemporaneamente


EdiLus-CA consente di effettuare delle operazioni su pi oggetti contemporaneamente. In questo caso necessario indicare, mediante una selezione multipla, su quali oggetti loperazione deve essere effettuata. Per selezionare un gruppo di oggetti (selezione multipla) nella tavola attiva del progetto (v. 6.6) o in una sua vista 3D (v. 12.3) basta effettuare le seguenti operazioni: attivare la modalit per la selezione degli oggetti; tale modalit risulta attiva quando il bottone Seleziona oggetti della toolbar risulta premuto e il cursore assume laspetto dellicona dello stesso bottone;
La modalit per la selezione degli oggetti pu anche essere attivata scegliendo opzione Seleziona oggetti del menu locale della tavola a cui si accede cliccando, con il pulsante destro del mouse, in un punto della tavola stessa.

tenere premuto SHIFT della tastiera; fare un click, con il pulsante sinistro del mouse, su ogni oggetto da selezionare; ultimata la selezione degli oggetti rilasciare il tasto SHIFT. Per togliere la selezione da uno degli oggetti selezionati basta tenere premuto SHIFT della tastiera e cliccare nuovamente su esso.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Per togliere la selezione da tutti gli oggetti selezionati basta cliccare in un qualsiasi punto della tavola. Una selezione multipla pu anche essere effettuata racchiudendo, in un rettangolo di selezione (tracciato tenendo premuto il pulsante sinistro del mouse), almeno un punto di ogni oggetto da selezionare. Ovviamente, il rettangolo di selezione va tracciato a partire da un punto in cui non presente alcun oggetto. Cliccando su un oggetto, infatti, si otterrebbe solo la sua selezione, senza la possibilit di proseguire nel tracciamento del rettangolo. Tenendo premuti CTRL + SHIFT della tastiera il rettangolo di selezione pu anche essere tracciato a partire da un punto in cui risulta disegnato un oggetto (ad es, il rettangolo di selezione pu essere tracciato da un punto interno ad un solaio, una soletta, ecc.). Molto utili per selezionare pi oggetti sono i seguenti bottoni della toolbar: Seleziona Tutto: seleziona tutti gli oggetti (travi, pilastri, ecc.) visualizzati nella finestra attiva del progetto.
Gli oggetti contenuti nella tavola della finestra attiva del progetto ma NON visualizzati NON vengono selezionati. Se si intende selezionare tutti gli oggetti contenuti nella finestra attiva del progetto necessario richiedere preventivamente uno Zoom Esteso (v. 11.4).

Deseleziona Tutto: deseleziona tutti gli elementi selezionati visualizzati nella finestra attiva. Inverte selezione: seleziona tutti gli oggetti non selezionati visualizzati e deseleziona tutti gli oggetti selezionati visualizzati nella finestra attiva. Il gruppo di oggetti selezionato presenta, in posizione baricentrica la maniglia per il suo spostamento e/o la sua rotazione. Tale maniglia costituita da un punto centrale e da quattro punti laterali collegati al punto centrale da linee tratteggiate. Cliccando sul punto centrale della maniglia, si attiva la modalit per lo spostamento dellintero gruppo di oggetti selezionato.
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10. Il Disegno degli Oggetti

In tale modalit possibile traslare il gruppo di oggetti selezionato spostandone il punto centrale della maniglia nella posizione desiderata. Per fissare la nuova posizione del gruppo di oggetti selezionato basta cliccare nel punto che deve assumere il suo baricentro. Nella modalit per la traslazione del gruppo di oggetti selezionato il cursore assume laspetto a lato. La maniglia del gruppo di oggetti selezionato pu anche essere spostata in un qualsiasi punto di uno degli oggetti stessi (ad es. il vertice di un pilastro, ecc.). Per spostare la maniglia del gruppo di oggetti selezionato basta tenere premuto CTRL (CONTROL) della tastiera e cliccare sul nuovo punto in cui essa deve essere applicata. Facendo un click su uno dei punti esterni della maniglia, si attiva la modalit per la rotazione dellintero gruppo di oggetti selezionato intorno al punto centrale della maniglia. Spostando opportunamente il punto cliccato, possibile ruotare il gruppo di oggetti selezionato. Quando il gruppo di oggetti risulta correttamente inclinato basta fare un click per fissarne la posizione. Nella modalit per la rotazione di un gruppo di oggetti il cursore assume laspetto a lato. Durante la rotazione il punto cliccato della maniglia pu anche essere avvicinato o allontanato dal centro di rotazione (punto centrale) per favorire eventuali allineamenti con altri oggetti. Quando nella tavola risulta selezionato un gruppo di oggetti, nel toolbox delle Propriet vengono proposte le sole propriet comuni a tutti. In questo caso, la modifica di una propriet (ad es. la sezione) riguarder tutti gli oggetti selezionati anche se sono di tipo differente (ad es. travi e pilastri). Una ulteriore utilissima funzionalit per la selezione di pi oggetti sono i Filtri per la selezione (v. 10.1.3.1).
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10. Il Disegno degli Oggetti

10.1.3.1

I Filtri per la Selezione e la Ricerca degli Oggetti


Un gruppo di oggetti selezionati nella tavola di un piano (v. 10.1.3) o in una vista 3D (v. 12.4) pu essere filtrato in modo da ottenere la selezione, tra questi, dei soli oggetti appartenenti ad una o pi tipologie. Ad esempio, per richiedere la selezione dei pilastri e delle travi, basta selezionare tutti gli oggetti disegnati e applicare un filtro che richiede la selezione dei soli oggetti pilastro e trave. Con ununica operazione il Tecnico pu, quindi, selezionare tutti gli oggetti di un certo tipo appartenenti ad un certo gruppo di oggetti (selezionati), senza essere costretto a lunghe e onerose multiselezioni (v. 10.1.3).
I filtri sono utili anche per selezionare gran parte degli oggetti di una determinata tipologia. In questo caso, infatti, basta selezionare, mediante i filtri, tutti gli oggetti della tipologia e, successivamente, deselezionare quelli che non interessano.

Per selezionare, nella tavola o nella vista 3D attiva, gli oggetti di una o pi tipologie appartenenti ad un parte delledificio basta: selezionare lintera parte di edificio da cui occorre estrarre gli oggetti da selezionare; per effettuare questa operazione basta racchiudere la parte di edificio interessata in un rettangolo di selezione;
Per selezionare tutti gli oggetti visualizzati in una tavola o in una vista 3D, basta pigiare Seleziona Tutto della toolbar.

aprire il toolbox Filtro e Ricerca cliccando sullomonimo bottone della toolbar verticale sul bordo sinistro della Finestra del Programma; accedere alla pagina Filtro Selezione del toolbox cliccando sulla omonima linguetta in alto nel toolbox stesso;
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10. Il Disegno degli Oggetti

nella pagina Filtro Selezione selezionare i check box delle tipologie di oggetti che, tra quelli prima selezionati, devono rimanere selezionati; pigiare il bottone Applica sulla toolbar del toolbox.
Naturalmente, se nella Tavola o nella vista 3D attiva non risultano selezionati degli oggetti NON ha senso applicare alcun filtro , pertanto NON neanche possibile accedere alla pagina Filtro Selezione del toolbox Filtro e Ricerca.

Per ottenere la selezione di ununica tipologia di oggetti (ad es., le sole travi) possibile operate in maniera molto pi rapida effettuando le seguenti operazioni: selezionare lintera parte di edificio da cui occorre estrarre gli oggetti della tipologia da selezionare; questa operazione attiva, in alto nella pagina Propriet del toolbox delle Propriet (v. 10.1.6), il list box Filtro per entit con lelenco delle tipologie di oggetti selezionati;
Nel list box Filtro per entit viene anche indicato il numero di oggetti selezionati appartenenti ad ogni tipologia.

nel list box Filtro per entit selezionare la tipologia degli oggetti che devono rimanere selezionati.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Nella pagina Ricerca avanzata del toolbox Filtro e Ricerca possibile disporre di un potente motore di ricerca degli oggetti della struttura. Nei riquadri Tavole e Tipologia di entit della pagina possibile indicare rispettivamente, mediante la selezione degli opportuni check box, i piani (tavole) delledificio e le tipologie di oggetti a cui si intende limitare la ricerca. Sopra i riquadri Tavole e Tipologia di Entit sono presenti i bottoni: Seleziona Tutto, che seleziona tutti i check box del riquadro; Deseleziona Tutto, che toglie la selezione da tutti i check box del riquadro. Nella zona inferiore della pagina Ricerca avanzata sono presenti gli strumenti per imporre, sugli oggetti indicati nei riquadri Tavole e Tipologia di Entit unulteriore condizione di ricerca sulle propriet degli oggetti da trovare. Ad esempio, possibile richiedere di ricercare le travi e i pilastri del secondo piano con sezione uguale a 100x22. Per definire una condizione di ricerca di questo tipo , quindi, necessario indicare, per gli oggetti scelti (travi e pilastri del secondo piano) nei riquadri Tavole e Tipologia di Entit: la Propriet (sezione) su cui si intende imporre la condizione; lOperatore (uguale a) che definisce il criterio di ricerca; il Valore di confronto (100x22) per lestrazione degli oggetti ricercati. In pratica, per imporre una condizione di ricerca sulle propriet degli oggetti, basta effettuare le seguenti operazioni:

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10. Il Disegno degli Oggetti

Nel list box Propriet fare doppio click sulla propriet su cui si intende imporre la condizione per selezionarla e richiudere il list box stesso. Ovviamente, in tale list box vengono proposte le propriet comuni alla tipologie di oggetti scelte nel riquadro Tipologia di entit. Le propriet proposte, inoltre, risultano raggruppate per tipologia, e quindi, per individuare la propriet da selezionare necessario esplodere la relativa tipologia. Nel list box Operatore selezionare loperatore per la ricerca; Nel list box Valore di confronto selezionare il valore di confronto per lestrazione degli oggetti ricercati. Naturalmente, in questultimo list box vengono proposti i valori che la propriet scelta assume per tutti gli oggetti indicati nei riquadri Tavole e Tipologia di Entit. Per ottenere la selezione, nella tavola o nella vista 3D attiva, la selezione dei tutti gli oggetti trovati, basta pigiare il bottone Applica della toolbar del toolbox Filtro e Ricerca. Se, nella tavola o nella vista 3D attiva, oltre alla selezione degli oggetti individuati nella ricerca appena effettuata, si intende ottenere anche la selezione di altri oggetti che soddisfano condizioni di ricerca differenti da quelle precedenti basta: selezionare il check box Aggiungi a ricerche precedenti, in alto nella pagina Ricerca avanzata; impostare la nuova condizione di ricerca secondo le modalit gi illustrate; pigiare il bottone Applica della toolbar del toolbox Filtro e Ricerca.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.1.4

Come Modificare un Oggetto


Per modificare un oggetto disegnato sulla tavola di un piano necessario selezionarlo (v. 10.1.2). Un oggetto selezionato pu essere liberamente traslato o ruotato nella tavola con modalit analoghe a quelle previste per il suo disegno. Loggetto selezionato, inoltre, pu essere liberamente modificato nelle sue propriet (v. 10.1.6). Le modalit per la modifica vengono dettagliatamente illustrate, per ogni specifico oggetto, negli opportuni paragrafi del presente capitolo.

10.1.5

Come Cancellare un Oggetto


Per cancellare un oggetto disegnato sulla tavola attiva basta: selezionarlo (v. 10.1.2); premere CANC (CANCEL) della tastiera.

10.1.6

Le Propriet degli Oggetti


Il semplice disegno di un oggetto sulla tavola di un piano consente al programma di rilevare una grande quantit di informazioni necessarie per effettuare i calcoli. Tuttavia un oggetto (ad es. un pilastro) semplicemente disegnato nella tavola di un piano ancora generico e non un elemento specifico del progetto dellEdificio. Per rendere un oggetto un elemento specifico del progetto necessario indicarne le propriet nel Toolbox delle Propriet che si apre nella parte destra della Finestra del Programma durante il suo disegno oppure quando esso risulta selezionato.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Il toolbox delle Propriet di un oggetto risulta costituito dalle pagine Propriet e Risultati a cui si accede cliccando sulle omonime linguette in alto nel toolbox stesso. Per default, nel toolbox delle Propriet viene proposta la pagina Propriet.

La pagina Propriet
Nella pagina Propriet vengono proposte le propriet delloggetto selezionato o in fase di disegno. Le Propriet di un oggetto (ad es. la sezione, il materiale, ecc.) possono, pertanto, essere specificate mentre lo si disegna ma possono anche essere specificate o modificate in un qualsiasi momento successivo al disegno. Nella pagina Propriet del toolbox delle Propriet i righi relativi alle varie propriet di un oggetto risultano raggruppati per tipologie in varie sezioni. Ogni sezione risulta sormontata da una barra azzurra che ne riporta il titolo e il bottone per visualizzare o nascondere le propriet contenute. Se sulla barra di una sezione presente il bottone a lato, le propriet contenute risultano nascoste. Cliccando sul bottone o sulla barra le propriet della tipologia vengono visualizzate. Quando le propriet di una sezione risultano visualizzate, il bottone si trasforma in quello a lato. Per nascondere le propriet di una sezione basta pigiare il bottone a lato o sulla barra. Generalmente le propriet della sezione Aspetto della pagina Propriet del toolbox delle propriet sono comuni a tutti gli oggetti. Nella sezione Aspetto vengono proposti i seguenti righi:
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10. Il Disegno degli Oggetti

Descrizione, in cui possibile assegnare una descrizione alloggetto selezionato o da disegnare; per default il programma, propone, come descrizione, il nome delloggetto (ad es. "Pilastro"). Colore, in cui possibile personalizzare il colore di riempimento delloggetto selezionato o da disegnare. Per alcune tipologie di oggetti (travi, pilastri, ecc.) il colore scelto viene proposto solo nelle viste 3D, mentre, per altre tipologie (solai, ecc.), viene proposto anche nelle piante. Il colore delloggetto selezionato pu essere definito: selezionandolo nel list box dei colori di base che si attiva quando il cursore nel rigo; oppure scegliendolo nel dialog per la scelta dei colori personalizzati a cui si accede pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo. Colore Linee, in cui possibile personalizzare il colore delle linee delloggetto selezionato o da disegnare. Tale colore pu essere definito: selezionandolo nel list box dei colori di base che si attiva quando il cursore nel rigo; oppure scegliendolo nel dialog per la scelta dei colori personalizzati a cui si accede pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo. In alto nella pagina Propriet presente il list box Filtro per entit contenente la lista di tutti gli oggetti selezionati nella tavola attiva (tavola di disegno, vista 3D, ecc.) (v. 10.1.3 e 12.4). La scelta di una tipologia di oggetti nel list box Filtro per entit propone la selezione dei soli oggetti ad essa appartenenti. Ad esempio, se tra gli oggetti selezionati vi sono delle travi, selezionando lopzione Trave del list box, nella tavola attiva risulteranno selezionate le sole travi della precedente selezione.

La pagina Risultati
Nella pagina Risultati del toolbox delle Propriet possibile visualizzare i risultati di calcolo dell'oggetto selezionato nella tavola del disegno, in una carpenteria o in una vista 3D. Di seguito, se non diversamente specificato, con il termine Toolbox delle Propriet si identificher la pagina Propriet del toolbox stesso.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.1.7

Il Punto Sensibile degli Oggetti


Il disegno degli oggetti Pilastro e Trave, Parete e Cordolo di EdiLus-CA nella tavola di un piano (v. 6.6) si effettua mediante un particolare punto della loro sezione: il Punto Sensibile. Per disegnare un Pilastro, ad esempio, basta posizionare opportunamente nella tavola il punto sensibile della sua sezione. Una trave (una parete o un cordolo) viene, invece, disegnata tracciando la congiungente i punti sensibili delle sue sezioni di estremit. La definizione, in fase del disegno, del punto sensibile della sezione di un oggetto consente di fissare i punti fissi a partire dai quali loggetto viene posizionato nella struttura. Si supponga, ad esempio, di posizionare, in uno spigolo delledificio, un pilastro avente come punto sensibile della sua sezione proprio il punto coincidente con lo spigolo delledificio. Nella tavola il punto sensibile della sezione di un pilastro selezionato (v. 10.1.2) riconoscibile per la presenza della maniglia per il suo spostamento e la sua rotazione (v. figura). Sostituendo la sezione del pilastro, con una di dimensioni differenti, questa, risultando ancora vincolata al punto sensibile della precedente sezione, verr correttamente disegnata verso linterno delledificio. Analogamente, possibile scegliere di adottare, come punto sensibile del pilastro, il baricentro della sezione o il punto medio di uno dei suoi lati.

In pratica, per un pilastro, il punto sensibile della sua sezione coincide con il Filo Fisso. Inoltre, adottando come punto sensibile della sezione di una trave di bordo rettangolare, quello rivolto verso lesterno delledificio, anche cambiando la sezione, la trave rimane vincolata al bordo esterno delledificio.
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10. Il Disegno degli Oggetti

La linea che unisce i punti sensibili delle sezioni di estremit di una trave viene proposta con uno spessore maggiore delle altre linee. Quando la trave in fase di disegno o risulta selezionata, su tale segmento viene, proposta una doppia freccia cliccando la quale si sposta il punto sensibile della sezione.

La scelta del punto sensibile di un oggetto pu anche essere effettuata nel rigo Allineamento delle sue propriet (v. 10.3.1). Inoltre, il punto sensibile di un oggetto pu essere spostato, anche in fase di disegno, pigiando F5 (in avanti) oppure F6 (indietro) della tastiera il numero necessario di volte. Oltre agli oggetti Pilastro (v. 10.2.1) e Trave (v. 10.3.1), sono dotati di punti sensibili per il disegno anche loggetto Parete (v. 10.4.1), Scala (v. 10.9.1) e Cordolo (v. 10.11.1) e le selezioni multiple di oggetti (10.1.3). Pigiando F7 o F8 della tastiera quando uno degli oggetti suddetti risulta selezionato (o in fase di disegno), la sua sezione viene ruotata di 90, rispettivamente in senso antiorario o orario, intorno al punto sensibile scelto. Pigiando gli stessi tasti vengono ruotate allo stesso modo anche le selezioni multiple di oggetti (v. 10.1.3) intorno alla maniglia scelta. Di seguito vengono riportati i punti sensibili che possibile fissare per la sezione dei pilastri e delle travi.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Trave
Rettangolare Rettangol. Cava Circolare Circolare cava Poligonale

Poligonale cava

L rovescia

T semplice

T rovescia

T ruotata

Doppia T

U rovescia

Colmo

Pilastro
Rettangolare Rettangol. Cava Circolare Circolare cava Poligonale

Poligonale cava

L rovescia

T semplice

T rovescia

T ruotata

Doppia T

U rovescia

Colmo

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.2

I Pilastri
Per il disegno della struttura delledificio, gli oggetti Pilastro vanno semplicemente disposti sulla tavola del relativo piano. Disponendo un pilastro sulla tavola di un piano viene rappresentata la sua base superiore, mentre la sua base inferiore viene posizionata alla quota del piano sottostante (v. 6.1). Laltezza del pilastro risulta, pertanto, essere proprio quella specificata per il piano stesso (v. 6.1). Tale altezza, per, pu essere modificata (v. 10.2.3) e le basi del pilastro possono essere sfalsate rispetto ai piani su cui vengono disposte per default. Il semplice posizionamento di un pilastro sulla tavola consente al programma di rilevare una grande quantit di informazioni necessarie per effettuare i calcoli. Del pilastro disegnato, ad esempio, il programma conosce gi altezza, in quanto esso acquisisce laltezza specificata per la Tavola del piano su cui viene disegnato. Tuttavia un pilastro semplicemente posizionato nella tavola di un piano ancora un oggetto generico e non un elemento specifico del progetto dellEdificio. Per rendere un pilastro un elemento specifico del progetto necessario indicarne le propriet specifiche nellapposito toolbox. Le propriet di un pilastro possono essere specificate nella fase del suo disegno (v. 10.2.1) ma possono anche essere specificate o modificate (v. 10.2.2) in un qualsiasi momento successivo. I paragrafi seguenti illustrano le modalit operative per il disegno e la modifica di un pilastro e per la definizione delle sue propriet.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.2.1

Come Disegnare i Pilastri


Per disegnare un Pilastro sulla tavola di un piano (v. cap. 6) basta effettuare le seguenti operazioni: Pigiare il bottone Strutturale del toolbox Oggetti Disegno; questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi strutturali che possibile disegnare. Nel toolbox Oggetti Disegno selezionare lopzione Pilastro per attivare la modalit per il disegno dei pilastri ed il toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) del pilastro da disegnare. Nel toolbox delle Propriet specificare le propriet (10.2.3) del pilastro da disegnare effettuando le seguenti operazioni:
Di seguito, per semplicit, vengono illustrate solo alcune delle propriet del pilastro. Ovviamente, OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE per definire correttamente loggetto da disegnare. Le propriet delloggetto Pilastro di EdiLus-CA vengono descritte nel 10.2.3.

Nel list box, proposto quando il cursore nel rigo Sezione, scegliere la sezione del pilastro tra quelle preventivamente definite (v. 7.2). Nel list box proposto quando il cursore nel rigo Materiale, scegliere il materiale del pilastro tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1.1). Pigiare il bottone proposto quando il cursore nel rigo Allineamento per attivare il dialog per la scelta del Punto Sensibile (v. 10.1.7) del pilastro. Per scegliere il punto sensibile basta cliccare sul relativo quadratino (facendolo diventare rosso) e pigiare il bottone in basso per chiudere il dialog. Un doppio click sul punto sensibile lo seleziona e chiude il dialog.
Il punto sensibile della sezione del pilastro da disegnare pu anche essere scelto senza accedere allapposito dialog. Pigiando F5 o F6 della tastiera, il punto sensibile si sposta nelle varie posizioni possibili della sezione del pilastro. Per un pilastro la scelta del punto sensibile (v. 10.1.7) coincide con lindicazione del suo Filo Fisso.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Fare click nella tavola del disegno; questa operazione lega al cursore la sezione del pilastro scelta. Definire lorientamento (orizzontale o verticale) della sezione del pilastro. Pigiando F7 o F8 della tastiera, il pilastro ruota progressivamente di 90 (in senso antiorario o orario) intorno al punto sensibile scelto; se la sezione del pilastro deve essere ruotata di un angolo qualsiasi, questo pu essere specificato nel campo Rotazione del toolbox delle propriet (v. 10.2.3). Posizionare il pilastro nel punto opportuno della tavola; durante lo spostamento, nei campi della sezione PUNTO inferiore del toolbox delle Propriet vengono proposte dinamicamente della barra di stato della Finestra del Programma. Le stesse coordinate possono essere riportate dinamicamente anche nei campi opportuni del toolbox delle Propriet (v. 20.2). In questa fase le utilit di disegno (v. cap. 11) di EdiLus-CA (caricamento di disegni DXF o DWG, griglie, zoom, snap, ecc.) rendono il lavoro estremamente semplice e rapido.
Durante gli spostamenti, il punto sensibile del pilastro assume le posizioni consentite dagli snap attivi (v. 11.1). Se un pilastro va posizionato in un punto differente da quelli consentiti, necessario disabilitare uno o pi snap oppure regolarli opportunamente (v. 11.1).

Fare un click, con il pulsante sinistro del mouse, per fissare il pilastro nella posizione desiderata. Tutti i dati relativi alla posizione e alle dimensioni del pilastro vengono riportati negli opportuni campi del toolbox delle Propriet (v. 10.2.3). Tutte le scelte effettuate per il pilastro disegnato (sezione, punto sensibile, ecc.) vengono riproposte per il disegno del pilastro successivo. Disegnato un pilastro il programma ripropone la modalit per il disegno dei pilastri successivi. Per interrompere tale modalit basta pigiare il bottone Seleziona oggetti della toolbar (o selezionare lomonima opzione del menu locale della tavola) per passare alla modalit per la selezione degli oggetti (v. 10.1.2) disegnati oppure procedere al disegno di un altro oggetto (ad es. una trave).
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10. Il Disegno degli Oggetti

Per posizionare correttamente un pilastro nella tavola, oltre a tutti gli altri snap previsti dal programma, sono disponibile utilissimi snap ad oggetto (v. 11.1.3) per facilitare gli allineamenti con i pilastri o altri oggetti gi disegnati. Quando il pilastro che si sta disegnando risulta allineato con pilastri gi disegnati, vengono proposte dinamicamente le distanze da questi su apposite linee di quota. Come traccia per il disegno dei pilastri anche possibile utilizzare un disegno (una pianta del progetto architettonico) in formato DXF o DWG (v. 11.8). In questo caso, come ulteriore ausilio, sono disponibili gli snap (v. 11.1.3) agli elementi (punti, linee, ecc.) del disegno DXF o DWG. Unaltra utilit viene fornita dalla possibilit di visualizzare, sul piano del disegno, alcune entit (pilastri, travi, ecc.) gi disegnate sulla tavola di un altro piano (v. 11.6). Anche in questo caso sono disponibili gli snap agli oggetti visualizzati per procedere in maniera semplice e rapida nel disegno. Sulla tavola di un piano, infine, anche possibile copiare i pilastri (ed altre entit) gi disegnati sulla tavola di un altro piano (v. 11.5). Ogni pilastro disegnato pu essere liberamente spostato, ruotato e modificato nelle propriet (v. 10.2.2).

10.2.2

Come Modificare un Pilastro Disegnato


Un pilastro disegnato nella tavola di un piano (v. 10.2.1) pu essere liberamente spostato e/o ruotato. Anche le Propriet (v. 10.2.3) del pilastro disegnato (sezione, posizione del punto sensibile, vincoli, ecc.) possono essere liberamente modificate.

Spostamento
Per spostare un pilastro gi disegnato nella tavola basta effettuare le seguenti operazioni: attivare la modalit per la selezione degli oggetti (v. 10.1.2);
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10. Il Disegno degli Oggetti

cliccare sul pilastro per selezionarlo; quando il pilastro selezionato, sul suo punto sensibile (v. 10.1.7) viene proposta la maniglia per lo spostamento e la rotazione; fare click sul punto centrale (verde) della maniglia; questa operazione attiva la modalit per lo spostamento del pilastro ed il cursore assume laspetto a lato; spostare il punto sensibile del pilastro nella posizione desiderata; in questa fase, per operare maniera semplice e precisa, risultano molto utili le funzionalit del disegno di EdiLus-CA (Snap, Zoom, PAN, ecc.) (v. cap. 11); in particolare, sono estremamente utili:

gli snap attivi (v. 11.1) che facilitano gli allineamenti con i pilastri gi disegnati; le linee di quota che riportano dinamicamente la distanza del pilastro che si sta spostando dagli altri pilastri disegnati; le coordinate del punto sensibile del pilastro, che variano dinamicamente sulla barra di stato ed, eventualmente (v. 20.2), nella sezione PUNTO inferiore del toolbox delle propriet (v. 10.2.3);

Durante gli spostamenti, il punto sensibile del pilastro assume le sole posizioni consentite dagli snap attivi (v. 11.1). Per posizionare un pilastro in un punto differente da quelli consentiti, necessario disabilitare uno o pi snap o regolarli opportunamente (v. 11.1).

fare click per fissare la nuova posizione del pilastro. Lo spostamento del pilastro selezionato pu anche essere ottenuto: modificando le coordinate (in m), del suo punto sensibile nei righi X e Y della sezione Punto inferiore del toolbox delle Propriet (v. 10.2.3); oppure specificando lo spostamento orizzontale e verticale (lungo X e lungo Y) che deve subire il pilastro nel dialog Sposta che si attiva pigiando il bottone nellomonimo rigo del toolbox delle Propriet.

Rotazione
Per ruotare un pilastro gi disegnato nella tavola basta effettuare le seguenti operazioni:
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10. Il Disegno degli Oggetti

attivare la modalit per la selezione degli oggetti (v. 10.1.2); cliccare sul pilastro per selezionarlo; il pilastro selezionato presenta, sul suo punto sensibile (v. 10.1.7), la maniglia per lo spostamento e la rotazione; il punto sensibile (verde) funger anche da centro di rotazione;
Ovviamente, se si intende ruotare il pilastro intorno ad un altro punto, occorre spostare il suo punto sensibile. Per spostare il punto sensibile del pilastro selezionato basta pigiare F5 o F6 della tastiera il numero di volte necessario per fargli assumere la posizione desiderata.

fare click su uno dei punti esterni della maniglia; questa operazione attiva la modalit per la rotazione del pilastro ed il cursore assume laspetto a lato; spostare opportunamente il punto della maniglia cliccato per ottenere la rotazione desiderata del pilastro; il punto della maniglia pu anche essere allontanato dal centro di rotazione (punto centrale della maniglia) per favorire eventuali allineamenti con altri oggetti nella tavola. Nel campo Rotazione delle Propriet del pilastro pu essere dinamicamente riportato langolo di cui e ruotata la sua sezione (v. 20.2);
Durante la rotazione, il punto della maniglia spostato assume le posizioni obbligate dagli snap attivi (v, 11.1) nella tavola. Pertanto, le rotazioni ottenibili possono anche essere sensibilmente diverse da quella desiderata. Per ruotare con precisione la sezione di un pilastro pu essere necessario disabilitare o regolare opportunamente gli snap (v. 11.1).

quando il pilastro risulta ruotato dellangolo desiderato, fare un click per fissarne la posizione. Se durante la rotazione si preme, senza rilasciarlo, SHIFT della tastiera, il pilastro viene bloccato nella posizione ruotata e si attiva la modalit per la sua traslazione. Rilasciando SHIFT si riattiva la modalit per la rotazione. Il pilastro selezionato pu anche essere ruotato di 90, in senso antiorario o orario, intorno al suo punto sensibile pigiando rispettivamente F7 o F8 della tastiera.
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10. Il Disegno degli Oggetti

10.2.3

Le Propriet del Pilastro


Le Propriet (v. 10.1.6) di un Pilastro possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet che si attiva durante la fase del suo disegno (v. 10.2.1) oppure quando esso risulta selezionato (v. 10.1.2). Le propriet di un pilastro risultano raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche vengono proposte le seguenti propriet: Sezione: nel rigo Sezione viene riportata la stringa che identifica la sezione (v. 10.2.1) adottata per il pilastro. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere la sezione del pilastro tra quelle preventivamente definite (v. 7.2). Materiale: nel rigo Materiale viene riportato il materiale scelto per il pilastro (v. 10.2.1). Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere il materiale del pilastro tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1). Allineamento: in tale rigo possibile scegliere o modificare il punto sensibile del pilastro da utilizzare per il suo disegno (v. 10.2.1). Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui va scelto il punto sensibile.

Altre caratteristiche
Nella sezione altre caratteristiche viene proposto il rigo Aggressivit Ambiente. Nel list box che si attiva selezionando il rigo va scelta lopzione (poco, moderata o molto) relativa al livello di aggressivit dellambiente in cui si trova il pilastro selezionato.

Geometria
Nella sezione Geometria vengono proposte le seguenti propriet: Altezza: in tale rigo viene riportata laltezza, in metri, del pilastro selezionato. Tale altezza, per default, pari allaltezza del piano (v. 10.2). Laltezza proposta pu essere modificata nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile quando il cursore nel rigo Altezza.
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10. Il Disegno degli Oggetti

In tale dialog sono presenti: il campo nuova Altezza in cui va digitata la nuova altezza del pilastro; la modifica dellaltezza del pilastro viene effettuata spostando la sua base superiore; il check box Sposta Entit Collegate la cui selezione richiede che tutte le entit (travi, ecc.) collegate alla base superiore del pilastro vengano mantenute solidali ad essa e, quindi, vengano opportunamente spostate lungo la verticale. Pigiando il bottoncino OK (o INVIO della tastiera), il dialog si chiude e le modifiche richieste vengono applicate ai pilastri selezionati (v. 10.1.2 e 10.1.3). Questa funzionalit consente di definire, in maniera semplicissima, un impalcato inclinato (v. 10.7.4). Rotazione: in tale rigo viene riportato langolo di cui risulta ruotata la sezione del pilastro selezionato intorno al suo punto sensibile. In tale rigo anche possibile specificare direttamente langolo di rotazione della sezione del pilastro per ottenerne linclinazione desiderata nella tavola. Luce Libera: in tale rigo viene riportata, in metri, la lunghezza libera di inflessione del pilastro selezionato. Tale valore NON modificabile.

PUNTO inferiore
Nella sezione PUNTO inferiore vengono proposte (in metri) le coordinate (X, Y) e la Quota (rispetto al piano del disegno) del punto sensibile (v. 10.1.7) della base inferiore del pilastro selezionato. La Quota pu essere modificata digitando il nuovo valore nel relativo campo. Le coordinate X ed Y possono essere modificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel campo XY quando risulta selezionato il relativo rigo. Pigiando il bottoncino OK del dialog si ottiene il posizionamento desiderato del pilastro nel disegno.

Ancora al Piano
Nella sezione Ancora al Piano vengono proposte le seguenti propriet per definire il tipo di ancoraggio tra la base superiore del pilastro e il piano su cui stato disegnato (v. 10.2): SUPERIORE: nel list box che si attiva posizionando il cursore nel rigo possibile scegliere una delle seguenti opzioni: SI: la base superiore del pilastro risulta ancorata al piano del disegno; pertanto, modificando la quota del piano del disegno, la base superiore del pilastro rimane solidale ad esso; cliccando sul

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10. Il Disegno degli Oggetti

riore del pilastro rimane solidale ad esso; cliccando sul bottoncino a sinistra del list box, viene proposto il campo Delta in cui anche possibile richiedere uno scostamento, in metri, della base superiore del pilastro dal piano del disegno; NO: tra la base superiore del pilastro e il piano del disegno NON esiste alcun ancoraggio; pertanto, modificando la quota del piano del disegno, la quota della base superiore del pilastro rimane invariata.
Se, per la base superiore del pilastro, occorre richiedere uno scostamento verso il basso rispetto al relativo piano di appartenenza, il valore specificato nel campo delta deve essere preceduto dal segno (meno). Ovviamente, lo scostamento richiesto viene mantenuto anche se si modifica laltezza del piano (v. 6.3).

Vincoli Interni
Nella sezione Vincoli Interni vengono proposte le seguenti propriet: Inferiore: nel rigo Inferiore vengono segnalati, mediante una sequenza di sei lettere S (SI) o N (NO), quali sono i vincoli interni presenti sulla base inferiore del pilastro. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile modificare i vincoli interni alle estremit del pilastro (v. 10.2.5). Superiore: nel rigo Superiore vengono segnalati, mediante una sequenza di sei lettere S (SI) o N (NO), quali sono i vincoli interni presenti sulla base superiore del pilastro. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile modificare i vincoli interni alle estremit del pilastro (v. 10.2.5).

Carichi e Forze
Forze Lineari: in tale rigo viene riportato il numero di forze e momenti lineari che caricano il pilastro selezionato. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile prendere visione dei carichi e dei momenti lineari derivanti dallAnalisi dei Carichi (effettuata automaticamente dal programma) e degli eventuali carichi e momenti lineari aggiuntivi applicati al pilastro dallUtente (v. 10.2.4).
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10. Il Disegno degli Oggetti

Forze Concentrate: in tale rigo viene riportato il numero di forze e momenti concentrati che caricano il pilastro selezionato. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile prendere visione delle forze e dei momenti concentrati derivanti dallAnalisi dei Carichi (effettuata automaticamente dal programma) e delle eventuali forze e momenti concentrati aggiuntivi applicati al pilastro dallUtente (v. 10.2.4). Carico Termico: in tale rigo viene indicato (SI o NO) se esistono carichi termici sul pilastro selezionato. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile specificare liberamente i carichi termici (nelle tre direzioni) agenti sul pilastro selezionato.

Funzionalit
La sezione Funzionalit comprende le seguenti propriet: Mostra su Piano superiore: la selezione di tale check box richiede di assegnare il pilastro selezionato anche al piano superiore (v. 10.3.7). Al piano superiore, il pilastro viene rappresentato tratteggiato. Sposta: questa propriet consente di spostare il pilastro selezionato nel piano del disegno. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo Sposta si apre il dialog in cui vanno specificate le componenti (lungo X e/o lungo Y) dello spostamento che deve subire il pilastro.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.2.4

Come Visualizzare le Forze su un Pilastro


Un pilastro disegnato viene automaticamente caricato con le forze derivanti dallAnalisi dei Carichi effettuata automaticamente dal programma in funzione degli oggetti (travi, solai, ecc.) che gravano su esso. Prima di richiedere il calcolo, lUtente pu caricare liberamente un pilastro con ulteriori forze e momenti (v. 12.11). Tutte le forze (concentrate e lineari) che competono ad un pilastro possono essere visualizzate nel dialog Forze Lineari (Forze Concentrate). Per accedere al dialog Forze Lineari (Forze Concentrate) di un pilastro basta selezionarlo e pigiare il bottone proposto posizionando il cursore nellomonimo rigo del toolbox delle Propriet (v. 10.2.3). I dialog Forze Lineari e Forze Concentrate di un pilastro sono identici a quelli previsti per le travi e, pertanto, per la loro descrizione, si rimanda al 10.3.4. Le modalit operative per lapplicazione di forze, carichi e momenti aggiuntivi su un pilastro vengono illustrate nel 12.11 e segg.. Lapplicazione di forze aggiuntive sui nodi della struttura viene illustrata nei 12.11.2 e 12.11.5.

10.2.5

I Vincoli Interni del Pilastro


I vincoli Interni di un Pilastro possono essere liberamente definiti dallUtente con le stesse modalit previste per la definizione dei vincoli interni delle Travi (v. 10.3.5). Lapplicazione di vincoli esterni sui nodi della struttura pu essere effettuata nella vista strutturale di una vista 3D (v. 12.9.1.2).

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.3

Le Travi
Le travi, come i pilastri (v. 10.2), sono oggetti che vanno disegnati sulla tavola dei relativi piani (v. cap. 6) di appartenenza. Per poter disegnare le travi nella tavola non necessario aver preventivamente disegnato i pilastri a cui collegarle. I pilastri, pertanto, possono essere disegnati (v. 10.2.1) anche dopo aver disegnato le travi del piano. Disegnando una trave, sulla tavola del piano viene rappresentata la base superiore della sua sezione. La quota a cui viene posizionata la trave pu essere liberamente modificata (v. 10.3.3). possibile, inoltre, modificare la quota di una estremit della trave, modificandone linclinazione, e ruotare la sua sezione. Il semplice disegno di una trave sulla tavola consente al programma di rilevare una grande quantit di informazioni necessarie al calcolo. Tuttavia una trave disegnata nella tavola di un piano ancora un oggetto generico e non un elemento specifico del progetto dellEdificio. Per rendere una trave disegnata un elemento specifico del progetto, necessario indicarne le Propriet opportune nellapposito toolbox. Le propriet di una trave possono essere specificate nella fase del suo disegno (v. 10.3.1) ma possono anche essere specificate o modificate (v. 10.3.2) successivamente. I paragrafi seguenti illustrano le modalit operative per il disegno (v. 10.3.1) e la modifica (v. 10.3.2) di una trave e per la definizione delle sue propriet (v. 10.3.3).

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.3.1

Come Disegnare le Travi


Una trave si disegna semplicemente tracciando, sulla tavola del piano di appartenenza (v. 6.6), uno dei punti sensibili sul lato superiore della sua sezione (v. 10.1.7). Per disegnare una Trave nella tavola del piano attiva (v. 6.5) basta effettuare le seguenti operazioni: Selezionare il bottone Strutturale del toolbox Oggetti Disegno; questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi strutturali di EdiLus-CA. Nel toolbox Oggetti Disegno selezionare lopzione Trave (e Winkler) per attivare la modalit per il disegno delle travi ed il toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) della trave da disegnare. Nel toolbox delle Propriet specificare le propriet (v. 10.3.3) della trave da disegnare effettuando le seguenti operazioni:
Di seguito, per semplicit, vengono illustrate solo alcune delle principali propriet della trave. Ovviamente, OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE per definire correttamente loggetto da disegnare. Le propriet delloggetto Trave di EdiLus-CA vengono descritte nel 10.3.3.

Nel list box proposto quando il cursore nel rigo Sezione, scegliere la sezione della trave tra quelle preventivamente definite (v. 7.2). Nel list box proposto quando il cursore nel rigo Materiale, scegliere il materiale della trave tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1). Pigiare il bottone nel rigo Allineamento per aprire il dialog per la scelta del Punto Sensibile (v. 10.1.7) della trave; per scegliere il punto sensibile basta: cliccare sul punto sensibile (quadratino) della sezione per selezionarlo; il punto sensibile selezionato viene proposto in rosso; pigiare in bottone in basso a sinistra per confermare la scelta e chiudere il dialog.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Un semplice doppio click sul punto sensibile, oltre a selezionarlo, chiude anche il dialog.
Si noti che, a differenza dei pilastri, per una trave vengono proposti, per la scelta, i soli punti sensibili della base superiore della sua sezione. Una trave, infatti, si disegna rappresentandone la base superiore nella tavola del piano di appartenenza.

Fare click nel punto della Tavola in cui va posizionata la prima estremit della trave; le coordinate della prima estremit della trave vengono riportate nei campi della sezione Punto iniziale delle sue Propriet.
Quando una trave risulta selezionata (v. 10.1.2), il punto sensibile pu anche essere scelto senza accedere allapposito dialog. Pigiando F5 o F6 della tastiera, il punto sensibile viene spostato progressivamente nelle posizioni possibili per la sezione scelta. Ad esempio, selezionando una trave a T e pigiando ripetutamente F5 o F6, il punto sensibile della sua sezione si sposta (in avanti o indietro) in uno delle cinque possibili posizioni sulla sua base superiore. La congiungente del punto sensibile delle sezioni iniziale e finale viene evidenziata con uno spessore maggiore.

Spostare il cursore nel punto in cui posizionare laltra estremit della trave; avendo fissata unestremit, la trave pu essere solo ruotata, allungata e/o accorciata; durante gli spostamenti unapposita linea di quota riporta dinamicamente la lunghezza e linclinazione della trave.
In questa fase, tenendo premuto SHIFT della tastiera, si inibisce la possibilit di ruotare e dimensionare la trave e si attiva la modalit per la sua traslazione. Per poter nuovamente ruotare e dimensionare la trave basta rilasciare SHIFT della tastiera. Durante il disegno, il punto sensibile della sezione delle estremit della trave assume le sole posizioni compatibili con gli snap attivi (v. 11.1). Se una delle estremit deve essere posizionata in un punto differente da quelli consentiti dagli snap, necessario disabilitare uno o pi snap oppure regolarli opportunamente (v. 11.1 e segg.).

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10. Il Disegno degli Oggetti

Fare click nel punto della tavola in cui va posizionata la seconda estremit (Punto finale) per fissare la trave disegnata.
assolutamente necessario che le travi disegnate risultino correttamente collegate ai pilastri (v. 10.2.1) o agli altri elementi strutturali.

Perch due oggetti risultino correttamente collegati tra loro necessario che si tocchino in almeno un punto.

La trave disegnata (e selezionata) presenta sulla congiungente i punti sensibili delle sezioni iniziale e finale due freccette azzurre. Cliccando su tali freccette si sposta il punto sensibile della sezione della trave. Sulla stessa congiungente viene, inoltre, riportata una freccetta nera che indica la direzione dellasse 1 del riferimento locale (v. 21.2) della trave stessa. Tutte le scelte effettuate per lultima trave disegnata (sezione, punto sensibile, ecc.) vengono riproposte, per default, per il disegno della trave successiva. Durante il disegno, il corretto posizionamento delle estremit della trave viene agevolato dalle potenti funzionalit di disegno (v. cap. 11) del programma. In particolare, oltre agli Snap (v. 11.1), risultano estremamente utili le seguenti funzionalit: Il Caricamento di una planimetria in formato DXF o DWG. Nella tavola di un piano possibile inserire, come sfondo, una planimetria in formato DXF o DWG (v. 11.8) in modo da avere una traccia per limmediata disposizione degli oggetti. La possibilit di disegnare senza prestare attenzione alle misure rende il disegno degli oggetti particolarmente rapido e comodo. Inoltre, gli elementi (punti, segmenti, ecc.) del grafico DXF o DWG definiscono degli snap che consentono di posizionare e allineare gli oggetti in maniera semplice e precisa. Le Griglie Guida (v. 11.2).
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10. Il Disegno degli Oggetti

Unaltra importante utilit consiste nella possibilit di visualizzare, come sfondo (Background) della tavola di disegno di un piano, entit (pilastri, travi, ecc.) gi disegnate per altri piani (v. 11.6). Anche in questo caso possibile usufruire degli snap agli oggetti visualizzati per procedere in maniera pi semplice e rapida nel disegno. Sulla tavola di un piano, infine, anche possibile copiare le travi (ed altre entit) gi disegnate sulla tavola di un altro piano (v. 11.5). Ogni trave disegnata pu essere liberamente spostata, ruotata e modificata nelle propriet (v. 10.3.2).

10.3.2

Come Modificare una Trave Disegnata


Una trave pu essere liberamente traslata e/o ruotata nella tavola di un piano (v. 6.6), anche dopo essere stata disegnata. Anche le Propriet (v. 10.3.3) di una trave (sezione, punto sensibile, vincoli, ecc.) possono essere liberamente modificate dopo il disegno.

Traslazione
Per traslare una trave gi disegnata nella tavola del suo piano di appartenenza, basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare la trave da traslare (v. 10.1.2); quando la trave risulta selezionata alle sue estremit vengono proposte le maniglie (pallini) per lo spostamento dei punti sensibili; tenere premuto SHIFT della tastiera e fare click sulla maniglia dellestremit da prendere come riferimento per lo spostamento; questa operazione attiva la modalit per la traslazione della trave; spostare lestremit della trave nella posizione desiderata; le coordinate del punto sensibile spostato vengono riportate dinamicamente a destra sulla barra di stato della Finestra del Programma; per posizionare la trave in maniera semplice e precisa sono di grande aiuto le funzionalit di disegno del programma (v. cap. 11);
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10. Il Disegno degli Oggetti

Durante gli spostamenti, il punto sensibile dellestremit della trave spostata assume le sole posizioni consentite dagli snap attivi (v. 11.1). Per posizionare lestremit della trave in un punto differente da quelli consentiti, necessario disabilitare o regolare opportunamente (v. 11.1 e segg.) gli Snap. Se, durante lo spostamento, si rilascia SHIFT della tastiera si inibisce la modalit per la traslazione della trave e si rende attiva la modalit per la sua rotazione e il suo dimensionamento (allungamento o accorciamento) (v. avanti).

fare click per fissare la nuova posizione dellestremit della trave e rilasciare SHIFT della tastiera; le coordinate dei punti sensibili delle estremit della trave vengono anche riportate negli appositi campi del toolbox delle Propriet (v. 10.3.3). Lo spostamento della trave selezionata pu anche essere ottenuto modificando opportunamente le coordinate, in metri, delle sue estremit nel toolbox delle Propriet (v. 10.3.3).

Rotazione
Per ruotare, nel piano del disegno, una trave gi disegnata basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare la trave da ruotare (v. 10.1.2); quando la trave risulta selezionata alle sue estremit vengono proposte le maniglie (pallini blu) per lo spostamento dei punti sensibili delle sue estremit; fare click sulla maniglia dellestremit della trave opposta a quella che deve fungere da centro di rotazione; questa operazione attiva la modalit per la rotazione ed il dimensionamento della trave;
La modalit per la rotazione della trave viene proposta contestualmente alla modalit per la modifica della sua lunghezza (v. avanti). Una rotazione della trave pu, quindi, essere effettuata contestualmente al suo dimensionamento. Ovviamente, per ruotare la trave intorno ad un altro punto della sua sezione di estremit, occorre spostarne il punto sensibile (v. 10.1.7). Per spostare il punto sensibile della trave selezionata basta pigiare F5 o F6 della tastiera (o cliccare sulle apposite freccette azzurre) il numero di volte necessario per fargli assumere la posizione desiderata.

spostare opportunamente lestremit cliccata per ottenere la rotazione desiderata della trave; durante la rotazione sullapposita linea di quota viene riportato dinamicamente langolo di cui la trave risulta ruotata nel piano del disegno;
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10. Il Disegno degli Oggetti

Lestremit della trave spostata assume posizioni compatibili con gli snap attivi (v, 11.1) nella tavola. Di conseguenza le rotazioni della trave che possibile ottenere possono essere sensibilmente diverse da quella desiderata. Per ruotare con precisione una trave pu essere necessario disabilitare o regolare opportunamente gli snap attivi (v. 11.1).

quando la trave risulta ruotata dellangolo desiderato, fare un click per fissarne la posizione; langolo di cui risulta ruotata la trave viene riportato nel campo Angolo XY del toolbox delle Propriet (v. 10.3.3). Se durante la rotazione si preme, senza rilasciarlo, SHIFT della tastiera, la trave viene bloccata nella posizione ruotata e si attiva la modalit per la sua traslazione. Rilasciando SHIFT viene riattivata la modalit per la rotazione della trave. La trave selezionata pu anche essere ruotata intorno al suo Punto Iniziale (v. 21.1) modificando langolo che essa forma con lorizzontale nel campo Angolo XY del toolbox delle Propriet (v. 10.3.3).

Dimensionamento
Per modificare la lunghezza di una trave gi disegnata basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare la trave (v. 10.1.2); quando la trave risulta selezionata alle sue estremit vengono proposte le maniglie (pallini blu) per lo spostamento dei punti sensibili delle sue estremit; fare click sulla maniglia dellestremit della trave che si intende spostare per modificarne la lunghezza; questa operazione attiva la modalit per il dimensionamento e la rotazione della trave; spostare lestremit cliccata per modificare la lunghezza della trave; durante le modifiche, sullapposita linea di quota, vengono dinamicamente proposte le nuove coordinate dellestremit spostata;
Durante il dimensionamento, lestremit della trave spostata assume posizioni compatibili con snap attivi (v. 11.1). Di conseguenza la lunghezza della trave pu risultare sensibilmente diversa da quella desiderata. Per dimensionare con precisione una trave pu essere necessario disabilitare o regolare opportunamente gli snap attivi (v. 11.1).

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10. Il Disegno degli Oggetti

quando la trave risulta della lunghezza desiderata oppure quando lestremit spostata nel punto opportuno, fare un click per fissarne le dimensioni o la posizione. Se durante il dimensionamento si preme, senza rilasciarlo, SHIFT della tastiera, la lunghezza della trave viene bloccata e si attiva la modalit per la sua traslazione. Rilasciando SHIFT viene riattivata la modalit per il dimensionamento e la rotazione della trave. La lunghezza della trave selezionata pu anche essere variata modificando il valore del campo Lunghezza del toolbox delle Propriet (v. 10.3.3). Ulteriori possibilit di modifica della trave selezionata (variazioni di quota, ecc.) possono essere effettuate intervenendo sulle sue propriet (v. 10.3.3).

10.3.3

Le Propriet della Trave


Le Propriet (v. 10.1.6) di una Trave possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet che si attiva durante la fase del suo disegno (v. 10.3.1) oppure quando essa risulta selezionata (v. 10.3.2). Le propriet di una trave sono raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche vengono proposte le seguenti propriet: Sezione: nel rigo Sezione viene riportata la stringa che identifica la sezione (v. 10.3.1) adottata per la trave. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere la sezione della trave tra quelle preventivamente definite (v. 7.2). Materiale: nel rigo Materiale viene riportato il materiale della trave. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere il materiale tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1). Allineamento: in tale rigo possibile scegliere o modificare il punto sensibile della sezione della trave da utilizzare per il suo disegno (v. 10.3.1). Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui va scelto il punto sensibile.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Terreno (winkler): nel rigo Terreno (winkler) va specificato il tipo di terreno di fondazione se la trave di fondazione (alla Winkler) (v. 10.3.6). Una trave viene riconosciuta come trave di fondazione (alla Winkler) quando, per essa, risulta specificato un terreno. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere il terreno di fondazione tra quelli preventivamente definiti (v. 8.2).

Altre caratteristiche
Nella sezione altre caratteristiche vengono proposti i righi: Aggressivit Ambiente: nel list box che si attiva posizionando il cursore nel rigo va scelta lopzione (poco, moderata o molto) relativa al livello di aggressivit dellambiente per la trave selezionata. Verifica Torsione: nel list box che si attiva posizionando il cursore nel rigo possibile scegliere se effettuare le verifiche a torsione sulla trave selezionata, mediante la selezione di una delle seguenti opzioni: automatico: richiede di effettuare o meno la verifica a torsione sulla trave selezionata a seconda della scelta effettuata per tutte le travi del progetto (v. 5.1); SI: richiede di effettuare la verifica a torsione sulla trave; NO: richiede di NON effettuare la verifica a torsione sulla trave. Analisi Dinamica Verticale per: nel list box che si attiva posizionando il cursore nel rigo possibile scegliere lopzione (elemento comune, membratura orizzontale con luce > 20 m, struttura di tipo spingente o sbalzo) opportuna a descrivere la trave selezionata; in funzione della scelta effettuata il programma eseguir o meno lanalisi dinamica verticale sulla trave selezionata con le modalit previste dalla vigente normativa. Zoppa (solo per travi di fondazione alla Winkler): la selezione del check box Zoppa indica che la trave di fondazione selezionata zoppa e NON viene portata in conto la parte di magro di fondazione dalla parte zoppa, con il relativo incremento della superficie di contatto con il terreno.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Geometria
Nella sezione Geometria vengono proposte le seguenti propriet: Lunghezza: in tale rigo viene riportata la lunghezza, in metri, della trave selezionata. Il valore della lunghezza riportato pu essere modificato con la conseguente modifica della trave nel disegno effettuata tenendo fermo il suo punto iniziale (v. 21.2). Per ottenere la modifica della trave nel disegno necessario confermare il valore specificato pigiando INVIO della tastiera o spostando il cursore in un altro rigo. Rotazione: in tale rigo possibile specificare langolo di cui si intende ruotare la sezione della trave intorno al suo punto sensibile. Tale rotazione consente, ad esempio, di rappresentare correttamente una trave a spessore in un solaio inclinato. Angolo XY: in tale rigo viene riportato langolo di cui risulta ruotata la trave rispetto allorizzontale nel piano del disegno. Il valore dellAngolo XY riportato pu essere modificato con la conseguente modifica della trave nel disegno effettuata tenendo fermo il suo punto iniziale (v. 21.2). Per ottenere la modifica della trave nel disegno necessario confermare il valore specificato pigiando INVIO della tastiera o spostando il cursore in un altro rigo. Angolo XZ: in tale rigo possibile specificare il valore dellangolo di cui si intende ruotare la trave selezionata nel piano verticale passante per il suo asse. Il centro di rotazione attorno a cui viene ruotata la trave il Punto Sensibile della sezione iniziale (v. 21.2). Per ottenere la rotazione richiesta necessario confermare il valore inserito pigiando INVIO della tastiera oppure spostando il cursore in un altro campo. Luce Libera: in tale rigo viene riportata, in metri, la lunghezza libera di inflessione della trave. Tale valore non pu essere modificato. Specchiata: la selezione di tale check box (abilitato solo se le sezione scelta asimmetrica) richiede di specchiare la trave selezionata rispetto alla linea che unisce i punti sensibili delle sue sezioni di estremit.

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10. Il Disegno degli Oggetti

PUNTO iniziale
Nella sezione PUNTO iniziale vengono proposte (in metri) le coordinate (X, Y) e la Quota (rispetto al piano del disegno) del punto sensibile della sezione iniziale (v. 21.2) della trave selezionata. La Quota pu essere modificata digitando il nuovo valore nel relativo campo. Le coordinate X ed Y possono essere modificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel campo XY quando risulta selezionato il relativo rigo. Pigiando il bottoncino OK del dialog si ottiene il posizionamento desiderato dellestremit iniziale della trave nel disegno.

PUNTO finale
Nella sezione PUNTO finale vengono proposte (in metri) le coordinate (X, Y) e la Quota (rispetto al piano del disegno) del punto sensibile della sezione finale (v. 21.2) della trave selezionata. Come per il punto iniziale, anche la quota e le coordinate dellestremit finale della trave possono essere modificate per ottenerne il posizionamento desiderato nel disegno.

Ancora al Piano
Nella sezione Ancora al Piano vengono proposte le seguenti propriet per definire il tipo di ancoraggio della faccia superiore della trave selezionata al piano di appartenenza (piano del disegno) (v. 10.3): SUPERIORE: nel list box che si attiva posizionando il cursore nel rigo possibile scegliere una delle seguenti opzioni: NO: tra la trave ed il piano di appartenenza NON esiste alcun ancoraggio, per cui, modificando la quota del piano di appartenenza, la quota della trave NON viene modificata; Si: la trave risulta vincolata al piano di appartenenza; pertanto, modificando la quota di tale piano, la trave rimane solidale ad esso; cliccando sul bottoncino (presente a sinistra del list box solo quando in esso risulta selezionata lopzione SI), vengono proposti i campi: Delta Punto iniziale: in cui possibile specificare, in metri, lo scostamento desiderato del punto sensibile della sezione iniziale (v. 21.2) della trave dal piano di appartenenza; Delta Punto finale: in cui possibile specificare, in metri, lo scostamento desiderato del punto sensibile della sezione finale (v. 21.2) della trave dal piano di appartenenza.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Se, per le estremit della trave, va richiesto uno scostamento verso il basso rispetto al piano di appartenenza, i valori specificati nei campi delta Punto iniziale e/o delta Punto finale, devono essere preceduti dal segno (meno). Ovviamente, gli scostamenti richiesti vengono mantenuti anche se si modifica laltezza del piano di appartenenza della trave (v. 6.3).

Vincoli Interni
Nella sezione Vincoli Interni vengono proposte le seguenti propriet: Iniziale: nel rigo Iniziale vengono indicati, con una sequenza di sei lettere S (SI) o N (NO), i vincoli interni sulla sezione iniziale (v. 21.2) della trave. Pigiando il bottone proposto quando il rigo selezionato, si apre il dialog in cui possibile modificare i vincoli interni alle estremit della trave. (v. 10.3.5). Finale: nel rigo Finale vengono indicati, con una sequenza di sei lettere S (SI) o N (NO), i vincoli interni sulla sezione finale (v. 21.2) della trave. Pigiando il bottone proposto quando il rigo selezionato, si apre il dialog in cui possibile modificare i vincoli interni alle estremit della trave (v. 10.3.5).

Carichi e Forze
Nella sezione Carichi e Forze vengono proposte le seguenti propriet: Forze Lineari: in tale rigo viene riportato il numero di forze e momenti lineari che caricano la trave selezionata. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile prendere visione dei carichi e dei momenti lineari derivanti dallAnalisi dei Carichi (effettuata automaticamente dal programma) e degli eventuali carichi e momenti lineari aggiuntivi applicati alla trave dallUtente (v. 10.3.4). Forze Concentrate: in tale rigo viene riportato il numero di forze e momenti concentrati che caricano la trave selezionata. Pigiando il bottone proposto selezionando il rigo, si apre il dialog in cui possibile prendere visione delle forze e dei momenti concentrati sulla trave derivanti dallAnalisi dei Carichi (effettuata automaticamente dal programma) e di eventuali forze e momenti aggiuntivi applicati, alla trave, dallUtente. (v. 10.3.4).

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10. Il Disegno degli Oggetti

Carico Termico: in tale rigo viene indicato (SI o NO) se esistono carichi termici sulla trave selezionata. Pigiando il bottone proposto quando il rigo selezionato, si apre il dialog in cui possibile specificare i carichi termici agenti sulla trave.

Funzionalit
La sezione Funzionalit comprende le seguenti propriet: Mostra su Piano superiore: la selezione di tale check box richiede di assegnare la trave selezionata anche al piano superiore (v. 10.3.7). Tale funzionalit necessaria per disegnare un solaio quando una trave che lo delimita appartiene al piano sottostante quello su cui esso viene disegnato (v. 10.7.1). Al piano superiore, la trave del piano inferiore viene rappresentata tratteggiata. Sposta: pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile specificare il valore (in metri) di cui si intende sollevare o abbassare verticalmente la trave selezionata.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6.

10.3.4

Come Visualizzare le Forze su una Trave


Ogni trave viene automaticamente caricata con le forze e i momenti Concentrati e/o Lineari e derivanti dallAnalisi dei Carichi effettuata dal programma in funzione degli elementi (solai, tamponature, ecc.) che gravano su essa. Prima di richiedere il calcolo, lUtente pu caricare liberamente una trave con ulteriori forze, carichi e momenti aggiuntivi (v. 12.11 e segg.).
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10. Il Disegno degli Oggetti

Tutte le forze e i momenti lineari (concentrati) applicati ad una trave possono essere visualizzati, ma NON modificati o cancellati, nel dialog Forze Lineari (Forze Concentrate). Per accedere al dialog Forze Lineari (Forze Concentrate) di una trave basta selezionarla e pigiare il bottone proposto selezionando il rigo Forze Lineari (Forze Concentrate) delle sue propriet (v. 10.3.3). I dialog Forze Lineari e Forze Concentrate presentano, nella parte superiore, una tabella nei cui righi vengono riportati i dati delle forze applicate alla trave. Selezionando una forza nella tabella, nelle sezioni sottostanti, vengono riproposti i relativi dati. In particolare, nella sezione Condizione di Carico, per la forza selezionata, vengono riportati la descrizione, la condizione di carico, la tipologia di carico accidentale, il coefficiente di riduzione delle masse sismiche ed il sistema di riferimento (Globale o Locale) adottato (v. cap. 21). Nella sezione inferiore dei dialog vengono, infine, proposte le componenti della forza (o momento) e i dati relativi al suo posizionamento sulla trave.

Sia nella tabella che nei campi sottostanti i dati delle forze derivanti dallAnalisi dei Carichi effettuata automaticamente dal programma ven157

10. Il Disegno degli Oggetti

gono riportati in azzurro, mentre quelli delle forze aggiuntive applicate alla trave dallUtente vengono proposti in bordeaux. Le modalit operative per linserimento, la modifica e la cancellazione di carichi lineari, forze e/o momenti concentrati su una trave vengono illustrate nei 12.11 e segg.. Le modalit operative per lapplicazione di forze aggiuntive sui nodi della struttura vengono illustrate nel 12.11.2 e 12.11.5. Per una maggiore facilit di lettura, di seguito viene illustrato il significato di alcuni dati delle forze riportati nei dialog Forze Lineari e Forze Concentrate.

Dialog Forze Lineari


Nella sezione Punto Iniziale del dialog Forze Lineari sono proposti i campi: Distanza LLI[i], che riporta la distanza dis[i], in metri, tra il punto iniziale della lunghezza libera di inflessione della trave (LL[i]) e il punto a partire dal quale viene applicato il carico;
Il punto iniziale della lunghezza libera di inflessione della trave coincide con lorigine del suo riferimento locale (v. 21.2). Ovviamente, se il carico stato applicato a partire dal punto iniziale della lunghezza libera di inflessione LLI[i], la Distanza LLI[i] pari a zero.

Carico X/1, Carico Y/2 e Carico Z/3, che riportano i valori (in N/m) delle componenti del carico lineare nel primo punto [i] in cui questo stato applicato; tale valori sono specificati, con il segno opportuno, in funzione del sistema di riferimento (Globale o Locale) adottato;
I campi in cui vanno specificate le componenti del carico vengono nominati Carico X, Carico Y e Carico Z, se per la definizione del carico stato adottato il sistema di riferimento globale; vengono, invece nominati Carico 1, Carico 2 e Carico 3 se stato adottato il sistema di riferimento locale.

Momento torcente, che riporta il valore (in Nm/m) del momento torcente nel primo punto [i] della trave in cui questo stato applicato.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Nella sezione Punto Finale del dialog Forze Lineari vengono, invece, proposti i campi: Distanza LLI[f], che riporta la distanza dis[f] (in metri) tra il punto finale di applicazione del carico e il punto finale della lunghezza libera di inflessione della trave (LLI[f]); Carico X/1, Carico Y/2 e Carico Z/3, che riportano i valori (in N/m) delle componenti del carico lineare nellultimo punto [f] in cui questo stato applicato; tale valori risultano specificato, con il segno opportuno, in funzione del riferimento scelto (Globale o Locale); Momento torcente indicare, in Nm/m, leventuale valore del momento torcente nellultimo punto [f] in cui questo viene applicato.

Dialog Forze Concentrate


Nella sezione inferiore del dialog Forze Concentrate vengono proposti i campi: Distanza LLI[i], che riporta (in metri) la distanza dis[i] tra il punto iniziale della lunghezza libera di inflessione della trave (LL[i]) e il punto in cui viene applicata la forza; Forza X, Forza Y e Forza Z, che riportano (in N) i valori delle componenti della forza concentrata nelle tre direzioni del riferimento Globale; naturalmente tali valori risultano specificati con il segno opportuno per definire il verso della forza; Momento X, Momento Y e Momento Z, che riportano (in Nm) i valori delle componenti del momento nelle tre direzioni del riferimento Globale; anche in questo caso i valori risultano essere specificati con il segno opportuno. Per uscire dal dialog basta pigiare il bottone Chiudi sulla sua barra inferiore

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.3.5

I Vincoli Interni della Trave


I vincoli Interni di una Trave possono essere liberamente definiti dallUtente. Per definire il vincolo interno alle estremit iniziale e finale (v. 21.2) di una Trave occorre effettuare le seguenti operazioni: selezionare la trave (v. 10.1.2) per visualizzare le sue propriet nel Toolbox delle Propriet; pigiare il bottone proposto quando il cursore nel rigo Iniziale della sezione Vincoli Interni del toolbox delle Propriet per accedere al dialog per la scelta del vincolo; pigiare il bottone in alto nel dialog e, nella lista che si attiva, scegliere il vincolo opportuno (per lestremit iniziale o per entrambe le estremit); nel dialog viene proposta la selezione dei check box corrispondente al vincolo scelto; il vincolo pu essere ulteriormente personalizzato modificando la selezione dei check box delle sezioni Vincolo allo Spostamento e Vincolo alla Rotazione; pigiare il bottone OK per confermare il vincolo scelto (o entrambi i vincoli scelti) e chiudere il dialog; nei righi Iniziale e Finale delle Propriet viene riportata una stringa composta da una sequenza di lettere S (SI) ed N (NO) che forniscono unindicazione sintetica del vincolo specificato in funzione dei check selezionati nel dialog; nel rigo Finale definire, se necessario, il vincolo interno dellestremit finale della trave con le stesse modalit illustrate.
Il vincolo interno allestremit finale (iniziale) della trave potrebbe essere gi stato definito in fase di definizione di quello della sua estremit iniziale (finale).

Lapplicazione di ulteriori vincoli esterni sui nodi della struttura pu essere effettuata nella vista strutturale di una vista 3D (v. 12.9.1.2).
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10. Il Disegno degli Oggetti

10.3.6

Le Travi di Fondazione (Winkler)


Le travi di fondazioni (alla Winkler) sono comuni travi di EdiLus-CA con specifiche caratteristiche. Tali travi, pertanto, si disegnano, come qualsiasi altra trave in elevazione (v. 10.3.1). A parte la scelta di una sezione opportuna (a T rovescia), ci che differenzia una trave di Fondazione da una qualsiasi trave la presenza del Terreno. Il programma, infatti, riconosce una trave di fondazione per il fatto che, nelle sue propriet, le stato assegnato un terreno (v. 10.3.3). Generalmente, una trave di fondazione va disegnata sul piano Fondazione (v. cap. 6) del progetto. Nulla vieta, per, di disegnare una trave di fondazione anche su un altro piano del progetto. Per le modalit per il disegno e la modifica di una trave di fondazione si rimanda, pertanto, ai 10.3.1 e 10.3.2 in cui vengono illustrate le modalit per il disegno e la modifica delle travi. Analogamente, per la descrizione delle propriet di una trave di fondazione, si rimanda al 10.3.3.

10.3.7

Travi in Comune Tra Due Impalcati


Per poter disegnare un solaio necessario che questo risulti racchiuso da travi (v. 10.3.1) o pareti (v. 10.4.1). Se per un solaio inclinato (falda) una delle travi che lo racchiude appartiene al piano sottostante, possibile assegnare tale trave anche al piano in cui viene disegnato il solaio stesso. Le modalit per il disegno del tipo di solaio descritto vengono illustrate mediante un semplice esempio. Si supponga di dover disegnare la struttura nella figura precedente.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Disegnati i pilastri (v. 10.2.1), le travi (v. 10.3.1) ed il solaio (v. 10.7.1) del primo piano e i due pilastri e le due travi del secondo piano (v. figura), per disegnare correttamente il solaio inclinato del piano superiore basta: Selezionare, nella tavola del primo piano, la trave che deve racchiudere il solaio inclinato superiore e selezionare il check Mostra su Piano superiore nel toolbox delle propriet. La stessa operazione va effettuata anche per i due pilastri adiacenti alla trave. Selezionare le due travi del piano superiore e, nel toolbox delle Propriet modificare la Quota (v. 10.3.3) della loro estremit libera per portarla alla quota del piano sottostante. Nel caso in esame la quota dellestremit libera delle travi deve essere posta pari a zero. Nella pianta del piano superiore disegnare il solaio (v. 10.7.1) della falda inclinata.

10.3.8

Trave Estradossata
Con EdiLus-CA il disegno di una trave estradossata semplice ed intuitivo. Le modalit per il disegno di un edificio con travi estradossate vengono illustrate con riferimento al semplice esempio in figura.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Per realizzare la struttura in figura basta disegnare il piano delledificio (quello con il solaio a quota pi elevata) come se non esistesse alcuno sfalsamento con il solaio adiacente.

Per maggior chiarezza si procede operando in una vista 3D (v. cap. 12) del progetto. Si selezionino (v. 10.1.2) le tre travi perimetrali del solaio che deve essere disegnato a quota inferiore e pigiare il bottone che si attiva nel campo Sposta della sezione Funzionalit del toolbox delle Propriet. Questa operazione propone il dialog il cui va specificato il valore, in metri, di cui si intende spostare le travi selezionate lungo la verticale. Supposto che la trave centrale sia alta 60 cm e che il solaio abbia uno spessore di 20 cm, possibile spostare le tre travi selezionate fino a 40 cm. Si digiti -0.40 nel campo Delta Z del dialog e si pigi il bottone OK per confermare. Questa operazione trasla le travi selezionate verso il basso (il valore specificato negativo). Questa operazione spezza anche i pilastri allintersezione con le travi. Si selezionino gli spezzoni di pilastro eccedenti in figura e si cancellino pigiando CANC della tastiera. Si proceda, quindi, al disegno dei solai. Se i solai devono essere orditi come in figura, il solaio di destra si collega automaticamente al bordo superiore della trave centrale e il suo piano risulter inclinato.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Per ovviare a tale problema basta: selezionare il solaio in questione (inclinato); nel list box proposto quando il cursore nel rigo Tipo Riconoscimento del toolbox delle Propriet selezionare lopzione Orizzontale; nel campo Quota (sottostante) digitare la quota del piano di calpestio del solaio. Con le stesse modalit illustrate nellesempio di edificio a piani sfalsati, possibile copiare il disegno effettuato su tutti gli altri livelli (piante) del progetto e dimensionare opportunamente i pilastri copiati che risultano pi corti del necessario (v. 10.3.9).

10.3.9

Edificio con Piani Sfalsati


Grazie alle potenti funzionalit di disegno di EdiLus-CA anche il disegno di un edificio con piani sfalsati risulta estremamente semplice e rapido. Di seguito viene illustrata, mediante un semplice esempio, la modalit pi efficace per il disegno di un edificio a piani sfalsati. Si supponga di dover disegnare ledificio in figura. La prima operazione da effettuare disegnare il primo piano delledificio (quello con il solaio a quota pi elevata) come se non esistesse alcuno sfalsamento tra i solai. Per maggior chiarezza si procede operando in una vista 3D (v. cap. 12) del progetto.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Si selezionino (v. 10.1.2) le quattro travi perimetrali del solaio che deve essere disegnato a quota inferiore e pigiare il bottone che si attiva nel campo Sposta della sezione Funzionalit delle propriet delle travi. Questa operazione propone il dialog in cui va specificato il valore, in metri, di cui si intende spostare le travi selezionate lungo la verticale. Si digiti -1.50 nel campo Delta Z del dialog e si pigi il bottone OK per confermare. Questa operazione trasla le travi selezionate verso il basso (il valore specificato negativo) e spezza anche i pilastri allintersezione con le travi. Si selezionino gli spezzoni di pilastro eccedenti in figura e si cancellino pigiando CANC della tastiera. Si proceda al disegno, nella tavola del piano, della trave centrale che deve racchiudere il solaio a quota superiore. Nella tavola del piano, la nuova trave deve essere disegnata sovrapponendola a quella esistente che, essendo stata traslata, si trova ad una quota inferiore. Si disegnino, quindi, i solai. Se i solai devono essere orditi come in figura, il programma potrebbe non riconoscere a quale delle travi centrali (superiore o inferiore) si devono collegare.

Per ovviare a tale problema basta disegnare i simboli dei due solai partendo da un punto prossimo alle travi che certamente appartengono al piano del solaio (nel caso in esame quelle pi esterne).
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10. Il Disegno degli Oggetti

Completato il disegno per la primo livello (pianta) (v. cap. 6), possibile copiare il disegno effettuato su tutti gli altri livelli (piante) del progetto (v. 11.5). Dalla vista 3D, risulta evidente che, ai piani superiori, i pilastri pi bassi copiati dal primo livello risultano di altezza inferiore a quella del piano. Per ovviare a tale incongruenza basta: selezionare i pilastri di altezza insufficiente (v. figura); nel campo Quota della sezione Geometria\Punto Inferiore del toolbox delle Propriet, specificare il valore opportuno (-1.50) della quota della loro base affinch essi poggino sui pilastri sottostanti.

10.4

Le Pareti
Gli oggetti Parete vanno semplicemente disegnati sulla tavola del relativo piano (impalcato) (v. cap. 6). Disponendo una parete sulla tavola di un piano viene rappresentata la sua base superiore, mentre la sua base inferiore viene posizionata alla quota del piano sottostante. Laltezza della parete risulta, pertanto, essere proprio quella specificata per il piano stesso (v. 6.2). Ovviamente tale altezza pu essere modificata e le basi delle pareti possono essere sfalsate rispetto ai piani su cui vengono disposte per default. Il semplice posizionamento di una parete sulla tavola consente al programma di rilevare una grande quantit di informazioni (ad es. laltezza e la lunghezza) necessarie per effettuare i calcoli.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Tuttavia una parete semplicemente posizionata nella tavola di un piano ancora un oggetto generico e non un elemento specifico del progetto delledificio. Per rendere una parete un elemento specifico del progetto necessario indicarne le propriet specifiche nel toolbox delle Propriet (v. 10.4.3). Le propriet di una parete possono essere specificate nella fase del suo disegno (v. 10.4.1) ma possono anche essere specificate o modificate (v. 10.4.2) in un qualsiasi momento successivo. Una parete di EdiLus-CA pu anche essere inserita in un telaio composto da travi e pilastri. I paragrafi seguenti illustrano le modalit operative per il disegno e la modifica di una parete e per la definizione delle sue propriet.

10.4.1

Come Disegnare le Pareti


Una parete si disegna tracciando sulla tavola il punto sensibile scelto del lato superiore della sua sezione verticale (v. 10.1.7). In pratica, una parete si disegna tracciando sulla tavola un lato o lasse della sua base superiore. Per disegnare una Parete nella tavola del piano attiva (v. 6.5) basta effettuare le seguenti operazioni: Selezionare il bottone Strutturale del toolbox Oggetti Disegno; questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi strutturali che possibile disegnare. Selezionare lopzione Parete del toolbox per attivare la modalit per il disegno delle pareti ed il toolbox delle Propriet (v. 10.4.3) della parete da disegnare. Nel toolbox delle Propriet specificare le propriet della parete da disegnare effettuando le seguenti operazioni:
Di seguito, per semplicit, vengono illustrate solo alcune delle propriet della parete. Ovviamente, OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE per definire correttamente loggetto da disegnare. e propriet delloggetto Parete di EdiLus-CA vengono descritte nel 10.4.3.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Nel campo Spessore del toolbox delle Propriet specificare lo spessore, in metri, della parete. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo Materiale, scegliere il materiale della parete tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1).

Pigiare il bottone proposto nel rigo Allineamento per attivare il dialog per la scelta del Punto Sensibile (v. 10.1.7) della sezione verticale della parete; per scegliere il punto sensibile della parete basta: cliccare sul punto sensibile (quadratino) della sezione verticale della parete per selezionarlo; il punto sensibile selezionato viene proposto in rosso; pigiare in bottone in basso a sinistra per confermare la scelta e chiudere il dialog. Un semplice doppio click sul punto sensibile, oltre a selezionarlo, chiude direttamente anche il dialog.
Si noti che per una parete vengono proposti, per la scelta, i soli punti sensibili della base superiore della sua sezione verticale. Una parete, infatti, si disegna rappresentandone la base superiore nella tavola del piano di appartenenza. Durante il disegno della parete o quando essa risulta selezionata (v. 10.1.2), il punto sensibile pu anche essere scelto senza accedere allapposito dialog. Pigiando F5 o F6 della tastiera, il punto sensibile si sposta progressivamente nelle tre posizioni possibili per la sezione verticale della parete. Sulla parete disegnata la congiungente il punto sensibile delle sezioni iniziale e finale viene evidenziata con uno spessore maggiore.

Fare click nel punto della Tavola in cui va posizionata la prima estremit della parete; le coordinate della prima estremit della trave vengono riportate nei campi della sezione PUNTO iniziale delle sue Propriet. Spostare il cursore nel punto in cui va posizionata la seconda estremit della parete; in questa fase, avendo fissata unestremit, la parete pu essere solo ruotata e dimensionata (allungata o accorciata). Durante gli spostamenti, su unapposita linea di quota vengono proposti dinamicamente la lunghezza e linclinazione della parete. I dati geometrici caratteristici della parete possono essere proposti dinamicamente anche nel toolbox delle Propriet (v. 20.2).
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10. Il Disegno degli Oggetti

In questa fase, tenendo premuto SHIFT della tastiera, si inibisce la possibilit di ruotare e dimensionare la parete e si attiva la modalit per la sua traslazione. Per poter nuovamente ruotare e dimensionare la parete basta rilasciare SHIFT della tastiera. Durante il disegno, il punto sensibile della sezione delle estremit della parete assume le sole posizioni compatibili con gli snap attivi (v. 11.1). Se una delle estremit deve essere posizionata in un punto differente da quelli consentiti dagli snap, necessario disabilitare uno o pi snap oppure regolarli opportunamente (v. 11.1 e segg.).

Fare click nel punto della tavola in cui va posizionata la seconda estremit (PUNTO finale) per fissare la lunghezza e linclinazione della parete.
assolutamente necessario che le pareti disegnate risultino correttamente collegate agli altri elementi della struttura (pilastri, ecc.). Perch due oggetti risultino correttamente collegati tra loro necessario che si tocchino in almeno un punto.

La parete disegnata (e selezionata) presenta sulla congiungente i punti sensibili delle sezioni iniziale e finale due freccette azzurre. Cliccando su tali freccette si sposta il punto sensibile della sezione della parete. Sulla stessa congiungente viene, inoltre, riportata una freccetta nera che indica la direzione dellasse 1 del riferimento locale (v. 21.4) della parete. Le scelte effettuate per lultima parete disegnata (punto sensibile, ecc.) vengono riproposte, per default, per il disegno della parete successiva. Durante il disegno, il corretto posizionamento delle estremit della parete viene agevolato dalle funzionalit di disegno illustrate nel cap. 11. Ogni parete disegnata pu essere liberamente spostata, ruotata e modificata nelle propriet (v. 10.4.2).

10.4.2

Come Modificare una Parete Disegnata


Le modalit operative per la modifica delle pareti disegnate nel disegno sono analoghe a quelle previste per la modifica della travi (v. 10.2.2). Ovviamente, la parete selezionata nel disegno pu anche essere liberamente modificata nelle propriet (v. 10.4.3)
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10. Il Disegno degli Oggetti

10.4.3

Le Propriet della Parete


Tutte le Propriet (v. 10.1.6) di una Parete possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet che si attiva durante la fase del suo disegno (v. 10.4.1) oppure quando essa risulta selezionata (v. 10.1.2). Le propriet di una parete sono raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche vengono proposte le seguenti propriet: Spessore: nel campo Spessore va specificato, in centimetri, lo spessore della parete selezionata o da disegnare. Materiale: nel rigo Materiale viene riportato il materiale della parete. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere il materiale tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1). Allineamento: in tale rigo possibile scegliere o modificare il punto sensibile della parete da utilizzare per il suo disegno (v. 10.4.1). Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui va scelto il punto sensibile.

Dimensioni SHELL
Nella sezione Dimensioni SHELL vengono proposti i righi: in verticale; in cui va specificato, in centimetri, il passo in orizzontale per la suddivisione in shell della parete selezionata. in orizzontale; in cui va specificato, in centimetri, il passo (minimo) in verticale per la suddivisione in shell (modello strutturale) della parete selezionata.
La suddivisione in shell della parete selezionata viene effettuata suddividendola verticalmente e orizzontalmente in parti uguali. Se le dimensioni della parete NON sono multiple dei valori dei passi specificati nei campi Principale (in direzione) e Secondaria (in direzione), le shell generate, dovendo essere uguali, avranno dimensioni leggermente superiori ai passi specificati. Ovviamente, la suddivisione descritta risulta uniforme quando una parete rettangolare. In altri casi, dalla suddivisione in shell, possono risultare anche triangoli e quadrilateri non regolari.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Altre caratteristiche
Nella sezione altre caratteristiche viene proposto il rigo Aggressivit Ambiente. Nel list box che si attiva posizionando il cursore nel rigo va scelta lopzione (poco, moderata o molto) relativa al livello di aggressivit dellambiente per la parete selezionata.

Geometria
Nella sezione Geometria vengono proposti i seguenti righi: Lunghezza, in cui viene riportata la lunghezza, in metri, della parete selezionata. Modificando tale valore e pigiando INVIO della tastiera per confermare, si ottiene il corrispondente accorciamento/allungamento della parete nel disegno effettuato tenendo fermo il suo punto iniziale (v. 21.4). Angolo XY, in cui viene riportato langolo di cui risulta ruotata la parete rispetto allorizzontale nel piano del disegno. Modificando tale valore e pigiando INVIO della tastiera per confermare, nel disegno si ottiene la corrispondente rotazione della parete intorno al suo punto iniziale (v. 21.4).

PUNTO iniziale
Nella sezione PUNTO iniziale vengono proposti: lAltezza (in metri) della parete selezionata in corrispondenza della sua estremit iniziale (v. 21.4); le coordinate X ed Y (in metri) del punto sensibile dellestremit iniziale (v. 21.4) della parete; la Quota (in metri), rispetto al piano del disegno, della base inferiore della parete nella sua estremit iniziale (v. 21.4). I parametri descritti possono essere modificati, ottenendo il posizionamento e laltezza desiderati dellestremit iniziale della parete nel disegno. La Quota e lAltezza dellestremit iniziale della parete possono essere modificate digitando i nuovi valori nei rispettivi campi. Le coordinate X ed Y possono essere modificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel campo XY quando risulta selezionato il relativo rigo. Pigiando il bottoncino OK del dialog si ottiene il posizionamento desiderato dellestremit iniziale della parete nel disegno.
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10. Il Disegno degli Oggetti

PUNTO finale
Nella sezione PUNTO finale vengono proposti, per lestremit finale (v. 21.4) della parete, gli stessi parametri geometrici (Altezza, X, Y e Quota) descritti per il suo punto iniziale. Anche questi valori possono essere modificati per ottenere, nel disegno, il posizionamento e laltezza desiderati per lestremit finale della parete.

Ancora al Piano
Nella sezione Ancora al Piano vengono proposte le seguenti propriet per definire il tipo di ancoraggio della faccia superiore della parete selezionata al piano di appartenenza (piano del disegno): SUPERIORE: nel list box che si attiva posizionando il cursore nel rigo possibile scegliere una delle seguenti opzioni: NO: tra la parete ed il piano di appartenenza NON esiste alcun ancoraggio, per cui, modificando la quota del piano di appartenenza, la quota della faccia superiore della parete NON viene modificata; Si: la parete risulta vincolata al piano di appartenenza; pertanto, modificando la quota di tale piano, la faccia superiore della parete rimane solidale ad esso; cliccando il bottoncino (a sinistra del list box quando in questo risulta selezionata lopzione SI), vengono proposti i campi: Delta Punto iniziale: in cui possibile specificare, in metri, lo scostamento desiderato del punto sensibile dellestremit iniziale (v. 21.4) della parete dal piano di appartenenza; Delta Punto finale: in cui possibile specificare, in metri, lo scostamento desiderato del punto sensibile dellestremit finale (v. 21.4) della parete dal piano di appartenenza.
Se, per le estremit della parete, occorre richiedere uno scostamento verso il basso rispetto al piano di appartenenza, i valori specificati nei campi delta Punto iniziale e/o delta Punto finale, devono essere preceduti dal segno (meno). Ovviamente, gli scostamenti richiesti vengono mantenuti anche se si modifica laltezza del piano di appartenenza della parete (v. 6.3).

Carichi e Forze
Nella sezione Carichi e Forze vengono proposte le seguenti propriet: Forze Lineari: in tale rigo viene riportato il numero di carichi lineari derivanti dallAnalisi dei Carichi (effettuata automaticamente dal programma) presenti sulla parete selezionata.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile prendere visione dei soli carichi lineari derivanti dallAnalisi dei Carichi (effettuata automaticamente dal programma). Forze Superficiali: in tale rigo viene riportato il numero di carichi superficiali derivanti dallAnalisi dei Carichi (effettuata automaticamente dal programma) sulla parete selezionata. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile prendere visione dei soli carichi superficiali derivanti dallAnalisi dei Carichi (effettuata automaticamente dal programma).
Nei dialog Forze Lineari e Forze Superficiali NON vengono riportate eventuali spinte (del terreno o Idrostatiche) (v. 10.23 e 10.24) e forze o carichi aggiuntivi (v. 12.11 e segg.) applicati alla parete dallUtente. Le forze derivanti da una spinta (del terreno o idrostatica) vengono trasferite direttamente alle shell della parete. Tali forze, pertanto, possono essere visualizzate nel dialog Forze Superficiali delle shell della parete (v. 12.9.2). Ulteriori carichi e forze aggiuntive applicati alla parete dallUtente (v. 12.11 e segg.) vengono trasferite direttamente ai sub nodi delle shell della parete. Leffetto di tali forze, pertanto, potr essere valutato nel dialog Forze Concentrate dei sub nodi delle shell della parete (v. 12.9.1.1). Ulteriori forze, possono anche essere applicate ai nodi di estremit di una parete (v. 12.11.2, 12.9.1.2 e 12.9.1.3). Vincoli e/o cedimenti possono anche essere applicati ai sub nodi di ogni shell della parete.

Carico Termico: in tale rigo viene indicato (SI o NO) se esistono carichi termici sulla parete selezionata. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile specificare la variazione termica tra le facce della parete selezionata.

Funzionalit
La sezione Funzionalit comprende le seguenti propriet: Mostra su Piano superiore: la selezione di tale check box richiede di assegnare la parete selezionata anche al piano superiore (v. 10.3.7). Al piano superiore, la parete viene rappresentata tratteggiata. Sposta (XY): questa propriet consente di traslare lintera parete selezionata nel piano del disegno.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo Sposta si apre il dialog in cui vanno specificate, in metri, le componenti (Delta X e/o Delta Y) della traslazione che deve subire la parete. Selezionando anche il check box Sposta Entit Collegate del dialog vengono traslati anche tutti gli elementi collegati alla parete. Sposta (Z): questa propriet consente di traslare lintera parete selezionata lungo la verticale. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo Sposta si apre il dialog in cui va specificato il valore, in metri, della traslazione (Delta Z) che la parete deve subire lungo la verticale.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6.

10.5

Le Solette
Una volta disegnato le travi (v. 10.3.1) e/o le pareti (v. 10.4.1) necessarie, possibile procedere al disegno delle eventuali solette (v. 10.5.1). Una soletta si definisce indicando, mediante il disegno delloggetto Soletta nella tavola del piano di appartenenza, la sua direzione principale e la sua direzione secondaria (ortogonale a quella principale). Le direzioni principale e secondaria specificate per una soletta consentono la sua modellazione mediante la suddivisione in shell (v. 10.5.3). In pratica, le direzioni definite per una soletta sono anche quelle lungo le quali saranno disposte le sue armature. Il programma raccorda automaticamente la soletta agli elementi (travi e/o pareti) su cui poggia individuando tre punti per cui passa il suo piano. I primi due punti sono le intersezioni della direzione principale della soletta con le travi o pareti su cui essa poggia, mentre il terzo lintersezione dellortogonale alla direzione principale con la relativa trave o parete. Quindi, comunque risultino inclinati gli appoggi, il programma collega automaticamente ad essi la soletta disegnandola nel miglior modo possibile. In ogni caso il tecnico pu modificare la soletta disegnata dal programma potendo, definire manualmente i tre punti per cui passa il suo piano.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Le modalit per il disegno e la modifica delle solette vengono illustrate rispettivamente nel 10.5.1 e nel 10.5.2. Nel 10.5.3, inoltre, vengono illustrate le propriet delloggetto soletta di EdiLus-CA.

10.5.1

Come Disegnare le Solette


Per disegnare una soletta nella tavola del piano attiva basta effettuare le seguenti operazioni:
Ovviamente, per poter disegnare una soletta necessario che risultino disegnate le travi e/o le pareti su cui essa deve poggiare.

Pigiare il bottone Strutturale del toolbox Oggetti Disegno; per visualizzare la lista degli elementi strutturali che possibile disegnare. Nel toolbox selezionare lopzione Soletta per attivare la modalit per il disegno delle solette ed il toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) della soletta da disegnare. Nel toolbox delle Propriet specificare le propriet (v. 10.5.3) della soletta da disegnare effettuando le seguenti operazioni:
Di seguito, per semplicit, vengono illustrate solo alcune delle propriet della soletta. Ovviamente, OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE per definire correttamente loggetto da disegnare. Le propriet delloggetto Soletta di EdiLus-CA vengono descritte nel 10.5.3.

Nel campo Spessore del toolbox delle propriet specificare lo spessore, in centimetri, della soletta. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo Materiale, scegliere il materiale della soletta tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1). Nel list box proposto quando il cursore nel rigo Analisi Carichi, scegliere lanalisi dei carichi della soletta tra quelle preventivamente definite (v. 9.2). Nei campi della sezione Dimensioni SHELL specificare, in centime175

10. Il Disegno degli Oggetti

tri, i passi per la suddivisione in shell per la modellazione della soletta (v. 13.2). Fare click nella zona dellimpalcato in cui va disegnata la soletta. Questa operazione inserisce, nel punto cliccato, il simbolo delloggetto Soletta che pu ruotare liberamente intorno al suo punto centrale. Ruotare il simbolo della soletta in modo da indicare, con le apposite freccette, la direzione principale ed il relativo verso. La direzione secondaria risulta definita di conseguenza in quanto ortogonale alla principale. Le direzioni specificate sono necessarie per la modellazione (suddivisione in shell) (v. 13.2) della soletta e anche quelle di armatura.
Il verso della direzione principale della soletta, indicato dalla doppia freccia de suo simbolo, definisce il verso dellasse 2 del suo sistema di riferimento locale (v. 21.5). Questa indicazione necessaria per consentire, allUtente di applicare correttamente delle forze aggiuntive alla soletta (v. 12.11 e segg.).

Quando la direzione principale della soletta quella corretta cliccare nuovamente per fissarla. Se la soletta stata definita correttamente viene campita in grigio scuro. Il programma collega automaticamente il solaio agli elementi (travi e/o pareti) a cui esso vincolato. Esistono, per, dei casi in cui il programma potrebbe non riconoscere correttamente gli elementi (ad es. le travi) che lo racchiudono. Ad esempio, quando, due travi sono a quota differente. Il programma segnala leventuale incongruenza con la stringa Errore in rosso sul simbolo della soletta. In questo caso il tecnico pu definire manualmente il piano della soletta con modalit analoghe a quelle descritte per i solai (v. 10.7.1).
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10. Il Disegno degli Oggetti

10.5.2

Come Modificare una Soletta Disegnata


Per modificare una soletta necessario selezionarla cliccando su essa nella modalit per la selezione degli oggetti. Una soletta selezionata presenta, sul suo simbolo, la maniglia per lo spostamento e la rotazione. In particolare, una rotazione del simbolo della soletta comporta la modifica delle sue direzioni principale e secondaria (v. 10.5.1). Per modificare la direzione principale della soletta selezionata basta: cliccare sul pallino allestremit del simbolo della soletta che indica la sua direzione principale per sbloccarla; ruotare il simbolo della soletta spostando la sua estremit sbloccata;
Tenendo premuto SHIFT della tastiera si inibisce la modalit per la rotazione del simbolo della soletta e si attiva la modalit per la sua traslazione. Effettuata la traslazione desiderata, per ripristinare la modalit per la rotazione basta rilasciare il tasto SHIFT.

quando il simbolo risulta correttamente posizionato ed orientato nella tavola cliccare nuovamente per fissarlo. La soletta selezionata pu anche essere modificata liberamente nelle propriet (v. 10.5.3).

10.5.3

Le Propriet della Soletta


Le Propriet (v. 10.1.2) di una Soletta possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet che si attiva durante la fase del suo disegno (v. 10.5.1) oppure quando essa risulta selezionata (v. 10.1.2). Le propriet di una soletta sono raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche vengono proposte le seguenti propriet:
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10. Il Disegno degli Oggetti

Spessore: nel campo Spessore va specificato, in centimetri, lo spessore della soletta selezionata o da disegnare. Materiale: in tale rigo viene riportato il materiale della soletta. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere il materiale tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1). Analisi Carichi: in tale rigo viene riportata lanalisi dei carichi adottata per la soletta (v. 10.5.1). Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere lanalisi dei carichi della soletta tra quelle preventivamente definite (v. 9.2).

Dimensioni SHELL
Nella sezione Dimensioni SHELL vengono proposti i righi: Principale (in direzione): in cui va specificato il passo, in centimetri, per la suddivisione in shell della soletta selezionata lungo la sua direzione principale definita nel disegno (v. 10.5.1). Secondaria (in direzione): in cui va specificato il passo, in centimetri, per la suddivisione in shell della soletta selezionata lungo la sua direzione secondaria definita nel disegno (v. 10.5.1).
La suddivisione in shell della soletta viene effettuata, in fase di modellazione (v. 13.2) scomponendola in parti uguali secondo le sue direzioni principale e secondaria definite in fase di disegno (v. 10.5.1). Se le dimensioni della soletta NON sono multiple dei valori dei passi specificati nei campi Principale (in direzione) e Secondaria (in direzione), le shell generate, dovendo essere uguali, avranno dimensioni leggermente superiori ai passi specificati. Ovviamente, la suddivisione descritta risulta uniforma quando una soletta rettangolare con le direzioni principali e secondaria parallele ai lati. In altri casi, dalla suddivisione in shell, possono risultare anche triangoli e quadrilateri non regolari. La suddivisione in shell di una soletta potr essere visualizzata, in una vista Strutturale (v. 12.9), dopo il calcolo del modello strutturale (v. 13.2).

Altre caratteristiche
Nella sezione altre caratteristiche viene proposto il rigo Aggressivit Ambiente. Nel list box che si attiva posizionando il cursore nel rigo va scelta lopzione (poco, moderata o molto) relativa al livello di aggressivit dellambiente per la soletta selezionata.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Geometria
Nella sezione Geometria vengono proposte le seguenti propriet: Superficie: nel campo superficie viene riportata la superficie (in m2) della soletta selezionata, calcolata automaticamente dal programma. Ovviamente, tale valore NON modificabile.

PUNTO inserimento
Nella sezione PUNTO inserimento vengono proposte le coordinate (X ed Y), in metri, del punto centrale (fucsia) del simbolo della soletta selezionata. Le coordinate X ed Y possono essere modificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel campo XY quando risulta selezionato il relativo rigo. Pigiando il bottoncino OK del dialog si ottiene il posizionamento desiderato del punto centrale del simbolo della soletta.

PUNTO di direzione Principale


Nella sezione PUNTO di direzione Principale vengono proposte le coordinate (X ed Y), in metri, del punto (blu) del simbolo della soletta con la doppia freccia che indica la sua direzione principale. Le coordinate di questo punto possono essere modificate, per ottenere il suo posizionamento desiderato nel disegno, con le stesse modalit previste per la modifica delle coordinate del PUNTO Inserimento.

Riconoscimento PIANO
Nella sezione Riconoscimento PIANO sono presenti le seguenti propriet per la definizione dei criteri che il programma deve adottare per il riconoscimento del piano della soletta: Tipo Riconoscimento: nel list box che si attiva quando il cursore in tale rigo possibile scegliere una delle seguenti opzioni: automatico: richiede che lindividuazione della soletta disegnata venga effettuata automaticamente dal programma; tale opzione quella consigliata nella stragrande maggioranza dei casi. orizzontale: richiede che lindividuazione della soletta disegnata venga effettuata automaticamente dal programma imponendo, per, che essa deve essere sempre orizzontale; in questo caso il programma, nel defi179

10. Il Disegno degli Oggetti

nire la soletta NON tiene conto di eventuali travi o pareti che ne possono compromettere lindividuazione. manuale: richiede che la soletta venga definita manualmente dallUtente mediante il posizionamento di tre punti per cui passa il suo piano (v. 10.7.1); la selezione di tale opzione, infatti, rappresenta la soletta (nel piano del disegno e nelle viste 3D) con tre pallini verdi numerati da spostare in tre punti che certamente fanno parte del piano del soletta stessa. Tipo Quota [presente se nel list box Tipo Riconoscimento stata scelta lopzione Orizzontale o Manuale]: nel list box, che si attiva quando il cursore in tale rigo, possibile scegliere una delle seguenti opzioni: relativa al piano: se il valore della quota nel campo Quota sottostante deve essere riferito al piano su cui la soletta viene disegnata; assoluta: se il valore della quota nel campo Quota sottostante deve essere riferito al piano a quota 0 (zero) (v. 6.1). Quota [presente se nel list box Tipo Riconoscimento stata scelta lopzione Orizzontale]: nel campo quota viene riportata, in metri, la quota del piano della soletta selezionata. Il valore riportato in tale campo pu essere variato con la conseguente modifica della soletta nel disegno. Ovviamente la quota va espressa rispetto: al piano del disegno se nel list box Tipo Quota risulta selezionata lopzione relativa al piano; al piano a quota 0 (zero) (v. 6.1) se nel list box Tipo Quota risulta selezionata lopzione assoluta.

PUNTO [1], PUNTO [2] e PUNTO [3]


Le sezioni PUNTO [1], PUNTO [2] e PUNTO [3] risultano visualizzate solo se, nel list box Tipo Riconoscimento risulta selezionata lopzione manuale. Nei campi di tali sezioni vengono proposte, in metri, le coordinate X, Y e la Quota dei tre punti per la definizione manuale del piano della soletta. La Quota di ogni Punto pu essere specificata digitandola nellapposito campo della relativa sezione e pigiando INVIO della tastiera per confermare. Le coordinate X ed Y di ognuno dei tre punti per cui deve passare il piano della soletta (v. 10.5.1), oltre a poter essere definite graficamente nel disegno, possono essere specificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel rigo XY della relativa sezione quando questo risulta selezionato.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Pigiando il bottoncino OK del dialog si ottiene il posizionamento desiderato del punto per la definizione del piano della soletta nel disegno.

Carichi e Forze
Nella sezione Carichi e Forze vengono proposte le seguenti propriet: Forze Superficiali: in tale rigo viene riportato il numero dei carichi superficiali sulla soletta selezionata derivanti dallAnalisi dei carichi effettuata automaticamente dal programma. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile prendere visione dei soli carichi superficiali derivanti dallAnalisi dei Carichi effettuata dal programma.
Nel dialog Forze Superficiali NON vengono riportate eventuali forze o carichi aggiuntivi applicati alla soletta dallUtente. Carichi e forze aggiuntive applicate alla soletta dallUtente (v. 12.11 e segg.) vengono trasferiti direttamente ai sub nodi delle shell della soletta. Leffetto di tali forze, pertanto, potr essere valutato nel dialog Forze Concentrate dei sub nodi delle shell della soletta (v. 12.9.1.1). Ulteriori forze possono anche essere applicate ai nodi di estremit di una soletta (v. 12.11.2, 12.9.1.2 e 12.9.1.3). Vincoli e/o cedimenti possono anche essere applicati ai sub-nodi di ogni shell della soletta.

Carico Termico: in tale rigo viene indicato (SI o NO) se esistono carichi termici sulla soletta selezionata. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile specificare la variazione termica tra le facce della soletta selezionata.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.6

Come Disegnare un Foro


EdiLus-CA consente di praticare fori in Pareti o Solette e Platee. Per disegnare un foro in una parete (v. 10.4), in una Soletta (v. 10.5) o in una Platea (v. 10.13) disegnata nella tavola del piano attiva (v. 6.5), basta effettuare le seguenti operazioni: Selezionare il bottone Strutturale del toolbox Oggetti Disegno; questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi strutturali che possibile disegnare. Selezionare lopzione Foro del toolbox per attivare la modalit per il disegno dei fori ed il toolbox delle Propriet (v. 10.1.2) del foro da disegnare. Nel toolbox delle Propriet specificare le propriet (v. 10.1.6) del foro da disegnare effettuando le seguenti operazioni:
Di seguito, per semplicit, vengono illustrate solo alcune delle propriet del foro. Ovviamente, OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE per definire correttamente loggetto da disegnare. Le propriet delloggetto Foro di EdiLus-CA vengono descritte nel 10.1.6.

Nel list box Forma del toolbox delle Propriet scegliere la forma del foro (rettangolare, circolare, libero, ecc.) da disegnare.
Naturalmente, il disegno di un foro di forma qualsiasi (opzione Libero del list box Forma) in una parete (v. 10.4 e segg.) pu essere effettuato unicamente in una vista 3D delledificio (v. avanti). In questo caso tutti i campi della sezione Geometria del toolbox delle Propriet vengono nascosti in quanto la geometria del foro pu essere solo definita graficamente dallutente.

Nei restanti campi della sezione Geometria del toolbox delle Propriet specificare tutti i parametri geometrici necessari per la definizione del foro. Ovviamente, nella sezione Geometria vengono proposti i campi opportuni in relazione alla forma del foro scelta.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Fare click sulla base superiore della parete disegnata nella tavola; questa operazione attiva la modalit per il posizionamento del foro definito. Il cursore si trasforma in quello a lato ad indicare che in questa fase possibile spostare liberamente il foro lungo la parete. Spostare il foro nel punto opportuno della parete e fare click per fissarne la posizione. Nella tavola di un piano (v. 6.5) il disegno di un foro in una soletta o in una platea risulta agevole in quanto si opera proprio nel piano in cui il foro va disegnato. Il disegno di un foro in una parete nella tavola del piano in cui questa stata disegnata risulta meno intuitivo in quanto il foro viene ad essere rappresentato da una sua sezione orizzontale. Per disegnare un foro in una parete pu risultare conveniente operare in una vista 3D delledificio. Peraltro, il disegno di un foro di forma qualsiasi (Libero) in una parete pu essere effettuato unicamente in una vista 3D (v. cap. 12) o nellopportuno prospetto che possibile ottenere in essa.
Modificando una soletta (o platea) oppure uno degli elementi ad essa collegati (travi, ecc.) potrebbe essere perso il foro su essa disegnato. Si consiglia, pertanto, di procedere al disegno dei fori solo quando si certi che gli elementi da forare non saranno pi modificati.

10.6.1

Come Modificare un Foro Disegnato


Le modalit operative per la modifica di un foro sono analoghe a quelle previste per tutti gli altri oggetti. Per modificare un foro disegnato basta, infatti, selezionarlo ed intervenire graficamente secondo le modalit illustrate per il suo disegno (v. 10.6) oppure intervenire sulle sue propriet (v. 10.6.2).

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.6.2

Le Propriet del Foro


Le Propriet (v. 10.1.6) di un Foro (v. 10.6) possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet attivo durante il suo disegno (v. 10.6) oppure quando esso risulta selezionato (v. 10.1.2). Le propriet di un foro sono raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche vengono proposte le seguenti propriet: Forma: nel list box proposto posizionando il cursore nel rigo Forma possibile scegliere la forma del foro selezionato o da disegnare. Le opzioni del list box Forma sono: Rettangolo: richiede che il foro selezionato o da disegnare sia di forma rettangolare; Cerchio: richiede che il foro selezionato o da disegnare sia di forma circolare; Arco + Rettangolo: richiede che il foro selezionato o da disegnare sia costituito da un rettangolo sormontato da un arco di cerchio; Libero: richiede che la forma del foro selezionato o da disegnare sia liberamente definito dallUtente mediante il disegno di una polilinea con le stesse modalit descritte nel 10.14. Distanza BASE: in tale campo viene riportata la distanza del punto pi basso del foro dal bordo dellelemento (parete, ecc.) in cui esso risulta inserito. Tale distanza, riportata anche nel disegno, viene misurata lungo la direzione principale dellelemento in cui risulta inserito il foro. La distanza proposta pu essere modificata per spostare il foro. Distanza LATERALE: in tale campo viene riportata la distanza del punto pi esterno del foro dal bordo dellelemento (parete, ecc.) in cui esso risulta inserito. Tale distanza, riportata anche nel disegno, viene misurata lungo la direzione secondaria dellelemento in cui risulta inserito il foro. La distanza proposta pu essere modificata per spostare il foro.
Variando il valore proposto nel campo Distanza BASE e/o Distanza LATERALE, per ottenere le modifiche nel disegno necessario confermare pigiando INVIO della tastiera o spostando il cursore in un altro campo.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Geometria
La sezione Geometria delle propriet di un Foro si presenta in maniera differente a seconda della forma scelta nel list box Forma.

Rettangolo
Quando nel list box Forma risulta selezionata lopzione Rettangolo, nella sezione Geometria vengono proposti i campi: Larghezza, in cui va specificata la larghezza, in metri, del foro (da disegnare o selezionato). Altezza, in cui va specificata laltezza, in metri, del foro (da disegnare o selezionato). Rotazione, in cui va specificato langolo di cui si intende ruotare il foro rispetto alla direzione principale della soletta o platea su cui esso viene disegnato.
Un foro in una parete NON pu essere ruotato. Ruotando o spostando la maniglia per la definizione della direzione principale di una soletta o di una platea, i fori su essa disegnati potrebbero essere persi.

Cerchio
Quando nel list box Forma risulta selezionata lopzione Cerchio, nella sezione Geometria risulta abilitato il solo campo Raggio, in cui va specificato, in metri, il raggio del foro.

Arco + Rettangolo
Quando nel list box Forma risulta selezionata lopzione Arco + Rettangolo, nella sezione Geometria vengono proposti i campi: Larghezza, in cui va specificata la larghezza, in metri, della parte rettangolare del foro. Altezza, in cui va specificata laltezza, in metri, della parte rettangolare del foro. Raggio Arco, in cui va specificato, in metri, il raggio dellarco che sormonta il rettangolo. Rotazione, in cui va specificato langolo di cui si intende ruotare il foro rispetto alla direzione principale della soletta o platea su cui viene disegnato (v. Attenzione precedente).
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10. Il Disegno degli Oggetti

Libero
La selezione dellopzione Libero nel list box Forma non propone alcun campo nella sezione Geometria, in quanto la sua scelta richiede di definire liberamente il foro mediante il disegno di una polilinea (v. 10.14).
Un foro di forma qualsiasi pu essere disegnato solo in una Vista 3D del Progetto o in uno delle piante o dei prospetti che possibile richiedere in esso.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6.

10.7

I Solai
Una volta disegnato le travi (v. 10.3.1) e/o le pareti (v. 10.4.1) di un piano (impalcato), possibile procedere al disegno dei solai. Il disegno di un solaio comporta: lassegnazione automatica dei relativi carichi (peso proprio e sovraccarichi - v. 9.2) agli elementi strutturali a cui esso risulta collegato; la definizione dei dati necessari per procedere al suo calcolo (v. 13.6) e alla sua armatura (v. 16.2.7). Un solaio si disegna semplicemente indicando, mediante loggetto Solaio di EdiLus-CA, la direzione dellorditura dei travetti nella tavola del suo piano di appartenenza. Il programma raccorda automaticamente il solaio agli elementi (travi, pareti, ecc.) a cui risulta vincolato individuando tre punti per cui passa il suo piano. I primi due punti sono le intersezioni della direzione dellorditura dei travetti con le travi su cui questi poggiano. Il terzo punto lintersezione dellortogonale ai travetti con la relativa trave. Quindi, comunque risultino inclinate le travi, il programma collega automaticamente ad esse i solai disegnati nel miglior modo possibile.
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10. Il Disegno degli Oggetti

In ogni caso il tecnico pu modificare i solai disegnati dal programma potendo, definire manualmente i tre punti per cui passa il suo piano. Una straordinaria caratteristica dei solai di EdiLus-CA la possibilit di indicare, per ciascuno di essi, se infinitamente rigido nel suo piano. Ci consente di ottenere un modello di calcolo pi realistico di quello introdotto dallipotesi di intero impalcato infinitamente rigido (v. 10.7.5). Le modalit per il disegno e la modifica dei solai vengono illustrate rispettivamente nel 10.7.1 e nel 10.7.2. Nel 10.7.3, inoltre, vengono illustrate le propriet (v. 10.1.6) delloggetto solaio di EdiLus-CA.

10.7.1

Come Disegnare i Solai


Per disegnare un solaio nella tavola del piano attiva basta effettuare le seguenti operazioni:
Ovviamente, per poter disegnare un solaio di un piano necessario che risultino disegnate almeno le travi e/o le pareti su cui esso deve essere appoggiato.

Pigiare il bottone Strutturale del toolbox Oggetti Disegno; per visualizzare, nel toolbox stesso, la lista degli elementi strutturali che possibile disegnare. Nel toolbox selezionare lopzione Solaio per attivare la modalit per il disegno dei solai ed il toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) del solaio da disegnare. Nel toolbox delle Propriet specificare le propriet (v. 10.7.3) delloggetto solaio da disegnare effettuando le seguenti operazioni:
Di seguito, per semplicit, vengono illustrate solo alcune delle propriet del solaio. Ovviamente, OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE per definire correttamente loggetto da disegnare. Le propriet delloggetto Solaio di EdiLus-CA vengono descritte nel 10.7.3.

Nel campo Spessore del toolbox delle propriet specificare lo spessore, in centimetri, del solaio.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Nel list box proposto quando il cursore nel rigo Analisi Carichi, scegliere lanalisi dei carichi del solaio tra quelle preventivamente definite (v. 9.2). Nel list box Rigidezza scegliere lopzione infinita per indicare che il solaio deve essere infinitamente rigido nel suo piano oppure nessuna per indicare che esso non lo .

La rigidezza infinita dellintero impalcato pu anche essere richiesta al momento della creazione della relativa tavola (pianta) (v. 6.2). In molti casi, per, lipotesi di impalcati infinitamente rigidi (non orizzontali, non regolari, ecc.) introduce un modello di calcolo poco realistico (v. 10.7.5). La possibilit di introdurre la rigidezza per ogni singolo solaio disegnato, piuttosto che per lintero impalcato, offre al Tecnico la possibilit di ottenere un modello di calcolo estremamente pi efficace. Per approfondire la problematica accennata e per la corretta assegnazione delle rigidezze ai singoli solai e/o allintero impalcato assolutamente necessario leggere il 10.7.5 del presente manuale.

Nel list box Tipologia indicare la tipologia (gettato in opera, travetti precompressi, travetti tralicciati o pannelli prefabbricati) del solaio; questa informazione comporta la definizione della sezione che, a sua volta, sar considerata nel calcolo del solaio (v. 13.6) e per la modalit di armatura dello stesso (v. 16.2.7). Nel list box Tipo della sezione Carpenteria indicare se il travetto del solaio monotrave o bitrave; questa informazione determina la sezione di calcolo del solaio e, quindi, se ne terr conto nel calcolo (v. 13.6) e nella modalit di armatura dello stesso (v. 16.2.7). Nei restanti campi della sezione Carpenteria specificare le dimensioni (in cm) del Travetto, della Pignatta, della Soletta, della Fascia piena, del travetto Rompitratta, ecc. (v. 10.7.3); tali dati sono necessari al calcolo del solaio (v. 13.6) oppure, se non si intende richiedere il calcolo del solaio, al disegno della relativa carpenteria (v. 15.1).

Fare click in un punto della prima campata del solaio e tracciare il segmento rosso nella direzione dellorditura dei travetti. Se il solaio a pi campate e la direzione dellorditura non varia, il segmento va prolungato fino ad un punto dellultima campata.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Fare click per fissare il secondo punto del simbolo dellorientamento. Se il solaio stato definito correttamente le sue campate vengono campite in grigio e, in esse, viene riportato, in nero, il simbolo che ne indica lorditura. Nella stragrande maggioranza dei casi, il programma collega automaticamente il solaio agli elementi (travi e/o pareti) a cui esso vincolato. In alcuni casi, per, il programma potrebbe non riconoscere correttamente gli elementi (ad es. le travi) che lo racchiudono. Ad esempio, quando, sullo stesso piano, si disegnano due travi a quota differente.

In questo caso, per uno dei solai disegnati potrebbe essere segnalato un errore mediante la stringa Solaio errore in rosso. In questo caso il tecnico deve definire manualmente il piano del solaio effettuando le seguenti operazioni: selezionare il solaio cliccando sul suo simbolo nella modalit Selezione (v. 10.1.2); cliccare nel rigo Tipo Riconoscimento delle propriet del solaio (v. 10.7.3) e, nel list box che si attiva, selezionare lopzione manuale; questa operazione propone sul piano del disegno i tre pallini verdi numerati per la definizione del piano del solaio. spostare i pallini nei tre punti che definiscono il piano del solaio; i pallini possono anche essere posizionati specificandone le coordinate XY e la Quota nella sezione del toolbox delle propriet proposta quando si seleziona lopzione manuale nel list box Tipo Riconoscimento.
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10. Il Disegno degli Oggetti

La definizione manuale del piano del solaio specificando le coordinate dei tre punti (pallini verdi) che lo definiscono pu risultare utile nel caso di particolari solai inclinati. In ogni caso, il problema che si pu verificare per lesempio in figura pu essere risolto semplicemente disegnando il solaio partendo da un punto prossimo alla trave che appartiene certamente al piano del solaio (nellesempio la trave di destra).

In corrispondenza del simbolo di ogni solaio disegnato viene riportata la sua superficie e la lettera R, se esso rigido, cio se stata selezionata lopzione infinita nel campo Rigidezza delle sua propriet.

Disegnati i solai, prima di richiedere il loro calcolo (v. 13.6), necessario indicare al programma, le sezioni di calcolo mediante il disegno delloggetto Solaio (sezione di calcolo) di EdiLus-CA (v. 10.7.6).

10.7.2

Come Modificare un Solaio Disegnato


Un solaio disegnato pu essere modificato nellorditura dei travetti oppure in una delle sue propriet (v. 10.7.3). Per modificare la direzione dellorditura del travetti di un solaio basta: selezionarlo cliccando in un punto della zona da esso occupato nella modalit seleziona (v. 10.1.2); questa operazione propone sul simbolo delloggetto solaio le maniglie (pallini) per il suo spostamento; cliccare sul pallino allestremit del simbolo che si intende spostare per sbloccarla dalla sua posizione; ruotare il simbolo del solaio spostando la sua estremit sbloccata;
Tenendo premuto SHIFT della tastiera si inibisce la modalit per la rotazione del simbolo del solaio e si attiva la modalit per la sua traslazione. Effettuata la traslazione desiderata, per ripristinare la modalit per la rotazione basta rilasciare il tasto SHIFT.

quando il simbolo risulta correttamente posizionato ed orientato nella tavola cliccare nuovamente per fissarlo.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Per modificare una o pi propriet di un solaio basta selezionarlo ed apportare le opportune modifiche nel toolbox delle sue propriet.

10.7.3

Le Propriet del Solaio


Tutte le Propriet (v. 10.1.6) di un Solaio possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet che si attiva durante la fase del suo disegno (v. 10.7.1) oppure quando esso risulta selezionato (v. 10.1.2). Le propriet di un solaio risultano raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche vengono proposte le seguenti propriet: Spessore: nel campo Spessore va specificato, in centimetri, lo spessore del solaio selezionato o da disegnare. Analisi Carichi: in tale rigo possibile scegliere o modificare la definizione dellanalisi dei carichi del solaio. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere lanalisi dei carichi del solaio tra quelle definite (v. 9.2). Rigidezza: nel list box di questo rigo possibile scegliere lopzione infinita oppure nessuna per indicare, rispettivamente, che il solaio selezionato infinitamente rigido nel suo piano oppure che non lo .
La rigidezza infinita dellintero impalcato pu anche essere richiesta al momento della creazione della relativa tavola (pianta) (v. 6.2). In molti casi, per, lipotesi di impalcati infinitamente rigidi (non orizzontali, non regolari, ecc.) introduce un modello di calcolo poco realistico (v. 10.7.5). La possibilit di introdurre la rigidezza per ogni singolo solaio disegnato piuttosto che per lintero impalcato offre al Tecnico la possibilit di ottenere un modello di calcolo estremamente pi efficace. Per approfondire la problematica accennata e per una corretta assegnazione delle rigidezze ai singoli solai e/o allintero impalcato assolutamente necessario leggere il 10.7.5 del presente manuale.

Tipologia: nel list box proposto quando il cursore nel rigo Tipologia va specificata la tipologia del solaio (gettato in opera, travetti precompressi, travetti tralicciati o pannelli prefabbricati) selezionato o da disegnare.
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10. Il Disegno degli Oggetti

La scelta della tipologia comporta, ovviamente, la definizione della sezione che sar considerata nel calcolo del solaio (v. 13.6) e per la modalit di armatura dello stesso (v. 16.2.7).

Geometria
Nella sezione Geometria vengono proposte le seguenti propriet: Superficie: nel campo superficie viene riportata la superficie (in m2) del solaio selezionato, calcolata automaticamente dal programma. Ovviamente, tale valore NON modificabile.

PUNTO inserimento
Nella sezione PUNTO inserimento vengono proposte le coordinate (X ed Y), in metri, del primo punto (fucsia) disegnato del simbolo che indica lorditura (v. 10.7.1) del solaio selezionato. Le coordinate X ed Y possono essere modificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel campo XY quando risulta selezionato il relativo rigo. Pigiando il bottoncino OK del dialog si ottiene il posizionamento desiderato della prima estremit del simbolo del solaio nel disegno.

PUNTO di direzione
Nella sezione PUNTO di direzione vengono proposte le coordinate (X ed Y), in metri, del secondo punto (blu) disegnato del simbolo che indica lorditura del solaio selezionato. Le coordinate di questo punto possono essere modificate, per ottenere il suo posizionamento desiderato nel disegno, con le stesse modalit previste per la modifica delle coordinate del PUNTO Inserimento.

Riconoscimento PIANO
Nella sezione Riconoscimento PIANO sono presenti le seguenti propriet per la definizione dei criteri per il riconoscimento del piano del solaio da parte del programma. Tipo Riconoscimento: nel list box che si attiva quando il cursore in tale rigo possibile scegliere una delle seguenti opzioni: automatico: richiede che lindividuazione del solaio disegnato venga effettuata automaticamente dal programma; tale opzione quella consigliata nella stragrande maggioranza dei casi.
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10. Il Disegno degli Oggetti

orizzontale: richiede che lindividuazione del solaio disegnato venga effettuata automaticamente imponendo, per, che esso deve essere orizzontale; in questo caso il programma NON tiene conto di eventuali travi o pareti che possono compromettere lindividuazione del solaio. manuale: richiede che il solaio venga definito manualmente dallutente mediante il posizionamento di tre punti per cui passa il suo piano (v. 10.7.1); la selezione di tale opzione, infatti, rappresenta il solaio (nel piano del disegno e nelle viste 3D) con tre pallini verdi numerati da spostare in tre punti che certamente fanno parte del piano del solaio stesso. Tipo Quota [visibile solo se nel list box Tipo Riconoscimento stata scelta lopzione Orizzontale o Manuale]: nel list box, che si attiva quando il cursore in tale rigo, possibile scegliere una delle seguenti opzioni: relativa al Piano: se il valore della quota nel campo Quota sottostante deve essere riferito al piano su cui il solaio viene disegnato; assoluta: se il valore della quota nel campo Quota sottostante deve essere riferito al piano a quota 0 (zero) (v. 6.1). Quota [visibile solo se nel list box Tipo Riconoscimento stata scelta lopzione Orizzontale]: nel campo Quota viene riportata, in metri, la quota del piano di calpestio del solaio selezionato. Il valore riportato in tale campo pu essere variato con la conseguente modifica della quota del solaio nel disegno. Ovviamente la quota va espressa rispetto: al piano del disegno se nel list box Tipo Quota risulta selezionata lopzione relativa al Piano; al piano a quota 0 (zero) (v. 6.1) se nel list box Tipo Quota risulta selezionata lopzione assoluta.

PUNTO [1], PUNTO [2] e PUNTO [3]


Le sezioni PUNTO [1], PUNTO [2] e PUNTO [3] risultano visualizzate solo se, nel list box Tipo Riconoscimento risulta selezionata lopzione manuale. Nei campi di tali sezioni sono proposte (in m) le coordinate X, Y e la Quota dei tre punti per la definizione manuale del piano del solaio (v. 10.7.1). La Quota di ogni Punto pu essere specificata digitandola nellapposito campo della relativa sezione e pigiando INVIO della tastiera per confermare. Le coordinate X ed Y di ognuno dei tre punti per cui deve passare il piano del solaio (v. 10.7.1), oltre a poter essere definite graficamente nel disegno, possono essere specificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel rigo XY corrispondente quando questo risulta selezionato.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Pigiando il bottoncino OK del dialog si ottiene il posizionamento desiderato del punto per la definizione del piano del solaio nel disegno.

Carpenteria
Nella sezione Carpenteria vanno specificate le informazioni necessarie al programma per la definizione delle Carpenterie (v. cap. 15). In tale sezione vengono, pertanto, proposte le seguenti propriet: Tipo: nel list box proposto quando il cursore in questo rigo va indicata la tipologia (monotrave o bitrave) del travetto del solaio. Lindicazione della tipologia del travetto comporta la definizione della sezione del solaio e, pertanto, una informazione necessaria per il calcolo del solaio (v. 13.6) stesso. Travetto: nel campo Travetto va specificata la larghezza, in centimetri, dei travetti del solaio selezionato. Travetto (larghezza resistente a taglio) [visibile solo se nel list box Tipologia della sezione Caratteristiche stato scelto travetti tralicciati oppure pannelli prefabbricati]: in questo campo va specificata la larghezza resistente a taglio del travetto. Tale valore deve essere: larghezza travetto larghezza resistente a taglio 1.5 x larghezza travetto Per default, nel campo Travetto (larghezza resistente a taglio) viene proposta la larghezza del travetto specificata nel campo precedente. Se si modifica la larghezza del travetto (nel campo precedente) il valore della sua larghezza resistente a taglio viene automaticamente riportato a quello specificato nel campo Travetto. Pignatta: nel campo Pignatta va specificata la larghezza, in centimetri, delle pignatte del solaio selezionato.
Per poter procedere al calcolo del solaio (v. 13.6) assolutamente necessario specificare la larghezza del travetto e quella della pignatta. Se NON si intende richiedere il calcolo del solaio, le dimensioni suddette vengono utilizzate unicamente per il disegno delle carpenterie. In questo caso per il Travetto e/o la Pignatta anche possibile specificare una larghezza nulla per NON farli risultare nelle carpenterie.

Spessore soletta sup.: in questo campo va specificato, in cm, lo spessore della soletta superiore del solaio. Naturalmente, tale valore deve essere maggiore di zero ed inferiore allo spessore del solaio.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Spessore soletta inf. [visibile solo se nel list box Tipologia della sezione Caratteristiche stato scelto pannelli prefabbricati]: in questo campo va specificata la larghezza, in cm, della soletta inferiore dei solai a pannelli prefabbricati. Naturalmente, tale valore deve essere maggiore di zero e la somma degli spessori della soletta inferiore e di quella superiore non pu eccedere lo spessore del solaio. Fascia piena: in questo campo va specificata la lunghezza, in centimetri, delle fasce piene del solaio selezionato, nel caso in cui NON si intenda richiedere il calcolo del solaio. In questo caso il valore specificato necessario per il disegno della carpenteria. Richiedendo, invece, il calcolo del solaio (v. 13.6), la lunghezza della fascia piena del solaio nella carpenteria sar quella derivante dal calcolo, qualunque sia il valore specificato nel campo Fascia Piena. Rompitratta: nel campo Rompitratta va specificata la larghezza, in centimetri, dei travetti rompitratta (di ripartizione) del solaio selezionato. Tale valore necessario per la rappresentazione del travetto rompitratta nella carpenteria. Ovviamente, se nel campo Rompitratta si riporta il valore zero, il travetto rompitratta del solaio non verr rappresentato nella carpenteria. Numero rompitratta: in tale campo va specificato il numero di travetti rompitratta del solaio selezionato; tale valore necessario per il disegno dei travetti rompitratta nella carpenteria. Armatura rompitratta: in tale campo va digitata la stringa descrittiva dellarmatura del travetto rompitratta del solaio selezionato; tale stringa verr riportata nella carpenteria prodotta dal programma. A destra del campo presente il bottoncino pigiando il quale si inserisce il simbolo nel punto in cui presente il cursore. Armatura di ripartizione: in tale campo va specificata la stringa descrittiva dellarmatura di ripartizione del solaio selezionato; tale stringa verr riportata nella carpenteria prodotta dal programma. Anche in questo campo presente il bottoncino per linserimento del simbolo nel punto in cui presente il cursore.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.2.
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10. Il Disegno degli Oggetti

10.7.4

Come Disegnare un Solaio Inclinato


Per disegnare un solaio inclinato (ad esempio la falda di una copertura) , ovviamente, possibile disegnare i pilastri del piano con una determinata altezza (v. 10.2.3), disegnare le travi opportune, modificandone opportunamente le quote delle estremit (v. 10.3.3) per collegarle ai pilastri ed, infine disegnare i solai (v. 10.7.1). Esiste per una modalit estremamente pi semplice e rapida per disegnare un solaio inclinato: basta disegnare il solaio come un qualsiasi solaio piano e, successivamente modificare la quota dei pilastri opportuni. Si disegni, ad esempio, il piano in figura (1 livello) e lo si copi (v. 11.5) sulla tavola del piano superiore (2 livello). Per maggiore semplicit e chiarezza si procede operando in una vista 3D ledificio (v. cap. 12) del progetto. Si supponga di voler realizzare la inclinazione del solaio superiore allungando i pilastri centrali del piano ed accorciando quelli laterali. Per allungare i pilastri centrali basta: selezionarli (nella finestra 3D) racchiudendo almeno un punto di ognuno in un rettangolo di selezione oppure cliccando su ognuno di essi tenendo premuto SHIFT della tastiera; cliccare nel rigo Altezza delle Propriet dei pilastri selezionati e pigiare il bottone che si attiva nel rigo stesso; nel campo nuova Altezza del dialog che si apre digitare la nuova altezza, in metri, dei pilastri selezionati;
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10. Il Disegno degli Oggetti

selezionare il check box Sposta Entit Collegate del dialog per richiedere che le travi e i solai collegati alla base superiore dei pilastro vengano spostati con questul-tima; pigiare INVIO della tastiera per chiudere il dialog ed ottenere le modifiche richieste nel disegno. Si selezionino (v. 12.4), quindi, i sei pilastri laterali e, con la stessa modalit appena descritta, se ne modifichi laltezza per ottenere il disegno desiderato. La possibilit di selezionare un gruppo di oggetti (v. 12.4) nella Vista 3D consente ulteriori possibilit di modifica al disegno. Ad esempio, selezionando il pilastro di sinistra del secondo livello, le travi che in esso confluiscono e il relativo solaio (racchiudendo almeno un punto di tali oggetti in un rettangolo di selezione), possibile cancellarli per creare un terrazzo.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.7.5

Impalcati Rigidi e Solai Rigidi


EdiLus-CA consente al Tecnico di assegnare una rigidezza infinita ad ogni impalcato della struttura. Lassegnazione di una rigidezza infinita ad un intero impalcato si effettua nel dialog Gestione Piani al momento della creazione della tavola di disegno del relativo piano (v. 6.2).

Lipotesi di impalcato infinitamente rigido, per cui tutti i suoi punti si spostano in maniera solidale, risulta poco realistica nel caso di impalcati non orizzontali (coperture), non regolari (con rientranze, sporgenze e/o fori di dimensioni significative), ecc.. Tale ipotesi, inoltre, non risulta aderente alla realt in presenza di solai sfalsati e di corpi di fabbrica differenti che si dipartono da un unico corpo di fabbrica di base. In EdiLus-CA tutti i problemi introdotti dallipotesi di impalcato infinitamente rigido sono stati brillantemente risolti offrendo la possibilit di assegnare la rigidezza per ogni singolo oggetto di solaio disegnato, ossia per ogni singolo riquadro di solaio. La possibilit di assegnare la rigidezza ad ogni singolo solaio consente di ottenere un modello di calcolo estremamente efficace, in quanto la rigidezza viene considerata proprio nel piano del solaio (risolvendo il pro198

10. Il Disegno degli Oggetti

blema della modellazione dei solai inclinati) ed ha effetto unicamente sui nodi degli elementi strutturali che lo contornano. Lassegnazione della rigidezza ad ogni singolo oggetto solaio non comporta un ulteriore onere da parte dellUtente. Tale assegnazione, infatti, si effettua direttamente nella fase del suo disegno selezionando lopzione infinita nel list box Rigidezza del toolbox delle sue propriet. Lopzione infinita, peraltro risulta gi selezionata per default. Un solaio di EdiLus-CA, inoltre, essendo un oggetto, in grado di riconoscere automaticamente tutti i nodi al suo contorno. Naturalmente, se si assegnano le rigidezze ai singoli riquadri dei solai, opportuno che gli impalcati definiti nel dialog Gestione Piani (v. 6.2) risultino NON Rigidi, cio il check box rigido dei vari impalcati deve risultare NON selezionato. In ogni caso, in fase di calcolo il programma segnala, mediante dei Warning (v. 13.8), eventuali incongruenze commesse in fase di assegnazione delle rigidezze dei solai (solai rigidi disegnati su impalcati rigidi, solai non rigidi disegnati su impalcati non rigidi, ecc.).
Il programma, in fase di calcolo, segnala con dei Warning la contemporanea assegnazione della rigidezza ad un impalcato e ad uno o pi dei suoi solai per lasciare la possibilit di proseguire nel calcolo. In alcuni casi, infatti, pu risultare utile assegnare o meno linfinita rigidezza ad un intero impalcato ed assegnare o meno la rigidezza ad uno o pi solai [ad esempio, a solai disegnati sulla stessa pianta (tavola) ma posti ad un livello differente).

10.7.6

LIndicazione delle Sezioni di Calcolo dei Solai


Il disegno di un oggetto solaio (v. 10.7.1) di EdiLus-CA comporta la definizione di tutte le caratteristiche e dellorditura dei travetti di ogni singolo riquadro di solaio dei vari impalcati. Se si intende richiedere il calcolo dei solai (v. 13.6) delledificio, necessario, pertanto, indicare quali sono le campate di solaio e gli eventuali balconi che definiscono lo schema statico che il programma deve considerare.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Lindicazione delle campate e dei balconi di un solaio da calcolare si effettua mediante il disegno delloggetto Solaio (sezione di calcolo) di EdiLus-CA. Per disegnare un oggetto Solaio (sezione di calcolo) del solaio da calcolare basta effettuare le seguenti operazioni: Pigiare il bottone Strutturale del toolbox Oggetti Disegno questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi che possibile disegnare. Selezionare loggetto Solaio (sezione di calcolo) del toolbox per attivare la modalit per il disegno delle sezioni di calcolo dei solai ed attivare il relativo toolbox delle Propriet (v. 10.1.6). Nel toolbox delle Propriet specificare le propriet delloggetto Solaio (sezione di calcolo) da disegnare effettuando le seguenti operazioni: Nel list box proposto quando il cursore nel rigo Materiale, scegliere il materiale della solaio tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1). Selezionare il check box Braccetti rigidi se si intende considerare la presenza di braccetti rigidi nel modello di calcolo del solaio (v. 13.6). Selezionare il check box Disegno armatura se si desidera che larmatura del solaio venga riportata, oltre che nellapposita tavola (v. 16.2.7), anche sulla relativa carpenteria (v. 15.1). Nella sezione Ferri di armatura definire laspetto grafico del disegno dei ferri del solaio in carpenteria effettuando le seguenti operazioni: Nel list box Spessore indicare lo spessore (da 1 a 5) del tratto con cui vengono rappresentati i ferri del solaio in carpenteria. Nel list box Colore scegliere il colore con cui i ferri del solaio devono essere rappresentati in carpenteria. Nel campo Compattazione (%) definire la spaziatura dei ferri del solaio in carpenteria, indicando una percentuale (da 1 a 300) della spaziatura dei ferri del solaio nella relativa tavola delle armature. Tracciare la linea della sezione di calcolo effettuando le seguenti operazioni: Fare click nel punto della prima campata del solaio (o del balcone) che deve essere calcolato; questa operazione fissa sulla tavola la prima estremit (pallino verde) della sezione di calcolo e propone la modalit per il posizionamento della seconda estremit.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Spostare la seconda estremit della sezione nellultima campata (o balcone) del solaio da calcolare e cliccare in un punto di questa per fissarla.

La sezione di calcolo rappresentata da un segmento rosso con tratteggio tratto e punto. Un segmento pi sottile con tratteggio normale congiunge, inoltre, le estremit della sezione con il bordo della campata o del balcone in cui esse sono state disegnate, in modo da rappresentare tutta lestensione della sezione di calcolo.
Le estremit della sezioni di calcolo possono anche posizionate allesterno dellarea delle campate o dei balconi del solaio da calcolare a condizione che esse NON ricadano in campate di altri solai.

Quando loggetto Sezione di Calcolo risulta selezionato, su esso vengono rappresentati gli elementi descritti di seguito.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Alle estremit della sezione sono presenti i consueti pallini verdi per la modifica della posizione delle estremit stesse. Allestremit sinistra della sezione presente unetichetta circolare in cui riportata la stringa solaio. Dopo aver richiesto il calcolo dei solai (v. 13.6), in luogo di tale stringa, saranno riportati i numeri che identificano il solaio nella carpenteria (v. 15.1).

solaio

Al centro delletichetta presente la maniglia (pallino verde) per poterla ruotare intorno allestremit sinistra della sezione di calcolo. Nella parte centrale della sezione presente una freccia rossa che indica il verso della sezione di calcolo. Cliccando sulla freccia verde a destra della freccia rossa viene invertito il verso della sezione di calcolo.
La definizione del verso della sezione di calcolo determina la rappresentazione grafica della sezione del solaio nella relativa tavola delle armature (v. 16.2.7).

Disegnati i solai e le relative sezioni di calcolo possibile accedere ad unefficacissima vista 3D (v. 12.10) in cui possibile applicare, ad essi, eventuali ulteriori forze, vincoli e/o cedimenti (v. 12.10.1 e 12.10.2). Dopo aver disegnato le sezioni di calcolo per tutti i solai anche possibile richiedere al programma il loro calcolo (v. 13.6).
La fase di calcolo dei solai successiva a quella del calcolo Completo dellintera struttura. Pertanto, richiedendo il calcolo dei solai, il programma esegue prima tutte le altre fasi di calcolo. Il calcolo dei solai va, quindi, richiesto dopo aver richiesto tutte le altre fasi di calcolo (Calcolo Completo) della struttura.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.8

Balconi e Sbalzi
Nel presente capitolo, per brevit, con il termine balcone si identifica uno sbalzo in genere. Un balcone si definisce disegnandolo, mediante loggetto Balcone di EdiLus-CA, sulla tavola del piano di appartenenza. Loggetto balcone si rappresenta disegnandone il contorno esterno con le stesse modalit previste per il disegno di una polilinea (v. 10.14) costituita da segmenti e/o archi di cerchio. In questo modo possibile definire balconi di forma qualsiasi. I due estremi della polilinea del balcone devono necessariamente intersecare la faccia esterna di un pilastro (v. 10.2), di una trave (v. 10.3) o di una parete (v. 10.4). Inoltre, nessun tratto della polilinea del balcone pu intersecarsi con un altro suo tratto.

10.8.1

Come Disegnare un Balcone o uno Sbalzo


Per ragioni di semplicit vengono, inizialmente, illustrate le modalit per il disegno di un balcone delimitato da tratti rettilinei, illustrando, in un secondo momento, le modalit per il disegno di tratti di balcone costituiti da archi di cerchio. Per disegnare un Balcone o un qualsiasi sbalzo nella tavola di un piano (v. 6.6) delledificio basta effettuare le seguenti operazioni: Pigiare il bottone Strutturale del toolbox Oggetti Disegno questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi strutturali che possibile disegnare. Selezionare lopzione Balcone del toolbox per attivare la modalit per il disegno degli sbalzi ed attivare il toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) del balcone da disegnare.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Nel toolbox delle Propriet specificare le propriet (v. 10.8.3) del balcone da disegnare effettuando le seguenti operazioni:
Di seguito, per semplicit, vengono illustrate solo alcune delle principali propriet del balcone. Ovviamente, OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE per definire correttamente loggetto da disegnare. Le propriet delloggetto Balcone di EdiLus-CA vengono descritte nel 10.8.3.

Nel campo Spessore delle propriet del balcone specificare lo spessore in metri dello sbalzo. Nel list box Analisi Carichi scegliere il carico da applicare allo sbalzo tra quelli preventivamente definiti (v. 9.2). Nel list box Tipologia indicare la tipologia (gettato in opera, travetti precompressi, travetti tralicciati, pannelli prefabbricati o soletta piena) del balcone; questa informazione comporta la definizione della sezione che, a sua volta, sar considerata nel calcolo del solaio (v. 13.6) di cui il balcone fa parte e per la modalit di armatura dello stesso (v. 16.2.7). Nel list box Tipo Riconoscimento scegliere una delle seguenti opzioni: Automatica: ruota il balcone dello stesso angolo di cui risulta ruotata, intorno al suo asse, la trave a cui esso viene collegato. Orizzontale: qualunque sia la rotazione della trave a cui viene collegato il balcone, questo viene disposto orizzontalmente. Manuale: consente di definire liberamente il piano dello sbalzo mediante il disegno dei tre vertici di un triangolo nello spazio. Nel list box Tipo della sezione Carpenteria indicare se il travetto del balcone monotrave o bitrave; questa scelta determina la sezione di calcolo del balcone e, quindi, se ne terr conto nel calcolo del solaio (v. 13.6) e nella modalit di armatura dello stesso (v. 16.2.7). Nei restanti campi della sezione Carpenteria specificare le armature MOLLE, MONCONI e FERRI di RIPARTIZIONE del balcone se NON si intende procedere al calcolo del solaio di cui il balcone fa parte; se si richiede il calcolo del solaio comprendente il balcone, le armature verranno definite automaticamente dal programma (v. 16.2.7) e, pertanto, questa operazione NON va effettuata.

Disegnare il primo tratto della polilinea del balcone effettuando le seguenti operazioni:
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10. Il Disegno degli Oggetti

fare click sulla faccia esterna dellelemento (trave, pilastro, ecc.) e tracciare il primo segmento della polilinea verso lesterno;

Il primo tratto del balcone deve toccare o intersecare la faccia esterna dellelemento a cui si aggancia (trave, ecc.) ma NON DEVE intersecare la sua faccia interna. Per agevolare lintersezione del tratto di polilinea con lelemento a cui si deve agganciare, si consiglia di far uso degli opportuni snap (v. 11.1.3).

durante il disegno, sul tratto, viene proposto un triangolino grigio che indica linterno del balcone e, quindi, la direzione in cui il balcone deve essere disegnato; per disegnare il balcone nella direzione opposta a quella indicata basta selezionare lopzione Inverti Verso del menu locale della tavola oppure pigiare F5 o F6 della tastiera; quando il secondo estremo del tratto correttamente posizionato, fare click nella tavola per fissarlo; questa operazione propone direttamente la modalit per il disegno del secondo tratto di polilinea.

Durante il disegno, sul tratto di polilinea viene proposta una linea di quota che ne riporta dinamicamente la lunghezza e linclinazione. Per operare con rapidit e precisione si consiglia di utilizzare le utilit del disegno (v. cap. 11) messe a disposizione dal programma.

Cliccare nel punto della tavola in cui va posizionato la seconda estremit del secondo tratto e proseguire in questo modo fino al disegno del penultimo tratto della polilinea. Disegnare lultimo tratto di polilinea avendo cura, per il posizionamento della sua seconda estremit, di cliccare sulla faccia esterna dellelemento (trave, pilastro, ecc.) a cui questo deve essere collegato; anche in questo caso lultimo tratto di polilinea pu intersecare la faccia esterna dellelemento (senza intersecare quella interna). Selezionare lopzione Termina del menu locale della tavola per interrompere il disegno del balcone. Se il balcone risulta disegnato correttamente viene campito in rosso, quando risulta selezionato, e in grigio scuro quando non risulta selezionato. Se in un balcone occorre disegnare uno o pi archi di cerchio, basta: disegnare, con le modalit illustrate, i tratti rettilinei della polilinea che precedono larco;
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10. Il Disegno degli Oggetti

selezionare lopzione Cambia in Arco del menu locale della tavola; questa operazione propone un arco di cerchio a partire dallultimo tratto disegnato; disegnare il tratto di cerchio della polilinea secondo le modalit riportate nel 10.14; se, dallarco disegnato, occorre procedere con un altro tratto (rettilineo o curvo) selezionare lopzione Continua Disegno del menu locale della tavola e procedere nel disegno; disegnato lultimo tratto della polilinea selezionare lopzione Termina del menu locale. Un balcone disegnato pu essere liberamente modificato nella geometria e nelle propriet (v. 10.8.2) anche successivamente al suo disegno.

10.8.2

Come Modificare un Balcone Disegnato


Un balcone disegnato (v. 10.8.1) pu essere liberamente spostato nel piano del disegno ma pu anche essere liberamente modificato nella geometria e nelle propriet (v. 10.8.3).

Come Modificare le Propriet di un Balcone


Per modificare le propriet (v. 10.8.3) di un balcone disegnato basta selezionarlo cliccando in un suo punto (oppure su un tratto della sua polilinea) nella modalit Selezione (v. 10.1.2). La selezione di un balcone nella tavola, infatti, propone, le sue propriet nel toolbox delle Propriet (v. 10.1.6).

Come Spostare un Balcone


Per spostare un balcone nella tavola in cui stato disegnato basta effettuare le seguenti operazioni: cliccare, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, in un punto qualsiasi del balcone; trascinare il balcone nella posizione desiderata avendo cura che le due estremit della sua polilinea tocchino (o intersechino) la faccia esterna di una trave, un pilastro o una parete;
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10. Il Disegno degli Oggetti

quando il balcone nella posizione desiderata rilasciare il pulsante del mouse. Potendo spostare le estremit della poligonale allinterno dellelemento (trave, pilastro, ecc.) in cui il balcone si aggancia, loperazione descritta consente anche di effettuare piccoli accorciamenti del balcone.
Ovviamente, non potendo intersecare, con le estremit della polilinea, la faccia interna dellelemento (trave, pilastro, ecc.), gli accorciamenti del balcone devono essere necessariamente inferiori allo spessore dellelemento stesso. Le parti dei tratti di estremit della polilinea che ricadono allinterno dellelemento in cui si aggancia il balcone vengono automaticamente eliminati dal programma.

Come Inserire un Nuovo Tratto di Polilinea


Un nuovo tratto di polilinea pu essere inserito ad una estremit della polilinea stessa o su un suo tratto intermedio. Per aggiungere un nuovo tratto di polilinea ad una delle sue estremit basta: selezionare il tratto di estremit a cui si intende collegare il nuovo tratto cliccando su esso nella modalit Seleziona (v. 10.1.2); selezionare lopzione Aggiungi Nodo del menu locale della tavola. Per inserire un nuovo tratto nella Polilinea di un balcone basta spezzare un tratto esistente mediante linserimento di un nuovo nodo. Per inserire nuovo nodo in un tratto della polilinea basta: selezionare il tratto in cui va inserito il nuovo nodo cliccando su esso nella modalit Seleziona (v. 10.1.2); selezionare lopzione Inserisci Nodo del menu locale della tavola oppure pigiare INS della tastiera. Ovviamente, dopo aver inserito un nuovo tratto occorre spostare i nodi della polilinea per definire il balcone nella maniera desiderata.

Come Eliminare un Tratto di Polilinea


Per eliminare un tratto di polilinea basta: selezionarlo cliccando su esso nella modalit Seleziona (v. 10.1.2); selezionare lopzione Elimina Nodo del menu locale della tavola oppure premere CANC (CANCEL) della tastiera.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Come Modificare un Lato del Balcone


Un tratto di polilinea di un balcone disegnato pu essere liberamente modificato spostandone le estremit nella tavola. Per spostare lestremit di un tratto di polilinea del balcone basta: selezionare il tratto cliccando su esso nella modalit Seleziona (v. 10.1.2); cliccare sulla maniglia allestremit da spostare; questa operazione sblocca lestremit consentendo di spostarla; quando lestremit nel punto opportuno cliccare nuovamente per fissare la sua nuova posizione. Un tratto della polilinea di un balcone pu anche essere trasformato da rettilineo ad arco di cerchio e viceversa. Un tratto rettilineo della polilinea pu essere, infatti, trasformato in un arco di cerchio selezionandolo e scegliendo lopzione Cambia in Arco del menu locale della tavola. Analogamente, un tratto curvo della polilinea pu essere trasformato in un tratto rettilineo selezionandolo e scegliendo lopzione Cambia in Linea del menu locale della tavola.

10.8.3

Le Propriet del Balcone


Tutte le Propriet (v. 10.1.6) di un Balcone possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet che si attiva durante la fase del suo disegno (v. 10.8.1) oppure quando esso risulta selezionato (v. 10.1.2). Le propriet di un balcone sono raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche vengono proposte le seguenti propriet: Spessore: nel campo Spessore va specificato, in centimetri, lo spessore del balcone selezionato o da disegnare. Analisi Carichi: in tale rigo viene riportata lanalisi dei carichi adottata per il balcone.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, va scelta lanalisi dei carichi del balcone tra quelle preventivamente definite (v. 9.2). Genera Torsione al: in tale campo va specificata quale percentuale della torsione generata dallo sbalzo si desidera venga trasmessa allelemento a cui esso risulta collegato. Tipologia: nel list box proposto quando il cursore nel rigo Tipologia va specificata la tipologia del balcone (gettato in opera, travetti precompressi, travetti tralicciati, pannelli prefabbricati o soletta piena) selezionato o da disegnare. La scelta della tipologia comporta, ovviamente, la definizione della sezione che sar considerata nel calcolo del solaio (v. 13.6) di cui fa parte il balcone e per la modalit di armatura dello stesso (v. 16.2.7).
Ovviamente, i balconi che non fanno parte di alcun solaio NON vengono calcolati, anche indicando per essi una specifica sezione di calcolo (v. 10.7.6).

Geometria
Nella sezione Geometria vengono proposte le seguenti propriet: Superficie: nel campo superficie viene riportata la superficie (in m2) del balcone selezionato, rilevata automaticamente dal programma. Ovviamente, tale valore NON modificabile.

Riconoscimento PIANO
Nella sezione Riconoscimento PIANO sono presenti le seguenti propriet per la definizione dei criteri che il programma deve adottare per il riconoscimento del piano del balcone: Tipo Riconoscimento: nel list box che si attiva quando il cursore in tale rigo possibile scegliere una delle seguenti opzioni: automatico: richiede che lindividuazione del balcone disegnato venga effettuata automaticamente dal programma; tale opzione quella consigliata nella stragrande maggioranza dei casi. orizzontale: richiede che lindividuazione del balcone disegnato venga effettuata automaticamente dal programma imponendo, per, che esso deve essere sempre orizzontale; in questo caso il programma, nel definire il balcone NON tiene conto di eventuali travi o pareti che ne possono compromettere lindividuazione.
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10. Il Disegno degli Oggetti

manuale: richiede che il balcone venga definito manualmente dallUtente mediante il posizionamento di tre punti per cui passa il suo piano (v. 10.7.1); la selezione di tale opzione rappresenta il balcone (nel piano del disegno e nelle viste 3D) con tre pallini verdi numerati da spostare in tre punti che certamente fanno parte del piano del balcone stesso. Tipo Quota [presente se nel list box Tipo Riconoscimento stata scelta lopzione Orizzontale o Manuale]: nel list box, che si attiva quando il cursore in tale rigo, possibile scegliere una delle seguenti opzioni: relativa al Piano: se, nel campo Quota sottostante, la quota del balcone deve essere riferita al piano su cui esso viene disegnato; assoluta: se, nel campo Quota sottostante, la quota del balcone deve essere riferita al piano a quota 0 (zero) (v. 6.1). Quota [presente se nel list box Tipo Riconoscimento stata scelta lopzione Orizzontale]: nel campo quota viene riportata la quota del piano del balcone selezionato. Tale valore pu essere variato con la conseguente modifica della quota del balcone nel disegno. La quota va espressa rispetto: al piano del disegno se nel list box Tipo Quota risulta selezionata lopzione relativa al Piano; al piano a quota 0 (zero) (v. 6.1) se nel list box Tipo Quota risulta selezionata lopzione assoluta.

PUNTO [1], PUNTO [2] e PUNTO [3]


Le sezioni PUNTO [1], PUNTO [2] e PUNTO [3] risultano visualizzate solo se, nel list box Tipo Riconoscimento risulta selezionata lopzione manuale. Nei campi di tali sezioni vengono proposte, in metri, le coordinate X, Y e la Quota dei tre punti per la definizione manuale del piano del balcone. La Quota di ogni Punto pu essere specificata digitandola nellapposito campo della relativa sezione e pigiando INVIO della tastiera per confermare. Le coordinate X ed Y di ognuno dei tre punti per cui deve passare il piano del balcone (v. 10.7.1), oltre a poter essere definite graficamente nel disegno, possono essere specificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel rigo XY della relativa sezione quando questo risulta selezionato. Pigiando il bottoncino OK del dialog si ottiene il posizionamento desiderato del punto per la definizione del piano del balcone nel disegno.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Carpenteria
Nella sezione Carpenteria vanno specificate le informazioni sul balcone selezionato necessarie al programma per la definizione delle Carpenterie (v. cap. 15). In tale sezione vengono, pertanto, proposte le seguenti propriet: Tipo: nel list box proposto quando il cursore in questo rigo va indicata la tipologia (monotrave o bitrave) del travetto del balcone selezionato. Lindicazione della tipologia del travetto comporta la definizione della sezione del balcone e, pertanto, una informazione necessaria per il calcolo del solaio (v. 13.6) di cui esso fa parte. Riportare indicazioni Taglio [visibile solo se nel list box Tipologia della sezione Caratteristiche stato scelto travetti tralicciati oppure pannelli prefabbricati]: la selezione del check box in questo rigo richiede che venga riportata lindicazione del taglio sul balcone selezionato nelle carpenterie (v. 15.1) e nelle tavole delle armature dei solai (v. 16.2.7) prodotte. Spessore soletta sup.: in questo campo va specificato, in cm, lo spessore della soletta superiore del balcone. Naturalmente, tale valore deve essere maggiore di zero ed inferiore allo spessore del solaio. Spessore soletta inf. [visibile solo se nel list box Tipologia della sezione Caratteristiche stato scelto pannelli prefabbricati]: in questo campo va specificata la larghezza, in cm, della soletta inferiore se il balcone selezionato del tipo a pannelli prefabbricati. Disegno Armatura: in tale rigo viene proposto un check box la cui selezione consente di specificare le armature del balcone selezionato da riportare nella relativa carpenteria, nel caso NON si intenda procedere al calcolo del solaio di cui questo fa parte. Se tale check risulta NON selezionato nella carpenteria non sar riportate alcuna indicazione sullarmatura del balcone selezionato. Se, invece, tale check risulta selezionato, nella restante parte della sezione Carpenteria vengono proposte le seguenti propriet necessarie alla definizione dellarmatura del balcone selezionato.
Naturalmente, se il balcone selezionato fa parte di un solaio di cui si intende richiedere il calcolo (v. 13.6), le sue armature verranno definite automaticamente dal programma e, pertanto, i dati delle sezioni MOLLE, MONCONI e FERRI di RIPARTIZIONE NON vanno specificati.

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10. Il Disegno degli Oggetti

MOLLE
La sezione MOLLE comprende le seguenti propriet per la definizione delle molle dello sbalzo nella carpenteria: Diametro: nel list box proposto quando il cursore in questo rigo va scelto il diametro dei ferri da utilizzare, come molle, nel balcone selezionato. Passo: in tale campo va specificato il passo, in centimetri, delle molle.

MONCONI
La sezione MONCONI comprende le seguenti propriet per la definizione dei monconi dello sbalzo nella carpenteria: Diametro: nel list box proposto quando il cursore in questo rigo va scelto il diametro dei ferri da utilizzare, come monconi, nel balcone selezionato. Passo: in tale campo va specificato il passo, in centimetri, dei monconi.

FERRI di RIPARTIZIONE
La sezione FERRI di RIPARTIZIONE comprende le seguenti propriet per la definizione dei ferri di ripartizione dello sbalzo nella carpenteria: Superiori: in tale campo va specificata la stringa descrittiva dellarmatura di ripartizione superiore del balcone selezionato. tale stringa verr riportata nella carpenteria prodotta dal programma. Posizionando il cursore nel campo viene anche proposto (a destra) il bottone Fi () che inserisce il simbolo nel punto in cui posizionato il cursore. Inferiori: in tale campo va specificata la stringa descrittiva dellarmatura di ripartizione inferiore del balcone selezionato; tale stringa verr riportata nella carpenteria prodotta dal programma. Posizionando il cursore nel campo viene anche proposto (a destra) il bottone Fi () che inserisce il simbolo nel punto in cui posizionato il cursore.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.9

Le Scale
Grazie alla straordinaria tecnologia di EdiLus-CA la definizione del modello strutturale delle scale risulta estremamente semplice e rapida. Un potentissimo Wizard, dal semplicissimo disegno della scala, genera automaticamente il suo modello strutturale creando tutte le travi (a ginocchio e non) necessarie allinterno della struttura e applicando, su queste, tutti i carichi.
Il disegno della scala ha, come unico obiettivo, la definizione del relativo modello strutturale che sar possibile visualizzare, dopo il disegno della scala e la generazione automatica delle travi, in una vista strutturale (v. 12.9). Pertanto, durante il disegno, pi che preoccuparsi dellaspetto architettonico, necessario verificare che il modello strutturale risultante dal disegno effettuato sia corretto.

La straordinaria potenza di questa funzionalit evita al Tecnico il lavoro complesso ed oneroso per la definizione, nella struttura, delle travi della scala e il caricamento opportuno di queste ultime con i carichi calcolati manualmente. Ovviamente, non viene preclusa la possibilit di definire manualmente il modello strutturale della scala disegnando le travi opportune e caricandole con le forze (carichi, momenti, ecc.) desiderate (v. 12.11 e segg.). Per richiedere la generazione automatica del modello strutturale di una scala basta che questa venga disegnata nelle opportune tavole dei piani. Grazie alloggetto Scala di EdiLus-CA anche il disegno della scala risulta estremamente intuitivo, semplice e rapido: basta comporre la scala con gli oggetti Scala necessari. Per oggetto Scala deve intendersi uno o pi elementi che costituiscono la scala nel suo complesso. Al massimo un oggetto Scala pu essere composto da: pianerottolo inferiore + rampa + pianerottolo superiore. Un oggetto Scala, per, pu anche essere composto da un singolo pianerottolo, dalla sola rampa oppure da un pianerottolo pi la rampa.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Una scala a due rampe di tipo tradizionale viene, quindi, realizzata semplicemente disegnando nella tavola di un piano due oggetti Scala: il primo che composto da un pianerottolo iniziale, una rampa ed un pianerottolo finale ed il secondo, composto dagli stessi elementi, che parte alla quota del pianerottolo finale del primo oggetto. Grazie alla possibilit di disegnare un singolo pianerottolo, una singola rampa oppure una rampa pi un pianerottolo e di comporre liberamente tali elementi, possibile realizzare scale di qualsiasi tipo e forma. opportuno precisare che, come per il pilastri (v. 10. 2) e le pareti (10.4), la scala che giunge ad un piano va rappresentata sul piano del disegno del piano stesso e le quote che necessario specificare devono essere espresse a partire dal piano inferiore a quello del disegno. Le modalit operative per il disegno di una scala vengono illustrate nel 10.9.1, mentre le propriet per la modifica di una scala disegnata vengono illustrate nel 10.9.3. Nel 10.9.4 vengono, inoltre, illustrate dettagliatamente tutte le propriet delloggetto Scala.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.9.1

Come Disegnare le Scale


Per disegnare una Scala nella tavola di un piano (v. 6.6) delledificio basta effettuare le seguenti operazioni: Pigiare il bottone Strutturale del toolbox Oggetti Disegno questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi strutturali che possibile disegnare. Selezionare lopzione Scala del toolbox per attivare la modalit per il disegno delle scale ed attivare il toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) della scala da disegnare. Nel toolbox delle Propriet specificare le propriet (v. 10.9.4) delloggetto scala da disegnare effettuando le seguenti operazioni:
Di seguito, per semplicit, vengono illustrate solo alcune delle principali propriet della scala. Ovviamente, OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE per definire correttamente loggetto da disegnare. Le propriet delloggetto Scala di EdiLus-CA vengono descritte nel 10.9.4.

Nel list box, proposto quando il cursore nel rigo Tipologia indicare la tipologia delloggetto Scala scegliendo tra le opzioni: Soletta rampante, se la scala deve essere a soletta rampante; la scelta di tale opzione attiva, nel toolbox, la sezione GENERAZIONE Travi in cui possibile richiedere (mediante la selezione degli opportuni check) a quale pianerottolo (iniziale e/o finale) deve essere collegata la trave che lo deve sostenere; Trave SX (ginocchio), se a sinistra della rampa, nel verso di salita, deve essere presente una trave a ginocchio; Trave DX (ginocchio), se a destra della rampa, nel verso di salita, deve essere presente una trave a ginocchio. Nel list box Materiale scegliere il materiale della scala tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1). Il materiale scelto verr assegnato anche alle travi della scala generate automaticamente (v. 10.9.2). Nel list box Analisi Carichi scegliere lanalisi dei carichi della scala tra quelle preventivamente definite (v. 9.2).
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10. Il Disegno degli Oggetti

Pigiare il bottone nel rigo Allineamento per attivare il dialog per la scelta del Punto Sensibile (v. 10.1.7) per il disegno delloggetto Scala. Per scegliere il punto sensibile basta cliccare sul relativo quadratino (facendolo diventare rosso) e pigiare il bottone in basso per chiudere il dialog. Con un doppio click sul punto sensibile lo si seleziona e si chiude anche il dialog. Nel list box, proposto quando il cursore nel rigo Sezione Travi (da generare), scegliere la sezione (solo rettangolare) delle travi (tra quelle precedentemente definite - v. 10.9.2) che devono essere generate automaticamente per loggetto Scala da disegnare.

Nel campo Larghezza specificare la larghezza, in metri, della rampa. Pigiare il bottone proposto quando il cursore nel rigo COMPOSIZIONE e, nel dialog che si apre, selezionare i check box, gli elementi (rampa e/o pianerottoli) che devono costituire loggetto Scala da disegnare. Pigiare, quindi, il bottoncino OK per confermare e chiudere il dialog.

Nella sezione QUOTE specificare le quote del punto iniziale e finale della rampa delloggetto scala (v. 10.9.4). Nelle sezioni PIANEROTTOLO iniziale e PIANEROTTOLO finale specificare la Lunghezza (in m) e lo Spessore (in cm) dei due pianerottoli (se presenti). Nella sezione RAMPA specificare, in cm, la dimensione della Pedata e lo Spessore della rampa ed indicare il numero di Alzate necessarie.

Per procedere al disegno in maniera agevole e precisa si consiglia vivamente di utilizzare le utilit del disegno pi opportune. In particolare, per posizionare in maniera semplice, rapida e precisa loggetto Scala si consiglia di utilizzare, come riferimenti, strumenti quali le Griglie Guida (v. 10.22), le Linee Guida (v. 10.21) ecc.

Fare click in un punto della tavola; questa operazione propone, legato al cursore del disegno, loggetto scala definito nelle propriet; sul punto sensibile scelto per loggetto viene proposta la maniglia per lo spostamento e la rotazione.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Sulloggetto vengono, inoltre rappresentate le travi richieste nel list box Tipologia e/o nella sezione GENERAZIONE Travi del toolbox delle Propriet. In questa fase le eventuali travi risultano tratteggiate in quanto, non essendo ancora state generate (v. 10.9.2) non vengono ancora considerati come elementi strutturali. Se necessario, ruotare la Scala specificando langolo opportuno nel campo Rotazione delle propriet; loggetto Scala pu anche essere ruotato per via grafica utilizzando lapposita maniglia (v. 10.2.2). Pigiando F7 (F8) della tastiera loggetto scala che si sta disegnando (o modificando) viene ruotato di 90 in senso antiorario (orario). Fare click nel punto della tavola in cui va posizionato il punto sensibile scelto per la scala; si ricorda che in questa fase sempre possibile modificare il punto sensibile nellapposito dialog delle propriet o pigiando progressivamente F5 o F6 della tastiera. Disegnata la prima rampa, con la modalit descritta, procedere al disegno delle altre rampe del piano. Per verificare la correttezza del disegno effettuato (quote, ecc.) possibile richiederne la visualizzazione in una vista 3D (v. cap. 12) del progetto. In una vista 3D del progetto anche possibile apportare le modifiche opportune (ad es., variazioni di quota, modifica della sezione delle travi, ecc.) ai vari oggetti scala disegnati.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Ultimato il disegno delloggetto Scala e verificatane la correttezza nella vista 3D, possibile richiedere, per esso, la generazione automatica delle strutture (travi) (v. 10.9.2). La scala disegnata pu essere copiata (v. 11.5 e 3.3.2) su tutti i piani delledificio su cui essa si presenta con la stessa configurazione.
Copiando un oggetto Scala, NON vengono copiati gli elementi strutturali (travi) e le forze del modello strutturale eventualmente generato. Pertanto, per gli oggetti Scala copiati (v. 11.5), sar necessario richiedere la generazione automatica del modello strutturale (v. 10.9.2). Per definire il modello strutturale della scala in maniera comoda e veloce si consiglia di operare nel seguente modo: Disegnare gli oggetti scala necessari ai vari piani delledificio; una volta disegnata la scala ad un piano possibile duplicarla per tutti gli altri piani delledificio (v. 11.5); Selezionare tutti gli oggetti scala ai vari piani e richiedere, con ununica operazione, la generazione automatica del loro modello strutturale (v. 10.9.2). La modalit pi rapida per selezionare tutte le scale ai vari piani prevede la selezione di tutti gli oggetti disegnati in una vista 3D (v. 12.4) e la selezione dellopzione Scala nel list box Filtro per entit in alto nel toolbox delle Propriet (v. 10.1.3.1).

Loggetto scala disegnato pu essere liberamente modificato (v. 10.9.3) in qualsiasi momento precedente al calcolo delle strutture (v. cap. 13).

10.9.2

La Generazione Automatica della Struttura della Scala Disegnata


Disegnata la scala mediante gli oggetti Scala necessari ed indicata, per ogni oggetto, la tipologia (v. 10.9.1) il programma in grado di generare automaticamente la struttura della scala stessa. In pratica, se per un oggetto scala (rampa + pianerottoli) selezionato, risulta selezionata lopzione Trave SX (a ginocchio) del list box Tipologia delle sue propriet (v. 10.9.4), gi in fase di disegno viene visualizzata, a sinistra della scala nel verso di salita, la relativa trave a ginocchio. Richiedendo la generazione automatica della scala, i suoi elementi (trave a ginocchio o soletta rampante) diventano veri e propri elementi strutturali delledificio caricati con le forze opportune.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Per le scale a soletta rampante, oltre alla Tipologia anche necessario specificare, mediante la selezione degli appositi check box della sezione GENERAZIONE Travi delle sua propriet (v. 10.9.4), per quali travi (superiore e/o inferiore) si richiede la generazione automatica.

Per richiedere la generazione automatica delle strutture delloggetto Scala selezionato nel disegno basta effettuare le seguenti operazioni: pigiare il bottone proposto quando il cursore nel rigo Funzionalit\Genera Struttura; questa operazione apre un messaggio che illustra loperazione che si sta effettuando; pigiare il bottone OK del messaggio per confermare loperazione. A generazione effettuata le travi della scala, che precedentemente erano proposte solo graficamente (tratteggiate in pianta e bianche nelle viste 3D), vengono rappresentate come qualsiasi altra trave (con tratto continuo in pianta e in un altro colore nella vista 3D). Nella vista 3D anche il colore delloggetto scala (rampa e pianerottoli) per cui stata richiesta la generazione viene proposto con un colore differente da quello della scala disegnata ma NON generata. Ad indicare che, per loggetto Scala selezionato stata effettuata la generazione, nel rigo Funzionalit\Genera Struttura del toolbox delle Propriet viene anche riportata la stringa Generata.
Copiando un oggetto Scala, NON vengono copiati gli elementi (travi) del modello strutturale eventualmente generato e le forze applicate durante la generazione. Pertanto, per gli oggetti Scala copiati (v. 11.5 e 3.3.2), necessario richiedere la generazione automatica del modello strutturale.

Dopo la richiesta della generazione del modello, le propriet delloggetto scala non potranno pi essere modificate se non richiedendo la cancellazione del modello stesso (v. avanti).
Eventuali modifiche apportate ai dati dellanalisi dei carichi, del materiale, ecc. nella sezione ELEMENTI (v. capp. 7, 8 e 9) del progetto NON comportano la modifica automatica delle corrispondenti propriet delloggetto scala per cui stata richiesta la generazione automatica. Per modificare le propriet (analisi dei carichi, materiale, ecc.) di un oggetto Scala necessario richiedere preventivamente la cancellazione del suo modello strutturale.

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10. Il Disegno degli Oggetti

La struttura generata per loggetto Scala pu anche essere visualizzata nella vista strutturale (v. 12.9) di una vista 3D. Le travi generate per loggetto scala possono anche essere modificate, per piccoli aggiustamenti con le consuete modalit previste per la modifica delle travi (v. 10.3.2). Se, per i cambiamenti da apportate alle travi della scala sono onerose o necessario modificare le propriet delloggetto Scala (NON modificabili dopo la generazione), necessario richiedere la cancellazione della generazione effettuata, con leliminazione di tutte le travi create automaticamente e delle forze applicate alla struttura. Dopo la cancellazione del modello strutturale baster semplicemente apportare le modifiche opportune alloggetto Scala (v. 10.9.3) disegnato e richiedere nuovamente alla generazione automatica della struttura. Per richiedere la cancellazione della generazione automatica delle strutture di un oggetto Scala basta: selezionarlo; pigiare il bottone proposto quando il cursore nel rigo Funzionalit\Genera Struttura del toolbox delle Propriet; questa operazione apre un messaggio che illustra loperazione (eliminazione degli elementi strutturali) che si sta effettuando; pigiare il bottone OK del messaggio per confermare loperazione. Questa operazione elimina tutte le travi della struttura delloggetto scala selezionato precedentemente generate. Ovviamente, con le travi della scala, il programma elimina anche tutti i carichi applicati alla struttura nella generazione automatica.
Richiedendo la cancellazione della generazione della struttura di un oggetto Scala a ginocchio, viene eliminata solo la parte inclinata della trave a ginocchio relativa alla rampa. Ovviamente, i tratti orizzontali della trave a ginocchio NON vengono eliminati in quanto questi fanno parte delle corrispondenti travi di piano.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.9.3

Come Modificare una Scala Disegnata


Un oggetto Scala disegnato pu essere liberamente modificato sia nella posizione che nelle propriet solo prima di aver richiesto la Generazione Automatica delle strutture (v. 10.9.2) che la compongono.
Dopo aver richiesto la Generazione Automatica di una scala sar comunque possibile modificare, nella tavola del disegno, la geometria e le propriet delle singole strutture (travi) che la compongono.

Per modificare un oggetto Scala necessario selezionarlo cliccando su esso nella modalit per la selezione degli oggetti. Loggetto Scala pu essere liberamente modificato, sia nella geometria che in tutte le altre propriet (v. 10.9.4), con modalit analoghe a quelle previste per gli altri oggetti di EdiLus-CA.

10.9.4

Le Propriet della Scala


Tutte le Propriet (v. 10.1.6) di una Scala possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet che si attiva durante la fase del suo disegno (v. 10.9.1) oppure quando essa risulta selezionata (v. 10.1.2). Si ricorda che loggetto Scala pu comprendere uno o due pianerottoli e/o una rampa.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Per oggetto Scala deve intendersi uno o pi elementi che costituiscono la scala nel suo complesso. Al massimo un oggetto Scala pu essere composto da un pianerottolo inferiore, da una rampa e da un pianerottolo superiore. Un oggetto Scala, per, pu anche essere composto da un singolo pianerottolo, dalla sola rampa oppure da un pianerottolo pi una rampa. Le propriet delloggetto Scala di EdiLus-CA scala risultano raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche vengono proposte le seguenti propriet: Tipologia: in tale rigo viene riportata la tipologia scelta per la scala selezionata o da disegnare. La tipologia (soletta rampante, a ginocchio, ecc.) della scala va scelta nel list box proposto quando il cursore nel rigo Tipologia. Materiale: in tale rigo viene riportato il materiale della soletta. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere il materiale della struttura della scala tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1). Analisi Carichi: in tale rigo viene riportata lanalisi dei carichi adottata per la scala. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere lanalisi dei carichi della scala tra quelle preventivamente definite (v. 9.2). Allineamento: in tale rigo possibile scegliere o modificare il punto sensibile adottato come riferimento per il disegno della scala (v. 10.1.7). Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui va scelto il punto sensibile. Sezione Travi (da generare): in tale rigo viene riportata la stringa che identifica la sezione che sar adottata per le travi (a ginocchio, ecc.) che saranno generate automaticamente dal programma (v. 10.9.2). Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere la sezione della travi da generare tra quelle preventivamente definite (v. 7.2).

222

10. Il Disegno degli Oggetti

Geometria
Nella sezione Geometria vengono proposte le seguenti propriet: Larghezza: in tale campo va specificata la larghezza della rampa selezionata o da disegnare. Rotazione: in tale rigo viene riportato langolo di cui risulta ruotato, nel piano del disegno, loggetto scala selezionato intorno al suo punto sensibile. In tale rigo anche possibile specificare langolo di rotazione delloggetto scala per ottenerne (dopo aver pigiato INVIO della tastiera) linclinazione desiderata nella tavola. COMPOSIZIONE: in tale rigo viene indicata, mediante una sequenza di lettere P (pianerottolo) ed R (rampa) la composizione delloggetto Scala selezionato o da disegnare (ad esempio, la stringa PRP indica che la scala e composta da due pianerottoli ed una rampa). Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile indicare, mediante la selezione degli opportuni check box, gli elementi (pianerottoli e/o rampa) che compongono loggetto Scala.
Ovviamente, nel dialog per la composizione delloggetto Scala deve risultare selezionato almeno uno degli elementi (pianerottolo o rampa) che lo costituisce. Non possibile, inoltre, comporre loggetto Scala con due pianerottoli senza che sia presente la rampa.

Quote
Nella sezione Quote vengono proposti i campi: Iniziale, in cui va specificata, in metri, la quota iniziale delloggetto Scala selezionato o da disegnare; Finale, in cui va specificata, in metri, la quota finale delloggetto Scala selezionato o da disegnare.

PIANEROTTOLO iniziale
La sezione PIANEROTTOLO iniziale risulta visibile solo se nella sezione COMPOSIZIONE stato indicato che loggetto Scala selezionato o da disegnare comprende il pianerottolo iniziale. In tale sezione vengono proposti i campi:
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10. Il Disegno degli Oggetti

Lunghezza, in cui va specificata, in metri, la lunghezza del pianerottolo iniziale (v. figura precedente); Spessore, in cui va specificato, in centimetri, lo spessore del pianerottolo iniziale (v. figura precedente).

RAMPA
La sezione RAMPA risulta visibile solo se nella sezione COMPOSIZIONE stato indicato che loggetto Scala selezionato o da disegnare comprende la rampa. In tale sezione vengono proposti i campi: Pedata, in cui va specificata, in centimetri, la dimensione delle pedate; Alzate (numero), in cui va specificato il numero di alzate; Alzate (altezza), in cui viene proposta, in centimetri, laltezza calcolata delle alzate [= (quota finale quota iniziale)/numero di alzate]; ovviamente tale valore NON modificabile.
Si noti che, per comodit, la lunghezza della rampa viene definita specificando la dimensione delle pedate ed il loro numero (= numero di alzate - 1).

Spessore, in cui va specificato, in centimetri, lo spessore della rampa (v. figura precedente). Nel campo Spessore viene proposto, per default, uno spessore di 4 cm se nel precedente list box Tipologia della sezione Caratteristiche stata scelta una tipologia di scala con trave a ginocchio. Viene, invece, proposto uno spessore di 16 cm se la tipologia della scala a soletta rampante.

PIANEROTTOLO finale
La sezione PIANEROTTOLO finale risulta visibile solo se nella sezione COMPOSIZIONE stato indicato che loggetto Scala selezionato o da disegnare comprende il pianerottolo finale. In tale sezione vengono proposti i campi: Lunghezza, in cui va specificata, in metri, la lunghezza del pianerottolo finale (v. figura precedente); Spessore, in cui va specificato, in centimetri, lo spessore del pianerottolo finale (v. figura precedente).
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10. Il Disegno degli Oggetti

GENERAZIONE Travi
La sezione GENERAZIONE Travi risulta visibile solo se la Scala (oggetto) selezionata o da disegnare a soletta rampante, cio se nel list box Tipologia stata scelta lopzione Soletta rampante. In tale sezione possibile indicare quali travi si desidera vengano generate automaticamente dal programma. Nella sezione GENERAZIONE Travi vengono proposti i check box: Iniziale, la cui selezione richiede che, nella generazione della struttura (v. avanti), la trave iniziale delloggetto Scala venga generata automaticamente dal programma; Finale, la cui selezione richiede che, nella generazione della struttura (v. avanti), la trave finale delloggetto Scala venga generata automaticamente dal programma.

Funzionalit
La sezione Funzionalit presenta il solo rigo Genera Struttura. In tale rigo viene proposta la stringa: Non Generata, se, per loggetto Scala selezionato, non stata richiesta la generazione automatica delle strutture (v. 10.9.2). Generata, se, per loggetto Scala selezionato, stata gi richiesta la generazione automatica delle strutture (v. 10.9.2). Pigiando il bottone proposto quando il cursore in tale rigo, si apre il dialog in cui possibile richiedere la generazione automatica delle strutture delloggetto Scala selezionato. Richiedendo tale operazione, vengono automaticamente generate le travi della scala in funzione delle indicazioni e delle richieste specificate nelle precedenti sezioni del toolbox delle Propriet. Se, per loggetto Scala selezionato stata gi richiesta la generazione automatica delle strutture, pigiando il bottone nel rigo Genera Struttura, si apre il dialog in cui possibile richiedere di cancellare tutte le travi precedentemente generate per loggetto.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.2.
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10. Il Disegno degli Oggetti

10.10

Le Tamponature
Loggetto Tamponature di EdiLus-CA consente di applicare, in maniera semplice ed intuitiva, il carico della tamponatura sulle opportune travi e pareti delledificio. Una Tamponatura si disegna applicandola, con un semplice click, sulle opportune travi o pareti dei vari piani delledificio. Naturalmente una tamponatura pu essere applicata sulla trave o sulla parete di un piano unicamente se presente un piano superiore. Una tamponatura, pertanto, non pu essere applicata ad una trave dellultimo impalcato delledificio.

10.10.1

Come Disegnare le Tamponature


Per disegnare una Tamponatura su una trave o su una parete della tavola del piano attiva basta effettuare le seguenti operazioni:
Naturalmente una tamponatura pu essere applicata su una trave o una parete di un piano solo se esiste un piano superiore. Una tamponatura, pertanto, NON va applicata a travi e pareti dellultimo piano delledificio.

Pigiare il bottone Strutturale del toolbox Oggetti Disegno per visualizzare la lista degli elementi strutturali che possibile disegnare. Selezionare lopzione Tamponatura del toolbox per attivare il toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) della tamponatura da disegnare. Nel toolbox delle Propriet specificare le propriet (v. 10.10.3) della tamponatura. In particolare nel list box Analisi Carichi va scelto il tipo di tamponatura tra quelle preventivamente definite in fase di analisi dei carichi (v. 9.2); questa operazione assegna alla tamponatura che si sta disegnando il peso proprio e il sovraccarico permanente.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Di seguito, per semplicit, vengono illustrate solo alcune delle principali propriet della tamponatura. Ovviamente, OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE per definire correttamente loggetto da disegnare. Le propriet delloggetto Tamponatura di EdiLus-CA sono descritte nel 10.10.3.

Cliccare in prossimit della trave a cui va applicata la tamponatura per attivare la modalit per il suo disegno. Cliccare nel punto della trave in cui si intende applicare il simbolo delloggetto Tamponatura (a lato). Applicando la tamponatura ad altre travi o pareti del piano vengono mantenute tutte le propriet assegnate allultima tamponatura disegnata. La posizione lungo la trave o la parete su cui viene applicata la tamponatura non influente ai fini del calcolo. Una tamponatura, infatti, viene automaticamente estesa a tutto lo spazio compreso tra gli elementi (travi e pilastri) che la delimitano. Il Tecnico pu, per, modificare la configurazione di default di tale carico modificando laltezza della tamponatura rilevata automaticamente dal programma e scegliendo di applicarla solo su un determinato tratto della trave o della parete di competenza (v. 10.10.2). Loggetto Tamponatura inserito pu anche essere spostato lungo la trave o la parete su cui stato applicato (v. 10.10.2). Nelle viste 3D (v. cap. 12) loggetto tamponatura viene rappresentato non come semplice simbolo ma come un piano trasparente. Con le modalit descritte, linserimento di una tamponatura su una trave o una parete pu anche essere effettuato in una vista 3D del progetto (v. 12.6).

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.10.2

Come Modificare una Tamponatura Disegnata


Per illustrare le modalit operative per la modifica delle tamponature si fa riferimento alle sole tamponature applicate sulle travi. Quanto detto varr, analogamente, anche per le pareti. Prima di richiedere il calcolo, oltre a poter spostare il simbolo della tamponatura disegnata (v. 10.10.1) lungo la trave su cui stata applicata (senza alcun effetto sulla distribuzione dei carichi), anche possibile modificare laltezza e/o la distribuzione della tamponatura stessa sulla trave. Una tamponatura disegnata, inoltre pu anche essere modificata liberamente nelle propriet (v. 10.10.3). Di seguito vengono descritte le modalit operative per apportare le modifiche suddette ad una tamponatura.

Come Spostare lOggetto Tamponatura


Il simbolo di una tamponatura pu essere spostato lungo la trave su cui stato inserito (v. 10.10.1). Per spostare loggetto tamponatura lungo la trave su cui stato disegnato basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare la tamponatura cliccando sul suo simbolo nella modalit Selezione (v. 10.1.2); la tamponatura selezionata viene proposta in rosso e, al suo centro, appare la maniglia (pallino verde) per il suo spostamento; cliccare sulla maniglia per sbloccare la tamponatura dalla sua posizione; traslare il simbolo della tamponatura nel punto desiderato della trave e cliccare nuovamente per fissarlo.
Una tamponatura disegnata NON pu essere spostata in una vista 3D del progetto (v. 12.6).

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10. Il Disegno degli Oggetti

Come Modificare la Lunghezza e lAltezza della Tamponatura


Per maggior chiarezza le operazioni descritte di seguito vengono effettuate in una vista 3D (v. cap. 12) del progetto. Per default, il carico (N/m2) lineare della tamponatura viene applicato lungo tutta la trave e per tutta laltezza tra il piano del disegno e la trave del piano superiore. Tale configurazione del carico pu essere modificata variando laltezza della tamponatura e/o la sua zona di incidenza sulla trave. Per modificare laltezza della tamponatura selezionata basta effettuare le seguenti operazioni: nel list box Tipo Riconoscimento della sezione Riconoscimento del toolbox delle Propriet selezionare lopzione manuale; questa operazione propone, nei righi sotto il list box, i campi per la modifica della tamponatura; nel campo PUNTO iniziale\Altezza specificare laltezza del punto iniziale della tamponatura nel suo riferimento locale (v. 21.2) e pigiare INVIO della tastiera per confermare; nel campo PUNTO finale\Altezza specificare laltezza del punto finale della tamponatura nel suo riferimento locale e pigiare INVIO della tastiera per confermare.
La possibilit di specificare laltezza delle due estremit della tamponatura consente di definire manualmente anche tamponature di forma trapezia e triangolare.

Oltre allaltezza, anche possibile modificare la distribuzione di una tamponatura su una trave indicando le distanze delle sue estremit dalla prima estremit della trave nel suo riferimento locale. Per modificare la distribuzione della tamponatura selezionata sulla trave di competenza basta effettuare le seguenti operazioni:
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10. Il Disegno degli Oggetti

nel campo PUNTO iniziale\Distanza specificare la distanza del punto iniziale della tamponatura dal punto iniziale della trave (v. 21.2) e pigiare INVIO della tastiera per confermare; nel campo PUNTO finale\Distanza specificare la distanza del punto finale della tamponatura dal punto finale della trave (v. 21.2) e pigiare INVIO della tastiera per confermare. Le modifiche descritte possono anche essere effettuate in una vista 3D del progetto (v. 12.6).

10.10.3

Le Propriet della Tamponatura


Tutte le Propriet (v. 10.1.6) di una Tamponatura possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet che si attiva durante la fase del suo disegno (v. 10.10.1) oppure quando essa risulta selezionata (v. 10.1.2). Le propriet di una tamponatura sono raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche vengono proposte le seguenti propriet: Analisi Carichi: in tale rigo viene riportata lanalisi dei carichi adottata per la tamponatura. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere lanalisi dei carichi della tamponatura tra quelle preventivamente definite (v. 9.2).

Geometria
Nella sezione Geometria vengono proposte le seguenti propriet: Superficie: nel campo superficie viene riportata la superficie (in m2) della tamponatura selezionata, rilevata automaticamente dal programma. Ovviamente, tale valore NON modificabile.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Riconoscimento
Nella sezione Riconoscimento va specificata la posizione e/o laltezza del punto iniziale e finale della tamponatura selezionata o da disegnare. In tale sezione vengono, infatti, proposte le seguenti propriet: Tipo Riconoscimento: in tale list box possibile scegliere una delle seguenti opzioni: automatico: richiede che le altezze dei punti iniziale e finale della tamponatura selezionata o da disegnare vengano rilevate automaticamente dal programma; manuale: richiede che le altezze dei punti iniziale e finale della tamponatura selezionata o da disegnare vengano definite manualmente dallUtente; questa possibilit utile quando la tamponatura deve avere unaltezza inferiore rispetto a quella rilevata automaticamente.

PUNTO iniziale
Nella sezione PUNTO iniziale sono presenti i seguenti campi per la definizione della posizione e dellaltezza (in manuale) del punto iniziale della tamponatura:
Naturalmente il Punto Iniziale e il Punto Finale della tamponatura coincidono, rispettivamente, con il Punto Iniziale ed il Punto Finale della trave (v. 21.2) o della parete su cui essa poggia.

Distanza: in tale campo va specificata la distanza del punto iniziale della tamponatura dal punto iniziale della trave o della parete su cui essa poggia. Altezza: in tale campo (abilitato solo se nel list box Tipo Riconoscimento risulta selezionata lopzione manuale) va specificata laltezza, in metri, del punto iniziale della tamponatura. Per default, quando si sceglie lopzione manuale del list box Tipo Riconoscimento, nel campo Altezza viene riportata laltezza del piano (v. cap. 6).

PUNTO finale
Nella sezione PUNTO finale sono presenti i seguenti campi per la definizione (manuale) della posizione e dellaltezza del punto finale della tamponatura:
231

10. Il Disegno degli Oggetti

Distanza: in tale campo va specificata la distanza del punto finale della tamponatura dal punto finale della trave o della parete su cui essa poggia. Altezza: in tale campo (abilitato solo se nel list box Tipo Riconoscimento risulta selezionata lopzione manuale) va specificata laltezza, in metri, del punto finale della tamponatura. Per default, quando si sceglie lopzione manuale del list box Tipo Riconoscimento, nel campo Altezza viene riportata laltezza del piano (v. cap. 6).

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6.

10.11

I Cordoli
Il Cordolo di EdiLus-CA un elemento di supporto alla definizione del modello strutturale. Esso consente di rappresentare, nel disegno, qualsiasi elemento fuori calcolo e/o di ottenere la corretta modellazione di alcune strutture particolari. Un cordolo di EdiLus-CA un elemento che, pur presentando delle analogie (per quanto riguarda le modalit di disegno) con loggetto trave (v. 10.3), si differenzia notevolmente da questultimo. Loggetto Cordolo, infatti, NON un elemento strutturale e, quindi, NON oggetto di calcolo e non viene armato automaticamente dal programma. Larmatura di un cordolo, pertanto, deve essere specificata dal tecnico.

In figura vengono riportati due portali: uno in cui lelemento orizzontale una Trave e laltro in cui lelemento orizzontale un cordolo. Dalle viste strutturali dei due portali risulta evidente che, nel secondo portale, il cordolo NON venga portato in conto nella modellazione della struttura.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Il carico che grava su un Cordolo, inoltre, viene trasferito, come forze concentrate. ai nodi di estremit degli elementi su cui esso poggia. I cordoli, quindi, consentono di definire, ad esempio, le travi di collegamento (fuori calcolo) per le fondazioni su plinti. Con un cordolo anche possibile disegnare un solaio o una soletta senza dover necessariamente contornarlo con travi o pareti. Gli oggetti Solette (v. 10.5.1) e Solai (v. 10.7.1), infatti, devono essere necessariamente delimitati, per lintero perimetro, da oggetti Pareti, Travi e/o Cordoli. Loggetto Cordolo va utilizzato con estrema attenzione. Un utilizzo improprio dei cordoli pu, infatti, comportare errori anche rilevanti nella modellazione della struttura. Di seguito vengono illustrati dettagliatamente i vari casi in cui possibile utilizzare loggetto cordolo e le modalit per ottenere una corretta modellazione della struttura.
Loggetto Cordolo, NON deve essere assimilato allelemento cordolo, cos come inteso nellaccezione comune e, quindi, NON va utilizzato sulla sommit di muri o pareti. Questa situazione, infatti, pu portare a modelli strutturali errati (v. avanti).

Impiego del Cordolo con loggetto Soletta


Nel caso della Soletta, che un elemento strutturale, il cordolo pu essere impiegato per definirne lintero perimetro. In altre parole, tutti gli elementi di bordo possono essere costituiti da cordoli, come mostrato in figura. Il cordolo pu anche essere utilizzato per definire solette non complanari che non poggiano su Travi o Pareti (v. figura a lato). Loggetto Cordolo consente anche di modellare correttamente un pilastro (una trave o una parete) con unestremit sulla soletta (vedi Figura 4).
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10. Il Disegno degli Oggetti

Per modellare le situazioni precedentemente proposte occorre procedere secondo le modalit illustrate nelle figure seguenti.

Prossimamente la modellazione di strutture con elementi poggianti su soletta verr effettuata automaticamente dal programma senza la necessit di aggiungere il cordolo per lindividuazione del nodo soletta-pilastro.

Impiego del Cordolo con loggetto Solaio


Nel caso del Solaio lutilizzo del cordolo deve essere preferibilmente evitato perch pu condurre ad unerrata modellazione strutturale. Non essendo un elemento strutturale, infatti, il cordolo non pu essere caricato. Pertanto, tutti i carichi che gravano su esso (incluso il peso proprio) vengono applicati, come carichi concentrati, nei nodi alle estremit. Le seguenti situazioni, e quelle ad esse riconducibili, sono da evitare in maniera tassativa:

Solaio poggiante su due Travi e due Cordoli (anche paralleli allorditura)


La struttura viene schematizzata con due telai separati e unaliquota del carico dei solai viene riportata nei nodi come forza concentrata.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Dal Modello Strutturale e dalla distribuzione dei carichi lineari e delle forze concentrate ottenute risulta evidente che la MODELLAZIONE ERRATA.

Solaio poggiante su 4 Cordoli


la struttura viene schematizzata con 4 pilastri indipendenti ed il carico del solaio viene ripartito integralmente sui nodi.

Tutti gli elementi orizzontali sono Fuori Calcolo e NON sono oggetto di alcuna verifica. Anche in questo caso, dal Modello Strutturale e dalla distribuzione dei carichi lineari e delle forze concentrate ottenute si evince che la modellazione errata. La corretta modellazione della struttura precedente solo quella rappresentata nella figura seguente relativa a Solaio poggiante su 4 Travi.

Dalle immagine precedenti si pu verificare come, in questo caso, la modellazione risulti essere CORRETTA. Il cordolo pu essere utilizzato per contornare il solaio (se non si vuole inserire unulteriore trave) nelle situazioni illustrate nelle figure a lato, in cui le approssimazioni introdotte nella modellazione possono essere ritenute accettabili.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Lo schema della prima figura consente anche di realizzare un bowwindow poggiando una tamponatura sul cordolo. In questo caso i carichi della tamponatura vengono trasferiti sui nodi di estremit del cordolo , quindi, alle travi laterali.

Impiego del Cordolo con loggetto Parete


L'oggetto Cordolo presente in EdiLus-CA NON DEVE ESSERE ADOPERATO COME CORDOLO DI SOMMIT DELLE PARETI. Disponendo un cordolo sulla sommit di una parete, infatti, tutti i carichi distribuiti sulla sommit della parete vengono riportati nei nodi di estremit del cordolo (e quindi della parete), definendo un modello di calcolo completamente ERRATO (figura a lato).

Sulla stessa struttura, senza cordolo, il carico del solaio risulta correttamente ripartito in maniera uniforme sulla parete.

In questo caso, la modellazione risulta CORRETTA.

Impiego del Cordolo con loggetto Balcone


Il cordolo NON pu essere utilizzato come elemento di supporto per i balconi.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Anche per un cordolo disegnato necessario specificare le propriet opportune nel toolbox delle Propriet (v. 10.11.2). I paragrafi seguenti illustrano le modalit operative per il disegno e la modifica (v. 10.11.1) di un cordolo e per la definizione delle sue propriet (v. 10.11.2).

10.11.1

Come Disegnare e Modificare un Cordolo


Le modalit operative per il disegno e la modifica di un cordolo sono analoghe a quelle previste per il disegno di una trave. Per la descrizione delle modalit operative per il disegno e la modifica dei cordoli, si rimanda, quindi, ai 10.3.1 e 10.3.2.

10.11.2

Le Propriet del Cordolo


Le Propriet (v. 10.1.6) di un Cordolo possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet che si attiva durante la fase del suo disegno (v. 10.11.1) oppure quando essa risulta selezionata (v. 10.1.2). Le propriet di un cordolo vengono raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche vengono proposte le seguenti propriet: Sezione: nel rigo Sezione viene riportata la stringa che identifica la sezione adottata per il cordolo selezionato. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere la sezione del cordolo, tra quelle preventivamente definite (v. 7.2). Materiale: nel rigo Materiale viene riportato il materiale del cordolo. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere il materiale tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1).
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10. Il Disegno degli Oggetti

Allineamento: in tale rigo possibile scegliere o modificare il punto sensibile della sezione del cordolo da utilizzare per il suo disegno (v. 10.1.7). Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui va scelto il punto sensibile. Armatura: nel rigo Armatura va specificata la stringa di testo (del tipo 414 con staffe 8/20) che descriver larmatura del cordolo nella relativa carpenteria (v. 15.1). Posizionando il cursore nel campo, in questo viene proposto il bottone Fi () che inserisce il simbolo nel punto in cui posizionato il cursore.

Geometria
Nella sezione Geometria vengono proposte le seguenti propriet: Lunghezza: in tale rigo viene riportata la lunghezza, in metri, del cordolo selezionato. Il valore della lunghezza riportato pu essere modificato con la conseguente modifica del cordolo nel disegno effettuata tenendo fermo il suo punto iniziale (v. 21.2). Per ottenere la modifica del cordolo nel disegno necessario confermare il valore specificato pigiando INVIO della tastiera o spostando il cursore in un altro rigo. Rotazione: in tale rigo possibile specificare langolo di cui si intende ruotare la sezione del cordolo intorno al suo punto sensibile. Tale rotazione consente, ad esempio, di rappresentare correttamente un cordolo di un solaio inclinato. Angolo XY: in tale rigo viene riportato langolo di cui risulta ruotato il cordolo rispetto allorizzontale nel piano del disegno. Il valore dellAngolo XY riportato pu essere modificato con la conseguente modifica del cordolo nel disegno effettuata tenendo fermo il suo punto iniziale (v. 21.2). Per ottenere la modifica del cordolo nel disegno necessario confermare il valore specificato pigiando INVIO della tastiera o spostando il cursore in un altro rigo. Angolo XZ: in tale rigo possibile specificare il valore dellangolo di cui si intende ruotare il cordolo selezionato nel piano verticale passante per il suo asse. Il centro di rotazione attorno a cui viene ruotato il cordolo il Punto Sensibile della sua sezione iniziale (v. 21.2).
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10. Il Disegno degli Oggetti

Per ottenere la rotazione richiesta necessario confermare il valore inserito pigiando INVIO della tastiera oppure spostando il cursore in un altro campo. Luce Libera: in tale rigo viene riportata, in metri, la lunghezza libera di inflessione del cordolo selezionato. Tale valore non pu essere modificato.

PUNTO iniziale
Nella sezione PUNTO iniziale vengono proposte (in metri) le coordinate (X, Y) e la Quota (rispetto al piano del disegno) del punto sensibile della sezione iniziale (v. 21.2) del cordolo selezionato. La Quota pu essere modificata digitando il nuovo valore nel relativo campo. Le coordinate X ed Y possono essere modificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel campo XY quando risulta selezionato il relativo rigo. Pigiando il bottoncino OK del dialog si ottiene il posizionamento desiderato dellestremit iniziale del cordolo nel disegno.

PUNTO finale
Nella sezione PUNTO finale vengono proposte (in metri) le coordinate (X, Y) e la Quota (rispetto al piano del disegno) del punto sensibile della sezione finale (v. 21.2) del cordolo selezionato. Come per il punto iniziale, anche la quota e le coordinate dellestremit finale del cordolo possono essere modificate per ottenerne il posizionamento desiderato nel disegno.

Ancora al Piano
Nella sezione Ancora al Piano vengono proposte le seguenti propriet per definire il tipo di ancoraggio della faccia superiore del cordolo selezionato al piano di appartenenza (piano del disegno) (v. cap. 6): SUPERIORE: nel list box che si attiva posizionando il cursore nel rigo possibile scegliere una delle seguenti opzioni: NO: tra il cordolo ed il piano di appartenenza NON esiste alcun ancoraggio, per cui, modificando la quota del piano di appartenenza, la quota del cordolo NON viene modificata; Si: il cordolo risulta vincolato al piano di appartenenza; pertanto, modificando la quota di tale piano, il cordolo rimane solidale ad esso; cliccando sul bottoncino (presente a sinistra del list box solo quando in esso risulta selezionata lopzione SI), vengono proposti i campi:
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10. Il Disegno degli Oggetti

Delta Punto iniziale: in cui possibile specificare, in metri, lo scostamento desiderato del punto sensibile della sezione iniziale del cordolo dal piano di appartenenza; Delta Punto finale: in cui possibile specificare, in metri, lo scostamento desiderato del punto sensibile della sezione finale del cordolo dal piano di appartenenza.
Se, per le estremit del cordolo, va richiesto uno scostamento verso il basso rispetto al piano di appartenenza, i valori specificati nei campi Delta Punto iniziale e/o Delta Punto finale, devono essere preceduti dal segno (meno). Ovviamente, gli scostamenti richiesti vengono mantenuti anche se si modifica laltezza del piano di appartenenza del cordolo.

Funzionalit
La sezione Funzionalit comprende le seguenti propriet: Mostra su Piano superiore: la selezione di tale check box richiede di assegnare il cordolo selezionato anche al piano superiore (v. 10.3.7). Sposta: pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile specificare il valore (in metri) di cui si intende sollevare o abbassare verticalmente il cordolo selezionato.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6.

10.12

I Plinti
Una delle tipologie di fondazione prevista da EdiLus-CA e quella su plinti. Come tutte le altre strutture di fondazione, i plinti e le relative travi di collegamento vanno generalmente disegnati nella tavola del piano Fondazione (v. cap. 6) del progetto. Nulla vieta, per, di disegnare i plinti su un altro piano delledificio per realizzare fondazioni su diversi livelli.
240

10. Il Disegno degli Oggetti

Ovviamente, perch un plinto possa essere inserito nella struttura, necessario che, sul piano superiore a quello su cui esso deve essere disegnato, sia stato disegnato il pilastro che deve poggiare su esso. Pertanto, per disegnare i plinti sul piano fondazione necessario aver disegnato i corrispondenti pilastri del primo impalcato della struttura (v. 10.2.1). La base superiore di un plinto disegnato viene posizionata alla quota del piano del disegno e, pertanto, esso si sviluppa al di sotto dello stesso piano.

10.12.1

Come Disegnare i Plinti


Effettuato il disegno dellEdificio possibile procedere al disegno delle relative fondazioni. Una delle tipologie di fondazione prevista da EdiLus-CA e quella su plinti. I plinti e le relative travi di collegamento vano generalmente disegnati nella tavola del piano Fondazione (v. cap. 6) del progetto. Per disegnare un plinto di fondazione del progetto attivo basta effettuare le seguenti operazioni: Fare doppio click sul nodo Fondazione contenuto nel nodo Piante del Navigatore (v. 3.2.1) per ottenere lapertura, nella Finestra del Programma (v. 3.1), della finestra Piante: Fondazione in cui devono essere disegnate le strutture di fondazione delledificio. Nella finestra Piante: Fondazione visualizzare in Background (v. 11.6) i pilastri disegnati sulla tavola del primo piano (primo livello). Pigiare il bottone Strutturale del toolbox Oggetti Disegno questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi strutturali che possibile disegnare. Selezionare lopzione Plinto del toolbox per attivare la modalit per il disegno dei plinti ed attivare il toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) del plinto da disegnare. Nel toolbox delle Propriet specificare le propriet (v. 10.12.3) del plinto effettuando le seguenti operazioni:
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10. Il Disegno degli Oggetti

Di seguito, per semplicit, vengono illustrate solo alcune delle propriet del plinto. Ovviamente, OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE per definire correttamente loggetto da disegnare. Le propriet delloggetto Plinto di EdiLus-CA vengono descritte nel 10.12.3.

Nel list box Materiale selezionare il materiale di cui costituito il plinto tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1); nel list box Terreno selezionare il tipo di terreno di fondazione del plinto tra quelli preventivamente definiti (v. 8.2); nei campi Lunghezza, Larghezza ed Altezza specificare le dimensioni, in metri, del plinto; nel campo Rotazione specificare leventuale angolo di cui deve risultare ruotato il plinto rispetto allorizzontale nel piano del disegno.

Cliccare sul pilastro visualizzato in background a cui si intende applicare il plinto; questa operazione disegna il plinto. Il plinto disegnato viene disposto nella tavola facendo coincidere il suo baricentro con quello del pilastro a cui viene collegato. Il plinto disegnato NON pu essere spostato. Esso, infatti rimane solidale al pilastro a cui stato collegato. Spostando il pilastro (del piano superiore) a cui il plinto risulta collegato viene automaticamente spostato anche il plinto stesso. Un plinto disegnato pu essere, per liberamente modificato nelle propriet (v. 10.12.2).

10.12.2

Come Modificare un Plinto Disegnato


Un plinto disegnato pu essere modificato unicamente nelle propriet ma non pu essere spostato nella tavola su cui stato spostato. Per modificare le propriet di un plinto disegnato basta selezionarlo e modificare le sue propriet (dimensioni, ecc.) nel toolbox delle propriet (v. 10.12.3).
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10. Il Disegno degli Oggetti

10.12.3

Le Propriet del Plinto


Le Propriet (v. 10.1.6) di un Plinto possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet che si attiva durante la fase del suo disegno (v. 10.12.1) oppure quando esso risulta selezionato (v. 10.1.2). Le propriet di un plinto sono raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche vengono proposte le seguenti propriet: Materiale: nel rigo Materiale viene riportato il materiale scelto per il plinto. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere il materiale tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1). Terreno: nel rigo Terreno viene riportato il tipo di terreno di fondazione specificato per il plinto. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere il terreno di fondazione tra quelli preventivamente definiti (v. 8.2).

Geometria
Nella sezione Geometria vengono proposti i seguenti campi per la specificazione delle caratteristiche geometriche del plinto: Lunghezza: in cui va specificata la lunghezza, in metri, del plinto; Larghezza, in cui va specificata la larghezza, in metri, del plinto; Altezza: in cui va specificata laltezza, in metri, del plinto; Rotazione: in cui va specificato leventuale angolo di rotazione del plinto rispetto allorizzontale nel piano del disegno.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.13

Come Disegnare una Platea


Come ogni altra struttura di fondazione una platea va generalmente disegnata sul piano Fondazione (v. cap. 6). Nulla vieta per di disegnare una platea su qualsiasi piano definito per ledificio per poter realizzare fondazioni su pi livelli. Una platea pu essere disegnata sia prima che dopo aver definito la struttura delledificio. Per maggior semplicit e rapidit si consiglia di disegnare una platea dopo aver definito le strutture in elevazione in modo da avere, come sfondo (Background - v. 11.6) della tavola su cui disegnare la platea, il disegno dei pilastri del primo livello. Per disegnare una platea nella tavola del piano attiva basta effettuare le seguenti operazioni: Pigiare il bottone Strutturale del toolbox Oggetti Disegno; per visualizzare, nel toolbox stesso, la lista degli elementi strutturali che possibile disegnare. Nel toolbox selezionare lopzione Platea per attivare la modalit per il disegno delle platee ed il toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) della platea da disegnare. Nel toolbox delle Propriet specificare le propriet (v. 10.13.2) della platea da disegnare effettuando le seguenti operazioni:
Di seguito, per semplicit, vengono illustrate solo alcune delle principali propriet della platea. Ovviamente, OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE per definire correttamente loggetto da disegnare. Le propriet delloggetto Platea di EdiLus-CA vengono descritte nel 10.13.2.

Nel campo Spessore del toolbox delle propriet specificare lo spessore, in centimetri, della platea. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo Materiale, scegliere il materiale della platea tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1). Nel list box Analisi Carichi, scegliere lanalisi dei carichi della platea tra quelle preventivamente definite (v. 9.2).

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10. Il Disegno degli Oggetti

Nel list box Terreno, scegliere il tipo di terreno di fondazione tra quelli preventivamente definiti (v. 8.2). Nei campi della sezione Dimensioni SHELL specificare, in centimetri, i passi da adottare per la suddivisione in shell per la modellazione della platea (v. 13.2).

Disegnare la platea come una qualsiasi polilinea (v. 10.14) con soli tratti rettilinei. Disegnato lultimo tratto della polilinea della platea fare click, con il pulsante destro del mouse e, nel menu locale che si apre, selezionare lopzione Termina. Fare click sul pallino blu della maniglia nel baricentro della platea e ruotarla per definire, con il verso indicato dalle frecce, la direzione principale della platea. La direzione secondaria viene definita di conseguenza in quanto ortogonale a quella principale (v. 21.6). Le direzioni principale e secondaria della platea sono necessarie per la sua modellazione (suddivisione in shell) (v. 13.2) e per la definizione delle direzioni della sua armatura.
Il verso della direzione principale della platea, indicato dalla doppia freccia de suo simbolo, definisce il verso dellasse 2 del suo sistema di riferimento locale (v. 21.6). Questa indicazione necessaria per consentire, allUtente di applicare correttamente delle forze aggiuntive alla platea (v. 12.11 e segg.).

Platee Nervate
Sulla stessa tavola possibile combinare il disegno della platea e quello di travi di fondazione per realizzare una platea nervata.
Per la corretta schematizzazione di una Platea Nervata va assegnato il terreno alla sola platea. Alle travi della platea nervata NON va invece assegnato alcun terreno.

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10. Il Disegno degli Oggetti

In questo caso, sia la base superiore della platea che quella delle travi di fondazione vengono a trovarsi alla quota della base inferiore dei pilastri. Occorre, pertanto, estradossare tutte le travi disegnate aumentando la loro quota (zero) rispetto al piano del disegno in modo che la loro base inferiore coincida con la base inferiore della platea.

Se si affonda la platea per far coincidere la sua base inferiore con la base inferiore delle travi, NON si ottiene una corretta modellazione della platea (v. 13.2) stessa.

Per modificare la quota di tutte le travi di fondazione in maniera estremamente semplice e rapida basta effettuare le seguenti operazioni: Richiedere, per la tavola di disegno, uno Zoom Esteso [F2] in modo che, in essa, risultino visualizzati tutti gli elementi (travi e platea) della fondazione. Pigiare il bottone Seleziona Tutto della toolbar per selezionare tutti gli oggetti visualizzati nella tavola. Pigiare il bottone Filtro Selezione sulla toolbar verticale disposta lungo il bordo sinistro della Finestra del Programma; questa operazione apre il toolbox Filtro Selezione in cui vengono proposti i check box (Platea e Trave) delle tipologie di oggetti selezionate nella tavola. Nel toolbox Filtro Selezione lasciare selezionato il solo check box Trave e pigiare il bottone Applica della sua toolbar; questa operazione lascia selezionate le sole travi nella tavola. Pigiare il bottone proposto posizionando il cursore nel rigo Funzionalit\Sposta del toolbox delle propriet del gruppo di travi selezionate; questa operazione apre un piccolo dialog. Nel campo Delta Z del dialog specificare, in metri, la variazione di quota (positiva) delle travi per portare a coincidere la loro base inferiore con la base inferiore della platea. Pigiare il bottone OK per chiudere il dialog ed ottenere le modifiche richieste nel disegno.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Perch una platea nervata venga modellata correttamente, necessario che nessuna trave (nervatura) fuoriesca dal bordo della platea stessa. , quindi, possibile inserire una trave (nervatura) a filo del bordo di una platea (v. figura a lato). anche possibile definire una fondazione composta da pi platee affiancate, qualora, per ognuna di esse occorra specificare differenti propriet (ad es. carichi, spessori, terreno, ecc.).
Due platee di diverso spessore devono avere necessariamente la base superiore alla stessa quota.

Affinch due platee possano essere affiancate necessario che abbiano in comune tutti i vertici confinanti (v. figura).

Ad esempio, con riferimento ai casi in figura, perch le platee A e B risultino correttamente affiancate, necessario che abbiano in comune i vertici 1, 2, 3 e 4. Occorre, pertanto, creare i nodi 1 e 4 anche nella polilinea che contorna la platea B.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Perch risultino correttamente affiancate le platee C e D, necessario, invece, che esse abbiano in comune i vertici 5 e 6 delle polilinee che le contornano. In questo caso , quindi, necessario creare i nodi 5 e 6 anche nella polilinea che contorna la platea C.
Per inserire un nuovo nodo nel punto medio di in un lato di una polilinea (v. 10.14.1), necessario selezionare il lato stesso e pigiare INS della tastiera. Successivamente possibile spostare il nodo (v. 10.14.1) inserito nella posizione desiderata.

Nel caso di platee affiancate anche possibile inserire una trave con asse coincidente con la linea di confine tra le platee stesse.

Ulteriori combinazioni tra platee e travi possono essere realizzate disegnando travi congiungenti tratti di una stessa platea e perfino di platee diverse. Una trave pu anche essere disegnata con unestremit allinterno di una platea ed una allesterno di essa. anche possibile che una trave con entrambe le estremit allesterno di una platea la attraversi completamente. Infine, possibile congiungere con una parete due platee a quote differenti. La platea disegnata pu essere liberamente modificata o cancellata (v. 10.13.1). Una Platea pu anche essere forata disegnando su essa un oggetto Foro (v. 10.6)
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10. Il Disegno degli Oggetti

10.13.1

Come Modificare una Platea


Una platea disegnata pu essere selezionata cliccando in un suo punto nella modalit per la selezione degli oggetti (v, 10.1.2). La platea selezionata pu essere liberamente cancellata o modificata nella geometria, con le stesse modalit previste per la modifica di una polilinea (v. 10.14.1). Ovviamente la platea selezionata pu anche essere modificata nelle propriet (v. 10.13.2). Naturalmente, cliccando su un tratto della polilinea, oltre alla platea, viene selezionato anche il tratto stesso. Premendo CANC della tastiera viene eliminato il tratto selezionato della platea. Per cancellare lintera platea necessario che questa risulti selezionata senza che risulti selezionato alcun tratto.

10.13.2

Le Propriet della Platea


Tutte le Propriet (v. 10.1.6) di una Platea possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet che si attiva durante la fase del suo disegno (v. 10.13.1) oppure quando essa risulta selezionata (v. 10.1.2). Le propriet di una platea sono raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche vengono proposte le seguenti propriet: Spessore: nel campo Spessore va specificato, in centimetri, lo spessore della platea selezionata o da disegnare. Materiale: in tale rigo viene riportato il materiale della platea. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere il materiale tra quelli preventivamente definiti (v. 8.1).
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10. Il Disegno degli Oggetti

Analisi Carichi: in tale rigo viene riportata lanalisi dei carichi adottata per la platea. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere lanalisi dei carichi tra quelle preventivamente definite (v. 9.2). Terreno: nel rigo Terreno va specificato il tipo di terreno di fondazione della platea selezionata o da disegnare. Nel list box proposto quando il cursore nel rigo, possibile scegliere il terreno di fondazione tra quelli preventivamente definiti (v. 8.2).

Dimensioni SHELL
Nella sezione Dimensioni SHELL vengono proposti i righi: Principale (in direzione): in cui va specificato il passo, in centimetri, per la suddivisione in shell della platea selezionata lungo la sua direzione principale definita nel disegno (v. 21.6). Secondaria (in direzione): in cui va specificato il passo, in centimetri, per la suddivisione in shell della platea selezionata lungo la sua direzione secondaria definita nel disegno (v. 21.6).
La suddivisione in shell della platea viene effettuata , in fase di modellazione (v. 13.2) scomponendola in parti uguali secondo le sue direzioni principale e secondaria definite in fase di disegno (v. 10.13). Se le dimensioni della platea NON sono multiple dei valori dei passi (lati dei rettangoli) specificati nei campi Principale (in direzione) e Secondaria (in direzione), le shell generate, dovendo essere uguali, avranno dimensioni leggermente superiori ai passi specificati. Ovviamente, la suddivisione descritta risulta uniforme quando una platea rettangolare con le direzioni principale e secondaria parallele ai lati. In altri casi, dalla suddivisione in shell, possono risultare anche triangoli e quadrilateri non regolari. La suddivisione in shell di una soletta potr essere visualizzata, in una vista Strutturale (v. 12.9), dopo il calcolo del modello strutturale (v. 13.2).

Altre caratteristiche
Nella sezione altre caratteristiche viene proposto il rigo Aggressivit Ambiente. Nel list box che si attiva posizionando il cursore nel rigo va scelta lopzione (poco, moderata o molto) relativa al livello di aggressivit dellambiente per la platea selezionata o da disegnare.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Geometria
Nella sezione Geometria vengono proposte le seguenti propriet: Superficie: nel campo Superficie viene riportata la superficie (in m2) della platea selezionata, calcolata automaticamente dal programma. Ovviamente, tale valore NON modificabile. Quota: nel campo Quota viene riportata la quota (in metri) della platea selezionata. Il valore proposto in tale campo pu essere modificato con la conseguente variazione di quota della platea nel disegno.

PUNTO inserimento
Nella sezione PUNTO inserimento vengono proposte le coordinate (X ed Y), in metri, del punto centrale (fucsia) del simbolo della platea selezionata. Le coordinate X ed Y possono essere modificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel campo XY quando risulta selezionato il relativo rigo. Pigiando il bottoncino OK del dialog si ottiene il posizionamento desiderato del punto centrale del simbolo della platea.

PUNTO di direzione Principale


Nella sezione PUNTO di direzione Principale vengono proposte le coordinate (X ed Y), in metri, del punto (blu) del simbolo della platea con la doppia freccia che indica la sua direzione principale. Le coordinate di questo punto possono essere modificate, per ottenere il suo posizionamento desiderato nel disegno, con le stesse modalit previste per la modifica delle coordinate del PUNTO Inserimento.

Carichi e Forze
Nella sezione Carichi e Forze vengono proposte le seguenti propriet: Forze Superficiali: in tale rigo viene riportato il numero dei carichi superficiali sulla platea selezionata derivanti dallAnalisi dei carichi effettuata automaticamente dal programma. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile prendere visione dei soli carichi superficiali sulla platea derivanti dallAnalisi dei Carichi effettuata dal programma.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Nel dialog Forze Superficiali NON vengono riportate eventuali forze o carichi aggiuntivi applicati alla platea dallUtente (v. 12.11 e segg.). Carichi e forze aggiuntive applicate alla platea dallUtente vengono trasferiti direttamente ai sub nodi delle shell della platea. Leffetto di tali forze, pertanto, potr essere valutato nel dialog Forze Concentrate dei sub nodi delle shell della platea (v. 12.9.1.1). Ulteriori forze possono anche essere applicate ai nodi di estremit di una platea (v. 12.11.2, 12.9.1.2 e 12.9.1.3). Vincoli e/o cedimenti possono anche essere applicati ai sub-nodi di ogni shell della platea.

Carico Termico: in tale rigo viene indicato (SI o NO) se esistono carichi termici sulla platea selezionata. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile specificare la variazione termica fra le facce della platea.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6.

10.14

Come Disegnare una Polilinea


Sulle tavole dei piani (v. cap. 6) e in qualsiasi altra tavola delle carpenterie (v. cap. 15) e delle armature (v. cap. 16) prodotte dal programma possibile disegnare liberamente delle polilinee. Ovviamente loggetto Polilinea di EdiLus-CA ha unicamente una valenza grafica anche quando viene disegnato nelle tavole dei piani. Esistono, per anche oggetti della tipologia Strutturale (balcone, foro, ecc.) che, pur essendo rappresentati mediante polilinee, sono parte integrante della struttura e sono, quindi, oggetto di Calcolo da parte del programma. Per maggior semplicit vengono, inizialmente, illustrate le modalit operative per il disegno di una polilinea costituita unicamente da tratti rettilinei, illustrando, in un secondo momento, le modalit per il disegno di polilinee con tratti costituiti da archi di cerchio.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Disegno di una Polilinea con tratti rettilinei


Per disegnare una polilinea nella tavola attiva del progetto basta effettuare le seguenti operazioni: Pigiare il bottone Generali del toolbox Oggetti Disegno questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi della tipologia Generali che possibile disegnare. Selezionare lopzione Polilinea del toolbox per attivare la modalit per il disegno di una polilinea ed attivare il relativo toolbox delle Propriet (v. 10.14.2). Disegnare il primo tratto della polilinea effettuando le seguenti operazioni: fare click nel punto in cui si intende disporre la prima estremit del primo tratto della polilinea; tracciare il primo tratto di polilinea e, quando la sua seconda estremit risulta correttamente posizionata, fare click nella tavola per fissarla; questa operazione propone direttamente la modalit per il disegno del secondo tratto di polilinea a partire dalla seconda estremit disegnata del primo tratto. Cliccare nel punto della tavola in cui va posizionato la seconda estremit del secondo tratto e proseguire in questo modo fino al disegno dellultimo tratto della polilinea. Disegnato lultimo tratto di polilinea, fare click con il pulsante destro del mouse per accedere al menu locale della tavola e, in questo, selezionare lopzione Termina per interrompere il disegno della polilinea. Se la polilinea deve essere chiusa, basta procedere nel disegno fino al suo penultimo tratto e selezionare lopzione Chiudi Polilinea del menu locale.

Disegno di una Polilinea con tratti curvilinei (archi di cerchio)


Se, durante il disegno di una polilinea, occorre disegnare un tratto costituito da un arco di cerchio, basta: Disegnare, con le modalit illustrate, gli eventuali tratti della polilinea che precedono larco; disegnato lultimo tratto rettilineo della polilinea, risulta attiva la modalit per il disegno del tratto successivo. Tracciare il successivo tratto rettilineo della polilinea senza cliccare per bloccarne la seconda estremit. Selezionare lopzione Cambia in Arco del menu locale della tavola per trasformare il tratto della polilinea tracciato in un arco di cerchio.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Posizionare la seconda estremit dellarco di cerchio nel punto opportuno della tavola e fare un click, con il pulsante sinistro del mouse, per fissarne la posizione; questa operazione disegna larco di cerchio ed interrompe il disegno della polilinea. Larco disegnato risulta selezionato. Regolare la curvatura dellarco mediante le apposite maniglie proposte alle sue estremit quando esso risulta selezionato; in particolare: spostando i pallini blu delle maniglie laterali contrassegnati, nello schema, con il numero 3, si modifica linclinazione della tangente nel punto centrale della maniglia (pallino 1) con il relativo spostamento del centro del cerchio e la relativa modifica del raggio; spostando i pallini blu delle maniglie contrassegnati con il numero 1, si ottiene lo spostamento del corrispondente nodo della polilinea mantenendo fissi il centro ed il raggio del cerchio; in pratica si modifica la lunghezza dellarco; spostando la maniglia numero 4, oltre allo spostamento del centro dellarco si modifica anche il raggio del cerchio; spostando la maniglia numero 5, si ottiene, invece, la modifica del raggio senza modificare la posizione del centro; spostando la maniglia numero 6 (pallino verde) si sposta lintera polilinea senza modificarne alcun tratto. Definito larco, cliccare con il pulsante destro del mouse su una delle maniglie per accedere al menu locale della tavola e, a seconda delle necessit, selezionare una delle seguenti opzioni: Termina, se bisogna interrompere il disegno della polilinea; Continua Disegno, se bisogna procedere nel disegno della polilinea partendo dallultima estremit dellarco disegnata; Chiudi Polilinea, se bisogna chiudere la polilinea raccordando (con un tratto rettilineo) lultima estremit dellarco disegnata con la prima estremit del primo tratto di polilinea. La polilinea disegnata pu essere liberamente spostata nella tavola e modificata in ogni suo tratto (v. 10.14.1).

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.14.1

Come Modificare una Polilinea Disegnata


Una polilinea disegnata (v. 10.14) nella tavola attiva pu essere liberamente spostata ma pu anche essere modificata nella geometria e nelle propriet (v. 10.14.2).

Come Modificare le Propriet di una Polilinea


Per modificare le propriet di una polilinea disegnata basta selezionarla (v. 10.1.2) e modificare le sue caratteristiche negli opportuni righi del toolbox delle Propriet (v. 10.14.2).

Come Spostare una Polilinea


Per spostare una polilinea nella tavola attiva del progetto basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare la polilinea cliccando su un suo tratto o un suo nodo nella modalit Seleziona (v. 10.1.2); quando la polilinea risulta selezionata presenta, in posizione baricentrica rispetto ai suoi tratti, una maniglia per lo spostamento costituita da un pallino verde; cliccare sul pallino verde per sbloccare la polilinea dalla sua posizione originaria e trascinarla nella nuova posizione; quando risulta opportunamente collocata nella tavola fare un click con il pulsante sinistro del mouse per fissarne nuovamente la posizione.

Come Inserire un Nuovo Tratto in una Polilinea


Un nuovo tratto di polilinea pu essere inserito a partire dalla sua ultima estremit disegnata oppure pu essere inserito spezzando un tratto esistente. Per aggiungere un nuovo tratto di polilinea alla sua ultima estremit disegnata basta: selezionare la polilinea cliccando su un suo tratto nella modalit Seleziona (v. 10.1.2); fare click, con il pulsante destro del mouse, su un tratto della polilinea per richiedere lapertura del menu locale della polilinea; nel menu locale selezionare lopzione Aggiungi Nodo; questa operazione crea un nuovo tratto di polilinea collegato alla sua ultima estremit libera disegnata;
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10. Il Disegno degli Oggetti

tracciare il nuovo tratto di polilinea e cliccare nel punto in cui occorre fissare la sua seconda estremit. Per inserire un nuovo tratto di polilinea, spezzando in due un suo tratto con linserimento di un nuovo nodo, basta: selezionare il tratto di polilinea che si intende spezzare cliccando su esso nella modalit Seleziona (v. 10.1.2); il tratto selezionato viene proposto in verde; fare click, con il pulsante destro del mouse, sul tratto selezionato per richiedere lapertura del menu locale della polilinea; nel menu locale selezionare lopzione Inserisci Nodo; questa operazione spezza il tratto selezionato inserendo un nuovo nodo nel suo punto medio; spostare i nodi della polilinea (v. avanti) per farle assumere la configurazione desiderata.

Come Eliminare un Nodo di una Polilinea


Per eliminare un nodo di una polilinea, con la conseguente eliminazione dellultimo tratto disegnato ad esso collegato, basta: selezionare il nodo cliccando su esso (o racchiudendolo in un rettangolo di selezione) nella modalit Seleziona (v. 10.1.2); il nodo selezionato risulta contrassegnato da un pallino blu; fare click sul nodo, con il pulsante destro del mouse, per accedere al menu locale della polilinea; selezionare lopzione Elimina Nodo del menu locale. Il nodo selezionato pu anche essere eliminato premendo semplicemente CANC (CANCEL) della tastiera.

Come Eliminare un Tratto di Polilinea Chiusa


Per eliminare un tratto di una polilinea chiusa (in cui lultimo tratto stato disegnato selezionando lopzione Chiudi Polilinea (v. 10.1.2), basta: selezionare il tratto da eliminare cliccando su esso nella modalit Seleziona (v. 10.1.2); il tratto selezionato viene proposto in verde; fare click sul tratto, con il pulsante destro del mouse, per accedere al menu locale della polilinea e, in questo, selezionare lopzione Apri Polilinea Qui del menu locale.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Come Eliminare lintera Polilinea


Per eliminare unintera polilinea dalla tavola del disegno attiva basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare un qualsiasi tratto di polilinea cliccando su esso nella modalit Seleziona (v. 10.1.2); fare click sul tratto selezionato con il pulsante destro del mouse, per accedere al menu locale della polilinea e, in questo, selezionare lopzione Elimina Oggetto del menu locale.

Come Modificare un Tratto di Polilinea


Un tratto di polilinea di una polilinea pu essere liberamente modificato spostandone i nodi di estremit nella tavola. Per spostare un nodo (estremit) di un tratto di polilinea basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare il nodo cliccando su esso (o racchiudendolo in un rettangolo di selezione) nella modalit Seleziona (v. 10.1.2); il nodo selezionato risulta contrassegnato da un pallino blu; cliccare sul nodo selezionato per sbloccarlo dalla sua posizione originaria; spostare il nodo nel punto opportuno della tavola e cliccare con il pulsante sinistro del mouse per fissarlo nella nuova posizione. Un tratto di polilinea pu anche essere trasformato da rettilineo ad arco di cerchio e viceversa. Per trasformare il tratto rettilineo di polilinea selezionato in un arco di cerchio basta: fare click su esso con il pulsante destro del mouse per accedere al menu locale della polilinea; nel menu locale selezionare lopzione Cambia in Arco. Per trasformare larco di cerchio selezionato di una polilinea in un tratto rettilineo basta: fare click su esso con il pulsante destro del mouse per accedere al menu locale della polilinea; nel menu locale selezionare lopzione Cambia in Linea.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.14.2

Le Propriet della Polilinea


Tutte le Propriet (v. 10.1.6) di un tratto di una polilinea disegnata (v. 10.14) possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet proposto quando esso risulta selezionato (v. 10.1.2). Le propriet di un tratto di polilinea sono raggruppate nelle seguenti sezioni:

Geometria
Nella sezione Geometria vengono proposte le seguenti propriet: Spessore linea: selezionando tale rigo appare il list box in cui possibile scegliere lo spessore della intera polilinea selezionata.

Tratto selezionato
Nella sezione Tratto selezionato vengono proposti i seguenti righi: Lunghezza [m]: in cui viene riportata, in metri, la lunghezza (NON modificabile) del tratto di polilinea selezionato. Angolo [ssdc]: in cui viene riportato, in gradi sessadecimali, langolo (NON modificabile) che il tratto di polilinea selezionato forma con lorizzontale. Nodo[1] [m], in cui vengono riportate le Coordinate (in m) dellestremit del tratto di polilinea selezionato contrassegnata con [1] nel disegno. Pigiando il bottoncino proposto quando il rigo risulta selezionato, viene proposto un piccolo dialog in cui possibile modificare le coordinate X ed Y dellestremit [1] del tratto di polilinea selezionato.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Nodo[2] [m], in cui vengono riportate le Coordinate (in m) dellestremit del tratto di polilinea selezionato contrassegnata con [2] nel disegno. Pigiando il bottoncino proposto quando il rigo risulta selezionato, viene proposto un piccolo dialog in cui possibile modificare le coordinate X ed Y dellestremit [2] del tratto di polilinea selezionato.

10.15

Come Inserire un Testo sulla Tavola


Nella tavole dei piani (v. cap. 6) e in qualsiasi altra tavola delle carpenterie (v. cap. 16) e delle armature (v. cap. 16) prodotte dal programma possibile inserire liberamente dei testi. Per inserire un testo nella tavola attiva del progetto basta effettuare le seguenti operazioni: Pigiare il bottone Generali del toolbox Oggetti Disegno questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi della tipologia Generali che possibile disegnare. Selezionare lopzione Testo del toolbox per attivare la modalit per linserimento di un testo ed attivare il toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) del testo da inserire.
Di seguito, per semplicit, vengono illustrate solo alcune delle principali propriet del testo. Ovviamente, OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE per definire correttamente loggetto da disegnare. Le propriet delloggetto Testo di EdiLus-CA vengono descritte nel 10.15.1.

Nel toolbox delle Propriet del testo effettuare le seguenti operazioni: nel campo Testo inserire la stringa di testo che si intende riportare nella tavola; posizionare il cursore nel rigo Font e pigiare il bottone che si attiva in esso; questa operazione apre il dialog Tipo di carattere; nel dialog Tipo di carattere scegliere il tipo di carattere, lo stile (Corsivo, Grassetto, ecc.), le sue dimensioni in punti, il colore, ecc. e pigiare il bottone OK per richiuderlo.
259

10. Il Disegno degli Oggetti

Gran parte delle scelte effettuate nel dialog Tipo di carattere possono anche essere effettuate, in maniera pi rapida, nei righi del toolbox delle Propriet del Testo che vengono visualizzati esplodendo il rigo Font con un click sul bottoncino alla sua sinistra.

Fare click in prossimit del punto della tavola in cui si intende inserire il testo; questa operazione lega il testo richiesto al cursore. Spostare il testo nel punto preciso della tavola in cui si intende inserirlo e cliccare con il pulsante sinistro del mouse per fissarne la posizione. Loggetto Testo inserito pu essere liberamente spostato e ruotato nella tavola e pu essere modificato sia nel contenuto che nellaspetto (v. 10.15.1).

10.15.1

Come Modificare un Testo Inserito


Un Testo inserito (v. 10.15) in una tavola del progetto di EdiLus-CA pu essere liberamente modificato. In particolare un testo pu essere liberamente spostato e ruotato nella tavola e pu essere modificato sia nel contenuto che nellaspetto.

Come Spostare un Testo


Per spostare un Testo inserito nella tavola attiva del progetto di EdiLusCA, basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare il testo facendo click su esso nella modalit seleziona (v. 10.1.2); questa operazione attiva, sulloggetto, la maniglia (pallino) verde per la sua traslazione nella tavola; fare click sulla maniglia verde per sboccare il testo dalla sua posizione; spostare il testo nel punto della tavola desiderato e cliccare nuovamente per fissarne la posizione.

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10. Il Disegno degli Oggetti

La posizione del Testo selezionato pu anche essere modificata per via numerica, nel toolbox delle Propriet, effettuando le seguenti operazioni: pigiare il bottoncino proposto nel rigo XY (della sezione Geometria) quando questo risulta selezionato; nel dialog che si apre specificare le nuove coordinate della maniglia verde del testo; pigiare il bottoncino OK per chiudere il dialog ed ottenere lo spostamento desiderato nel disegno.

Come Ruotare un Testo


Per ruotare un Testo inserito nella tavola attiva del progetto di EdiLusCA, basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare il testo facendo click su esso nella modalit seleziona (v. 10.1.2); questa operazione attiva, sulloggetto, la maniglia (pallino) rossa per la sua rotazione nella tavola; fare click sulla maniglia rossa per consentire la rotazione del testo; spostare opportunamente il cursore per ottenere la rotazione del testo desiderata; ovviamente, per ruotare in maniera semplice e precisa il testo possibile usufruire degli snap attivi nella tavola e dalla possibilit di allontanare la maniglia rossa dal centro di rotazione per favorire eventuali allineamenti con altri oggetti nella tavola.
Se, durante la rotazione si tiene premuto SHIFT della tastiera questa viene inibita e viene attivata la modalit per la traslazione delloggetto. Rilasciando SHIFT della tastiera viene ripristinata la modalit per la sola rotazione delloggetto. La nuova inclinazione del Testo selezionato pu anche essere definita numericamente specificando il nuovo angolo che esso forma con lorizzontale nel rigo Rotazione del toolbox delle sue Propriet e pigiando INVIO della tastiera per confermare.

Come Modificare il Contenuto e lAspetto di un Testo


Per modificare la stringa di testo contenuta nelloggetto Testo selezionato, basta modificare opportunamente il contenuto del campo Testo del toolbox delle sue Propriet (v. 10.1.6). Per modificare, invece laspetto (tipo di carattere, dimensioni, stile, colore, ecc.) del testo selezionato basta apportare le opportune modifiche nel dialog Tipo di carattere. Al dialog Tipo di carattere si accede pigiando il bottone che si attiva posizionando il cursore nel rigo Font del toolbox delle Propriet del testo.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Gran parte della scelte effettuate nel dialog Tipo di Carattere possono anche essere effettuate, in maniera pi rapida, nei righi del toolbox delle Propriet del Testo che vengono visualizzati esplodendo il rigo Font con un click sul bottoncino alla sua sinistra.

10.16

Le Etichette
Loggetto Etichetta di EdiLus-CA consente di associare un testo ad un elemento del disegno. Unetichetta, infatti, risulta costituita da un testo con un segmento, detto Indicatore che lo collega allelemento a cui questo si riferisce. Il testo pu essere riportato su una o due righe.

Le etichette vengono utilizzate dal programma nelle carpenterie composte automaticamente, ma possono essere inserite dallUtente in qualsiasi tavola di disegno del progetto (tavole per il disegno degli oggetti, carpenterie, tavole delle armature e tavole esecutive). Per inserire unetichetta su una tavola di disegno basta effettuare le seguenti operazioni: Pigiare il bottone Generali del toolbox Oggetti Disegno questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi della tipologia Generali che possibile disegnare. Selezionare lopzione Etichetta del toolbox per attivare la modalit per linserimento di unetichetta ed attivare il toolbox delle Propriet delletichetta da inserire. Nel toolbox delle Propriet delletichetta effettuare le seguenti operazioni:
Di seguito, per semplicit, vengono illustrate solo le principali propriet delletichetta. Ovviamente, OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE per definire correttamente loggetto da disegnare.

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10. Il Disegno degli Oggetti

nei campi Testo superiore e/o Testo inferiore digitare le stringhe di testo da riportare nelle due righe delletichetta; ovviamente se il testo delletichetta va riportato su un unico rigo, questo va specificato nel solo campo (Testo superiore o Testo inferiore) relativo alla posizione che il testo deve assumere nelletichetta stessa; posizionare il cursore nel rigo Font superiore e pigiare il bottone che si attiva in esso; questa operazione apre il dialog Tipo di carattere; nel dialog Tipo di carattere scegliere il tipo di carattere, lo stile (Corsivo, Grassetto, ecc.), le dimensioni in punti, il colore, ecc. del testo superiore delletichetta e pigiare il bottone OK per richiuderlo; con modalit analoghe a quelle appena illustrate definire laspetto del testo inferiore delletichetta;

Gran parte delle scelte effettuate nel dialog Tipo di carattere possono anche essere effettuate, in maniera pi rapida, nei righi del toolbox delle Propriet che vengono visualizzati esplodendo il rigo Font ... con un click sul bottoncino alla sua sinistra.

nel list box proposto posizionando il cursore nel rigo Orientamento scegliere lorientamento (Orizzontale o Verticale) delletichetta nella tavola; selezionare il check box Disegna Freccia, se si desidera che sia presente un freccia allestremit dellIndicatore.

Fare click in prossimit dellelemento a cui il testo si riferisce (ad es. una trave, un ferro di armatura, ecc.); questa operazione posiziona la prima estremit dellindicatore e lega al cursore letichetta richiesta. Spostare letichetta nel punto della tavola in cui questa deve essere inserita e cliccare nuovamente per fissarne la posizione. Unetichetta inserita in una tavola pu essere liberamente modificata. Per modificare la posizione di unetichetta nella tavola basta: selezionarla, quando unetichetta risulta selezionata su essa vengono proposte le due maniglie (pallini) per lo spostamento del suo testo e dellIndicatore; cliccare sulla maniglia dellelemento delletichetta (testo o indicatore) che si intende spostare per sbloccarla dalla sua posizione; effettuare lo spostamento desiderato e cliccare nuovamente per fissare la nuova posizione della maniglia.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Unetichetta selezionata pu essere liberamente modificata anche nelle propriet precedentemente descritte. In particolare, le maniglie delletichetta selezionata possono anche essere spostate modificando le relative coordinate negli appositi campi della sezione Geometria del toolbox delle Propriet (v. 10.15.1). Per cancellare unetichetta basta selezionarla e pigiare CANC (CANCEL) della tastiera.

10.17

I Bollini
Loggetto Bollino di EdiLus-CA consente di contrassegnare un elemento del disegno con una lettera, un numero o una stringa di testo contenuti in cerchio, un quadrato o un rettangolo. I bollini vengono utilizzati dal programma nelle carpenterie composte automaticamente ma possono essere inseriti dallUtente in qualsiasi tavola di disegno del progetto (tavole per il disegno degli oggetti, carpenterie, tavole delle armature e tavole esecutive). Per inserire un bollino su una tavola di disegno basta effettuare le seguenti operazioni: Pigiare il bottone Generali del toolbox Oggetti Disegno questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi della tipologia Generali che possibile disegnare. Selezionare lopzione Bollino del toolbox per attivare la modalit per linserimento di un bollino ed attivare il toolbox delle Propriet del bollino da inserire. Nel toolbox delle Propriet delletichetta effettuare le seguenti operazioni:
Di seguito, per semplicit, vengono illustrate solo le principali propriet del bollino. Ovviamente, OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE per definire correttamente loggetto da disegnare.

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10. Il Disegno degli Oggetti

nel campo Testo digitare il testo del bollino; posizionare il cursore nel rigo Font e pigiare il bottone che si attiva in esso; questa operazione apre il dialog Tipo di carattere; nel dialog Tipo di carattere scegliere il tipo di carattere, lo stile (Corsivo, Grassetto, ecc.), le dimensioni in punti, il colore, ecc. del testo del bollino e pigiare il bottone OK per richiuderlo;

Gran parte delle scelte effettuate nel dialog Tipo di carattere possono anche essere effettuate, in maniera pi rapida, nei righi del toolbox delle Propriet che vengono visualizzati esplodendo il rigo Font con un click sul bottoncino alla sua sinistra.

nel list box proposto posizionando il cursore nel rigo Tipo forma scegliere la forma (Cerchio, Quadrato o Rettangolo) del bollino; nel campo Margine dal testo specificare, in centimetri, la minima distanza del testo inserito dal bordo della forma (cerchio, quadrato o rettangolo) scelta.

Fare click sulla tavola; questa operazione lega al cursore il bollino richiesto. Posizionare il bollino nel punto opportuno e cliccare nuovamente per fissarlo. Un bollino inserito in una tavola pu essere liberamente modificato o cancellato. Per modificare la posizione di un bollino nella tavola basta: selezionarlo, quando un bollino risulta selezionato, nel suo centro viene proposta la maniglia (pallino) per il suo spostamento; cliccare sulla maniglia del bollino per sbloccarlo dalla sua posizione; effettuare lo spostamento desiderato e cliccare nuovamente per fissare la nuova posizione del bollino. Un bollino selezionato pu essere liberamente modificato anche nelle propriet precedentemente descritte. In particolare, la posizione del centro del bollino selezionato pu anche essere spostata modificando le relative coordinate nel campo XY della sezione Geometria del toolbox delle Propriet (v. 10.15.1). Per cancellare un bollino basta selezionarlo e pigiare CANC (CANCEL) della tastiera.
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10. Il Disegno degli Oggetti

10.18

Come Caricare un Disegno DWG o DXF nella Tavola


La disposizione di tutti gli oggetti necessari (pilastri, travi, ecc.) nella tavola di un piano (v. cap. 6) pu essere resa estremamente semplice, rapida e precisa utilizzando, come traccia, un disegno in formato DWG o DXF. Ad esempio, per disegnare gli elementi strutturali di un piano possibile riportare, come riferimento nella relativa tavola, lopportuna planimetria del progetto architettonico. Qualsiasi elemento (linea, punto, ecc.) del disegno DWG o DXF riportato nella tavola sensibile agli Snap (v. 11.1.3) di EdiLus-CA. La possibilit di calamitare gli oggetti (pilastri, travi, ecc.) ai punti del grafico DWG o DXF e di allinearli ai suoi elementi (linee, curve, ecc.) rende il disegno degli oggetti in maniera estremamente semplice e rapida. Per caricare sulla tavola di un piano un disegno in formato DXF o DWG basta effettuare le seguenti operazioni:
Per caricare un disegno in formato DXF o DWG in una tavola NECESSARIO che lopzione Blocca tipologia Entit \ DXF/DWG del menu Disegno risulti NON selezionata.

Pigiare il bottone Generali del toolbox Oggetti Disegno; questa operazione propone, nel toolbox stesso, la lista degli oggetti appartenenti alla tipologia Generali. Selezionare lopzione Disegno DXF/DWG del toolbox per attivare la modalit per linserimento di un disegno DXF/DWG ed attivare il toolbox delle Propriet delloggetto da inserire. Fare click nel punto della tavola in cui si intende posizionare il vertice inferiore sinistro del minimo rettangolo che racchiude il disegno da caricare. Questa operazione inserisce sulla tavola loggetto DWG/DXF (un quadratino di colore rosso di cui risulta evidenziato il vertice inferiore sinistro) e, contestualmente attiva il dialog Apri. Nel dialog Apri selezionare il file DWG o DXF del disegno da caricare e pigiare il bottone Apri; questa operazione chiude il dialog Apri e propone il dialog Impostazione scala del disegno.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Nel dialog Impostazione scala del disegno specificare il Fattore di scala per riportare nella scala opportuna il disegno e pigiare il bottone OK per confermare. Questa operazione chiude il dialog e riporta il disegno scelto sulla tavola.
LUnit di Disegno delle Tavole di EdiLus-CA il metro. Le dimensioni degli oggetti e le distanze tra essi sono, infatti, espresse in metri. Se la planimetria DXF/DWG da riportare nella tavola stata disegnata adottando la stessa unit di disegno (il metro), nel campo Fattore di scala deve essere specificato il valore 1 (proposto per default). Se, invece, la planimetria DXF/DWG stata disegnata con ununit di disegno differente, nel campo Fattore di scala va indicato il valore opportuno per riportare al metro lunit di disegno adottata per il DXF/DWG. Ad esempio, se, come unit di disegno per la planimetria DXF/DWG, stato adottato il centimetro, nel campo Fattore di scala va riportato il valore 0.01.

Il disegno caricato nella tavola pu essere liberamente spostato e modificato nellaspetto.


Prima di procedere al disegno degli oggetti utilizzando come traccia la planimetria DWG/DXF caricata, si consiglia di bloccarla per evitare che un suo eventuale spostamento possa far perdere i riferimenti per il disegno. Per bloccare la planimetria DXF/DWG selezionata nella tavola del disegno basta selezionare il check box Blocca Spostamento nel toolbox delle Propriet (10.18.1). Per bloccare, con ununica operazione, tutte le planimetrie DXF inserite nelle tavole del progetto basta selezionare lopzione Blocca tipologia Entit \ DXF/DWG del menu Disegno.

Come Spostare il Disegno DWG/DXF nella Tavola


Per spostare un Disegno DWG o DXF caricato nella tavola attiva basta effettuare le seguenti operazioni:
Per spostare un disegno DXF o DWG in una Tavola NECESSARIO che: lopzione Blocca tipologia Entit \ DXF/DWG del menu Disegno risulti NON selezionata; il check box Blocca spostamento nelle propriet del Disegno DXF/DWG da spostare risulti NON selezionato.

attivare la modalit per la selezione degli oggetti (v. 10.1.2);


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10. Il Disegno degli Oggetti

fare click sul punto (vertice di un poligono, estremit di un segmento, ecc.) del disegno DWG o DXF che si intende prendere come riferimento per il suo spostamento; questa operazione seleziona il disegno DWG o DXF ed evidenzia il punto cliccato con il puntatore a lato;

fare click sul punto evidenziato per attivare la modalit per lo spostamento del disegno; spostare il cursore nella posizione desiderata nella tavola; durante lo spostamento, nella parte destra della barra di stato vengono proposte dinamicamente le nuove coordinate del punto spostato; quando il disegno risulta correttamente posizionato nella tavola fare un click per fissarne la posizione. Per modificare laspetto (colore delle linee, ecc.) del disegno DWG O DXF selezionato basta intervenire opportunamente negli appositi righi del toolbox delle sue Propriet (v. 10.18.1). Ultimato il disegno degli oggetti, il disegno in formato DWG o DXF caricato pu essere eliminato dalla tavola.

Come Eliminare un Disegno DWG o DXF dalla Tavola


Effettuato il disegno degli oggetti utilizzando, come traccia, un disegno DXF o DWG, questo pu anche essere eliminato dalla tavola del disegno.
Per eliminare un disegno DXF o DWG da una Tavola NECESSARIO che: lopzione Blocca tipologia Entit \ DXF/DWG del menu Disegno risulti NON selezionata; il check box Blocca spostamento nelle propriet del Disegno DXF/DWG da eliminare risulti NON selezionato.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Per eliminare un disegno DWG o DXF dalla tavola attiva basta effettuare le seguenti operazioni: attivare la modalit per la selezione degli oggetti (v. 10.1.2); fare click su un qualsiasi punto (vertice di un poligono, estremit di un segmento, ecc.) del disegno DWG o DXF per selezionarlo; premere CANC (CANCEL) della tastiera.

10.18.1

Le Propriet del Disegno DXF/DWG


Avendo un oggetto Disegno DXF/DWG una valenza esclusivamente grafica e di utilit del disegno, presenta, oltre alle consuete propriet della sezione Aspetto (v. 10.1.6), la sola propriet Blocca Spostamento. La selezione del check box nel rigo Blocca Spostamento delle propriet di un oggetto DXF/DWG blocca il disegno caricato nella tavola per evitare che un suo eventuale spostamento possa far perdere il riferimento per il disegno degli oggetti da disegnare.
La selezione dellopzione Blocca tipologia Entit \ DXF/DWG del menu Disegno blocca, invece, tutti i disegni DXF/DWG inseriti nelle varie tavole del progetto.

10.19

Come Disegnare una Misura


Sulle tavole dei piani (v. cap. 6) e in qualsiasi tavola delle carpenterie (v. cap. 15) e delle armature (v. cap. 16) prodotte dal programma possibile quotare gli elementi del disegno mediante linserimento di linee di quota. Una linea di quota viene disegnata mediante linserimento di un oggetto Misura nella tavola. Per inserire una linea di quota nella tavola attiva del progetto basta effettuare le seguenti operazioni:
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10. Il Disegno degli Oggetti

Pigiare il bottone Generali del toolbox Oggetti Disegno questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi della tipologia Generali che possibile disegnare. Selezionare lopzione Misura del toolbox per attivare la modalit per linserimento di una misura ed attivare il toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) della linea di quota da inserire. Fare click nel punto della tavola in cui va posizionata la prima estremit della linea di quota. Tracciare la linea di quota; durante il tracciamento, sulla linea di quota viene dinamicamente riportato il valore in metri della sua lunghezza. Cliccare nel punto della tavola in cui va posizionata la seconda estremit della linea di quota. Per maggior comodit e per il corretto posizionamento delle estremit conviene disegnare la misura in un punto della tavola in cui ci si pu avvalere degli Snap ad oggetto (v. 11.1.3) attivi. La misura disegnata pu, quindi, essere spostata nella posizione opportuna effettuando le seguenti operazioni: selezionare la misura (v. 10.1.2); cliccare sulla maniglia (pallino grigio) nella parte centrale della misura per sbloccarla dalla sua posizione; spostare la misura (parallelamente a se stessa) fino a raggiungere la posizione desiderata e cliccare nuovamente per fissarla. Una misura disegnata, inoltre, pu essere liberamente modificata sia nel valore della quota che nellaspetto (v. 10.19.1). Anche il posizionamento delle estremit della Misura pu essere definito, per via numerica, nella sezione Geometria delle sue Propriet.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.19.1

Come Modificare una Misura Disegnata


Una misura disegnata in una tavola del progetto di EdiLus-CA pu essere traslata, ruotata e modificata nellaspetto anche dopo essere stata disegnata.

Traslazione
Per traslare nella tavola attiva una misura precedentemente disegnata basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare la misura da traslare cliccando su essa nella modalit Selezione (v. 10.1.2); quando la misura risulta selezionata, alle sue estremit vengono proposte le maniglie (pallini) per lo spostamento; tenere premuto SHIFT della tastiera; fare click sulla maniglia allestremit della misura da prendere a riferimento per lo spostamento; questa operazione attiva la modalit per la traslazione della misura; spostare lestremit della misura nella posizione desiderata; nella traslazione possono risultano di grande aiuto le funzionalit di disegno di EdiLus-CA (Snap, Zoom, PAN, ecc.) (v. cap. 11);
Se, durante lo spostamento, si rilascia SHIFT della tastiera si inibisce la modalit per la traslazione della misura e si rende attiva la modalit per la sua rotazione e il suo dimensionamento (allungamento o accorciamento) (v. avanti).

fare click per fissare la nuova posizione dellestremit spostata della misura e rilasciare SHIFT della tastiera.

Rotazione
Per ruotare, nella tavola attiva, una misura precedentemente disegnata basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare la misura (v. 10.1.2); quando una misura risulta selezionata, alle sue estremit vengono proposte le maniglie (pallini) per lo spostamento delle sue estremit; fare click sulla maniglia allestremit della misura opposta a quella che deve fungere da centro di rotazione; questa operazione attiva la modalit per la rotazione ed il dimensionamento della misura;
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10. Il Disegno degli Oggetti

La modalit per la rotazione della misura nel piano del disegno viene proposta contestualmente alla modalit per la modifica della sua lunghezza (v. avanti). Una rotazione della misura pu, pertanto, essere effettuata contestualmente al suo dimensionamento.

spostare opportunamente lestremit cliccata per ottenere la rotazione desiderata della misura; in questa fase risultano utili le utilit del disegno di EdiLus-CA ed, in particolare, gli Snap (v. 11.1);
Durante la rotazione, lestremit della misura spostata assume le posizioni obbligate dagli snap attivi (v. 11.1). Di conseguenza le rotazioni ottenibili possono anche essere sensibilmente diverse da quella desiderata. Per ruotare con precisione una misura pu essere necessario disabilitare o regolare opportunamente gli snap attivi (v. 11.1).

quando la misura risulta ruotata dellangolo desiderato, fare un click per fissarne la posizione. Se durante la rotazione si tiene premuto SHIFT della tastiera, la misura viene bloccata nella posizione ruotata e si attiva la modalit per la sua traslazione. Rilasciando SHIFT viene ripristinata la modalit per la rotazione della misura.

Dimensionamento
Per modificare la lunghezza di una misura gi disegnata basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare la misura da dimensionare; quando la misura risulta selezionata, alle sue estremit vengono proposte le maniglie (pallini) per lo spostamento delle sue estremit; fare click sulla maniglia dellestremit della misura da spostare per ottenere il suo allungamento o accorciamento; questa operazione attiva la modalit per il dimensionamento e la rotazione della misura; spostare opportunamente lestremit cliccata per modificare la lunghezza della trave; durante il dimensionamento sulla misura viene dinamicamente riportato il valore della sua lunghezza;
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10. Il Disegno degli Oggetti

Durante il dimensionamento, lestremit della misura assume le posizioni obbligate dagli snap attivi (v. 11.1). Di conseguenza, la lunghezza che possibile ottenere pu anche essere sensibilmente diversa da quella desiderata. Per dimensionare con precisione la misura pu essere necessario disabilitare o regolare opportunamente gli snap attivi (v. 11.1 e segg.).

quando la misura risulta della lunghezza desiderata oppure quando lestremit spostata nel punto opportuno, fare un click per fissarne le dimensioni e/o la posizione. Se durante il dimensionamento si preme, senza rilasciarlo, SHIFT della tastiera, la lunghezza della misura viene bloccata e si attiva la modalit per la sua traslazione nella tavola. Rilasciando il tasto SHIFT viene nuovamente attivata la modalit per il dimensionamento e la rotazione della misura. Lo spostamento, la rotazione e/o il dimensionamento della Misura selezionata pu essere ottenuto anche per via numerica modificando le coordinate delle sue estremit nella sezione Geometria del toolbox delle Propriet.

Modifica dellAspetto
Per modificare laspetto e persino il valore della misura selezionata basta apportare le opportune modifiche nei campi del toolbox delle sue Propriet.

10.20

Come Disegnare un Punto Guida


Nella tavole dei piani (v. cap. 6) e in qualsiasi altra tavola delle carpenterie (v. cap. 15) e delle armature (v. cap. 16) prodotte dal programma possibile inserire liberamente dei Punti Guida. Un Punto Guida un utile riferimento per il disegno. Esso infatti consente di definire, nella tavola del disegno, un punto di snap ad oggetto (v. 11.1.3). Se risulta attivo anche lo snap Prolungamento (v. 11.1.3.1), un Punto Guida definisce anche gli snap per lallineamento delloggetto che si disegna con lorizzontale e/o la verticale passanti per esso. Inoltre, grazie
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10. Il Disegno degli Oggetti

alle potenti funzionalit per la copia degli oggetti (v. 11.5), i Punti Guida disegnati sulla tavola di un piano possono essere riportati automaticamente su altri piani delledificio, definendo, veri e propri riferimenti spaziali per il disegno di questultimo. Per inserire un Punto Guida nella tavola di disegno attiva del progetto basta effettuare le seguenti operazioni: Pigiare il bottone Disegno del toolbox Oggetti Disegno questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi della tipologia Disegno che possibile disegnare. Selezionare lopzione Punto Guida del toolbox per attivare la modalit per il disegno di un punto guida; questa operazione propone anche le propriet del punto guida da disegnare nel toolbox delle Propriet. Fare click nella zona della tavola in cui va posizionato il punto guida; questa operazione lega al cursore il punto guida da disegnare. Spostare il punto guida nel punto della tavola in cui va collocato e cliccare con il pulsante sinistro del mouse per fissarne la posizione. Come di consueto, il disegno di un punto guida viene reso estremamente agevole e preciso dalle potenti utilit del disegno (v. cap. 11) di EdiLus-CA. La posizione di un punto guida nella tavola pu anche essere definita per via numerica. Per effettuare questa operazione basta: selezionare il punto guida cliccando su esso (o racchiudendolo in un rettangolo di selezione) nella modalit Selezione (v. 10.1.2); specificare le coordinate (X, Y, Z), in metri, del punto guida nella sezione Geometria del toolbox delle Propriet (v. 10.20.2).

10.20.1

Come Modificare un Punto Guida Disegnato


Un punto guida disegnato (v. 10.20) pu essere liberamente spostato sia graficamente che numericamente. Per spostare un punto guida nella tavola attiva basta effettuare le seguenti operazioni:
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10. Il Disegno degli Oggetti

selezionare il punto guida cliccando su esso (o racchiudendolo in un rettangolo di selezione) nella modalit Selezione (v. 10.1.2); un punto guida selezionato viene proposto in rosso e, al centro della crocetta che lo rappresenta viene proposta la maniglia (pallino verde) per il suo spostamento; cliccare, con il pulsante sinistro del mouse, sulla maniglia verde per sbloccare il punto guida dalla sua posizione originaria; effettuati gli spostamenti opportuni cliccare nuovamente per fissare la nuova posizione del punto guida. Il punto guida selezionato pu anche essere spostato per via numerica modificando le sue coordinate nella sezione Geometria del toolbox delle Propriet (v. 10.20.2).

10.20.2

Le Propriet del Punto Guida


La Punto Guida, avendo come unica funzione quella di essere un riferimento per il disegno di altri oggetti, presenta solo le seguenti propriet:

Geometria
La sezione Geometria contiene la sola sezione PUNTO iniziale che riporta le coordinate (X, Y, Z), in metri, del Punto Guida selezionato. Le coordinate del Punto Guida possono essere modificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel rigo XYZ quando questo risulta selezionato. Pigiando il bottoncino OK del dialog lo si chiude, ottenendo, nel disegno, il posizionamento desiderato del Punto Guida.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.21

Come Disegnare una Linea Guida


Nelle tavole dei piani (v. cap. 6) e in qualsiasi altra tavola delle carpenterie (v. cap. 15) e delle armature (v. cap. 16) prodotte dal programma possibile inserire liberamente delle Linee Guida. Una Linea Guida un utilissimo riferimento per il disegno. Ogni linea guida, infatti, definisce nella tavola del disegno dei punti di snap ad oggetto (v. 11.1.3) (estremit e punto medio) e una serie di snap per lallineamento delloggetto che si disegna con la sua direzione, il suo prolungamento, la sua perpendicolare, ecc.. Inoltre, grazie alla potenti funzionalit per la copia degli oggetti (v. 11.5), le Linee Guida disegnate sulla tavola di un piano possono essere riportate automaticamente su altri piani delledificio, definendo, veri e propri riferimenti spaziali per il disegno di questultimo. Per il disegno delle linee guida, oltre alle utilit del disegno previste per tutti gli oggetti (v. cap. 11) prevista una ulteriore funzionalit. Il disegno di una linea guida viene reso ancora pi semplice e preciso dalle quote riportate in corrispondenza delle sue intersezioni con le altre linee guida disegnate. Per inserire una Linea Guida nella tavola attiva del progetto basta effettuare le seguenti operazioni:
Per inserire una Linea Guida in una tavola NECESSARIO che lopzione Blocca tipologia Entit \ Linea Guida del menu Disegno risulti NON selezionata.

Pigiare il bottone Disegno del toolbox Oggetti Disegno questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi della tipologia Disegno che possibile disegnare. Selezionare lopzione Linea Guida del toolbox per attivare la modalit per il disegno di una linea guida ed attivare il relativo toolbox delle Propriet (v. 10.21.2).
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10. Il Disegno degli Oggetti

Fare click nel punto della tavola in cui va posizionato la prima estremit della linea guida. Spostare la seconda estremit nel punto opportuno della tavola; sulla linea di quota (blu) proposta durante lo spostamento, vengono dinamicamente proposti la lunghezza della linea guida e langolo che essa forma con lorizzontale.
Ovviamente, in questa fase, avendo fissato la prima estremit, spostando la seconda estremit della linea guida, solo possibile ruotarla e definirne la lunghezza. Se, durante queste operazioni, si tiene premuto SHIFT della tastiera, viene inibita la possibilit di ruotare e dimensionare la linea guida e viene resa attiva la modalit per la sua traslazione nella tavola. Rilasciando SHIFT, viene ripristinata la modalit per ruotare e dimensionare la linea guida.

Fare click con il pulsante sinistro del mouse nel punto in cui va posizionata la seconda estremit della linea guida per fissarla.
Prima di procedere al disegno degli oggetti possibile bloccare le Linee Guida disegnate per evitare che un loro eventuale spostamento possa far perdere i riferimenti per il disegno. Per bloccare tutte le Linee Guide disegnate basta selezionare lopzione Blocca Spostamento Entit \ Linea Guida del menu Disegno.

La posizione di una linea guida nella tavola pu anche essere definita per via numerica. Per effettuare questa operazione basta: selezionare la linea guida disegnata cliccando su essa (o racchiudendola in un rettangolo di selezione) nella modalit Selezione (v. 10.1.2); negli appositi campi del toolbox delle Propriet (v. 10.21.2) specificare le coordinate, in metri, delle due estremit (PUNTO Iniziale e PUNTO Finale) della linea guida.
Si ricorda che ogni valore inserito nei campi del toolbox delle Propriet deve essere confermato pigiando INVIO della tastiera oppure spostando il cursore in un altro campo.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.21.1

Come Modificare una Linea Guida Disegnata


Una linea guida disegnata (v. 10.21) pu essere liberamente traslata, ruotata e ridimensionata sia graficamente che numericamente.
Per modificare una Linea Guida disegnata NECESSARIO che lopzione Blocca tipologia Entit \ Linea Guida del menu Disegno risulti NON selezionata.

Ovviamente, per modificare graficamente la dimensione o linclinazione di una linea guida basta spostare una delle sue estremit. Per spostare una estremit di una linea guida basta: selezionare la linea guida cliccando su essa (o racchiudendola in un rettangolo di selezione) nella modalit Selezione (v. 10.1.2); una linea guida selezionata presenta, alle estremit, le maniglie (pallini blu) per il loro spostamento e una linea di quota che ne riporta la lunghezza e linclinazione rispetto allorizzontale; cliccare, con il pulsante sinistro del mouse, sulla maniglia dellestremit da spostare per sbloccarla dalla sua posizione; spostare la maniglia nel punto opportuno della tavola; durante lo spostamento della maniglia, sulla linea di quota vengono dinamicamente proposti la lunghezza della linea guida e la sua inclinazione; quando lestremit della linea guida risulta correttamente posizionata nella tavola cliccare nuovamente per fissarla. Per traslare la linea guida selezionata nella tavola attiva, senza modificarne la lunghezza e linclinazione, basta: tenere premuto SHIFT della tastiera; fare click, con il pulsante sinistro del mouse su una delle maniglie di estremit della linea guida ed effettuare gli spostamenti opportuni; quando la linea guida risulta correttamente posizionata cliccare nuovamente nella tavola per fissarla e rilasciare il tasto SHIFT. Le operazioni descritte possono anche essere effettuate per via numerica selezionando la linea guida e modificando opportunamente le coordinate, in metri, delle sue estremit (PUNTO Iniziale e PUNTO Finale) negli appositi campi del toolbox delle Propriet (v. 10.21.2).
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10. Il Disegno degli Oggetti

10.21.2

Le Propriet della Linea Guida


La Linea Guida, avendo come unica funzione quella di essere un riferimento per il disegno di altri oggetti, presenta solo le seguenti propriet:

Geometria
La sezione Geometria contiene le sezioni Punto Iniziale e Punto Finale in cui vengono riportate le coordinate (X, Y, Z), in metri, delle estremit (iniziale e finale) della Linea Guida selezionata. Le coordinate di unestremit della linea guida possono essere modificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel corrispondente rigo XYZ quando questo risulta selezionato. Pigiando il bottoncino OK del dialog lo si chiude, ottenendo, nel disegno, il posizionamento desiderato dellestremit della linea guida.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6.

10.22

Come Disegnare una Griglia Guida


Nel presente paragrafo vengono illustrate le modalit operative per il disegno delle Griglie Guida Rettangolari e Radiali (v. 11.2) su una tavola di un piano del progetto (v. cap. 6).
Per disegnare una Griglia Guida Rettangolare (Radiale) NECESSARIO che lopzione Blocca tipologia Entit \ Griglia Guida Rettangolare (Radiale) del menu Disegno risulti NON selezionata.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Griglia Guida Rettangolare


Per disegnare una Griglia Guida Rettangolare sulla tavola attiva del progetto basta effettuare le seguenti operazioni: Pigiare il bottone Disegno del toolbox Oggetti Disegno; questa operazione propone, nello stesso toolbox, le opzioni per il disegno delle Griglie Guida. Nel toolbox selezionare lopzione Griglia guida rettangolare. Fare click nella tavola; questa operazione apre il dialog Impostazione Righe e Colonne. Nella sezione COLONNE del dialog effettuare le seguenti operazioni: 1) nel campo Dis. [m] del primo rigo (n 1) della tabella, specificare la distanza (in metri) tra le prime due linee verticali a sinistra della griglia stessa; 2) pigiare il bottone Aggiungi per inserire un nuovo rigo nella tabella;

3) nel campo Dis. [m] del nuovo rigo (n 2) della tabella specificare la di-

stanza (in metri) tra la seconda e la terza linea verticale della griglia; 4) ripetere le operazioni 2) e 3) per definire le altre linee verticali della griglia; 5) nel campo Lunghezza linee etichette specificare la lunghezza (in metri) dei segmenti che collegano ogni linea verticale della griglia
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10. Il Disegno degli Oggetti

alletichetta che ne riporta il relativo nome (specificato nelle colonne Linea della tabella).
Le sigle Y1, Y2, ..., proposte nei righi della tabella del dialog Impostazione Righe e Colonne sono identificative delle linee verticali della griglia. Tali sigle possono essere liberamente modificate nei campi della tabella. Se, per le linee verticali si intende mantenere la numerazione assegnata automaticamente dal programma ma si vuole sostituire il prefisso Y (proposto per default) con un altro prefisso (ad es. LV), basta specificare il nuovo prefisso nel campo Prefisso linee della sezione COLONNE e pigiare il sottostante bottone Re-imposta.

Nella sezione RIGHE del dialog effettuare le seguenti operazioni: 1) nel campo Dis. [m] del primo rigo (n 1) della tabella, specificare la distanza (in metri) tra le prime due linee orizzontali in basso della griglia; 2) pigiare il bottone Aggiungi per inserire un nuovo rigo nella tabella; 3) nel campo Distanza del nuovo rigo (n 2) della tabella specificare la distanza (in metri) tra la seconda e la terza linea orizzontale della griglia; 4) ripetere le operazioni 2) e 3) per definire le altre linee orizzontali della griglia; 5) nel campo Lunghezza linee etichette specificare la lunghezza (in metri) dei segmenti che collegano ogni linea orizzontale della griglia alletichetta che ne riporta il nome (specificato nelle colonne Linea della tabella).

Le sigle X1, X2, ..., proposte nei righi della tabella del dialog Impostazione Righe e Colonne sono identificative delle linee orizzontali della griglia. Tali sigle possono essere liberamente modificate nei campi della tabella. Se, per le linee orizzontali si intende mantenere la numerazione assegnata automaticamente dal programma ma si vuole sostituire il prefisso X (proposto per default) con un altro prefisso (ad es. LO), basta specificare il nuovo prefisso nel campo Prefisso linee della sezione RIGHE e pigiare il bottone Re-imposta.

Pigiare il bottone OK per chiudere il dialog; questa operazione propone, nella tavola, la griglia guida definita. Spostare la griglia guida per posizionarla nel punto della tavola opportuno; durante lo spostamento risultano attivi gli snap alla griglia della tavola e/o ad eventuali oggetti su essa disegnati (v. 11.1).
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10. Il Disegno degli Oggetti

Fare click nel punto della tavola in cui si intende posizionare il vertice inferiore sinistro della griglia guida; in questa fase la griglia guida risulta ancora selezionata per poterla eventualmente modificare (v. 10.22.1). La griglia guida disegnata nella tavola pu essere liberamente ruotata nellangolo desiderato.

Griglia Guida Radiale


La Griglia Guida Radiale consente di rappresentare su una tavola di un piano una maglia costituita da segmenti di settore circolare. Gli elementi che costituiscono una Griglia Guida Radiale sono: una serie di archi di cerchio concentrici ad una determinata distanza luno dallaltro; una serie di linee confluenti nel centro dei cerchi. Lutente pu definire liberamente la distanza tra gli archi di cerchio e langolo formato dalle varie linee. Per disegnare una Griglia Guida Radiale sulla tavola attiva del progetto basta effettuare le seguenti operazioni: Pigiare il bottone Disegno del toolbox Oggetti Disegno; questa operazione propone, nello stesso toolbox, le opzioni per il disegno delle Griglie Guida.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Nel toolbox selezionare lopzione Griglia guida radiale. Fare click nella tavola; questa operazione apre il dialog Impostazione Righe e Colonne. Nella sezione COLONNE del dialog effettuare le seguenti operazioni: 1) nel campo Angolo del primo rigo (n 1) della tabella, specificare langolo (in gradi) tra la prima linea (Y1) (che, per default, verticale) e la seconda (Y2); 2) pigiare il bottone Aggiungi per inserire un nuovo rigo nella tabella; 3) nel campo Angolo del nuovo rigo (n 2) della tabella specificare langolo tra la seconda linea (Y2) e la terza; 4) ripetere le operazioni 2) e 3) per definire le altre linee della griglia; 5) nel campo Lunghezza linee etichette specificare la lunghezza (in metri) del segmento che collega ogni linea della griglia e letichetta che ne riporta il nome (specificato nelle colonne Linea della tabella);
Le sigle Y1, Y2, ..., proposte nei righi della tabella del dialog Impostazione Righe e Colonne sono identificative delle linee della griglia. Tali sigle possono essere liberamente modificate nei campi della tabella. Se, per le linee si intende mantenere la numerazione assegnata automaticamente dal programma ma si vuole sostituire il prefisso Y (proposto per default) con un altro prefisso (ad es. L), basta specificare il nuovo prefisso nel campo Prefisso linee della sezione COLONNE e pigiare il sottostante bottone Re-imposta.

nella sezione RIGHE del dialog effettuare le seguenti operazioni: 1) nel campo Dis. [m] del primo rigo (n 1) della tabella, specificare il raggio (in metri) del primo arco di cerchio della griglia a partire dal centro; 2) pigiare il bottone Aggiungi per inserire un nuovo rigo nella tabella; 3) nel campo Dis. [m] del nuovo rigo (n 2) della tabella specificare la distanza (in metri) tra il primo arco di cerchio (X1) e il secondo (X2); 4) ripetere le operazioni 2) e 3) per definire gli altri archi di cerchio della griglia; 5) nel campo Lunghezza linee etichette specificare la lunghezza (in metri) del segmento che collega ogni arco di cerchio della griglia e letichetta che ne riporta il nome (specificato nelle colonne della tabella);
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10. Il Disegno degli Oggetti

Le sigle X1, X2, ..., proposte nei righi della tabella del dialog Impostazione Righe e Colonne sono identificative degli archi di cerchio della griglia. Tali sigle possono essere liberamente modificate nei campi della tabella. Se, per gli archi si intende mantenere la numerazione assegnata automaticamente dal programma ma si vuole sostituire il prefisso X (proposto per default) con un altro prefisso (ad es. C), basta specificare il nuovo prefisso nel campo Prefisso linee della sezione RIGHE e pigiare il bottone Re-imposta.

pigiare il bottone OK per chiudere il dialog; questa operazione propone, nella tavola, la griglia guida definita; spostare la griglia guida per posizionarla nel punto della tavola opportuno; durante lo spostamento risultano attivi gli snap alla griglia della tavola e/o ad eventuali oggetti su essa disegnati (v. 11.1); fare click nel punto della tavola in cui si intende posizionare il centro dei cerchi della griglia guida; in questa fase la griglia risulta ancora selezionata per poterla eventualmente modificare (v. 10.22.1).

La griglia guida disegnata nella tavola pu essere liberamente ruotata nellangolo desiderato. Al dialog Impostazione Righe e Colonne di una griglia possibile accedere anche successivamente al suo disegno. Per accedere nuovamente al dialog Impostazione Righe e Colonne di una griglia basta: selezionare la griglia nella tavola; questa operazione propone le propriet della griglia nel toolbox delle Propriet (v. 10.1.6);
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10. Il Disegno degli Oggetti

nel toolbox delle Propriet selezionare il rigo Imposta Righe e Colonne e pigiare il bottone che si attiva nel rigo stesso.
Prima di disegnare gli oggetti possibile bloccare le Griglie Guida disegnate per evitare che un loro eventuale spostamento possa far perdere i riferimenti per il disegno. Per bloccare tutte le Griglie Guide Rettangolari (Radiali) disegnate basta selezionare lopzione Blocca Spostamento Entit \ Griglia Guida Rettangolare (Radiale) del menu Disegno.

10.22.1

Come Modificare una Griglia Guida


Una Griglia Guida (Rettangolare o Radiale) (v. 10.22) disegnata in una tavola del progetto pu essere liberamente modificata dallUtente.
Per modificare una Griglia Guida Rettangolare (Radiale) disegnata NECESSARIO che lopzione Blocca tipologia Entit \ Griglia Guida Rettangolare (Radiale) del menu Disegno risulti NON selezionata.

Per modificare una Griglia Guida nella tavola attiva del progetto possibile cambiarne i parametri caratteristici nel dialog Impostazione Righe e Colonne (v. 10.22) oppure operare, per via grafica, direttamente nella tavola in cui essa stata disegnata.

Modifica dei Parametri della Griglia


Per modificare i parametri specificati, per una griglia, nel momento in cui questa stata creata nella tavola (v. 10.22), basta effettuare le seguenti operazioni: selezionare (v. 10.1.2), nella tavola, la griglia da modificare; questa operazione propone le propriet della griglia nel toolbox delle Propriet (v. 10.1.6); pigiare il bottone che si attiva nel rigo Imposta Righe e Colonne del toolbox delle Propriet; questa operazione apre il dialog Impostazione Righe e Colonne in cui sono stati specificati i parametri caratteristici della griglia quando questa stata disegnata (v. 10.22);
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10. Il Disegno degli Oggetti

nel dialog Impostazione Righe e Colonne effettuare le modifiche opportune (v. 10.22) e pigiare il bottone OK per richiuderlo e riscontrare le modifiche richieste sulla griglia nella tavola.

Modifica della Griglia per Via Grafica


Gli elementi delle Griglie Guida Rettangolari e Radiali (v. 10.22) possono essere liberamente spostati anche per via grafica.

Modifiche Grafiche alla Griglia Guida Rettangolare


Per spostare una linea (verticale o orizzontale) di una Griglia Guida Rettangolare basta effettuare le seguenti operazioni: Attivare la modalit per la selezione degli oggetti (v. 10.1.2). Cliccare sulla linea della griglia da spostare; questa operazione, oltre a proporre la maniglia (a croce) per lo spostamento e la rotazione dellintera griglia (v. 10.22.2), propone anche due maniglie (pallini blu) alle estremit della linea cliccata. Fare click su una delle maniglie (pallino blu) allestremit della linea da spostare per sbloccarla dalla sua posizione. Muovere opportunamente il cursore per spostare la linea selezionata; durante lo spostamento, sulle linee di quota in blu, vengono proposte dinamicamente le distanze della linea spostata da quelle adiacenti.

Quando la linea nella posizione desiderata cliccare nuovamente per bloccarla.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Modifiche Grafiche alla Griglia Guida Radiale


Un arco di cerchio di una Griglia Guida Radiale pu essere spostato con modalit analoghe a quelle previste per spostare una linea di una Griglia Guida Rettangolare.

Per ruotare una delle linee di una Griglia Guida Radiale occorre, invece, effettuare le seguenti operazioni: Attivare la modalit per la selezione degli oggetti (v. 10.1.2). Cliccare sulla linea della griglia da ruotare; questa operazione, oltre a proporre la maniglia (a croce) per lo spostamento e la rotazione dellintera griglia (v. 10.22.2), propone anche due maniglie (pallini blu) alle estremit della linea cliccata. Fare click su una delle maniglie (pallino blu) allestremit della linea per sbloccarla dalla sua posizione. Muovere opportunamente il cursore per ruotare la linea; durante la rotazione, sulle linee di quota (in blu), vengono proposti dinamicamente gli angoli che la linea forma con le linee adiacenti. Quando la linea risulta ruotata correttamente nella griglia, cliccare nuovamente per bloccarla.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Ovviamente, a tutte le modifiche apportate graficamente ad una griglia guida, corrispondono le opportune modifiche dei propri parametri caratteristici nel dialog Impostazione Righe e Colonne (v. 10.22). Ulteriori personalizzazioni della Griglia Guida selezionata e/o degli elementi (linee e/o archi di cerchio) che la costituiscono possono essere richieste nel toolbox delle sue propriet (v. 10.2.3).

10.22.2

Come Spostare e Ruotare una Griglia Guida


Una Griglia Guida (Rettangolare o Radiale) pu essere liberamente spostata e ruotata nella tavola in cui stata disegnata (v. 10.22).
Per spostare o ruotare una Griglia Guida Rettangolare (Radiale) disegnata NECESSARIO che lopzione Blocca tipologia Entit \ Griglia Guida Rettangolare (Radiale) del menu Disegno risulti NON selezionata.

Spostamento
Per traslare, nella tavola attiva, una griglia guida disegnata basta effettuare le seguenti operazioni: Attivare la modalit per la selezione degli oggetti (v. 10.1.2). Fare click sul punto della griglia (intersezione tra due linee o tra una linea ed un arco di cerchio) che si intende prendere come riferimento per lo spostamento. Questa operazione seleziona la griglia e propone, sul punto cliccato, la maniglia per il suo spostamento e la sua rotazione. Fare click, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, sul punto centrale (verde) della maniglia. Questa operazione attiva la modalit per lo spostamento dellintera griglia e il cursore assume laspetto a lato. Effettuare gli spostamenti opportuni nella tavola; durante lo spostamento le coordinate del punto spostato vengono dinamicamente proposte sulla barra di stato della finestra del programma.
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10. Il Disegno degli Oggetti

quando la griglia risulta correttamente posizionata fare un click con il pulsante sinistro del mouse.
Ovviamente, durante lo spostamento, il punto di riferimento (maniglia verde) della griglia assume le posizioni determinate dagli snap attivi (v. 11.1) nella tavola. Se il punto della griglia deve essere spostato in posizioni differenti da quelle a cui obbligano gli snap attivi pu essere necessario disabilitare o regolare opportunamente gli snap (v. 11.1 e segg.).

Una griglia guida pu anche essere spostata mediante le seguenti operazioni: cliccare sul punto della griglia da prendere come riferimento per lo spostamento; questa operazione seleziona il punto e lintera griglia; selezionare il rigo XY del toolbox delle Propriet e pigiare il bottoncino che proposto nel rigo stesso; questa operazione apre il dialog in cui vengono riportate le coordinate del punto della griglia selezionato; nel dialog specificare le nuove coordinate del punto selezionato e pigiare il bottoncino OK per richiuderlo ed ottenere lo spostamento della griglia richiesto.
Lo spostamento della griglia effettuato nellultimo modo descritto NON risente dei vincoli imposti dagli Snap attivi.

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10. Il Disegno degli Oggetti

Rotazione
Per ruotare una griglia guida disegnata basta: Selezionare (v. 10.1.2) il punto della griglia (intersezione tra due linee o tra una linea ed un arco) che deve fungere da centro di rotazione; questa operazione seleziona anche la griglia e propone, sul punto cliccato, la maniglia per il suo spostamento e la sua rotazione. Fare click su uno dei punti esterni (blu) della maniglia; questa operazione attiva la modalit per la rotazione dellintera griglia e il cursore assume laspetto a lato. Effettuare gli spostamenti opportuni del punto della maniglia cliccato per ottenere la rotazione desiderata della griglia; il punto della maniglia pu anche essere allontanato dal centro di rotazione (punto centrale verde della maniglia) per favorire eventuali allineamenti con altri oggetti presenti nella tavola; durante la rotazione sulla linea di quota della griglia viene dinamicamente proposto langolo di cui essa risulta ruotata.

quando la griglia risulta ruotata correttamente, fare un click con il pulsante sinistro del mouse per fissarla.
Ovviamente, durante la rotazione, il punto (blu) della maniglia spostato vincolato ad assumere le posizioni obbligate dagli snap lineari ed angolari attivi (v. 11.1) nella tavola. Di conseguenza le rotazioni della griglia che possibile ottenere possono essere sensibilmente diverse da quella desiderata. Per ruotare con precisione una griglia guida di un determinato angolo pu essere necessario disabilitare o regolare opportunamente gli snap (v. 11.1 e segg.).

Se durante la rotazione si preme, senza rilasciarlo, SHIFT della tastiera, la griglia guida viene bloccata nella posizione ruotata e si attiva la modalit
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10. Il Disegno degli Oggetti

per la sua traslazione. Rilasciando il tasto SHIFT viene riattivata la modalit per la rotazione della griglia. Una griglia guida pu anche essere ruotata mediante le seguenti operazioni: selezionare (v. 10.1.2) il punto della griglia che deve fungere da centro di rotazione; questa operazione seleziona il punto e la griglia proponendone le propriet nel toolbox delle Propriet. nel campo Rotazione del toolbox delle Propriet specificare langolo (in gradi) di cui si intende ruotarla e pigiare INVIO per confermare.
La rotazione della griglia effettuata nellultimo modo descritto NON risente dei vincoli imposti dagli Snap attivi.

10.22.3

Le Propriet delle Griglie Guida


Tutte le caratteristiche di una Griglia Guida possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle sue Propriet che si attiva durante la fase del suo disegno (v. 10.22) oppure quando essa risulta selezionata (v. 10.1.2). Le propriet della Griglia Guida selezionata (v. 10.1.6) risultano raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
La sezione Caratteristiche comprende i seguenti righi: Imposta Righe e Colonne: pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si accede al dialog per la definizione delle caratteristiche geometriche della griglia guida (v. 10.22).

Descrizione Linea
La sezione Descrizione Linea comprende i seguenti campi: Descrizione Linea, in cui possibile modificare la descrizione della linea o dellarco di cerchio selezionato nella griglia guida proposta per default dal programma (del tipo X1). Spostando il cursore in un altro rigo, la nuova descrizione viene riportata nelletichetta (cerchietto blu) identificativa della linea selezionata della griglia guida.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Distanza Etichette, in cui possibile modificare la distanza, dalla griglia, delletichetta identificativa della linea o dellarco di cerchio selezionato. La distanza di tutte le etichette delle linee orizzontali e/o verticali dalla griglia pu essere definita anche nel dialog Impostazione Righe e Colonne (v. 10.22).

Etichette Griglia
La sezione Etichette Griglia comprende i seguenti check box: Destra, la cui selezione richiede la presenza delle etichette delle linee o degli archi di cerchio a destra della griglia guida. Sinistra, la cui selezione richiede la presenza delle etichette delle linee o degli archi di cerchio a sinistra della griglia guida. Sopra, la cui selezione richiede la presenza delle etichette delle linee o degli archi di cerchio sopra la griglia guida. Sotto [solo per griglie guida rettangolari], la cui selezione richiede la presenza delle etichette delle linee o degli archi di cerchio sotto la griglia guida.

Geometria
La sezione Geometria comprende i seguenti campi: X Y, in cui vengono proposte le coordinate del punto selezionato della griglia guida (v. 10.22.1). Le coordinate del punto selezionato possono essere modificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel campo XY quando risulta selezionato il relativo rigo. Pigiando il bottoncino OK del dialog lo si chiude, ottenendo il posizionamento desiderato del punto selezionato della griglia nel disegno. Rotazione, in cui viene proposto langolo di cui risulta ruotata la griglia guida nel piano del disegno (v. 10.22.1). Variando il valore proposto nel campo Rotazione e pigiando INVIO della tastiera per confermare, nel disegno si ottiene la rotazione desiderata della griglia guida intorno al suo punto selezionato.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6.

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.23

La Spinta del Terreno


La spinta del terreno sulla Pareti si applica mediante il semplice disegno delloggetto Spinta Terreno (su pareti). Loggetto Spinta Terreno (su pareti) una polilinea che, disegnata in prossimit di una Parete (a distanza inferiore di 5 cm) applica a questa una spinta del terreno. Ovviamente, la spinta sulla parete viene definita in funzione delle caratteristiche specificate nel toolbox delle propriet delloggetto Spinta Terreno disegnato. Per applicare una spinta del terreno su una parete basta, pertanto, effettuare le seguenti operazioni: Pigiare il bottone Strutturale del toolbox Oggetti Disegno questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi della tipologia scelta che possibile disegnare. Selezionare lopzione Spinta Terreno (su pareti) del toolbox per attivare la modalit per il disegno della spinta del terreno ed attivare il relativo toolbox delle Propriet (v. 10.23.1). Nel toolbox delle Propriet specificare le propriet comuni a tutti i tratti di polilinea delloggetto Spinta Terreno da disegnare;
Ovviamente, per definire correttamente loggetto da disegnare OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE. Le propriet delloggetto Spinta Terreno di EdiLus-CA vengono descritte nel 10.23.1. Se la quota e laltezza non sono costanti per tutti i punti del terreno, le propriet della sezione Geometria (v. 10.23.1) vanno specificate per ogni punto durante il disegno (v. avanti).

Fare click nel punto in cui si intende disporre la prima estremit della primo tratto ([1] - [2]) di polilinea.
Dovendo applicare la spinta alle pareti, i punti della sua polilinea devono coincidere con punti delle pareti stesse. Per disegnare agevolmente i punti della polilinea nella parte centrale di una parete opportuno che risulti attivo anche lo Snap Vicino (v. 11.1.3).

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10. Il Disegno degli Oggetti

Nelle sezioni Geometria\Punto [1] e Geometria\Punto [2] del toolbox delle propriet specificare (in metri) la Quota e lAltezza del terreno alle estremit del primo tratto di polilinea. Naturalmente, dopo ogni inserimento, necessario confermare pigiando INVIO della tastiera. Tracciare il primo tratto di polilinea e, quando la sua seconda estremit risulta posizionata, fare click nella tavola per fissarla; questa operazione propone la modalit per il disegno del tratto di polilinea successivo.

Se il verso della spinta del terreno indicato dalle frecce riportate sul tratto disegnato o che si sta disegnando opposto a quello desiderato basta pigiare il pulsante sinistro del mouse nella tavola e, nel menu locale che si attiva, selezionare lopzione Inverti verso Spinta. Loperazione descritta inverte il verso della spinta del terreno sulla parete. Linversione del verso della spinta del terreno selezionata pu anche essere ottenuta pigiando F5 o F6 della tastiera.

Se occorre disegnare ulteriori tratti di polilinea effettuare, per ognuno di essi, le seguenti operazioni: nella sezione Geometria\Punto [2] del toolbox delle propriet indicare (in metri) la Quota e lAltezza del terreno nella seconda estremit del tratto da disegnare (quota e altezza della prima estremit sono state specificate per il tratto precedente) e confermare pigiando INVIO; fare click nel punto della tavola in cui va posizionata la seconda estremit del tratto. Ultimato il disegno della polilinea fare click nella tavola con il pulsante destro del mouse per attivarne il menu locale e, in questo, selezionare lopzione Termina per concludere il disegno. Se la polilinea deve ri294

10. Il Disegno degli Oggetti

sultare chiusa (il primo e lultimo punto disegnati coincidono), dopo aver disegnato il penultimo tratto, per ultimare il disegno basta selezionare lopzione Chiudi Poligono del menu locale della tavola. Il disegno delloggetto Spinta Terreno pu anche essere effettuato senza specificare la quota e laltezza dei punti della polilinea. La quota e laltezza di ogni punto della polilinea, infatti, pu anche essere definita in maniera pi chiara ed intuitiva in una vista 3D (v. 12.6). Per assegnare la quota e laltezza di un punto della polilinea della Spinta del Terreno in una vista 3D basta: Selezionare il tratto della Spinta da modificare. Il tratto selezionato in una vista 3D risulta contornato in verde e, alla base e alla sommit delle sue estremit, vengono proposte le maniglie (pallini gialli) per modificarne graficamente la quota e laltezza. Le estremit del tratto selezionato, inoltre, risultano identificate con i numeri [1] e [2], in modo da leggere agevolmente, nel toolbox delle propriet, i relativi valori della quota e dellaltezza. Nelle sezioni Geometria\Punto [1] e Geometria\Punto [2] del toolbox delle propriet specificare (in metri) la Quota e lAltezza del terreno (v. 10.23.1) alle estremit del tratto di polilinea. Dopo linserimento di ogni valore, necessario confermare pigiando INVIO della tastiera. Le modifiche descritte possono anche essere effettuate graficamente spostando opportunamente, verso lalto o verso il basso, le maniglie (pallini gialli) alla base ed alla sommit del tratto di terreno selezionato. A modifica effettuata, i nuovi valori della quota e dellaltezza delle estremit del tratto di terreno vengono riportate negli opportuni campi delle sezioni Punto [1] e Punto [2] del toolbox delle propriet. Ovviamente, la Spinta del Terreno su una o pi pareti va disegnata sulla tavola di un unico piano anche quando essa interessa pi piani delledificio (ad es., un piano interrato ed un piano seminterrato). Con le modalit descritte, la spinta del terreno pu essere estesa ad un piano superiore o inferiore a quello su cui stata disegnata.
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10. Il Disegno degli Oggetti

La spinta del terreno rappresentata nella figura precedente pu essere disegnata indifferentemente nella tavola del disegno del piano inferiore o di quello superiore modificando opportunamente le quote dei vari tratti delloggetto disegnato. Nella figura seguente viene riportato un particolare caso di applicazione della spinta del terreno. Le spinte del terreno contrassegnate con 1 e 2 sono state disegnate sulla tavola del disegno del piano superiore. Naturalmente, per queste due spinte, laltezza quella che va dal piano del disegno al punto pi basso delledificio. Laltezza della spinta 2, quindi, va opportunamente ridotta in quanto essa interessa solo il piano superiore.

Per definire correttamente le spinte del terreno necessario che, sul piano superiore, vengano disegnate due differenti spinte (1 e 2). Disegnando, infatti, ununica spinta e modificando laltezza delle estremit del tratto di spinta corrispondente alla spinta 2, verrebbero modificate anche le altezze delle estremit dei tratti adiacenti che, per, devono rimanere inalterate.

La spinta 3 viene disegnata sulla tavola del piano inferiore. In questo caso sul terreno 3 occorre applicare il sovraccarico del terreno sovrastante per tener conto delleffetto di questultimo sulla spinta orizzontale sulla parete.
Spinta Piano Quota Terreno Disegno Terreno 1 2 3 296 A A B 3 3 3 Altezza Terreno 6 3 3 Applicazione sovraccarico del terreno sovrastante Note

10. Il Disegno degli Oggetti

Un oggetto Spinta del Terreno trasmette alledificio solo una spinta orizzontale sulla parete su cui viene disegnato ma NON trasmette alcun carico verticale su eventuali elementi strutturali (solai, solette, ecc.) posizionati sotto il terreno stesso. I carichi verticali dovuti al peso del terreno vanno applicati con le modalit previste per ogni elemento strutturale (solaio, soletta, platea, trave, ecc.).

da tener presente, inoltre, che, se occorre applicare una spinta del terreno ad entrambe le facce di una stessa parete (ad es., nel caso della parete di contenimento della rampa in figura), necessario disegnare su essa due differenti oggetti Spinta Terreno (1 e 2).

Disegno CORRETTO

Applicando, infatti, ad entrambe le facce di una parete la stessa spinta (1) (v. figura seguente) si possono ottenere risultati NON corretti.

Disegno NON CORRETTO

Le modalit per la modifica e la cancellazione dei vari tratti delloggetto Spinta Terreno sono le stesse previste per la modifica e la cancellazione delloggetto Polilinea (v. 10.14.1).

10.23.1

Le Propriet della Spinta del Terreno


Tutte le Propriet (v. 10.1.6) di un oggetto Spinta Terreno (su pareti) possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet che si attiva durante la fase del suo disegno (v. 10.23) oppure quando esso risulta selezionato.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Le propriet di un oggetto Spinta Terreno (su pareti) risultano raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche viene proposto il list box Terreno in cui va scelta la tipologia del terreno che determina lentit della spinta.

Geometria
Nella sezione Geometria vengono proposte le seguenti propriet: Lunghezza: in tale rigo viene riportata la lunghezza, in metri, del tratto di terreno selezionato. Il valore riportato in questo campo non modificabile se non modificando graficamente il tratto di terreno. Angolo XY: in tale rigo viene riportato langolo di cui risulta ruotato il tratto selezionato di terreno rispetto allorizzontale nel piano del disegno. Il valore riportato in questo campo non modificabile se non modificando graficamente il tratto di terreno.

PUNTO [1] e Punto [2]


Nella sezioni PUNTO [1] e PUNTO [2] vengono proposte (in metri) le coordinate X ed Y delle estremit [1] e [2] del tratto di Spinta selezionato e la Quota e l Altezza del terreno negli stessi punti. La Quota e lAltezza del terreno alle estremit del tratto selezionato possono essere modificate digitando i nuovi valori nei rispettivi campi e pigiando INVIO della tastiera per confermare. Le coordinate X ed Y di unestremit del tratto di spinta selezionato possono essere modificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel campo XY quando risulta selezionato il relativo rigo. Pigiando il bottoncino OK del dialog si ottiene il posizionamento desiderato dellestremit del tratto di spinta selezionato nel disegno.

Ancora al Piano
Nella sezione Ancora al Piano vengono proposte le seguenti propriet per definire il tipo di ancoraggio della faccia superiore della Spinta del Terreno selezionata al piano di appartenenza (piano del disegno): SUPERIORE: nel list box che si attiva posizionando il cursore nel rigo possibile scegliere una delle seguenti opzioni:
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10. Il Disegno degli Oggetti

NO: tra la faccia superiore del terreno ed il piano di appartenenza NON esiste alcun ancoraggio, per cui, modificando la quota del piano, la quota del terreno NON viene modificata; Si: la faccia superiore del terreno risulta vincolata al piano di appartenenza; pertanto, modificando la quota del piano, la faccia superiore del terreno rimane ad esso solidale; cliccando sul bottoncino , proposto a sinistra del list box quando in esso risulta selezionata lopzione SI, vengono proposti i campi: Delta Punto [1]: in cui viene proposta la differenza tra la quota dellestremit [1] del tratto di terreno selezionato e la quota del piano del disegno. Tale valore non modificabile se non modificando il tratto di terreno nel disegno. Delta Punto [2]: in cui viene proposta la differenza tra la quota dellestremit [2] del tratto di terreno selezionato e la quota del piano del disegno. Tale valore non modificabile se non modificando il tratto di terreno nel disegno.

Carichi e Forze
Nella sezione Carichi e Forze presente il campo Sovraccarico sul Terreno in cui possibile specificare, in N/m2, lentit di un eventuale sovraccarico sul terreno.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6.

10.24

La Spinta Idrostatica
La spinta idrostatica di un liquido (acqua) su una Parete si applica mediante il semplice disegno delloggetto Spinta Idrostatica (su pareti). Loggetto Spinta Idrostatica (su pareti) una polilinea che, disegnata in prossimit di una Parete (a distanza inferiore di 5 cm) applica a questa una spinta di un liquido. Ovviamente, la spinta sulla parete viene definita in funzione delle caratteristiche specificate nel toolbox delle propriet della Spinta Idrostatica disegnata.
299

10. Il Disegno degli Oggetti

Per applicare una spinta idrostatica su una parete basta, pertanto, effettuare le seguenti operazioni: Pigiare il bottone Strutturale del toolbox Oggetti Disegno questa operazione propone, nello stesso toolbox, la lista degli elementi della tipologia scelta che possibile disegnare. Selezionare lopzione Spinta Idrostatica (su pareti) del toolbox per attivare la modalit per il disegno della spinta idrostatica ed attivare il relativo toolbox delle Propriet (v. 10.24.1). Nel toolbox delle Propriet specificare le propriet (v. 10.24.1) comuni a tutti i tratti di polilinea delloggetto Spinta Idrostatica da disegnare; in particolare nel campo Quota livello della sezione Geometria va specificata la quota del liquido che, ovviamente NON pu variare per i vari tratti delloggetto.
Ovviamente, per definire correttamente loggetto da disegnare OCCORRE SPECIFICARE TUTTE LE PROPRIET NECESSARIE. Le propriet delloggetto Spinta Idrostatica (su pareti) di EdiLus-CA vengono descritte nel 10.24.1. Se laltezza del liquido non costante per tutti i punti delloggetto, le propriet della sezione Geometria (v. 10.24.1) possono essere specificate, per ogni punto, durante il disegno (v. avanti).

Fare click nel punto in cui si intende disporre la prima estremit della primo tratto ([1] - [2]) di polilinea.
Dovendo applicare la spinta alle pareti, i punti della sua polilinea devono coincidere con punti delle pareti stesse. Per disegnare agevolmente i punti della polilinea nella parte centrale di una parete opportuno che risulti attivo anche lo Snap Vicino (v. 11.1.3).

Nelle sezioni Geometria\Punto [1] e Geometria\Punto [2] del toolbox delle propriet specificare (in metri) lAltezza del liquido (v. 10.24.1) alle estremit del primo tratto di polilinea. Naturalmente, dopo ogni inserimento, necessario confermare pigiando INVIO della tastiera.

300

10. Il Disegno degli Oggetti

Tracciare il primo tratto di polilinea e, quando la sua seconda estremit risulta posizionata, fare click nella tavola per fissarla; questa operazione propone la modalit per il disegno delleventuale tratto di polilinea successivo.
Se il verso della spinta idrostatica indicato dalle frecce riportate sul tratto disegnato o che si sta disegnando opposto a quello desiderato basta pigiare il pulsante sinistro del mouse nella tavola e, nel menu locale che si attiva, selezionare lopzione Inverti verso Spinta. Loperazione descritta inverte il verso della spinta idrostatica sulla parete. Linversione del verso della spinta idrostatica selezionata pu anche essere ottenuta pigiando F5 o F6 della tastiera.

Se occorre disegnare ulteriori tratti di polilinea effettuare, per ognuno di essi, le seguenti operazioni: nella sezione Geometria\Punto [2] del toolbox delle propriet indicare (in metri) lAltezza del liquido (v. 10.24.1) nella seconda estremit del tratto da disegnare (quota e altezza della prima estremit sono state specificate per il tratto precedente) e confermare pigiando INVIO della tastiera; fare click nel punto della tavola in cui va posizionata la seconda estremit del tratto. Ultimato il disegno della polilinea fare click nella tavola con il pulsante destro del mouse per attivare il menu locale delloggetto e, in questo, selezionare lopzione Termina per concludere il disegno. Se la polilinea della Spinta Idrostatica deve risultare chiusa (il primo e lultimo punto disegnati coincidono), dopo aver disegnato il penultimo tratto, per ultimare il disegno basta selezionare lopzione Chiudi Poligono del menu locale delloggetto.

301

10. Il Disegno degli Oggetti

Nel disegnare una Spinta Idrostatica in una vasca, per ottenere anche leffetto grafico del liquido allinterno della vasca stessa, necessario che la polilinea della Spinta risulti chiusa mediante lopzione Chiudi Poligono del suo menu locale.

Il disegno delloggetto Spinta Idrostatica pu anche essere effettuato senza specificare laltezza del liquido per ogni tratto della polilinea. Laltezza del liquido per ogni punto della polilinea, infatti, pu anche essere definita in maniera pi chiara ed intuitiva in una vista 3D (v. 12.6).

Per assegnare laltezza del liquido in un punto della polilinea della Spinta Idrostatica in una vista 3D basta: Selezionare il tratto della Spinta Idrostatica (v. 10.1.2) da modificare. In una vista 3D il tratto selezionato risulta contornato in verde e, alla base e alla sommit delle sue estremit, vengono proposte le maniglie (pallini gialli) per modificarne graficamente la quota e laltezza. Le estremit del tratto selezionato, inoltre, risultano identificate con i numeri [1] e [2], in modo da leggere agevolmente, nel toolbox delle propriet, i relativi valori della quota e dellaltezza. Nelle sezioni Geometria\Punto [1] e Geometria\Punto [2] del toolbox delle propriet specificare (in metri) la Quota e lAltezza del liquido (v. 10.24.1) alle estremit del tratto di polilinea. Dopo linserimento di ogni valore, necessario confermare pigiando INVIO della tastiera.
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10. Il Disegno degli Oggetti

Laltezza del liquido pu essere modificata per ogni estremit di ogni tratto di polilinea della Spinta Idrostatica. Modificando, invece, la quota (QUOTA livello) di un tratto della spinta idrostatica viene modificata, ovviamente, anche la quota di tutti i restanti tratti.

Le modifiche descritte possono anche essere effettuate graficamente spostando opportunamente, verso lalto o verso il basso, le maniglie (pallini gialli) alla base ed alla sommit del tratto di spinta idrostatica selezionato. A modifica effettuata, i nuovi valori della quota e dellaltezza delle estremit del tratto di spinta vengono riportati negli opportuni campi delle sezioni Punto [1] e Punto [2] del toolbox delle propriet. Ovviamente, la Spinta Idrostatica su una o pi pareti va disegnata sulla tavola di un unico piano, anche quando essa interessa pi piani delledificio (ad es., un piano interrato ed un piano seminterrato). Con le modalit appena descritte, la spinta idrostatica pu essere estesa ad un piano superiore o inferiore a quello su cui stata disegnata. La spinta idrostatica nellesempio a lato pu essere disegnata indifferentemente nella tavola del disegno del piano inferiore o di quello superiore modificandone opportunamente la quota.

Un oggetto Spinta Idrostatica trasmette alledificio solo una spinta orizzontale sulla parete su cui viene disegnato ma NON trasmette alcun carico verticale su eventuali elementi strutturali (solai, solette, ecc.) posizionati sotto il liquido. I carichi verticali dovuti al peso del liquido vanno applicati con le modalit previste per ogni elemento strutturale (solaio, soletta, platea, trave, ecc.).

Le modalit per la modifica e la cancellazione dei vari tratti delloggetto Spinta Idrostatica sono le stesse previste per la modifica e la cancellazione delloggetto Polilinea (v. 10.14.1).

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10. Il Disegno degli Oggetti

10.24.1

Le Propriet della Spinta Idrostatica


Tutte le Propriet (v. 10.1.6) di un oggetto Spinta Idrostatica (su pareti) (v. 10.24) possono essere visualizzate e modificate nel toolbox delle Propriet che si attiva durante la fase del suo disegno (v. 10.24) oppure quando esso risulta selezionato (v. 10.1.2). Le propriet di un oggetto Spinta Idrostatica (su pareti) risultano raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche vengono proposti i campi: Liquido, in cui possibile digitare il nome del liquido Peso specifico, in cui va specificato, in N/m3, il perso specifico del liquido.

Geometria
Nella sezione Geometria vengono proposte le seguenti propriet: Lunghezza: in tale rigo viene riportata la lunghezza, in metri, del tratto di Spinta Idrostatica selezionato. Il valore riportato in questo campo non modificabile se non modificando graficamente il tratto selezionato. Angolo XY: in tale rigo viene riportato langolo di cui risulta ruotato il tratto di Spinta idrostatica selezionato rispetto allorizzontale nel piano del disegno. Il valore riportato in questo campo non modificabile se non modificando graficamente il tratto selezionato. QUOTA livello liquido: in tale rigo viene riportata la quota del livello del liquido (spinta) selezionato. Modificando il valore in questo campo e confermando pigiando INVIO della tastiera, si ottiene la corrispondente variazione di quota nel disegno.

PUNTO [1] e Punto [2]


Nella sezioni PUNTO [1] e PUNTO [2] vengono proposte (in metri) le coordinate X ed Y delle estremit [1] e [2] del tratto di Spinta selezionato e l Altezza del liquido negli stessi punti.

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10. Il Disegno degli Oggetti

LAltezza del liquido alle estremit del tratto di spinta selezionato pu essere modificata digitando i nuovi valori nei rispettivi campi e pigiando INVIO della tastiera per confermare. Le coordinate X ed Y di unestremit del tratto di spinta selezionato possono essere modificate nel dialog a cui si accede pigiando il bottone visibile nel campo XY quando risulta selezionato il relativo rigo. Pigiando il bottoncino OK del dialog si ottiene il posizionamento desiderato dellestremit del tratto di spinta selezionato nel disegno.

Ancora al Piano
Nella sezione Ancora al Piano vengono proposte le seguenti propriet per definire il tipo di ancoraggio della faccia superiore del liquido (Spinta) selezionato al piano di appartenenza (piano del disegno): SUPERIORE: nel list box che si attiva posizionando il cursore nel rigo possibile scegliere una delle seguenti opzioni: NO: tra la faccia superiore del liquido ed il piano di appartenenza NON esiste alcun ancoraggio, per cui, modificando la quota del piano, la quota del liquido NON viene modificata; Si: la faccia superiore del liquido risulta vincolata al piano di appartenenza; pertanto, modificando la quota del piano, la faccia superiore del liquido rimane ad esso solidale.

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.6. Tra le consuete propriet della sezione Aspetto presente il check box Animazione la cui selezione/deselezione consente di visualizzare/nascondere leffetto di animazione del liquido nelle viste 3D.

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10. Il Disegno degli Oggetti

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11. Le Utilit del Disegno

Le Utilit del Disegno


Il presente capitolo descrive le utilit per il disegno degli Oggetti (v. cap. 10): potentissime funzionalit che rendono il lavoro del Tecnico estremamente semplice, rapido e preciso. Anche se non tutte le funzionalit descritte nel presente capitolo sono indispensabili per operare con il programma, si consiglia di prenderne visione per rendere il proprio lavoro estremamente pi comodo e produttivo.

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11. Le Utilit del Disegno

11.1

Gli Snap
Unutilissima funzionalit per il disegno degli Oggetti (pilastri, pareti, travi, ecc.) di EdiLus-CA sono gli Snap. Per rendere rapido ed agevole il disegno degli oggetti su ogni tavola grafica del progetto (le tavole dei piani, quelle delle armature o degli elaborati, ecc.) sono previsti i seguenti tipi di snap: Snap alla Griglia (v. 11.1.1), Snap Angolare (v. 11.1.2), Snap ad Oggetto (v. 11.1.3). Gli Snap del programma vengono illustrati nei paragrafi seguenti.

11.1.1

Snap alla Griglia


Lo Snap alla Griglia vincola, durante il disegno, il cursore e quindi i punti caratteristici dellelemento disegnato (ad es. le estremit di una trave), a rimanere sui punti di una griglia liberamente definita dallUtente. La personalizzazione della griglia e del comportamento del relativo Snap si effettua nel box Snap alla Griglia e Snap Angolo del toolbox degli Snap che si apre cliccando il bottone Snap della toolbar verticale sul bordo destro della Finestra del Programma.
Se un box del toolbox degli Snap risulta chiuso, per aprirlo basta pigiare il bottoncino a destra del suo titolo.

In alto nel box Snap alla Griglia e Snap Angolo presente il check box Prevalenza Snap ad Oggetto. La selezione di tale check richiede che vengano temporaneamente disabilitati lo snap alla griglia e lo snap angolare (v. 11.1.2) quando si verifica uninterferenza con uno snap ad oggetto (v. 11.1.3).
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11. Le Utilit del Disegno

La sezione Snap griglia del box Snap alla Griglia e Snap Angolo presenta i seguenti strumenti per la personalizzazione degli snap alla griglia: Il check box Snap Griglia la cui selezione richiede di rendere attivo lo snap alla griglia.
Lattivazione e la disattivazione dello Snap alla Griglia pu anche essere effettuata, senza accedere al toolbox degli Snap, mediante il bottone Attiva/Disattiva Snap a Griglia della toolbar (v. 3.4). Lo Snap alla Griglia risulta attivo quando il bottone Attiva/Disattiva Snap a Griglia della toolbar risulta premuto. Lo Snap alla Griglia risulta, invece, disabilitato quando il bottone Attiva/Disattiva Snap a Griglia risulta NON premuto. Lo Snap alla Griglia viene temporaneamente disabilitato, in maniera automatica, quando si cerca di disegnare utilizzando anche lo Snap Angolare (v. 11.1.2). Quando si utilizza lo Snap Angolare, infatti, lo Snap alla Griglia non consente di definire con precisione le dimensioni delloggetto che si disegna.

Il campo Intervallo X di Snap in cui va specificato il valore, in metri, del lato orizzontale della maglia della griglia. Il campo Intervallo Y di Snap in cui va specificato il valore, in metri, del lato verticale della maglia della griglia.
Per default, nei campi Intervallo X di Snap ed Intervallo Y di Snap viene proposto il valore 0.01 m. Pertanto, per default, in tutte le tavole di disegno del progetto risulta gi definita una griglia 1 x 1 cm.

Il check box Assoluta la cui selezione definisce la griglia a partire dallorigine della tavola. Se il check box Assoluta risulta NON selezionato, la griglia viene generata a partire dal primo punto dellelemento che si disegna. In questo caso, il primo punto dellelemento viene disegnato senza alcuno snap alla griglia e quindi pu essere posizionato in un punto qualsiasi della tavola.

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11. Le Utilit del Disegno

Si supponga di disegnare una trave (v. 10.3.1). Se lopzione Assoluta risulta selezionata, lo Snap alla Griglia vincola, entrambe le estremit della trave a posizionarsi su due punti della griglia (rappresentata mediante i puntini). Se, invece lopzione Assoluta risulta NON selezionata, la prima estremit della trave non soggetta ad alcuno snap e, pertanto, pu essere disegnata in un qualsiasi punto della tavola. La seconda estremit, invece, sar vincolata alla griglia (rappresentata con il tratto continuo) che si genera a partire dalla prima estremit.

11.1.2

Snap Angolare
Lo Snap Angolare vincola, durante il disegno, loggetto disegnato (ad es. una trave) ad assumere solo inclinazioni rispetto allorizzontale multiple di un determinato angolo liberamente definito dallUtente. La personalizzazione dello Snap Angolare si effettua nellomonima sezione del box Snap alla Griglia e Snap Angolo del toolbox degli Snap. Al toolbox degli Snap si accede cliccando sul bottone Snap della toolbar verticale sul bordo destro della Finestra del Programma.
Se un box del toolbox degli Snap risulta chiuso, per aprirlo basta pigiare il bottoncino a destra del suo titolo.

La sezione Snap angolo del box Snap alla Griglia e Snap Angolo presenta: Il check box Snap Angolo la cui selezione richiede di rendere attivo lo snap angolare. Il campo Angolo che si abilita quando risulta selezionato il check box Snap Angolo; in tale campo va specificato langolo di snap. Per default, nel campo Angolo viene proposto il valore 15.

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11. Le Utilit del Disegno

Lattivazione e la disattivazione dello Snap Angolare pu anche essere effettuata, senza accedere al toolbox degli Snap, mediante il bottone Attiva/Disattiva Snap ad Angolo della toolbar (v. 3.4). Lo Snap alla Griglia risulta attivo quando il bottone Attiva/Disattiva Snap ad Angolo risulta premuto. Lo Snap alla Griglia risulta, invece, disabilitato quando il bottone Attiva/Disattiva Snap ad Angolo risulta NON premuto.

Quando si disegna utilizzando lo Snap Angolare (ad es. una trave inclinata), lo Snap alla Griglia viene temporaneamente disabilitato per definire con precisione le dimensioni delloggetto (la lunghezza della trave).

11.1.3

Snap ad Oggetto
Gli Snap ad Oggetto vincolano il punto sensibile (v. 10.1.7) delloggetto che si sta disegnando (ad es. il punto sensibile dellestremit di una trave) ad un determinato punto caratteristico di un altro oggetto (ad es. ad uno spigolo o al un punto medio di un pilastro, ecc.). Sono, inoltre, disponibili Snap ad Oggetto che vincolano loggetto disegnato ad assumere una determinata direzione in funzione della direzione di altri oggetti gi disegnati. Ovviamente uno Snap ad Oggetto si attiva solo quando il cursore in un determinato intorno del punto di snap delloggetto. La scelta degli snap ad oggetto che si intende rendere attivi nelle tavole del progetto di EdiLus-CA e delle opzioni che ne regolano il funzionamento si effettua nel box Snap ad oggetto del toolbox degli Snap. Il toolbox degli Snap si apre fermando il cursore sul bottone Snap della toolbar verticale sul bordo destro della Finestra del Programma.
Se un box del toolbox degli Snap risulta chiuso, per aprirlo basta pigiare il bottoncino a destra del suo titolo.

311

11. Le Utilit del Disegno

Il box Snap ad oggetto del toolbox degli Snap presenta, in alto, la sezione Modalit di snap ad oggetto con i check box per la scelta degli snap ad oggetto che devono essere attivi nelle tavole del progetto. I check box della sezione Modalit di snap ad oggetto sono: Medio, la cui selezione attiva lo snap ai punti medi dei lati degli oggetti disegnati (il lato di un pilastro, la faccia di una trave, ecc.). Parallelo, la cui selezione attiva lo snap che consente di disegnare un oggetto (ad es. una trave) parallelo ad uno gi disegnato (v. 11.1.3.2). Perpendicolare, la cui selezione attiva, nella tavola, lo snap per il disegno di un oggetto perpendicolare ad uno gi disegnato (v. 11.1.3.3). Vicino, la cui selezione attiva, nella tavola, lo snap a qualsiasi punto del contorno o dellasse degli oggetti gi disegnati. Centro, la cui selezione attiva, nella tavola, lo snap al centro del pilastro e degli archi di cerchio delle polilinee. Nodo, la cui selezione attiva, nella tavola, lo snap alle estremit dei tratti delle polilinee e di tutti gli oggetti che si disegnano mediante una polilinea (balconi, fori, ecc.). Tangente, la cui selezione attiva, nella tavola, lo snap per disegnare un oggetto tangente ad un arco di polilinea o ad un arco di qualsiasi oggetto disegnato mediante polilinee. Punto Finale, la cui selezione attiva, nella tavola, lo snap alle estremit delle polilinee e di tutti gli oggetti che si disegnano mediante una polilinea (balconi, fori, ecc.). Prolungamento, la cui selezione attiva, nella tavola, lo snap al prolungamento degli oggetti gi disegnati. Intersezione, la cui selezione attiva, nella tavola, lo snap alle intersezioni tra i vari lati ed assi degli oggetti disegnati ed i punti di intersezione tra questi e quelli di altri oggetti; se risulta attivo lo snap Prolungamento, lo snap intersezione comprende anche i punti di intersezione tra i prolungamenti dei lati o degli assi dei vari oggetti disegnati. Sopra i check box descritti sono presenti i bottoni: Seleziona Tutto: seleziona automaticamente tutti i check box della sezione Modalit di snap ad oggetto precedentemente illustrati. Deseleziona Tutto: deseleziona automaticamente tutti i check box della sezione Modalit di snap ad oggetto.

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11. Le Utilit del Disegno

La selezione di tutti i check box della sezione Modalit di snap ad oggetto con la relativa attivazione di tutti gli snap ad oggetto previsti pu comportare confusione e difficolt nel disegno. Leffetto di alcuni snap ad oggetto, inoltre, pu essere compromesso dalla presenza di altri snap che risultano prioritari rispetto ad essi. Pertanto, si consiglia di lasciare attivi correntemente i soli Snap ad Oggetto di uso pi frequente e di attivare gli altri solo in caso di necessit. In tal senso, gli Snap ad Oggetto abilitati per default alla creazione del documento forniscono una buona configurazione di base per il disegno degli oggetti.

Oltre alla possibilit di richiedere o meno lattivazione di determinati Snap ad Oggetto, nella sezione Opzioni del box Snap ad oggetto anche possibile regolarne il comportamento. Nella sezione Opzioni del box Snap ad Oggetti sono presenti i seguenti strumenti: Il check box Calamita, la cui selezione richiede che lo snap si attivi gi a partire da una certa distanza dal punto o dalla retta che lo rappresenta. La distanza a partire dalla quale risulta attiva la calamita pu essere regolata (in pixel) nei campi sottostanti. il campo Intorno Calamita (Pixel) in cui va specificata la distanza (in pixel) dal punto di snap a partire dalla quale risulta attiva la calamita. Il campo Intorno linee guida (Pixel) in cui va specificata la distanza (in pixel) da una linea guida o allineamento a partire dalla quale risulta attiva la calamita.
I valori proposti nei campi descritti sono stati ottimizzati per consentire una certa facilit ed una buona precisione nelle operazioni di disegno.

Gli Snap ad Oggetto sono prioritari rispetto agli Snap alla Griglia (v. 11.1.1) e agli Snap Angolari (v. 11.1.2). Avvicinando, infatti, il cursore ad un punto di uno Snap ad Oggetto, il programma provvede, in maniera automatica, a disabilitare temporaneamente gli Snap alla Griglia e gli Snap Angolari.

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11. Le Utilit del Disegno

11.1.3.1

Le Opzioni degli Snap


Nel box Opzioni del toolbox degli Snap possibile richiedere ulteriori personalizzazioni degli Snap ad Oggetto (v. 11.1.3). Dallalto, nel box Opzioni vengono proposti: Il list box Simbolo Snap, in cui possibile scegliere il colore del simbolo che rappresenta il tipo di snap (ad es. intersezione, perpendicolare, ecc.) (v. figura). Il check box Generatrici Snap, la cui selezione richiede la visualizzazione delle generatrici di uno snap (v. figura) durante il disegno. Quando tale check box risulta selezionato, nel list box adiacente anche possibile scegliere il colore con cui devono essere proposte le generatrici. Il check box Piano Snap Z, la cui selezione richiede la visualizzazione, durante il disegno, del piano di snap orizzontale che compare quando si sposta verticalmente lestremit di una trave in una vista 3D (v. 10.3.7). Quando tale check box risulta selezionato, nel list box adiacente anche possibile scegliere il colore con cui deve essere proposto il piano di snap. Il list box Punti Fissati in cui possibile scegliere il colore dei punti che si fissano temporaneamente come punti di snap (v. 11.1.3.4). La sezione Linee Guida in cui vengono proposti i list box per la scelta dei colori delle linee guida (linee che segnalano gli allineamenti possibili durante il disegno) per i vari tipi di Snap ad Oggetto (Perpendicolare, Parallelo, ecc.).

314

11. Le Utilit del Disegno

11.1.3.2

Come Disegnare un Oggetto Parallelo ad un Altro


Per maggior chiarezza, le modalit operative per disegnare, nella tavola attiva, un oggetto parallelo ad uno gi disegnato vengono illustrate mediante un semplice esempio: il disegno di una trave parallela ad unaltra trave gi disegnata. Per disegnare una trave parallela ad unaltra trave gi disegnata basta effettuare le seguenti operazioni: accertarsi che, nella sezione Snap ad oggetto del toolbox degli Snap (v. 11.1.3.1), risulti selezionato il check box Parallelo; disegnata la prima estremit della trave, portare il cursore sulla faccia della trave gi disegnata a cui essa deve essere parallela; quando la faccia della trave disegnata diventa rossa e in prossimit del cursore appare la scritta Parallelo, pigiare F11 della tastiera; una crocetta gialla sulla faccia della trave indica la direzione che dovr assumere la trave che si sta disegnando; procedendo nel disegno della trave, quando questa risulta allincirca parallela allaltra trave, su essa appare una linea guida a cui risulta calamitata (v. avanti) la sua seconda estremit; contestualmente, sulla trave gi disegnata, la crocetta gialla su trasforma in due segmenti paralleli blu; cliccare nel punto in cui va fissata la seconda estremit della trave.

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11. Le Utilit del Disegno

11.1.3.3

Come Disegnare un Oggetto Perpendicolare ad un Altro


Per maggior chiarezza, le modalit operative per disegnare, nella tavola attiva, un oggetto perpendicolare ad uno gi disegnato vengono illustrate mediante un semplice esempio: il disegno di una trave perpendicolare ad unaltra trave gi disegnata. Per disegnare una trave perpendicolare ad unaltra trave gi disegnata basta effettuare le seguenti operazioni: accertarsi che, nel box Snap ad oggetto del toolbox degli Snap (v. 11.1.3.1), risulti selezionato il check box Perpendicolare; disegnata la prima estremit della trave, portare il cursore sulla faccia della trave gi disegnata a cui essa deve essere perpendicolare; quando la trave che si sta disegnando , allincirca, perpendicolare alla trave disegnata appare il simbolo della perpendicolarit in blu e la scritta Perpendicolare; cliccare nel punto in cui va fissata la seconda estremit della trave. Successivamente la trave disegnata pu essere traslata (v. 10.3.2) nella posizione desiderata della tavola.

11.1.3.4

Come Disegnare un Oggetto Tangente ad un Altro


Per maggior chiarezza, le modalit operative per disegnare, nella tavola attiva, un oggetto tangente ad uno gi disegnato vengono illustrate mediante un semplice esempio: il disegno di una trave (v. 10.3.1) tangente ad un arco di cerchio di una polilinea (v. 10.14). Per disegnare una trave tangente ad arco di cerchio di una polilinea basta effettuare le seguenti operazioni:
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11. Le Utilit del Disegno

1) Accertarsi che, nella sezione Snap ad oggetto del toolbox degli Snap

(v. 11.1.3.1), risulti selezionato il check box Tangente.


2) Disegnata la prima estremit della trave (v. 10.3.1), portare il curso-

re in prossimit del punto di tangenza con larco di cerchio.


3) Quando la trave che si sta dise-

gnando , allincirca, tangente allarco disegnato appare il simbolo della tangenza in blu e la scritta Tangente. A questo punto, se la trave non deve proseguire oltre il punto di tangenza basta cliccare la sua seconda estremit. Se, invece la trave deve proseguire oltre il punto di tangenza, occorre effettuare le seguenti operazioni: Premere F11 della tastiera per fissare temporaneamente un punto di snap (punto fissato) nel punto di tangenza; tale punto per default viene segnalato da una crocetta gialla.

Prolungare la trave mantenendola allincirca sul punto di tangenza fissato; durante il disegno una linea punteggiata segnala lallineamento della trave con la tangente allarco nel punto fissato. Quando la trave risulta correttamente dimensionata cliccare per fissare la sua seconda estremit.

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11. Le Utilit del Disegno

11.2

Le Griglie Guida
Le Griglie Guida sono entit che consentono di definire, sulla tavola di un piano (v. 6.5), griglie completamente personalizzabili dallUtente. Le maglie di tali griglie, oltre ad essere una utilissima traccia per il disegno, definiscono anche dei potentissimi snap per la disposizione, in maniera rapida e precisa degli oggetti (pilastri, travi, ecc.) sulla tavola. Grazie agli Snap definiti dalle griglie guida possibile inserire comodamente, in un punto individuato dalle sue maglie, una qualsiasi entit (pilastro trave, ecc.) e di orientarla secondo uno degli allineamenti definiti dalle stesse maglie. Se non si hanno a disposizione le planimetrie delledificio in formato DXF o DWG le Griglie Guida sono lo strumento da utilizzare prioritariamente per rendere il disegno degli oggetti semplice e veloce. EdiLus-CA mette a disposizione del Tecnico due differenti tipologie di griglie guida: le Griglie Guida Rettangolari e le Griglie Guida Radiali. Le Griglie Guida Rettangolari sono griglie costituite da maglie rettangolari definibili liberamente dallUtente sia nel numero che nelle dimensioni (v. 10.22). Le Griglie Guida Radiali sono, invece, griglie costituite da maglie costituite da segmenti di corona circolare anchesse definibili liberamente sia nel numero che nelle dimensioni (v. 10.22). Sia le griglie guida rettangolari che quelle radiali possono essere liberamente ruotate sulla tavola in modo da creare riferimenti comunque inclinati. Su una tavola, inoltre, anche possibile combinare entrambi i tipi di griglie guida in modo da creare riferimenti di forma qualsiasi.

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11. Le Utilit del Disegno

Durante il disegno possibile creare ulteriori Griglie Guida da comporre con le griglie gi definite per avere ulteriori utili riferimenti per il disegno di altri oggetti. Ad esempio, per disegnare un balcone, possibile creare una griglia guida con ununica maglia larga quanto il balcone da affiancare alla griglia guida utilizzata per il disegno delle travi e dei pilastri. Aggiunte di ulteriori Griglie Guida a quelle gi definite risulta estremamente utile anche per la definizione delle platee. In questo caso affiancando ai pilastri (in background - v. 11.6) una griglia guida di una sola maglia (larga quanto la distanza tra i pilastri stessi ed il bordo della platea) si ottiene immediatamente un utilissimo riferimento per il disegno. Effettuato il disegno di tutte le entit necessarie, le Griglie Guida inserite possono anche essere eliminate dalla tavola (v. 10.1.5). Le modalit operative per creare, modificare e cancellare entrambi i tipi di griglie guida vengono illustrate negli opportuni paragrafi del cap. 10.

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11. Le Utilit del Disegno

11.3

Il PAN (Spostamento)
Per spostarsi nelle zone della tavola di disegno non visualizzate possibile utilizzare, anche durante il disegno di un oggetto, le consuete barre di scorrimento posizionate a destra ed in basso della finestra contenente la tavola stessa. Le tavole di disegno di EdiLus-CA sono anche di una potente funzionalit di PAN che consente di spostare la vista in una zona della tavola nascosta in maniera estremamente rapida ed agevole. Durante il disegno di un oggetto (ad es. il posizionamento di un pilastro o di unestremit di una trave) basta tenere premuto il pulsante centrale o la rotellina del mouse (se disponibili) ed effettuare gli spostamenti opportuni nella tavola. Lasciando il pulsante centrale o la rotellina del mouse viene ripristinata la modalit per il disegno delloggetto che si stava inserendo nella tavola.

11.4

Gli Zoom
In tutte le tavole grafiche di EdiLus-CA (Piante, 3D, ecc.) potenti funzioni di Zoom consentono di ingrandire e ridurre il disegno (o una sua parte), per poter operare in modo estremamente semplice e preciso. Per attivare una delle funzioni di zoom di EdiLus-CA basta pigiare il bottone Zoom della Toolbar che apre un menu in cui possibile scegliere una delle seguenti opzioni: Zoom Window [F3]: ingrandisce la porzione di tavola racchiusa nel rettangolo di selezione tracciato con il mouse. Lingrandimento viene effettuato estendendo il rettangolo di selezione tracciato alla parte visibile della Finestra della Tavola. Zoom Esteso [F2]: visualizza, nella Finestra, tutta larea della tavola occupata dal disegno estendendola a tutta la parte visibile della Finestra della Tavola. Zoom Entit: effettua un ingrandimento delle entit (oggetti) seleziona320

11. Le Utilit del Disegno

te (v. 10.1.2) nella tavola. Zoom Precedente [SHIFT+F2]: ripropone la vista della tavola precedente allultima operazione di zoom effettuata. Ovviamente tale opzione produce un effetto solo se sono state precedentemente effettuate altre operazioni di zoom. Zoom Successivo [SHIFT+F3]: ripropone la vista della tavola successiva allultima operazione di zoom effettuata. Ovviamente tale opzione produce un effetto solo se, precedentemente, sono state effettuate operazioni di zoom precedente. Zoom Avanti [+ del tastierino numerico]: ingrandisce progressivamente il disegno ad ogni selezione. Zoom Indietro [- del tastierino numerico]: riduce progressivamente il disegno ad ogni selezione.
Gli ingrandimenti e le riduzioni ottenibili selezionando le opzioni Zoom Avanti e Zoom Indietro possono anche essere effettuati, in maniera pi rapida ed intuitiva, ruotando la rotellina del mouse.

Unaltra potentissima funzione di zoom la Lente di Ingrandimento (v. 11.4.1). Gran parte delle funzionalit di zoom descritte sono anche disponibili nel menu locale che si attiva cliccando con il pulsante destro del mouse nella tavola di disegno in cui si sta operando.

11.4.1

La Lente di Ingrandimento
Durante il disegno di un oggetto possibile usufruire di un potentissimo strumento: la lente di ingrandimento. Grazie alla lente di ingrandimento possibile ottenere un forte ingrandimento della zona immediatamente circostante il cursore per poter collegare, con estrema precisione ed in maniera estremamente agevole, loggetto che si sta disegnando con gli altri oggetti gi disegnati.

321

11. Le Utilit del Disegno

Tale strumento rende anche estremamente rapido il disegno in quanto non costringe il tecnico a continui ingrandimenti e riduzioni (v. 11.4) del disegno per poterne visualizzare i particolari nella maniera opportuna. Per richiedere lattivazione della lente di ingrandimento sulla zona della tavola in cui presente il cursore del mouse, basta premere semplicemente il pulsante F4 della tastiera. In un quadrato a cavallo del cursore viene proposto lingrandimento della zona della tavola in cui si sta operando.

Effettuate le operazioni necessarie, per disabilitare la lente di ingrandimento basta premere nuovamente F4 della tastiera.

11.5

Copiare le Entit di un Piano su un Altro Piano


Per definire la pianta di un piano delledificio possibile ricopiare, sulla relativa tavola di disegno (v. 6.6), gli oggetti di una o pi tipologie (pilastri, pareti, travi, tamponature, ecc.) gi disegnati nella pianta di un altro piano. Per effettuare questa operazione basta: aprire (v. 6.5) e rendere attiva, nella Finestra del Programma, la tavola del piano contenente gli oggetti da riportare sulla tavola di un altro piano del progetto; accedere al toolbox Copia cliccando sullomonimo bottone della toolbar verticale disposta lungo il bordo destro della Finestra del Programma; nel toolbox la tavola attiva viene indicata come Sorgente;
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11. Le Utilit del Disegno

nella sezione Opzioni di Copia selezionare il radio button: Tutte le entit, se si intende copiare tutte le entit (oggetti) disegnate sulla tavola sorgente; Solo entit selezionate, se si intende copiare le sole entit (oggetti) selezionate nella tavola sorgente; ovviamente tale opzione risulta abilitata solo se nella tavola sorgente risultano selezionate delle entit (v. 10.1.2 e 10.1.3); Tipologia di entit, se si intende copiare tutte le entit della tavola sorgente appartenenti alle tipologie indicate, nel riquadro sottostante, mediante la selezione dei relativi check box; ovviamente nel riquadro per la scelta delle tipologie di entit vengono proposti i soli check relativi alle tipologie di entit disegnate sulla tavola sorgente; nel riquadro Tavole di DESTINAZIONE selezionare i check box relativi alle tavole su cui si intende riportare le entit copiate dalla tavola sorgente; ovviamente in tale riquadro vengono proposti i check di tutte le tavole del progetto escluso quello della tavola sorgente;
Pigiando il bottone Seleziona tutto sotto il riquadro vengono selezionati i check di tutte le tavole su cui possibile riportare le entit. Pigiando, invece, il bottone Deseleziona tutto viene rimossa la selezione da tutti i check.

pigiare il bottone Applica del toolbox.


Ovviamente, qualsiasi entit si indichi di copiare dalla tavola sorgente, sulla tavola del livello Fondazione vengono copiate solo le entit (travi, plinti e platee) che in essa possibile disegnare.

Ovviamente gli oggetti possono essere copiati, sulla stessa tavola e da una tavola allaltra (anche di progetti differenti) mediante le classiche operazioni di copia e incolla degli oggetti selezionati. Le funzioni di copia ed incolla possono essere attivate pigiando gli appositi bottoni della toolbar o le corrispondenti opzioni del menu Modifica (v. 3.3.2).

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11. Le Utilit del Disegno

11.6

Visibilit sullo Sfondo di Oggetti Disegnati su Altre Tavole (Background)


Per rendere estremamente agevole il disegno delle Entit di un piano (v. cap. 10) possibile richiedere di visualizzare, come sfondo della tavola, entit (oggetti) gi disegnate su altre tavole. Ad esempio, come riferimenti per il disegno dellimpalcato di un piano, possibile richiedere di visualizzare nella tavola, i pilastri disegnati in unaltra tavola e le travi ed i solai disegnati in una ulteriore tavola. Nella tavola di un piano le entit di un altro piano visualizzate costituiscono una comodissima traccia per la semplice disposizione degli oggetti necessari a definirne limpalcato. Inoltre, sugli oggetti visualizzati sulla tavola del disegno, possibile richiedere lattivazione degli snap (v. 11.1 e segg.) in modo da rendere ancora pi comodo il disegno. Per visualizzare, nella tavola del piano attiva, le entit disegnate su un altro piano delledificio, basta effettuare le seguenti operazioni: cliccare sul bottone Background della toolbar verticale disposta lungo il bordo sinistro della Finestra del Programma per aprire lomonimo toolbox; nella sezione Tavole da visualizzare del toolbox scegliere, mediante la selezione dei relativi check box, le tavole di cui si intende visualizzare delle entit; per ognuna delle tavole scelte effettuare le seguenti operazioni: selezionare la tavola cliccando sul suo nome nella sezione Tavole; nel list box Colore entit visibili scegliere il colore con cui devono essere visualizzate le entit scelte (v. avanti) nella tavola attiva; selezionare il check box Snap attivo se, sulle entit scelte (v. avanti), devono risultare attivi gli snap (v. 11.1.3). nella sezione Tipologia di entit selezionare i check box relativi alle entit della tavola selezionata che si intendono visualizzare nella tavola attiva;

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11. Le Utilit del Disegno

Per selezionare, in ununica soluzione, tutte le entit della tavola selezionata basta pigiare il bottone Seleziona Tutto presente nel toolbox. Per deselezionare, in ununica soluzione, tutte le entit della tavola selezionata basta pigiare il bottone Deseleziona Tutto presente nel toolbox.

pigiare il bottone Applica della toolbar del toolbox per confermare e riportare, come sfondo della tavola attiva, le entit scelte per le varie tavole. Effettuato il disegno, possibile eliminare le entit inserite come sfondo della tavola. Per eliminare le entit di sfondo della tavola basta accedere nuovamente al toolbox Background, deselezionare tutte le tavole nella sezione Tavole e pigiare il bottone Applica. Per segnalare che, sulla tavola attiva, risultano visualizzate in Background delle entit disegnate su altre tavole, viene proposta licona a lato a destra sulla barra di stato (barra inferiore della Finestra del Programma).

11.7

La Visibilit degli Oggetti sulle Tavole e nelle Viste 3D


Nella tavola di un piano (v. 6.6) e/o in una vista 3D (v. cap. 12) possibile richiedere di visualizzare solo alcune tipologie di oggetti disegnati. Per visualizzare nella tavola del piano o nella vista 3D attiva del progetto solo alcune tipologie di oggetti disegnati basta effettuare le seguenti operazioni: Cliccare sul bottone Visibilit della toolbar verticale disposta lungo il bordo sinistro della Finestra del Programma; questa operazione apre lomonimo toolbox in cui viene riportato il nome della tavola o della vista 3D attiva. Nella parte superiore del toolbox Visibilit selezionare uno dei seguenti radio button:
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11. Le Utilit del Disegno

Tutte le entit: se risulta attiva la tavola di un piano, richiede di visualizzare tutte le entit in essa disegnate; se, invece, risulta attiva una vista 3D, richiede di visualizzare tutte le entit disegnate nellintero progetto. Solo entit selezionate: richiede di visualizzare le sole entit selezionate nella tavola del piano attiva oppure nella vista 3D attiva. Solo entit non selezionate: richiede di visualizzare le sole entit che NON selezionate nella tavola del piano o nella vista 3D attiva. In pratica vengono nascoste le entit selezionate.
Se, con lopzione Solo entit non selezionate, si richiede di nascondere le entit selezionate (v. avanti), dopo che precedentemente ne sono state nascoste altre, vengono visualizzate le entit precedentemente nascoste. Per nascondere altre entit, senza che vengano visualizzate quelle precedentemente nascoste, occorre tenere premuto SHIFT della tastiera mentre si effettua la loro selezione.

Solo: se risulta attiva la tavola di un piano, richiede di visualizzare, in essa, le sole tipologie di oggetti indicate nella sottostante sezione Tipologia di entit (v. avanti); se, invece, risulta attiva una vista 3D, richiede di visualizzare, in essa, le sole tavole indicate nella sezione Tavole e, per le tavole scelte, le sole tipologie di oggetti indicate nella sezione Tipologia di entit (v. avanti). Nella sezione Tavole, abilitata solo se selezionato il radio button Solo ed attiva una vista 3D, scegliere, mediante la selezione dei relativi check box, le tavole (piani) che devono essere visualizzate nella stessa vista. Nella sezione Tipologia di entit scegliere, mediante la selezione dei relativi check box, le tipologie di entit che devono essere visualizzate nella tavola del piano o nella vista 3D attiva. Pigiare il bottone Applica per confermare e visualizzare, nella tavola del piano o nella vista 3D attiva, le sole entit scelte.
Il programma NON consente di disegnare, su una tavola, le tipologie di oggetti che risultano NON visibili in essa. Cercando di disegnare un oggetto di una tipologia resa NON visibile nella tavola, un messaggio segnala limpossibilit di effettuare loperazione.

326

11. Le Utilit del Disegno

Per segnalare che, sulla tavola attiva, risultano NON visibili una o pi tipologie di entit, viene proposta licona a lato a destra sulla barra di stato (barra inferiore della Finestra del Programma).

11.8

Inserimento di Disegni DWG o DXF nella Tavola


Per il disegno degli oggetti (v. cap. 10) nella tavola di un piano (v. 6.6) pu essere preso a riferimento un disegno in formato DWG o DXF gi realizzato con un qualsiasi CAD. Ad esempio, per disegnare gli elementi strutturali nella tavola di un piano possibile utilizzare, come traccia, lopportuna planimetria del progetto architettonico. Qualsiasi elemento (linea, punto, ecc.) del disegno DWG o DXF riportato nella tavola sensibile agli Snap (v. 11.1.3) di EdiLus-CA. La possibilit di calamitare gli oggetti (pilastri, travi, ecc.) ai punti del grafico DWG o DXF e di allinearli ai suoi elementi (linee, curve, ecc.) rende il disegno degli oggetti estremamente semplice e rapido. Per le funzionalit descritte, il riferimento di disegno in formato DXF o DWG (se disponibile) sulla tavola grafica lo strumento primario da adottare per rendere estremamente semplice e rapido il disegno degli oggetti.

327

11. Le Utilit del Disegno

Ovviamente, ultimato il disegno degli oggetti necessari, il disegno in formato DWG o DXF caricato pu anche essere eliminato dalla tavola. Le modalit per linserimento e la gestione di un disegno DXF/DWG vengono riportate nei 10.18 e 10.18.1.

11.9

Punti Guida e Linee Guida


Nella tavole dei piani (piante) (v. cap. 6) e in qualsiasi altra tavola di disegno (carpenterie, armature e tavole esecutive) del progetto di EdiLusCA possibile inserire liberamente Punti Guida e Linee Guida. Loggetto Punto Guida e loggetto Linea Guida sono utilissimi riferimento per il disegno. Essi infatti consentono di definire, nella tavola del disegno, punti ed allineamenti di snap ad oggetto (v. 11.1.3). Inoltre, grazie alle potenti funzionalit per la copia degli oggetti (v. 11.5), i Punti Guida e le Linee Guida disegnati sulla tavola di un piano possono essere riportati automaticamente su altri piani delledificio, definendo, veri e propri riferimenti spaziali per il disegno di questultimo. Le modalit per il disegno e la gestione dei Punti Guida e delle Linee Guida vengono illustrate nei 10.20 e 10.21.

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12. Le Viste 3D

Le Viste 3D
Effettuato il disegno di un progetto di EdiLus-CA possibile richiedere il numero desiderato di viste tridimensionali della struttura. Ogni vista 3D pu essere personalizzata variando liberamente il punto di osservazione e richiedendo sulla struttura le informazioni desiderate (sollecitazioni, spostamenti, ecc.). Le viste 3D personalizzate vengono registrate in modo da archiviare, con il progetto, anche delle tavole con informazioni significative sulla geometria della struttura e sul suo comportamento. La finestra in cui viene proposta la vista 3D delledificio non un semplice strumento per la visualizzazione tridimensionale delledificio. Nella vista 3D, infatti, anche possibile selezionare le entit disegnate e modificarle o cancellare (v. 12.8). Inoltre, nella vista 3D anche possibile richiedere la vista Strutturale (v. 12.9) delledificio in cui possibile modificare le propriet dei nodi applicando loro forze, cedimenti e/o vincoli.

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12. Le Viste 3D

12.1

Come Creare una Vista 3D dellEdificio


Effettuato il disegno di un progetto di EdiLus-CA possibile creare il numero desiderato di viste tridimensionali della struttura. Per il progetto attivo risulta gi creata una vista 3D a cui si accede effettuando le seguenti operazioni: Esplodere, con un doppio click, il nodo GRAFICI del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto (se risulta chiuso). Questa operazione visualizza, sul ramo che si di parte dal nodo Grafici, il nodo Viste 3D. Esplodere anche il nodo Viste 3D. Questa operazione visualizza, il nodo 3D della vista tridimensionale proposta per default dal programma. Fare un doppio click sul nodo 3D. Questa operazione apre la finestra Viste 3D (v. 12.2) in cui viene proposta la vista tridimensionale delledificio disegnato. Tale vista pu essere rinominata (v. 12.5), personalizzata (v. 12.3) e salvata, in modo da essere archiviata nel progetto con la configurazione e le informazioni ritenute significative dal Tecnico. Oltre alla vista 3D proposta per default, nel progetto attivo possibile creare il numero desiderato di viste 3D. Per creare una nuova vista 3D basta effettuare le seguenti operazioni: Fare click, con il pulsante destro del mouse, sul nodo Viste 3D o su un qualsiasi nodo (vista) in esso contenuto; questa operazione seleziona il nodo e apre un menu locale. Nel menu locale selezionare lopzione Aggiungi Vista. Questa operazione crea un nuovo nodo sul ramo che si diparte dal nodo Viste 3D. Il nuovo nodo viene collocato in coda ai nodi delle viste gi create e risulta denominato con il numero dordine di creazione seguito dalla stringa 3D (ad esempio 1 - 3D). Contestualmente alla creazione del nuovo nodo viene anche aperta la nuova vista in unaltra finestra Viste 3D. Ogni vista 3D, compresa quella proposta per default, pu essere rinominata (v. 12.5), personalizzata (v. 12.3) e salvata in modo da poterla archiviare nel progetto con la configurazione e le informazioni ritenute significative. Una vista 3D pu anche essere cancellata dal progetto (v. 12.7).
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12. Le Viste 3D

I paragrafi seguenti descrivono la finestra Viste 3D e le modalit operative per la gestione delle relative viste.

12.2

La Finestra Viste 3D
Una vista 3D creata (v. 12.1) nel progetto pu essere visualizzata e modificata nella finestra Viste 3D. La finestra Viste 3D viene proposta nella Finestra del programma quando si crea una nuova vista 3D oppure quando si accede ad una vista gi esistente (v. 12.1). La finestra Viste 3D riporta, sulla barra del titolo, oltre al suo nome (Viste 3D), quello del progetto attivo e quello della vista 3D aperta. Sotto la barra del titolo presente una toolbar con i seguenti strumenti: il list box in cui possibile scegliere una delle seguenti modalit per la visualizzazione delledificio nella finestra: WireFrame: visualizza solo tutte le linee degli elementi della struttura; Ombreggiato: visualizza gli elementi della struttura con la sola ombreggiatura; Linee Nascoste: visualizza gli elementi della struttura con le sole linee di contorno, nascondendo le linee delle facce degli oggetti in secondo piano rispetto ad altre; Ombreggiato con Linee: rappresenta gli elementi della struttura con lombreggiatura e le linee di contorno in primo piano rispetto ad altre; Strutturale: propone la vista strutturale degli oggetti (v. 12.9); Solai: propone la vista 3D dei solai (v. 12.10); Forze e Momenti (utente): propone la vista 3D in cui possibile visualizzare e gestire le forze applicate alla struttura dallUtente (v. 12.11.1); il list box in cui possibile scegliere il tipo (pianta, prospetto o isometria) e lorientamento della vista. Dopo tale list box, la toolbar della finestra presenta i seguenti bottoni: Vista Strutturale: propone la vista strutturale delledificio (v. 12.9);

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12. Le Viste 3D

Visualizza Concio: propone la vista dei conci della struttura; ovviamente, tale bottone risulta abilitato solo quando, nella finestra Viste 3D viene richiesta una vista strutturale;

Vincoli: visualizza i vincoli eventualmente presenti sui nodi della struttura; ovviamente tale bottone risulta abilitato solo quando, nella finestra Viste 3D, stata richiesta la vista strutturale; Cedimenti: visualizza i cedimenti eventualmente applicati ai nodi della struttura; ovviamente tale bottone risulta abilitato solo quando, nella finestra Viste 3D, stata richiesta una vista strutturale; Visualizza/Nasconde Tamponature: visualizza/nasconde le tamponature nella vista 3D delledificio; ovviamente tale bottone NON risulta abilitato quando, nella finestra Viste 3D, viene richiesta una vista strutturale; Visualizza/Nasconde Solai: visualizza/nasconde i solai nella vista 3D delledificio; ovviamente tale bottone NON risulta abilitato quando, nella finestra Viste 3D, viene richiesta una vista strutturale;
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12. Le Viste 3D

Visualizza/Nasconde Spinta Terreno (su pareti): visualizza/nasconde, nella vista 3D, le Spinte del Terreno (v. 10.23) disegnate; ovviamente tale bottone NON risulta abilitato quando, nella finestra Viste 3D, viene richiesta una vista strutturale; Visualizza/Nasconde Spinta Idrostatica (su pareti): visualizza/nasconde, nella vista 3D, le Spinte Idrostatiche (v. 10.24) disegnate; ovviamente tale bottone NON risulta abilitato quando, nella finestra Viste 3D, viene richiesta una vista strutturale; Reset Grafico dei Risultati: elimina dalla vista il diagramma dei risultati o la relativa mappatura a colori richiesta. Nella vista 3D, grazie alle funzionalit per la visibilit degli oggetti, possibile scegliere di visualizzare, ai vari piani delledificio i soli elementi strutturali indicati (v. 11.7). La finestra Viste 3D dotata di un menu locale che si attiva cliccando con il pulsante destro del mouse in un punto della sua tavola. Tale menu, oltre alle opzioni del menu locale della tavola (pianta) di un piano (v. 6.6), presenta le opzioni: Visualizza Armatura: visualizza, dopo aver richiesto il calcolo delle Armature e delle carpenterie (v. 13.5), la tavola dellarmatura (v. 16.2) dellelemento (trave, pilastro, ecc.) selezionato nella vista 3D; Visualizza Telaio: visualizza, dopo il calcolo (v. cap. 13) il telaio a cui appartiene lelemento (trave o parete) selezionato; Visualizza in pianta: visualizza lelemento selezionato nella tavola della pianta (v. 6.6) in cui stato disegnato; Modalit vista: apre un menu con le stesse opzioni del primo list box della toolbar della finestra Viste 3D.

12.3

Come Personalizzare una Vista 3D


Quando si crea una nuova vista 3D (v. 12.1) nella finestra Viste 3D (v. 12.2) viene proposta per default una vista isometrica delledificio. Lorientamento di tale vista pu essere modificata selezionando lopzione opportuna nel secondo list box da sinistra sulla toolbar della finestra Viste 3D.
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12. Le Viste 3D

Lorientamento riportato nelle opzioni del list box quello ottenuto nellipotesi che il Nord abbia la stessa direzione dellasse Y delle tavole del disegno dei piani delledificio (v. 6.6). Se, per ragioni di comodit di disegno, non conviene disegnare le planimetrie delledificio con lorientamento effettivo, per la scelta dellorientamento delle viste 3D e dei prospetti delledificio (nel list box della toolbar) va preso, come riferimento, in luogo della direzione del Nord, quella dellasse Y.

In ogni caso, quando nella finestra Viste 3D risulta visualizzata una isometria, ledificio pu essere liberamente ruotato e/o traslato (v. avanti).

Oltre alle varie isometrie, nella finestra Viste 3D anche possibile visualizzare i vari prospetti della struttura delledificio. Sia le viste isometriche che quelle prospettiche delledificio possono essere, inoltre, visualizzate nella modalit desiderata (solo linee, ombreggiate, ecc.) scegliendo lopzione opportuna nel primo list box da sinistra della toolbar della finestra Viste 3D (v. 12.2).
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12. Le Viste 3D

Come ruotare ledificio nella vista 3D


Per ruotare ledificio nella finestra Vista 3D basta: cliccare, senza rilasciare il pulsante destro del mouse in un punto qualsiasi della tavola della finestra Viste 3D; spostare opportunamente il mouse per ottenere le rotazioni desiderate; quando la vista delledificio risulta essere quella desiderata rilasciare il pulsante del mouse.

Come traslare ledificio nella vista 3D


Per centrare la vista attiva nella finestra Viste 3D oppure per visualizzare parti delledificio nascoste quando si effettuano ingrandimenti (v. 11.4) necessario traslare la vista stessa. Per traslare liberamente la vista proposta nella finestra Viste 3D basta: tenere premuta la rotellina (se disponibile) del mouse senza rilasciarla; spostare il mouse per ottenere la traslazione desiderata della vista; rilasciare la rotellina. La traslazione della vista attiva pu anche essere ottenuta utilizzando le apposite barre di scorrimento della finestra Viste 3D oppure cliccando, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, in un punto della tavola e spostare il cursore oltre il bordo della finestra opposto a quello della direzione in cui si intende traslare la vista.

Come visualizzare una parte della struttura


Per visualizzare, nella finestra Vista 3D, solo una determinata parte (ad es. una pilastrata con relative travi e solai) basta: selezionare (v. 12.4) gli elementi strutturali (oggetti) da visualizzare; cliccare sul bottone Visibilit della toolbar verticale sul bordo sinistro della Finestra del Programma per aprire lomonimo toolbox (v. 11.7); nel toolbox Visibilit selezionare il radio button Solo entit selezionate e pigiare il bottone Applica della sua toolbar. Per visualizzare nuovamente lintera struttura nella vista 3D attiva, basta accedere nuovamente al toolbox Visibilit e, in questo, selezionare il radio button Tutte le entit e pigiare il bottone Applica. Grazie alle altre funzionalit del toolbox Visibilit anche possibile visualizzare solo alcune tipologie di oggetti di determinati piani delledificio.
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12. Le Viste 3D

La scelta della modalit di visualizzazione


La vista delledificio attiva pu essere ulteriormente personalizzata, scegliendo, nel primo list box da sinistra della toolbar nella finestra Viste 3D, una delle seguenti modalit di visualizzazione: WireFrame: visualizza unicamente tutte le linee degli elementi della struttura come se questi fossero trasparenti; Ombreggiato: visualizza gli elementi della struttura con la sola ombreggiatura e, quindi, senza linee di contorno; Linee Nascoste: visualizza gli elementi della struttura con le sole linee di contorno, nascondendo le linee delle facce in secondo piano rispetto ad altre; Ombreggiato con Linee: rappresenta gli elementi della struttura con lombreggiatura e le linee di contorno in primo piano rispetto ad altre; Strutturale: propone la vista strutturale degli oggetti (v. 12.9); Solai: propone la vista 3D dei solai (v. 12.10). Forze e Momenti (utente): propone la vista 3D in cui possibile visualizzare e gestire le forze applicate alla struttura dallUtente (v. 12.11.1).

Come salvare una vista


Per salvare nel progetto tutte le modifiche apportate alla vista 3D attiva basta pigiare il bottone Salva della toolbar. La vista 3D salvata viene archiviata nel progetto e pu essere riaperta ed, eventualmente, modificata e/o stampata in qualsiasi momento.

Come stampare una vista


Per avviare la stampa della vista attiva nella finestra Viste 3D basta pigiare il bottone Stampa della toolbar. Scegliendo, nel dialog che si apre, le opzioni di stampa opportune e pigiando il bottone STAMPA, viene proposta lanteprima di stampa della vista 3D. Allanteprima di stampa (con le opzioni di stampa di default) della vista 3D attiva anche possibile accedere pigiando lomonimo bottone della toolbar. In qualsiasi momento possibile accedere nuovamente (v. 12.1) ad una vista 3D del progetto per stamparla o per apportarvi le modifiche desiderate (v. 12.3).
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12. Le Viste 3D

12.4

Come Selezionare gli Oggetti nella Vista 3D


Nella finestra Viste 3D prevista la possibilit di apportare modifiche alle propriet degli oggetti disegnati e di modificare graficamente la quota di alcuni oggetti (ad es. la quota delle estremit di una trave). Per modificare un oggetto necessario selezionarlo. Per selezionare un oggetto basta cliccare su esso nella modalit Selezione, attiva quando il bottone Seleziona oggetti della toolbar risulta premuto. Estremamente interessante risulta la possibilit di modificare pi oggetti contemporaneamente. Ad esempio la modifica dellaltezza di tutti i pilastri di una trave per creare la linea di colmo di un tetto. Per selezionare contemporaneamente pi oggetti in una vista 3D basta: accertarsi che risulti attiva la modalit Selezione (bottone Seleziona oggetti della toolbar premuto); tenere premuto SHIFT della tastiera e cliccare su ogni oggetto da selezionare; oppure racchiudere, in un rettangolo di selezione (tracciato tenendo premuto il pulsante sinistro del mouse), almeno un punto di ogni oggetto da selezionare. Sempre tenendo premuto SHIFT, anche possibile aggiungere, agli oggetti selezionati, quelli racchiusi in un rettangolo di selezione. Ovviamente, il rettangolo di selezione va tracciato a partire da un punto in cui non presente alcun oggetto. Cliccando su un oggetto, infatti, si otterrebbe solo la sua selezione, senza la possibilit di proseguire nel tracciamento del rettangolo. Tenendo premuti CTRL + SHIFT della tastiera, il triangolo di selezione pu anche essere tracciato a partire da un punto in cui presente un oggetto. Tutti gli oggetti selezionati nella vista 3D vengono proposti in rosso. Le possibilit di selezione illustrate consentono persino di definire, nella finestra Viste 3D, una vista della sola parte di struttura selezionata.
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12. Le Viste 3D

Per deselezionare tutti gli oggetti selezionati nella finestra Viste 3D basta pigiare il bottone Deseleziona Tutto della toolbar oppure cliccare in un punto qualsiasi della sua tavola. Per deselezionare un singolo oggetto basta tenere premuto SHIFT della tastiera e, sempre nella modalit Selezione, cliccare nuovamente su esso. Nella finestra Vista 3D anche possibile richiedere la selezione di alcune tipologie di entit della struttura. Per richiedere la selezione di alcune tipologie di entit della struttura basta: selezionare tutte le entit visualizzate nella finestra Viste 3D; tale operazione pu essere effettuata pigiando il bottone Seleziona tutto della toolbar oppure selezionando lomonima opzione del menu Modifica; cliccare sul bottone Filtro Selezione sulla toolbar verticale disposta lungo il bordo sinistro della Finestra del Programma per accedere allomonimo toolbox; nel toolbox Filtro Selezione selezionare i check box relativi alle sole entit che si intende lasciare selezionate; pigiare il bottone Applica della toolbar del toolbox per ottenere la selezione delle sole entit appartenenti alle tipologie selezionate. Pigiando il bottone Inverti Selezione della toolbar viene invertita la selezione delle entit presenti nella vista 3D selezionando tutte le entit non selezionate e deselezionando le entit selezionate.

12.5

Come Rinominare una Vista 3D


Per rinominare la vista (3D) proposta per default dal programma oppure una qualsiasi vista 3D creata (v. 12.1) dallUtente basta effettuare le seguenti operazioni: fare click sul nodo della vista con il pulsante destro del mouse; questa operazione seleziona il nodo e apre un menu locale; nel menu locale selezionare lopzione Rinomina; questa operazione rende editabile il nome a destra del nodo selezionato; digitare nel campo il nome che si intende assegnare alla vista 3D e pigiare INVIO per confermare.
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12. Le Viste 3D

12.6

Come Aprire una Vista 3D


Per aprire una vista 3D gi creata (v. 12.1) per il progetto attivo di EdiLus-CA basta: esplodere, con un doppio click, il nodo GRAFICI del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto (se risulta chiuso). esplodere il nodo Viste 3D contenente tutte le viste 3D del progetto; fare doppio click sul nodo della vista da aprire; questa operazione apre la finestra Viste 3D nella Finestra del Programma o, se questa risulta gi aperta, la porta in primo piano rendendola attiva.

12.7

Come Eliminare una Vista 3D


Per eliminare dal progetto attivo, una vista 3D precedentemente creata (v. 12.1) basta effettuare le seguenti operazioni: fare doppio click sul nodo Viste 3D del Navigatore (v. 3.2.1) per esploderlo e visualizzare tutte le viste 3D del progetto attivo. fare click, con il pulsante destro del mouse, sul nodo della vista 3D da eliminare per selezionarla ed accedere al menu locale del Navigatore. nel menu locale selezionare lopzione Elimina Vista.

12.8

Come Modificare gli Oggetti nella Vista 3D


Nella finestra Viste 3D anche possibile apportare modifiche ad una o pi entit (oggetti) della struttura. In particolare possibile: modificare le propriet (v. 10.1.6) di una entit o pi entit della struttura; modificare graficamente, la quota delle estremit di una trave.
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12. Le Viste 3D

Come modificare le propriet di un gruppo di oggetti


In molti casi la modifica, nella vista 3D, di un gruppo di oggetti risulta particolarmente comoda e rapida. La modifica di propriet comuni ad alcuni elementi (pilastri, travi, ecc.) a differenti piani delledificio, operazione onerosa da effettuare nelle tavole dei rispettivi piani, risulta estremamente semplice e rapida nella vista 3D. Ad esempio, per modificare la sezione di un gruppo di pilastri a piani differenti, basta: tenere premuto SHIFT della tastiera; selezionare (v. 12.4) i pilastri di un piano che occorre modificare racchiudendoli in un rettangolo di selezione o cliccando su ognuno di essi; con le stesse modalit selezionare i pilastri da modificare degli altri piani; modificare la sezione dei pilastri selezionati nel toolbox delle Propriet (v. 10.1.6).

Come modificare le quote di unestremit di una trave


In una vista 3D di un progetto possibile modificare, in maniera estremamente agevole la quota delle estremit di una trave. Si supponga di voler inserire una trave che collega i pilastri indicati dalle freccette in figura. Si supponga, inoltre, che un pilastro abbia la stessa altezza del piano del disegno (v. cap. 6) e che laltro abbia una altezza inferiore.

Disegnando la trave nella pianta del piano, le sue estremit vengono posizionate alla quota del piano stesso (v. 10.3).
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12. Le Viste 3D

In questo caso, operando nella tavola di disegno del piano, sarebbe particolarmente difficile e laborioso cercare di far coincidere lestremit della trave con quella del pilastro pi basso. Operando, invece nella vista 3D, per collegare la trave con il pilastro pi basso basta, invece, effettuare le seguenti operazioni: selezionare la trave (v. 12.4); fare click sulla maniglia dellestremit della trave da collegare con il pilastro; questa operazione sblocca lestremit consentendo solo spostamenti lungo la verticale; spostare lestremit della trave in prossimit di quella del pilastro; durante gli spostamenti risultano attivi gli snap anche spazialmente; pertanto, quando lestremit della trave prossima a quella del pilastro, una griglia di colore blu segnala la coincidenza; cliccare nel punto segnalato per bloccare lestremit della trave. In una vista 3D anche possibile disegnare, in maniera semplicissima, un foro in una parete (v. 10.6).

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12. Le Viste 3D

12.9

La Vista Strutturale
La vista strutturale un utilissimo strumento per visualizzare la modellazione della struttura effettuata dal programma. In tale vista, inoltre, possibile applicare vincoli esterni e cedimenti ai nodi della struttura (v. 12.9.1.2 e 12.9.1.3). Per richiedere la Vista Strutturale delledificio basta accedere ad una vista 3D (v. 12.1) e pigiare lomonimo bottone della toolbar della sua finestra.

Nella vista le travi e i pilastri vengono rappresentate come aste rispettivamente di colore fucsia e verde. Un nodo viene, invece, rappresentato con un pallino blu a cui risultano collegate, mediante dei braccetti rigidi rappresentati da linee tratteggiate, le aste che vi concorrono. Il pallino blu che rappresenta il nodo ha dimensioni maggiori dei cubetti che rappresentano le estremit delle aste. Quando nella finestra Viste 3D risulta attiva una vista strutturale, sulla sua toolbar risulta abilitato il bottone Visualizza Concio. Pigiando tale bottone i nodi della struttura vengono rappresentati come i conci rigidi che raccordano le travi e i pilastri che vi concorrono. Su ogni concio risulta comunque rappresentato il simbolo del nodo (pallino blu) e i cubetti delle estremit delle aste che vi concorrono.
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12. Le Viste 3D

Si noti che le estremit iniziale e finale (v. 21.2) di una trave risultano sempre collegate ai nodi in cui concorrono mediante un braccetto rigido. Lestremit finale (superiore) (v. 21.3) di un pilastro, invece, risulta collegato al nodo superiore mediante un braccetto rigido, mentre la sua estremit iniziale (inferiore) coincide con il nodo stesso.

Ovviamente, nella vista strutturale viene anche proposto il modello strutturale delle eventuali pareti, solette e platee. Prima di richiedere il calcolo del modello strutturale (v. 13.2), per tali strutture vengono rappresentati i soli nodi di estremit. Dopo aver richiesto il calcolo del modello strutturale, invece tali elementi vengono rappresentati con la suddivisione in Shell richiesta in fase di disegno (v. 10.4.1, 10.5.1 e 10.13).

Come in qualsiasi altra vista 3D, anche nella vista strutturale possibile selezionare uno o pi elementi della struttura per poterne modificare le propriet (v. 10.1.6). In particolare, nella vista strutturale possibile modificare sia i nodi (blu) di estremit degli elementi strutturali che i sub nodi (arancione) di estremit delle shell applicando loro vincoli (v. 12.9.1.2) e cedimenti (v. 12.9.1.3).
Eventuali modifiche alla struttura in prossimit di un nodo (ad es. linserimento di una nuova trave) potrebbero richiedere la modifica del nodo stesso, con la possibile perdita di vincoli, cedimenti e forze (v. 12.11 e segg.) ad esso applicati. Si consiglia, pertanto, di applicare vincoli e cedimenti ad un nodo solo dopo aver ultimato il disegno della struttura e richiesto il calcolo del modello strutturale (v. 13.2). Dopo tale calcolo, non potendo pi modificare la struttura, si avr la certezza che su tutti nodi risultino presenti tutti i vincoli ed i cedimenti applicati.

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12. Le Viste 3D

Per modificare un nodo basta effettuare le operazioni: Selezionare il nodo (o il gruppo di nodi) da modificare; per selezionare un nodo basta cliccare, nella modalit seleziona, sul pallino che lo rappresenta. Per selezionare pi nodi basta tenere premuto SHIFT della tastiera e cliccare sul pallino di ogni nodo da selezionare; i pallini dei nodi selezionati vengono proposti in rosso. Modificare le opportune propriet del nodo (o del gruppo di nodi) selezionato nel toolbox delle Propriet. Pigiando il bottone Vincoli della toolbar della vista, vengono visualizzati i vincoli eventualmente presenti sui nodi della struttura. Pigiando, invece, il bottone Cedimenti della toolbar della vista, vengono visualizzati i cedimenti eventualmente applicati ai nodi della struttura. Le propriet di un nodo della struttura vengono descritte nel 12.9.1. Un sub nodo di una shell pu anche essere spostato per modificarne liberamente la forma (v. 12.9.2.1). Nella vista strutturale anche possibile prendere visione delle forze che caricano: un nodo (blu) di estremit di un elemento strutturale (v. 12.9.1.1); una shell di una parete/soletta/platea (v. 12.9.2) oppure un sub nodo (arancione) di tale shell (v. 12.9.1.1).
Forze, momenti e carichi aggiuntivi applicati dallUtente su una parete, soletta o platea (v. 12.11 e segg.) vengono trasferiti direttamente ai sub nodi delle relative shell. Tali forze, pertanto, possono essere visualizzate unicamente sui nodi ed i sub nodi degli elementi interessati (v. 12.9.1.1).

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12. Le Viste 3D

12.9.1

Le Propriet dei Nodi


Le propriet di un nodo della struttura possono essere visualizzate e modificate nella pagina Propriet del toolbox delle Propriet che si attiva quando esso risulta selezionato nella vista strutturale (v. 12.9) attiva del progetto. Le propriet di un nodo risultano raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
La sezione Caratteristiche delle Propriet di un nodo presenta i righi: Vincolo esterno: in tale rigo viene riportato il nome del vincolo eventualmente applicato al nodo selezionato. Se al nodo NON risulta applicato alcun vincolo, nel rigo viene riportata la stringa Libero. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog Vincolo Esterno in cui lUtente pu liberamente definire leventuale vincolo da applicare al nodo selezionato (v. 12.9.1.2). Per i nodi di fondazione (ad es. il nodo inferiore di un pilastro del primo livello) nel dialog Vincolo Esterno viene automaticamente definito un incastro come vincolo esterno.
I nodi di fondazione risultano vincolati da un incastro anche quando non risulta disegnata alcuna fondazione (travi Winkler, ecc.). evidente, infatti, che, senza vincolare i nodi di fondazione il programma non potrebbe procedere al calcolo.

Cedimento: in tale rigo viene indicata, con la stringa SI, la presenza di un eventuale cedimento assegnato dallUtente al nodo selezionato. Se al nodo NON risulta assegnato alcun cedimento, nel rigo viene riportata la stringa NO. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog Cedimento in cui lUtente pu liberamente definire leventuale cedimento da assegnare al nodo selezionato (v. 12.9.1.3). Entit, in cui viene riportato il numero di entit (travi, pilastri, ecc.) che confluiscono nel nodo selezionato.

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12. Le Viste 3D

Geometria
La sezione Geometria delle Propriet di un nodo vengono proposti i dati relativi alla geometria del nodo. Tali dati NON possono essere modificati in quanto vengono definiti nella fase del disegno degli oggetti (v. cap. 10). I campi della sezione sono: XYZ, in cui vengono riportate le coordinate del nodo selezionato. Piano/Livello, in cui viene indicato il piano (v. cap. 6) di appartenenza del nodo selezionato. Il valore proposto in tale campo risulter visibile solo dopo aver richiesto il calcolo del modello strutturale (v. 13.2).

Carichi e Forze
La sezione Carichi e Forze delle Propriet di un nodo presenta il rigo Forze Concentrate, in cui viene riportato il numero di forze e momenti concentrati che caricano il nodo selezionato. Pigiando il bottone proposto quando il rigo selezionato, si apre il dialog Forze Concentrate in cui possibile prendere visione delle forze e momenti concentrati che caricano il nodo. Tali forze possono essere quelle derivanti dallanalisi dei carichi effettuata automaticamente dal programma (parti di solaio che competono direttamente al nodo e non alle travi in esso concorrenti, parti dangolo dei balconi, ecc.) oppure quelle aggiuntive applicate al nodo dallUtente (v. 12.11.2 e 12.11.5). Le forze proposte nel dialog NON possono essere modificate o eliminate. Le modalit per lapplicazione e la gestione di forze e momenti aggiuntivi su un nodo vengono illustrate nei 12.11.2 e 12.11.5.

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12. Le Viste 3D

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.2. Nel Toolbox delle Propriet dei nodi, oltre alla pagina Propriet, presente anche la pagina Risultati in cui, dopo il calcolo, possibile visualizzare i risultati ottenuti relativi al nodo selezionato. Per accedere alla pagina Risultati del Toolbox delle Propriet del nodo selezionato basta cliccare lomonima linguetta in alto nel Toolbox stesso. La pagina Risultati del Toolbox delle Propriet del nodo selezionato analoga allomonima pagina del Toolbox delle Propriet di un qualsiasi elemento strutturale (v. 14.2 e 10.1.6).

12.9.1.1

Come Visualizzare Forze e Momenti su un Nodo


Generalmente un nodo di estremit di un elemento strutturale (trave, pilastro parete, ecc.) oppure un sub nodo di estremit di una shell di una parete, soletta o platea (v. 12.9) pu risultare caricato da: forze derivanti dallanalisi dei carichi effettuata automaticamente dal programma (forze relative a parti di solaio che competono direttamente al nodo e NON alle travi in esso concorrenti, oppure forze relative e parti dangolo di balconi, ecc.); forze o momenti concentrati aggiuntivi applicate al nodo dallUtente (v. 12.11.2 e 12.11.5); forze derivanti dallapplicazioni, su pareti solette e platee, di forze, carichi lineari e carichi superficiali (v. 12.11.3 e 12.11.4); tali forze e carichi vengono, infatti, trasferiti direttamente ai sub nodi delle shell dellelemento su cui essi vengono applicati. Tutte le forze che caricano il nodo (o sub nodo) selezionato nella vista strutturale (v. 12.9) possono essere visualizzate nel dialog Forze Concentrate del nodo. Per accedere al dialog Forze Concentrate del nodo selezionato nella vista strutturale (v. 12.9) basta pigiare il bottoncino proposto nellomonimo rigo del toolbox delle Propriet quando questo risulta selezionato (v. 12.9.1).
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12. Le Viste 3D

Il dialog Forze Concentrate di un nodo analogo a quello per la visualizzazione delle forze concentrate su una trave e, quindi, per la sua descrizione, si rimanda al 10.3.4.

Le modalit per lapplicazione e la gestione (modifica e cancellazione) di forze, carichi e momenti aggiuntivi su un elemento (trave, parete, soletta, ecc) o su un nodo della struttura vengono illustrate nel 12.11 e segg..

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12. Le Viste 3D

12.9.1.2

Come Applicare un Vincolo Esterno alla Struttura


Eventuali modifiche alla struttura in prossimit di un nodo (ad es. linserimento di una nuova trave) potrebbero richiedere la modifica del nodo stesso, con la possibile perdita del vincolo esterno ad esso applicato. Si consiglia, pertanto, di applicare un eventuale vincolo ad un nodo, solo dopo aver richiesto il calcolo del modello strutturale (v. 13.2). Dopo tale calcolo, non potendo pi modificare la struttura, si avr la certezza che su tutti i nodi risultino presenti i vincoli applicati.

La struttura disegnata (v. cap. 10) pu essere liberamente vincolata dallUtente applicando dei vincoli esterni nei suoi nodi. Ovviamente, potendo visualizzare e selezionare i nodi della struttura solo in una vista strutturale (v. 12.9) del progetto, lapplicazione dei vincoli esterni alla struttura pu essere effettuata unicamente in tale tipo di vista. Per applicare un vincolo esterno ad un nodo della struttura occorre effettuare le seguenti operazioni: Richiedere una vista strutturale delledificio in progetto (v. 12.9). Selezionare il nodo della struttura da vincolare per visualizzare le sue propriet nel toolbox delle Propriet. Pigiare il bottone proposto nel rigo Vincolo Esterno del toolbox delle Propriet quando questo risulta selezionato. Questa operazione apre il dialog per la definizione del vincolo esterno da applicare al nodo. Nel list box Predefiniti del dialog selezionare il tipo di vincolo esterno (incastro, cerniera, ecc.) che si intende applicare al nodo. Effettuata la scelta, nelle apposite sezioni del dialog, vengono indicate le rigidezze allo spostamento ed alla rotazione determinate dalla presenza del vincolo applicato.
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12. Le Viste 3D

Ovviamente, avendo scelto un vincolo ben definito, NON possibile modificare le scelte effettuate automaticamente nei list box delle sezioni Rigidezza allo spostamento e Rigidezza alla rotazione del dialog. Le scelte effettuate nei list box delle sezioni suddette vengono riportate in blu proprio ad indicare che esse non possono essere modificate. Ovviamente sempre possibile modificare il vincolo applicato scegliendone un altro nel list box Predefiniti. Pigiare il bottone OK in basso per confermare la scelta effettuata e chiudere il dialog. Nel rigo Vincolo Esterno del toolbox delle Propriet del nodo selezionato viene riportata una stringa indicativa del tipo di vincolo esterno ad esso applicato. Se, invece, al nodo selezionato non risulta applicato alcun vincolo, nel rigo Vincolo Esterno viene riportata la stringa Libero. Se nel list box Predefiniti si sceglie lopzione <utente>, il dialog si predispone per la definizione libera, da parte dellUtente, del vincolo da applicare al nodo. Nelle sezioni Rigidezza allo spostamento e Rigidezza alla rotazione del dialog risultano, infatti, abilitati tutti i list box ed i campi presenti. In ognuno dei list box delle sezioni Rigidezza allo spostamento possibile scegliere tra le opzioni: infinita: richiede che il vincolo che si sta definendo abbia una rigidezza infinita allo spostamento nella direzione indicata dal rigo in cui si opera; nessuna: richiede che il vincolo che si sta definendo non opponga alcuna resistenza allo spostamento nella direzione indicata dal rigo in cui si opera;
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12. Le Viste 3D

<utente>: richiede che il vincolo che si sta definendo abbia una certa rigidezza allo spostamento nella direzione indicata dal rigo in cui si opera; in questo caso lUtente deve anche specificare lopportuno valore della rigidezza nel campo a destra del list box. Operazioni analoghe a quelle illustrate per la definizione della rigidezza allo spostamento del vincolo devono essere effettuate per la definizione della sua Rigidezza alla rotazione. Tutti i dati di un vincolo definito liberamente dallUtente vengono riportati in nero ad indicare che essi possono essere modificati in un qualsiasi momento antecedente al calcolo. Per eliminare un vincolo esterno dal nodo selezionato in una vista strutturale (v. 12.4), basta accedere nuovamente al dialog in cui stato definito il vincolo e, in questo, pigiare il bottone Elimina. Questa operazione chiude il dialog ed elimina il vincolo dal nodo selezionato, proponendo nuovamente la stringa Libero nel rigo Vincolo Esterno del toolbox delle sue Propriet per segnalare lassenza di vincoli esterni.
Le modalit per lapplicazione di un vincolo Interno ad unasta (travi, ecc.) vengono illustrate nel 10.3.4.

12.9.1.3

Come Applicare un Cedimento alla Struttura


Eventuali modifiche alla struttura in prossimit di un nodo (ad es. linserimento di una nuova trave) potrebbero richiedere la modifica del nodo stesso, con la possibile perdita dei cedimenti ad esso applicati. Si consiglia, pertanto, di applicare eventuali cedimenti ad un nodo, solo dopo aver richiesto il calcolo del modello strutturale (v. 13.2). Dopo tale calcolo, non potendo pi modificare la struttura, si avr la certezza che su tutti i nodi risultino presenti i cedimenti applicati.

Ad ogni nodo della struttura disegnata (v. cap. 10), lUtente pu applicare liberamente dei cedimenti.

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12. Le Viste 3D

Ovviamente, potendo visualizzare e selezionare i nodi della struttura solo in una vista strutturale (v. 12.9) del progetto, per applicare un cedimento ad un nodo occorre necessariamente operare in tale tipo di vista. Per applicare un cedimento ad un nodo della struttura basta effettuare le seguenti operazioni: Richiedere una vista strutturale delledificio in progetto (v. 12.9). Selezionare il nodo della struttura a cui applicare un cedimento (v. 12.4) per visualizzare le sue propriet nel Toolbox delle Propriet. Pigiare il bottone che viene visualizzato posizionando il cursore nel rigo Cedimento del toolbox delle Propriet. Questa operazione apre il dialog per la definizione dei Cedimenti del nodo selezionato. Nei campi del dialog specificare i valori dei vari tipi di cedimento del nodo. I valori che esprimono cedimenti lineari vanno espressi in centimetri, mentre i cedimenti angolari vanno espressi in radianti. Pigiare il bottone OK del dialog per chiuderlo e confermare lapplicazione del cedimento. Se nel dialog stato definito un cedimento, la sua presenza viene segnalata dalla stringa SI nel rigo Cedimento delle Propriet del nodo. I cedimenti definiti per un nodo possono essere modificati prima di richiedere il calcolo accedendo nuovamente al dialog in cui sono stati definiti. Per eliminare un cedimento applicato al nodo selezionato, basta accedere nuovamente al dialog in cui esso stato definito e, in questo, pigiare il bottone Elimina. Questa operazione chiude il dialog ed elimina il cedimento proponendo la stringa NO nel rigo Cedimento della Propriet del nodo per segnalare che su esso NON risultano applicati cedimenti.

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12. Le Viste 3D

12.9.2

Le Propriet delle Shell


Le propriet di un elemento Shell di una parete, una soletta o una platea possono essere visualizzate e modificate nella pagina Propriet del toolbox delle Propriet dopo aver richiesto il calcolo del Modello Strutturale (v. 13.2). Il toolbox delle Propriet di un elemento Shell viene proposto quando questo risulta selezionato in una vista strutturale (v. 12.9) del progetto. Le propriet di una Shell risultano raggruppate nelle seguenti sezioni:

Caratteristiche
La sezione Caratteristiche delle Propriet di una Shell presenta i righi: Spessore, in cui viene riportato lo spessore (in cm) della Shell selezionata che, ovviamente, pari a quello della parete, soletta o platea di appartenenza. Lo spessore di una Shell pu essere modificato solo modificando lo spessore dellintera parete, soletta o platea di appartenenza. Materiale, in cui viene riportato il materiale della parete, soletta o platea a cui appartiene la Shell selezionata.

Carichi e Forze
La sezione Carichi e Forze delle Propriet di una Shell presenta i righi: Forze Superficiali, in cui viene riportato il numero di forze superficiali che caricano la Shell selezionata. Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile prendere visione delle forze rilevate nellanalisi dei carichi effettuata automaticamente dal programma (ad es. i carichi derivanti da una spinta del terreno o idrostatica applicata ad una parete v. 10.23 e 10.24). Forze Lineari [solo per shell di solette e platee], in cui viene riportato il numero di forze lineari che caricano la Shell selezionata.
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12. Le Viste 3D

Pigiando il bottone proposto quando il cursore nel rigo, si apre il dialog in cui possibile prendere visione delle forze lineari rilevate nellanalisi dei carichi effettuata automaticamente dal programma (ad es. lo scarico di un solaio sulla shell).
Tutte le forze ed i carichi aggiuntivi applicati dallUtente ad una parete, soletta o platea vengono trasferiti direttamente ai nodi (sub nodi) delle relative shell. Gli effetti di tali forze, pertanto, possono essere visualizzati nel dialog Forze Concentrate dei sub nodi della parete, soletta o platea (v. 12.9.1.1).

Aspetto
Per la descrizione delle propriet della sezione Aspetto si rimanda al 10.1.2. Nel Toolbox delle Propriet dei nodi, oltre alla pagina Propriet, presente anche la pagina Risultati in cui, dopo il calcolo, possibile visualizzare i risultati ottenuti relativi alla shell selezionata. Per accedere alla pagina Risultati del Toolbox delle Propriet del nodo selezionato basta cliccare lomonima linguetta in alto nel Toolbox stesso. La pagina Risultati del Toolbox delle Propriet della Shell selezionata analoga allomonima pagina del Toolbox delle Propriet di un qualsiasi elemento strutturale (v. 14.2 e 10.1.6).

12.9.2.1

Come Modificare una Shell


Durante il Calcolo del Modello Strutturale (v. 13.2), il programma effettua una modellazione degli elementi strutturali parete, soletta e platea delledificio mediante la loro suddivisione in shell. Tale suddivisione in shell si ottiene mediante linserimento di nodi di colore giallo nel piano di ogni parete, soletta e platea. La suddivisione in shell degli elementi strutturali parete, soletta e platea viene effettuata in funzione:

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12. Le Viste 3D

delle dimensioni (indicative) delle shell specificate, per ogni elemento parete, soletta e platea, nel relativo toolbox delle Propriet (v. 10.4.3); della necessit che alcuni nodi delle shell lungo il bordo di un elemento coincidano con i nodi delle aste (beam) e delle shell degli elementi confinanti; ci spesso comporta una suddivisione degli elementi in shell di forma quadrangolare o triangolare irregolare.

Prima di procedere nel Calcolo (Sollecitazioni, ecc.) possibile modificare la forma delle shell del modello strutturale proposto spostando opportunamente i relativi nodi.
NON possibile spostare i nodi (di colore blu) ai vertici dei vari elementi strutturali.

Per spostare il nodo di una shell basta effettuare le seguenti operazioni: cliccare sul nodo (giallo) delle shell che si intende spostare; questa operazione propone il nodo in rosso e, riporta, al suo centro, la maniglia (pallino verde) per il suo spostamento; fare click sulla maniglia per lo spostamento del nodo per attivare la modalit per il suo spostamento;
Naturalmente, il nodo di una shell pu essere spostato unicamente nel piano della shell stessa.

spostare opportunamente il nodo e, quando questo nella posizione desiderata, cliccare nuovamente per fissarlo.
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12. Le Viste 3D

12.10

La Vista 3D dei Solai


Disegnati i Solai (v. 10.7.1) e le relative Sezioni di Calcolo (v. 10.7.6), prima di procedere al calcolo dei solai possibile accedere ad una efficacissima vista 3D degli stessi. In tale vista possibile selezionare ogni elemento (travetto, nodo, ecc.) dei vari solai per applicare loro eventuali forze aggiuntive, vincoli e/o cedimenti. Per accedere alla vista 3D dei solai basta accedere ad una vista 3D (v. 12.6) e, nel primo list box da sinistra della sua finestra, selezionare lopzione Solai. Nella vista 3D dei solai viene proposta la sezione di calcolo dei solai. Infatti, per ogni campata di solaio, in corrispondenza di ogni sezione di calcolo disegnata (v. 10.7.6), viene rappresentato il travetto, le pignatte ed i nodi (pallini blu) di ogni campata. Prima di richiedere il calcolo dei solai (v. 13.6), nella vista 3D dei solai possibile modificare le caratteristiche di ogni solaio e balcone per cui stata disegnata una sezione di calcolo. Selezionando, infatti, il travetto di una campata di solaio, nel toolbox delle Propriet vengono proposte le relative propriet.
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12. Le Viste 3D

Le propriet di un travetto sono analoghe a quelle di una trave (v. 10.3.3) e, pertanto, nel toolbox delle Propriet di un travetto lUtente pu liberamente assegnargli ulteriori forze lineari e concentrate e definirne i vincoli Interni (v. 12.10.1). Selezionando, invece, le pignatte del solaio, nel toolbox delle Propriet vengono riproposte tutte le propriet della sezione di calcolo per esso specificata (v. 10.7.6).

Selezionando infine un nodo di una campata di solaio questo diventa di colore rosso e, nel toolbox delle Propriet, vengono proposti gli strumenti con cui lUtente pu applicare liberamente ad esso ulteriori eventuali forze concentrate, vincoli e/o cedimenti (v. 12.10.2).

12.10.1

Come Applicare Ulteriori Forze e Vincoli Interni ad un Solaio


Oltre ai carichi relativi allanalisi dei carichi (v. 9.2 e 10.7.1), quali il peso proprio e i sovraccarichi (permanenti ed accidentali), per il Calcolo del solaio (v. 13.6) possibile applicare alla sezione di calcolo di un solaio i vincoli interni desiderati e forze concentrate e lineari aggiuntive. Lapplicazione di vincoli e/o ulteriori forze alla sezione di calcolo di un solaio si effettua nella vista 3D dei Solai (v. 12.10).
Le forze aggiuntive applicate alla sezione di calcolo di un solaio NON vengono trasmesse agli elementi strutturali (travi o pareti) su cui questo poggia. Per tener conto delleffetto di tali forze anche sulla struttura, occorre che queste vengono applicate direttamente agli elementi strutturali interessati (v. 12.11 e segg.).

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12. Le Viste 3D

A. Come Applicare un Carico Lineare Aggiuntivo ad un Solaio


Per applicare ulteriori forze lineari alla sezione di calcolo di un solaio basta effettuare le seguenti operazioni: Nella sezione di calcolo del solaio (v. 12.10) selezionare il travetto della campata a cui si intende applicare la forza. Pigiare il bottoncino che si attiva posizionando il cursore nel rigo Forze Lineari della sezione Carichi e Forze del toolbox delle Propriet; questa operazione propone il dialog Forze Lineari. Pigiare il bottone Aggiungi del dialog per creare un nuovo rigo (Carico Lineare) nella tabella del dialog. Il nuovo rigo risulta selezionato.

Nel dialog Forze Lineari vengono proposti i carichi lineari sulla sezione di calcolo del solaio derivanti dallanalisi dei carichi effettuata automaticamente dal programma. I dati di tali carichi vengono riportati in blu ad indicare che essi NON possono essere modificati. I dati dei carichi lineari aggiuntivi, applicati alla sezione di calcolo travetto dallUtente, vengono, invece, riportati in nero ad indicare che, prima del calcolo, possono essere modificati.
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12. Le Viste 3D

Nella sezione Condizione di Carico sotto la tabella effettuare le seguenti operazioni: nel campo Descrizione specificare una descrizione del carico; nel list box Condizione di carico utente scegliere la tipologia (carico da neve, ecc.) del carico tra quelle definite nella sezione Condizioni Carico Utente (v. 9.3) del progetto; la scelta di unopzione in tale list box pu comportare delle scelte obbligate negli altri list box della sezione Condizione di Carico; nel list box Tipologia di carico accidentale scegliere la destinazione duso tra quelle definite nella sezione Tipologie Carico Accidentale (v. 9.4) del progetto; la scelta individua automaticamente il valore dellopportuno coefficiente previsto dalla normativa; nel list box Coefficiente riduzione masse sismiche scegliere il tipo di Carico ai piani; la scelta individua automaticamente il valore dellopportuno coefficiente previsto dalla normativa; nel list box Sistema di riferimento dei carichi scegliere il sistema di riferimento (Globale o Locale) (v. cap. 21) del travetto in base al quale si intende definire la direzione della forza. Nella sezione Punto Iniziale effettuare le seguenti operazioni: nel campo Distanza LLI[i] specificare la distanza dis[i], in metri, tra il punto iniziale del travetto (LL[i]) e il punto a partire dal quale viene applicato il carico;
Il punto iniziale del travetto coincide con lorigine del suo riferimento locale (v. 21.2). Pertanto, se il carico viene applicato a partire dal punto iniziale del travetto LLI[i], nel campo Distanza LLI[i] va lasciato il valore zero. Per lapplicazione dei carichi, la Distanza LLI[i] va considerata a partire dal punto iniziale della lunghezza libera di inflessione del travetto, anche quando viene richiesto il calcolo del solaio senza braccetti rigidi (v. 10.7.6). In pratica, un carico lineare pu essere applicato solo lungo la lunghezza libera di inflessione del travetto.

nei campi Carico X/1, Carico Y/2 e Carico Z/3 indicare, in N/m, le componenti del carico lineare (con il segno opportuno in funzione del riferimento scelto) nel primo punto di applicazione; ad esempio, un carico lineare verticale verso il basso di 5750 N/m pu essere agevolmente specificato scegliendo il sistema di riferimento globale ed inserendo il valore -5750 nel campo Carico Z/3;
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12. Le Viste 3D

I campi in cui va specificato il carico vengono nominati Carico X, Carico Y e Carico Z, se il sistema di riferimento scelto quello globale, mentre vengono nominati Carico 1, Carico 2 e Carico 3 se il sistema di riferimento quello locale.

nel campo Momento torcente indicare, in Nm/m, leventuale valore del momento torcente nel primo punto in cui questo viene applicato.

Nella sezione Punto Finale effettuare le seguenti operazioni: nel campo Distanza LLI[f] specificare la distanza dis[f], in metri, tra il punto finale di applicazione del carico e il punto finale della lunghezza libera di inflessione del travetto (LLI[f]); nei campi Carico X/1, Carico Y/2 e/o Carico Z/3 indicare, in N/m, le componenti del carico (con il segno opportuno in funzione del riferimento scelto) nellultimo punto in cui questo viene applicato; nel campo Momento torcente indicare, in Nm/m, leventuale valore del momento torcente nellultimo punto in cui questo viene applicato. Per modificare una forza aggiuntiva applicata ad un solaio dallUtente basta selezionarla nella tabella del dialog Forze Lineari e modificare i relativi dati nei campi sottostanti. Per eliminare una forza aggiuntiva definita dallUtente basta selezionarla nella tabella del dialog Forze Lineari e pigiare il bottone Elimina a destra della tabella stessa. Pigiando il bottone OK, il dialog viene chiuso confermando tutte le modifiche in esso effettuate. Pigiando, invece, il bottone Cancel, il dialog viene chiuso e tutte le modifiche in esso effettuate vengono annullate. Dopo aver richiesto il calcolo, le Forze applicate NON potranno pi essere modificate o cancellate se non annullando il calcolo stesso (v. cap. 13).

B. Come Applicare una Forza Concentrata Aggiuntiva ad un Solaio


Per applicare ulteriori forze concentrate alla sezione di calcolo di un solaio basta effettuare le seguenti operazioni: Nella sezione di calcolo del solaio (v. 12.10) selezionare il travetto della campata a cui si intende applicare la forza. Pigiare il bottoncino che si attiva posizionando il cursore nel rigo Forze Concentrate della sezione Carichi e Forze del toolbox delle Propriet; questa operazione propone il dialog Forze Concentrate.
360

12. Le Viste 3D

Pigiare il bottone Aggiungi del dialog per creare un nuovo rigo (Carico Lineare) nella tabella del dialog. Il nuovo rigo risulta selezionato.

Nella sezione Condizione di Carico effettuare le stesse operazioni descritte al punto A per linserimento di una Carico Lineare.
A differenza delle Forze Lineari, la direzione ed il verso di una Forza Concentrata pu essere definita unicamente rispetto al riferimento Globale (v. 21.1). Infatti, nel list box Sistema di riferimento dei carichi del dialog Forze Concentrate viene proposta la sola opzione Globale.

Nella sezione sottostante effettuare le seguenti operazioni: nel campo Distanza LLI[i] specificare la distanza dis[i], in metri, tra il punto iniziale del travetto (LL[i]) e il punto in cui viene applicata la forza;

Il punto iniziale del travetto coincide con lorigine del suo riferimento locale (v. 21.2). Per lapplicazione delle forze, la Distanza LLI[i] va considerata a partire dal punto iniziale della lunghezza libera di inflessione del travetto, anche quando viene richiesto il calcolo del solaio senza braccetti rigidi (v. 10.7.6).

361

12. Le Viste 3D

nei campi Forza X, Forza Y e Forza Z indicare, in N, le componenti della forza con il segno opportuno per definirne il verso nel riferimento Globale; nei campi Momento X, Momento Y e/o Momento Z indicare, in Nm, le componenti del momento; anche in questo caso i valori delle componenti devono essere specificati con il segno opportuno.

Le modalit per la modifica e la cancellazione di una forza concentrata sono identiche a quelle illustrate al punto A per le Forze Lineari. Dopo aver richiesto il calcolo le Forze applicate alla trave NON potranno pi essere modificate o cancellate se non annullando il calcolo stesso. Pigiando il bottone OK, il dialog viene chiuso confermando tutte le modifiche effettuate. Pigiando, invece, il bottone Cancel, il dialog viene chiuso e tutte le modifiche effettuate in esso vengono annullate.

C. Come Applicare Vincoli Interni ad un Solaio


Per modificare i vincoli interni alle estremit (iniziale e/o finale) di una campata di un solaio basta effettuare le seguenti operazioni: Nella sezione di calcolo del solaio selezionare il travetto (v. 12.10) della campata a cui si intende modificare il vincolo. Pigiare il bottone che si attiva posizionando il cursore nel rigo Iniziale/Finale della sezione Vincoli Interni del toolbox delle Propriet; questa operazione propone lo stesso dialog per lapplicazione di vincoli interni alle estremit di una trave (v. 10.3.5). Nel dialog definire il vincolo da applicare con le stesse modalit illustrate nel 10.3.5.

12.10.2

Come Applicare Ulteriori Forze, Vincoli e Cedimenti ai Nodi di un Solaio


EdiLus-CA permette di applicare ai nodi della sezione di calcolo di un solaio eventuali ulteriori forze concentrate, vincoli esterni e/o cedimenti. Lapplicazione di ulteriori forze concentrate, vincoli esterni e/o cedimenti al nodo di un solaio si effettua nella vista 3D dei solai (v. 12.10).
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12. Le Viste 3D

Come Applicare una Forza Concentrata al Nodo di un Solaio


Per applicare una forza concentrata ad un nodo di una campata della sezione di calcolo di un solaio basta effettuare le seguenti operazioni: Nella sezione di calcolo del solaio (v. 12.10) selezionare il nodo della campata (travetto) a cui si intende applicare la forza. Pigiare il bottoncino che si attiva posizionando il cursore nel rigo Forze Concentrate della sezione Carichi e Forze del toolbox delle Propriet; questa operazione propone il dialog Forze Concentrate. Pigiare il bottone Aggiungi del dialog per creare un nuovo rigo (Carico Lineare) nella tabella del dialog. Il nuovo rigo risulta selezionato.

Nella sezione Condizione di Carico effettuare le stesse operazioni descritte al punto A del 12.10.1 per lapplicazione di un Carico Lineare aggiuntivo su una campata (travetto) della sezione di calcolo del solaio.
La direzione ed il verso di una Forza Concentrata pu essere definita unicamente rispetto al riferimento Globale (v. 21.1). Infatti, nel list box Sistema di riferimento dei carichi del dialog Forze Concentrate viene proposta la sola opzione Globale.

nei campi sottostanti indicare, in N (Nm), le componenti della forza (momento) con il segno opportuno per definirne il verso.
363

12. Le Viste 3D

Le modalit per la modifica e la cancellazione di una forza concentrata sono identiche a quelle illustrate al punto A per le Forze Lineari. Dopo aver richiesto il calcolo le Forze applicate alla trave NON potranno pi essere modificate o cancellate se non annullando il calcolo stesso. Pigiando il bottone OK, il dialog viene chiuso confermando tutte le modifiche effettuate. Pigiando, invece, il bottone Cancel, il dialog viene chiuso e tutte le modifiche effettuate in esso vengono annullate.

Come Applicare un Vincolo Esterno al Nodo di un Solaio


Le modalit per lapplicazione di un Vincolo Esterno ad un nodo della sezione di un solaio sono quelle previste per lapplicazione di un vincolo ad un qualsiasi nodo della struttura descritte nel 12.9.1.2.

Come Applicare un Cedimento al Nodo di un Solaio


Le modalit per lapplicazione di un cedimento ad un nodo della sezione di un solaio sono quelle previste per lapplicazione di un cedimento ad un qualsiasi nodo della struttura descritte nel 12.9.1.3.

12.11

Come Applicare Ulteriori Forze alla Struttura


Modifiche alla struttura possono comportare la perdita di carichi, forze e/o momenti aggiuntivi precedentemente applicati ad essa dallUtente. Dopo aver modificato la struttura NECESSARIO, pertanto, verificare la presenza di carichi, forze e momenti aggiuntivi, applicati nella zona della struttura modificata. In ogni caso, SI CONSIGLIA VIVAMENTE di applicare eventuali forze aggiuntive ad una struttura solo dopo averne ultimato il disegno.

Con EdiLus-CA anche lapplicazione di forze aggiuntive alla struttura risulta estremamente semplice e rapida. Ulteriori carichi, forze e momenti aggiuntivi, rispetto a quelli derivanti dallanalisi dei carichi effettuata dal programma, vengono applicati mediante il semplice disegno di specifici Oggetti sugli elementi della struttura. Questa funzionalit solleva il Tecnico dallonere di rispettare complesse
364

12. Le Viste 3D

convenzioni per la definizione delle forze, evitandogli il rischio di incorrere in errore. Gli oggetti per la definizione di forze aggiuntive sulla struttura sono: Forza concentrata, per lapplicazione di una forza concentrata su un qualsiasi nodo, asta (trave o pilastro) e/o piastra (parete, soletta o platea) della struttura (v. 12.11.2). Forza lineare, per lapplicazione di un carico lineare su una qualsiasi, asta e/o piastra (parete, soletta o platea) della struttura (v. 12.11.3). Forza superficiale, per lapplicazione di un carico superficiale su una qualsiasi parete, soletta e/o platea della struttura (v. 12.11.4). Momento concentrato, per lapplicazione di un momento concentrato su un qualsiasi nodo o asta (trave o pilastro) della struttura (v. 12.11.5). Momento lineare, per lapplicazione di un momento lineare su una qualsiasi trave e/o pilastro della struttura (v. 12.11.6). Ovviamente il disegno degli oggetti per lapplicazione di forze aggiuntive va applicato solo dopo aver ultimato completamente il disegno della struttura e prima di lanciare il calcolo del Modello Strutturale (v. 13.2). Lapplicazione delle forze e dei momenti aggiuntivi alla struttura si effettua nella vista Forze e Momenti (utente) della finestra Viste 3D (v. 12.11.1). I paragrafi seguenti illustrano dettagliatamente gli oggetti Forza e Momento e le modalit operative per applicarli ai vari elementi della struttura.

12.11.1

La Vista Forze e Momenti (Utente)


Nella vista Forze e Momenti (utente) di una vista 3D (v. 12.2) del progetto possibile visualizzare e gestire (creare, modificare ed eliminare) tutti i carichi, forze e momenti applicati alla struttura in aggiunta a quelle derivanti dallAnalisi dei Carichi effettuata automaticamente dal programma. Per accedere alla vista Forze e Momenti (utente) della finestra 3D basta selezionare lomonima opzione del menu in alto a sinistra sulla sua toolbar.

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12. Le Viste 3D

La vista Forze e Momenti propone una vista strutturale (v. 12.9) delledificio disegnato su cui possibile visualizzare e gestire tutte le forze e i momenti aggiuntivi applicati alla struttura dallUtente.

Quando attiva la vista Forze e Momenti (utente), sotto la toolbar della finestra Viste 3D sono presenti, da sinistra: Il list box per la scelta delle tipologie di carichi da visualizzare nella finestra. Selezionando il check box TUTTE, nella finestra vengono visualizzate tutte le tipologie di carichi. Per visualizzare solo determinate tipologie di carichi basta selezionare i relativi check e pigiare il bottoncino sulla barra inferiore del list box per chiuderlo confermando le scelte effettuate.

366

12. Le Viste 3D

Il list box per la scelta del tipo di Forze (Forze Concentrate, Forze Lineari, Forze Superficiali, Momenti Concentrati e Momenti Lineari) da visualizzare con la mappatura a colori che ne indica lintensit.

In tale list box viene anche indicato il numero di forze dello stesso tipo inserite dallUtente. La scelta di una tipologia di forze propone, alle estremit del list box, rispettivamente, lintensit della forza pi piccola e della forza pi grande (del tipo scelto) inserite dallUtente. Tra i due valori suddetti viene riportata una mappatura a colori delle intensit delle forze appartenenti alla tipologia scelta. Al centro della mappatura viene riportata lindicazione della tipologia delle forze visualizzate con la mappatura a colori. Tutte le forze NON appartenenti alla tipologia scelta vengono rappresentate in grigio. Come qualsiasi vista 3D, la vista Forze e Momenti Utente dotata di un menu locale contenente le opzioni per lattivazione delle funzionalit di Zoom e di funzionalit specifiche per la gestione delle Forze e dei Momenti applicati alla struttura dallUtente. A tale menu si accede cliccando nella vista con il pulsante destro del mouse. Nei paragrafi seguenti vengono descritte le Forze che lUtente pu applicare alla struttura e le modalit operative per il loro inserimento e la loro definizione.

367

12. Le Viste 3D

12.11.2

Come Applicare una Forza Concentrata


Un oggetto Forza Concentrata pu essere, ovviamente, applicato ai nodi, alle travi, ai pilastri, alle pareti, alle solette ed alle platee della struttura.

A. Come Applicare una Forza Concentrata su un Nodo


Per applicare una forza concentrata su un nodo della struttura basta effettuare le seguenti operazioni: Accedere alla vista Forze e Momenti (utente) di una vista 3D del progetto (v. 12.11.1). Pigiare il bottone Carichi e Spinte del toolbox Oggetti Disegno per visualizzare le opzioni per la scelta del tipo di forza da disegnare. Nel toolbox selezionare lopzione Forza concentrata. Fare click sul nodo a cui si intende applicare la forza; questa operazione applica, sul nodo, una forza concentrata verticale e rivolta verso il basso. Nel Toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) specificare le Propriet della forza disegnata. Per visualizzare le propriet della forza nel Toolbox delle Propriet, questa deve risultare selezionata (v. 10.1.2). Quando la forza risulta selezionata, viene proposta con un proprio sistema di riferimento per definirne, in maniera semplice ed intuitiva, la direzione ed il verso (v. avanti). Per la forza inserita vanno specificate le seguenti Propriet:

368

12. Le Viste 3D

Sezione Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche del Toolbox delle Propriet occorre effettuare le seguenti operazioni: Nel campo Descrizione inserire una descrizione identificativa della forza. Nel list box Condiz. Carico Utente scegliere la condizione di carico. Nel list box Tipologia Carico Accid. scegliere la tipologia di carico accidentale opportuna tra quelle possibili, proposte in funzione della scelta effettuata nel list box Condiz. Carico Utente. Nel list box Coeff. riduz. masse sism. scegliere lopportuno coefficiente di riduzione delle masse sismiche tra quelli possibili, proposti in funzione delle scelte effettuate nei list box precedenti.

Sezione Geometria
Nella sezione Geometria del Toolbox delle Propriet occorre effettuare le seguenti operazioni: Nel list box Direzione predefinita scegliere lopzione opportuna per definire la direzione ed il verso della forza rispetto al riferimento globale (v. 21.1) oppure scegliere lopzione PERSONALIZZATA per definire liberamente la direzione ed il verso della forza. Lopzione PERSONALIZZATA, infatti, rende editabili i campi: Angolo X-Y, in cui va specificato il valore dellangolo (tra 0 e 360) che il piano (verticale) del semicerchio azzurro (contenente la forza) forma con lasse X del sistema di riferimento (v. figura); Angolo Z-XY, in cui va specificato il valore dellangolo (tra 0 e 180) che la forza forma con lasse verticale del sistema di riferimento della forza (v. figura). Nel campo FORZA [N] specificare, in valore assoluto, lintensit (in N) della forza.
369

12. Le Viste 3D

Si ricorda che ogni valore inserito nei campi del Toolbox delle Propriet deve essere confermato pigiando INVIO della tastiera.

Definizione Grafica della Direzione e del Verso della Forza


La direzione ed il verso della forza applicata possono anche essere definiti modificando graficamente gli angoli X-Y e Z-XY. Per modificare graficamente tali angoli basta: Selezionare la forza in modo che risulti visibile il suo sistema di riferimento. Oltre agli assi del riferimento vengono proposti: un cerchio intero verde nel piano XY (orizzontale) lungo il cui bordo possibile spostare la maniglia (pallino verde) per la modifica dellangolo X-Y; un semicerchio azzurro nel piano verticale che forma langolo X-Y con lasse XZ; lungo il bordo di questo semicerchio possibile spostare la maniglia (pallino azzurro) per la modifica dellangolo Z-XY. Cliccare sulla maniglia [pallino verde (azzurro)] lungo il bordo del cerchio (semicerchio) per sbloccare langolo X-Y (Z-XY); Spostare opportunamente la maniglia per ottenere il valore dellangolo desiderato; durante lo spostamento, in prossimit della maniglia, appare un riquadro giallo in cui vengono proposti dinamicamente i valori degli angoli. Quando langolo raggiunge il valore desiderato cliccare per fissare nuovamente la posizione della maniglia. Fissate la maniglie, i nuovi valori degli angoli X-Y e Z-XY vengono riportati negli appositi campi del toolbox delle Propriet. Per modificare una forza basta selezionarla nella vista Forze e Momenti (utente) ed operare con le modalit illustrate, per cambiarne le propriet oppure per cambiarne graficamente la direzione ed il verso. Per eliminare una forza basta selezionarla e pigiare CANC della tastiera.

B. Come Applicare una Forza Concentrata su Travi e Pilastri


Le modalit operative per lapplicazione di una forza concentrata su un pilastro sono analoghe a quelle per lapplicazione della stessa forza su una trave. Pertanto, per brevit, vengono illustrate solo le modalit per lapplicazione di una forza concentrata su una trave.
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12. Le Viste 3D

Per applicare una forza concentrata su una trave della struttura basta effettuare le seguenti operazioni: Accedere alla vista Forze e Momenti (utente) di una vista 3D del progetto (v. 12.11.1). Pigiare il bottone Carichi e Spinte del toolbox Oggetti Disegno per visualizzare le opzioni per la scelta del tipo di forza da disegnare. Nel toolbox selezionare lopzione Forza concentrata. Fare click sullasse della trave per indicare loggetto su cui va disegnata la forza. Questa operazione visualizza la forza da disegnare. Spostare la forza nel punto della trave in cui si intende applicarla. Durante lo spostamento viene proposta dinamicamente la distanza del punto di applicazione della forza dal punto iniziale della trave. Cliccare sul punto di applicazione della forza per fissarne la posizione. Questa operazione inserisce, sulla trave, una forza concentrata verticale e rivolta verso il basso. Nel Toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) specificare le Propriet della forza disegnata. Per visualizzare le propriet della forza nel Toolbox delle Propriet, questa deve risultare selezionata (v. 10.1.2). Quando la forza risulta selezionata, viene proposta con un proprio sistema di riferimento per definirne, in maniera semplice ed intuitiva, la direzione ed il verso (v. avanti). Un asse del sistema di riferimento della forza risulta avere stessa direzione e verso dellasse della trave. Per la forza inserita vanno specificate le seguenti Propriet:

Sezione Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche del Toolbox delle Propriet occorre effettuare le stesse operazioni illustrate al punto A.

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12. Le Viste 3D

Sezione Geometria
Nella sezione Geometria del Toolbox delle Propriet occorre effettuare le seguenti operazioni: Nel list box Direzione predefinita scegliere lopzione opportuna per definire la direzione ed il verso della forza rispetto al riferimento Globale (v. 21.1) o Locale (v 21.2 e 21.3); scegliendo lopzione PERSONALIZZATA possibile definire liberamente la direzione ed il verso della forza. Lopzione PERSONALIZZATA, infatti, rende editabili i campi: Angolo X-Y, in cui va specificato il valore dellangolo (compreso tra 0 e 360) che il piano del semicerchio azzurro (contenente la forza) forma con lasse, nel piano del cerchio verde, ortogonale a quello diretto lungo lasse della trave (v. figura); Angolo Z-XY, in cui va specificato il valore dellangolo (compreso tra 0 e 180) che la forza forma con lasse del sistema di riferimento ortogonale a quelli contenuti nel piano del cerchio verde (v. figura). Nel campo Distanza LLI[i] viene riportata la distanza (in metri) del punto di applicazione della forza dal punto iniziale (i) della trave (v. 21.2); tale valore pu anche essere modificato ottenendo, naturalmente, limmediato spostamento della forza sulla trave. Nel campo FORZA [N] specificare, in valore assoluto, lintensit (in N) della forza.
Si ricorda che ogni valore inserito nei campi del Toolbox delle Propriet deve essere confermato pigiando INVIO della tastiera.

Con le stesse modalit illustrate al punto A, possibile modificare graficamente la direzione ed il verso della forza.
372

12. Le Viste 3D

Per spostare la forza applicata lungo lasse della trave basta: selezionare la forza e cliccare sul pallino rosso proposto sul suo vertice per sbloccarla; spostare la forza nella posizione desiderata e cliccare nuovamente per fissarne la posizione.

C. Come Applicare una Forza Concentrata su Pareti, Solette e Platee


Le modalit operative per lapplicazione di una forza concentrata su una parete e su una Platea sono analoghe a quelle per lapplicazione della stessa forza su una soletta. Pertanto, per brevit, vengono illustrate solo le modalit per lapplicazione di una forza concentrata su una soletta. Per applicare una forza concentrata su una soletta della struttura basta effettuare le seguenti operazioni: Accedere alla vista Forze e Momenti (utente) di una vista 3D del progetto (v. 12.11.1). Pigiare il bottone Carichi e Spinte del toolbox Oggetti Disegno per visualizzare le opzioni per la scelta del tipo di forza da disegnare. Nel toolbox selezionare lopzione Forza concentrata. Fare click sulla soletta per indicare loggetto a cui va applicata la forza. Questa operazione visualizza la forza da disegnare. Spostare la forza nel punto della soletta in cui si intende applicarla.
Lindividuazione del punto di applicazione della forza viene facilitata dalla presenza: delle sue distanze dai bordi della soletta, lungo le direzioni principale e secondaria (v. 10.5.1) di questultima. di eventuali riferimenti (Griglie Guida, Linee Guida e Punti Guida) preventivamente riportati nelle tavole di disegno.

Fare click nel punto di applicazione per fissare la posizione della forza; Questa operazione inserisce, sulla soletta, una forza concentrata verticale e rivolta verso il basso. Nel Toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) specificare le Propriet della forza. Per visualizzare le propriet della forza nel Toolbox delle Propriet, questa deve risultare selezionata (v. 10.1.2).
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12. Le Viste 3D

Quando la forza risulta selezionata viene proposta con un proprio sistema di riferimento per definirne, in maniera semplice ed intuitiva, la direzione ed il verso (v. avanti). Gli assi del riferimento nel piano della soletta hanno la direzione ed il verso delle direzioni principale e secondaria della soletta. Le propriet di una Forza concentrata applicata ad una soletta sono analoghe a quelle precedentemente illustrate. Pertanto, per la definizione delle propriet di una forza concentrata applicata ad una soletta, si rimanda ai punti A e B del presente paragrafo. Si rimanda al punto A anche per la descrizione delle modalit per la modifica grafica della direzione e del verso della forza. Per spostare la forza applicata nella soletta basta: selezionare la forza e cliccare sul pallino rosso proposto sul suo vertice per sbloccarla; spostare la forza nella posizione desiderata e cliccare nuovamente per fissarne la posizione. La forza inserita viene ripartita sui sub nodi della shell su cui viene applicata (v. 12.9.1.1).

12.11.3

Come Applicare un Carico Lineare


Un oggetto Forza Lineare pu essere, ovviamente, applicato alle aste (travi pilastri) e alle pareti, solette e platee della struttura.

A. Come Applicare un Carico Lineare su Travi e Pilastri


Le modalit operative per lapplicazione di un carico lineare su un pilastro sono analoghe a quelle per lapplicazione dello stesso tipo di carico su una trave. Pertanto, per brevit, vengono illustrate solo le modalit per lapplicazione di un carico lineare su una trave.
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12. Le Viste 3D

Per applicare un carico lineare su una trave della struttura basta effettuare le seguenti operazioni: Accedere alla vista Forze e Momenti (utente) di una vista 3D del progetto (v. 12.11.1). Pigiare il bottone Carichi e Spinte del toolbox Oggetti Disegno per visualizzare le opzioni per la scelta del tipo di forza da disegnare. Nel toolbox selezionare lopzione Forza lineare. Fare click sullasse della trave. Questa operazione applica, per tutta la lunghezza della trave, un carico lineare costante verticale rivolto verso il basso. Il carico applicato pu anche interessare solo una parte della trave (v. avanti). Nel Toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) specificare le Propriet del carico. Per visualizzare le propriet del carico nel Toolbox delle Propriet, questo deve risultare selezionato (v. 10.1.2). Quando il carico risulta selezionato, viene proposto con un proprio sistema di riferimento per definirne, in maniera semplice ed intuitiva, la direzione ed il verso (v. avanti). Un asse del sistema di riferimento del carico ha stessa direzione e verso dellasse della trave. Per il carico inserito vanno specificate le seguenti Propriet:

Sezione Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche del Toolbox delle Propriet occorre effettuare le seguenti operazioni: Nel campo Descrizione inserire una descrizione identificativa del carico. Nel list box Condiz. Carico Utente scegliere la condizione di carico.
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12. Le Viste 3D

Nel list box Tipologia Carico Accid. scegliere la tipologia di carico accidentale opportuna tra quelle possibili, proposte in funzione della scelta effettuata nel list box Condiz. Carico Utente. Nel list box Coeff. riduz. masse sism. scegliere lopportuno coefficiente di riduzione delle masse sismiche tra quelli possibili, proposti in funzione delle scelte effettuate nei list box precedenti.

Sezione Geometria
Nella sezione Geometria del Toolbox delle Propriet occorre effettuare le seguenti operazioni: Nel list box Direzione predefinita scegliere lopzione opportuna per definire la direzione ed il verso del carico rispetto al sistema di riferimento Globale (v. 21.1) o Locale (v. 21.2 e 21.3) oppure scegliere lopzione PERSONALIZZATA per definirne liberamente la direzione ed il verso. Lopzione PERSONALIZZATA, infatti, rende editabili i campi: Angolo X-Y, in cui va specificato il valore dellangolo (compreso tra 0 a 360) che il piano del semicerchio azzurro (contenente la forza che simboleggia il carico) forma con lasse, nel piano del cerchio verde, ortogonale a quello diretto lungo lasse della trave (v. figura); Angolo Z-XY, in cui va specificato il valore dellangolo (compreso tra 0 e 180) che la forza che simboleggia il carico forma con lasse del sistema di riferimento ortogonale al piano del cerchio verde (v. figura).
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12. Le Viste 3D

Con modalit analoghe a quelle illustrate al punto A del 12.11.2, la direzione ed il verso del carico possono essere definiti, per via grafica, in modo semplice ed intuitivo.

Nel campo Distanza LLI [i] della sezione PUNTO [iniziale] digitare la distanza, in metri, del punto iniziale di applicazione del carico dal nodo iniziale della trave. Nel campo FORZA [i] [N/m] della sezione PUNTO [iniziale] specificare, in valore assoluto, lintensit (in N/m) del carico lineare nel suo punto di applicazione iniziale. Nel campo Distanza LLI [f] della sezione PUNTO [finale] digitare la distanza, in metri, del punto finale di applicazione del carico dal nodo finale della trave.
La Distanza LLI [i] e la Distanza LLI [f] possono anche essere definite graficamente. Per modificare graficamente tali distanze basta semplicemente selezionare il carico e spostare le maniglie (pallini rossi) alle sue estremit.

Nel campo FORZA [f] [N/m] della sezione PUNTO [finale] specificare, in valore assoluto, lintensit (in N/m) del carico lineare nel suo punto di applicazione finale.
Si ricorda che ogni valore inserito nei campi del Toolbox delle Propriet deve essere confermato pigiando INVIO della tastiera.

B. Come Applicare un Carico Lineare su Pareti, Solette e Platee


Le modalit operative per lapplicazione di un carico lineare su un parete e su una Platea sono analoghe a quelle per la su applicazione su una soletta. Pertanto, per brevit, vengono illustrate solo le modalit per lapplicazione di un carico lineare su una soletta.
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12. Le Viste 3D

Per applicare un carico lineare su una soletta della struttura basta effettuare le seguenti operazioni: Accedere alla vista Forze e Momenti (utente) di una vista 3D del progetto (v. 12.11.1). Pigiare il bottone Carichi e Spinte del toolbox Oggetti Disegno per visualizzare le opzioni per la scelta del tipo di forza da disegnare. Nel toolbox selezionare lopzione Forza lineare. Fare click sulla soletta nel primo punto di applicazione del carico per fissarne la posizione. Spostare il cursore nel secondo punto di applicazione del carico e cliccare per fissarlo. Questa operazione applica, tra i due punti indicati sulla soletta, un carico lineare costante verticale rivolto verso il basso.
Lindividuazione dei punti di applicazione del carico viene facilitata dalla presenza: delle loro distanze dai bordi della soletta, lungo le direzioni principale e secondaria (v. 10.5.1) di questultima. di eventuali riferimenti (Griglie Guida, Linee Guida e Punti Guida) preventivamente riportati nelle tavole di disegno. La posizione dei punti di applicazione del carico pu essere modificata in qualsiasi momento selezionandolo e spostando le maniglie (pallini rossi) alle sue estremit.

Nel Toolbox delle Propriet specificare le Propriet del carico. Per visualizzare le propriet del carico nel Toolbox delle Propriet, questo deve risultare selezionato (v. 10.1.2). Quando il carico risulta selezionato, viene proposto con un proprio sistema di riferimento per definirne, in maniera semplice ed intuitiva, la direzione ed il verso (v. avanti). Due assi del sistema di riferimento del carico hanno la stessa direzione degli assi principale e secondario della soletta. Per il carico inserito vanno specificate le seguenti Propriet:
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12. Le Viste 3D

Sezione Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche del Toolbox delle Propriet occorre specificare le stesse propriet illustrate al punto A del presente paragrafo.

Sezione Geometria
Nella sezione Geometria del Toolbox delle Propriet occorre effettuare le seguenti operazioni: Nel list box Direzione predefinita scegliere lopzione opportuna per definire la direzione ed il verso del carico rispetto al sistema di riferimento Globale (v. 21.1) o Locale (v. 21.4 e segg.) oppure scegliere lopzione PERSONALIZZATA per definirne liberamente la direzione ed il verso. Lopzione PERSONALIZZATA, infatti, rende editabili i campi: Angolo X-Y, in cui va specificato il valore dellangolo (da 0 a 360) che il piano del semicerchio azzurro (contenente la forza che simboleggia il carico) forma con lasse del riferimento ortogonale alla soletta; Angolo Z-XY, in cui va specificato il valore dellangolo (compreso tra 0 e 180) che la forza che simboleggia il carico forma con il piano del cerchio verde (v. figura).
Con modalit analoghe a quelle illustrate al punto A del 12.11.2, la direzione ed il verso del carico possono essere definiti per via grafica.

Nel campo FORZA [i] [N/m] della sezione PUNTO [iniziale] specificare, in valore assoluto, lintensit (in N/m) del carico lineare nel suo punto di applicazione iniziale. Nel campo FORZA [f] [N/m] della sezione PUNTO [finale] specificare, in valore assoluto, lintensit (in N/m) del carico lineare nel suo punto di applicazione finale.
379

12. Le Viste 3D

Si ricorda che ogni valore inserito nei campi del Toolbox delle Propriet deve essere confermato pigiando INVIO della tastiera.

12.11.4

Come Applicare un Carico Superficiale


Un oggetto Forza Superficiale pu essere, ovviamente, applicato unicamente alle pareti, alle solette e alle platee della struttura. Le modalit operative per lapplicazione di un carico superficiale su una parete o una platea sono analoghe a quelle previste per lapplicazione dello stesso carico su una soletta. Pertanto, per brevit, vengono illustrate solo le modalit per lapplicazione di un carico superficiale su una soletta. Per applicare un carico superficiale su una soletta della struttura basta effettuare le seguenti operazioni: Accedere alla vista Forze e Momenti (utente) di una vista 3D del progetto (v. 12.11.1). Pigiare il bottone Carichi e Spinte del toolbox Oggetti Disegno per visualizzare le opzioni per la scelta del tipo di forza da disegnare. Nel toolbox selezionare lopzione Forza superficiale. Questa operazione attiva la modalit per il disegno, sulla soletta della polilinea (v. 10.14) chiusa che delimita larea di applicazione del carico. Fare click sulla soletta nel punto in cui va posizionato il primo vertice della polilinea per fissarne la posizione. Questa operazione attiva la modalit per il successivo vertice della polilinea. Proseguire cliccando nei punti in cui vanno posizionati gli altri vertici della polilinea. Disegnato lultimo lato (o vertice) della polilinea cliccare con il pulsante destro del mouse e, nel menu locale che si apre, selezionare lopzione Termina. Questa operazione inserisce, per default, sulla soletta, un carico superficiale verticale e rivolto verso il basso avente come estensione il poligono definito dalla polilinea disegnata.

380

12. Le Viste 3D

Lindividuazione dei vertici della polilinea facilitata dalla presenza della loro distanza dai bordi della soletta, lungo le sue direzioni principale e secondaria (v. 10.5.1). La polilinea disegnata pu essere modificata in qualsiasi momento con le modalit previste per la modifica delloggetto polilinea. Se il carico deve essere esteso a tutta la soletta, NON necessario disegnarlo con precisione. In questo caso, infatti, basta disegnare una polilinea qualsiasi (ad es. un triangolo) e selezionare il check box Tutta la superficie del Toolbox delle Propriet.

Nel Toolbox delle Propriet specificare le Propriet del carico. Per visualizzare le propriet del carico nel Toolbox delle Propriet, questo deve risultare selezionato (v. 10.1.2). Quando il carico risulta selezionato, viene proposto con un proprio sistema di riferimento per definirne, in maniera semplice ed intuitiva, la direzione ed il verso (v. avanti). Due assi del sistema di riferimento del carico hanno la stessa direzione degli assi principale e secondario della soletta. Il terzo asse del sistema , quindi, ortogonale alla soletta. Per il carico inserito vanno specificate le seguenti Propriet:

Sezione Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche del Toolbox delle Propriet occorre specificare le stesse propriet illustrate al punto A del 12.11.3.

Sezione Geometria
Nella sezione Geometria del Toolbox delle Propriet occorre effettuare le seguenti operazioni:

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12. Le Viste 3D

Nel list box Direzione predefinita scegliere lopzione opportuna per definire la direzione ed il verso del carico rispetto al sistema di riferimento Globale (v. 21.1) o Locale (v. 21.4 e segg.) oppure scegliere lopzione PERSONALIZZATA per definirne liberamente la direzione ed il verso. Lopzione PERSONALIZZATA, infatti, rende editabili i campi: Angolo X-Y, in cui va specificato il valore dellangolo (da 0 a 360) che il piano del semicerchio azzurro (contenente la forza che simboleggia il carico) forma con lasse del riferimento ortogonale alla soletta; Angolo Z-XY, in cui va specificato il valore dellangolo (compreso tra 0 e 180) che la forza che simboleggia il carico forma con il piano del cerchio verde (v. figura).

Con modalit analoghe a quelle illustrate al punto A del 12.11.2, la direzione ed il verso del carico possono essere definiti per via grafica, in maniera ancora pi semplice ed intuitiva.

Nel campo FORZA [N/m2] specificare, in valore assoluto, lintensit (in N/m2) del carico superficiale.
Si ricorda che ogni valore inserito nei campi del Toolbox delle Propriet deve essere confermato pigiando INVIO della tastiera.

Selezionare il check box Tutta la superficie, se il carico deve essere esteso a tutta la superficie della soletta.

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12. Le Viste 3D

12.11.5

Come Applicare un Momento Concentrato


Un oggetto Momento Concentrato pu essere applicato ad un nodo e ad unasta (trave o pilastro).

A. Come Applicare un Momento Concentrato su un Nodo


Per applicare un momento concentrato su un nodo della struttura basta effettuare le seguenti operazioni: Accedere alla vista Forze e Momenti (utente) di una vista 3D del progetto (v. 12.11.1). Pigiare il bottone Carichi e Spinte del toolbox Oggetti Disegno per visualizzare le opzioni per la scelta del tipo di forza da disegnare. Nel toolbox selezionare lopzione Momento concentrato. Fare click sul nodo a cui si intende applicare il momento. Nel Toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) specificare le Propriet del momento disegnato. Per visualizzare le propriet del momento nel Toolbox delle Propriet, questo deve risultare selezionato (v. 10.1.2). Quando il momento risulta selezionato, viene proposto con un proprio sistema di riferimento per definirne, in maniera semplice ed intuitiva, la direzione ed il verso del vettore momento (v. avanti). Per il momento vanno specificate le seguenti Propriet:

Sezione Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche del Toolbox delle Propriet occorre effettuare le seguenti operazioni: nel campo Descrizione inserire la descrizione identificativa del momento;
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12. Le Viste 3D

nel list box Condiz. Carico Utente scegliere la condizione di carico; nel list box Tipologia Carico Accid. scegliere la tipologia di carico accidentale opportuna tra quelle possibili, proposte in funzione della scelta effettuata nel list box Condiz. Carico Utente.

Sezione Geometria
Nella sezione Geometria del Toolbox delle Propriet occorre effettuare le seguenti operazioni: Nel list box Direzione predefinita scegliere lopzione per definire la direzione ed il verso del vettore momento rispetto al riferimento globale (v. 21.1) oppure scegliere lopzione PERSONALIZZATA per definire liberamente la direzione ed il verso del vettore momento. Lopzione PERSONALIZZATA, infatti, rende editabili i campi: Angolo X-Y, in cui va specificato il valore dellangolo (compreso tra 0 e 360) che il piano (verticale) del semicerchio azzurro, contenente il vettore momento, forma con lasse X del sistema di riferimento (v. figura); Angolo Z-XY, in cui va specificato il valore dellangolo (compreso tra 0 e 180) che la forza forma con lasse verticale del sistema di riferimento del momento (v. figura).
Con modalit analoghe a quelle illustrate al punto A del 12.11.2, la direzione ed il verso del vettore momento concentrato possono essere definiti per via grafica, in maniera ancora pi semplice ed intuitiva.

nel campo MOMENTO [Nm] specificare, in valore assoluto, lintensit (in Nm) del momento.
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12. Le Viste 3D

Si ricorda che ogni valore inserito nei campi del Toolbox delle Propriet deve essere confermato pigiando INVIO della tastiera.

B. Come Applicare un Momento Concentrato su Travi e Pilastri


Le modalit operative per lapplicazione di un momento concentrato su un pilastro sono analoghe a quelle per lapplicazione dello stesso momento su una trave. Pertanto, per brevit, vengono illustrate solo le modalit per lapplicazione di un momento concentrato su una trave. Per applicare un momento concentrato su una trave della struttura basta effettuare le seguenti operazioni: Accedere alla vista Forze e Momenti (utente) di una vista 3D del progetto (v. 12.11.1). Pigiare il bottone Carichi e Spinte del toolbox Oggetti Disegno per visualizzare le opzioni per la scelta del tipo di forza da disegnare. Nel toolbox selezionare lopzione Momento concentrato. Fare click sullasse della trave per indicare loggetto su cui va disegnato il momento. Questa operazione visualizza il simbolo del momento da disegnare ed il relativo vettore. Spostare il momento nel punto della trave in cui si intende applicarlo e cliccare per fissarne la posizione. Nel Toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) specificare le Propriet del momento disegnato. Per visualizzare le propriet del momento nel Toolbox delle Propriet, esso questo deve risultare selezionato (v. 10.1.2). Quando il momento risulta selezionato viene proposto con un proprio sistema di riferimento per definirne, in maniera semplice ed intuitiva, la direzione ed il verso (v. avanti).
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12. Le Viste 3D

Un asse del sistema di riferimento del momento ha la stessa direzione e verso dellasse della trave. Per il momento inserito vanno specificate le seguenti Propriet:

Sezione Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche del Toolbox delle Propriet occorre effettuare le stesse operazioni illustrate al punto A.

Sezione Geometria
Nella sezione Geometria del Toolbox delle Propriet occorre effettuare le seguenti operazioni: Nel list box Direzione predefinita scegliere lopzione per definire la direzione ed il verso del vettore momento rispetto al riferimento Globale (v. 21.1) o Locale (v. 21.2 e 21.3) oppure scegliere lopzione PERSONALIZZATA per definire liberamente la direzione ed il verso del vettore momento. Lopzione PERSONALIZZATA, infatti, rende editabili i campi: Angolo X-Y, in cui va specificato il valore dellangolo (compreso tra 0 e 360) che il piano del semicerchio azzurro (contenente la forza) forma con lasse, nel piano del cerchio verde, ortogonale a quello diretto lungo lasse della trave (v. figura); Angolo Z-XY, in cui va specificato il valore dellangolo (compreso tra 0 e 180) che la forza forma con lasse del sistema di riferimento ortogonale a quelli contenuti nel piano del cerchio verde (v. figura).
Con modalit analoghe a quelle illustrate al punto A del 12.11.2, la direzione ed il verso del vettore momento concentrato possono essere definiti per via grafica, in maniera ancora pi semplice ed intuitiva.

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12. Le Viste 3D

Nel campo Distanza LLI[i] viene riportata la distanza (in metri) del punto di applicazione del momento dal punto iniziale (i) della trave (v. 21.2); tale valore pu anche essere modificato ottenendo, naturalmente, limmediato spostamento del momento sulla trave. Nel campo MOMENTO [Nm] specificare, in valore assoluto, lintensit (in Nm) del momento.
Si ricorda che ogni valore inserito nei campi del Toolbox delle Propriet deve essere confermato pigiando INVIO della tastiera.

12.11.6

Come Applicare un Momento Lineare


Loggetto Momento Lineare di EdiLus-CA pu essere utilizzato per applicare un Momento torcente lineare ad una trave o ad un Pilastro. Le modalit operative per lapplicazione di un momento lineare su un pilastro sono analoghe a quelle per lapplicazione dello stesso momento su una trave. Pertanto, per brevit, vengono illustrate solo le modalit per lapplicazione di un momento lineare su una trave. Per applicare un momento lineare su una trave della struttura basta effettuare le seguenti operazioni: Accedere alla vista Forze e Momenti (utente) di una vista 3D del progetto (v. 12.11.1). Pigiare il bottone Carichi e Spinte del toolbox Oggetti Disegno per visualizzare le opzioni per la scelta del tipo di forza da disegnare. Nel toolbox selezionare lopzione Momento lineare. Fare click sullasse della trave per indicare loggetto su cui va disegnato il momento. Questa operazione applica un momento lineare lungo tutta la lunghezza della trave. Il momento lineare applicato pu anche interessare solo una parte della trave (v. avanti). Nel Toolbox delle Propriet (v. 10.1.6) specificare le Propriet del momento disegnato.

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12. Le Viste 3D

Per visualizzare le propriet del momento nel Toolbox delle Propriet, esso questo deve risultare selezionato (v. 10.1.2).

Per il momento lineare inserito vanno specificate le seguenti Propriet:

Sezione Caratteristiche
Nella sezione Caratteristiche del Toolbox delle Propriet occorre effettuare le seguenti operazioni: Nel campo Descrizione inserire una descrizione identificativa del carico. Nel list box Condiz. Carico Utente scegliere la condizione di carico. Nel list box Tipologia Carico Accid. scegliere la tipologia di carico accidentale opportuna tra quelle possibili, proposte in funzione della scelta effettuata nel list box Condiz. Carico Utente.

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12. Le Viste 3D

Sezione Geometria
Nella sezione Geometria del Toolbox delle Propriet occorre effettuare le seguenti operazioni: Nel list box Direzione predefinita indicare il verso (orario o antiorario) del momento torcente lineare. La scelta di unopzione nel list box riporta gli angoli opportuni nei campi sottostanti che, per, in questo caso, NON possono essere modificati. Nel campo Distanza LLI [i] della sezione PUNTO [iniziale] digitare la distanza, in metri, del punto iniziale di applicazione del momento lineare dal nodo iniziale della trave.

Nel campo MOMENTO [i] [Nm/m] della sezione PUNTO [iniziale] specificare, in valore assoluto, lintensit (in Nm/m) del momento lineare nel suo punto di applicazione iniziale. Nel campo Distanza LLI [f] della sezione PUNTO [finale] digitare la distanza, in metri, del punto finale di applicazione del momento lineare dal nodo finale della trave.
La Distanza LLI [i] e la Distanza LLI [f] possono anche essere definite graficamente. Per modificare graficamente tali distanze basta semplicemente selezionare il momento lineare e spostare le maniglie (pallini rossi) alle sue estremit.

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12. Le Viste 3D

Nel campo MOMENTO [f] [Nm/m] della sezione PUNTO [finale] specificare, in valore assoluto, lintensit (in Nm/m) del momento lineare nel suo punto di applicazione finale.
Si ricorda che ogni valore inserito nei campi del Toolbox delle Propriet deve essere confermato pigiando INVIO della tastiera.

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13. Il Calcolo

Il Calcolo
Specificati i dati dellAnalisi Sismica (v. cap. 5.2), disegnato lintero edificio con gli oggetti di EdiLus-CA (v. cap. 10), possibile procedere alle varie fasi del calcolo. I paragrafi seguenti illustrano le varie fasi del calcolo e le modalit operative per richiederle.

391

13. Il Calcolo

13.1

Le Fasi di Calcolo
Ultimata limmissione dei dati della struttura, vengono effettuati tutti i passi di calcolo necessari per la completa definizione di spostamenti/tensioni/sollecitazioni, affidando al solutore interno la risoluzione del telaio spaziale. Vengono quindi effettuati i semiprogetti delle armature nelle varie membrature, la generazione dei grafici, della relazione di calcolo e la contabilit. A seconda delle scelte effettuate (v. 5.1), il calcolo sar condotto secondo il D.M. del gen.96 o secondo lOrdinanza 3274/2003 in regime di analisi elastica lineare dinamica modale o statica. Questultima modalit pu essere scelta solo se la struttura pu essere considerata regolare nellaccezione indicata nellOrdinanza, che detta dei limiti molto stringenti, cui in pratica molto difficile essere aderenti, e si pu controllare solo dopo che stato effettuato il calcolo. Per questo motivo, quale che sia la normativa scelta, si consiglia di impiegare lanalisi dinamica modale che stata peraltro chiaramente indicata come il metodo normale per la definizione delle sollecitazioni di progetto. Liter di calcolo si compone dei seguenti passi principali: Definizione del Modello Strutturale (v. 13.2); Calcolo delle Sollecitazioni (v. 13.3); Calcolo delle Verifiche (v. 13.4); Calcolo delle Armature e delle Carpenterie (v. 13.5). Calcolo dei Solai (v. 13.6). Le fasi di calcolo elencate possono essere richieste singolarmente nellordine specificato oppure possono essere richieste con ununica operazione (v. 13.7). In questultimo caso (Calcolo Completo) sar il programma a svolgere in sequenza le varie fasi del calcolo nellordine previsto. Durante il calcolo una sezione Diagnostica (v. 13.8) rileva e segnala eventuali errori fornendo utilissime indicazioni e funzionalit per poterli risolvere rapidamente. Le fasi di calcolo elencate e le modalit operative per poterle richiedere vengono descritte nei paragrafi seguenti.
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13. Il Calcolo

13.2

La Definizione del Modello Strutturale


La definizione del modello strutturale delledificio disegnato estremamente importante. In questa fase, infatti, il programma definisce gli elementi del modello che saranno passati al solutore per il calcolo. In questa fase vengono anche definiti tutti i vincoli esterni che il programma riesce ad individuare automaticamente (ad esempio, i vincoli di fondazione).
Se per la struttura non risulta definita alcuna fondazione il programma provvede automaticamente a vincolare, con un incastro, la base inferiore degli elementi (ad es. i pilastri) del primo livello.

La schematizzazione dei nodi in cui innestano i beam (aste) viene effettuata in tempo reale man mano che si disegnano gli elementi. Tale schematizzazione pu essere visualizzata nella vista strutturale di una vista 3D (v. 12.9) del progetto. Per gli elementi bidimensionali, il modello viene, invece, creato nella fase di Calcolo del Modello Strutturale. Eventuali solette, pareti e platee vengono discretizzate creando una serie di sub-nodi e di elementi sub-shell le cui dimensioni mediamente sono pari a quanto richiesto nelle relative propriet (v. 10.4.3, 10.5.3 e 10.13.2). Le mesh vengono create in modo da rispettare la congruenza degli elementi perimetrali eventualmente presenti al contorno, quali beams (travi, pilastri, o travi alla Winkler) ed altre solette o pareti. Anche eventuali fori vengono automaticamente schematizzati. Nella fase di Calcolo del Modello Strutturale vengono anche effettuati dei controlli su una serie di problematiche o incongruenze che la struttura pu presentare (vincolatura al piede non appropriata, possibili labilit ecc.). Il risultato di tali controlli, con la segnalazione dei problemi riscontrati, viene proposta nella sezione della diagnostica del progetto. Per richiedere il calcolo del modello strutturale del progetto attivo basta selezionare lopzione Calcolo Modello Strutturale del menu CALCOLO oppure pigiare lomonimo bottone della toolbar.
393

13. Il Calcolo

Prima di procedere al calcolo, un messaggio chiede se salvare il progetto. buona norma salvare il progetto prima di procedere a qualsiasi operazione di calcolo.

Eventuali errori rilevati durante il calcolo vengono segnalati dalla sezione Diagnostica (13.8) del programma. Ovviamente, dopo il calcolo del modello strutturale NON pi possibile modificare la Geometria della Struttura, ma ancora possibile intervenire: sulle propriet degli oggetti (v. cap. 10) che non inficiano la geometria della struttura (ad es. possibile modificare il materiale, le forze e i vincoli applicati a travi, pilastri, ecc.); sulle propriet dei nodi applicando, ad esempio, forze (v. 12.9.1.1), vincoli esterni (v. 12.9.1.2) e/o cedimenti (v. 12.9.1.3); sulla suddivisione in shell di platee, pareti e solette (v. 12.9). Per poter apportare modifiche alla geometria della struttura necessario annullare il modello strutturale calcolato selezionando lopzione Reset Modello Strutturale del menu CALCOLO oppure pigiare lomonimo bottone della toolbar. Quando si richiede di annullare il calcolo, un messaggio chiede se effettuare automaticamente una copia di riserva (v. 20.2) del progetto nello stato precedente alla richiesta di annullamento.
Intervenendo sulla geometria della struttura, un nodo potrebbe essere sostituito da un altro nodo con la conseguente perdita di tutte le propriet (vincoli e/o forze) ad esso assegnate dallUtente. Pertanto, eventuali forze e/o vincoli esterni e cedimenti sui nodi (v. 12.9 e segg.) vanno applicati dopo aver richiesto il Calcolo del Modello Strutturale e, quindi, dopo aver bloccato la geometria della struttura. Se, dopo aver applicato forze e/o vincoli ai nodi, si deve modificare la geometria della struttura, occorre annullare il calcolo del Modello Strutturale. Dopo aver effettuato le modifiche, NECESSARIO VERIFICARE che, nei nodi delle zone modificate, risultino ancora presenti le eventuali forze e/o vincoli applicati dallUtente.

Effettuato il calcolo del modello strutturale, possibile procedere al calcolo delle sollecitazioni (v. 13.3), alle verifiche (v. 13.4), al calcolo delle armature e delle carpenterie (v. 13.5) e al calcolo dei solai (v. 13.6).

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13. Il Calcolo

Dopo il calcolo del Modello Strutturale opportuno che lUtente verifichi, in una vista 3D (v. 12.9), il modello strutturale definito automaticamente dal programma. Lanciando qualsiasi fase di calcolo successiva a quella del Modello Strutturale, il programma richiama, con un apposito messaggio, la necessit di verificare il modello strutturale ottenuto.

Quando lUtente NON avr pi bisogno che gli venga richiamata limportanza della verifica suddetta, potr richiedere che il messaggio NON gli venga pi riproposto (anche per i progetti futuri) selezionando il check box non mostrare pi questo messaggio presente nel messaggio stesso. La richiesta che venga proposto/NON proposto il messaggio suddetto pu anche essere effettuata nella pagina Preferenze del dialog Opzioni Programma (v. 20.2).

13.3

Il Calcolo delle Sollecitazioni


Definiti tutti i nodi, per ognuno di essi viene definita la massa in base agli elementi che vi sono collegati, ad es. la met dei beams, una adeguata porzione degli shell ecc.. Come visto al 5.2, gli spettri di risposta sono stati gi definiti in base alle caratteristiche delledificio. Si fa notare che i fattori di struttura (v. 5.2) possono essere diversi nelle due direzioni, e di ci viene tenuto debitamente conto. Il solutore interno, che ricordiamo essere ad elementi finiti per sei gradi di libert per nodo, effettua a questo punto due fasi di calcolo distinte in analisi dinamica modale, allo SLU ed allo SLD se il calcolo avviene secondo lOrd. 3274, altrimenti al solo SLU se si scelto il DM96. Il calcolo viene condotto per il n. di modi di vibrazione scelti. Se la schematizzazione degli impalcati a piano infinitamente rigido, il n. di
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13. Il Calcolo

modi impostato deve essere almeno pari al n. di piani x 3 (si ricorda che ogni piano pu avere una traslazione in X, in Y ed una rotazione intorno a Z), mentre per piani non rigidi il n. di modi dovr essere nettamente superiore, poich esso uguale al n. dei nodi x 3 (lo spostamento possibile secondo le tre direzioni X, Y e Z). Si fa presente che, per il D.M. 1996, il n. di modi scelto deve essere tale da eccitare una massa pari almeno all85% della massa totale delledificio, mentre, per lOrd. 3274, occorre considerare tutti i modi aventi massa partecipante superiore al 5%. Nel caso ci non avvenisse, si avrebbe una segnalazione in tal senso nella finestra della Diagnostica (v. 13.8) per cui occorrer aumentare il n. di modi di vibrazione impostato nella finestra Dati Analisi Sismica (v. 5.2). Vengono inoltre calcolate le sollecitazioni per carichi verticali e per eccentricit accidentale. Se la struttura stata impostata come regolare vengono condotte le verifiche di regolarit (di cui una parte possono essere condotte solo a posteriori); se non risultassero soddisfatte automaticamente il calcolo viene rielaborato imponendo appunto la non regolarit. Dal calcolo si ottengono le componenti dello spostamento lungo gli assi X Y e Z, le sollecitazioni agli estremi degli elementi beam lungo gli assi locali 1/2/3, le componenti tensionali di lastra e di piastra degli elementi bidimensionali. Tutti i Risultati del Calcolo possono essere visualizzati in varie modalit. Componendo opportunamente i valori risultanti, mediante le combinazioni probabilistiche indicate in normativa si ottengono infine i valori necessari per condurre le verifiche/semiprogetti degli elementi.

13.3.1

Come Richiedere il Calcolo delle Sollecitazioni


Effettuato il calcolo del modello strutturale (v. 13.2) possibile procedere al calcolo delle sollecitazioni (v. 13.3). Per richiedere il calcolo delle sollecitazioni sulla struttura del progetto attivo basta selezionare lopzione Calcolo Sollecitazioni del menu CALCOLO oppure pigiare lomonimo bottone della toolbar.
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13. Il Calcolo

Prima di procedere al calcolo, un messaggio chiede se salvare il progetto. buona norma salvare il progetto prima di procedere a qualsiasi operazione di calcolo.

Eventuali errori rilevati durante il calcolo vengono segnalati dalla sezione Diagnostica (13.8) del programma. Le sollecitazioni ottenute possono essere immediatamente visualizzate per lintera struttura ma anche per il singolo elemento strutturale (pilastro, trave, ecc.) selezionato (v. 14.2). Gli stessi risultati vengono anche rappresentati, in maniera pi sintetica e funzionale, mediante diagrammi o efficacissime mappature a colori, nelle viste 3D del progetto (v. 14.3.1). Se il calcolo delle sollecitazioni viene richiesto senza aver preventivamente effettuato il calcolo del modello strutturale, il programma provvede, comunque, ad effettuare tale calcolo. Pertanto, dopo aver richiesto il calcolo delle sollecitazioni, non possibile modificare la geometria della struttura e tutti gli altri dati di input necessari al calcolo delle sollecitazioni (materiali, carichi, vincoli, ecc.). Le uniche modifiche che sar possibile apportare al progetto, dopo il calcolo delle sollecitazioni, sono quelle relative alle scelte dei criteri per larmatura dei vari elementi della struttura (v. cap. 16). Per modificare qualsiasi altro dato del progetto non relativo alla geometria della struttura, occorre annullare il calcolo delle sollecitazioni. Per annullare il calcolo delle sollecitazioni basta selezionare lopzione Reset Sollecitazioni del menu CALCOLO oppure pigiare lomonimo bottone della toolbar. Quando si richiede di annullare il calcolo, un messaggio chiede se effettuare automaticamente una copia di riserva (v. 20.2) del progetto nello stato precedente alla richiesta di annullamento. Effettuato il calcolo delle sollecitazioni, possibile procedere alle verifiche (v. 13.4), al calcolo delle armature e delle carpenterie (v. 13.5) ed al calcolo dei solai (v. 13.6).

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13. Il Calcolo

13.4

Il Calcolo delle Verifiche


Le armature degli elementi beam vengono semiprogettate a pressoflessione retta allorquando la sezione sia regolare, vale a dire sia simmetrica, disposta secondo lasse Z e rientri in determinate tipologie (rettangolare, a T, H, ecc.) e vengono calcolate in 9 sezioni, dividendo cio il beam in 8 conci di egual misura. Il calcolo viene condotto cercando la posizione dellasse neutro che d luogo alla minima armatura. Il semiprogetto viene condotto per tutte le combinazioni di carico allo SLU. Vengono rispettate le armature principali minime da disporre ai lembi destremit della sezione e le armature trasversali prescritte a seconda della normativa scelta. Quando la sezione non regolare, nellaccezione vista pocanzi, il calcolo viene condotto in regime di pressoflessione deviata, nella stessa maniera in cui si vedr per i pilastri, in 5 sezioni, dividendo il beam in 4 conci. Successivamente vengono effettuate le verifiche allo SLE, che comprendono il controllo del contenimento delle tensioni, dellampiezza delle fessure (qualora esse si formino) e della freccia massima. Per i pilastri vengono condotte le verifiche considerando tutte le terne Mx, My, N, in regime quindi di pressoflessione deviata. Vengono calcolate le armature allo SLU, imponendo unarmatura minima in base ai parametri impostati, ed incrementando i tondini sui lati finch la verifica per tutte le combinazioni non sia soddisfatta. Si passa, quindi, al controllo allo SLE incrementando larmatura ulteriormente se necessario. In caso di sezioni simmetriche, ad es. quelle rettangolari, lincremento viene apportato sulle facce pi sollecitate, cio quelle pi distanti dallasse neutro. Le armature degli elementi bidimensionali vengono invece calcolate nei quattro nodi considerando sollecitazioni unitarie ed in base a quelle che sono state indicate essere le direzioni principali. In un nodo in cui siano collegati ad es. 4 elementi, larmatura considerata sar larmatura media fra le quattro (che in genere per differiscono poco fra loro) che poi vengono convertite in tondini.
398

13. Il Calcolo

Laddove la maglia base non copra le necessit, vengono disposte delle ulteriori armature integrative, e ci sia per la faccia superiore che per quella inferiore. Infine, le armature dei plinti vengono calcolate in base alla pressione sul terreno. Si immagina che il plinto sia formato da quattro mensole trapezoidali incastrate al pilastro, sottoposte quindi a flessione. Delle armature cos calcolate, si va poi a calcolare laliquota da rialzare per contrastare gli effetti del punzonamento.
Con EdiLus-CA le travi vengono progettate a pressoflessione retta (o a pressoflessione deviata nel caso di travi con sezione non regolare). Questo calcolo risulta particolarmente oneroso in quanto non individuabile a priori la coppia N-M pi gravosa ma occorre: calcolare le armature per tutte le coppie derivanti dalle varie combinazioni di carico (agli S.L., specialmente in zona sismica, si ottengono facilmente centinaia di combinazioni); definire linviluppo delle armature ottenute. Ovviamente, questa accuratezza nel calcolo, comporta un inevitabile aumento dei tempi di calcolo rispetto alla progettazione a flessione semplice (caso in cui sufficiente progettare le armature per il massimo momento positivo e il minimo momento negativo).

13.4.1

Come Richiedere il Calcolo delle Verifiche


Effettuato il calcolo delle sollecitazioni (v. 13.3.1) possibile richiedere di effettuare la progettazione degli elementi della struttura (con il calcolo delle aree di ferro necessarie) e tutte le verifiche opportune (v. 13.4). Per richiedere la progettazione e la verifica degli elementi della struttura basta selezionare lopzione Calcolo Verifiche del menu CALCOLO oppure pigiare lomonimo bottone della toolbar.
Prima di procedere al calcolo, un messaggio chiede se salvare il progetto. buona norma salvare il progetto prima di procedere a qualsiasi operazione di calcolo.

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13. Il Calcolo

Eventuali errori rilevati durante il calcolo vengono segnalati dalla sezione Diagnostica (13.8) del programma. Se le verifiche vengono richieste senza aver preventivamente effettuato il calcolo delle sollecitazioni (v. 13.3.1), il programma provvede, comunque, ad effettuare tale calcolo. Pertanto, dopo aver richiesto le verifiche, non possibile modificare alcun dato del progetto ad eccezione dei dati delle pagine del toolbox Armature che NON appartengono al raggruppamento Dati verifiche (v. cap. 16). I dati di tale raggruppamento vengono, infatti, bloccati in quanto necessari al calcolo delle aree di ferro e, quindi, al calcolo delle verifiche. Gli altri dati del toolbox Armature possono essere, invece, modificati per procedere alla eventuale personalizzazione delle armature (v. 16.2.1.1). I dati relativi al calcolo effettuato possono essere immediatamente visualizzati per lintera struttura, ma anche per il singolo elemento strutturale (pilastro, trave, ecc.) selezionato (v. 14.2). Per modificare i dati dei raggruppamenti Dati verifiche delle pagine del toolbox delle armature (v. cap. 16), occorre annullare il calcolo delle verifiche. Le verifiche effettuate possono essere annullate selezionando lopzione Reset Verifiche del menu CALCOLO o pigiando lomonimo bottone della toolbar. Quando si richiede di annullare il calcolo, un messaggio chiede se effettuare automaticamente una copia di riserva (v. 20.2) del progetto nello stato precedente alla richiesta di annullamento. Effettuate le verifiche, possibile procedere al calcolo delle armature e delle carpenterie (v. 13.5) e al calcolo dei solai (v. 13.6).
Al momento NON garantito il rispetto della Gerarchia delle Resistenze (per edifici calcolati in Classe di Duttilit Alta - v. 5.2) se, dopo il calcolo, vengono modificate manualmente le armature predisposte automaticamente dal programma (v. 16.2 e segg.) oppure (sempre dopo il calcolo) vengono modificati i parametri del toolbox armature (v. 16.1 e segg.) e vengono effettuati dei ricalcoli.

400

13. Il Calcolo

13.5

Il Calcolo delle Armature e delle Carpenterie


Effettuato il calcolo delle sollecitazioni (v. 13.3.1) e richieste le verifiche (v. 13.4.1), possibile richiedere il calcolo delle armature e delle carpenterie in cui il programma: provvede ad armare gli elementi della struttura (pilastri, travi, ecc.) secondo i criteri specificati dallUtente nel toolbox Armature (v. 16.1); produce automaticamente le tavole delle armature (v. 16.2) dei vari elementi strutturali e tutte le carpenterie (v. cap. 15) delledificio. Per richiedere il calcolo delle armature e delle carpenterie del progetto attivo basta selezionare lopzione Calcolo Armature e Carpenterie del menu CALCOLO oppure pigiare lomonimo bottone della toolbar.
Prima di procedere al calcolo, un messaggio chiede se salvare il progetto. buona norma salvare il progetto prima di procedere a qualsiasi operazione di calcolo.

Eventuali errori rilevati durante il calcolo vengono segnalati dalla sezione Diagnostica (13.8) del programma. Alle carpenterie ed alle tavole delle armature degli elementi strutturali possibile accedere selezionando gli opportuni nodi delle sezioni CARPENTERIE (v. cap. 15) ed ARMATURE (v. cap. 16) del Navigatore (v. 3.2.1). Se il calcolo delle armature e delle carpenterie viene richiesto senza aver preventivamente effettuato il calcolo del modello strutturale (v. 13.2), il calcolo delle sollecitazioni (v. 13.3.1) e le verifiche (v. 13.4.1), il programma provvede, comunque, ad effettuare tali calcoli. Pertanto, dopo aver richiesto il calcolo delle armature e delle carpenterie, non possibile modificare alcun dato del progetto ad eccezione di alcuni dati dei solai da calcolare (v. 13.6) e dei dati delle pagine del toolbox Armature che NON appartengono al raggruppamento Dati verifiche (v. cap. 16). I dati del raggruppamento Dati verifiche delle pagine del toolbox Armature vengono, infatti, bloccati in quanto sono necessari al calcolo delle aree di ferro e, quindi, al calcolo delle verifiche.
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13. Il Calcolo

Gli altri dati del toolbox Armature possono essere modificati per procedere alla eventuale personalizzazione delle armature (v. 16.2.1 e segg.). Il calcolo delle armature e delle carpenterie pu essere annullato selezionando lopzione Reset Armature, Carpenterie, etc. del menu CALCOLO oppure pigiare lomonimo bottone della toolbar. Quando si richiede di annullare il calcolo, un messaggio chiede se effettuare automaticamente una copia di riserva (v. 20.2) del progetto nello stato precedente alla richiesta di annullamento.

13.6

Il Calcolo dei Solai


Alcune modifiche alla geometria e alle propriet di un solaio, alla sua sezione di calcolo e alle strutture che lo sostengono (pilastri, travi, ecc.) comportano la cancellazione di forze, vincoli e cedimenti ad esso applicati dallUtente (v. 12.10.1 e 12.10.2). Si consiglia di applicare ad un solaio eventuali forze, vincoli e/o cedimenti solo dopo aver richiesto del modello strutturale (v. 13.2). Dopo il calcolo del modello strutturale, infatti, NON pi possibile modificare le propriet del solaio e, quindi non si possono verificare le cancellazioni suddette.

Effettuate tutte le fasi di calcolo dellEdificio fino al calcolo delle Armature e delle Carpenterie (v. 13.5), possibile richiedere il Calcolo dei Solai. Il calcolo dei solai viene effettuato agli elementi finiti, considerando, a scelta dellutente, gli elementi strutturali con le luci in asse o con la presenza dei braccetti infinitamente rigidi agli estremi (v. 10.7.6). I carichi considerati sono di tipo distribuito, permanente e accidentale, concentrati, anchessi permanenti e accidentali; vengono inoltre considerati, se presenti, variazioni termiche e cedimenti impressi. I carichi sono applicati in modo da calcolare, per ogni elemento, i massimi e i minimi momenti per nove sezioni di semiprogetto/verifica. Sono considerati momenti minimi sugli appoggi e in campata, indipendenti dai risultati del calcolo. Sono effettuate le verifiche allo SLU e allo SLE per sollecitazioni flettenti e taglianti, con limposizione dei minimi di Normativa.
402

13. Il Calcolo

Nel semiprogetto allo SLU possibile che larmatura necessaria affinch il momento ultimo della sezione sia maggiore del momento di progetto sia eccessiva, in particolare maggiore della percentuale massima impostata dallutente; EdiLus-CA in tal caso automaticamente passa alla fascia piena. Chiaramente la fascia piena viene fatta intervenire anche nel caso di insufficienza della sezione. Per quanto riguarda le sollecitazioni taglianti si precisa che non vengono mai calcolate armature a taglio (staffe e/o ferri di parete), ma agendo opportunamente sulle armature presenti in trazione e/o sulle fasce piene si fa in modo da rispettare sempre la condizione riportata in 4.2.2.2.2 del D.M. 9/1/1996; pi in particolare, nel caso che il taglio di progetto sia superiore a quello ultimo, per prima cosa cerca di aumentare le armature longitudinali a trazione fino a che portano benefici; nel caso ci non sia sufficiente vengono aumentate le dimensioni delle fasce. Ci comporta una puntualizzazione importante e cio che le armature totali longitudinali servono sia per la flessione che per il taglio; ci significa che eliminando ad esempio armatura longitudinale in trazione, si pu ricevere un messaggio del tipo Il taglio di progetto per lelemento indicato superiore a quello ultimo calcolato in base alle indicazioni del punto 4.2.2.2.2 del D.M. 9/1/1996. Per quanto riguarda i momenti di servizio per le tipologie per le quali previsto, si precisa che trattasi di momento di servizio allo SLU. Di ci dovr essere tenuto conto nella scelta del travetto. A tal proposito, considerando che la maggior parte delle aziende produttrici di solai fornisce tabelle dei momenti resistenti calcolati alle T.A., un utile criterio pu essere quello di dividere il valore fornito dal programma per 1.5 e col valore risultante entrare nelle tabelle delle aziende produttrici. Il programma provvede automaticamente ad armare le campate e gli sbalzi (balconi) dei solai calcolati (v. 10.7.6) secondo i criteri specificati nella pagina Solai nel toolbox Armature (v. 16.1). Vengono, quindi, prodotte le tavole delle armature dei solai (v. 16.2.7). Le armature dei solai vengono anche riportate nelle carpenterie (v. cap. 15) delledificio.
Alle carpenterie ed alle tavole delle armature dei solai ottenute possibile accedere selezionando gli opportuni nodi delle sezioni CARPENTERIE (v. cap. 15) ed ARMATURE (v. cap. 16) del Navigatore (v. 3.2.1).

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13. Il Calcolo

Per richiedere il calcolo dei solai del progetto attivo basta selezionare lopzione Calcolo Solai del menu CALCOLO oppure pigiare lomonimo bottone della toolbar.
Prima di procedere al calcolo, un messaggio chiede se salvare il progetto. buona norma salvare il progetto prima di procedere a qualsiasi operazione di calcolo.

Eventuali errori rilevati durante il calcolo vengono segnalati dalla sezione Diagnostica (13.8) del programma. Se il calcolo dei solai viene richiesto senza aver preventivamente effettuato il calcolo del modello strutturale (v. 13.2), il calcolo delle sollecitazioni (v. 13.3.1), le verifiche (v. 13.4.1) ed il calcolo delle armature e delle carpenterie (v. 13.5), il programma provvede, comunque, ad effettuare tali calcoli. Pertanto, dopo aver richiesto il calcolo dei solai, non possibile modificare alcun dato del progetto ad eccezione dei dati delle pagine del toolbox Armature che NON appartengono al raggruppamento Dati verifiche (v. cap. 16). I dati del raggruppamento Dati verifiche delle pagine del toolbox Armature vengono, infatti, bloccati in quanto sono necessari al calcolo delle aree di ferro e, quindi, al calcolo delle verifiche. Gli altri dati del toolbox Armature possono essere modificati per procedere alla eventuale personalizzazione delle armature (v. 16.2.1 e segg.). Il calcolo dei solai pu essere annullato selezionando lopzione Reset Solai del menu CALCOLO o pigiando lomonimo bottone della toolbar. Quando si richiede di annullare il calcolo, un messaggio chiede se effettuare automaticamente una copia di riserva (v. 20.2) del progetto nello stato precedente alla richiesta di annullamento.

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13. Il Calcolo

13.7

Il Calcolo COMPLETO
Per il calcolo della struttura definita nel progetto attivo di EdiLus-CA possibile procedere con due differenti modalit: richiedere separatamente, ed ovviamente in una ben precisa sequenza, le fasi di calcolo necessarie (v. 13.1); richiedere il Calcolo COMPLETO in cui, senza soluzione di continuit, il programma provvede, in sequenza, alla definizione del Modello Strutturale, al calcolo delle sollecitazioni, al calcolo delle verifiche, al calcolo delle armature e delle carpenterie ed al calcolo dei solai con la conseguente produzione automatica dei relativi elaborati grafici. Per richiedere il Calcolo Completo della struttura del progetto attivo basta selezionare lopzione Calcolo COMPLETO del menu CALCOLO oppure pigiare lomonimo bottone della toolbar.
Prima di procedere al calcolo, un messaggio chiede se salvare il progetto. buona norma salvare il progetto prima di procedere a qualsiasi operazione di calcolo.

Eventuali errori rilevati durante il calcolo vengono segnalati dalla sezione Diagnostica (13.8) del programma. Ultimato il calcolo completo possibile visualizzare i risultati di calcolo (v. cap. 14), le tavole delle armature (v. cap. 16) e le carpenterie (v. 15) prodotte. Naturalmente, una volta richiesto il calcolo completo, la geometria della struttura e tutti gli altri dati di input del progetto (carichi, caratteristiche dei materiali, sezioni, ecc.) non risultano pi modificabili. Per modificare un qualsiasi dato di input del progetto necessario annullare il calcolo completo o almeno le fasi del calcolo opportune (v. 13.1). Per annullare il calcolo completo della struttura basta selezionare lopzione Reset COMPLETO del menu CALCOLO oppure pigiare lomonimo bottone della toolbar. Apportate le modifiche desiderate al progetto possibile richiederne nuovamente il calcolo.

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13. Il Calcolo

13.8

La Diagnostica
EdiLus-CA mette a disposizione del Tecnico un potentissimo strumento di aiuto alla progettazione: la Diagnostica. La Diagnostica di EdiLus-CA rileva tutti gli errori e le incongruenze rilevate nel calcolo e li segnala nella finestra Diagnostica. Gli errori segnalati dal programma possono appartenere ad una delle tre seguenti tipologie: Fatal Error. I Fatal Error sono errori che non consentono al programma di proseguire nel calcolo. Un Fatal Error, pertanto, comporta linterruzione e lannullamento della fase del calcolo in cui esso viene rilevato. Contestualmente si apre la finestra Diagnostica in cui, grazie alle informazioni e alle funzionalit disponibili (v. avanti), possibile correggere rapidamente lerrore per riprendere immediatamente il calcolo. Un Fatal Error, ad esempio, pu essere provocato dallerrato disegno di un elemento strutturale che non consente al programma di effettuarne la corretta modellazione. Error. Gli Error sono errori che segnalano una grave incongruenza (ad es. una verifica NON soddisfatta) che inficia la correttezza del progetto. Tali errori, per, non interrompono il calcolo e, pertanto, vengono segnalati, nella finestra Diagnostica, alla fine del calcolo richiesto (Calcolo Completo o singola Fase di Calcolo). Se, nella fase di Calcolo del Modello Strutturale (v. 13.2) vengono rilevati degli Error, al termine della fase stessa un messaggio chiede se si intende interrompere ed annullare la fase di calcolo per procedere alla loro correzione oppure se si intende proseguire nel calcolo.

Pigiando il bottone SI del messaggio, il calcolo viene interrotto e, nella finestra Diagnostica, vengono proposti tutti gli errori rilevati nel calcolo del modello strutturale.
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13. Il Calcolo

Si consiglia vivamente di correggere tutti gli errori rilevati nella fase di calcolo del Modello Strutturale al termine della fase stessa.

Effettuata la correzione degli errori rilevati nella fase di calcolo del Modello Strutturale possibile proseguire nel calcolo richiedendo le fasi di calcolo successive.

Pigiando, invece, il bottone NO del messaggio, il programma prosegue nel calcolo richiesto senza annullare il Calcolo del modello Strutturale. In questo caso gli errori rilevati nel calcolo del Modello Strutturale vengono proposti solo alla fine del calcolo richiesto insieme agli eventuali errori rilevati nelle altre fasi di calcolo.
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13. Il Calcolo

Warning. I Warning sono segnalazioni di situazioni che formalmente non inficiano la correttezza del progetto, ma che possono evidenziare situazioni particolari o dimenticanze del progettista. Ad esempio, con un Warning viene segnalata la vicinanza di nodi della struttura: tale segnalazione va trascurata se la vicinanza dei nodi dovuta alla scelta di non unire i relativi elementi strutturali, ma evidenzia un errore commesso nel disegno, se gli elementi devono risultare collegati. La rilevazione di soli Warning nelle varie fasi non interrompe il calcolo e, pertanto, essi vengono proposti solo alla fine del calcolo richiesto oppure quando il calcolo viene interrotto per la rilevazione di Fatal Error o di Error (alla fine del calcolo del Modello Strutturale). Nella parte superiore della finestra Diagnostica vengono proposti gli errori rilevati in una struttura ad albero in cui essi risultano raggruppati per fase di calcolo. Sul ramo principale dellalbero, infatti, vengono proposti i nodi (Modello Strutturale, Sollecitazioni, Verifiche e/o Armature, Carpenterie) relativi alle fasi del calcolo (v. 13.1) in cui sono stati rilevati gli errori. Gli errori rilevati per ognuna delle fasi del calcolo risultano, a loro volta, organizzati per tipologia di errore.
Se il calcolo viene interrotto dallUtente al termine del Calcolo del Modello Strutturale per la correzione degli Error rilevati, nella finestra Diagnostica, a destra del nodo Modello Strutturale, viene riportata la stringa [Fase Interrotta].

Tale stringa segnala che il calcolo del Modello Strutturale stato annullato e che, una volta corretti gli Error e gli eventuali Warning rilevati, esso dovr essere ripetuto.

Esplodendo il nodo relativo ad una fase di calcolo, sul ramo che da esso si diparte, vengono, infatti, proposti i seguenti nodi (raggruppamenti): Fatal Error, contenente i Fatal Error rilevati nella fase di calcolo a cui tale nodo risulta collegato.
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13. Il Calcolo

Error, contenente gli Error rilevati nella fase di calcolo a cui tale nodo risulta collegato. Warning, contenente i Warning rilevati nella fase di calcolo a cui tale nodo risulta collegato. Esplodendo il nodo di una delle tipologie di errori descritta (Fatal Error, Error o Warning) vengono proposti i nodi (cartella giallo scuro) di ulteriori raggruppamenti degli errori. Ad esempio, per gli errori relativi al Calcolo del Modello Strutturale, gli errori vengono raggruppati per gli elementi strutturali (travi, pilastri, pareti, ecc.) per cui vengono rilevati. Questo ulteriore raggruppamento risulta visualizzato solo se il bottone Visualizza Gruppo della toolbar della finestra Diagnostica risulta premuto (v. avanti). Se, invece, il bottone Visualizza Gruppo risulta NON premuto il raggruppamento descritto non viene proposto e gli errori vengono visualizzati direttamente sui rami che si dipartono dai nodi Fatal Error, Error e Warning.
Per default il bottone Visualizza Gruppo risulta premuto.

Esplodendo uno degli ultimi raggruppamenti descritti (cartelle giallo scuro) nellalbero vengono proposti i nodi (cartelle giallo chiaro) aventi, come nome, la descrizione dei vari errori rilevati. Tali nodi contengono tutti gli errori uguali rilevati che, ovviamente, si riferiscono ad elementi diversi e/o a situazioni differenti. Esplodendo una delle cartelle giallo chiaro vengono, quindi, visualizzati i nodi degli errori caratterizzati dallicona lato. Per ogni errore, a destra dellicona, viene proposto un titolo che lo descrive sinteticamente. Selezionando un errore nella parte inferiore della finestra Diagnostica vengono proposti: una barra azzurra che riporta, da sinistra, il codice identificativo dellerrore, il suo titolo e lindicazione delleventuale elemento strutturale (pilastro, trave, ecc.) per cui esso si verifica;
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13. Il Calcolo

la descrizione dettagliata dellerrore, gli effetti da esso provocati e le modalit per risolverlo. La descrizione dellerrore selezionato e le modalit per la sua correzione possono essere stampate pigiando il bottone Stampa errore attivo della toolbar della finestra Diagnostica. Pigiando, invece, il bottone Stampa Tutto della toolbar vengono, invece stampati tutti gli errori proposti nella finestra Diagnostica. Ovviamente, per poter proceder alla correzione degli errori rilevati dalla diagnostica necessario procedere al Reset del Calcolo effettuato (v. precedenti). Alla finestra Diagnostica anche possibile accedere, anche dopo un Reset del Calcolo, con un doppio click sul nodo DIAGNOSTICA del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto oppure pigiando il bottone Diagnostica Generale della toolbar della Finestra del Programma.
Dopo aver effettuato un Reset del Calcolo, sotto la toolbar della finestra Diagnostica, appare la scritta Storico Diagnostica su sfondo arancione.

Nella finestra Diagnostica disponibile una potentissima funzionalit che consente di individuare immediatamente nel progetto un dato o un elemento strutturale per cui stato rilevato un errore. Un semplice doppio click sul nodo o sul titolo di un errore, infatti, apre la finestra del progetto (tavola) in cui possibile correggerlo. Ad esempio, se lerrore si riferisce ad una trave, facendo un doppio click su esso nella finestra Diagnostica, si apre la tavola su cui la trave stessa stata disegnata. Nella finestra aperta, inoltre, viene anche proposta la selezione della trave per cui stato rilevato lerrore.
Ovviamente, effettuando un Reset COMPLETO del Calcolo ed, in particolare, il Reset del calcolo del Modello Strutturale (v. 13.2), si perde la modellazione (suddivisione in shell) delle pareti, delle solette e delle platee. In questo caso, la funzionalit descritta NON pu pi individuare le shell o i sub nodi del progetto per cui viene segnalato un errore in quanto queste NON esistono pi.

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13. Il Calcolo

La funzionalit appena descritta pu anche essere richiesta cliccando sullerrore con il pulsante destro del mouse e, nel menu che si apre, selezionare lopzione vai sullerrore.

Sulla toolbar della finestra Diagnostica, oltre ai bottoni gi descritti, sono presenti anche i seguenti bottoni: Vai al primo errore: sposta la selezione sul primo errore (in alto) riportato nella finestra Diagnostica. Vai allerrore precedente: sposta la selezione sullerrore che precede quello selezionato esplodendo, se necessario, i raggruppamenti in cui questo risulta contenuto. Vai allerrore successivo: sposta la selezione sullerrore che segue quello selezionato esplodendo, se necessario, i raggruppamenti in cui questo risulta contenuto. Vai allultimo errore: sposta la selezione sullultimo primo errore (in basso) riportato nella finestra Diagnostica. Naturalmente tutti gli errori proposti nella finestra Diagnostica vengono aggiornati richiedendo nuovamente il calcolo.

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13. Il Calcolo

Pagina lasciata volutamente in bianco

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14. I Risultati di Calcolo

I Risultati di Calcolo
Effettuato il Calcolo (v. cap. 13) EdiLus-CA offre al Tecnico svariate possibilit di visualizzazione dei risultati ottenuti. I principali risultati dellAnalisi Sismica della struttura vengono proposti nella sezione Masse e Modi di Vibrazione del progetto (v. 5.3). Nei paragrafi seguenti vengono illustrate le modalit per la visualizzazione e la stampa dei risultati di calcolo ottenuti, sia per un singolo elemento che per lintera struttura. Vengono, inoltre, illustrate le potentissime funzionalit del programma che rendono estremamente pi semplice, chiara e funzionale la lettura di tali risultati.

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14. I Risultati di Calcolo

14.1

Come Visualizzare i Risultati del Calcolo


Effettuato il Calcolo (v. cap. 13), possibile visualizzare i risultati ottenuti per ogni elemento della struttura (pilastro, trave, ecc.).
Ovviamente i risultati che sar possibile visualizzare sono relativi al tipo di calcolo effettuato. Ad esempio, avendo effettuato il solo Calcolo delle Sollecitazioni (v. 13.3.1), sar possibile visualizzare i dati delle sollecitazioni ma non i dati delle verifiche che, a loro volta, potranno essere visualizzati dopo aver richiesto il Calcolo delle Verifiche (v. 13.4.1) oppure il Calcolo Completo (v. cap. 13.7).

I risultati di calcolo dellelemento selezionato vengono proposti tabellati nella pagina Risultati del toolbox delle sue propriet (v. 10.1.6). I Risultati di calcolo di tutti gli elementi della struttura possono essere visualizzati e stampati, sia nella Relazione (v. cap. 17) che nella finestra Risultati del Calcolo a cui si accede cliccando lomonimo nodo del Navigatore (v. 3.2.1). Gli stessi risultati possono anche essere visualizzati, in maniera pi efficace, in una vista 3D. Nelle viste 3D possibile, infatti, richiedere i diagrammi dei carichi, delle sollecitazioni e delle deformazioni dellintera struttura (v. 14.3).

Sempre nella vista 3D possibile richiedere una efficacissima mappatura a colori dei carichi, delle sollecitazioni e delle deformazioni sulla struttura (v. 14.3.7). In una vista 3D, si pu anche richiedere di evidenziare gli elementi strutturali che non soddisfano determinate condizioni imposte dallUtente (v. 14.3.6).
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14. I Risultati di Calcolo

Individuato un elemento molto sollecitato o deformato, basta selezionarlo per visualizzare i relativi dati di calcolo nella pagina Risultati del toolbox delle Propriet (v. 14.2).

14.2

I Risultati Numerici
Dopo il Calcolo (v. cap. 13), i dati di Input, dei Carichi, delle Sollecitazioni, degli Spostamenti e delle Verifiche del progetto vengono riportati nella relazione prodotta automaticamente dal programma (v. cap. 17). Il Tecnico, per, pu anche prendere visione dei risultati ottenuti per valutarli, senza dover stampare lintera relazione. EdiLus-CA prevede la visualizzazione dei dati del calcolo sia per il singolo elemento strutturale, sia per tutti gli elementi strutturali.

A) I Risultati di Calcolo del Singolo Elemento Strutturale


I dati di calcolo di un elemento strutturale possono essere visualizzati nella pagina Risultati del toolbox delle Propriet. Per accedere ai risultati di calcolo di un elemento strutturale basta: selezionare lelemento nella tavola del disegno (v. 6.6), in una vista 3D (v. cap. 12), in una carpenteria (v. cap. 15) o in una tavola delle armature (v. cap. 16) per accedere al toolbox delle Propriet dellelemento selezionato; cliccare sulla linguetta Risultati in alto nel toolbox delle Propriet per accedere allomonima pagina dello stesso toolbox; nel list box Tipologia, in alto nella pagina Risultati, selezionare la tipologia di risultato che si intende visualizzare (Sollecitazioni, Verifiche);
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14. I Risultati di Calcolo

nel sottostante list box Dettaglio selezionare i risultati da visualizzare; I risultati richiesti per lelemento selezionato vengono proposti nella restante parte della pagina Risultati. Questa modalit per la visualizzazione dei risultati estremamente funzionale in quanto consente immediatamente di valutare i dati di un singolo elemento strutturale per cui, dai diagrammi (v. 14.3) o dalle verifiche (v. 14.3.6), stata rilevata una eventuale criticit.
Nella pagina Risultati, dopo il calcolo dei Solai (v. 13.6), oltre ai dati delle Sollecitazioni e delle Verifiche, anche possibile visualizzare i dati di Servizio delloggetto Solaio (sezione di calcolo) (v. 10.7.6) selezionato.

Nella pagina Risultati anche possibile richiedere, per lelemento strutturale selezionato, sia esso in cemento armato che in materiale generico (v. 8.1.1.1), lesportazione delle Sollecitazioni (per travi, pilastri, pareti, solette e platee) per TUTTE le possibili combinazioni di carico.
Vista la rilevante mole dei dati richiesti, questi vengono esportati e NON visualizzati direttamente nella pagina Risultati, per consentirne unagevole visualizzazione e, soprattutto, leventuale elaborazione con altri programmi. Le Sollecitazioni combinate di un elemento strutturale, per tutte le possibili combinazioni di carico, vengono esportate in un file in formato CSV che potr essere aperto e gestito con Microsoft Excel o con altri programmi che supportano tale formato.

Per richiedere lesportazione delle Sollecitazioni sullelemento selezionato per tutte le possibili combinazioni di carico basta effettuare le seguenti operazioni: nel list box Tipologia selezionare lopzione Sollecitazioni Combinate; nel list box Dettaglio scegliere lo Stato Limite (SLU = Stato Limite Ultimo oppure SLE = Stato Limite di Esercizio) per cui si intende ottenere le Sollecitazioni;

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14. I Risultati di Calcolo

pigiare il bottone Esporta CSV proposto nella parte inferiore della pagina Risultati; questa operazione propone il dialog Esporta CSV in cui viene proposto il nome assegnato al file esportato e il nome ed il percorso (path) della cartella in cui questo viene creato. In tale dialog possibile scegliere il separatore dei decimali dei valori numerici esportati (per default viene proposto il separatore previsto dal sistema); pigiare il bottone OK del dialog per avviare lesportazione. Un messaggio informa sullesito dellesportazione. Pigiando il bottone Si di tale messaggio il file esportato viene aperto in Microsoft Excel. Lesportazione delle Sollecitazioni combinate viene automaticamente proposta nel list box Tipologia quando risulta selezionato pi di un elemento (v. 10.1.3 e 12.4). Con una modalit analoga a quella illustrata possibile, infatti, esportare, in ununica soluzione, i files CSV per tutti gli elementi selezionati appartenenti alla stessa tipologia.
Non possibile procedere allesportazione se risultano selezionati elementi Appartenenti a tipologie differenti (ad es. travi e pilastri). Per facilitare la selezione di elementi della stessa tipologia, nella finestra Risultati viene eccezionalmente proposto il list box Filtro per entit (v. 10.1.3.1). La selezione di una tipologia in tale list box elimina la selezione da tutti gli elementi appartenenti a tipologie differenti da quella scelta.

B) I Risultati di Calcolo di Tutti gli Elementi Strutturali


I risultati numerici del calcolo vengono anche proposti, per tutti gli elementi della struttura, nella finestra Risultati del Calcolo del progetto. Nella finestra Risultati del Calcolo i dati del progetto possono essere visualizzati, stampati e/o esportati, anche parzialmente, prima di richiedere la produzione dellintera relazione (v. cap. 17). Per accedere alla finestra Risultati del Calcolo del progetto attivo basta fare un semplice doppio click sul nodo RISULTATI del CALCOLO del Navigatore. La finestra Risultati del Calcolo sormontata da una toolbar con i seguenti bottoni: Risultati: apre il menu per la scelta della tipologia di dati del progetto che si intende visualizzare nella finestra;
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14. I Risultati di Calcolo

Nella finestra Risultati di Calcolo possibile visualizzare, per ogni elemento strutturale in c.a. o in materiale generico (v. 8.1.1.1), le Sollecitazioni e le Tensioni per le singole condizioni di carico. Nelle Verifiche, invece, vengono proposte, per gli elementi in c.a., le sollecitazioni relative alla sola combinazione di carico pi gravosa per lo Stato Limite scelto. Nella pagina Risultati del toolbox delle Propriet (v. punto A) comunque possibile richiedere, per ogni elemento, le sollecitazioni per TUTTE le combinazioni di carico.

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14. I Risultati di Calcolo

Stampa...: avvia la procedura per la stampa dei dati visualizzati nella finestra proponendo il dialog per la scelta delle opzioni di stampa. A destra dei bottoni descritti presente il list box Zoom in cui possibile scegliere la percentuale di ingrandimento opportuna per visualizzare agevolmente i dati nella finestra. Nella restante parte della finestra Risultati del Calcolo vengono proposti, opportunamente tabellati, i dati richiesti. Facendo un click, con il pulsante destro del mouse allinterno di questa zona della finestra, si apre un menu locale che, oltre alle opzioni gi proposte sulla toolbar, contiene lopzione Salva in formato RTF.... Tale opzione consente di esportare i dati visualizzati nel formato RTF per poterla visualizzare e gestire liberamente, con qualsiasi Word Processor, anche su computer su cui non risulta installato il programma.

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14. I Risultati di Calcolo

14.3

Le Viste dei Risultati


In una vista 3D (v. cap. 12) del progetto di EdiLus-CA, oltre a visualizzare le caratteristiche morfologiche e strutturali delledificio, possibile visualizzare, in maniera sintetica ed efficace, i risultati del calcolo della struttura. La possibilit di salvare, nel progetto, le viste 3D desiderate, consente di archiviare le viste significative con i risultati di calcolo. La scelta dei risultati da visualizzare nella vista 3D attiva si effettua nel toolbox Risultati a cui si accede cliccando sullomonimo bottone della toolbar verticale lungo il bordo destro della Finestra del Programma (v. 3.2). In alto, nel toolbox Risultati, presente il list box per la scelta della tipologia di Risultati da visualizzare. Le opzioni di tale list box sono: NESSUNO: richiede che nella vista 3D NON venga proposto alcun risultato; Carichi: richiede la vista strutturale (v. 12.9) della vista 3D con i diagrammi dei carichi sui vari elementi della struttura (v. 14.3.1); Spinte terreno e idrostatiche: richiede la vista strutturale (v. 12.9) della vista 3D attiva con i diagrammi delle spinte del terreno ed idrostatiche sulle pareti (v. 14.3.9); Spostamenti: richiede la vista strutturale (v. 12.9) della vista 3D attiva con la relativa deformata (v. 14.3.2); Sollecitazioni Pilastri, Travi e Winkler: richiede la vista strutturale (v. 12.9) della vista 3D attiva con i diagrammi delle sollecitazioni su pilastri, travi e travi di fondazione (alla Winkler) (v. 14.3.3); Tensioni Pareti, Solette e Platee: richiede la vista strutturale (v. 12.9) della vista 3D attiva con i diagrammi delle sollecitazioni sulle eventuali pareti, solette e platee (v. 14.3.4); Tensioni sul Terreno: richiede, nella vista 3D attiva, i diagrammi delle sollecitazioni sul terreno (v. 14.3.5); Controllo delle Verifiche: richiede di evidenziare, nella struttura, gli elementi che rispettano determinate condizioni specificate dallUtente (v. 14.3.6); Spostamenti Solai: richiede la vista strutturale (v. 12.9) della vista 3D attiva con le deformate dei solai (v. 14.3.10);
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14. I Risultati di Calcolo

Sollecitazioni Solai: richiede la vista strutturale (v. 12.9) della vista 3D attiva con i diagrammi delle sollecitazioni sui solai (v. 14.3.11). Sotto il list box descritto presente una toolbar con i seguenti bottoni: Applica: conferma lapplicazione delle scelte effettuate nel toolbox Risultati, visualizzando i risultati richiesti nella vista 3D attiva. Seleziona Tutte le condizioni di carico: seleziona tutte le possibili condizioni di carico previste nel toolbox Risultati. Deseleziona Tutte le condizioni di carico: deseleziona tutte le condizioni di carico previste nel toolbox Risultati. Per ogni opzione scelta nel list box per la scelta dei risultati da visualizzare (ad esclusione di Controllo delle Verifiche), il toolbox Risultati risulta costituito dalle pagine Opzioni, Monitor e Grafica attivabili alternativamente cliccando sullomonima linguetta sotto il list box stesso. Nella pagina Grafica viene proposta la tabella in cui possibile personalizzare i colori dei diagrammi dei risultati che si intende visualizzare. Ogni rigo della tabella presenta, da sinistra, i seguenti campi: Descrizione, in cui viene riportato il nome del tipo di elemento strutturale (pilastro, trave, ecc.) per cui occorre scegliere il colore del diagramma; Colore, che riporta il colore scelto per il diagramma sul tipo di elemento strutturale; cliccando nel campo Colore si attiva il list box in cui possibile scegliere il colore desiderato per il diagramma; Intensit, in cui viene proposto il cursore per la definizione dellintensit del colore scelto per il diagramma. Nella pagina Opzioni vengono scelti i risultati da visualizzare nella vista 3D attiva (v. 12.6). Nella pagina Monitor possibile richiedere un ingrandimento dei diagrammi visualizzati e unefficace mappatura a colori dei risultati (v. 14.3.7).
Nella visualizzazione dei risultati di calcolo in una vista 3D, NON sono consentite le operazioni che non ha senso effettuare (ad es. la multiselezione degli oggetti). Il programma segnala che, nella vista 3D, risulta attiva la visualizzazione dei risultati di calcolo con la presenza dellicona a lato a destra nella barra di stato.

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14. I Risultati di Calcolo

14.3.1

I Diagrammi dei Carichi


I diagrammi dei carichi sono gli unici dati del progetto che possono essere visualizzati prima di richiedere il calcolo (v. cap. 13). In tali diagrammi vengono rappresentati tutti i carichi derivanti dallAnalisi dei Carichi effettuata automaticamente dal programma ed eventuali carichi aggiuntivi applicati sulla struttura dallUtente (v. ad es. 10.3.4 e 12.9.1.1). Per richiedere il diagramma dei carichi sullintera struttura nella vista 3D attiva (v. 12.6) basta effettuare le seguenti operazioni: Accedere al toolbox Risultati (v. 14.3) cliccando sullomonimo bottone della toolbar verticale disposta lungo il bordo destro della Finestra del Programma. Nel list box in alto nel toolbox Risultati selezionare lopzione Carichi; questa operazione propone, nella pagina Opzioni dello stesso toolbox, gli strumenti opportuni per la scelta dei carichi da visualizzare. Nel box sottostante selezionare i check box relativi alle condizioni di carico che si intende visualizzare. Pigiare il bottone Applica della toolbar del toolbox per confermare ed ottenere i diagrammi dei carichi nella vista 3D. Pigiando il bottone Applica viene proposta la pagina Monitor del toolbox. Nel combo box Zoom della pagina Monitor possibile scegliere o digitare il valore riduttivo (< 100) o amplificativo (> 100) del diagramma proposto. Al valore 100, proposto per default nel combo box Zoom, corrisponde una visualizzazione del diagramma ottimizzata in funzione dei valori massimo e minino dei carichi. Nella pagina Monitor anche possibile richiedere di visualizzare i carichi in una efficacissima mappatura a colori che ne rende estremamente agevole e funzionale la quantificazione e la lettura (v. 14.3.7).
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14. I Risultati di Calcolo

La selezione del check box Mostra struttura (proposta per default) della pagina Monitor richiede di visualizzare anche la struttura (indeformata). Naturalmente tale scelta pu risultare utile quando si richiede di visualizzare le deformazioni della struttura. Una potente funzionalit consente anche di leggere il valore del carico in un determinato punto della struttura (v. 14.3.8). Pigiando il bottone Reset Grafico dei Risultati della toolbar della vista, il diagramma richiesto viene eliminato dalla vista.

14.3.2

Gli Spostamenti della Struttura


Per richiedere il diagramma degli spostamenti dellintera struttura nella vista 3D attiva (v. 12.6) basta effettuare le seguenti operazioni: Accedere al toolbox Risultati (v. 14.3) cliccando sullomonimo bottone della toolbar verticale disposta lungo il bordo destro della Finestra del Programma. Nel list box in alto nel toolbox Risultati selezionare lopzione Spostamenti; questa operazione propone, nella pagina Opzioni dello stesso toolbox, gli strumenti per la scelta degli spostamenti desiderati.
In alto, nella pagina Opzioni del Toolbox, presente il list box Tipo in cui, in questo caso, viene proposta come unica opzione complessiva (default) che fornisce la rappresentazione complessiva degli spostamenti della struttura.

Nel list box Spostamenti specificare se gli spostamenti da visualizzare sono quelli calcolati per carichi statici o per effetto del sisma. Ovviamente, se nel list box Analisi Sismica (v. 5.1) stata scelta lopzione Nessuna, nel list box Spostamenti sar proposta la sola opzione per carichi statici. In base alla scelta effettuata nel list box Spostamenti, nella pagina Opzioni, vengono proposti gli strumenti illustrati di seguito:

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14. I Risultati di Calcolo

per carichi statici


Se nel list box Spostamenti viene scelta lopzione per carichi statici, nella pagina Opzioni vengono proposti i check box P (positivi) o N (negativi) per definire della combinazione delle condizioni di carico in base a cui devono essere calcolati gli spostamenti.

per effetto del sisma


Se nel list box Spostamento viene scelta lopzione per effetto del sisma, nella restante parte della pagina Opzioni vengono proposti i list box: Sisma, in cui va scelta la direzione (X, Y o Z) del sisma. Stato limite, in cui va scelto lo stato limite (ultimo o di danno) in base al quale vengono calcolati gli spostamenti; lopzione dannopu essere scelta solo se calcolo viene effettuato secondo lOrdinanza 3274 (v. 5.1). Modo di Vibrazione, in cui va scelto il modo di vibrazione in base a cui vengono calcolati gli spostamenti. Tale list box viene proposto solo se stata richiesta unanalisi sismica Dinamica (v. 5.1). Effettuate le scelte opportune, basta pigiare il bottone Applica della toolbar del toolbox Risultati per confermarle ed ottenere gli spostamenti desiderati nella vista 3D. Pigiando il bottone Applica viene anche proposta la pagina Monitor del toolbox. Nel combo box Zoom della pagina Monitor possibile scegliere o digitare un valore riduttivo (< 100) o amplificativo (> 100) del diagramma proposto. Al valore 100, proposto per default nel combo box Zoom, corrisponde una visualizzazione del diagramma ottimizzata in funzione dei valori massimo e minino degli spostamenti richiesti. Nella pagina Monitor anche possibile richiedere di visualizzare gli spostamenti richiesti in una efficacissima mappatura a colori che ne rende estremamente agevole e funzionale la quantificazione e la lettura (v. 14.3.7). La selezione del check box Mostra struttura (proposta per default) della pagina Monitor richiede di visualizzare anche la struttura (indeformata).
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14. I Risultati di Calcolo

Naturalmente tale scelta pu risultare utile quando si richiede di visualizzare le deformazioni della struttura. Una potentissima funzionalit consente anche di leggere, in maniera semplicissima, il valore dello spostamento in un determinato punto della struttura (v. 14.3.8). Pigiando il bottone Reset Grafico dei Risultati della toolbar della vista, il diagramma richiesto viene eliminato dalla vista.

14.3.3

Le Sollecitazioni su Pilastri e Travi


Per richiedere il diagramma di un determinato tipo di sollecitazione sui pilastri e le travi della struttura nella vista 3D attiva (v. 12.6), basta effettuare le seguenti operazioni: Accedere al toolbox Risultati (v. 14.3) cliccando sullomonimo bottone della toolbar verticale disposta lungo il bordo destro della Finestra del Programma. Nel list box in alto nel toolbox Risultati selezionare lopzione Sollecitazioni Pilastri, Travi e Winkler; questa operazione propone, nella pagina Opzioni dello stesso toolbox, gli strumenti opportuni per la scelta delle sollecitazioni da visualizzare. Nel list box Tipo scegliere il tipo di sollecitazione da visualizzare. La scelta di una delle opzioni del list box Tipo propone, nello spazio sottostante, un grafico esplicativo del tipo di sollecitazione richiesta nel riferimento locale dellasta (v. 21.2). Nel list box Sollecitazioni specificare se le sollecitazioni da visualizzare sono quelle calcolate per carichi statici o per effetto del sisma. In base alla scelta effettuata nel list box, nella restante parte della pagina Opzioni, vengono proposti gli strumenti illustrati di seguito:

per carichi statici


Se nel list box Sollecitazioni viene scelta lopzione per carichi statici, nella pagina Opzioni vengono proposti i check box P (positivi) o N (negativi), per definire la combinazione delle condizioni di carico in base a cui devono essere calcolate la sollecitazioni richieste.
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14. I Risultati di Calcolo

per effetto del sisma


Se nel list box Sollecitazioni viene scelta lopzione per effetto del sisma, nella parte inferiore della pagina Opzioni vengono proposti i list box: Sisma, in cui va scelta la direzione (X, Y o Z) del sisma; Stato limite, in cui viene sempre proposta lopzione ultimo (NON modificabile) in base alla quale vengono calcolate le sollecitazioni richieste; Modo di Vibrazione, in cui va scelto il modo di vibrazione in base a cui vengono calcolate le sollecitazioni. Tale list box viene proposto solo se stata richiesta unanalisi sismica Dinamica (v. 5.1). Effettuate le scelte opportune nella pagina Opzioni, basta pigiare il bottone Applica della toolbar del toolbox per confermarle ed ottenere le sollecitazioni desiderate nella vista 3D. Questa operazione propone anche la pagina Monitor del toolbox. Nel combo box Zoom della pagina Monitor possibile scegliere o digitare il valore riduttivo (< 100) o amplificativo (> 100) del diagramma proposto. Al valore 100, proposto per default nel combo box Zoom, corrisponde una visualizzazione del diagramma ottimizzata in funzione dei valori massimo e minino delle sollecitazioni richieste. Nella pagina Monitor anche possibile richiedere di visualizzare le sollecitazioni richieste mediante una efficacissima mappatura a colori che ne rende estremamente agevole e funzionale la quantificazione e la lettura (v. 14.3.7). La selezione del check box Mostra struttura (proposta per default) della pagina Monitor richiede di visualizzare anche la struttura (indeformata). Naturalmente tale scelta pu risultare utile quando si richiede di visualizzare le deformazioni della struttura. Una potente funzionalit consente anche di leggere il valore della sollecitazione in un determinato punto della struttura (v. 14.3.8). Pigiando il bottone Reset Grafico dei Risultati della toolbar della vista, il diagramma richiesto viene eliminato dalla vista.
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14. I Risultati di Calcolo

14.3.4

Le Sollecitazioni su Pareti, Solette e Platee


Le modalit per richiedere i diagrammi delle tensioni su eventuali pareti, solette e/o platee della struttura nella vista 3D attiva (v. 12.6) sono analoghe a quelle previste per i pilastri e le travi. Pertanto, per la descrizione di tali modalit si rimanda al 14.3.3.

14.3.5

Le Tensioni sul Terreno


Nella vista 3D attiva (v. 12.6) del progetto di EdiLus-CA possibile visualizzare le tensioni sul terreno mediante una mappatura a colori (v. 14.3.7) e lesito delle necessarie verifiche richieste per tali tensioni.

Come Visualizzare le Tensioni sul Terreno


Per visualizzare, nella vista 3D attiva del progetto, le sollecitazioni sul terreno, basta effettuare le seguenti operazioni: Accedere al toolbox Risultati (v. 14.3) cliccando sullomonimo bottone della toolbar verticale disposta lungo il bordo destro della Finestra del Programma. Nel list box in alto nel toolbox Risultati selezionare lopzione Tensioni sul Terreno; questa operazione propone la pagina Opzioni del toolbox. Nel list box Tipo della pagina Opzioni selezionare lopzione Tensioni sul Terreno. La scelta di questa opzione propone, nello spazio sottostante, gli strumenti per la scelta delle Tensioni da visualizzare. Nel list box Tensioni specificare se le sollecitazioni da visualizzare sono quelle calcolate per carichi statici o per effetto del sisma. In base alla scelta effettuata nel list box Sollecitazioni, nella restante parte della pagina Opzioni, vengono proposti gli strumenti illustrati di seguito:

per carichi statici


Se nel list box Sollecitazioni viene scelta lopzione per carichi statici, nella pagina Opzioni vengono proposti i check box P (positivi) o N (negativi) per definire la combinazione delle condizioni di carico in base a cui devono essere calcolate la tensioni.
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14. I Risultati di Calcolo

per effetto del sisma


Se nel list box Sollecitazioni viene scelta lopzione per effetto del sisma, nella parte inferiore della pagina Opzioni vengono proposti i list box: Sisma, in cui va scelta la direzione (X, Y o Z) del sisma; Stato limite, in cui viene sempre proposta lopzione ultimo (NON modificabile) in base alla quale vengono calcolate le tensioni; Modo di Vibrazione, in cui va scelto il modo di vibrazione in base a cui vengono calcolate le tensioni. Tale list box viene proposto solo se stata richiesta unanalisi sismica Dinamica (v. 5.1). Effettuate le scelte opportune nella pagina Opzioni, basta pigiare il bottone Applica della toolbar del toolbox per confermarle ed ottenere, nella vista 3D, la mappatura a colori delle tensioni sul terreno. Pigiando Applica viene anche proposta la pagina Monitor del toolbox (v. 14.3.7). Nel combo box Pos/Neg possibile scegliere di visualizzare la mappatura delle sole tensioni Positive, Negative o entrambe le tensioni. Una potente funzionalit consente anche di leggere, in maniera semplicissima, il valore della tensione in un determinato punto del terreno (v. 14.3.8).

Il Controllo delle Verifiche sulle Tensioni sul Terreno


Per visualizzare, nella vista 3D attiva del progetto, i nodi della struttura (di fondazione) in corrispondenza dei quali NON risultano rispettate le necessarie verifiche sulle tensioni sul terreno basta effettuare le seguenti operazioni:
Naturalmente, eventuali verifiche NON soddisfatte sulle tensioni del terreno vengono anche segnalate nella finestra della Diagnostica (v. 13.8) che si apre dopo il Calcolo delle Sollecitazioni (v. 13.3) o il Calcolo Completo (v. 13.7).

Accedere al toolbox Risultati (v. 14.3). Nel list box in alto nel toolbox selezionare Tensioni sul Terreno. Nel list box Tipo della pagina Opzioni selezionare lopzione:
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14. I Risultati di Calcolo

Verifica SIGMA caratteristica, per visualizzare, nella vista 3D, lesito delle verifiche sulla sigma sul terreno per carichi caratteristici; Verifica SIGMA allo SLU, per visualizzare, nella vista 3D, lesito delle verifiche sulla sigma sul terreno allo SLU; Pigiare il bottone Applica della toolbar del toolbox. Un apposito messaggio nella parte centrale del toolbox Risultati riporta lesito della verifica scelta nel list box Tipo (Verifica SIGMA caratteristica o Verifica SIGMA allo SLU). Tale messaggio viene proposto: in rosso, se lesito della verifica negativo per almeno un nodo di fondazione della struttura; in verde, se la verifica risulta soddisfatta per tutti i nodi. Nella vista 3D, inoltre, vengono rappresentati: in verde tutti i nodi per cui la verifica scelta risulta SODDISFATTA; in magenta tutti i nodi per cui la verifica scelta risulta NON SODDISFATTA. Le tensioni sul terreno (in particolare quelle per cui non sono soddisfatte le verifiche) in corrispondenza del nodo selezionato possono essere visualizzate nella pagina Risultati del Toolbox delle sue Propriet (v. 12.9.1 e 14.2).

14.3.6

Il Controllo delle Verifiche


Il Controllo delle Verifiche un ulteriore efficacissimo strumento per il controllo dei dati di calcolo. Grazie a tale controllo lUtente pu richiede di evidenziare, nella vista 3D attiva (v. 12.6), gli elementi che rispettano almeno una di una serie di condizioni specificate dallUtente. Ad esempio, possibile conoscere se, nella struttura, esistono elementi la cui armatura supera il massimo previsto e, grazie alla loro evidenziazione in giallo, individuarli immediatamente. Per effettuare i controlli descritti basta: Accedere al toolbox Risultati (v. 14.3) cliccando sullomonimo bottone della toolbar verticale disposta lungo il bordo destro della Finestra del Programma.
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14. I Risultati di Calcolo

Nel list box in alto nel toolbox Risultati selezionare lopzione Controllo delle Verifiche; questa operazione propone nel toolbox, i check box per la scelta delle condizioni da imporre per il controllo. I check box per la scelta delle condizioni risultano raggruppati in appositi box, per tipologia di sollecitazione. La descrizione di una condizione viene proposta in rosso se essa si riferisce a un vero e proprio errore o incongruenza, mentre viene proposta in blu se si riferisce ad una semplice avvertenza. Aprire il box relativo alla tipologia dei controlli da effettuare cliccando sullapposito bottoncino a destra del titolo del box oppure sulla barra contenente il titolo stesso. Selezionare i check box relativi alle condizioni che si intende imporre. Per default TUTTI i check box del toolbox risultano selezionati. Pigiare il bottone Applica della toolbar del toolbox per confermare ed ottenere i diagrammi dei carichi nella vista 3D. Per il Controllo delle Verifiche, il toolbox Risultati prevede una serie di utilit specifiche che consentono di operare in modo agevole e rapido. In primo luogo possibile richiedere che le selezioni delle condizioni effettuate nel toolbox non debbano essere confermate ogni volta pigiando il bottone Applica della toolbar del toolbox. Quando il bottone al CLICK della toolbar risulta premuto la selezione di un check box viene automaticamente confermata senza bisogno di premere il bottone Applica. Pigiando il bottone Seleziona della toolbar vengono automaticamente selezionati tutti i check box (condizioni) contenuti in tutti i box (anche se risultano chiusi) del toolbox Risultati.
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14. I Risultati di Calcolo

Pigiando, invece, il bottone Deseleziona viene automaticamente rimossa la selezione da tutti i check box contenuti in tutti i box del toolbox Risultati. Pigiando il bottone Seleziona tutto, presente nella parte superiore di ogni box, vengono selezionati tutti i check contenuti nel box stesso. Pigiando il bottone Deseleziona tutto, presente nella parte superiore di ogni box, viene rimossa la selezione da tutti i check contenuti nel box stesso. Selezionando, nella vista, un elemento che rispetta una delle condizioni imposte anche possibile visualizzarne i dati di calcolo nella pagina Risultati del toolbox delle sue propriet (v. 10.1.6).

14.3.7

La Mappatura a Colori dei Diagrammi


Tutti i risultati di calcolo (spostamenti, sollecitazioni, ecc.) di cui stata richiesta la rappresentazione grafica in una vista 3D (v. 12.6) possono anche essere visualizzati mediante una efficacissima mappatura a colori. Grazie ai colori della mappatura si ottiene un quadro chiaro e sintetico da cui possibile rilevare agevolmente gli spostamenti o le sollecitazioni di un determinato elemento strutturale o di unintera parte delledificio. A seconda del tipo dei risultati di calcolo richiesti (v. 14.3), ogni colore rappresenta, infatti, un determinato valore di spostamento o di sollecitazione e le sfumature tra i vari colori indicano i valori intermedi. Per richiedere la mappatura a colori dei risultati di calcolo rappresentati graficamente nella vista 3D attiva (v. 12.6) basta: accedere al toolbox Risultati cliccando sullomonimo bottone della toolbar verticale sul il bordo destro della Finestra del Programma; nel toolbox Risultati specificare le caratteristiche (carichi, sollecitazioni o spostamenti) che si intende visualizzare (v. 14.3.1, 14.3.2, 14.3.3, 14.3.4, 14.3.5); pigiare il bottone Applica della toolbar del toolbox per confermare le richieste; questa operazione propone i diagrammi delle caratteristiche richieste nella vista 3D e apre la pagina Monitor dello stesso toolbox; nella pagina Monitor selezionare il check box Scala cromatica.
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14. I Risultati di Calcolo

Nella pagina Monitor vengono anche proposti gli strumenti per la personalizzazione della mappatura a colori degli spostamenti o delle sollecitazioni nella struttura. Oltre agli strumenti gi illustrati nei paragrafi precedenti, nella pagina Monitor viene proposto il list box Pos/neg in cui va scelto il segno dei valori che si intende visualizzare nella mappatura.
Se nel list box Pos/neg si seleziona lopzione Valori +/-, il colore della mappatura in un punto di un elemento il maggiore, in valore assoluto, tra quello positivo e negativo nel punto stesso. Per valutare anche il segno delle sollecitazioni sugli elementi della struttura possibile richiedere separatamente la mappatura dei soli valori positivi (selezionando lopzione Valori + del list box Pos/neg) o quella dei soli valori negativi (selezionando lopzione Valori - del list box Pos/neg).

Sotto il list box descritto presente la scala cromatica dei valori della mappatura. Sopra la scala cromatica viene riportato il valore massimo (corrispondente al colore rosso) della sollecitazione o della deformazione sulla struttura. Sotto la scala cromatica viene, invece, riportato il valore minimo (corrispondente al blu) della sollecitazione o della deformazione sulla struttura. A sinistra e a destra della scala cromatica due cursori consentono di modificare i valori degli estremi dellintervallo delle sollecitazioni o delle deformazioni che si intende visualizzare sulla struttura. Spostando verso il basso il cursore di sinistra e verso lalto il cursore di destra viene ridotto il valore massimo ed aumentato il valore minimo dellintervallo proposto per default e, sulla struttura, viene proposta la mappatura delle sole sollecitazioni o spostamenti del nuovo intervallo specificato.

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14. I Risultati di Calcolo

Il nuovo valore dellestremo superiore (inferiore) dellintervallo delle sollecitazioni o delle deformazioni visualizzate viene proposto, in bianco, allinterno del colore rosso (blu) della scala cromatica. La funzionalit descritta consente di filtrare le sollecitazioni o le deformazioni visualizzate sulla struttura in modo da analizzare, in maniera puntuale, le sollecitazioni o le deformazioni di una certa entit. Ad esempio, considerando trascurabili deformazioni della struttura inferiori ad un certo valore, possibile visualizzare solo la mappatura delle deformazioni comprese tra tale valore e quello massimo spostando il cursore a destra della scala cromatica fino a raggiungere il valore suddetto.
Ovviamente, il cursore a sinistra della scala cromatica NON pu scendere sotto il valore minimo dellintervallo indicato dal cursore di destra. Analogamente, il cursore di destra NON pu superare il valore massimo dellintervallo indicato dal cursore di sinistra.

Pigiando il bottone Reset Grafico dei Risultati della toolbar della vista, il diagramma richiesto viene eliminato dalla vista.

14.3.8

Come Leggere il Valore del Carico, dello Spostamento o della Sollecitazione in un Punto della Struttura
In ognuna delle viste dei risultati (v. 14.3 e segg.) o nella relativa mappatura a colori (v. 14.3.7) possibile visualizzare il valore (di carico, spostamento o sollecitazione) proposto in qualsiasi punto di un elemento (trave, pilastro, parete, ecc.) della struttura. Per ragioni di semplicit, di seguito viene illustrata la modalit per visualizzare un valore in un determinato punto di una trave. In maniera analoga sar possibile visualizzare i valori nei punti desiderati su pilastri, pareti, solette, platee, ecc.. Per visualizzare, nella vista dei risultati attiva, un valore (di carico, spo433

14. I Risultati di Calcolo

stamento o sollecitazione) in un punto di una trave basta effettuare le seguenti operazioni: fare click sullelemento per selezionarlo; se nella vista dei risultati visualizzato un diagramma, lelemento selezionato viene proposto con la relativa sagoma;

spostare il cursore lungo loggetto selezionato per individuare il punto in cui si intende leggere il risultato; durante lo spostamento in un campo giallo vengono proposti dinamicamente: la distanza del punto indicato dal cursore dallestremit iniziale della trave (v. 21.2); la percentuale della lunghezza libera di inflessione della trave percorsa dal cursore a partire dalla sua estremit iniziale (v. 21.2);

il valore (del carico, dello spostamento o della sollecitazione) nel punto della trave in cui presente il cursore.

In maniera analoga sar possibile visualizzare, nelle viste dei risultati opportune, i valori dei carichi, delle sollecitazioni in un punto di un qualsiasi altro elemento strutturale (pilastro, parete, soletta, ecc.).
Nella visualizzazione dei risultati di calcolo in una vista 3D, NON sono consentite le operazioni che non ha senso effettuare (ad es. la multiselezione degli oggetti). Il programma segnala che, nella vista 3D, risulta attiva la visualizzazione dei risultati di calcolo con la presenza dellicona a lato a destra nella barra di stato.

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14. I Risultati di Calcolo

14.3.9

Le Spinte del Terreno ed Idrostatiche sulle Pareti


Per richiedere il diagramma delle spinte del terreno (v. 10.23) o idrostatiche (v. 10.24) sulle pareti della struttura, basta effettuare le seguenti operazioni: Richiedere almeno il calcolo del Modello Strutturale (v. 13.2).
Una spinta su una parete viene definita applicando una forza ad ogni sua Shell interessata da una spinta. La suddivisione in Shell di una parete si ottiene solo dopo aver richiesto il calcolo del Modello Strutturale (v. 13.2). Pertanto, per poter visualizzare i diagrammi delle spinte del terreno e/o delle spinte idrostatiche sulle pareti delledificio, necessario richiedere preventivamente almeno il calcolo del Modello Strutturale.

Accedere ad una vista 3D del progetto (v. 12.6). Accedere al toolbox Risultati (v. 14.3) cliccando sullomonimo bottone della toolbar verticale sul bordo destro della Finestra del Programma. Nel list box in alto nel toolbox selezionare lopzione Spinte terreno e idrostatiche; questa operazione propone, nella pagina Opzioni del toolbox, i check box per la scelta delle spinte da visualizzare. Selezionare i check relativi alle spinte [Spinta Idrostatica (statica), Spinta Idrostatica (sisma), Spinta Terreno (statica) e/o Spinta Terreno (sisma)] da visualizzare. Pigiare il bottone Applica della toolbar del toolbox per confermare le scelte effettuate ed ottenere, nella vista 3D, una mappatura a colori delle spinte richieste. Pigiando il bottone Applica viene proposta la pagina Monitor del toolbox. Nel combo box Zoom della pagina Monitor possibile scegliere o digitare il valore riduttivo (< 100) o amplificativo (> 100) del diagramma proposto.
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14. I Risultati di Calcolo

Al valore 100, proposto per default nel combo box Zoom, corrisponde una visualizzazione del diagramma ottimizzata in funzione dei valori massimo e minino delle spinte richieste.

La selezione del check box Mostra struttura (proposta per default) della pagina Monitor richiede di visualizzare anche la struttura. Una potente funzionalit consente anche di leggere il valore della sollecitazione in un determinato punto della struttura (v. 14.3.8). Un semplice click sul diagramma, infatti, attiva la modalit per la lettura dinamica (in un campo giallo) del valore della spinta nel punto della faccia della parete in cui posizionato il cursore.

Il punto a cui si riferisce il valore della spinta proposto viene indicato da una freccetta nera ortogonale alla faccia della parete. Pigiando il bottone Reset Grafico dei Risultati della toolbar della vista 3D, il diagramma ottenuto viene eliminato dalla vista stessa.

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14. I Risultati di Calcolo

14.3.10

Gli Spostamenti dei Solai


Dopo aver richiesto il Calcolo dei Solai (v. 13.6) possibile richiedere di visualizzare, in una vista 3D, gli spostamenti su ogni solaio per cui stata specificata una Sezione di Calcolo (v. 10.7.6). Per richiedere il diagramma degli spostamenti dei solai nella vista 3D attiva (v. 12.6), basta effettuare le seguenti operazioni: Accedere al toolbox Risultati (v. 14.3) cliccando sullomonimo bottone della toolbar verticale sul bordo destro della Finestra del Programma. Nel list box in alto nel toolbox Risultati selezionare lopzione Spostamenti Solai; questa operazione propone, nella pagina Opzioni del toolbox, gli strumenti per la scelta delle sollecitazioni da visualizzare.
Nel list box Tipo della pagina Opzioni disponibile la sola opzione complessiva (default). Lunica opzione disponibile nel list box Spostamenti , ovviamente, per carichi statici.

Selezionare i check box P (positivi) o N (negativi) per indicare la combinazione delle condizioni di carico (Carico Permanente e Carico Verticale/Abitazioni) in base a cui vengono calcolati gli spostamenti richiesti. Pigiare il bottone Applica della toolbar del toolbox per confermare le scelte effettuate ed ottenere gli spostamenti richiesti nella vista 3D.

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14. I Risultati di Calcolo

Pigiando il bottone Applica viene proposta la pagina Monitor del toolbox. Nel combo box Zoom della pagina Monitor possibile scegliere o digitare un valore riduttivo (< 100) o amplificativo (> 100) dei diagrammi proposti. Al valore 100, proposto per default nel combo box Zoom, corrisponde una visualizzazione del diagramma ottimizzata in funzione dei valori massimo e minino degli spostamenti richiesti. Nella pagina Monitor anche possibile richiedere di visualizzare gli spostamenti richiesti in una efficacissima mappatura a colori che ne rende estremamente agevole e funzionale la quantificazione e la lettura (v. 14.3.7).

Una potente funzionalit consente anche di leggere il valore dello spostamento in un punto (v. 14.3.8) della sezione di calcolo di un solaio. Un semplice click sulla sezione di calcolo di un solaio, infatti, attiva la modalit per la lettura dinamica (in un campo giallo) dello spostamento nel punto in cui posizionato il cursore. Pigiando il bottone Reset Grafico dei Risultati della toolbar della vista, il diagramma richiesto viene eliminato dalla vista.

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14. I Risultati di Calcolo

14.3.11

Le Sollecitazioni sui Solai


Dopo aver richiesto il Calcolo dei Solai (v. 13.6) possibile richiedere di visualizzare, in una vista 3D, le sollecitazioni (Momento e Taglio) su ogni solaio per cui stata specificata una Sezione di Calcolo (v. 10.7.6). Per richiedere il diagramma di un determinato tipo di sollecitazione su un solaio calcolato nella vista 3D attiva (v. 12.6), basta: Accedere al toolbox Risultati (v. 14.3) cliccando sullomonimo bottone della toolbar verticale sul bordo destro della Finestra del Programma. Nel list box in alto nel toolbox Risultati selezionare lopzione Sollecitazioni Solai; questa operazione propone, nella pagina Opzioni del toolbox, gli strumenti per la scelta delle sollecitazioni da visualizzare. Nel list box Tipo scegliere la sollecitazione [M3 (momento intorno allasse 3) o F2 (taglio lungo lasse 2)] da visualizzare.
Naturalmente, lunica opzione disponibile nel list box Sollecitazioni per carichi statici.

Selezionare i check box P (positivi) o N (negativi), della combinazione delle condizioni di carico (Carico Permanente e Carico Verticale/Abitazioni) in base a cui vengono calcolate la sollecitazioni richieste. Pigiare il bottone Applica della toolbar del toolbox per confermare le scelte ed ottenere il diagramma delle sollecitazioni richiesto nella vista 3D.

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14. I Risultati di Calcolo

Pigiando il bottone Applica viene proposta la pagina Monitor del toolbox. Nel combo box Zoom della pagina Monitor possibile scegliere o digitare il valore riduttivo (< 100) o amplificativo (> 100) del diagramma proposto. Al valore 100, proposto per default nel combo box Zoom, corrisponde una visualizzazione del diagramma ottimizzata in funzione dei valori massimo e minino delle sollecitazioni richieste. Nella pagina Monitor anche possibile richiedere di visualizzare le sollecitazioni richieste in una efficacissima mappatura a colori che ne rende estremamente agevole e funzionale la quantificazione e la lettura (v. 14.3.7).

La selezione del check box Mostra struttura (proposta per default) della pagina Monitor richiede di visualizzare anche la struttura (indeformata). Naturalmente tale scelta pu risultare utile quando si richiede di visualizzare le deformazioni della struttura. Una potente funzionalit consente anche di leggere il valore della sollecitazione in un determinato punto della struttura (v. 14.3.8). Una potente funzionalit consente anche di leggere il valore della sollecitazione richiesta (momento o taglio) in un punto (v. 14.3.8) della sezione di calcolo di un solaio. Un semplice click sulla sezione di calcolo di un solaio, infatti, attiva la modalit per la lettura dinamica (in un campo giallo) della sollecitazione nel punto in cui posizionato il cursore. Pigiando il bottone Reset Grafico dei Risultati della toolbar della vista, il diagramma richiesto viene eliminato dalla vista.

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15. Le Carpenterie

Le Carpenterie e i Telai
Effettuato il calcolo, per il progetto attivo il programma produce automaticamente le carpenterie di tutti i piani delledificio, compresa quella del piano di Fondazione (v. 6.1). Le carpenterie prodotte possono essere liberamente modificate e personalizzate dal Tecnico (v. 15.2). Vengono inoltre prodotti i grafici di tutti i telai della struttura (v. 15.3). Nel presente capitolo vengono descritte le modalit operative per visualizzare e stampare le carpenterie ed i telai prodotti dal programma.

441

15. Le Carpenterie

15.1

Come Visualizzare le Carpenterie


Richiedendo il Calcolo delle Armature e delle Carpenterie (v. 13.5) oppure il Calcolo Completo (v. 13.7) il programma provvede anche alla produzione delle carpenterie di ogni piano delledificio. Per visualizzare la carpenteria prodotta per un piano delledificio basta effettuare le seguenti operazioni: Esplodere, con un doppio click, il nodo GRAFICI del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto (se risulta chiuso). Questa operazione visualizza, sul ramo che parte da tale nodo, il nodo CARPENTERIE. Esplodere anche il nodo CARPENTERIE per visualizzare, sul ramo che si diparte da esso, i nodi di tutte le carpenterie prodotte. I nodi delle carpenterie risultano nominati come le piante corrispondenti (v. cap. 6). Fare doppio click sul nodo della carpenteria da visualizzare. Questa operazione apre, nella Finestra del Programma (v. 3.1), la finestra CARPENTERIE in cui viene proposta la carpenteria richiesta. La finestra CARPENTERIE riporta, sulla sua barra del titolo, il nome del progetto e quello della carpenteria visualizzata. La restante parte della finestra occupata da una vera e propria tavola grafica in cui viene proposta la carpenteria richiesta. Cliccando in un punto qualsiasi della tavola con il pulsante destro del mouse si apre un menu locale. Tale menu presenta le seguenti opzioni: Seleziona oggetti, che attiva la modalit per la selezione degli oggetti nella tavola (v. 10.1.2); lopzione per lattivazione della modalit per il disegno dellultimo oggetto disegnato; cliccando sulla freccetta a destra di tale opzione si attiva il menu per la scelta delloggetto da disegnare (v. 10.1.1); ovviamente, in tale menu, sar possibile scegliere di disegnare solo alcuni oggetti della tipologia Generali; le opzioni per lattivazione delle stesse funzionalit di Zoom previste per le tavole di disegno del programma (v. 11.4). In una carpenteria la campata di un solaio o uno sbalzo per cui non stato richiesto il calcolo si presenta in maniera differente da una campata o
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15. Le Carpenterie

uno sbalzo facenti parte di un solaio per cui stato richiesto il calcolo (campate o sbalzi interessati da una sezione di calcolo) (v. 10.7.6).

Campate o sbalzi di solai per cui NON stato richiesto il calcolo


Nelle campate di solaio NON calcolate viene riportato il disegno delle pignatte, dei travetti, della fascia piena, dei rompitratta e delle armature di ripartizione specificati nelle relative Propriet (v. 10.7.3). Per ogni balcone NON calcolato, viene anche riportata larmatura specificata nelle relative Propriet (v. 10.8.3).

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15. Le Carpenterie

Campate o sbalzi di solai per cui stato richiesto il calcolo


Nelle campate e negli sbalzi (balconi) che fanno parte di un solaio calcolato, vengono riportati: La sezione di calcolo solaio che riporta, da un lato, il verso della sezione stessa e, dallaltro lato, il cerchio con il numero che identifica il solaio calcolato. Tale cerchio pu essere liberamente spostato nella tavola. La stringa che identifica il solaio del tipo X.X dove il numero che precede il punto indica il piano delledificio e quello che segue il punto il numero che identifica la sezione di calcolo nel piano. I ferri superiori ed inferiori e lindicazione della fascia piena calcolati automaticamente dal programma. Lindicazione del momento di servizio e della tipologia del travetto, per le sole tipologie di solaio o balcone a travetti precompressi, travetti tralicciati e pannelli prefabbricati (v. 10.7.3 e 10.8.3). Se in una carpenteria non si intende visualizzare le armature e le informazioni descritte proposte per le campate e gli sbalzi di un solaio calcolato, basta selezionare la relativa sezione di calcolo e, nel relativo toolbox delle Propriet, deselezionare il check box Disegno armature. Le carpenterie prodotte NON possono essere rinominate o eliminate dal progetto ma possono essere personalizzate (v. 15.2). Tutti i testi (numerazioni, descrizioni delle armature, ecc.) riportati in una carpenteria possono essere liberamente spostati e modificati con le modalit previste per la gestione dei testi (v. 10.15.1). Anche le linee di quota possono essere modificate, eliminate e spostate con le consuete modalit. Le carpenterie prodotte possono essere stampate singolarmente, nella scala opportuna, direttamente nella finestra CARPENTERIE oppure possono essere composte liberamente, con altri elaborati grafici (ad es. tavole delle armature di travi e pilastri, viste 3D, ecc.) prodotti dal programma, nelle Tavole degli Esecutivi (v. cap. 18). Per avviare la stampa della carpenteria proposta nella finestra CARPENTERIE attiva, basta pigiare il bottone Stampa della toolbar della Finestra del Programma. Una carpenteria, inoltre, pu anche essere esportata (v. 3.3.1.7) nel formato elettronico opportuno per renderla disponibile, per la gestione, la stampa e larchiviazione, anche a chi non possiede il programma.
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15. Le Carpenterie

15.2

Come Personalizzare una Carpenteria


Una carpenteria del progetto attivo (v. 15.1) pu essere personalizzata dal Tecnico. La finestra CARPENTERIE, in cui vengono proposte le carpenterie, una vera e propria tavola di disegno e, pertanto, in essa possibile, con le modalit illustrate nel cap. 10, modificare le entit proposte e disegnare ulteriori entit della tipologia Generali (Misure, Polilinee, Testi, ecc.). Per modificare un testo nella carpenteria del solaio visualizzata basta selezionarlo e ruotarlo e/o spostarlo nella posizione desiderata con le modalit previste per loggetto (v. 10.15.1). Il testo selezionato pu anche essere modificato liberamente nelle propriet (contenuto, font, colore, ecc.).
In questa fase, avendo gi effettuato il calcolo, NON possibile modificare le propriet del solaio che hanno effetto sul calcolo stesso. Per la stessa ragione non possibile modificare gli altri elementi strutturali (pilastri, travi, ecc.) rappresentati nella carpenteria.

Pigiando il bottone Salva della toolbar le modifiche apportate alle carpenterie vengono salvate. La carpenteria attiva, con le eventuali personalizzazioni, pu essere stampata direttamente nella scala desiderata oppure pu essere inserita nellopportuna Tavola Esecutiva (v. cap. 18) componendola liberamente con altri grafici del progetto. Per avviare la stampa della sola carpenteria attiva basta pigiare il bottone Stampa della toolbar della Finestra del Programma. Una carpenteria pu anche essere esportata nel formato DXF o DWG (v. 3.3.1.7) per essere ulteriormente elaborata e stampata con altri CAD. Il tipo, la dimensione e lo stile dei caratteri di tutti i testi riportati nelle carpenterie possono anche essere personalizzate nella pagina Opzioni Carpenteria del dialog Opzioni PROGRAMMA a cui si accede selezionando Opzioni del menu Strumenti (v. 20.4). In questo caso le personalizzazioni richieste riguarderanno anche tutti i successivi progetti di EdiLus-CA.
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15. Le Carpenterie

15.3

I Telai
Effettuando semplicemente il calcolo del Modello Strutturale (v. 13.2) EdiLus-CA in grado di fornire al Tecnico lo schema di tutti i telai che costituiscono ledificio che si progetta. Naturalmente, negli schemi proposti vengono anche riportate eventuali pareti con la relativa suddivisione in shell. Per visualizzare uno dei telai prodotti dal programma basta: esplodere, con un doppio click, il nodo GRAFICI del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto (se risulta chiuso); questa operazione visualizza, sul ramo che parte da tale nodo, il nodo TELAI. Fare doppio click sul nodo TELAI. Questa operazione apre lomonima finestra nella Finestra del Programma, e propone, nella parte inferiore del Navigatore, il box Telai contenente la cartella Tabella Telai che, a sua volta, contiene i nodi di tutti i telai dellEdificio; Fare click sul nodo del telaio da visualizzare nella finestra TELAI. La toolbar della finestra TELAI presenta il bottone Zoom Testi che apre un pannello in cui possibile aumentare o diminuire, mediante gli appositi cursori, le dimensioni dei testi identificativi dei Nodi di travi e pilastri, dei Nodi delle Shell, delle Travi e dei Pilastri. Selezionando il check box Applica a tutti i telai, in alto nel pannello, le regolazioni effettuate saranno applicate a tutti gli altri telai delledificio. La restante parte della finestra occupata da una tavola in cui viene proposto il telaio scelto. Cliccando, con il pulsante destro del mouse, in un qualsiasi punto della tavola si apre un menu locale contenente le seguenti opzioni:

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15. Le Carpenterie

Seleziona oggetti, che attiva la modalit per la selezione degli oggetti nella tavola (v. 10.1.2); Lopzione per lattivazione della modalit per il disegno dellultimo oggetto disegnato. Cliccando sulla freccetta a destra di tale opzione si attiva il menu per la scelta delloggetto da disegnare (v. 10.1.1); ovviamente, in tale menu, sar possibile scegliere di disegnare solo alcuni oggetti delle tipologie Generali e Disegno; le opzioni per lattivazione delle stesse funzionalit di Zoom previste per le tavole di disegno del programma (v. 11.4).

I telai prodotti possono essere stampati singolarmente, nella scala opportuna, direttamente nella finestra TELAI oppure possono essere composti, con altri elaborati grafici (ad es. armature di travi e pilastri, viste 3D, ecc.) prodotti dal programma, nelle Tavole degli Esecutivi (v. cap. 18). Per avviare la stampa del telaio proposto nella finestra TELAI, basta pigiare il bottone Stampa della toolbar della Finestra del Programma.
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15. Le Carpenterie

Un telaio, inoltre, pu essere esportato (v. 3.3.1.7) nel formato elettronico opportuno per renderlo disponibile, per la gestione, la stampa e larchiviazione, anche a chi non possiede il programma.

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16. Le Armature

Le Armature
Richiedendo, per il progetto dellEdificio, il Calcolo Completo (v. 13.7) oppure il Calcolo delle Armature e delle Carpenterie (v. 13.5), EdiLus-CA provvede ad armare gli elementi strutturali (travi, pilastri, pareti, ecc.) con le opportune quantit di tondini metallici. Ovviamente, per armare le strutture, il programma utilizza tondini metallici con le caratteristiche specificate nella sezione Materiali (v. 8.1) del progetto. Inoltre, per procedere allarmatura automatica, il programma adotta i criteri specificati liberamente, per ogni tipo di struttura (travi, pilastri, pareti, ecc.) nel toolbox Armature (v. 16.1). La distinta dei ferri di armatura di ogni tipo di struttura (travata, pilastrata, ecc.) viene proposta in unapposita finestra con funzionalit specifiche per la sua personalizzazione. Le armature metalliche proposte dal programma possono essere liberamente modificate dallUtente in maniera semplice, veloce e precisa grazie alle potentissime funzionalit che, anche in questo caso, EdiLus-CA mette a disposizione (v. 16.2.1).

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16. Le Armature

16.1

La Scelta dei Criteri di Armatura


Prima di richiedere il Calcolo delle armature (v. 13.5) necessario definire i criteri che il programma deve adottare per procedere allarmatura dei vari elementi strutturali del progetto (travi, pilastri, ecc.). La definizione dei criteri per larmatura degli elementi strutturali si effettua nel toolbox Armature del progetto. Il toolbox Armature si apre cliccando sullomonimo bottone della toolbar disposta lungo il bordo destro della Finestra del Programma. Nel toolbox Armature viene proposta una pagina per ogni tipologia di elementi strutturali del progetto (Travi, ecc.). Per default viene proposta la pagina Pilastri ma possibile accedere a qualsiasi altra pagina selezionando la relativa opzione del list box in alto nel toolbox. Subito sotto il list box viene proposta una toolbar con i seguenti bottoni: Annulla modifiche: annulla tutte le modifiche apportate nella pagina attiva del toolbox Armature. Ricalcola: ricalcola le armature della sola tavola delle armature visualizzata (v. 16.2) in base alle modifiche apportate nella pagina attiva del toolbox. Ricalcola Tutto: ricalcola le armature di tutte le tavole delle armature (v. 16.2) in base alle modifiche apportate nella pagina attiva del toolbox. Copia le opzioni della pagina da un altro documento: apre il dialog per la scelta del progetto di EdiLus-CA da cui si intende copiare le opzioni da riportare della pagina attiva del toolbox Armature. Copia tutte le opzioni da un altro documento: apre il dialog per la scelta del progetto di EdiLus-CA da cui si intende copiare tutte le opzioni del toolbox Armature.
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16. Le Armature

Le funzionalit attivate dai due bottoni descritti sono utilissime in quanto evitano di specificare, per ogni progetto, i criteri di armatura dei vari elementi strutturali. Naturalmente, nel progetto attivo, possibile modificare liberamente i criteri di armatura copiati da un altro progetto di EdiLus-CA. Ovviamente, le funzionalit Copia le opzioni della pagina da un altro documento e Copia tutte le opzioni da un altro documento possono essere richieste solo prima di aver richiesto il calcolo. Dopo il calcolo i due bottoni per richiedere la copia dei dati NON risultano abilitati.

Le opzioni per la personalizzazione dei criteri di armatura del tipo di strutture (travi, pilastri, ecc.) scelto nel list box superiore sono raggruppate, per tipologia, nei box presenti nella restante parte del toolbox. Ogni box presenta una barra superiore che riporta il titolo del gruppo di opzioni che contiene. Se risulta chiuso, un box pu essere aperto cliccando sullapposito bottoncino a destra nella barra del suo titolo o sulla barra stessa. Le varie pagine del toolbox Armature vengono illustrate dettagliatamente nei paragrafi seguenti.

16.1.1

I Criteri per lArmatura dei Pilastri


I criteri in base ai quali il programma procede allarmatura automatica dei pilastri vanno definiti nella pagina Pilastri del toolbox Armature (v. 16.1) del progetto. Alla pagina Pilastri si accede selezionando lomonima opzione nel list box superiore del toolbox Armature. Nella pagina Pilastri gli strumenti per la definizione dei criteri per larmatura dei pilastri risultano raggruppati nei seguenti box:

Dati Verifiche
I valori specificati nel box Dati Verifiche, essendo dati necessari per il calcolo, NON potranno essere modificati dopo aver richiesto il calcolo stesso.

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16. Le Armature

Il box Dati Verifiche contiene i campi: Copriferro [mm], in cui va specificato lo spessore (in mm) del copriferro dei pilastri. Armatura minima [%], in cui va specificata larmatura minima dei pilastri come percentuale della sezione. Armatura massima [%], in cui va specificata larmatura massima dei pilastri come percentuale della sezione.
Se un pilastro assimilabile ad un Piiastro-PARETE (v. punto 5.5.3.1 dellAll. 2 dellOrd. 3274, come modificato dallOPCM 3431 del 3/5/2005), per esso vengono automaticamente adottati i valori previsti dalla vigente normativa.

Sotto i campi descritti sono presenti: il list box Diagramma, in cui va definito il criterio di verifica delle sezioni dei pilastri. il check box Riporta Armatura dal Pilastro superiore, la cui selezione richiede che un pilastro venga armato con la stessa quantit di ferro del pilastro superiore se la sua armatura di calcolo risulta inferiore di quella di questultimo.

Diametro Tondini
Per le armature longitudinali dei pilastri possibile utilizzare un numero massimo di tre diametri. Tali diametri vanno specificati, in millimetri, nei seguenti campi del box Diametro Tondini: minimo [mm], in cui va indicato il diametro del tondino pi piccolo utilizzato per le armature longitudinali dei pilastri. medio [mm], in cui va indicato il diametro del tondino intermedio utilizzato per le armature longitudinali dei pilastri. massimo [mm], in cui va indicato il diametro del tondino pi grande utilizzato per le armature longitudinali dei pilastri.

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16. Le Armature

Ovviamente, per le armature longitudinali dei pilastri, anche possibile scegliere di utilizzare solo due diametri oppure un unico diametro. Se si sceglie di utilizzare solo due diametri, nel campo medio [mm] necessario riportare, comunque, uno dei due diametri (min o max) adottati. Se, invece, si sceglie di utilizzare un unico diametro, questo deve essere riportato in tutti e tre i campi del box.

Interasse Tondini
Nei campi del box Interasse Tondini i valori vanno specificati esclusivamente in centimetri. Il box Interasse Tondini contiene i campi: Massimo [cm], in cui va indicato il massimo interasse tra i tondini delle armature longitudinali dei pilastri. Ideale [cm], in cui va indicato linterasse ideale tra i tondini delle armature longitudinali dei pilastri.
LInterasse Ideale un parametro che influenza la scelta dei diametri dei tondini per larmatura. Nel definire le armature il programma cerca sempre di utilizzare i tondini del diametro pi piccolo specificato nel box Diametro Tondini e di disporli con un interasse maggiore dellinterasse Ideale. Se i tondini di diametro minimo si vengono a trovare ad un interasse minore dellinterasse Ideale, il programma passa ad utilizzare i tondini di diametro immediatamente superiore tra quelli previsti. Ovviamente, procedendo con il criterio descritto, se necessario utilizzare i tondini di diametro massimo, questi possono comunque venirsi a trovare ad un interasse inferiore a quello Ideale.

Ancoraggi
Nel box Ancoraggi vanno specificati i criteri per la definizione automatica degli ancoraggi dei ferri dei pilastri. In tale box vengono proposti i campi: lunghezza [num. diametri], in cui va indicato la lunghezza degli ancoraggi dei ferri longitudinali dei pilastri espressa in numero di diametri. lunghezza minima [cm], in cui va indicata la lunghezza minima, in centimetri, degli ancoraggi dei ferri longitudinali dei pilastri.
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16. Le Armature

Staffe
Il box Staffe contiene i campi: Diametro [mm], in cui va indicato il diametro, in millimetri, delle staffe. MAX Interasse centrale [cm], in cui va indicato, in centimetri, linterasse massimo delle staffe nella zona centrale del pilastro. MAX Interasse alle estremit [cm], in cui va indicato, in centimetri, linterasse massimo delle staffe alle estremit del pilastro. LUCE min alle estremit [%], in cui va indicato, come percentuale della lunghezza del pilastro, la distanza minima dalle estremit in cui le staffe devono risultare infittite.

Legature
Nel box Legature viene proposto il list box Tipo di Legature in cui possibile scegliere una delle seguenti opzioni: senza legature, la cui selezione richiede di non inserire alcuna legatura nelle armature dei pilastri. da normativa, la cui selezione richiede di inserire, nelle armature dei pilastri, le legature secondo quanto prescritto dalla vigente normativa. personalizzate, la cui selezione richiede di inserire le legature secondo i criteri specificati liberamente nei campi sottostanti. Se si sceglie lopzione personalizzate, infatti, nel box si abilitano i campi: Interasse Max lato maggiore [cm], in cui va specificato il massimo interasse tra le legature sul lato maggiore della sezione del pilastro (rettangolare). Interasse Max lato minore [cm], in cui va specificato il massimo interasse tra le legature sul lato minore della sezione del pilastro (rettangolare).
Per sezioni composte da pi rettangoli (ad es. le sezioni a L, a T, ecc.), come lati maggiori vengono considerati i segmenti tratteggiati nello schema a lato. Ovviamente, come lati minori, vengono considerati tutti gli altri segmenti.

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16. Le Armature

Le legature non vengono applicate automaticamente alle sezioni circolari e alle sezioni cave (v. cap. 7). Le legature di tali sezioni potranno essere inserite dal Tecnico nelle tavole delle armature dei pilastri (v. 16.2.2.1).

Varie
Nel box Varie sono presenti i seguenti campi: Lunghezza max tondini [cm], in cui va indicata, in centimetri, la massima lunghezza dei ferri di armatura, se un ferro di un pilastro supera la lunghezza massima specificata, viene spezzato in zona compressa assegnando ai due ferri lopportuna lunghezza di ancoraggio. Stringa descrizione sui Tondini, in cui possibile personalizzare liberamente la stringa identificativa a sinistra di ogni ferro longitudinale dei pilastri nelle tavole delle armature (v. 16.2.2). Per default, nel campo Stringa descrizione sui Tondini viene proposta la stringa di testo $DIAM$ che la variabile relativa al numero e al diametro dei ferri. Nella tavola delle armature delle pilastrate (v. 16.2.2) tale variabile verr sostituita, a sinistra di ogni ferro, dal numero e dal diametro del ferro stesso (ad es. 416). A destra di ogni ferro della pilastrata il programma riporta automaticamente anche la relativa lunghezza. Cancellando la stringa $DIAM$ dal campo, per i ferri delle pilastrate NON verr riportata lindicazione del numero e del diametro (comunque riportata sulle sezioni dei pilastri). Le informazioni da riportate a sinistra dei ferri delle pilastrate possono essere personalizzate inserendo, nel campo Stringa descrizione sui Tondini, oltre alla variabile $DIAM$, un qualsiasi testo e/o la variabile $LUNG$ che nella tavola verr sostituita dalla lunghezza dei ferri. Se, per, nel campo Stringa descrizione sui Tondini, viene inserita la variabile $LUNG$ (per riportare la lunghezza a sinistra di ogni ferro), il programma NON riporta pi la lunghezza a destra dei ferri. Ad esempio, se nel campo Stringa descrizione sui Tondini si riporta la stringa $DIAM$ (L=$LUNG$), per ogni ferro saranno riportate le informazioni come nella figura a lato.
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16. Le Armature

Per confermare tutte le scelte effettuate nella pagina Pilastri del toolbox Armature basta semplicemente uscire da essa. Pigiando il bottone Salva della toolbar le modifiche effettuate vengono anche salvate nel progetto. Le armature dei pilastri proposte automaticamente nelle tavole delle armature (v. 16.2.2) possono essere liberamente modificate e personalizzate.

16.1.2

I Criteri per lArmatura delle Travi


I criteri in base ai quali il programma procede allarmatura automatica delle travi vanno definiti nella pagina Travi del toolbox Armature (v. 16.1) del progetto attivo. Alla pagina Travi si accede selezionando lomonima opzione nel list box superiore del toolbox Armature. Nella pagina Travi gli strumenti per la definizione dei criteri per larmatura delle travi risultano raggruppati nei seguenti box:

Dati Verifiche
I valori specificati nel box Dati Verifiche, essendo dati necessari per il calcolo, NON potranno essere modificati dopo aver richiesto il calcolo stesso.

Il box Dati Verifiche contiene i seguenti campi: Copriferro [mm], in cui va specificato lo spessore (in mm) del copriferro delle travi. Armatura minima, in cui va specificata larmatura minima della trave come richiesto dalla vigente normativa. Armatura massima, in cui va specificata larmatura massima della trave come richiesto dalla normativa.
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16. Le Armature

Le armature minima e massima vanno specificate come percentuali rispetto alla sezione della trave se il calcolo sollecitazioni viene effettuato secondo il D.M. 1996 (v. 5.1) oppure, in ogni caso, se, nel list box Analisi sismica dei Dati Generali (v. 5.1) del progetto, risulta selezionata lopzione Nessuna.

Sotto i campi descritti presente il list box Diagramma in cui va definito il criterio di verifica a pressoflessione deviata per sezioni NON regolari (v. cap. 7).

Diametro Tondini
Per le armature a flessione possibile utilizzare un numero massimo di tre diametri. I tre diametri per le armature a flessione, quello dei ferri di parete e dei reggistaffe vanno specificati, in millimetri, nei seguenti campi del box Diametro Tondini: minimo a Flessione [mm], in cui va indicato il diametro del tondino pi piccolo da utilizzare per le armature a flessione. medio a Flessione [mm], in cui va indicato il diametro del tondino intermedio per le armature a flessione. massimo a Flessione [mm], in cui va indicato il diametro del tondino pi grande per le armature a flessione.
Ovviamente, per le armature a flessione, anche possibile scegliere di utilizzare solo due diametri oppure un unico diametro. Se si sceglie di utilizzare solo due diametri, nel campo medio a Flessione [mm] necessario riportare, comunque, uno dei due diametri (min o max) adottati. Se, invece, si sceglie di utilizzare un unico diametro, questo deve essere riportato in tutti e tre i campi del raggruppamento.

Parete [mm], in cui va indicato il diametro da utilizzare per i ferri di parete. Reggistaffe [mm], in cui va indicato il diametro dei reggistaffe.

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16. Le Armature

Interasse Tondini
Nei campi del box Interasse Tondini i valori vanno specificati esclusivamente in centimetri. Il box Interasse Tondini contiene i seguenti campi: MAX a Flessione [cm], in cui va indicato il massimo interasse tra i tondini per le armature a flessione. IDEALE a Flessione [cm], in cui va indicato linterasse ideale tra i tondini delle armature a flessione.

LInterasse Ideale un parametro che influenza la scelta dei diametri dei tondini per larmatura. Nel definire le armature il programma cerca di utilizzare i tondini del diametro pi piccolo specificato nel box Diametro Tondini e di disporli con un interasse maggiore dellinterasse Ideale. Se i tondini di diametro minimo si vengono a trovare ad un interasse minore di quello Ideale, il programma passa ad utilizzare i tondini di diametro immediatamente superiore tra quelli previsti. Ovviamente, procedendo con il criterio descritto, se necessario utilizzare i tondini di diametro massimo, questi possono comunque venirsi a trovare ad un interasse inferiore a quello Ideale.

Parete, in cui va indicato linterasse massimo tra i ferri di parete.

Ancoraggi
Nel box Ancoraggi vanno specificati i criteri per la definizione automatica degli ancoraggi dei ferri in campata. Tale box presenta i campi: lunghezza [num. diametri], in cui va indicato la lunghezza degli ancoraggi dei ferri in campata espressa in numero di diametri. lunghezza minima [cm], in cui va indicata la lunghezza minima, in centimetri, degli ancoraggi dei ferri in campata. Sotto i campi descritti presente il list box Tipo in cui va scelto il tipo di ancoraggio (Diritto, a 90 o a 45) da adottare per i ferri in campata.

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16. Le Armature

Staffe
Il box Staffe contiene i seguenti campi: Diametro [mm], in cui va indicato il diametro, in millimetri, delle staffe. MAX Interasse fra i bracci [cm], in cui va indicato il massimo interasse, in cm, tra i bracci delle staffe; se una staffa ha interasse maggiore di quello indicato il programma incrementa, di due in due, il numero di bracci fino a che il loro interasse risulta inferiore allinterasse massimo. MIN Interasse Staffe [cm], in cui va indicato, in centimetri, linterasse minimo tra le staffe. MAX Interasse mezzeria [cm], in cui va indicato, in centimetri, linterasse massimo delle staffe in mezzeria. MAX Interasse appoggi [cm], in cui va indicato, in centimetri, linterasse massimo delle staffe agli appoggi. LUCE minima agli appoggi [%], in cui va indicato, come percentuale della luce libera di inflessione della trave, la distanza minima dagli appoggi in cui le staffe devono risultare infittite.
Per il calcolo delle staffe nelle travi, oltre alle condizioni specificate, il programma terr conto anche delle limitazioni imposte, in tal senso, dalla vigente Normativa. Naturalmente, le condizioni specificate dallUtente NON verranno rispettate qualora queste non consentano il rispetto della Normativa.

Varie
Nel box Varie sono presenti i seguenti strumenti: il list box Angolo sagomati in cui va scelto langolo (30 o 45) di inclinazione delle sagomature; il campo Percentuale Squadro [%], in cui va indicata, come percentuale dellaltezza utile della trave, la lunghezza del tratto di ancoraggio verticale allinterno dei pilastri;
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16. Le Armature

il campo Lunghezza max tondini [cm], in cui va indicata, in cm, la massima lunghezza dei ferri di armatura, se un ferro supera la lunghezza specificata, viene spezzato in zona compressa assegnando ai due ferri risultanti una opportuna lunghezza di ancoraggio; il campo Stringa descrizione sui Tondini, in cui possibile personalizzare liberamente la stringa identificativa di ogni ferro di una trave nella distinta proposta nella relativa tavola delle armature (v. 16.2.1). Per default, nel campo Stringa descrizione sui Tondini viene proposta la stringa di testo $DIAM$ che la variabile relativa al diametro del ferro. Nella tavola delle armature di una trave tale variabile risulter, pertanto, sostituita dal diametro del ferro. Nel campo Stringa descrizione sui Tondini, oltre al testo desiderato e alla variabile $DIAM$, anche possibile inserire le seguenti variabili: $POS$ che, nella tavola delle armature di una trave, verr sostituita dal numero che indica la posizione del ferro nella distinta.
La numerazione dei ferri nella distinta di una trave viene effettuata partendo dal ferro in alto a sinistra fino ad arrivare a quello in basso a destra.

$LUNG$ che, nella tavola delle armature di una trave, verr sostituita dalla lunghezza del ferro.
La lunghezza del ferro viene comunque sempre riportata sul ferro ma con un carattere pi piccolo di quello del diametro ($DIAM$). Inserendo la variabile $LUNG$ nel campo "Stringa descrizione sui Tondini" la lunghezza sar riportata nella posizione definita nel campo stesso e con un carattere delle stesse dimensioni del diametro.

Per personalizzare le stringhe identificative dei ferri delle travi nelle relative distinte, lUtente deve semplicemente comporre, nel campo Stringa descrizione sui Tondini, il testo desiderato con le variabili suddette.
Se nel campo Stringa descrizione sui Tondini si compone la stringa [P=$POS$] $DIAM$ - (L=$LUNG$), su ogni ferro della distinta sar riportata una stringa del tipo [P=4] - 12 - (L=475).

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16. Le Armature

il list box Approssima lungh. tondini (che si attiva selezionando ladiacente check box), in cui va scelta leventuale approssimazione (in cm) della lunghezza complessiva dei ferri; lapprossimazione viene effettuata incrementando la lunghezza dei ferri, lasciando inalterate le lunghezze dei suoi tratti di ancoraggio; naturalmente, lapprossimazione NON viene applicata ai ferri di cui NON possibile incrementare la lunghezza (ad es., i ferri di travi a campata unica). Per confermare tutte le scelte effettuate nella pagina Travi del toolbox Armature basta semplicemente uscire da essa. Pigiando il bottone Salva della toolbar le modifiche effettuate vengono anche salvate nel progetto.

16.1.3

I Criteri per lArmatura delle Travi alla Winkler


I criteri in base ai quali il programma procede allarmatura automatica delle travi di fondazione alla Winkler vanno definiti nella pagina Travi Winkler del toolbox Armature (v. 16.1) del progetto. Alla pagina Travi Winkler si accede selezionando lomonima opzione nel list box superiore del toolbox Armature. La pagina Travi Winkler praticamente identica alla pagina Travi del toolbox Armature e, pertanto, per la sua descrizione si rimanda al 16.1.2.

16.1.4

I Criteri per lArmatura delle Pareti


I criteri in base a cui il programma procede allarmatura automatica delle pareti vanno definiti nella pagina Pareti del toolbox Armature (v. 16.1). Alla pagina Pareti si accede selezionando lomonima opzione nel list box superiore del toolbox Armature. Nella pagina Pareti gli strumenti per la definizione dei criteri per larmatura delle pareti risultano raggruppati nei seguenti box:
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16. Le Armature

Dati Verifiche
I valori specificati nel box Dati Verifiche, essendo dati necessari per il calcolo, NON potranno essere modificati dopo aver richiesto il calcolo stesso.

Il box Dati Verifiche contiene i seguenti campi: Copriferro [mm], in cui va specificato lo spessore (in mm) del copriferro delle pareti. Armatura minima [%], in cui va specificata larmatura minima (orizzontale e verticale) delle pareti come percentuale della superficie della sezione di un metro di parete. Armatura massima [%], in cui va specificata larmatura massima (orizzontale e verticale) delle pareti come percentuale della superficie della sezione di un metro di parete.

Diametro Tondini
Per le armature orizzontali e verticali delle pareti possibile utilizzare un numero massimo di tre diametri. Tali diametri vanno specificati, in millimetri, nei seguenti campi del box Diametro Tondini: minimo [mm], in cui va indicato il diametro del tondino pi piccolo utilizzato per le armature delle pareti. medio [mm], in cui va indicato il diametro del tondino intermedio utilizzato per le armature delle pareti. massimo [mm], in cui va indicato il diametro del tondino pi grande utilizzato per le armature delle pareti.
Ovviamente, per le armature delle pareti, anche possibile scegliere di utilizzare solo due diametri oppure un unico diametro. Se si sceglie di utilizzare solo due diametri, nel campo medio [mm] necessario riportare, comunque, uno dei due diametri (min o max) adottati. Se, invece, si sceglie di utilizzare un unico diametro, questo deve essere riportato in tutti e tre i campi del box.

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16. Le Armature

Interasse Tondini
Nei campi del box Interasse Tondini i valori vanno specificati esclusivamente in centimetri. Il box Interasse Tondini contiene i seguenti campi: MAX armatura principale [cm], in cui va indicato il massimo interasse tra i tondini delle armature nella direzione principale delle pareti. IDEALE armatura principale [cm], in cui va indicato linterasse ideale tra i tondini nella direzione principale.

LInterasse Ideale un parametro che influenza la scelta dei diametri dei tondini per larmatura. Nel definire le armature il programma cerca sempre di utilizzare i tondini del diametro pi piccolo specificato nel box Diametro Tondini e di disporli con un interasse maggiore dellinterasse Ideale. Se i tondini di diametro minimo si vengono a trovare ad un interasse minore di quello Ideale, il programma passa ad utilizzare i tondini di diametro immediatamente superiore tra quelli previsti. Ovviamente, procedendo con il criterio descritto, se necessario utilizzare i tondini di diametro massimo, questi possono comunque venirsi a trovare ad un interasse inferiore a quello Ideale.

STEP armatura principale [cm], in cui va specificato il valore (da 1 a 5 cm) di cui devono essere multipli gli interassi dei ferri nella direzione principale delle pareti. Ad esempio, se linterasse calcolato per i ferri di una parete pari a 16.75 cm, fissando 5 cm come valore di tale step, linterasse dei ferri della parete sar pari a 15 cm (interasse multiplo intero di 5 cm immediatamente inferiore allinterasse di calcolo). MAX armatura secondaria [cm], in cui va indicato il massimo interasse tra i tondini delle armature nella direzione secondaria delle pareti. IDEALE armatura secondaria [cm], in cui va indicato linterasse ideale tra i tondini nella direzione secondaria. STEP armatura secondaria [cm], in cui va specificato il valore (da 1 a 5 cm) di cui devono essere multipli gli interassi dei ferri nella direzione secondaria delle pareti (v. Step nella direzione principale).

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16. Le Armature

Ancoraggi
Nel box Ancoraggi vanno specificati i criteri per la definizione automatica degli ancoraggi dei ferri delle pareti. In tale box vengono proposti i campi: lunghezza [num. diametri], in cui va indicato la lunghezza degli ancoraggi dei ferri delle pareti espressa in numero di diametri. lunghezza minima [cm], in cui va indicata la lunghezza minima, in centimetri, degli ancoraggi dei ferri delle pareti.

Varie
Larmatura di una Parete sempre costituita da: una maglia, detta armatura diffusa, ripartita uniformemente per tutta la sua superficie; eventuali maglie rettangolari aggiuntive (dette armature aggiuntive), con armatura in una sola direzione o in entrambe le direzioni, posizionate in determinate zone della parete. Le armature aggiuntive consentono di non armare tutta la parete in funzione della massima sollecitazione rilevata su essa. Disponendo una certa percentuale di armatura diffusa su tutta la parete questa assorbe una parte di sollecitazione. La restante parte della sollecitazione viene assorbita applicando armature aggiuntive nelle zone opportune della parete. Nel box Varie presente il campo Armatura aggiuntiva [%] in cui va specificata la percentuale di armatura che si desidera risulti costituita da armature aggiuntive. La percentuale di Armatura aggiuntiva va specificata dallutente in funzione delle specificit delle pareti del progetto. Ad esempio, adottando un valore della percentuale di armatura aggiuntiva molto basso, la parete risulter armata in gran parte da armatura diffusa. Ovviamente, una armatura di questo tipo pu essere preferibile quando le sollecitazioni sulla parete tendono ad essere uniformi. Viceversa, adottando un valore molto alto (o persino pari al 100%), la parete risulter armata in maniera rilevante con armature aggiuntive. Una armatura di questo tipo pu essere preferibile quando si prevedono sollecitazioni di una certa entit solo in zone molto ristrette della parete.
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16. Le Armature

Richiedendo una percentuale di armatura aggiuntiva pari al 100 %, il programma dispone comunque unarmatura diffusa minima in funzione del diametro minimo e linterasse massimo specificati. Tale armatura gi costituisce una parte dellarmatura necessaria di progetto. La restante parte di armatura sar applicata localmente come armature aggiuntive.

Sotto il campo Armatura aggiuntiva sono presenti i check box: Simmetria armature sulle due facce, la cui selezione richiede di disporre simmetricamente larmatura diffusa su entrambe le facce della parete. Simmetria armature nelle due direzioni, la cui selezione richiede di disporre simmetricamente le armature diffuse in entrambe le direzioni. Unione Armature Aggiuntive, la cui selezione richiede di unificare due armature aggiuntive disposte secondo due differenti direzioni (principale e secondaria) che si sovrappongono per una certa superficie. Lunificazione comporta lestensione delle due armature aggiuntive al rettangolo che le contiene entrambe. La selezione del check Unione Armature Aggiuntive abilita il campo sottostante MINIMO accavallamento [%], in cui va specificata la minima superficie di accavallamento (sovrapposizione) a partire della quale le due armature aggiuntive si devono unificare. Tale superficie va espressa come percentuale della superficie dellarmatura aggiuntiva di estensione (superficie) inferiore. Nellultima sezione del box Varie presente il check box Armatura diffusa utente la cui selezione abilita i campi sottostanti in cui il Tecnico pu stabilire a priori larmatura diffusa sulla Faccia Anteriore e sulla Faccia Posteriore delle pareti. In fase di calcolo (v. 13.5) il programma provveder ad armare, con armature aggiuntive, le zone della parete in cui larmatura diffusa prefissata risulta insufficiente.
Ovviamente, la selezione del check box Armatura diffusa utente disabilita il campo Armatura Aggiuntiva [%] ed i check Simmetria armature sulle due facce e Simmetria armature nelle due direzioni del box Varie.

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16. Le Armature

Per prefissare larmatura diffusa delle facce delle pareti del progetto basta effettuare le seguenti operazioni: 1) selezionare il check box Armatura diffusa utente per abilitare i campi sottostanti; pigiare il bottoncino a sinistra nel campo Faccia Anteriore; questa 2) operazione apre il dialog per la definizione delle armature della faccia anteriore della parete;
3) nel dialog specificare il Diametro ed il Passo delle armature della faccia anteriore nella Direzione principale e nella Direzione Secondaria; 4) pigiare il bottoncino Conferma sulla barra inferiore del dialog per chiuderlo confermando le armature inserite;

5) ripetere le operazioni 2), 3) e 4) per definire le armature della Faccia Poste-

riore delle pareti.

Le armature (diffuse ed aggiuntive) di ogni parete, proposte dal programma negli elaborati grafici prodotti (v. 16.2.3), potranno essere ulteriormente modificate e personalizzate dallUtente. Per confermare tutte le scelte effettuate nella pagina Pareti del toolbox Armature basta semplicemente uscire da essa. Pigiando il bottone Salva della toolbar le modifiche effettuate vengono anche salvate nel progetto.

16.1.5

I Criteri per lArmatura delle Solette


I criteri in base ai quali il programma procede allarmatura automatica delle solette vanno definiti nella pagina Solette del toolbox Armature (v. 16.1) del progetto. Alla pagina Solette si accede selezionando lomonima opzione nel list box superiore del toolbox Armature. Le opzioni della pagina Solette sono analoghe a quelle della pagina Pareti del toolbox Armature e, pertanto, per la sua descrizione si rimanda al 16.1.4.
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16. Le Armature

16.1.6

I Criteri per lArmatura delle Platee


I criteri in base ai quali il programma procede allarmatura automatica delle platee vanno definiti nella pagina Platee del toolbox Armature (v. 16.1) del progetto. Alla pagina Platee si accede selezionando lomonima opzione nel list box superiore del toolbox Armature. Le opzioni della pagina Platee sono analoghe a quelle della pagina Pareti del toolbox Armature e, pertanto, per la loro descrizione si rimanda al 16.1.4.

16.1.7

I Criteri per lArmatura dei Plinti


I criteri in base ai quali il programma procede allarmatura automatica delle plinti vanno definiti nella pagina Plinti toolbox Armature (v. 16.1) del progetto. Alla pagina Plinti si accede selezionando lomonima opzione nel list box superiore del toolbox Armature. Nella pagina Plinti gli strumenti per la definizione dei criteri per larmatura dei plinti risultano raggruppati nei seguenti box:

Dati Verifiche
I valori specificati nel box Dati Verifiche, essendo dati necessari per il calcolo, NON potranno essere modificati dopo aver richiesto il calcolo stesso.

Il box Dati Verifiche contiene i seguenti campi: Copriferro [mm], in cui va specificato lo spessore (in mm) del copriferro dei plinti. Armatura minima [%], in cui va specificata larmatura minima (orizzontale e verticale) dei plinti come percentuale della superficie della sezione di un metro di plinto.
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16. Le Armature

Armatura massima [%], in cui va specificata larmatura massima (orizzontale e verticale) dei plinti come percentuale della superficie della sezione di un metro di plinto.

Diametro Tondini
Per le armature dei plinti possibile utilizzare un numero massimo di tre diametri. Tali diametri vanno specificati, in millimetri, nei seguenti campi del box Diametro Tondini: minimo [mm], in cui va indicato il diametro del tondino pi piccolo utilizzato per le armature dei plinti. medio [mm], in cui va indicato il diametro del tondino intermedio utilizzato per le armature dei plinti. massimo [mm], in cui va indicato il diametro del tondino pi grande utilizzato per le armature dei plinti.
Ovviamente, per le armature delle plinti, anche possibile scegliere di utilizzare solo due diametri oppure un unico diametro. Se si sceglie di utilizzare solo due diametri, nel campo medio [mm] necessario riportare, comunque, uno dei due diametri (min o max) adottati. Se, invece, si sceglie di utilizzare un unico diametro, questo deve essere riportato in tutti e tre i campi del box.

Interasse Tondini
Nei campi del box Interasse Tondini i valori vanno specificati esclusivamente in centimetri. Il box Interasse Tondini contiene i seguenti campi: MAX [cm], in cui va indicato il massimo interasse tra i tondini delle armature. IDEALE [cm], in cui va indicato linterasse ideale tra i tondini.
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16. Le Armature

LInterasse Ideale un parametro che influenza la scelta dei diametri dei tondini per larmatura. Nel definire le armature il programma cerca sempre di utilizzare i tondini del diametro pi piccolo specificato nel box Diametro Tondini e di disporli con un interasse maggiore dellinterasse Ideale. Se i tondini di diametro minimo si vengono a trovare ad un interasse minore dellinterasse Ideale, il programma passa ad utilizzare i tondini di diametro immediatamente superiore tra quelli previsti. Ovviamente, procedendo con il criterio descritto, se necessario utilizzare i tondini di diametro massimo, questi possono comunque venirsi a trovare ad un interasse inferiore a quello Ideale.

STEP [cm], in cui va specificato il valore (da 1 a 5 cm) di cui devono essere multipli gli interassi dei ferri nelle due direzioni del plinto. Ad esempio, se linterasse calcolato per i ferri pari a 16.75 cm, avendo fissato 5 cm come valore di step, linterasse dei ferri sar portato a 15 cm (interasse multiplo intero di 5 cm immediatamente inferiore allinterasse di calcolo).

Varie
Nel box Varie sono presenti i seguenti strumenti: il campo Percentuale Squadro [%], in cui va indicata la lunghezza del tratto di ancoraggio verticale dei ferri, come percentuale dellaltezza utile del plinto. il campo N. MINIMO ferri a Punzonamento [%], in cui va indicato il numero minimo dei ferri a punzonamento nelle due direzioni di armatura dei plinti. Per confermare tutte le scelte effettuate nella pagina Plinti del toolbox Armature basta semplicemente uscire da essa. Pigiando il bottone Salva della toolbar le modifiche effettuate vengono anche salvate nel progetto.

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16. Le Armature

16.1.8

I Criteri per lArmatura dei Solai


I criteri in base ai quali il programma procede allarmatura automatica dei solai vanno definiti nella pagina Solai del toolbox Armature (v. 16.1) del progetto attivo. Alla pagina Solai si accede selezionando lomonima opzione nel list box superiore del toolbox Armature. Nella pagina Solai gli strumenti per la definizione dei criteri per larmatura dei solai risultano raggruppati nei seguenti box:

Dati Verifiche
I valori specificati nel box Dati Verifiche, essendo dati necessari per il calcolo, NON potranno essere modificati dopo aver richiesto il calcolo stesso.

Il box Dati Verifiche contiene i seguenti campi: Copriferro [mm], in cui va specificato lo spessore (in mm) del copriferro dei solai. Momento Minimo in CAMPATA, in cui va specificato il denominatore della formula per il calcolo del momento minimo in campata. Spostando il cursore in un altro campo, nel campo Momento Minimo in CAMPATA viene riportata lintera formula con il denominatore specificato. Momento Minimo agli APPOGGI, in cui va specificato il denominatore della formula per il calcolo del momento minimo agli appoggi. Spostando il cursore in un altro campo, nel campo Momento Minimo agli APPOGGI viene riportata la formula con il denominatore specificato. Fascia Piena PASSO [cm], in cui va specificato, in cm, il valore di cui deve essere multipla la dimensione della fascia piena calcolata. In prati470

16. Le Armature

ca, la dimensione della fascia sar quello derivante dal calcolo, approssimata per eccesso a un valore multiplo del passo specificato. Fascia Piena MINIMA [cm], in cui va specificata, in cm, la dimensione minima della fascia piena dei solai. Non armare a Traz. Inf. se < [cm2], in cui va specificata, in cm2, la quantit di armatura necessaria calcolata al di sotto della quale il programma NON aggiunge ferri inferiori agli appoggi nelle armature dei solai. Sotto i campi descritti sono presenti le sezioni: Per solai precompressi, tralicciati e prefabbricati, in cui vengono proposti i campi: Armatura minima, in cui va definita la quantit di armatura minima dei solai NON gettati in opera mediante lindicazione di un coefficiente moltiplicativo dellaltezza utile del solaio. Spostando il cursore in un altro campo, nel campo Armatura minima viene riportata lintera formula con il moltiplicatore specificato. Armatura massima, in cui va definita la quantit di armatura massima dei solai NON gettati in opera mediante lindicazione di un coefficiente moltiplicativo dellaltezza utile del solaio. Spostando il cursore in un altro campo, nel campo Armatura massima viene riportata lintera formula con il moltiplicatore specificato. Per solai gettati in opera, in cui vengono proposti i campi: Armatura minima, in cui va definita la quantit di armatura minima dei solai gettati in opera mediante lindicazione di un coefficiente moltiplicativo dellaltezza utile del solaio. Spostando il cursore in un altro campo, nel campo Armatura minima viene riportata lintera formula con il moltiplicatore specificato. Armatura massima, in cui va definita la quantit di armatura massima dei solai gettati in opera mediante lindicazione di un coefficiente moltiplicativo dellaltezza utile del solaio. Spostando il cursore in un altro campo, nel campo Armatura massima viene riportata lintera formula con il moltiplicatore specificato.

Armatura in Campata (INFERIORE)


Nel box Armatura in Campata (INFERIORE) vanno definiti i ferri da utilizzare per larmatura in campata (inferiore) dei solai gettati in opera e/o dei balconi). In tale box sono presenti i seguenti campi: Numero ferri ideali: questo valore definisce le possibili combinazioni di ferri (compresi nel range di diametri definito nei due campi sottostanti) prese in considerazione per larmatura in campata (inferiore) dei solai.
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16. Le Armature

Ad esempio, se il Numero di ferri ideali 2, vengono considerati singolarmente tutti i ferri del range di diametri definito (ad es. 1 10, 1 12 ed 1 14) e le combinazioni di 2 ferri degli stessi diametri [(2 10), (1 10 + 1 12), (1 10 + 1 14), (2 12), (1 12 + 1 14) e (2 14)]. Il programma sceglie, come armatura in campata di ogni solaio, quella pi economica tra le combinazioni di ferri definite. Naturalmente, se nessuna di tali armature garantisce larea di ferro necessaria, il programma provvede a definire nuove combinazioni con un valore del Numero di ferri ideali incrementato di ununit.
Per un Numero di ferri ideali superiore a 2 (ad es. 3, 4, ecc.), il programma considera, per larmatura dei solai, anche le combinazioni di ferri (terne, quaterne, ecc.), costituite, al massimo, da due differenti diametri. Se, ad esempio, il Numero di ferri ideali 3, vengono considerate anche tutte le combinazioni di tre ferri costituite al massimo da due diametri. Vengono, quindi considerate le combinazioni [(3 10), (2 10 + 1 12), (2 10 + 1 14), (3 12), ecc.], ma NON viene considerata la combinazione (1 10 + 1 12 + 1 14).

Diametro minimo ferri [mm], in cui va specificato il diametro minimo dei ferri da adottare per larmatura inferiore dei solai. Diametro massimo ferri [mm], in cui va specificato il diametro massimo dei ferri da adottare per larmatura inferiore dei solai.

Armatura agli Appoggi (SUPERIORE)


Nel box Armatura agli Appoggi (SUPERIORE) vanno definiti i ferri da utilizzare per larmatura agli appoggi dei solai. In tale box sono presenti i seguenti campi: Numero ferri ideali: questo valore definisce le possibili combinazioni di ferri (compresi nel range di diametri definito nei due campi sottostanti) prese in considerazione per larmatura agli appoggi dei solai. Ad esempio, se il Numero di ferri ideali 2, vengono considerati singolarmente tutti i ferri del range di diametri definito (ad es. 1 10, 1 12
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16. Le Armature

ed 1 14) e le combinazioni di 2 ferri degli stessi diametri [(2 10), (1 10 + 1 12), (1 10 + 1 14), (2 12), (1 12 + 1 14) e (2 14)]. Il programma sceglie, come armatura agli appoggi di ogni solaio, quella pi economica tra le combinazioni di ferri definite. Naturalmente, se nessuna di tali armature garantisce larea di ferro necessaria, il programma provvede a definire nuove combinazioni con un valore del Numero di ferri ideali incrementato di ununit.
Per un Numero di ferri ideali superiore a 2 (ad es. 3,. 4, ecc.), il programma considera, per larmatura dei solai, anche le combinazioni di ferri (terne, quaterne, ecc.), costituite, al massimo, da due differenti diametri. Se, ad esempio, il Numero di ferri ideali 3, vengono considerate anche tutte le combinazioni di tre ferri costituite al massimo da due diametri. Vengono, quindi considerate le combinazioni [(3 10), (2 10 + 1 12), (2 10 + 1 14), (3 12), ecc.], ma NON viene considerata la combinazione (1 10 + 1 12 + 1 14).

Diametro minimo ferri [mm], in cui va specificato il diametro minimo dei ferri da adottare per larmatura superiore dei solai. Diametro massimo ferri [mm], in cui va specificato il diametro massimo dei ferri da adottare per larmatura superiore dei solai.

Ancoraggi
Nel box Ancoraggi vanno specificati i criteri per la definizione automatica degli ancoraggi dei ferri dei solai. Tale box presenta i campi: lunghezza [num. diametri], in cui va indicato la lunghezza degli ancoraggi in campata dei ferri espressa in numero di diametri. lunghezza minima [cm], in cui va indicata la lunghezza minima, in centimetri, degli ancoraggi in campata dei ferri. Sotto i campi descritti presente il list box Tipo in cui va scelto il tipo di ancoraggio (Diritto, a 90 o a 45) in campata dei ferri.

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16. Le Armature

Varie
Nel box Varie sono presenti i seguenti campi: Percentuale Squadro [%], in cui va indicata, come percentuale della altezza utile del solaio, la lunghezza del tratto di ancoraggio verticale agli appoggi; Lunghezza max tondini [cm], in cui va indicata, in cm, la massima lunghezza dei ferri di armatura; se un ferro supera la lunghezza specificata, viene spezzato in zona compressa assegnando ai due ferri risultanti unopportuna lunghezza di ancoraggio; Sotto i campi descritti presente il list box Approssima lungh. tondini che si attiva selezionando ladiacente check box. In tale list box va scelta leventuale approssimazione (in cm) della lunghezza complessiva dei ferri. Lapprossimazione viene effettuata incrementando la lunghezza dei ferri, lasciando inalterate le lunghezze dei suoi tratti di ancoraggio. Naturalmente, lapprossimazione NON viene applicata ai ferri di cui NON possibile incrementare la lunghezza (ad es., i ferri di solai a campata unica). Sotto il list box Approssima lungh. tondini presente il campo Stringa descrizione sui Tondini, in cui possibile personalizzare liberamente la stringa identificativa di ogni ferro dei solai nella distinta proposta nella relativa tavola delle armature (v. 16.2.7). Per default, nel campo Stringa descrizione sui Tondini viene proposta la stringa di testo $DIAM$ che la variabile relativa al diametro del ferro. Nelle tavole delle armature dei solai (v. 16.2.7) tale variabile risulter, pertanto, sostituita dal diametro del ferro. Nel campo Stringa descrizione sui Tondini, oltre al testo desiderato e alla variabile $DIAM$, anche possibile inserire le seguenti variabili: $POS$ che, nelle tavole delle armature dei solai, verr sostituita dal numero che indica la posizione del ferro nella distinta.

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16. Le Armature

La numerazione dei ferri nella distinta di una trave viene effettuata partendo dal ferro in alto a sinistra fino ad arrivare a quello in basso a destra.

$LUNG$ che, nelle tavole delle armature dei solai, verr sostituita dalla lunghezza del ferro.
La lunghezza del ferro viene comunque sempre riportata sul ferro ma con un carattere pi piccolo di quello del diametro ($DIAM$). Inserendo la variabile $LUNG$ nel campo "Stringa descrizione sui Tondini" la lunghezza sar riportata nella posizione definita nel campo stesso e con un carattere delle stesse dimensioni del diametro.

Per personalizzare le stringhe identificative dei ferri delle travi nelle relative distinte, lUtente deve semplicemente comporre, nel campo Stringa descrizione sui Tondini, il testo desiderato con le variabili suddette.
Se nel campo Stringa descrizione sui Tondini si compone la stringa [P=$POS$] $DIAM$ - (L=$LUNG$), su ogni ferro della distinta sar riportata una stringa del tipo [P=4] - 12 - (L=475).

Infine, nella zona inferiore del box Ancoraggi, presente il box Archivio travetti che il database dei travetti. In questo box possibile archiviare la lista delle descrizioni e delle specifiche dei travetti prefabbricati e tralicciati e dei pannelli prefabbricati del progetto. Nella tavola delle armature dei solai tali descrizioni potranno essere assegnate, mediante la semplice scelta nella lista dellarchivio, ad ogni travetto prefabbricato o tralicciato o ad ogni pannello prefabbricato (v. 16.2.7). Per inserire la descrizione un travetto nel box Travetto basta: pigiare il bottone Aggiungi a destra del box; questa operazione crea un nuovo rigo nel box stesso; nel rigo creato digitare la descrizione del travetto.

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16. Le Armature

La descrizione di un travetto pu anche essere definita direttamente nella tavola delle armature del solaio relativo senza averla preventivamente inserita nella lista del box Archivio travetti (v. 16.2.7). Le tipologie di travetti definite direttamente nelle tavole delle armature vengono comunque riportate nel box Tipologie travetti in modo da renderle disponibili per lassegnazione ad altri travetti.

Per eliminare un travetto basta, invece, selezionare il relativo rigo nel box e pigiare il bottone Elimina. I travetti e i pannelli prefabbricati archiviati nel box Travetto di un progetto di EdiLus-CA sono disponibili per tutti i futuri progetti. Pigiando, infatti, il bottone Copia le opzioni della pagina da un altro documento della toolbar del toolbox Armature possibile copiare, nella pagina Solai del progetto attivo, larchivio dei travetti e tutti gli altri dati dellomonima pagina di un altro progetto di EdiLus-CA (v. 16.1). Per confermare tutte le scelte effettuate nella pagina Solai del toolbox Armature basta semplicemente uscire da essa. Pigiando il bottone Salva della toolbar le modifiche effettuate vengono anche salvate nel progetto.

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16. Le Armature

16.2

Le Tavole delle Armature


Nel Calcolo delle Verifiche (v. 13.4 e 13.4.1) il programma provvede anche a calcolare le aree di ferro necessarie allarmatura dei vari elementi strutturali disegnati (v. cap. 10). Richiedendo, dopo il Calcolo delle Verifiche, anche il Calcolo delle Armature e delle carpenterie (v. 13.5), il programma provvede ad armare tutte le strutture in funzione delle aree di ferro necessarie calcolate ed i criteri specificati dallUtente nel Toolbox Armature (v. 16.1). Vengono, quindi, prodotti, per ogni elemento strutturale (travata, pilastrata, ecc.), gli opportuni elaborati con le distinte dei ferri. Per richiedere il Calcolo delle Armature basta selezionare lopzione Calcola Armature e Carpenterie del menu Calcolo o pigiare il corrispondente bottone della toolbar. Il Calcolo delle Armature e delle Carpenterie viene anche effettuato richiedendo il Calcolo Completo (v. 13.7) selezionando lomonima opzione del menu Calcolo oppure pigiando il corrispondente bottone della toolbar. Dopo il Calcolo delle Armature, nel nodo ARMATURE del Navigatore (v. 3.2.1) vengono abilitati i nodi per accedere alle finestre con le tavole delle armature dei vari elementi strutturali (Travate, Pilastrate, ecc.). Le finestre ARMATURE: contenenti le tavole delle armature sono veri e propri CAD in cui, grazie alle potentissime utilit specifiche per il disegno dei ferri, il Tecnico pu modificare liberamente le armature proposte.
Al momento NON garantito il rispetto della Gerarchia delle Resistenze (per edifici calcolati in Classe di Duttilit Alta - v. 5.2) se, dopo il calcolo, vengono modificate manualmente le armature predisposte automaticamente dal programma (v. seguenti) oppure (sempre dopo il calcolo) vengono modificati i parametri del toolbox armature (v. 16.2.1.10, 16.2.2.1, e 16.2.3) e vengono effettuati dei ricalcoli.

Facendo click, con il pulsante destro del mouse, in una finestra ARMATURE: , si apre un menu locale che, oltre alle opzioni per attivare le
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16. Le Armature

modalit per la selezione e il disegno dei ferri e quelle per la scelta degli Zoom (v. 11.4), presenta le opzioni: Visualizza in Pianta: propone la selezione dellelemento strutturale di cui si sta visualizzando larmatura (pilastrata, travata, parete, ecc.) nella pianta in cui stato disegnato. Visualizza in 3D: propone la selezione dellelemento strutturale di cui si sta visualizzando larmatura (pilastrata, travata, parete, ecc.) nella prima vista 3D presente nel Navigatore (v. cap. 12). I paragrafi seguenti illustrano la finestra ARMATURE: per ogni tipo di elemento strutturale del progetto (travi, pilastri, ecc.) e le modalit operative per leventuale modifica delle armature proposte dal programma.

16.2.1

Le Armature delle Travi


Richiedendo il Calcolo Completo oppure il Calcolo delle Armature e delle Carpenterie (v. 13.5), il programma provvede ad armare automaticamente qualsiasi elemento strutturale del progetto e, in particolare, tutte le travi. Le tavole con gli elaborati esecutivi delle armature di ogni trave del progetto vengono proposte nella finestra ARMATURE: Travi. Nella finestra ARMATURE: Travi, oltre a poter visualizzare e stampare le armature di una trave, anche possibile personalizzare liberamente, in maniera semplice e precisa, la relativa distinta dei ferri. I ferri proposti possono, infatti, essere spostati (v. 16.2.1.2), modificati (v. 16.2.1.8), eliminati ed integrati con nuovi ferri (v. 16.2.1.5). Per aprire la tavola dellarmatura di una trave del progetto nella finestra ARMATURE: Travi (v. 16.2) basta effettuare le seguenti operazioni: esplodere, con un doppio click, il nodo ARMATURE del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto per visualizzare i nodi contenuti; fare doppio click sul nodo Travi; questa operazione apre la finestra ARMATURE: Travi nella Finestra del Programma (v. 3.1) ed attiva, sotto il Navigatore, il box Travi per la selezione della trave da visualizzare nella finestra ARMATURE: Travi.
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16. Le Armature

Nel box Travi vengono proposti, sul ramo principale di uno schema ad albero, i nodi dei vari piani delledificio. Esplodendo, con un doppio click, il nodo di un Piano vengono visualizzati tutti i nodi relativi alle travate del piano stesso. Cliccando sul nodo di una travata, nella finestra ARMATURE: Travi viene proposta larmatura della travata selezionata. Per visualizzare, nella finestra ARMATURE: Travi, le armature di una trave del progetto basta, quindi, esplodere il piano di appartenenza e selezionare il nodo relativo. La finestra ARMATURE:Travi presenta, sotto la sua barra del titolo, una toolbar che presenta, da sinistra, i bottoni: Annulla: annulla tutte le modifiche effettuate dopo lultimo salvataggio; Conferma: salva le modifiche apportate alle armature effettuando nuovamente le verifiche delle sezioni e, quindi, ricalcolando le tensioni in funzione delle personalizzazioni effettuate. Le stesse operazioni vengono effettuate pigiando il bottone Salva della toolbar.
Ovviamente, la composizione della relazione con i tabulati di calcolo va richiesta solo dopo aver apportato tutte le personalizzazioni alle armature.

Ferro superiore: attiva la modalit per il disegno di un nuovo ferro superiore (v. 16.2.1.5); Ferro parete: attiva la modalit per il disegno di un nuovo ferro di parete (v. 16.2.1.5); Ferro inferiore: attiva la modalit per il disegno di un nuovo ferro inferiore (v. 16.2.1.5); A destra dei bottoni descritti viene proposti il list box per la scelta del Diagramma delle Armature da visualizzare per la trave selezionata (v. avanti). A destra di tale list box sono, infine, presenti i bottoni: Sposta Diagramma Sopra: dispone il diagramma scelto (nel list box a sinistra) nella parte superiore della finestra ARMATURE: Travi;
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16. Le Armature

Sposta Diagramma Sotto: dispone il diagramma scelto (nel list box a sinistra) nella parte inferiore della finestra ARMATURE: Travi; Riposiziona Sezioni: dispone le sezioni spostate (v. avanti) nella posizione originaria. La restante parte della finestra risulta occupata dalla tavola in cui viene proposto il disegno (sezione longitudinale) della trave selezionata e, subito sotto, la relativa distinta dei ferri. A destra della distinta dei ferri vengono proposte le sezioni di mezzeria delle campate con le relative dimensioni in centimetri. A destra di ogni sezione viene proposto il disegno delle relativa staffa con lindicazione del suo sviluppo (in cm).

Il disegno di una sezione della trave con la relativa staffa pu essere spostato in un qualsiasi punto della tavola effettuando le seguenti operazioni: fare click sul disegno della sezione o della staffa relativa per selezionarlo: questa operazione seleziona il disegno e propone un pallino, nella sua posizione baricentrica; fare click sul pallino per sbloccare il disegno dalla sua posizione; trascinare il disegno nel punto della tavola desiderato e fare click per fissare la nuova posizione. A sinistra della distinta dei ferri viene riportata una stringa che precisa che, in fase esecutiva, i ferri di parete indicati nella distinta devono essere distribuiti uniformemente sulle due facce laterali della trave. Tale testo pu essere modificato, nellaspetto e nellorientamento, con le modalit illustrate nel 10.15.1.
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16. Le Armature

Se si seleziona un Diagramma delle Armature nel list box della toolbar, questo viene visualizzato nella parte superiore (con sfondo celeste) della tavola. Spostando opportunamente il bordo inferiore dellarea dei Diagrammi delle Armature, questa pu essere ingrandita (ridotta) a scapito (vantaggio) della restante parte della tavola. Cliccando nella tavola con il pulsante destro del mouse si attiva un menu locale contenente: lopzione Seleziona oggetti per attivare la modalit per la selezione degli oggetti (ferri, ecc.) (v. 10.1.2) disegnati nella tavola; le opzioni per la scelta degli oggetti da disegnare sulla tavola; sulla tavola dei ferri delle travi possibile disegnare le varie tipologie di ferri (Superiore, Inferiore, Parete, ecc.) e gli oggetti della tipologia Generali (v. 10.1.1); le consuete opzioni per la scelta delle funzionalit di zoom (v. 11.4).

16.2.1.1

Come Personalizzare le Armature di una Trave


La distinta dei ferri della trave visualizzata nella finestra ARMATURE: Travi (v. 16.2.1) pu essere liberamente personalizzata dallUtente. La finestra ARMATURA: Travi infatti una vera e propria tavola grafica dotata di potentissime funzionalit specifiche per il disegno dei ferri. Grazie a tali funzionalit e alla possibilit di visualizzare dinamicamente, nei Diagrammi delle Armature, gli effetti dovuti alle modifiche della distinta dei ferri, il lavoro di personalizzazione risulta estremamente semplice e veloce. Per modificare la distinta dei ferri della trave visualizzata nella finestra ARMATURA: Travi possibile effettuare le seguenti operazioni: spostare un ferro nella distinta (v. 16.2.1.2); eliminare un ferro (v. 16.2.1.3); inserire un nuovo ferro (v. 16.2.1.5); modificare un ferro sia nelle dimensioni che nella sagomatura (v. 16.2.1.8);
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16. Le Armature

modificare larmatura della trave visualizzata (o di tutte le travi del progetto) cambiando i criteri per la sua armatura (v. 16.2.1.10). Per salvare le modifiche apportate allarmatura basta pigiare il bottone Conferma della toolbar della finestra ARMATURA: Travi. I paragrafi seguenti illustrano dettagliatamente le modalit operative per la gestione dei ferri nella finestra ARMATURE: Travi.
Al momento NON garantito il rispetto della Gerarchia delle Resistenze (per edifici calcolati in Classe di Duttilit Alta - v. 5.2) se, dopo il calcolo, vengono modificate manualmente le armature predisposte automaticamente dal programma (v. seguenti) oppure (sempre dopo il calcolo) vengono modificati i parametri del toolbox armature (v. 16.2.1.10) e vengono effettuati dei ricalcoli.

16.2.1.2

Come Spostare un Ferro di una Trave


Nella distinta dei ferri di armatura di una travata proposta automaticamente dal programma nella finestra ARMATURE: Travi (v. 16.2.1), i tondini di una singola campata vengono proposti, dallalto, nel seguente ordine: Ferri Superiori, eventuali Monconi Superiori, eventuali Monconi di Parete, eventuali Ferri di Parete, eventuali Monconi Inferiori e Ferri Inferiori. Nella finestra ARMATURE: Travi, la distinta dei ferri della trave proposta pu essere liberamente organizzata dallUtente spostando, lungo la verticale, i ferri nella posizione desiderata.
Lo spostamento di un ferro nella distinta dei ferri di una trave comporta la modifica della numerazione dei ferri. I ferri nella distinta di una trave vengono, infatti, numerati progressivamente partendo dal ferro in alto a sinistra fino ad arrivare a quello in basso a destra.

Per spostare un ferro nella distinta dei ferri di una trave basta effettuare le seguenti operazioni: accertarsi che risulti attiva la modalit per la selezione degli oggetti (v. 10.1.2);
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16. Le Armature

cliccare sul ferro da spostare per selezionarlo; il ferro selezionato viene proposto in rosso con i relativi ancoraggi in grigio e presenta le maniglie (pallini blu) per il suo spostamento e la sua modifica; come sfondo del ferro selezionato viene visualizzata, per riferimento, la sagoma della trave; fare click sulla maniglia centrale del ferro; questa operazione attiva la modalit per lo spostamento del ferro lungo la verticale; spostare verso lalto o verso il basso il ferro nella posizione desiderata; quando il ferro risulta correttamente posizionato, fare un click per fissarne la posizione. Per salvare le modifiche apportate allarmatura basta pigiare il bottone Conferma della toolbar della finestra ARMATURA: Travi.

16.2.1.3

Come Eliminare un Ferro da una Trave


Per eliminare un ferro da una trave (v. 16.2.1) basta effettuare le seguenti operazioni: accertarsi che risulti attiva la modalit per la selezione degli oggetti (v. 10.1.2); cliccare sul ferro da eliminare per selezionarlo; il ferro selezionato viene proposto in rosso ed ha, come sfondo di riferimento, la sagoma della trave; pigiare CANC (CANCEL) della tastiera. La modifica apportata alla distinta dei ferri si ripercuote dinamicamente sul Diagramma delle Armature della trave visualizzato (v. 16.2.1.7).
Al momento NON garantito il rispetto della Gerarchia delle Resistenze (per edifici calcolati in Classe di Duttilit Alta - v. 5.2) se, dopo il calcolo, vengono modificate manualmente le armature predisposte automaticamente dal programma (v. 16.2.1.1) oppure (sempre dopo il calcolo) vengono modificati i parametri del toolbox armature e vengono effettuati dei ricalcoli (v. 16.2.1.10).

Per salvare le modifiche apportate allarmatura basta pigiare il bottone Conferma della toolbar della finestra ARMATURA: Travi.
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16. Le Armature

16.2.1.4

Il Comportamento dei Ferri delle Travi


Per inserire un nuovo ferro in una trave basta disegnarlo nella relativa distinta del ferri della finestra ARMATURE: Travi (v. 16.2.1). Un ferro, come ogni oggetto di EdiLus-CA, ha dei comportamenti che, in fase di disegno semplificano notevolmente il lavoro del tecnico. Un ferro, ad esempio, si prolunga automaticamente, oltre le sue estremit, con i tratti di ancoraggio di forma e lunghezza opportuna. Per sfruttare pienamente le utilit per il disegno dei ferri in una trave, occorre conoscere i comportamenti descritti di seguito.

Disegno di un ferro a partire da un pilastro


Per disegnare un ferro in una campata (o uno sbalzo), partendo dal pilastro alla sua sinistra (destra) basta posizionare la prima estremit nella zona compresa tra lasse del pilastro e il suo bordo sinistro (destro). La prima estremit del ferro viene automaticamente prolungata fino al bordo sinistro (destro) del pilastro. Se il ferro superiore o inferiore, viene anche ancorato a squadro nel pilastro con un tratto di lunghezza opportuna.
Per disegnare un ferro partendo da un pilastro di estremit della travata, possibile partire da un suo punto qualsiasi.

Disegno di un ferro a partire da una campata


Un ferro disegnato a partire da una campata pu essere interrotto nella stessa campata, in unaltra campata oppure in un pilastro. Un ferro interrotto in una campata viene prolungato, alle estremit, con tratti di ancoraggio di lunghezza opportuna.
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16. Le Armature

Un ferro interrotto in un qualsiasi punto di un pilastro viene prolungato fino al bordo del pilastro pi lontano dalla campata da cui proviene. Inoltre, se il ferro superiore o inferiore, viene anche ancorato a squadro nel pilastro con un tratto di lunghezza opportuna. Un ferro interrotto in prossimit dellestremit libera di uno sbalzo viene prolungato fino a tale estremit e, se superiore o inferiore, viene anche ancorato a squadro con un tratto di lunghezza opportuna.

Disegno di un ferro a partire da uno sbalzo


Un ferro, disegnato a partire da un punto prossimo allestremit libera di uno sbalzo, viene prolungato fino alla estremit stessa. Inoltre, se il ferro superiore o inferiore, viene anche ancorato a squadro, allestremit dello sbalzo, con un tratto di lunghezza opportuna. Un ferro disegnato partendo da un punto dello sbalzo differente pu essere prolungato unicamente verso il pilastro e non verso la sua estremit.

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16. Le Armature

16.2.1.5

Come Inserire un Nuovo Ferro in una Trave


La distinta dei ferri di armatura di una travata proposta automaticamente dal programma (v. 16.2.1) pu anche essere personalizzata dal tecnico con linserimento di nuovi ferri.
I ferri delle travi di EdiLus-CA hanno dei comportamenti che, in fase di disegno, semplificano notevolmente il lavoro del tecnico. Un ferro, ad esempio, si prolunga automaticamente, oltre le sue estremit, con i tratti di ancoraggio di forma e lunghezza opportuna. Prima di procedere alla lettura delle modalit operative per il disegno di un nuovo ferro in una trave necessario conoscere i comportamenti che questi hanno durante la fase del disegno (v. 16.2.1.4).

Le modalit operative per linserimento di un nuovo ferro nella distinta dei ferri di una trave vengono illustrate con riferimento allo specifico esempio in figura.

Per disegnare un semplice ferro dritto basta effettuare le prime sei operazioni descritte di seguito.

Per disegnare il primo tratto (2-3) del ferro in figura nella distinta dei ferri della trave visualizzata nella finestra ARMATURE: Travi (v. 16.2.1) basta effettuare le seguenti operazioni:
1) Scegliere la tipologia del ferro da disegnare (Ferro superiore, Ferro pa-

rete o Ferro inferiore) pigiando lopportuno bottone della toolbar della finestra ARMATURE: Travi o selezionando la corrispondente opzione del suo menu locale (v. 16.2.1). Dovendo disegnare un ferro superiore di una campata si pigi il bottone Ferro superiore.
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16. Le Armature

Questa operazione attiva la modalit per il disegno di un ferro della tipologia scelta e propone il toolbox delle relative Propriet.
2) Nei campi Numero Ferri e Diametro del toolbox delle Propriet indicare

il numero e il diametro dei tondini che, nella distinta, saranno rappresentati dal singolo ferro che si sta disegnando. Se il ferro disegnato rappresenta pi tondini di diametro differente, possibile specificare il numero ed il diametro di un secondo gruppo di tondini rispettivamente nei campi Numero Ferri Plus e Diametro Plus.
Le indicazioni riportate nel toolbox delle Propriet vengono inserite sinteticamente nella stringa identificativa riportata sopra il ferro disegnato. Infatti, le stringhe identificative dei ferri disegnati sono (per default) del tipo: 114+216 (L=564) dove: 114 riporta i valori specificati rispettivamente nei campi Numero Ferri e Diametro del toolbox delle Propriet del ferro disegnato. 216 riporta i valori specificati rispettivamente nei campi Numero Ferri Plus e Diametro Plus del toolbox delle Propriet del ferro disegnato. La struttura della stringa identificativa dei ferri di tutte le travi pu essere liberamente personalizzata dallUtente (v. 16.1.2).

3) Fare click nel punto della tavola in cui va posizionata la prima estre-

mit (2) del ferro. Nellesempio, dovendo partire da un pilastro, occorre cliccare, nella distinta, in corrispondenza del pilastro di partenza. Questa operazione fissa la prima estremit (2) del tratto 2-3 e propone, come riferimento, la sagoma dellintera travata con i relativi pilastri.
4) Spostare il cursore nel punto della tavola in cui si intende posizionare

la seconda estremit (3) del ferro. Durante gli spostamenti, il ferro risulta vincolato alle posizioni ammesse dalla sua tipologia (superiore, inferiore o a parete) e dalla sagoma della trave.
Qualsiasi variazione della lunghezza e/o delle propriet (numero e diametro dei tondini) del ferro che si sta disegnando, comporta la dinamica variazione del Diagramma delle Armature attivo (v. 16.2.1.7). Durante il disegno, al cursore risulta legata una linea verticale che un utilissimo riferimento per lallineamento dei vari tratti del ferro con gli altri ferri della trave e con i punti del Diagramma delle Armature attivo. Inoltre, allestremit inferiore della linea verticale, viene dinamicamente proposta, in centimetri, la distanza orizzontale X del cursore dal bordo sinistro della trave. Infine, le funzionalit di disegno (Snap, Zoom, ecc.) (v. cap. 11) disponibili nella tavola dei ferri rendono il disegno comodo, veloce e preciso.

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16. Le Armature

5) Quando la seconda estremit del ferro (3) risulta correttamente posi-

zionata, fare un click per fissarne la posizione. A questo punto possono verificarsi i seguenti casi: a) la seconda estremit del ferro viene disegnata in corrispondenza di un pilastro o dellestremo libero di uno sbalzo; in questo caso il disegno del ferro viene interrotto e, ad esso, vengono automaticamente aggiunti i tratti di ancoraggio opportuni (v. 16.1.2). b) la seconda estremit del ferro viene disegnata in una campata; in questo caso viene proposto un dialog, detto tool dei ferri (v. 16.2.1.6), in cui va indicato se il disegno deve essere interrotto oppure deve proseguire, come nel caso dei ferri sagomati.
6) Se si ricade nel caso b), occorre effettuare una delle

seguenti operazioni nel tool dei ferri: pigiare il bottone Termina per ultimare il disegno del ferro fin qui definito; al ferro disegnato vengono automaticamente aggiunti i tratti di ancoraggio opportuni; oppure pigiare il bottone Sagomato abilitato per proseguire nel disegno di un ferro sagomato. Dovendo procedere, per lesempio in questione, nel disegno del tratto 3-4, si pigi il bottone Sagomato. Questa operazione disegna il tratto 3-4 (a 45 o a 30 a seconda della scelta effettuata nella pagina Travi del toolbox Armature - v. 16.1.2).
Nel tool dei ferri sono presenti due bottoni Sagomato. Il bottone Sagomato di sinistra (destra) consente di sagomare il ferro partendo dalla sua estremit sinistra (destra). Ovviamente, Il bottone Sagomato di sinistra (destra) risulta abilitato se: lultima estremit disegnata si trova a sinistra (destra) del ferro; ci si verifica quando il ferro viene disegnato da destra (sinistra) verso sinistra (destra); oppure viene selezionata lestremit sinistra (destra) del ferro. Licona del bottone Sagomato indica, oltre alla direzione della sagomatura, anche la tipologia (superiore o inferiore) del ferro da cui questa parte. Il tool dei ferri viene dettagliatamente illustrato nel 16.2.1.6.

7) Pigiare il bottone Continua del tool dei ferri per attivare la modalit

per il disegno del tratto inferiore successivo (4-5).


488

16. Le Armature

Questa operazione chiude il tool dei ferri ed attiva la modalit per il disegno del tratto 4-5 a partire dal punto 4.
8) Tracciare il tratto orizzontale inferiore 4-5 e cliccare nel punto in cui

va posizionata la sua seconda estremit (5). Questa operazione fissa lestremit 5 e ripropone il tool dei ferri.
9) pigiare il bottone Sagomato attivo nel tool dei ferri per ottenere il di-

segno del secondo tratto di sagomatura (5-6).


Ovviamente per poter ottenere il disegno del tratto di sagomatura 5-6 necessario che il punto 5 risulti posizionato in maniera tale che il punto 6 non capiti allinterno del pilastro. In questa fase possibile posizionare in maniera approssimativa il tratto di sagomatura per poi spostarlo, con precisione, nella posizione opportuna (v. 16.2.1.8).

10) Pigiare nuovamente il bottone Continua del tool dei ferri per attivare

la modalit per il disegno del tratto orizzontale superiore 6-7.

11) Tracciare il nuovo tratto orizzontale (6-7) e cliccare nel punto in cui

va posizionata la sua seconda estremit (punto 7). Questa operazione fissa lestremit 7 e ripropone il tool dei ferri.
12) Pigiare il bottone Termina del tool dei ferri per interrompere il dise-

gno del ferro. Alle estremit del ferro disegnato (2 e 7) vengono automaticamente aggiunti: il tratto 1-2 di ancoraggio nel pilastro la cui lunghezza viene calcolata dal programma sulla scorta delle indicazioni fornite nella pagina Travi del toolbox Armature (v. 16.1.2); il tratto 7-8 di ancoraggio nella campata con la lunghezza e linclinazione definite sulla scorta delle indicazioni fornite nella pagina Travi del toolbox Armature; linclinazione di un tratto di ancoraggio nella campata di una trave pu essere modificata dallUtente (v. 16.2.1.9). Per salvare le modifiche apportate allarmatura basta pigiare il bottone Conferma della toolbar della finestra ARMATURA: Travi.

489

16. Le Armature

Al momento NON garantito il rispetto della Gerarchia delle Resistenze (per edifici calcolati in Classe di Duttilit Alta - v. 5.2) se, dopo il calcolo, vengono modificate manualmente le armature predisposte automaticamente dal programma (v. 16.2.1.1) oppure (sempre dopo il calcolo) vengono modificati i parametri del toolbox armature e vengono effettuati dei ricalcoli (v. 16.2.1.10).

Il ferro disegnato pu essere liberamente modificato (v. 16.2.1.8) o spostato lungo la verticale in un'altra posizione della distinta dei ferri (v. 16.2.1.2).

16.2.1.6

Il Tool dei Ferri


Il Tool dei Ferri il dialog contenente gli strumenti per il disegno e la modifica dei vari tratti (inferiori, superiori e sagomati) del ferro di una trave. Tale dialog viene proposto durante il disegno di un ferro (v. 16.2.1.5), quando si fissa la seconda estremit di un suo tratto nella trave.
Il tool dei ferri NON viene proposto quando si disegna lestremit di un ferro in un pilastro. In questo caso, infatti il programma provvede automaticamente a terminare il disegno del ferro e ad ancorarlo nel pilastro (v. 16.2.1.4).

La funzione principale del tool dei ferri, infatti, quella di fornire gli strumenti per indicare come deve proseguire il ferro dopo lultimo tratto disegnato. Il tool dei ferri pu anche essere richiamato quando si clicca sulla maniglia allestremit di un ferro selezionato per poter procedere alla sua modifica (v. 16.2.1.8). Il tool dei ferri presente in alto il seguente gruppo di bottoni: Termina: interrompe il disegno del ferro allestremit dellultimo tratto disegnato; Continua: se lultimo tratto del ferro disegnato una sagomatura, richiede di proseguire nel disegno con un tratto di ferro orizzontale a
490

16. Le Armature

partire dalla sagomatura stessa (v. 16.2.1.5); se, invece lultimo tratto disegnato dritto, sblocca la sua estremit selezionata consentendo di modificarne la lunghezza (v. 16.2.1.8); Sagomato a Sinistra: richiede di proseguire nel disegno con un tratto di ferro sagomato a sinistra dellultimo tratto disegnato; ovviamente, tale bottone risulta abilitato solo se lestremit sinistra dellultimo tratto disegnato risulta libera; inoltre, licona del bottone cambia in funzione del tipo di ferro (inferiore o superiore) da cui parte la sagomatura; Sagomato a Destra: richiede di proseguire nel disegno con un tratto di ferro sagomato a destra dellultimo tratto disegnato; ovviamente, tale bottone risulta abilitato solo se lestremit destra dellultimo tratto disegnato risulta libera; inoltre, licona del bottone cambia in funzione del tipo di ferro (inferiore o superiore) da cui parte la sagomatura. Sotto i bottoni descritti viene proposta la sezione Armatura illustrata pi avanti nel presente paragrafo. Sotto la sezione Armatura vengono proposti i seguenti bottoni: Indietro: elimina dal ferro il tratto a cui appartiene la sua estremit selezionata (o lultima estremit disegnata);

Espandi: espande il tool dei ferri visualizzando, nella sua parte destra, i seguenti campi che, per default, risultano nascosti: Lunghezza, in cui possibile digitare la lunghezza (in centimetri) desiderata del tratto di ferro selezionato che si sta disegnando; L. attuale, che riporta la lunghezza del tratto selezionato. Sotto i campi descritti viene comunque proposta la sezione Armatura che a sinistra presenta i campi: Ferri: in cui va specificato il numero del primo gruppo di tondini dello stesso diametro rappresentati dal ferro che si sta disegnando; in tale campo viene proposto, per uneventuale modifica, il valore specificato nel campo Numero Ferri del toolbox delle Propriet del ferro (v. 16.1.2);
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16. Le Armature

diametro: in cui va specificato il diametro del primo gruppo di tondini rappresentati dal ferro che si sta disegnando; in tale campo viene proposto, per uneventuale modifica, il valore specificato nel campo Diametro del toolbox delle Propriet del ferro (v. 16.1.2). A destra dei campi descritti, dopo il segno +, vengono riproposti nuovamente i campi: Ferri: in cui va specificato il diametro di un eventuale secondo gruppo di tondini (di diametro differente da quello specificato per il diametro del primo gruppo) rappresentati dal ferro che si sta disegnando; in tale campo viene proposto, per uneventuale modifica, il valore specificato nel campo Numero Ferri Plus del toolbox delle Propriet del ferro (v. 16.1.2); diametro: in cui va specificato il diametro del secondo gruppo di tondini rappresentati dal ferro che si sta disegnando; in tale campo viene proposto, per uneventuale modifica, il valore specificato nel campo Diametro Plus del toolbox delle Propriet del ferro (v. 16.1.2).
Ovviamente, eventuali modifiche ai valori proposti nei campi della sezione Armatura del tool dei ferri vengono riproposte anche nei corrispondenti campi del toolbox delle Propriet del ferro.

16.2.1.7

I Diagrammi delle Armature della Trave


I Diagrammi delle Armature sono uno strumento indispensabile per la modifica dei ferri di armatura di una trave proposti automaticamente dal programma (v. 16.2.1). Per richiedere di visualizzare un Diagramma delle Armature nella tavola dei ferri di una trave basta selezionare una delle seguenti opzioni nellapposito list box della finestra ARMATURE: Travi (v. 16.2.1): Flessione (armature): visualizza il Diagramma delle Armature a Flessione della trave; Taglio + Torsione (staffe e sagomati): visualizza il Diagramma delle Armature (staffe e sagomati) a Taglio e Torsione della trave; Torsione (ferri parete): visualizza il Diagramma delle Armature (ferri di parete) a Torsione della trave.
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16. Le Armature

Per default, il diagramma scelto viene proposto nella parte superiore della tavola dei ferri ma anche possibile spostarlo nella parte inferiore pigiando il bottone Sposta Sotto della toolbar della finestra Armature: Travi. Pigiando, invece, il bottone Sposta Sopra della toolbar il diagramma viene riportato in alto nella tavola. Per nascondere nuovamente il diagramma proposto nella finestra Armature: Travi, basta selezionare lopzione Nessun Diagramma del list box della sua toolbar. Un Diagramma delle Armature fornisce, in relazione ad uno specifico tipo di sollecitazione (Flessione, Taglio + Torsione oppure Torsione), un quadro chiaro e completo delle aree di ferro complessive (necessarie ed inserite) nella trave. Si selezioni, ad esempio, lopzione Flessione (armature) nel list box della toolbar della finestra Armature: Travi per visualizzare il Diagramma delle Armature a Flessione. Si posizioni il cursore in corrispondenza di un punto della trave. Grazie alla linea verticale legata al cursore possibile visualizzare, sia graficamente che numericamente, i valori delle aree di ferro delle armature a flessione (superiori ed inferiori). In particolare, sopra il diagramma, in corrispondenza della linea verticale vengono riportati, da sinistra, i seguenti valori in cm2: Massima Area di ferro necessaria superiormente nellintera travata (in rosso e tra parentesi tonde); Area di ferro necessaria superiormente nella sezione individuata dalla linea verticale (in rosso); Area di ferro disposta superiormente nella sezione individuata dalla linea verticale (in verde); Massima Area di ferro disposta superiormente nella travata (in verde e tra parentesi tonde). Sotto il diagramma, sempre in corrispondenza della linea verticale vengono invece riportati, da sinistra, i seguenti valori in cm2: Massima Area di ferro necessaria inferiormente nellintera travata (in rosso e tra parentesi tonde); Area di ferro necessaria inferiormente nella sezione individuata dalla linea verticale (in rosso);
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16. Le Armature

Area di ferro disposta inferiormente nella sezione individuata dalla linea verticale (in verde); Massima Area di ferro disposta inferiormente nella travata (in verde e tra parentesi tonde). Con larmatura della trave proposta automaticamente dal programma, le aree di ferro inserite sono sempre superiori a quelle necessarie. In pratica il diagramma delle armature necessarie risulta sempre interamente coperto dal diagramma delle armature inserite. Se, modificando i ferri proposti dal programma (v. 16.2.1.8), in una determinata zona della trave il diagramma delle armature necessarie non dovesse risultare coperto dal diagramma delle armature inserite, il Tecnico viene avvisato mediante unefficacissima segnalazione: nei punti di intersezione tra il diagramma delle armature necessarie e quello delle armature inserite (che risulta scoperto), vengono proposti dei pallini rossi lampeggianti. In questo caso il Tecnico deve provvedere ad inserire le armature opportune per coprire la zona scoperta del diagramma delle armature necessarie.

16.2.1.8

Come Modificare un Ferro di una Trave


Un ferro della distinta dei ferri di una trave (v. 16.2.1) pu essere liberamente modificato in maniera semplice, precisa e veloce dal Tecnico.
Al momento NON garantito il rispetto della Gerarchia delle Resistenze (per edifici calcolati in Classe di Duttilit Alta - v. 5.2) se, dopo il calcolo, vengono modificate manualmente le armature predisposte automaticamente dal programma (v. 16.2.1.1) oppure (sempre dopo il calcolo) vengono modificati i parametri del toolbox armature e vengono effettuati dei ricalcoli (v. 16.2.1.10).

In particolare possibile modificare liberamente la lunghezza di un semplice ferro dritto (inferiore o superiore) della trave ma anche la lunghezza di un qualsiasi tratto orizzontale di un ferro sagomato. Oltre che nella lunghezza dei tratti orizzontali, un ferro sagomato pu essere modificato anche nella forma aggiungendo o eliminando dei tratti.
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16. Le Armature

Anche le Propriet di un ferro possono essere liberamente modificate. Di seguito vengono illustrate separatamente le modalit operative per apportare ad un ferro le varie modifiche previste.

A) Modifica della lunghezza di un ferro dritto


Per modificare la lunghezza di un ferro dritto basta effettuare le seguenti operazioni:
1) selezionare il ferro da modificare; per selezionare un ferro basta:

accertarsi che sia attiva la modalit per la selezione degli oggetti (il bottone Seleziona oggetti della toolbar deve essere premuto o lomonima opzione del menu locale della tavola deve risultare selezionata); cliccare sul ferro; quando un ferro risulta selezionato viene proposto in rosso e presenta, alle sue estremit (esclusi gli ancoraggi), le maniglie (pallini blu) per la sua modifica;

2) cliccare sulla maniglia allestremit del ferro che si intende spostare

per modificarne la lunghezza; questa operazione apre il tool dei ferri (v. 16.2.1.6);
3)

pigiare il bottone Continua del tool del ferri per sbloccare lestremit cliccata dalla posizione precedentemente definita; mensionamento, in prossimit della maniglia spostata viene dinamicamente proposta la lunghezza del ferro;

4) spostare lestremit del ferro nella posizione desiderata; durante il di-

5) fare un click per fissare lestremit spostata nella nuova posizione;

questa operazione apre nuovamente il tool dei ferri;


6)

pigiare il bottone Termina del tool del ferri per confermare la nuova posizione dellestremit (e, quindi la nuova lunghezza) ed ultimare il disegno del ferro;

La lunghezza del ferro pu anche essere definita numericamente nel seguente modo: effettuare le operazioni 1) e 2) precedentemente descritte; pigiare il bottone Espandi del tool dei ferri per espanderlo (se non lo gi) e visualizzarlo nella sua interezza (v. 16.2.1.6);
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16. Le Armature

nel campo Lunghezza del tool dei ferri digitare la nuova lunghezza del ferro e pigiare il bottone Termina per confermare la nuova lunghezza ed ultimare il disegno del ferro. Per salvare le modifiche apportate allarmatura basta pigiare il bottone Conferma della toolbar della finestra ARMATURA: Travi.

B) Modifica della posizione dei tratti inclinati di un sagomato


Per spostare nella trave un tratto inclinato di un ferro sagomato, con la conseguente modifica della lunghezza dei tratti orizzontali ad esso collegati, basta effettuare le seguenti operazioni:
1) selezionare il ferro sagomato [v. punto 1) del caso A]; quando un sa-

gomato risulta selezionato vengono proposte le maniglie alle sue estremit (per la modifica dei tratti di estremit - v. caso C) e la maniglia centrale per il suo spostamento verticale (v. 16.2.1.2) nella distinta;
2) cliccare su un estremit del tratto inclinato da spostare; questa opera-

zione propone alle estremit del tratto le due maniglie per il suo spostamento lungo la campata della trave;

3) cliccare su una delle due maniglie per sboccare la posizione del tratto

inclinato;
4) spostare il tratto nella posizione desiderata; durante lo spostamento la

linea verticale del cursore fornisce un utilissimo riferimento agli altri ferri della distinta e al Diagramma delle Armature attivo (v. 16.2.1.7); inoltre, durante lo spostamento, viene dinamicamente proposta la lunghezza dei tratti orizzontali del ferro;

La scelta della maniglia (superiore o inferiore) del tratto inclinato da spostare (v. punto 3) deve essere effettuata in funzione dei punti degli altri ferri da prendere a riferimento per il suo posizionamento. Ad esempio se il tratto inclinato da spostare in figura deve partire dal punto in cui termina il tratto inclinato di un altro sagomato, opportuno utilizzare la sua maniglia superiore.

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16. Le Armature

5) quando il tratto spostato risulta disposto correttamente fare un click

per fissarne la posizione. Per salvare le modifiche apportate allarmatura basta pigiare il bottone Conferma della toolbar della finestra ARMATURA: Travi.

C) Modifica della forma di un sagomato


Le modalit operative per la modifica della forma di un ferro sagomato vengono illustrate con riferimento ad un esempio concreto. Si supponga di voler modificare il ferro in figura eliminando i tratti 5-6 e 67 e di prolungare il tratto 4-5 per tutta la campata ancorandolo nel pilastro.

Un ferro sagomato pu essere modificato eliminandone dei tratti o aggiungendone altri. Un tratto di un ferro sagomato pu essere eliminato solo se posizionato ad una delle sue estremit. Pertanto, per eliminare un tratto interno ad un sagomato necessario farlo diventare un tratto di estremit eliminando preventivamente tutti i tratti a partire da una delle sue estremit. Si ricorda, inoltre, che i tratti di ancoraggio dei ferri (1-2 e 7-8 in figura) vengono inseriti automaticamente dal programma sulla scorta delle indicazioni specificate, per tutti i ferri di tutte le travi, dallUtente nel Toolbox delle Armature (v. 16.1.2). Le modalit per la modifica degli ancoraggi di un singolo ferro vengono illustrate nel 16.2.1.9.

Ad esempio, per eliminare il tratto 5-6 dal sagomato in figura occorre, ovviamente, eliminare preventivamente il tratto 6-7 effettuando le seguenti operazioni: selezionare il ferro sagomato [v. punto 1) del caso A]; quando un sagomato risulta selezionato vengono proposte, alle sue estremit, le maniglie per la modifica dei relativi tratti e la maniglia centrale per il suo spostamento verticale (v. 16.2.1.2) nella distinta; cliccare sulla maniglia allestremit 7 del ferro; questa operazione apre nuovamente il tool dei ferri;
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16. Le Armature

pigiare il bottone Indietro del tool dei ferri; questa operazione elimina il tratto di estremit 6-7 (facendo diventare il tratto di 5-6 estremit) e ripropone il tool dei ferri; pigiare nuovamente il bottone Indietro per eliminare il tratto di estremit 5-6 e ripropone il tool dei ferri; pigiare il bottone Continua per sbloccare lestremit 5 del tratto 4-5 dalla sua posizione; spostare lestremit 5 in un qualsiasi punto allinterno del pilastro e fare un click per fissarne la posizione; il programma prolunga automaticamente il tratto 4-5 fino allestremit del pilastro e ripropone il tool dei ferri; pigiare il bottone Termina del tool dei ferri; questa operazione ultima il disegno del ferro e lo ancora opportunamente nel pilastro (v. 16.2.1.4).

Per salvare le modifiche apportate allarmatura basta pigiare il bottone Conferma della toolbar della finestra ARMATURA: Travi

16.2.1.9

Come Modificare gli Ancoraggi dei Ferri di una Trave


Gli ancoraggi dei ferri delle travi del progetto vengono inseriti automaticamente dal programma sulla scorta delle indicazioni preventivamente specificate dallUtente nella pagina Travi del toolbox delle Armature (v. 16.1.2). Tuttavia, nella finestra ARMATURE: Travi (v. 16.2.1), il programma consente di modificare la forma e la lunghezza di un ancoraggio di un singolo ferro.
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16. Le Armature

Per modificare gli ancoraggi di un ferro (ad es. quello in figura) della trave visualizzata nella finestra Armature: Travi basta effettuare le seguenti operazioni:

Aprire il toolbox Armature (v. 16.1) cliccando sullomonimo bottone della toolbar disposta lungo il bordo destro della Finestra del Programma. Accedere alla pagina Travi (v. 16.1.2) del toolbox Armature cliccando sullomonima linguetta. Nella pagina Travi, a seconda del tipo degli ancoraggi del ferro da modificare, specificare: le caratteristiche degli eventuali ancoraggi alle estremit in campata del ferro [la lunghezza in numero di diametri, la lunghezza minima e/o il Tipo (diritto, a 90 o a 45)] nella sezione Ancoraggi; la lunghezza (in percentuale rispetto allaltezza utile della trave) degli eventuali ancoraggi nei pilastri del ferro da modificare nel campo Percentuale Squadro del box Varie. Per il ferro in figura si supponga, ad esempio, di aumentare la lunghezza degli ancoraggi (in numero di diametri e/o minima) e di modificarne la tipologia [scegliendo lopzione Sagomato (45) nel list box Tipo]. Selezionare il ferro nella distinta della tavola dei ferri; questa operazione chiude il toolbox delle Armature e propone, alle estremit del ferro, le maniglie per la sua modifica. Cliccare su una delle maniglie estremit per aprire il tool dei ferri (v. 16.2.1.6). Nel tool dei ferri pigiare il bottone Termina per ottenere le modifiche richieste sugli ancoraggi del ferro.

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16. Le Armature

Ripetere le ultime tre operazioni per modificare gli ancoraggi di ulteriori ferri nella tavola. Se si desidera modificare gli ancoraggi di tutti i ferri della trave visualizzata secondo le indicazioni specificate nella pagina Travi basta pigiare il bottone Ricalcola della toolbar del toolbox delle Armature. Se, invece, si desidera modificare gli ancoraggi di tutti i ferri di tutte le travi del progetto basta pigiare il bottone Ricalcola Tutto della stessa toolbar. Per salvare le modifiche apportate allarmatura basta pigiare il bottone Conferma della toolbar della finestra ARMATURA: Travi.
Apportando, ad un ferro, una qualsiasi modifica, i suoi ancoraggi vengono modificati secondo le indicazioni riportate nella pagina Travi del toolbox delle Armature. Per evitare di modificare involontariamente gli ancoraggi di ferri a cui non si desidera apportare tale variazione, OPPORTUNO ripristinare i valori originari nella pagina Travi del toolbox delle Armature.

16.2.1.10

Modificare lArmatura di una Trave Cambiando i Criteri di Armatura


Le armature della travata visualizzata nella finestra ARMATURE: Travi (v. 16.2.1) pu essere modificata cambiando i parametri specificati nella pagina Travi del toolbox Armature (v. 16.1.2) prima di richiedere il calcolo.
I parametri specificati nel box Dati Verifiche della pagina Travi del toolbox Armature, essendo dati necessari per il calcolo, NON possono essere modificati dopo aver richiesto il calcolo stesso.

Per ottenere le modifiche della travata visualizzata in base ai nuovi parametri specificati nella pagina Travi del toolbox Armature basta: pigiare il bottone Ricalcola della toolbar del toolbox Armature; questa operazione propone un messaggio che chiede conferma delle modifiche richieste;
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16. Le Armature

pigiare il bottone Si del messaggio per confermare ed ottenere le modifiche richieste nelle armature della travata. Per salvare le modifiche apportate alle armature della travata basta pigiare il bottone Salva della toolbar della Finestra del Programma. Se, invece del bottone Ricalcola, viene pigiato il bottone Ricalcola Tutto della toolbar del toolbox Armature, le modifiche richieste nella pagina Travi dello stesso toolbox vengono apportate a tutte le travi del progetto.
Le funzionalit per la modifica delle armature delle travi descritte nel presente paragrafo sono disponibili per la modifica delle armature di qualsiasi altro elemento strutturale.

Al momento NON garantito il rispetto della Gerarchia delle Resistenze (per edifici calcolati in Classe di Duttilit Alta - v. 5.2) se, dopo il calcolo, vengono modificate manualmente le armature predisposte automaticamente dal programma (v. 16.2.1.1) oppure (sempre dopo il calcolo) vengono modificati i parametri del toolbox armature e vengono effettuati dei ricalcoli.

16.2.2

Le Armature dei Pilastri


Richiedendo il Calcolo Completo oppure il Calcolo delle Armature (v. cap. 13), il programma provvede ad armare automaticamente qualsiasi elemento strutturale ed, in particolare, tutte le pilastrate del progetto. Le tavole con gli elaborati esecutivi delle armature di ogni pilastrata del progetto vengono proposte nella finestra ARMATURE: Pilastri. Nella finestra ARMATURE: Pilastri oltre a poter visualizzare e stampare le armature di una pilastrata, anche possibile personalizzare liberamente, in maniera semplice e precisa, le armature stesse. I ferri proposti possono, infatti, essere modificati, eliminati o integrati con ulteriori ferri (v. 16.2.2.1). Per aprire la finestra ARMATURE: Pilastri del progetto attivo basta effettuare le seguenti operazioni:
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16. Le Armature

esplodere, con un doppio click, il nodo ARMATURE del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto per visualizzare i nodi contenuti; fare un doppio click sul nodo Pilastri; questa operazione apre la finestra ARMATURE: Pilastri nella Finestra del Programma (v. 3.1) ed attiva, sotto il Navigatore nel toolbox Gestione Progetto (v. 3.2.1), il box Pilastri per la selezione della pilastrata da visualizzare nella finestra Armature: Pilastri. Nel box Pilastri vengono proposti, sul ramo principale di uno schema ad albero, i nodi Pilastrate e Tabelle Pilastri. Il nodo Pilastrate contiene i nodi relativi a tutte le pilastrate delledificio. Per default i nodi delle pilastrate (Pilastrata 1, ) risultano nascosti e, per visualizzarli, basta esplodere il nodo Pilastrate pigiando il bottoncino alla sua sinistra o facendo doppio click su esso. Cliccando sul nodo di una pilastrata (ad es. Pilastrata 1), nella finestra ARMATURE: Pilastri viene proposto il grafico delle relative armature. Il nodo Tabelle Pilastri contiene i nodi relativi alle armature dei pilastri ai vari piani delledificio. Per default i nodi dei piani (Piano 1, ecc.) risultano nascosti e, per visualizzarli, basta esplodere il nodo Tabelle Pilastri pigiando il bottoncino alla sua sinistra o facendo doppio click su esso. Cliccando sul nodo di un piano, nella finestra ARMATURE: Pilastri viene proposta la relativa tabella dei pilastri. Nella tabella dei pilastri vengono riportate tutte le sezioni dei pilastri al piano delledificio scelto con le relative armature. La finestra ARMATURE: Pilastri presenta una toolbar contenente i bottoni: Conferma: salva le modifiche apportate alle armature effettuando nuovamente le verifiche delle sezioni e, quindi, ricalcolando le tensioni in funzione delle personalizzazioni effettuate. Le stesse operazioni vengono effettuate pigiando il bottone Salva della toolbar.
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16. Le Armature

Ovviamente, la composizione della relazione con i tabulati di calcolo va richiesta solo dopo aver apportato tutte le personalizzazioni alle armature.

Legatura: attiva la modalit per il disegno di una legatura; Riposiziona Sezioni: dispone le sezioni spostate (v. avanti) nella posizione originaria. La finestra ARMATURE: Pilastri presenta, quindi, a seconda del tipo di nodo selezionato (pilastrata o piano) nel box Pilastri, il disegno della pilastrata scelta o la tabella delle sezioni dei pilastri al piano scelto. Si selezioni una pilastrata nel box Pilastri. Nella parte sinistra della tavola viene proposta la schematizzazione dellintera pilastrata nelle direzioni X e Y.
Se, in pianta (v. 6.6), un pilastro rettangolare risulta ruotato rispetto alle direzioni X e Y, nella schematizzazione della pilastrata viene opportunamente ruotato per fare in modo che vengano rappresentati i suoi due lati e non le proiezioni di questi. Invece, i pilastri con sezione di forma irregolare vengono rappresentati, nella schematizzazione, con la loro proiezione sul piano della tavola.

A destra della schematizzazione della pilastrata viene proposta la distinta dei ferri di ogni pilastro. Per ogni ferro della distinta viene indicato il diametro, la lunghezza ed il numero di tondini che esso rappresenta. A destra di ogni pilastro vengono riportate due sezioni: una con la distribuzione dei ferri indicati nella distinta e le legature (16.2.2.1) e laltra in con la staffa. Il diametro delle staffe e delle legature ed il relativo sviluppo vengono riportati in unapposita tabellina a destra delle sezioni. Se il valore del coefficiente di sicurezza della sezione inferiore a 1, questo viene riportato in bordeaux sopra le sezioni e tale indicazione non
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16. Le Armature

pu essere rimossa se non intervenendo adeguatamente sullArmatura o sulla struttura. Si supponga, per semplicit, che la sezione del pilastro sia rettangolare. Un pilastro di EdiLus-CA risulta armato dai seguenti gruppi di armature: un gruppo di ferri di uguale diametro disposti nei vertici della sezione; tale gruppo viene identificato da unetichetta del tipo 16 nei vertici disposta nella parte inferiore della sezione; un gruppo di ferri di uguale diametro per ogni lato della sezione; tali gruppi vengono identificati da unetichetta del tipo 312 o 512 disposta in prossimit del gruppo stesso. Per selezionare le sezioni di un pilastro basta: accertarsi che sia attiva la modalit per la selezione degli oggetti (il bottone Seleziona oggetti della toolbar deve essere premuto o lomonima opzione del menu locale della tavola deve risultare selezionata); fare click su una delle sezioni; questa operazione seleziona entrambe le sezioni proponendo un pallino verde nella loro posizione baricentrica. Per selezionare, invece, un gruppo di ferri della sezione basta cliccare, sempre nella modalit per la selezione degli oggetti, su uno dei ferri del gruppo oppure sulla relativa etichetta. Infine, per selezionare una staffa basta cliccare su essa in una delle due sezioni o sulla relativa etichetta [del tipo staffe 8 (L = 160)] posizionata sotto la seconda sezione da sinistra. Il gruppo di ferri selezionato o la staffa selezionata vengono proposti in rosso con la relativa etichetta. Come ogni oggetto di EdiLus-CA, sia le sezioni che le armature di un pilastro sono dotate di specifiche propriet. Quando le sezioni di un pilastro risultano selezionate, nel toolbox delle Propriet vengono proposte le seguenti propriet: Simmetrica: la selezione di tale check box richiede di armare simmetricamente la sezione del pilastro (v. avanti). Mostra Verifica: la selezione di tale check box richiede di visualizzare, in corrispondenza della sezione, il relativo diagramma delle sollecitazioni.

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16. Le Armature

Quando tale check risulta selezionato, sulla sezione viene sempre proposto il coefficiente di sicurezza, anche quando questo maggiore di 1. In particolare, se il coefficiente di sicurezza maggiore di 1 viene riportato in verde.

Sotto il coefficiente di sicurezza vengono anche proposti i dati significativi della verifica. Coeff. Sic.: in cui viene riportato il valore del coefficiente di sicurezza della sezione. EpsC: in cui viene riportato il valore della deformazione unitaria massima del calcestruzzo. EpsA: in cui viene riportato il valore della deformazione unitaria massima dellacciaio. Selezionando, invece un gruppo di ferri nella prima sezione (da sinistra) di un pilastro, nel toolbox delle Propriet vengono proposti i campi: Diametro ferri: in cui viene riportato il diametro del gruppo di ferri selezionato; Numero ferri: in cui viene riportato il numero di ferri del gruppo selezionato; Numero registri: in cui viene riportato il numero di registri su cui vengono disposti i ferri del gruppo selezionato. Se, invece risulta selezionata la staffa del pilastro, nel toolbox delle propriet viene proposto il solo campo Diametro staffe in cui viene riportato il diametro della staffa. Larmatura proposta per ogni pilastro pu essere liberamente personalizzata dal Tecnico modificando i ferri nella sua sezione (v. 16.2.2.1).
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16. Le Armature

Ovviamente appena si modificano le armature del pilastro viene effettuata automaticamente una nuova verifica e sulla sua sezione vengono automaticamente riportati i nuovi risultati (v. figura precedente). Inoltre, le due sezioni del pilastro possono essere spostate insieme in un qualsiasi punto della tavola effettuando le seguenti operazioni: selezionare le sezioni cliccando su una di esse; tra le due sezioni selezionate viene proposto un pallino verde; fare click sul pallino verde per sbloccare le sezioni dalla loro posizione; trascinare le sezioni nel punto della tavola desiderato e fare click per fissare la nuova posizione. Cliccando nella tavola con il pulsante destro del mouse si attiva un menu locale con opzioni analoghe a quelle proposte nel menu locale della finestra ARMATURE: Travi (v. 16.2.1). Le sezioni di un pilastro della pilastrata attiva vengono riproposte nella tabella dei pilastri del suo piano di appartenenza che viene proposta, nella finestra ARMATURE: Pilastri, selezionando lopportuno nodo Piano del box Pilastri. Quanto detto a proposito delle sezioni dei pilastri nella tavola di una pilastrata vale anche per le corrispondenti sezioni riproposte nella tabella dei pilastri.

16.2.2.1

Come Personalizzare le Armature di un Pilastro


Nella finestra ARMATURE: Pilastri (v. 16.2.2) il Tecnico pu personalizzare liberamente larmatura proposta per ogni pilastro modificando le propriet dei vari gruppi di ferri presenti nella sua sezione. Per personalizzare le armature di un pilastro possibile operare: nella sua sezione proposta nella tavola della pilastrata di appartenenza: oppure nella stessa sezione proposta nella tabella dei pilastri del livello di appartenenza (v. 16.2.2). Ovviamente, le modifiche apportate ad un pilastro nella tavola di una pilastrata, vengono riproposte anche per lo stesso pilastro nella tabella dei pilastri e viceversa.
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16. Le Armature

Se la sezione del pilastro asimmetrica (il check box Simmetrica delle propriet della sezione risulta NON selezionato), possibile selezionare e modificare singolarmente ogni gruppo di ferri disposto lungo i lati della sezione stessa. Se, invece, la sezione simmetrica (lopzione Simmetrica risulta selezionata), possibile selezionare i soli gruppi di ferri disposti sul lato superiore e sul lato destro della sezione. Quando la sezione simmetrica, infatti i gruppi di ferri sul lato sinistro e sul lato inferiore della sezione sono uguali, rispettivamente, ai gruppi sul lato destro e su quello superiore e, quindi, vengono modificati variando questi ultimi. Di seguito vengono illustrate le modalit per le varie modifiche che possibile apportare allarmatura di un pilastro. Per maggior semplicit tali modalit vengono illustrate con riferimento ad un pilastro di sezione rettangolare.

Modifica di un gruppo di ferri della sezione


Per modificare il diametro e/o il numero di tondini su un lato o nei vertici della sezione di un pilastro (v. 16.2.2) basta effettuare le seguenti operazioni: Selezionare il gruppo di ferri da modificare; per selezionare un gruppo di ferri della sezione possibile cliccare sulla sua etichetta oppure su uno dei suoi ferri. Questa operazione propone, nel toolbox delle Propriet, le propriet del gruppo di ferri selezionato. Nel toolbox delle Propriet effettuare quelle che, tra le seguenti operazioni, risultano necessarie: specificare un nuovo valore del diametro dei tondini del gruppo nel campo Diametro ferri e premere INVIO della tastiera per confermare; specificare il nuovo numero di tondini del gruppo nel campo Numero ferri e premere INVIO della tastiera per confermare; se nel campo Numero ferri viene inserito il valore 0 (zero), il gruppo di ferri viene eliminato; ovviamente, il numero di ferri disposti nei vertici della sezione fisso e NON pu essere modificato;

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16. Le Armature

Se un lato della sezione del pilastro NON presenta alcun ferro, su questo viene proposta comunque una barretta di colore verde chiaro. Cliccando su tale barretta, si seleziona il gruppo di ferri (nullo) del lato per consentire leventuale inserimento di tondini specificandone semplicemente il numero e il diametro nel toolbox delle propriet.

specificare il numero di registri sui quali si intende disporre i tondini del gruppo nel campo Numero registri e premere INVIO della tastiera per confermare; tale operazione NON pu essere effettuata per i ferri disposti nei vertici della sezione.

Le modifiche richieste riguardano solo il gruppo di ferri selezionato se la sezione simmetrica, cio se, nelle propriet della sezione, il check box Simmetrica risulta NON selezionato. Se, invece, la sezione simmetrica (il check Simmetrica selezionato), oltre il gruppo selezionato, viene modificato anche quello ad esso simmetrico. Ad ogni modifica il programma verifica nuovamente la sezione e propone, su essa, il nuovo diagramma ed nuovi risultati (coefficiente di sicurezza e tensioni massime).

Modifica del diametro delle staffe


Per modificare il diametro della staffa di un pilastro (v. 16.2.2) basta effettuare le seguenti operazioni:
Della staffa di un pilastro possibile modificare solo il diametro, in quanto le sue dimensioni dipendono dalla geometria della sezione.

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16. Le Armature

selezionare la staffa; per selezionare la staffa di un pilastro possibile cliccare su essa in una delle due sezioni del pilastro oppure sulla sua etichetta (nella sezione di destra); questa operazione propone il toolbox delle Propriet della staffa; nellunico campo (Diametro staffe) della toolbox delle Propriet specificare il nuovo diametro della staffa e premere INVIO della tastiera per confermare. Effettuate le modifiche il programma verifica nuovamente la sezione e propone, sulla sezione stessa, il nuovo diagramma e nuovi risultati (coefficiente di sicurezza e tensioni massime).

Inserimento di legature
Alle armature di un pilastro possibile aggiungere delle legature tra i suoi ferri. Per inserire una legatura in un pilastro basta: Selezionare loggetto Armature\Legatura nel toolbox Oggetti Disegno per attivare la modalit per il disegno delle legature; questa operazione aggiunge un pallino rosso al cursore; Nella sezione di sinistra del pilastro fare click sul primo tondino da legare per consentire il corretto posizionamento della legatura. Questa operazione fissa il primo punto della legatura; per facilitare il disegno della legatura, quando il cursore risulta correttamente posizionato su un tondino, questultimo diventa di colore verde. Fare click sul secondo tondino da legare per ottenere il disegno della legatura richiesta.

Modifica delle Armature dei Pilastri mediante il cambiamento dei relativi criteri di Armatura
Le armature della pilastrata visualizzata nella finestra ARMATURE: Pilastri (v. 16.2.2) o di tutte le pilastrate del progetto possono essere modificate cambiando opportunamente i parametri specificati nella pagina Pilastri del toolbox Armature (v. 16.1.1) prima di richiedere il calcolo.

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16. Le Armature

I parametri specificati nel box Dati Verifiche della pagina Pilastri del toolbox Armature, essendo dati necessari per il calcolo, NON possono essere modificati dopo aver richiesto il calcolo stesso.

Per ottenere le modifiche della pilastrata visualizzata in base ai nuovi parametri specificati nella pagina Pilastri del toolbox Armature basta: pigiare il bottone Ricalcola della toolbar del toolbox Armature; questa operazione propone un messaggio che chiede conferma delle modifiche richieste;
Il bottone Ricalcola risulta abilitato solo se visualizzata una pilastrata ma NON risulta abilitato quando visualizzata la tabella dei pilastri di un piano (v. 16.2.2).

pigiare il bottone Si del messaggio per confermare ed ottenere le modifiche richieste nelle armature della pilastrata. Per salvare le modifiche apportate alle armature della pilastrata basta pigiare il bottone Salva della toolbar della Finestra del Programma. Se, invece del bottone Ricalcola, viene pigiato il bottone Ricalcola Tutto della toolbar del toolbox Armature, le modifiche richieste nella pagina Pilastri dello stesso toolbox vengono apportate a tutte le pilastrate del progetto.
Al momento NON garantito il rispetto della Gerarchia delle Resistenze (per edifici calcolati in Classe di Duttilit Alta - v. 5.2) se, dopo il calcolo, vengono modificate manualmente le armature predisposte automaticamente dal programma oppure (sempre dopo il calcolo) vengono modificati i parametri del toolbox armature e vengono effettuati dei ricalcoli.

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16. Le Armature

16.2.3

Le Armature delle Pareti


Richiedendo il Calcolo Completo oppure il Calcolo delle Armature e delle Carpenterie (v. cap. 13), il programma provvede ad armare automaticamente qualsiasi elemento strutturale ed, in particolare, le pareti del progetto. Le tavole con le armature di ogni parete del progetto vengono proposte nella finestra ARMATURE: Pareti. Nella finestra ARMATURE: Pareti oltre a poter visualizzare e stampare le armature di una parete, anche possibile personalizzare liberamente le armature proposte. Le armature possono, infatti, essere modificate, eliminate o integrate con ulteriori armature (v. avanti). Per aprire la finestra ARMATURE: Pareti del progetto basta effettuare le seguenti operazioni: esplodere, con un doppio click, il nodo ARMATURE del Navigatore (v. 3.2.1) del progetto per visualizzare i nodi contenuti; fare un doppio click sul nodo Pareti; questa operazione apre la finestra ARMATURE: Pareti nella Finestra del Programma (v. 3.1) ed attiva, sotto il Navigatore, il box Pareti per la selezione della parete da visualizzare. Nel box Pareti vengono proposti, sul ramo principale di uno schema ad albero, i nodi dei vari piani delledificio. Esplodendo, con un doppio click, il nodo di un Piano vengono visualizzati tutti i nodi relativi alle pareti (gruppi di pareti allineate o leggermente inclinate tra loro) del piano stesso. Cliccando sul nodo di una parete, nella finestra ARMATURE: Pareti viene proposta larmatura della faccia (lato) Anteriore e Posteriore (v. 21.4) della parete selezionata. Su ognuna delle facce (Anteriore e Posteriore) una maglia di ferri con sfondo bianco rappresenta larmatura diffusa (v. 16.1.4), mentre ulteriori gruppi di ferri numerati disposti lungo la direzione principale (verticale) e/o secondaria (orizzontale) con sfondo pi scuro rappresentano le eventuali armature aggiuntive (v. 16.1.4). Tutti i gruppi di armature risultano opportunamente quotati.
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16. Le Armature

La faccia Anteriore di una parete quella che un oss